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Con "ultratronics", Ryoji Ikeda spinge ancora più avanti la sua esplorazione della relazione tra suono, tecnologia e percezione sensoriale.david (Romaeuropa)
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Al CENTRO CELESTE, 16 novembre:
ASEMISMO a cura di Nicolò D’Alessandro ed Enzo Patti. Ingresso libero. Solo su prenotazione al numero 3286661168 fino a esaurimento posti.
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Proseguono le partite online! – Super Mario Party Jamboree ITA #15
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Il 7 e l’8 novembre 2025 si è tenuta a Roma la VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, organizzata dal Governo. Un evento ufficiale previsto dalla normativa finalizzato ad aggiornare ogni tre anni la situazione del fenomeno delle dipendenze, la risposta del sistema dei servizi e le indicazioni generali d’azione.
Negli stessi giorni della Conferenza ufficiale si è svolta sempre a Roma la Contro-Conferenza nazionale sulle droghe autoconvocata organizzata da numerose associazioni, reti, Enti Locali, realtà in prima linea che non sono state volutamente invitate alla Conferenza ufficiale.
Per capire le motivazioni della Contro-Conferenza, approfondire i danni che le politiche governative stanno causando abbiamo intervistato Pino di Pino, Presidente di ITARdD rete di operatori, operatrici, persone che usano droghe, associazioni e enti locali che promuove, sostiene e difende la riduzione del danno in Italia.
L’intervista offre un panorama dei temi trattati nella Contro Conferenza, le cui proposte finale sono contenute in un Piano sulle droghe e si conclude suggerendo alcuni terreni d’iniziativa su cui sarebbe importante aprire il confronto anche nel mondo giuridico per contribuire ad un cambiamento di rotta: l’abolizione delle sanzioni amministrative, la regolazione dei mercati e una maggiore accessibilità delle misure alternative alla detenzione.
INTERVISTA A PINO DI PINO
Si è resa necessario organizzare la Contro Conferenza per diverse ragioni.
Questo Governo prima della Conferenza governativa sulle droghe aveva già presentato il suo bigliettino da visita con una serie di provvedimenti, come il Decreto anti-rave, il Decreto Caivano, l’inasprimento delle pene per i fatti di lieve entità legati al traffico di droghe, la proibizione del CBD. Tutte scelte che avevano già evidenziato chiaramente la sua linea politica sulle droghe. Inoltre, nonostante la disponibilità delle associazioni che poi hanno vita alla Contro Conferenza a partecipare ai tavoli preliminari, così come era stato nel 2021 con la Ministra Dadone, tutte queste realtà non sono state coinvolte nel percorso della Conferenza governativa. Stiamo parlando esperienze della società civile come Itardd o Itanpud rete delle persone che usano droghe. Nella preparazione della Conferenza sono state completamente escluse le voci di chi le droghe le usa. Voci che invece nella conferenza del 2021 erano state ampiamente rappresentate nei tavoli preliminari e durante la Conferenza.
Di fronte a questo atteggiamento di esclusione, ad una generale impostazione criminologica e patologica sulle droghe ed avendo il governo chiarito fin dal principio che l’approccio della riduzione del danno sarebbe stato escluso dalla Conferenza, ci è sembrato logico organizzare uno spazio che contrastasse questa visione delle politiche sulle droghe.
Il nostro piano viene portato avanti ogni giorno dalle persone che lavorano nei servizi sia pubblici che del privato sociale che fanno la riduzione del danno. E’ il piano che agiamo quando si tratta di prendersi cura delle persone e si fonda sulla libertà di scelta, l’autodeterminazione, il rispetto della dignità umana e dei diritti umani.
Quando si parla di leggi e legislazioni è un piano che, anche riferendosi ad alcune esperienze internazionali che sono state anche invitate, affronta il tema della regolazione legale delle sostanze stupefacenti con un approccio laico e scientifico. Il grosso dei danni delle droghe è prodotto dal proibizionismo, dal fatto che le droghe siano illegali. Ovviamente figuriamoci se il governo Meloni poteva mettere queste cose all’ordine del giorno della Conferenza.
Non solo da parte di questo governo ma in generale da parte del sistema penale italiano l’accesso alle misure alternative dovrebbe essere completamente ripensato. Le persone detenute e che sono tossicodipendenti o che comunque usano droghe dovrebbero avere la possibilità di accedere prima possibile alle misure alternative, non solo dopo aver scontato un certo periodo di pena, domiciliari piuttosto che inserimenti in comunità terapeutiche.
D’altronde questo governo proibisce sostanze come la CBD che non hanno nemmeno alcun effetto psicotropo.
Se pensiamo che un terzo dei detenuti in Italia dichiara di fare uso di droghe ed è entrato in carcere perché usa droghe, mettere mano all’aspetto penale è un altro aspetto fondamentale se vogliamo effettivamente che le persone possano prendersi cura di sé. Sappiamo bene che il carcere non è di certo il posto in cui uno può prendersi cura di sé.
C’è una continua tensione panpenalista. Continuare ad aumentare le pene insieme alla pressione penale su comportamenti sociali è decisamente una strategia notoriamente della destra italiana e forse non solo.
Pensiamo all’esponenziale aumento di detenuti minori frutto del decreto Caivano. Fino a un anno o due fa avevamo le carceri che esplodevano ed ora cominciamo ad avere anche gli istituti di esecuzione penale minorile che esplodono. Un parallelismo preoccupante lo si può vedere nei fatti come quelli successi al Beccaria di Milano. Le stesse violenze che sono perpetrate nelle carceri per adulti cominciano a esplodere anche nelle carceri per minori. Al di là del fatto che se sei un aguzzino, sei un aguzzino bisogna anche riflettere che diventi un aguzzino forse anche più facilmente in un contesto di continua pressione e sollecitazione. Un altro grave aspetto è che cominciano a suicidarsi anche minori detenuti.
In generale sappiamo che le droghe sono usate sempre come un pretesto: difendere la società dalle droghe e da chi le vende è sempre stato il pretesto per aumentare la pressione penale, adesso addirittura nei confronti dei minori.
È una tendenza italiana che smentisce non solo una tendenza europea, ma una tendenza globale.
L’esempio più eclatante di ciò che sta succedendo a livello internazionale potrebbe essere rappresentato dagli Stati Uniti d’America. Prima che si affacciasse Trump, nell’arco di cinque anni hanno cambiato completamente la loro posizione passando dall’essere lo Stato capofila della “guerra alla droga”, che fu lanciata proprio da Nixon nel 1961 con la Convenzione di New York, a essere la federazione nella quale più Stati legalizzano e regolamentano le droghe. Non stiamo parlando solo di marijuana visto che ci sono Stati americani che hanno regolamentato gli psichedelici. L’amministrazione Biden aveva investito 4 miliardi di dollari nella riduzione del danno, ci sono stanze del consumo a New York e in altre città americane.
Ci sono paesi come la Nuova Zelanda che regolamenta gli stimolanti, paesi come la Colombia in cui è depositato un disegno di legge per regolare la produzione e la vendita della cocaina, in Uruguay continuando ciò che è stato fatto da Moïjca in materia di legalizzazione, la marijuana è monopolio dello Stato.
In Europa il Governo italiano è ancor più isolato.
La strategia sulle droghe dell’Unione Europea si basa sulla riduzione della domanda, quindi tutti quei servizi e strategie che servono a far sì che le persone non si droghino o smettano di drogarsi, ovvero prevenzione e cura oltre che riduzione dell’offerta.
Il Governo italiano come riduzione dell’offerta si limita a incentivare pattuglie in strada che pescano solo pesci piccoli, che molto spesso sono vittime della violenza delle grandi organizzazioni criminali. Nelle carceri ci sono questi detenuti e non i grandi trafficanti. Per cui la scelta del Governo italiano è una scelta che non ha senso. La cosidetta “guerra alla droga” l’abbiamo persa almeno vent’anni fa. Sul fatto che sia ora di smettere di combattere la “guerra sulla droga” ci sono diverse sollecitazioni e ne voglio ricordare solo due. La prima è quella dell’Alto Commissariato ONU per i diritti umani, ospite alla Contro Conferenza, che sottolinea come la guerra alla droga è comunque una violazione dei diritti umani perché per esempio impedisce a chi si droga molto spesso di accedere ai servizi che si occupano della salute, La seconda è la dichiarazione conclusiva della Conferenza dell’ONU di Vienna dell’anno scorso, sottoscritta anche dall’Italia, fortemente condizionata dal fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Alto Commissariato ONU per i diritti umani stanno dicendo la loro sulle strategia e le politiche sulle droghe, che parla di accesso alla salute e al benessere, di riduzione del danno e di decriminalizzazione dei consumi di droghe.
Sì tanto più che l’alta finanza, che poi condiziona pesantemente le politiche statali e globali, è a dir poco infiltrata dalle gigantesche organizzazioni di narcotraffico.
La prima cosa che può interessare i giuristi è l’appello a un fronte sempre più ampio che, come dire, promuova referendum o iniziative di legge popolare per abolire le sanzioni amministrative. Che una persona perda la patente se viene sorpreso in possesso di droghe anche se non è alla guida, è un’ingiustizia incredibile. Su questa specifica questione la rete che ha promosso la Contro Conferenza ha intenzione di costruire delle iniziative nel prossimo futuro.
La seconda cosa è la regolazione dei mercati, cioè pensare a delle soluzioni e delle iniziative che legalizzino le droghe, quantomeno a cominciare dalla marijuana ma senza fermarsi solo a questa sostanza.
La terza cosa che può interessare i giuristi è l’appello condiviso da tutta la Contro Conferenza a pensare come rendere più accessibili e più facili le misure alternative perché le carceri non si riempiano di persone che ci arrivano per delle difficoltà sociali dettate dallo stigma e dalla criminalizzazione. E’ un meccanismo perverso: finisci in carcere per un comportamento individuale che non nuoce a nessuno e lì impari a fare il delinquente vero. Sei costretto, come dire, a finire in un vortice, a rimanere inchiodato nella tua posizione che non è di consumatore di droghe ma di soggetto marginale, vittima di violenza giuridica istituzionale.
Ecco la sintesi del documento finale della contro conferenza sulle droghe!Redazione (Conferenza Nazionale sulle droghe)
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Giovedì 20 novembre – ore 18:00 – presso la Biblioteca totiana di Alatri, presentazione del volume Videoarte e arte di Silvia Bordini e Valentino Catricalà. Presente l’autrice, in dialogo con Augusto Dolce e Antonio Trimani.
Maggiori informazioni: https://www.visionimolteplici.it/2025/11/04/videoarte-arte-bordini/
Via Emanuele Lisi, 2 Alatri (FR) – info@bibliotecatotiana.it
#AntonioTrimani #art #arte #AugustoDolce #BibliotecaTotiana #SilviaBordini #ValentinoCatricalà #videoarte #VideoarteEArte
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Annalisa Retico espone i suoi lavori asemici a Roma, presso la libreria El Topo di Via delle Acacie 15 C, da venerdì prossimo, 21 novembre, fino al 18 gennaio 2026.
Vernissage venerdì 21 novembre, dalle ore 19.
#AnnalisaRetico #art #arte #asemic #asemicWriting #asemismo #ElTopo #inaugurazione #mostra #scritturaAsemica #vernissage
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Co-founder of Canyon Cinema and the San Francisco Cinematheque and one of the godparents of experimental film, Bruce Baillie (1931-2020) has forged a singular path in his visionary explorations of the world, his exquisite treatment of light and fragmented storytelling influencing successive generations of like-minded filmmakers. Shot on a cross-country journey during 1964 and 1965, is the Baillie film most in need of rediscovery. Joining the ranks of Bob Dylan, Robert Frank and Jack Kerouac in chronicling a tumultuous period in American history from the road, Baillie sets out “to show how in the conquest of our environment in the New World, Americans have isolated themselves from nature and from one another”.
#Baillie #BobDylan #BruceBaillie #CanyonCinema #cinema #experimentalFilm #film #fragmentedStorytelling #JackKerouac #onTheRoadInChroniclingATumultuousPeriodInAmericanHistoryFromTheRoad #RobertFrank #SanFranciscoCinematheque #USA #video
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il podcast del 3 novembre: slowforward.net/2025/11/03/oca…
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torrossa.com/it/resources/an/5…
Giuseppe Garrera, Sebastiano Triulzi
2022 – Aras Edizioni
54 p.
Un pamphlet letterario su Amelia Rosselli e sulle “ragioni” profonde della sua pazzia come proiezione onirica e lucidissima dell’Italia del suo tempo. Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi rileggono la sua accecante parabola di vita e poesia alla luce della contiguità tra regime fascista e Repubblica, dell’Italia come realtà postfascista, secondo la grande intuizione di Pier Paolo Pasolini. Dunque, non donna prigioniera di un’infanzia traumatizzata ma donna e poeta consapevole della persistenza del male e del potere della Storia. Il caso Amelia Rosselli è episodio emblematico di poesia belligerante e di resistenza, in cui la sua storia personale coincide con la storia politica dell’Italia.
torrossa.com/it/resources/an/5…
#AmeliaRosselli #Aras #ArasEdizioni #fascismo #GiuseppeGarrera #iLustrascarpe #lItaliaComeRealtàPostfascista #pdf #poesia #postfascismo #SebastianoTriulzi #Torrossa #trauma
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Proseguono le partite online! – Super Mario Party Jamboree ITA #14
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Ieri sera mi sono in qualche modo parzialmente svegliata (…astenersi da dubbi sulla congruenza temporale di tutta la cosa, ma credo che ormai chiunque dovrebbe avere abitudine con l’incredibilità del mio essere) dal mio assopimento indescrivibile, e ho per qualche motivo pensato, testuali parole: “Se ora ipoteticamente rifinisco col riscocciarmi della mia vita attuale, allora ritornerò a rishitpostare“… e, in effetti, da lì fino ai momenti più vicini dell’attuale momento del giorno odierno (anche detto “le ultime 16 ore o giù di lì”), sta accadendo proprio questo. 🤯
È un fatto curioso, che esce fuori nel bel mezzo di quello che non posso definire se non come un momento di crisi: ho il terribile bisogno di sfruttare le mie giornate per scrivere robaccia più o meno pazza — si, per distrarmi dagli orrori, ma anche più semplicemente per godere di cose non altrimenti esistenti — ma le idee sono sempre più o meno inesistenti… o, almeno, questo è il punto di vista che mi parrebbe più che lecito tenere, le idee sono attualmente indisponibili per creare cose goduriosamente lunghe ed adeguatamente strutturate… ma i semi dovrebbero esserci… 😼
E quindi beh, magari non ho la forza che vorrei, così come la visione chiara che mi servirebbe, per piantare questi semi per bene… ma, se l’alternativa è perderli — cioè dimenticarmi le idee microscopiche, lasciare che tutto sfumi sempre in un nulla assoluto, pentendomi continuamente di aver lasciato tempo al sole di tramontare e poi risorgere senza che io abbia avuto modo di causare un adeguato dissesto nel tessuto che compone l’essenza iperuranica dell’universo stesso ogni giorno — perché invece non sparare questi sputi a destra e a manca, sopra e sotto, lasciando e accettando pure che mi finiscano negli occhi se non faccio abbastanza attenzione, sperando che piantine di fantasia spuntino fuori, per quanto magari sfigate e deformi? 😈
Dunque, almeno idealmente, è tornata appunto l’ora di shitpostare… ma in un modo diverso dal passato. Non solo il diretto motivo di fondo è questo gran pippone qui, ma ormai ho accettato — anche se, non lo nascondo, sempre con una grossa fatica ogni giorno — di essere io un essere troppo etereo, troppo più sopra alla realtà degli esseri umani terrestri per poter mai essere da questi totalmente compresa e riconosciuta nella mia personalità magicheggiante, almeno finché sarò in vita… E quindi, se in passato lo shitposting è sempre stato nella mia testa un metodo, per ricercare attenzioni e bacini (simbolici, ovviamente… oppure no???) che mai sono arrivati, ora deve essere piuttosto il mio fine… il mio fine per non fare io una brutta fine, diciamo. 🔥
Per fortuna, si dà il caso che il mio server Sharkey — cioè, microblogging theaded godurioso selfhostato — io lo abbia già, da quando lo installai mesi fa per quel segreto esperimento malato che alla fine, per via di limitazioni tecniche, non andò mai in porto (…per ora), quindi fanculo alle esitazioni: ho subito iniziato a cucinare (…e, forse, non a cucinarmi). Sfruttando a mio vantaggio i thread infiniti, ho già scritto senza remore varie cose svitate, lasciando che gli aggiornamenti fluissero ed andassero ad aggiungersi naturalmente ad ogni cosa precedente… ma, di cucinamento pur sempre si tratta, perché le parole che lì in mezzo finiscono non sono mai a caso, ma sempre accuratamente pesate (e, con il giusto occhio di riguardo per l’ortografia, di cui gli shitposter amatoriali, ben distanti dalla mia perfezione, mancano). 😘
shark.octt.eu.org/embed/user-t…
Non posso sapere con assoluta certezza se questa roba durerà più di qualche giorno, magari finendo per diventare una mia totalizzante abitudine di vita, come quella che ormai da incontabili mesi è per me scrivere almeno un post lungo di questi ogni giorno… oppure se invece, come tutte le altre volte in cui ho preso in mano la Misschiave o il Mastodonte o persino il Whazzappo (oltre ad altre cose che non nomino… principalmente perché non ho come deformarne i nomi in modo spassoso), mi dimenticherò involontariamente del tutto in un battibaleno, magari finendo per fare pure finta che non sia mai successo niente… Però, penso sinceramente (o spero, boh) che, accettando dentro di me il fatto di non poter mai ricevere vero grande interesse, come invece ho sempre sperato ognuna di quelle altre volte, quindi finendo per scrivere davvero solo per me, io possa divertirmi e basta. 🙏
Come si suol dire… nella vita, o caghi o sei cagato… ed io, con tutta questa merda in testa, rientro decisamente nella prima categoria, di conseguenza non posso appartenere alla seconda; ma, l’importante, in fondo, è che la cacca sia fragrante per me che la produco, non per forza anche per chi scrolla il bagno dopo di me. Detto questo, anche se so che nessuno avrà interesse ad ingoiarsi questi miei stronzi dal Fediverso, stamattina ho comunque sistemato il mio profilo Sharkey con tutti i dettagli che mi mancavano (…si potrebbe dire che ho aggiunto le mattonelle al bagno), e ho in realtà anche settato il bridge RSS su un vecchio canale Telegram — che prima divenne inattivo e io riciclai a pattumiera, mentre con oggi riciclo a gabinetto — per chi mai volesse scoprire cosa scrivo quando non scrivo (mentre non voglio spammare il canale principale): @OctoMediaJournal (e… non fate caso alla vecchia bio, che ancora non ho cambiato). Nel caso, buona evacuazione a tutti… 💣
Sharkey, 🌎 A Sharkish microblogging platform 🚀: * https://joinsharkey.org * https://docs.joinsharkey.org — https://activitypub.software/TransFem-org/Documentation * https://activitypub.software/TransFem-org/Sharkey ,
Patchwork poetico (2006),
Domande tra porto e mare (2009),
La poesia cambierà il mondo (2019),
Spazi di parole (2024)
e Sogni a colori. Viaggio attraverso il Venezuela (2025).
Inoltre, Maltoni ha fondato un centro servizi culturali e da anni promuove concorsi, eventi e progetti dedicati alla poesia e ai giovani autori. La sua presenza nel panorama letterario nazionale è costante e riconosciuta, tanto da essere inserita nel dizionario poetico di WikiPoesia.
Oggi è considerata una delle voci più originali e sensibili della poesia italiana contemporanea.
“Spazi di parole” di Alessandra Maltoni: una silloge poetica che unisce pandemia, introspezione e ispirazione dantesca. Una lettura intensa e attuale.Gloria Donati (Magozine.it)
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Cometa Lemmon con tracce satellitari e scie luminose di aerei
edu.inaf.it/astrofoto/cometa-l…
Un nuovo scatto della cometa Lemmon, che ci sta per salutare, sempre sopra i cieli della Sicilia.
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oggi, venerdì 14 novembre, ore 18
Libreria TOMO
via degli Etruschi, 4 – Roma
presentazione del libro
di Rossella Or
(Argolibri, collana Talee, 2025)
In dialogo con l’autrice:
Giorgiomaria Cornelio
Lidia Riviello
Fabio Orecchini
Claudio Orlandi
Letture di Rossella Or
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Rossella Or pubblica la sua opera di poesia pura, in cui voce e testo si compenetrano sino ad incenerirsi, nell’ombra incendiaria di Artaud.ARGO
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Se c’è una città in cui manca il verde, in cui si continua a dichiarare “no al consumo di suolo” mentre si sfornano permessi di costruire che sacrificano le ultime aree libere, questa è Catania. Gli Uffici pensano che il problema si possa risolvere con la perequazione, vale a dire con un “va bene, costruisci pure, ma lascia libero un pezzettino di area dove piantare un arbusto e […]
Leggi il resto: argocatania.it/2025/11/14/roto…
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Oggi sono fortunatamente meno implosa e stanca di ieri… il che è strano, visto anche che stanotte ho dormito a malapena 4 ore, ma va bene così. Tuttavia, questo vuol dire che non ho proprio nulla di cui lamentarmi, e quindi ancora meno da raccontare, e che disastro e che male al cuore… (Ed ecco che magicamente starei in effetti facendo uscire una lamentela nuova di zecca dritta fuori dal mio culo, ma fare così equivarrebbe a imbrogliare, quindi evito.) 😩
Le sole cose spassose che posso raccontare oggi, allora, sono di quella categoria che credo interessi solo ai pazzi; ossia, gli autobus. Mi chiedevo, precisamente… com’è che sembra che la probabilità di incontrare gli autobussyni più vecchi aumenti tanto più si prendono corse tendenzialmente meno frequentate? Nel senso, sarà per caso un caso… oppure, nei limiti del possibile, verrà fatto apposta di piazzare i mezzi meno scassati negli orari più di punta (…eccetto per una specifica corsa la sera, che magicamente riesce a fare sempre eccezione a questa regola, per cui serve molta gente ma il pullman è vecchio e consumato)…? E sarà questo fatto per dare una falsa impressione di ottimo servizio ai più statisticamente ignari… o ci sarà dietro un motivo altruistico, del tipo di evitare che siano proprio i mezzi con più gente dentro a rischiare di avere disservizi in viaggio…? 👻
Vabbé, non so perché mi è salito proprio questo pensiero, proprio oggi pomeriggio, al mio ritorno a casa, tra tutti i possibili in cui potevo finire sommersa… posso supporre che sia perché oggi, su 2 autobus totali, ho beccato sempre e solo dei vecchi. Anzi, in realtà 3 bus… perché il primo stamane l’ho perso per appena 5-10 secondi, perché per qualche motivo non aveva la scritta SITA dal lato in cui l’ho visto passare (o forse sono io che alle 8 di mattina non ci vedo… ma mi pare strano, perché invece quella “cotrac” l’ho letta), quindi non ho accelerato il passo quando dovevo, accorgendomi solo troppo tardi che quello era il mio autobus, e solo per aver intravisto salire una particolare persona che non conosco che lo prende sempre alla mia stessa fermata alla mia stessa ora (…e giuro che la situazione è meno creepy di quanto sembra a dirla così, non chiamate la polizia)… ma non voglio lagnarmi stavolta, ho detto, tanto ho accettato che sono una frana ad esistere. 😈
Comunque, l’autobus vecchio ha delle sue vibe a dir poco particolari che, certamente, non disprezzo affatto. Certo, quello con luci da gaming e porte USB per scroccare corrente ha un fascino irreplicabile, e quello che sa di nuovo con le sedute belle spaziose altrettanto, ma ogni tanto è bello anche cambiare aria… Oddio, farei volentieri a meno della puzza di piscio proveniente dai posti più in fondo… — e ok, un viaggio così da cesso mi è per fortuna capitato solo una volta l’anno scorso (o forse era due anni fa? …la cosa mi avrà microtraumatizzata al punto che il ricordo mi si è già corrotto?), e poi mai più ho sentito tanfi di quel tipo in autobus, ma il solo stare nell’ambiente mi riporta un minimo a quel momento, che non è proprio il massimo. Però dai, nel bus vecchio c’è pure un altro odore di stagionatura, lievemente meno disgustoso, ossia quello delle rivestiture interne (e nello specifico credo, ma non ne sono sicura, di tutta la gomma) consumate e bruciate dal sole nel corso dei decenni. 😳
A parte gli scherzi: si, le sensazioni dell’autobus vecchio, per quanto fin troppo memabili, hanno comunque qualcosa di speciale per me. Sarà perché al primo anno tornavo spesso a casa dall’università ad ora di pranzo, come piace a me, e quindi capitavano fin troppo spesso proprio i pullman vecchi, proprio come ancora adesso sembra comune a quell’ora per almeno metà delle volte (mentre, ad altre ore, per l’appunto, no; appaiono i modelli più wow). Sarà perché, forse per via delle ampie vetrate, a mezzogiorno entra molto sole, e gli interni si riscaldano, ed il mio lato piantifero di questo ne godrà senza nemmeno accorgersene. E poi, in generale, quel tale aspetto così rustico fa un effetto così tanto italiano e casalingo… tra i tasti di stop che non funzionano, le vetrate con la condensa dentro (e, a volte, pure i fiumi), le viti che mancano in certi punti secondari (…zio bullone), quindi la struttura che in generale si presenta molto traballante, ed il motore greve che ci aggiunge il suo per far tremare bene tutto pure da fermo; in generale, un vecchiume e una trasandatezza che fanno un po’ femcel-core (…octo-core). 😻
Ma, infine, beh… Se tali dettagli sono di serie su ognuno di questi mezzi d’altro secolo, ogni tanto, la fortuna fa apparire ai miei occhi anche particolarità più uniche e speciali… come questa scritta, affianco al mio posto di oggi: “SALERNO MERDA“. E beh, beh… ho l’impressione che qualche buontempone l’abbia depositata con l’intento di suscitare ira, ma… c’è per caso una singola anima qui, o sul pullman in questione, inorridita da ciò? Il bro — perché si, sarò misandrica di nuovo, ma dubito che possa essere stata una donna a scrivere qualcosa del genere sulle mura di una stanza su ruote — ha oggettivamente sputato fatti; chi sa, sa. Quanto ci sarebbe ordunque da fantasticare anche su tutte le strade e i comuni di ‘sto cazzo che questo pullman ha visto, nella sua lunga vita, in cui avrà sicuramente fatto tante e tante tratte oltre a quella in cui, proprio oggi, mi ha servita… ed egregiamente, nonostante i pezzi che mancano e la copertura dell’appoggio per la salita che, in foto si intravede, è mezza strappata. 🥴
#autobus #emozioni #pullman #vecchio #viaggio #vibes
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Porno? Non ne parliamo!
Il governo ha comprato un secchiello
Leggiamo che la data del 12 novembre 2025, ieri, termine per l’attivazione della censura su alcune decine di siti definiti pornografici dalle autorità italiane non è poi quella definitiva in quanto i siti messi all’indice hanno ancora qualche mese di tempo […]
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ma quella che pubblica questa robalinkata qui è la stessa Garzanti che pubblicava Rosselli, Insana, Porta e Pagliarani?
#Arminio #FrancoArminio #FrancoArminio #Insana #Pagliarani #Porta #Rosselli
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Charles Bernstein reading in Susan Lewis’s Monday series at KGB bar in NY.
Don Yorty recorded the event & posted it here: vimeo.com/1132932082
#CharlesBernstein #DonYorty #experimentalPoetry #experimentalWriting #KGBBar #reading #SusanLewis #video
You can check out Charles Bernstein's newest book, The Kind Of Poetry I Want, at The University of Chicago Press: https://press.uchicago.edu/ucp/books/book/chicago/K/bo236892992.html for…Vimeo
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“Di maniera che non è un sol mondo”
edu.inaf.it/rubriche/risate-sp…
Pericoloso arrivare in anticipo
Dalla scoperta del primo esopianeta al destino di Giordano Bruno.Antonino La Barbera (EduINAF)
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https://www.rsi.ch/cultura/letteratura/Robert-Walser-essere-apparire-o-scomparire–3245072.html (Mattia Mantovani)
#Hesse #Joyce #LAssistente #MattiaMantovani #Musil #narrativa #RadioDellaSvizzeraItaliana #RobertWalser #RSIRadioDellaSvizzeraItaliana #scrittura #Walser
“L’assistente”, capolavoro dello scrittore di Bienne: una riflessione sulla condizione umana tra normalità e abissi, più attuale che mai nell’era dei socialrsi
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Forse questa volta avremo davvero un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Come facilmente prevedibile, vista la perdurante inadempienza del Comune, è stato nominato il commisario ad acta. Dopo il silenzio in cui sono trascorsi i 45 giorni concessi dal TAR al Comune per completare il provvedimento di adozione del Piano, i ricorrenti, hanno chiesto infatti, come […]
Leggi il resto: argocatania.it/2025/11/12/barr…
#AssociazioneLucaCoscioni #ComuneDiCatania #disabilità #PEBA #TARDiCatania
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Ahhh, ultimamente il sonno, la stanchezza, mannaggia a qualsiasi cosa mannaggiabile, mi sta proprio mangiando (non gnam). Lasciamo stare stamattina, che mi sono svegliata e definitivamente alzata dopo l’una, ma qui era non tanto per la stanchezza, quanto per il fatto che uso il dormire anche come metodo di coping contro gli orrori dell’esistenza… Ieri sera, più che altro, ero stranamente proprio stanca ad un certo punto, del tenore di zzz… e ciò, che in realtà non è una novità, stavolta mi ha seccata a tal punto che sono dovuta arrivare a riflettere sul fatto più del dovuto, come ahimè sono fissata per tutto… 🤕
Ieri pomeriggio, già avevo una specie di sonno… dopo appena 4 ore dal mio risveglio praticamente, che è vergognoso, ma la colpa sarà stata della combinazione tra lezione noiosa e pranzo misero, quindi sorvoliamo… però vabbè, comunque facevo tranquillamente le mie cose per passare il tempo, la stanchezza era solo un po’ appostata dentro le pareti. Quando si è fatto veramente tardi però, dopo aver fatto la doccia e cenato, praticamente alle 22:30, si è inspiegabilmente presentata la stanchezza vera, e quindi non riuscivo più a continuare a fare le mie cose (ma, stranamente sono comunque andata a letto tardi, perché… non lo so, il PC è terribile, dovrei evitare di tenerlo acceso la sera, perché mi risucchia, ma purtroppo non ho altro modo se non esso di guardare YouTube su uno schermo grande). 🧐
A quell’ora praticamente volevo finire un disegno che avevo iniziato 6 fottute ore prima, che per tutto quel tempo non ho potuto neanche toccare, se non 3-5 minuti di merda subito prima di cena, perché zio caro le cose di mezzo, ma era difficile… anche perché, stranamente, pure gli occhi mi si mezzi chiudevano e non mettevano a fuoco da nessuna parte per più di qualche secondo di fila. Poi, avrei voluto scrivere già allora questo ennesimo post mortale, così da magari anche levarmi dalla testa questa variante della mia disperazione, ma non usciva niente… pure perché, se gli occhi non funzionano, figuriamoci la parte del cervello che elabora il linguaggio. Poi, dopo alcuni minuti, gli occhi mi si sono un minimo aperti e il disegno l’ho finito, anche se a fatica… forse, grazie alla mia adorata luce blu degli schermi, che in cambio mi ha sottratto solo 15-20 minuti di sonno. 🥱
Non si sa, ovviamente, da dove arriva tutta questa stanchezza. La mattina mi sono svegliata ad orario approvato, con calma sono andata alla spaccversità, lì ho scritto il post di ieri mentre mangiavo, poi a lezione ho soltanto disegnato, così come dopo finché non è stato momento di prendere l’autobus, in viaggio su questo ho fatto del semplice gaming, e a casa ho appena fatto merenda senza fare assolutamente niente (ero giusto col telefono a guardare YouTube), e infine la doccia e tutto. E pensare che pure oggi, seppur non sento esattamente stanchezza ora, il mio cervello comunque non collabora, e ci ho messo dunque fin troppo tempo a scrivere questo stupido post, mentre chissà più tardi come sclererò per chissà cosa finirò a fare (probabilmente, disegnare finché non dovrò poi scendere stasera, che non è che ho molte altre opportunità). 😩
Tra l’altro, collegandomi a questo, un’altra cosa che mi fa andare veramente ai matti è constatare quanto tempo perdo ogni giorno a semplicemente non fare niente per via dei “cambi di contesto”, li chiamerò così; ossia, i momenti in cui, per qualche motivo, si deve interrompere una data attività per fare qualcos’altro (sia di attivo che di passivo), per giunta con conseguente perdita della concentrazione. Cioè, avrò perso prima 5 e 10 preziosi minuti a non fare niente di ché (appena camminare e stare lì col telefono in mano) rispettivamente per prendere l’autobus all’andata e poi al ritorno della giornata — e, se è per questo, anche tante decine di minuti la mattina tra fare colazione e prepararmi — poi, tra entrare in classe, uscire e mettermi da altre parti, tutte queste cose qui, manciatine di minutini sono state bruciate ugualmente; e tanti ancora se ne perdono tra iniziare e finire di mangiare, lavarmi, vestirmi, mettere e togliere cose dallo zaino, chiudere la porta di casa a chiave, fare pipì… 😖
Boh, così tanto tempo si perde involontariamente in non fare niente, senza in tutto ciò nemmeno parlare delle distrazioni causate dalla tecnologia, e alla fine non rimangono proprio più tempo ed energia allo stesso tempo per fare cose effettive, di qualunque tipo questo siano. E poi, c’è ancora un altro problema, come il Professor Oak ricorda, cioè che non sempre si può fare una data cosa in ogni dato momento… e quindi, per esempio, non posso — sottinteso, realisticamente e comodamente, non parlo per forza di impossibilità oggettiva — disegnare mentre mangio o sono sull’autobus, o fare gaming molto dinamico mentre mangio, e non posso scrivere mentre mi faccio la doccia, o fare programmazione sfrenata quando ho solo il telefono alla mano… E quindi, a lungo andare, io di questo ci rimango male, perché che palle: nei momenti morti non posso fare cose epiche, e nei momenti vivi non ho poi la forza di farle. ☠️
#sonno #stanchezza #vita
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L’incontro, organizzato nell’ambito del laboratorio di Linguaggi dell’arte contemporanea del DAMS di Bologna, ruota attorno al percorso artistico, poetico e performativo di Enzo Minarelli, autore del Manifesto della Polipoesia (1987). Sarà questa l’occasione per conoscere gli aspetti più profondi della sua poetica a partire dalla presentazione di tre recenti pubblicazioni: Enzo Minarelli. Document’azioni 1976-80, a cura di Carlotta Cernigliaro, testo critico di Pasquale Fameli, Zero Gravità, Sordevolo 2023; Enzo Minarelli. Vociferazioni. L’orgasmo della voce/schemi d’esecuzione 1978-2019, a cura di Federico Fernandes,EDUEL, Londrina 2024 e Enzo Minarelli, Giorgio Borgatti. Phantasus di Arno Holz, a cura di Laura Ruffoni, Minerva, Bologna, 2025.
enzominarelli.com/documentazio…
enzominarelli.com/vociferazion…
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Il libro:
pendragon.it/catalogo/saggisti…
Evento fb:
facebook.com/events/2522568165…
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Évènement à Rome, Latium par Roberto Roversi le mercredi, novembre 12 2025www.facebook.com
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“Il mio dottorato tra coleotteri, cactus e droni ghiacciati”
edu.inaf.it/approfondimenti/st…
Per la rubrica Space Jobs, il punto di vista molto speciale di Matteo Omilli, dottorando in Space Science and Technology (Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler)
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italianisticaonline.it/2005/pa…
salvataggio nella Wayback Machine:
web.archive.org/web/2025111115…
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Portale di studi italianistici: letteratura, lingua, cultura italiana in Retewww.italianisticaonline.it
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Dall’officina di lavoro all’officina di studio. Per i 10 anni del Museo Spazi900
Biblioteca nazionale centrale di Roma
oggi, 12 novembre 2025, Sala 1
Seminario di studi sui fondi letterari della Biblioteca nazionale centrale di Roma
PROGRAMMA:
Ore 10.00
Saluti
Stefano Campagnolo
Direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma
Introduce
Eleonora Cardinale
La Biblioteca del Novecento letterario
Modera
Gianluigi Simonetti (Università di Losanna)
Edoardo Barghini (Università di Roma Tor Vergata)
La responsabilità del sottotenente. La prima spedizione al fronte russo (1941-1942) in due libri inediti di Elia Marcelli
Giulia Pellegrino (Università del Salento)
Vecchie foto dalla Casa dei Guaglioni: immagini alla prova delle carte d’autore
Rita Bianco (Università di Roma Tor Vergata)
«I miei cari AUTORI anarchici». Le letture politiche di Elsa Morante
Elisiana Fratocchi (Università di Roma Tor Vergata)
Dalla biblioteca di Fabrizia Ramondino: postille e marginalia ai testi morantiani
Antonio D’Ambrosio (Sapienza Università di Roma)
Gli archivi di Ungaretti
§
Ore 14:45
Modera
Caterina Verbaro (Università Lumsa)
Elisa Gregorio (Università degli studi di Cassino)
Tra gli scaffali della biblioteca di Calvino: alla ricerca delle fonti delleFiabe italiane
Chiara Giammugnai (Università di Roma Tre)
Italo Calvino e i corrispondenti francesi: mappatura e commento delle lettere
Annamaria Piccigallo (Sapienza Università di Roma)
“Sui banchi lisci e nemici della biblioteca”: Pier Paolo Pasolini lettore alla Biblioteca nazionale di Roma
Serena Fornito (Sapienza Università di Roma)
Ricostruire il collezionismo di un critico letterario a partire dalla sua biblioteca: il Fondo Macchia
Caterina Schiera (Sapienza Università di Roma)
«il luogo della possibilità e della libertà»: l’attività del Centro d’arte e cultura Il Brandale dalle carte del fondo Bentivoglio
Conclude
Elio Pecora
L’archivio e la biblioteca del poeta
Nella ricorrenza dei 10 anni del Museo Spazi900 e del cinquantenario della morte di Pasolini è possibile visitare, all’interno della Sala Pier Paolo Pasolini, la nuova sezione espositiva dedicata a Ragazzi di vita: Per i 70 anni di Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini. Dai dattiloscritti all’edizione a stampa (bncrm.beniculturali.it/it/790/…).
*
Ingresso libero
Lunedì – giovedì 10.00-18.00
Venerdì 10.00-14.30
È possibile visitare virtualmente il museo attraverso il portale Spazi900: digitale.bnc.roma.sbn.it/tecad…
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Secondo me tra un po’ con le commissioni zero sui bonifici istantanei potremmo pagare in tempo reale anche sugli acquisti spot negli esercizi commerciali.
Tecnicamente fattibile e possibile in poco tempo.
Mi avanzava un vecchio portatile. È diventato una #retrogaming machine! #batocera #linux #doom Potrebbe interessarti anche:un modo diverso di guidare su 2 ruoteCome rilevare e risolvere ShellShock: il bug della bash shell[fixed] Chromium on linux don…ac3 (Acor3.it)
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