L’inganno dell’intelligenza artificiale: la mia traduzione del libro di Bender e Hanna in uscita per Fazi il 17 marzoTra il 2024 e il 2025 avevo atteso con impazienza l’uscita di The AI Con. How to Fight Big Tech’s Hype and Create the Future We Want di Emily M. Bender e Alex Hanna: il loro lavoro sulla cosiddetta “intelligenza artificiale” è stato fondamentale per la mia ricerca di dottorato (che si è poi trasformata nel libro Scritture digitali. Dai social media all’IA e all’editing genetico, uscito per Meltemi a giugno 2025) e il loro impegno costante per smontare la propaganda delle aziende che vendono queste tecnologie è più che mai necessario.
Quando mi è stata data la possibilità di tradurre il libro sono stato molto felice, non solo perché questo ha significato renderlo disponibile alle lettrici e ai lettori italiani (e più persone lo leggono meglio è), ma anche perché questo lavoro di traduzione ha aggiunto un tassello importante al mio lavoro di ricerca e alla dimensione di hacktivismo che ne ha sempre fatto parte.
Nessuna tecnologia è neutra, anzi, di più: la tecnologia è politica e scegliere quali dispositivi, servizi e piattaforme usiamo è fondamentale (a proposito, smettete di usare ChatGPT se non volete sostenere Trump e le sue politiche discriminatorie e assassine).
Ma per scegliere in modo consapevole occorre conoscere, andare a guardare cosa sono queste macchine che ci vengono vendute, come funzionano, quali effetti negativi hanno, quali ideologie le sorreggono e promuovono, chi ci guadagna.
Il libro di Bender e Hanna, L’inganno dell’intelligenza artificiale, fa esattamente questo: spiega di cosa parliamo quando parliamo di “IA”, smonta la retorica degli entusiasti e dei catastrofisti (due facce della stessa medaglia), descrive il funzionamento di questi sistemi con innumerevoli esempi pratici e casi in cui sono stati usati (con pessime conseguenze) e, cosa ancora più importante, ci spiega come possiamo difenderci e come possiamo contrastare insieme non solo marketing e propaganda ma anche l’imposizione di strumenti di cui non abbiamo bisogno e che arrecano più danni di quanto non portino soluzioni.
È una lettura fondamentale, a maggior ragione ora che la bolla speculativa sembra sul punto di scoppiare e l’uso dell'”IA” in ambito militare (cioè per ammazzare e distruggere) si sta diffondendo a livello globale.
L’alfabetizzazione digitale comincia anche da qui, dall’informarsi, dallo studiare e capire, per potersi difendere e, come recita il sottotitolo del libro, “per costruire il futuro che vogliamo”.
Emily M. Bender, Alex Hanna, L’inganno dell’intelligenza artificiale. Come difenderci da Big Tech e costruire il futuro che vogliamo, Fazi, 17 marzo 2026
Aggiornamento: abbiamo parlato del libro di Bender e Hanna nella puntata di Hack or die (Radio Città Fujiko) del 17 marzo, che potete ascoltare qui.
#AI #AlexHanna #EmilyMBender #Fazi #IA #intelligenzaArtificialewp.me/pa8vBQ-s2
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lgsp
in reply to Ma va' là! • • •Complimenti! Avevo il libro nella mia reading list già in inglese, ma sapendo che chi l'ha tradotto è così esperto, mi fa decisamente propendere per l'edizione italiana.
Come argomenti in cosa si sovrappongono il tuo libro e "AI con"?
kappazeta
in reply to lgsp • • •Grazie!
I due libri hanno alcuni punti di sovrapposizione, del resto cito i loro lavori quando costruisco la critica dell'IA (che è solo una parte del mio lavoro).
Il mio libro ha infatti come argomento centrale le scritture digitali e parte dalla domanda "come cambia la scrittura quando nasce digitale?", con un focus sulle scritture digitali dell'Italia contemporanea e un allargamento teorico che va dall'analisi delle peculiarità del digitale rispetto alle tecnologie precedenti per arrivare alla necessità di ridefinire le strutture concettuali con cui cerchiamo di capire e descrivere la realtà.
@mavala.life
rag. Gustavino Bevilacqua reshared this.
lgsp
in reply to kappazeta • • •kappazeta
in reply to lgsp • • •😆
Diciamo che analizzo l'impatto del digitale tramite il filtro di varie discipline: dalla filosofia della tecnologia ai cultural studies, da linguistica e letteratura agli aspetti economici e sociali per dimostrare che gli effetti del digitale sono tali da richiedere un aggiornamento dei paradigmi di pensiero che reggono il mondo occidentale da secoli, perché non sono più adeguati alla realtà che ci troviamo di fronte a causa dell'arrivo del digitale (e di un certo progresso scientifico che il digitale ha reso possibile, come alcune osservazioni della fisica quantistica o certe tendenze delle biotecnologie).
Magari pubblico qui sul sito l'indice del libro, che rende più chiara la progressione teorica.
@mavala.life
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kappazeta
Unknown parent • • •Grazie.
Chi lo ha letto mi ha detto che è un testo denso e articolato ma che si legge molto bene, è scorrevole e le cose sono spiegate in modo chiaro.
Secondo me non ci sono cose "difficilissime" ma ci sono molti argomenti che cerco di collegare, mettendo in evidenza la complessità di queste interconnessioni.
@lgsp @mavala.life
rag. Gustavino Bevilacqua reshared this.
Davide Tommasin ዳቪድ
in reply to Ma va' là! • • •Come spunto di rifelssione complementare ti segnalo un mio articolo "Il linguaggio non descrive la realtà: la costruisce"
Ho trovato attinenza con le tue parole e un livello più profondo che può spiegare in maniera integrativa alcune dinamiche delle AI e degli approcci a questi strumenti e al loro uso interessato in un quadro più ampio: la guerra cognitiva #CognitiveWar
tommasin.org/blog/2026-03-11/i…