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Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
Se la risposta è SI, ti consigliamo di leggere questo articolo.
Il panorama della sicurezza informatica cambia velocemente: nuove vulnerabilità, attacchi sempre più sofisticati e infrastrutture complesse rendono indispensabile comprendere come i criminali informatici agiscono, per poter mettere in sicurezza le organizzazioni.
È fondamentale disporre di specialisti in grado di comprendere come i criminal hacker aggirano le misure di sicurezza, così da individuare in anticipo vulnerabilità e potenziali vettori di attacco all’interno di un’infrastruttura informatica, prima che possano essere sfruttati da aggressori reali.
Per maggiori informazioni sul corso potete accedere al programma online, o contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta formazione@redhotcyber.com.
Pensa come un attaccante, agisci come un difensore
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici.
Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale conoscere il modo in cui gli hacker operano. Ed è proprio questo il “life motive” di questo corso: Pensa come un attaccante, agisci come un difensore. Solo comprendendo come i criminali informatici sfruttano i sistemi è possibile definire strategie coerenti ed efficaci per ostacolarli.
Non basta più conoscere la teoria. Per proteggere davvero un’infrastruttura digitale, occorre capire a fondo il comportamento degli aggressori che sono di fatto dei “tecnici”. Ogni vulnerabilità, ogni configurazione errata, ogni falla può diventare un punto di ingresso per un attacco. La capacità di anticipare le mosse di un hacker criminali e trasformare questa conoscenza in strategie difensive rappresenta oggi un vantaggio competitivo decisivo per le aziende.
Nel mondo del lavoro, la richiesta di professionisti specializzati in Offensive Security (che racchiude l’arte del penetration test e dell’ethical hacking) supera di gran lunga l’offerta. Il mercato della sicurezza informatica è in forte espansione e le aziende – dalle startup alle grandi multinazionali – sono costantemente alla ricerca di figure capaci di simulare gli attaccanti ed isolare i vettori di attacco per fare “prevenzione”. Le opportunità occupazionali sono enormi, concrete e destinate a crescere ancora per molti anni
Per rispondere a questa esigenza, Red Hot Cyber ha lanciato una nuova Live Class formativa: “Cyber Offensive Fundamentals”, una nuova Live Class pensata per chi desidera entrare davvero nel mondo della cybersecurity operativa.
Con un approccio estremamente pratico, laboratori tecnici e affiancamento diretto dei docenti, la Live Class guida passo dopo passo nella costruzione delle competenze essenziali per svolgere un penetration test in modo moderno, professionale ed etico.
Cosa tratterà il corso
Il corso offre un percorso completo che parte dalle basi e arriva alle tecniche operative utilizzate quotidianamente nelle tecniche di penetration test ed ethical hacking. Tra gli argomenti principali:
- Networking: modello OSI, indirizzamento IP, subnetting, protocolli fondamentali, analisi del traffico e sniffing controllato.
- Laboratori pratici: installazione di ambienti virtuali, Kali Linux, Metasploitable, Windows 10/11, configurazioni di rete isolate.
- Recon & OSINT: raccolta informazioni pubbliche, scansioni di rete, fingerprinting, attività di enumeration, utilizzo avanzato di Nmap, Nessus e analisi CVE/CVSS.
- Malware education: reverse shell, backdoor, persistenza, evasione e tecniche di rilevamento.
- Exploitation: attacchi controllati tramite exploit pubblici, Metasploit, payload e metodologie reali.
- Post-Exploitation: privilege escalation, movimento laterale, persistenza, password cracking, strumenti come LinPEAS e WinPEAS.
- WebApp Security: SQLi, XSS, RCE, traversal, testing con Burp Suite, esercitazioni su DVWA.
- Active Directory: architettura, autenticazioni, vettori d’attacco, strumenti professionali (BloodHound, nxc, Responder, Impacket).
Alla fine del percorso, i partecipanti affineranno la propria autonomia operativa, riuscendo a condurre un penetration test completo e documentato, dalla ricognizione iniziale alla post-exploitation.
Il docente: Alessio Lauro
A guidare i partecipanti in questo percorso tecnico ci sarà un professionista e docente che collabora con Red Hot Cyber da diverso tempo: Alessio Lauro. Si tratta di un ethical hacker specializzato da anni in penetration testing, sicurezza delle reti e analisi delle vulnerabilità. Possiede certificazioni internazionali e collabora come formatore con diversi enti professionali italiani. Unisce un approccio pratico a una forte attenzione all’attualità delle minacce moderne, portando in aula esempi concreti e metodologie operative utilizzate dai professionisti del settore.
Modalità di apprendimento
La Live Class segue un metodo formativo estremamente operativo:
- 40 ore di lezioni dal vivo, con interazione diretta con il docente;
- Laboratori tecnici isolati, replicabili in autonomia;
- Dimostrazioni passo-passo delle tecniche utilizzate negli scenari reali;
- Approccio learning-by-doing: ogni concetto teorico viene immediatamente applicato in pratica;
- Utilizzo degli stessi strumenti usati dai professionisti
Il corso rilascia inoltre la certificazione COF – Cyber Offensive Fundamentals di Red Hot Cyber, previo superamento dell’esame finale.
[em][em]Per maggiori informazioni sul corso potete accedere al programma online, o contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta formazione@redhotcyber.com.[/em][/em]
Difficoltà del corso
Il corso è di livello base, ma con una forte impronta operativa: non richiede competenze avanzate, ma è indispensabile avere:
- capacità di navigazione Internet,
- conoscenze minime di sicurezza informatica,
- familiarità con il computer e con i sistemi operativi.
È adatto sia a chi vuole entrare in ambito cybersecurity, sia a chi già lavora nel settore IT e desidera acquisire competenze offensive aggiornate. Il concetto sul quale si basa questo corso è semplice ma al tempo stesso a nostro avviso fondamentale: devi conoscere come operano tecnicamente gli avversari se vuoi poter difendere con efficacia una organizzazione.
Ingresso nel mondo del lavoro
Questa Live Class rappresenta un vero punto di accesso al mondo della sicurezza informatica offensiva e all’arte del penetration testing.
Pur essendo un corso base, permette di:
- costruire solide fondamenta tecniche,
- comprendere le logiche operative di un penetration test,
- utilizzare i principali strumenti professionali,
- familiarizzare con le tipologie reali di attacco e difesa,
- sviluppare un mindset da penetration tester.
Questo tipo di mestiere non conosce una meta e questo ricordatelo sempre.
Infatti, come spesso riportiamo, l‘”hacking è un percorso e non un destinazione”, ma il corso pone solide basi concrete per avviare una carriera nel settore, permettendo al discente di avviare un percorso in questo mondo altamente tecnologico.
Una volta completato il corso, sarà possibile per i partecipanti entrare a far parte di HackerHood Academy, un contesto strettamente legato al nostro collettivo di hacker etici noto come HackerHood. Questo spazio consentirà loro di familiarizzare con l’ambiente e con i professionisti del settore, favorendo la condivisione di esperienze, idee e traiettorie nel campo dell’hacking etico.
[em][em]Per maggiori informazioni sul corso potete accedere al programma online, o contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta formazione@redhotcyber.com.[/em][/em]
L'articolo Al via il corso “Cyber Offensive Fundamentals” di RHC! 40 ore in Live Class proviene da Red Hot Cyber.
s1m0n4
in reply to informapirata ⁂ • • •Un dodicenne non ha bisogno di uno smartphone, uno stupidofono per parlare coi genitori o inviare SMS agli amici basta e avanza.
'sto ragazzino ha la Switch 2 e l'Xbox. Non è già quello il problema? Volerlo lasciare tutto il giorno davanti a schermi senza dover intervenire in qualità di genitore?
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pgo_lemmy
in reply to s1m0n4 • • •Le aspettative di chi?
Le domande con cui chiudi il commento sono indicative: non hai letto l'articolo.
Il problema non è un ragazzino con switch e xbox, ma genitori che abbandonano i figli davanti ai dispositivi senza controllo (e l'articolo è chiaramente di un genitore che fa l'opposto).
Fare il genitore vuol dire scegliere.
0 (zero) - Puoi scegliere di far crescere tuo figlio negli anni 90. Chiudi tutto. Zero.
1 - Puoi scegliere di dargli uno smartphone, una console, un computer e tutto il resto senza controllare (l'opzione che dai per scontata per non so quale motivo). Uno. Liberi tutti.
Oppure puoi prendere atto che il mondo cambia e fare le cose prendendoti la responsabilità di controllare, scavare, capire e mettere paletti (che è ciò che fa l'autore dell'articolo).
Il problema è che anche chi vuole prendersi le sue responsabilità attivamente si scontra con la realtà che il parental control ha lo scopo di creare gli account per i consumatori di domani e non quello di aiutare i genitori...
Aggiungi poi che le scuole ormai mettono i compiti online e si appoggiano a questo o quel cloud per voti e interazioni varie tra alunni, insegnanti e compagni di classe, se realmente credi che a 12 anni sia possibile essere lasciati offline, sei totalmente fuori dal mondo.
s1m0n4
in reply to pgo_lemmy • • •@pgo_lemmy leggi le mie risposte più sotto e poi dimmi ancora che non ho letto l'articolo, se è ciò che deduci.
Peccato che, sul fondo siamo d'accordo, però quest' abitudine di sparare sentenze senza neppure farti prendere da un'ombra di dubbio sulla persona con cui stai interagendo è davvero triste.
1) I 12enni non hanno bisogno di uno smartphone. Questo non significa che devono rimanere offline e vivere negli anni '90
2) A volte puoi anche prendere in considerazione un errore di giudizio
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s1m0n4
in reply to s1m0n4 • • •Così come la mia capacità di usare tecnologie ostiche ai più.
Solo un consiglio, eh.
Informatica (Italy e non Italy) reshared this.
pgo_lemmy
in reply to s1m0n4 • • •Leggo altra risposta al tuo post che parte con 'forse non hai capito'.
La domanda me la sono fatta e dalle poche righe che hai scritto ho trovato una risposta.
Non ho la pretesa che sia l'unica o quella giusta, ma rispondo argomentando meglio che posso per limitare al minimo i malintesi.
E rispondo qui proprio perché l'aspettativa è quella di trovare risposte nel merito e argomentate; l'account facebook giace abbandonato da tempo.
Visto che siamo allineati sul merito del post, direi di chiudere qui il fuori tema.
il trent
in reply to pgo_lemmy • • •E infine, oltre alle procedure incredibilmente complicate, mettiamoci che molti neo-genitori sono analfabeti digitali e alcuni sarebbero vittime facilissime perfino di fronte alle minacce meno sofisticate.
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Marco
in reply to informapirata ⁂ • • •Informatica (Italy e non Italy) reshared this.
s1m0n4
Unknown parent • • •@Neffscape
Sui dispositivi Android il FamilyLink permette di configurare un limite di tempo per applicazione, oltre ad una fascia oraria giornaliera di utilizzo. I nostri figli non possono installare apps a meno che non lo autorizzi un genitore.
Abbiamo una switch 2, che però è di papà e ci giocano solo con il suo account.
Invece su Roblox giocano con il loro tablet. Papà si è creato un account per sorvegliarli e sanno che non devono rispondere a sconosciuti.
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s1m0n4
Unknown parent • • •@Neffscape anche mio figlio di 11 anni gioca online a Brainrots coi suoi compagni.
A noi dicevano di non accettare caramelle dagli sconosciuti, quindi va insegnato, anche oggi, ai minori, che online non devono interagire con utenti che non conoscono.
Però il punto è che non si può pensare di dare un dispositivo a un bimbo e lasciarlo lì per ore senza sorveglianza.
E non possiamo neppure permetterci di dimenticare la spunta che limita l'account ai soli amici.
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mike
in reply to informapirata ⁂ • • •reshared this
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Fabrizio
in reply to informapirata ⁂ • • •per un bambino di 12 anni trovo tutto questo inappropriato. A quella età si DEVE educare non limitare.
Avesse avuto 6 anni allora ci stava tutto questo sbattimento ma a 12 anni non puoi tenerli all'oscuro del mondo che tanto se li prenderà.
Ricordo che appena ebbi accesso ad internet, era il lontano 2005 e non sapevo proprio che farci, per passare il tempo si girava sulle chat di IRC. La parola d'ordine era mai fidarsi degli sconosciuti, mai dai il nome o indirizzo.
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Fabrizio
in reply to Fabrizio • • •naufraghi
in reply to informapirata ⁂ • • •reshared this
informapirata ⁂ e Alfonso reshared this.
informapirata ⁂
in reply to naufraghi • • •Informatica (Italy e non Italy) reshared this.