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Gli Stati Uniti bombardano un ponte civile vicino a Teheran. Trump: "C'è molto altro in arrivo"


L'attacco segna un'escalation nella campagna militare americana. Intanto, l'intelligence dipinge un quadro diverso dalle dichiarazioni ottimiste della Casa Bianca: metà dei lanciatori di missili iraniani sarebbe ancora pienamente operativa.

Gli Stati Uniti hanno colpito ieri per la prima volta una grande infrastruttura civile in Iran, poche ore dopo che Donald Trump aveva minacciato in un discorso alla nazione di riportare il Paese "all'età della pietra". Il bersaglio è stato il ponte B-1 vicino a Teheran, che collega la capitale con il sobborgo di Karaj. Secondo le autorità statunitensi, ufficialmente l'attacco serviva a impedire alle Forze Armate iraniane di trasferire armi attraverso il ponte. I media di Stato iraniani hanno parlato di 8 morti e 95 feriti tra i civili.

Il raid segna un possibile allargamento della campagna americana, finora concentrata soprattutto su obiettivi militari. Un funzionario della difesa Usa, citato da Axios, ha detto che altri ponti potrebbero essere colpiti. Trump ha rivendicato l'operazione su Truth Social, scrivendo che "il ponte più grande dell'Iran è stato abbattuto, per non essere mai più usato" e aggiungendo che "c'è molto altro in arrivo". Nello stesso messaggio ha intimato a Teheran di raggiungere un accordo "prima che sia troppo tardi".

Secondo i funzionari americani, il ponte era usato dalle forze iraniane per trasferire di nascosto missili e componenti missilistici da Teheran verso siti di lancio nell'Iran occidentale. Un secondo funzionario lo ha definito una rotta logistica pensata per sostenere la capacità iraniana di lancio di missili balistici e droni d'attacco, senza però chiarire se fosse davvero operativa al momento del bombardamento. La missione iraniana alle Nazioni Unite ha invece denunciato su X gli attacchi americani e israeliani contro obiettivi civili. Anche il Ministro degli Esteri iraniano ha sostenuto che colpire strutture civili, "compresi ponti in costruzione", non costringerà il Paese ad arrendersi.

Iran: cosa dice davvero l'intelligence Usa

Analisi
Iran: il divario tra Casa Bianca e intelligence
Raid sul ponte B-1, arsenale residuo e critiche politiche — aprile 2026

Raid Arsenale Politica Cronologia

L'attacco al ponte B-1

Ponte B-1
Teheran–Karaj, prima infrastruttura civile colpita dagli Usa dall'inizio del conflitto

8 + 95
Rispettivamente, morti e feriti secondo i media di Stato iraniani

Cosa dicono le due parti

Versione Usa
Il ponte serviva a trasferire missili e componenti verso siti di lancio nell'Iran occidentale

Un funzionario lo ha definito una rotta logistica per sostenere i missili balistici e i droni d'attacco. Non è stato precisato se fosse operativa al momento del raid.

Versione Iran
Attacco a infrastrutture civili che non costringerà l'Iran alla resa

Il ministro degli Esteri iraniano ha parlato di obiettivi civili e "ponti incompiuti". La missione iraniana all'ONU ha denunciato i raid americani ed israeliani contro target civili.

Le parole di Trump

"All'età della pietra"
Minaccia di Trump nel discorso alla nazione, prima del raid

Su Truth Social ha poi rivendicato l'attacco: il ponte "crolla, per non essere mai più usato". Ha intimato a Teheran di raggiungere un accordo "prima che sia troppo tardi" e annunciato che "c'è molto altro in arrivo".

Stime intelligence Usa vs Casa Bianca

Lanciatori missilistici neutralizzati

Intelligence

~50%

Casa Bianca

~90%

NB: alcuni dei lanciatori di missili restanti potrebbero essere sepolti o bloccati in tunnel

Droni distrutti

Intelligence

~50%

Casa Bianca

>80%

Migliaia di droni ancora a disposizione nell'arsenale di Teheran secondo l'intelligence

Impianti di produzione colpiti

Intelligence

n.d.

Casa Bianca

Due terzi degli impianti danneggiati o distrutti secondo la Casa Bianca

Cosa resta operativo

−90%
Riduzione attacchi con missili balistici e droni kamikaze sulle forze Usa dall'inizio del conflitto (dato Pentagono)

Intatti
Missili cruise costieri e forze navali dei Pasdaran a Hormuz

2-3 settimane
Previsione di Trump per concludere le operazioni

Una fonte che ha esaminato la valutazione dell'intelligence definisce irrealistica questa previsione. La rete di tunnel e caverne iraniana rende difficile neutralizzare i lanciatori di missili rimasti.

Scontro politico a Washington

NATO: Trump minaccia il ritiro
1 aprile — Accusa l'Alleanza di non aver sostenuto l'operazione in Iran

I due senatori alla guida della Commissione Vigilanza del Senato, Tillis e Shaheen, definiscono l'ipotesi un "sogno che si avvera" per Putin e Xi. McConnell e Coons hanno difeso l'Alleanza ricordando il sostegno post-11 settembre. Una norma del 2023 impedisce il ritiro senza il voto dei due terzi del Senato.

Spesa sociale: fondi alla Difesa
Pranzo di Pasqua, 1 aprile

Trump propone di trasferire agli Stati la gestione di asili nido, Medicaid e Medicare, per concentrare la spesa federale sulla difesa. La Casa Bianca ha poi precisato che il riferimento era alla lotta alle frodi, ma il discorso verteva su chi dovesse finanziare questi programmi.

Pentagono vs intelligence
Versioni contrastanti sull'andamento della guerra

Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha definito "completamente sbagliata" la ricostruzione della CNN basata sulle fonti di intelligence. La portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, parla di Iran "decimato" e "schiacciante superiorità aerea".

Tocca un evento per i dettagli

1 Aprile
Trump valuta l'uscita dalla NATO

Accusa l'Alleanza di non aver sostenuto l'operazione con Israele. Anche Rubio evoca una revisione della partecipazione Usa. Senatori bipartisan criticano duramente l'ipotesi.

1 Aprile
Pranzo di Pasqua: meno welfare, più difesa

Trump propone di trasferire la gestione di Medicaid, Medicare e asili nido agli Stati per concentrare le risorse federali sulla guerra.

1 Aprile, sera
Discorso alla nazione: Trump minaccia "l'età della pietra" per l'Iran

Dichiara che la capacità missilistica iraniana è stata "drasticamente ridotta" e annuncia altre 2-3 settimane per concludere le operazioni.

2 Aprile
Raid Usa sul ponte B-1 (Teheran–Karaj)

Prima grande infrastruttura civile iraniana colpita dai bombardamenti. 8 morti e 95 feriti secondo Teheran. Funzionari Usa avvertono: altri ponti potrebbero fare la syessa fine.

Stesso giorno
CNN rivela la valutazione dell'intelligence

Circa metà dei lanciatori di misili iraniani sarebbero ancora disponibili, migliaia di droni ancora nell'arsenale, missili costieri intatti. Un quadro ben "più complesso" rispetto alla narrazione ufficiale.

Fonti: CNN, Axios, New York Times, The Guardian · aprile 2026

Quello che dice l'intelligence vs la Casa Bianca


Il nuovo attacco arriva mentre una valutazione dell'intelligence statunitense, riportata dalla CNN, racconta una realtà ben diversa da quella presentata pubblicamente dall'Amministrazione Trump riguardo le capacità militari iraniane. Tre fonti hanno riferito che circa metà dei lanciatori di missili iraniani sarebbe infatti ancora disponibile, anche se il totale potrebbe includere mezzi oggi inaccessibili perché sepolti o bloccati sottoterra. La stessa valutazione indica che migliaia di droni iraniani restano a disposizione nell'arsenale del Paese — circa metà delle capacità iniziali — e che una parte consistente dei missili cruise costieri è rimasta intatta.

Il quadro che emerge è nettamente diverso dai toni usati da Trump e dalla sua Amministrazione. Nel discorso di mercoledì sera, il presidente aveva sostenuto che la capacità iraniana di lanciare missili e droni è stata "drasticamente ridotta" e che fabbriche di armi e lanciatori di missili iraniani venivano distrutti ogni giorno. Anche il Pentagono ha fatto sinora notare soprattutto il calo degli attacchi: il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato più volte che gli attacchi iraniani condotti con missili balistici e droni kamikaze contro le forze americane sono diminuiti del 90% dall'inizio del conflitto.

La Casa Bianca respinge con fermezza questa ricostruzione. La portavoce Anna Kelly ha dichiarato che l'Iran è stato decimato sul piano militare, che la Marina iraniana è stata annientata, che due terzi degli impianti di produzione sono stati danneggiati o distrutti e che Stati Uniti e Israele hanno una schiacciante superiorità aerea. Anche il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha definito "completamente sbagliata" la ricostruzione della CNN, sostenendo invece che gli Stati Uniti siano in anticipo rispetto ai propri obiettivi militari.

Ma dietro questo scontro di versioni emergono sempre di più i segnali di una guerra più lunga e più complicata di quanto Trump lasci intendere. Una fonte che ha esaminato la valutazione dell'intelligence ha definito irrealistico l'obiettivo indicato dal presidente, che mercoledì sera ha parlato di 2 o 3 settimane per concludere le operazioni militari. La capacità iraniana di nascondere i lanciatori di missili in una rete estesa di tunnel e caverne continua a rendere difficile neutralizzarli. Restano inoltre rilevanti le capacità di attacchi nel Golfo, in particolare nello Stretto di Hormuz, dove l'Iran conserva buona parte delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione.

Da Teheran a Washington: i fronti politici aperti da Trump


La guerra con l'Iran sta intanto producendo nuove tensioni politiche nella capitale americana. Secondo la CNN, durante un pranzo privato tenutosi il 1° aprile, Trump ha detto che il governo federale dovrebbe spendere meno per sanità e assistenza all'infanzia e concentrarsi maggiormente invece sulla difesa. Ha sostenuto che programmi come asili nido, Medicaid e Medicare dovrebbero essere gestiti dagli Stati e non dal governo federale. La Casa Bianca ha poi precisato che Trump stava parlando soprattutto della necessità di contrastare le frodi in questi programmi, ma il suo intervento riguardava in realtà soprattutto chi dovesse finanziarli.

Ma anche i suoi attacchi alla NATO hanno provocato frizioni politiche, persino tra i repubblicani. I senatori Thom Tillis (R-N.C.) e Jeanne Shaheen (D-N.H.), alla guida della Commissione Vigilanza del Senato, hanno definito l'idea di un ritiro americano dall'Alleanza Atlantica come un "sogno che si avvera" per Vladimir Putin e Xi Jinping. Il giorno prima anche i senatori Mitch McConnell (R-Ky.) e Chris Coons (D-De.) avevano difeso la NATO dagli attacchi di Trump, ricordando il sostegno dato agli Stati Uniti dopo l'11 settembre e il sacrificio dei soldati alleati in Afghanistan e in Iraq.

Trump ha detto il 1° aprile di stare valutando seriamente l'uscita degli Stati Uniti dall'Alleanza Atlantica, accusando la NATO di non avere sostenuto l'operazione militare congiunta con Israele contro l'Iran. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha evocato una revisione della partecipazione americana all'Alleanza dopo la fine della guerra. Ma una norma inserita nella legge di bilancio della difesa per l'anno fiscale 2024, approvata nel dicembre 2023, impedisce al presidente di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO senza il voto favorevole di due terzi del Senato o un atto separato del Congresso, ostacolando i possibili piani della Casa Bianca.

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)

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Hegseth manda via il capo di stato maggiore dell'esercito


Pete Hegseth ha chiesto al generale Randy George di andare in pensione con effetto immediato. Rimossi anche altri due generali. È l'ultimo di una lunga serie di licenziamenti ai vertici militari
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Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha costretto alle dimissioni il capo di stato maggiore dell'esercito americano, il generale Randy George, chiedendogli di andare in pensione con effetto immediato. La notizia, confermata dal portavoce del Pentagono Sean Parnell con un post su X, arriva mentre gli Stati Uniti sono impegnati in una guerra contro l'Iran il cui esito resta incerto. Insieme a George, Hegseth ha rimosso altri due generali dell'esercito: il capo dei cappellani militari, il generale di divisione William Green, e il comandante dell'Army Transformation and Training Command, il generale David Hodne.

George, ufficiale di fanteria diplomato alla prestigiosa accademia militare di West Point nel 1988, era stato nominato capo di stato maggiore dell'esercito nel settembre 2023 dall'allora presidente Joe Biden. Il suo mandato sarebbe dovuto durare fino all'estate 2027. Il suo profilo era considerato problematico dall'entourage di Hegseth soprattutto per un motivo: durante l'amministrazione Biden, George aveva ricoperto il ruolo di principale assistente militare del segretario alla Difesa Lloyd Austin. Secondo quanto riportato da CNN, quel legame con Austin era visto da Hegseth come un marchio negativo, nonostante il ruolo di assistente militare del segretario alla Difesa sia tradizionalmente considerato apolitico e riservato ai migliori ufficiali.

Il licenziamento è avvenuto in modo brusco. Secondo fonti del Pentagono citate da CNN, i vertici dell'esercito sono stati colti di sorpresa dall'annuncio, apprendendo la notizia insieme al resto del dipartimento della Difesa al momento della comunicazione pubblica. George ha ricevuto la telefonata di Hegseth mentre si trovava in una riunione. Ha poi parlato di persona al suo staff, che secondo un funzionario ha accolto la notizia con grande compostezza.

"Non sembra una decisione molto ponderata", ha commentato un funzionario americano alla CNN, sottolineando come la rimozione di uno dei membri dello stato maggiore congiunto avvenga nel pieno di un conflitto con l'Iran, proprio mentre l'esercito, sotto la guida di George, sta dispiegando forze e fornisce capacità di difesa aerea e missilistica integrate alla forza congiunta.
Daniel Marble / Fort Benning Public Affairs Office
Il successore più probabile è il generale Christopher LaNeve, attuale vice capo di stato maggiore dell'esercito, che assumerà il ruolo ad interim. Secondo diverse fonti citate da NBC News e CNN, Hegseth aveva spinto per insediare LaNeve nella posizione di vice capo proprio in vista di questa successione. LaNeve era stato in precedenza assistente militare di Hegseth e aveva attirato l'attenzione del presidente Trump il giorno stesso dell'insediamento, quando aveva chiamato durante il ballo inaugurale dalla Corea del Sud per congratularsi. Trump lo aveva elogiato pubblicamente.

La rimozione di George si inserisce in una serie ormai lunga di epurazioni ai vertici delle forze armate americane dall'inizio del secondo mandato di Trump. Hegseth ha rimosso o messo da parte oltre una dozzina tra generali e ammiragli. Tra i più importanti, il presidente delle riunioni congiunte dei capi di stato maggiore CQ Brown, l'ammiraglio Lisa Franchetti a capo della Marina, l'ammiraglio Linda Fagan a capo della Guardia costiera, il tenente generale Jeffrey Kruse a capo dell'agenzia di intelligence della Difesa e il vice ammiraglio Shoshana Chatfield, rappresentante militare americana presso il comitato militare della NATO. Il caso di Kruse è legato a una valutazione della sua agenzia che indicava come gli attacchi americani alle strutture nucleari iraniane fossero meno estesi di quanto Trump avesse dichiarato.

Hegseth ha sostenuto di voler semplicemente scegliere i comandanti più adatti a dirigere l'esercito con il bilancio più grande al mondo. I parlamentari democratici hanno espresso preoccupazione per una possibile politicizzazione delle forze armate, tradizionalmente più isolate dalle dinamiche politiche rispetto al resto dell'apparato statale americano.

Quanto al generale George, la sua carriera militare comprende servizio in Iraq e Afghanistan e il comando di alcune delle principali unità da combattimento dell'esercito, tra cui la 173rd Airborne Brigade Combat Team e la 4th Infantry Division. Durante il suo mandato come capo di stato maggiore, ha guidato la transizione dell'esercito dall'era della guerra al terrorismo verso una forza pensata per conflitti su larga scala, investendo in tecnologia dei droni e sistemi d'arma a lungo raggio. Ha anche ridotto il numero dei generali in servizio e snellito le strutture per rendere la forza più agile.

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La rassegna stampa di venerdì 3 aprile 2026


Trump licenzia la Procuratrice generale Bondi e rimuove il capo dell'Esercito mentre continua la guerra in Iran con crescenti costi economici

Questa è la rassegna stampa di venerdì 3 aprile 2026

Trump licenzia la Procuratrice generale Pam Bondi


Il Presidente Trump ha licenziato la Procuratrice generale Pam Bondi dopo 14 mesi di mandato turbolento, sostituendola temporaneamente con il suo vice Todd Blanche. La rimozione è avvenuta nonostante la lealtà dimostrata da Bondi, apparentemente a causa della sua gestione dei file Epstein e del fallimento nel perseguire efficacemente i nemici politici del Presidente.

Fonti: New York Times, Bloomberg, The Guardian

Hegseth licenzia il Generale Randy George, capo dell'Esercito


Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha rimosso il Generale Randy George dal ruolo di capo di stato maggiore dell'Esercito, l'ultimo in una serie di epurazioni ai vertici militari sotto l'Amministrazione Trump. La decisione ha provocato rabbia e frustrazione tra gli alti ufficiali dell'Esercito.

Fonti: New York Times, BBC, The Guardian

La guerra in Iran causa ritardi nelle forniture militari al Giappone


L'ordine del Giappone per centinaia di missili Tomahawk dagli Stati Uniti è stato ritardato a causa dell'uso delle scorte americane nella guerra contro l'Iran. Questo rappresenta l'ultimo esempio di come il conflitto stia assorbendo risorse destinate alla difesa contro la Cina, il principale rivale strategico di Washington.

Fonti: Bloomberg

La portaerei USS Gerald R. Ford torna verso il Medio Oriente


La più grande portaerei del mondo, la USS Gerald R. Ford, ha lasciato la Croazia dopo le riparazioni e si dirige verso il Medio Oriente per rafforzare gli asset militari americani nella regione. La nave aveva subito danni nelle operazioni precedenti contro l'Iran.

Fonti: The Hill

Trump impone dazi del 100% sui farmaci di marca


Il Presidente ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi del 100% sui farmaci di marca importati, citando la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni. Le aziende farmaceutiche o i Paesi che concluderanno accordi sui prezzi o investimenti negli USA potranno ottenere dazi ridotti o esenzioni.

Fonti: The Hill, Wall Street Journal, The Guardian

I mercati obbligazionari reagiscono alla minaccia di crescita dalla guerra in Iran


I gestori di fondi stanno acquistando massicciamente obbligazioni dopo il forte sell-off del mercato, spostando l'attenzione dai timori inflazionistici ai probabili danni economici causati dal conflitto in Medio Oriente. Il petrolio e i mercati energetici continuano a essere volatili.

Fonti: Financial Times

La Commissione approva il progetto della sala da ballo di Trump alla Casa Bianca


La Commissione Nazionale per la Pianificazione Capitale ha approvato i piani per una vasta sala da ballo nell'Ala Est della Casa Bianca, nonostante circa 32.000 commenti per lo più negativi arrivati da tutto il Paese. Il progetto deve ancora superare diversi ostacoli legali.

Fonti: New York Times, The Hill

Hegseth autorizza i militari a portare armi personali nelle basi


Il Segretario alla Difesa ha firmato un memorandum che permette al personale militare di richiedere il permesso di portare armi da fuoco personali nelle installazioni militari. La nuova politica, secondo Hegseth, permetterà ai soldati di difendersi in caso di attacco.

Fonti: The Guardian, The Hill

Cuba libera oltre 2.000 prigionieri in grazia di massa


Il governo cubano ha autorizzato il rilascio di 2.010 prigionieri in una grazia generale descritta come gesto umanitario durante la Settimana Santa. Non è chiaro se sia collegata ai negoziati in corso tra Cuba e gli Stati Uniti, ma arriva mentre l'isola inizia a vedere sollievo dal blocco energetico.

Fonti: New York Times, Bloomberg

Un bambino di sette mesi ucciso a colpi di arma da fuoco a New York


Un bambino di sette mesi è stato ucciso mentre si trovava nel passeggino durante quella che la polizia definisce una sparatoria legata alle gang a New York City. Il bambino è considerato una vittima involontaria dell'episodio di violenza urbana che ha scosso la città.

Fonti: BBC

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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OpenAI acquisisce TBPN


Un canale popolarissimo nel mondo dei founder.
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In breve:


OpenAI ha acquistato TBPN, un talk show quotidiano su tecnologia, affari, intelligenza artificiale e difesa seguito da dirigenti, investitori e imprenditori della Silicon Valley. È la prima acquisizione di una società media da parte del gruppo. Il programma, condotto da John Coogan e Jordi Hays, manterrà il proprio marchio e punta a ricavi annui superiori a 30 milioni di dollari. OpenAI dice di voler usare anche le capacità dei fondatori nella comunicazione e nel marketing per spiegare meglio al pubblico l’impatto concreto dell’IA.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI acquires TBPN, the buzzy founder-led business talk show | TechCrunch
TBPN, Silicon Valley’s cult-favorite tech podcast, will operate independently, even as it’s overseen by chief political operative Chris Lehane.
TechCrunchRebecca Bellan

Riassunto completo:


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Cosa è trapelato dai 3mila file di Anthropic


Circa mezzo milione di righe di codice sono online.
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In breve:


Anthropic sta affrontando due incidenti: Il primo riguarda la pubblicazione accidentale di quasi 3.000 file, compresa la bozza di un post su un nuovo modello ("Mythos") non ancora annunciato. Il secondo ha coinvolto Claude Code, un programma per sviluppatori: una versione distribuita per errore conteneva quasi 2.000 file del codice sorgente e oltre 512 mila righe di codice. L’azienda sostiene che non si sia trattato di un attacco esterno ma di un errore umano. Il codice non espone il modello in sé ma tutto il sistema che ci interagisce.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic is having a month | TechCrunch
A human really borks things at Anthropic for the second time this week.
TechCrunchConnie Loizos

Riassunto completo:


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SpaceX ha depositato l'offerta pubblica iniziale


Potrebbe raccogliere tra 40 e 80 miliardi di dollari.

In breve:


SpaceX ha depositato in via confidenziale i documenti per la quotazione presso la Securities and Exchange Commission, il regolatore dei mercati negli Stati Uniti. Secondo il Wall Street Journal, l’offerta pubblica iniziale potrebbe raccogliere tra 40 e 80 miliardi di dollari e arrivare in Borsa già entro luglio. Per ora i documenti restano riservati, quindi mercato e investitori non possono ancora vedere dati su ricavi, costi e utili. A seguire l’operazione sono cinque grandi banche d’affari statunitensi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Musk’s SpaceX Files to Go Public in One of the Biggest IPOs Ever

Riassunto completo:


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SpaceX deposita l'IPO, Amazon vuole Globalstar, OpenAI sta calando per gli investitori


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon venerdì,
la rassegna di oggi ha tanto notizie a tema finanza perché il mercato si sta preparando all'anno di IPO più grande della storia e non sono pochi i fatti mediatici, politici e di business che stanno definendo questa corsa. Sono notizie queste che ci permettono di comprendere gli sviluppi prossimi e dove stanno andando le aziende che stanno definendo i decenni a venire. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 296 - Venerdì 3 Aprile
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

SpaceX ha depositato l'offerta pubblica iniziale


Business
SpaceX ha depositato in via confidenziale i documenti per la quotazione presso la Securities and Exchange Commission, il regolatore dei mercati negli Stati Uniti. Secondo il Wall Street Journal, l’offerta pubblica iniziale potrebbe raccogliere tra 40 e 80 miliardi di dollari e arrivare in Borsa già entro luglio. Per ora i documenti restano riservati, quindi mercato e investitori non possono ancora vedere dati su ricavi, costi e utili. A seguire l’operazione sono cinque grandi banche d’affari statunitensi.
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Fonte: The Wall Street Journal
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E una è andata

SpaceX è stata quindi la prima a depositare...
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Amazon è in trattativa per l'acquisizione dei satelliti che usa Apple


Big tech
Amazon ha avviato colloqui per comprare Globalstar, società di telecomunicazioni satellitari che supporta anche alcuni servizi di Apple collegati ai satelliti. Nel 2024 Apple ha acquistato il 20% di Globalstar e ha impegnato 1,1 miliardi di dollari per finanziare l’espansione della rete. Questa infrastruttura permette su iPhone e Apple Watch di contattare i soccorsi anche senza rete cellulare. Secondo il Financial Times, Apple partecipa alle trattative grazie all'ampia quota societaria. Amazon vuole Globalstar per competere con Starlink grazie alla sua flotta di satelliti Amazon Leo (prima si chiamava "Project Kuiper").
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Fonte: 9to5Mac
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Cala l’interesse degli investitori per le quote di OpenAI


Finanza
Nel mercato secondario, dove gli investitori provano a rivendere quote già possedute, l’interesse per OpenAI si sta raffreddando mentre Anthropic attira molta più domanda. Nelle ultime settimane sono state messe in vendita quote OpenAI per circa 600 milioni di dollari senza trovare compratori, mentre per Anthropic ci sarebbero circa 2 miliardi pronti a entrare. Una spiegazione è la differenza di valutazione: OpenAI è indicata intorno a 852 miliardi di dollari, Anthropic a circa 380 miliardi, quindi alcuni investitori vedono in Anthropic più spazio di crescita. Pesano su OpenAI anche i costi molto alti e una presenza meno forte nel mercato aziendale.
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Fonte: Bloomberg
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OpenAI acquisisce TBPN


Business
OpenAI ha acquistato TBPN, un talk show quotidiano su tecnologia, affari, intelligenza artificiale e difesa seguito da dirigenti, investitori e imprenditori della Silicon Valley. È la prima acquisizione di una società media da parte del gruppo. Il programma, condotto da John Coogan e Jordi Hays, manterrà il proprio marchio e punta a ricavi annui superiori a 30 milioni di dollari. OpenAI dice di voler usare anche le capacità dei fondatori nella comunicazione e nel marketing per spiegare meglio al pubblico l’impatto concreto dell’IA.
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Fonte: TechCrunch
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Un canale di culto nella Silicon Valley

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Cosa è trapelato dai 3mila file di Anthropic


Startup
Anthropic sta affrontando due incidenti: Il primo riguarda la pubblicazione accidentale di quasi 3.000 file, compresa la bozza di un post su un nuovo modello ("Mythos") non ancora annunciato. Il secondo ha coinvolto Claude Code, un programma per sviluppatori: una versione distribuita per errore conteneva quasi 2.000 file del codice sorgente e oltre 512 mila righe di codice. L’azienda sostiene che non si sia trattato di un attacco esterno ma di un errore umano. Il codice non espone il modello in sé ma tutto il sistema che ci interagisce.
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Fonte: TechCrunch
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Incontra la startup che ha usato l'IA e OpenClaw per automatizzare i suoi sviluppatori


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Cala l’interesse degli investitori per le quote di OpenAI


In breve:


Nel mercato secondario, dove gli investitori provano a rivendere quote già possedute, l’interesse per OpenAI si sta raffreddando mentre Anthropic attira molta più domanda. Nelle ultime settimane sono state messe in vendita quote OpenAI per circa 600 milioni di dollari senza trovare compratori, mentre per Anthropic ci sarebbero circa 2 miliardi pronti a entrare. Una spiegazione è la differenza di valutazione: OpenAI è indicata intorno a 852 miliardi di dollari, Anthropic a circa 380 miliardi, quindi alcuni investitori vedono in Anthropic più spazio di crescita. Pesano su OpenAI anche i costi molto alti e una presenza meno forte nel mercato aziendale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI Is Falling Out of Favor With Secondary Buyers
OpenAI shares have fallen out of favor on the secondary market — in some cases becoming almost impossible to unload — as investors pivot quickly to Anthropic, its biggest competitor.
BloombergHema Parmar

Riassunto completo:


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Amazon è in trattativa per l'acquisizione dei satelliti che usa Apple


La rete Globalstar.

In breve:


Amazon ha avviato colloqui per comprare Globalstar, società di telecomunicazioni satellitari che supporta anche alcuni servizi di Apple collegati ai satelliti. Nel 2024 Apple ha acquistato il 20% di Globalstar e ha impegnato 1,1 miliardi di dollari per finanziare l’espansione della rete. Questa infrastruttura permette su iPhone e Apple Watch di contattare i soccorsi anche senza rete cellulare. Secondo il Financial Times, Apple partecipa alle trattative grazie all'ampia quota societaria. Amazon vuole Globalstar per competere con Starlink grazie alla sua flotta di satelliti Amazon Leo (prima si chiamava "Project Kuiper").

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Amazon ‘in talks’ to acquire Globalstar, and Apple’s stake is a key factor - 9to5Mac
Amazon is reportedly “in talks” to acquire Globalstar, the company that connects Apple’s iPhone and Apple Watch satellite features. Apple’s…
9to5MacZac Hall

Riassunto completo:


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Cala l’interesse degli investitori per le quote di OpenAI


Anthropic sembra essere una scelta migliore.

In breve:


Nel mercato secondario, dove gli investitori provano a rivendere quote già possedute, l’interesse per OpenAI si sta raffreddando mentre Anthropic attira molta più domanda. Nelle ultime settimane sono state messe in vendita quote OpenAI per circa 600 milioni di dollari senza trovare compratori, mentre per Anthropic ci sarebbero circa 2 miliardi pronti a entrare. Una spiegazione è la differenza di valutazione: OpenAI è indicata intorno a 852 miliardi di dollari, Anthropic a circa 380 miliardi, quindi alcuni investitori vedono in Anthropic più spazio di crescita. Pesano su OpenAI anche i costi molto alti e una presenza meno forte nel mercato aziendale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI Is Falling Out of Favor With Secondary Buyers
OpenAI shares have fallen out of favor on the secondary market — in some cases becoming almost impossible to unload — as investors pivot quickly to Anthropic, its biggest competitor.
BloombergHema Parmar

Riassunto completo:


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Re Carlo III parlerà al Congresso americano per i 250 anni dell'indipendenza


I leader del Congresso hanno invitato il sovrano britannico a tenere un discorso il 28 aprile. Non accadeva dal 1991, quando parlò la regina Elisabetta II

I leader del Congresso degli Stati Uniti hanno invitato re Carlo III a tenere un discorso davanti alle camere riunite il 28 aprile, in occasione del 250esimo anniversario dell'indipendenza americana dalla Gran Bretagna. Se l'invito verrà accettato, sarà la prima volta in 35 anni che un membro della monarchia britannica parla al Congresso.

La lettera di invito, inviata mercoledì, porta le firme dello speaker della Camera Mike Johnson, del leader della maggioranza al Senato John Thune, del leader della minoranza al Senato Charles Schumer e del leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries. I firmatari hanno scritto che l'indirizzo al Congresso offrirà "un'opportunità unica per condividere la vostra visione sul futuro della nostra relazione speciale e riaffermare la nostra alleanza in questo momento cruciale della storia".

Nella lettera i leader congressuali hanno anche ricordato che l'ultima volta che un membro della famiglia reale britannica parlò al Congresso fu nel 1991, quando la madre di Carlo, la regina Elisabetta II, sottolineò che il legame tra Stati Uniti e Regno Unito si fondava su uno "spirito di democrazia" condiviso e sull'impegno verso i valori fondamentali della libertà individuale, del consenso dei governati e dello stato di diritto.

Invitare leader stranieri a parlare davanti alle camere riunite del Congresso durante le visite di Stato è diventata una tradizione moderna, anche se questi discorsi restano relativamente rari. Durante il primo mandato del presidente Trump solo due leader stranieri tennero un discorso al Congresso: il presidente francese Emmanuel Macron nel 2018 e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nel 2019. Sotto la presidenza di Joe Biden i discorsi di questo tipo furono nove.
Official White House Photo by Andrea Hanks
La visita di Carlo e della moglie, la regina Camilla, è prevista dal 27 al 30 aprile e rappresenterà la prima visita di Stato del sovrano negli Stati Uniti da quando è diventato re. La Casa Bianca organizzerà una cena di Stato in loro onore il 28 aprile. Trump ha annunciato la visita martedì sulla piattaforma Truth Social, scrivendo di "non vedere l'ora di trascorrere del tempo con il re, che rispetto molto". Lo scorso settembre il presidente si era recato nel Regno Unito per una visita di Stato, durante la quale era stato accolto con una processione in carrozza, un sorvolo militare e un banchetto al Castello di Windsor.

Diversi ex primi ministri britannici hanno parlato in passato al Congresso americano, ma tra i membri della monarchia l'ultima a farlo resta la regina Elisabetta II. Il discorso di Carlo, se confermato, segnerà un momento simbolico nel rapporto tra le due nazioni, proprio nell'anno in cui gli Stati Uniti celebrano il 250esimo anniversario della dichiarazione con cui si separarono dalla corona britannica.

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JD Vance annuncia un libro sulla sua conversione al cattolicesimo


Il vicepresidente pubblica a giugno un memoir sulla fede mentre cresce la speculazione sulla sua candidatura alla Casa Bianca nel 2028

JD Vance ha annunciato la pubblicazione di un nuovo libro sulla sua conversione al cattolicesimo, una mossa che rafforza il suo profilo pubblico in un momento in cui molti lo considerano il favorito per la nomination repubblicana alle presidenziali del 2028.

Il libro si intitola "Communion: Finding My Way Back to Faith" e uscirà il 16 giugno per HarperCollins. Vance ha annunciato la notizia con un post su X: "Ho scritto questo libro per molto tempo e sono onorato di poter finalmente condividere la storia completa con voi. Communion racconta il mio percorso personale e come ho ritrovato la strada verso la fede". In un comunicato stampa ha aggiunto: "Sono cristiano, e sono diventato cristiano perché credo che gli insegnamenti di Gesù Cristo siano veri. Ma non l'ho sempre pensato, e condividendo il mio percorso potrei essere d'aiuto ad altri, cattolici, protestanti o altro, che cercano una riconciliazione con Dio".

Come riporta il New York Times, il libro racconterà il ritorno di Vance al cristianesimo dopo aver abbandonato la pratica vagamente evangelica della sua infanzia, fino alla conversione al cattolicesimo avvenuta nel 2019, a 35 anni, dopo un percorso di istruzione privata con i frati domenicani di Cincinnati. Vance si ispirò a Sant'Agostino, che scelse come santo patrono, e al suo trattato "La città di Dio", che nel quinto secolo sfidò la classe dirigente di Roma. "Era la migliore critica della nostra epoca moderna che avessi mai letto", scrisse Vance in una rivista cattolica. "Una società orientata interamente al consumo e al piacere, che rifiuta il dovere e la virtù".

L'editore ha presentato il volume come un'esplorazione del modo in cui la fede guida le scelte politiche del vicepresidente, ma anche come una guida spirituale pensata per avvicinare altri lettori al cattolicesimo. Secondo il New York Times, il libro sostiene un progetto più ampio di leader, attivisti e politici socialmente conservatori per rafforzare il peso del cristianesimo conservatore nella vita pubblica americana. La fede cattolica conservatrice ha acquisito un'influenza crescente nella politica statunitense, grazie anche ai giudici cattolici della Corte Suprema e a convertiti laici come Vance. Questa Pasqua, le chiese cattoliche in tutto il paese hanno registrato un'impennata di conversioni.

Il titolo del libro richiama l'Eucaristia, un sacramento centrale del cattolicesimo che è diventato anche un simbolo politico: alcuni vescovi cattolici americani hanno sostenuto pubblicamente che leader democratici come l'ex presidente Joseph Biden e l'ex speaker della Camera Nancy Pelosi dovrebbero essere esclusi dalla comunione per il loro sostegno al diritto all'aborto.

La fede di Vance, però, ha generato anche tensioni. Il vicepresidente ha giustificato la campagna di rimpatri dell'amministrazione Trump con la propria interpretazione della dottrina cattolica, una posizione che ha provocato una dura reazione da parte dei vertici vaticani e si contrappone alle priorità di papa Leone XIV. Il pontefice è stato critico verso l'amministrazione: durante la Domenica delle Palme ha condannato "coloro che fanno la guerra", in un apparente riferimento al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Già nel 2025 Vance aveva visitato il Vaticano per incontrare il defunto papa Francesco durante il weekend di Pasqua. L'incontro fu breve perché il pontefice era in cattive condizioni di salute, ma il Vaticano dichiarò che ci fu "uno scambio di opinioni" su migranti, rifugiati e detenuti, in un momento di forti critiche vaticane alla politica migratoria dell'amministrazione Trump.

La pubblicazione di un libro da parte di un vicepresidente in carica è piuttosto insolita e alimenta le speculazioni sulla corsa presidenziale del 2028. Molti strateghi, funzionari e elettori repubblicani considerano Vance il principale favorito per la prossima nomination del partito. Lo stesso presidente Trump ha indicato che potrebbe sostenere Vance o il segretario di Stato Marco Rubio. Vance ha detto che discutere della competizione "sembra così prematuro", ma ha compiuto passi concreti per dimostrare il suo sostegno alla base MAGA del presidente.

Con un memoir sulla fede, Vance potrebbe raggiungere un pubblico più ampio rispetto a un libro puramente politico. Le vendite di libri sulla religione, comprese le Bibbie, sono aumentate di recente, mentre le vendite di saggistica generale sono rimaste stagnanti.

Il primo libro di Vance, "Hillbilly Elegy", pubblicato nel 2016, raccontava la sua infanzia difficile a Middletown, Ohio, una città industriale in declino, e il percorso fino alla Yale Law School. Il bestseller trascorse più di 200 settimane nella classifica del New York Times e vendette oltre cinque milioni di copie nel mondo, secondo HarperCollins. Il libro lo proiettò sulla scena nazionale come interprete della classe operaia bianca che aveva portato Trump alla vittoria. Da allora, però, i democratici lo hanno accusato di aver esagerato le proprie origini proletarie. Questo mese il governatore del Kentucky Andy Beshear ha definito quel primo memoir "turismo della povertà", sostenendo che "commerciava in stereotipi logori" sulla regione. Vance aveva già iniziato a lavorare a un libro sulla fede per HarperCollins, ma lo aveva accantonato nel 2022. "Communion" è in parte la continuazione di quel progetto.

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Trump silura Pam Bondi dal Dipartimento di Giustizia


Il presidente ha annunciato la rimozione su Truth Social. A sostituirla sarà, ad interim, il vice Todd Blanche. Dietro la decisione, mesi di frustrazione per la gestione dei file Epstein e il fallimento delle azioni penali contro gli avversari politici

Donald Trump ha deciso di rimuovere Pam Bondi dall’incarico di Procuratrice Generale degli Stati Uniti. A riportarlo sono Fox Newse CNN, che citano fonti della Casa Bianca a conoscenza della decisione. I due media concordano sul punto centrale, cioè che Bondi sarebbe ormai in via d'uscita dal Dipartimento di Giustizia, ma divergono sui tempi e sulle modalità della sostituzione.

Secondo Fox News, Bondi avrebbe incontrato Trump ieri sera nello Studio Ovale, poco prima del discorso del presidente alla nazione sulla guerra in Iran. In quell’occasione, sarebbe stata già informata del suo imminente licenziamento. Una delle fonti citate da Fox News sostiene persino che, quando Trump è salito sul podio per il suo intervento, Bondi aveva già perso il posto e stava tornando in Florida.

La ricostruzione di CNN aggiunge invece dettagli sulla gestione immediata della transizione. L’emittente riferisce che, almeno per ora, la guida del Dipartimento di Giustizia passerà al vice Procuratore Generale Todd Blanche. Secondo la stessa emittente, Trump negli ultimi giorni aveva già parlato con alcuni suoi alleati della possibilità di licenziare Bondi e mercoledì avrebbe affrontato direttamente il tema con lei, in un colloquio descritto come duro e franco. In quell’occasione, il presidente le avrebbe detto che non sarebbe rimasta a lungo nel suo ruolo. Due fonti citate da CNN aggiungono che Trump avrebbe anche prospettato per lei un altro incarico in futuro, compresa l’ipotesi di nominarla giudice federale.

Al momento non è ben chiaro ancora chi possa sostituirla. Fox News scrive che Trump starebbe valutando di nominare Lee Zeldin, attualmente a capo dell’Environmental Protection Agency, come possibile sostituto. Secondo Fox News, il tema sarebbe già emerso durante un incontro alla Casa Bianca proprio con Zeldin tenuto martedì, formalmente dedicato agli incendi e alla prevenzione. Anche la CNN conferma che Zeldin è tra i nomi presi in considerazione, ma precisa che non sarebbe l’unico tra i papabili alla sostituzione di Bondi e che, almeno nell’immediato, a prendere in mano il dipartimento sarebbe Blanche.

Intanto, un portavoce del Dipartimento di Giustizia, contattato da Fox News, ha smentito la notizia, sottolineando come Bondi fosse accanto a Trump durante il discorso della sera precedente. Anche la Casa Bianca, interpellata sul presunto licenziamento e sugli incontri citati, non ha voluto confermare le indiscrezioni. Secondo Fox News, una fonte interna si è limitata a dire che la situazione “è calda”, senza però sbilanciarsi. L’ufficio stampa della Casa Bianca ha inoltre rinviato a una dichiarazione attribuita a Trump, già inviata anche al New York Times: “La Procuratrice Generale Pam Bondi è una persona magnifica e sta facendo un ottimo lavoro”.

A parte le smentite ufficiali, dietro la rottura ci sarebbe però un rapporto ormai logorato. Secondo la CNN, Trump sarebbe deluso su più fronti, in particolare per la gestione dei file Epstein e per il fatto che Bondi non avrebbe indagato o perseguito con sufficiente decisione alcuni dei principali avversari politici del presidente. L’emittente cita anche il caso dell’indagine contro John Brennan, ex direttore della Central Intelligence Agency, accusato di aver reso dichiarazioni false al Congresso su una vecchia valutazione dell’intelligence relativa alle interferenze russe nelle elezioni del 2016.

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Trump mobilita intelligence e giustizia per dimostrare frodi elettorali nel 2020


Avvocati della campagna, ex agenti della Cia e vertici del dipartimento di Giustizia inseguono teorie che lo stesso staff di Trump aveva scartato. Al centro, un'indagine che coinvolge il Venezuela e macchine per il voto sequestrate a Puerto Rico

Sei anni dopo la sconfitta di Donald Trump alle elezioni del 2020, la Casa Bianca ha messo in moto un'operazione su più fronti per trovare prove a sostegno della tesi che il presidente uscì vincitore da quel voto. Secondo un'analisi del Wall Street Journal, alti funzionari del dipartimento di Giustizia, dell'Fbi e delle agenzie di intelligence stanno ora indagando su teorie che lo stesso entourage di Trump aveva liquidato come fantasiose appena due anni fa.

L'operazione ha anche un obiettivo legislativo: rafforzare la spinta del presidente perché il Congresso approvi il SAVE America Act, un pacchetto di nuove norme elettorali. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha evitato commenti specifici sull'indagine, ma ha dichiarato al Journal che "il popolo americano merita elezioni libere e corrette".

La settimana scorsa il ministro della Giustizia, Pam Bondi, ha autorizzato Dan Bishop, procuratore federale in North Carolina ed ex deputato che nel 2021 votò contro la certificazione della vittoria di Biden, a condurre indagini elettorali su scala nazionale. Bishop esaminerà anche i dati delle liste elettorali che il dipartimento di Giustizia sta raccogliendo dai singoli Stati per verificare se cittadini stranieri si siano registrati o abbiano votato illegalmente.

Al centro dell'operazione c'è Kurt Olsen, avvocato della campagna Trump coinvolto nel fallimentare tentativo di ribaltare il risultato del 2020 con l'iniziativa Stop the Steal. Olsen è stato incaricato dalla Casa Bianca lo scorso autunno di guidare questa nuova fase e nelle ultime settimane ha informato direttamente il presidente su una serie di presunte irregolarità, ha chiesto la desecretazione di numerosi documenti e ha sollecitato fino a 10 milioni di dollari di finanziamenti. Olsen trascorre gran parte del suo tempo al dipartimento di Giustizia, dove i procuratori stanno conducendo indagini penali ad Atlanta, Phoenix e in altre città.

Non tutti nell'amministrazione sono d'accordo. Alcuni funzionari della Casa Bianca e del dipartimento di Giustizia si sono opposti agli sforzi di Olsen per desecretare documenti e perseguire la cosiddetta "pista venezuelana". Lo stesso Trump ha resistito alla desecretazione di parte dei documenti e non ha concesso i fondi aggiuntivi richiesti.

La pista venezuelana è uno degli aspetti più singolari dell'intera vicenda. All'origine c'è un incontro avvenuto poco dopo le elezioni del 2020 tra Gary Berntsen, ex agente della Central Intelligence Agency noto per il suo ruolo nella caccia a Osama bin Laden, e Martín Rodil, un intermediario venezuelano che da anni collabora con le autorità americane per rintracciare figure corrotte in America Latina. I due si convinsero che la società Smartmatic, le cui macchine per il voto erano state usate dal regime di Nicolás Maduro per manipolare le elezioni venezuelane, potesse aver alterato anche i risultati americani. Con un finanziamento iniziale di 50.000 dollari dall'ex amministratore delegato di Overstock, Patrick Byrne, avviarono un'indagine privata che li portò a costruire laboratori dalle Bahamas alla Svizzera per analizzare i sistemi di voto. Smartmatic, che ha una causa in corso contro Fox News per accuse analoghe, ha dichiarato al Journal che si tratta delle stesse tesi screditate, "ora riciclate da altri attori politicamente motivati".

Nel 2024 i due riuscirono a ottenere un incontro con i vertici della campagna Trump in Florida, grazie all'intercessione del senatore Markwayne Mullin, dell'Oklahoma, confermato la settimana scorsa come nuovo segretario alla Sicurezza interna. La presentazione durò quasi tre ore, ma i consiglieri della campagna la giudicarono inverosimile. "Ci guardarono inorriditi", ha raccontato Berntsen al Journal. Dopo l'insediamento di Trump, però, la coppia trovò in Olsen un interlocutore disponibile e informò anche l'ufficio di Tulsi Gabbard, la responsabile dell'intelligence nazionale, che ha fatto sequestrare macchine per il voto a Puerto Rico, ora custodite in un campus dell'intelligence a Bethesda, nel Maryland. Una portavoce di Gabbard ha confermato che gli analisti stanno esaminando le macchine per individuare vulnerabilità e condividono i risultati con altre agenzie.

Sul fronte di Atlanta, il dipartimento di Giustizia ha messo in campo tre diversi funzionari per ottenere l'accesso a 148.000 schede elettorali per corrispondenza della contea di Fulton. Dopo che un giudice locale non rispose alla richiesta iniziale, Bondi incaricò il procuratore federale di St. Louis, Thomas Albus, di trovare il modo di sequestrare i documenti, concedendogli autorità al di fuori della sua giurisdizione. A gennaio agenti dell'Fbi portarono via 700 scatoloni di schede e altri materiali dal centro elettorale, sotto gli occhi dei funzionari della contea. L'operazione ha sorpreso gli stessi vertici repubblicani dello Stato, inclusi il governatore e il segretario di Stato. La contea di Fulton ha fatto causa per riottenere le schede. In un'udienza venerdì scorso, un esperto elettorale che testimoniava per la contea ha sostenuto che le basi dell'indagine dell'Fbi non sono credibili e si fondano su testimoni che non conoscono il funzionamento delle elezioni.

Nel 2021 l'amministrazione Biden aveva dichiarato "non credibili" le tesi secondo cui un governo straniero avesse controllato le infrastrutture elettorali americane, affermando di non aver trovato prove di manipolazioni da parte di attori governativi stranieri. Una serie di verifiche e riconteggi condotti da autorità statali e locali dopo il 2020 non aveva trovato prove di frodi o manomissioni diffuse. Ben Ginsberg, noto avvocato repubblicano esperto di diritto elettorale e critico di Trump, ha commentato al Journal: "Se non trovano nulla, saranno disposti ad ammetterlo?".

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Carbonara Day: oltre 250.000 ordini su Glovo, Roma guida la classifica del food delivery


I dati di Glovo sul Carbonara Day mostrano oltre 250.000 ordini nell’ultimo anno. Roma domina la classifica, seguita da Milano e Napoli, mentre il sabato sera si conferma il momento preferito per il food delivery
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Il 6 aprile prossimo torna uno degli appuntamenti più amati dagli appassionati di pasta: il Carbonara Day. Si tratta della giornata dedicata a uno dei piatti simbolo della tradizione italiana, capace di conquistare il pubblico ben oltre i confini nazionali. In occasione della ricorrenza, Glovo fotografa i principali trend di consumo legati alla carbonara, confermando il successo senza tempo di una ricetta iconica anche nel mondo del delivery.

È San Valentino il giorno preferito


Secondo i dati rilevati da Glovo, negli ultimi 12 mesi in Italia sono stati consegnati 250.000 ordini contenenti carbonara. Un risultato che dimostra quanto un grande classico della cucina del Bel Paese continui a essere una scelta amata dagli italiani in ogni stagione e occasione. Tra le curiosità emerse, spicca un dato interessante: il giorno con il maggior numero di ordini di carbonara nell’ultimo anno è stato San Valentino, a conferma di come anche un piatto della tradizione possa trasformarsi in una coccola da condividere.

vivo V70 in Italia: caratteristiche e prezzo
vivo porta in Italia la nuova serie vivo V70, puntando su design curato, comparto fotografico evoluto e prestazioni solide. Ecco tutto quello che c’è da sapere su caratteristiche, prezzo e disponibilità
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Quando si ordina di più


La carbonara conquista soprattutto il weekend con sabato come giorno preferito dagli italiani per ordinarla. Quanto ai momenti della giornata, il consumo si concentra prevalentemente a cena, con un picco tra le 19 e le 20, fascia che raccoglie il 35% degli ordini. Segue il pranzo, in particolare tra le 12 e le 13. Guardando invece alla stagionalità, i mesi in cui la carbonara viene ordinata di più sono ottobre, settembre e maggio: per gli italiani è sempre un buon momento per gustarsi un buon piatto di carbonara.

La geografia della carbonara


A livello globale, l’Italia si posiziona nella top five per consumo di carbonara su Glovo, insieme a Spagna, Romania, Portogallo e Polonia, a dimostrazione di quanto questo piatto simbolo della tradizione italiana sia apprezzato anche all’estero. Nel panorama nazionale, è Roma a guidare la classifica delle città con il maggior numero di ordini, seguita da Milano, Napoli, Torino e Palermo. Stupisce la presenza di città come Catania, Bari e Padova, che rientrano nella top 10 delle città a maggiore diffusione di carbonara. Se quello romano resta un primato prevedibile, in quanto patria indiscussa della ricetta, questa fotografia racconta anche quanto la carbonara sia amata lungo tutto lo Stivale.

Tra i piatti romani più apprezzati


Tra amatriciana, cacio e pepe, pasta alla gricia e carbonara, quest’ultima risulta la più amata con il 48% degli ordini. Inoltre, se gli spaghetti restano il formato più iconico, la creatività dei menu disponibili su Glovo dimostra come questa ricetta si presti anche a interpretazioni diverse altrettanto sfiziose, come la Frittatina, i Tonnarelli, i Supplì, le Mezze maniche e i Rigatoni. Tradizione e sperimentazione convivono così in un piatto che continua a reinventarsi, mantenendo intatto il suo posto speciale nell’immaginario e nelle abitudini di consumo degli italiani.

World Backup Day: 1 over 70 su 3 in difficoltà con password e dati | TechPerTutti
In occasione del World Backup Day 2026, emporia rivela che oltre 1 over 70 su 3 ha difficoltà a gestire password, codici e informazioni personali. Ecco i consigli pratici per mettere al sicuro i propri dati digitali e aiutare chi è più vulnerabile
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In un contesto sempre più guidato dai dati, il caso del Carbonara Day conferma come piattaforme digitali come Glovo non siano più solo servizi di consegna, ma veri osservatori privilegiati delle abitudini di consumo. I numeri registrati offrono uno spaccato chiaro delle preferenze degli utenti italiani, tra grandi classici intramontabili e nuovi trend legati alla fruizione del cibo. Un’evoluzione che rafforza il ruolo del food delivery come ecosistema tecnologico sempre più centrale nella quotidianità.


vivo lancia la nuova serie V70 in Italia: caratteristiche, novità e prezzi


Vivo ha annunciato il lancio in Italia della nuova serie V70, composta da due modelli inediti: vivo V70 e V70 FE. Si tratta di due dispositivi progettati per offrire un’esperienza fotografica avanzata, un design distintivo e prestazioni affidabili. Dalla fotografia ritrattistica professionale sviluppata con ZEISS alle funzionalità AI per la creazione quotidiana di contenuti, la serie V70 è progettata per accompagnare una nuova generazione di fotografi rendendo l’esperienza imaging più accessibile, intuitiva e potente.
Per il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioniPer il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioni

vivo V70: la partenrship con ZEISS


Sviluppato in collaborazione con ZEISS, vivo V70 si posiziona come modello di riferimento per la fotografia ritrattistica: il suo teleobiettivo ZEISS da 50 MP integra un sensore ultrasensibile da 1/1.95 pollici e stabilizzazione ottica OIS che garantisce scatti più nitidi anche in condizioni di scarsa luminosità. Il comparto fotografico posteriore è completato da una fotocamera principale ZEISS OIS da 50 MP con sensore flagship da 1/1.56" e da una fotocamera ultra grandangolare ZEISS da 8 MP, per una maggiore versatilità. Frontalmente troviamo una ZEISS Selfie Camera Group da 50 MP con Auto Focus, ideale sia per selfie individuali sia per foto di gruppo. Per la prima volta nella serie V, inoltre, V70 introduce la registrazione video 4K a 60 fps, per riprese cinematografiche fluide e di altissima qualità.

tado° in utile: 5,5 milioni di termostati smart connessi
tado° diventa profittevole superando i 5,5 milioni di termostati smart connessi: un traguardo importante che conferma la crescita del mercato smart home e la solidità della strategia aziendale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Affidabilità e stile


vivo V70 adotta un'estetica che unisce eleganza e resistenza, grazie a un raffinato telaio in lega di alluminio di origine aerospaziale, angoli arrotondati e un display flat con cornici ultrasottili, che conferiscono al dispositivo una silhouette slanciata e sofisticata. Sul retro, il comparto fotografico dal profilo ribassato mantiene un aspetto essenziale e discreto. Sulla parte anteriore, cornici ultrasottili di soli 1,25 mm incorniciano il display OLED Ultra Clear da 6,59 pollici con risoluzione 1.5K che funziona a 120 Hz con 459 PPI. Sotto il display, è stato aggiunto il sistema di sblocco 3D Ultrasonic Fingerprint che offre uno sblocco rapido e sicuro, anche con le dita bagnate. Il pannello posteriore, infine, è realizzato con vetro AG inciso, ed è progettato per resistere a impronte e graffi. La batteria BlueVolt da 6500 mAh garantisce una ricarica duratura per tutto il giorno, anche in condizioni di caldo o freddo estremo (dati vivo), mentre il caricabatterie FlashCharge da 90W permette di ricaricare il dispositivo in pochi minuti. Oltre alla potenza, V70 è progettato per durare nel tempo grazie alla certificazione IP68 e IP696 e alla certificazione 10-Facet Drop Resistance, che protegge il dispositivo da cadute accidentali fino a 1,8 metri, garantendo una protezione completa contro getti d'acqua ad alta pressione, immersioni e cadute accidentali. L'affidabilità si estende anche alla connettività di rete grazie alla tecnologia Dual-Bridge Signal Concurrency e a ottimizzazioni mirate per ambienti altamente congestionati.

vivo V70 FE: imaging ad alta risoluzione


Pensato per un pubblico giovane, dinamico e attento allo stile, vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate per la creazione di contenuti. Il cuore di V70 FE è la modalità High Resolution da 200 MP, progettata per garantire immagini nitide e stabili sia durante i viaggi sia nella vita quotidiana. Grazie al sensore da 1/1,56 pollici, alla stabilizzazione ottica certificata CIPA 4.0 e a uno zoom fino a 30x il dispositivo è in grado di catturare panorami ampi e dettagli distanti preservando precisione in ogni scatto. La funzione Ultra-Clear Photo Crop, inoltre, consente di ritagliare più scene da una singola fotografia, mantenendo inalterata la nitidezza. A supporto delle capacità fotografiche, V70 FE integra la batteria BlueVolt da 7000 mAh, il sistema di ricarica rapida FlashCharge da 90W e la certificazione IP68 e IP69 contro acqua e polvere. Dai dati vivo, con una singola ricarica completa V70 FE può garantire fino a 43,8 ore di riproduzione continua su YouTube 12 e fino a 16 ore 13 di utilizzo combinato tra le app principali 14 come navigatore, fotocamera, TikTok, Spotify e Instagram, mantenendo comunque una riserva del 14% di batteria.
Pensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzatePensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate
Il dispositivo è alimentato dal MediaTek Dimensity 7360-Turbo, che assicura prestazioni fluide per le attività quotidiane, il gaming e il multitasking. Il display AMOLED Ultra Clear da 1,5K e il sistema dual stereo speaker simmetrico completano l’esperienza, offrendo audio e video ultra-immersivi per godersi l’intrattenimento.

Strumenti AI avanzati


La serie vivo V70 punta fortemente sull’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza fotografica, adattandosi a diversi contesti d’uso. Tra le novità spicca la Modalità Palco AI, pensata per catturare performance dal vivo anche in condizioni difficili, sfruttando la fotocamera ZEISS Super Telephoto da 50 MP e algoritmi avanzati per garantire scatti nitidi e dettagliati fino a 10x di zoom. A completare il comparto fotografico troviamo le opzioni ZEISS Multifocal Portrait, che permettono di personalizzare lunghezze focali e bokeh per ritratti più professionali, insieme a una suite di strumenti AI come Cambia Cielo, Cambia Scenario e Ritocco AI, disponibili anche su V70 FE, per modifiche rapide e creative con un solo tocco.
Il pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffiIl pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffi

OriginOS 6: intelligente, intuitivo e sicuro


La serie vivo V70 integra il nuovo OriginOS 6, che garantisce fino a cinque anni di aggiornamenti software e di sicurezza, assicurando longevità e affidabilità. Il sistema, completamente rinnovato offre prestazioni fluide nel tempo e un’esperienza ottimizzata grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale. Tra le novità spicca Origin Island, una finestra dinamica che semplifica l’accesso alle informazioni. Sul fronte produttività, gli strumenti AI permettono di migliorare scrittura, traduzioni e gestione delle riunioni, affiancati dall’assistente Google Gemini. Non manca un ecosistema orientato alla condivisione e alla continuità tra dispositivi, con soluzioni per il trasferimento rapido dei file e la collaborazione tra smartphone e computer.

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Apple ha lanciato a sorpresa le AirPods Max 2, le cuffie over-ear top di gamma aggiornate dopo cinque anni. Chip H2, ANC notevolmente migliorato, traduzione live e un design affinato: ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo modello
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Disponibilità


La serie vivo V70 arriva in Italia dal domani, con vivo V70 disponibile a partire da 699 euro nei colori Alpine Gray e Authentic Black, mentre la variante Sandalwood Brown sarà esclusiva online. Il modello vivo V70 FE parte invece da 459 euro e sarà proposto in diverse configurazioni e colorazioni, tra cui Muse Purple e Ocean Blue. Per il lancio, vivo ha previsto numerose promozioni: sconti dedicati sullo store ufficiale, offerte bundle con caricatore da 90W e auricolari, oltre a finanziamenti a tasso zero. Sono previste anche offerte speciali su piattaforme come Amazon e presso retailer come Unieuro, Euronics e MediaWorld, con sconti per gli iscritti ai programmi fedeltà. Non manca infine la collaborazione con WINDTRE, che propone piani rateizzati con canone mensile e servizi inclusi, rendendo l’acquisto più accessibile e flessibile.


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KD, importatore per l'Italia dei marchi KVH, Humminbird, Mini-Kota, Cannon, amplia la propria offerta di prodotti per la nautica con una nuova distribuzione: searebbel, il pilota automatico che non ti aspetti.


Prestazioni sorprendenti, affidabilità e semplicità d’uso lo rendono una soluzione ideale per chi cerca il massimo controllo in navigazione. Tutto gestito da una sorprendente App.

Searebbel, è un MobilePilot, un'innovazione già pluripremiata, destinata a rivoluzionare il settore nautico globale, grazie anche alla semplicissima e velocissima installazione.

Mesi di test e prove sul campo, hanno convinto l'importatore KD a aggiungere tra i prestigiosi marchi anche Searebbel,uno strumento iper tecnologico, in cui nome è ispirato alle prime e rudimentali carte nautiche in fibra e cocco delle Isole Marshall.
Adattabilità totale - Batteria a lunga durata - Protezione IP67

  • Compatibile con la maggior parte dei sistemi di guida esistenti. Si installa direttamente sull’asse del timone tramite piastra di ancoraggio o velcro adesivo per pompe lisce, senza richiedere lavori invasivi in plancia. Include adattatori per alberi da M12, 1/2″ e 5/8″.
  • Progettato per resistere all’ambiente marino con classificazione IP67. La potente batteria interna Li-Ion da 14.8V (3000mAh) garantisce fino a 5 ore di navigazione in trasmissione continua e 24 ore in standby, ricaricabile facilmente tramite USB-C.
  • Governa l’imbarcazione tramite l’app dedicata sfruttando la connettività Bluetooth e Wi-Fi integrata. Il sistema GNSS assicura un tracciamento preciso per la navigazione, mentre l’integrazione NMEA 2000 (tramite modulo aggiuntivo) permette la gestione diretta dai display di bordo.



kditaly.com

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Ocasio-Cortez si oppone a tutti gli aiuti militari americani a Israele, anche per i sistemi difensivi


La deputata democratica di New York annuncia che voterà contro qualsiasi finanziamento militare, compreso l'Iron Dome. Una posizione che riflette il crescente distacco del Partito Democratico da Israele

Alexandria Ocasio-Cortez voterà contro tutti gli aiuti militari americani a Israele, compresi quelli destinati ai sistemi di difesa. Lo ha dichiarato martedì durante un forum virtuale privato con i membri della sezione newyorkese dei Democratic Socialists of America, il principale gruppo socialista democratico degli Stati Uniti. La conferma è arrivata dal suo capo di gabinetto, Mike Casca, dopo che il sito City & State ha riportato le dichiarazioni. La notizia è stata poi ripresa dal New York Times.

La presa di posizione segna un'evoluzione per Ocasio-Cortez. La deputata si opponeva già da tempo all'invio di armi offensive a Israele, ma la sua posizione sui sistemi difensivi, in particolare l'Iron Dome, il sistema antimissile israeliano, era rimasta ambigua. Nel 2024 aveva firmato una dichiarazione congiunta con altri 18 membri del Congresso in cui tutti si dicevano favorevoli al "rafforzamento dell'Iron Dome e di altri sistemi di difesa". Nel 2021, durante un voto sul finanziamento dell'Iron Dome, non aveva votato né a favore né contro, scegliendo l'opzione "presente", una formula parlamentare americana che equivale a un'astensione.

In una dichiarazione scritta diffusa mercoledì, Ocasio-Cortez ha spiegato che il governo israeliano non ha bisogno dell'assistenza americana per difendersi. "Credo che il governo israeliano sia in grado di finanziare da solo il sistema Iron Dome, che si è dimostrato fondamentale per proteggere i civili innocenti dagli attacchi missilistici e dai bombardamenti", ha affermato. Ha aggiunto che non sosterrà "l'invio di altri dollari dei contribuenti e aiuti militari a un governo che ignora sistematicamente il diritto internazionale e la legge americana".

La deputata ha anche fatto riferimento all'emendamento Leahy, una legge americana che vieta agli Stati Uniti di fornire addestramento o equipaggiamento a unità militari straniere che commettono violazioni dei diritti umani. Ocasio-Cortez ha dichiarato che gli alleati americani "che necessitano dei nostri aiuti militari devono comprendere che li forniremo in conformità con l'emendamento Leahy". Israele ha sempre respinto le accuse di aver commesso un genocidio.

La posizione di Ocasio-Cortez riflette un cambiamento più ampio all'interno del Partito Democratico. Il sostegno a Israele è calato in modo netto tra i democratici dall'inizio della guerra a Gaza. Un numero crescente di parlamentari democratici appoggia restrizioni agli aiuti militari per Israele. Alcuni esponenti di primo piano del partito hanno annunciato che non accetteranno più finanziamenti dall'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), la potente lobby filoisraeliana che ha goduto a lungo di un sostegno bipartisan ma che è diventata un elemento di divisione nelle recenti primarie democratiche. Diversi candidati critici verso le politiche israeliane hanno vinto elezioni recenti, tra cui Zohran Mamdani, eletto sindaco di New York.

Il rapporto tra Ocasio-Cortez e i Democratic Socialists of America è stato altalenante, soprattutto sul tema di Israele. Nel 2024 la direzione nazionale dell'organizzazione le aveva ritirato l'endorsement, sostenendo che non aveva sostenuto a sufficienza il movimento filopalestinese. In quell'occasione il gruppo aveva riconosciuto che la deputata aveva assunto una posizione "coraggiosa" nel descrivere la condotta di Israele come un genocidio, ma aveva citato proprio la sua posizione sull'Iron Dome come motivo del ritiro dell'appoggio.

L'anno scorso Ocasio-Cortez aveva votato contro un emendamento a un disegno di legge sulla difesa che avrebbe tagliato i fondi per l'Iron Dome. Aveva spiegato in un post su X che quell'emendamento avrebbe "eliminato le capacità difensive dell'Iron Dome permettendo al contempo che le bombe che uccidono i palestinesi continuassero". Quattro deputati democratici progressisti avevano invece votato a favore dell'emendamento: Al Green del Texas, Summer Lee della Pennsylvania, Rashida Tlaib del Michigan e Ilhan Omar del Minnesota. Ocasio-Cortez aveva poi votato contro l'intero disegno di legge sugli stanziamenti per la difesa.

Ocasio-Cortez è entrata in politica come progressista anti-establishment ed è oggi considerata una delle figure più in vista del Partito Democratico. Il suo nome circola come possibile candidata alla presidenza nel 2028, ma alcuni progressisti preferirebbero vederla sfidare il senatore Chuck Schumer, leader della minoranza democratica al Senato, nelle elezioni senatoriali dello stesso anno.

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Convegno RecFishing


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La Asd Blue Life Scuola Apnea Sardegna - che ha tra le finalità previste dallo statuto la divulgazione in materia di pesca e ambiente - organizza un convegno sulla nuova normativa europea che regolamenta la pesca ricreativa e sportiva, per informare tutte le associazioni e i pescatori sportivi sulle novità, le modalità per rispettare tale normativa, ed eventuali sanzioni.

In occasione del convegno, nella sede della Lega Navale di Cagliari in Viale Cristoforo Colombo, 135 Cagliari in data 10 aprile 2026 ore 18,00, sarà lanciata la campagna 2026 “Fishing For The Planet”, un programma di mappatura e recupero di reti fantasma nel Golfo di Cagliari.

Parteciperanno: in rappresentanza del Corpo Forestale e di V.
A., il Comm. S Davide Urrai - Direttore del Servizio Tecnico e della Vigilanza - e il Comm. S. Giovanni Tesei - Direttore del Servizio Territoriale di Sassari.
Il Comm. S. Tesei illustrerà, in un breve intervento, le attività svolte dal Corpo Forestale nel progetto "Strong Sea Life" (Survey and TReatment ON Ghost nets SEA LIFE).

Il convegno sarà moderato da Alberto Belfiori, direttore della rivista Mondo Pesca.

Ai saluti dell'Ammiraglio Giuseppe La Rosa - presidente Lega Navale Cagliari - e Simone Mingoia - presidente dell'Asd Blue Life Scuola Apnea Sardegna, seguiranno gli interventi dei rappresentanti del Corpo Forestale, della Capitaneria di Porto e del presidente Fipsas Sardegna Gianni Baldereschi.

LA NUOVA NORMATIVA

L’Unione Europea ha introdotto nuove norme che rendono obbligatoria la registrazione delle catture per la pesca ricreativa e sportiva. L'applicazione ufficiale indicata per l'Italia, promossa in linea con le direttive MASAF (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), è RecFishing.

Obiettivo: Monitorare le catture di specifiche specie ad alto interesse commerciale e tutelare le risorse marine.

Specie interessate: La registrazione riguarda principalmente specie sensibili, tra cui spigola, orata, tonno rosso, lampuga, pesce spada.

Obbligo: È necessario scaricare l'app RecFishing per registrare le catture o i rilasci (catch and release).

Sanzioni: La mancata registrazione o il mancato possesso del tesserino digitale aggiornato può comportare sanzioni amministrative, con multe potenziali fino a 1.000 euro e il sequestro dell'attrezzatura.

Censimento MASAF: L'obbligo dell'app si aggiunge al già esistente censimento obbligatorio (comunicazione di pesca sportiva) da effettuare sul sito del MASAF.

Sebbene l'obbligo sia scattato a gennaio 2026, la normativa non è ancora entrata in vigore. Conseguentemente, è stata prorogata al 30 aprile 2026 anche la scadenza tesserino di pesca sportiva, nelle more dell'emanazione del decreto direttoriale che recepisce la normativa europea relativa alla pesca sportiva e ricreativa in mare.

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La guerra all'Iran e gli obiettivi che cambiano ogni giorno


L'amministrazione Trump ha modificato ripetutamente la lista dei quattro obiettivi della campagna militare contro l'Iran, ridimensionando le ambizioni iniziali e creando confusione sulla strategia

Un'analisi della CNN mostra come l'amministrazione Trump non riesca a mantenere una lista coerente degli obiettivi della guerra contro l'Iran, lanciata il 28 febbraio scorso. I funzionari della Casa Bianca elencano regolarmente quattro obiettivi, ma questi cambiano a seconda del giorno e di chi li enuncia, con un progressivo ridimensionamento delle ambizioni iniziali.

Quando gli Stati Uniti hanno colpito l'Iran, l'amministrazione aveva fatto poco per costruire un caso a favore della guerra o per definirne gli scopi. Il 2 marzo il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha presentato quattro obiettivi: distruggere i missili offensivi iraniani, distruggere la produzione di missili, distruggere la marina e le altre infrastrutture di sicurezza, impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Questa lista coincideva in sostanza con quanto detto dal presidente Trump in un video diffuso la mattina dei primi attacchi.

Poche ore dopo, però, Trump ha presentato una lista diversa durante una cerimonia alla Casa Bianca. I primi due punti di Hegseth sono stati fusi in uno solo, "distruggere le capacità missilistiche dell'Iran", e al loro posto è comparso un nuovo obiettivo: impedire al regime iraniano di continuare ad armare, finanziare e dirigere i gruppi armati alleati nella regione, come Hezbollah e gli Houthi. Due giorni dopo, il segretario di Stato Marco Rubio ha riproposto la lista di Hegseth in un post sui social media, mentre la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha invece ricalcato la versione di Trump, includendo la minaccia dei gruppi alleati dell'Iran che Rubio aveva omesso. La frattura è proseguita lungo queste linee: Leavitt include la questione dei gruppi armati alleati dell'Iran, Hegseth e Rubio la omettono.

L'ultima settimana ha portato ulteriori cambiamenti. Venerdì Rubio ha aggiunto "distruggere l'aviazione iraniana" ai suoi obiettivi dichiarati. Lunedì, nelle interviste alla ABC e ad Al Jazeera, ha inserito la distruzione dell'aviazione come uno dei quattro obiettivi numerati, al posto dell'impedire all'Iran di ottenere armi nucleari. Ha comunque menzionato la questione nucleare, ma come effetto collaterale degli altri obiettivi e non come fine a sé stante. Lo stesso giorno Leavitt ha diffuso una lista ancora diversa: senza l'aviazione, con il nucleare come obiettivo distinto e con i gruppi armati regionali inclusi, nonostante Rubio non li avesse menzionati nelle interviste della stessa giornata.

Oltre alla composizione della lista, è cambiato anche il linguaggio con cui gli obiettivi vengono descritti, segnalando un ridimensionamento delle aspettative. All'inizio della campagna militare, Trump aveva promesso di "radere al suolo" l'industria missilistica iraniana e di "obliterarla" completamente. Hegseth parlava di "distruggere" sia i missili offensivi sia la produzione. Nell'ultima settimana, Rubio ha usato espressioni diverse: venerdì ha parlato di "ridurre drasticamente" i lanciamissili iraniani, nell'intervista ad Al Jazeera di una "riduzione significativa", e alla ABC di una "severa diminuzione della capacità di lancio", non più di una distruzione completa. Anche l'obiettivo sui gruppi armati alleati è stato ridimensionato: Trump aveva parlato di "garantire" che l'Iran non potesse più armarli, Leavitt ha riformulato l'obiettivo come "indebolire" questi gruppi, un traguardo più vago e soggettivo.

Un'altra questione aperta riguarda il programma nucleare iraniano. La retorica recente di Rubio suggerisce che l'amministrazione si concentri più sui sistemi di lancio che sui 400 chilogrammi di uranio altamente arricchito dell'Iran, una missione che richiederebbe quasi certamente truppe di terra. Martedì mattina Hegseth ha presentato la guerra in Iran come diversa dalle recenti guerre americane, dove a suo dire la missione era mal definita. "In quelle guerre non si sapeva mai quando la missione sarebbe finita o quale fosse esattamente la missione", ha detto, distinguendo l'operazione Epic Fury.

Come osserva la CNN, è proprio questa l'impressione che i commenti pubblici dell'amministrazione stanno dando: diventa difficile misurare il successo di una campagna militare quando il governo non riesce a mantenere una lista coerente di quattro obiettivi. E il fatto che questi obiettivi continuino a cambiare difficilmente tranquillizzerà gli americani che non sembrano capire di cosa tratti questa guerra.

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Per le immagini RAW è stato definito il formato standard ISO 12234-4:2026: il DNG di Adobe.

Questo dovrebbe assicurare di poter aprire i file anche dopo moltissimi anni… e non avere tutta una serie di vari formati RAW come ad oggi

Le case produttrici si adegueranno al nuovo formato?
wired.it/article/formato-dng-s…

Il link al formato standard ISO 12234-4:2026 iso.org/standard/86123.html

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L'inizio del processo a Luigi Mangione rinviato a settembre


I giudici statale e federale hanno spostato le udienze a settembre e ottobre, creando un nuovo conflitto di calendario tra i due procedimenti

Luigi Mangione, il ventisettenne accusato di aver ucciso il capo di UnitedHealthcare Brian Thompson, dovrà attendere l'autunno per affrontare entrambi i processi. Mercoledì il giudice statale di New York Gregory Carro ha rinviato l'inizio del processo dall'8 giugno all'8 settembre, poche ore dopo che la giudice federale Margaret Garnett aveva modificato il calendario del procedimento parallelo fissando la selezione della giuria per ottobre e le arringhe iniziali per il 26 ottobre o il 2 novembre.

Le due decisioni, anziché risolvere il problema, hanno ricreato la stessa sovrapposizione che la giudice federale cercava di evitare. Garnett aveva spostato in avanti la selezione dei giurati federali proprio per impedire che i potenziali giurati fossero influenzati dalla copertura mediatica del processo statale. "C'è un enorme pool di giornalisti e molta attenzione sul processo statale, che si svolge a soli due isolati da qui", ha spiegato durante l'udienza. Ma con il rinvio deciso da Carro, i due procedimenti rischiano di nuovo di accavallarsi.

I due processi nascono dall'omicidio di Thompson, avvenuto il 4 dicembre 2024 su un marciapiede di Midtown Manhattan, davanti all'hotel dove il dirigente doveva partecipare a una conferenza annuale per gli investitori. L'uccisione, ripresa dalle telecamere di sorveglianza, scatenò una caccia all'uomo su scala nazionale che si concluse cinque giorni dopo con l'arresto di Mangione in un ristorante McDonald's ad Altoona, in Pennsylvania, a circa 370 chilometri dalla scena del crimine.

Mangione si è dichiarato non colpevole in entrambi i procedimenti. A livello statale è accusato di omicidio di secondo grado e di altri otto capi d'imputazione. A livello federale risponde di due capi d'accusa di stalking legati al pedinamento della vittima. In entrambi i casi rischia l'ergastolo. Negli Stati Uniti un imputato può essere processato sia a livello statale sia a livello federale per lo stesso crimine, purché i capi d'imputazione siano diversi.

Gli avvocati della difesa, Karen Friedman Agnifilo e Marc Agnifilo, avevano chiesto alla giudice Garnett di rinviare il processo federale a gennaio 2027, sostenendo l'impossibilità di preparare due difese contemporaneamente. In una lettera al tribunale del 18 marzo, Friedman Agnifilo aveva scritto che la difesa non può occuparsi di accuse di omicidio di secondo grado con una pena massima di venticinque anni all'ergastolo e, allo stesso tempo, esaminare 800 questionari per la selezione della giuria federale in un caso che prevede una pena massima dell'ergastolo. "Non credo che ciò che chiediamo sia irragionevole", ha detto l'avvocata in aula.

Garnett ha respinto la richiesta di rinvio al 2027, definendosi scettica sull'idea di spostare l'intero processo all'anno prossimo quando il processo statale non era stato ancora aggiornato. "Non ho alcun controllo sul calendario dello Stato", ha aggiunto, precisando di non voler essere "tenuta in ostaggio" dalle decisioni di un altro giudice.

Il procuratore federale Dominic Gentile si è opposto al rinvio sostenendo che anche il pubblico ha diritto a un processo rapido. "Basta guardare fuori dalla finestra per vedere le persone che seguono questo imputato e credono che ciò che ha fatto sia giusto", ha dichiarato durante l'udienza, riferendosi ai sostenitori di Mangione. Gentile ha anche suggerito che la richiesta di rinvio fosse legata al fatto che lo studio legale della difesa rappresenta anche Harvey Weinstein, che affronta un nuovo processo per reati sessuali a New York. Friedman Agnifilo ha negato qualsiasi collegamento e la giudice ha liquidato la questione.

Il caso Thompson ha acceso un vasto dibattito negli Stati Uniti sul sistema sanitario privato. Per una parte dell'opinione pubblica Mangione è diventato un simbolo della rabbia contro le compagnie assicurative, accusate di anteporre i profitti alle cure. I suoi sostenitori si presentano regolarmente fuori dal tribunale, spesso vestiti di verde in riferimento al personaggio di Luigi della Nintendo. All'udienza di mercoledì una ventina di fan erano presenti in aula, e lo stesso Mangione ha avuto uno sfogo inatteso nel procedimento statale, dichiarando di essere vittima di una doppia incriminazione per lo stesso fatto.

Il prossimo appuntamento in calendario è il 18 maggio, quando il giudice Carro si pronuncerà sulle mozioni della difesa per escludere prove e dichiarazioni rese da Mangione alla polizia al momento dell'arresto.

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I repubblicani trovano l'accordo per finanziare il Dipartimento per la Sicurezza Interna


Il Congresso voterà su un accordo bipartisan che Trump aveva respinto la scorsa settimana. Il piano finanzia il Dipartimento fino a settembre ma esclude i fondi per le agenzie che gestiscono le politiche migratorie, che il Partito vuole rifinanziare con un secondo provvedimento a parte.

I repubblicani del Senato e della Camera hanno raggiunto un accordo per sbloccare i fondi al Dipartimento per la Sicurezza Interna e porre fine allo shutdown parziale dell’agenzia federale. Il piano, che il Congresso potrebbe esaminare già questa mattina, prevede di finanziare le spese del Dipartimento fino al 30 settembre, ma lasciando fuori, almeno per ora, i fondi per l’Agenzia per il Controllo dell’Immigrazione, l’ICE, e la Customs and Border Protection, la CBP, vale a dire le due strutture centrali nella gestione della linea dura sull'immigrazione decisa dal presidente Donald Trump.

L’intesa segna un netto cambio di linea da parte del presidente e dei repubblicani della Camera. La settimana scorsa il Senato aveva, infatti, già approvato all’unanimità, un testo con lo stesso impianto, ovvero escludendo i fondi per ICE e CBP. La Camera, però, lo aveva bocciato subito. Johnson lo aveva definito una barzelletta, mentre alcuni esponenti dell’ala più conservatrice del partito avevano parlato di una resa ai democratici. In tutta risposta, la Camera aveva approvato una risoluzione temporanea di 60 giorni per finanziare l’intero dipartimento, ma i democratici del Senato avevano chiarito di non avere alcuna intenzione di sostenerla.

L’accordo annunciato ieri dal leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, e dallo Speaker della Camera, Mike Johnson, si inserisce invece ora in una strategia in due tempi. Dopo il primo finanziamento a breve termine, il secondo passaggio prevede un nuovo provvedimento con cui i repubblicani puntano a finanziare da soli proprio queste due agenzie attraverso la procedura di riconciliazione di bilancio. In questo modo potrebbero aggirare l’ostruzionismo democratico al Senato e approvare la legge con i soli voti della maggioranza.

Che cos’è la riconciliazione di bilancio

La budget reconciliation è una procedura prevista dal Congressional Budget Act del 1974 che consente al Congresso di approvare una serie di leggi fiscali e di spesa per allinearle agli obiettivi fissati nella risoluzione di bilancio. Per questo tipo particolare di leggi, al Senato è prevista una corsia privilegiata: il dibattito è contingentato e il provvedimento può essere approvato a maggioranza semplice, senza dover raggiungere la soglia ordinaria dei 60 voti.

Nel caso di una legge ordinaria, infatti, al Senato l’opposizione può rallentare o bloccare del tutto una legge con il filibuster, cioè prolungando il dibattito all'infinito salvo che 60 senatori votino la cloture per chiuderlo. La procedura di riconciliazione, però, non è soggetta al filibuster: ciò significa che il tempo di dibattito è limitato per legge e quindi la maggioranza può portare il testo al voto finale con i soli propri numeri, purché il contenuto rientri nelle ristrette regole previste dalla procedura.

Un alto funzionario della Casa Bianca ha fatto sapere che Trump firmerà il provvedimento non appena gli sarà sottoposto. Il presidente aveva già anticipato il cambio di linea con un messaggio pubblicato ieri sui social, chiedendo ai repubblicani di presentargli entro il 1° giugno una proposta per finanziare la sua stretta sull’immigrazione proprio attraverso la procedura di riconciliazione.

Il vero nodo politico, però, resta quello dei fondi per le agenzie in prima linea nel contrasto all’immigrazione, a partire da ICE e CBP. I repubblicani sostengono che, almeno nell’immediato, le due agenzie potranno continuare a operare con le risorse già stanziate dal Congresso lo scorso anno. I democratici, invece, dopo la morte di due cittadini americani a Minneapolis in operazioni che hanno coinvolto agenti federali dell’immigrazione all’inizio dell’anno, hanno rifiutato di autorizzare nuovi finanziamenti senza imporre limiti stringenti alla loro azione.

La proposta repubblicana non recepisce nessuna di queste condizioni. È su questo punto che si concentra lo scontro e che si misura la fragilità del compromesso appena raggiunto: il suo futuro dipende infatti dalla capacità, tutt’altro che scontata, dei repubblicani di non perdere neppure un voto sulla seconda proposta, vista l’esiguità della maggioranza su cui possono contare, soprattutto alla Camera.

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Gli italiani chiedono alle IA cosa comprare, dove andare e di chi fidarsi (e le aziende non lo hanno ancora capito)


Gli italiani stanno cambiando modo di decidere: sempre più persone chiedono alle IA consigli su acquisti, viaggi e servizi. Ma le aziende non sono ancora pronte a questo nuovo scenario
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Sempre più spesso, prima di prenotare un ristorante, scegliere un professionista o valutare un prodotto, le persone non aprono Google: chiedono direttamente a ChatGPT, Gemini o Perplexity. Essi ricevono una risposta unica, formulata con tono autorevole, che orienta la scelta senza mostrare alternative. È un cambiamento già in atto nel comportamento dei consumatori, ma che la maggior parte delle imprese italiane non ha ancora messo a fuoco. A dirlo sono i dati di Geosnap, servizio italiano di analisi dedicato al posizionamento dei brand nelle intelligenze artificiali, che ha analizzato oltre 113.000 risposte generate dalle principali IA su più di 1.500 brand attivi in Italia.

Il ruolo dell'IA nella reputazione


Quando un utente chiede a un'intelligenza artificiale di consigliare un hotel, valutare uno studio legale o confrontare due prodotti, la risposta che riceve non è neutra: è il risultato di un'elaborazione che sintetizza fonti, toni e giudizi in un'unica voce. Quella voce parla del brand, in modo positivo, neutro o negativo, e lo fa a milioni di persone, ogni giorno, senza che l'azienda interessata ne abbia consapevolezza.

TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali
Al Mobile World Congress 2026 TCL ha presentato due tablet con filosofie opposte: il Note A1 NXTPAPER con display paper-like e stilo incluso, e il TAB A1 Plus da 12,2 pollici con schermo 2.4K e Snapdragon 4 Gen 2
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L'analisi di Geosnap mostra che le IA costruiscono questo racconto attingendo da un insieme ristretto e ricorrente di fonti: su oltre 113.000 risposte analizzate, quasi una su due fa riferimento a una singola piattaforma enciclopedica online (48,7% delle citazioni totali). Le restanti si distribuiscono tra testate giornalistiche nazionali, portali di settore e siti di recensioni, con una concentrazione significativa nelle prime dieci fonti. Chi non è presente o viene descritto in modo parziale su queste piattaforme rischia di ricevere una rappresentazione distorta, o di non comparire del tutto.

"Le persone si fidano delle risposte delle IA come prima si fidavano dei risultati di Google. La differenza è che Google mostrava dieci link e tu potevi scegliere: l'IA ti dà una risposta sola, che suona come il consiglio di un amico informato. Le aziende che non capiscono questo cambiamento rischiano di essere escluse dalla conversazione senza nemmeno accorgersene", afferma Angelo Bottone di Geosnap.


Chi monitora e chi resta indietro


I dati di Geosnap fotografano un'Italia divisa. I settori più attivi nel monitorare la propria presenza nelle IA sono quelli già abituati a ragionare in termini di posizionamento digitale: il Digitale Tech & AI guida la classifica con 188 brand analizzati (12,4% del totale), seguito dai Servizi Professionali (142 brand, 9,4%) e dal Marketing & Creatività (138 brand, 9,1%). Il paradosso emerge guardando i settori in coda: Automotive & Mobilità è il meno rappresentato con soli 23 brand (1,5%), mentre Ristorazione & Food e Agroalimentare & Enogastronomia si fermano a 44 brand ciascuno (2,9%). Sono proprio questi i comparti dove il consumatore finale si informa di più prima di scegliere e dove una risposta dell'IA può fare la differenza tra essere consigliati o ignorati.

Quanto spesso un brand compare e come viene descritto


Dall'analisi di Geosnap emergono due dimensioni chiave per capire come le IA trattano un brand: con quale frequenza lo citano e con quale tono lo descrivono, positivo, neutro o negativo. Sono queste le variabili che, combinate, determinano l'immagine che un consumatore riceve quando interroga un'intelligenza artificiale sul conto di un'azienda. Un brand citato spesso ma descritto in modo ambiguo può essere più danneggiato di uno poco citato ma sempre associato a valutazioni positive. A partire da queste evidenze, Geosnap ha evoluto il proprio approccio affiancando alla fase di analisi anche interventi operativi: non solo monitoraggio del posizionamento, ma azioni mirate sui punti più critici emersi, con l’obiettivo di migliorare in modo concreto la rappresentazione del brand nelle risposte generate dalle IA.

"Fino a ieri bastava presidiare Google. Oggi chi vuole essere trovato da un cliente, da un paziente, da chi sta valutando un fornitore, deve anche sapere cosa dicono di lui le AI. Non è un tema per addetti ai lavori: è già il presente per chiunque usi questi strumenti nella vita di tutti i giorni", aggiunge Bottone.



Autenticazione push mobile: sicurezza bancaria sul tuo smartphone
Le banche stanno abbandonando le password tradizionali. L’autenticazione push mobile permette di approvare accessi e pagamenti con un tap sullo smartphone — ma come funziona davvero e quanto è sicura?
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Prospettive

Il gap tra il comportamento del consumatore e la consapevolezza delle imprese è oggi più ampio nei comparti tradizionali ed è lì che, secondo Geosnap, si apre lo spazio più rilevante di intervento nei prossimi mesi.


TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali: i nuovi tablet presentati al MWC 2026


TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali

In occasione della recente edizione del MWC 2026, TCL ha ampliato il proprio portafoglio tablet. L' azienda ha, infatti, presentato una nuova gamma di dispositivi progettati per accompagnare le diverse esigenze della quotidianità digitale, combinando produttività, creatività e intrattenimento.
TCL Note A1 NXTPAPERTCL Note A1 NXTPAPER

Produttività e scrittura digitale evoluta


Protagonista della categoria dedicata alla produttività è TCL Note A1 NXTPAPER, dopo il debutto premiato al CES. Si tratta del primo e-note TCL dotato di tecnologia NXTPAPER, sviluppato per offrire un’esperienza visiva simile alla carta grazie al display NXTPAPER Pure con 3A Crystal Shield Glass. Abbinato alla T-Pen Pro, che garantisce latenza ultra-ridotta e 8.192 livelli di pressione, il dispositivo riproduce in modo naturale la sensazione della scrittura manuale, risultando ideale per appunti, annotazioni e attività creative. Le funzionalità integrate basate su intelligenza artificiale supportano l’organizzazione dei contenuti e la gestione delle note, contribuendo a creare uno spazio di lavoro digitale focalizzato ed efficiente, pensato per professionisti, studenti e content creator.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intrattenimento immersivo in mobilità


TCL TAB A1 Plus è progettato per offrire un’esperienza di intrattenimento coinvolgente anche in movimento. Il dispositivo integra un ampio display da 12,2 pollici con risoluzione 2.4K, basato su tecnologia TCL CSOT, capace di restituire colori vividi, contrasti definiti e immagini ricche di dettagli. La frequenza di aggiornamento a 120Hz garantisce scorrimento fluido, transizioni più naturali e maggiore reattività nei contenuti dinamici e nel gaming, rendendo l’esperienza visiva più confortevole anche durante la fruizione prolungata.

Dyson PencilWash: il lavapavimenti ultrasottile a 349 euro
Dyson lancia PencilWash, il lavapavimenti più sottile e leggero mai realizzato: impugnatura da 38 mm, peso percepito di soli 380 grammi e un sistema senza filtro che elimina batteri e cattivi odori. Disponibile in Italia dal 19 febbraio 2026 a 349 euro
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Il sistema audio a quattro speaker completa l’esperienza multimediale con un suono più ampio e dinamico, assicurando un equilibrio armonioso tra immagini e audio. Streaming, eventi sportivi in diretta e contenuti brevi risultano così più coinvolgenti e realistici. Dal punto di vista del design, TCL TAB A1 Plus presenta una struttura unibody in metallo, che coniuga solidità e leggerezza in un’estetica essenziale e raffinata, pensata per la portabilità quotidiana.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intelligenza artificiale integrata nell’esperienza d’uso


Il TAB A1 Plus integra funzionalità intelligenti per semplificare le attività quotidiane. Google Gemini è disponibile come assistente personale AI per il supporto in tempo reale, mentre la funzione Circle to Search consente di ottenere informazioni immediate semplicemente cerchiando un elemento sullo schermo. Strumenti come Writing Assist e Text Assist facilitano la scrittura e l’elaborazione dei testi, contribuendo a rendere le interazioni più rapide ed efficienti.

Nuovo iPad Air M4: prezzo, scheda tecnica e novità | TechPerTutti
Apple ha presentato ufficialmente il nuovo iPad Air con chip M4: il tablet di fascia media si rinnova con prestazioni da top di gamma, supporto ad Apple Intelligence e connettività Wi-Fi 7, mantenendo invariato il prezzo di partenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’interfaccia di sistema è stata ottimizzata per offrire maggiore fluidità e reattività. La nuova funzione Magic Hub consente di salvare e richiamare contenuti in un unico spazio, mentre le Large Folders migliorano l’organizzazione delle applicazioni. L’attivazione più rapida dello schermo diviso e delle finestre fluttuanti semplifica il multitasking, favorendo un’esperienza d’uso più intuitiva e continua. Con questa nuova gamma, TCL rafforza il proprio impegno nello sviluppo di un portafoglio tablet completo e versatile, in grado di supportare concentrazione, intrattenimento immersivo e produttività intelligente nella vita di tutti i giorni.


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Trump alla Corte Suprema, ma i giudici frenano sull'abolizione della cittadinanza per nascita


I giudici conservatori si sono uniti ai colleghi progressisti nel mettere in dubbio l'ordine esecutivo del presidente che nega la cittadinanza ai figli di immigrati irregolari e stranieri con visti temporanei.

Donald Trump è diventato il primo presidente in carica a partecipare di persona a un’udienza della Corte Suprema. Ma neppure questa presenza insolita è bastata a rafforzare la sua linea contraria alla cittadinanza per nascita: durante il dibattimento, infatti, diversi giudici, compresi alcuni conservatori, hanno espresso forti dubbi sul suo ordine esecutivo.

L’udienza si è svolta ieri e riguardava il provvedimento firmato da Trump nel primo giorno del suo ritorno alla Casa Bianca. L’ordine in oggetto mira a negare la cittadinanza americana ai bambini nati negli Stati Uniti da immigrati senza documenti e da stranieri presenti con visti temporanei. Trump ha seguito parte della discussione dalla galleria riservata al pubblico, mentre John Sauer difendeva la posizione dell’Amministrazione.

Al centro del caso c’è l’interpretazione di cinque parole del Quattordicesimo Emendamento: “subject to the jurisdiction thereof”, cioè “soggette alla sua giurisdizione”. Per la Casa Bianca, la formula va letta in modo restrittivo e richiede che i genitori siano legalmente e stabilmente insediati negli Stati Uniti. L’American Civil Liberties Union, che rappresenta i promotori del ricorso contro l'ordine esecutivo di Trump, sostiene invece che l'Emendamento si applichi a quasi tutte le persone nate sul suolo americano, con eccezioni molto limitate, come i diplomatici o gli eserciti invasori.

Che cosa prevede il Quattordicesimo Emendamento?

Ratificato nel 1868, subito dopo la Guerra civile, il Quattordicesimo Emendamento stabilisce che tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e “soggette alla loro giurisdizione”, sono cittadine degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono. Su questa clausola si fonda il principio della cittadinanza per nascita, cioè l’idea che nascere sul suolo americano basti, nella quasi totalità dei casi, per ottenere automaticamente la cittadinanza. Nel tempo, tribunali e Corte Suprema hanno riconosciuto eccezioni molto limitate, come quelle che riguardano i figli di diplomatici stranieri.

Nel corso di oltre due ore di udienza, una maggioranza di giudici ha mostrato scetticismo verso l’impianto dell’ordine esecutivo. Il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha definito “eccentrico” il ragionamento del governo. Quando Sauer ha richiamato l’avvento del volo aereo per sostenere una lettura aggiornata della norma, Roberts ha replicato che il mondo può anche essere cambiato, ma la Costituzione è rimasta la stessa. Anche Brett Kavanaugh ha respinto il paragone con altri Paesi sul tema della cittadinanza, osservando che il diritto americano va interpretato alla luce della storia e dei precedenti degli Stati Uniti.

Trump è rimasto in aula per circa un’ora, poi ha lasciato la Corte prima dell’intervento del legale dell’American Civil Liberties Union, che ha definito l’ordine esecutivo incompatibile con il Quattordicesimo Emendamento e con i precedenti della Corte Suprema. Dal 1898, infatti, le corti statunitensi ritengono che quella norma si applichi a quasi tutti i bambini nati sul territorio degli Stati Uniti.

La presenza del presidente aveva comunque un forte valore simbolico. Di norma, i presidenti americani evitano di assistere alle udienze che riguardano direttamente le loro politiche, anche per rispetto della separazione dei poteri tra esecutivo e giudiziario. In questo caso, però, la scelta di Trump non ha attenuato le perplessità emerse in aula su una misura che metterebbe in discussione un’interpretazione costituzionale consolidata da oltre un secolo.

L’ordine esecutivo si fonda su una tesi rimasta per anni marginale nel dibattito pubblico americano: l’idea che i figli nati negli Stati Uniti da immigrati senza documenti non abbiano diritto automatico alla cittadinanza. I critici della misura collegano questa posizione alla teoria estremista della “sostituzione della razza bianca”. Il caso, intanto, ha attirato grande attenzione politica e mediatica, dentro e fuori il tribunale.

Che cosa prevede l’ordine esecutivo di Trump

L’ordine esecutivo firmato da Donald Trump mira a restringere l'interpretazione del Quattordicesimo Emendamento. In particolare, punta a negare la cittadinanza automatica ai bambini nati negli Stati Uniti da immigrati senza documenti e da stranieri presenti nel Paese con visti temporanei. La misura si basa su una lettura più restrittiva dell’espressione “soggette alla loro giurisdizione”, sostenendo che non basti nascere negli Stati Uniti, ma che serva anche un legame giuridico più stabile dei genitori con il Paese. I promotori del ricorso contestano però questa impostazione, sostenendo che contraddica sia il testo del Quattordicesimo Emendamento sia l’interpretazione consolidata della Corte Suprema.

La questione ha anche una dimensione internazionale. Secondo il Pew Research Center, la cittadinanza automatica per nascita è diffusa soprattutto nelle Americhe, mentre fuori dall’emisfero occidentale è molto più rara. L’Amministrazione Trump ha usato anche questo argomento per sostenere una lettura più restrittiva del Quattordicesimo Emendamento. Dopo l’udienza, Trump ha rilanciato la sua posizione su Truth Social, scrivendo falsamente che gli Stati Uniti sarebbero l’unico Paese al mondo abbastanza “stupido” da consentire la cittadinanza per nascita. Nei giorni precedenti aveva anche sostenuto che questa garanzia costituzionale riguardasse solo “i figli degli schiavi” e non fosse mai stata pensata per gli immigrati.

Il clima emerso durante l’udienza suggerisce però che per l’Amministrazione non sarà facile ottenere una decisione pienamente favorevole. Le domande dei giudici, tuttavia, non anticipano sempre il verdetto finale. La decisione della Corte è attesa entro la fine di questo termine giudiziario, tra giugno e luglio 2026.

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Trump minaccia altre 2/3 settimane di raid sull'Iran e attacchi a centrali elettriche e petrolio


Il presidente ha affermato che la guerra è vicina alla fine ma ha anche promesso di colpire tutte le centrali elettriche iraniane e forse i giacimenti petroliferi se non si raggiungerà un accordo. La nostra traduzione integrale in italiano del suo discorso di stanotte.

Gli Stati Uniti sono vicini alla fine della guerra con l'Iran, ma potrebbero bombardare il Paese per altre 2 o 3 settimane e colpire tutte le sue centrali elettriche, e forse anche i giacimenti di petrolio, se non verrà raggiunto un accordo. Lo ha detto il presidente Donald Trump in un discorso alla nazione dalla Casa Bianca, sostenendo che gli obiettivi militari americani sono quasi completati, ma senza indicare una via d'uscita chiara dal conflitto.


Qui sotto la traduzione integrale in italiano del discorso di Donald Trump di questa notte

“Miei concittadini americani, buonasera. Permettetemi di iniziare congratulandomi con il team della NASA e con i nostri coraggiosi astronauti per il successo del lancio di Artemis II: è stato qualcosa di straordinario. Questa missione viaggerà più lontano di qualsiasi altro razzo con equipaggio abbia mai volato, andrà ben oltre la Luna, le orbiterà intorno e tornerà a casa da una distanza mai raggiunta prima. È incredibile. Sono in viaggio e Dio li benedica, sono persone coraggiose. Dio benedica quei quattro incredibili astronauti.

Mentre parliamo questa sera, è passato esattamente un mese da quando le Forze Armate degli Stati Uniti hanno dato inizio all’Operazione Epic Fury, prendendo di mira l’Iran, il principale sponsor statale del terrorismo al mondo. In queste ultime 4 settimane, le nostre Forze Armate hanno ottenuto vittorie rapide, decisive e schiaccianti sul campo di battaglia. Vittorie come poche persone abbiano mai visto in vita loro. Questa sera, la Marina iraniana non esiste più. La loro Aeronautica è in rovina. I loro leader, la maggior parte di loro, il regime terroristico che guidavano, sono ora morti. La catena di comando e controllo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche viene decimata proprio mentre parliamo. La loro capacità di lanciare missili e droni è stata drasticamente ridotta. E le loro fabbriche di armi, i lanciamissili, sono state fatte a pezzi. Ne restano pochissime.

Mai nella storia della guerra un nemico ha subito perdite su larga scala così nette e devastanti nel giro di poche settimane. I nostri nemici stanno perdendo e l’America, come è stata per 5 anni sotto la mia presidenza, sta vincendo, e ora sta vincendo più che mai.

Prima di affrontare la situazione attuale, voglio anche ringraziare le nostre truppe per il lavoro magistrale svolto nel prendere il Venezuela in pochi minuti. Quell’attacco è stato rapido, letale e violento, e ha suscitato il rispetto del mondo intero. Dopo aver ricostruito il nostro esercito durante il mio primo mandato, oggi abbiamo di gran lunga l’esercito più forte al mondo. E ora stiamo lavorando insieme al Venezuela e siamo, in un certo senso, partner in una joint venture. Andiamo incredibilmente d’accordo nella produzione e nella vendita di enormi quantità di petrolio e gas, le seconde riserve più grandi sulla Terra dopo gli Stati Uniti d’America. Ora siamo totalmente indipendenti dal Medio Oriente, eppure siamo lì per aiutare. Non dovremmo essere lì. Non abbiamo bisogno del loro petrolio. Non abbiamo bisogno di nulla di ciò che hanno lì. Ma siamo lo stesso lì per aiutare i nostri alleati.

Questa sera voglio fornire un aggiornamento sugli enormi progressi che i nostri guerrieri hanno compiuto in Iran e spiegare perché l’Operazione Epic Fury è sempre più necessaria per la sicurezza dell’America e del mondo libero. Fin dal primo giorno in cui ho annunciato la mia candidatura alla presidenza, nel 2015, ho giurato che non avrei mai permesso all’Iran di avere un’arma nucleare. Questo regime fanatico ha scandito 'Morte all’America, morte a Israele' per 47 anni. I loro proxy sono stati dietro l’assassinio di 241 americani nell’attentato alla caserma dei Marines a Beirut, così come alla strage di centinaia di nostri militari con bombe lungo le strade in Medio Oriente. Sono stati coinvolti nell’attacco alla USS Cole e hanno compiuto innumerevoli altri atti efferati, comprese le sanguinose atrocità — semplicemente orribili, sanguinose atrocità — del 7 ottobre in Israele, qualcosa a cui la maggior parte delle persone non aveva mai assistito in vita propria. Questo regime assassino ha anche recentemente ucciso 45.000 dei propri cittadini che stavano protestando in Iran, 45.000 morti. Per questi terroristi, avere armi nucleari sarebbe una minaccia intollerabile. Il regime più violento e brutale sulla faccia della Terra sarebbe libero di condurre le proprie campagne di terrore, coercizione, conquista e omicidio di massa dietro uno scudo nucleare. Non permetterò mai che ciò accada, e nessuno dei nostri presidenti precedenti avrebbe dovuto permetterlo.

Questa situazione va avanti da 47 anni e avrebbe dovuto essere affrontata molto prima che arrivassi io. Ho fatto molte cose, durante i miei due mandati, per fermare la ricerca di armi nucleari da parte dell’Iran. Per prima cosa, e forse la più importante, ho ucciso il generale Qassem Soleimani. Nel mio primo mandato. Era un genio del male, una persona brillante, un essere umano orribile, il padre delle bombe lungo le strade. È semplicemente orribile quello che ha fatto. L’Iran sarebbe stato forse oggi in una posizione migliore e più forte se lui fosse rimasto in vita. Probabilmente stasera avremmo parlato diversamente. Ma sapete una cosa? Staremmo comunque vincendo, e vincendo alla grande.

E poi, cosa molto importante, ho revocato l’accordo sul nucleare iraniano voluto da Barack Hussein Obama, un disastro. Obama ha dato loro 1,7 miliardi di dollari in contanti. Banconote vere, denaro contante: le ha prelevate dalle banche della Virginia, di Washington D.C. e del Maryland. Tutti i contanti che avevano. Li ha trasportati in aereo nel tentativo di comprarsi il loro rispetto e la loro lealtà, ma non ha funzionato. Hanno riso del nostro presidente e hanno proseguito nella loro missione di ottenere una bomba nucleare. Il suo accordo con l’Iran avrebbe portato a un colossale arsenale di enormi armi nucleari per l’Iran. Le avrebbero avute anni fa e le avrebbero usate, e sarebbe stato un mondo diverso. Non ci sarebbe stato nessun Medio Oriente e nessun Israele adesso, secondo me — e secondo l’opinione di molti grandi esperti — se non avessi rescisso quell’accordo terribile. Sono stato così onorato di farlo, ero così orgoglioso di farlo, era così sbagliato fin dall’inizio.

In sostanza, ho fatto ciò che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno commesso errori e io li sto correggendo. La mia prima preferenza è sempre stata la via della diplomazia, eppure il regime ha continuato la sua ricerca incessante di armi nucleari e ha respinto ogni tentativo di accordo. Per questo motivo, a giugno, ho ordinato un attacco alle principali strutture nucleari iraniane nell’Operazione Midnight Hammer. Nessuno ha mai visto niente di simile. I nostri magnifici bombardieri B-2 hanno operato in modo eccezionale. Abbiamo completamente annientato quei siti nucleari. Il regime ha poi cercato di ricostruire il proprio programma nucleare in una località completamente diversa, rendendo chiaro che non aveva alcuna intenzione di abbandonare la sua ricerca di armi nucleari.

Stavano anche cercando di costruire rapidamente un vasto arsenale di missili balistici convenzionali e presto avrebbero avuto missili in grado di raggiungere il territorio americano, l’Europa e praticamente qualsiasi altro luogo sulla Terra. La strategia dell’Iran era fin troppo chiara: voleva produrre quanti più missili possibile, con la gittata più lunga possibile, e aveva a disposizione armi che nessuno credeva fosse in grado di possedere. Lo abbiamo scoperto solo di recente e li abbiamo eliminati tutti, perché altrimenti nessuno avrebbe davvero osato fermare l’Iran nella sua corsa verso la bomba nucleare, un’arma come non se n’è mai vista prima. Erano proprio ad un passo. Per anni tutti hanno detto che l’Iran non deve avere armi nucleari. Ma alla fine quelle sono solo parole, se non sei disposto ad agire quando arriva il momento.

Come ho dichiarato nel mio annuncio dell’Operazione Epic Fury, i nostri obiettivi sono molto semplici e chiari. Stiamo sistematicamente smantellando la capacità del regime di minacciare l’America o di proiettare potere al di fuori dei propri confini. Ciò significa eliminare la Marina iraniana, che ora è stata assolutamente distrutta, colpire la loro Aeronautica e il loro programma missilistico a livelli mai visti prima e annientare la loro base industriale della difesa. Abbiamo fatto tutto questo. La loro Marina non esiste più. La loro Aeronautica non esiste più. I loro missili sono praticamente esauriti o distrutti. Nel loro insieme, queste azioni paralizzeranno l’esercito iraniano, distruggeranno la sua capacità di sostenere proxy terroristici e gli impediranno di costruire una bomba nucleare. Le nostre Forze Armate sono state straordinarie. Non c’è mai stato niente di simile dal punto di vista militare. Tutti ne parlano. E questa sera sono lieto di dire che questi obiettivi strategici fondamentali sono prossimi al completamento.

Mentre celebriamo questi progressi, pensiamo in particolare ai 13 guerrieri americani che hanno dato la vita in questa battaglia per impedire ai nostri figli di dover mai affrontare un Iran nucleare. Due volte nell’ultimo mese mi sono recato alla base aerea di Dover, ed è stato qualcosa di straordinario: volevo essere con quegli eroi al loro ritorno sul suolo americano. Ero con loro e con le loro famiglie, i loro genitori, le loro mogli, i loro mariti. Li ho salutati. E ora dobbiamo onorarli portando a termine la missione per la quale hanno dato la vita. E ogni singola persona lì presente, i loro cari, mi ha detto: 'Per favore, signore, per favore porti a termine il lavoro', ognuno di loro, e noi porteremo a termine il lavoro e lo faremo molto velocemente. Ci siamo molto vicini.

Voglio ringraziare anche i nostri alleati in Medio Oriente: Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein. Sono stati grandi, e non permetteremo che vengano danneggiati o subiscano conseguenze in alcun modo. Molti americani sono stati preoccupati nel vedere il recente aumento dei prezzi della benzina qui in patria. Questo aumento a breve termine è stato interamente il risultato del regime iraniano che ha lanciato folli attacchi terroristici contro petroliere commerciali e Paesi vicini che non hanno nulla a che fare con il conflitto. Questa è un’ulteriore prova del fatto che all’Iran non si possono mai affidare armi nucleari, altrimenti le useranno e lo faranno rapidamente. Questo porterebbe a decenni di estorsione, dolore economico e instabilità peggiori di quanto possiamo oggi immaginare.

Gli Stati Uniti non sono mai stati meglio preparati economicamente per affrontare questa minaccia. Lo sapete tutti. Abbiamo costruito l’economia più forte della storia. Ne stiamo dentro proprio adesso, la più forte della storia. In un anno abbiamo preso in mano un Paese che era morto e paralizzato. Mi dispiace dirlo, ma eravamo un Paese morto e paralizzato dopo l’ultima Amministrazione, e lo abbiamo reso il Paese più dinamico al mondo in assoluto, senza inflazione, con investimenti record che arriveranno negli Stati Uniti, oltre 18 mila miliardi di dollari e il mercato azionario più forte di sempre, con 53 massimi storici in un solo anno. Tutto questo ci ha messo nella condizione di estirpare un cancro che covava da tempo. Si chiama Iran nucleare, e loro non avevano idea di ciò che stava per arrivare. Non avrebbero mai potuto immaginarlo.

Ricordate: grazie al nostro programma 'drill, baby, drill', l’America ha accesso a molto gas. Abbiamo così tanto gas a disposizione. Sotto la mia guida, siamo il produttore numero uno di petrolio e gas sul pianeta, senza nemmeno considerare i milioni di barili che stiamo ottenendo dal Venezuela. Grazie alle politiche dell’Amministrazione Trump, produciamo più petrolio e gas di Arabia Saudita e Russia messe insieme. Pensateci. Arabia Saudita e Russia messe insieme. E quel numero sarà presto sostanzialmente ancora più alto. Non c’è nessun Paese come noi al mondo, e siamo in ottima forma per affrontare il futuro. Gli Stati Uniti non importano quasi nessun barile di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz e non ne importeranno in futuro. Non ne abbiamo bisogno. Non ne abbiamo mai avuto bisogno e non ne abbiamo bisogno adesso. Abbiamo battuto e completamente decimato l’Iran. Sono decimati sia militarmente sia economicamente e sotto ogni altro aspetto. E sono i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz che dovranno occuparsi di quel passaggio. Dovranno farsene carico. Dovranno prenderlo in mano e custodirlo. Potrebbero farlo facilmente. Noi saremo d’aiuto, ma dovrebbero loro prendere l’iniziativa nel proteggere il petrolio da cui dipendono così disperatamente.

Quindi, a quei Paesi che oggi non riescono a ottenere carburante, molti dei quali si sono rifiutati di partecipare alla decapitazione dell’Iran — abbiamo dovuto farlo da soli — ho due suggerimenti da dare. Numero 1, comprate petrolio dagli Stati Uniti d’America. Ne abbiamo in abbondanza. Ne abbiamo così tanto. E numero 2, tirate fuori un po’ di coraggio anche se tardivo. Avreste dovuto farlo prima. Avreste dovuto farlo con noi, come vi avevamo chiesto. Ora andate nello Stretto di Hormuz, prendetene il controllo, proteggetelo e usatelo a vostro vantaggio. L’Iran è stato essenzialmente decimato. La parte difficile è fatta, quindi dovrebbe essere facile.

E in ogni caso, quando questo conflitto sarà finito, lo Stretto si riaprirà naturalmente. Si riaprirà da solo. Vorranno tornare a vendere petrolio a tutti i costi, perché è tutto ciò che hanno per cercare di ricostruire il proprio Paese. Così il petrolio riprenderà a fluire e i prezzi della benzina scenderanno rapidamente. I prezzi delle azioni risaliranno rapidamente. Non sono scesi molto, francamente. Sono scesi un po’. Ma negli ultimi due giorni ci sono state delle ottime sedute. In realtà siamo andati molto meglio di quanto pensassi. Ma dovevamo fare quella piccola sortita in Iran per liberarci di questa orribile minaccia.

Grazie ai nostri storici tagli fiscali, di cui le persone stanno ora parlando perché ricevono rimborsi più alti di quanto avessero mai ritenuto possibile, i nostri cittadini stanno ottenendo molti più soldi di quanto immaginassero. Tutto questo è dovuto al 'grande, magnifico, bellissimo disegno di legge' approvato lo scorso anno. La nostra economia è forte e migliora di giorno in giorno, e presto tornerà a ruggire come mai prima d’ora. Supererà i livelli di un mese fa. Ho chiarito fin dall’inizio dell’Operazione Epic Fury che continueremo fino a quando i nostri obiettivi non saranno pienamente raggiunti. Grazie ai progressi che abbiamo fatto, posso dire stasera che siamo sulla buona strada per completare tutti gli obiettivi militari dell’America a breve. Molto a breve.

Li colpiremo con estrema durezza nelle prossime due o tre settimane. Li riporteremo all’età della pietra, dove appartengono. Nel frattempo, i negoziati sono in corso. Il cambio di regime non è mai stato il nostro obiettivo. Non abbiamo mai parlato di cambio di regime, ma il cambio di regime è avvenuto comunque a causa della morte di tutti i loro leader originari. Sono tutti morti. Il nuovo gruppo al comando è meno radicale e molto più ragionevole. Tuttavia, se in questo periodo non si arriverà a un accordo, terremo nel mirino i nostri obiettivi chiave. Se non ci sarà un accordo, colpiremo molto duramente tutte le loro centrali elettriche, probabilmente in modo simultaneo. Non abbiamo colpito il loro petrolio, anche se quello era l’obiettivo più facile di tutti, perché non lascerebbe loro nemmeno una minima possibilità di sopravvivere o di ricostruire. Ma potremmo colpirlo e sparirebbe in un attimo. E non c’è nulla che possano fare per proteggerlo. Non hanno sistemi di difesa antiaerea. I loro radar sono stati annientati al 100%. Siamo una forza militare inarrestabile. I siti nucleari che abbiamo annientato con i bombardieri B-2 sono stati colpiti così duramente che ci vorrebbero mesi anche solo per avvicinarsi all’uranio arricchito contenuto al loro interno. E li teniamo sotto intensa sorveglianza e stretto controllo satellitare. Se li vedremo fare una mossa, anche solo una mossa verso quei siti, li colpiremo di nuovo molto duramente con i missili. Abbiamo tutte le carte in mano. Loro non ne hanno nessuna.

È molto importante che manteniamo questo conflitto nella giusta prospettiva. Il coinvolgimento americano nella Prima Guerra Mondiale durò 1 anno, 7 mesi e 5 giorni. La Seconda Guerra Mondiale durò 3 anni, 8 mesi e 25 giorni. La Guerra di Corea durò 3 anni, 1 mese e 2 giorni. La Guerra del Vietnam durò 19 anni, 5 mesi e 29 giorni. L’intervento in Iraq andò avanti per 8 anni, 8 mesi e 28 giorni. Noi siamo in questa operazione militare, così potente, così brillante, contro uno dei Paesi più potenti, da 32 giorni. E l’Iran è già stato eviscerato e, sostanzialmente, non rappresenta più una minaccia. Era il bullo del Medio Oriente, ma non lo è più. Questo è un vero investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti. Il mondo intero sta guardando e non riesce a credere alla potenza, alla forza e alla brillantezza delle Forze Armate degli Stati Uniti. Semplicemente non riesce a credere a ciò che vede. Lascio a voi immaginarlo.

Questa sera ogni cittadino americano può guardare avanti verso il giorno in cui saremo finalmente liberi dalla malvagità dell’aggressione iraniana e dallo spettro del ricatto nucleare. Grazie alle azioni che abbiamo intrapreso, siamo sul punto di porre fine alla minaccia sinistra dell’Iran per l’America e per il mondo. E ve lo dico, il mondo ci sta guardando. E quando raggiungeremo questo obiettivo, quando sarà tutto finito, gli Stati Uniti saranno più sicuri, più forti, più prosperi e più grandi di quanto non siano mai stati.

Che Dio benedica gli uomini e le donne delle Forze Armate degli Stati Uniti, e che Dio benedica gli Stati Uniti d’America. Grazie mille e buonanotte”.


La reazione sui mercati energetici al discorso di Trump

FocusAmerica · Energia
Petrolio alle stelle: il prezzo del greggio dall'inizio della guerra
Caricamento dati…

Panoramica
Grafico
Cronologia

Ultima ora (2 aprile) — Trump nella notte ha parlato alla nazione: guerra «nearing completion», ma raid «estremamente duri» nelle prossime 2-3 settimane. Minacce alle centrali elettriche e ai siti petroliferi iraniani. Brent +4% in Asia.

Brent Crude
$105,53
+48,6% dal 27 feb
Dati statici — 2 apr

WTI Crude
$103,69
+55,9% dal 27 feb
Dati statici — 2 apr

34
giorni di guerra

$4,06
benzina USA/gal

$119,5
picco 52 sett.

Il Brent ha registrato a marzo il più grande rialzo mensile dal 1988. L'EIA prevede prezzi sopra $95 per altri due mesi, poi un calo sotto $80 nel Q3 se Hormuz riapre. Goldman Sachs avverte che il Brent potrebbe superare il record del 2008 ($147) se il conflitto persiste.

Brent

WTI
27 feb – 2 apr 2026

Escalation Diplomazia Mercato Oggi

28 febbraio💥Escalation
Inizio Operation Epic Fury. Strike congiunti USA-Israele su Iran. Il Brent salta a $73,50

1 – 5 marzo⚔️Escalation
Escalation rapida. Marina iraniana colpita, basi missili sotto attacco. Brent verso $86

7 – 8 marzo🚢Escalation
Iran blocca lo Stretto di Hormuz. Transito navi crollato. Brent a $94

9 marzo📊Mercato
EIA: Brent +50% da inizio anno. IEA lancia allarme approvvigionamento globale

12 – 14 marzo📈Mercato
Brent supera $100 per la prima volta. WTI sfiora $99. Pentagono chiede $200 mld al Congresso

18 – 19 marzo✈️Escalation
Israele allarga attacchi. Brent oltre $110. Benzina USA a $3,93/gal

20 marzo🕊️Diplomazia
Trump valuta «winding down». Goldman Sachs: prezzi sopra $100 possibili fino al 2027

22 marzo⚠️Escalation
Ultimatum Trump: 48h per riaprire Hormuz o bombardamento delle centrali elettriche

23 – 26 marzo🤝Diplomazia
Stop 5 giorni ai raid energetici dopo colloqui «produttivi». Breve calo sotto $100

27 marzo🔴Escalation
Iran rifiuta negoziati. WTI supera $100 per la prima volta dal 2022. Brent a $112,57 — record 2026

30 – 31 marzo📊Mercato
Brent a $115,35. Trump: «usciremo in 2-3 settimane». Iran pone condizioni per il cessate il fuoco

1 aprile🕊️Diplomazia
Trump: «Iran ha chiesto il cessate il fuoco» (Teheran smentisce). Brent crolla a $98,52 intraday, poi risale

2 aprile🎙️Oggi
Discorso alla nazione: guerra «nearing completion», ma minacce a centrali e siti petroliferi. Brent a $105,53 e WTI a $103,69.Aggiornamento automatico del 2 aprile in corso…

Fonti: EIA, IEA, Reuters, AP, CNN, CBS, NPR, Gulf News, Goldman Sachs, AAA, Investing.com Elaborazione FocusAmerica · Live: OilPriceAPI


Video integrale del discorso di Donald Trump

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Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)

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La rassegna stampa di giovedì 2 aprile 2026


Trump minaccia l'Iran e la NATO mentre la Corte Suprema boccia la sua riforma sulla cittadinanza. SpaceX verso la quotazione record, missione lunare Artemis II decolla

Questa è la rassegna stampa di giovedì 2 aprile 2026

Trump dichiara la guerra in Iran "vicina al completamento" ma minaccia nuovi attacchi


Il presidente Trump ha tenuto un discorso televisivo alla nazione dichiarando che la guerra in Iran è "molto vicina al completamento", pur minacciando di colpire il paese "estremamente duramente" nelle prossime settimane se non si raggiungerà un accordo di pace. Il conflitto, iniziato oltre un mese fa insieme a Israele, ha causato turbolenze economiche globali e tensioni con gli alleati.

Fonti: The Guardian, Bloomberg Politics, The Hill News

La Corte Suprema mostra scetticismo verso la riforma della cittadinanza di Trump


I giudici della Corte Suprema hanno espresso perplessità durante le argomentazioni sul tentativo dell'amministrazione Trump di limitare la cittadinanza per nascita. Trump ha partecipato di persona alle udienze, diventando il primo presidente in carica a farlo nella storia registrata. Le domande dei giudici suggeriscono una possibile bocciatura dell'ordine esecutivo.

Fonti: WSJ, BBC News, The Hill News

Trump valuta l'uscita degli Stati Uniti dalla NATO


Il presidente ha dichiarato di star considerando "assolutamente" il ritiro degli Stati Uniti dalla NATO, definendo la questione "oltre la riconsiderazione" dopo il rifiuto degli alleati di partecipare alla guerra contro l'Iran. Diversi senatori repubblicani, incluso Mitch McConnell, si sono uniti ai democratici per difendere l'appartenenza americana all'alleanza atlantica.

Fonti: The Guardian, The Hill News

La missione lunare Artemis II decolla con successo dopo 50 anni


La NASA ha lanciato con successo la missione Artemis II dal Kennedy Space Center, portando per la prima volta dal 1972 astronauti verso la Luna. L'equipaggio di tre americani e un canadese non atterrerà sulla superficie lunare ma volerà attorno al satellite, aprendo la strada a future missioni di allunaggio. Si tratta del primo volo umano oltre l'orbita terrestre bassa in oltre 50 anni.

Fonti: WSJ, Financial Times, The Guardian

SpaceX si prepara alla quotazione pubblica più grande della storia


L'azienda di Elon Musk SpaceX ha avviato il processo per la quotazione pubblica più grande della storia, con presentazione confidenziale alla SEC per un debutto estivo. La quotazione potrebbe rendere Musk il primo trilionario al mondo. L'azienda spaziale è valutata a centinaia di miliardi di dollari e domina il settore dei lanci commerciali.

Fonti: Financial Times, BBC News, Semafor

I repubblicani raggiungono un accordo per riaprire il Dipartimento di Sicurezza Nazionale


Senato e Camera dei Rappresentanti repubblicani hanno trovato un'intesa per porre fine al shutdown parziale del governo più lungo della storia americana. L'accordo prevede il finanziamento della maggior parte del Dipartimento di Sicurezza Nazionale attraverso una procedura a due fasi, dopo che Trump ha dato il suo sostegno al piano inizialmente respinto dalla Camera venerdì scorso.

Fonti: NYT, WSJ, BBC News

Trump valuta di licenziare il Procuratore Generale Pam Bondi


Il presidente ha discusso la possibilità di sostituire il Procuratore Generale Pam Bondi con Lee Zeldin, attualmente amministratore dell'EPA, a causa delle critiche crescenti sui presunti errori nella gestione dei fascicoli Epstein. La Bondi è sotto pressione sia all'interno che all'esterno dell'amministrazione per quello che i critici definiscono una crisi politica auto-inflitta al Dipartimento di Giustizia.

Fonti: NYT, NYT

Gli Stati Uniti preparano nuovi dazi sui farmaci


L'amministrazione Trump si prepara a implementare dazi del 100% su determinati medicinali, concretizzando le minacce fatte l'anno scorso. La misura fa parte della strategia commerciale protezionistica dell'amministrazione e potrebbe avere significativi impatti sul settore farmaceutico e sui consumatori americani. I dazi potrebbero entrare in vigore nelle prossime settimane.

Fonti: Financial Times

Il prezzo del petrolio balza del 5% dopo il discorso di Trump sull'Iran


I mercati petroliferi hanno reagito con forti rialzi dopo il discorso presidenziale, con il greggio che ha guadagnato il 5% per le rinnovate preoccupazioni sul conflitto in Iran. Nonostante Trump abbia dichiarato che la guerra è "vicina al completamento", le sue minacce di nuovi attacchi massicci hanno alimentato l'ansia sui mercati energetici e le preoccupazioni per la stabilità dello Stretto di Hormuz.

Fonti: Financial Times

Un test DNA conferma che Ted Bundy uccise una teenager dello Utah nel 1974


Le autorità dello Utah hanno confermato attraverso test DNA che il serial killer Ted Bundy uccise Laura Ann Aime, 17 anni, nel 1974. Bundy aveva confessato questo omicidio prima della sua esecuzione nel 1989, ma solo ora le prove scientifiche hanno fornito la conferma definitiva. Il caso era rimasto irrisolto per 51 anni nonostante la confessione del killer.

Fonti: WSJ, BBC News, NYT

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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OpenAI round più grande della storia, Artemis II è partita, Puoi cambiare indirizzo Gmail


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon giovedì,
questa settimana c'è stato un record mondiale, e sono i 122 miliardi di dollari di finanziamento di OpenAI. Poi parleremo del grande lancio di Artemis II avvenuto qualche ora fa; vedremo una funzionalità che ti fa cambiare indirizzo Gmail, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 295 - Giovedì 2 Aprile
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

OpenAI chiude il finanziamento più grande della Silicon Valley


Startup
OpenAI ha chiuso un aumento di capitale da 122 miliardi di dollari (record storico) che valuta la società 852 miliardi in vista di una possibile quotazione in Borsa entro la fine dell’anno. I principali sottoscrittori sono Amazon, Nvidia e SoftBank, con 110 miliardi complessivi, mentre oltre 3 miliardi arrivano da investitori facoltosi raggiunti tramite le banche. La società entrerà anche in alcuni fondi di investimento (ETF) gestiti dalla famosa ARK Invest. I nuovi fondi serviranno soprattutto a sostenere i costi dei chip per addestrare e far funzionare i modelli AI.
~
Fonte: The Wall Street Journal
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Il lancio di Artemis II è partito con successo


Spazio
La missione Artemis II della NASA è partita dal Kennedy Space Center in Florida stanotte intorno alle 00:30 ora italiana, con quattro astronauti a bordo della capsula Orion, spinta dal razzo SLS, cioè Space Launch System. L’equipaggio, formato da tre statunitensi e da un canadese, è entrato in orbita terrestre e vi resterà per circa 25 ore per verificare i sistemi di bordo prima della traiettoria verso la Luna. Il volo durerà 10 giorni: il mezzo passerà attorno alla Luna, arriverà fino a circa 6.400 chilometri oltre e poi rientrerà con ammaraggio nell’oceano Pacifico. L'obiettivo è validare l'ambiente di atterraggio lunare e l'integrità dei sitemi per permettere, durante Artemis III, di mettere piede sulla Luna dopo 52 anni.
~
Fonte: AP News
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Ora puoi finalmente cambiare l'indirizzo Gmail ridicolo che hai scelto decenni fa


Big tech
Google sta permettendo di sostituire il nome utente principale di un account, cioè l'alias, la parte dell’indirizzo Gmail prima di @gmail.com, senza perdere messaggi, dati salvati o accesso ai servizi collegati. I messaggi inviati al vecchio indirizzo continuano ad arrivare e l’accesso resta possibile con entrambi i nomi. Il vecchio indirizzo però può ancora comparire in alcuni prodotti Google e in servizi esterni che usano dati Google. Per adesso la funzione è disponibile solo in US.
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Fonte: Ars Technica
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Apple sta testando una versione di Siri che può compiere più azioni nella stessa richiesta


Tecnologia
Apple sta testando una nuova versione di Siri che potrà eseguire più azioni dentro una sola richiesta, invece di costringere l’utente a dare un comando alla volta. La funzione sarebbe prevista per iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 entro la fine dell’anno e fa parte di un aggiornamento più ampio con cui Apple vuole rendere Siri più vicina agli assistenti conversazionali come ChatGPT e Gemini. Secondo Bloomberg, il nuovo Siri AI potrebbe essere mostrato alla WWDC dell’8 giugno, dopo i rinvii delle funzioni annunciate nel 2024. Tra i progetti in sviluppo ci sono anche un’app dedicata, strumenti per cercare e riassumere contenuti dal web e collegamenti con servizi esterni scaricabili dall’App Store.
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Fonte: Bloomberg
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Hacker nordcoreano ha diffuso un malware all'interno del famoso progetto open source Axios


Cybersecurity
Un hacker nordcoreano ha compromesso Axios, una popolarissima libreria open source usata dagli sviluppatori di tutto il mondo per gestire la comunicazione tra le applicazioni e internet. L'hacker ha pubblicato su npm due versioni ufficiali modificate con malware dopo avere preso il controllo dell’account di un manutentore del progetto. Le versioni alterate sono rimaste disponibili per poco meno di tre ore e potevano installare in modo nascosto un programma capace di dare accesso remoto al computer della vittima su Windows, macOS e Linux. Non è ancora chiaro quante persone o aziende le abbiano scaricate.
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Fonte: TechCrunch
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Letture interessanti


In lingua inglese.

Il crollo improvviso del prodotto più pubblicizzato di OpenAI dai tempi di ChatGPT


wsj.com (eng)

Per attirare i migliori talenti AI, le startup si stanno dando al contante liquido


wsj.com (eng)

La ricerca sulle vulnerabilità è in pericolo


sockpuppet.org (eng)

Vedere come uno spreadsheet


davidoks.blog (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Oracle licenzia dipendenti a seguito di ingenti investimenti in IA


wsj.com (eng)

L'interruzione del servizio di robotaxi Baidu a Wuhan è stata causata da un "guasto al sistema"


reuters.com (eng)

Google ha finalmente risolto i problemi di Gemini per la casa, così puoi smettere di urlare al soffitto


androidcentral.com (eng)

Sito del giorno

Come una collisione tra satelliti potrebbe andare fuori controllo


Questo non è un sito ma un articolo, tuttavia è strutturato interattivamente (format utilizzato molto anche da Reuters e NY Times). Permette di capire anche a colpo d'occhio quanti satelliti circoleranno intorno alla Terra e quale sarebbe l'effetto domino dopo una collisione.

Link: theguardian.com

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Il lancio di Artemis II è partito con successo


In breve:


La missione Artemis II della NASA è partita dal Kennedy Space Center in Florida stanotte intorno alle 00:30 ora italiana, con quattro astronauti a bordo della capsula Orion, spinta dal razzo SLS, cioè Space Launch System. L’equipaggio, formato da tre statunitensi e da un canadese, è entrato in orbita terrestre e vi resterà per circa 25 ore per verificare i sistemi di bordo prima della traiettoria verso la Luna. Il volo durerà 10 giorni: il mezzo passerà attorno alla Luna, arriverà fino a circa 6.400 chilometri oltre e poi rientrerà con ammaraggio nell’oceano Pacifico. L'obiettivo è validare l'ambiente di atterraggio lunare e l'integrità dei sistemi per permettere, durante Artemis III, di mettere piede sulla Luna dopo 52 anni.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Live updates: Rocket lifts off with four Artemis II astronauts on a mission to the moon and back
NASA launches four astronauts to the moon on humanity’s first lunar voyage in 53 years.
AP NewsNELL CLARK

Riassunto completo:


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Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
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Hacker nordcoreano ha diffuso un malware all'interno del famoso progetto open source Axios


È stato online per tre ore.
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In breve:


Un hacker nordcoreano ha compromesso Axios, una popolarissima libreria open source usata dagli sviluppatori di tutto il mondo per gestire la comunicazione tra le applicazioni e internet. L'hacker ha pubblicato su npm due versioni ufficiali modificate con malware dopo avere preso il controllo dell’account di un manutentore del progetto. Le versioni alterate sono rimaste disponibili per poco meno di tre ore e potevano installare in modo nascosto un programma capace di dare accesso remoto al computer della vittima su Windows, macOS e Linux. Non è ancora chiaro quante persone o aziende le abbiano scaricate.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

North Korean hackers blamed for hijacking popular Axios open source project to spread malware | TechCrunch
A hacker inserted malware in Axios, an open source web tool downloaded tens of millions of times weekly, in a widespread hack.
TechCrunchLorenzo Franceschi-Bicchierai

Riassunto completo:


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OpenAI chiude il finanziamento più grande della Silicon Valley


Si tratta di 122 miliardi di dollari.

In breve:


OpenAI ha chiuso un aumento di capitale da 122 miliardi di dollari (record storico) che valuta la società 852 miliardi in vista di una possibile quotazione in Borsa entro la fine dell’anno. I principali sottoscrittori sono Amazon, Nvidia e SoftBank, con 110 miliardi complessivi, mentre oltre 3 miliardi arrivano da investitori facoltosi raggiunti tramite le banche. La società entrerà anche in alcuni fondi di investimento (ETF) gestiti dalla famosa ARK Invest. I nuovi fondi serviranno soprattutto a sostenere i costi dei chip per addestrare e far funzionare i modelli AI.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - OpenAI Closes Silicon Valley’s Largest-Ever Funding Round

Riassunto completo:


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Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
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Il lancio di Artemis II è partito con successo


Insieme a quattro astronauti.
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In breve:


La missione Artemis II della NASA è partita dal Kennedy Space Center in Florida stanotte intorno alle 00:30 ora italiana, con quattro astronauti a bordo della capsula Orion, spinta dal razzo SLS, cioè Space Launch System. L’equipaggio, formato da tre statunitensi e da un canadese, è entrato in orbita terrestre e vi resterà per circa 25 ore per verificare i sistemi di bordo prima della traiettoria verso la Luna. Il volo durerà 10 giorni: il mezzo passerà attorno alla Luna, arriverà fino a circa 6.400 chilometri oltre e poi rientrerà con ammaraggio nell’oceano Pacifico. L'obiettivo è validare l'ambiente di atterraggio lunare e l'integrità dei sistemi per permettere, durante Artemis III, di mettere piede sulla Luna dopo 52 anni.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Live updates: Rocket lifts off with four Artemis II astronauts on a mission to the moon and back
NASA launches four astronauts to the moon on humanity’s first lunar voyage in 53 years.
AP NewsNELL CLARK

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Apple sta testando una versione di Siri che può compiere più azioni nella stessa richiesta


Potrebbe essere annunciato a giugno.
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In breve:


Apple sta testando una nuova versione di Siri che potrà eseguire più azioni dentro una sola richiesta, invece di costringere l’utente a dare un comando alla volta. La funzione sarebbe prevista per iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 entro la fine dell’anno e fa parte di un aggiornamento più ampio con cui Apple vuole rendere Siri più vicina agli assistenti conversazionali come ChatGPT e Gemini. Secondo Bloomberg, il nuovo Siri AI potrebbe essere mostrato alla WWDC dell’8 giugno, dopo i rinvii delle funzioni annunciate nel 2024. Tra i progetti in sviluppo ci sono anche un’app dedicata, strumenti per cercare e riassumere contenuti dal web e collegamenti con servizi esterni scaricabili dall’App Store.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple Tests Siri Feature That Handles Multiple Commands at Once
Apple Inc. is testing a feature that would let Siri process multiple requests in a single query, according to people familiar with the matter, breaking new ground for the nearly 15-year-old digital assistant.
BloombergMark Gurman

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Ora puoi finalmente cambiare l'indirizzo Gmail ridicolo che hai scelto decenni fa


Ma solo in US, per adesso.
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In breve:


Google sta permettendo di sostituire il nome utente principale di un account, cioè l'alias, la parte dell’indirizzo Gmail prima di @gmail.com, senza perdere messaggi, dati salvati o accesso ai servizi collegati. I messaggi inviati al vecchio indirizzo continuano ad arrivare e l’accesso resta possibile con entrambi i nomi. Il vecchio indirizzo però può ancora comparire in alcuni prodotti Google e in servizi esterni che usano dati Google. Per adesso la funzione è disponibile solo in US.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

You can finally change the goofy Gmail address you chose years ago
All your data remains intact, and you can go back to your original address at any time.
Ars TechnicaRyan Whitwam

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Gli americani non sono mai stati entusiasti di andare sulla Luna


La missione Artemis II sta per partire, ma i sondaggi mostrano che per i cittadini americani l'esplorazione lunare è quasi in fondo alle priorità della NASA

A Washington la definiscono una questione di sicurezza nazionale: riportare gli astronauti americani sulla Luna prima che ci arrivi la Cina. "Non illudiamoci", ha dichiarato il senatore Ted Cruz, presidente della commissione Commercio del Senato, a settembre. "Siamo in una nuova corsa allo spazio con la Cina". Ma se si chiede ai cittadini americani cosa dovrebbe fare la NASA con i suoi soldi, la risposta è diversa: mandare astronauti sulla Luna non è una priorità. Anzi, è quasi in fondo alla lista.

La NASA si prepara a lanciare la missione Artemis II, che porterà quattro astronauti, tre americani e un canadese, in orbita intorno alla Luna per la prima volta in oltre cinquant'anni. La missione viene presentata come parte di una nuova competizione spaziale con Pechino. A dicembre il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede il ritorno di americani sulla superficie lunare entro il 2028 e l'avvio di una base permanente due anni dopo. "Realizzeremo il potenziale scientifico ed economico della superficie lunare", ha dichiarato Jared Isaacman, amministratore della NASA, in un'intervista a gennaio.

Eppure i sondaggi raccontano un'altra storia. Quando nel 2023 il Pew Research Center, un istituto di ricerca apartitico con sede a Washington, ha intervistato oltre diecimila adulti americani sulle attività spaziali, ha trovato che l'opinione complessiva della NASA resta alta. Ma nel classificare nove attività dell'agenzia in ordine di importanza, l'invio di astronauti sulla Luna si è piazzato penultimo. Il 41 per cento degli intervistati lo ha giudicato poco importante o non meritevole di investimento. Solo l'esplorazione umana di Marte ha ottenuto un punteggio peggiore. In cima alla lista: il monitoraggio di asteroidi e oggetti che potrebbero colpire la Terra, seguito dal monitoraggio del clima terrestre. Cinque anni prima, con le stesse domande, i risultati erano stati quasi identici.

La tiepidezza degli americani verso i voli spaziali con equipaggio è un dato costante. Durante la prima corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica, gli astronauti erano eroi nazionali, ma la maggioranza degli americani continuava a giudicare eccessiva la spesa del programma Apollo. In sondaggio dopo sondaggio negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, la maggioranza disse che il programma non valeva il costo. L'unica eccezione fu il luglio 1969, il mese in cui Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla Luna: allora una sottile maggioranza, il 53 per cento, riconobbe che ne era valsa la pena. "È quasi sempre una questione di bilancio", ha spiegato al New York Times Roger Launius, storico dello spazio ed ex funzionario della NASA e dello Smithsonian Institution. "Non è che abbiano una vera avversione a mandare esseri umani sulla Luna o su Marte".

Il problema di fondo è la sproporzione tra spesa e consenso. Il programma di volo umano, che include Artemis, assorbe quasi metà del bilancio della NASA, pari a 24,4 miliardi di dollari. Un singolo lancio del razzo Space Launch System con la capsula Orion, come quello previsto per Artemis II, costa circa 4,1 miliardi di dollari. Per confronto, la protezione del pianeta da impatti catastrofici di asteroidi, che i cittadini mettono in cima alle priorità, ha ricevuto poco più di 300 milioni nell'ultimo bilancio. La spesa della NASA, che nel 1966 raggiunse il 4,4 per cento del bilancio federale, negli ultimi anni si è attestata intorno allo 0,5 per cento.

"Ci manca il collegamento tra la NASA e la fascia più ampia del pubblico, quella che si interessa agli aspetti che hanno un impatto sulla loro vita", ha dichiarato al New York Times Lori Garver, vice amministratrice della NASA durante l'amministrazione Obama. Garver ha ricordato che quando assunse l'incarico nel 2009, la NASA spendeva quasi nulla per individuare asteroidi potenzialmente pericolosi, circa 15 milioni di dollari. "Per anni è stata una cifra inferiore al budget per i viaggi di servizio della sede centrale", ha aggiunto Casey Dreier, responsabile delle politiche della Planetary Society, un'organizzazione che promuove la scienza e l'esplorazione spaziale.

I sostenitori di Artemis propongono argomenti economici e scientifici. Isaacman ha sottolineato che miliardari come Jeff Bezos ed Elon Musk contribuiscono ormai in modo significativo ai costi. "Non è tutto sulle spalle dei contribuenti", ha detto. Ha anche indicato l'elio-3, una versione leggera dell'elio più abbondante sulla Luna che sulla Terra, come possibile combustibile per futuri reattori a fusione. "Quello che potremmo scoprire potrebbe avere un impatto concreto qui sulla Terra", ha dichiarato. Ma per Dreier la Luna resta un concetto lontano dalla vita quotidiana: "Andare sulla Luna e su Marte sembra piuttosto astratto. Cosa cambia per me?".

Nella storia della NASA le missioni senza equipaggio, come i telescopi spaziali Hubble e Webb e i rover su Marte, hanno spesso generato più entusiasmo delle missioni con astronauti. In un articolo del 2017, Launius osservava che le attività della NASA sono state portate avanti da una piccola base di sostenitori, contrastate da un piccolo gruppo di oppositori e sostenute da un numero più ampio di persone che accettano lo status quo. La scarsa disponibilità del pubblico a spendere molto per i voli spaziali, scriveva, "è una realtà fondamentale della NASA fin dalla sua nascita. Non sta cambiando e probabilmente non cambierà".

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Stati Uniti e Iran trattano sul cessate il fuoco, Londra guida una coalizione per riaprire lo Stretto di Hormuz


Washington valuta un accordo che prevede la riapertura dello Stretto in cambio della fine delle ostilità. Londra convoca 35 Paesi per una missione navale, ma le divisioni tra gli alleati complicano i piani.

Stati Uniti e Iran stanno trattando per un possibile cessate il fuoco legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. La notizia è stata rivelata ad Axios da tre funzionari americani, che però non hanno chiarito se i contatti siano avvenuti direttamente o tramite mediatori. Un accordo, hanno precisato, resta però lontano. Secondo due fonti citate da Axios, il presidente americano ne avrebbe parlato anche con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Sempre oggi, Cina e Pakistan hanno presentato un’iniziativa di pace che va nella stessa direzione: fine dei combattimenti in cambio della riapertura dello Stretto.

Teheran ha però smentito subito. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha definito le notizie su presunti negoziati come “false e prive di fondamento”, ribadendo che l’Iran non ha mai avviato negoziati diretti con Washington. La Casa Bianca potrebbe però riferirsi a una dichiarazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che martedì, in una telefonata con il presidente del Consiglio europeo António Costa, si è detto disposto a porre fine alla guerra a due condizioni: che gli Stati Uniti cessino gli attacchi e che l’Iran ottenga garanzie contro una ripresa delle ostilità. Il punto, però, è politico: secondo molti analisti, in questa fase le decisioni decisive sono nelle mani dell’ala più dura del regime.

Mentre i negoziati restano incerti, il Regno Unito ha aperto un secondo fronte, diplomatico e militare. Questa settimana Londra terrà, infatti, colloqui con 35 Paesi per cercare di formare una coalizione navale incaricata di ripristinare la navigazione proprio nello Stretto di Hormuz. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che si discuterà di come “garantire che lo Stretto rimanga accessibile e sicuro dopo la cessazione delle ostilità” e ha convocato una riunione per valutare le opzioni.

Francia, Paesi Bassi e Stati del Golfo sono tra i Paesi coinvolti. Secondo il Financial Times, si stanno valutando scorte armate per le navi mercantili, operazioni di sminamento e sistemi di difesa contro eventuali attacchi iraniani. Un portavoce del Ministero degli Esteri belga ha definito l’iniziativa come “una coalizione di volenterosi”, simile a quella creata per la sicurezza dell’Ucraina. Gli Emirati Arabi Uniti si preparano a partecipare e stanno spingendo Stati Uniti, europei e altri Paesi asiatici a intervenire con la forza per sbloccare lo stretto. Emirati e Bahrein puntano inoltre a ottenere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che dia alla coalizione un mandato formale per l'intervento.

La coalizione non opererebbe sotto l’ombrello della NATO e includerebbe anche Paesi esterni all’Alleanza. Fino a poco tempo fa, però, molti governi europei avevano escluso l’invio delle proprie marine nello Stretto: secondo fonti diplomatiche citate dal Financial Times, non volevano aiutare Trump a gestire una crisi che lui stesso aveva contribuito ad alimentare. L’aggravarsi dell’emergenza energetica e le continue pressioni del presidente americano li hanno però spinti a rivedere la linea. Mettere insieme la coalizione, ad ogni modo, resta difficile: alcuni Paesi, per esempio, si dicono pronti a fornire dragamine, ma non fregate di copertura.

Lo stesso Starmer ha avvertito che l’operazione sarà tutt’altro che semplice. “È impossibile dare per scontato che la de-escalation del conflitto porterà all’apertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato. “Non sarà facile”.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Honda Marine Cup 2026


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Dopo il successo della prima edizione svoltasi lo scorso anno a San Felice Circeo, torna la Honda Marine Cup, l’evento che celebra la passione per il mare, la navigazione, la pesca e tutto il mondo Honda. Non solo una gara di pesca, ma una vera festa dedicata agli appassionati di motori, tecnologia e avventura.

L’edizione 2026 si terrà dal 19 al 21 giugno presso il Porto di Nettuno, che ospiterà il nuovo Villaggio Honda, cuore delle attività in mare e a terra.

Un evento aperto alla community Honda

La Honda Marine Cup mantiene la sua formula distintiva: la competizione di drifting al tonno rosso, con tecnica catch&release riservata ai possessori di fuoribordo Honda Marine, si unisce a un ricco calendario di iniziative dedicate a tutta la community, anche per i non partecipanti alla gara.

Il programma ufficiale

Le attività avranno inizio nel pomeriggio di venerdì 19 giugno presso il Villaggio Honda, Porto di Nettuno. La gara di pesca sarà aperta a tutti i possessori di fuoribordo Honda che avranno inoltrato l’iscrizione secondo i termini previsti, mentre le attività a terra saranno aperte a tutti.

Venerdì 19 giugno – Apertura dell’Honda Village

Dalle ore 14:00:

  • Esposizione prodotti Honda: Auto; Moto; Power Equipment; Marine
  • Arrivo equipaggi iscritti alla gara di pesca presso il porto di Nettuno
  • Ore 17:00 – Briefing ufficiale di garaDurante il briefing saranno presenti anche gli ambassador Honda Marine, a disposizione degli equipaggi per condividere tecniche, esperienze, consigli di pesca e confrontarsi sulla strategia di gara.

Sabato 20 giugno – Gara & Experience VillageAttività in mare

  • Gara di pesca drifting al tonno – tecnica catch & releaseUna prova di abilità, sportività e rispetto dell’ambiente marino.

Attività a terra (aperte a tutti) – dalle 10:00 alle 18:00Nel Villaggio Honda sarà possibile:

  • scoprire l’esposizione di auto, moto, Power Equipment e fuoribordo Honda Marine;
  • partecipare a test ride/drive del meglio della gamma con il supporto di guide ed esperti Honda: attività riservate ai maggiorenni in possesso della patente adeguata ai veicoli/imbarcazioni in prova;
  • seguire nel pomeriggio, la premiazione degli equipaggi.

Domenica 21 giugno – Experience Village (aperto a tutti)

  • Test prodotti disponibili dalle 10:00 alle 18:00 - Attività riservate ai maggiorenni in possesso della patente adeguata ai veicoli/imbarcazioni in prova.

Tre giorni di passione, innovazione e community

La Honda Marine Cup è l’occasione per vivere da vicino l’energia della community Honda, conoscere le novità tecnologiche del brand e condividere la passione per il mare e i motori in un contesto ricco di contenuti ed esperienze.

Da aprile, attraverso i canali ufficiali Honda sarà possibile scoprire tutti i dettagli e iscriversi alla gara.



foto archivio Ricciola Cup 2025

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Gallup, i repubblicani perdono consensi: mai così pochi dal 2015


Nel primo trimestre del 2026, il divario tra democratici e repubblicani ha raggiunto dieci punti percentuali, il più ampio da oltre un decennio. I dati Gallup mostrano un calo costante da quando Trump è tornato alla Casa Bianca.

Sempre meno americani si riconoscono nel Partito Repubblicano. Nel primo trimestre del 2026, solo il 39% degli americani si definisce repubblicano o indipendente con tendenza repubblicana, il livello più basso dal 2015. Il 49% si dice invece democratico o indipendente con tendenza democratica, raggiungendo i picchi già toccati tra fine 2020 e inizio 2021. Lo rileva il report trimestrale sulla affiliazione politica degli elettori preparato da Gallup.

Il cambiamento non è avvenuto di colpo. Quando Trump è tornato alla Casa Bianca, all'inizio del 2025, i due partiti erano in parità al 45%. Da allora le traiettorie si sono separate: i democratici sono saliti prima al 46%, poi al 48%, poi al 49%. I repubblicani hanno percorso il tragitto inverso, scendendo dal 45% al 43%, poi al 41%, al 40% e infine al 39% attuale. Un divario simile si era già visto all'inizio del 2021, quando Biden entrò alla Casa Bianca: 49% di democratici contro 40% di repubblicani. Un anno prima, all'inizio del 2020, le due forze erano ancora pari al 45%.

Dati Gallup
Identificazione partitica negli Stati Uniti (2015-2026)
L'evoluzione dell'affiliazione politica degli americani nell'ultimo decennio. I dati includono sia l'appartenenza dichiarata sia l'inclinazione ("leaner") dei cittadini indipendenti.

Con leaner Senza leaner

i "Leaner" indica gli indipendenti che dichiarano di propendere verso uno dei due partiti. Nei dati con inclinazione vengono sommati ai rispettivi partiti.

Fonte: Gallup — Quarterly Party Affiliation, rilevazioni trimestrali 2015-2026 · Elaborazione FocusAmerica

C'è però un elemento strutturale da tenere presente. La maggior parte degli americani si definisce indipendente, pur inclinando verso uno dei due partiti. Se si escludono questi indipendenti, il quadro si ridimensiona: il 30% si dice democratico, il 25% repubblicano, il 43% indipendente. I valori di entrambi i partiti sono rimasti relativamente stabili negli ultimi anni: i repubblicani avevano toccato il 32% nell'ultimo trimestre del 2022, i democratici il 31% più volte dal 2020.

I dati si basano su medie trimestrali di interviste telefoniche su campioni di oltre 3.000 cittadini adulti americani in tutti i 50 Stati, con un margine di errore di ±2 punti percentuali.

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Gli Stati Uniti organizzano un summit internazionale contro il movimento antifa


Gli Stati Uniti vogliono creare una coalizione globale contro l'estremismo di sinistra. Ex funzionari criticano l'iniziativa: le risorse andrebbero concentrate sulla minaccia iraniana

L'amministrazione Trump sta organizzando un vertice internazionale dedicato al contrasto del movimento antifa e di altri gruppi di estrema sinistra. Lo rivela Reuters, citando tre fonti a conoscenza dei piani che hanno chiesto l'anonimato perché non autorizzate a parlare con la stampa. La conferenza, prevista in via preliminare per giugno o luglio, riunirà funzionari di diversi Paesi per discutere strategie comuni e favorire lo scambio di informazioni di intelligence.

L'iniziativa riflette il cambio di priorità nella politica antiterrorismo degli Stati Uniti nell'ultimo anno. Il presidente Trump ha descritto più volte antifa come una grave minaccia per il Paese. Tra gli organizzatori dell'evento c'è Thomas DiNanno, sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale. Sia la Casa Bianca sia il Dipartimento di Stato hanno descritto antifa come una preoccupazione di sicurezza prioritaria. Tommy Pigott, vicoportavoce principale del Dipartimento di Stato, ha dichiarato a Reuters che "gli anarchici, i marxisti e gli estremisti violenti di antifa hanno condotto una campagna di terrore negli Stati Uniti e nel mondo occidentale per decenni".

Il progetto ha suscitato critiche tra funzionari in carica e in pensione, che lo considerano una distrazione rispetto alle minacce più urgenti. Michael Jacobson, ex direttore della strategia dell'ufficio antiterrorismo del Dipartimento di Stato fino al 2025 e oggi ricercatore presso il Washington Institute for the Near East Policy, ha dichiarato a Reuters di essere scettico sulla necessità di destinare risorse limitate alla minaccia antifa proprio ora, "con tutto quello che sta succedendo, quando si vede il numero di complotti messi in piedi da Iran e Hezbollah". Un funzionario del Dipartimento di Stato ha risposto che l'amministrazione ha adottato "misure senza precedenti per combattere il terrorismo nel mondo", comprese azioni contro Hezbollah, Hamas, gli Houthi dello Yemen e vari cartelli della droga.

Molti dettagli restano indefiniti: non è chiaro quali Paesi siano stati invitati, le convocazioni formali non erano ancora state spedite la settimana scorsa e non è stata fissata una data ufficiale. Non è nemmeno chiaro se il vertice si concentrerà solo su chi si identifica con antifa o sull'estremismo di sinistra in senso più ampio. I funzionari dell'amministrazione usano spesso il termine antifa come sinonimo generico di estremismo di sinistra. Secondo una delle fonti, molti inviti dovrebbero essere destinati a governi europei. L'amministrazione spera di annunciare una coalizione globale contro antifa in occasione della conferenza. A novembre, il governo Trump ha designato quattro organizzazioni di sinistra in Germania, Italia e Grecia come organizzazioni terroristiche straniere ai sensi della legge statunitense. Sette persone collegate a uno di questi gruppi, noto come Antifa Ost, sono finite sotto processo in Germania a novembre con accuse che includono tentato omicidio.

Antifa, abbreviazione di "antifascista", non è un'organizzazione politica strutturata ma un movimento decentralizzato senza gerarchia, struttura di comando né leader, secondo un rapporto del 2020 del Congressional Research Service. Esperti di estremismo politico e l'ex direttore dell'FBI Christopher Wray hanno sostenuto che antifa andrebbe considerato più un'ideologia che un'entità coesa. Avvocati e associazioni per i diritti civili hanno espresso preoccupazione sul fatto che la persecuzione di antifa da parte di Trump equivalga a un tentativo di criminalizzare determinate opinioni politiche. Chi sostiene la linea dell'amministrazione fa notare che individui che si identificano come simpatizzanti antifa hanno commesso atti di violenza. A marzo una giuria federale a Fort Worth ha condannato nove persone, che i procuratori hanno descritto come operativi antifa, per accuse legate al terrorismo e al possesso di armi in relazione a un attacco a un centro di detenzione dell'Immigration and Customs Enforcement in Texas l'anno scorso.

La maggior parte dei funzionari antiterrorismo occidentali è attualmente concentrata sulla minaccia di attacchi sponsorizzati dall'Iran contro obiettivi statunitensi, europei e israeliani. Prima dell'attacco congiunto americano-israeliano contro l'Iran del 28 febbraio, l'FBI aveva avvertito le forze dell'ordine che Teheran avrebbe potuto rispondere con attacchi a sorpresa tramite droni in California, secondo un bollettino di sicurezza visionato da Reuters. Europol ha avvertito che il conflitto ha "ripercussioni immediate" sulla sicurezza dell'Unione Europea, con un aumento della minaccia terroristica nel continente. Negli ultimi anni, sia in patria sia all'estero, i funzionari statunitensi si sono concentrati più sull'estremismo di destra che su quello di sinistra.

Trump ha però fatto del contrasto ai gruppi di sinistra una priorità. Ha preso di mira antifa durante la campagna elettorale del 2024 e ha promesso di agire dopo l'omicidio dell'attivista conservatore Charlie Kirk a settembre. Le prove disponibili in quel caso non hanno collegato il presunto assassino Tyler Robinson ad antifa. Poco dopo l'omicidio, Trump ha firmato un ordine esecutivo che designa antifa come "organizzazione terroristica interna". Esperti di diritto hanno definito questa designazione giuridicamente e costituzionalmente dubbia, sollevando preoccupazioni sulla libertà di espressione.

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Trump valuta l'uscita degli Stati Uniti dalla NATO (ma non può farlo da solo): "Sono una tigre di carta"


Il presidente americano attacca i Paesi alleati per il rifiuto di partecipare alla guerra contro l'Iran. Il Segretario di Stato Rubio: "Dovremo riesaminare la nostra partecipazione". Intanto nei sondaggi l'approvazione di Trump crolla sotto il 40%.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato oggi al Telegraph che sta valutando seriamente di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO. Il presidente ha definito l'Alleanza atlantica "una tigre di carta" e ha detto che la questione è ormai "oltre ogni riconsiderazione". A scatenare lo strappo è stato il rifiuto degli alleati europei di inviare navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz, che l'Iran tiene chiuso da settimane.

Il j'accuse di Trump contro la NATO


"Non sono mai stato convinto dalla NATO. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e anche Putin lo sa", ha detto Trump al Telegraph. Il sostegno americano agli alleati, ha insistito il presidente, è sempre stato automatico, compreso quello all'Ucraina: "Noi ci siamo sempre stati per loro. Loro non ci sono mai stati per noi".

Trump ha anche attaccato direttamente il primo ministro britannico Keir Starmer, accusandolo di tenersi fuori dal conflitto. "Non avete nemmeno una Marina. Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano", ha detto, riferendosi allo stato della flotta britannica. In effetti, quattro dei sei cacciatorpediniere del Regno Unito erano fuori servizio all'inizio della guerra e Londra ha dovuto farsi prestare una nave dalla Germania per coprire i propri obblighi NATO nell'Oceano Atlantico. Starmer ha risposto alle accuse ribadendo il sostegno all'Alleanza, ma aggiungendo: "Questa non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare".

In precedenza, anche il Segretario di Stato Marco Rubio aveva calcato la mano, definendo la NATO "una strada a senso unico" e accusando i partner di aver negato l'accesso alle proprie basi militari. Washington, ha dichiarato Rubio a Fox News, dovrà "riesaminare" la propria appartenenza all'Alleanza a guerra conclusa. Trump ha detto di essere "contento" delle sue parole.

Analisi
Trump, la NATO e il pantano iraniano
I numeri di un mese di guerra, lo strappo con gli alleati e il consenso interno in caduta libera

Guerra NATO Consenso Cronologia

Un mese di Operazione Epic Fury

~1
miliardo di $ al giorno
Costo stimato dell'operazione militare Usa contro l'Iran

11.000+
Obiettivi colpiti

L'Operazione Epic Fury ha colpito oltre 11.000 obiettivi in Iran, inclusi siti militari, infrastrutture e centri di comando.

850+
Tomahawk lanciati

Secondo il Washington Post le scorte sono già scese sotto i livelli di guardia. Il Pentagono ha chiesto 200 miliardi di $ per ricostituire i propri arsenali.

150+
Navi iraniane distrutte

Danneggiata o distrutta gran parte della flotta iraniana. Eliminata anche buona parte della leadership iraniana, incluso il Leader Supremo Ali Khamenei.

13
Soldati americani morti

Centinaia di feriti. 29 soldati colpiti in un singolo attacco missilistico iraniano su una base in Arabia Saudita. 13 basi nella regione sono ormai "quasi inabitabili" secondo il NYT.

Stretto di Hormuz

~20%
Del greggio mondiale transitava da Hormuz

Paralizzato
Chiuso dagli attacchi iraniani

"Il regime non si è destabilizzato, la minaccia nucleare resta irrisolta"
Il bilancio strategico dopo un mese

Lo strappo con la NATO

"Non sono mai stato convinto dalla NATO. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e anche Putin lo sa"
Donald Trump — Intervista di oggi al Telegraph

Le posizioni

Trump
Presidente americano

Valuta seriamente il ritiro dalla NATO, accusando gli alleati europei di non aver inviato navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz. Definisce l'Alleanza "una tigre di carta".

Rubio
Segretario di Stato

Definisce la NATO "una strada a senso unico". Accusa i Paesi alleati di aver negato agli Stati Uniti l'accesso alle proprie basi. Paradosso: nel 2023 co-firmò la legge che vieta al presidente di lasciare la NATO senza il voto del Congresso.

Starmer
Premier britannico

Ribadisce sostegno alla NATO, ma tiene le distanze dal conflitto. "Questa non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare." Trump lo attacca: 4 dei 6 cacciatorpediniere UK erano fuori servizio.

Il Congresso
Potere di veto

Legge del dicembre 2023 (Sez. 1250A, NDAA 2024): il presidente degli Stati Uniti non può lasciare la NATO senza il voto dei ⅔ del Senato o una legge del Congresso. Possibili contestazioni legali.

Approvazione del presidente


<40%

Approvazione complessiva
Per la prima volta nel secondo mandato, sotto il 40%. Oltre il 60% degli americani disapprova la gestione del conflitto (Pew Research Center).

Erosione del consenso tra gli elettori di Trump

Prima della guerra 93%

Oggi (YouGov/Economist, 27-30 mar) 76%

−17
Punti percentuali persi tra i propri elettori

>60%
Americani contro la gestione della guerra (Pew)

I costi della guerra

Tomahawk — livello scorte vs. soglia di guardia Sotto soglia

Nuovi fondi richiesti dal Pentagono ~200 mld $

"Nessuno sa cosa stia davvero pensando"
Un alto consigliere, parlando di Trump, secondo Axios

Tocca un evento per i dettagli

Fine febbraio 2026
L'operazione Epic Fury inizia contro l'Iran

Campagna aerea e missilistica su vasta scala. Oltre 11.000 obiettivi colpiti, 150+ navi distrutte, leadership iraniana decimata incluso Khamenei.

Marzo 2026
L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz

Teheran risponde paralizzando il transito del 20% del greggio mondiale. Shock energetico globale, rischio recessione. Trump chiede alle marine dei Paesi europei di intervenire.

Marzo 2026
L'Iran colpisce una base Usa in Arabia Saudita

29 soldati americani feriti. L'attacco arriva il giorno dopo che il Segretario alla Difesa Hegseth aveva dichiarato l'esercito iraniano come "neutralizzato".

31 Marzo
Trump minaccia il ritiro dalla NATO

In un'intervista al Telegraph, Trump definisce la NATO "una tigre di carta" e accusa i Paesi europei di non aver inviato navi per riaprire lo Stretto di Hormuz. Ma il Congresso detiene il potere di veto sull'uscita.

Stasera
Discorso alla nazione annunciato da Trump

Il presidente ha dichiarato che il conflitto potrebbe concludersi in "2, forse 3 settimane". I suoi stessi consiglieri ammettono di non conoscere il piano reale.

6 Aprile
Scadenza per la riapertura di Hormuz

Data fissata da Trump. Se l'Iran non riaprirà lo Stretto per allora, i suoi consiglieri parlano di un ultimo bombardamento massiccio contro infrastrutture e siti nucleari iraniani, seguito dal ritiro.

Fonti: The Telegraph, New York Times, Washington Post, Axios, Pew Research, YouGov/Economist · 1 aprile 2026

Trump non può decidere da solo l’uscita dalla NATO


Un eventuale ritiro degli Stati Uniti richiederebbe, comunque, il via libera del Congresso. Nel 2023 è stata., infatti, approvata una legge che impedisce al presidente di sospendere o terminare l'appartenenza americana all'Alleanza senza il voto delle Camere. La proposta di legge era stata co-presentata in aula dallo stesso Marco Rubio.

Cosa dice la legge americana sul ritiro dalla NATO?

La Costituzione degli Stati Uniti non prevede una procedura esplicita per il ritiro da un Trattato internazionale di questa rilevanza. L'Articolo II stabilisce che il presidente può stipulare Trattati con il parere e il consenso del Senato, ma non dice nulla su come uscirne. Questa ambiguità ha alimentato per decenni un braccio di ferro tra Casa Bianca e Congresso.

Nel 2020, l'Office of Legal Counsel del Dipartimento di Giustizia ha pubblicato un parere secondo cui il potere di recedere dai Trattati spetta esclusivamente al presidente, senza bisogno di specifica autorizzazione legislativa, ma il Congresso ha respinto questa interpretazione 3 anni dopo.

Nel dicembre 2023, la Sezione 1250A del National Defense Authorization Act per l'anno fiscale 2024 ha, infatti, introdotto un divieto esplicito: il presidente non può sospendere, denunciare o ritirare gli Stati Uniti dal Trattato del Nord Atlantico senza il voto favorevole dei due terzi del Senato oppure di una legge approvata dal Congresso. Se un presidente tentasse di procedere lo stesso senza autorizzazione congressuale, la legge prevede il divieto dell'uso di fondi federali per attuare il ritiro e autorizza il Congresso a impugnare la decisione del presidente in tribunale.

La norma è stata promossa dai senatori Tim Kaine, democratico della Virginia, e Marco Rubio, all'epoca senatore repubblicano della Florida, ed oggi Segretario di Stato nell'amministrazione Trump. Rubio dichiarò all'epoca che qualsiasi decisione di lasciare l'Alleanza "dovrebbe essere rigorosamente dibattuta e valutata dal Congresso con il contributo del popolo americano".

La legge, tuttavia, resta esposta a possibili contestazioni. Alcuni giuristi ritengono, infatti, che un presidente potrebbe invocare i propri poteri costituzionali di comandante in capo per aggirare il vincolo legislativo, aprendo un conflitto tra poteri dello Stato che finirebbe davanti alla Corte Suprema. Resta inoltre aperta la questione della legittimazione a ricorrere: la clausola che autorizzava automaticamente un'azione legale del Congresso in caso di forzatura da parte del presidente è stata eliminata dalla versione finale della legge.

Il bilancio aggiornato dell'Operazione Epic Fury


La nuova frattura con gli alleati arriva mentre la guerra in Iran, a un mese dall'inizio, presenta un bilancio sempre più contraddittorio. Sul piano tattico, l'operazione Epic Fury ha colpito oltre 11.000 obiettivi, danneggiato o distrutto più di 150 navi iraniane ed eliminato gran parte della leadership militare del Paese, compreso il leader supremo Ali Khamenei. Ma ai risultati militari non corrispondono quelli strategici: il regime non si è destabilizzato, la minaccia nucleare resta irrisolta e Trump sta valutando un'operazione di terra ad alto rischio per sequestrare le scorte iraniane di uranio arricchito.

I costi intanto, sono già pesanti. Almeno 13 soldati americani sono morti, centinaia sono rimasti feriti e la spesa operativa si aggira intorno a un miliardo di dollari al giorno. In 4 settimane gli Stati Uniti hanno lanciato più di 850 missili cruise Tomahawk, secondo il Washington Post, con scorte già scese sotto i livelli previsti di guardia. Il Pentagono ha chiesto al Congresso circa 200 miliardi di dollari per ricostituire i propri arsenali, ma l'approvazione di questi nuovi fondi è incerta. Il giorno dopo che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva dichiarato l'esercito iraniano "neutralizzato", missili iraniani hanno colpito una base in Arabia Saudita, ferendo 29 soldati americani. Secondo il New York Times, molte delle 13 basi americane nella regione sono ormai "quasi inabitabili".

La chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui prima della guerra transitava circa il 20% del petrolio mondiale, ha intanto provocato uno shock energetico che minaccia una recessione globale e sta erodendo il consenso del presidente anche in patria. Per la prima volta nel corso del suo secondo mandato, l'approvazione media di Trump è scesa sotto il 40%. Oltre il 60% degli americani disapprova la gestione del conflitto, secondo il Pew Research Center, e anche tra chi lo ha votato nel 2024 il consenso è calato dal 93% al 76%, secondo un nuovissimo sondaggio YouGov/Economist del 27-30 marzo.

Proprio in questo contesto, Trump ha annunciato un discorso alla nazione per questa sera e ieri ha dichiarato che il conflitto potrebbe concludersi in "2, forse 3 settimane". Ma i suoi stessi consiglieri, secondo Axios, ammettono di non conoscere il piano reale. "Nessuno sa cosa stia davvero pensando", ha detto un alto consigliere. Alcuni funzionari ritengono che, se la scadenza del 6 aprile per riaprire lo Stretto dovesse passare senza un accordo con l'Iran, il presidente ordinerà un ultimo bombardamento massiccio contro infrastrutture e impianti nucleari iraniani prima di ritirarsi.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Trump firma un nuovo decreto per limitare il voto per posta


Il presidente ordina di inviare le schede solo a elettori verificati e di creare un database federale dei cittadini. Esperti e giuristi: è incostituzionale

Il presidente Donald Trump ha firmato martedì 31 marzo un nuovo decreto esecutivo che punta a restringere il voto per corrispondenza negli Stati Uniti, a sette mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre. Il provvedimento ordina al Dipartimento della Sicurezza interna, insieme alla Social Security Administration, di compilare un elenco dei cittadini americani in età di voto in ogni Stato e di condividerlo con i funzionari elettorali statali. Il servizio postale federale (United States Postal Service) dovrebbe poi inviare le schede elettorali solo agli elettori presenti in quella lista. Il decreto impone anche che tutte le schede spedite per posta siano inserite in buste dotate di codici a barre per il tracciamento.

Si tratta di un'escalation significativa nel tentativo di Trump di esercitare un controllo presidenziale sulle elezioni, la cui gestione spetta agli Stati secondo la Costituzione americana. Il Congresso può stabilire standard nazionali, ma il presidente non ha autorità unilaterale sulle modalità di voto. Già un anno fa Trump aveva firmato un decreto simile, che imponeva agli Stati di richiedere una prova di cittadinanza per registrarsi al voto: i tribunali federali lo avevano bloccato, stabilendo che il presidente aveva ecceduto le proprie prerogative.

Trump ha dichiarato ai giornalisti nello Studio Ovale di ritenere il decreto "a prova di contestazione legale", aggiungendo: "Non vedo come possa essere impugnato. Potreste trovare un giudice disonesto, ce ne sono molti, persone pessime. Ma è l'unico modo in cui potrebbe essere modificato, e speriamo di vincere in appello". Per anni il presidente ha sostenuto, senza alcuna prova, che il voto per corrispondenza sia fonte di frodi diffuse, un'accusa che ha usato anche per non riconoscere la sconfitta alle presidenziali del 2020 contro Joe Biden.

La reazione di giuristi, esperti elettorali e funzionari democratici è stata immediata. Wendy Weiser, vicepresidente del Brennan Center for Justice della New York University, ha dichiarato al Washington Post che "il decreto è palesemente non autorizzato e illegale. Il presidente non ha il potere di regolamentare le elezioni. Ha tentato qualcosa di simile un anno fa, noi e altri abbiamo fatto causa e abbiamo vinto. Ci aspettiamo lo stesso risultato". Rick Hasen, professore di diritto elettorale alla UCLA, ha scritto sul suo blog che il decreto è probabilmente incostituzionale e che, in ogni caso, "i tempi rendono praticamente impossibile la sua attuazione in vista delle elezioni di novembre. Sembra altamente improbabile che qualcosa di tutto questo possa essere implementato per il 2026, anche se non venisse bloccato dai tribunali". Il Brennan Center ha definito il provvedimento il risultato della combinazione tra "liste di cittadinanza incomplete e inaccurate" e un servizio postale "sovraccarico e inadeguato".

Marc Elias, uno dei più noti avvocati democratici in materia elettorale, ha annunciato sui social media l'intenzione di fare causa: "Se Trump firma un decreto incostituzionale per prendere il controllo del voto, faremo causa. Non bluffo e di solito vinco". Anche Adrian Fontes, segretario di Stato democratico dell'Arizona, ha promesso di opporsi in tribunale, definendo il decreto "una prevaricazione disgustosa del governo federale".

Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio. Il Dipartimento di Giustizia ha fatto causa a 29 Stati e al Distretto di Columbia per ottenere copie delle liste elettorali contenenti dati sensibili come numeri di patente e codici fiscali parziali. Circa una dozzina di Stati ha fornito i dati volontariamente, ma la maggioranza si oppone in tribunale. Tre giudici federali hanno finora respinto le richieste del Dipartimento. La settimana scorsa un funzionario del Dipartimento di Giustizia ha ammesso in tribunale che i dati elettorali sarebbero condivisi con il Dipartimento della Sicurezza interna per verificare la cittadinanza degli iscritti attraverso il sistema informatico SAVE, un programma che può verificare lo status di cittadinanza ma che, secondo quanto riportato da NPR, ha erroneamente segnalato anche cittadini americani come potenziali non aventi diritto.

Il decreto arriva mentre al Senato è bloccato il SAVE America Act, un disegno di legge sostenuto dai repubblicani che richiederebbe a ogni elettore di presentare documenti come passaporto o certificato di nascita per registrarsi al voto. Il provvedimento è fermo per l'opposizione democratica e il meccanismo dell'ostruzionismo parlamentare. Trump ha chiesto ai repubblicani di aggiungere al testo anche restrizioni sul voto per corrispondenza, con eccezioni per militari, malati e persone in viaggio.

Va notato che lo stesso Trump ha votato per corrispondenza la settimana scorsa in un'elezione speciale in Florida, pur trovandosi a Palm Beach durante il periodo del voto anticipato in presenza. Il presidente ha giustificato la scelta con i suoi impegni istituzionali: "Ho usato una scheda per corrispondenza perché sono il presidente degli Stati Uniti".

Il Brookings Institution, centro studi di orientamento centrista, ha esaminato i dati elettorali raccolti dalla Heritage Foundation, un centro studi conservatore, e ha trovato solo 39 casi di frode su oltre 100 milioni di schede in tre decenni. La Corte Suprema, che a metà marzo ha discusso della legittimità dei voti per corrispondenza ricevuti dopo il giorno delle elezioni purché timbrati entro quella data, dovrebbe pronunciarsi entro fine giugno, in tempo per le elezioni di novembre.

David Becker, direttore del Center for Election Innovation & Research ed ex funzionario del Dipartimento di Giustizia, ha commentato sui social media con ironia: "È chiaramente incostituzionale, sarà bloccato immediatamente e l'unico risultato sarà rendere più ricchi gli avvocati progressisti. Avrebbe potuto anche firmare un decreto che vieta la gravità".

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Un giudice blocca la sala da ballo della Casa Bianca voluta da Trump


Il presidente ha demolito l'Ala Est per costruire un edificio da 400 milioni di dollari con fondi privati, ma un tribunale federale ha ordinato lo stop: serve l'approvazione del Congresso

Un giudice federale ha ordinato al presidente Donald Trump di fermare la costruzione della nuova sala da ballo della Casa Bianca, il progetto da 400 milioni di dollari per cui è stata demolita la storica Ala Est. Il giudice Richard Leon ha stabilito che i lavori non possono proseguire senza l'approvazione del Congresso, infliggendo il primo colpo significativo ai piani del presidente per ridisegnare la residenza presidenziale e l'intera Washington.

Leon, nominato dal presidente repubblicano George W. Bush, ha accolto la richiesta di ingiunzione preliminare presentata dal National Trust for Historic Preservation, un'organizzazione non profit istituita dal Congresso per tutelare gli edifici storici americani. In una sentenza di 35 pagine, il giudice ha scritto che nessuna legge federale "si avvicina nemmeno" a conferire al presidente l'autorità di demolire l'Ala Est e costruire una sala da ballo con fondi privati. "Il presidente degli Stati Uniti è il custode della Casa Bianca per le generazioni future. Non ne è, però, il proprietario!", ha scritto Leon nella sua ordinanza.

L'amministrazione Trump ha reagito con durezza. Poche ore dopo la sentenza, il dipartimento di Giustizia ha presentato appello alla Corte d'appello del Distretto di Columbia. Trump ha definito il National Trust un gruppo di "pazzi" di sinistra in un post su Truth Social e ha insistito che il progetto procede "sotto il budget previsto, in anticipo sui tempi, senza un centesimo dei contribuenti". In un intervento nello Studio Ovale, il presidente ha sostenuto che l'approvazione del Congresso non è necessaria per costruire una sala da ballo, ricordando che molti lavori alla Casa Bianca nel corso della storia non l'hanno richiesta. Il giudice, però, ha respinto questo argomento, esprimendo frustrazione per i tentativi del governo di equiparare un progetto di questa portata a ristrutturazioni minori del passato, come l'aggiunta di una piscina o di un padiglione da tennis.

Il progetto prevede una struttura di circa 8.400 metri quadrati al posto dell'Ala Est, demolita a ottobre, con una capienza di 999 persone. Trump lo ha presentato come necessario per ospitare cene di Stato, vertici internazionali e grandi eventi al coperto, evitando di ricorrere a strutture temporanee sul prato sud. Il costo è raddoppiato rispetto al budget iniziale di 200 milioni, e il presidente dichiara di aver raccolto oltre 350 milioni di dollari da sostenitori personali e da una ventina di aziende dei settori tecnologico, delle criptovalute e della difesa. Secondo un rapporto del gruppo Public Citizen, due terzi dei donatori aziendali identificati pubblicamente avevano ottenuto contratti governativi per un valore complessivo superiore a 275 miliardi di dollari.

Leon ha sospeso l'efficacia della sua ordinanza per 14 giorni, riconoscendo che bloccare un cantiere in corso solleva questioni logistiche. Ha inoltre esentato dal provvedimento i lavori necessari a garantire la sicurezza della Casa Bianca, incluse le strutture sotterranee militari. Trump ha sottolineato proprio questo aspetto, elencando le misure di sicurezza in fase di realizzazione: tetti a prova di drone, vetri antiproiettile, sistemi di biodefesa, telecomunicazioni sicure, bunker e strutture mediche. Il presidente ha rivelato anche che i militari stanno costruendo un "enorme complesso" sotterraneo sotto la sala da ballo.

Il progetto è stato lanciato la scorsa estate e ha proceduto a ritmo accelerato, senza attendere il parere preventivo delle commissioni federali competenti. Trump ha licenziato tutti i commissari della Commission of Fine Arts prima che esaminasse il progetto, e il nuovo panel, composto interamente da suoi nominati, ha approvato il design a febbraio con voto unanime. La National Capital Planning Commission, l'ultimo organismo federale che deve pronunciarsi, è chiamata a votare giovedì, e il suo portavoce ha confermato che la sentenza del giudice non modifica il calendario previsto.

Due giorni prima della sentenza, Trump ha mostrato ai giornalisti sull'Air Force One dei rendering aggiornati della sala da ballo, dopo che un articolo del New York Times aveva evidenziato criticità nel progetto rilevate da esperti di architettura. Le modifiche includono la rimozione di una grande scalinata sul lato sud, ritenuta priva di funzione, e l'aggiunta di un portico. Il presidente ha descritto la nuova struttura come "quasi un gemello della Casa Bianca", con altezza e stile analoghi all'edificio centrale. Queste revisioni, però, potrebbero complicare il voto della commissione di giovedì, che dovrebbe esprimersi su piani ormai superati. Un portavoce della commissione ha dichiarato che lo staff stava lavorando con la Casa Bianca per comprendere gli aggiornamenti. Architetti e organizzazioni per la tutela del patrimonio hanno avvertito che la sala da ballo sovrasterà la residenza presidenziale per dimensioni e altererà l'asse simbolico tra il Campidoglio e la Casa Bianca previsto nel piano urbanistico originale del 1791.

La sala da ballo si inserisce in un programma più ampio con cui Trump intende lasciare un'impronta sulla capitale: tra i progetti ci sono un arco cerimoniale alto 76 metri vicino al Lincoln Memorial, la ristrutturazione del Kennedy Center, che chiuderà per due anni, e interventi su diversi campi da golf nell'area di Washington. Il giudice Leon ha detto più volte agli avvocati coinvolti nel caso di ritenere che la questione sarà risolta dalla Corte Suprema.

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vivo lancia la nuova serie V70 in Italia: caratteristiche, novità e prezzi


vivo porta in Italia la nuova serie vivo V70, puntando su design curato, comparto fotografico evoluto e prestazioni solide. Ecco tutto quello che c’è da sapere su caratteristiche, prezzo e disponibilità
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Vivo ha annunciato il lancio in Italia della nuova serie V70, composta da due modelli inediti: vivo V70 e V70 FE. Si tratta di due dispositivi progettati per offrire un’esperienza fotografica avanzata, un design distintivo e prestazioni affidabili. Dalla fotografia ritrattistica professionale sviluppata con ZEISS alle funzionalità AI per la creazione quotidiana di contenuti, la serie V70 è progettata per accompagnare una nuova generazione di fotografi rendendo l’esperienza imaging più accessibile, intuitiva e potente.
Per il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioniPer il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioni

vivo V70: la partenrship con ZEISS


Sviluppato in collaborazione con ZEISS, vivo V70 si posiziona come modello di riferimento per la fotografia ritrattistica: il suo teleobiettivo ZEISS da 50 MP integra un sensore ultrasensibile da 1/1.95 pollici e stabilizzazione ottica OIS che garantisce scatti più nitidi anche in condizioni di scarsa luminosità. Il comparto fotografico posteriore è completato da una fotocamera principale ZEISS OIS da 50 MP con sensore flagship da 1/1.56" e da una fotocamera ultra grandangolare ZEISS da 8 MP, per una maggiore versatilità. Frontalmente troviamo una ZEISS Selfie Camera Group da 50 MP con Auto Focus, ideale sia per selfie individuali sia per foto di gruppo. Per la prima volta nella serie V, inoltre, V70 introduce la registrazione video 4K a 60 fps, per riprese cinematografiche fluide e di altissima qualità.

tado° in utile: 5,5 milioni di termostati smart connessi
tado° diventa profittevole superando i 5,5 milioni di termostati smart connessi: un traguardo importante che conferma la crescita del mercato smart home e la solidità della strategia aziendale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Affidabilità e stile


vivo V70 adotta un'estetica che unisce eleganza e resistenza, grazie a un raffinato telaio in lega di alluminio di origine aerospaziale, angoli arrotondati e un display flat con cornici ultrasottili, che conferiscono al dispositivo una silhouette slanciata e sofisticata. Sul retro, il comparto fotografico dal profilo ribassato mantiene un aspetto essenziale e discreto. Sulla parte anteriore, cornici ultrasottili di soli 1,25 mm incorniciano il display OLED Ultra Clear da 6,59 pollici con risoluzione 1.5K che funziona a 120 Hz con 459 PPI. Sotto il display, è stato aggiunto il sistema di sblocco 3D Ultrasonic Fingerprint che offre uno sblocco rapido e sicuro, anche con le dita bagnate. Il pannello posteriore, infine, è realizzato con vetro AG inciso, ed è progettato per resistere a impronte e graffi. La batteria BlueVolt da 6500 mAh garantisce una ricarica duratura per tutto il giorno, anche in condizioni di caldo o freddo estremo (dati vivo), mentre il caricabatterie FlashCharge da 90W permette di ricaricare il dispositivo in pochi minuti. Oltre alla potenza, V70 è progettato per durare nel tempo grazie alla certificazione IP68 e IP696 e alla certificazione 10-Facet Drop Resistance, che protegge il dispositivo da cadute accidentali fino a 1,8 metri, garantendo una protezione completa contro getti d'acqua ad alta pressione, immersioni e cadute accidentali. L'affidabilità si estende anche alla connettività di rete grazie alla tecnologia Dual-Bridge Signal Concurrency e a ottimizzazioni mirate per ambienti altamente congestionati.

vivo V70 FE: imaging ad alta risoluzione


Pensato per un pubblico giovane, dinamico e attento allo stile, vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate per la creazione di contenuti. Il cuore di V70 FE è la modalità High Resolution da 200 MP, progettata per garantire immagini nitide e stabili sia durante i viaggi sia nella vita quotidiana. Grazie al sensore da 1/1,56 pollici, alla stabilizzazione ottica certificata CIPA 4.0 e a uno zoom fino a 30x il dispositivo è in grado di catturare panorami ampi e dettagli distanti preservando precisione in ogni scatto. La funzione Ultra-Clear Photo Crop, inoltre, consente di ritagliare più scene da una singola fotografia, mantenendo inalterata la nitidezza. A supporto delle capacità fotografiche, V70 FE integra la batteria BlueVolt da 7000 mAh, il sistema di ricarica rapida FlashCharge da 90W e la certificazione IP68 e IP69 contro acqua e polvere. Dai dati vivo, con una singola ricarica completa V70 FE può garantire fino a 43,8 ore di riproduzione continua su YouTube 12 e fino a 16 ore 13 di utilizzo combinato tra le app principali 14 come navigatore, fotocamera, TikTok, Spotify e Instagram, mantenendo comunque una riserva del 14% di batteria.
Pensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzatePensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate
Il dispositivo è alimentato dal MediaTek Dimensity 7360-Turbo, che assicura prestazioni fluide per le attività quotidiane, il gaming e il multitasking. Il display AMOLED Ultra Clear da 1,5K e il sistema dual stereo speaker simmetrico completano l’esperienza, offrendo audio e video ultra-immersivi per godersi l’intrattenimento.

Strumenti AI avanzati


La serie vivo V70 punta fortemente sull’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza fotografica, adattandosi a diversi contesti d’uso. Tra le novità spicca la Modalità Palco AI, pensata per catturare performance dal vivo anche in condizioni difficili, sfruttando la fotocamera ZEISS Super Telephoto da 50 MP e algoritmi avanzati per garantire scatti nitidi e dettagliati fino a 10x di zoom. A completare il comparto fotografico troviamo le opzioni ZEISS Multifocal Portrait, che permettono di personalizzare lunghezze focali e bokeh per ritratti più professionali, insieme a una suite di strumenti AI come Cambia Cielo, Cambia Scenario e Ritocco AI, disponibili anche su V70 FE, per modifiche rapide e creative con un solo tocco.
Il pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffiIl pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffi

OriginOS 6: intelligente, intuitivo e sicuro


La serie vivo V70 integra il nuovo OriginOS 6, che garantisce fino a cinque anni di aggiornamenti software e di sicurezza, assicurando longevità e affidabilità. Il sistema, completamente rinnovato offre prestazioni fluide nel tempo e un’esperienza ottimizzata grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale. Tra le novità spicca Origin Island, una finestra dinamica che semplifica l’accesso alle informazioni. Sul fronte produttività, gli strumenti AI permettono di migliorare scrittura, traduzioni e gestione delle riunioni, affiancati dall’assistente Google Gemini. Non manca un ecosistema orientato alla condivisione e alla continuità tra dispositivi, con soluzioni per il trasferimento rapido dei file e la collaborazione tra smartphone e computer.

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Disponibilità


La serie vivo V70 arriva in Italia dal domani, con vivo V70 disponibile a partire da 699 euro nei colori Alpine Gray e Authentic Black, mentre la variante Sandalwood Brown sarà esclusiva online. Il modello vivo V70 FE parte invece da 459 euro e sarà proposto in diverse configurazioni e colorazioni, tra cui Muse Purple e Ocean Blue. Per il lancio, vivo ha previsto numerose promozioni: sconti dedicati sullo store ufficiale, offerte bundle con caricatore da 90W e auricolari, oltre a finanziamenti a tasso zero. Sono previste anche offerte speciali su piattaforme come Amazon e presso retailer come Unieuro, Euronics e MediaWorld, con sconti per gli iscritti ai programmi fedeltà. Non manca infine la collaborazione con WINDTRE, che propone piani rateizzati con canone mensile e servizi inclusi, rendendo l’acquisto più accessibile e flessibile.


tado° raggiunge la redditività: oltre 5,5 milioni di termostati smart connessi


tado° ha annunciato oggi di aver collegato più di 5,5 milioni di termostati smart e di aver raggiunto la redditività operativa, segnando un traguardo chiave nella sua crescita.

Johannes Schwarz di tado° ha dichiarato: “la forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda. Questo traguardo rafforza la nostra indipendenza e ci consente di accelerare l’espansione della nostra piattaforma di gestione energetica domestica”


Tutto è cominciato dai termostati smart


Inizialmente nota per i suoi termostati smart, tado° si è evoluta in una piattaforma più ampia di gestione dell’energia domestica, spinta dalla crescente domanda di tecnologie che aiutano le famiglie a gestire l’aumento dei costi energetici. In particolare, l'azienda combina prodotti per il riscaldamento smart e tariffe elettriche dinamiche che mirano a ridurre significativamente sia i costi energetici per le famiglie sia le emissioni di carbonio. Per venire incontro alla complessità delle abitazioni europee, tado° funziona con una vasta gamma di sistemi di riscaldamento – inclusi caldaie a gas, riscaldamento a gasolio, pompe di calore, teleriscaldamento e condizionatori – indipendentemente dal produttore, e grazie al controllo in ogni singola stanza tramite termostati smart per riscaldamento a pavimento e radiatori, tado° dichiara un risparmio medio per i suoi clienti del 22%.

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Efficienza energetica: una priorità


Poiché i prezzi dell’energia restano instabili e l’Europa accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica torna a essere una priorità per famiglie.

Christian Deilmann ditado° ha dichiarato: “i prezzi dell’energia e la sicurezza energetica sono nuovamente al centro del dibattito in Europa. Il kilowattora più economico è quello che non consumi mai. Con sempre più energia solare ed eolica nel sistema elettrico, la gestione intelligente dell’energia diventerà sempre più importante per aiutare le famiglie a controllare i costi.”



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Guardando al futuro


tado° raggiunge la redditività riducendo la dipendenza da investimenti esterni, abbassando il costo del capitale e rafforzando la propria indipendenza. L’azienda punta anche su una cultura interna orientata alla crescita, coinvolgendo i dipendenti attraverso un programma di azionariato virtuale. Guardando al futuro, tado° continuerà a sviluppare la propria piattaforma puntando su ottimizzazione basata su IA, maggiore integrazione delle energie rinnovabili e gestione intelligente delle tariffe energetiche, in linea con l’evoluzione della transizione energetica.

Deilmann ha concluso: “le abitazioni stanno diventando veri e propri hub energetici. Il nostro obiettivo è integrare riscaldamento, energia solare, veicoli elettrici e tariffe energetiche in un unico sistema intelligente che aiuti le famiglie a risparmiare denaro, supportando al contempo la transizione verso l’energia rinnovabile.”