Negli Stati Uniti chi ha idee di destra fa abbastanza figli da rimpiazzare la propria generazione, chi ha idee di sinistra no e questa differenza è comparsa solo negli ultimi decenni. Lo sostiene uno studio pubblicato su Scientific Reports da due ricercatori dell'Università di Vienna, Martin Fieder e Susanne Huber, che hanno confrontato quanti figli hanno avuto diciassette generazioni di americani nati tra il 1898 e il 1982.
I dati vengono dalla General Social Survey, una grande indagine periodica sulla società americana condotta dall'università di Chicago. Per le generazioni più antiche l'orientamento politico non faceva quasi differenza: fino a chi è nato tra il 1943 e il 1947, destra, centro e sinistra avevano più o meno lo stesso numero di figli, con un massimo per chi è nato tra il 1933 e il 1937.
Dalla generazione nata tra il 1943 e il 1947 il quadro cambia in modo netto. Chi ha idee di destra continua a fare figli intorno o sopra la soglia di 2,1 per donna, il livello sotto il quale una popolazione, a lungo andare, tende a ridursi. Chi ha idee di sinistra scende invece molto sotto quella soglia. Il centro resta nel mezzo, appena al di sotto del livello di sostituzione.
Demografia · Ideologia
Più figli a destra, più idee a sinistra: le due forze che si contendono l’America
Chi ha idee di destra fa abbastanza figli da rimpiazzare la propria generazione, chi ha idee di sinistra no. Ma ogni nuova generazione nasce più a sinistra sull’economia: due analisi sugli stessi dati indicano futuri opposti.
Idee di destra
Sulla soglia o sopra
La generazione si rimpiazza
Idee di sinistra
Molto sotto
La generazione si assottiglia
0,0
Figli per donna
la soglia di sostituzione
Grafica di FocusAmerica 17 generazioni · nati 1898–1982
1
Figli per donna, per orientamento
Dai nati negli anni Quaranta, i destini si separano
Per mezzo secolo l’orientamento politico non faceva quasi differenza. Dai nati tra il 1943 e il 1947 il tronco si spezza: la destra resta sulla soglia che garantisce il ricambio, la sinistra scivola molto sotto.
2,1 sostituzione
Max
1933–37
La svolta
nati 1943–47
Destra, centro e sinistra insieme
Sotto la soglia la generazione si assottiglia
Destra
Centro
Sinistra
Nati nel 1898Nati nel 1982
Destra · sulla soglia o sopra Centro · appena sotto Sinistra · molto sotto
Schema qualitativo. Ricostruzione della relazione descritta dallo studio: l’unico valore fissato è la soglia di sostituzione (2,1 figli per donna).
2
Modello di Lande-Arnold
Cosa spinge, cosa frena il numero di figli
Gli autori applicano alla fecondità un modello nato nella biologia evolutiva per studiare la selezione naturale. Tre fattori tirano in direzioni diverse.
← Meno figliPiù figli →
Idee di destraEffetto in forte crescita
Il peso cresce con forza dai nati negli anni Sessanta: nelle generazioni recenti il legame tra idee di destra e figli è sempre più stretto.
IstruzioneEffetto costante
Legata in modo costante a un numero minore di figli, generazione dopo generazione: il freno più stabile del modello.
Frequenza in chiesaEffetto debole, in calo
Legata a un numero maggiore di figli, ma con effetto più debole. E man mano che cresce il peso delle idee di destra, quello della pratica religiosa cala.
Le lunghezze delle barre rappresentano l’intensità relativa degli effetti come descritta dallo studio, non coefficienti numerici.
3
Un divario che non vale per tutti
Il legame politica-figli riguarda solo i bianchi
Analizzando separatamente i due gruppi, il quadro cambia radicalmente.
Americani bianchi
Le differenze si allargano
Nelle generazioni recenti destra e sinistra si separano sempre di più: è qui che nasce il divario.
Americani neri
Nessuna divaricazione chiara
La fecondità scende in tutti i gruppi politici avvicinandosi alla soglia, senza il divario destra-sinistra.
Una possibile spiegazione degli autori: tra gli afroamericani le etichette di destra e sinistra sono intese in modo meno uniforme, e contano quindi meno nei comportamenti.
4
L’altra analisi, stessi dati
Sull’economia, ogni generazione è un gradino più a sinistra
Un indice costruito su cinque domande sul ruolo dello Stato nell’economia e sull’aiuto ai poveri mostra un aumento quasi costante della sinistra economica lungo l’ultimo secolo.
← Più a sinistra
sull’economia
Generazioni
più anziane
Generazioni più giovani
1
Le idee restano. Le persone non diventano più conservatrici invecchiando: mantengono più o meno le stesse opinioni economiche per tutta la vita.
2
A ogni età. I più giovani sono più a sinistra dei più anziani in ogni fase della vita, non solo da ragazzi.
La conclusione
Sul futuro dell’America, le forze demografiche si contraddicono
Stessa indagine, stessa premessa — il destino di un paese si legge nelle generazioni — ma direzioni contrarie.
Forza 1 · I figli
La destra si riproduce di più
Spinge a destra
Se il divario di fecondità dura nel tempo e l’orientamento passa in parte dai genitori ai figli, la composizione ideologica del paese può spostarsi lentamente verso destra.
Forza 2 · Le idee
Ogni generazione nasce più a sinistra
Spinge a sinistra
Sui temi economici ogni generazione è più a sinistra della precedente, e le opinioni non cambiano con l’età: chi nasce a sinistra, a sinistra resta.
Una forza conta i figli, l’altra misura le idee: spingono il paese in senso contrario.Studi osservativi — nessuno dimostra un rapporto di causa ed effetto
Fonte M. Fieder e S. Huber (Università di Vienna), Scientific Reports, su dati della General Social Survey (Università di Chicago). Diciassette generazioni di americani nati tra il 1898 e il 1982.
Per misurare quanto l'orientamento politico pesa sul numero di figli gli autori hanno usato un metodo nato nella biologia evolutiva per studiare la selezione naturale, il modello di Lande-Arnold. Il peso delle idee di destra sulla fecondità è cresciuto con forza a partire da chi è nato negli anni Sessanta: nelle generazioni più recenti il legame tra idee di destra e numero di figli è diventato sempre più stretto, tanto che gli autori parlano di una selezione che potrebbe favorire l'orientamento di destra col passare del tempo.
Nello stesso modello l'istruzione è legata in modo costante a un numero minore di figli, mentre la frequenza in chiesa è legata a un numero maggiore, con un effetto però più debole. E man mano che cresce il peso delle idee di destra, quello della pratica religiosa cala.
Il legame tra politica e figli vale però solo per gli americani bianchi. Analizzando separatamente bianchi e neri, gli autori trovano che tra i bianchi le differenze si allargano nelle generazioni recenti, mentre tra i neri non emerge una divaricazione chiara: la fecondità è scesa in tutti i gruppi politici avvicinandosi alla soglia di sostituzione, senza il divario destra-sinistra visto tra i bianchi. Una possibile spiegazione, secondo gli autori, è che le etichette di destra e sinistra siano intese in modo meno uniforme tra gli afroamericani e contino quindi meno nei loro comportamenti.
Se questa differenza di fecondità durasse nel tempo e se l'orientamento politico passasse dai genitori ai figli, cosa che secondo gli autori avviene in parte per educazione e in parte per via ereditaria, la composizione ideologica del paese potrebbe spostarsi lentamente verso destra. I due ricercatori avvertono però che si tratta di uno studio osservativo, che non dimostra un rapporto di causa ed effetto: non si può escludere che sia il diventare genitori a rendere più conservatori, non il contrario.
Un'altra analisi sui dati della stessa General Social Survey arriva a una conclusione opposta sul futuro ideologico degli Stati Uniti, guardando alle opinioni invece che ai figli. Chi l'ha condotta mostra che ogni nuova generazione è più a sinistra della precedente sui temi economici, una tendenza che alimenta il dibattito su una svolta a sinistra del paese.
L'indice usato combina cinque domande della stessa indagine sul ruolo dello Stato nell'economia e sull'aiuto ai poveri. Le opinioni economiche degli americani oscillano molto da un anno all'altro, spesso al ritmo di chi governa. Questo rende difficile leggerne l'andamento nel breve periodo.
Separando queste oscillazioni di breve periodo dalla tendenza di fondo delle generazioni, resta un aumento quasi costante della sinistra economica lungo l'ultimo secolo. Ogni generazione è più a sinistra sull'economia di quella che l'ha preceduta e non diventa più conservatrice invecchiando: le stesse persone mantengono più o meno le loro idee economiche per tutta la vita. I più giovani sono più a sinistra dei più anziani a ogni età.
Le due analisi condividono la stessa premessa, cioè che il destino di un paese si legge nelle generazioni più che negli umori del momento, ma indicano direzioni diverse. La prima misura quanti figli fanno le persone e conclude che la destra si riproduce di più. La seconda misura le idee economiche e conclude che ogni nuova generazione nasce più a sinistra. Sul futuro ideologico dell'America, le due forze demografiche spingono in senso contrario.
Per Bernie Sanders gli Stati Uniti sono vicini a una rivoluzione politica
Il senatore Bernie Sanders è convinto che gli Stati Uniti siano vicini a una "rivoluzione politica" e attribuisce questa speranza alla serie di vittorie dei socialisti democratici nelle primarie di tutto il Paese. Il senatore del Vermont, indipendente di 84 anni, ha affidato il messaggio a un video di circa dieci minuti pubblicato sui social nei giorni scorsi, alla vigilia del 4 luglio, il 250esimo anniversario della Dichiarazione di indipendenza.
"Credo che sia forse possibile che questo Paese sia sull'orlo della rivoluzione politica per cui abbiamo combattuto così a lungo", ha detto Sanders nel video. Il senatore ha aggiunto di non avere "una sfera di cristallo" per dire cosa accadrà, ma di provare ottimismo per quello che ha definito un "crescente consenso" attorno alle idee della sinistra: "Penso che ci sia un consenso sempre più ampio sul fatto che la nostra agenda sia l'agenda del popolo americano".
A dargli fiducia sono soprattutto i risultati elettorali delle ultime settimane. Sanders ha citato la vittoria di Melat Kiros, socialista democratica di 29 anni, che martedì ha battuto la deputata Diana DeGette in una primaria democratica per la Camera in Colorado. DeGette era in carica da quindici mandati e Sanders ha definito quel risultato una "enorme vittoria a sorpresa". Il senatore ha ricordato anche New York, dove il mese scorso tre candidati sostenuti dal sindaco socialista-democratico Zohran Mamdani hanno vinto le primarie per la Camera. In California, poi, è stata ammessa alla scheda elettorale una proposta di tassa sui miliardari.
When I look at the recent progressive victories in Colorado and elsewhere, and the successful organizing campaigns sprouting up across the country, I believe we may be on the brink of the political revolution we have been fighting for. pic.twitter.com/gBRG2Jxu2q
— Bernie Sanders (@BernieSanders) July 2, 2026
Sanders ha ricordato la partecipazione alle manifestazioni del movimento progressista, dai raduni "Fight Oligarchy" contro il potere dei ricchi agli eventi "No Kings" contro il presidente Donald Trump, con quelle che ha descritto come "milioni di persone in tutto il Paese". Ha citato le campagne di organizzazione sindacale che nascono e riescono in tutto il territorio e il sostegno dell'opinione pubblica ai sindacati, secondo lui ai massimi storici.
Il senatore ha spiegato che il suo movimento non è mai stato una questione di una singola persona da eleggere alla Casa Bianca. "La nostra rivoluzione politica, il nostro movimento dal basso, non è mai stato incentrato sull'elezione di una persona a presidente degli Stati Uniti, non Bernie Sanders, non nessun altro", ha detto. "Siamo un movimento per eleggere progressisti a ogni livello, per un governo che rappresenti tutti noi e non solo l'uno per cento".
Da qui l'appello al Partito Democratico, con cui Sanders siede in Senato pur non essendone iscritto. Non basta opporsi a Trump, ha detto: serve un partito pronto a sfidare "l'avidità e l'ideologia degli oligarchi che oggi controllano la vita economica, mediatica e politica" del Paese. Ha poi elencato le misure che a suo avviso i democratici dovrebbero fare proprie: la sanità pubblica per tutti con il programma Medicare for All, l'aumento del salario minimo, il superamento della sentenza Citizens United, con cui nel 2010 la Corte Suprema ha di fatto rimosso i limiti alle spese elettorali di aziende e gruppi privati, la costruzione di "milioni" di alloggi a prezzi accessibili e la fine di quelle che ha chiamato "guerre infinite e orribili".
Le parole di Sanders arrivano mentre Trump cerca di mettere in luce le divisioni interne ai democratici dopo l'avanzata dei candidati di sinistra. In un messaggio sul suo social Truth Social il presidente ha attaccato i "comunisti senza Dio" e ha rimproverato i vertici democratici di non saper contrastare l'ala più radicale del partito. "Hanno paura di perdere le elezioni, hanno paura del conflitto", ha scritto Trump. "Non sono abbastanza intelligenti o abbastanza duri per combattere questa piaga".
Nei confronti di Sanders il presidente ha usato in passato parole molto dure, definendolo "comunista", "pazzo" e "svitato". In altre occasioni lo ha però elogiato: nel 2019 disse che il senatore "ha perso il suo momento", ma che gli piaceva perché sul commercio "in un certo senso sarebbe d'accordo" con lui. Il quadro che Sanders descrive si intreccia anche con il dibattito sull'identità dei socialisti democratici, un'area del movimento progressista che negli ultimi mesi ha guadagnato peso ma la cui collocazione politica divide gli stessi commentatori di sinistra.