Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gaza, il dramma invisibile dei dispersi: migliaia di persone ancora sotto le macerie


Mancano i mezzi per rimuovere i detriti. Le ONG stimano oltre 9.500 irreperibili, tra cui moltissimi bambini e donne

Nella Striscia di Gaza, il numero delle persone disperse a seguito del conflitto in corso dall’ottobre 2023 continua a rappresentare una delle principali emergenze umanitarie. Secondo diverse organizzazioni locali per i diritti umani, migliaia di individui risultano tuttora irreperibili, in molti casi ritenuti presumibilmente sepolti sotto le macerie degli edifici distrutti dai bombardamenti.

Le stime diffuse da alcune ONG operanti sul territorio indicano numeri significativamente elevati di dispersi, tra cui donne e minori, mentre le operazioni di recupero risultano rallentate dalla distruzione diffusa delle infrastrutture e dalla scarsità di mezzi pesanti necessari alla rimozione delle macerie. Le Nazioni Unite e diverse organizzazioni umanitarie hanno evidenziato come la quantità di detriti accumulati nella Striscia renda estremamente complessa l’identificazione e il recupero dei corpi.

Secondo quanto riportato da Quds News Network, che cita a sua volta fonti locali tra cui la Gaza-based Al-Dameer Association for Human Rights, il numero dei dispersi potrebbe superare le 9.500 unità, con una parte consistente ritenuta intrappolata sotto le macerie. Le stesse fonti riferiscono inoltre difficoltà operative persistenti nel recupero dei resti umani a causa delle restrizioni sull’ingresso di attrezzature pesanti.

Le organizzazioni umanitarie presenti sul territorio segnalano che migliaia di famiglie non hanno ancora potuto dare sepoltura ai propri cari, mentre le operazioni di ricerca proseguono in condizioni estremamente complesse. In alcuni casi, secondo tali rapporti, il recupero dei corpi avviene solo in aree parzialmente accessibili o durante cessate il fuoco temporanei, senza tuttavia riuscire a coprire l’intera estensione delle zone colpite.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

New Garmin VHF Touchscreen


La nuova radio VHF per la nautica firmata Garmin con schermo touchscreen da 3,5 pollici a colori e AIS integrato in trasmissione e ricezione.

Garmin, il più grande produttore al mondo di elettronica nautica, annuncia oggi le radio multifunzione Garmin Signal VHF 400 e VHF 220 progettata per garantire agli armatori controllo e consapevolezza in mare.

Il nuovo VHF Garmin è dotato di un display touchscreen a colori da 3,5 pollici che assicura una visibilità impeccabile e un’esperienza d’uso intuitiva e immediata anche nelle condizioni più impegnative. Grazie al transponder AIS di Classe B integrato (Automatic Identification System), offre una maggiore consapevolezza della situazione in mare trasmettendo nome, posizione, rotta e velocità delle imbarcazioni vicine dotate di AIS.

Prestazioni eccezionali - Le nuove radio VHF Garmin Signal uniscono prestazioni avanzate, dimensioni compatte e un design raffinato, pensato per integrarsi perfettamente con lo stile di qualsiasi imbarcazione. La qualità delle comunicazioni è garantita dalla migliore tecnologia Garmin, con funzioni evolute come lo squelch automatico e la cancellazione adattiva del rumore, capaci di eliminare i disturbi indesiderati e ridurre automaticamente i rumori di fondo per assicurare trasmissioni e ricezioni sempre chiare.

Tra le funzioni più innovative spicca la riproduzione VHF, che registra automaticamente fino a tre minuti di trasmissione da qualsiasi canale attivo. Il sistema è inoltre in grado di registrare simultaneamente fino a tre canali differenti e consente di ascoltare fino a sei canali contemporaneamente. La chiamata boat-to-boat permette invece di trasmettere comunicazioni DSC di Classe D (Digital Selective Calling) alle imbarcazioni nelle vicinanze tramite il pulsante di emergenza, inviando automaticamente informazioni utili ai soccorritori. È inoltre possibile effettuare chiamate DSC direttamente dal display del chartplotter AIS Garmin in modo semplice e immediato.

Novità anche il nuovo fist mic integrato, che è stato progettato per garantire un audio chiaro anche in presenza di rumori causati da motore, vento o onde. Dotato di un potente speaker da 95 dBA a 0,5 metri e di tecnologia di cancellazione del rumore di fondo, può essere installato nella posizione più comoda e funzionale, anche distante dall’unità principale. L’installazione risulta semplice e versatile: con Garmin Signal VHF 400 è possibile trasmettere e ricevere comunicazioni VHF, DSC e AIS utilizzando una singola antenna VHF. Il sistema include inoltre un’antenna GPS integrata, strumenti diagnostici avanzati e il supporto sia per impianti elettrici a 12V che a 24V. Per chi desidera controllare la radio da una seconda postazione, Garmin introduce anche la nuova stazione remota Garmin Signal RM 100, compatibile con Garmin Signal VHF 400 e VHF 220. Collegata tramite Garmin Marine Network, consente di gestire tutte le principali funzioni radio da un secondo punto di comando o dal flybridge. La funzione intercom permette inoltre la comunicazione diretta tra la stazione remota e le unità principali collegate in rete.

La nuova gamma VHF Garmin Signal offre un livello superiore di integrazione e connettività grazie alla compatibilità con i chartplotter Garmin tramite NMEA 2000®, Garmin Marine Network 1.0 e Garmin BlueNet™. La configurazione della radio, la programmazione del codice MMSI (Maritime Mobile Service Identity) e gli aggiornamenti software possono essere gestiti facilmente tramite l’app ActiveCaptain con connessione Wi-Fi®.

Garmin Signal VHF 400 e VHF 220 saranno proposti rispettivamente al prezzo consigliato al pubblico di €1.499,99 e €999,99 IVA inclusa, mentre Garmin Signal RM 100 sarà disponibile al prezzo consigliato di €599,99.

garmin.com

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Honda debutta al Speed@Seawork


Honda Marine Europe fa il suo debutto a Speed@Seawork, l’evento di riferimento nel Regno Unito, del prossimo 8 giugno, dedicato alle imbarcazioni ad alte prestazioni impiegate nei settori della sicurezza, della difesa, degli interventi e della ricerca e soccorso.

Puntando a una crescita continua nei settori delle imbarcazioni da lavoro commerciali e della difesa, lo specialista dei motori fuoribordo partecipa all'evento di un giorno l'8 giugno presso il Royal Ocean Racing Club (RORC) a Cowes, sull'Isola di Wight, per mostrare la sua crescente capacità di offrire soluzioni su misura per ambienti operativi esigenti. Honda Marine Europe metterà in evidenza come i suoi fuoribordo, progettati per massimizzare la longevità, la resistenza, la coppia elevata e le prestazioni efficienti, soddisfino i requisiti chiave per una vasta gamma di applicazioni commerciali. L'attenzione a Speed@Seawork sarà rivolta all'impressionante potenza e ai livelli di efficienza nei consumi leader di mercato del fuoribordo Honda BF350 V8. Sarà esposta una copertura balistica per il motore appositamente progettata, sviluppata in collaborazione con ASL GRP, un produttore specializzato in materiali compositi con sede sull'Isola di Wight.

Andy Partington, European Business Development Manager di Honda Marine Europe, ha dichiarato: “Il settore nautico commerciale è un’area importante e in crescita per Honda Marine, in linea con il passaggio che stiamo osservando nel settore dalle imbarcazioni con motore entrobordo a quelle con motore fuoribordo. Anche il settore della difesa è un’area di interesse fondamentale, con Honda Marine che lavora a stretto contatto con i costruttori di imbarcazioni per sviluppare soluzioni su misura in base alle specifiche esigenze dei clienti. Partiamo da una solida base: i motori Honda Marine si sono affermati come punto di riferimento grazie alla loro reputazione in contesti reali, come ad esempio la Guardia Costiera degli Stati Uniti. Speed@Seawork ci offre una preziosa opportunità per interagire con i clienti nuovi ed esistenti in tutto il settore commerciale europeo, contribuendo a rafforzare i nostri rapporti all'interno di questo mercato chiave.”.

I fuoribordo Honda BF350 e V6 offrono prestazioni potenti e affidabili su un'ampia gamma di moderne imbarcazioni da lavoro, tra cui motovedette e imbarcazioni di supporto.

Sono dotati di una suite di tecnologie esclusive Honda progettate per migliorare affidabilità, prestazioni ed efficienza. Queste includono il Boosted Low Speed Torque (BLAST™), che anticipa la curva di accensione per un'accelerazione in partenza notevolmente migliorata; il Variable Valve Timing & Electronic Control (VTEC®), che fornisce una potenza fluida e reattiva su tutta la gamma di funzionamento ottimizzando al contempo l'efficienza del carburante; e l'ECOmo, che migliora ulteriormente il risparmio di carburante. Inoltre, l'iniezione programmata (PGM-FI) garantisce un avviamento senza sforzo, una risposta immediata dell'acceleratore, prestazioni elevate e un consumo di carburante ridotto, rendendo questi motori una scelta affidabile per applicazioni commerciali esigenti.

La settima edizione di Speed@Seawork riunisce i settori militare, della sicurezza e della nautica commerciale per presentare le ultime innovazioni in materia di progettazione navale, propulsione, navigazione, comunicazioni e sicurezza dell'equipaggio. Con prove in mare dal vivo, presentazioni di esperti e gli ultimi aggiornamenti sul programma navale del Ministero della Difesa britannico (MOD), l'evento di un giorno è organizzato in collaborazione con la Society of Marine Industries (SMI).

www.honda.co.uk/marine

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Apple premia le migliori app del 2026: tutti i vincitori degli Apple Design Awards


Apple ha annunciato i vincitori degli Apple Design Awards 2026, il riconoscimento che premia le migliori app e i migliori giochi dell'ecosistema Apple
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Lo scorso 2 giugno Apple ha annunciato i nomi dei vincitori dell'Apple Design Awards 2026. Si tratta di sviluppatori e sviluppatrici provenienti da tutto il mondo che si sono distinti nella progettazione di app e giochi in termini di innovazione, valore artistico e risultati tecnici raggiunti. Sei le categorie premiate, tra cui Divertimento, Inclusione, Innovazione, Interazione, Impatto Sociale e Immagini, e Grafica, e una rosa di ben 36 finalisti, da cui sono stati tratti i vincitori.

“Le app e i giochi che hanno vinto gli Apple Design Awards di quest’anno sono una testimonianza esemplare di come gli sviluppatori stiano creando esperienze eccezionali - ha detto Susan Prescott di Apple - siamo incredibilmente orgogliosi di celebrare il lavoro di questi team per il loro impegno nell'arricchire la vita delle persone in tutto il mondo.”


Di seguito una breve panoramica di alcune delle app e dei giochi che si sono distinti nelle sei categorie premiate quest’anno:

  • Moonlit: posizione della luna (Interazione) - un'app di monitoraggio lunare e calendario sviluppata da Flipping Hues Srls (Italia) che aiuta appassionati di astronomia, fotografi e amanti dell'outdoor a seguire i cicli lunari, comprendere il posizionamento della luna e pianificare le proprie attività con precisione. Facilissima da usare, l’app integra il design con Liquid Glass e aiuta l’utente a tenere d’occhio il cielo in modo semplice e intuitivo.


Fonte Apple: Moonlit: posizione della luna

  • Pine Hearts (Inclusività) - un gioco emozionante per giocatori e giocatrici di ogni livello che invita a rivivere i ricordi del padre scomparso del protagonista, creando uno spazio di riflessione sul dolore, sulla guarigione e sui momenti preziosi trascorsi con i propri cari.


Fonte Apple: Pine Hearts

  • Blue Prince (Innovazione) - un’avventura che sfida ogni classificazione di genere, un rompicapo in continua evoluzione ambientato in una misteriosa villa, dove chi gioca costruisce e rimodella strategicamente ciò che ha intorno alla ricerca dei segreti più profondi.


Fonte Apple: Blue Prince

  • Is This Seat Taken? (Divertimento) - un modo divertente per cimentarsi in rompicapi complicati e risolverli. Grazie ad uno stile grafico da cartone animato e a situazioni ricche di umorismo, il gioco accompagna le persone tra le piccole stranezze dei viaggi sui mezzi pubblici. Gli elementi interattivi e giocosi aggiungono fascino all’esperienza e invitano a godersi il viaggio senza fretta, un posto alla volta.



  • Guitar Wiz (Inclusione) - un compagno tuttofare per chi ama il mondo della chitarra, pensato per tutti e tutte, da chi è alle prime armi fino a chi fa musica a livello professionale; l'app offre una guida alle performance in tempo reale, strumenti per accordare o per scoprire gli accordi insieme a funzionalità di apprendimento interattivo.



Con gli Apple Design Awards 2026, Apple continua a mettere in evidenza il ruolo centrale che design, accessibilità e innovazione ricoprono nello sviluppo delle applicazioni moderne. I progetti premiati quest'anno offrono uno spaccato delle tendenze che stanno plasmando il futuro del software, dall'intelligenza artificiale alle esperienze immersive, passando per inclusività e sostenibilità digitale. Un riconoscimento che non celebra soltanto l'eccellenza tecnica, ma che rappresenta anche un indicatore delle direzioni verso cui si sta evolvendo l'intero ecosistema delle app, sempre più orientato a creare esperienze intuitive, coinvolgenti e capaci di generare un impatto concreto nella vita quotidiana degli utenti.

m

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump vuole produrre più carbone


L'amministrazione userà il Defense Production Act del 1950 per sostenere tredici centrali esistenti, due nuovi impianti in Alaska e West Virginia e un terminale a Oakland.

Il presidente Donald Trump si prepara a stanziare circa 700 milioni di dollari di fondi federali a sostegno dell'industria del carbone, tra centrali elettriche già attive, due nuovi impianti e un centro di esportazione in California. Lo ha rivelato Bloomberg, citando un funzionario della Casa Bianca che ha chiesto l'anonimato perché il piano non è ancora pubblico. L'annuncio è atteso giovedì pomeriggio nello Studio Ovale, durante un evento intitolato "Sul carbone bello e pulito".

Il pacchetto sarà finanziato in gran parte attraverso il Defense Production Act del 1950, una legge dell'era della guerra di Corea che il presidente Harry Truman aveva usato per aumentare la produzione di acciaio. Sono previsti 425 milioni di dollari per tredici centrali a carbone esistenti, 185 milioni di dollari in finanziamenti separati del dipartimento dell'Energia per costruirne altre due in Alaska e West Virginia e 75 milioni di dollari per il progetto del terminale di esportazione West Gateway a Oakland, in California.

Tra i beneficiari del piano ci sono il già pianificato Oakland Bulk and Oversized Terminal e diverse utility del settore elettrico, tra cui Duke Energy, Hallador Energy, Oklahoma Gas & Electric e almeno una controllata di American Electric Power. Il terminale californiano permetterebbe di spedire fino a 12 milioni di tonnellate di carbone all'anno, in arrivo dal Wyoming, dal Montana e da altri Stati interni dell'ovest americano.

Le centrali che riceveranno fondi dal Defense Production Act si trovano in West Virginia, Kentucky, North Carolina, Indiana, Tennessee, Arkansas, Arizona, Oklahoma, North Dakota e Wisconsin. Il denaro potrebbe servire a finanziare interventi di ammodernamento, ha precisato il funzionario della Casa Bianca. I 185 milioni di dollari del dipartimento dell'Energia andranno invece a costruire i due nuovi impianti, sviluppati da Terra Energy Center Corp. in Alaska e da TerraPurus Inc. a Mount Storm, in West Virginia, e a far ripartire la centrale di AES Warrior Run vicino a Cumberland, in Maryland. Le società mettono fondi propri di pari importo, portando la spesa complessiva a 386 milioni di dollari. Se completati, i due nuovi impianti sarebbero le prime centrali a carbone costruite negli Stati Uniti dal 2013.

L'iniziativa rientra nella strategia di "dominio energetico" che Trump persegue nel suo secondo mandato, basata sulla produzione, sull'uso e sull'esportazione di petrolio, gas e carbone americani. Il dipartimento dell'Energia ha già emesso ordini di emergenza per imporre ad alcune centrali a carbone di continuare a produrre oltre le date di chiusura programmate, sostenendo che il loro funzionamento serve a garantire l'affidabilità della rete elettrica nazionale. Il dipartimento degli Interni ha aperto nuove terre federali alle concessioni minerarie per il carbone in North Dakota, Montana e Wyoming, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ricevuto l'incarico di stipulare contratti per acquistare elettricità prodotta dal carbone destinata alle operazioni militari.

Il presidente ha fatto un uso sempre più ampio del Defense Production Act per portare avanti le sue priorità energetiche, arrivando a invocare la legge anche per far ripartire l'estrazione di petrolio al largo della California. Lo strumento giuridico era stato usato in passato per accelerare la produzione di mascherine durante la pandemia di Covid-19, per sostenere l'installazione di pannelli solari e per ampliare la fornitura di latte in polvere durante una carenza nazionale.

Trump giustifica spesso il rilancio del carbone con la necessità di alimentare il settore dell'intelligenza artificiale, che richiede enormi quantità di energia per far funzionare i data center dedicati al calcolo. Il segretario agli Interni Doug Burgum ha presentato la corsa all'intelligenza artificiale come una questione di sicurezza nazionale e l'elettricità prodotta dal carbone come un ingrediente essenziale per vincerla.

Il carbone, che in passato ha generato oltre la metà dell'elettricità prodotta negli Stati Uniti, è sceso lo scorso anno a circa il 17%, mentre le utility hanno spostato i propri investimenti verso il gas naturale, più economico, e le fonti rinnovabili. Il sostegno federale punta a invertire questa tendenza facendo crescere la domanda di combustibile destinato alla generazione elettrica.

Gli ambientalisti criticano la scelta di destinare denaro pubblico a una fonte fossile che genera emissioni climalteranti, sostenendo che le alternative a zero emissioni siano più convenienti anche dal punto di vista dei costi. Il progetto del terminale californiano è da quasi vent'anni al centro dello scontro con i conservazionisti, che lo accusano di alimentare la domanda mondiale di combustibili fossili e di inquinare le comunità locali con la polvere di carbone trasportata sui treni scoperti diretti al porto. "Sostenere i miliardari del carbone con i soldi dei contribuenti è un altro modo in cui questa amministrazione mette al primo posto gli inquinatori e mette in pericolo tutti gli altri", ha dichiarato Kit Kennedy, direttrice del settore elettricità del Natural Resources Defense Council.

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Valditara: "Nessun ostacolo alla prevenzione sessuale nelle scuole, la normativa non la vieta"


Il ministro chiarisce il tema del consenso informato e accusa l'opposizione di aver diffuso interpretazioni errate
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, interviene nel dibattito sull'educazione alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili nelle scuole, respingendo le interpretazioni secondo cui la recente normativa sul consenso informato impedirebbe lo svolgimento di attività di prevenzione in ambito scolastico.

In un video diffuso sui social, il ministro ha riferito di essere rimasto "sorpreso" dopo aver visionato l'intervento di una professoressa dell'Università di Palermo durante un congresso scientifico. Secondo quanto riportato da Valditara, la docente avrebbe affermato che, a seguito del cosiddetto "decreto Valditara", non sarebbe più possibile svolgere attività di prevenzione sessuale nelle scuole per contrastare le malattie sessualmente trasmissibili senza il consenso dell'intera scolaresca e dei genitori.

Il titolare del dicastero dell'Istruzione ha contestato tale ricostruzione, sostenendo che la normativa in questione non introduce alcun divieto in materia. "Purtroppo non è così, ma non è colpa della professoressa, è colpa delle menzogne che sono state diffuse da alcuni esponenti dell'opposizione", ha dichiarato.


0:00
/1:57

Valditara ha quindi spiegato che la legge sul consenso informato richiamata dalla docente rinvia, per quanto riguarda i contenuti dell'insegnamento, alle Indicazioni nazionali e alle Linee guida per l'educazione civica. Secondo il ministro, proprio nei nuovi documenti elaborati dal ministero è stata introdotta per la prima volta, in maniera esplicita, l'educazione alla prevenzione dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili.

"Proprio nelle nuove Indicazioni nazionali è prevista per la prima volta l'educazione alla prevenzione dei rischi nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili", ha affermato Valditara, aggiungendo che tale previsione non era presente come obbligatoria nelle precedenti Indicazioni nazionali.

Il ministro ha infine ribadito la propria posizione con un appello a contrastare quelle che considera informazioni non corrispondenti al contenuto effettivo della normativa: "Quindi basta menzogne".

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump vuole controllare anche la sua biblioteca presidenziale


Il presidente vuole decidere da solo quali archivi conservare o distruggere e progetta a Miami una biblioteca da un miliardo di dollari fuori dal controllo degli Archivi nazionali.

Il presidente Donald Trump vuole possedere e controllare ogni documento prodotto durante la sua presidenza, decidendo da solo quali conservare, distruggere o rendere pubblici. A riportarlo è il New York Times. La sua futura biblioteca presidenziale, una torre di vetro dorato progettata su un tratto di lungomare donato a Miami, dovrebbe costare un miliardo di dollari, la cifra più alta mai spesa per un'opera di questo tipo, e potrebbe ospitare anche un albergo e punti vendita di merchandising. Eric Trump, figlio del presidente e tra i promotori del progetto, l'ha definita "una testimonianza duratura di un uomo straordinario".

La pretesa di Trump rappresenta una rottura con ottant'anni di tradizione. Da otto decenni le biblioteche presidenziali sono centri di ricerca pubblici gestiti dagli Archivi nazionali (National Archives and Records Administration), l'agenzia che custodisce documenti che per legge appartengono ai cittadini americani. Trump, che al termine del primo mandato fu incriminato per aver nascosto documenti riservati nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, considera invece quegli archivi una sua proprietà personale.

Dopo la vittoria alle elezioni del 2024 le accuse sono cadute. Poiché la politica del dipartimento di Giustizia vieta di processare un presidente in carica, il procuratore speciale Jack Smith ritirò le imputazioni per la cattiva gestione dei documenti classificati e per l'ostruzione ai tentativi del governo di recuperarli. L'anno scorso Trump ha riottenuto il controllo delle migliaia di oggetti che l'FBI gli aveva sequestrato a Mar-a-Lago nel 2022.

Lo scorso aprile Trump e il dipartimento di Giustizia hanno avanzato una rivendicazione legale di ampia portata, secondo cui i documenti appartengono a lui e non al pubblico. Un parere redatto da un fedelissimo del presidente all'interno dell'ufficio legale del dipartimento (Office of Legal Counsel) dichiara incostituzionale il Presidential Records Act del 1978, la legge varata dopo lo scandalo Watergate per imporre la conservazione di tutti i documenti che raccontano l'attività ufficiale dei presidenti. Il parere sostiene che la norma limita "l'indipendenza e l'autonomia costituzionale" del potere esecutivo.

Alcune organizzazioni di vigilanza hanno citato in giudizio la Casa Bianca per chiedere ai tribunali di preservare i documenti per il pubblico. Il 20 maggio il giudice federale John D. Bates ha respinto la posizione di Trump, aprendo la sua sentenza con una frase del romanzo distopico "1984" di George Orwell: "Chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato". La portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha replicato via email che il presidente "è il più trasparente e accessibile della storia" e che, pur rispettando la decisione, presenterà appello. Una battaglia tanto dura per sottrarre allo sguardo pubblico le prove del funzionamento interno di un'amministrazione non si vedeva dai tempi del Watergate, quando il presidente Richard Nixon portò fino alla Corte Suprema la sua lotta per controllare i nastri registrati alla Casa Bianca.

Il modello immaginato da Trump rovescia quello inaugurato nel 1941 da Franklin D. Roosevelt, primo presidente a istituire una biblioteca, nella sua tenuta di Hyde Park, e affidata agli Archivi nazionali. L'agenzia conta circa 2.500 dipendenti e spende 92 milioni di dollari l'anno per gestire le 16 biblioteche presidenziali sotto la sua giurisdizione, conservando e mettendo a disposizione del pubblico i documenti prodotti da tutto il governo federale.

Il precedente a cui la fondazione di Trump si richiama è l'Obama Presidential Center, che aprirà a Chicago il mese prossimo. Si tratta di un edificio da 850 milioni di dollari, soprannominato "Obamalisk", con un campus di quasi otto ettari che ospiterà opere d'arte, una cucina didattica e un campo da basket, ma nessun documento presidenziale. Barack Obama è stato il primo ex presidente a separarsi dagli Archivi nazionali, anche per evitare l'obbligo, triplicato dal Congresso nel 2008, di raccogliere fondi pari al 60 per cento del costo della biblioteca. I suoi documenti, già digitalizzati, restano però accessibili tramite gli Archivi nazionali, conservati in una struttura federale a College Park, nel Maryland. Trump cita questo caso come precedente, ma vuole tenere per sé i documenti e scegliere quali distruggere o condividere.

La fondazione che realizzerà la biblioteca è un ente di beneficenza senza scopo di lucro tra i cui amministratori ci sono il figlio Eric e il genero Michael Boulos. Il progetto sarà finanziato interamente da privati, aziende e organizzazioni. A differenza dei predecessori, che raccoglievano la maggior parte dei fondi dopo aver lasciato la carica, Trump ha avviato la raccolta pochi giorni dopo il secondo insediamento. I primi 63 milioni di dollari sono arrivati da quattro aziende, ABC, Paramount, X e Meta, che avevano versato altrettanti risarcimenti per chiudere le cause intentate da Trump contro di loro dopo la vittoria elettorale.

Il terreno su cui sorgerà l'edificio è oggi un parcheggio del Miami Dade College. Si tratta di un lotto sul lungomare di circa un ettaro, valutato 67 milioni di dollari, donato alla biblioteca dallo Stato della Florida su impulso del governatore Ron DeSantis. Come struttura educativa, la biblioteca sarà esente da circa un milione di dollari l'anno di imposte sugli immobili, anche se Trump ha detto che l'edificio potrebbe "molto probabilmente" ospitare un albergo, la vendita di prodotti a marchio Trump e altre attività a scopo di lucro.

Un video realizzato con l'intelligenza artificiale, diffuso da Eric Trump a marzo, mostrava possibili esposizioni come una scala mobile dorata simile a quella che il presidente percorse per annunciare la candidatura nel 2015 e una statua dorata che lo ritrae con il pugno alzato. La struttura potrebbe in teoria custodire anche il Boeing 747 da 400 milioni di dollari che il Qatar sta regalando a Trump per sostituire l'attuale Air Force One. Secondo la domanda di esenzione fiscale presentata all'agenzia delle entrate, la fondazione curerà esposizioni permanenti e temporanee sulla presidenza di Trump, oltre a conferenze e laboratori per studenti, e conserverà le sue carte, senza alcun ruolo per gli Archivi nazionali. Lauren Harper, della Freedom of the Press Foundation, uno dei gruppi che hanno fatto causa all'amministrazione, ha definito il progetto "un santuario alla storia che lui vuole raccontare" e ha aggiunto: "La chiamerò semplicemente la torre di Miami di Trump, perché non è una biblioteca".

Gli Archivi nazionali sono diventati un bersaglio della rappresaglia del presidente, dato che fu proprio la loro richiesta di restituire i documenti portati in Florida a innescare il procedimento penale a suo carico. Appena tornato in carica Trump ha licenziato la capo archivista Colleen Shogan e ha messo a capo dell'agenzia il segretario di Stato Marco Rubio, che a febbraio ha delegato il controllo al suo consigliere James Byron. Byron, 33 anni, si era messo in aspettativa dal ruolo di amministratore delegato della Nixon Foundation, da anni in conflitto con gli Archivi per una mostra sul Watergate giudicata troppo critica verso Nixon. Nel maggio 2025 Byron ha scritto alle fondazioni presidenziali private per sollecitare proposte sull'assunzione di funzioni finora svolte dal governo, secondo una email ottenuta dal New York Times. Almeno quattro fondazioni, quelle di Nixon, Ronald Reagan, Jimmy Carter e John F. Kennedy, si sono dette interessate a gestire vendita dei biglietti, spazi per eventi e programmi educativi.

Jason R. Baron, ex direttore del contenzioso degli Archivi nazionali, ha avvertito che se Trump avrà la meglio potrà cercare di bloccare future indagini che richiedano i suoi documenti, rivendicandone la proprietà personale. In quel caso, ha detto, "non c'è alcuna garanzia che quei documenti vengano mai resi accessibili al pubblico".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Roma, accoltella il vicino durante una lite condominiale: arrestato colombiano


Casal del Marmo sotto shock: un cinquantaquattrenne ucciso sul terrazzo di casa da un fendente al collo. Indagano le forze dell'ordine

È stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario il giovane di 18 anni, di origini colombiane, ritenuto responsabile della morte di un vicino di casa di 54 anni, avvenuta in un condominio di via Villastellone, nella zona di Casal del Marmo, alla periferia ovest della Capitale.

Secondo quanto riferito da Adnkronos, il provvedimento di arresto è scattato al termine dei primi accertamenti svolti dagli investigatori, che hanno raccolto elementi ritenuti sufficienti per contestare al ragazzo il reato di omicidio volontario. Le indagini sono coordinate dall'autorità giudiziaria competente e proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti.

Stando alle prime ricostruzioni, il delitto sarebbe maturato al culmine di una lite legata a questioni condominiali. Durante il confronto tra i due vicini, il 18enne avrebbe colpito l'uomo con un fendente al collo, provocandone la morte. La vittima è stata rinvenuta sul terrazzo del primo piano dello stabile.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Aurelio e il personale sanitario del 118. I soccorritori hanno tentato di prestare assistenza all'uomo, ma non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. L'area è stata immediatamente delimitata per consentire gli accertamenti tecnici e scientifici necessari alla ricostruzione dell'accaduto.

Lo stabile è stato posto sotto sequestro dagli investigatori, che hanno effettuato rilievi e raccolto testimonianze utili all'inchiesta. Gli agenti hanno inoltre proceduto all'acquisizione di eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona e all'ascolto delle persone informate sui fatti.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gli Stati Uniti hanno perso quattro milioni di turisti stranieri nel 2025


Il calo del 5,5% è il peggiore in vent'anni, pandemia esclusa. A pesare sono in particolare le politiche e la retorica di Trump, con i canadesi in prima linea tra chi rinuncia al viaggio nel Paese vicino.

Nel 2025 gli Stati Uniti hanno accolto quattro milioni di visitatori stranieri in meno rispetto all'anno precedente. È il primo vero calo su base annua dalla pandemia di Covid-19, e la flessione è stata persino più marcata di quella registrata durante la recessione globale del 2008. Questa volta, però, a pesare non sono stati né un'emergenza sanitaria né un crollo dei mercati, ma una combinazione di scelte politiche, retorica ostile e ostacoli amministrativi.

I dati completi dell'anno indicano una contrazione del 5,5% del turismo internazionale, la peggiore in due decenni con la sola eccezione del 2020. Chi è arrivato negli Stati Uniti ha speso di più a testa, ma il calo degli arrivi ha comunque ridotto la spesa complessiva di 8,4 miliardi di dollari rispetto all'anno precedente, secondo il World Travel and Tourism Council. La società di analisi Tourism Economics stima un danno ancora più ampio: fino a 25 miliardi di dollari in meno rispetto a quanto il settore avrebbe generato se avesse continuato a crescere come previsto.

Il declino americano è un'anomalia. Nel 2025 ottanta milioni di persone in più hanno viaggiato all'estero rispetto all'anno precedente, ma hanno scelto altre destinazioni, ha scritto il World Travel and Tourism Council nel suo comunicato di aprile. A trascinare il calo sono stati soprattutto i canadesi. Le presenze sono diminuite anche da Germania, India, Francia, Cile, Australia e Cina, ma la parte più consistente della flessione arriva dai vicini canadesi che hanno smesso di attraversare il confine. In controtendenza il Messico, con un milione di visitatori in più rispetto al 2024.

Stati Uniti · Turismo internazionale 2025

Il mondo viaggia di più, ma evita l'America


Nel 2025 gli arrivi internazionali negli Stati Uniti sono calati del 5,5%: quattro milioni di visitatori in meno e la prima vera flessione dalla pandemia. A trainare il crollo sono stati soprattutto i canadesi.

National Travel and Tourism Office World Travel and Tourism Council · Tourism Economics

Nel mondo
+80mln

vs

Negli Stati Uniti
−4mln

Viaggiatori internazionali in più nel 2025
Visitatori stranieri in meno rispetto al 2024

Mentre il turismo globale cresce come mai prima, gli Stati Uniti segnano un −5,5%: il calo peggiore in vent'anni, esclusa la pandemia.

Esplora i dati
1L'anomalia 2I Paesi 3Il conto 4Le cause

La prima inversione dal 2020

Dopo quattro anni di recupero, gli arrivi di turisti negli Stati Uniti tornano a scendere


Visitatori internazionali negli Stati Uniti, in milioni. Il crollo della pandemia, la lenta risalita e poi la frenata del 2025: la flessione è più profonda di quella della recessione del 2008.

79,4

19,2

22,1

50,9

66,5

72,3

−5,5%
68,3

2019
2020
2021
2022
2023
2024
2025

Milioni di visitatori internazionali · Fonte: National Travel and Tourism Office

È la prima flessione su base annua dalla pandemia e la peggiore in due decenni, con la sola eccezione del 2020. Stavolta, però, non c'è stata né un'emergenza sanitaria né un crollo dei mercati.

Chi ha smesso di arrivare

Quasi tutto il calo netto ha un solo nome: Canada


Variazione degli arrivi negli Stati Uniti nel 2025 rispetto al 2024, tra i principali Paesi di provenienza.

−4 mln
I visitatori canadesi in meno: da soli spiegano in pratica l'intera flessione. Secondo i dati di telefonia mobile di Cuebiq, nelle grandi città americane il calo arriva fino al 42%.

In calo In crescita

Canada

−20,9%

Germania

−11,3%

Messico

+6,4%

Argentina

+14,9%

Israele

+15,6%

In calo anche Francia, India, Australia, Cile e Cina. Il Messico è l'unica grande controtendenza, con circa un milione di visitatori in più. Tra i Paesi del Golfo e i mercati emergenti, invece, gli arrivi crescono.

Il prezzo del disincanto

Un buco di miliardi di dollari in un settore che era in attivo


Chi è arrivato ha speso di più a testa, ma il calo degli arrivi ha comunque ridotto la spesa complessiva. E ha capovolto la bilancia.

Il paradosso del 2025

Per la prima volta gli americani spendono di più viaggiando all'estero di quanto i turisti stranieri spendano negli Stati Uniti.

−8,4 mld $
Spesa dei turisti stranieri persa in un anno (World Travel and Tourism Council)

−25 mld $
Fino a tanto il mancato giro d'affari rispetto alla crescita attesa (Tourism Economics)

92% → 89%
L'occupazione delle camere degli alberghi a Walt Disney World, in Florida

Florida
Lo Stato che ha pagato la quota più pesante della perdita di turisti

Un Paese a un bivio

Non un'emergenza, ma una somma di scelte

Eravamo un Paese che gli altri volevano imitare. Quella narrazione non esiste più.
Juliette Kayyem · Harvard Kennedy School, analista CNN
Cosa ha pesato

Retorica e immagine
Il soft power americano si indebolisce: dall'estero si percepisce un Paese più ostile.

Tassa sui visti
L'incertezza su una tassa da 250 dollari, proposta ma non ancora in vigore.

Tagli a Brand USA
Tolti i fondi all'unica agenzia che promuove il turismo americano all'estero.

Guerra in Iran
Lo spazio aereo chiuso in Medio Oriente complica i voli: gli arrivi dall'India attesi a oltre −4%.

Cosa aspettarsi

2029
L'anno in cui gli arrivi torneranno ai livelli precedenti alla pandemia

≈1 mln
Visitatori attesi per i Mondiali: la FIFA sperava in 100 Super Bowl, saranno circa 10

Fonti National Travel and Tourism Office (ITA), World Travel and Tourism Council, Tourism Economics, Cuebiq, CNN. Dati 2025 sugli arrivi internazionali; i visitatori sono definiti come pernottanti con visto qualificato, per Paese di residenza.

Retorica politica, visti e dazi: il costo del disincanto


Dietro la disaffezione ci sono in particolare la retorica e le politiche del presidente Trump. Juliette Kayyem, direttrice dell'Homeland Security Project alla Harvard Kennedy School e analista senior della CNN per la sicurezza nazionale, ha spiegato che la forza diplomatica degli Stati Uniti, il cosiddetto soft power, si sta indebolendo. "Eravamo un Paese che gli altri volevano imitare. Quella narrazione non esiste più", ha dichiarato. Secondo Kayyem, chi guarda oggi gli Stati Uniti dall'estero vede "un governo disfunzionale, i raid dell'ICE, americani uccisi, criminalità ovunque". Il danno di lungo periodo, ha aggiunto, è che il mondo finirà per conoscere l'America solo come "una democrazia che vacilla".

A pesare ci sono però anche ostacoli concreti: l'incertezza su una proposta tassa da 250 dollari sui visti, l'aumento dei prezzi del carburante per aerei legato alla guerra in Iran e il taglio dei fondi a Brand USA, l'unica organizzazione americana incaricata di promuovere il turismo verso il pubblico straniero. Alla Camera e al Senato sono stati presentati progetti di legge per ripristinare i finanziamenti, ma nessuno dei due è avanzato. Adam Sacks, presidente di Tourism Economics, ha definito tasse d'ingresso e guerre dei dazi misure che sembrano produrre entrate sulla carta, ma che alla fine rischiano di costare molto di più.

La confusione è diventata tale che Brand USA ha lanciato una campagna per ricostruire la fiducia dei viaggiatori, chiarendo per esempio che la tassa sui visti non è ancora in vigore e che la proposta dell'Amministrazione Trump di raccogliere cinque anni di cronologia social da alcuni visitatori non è una norma in vigore.

A pagare il prezzo sono soprattutto alcune destinazioni. La Florida ha registrato la quota più pesante della perdita complessiva di turisti stranieri, ha detto Sacks. Anche Walt Disney World, che si trova vicino a Orlando nel cuore dello Stato, ne ha risentito. Nell'ultima presentazione dei conti trimestrali, i dirigenti hanno riferito un calo dell'1% delle presenze nei parchi americani, dovuto in parte alla debolezza delle visite dall'estero, e un'occupazione degli alberghi scesa dal 92% all'89%.

Mondiali in arrivo, ma la ripresa resta fragile


Qualche segnale di recupero esiste. I viaggi dei canadesi verso gli Stati Uniti in automobile sono cresciuti del 5,8% ad aprile rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il primo aumento in oltre un anno, mentre gli spostamenti in aereo restano in calo, secondo Statistics Canada. La ripresa, però, resta lenta. I viaggi dall'estero, esclusi Canada e Messico, sono scesi di un ulteriore 4,3% fino ad aprile, ha indicato Sacks, e la guerra in Iran ha frenato il recupero. Volare dall'India agli Stati Uniti, per esempio, è diventato molto più difficile a causa delle limitazioni allo spazio aereo in Medio Oriente, tanto che i visitatori indiani sono attesi in calo di oltre il 4%.

Sacks ha sottolineato un paradosso: l'obiettivo dichiarato di Washington è migliorare la bilancia commerciale, ma l'unico settore in cui storicamente gli Stati Uniti sono stati in attivo è proprio quello dei viaggi. Dal 2025 non è più così: oggi gli americani spendono di più viaggiando all'estero di quanto i visitatori stranieri spendano negli Stati Uniti. Secondo le proiezioni del National Travel and Tourism Office, gli arrivi internazionali non torneranno ai livelli precedenti alla pandemia prima del 2029, un decennio dopo.

Un sostegno potrebbe arrivare sicuramente dai Mondiali di calcio, che quest'anno dovrebbero portare circa un milione di visitatori. Sacks ha però precisato che la FIFA si aspettava un afflusso pari a cento Super Bowl, mentre il risultato sarà più vicino a dieci: troppo poco per compensare le perdite del 2025. Per uscirne, ha concluso, servono pieni fondi a Brand USA, toni più morbidi verso gli alleati e la capacità di rimuovere gli ostacoli che il Paese si è creato da solo.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

HUAWEI WATCH FIT 5 Series: 5 modi per usare lo smartwatch in modo più consapevole


Per anni abbiamo associato gli smartwatch quasi esclusivamente a passi, calorie bruciate, battito cardiaco e allenamenti. Tutto utile, certo, ma oggi il concetto di benessere sta cambiando. Non basta più sapere quanto ci siamo mossi durante la giornata: vogliamo capire come stiamo davvero, quanto recuperiamo, quanto siamo stressati e quanta energia reale abbiamo a disposizione.

È proprio da questa nuova visione che parte HUAWEI WATCH FIT 5 Series, la nuova generazione di smartwatch pensata per andare oltre il classico fitness tracking. In occasione del lancio, la ricerca The Wellbeing Flow realizzata da Doxa Ipsos mette in evidenza un dato molto interessante: gli italiani non vogliono più monitorare solo parametri fisici, ma anche aspetti più personali e quotidiani come brain fog, stress, energia sociale, recupero notturno e stabilità emotiva.

In questo scenario, HUAWEI WATCH FIT 5 e HUAWEI WATCH FIT 5 Pro diventano strumenti utili non solo per allenarsi meglio, ma anche per ascoltare il proprio corpo con più attenzione. Un piccolo dispositivo al polso che, se usato nel modo giusto, può aiutare a costruire una routine più equilibrata e meno ossessiva.

Dal fitness al benessere: cosa cambia davvero


La differenza principale rispetto al passato è nel modo in cui interpretiamo i dati. Contare i passi può essere motivante, ma non racconta tutto. Una giornata con tanti passi può comunque lasciarci svuotati, mentre un giorno meno attivo può essere stato fondamentale per recuperare energie.

Il punto non è più “fare di più”, ma capire meglio come stiamo. Ed è qui che entra in gioco la tecnologia wearable più evoluta. HUAWEI WATCH FIT 5 Series raccoglie informazioni su sonno, stress, attività fisica, frequenza cardiaca, SpO₂ e benessere emotivo, trasformandole in indicazioni più facili da leggere nella vita quotidiana.

Non si tratta di sostituire l’ascolto personale con un algoritmo, ma di avere un supporto in più. Un modo per notare quei segnali che spesso ignoriamo, soprattutto quando siamo presi da lavoro, studio, famiglia, notifiche e mille impegni.

1. Combattere la brain fog con piccole pause intelligenti


La cosiddetta brain fog, quella sensazione di nebbia mentale che rende più difficile concentrarsi, è diventata uno dei segnali più riconoscibili del benessere moderno. Capita quando siamo stanchi, sovraccarichi, troppo esposti agli schermi o semplicemente quando non ci concediamo pause vere.

Secondo la ricerca citata da Huawei, il 29% della Gen Z considera la difficoltà di concentrazione un aspetto prioritario da monitorare. È un dato che racconta bene quanto il benessere mentale sia ormai entrato nella quotidianità, soprattutto tra chi vive costantemente connesso.

Con HUAWEI WATCH FIT 5 Series, il monitoraggio dello stress in tempo reale può aiutare a capire quando è il momento di fermarsi. La funzione dei mini-workout guidati permette di fare piccoli esercizi di stretching o respirazione in pochi minuti, senza bisogno di palestra o attrezzatura. È il concetto di wellness snacking: micro-pause brevi, ma più consapevoli, utili per alleggerire la giornata e ritrovare lucidità.

Il vantaggio è che non serve stravolgere la propria routine. Anche una pausa di pochi minuti, se fatta nel momento giusto, può diventare un modo semplice per ricaricare mente e corpo.

2. Gestire la batteria sociale senza sensi di colpa


Non tutta la stanchezza arriva dallo sport o dal lavoro fisico. A volte ci sentiamo scarichi dopo una giornata piena di conversazioni, riunioni, messaggi, incontri e interazioni continue. È quella che sempre più spesso viene definita batteria sociale.

Per i Millennials questo tema è particolarmente sentito: il 19% dichiara di voler gestire meglio il proprio equilibrio tra socialità e recupero personale. In pratica, non si tratta di evitare gli altri, ma di capire quando abbiamo bisogno di rallentare e tornare un po’ a noi stessi.

In questo senso, HUAWEI WATCH FIT 5 può diventare una specie di consulente energetico personale. Combinando dati su qualità del sonno, stress e attività fisica, lo smartwatch offre una panoramica più chiara dello stato generale della giornata. Se il sonno è stato poco riposante, lo stress è alto e il corpo non ha ancora recuperato, forse non è il momento ideale per aggiungere altri impegni.

È un approccio più maturo alla tecnologia: non usare lo smartwatch per forzarsi a fare sempre di più, ma per capire quando è più intelligente fare un passo indietro.

3. Trasformare il sonno in vero recupero


Dormire tanto non significa per forza dormire bene. Lo sappiamo tutti: ci sono mattine in cui ci svegliamo dopo otto ore di sonno e ci sentiamo comunque stanchi. Per questo la qualità del recupero notturno è diventata uno dei parametri più importanti per il benessere quotidiano.

La ricerca evidenzia che il 31% degli italiani considera il recupero notturno una metrica rilevante. Non basta più guardare solo il numero di ore dormite: contano le fasi del sonno, la continuità del riposo e la stabilità dei parametri vitali durante la notte.

HUAWEI WATCH FIT 5 Series integra il monitoraggio avanzato del sonno tramite HUAWEI TruSleep™, analizzando le diverse fasi del riposo, tra sonno leggero, sonno profondo e fase REM. Questi dati possono aiutare a individuare abitudini che disturbano il recupero, come andare a letto troppo tardi, usare lo smartphone fino all’ultimo minuto o mantenere una routine serale poco rilassante.

L’obiettivo non è diventare ossessionati dai grafici del sonno, ma usarli come indicazione pratica. Se per più giorni il recupero risulta scarso, può essere il momento di intervenire con piccoli cambiamenti: meno schermi la sera, orari più regolari, contenuti rilassanti nell’app HUAWEI Health e una gestione più attenta dello stress.

4. Creare un diario emotivo digitale


Uno degli aspetti più interessanti di HUAWEI WATCH FIT 5 Series è l’attenzione al benessere emotivo. Secondo i dati condivisi da Huawei, il 41% degli italiani considera la stabilità emotiva una priorità. È un numero importante, perché dimostra quanto il concetto di salute sia ormai molto più ampio rispetto al semplice allenamento.

Lo smartwatch permette di registrare e monitorare fino a 12 stati emotivi differenti durante la giornata. In questo modo diventa possibile osservare come cambia il proprio umore in base ai momenti, alle attività, alle persone o alle situazioni vissute.

Questa funzione può trasformarsi in un piccolo diario emotivo digitale. Non serve usarla in modo rigido, ma può essere utile per riconoscere alcuni schemi: quando ci sentiamo più tranquilli, quali momenti aumentano lo stress, quali abitudini ci fanno stare meglio e quali invece ci prosciugano.

La tecnologia, in questo caso, non dà risposte definitive, ma aiuta a farsi domande migliori. Ed è proprio questo il punto: diventare più consapevoli di ciò che ci fa bene e di ciò che, invece, andrebbe gestito con più attenzione.

5. Capire la differenza tra attività fisica ed energia reale


Essere sempre attivi non vuol dire necessariamente essere pieni di energia. A volte ci alleniamo, lavoriamo, facciamo commissioni e arriviamo a fine giornata completamente svuotati. Il corpo si muove, ma non sempre sta recuperando nel modo giusto.

Per il 39% degli italiani è importante distinguere la vitalità autentica da una semplice “modalità sopravvivenza”. Ed è un punto molto interessante, perché cambia il modo in cui guardiamo allo sport e al movimento.

Con oltre 100 modalità sportive, HUAWEI WATCH FIT 5 Series permette di monitorare tantissime attività, ma il valore non sta solo nel registrare l’allenamento. Le metriche più evolute, come il carico di allenamento e la stima dei tempi di recupero, aiutano a capire se una sessione è stata produttiva oppure troppo pesante rispetto allo stato fisico del momento.

Questo è utile sia per chi si allena con costanza, sia per chi vuole semplicemente muoversi meglio. Sapere quando spingere e quando rallentare può evitare sovraccarichi inutili e rendere la routine più sostenibile nel tempo.

HUAWEI WATCH FIT 5 e WATCH FIT 5 Pro: due versioni per esigenze diverse


La nuova serie è composta da HUAWEI WATCH FIT 5 e HUAWEI WATCH FIT 5 Pro, due modelli pensati per adattarsi a stili di vita diversi. Entrambi puntano su un’esperienza leggera, completa e facile da usare, con funzioni dedicate a sport, salute, sonno, stress e vita quotidiana.

Uno dei punti forti è il display AMOLED, ampio e luminoso. La versione Pro arriva fino a 3000 nit, un valore molto interessante per chi usa lo smartwatch anche all’aperto, sotto il sole o durante l’attività sportiva. L’autonomia arriva fino a 10 giorni, così il monitoraggio può restare attivo senza l’ansia della ricarica continua.

Da segnalare anche la compatibilità con dispositivi iOS e Android, un aspetto importante per chi non vuole rimanere vincolato a un solo ecosistema. È una scelta che rende la serie più flessibile e adatta a un pubblico ampio, soprattutto per chi cerca uno smartwatch completo ma non troppo complicato.

Prezzo, disponibilità e promo di lancio


HUAWEI WATCH FIT 5 Series è disponibile in Italia a partire da 199,00 euro su Huawei Store e presso i principali negozi di elettronica di consumo.

In occasione del lancio, Huawei propone anche uno sconto immediato sia online sia in negozio. Per le versioni Pro è previsto uno sconto di 50 euro, mentre per le versioni Standard lo sconto è di 40 euro.

Per gli acquisti online su Huawei Store è necessario inserire il codice AFIT5PROLANC per ottenere 50 euro di sconto sui modelli Pro, oppure il codice AFIT5LANCIO per ricevere 40 euro di sconto sui modelli Standard. L’offerta è valida fino al 30 giugno 2026.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Vaticano, svolta storica ai media: Montserrat Alvarado è la nuova guida della comunicazione


Per la prima volta una donna laica al vertice del Dicastero. La manager di EWTN subentra a Ruffini dal prossimo primo novembre

Cambio al vertice della comunicazione della Santa Sede. Papa Leone XIV ha nominato la giornalista Maria Montserrat Alvarado nuovo Prefetto del Dicastero per la Comunicazione, ponendo fine al mandato di Paolo Ruffini, alla guida dell’organismo dal 2018. L’incarico sarà assunto ufficialmente il prossimo 1° novembre, secondo quanto comunicato dal bollettino della Sala Stampa della Santa Sede.

La notizia, riportata da Il Fatto Quotidiano, segna uno dei primi interventi di rilievo del nuovo Pontefice nell’ambito dell’organizzazione della Curia romana e introduce una significativa novità nella governance della comunicazione vaticana: per la prima volta il dicastero viene affidato a una donna laica con una consolidata esperienza internazionale nel settore dei media cattolici.

Conosciuta professionalmente come Montse Alvarado, la nuova prefetta è nata a Città del Messico e ha acquisito la cittadinanza statunitense nel 2008. Dal 2023 ricopre il ruolo di presidente e Chief Operating Officer di EWTN News, la divisione informativa dell’Eternal Word Television Network, considerata la più grande rete mediatica cattolica del mondo. Nel suo attuale incarico coordina piattaforme editoriali attive in sette lingue attraverso televisione, radio, stampa, canali digitali e social media.

La sua formazione accademica si è sviluppata negli Stati Uniti. Alvarado ha conseguito un Bachelor of Arts presso la Florida International University e un master alla George Washington University, specializzandosi in political management e scienze politiche. Prima dell’esperienza in EWTN, dal 2009 al 2023 ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità all’interno del Becket Fund for Religious Liberty, organizzazione impegnata nella tutela della libertà religiosa.

La nomina rappresenta un passaggio significativo per il Dicastero per la Comunicazione, l’organismo creato da Papa Francesco nell’ambito della riforma della Curia con l’obiettivo di unificare e coordinare tutte le attività comunicative della Santa Sede. Sotto la sua competenza ricadono realtà centrali dell’informazione vaticana come l’Osservatore Romano, Radio Vaticana, Vatican News, il Centro Televisivo Vaticano, la Tipografia Vaticana e la Sala Stampa della Santa Sede.

L’avvicendamento segna anche una discontinuità rispetto alla precedente gestione. Paolo Ruffini, primo prefetto laico nella storia del dicastero, era stato nominato da Papa Francesco il 5 luglio 2018 dopo una lunga carriera nel giornalismo e nella comunicazione, maturata tra i quotidiani Il Mattino e Il Messaggero, la Rai e successivamente TV2000, emittente della Conferenza Episcopale Italiana.

La scelta di Leone XIV appare orientata verso una maggiore internazionalizzazione della struttura comunicativa vaticana. Con Alvarado, infatti, la guida del dicastero passa da una figura cresciuta prevalentemente nel contesto dell’informazione istituzionale italiana a una professionista con una consolidata esperienza nel panorama mediatico cattolico nordamericano e una rete di relazioni sviluppata su scala globale.

Negli ultimi anni non sono mancati dibattiti e osservazioni sulla gestione del Dicastero per la Comunicazione. Alcune testate specializzate hanno riportato indiscrezioni relative a criticità organizzative interne e a episodi legati alla gestione della comunicazione istituzionale. Tali ricostruzioni non hanno tuttavia trovato conferme ufficiali da parte della Santa Sede.

Nel frattempo, l’Associazione dei Dipendenti Laici Vaticani ha rivolto un messaggio di benvenuto alla nuova prefetta, esprimendo apprezzamento per il suo profilo professionale e per la dimensione internazionale della sua esperienza. Nella nota l’associazione ha inoltre richiamato l’attenzione sulle questioni legate al personale, auspicando un confronto costruttivo sulle criticità che interessano il settore. Contestualmente è stato rivolto un ringraziamento a Paolo Ruffini per il contributo fornito durante gli anni di guida del dicastero.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Omosessualità "senza posto in America": i repubblicani contro il Pride


All'inizio del Pride Month 2026, il deputato Andy Ogles attacca gli americani LGBTQ affermando che non c'è posto per loro in America oggi. Intanto tre governatori repubblicani sostituiscono la ricorrenza con osservanze alternative.

Il Mese del Pride 2026 si è aperto negli Stati Uniti con una serie di attacchi repubblicani alla comunità LGBTQ, tra attacchi espliciti e ricorrenze alternative proclamate al posto delle celebrazioni di giugno. Il caso più clamoroso riguarda sicuramente Andy Ogles, deputato repubblicano del Tennessee, che martedì ha pubblicato un messaggio anti Pride affermando senza mezzi termini:

"L'omosessualità non ha posto in America".


Subito dopo ha aggiunto: "Happy Nuclear Family Month", richiamando la decisione del Tennessee, il suo Stato di provenienza, di proclamare giugno mese della famiglia tradizionale, definita come l'unione tra un marito e una moglie. Il post di Ogles ha provocato critiche persino dentro il Partito Repubblicano ed in serata lo stesso deputato lo ha cancellato, attribuendolo a un collaboratore e definendolo "stupido".

Il deputato repubblicano Mike Lawler gli aveva risposto che l'omosessualità esiste in America e che gli americani gay e lesbiche non sono per questo meno degni degli altri. Anche l'ex deputato repubblicano George Santos, dichiaratamente gay, si è detto rattristato dal commento.

Un deputato già al centro di precedenti polemiche


Non è la prima uscita controversa di Ogles. All'inizio di marzo aveva scritto un messaggio simile contro i musulmani americani, sostenendo che non appartenessero alla società statunitense e che il pluralismo religioso fosse una menzogna. Già nel marzo 2025 deputati democratici e repubblicani si erano ìuniti per condannarlo dopo che aveva affisso davanti al suo ufficio a Capitol Hill manifesti con la scritta "Wanted" contro alcuni giudici federali che si erano opposti a Trump.

La sua nuova controversia ha avuto eco anche sui media. La corrispondente dal Congresso del New York Times Annie Karni lo ha definito una dichiarazione estrema persino per gli standard dei repubblicani degli Stati più conservatori. Dave Weigel di Semafor ha rilanciato il post accostandolo alla foto del Segretario al Tesoro Scott Bessent, dichiaratamente gay.

Le ricorrenze alternative dei governatori repubblicani


Intanto, la governatrice repubblicana dell'Arkansas Sarah Huckabee Sanders ha proclamato giugno 2026 come il "Fidelity Month", il mese della fedeltà, senza chiarire se la scelta volesse contrapporsi direttamente al Pride. In un'intervista al Daily Wire ha spiegato che in Arkansas giugno sarà un mese dedicato alla fedeltà alla famiglia, al Paese e a Dio. La proclamazione, tutta incentrata sui valori cristiani, ha incassato il plauso di Robert P. George, professore della Princeton University che ha ideato per la prima volta il "Fidelity Month" nel 2023.

Sanders non è stata l'unica governatrice repubblicana a evitare il riconoscimento del Mese del Pride. Anche la governatrice dell'Alabama Kay Ivey ha proclamato giugno come il "Strong Families Month", vale a dire il mese delle famiglie forti, a difesa delle famiglie guidate da un padre e una madre. Sulla stessa linea, anche il governatore dello Utah Spencer Cox ha aderito al "Fidelity Month", dedicando il mese di giugno ai valori della comunità senza mai nominare le persone LGBTQ.

Il Mese del Pride è stato riconosciuto a livello federale per la prima volta nel 1999 dall'allora presidente Bill Clinton, in precedenza governatore proprio dell'Arkansas. La scelta di giugno richiama i moti di Stonewall del 1969 nel Greenwich Village di New York, considerati l'evento che diede avvio al moderno movimento per i diritti LGBTQ negli Stati Uniti.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump non riprenderà la guerra con l'Iran se non moriranno soldati americani


Il presidente ha detto in privato ai collaboratori che romperebbe il cessate il fuoco solo se Teheran uccidesse militari statunitensi, mentre proseguono gli scontri sullo Stretto di Hormuz

Il presidente Donald Trump ha confidato ai suoi collaboratori che romperebbe il cessate il fuoco con l'Iran soltanto in un caso: se Teheran uccidesse soldati americani. Lo hanno riferito funzionari statunitensi al Wall Street Journal, che ha rivelato la notizia in esclusiva. Trump continua a sostenere che la pausa negli attacchi aerei, in vigore da settimane, resti valida nonostante il susseguirsi di scontri violenti negli ultimi giorni.

La sua riluttanza a riaccendere il conflitto suggerisce che il presidente sia disposto a sopportare questo tipo di episodi ancora per settimane, forse mesi, pur di evitare una guerra più vasta in Medio Oriente. Questa settimana Stati Uniti e Iran si sono scontrati nei combattimenti più intensi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, all'inizio di aprile. Teheran ha lanciato missili e droni contro basi americane nella regione e contro l'aeroporto internazionale del Kuwait. Gli attacchi hanno causato almeno una vittima e diversi feriti.

Lo scontro in corso per il controllo dello Stretto di Hormuz ha già provocato gravi ripercussioni sui mercati energetici globali e sul trasporto marittimo internazionale. L'Iran sta limitando il libero flusso degli scambi nella via d'acqua strategica, mentre gli Stati Uniti hanno imposto un severo blocco navale da e verso i porti iraniani.

La linea di Rubio: "Rispondiamo, non riapriamo la guerra"


Il Segretario di Stato Marco Rubio ha descritto gli scontri reciproci come azioni difensive, non come l'inizio di una nuova guerra su vasta scala. "Avvengono in risposta a un'azione iraniana", ha detto ieri durante un'audizione alla Camera dei Rappresentanti. "Se non aprono il fuoco contro quelle navi, noi non apriamo il fuoco, ma risponderemo soltanto se attaccati".

Secondo i funzionari statunitensi, però, la ripetizione degli attacchi ha aumentato la pressione su Trump e alimentato i dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco nel lungo periodo. Il presidente ha ripetuto più volte, prima di essere smentito dai fatti, di essere arrivato vicino a un accordo per porre fine alla guerra che, almeno nelle sue intenzioni, permetterebbe di riaprire lo Stretto di Hormuz, smantellare il programma nucleare iraniano ed eliminare le scorte di uranio arricchito ancora presenti nel Paese.

Trump sostiene comunque di non avere fretta di chiudere l'accordo. In un'intervista al New York Post pubblicata ieri, ha detto che è improbabile, anche se non impossibile, che il blocco navale statunitense duri fino al Labor Day, la festa del lavoro americana che cade all'inizio di settembre. Allo stesso tempo, il presidente è intervenuto fortemente per spingere il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a sospendere una pianificata offensiva militare in Libano, dopo che l'operazione aveva messo a rischio i progressi diplomatici.

Trump e i suoi collaboratori avevano inizialmente promesso che il conflitto, iniziato il 28 febbraio, non sarebbe durato più di sei settimane. L'obiettivo dichiarato era eliminare la minaccia nucleare e missilistica di Teheran. "In quella parte del mondo, il cessate il fuoco è quando spari in modo più moderato", ha spiegato ieri Trump ai giornalisti nello Studio Ovale, sostenendo ancora una volta che la situazione è sotto controllo e che i negoziati di pace con l'Iran stiano andando avanti. "Bisogna essere in due per ballare il tango. Li abbiamo colpiti molto duramente su qualcos'altro e così hanno risposto", ha aggiunto.

Il nodo dell'accordo e il ruolo di Israele


Da diverse settimane Trump e il suo team stanno lavorando a un memorandum d'intesa con l'Iran, che dovrebbe delineare gli obiettivi del negoziato e consentire la proroga del cessate il fuoco per circa sessanta giorni per raggiungere un accordo finale. Venerdì scorso il presidente ha respinto l'ultima proposta iraniana, spiegando ai suoi collaboratori che Teheran deve fare concessioni serie subito, non diluite nel tempo, e che non deve ricevere alcun beneficio finché non lo avrà fatto. L'Iran ha replicato che negozierà sul proprio programma nucleare solo dopo che gli Stati Uniti avranno sbloccato i suoi beni o concesso altro dal punto di vista finanziario.

Teheran chiede anche la fine dei combattimenti in corso tra Israele e Hezbollah, suo alleato in Libano. E' stato per questo motivo che Trump ha preteso con forza che Netanyahu annullasse gli attacchi pianificati su Beirut. Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito ieri che eventuali raid israeliani sulla capitale libanese riporterebbero la regione alla guerra totale, legando così la sorte del fronte libanese al futuro del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

L'intensificarsi dei combattimenti degli ultimi giorni rende però ancora più acuto il dilemma diplomatico di Trump: firmare un'intesa con l'Iran molto al di sotto dei suoi obiettivi iniziali, oppure continuare a negoziare a oltranza, intervallando i colloqui con le minacce, per ottenere condizioni che difficilmente sembra essere in grado di imporre. "Sembra davvero bloccato", ha detto Steven Cook, esperto di Medio Oriente del Council on Foreign Relations. "Gli iraniani stanno dimostrando di essere disposti a sopportare il dolore e non cedere. Questo lascia il presidente in una brutta situazione".

Secondo diversi analisti, a questo punto la guerra potrebbe finire rapidamente solo se Trump accettasse un'intesa vaga, con cui l'Iran si impegnerebbe formalmente a non sviluppare armi nucleari e a discutere in futuro temi più concreti come lo stop all'arricchimento e la consegna delle scorte di uranio arricchito quasi pronto per uso militare. In cambio, l'Iran si impegnerebbe a porre fine al blocco dello Stretto di Hormuz, e gli Stati Uniti da parte loro, a quello dei porti navali iraniani.

Finora Trump ha evitato di prendere una decisione definitiva, oscillando ogni giorno tra la minaccia di una nuova escalation militare e l'annuncio di un'intesa sempre più vicina, ma allo stesso tempo ancora aleatoria. "La guerra in Iran sembra il primo pasticcio creato dalla predilezione dell'Amministrazione per la forza e per le scommesse ad alto rischio, una situazione che il presidente non può più ignorare e da cui non riesce a tirarsi fuori", ha detto Suzanne Maloney, esperta di Iran e vicepresidente per gli studi di politica estera della Brookings Institution, sintetizzando la situazione attuale.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Picierno: “La casa dei riformisti non c’è più”, la vicepresidente del Pe lascia il Pd


L'eurodeputata accusa la linea dem di ambiguità e annuncia la svolta: è pronta ad aderire al Pde di Sandro Gozi nel gruppo Renew

La vicepresidente del Parlamento europeo (Pe) Pina Picierno ha annunciato la propria uscita dal Partito Democratico, motivando la scelta con una crescente distanza politica dalla linea del partito. La notizia è stata resa nota da un'intervista rilasciata a Il Foglio e riportata dall'ANSA, che ha raccolto ulteriori conferme da fonti vicine all'eurodeputata.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa Picierno, alla base della decisione vi sarebbe la convinzione che all'interno del Pd non esista più uno spazio politico riconoscibile per l'area riformista. "La casa dei riformisti non c'è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni", ha affermato l'esponente politica nell'intervista pubblicata dal quotidiano diretto da Claudio Cerasa.

L'uscita di Picierno rappresenta uno sviluppo significativo nel quadro politico del centrosinistra italiano, considerando il ruolo ricoperto dall'eurodeputata sia a livello nazionale sia nelle istituzioni europee. Figura storicamente collocata nell'area riformista e moderata del Pd, Picierno aveva negli ultimi mesi manifestato posizioni critiche su alcuni orientamenti politici del partito, in particolare in materia di politica estera e rapporti con le principali forze progressiste europee.

Fonti vicine alla vicepresidente dell'Eurocamera hanno inoltre riferito all'ANSA che Picierno aderirà al Partito Democratico Europeo (PDE), formazione politica guidata da Sandro Gozi, che al Parlamento europeo fa parte del gruppo Renew Europe. L'approdo al PDE segnerebbe quindi la prosecuzione del percorso politico dell'eurodeputata all'interno dell'area liberale e centrista europea.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Sony Xperia 1 VIII ufficiale: arriva la nuova IA che migliora automaticamente foto e video


Sony Xperia 1 VIII debutta con una nuova generazione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale pensate per migliorare automaticamente foto e video
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Sony ha recentemente annunciato il lancio del suo ultimo smartphone di punta, Xperia 1 VIII. Il device sfrutta la tecnologia AI per migliorare la fotografia suggerendo utili impostazioni della fotocamera come tonalità di colore, selezione della modalità di scatto ed effetti bokeh ottimizzati in base alla scena e al soggetto.

Esperienza fotografica migliorata


Il nuovo Assistente fotografico AI basato su Xperia Intelligence è progettato per rendere la fotografia un’esperienza ancora più piacevole. Basta puntare la fotocamera sul soggetto e l'assistente riconoscerà automaticamente la scena combinando vari fattori, come il soggetto stesso e le condizioni meteorologiche, per suggerire diverse opzioni per l'immagine, tra cui tonalità di colore, effetti ottici ed effetti bokeh.

La fotocamera con teleobiettivo è dotata di un sensore di immagine da 1/1,56 pollici, circa quattro volte più grande rispetto a quello del modello precedente, in grado di garantire immagini nitide e dettagliate anche in condizioni di scarsa illuminazione. Inoltre, l'elaborazione RAW multi-frame è applicata a tutti gli obiettivi, ampliando contemporaneamente la gamma dinamica (HDR) ed eseguendo la riduzione del rumore in condizioni di scarsa illuminazione. Questo metodo limita efficacemente la perdita di dettaglio nelle alte luci e nelle ombre, migliorando la precisione della riproduzione dei colori nelle scene ad alto contrasto.

Riprogettato e realizzato per ispirare


Il nuovo design ORE si ispira ai materiali naturali, con i colori delle quattro nuove opzioni che traggono ispirazione dalle pietre preziose grezze: Graphite Black, Iolite Silver, Garnet Red e Native Gold. Incorporando un design della fotocamera che sfrutta il nuovo teleobiettivo, insieme a una lavorazione di nuova concezione applicata ai materiali utilizzati sui lati, sul retro e su tutto il corpo, è stato ottenuto un design uniforme e coerente. Le sottili texture della superficie offrono una sensazione confortevole al tatto e una presa migliorata. Xperia 1 VIII mantiene il tradizionale pulsante dedicato per lo scatto, che offre un'esperienza fotografica simile a quella di una vera fotocamera, inoltre il jack audio da 3,5 mm continua a supportare l'audio di alta qualità tramite cuffie cablate, offrendo una spettacolare qualità del suono ereditata dal DNA del WALKMAN.

Gli altoparlanti stereo Full-Stage


Xperia 1 VIII è dotato di unità altoparlanti di nuova concezione, identiche a sinistra e a destra, per offrire ulteriori miglioramenti nelle prestazioni stereo. Questi altoparlanti producono bassi più profondi e frequenze alte più estese, creando al contempo un palcoscenico sonoro più ampio e profondo. Le voci e gli strumenti vengono riprodotti con maggiore chiarezza e pienezza sonora, come se le esibizioni musicali e le scene dei film si svolgessero proprio davanti a te, per un'esperienza audio coinvolgente e immersiva.

DJI Osmo Pocket 4P: la nuova camera compatta per creator e videomaker
DJI Osmo Pocket 4P debutta come nuova soluzione compatta per creator e videomaker, puntando su qualità video premium, stabilizzazione avanzata e design tascabile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prestazioni elevate unite ad una grande autonomia


Alimentato dalla piattaforma mobile Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm, Xperia 1 VIII ha una maggiore velocità di elaborazione e prestazioni aumentate del 20%. Dal rapido avvio delle app al multitasking senza interruzioni, fino a un gameplay accattivante e alla creazione di contenuti immediata, questa potente piattaforma offre velocità, prestazioni ed efficienza di nuova generazione. Secondo i dati Sony, la lunga durata della batteria copre fino a due giorni e 4 anni di utilizzo. In questo contesto, oltre alle attività quotidiane come la navigazione sui social media e sui siti web, l'ottimizzazione dell'elaborazione è stata recentemente applicata anche all'utilizzo di app di mappe ad alto consumo energetico, ottenendo ulteriori riduzioni nel consumo di batteria complessivo.

Una custodia progettata


Xperia 1 VIII può essere protetto con la custodia opzionale, realizzata in materiale traslucido studiato per esaltare il design del dispositivo ispirato all'arte ORE. È inoltre dotata di un pratico supporto integrato, che consente il posizionamento sia verticale che orizzontale, garantendo una visione confortevole dei video. Inoltre, il materiale è resistente all'ingiallimento, per mantenere un aspetto ottimale nel tempo.


DJI Osmo Pocket 4P: la nuova camera compatta pensata per content creator e videomaker


DJI ha presentato alla recente edizione di Cannes Osmo Pocket 4P, un dispositivo che segna una tappa fondamentale nell’evoluzione delle soluzioni cinematografiche portatili del brand. Da quando ha introdotto la categoria delle fotocamere con gimbal nel 2015 e lanciato una delle prime fotocamere tascabili con stabilizzatore al mondo nel 2018, DJI ha continuato a ridefinire il modo in cui i creator catturano il movimento e raccontano storie. Oggi, con Osmo Pocket 4P, l'azienda inaugura una nuova era di eccellenza nei sistemi gimbal portatili, dove capacità di filmmaking di livello professionale incontrano una reale portabilità tascabile.

Alert di prezzo, cashback e offerte: come gli italiani combattono il caro vita
Il caro vita spinge sempre più italiani a cercare sconti e promozioni online. Tra alert di prezzo, cashback e comparatori, cambia il modo di risparmiare nel 2026
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Presentando la Osmo Pocket 4P su uno dei palcoscenici più prestigiosi del cinema mondiale, DJI segna un’evoluzione audace della serie Pocket, trasformandola da semplice strumento per creator a vero dispositivo di imaging cinematografico capace di storytelling di livello professionale.

Tecnologia e portabilità


La Osmo Pocket 4P rappresenta la convergenza tra tecnologia cinematografica di fascia alta e portabilità estrema. Dotata di un sistema di imaging di nuova generazione, la DJI Osmo Pocket 4P offre una gamma dinamica di livello cinematografico per una ricca profondità tonale, insieme a prestazioni colore 10-bit D-Log2 che consentono workflow professionali di color grading. Combinata con l’avanzata esperienza dell'azienda nella stabilizzazione, il dispositivo porta capacità cinematografiche professionali in un formato realmente tascabile.

La sua forma compatta, unita alle prestazioni di imaging cinematografico, rende la Osmo Pocket 4P una compagna ideale per i filmmaker indipendenti e un potente strumento narrativo per il documentario. Il debutto a Cannes rafforza l’idea che lo storytelling cinematografico non sia più confinato a grandi attrezzature, ma possa ora vivere in un dispositivo abbastanza piccolo da essere portato ovunque.

Fine della wellness obsession: bed rot, burnout e batteria sociale tra Gen Z
Dal fenomeno del bed rot alla “batteria sociale”, cresce tra Gen Z e Millennials il rifiuto della produttività tossica e della wellness obsession. Un cambiamento culturale che sta ridefinendo benessere, socialità e rapporto con la performance
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Risponde alle esigenze dei creator


La DJI Osmo Pocket 4P introduce importanti innovazioni progettate per rispondere alle reali esigenze dei creator. Le capacità portrait migliorate offrono tonalità della pelle naturali e profondità cinematografica, consentendo uno storytelling più coinvolgente in interviste, vlog e contenuti narrativi. Le funzionalità zoom avanzate ampliano le possibilità creative, permettendo di catturare soggetti distanti mantenendo l’integrità dell’immagine. In condizioni di scarsa illuminazione, la tecnologia avanzata del sensore e gli algoritmi di imaging ottimizzati garantiscono riprese nitide e dettagliate, rendendo possibile filmare con sicurezza in situazioni difficili, dai paesaggi urbani notturni alle scene indoor. Queste innovazioni posizionano la Osmo Pocket 4P come un vero dispositivo di imaging professionale consumer, colmando il divario tra accessibilità e qualità cinematografica.
La Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condiviseLa Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condivise
Il debutto a Cannes della Osmo Pocket 4P evidenzia il suo potenziale di influenzare il futuro del cinematic vlogging, ispirare una nuova generazione di filmmaker mobile-first e guidare le tendenze globali dello storytelling visivo orientato al portrait. La DJI Osmo Pocket 4P sarà disponibile attraverso i canali ufficiali dell'azienda e presso i retail autorizzati. Maggiori dettagli arriveranno con l'ufficializzazione della data di lancio.


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Superinteressante #8 — Ho iniziato a mangiare per consolarmi


A un certo punto, dopo che sono nati Carlo ed Edoardo, ho iniziato a mangiare. Non per fame — quella la riconosco. Mangiavo per altro. La sera, dopo una giornata di pianti, notti spezzate e lavoro arretrato, aprivo il frigo. Non cercavo qualcosa di specifico. Cercavo un momento di sollievo — qualcosa che fosse solo mio, in una giornata in cui tutto era stato di qualcun altro.

Me ne sono accorto abbastanza in fretta. Forse perché mi osservo, forse perché ho letto abbastanza da riconoscere il meccanismo quando lo vedo. Anzi, so perché: perché vengo da 5 anni di psicoterapia, dove ho imparato a conoscermi. Ma la cosa che mi ha colpito è un'altra: quante persone fanno esattamente la stessa cosa senza rendersene conto? Mangiano per stress, per noia, per compensare qualcosa che non riescono nemmeno a nominare. E quando se ne accorgono — se se ne accorgono — sono già in un posto da cui è difficile tornare indietro.


Quando la vita è fuori controllo, il corpo cerca qualcosa da gestire. È un meccanismo semplice: se non riesci a controllare il sonno, il lavoro, le relazioni, la stanchezza — controlli il cibo. Perché il cibo è lì, è immediato, e ti dà un sollievo istantaneo. Non devi chiedere il permesso a nessuno, non devi aspettare, non devi negoziare. Apri il frigo e per trenta secondi il mondo si ferma.

Non è una questione di disciplina o forza di volontà. Chiunque ti dica "basta volerlo" non ha capito il problema. È un meccanismo di compensazione — il cervello che cerca di bilanciare qualcosa che manca da un'altra parte. Il comfort food non è il problema. È il segnale che qualcosa sotto non è gestito. Magari è la stanchezza cronica. Magari è lo stress che non hai nominato. Magari è il fatto che non ti stai prendendo cura di te da settimane e il corpo si arrangia come può.

La differenza tra chi se la cava e chi finisce in un posto brutto è una sola: accorgersene. Vedere il pattern — riconoscerlo, dargli un nome — è già metà del lavoro. Perché nel momento in cui vedi quello che stai facendo, smetti di farlo in automatico. E lì, in quello spazio tra il gesto e la consapevolezza, inizia il cambiamento.


Una cosa che ho trovato:

Habit tracker analogico

La cosa più controintuitiva che ho fatto in questi mesi. Io — che automatizzo tutto, che ho trentadue agenti AI e vivo dentro un terminale — ho iniziato a tracciare le abitudini su carta. Un foglio, una penna, una X per ogni giorno. La fisicità del gesto cambia tutto. Vedere la riga di X che cresce ti dà qualcosa che nessuna app ti dà: la sensazione di aver fatto qualcosa di concreto, di reale. Funziona.


"One of our greatest challenges in changing habits is maintaining awareness of what we are actually doing."

— James Clear, Atomic Habits


La sfida più grande non è cambiare. È accorgersi. Finché non vedi il pattern, non puoi fare niente. Ma nel momento in cui lo vedi — nel momento in cui dici "eccolo, è questo che sto facendo" — hai già iniziato a cambiarlo. La consapevolezza non è la soluzione. È la porta.


Qual è la tua strategia di comfort quando tutto diventa troppo?

Rispondimi — leggo tutto.

G.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Scott Pelley licenziato da CBS dopo lo scontro su "60 Minutes"


Il volto storico del programma è stato allontanato dopo aver accusato la nuova direttrice Bari Weiss di voler "uccidere" la trasmissione. È il quarto corrispondente a lasciare in poche settimane.

CBS News ha licenziato Scott Pelley, uno dei suoi giornalisti più noti, al culmine dello scontro sul futuro di "60 Minutes", il programma di informazione più seguito negli Stati Uniti. Pelley, 68 anni, era entrato alla CBS nel 1989, collaborava con "60 Minutes" dal 2004 e in passato aveva condotto anche il "CBS Evening News".

La rottura è arrivata dopo una riunione di redazione in cui Pelley ha accusato la nuova direttrice editoriale Bari Weiss di voler "uccidere 60 Minutes". Weiss non era presente all'incontro, durante il quale il giornalista ha contestato anche il licenziamento di Tanya Simon, precedente produttrice esecutiva del programma. Rivolgendosi al nuovo produttore esecutivo Nick Bilton, Pelley gli avrebbe detto di avere qualifiche "modeste" per guidare la trasmissione e di non essere "mai stato il benvenuto" a "60 Minutes".

A comunicare l'allontanamento è stato lo stesso Bilton, giornalista tecnologico e documentarista assunto la settimana precedente come nuovo produttore esecutivo. In una nota inviata allo staff martedì sera, ha scritto: "Abbiamo interrotto la collaborazione con Scott Pelley". In una lettera formale ottenuta dal New York Times, Bilton ha precisato che il giornalista era stato "licenziato per giusta causa con effetto immediato".

Le accuse alla nuova dirigenza


CBS News non ha voluto commentare. Poco dopo il licenziamento, però, Pelley ha difeso la propria dedizione a "60 Minutes" in un'intervista telefonica al New York Times. "Sono stato in zona di battaglia in Afghanistan", ha dichiarato. "Sono stato in zona di battaglia in Iraq. Sono stato più volte in Ucraina, rischiando la mia vita e la serenità della mia famiglia per la mia devozione al programma".

Nella sua lettera di licenziamento, Bilton ha usato toni molto duri. "Hai dirottato il mio primo incontro con lo staff per screditare me, le mie qualifiche e le mie intenzioni con notevole inciviltà e disprezzo", ha scritto, definendo l'episodio una "messa in scena ostile" e la prova dello scarso interesse di Pelley per il futuro della trasmissione. Il giornalista ha respinto l'accusa, sostenendo che quella lettera "tradisce una completa incomprensione di ciò per cui abbiamo lavorato e vissuto a 60 Minutes".

Pelley ha poi attaccato frontalmente la nuova dirigenza. "L'incompetenza e la mancanza di professionalità del nuovo management hanno creato il caos", ha detto, aggiungendo che "il crollo dei valori ai vertici è diventato insostenibile". Ha inoltre sostenuto che alcuni dirigenti gli avrebbero chiesto di introdurre elementi di parzialità nei servizi della stagione, senza però indicare episodi specifici.

Il futuro incerto di "60 Minutes"


Il licenziamento di Pelley è una delle decisioni più pesanti del mandato di Bari Weiss alla guida di CBS News. Weiss era stata nominata l'anno scorso da David Ellison, CEO di Paramount Skydance, la società che controlla l'emittente, con l'obiettivo di rinnovare la divisione news e spingerla verso il digitale. Giornalista d'opinione con poca esperienza televisiva, Weiss aveva criticato a lungo i media tradizionali e i rapporti con la redazione di "60 Minutes" erano stati tesi fin dall'inizio. A dicembre aveva bloccato un servizio su un megacarcere salvadoregno poco prima della messa in onda, sostenendo che fossero necessarie ulteriori verifiche.

La scelta appare ancora più rischiosa alla luce dei risultati del programma. Secondo Nielsen, nell'ultima stagione gli ascolti di "60 Minutes" erano cresciuti del 9% e la trasmissione resta una delle più viste della settimana negli Stati Uniti. Con l'uscita di Pelley, però, i corrispondenti rimasti sono soltanto tre: Lesley Stahl, 84 anni, Bill Whitaker, 74, e Jon Wertheim, 55. Nell'ultimo mese avevano già lasciato Sharyn Alfonsi e Cecilia Vega, entrambe licenziate, e Anderson Cooper, uscito volontariamente a fine stagione.

Bilton, che non ha mai lavorato nella televisione generalista ma ha firmato in passato documentari per Netflix e HBO, dovrà ora guidare un programma che ha perso quattro volti noti in poche settimane. All'Hollywood Reporter ha comunque detto di voler portare "60 Minutes" nel XXI secolo e su una nuova piattaforma digitale, anche attraverso l'ingresso di nuovi corrispondenti specializzati in singoli settori.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

"Senza maschera", viaggio nella macchina social di Meloni


Tra strategia e intuito, il libro di Longobardi svela come il web ha cambiato il volto della destra italiana
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Tommaso Longobardi svolge il ruolo che ricoprì Ted Sorensen durante la presidenza di JFK negli Anni sessanta (ma il suo impegno continuò praticamente fino alla morte del presidente arrivando alla campagna elettorale di Barack Obama). Probabilmente sono una manciata gli studiosi, giornalisti, o persone di media cultura che sanno o ricordano chi è stato e quale posto ha ricoperto nella politica degli Stati Uniti d’America senza ricorrere al web. Sorensen è stato l’uomo che ha messo su carta le parole di John Fitzgerald Kennedy. Ghostwriter, consigliere nei momenti più drammatici della sua presidenza, fine stratega. Entrava e usciva dallo studio presidenziale senza bussare ha raccontato qualcuno.

Longobardi è l’architetto della comunicazione digitale di Giorgia Meloni, la prima donna italiana a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio. L’uomo che, partendo da zero, quando le percentuali elettorali di Fratelli d’Italia erano a una cifra ha cominciato a declinare sul web i suoi contenuti e la sua immagine. Ora ha deciso di mettere un punto alla sua esperienza professionale riversando in un agile e denso volume quello che ha contribuito a costruire e, soprattutto, come.

La tecnica di analisi, come prendere le decisioni, il continuo confronto con il premier. La regola suprema che emerge dalla sua narrazione è “mai inseguire l’avversario”. Se la strategia fosse solo il chiodo schiaccia chiodo, semplicemente inseguendo l’avversario urlando più forte vincerebbe chi ha più possibilità invadendo i social. Ma il web sfugge alle semplificazioni, c’è una componente di irrazionalità (per fortuna!) rappresentata dagli utenti.

Longobardi ha cominciato la sua esperienza dall’opposizione, costruendo mattone su mattone la comunità che poi ha votato in massa la Meloni arrivando dall’esperienza maturata nel Movimento Cinque Stelle. Alcune delle migliori performance, emerge dalla sua narrazione, sono quelle improvvisate sull’onda di una intuizione. Ma non sempre il sasso lanciato nello stagno crea un’onda immediata, il messaggio fa un giro perverso, rimbalza, si modifica, distorce la forma originaria ma arriva a bersaglio.

C’è un prezioso decalogo alla fine del volume, i comandamenti con gli errori da evitare nella maniera più assoluta. Da sottolineare che il testo manca di un indice dei nomi: sarebbero state pagine bianche perché Longobardi non nomina mai nessuno degli avversari politici della Meloni, è impegnato a sperimentare scegliendo i tempi e i modi giusti.

TOMMASO LONGOBARDI
"SENZA MASCHERA
L’ascesa social di Giorgia Meloni raccontata dal suo stratega
Prefazione di Giorgia Meloni"
GUERINI E ASSOCIATI 2026

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Serbidora da Barca Stonfo


Quando si pesca dalla barca o dal gommone è necessario disporre di un ripiano su cui poggiare le esche, le lenze, gli ami e tutta la minuteria indispensabile per preparare gli inneschi. Stonfo propone la sua Serbidora da barca. È prodotta in materiale plastico, resistentissimo e perfettamente smussato e privo di angoli taglienti. Il piano di lavoro è ampio 39x28 centimetri e all’interno è stata sagomata una nicchia per contenere vaschette porta-esche e minuteria varia in modo stabile e sicuro. È fornita completa di palo snodato in acciaio inox, un morsetto e un giunto regolabile che permettono di fissarla in sicurezza su un porta canna. La Serbidora da barca Stonfo è un vero e proprio banco di lavoro, indispensabile su ogni barca da pesca.

stonfo.com

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La Camera ha votato per fermare la guerra contro l'Iran


Quattro deputati repubblicani si sono uniti ai democratici per chiedere il ritiro delle truppe statunitensi dal conflitto, in corso da quattro mesi e iniziato il 28 febbraio.

La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione che ordina al presidente Donald Trump di ritirare le truppe statunitensi dalla guerra contro l'Iran. È il primo voto bipartisan contro il conflitto dall'inizio delle ostilità, il 28 febbraio. Il testo è passato con 215 voti favorevoli e 208 contrari, grazie al sostegno di quattro deputati repubblicani: Tom Barrett del Michigan, Warren Davidson dell'Ohio, Brian Fitzpatrick della Pennsylvania e Thomas Massie del Kentucky.

Nessun esponente democratico ha votato contro. Anche Jared Golden del Maine, che in passato si era opposto a misure analoghe, questa volta ha cambiato posizione e sostenuto la risoluzione. Sette deputati non hanno partecipato al voto.

Il testo invoca il War Powers Act e impone al presidente di ritirare le Forze Armate americane dalle ostilità contro la Repubblica Islamica dell'Iran, salvo che il Congresso dichiari guerra o autorizzi esplicitamente l'uso della forza militare. È il quarto tentativo della Camera di limitare i poteri di Trump sul conflitto, dopo la precedente presentazioni di tre risoluzioni che sono state respinte in aula con margini via via più ridotti. Due settimane fa i leader repubblicani avevano cancellato all'ultimo momento un voto simile, quando si erano resi conto di non avere i numeri per bloccarlo.

Il Congresso rivendica i suoi poteri


Il deputato democratico Gregory Meeks di New York, capogruppo della minoranza nella Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti e promotore della risoluzione, ha definito il voto come un punto di svolta. "Un numero sempre maggiore di repubblicani sta ascoltando i loro elettori, che non vogliono un'altra guerra a tempo indeterminato in Medio Oriente", ha dichiarato dopo il voto. Meeks ha aggiunto che gli americani "sono stanchi di soffrire a causa della sua guerra pagando di più alla pompa di benzina e al supermercato".

Il provvedimento ha soprattutto un valore simbolico. La risoluzione passa infatti ora al Senato, che dovrà esaminarla entro circa due settimane e mezzo. A maggio una misura simile aveva superato il vaglio del Senato grazie al sostegno di quattro senatori repubblicani, dopo sette tentativi falliti. Ma anche se il Senato dovesse approvare il testo così come è passato ieri alla Camera, Trump opporrebbe quasi certamente il veto. Per superarlo servirebbe una maggioranza dei due terzi, oggi numericamente impossibile.

Una sentenza della Corte Suprema del 1983 stabilisce infatti che le risoluzioni del Congresso, per avere effetto giuridico vincolante, devono seguire l'iter legislativo ordinario, compresa la firma del presidente. Da parte sua l'Amministrazione Trump considera illegale qualsiasi tentativo del legislativo di limitare i poteri di guerra del comandante in capo. Sostiene inoltre di non essere più tenuta a chiedere autorizzazioni perché ad aprile è stato dichiarato un cessate il fuoco e, dunque, le ostilità sarebbero terminate.

I democratici contestano però questa lettura. Ricordano che truppe americane sono ancora impegnate sul campo, anche solo per far rispettare il blocco dei porti iraniani, e ricordano che la Costituzione attribuisce solo al Congresso il potere di dichiarare guerra.

La Casa Bianca avverte: così si indebolisce Trump


Lo Speaker della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson aveva avvertito poco prima del voto che approvare la risoluzione sarebbe stata "una prospettiva molto pericolosa" e avrebbe "indebolito" la capacità del presidente di cercare una soluzione pacifica della crisi in corso in Medio Oriente. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio, durante un'audizione della Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti, ha sostenuto che il provvedimento legherebbe le mani all'Amministrazione.

"Gli iraniani penseranno che non potremo fare più nulla contro di loro, quindi perché concludere un accordo?"


Trump, all'inizio della settimana, ha invece dichiarato che il ritmo dei negoziati condotti tramite intermediari sta iniziando "a diventare molto noioso". Il cessate il fuoco di aprile resta fragile, gli scontri militari tra Stati Uniti e Iran continuano a riaccendersi e i colloqui per un'intesa più solida sono stati complicati dall'allargamento della guerra israeliana contro Hezbollah in Libano, gruppo sostenuto da Teheran.

Da parte loro, i democratici hanno già fatto del costo della vita il tema centrale in vista delle elezioni di midterm di novembre, che decideranno il controllo del Congresso nella parte finale del secondo mandato di Trump. Dall'inizio della guerra a oggi i prezzi della benzina e di altri beni di prima necessità sono aumentati, anche perché l'Iran è riuscito a interrompere il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per una quota rilevante del petrolio, del gas naturale e dei fertilizzanti mondiali. Ad aprile i prezzi alla produzione negli Stati Uniti hanno registrato il maggior aumento degli ultimi quattro anni.

Le crepe repubblicane si allargano


Il voto sull'Iran arriva in una settimana già caratterizzata da insolite frizioni tra Trump e il suo partito. Assieme al voto sull'Iran, la Camera dei Rappresentanti ha approvato anche una mozione procedurale che apre la strada al voto sull'Ukraine Support Act, un provvedimento che prevede aiuti militari all'Ucraina e fondi per la ricostruzione del Paese, nonostante l'opposizione della Casa Bianca. In questo caso sei deputati repubblicani e un indipendente che di solito vota con loro hanno sostenuto il passaggio.

La Camera dei Rappresentanti a maggioranza repubblicana dovrebbe esaminare nei prossimi giorni anche una risoluzione similare a quella approvata ieri sui poteri di guerra, pensata per bloccare l'azione militare in Libano. Sempre dai repubblicani è arrivato, negli ultimi giorni, il no al miliardo di dollari chiesto da Trump per la sicurezza del suo progetto di sala da ballo alla Casa Bianca, così come lo stop al fondo federale che il Dipartimento di Giustizia voleva creare per risarcire chi affermava di essere stato perseguitato dall'Amministrazione Biden, e infine anche critiche alla nomina di Bill Pulte, privo di precedente esperienza nell'intelligence, come Direttore ad interim dell'Intelligence Nazionale.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

L’Italia scommette sull’autonomia digitale: al via il progetto da 10 miliardi per l’era dell’AI


Rete distribuita, nuovi poli di calcolo e investimenti strategici per rafforzare il controllo nazionale dei dati

L'Italia punta a costruire una propria infrastruttura nazionale per l'intelligenza artificiale attraverso un piano da circa 10 miliardi di euro basato su una rete distribuita di mini data center e su una dorsale in fibra ottica ad alta capacità. A riferirlo è il quotidiano online Italia Informa, che descrive il progetto Next Generation Edge Network (Ngen) come una delle iniziative più rilevanti per il futuro della sovranità digitale del Paese. L'obiettivo è creare un ecosistema tecnologico in grado di elaborare dati sul territorio nazionale, riducendo la dipendenza da infrastrutture, piattaforme e centri di calcolo localizzati all'estero.

Il progetto prevede la realizzazione di circa 200 mini data center distribuiti lungo la penisola, sfruttando in gran parte strutture già esistenti, in particolare le storiche centrali telefoniche. L'idea è trasformare questi siti in nodi avanzati di elaborazione dati, capaci di supportare applicazioni basate sull'intelligenza artificiale, servizi cloud, sistemi industriali automatizzati e infrastrutture digitali della pubblica amministrazione.

Al centro della strategia vi è il modello dell'edge computing, che consente di elaborare le informazioni in prossimità del luogo in cui vengono generate, evitando di trasferire continuamente grandi quantità di dati verso data center remoti. Questo approccio permette di ridurre la latenza e migliorare le prestazioni di applicazioni che richiedono tempi di risposta estremamente rapidi, come la manifattura avanzata, la sanità digitale, i sistemi energetici intelligenti, la logistica e la mobilità connessa.

Secondo le stime contenute nel piano, ciascun mini data center potrebbe sviluppare una potenza di circa 6 megawatt, contribuendo alla creazione di una rete nazionale capace di supportare la crescente domanda di capacità computazionale legata all'intelligenza artificiale. La crescita del settore comporterà tuttavia un significativo aumento del fabbisogno energetico: entro il 2030 la richiesta complessiva dei data center italiani potrebbe raggiungere circa 1,4 gigawatt, rispetto agli attuali livelli di consumo.

La disponibilità di energia rappresenta uno degli aspetti più delicati dell'intero progetto. Operatori e istituzioni dovranno confrontarsi con la necessità di potenziare la rete elettrica nazionale, accelerare i processi autorizzativi e garantire approvvigionamenti stabili e competitivi. Senza adeguate risorse energetiche, infatti, lo sviluppo delle nuove infrastrutture digitali rischierebbe di rallentare.

Sul piano industriale, un ruolo centrale potrebbe essere svolto da FiberCop, la società che gestisce la rete fissa italiana. Grazie a una presenza capillare sul territorio e a migliaia di siti già esistenti, l'azienda dispone di asset considerati strategici per la realizzazione di una rete distribuita di edge computing. Le collaborazioni avviate con operatori tecnologici internazionali indicano una possibile evoluzione delle tradizionali infrastrutture di telecomunicazione verso modelli integrati che uniscono connettività, cloud e servizi per l'intelligenza artificiale.

Il progetto si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da una crescente attenzione verso il tema della sovranità digitale. Negli ultimi anni le istituzioni comunitarie hanno più volte evidenziato la necessità di rafforzare la capacità del continente di gestire autonomamente dati, infrastrutture strategiche e tecnologie emergenti. In questo scenario, l'Italia mira a ritagliarsi un ruolo attivo, valorizzando la propria rete di telecomunicazioni e la presenza diffusa di distretti industriali e produttivi.

La realizzazione del piano richiederà una combinazione di risorse pubbliche e private. Secondo le ipotesi attualmente allo studio, circa la metà dei 10 miliardi necessari potrebbe provenire da fondi nazionali ed europei destinati alle infrastrutture digitali e alla coesione territoriale, mentre la restante parte sarebbe sostenuta da investimenti industriali e finanziari privati.

Restano tuttavia alcune incognite legate ai tempi di attuazione. Le precedenti esperienze nazionali nel settore della banda ultralarga e delle infrastrutture digitali hanno evidenziato criticità legate a iter autorizzativi complessi, ritardi nei cantieri e difficoltà di coordinamento tra amministrazioni, operatori e territori. Per rispettare la scadenza del 2030 sarà necessario accelerare procedure, investimenti e pianificazione.

La posta in gioco va oltre il settore delle telecomunicazioni. Una rete nazionale dedicata all'intelligenza artificiale potrebbe incidere sulla competitività dell'industria, sull'efficienza dei servizi pubblici, sulla cybersicurezza e sulla capacità del Paese di partecipare da protagonista alla nuova economia dei dati. Il progetto Ngen rappresenta, in questa prospettiva, un tentativo di costruire le fondamenta tecnologiche necessarie affinché l'Italia possa sviluppare e utilizzare sistemi di AI mantenendo sul proprio territorio una quota significativa del valore generato da dati e capacità di calcolo.

Più che una semplice evoluzione delle infrastrutture di rete, il piano viene interpretato dagli osservatori come una scelta strategica di lungo periodo. La sfida non riguarda soltanto la velocità delle connessioni, ma la possibilità di disporre di una filiera digitale nazionale capace di sostenere lo sviluppo dell'intelligenza artificiale in modo autonomo, competitivo e coerente con gli obiettivi europei di sovranità tecnologica.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La scuola che ha fatto di Asti una capitale del fumetto


Dalla passione al professionismo. Storia di una scommessa nata dall’amicizia tra un giornalista e due grandi disegnatori come Luigi Piccatto e Gino Vercelli
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’Unica è una newsletter gratuita che ogni settimana ti manda via mail una storia dal tuo territorio.

Abbiamo altre quattro edizioni: Alessandria, Cuneo, Torino e Genova.

Per riceverla, clicca qui

Nessuno avrebbe potuto pronosticare risultati simili. Forse nemmeno i fondatori, per quanto animati da intenzioni serie, si sarebbero aspettati di superare mille allievi e una trentina di docenti in poco più di cinque lustri. Negli anni Novanta creare una scuola di fumetto era un’idea pionieristica, quasi visionaria. Una scommessa ambiziosa che, anno dopo anno, ha saputo conquistare sempre più spazio diventando una realtà radicata nel territorio. Per questo non è eccessivo affermare che parlare della Scuola di Fumetto di Asti equivalga a parlare del fumetto astigiano: nelle vesti di insegnanti o in quelle di allievi, chiunque si occupi di fumetto ad Asti è passato da quei banchi.

Le radici del progetto

Ma per capire come si è arrivati fin qui bisogna risalire il fiume del tempo al 1996, quando i primi semi del progetto germogliano dall’amicizia del giornalista Enzo Armando con Luigi Piccatto e Gino Vercelli, disegnatori di Sergio Bonelli Editore, la più grande casa editrice specializzata d’Italia, quella di Tex e Dylan Dog. «All’epoca esisteva una scuola di fumetto gestita dalla Regione in Sicilia, mentre quelle di Torino e Milano erano private», ha raccontato Armando a L’Unica. «Noi non eravamo in grado di creare una scuola privatamente. Decidemmo così di presentare all’amministrazione comunale un progetto preparato con Emanuele Pozzi, un uomo di finanza appassionato di fumetti, ma fu bocciato». Passano due anni di silenzio, l’idea della scuola sembra eclissarsi, poi il telefono di Armando squilla: «Era Salvatore Leto, dirigente comunale del Centro Giovani di Asti. Ci convocò per comunicarci che, tra i progetti da attivare, aveva recuperato dal cassetto il nostro».

E così, mentre Dylan Dog spopola in edicola e le convention del settore cominciano a moltiplicarsi sulle tracce del Salone Internazionale di Lucca – destinato a trasformarsi nell’attuale kermesse di “Lucca Comics and Games” – tra il 1998 e il 1999 si materializza la prima classe della Scuola di Fumetto di Asti, unico esempio italiano di didattica della “nona arte” a gestione comunale. Piccatto e Vercelli insegnano le tecniche di disegno, Armando si occupa di storia e linguaggio del fumetto, mentre il braccio operativo del Comune di Asti si chiama Denise Passarino. È lei a guidare la macchina dietro le quinte, spaziando dalla programmazione agli aspetti burocratici.

Dopo quasi trent’anni, i suoi ricordi di quel periodo sono ancora nitidi: «Seguivo l’amministrazione del Centro Giovani sotto tutti i profili, sia quelli organizzativi che quelli economici», ha raccontato a L’Unica. «Avevamo progetti musicali, culturali, laboratori creativi, una sala computer e un auditorium. Era un luogo vivo, in cui i giovani mettevano il loro talento al servizio della cittadinanza». L’ambiente ideale per diventare la casa natale della Scuola di Fumetto: «A scuola i ragazzi trovavano uno spazio dove esprimere un talento che non potevano esprimere altrove. E lo facevano con due disegnatori d’eccellenza».
Foto: Scuola di Fumetto e Animazione di Asti
Il contatto con i professionisti

Agli inizi il numero delle richieste di iscrizione è talmente elevato da rendere necessaria una selezione preliminare. In un tempo in cui entrare in contatto con i professionisti non era semplice, Passarino ricorda come gli aspiranti allievi si trovassero al cospetto degli insegnanti senza sentirsi giudicati, ma ricevendo consigli e valutazioni costruttive. Sono tra i primi segnali della bontà del progetto, di come la scuola abbia saputo intercettare un’esigenza sotterranea.

Negli anni la crescita è vertiginosa, scaturita progressivamente in una realtà sempre più articolata. Mentre il corso base evolve da anno singolo in biennio, l’offerta formativa si amplia con l’aggiunta di nuovi percorsi didattici per adulti e bambini: manga, umoristico, acquerello e illustrazione sono i principali, ciascuno gestito da un professionista del settore. Nel corso del tempo verranno avviate collaborazioni con pezzi da novanta del fumetto italiano: ad Asti sono arrivati disegnatori del calibro di Sergio Zaniboni (a lungo matita principe di Diabolik), Giuseppe Palumbo (autore capace di passare dalla produzione autoriale a quella da edicola) e Luigi Corteggi (il più celebre art director del fumetto italiano, autore di centinaia di copertine per Kriminal e Satanik), ma anche sceneggiatori come Antonio Serra, Pasquale Ruju e Claudio Chiaverotti, tutte firme di primissimo livello della Bonelli.

Con il tempo, lo staff di insegnanti vedrà l’inserimento di nomi astigiani come Sergio Ponchione (copertinista di Linus e autore di una rivisitazione di Popeye inserita in una raccolta americana premiata con un Eisner Award, l’Oscar del fumetto assegnato a San Diego), Elena Pianta (disegnatrice Bonelli e Disney) e Federica Di Meo, considerata la più importante mangaka italiana. Al termine di ogni annata, la cerimonia di consegna dei diplomi e un volumetto con i lavori realizzati durante l’anno celebrano il percorso degli allievi, rinnovando una tradizione ormai consolidata.
Foto: Scuola di Fumetto e Animazione di Asti
Il ricordo di Luigi Piccatto (1954-2023)

Secondo Armando, «senza Piccatto e Vercelli tutto questo non sarebbe mai avvenuto. In particolare, nelle prime annate buona parte degli allievi si iscriveva grazie alla presenza di Luigi». È stato così anche per Renato Riccio, allievo della scuola a metà anni Duemila. «Avere a pochi chilometri un corso dove insegnava un artista che amavo su Dylan Dog ha fatto la differenza», ha detto a L’Unica il disegnatore alessandrino, che certamente non avrebbe mai immaginato che, dietro l’angolo, lo aspettava il salto della barricata. Perché Riccio sarebbe diventato il collaboratore più fedele di Piccatto: «Cominciai a frequentare lo studio di Luigi già durante il periodo della scuola», ha raccontato. «Se respirare quell’atmosfera era emozionante, mettere le mani sulle tavole originali diventava una responsabilità da far tremare le gambe. All’inizio, però, svolgevo compiti minori: solo in un secondo momento sono arrivato a ricoprire le mansioni principali come l’inchiostrazione e il disegno degli sfondi». Un impegno portato avanti senza sosta fino al 2023, quando il destino ha strappato via Piccatto in un’alba di metà marzo.

Di sicuro il maestro di Dylan Dog è stato il primo a convertire la scuola in un’opportunità lavorativa. Emma Martinelli, Luca Bosio, Walter Riccio, Matteo Santaniello, Francesco Scrimaglio: sono tanti gli allievi arruolati da Piccatto nel suo staff, giovani senza esperienza entrati nella dimensione del professionismo dalla porta principale. Molti di loro, terminata l’esperienza da assistenti, hanno continuato a correre con le proprie gambe: Andrea Broccardo collabora con diversi editori americani su titoli come Spider-Man e Star Wars, mentre Giulia Massaglia e Stefania Caretta firmano i disegni di Diabolik. Lo stesso Renato Riccio prosegue il suo percorso in Bonelli con Dylan Dog e Martin Mystère. Ma ci sono altri allievi che, pur non transitando dallo studio di Piccatto, hanno fatto carriera: è il caso di Alessio Moroni, attivo in pianta stabile sul fantasy Dragonero, o di Marco Mastrazzo, illustratore di copertine pittoriche per i colossi americani Marvel e Dc Comics. Difficile trovare un’altra realtà italiana con un numero così alto di allievi diventati professionisti.

Sei un giornalista che vive nella zona di Asti e vorresti scrivere per L’Unica? Mandaci una proposta di articolo a info@lunica.email

La scuola oggi

Oggi la scuola appartiene ancora al Comune di Asti, ma dal 2019 viene gestita dall’Associazione ATF, presieduta dallo stesso Armando con la direzione artistica di Marco Avoletta, un allievo della prima edizione. Oltre a lui, tanti altri ex studenti continuano a essere legati alla scuola: Moroni è diventato docente dietro sua stessa richiesta, Barbara Fantaguzzi insegna acquerello, Letizia Veiluva illustrazione, Evelina Forno ha tenuto a battesimo il corso di manga per ragazzi oggi curato da Marco La Sala. Tutte figure che contribuiscono a tramandare lo spirito della scuola: «Oltre a fornire le basi del disegno, cerchiamo di inculcare l’aspetto professionale», ha spiegato Armando. «L’ambiente è disteso, amicale: quando gli insegnanti sono appassionati è più facile interagire».

Dopo 25 anni di gestione totale, anche Passarino continua a fare la sua parte: «Il Comune fornisce gli spazi, offre supporto operativo e si occupa della comunicazione. Da questo punto di vista rappresenta un segno di continuità. Nel corso del tempo abbiamo cambiato sette sedi, organizzato la trasferta in pullman a Lucca Comics per dodici anni e gli allievi hanno fondato le associazioni Alfa e Compagnia del Fumetto. Ogni percorso ha creato sinergie nuove, fondendo un processo di miglioramento interno e contaminazioni con altre realtà».
Foto: Scuola di Fumetto e Animazione di Asti
Quel progetto sgorgato alle soglie del 2000 è ormai diventato un’istituzione, un brand riconosciuto anche oltre i confini astigiani. Certamente una delle chiavi del successo è stata la componente sociale, quella spinta che trasforma la passione in un momento di aggregazione e di condivisione. Armando fa notare che «tutti gli ex allievi della scuola ricordano la loro classe. Molti di loro sono rimasti in contatto, si conoscono anche se hanno frequentato annate diverse perché il fumetto fa da collante. In fondo, è una passione di nicchia: partecipando alla scuola, gli allievi possono trovare altre persone con cui parlarne. Le classi cementano amicizie unite da un medium, annullando le barriere dell’età e della provenienza».

Probabilmente il risultato più prezioso della Scuola di Fumetto di Asti sta proprio qui. Non tanto nei diplomi consegnati o nelle carriere avviate, ma nei legami che ha saputo intrecciare. A ben vedere, il tratto in comune di quasi tutte le storie è proprio l’incontro: può essere quello tra futuri colleghi o tra appassionati con cui condividere un interesse che là fuori sembra non appartenere a nessuno, ma cambia poco. In qualsiasi caso, è il segno più marcato di una realtà partita come luogo di formazione e arrivata a essere una grande comunità. Una realtà capace di creare un senso di appartenenza, come qualsiasi vera scuola. Forse più di qualsiasi altra scuola.

Per avere maggiori informazioni sulla Scuola di Fumetto e Animazione di Asti puoi consultare questo sito.

Questa puntata di L’Unica Asti termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

I vostri messaggi

“Una bella idea per raccontare una comunità ormai fuori dal cono dell’attenzione delle testate nazionali. Il racconto di storie vicine, che si muovono in luoghi noti, che raccontano problemi di molti creano vicinanza, partecipazione, appartenenza e voglia di cambiamento”.

— Giulio S.

E tu cosa ne pensi del nostro progetto?
Scrivici

Ti consigliamo anche:

💬 Quando Genova diventa Paperopoli (da L’Unica Torino)

📈 A maggio solo Vannacci è cresciuto nei sondaggi (da Pagella Politica)

📧 Iscriviti a Il franco tiratore, la newsletter gratuita del direttore sui protagonisti e gli eventi della politica italiana


Quando Genova diventa Paperopoli


Aiutaci a migliorare L’Unica! Clicca su questo link e compila un breve questionario, richiede meno di 5 minuti! In cambio, abbiamo pensato a una sorpresa per te! Grazie per il tuo tempo.

Genova è una delle capitali del fumetto italiano. Intanto perché sono tantissimi gli autori di grande livello genovesi, o comunque liguri. E poi perché la città stessa compare spesso nelle storie disegnate e non solo nelle storie realistiche. A partire dal mondo Disney, tanto che Paperopoli – la città di Paperino e compagni – invece che nell’immaginario Stato del Calisota dove l’hanno collocata gli autori americani, potrebbe tranquillamente essere in provincia di Genova.

Se negli Stati Uniti Walt Disney pensava essenzialmente ai disegni animati, con i fumetti tenuti sempre in seconda battuta nella grande produzione della sua azienda, in Europa e in particolare in Italia le cose sono andate diversamente. L’Italia, infatti, è da decenni la principale produttrice al mondo di fumetti Disney, e le storie degli autori italiani sono tradotte in tutto il mondo.

Genova, in tutto questo, ha da sempre un ruolo di primo piano. Già negli anni Cinquanta, infatti, sono due ex repubbliche marinare a ospitare le scuole principali del fumetto disneyano italiano: quella veneziana con Romano Scarpa, Luciano Gatto e in seguito Giorgio Cavazzano e Giorgio Pezzin, e quella genovese-rapallese con Giovan Battista Carpi e Giulio Chierchini (i genovesi) e Luciano Bottaro e Carlo Chendi (i rapallesi). Alcuni sono stati autentici Maestri Disney, titolari di uno stile personale tramandato a numerosi allievi. Carpi (1927-1999) negli ultimi anni di vita si era dedicato a formare nuovi artisti alcuni dei quali genovesi, come Andrea Freccero (attuale supervisore artistico di Topolino), Marco Mazzarello, Francesco D’Ippolito o comunque assimilati, come il novese Sergio Cabella o Enrico Faccini, nato a Santa Margherita Ligure, diventati a loro volta moderni Maestri Disney.

Questo spiega perché – nonostante l’ambientazione delle storie disneyane sia, in teoria, statunitense – Genova e la Liguria siano apparse spesso nelle storie dei topi e dei paperi più famosi del mondo.

Quanto dista Genova da Paperopoli?

Un primo segnale, quasi un presagio di quanto sarebbe successo in seguito, appare nel 1942, in una pietra miliare nella storia del fumetto: Paperino e l’oro del pirata (1942), prima avventura di Donald Duck apparsa su un comic book (un albo a fumetti) e non a strisce sui quotidiani com’era abitudine negli Stati Uniti, e prima storia disegnata da Carl Barks, l’artista che avrebbe dato vita all’universo di Paperopoli, creando personaggi come Paperon de’ Paperoni e i Bassotti. Nella storia compare un pappagallo antropomorfo, Yellow Beak, che nella traduzione italiana diventa Bacicin Parodi, nome classicamente genovese, per un’idea di un altro grande del fumetto italiano: Guido Martina, destinato a diventare uno dei più bravi e prolifici sceneggiatori di storie disneyane, torinese di Carmagnola ma con casa in Liguria.

La prima citazione diretta di Genova – sempre a opera di Barks – appare nella pagina d’apertura di Paperino e le spie atomiche (1951), un’anomala storia (i comprimari sono tutti umani, solo Paperino e i nipotini sono animali antropomorfi) ambientata in Costa Azzurra. Genova è indicata in un cartello stradale (accanto alle ben più lontane Parigi, Ginevra e Tolone).
Paperi in Costa Azzurra, di Carl Barks
Per vedere davvero Genova e le sue strade in un fumetto Disney bisognerà aspettare ancora qualche anno e la storia Paperino e la scoperta dell’Italia (1956), dei già citati Guido Martina e Luciano Bottaro. Quest’ultimo, essendo di Rapallo, la disegnerà con grande efficacia e realismo. Nella storia, che porta i Paperi su e giù per il Paese, Genova viene spesso citata visto che Cristoforo Colombo era genovese e il ricchissimo Paperone è “parsimonioso” (per usare un termine politicamente corretto) come il più tipico dei zenesi.

Non è finita: in Paperino e la notte del saraceno (1983) del milanese Marco Rota (storia pubblicata non sul settimanale Topolino ma su un album cartonato, simile a quelli usati per le storie di Asterix), Paperone trova la mappa di un tesoro nascosto nella lontana e per lui esotica Varigotti. Parte per l’Italia con Paperino e il trio di nipotini Qui-Quo-Qua e atterra all’aeroporto Cristoforo Colombo. Curiosità, la storia fu anche tradotta in latino, nell’ambito di un’iniziativa speciale condotta da Disney insieme allo European Languages Institute.

Per i cinquecento anni dalla scoperta dell’America, infine, il genovese Giulio Chierchini scrive, disegna e colora (è stato il primo fra gli autori di Topolino a colorare personalmente i suoi disegni) la storia Paperin Pestello e la via delle Indie (1992) ambientata a Genova prima della spedizione di Colombo, con Paperino (Paperin Pestello) guardiano della Lanterna e il ricco Paper Batta de’ Palanche (Paperone).

I Paperi sono stati a Genova anche in tempi più recenti, nella prima puntata della storia Zio Paperone e il Giro da capogiro, preparata per il Giro d’Italia del 2020 e pubblicata in maggio nonostante il rinvio all’autunno della corsa per la pandemia. Nelle tavole, disegnate da Marco Mazzarello, genovese con radici a Mornese, nel Basso Piemonte, compaiono il porto, il Matitone e la Lanterna. Tutti fedeli al vero e riconoscibilissimi.

Genova da Dago a Martin Mystère

Creato nel 1981 dal talentuoso sceneggiatore sudamericano Robin Wood (1944-2021) per i disegni dell’argentino Alberto Salinas, Cesare Renzi è un nobile nella Venezia del Cinquecento. A causa di un complotto ordito dal rivale principe Bertini, la sua famiglia è massacrata e disonorata con l’accusa di essere al soldo del sultano turco. Trovato dai pirati saraceni mentre galleggiava sul mare con una daga piantata nella schiena, il giovane Cesare sarà ribattezzato Dago e inizierà una serie infinita di avventure che lo porterà a contatto con la storia reale del XVI secolo.

Dago è un grande avventuriero che vive straordinarie vicende in tutta l’Europa del tempo: non poteva che essere al centro anche delle più rilevanti questioni genovesi, a partire dalla congiura dei Fieschi del 1547 contro il governo di Andrea Doria.

Dago non a caso è stato lanciato da autori sudamericani: è raro infatti che gli autori italiani del fumetto realistico ambientino le loro storie in Italia: i popolarissimi personaggi della Sergio Bonelli Editore sono quasi sempre anglosassoni: Tex, Zagor, Martin Mystère e Julia sono statunitensi, Dylan Dog inglese, Nathan Never vive un futuro lontano ma in quelli che adesso sono gli Stati Uniti.

Tuttavia Martin Mystère, lo studioso di “mysteri” irrisolti come la fine di Atlantide e la presenza degli Ufo, è stato spesso in Italia. Nei primi anni Novanta, ad esempio, il suo creatore Alfredo Castelli (1947-2024) lo aveva fatto trasferire a Firenze per dar vita a un ciclo di storie intitolato Mysteri italiani. Genova all’epoca era apparsa solo di scorcio, ma nella storia Il tredicesimo segno del 1994 (testi di Castelli e Alessandro Russo, disegni di Franco Devescovi) gli autori hanno dato alla città un ruolo fondamentale, collocando nel Teatro della Corte, a due passi dalla stazione di Brignole, la sede italiana della S.O. Communications, l’azienda multinazionale del principale “cattivo” della serie Seergej Orloff (amico, poi nemico, poi di nuovo amico, adesso non si sa, nelle storie attuali è in corso una complessa sottotrama dedicata al personaggio).
Sede italiana S.O. Communications
Grazie a due sceneggiatori genovesi, Luca Barbieri e Sergio Badino, Martin Mystère è tornato recentemente a Genova. Nell’albo Il segreto della Superba (2023, testi di Barbieri, disegni di Marco Foderà) indaga in un “mystero” che coinvolge le civiltà perdute di Atlantide e Mu, in un omaggio appassionato alla città e alle storie più classiche della serie.

Nell’avventura in due parti Le ombre di Venezia e Le 103 meridiane, uscite a gennaio e febbraio di quest’anno (testi di Badino e disegni di Riccardo Chiereghin) che inizia a Venezia e si conclude a Genova, Martin si occupa di “mysteri” che coinvolgono Cristoforo Colombo e il Castello d’Albertis che per l’occasione ha ospitato una mostra – chiusa qualche settimana fa – con esposti i disegni originali di Chiereghin.

Sei un giornalista che vive nella zona di Genova e vorresti scrivere per L’Unica? Mandaci una proposta di articolo a info@lunica.email

La criminologa con un fidanzato (e un autore) genovesi

Un altro personaggio della Bonelli, la criminologa Julia Kendall, creata dallo sceneggiatore genovese Giancarlo Berardi, ha da anni un fidanzato genovese, il poliziotto Ettore Cambiaso (stesso cognome di vari genovesi celebri come gli artisti del Cinquecento Giovanni e Luca e il calciatore della Juventus Andrea).

La sua prima volta a Genova (vacanza romantica diventata un’indagine) è nella storia La Superba (2015), scritta da Berardi con Mantero e disegnata da Luigi Copello. Ma, secondo Berardi, l’altro suo personaggio famoso, Ken Parker, pur vivendo storie nel West, può in qualche modo essere considerato zeneze.
Uno stralcio della storia di Julia Kendall
«Ken, oltre che un figlio del Sessantotto, è stato una metafora per raccontare la vita e le problematiche sociali del mio Paese, della mia città, e perfino del mio quartiere», ha raccontato l’autore in un’intervista di due anni fa a Il Secolo XIX. «La storia intitolata Sciopero è ispirata a un avvenimento simile avvenuto a Sampierdarena. Possiamo definire Ken “un genovese nel West”, usava anche genovesismi come “diamoci d’attorno” ma io assicuravo a Sergio Bonelli che era perfetto italiano».

Chiudiamo questa breve (e incompleta) carrellata sulla Genova dei fumetti auspicando un’avventura nella città ottocentesca di Zagor, l’eroe della foresta di Darkwood creato dallo stesso editore Sergio Bonelli (che quando sceneggiava si firmava Guido Nolitta) e dal disegnatore di Recco Gallieno Ferri.

In una lunga saga del 2011 Zagor andava in Europa a combattere il vampiro Bela Rakosi nella sua Transilvania e per tornare in America salpava da Genova: possibile che non gli sia successo nulla nella Superba?

Questa puntata di L’Unica Genova termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

I vostri messaggi

“L’Unica è un bel modo per approfondire gli argomenti. Magari non tutti possono interessare allo stesso modo, ma la professionalità con cui vengono realizzati gli articoli riesce sempre a passare dal particolare al generale. Interessando quindi tutte e tutti”.

— Rita T.

E tu cosa ne pensi del nostro progetto?
Scrivici

Ti consigliamo anche:

🌲 La leggenda reale del settimino di Cessole (da L’Unica Asti)

💵 Il Piano nazionale di ripresa e resilienza scade tra un mese (da Pagella Politica)

🔥 Iscriviti ad A fuoco, la newsletter gratuita sul cambiamento climatico e la disinformazione


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Microsoft lancia Scout, un assistente personale ispirato a OpenClaw


Puoi dargli un nome e ti conosce con il tempo.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Microsoft ha presentato Scout, un assistente personale per Microsoft 365 ispirato a OpenClaw. Funziona dentro strumenti come Outlook, Calendar, Word, Excel e Teams — può gestire impegni, preparare riunioni e imparare nel tempo preferenze e procedure dell’utente. Ogni Scout può avere un nome e viene corretto man mano, così costruisce una memoria di come la persona lavora. Microsoft ha inserito controlli continui per verificare che l’agente resti entro i limiti fissati e per registrare le sue azioni. Scout arriva in accesso anticipato tramite Frontier e richiede un abbonamento a GitHub Copilot.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Microsoft launches Scout, an OpenClaw-inspired personal assistant | TechCrunch
Launched at Build, Microsoft Scout is a new AI assistant meant to bring the power and flexibility of OpenClaw into the Microsoft 365 system.
TechCrunchRussell Brandom

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

SoftBank investe in Francia, Project Solara e Scout di Microsoft


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon giovedì,
stamani parleremo della Francia che continua a splendere nel panorama tech europeo con SoftBank che sta chiudendo un contratto da 75 miliardi per data center AI. Due giorni fa ci è stato il Microsoft Build 2026 e oggi vedremo meglio due progetti: Solara e Scout. Questo e tanto altro, buona lettura!

Sei nella versione Free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

audio-thumbnail


Intro + Prima Notizia - Ep. 336 - Mercoledì 3 giugno
0:00
/77.150023

Il podcast
Notizie spiegate a voce, no AI. Ogni giorno.
Durata media: 10 minuti.

Passa a Plus

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

SoftBank investirà 75 miliardi di euro in data center AI in Europa


Big Tech
SoftBank investirà fino a 75 miliardi di euro in Francia per costruire 5 gigawatt di data center per l'IA. La prima fase vale 45 miliardi e prevede 3,1 gigawatt entro il 2031 in Hauts-de-France, con siti a Dunkerque, Bosquel e Bouchain. La scelta punta sull’energia nucleare francese, che nel 2025 ha prodotto il 68,1% dell’elettricità nazionale e offre una fornitura più stabile rispetto a molti altri Paesi europei. A pieno regime, 5 gigawatt consumerebbero circa 44 terawattora l’anno, quasi un decimo dei consumi elettrici francesi del 2025.
~
Fonte: DDay

Leggi tutto

Project Solara di Microsoft è Android OS ma con gli agenti invece che le app


Intelligenza Artificiale
Microsoft ha presentato Project Solara, due dispositivi prototipi incentrati sugli agenti AI e basati su Android OS. Il primo, Desk Concept, è uno schermo da scrivania con touch, microfoni e videocamera che ti mostra in tempo reale cosa stanno facendo gli agenti. Può funzionare anche come secondo monitor o computer cloud con Windows 365. Badge Concept invece è un tesserino da lavoro con schermo, 5G, fotocamera, microfoni e impronta digitale, in modo da essere l'unico ad avere accesso ai tuoi agenti.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

SPONSORED

CTA Image

Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

Scopri di più

Microsoft lancia Scout, un assistente personale ispirato a OpenClaw


Intelligenza Artificiale
Microsoft ha presentato Scout, un assistente personale per Microsoft 365 ispirato a OpenClaw. Funziona dentro strumenti come Outlook, Calendar, Word, Excel e Teams — può gestire impegni, preparare riunioni e imparare nel tempo preferenze e procedure dell’utente. Ogni Scout può avere un nome e viene corretto man mano, così costruisce una memoria di come la persona lavora. Microsoft ha inserito controlli continui per verificare che l’agente resti entro i limiti fissati e per registrare le sue azioni. Scout arriva in accesso anticipato tramite Frontier e richiede un abbonamento a GitHub Copilot.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Una startup offre pulizie domestiche gratuite se riesce a registrare tutto per il training dei robot


Startup
La startup Shift sta offrendo pulizie domestiche gratuite a New York, ma il vero obiettivo è raccogliere video dentro le case per addestrare robot. La società dietro il servizio, MicroAGI, dice nella privacy policy che questi dati sono il cuore della sua attività. Per prenotare serve comunque una carta di pagamento e possono esserci costi in caso di cancellazione tardiva o mancato accesso. Shift recluta anche persone pagate 20 dollari l’ora per indossare una fascia con videocamera e registrare attività domestiche o lavorative. L’azienda dice di avere già decine di migliaia di operatori in 15 Paesi e oltre 5 milioni di dollari pagati nel primo trimestre fiscale 2026.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Perché è importante?

Perché il settore della raccolta dati è una grande nuova fetta del mercato delle startup AI che cresce...
[solo per supporter]

Secondo fonti interne, Meta permetterà ai dipendenti di prendersi pause di 30 minuti dal suo programma di tracking


Big Tech
Meta permetterà ai dipendenti di sospendere per massimo 30 minuti il programma interno che registra clic, tastiera e uso del computer per addestrare modelli AI. La pausa servirà solo per gestire attività personali. Il progetto, chiamato Model Capability Initiative, è attivo per la maggior parte del personale; solo alcuni lavoratori potranno chiedere l’esclusione, per esempio chi gestisce materiali sensibili o ha problemi tecnici da remoto. Meta dice che i dati servono ad addestrare i modelli osservando come lavorano dipendenti qualificati, non a controllare prestazioni o sorvegliare i lavoratori.
~
Fonte: Engadget
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

CTA Image

C'è chi la mattina apre Instagram, TikTok o Facebook; c'è invece chi inizia la giornata con la giusta frequenza intellettuale. Passa all'esperienza completa per meno due caffè al mese.

Da 2,99€ al mese

Letture interessanti


In lingua inglese.

Come le indagini online hanno contribuito a smascherare l'insider di Google su Polymarket


wsj.com (eng)

L'ultimo colloquio tecnico


steve-yegge.medium.com (eng)

L'IA sta uccidendo i tirocini estivi. Il percorso di ingresso nel mondo del lavoro che costruiva le carriere si sta spezzando.


thenextweb.com (eng)

The Google Capital Company


stratechery.com (eng)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Notizie veloci


In lingua inglese.

GitLab taglia il 14% del personale


techcrunch.com (eng)

Presto i telefoni Android saranno in grado di rilevare le chiamate scam e le impersonificazioni


arstechnica.com (eng)

Con un lancio a sorpresa, la Cina presenta un altro grande razzo progettato per essere riutilizzabile


arstechnica.com (eng)

Tool del giorno

Attio


Attio è considerato una delle alternative moderne più valide a Salesforce e HubSpot; si tratta quindi di un CRM orientato alle vendite. Il suo punto di forza è che, a differenza dei big player del settore, è nato in pieno AI hype e la sua struttura è progettata per gli agenti.

Link: attio.com

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

SPONSOR VELOCe

CTA Image

Questo è un esempio di sponsor veloce: max 300 caratteri per raccontare la tua magnifica realtà.

A partire da 40€

Vuoi apparire tra gli sponsor in fondo? I prezzi partono da 40€, dai un'occhiata!

Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.


Project Solara di Microsoft è Android OS ma con gli agenti invece che le app


In breve:


Microsoft ha presentato Project Solara, due dispositivi prototipi incentrati sugli agenti AI e basati su Android OS. Il primo, Desk Concept, è uno schermo da scrivania con touch, microfoni e videocamera che ti mostra in tempo reale cosa stanno facendo gli agenti. Può funzionare anche come secondo monitor o computer cloud con Windows 365. Badge Concept invece è un tesserino da lavoro con schermo, 5G, fotocamera, microfoni e impronta digitale, in modo da essere l'unico ad avere accesso ai tuoi agenti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Microsoft’s Project Solara is an Android OS designed for agents instead of apps
Microsoft missed the boat on apps, so get ready for agents.
Ars TechnicaRyan Whitwam

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Una startup offre pulizie domestiche gratuite se riesce a registrare tutto per il training dei robot


Paga anche gli esseri umani per pulire indossando una videocamera.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


La startup Shift sta offrendo pulizie domestiche gratuite a New York, ma il vero obiettivo è raccogliere video dentro le case per addestrare robot. La società dietro il servizio, MicroAGI, dice nella privacy policy che questi dati sono il cuore della sua attività. Per prenotare serve comunque una carta di pagamento e possono esserci costi in caso di cancellazione tardiva o mancato accesso. Shift recluta anche persone pagate 20 dollari l’ora per indossare una fascia con videocamera e registrare attività domestiche o lavorative. L’azienda dice di avere già decine di migliaia di operatori in 15 Paesi e oltre 5 milioni di dollari pagati nel primo trimestre fiscale 2026.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Startup offers free home cleaning—if it can record it all for robot training
The latest twist in paying humans to wear head cameras for robot training data.
Ars TechnicaJeremy Hsu

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Secondo fonti interne, Meta permetterà ai dipendenti di prendersi pause di 30 minuti dal suo programma di tracking


Mezz'ora per gestire le tue attività private.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Meta permetterà ai dipendenti di sospendere per massimo 30 minuti il programma interno che registra clic, tastiera e uso del computer per addestrare modelli AI. La pausa servirà solo per gestire attività personali. Il progetto, chiamato Model Capability Initiative, è attivo per la maggior parte del personale; solo alcuni lavoratori potranno chiedere l’esclusione, per esempio chi gestisce materiali sensibili o ha problemi tecnici da remoto. Meta dice che i dati servono ad addestrare i modelli osservando come lavorano dipendenti qualificati, non a controllare prestazioni o sorvegliare i lavoratori.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta will reportedly let employees take 30-minute breaks from its tracking program - Engadget
Workers can pause the all-seeing eye when they need to “check something personal.”
EngadgetKarissa Bell

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

SoftBank investirà 75 miliardi di euro in data center AI in Europa


Sceglie la Francia grazie al suo nucleare.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


SoftBank investirà fino a 75 miliardi di euro in Francia per costruire 5 gigawatt di data center per l'IA. La prima fase vale 45 miliardi e prevede 3,1 gigawatt entro il 2031 in Hauts-de-France, con siti a Dunkerque, Bosquel e Bouchain. La scelta punta sull’energia nucleare francese, che nel 2025 ha prodotto il 68,1% dell’elettricità nazionale e offre una fornitura più stabile rispetto a molti altri Paesi europei. A pieno regime, 5 gigawatt consumerebbero circa 44 terawattora l’anno, quasi un decimo dei consumi elettrici francesi del 2025.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

SoftBank investirà 75 miliardi di euro in data center IA in Europa. Scelta la Francia per la disponibilità del nucleare
Il gruppo giapponese sceglie la Francia per il più grande investimento europeo nei data center IA. 75 miliardi, 5 GW di capacità e una dipendenza diretta da energia e rete elettrica che metterà a dura prova i cugini francesi
Scripta Manent servizi editoriali srlSergio Donato

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Project Solara di Microsoft è Android OS ma con gli agenti invece che le app


Presentati due prototipi.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Microsoft ha presentato Project Solara, due dispositivi prototipi incentrati sugli agenti AI e basati su Android OS. Il primo, Desk Concept, è uno schermo da scrivania con touch, microfoni e videocamera che ti mostra in tempo reale cosa stanno facendo gli agenti. Può funzionare anche come secondo monitor o computer cloud con Windows 365. Badge Concept invece è un tesserino da lavoro con schermo, 5G, fotocamera, microfoni e impronta digitale, in modo da essere l'unico ad avere accesso ai tuoi agenti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Microsoft’s Project Solara is an Android OS designed for agents instead of apps
Microsoft missed the boat on apps, so get ready for agents.
Ars TechnicaRyan Whitwam

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Tekken 8: il game director Kohei Ikeda annuncia l'addio a Bandai Namco


Dopo l'uscita di Katsuhiro Harada, anche il director Kohei Ikeda lascia Bandai Namco, assicurando però che il futuro di Tekken resta in ottime mani.

Il mondo dei picchiaduro sta vivendo un momento di profonda trasformazione, esacerbata dall'annuncio dell'addio di Kohei Ikeda a Bandai Namco. Ikeda, che ha ricoperto il ruolo di game director per l'acclamato Tekken 8, segue le orme del leggendario produttore della serie Katsuhiro Harada, che aveva lasciato l'azienda solo cinque mesi fa. Questa doppia uscita segna la fine di un'era per uno dei franchise più iconici del settore videoludico, sollevando interrogativi sul futuro della saga, nonostante le rassicurazioni ufficiali giunte direttamente dai protagonisti coinvolti in questo passaggio di consegne. Attraverso un messaggio condiviso sul suo profilo X, Ikeda ha espresso profonda gratitudine per il tempo trascorso in azienda, definendo l'esperienza di sviluppo al fianco di colleghi e mentori di talento come uno dei momenti più preziosi della sua vita professionale.

Announcement:
After 20 incredible years, I have left Bandai Namco Studios.
Thank you all for your support.

【ご報告】
バンダイナムコスタジオを退職いたしました。20年間、本当にありがとうございました。#TEKKEN #TEKKEN8 #鉄拳8 pic.twitter.com/3Xip9DOy5z
— Kohei Ikeda(Nakatsu) (@nkt_dreamer) June 1, 2026


Ikeda ha sottolineato l'importanza del legame creato con la commuity, evidenziando come la condivisione dell'entusiasmo e i momenti celebrativi con i fan siano stati i tesori più grandi della sua carriera. Sebbene non abbia fornito motivazioni specifiche per la sua decisione, il game director ha ribadito che i valori fondamentali del Tekken Project, ovvero la vicinanza alla comunità e la costruzione collaborativa del gioco, rimarranno centrali anche dopo la sua partenza. L'addio di Ikeda si inserisce in un contesto piuttosto complesso per il franchise. Tekken 8, pur avendo riscosso un notevole successo, ha affrontato un lancio caratterizzato da alcune turbolenze che hanno diviso l'opinione degli appassionati.

La notizia della sua uscita giunge inoltre poche settimane dopo la conferma che Katsuhiro Harada ha fondato un nuovo studio in collaborazione con SNK. Harada non è partito da solo: è stato infatti confermato che anche Yuichi Yonemori, storico regista di diversi titoli della serie inclusi Tekken Tag Tournament 1 e 2, ha deciso di seguirlo in questa nuova avventura professionale presso lo studio concorrente. Nelle sue riflessioni più recenti, Harada ha spiegato come la sua scelta di abbandonare Bandai Namco, dove ricopriva una posizione di General Manager, sia stata influenzata da una profonda introspezione personale. La perdita di amici e colleghi nel corso degli anni lo ha spinto a riflettere sul tempo che gli rimane come creatore, portandolo a cercare nuovi stimoli. Anche Ikeda sembra pronto per una nuova fase della sua carriera, dichiarando di voler affrontare sfide inedite come sviluppatore, mentre il testimone della saga di Tekken passa ora nelle mani di un team che, secondo le sue parole, è perfettamente in grado di plasmare il futuro del gioco mantenendo intatta la sua identità competitiva e sociale.

Fonte: www.videogameschronicle.com

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

iPhone Ultra: il primo pieghevole Apple avrà un sistema di raffreddamento VC


iPhone Ultra sfiderà ogni limite con un design ultrasottile di 4,5 mm e prestazioni termiche avanzate, nonostante i ritardi produttivi.

Il mondo degli smartphone pieghevoli si prepara a una rivoluzione tecnologica con l'arrivo dell'iPhone Ultra, il primo foldable di casa Apple. Secondo le ultime indiscrezioni trapelate dal noto leaker 'Fixed Focus Digital' sulla piattaforma cinese Weibo, il colosso di Cupertino avrebbe deciso di puntare tutto su un'ingegneria termica d'avanguardia. Nonostante il design estremamente sottile, che dovrebbe attestarsi sui 4,5 millimetri di spessore quando ripiegato, il dispositivo integrerà un sistema di raffreddamento a camera di vapore (vapor chamber). Questa soluzione permetterà di gestire il calore generato dal potente chip A20 in modo molto più efficiente rispetto ai tradizionali sistemi in grafite, garantendo un incremento delle prestazioni sostenute fino al 40%.

Tuttavia, il percorso verso il lancio previsto per settembre non sembra privo di ostacoli. La fase di pre-assemblaggio sta affrontando forti pressioni, specialmente per quanto riguarda la tecnologia di montaggio superficiale (SMT). Sebbene alcune fonti abbiano ipotizzato delle criticità legate alla cerniera, i report più recenti suggeriscono che le difficoltà principali risiedano nei processi produttivi iniziali e nelle trattative economiche con i partner di assemblaggio. Nonostante questi rallentamenti, analisti di rilievo come Mark Gurman di Bloomberg mantengono una previsione ottimistica, indicando che Apple intende rispettare la tabella di marcia per presentare il dispositivo insieme alla futura gamma iPhone 18, a settembre.

L'iPhone Ultra sarà un concentrato di innovazione, ma richiederà anche alcuni compromessi strutturali per mantenere il suo profilo ultra-sottile. Il dispositivo dovrebbe vantare un display interno da 7,8 pollici e uno esterno da 5,5 pollici, posizionandosi in una fascia di prezzo premium che potrebbe partire da circa 2.000 dollari. Per raggiungere tali dimensioni, Apple potrebbe rinunciare a funzionalità storiche come il Face ID, sostituendolo con il Touch ID, e omettere il teleobiettivo, il sistema MagSafe e lo slot per la SIM fisica. Sorprendentemente, le indiscrezioni suggeriscono che, nonostante la complessità interna, l'iPhone Ultra potrebbe essere il pieghevole più semplice da riparare sul mercato grazie a una logica ingegneristica orientata alla facilità di smontaggio.

Fonte: www.macrumors.com

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Microsoft svela Project Solara, la piattaforma per agenti IA di nuova generazione


Project Solara trasforma l'hardware: Microsoft punta su agenti AI e design adattivi per rivoluzionare il settore enterprise e la produttività.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Microsoft ha ufficialmente presentato Project Solara durante l'evento Build 2026. La nuova piattaforma è stata concepita per guidare la transizione globale dalle applicazioni tradizionali agli agenti di intelligenza artificiale, un cambiamento che l'azienda considera come il prossimo grande salto evolutivo del settore hi-tech. Per dimostrare le potenzialità di Solara, sono stati mostrati due prototipi di riferimento: uno smart display simile a un Echo Show e un innovativo smart badge. Entrambi i dispositivi non sono prodotti destinati alla vendita immediata, ma servono a illustrare come l'hardware possa essere progettato specificamente per ospitare sistemi basati sull'IA in grado di agire proattivamente.

Il design dello smart display è ottimizzato per integrarsi perfettamente con l'ecosistema Microsoft 365, permettendo agli utenti di visualizzare impegni da Outlook o dati complessi da Excel in modo immediato. Grazie ai comandi vocali, l'agente AI può eseguire compiti operativi per conto dell'utente, automatizzando flussi di lavoro quotidiani. D'altro canto, lo smart badge porta la potenza di Solara in mobilità grazie alla connettività 5G. Dotato di touchscreen e fotocamera, questo dispositivo portatile permette di acquisire nuove informazioni in tempo reale, offrendo un'interfaccia compatta ma estremamente funzionale per chi lavora in movimento. Entrambi i prototipi nascono dalla collaborazione con partner del calibro di Qualcomm e MediaTek, garantendo prestazioni elevate e una grande versatilità hardware.

Uno degli aspetti più interessanti di Project Solara è la sua architettura software flessibile. Microsoft ha chiarito che la piattaforma non imporrà un singolo agente dominante; al contrario, gli utenti potranno selezionare manualmente lo strumento più adatto alle proprie necessità. In futuro, l'azienda punta a implementare un sistema di gestione e smistamento dei compiti che possa coordinare diversi agenti in modo autonomo sulla base delle richieste ricevute. Un'altra innovazione fondamentale riguarda l'interfaccia utente, definita "just-in-time UI". Questa tecnologia permette al sistema di adattare graficamente l'interfaccia alle dimensioni di qualsiasi schermo o, in alcuni casi, di generare nuovi elementi visivi istantaneamente per rispondere meglio al contesto d'uso specifico.

Sebbene Project Solara presenti molte personalizzazioni proprietarie, la sua base tecnologica poggia su fondamenta consolidate. La piattaforma è infatti costruita su Android, utilizzando nello specifico il Microsoft Device Ecosystem Platform (MDEP), un fork del sistema operativo ottimizzato per le esigenze aziendali. Questo approccio garantisce standard elevati di sicurezza, privacy e governance, requisiti fondamentali per il mercato enterprise. La validità di questo ecosistema sarà presto messa alla prova sul campo: diverse grandi realtà americane, tra cui Target, CVS Health e Best Buy, hanno già pianificato di avviare programmi pilota nei prossimi mesi per testare i dispositivi basati su Solara all'interno dei loro ambienti di lavoro reali.

Fonte: www.engadget.com

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Microsoft rivoluziona il calcolo quantistico con il chip Majorana 2


Grazie a nuovi materiali e all'intelligenza artificiale, Microsoft dimezza i tempi per il computer quantistico puntando al 2029 con il chip Majorana 2.

Microsoft ha recentemente annunciato Majorana 2, la seconda generazione del suo chip quantistico topologico, segnando un passo fondamentale verso la realizzazione di computer quantistici finalmente affidabili. Questa nuova iterazione arriva dopo le iniziali perplessità del mondo scientifico suscitate dal precedente processore Majorana 1, presentato lo scorso anno. Il salto tecnologico è notevole: i nuovi qubit, le unità fondamentali dell'informazione quantistica analoghe ai bit binari, sono diventati mille volte più stabili rispetto alla versione precedente. Questo progresso rappresenta una solida base per accelerare lo sviluppo di macchine capaci di risolvere problemi complessi oggi fuori dalla portata dell'informatica tradizionale. Il segreto dietro questo incremento di affidabilità risiede in una profonda revisione dei materiali impiegati per il chip.

Sotto la guida di Chetan Nayak, vicepresidente della divisione hardware quantistico di Microsoft, il team di ricerca ha migliorato la struttura dei materiali per creare una fase topologica più stabile. In particolare, Majorana 2 sostituisce l'alluminio presente nel primo modello con il piombo, aggiornando contemporaneamente la regione attiva del semiconduttore con una combinazione di arseniuro di indio e antimonide di arseniuro di indio. Questi cambiamenti hanno permesso di estendere drasticamente la vita dei qubit: se nel primo prototipo la durata oscillava tra uno e dodici millisecondi, con Majorana 2 la stabilità supera ora i venti secondi, raggiungendo in alcuni casi persino il minuto.

Questa straordinaria evoluzione nelle prestazioni ha spinto Microsoft a rivedere radicalmente la propria tabella di marcia. La rapidità dei progressi ottenuti ha permesso all'azienda di dimezzare i tempi previsti per il raggiungimento di un computer quantistico scalabile e pratico. Lo spartiacque è ora fissato al 2029, anno in cui il colosso di Redmond punta a disporre di un prototipo fault-tolerant, ovvero in grado di correggere i propri errori operativi. L'integrazione di sistemi avanzati è stata cruciale in questo percorso: la piattaforma Microsoft Discovery, basata su un'intelligenza artificiale agentica, ha giocato un ruolo determinante nell'ottimizzazione del design e della ricerca sui materiali dei nuovi chip. Proprio per favorire l'innovazione nell'intero settore, Microsoft ha deciso di rendere disponibile la piattaforma Discovery ai propri clienti e alla comunità scientifica tramite Github. Questo approccio sottolinea la volontà di Microsoft di guidare non solo la produzione di hardware d'avanguardia, ma anche la creazione di un ecosistema collaborativo.

Fonte: www.theverge.com

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

PlayStation State of Play 2026: annunciati Wolverine e il nuovo God of War, ma non solo!


Il PlayStation State of Play di giugno si è rivelato un appuntamento cruciale per il futuro di Sony e della sua console ammiraglia. In un momento di incertezza per il brand, segnato dall'aumento dei costi dell'hardware e dai risultati altalenanti dei titoli live-service, il colosso giapponese ha risposto con una presentazione di oltre sessanta minuti ricca di novità. L'obiettivo della serata era chiaro: dimostrare che PlayStation è ancora in grado di tracciare la rotta per l'industria videoludica , puntando con decisione su grandi produzioni single-player e collaborazioni di peso con i migliori studi di sviluppo globali. La sorpresa più grande è arrivata da Santa Monica Studio con l'annuncio ufficiale di God of War Laufey: in piena rottura con la tradizione della saga, i giocatori non vestiranno più i panni di Kratos, ma prenderanno il controllo di Faye. Questo cambiamento non è solo narrativo, ma si riflette profondamente nel gameplay, che appare molto più acrobatico e incentrato sull'uso della magia rispetto alla fisicità brutale del Fantasma di Sparta. Tra gli elementi più curiosi svelati figurano Rue, un fiocco incantato posto sull'elsa della spada di Faye, e Phranque, un cubo gelatinoso parlante che assisterà la protagonista in battaglia. Sebbene non sia stata ancora fissata una data di uscita, il titolo è confermato come esclusiva per PS5.
youtube.com/embed/cvh0xXmu0bs?…
Un altro protagonista assoluto della serata è stato Marvel’s Wolverine di Insomniac Games. Sony ha finalmente mostrato sette minuti di gameplay crudo e violento che hanno catturato l'attenzione del pubblico. Logan, nel suo iconico costume giallo, ha dato sfoggio dei suoi artigli in combattimenti estremamente sanguinari, confermando la natura matura del progetto. Il lancio di Wolverine è ormai imminente, fissato per il 15 settembre. Restando in ambito supereroistico, è stato (ri)presentato anche Marvel Tōkon: Fighting Souls, un picchiaduro in 2D che promette di sfruttare al meglio i nuovi controller arcade di Sony. Il segmento dedicato e alle atmosfere horror ha visto protagonista Remedy Entertainment con Control Resonant. In uscita il 24 settembre 2026, il gioco vedrà Dylan Faden come unico personaggio giocabile, pur essendo la sua storia profondamente legata a quella della sorella Jesse. Sul fronte horror, il franchise di Silent Hill prosegue la sua rinascita con Townfall, previsto anch'esso per il 24 settembre, mentre i fan degli slasher hanno assistito all'annuncio del sequel di Until Dawn, atteso per il 2027.
youtube.com/embed/HLMX2w3cwuE?…
Anche la saga di Tomb Raider ha fatto parlare di sé con Legacy of Atlantis, che ha tuttavia subito un lieve rinvio al 12 febbraio 2027. Infine, lo show ha dato spazio a titoli per tutti i gusti come Rayman Legends Retold, una reinterpretazione in 3D del classico del 2013 in arrivo il 27 agosto, e il simulatore di volo Ace Combat 8, previsto per il 2 ottobre. Non sono mancati porting di rilievo come Dune: Awakening, che approderà su console il 22 settembre includendo una modalità single-player inedita. Tra le altre novità, spiccano Bancho the Chef, prequel dell'apprezzato Dave the Diver, e il titolo d'azione soprannaturale Kemuri: Hunt the Unseen.

Fonte: www.theverge.com

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Nintendo Direct il 9 giugno? Un insider ne è convinto: chiuderà la Summer Game Fest


L'insider Nash Weedle ha previsto un nuovo evento Nintendo per la prossima settimana, al termine della Summer Game Fest 2026.

L'edizione 2026 della Summer Game Fest è ormai entrata nel vivo, portando con sé una serie di eventi imperdibili per gli appassionati di videogiochi. Mentre il calendario è già fitto di appuntamenti, tra cui segnaliamo l'apertura ufficiale del SGF d 5 giugno e l'Xbox Games Showcase previsto per il 7 giugno, l'attenzione si sposta ora su un grande protagonista che per ora è rimasto nell'ombra. Secondo alcune indiscrezioni, Nintendo potrebbe tenere il suo consueto evento estivo proprio nella settimana successiva alla Summer Game Fest, fissando un nuovo Nintendo Direct per il 9 giugno 2026.

L'indiscrezione arriva da Nash Weedle, un insider spagnolo noto per aver già condiviso in passato previsioni accurate legate alla casa di Kyoto. Questa volta, Weedle ha lanciato un indizio criptico attraverso immagini che richiamano la data di uscita americana di Animal Crossing: New Leaf, suggerendo così il giorno del presunto evento senza dichiararlo esplicitamente. Sebbene la reputazione della fonte sia degna di nota, è fondamentale trattare queste informazioni con la dovuta cautela fino a una conferma ufficiale da parte dei canali di Nintendo, che potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Analizzando l'anno in corso, abbiamo già assistito a diversi appuntamenti organizzati da Nintendo, tutti però con focus molto specifici. Nel 2026 sono andati in scena dei Direct focalizzati sul film di Super Mario Galaxy, oltre ai consueti Indie World e Partner Showcase. Non è mancato nemmeno uno spazio dedicato a titoli singoli, come il Direct su Tomodachi Life: Una Vita da Sogno tenutosi all'inizio dell'anno.

Tuttavia, manca ancora all'appello un Nintendo Direct di carattere generale per il 2026, ed è proprio questo vuoto comunicativo che rende la data del 9 giugno particolarmente credibile agli occhi degli analisti e dei fan. Guardando alla storia recente, emerge un pattern consolidato che vede Nintendo protagonista proprio nel mese di giugno, in concomitanza con le grandi fiere estive. Se nel 2024 abbiamo avuto un Direct di ampio respiro, il 2025 ha visto un evento tematico dedicato a Donkey Kong, che conferma l'importanza di giugno per la comunicazione della Grande N. Anche se Nash Weedle non ha specificato la natura dell'evento, la mancanza di una presentazione generalista nel 2026 suggerisce che potremmo trovarci di fronte a un appuntamento fondamentale per scoprire i piani futuri della compagnia nipponica.

Fonte: wccftech.com

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Texas, anche la crescita demografica mantiene aperta la corsa per il Senato


Ken Paxton resta favorito contro James Talarico, ma 2,6 milioni di nuovi residenti, la trasformazione delle periferie e il calo del sostegno ispanico a Trump rendono meno prevedibile il risultato del voto di novembre in uno Stato storicamente repubblicano.

Dal 2020 il Texas ha guadagnato oltre 2,6 milioni di residenti, quasi l'equivalente dell'intera popolazione del New Mexico. Un'ondata demografica che sta ridisegnando l'elettorato proprio mentre lo Stato si prepara a una delle corse al Senato più osservate dell'anno delle midterm. Sia chiaro: il candidato repubblicano Ken Paxton resta favorito contro il democratico James Talarico a novembre. Ma l'arrivo di nuovi residenti, il calo del sostegno ispanico a Donald Trump e la crescita rapidissima della popolazione nelle contee suburbane ìattorno alle grandi città stanno complicando i calcoli politici in uno Stato a lungo considerato saldamente repubblicano.

Secondo un'analisi di Axios sui dati del censimento statunitense elaborati dallo studio legale Mendoza Law Firm, la popolazione del Texas è aumentata di quasi 400 mila residenti nel 2025, più di qualsiasi altro Stato, arrivando a 31,7 milioni di abitanti. Dal 2020 ad oggi i nuovi residenti sono stati circa 2,6 milioni e oltre due terzi della crescita è dovuta a persone arrivate da altri Stati americani o dall'estero.
Il nuovo Texas e la corsa al Senato — FocusAmerica

Midterm 2026 · Texas — Corsa per il Senato

Un Texas più grande e più diverso rende la corsa al Senato meno scontata


Dal 2020 lo Stato ha guadagnato 2,6 milioni di residenti, mentre il sostegno ispanico a Trump continua a indebolirsi. Ken Paxton resta favorito contro James Talarico, ma i tre pilastri del predominio repubblicano in Texas cominciano a vacillare insieme.

Analisi FocusAmerica su dati Axios e Censimento USA Sondaggi aprile 2026

La crescita dal 2020 a oggi

+2,6 mln
Nuovi residenti in Texas dal 2020: quasi quanto l'intera popolazione del New Mexico

Popolazione 2025: 31,7 mln 1 nuovo residente su 12 è arrivato dopo il 2020

Nel solo 2025 sono arrivati 400 mila nuovi residenti, più di qualsiasi altro Stato americano.

Esplora in dettaglio
1 L'ondata 2 Voto ispanico 3 La corsa 4 I precedenti

Da dove arriva la crescita

Due nuovi residenti su tre arrivano da fuori


Oltre due terzi dell'aumento è dovuto a persone trasferite da altri Stati o dall'estero. Tra i 265 mila trasferimenti interstatali registrati tra giugno 2024 e maggio 2025, ecco gli Stati di partenza più frequenti.

California

14%

Florida

9%

Colorado

4,5%

Le città che esplodono

5 su 10
delle città americane cresciute più rapidamente dal 2020 si trovano in Texas, e sono ora popolate da un elettorato in larga parte inedito.

Georgetown Leander Kyle Hutto
Due ondate diverse · tocca per i dettagli

1

I migranti economici
Orientamenti politici eterogenei

Si sono trasferiti per lavoro, per il costo della vita più basso o per ragioni familiari. Secondo il politologo Mark P. Jones (Rice University) sono i più imprevedibili: meno legati ai vecchi schemi del Texas, e quindi più persuadibili.

2

I rifugiati politici
In cerca di un clima conservatore

Hanno lasciato Stati a guida progressista in cerca di tasse più basse e di un ambiente politico più conservatore. Tendono a rafforzare l'elettorato repubblicano, ma non bastano a compensare l'imprevedibilità del resto dell'ondata.

Il pilastro che sta cedendo

Gli elettori ispanici si stanno sempre più allontanando da Trump, dopo averlo premiato nel 2024


In meno di due anni il voto ispanico texano sta cambiando fortemente direzione. Il confronto tra il voto presidenziale del 2024 e le intenzioni per la Camera nel 2026 misura due cose diverse, ma indica con chiarezza una traiettoria molto pericolosa per i repubblicani.

Novembre 2024 Voto presidenziale · exit poll

Trump 55%
Harris e altri 45%

2026 Intenzioni di voto per la Camera

Dem 54%
Rep 28%
18%

Repubblicani / Trump
Democratici
Altri o indecisi

67%
Disapprovazione di Trump tra gli ispanici texani

+27
Vantaggio di Talarico tra gli ispanici

Il segnale

Talarico è avanti anche di 25 punti tra gli indipendenti. Nel 2024 Trump aveva conquistato il 55% degli ispanici texani: il ribaltamento misurato dai sondaggi erode uno dei pilastri chiave su cui i repubblicani contavano per continuare a vincere in Texas.

Senato 2026 · Texas

Paxton resta favorito, ma il suo margine non è più garantito


A novembre si sfidano il procuratore generale repubblicano e il deputato statale democratico. Entrambi arrivano alla corsa con un punto debole evidente.

Repubblicano
Ken Paxton
Procuratore generale del Texas
Favorito
Ha già vinto tre volte un'elezione a livello statale, ma si porta dietro anni di guai legali ed etici.

Democratico
James Talarico
Deputato alla Camera del Texas
Sfidante
In vantaggio tra ispanici e indipendenti, ma il suo profilo progressista e alcune sue dichiarazioni sulla religione lo espongono agli attacchi.

Lo sfondo del voto

1994
Ultima vittoria democratica in un'elezione a livello statale

3
Vittorie a livello statale già ottenute da Paxton

Il quadro

I repubblicani dispongono ancora della macchina elettorale più efficace in grado di portare gli elettori alle urne, e nelle gradi città texane i democratici hanno spesso deluso le attese. Il Texas non è diventato democratico: è solo meno prevedibile.

I precedenti

Il Texas ha già tradito le speranze democratiche


Una cronologia dei momenti che pesano sulla corsa di novembre. Tocca ogni tappa per leggere i dettagli.

1994
L'ultima vittoria democratica a livello statale

Da oltre trent'anni nessun democratico ha vinto un'elezione a livello statale in Texas. È il dato che pesa di più sulle previsioni.

2018
O'Rourke sfiora il colpaccio contro Cruz

In un ciclo segnato dalla forte opposizione a Trump, Beto O'Rourke arriva a soli tre punti dal battere il senatore Ted Cruz: il miglior risultato dei democratici negli ultimi 30 anni.

Nov 2024
Trump conquista il 55% degli ispanici

Alle presidenziali, Trump conquista la maggioranza degli elettori ispanici texani, rafforzando uno dei pilastri del predominio repubblicano nello Stato.

Apr 2026
I sondaggi premiano Talarico tra ispanici e indipendenti

Talarico è avanti di 27 punti tra gli ispanici e di 25 tra gli indipendenti; la disapprovazione di Trump tra gli ispanici texani sale al 67%.

Nov 2026
La sfida Paxton–Talarico al Senato

Paxton parte favorito, ma demografia in cambiamento ed elettorato ispanico in fuga da Trump rendono il margine meno comodo di quanto i repubblicani vorrebbero.

Fonti Axios su dati del Censimento USA (Mendoza Law Firm) e HireAHelper · Texas Public Opinion Research (aprile 2026) · UnidosUS, BSP Research e Shaw & Co. · Texas Politics Project. Elaborazione FocusAmerica.

Nuovi residenti, vecchi equilibri in discussione


Il grande interrogativo è quale Partito sceglieranno i nuovi arrivati che andranno a votare alle elezioni. I segnali, per ora, sono contrastanti. Brandon Rottinghaus, professore di scienze politiche all'Università di Houston, ha spiegato ad Axios che i nuovi residenti tendono a essere meno legati ai tradizionali schemi politici del Texas. Per i democratici questo significa avere davanti un elettorato più persuadibile rispetto al passato, quando la composizione più stabile dello Stato favoriva la presa repubblicana.

Mark P. Jones, professore di scienze politiche alla Rice University, ha diviso i nuovi residenti in due grandi categorie: i migranti economici e i rifugiati politici. I primi si sono trasferiti per lavoro, per il costo della vita più basso o per ragioni familiari, e hanno orientamenti politici più eterogenei. I secondi hanno invece lasciato Stati a guida progressista in cerca di tasse più basse e di un clima politico più conservatore.

I dati della società di traslochi HireAHelper mostrano da dove arrivano molti nuovi texani. Su 265 mila trasferimenti da altri Stati registrati tra giugno 2024 e maggio 2025, il 14% proveniva dalla California, il 9% dalla Florida e il 4,5% dal Colorado. Ciò che rende il 2026 diverso dai cicli precedenti è la dimensione stessa del cambiamento. Cinque delle dieci città americane cresciute più rapidamente dal 2020 si trovano in Texas, tra cui Georgetown, Leander, Kyle e Hutto. Sono comunità piene di nuovi residenti, con un elettorato in larga parte inedito e più difficile da prevedere.

Paxton resta favorito, ma il margine non è più scontato


Per anni i repubblicani hanno governato il Texas grazie a margini molto ampi nelle aree rurali, a un solido sostegno nelle periferie e ai recenti progressi tra gli elettori ispanici. Oggi ciascuno di questi pilastri appare meno stabile del passato. Le aree in rapida espansione ai margini delle città stanno cancellando la vecchia divisione tra centri urbani, periferie e campagne, portando con sé elettori che non hanno il retroterra politico del vecchio Texas.

Il ricambio demografico pesa ancora di più perché gli elettori ispanici, un altro tassello chiave dell'elettorato texano, mostrano chiari segnali di allontanamento da Trump. In un sondaggio di metà aprile della Texas Public Opinion Research sulla sfida elettorale di novembre, Talarico era avanti su Paxton di 27 punti tra gli ispanici e di 25 punti tra gli indipendenti. Secondo un altro sondaggio di UnidosUS, BSP Research e Shaw & Co., la disapprovazione verso Trump tra gli elettori ispanici del Texas è salita al 67%. Tra gli stessi elettori, nelle intenzioni di voto per la Camera i democratici sono avanti con il 54% contro il 28% dei repubblicani. Per dare un termine di paragone, a novembre 2024, Trump aveva conquistato il 55% degli ispanici texani, secondo gli exit poll citati dal Texas Politics Project.

Il Texas, comunque, ha già deluso molte speranze democratiche in passato. Nessun democratico ha vinto un'elezione statale dal 1994 e Paxton ha già conquistato tre volte un incarico vincendo elezioni a livello statale. I repubblicani dispongono, inoltre, ancora della macchina da guerra più efficace per portare gli elettori alle urne, mentre i democratici hanno spesso deluso le aspettative proprio nelle città dove avrebbero bisogno di allargare i propri margini.

Nel 2018, in un altro ciclo elettorale segnato dalla forte opposizione a Trump, Beto O'Rourke arrivò a soli tre punti dal battere il senatore Ted Cruz. Paxton si porta dietro anni di guai legali ed etici, ma anche Talarico ha punti deboli in uno Stato che resta fortemente conservatore: alcune sue dichiarazioni passate sulla religione e il suo profilo progressista saranno quasi certamente usati dai repubblicani per attaccarlo da qui a novembre.

Il Texas, in ogni caso, non è diventato improvvisamente democratico. Ma è più grande, più nuovo e meno prevedibile. E questo basta a rendere la corsa di Paxton al Senato meno comoda di quanto i repubblicani vorrebbero.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Palazzo Chigi accelera sul PNRR: approvata la revisione tecnica del Piano


Al centro del vertice il completamento dei progetti, la riduzione degli adempimenti e il rispetto delle scadenze UE

Si è svolta oggi a Palazzo Chigi la riunione della Cabina di regia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), convocata per fare il punto sullo stato di attuazione del Piano e definire gli ultimi interventi necessari in vista delle scadenze concordate con l'Unione europea.

L'incontro è stato presieduto dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, e ha visto la partecipazione dei Ministri e dei Sottosegretari competenti, insieme ai rappresentanti dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), dell'Unione delle Province d'Italia (UPI) e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Al centro della riunione vi è stata l'analisi dell'ultima proposta di revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, successivamente approvata dalla Cabina di regia. Secondo quanto emerso dall'incontro, l'intervento di aggiornamento è finalizzato a garantire il pieno raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi previsti dal PNRR entro i termini stabiliti negli accordi con la Commissione europea.

La revisione approvata presenta un'impostazione prevalentemente tecnica e si inserisce nella fase conclusiva dell'attuazione del Piano. L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzarne l'efficacia complessiva attraverso una serie di adeguamenti mirati a rendere più agevole il completamento degli investimenti e delle misure ancora in corso.

Nel corso del confronto sono state esaminate le principali criticità emerse durante l'avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR. Gli interventi individuati puntano, in particolare, a semplificare alcuni passaggi procedurali ritenuti essenziali per il completamento delle opere e delle iniziative previste, riducendo al contempo gli adempimenti amministrativi e burocratici a carico delle amministrazioni coinvolte.

Particolare attenzione è stata inoltre riservata agli strumenti di monitoraggio e rendicontazione, considerati strategici nella fase finale del Piano. Le modifiche approvate mirano infatti a favorire una gestione più efficiente delle attività di controllo, verifica e certificazione dei risultati raggiunti, in linea con le richieste dell'Unione europea e con le tempistiche previste per l'utilizzo delle risorse.

La riunione odierna assume un rilievo significativo nel percorso di attuazione del PNRR, che entra nella sua fase decisiva. La Cabina di regia, organismo incaricato del coordinamento politico e amministrativo del Piano, continua a rappresentare il principale luogo di confronto tra Governo, enti territoriali e istituzioni coinvolte nella realizzazione degli interventi finanziati.

Con l'approvazione della proposta di revisione, il Governo compie un ulteriore passaggio operativo volto ad accompagnare il completamento delle misure previste dal Piano e a garantire il rispetto degli impegni assunti a livello europeo, in vista delle prossime verifiche sullo stato di avanzamento dei progetti e sull'utilizzo delle risorse assegnate all'Italia.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Scontri a Southampton dopo il caso Nowak: assedio alla polizia per i video shock


Mille in piazza contro gli agenti dopo i filmati sul diciottenne ucciso: "Non respiro". Due arresti
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Momenti di forte tensione si sono registrati a Southampton, nel sud dell’Inghilterra, dove centinaia di persone si sono radunate davanti alla stazione di polizia cittadina per protestare dopo la diffusione di filmati delle bodycam degli agenti intervenuti in occasione dell’accoltellamento mortale di Henry Nowak, studente di 18 anni ucciso lo scorso dicembre.


0:00
/0:52

La manifestazione, alla quale secondo diverse ricostruzioni avrebbero preso parte oltre mille persone, è degenerata in alcuni momenti di scontro con le forze dell’ordine. Alcuni partecipanti avrebbero lanciato oggetti contro gli agenti schierati a protezione dell’edificio, mentre la polizia ha risposto con un imponente dispositivo di sicurezza volto a contenere la folla e prevenire ulteriori disordini. Al termine della serata sono stati segnalati almeno due arresti.

Al centro delle proteste vi è il caso di Henry Nowak e, in particolare, il contenuto dei filmati registrati dalle bodycam degli agenti intervenuti sul luogo dell’aggressione. Le immagini, diffuse dopo la conclusione del procedimento giudiziario nei confronti dell’assassino del giovane, mostrerebbero gli ultimi momenti di vita del diciottenne mentre viene immobilizzato e ammanettato dagli agenti. Nei video, secondo quanto riportato da diversi media britannici, il ragazzo ripeterebbe più volte di non riuscire a respirare.


0:00
/0:18

La pubblicazione dei filmati ha alimentato un acceso dibattito sull’operato della polizia durante l’intervento e sulle valutazioni compiute nei minuti immediatamente successivi all’accoltellamento. Parte dei manifestanti ha accusato le autorità di aver gestito in modo inadeguato la situazione, sostenendo che il giovane non avrebbe ricevuto l’assistenza necessaria con la rapidità richiesta dalle sue condizioni.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump sta incassando una serie di sconfitte dai repubblicani al Congresso


I membri del Congresso del suo partito bloccano i fondi anti immigrazione, smontano il fondo "anti-weaponization" da 1,8 miliardi di dollari e frenano anche su sala da ballo e nuove corazzate che dovrebbero portare il suo nome.

I repubblicani al Congresso stanno iniziando a sfidare Donald Trump su un dossier dopo l'altro. Il caso più clamoroso è quello del fondo "anti-weaponization" da 1,8 miliardi di dollari voluto dal presidente, pensato ufficialmente per contrastare la "strumentalizzazione" delle istituzioni da parte della precedente Amministrazione Biden. Il partito si è però dimostrarlo pronto a smantellarlo, in quella che appare come una bocciatura diretta della Casa Bianca.

Al Senato, i repubblicani restano lontani dai voti necessari per portare in aula il provvedimento di riconciliazione di bilancio da 70 miliardi di dollari destinato a finanziare oltre che il fondo anche l'ICE e la Border Patrol, ovvero le due agenzie federali in prima linea per la battaglia contro l'immigrazione e il controllo delle frontiere. L'ipotesi di una approvazione di questo provvedimento entro il fine settimana è attualmente molto remota.

Almeno una decina di senatori repubblicani ha infatti fatto sapere che le rassicurazioni della Casa Bianca sulla cancellazione del fondo non bastano. Il Dipartimento di Giustizia ha promesso di rispettare l'ordine di un giudice federale, che ha congelato i fondi fino al 12 giugno. Su cosa accadrà dopo, però, il comunicato tace. I senatori chiedono invece una garanzia definitiva: il fondo deve sparire per sempre.

"L'unica cosa che risolverà il problema, farà approvare i fondi per l'immigrazione e permetterà di applicare la legge è che il presidente cancelli il fondo", ha detto senza mezzi termini Chuck Grassley, presidente repubblicano della Commissione Giustizia del Senato. Gli ha fatto eco John Curtis, senatore repubblicana dello Utah: "Non mi basta che siano i tribunali a fermarlo. Voglio essere sicuro che questa cosa non vada avanti nella sua forma attuale".
I repubblicani sfidano Trump — FocusAmerica

Congresso · Lo strappo repubblicano

I repubblicani sfidano Trump,
un dossier dopo l'altro


Dal fondo "anti-weaponization" da 1,8 miliardi alla sala da ballo della Casa Bianca: al Congresso il partito del presidente smonta la sua agenda pezzo dopo pezzo, mentre la maggioranza si assottiglia.

FocusAmerica · Analisi Senato e Camera, giugno 2026

Il conto della rivolta

4,3 mld $
È il valore dei progetti voluti da Trump che il suo stesso partito, al Congresso, sta bloccando o cercando di cancellare.

1,8 fondo «anti-weaponization» + 1,5 fondo Giustizia + 1 sala da ballo

3
I voti che i leader GOP non possono perdere in aula

~10
Senatori repubblicani in aperta rivolta sul fondo

12 giu
Fino a questa data un giudice ha congelato il fondo

Esplora lo scontro
1I dossier 2Il Senato 3Cronologia 4Paradosso

I fronti dello scontro

Sei dossier su cui i repubblicani stanno frenando il presidente


Tocca ogni voce per vedere i dettagli. Dal fondo "anti-weaponization" ai progetti personali di Trump, fino agli aiuti all'Ucraina che la Camera potrebbe approvare contro la sua volontà.

1,8
mld $

Fondo "anti-weaponization"
Da cancellare

Pensato per contrastare la presunta "strumentalizzazione" delle istituzioni sotto Biden. I senatori chiedono che sparisca per sempre: le rassicurazioni della Casa Bianca, affermano, non bastano.

70
mld $

Riconciliazione di bilancio
In stallo

È il veicolo per finanziare il fondo, l'ICE e la Border Patrol. I repubblicani restano lontani dai voti necessari per portarlo in aula: un'approvazione entro il fine settimana appare molto remota.

1,5
mld $

Secondo fondo per la Giustizia
Rimosso

Thune lo intende togliere dal provvedimento per non offrire ai democratici un argomento in più nel "vote-a-rama" e ridurre il rischio che la Casa Bianca usi questo secondo fondo per finanziare quello sull'"anti-weaponization".

1
mld $

Sala da ballo della Casa Bianca
Bloccato

I parlamentari repubblicani hanno fermato il piano per mettere in sicurezza la nuova sala da ballo e altre aree del complesso presidenziale.

Difesa

Le "corazzate Trump"
Sotto esame

Incontrano forte scetticismo alla Commissione Forze Armate della Camera, mentre i deputati si preparano a esaminare la legge di spesa per la difesa del 2027.

Esteri

Aiuti all'Ucraina
Possibile voto

La Camera dei Rappresentanti potrebbe votare a favore di nuovi aiuti a Kyiv, osteggiati apertamente dal presidente. Diversi deputati repubblicani sarebbero pronti ad appoggiarli, nonostante l'opposizione di Trump.

La matematica della maggioranza

Margini minimi e una decina di senatori pronti a dire no


I leader repubblicani non possono perdere più di tre voti in nessun passaggio in aula. Ecco le questioni che tengono in scacco la Casa Bianca.

3
Voti massimi che i leader possono perdere

~10
Senatori repubblicani che chiedono garanzie

2
Le settimane passate dall'inizio della rivolta interna

Le voci dello scontro

CG

Chuck Grassley
Presidente Commissione Giustizia del Senato

"L'unica cosa che risolverà il problema e farà approvare i fondi per l'immigrazione è che il presidente cancelli il fondo".

JC

John Curtis
Senatore repubblicano dello Utah

"Non mi basta che siano i tribunali a fermarlo. Voglio essere sicuro che questa cosa non vada avanti nella sua forma attuale".

LM

Lisa Murkowski
Senatrice repubblicana dell'Alaska

Lascia intendere che potrebbe votare contro il testo finale: è contraria a finanziare le agenzie federali fuori dalla normale procedura di bilancio. Da sola può mettere in difficoltà la maggioranza.

JT

John Thune
Leader della maggioranza al Senato

Non nasconde la frustrazione verso il presidente. Chiede alla Casa Bianca di chiudere da sola la questione del fondo e di mettere nero su bianco che non se ne riparlerà.

JL

James Lankford
Senatore repubblicano dell'Oklahoma

"Devono dire cosa intendono davvero e affermare: stiamo mettendo da parte tutta questa storia".

Come si è arrivati allo stallo

Due settimane di trattative a vuoto con la Casa Bianca


Tocca un passaggio per i dettagli.

Due settimane fa
Esplode la rivolta dei senatori sul fondo

Un gruppo di senatori repubblicani inizia a chiedere la cancellazione definitiva del fondo "anti-weaponization". Da allora i vertici cercano invano una via d'uscita con la Casa Bianca.

Memorial Day
La pausa non raffredda le tensioni interne

Lo stop per la festività non placa lo scontro interno, alimentato sia dalla polemica sul fondo sia dalla strategia del partito per le elezioni di midterm.

Lunedì
Lo Speaker Johnson incontra Trump

Dopo settimane di stallo, a vedere il presidente è lo Speaker della Camera Mike Johnson. Poche ore dopo arriva il comunicato del Dipartimento di Giustizia (vedi sotto).

Poche ore dopo
Il Dipartimento di Giustizia promette di rispettare il giudice

Il Dipartimento si impegna a rispettare l'ordine di un giudice federale che ha congelato il fondo fino al 12 giugno. Ma sul dopo, il comunicato tace: ai senatori questo non basta.

12 giugno
Scade il congelamento del fondo

Fino a questa data il fondo "anti-weaponization" resta bloccato per ordine del giudice. Il punto decisivo è cosa accadrà dopo: da quella scelta dipende l'intera partita.

Il calcolo politico

Perché conviene sostenere Trump alle primarie e sfidarlo alle generali


Dietro lo strappo interno c'è un paradosso sempre più evidente: lo stesso nome che apre le porte alle primarie interne del partito le chiude davanti alle elezioni generali.

Alle primarie

Una risorsa

L'endorsement di Trump è diventato sempre più decisivo per vincere le primarie repubblicane.

Alle elezioni generali

Un peso

La sua agenda e l'insistenza sui progetti personali pesano sempre di più, vista l'impopolarità del presidente.

La conseguenza

Superato il filtro delle primarie, molti repubblicani scoprono che prendere le distanze da Trump può convenire in vista di novembre. Da qui parte lo smontaggio della sua agenda, dossier dopo dossier.

Fonte Elaborazione FocusAmerica su dichiarazioni dei senatori e atti del Congresso · giugno 2026. I fondi citati restano congelati per ordine di un giudice federale fino al 12 giugno.

Una maggioranza troppo ristretta


I margini sono minimi. I leader repubblicani non possono perdere più di tre voti in nessun passaggio in aula. Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell'Alaska, ha già lasciato intendere che potrebbe votare contro il testo finale perché contraria a finanziare le agenzie federali fuori dalla normale procedura di bilancio.

La pausa per il Memorial Day non ha raffreddato le tensioni interne ai repubblicani, alimentate sia dalla polemica sul fondo sia dalla strategia del partito per le elezioni di metà mandato. La rivolta dei senatori era esplosa due settimane fa e da allora i vertici repubblicani hanno inutilmente cercato una via d'uscita con la Casa Bianca. Lunedì, però, a incontrare Trump è stato lo Speaker della Camera, Mike Johnson. Poche ore dopo è arrivato il comunicato del Dipartimento di Giustizia.

Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, non nasconde la frustrazione verso il presidente. Lunedì pomeriggio ha detto di non essere riuscito a parlare con Trump del fondo dalla settimana precedente, pur essendo rimasto in contatto con la Casa Bianca durante il fine settimana. Ulteriori garanzie pubbliche, ha aggiunto, sarebbero "utili". Di fatto, Thune chiede alla Casa Bianca di porre fine da sola al fondo e di mettere nero su bianco che non se ne riparlerà. "Devono dire cosa intendono davvero e affermare: stiamo mettendo da parte tutta questa storia", ha spiegato James Lankford, senatore repubblicano dell'Oklahoma, vicino a Thune.

Thune vuole però tenere la questione del fondo fuori dal testo del provvedimento. Inserirla aiuterebbe i democratici durante la sessione di "vote-a-rama", la maratona di voti sugli emendamenti in cui basta la maggioranza semplice per approvare modifiche al testo. "Limitare il testo al suo scopo originario, cioè i soli fondi per ICE e CBP, è la strada più chiara per arrivare a una legge approvata dal Congresso che finisca sulla scrivania del presidente", ha spiegato.

Per la stessa ragione, Thune ha annunciato che dal provvedimento sparirà anche un secondo fondo da 1,5 miliardi di dollari destinato al Dipartimento di Giustizia. La mossa toglie ai democratici un ulteriore argomento per attaccare il fondo di Trump e riduce il rischio che l'amministrazione dirotti quei soldi proprio sull'"anti-weaponization". Da sola, però, questa decisione non basta a ricomporre la frattura interna al partito.

Il problema politico di Trump


Le frizioni, infatti, non si fermano a questo. I membri repubblicani del Congresso hanno bloccato anche il piano di Trump da un miliardo di dollari per mettere in sicurezza la nuova sala da ballo della Casa Bianca e altre aree del complesso presidenziale. Intanto, alla Commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti, anche le cosiddette "corazzate Trump" incontrano forte scetticismo, mentre i deputati si preparano a esaminare la legge di autorizzazione alla spesa per la difesa del 2027.

La Camera dei Repubblicani potrebbe inoltre votare una proposta per portare in aula nuovi aiuti all'Ucraina, che Trump osteggia apertamente. Diversi deputati repubblicani potrebbero comunque appoggiarla, nonostante l'opposiziione presidenziale.

Dietro tutti questi episodi c'è un paradosso politico sempre più evidente. L'endorsement di Trump è diventato sempre più decisivo per vincere nelle primarie repubblicane, ma la sua agenda legislativa e la sua insistenza su progetti personali stanno diventando un peso crescente in vista delle elezioni generali. Superato il filtro delle primarie, molti esponenti repubblicani stanno scoprendo che opporsi a Trump può convenire in vista di novembre, vista l'elevata impopolarità del proprio presidente.

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Auto punta i ragazzi fuori una discoteca a Taormina: De Luca pubblica il video e parla di "tentato omicidio"


Il sindaco e deputato regionale ha diffuso le immagini sui social e chiesto l'identificazione immediata del conducente. Nessun ferito
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Un'auto si allontana. Poi fa inversione, accelera e punta un gruppo di giovani all'uscita della discoteca Ipanema di Taormina. Le immagini, riprese intorno alle 3:15 di notte, sono state pubblicate martedì sera su Instagram dal sindaco Cateno De Luca, che ha parlato di "tentato omicidio". Non risultano feriti.


0:00
/0:33

"Mi hanno inviato pochi minuti fa questo video", ha scritto De Luca nel post. "Ho già inviato il materiale al dirigente della polizia di Stato e a quello della polizia municipale di Taormina. Chiederò l'immediata identificazione di tutti coloro che sono ripresi nel video e il nome di quel pazzo che guidava la macchina. Coloro che sanno e hanno assistito a questo tentato omicidio mi contattino".


0:00
/1:02

In un secondo video, De Luca ha detto che sarebbero già emersi elementi utili per identificare il conducente e localizzarlo. Il sindaco ha ribadito di ritenere necessario il suo arresto, definendolo "un delinquente".

"Le immagini sono inquietanti e non possono lasciare indifferenti”, ha aggiunto. “Chi ha compiuto quel gesto deve essere individuato e perseguito con la massima severità". De Luca, che è anche deputato regionale e leader di Sud chiama Nord, ha allargato la riflessione oltre il singolo episodio: "Sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza improvvisa, comportamenti irresponsabili e totale disprezzo per l'incolumità altrui nei luoghi del divertimento. Non è un problema di una città o di un territorio. È una questione che riguarda l'intero Paese".

Al momento non risultano feriti. Sull'episodio sono in corso accertamenti da parte delle forze dell'ordine, che stanno lavorando per identificare il conducente dell'auto ripresa dalle telecamere.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Hegseth blocca le promozioni di donne e ufficiali neri nella Marina americana


Il segretario alla Difesa ha escluso nove ufficiali già selezionati da una commissione di ammiragli. Sulla nuova lista di 22 nomi non c'è nessuna donna.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha bloccato la promozione di nove ufficiali della Marina americana che erano già stati selezionati da una commissione di alti ammiragli. Tra gli esclusi ci sono tre donne e due uomini neri, oltre a quattro uomini bianchi. La decisione, secondo cinque funzionari della Difesa attuali ed ex che ne hanno parlato in forma anonima al New York Times, sembra dettata dalla sua avversione alle politiche per la diversità più che dal merito degli ufficiali.

Il risultato dell'intervento di Hegseth è una lista di 22 candidati al grado di contrammiraglio, il primo gradino del rango di ammiraglio. Sulla nuova lista, resa pubblica a fine maggio, non compare nessuna donna, anche se le donne sono circa il 21 per cento della Marina in servizio attivo. Risultano inclusi solo due ufficiali non bianchi, mentre i marinai appartenenti a minoranze etniche sono circa il 38 per cento del personale attivo.

La rimozione degli ufficiali dalla lista è molto insolita, hanno spiegato i funzionari al Times. Secondo le regole del Pentagono, il segretario alla Difesa può togliere un nome dalla lista solo per mancanze di tipo morale, mentale, fisico o professionale che mettano in dubbio l'idoneità a comandare. L'azione di Hegseth sembra quindi violare le norme di un sistema di promozioni che dovrebbe essere apolitico e basato sul merito.

Le mosse di Hegseth sono le ultime di una serie di licenziamenti e interventi sul personale che paiono guidati dalla sua politica contraria alla diversità più che dalle prestazioni degli ufficiali. Da quando si è insediato, il segretario ha rimosso o messo da parte quasi tre decine di alti ufficiali, nell'ambito di una campagna pensata per liberare il Pentagono dai vertici che ha definito "sciocchi", "spericolati" e "woke". Ha sempre rifiutato di spiegare perché abbia scelto di licenziarli o di toglierli dalle liste di promozione.

Sean Parnell, portavoce capo del Pentagono, ha rifiutato di dire perché Hegseth abbia escluso gli ufficiali dalla lista della Marina. "Le promozioni militari vengono date a chi se le è guadagnate", ha dichiarato Parnell. "Il dipartimento non considererà mai il colore della pelle di un militare o il suo genere come un fattore nelle promozioni." La Marina non ha voluto commentare.

Il controllo di Hegseth ha colpito soprattutto le donne e gli ufficiali appartenenti a minoranze, che hanno subito la maggior parte dei licenziamenti. Quasi il 60 per cento degli alti ufficiali rimossi da Hegseth è donna o nero, ha detto in una recente testimonianza al Senato Jack Reed, senatore del Rhode Island e principale esponente democratico nella commissione Forze armate. Le donne e le minoranze oggi sono meno del 20 per cento di tutti i generali e gli ammiragli. "State svuotando la riserva di esperienza dei migliori ufficiali, mentre spingete i più giovani a chiedersi se valga la pena continuare a servire", ha detto Reed a Hegseth durante un'altra audizione.

Tra gli alti ufficiali allontanati ci sono il generale Charles Q. Brown Jr., il secondo afroamericano a guidare lo Stato maggiore congiunto, e l'ammiraglia Lisa Franchetti, la prima donna a comandare la Marina. All'inizio dell'anno Hegseth aveva già rimosso quattro colonnelli dalla lista dei candidati a generale dell'Esercito, due uomini neri e due donne, contro il parere del segretario dell'Esercito Daniel P. Driscoll, che sosteneva che quegli ufficiali avessero un lungo curriculum di servizio esemplare e non avessero fatto nulla di sbagliato.

Gli ufficiali scelti per il primo grado di ammiraglio o generale vengono selezionati da una commissione che esamina centinaia di fascicoli personali nell'arco di riunioni che possono durare due settimane. Viene promosso solo circa il 5 per cento di chi è idoneo, il che la rende la selezione più competitiva delle forze armate statunitensi. Le liste passano poi al vaglio dei segretari di ciascuna arma e del segretario alla Difesa, che secondo le regole del Pentagono può cancellare dei nomi solo in casi limitati, come quando emergono nuove informazioni che mettono in dubbio i requisiti di un ufficiale.

La mancanza di spiegazioni ha esasperato i parlamentari di entrambi i partiti. In aprile il deputato repubblicano della Georgia Austin Scott ha chiesto al generale Christopher C. LaNeve, capo di stato maggiore dell'Esercito ad interim, se Hegseth avesse davvero ritirato dei nomi dalla lista dell'Esercito. "Mi preoccupa meno l'etnia o il genere, mi interessa se l'ha fatto o no", ha detto Scott. "Ha tolto quattro nomi dalla lista, come è stato riferito?" Il generale ha risposto che il deputato avrebbe dovuto chiederlo direttamente a Hegseth.

Due settimane dopo, davanti alla commissione Forze armate della Camera, Hegseth ha ammesso di aver tolto dei nomi dalla lista dell'Esercito, ma ha rifiutato di spiegare i motivi specifici. "Non ne parliamo per rispetto verso quegli ufficiali", ha detto. Ha invece parlato in termini generali della necessità di correggere anni di "ingegneria di genere e demografica" che a suo dire avrebbe ridotto l'efficacia delle truppe americane sul campo di battaglia.

In una deroga al protocollo, Hegseth ha anche spinto alti dirigenti della Marina a inserire nella lista il capitano William Francis Jr., un Navy SEAL che lavora come suo assistente speciale. La mancanza di esperienza di comando rendeva Francis non idoneo alla promozione secondo le regole della commissione e non è stato selezionato. In un'audizione alla Camera la deputata democratica della Pennsylvania Chrissy Houlahan, veterana dell'Aeronautica, ha chiesto a Hegseth se avesse ordinato alla Marina di aggiungere alla lista per ammiraglio un ufficiale delle forze speciali privo del tempo di comando necessario. "Non so a cosa si riferisca", ha risposto Hegseth, in modo nella migliore delle ipotesi fuorviante.

Gli ufficiali cancellati dalla lista della Marina sembrano essere stati presi di mira per aver partecipato a qualche iniziativa legata alla diversità anni o persino decenni prima. Una di loro, molto stimata, aveva servito come ufficiale di guerra di superficie, aveva completato la scuola avanzata di propulsione nucleare della Marina ed era stata scelta come stretta collaboratrice di un ammiraglio a quattro stelle al Pentagono. È stata messa nel mirino da Hegseth poco dopo che il suo nome era comparso su un sito web che diceva di voler ripulire le forze armate dagli ufficiali "woke", il quale segnalava che vent'anni prima aveva lavorato come "ufficiale di collegamento per la diversità", con il compito di aiutare la Marina a reclutare e trattenere donne e minoranze. Un'altra ufficiale colpita era stata pilota della Marina e ufficiale per gli affari esteri, mentre la terza è un medico a capo di un importante comando sanitario della Marina.

Prima di essere scelto dal presidente Trump per il Pentagono, Hegseth si era opposto all'ingresso delle donne nei ruoli di combattimento. In seguito ha attenuato la sua posizione, dicendo che le donne possono servire in quei ruoli, come avviene dal 2013, se rispettano gli stessi requisiti fisici degli uomini. Secondo i suoi critici, però, le sue azioni sollevano dubbi sul fatto che ritenga le ufficiali donne adatte a servire ai livelli più alti delle forze armate.

reshared this