Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Hegseth blocca le promozioni di donne e ufficiali neri nella Marina americana


Il segretario alla Difesa ha escluso nove ufficiali già selezionati da una commissione di ammiragli. Sulla nuova lista di 22 nomi non c'è nessuna donna.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha bloccato la promozione di nove ufficiali della Marina americana che erano già stati selezionati da una commissione di alti ammiragli. Tra gli esclusi ci sono tre donne e due uomini neri, oltre a quattro uomini bianchi. La decisione, secondo cinque funzionari della Difesa attuali ed ex che ne hanno parlato in forma anonima al New York Times, sembra dettata dalla sua avversione alle politiche per la diversità più che dal merito degli ufficiali.

Il risultato dell'intervento di Hegseth è una lista di 22 candidati al grado di contrammiraglio, il primo gradino del rango di ammiraglio. Sulla nuova lista, resa pubblica a fine maggio, non compare nessuna donna, anche se le donne sono circa il 21 per cento della Marina in servizio attivo. Risultano inclusi solo due ufficiali non bianchi, mentre i marinai appartenenti a minoranze etniche sono circa il 38 per cento del personale attivo.

La rimozione degli ufficiali dalla lista è molto insolita, hanno spiegato i funzionari al Times. Secondo le regole del Pentagono, il segretario alla Difesa può togliere un nome dalla lista solo per mancanze di tipo morale, mentale, fisico o professionale che mettano in dubbio l'idoneità a comandare. L'azione di Hegseth sembra quindi violare le norme di un sistema di promozioni che dovrebbe essere apolitico e basato sul merito.

Le mosse di Hegseth sono le ultime di una serie di licenziamenti e interventi sul personale che paiono guidati dalla sua politica contraria alla diversità più che dalle prestazioni degli ufficiali. Da quando si è insediato, il segretario ha rimosso o messo da parte quasi tre decine di alti ufficiali, nell'ambito di una campagna pensata per liberare il Pentagono dai vertici che ha definito "sciocchi", "spericolati" e "woke". Ha sempre rifiutato di spiegare perché abbia scelto di licenziarli o di toglierli dalle liste di promozione.

Sean Parnell, portavoce capo del Pentagono, ha rifiutato di dire perché Hegseth abbia escluso gli ufficiali dalla lista della Marina. "Le promozioni militari vengono date a chi se le è guadagnate", ha dichiarato Parnell. "Il dipartimento non considererà mai il colore della pelle di un militare o il suo genere come un fattore nelle promozioni." La Marina non ha voluto commentare.

Il controllo di Hegseth ha colpito soprattutto le donne e gli ufficiali appartenenti a minoranze, che hanno subito la maggior parte dei licenziamenti. Quasi il 60 per cento degli alti ufficiali rimossi da Hegseth è donna o nero, ha detto in una recente testimonianza al Senato Jack Reed, senatore del Rhode Island e principale esponente democratico nella commissione Forze armate. Le donne e le minoranze oggi sono meno del 20 per cento di tutti i generali e gli ammiragli. "State svuotando la riserva di esperienza dei migliori ufficiali, mentre spingete i più giovani a chiedersi se valga la pena continuare a servire", ha detto Reed a Hegseth durante un'altra audizione.

Tra gli alti ufficiali allontanati ci sono il generale Charles Q. Brown Jr., il secondo afroamericano a guidare lo Stato maggiore congiunto, e l'ammiraglia Lisa Franchetti, la prima donna a comandare la Marina. All'inizio dell'anno Hegseth aveva già rimosso quattro colonnelli dalla lista dei candidati a generale dell'Esercito, due uomini neri e due donne, contro il parere del segretario dell'Esercito Daniel P. Driscoll, che sosteneva che quegli ufficiali avessero un lungo curriculum di servizio esemplare e non avessero fatto nulla di sbagliato.

Gli ufficiali scelti per il primo grado di ammiraglio o generale vengono selezionati da una commissione che esamina centinaia di fascicoli personali nell'arco di riunioni che possono durare due settimane. Viene promosso solo circa il 5 per cento di chi è idoneo, il che la rende la selezione più competitiva delle forze armate statunitensi. Le liste passano poi al vaglio dei segretari di ciascuna arma e del segretario alla Difesa, che secondo le regole del Pentagono può cancellare dei nomi solo in casi limitati, come quando emergono nuove informazioni che mettono in dubbio i requisiti di un ufficiale.

La mancanza di spiegazioni ha esasperato i parlamentari di entrambi i partiti. In aprile il deputato repubblicano della Georgia Austin Scott ha chiesto al generale Christopher C. LaNeve, capo di stato maggiore dell'Esercito ad interim, se Hegseth avesse davvero ritirato dei nomi dalla lista dell'Esercito. "Mi preoccupa meno l'etnia o il genere, mi interessa se l'ha fatto o no", ha detto Scott. "Ha tolto quattro nomi dalla lista, come è stato riferito?" Il generale ha risposto che il deputato avrebbe dovuto chiederlo direttamente a Hegseth.

Due settimane dopo, davanti alla commissione Forze armate della Camera, Hegseth ha ammesso di aver tolto dei nomi dalla lista dell'Esercito, ma ha rifiutato di spiegare i motivi specifici. "Non ne parliamo per rispetto verso quegli ufficiali", ha detto. Ha invece parlato in termini generali della necessità di correggere anni di "ingegneria di genere e demografica" che a suo dire avrebbe ridotto l'efficacia delle truppe americane sul campo di battaglia.

In una deroga al protocollo, Hegseth ha anche spinto alti dirigenti della Marina a inserire nella lista il capitano William Francis Jr., un Navy SEAL che lavora come suo assistente speciale. La mancanza di esperienza di comando rendeva Francis non idoneo alla promozione secondo le regole della commissione e non è stato selezionato. In un'audizione alla Camera la deputata democratica della Pennsylvania Chrissy Houlahan, veterana dell'Aeronautica, ha chiesto a Hegseth se avesse ordinato alla Marina di aggiungere alla lista per ammiraglio un ufficiale delle forze speciali privo del tempo di comando necessario. "Non so a cosa si riferisca", ha risposto Hegseth, in modo nella migliore delle ipotesi fuorviante.

Gli ufficiali cancellati dalla lista della Marina sembrano essere stati presi di mira per aver partecipato a qualche iniziativa legata alla diversità anni o persino decenni prima. Una di loro, molto stimata, aveva servito come ufficiale di guerra di superficie, aveva completato la scuola avanzata di propulsione nucleare della Marina ed era stata scelta come stretta collaboratrice di un ammiraglio a quattro stelle al Pentagono. È stata messa nel mirino da Hegseth poco dopo che il suo nome era comparso su un sito web che diceva di voler ripulire le forze armate dagli ufficiali "woke", il quale segnalava che vent'anni prima aveva lavorato come "ufficiale di collegamento per la diversità", con il compito di aiutare la Marina a reclutare e trattenere donne e minoranze. Un'altra ufficiale colpita era stata pilota della Marina e ufficiale per gli affari esteri, mentre la terza è un medico a capo di un importante comando sanitario della Marina.

Prima di essere scelto dal presidente Trump per il Pentagono, Hegseth si era opposto all'ingresso delle donne nei ruoli di combattimento. In seguito ha attenuato la sua posizione, dicendo che le donne possono servire in quei ruoli, come avviene dal 2013, se rispettano gli stessi requisiti fisici degli uomini. Secondo i suoi critici, però, le sue azioni sollevano dubbi sul fatto che ritenga le ufficiali donne adatte a servire ai livelli più alti delle forze armate.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

INPS, sul tavolo una Direzione Centrale Vigilanza Ispettiva


Fabio Vitale (CdA INPS): "Riconoscere pienamente ruolo strategico ispettori di vigilanza"

Una nuova Direzione Centrale dedicata alla Vigilanza Ispettiva all’interno dell’INPS. È la proposta avanzata oggi dal consigliere di amministrazione dell’Istituto, Fabio Vitale, che ha indicato la necessità di rafforzare il ruolo della funzione ispettiva attraverso una struttura organizzativa autonoma e specificamente dedicata.

Secondo Vitale, l’iniziativa si inserisce nel percorso di riorganizzazione e valorizzazione della vigilanza dell’Istituto, in una fase caratterizzata dal definitivo superamento del ruolo a esaurimento degli ispettori e dall’avvio di nuove procedure assunzionali che interessano il settore dopo quasi vent’anni dall’ultimo concorso pubblico, risalente al 2007.

Nel presentare la proposta, il consigliere ha sottolineato come gli ispettori di vigilanza svolgano una funzione che va oltre il mero controllo contributivo, rappresentando un presidio territoriale in grado di intercettare fenomeni di irregolarità economica e lavorativa e di contribuire all’emersione di situazioni di illegalità.

“È tempo di riconoscere pienamente il ruolo strategico degli ispettori di vigilanza INPS, non solo nell’organigramma dell’Istituto, ma nella vita economica e sociale del Paese”, ha dichiarato Vitale, evidenziando il contributo che tali professionalità possono offrire sia nella tutela delle imprese che operano nel rispetto delle regole sia nel contrasto ai fenomeni di lavoro sommerso.

La proposta prevede la costituzione di una Direzione Centrale con compiti di coordinamento, indirizzo e sviluppo della funzione ispettiva, con particolare attenzione agli aspetti legati alla formazione del personale, alla trasmissione delle competenze professionali e alla valorizzazione del patrimonio di conoscenze maturato dagli ispettori nel corso degli anni.

Secondo Vitale, il momento sarebbe particolarmente favorevole per avviare questo percorso, anche in considerazione delle nuove assunzioni programmate dal Governo, che consentiranno un ricambio generazionale all’interno della categoria. In tale contesto, una struttura centrale dedicata potrebbe favorire la standardizzazione delle procedure operative, il consolidamento delle competenze specialistiche e una maggiore integrazione delle attività di vigilanza sul territorio nazionale.

Nel delineare la visione della futura Direzione, il consigliere ha individuato quattro principali aree di intervento: vigilanza e intelligence ispettiva, contrasto all’economia sommersa, lotta al caporalato e sviluppo di modelli di compliance e collaborazione con le imprese.

“L’istituzione di una nuova Direzione Centrale Vigilanza Ispettiva rappresenterebbe il riconoscimento dovuto a chi ogni giorno tutela la legalità sul campo”, ha affermato Vitale, sostenendo che i circa mille ispettori dell’INPS possano assumere un ruolo sempre più rilevante nelle attività di contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento dei lavoratori.

L’eventuale istituzione della nuova Direzione Centrale richiederebbe un percorso organizzativo interno all’Istituto e si inserirebbe nel più ampio dibattito sul rafforzamento degli strumenti di vigilanza e controllo in materia previdenziale e contributiva.

La proposta sarà ora oggetto delle valutazioni degli organi competenti dell’INPS nell’ambito delle future scelte organizzative dell’Ente.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Perché spendiamo serenamente 40 euro in food delivery e litighiamo per 2 euro in più di bolletta


Litighiamo per 2 euro in più di bolletta ma ordiniamo cena a domicilio da 40 euro con una leggerezza sorprendente. La differenza non è nei numeri, è nel modo in cui li viviamo.

Passiamo ore a confrontare tariffe energetiche per risparmiare il 5% e discutiamo per ogni minimo rincaro. Poi, con un clic sullo smartphone, ordiniamo una cena a domicilio da 40 euro senza quasi farci caso.

Questa apparente contraddizione è in realtà la fotografia di come elaboriamo il valore del denaro. Le bollette attivano la nostra modalità difensiva: arrivano sotto forma di documenti ufficiali, con cifre scritte in grande e scadenze da rispettare, posizionandosi nella nostra mente come uscite «istituzionali» e obbligatorie. Il delivery è invece associato al piacere, alla ricompensa dopo una giornata pesante, alla comodità. Una è percepita come imposizione, l’altra come scelta. E la percezione pesa più della cifra.

This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump nomina una persona senza esperienza alla guida dell'intelligence


Bill Pulte, fedelissimo di Trump e capo dell'agenzia sui mutui, è il nuovo direttore ad interim dell'intelligence nazionale senza esperienza nel settore. Scettici i repubblicani

Bill Pulte non ha alcuna esperienza nota in materia di sicurezza nazionale, ma ha qualcosa che il presidente Trump apprezza più di ogni altra cosa: la fedeltà. È bastato questo per ottenere uno dei posti più delicati dell'amministrazione. Martedì Trump ha annunciato sui social di averlo nominato direttore ad interim dell'intelligence nazionale, al posto di Tulsi Gabbard.

Pulte guida l'agenzia federale che vigila sul mercato dei mutui, la Federal Housing Finance Agency. Secondo quanto riportato dai media, si era avvicinato al presidente con una proposta apparentemente azzardata: prendere il posto di Gabbard alla guida dei servizi segreti. Nei colloqui con Trump ha sostenuto che sarebbe stato un difensore senza riserve dell'agenda di politica estera della Casa Bianca e ha mostrato sostegno alla guerra in Iran. Trump, che nei giorni scorsi ha espresso una crescente irritazione verso i suoi critici repubblicani, si è convinto.

Si tratta di una carica ad interim, una posizione temporanea che non richiede la conferma del Senato. La scelta ha stupito molti dei consiglieri del presidente ed è stata accolta con scetticismo dai parlamentari repubblicani e, in privato, da alcuni funzionari dell'amministrazione. "Non vedo alcuna prova di una qualifica per questo incarico", ha detto il senatore John Cornyn, del Texas. Altri repubblicani hanno espresso timore che Pulte possa usare la nuova posizione per colpire i nemici percepiti del presidente. "Non ci serve un direttore dell'intelligence trasformato in un'arma", ha dichiarato ai giornalisti il leader della maggioranza al Senato John Thune, del South Dakota.

La Casa Bianca ha difeso la nomina. "Bill Pulte è una grande scelta e farà un ottimo lavoro per il popolo americano", ha dichiarato il portavoce Davis Ingle. Il direttore del Consiglio economico nazionale Kevin Hassett ha detto ai giornalisti che Pulte è "una persona di fiducia del presidente".

La nomina segna una sconfitta per i numerosi avversari di Pulte all'interno dell'amministrazione. Da quando è alla guida dell'agenzia sui mutui è diventato una figura divisiva, in contrasto con alcuni consiglieri del presidente infastiditi dal suo stile aggressivo. Diversi funzionari della Casa Bianca lo hanno criticato per aver scavalcato la catena di comando pur di arrivare a Trump, che però in passato ha resistito ai tentativi di rimuoverlo, dicendo ai suoi interlocutori di apprezzarne la lealtà.

Le tensioni con il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno raggiunto il culmine l'anno scorso, quando Bessent ha minacciato di prendere a pugni in faccia il responsabile della casa di Trump, come riportato dal Wall Street Journal. Bessent aveva saputo che Pulte lo screditava davanti al presidente. I funzionari del Tesoro hanno appreso della nomina come il resto del Paese, leggendola sui social. Un consigliere ha informato Bessent mentre si preparava a un'imminente audizione al Congresso.

Soprannominato da alcuni "Little Trump", piccolo Trump, Pulte si è guadagnato la fiducia del presidente proprio grazie all'approccio aggressivo nel suo ruolo di responsabile delle politiche per la casa. Ha accusato diversi avversari percepiti di Trump di frode sui mutui, tra cui il senatore Adam Schiff, la procuratrice generale dello Stato di New York Letitia James e Lisa Cook, membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve.

Trump ha citato proprio le accuse di Pulte contro Cook quando l'anno scorso ha tentato di rimuoverla dalla carica di governatrice della banca centrale. Il ricorso legale di Cook è ora pendente davanti alla Corte Suprema. Schiff e Cook non sono stati incriminati per alcun reato e tutti hanno negato ogni illecito. Pulte ha anche alimentato la campagna di Trump contro l'allora presidente della Federal Reserve Jerome Powell, chiedendone via social la rimozione e preparando una bozza di lettera con cui Trump avrebbe potuto licenziarlo.

Il coinvolgimento di Pulte nell'avvio delle indagini ha irritato alcuni alti funzionari del Dipartimento di Giustizia, convinti che avesse oltrepassato il suo ruolo. James è stata incriminata per frode, ma il caso è stato poi archiviato.

Pulte ha indispettito vari funzionari della Casa Bianca presentandosi nei fine settimana nei campi da golf di Trump e portandogli informazioni che nulla avevano a che fare con il suo incarico di regolatore del settore immobiliare. Spesso si presenta al presidente con grandi cartelloni per sostenere le sue tesi. Alcuni frequentatori di uno dei circoli di Trump hanno raccontato di averlo visto il mese scorso aggirarsi con grandi foto della vasca riflettente davanti al Lincoln Memorial, che il presidente sta ristrutturando. A maggio i due hanno cenato insieme a Mar-a-Lago, il club privato di Trump in Florida.

Pulte ambiva da tempo a entrare nel governo e in origine aveva puntato a guidare il Dipartimento per la Casa e lo Sviluppo urbano. Trump ha sollevato per la prima volta l'idea di affidargli l'intelligence durante lo scorso fine settimana, ma diversi consiglieri sono rimasti sorpresi che andasse fino in fondo. Tra chi ha spinto per la mossa c'è stato Roger Stone, storico alleato del presidente.

Pulte ha chiarito in pubblico e in privato di sostenere la guerra in Iran. Gabbard, da sempre scettica verso gli impegni militari all'estero, il mese scorso aveva annunciato le sue dimissioni. All'inizio dell'anno Pulte aveva detto al Wall Street Journal di non essere preoccupato per la pressione che il conflitto con l'Iran sta esercitando sui tassi dei mutui, tornati sopra il 6,5% nelle ultime settimane tra mercati dell'energia in subbuglio e timori di un'inflazione persistente. "Penso sia temporaneo", aveva detto. "E penso che l'Iran non sarà più una minaccia per il mondo dopo che tutto questo sarà finito".

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

L’amore che rimane è il nuovo dolce e malinconico capolavoro di Hlynur Pálmason


Di ruggine è fatto il cinema di Hlynur Pálmason. E di ruggine sono fatte le opere di Anna, la protagonista del suo nuovo film: L’amore che rimane.

«Quando la terra si apre nessuno si stupisce. La terra si apre continuamente quando il Dio del roveto e della parasia viene di notte a donare il suo dono di zolfo». Comincia così una delle poesie più belle di Marilena Renda. “Ruggine” è il titolo della composizione e della raccolta che la contiene. Di ruggine è fatto il cinema di Hlynur Pálmason. E di ruggine sono fatte le opere di Anna, la protagonista del suo nuovo film: L’amore che rimane. Il regista islandese indugia nell’uso e nell’abuso delle varie possibilità estensive e delocalizzanti che questa ruggine gli offre, così come in quelle dell’autofiction (ovvero la patina di menzogna e di messinscena che lasciamo arrugginire sulla realtà). Il film, infatti, attinge a piene mani dalla sua vita personale. I bambini che vediamo su schermo sono i suoi figli, il cane Panda è il suo cane, l’ambientazione è la sua città natale, Höfn í Hornafirði, in quella terra di ruggine e zolfo che è l’Islanda, che si apre continuamente - senza che nessuno si stupisca - nelle faglie che separano placche e continenti. Le opere di Anna, quindi, sono le sue, sculture di grandi dimensioni realizzate poggiando delle sagome di metallo sulla tela e lasciandole arrugginire esponendole alle intemperie delle settimane e dei mesi islandesi. Quello che rimane di quella ruggine, ciò che “cola” e lascia una macchia, è l’opera finita. La ruggine, d’altronde, è ruina (rovina), è ruere, che è anche precipitare. In poche parole: crepa, crollo, franamento. L’esalazione che esce dal taglio. Sulla ruggine nulla scivola docilmente, ma c’è sempre qualcosa che si sedimenta, che lascia una traccia di quello che c’è stato, il segno che il tempo incide sulla materia. Le tempeste, l’umidità, il sale trascinato dai venti arrugginiscono le lamiere delle tante case dei pescatori dell’isola, gli scafi abbandonati dei loro pescherecci, che stanno lì a punteggiare il paesaggio lungo la costa e a simboleggiare una lotta contro gli elementi persa fin dall’inizio. Così Pálmason non è il regista titanico che prova ad addomesticare i fenomeni naturali - simulandoli o contenendoli - ma espone il suo cinema alla pioggia, al sole, alla neve, lo lascia indifeso davanti al tempo, che ora scorre placido e dopo s’inferocisce.

Questo suo nuovo film, non a caso, è accompagnato da una sua versione ancora più essenziale (Jóhanna af Örk), che è ciò che rimane de L’amore che rimane se lo ripuliamo della ruggine che si è accumulata su di esso. Quella ruggine è appunto la finzione cinematografica, il montaggio, la regia, la sceneggiatura, l’autofiction. Tutte le inquadrature possibili si riducono a una sola. I bambini che erano i figli di Anna e Maggi nel racconto sceneggiato si rivelano per quel che sono nella realtà: i figli di Hlynur Pálmason. Il cinema che rimane non è che un manichino in balia del passare delle stagioni, mentre il mondo gioca e scorrazza attorno a esso, lo prende a pugni, lo trafigge con delle frecce, gli cambia genere e identità a piacimento. Ci si “limita” a filmare, a prendere atto delle cose che (gli) accadono. E l’amore, forse, è proprio come quel fantoccio lì in attesa dell’inevitabile - ma sempre procrastinato - rogo. Consumiamo tempo e fatica per costruirlo e per tenerlo in piedi. Gli costruiamo una corazza che lo possa proteggere dalla cattiveria (soprattutto nostra). Ma nonostante tutto lo umiliamo e lo maltrattiamo. Pensiamo di avere il totale controllo su di esso, ma lo stesso ci manda al pronto soccorso. Fino a quando, stremato e malandato, non va via. Tornando a Marilena Renda: «Perché le cose scompaiono e non c’è strada per trattenerle ancora un minuto sulla linea del cielo presente». E se una strada c’è, è quella del cinema.
facebook.com/plugins/like.php?…

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Chi era Henry Nowak e perché il suo caso sta scuotendo il Regno Unito


Il 18enne accoltellato a Southampton mentre la polizia lo ammanettava credendo fosse l'aggressore. Il video delle bodycam diventa virale
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

"Non posso respirare. Sono stato accoltellato". Lo ripete nove volte. Un agente risponde: "Non credo proprio, amico". Tre minuti dopo, quando finalmente iniziano la rianimazione, è già troppo tardi. È quello che si sente nel video delle bodycam che ha fatto esplodere il caso Henry Nowak nel Regno Unito e oltre, secondo quanto riportato da AP e BBC.

I fatti risalgono al dicembre 2025, ma il caso è tornato prepotentemente alla ribalta questa settimana. Lunedì il tribunale ha emesso la sentenza di condanna, e la polizia ha contestualmente reso pubblico per la prima volta il video delle bodycam, fino ad allora tenuto riservato per non condizionare il processo. Senza quelle immagini, la vicenda sarebbe probabilmente rimasta una storia locale. Con il video, è diventata virale in poche ore.

Henry Nowak era un 18enne britannico di origini polacche, studente al primo anno all'Università di Southampton. La sera del 3 dicembre 2025 stava camminando a Portswood, quartiere universitario frequentato da studenti e locali notturni, quando è stato aggredito da Vickrum Digwa, 23 anni, britannico come lui ma di origini indiane, che lo ha colpito cinque volte con una lama da 21 centimetri, infliggendo una ferita fatale al petto. Nowak stava tornando a casa dopo una serata al Hobbit Pub, uno dei ritrovi più popolari tra gli universitari.

Il movente non è stato stabilito con chiarezza. Il tribunale ha escluso che si trattasse di un crimine a sfondo razziale contro Nowak. Dalle immagini recuperate dal telefono della vittima risulta che i due avevano avuto un breve alterco verbale prima dell'aggressione, ma nulla che giustificasse quanto accaduto.

L'errore della polizia


Subito dopo l'aggressione, Digwa ha mentito agli agenti sostenendo di essere stato vittima di un'aggressione razzista da parte di Nowak. Il tribunale ha poi accertato che le accuse erano false e costruite per giustificare l'accoltellamento. Ma quella notte la polizia dell'Hampshire ha ritenuto credibile la sua versione, arrivando ad ammanettare il ragazzo agonizzante riverso sul marciapiede. Il video delle bodycam, diffuso lunedì dopo la sentenza, mostra Nowak che implora soccorso mentre viene ignorato. Riporta IBTimes UK che gli agenti hanno risposto alle sue disperate richieste con scetticismo, aspettando tre minuti prima di avviare la rianimazione. Il patologo ha confermato che la ferita era già fatale.


0:00
/1:12

La sentenza e le proteste


Digwa è stato condannato all'ergastolo con un minimo di 21 anni, riporta AP. La pubblicazione del video ha riacceso lo sdegno e scatenato le proteste. Secondo la BBC, una folla si è radunata davanti alla stazione di polizia di Southampton con cori di "Non riesco a respirare" e "Niente giustizia, niente pace". Tra i presenti anche Tommy Robinson, pseudonimo di Stephen Yaxley-Lennon, fondatore dell'English Defence League e figura di riferimento della destra radicale britannica, noto per partecipare a proteste legate a crimini commessi da stranieri. Uno degli agenti coinvolti si è dimesso. Gli altri tre sono ancora in servizio e considerati testimoni dall'IOPC, l'ufficio indipendente che vigila sulla polizia, che ha aperto un'indagine.

Il dibattito politico


Il caso ha rapidamente alimentato il dibattito politico nel Regno Unito. Nigel Farage, storico volto della Brexit e leader di Reform UK, ha parlato di "two-tier policing", un sistema a due pesi e due misure, e di pregiudizio razziale contro i bianchi. Il governo laburista ha risposto: la ministra dell'Interno Shabana Mahmood ha definito il delitto "un atto di pura malvagità" e le immagini "scioccanti e tragiche". Il premier Keir Starmer ha scritto su X che "ci sono domande serie a cui la polizia deve rispondere".

La famiglia Nowak chiede giustizia e un'inchiesta completa, non strumentalizzazioni. Il padre Mark ha dichiarato fuori dal tribunale: "Mio figlio non è morto con dignità".

Come raccontato dalla BBC, Henry era descritto dai compagni di squadra come "il tipo di persona che tutti volevano avere intorno". Aveva appena iniziato l'università, dove studiava ragioneria e costruiva il suo futuro.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La Corte Suprema dà via libera alla mappa repubblicana in Alabama


La Corte Suprema autorizza l'Alabama a eliminare un distretto a maggioranza nera. Sei seggi orientati ai repubblicani su sette: il democratico Shomari Figures rischia il posto. Liberali in dissenso

La Corte Suprema ha autorizzato l'Alabama a cancellare uno dei suoi due distretti congressuali a maggioranza afroamericana, una vittoria per i repubblicani che lottano per conservare la loro stretta maggioranza alla Camera. La decisione, arrivata martedì sera, è il primo grande banco di prova da quando ad aprile i giudici hanno indebolito la legge sul diritto di voto del 1965, una delle pietre miliari delle battaglie per i diritti civili negli Stati Uniti.

L'effetto pratico è immediato: l'Alabama può sostituire la mappa attuale, che ha due distretti a maggioranza nera, con una che ne ha uno solo. Con i nuovi confini lo Stato avrà sei distretti orientati verso i repubblicani e uno solo verso i democratici, contro i cinque seggi repubblicani sicuri di prima. A rischiare il posto è il deputato democratico Shomari Figures, che rappresenta il secondo distretto e che con ogni probabilità perderà il seggio.

L'ordinanza, di quattro pagine e non firmata, è stata adottata con un voto che appare di 6 a 3. I tre giudici progressisti della Corte hanno espresso pubblicamente il loro dissenso. La maggioranza conservatrice ha scritto che un collegio unanime di tre giudici federali, che a fine maggio aveva bloccato la mappa giudicandola discriminatoria su base razziale, non aveva seguito le indicazioni della Corte alla luce della recente sentenza sul diritto di voto. Schierandosi con l'Alabama, i giudici hanno concluso che il tribunale inferiore aveva interferito in modo improprio con i rappresentanti eletti mentre organizzavano un'elezione imminente.

BREAKING — The U.S. Supreme Court allows Alabama to use the new 6R-1D congressional map for the midterm elections.

🔴 +1 GOP
🔵 -1 DEM pic.twitter.com/UZtpM9eeUN
— VoteHub (@VoteHub) June 3, 2026


"Gli Stati sono liberi di decidere da soli se modifiche dell'ultimo minuto a un'elezione siano nel loro interesse", ha scritto la maggioranza. I tre giudici federali che avevano bloccato la mappa, due dei quali nominati dal presidente Trump, avevano invece trovato prove che i confini erano stati disegnati con l'intenzione di discriminare. La maggioranza della Corte Suprema ha replicato che la loro analisi si era discostata dalla recente decisione sul diritto di voto.

La giudice Sonia Sotomayor, a nome del blocco progressista e affiancata da Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson, ha scritto che la decisione porterà a "un'elezione caotica, tenuta sulla base di una mappa congressuale mai usata prima che discrimina intenzionalmente gli abitanti neri dell'Alabama". Secondo Sotomayor la sentenza "svilisce il processo democratico" e "corrode lo stato di diritto premiando i giochi di prestigio dell'Alabama e la sua aperta sfida agli ordini dei tribunali". Ha aggiunto che, proprio mentre l'Alabama insisteva sulla discriminazione razziale, "la Corte oggi insiste sul caos".

La vicenda della mappa dell'Alabama è lunga e tormentata. Fu una causa del 1992 a imporre la creazione dell'unico distretto a maggioranza nera dello Stato, il settimo. Dopo il censimento del 2020, gruppi di elettori afroamericani contestarono il rifiuto delle autorità di crearne un secondo, ricordando che più di un residente su quattro in Alabama è nero. Sostenevano che mantenere sei distretti a maggioranza bianca e uno solo a maggioranza nera violava la legge sul diritto di voto, negando alle minoranze la possibilità di scegliere i propri candidati.

Nel giugno 2023 la Corte Suprema diede loro ragione, bocciando la mappa con un voto di 5 a 4 e stabilendo che i legislatori statali avevano diluito il peso degli elettori neri. Anche dopo quella sentenza i parlamentari dell'Alabama approvarono una mappa con un solo distretto a maggioranza nera, ignorando l'ordine di un tribunale federale di crearne un secondo o qualcosa di simile. A quel punto un giudice incaricò un esperto indipendente di tracciare nuovi confini. La mappa risultante introdusse un secondo distretto con una percentuale significativa di elettori neri, aprendo la strada all'elezione nel 2024 di Shomari Figures, democratico. Figures si unì a Terri Sewell, anche lei democratica afroamericana, segnando per la prima volta nella storia dello Stato la presenza contemporanea di due parlamentari neri alla Camera per l'Alabama.

A cambiare tutto è stata una sentenza di aprile. Nel caso Louisiana contro Callais la Corte si divise lungo le linee ideologiche e bocciò la mappa della Louisiana, stabilendo che i legislatori avevano violato la Costituzione creando un secondo distretto a maggioranza nera. Il giudice Samuel Alito fissò un criterio nuovo e più severo: da quel momento chi contesta una mappa deve dimostrare con prove solide che è stata disegnata con l'intenzione di discriminare in base all'etnia, e non solo per ottenere un vantaggio di parte. In precedenza bastava mostrare che la mappa avrebbe avuto effetti discriminatori, senza provare l'intenzione. Alito citò il "vasto cambiamento sociale" avvenuto nel Paese, soprattutto nel Sud, dopo gli anni Sessanta.

Quella sentenza ha innescato una nuova ondata di ridisegno dei collegi, che si aggiunge alla guerra sulle mappe avviata dal presidente Trump in Texas per cercare di mantenere il controllo della Camera. Tennessee e Louisiana hanno approvato mappe che eliminano distretti a maggioranza nera. South Carolina e Georgia hanno scelto di non cambiare i confini prima delle elezioni di metà mandato del 2026, ma hanno mostrato l'intenzione di farlo prima della fine del decennio.

Invece di disegnare una nuova mappa, l'Alabama ha cercato di usare quella del 2023 già bloccata dai tribunali, chiedendo a maggio alla Corte Suprema di far rivedere quella decisione alla luce della sentenza di Alito. La Corte acconsentì, ma il caso non era finito. Quando un collegio di tre giudici federali riesaminò la mappa con i nuovi criteri, con una decisione di 79 pagine del 26 maggio la bloccò di nuovo all'unanimità, definendola "intenzionalmente discriminatoria" anche secondo gli standard più severi. I giudici, due dei quali nominati da Trump, scrissero di essere "dolorosamente consapevoli della gravità" della loro decisione, ma di non trovare la questione "particolarmente complessa o incerta".

I leader repubblicani sono allora tornati alla Corte Suprema, sostenendo che la mappa era frutto di scelte politiche di parte e non di discriminazione razziale, e lamentando la pressione del tempo in vista del voto. Gli sfidanti, gruppi per i diritti civili e politici democratici, hanno replicato che ormai era troppo tardi per cambiare i confini prima delle elezioni. La maggioranza conservatrice ha invece scritto che il tribunale inferiore non aveva tenuto conto della presunzione di buona fede del legislatore.

La sentenza ha conseguenze dirette sul controllo della Camera. Le primarie per gli altri incarichi si sono già tenute il mese scorso in Alabama, ma la governatrice repubblicana Kay Ivey aveva rinviato all'11 agosto quelle di quattro distretti congressuali, due dei quali in mano a repubblicani bianchi e due a democratici neri, sperando in una decisione favorevole. "La decisione di oggi è una vittoria per il popolo dell'Alabama e per le nostre elezioni", ha dichiarato Ivey in una nota, aggiungendo che lo Stato continua a battersi perché "gli attivisti non abbiano l'ultima parola". Le elezioni di metà mandato del 2026 si annunciano simili a quelle del 2018, segnate da un'ondata di voto contro Trump.

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Un deputato repubblicano del New Jersey scomparso da quasi tre mesi


Tom Kean Jr., 57 anni, non si vede in pubblico dal 5 marzo. I suoi collaboratori parlano di una condizione medica mai chiarita. A novembre lo sfiderà la democratica Rebecca Bennett

Il deputato repubblicano Tom Kean Jr. ha vinto martedì le primarie per la rielezione al Congresso nel settimo distretto del New Jersey senza vedere un elettore da quasi tre mesi e senza essere comparso in pubblico dal 5 marzo, quando ha votato per l'ultima volta al Campidoglio. Cinquantasettenne, ha saltato oltre 100 voti d'aula. Ha vinto senza avversari e con l'endorsement del presidente Donald Trump, arrivato a poche ore dal voto su Truth Social.

I suoi collaboratori da aprile attribuiscono l'assenza a una "condizione medica personale", senza fornire dettagli oltre alle assicurazioni di una piena guarigione e di un rapido rientro al lavoro. Tre ore prima della chiusura dei seggi, lo staff ha diffuso un comunicato attribuito a Kean: "In questo momento sono concentrato sulla mia guarigione e, su consiglio del personale sanitario, passerò dal lavoro virtuale al lavoro in presenza nel giro di alcune settimane". Una volta tornato in pubblico, il deputato ha promesso di essere "completamente trasparente" sulla natura della sua malattia.

A novembre Kean affronterà la democratica Rebecca Bennett, ex pilota di elicotteri della Marina, in una delle corse alla Camera più contese del Paese. Il settimo distretto del New Jersey è anche tra i più ricchi degli Stati Uniti. Il presidente, nell'endorsement diffuso sulla sua piattaforma social, ha definito Kean "un grandissimo difensore della nostra agenda America First" che "lavora senza sosta".

La scomparsa del deputato è cresciuta gradualmente in visibilità fino a diventare un caso nazionale. Dopo la pausa di Pasqua, due colleghi repubblicani del New Jersey al Congresso hanno detto ai giornalisti di non sapere nulla della sua collocazione e altri dirigenti repubblicani si sono lamentati che i loro messaggi non ricevevano risposta. A maggio il capo di gabinetto di Kean, Dan Scharfenberger, ha detto al New York Times: "Non ci sono telecamere dove si trova Tom".

L'unica attività di campagna nota nelle settimane prima del voto sono state alcune telefonate, una a un giornalista politico del New Jersey e altre a dirigenti repubblicani del suo distretto. Joe LaBarbera, presidente del Partito repubblicano della contea di Sussex, ha raccontato che alla domanda se Kean avesse bisogno di qualcosa il deputato ha risposto: "Solo delle vostre preghiere".

Il New York Times ha condotto un'inchiesta di settimane per provare a scoprire dove fosse il deputato. I cronisti hanno depositato a fine aprile una richiesta in base alla legge del New Jersey sull'accesso agli atti pubblici al dipartimento di polizia di Westfield, dove Kean vive, per sapere se ci fossero state chiamate al 911 dal suo indirizzo: non ce n'erano state. Hanno chiamato oltre una decina di donatori della sua campagna, tra cui un'ex sindaca repubblicana di Pohatcong e un funzionario della sicurezza pubblica della contea di Atlantic. Nessuno aveva informazioni sulla salute del deputato.

Un cronista del quotidiano ha visitato più volte la residenza principale di Westfield: alcuni vicini hanno detto di non avere visto Kean né notato cambiamenti, una bussata alla porta è rimasta senza risposta. Una collega ha poi raggiunto la casa di vacanza del deputato a Bay Head, sulla costa del New Jersey: nella porta c'erano volantini pubblicitari e un avviso di aprile in cui si chiedeva ai residenti di spostare le auto, segno che nessuno passava da tempo. I giornalisti sono arrivati anche in traghetto a Fishers Island, nello stato di New York, dove la famiglia Kean possiede una tenuta in una zona privata sorvegliata: neppure lì il deputato era stato visto.

Il giro di conoscenze del deputato, un nome noto da tempo nella politica dello stato grazie a un quarto di secolo di incarichi pubblici e a una dinastia familiare che include un bisnonno senatore, un nonno deputato e il padre, Tom Kean, popolare governatore, è stato setacciato senza risultati. Sono stati contattati vecchi consiglieri del padre, rivali elettorali, dirigenti repubblicani e democratici di contee e comuni del New Jersey e il suo avvocato di campagna di lunga data. Nessuno sapeva nulla. Una telefonata a una ventina di ospedali in New Jersey, New York, Virginia e District of Columbia non ha trovato Kean tra i pazienti.

Il 21 maggio il deputato ha dato un'intervista telefonica al sito politico New Jersey Globe, confermando la ricandidatura e ripetendo i punti diffusi dal suo staff. "I miei medici sono fiduciosi che io sia sulla strada di una guarigione completa", aveva detto, prevedendo il rientro a votare e in campagna entro un paio di settimane. La promessa di trasparenza diffusa il giorno delle primarie sposta ora quel rientro di qualche altra settimana, senza ancora svelare la natura del problema che lo ha tenuto lontano da Washington e dal suo distretto per quasi tre mesi.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Tomb Raider: Legacy of Atlantis, aperti i preordini del nuovo ritorno di Lara Croft


Tomb Raider: Legacy of Atlantis è ufficialmente disponibile per il preordine e segna un nuovo capitolo molto importante per una delle saghe più amate del mondo videoludico. Amazon Game Studios, Crystal Dynamics e Flying Wild Hog hanno infatti annunciato l’apertura dei preordini della nuova reinterpretazione del primo Tomb Raider del 1996, un titolo che punta a riportare Lara Croft alle origini, ma con una veste completamente moderna.

Il gioco sarà disponibile dal 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam e Nintendo Switch 2. Una data da segnare sul calendario, soprattutto per chi è cresciuto esplorando tombe, risolvendo enigmi ambientali e affrontando creature leggendarie insieme a Lara Croft. Questa volta, però, l’esperienza promette di essere molto più cinematografica, fluida e vicina agli standard attuali.

Il nuovo trailer mostrato durante lo State of Play ha offerto un primo assaggio del gameplay, mettendo in evidenza un’impostazione più moderna senza abbandonare lo spirito dell’avventura originale. L’obiettivo sembra chiaro: prendere il fascino del capitolo del 1996 e trasformarlo in un’esperienza più spettacolare, accessibile e adatta sia ai fan storici sia a chi si avvicina per la prima volta al mondo di Tomb Raider.

Un remake che vuole rispettare il mito originale


Tomb Raider: Legacy of Atlantis non si presenta come un semplice aggiornamento grafico. Il progetto viene descritto come una vera reinterpretazione dell’avventura originale di Lara Croft, con ambientazioni ampliate, enigmi ripensati e un sistema di gioco più vicino alle esigenze dei giocatori moderni.

Il cuore dell’esperienza resta quello che ha reso celebre la saga: esplorazione, mistero, piattaforme, tombe antiche, trappole e combattimenti contro animali selvaggi e nemici pericolosi. La differenza è che tutto viene ricostruito con una regia più attuale e con una componente visiva decisamente più ambiziosa.

Le ambientazioni dovrebbero avere un ruolo ancora più centrale. Dai luoghi più iconici del primo capitolo fino alle zone legate al mito di Atlantide, il gioco punta a far riscoprire il viaggio di Lara con un ritmo più cinematografico e una maggiore attenzione alla narrazione. Per i fan di lunga data, questo potrebbe essere uno dei ritorni più interessanti degli ultimi anni.
youtube.com/embed/--PQ14XfXoI?…

Gameplay moderno, ma con lo spirito del 1996


Uno degli aspetti più interessanti di Tomb Raider: Legacy of Atlantis riguarda il modo in cui il gioco proverà a bilanciare nostalgia e modernità. Il primo Tomb Raider era un titolo basato su esplorazione lenta, salti precisi e puzzle spesso impegnativi. Oggi quel tipo di struttura ha bisogno di essere aggiornata, ma senza perdere identità.

Dal nuovo trailer emergono ambienti più ampi, movimenti più fluidi e una Lara Croft più dinamica. L’impressione è che Crystal Dynamics e Flying Wild Hog vogliano rendere l’avventura più spettacolare, ma senza trasformarla in qualcosa di troppo distante dal materiale originale.

Gli enigmi dovrebbero essere più integrati negli scenari e meno isolati rispetto al passato. Anche il combattimento sembra pensato per essere più leggibile e moderno, mantenendo però quella sensazione di pericolo tipica dei primi capitoli. La presenza della celebre scena con il T-Rex, richiamata anche dalla Collector’s Edition, lascia intendere che alcuni momenti storici verranno riproposti con un taglio molto più imponente.

Tutte le edizioni disponibili al preordine


I preordini di Tomb Raider: Legacy of Atlantis sono già disponibili su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam. I giocatori possono scegliere tra tre edizioni: Standard Edition, Deluxe Edition e Collector’s Edition.

La Standard Edition, proposta a 59,99 euro, include il gioco completo in formato digitale e il Survivor Outfit come bonus preordine. È la versione più semplice, pensata per chi vuole vivere la nuova avventura di Lara Croft senza contenuti extra.

La Deluxe Edition, disponibile a 69,99 euro, aggiunge alcuni contenuti interessanti per chi vuole qualcosa in più. Oltre al gioco completo e al Survivor Outfit, include l’accesso anticipato di 48 ore, l’Outfit Parisian Fugitive e un’espansione narrativa DLC che sarà disponibile dopo il lancio. È probabilmente l’edizione più equilibrata per chi sa già di voler seguire il gioco anche dopo l’uscita.

La Collector’s Edition, proposta a 199,99 euro, è invece pensata per i collezionisti e per i fan più affezionati. Include tutti i contenuti della Deluxe Edition, una custodia SteelBook premium, una statua da collezione Lara Croft vs. The T-Rex, un Mini Art Book, una spilla smaltata Croft e un portachiavi con Talismano Atlantideo. È un’edizione decisamente più costosa, ma costruita per chi vuole un prodotto fisico da esporre e conservare.

Tomb Raider: Legacy of Atlantis anche su Nintendo Switch 2


Una delle conferme più interessanti riguarda la versione Nintendo Switch 2. Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà disponibile sulla nuova console Nintendo fin dal giorno di lancio, quindi sempre dal 12 febbraio 2027.

Secondo quanto annunciato, la versione per Switch 2 offrirà la stessa esperienza cinematografica e un gameplay ottimizzato per l’hardware della console. Questo significa che i giocatori potranno affrontare l’avventura sia in modalità TV sia in portabilità, portando con sé l’esplorazione delle tombe e dei luoghi più iconici del gioco.

I preordini della versione Nintendo Switch 2 non sono ancora disponibili, ma verranno aperti in un secondo momento. Per il momento, quindi, chi vuole prenotare il gioco può farlo sulle piattaforme già confermate: PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam.

Lingue e localizzazione


Al lancio, Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà completamente localizzato con doppiaggio e testi in diverse lingue, tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo latinoamericano, portoghese brasiliano, polacco e cinese semplificato.

Per il pubblico italiano è prevista la localizzazione testuale. Questo significa che i giocatori potranno seguire menu, sottotitoli e testi di gioco in italiano, anche se il doppiaggio non risulta indicato tra quelli disponibili nella nostra lingua. Una scelta abbastanza comune per produzioni internazionali di questo tipo, ma comunque importante per rendere l’esperienza più accessibile anche a chi preferisce giocare con testi tradotti.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Dal Circo Massimo alle polemiche: il caso Zerocalcare e il lavoro creativo che non si paga


Dall'anteprima al Circo Massimo alle denunce degli animatori: in pochi giorni il caso travolge il fumettista. Ieri il suo video di risposta
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Prima migliaia di persone al Circo Massimo trasformato in una gigantesca sala giochi anni Ottanta. Poi le accuse di sfruttamento degli animatori. Poi l'ondata di polemiche online. Poi Gasparri in Parlamento. Poi Zerocalcare che risponde con un video. Il caso "Due Spicci" è diventato in pochi giorni uno specchio delle contraddizioni italiane sul lavoro creativo.

Cosa è successo


Il 24 maggio il Circo Massimo ha ospitato l'anteprima di "Due Spicci", la terza serie animata di Zerocalcare prodotta da Netflix. L'evento gratuito, strutturato come un'immensa sala giochi a cielo aperto con centinaia di postazioni arcade, ha attirato migliaia di persone, uno degli eventi di lancio più partecipati degli ultimi anni per un prodotto d'intrattenimento italiano, secondo Rivista Studio e LaPresse.

Tre giorni dopo, il 27 maggio, giorno dell'uscita della serie su Netflix, la pagina Instagram dell'Unione Italiana Animatori ha pubblicato una serie di testimonianze di lavoratori che denunciavano condizioni critiche e retribuzioni inadeguate, con compensi che, secondo alcune testimonianze, sarebbero arrivati a circa 6 euro lordi l'ora. Le storie sono state cancellate dopo poco. Il caso è stato inizialmente ripreso soprattutto dai quotidiani di destra, anche perché Zerocalcare ha notoriamente idee molto di sinistra e nelle sue storie parla spesso della precarietà lavorativa della sua generazione.

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha presentato un'interrogazione alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, chiedendo verifiche sulle modalità con cui sarebbe stata gestita la produzione della serie e sostenendo che “sarebbe paradossale che una serie televisiva dedicata al contrasto dello sfruttamento del lavoro desse luogo a fenomeni analoghi a quelli che denuncia”.

La risposta di Zerocalcare


Ieri Zerocalcare ha pubblicato un video su Instagram per rispondere alle accuse. Ha spiegato di non avere alcun controllo sui contratti e sui pagamenti, che spettano alla casa di produzione Movimenti Production: "Io faccio la parte creativa. Scrivo la storia, disegno i personaggi, doppio le voci. Non sono io che assumo, decido o pago chi lavora alla produzione. Per inciso, non ho proprio accesso a quelle informazioni sul budget e sui contratti". Ha aggiunto di non essere stato informato della situazione: "Mi dispiace che non abbiano pensato che potevo essere un alleato". E sulla strumentalizzazione politica: "Gasparri fa il giustiziere in Parlamento e poi vota contro il salario minimo".


0:00
/3:48

Il nodo vero


Al di là della polemica su Zerocalcare, il caso ha riacceso il dibattito sulle condizioni di lavoro nell'animazione italiana e più in generale nel settore creativo: partite IVA, contratti a progetto, compensi inadeguati, paura di non essere richiamati. Un sistema che non riguarda solo gli animatori. Zerocalcare stesso lo ha riconosciuto: "Molte delle cose che ho letto riguardano questioni reali che riguardano tutto il settore dell'animazione. Anzi, in realtà tutto il mercato del lavoro, perché le partite IVA non ce l'hanno solo gli animatori".

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Passare a Samsung Galaxy diventa più semplice con Try Galaxy, Smart Switch e Quick Share


Cambiare smartphone è una di quelle cose che sulla carta dovrebbe essere semplice, ma che spesso porta con sé qualche dubbio. Foto, contatti, chat, app, impostazioni, file importanti e abitudini quotidiane non sono dettagli secondari. Quando si passa da un telefono all’altro, soprattutto se si cambia ecosistema, la paura è sempre la stessa: perdere qualcosa o ritrovarsi con un dispositivo nuovo, ma poco familiare.

Samsung prova a rispondere proprio a questa esigenza e racconta quanto oggi sia diventato più immediato passare a Samsung Galaxy. Il punto non è soltanto acquistare un nuovo smartphone, ma arrivare al cambio con meno incertezza possibile. Per farlo, l’azienda mette al centro tre strumenti pensati per accompagnare l’utente prima, durante e dopo il passaggio: Try Galaxy, Smart Switch e Quick Share.

Perché cambiare smartphone fa ancora paura


Negli ultimi anni gli smartphone sono diventati sempre più potenti, ma anche sempre più personali. Non sono più soltanto dispositivi per telefonare, navigare o scattare foto. Dentro uno smartphone ci sono ricordi, documenti, password, app bancarie, calendari, conversazioni e una serie di impostazioni che rendono il telefono davvero “nostro”.

Per questo motivo, anche quando un nuovo modello sembra più interessante, il cambio può sembrare una piccola complicazione. Chi usa da anni lo stesso ecosistema teme di dover ricominciare da zero, imparare una nuova interfaccia o perdere parte della propria routine digitale. Samsung prova a superare questa barriera puntando su un passaggio più graduale, dove l’utente può prima provare l’esperienza Galaxy, poi trasferire i dati e infine continuare a condividere contenuti anche con dispositivi diversi.

Try Galaxy permette di provare Galaxy prima del cambio


Il primo strumento è Try Galaxy, una piattaforma pensata per far provare alcune funzioni dell’esperienza Galaxy direttamente dallo smartphone che si sta già utilizzando. In pratica, chi è curioso di scoprire l’interfaccia Samsung può farsi un’idea dell’ambiente One UI prima ancora di acquistare un nuovo dispositivo.

È una scelta interessante perché elimina una parte dell’incertezza iniziale. Non si tratta ovviamente di una prova completa dell’hardware, perché le prestazioni reali dipendono dal modello Galaxy scelto, ma può essere utile per capire come si presenta l’interfaccia, come funziona la navigazione e quali sono alcune delle opzioni di personalizzazione disponibili.

Per chi arriva da un altro sistema operativo o da un telefono Android di un altro marchio, Try Galaxy può diventare una piccola anteprima pratica. Non bisogna installare un nuovo smartphone o fare configurazioni complesse: l’idea è quella di scoprire l’esperienza Samsung in modo leggero, senza impegno e con i propri tempi.

Smart Switch resta il cuore del passaggio dati


Il secondo elemento, probabilmente il più importante per chi sta davvero cambiando telefono, è Smart Switch. Questa soluzione Samsung permette di trasferire sul nuovo Galaxy diversi contenuti del vecchio dispositivo, tra cui foto, contatti, messaggi, calendari, app, impostazioni e altri dati compatibili.

Il vantaggio principale è la flessibilità. Il trasferimento può avvenire in modalità wireless, tramite cavo o attraverso un backup cloud, a seconda del dispositivo di partenza e del metodo più comodo per l’utente. Questo rende il cambio meno traumatico, soprattutto per chi ha molti contenuti salvati e non vuole perdere tempo a riconfigurare tutto manualmente.

Naturalmente, come sempre in questi casi, il risultato può variare in base al sistema operativo di partenza, al tipo di dati, alle app installate e al metodo scelto per il trasferimento. Però il messaggio di Samsung è chiaro: l’obiettivo è evitare che il nuovo smartphone sembri vuoto o distante dalle abitudini dell’utente. Una volta completata la procedura, il Galaxy dovrebbe essere già pronto per riprendere molte delle attività quotidiane.

Quick Share semplifica la condivisione anche fuori dall’ecosistema Galaxy


Dopo il trasferimento dei dati, entra in gioco Quick Share, la funzione Samsung dedicata alla condivisione rapida di file, foto, video e documenti. È uno strumento pensato per rendere più semplice l’invio di contenuti tra dispositivi Galaxy, tablet, PC compatibili e, in alcuni casi, anche dispositivi di altri ecosistemi.

La parte più interessante riguarda proprio l’apertura verso dispositivi diversi. Samsung sottolinea la possibilità di condividere contenuti non solo con altri prodotti Galaxy, ma anche con dispositivi Android compatibili, PC e dispositivi iOS supportati. In alcuni scenari è possibile usare la condivisione nelle vicinanze, un link o un codice QR, rendendo il passaggio dei file più pratico anche quando il destinatario non usa uno smartphone Samsung.

Questa è una funzione utile nella vita reale, perché oggi raramente tutti usano lo stesso ecosistema. In famiglia, al lavoro o tra amici è normale trovare iPhone, smartphone Android di altri marchi, tablet, notebook Windows e dispositivi Galaxy nella stessa stanza. Quick Share prova a ridurre questo attrito, rendendo più immediata la condivisione senza dover passare ogni volta da app di messaggistica, email o servizi cloud esterni.

Samsung punta sull’ecosistema, non solo sul singolo smartphone


Il messaggio più interessante del comunicato non riguarda un singolo modello, ma l’idea di ecosistema. Samsung non sta semplicemente dicendo che i suoi smartphone sono più facili da configurare. Sta cercando di comunicare che il passaggio a Galaxy può essere accompagnato in più fasi: prima si prova l’esperienza, poi si trasferiscono i dati, infine si continua a usare il telefono in modo fluido anche con dispositivi diversi.

Questo approccio diventa ancora più importante se si guarda alla fascia premium. Samsung cita l’interesse degli utenti verso la linea Galaxy S Ultra, segno che molti utenti che cercano uno smartphone più completo guardano proprio ai modelli di fascia alta. In questo contesto, rendere il cambio più semplice può avere un peso concreto nella scelta finale, perché chi acquista un top di gamma vuole prestazioni, fotocamere e funzioni avanzate, ma anche una configurazione iniziale senza stress.

Galaxy S26 e il ruolo delle nuove generazioni di smartphone


Samsung invita anche a scoprire le ultime novità Galaxy, inclusa la serie Galaxy S26. Il riferimento è coerente con una strategia più ampia: non basta proporre nuovi smartphone con hardware aggiornato, display più luminosi, fotocamere più evolute o funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Serve anche rendere più semplice il momento in cui l’utente decide di cambiare.

In un mercato dove molti smartphone premium sono ormai molto validi, l’esperienza di passaggio può diventare un fattore decisivo. Un dispositivo può essere potente e ben costruito, ma se l’utente teme di perdere dati o di dover perdere ore nella configurazione, potrebbe rimandare l’acquisto. Samsung prova a lavorare proprio su questo punto, rendendo il cambio meno pesante e più guidato.

A chi conviene davvero passare a Samsung Galaxy


Il passaggio a Samsung Galaxy può essere interessante per chi cerca uno smartphone Android completo, con un ecosistema ricco e una forte integrazione tra smartphone, tablet, wearable e PC. Può avere senso anche per chi arriva da un vecchio telefono Android e vuole ritrovare rapidamente foto, contatti e impostazioni sul nuovo dispositivo.

Per chi arriva da iPhone, il cambio richiede qualche attenzione in più, soprattutto per servizi e app legati all’ecosistema Apple. Tuttavia, strumenti come Try Galaxy, Smart Switch e Quick Share rendono il passaggio meno spaventoso rispetto al passato. Non eliminano ogni limite, ma aiutano a ridurre quella sensazione di salto nel vuoto che spesso accompagna il cambio di smartphone.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Iran rivendica attacchi contro basi americane in Kuwait e Bahrein. Gli Usa: "Tutti respinti"


I Guardiani della Rivoluzione della Repubblica Islamica dell'Iran affermando di aver colpito la base della Quinta Flotta statunitense e una petroliera in risposta a un raid USA sull'usola di Qeshm. Il CENTCOM replica: missili caduti in mare, disintegrati o intercettati.

I Guardiani della Rivoluzione iraniani affermano di aver colpito diverse basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, oltre a una petroliera, in risposta a un raid americano sull'isola iraniana di Qeshm. Gli Stati Uniti però smentiscono tutto: secondo il Comando Centrale americano, CENTCOM, tutti gli attacchi sono falliti o sono stati intercettati senza provocare danni.

Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, l'Iran avrebbe colpito il quartier generale della Quinta Flotta statunitense, una base aerea e un reparto di elicotteri. Un altro attacco avrebbe raggiunto la petroliera "Panaya", battente bandiera liberiana e ritenuta collegata agli Stati Uniti. I Guardiani della Rivoluzione spiegano di aver reagito in questo modo al bombardamento di una torre di comunicazione nel sud dell'isola di Qeshm.

"In precedenza avevamo avvertito che, in caso di attacco, la risposta sarebbe stata diversa e più dura. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto. Queste risposte devono servire da lezione", hanno dichiarato i militari iraniani.

La versione degli Stati Uniti


Gli americani raccontano però una storia opposta. "Due missili iraniani lanciati contro il Kuwait sono caduti prima di raggiungere il bersaglio o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dai sistemi di difesa aerea", ha reso noto il CENTCOM. Il comando aggiunge di restare in stato di massima allerta e pronto a difendersi da quella che definisce "un'aggressione ingiustificata".

Poco prima, lo stesso CENTCOM aveva annunciato di aver colpito per autodifesa radar e centri di comando dei droni nell'area di Goruk, in Iran, e sull'isola di Qeshm. Secondo il comando americano, i caccia statunitensi avrebbero distrutto sistemi di difesa aerea iraniani, un centro di comando a terra e due droni d'attacco che minacciavano le navi nelle acque della regione.

Il cessate il fuoco sempre più fragile


Washington e Tehran tornano così a scambiarsi attacchi mentre i negoziati di pace restano in stallo. Tra i due Paesi resta ancora in vigore, almeno sulla carta, il cessate il fuoco annunciato dal presidente statunitense Donald Trump all'inizio di aprile e poi prorogato a tempo indeterminato. Le difficili trattative in corso puntano a un accordo che dovrebbe portare Tehran a rinunciare all'uranio arricchito e a riaprire lo Stretto di Hormuz.

Secondo Axios, il 31 maggio Trump aveva chiesto all'Iran di mettere nero su bianco impegni precisi sullo stop all'arricchimento dell'uranio. Il 1° giugno Tasnim ha però annunciato che l'Iran aveva sospeso i colloqui a causa dei raid israeliani sul Libano. Poco dopo, però, Trump ha assicurato che le trattative proseguono e anzi avanzano "a ritmo serrato".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Fare Carena


Sarà una scocciatura, ma i vantaggi di una protezione efficace della barca e della prevenzione dell'incrostazione dello scafo sono incommensurabili.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

foto In alto: primo piano di uno scafo in avanzato stadio di lavorazione.

di Hill Janson - È un'operazione che richiede tute e altri dispositivi di protezione, strumenti adeguati, nonché una preparazione e una applicazione meticolose. Uno scafo liscio e pulito, che riduce al minimo l'adesione di organismi incrostanti, non solo aumenta il valore dell'imbarcazione e ne prolunga la durata, ma aumenta anche l'efficienza del carburante riducendo la resistenza, migliorando quindi le prestazioni dell'imbarcazione e riducendo le emissioni nocive. Inoltre, i moderni progressi nella protezione antivegetativa contribuiscono alla salute del nostro ambiente marino limitando il trasferimento di specie invasive. Prevenire è molto meglio che curare quando si tratta dei gravi problemi causati da cirripedi, alghe, cozze, piante acquatiche e melma che aderiscono allo scafo sotto la linea di galleggiamento, quindi una protezione corretta e ben applicata è fondamentale. La buona notizia è che, dedicando qualche ora all'applicazione dell'antivegetativa sulla vostra imbarcazione dopo l'inverno trascorso a terra, potrete avere la certezza di un risultato duraturo, con uno scafo elegante e resistente, che non solo ha un bell'aspetto, ma vi permetterà anche di raggiungere quel soddisfacente nodo di velocità in più. Quando arriva il momento di applicare o riapplicare la protezione antivegetativa in vista di una nuova stagione, la preparazione, la procedura e la scelta dei prodotti possono risultare complesse. Il processo e i prodotti antivegetativi più adatti a ciascuna imbarcazione variano a seconda di diversi fattori, tra cui: il tipo di imbarcazione, la qualità e il materiale della superficie dello scafo, l'ambiente, la qualità e la temperatura dell'acqua, la frequenza di utilizzo e lo stile di navigazione, gli intervalli tra gli interventi di manutenzione e le priorità dell'armatore in termini di prestazioni.

Primer e protezione - Con l'arrivo della bella stagione, la primavera è il momento ideale per dare nuova vita alla vostra imbarcazione dopo l'inverno trascorso a terra. Prima di affrontare interventi di manutenzione critica e il processo di controllo dell'incrostazione, avrete bisogno di dispositivi di protezione individuale (Dpi) adeguati, tra cui guanti, tuta con cappuccio e occhiali o maschera, oltre a una mascherina se state rimuovendo vecchi rivestimenti. Si consiglia inoltre di posizionare un telo impermeabile sotto l'imbarcazione per raccogliere i residui di levigatura e la polvere.
Primer per eliche monocomponente ad asciugatura rapida.
Pulizia e ispezione dello scafo - Una pulizia accurata dello scafo con un prodotto specifico, rimuoverà le macchie di sale, lo sporco e i residui in generale. Durante il risciacquo con acqua dolce, la superficie risulterà sgrassata correttamente quando l'acqua si distribuisce uniformemente senza formare piccole gocce. In questa fase è importante controllare lo scafo per individuare eventuali segni di osmosi e trattare eventuali bolle che potrebbero secernere un liquido simile all'aceto. Esaminate inoltre la chiglia e il timone per individuare eventuali danni da impatto, crepe o punti in cui il rivestimento potrebbe essersi staccato. Trattate e carteggiate accuratamente le aree interessate e assicuratevi che siano completamente asciutte dopo il trattamento. È importante, in caso di piccole riparazioni, applicare uno strato di primer prima dello stucco.

Incrostazioni - Se la vernice si sta sfogliando, accumulandosi eccessivamente o presentando una superficie irregolare, è il momento di rimuoverla. Questo tipo di sfogliatura è probabilmente causato dall'utilizzo di vernici antivegetative incompatibili tra loro o dall'applicazione di una quantità eccessiva di vernice nel corso di diverse stagioni. È possibile conservare gli strati in buone condizioni. Si consiglia di utilizzare carta vetrata a grana 80-120 per carteggiare il primer esistente e di sostituirla frequentemente. Qualsiasi substrato nudo deve essere carteggiato con carta vetrata a grana 80-120 per migliorare l'adesione, a meno che non si tratti di alluminio o acciaio, per i quali è necessaria carta vetrata a grana 60-80 per rimuovere l'ossidazione. Carteggiare sempre seguendo la venatura per evitare graffi.
Un energico lavaggio dello scafo con acqua dolce è il primo passo per avviare il trattamentto stagionale della carena.
Cosa scegliere? - Quando si cambia marca di prodotti antivegetativi, consultare le tabelle di compatibilità per verificare che la nuova vernice aderisca correttamente. Un primer a base vinilica (Primocon), può essere applicato sulla maggior parte dei rivestimenti preesistenti. L'applicazione del primer è una fase fondamentale del processo di verniciatura, in quanto costituisce la base su cui verrà applicato il resto del sistema. Nella scelta del prodotto antivegetativo più adatto, è essenziale considerare il tipo di imbarcazione e le abitudini di navigazione, nonché le specifiche problematiche legate all'incrostazione e le condizioni locali della propria zona, tra cui la salinità, dell'acqua, la velocità della corrente, le maree e l'ombreggiamento causato da alberi o edifici. Un aspetto fondamentale da valutare è se sia necessario un antivegetativa dura o erosiva. Se possedete un'imbarcazione veloce, o per chi ama le regate, una buona opzione è rappresentata dalle antivegetative dure, che possono essere lucidate o levigate a umido per ottenere una finitura liscia e non si usurano facilmente. Le antivegetative erosive, note anche come antivegetative morbide o ablative, si erodono lentamente in acqua di mare. Offrono ottime prestazioni a tutto tondo in un'ampia gamma di condizioni di incrostazione e sono adatte a chi preferisce una soluzione a bassa manutenzione. Un sottogruppo di prodotti, noti come soluzioni antivegetative a base di copolimeri autolucidanti, è adatto alle aree con incrostazioni più aggressive ed è ideale per imbarcazioni di grandi dimensioni che richiedono intervalli di manutenzione più lunghi, oltre a prestazioni complessive superiori. Un buon sistema antivegetativo offre protezione per tutti i tipi di imbarcazioni, in tutte le acque e condizioni, impedendo la deposizione di cirripedi, vermi, melma e alghe, che aumentano la resistenza. Quando si sceglie la soluzione più adatta alla propria imbarcazione, è importante valutare se si necessita di un copolimero autolucidante avanzato, adatto alle zone con incrostazioni più ostinate, oppure di soluzioni efficaci contro incrostazioni medie o leggere. In generale, Micron 350 è un copolimero autolucidante avanzato per le zone con incrostazioni più ostinate.
Antivegetativa autoleviganteL'operatore indossa i Dpi opportuni: guanti, tuta con cappuccio e mascherina.
L’applicazione - In una giornata calma e senza vento, mascherare le aree che non devono essere verniciate, come le fiancate a livello della linea di galleggiamento. Una volta mascherate, preparare la vernice seguendo le raccomandazioni riportate sull'etichetta o sulla scheda tecnica e aggiungere solventi dove necessario per facilitare l'applicazione o migliorare l'adesione se si applica la prima mano di vernice su legno grezzo. Assicurarsi che l'intervallo di tempo tra la fine dell'applicazione del primer epossidico e la prima mano di antivegetativa non sia superiore a quello indicato sulla scheda tecnica o sull'etichetta. Le vernici antivegetative sono formulate per essere applicate tal quali, quindi non è necessario aggiungere diluenti. Tuttavia, in alcuni casi è possibile aggiungere una piccola quantità di solvente per facilitare l'applicazione. L'applicazione della vernice con un rullo è un metodo rapido per coprire grandi superfici, mentre i pennelli sono più adatti per le piccole aree. Se si applica il prodotto con un pennello, una buona tecnica è quella incrociata, applicando la vernice sulla superficie con movimenti diagonali da sinistra a destra. Stendete ulteriormente la vernice con pennellate orizzontali prima di terminare con leggere pennellate verticali per garantire uno strato uniforme. Applicate una quantità di vernice sufficiente a far scorrere il prodotto, ma non eccessiva, altrimenti potrebbe colare o gocciolare, rendendone difficile la rimozione in seguito. In condizioni climatiche particolarmente calde o fredde, una piccola quantità di diluente adatto può facilitare l'applicazione. Seguite scrupolosamente i tempi di immersione per evitare distacchi, bolle o screpolature del prodotto antivegetativo. È buona norma applicare una mano aggiuntiva sui bordi d'attacco e di uscita, come la linea di galleggiamento, i flap, le trasmissioni, le chiglie e i timoni, che sono soggetti a maggiore flusso e turbolenza dell'acqua. Non dimenticate di applicare l'antivegetativa all'elica.
Visto che si tratta di un mezzo veloce e spesso in navigazione si è preferito utilizzare un’antivegetativa dura. In questo caso lo strumento più adatto per passare l’antivegetativa e il rullo.
Il partner esperto - Prima di affrontare il compito di controllo delle incrostazioni o altre operazioni di verniciatura, è consigliabile consultare esperti di fiducia in caso di dubbi sulla procedura da seguire. Che lo consideriate una parte essenziale della preparazione pre-stagionale o un fastidio sgradito, il processo di antivegetativa della vostra imbarcazione è probabilmente il lavoro di verniciatura più importante per i proprietari di barche.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Polaroid Go Generation 3: la nuova instant camera tascabile per chi vuole rallentare


In un periodo in cui tutto passa dallo smartphone, dalle storie pubblicate al volo e dalle foto che finiscono dimenticate nella galleria, Polaroid Go Generation 3 prova a riportare un po’ di fisicità nei ricordi. La nuova fotocamera istantanea di Polaroid nasce proprio con questa idea: scattare meno, scattare meglio e trasformare un momento in qualcosa da tenere davvero tra le mani.

Presentata ufficialmente il 3 giugno 2026, la nuova Polaroid Go Generation 3 viene descritta come la migliore Polaroid Go di sempre e mantiene il suo punto di forza principale: il formato estremamente compatto. Secondo il brand, si tratta della fotocamera instant analogica più piccola al mondo, pensata per stare facilmente in borsa, nello zaino o anche in una tasca durante viaggi, festival, weekend fuori porta e giornate estive con gli amici.

Una Polaroid piccola, ma con lo spirito di sempre


La nuova instant camera Polaroid utilizza le pellicole Polaroid Go, più piccole rispetto al classico formato Polaroid, ma sempre riconoscibili grazie alla storica cornice bianca. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti del prodotto: l’esperienza resta quella analogica, immediata e un po’ imprevedibile che ha reso celebre il marchio, ma in un formato molto più facile da portare sempre con sé.

L’idea è semplice: non sostituire lo smartphone, ma offrire un modo diverso di vivere la fotografia. Con uno smartphone si tende spesso a scattare decine di immagini dello stesso momento, mentre con una fotocamera istantanea analogica ogni foto diventa più intenzionale. C’è l’attesa dello sviluppo, c’è la sorpresa del risultato e soprattutto c’è un oggetto fisico che può essere conservato, regalato o appeso da qualche parte.

Perché piace alla Gen Z: meno schermo, più ricordi veri


Il lancio di Polaroid Go Generation 3 arriva in un momento in cui la Gen Z sta riscoprendo sempre di più esperienze meno digitali e più autentiche. Dai concerti phone-free ai locali che invitano a mettere via lo smartphone, fino al ritorno delle estetiche low-fi e analogiche, cresce il desiderio di rallentare e vivere alcuni momenti senza l’ansia di doverli condividere subito online.

In questo contesto, una fotocamera come la nuova Polaroid Go ha perfettamente senso. È piccola, immediata e non richiede impostazioni complicate. Si prende, si inquadra, si scatta. Il risultato non è una foto perfetta nel senso più digitale del termine, ma un ricordo più personale, con quel fascino leggermente imperfetto che spesso rende le immagini analogiche molto più vive.

Selfie, foto di gruppo e doppia esposizione


Polaroid ha lavorato anche sulle funzioni più utili nell’uso quotidiano. La nuova Polaroid Go Generation 3 integra uno specchio frontale per i selfie, una caratteristica ormai indispensabile per una fotocamera pensata anche per momenti social e viaggi. C’è poi la funzione autoscatto, utile per le foto di gruppo quando non si vuole lasciare fuori nessuno dall’inquadratura.

La novità più creativa è la modalità a doppia esposizione, che permette di sovrapporre due scatti nella stessa foto. È una funzione semplice, ma molto interessante per chi vuole sperimentare con immagini più artistiche, giochi di luce, silhouette o composizioni meno tradizionali. Su una fotocamera così compatta, questa aggiunta rende l’esperienza ancora più divertente e meno scontata.

Polaroid promette più qualità fotografica


Uno degli aspetti su cui Polaroid ha insistito maggiormente riguarda il miglioramento della qualità fotografica. Stine Bauer Dahlberg, Chief Product Officer di Polaroid, ha spiegato che l’obiettivo era progettare la fotocamera instant più piccola al mondo senza rinunciare alla qualità dell’immagine.

Il lavoro si è concentrato sul sistema ottico, sul flash e sull’ottimizzazione per i selfie ravvicinati. In pratica, Polaroid vuole rendere la nuova Go Generation 3 più affidabile in diverse condizioni di luce, un punto importante per una fotocamera istantanea che verrà usata spesso all’aperto, in estate, durante feste, serate, concerti e viaggi.

Naturalmente resta una fotocamera analogica istantanea, quindi non bisogna aspettarsi la precisione chirurgica di uno smartphone top di gamma. Il suo valore è un altro: creare foto fisiche con personalità, immediatezza e un’estetica riconoscibile.

Colori e disponibilità in Italia


La nuova Polaroid Go Generation 3 sarà disponibile in diverse colorazioni, tra cui Nero, Viola, Verde acqua e Bianco. La vendita parte dal 3 giugno su polaroid.nital.it, mentre l’arrivo presso i rivenditori selezionati è previsto dal 16 giugno.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Missili e droni sul Kuwait: colpito l'aeroporto internazionale


Chiuso lo scalo, avviate le verifiche sui danni. Ci sono feriti
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L'aeroporto internazionale del Kuwait è stato colpito nelle prime ore della mattinata da un attacco attribuito all'Iran, che secondo le autorità kuwaitiane ha causato danni significativi a un terminal passeggeri, provocando diversi feriti e costringendo alla sospensione delle operazioni aeroportuali. L'episodio si inserisce nel quadro della crescente escalation militare tra Stati Uniti e Iran che nelle ultime ore ha interessato diverse aree del Golfo Persico e del Medio Oriente.

Secondo quanto riferito dall'AGI, droni iraniani avrebbero centrato una sezione del terminal dell'aeroporto internazionale del Kuwait, causando danni alle infrastrutture civili e l'interruzione del traffico aereo. Le autorità locali hanno avviato le operazioni di emergenza e di messa in sicurezza dello scalo, mentre il bilancio definitivo delle conseguenze dell'attacco è ancora in fase di accertamento.

Il portavoce del Ministero della Difesa kuwaitiano, Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha definito l'azione "un'aggressione criminale iraniana", precisando che l'attacco ha provocato "significativi danni materiali alla struttura e feriti". Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sul numero esatto delle persone coinvolte né sull'entità complessiva dei danni.

Nelle ore precedenti, le forze statunitensi avevano condotto un'operazione sull'isola iraniana di Qeshm, colpendo un'infrastruttura di telecomunicazioni. Washington ha descritto l'azione come una risposta a presunte minacce provenienti da Teheran nell'area del Golfo.

In parallelo, il Bahrein ha riferito di aver intercettato e distrutto tre missili e diversi droni diretti verso obiettivi civili. Le autorità bahreinite hanno accusato l'Iran di aver lanciato attacchi contro infrastrutture della regione, mentre i sistemi di difesa aerea del Paese, con il supporto delle forze alleate, sarebbero riusciti a neutralizzare le minacce prima che raggiungessero i bersagli.

Le Guardie della Rivoluzione iraniane (Pasdaran) hanno rivendicato una serie di operazioni missilistiche contro installazioni militari statunitensi nella regione, sostenendo di aver agito in risposta ai raid americani su territorio iraniano. In una dichiarazione diffusa dai media ufficiali di Teheran, i Pasdaran hanno avvertito che eventuali ulteriori azioni contro la sovranità iraniana riceveranno una risposta "decisiva e schiacciante".

Di diverso tenore la versione fornita dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo cui i sistemi di difesa americani e alleati avrebbero intercettato o neutralizzato la maggior parte dei missili e dei droni lanciati dall'Iran. Washington sostiene inoltre che nessuno degli attacchi iraniani abbia raggiunto con successo obiettivi militari statunitensi.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

WWDC 2026, Apple svela il teaser "All Systems Glow": punta tutto sulla nuova Siri?


L'evento annuale inizierà l'8 giugno con iOS 27 e un nuovo design per Siri basato su elementi luminosi e l'interfaccia Liquid Glass per macOS.

Apple si prepara a catalizzare l'attenzione del mondo della tecnologia con l'annuncio ufficiale della Worldwide Developers Conference 2026.

Per quest'anno, il colosso di Cupertino ha scelto il suggestivo payoff "All systems glow", ispirato alla celebre espressione aerospaziale "all systems go", che suggerisce un'imminente accelerazione verso un'estetica più luminosa e dinamica. Il tema sembra essere un chiaro riferimento a quella che si preannuncia come la vera protagonista dell'evento: l'integrazione dell'intelligenza artificiale in Siri e nel nuovo sistema operativo iOS 27.

Le indiscrezioni più recenti, tra l'altro, suggeriscono che Siri subirà una trasformazione radicale anche nel design, con un'interfaccia caratterizzata da tonalità scure arricchite da elementi luminosi ed effetti "glow". Queste novità estetiche troveranno spazio non solo in un'applicazione dedicata, ma anche all'interno della Dynamic Island attraverso la nuova funzionalità denominata "Search or Ask". Anche il precedente slogan provvisorio della conferenza, "Coming bright up", puntava in questa direzione, confermando l'enfasi di Apple su una nuova identità visiva brillante e futuristica per i suoi servizi di assistenza.

Oltre al mondo mobile, l'attenzione degli esperti è rivolta a macOS 27. Il nuovo sistema operativo per Mac porterà un affinamento del linguaggio estetico Liquid Glass, evolvendo quanto già visto con macOS Tahoe. L'obiettivo principale di questo restyling è migliorare la leggibilità e l'usabilità complessiva, correggendo alcuni piccoli difetti legati agli effetti di trasparenza e alle ombre che avevano caratterizzato l'interfaccia precedente.

Apple ha già iniziato a diffondere questa nuova estetica aggiornando la propria app dedicata agli sviluppatori, che ora sfoggia un'icona Liquid Glass rinnovata con un design che richiama strumenti classici come matita e pennello.

L'appuntamento principale è fissato per l'8 giugno alle 19:00 in Italia, quando si terrà il keynote di apertura. Durante la settimana, che proseguirà fino al 12 giugno, verranno svelate le nuove iterazioni di iPadOS, watchOS, tvOS e visionOS, insieme a centinaia di sessioni tecniche accessibili online per i programmatori.

La conferenza potrà essere seguita integralmente in diretta streaming sul sito ufficiale di Apple, tramite l'app Apple TV e sul canale YouTube dell'azienda, garantendo una copertura globale per quello che resta il momento più importante dell'anno per l'ecosistema software della mela.

Fonte: Macrumors

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

realme 16 5G: batteria da 6550 mAh, design sottile e selfie mirror integrato


realme 16 5G si prepara ad arrivare ufficialmente sul mercato con una proposta molto chiara: offrire tanta autonomia senza trasformarsi in uno smartphone pesante e ingombrante. Il nuovo modello, annunciato da realme in vista della presentazione ufficiale del 10 giugno, punta infatti su una combinazione interessante tra batteria da 6550 mAh, design sottile, peso contenuto e funzioni fotografiche pensate soprattutto per chi usa spesso lo smartphone per ritratti, selfie e contenuti social.

Il nome completo scelto dal brand, realme 16 5G AI Portrait Master, fa capire subito dove vuole andare a posizionarsi questo dispositivo. Da una parte c’è l’attenzione all’autonomia, dall’altra c’è una forte spinta sulla fotografia assistita dall’intelligenza artificiale, con una fotocamera da 50 MP e una soluzione piuttosto particolare: il selfie mirror posteriore integrato nella barra fotografica.

Un design Air Compact pensato per alleggerire la batteria


Uno degli aspetti più interessanti di realme 16 5G è il nuovo approccio estetico e strutturale chiamato Air Design. L’idea di realme è semplice, ma non banale: riuscire a inserire una batteria molto capiente senza sacrificare troppo maneggevolezza, comfort e spessore.

Il risultato dichiarato è uno smartphone con batteria da 6550 mAh, spessore di 8,1 mm e peso di 181 grammi. Numeri che, almeno sulla carta, rendono realme 16 5G un prodotto piuttosto interessante per chi cerca un telefono resistente nella giornata, ma non vuole portarsi dietro un dispositivo troppo massiccio.

realme parla anche di una struttura interna AirCraft, studiata per ottimizzare gli spazi e sfruttare meglio la densità dei componenti. A questo si aggiunge una batteria in grafite ad alta densità energetica, pensata per migliorare l’efficienza senza aumentare troppo il volume complessivo dello smartphone.

Barra fotografica orizzontale e selfie con la fotocamera posteriore


Sul retro di realme 16 5G troviamo una barra fotografica orizzontale, una scelta che non riguarda solo l’estetica. Secondo realme, questo modulo aiuta anche a distribuire meglio il peso, soprattutto quando si usa lo smartphone in orizzontale per giocare, guardare video o registrare contenuti.

La barra leggermente rialzata dovrebbe inoltre rendere il telefono più stabile quando viene appoggiato su una superficie piana, riducendo le classiche oscillazioni che spesso si notano sugli smartphone con moduli fotografici molto sporgenti.

La vera particolarità, però, è il selfie mirror posteriore integrato. Questa funzione permette di usare la fotocamera principale anche per i selfie, controllando meglio inquadratura, espressione e composizione. È una soluzione pensata per chi vuole ottenere autoscatti più curati sfruttando la qualità della camera posteriore, senza andare completamente alla cieca.

Fotocamera da 50 MP con AI per i ritratti


realme presenta il nuovo modello come AI Portrait Master, quindi la componente fotografica avrà un ruolo centrale. Il comunicato parla di scatti di livello professionale grazie alla fotocamera da 50 MP assistita da AI, anche se per una valutazione completa bisognerà attendere la presentazione ufficiale e, soprattutto, le prove sul campo.

La presenza dell’intelligenza artificiale dovrebbe aiutare nella gestione dei ritratti, nella resa dei volti e nell’ottimizzazione automatica della scena. È un approccio ormai molto diffuso sugli smartphone moderni, ma qui viene affiancato dal selfie mirror posteriore, che potrebbe rendere più semplice creare contenuti con la fotocamera principale.

Due colorazioni: Air White e Air Black


Dal punto di vista estetico, realme 16 5G sarà disponibile in due varianti: Air White e Air Black. La prima è sicuramente quella più particolare, perché introduce il design Aurora Wings, ispirato al movimento della luce.

La finitura Air White utilizza una texture a gradiente con particelle multicolore, riflessi oro e blu, creando un effetto dinamico che cambia leggermente in base all’angolazione. È una scelta pensata per chi vuole uno smartphone più riconoscibile e meno anonimo.

La versione Air Black, invece, punta su uno stile più sobrio e classico. È probabilmente la colorazione più adatta a chi preferisce un look minimale, elegante e meno appariscente. In entrambi i casi, realme parla di una texture sabbiata fine e di un rivestimento anti-impronta curvo, pensati per migliorare la sensazione al tatto e mantenere il dispositivo più pulito nell’uso quotidiano.

Autonomia e resistenza per l’uso quotidiano


La batteria da 6550 mAh è uno dei punti più forti di realme 16 5G. Una capacità di questo tipo dovrebbe garantire un’autonomia molto generosa, soprattutto per chi usa lo smartphone per social, video, messaggistica, navigazione, foto e qualche sessione di gaming.

Interessante anche la presenza della protezione IP69, indicata nel comunicato stampa. Si tratta di un dettaglio importante per chi cerca uno smartphone più resistente alle situazioni quotidiane, soprattutto in presenza di polvere, schizzi o condizioni d’uso meno delicate.

Naturalmente, autonomia reale, gestione delle temperature e prestazioni sotto stress andranno valutate solo con una prova completa. Sulla carta, però, realme 16 5G sembra voler parlare a chi cerca un telefono pratico, solido e con una batteria capace di accompagnare senza troppe ansie durante la giornata.

Quando sarà presentato realme 16 5G


realme 16 5G sarà presentato ufficialmente il 10 giugno. In quell’occasione dovrebbero arrivare maggiori dettagli su disponibilità, prezzo, configurazioni di memoria e scheda tecnica completa.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Xiaomi 17T Series: Leica Live Moment porta la fotografia mobile a un nuovo livello, ecco cosa cambia


Disponibili in due diverse dimensioni, i nuovi modelli promettono prestazioni avanzate, un comparto fotografico evoluto e un'esperienza d'uso pensata per soddisfare utenti con esigenze differenti
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Xiaomi ha presentato le ultime novità della sua gamma di smartphone Serie T: la nuovissima Xiaomi 17T Series, che include Xiaomi 17T e Xiaomi 17T Pro. Combinando una fotocamera teleobiettivo Leica 5x, un display progettato per il benessere degli occhi e una batteria ad altissima capacità, Xiaomi 17T Series si afferma come un flagship per l'imaging, il tutto racchiuso in un design raffinato.

Teleobiettivo Leica e Leica Live Moment


Unendo le ottiche Leica con la tecnologia di imaging all'avanguardia di Xiaomi, la 17T Series è dotata di un sistema a tripla fotocamera, capitanato da una fotocamera principale da 50MP progettata per catturare immagini cristalline. Al suo interno si trova un sensore ultra-large da 1/1,31" nello Xiaomi 17T Pro e un sensore da 1/1,55" nello Xiaomi 17T. L'ampia apertura su tutta la serie garantisce una gamma dinamica superiore e un'incredibile profondità di campo.
Per la prima volta, Xiaomi 17T Series introduce la fotocamera teleobiettivo Leica 5x su entrambi i modelli
Oltre alla fotografia, il sistema teleobiettivo migliora anche la videografia, in particolare su Xiaomi 17T Pro, che introduce la prima registrazione cinematografica 4K 60fps per gli smartphone della serie Xiaomi, offrendo un bokeh naturale dello sfondo per un'esperienza visiva più coinvolgente. Andando oltre la tradizionale fotografia statica, la Xiaomi 17T Series introduce Leica Live Moment, che cattura non solo l'istante decisivo, ma anche il movimento e l'emozione che lo precedono: il risultato è una narrazione più espressiva e sfumata che va oltre il singolo fotogramma, catturando emozione e racconto in ogni scatto. Leica Live Portrait estende questa capacità alla modalità Ritratto, aggiungendo un effetto bokeh naturale che migliora la separazione del soggetto mantenendo la fluidità del movimento. La Cinematografia Live, esclusiva di Xiaomi 17T Pro, offre ulteriori opzioni creative con Ultra-HD Live Moment in 4K, oltre a effetti di zoom fluidi tramite le modalità Cinematografia Live Freestyle o Ritratto.

DJI Osmo Pocket 4P: la nuova camera compatta per creator e videomaker
DJI Osmo Pocket 4P debutta come nuova soluzione compatta per creator e videomaker, puntando su qualità video premium, stabilizzazione avanzata e design tascabile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Brillantezza e protezione intelligente degli occhi


Xiaomi 17T Series mette le esigenze degli utenti al primo posto, integrando nei suoi display la tecnologia avanzata per la cura degli occhi che debutta con il nome di Xiaomi Vision Care. Guidato dalla ricerca medica e da un'ingegneria di precisione, questo display si adatta automaticamente alle condizioni di luce ambientale e gestisce efficacemente la luce blu, lo sfarfallio e il motion blur per garantire il massimo comfort per tutto il giorno. Al centro di questa esperienza visiva c'è un display AMOLED da 1.5K con una luminosità di picco di 3500 nit (dati Xiaomi). La visione non è solo cristallina, ma anche estremamente fluida grazie a un'elevata frequenza di aggiornamento su tutta la serie, fino a 144Hz sulla variante Pro e 120Hz sulla versione base. Intorno allo schermo ci sono cornici ultra-sottili che creano un look immersivo, concentrando l'attenzione sul display. Il 17T Pro è disponibile in un sofisticato Deep Blue, un elegante Deep Violet o il classico colore Black. Il 17T è invece disponibile in quattro colori espressivi: un iridescente Opal White, un etereo Violet, un vivace Blue o il classico Black.

Fine della wellness obsession: bed rot, burnout e batteria sociale tra Gen Z
Dal fenomeno del bed rot alla “batteria sociale”, cresce tra Gen Z e Millennials il rifiuto della produttività tossica e della wellness obsession. Un cambiamento culturale che sta ridefinendo benessere, socialità e rapporto con la performance
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Potenza e prestazioni senza compromessi


A supportare le avanzate esperienze fotografiche e visive di Xiaomi 17T Series ci sono prestazioni di altissimo livello. Entrambi i modelli introducono la tecnologia di nuova generazione delle batterie al silicio-carbonio, ottenendo una maggiore densità energetica pur mantenendo prestazioni a lungo termine. In particolare, la batteria da 7000mAh del 17T Pro è la più capiente mai vista su uno smartphone della serie Xiaomi per i mercati internazionali. Sono supportate anche la ricarica cablata HyperCharge da 100W e la ricarica wireless HyperCharge da 50W per una ricarica rapida quando necessario. Nonostante il design più compatto, Xiaomi 17T è dotato di una batteria da 6500mAh abbinata alla HyperCharge da 67W.

A massimizzare l'efficienza della batteria ci sono due chipset altamente ottimizzati, progettati per prestazioni durature. Xiaomi 17T Pro è alimentato dal MediaTek Dimensity 9500, costruito con processo a 3nm, mentre Xiaomi 17T monta il MediaTek Dimensity 8500-Ultra con architettura a 4nm. Entrambi offrono importanti miglioramenti in termini di prestazioni di CPU, GPU e AI, consentendo una reattività fluida in attività di multitasking impegnative e nei giochi di nuova generazione. Per mantenere questo picco di performance, il sistema Xiaomi 3D IceLoop fornisce una gestione termica avanzata attraverso un'efficiente separazione vapore-liquido.

Prezzi e disponibilità


Xiaomi 17T Pro sarà disponibile tre varianti di memoria a partire da 899,90 euro, mentre la versione 17T è disponibile in due varianti di memoria a partire da 749,90 euro.


DJI Osmo Pocket 4P: la nuova camera compatta pensata per content creator e videomaker


DJI ha presentato alla recente edizione di Cannes Osmo Pocket 4P, un dispositivo che segna una tappa fondamentale nell’evoluzione delle soluzioni cinematografiche portatili del brand. Da quando ha introdotto la categoria delle fotocamere con gimbal nel 2015 e lanciato una delle prime fotocamere tascabili con stabilizzatore al mondo nel 2018, DJI ha continuato a ridefinire il modo in cui i creator catturano il movimento e raccontano storie. Oggi, con Osmo Pocket 4P, l'azienda inaugura una nuova era di eccellenza nei sistemi gimbal portatili, dove capacità di filmmaking di livello professionale incontrano una reale portabilità tascabile.

Alert di prezzo, cashback e offerte: come gli italiani combattono il caro vita
Il caro vita spinge sempre più italiani a cercare sconti e promozioni online. Tra alert di prezzo, cashback e comparatori, cambia il modo di risparmiare nel 2026
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Presentando la Osmo Pocket 4P su uno dei palcoscenici più prestigiosi del cinema mondiale, DJI segna un’evoluzione audace della serie Pocket, trasformandola da semplice strumento per creator a vero dispositivo di imaging cinematografico capace di storytelling di livello professionale.

Tecnologia e portabilità


La Osmo Pocket 4P rappresenta la convergenza tra tecnologia cinematografica di fascia alta e portabilità estrema. Dotata di un sistema di imaging di nuova generazione, la DJI Osmo Pocket 4P offre una gamma dinamica di livello cinematografico per una ricca profondità tonale, insieme a prestazioni colore 10-bit D-Log2 che consentono workflow professionali di color grading. Combinata con l’avanzata esperienza dell'azienda nella stabilizzazione, il dispositivo porta capacità cinematografiche professionali in un formato realmente tascabile.

La sua forma compatta, unita alle prestazioni di imaging cinematografico, rende la Osmo Pocket 4P una compagna ideale per i filmmaker indipendenti e un potente strumento narrativo per il documentario. Il debutto a Cannes rafforza l’idea che lo storytelling cinematografico non sia più confinato a grandi attrezzature, ma possa ora vivere in un dispositivo abbastanza piccolo da essere portato ovunque.

Fine della wellness obsession: bed rot, burnout e batteria sociale tra Gen Z
Dal fenomeno del bed rot alla “batteria sociale”, cresce tra Gen Z e Millennials il rifiuto della produttività tossica e della wellness obsession. Un cambiamento culturale che sta ridefinendo benessere, socialità e rapporto con la performance
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Risponde alle esigenze dei creator


La DJI Osmo Pocket 4P introduce importanti innovazioni progettate per rispondere alle reali esigenze dei creator. Le capacità portrait migliorate offrono tonalità della pelle naturali e profondità cinematografica, consentendo uno storytelling più coinvolgente in interviste, vlog e contenuti narrativi. Le funzionalità zoom avanzate ampliano le possibilità creative, permettendo di catturare soggetti distanti mantenendo l’integrità dell’immagine. In condizioni di scarsa illuminazione, la tecnologia avanzata del sensore e gli algoritmi di imaging ottimizzati garantiscono riprese nitide e dettagliate, rendendo possibile filmare con sicurezza in situazioni difficili, dai paesaggi urbani notturni alle scene indoor. Queste innovazioni posizionano la Osmo Pocket 4P come un vero dispositivo di imaging professionale consumer, colmando il divario tra accessibilità e qualità cinematografica.
La Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condiviseLa Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condivise
Il debutto a Cannes della Osmo Pocket 4P evidenzia il suo potenziale di influenzare il futuro del cinematic vlogging, ispirare una nuova generazione di filmmaker mobile-first e guidare le tendenze globali dello storytelling visivo orientato al portrait. La DJI Osmo Pocket 4P sarà disponibile attraverso i canali ufficiali dell'azienda e presso i retail autorizzati. Maggiori dettagli arriveranno con l'ufficializzazione della data di lancio.


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

L’estetica dell’assenza: come le case hanno smesso di raccontare chi siamo


Dai bagni colorati alle cucine in muratura, scompare un patrimonio domestico fatto di carattere e memoria
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Da qualche anno a questa parte si nota una tendenza scandinava monotona nel campo del design, colori tenui, linee pulite, materiali lisci che rendono le abitazioni senza personalità e compongono gli ambienti in modo da sembrare allestimenti Ikea nonostante gli arredi, magari, di altissimo livello.
Non si sa più dare personalità e accoglienza ad una casa come sapevano fare le mamme di una volta e meglio ancora le nonne.
Nelle case delle nonne tutto era funzionale alla praticità dell’uso che veniva fatto ma, veniva anche dettato dal gusto prettamente personale, non influenzato da qualche rivista di genere.

Nei bagni, dai sanitari alle piastrelle, regnava il colore, dal rosa antico al verde salvia e non il bianco e il grigio perla, i pavimenti arricchivano le stanze come quadri con cementine e cotto che poteva avere disegni dei più vari, al contrario, del moderno gres porcellanato o il parquet in vinile effetto legno e le cucine in muratura, il cuore pulsante delle case italiane, con lavabi alla genovese in marmo invece dei blocchi spenti fatti in serie che vediamo oggi.

C’era, una volta, un dialogo tra tessuti e materiali plastici, colori e forme che rendevano le case ricche di personalità mentre oggi, sembra, che tutto, venga comprato insieme, in modo che ogni cosa rispecchi un’unica linea guida, non che sia concettualmente sbagliato, ma rende solo freddo e finto l’ambiente.
Il perché di questa perdita di capacità risiede nel modo in cui le case venivano arredate nel tempo, negli anni, unendo arredi contemporanei a pezzi d’antiquariato, con accostamenti di colori che per molti oggi sarebbero impensabili ma che, se si pensa alla natura, dialogano coerentemente senza spezzare o disturbare l’occhio che guarda.

Le persone si limitano, smarrendo i colori e la gioia, a volte, per accontentarsi e riconoscersi in uno status ed in uno stile univoco, si sono persi i soffitti a cassettoni e quelli a volta che sono però caratteristici di palazzi dei centri storici; ma anche quelli affrescati o con rosoni e cornici ma anche, volendo essere più semplici, i soffitti dipinti che possono spesso e volentieri aiutare a rendere l’ambiente più grande o più caldo in base alla scelta della vernice.
Non si comprano più soprammobili che possono dare anche ad una casa iper-moderna, personalità e segno di una casa vissuta, i lampadari che possono creare dinamicità con la luce e con le forme vengono sostituiti da faretti incassati nel soffitto in cartongesso.

La paura di una generazione che non riesce a permettersi più niente si riversa sull’arredare il prima possibile una casa, spesso in affitto, così da avere almeno qualcosa di concluso nella propria vita a discapito spesso del gusto personale unito all’incapacità odierna di aspettare e vivere una vita lenta.
La personalità nelle case si ritrova solamente nei piccoli centri, nelle case di quei giovani che hanno scelto di rimanere, invece di partire per la grande città, riuscendo a respirare il ritmo vivibile di un tempo che chi vive in città pensa andato, permettendosi di creare con idee che evolvono nel tempo una casa che diventa nido.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

PlayStation: in arrivo il monitor e il fight stick wireless ad agosto


Sony annuncia i prezzi e le date d'uscita per il nuovo monitor da gaming con ricarica DualSense e l'accessorio FlexStrike per PS5 e PC.

Poco prima dello State of Play di giugno, Sony Interactive Entertainment ha svelato le date di lancio di alcuni dei suoi accessori più attesi per l'ecosistema PlayStation 5.

FlexStrike: il fight stick ufficiale di PS5


Tra le novità principali spicca FlexStrike, il primo fight stick wireless progettato specificamente per PS5 e PC, che promette di rivoluzionare l'esperienza degli appassionati di picchiaduro. L'accessorio debutterà sul mercato il prossimo 6 agosto al prezzo di 200 dollari, includendo nella confezione una pratica custodia per il trasporto.
youtube.com/embed/iWu1CgJDPw0?…
La scelta della data non è affatto casuale, poiché coincide con il lancio di Marvel Tōkon: Fighting Souls, titolo che beneficerà fin dal primo giorno della precisione del nuovo controller.
Le prenotazioni ufficiali apriranno il 12 giugno, permettendo ai fan di assicurarsi il dispositivo in anticipo.

Nonostante il FlexStrike sia compatibile con console PS5 e computer, l'azienda ha precisato che gli utenti PC dovranno mostrare un po' di pazienza prima della piena compatibilità per l'ambiente desktop, che verrà infatti implementata gradualmente dopo il lancio ufficiale del 6 agosto, espandendosi progressivamente a una base di utenti sempre più ampia nel corso del tempo.

Il monitor PlayStation


Parallelamente agli accessori di controllo, Sony ha fornito dettagli su un nuovo monitor da gaming da 27 pollici, caratterizzato da un design innovativo che include un gancio pieghevole integrato sul frontale. Questa soluzione non serve solo a riporre ordinatamente il controller DualSense, ma funge anche da stazione di ricarica USB-C per quest'ultimo o per altri dispositivi compatibili.
youtube.com/embed/mRHgZ_l94F0?…
Dal punto di vista tecnico, lo schermo vanta un pannello IPS con risoluzione QHD (2560x1440) e supporto alla tecnologia VRR. Per quanto riguarda le prestazioni, il monitor raggiunge una frequenza di aggiornamento di 120Hz su PS5 e sulla nuova PS5 Pro, mentre i giocatori PC e Mac potranno spingersi fino a 240Hz, garantendo una fluidità visiva di alto livello per ogni tipo di utente.

Il monitor sarà inizialmente disponibile negli Stati Uniti e in Giappone a partire dal 27 agosto, con un prezzo di listino fissato a 350 dollari. I preordini scatteranno già il 5 giugno tramite i canali ufficiali di PlayStation Direct e presso rivenditori selezionati.

Fonte: Engadget

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump sconfitto in Iowa, mentre non si sa chi ha vinto in California


Il candidato di Trump, Randy Feenstra, perde la primaria repubblicana per il governatorato dell'Iowa. Vincono i democratici Turek, Haaland, Hamawy e Bennett. La California richiederà giorni.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La sconfitta più clamorosa della serata di primarie americane di martedì 2 giugno è quella del presidente Donald Trump in Iowa. Il deputato Randy Feenstra, che il presidente aveva sostenuto pubblicamente venerdì scorso definendolo "MAGA fino in fondo", è stato battuto dall'imprenditore agricolo Zach Lahn nella corsa per la nomina repubblicana a governatore. Con il 99 per cento dei voti scrutinati, Lahn è avanti di meno di un punto e vicino al 38 per cento, abbastanza per evitare la convention di partito che si sarebbe tenuta il 13 giugno se nessuno avesse superato la soglia del 35 per cento.

Il risultato è una rara sconfitta dell'endorsement presidenziale, che nelle ultime settimane aveva fatto cadere senatori in carica, un deputato e diversi parlamentari statali ritenuti poco leali. È la sconfitta più importante di un candidato sostenuto da Trump da quando, nel 2017, Luther Strange perse in Alabama contro Roy Moore. Feenstra ha ammesso la sconfitta in serata e ha invitato Lahn a "portare la fiaccola". Una fonte vicina alla macchina politica del presidente ha definito al Washington Post l'endorsement a Feenstra un "Hail Mary", un disperato tentativo all'ultimo minuto concesso dopo le pressioni di alcuni membri del Congresso.

Primarie repubblicane · Iowa
In Iowa Zach Lahn vince a sorpresa le primarie repubblicane per il governatorato
Primarie repubblicane per il governatorato — 2 giugno 2026
Focus America

CandidatoVoti%

Zach Lahn
Imprenditore agricolo

80.765
37,8%

Randy Feenstra
Deputato federale

79.113
37,0%

Adam Steen
Ex amministratore di agenzia statale

31.087
14,5%

Brad Sherman
Ex parlamentare statale

15.076
7,1%

Eddie Andrews
Parlamentare statale

7.694
3,6%

213.735voti
>95% scrutinato

Elaborazione di Focus America su dati di Associated Press

Lahn, agricoltore e mai eletto prima, ha condotto una campagna da outsider sostenuto dall'ex deputato Steve King, che nel 2020 era stato battuto proprio da Feenstra e non gli ha mai perdonato la sconfitta. Lo ha sostenuto anche il movimento "Make America Healthy Again" del ministro della Sanità Robert Fitzgerald Kennedy Jr., che ha attaccato Feenstra per i suoi legami con l'industria farmaceutica e con la Bayer. A novembre Lahn affronterà l'auditor democratico Rob Sand, candidato unico per il suo partito e considerato dai repubblicani un avversario particolarmente difficile. Il Cook Political Report ha già spostato la corsa nella categoria "toss up". Sand ha raccolto 9,6 milioni di dollari contro i 980.000 di Lahn e nessun democratico è stato eletto governatore dell'Iowa dal 2006.

Sempre in Iowa, la primaria democratica per il Senato ha visto la vittoria del deputato statale Josh Turek sul senatore statale Zach Wahls, paralimpico dell'oro nel basket in carrozzina contro un giovane progressista che aveva costruito la sua campagna sulla richiesta di un ricambio nella leadership democratica. Turek è stato sostenuto da quasi dieci milioni di dollari di spese esterne del super PAC VoteVets, vicino al leader della minoranza al Senato Chuck Schumer. La sua vittoria mostra che, nonostante la frustrazione della base democratica verso la dirigenza nazionale, restano difficili le insurrezioni interne quando la macchina del partito mette in campo risorse di questa portata. Turek affronterà a novembre la deputata repubblicana Ashley Hinson, che ha vinto facilmente la propria primaria. I democratici considerano l'Iowa uno dei dieci campi di battaglia decisivi per riconquistare il Senato.

In New Mexico, l'ex ministra degli Interni Deb Haaland ha vinto con ampio margine la primaria democratica per il governatorato contro il procuratore distrettuale Sam Bregman. Se vincerà a novembre, sarà la prima donna nativa americana eletta governatrice di uno Stato. Lo Stato è saldamente democratico e Haaland è data per favorita contro Gregg Hull, ex sindaco di Rio Rancho per tre mandati, che ha vinto la primaria repubblicana superando l'imprenditore Doug Turner e il manager Duke Rodriguez. Hull ha già ammesso ai suoi sostenitori che si tratterà di "una campagna lunga e difficile" in uno Stato dove nessun repubblicano è eletto a una carica statale dal 2020. La primaria repubblicana è stata oscurata da una faida interna che ha portato alla rimozione per via giudiziaria della presidente del partito, Amy Barela, meno di una settimana prima del voto.

In New Jersey, Rebecca Bennett, ex pilota di elicotteri della Marina, ha vinto con largo margine la primaria democratica del settimo distretto, battendo la medica Tina Shah di circa 27 punti. Affronterà a novembre il deputato repubblicano Tom Kean Jr., assente dal Congresso da quasi tre mesi per una "condizione medica personale" mai chiarita, che ha già saltato oltre cento voti d'aula. In un comunicato diffuso poche ore prima della chiusura dei seggi, Kean ha promesso "piena trasparenza" sulla sua malattia e ha annunciato che tornerà al lavoro in presenza "nel giro di alcune settimane". Dal palco della vittoria, Bennett lo ha definito due volte "vigliacco". Il Real Change PAC, un comitato politico legato ai repubblicani, ha speso 650.000 dollari per attaccarla durante la primaria senza riuscire a fermarla. Il governatore democratico Mikie Sherrill aveva intimato ai repubblicani di "starsene fuori dalle primarie democratiche".

Nel dodicesimo distretto del New Jersey, il chirurgo plastico Adam Hamawy ha vinto una primaria democratica affollatissima a tredici candidati, prevalendo di circa dodici punti sul rivale più vicino, il sindaco di East Brunswick Brad Cohen. Hamawy, ex medico militare durante la guerra in Iraq, critico durissimo della guerra di Israele a Gaza e sostenuto dal senatore Bernie Sanders e dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, ha promesso di unirsi alla pattuglia progressista nota come "the Squad". Nel suo discorso ha rivendicato "sanità invece di bombe, abolizione dell'ICE e fine di un'economia truccata". È il secondo progressista a vincere una primaria contestata in New Jersey quest'anno, dopo Analilia Mejia. In campagna ha dovuto rispondere a domande sui suoi legami trent'anni fa con lo sceicco Omar Abdel Rahman, l'islamista cieco condannato nel 1995 per aver ispirato il primo attentato al World Trade Center, ma ha respinto le accuse come insinuazioni "infuse di islamofobia".

In Montana, il conduttore radiofonico Aaron Flint, sostenuto da Trump, ha vinto la primaria repubblicana del primo distretto della Camera, battendo tra gli altri il segretario di Stato del Montana Christi Jacobsen. La primaria democratica era ancora troppo incerta per essere assegnata, con l'ex candidato governatore Ryan Busse e lo smokejumper Sam Forstag, sostenuto da Sanders e Ocasio-Cortez, separati da circa due punti dopo che un'ultima tornata di voti dalla contea di Missoula aveva ridotto il margine. Per il Senato, la veterana dell'aeronautica Alani Bankhead ha vinto la primaria democratica e affronterà Kurt Alme, l'ex procuratore federale che si era assicurato la nomina repubblicana grazie alla rinuncia improvvisa del senatore Steve Daines tre minuti prima della scadenza per le candidature.

In South Dakota, la primaria repubblicana per il governatorato resta apertissima e potrebbe portare al primo ballottaggio nella storia dello Stato. Quattro candidati restano in corsa: il governatore in carica Larry Rhoden, succeduto a Kristi Noem dopo la sua nomina alla Sicurezza interna, il deputato Dusty Johnson, l'imprenditore Toby Doeden e lo speaker della camera bassa statale Jon Hansen. Con circa il trenta per cento dei voti scrutinati i quattro restavano divisi da pochi punti percentuali. Se nessuno raggiunge il 35 per cento, i primi due andranno al ballottaggio il 28 luglio.

Per i risultati della California, lo Stato più importante della giornata, ci vorranno giorni. La California vota in larga parte per posta e i conteggi richiedono tempo. Le prime proiezioni con circa metà dei voti scrutinati indicano per il governatorato l'ex ministro della Sanità Xavier Becerra e l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton in vantaggio per i due posti del ballottaggio di novembre, mentre il miliardario Tom Steyer è terzo nonostante abbia investito oltre duecento milioni di dollari di tasca propria. A Los Angeles, la sindaca uscente Karen Bass e il repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, sono in testa per il ballottaggio cittadino. L'Associated Press potrebbe non assegnare le sfide californiane fino a fine della settimana in quanto lo scrutinio è ancora molto indietro.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

NVIDIA rivoluziona i robot umanoidi con la piattaforma Isaac Gr00t


NVIDIA presenta Isaac Gr00t, un sistema aperto che unisce hardware Unitree, mani tattili e potenza di calcolo Jetson Thor per accelerare la ricerca.

Dopo aver annunciato RTX Spark, Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ha spostato l’attenzione verso la forma più tangibile di intelligenza artificiale,vla robotica, con la presentazione di Isaac Gr00t, una nuova piattaforma di riferimento per robot umanoidi che promette di trasformare il modo in cui ricercatori e sviluppatori approcciano questa tecnologia.
youtube.com/embed/Coy2TyBcT4g?…
Il sistema non è solo un insieme di software, ma una combinazione integrata che unisce il telaio umanoide Unitree H2 Plus, le mani tattili a cinque dita Sharpa e la potenza di calcolo di NVIDIA Jetson Thor. L'obiettivo è quello di fornire un ecosistema aperto per accelerare drasticamente i flussi di lavoro nello sviluppo di macchine sempre più sofisticate.

Il telaio è alto circa un metro e ottanta, pesa 68 chilogrammi ed è dotato di ben 31 gradi di libertà distribuiti su tutto il corpo. Sebbene l'H2 sia attualmente quotato a quasi 30.000 dollari, NVIDIA ha confermato che la piattaforma Gr00t supporterà anche modelli più economici, come l'Unitree G1.

La struttura meccanica è completata da doppie mani tattili Sharpa Wave con 22 gradi di libertà e un sistema di rilevamento multi-vista. Quest'ultimo include telecamere stereo montate sulla testa, sensori sui polsi e misurazioni d'inerzia, permettendo un controllo totale del corpo con una coppia delle braccia che raggiunge i 120 Newton-metri.

Dal punto di vista tecnologico, la piattaforma è alimentata dal modulo di calcolo integrato Jetson AGX Thor T5000 con architettura NVIDIA Blackwell, 128 GB di memoria unificata e una gestione energetica configurabile tra 40 e 130 watt.
L'autonomia è garantita invece da una batteria da 15 Ah che fornisce circa tre ore di operatività continua.
Fondamentale per il funzionamento logico è il modello Gr00t N1, il framework software presentato lo scorso marzo che funge da base per l'apprendimento e il movimento del robot.

Oltre alle specifiche tecniche, NVIDIA punta sulla collaborazione globale: grandi istituzioni accademiche, tra cui Stanford, l'ETH di Zurigo e la UC San Diego, hanno già aderito al progetto per utilizzare questo design di riferimento. La filosofia alla base di Isaac Gr00t è che la robotica possa progredire più velocemente se i ricercatori hanno accesso a piattaforme aperte, dove condividere codice e testare idee su macchine reali.

Fonte: Engadget


NVIDIA annuncia RTX Spark: il processore che sfida Apple e apre le porte ai personal AI computer


Al GTC Taipei, Jensen Huang ha scelto parole molto semplici per annunciare qualcosa di potenzialmente rivoluzionario: "Per quarant'anni abbiamo aperto app, cliccato, digitato... Con RTX Spark e Microsoft Windows, chiedi — e il PC fa il lavoro". Dietro questa frase c'è un chip tutto nuovo: RTX Spark è il rumoreggiato e attesissimo processore consumer di NVIDIA, che mira a cambiare le regole del gioco in un mercato Windows che guarda sempre più all'intelligenza artificiale.

RTX Spark unisce una GPU NVIDIA Blackwell RTX con 6.144 CUDA core e una CPU NVIDIA Grace a 20 core sviluppata con MediaTek, attraverso un'interconnessione diretta NVLink-C2C. Il SoC supporta fino a 128 GB di memoria unificata, eliminando i colli di bottiglia che nei sistemi tradizionali rallentano il passaggio di dati tra processore e scheda grafica.
Il risultato è fino a 1 petaflop di potenza AI su un laptop da 14 millimetri di spessore e meno di 1,5 chilogrammi.

Non solo potenza: la svolta è una vera IA locale


Gli agenti AI sono finora rimasti confinati al cloud, con modelli molto più limitati pensati per girare in locale in mancanza di hardware abbastanza potente e sicuro sui dispositivi personali. RTX Spark risolve entrambi i problemi, consentendo di eseguire modelli linguistici da 120 miliardi di parametri con un contesto di 1 milione di token direttamente in locale.
Sul fronte sicurezza, NVIDIA e Microsoft hanno costruito un'infrastruttura nativa per Windows composta da nuovi Primitivedi sicurezza per identità e contenimento degli agenti, e dal runtime NVIDIA OpenShell, che permette all'utente di stabilire cosa ogni agente può fare, quali dati può toccare e cosa non deve mai uscire dal dispositivo.
Progetti come OpenClaw e Hermes Agent di Nous Research sono già tra i primi a integrare questa architettura nelle loro app Windows.

Creativi e gamer: nessuno escluso


RTX Spark, però, non è un chip pensato solo per chi lavora con agenti AI, ma porta l'intero ecosistema RTX su formato mobile: rendering di scene 3D da 90 GB, montaggio video in 12K 4:2:2, generazione video AI in 4K, gaming in 1440p a oltre 100 fps con ray tracing, DLSS e NVIDIA Reflex.

Adobe ha annunciato una riscrittura profonda di Photoshop e Premiere ottimizzata per la piattaforma, con prestazioni fino a due volte più veloci su AI, editing, color correction ed effetti. La nuova pipeline di Premiere sfrutta la memoria unificata e TensorRT per il rendering in tempo reale, mentre il nuovo motore di Photoshop porta compositing GPU-accelerato, filtri live e HDR nativi. Gli aggiornamenti partiranno in parallelo all'uscita dei dispositivi.

Tra i cento software provider già a bordo figurano Blackmagic Design, ComfyUI, OTOY e llama.cpp, con sviluppatori di giochi come Remedy Entertainment, Riot Games, NetEase e Xbox.

Quando uscirà


I laptop RTX Spark arriveranno in tagli da 14 a 16 pollici con display tandem OLED color-accurate e G-SYNC, chassis in alluminio fresato e autonomia per l'intera giornata.
Affiancati da desktop compatti ultra-efficienti, saranno disponibili questo autunno da ASUS, Dell, HP, Lenovo, Microsoft Surface e MSI, con Acer e GIGABYTE a seguire.

Fonte: NVIDIA


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

NVIDIA annuncia RTX Spark: il processore che sfida Apple e apre le porte ai personal AI computer


NVIDIA annuncia RTX Spark al GTC Taipei: è un superchip consumer con GPU Blackwell, CPU Grace e 128 GB di memoria unificata: 1 petaflop per l'IA e gaming a 1440p su laptop da 14 mm.

Al GTC Taipei, Jensen Huang ha scelto parole molto semplici per annunciare qualcosa di potenzialmente rivoluzionario: "Per quarant'anni abbiamo aperto app, cliccato, digitato... Con RTX Spark e Microsoft Windows, chiedi — e il PC fa il lavoro". Dietro questa frase c'è un chip tutto nuovo: RTX Spark è il rumoreggiato e attesissimo processore consumer di NVIDIA, che mira a cambiare le regole del gioco in un mercato Windows che guarda sempre più all'intelligenza artificiale.

RTX Spark unisce una GPU NVIDIA Blackwell RTX con 6.144 CUDA core e una CPU NVIDIA Grace a 20 core sviluppata con MediaTek, attraverso un'interconnessione diretta NVLink-C2C. Il SoC supporta fino a 128 GB di memoria unificata, eliminando i colli di bottiglia che nei sistemi tradizionali rallentano il passaggio di dati tra processore e scheda grafica.
Il risultato è fino a 1 petaflop di potenza AI su un laptop da 14 millimetri di spessore e meno di 1,5 chilogrammi.

Non solo potenza: la svolta è una vera IA locale


Gli agenti AI sono finora rimasti confinati al cloud, con modelli molto più limitati pensati per girare in locale in mancanza di hardware abbastanza potente e sicuro sui dispositivi personali. RTX Spark risolve entrambi i problemi, consentendo di eseguire modelli linguistici da 120 miliardi di parametri con un contesto di 1 milione di token direttamente in locale.
Sul fronte sicurezza, NVIDIA e Microsoft hanno costruito un'infrastruttura nativa per Windows composta da nuovi Primitivedi sicurezza per identità e contenimento degli agenti, e dal runtime NVIDIA OpenShell, che permette all'utente di stabilire cosa ogni agente può fare, quali dati può toccare e cosa non deve mai uscire dal dispositivo.
Progetti come OpenClaw e Hermes Agent di Nous Research sono già tra i primi a integrare questa architettura nelle loro app Windows.

Creativi e gamer: nessuno escluso


RTX Spark, però, non è un chip pensato solo per chi lavora con agenti AI, ma porta l'intero ecosistema RTX su formato mobile: rendering di scene 3D da 90 GB, montaggio video in 12K 4:2:2, generazione video AI in 4K, gaming in 1440p a oltre 100 fps con ray tracing, DLSS e NVIDIA Reflex.

Adobe ha annunciato una riscrittura profonda di Photoshop e Premiere ottimizzata per la piattaforma, con prestazioni fino a due volte più veloci su AI, editing, color correction ed effetti. La nuova pipeline di Premiere sfrutta la memoria unificata e TensorRT per il rendering in tempo reale, mentre il nuovo motore di Photoshop porta compositing GPU-accelerato, filtri live e HDR nativi. Gli aggiornamenti partiranno in parallelo all'uscita dei dispositivi.

Tra i cento software provider già a bordo figurano Blackmagic Design, ComfyUI, OTOY e llama.cpp, con sviluppatori di giochi come Remedy Entertainment, Riot Games, NetEase e Xbox.

Quando uscirà


I laptop RTX Spark arriveranno in tagli da 14 a 16 pollici con display tandem OLED color-accurate e G-SYNC, chassis in alluminio fresato e autonomia per l'intera giornata.
Affiancati da desktop compatti ultra-efficienti, saranno disponibili questo autunno da ASUS, Dell, HP, Lenovo, Microsoft Surface e MSI, con Acer e GIGABYTE a seguire.

Fonte: NVIDIA

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic verso la Borsa: presentata la bozza alla SEC


L'azienda dietro Claude avvia l'iter per l'IPO dopo un round da 65 miliardi di dollari, puntando a una quotazione record entro l'anno.

Il settore dell'intelligenza artificiale si appresta a vivere uno dei momenti più significativi della sua storia finanziaria: Anthropic, la società tecnologica responsabile dello sviluppo di Claude, ha confermato ufficialmente di aver compiuto il primo passo formale verso la quotazione pubblica.

Attraverso la presentazione riservata di una bozza del modulo S-1 alla Securities and Exchange Commission (SEC), l'azienda ha manifestato l'intenzione di sbarcare sul mercato azionario, segnando quello che si preannuncia come uno dei debutti più imponenti degli ultimi anni.
Nonostante l'importanza del passo, Anthropic ha scelto di mantenere la massima riservatezza su alcuni dettagli, come il prezzo delle azioni e il numero di titoli che verranno inizialmente messi a disposizione degli investitori.

Secondo i dati più recenti, Anthropic è sulla buona strada per registrare il suo primo trimestre in attivo nel periodo che si chiuderà il 30 giugno: le proiezioni indicano un utile operativo di ben 559 milioni di dollari a fronte di un fatturato complessivo di 10,9 miliardi di dollari.
A rafforzare ulteriormente la solidità dell'azienda si aggiunge la chiusura del suo ultimo round di finanziamenti, che ha portato nelle casse sociali circa 65 miliardi di dollari. Tali cifre hanno spinto la valutazione complessiva della società verso vette vertiginose, raggiungendo l'incredibile somma di 965 miliardi di dollari e posizionandola come un titano indiscusso nel panorama tecnologico globale.

La decisione di Anthropic di optare per una presentazione confidenziale permetterà alla dirigenza di gestire i dettagli più tecnici con le autorità di regolamentazione lontano dai riflettori, in attesa che la documentazione finanziaria venga resa pubblica per permettere agli analisti una valutazione più approfondita della redditività.

Fonte: Engadget

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Cambogia: calo del 32% per i fermi da stupefacenti nei primi mesi del 2026


Frenano anche i sequestri di narcotici illegali nel Paese. Resta massima la severità penale per il narcotraffico

La Cambogia ha registrato un significativo calo degli arresti legati alla droga nei primi cinque mesi del 2026. Lo riferisce un rapporto del Dipartimento Anti-Droga (ADP) pubblicatoe riportato dalla Xinhua News Agency, secondo cui il numero dei sospetti fermati dalle autorità tra gennaio e maggio è diminuito sensibilmente rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel dettaglio, tra il 1° gennaio e il 31 maggio sono state arrestate 7.127 persone sospettate di reati connessi agli stupefacenti, in calo del 32% rispetto ai 10.487 arresti registrati nei primi cinque mesi del 2025. Tra i soggetti fermati figurano anche 225 cittadini stranieri appartenenti a 12 diverse nazionalità.

Il rapporto evidenzia inoltre una riduzione delle quantità di sostanze illecite sequestrate nel Paese. Nei primi cinque mesi dell'anno le forze dell'ordine hanno confiscato complessivamente 1,01 tonnellate di droghe illegali, oltre a 8,5 chilogrammi di oppio e 9,4 chilogrammi di cannabis essiccata. Si tratta di un dato nettamente inferiore rispetto alle 1,78 tonnellate di narcotici sequestrate nello stesso arco temporale del 2025.

Tra le sostanze intercettate dalle autorità cambogiane figurano ketamina, ecstasy, eroina, metanfetamina cristallina, compresse di metanfetamina, cocaina e catinone, confermando la presenza sul mercato illecito di diverse tipologie di droghe sintetiche e tradizionali.

Le autorità non hanno fornito nel rapporto dettagli sulle cause specifiche del calo registrato negli arresti e nelle confische. Tuttavia, i dati mostrano una diminuzione sia del numero delle persone coinvolte nei procedimenti antidroga sia dei quantitativi di sostanze stupefacenti sottratti ai circuiti illegali nel Paese durante i primi mesi del 2026.

La Cambogia mantiene una legislazione particolarmente severa in materia di traffico di stupefacenti. Pur non prevedendo la pena di morte per i reati legati alla droga, la normativa nazionale stabilisce che chi viene riconosciuto colpevole del traffico di oltre 80 grammi di sostanze illecite possa essere condannato all'ergastolo.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Torna il Pride, ma i problemi restano


Il 6 giugno la manifestazione per i diritti LGBTQIA+, in attesa dell’Europride del 2027. La discriminazione sul lavoro e nella sanità continua però a colpire le persone trans*
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’Unica è una newsletter gratuita che ogni settimana ti manda via mail una storia dal tuo territorio.

Abbiamo altre quattro edizioni: Alessandria, Asti, Cuneo e Genova.

Per riceverla, clicca qui

Quando l’estate scorsa il sindaco di Budapest Gergely Karácsony ha promosso il Pride nella capitale ungherese nonostante il divieto del governo Orbán, decine di delegazioni e rappresentanze istituzionali internazionali lo hanno raggiunto per manifestare il proprio sostegno all’iniziativa. Anche la Città di Torino e l’associazione Torino Pride per i diritti LGBTQIA+ hanno partecipato all’evento con le proprie delegazioni ufficiali, insieme a 400 mila cittadini ungheresi.

La Procura generale di Budapest ha poi accusato Karácsony, gli organizzatori del Pride di Budapest e del Pride della città Pécs di aver violato il divieto imposto dalla polizia sulle leggi ungheresi per la protezione dei minori. Un anno dopo, Viktor Orbán non è più il presidente dell’Ungheria, le accuse sono state sospese e Karácsony si prepara a un altro Pride ricordando l’importanza del supporto ricevuto dalle rappresentanze europee.

«La posta in gioco era altissima nel giugno 2025», ha spiegato Karácsony a L’Unica. «Era necessario dimostrare che in Ungheria ci sono politici che non scendono a compromessi e proteggono i diritti dei cittadini del nostro Paese. Il governo ungherese aveva sicuramente oltrepassato un limite con la sua legge volta a vietare il Pride. Ma vorrei sottolineare che è stata la forza e il coraggio di migliaia di normali cittadini, che hanno deciso di manifestare nonostante il divieto, ad avere l’impatto maggiore».

Quell’esperienza di resistenza collettiva continua a ispirare gli attivisti torinesi che – dopo il Pride 2026 del prossimo 6 giugno – si stanno preparando a ospitare l’Europride nel 2027. «Un anno fa, unendoci, siamo riusciti a raggiungere una grande partecipazione a Budapest», ha detto a L’Unica Chiara Tarantello, co-coordinatrice di Torino Pride. «Allo stesso modo, portare l’Europride a Torino è un risultato nazionale che nasce anche grazie all’impegno dei coordinamenti degli altri Pride. Per questo motivo, è in corso una staffetta che coinvolgerà tutto il Paese da Nord a Sud».
Manifesto del Pride del 6 giugno
Dieci anni dalla prima unione civile

Quest’anno, il principale evento internazionale dedicato ai diritti, alla visibilità e all’inclusione della comunità LGBTQIA+ si terrà ad Amsterdam ed è dedicato ai 25 anni dal primo matrimonio egualitario al mondo, celebrato proprio nei Paesi Bassi. In Italia, invece, si celebrano i dieci anni delle unioni civili. A maggio, le coppie che nel 2016 hanno scelto per la prima volta di unirsi civilmente a Torino sono state invitate a Palazzo civico. In quell’occasione il sindaco Stefano Lo Russo ha detto: «Le unioni civili sono state la tappa importante di un percorso, ma certamente non il traguardo. Dobbiamo guardare al matrimonio egualitario come un ulteriore punto che consente di incarnare pienamente i valori di cittadinanza e di eguaglianza che sono patrimonio dell’Unione europea».

Nel 2016 l’Italia ha introdotto il riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso ponendo alcune limitazioni ai diritti delle coppie omogenitoriali, tra cui l’accesso alle adozioni ealla stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio naturale o adottivo del partner da parte del genitore non biologico. Negli ultimi dieci anni sono state 855 le unioni civili in città, a fronte di 14 scioglimenti. Secondo l’amministrazione comunale si tratta di un numero stabile nel tempo che mostra un radicamento territoriale. Questo perché, a differenza di altre città, a Torino la possibilità di unirsi civilmente è sicura, ha spiegato Tarantello. «Quello che non è sicuro – o meglio che dovrebbe essere sicuro, ma siamo in fase di monitoraggio – è la trascrizione degli atti di nascita dei figli di coppie omogenitoriali», ha aggiunto.

La legge italiana non prevede la possibilità che in una coppia dello stesso sesso entrambe le persone vengano riconosciute come genitori dei propri figli al momento della registrazione del loro atto di nascita. Il genitore biologico viene registrato, ma il genitore intenzionale (che cioè condivide un progetto genitoriale con il partner, pur non essendo biologicamente legato al figlio) raramente viene riconosciuto come tale negli atti anagrafici. Anche se il 22 maggio 2025 la Corte Costituzionale ha riconosciuto per la prima volta il diritto per le coppie di donne di vedere registrati entrambi i genitori alla nascita del proprio figlio o figlia, le coppie di uomini restano attualmente escluse da questo diritto. «In generale, le coppie di uomini, sono escluse da qualunque possibilità di diventare genitori», ha detto Tarantello.

Sei un giornalista che vive nella zona di Torino e vorresti scrivere per L’Unica? Mandaci una proposta di articolo a info@lunica.email

A seguito della storica sentenza della Corte, Torino, Cuneo e altre città del Piemonte hanno ripreso a registrare i figli nati tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) da due madri, ma nella regione non esiste ancora una mappatura che permetta di comprendere quanto sono diffuse queste trascrizioni anagrafiche. Le informazioni al riguardo sono poche e testimoniano problematiche che in Piemonte si manifestano a macchia di leopardo. Secondo Tarantello, «anche se le madri intenzionali dovrebbero essere riconosciute in automatico, qualora siano presenti dei documenti che attestano l’intenzionalità della creazione del nucleo familiare, non è detto che tutti i Comuni adottino effettivamente questa misura».

Il percorso a ostacoli delle persone trans*

I problemi di riconoscimento riguardano anche le persone che vogliono affrontare un percorso di affermazione di genere. Mentre al Tribunale di Torino il coordinamento del Pride cittadino porta avanti l’interlocuzione per rendere i percorsi di rettifica anagrafica più accessibili, al Cidigem, il Centro interdipartimentale per la disforia di genere con sede alle Molinette, c’è un’attesa media di due anni e mezzo per fissare una prima visita. «Ho mandato la richiesta più di un anno fa! Non mi hanno ancora chiamato, ho provato a mandare un’altra mail dove spiego che sto male e non mi hanno neanche risposto», ha scritto un utente sulla pagina Instagram di Free(K) Pride, la manifestazione torinese nata come alternativa non istituzionale al Pride ufficiale.

«La comunità trans* in questo momento è quella maggiormente sotto attacco, sia per il clima politico nazionale che internazionale», ha detto Tarantello. «A livello locale i lunghi tempi di attesa sono un’altra parte del problema che fa della comunità trans* una di quelle più marginalizzate sul territorio». Secondo Torino Pride, «il Cidigem deve essere potenziato, con risorse economiche adeguate e personale sufficiente, affinché possa rispondere in modo efficace e tempestivo ai bisogni delle persone trans* che scelgono un percorso medicalizzato». L’accesso ai percorsi di affermazione di genere in tempi sostenibili è fondamentale per chi non ha la disponibilità economica per pagare un percorso privato.

Al contempo, le persone trans* e non binarie continuano a subire alti tassi di discriminazione sul lavoro, nella sanità e nella vita quotidiana. Se il 60 per cento delle persone trans* in Italia ha sperimentato discriminazione nell’accesso al lavoro, si stima che il 43 per cento di chi ha tra i 12 e i 18 anni abbandoni la scuola prima di aver terminato gli studi. Per portare l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza, il 31 maggio in occasione del Trans day of visibility a Torino è stata organizzata una settimana di eventi culturali incentrata sulle storie delle persone e il superamento degli stereotipi.

In città, negli ultimi anni alcuni passi avanti ci sono stati. Dal 2024 è possibile richiedere la tessera alias per il servizio dei trasporti pubblici, comunicando il proprio nome di elezione a GTT, anche se differente da quello anagrafico. L’Università e il Politecnico di Torino avevano già adottato misure simili, così come diverse scuole superiori in Piemonte, che permettono a studenti trans* e non binari di utilizzare il proprio nome d’elezione all’interno degli istituti scolastici. Quest’anno, poi, per la prima volta a livello nazionale, le code per votare ai seggi elettorali non sono state due, ma una unica, non più divisa in base al genere: «È un’ottima cosa, che purtroppo però non risolve del tutto il problema, perché anche in questo caso, come in tutti i casi in cui ci dobbiamo confrontare con delle istituzioni, il personale non è preparato a parlare con persone trans*», ha commentato Tarantello. «Un altro problema è che se una persona trans* fa la rettifica anagrafica, ed è una persona assegnata femmina alla nascita, nel momento in cui viene rettificato il suo documento non ha più la possibilità di avvalersi del programma regionale Prevenzione serena [per la diagnosi precoce del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto, ndr], perché non risulta più una femmina. Lo stesso accade, per esempio, per la prevenzione dei tumori alla prostata nel caso di persone trans* assegnate maschi alla nascita».

L’Italia perde terreno

Il 6 giugno di quest’anno il Pride di Torino raggiunge la sua ventesima edizione portando in città, ancora una volta, la protesta per i diritti mancanti e la memoria delle lotte condotte dal movimento. Nel 2025 circa 150 mila persone hanno sfilato per le vie della città durante la manifestazione arcobaleno. I numeri dei partecipanti, secondo il coordinamento del Torino Pride, sono in crescita. Intanto l’Italia scivola dal 35° al 36º posto nella Rainbow Map 2026, lo studio che classifica i 49 Paesi europei misurando il livello di tutela dei diritti umani e l’uguaglianza giuridica delle persone LGBTQIA+.
Raimbow Map 2026
Nel report, pubblicato da Ilga-Europe (International Lesbo Gay Association), l’Italia viene subito prima di Lituania e Ungheria, con un punteggio complessivo di 24 su un massimo di 100.

Questa puntata di L’Unica Torino termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

I vostri messaggi

“Una bella idea per raccontare una comunità ormai fuori dal cono dell’attenzione delle testate nazionali. Il racconto di storie vicine, che si muovono in luoghi noti, che raccontano problemi di molti creano vicinanza, partecipazione, appartenenza e voglia di cambiamento”.

— Giulio S.

E tu cosa ne pensi del nostro progetto?
Scrivici

Ti consigliamo anche:

🤨 Per un giovane su due è normale “controllare” i conti della compagna (da L’Unica Alessandria)

🤓 Il fact-checking del discorso di Meloni a Confindustria (da Pagella Politica)

🧠 Si può davvero prevedere l’Alzheimer? (da Facta)


Per un giovane su due è “normale” controllare i conti della compagna


L’Unica è una newsletter gratuita che ogni settimana ti manda via mail una storia dal tuo territorio.

Abbiamo altre quattro edizioni: Asti, Cuneo, Torino e Genova.

Per riceverla, clicca qui

Formazione, protezione e lavoro di rete: sono queste le priorità contro la violenza di genere. Focalizzare la situazione attuale, per rispondere in maniera mirata ed efficace alle esigenze delle donne, è uno degli obiettivi della rete antiviolenza della provincia di Alessandria: un istituto strutturato, ufficiale, formato per offrire sostegno alle vittime di ogni forma di prevaricazione da parte maschile. L’impegno è fermo e forte, dopo il femminicidio che ha sconvolto il Monferrato: la morte di Loredana Ferrara a 52 anni, ammazzata il 20 aprile 2026 con ferocia nelle strade di Vignale dall’ex compagno Silvio Gambetta, che per il delitto è in carcere a Vercelli.

Aumentano le denunce

I dati fanno emergere un fenomeno in crescita: nell’Alessandrino, nel 2025, le richieste di aiuto ai centri antiviolenza ME.DEA – secondo i dati diffusi dall’associazione – sono state 301, con un incremento del 15,8 per cento rispetto al 2024. Anche i Codici Rossi, dispositivi di protezione attivati dalle forze dell’ordine in casi di particolare fragilità e vulnerabilità, sono in aumento: dal 10 al 12 per cento in più. La tendenza che si osserva da tempo fa riflettere, perché riguarda l’età delle giovani intrappolate in relazioni sentimentali tossiche, che si è progressivamente abbassata: parliamo di ragazze minorenni e della fascia dai 18 ai 29 anni. È forse l’effetto concreto delle attività di sensibilizzazione che si moltiplicano nelle scuole: insegnano a riconoscere la violenza e a non interiorizzarla, portando a un aumento di denunce e segnalazioni.

La fotografia del problema e il lavoro sugli interventi di sostegno e prevenzione sono stati discussi ad Alessandria nell’ultimo incontro della Rete territoriale con i rappresentanti istituzionali di Provincia, Prefettura, Procura della Repubblica, Comune, delle avvocate di D.i.RE - Donne in rete contro la violenza e di ME.DEA. Le donne maggiormente coinvolte hanno fra i 18 e i 39 anni: in generale, sono il 53,4 per cento di quelle accolte nell’Alessandrino. Le esperte hanno rilevato un altro aspetto, molto significativo: «Considerando che, stando ai dati ISTAT, l’età media alla nascita del primo figlio in Italia è compresa tra i 31 e i 32 anni, è probabile che oltre la metà delle vittime di violenza abbia figli e figlie che hanno dovuto assistere a episodi di violenza».

L’avvocata di D.i.RE Elena Baggioni ha illustrato il Rapporto Grevio 2025, il documento redatto da un gruppo di esperte indipendenti nell’ambito del Consiglio d’Europa con l’obiettivo di monitorare l’attuazione della Convenzione di Istanbul, la principale normativa europea di riferimento. «Emergono alcune priorità fondamentali che l’Italia sta tardando a recepire: la formazione continua dei diversi nodi della rete, a partire dalla raccolta della denuncia; la tutela dei figli vittime di violenza assistita; l’applicazione di strumenti validati per la valutazione del rischio; il miglioramento della raccolta e dell’analisi dei dati», ha segnalato.

A livello nazionale le criticità non mancano, ma ad Alessandria la rete antiviolenza è considerata solida: nei prossimi diciotto mesi sarà ulteriormente rafforzata grazie al progetto Viol.A.2, finanziato dal dipartimento per le Pari opportunità, che «consentirà di sviluppare importanti opportunità formative proprio sugli aspetti critici evidenziati dal Rapporto Grevio», ha sottolineato la presidente di ME.DEA, Sarah Sclauzero. Al momento sono già attivi una cabina di regia e tre tavoli tematici: accoglienza e gestione in emergenza delle donne vittime di violenza; azioni condivise a supporto dei minori che assistono a casi di prevaricazione; interventi rivolti agli autori dei soprusi.

Leggi anche
Violenza di genere, aumentano le donne che chiedono aiuto

Quando la violenza è considerata “normale”

Gli aspetti educativi generali alla base dell’emergenza della violenza di genere sono il nodo da sciogliere: l’assessora comunale alle Politiche sociali di Alessandria, Roberta Cazzulo, ha spiegato a L’Unica che «la violenza sulle donne rappresenta un problema culturale, sociale, politico oltre che sanitario, si discosta dalle condizioni sociali, culturali, etniche e dalla fascia di età delle vittime, purtroppo comprende anche donne molto giovani, con importanti conseguenze all’interno della sfera lavorativa e personale e inevitabili problematiche psicologiche e/o psichiatriche».

Gestire le risorse economiche che gravitano intorno ai centri antiviolenza, formare al rispetto di genere, finanziare e sostenere le reti territoriali sociosanitarie, offrire consulenza giuridica e legale alle vittime sono grandi contributi che provengono dalle istituzioni e devono essere garantiti a tutte. E poi c’è un grado di cultura e consapevolezza civile che va acquisito, come dimostrano i dati divulgati da Cazzulo e riferiti a una ricerca di Actionaid pubblicata a novembre 2025. «La violenza economica, quella che porta il partner a controllare o limitare le risorse finanziarie di una donna, è considerata accettabile da un uomo su tre, lo è per quasi la metà dei maschi millennial [nati dall’inizio degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta, ndr] e di quelli della generazione Z [nati dalla metà degli anni Novanta alla fine del primo decennio degli anni Duemila, ndr]», ha spiegato. «Per uno su quattro, la violenza verbale e quella psicologica sono ampiamente motivate. La maggioranza (55 per cento) dei millennial ritiene legittimo il controllo sulla partner, soprattutto in caso di tradimento o di mancata cura della casa e dei figli. Anche la violenza fisica è giustificabile per quasi due maschi adulti su dieci».

Hanno deciso di fare la loro parte per cambiare le relazioni le esponenti della Casa delle Donne TFQ di Alessandria, dove TFQ sta per “transfemminista queer”. Negli ultimi mesi hanno promosso il progetto di educazione sessuoaffettiva “Crescere senza stereotipi”, dedicato ai più giovani proprio perché le statistiche dicono che l’età delle vittime di violenza di genere è sempre più bassa. Gli incontri hanno visto una folta partecipazione di genitori, educatori e insegnanti, nella convinzione che non possono bastare l’accoglienza, la protezione e il supporto psicologico di chi si trova a subire, ma è necessario impedire inaccettabili derive. Imparare il rispetto dell’altro, riconoscere le discriminazioni, esercitare l’empatia, disarmare l’aggressività, distinguere i lati oscuri dei sentimenti, educare al consenso fin dalla prima infanzia.
Cartelli di una manifestazione – Foto: Casa delle Donne di Alessandria
Prevenire la violenza

La coordinatrice è Marta Pampuro e a lei L’Unica ha chiesto perché nel dibattito pubblico italiano questi temi sono diventati politicamente divisivi, oggetto di una propaganda che non ha mancato di mettere la violenza anche nel linguaggio. «Quello che stiamo vedendo è un attacco politico preciso. Si vuole impedire alle persone di avere strumenti per riconoscere la violenza, per autodeterminarsi, per uscire da relazioni oppressive», ha detto. «Si vuole, di fatto, impedire che venga messa in discussione la struttura patriarcale della società. Si vuole negare la natura sistemica della violenza di genere. E questa, naturalmente, è una scelta precisa. Noi pensiamo invece che sia necessario costruire spazi e pratiche che rendano queste cose visibili. Perché quando parli di controllo, gelosia, consenso, le persone riconoscono la propria esperienza e il discorso smette di essere ideologico».

Intervenire prima che la violenza accada, prima che sia troppo tardi, è diventato un lavoro di comunità: grazie all’aiuto di psicologhe e psicoterapeute, pedagogiste, una docente universitaria e una scrittrice, sono stati proposti laboratori e riflessioni, dialoghi e suggerimenti pratici per la quotidianità. «Crediamo che sia fondamentale dare strumenti per leggere il potere nelle relazioni», ha aggiunto la coordinatrice. «La risposta è stata forte, partecipata, trasversale. E questo conferma che questi temi non sono di nicchia. Sono bisogni reali e diffusi, che vanno affrontati con urgenza. Parallelamente, le operatrici del centro antiviolenza Marielle Franco portano avanti interventi continuativi nelle scuole, nei licei Umberto Eco di Alessandria e Amaldi di Novi Ligure. Per noi è un lavoro prioritario. Non un progetto occasionale, ma un impegno strutturale».

Sei un giornalista che vive nella zona di Alessandria e vorresti scrivere per L’Unica? Mandaci una proposta di articolo a info@lunica.email

Il ruolo della scuola e il fronte del No

Aprire un dibattito pubblico sull’idea di portare l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole appare dunque fuori tempo, rispetto a una realtà che è già più avanti. Cosa serve tuttavia per arrivare a questo importante obiettivo? Pampuro non ha dubbi: «A questo punto serve uno scontro politico, perché il dibattito oggi non è su come fare educazione sessuoaffettiva. È su come impedirla, svuotarla, controllarla. E prima ancora bisogna smontare una narrazione tossica: educazione sessuoaffettiva non significa parlare ai bambini dell’atto sessuale. Significa lavorare su rispetto dei corpi, emozioni, relazioni, ruoli di genere, riconoscimento di sé e dell’altro o dell’altra. Significa dare strumenti per capire quando una relazione è sana e quando è controllo. Significa imparare che un “no” è un “no”, sempre». Secondo la coordinatrice, si tratta dello strumento più efficace per prevenire la violenza, «per scuotere dalle fondamenta un modello di società fondato sul controllo dei corpi e delle soggettività. Per arrivare davvero nelle scuole serve quindi una scelta politica netta: rendere questi percorsi strutturali, obbligatori, continuativi, affidati a professionisti e professioniste. Mentre il governo prova a contrastare questi percorsi, noi li costruiamo: entrando nelle scuole, lavorando con insegnanti, educatori, genitori, aprendo spazi come la Casa delle Donne. Perché se la violenza è strutturale, strutturale deve essere anche la risposta. La responsabilità è collettiva».

Questa puntata di L’Unica Alessandria termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

I vostri messaggi

“L’Unica è un bel modo per approfondire gli argomenti. Magari non tutti possono interessare allo stesso modo, ma la professionalità con cui vengono realizzati gli articoli riesce sempre a passare dal particolare al generale. Interessando quindi tutte e tutti”.

— Rita T.

E tu cosa ne pensi del nostro progetto?
Scrivici

Ti consigliamo anche:

🤗 Com’è difficile far ridere Genova (da L’Unica Genova)

❌ Tutte le normeche Israele ha ignorato con la Flotilla (da Pagella Politica)

🇪🇺 Iscriviti a I soldi dell’Europa, la newsletter di Pagella Politica in collaborazione con Openpolis sul PNRR


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La rassegna stampa di mercoledì 3 giugno 2026


Nuovi scambi di colpi tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz, la Corte Suprema autorizza una mappa repubblicana in Alabama, primarie di metà mandato in sei Stati e Trump rinuncia al fondo da 1,8 miliardi per gli alleati indagati sotto Biden

Questa è la rassegna stampa di mercoledì 3 giugno 2026

Nuovi scambi di colpi tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz


Le forze statunitensi hanno intercettato missili balistici e droni iraniani diretti contro basi alleate in Kuwait e Bahrein e hanno colpito un centro di comando sull'isola iraniana di Qeshm, dopo aver disabilitato con un missile Hellfire una petroliera diretta a un porto iraniano. Lo scambio mette a rischio il fragile cessate il fuoco, anche se il Segretario di Stato Marco Rubio ha mantenuto l'apertura a un'intesa sul programma nucleare di Teheran.

Fonti: BBC News, Bloomberg, Axios

La Corte Suprema autorizza l'Alabama a usare una mappa congressuale che cancella un distretto a maggioranza nera


Con una decisione 6-3, la Corte ha consentito allo Stato di adottare per le elezioni di metà mandato una nuova mappa che elimina uno dei due seggi storicamente democratici e a maggioranza afroamericana. È la prima sentenza di rilievo dopo l'indebolimento del Voting Rights Act e rappresenta una spinta significativa per i Repubblicani nella corsa per il controllo della Camera.

Fonti: New York Times, Bloomberg, The Guardian

Voto alle primarie di metà mandato in sei Stati, incognite in California e Iowa


I californiani hanno scelto i candidati per le primarie del governatore e per la corsa a sindaco di Los Angeles, ma il sistema di conteggio rallentato potrebbe richiedere giorni o settimane per i risultati definitivi. In Iowa l'imprenditore Zach Lahn ha sorpreso il deputato Randy Feenstra, sostenuto da Trump, nelle primarie repubblicane per il governatore, mentre l'ex segretaria agli Interni Deb Haaland ha vinto la primaria democratica per il governatore del New Mexico.

Fonti: The Guardian, Wall Street Journal, The Hill

L'amministrazione abbandona il fondo da 1,8 miliardi contro la "weaponizzazione", ma mantiene lo scudo sui controlli fiscali della famiglia Trump


Il procuratore generale facente funzioni Todd Blanche ha confermato alla Camera che il Dipartimento di Giustizia rinuncia al fondo da 1,8 miliardi destinato a risarcire gli alleati del Presidente indagati durante l'amministrazione Biden, dopo le critiche di molti Repubblicani che ne temevano l'impatto su un disegno di legge sull'immigrazione. Resta però in vigore l'ordine che blocca le verifiche dell'IRS sulle dichiarazioni del Presidente, dei suoi familiari e delle sue società.

Fonti: New York Times, Wall Street Journal, The Guardian

Bill Pulte nominato direttore facente funzioni dell'intelligence nazionale


Il Presidente ha designato il responsabile dell'agenzia federale per il finanziamento dei mutui, fedelissimo della Casa Bianca e privo di esperienza nella sicurezza nazionale, alla guida ad interim della Direzione nazionale dell'intelligence. La scelta è stata duramente criticata dai Democratici, che vedono nella nomina un rischio di politicizzazione degli apparati e un ostacolo alla riautorizzazione del programma di sorveglianza FISA.

Fonti: Wall Street Journal, Axios, The Hill

L'Amministrazione propone nuovi dazi di almeno il 10% su 60 partner commerciali


La Casa Bianca ha annunciato dazi su importazioni accusate di essere prodotte con lavoro forzato, nel tentativo di ricostruire la barriera tariffaria che la Corte Suprema aveva precedentemente bocciato. La misura ha già fornito al Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva nuovi argomenti contro Jair Bolsonaro in vista delle elezioni di Brasilia.

Fonti: Bloomberg

CBS licenzia Scott Pelley di "60 Minutes" dopo lo scontro con la nuova dirigenza


Lo storico anchor è stato allontanato dopo aver attaccato il neo produttore esecutivo Nick Bilton e la direttrice editoriale Bari Weiss durante una riunione di redazione, accusando i nuovi vertici di "uccidere" il programma. L'uscita di Pelley si aggiunge a una serie di addii illustri del settimanale di approfondimento, sullo sfondo delle tensioni interne dopo l'acquisizione di Paramount da parte della famiglia Ellison.

Fonti: New York Times, Axios

Il Pentagono assegna un incarico antiterrorismo a un condannato per l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio


Il Dipartimento della Difesa ha affidato un ruolo sensibile nel coordinamento antiterrorismo a un uomo condannato per il proprio ruolo nell'irruzione al Congresso del 2021. La decisione ha sollevato preoccupazioni nelle commissioni parlamentari e tra alcuni veterani sulle ricadute per la sicurezza interna e la cultura della catena di comando militare.

Fonti: The Guardian, The Hill

Trump firma un ordine esecutivo ridimensionato sull'intelligenza artificiale


Il provvedimento istituisce revisioni federali volontarie sui modelli avanzati di intelligenza artificiale, dopo settimane di divisioni interne al movimento MAGA sull'opportunità di una regolamentazione più stringente del settore. Diversi analisti notano che la direttiva replica in larga parte iniziative già esistenti e lascia aperta la questione della cornice normativa di lungo periodo.

Fonti: Semafor, Financial Times

Il Canada chiede di rinnovare per altri sedici anni l'accordo di libero scambio nordamericano


Il ministro per il commercio con gli Stati Uniti Dominic LeBlanc ha sollecitato Washington e Città del Messico a confermare l'USMCA, in vista della revisione formale prevista nei prossimi mesi. La richiesta arriva mentre la pressione economica e politica dell'amministrazione Trump pesa sui rapporti con i due principali partner commerciali del Nord America.

Fonti: BBC News, The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic deposita l'IPO, c'è stato il Microsoft Build 2026, Nvidia ha presentato un super pc


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon mercoledì,
la notiziona della settimana è che Anthropic ha depositato l'IPO in via confidenziale, ma ci sono stati anche due eventi grossi: il Microsoft Build 2026 e il Computex. Questo e tanto altro, buona lettura!

Sei nella versione Free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

audio-thumbnail


Intro + Prima Notizia - Ep. 335 - Martedì 2 giugno
0:00
/100.702018

Il podcast
Notizie spiegate a voce, no AI. Ogni giorno.
Durata media: 10 minuti.

Passa a Plus

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Anthropic ha depositato l'IPO in via confidenziale


Finanza
Anthropic ha depositato in via confidenziale alla SEC i documenti preliminari per la quotazione in Borsa. Non è un debutto immediato: serviranno l'esame dell’autorità, delle condizioni di mercato favorevoli e la definizione del prezzo e del numero delle azioni. Anthropic dichiara ricavi annuali da 47 miliardi di dollari. La scorsa settimana ha raccolto 65 miliardi da investitori privati, arrivando a una valutazione di 965 miliardi, sopra gli 852 miliardi indicati per OpenAI.
~
Fonte: AP News
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Ecco i principali annunci del Microsoft Build 2026


Big Tech
Al Build 2026, Microsoft ha annunciato i nuovi modelli MAI, inclusi MAI-Thinking-1 per ragionamento, testi lunghi e codice, oltre che modelli per immagini, voce, trascrizione e programmazione. Saranno integrati in Microsoft Foundry, PowerPoint e OneDrive. L’azienda ha mostrato anche Project Soltera, una piattaforma basata su Android per far lavorare più agenti in un ambiente protetto, e Microsoft Scout, primo agente della linea Autopilots collegato ad app come Outlook e Teams. Tra gli annunci ci sono anche Surface Ultra con chip Nvidia RTX Spark e Majorana 2, chip quantistico con cui Microsoft punta a un computer quantistico utile entro il 2029.
~
Fonte: Mashable
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

SPONSORED

CTA Image

Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

Scopri di più

Nvidia presenta i primi PC progettati per agenti AI


Tecnologia
Nvidia ha presentato i primi prototipi di PC pensati per far girare agenti AI direttamente sul dispositivo: portatili sottili fino a 14 mm e sotto gli 1,36 kg per i modelli più leggeri. Useranno il nuovo chip RTX Spark e saranno prodotti con Dell, Lenovo, Microsoft, HP, Asus e MSI. Sono previsti circa 30 portatili e 10 desktop, tutti di fascia alta, rivolti a creator, sviluppatori AI e gamer. Nvidia lega il lancio alla transizione dall’AI usata solo in chat verso i sistemi agentici che eseguono attività operative. Ha annunciato anche Vera Rubin, nuova piattaforma per data center, e una collaborazione con Unitree per robot umanoidi basati su software Nvidia e componenti fisici cinesi.
~
Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Anthropic estende Mythos a 150 organizzazioni in più di 15 paesi


Intelligenza Artificiale
Anthropic sta estendo l’accesso a Mythos a 150 nuove organizzazioni in più di 15 Paesi. Il modello serve a trovare vulnerabilità nel software, cioè falle che possono essere usate per entrare nei sistemi. L’accesso resta controllato tramite Project Glasswing e ora include anche settori critici come reti elettriche, acqua, sanità, telecomunicazioni e produttori hardware. Chi lo utilizza dovrà rispettare i requisiti di sicurezza, perché Mythos può aiutare a correggere falle ma anche renderle più facili da trovare per i malintenzionati. Dall’avvio del programma, i partner hanno segnalato oltre 10mila vulnerabilità grosse o critiche. Tra i partner già noti ci sono Apple, Nvidia, Microsoft, CrowdStrike e Palo Alto Networks.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Il razzo New Glenn di Blue Origin è esploso: ecco perché è un grosso problema


Spazio
La recente esplosione di New Glenn può fermare Blue Origin per oltre un anno: la rampa di lancio potrebbe richiedere almeno 12 mesi di lavori. Il problema è rilevante perché New Glenn sembrava pronto ad aumentare il ritmo fino a circa un lancio al mese, con missioni previste per NASA, Amazon, AST SpaceMobile e Blue Origin stessa. Il blocco riduce anche le alternative americane per portare in orbita carichi medi e pesanti — il razzo competitor Vulcan di United Launch Alliance è già fermo per un’anomalia. Se il guasto fosse legato al motore BE-4, usato anche da Vulcan, il problema potrebbe estendersi. Il ritardo pesa anche sul programma lunare: Blue Origin doveva usare New Glenn per lanciare Blue Moon Mark 1, lander scelto dalla NASA per consegnare rover sulla Luna nel 2028.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

CTA Image

C'è chi la mattina apre Instagram, TikTok o Facebook; c'è invece chi inizia la giornata con la giusta frequenza intellettuale. Passa all'esperienza completa per meno due caffè al mese.

Da 2,99€ al mese

Letture interessanti


In lingua inglese.

Apple punta a rivoluzione il mercato degli smart glasses proprio come ha fatto con gli smart watches


bloomberg.com (eng)

Dentro l'anello: costruendo l'Oura Ring 5


ouraring.com (eng)

Come Meta sta cercando guadagni al di fuori della pubblicità per giustificare le sue spese in continua crescita


sherwood.news (eng)

Piccoli ma potenti: i minuscoli hub tecnologici che spingono l'Europa verso le vette delle classifiche tech globali


euronews.com (eng)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Notizie veloci


In lingua inglese.

Il lancio degli smart glasses di Apple è stato posticipato alla fine del 2027, mentre Vision Air arriverà entro il 2029


9to5mac.com (eng)

Leaks: i PC con Windows 11 e scheda grafica Nvidia sono pronti a debuttare


thurrott.com (eng)

Apple rinnova completamente iOS 27: Siri e le funzioni AI: ecco una prima anteprima


bloomberg.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/S8drNVPnTlY?…

Microsoft Build 2026 - Video di apertura


Ecco il breve video di inizio della conferenza annuale di Microsoft.

Vedi video su youtube.com (eng - 0:51)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

SPONSOR VELOCe

CTA Image

Questo è un esempio di sponsor veloce: max 300 caratteri per raccontare la tua magnifica realtà.

A partire da 40€

Vuoi apparire tra gli sponsor in fondo? I prezzi partono da 40€, dai un'occhiata!

Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.


Ecco i principali annunci del Microsoft Build 2026


In breve:


Al Build 2026, Microsoft ha annunciato i nuovi modelli MAI, inclusi MAI-Thinking-1 per ragionamento, testi lunghi e codice, oltre che modelli per immagini, voce, trascrizione e programmazione. Saranno integrati in Microsoft Foundry, PowerPoint e OneDrive. L’azienda ha mostrato anche Project Soltera, una piattaforma basata su Android per far lavorare più agenti in un ambiente protetto, e Microsoft Scout, primo agente della linea Autopilots collegato ad app come Outlook e Teams. Tra gli annunci ci sono anche Surface Ultra con chip Nvidia RTX Spark e Majorana 2, chip quantistico con cui Microsoft punta a un computer quantistico utile entro il 2029.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Everything we learned from the Microsoft Build 2026 keynote
Satya Nadella is doubling down on AI agents.
MashableChris Taylor

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic estende Mythos a 150 organizzazioni in più di 15 paesi


Ma tutti devono seguire requisiti di sicurezza rigidi.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Anthropic sta estendo l’accesso a Mythos a 150 nuove organizzazioni in più di 15 Paesi. Il modello serve a trovare vulnerabilità nel software, cioè falle che possono essere usate per entrare nei sistemi. L’accesso resta controllato tramite Project Glasswing e ora include anche settori critici come reti elettriche, acqua, sanità, telecomunicazioni e produttori hardware. Chi lo utilizza dovrà rispettare i requisiti di sicurezza, perché Mythos può aiutare a correggere falle ma anche renderle più facili da trovare per i malintenzionati. Dall’avvio del programma, i partner hanno segnalato oltre 10mila vulnerabilità grosse o critiche. Tra i partner già noti ci sono Apple, Nvidia, Microsoft, CrowdStrike e Palo Alto Networks.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic expands Mythos to 150 additional organizations in more than 15 countries
Anthropic initially released Project Glasswing to about 50 partners in April to test the model for cybersecurity flaws.
CNBCSamantha Subin

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il razzo New Glenn di Blue Origin è esploso: ecco perché è un grosso problema


È saltata anche la collaborazione con la NASA per il lander lunare.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


La recente esplosione di New Glenn può fermare Blue Origin per oltre un anno: la rampa di lancio potrebbe richiedere almeno 12 mesi di lavori. Il problema è rilevante perché New Glenn sembrava pronto ad aumentare il ritmo fino a circa un lancio al mese, con missioni previste per NASA, Amazon, AST SpaceMobile e Blue Origin stessa. Il blocco riduce anche le alternative americane per portare in orbita carichi medi e pesanti — il razzo competitor Vulcan di United Launch Alliance è già fermo per un’anomalia. Se il guasto fosse legato al motore BE-4, usato anche da Vulcan, il problema potrebbe estendersi. Il ritardo pesa anche sul programma lunare: Blue Origin doveva usare New Glenn per lanciare Blue Moon Mark 1, lander scelto dalla NASA per consegnare rover sulla Luna nel 2028.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Here’s why the failure of Blue Origin’s New Glenn rocket is so catastrophic
I hope that it makes it far enough away from the pad that it does not cause pad damage.”
Ars TechnicaEric Berger

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic ha depositato l'IPO in via confidenziale


Per ora è sopra OpenAI.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Anthropic ha depositato in via confidenziale alla SEC i documenti preliminari per la quotazione in Borsa. Non è un debutto immediato: serviranno l'esame dell’autorità, delle condizioni di mercato favorevoli e la definizione del prezzo e del numero delle azioni. Anthropic dichiara ricavi annuali da 47 miliardi di dollari. La scorsa settimana ha raccolto 65 miliardi da investitori privati, arrivando a una valutazione di 965 miliardi, sopra gli 852 miliardi indicati per OpenAI.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic races toward a Wall Street debut with a confidential SEC filing
Artificial intelligence company Anthropic is moving toward going public on Wall Street, the latest chapter in its meteoric rise from a little-known research laboratory to one of the leading AI companies valued at $965 billion.
AP NewsMatt O’Brien

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Ecco i principali annunci del Microsoft Build 2026


Tutto ruota attorno agli agenti AI.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Al Build 2026, Microsoft ha annunciato i nuovi modelli MAI, inclusi MAI-Thinking-1 per ragionamento, testi lunghi e codice, oltre che modelli per immagini, voce, trascrizione e programmazione. Saranno integrati in Microsoft Foundry, PowerPoint e OneDrive. L’azienda ha mostrato anche Project Soltera, una piattaforma basata su Android per far lavorare più agenti in un ambiente protetto, e Microsoft Scout, primo agente della linea Autopilots collegato ad app come Outlook e Teams. Tra gli annunci ci sono anche Surface Ultra con chip Nvidia RTX Spark e Majorana 2, chip quantistico con cui Microsoft punta a un computer quantistico utile entro il 2029.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Everything we learned from the Microsoft Build 2026 keynote
Satya Nadella is doubling down on AI agents.
MashableChris Taylor

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Nvidia presenta i primi PC progettati per agenti AI


I chip AI arrivano nelle nostre case.

In breve:


Nvidia ha presentato i primi prototipi di PC pensati per far girare agenti AI direttamente sul dispositivo: portatili sottili fino a 14 mm e sotto gli 1,36 kg per i modelli più leggeri. Useranno il nuovo chip RTX Spark e saranno prodotti con Dell, Lenovo, Microsoft, HP, Asus e MSI. Sono previsti circa 30 portatili e 10 desktop, tutti di fascia alta, rivolti a creator, sviluppatori AI e gamer. Nvidia lega il lancio alla transizione dall’AI usata solo in chat verso i sistemi agentici che eseguono attività operative. Ha annunciato anche Vera Rubin, nuova piattaforma per data center, e una collaborazione con Unitree per robot umanoidi basati su software Nvidia e componenti fisici cinesi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Nvidia Introduces First PCs Designed for AI Agents

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

ASUS ROG Xbox Ally X20: un bundle esclusivo con display OLED e occhiali AR


ASUS celebra i 20 anni di ROG con Ally X20, un handheld in edizione limitata dotata di schermo OLED e abbinata ai nuovi occhiali AR.

Per celebrare degnamente il ventesimo anniversario del marchio Republic of Gamers, ASUS ha presentato il nuovo handheld ROG Xbox Ally X20, una versione speciale e limitata della sua apprezzata console portatile.

Questa edizione da collezione si distingue per un design esclusivo con una scocca in plastica nera traslucida che permette di intravedere il processore e il sistema di raffreddamento, impreziosito da eleganti accenti dorati che ne sottolineano l'esclusività per questa ricorrenza storica.

La novità principale rispetto ai modelli precedenti riguarda l'integrazione di un pannello OLED Nebula HDR da 7,4 pollici con risoluzione 1080p e frequenza di aggiornamento fino a 120Hz, oltre a una luminosità di picco di ben 1.400 nit, al supporto Dolby Vision e alla certificazione VESA DisplayHDR 1000.

Per far fronte alla naturale sensibilità termica dei pannelli OLED, ASUS ha riprogettato le heatpipe del sistema di dissipazione, assicurando che le temperature del display rimangano basse anche durante le sessioni di gioco più intense. La protezione frontale è invece affidata al vetro Corning DXC, che riduce drasticamente i riflessi migliorando la visibilità in ogni condizione di luce.

Sotto la scocca, ROG Xbox Ally X20 adotta il processore AMD Ryzen AI Z2 Extreme, affiancato da 24GB di RAM LPDDR5X e un'unità di archiviazione NVMe PCIe 4.0 da 1TB. ASUS ha inoltre introdotto miglioramenti significativi nell'ergonomia e nei sistemi di controllo: i nuovi joystick con tecnologia TMR promettono una precisione superiore e una maggiore durata nel tempo, mentre il D-Pad trasformabile a otto direzioni e i pulsanti frontali ridisegnati offrono un feedback più fluido e reattivo. La parte posteriore dell'impugnatura è stata inoltre rivestita in gomma per garantire una presa sempre salda e confortevole.

L'esperienza di gioco viene elevata dalla presenza degli occhiali AR ROG Xreal R1 Edition 20 inclusi nel bundle e coordinati nella colorazione nero e oro, che permettono di proiettare uno schermo virtuale da ben 171 pollici a una distanza di quattro metri, con un refresh rate fino a 240Hz.

Sebbene ASUS non abbia ancora ufficializzato il prezzo di lancio o la data di uscita, il posizionamento di mercato si preannuncia di fascia altissima. Considerando che la versione standard di Ally X ha un prezzo di circa 1.000 dollari e gli occhiali R1 vengono venduti separatamente a 849 dollari, è ragionevole ipotizzare che questo esclusivo pacchetto per collezionisti possa avvicinarsi o addirittura superare la soglia dei 2.000 dollari.

Fonte: Engadget

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Colombia — perché «El Tigre» ha vinto il primo turno delle presidenziali


Nessun mandato, nessun partito, nessuna esperienza di governo. Eppure Abelardo de la Espriella ha vinto il primo turno delle presidenziali colombiane. La domanda non è come ci sia riuscito — è cosa dice della Colombia che ci sia riuscito.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.


Colombia - perché «El Tigre» ha vinto il primo turno delle presidenziali
0:00
/149.524875

Il 31 maggio la Colombia ha scritto una pagina inedita della propria storia politica. Un avvocato penalista senza un solo mandato elettivo alle spalle ha battuto al primo turno il candidato sostenuto dal governo uscente con quasi 673.000 voti di scarto. Abelardo de la Espriella, 47 anni, soprannominato «El Tigre», ha ottenuto il 43,75% — 10,36 milioni di voti contro il 40,90% di Iván Cepeda Castro, senatore ed esponente di spostamento della sinistra colombiana, attualmente candidato alla presidenza per la coalizione progressista al governo.

Chi è «El Tigre», l'avvocato dei casi impossibili


Abelardo Gabriel de la Espriella Otero è nato a Bogotá il 31 luglio 1978, cresciuto a Montería, nel dipartimento di Córdoba, nel nord della Colombia. Si è laureato in giurisprudenza all'Universidad Sergio Arboleda e ha completato un master in diritto all'Universidad Nebrija di Madrid nel 2012. Nel 2002 ha fondato lo studio legale De La Espriella Lawyers, con sedi in Colombia e negli Stati Uniti.

De la Espriella ha costruito la propria reputazione difendendo clienti scomodi. Ha rappresentato le forze paramilitari delle AUC durante i negoziati di pace con il governo Uribe tra il 2002 e il 2005, sostenendo la via della smobilitazione. Ha difeso figure estremamente controverse come l'imprenditore Álex Saab (presunto prestanome di Nicolás Maduro accusato di riciclaggio) e ha rappresentato David Murcia nel caso DMG, uno dei più grandi schemi Ponzi della storia colombiana. È questa biografia — avvocato di narcotrafficanti, faccendieri e paramilitari, poi candidato alla «guerra totale» contro gli stessi — la contraddizione che i suoi avversari gli contestano con più forza.

L'outsider politico


Non ha mai ricoperto alcuna carica pubblica. Ha annunciato la candidatura presidenziale nel luglio 2025, dopo aver vissuto a lungo a Miami, negli Stati Uniti. Il movimento «Defensores de la Patria» ha raccolto oltre tre milioni di firme in pochi mesi, costruendo una base di consenso che nessun partito tradicional era riuscito ad aggregare. Ammiratore dichiarato di Trump, Bukele e Milei, propone un governo di «pugno di ferro»: esercito contro i narcos, distruzione dei raccolti di coca, costruzione di dieci nuove mega-prigioni, riduzione dei ministeri da diciannove a dieci. Sul piano internazionale vuole rompere con le posizioni di Petro: ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele, avvicinarsi agli Stati Uniti, ritirare la Colombia dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani e dall'ONU.
Abelardo de la Espriella

Il personaggio mediatico


«El Tigre» è prima di tutto un comunicatore. La sua campagna è stata condotta con la stessa logica delle candidature populiste di nuova generazione: presenza ossessiva sui social, linguaggio diretto e conflittuale, immagini forti. Il cappellino in stile MAGA, la maglia gialla della nazionale, l'ingresso in barca a Barranquilla dopo i risultati del primo turno: ogni gesto è costruito per amplificare il messaggio di rottura con il ceto politico. CNN lo descrive come un candidato che ha saputo «capitalizzare il malcontento con un discorso sull'autorità e un'immagine da outsider polemico». El País lo definisce più drasticamente «el abogado del diablo que quiere ser presidente». Entrambe le definizioni, a modo loro, sono esatte.

Il petrismo si è consumato al governo


I sondaggi della vigilia davano Cepeda favorito. Il risultato reale dice altro. Per capire cosa è successo, bisogna smettere di guardare al vincitore e iniziare a guardare al contesto che lo ha prodotto. Petro è arrivato alla presidenza nel 2022 con il 50,44% al ballottaggio — primo presidente di sinistra nella storia colombiana. Quattro anni dopo, il suo erede politico ha perso il primo turno contro un outsider che fino a diciotto mesi fa era pressoché sconosciuto al grande pubblico. Il Pacto Histórico, che a marzo 2026 aveva ottenuto il 22,87% dei voti per il Senato risultando prima força parlamentare, ha raccolto il 40,90% al presidenziale — un risultato che misura la distanza abissale tra un voto di coalizione al Congresso e il giudizio personale su quattro anni di governo.

La riforma sanitaria rimasta incompiuta, la pace territoriale mancata con le guerriglie dissidenti, la violenza che non si è ridotta: sono questi i mattoni su cui de la Espriella ha costruito la propria campagna. Non ha dovuto inventare le accuse — ha semplicemente amplificato le delusioni già presenti nei quartieri popolari di Bogotá, nelle periferie di Cali e di Medellín.

Un populismo costruito a regola d'arte


De la Espriella non è un candidato improvvisato. È un comunicatore lucido che ha applicato con coerenza il manuale del populismo latinoamericano di nuova generazione. La sua formula stilistica unisce simboli di forte impatto patriottico a precise coreografie multimediali; ogni dettaglio dei suoi comizi è studiato per trasmettere una netta separazione dai vecchi partiti e favorire un'immediata identificazione popolare.

Il movimento «Defensores de la Patria» ha strutturato un solido bacino di militanza spontanea che nessuna coalizione tradizionale era riuscita a organizzare prima delle elezioni. Sui social ha raggiunto direttamente il proprio elettorato, bypassando i media mainstream e i filtri istituzionali, replicando un modello già collaudato da Bukele in El Salvador e da Milei in Argentina.

In un paese dove il tasso di omicidi rimane tra i più alti del continente americano e la percezione di insicurezza è la prima preoccupazione dei cittadini, la sua ricetta — ordine, sicurezza, discontinuità totale — ha attecchito. Non è un caso che de la Espriella abbia dichiarato pubblicamente la propria ammirazione per Bukele, aggiungendo però: «Uribe è stato un titano».
Abelardo de la Espriella

Il programma: allineamento atlantico e tagli profondi


Al netto della retorica, il programma di de la Espriella ha una struttura precisa. Sul piano della politica estera, punta a un riavvicinamento netto agli Stati Uniti e a Israele, ribaltando il posizionamento internazionale del presidente uscente Gustavo Petro. Sul piano interno, ha annunciato la riduzione dei ministeri da diciannove a dieci e tagli massicci al pubblico impiego. Ha proposto inoltre un accordo per la «condivisione» di una parte della frontiera amazzonica colombiana con Washington — una proposta che ha generato accese polemiche anche all'interno dello stesso elettorato di destra, per le implicazioni che comporta in termini di sovranità territoriale.

Cepeda ha contestato i risultati del primo turno


Sul piano puramente dei numeri, il ballottaggio del 21 giugno sembra già orientato. Paloma Valencia, terza con il 6,92%, ha già comunicato il proprio sostegno a de la Espriella. Sergio Fajardo, candidato di centro con il 4,26%, rappresenta l'ago della bilancia: se anche solo metà del suo elettorato confluisse sul candidato di destra, la soglia del 50% sarebbe ampiamente superata.

Ma la politica non è mai solo una questione di numeri. Cepeda ha contestato i risultati del primo turno, denunciando irregolarità nel conteggio e spostamenti di seggio last minute che avrebbero penalizzato la propria base. Gustavo Petro ha inizialmente rifiutato di riconoscere il preconteggio, in un gesto di rottura istituzionale che de la Espriella ha prontamente sfruttato per consolidare la propria narrativa di difensore della legalità democratica. L'affluenza si è fermata al 53,28% su 41,4 milioni di aventi diritto — dato che storicamente penalizza la sinistra colombiana, più dipendente dalla partecipazione nelle aree urbane. Gli astenuti, circa 19,3 milioni, restano il primo «partito» del paese secondo i dati ufficiali analizzati da El Tiempo.

Cosa significa davvero la vittoria di Abelardo de la Espriella


La vittoria di de la Espriella al primo turno non è un fulmine a ciel sereno. È la fotografia di un paese stanco: stanco della violenza nelle streets, delle riforme annunciate e non realizzate, di una classe politica percepita come autoreferenziale. Il petrismo ha alzato aspettative enormi. Non tutte le responsabilità del malcontento sono sue — ha governato in un contesto di opposizione parlamentare ostile e in mezzo a pressioni economiche strutturali — ma le urne non fanno mai sconti.

De la Espriella ha intercettato quella stanchezza e l'ha trasformata in consenso. Il 21 giugno dirà se quel consenso basta a governare un paese complesso come la Colombia, o se — come spesso accade con i candidati della rottura totale — le promesse della campagna elettorale finiranno per scontrarsi con la dura realtà dell'azione di governo. Per ora, «El Tigre» ha vinto la battaglia. La sfida — politica, sociale, istituzionale — è appena cominciata.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Una nuova ondata di candidati MAGA in corsa per le midterm 2026


Rolling Stone passa in rassegna sette esponenti della destra repubblicana sostenuti da Trump contro candidati meno fedeli, in vista del voto di novembre.

La rivista Rolling Stone ha passato in rassegna sette candidati repubblicani sostenuti dal presidente Donald Trump in vista del voto di midterm di novembre e li indica come la nuova ondata di esponenti dell'area MAGA in corsa per cariche federali e locali. I nomi vanno da un procuratore generale di lungo corso nel Texas a una vecchia stella della tv reality di Los Angeles, e includono YouTuber, ex militari ed ex banchieri d'investimento. Nelle primarie già svolte Trump ha usato il proprio potere per estromettere dal Congresso i repubblicani che ha giudicato poco fedeli, fra cui il deputato del Kentucky Thomas Massie e i senatori John Cornyn nel Texas e Bill Cassidy in Louisiana.

Midterm 2026 · La nuova ondata MAGA

I sette volti che Trump ha scelto per il voto di novembre


Rolling Stone ha passato in rassegna sette candidati repubblicani sostenuti dal presidente: dal procuratore generale del Texas a una vecchia stella del reality show, passando per uno YouTuber, un ex Navy SEAL e un ex banchiere d'investimento.

Rolling Stone Sette corse, dal Senato federale a Sindaco

Il quadro d'insieme

7

diversi candidati con l'endorsement del presidente
Provenienze lontanissime tra loro, accomunate da un'agenda di estrema destra e dalla totale fedeltà a Trump.

4
1
1
1

4 Camera
1 Senato
1 Governatore
1 Sindaco

Esplora in dettaglio
1I candidati 2Le cariche 3La purga

I candidati

Tocca un nome per scoprire chi è e cosa rappresenta


Sette biografie agli antipodi tra loro — l'aula di un tribunale, una base militare, un canale YouTube, un set televisivo — convergono sulla stessa piattaforma politica MAGA.

KP

Ken Paxton
Senato federale · Texas
Procuratore

Procuratore Generale del Texas, ha battuto alle primarie il senatore uscente John Cornyn grazie all'appoggio del presidente. Era stato un suo alleato chiave nel fallito tentativo di ribaltare il risultato voto del 2020.

Incriminazione per frode, 2015 Impeachment 2023, assolto

EG

Ed Gallrein
Camera · Kentucky, 4° distretto
Ex Navy SEAL

Ex ufficiale dei Navy SEAL e agricoltore, ha vinto la nomination dopo la primaria più costosa nella storia della Camera dei Rappresentanti. Trump lo ha scelto per estromettere Thomas Massie, il suo principale critico interno al partito.

Contro aborto e politiche DEI

BH

Brandon Herrera
Camera · Texas, 23° distretto
YouTuber

YouTuber con milioni di follower, noto come "The AK Guy" per i video in cui prova armi da fuoco. Si presenta a un'elezione speciale in un distretto a forte componente ispanica, dove lo sfiderà la candidata democratica Katy Padilla Stout.

Supporter di Kyle Rittenhouse

CF

Clay Fuller
Camera · Georgia
Ex procuratore

Ex procuratore distrettuale e ufficiale dell'aeronautica, occupa il seggio lasciato da Marjorie Taylor Greene dopo la sua rottura con Trump. Sostiene le espulsioni di massa immediate e la fine della cittadinanza per diritto di nascita.

"Espulsioni di massa subito"

JF

James Fishback
Governatore · Florida
Ex banchiere

Ex banchiere d'investimento, corre per il posto da governatore lasciato libero da Ron DeSantis. Legato al movimento online dei "groyper" di estrema destra di Nick Fuentes, è distanziato a doppia cifra nei sondaggi rispetto al favorito Byron Donalds, anch'egli appoggiato da Trump.

Vuole abolire i visti H-1B Divieto totale di aborto

MO

Marty O'Donnell
Camera · Nevada, 3° distretto
Compositore

Compositore delle colonne sonore dei videogiochi Halo e Destiny, oltre che del celebre jingle di Mr. Clean. Nel 2016 aveva definito Trump un "idiota" sui social, ma oggi ne sostiene fortemente l'agenda politica. Aveva già perso le primarie nel 2024.

Ha paragonato l'aborto all'Olocausto

SP

Spencer Pratt
Sindaco · Los Angeles
Star TV

Ex stella del reality show The Hills, costruisce la corsa a sindaco su pubblicità generate dall'intelligenza artificiale, attorno al racconto dell'incendio Palisades del 2025 che ha distrutto la sua villa da 2,5 milioni di dollari. Secondo Rolling Stone ha bruciato 10 milioni di dollari in due anni.

Campagna a base di spot IA

Le corse in palio

Gli endorsement coprono tutta la scala del potere


Le sette candidature attraversano ogni livello istituzionale: il presidente sostiene aspiranti senatori e deputati a Washington, un governatore e persino un sindaco.

Senato federale 1 corsa

Texas

Ken Paxton
Ha sconfitto alle primarie il senatore uscente John Cornyn.

Camera dei Rappresentanti 4 corse

Ky · 4°

Ed Gallrein
Scelto da Trump per estromettere Thomas Massie.

Tx · 23°

Brandon Herrera
Elezione speciale per un seggio rimasto vacante.

Georgia

Clay Fuller
Occupa il seggio lasciato da Marjorie Taylor Greene.

Nv · 3°

Marty O'Donnell
Già sconfitto nelle primarie del 2024.

Governatore 1 corsa

Florida

James Fishback
Corre per il posto lasciato libero da Ron DeSantis.

Sindaco 1 corsa

Los Angeles

Spencer Pratt
Campagna costruita su spot generati con l'IA.

Dal seggio più alto del Congresso fino al municipio di una grande città: il presidente investe il proprio capitale politico su ogni gradino del potere americano, non solo a Washington.

La resa dei conti interna

Trump ha rimosso i dissidenti per far spazio ai suoi fedelissimi


Nelle primarie già svolte il presidente ha usato tutto il suo ascendente sugli elettori repubblicani per estromettere dal Congresso coloro che ha giudicato poco fedeli alla sua linea.

John Cornyn
Senatore · Texas
Sconfitto
→ Battuto alle primarie e sostituito da Ken Paxton.

Thomas Massie
Deputato · Kentucky
Estromesso
→ Principale critico interno di Trump, rimpiazzato da Ed Gallrein.

Bill Cassidy
Senatore · Louisiana
Sconfitto
→ Anche lui tra i repubblicani giudicati poco fedeli e battuti alle primarie.

Fonte Rassegna di Rolling Stone sui candidati repubblicani sostenuti da Donald Trump in vista del voto di midterm di novembre 2026. Elaborazione FocusAmerica.

Ken Paxton, procuratore generale del Texas, corre per il Senato federale dopo avere ottenuto l'appoggio del presidente contro il senatore uscente John Cornyn, sconfitto alle primarie. Paxton era stato un alleato chiave di Trump nel tentativo di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020 e aveva presentato alla Corte suprema la causa Texas contro Pennsylvania per annullare i voti elettorali di Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin. La sua biografia personale è punteggiata da scandali ricostruiti da Rolling Stone: il divorzio della moglie per presunte relazioni extraconiugali, un'incriminazione per frode su titoli del 2015 chiusa con un patteggiamento nel 2024, l'accusa nel 2020 da parte dei suoi stessi collaboratori di avere preso parte a uno schema di corruzione e l'impeachment del 2023 da parte del suo stesso partito, da cui è stato infine assolto.

Ed Gallrein, ex ufficiale dei Navy SEAL e agricoltore di Shelbyville, è stato scelto da Trump per estromettere alla Camera il deputato del Kentucky Thomas Massie, principale critico interno alla maggioranza repubblicana. Gallrein aveva tentato senza successo di vincere le primarie per il Senato statale nel 2024 e ha poi conquistato la nomination del quarto distretto del Kentucky con il sostegno diretto del presidente. La sfida, scrive Rolling Stone, è stata la primaria più costosa nella storia della Camera dei rappresentanti. Gallrein ha definito la guerra contro l'Iran voluta dal presidente come una mossa da "scacchi a cinque dimensioni" e ha descritto Trump come una persona molto giovanile, che "sembra più giovane di vent'anni di persona". Si oppone all'aborto e alle politiche per la diversità. Chiede più fondi per la sicurezza interna e per l'agenzia federale per l'immigrazione.

Nel 23esimo distretto del Texas corre Brandon Herrera, uno YouTuber con milioni di follower noto come "The AK Guy" per i video in cui prova armi e commenta le sparatorie più note. Herrera aveva sfiorato la vittoria nelle primarie del 2024 contro l'allora deputato repubblicano Tony Gonzales, che si è dimesso dal Congresso e dalla campagna di rielezione dopo le accuse di comportamenti sessuali impropri con il personale e il suicidio di un ex collaboratore con cui avrebbe avuto una relazione. Herrera, appoggiato da Trump, corre ora a un'elezione speciale per il seggio vacante, e in passato ha ospitato sul suo canale Kyle Rittenhouse, autore della sparatoria di Kenosha, e ha pubblicato una ricostruzione dell'assassinio di Martin Luther King Jr. poco prima di ricevere l'endorsement del presidente. Il distretto, a forte componente ispanica, vede come sfidante democratica l'avvocata poco nota Katy Padilla Stout.

In Georgia il seggio alla Camera della deputata Marjorie Taylor Greene, dimessasi dopo il deterioramento dei rapporti con Trump sul caso Epstein e su Israele, è stato occupato in via provvisoria da Clay Fuller, ex procuratore distrettuale del Lookout Mountain Judicial Circuit, ora in corsa per restarci. Fuller è ex ufficiale dell'aeronautica e della Guardia nazionale. Ha sostenuto che l'ex deputato democratico Eric Swalwell dovrebbe affrontare la pena di morte per le accuse di violenza sessuale. Appoggia le "espulsioni di massa subito" e la fine della cittadinanza per diritto di nascita. Ha descritto i bambini di immigrati nati negli Stati Uniti come una "invasione deliberata". Lo scorso mese ha affermato che "lo Stretto di Hormuz è aperto e i prezzi del greggio scendono", nonostante la guerra in corso contro l'Iran.

James Fishback, ex banchiere d'investimento, corre per il posto di governatore della Florida lasciato libero da Ron DeSantis. Rolling Stone lo descrive come legato al movimento di estrema destra online dei "groyper" guidato dall'influencer Nick Fuentes, che lo ha appoggiato. Fishback ha costruito visibilità con una comunicazione digitale provocatoria: ha chiamato il suo principale rivale alle primarie, il deputato afroamericano Byron Donalds, in modo dispregiativo storpiandone il nome e ha sostenuto che Donalds vuole "trasformare la Florida in un ghetto di case popolari". Dopo l'arresto del commentatore politico Don Lemon in una chiesa del Minnesota durante una protesta, Fishback ha scritto che Lemon "è stato fortunato a non essere stato impiccato in pubblica piazza". Sostiene un divieto totale dell'aborto senza eccezioni, vuole tassare chi vende contenuti su OnlyFans, abolire il programma di visti H-1B e impiegare la Guardia nazionale per rimuovere i senzatetto dalle strade. Nei sondaggi resta in doppia cifra di distacco dal favorito Donalds, appoggiato da Trump.

Marty O'Donnell, compositore delle colonne sonore dei videogiochi Halo e Destiny e del celebre jingle di Mr. Clean, corre per la Camera nel terzo distretto del Nevada con l'appoggio di Trump. Aveva già perso le primarie nel 2024. Ha paragonato l'aborto legale all'Olocausto e ha affermato che se le donne "fanno sesso fuori dal matrimonio" la società "collassa". Nel 2016 aveva definito Trump un "idiota" sui social, ma ne sostiene oggi l'agenda. Lo stesso Roger Stone, alleato del presidente, lo ha criticato, e il candidato ha attirato altre polemiche per avere ospitato nel proprio podcast Charles Cornish-Dale, influencer della destra noto online come "Raw Egg Nationalist" e autore di contenuti che esaltano Adolf Hitler e il partito nazista. O'Donnell ha sostenuto di non sapere chi fosse Cornish-Dale al momento dell'intervista.

Spencer Pratt, ex stella del reality televisivo The Hills, è in corsa per la carica di sindaco di Los Angeles con l'appoggio del presidente. La campagna è costruita su pubblicità generate con l'intelligenza artificiale che descrivono la città come una distopia governata male dai democratici e ruota attorno al racconto dell'incendio Palisades del 2025, che ha distrutto la sua villa sulla costa da 2,5 milioni di dollari. Un'inchiesta del Los Angeles Times ha rivelato che la campagna ha speso oltre 15 mila dollari in poco più di un mese all'Hotel Bel-Air e 1.800 dollari di tequila per un solo evento. Secondo Rolling Stone, Pratt ha bruciato 10 milioni di dollari in due anni con il proprio stile di vita.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Seattle, la Commissione LGBTQ chiede lo stato di emergenza per i trans in fuga dagli Stati repubblicani


La Commissione vuole che la sindaca Katie Wilson dichiari lo stato di emergenza civile per finanziare i servizi destinati alle persone trans arrivate dagli Stati repubblicani. La sindaca, per ora, respinge la proposta e apre solo a un tavolo di lavoro.

La Commissione LGBTQ di Seattle ha chiesto alla sindaca Katie Wilson di dichiarare lo stato di emergenza civile per rispondere all'arrivo di un numero crescente di persone transgender e non binarie in fuga dagli Stati a guida repubblicana, dove negli ultimi anni i loro diritti sono stati progressivamente limitati. La richiesta è contenuta in una lettera inviata alla prima cittadina, esponente dell'area socialista democratica.

Visualizza questo post su Instagram


Un post condiviso da Seattle LGBTQ Commission (@seattlelgbtq)

Secondo la Commissione, molte di queste persone hanno raggiunto Seattle in cerca di sicurezza, protezione e servizi essenziali. Si tratta di uomini e donne trans, persone non binarie e persone two-spirit, identità riconosciuta in alcune culture native americane. Nella lettera, la Commissione le definisce "sfollati interni" e chiede alle autorità cittadine una risposta rapida a quella che descrive come una crisi urgente per la comunità LGBTQ.

Una pressione crescente sui servizi locali


Il fenomeno è aumentato dopo le elezioni del 2024. Secondo un sondaggio del Movement Advancement Project pubblicato nell'ottobre 2025, tra novembre 2024 e giugno 2025 circa il 9% delle persone trans negli Stati Uniti ha cambiato Stato, mentre il 43% stava valutando di farlo. Incrociando questi dati con la stima di Gallup, che parla di circa 4,5 milioni di persone trans in totale nel Paese, si arriverebbe a oltre 400.000 persone che si sono trasferite insieme alle loro famiglie. Poiché dopo giugno 2025 le leggi restrittive contro le persone trans negli Stati a maggioranza repubblicana sono aumentate, è probabile che i trasferimenti siano continuati.

L'afflusso ha messo sotto pressione le organizzazioni di comunità, che non erano preparate a gestire numeri così elevati. Sono realtà che offrono assistenza economica d'emergenza, alloggi, supporto legale, piani per la sicurezza personale e accesso alle cure legate alla transizione di genere. Il presidente della Commissione, Chris Curia, ha spiegato a FOX13 che alcune di queste organizzazioni rischiano di esaurire i fondi entro la fine dell'estate. Nella sua lettera, la Commissione avverte che in diversi casi la domanda ha già superato la capacità disponibile.

La risposta di Wilson


È proprio la carenza di fondi ad aver spinto la Commissione a chiedere lo stato di emergenza. La misura, precisa la lettera, non avrebbe lo scopo di fermare gli arrivi, a differenza degli stati di emergenza invocati dal presidente Trump al confine meridionale e nel Distretto di Columbia, ma di garantire risorse adeguate ai servizi locali. Il codice municipale di Seattle prevede che, in caso di emergenza civile, la sindaca possa firmare contratti e impegni di spesa per tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini senza passare dalle procedure ordinarie, più lente. In questo modo potrebbero essere sbloccati fondi per finanziare le organizzazioni locali.

Resta però incerto se questi trasferimenti rientrino davvero nei requisiti previsti dal codice, che cita emergenze legate ad attacchi nemici, sabotaggi o altre azioni ostili, oppure a incendi, alluvioni, tempeste, terremoti e altre calamità naturali. La stessa Commissione ammette che la sindaca potrebbe scegliere una strada diversa, se più praticabile.

Da parte sua Wilson, almeno per ora, non intende dichiarare lo stato di emergenza. Ha invece indicato come passo più utile la creazione di un gruppo di lavoro con l'Ufficio per i Diritti Civili di Seattle, il Consiglio Comunale, le agenzie cittadine e le organizzazioni di comunità. Il gruppo dovrà valutare le risorse disponibili e definire un piano di investimenti a lungo termine per i residenti attuali e per chi è arrivato da poco. I tempi saranno stretti: i lavori si svolgeranno tra giugno e agosto 2026. Curia ha accolto la risposta della sindaca come un buon punto di partenza.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Sanders vuole che lo Stato possieda il 50% delle aziende di intelligenza artificiale


Sul New York Times il senatore indipendente del Vermont propone di prelevare quote di OpenAI, Anthropic e xAI per dare a ogni americano una partecipazione diretta nel settore dell'IA.

Il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders ha proposto in un editoriale pubblicato sul New York Times di tassare con un'aliquota una tantum del 50 per cento le maggiori aziende dell'intelligenza artificiale e di usare quel gettito, pagato in azioni, per creare un fondo sovrano statunitense che garantisca a ogni americano una partecipazione diretta nel settore. "L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità", ha scritto Sanders.

La legge che Sanders intende presentare nelle prossime settimane si chiama American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. La tassa non colpirebbe i profitti di OpenAI, Anthropic, xAI e delle altre grandi società del settore ma verrebbe versata sotto forma di quote azionarie. "Il quesito non è se l'IA cambierà il mondo. Lo farà. Il quesito è: chi possiederà e controllerà quel futuro? Chi ne trarrà beneficio e chi sarà danneggiato?", scrive il senatore.
Il fondo sovrano sull'IA di Sanders — FocusAmerica

Intelligenza artificiale · La proposta di Sanders

Sanders vuole tassare l'IA al 50% e farsi pagare in azioni


Il senatore progressista del Vermont propone un fondo sovrano che renda ogni americano comproprietario delle grandi aziende di intelligenza artificiale. Non con il denaro delle tasse, ma con le loro quote azionarie.

Editoriale di Bernie Sanders · The New York Times American A.I. Sovereign Wealth Fund Act


0%
Una tantum

Non un prelievo sui profitti: l'aliquota sulle maggiori aziende di IA si pagherebbe in azioni.

Lo Stato entrerebbe così nel capitale di OpenAI, Anthropic e xAI, con diritto di voto e un seggio in ogni Consiglio di Amministrazione.

Esplora la proposta
1 Proposta 2 Meccanismo 3 Modelli 4 Posizioni

Il meccanismo in breve

Una tassa che si paga cedendo quote dell'azienda


Sanders presenterà nelle prossime settimane al Senato l'American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. L'aliquota una tantum proposta non colpirebbe i profitti: si verserebbe infatti in azioni, che confluirebbero in un fondo pubblico.

50%
Aliquota una tantum sulle maggiori aziende dell'IA

In azioni
Pagata in quote azionarie, non sui ricavi

Voto + seggio
Rappresentanza paritaria nel CdA di ciascuna azienda

3 colossi
OpenAI, Anthropic e xAI tra le società coinvolte

«L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità.»

Bernie Sanders

Dalla tassa al cittadino

Come la ricchezza dell'IA arriverebbe agli americani secondo la proposta di Sanders


Quattro passaggi, dalla tassazione versata in azioni fino ai servizi pubblici per tutti.

1
La tassa in azioni
Le grandi aziende di IA versano un'aliquota una tantum del 50% sotto forma di quote azionarie, non di denaro.

2
Il fondo sovrano
Le quote confluiranno in un fondo pubblico, che otterrà diritto di voto e un seggio nei Consigli di Amministrazione.

3
I proventi diretti
I primi proventi del fondo finanzierebbero assegni che verranno versati direttamente agli americani.

4
I servizi per tutti
Con la crescita del fondo in futuro verranno finanziati sanità, istruzione e casa per «ogni uomo, donna e bambino» del Paese.

I precedenti nel resto del mondo

Decine di Paesi già redistribuiscono in questo modo la ricchezza


I fondi sovrani esistenti nascono quasi sempre dal petrolio. La differenza è che quello immaginato da Sanders nascerebbe invece dall'IA.

2.000 mld $

Norvegia
Tra i più grandi al mondo, oggi valutato oltre duemila miliardi di dollari.
Petrolio

50 anni

Alaska
Creato mezzo secolo fa, distribuisce da decenni un dividendo annuo a tutti i residenti.
Petrolio

Ordine
esecutivo

Stati Uniti
Trump ha già firmato l'atto per istituire un fondo sovrano americano.
Da definire

Fondo
sull'IA

La proposta Sanders
Alimentato non dal petrolio, ma dalle azioni delle aziende di intelligenza artificiale.
Azioni IA

Una convergenza inattesa

Non solo Sanders: anche le big tech vogliono un fondo sovrano


L'idea di una partecipazione pubblica alla ricchezza dell'IA è condivisa, in forme diverse, anche da chi quella ricchezza la produce.

BS

Bernie Sanders
Senatore progressista, Vermont

Tassa del 50% versata in azioni e fondo sovrano con diritto di voto e seggi nei CdA. I proventi del fondo finanzieranno prima assegni diretti, poi in futuro sanità, istruzione e case per i cittadini americani.

OA

OpenAI
Sviluppatore di ChatGPT

Ha proposto un «fondo di ricchezza pubblica» che dia a ogni cittadino, anche a chi non investe direttamente nei mercati, una partecipazione alla crescita trainata dall'IA.

AN

Anthropic
Dario Amodei, Amministratore Delegato

Ha caldeggiato la creazione di «fondi sovrani nazionali con quote nell'IA».

EM

Elon Musk
Fondatore di xAI

Indica in un «reddito universale», distribuito tramite assegni federali, il modo migliore per affrontare la disoccupazione che verrà causata dall'IA.

DT

Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti

Ha firmato un ordine esecutivo per istituire un fondo sovrano americano, pur con finalità e fonti diverse da quelle proposte da Sanders.

Fonte Editoriale di Bernie Sanders, The New York Times. Elaborazione FocusAmerica.

Per Sanders l'intelligenza artificiale non è stata "creata dal nulla" e si fonda sul lavoro creativo di milioni di persone. "L'IA è costruita sulla nostra intelligenza collettiva: i nostri libri, le nostre canzoni, le opere d'arte, il giornalismo, il codice informatico, la ricerca scientifica, i video, le conversazioni, le immagini e le idee che attraversano generazioni", scrive. Lo stesso amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, ricorda il senatore, ha riconosciuto che i modelli di IA sono stati addestrati sulla nostra "esperienza, conoscenza collettiva" e sugli "insegnamenti dell'umanità". Per Sanders "gli oligarchi tecnologici hanno dato in pasto questa conoscenza ai loro modelli di IA senza permesso, senza riconoscimento, senza compenso" e di fatto "hanno rubato" il lavoro di scrittori, artisti, musicisti, giornalisti, insegnanti, scienziati e cittadini comuni.

Il fondo sovrano darebbe al pubblico un ruolo diretto nel determinare il futuro della tecnologia: il governo federale avrebbe "il potere, attraverso le proprie quote di voto e una rappresentanza paritaria nel consiglio di amministrazione di ogni azienda, di bloccare le decisioni che danneggiano i cittadini e di spingere per politiche che li aiutino". Inoltre garantirebbe che le "migliaia di miliardi di dollari potenzialmente generati dall'IA" servano "a migliorare la vita di tutti noi e non semplicemente a rendere ancora più ricche le persone più ricche del mondo".

La stessa idea è stata avanzata anche da alcune delle principali aziende del settore. OpenAI ha proposto un "fondo di ricchezza pubblica che dia a ogni cittadino, compresi quelli che non investono nei mercati finanziari, una partecipazione nella crescita economica trainata dall'IA". Anthropic, guidata da Dario Amodei, ha caldeggiato la creazione di "fondi sovrani nazionali con quote nell'IA". Anche Elon Musk, fondatore di xAI, ha scritto che "un reddito alto universale attraverso assegni emessi dal governo federale è il modo migliore per affrontare la disoccupazione causata dall'IA".

Decine di fondi sovrani sono attivi nel mondo per fare in modo che i cittadini beneficino della ricchezza nazionale. La Norvegia ne ha uno tra i più grandi, finanziato con i proventi del petrolio e oggi valutato oltre 2 mila miliardi di dollari. L'Alaska ha creato cinquant'anni fa un proprio fondo sovrano a partire dalle entrate petrolifere statali, che da decenni distribuisce un dividendo annuo a tutti i residenti. Anche il presidente Donald Trump, ricorda il senatore, ha firmato un ordine esecutivo per istituire un fondo sovrano americano.

Il gettito iniziale del fondo, scrive Sanders, dovrebbe servire a pagare assegni diretti agli americani. Man mano che il fondo crescerà, i proventi dovrebbero garantire "a ogni uomo, donna e bambino del nostro paese un livello di vita decente e dignitoso, compresi sanità, istruzione e casa". Il senatore ammette che dare al governo una partecipazione rilevante in un'azienda è "complicato" e rinvia i dettagli, dalle priorità di spesa ai meccanismi di attuazione, al testo della legge che presenterà nelle prossime settimane.

"Quando una risorsa pubblica genera ricchezza, il pubblico deve avere una parte di quella ricchezza", conclude Sanders. "Il futuro dell'IA e il destino dell'umanità non devono essere decisi a porte chiuse nella Silicon Valley. Non devono essere dettati dai miliardari che cercano di massimizzare il proprio potere e il proprio profitto. Devono essere decisi dai lavoratori, dai genitori, dagli insegnanti, dagli artisti, dagli scienziati, dalle comunità e dal popolo americano".

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

L'Iran ha già riaperto gran parte delle basi missilistiche colpite da Usa e Israele


Un'analisi della CNN basata sulle immagini satellitari mostra che Teheran ha già ripristinato molti accessi ai tunnel sotterranei e dispone ancora di circa mille missili operativi. Trump, intanto, continua a fornire versioni contraddittorie sulla sorte dell'esercito iraniano.

L'Iran ha riaperto 50 dei 69 ingressi dei tunnel colpiti dagli Stati Uniti e da Israele in 18 basi missilistiche sotterranee durante la recente guerra durata circa un mese. Secondo un'analisi della CNN basata sulle immagini satellitari, Teheran conserva inoltre un arsenale di circa mille missili nascosti in profondità e ha già recuperato gran parte delle infrastrutture danneggiate. Uno degli obiettivi centrali del conflitto, distruggere o almeno paralizzare la capacità missilistica iraniana, appare, quindi, ben lontano dall'essere stato raggiunto.

Medio Oriente · Capacità missilistica iraniana

Bastano i bulldozer: l'Iran ha già riaperto i tunnel dove sono nascosti i suoi missili


A guerra finita, Teheran ha rimesso in funzione 50 dei 69 ingressi colpiti alle sue 18 basi missilistiche sotterranee. Uno degli obiettivi principali del conflitto — paralizzare l'arsenale iraniano — resta lontano.

Analisi CNN su immagini satellitari 18 basi sotterranee monitorate


0%
Ingressi riaperti

Dei 69 ingressi distrutti dagli attacchi Usa-Israele, 50 sono già stati riaperti. Per farlo sono bastati normali mezzi da cantiere.

~1.000
Missili ancora nascosti

18
Basi sotterranee colpite

20+
Anni per costruirle

Esplora in dettaglio
1 Ricostruzione 2 Paradosso 3 Parole vs fatti 4 Lo stallo

La velocità del ripristino

Per riaprire i tunnel sono bastate banali ruspe e camion


Le immagini satellitari mostrano un ripristino più rapido del previsto: gli accessi distrutti sono stati riaperti rimuovendo le macerie, riempiendo i crateri e, in due basi, persino riasfaltando le strade bombardate.

4/5
Accessi già riaperti alla base di Dezful
12 maggio

10+
Mezzi da cantiere su un solo ingresso a Khomeyn
15 aprile

2
Basi con le strade bombardate già riasfaltate
Immagini satellitari

Riavviata
La produzione di droni, secondo l'intelligence Usa
Lanciamissili in sostituzione

Secondo un funzionario statunitense citato dalla CNN, gli iraniani hanno superato tutte le previsioni temporali fissate dall'intelligence per la ricostruzione delle proprie Forze Armate. Funzionario statunitense alla CNN

L'asimmetria del conflitto

Armi sofisticate per colpire, mezzi comuni per riparare i danni


Distruggere quelle infrastrutture ha richiesto armamenti avanzati e costosi. Rimetterle in funzione è stato, al contrario, semplice ed economico.

Per colpire i tunnel
Alta tecnologia, alto costo

  • Armi guidate di precisione
  • Ordigni anti-bunker
  • Settimane di attacchi mirati


Per riaprirli
Bassa tecnologia, basso costo

  • Ruspe
  • Pale meccaniche
  • Camion per rimuovere le macerie


100+ m
Alcuni siti si trovano sotto centinaia di metri di roccia: una profondità che li rende molto difficili da distruggere con attacchi convenzionali.

Per provocare questo tipo di danni servono armi molto sofisticate e costose, mentre la ricostruzione è a bassissima tecnologia: bastano i bulldozer. Teheran si preparava a questo tipo di guerra da oltre vent'anni. Timur Kadyshev, Università di Amburgo, alla CNN

Le dichiarazioni alla prova dei fatti

Cosa è stato detto sull'Iran, e cosa mostrano i dati


Per mesi l'Amministrazione Trump ha dichiarato distrutta la capacità militare iraniana. Le immagini satellitari e l'intelligence raccontano tutta un'altra storia.

Pete Hegseth · Segretario alla Difesa
All'Iran restano pochi lanciamissili da dissotterrare e non ha più un'industria militare.

L'intelligence statunitense rileva che la produzione di droni è ripartita e che i lanciamissili sono già in fase di sostituzione.

Donald Trump · marzo, su Truth Social
Tra gli obiettivi: degradare completamente la capacità missilistica iraniana.

50 dei 69 ingressi riaperti e circa 1.000 missili ancora nascosti in profondità e pronti all'uso.

Donald Trump · intervista a Fox News
L'esercito iraniano «lo abbiamo lasciato intatto»… e poco dopo: «L'Iran non ha più un esercito».

Due affermazioni che si contraddicono nella stessa intervista, senza alcun riferimento a corpi esterni come i Guardiani della Rivoluzione.

A oltre tre mesi dall'inizio

Sul terreno e al tavolo negoziale, nessuna svolta


Washington non è riuscita a riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz e il negoziato sul nucleare resta bloccato. Trump valuta una proroga della tregua.

Stretto di Hormuz
Transito energetico quasi fermo
Chiuso

Negoziato sul nucleare
Intesa data per definita, ma non firmata
In stallo

Cessate il fuoco
In vigore da oltre sette settimane
Proroga in arrivo

Benzina negli Usa
+1 dollaro al gallone da inizio guerra
In lieve calo

I termini dell'intesa sul tavolo

Richiesta Washington
Riapertura immediata di Hormuz e ripresa dei colloqui sul programma nucleare.

Richiesta Teheran
Alleggerimento delle sanzioni e sblocco dei fondi iraniani congelati in Occidente.

Fonti Elaborazione FocusAmerica su dati CNN (analisi di immagini satellitari), James Martin Center for Nonproliferation Studies e intelligence statunitense · giugno 2026.

Per riaprire le gallerie sono bastati mezzi semplici: ruspe, pale meccaniche e camion usati per rimuovere macerie, riempire crateri e ripristinare le strade. Per settimane gli attacchi americani e israeliani avevano limitato l'accesso ai siti sotterranei, distruggendo gli ingressi e bloccando i percorsi verso le rampe di lancio. Le immagini satellitari ora disponibili mostrano però un veloce ripristino di queste infrastrutture. Alla base missilistica di Dezful, quattro dei cinque accessi risultavano già riaperti il 12 maggio. In un altro sito, vicino a Khomeyn, un'immagine del 15 aprile mostrava almeno dieci mezzi da cantiere impegnati a liberare un solo ingresso. In due basi, l'Iran ha persino riasfaltato le strade bombardate.

I lavori si sono accelerati dopo il cessate il fuoco, entrato in vigore oltre sette settimane fa. Sam Lair, ricercatore del James Martin Center for Nonproliferation Studies, ha spiegato alla CNN che, in caso di ripresa delle ostilità, l'Iran potrebbe "continuare a lanciare missili finché disporrà di lanciarazzi e equipaggiamenti, anche se la produzione si è fermata". La rete di basi sotterranee, costruita da Teheran nell'arco di oltre vent'anni, offre infatti una protezione notevole: alcuni siti si trovano sotto centinaia di metri di roccia, una profondità che rende molto difficile distruggerli con attacchi convenzionali.

Una ricostruzione semplice contro armi costose


Il paradosso, secondo gli esperti, è che colpire quelle infrastrutture ha richiesto armi sofisticate e costose, mentre riparare i danni è stato relativamente semplice. Timur Kadyshev, ricercatore dell'Institute for Peace Research and Security Policy dell'Università di Amburgo, ha spiegato alla CNN che "servono armi molto sofisticate e molto costose per provocare questo tipo di danni, mentre la ricostruzione è a bassissima tecnologia: bastano i bulldozer". Teheran, ha aggiunto, "si preparava a questo tipo di guerra da più di vent'anni".

Anche le valutazioni dell'intelligence americana vanno nella stessa direzione. Secondo i loro rapporti, l'Iran ha già ripreso a ricostruire capacità militari chiave, ha riavviato la produzione di droni e sta sostituendo lanciarazzi e impianti di produzione. "Gli iraniani hanno superato tutte le previsioni temporali fissate dall'intelligence per la ricostruzione delle proprie Forze Armate", ha riferito alla CNN un funzionario statunitense.

Il quadro contraddice in pieno le dichiarazioni fatte per mesi da Trump e dai suoi collaboratori. A marzo, su Truth Social, il presidente aveva indicato tra i cinque "obiettivi" del conflitto quello di "degradare completamente la capacità missilistica iraniana, distruggendo i lanciamissili e tutto ciò che li riguarda". Dopo il cessate il fuoco, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva sostenuto che all'Iran fossero rimasti solo pochi lanciamissili e missili da dissotterrare, "senza alcuna possibilità di sostituirli", concludendo: "Non hanno più un'industria militare".

Le contraddizioni di Trump


A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate le parole dello stesso Trump. In un'intervista andata in onda sabato su Fox News, condotta dalla nuora Lara Trump, il presidente ha prima sostenuto che la marina e l'aviazione iraniane erano "completamente sparite", poi però ha cambiato tono sull'esercito: "Il loro esercito lo abbiamo in un certo senso lasciato stare, perché pensiamo che sia in qualche modo moderato. Lo abbiamo lasciato intatto. La gente si sorprenderebbe a sentirlo". Secondo Trump, risparmiare le Forze Armate iraniane servirebbe a evitare il caos visto in Iraq e Siria dopo il crollo delle strutture statali.

Pochi istanti dopo, però, si è contraddetto nella stessa intervista: "L'Iran è in una pessima posizione. Non ha più un esercito, solo belle parole e le fake news della nostra stampa che le ripetono". Alcuni esperti e sostenitori del presidente hanno interpretato l'incongruenza come una gaffe, ipotizzando che Trump intendesse riferirsi ai Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare iraniano noto con la sigla IRGC. Ma nelle sue parole non compare alcun riferimento a quel Corpo, come ha osservato su X il deputato democratico della California Ted Lieu.

Hormuz resta chiuso e il negoziato è in stallo


Intanto, a oltre tre mesi dall'inizio del conflitto, gli Stati Uniti restano bloccati anche sul piano diplomatico. Washington non è riuscita a riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il traffico energetico mondiale, dove il transito resta quasi fermo. Trump sta ora valutando un'offerta dei mediatori per prorogare di altri 60 giorni un cessate il fuoco sempre più fragile.

Un accordo per estendere la tregua era stato dato per definito già giovedì scorso, in attesa solo del via libera del presidente, ma non è ancora stato firmato. Secondo i funzionari statunitensi, l'intesa prevederebbe la riapertura immediata dello Stretto e la ripresa dei colloqui sul programma nucleare iraniano. Teheran chiede in cambio un alleggerimento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi congelati nei sistemi finanziari occidentali. Non è chiaro se il ritardo dipenda dalla riluttanza di Trump a irritare gli alleati più falchi, contrari a concessioni verso l'Iran, oppure dal fatto che i negoziatori stiano ancora limando il testo. Il vicepresidente JD Vance aveva detto giovedì ai giornalisti che alcuni punti dell'accordo erano ancora da definire.

Una buona notizia per Trump, però, c'è già: negli Stati Uniti i prezzi della benzina stanno lentamente scendendo, soprattutto grazie all'ottimismo sull'andamento dei negoziati. La media nazionale, tuttavia, era già aumentata di oltre un dollaro al gallone all'inizio della guerra e, secondo gli esperti, una parte di quei rincari potrebbe durare ancora per mesi.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gli Stati Uniti valutano di schierare aerei a capacità nucleare nell'est Europa


Secondo il Financial Times, Washington intende discutere il dispiegamento di aerei a doppia capacità (nucleare e convenzionale) in altri Stati europei. L'interesse arriva soprattutto da Polonia e Paesi baltici, in prima linea contro una possibile aggressione russa all'Europa.

Gli Stati Uniti stanno discutendo la possibilità di schierare in nuovi Paesi europei della NATO aerei in grado di trasportare armi nucleari. Lo rivela il Financial Times, che cita tre fonti a conoscenza dei colloqui. Si tratta dei cosiddetti Dual-Capable Aircraft, o DCA, ovvero velivoli a doppia capacità, utilizzabili sia per missioni convenzionali sia per il trasporto di ordigni nucleari. Oggi sono presenti in sei Paesi dell'Alleanza: Belgio, Regno Unito, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia.

In questi territori opera il programma di condivisione nucleare della NATO, il cosiddetto nuclear sharing: Washington vi dispiega aerei e bombe nucleari, mantenendone però la custodia, la protezione e il controllo. L'obiettivo sarebbe rassicurare gli alleati europei del fatto che, anche se gli Stati Uniti riducessero il proprio impegno militare convenzionale, le garanzie nucleari resterebbero intatte. In altre parole, Washington vuole mostrare che il suo ombrello nucleare resta credibile mentre Donald Trump chiede agli europei di sostenere una quota maggiore della difesa convenzionale.

Il Sottosegretario alla Difesa con delega alle politiche, Elbridge Colby, aveva già dichiarato pubblicamente in passato che gli Stati Uniti continueranno a mettere il proprio arsenale nucleare al servizio della difesa degli alleati della NATO, anche mentre i Paesi europei assumeranno sempre di più un ruolo più centrale nelle forze convenzionali.

La pressione sul fianco orientale della NATO


A spingere per un'estensione del dispositivo di protezione nucleare è soprattutto il fianco orientale dell'Alleanza Atlantica. Secondo le fonti citate dal Financial Times, l'interesse arriva in particolare dalla Polonia e da alcuni Paesi baltici, cioè dagli alleati più esposti ad una eventuale aggressione militare russa contro l'Europa.

A rafforzare queste richieste sono stati l'invasione russa dell'Ucraina e le ripetute dichiarazioni di Vladimir Putin sul potenziale nucleare di Mosca. La Polonia ha più volte in passato detta di essere pronta a ospitare armi nucleari americane sotto l'egida della NATO. L'ex presidente Andrzej Duda aveva già chiesto a Washington di schierare i DCA sul territorio polacco. Nel 2026 Varsavia ha inoltre aderito per la prima volta a un'iniziativa francese che studia la possibilità di trasferire temporaneamente in Paesi alleati alcuni elementi della deterrenza nucleare di Parigi.

Un'eventuale espansione dell'ombrello nucleare statunitense verso questi Paesi toccherebbe però un punto estremamente sensibile per Mosca. L'Atto Fondativo sulle relazioni tra Russia e NATO, firmato nel lontano 1997, stabilisce infatti che l'Alleanza Atlantica non ha "intenzioni, piani o motivi" per dispiegare armi nucleari sul territorio dei nuovi Paesi membri. La Polonia rientra proprio in questa categoria, essendo entrata nella NATO nel 1999, dopo il crollo dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia.

Per ora le discussioni restano comunque confinate ai canali interni dell'Alleanza e un accordo potrebbe non arrivare a breve. La Casa Bianca, il Pentagono e la NATO non hanno voluto commentare le indiscrezioni. L'ipotesi arriva in una fase già delicata del controllo degli armamenti: tra il 4 e il 5 febbraio 2026 è scaduto il New START, l'ultimo trattato bilaterale che imponeva un tetto agli arsenali nucleari strategici di Stati Uniti e Russia. Al momento non è in vista un rinnovo, né un nuovo accordo di controllo delle armi tra le due principali potenze nucleari.

reshared this