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Carpe Difficili


Dopo la pioggia arriva sempre il sereno. È un detto che vale anche nella pesca; dopo i periodi “no”, se la passione è vera, la ruota gira nel verso giusto.
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foto in alto: Alessio Marongiu con una regina pescata all'inizio di aprile.

In ogni nostra passione possono capitare dei periodi difficili dove tutte le cose non vanno per il verso giusto. E questo succede anche se ci mettiamo impegno e sacrificio. Spesso mi trovo da solo in fiume guardando lo scorrere dell'acqua, ascoltando il rumore del vento che fa muovere le foglie, annusando il profumo della natura. A volte il non riuscire a catturare nulla per ore e ore crea sconforto, soprattutto se ciò si protrae per molte sessioni. Ma i momenti difficili servono per assaporare ancor di più le situazioni favorevoli e le rendono uniche e speciali. Nei periodi “no”, quando non si riesce a catturare o peggio, i pochi pesci che allamiamo si liberano sotto i nostri occhi, bisogna capire la causa che ha portato a tutto ciò, cercando di analizzare il problema e trovare una soluzione. Ad esempio, se ci intestardiamo a lanciare sempre nello stesso spot, pasturando assiduamente, è probabile che le catture diminuiscano considerevolmente. Meglio cambiare zona lasciano in stand-by quel settore.

Il cambio di spot ci aiuta a ritrovare stimoli, soprattutto se veniamo da una serie di cappotti. Se di uno spot vogliamo capire il suo potenziale allora è meglio adottare una pasturazione di condizionamento per poi “martellare” quella zona costantemente con battute di pesca. Questo può garantirci dei risultati positivi, ma dovremo sempre mettere in preventivo alcune giornate no. Con tanti anni di pesca alle spalle posso tranquillamente dire che per avere dei risultati in pesca non bisogna mai tralasciare la pasturazione preventiva e la costanza di pesca. Alcuni dei miei record personali sono arrivati proprio grazie a questo, scegliendo bene lo spot e pasturandoci a dovere. Come ho già scritto in precedenti articoli in questa rivista, la pasturazione preventiva è alla base di questa disciplina. Richiamare il pesce nella zona desiderata è fondamentale. Ed è solo insistendo che arriveranno dei risultati. Certo poi tutto dipende da cosa cerchiamo e da quello che lo spot può offrire, ma se ci impegniamo e iniziamo con una lunga campagna di pasturazione, non dobbiamo cedere alle prime difficoltà perché siamo nella strada giusta e verremo premiati.
L’arrivo di un temporale: situazione che cambia il comportamento dei pesci.
Pensare positivo - Se vogliamo iniziare un percorso per capire il potenziale di uno spot allora dobbiamo mettere in conto errori, sbagli e situazioni sfortunate. Ricordiamoci che la più bella vittoria è quella che deve ancora arrivare. Se viviamo la nostra passione in solitaria, allora nulla deve essere lasciato al caso, perchè ogni cattura, lo ribadisco, vale oro! Gran parte delle mie sessioni le ho svolte nei fiumi del mio paese nel sud Sardegna e al 90% sempre in solitaria. Mi piace stare da solo in pesca, proprio per ricaricare le pile e affrontare la vita di tutti i giorni; il carp fishing mi trasmette delle sensazioni positive. I momenti difficili sono frequenti; quante volte sarà capitato anche a voi di andare a pesca con le condizioni ottimali e non riuscire a catturare nemmeno un pesce? Il bello della pesca è proprio questo, il fascino del non sapere, del non vedere cosa succede al di sotto dello specchio d'acqua che stiamo affrontando. È questo qualcosa che rende tutto magico e ci fa vivere continuamente nel nostro “mondo dei sogni”. La parola giusta è reagire; reagire agli sbagli, ai momenti no e soprattutto alle difficoltà superflue che non hanno nulla a che vedere con i problemi della vita di tutti i giorni. Ecco perchè tutto bisogna viverlo senza ossessioni, senza pressioni, perchè l'importante è essere lì in pesca sulle sponde a fare ciò che amiamo e ciò che ci far star bene.


Due immagini dello stesso invaso ma scattate a distanza di un mese; è evidente come tutta la morfologia del territorio sia stata modificata dalle abbondanti piogge.

Variabili - Tra le variabili che hanno contraddistinto questo inizio anno negli spot che frequento, le forti piogge e il freddo hanno avuto una grande importanza. L’inverno piovoso ha fatto sì che si riempissero gli invasi e tutti i fiumi e laghi della Sardegna sono stati caratterizzati da questo fenomeno. I fiumi sardi hanno riversato grandi quantità di acqua in mare, trascinando detriti e materiali di ogni genere. Molte carpe anche di taglia sono state trascinate sino in mare. Una situazione anomala che non si manifestava da tantissimi anni e che ha di fatto bloccato l'arrivo della frega, evento che abitualmente si svolge a inizio primavera. Ecco spiegato uno dei motivi di alcune sessioni negative, anche se possono essere tante altre come lo spostamento della zona di alimentazione causata dalle piene che trasforma il fondale. Sono momenti complicati da affrontare con la massima preparazione senza lasciar nulla al caso. Ad esempio, se pensiamo al vestiario, mai come in questo caso dobbiamo usare l’attrezzatura di prima qualità, necessaria per garantirci il massimo comfort sotto la pioggia e il vento forte. Massima attenzione all'azione di pesca e soprattutto, quando stiamo andando a guadinare la nostra preda, facciamo attenzione a dove mettiamo i piedi per evitare di inciampare su qualche sasso o peggio ancora di scivolare e finire in acqua. Prudenza e attenzione sono alla base del nostro hobby e non preoccupiamoci troppo per un pesce perso, perchè tanto non è questo che ci potrà fermare, anzi!

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I cantieri al Parco del Meisino vanno avanti, ma gli ambientalisti non si arrendono


Tra i promotori della protesta contro la Cittadella dello sport progettata dal Comune c’è anche l’attore di “Camera Café” Roberto Accornero. Il Comune annuncia che l’inaugurazione è prevista tra pochi mesi

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Tra Torino e San Mauro, dove confluiscono il Po, la Stura di Lanzo e la Dora Riparia, c’è un’oasi naturalistica straordinaria con l’isolone di Bertolla che ospita uccelli acquatici molto rari. È il Parco del Meisino, uno dei luoghi fin qui meno urbanizzati di Torino. Una fascia verde enorme, poco distante dal centro della città ma abbastanza defilata da conservare ancora qualcosa di raro: a chi passeggia ammirando il fiume, regala infatti la sensazione di entrare in un ambiente spontaneo e prezioso. Sentieri sterrati, zone umide, boschi sviluppati senza un vero controllo paesaggistico, prati invasi dalla vegetazione, suoni della natura. Un luogo imperfetto, ma proprio per questo capace di diventare negli anni un rifugio naturale per centinaia di specie animali e vegetali.

Il progetto del Comune

Oggi, però, questo paesaggio è attraversato da camion e mezzi di cantiere, al lavoro per la realizzazione di un progetto finanziato con oltre 11 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che continua ad alimentare uno scontro sempre più duro tra Comune e ambientalisti.

Il piano si chiama “Centro di educazione sportiva e ambientale” ed è stato promosso dall’amministrazione comunale come una grande operazione di riqualificazione urbana e sportiva nell’area dell’ex galoppatoio militare. L’obiettivo? Creare strutture adatte a sport come arrampicata, running, mountain bike, tiro con l’arco, ciclocross, cricket e fitwalking, e attività meno conosciute come il pump track (una pista ricca di dossi per le biciclette BMX) o il disc golf (un percorso simile al golf con dei canestri al posto delle buche e dischi tipo frisbee invece di mazze e palline).

Secondo il comitato “Salviamo il Meisino”, il progetto porterà alla trasformazione definitiva di una riserva naturale in uno spazio semi-urbanizzato, destinato a perdere proprio quelle caratteristiche che lo rendevano unico.

«Gli ambientalisti protestano, a volte in modo piuttosto duro», ha detto a L’Unica Domenico Carretta, assessore allo Sport del Comune. «Non ho dimenticato di quando qualcuno scandiva “Carretta in galera”, o addirittura “Morte a Carretta”. Ma dimenticano alcune cose: ad esempio che quando era in funzione il galoppatoio militare, al Meisino si facevano anche le esercitazioni con i carri armati... Il progetto è andato avanti: la Cittadella dello sport sarà inaugurata tra pochi mesi, e parte delle loro osservazioni sono state recepite. Ad esempio, la pista per il pump track è stata spostata nell’area occupata da un vecchio campo da calcio. A cose fatte vedremo come risponderà la cittadinanza: io credo che risponderà bene».

Le proteste degli ambientalisti

Tra i volti più noti della protesta c’è Roberto Accornero, attore torinese conosciuto dal grande pubblico soprattutto per gli episodi di Camera Café, dove recita il ruolo del severo direttore delle risorse umane, impegnato da anni nelle battaglie ambientaliste cittadine, in particolare sulla questione degli alberi urbani di corso Belgio e del verde pubblico. Accornero segue da vicino anche la vicenda del Meisino e – dialogando con L’Unica – parte da una riflessione più ampia sul meccanismo dei fondi PNRR: «Siamo un po’ agli sgoccioli», ha detto. «Questa operazione aveva dei tempi collegati al PNRR che è fonte di una serie di dolori e di disastri, perché sono soldi che arrivano e bisogna intercettarli in fretta. Una volta intercettati, però, questi progetti che normalmente richiederebbero grande cura e ponderatezza vengono accelerati all’improvviso. E il problema è che spesso si procede senza una vera valutazione delle conseguenze».

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Per Accornero il Meisino non rappresenta una vicenda isolata. Anche nel caso di corso Belgio, dove il Comune aveva deciso l’abbattimento di una serie di alberi, «il meccanismo è sempre lo stesso. C’è un finanziamento, bisogna spenderlo e allora si tirano fuori vecchi progetti o vecchie idee urbanistiche. Si volevano sostituire integralmente le alberate indipendentemente dalla salute degli alberi, una cosa totalmente anacronistica. Oggi sappiamo benissimo che un albero adulto non è un arredo urbano. Scientificamente è acquisito da decenni che finché un albero non è realmente pericoloso va mantenuto, perché nulla può sostituire i benefici offerti da un grande albero sano».

La gestione del verde pubblico

Secondo l’attore, il problema nasce anche dal modo in cui oggi viene gestito il verde pubblico: «Una volta esistevano i giardinieri comunali, c’era una gestione continua e puntuale, Torino ne aveva oltre 500. Adesso ne sono rimasti 26 che si occupano solo dei giardini aulici. Tutto funziona per appalti, progetti, lotti. Ma ogni albero è un individuo, non puoi ragionare a blocchi. Invece ormai si fa così: tagliamo tutto e ripiantiamo. Peccato che i nuovi alberi in città abbiano spesso aspettative di vita molto basse. Ci sono studi internazionali che parlano di venti o trent’anni. E intanto nel frattempo hai perso decenni di ombra, assorbimento di anidride carbonica, raffrescamento urbano».

Il Meisino, in questo quadro, rappresentava per molti ambientalisti un esempio quasi spontaneo di equilibrio naturale. «Il parco aveva sviluppato delle caratteristiche casuali ma preziosissime proprio perché era stato lasciato relativamente tranquillo», ha aggiunto Accornero. «Si era ricreata una naturalità che forse, se avessimo voluto progettarla artificialmente, non saremmo riusciti a ottenere. Ci sono più di 230 specie di uccelli censite, animali protetti, tassi, ricci. Noi stessi abbiamo installato delle fototrappole e documentato una presenza molto importante di tassi proprio sotto all’insediamento programmato».

Secondo il comitato, però, il progetto sarebbe andato avanti senza reali approfondimenti naturalistici. «Si ammette che non c’è stato il tempo per sopralluoghi approfonditi sulla fauna. Ma allora come fai a dire che l’impatto è sostenibile? Noi abbiamo visto con i nostri occhi mezzi pesanti attraversare prati, allargare piste, entrare in aree teoricamente non coinvolte. Sono stati uccisi dei ricci, animali protetti. Chi controllava davvero?».
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Una delle questioni più dibattute riguarda il ruolo dell’ente che gestisce le Aree Protette del Po piemontese, che inizialmente aveva espresso forti perplessità sul progetto. Elena Sargiotto, tra le figure più attive del comitato “Salviamo il Meisino”, ha ricostruito una cronologia che secondo gli ambientalisti mostra tutte le contraddizioni della vicenda. «All’inizio l’ex direttrice dell’ente aveva detto chiaramente che quel progetto non si poteva fare, perché violava il piano d’area della riserva naturale del Po piemontese», ha spiegato a L’Unica. «Non si potevano ristrutturare certi edifici e non si potevano inserire strutture sportive neppure nella parte meno protetta della zona. Poi però, mesi dopo e senza modifiche sostanziali al progetto, l’ente ha cambiato completamente posizione e ha dichiarato l’intervento compatibile».

Per il comitato il cambiamento sarebbe stato soprattutto politico. «Il presidente dell’ente, Roberto Saini, ha sostenuto il progetto apertamente. Poi è arrivato un nuovo presidente che è addirittura un cacciatore ed è anche presidente di un’associazione di cacciatori di uccelli migratori. Può immaginare quale sensibilità ambientale ci sia dietro», ha aggiunto Sargiotto.

Il Parco sta già cambiando volto

La battaglia legale e amministrativa intanto continua. Una delle questioni centrali riguarda i tempi del cantiere. «La data del 15 settembre 2025 veniva presentata come inderogabile. Dicevano che non sarebbero state possibili proroghe neppure in caso di maltempo», ha sostenuto ancora Sargiotto, aggiungendo però che poi ne sono state chieste tre al dipartimento dello Sport della presidenza del Consiglio e sono state tutte concesse. «L’ultima scadeva il 28 febbraio. Dopo quella data non ci risulta alcuna nuova autorizzazione formale, eppure i lavori stanno andando avanti».

Secondo gli ambientalisti, il prolungamento del cantiere cambia radicalmente anche il quadro ambientale originario. «Questo progetto PNRR avrebbe dovuto rispettare il principio europeo DNSH - Do no significant harm, cioè non causare danni significativi all’ambiente. Le valutazioni erano state fatte ipotizzando un cantiere di 433 giorni e una sola stagione di nidificazione coinvolta. Adesso quei tempi si stanno praticamente raddoppiando. Quella valutazione non è più valida».

Nel frattempo, il parco sta già cambiando. Una delle opere più contestate è la passerella ciclopedonale da circa 1,4 milioni di euro. «Sono stati abbattuti alberi per collegare due aree che in realtà erano già collegate da un sottopassaggio poco distante – ha detto Accornero –. Hanno giustificato l’intervento con l’esigenza della ciclovia VENTO, ma lo stesso Paolo Pileri, uno degli ideatori del progetto, che si occupa di consumo di suolo e insegna al Politecnico di Milano, ha spiegato che quell’intervento lì non aveva senso».

Il professor Pileri, in passato, ha avuto anche un vivace scambio di opinioni con Francesco Tresso, l’assessore al Verde Pubblico. «La passerella è stata costruita in modo molto poco impattante», ha commentato Tresso con L’Unica. «In tutto sono stati tagliati non più di una trentina di alberi, ma ne abbiamo piantati più di 800. Abbiamo ristrutturato una cascina abbandonata da anni, tra l’altro piena di amianto: servirà ai frequentatori del parco per avere informazioni, alle scolaresche che verranno in visita. È una costruzione che c’era anche prima, usata da decenni per usi impropri a partire dalla prostituzione. L’unico cemento lo abbiamo usato lì, senza aggiungere niente. Per dire, è stata scartata anche l’idea di metterci un bar. L’obiettivo è di attrezzare uno spazio per offrire ai cittadini un’area di sport e benessere, rispettando il parco, le sue esigenze e anche le sue attuali utilizzazioni. Un esempio? Sono anni che i giovani pachistani che vivono e studiano in città vanno al Meisino a giocare a cricket, il loro sport nazionale. Presto avranno un campo attrezzato per farlo in sicurezza».
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Secondo gli ambientalisti, il problema non è solo paesaggistico ma culturale: «Il Meisino era un luogo frequentato in modo molto rispettoso. Non si vedevano cartacce, non si sentiva musica, non c’erano episodi di vandalismo. Adesso invece si vedono monopattini, barbecue, fuochi, casse bluetooth. Le persone stanno iniziando a percepirlo come un parco urbano qualsiasi, non più come una riserva naturale».

Sargiotto ha insistito proprio su questo cambio di percezione: «Abbiamo già visto picnic in mezzo ai boschi, barbecue in aree dove prima nessuno si sarebbe sognato di entrare. La gente si comporta diversamente perché il luogo stesso sta cambiando identità. E quando una riserva naturale perde la sua identità, la perde per sempre».

Il Meisino è diventato anche il simbolo di una contraddizione più generale. Da una parte cresce la sensibilità ambientale, aumentano i festival dedicati al verde, le campagne sugli alberi e sul clima; dall’altra, però, continuano grandi interventi urbanistici all’interno delle aree naturali: «È greenwashing – ha confermato Sargiotto –. Tutti parlano di sostenibilità, di nuovi alberi, di transizione ecologica. Ma poi si continua a consumare suolo e a distruggere ecosistemi maturi».

Secondo Accornero, inoltre, «c’è una grande paura costruita attorno agli alberi. Si alimenta continuamente il timore dell’albero che cade. Ma è un errore di percezione. In Italia i morti causati dagli alberi sono pochissimi rispetto a qualsiasi altro rischio urbano. Però quella paura giustifica tagli, abbattimenti, interventi radicali». Intanto il cantiere continua e nessuno oggi sa con certezza quando finirà davvero. «Prima si parlava di marzo, poi di giugno – ha detto Sargiotto –. Non abbiamo idea delle tempistiche reali. Ma intanto il danno c’è già stato».

E forse è proprio questo il punto più doloroso per chi per mesi ha provato a fermare il progetto: la sensazione che alcune trasformazioni, una volta avviate, diventino irreversibili. «Una volta che hai tagliato un albero non puoi più riattaccarlo – ha concluso Accornero –. E certe perdite non riguardano solo noi. Riguardano anche le generazioni future».

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Settembre si avvicina e con esso l’entrata in vigore di un riordino che i docenti degli istituti tecnici della provincia di Cuneo giudicano, senza mezzi termini, un passo indietro. In un appello indirizzato al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la Rete cuneese degli istituti tecnici – 163 membri, 423 firme raccolte – chiede la sospensione dell’applicazione della riforma a partire dall’anno scolastico 2026/2027 e il rinvio al 2027/2028, con l’apertura di un confronto reale con la comunità scolastica. Un confronto che, denunciano i firmatari, non c’è mai stato. La Rete, nata in provincia di Cuneo, è nel frattempo confluita in una rete nazionale che conta oggi oltre duemila persone, a dimostrazione che il disagio non è un fenomeno locale.

La contestazione va ben oltre i docenti. «La protesta contro la riforma degli istituti tecnici è portata avanti e coinvolge studenti, genitori, persone alleate: un po’ tutti i componenti della comunità educativa», ha spiegato Marisa De Simone del sindacato FLC (Federazione Lavoratori della Conoscenza) CGIL di Cuneo, che segue da vicino la mobilitazione cuneese.

Due riforme, non una

Le riforme che riguardano gli istituti tecnici sono due. La prima è il “modello 4+2” che andrebbe a sostituire l’attuale modello basato su cinque annualità: avviato in via sperimentale circa due anni fa, prevede che gli istituti tecnici possano strutturare il percorso in un quadriennio seguito da un biennio superiore a carattere professionalizzante. Ma la normativa vigente non consente di ridurre il numero degli anni scolastici senza una sperimentazione deliberata dal collegio dei docenti: così il ministero ha invitato le scuole a votare l’adesione alla sperimentazione. In provincia di Cuneo, ha spiegato De Simone a L’Unica, «sono stati attivati alcuni 4+2, pochi, e alcuni non sono partiti per carenza di iscritti».

Il secondo intervento di riforma è il riordino dei percorsi quinquennali, ed è quello che ha generato la mobilitazione più intensa. A differenza del 4+2, questo non è stato oggetto di delibera volontaria: «Il ministero lo ha imposto con decreto alle scuole subito dopo il termine delle iscrizioni», ha detto ancora De Simone. «Il collegio dei docenti ha dovuto deliberare con le modalità e i criteri per gestire il numero delle ore, la flessibilità, le classi di concorso e così via». Una riforma calata dall’alto, con tempi strettissimi e con classi di concorso ancora non definite a pochi mesi dall’avvio.

Il riordino quinquennale prevede di accorpare, nel biennio iniziale, chimica, fisica, scienze e geografia in un’unica disciplina, riducendo il monte ore dedicato alle materie scientifiche. Nel triennio, tagli analoghi colpirebbero l’italiano e le lingue straniere, a favore di contenuti professionalizzanti modellati sulle esigenze delle imprese del territorio. A rischio è anche la compresenza tra docenti di teoria e docenti tecnico-pratici. «Uno strumento didattico che nell’istruzione tecnica non è un accessorio, ma una struttura portante. È nella dialettica tra sapere astratto e applicazione concreta che si costruisce la competenza tecnica autentica», ha concluso la rappresentante della CGIL.

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Una questione di modello educativo

I firmatari non si limitano a contestare i tagli orari. L’appello affronta una questione di fondo: quale idea di scuola emerge dalle recenti politiche del ministero? La riforma, scrivono, si inserisce in un disegno più ampio – nuove indicazioni nazionali, docente tutor, alternanza scuola-lavoro, spinta verso la “scuola digitale” – che tende a imporre come unica possibile una “scuola delle competenze” intesa in senso riduttivo: addestramento alla prestazione osservabile e immediatamente spendibile.

Contro questa visione, i docenti ne propongono un’altra: la competenza autentica non è il fare fine a sé stesso, ma l’esito di processi cognitivi complessi, fondati su conoscenze disciplinari solide e sulla capacità di pensare, interpretare e innovare. Ciò che va superato non è la scuola delle discipline, ma la didattica meccanica, l’apprendimento superficiale, la trasmissione dei saperi priva di senso. Le discipline, insegnate in modo significativo e integrato, rimangono la condizione necessaria per sviluppare autonomia intellettuale e pensiero critico.

I numeri che pesano

A sostenere le preoccupazioni dei docenti ci sono dati che riguardano l’intero sistema universitario italiano. Le analisi di Massimo Attanasio, professore ordinario di Scienze economiche, aziendali e statistiche all’Università di Palermo, e di Mariano Porcu, professore ordinario di Statistica sociale all’Università di Cagliari, pubblicate su la Repubblica, mostrano che nel periodo 2015-2020 il 32 per cento degli immatricolati alle lauree triennali e magistrali a ciclo unico proveniva da istituti tecnici o professionali: circa 260 mila nuovi iscritti all’anno alle lauree triennali, più 37 mila a quelle magistrali a ciclo unico.

Ma gli stessi dati rivelano una disparità strutturale: la probabilità di iscriversi all’università è oggi pari a circa il 90 per cento per i diplomati dei licei classici e scientifici, scende al 50 per gli studenti degli istituti tecnici e degli altri licei, si ferma al 17 per chi proviene dai percorsi professionali. Una riforma che comprime ulteriormente la formazione di base rischierebbe, secondo i firmatari dell’appello, di allargare questo divario, in contraddizione con gli obiettivi del Piano orientamento universitario 2022-2025, finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che punta proprio ad aumentare il numero di studenti universitari intervenendo sulle fasce più fragili. Inoltre, la scelta del percorso secondario avviene a quattordici anni ed è fortemente influenzata dal contesto socioeconomico di provenienza: cristallizzare le traiettorie formative a quell’età significa, nei fatti, cristallizzare le disuguaglianze.

La via crucis dei precari

C’è di più. La riforma del quinquennio rischia di innescare un’ulteriore crisi nel mondo del precariato scolastico. Chi lavora nella scuola pubblica lo sa: abilitarsi e riuscire a entrare in un istituto – o semplicemente tenersi stretto un rapporto di lavoro – è sempre più difficile, frutto di scelte politiche fallimentari che si sono stratificate nel tempo.

E c’è chi questa via crucis la sta documentando episodio per episodio: Chiara Rapalino, docente precaria cuneese, ha lanciato un podcast intitolato “Crucis - la scuola italiana in 14 stazioni”. Il titolo non ha bisogno di spiegazioni: il percorso di reclutamento dei docenti italiani – concorsi dai tempi biblici, graduatorie provinciali stratificate, algoritmi, punteggi acquistabili – è, per chi lo vive dall’interno, una “passione” nel senso più letterale del termine.

Nel suo secondo episodio, Rapalino si sofferma sul sistema dei punteggi e su come la riforma degli istituti tecnici rischi di aggravarlo. Meno ore in cattedra significano meno posizioni disponibili, più concorrenza tra precari, e quindi pressione crescente ad accumulare punti nelle graduatorie per non perdere la sede. A marzo 2026, racconta, le è arrivata una newsletter di un noto centro di formazione universitario telematico che sfruttava esplicitamente l’annuncio della riforma per vendere corsi: «Quando le ore diminuiscono, le scuole devono tagliare e lo fanno in base al punteggio. Arrivare con pochi punti: rischio concreto. Arrivare con più punti: margine di sicurezza».
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Il meccanismo, ha denunciato Rapalino, non è una semplice distorsione burocratica. «L’aspetto antropologico più inquietante è la creazione di una gerarchia basata sul censo, non sul merito»: chi dispone di due o tremila euro da investire in certificazioni – linguistiche, informatiche, master annuali – comprate attraverso enti di formazione con esami a crocette e soluzioni già pronte, scavalca chi, con anni di servizio in classe e una preparazione pedagogica solida, non può permettersi quell’acquisto.

Come ha documentato un’inchiesta della redazione di Fanpage nel gennaio 2025, con un investimento di circa 3.600 euro è possibile ottenere in poco tempo 22 punti in graduatoria, equivalenti a due anni di supplenze svolte tra i banchi. La conclusione di Rapalino è netta: «Finché il punteggio sarà una merce acquistabile su un sito web, la nostra scuola non sarà mai un luogo di merito. Sarà solo un mercato».

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La nuova Ferrari Luce non piace, Huawei risolve il problema dei chip, il motore ipersonico giapponese


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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon mercoledì,
è finalmente uscita la nuova Ferrari Luce, completamente elettrica, ma i titoli sono già scesi del 6%; poi parleremo di una nuova tecnologia di costruzione chip di Huawei; del motore ipersonico giapponese che farebbe Tokyo-New York in due ore, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Le news di oggi, selezionate a mano.

Presentata la Ferrari Luce disegnata dallo storico designer di Apple Jony Ive: non è andata bene


Tecnologia
Ferrari ha presentato Luce, la sua prima supercar elettrica da 640.000 dollari, disegnata con Jony Ive e Marc Newson. Il design ha diviso il pubblico: linee pulite, superfici lisce, angoli arrotondati, tetto quasi tutto in vetro e corpo in alluminio l’hanno fatta sembrare a molti più un prodotto tech che una Ferrari tradizionale. Dopo il lancio, le azioni Ferrari sono scese di circa il 6%. Luce usa un sistema audio che genera un rombo artificiale dentro e fuori la macchina durante l’accelerazione.
~
Fonte: Forbes
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Lo stato delle auto elettriche

Chi si sta allontanando? Sono tantissime le aziende che hanno rinviato o ridimensionato e di seguito citiamo...
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Huawei avrebbe trovato una soluzione dopo la crisi di chip per le restrizioni


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Huawei dice di avere sviluppato un'architettura di nome "LogicFolding", che consiste in un metodo diverso per creare chip più potenti sovrapponendo più strati di circuiti invece di affidarsi solo alla miniaturizzazione tradizionale, oggi legata ai macchinari ASML che la Cina non può acquistare per le restrizioni USA. L’azienda sostiene di lavorarci da sei anni, di avere già prodotto 381 modelli di chip con questa architettura e di volerla usare nei prossimi chip Kirin per smartphone. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2031 a una densità paragonabile ai processi da 1,4 nanometri. Huawei non ha ancora presentato verifiche indipendenti; potrebbero esserci problemi di surriscaldamento, software e uso su larga scala nei data center.
~
Fonte: The Wall Street Journal
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Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

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Nuovo motore ipersonico giapponese: due ore da Tokyo a New York


Spazio
L'azienda JAXA ha testato a terra un motore ramjet per un futuro aereo ipersonico, pensato per volare a "Mach 5", cioè cinque volte la velocità del suono. La prova, svolta a Kakuda con tre università giapponesi, ha simulato un volo a circa 25 chilometri di quota, dove l’aria è rarefatta e le superfici del velivolo possono superare i 1.000 °C. Il test ha verificato soprattutto motore, struttura e protezione termica: secondo i ricercatori, l’interno è rimasto a temperature compatibili con elettronica e sistemi di controllo. Non è ancora un volo reale: il prossimo passo sarà montare il modello su un razzo sonda per una prova a Mach 5. L’obiettivo commerciale è negli anni 2040.
~
Fonte: BGR
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La Cina ha lanciato embrioni artificiali in orbita per scoprire se è possibile avere bambini nello spazio


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La Cina ha inviato sulla stazione spaziale Tiangong modelli artificiali di embrioni ricavati da cellule staminali umane, per studiare se le prime fasi dello sviluppo embrionale possano funzionare nello spazio. I campioni, partiti il 10 maggio con il cargo Tianzhou-10, sono rimasti circa cinque giorni in orbita e poi congelati per il rientro. Non sono embrioni umani veri e non possono diventare una persona, ma simulano passaggi iniziali come l’adesione all’utero e la formazione dei primi tessuti. Gli stessi campioni sono stati coltivati anche a Terra, così da confrontare gli effetti di microgravità e radiazioni. L’obiettivo è capire i rischi per una futura riproduzione umana su Luna o Marte.
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Fonte: Gizmodo
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Papa Leone paragona la minaccia dell'IA alla "Torre di Babele"


Intelligenza Artificiale
Papa Leone XIV ha dedicato all’intelligenza artificiale l’enciclica “Magnifica Humanitas”, un testo cattolico che indirizza i credenti su questioni di rilievo pubblico. Il testo paragona il rischio dell’AI alla "Torre di Babele": una tecnologia costruita dall’alto, guidata da potere ed efficienza, in cui le persone vengono adattate al sistema invece che il sistema ai bisogni delle persone. Il papa critica la concentrazione di modelli, infrastrutture e capitali nelle mani di pochi soggetti privati e chiede regole solide, controlli indipendenti e responsabilità pubblica. I temi concreti sono lavoro, condizioni nelle filiere tecnologiche, consumo energetico dei data center e armi autonome, che secondo Leone XIV possono rendere l’uso della forza più facile e meno controllato dagli esseri umani.
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Fonte: The Wall Street Journal
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Presentata la Ferrari Luce disegnata dallo storico designer di Apple Jony Ive: non è andata bene


In breve:


Ferrari ha presentato Luce, la sua prima supercar elettrica da 640.000 dollari, disegnata con Jony Ive e Marc Newson. Il design ha diviso il pubblico: linee pulite, superfici lisce, angoli arrotondati, tetto quasi tutto in vetro e corpo in alluminio l’hanno fatta sembrare a molti più un prodotto tech che una Ferrari tradizionale. Luce usa un sistema audio che genera un rombo artificiale dentro e fuori la macchina durante l’accelerazione. Dopo il lancio, le azioni Ferrari sono scese di circa il 6%.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Ferrari Luce Sparks Controversy Online—And Among Investors
Jony Ive, former Apple executive, is credited with designing the iMac’s famous translucent case and the Apple Watch.
ForbesMary Whitfill Roeloffs

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Presentata la Ferrari Luce disegnata dallo storico designer di Apple Jony Ive: non è andata bene


Il titolo è sceso di circa il 6%.
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In breve:


Ferrari ha presentato Luce, la sua prima supercar elettrica da 640.000 dollari, disegnata con Jony Ive e Marc Newson. Il design ha diviso il pubblico: linee pulite, superfici lisce, angoli arrotondati, tetto quasi tutto in vetro e corpo in alluminio l’hanno fatta sembrare a molti più un prodotto tech che una Ferrari tradizionale. Luce usa un sistema audio che genera un rombo artificiale dentro e fuori la macchina durante l’accelerazione. Dopo il lancio, le azioni Ferrari sono scese di circa il 6%.

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Ferrari Luce Sparks Controversy Online—And Among Investors
Jony Ive, former Apple executive, is credited with designing the iMac’s famous translucent case and the Apple Watch.
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Huawei avrebbe trovato una soluzione dopo la crisi di chip per le restrizioni


Un nuovo metodo di costruzione che stava sviluppando da sei anni.

In breve:


Huawei dice di avere sviluppato un'architettura di nome "LogicFolding", che consiste in un metodo diverso per creare chip più potenti sovrapponendo più strati di circuiti invece di affidarsi solo alla miniaturizzazione tradizionale, oggi legata ai macchinari ASML che la Cina non può acquistare per le restrizioni USA. L’azienda sostiene di lavorarci da sei anni, di avere già prodotto 381 modelli di chip con questa architettura e di volerla usare nei prossimi chip Kirin per smartphone. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2031 a una densità paragonabile ai processi da 1,4 nanometri. Huawei non ha ancora presentato verifiche indipendenti; potrebbero esserci problemi di surriscaldamento, software e uso su larga scala nei data center.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Huawei Says It Has Workaround to Match Leading Chips

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Nuovo motore ipersonico giapponese: due ore da Tokyo a New York


Il primo test è andato bene.

In breve:


L'azienda JAXA ha testato a terra un motore ramjet per un futuro aereo ipersonico, pensato per volare a "Mach 5", cioè cinque volte la velocità del suono. La prova, svolta a Kakuda con tre università giapponesi, ha simulato un volo a circa 25 chilometri di quota, dove l’aria è rarefatta e le superfici del velivolo possono superare i 1.000 °C. Il test ha verificato soprattutto motore, struttura e protezione termica: secondo i ricercatori, l’interno è rimasto a temperature compatibili con elettronica e sistemi di controllo. Non è ancora un volo reale: il prossimo passo sarà montare il modello su un razzo sonda per una prova a Mach 5. L’obiettivo commerciale è negli anni 2040.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

BGR - Japan's New Hypersonic Engine Could Make 2-Hour Flights To The US A Reality

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La Cina ha lanciato embrioni artificiali in orbita per scoprire se è possibile avere bambini nello spazio


Per capire se possiamo riprodurci su Marte.
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In breve:


La Cina ha inviato sulla stazione spaziale Tiangong modelli artificiali di embrioni ricavati da cellule staminali umane, per studiare se le prime fasi dello sviluppo embrionale possano funzionare nello spazio. I campioni, partiti il 10 maggio con il cargo Tianzhou-10, sono rimasti circa cinque giorni in orbita e poi congelati per il rientro. Non sono embrioni umani veri e non possono diventare una persona, ma simulano passaggi iniziali come l’adesione all’utero e la formazione dei primi tessuti. Gli stessi campioni sono stati coltivati anche a Terra, così da confrontare gli effetti di microgravità e radiazioni. L’obiettivo è capire i rischi per una futura riproduzione umana su Luna o Marte.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

China Launched Artificial Embryos to Orbit to Find Out If We Can Have Space Babies
Human reproduction beyond Earth is no longer reserved for science fiction.
GizmodoPassant Rabie

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Papa Leone paragona la minaccia dell'IA alla "Torre di Babele"


Denuncia il potere in mano a pochi.

In breve:


Papa Leone XIV ha dedicato all’intelligenza artificiale l’enciclica “Magnifica Humanitas”, un testo cattolico che indirizza i credenti su questioni di rilievo pubblico. Il testo paragona il rischio dell’AI alla "Torre di Babele": una tecnologia costruita dall’alto, guidata da potere ed efficienza, in cui le persone vengono adattate al sistema invece che il sistema ai bisogni delle persone. Il papa critica la concentrazione di modelli, infrastrutture e capitali nelle mani di pochi soggetti privati e chiede regole solide, controlli indipendenti e responsabilità pubblica. I temi concreti sono lavoro, condizioni nelle filiere tecnologiche, consumo energetico dei data center e armi autonome, che secondo Leone XIV possono rendere l’uso della forza più facile e meno controllato dagli esseri umani.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Pope Leo Compares AI Threat to Biblical ‘Tower of Babel’

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Stati Uniti, criminalità e mortalità in forte calo: cosa può imparare l'Europa


L'aspettativa di vita degli uomini Usa è salita a 77,3 anni e gli omicidi sono ai minimi storici. Le possibili lezioni per l'Europa dietro un cambiamento inatteso.

Per decenni gli Stati Uniti sono stati l'esempio di una società malsana e pericolosa, con tassi altissimi di criminalità violenta e obesità e un'aspettativa di vita bassa e ferma. In termini assoluti molto di questo resta vero, ma come spiega il Financial Times, la direzione di marcia sta cambiando.

L'aspettativa di vita maschile negli Stati Uniti ha raggiunto i 77,3 anni, un anno e mezzo in più rispetto a un decennio fa. Nel Regno Unito il guadagno equivalente è stato di appena sei mesi, in Germania sostanzialmente nullo. Il divario di longevità rispetto all'Europa occidentale è destinato quest'anno a toccare il livello più basso dal 2012. Dopo la pandemia gli americani non sono soltanto tornati ai livelli precedenti al Covid o all'esplosione del fentanyl: l'aspettativa di vita è in una risalita da record.

I tassi di omicidio e di criminalità negli Stati Uniti non sono solo rientrati dopo l'ondata di violenza che ha attraversato il paese tra il 2020 e il 2023, ma stanno segnando minimi storici in città e Stati di tutto il paese.

Violenza e droghe colpiscono in modo sproporzionato i giovani e per questo hanno pesato molto sulla media dell'aspettativa di vita americana. Con il rientro di questi due fenomeni distorsivi emergono le tendenze di fondo della salute e della società statunitense, meno cupe di quanto molti immaginassero.

Negli Stati Uniti i tassi di mortalità per cancro sono più bassi che in Europa occidentale e calano più velocemente. I cattivi risultati sanitari degli americani si concentrano nelle patologie legate agli stili di vita, come malattie cardiovascolari e diabete, mentre il cancro colpisce un ampio spettro di persone a prescindere dai comportamenti individuali. Per questo i tassi di mortalità oncologica sono un indicatore più diretto della qualità del sistema sanitario. Su questo terreno la spesa sanitaria americana, più alta della media, produce risultati superiori alla media.

L'ampia diffusione negli Stati Uniti dei farmaci anti-obesità della classe GLP-1 potrebbe ridurre in prospettiva anche il peso delle patologie legate al sovrappeso, alimentando un ulteriore recupero.

L'ondata di violenza che ha investito gli Stati Uniti tra il 2020 e il 2022, nei mesi successivi all'omicidio di George Floyd, è coincisa con un arretramento della polizia americana dall'attività di contrasto in prima linea. Il peso esatto di questo fattore rispetto agli altri è ancora discusso, ma il suo ruolo è ampiamente riconosciuto. Una conferma arriva anche dal Regno Unito, dove la chiusura di stazioni di polizia durante gli anni dell'austerità è stata seguita da rialzi netti dei crimini violenti nelle aree circostanti.

Un contributo meno discusso al calo della criminalità è venuto dalla spesa pubblica per la ripresa post pandemica. I governi locali statunitensi hanno destinato miliardi di dollari alla sicurezza pubblica e alle infrastrutture di comunità. Quell'iniezione inattesa di risorse ha permesso ai funzionari locali di affrontare problemi di lungo periodo come la riqualificazione di aree di degrado urbano e la sperimentazione di nuovi approcci contro la violenza armata. A Detroit i fondi dell'American Rescue Plan sono stati usati per finanziare gruppi locali chiamati ShotStoppers, ai quali è stato promesso un bonus pari al 100 per cento del finanziamento iniziale in caso di riduzione delle sparatorie. Le aree in cui questi gruppi sono intervenuti hanno registrato cali molto più ampi rispetto al resto della città.

Il quadro statunitense di governi locali ben finanziati capaci di affrontare i propri problemi più pressanti contrasta con quello del Regno Unito, dove i fondi dei governi locali non si sono mai ripresi dalle misure di austerità e le risorse restano al limite mentre le infrastrutture si deteriorano.

Per molti aspetti il sistema americano resta una lezione su cosa non fare in tema di criminalità e sanità. Ma quando una situazione difficile migliora oltre ogni ragionevole previsione vale la pena chiedersi cosa stia funzionando.

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UE, svolta sui fondi di coesione: 1,5 miliardi ai Baltici per la difesa


Bruxelles usa le risorse territoriali per blindare il fronte est contro le minacce ibride

L’Unione Europea ha approvato per la prima volta il trasferimento di 1,5 miliardi di euro provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale con l’obiettivo di rafforzare le capacità difensive degli Stati baltici, in un contesto segnato dal crescente deterioramento della sicurezza nell’Europa orientale. L’annuncio è stato reso noto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha collegato la misura alle recenti tensioni regionali e agli sviluppi legati all’incursione di droni attribuita all’Ucraina.

Secondo quanto riportato da Eurasia Group, la decisione rappresenta un passaggio significativo nella politica europea di gestione delle risorse comunitarie, poiché segna l’utilizzo di fondi tradizionalmente destinati alla coesione economica e territoriale per finalità direttamente connesse alla sicurezza e alla difesa. L’iniziativa coinvolge in particolare i Paesi che negli ultimi anni hanno incrementato le proprie richieste di sostegno militare e infrastrutturale alla luce delle tensioni con la Russia.

La riallocazione dei fondi europei sarebbe destinata al potenziamento delle infrastrutture strategiche, dei sistemi di sorveglianza e delle capacità di risposta rapida lungo il fianco orientale dell’UE. Bruxelles considera infatti l’area baltica uno dei punti più sensibili sotto il profilo della sicurezza continentale, soprattutto dopo l’intensificarsi degli episodi legati all’utilizzo di droni e alle attività ibride nella regione.

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Femminicidi, dati UE: record di vittime a Est, Italia sotto la media


Report Eurostat: Lettonia prima per omicidi di donne. Nel nostro Paese il tasso è cinque volte inferiore

La violenza omicidiaria contro le donne continua a rappresentare una delle emergenze sociali più grigi del continente europeo. Tuttavia, i dati più recenti diffusi a livello comunitario delineano una geografia della violenza molto diversa da quella spesso percepita nel dibattito pubblico: i tassi più elevati di donne vittime di omicidio si concentrano soprattutto nei Paesi dell’Europa nord-orientale e centro-orientale, mentre l’Italia si colloca stabilmente al di sotto della media europea.

Secondo quanto riportato da Dagospia, che cita uno studio dell’European Parliamentary Research Service (EPRS), il centro studi del Parlamento europeo, elaborato sui dati Eurostat relativi al 2023, nei 24 Paesi dell’Unione europea che hanno trasmesso dati completi sono state uccise almeno 1.432 donne, pari a una vittima ogni sei ore.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda il forte divario territoriale tra gli Stati membri. In cima alla classifica figura la Lettonia, con un tasso di 2,75 omicidi di donne ogni 100mila abitanti di sesso femminile. Un valore che risulta quasi sette volte superiore rispetto a quello registrato in Italia, fermo a 0,4 vittime ogni 100mila donne.

Dopo la Lettonia si collocano Lituania (1,81), Austria (0,99), Bulgaria (0,91) e Germania (0,89), tutte ampiamente sopra la media dell’Unione europea, attestata a 0,67. L’Italia, con 118 vittime accertate nel 2023, risulta invece quart’ultima tra i 24 Paesi monitorati, confermando un’incidenza significativamente inferiore rispetto a gran parte del continente.

L’analisi evidenzia dunque un’Europa divisa in due aree distinte: da una parte i Paesi dell’Europa nord-orientale, caratterizzati da livelli di violenza letale contro le donne particolarmente elevati; dall’altra gli Stati mediterranei, tra cui l’Italia, che presentano tassi più contenuti pur senza essere immuni dal fenomeno.

Anche restringendo il focus ai femminicidi,categoria statistica per la quale sono disponibili dati completi solo in 17 Stati membri, la distribuzione geografica resta sostanzialmente invariata. Ancora una volta la Lettonia registra il valore più alto, con 1,8 femminicidi ogni 100mila donne, seguita da Lituania (1,14), Austria (0,64), Germania (0,60) e Ungheria (0,58).

La media europea dei femminicidi si attesta a 0,42 vittime ogni 100mila donne. L’Italia, con 96 casi registrati e un tasso di 0,32, si mantiene al di sotto del dato continentale. In termini proporzionali, il livello lettone supera di oltre cinque volte quello italiano.

Gli esperti sottolineano comunque come i dati più bassi registrati in alcuni Paesi non debbano essere interpretati come un ridimensionamento del problema. La violenza contro le donne continua infatti a rappresentare una criticità strutturale in tutta Europa e, secondo il report, le misure di contrasto adottate negli ultimi anni non hanno ancora prodotto un calo significativo delle statistiche complessive.

L’indagine dell’EPRS richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di uniformare i criteri di raccolta dei dati tra gli Stati membri, dal momento che non tutti i Paesi europei adottano le stesse definizioni statistiche di femminicidio e violenza di genere. Una frammentazione che rende più complesso il confronto diretto tra le diverse realtà nazionali.

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In un angolo degli Stati Uniti si parla il basco


Dai pastori arrivati con la corsa all'oro al festival Jaialdi di Boise, la lingua europea più antica documentata è viva nell'Ovest americano grazie a una comunità di oltre un secolo.

In un angolo dell'Idaho si parla la lingua europea più antica documentata. A Boise, capitale dello Stato nordoccidentale, una comunità di origine basca tiene viva una tradizione arrivata negli Stati Uniti più di un secolo fa con la corsa all'oro. La storia, raccontata dall'Economist, è tornata d'attualità per una controversia parlamentare locale che ha sfiorato la diplomazia internazionale.

La House Bill 561, presentata dal deputato Ted Hill all'assemblea legislativa dell'Idaho, vietava in origine ai governi locali di esporre bandiere che non fossero quelle di Stati ufficiali. L'obiettivo era impedire al Comune di Boise di esibire la bandiera arcobaleno. Il provvedimento ha però allarmato il presidente dei Paesi Baschi, regione autonoma della Spagna settentrionale, che ha inviato una lettera al parlamento dell'Idaho. La preoccupazione riguardava lo Ikurrina, la bandiera basca, che ogni cinque anni sventola in città durante Jaialdi, il festival da 40.000 persone ospitato dalla comunità. Hill ha così proposto un'eccezione apposita per la bandiera basca, preoccupato che la legge perdesse consensi.

La presenza basca nell'Ovest americano risale alla corsa all'oro in California, a metà Ottocento. I primi migranti arrivarono cercando fortuna nelle miniere e si spostarono poi nella pastorizia. Entro il 1900 una catena migratoria fece seguire ai nipoti la strada degli zii e i pastori baschi si diffusero sulle terre federali di tutto l'Ovest. Hanno lasciato una traccia visibile: oltre 25.000 messaggi in lingua basca incisi sui tronchi degli alberi sono stati censiti nei boschi della regione.

Per decenni l'integrazione ha messo a rischio la lingua. Le generazioni più anziane spinsero figli e nipoti a parlare solo inglese e ad abbandonare il basco, considerato un ostacolo all'assimilazione. Negli anni Settanta sembrava ormai destinato a scomparire, ha raccontato all'Economist Dave Bieter, ex sindaco di Boise. Oggi, racconta, quando gioca al Mus, un gioco di carte tipicamente basco, circa un terzo dei partecipanti parla la lingua.

A Boise il gruppo musicale Txantxangorriak si ritrova il martedì sera con trikis, una sorta di fisarmonica, e panderos, tamburelli, cantando in basco. Poco lontano c'è la rosticceria Ansots Basque Chorizos & Catering e più avanti la Boiseko Ikastola, l'unica scuola materna in lingua basca degli Stati Uniti. Nel paese esistono circa quaranta club baschi, concentrati soprattutto nei territori dell'Ovest dove i pastori si stabilirono oltre un secolo fa.

La controversia parlamentare in Idaho ha messo in luce quanto la minoranza basca sia oggi parte integrante della vita politica e sociale dell'Ovest americano. Una comunità arrivata per cercare oro e pascoli ha trasformato un angolo di Idaho in un piccolo lembo della Spagna nordorientale. Una lingua che in Europa è considerata la più antica documentata continua a essere parlata, cantata e insegnata anche dall'altra parte dell'Atlantico.

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Mythos, l'intelligenza artificiale che fa tremare le banche. Francoforte convoca i vertici


Non era mai successo che un'intelligenza artificiale violasse con tanta facilità i caveau digitali dell'Ue. Dietro l'allarme della BCE si nasconde lo spettro di un attacco coordinato che rischia di far saltare i sistemi di pagamento europei.

La Banca centrale europea ha convocato per martedì 26 maggio un vertice straordinario con i responsabili della sicurezza informatica dei principali istituti di credito dell'Eurozona. Al centro dell'incontro, Claude Mythos, il nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, capace di superare i sistemi di difesa cyber attualmente impiegati dalle banche europee. La notizia, diffusa dall'ANSA, arriva in un momento in cui l'intero sistema finanziario continentale sta accelerando sulla digitalizzazione dei servizi, esponendo al tempo stesso superfici di attacco sempre più ampie. Per l'Italia, dove il settore bancario vale oltre il 260% del PIL e dove gli istituti hanno investito 2,8 miliardi di euro in cybersicurezza nel 2025, la minaccia assume contorni particolarmente delicati.

Non è la prima volta che le autorità di vigilanza europee lanciano un allarme, ma la convocazione d'urgenza da parte di Francoforte segnala un salto qualitativo nella percezione del rischio. Mythos rappresenta una categoria nuova di minaccia: non un malware tradizionale, ma un sistema di intelligenza artificiale generativa addestrato specificamente per identificare vulnerabilità nei protocolli di sicurezza bancari, adattarsi in tempo reale alle contromisure e sfruttare falle che gli strumenti di scansione convenzionali non rilevano. Secondo Frank Elderson, vicepresidente della BCE, il modello è in grado di decodificare patch di sicurezza e trasformarle in vulnerabilità sfruttabili in poche ore — operazioni che oggi richiedono giorni a team specializzati. Anthropic ha limitato la distribuzione del modello a un ristretto gruppo di grandi aziende tecnologiche e finanziarie nell'ambito del Progetto Glasswing, pensato per tappare le falle prima che modelli analoghi diventino diffusi.

Quando la difesa insegue l'attacco: il ritardo italiano


Il panorama italiano mostra una vulnerabilità specifica. Gli istituti di credito nazionali hanno sì aumentato gli investimenti in sicurezza informatica, ma gran parte delle risorse è stata destinata alla conformità normativa — DORA, NIS2, PSD3 — piuttosto che all'innovazione tecnologica pura. Il risultato è un'architettura difensiva spesso basata su soluzioni legacy, integrate con strati successivi di protezione che aumentano la complessità senza necessariamente rafforzare la resilienza complessiva. Banche come Intesa Sanpaolo e UniCredit hanno sviluppato centri di eccellenza interni, ma la maggior parte degli istituti di medie dimensioni dipende ancora da fornitori esterni, spesso gli stessi per molte realtà, creando punti di fragilità sistemica.

Il nodo non riguarda solo la capacità di risposta tecnica, ma anche quella organizzativa. La governance della sicurezza informatica nelle banche italiane resta frammentata: responsabilità distribuite tra direzione IT, risk management, compliance e sicurezza fisica, senza sempre un coordinamento efficace. Quando un attacco sfrutta intelligenza artificiale avanzata, la velocità di reazione diventa determinante, e strutture rigide faticano a tenere il passo. L'Associazione Bancaria Italiana ha avviato dal 2024 un tavolo permanente sulla cyber resilience, con simulazioni di stress test congiunti, ma la partecipazione resta volontaria e disomogenea.

La risposta europea tra regolamentazione e innovazione


La BCE non si limita a convocare. Contestualmente al vertice, Francoforte sta lavorando con l'Autorità bancaria europea per definire standard minimi comuni sulla capacità di rilevamento delle minacce basate su intelligenza artificiale. Si parla di requisiti quantitativi: tempi massimi di individuazione di anomalie comportamentali, soglie di falsi positivi accettabili, capacità di isolamento dei sistemi compromessi entro finestre temporali definite. L'obiettivo è evitare che la difesa rimanga ancorata a logiche reattive, quando gli attacchi si sono fatti predittivi.

Ma la regolamentazione da sola non basta. Alcuni istituti stanno sperimentando l'uso di intelligenza artificiale difensiva, modelli addestrati a prevedere le mosse di sistemi ostili e a generare contromisure automatiche. La francese BNP Paribas ha ampliato la partnership con Mistral AI per rafforzare le proprie difese cyber contro minacce di nuova generazione. Sono segnali di un cambio di paradigma, ma ancora isolati. La maggior parte delle banche europee attende indicazioni dall'alto, esponendosi nel frattempo a un divario tecnologico con gli attaccanti che si allarga settimana dopo settimana.

Il caso Mythos solleva anche interrogativi sulla trasparenza e sulla condivisione delle informazioni. Se un modello di intelligenza artificiale riesce a penetrare i sistemi di una banca, quali dati vengono esposti? E chi viene informato? Le normative europee impongono notifiche rapide alle autorità e, in certi casi, ai clienti, ma i tempi di reazione restano spesso inadeguati. Durante l'attacco ransomware che ha colpito nel 2025 una media banca tedesca, ci sono voluti quattro giorni prima che i clienti venissero avvisati della potenziale compromissione dei dati personali. Con Mythos, che opera con velocità superiori, quei quattro giorni potrebbero tradursi in perdite irreparabili.

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Italia Viva firma la campagna politica dell'anno. FdI risponde con le stesse armi


Manifesti in stile Ventennio nelle stazioni. La replica di Fratelli d'Italia: “Finché ci sarà lei, niente inciuci”

“Qvando c'era lei i treni arrivavano in ritardo”. Un manifesto affisso nelle grandi stazioni ferroviarie italiane, grafiche in stile anni Trenta, font tipico del Ventennio. Italia Viva ha lanciato tra le campagne politiche più discusse degli ultimi anni, e la risposta di Fratelli d'Italia non si è fatta attendere: stesso stile grafico, messaggio opposto. “Finché ci sarà lei, nessun inciucio di palazzo”.

La campagna, intitolata “Qvando c'era lei”, con la V al posto della U, richiamo deliberato all'estetica fascista usato in chiave ironica e dissacrante, nasce in prima istanza per convincere i sostenitori a versare il 2x1000 a Italia Viva, ma con un obiettivo più ampio: colpire il governo Meloni sui temi su cui aveva vinto le elezioni nel 2022: costo della vita, crescita economica, pressione fiscale, sicurezza. I manifesti, pubblicati sul profilo Instagram ufficiale di Italia Viva, mostrano dati concreti: i giovani che lasciano l'Italia, il PIL tra i peggiori d'Europa, il debito pubblico in salita, la pressione fiscale a livelli record.

Il manifesto sui treni e il caso nelle stazioni


Il contenuto che ha fatto esplodere il caso è il manifesto collocato accanto ai tabelloni degli orari nelle stazioni di Roma e Milano: “Qvando c'era lei i treni arrivavano in ritardo”. Una frase che rovescia ironicamente il noto luogo comune sul fascismo, “quando c'era lui i treni arrivavano in orario”. La concessionaria pubblicitaria Grandi Stazioni ha chiesto di modificare le affissioni. Italia Viva ha gridato alla censura. Il risultato era già stato raggiunto.

La replica di FdI: stessa estetica, messaggio opposto


Fratelli d'Italia ha scelto di rispondere sul terreno della comunicazione visiva, usando a sua volta i caratteri tipografici del Ventennio. “Finché ci sarà lei, niente soldi all'estero ai parlamentari”, recita un post, in riferimento alla norma approvata per limitare le conferenze pagate di Renzi all'estero. “Finché ci sarà lei, nessun inciucio di palazzo. La volontà popolare verrà rispettata”, si legge in un altro. Nasce così un duello inedito nella comunicazione politica italiana recente: a colpi di manifesti, con la stessa estetica del Ventennio e due messaggi opposti.

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Lombardia, l'industria cresce ma tra gli imprenditori c'è sfiducia


La manifattura lombarda registra una crescita nel consuntivo recente, eppure gli imprenditori guardano ai prossimi mesi con pessimismo crescente.
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Lombardia, l'industria cresce ma tra gli imprenditori c'è sfiducia
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L'analisi di Unioncamere Lombardia fotografa un paradosso: i bilanci del trimestre precedente mostrano segni positivi, ma in alcuni settori le aspettative degli imprenditori per il futuro segnano una frenata rispetto all'ottimismo di inizio anno. Non si tratta di un dato marginale. La Lombardia produce circa il 23% del PIL manifatturiero italiano e concentra oltre 800.000 imprese attive: quando la locomotiva rallenta nella fiducia, l'intero convoglio nazionale ne risente.

Il divario tra performance effettiva e sentiment degli imprenditori segnala una frattura psicologica più che contabile. Le aziende hanno chiuso ordini, fatturato, mantenuto l'occupazione. Eppure percepiscono un orizzonte insostenibile. Questa discrasia si spiega con fattori strutturali che sfuggono al controllo delle singole imprese: il costo dell'energia elettrica per l'industria italiana è circa il 30% superiore alla media europea e del 15% rispetto alla Germania, nonostante le misure di compensazione. La dipendenza dalle catene globali del valore espone inoltre la manifattura lombarda — fortemente integrata nei circuiti dell'export — alle tensioni commerciali tra Unione Europea, Stati Uniti e Cina, dove i dazi si moltiplicano e le previsioni cambiano trimestre per trimestre.

Allarme: economia italiana verso la stagnazione
Confindustria ha lanciato un severo avvertimento: «L’economia si sta deteriorando, con un rischio concreto di stagnazione o peggio».
L'Analista | Giornale Indipendente di Economia e TecnologiaRedazione

Il peso delle filiere corte e la scommessa della transizione verde


La specificità lombarda risiede nella densità delle filiere. Meccanica, tessile-moda, chimica-plastica, agroalimentare: settori interconnessi in cui il problema di uno diventa rapidamente il problema di molti. Quando un fornitore di componentistica automotive rallenta, l'effetto si propaga a valle e a monte. Gli imprenditori non guardano solo i propri dati, osservano quelli dei clienti e dei fornitori. E qui emergono segnali contraddittori: da un lato la domanda internazionale di macchinari italiani tiene, dall'altro i committenti europei posticipano investimenti in attesa di chiarezza normativa sulla transizione ecologica.

La direttiva europea sulla due diligence ambientale e sociale nelle catene di fornitura, insieme agli obblighi crescenti sul bilancio di sostenibilità, impone alle PMI lombarde investimenti che molte non hanno ancora quantificato. Le grandi imprese trasferiscono i requisiti ESG lungo la filiera, ma raramente condividono risorse o competenze per adeguarsi. Si crea così un clima di incertezza operativa che deprime le aspettative anche in presenza di ordini stabili. Molte aziende lombarde hanno già avviato progetti di efficientamento energetico e economia circolare, il problema è l'assenza di un quadro regolatorio stabile che consenta di pianificare investimenti pluriennali senza il rischio di cambi normativi improvvisi.

Mancano le competenze: il divario tra scuola e imprese
Non è solo una questione di PIL: il divario tra Nord e Sud si gioca oggi sugli investimenti in capitale umano e automazione. Mentre le imprese innovative garantiscono stabilità, la carenza di profili qualificati e il ritardo del Mezzogiorno rischiano di trasformare il PNRR in un’occasione sprecata.
L'Analista | Giornale Indipendente di Economia e TecnologiaMariza Cibelle Dardi

Energia, credito e ricambio generazionale


Il nodo del credito si aggiunge al quadro. Le PMI manifatturiere lombarde hanno beneficiato negli anni passati di garanzie pubbliche e tassi bassi. Con il rialzo dei tassi di interesse europei, il costo del capitale circolante è aumentato sensibilmente. Le banche hanno inasprito le condizioni di accesso al credito, specialmente per investimenti in tecnologie digitali o verdi, percepiti come più rischiosi. Molte imprese familiari, inoltre, affrontano il passaggio generazionale senza un piano di successione definito: secondo elaborazioni su campioni provinciali lombardi, circa il 40% delle PMI manifatturiere è guidato da imprenditori con più di 60 anni, e la maggior parte non ha ancora individuato un successore interno o esterno.

Eppure non mancano segnali di controtendenza. Le imprese che hanno investito in automazione e digitalizzazione registrano margini operativi superiori del 15-20% rispetto alla media di settore. I consorzi di filiera, come quelli della meccanica bresciana o del tessile comasco, stanno costruendo piattaforme condivise per l'approvvigionamento energetico e la formazione del personale. Alcune realtà hanno iniziato a internalizzare competenze strategiche prima delegate a consulenti esterni, riducendo la dipendenza da servizi costosi e costruendo capacità interne di analisi e previsione.

Cosa dice l'Europa?


La Regione Lombardia ha stanziato fondi per la transizione 4.0 e per il sostegno alle filiere strategiche, ma l'efficacia di questi strumenti dipende dalla capacità delle imprese di accedere rapidamente alle risorse e di coordinarsi tra loro. La frammentazione resta un problema: migliaia di piccole imprese eccellenti, ma poco connesse tra loro, competono invece di cooperare. L'esperienza francese dei pôles de compétitivité o quella tedesca dei cluster industriali regionali mostra che l'innovazione e la competitività si costruiscono attraverso piattaforme condivise, non solo attraverso incentivi fiscali.

A livello europeo, il dibattito sul «Made in Europe» e sulla sovranità industriale apre spazi per politiche di sostegno alle filiere strategiche. L'Italia ha l'opportunità di giocare un ruolo centrale, a patto di presentarsi con progetti di sistema e non con richieste settoriali frammentate. La manifattura lombarda, per densità e qualità, può diventare il laboratorio di un nuovo modello industriale europeo: meno dipendente dalle importazioni asiatiche, più integrato nelle tecnologie verdi, capace di attrarre talenti giovani.

Il pessimismo degli imprenditori lombardi non è irrazionale: è la risposta lucida a un contesto che cambia più velocemente delle capacità di adattamento delle imprese. Ma è anche un segnale di vigilanza. Le aspettative cupe possono tradursi in cautela eccessiva e investimenti rinviati, oppure spingere a cercare alleanze, innovare processi, ripensare modelli di business. La differenza la faranno le scelte dei prossimi mesi: aspettare che il contesto si stabilizzi, o costruire le condizioni per competere dentro l'instabilità.


Confindustria lancia l'allarme: economia italiana verso la stagnazione


Il capoeconomista di Confindustria, Andrea Fontana, ha lanciato un severo avvertimento sullo stato dell'economia italiana: «L'economia si sta deteriorando, con un rischio concreto di stagnazione o peggio». Il riferimento è al rallentamento generalizzato dei settori produttivi, con particolare attenzione alle costruzioni che stanno frenando dopo anni di crescita sostenuta.

Fontana ha collegato esplicitamente le prospettive negative alla persistenza delle tensioni geopolitiche: «Serve uno stop alla guerra, altrimenti la recessione è dietro l'angolo». Il riferimento implicito è al conflitto in Ucraina e alle sue ripercussioni su energia e catene di approvvigionamento.

L'allarme arriva in un momento delicato per l'economia europea, già frenata da inflazione ancora elevata e domanda interna debole. Per l'Italia, un ritorno alla stagnazione significherebbe mettere a rischio il percorso di riduzione del debito pubblico e complicare ulteriormente le prospettive occupazionali, soprattutto nel settore manifatturiero.


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L'Islanda valuta di entrare nell'Ue dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia


Il governo islandese prepara un referendum estivo per avviare i colloqui di adesione all'UE. La crisi della Groenlandia ha riaperto il dibattito su difesa ed economia

L'Islanda è in Europa, ma non nell'Unione Europea, e per lungo tempo questa condizione è andata bene a un Paese che ha difeso con tenacia la propria indipendenza e il controllo sulla sua industria della pesca. Le minacce ripetute del presidente Donald Trump di "prendere" la Groenlandia, il vicino più prossimo dell'isola, hanno però spinto i circa 400mila islandesi a dibattere seriamente un'ipotesi fino a pochi mesi fa impensabile: aderire all'UE.

La premier islandese Kristrun Frostadottir ha dichiarato al New York Times in un'intervista nel suo ufficio a Reykjavik che "la crisi della Groenlandia ha decisamente toccato un nervo scoperto" e che la politica estera ha assunto un peso molto maggiore nella testa degli elettori. "Le cose sono decisamente cambiate", ha detto la premier. Il governo sta preparando un referendum, atteso già per l'estate, per decidere se avviare colloqui esplorativi di adesione con Bruxelles. Il processo potrebbe richiedere anni, ma il solo fatto che il dibattito sia aperto segnala un cambiamento reale.

L'Islanda è un acquisto attraente per l'Unione Europea. Si trova in mezzo all'Atlantico settentrionale, alla porta dell'Artico, e offrirebbe a Bruxelles un punto d'appoggio importante in una regione dove le superpotenze si contendono il dominio. È un Paese ricco e supera quasi sempre i Paesi UE su indicatori come la parità di genere e l'aspettativa di vita.

Per gli islandesi l'attrattiva dell'Unione Europea riguarda soprattutto la stabilità. Molti hanno reagito con sgomento quando il presidente ha confuso il loro Paese con la Groenlandia e di fronte alle notizie che Billy Long, designato come nuovo ambasciatore americano a Reykjavik, aveva scherzato sull'Islanda come possibile 52esimo stato. Long si è poi scusato.

Pochi pensano che il presidente minaccerebbe l'Islanda direttamente. Il Paese però è l'unico membro della NATO senza forze armate e ha sempre fatto affidamento sull'alleanza, e in particolare sugli Stati Uniti, per la propria difesa. Ora che Washington appare un alleato meno affidabile, alcuni islandesi sentono il bisogno di un'assicurazione. L'Unione Europea non è una forza militare, ma ha nei suoi trattati una clausola poco conosciuta che può essere usata per la difesa reciproca. A marzo Bruxelles e Reykjavik hanno firmato un partenariato per la sicurezza e la difesa.

"La gente sente di poter essere costretta a scegliere una parte", ha spiegato Eirikur Bergmann, professore di scienze politiche all'Università di Bifrost, in Islanda. "E a quel punto in realtà c'è una sola parte da scegliere".

L'esito del dibattito potrebbe dipendere dal pesce. La pesca rappresenta una quota molto rilevante dell'economia islandese e gli islandesi hanno osservato con allarme negli ultimi anni i tagli alle quote di pesca subiti dall'Irlanda, Paese membro dell'UE, che hanno colpito duramente le comunità costiere. Alcuni segnali fanno tuttavia sperare che Bruxelles possa essere disposta a un compromesso sulle quote se ciò permettesse di portare l'Islanda nel blocco.

L'altro fronte è quello economico. La corona islandese è da tempo una valuta volatile, mentre l'euro è stabile. L'inflazione in Islanda è oggi intorno al 5,2 per cento, quasi il doppio di quella dell'area euro. I prodotti alimentari risultano cari anche a causa delle tasse sui prodotti importati dall'Unione, e per molti islandesi l'adesione e l'adozione dell'euro appaiono come una scommessa migliore, in grado di rendere la spesa quotidiana meno costosa.

I primi sondaggi indicano che un eventuale referendum sull'avvio dei colloqui di adesione si concluderebbe con un esito incerto, con i due schieramenti molto vicini. Il dibattito si annuncia anomalo per il livello di divisione politica che sta producendo in un Paese piccolo e abitualmente coeso. La discussione sull'Europa, già emersa in passato, non era mai sembrata così concreta come ora che la pressione esterna proveniente dalla Casa Bianca ha cambiato il calcolo di costi e benefici.

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La Sicurezza in Mare di Sea Fend


Sea Fend presenta il sistema brevettato di ausilio al galleggiamento delle imbarcazioni. Un sistema innovativo capace di trasformare un’emergenza estrema in una situazione gestibile. È questa la rivoluzione introdotta da Sea Fend, protagonista al Marina di Varazze
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Il debutto è avvenuto in occasione del Match Race 2026, dove l’azienda ha presentato in anteprima esclusiva il proprio sistema brevettato di ausilio al galleggiamento, una tecnologia unica al mondo progettata per intervenire in caso di danneggiamento dello scafo o rischio di affondamento.

L’evento, dedicato alla nautica contemporanea tra regate, networking ed experience a bordo, ha acceso i riflettori su una delle sfide più importanti del settore: rendere la navigazione sempre più sicura, sostenibile ed efficiciente.

Il cuore dell’innovazione Sea Fend risiede in un sistema intelligente che, in caso di incidente o falla, rilascia e gonfia istantaneamente speciali galleggianti interni, capaci di mantenere l’imbarcazione a galla. Una soluzione che consente all’equipaggio di gestire l’emergenza in sicurezza e, in molti casi, di raggiungere il porto limitando conseguenze ben più gravi.

Una tecnologia che supera il concetto tradizionale di sicurezza passiva e introduce un nuovo approccio nella nautica: prevenire il danno prima che diventi irreversibile.

In un contesto internazionale in cui la sicurezza marittima è sempre più centrale, i dati mostrano quanto il tema della prevenzione sia strategico. Secondo le stime UNESCO, nel mondo esistono oltre 3 milioni di relitti sottomarini, mentre ogni anno si registrano tra gli 85 e i 100 grandi naufragi. Nel Mediterraneo sono censiti oltre 15.641 naufragi documentati, mentre l’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA) registra ogni anno oltre 2.600 sinistri marittimi nelle acque europee. Numeri che evidenziano l’importanza di investire in tecnologie innovative capaci di aumentare gli standard di sicurezza e ridurre le conseguenze di incidenti e avarie.

In questo scenario Sea Fend si distingue per una visione che unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e tutela della vita umana. Il sistema, infatti, non solo contribuisce a salvare vite, ma riduce anche l’impatto ambientale degli affondamenti, prevenendo dispersioni di carburante, oli e materiali in mare e limitando la formazione di nuovi relitti sommersi.

Accanto al valore umano e ambientale, Sea Fend rappresenta anche un vantaggio concreto per armatori e operatori del settore, contribuendo a ridurre costi di recupero, riparazione, fermo tecnico e danni assicurativi legati a un eventuale affondamento. Un elemento che rende il sistema particolarmente interessante sia per la nautica da diporto sia per il comparto professionale.

Il dispositivo è progettato per adattarsi a differenti tipologie di unità navali: barche di nuova costruzione, imbarcazioni già esistenti, mezzi professionali e unità militari, integrandosi senza modifiche estetiche invasive e aumentando valore, affidabilità e prestigio dell’imbarcazione stessa.

A rendere ancora più avanzata la tecnologia Sea Fend è la presenza di una app dedicata che consente il monitoraggio continuo dell’imbarcazione da remoto, con tracciamento GPS, controllo dello stato della barca e notifiche automatiche ai contatti di emergenza. Una funzione che amplia ulteriormente il concetto di sicurezza, offrendo protezione proattiva e rassicurazione sia a chi si trova a bordo sia a familiari e partner a terra.

Sea Fend è un progetto di Save Our Ship S.r.l., realtà con sede a Modena nata nel cuore dell’Emilia Romagna, espressione autentica dell’eccellenza manifatturiera e dell’ingegno Made in Italy. Un’azienda che ha scelto di investire in ricerca e sviluppo per creare una tecnologia originale e destinata a ridefinire gli standard della sicurezza nautica internazionale.

La presentazione al Marina di Varazze rappresenta un nuovo passo nel percorso di crescita di Sea Fend, confermando come il futuro della nautica passi sempre più attraverso tecnologie capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità, innovazione e valore economico.

seafend.it

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Una corte federale boccia di nuovo la mappa congressuale dell'Alabama


La corte ha giudicato la mappa congressuale del 2023 affetta da discriminazione razziale intenzionale e ha imposto di tornare al piano disegnato dallo special master per il voto di novembre.

Una corte federale in Alabama ha bloccato lo Stato dall'usare la propria mappa congressuale del 2023 per le elezioni di metà mandato del prossimo novembre. Il collegio composto da tre giudici federali ha deciso il 26 maggio che il piano elettorale approvato dal parlamento statale era "inquinato da discriminazione razziale intenzionale" ai danni degli elettori neri.

La decisione, contenuta in un'ordinanza di 102 pagine firmata dal giudice della corte d'appello Stanley Marcus e dai giudici distrettuali Anna Manasco e Terry Moorer, impone al segretario di Stato dell'Alabama, Wes Allen, di continuare a usare la mappa già adottata per le elezioni del 2024, disegnata senza criteri di natura etnica da uno special master nominato dal tribunale.

Nel 2023 il parlamento dell'Alabama, a maggioranza repubblicana, aveva approvato una mappa congressuale con un solo distretto a maggioranza nera sui sette totali. Una precedente sentenza della stessa corte federale, confermata poi dalla Corte suprema, aveva stabilito che i distretti avrebbero dovuto essere due, dato il peso demografico della popolazione afroamericana concentrata nella Black Belt e lungo la costa del Golfo.

Ad aprile la Corte suprema ha emesso una sentenza, Louisiana v. Callais, che ha ridimensionato la portata della Sezione Due del Voting Rights Act, la legge federale del 1965 che proibisce le pratiche elettorali discriminatorie su base razziale. Subito dopo la decisione, il parlamento dell'Alabama ha approvato di nuovo la mappa del 2023, nel pieno di una tornata elettorale già in corso, scommettendo sul fatto che il nuovo standard fissato dalla Corte suprema avrebbe legittimato il piano.

La Corte suprema ha effettivamente permesso allo Stato di muoversi in quella direzione, dando il via libera all'uso del piano del 2023 mentre il voto per corrispondenza era già iniziato. Gli elettori neri che da anni contestano la mappa hanno però chiesto al tribunale federale un'ingiunzione d'urgenza, sostenendo che la decisione della Corte suprema su Callais non eliminava un altro problema. La mappa resta infatti una violazione del Quattordicesimo Emendamento per discriminazione razziale intenzionale.

Il tribunale ha accolto la tesi dei ricorrenti. Nell'ordinanza scrive che il parlamento dell'Alabama "non può usare Callais per legittimare la decisione, presa prima di Callais, di insistere nella diluizione discriminatoria del voto che noi e la Corte suprema abbiamo accertato". E aggiunge che lo Stato "non può usare Callais per legittimare la serie di scelte specifiche e inusuali con cui ha radicato quella diluizione".

La corte ha ricostruito le mosse procedurali con cui il parlamento statale ha approvato la mappa, definendole un netto scostamento dalle prassi ordinarie. Tra queste, l'adozione di motivazioni legislative inedite pensate per ostacolare la creazione di un secondo distretto a maggioranza nera e la decisione di preservare i distretti della costa del Golfo spezzando invece le comunità della Black Belt.

I giudici hanno respinto anche l'argomento dello Stato secondo cui le scelte sulla mappa sarebbero state dettate da motivi politici e non razziali. "Questo enorme fascicolo non contiene alcuna prova di un movente partitico", scrivono nell'ordinanza. La mappa, secondo la corte, ha distribuito gli elettori neri tra i vari distretti "almeno in parte perché sono neri".

La sentenza arriva a meno di tre mesi dalle primarie speciali fissate per l'11 agosto. Lo Stato aveva infatti rinviato le primarie del 19 maggio in quattro distretti congressuali in attesa di capire quale mappa sarebbe stata utilizzata. Gli elenchi elettorali restano organizzati secondo la mappa dello special master usata fino a pochi giorni fa. I giudici hanno ritenuto amministrativamente più semplice mantenere quel piano piuttosto che imporre un riassegnamento d'urgenza degli elettori ai distretti del 2023.

L'ordinanza sarà quasi certamente impugnata davanti alla Corte suprema, che ha già esaminato la causa in più occasioni. La decisione segna comunque un punto fermo: anche dopo Callais, i tribunali federali possono ancora bloccare una mappa elettorale ritenuta intenzionalmente discriminatoria sulla base del Quattordicesimo Emendamento. È una via stretta ma praticabile, dopo che la Corte suprema ha reso molto più difficile usare la Sezione Due del Voting Rights Act per contestare la diluizione del voto delle minoranze.

Il caso, noto come Allen v. Milligan, è una delle diverse battaglie sulla ridistrettazione che si stanno combattendo negli Stati del Sud dopo la sentenza di aprile della Corte suprema, con cause analoghe in Louisiana, Georgia e Tennessee. La mappa appena ritenuta incostituzionale era stata approvata, scrivono i giudici, per "evadere le inequivocabili richieste degli ordini della corte".

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DK10x32 - Trantran e piccole vittorie


Le notizie sono il solito trantran: infurianti, demoralizzanti, o noiose; per fortuna ogni tanto si riesce a portare a casa una piccola vittoria.
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Ascolta l'episodio su Spreaker.com

Le notizie sono il solito trantran: infurianti, demoralizzanti, o noiose; per fortuna ogni tanto si riesce a portare a casa una piccola vittoria.

Sigla.

Google


Settimana passata sono stato sommerso da news su Google I/O, il festival per i fanboi di Google, e dai relativi commenti. La mia reazione è stata la noia.

E non perché Sundar Pichai e Demis Hassabis portino sul palco il carisma di un bradipo e l'impatto culturale di un vaso di petunie.

Noia perché Google, come Meta, come tutta la Silicon Valley, ha smesso di pensare da anni. Continuano a servirci merda riscaldata e ci dicono che è zuppa. Fate un viaggio nel tempo, andate per esempio all'episodio 35 della seconda stagioNE, "Onore Al Compagno Google", era il Marzo del 2018. A sentire i cantori, secondo i quali un anno di tecnologia è una generazione, il 2018 è praticamente le guerre risorgimentali. Oppure divertitevi con il più esplicito episodio 12, settima stagione "Algopirla verso il Reich Millenario (contro il Lungotermismo)", quello è più recente, parliamo solo del 22 Dicembre 2022.

L'annuncio attuale di Google, che la ricerca passerà obbligatoriamente attraverso il filtro di un modello linguistico che interpreterà per noi domande e risposte, risparmiandoci la fatica di dover capire qualcosa delle une e delle altre, non è una novità più di quanto lo sia il fatto che il modello di business di Google e di tutti i GAFAM è quello di gatekeeper, ossia di parassita. Il suo modello di utente è una scimmia ammaestrata con una carta di credito.

Non esattamente un'idea nuova. Sono almeno dieci anni che parliamo di economia estrattiva, di tecnofeudalesimo, di gatekeeping. Nella ricerca mediata da modelli linguistici non c'è niente che non ci fosse già nelle anteprime automatiche, e prima ancora nell'idea che la seconda pagina dei risultati di ricerca fosse il cimitero degli elefanti.

La sorpresa, per chi si sorprende con poco, è quanto sia semplice rivendere sempre la stessa idea facendola passare per novità.

Ma ci sono anche delle piccole soddisfazioni. Per esempio, nell'irresistibile corsa a divorare i propri figli, Google ha appena decretato la morte della stessa industria su cui ha costruito la propria fortuna, la SEO, Search Engine Optimisation, ovvero la raccolta di trucchi per cercare di ottenere un miglior piazzamento nei risultati di ricerca.

Nonostante quello che tanti hanno voluto credere, è sempre stato un gioco truccato. Dal momento in cui ha scoperto la redditività delle pubblicità online, Google ha sempre avuto il controllo assoluto sui risultati del proprio "algoritmo" (si sentono le virgolette?). Il fatto che a cadenza regolare le regole cambiassero, e quindi fosse necessario rifare da capo l'"ottimizzazione" serviva soltanto a mantenere l'illusione che la posizione nei risultati non fosse solo funzione del budget investito.

Il modello di business non è cambiato: Google guadagna discriminando l'accesso al Web. Prima con la ricerca, poi con la SEO, poi con i risultati sponsorizzati, poi con i sommari automatici, poi con le anteprime AI, e adesso fornendo direttamente i contenuti del Web come se fossero un proprio servizio.

I più stagionati fra voi ricorderanno le discussioni dotte in cui l'esperto SEO di turno faceva notare che la maggioranza dei visitatori del sito canistracci.it "proveniva" da Google. E tutti i direttori a bofonchiare che occorreva investire soldi in Google. Nessuno che fosse disposto a notare che gli utenti "arrivavano" da Google su canistracci.it perché Google è un motore di ricerca e gli utenti avevano cercato canistracci.

La bontà dei risultati si è vista nel tempo: gli inserzionisti sono migrati su Google perché non aveva senso spendere in qualcuno che anziché puntare sui propri contenuti pagava Google per la propria visibilità. E i siti, non sapendo più come raccogliere pubblicità, distribuiscono quella che gli passa Google.

Solo che non siamo nel 2010. Google sta ripetendo per la terza o quarta volta la stessa manovra, confidando che tutti gli altri siano troppo stupidi per costruire delle alternative. Ma le alternative ci sono.

L'Unione, con tutti i suoi limiti che non sono pochi, ha la miglior legislazione digitale sul pianeta per contenere lo strapotere degli oligopolisti, a partire dal DSA e dal DMA, il GDPR, il resto del Digital Compact e da Novembre la PLD2.

Il guaio è che una Commissione di molluschi che gonfia il petto, quando si parla di spese militari inutili, perché "l'Europa deve tornare a contare sullo scacchiere internazionale", ma poi sospende una multa miliardaria a Google per abuso di posizione dominante non è esattamente quello che ci serve adesso.

Abbiamo bisogno di gente con una spina dorsale, non di filoatlantici con deliri di potenza novecenteschi.

Anche la discussione sulla sovranità digitale, che pure è un tema importante, è gestita in modo ridicolo come questione di "campioni nazionali". Non abbiamo nessun bisogno di campioni nazionali. Abbiamo bisogno di imporre il rispetto delle nostre leggi in primis, di investimenti continentali in infrastruttura, e di revocare l'articolo 6 della direttiva sul copyright del 2000: il cosiddetto accordo anti-circonvenzione, che impedisce alle aziende europee di costruire soluzioni per i difetti delle tecnologie statunitensi, incluso il fatto che la migrazione dei dati è esclusivamente nelle loro mani.

Certo, il Digital Markets Act impone l'interoperabilità.
Ma l'interoperabilità non serve a niente fino a quando è una gentile concessione degli oligopolisti, che possono renderla difficile a piacimento per "motivi tecnici".

Se non possiamo imporre le nostre leggi a casa nostra e ci neghiamo da soli strumenti per esportare i nostri dati fuori dalle piattaforme statunitensi, anche e soprattutto senza il loro beneplacito, tanto vale che restiamo a casa a fare la parmigiana di melanzane, ci guadagniamo in salute.

Veniamo alla buona notizia.

Una (piccola) vittoria


Se mi seguite da un po' sapete che per me Joseph Weizenbaum è un punto di riferimento, sia quando si fa critica del digitale che quando si parla di chatbot, quelli il marketing chiama "intelligenze artificiali".

Per quelli nuovi, Joseph Weizenbaum fu quell'informatico tedesco-statunitense che creò ELIZA, il primo chatbot, nel 1966.

A differenza dei techbro odierni, Weizenbaum osservò ciò che aveva creato, vide gli effetti che aveva sulle persone, quel che vide non gli piacque, e passò i successivi vent'anni a ragionare su cosa ci fosse di sbagliato nell'approccio imperante alle tecnologie del digitale.

Il risultato fu un libro splendido, "Il potere del computer e la ragione umana", che dice già tutto quello che quarant'anni dopo la compagnia di giro degli esperti a gettone tralascia volutamente in articolesse, interviste improbabili alla Intelligenza Artificiale, e convegni.

Per dirne una, fu Weizenbaum a scrivere

il punto non è se una macchina possa ragionare come un essere umano. Il punto è se debba farlo.


Che, capirete, è a galassie di distanza dai millenarismi dei tardoadolescenti imbolsiti che oggi passano per pensatori, e pure rivoluzionari.

Ad ogni modo, quel libro di Weizenbaum, in Italia è fuori stampa da quasi trentacinque anni, a malapena reperibile in qualche circuito provinciale di biblioteche. Il che, visto i temi di attualità, secondo me è imperdonabile.

Ragion per cui, mesi fa ho fatto un sondaggio sul canale ed è emerso che non sono il solo che vorrebbe averne una copia. Tanto più se considerate che il 2026 è il 60mo anniversario della creazione di ELIZA.

Ecco, la buona notizia è che dopo solo sette mesi di telefonate, blandizie, assicurazioni, invocazioni di divinità colpevolmente dimenticate dalla storia, l'editore si è convinto a fare una ristampa, e siccome gliel'ho chiesto, anche una versione ePub.

A breve dovrei avere date, costi e tutti i dettagli ma ci sono già alcuni punti fermi:

  • versione a stampa e anche versione ePub,
  • uscita a cavallo dell'estate
  • acquistabile online sul sito dell'editore.

E non solo: il libro sarà in vendita al Linux Day a Pordenone il prossimo 24 ottobre, con un adesivo speciale di DataKnightmare. E ci sarò anche io, per portare un po' di allegria e leggerezza, quindi se quel weekend siete liberi, ci vediamo a Pordenone.

Parlando di Pordenone, devo assolutamente ringraziare Alain Modolo, che rappresenta il Linux User Group locale, che mi ha aiutato a spargere la voce e a raccogliere interesse. Assieme, abbiamo garantito la vendita del numero di copie sufficienti a giustificare una ristampa, ma il mio sogno è che con qualche mese di preavviso e il passaparola, il libro sia un successo commerciale.

Non per interesse mio, perché a me non verrà nemmeno un euro, ma per Weizenbaum, per quello che ha da dire a sessant'anni di distanza, e per dimostrare che esiste ancora una cultura della tecnologia che non è marketing né techporn.

Quindi preparatevi, fate girare la voce, prendetene una copia per i vostri figli, fate una lista di persone che blaterano di intelligenza artificiale e regalateglielo. Il fatto che il libro torni a circolare dopo trentacinque anni è una piccola vittoria di cui ringrazio tutti voi.

Facciamola valere.

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in reply to simone righini

ciao simone, scusa il ritardo, ma ho dovuto scapicollarmi in italia perché mamma ha avuto delle complicanze che alla fine se la sono portata via. Per non farci mancare nulla, l'odissea editorial nel frattempo si è allungata, devo avere altre notizie settimana entrante, dopodiché ti prenoto. grazie!,W (però se mi tooti come @dataknightmare@mastodon.xyz ti leggo più in fretta).
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Quadraro, volantini anonimi contro presunte borseggiatrici: esplode la tensione nel quartiere


Foto abusive sui muri della zona sud-est di Roma: cresce la polemica tra sicurezza, legalità e diritti personali

Una massiccia campagna di affissioni anonime e non autorizzate sta scuotendo nelle ultime ore il Quadraro Vecchio, storico quartiere nella zona sud-est della Capitale. Decine di volantini a colori, ritraenti i primi piani ravvicinati di alcune giovani donne indicate esplicitamente come borseggiatrici, sono comparsi su muri, cassonetti dei rifiuti e cabine elettriche, in particolare nel quadrante compreso tra via Tuscolana, via degli Angeli e via di Centocelle.

I manifesti, privi di sigle o firme, presentano diciture che etichettano direttamente le donne come autrici di reati predatori, senza l'utilizzo di formule dubitative o ipotetiche. Le immagini delle affissioni sono state immortalate dai residenti e hanno rapidamente fatto il giro delle chat di quartiere e dei canali social romani, sollevando un acceso dibattito pubblico.

La comparsa dei volantini ha generato una netta spaccatura all'interno della comunità locale, storicamente nota per la sua forte identità legata alla memoria della Resistenza e alla coesione sociale. Se da un lato l'iniziativa sembra nata dal tentativo di esasperazione di alcuni cittadini di fronte a presunti episodi di microcriminalità o furti in zona, fungendo da "avviso" o deterrente, dall'altro una parte consistente della cittadinanza e dei residenti ha espresso una ferma condanna del metodo utilizzato. "In questo modo manca solo la taglia sulla testa", commenta un residente sui canali social del quartiere, esprimendo il proprio dissenso verso una modalità che rischia di alimentare un clima da "Far West".

Al di là della discussione sull'ordine pubblico, l'iniziativa solleva evidenti nodi giuridici legati alla diffamazione a mezzo stampa o affissione, alla violazione della privacy e del diritto all'immagine, oltre al mancato rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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Perché la sinistra è contro l'intelligenza artificiale e i data center


I progressisti americani attaccano l'infrastruttura su cui si basa l'AI per motivi ambientali e di disuguaglianza, mentre la tecnologia avanza nella diagnosi precoce dei tumori

Un programma di intelligenza artificiale chiamato Koios DS riesce a leggere le ecografie al seno con un margine di errore molto più basso rispetto a quello dei medici. Quando il software contrassegna una formazione come sospetta, sbaglia un terzo delle volte. I radiologi umani, di fronte alla stessa diagnosi, sbagliano due terzi delle volte.

L'intelligenza artificiale sta già rilevando tumori che le tecnologie esistenti non riescono a individuare. Uno studio condotto su 100mila donne in Svezia ha mostrato che l'uso dell'AI nelle visite di screening per il tumore al seno riduce del 12 per cento le diagnosi tardive. Un altro modello, addestrato ad analizzare e prevedere il movimento delle cellule, ha individuato un tumore al pancreas con tre anni di anticipo rispetto ai medici che leggevano gli stessi referti.

Risultati simili sono stati ottenuti nella diagnosi precoce di altre patologie degli organi, del diabete, dell'ipertensione, dell'Alzheimer e del Parkinson. Il mercato delle applicazioni dell'AI alla diagnostica medica dovrebbe crescere dai 10 miliardi di dollari del 2026 a quasi 210 miliardi nel 2034.

Nonostante questi progressi, una parte significativa della sinistra americana concentra l'attenzione sugli effetti collaterali dell'industria. Il fronte di opposizione si articola su due piani: il consumo di risorse dei data center che alimentano i modelli e l'esistenza stessa dei miliardari che stanno costruendo l'infrastruttura. Una posizione che un'analisi pubblicata sulla National Review giudica in larga parte priva di fondamento.

I data center consumano effettivamente energia e acqua in misura rilevante. Ma secondo un'analisi del Washington Post, l'entità di questo consumo è spesso sovrastimata, in alcuni casi anche di un fattore mille. Negli Stati Uniti operano già oltre 3.000 data center e gli americani continuano a bere acqua e a caricare i telefoni. Gran parte delle nuove strutture, secondo una rilevazione di Pew Research, sta sorgendo in aree rurali.

Alcune preoccupazioni sull'AI sono fondate. Uno studio pubblicato su The Lancet: Gastroenterology and Hepatology ha mostrato che gli endoscopisti che si affidano all'intelligenza artificiale per la rilevazione delle anomalie vedono nel tempo deteriorarsi le proprie capacità diagnostiche autonome. È il rischio della dipendenza dalla tecnologia, che vale anche in altri ambiti professionali.

Il bersaglio principale dei progressisti restano però i miliardari. La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha sostenuto in un podcast che nessuno può guadagnare onestamente un miliardo di dollari. "Non si può guadagnare un miliardo di dollari. Semplicemente non si può. Si può ottenere potere di mercato, si possono infrangere le regole, si può abusare delle leggi sul lavoro, si possono pagare le persone meno di quanto valgano, ma non si può guadagnare una cifra simile", ha detto.

È una tesi che Ocasio-Cortez sviluppa e diffonde sulle piattaforme dei social media, di proprietà degli stessi miliardari che critica. In passato la deputata ha anche posseduto un'automobile prodotta dall'azienda di uno di loro, l'uomo più ricco del mondo. Lo stesso paradosso vale per le mail di protesta inviate ai parlamentari contro le nuove infrastrutture dell'AI, per le petizioni online, per le raccolte fondi via newsletter: tutto passa attraverso i data center che gli attivisti vorrebbero fermare.

Un esempio analogo arriva dalla candidata democratica alle elezioni per il governo del Wisconsin, Francesca Hong, che ha pubblicato su X un elogio del socialismo. La piattaforma usata per quel messaggio è di proprietà dell'uomo più ricco del mondo, lo stesso bersaglio polemico della candidata.

L'analisi della National Review osserva che ogni soluzione ai problemi posti dai data center passerà attraverso i data center stessi: tecnologie di raffreddamento più efficienti, ottimizzazione delle reti elettriche, riduzione dei consumi. La tesi finale è che la tecnologia non andrebbe contrastata per il fatto che arricchisce alcuni dei suoi sviluppatori, ma valutata per i suoi effetti concreti, fra cui la possibilità di avanzamenti significativi nella sanità.

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I Dem in corsa per il 2028 corteggiano Elizabeth Warren


Newsom e Beshear cercano di guadagnarsi il suo appoggio mentre la senatrice del Massachusetts lavora per dare un'impronta progressista alla primaria democratica del 2028

Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts e una delle figure più influenti dell'ala progressista del Partito democratico, è diventata l'interlocutrice pubblica e privata di diversi democratici che pensano a candidarsi alla Casa Bianca nel 2028. Lo rivela un articolo di Axios, secondo cui Warren ha incontrato di persona il governatore del Kentucky Andy Beshear per un tè questo mese e ha uno scambio di messaggi continuo con il governatore della California Gavin Newsom, entrambi nomi che circolano per la prossima primaria democratica.

La senatrice è considerata un'alleata strategica in vista di una corsa in cui l'ala sinistra del partito è in crescita. Nel 2020 Warren perse la nomination ma riuscì a influenzare la presidenza di Joe Biden piazzando i suoi alleati nell'amministrazione. Alcuni democratici centristi sostengono che la sua influenza abbia spostato il partito troppo a sinistra. Beshear e Newsom sono entrambi più moderati di Warren, bersaglio frequente del presidente Donald Trump e dei conservatori per la sua spinta sulla tutela dei consumatori e sulla regolazione delle grandi imprese.

Newsom ha compiuto un passo importante verso il mondo politico di Warren nominando Rohit Chopra, uno degli allievi politici della senatrice, alla guida di una nuova agenzia per la tutela dei consumatori istituita in California. Pochi mesi prima i due erano stati visti insieme a cena in un ristorante di San Francisco. Il rapporto fra Warren e l'entourage del governatore californiano viene da lontano: la moglie di Newsom, Jennifer Siebel Newsom, sostenne pubblicamente la candidatura della senatrice alle primarie democratiche del 2020.

Warren ha anche stretto un'alleanza politica con la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez, altra esponente di spicco della sinistra democratica e possibile candidata per il 2028. A febbraio Ocasio-Cortez è diventata la capofila alla Camera del progetto di legge promosso da Warren per introdurre negli Stati Uniti un sistema di assistenza all'infanzia universale.

Intervistata da Axios, Warren ha elogiato il lavoro di Beshear per estendere l'accesso alla scuola materna gratuita in Kentucky e ha detto che durante il loro incontro avevano discusso la possibilità di portare la stessa misura a livello federale. "Mi sono appoggiata allo schienale e ho pensato: questa è una persona che capisce davvero, non sta soltanto spuntando una casella", ha detto la senatrice. Di Ocasio-Cortez ha aggiunto che "fa il lavoro duro e scava in profondità nelle politiche pubbliche", mentre del governatore della California ha lodato gli sforzi per ampliare la scuola materna gratuita.

La senatrice è anche in dialogo con ex funzionari delle amministrazioni Biden e Obama su come un futuro presidente democratico potrebbe rimodellare l'apparato federale dopo i tagli imposti dal Department of Government Efficiency, l'agenzia voluta dal presidente Trump per ridurre le dimensioni del governo. Lo riferisce ad Axios una fonte vicina alle discussioni.

La settimana scorsa, a un vertice del think tank progressista Center for American Progress a Washington, Warren ha sostenuto che gli aspiranti candidati alla nomination democratica del 2028 dovrebbero rendere l'assistenza all'infanzia una loro priorità. In un altro discorso di quest'anno ha invece criticato l'approccio tiepido dell'ex vicepresidente Kamala Harris nei confronti di Lina Khan, ex presidente della Federal Trade Commission e alleata della stessa Warren, durante la campagna elettorale del 2024.

All'epoca alcuni grandi donatori democratici premevano su Harris perché si impegnasse a licenziare Khan, considerata troppo aggressiva nei confronti dei monopoli e ostile al mondo delle imprese. "A suo merito, la vicepresidente non ha promesso di licenziare Lina Khan. Ma non ha nemmeno promesso di non licenziarla", aveva detto Warren.

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Milan nel caos, nuovi striscioni contro Ibrahimovic e Cardinale: “Ibra male assoluto”


Dopo il terremoto societario deciso dal club rossonero, la protesta dei tifosi continua fuori da San Siro: nel mirino società, squadra e dirigenza

La rivoluzione annunciata da Gerry Cardinale non basta a placare la rabbia del tifo milanista. Dopo il pesante comunicato con cui RedBird Capital Partners ha azzerato i vertici dell’area sportiva del Milan, nella notte sono comparsi nuovi striscioni nei pressi di San Siro, segnale di una contestazione che continua a crescere.

Nel mirino dei tifosi c’è soprattutto Zlatan Ibrahimovic, destinato ad assumere un ruolo centrale nella nuova struttura dirigenziale del club. “Ibra male assoluto, Allegri e Tare unici uomini veri”, recita uno degli striscioni apparsi all’esterno dello stadio. Un messaggio che ribadisce la posizione già espressa durante la protesta andata in scena prima di Milan-Atalanta e che sorprende anche per la difesa nei confronti di Massimiliano Allegri e Igli Tare, entrambi sollevati ufficialmente dall’incarico nelle ultime ore.

La contestazione non risparmia però nemmeno la proprietà e la squadra. Altri striscioni attaccano direttamente Gerry Cardinale e la gestione societaria, mentre il gruppo guidato da Mike Maignan e Rafa Leao viene indicato come complice del fallimento sportivo della stagione. “Giocatori e società, tutti colpevoli”, è l’accusa lanciata dai tifosi dopo il ko contro il Cagliari, risultato che ha definitivamente fatto esplodere la tensione nell’ambiente rossonero.

Nel comunicato ufficiale, la proprietà ha definito “inequivocabile” il fallimento della stagione, annunciando una profonda riorganizzazione del club. Con effetto immediato sono stati rimossi l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, l’allenatore Massimiliano Allegri e il direttore tecnico Geoffrey Moncada.

La proprietà ha spiegato che l’obiettivo iniziale era riportare il Milan stabilmente ai vertici della Serie A e qualificarsi in Champions League. Un traguardo sfumato nel finale di stagione, culminato con risultati considerati ben al di sotto delle aspettative.

Adesso il Milan si prepara a ripartire da nuove figure dirigenziali, ma il clima attorno al club resta pesantissimo. Per ricostruire il rapporto con la tifoseria serviranno tempo, chiarezza e soprattutto risultati.

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MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition arriva in Italia: design esclusivo e tanta potenza per il gaming portatile


La nuova MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition è ufficialmente disponibile in Italia. MSI amplia così la propria proposta nel segmento degli handheld gaming, puntando su una versione speciale che non cambia soltanto colore, ma prova a rendere ancora più riconoscibile una console portatile pensata per chi vuole giocare ovunque senza rinunciare a prestazioni, display ampio e connettività da vero PC compatto.

Presentata durante l’ultima edizione del CES di Las Vegas, questa edizione limitata si distingue per la nuova finitura Glacier Blue, una tonalità fredda e luminosa che attraversa il telaio curvo della console e dona al dispositivo un aspetto più fresco rispetto alle classiche colorazioni scure spesso viste nel mondo gaming. Non è solo una scelta estetica: MSI sembra voler intercettare anche quella fascia di utenti che cerca un prodotto potente, ma allo stesso tempo diverso dal solito, più curato nel look e meno anonimo sulla scrivania o nello zaino.

Una console portatile Windows pensata per giocare ovunque


La MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition nasce come dispositivo da gaming portatile basato su Windows 11 Home, quindi più vicina a un piccolo PC da gioco che a una console tradizionale chiusa nel proprio ecosistema. Questo permette di accedere alle principali piattaforme gaming per PC, gestire launcher diversi, sfruttare servizi come Game Pass dove disponibili e utilizzare il dispositivo anche in modalità desktop quando viene collegato a monitor, tastiera, mouse o dock esterni.

Il cuore tecnico è rappresentato dal processore Intel Core Ultra 7 258V, una soluzione di ultima generazione pensata per unire prestazioni ed efficienza. La parte grafica è affidata alla Intel Arc 140V GPU, mentre la configurazione ufficiale della versione Glacier Blue include 32 GB di memoria LPDDR5x-8533 e un SSD NVMe PCIe Gen4 da 1 TB, una dotazione adatta sia ai giochi moderni sia a un utilizzo più versatile del dispositivo.

Display da 8 pollici a 120 Hz per un’esperienza più immersiva


Uno degli elementi più interessanti della nuova MSI Claw 8 AI+ è il display. La console utilizza un pannello touchscreen da 8 pollici FHD+, con risoluzione 1920 x 1200 pixel, rapporto 16:10, refresh rate variabile da 48 a 120 Hz, supporto VRR, copertura colore 100% sRGB e tecnologia IPS-Level. Si tratta di una scelta importante, perché lo schermo più ampio aiuta a rendere più leggibili interfacce, HUD e testi nei giochi PC, spesso non ottimizzati al massimo per diagonali troppo piccole.

Il refresh rate a 120 Hz punta invece a migliorare la fluidità nei titoli più veloci, dagli action agli sparatutto, passando per racing game e giochi competitivi. Naturalmente le prestazioni finali dipenderanno sempre dal singolo titolo, dalle impostazioni grafiche e dal profilo energetico scelto, ma la presenza del VRR aiuta a rendere l’esperienza più stabile quando il frame rate non resta sempre fisso.

Batteria da 80 Whr e AI Engine per gestire consumi e prestazioni


MSI ha lavorato anche sul tema dell’autonomia, uno degli aspetti più delicati per qualsiasi console portatile da gaming. La Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition integra una batteria da 80 Whr, una capacità molto generosa per la categoria, con supporto alla ricarica tramite alimentatore da 65 W. La scheda tecnica ufficiale indica una batteria a 6 celle e due porte Thunderbolt 4 con supporto a DisplayPort e Power Delivery 3.0, utili per trasformare la console in una postazione più completa quando viene usata a casa.

Un altro elemento centrale è il software MSI AI Engine, pensato per regolare automaticamente alcune impostazioni di sistema in base al gioco o all’applicazione in uso. L’obiettivo è adattare parametri come prestazioni, illuminazione e audio per trovare un equilibrio migliore tra potenza, comfort e consumi. Non è un dettaglio secondario, perché sugli handheld gaming la gestione del profilo energetico può cambiare molto l’esperienza reale, soprattutto nelle sessioni più lunghe lontano dalla presa di corrente.

Connettività completa: Thunderbolt 4, Wi-Fi 7 e microSD


La nuova MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition non punta solo alla portabilità, ma anche all’espandibilità. La presenza di due porte Thunderbolt 4 consente di collegare monitor esterni, dock, accessori ad alta velocità e periferiche compatibili, rendendo il dispositivo utilizzabile anche come mini PC da scrivania. A questo si aggiungono il lettore microSD, il jack combo per cuffie e microfono, il Wi-Fi 7 Intel BE201 e il Bluetooth 5.4.

Questa dotazione rende la console interessante non solo per chi gioca in mobilità, ma anche per chi cerca un sistema compatto da usare in più scenari. A casa può diventare una postazione collegata a uno schermo più grande, mentre fuori resta una macchina da gaming completa, con controlli integrati, stick analogici, grilletti Hall Effect, pulsanti RGB e vibrazione HD.

Glacier Blue Edition: una scelta estetica più riconoscibile


Il vero tratto distintivo di questa edizione resta comunque la colorazione Glacier Blue. MSI descrive questa variante come una finitura dalle tonalità ghiacciate, pensata per dare nuova personalità al design della Claw 8 AI+. In un mercato dove molti handheld gaming tendono ad assomigliarsi, la scelta di una tinta più particolare può fare la differenza, soprattutto per chi considera anche l’estetica un elemento importante nella scelta di un dispositivo premium.

La struttura conserva un’impostazione ergonomica pensata per lunghe sessioni di gioco, con comandi fisici distribuiti ai lati dello schermo e un design curvo che punta a migliorare la presa. Il peso dichiarato è di 795 grammi, quindi non siamo davanti a un dispositivo leggerissimo, ma la dotazione hardware e la batteria da 80 Whr spiegano in parte questa scelta progettuale.

Prezzo e disponibilità in Italia


La MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition è disponibile in Italia tramite partner MSI selezionati a un prezzo consigliato di 1299 euro.

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I giovani, il nostro futuro!


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Il futuro dei giovani in Italia dipende molto dalla capacità di creare attività che abbiano insieme valore economico, identità culturale e sostenibilità ambientale. In questo senso, la pesca sportiva in mare può avere un ruolo più importante di quanto sembri.

La pesca sportiva non è soltanto un hobby ma un modo per stare insieme , e quanti di noi adulti hanno incominciato a pescare insieme a un amico, a un fratello o un cugino? Inoltre la pesca sportiva è sicuramente una scuola di disciplina, pazienza e responsabilità, proprio per le sue caratteristiche di condivisione e sportività. Manifestazioni anche aduso anche agonistico, danno la possibilità a tanti di trovare regole, confronto e dove incontrare ed apprendere dai campioni del settore o pescatori esperti delle zone costiere locali.

Altro discorso è il ritorno economico di cui fa parte il turismo sportivo e tutto un settore lavorativo collegato a nautica, guide di pesca, fotografia naturalistica, attrezzature, tutela ambientale e contenuti digitali.

In molte zone costiere italiane - dal Mar Tirreno al Mar Adriatico - il mare rappresenta ancora un patrimonio enorme, ma fragile. Qui entra in gioco la differenza tra pesca sportiva sostenibile e sfruttamento illegale o distruttivo.

Una pesca sostenibile significa, rispettare taglie minime e periodi di fermo biologico, trattenere solo il pescato necessario, praticare catch & release quando possibile, evitare sprechi, usare tecniche selettive che non distruggano habitat e fondali.

Al contrario, l’uso improprio di reti abusive, droni per localizzare branchi, barchini radiocomandati o sistemi elettronici usati senza regole rischia di trasformare il mare in una risorsa “da consumare” rapidamente.

Questo crea diversi problemi, come l'impoverimento delle specie, la conseguente riduzione della biodiversità, concorrenza sleale verso chi pesca in modo corretto, perdita del valore educativo e sportivo della pesca, allontanamento dei giovani da un rapporto autentico con la natura.

Lodevole e' l'iniziativa da parte di alcuni Club sportivi di dare spazio non solo ai giovani , ma anche al corretto utilizzo della pesca sportiva e quindi dare il giusto indirizzo ai nostri giovani, corrotti dall'epoca digitale che viviamo. Ormai i social sono pieni di video di pesca illegali, nell'indifferenza totale da parte delle istituzioni e degli enti federali. Nei video i nostri giovani possono vedere catture oltre il consentito, utilizzo di mezzi vietati e distruzione spietata della fauna marina costiera, in spregio a tutte le leggi e i regolamenti DPR 1639/68 e successive.

Quindi le iniziative prese in favore della pesca legale e sostenibile possono diventare anche una risposta a un disagio moderno fatto di isolamento digitale, stress e mancanza di prospettive concrete. Uscire e pescare rispettando l’ambiente, imparare correnti, meteo e comportamento dei pesci sviluppa competenze reali e senso del limite. È quasi una forma di educazione civica ambientale.

C’è anche un aspetto economico importante. In diversi paesi europei la pesca ricreativa sostenibile genera turismo costiero, posti di lavoro stagionali, vendita di attrezzature, charter nautici, ristorazione locale, eventi sportivi.

L’Italia potrebbe investire di più su questo modello, formando giovani guide marine, istruttori e operatori turistici legati al mare, invece di lasciare spazio soltanto a pratiche illegali o improvvisate.

La tecnologia, inoltre, non è “nemica” in sé. Ecoscandagli, GPS o videocamere possono essere strumenti utili se usati con equilibrio. Il problema nasce quando la tecnologia elimina completamente la componente sportiva ed etica della pesca, trasformandola in semplice prelievo intensivo.

Il futuro più solido per i giovani probabilmente non sarà costruito sullo sfruttamento rapido delle risorse, ma sulla capacità di proteggerle mentre le si vive. Una pesca sportiva sostenibile insegna proprio questo: prendere dal mare senza distruggerlo, così che anche le generazioni future possano continuare a viverlo!

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Antitrust, mirino su easyJet: sospetti di trappole online sui costi dei bagagli


Sotto accusa il sistema di prenotazione della low cost: l'Authority ipotizza scelte forzate e scarsa trasparenza sui supplementi

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet per una presunta pratica commerciale scorretta relativa alla vendita online di servizi accessori legati al trasporto bagagli e attrezzature sportive.

Secondo quanto riferito dall’ANSA, il procedimento riguarda le modalità con cui la compagnia aerea avrebbe strutturato, sul proprio sito internet e sulla propria applicazione mobile, la procedura di acquisto dei servizi aggiuntivi per i voli di andata e ritorno.

Nel dettaglio, l’Autorità contesta alla società di pubblicizzare il prezzo medio del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, proponendo inoltre come impostazione predefinita l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte del viaggio. Una modalità che, secondo l’Antitrust, potrebbe indurre il consumatore a ritenere necessario acquistare il servizio sia per il volo di andata sia per quello di ritorno, anche nei casi in cui l’interesse riguardi una sola tratta.

Nel comunicato diffuso dall’Autorità si evidenzia inoltre che, qualora il passeggero intendesse acquistare il servizio soltanto per una delle due tratte, sarebbe costretto a modificare manualmente l’opzione preselezionata, interrompendo la normale procedura di prenotazione online attraverso il sito o l’app della compagnia.

Per l’Antitrust, tale condotta potrebbe configurare una pratica commerciale “ingannevole e aggressiva”, in possibile violazione degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo. L’istruttoria dovrà ora accertare se le modalità adottate da easyJet abbiano effettivamente limitato la libertà di scelta dei consumatori o alterato in modo significativo il loro comportamento economico.

L’Autorità ha inoltre precisato che l’avvio del procedimento segue una precedente attività di pressione morale alla quale la compagnia non si sarebbe conformata.

Al momento, easyJet non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.

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nubia Neo 5 GT arriva in Italia: smartphone gaming con AI integrata e design futuristico


nubia Neo 5 GT debutta in Italia puntando su gaming ad alte prestazioni, intelligenza artificiale integrata e un design futuristico pensato per distinguersi nel panorama degli smartphone mobile gaming
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Nubia ha annunciato l’arrivo sul mercato italiano di nubia Neo 5 GT. Si tratta di un nuovo smartphone gaming progettato per offrire prestazioni elevate, raffreddamento professionale e funzionalità AI avanzate. Presentato in anteprima al MWC Barcellona 2026, nubia Neo 5 GT è ora disponibile in Italia in due versioni caratterizzate da design differenti, pensate per adattarsi a stili ed esperienze d’uso diverse: una variante dal look minimal, studiata per offrire comfort ed eleganza nell’utilizzo quotidiano, e una versione dal design più marcatamente gaming, arricchita da dettagli estetici dedicati e illuminazione RGB integrata.

Smartphone AI-centric: ricerche al 27% su Trovaprezzi.it
Secondo i dati diffusi da Trovaprezzi.it, l’interesse verso i modelli AI-centric è più che raddoppiato negli ultimi due anni, arrivando a rappresentare il 27% delle ricerche online nel settore mobile
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Pensato per i giovani gamer e per gli utenti che cercano potenza, fluidità e versatilità nell’utilizzo quotidiano, nubia Neo 5 GT si distingue per essere l’unico smartphone della sua categoria a integrare una vera ventola di raffreddamento attiva all’interno di un design completamente piatto, senza sporgenze della fotocamera, progettato per offrire una presa più stabile e confortevole durante il gioco.
Nubia Neo 5 Gt

Raffreddamento attivo e prestazioni stabili


Per assicurare prestazioni elevate e frame rate costanti anche durante le sessioni gaming più intense, nubia Neo 5 GT combina una ventola di raffreddamento attiva con un sistema di dissipazione termica da 29.508 mm² e uno speciale Through-Flow Duct Design che convoglia aria fresca direttamente verso CPU e batteria. Il sistema fa parte della piattaforma Cold-Core Trinity ed è supportato dal VC Cooling System, progettato per mantenere temperature stabili anche sotto stress. Il dispositivo è alimentato dal processore gaming MediaTek Dimensity 7400 a 4 nm, supportato da memoria dinamica LPDDR Max fino a 6.400 Mbps e dal motore di ottimizzazione NeoTurbo Engine, sviluppato per gestire in modo intelligente le risorse del sistema e offrire prestazioni fluide e stabili. Grazie alla tecnologia Memory Fusion, la RAM può essere espansa fino a 20 GB per migliorare ulteriormente multitasking e reattività.nubia Neo 5 GT è inoltre ufficialmente certificato per il gameplay fino a 120 FPS su Garena Free Fire e MLBB e supporta fino a 90 FPS su Delta Force. La connettività è ottimizzata dall’antenna gaming a 360°, progettata per mantenere una connessione stabile in qualsiasi posizione di impugnatura.
Nubia Neo 5 GT BlackNubia Neo 5 GT Black

Esperienza gaming immersiva


Per garantire un controllo preciso e immediato durante il gaming competitivo, nubia Neo 5 GT integra i Neo Trigger 5.0 a 550 Hz con supporto al controllo a quattro dita, una latenza inferiore a 5,5 ms e touch sampling istantaneo fino a 3.049 Hz.Il display OLED da 6,8 pollici con risoluzione 1.5K offre immagini dettagliate e una visibilità ottimizzata anche all’aperto, mentre la certificazione SGS Eye Care contribuisce a ridurre l’affaticamento visivo durante le sessioni prolungate. L’algoritmo Magic Touch 3.0 mantiene inoltre elevata la reattività del display anche nelle situazioni di utilizzo più intense.L’esperienza immersiva è completata dai doppi speaker stereo con DTS:X Ultra, da una risposta aptica più precisa e da un sistema di illuminazione dinamica sincronizzato con il gameplay. Per migliorare il comfort durante le lunghe sessioni di gioco, il dispositivo include inoltre un cavo con connettore a 90°, progettato per ridurre l’ingombro durante l’utilizzo in orizzontale.
nubia Neo 5 GT 5G - Obsidian Blacknubia Neo 5 GT 5G - Obsidian Black

AI integrata e utilizzo quotidiano


Attraverso AI Game Space 5.0, nubia Neo 5 GT integra AI Copilot Demi 2.0, un assistente intelligente pensato per supportare durante il gioco con informazioni in tempo reale, gestione smart delle notifiche e risposta automatica ai messaggi, così da non interrompere l’esperienza gaming. Oltre al gaming, lo smartphone è progettato per accompagnare gli utenti anche nelle attività quotidiane grazie a una batteria da 6.210 mAh con ricarica rapida da 45W e funzione Bypass Charging, che alimenta direttamente il dispositivo durante il gioco contribuendo a ridurre il surriscaldamento. Il comparto fotografico include una doppia fotocamera AI con sensore principale da 50 MP e sensore di profondità da 2 MP, oltre a una fotocamera frontale da 16 MP. nubia Neo 5 GT integra, inoltre, funzionalità AI dedicate alla produttività e alla creatività e supporta la tecnologia NFC.

COSORI TwinFry Compact: nuove friggitrici ad aria Dual Blaze
COSORI amplia la sua gamma kitchen con TwinFry Compact, una nuova linea di friggitrici ad aria Dual Blaze pensata per garantire cottura uniforme, praticità quotidiana e maggiore versatilità in cucina
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzo e disponibilità


Il dispositivo Nubia è disponibile in Italia in due versioni, entrambe nella colorazione Black: la versione con design minimale configurazione 8 /256 GB al prezzo di 399,90 euro.La versione con design gaming dedicato, illuminazione RGB integrata e configurazione 12 /256 GB è disponibile al prezzo di 449,90 euro. Entrambe le versioni sono disponibili su Amazon, presso i principali negozi di elettronica di consumo e operatori telefonici.


Smartphone AI-centric: ricerche più che raddoppiate in due anni, ora valgono il 27% su Trovaprezzi.it


L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nella vita degli italiani, anche quando si fa riferimento al mondo della tecnologia e agli smartphone in particolare. I dati di Trovaprezzi.it mostrano infatti come, nel giro di poco più di un anno, le funzionalità AI siano diventate uno dei principali driver nella scelta di un nuovo dispositivo, modificando in modo significativo le priorità degli utenti italiani e il modo stesso in cui viene valutato uno smartphone.

Un interesse che cresce in modo esponenziale


L’analisi delle ricerche effettuate sulla piattaforma evidenzia una crescita costante del peso dei modelli che fanno leva sull’AI come elemento distintivo. L’interesse è passato dal 9-10% nei primi mesi del 2024 a valori superiori al 20% nel 2025, fino ad arrivare al 27% nel marzo 2026. Nei primi cinque mesi del 2026, la quota media delle ricerche orientate verso smartphone con forte integrazione AI si attesta attorno al 24%, contro il 10% registrato nello stesso periodo del 2024. In due anni, quindi, l’interesse verso l’AI applicata agli smartphone è più che raddoppiato.

Un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico


Il dato è particolarmente significativo: infatti, si fino a poco tempo fa gli utenti sceglievano principalmente in base a caratteristiche hardware tradizionali, oggi cresce l’attenzione verso funzionalità intelligenti legate alla produttività, all’elaborazione avanzata delle immagini, agli assistenti generativi, alla traduzione in tempo reale e all’ottimizzazione automatica dell’esperienza d’uso.
Le caratteristiche preferite dagli italiani quando scelgono di acquistare uno smartphoneLe caratteristiche preferite dagli italiani quando scelgono di acquistare uno smartphone
Questo cambiamento emerge chiaramente anche osservando l’evoluzione delle altre leve di ricerca. La memoria e la capacità di storage restano ancora il primo parametro in assoluto, ma mostrano un progressivo ridimensionamento rispetto al passato: nel 2024 rappresentavano stabilmente oltre il 40% delle preferenze in molti mesi dell’anno, mentre nel 2026 oscillano prevalentemente tra il 28% e il 33%. Segno che la semplice disponibilità di spazio non basta più, da sola, a guidare la scelta.

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Anche il peso della fotocamera resta molto elevato e sostanzialmente stabile nel tempo. I modelli che puntano sul comparto fotografico come principale elemento distintivo continuano infatti a rappresentare circa il 30% delle ricerche anche nel 2026, confermando come la qualità fotografica rimanga una priorità centrale per i consumatori, soprattutto in un contesto in cui lo smartphone è ormai il principale strumento quotidiano per creare contenuti. Al contrario, alcune caratteristiche che in passato erano considerate fortemente distintive sembrano oggi essersi normalizzate. L’autonomia della batteria, ad esempio, pesa meno rispetto a due anni fa, mentre RAM, resistenza all’acqua e ricarica rapida restano fattori, comunque, secondari nelle scelte degli utenti.

L'AI è diventata il principale driver di acquisto


Anche l’analisi dei prodotti più cercati conferma questo scenario. Nel 2024 dominavano soprattutto modelli i cui punti di forza erano legati principalmente a memoria e comparto fotografico, mentre tra il 2025 e il 2026 cresce nettamente la presenza di smartphone che puntano sull’ecosistema AI, con dispositivi come Samsung Galaxy S25, Galaxy S25 Ultra e iPhone 16 e 17 tra i più richiesti in assoluto. Parallelamente continuano a performare molto bene i dispositivi con grande capacità di archiviazione e forte vocazione fotografica, segno che le persone non stanno sostituendo vecchie priorità con nuove esigenze, ma stanno cercando smartphone sempre più completi e multifunzionali.

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Dal punto di vista del profilo degli utenti, la fascia più attiva nella ricerca di smartphone è quella compresa tra i 35 e i 54 anni, che rappresenta quasi la metà delle ricerche complessive alla categoria (46%) seguita dai 25-34enni (22%). A livello geografico, la Lombardia guida nettamente l’interesse con il 33% delle ricerche e 109 ricerche ogni 1.000 abitanti, seguita dal Lazio con il 15% e 86 ricerche ogni 1.000 abitanti. Sul fronte del genere il pubblico è prevalentemente maschile, con il 73% delle ricerche complessive.

“L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel processo di valutazione degli smartphone da parte degli utenti italiani, affiancando criteri tradizionalmente centrali come fotocamera, memoria e prestazioni”, ha commentato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



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La Dem antisemita in Texas che vuole campi di internamento per i 'sionisti'


Sessuologa di San Antonio candidata al Congresso, ha sconvolto i democratici con una tirata antisemita. Martedì il ballottaggio delle primarie: potrebbe ancora vincerle.

Maureen Galindo, candidata democratica al Congresso in Texas, negli ultimi giorni sta cercando di spiegare che non vuole mettere gli ebrei in campi di internamento. "Ho detto che voglio mettere in prigione i sionisti americani miliardari coinvolti nel traffico di esseri umani", ha precisato in un video pubblicato su Instagram la settimana scorsa. La precisazione non è bastata a spegnere la polemica.

Galindo, 38 anni, sessuologa di San Antonio, è una dei due candidati al ballottaggio di oggi, martedì 26 maggio, per le primarie democratiche nel 35° distretto congressuale del Texas. In un post precedente aveva proposto di trasformare un centro di detenzione dell'Immigration and Customs Enforcement in un "centro per la castrazione dei pedofili", che secondo lei avrebbe incluso "la maggior parte dei sionisti". Le sue dichiarazioni hanno ricevuto condanne bipartisan e hanno spinto i democratici nazionali a cercare di fermarla a pochi giorni dal voto.

A marzo Galindo aveva sorpreso il partito arrivando prima al primo turno delle primarie. Martedì affronta lo sfidante dell'establishment Johnny Garcia, vicesceriffo della contea di Bexar. Secondo i documenti depositati alla Federal Election Commission, ha ricevuto donazioni da appena quattro persone, due delle quali sono suoi familiari. Un PAC vicino ai repubblicani ha speso però 928.713 dollari per sostenerla, nel tentativo di indebolire le chance dei democratici di tenere il seggio.

Hasan Piker, streamer di estrema sinistra molto seguito su Twitch, l'ha definita "Marjorie Taylor Blue", in riferimento alla deputata repubblicana nota per le teorie del complotto. "Maureen Galindo è una persona pazza", ha detto in una diretta questo mese. "Penso che più diventa pazza, più aumentano le sue possibilità, ma che ne so io". Il senatore democratico della Pennsylvania John Fetterman l'ha definita "la nuova pin-up della dirtbag left", la sinistra sporca, e ha aggiunto: "È la parte 'rumorosa' e la prossima finestra di Overton per le frange del nostro partito".

Galindo è stata sconfessata da una lunga lista di esponenti democratici di rilievo, tra cui la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries e il candidato democratico al Senato per il Texas James Talarico, che ha annunciato di non voler fare campagna con lei in caso di vittoria alle primarie.

John Lira, ex marine arrivato ultimo nelle primarie di marzo contro Galindo, ha raccontato a Free Press di aver notato un cambiamento nella retorica della candidata dopo che il PAC Democratic Majority for Israel, a fine febbraio, ha appoggiato Garcia. "Quello ha messo benzina sul fuoco", ha detto. "Poi è passata alla retorica dei miliardari sionisti, 'controllano questo e quello'. È diventata molto cospirazionista. È diventata molto offensiva". Track AIPAC, database anti-israeliano, sostiene che Garcia abbia ricevuto 130.465 dollari dal PAC. Galindo ha detto che il rivale "dovrebbe essere processato per tradimento".

La candidata insiste sul fatto che tutti i fondi federali debbano essere spesi negli Stati Uniti. Niente aiuti a Israele, anche se circa 3,3 dei 3,8 miliardi di dollari che Washington trasferisce ogni anno a Tel Aviv finiscono nelle casse delle aziende di armamenti statunitensi. "Dobbiamo tagliare completamente i ponti con Israele", ha dichiarato in un forum tra candidati. "Non si meritano nemmeno un centesimo delle nostre tasse. Loro hanno la sanità gratuita e noi no? Loro hanno case gratis e noi non possiamo avere niente?". Il sistema sanitario israeliano non è in realtà gratuito né finanziato dalle tasse americane, e in Israele non esistono case gratis per la popolazione generale.

Galindo ha attaccato anche i "pedofili delle élite", che a suo dire commettono "crimini orrendi senza conseguenze". Dopo la vittoria al primo turno del 3 marzo, però, Israele è diventato l'ossessione della sua campagna. "Questa è un'occupazione israeliana dell'America", ha detto in un'intervista a Texas Public Radio del 14 maggio. La candidata ha inoltre sostenuto su TikTok che gli ebrei non sono indigeni del Medio Oriente: i veri semiti, ha scritto, "sono le popolazioni indigene del Medio Oriente e del Nord Africa", mentre i sionisti sarebbero "coloni europei in Israele".

Prima di diventare nota per le proposte sui campi di internamento per sionisti, Galindo era un'attivista locale per il diritto alla casa. Nel 2018 aveva fondato un sindacato di inquilini dopo che il suo affitto era stato aumentato di 70 dollari per pagare ristrutturazioni: madre single con tre figli, diceva di non poter sostenere il nuovo canone di 970 dollari. Aveva tentato di spingere San Antonio ad acquistare gli immobili per bloccare aumenti e sfratti. Il tentativo era fallito, ma era diventata una presenza fissa al municipio cittadino.

Ricardo Villarreal, ex candidato democratico alla Camera e uno dei quattro donatori di Galindo, ha versato 500 dollari alla sua campagna a fine marzo, ammirato dal fatto che fosse arrivata così lontano "con zero finanziamenti e senza l'appoggio dell'establishment". Nelle ultime settimane, dopo le dichiarazioni contro Israele e i sionisti, ha cambiato idea. "Sono anti-establishment, ma questo è troppo se vogliamo tenere il seggio per i democratici", ha detto. "Adesso sto con Johnny".

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Logitech Signature Comfort Plus: mouse e tastiera pensati per lavorare meglio tutto il giorno


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Logitech amplia la propria gamma di periferiche per la produttività con la nuova linea Signature Comfort Plus, una famiglia di mouse e tastiere progettata per chi passa molte ore alla scrivania e cerca un’esperienza più comoda, silenziosa e fluida. La novità nasce con un obiettivo molto chiaro: rendere più naturale l’utilizzo quotidiano del computer, soprattutto in contesti di lavoro ibrido, uffici condivisi e postazioni domestiche sempre più utilizzate per attività diverse.

La nuova gamma comprende il mouse Logitech Signature Comfort Plus M850 L, la combo Logitech MK880 con tastiera e mouse, e il mouse M840 L, pensato per chi desidera le stesse funzioni principali ma senza supporto palmare imbottito. L’arrivo è previsto a livello globale da giugno 2026, con disponibilità su logitech.com e presso i rivenditori autorizzati.

Una linea pensata per il comfort quotidiano


Il punto centrale della nuova serie Signature Comfort Plus è il comfort. Logitech ha lavorato su forme, materiali e piccoli dettagli che possono fare la differenza durante una giornata lunga davanti allo schermo. Il modello più interessante è senza dubbio il Signature Comfort Plus M850 L, che introduce per la prima volta in casa Logitech un supporto palmare imbottito integrato direttamente nel mouse.

Questa soluzione è pensata per offrire un appoggio più morbido alla mano e ridurre la sensazione di affaticamento durante l’utilizzo prolungato. A questo si aggiungono una forma ergonomica studiata per la mano destra e impugnature laterali in gomma, utili per garantire una presa più stabile e rilassata anche dopo molte ore di lavoro. Non si tratta quindi solo di un mouse “più comodo” sulla carta, ma di un accessorio pensato per accompagnare l’utente nelle attività quotidiane, dalla gestione delle email alle riunioni online, fino al multitasking tra più dispositivi.

Logitech MK880: tastiera ergonomica con poggiapolsi morbido


Accanto al mouse troviamo la nuova Logitech MK880, una combo che punta sulla stessa filosofia: migliorare la postura delle mani e rendere la digitazione meno faticosa. La tastiera integra un poggiapolsi con doppio strato di schiuma, tasti ammortizzati e un profilo ergonomico progettato per offrire una sensazione più confortevole durante le sessioni di scrittura prolungate.

Un dettaglio interessante riguarda le inclinazioni regolabili a 0°, 4° e 8°, che permettono di adattare la tastiera alle proprie preferenze e alla propria postazione. La MK880 è inoltre resistente alle fuoriuscite di liquidi, caratteristica utile in un ambiente di lavoro reale, dove caffè, acqua e bevande varie sono spesso a pochi centimetri dalla tastiera.

Clic silenziosi e digitazione meno rumorosa


Un altro aspetto importante della linea Logitech Signature Comfort Plus riguarda la silenziosità. I nuovi dispositivi integrano clic silenziosi, scorrimento meno rumoroso e una digitazione a bassa rumorosità. È una scelta che guarda direttamente agli ambienti condivisi, agli open space e al lavoro da casa, dove il rumore continuo di mouse e tastiera può diventare fastidioso sia per chi lavora sia per chi è vicino.

Il mouse supporta anche la tecnologia SmartWheel, pensata per offrire uno scorrimento preciso quando serve maggiore controllo e più rapido quando bisogna muoversi velocemente tra documenti, pagine web o fogli di lavoro lunghi.

Easy-Switch e compatibilità multi-OS


La nuova gamma punta molto anche sulla flessibilità. Grazie alla funzione Easy-Switch, mouse e tastiera possono collegarsi fino a tre dispositivi e consentono di passare rapidamente da un computer all’altro, oppure da un PC a un tablet o a uno smartphone compatibile. È una funzione particolarmente utile per chi lavora con più schermi o alterna il computer aziendale al portatile personale.

La compatibilità multi-OS permette inoltre di utilizzare i dispositivi con diversi sistemi operativi, tra cui Windows, macOS e ChromeOS. La tastiera propone un layout adatto a più piattaforme, riducendo il problema dei tasti dedicati quando si passa da un ecosistema all’altro.

Personalizzazione con Logi Options+ e Logi Tune


Logitech ha integrato anche diverse funzioni software per personalizzare l’esperienza d’uso. Attraverso Logi Options+ è possibile configurare pulsanti, scorciatoie e Smart Actions, così da automatizzare alcune attività ripetitive. Sulla tastiera è presente anche un tasto AI Launch personalizzabile, pensato per accedere rapidamente a strumenti come Copilot, Gemini o ChatGPT.

Per il mondo delle riunioni online entra invece in gioco Logi Tune, che permette di assegnare funzioni specifiche legate a piattaforme come Zoom Workplace e Microsoft Teams. In questo modo la tastiera può diventare anche uno strumento più pratico per gestire chiamate, meeting e attività collaborative.

Autonomia fino a tre anni


Un altro elemento da non sottovalutare è l’autonomia. Secondo quanto dichiarato da Logitech, la tastiera può raggiungere fino a tre anni di durata della batteria, mentre il mouse arriva fino a due anni. Si tratta di un dato interessante soprattutto per chi cerca periferiche affidabili e non vuole preoccuparsi spesso della sostituzione delle batterie.

Signature Comfort Plus for Business: più sicurezza per le aziende


La linea Signature Comfort Plus non guarda soltanto agli utenti privati, ma anche alle aziende. Le versioni for Business includono il ricevitore wireless Logi Bolt USB-C, progettato per offrire una connessione stabile e sicura anche in ambienti con molti dispositivi wireless attivi.

Per i team IT è previsto anche il supporto a Logitech Sync, piattaforma che consente di monitorare, gestire e aggiornare da remoto le periferiche aziendali. Questo rende la gamma adatta anche a implementazioni su larga scala, dove non conta solo il comfort del singolo utente, ma anche la semplicità di gestione per l’azienda.

Attenzione alla sostenibilità


Come già visto in altri prodotti recenti del brand, Logitech continua a puntare anche sulla sostenibilità. La linea Signature Comfort Plus è stata sviluppata secondo i principi del Design for Sustainability e utilizza, a seconda del colore, una percentuale di plastica riciclata post-consumo certificata compresa tra il 49% e il 77%.

I prodotti vengono inoltre spediti in confezioni di carta certificate FSC™, mentre la lunga durata della batteria contribuisce a ridurre la frequenza delle sostituzioni. È un approccio che conferma la volontà del brand di unire produttività, comfort e maggiore attenzione all’impatto ambientale.

Prezzi e disponibilità in Italia


Il nuovo Logitech Signature Comfort Plus M850 L con supporto palmare imbottito sarà disponibile al prezzo di 54,99 euro. La combo Logitech MK880 arriverà invece a 109,99 euro, mentre il mouse M840 L, privo del supporto palmare imbottito, sarà proposto a 49,99 euro.

Per il mercato business, il M850 L for Business sarà disponibile a 59,99 euro, mentre la combo MK880 for Business arriverà a 119,99 euro. Tutti i prodotti saranno disponibili a partire da giugno 2026 su logitech.com e presso i rivenditori autorizzati.

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Sfilate Cruise 2027: a New York sfila la nostalgia grunge di Vuitton e Gucci


Tra denim, trasparenze anni '90 e geometrie, Ghesquière e Gvasalia riscrivono il guardaroba luxury sospesi tra avanguardia e ricordi

A New York si sono tenute le sfilate Cruise 2027 di Louis Vuitton e Gucci. Le sfilate Cruise o Resort sono la presentazione di collezioni interstagionali ideati e creati per offrire capi estivi o invernali, fuori stagione, all’elitè della società che partiva per mete esotiche d’inverno e per luoghi di montagna d’estate.

Nicolas Ghesquière presenta per Louis Vuitton la collezione tra le sale del museo Frick Collection, in un connubio tra arte e moda, mentre Demna Gvasalia per Gucci sfila tra le strade della grande mela, che diventa teatro.

Nonostante gli stili sia dei direttori creativi che delle maison per le quali lavorano siano ben distinte e diverse si trovano nelle due collezioni molte caratteristiche in comune.

Si vedono durante i defileè completi, abiti e giacche di pelle, jeans e demoni come se non fossero già un’evergreen che si mescolano armoniosamente a stampe floreali e sete colorate che scivolano sui corpi perfetti delle modelle scelte.

Si tornano a intravedere linee pulite e strutture geometriche che non rimangono rigide ma si muovono col corpo, i riferimenti agli Anni ottanta e novanta quindi non mancano ma dei due decenni è quello più vicino a noi che prepondera nelle collezioni; magliette attillate e trasparenti, gonne scivolate a vita bassa e zatteroni, capelli arruffati come Courtney Love e sembra così sia stata ieri la caduta del muro di Berlino.

In Gucci arrivano si affermano due caratteristiche che in Louis Vuitton non si trovano; tripudi di pelliccia e una forte componente grunge nel make-up, dove le "signorotte" dell’Upper East Side sembrano pronte a scendere in battaglia per non perdere lo status, mentre gli uomini sono costretti in piumini tubolari che non permettono loro alcuna sorta di movimento, e qui la firma evidente è quella di Demna.

Un’atmosfera quella che notiamo quasi nostalgica ma ansiosa di andare avanti, ferma tra due tempi incompatibili ma resi unici dalla moda e dai suoi couturier, legando avanguardia e ricordi.

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Honda Marine al Gothenburg Floating Boat Show


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Roma, Italia – 26 maggio 2026 – Honda Marine Europe annuncia una forte presenza al primo Gothenburg Floating Boat Show, una nuova e attesissima edizione nel calendario degli eventi nautici svedesi.

Il nuovo salone sull’acqua, che si terrà nel porto culturale vicino al terminal dei traghetti di Eriksberg a Hisingen, è destinato a diventare una fiera all’aperto ricorrente sulla costa occidentale del Paese.

Honda Marine Europe collabora con Micore, Tiger e Greatline per mettere in evidenza un totale di sette imbarcazioni motorizzate Honda in acqua, dimostrando come le sue configurazioni ottimizzate di imbarcazioni e motori pre-accoppiati stiano offrendo esperienze migliorate ai proprietari di barche.

Le collaborazioni con i costruttori navali in Svezia consentono a un numero maggiore di diportisti di beneficiare dei motori Honda a basso consumo, che offrono prestazioni elevate, stile e facilità d’uso e manutenzione.

Al salone di Göteborg, Honda esporrà quattro imbarcazioni Micore, due gommoni Tiger e un'imbarcazione Greatline, come segue:

  • Micore 68cc/Honda 200hk
  • Micore 61br/Honda 150hk
  • Micore 61sc/Honda 115hk
  • Micore 45sc/Honda 60hk
  • Tiger 650/Honda 135hk
  • Tiger 480/Honda 60hk
  • Greatline 24/Honda 200hk



Stabilendo nuovi standard in termini di tecnologia, integrazione, qualità e maestria artigianale, i pacchetti personalizzati di imbarcazioni e motori sono al centro dell’impegno di Honda Marine nell’abbinare i propri motori fuoribordo ai marchi leader nel settore nautico per offrire soluzioni completamente integrate e chiavi in mano.

Magnus Myhr, Country Section Manager per la Svezia di Honda Marine Europe, ha dichiarato: «È la prima volta che il Salone nautico galleggiante di Göteborg si tiene in questa forma e in questa fase della stagione nautica, quindi siamo ansiosi di vedere come andrà. Non vediamo l’ora di dimostrare ai clienti e ai visitatori come i motori Honda offrano prestazioni senza compromessi, ispirando al contempo lo stile di vita e l’euforia della vita sull’acqua».

Il Gothenburg Floating Boat Show offre l’ingresso gratuito, ma richiede la registrazione. I partecipanti al salone possono prenotare dei test drive con il concessionario da effettuare dopo la chiusura del salone, domenica pomeriggio.

SweBoat, l’organizzazione di categoria del settore nautico, e At Event hanno unito le forze per creare il nuovo salone nautico galleggiante nel cuore di Göteborg. Unendo i loro sforzi e sostituendo le tre fiere precedenti con un unico luogo di incontro più grande e dinamico, stanno creando un’arena più forte e vivace per la vita nautica.

www.honda.se/marine

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Gli Stati Uniti lanciano nuovi attacchi sull'Iran mentre i negoziati sono in stallo


Il Pentagono parla di autodifesa vicino a Bandar Abbas. Rubio: l'accordo è ancora possibile ma servono giorni. Teheran nega che la firma sia imminente

Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi militari nel sud dell'Iran nella notte di lunedì, colpendo siti missilistici e imbarcazioni che secondo Washington stavano tentando di posare mine nelle acque del Golfo Persico. Il raid è avvenuto mentre a Doha, in Qatar, arrivavano i negoziatori iraniani per i colloqui che dovrebbero portare alla fine della guerra cominciata a febbraio.

Lo US Central Command, il comando militare che coordina le operazioni americane nell'area, ha definito l'operazione un atto di "autodifesa" condotto "per proteggere le nostre truppe dalle minacce delle forze iraniane". Il portavoce Tim Hawkins, capitano della Marina, ha aggiunto che le forze armate statunitensi "continuano a difendere i propri uomini usando moderazione durante il cessate il fuoco in corso" tra i due paesi.

Teheran non ha ancora reagito formalmente all'attacco. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqai, parlando poco prima del raid, aveva detto che pur essendo stati fatti progressi nelle trattative un accordo "non è imminente". "È corretto dire che siamo giunti a una conclusione su una parte consistente delle questioni discusse, ma affermare che la firma di un accordo è imminente, nessuno può sostenerlo", ha precisato Baqai.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha provato a ridimensionare l'impatto del raid sul negoziato, indicando i colloqui di martedì a Doha tra il principale negoziatore iraniano, il ministro degli Esteri di Teheran e il primo ministro del Qatar. "Vedremo se riusciremo a fare progressi. Penso che ci sia molto da discutere sul linguaggio specifico del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India. Il presidente Donald Trump, sempre secondo Rubio, è determinato a "fare un buon accordo o nessun accordo".

Rubio è stato netto sugli attacchi compiuti lunedì: "Gli stretti devono essere aperti. Saranno aperti in un modo o nell'altro, quindi devono essere aperti. Quello che sta accadendo lì è illegale, è insostenibile per il mondo, è inaccettabile". Hawkins ha precisato che il raid statunitense ha colpito un'area vicino a Bandar Abbas, città portuale del sud dell'Iran e sede di una base navale che si affaccia sullo Stretto di Hormuz, come riferito dal New York Times. I media di Stato iraniani avevano già segnalato che le autorità locali di Bandar Abbas stavano indagando dopo che erano state udite delle esplosioni.

Il memorandum d'intesa attualmente sul tavolo prevede secondo i media statunitensi un'estensione del cessate il fuoco di sessanta giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la pianificazione di ulteriori negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo Stretto di Hormuz è la stretta via d'acqua attraverso cui passa circa il venti per cento del petrolio mondiale e dovrebbe essere bonificato dalle mine e riaperto durante la tregua estesa.

CBS News, partner americano della BBC, ha riferito che secondo l'intelligence statunitense la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ferito in un attacco israeliano il primo giorno di guerra che uccise suo padre e predecessore, si trova in un luogo non rivelato. La difficoltà di comunicare con i suoi inviati starebbe rallentando il ritmo dei colloqui con Washington.

Le trattative in corso non porteranno a un accordo definitivo nell'immediato. Restano da negoziare in una fase successiva le questioni più controverse, fra cui l'alleggerimento delle sanzioni contro l'Iran, lo sblocco dei fondi iraniani congelati all'estero e le richieste americane affinché Teheran ridimensioni le proprie ambizioni nucleari.

All'inizio della guerra l'Iran possedeva circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60 per cento, una soglia vicina al 90 per cento di grado militare necessario per costruire una bomba atomica. Lunedì sera Trump ha annunciato che l'uranio arricchito sarà "immediatamente" consegnato agli Stati Uniti per essere distrutto, oppure "preferibilmente, in coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran, distrutto sul posto".

Sempre lunedì il presidente ha invitato i leader di numerosi paesi ad aderire agli Accordi di Abramo, l'insieme di trattati che mira a normalizzare le relazioni con Israele, come parte dell'intesa che sta cercando di negoziare con Teheran. Secondo il Washington Post, Trump ha indicato che Arabia Saudita e Qatar dovrebbero firmare per primi, seguiti da Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania. "Chiedo in modo perentorio che tutti i paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo, e che, se l'Iran firma il suo accordo con me, sarebbe un onore averlo anch'esso in questa ineguagliata coalizione mondiale", ha scritto sui social.

L'iniziativa diplomatica ha incontrato la perplessità di diversi falchi repubblicani al Senato, fra cui Lindsey Graham della South Carolina e Ted Cruz del Texas. Graham ha avvertito che un accordo con l'Iran in questa fase rischierebbe di rendere il regime "più potente nel tempo".

Le forze americane e iraniane rispettano un cessate il fuoco dall'8 aprile. L'Iran ha mantenuto il controllo sul traffico marittimo nel Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz mentre la Marina degli Stati Uniti ha cercato di bloccare i porti iraniani. Il conflitto era cominciato il 28 febbraio con vasti attacchi americani e israeliani contro l'Iran, lanciati al termine di mesi di pressioni di Trump per fermare il programma nucleare di Teheran. Teheran aveva risposto colpendo Israele e gli Stati del Golfo alleati di Washington e di fatto chiudendo lo Stretto di Hormuz, con conseguenze immediate sui prezzi del petrolio a livello globale.

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Mosca, stretta sul traffico aereo civile a bassa quota: da giugno vietati i voli tra 0 e 5.100 metri


Nuove restrizioni nei cieli della capitale russa: stretta sull’aviazione privata e sportiva per motivi di sicurezza

Secondo quanto riportato dal canale informativo russo Fighterbomber, a partire dai primi giorni di giugno entrerà in vigore un divieto pressoché totale per i voli di aeromobili civili nello spazio aereo di Mosca e della relativa area regionale a quote comprese tra 0 e 5.100 metri. La misura, che rappresenta una delle più restrittive adottate nella capitale russa dall’inizio del conflitto in Ucraina, interesserà in particolare l’aviazione leggera e privata.

Il provvedimento prevede tuttavia alcune deroghe specifiche. Saranno autorizzati a operare i voli di linea e charter, i servizi sanitari e di emergenza, le operazioni di disinfestazione aerea e i voli effettuati su incarico di enti governativi o strutture statali. Restano invece esclusi gran parte dei piccoli velivoli civili utilizzati per attività sportive, ricreative o private.

Secondo le informazioni diffuse, le limitazioni riguarderanno un ampio ventaglio di mezzi aerei: aerei sportivi, elicotteri leggeri, alianti, mongolfiere e altri velivoli che normalmente operano a quote inferiori rispetto al limite stabilito. La decisione non è stata accompagnata, almeno per il momento, da una spiegazione ufficiale dettagliata da parte delle autorità russe.

Fonti vicine agli ambienti dell’aviazione civile ipotizzano tuttavia che il provvedimento possa essere legato all’esigenza di semplificare le attività di controllo e identificazione dello spazio aereo in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza interna. Negli ultimi mesi, infatti, la Russia ha intensificato i sistemi di sorveglianza e difesa aerea in diverse regioni del Paese, in particolare dopo ripetuti episodi legati all’utilizzo di droni.

Uno degli aspetti centrali della misura riguarderebbe proprio la difficoltà tecnica e operativa nel distinguere rapidamente piccoli aeromobili civili da velivoli senza pilota o droni potenzialmente ostili. In questo contesto, la limitazione generalizzata dei voli a bassa quota verrebbe considerata dalle autorità come uno strumento per ridurre il numero di traffici da monitorare e alleggerire il lavoro dei sistemi di difesa aerea.

Osservatori del settore sottolineano che restrizioni analoghe sono già in vigore dal 2022 in numerose aree di confine della Federazione Russa, considerate strategicamente sensibili. L’estensione di misure più severe anche alla regione di Mosca viene interpretata come un ulteriore segnale del rafforzamento delle procedure di sicurezza nello spazio aereo nazionale.

Resta tuttavia aperto il dibattito sull’efficacia concreta del provvedimento. Diversi esperti ritengono infatti che il blocco dell’aviazione leggera civile possa avere un impatto limitato sulla prevenzione di eventuali incursioni non autorizzate, pur incidendo significativamente sulle attività aeronautiche sportive e ricreative dell’area metropolitana di Mosca.

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Huawei Watch GT Runner 2 Racing Legend Edition: lo smartwatch creato per superare i limiti


Huawei amplia la sua gamma di dispositivi dedicati allo sport con il nuovo HUAWEI WATCH GT Runner 2 Racing Legend Edition, uno smartwatch progettato per chi vive la corsa come una vera sfida personale. Il dispositivo nasce dalla collaborazione con Eliud Kipchoge, una delle figure più iconiche del mondo della maratona, con l'obiettivo di trasformare dati e tecnologia in strumenti concreti per aiutare i runner a migliorare le proprie prestazioni.

Il nuovo modello non punta solamente sul design o sulle funzioni smart tradizionali, ma cerca di diventare un compagno di allenamento capace di accompagnare gli sportivi in ogni fase della preparazione, dall'allenamento quotidiano fino alle gare più impegnative.

Un design leggero pensato per chi corre


Uno degli elementi che colpisce immediatamente è la struttura particolarmente leggera. HUAWEI WATCH GT Runner 2 Racing Legend Edition utilizza una cassa in lega di titanio dal peso di circa 43,5 grammi, una scelta che permette di mantenere comfort e resistenza senza risultare invasivo durante gli allenamenti più lunghi.

Huawei ha inoltre voluto dare un significato particolare all'estetica del prodotto. Il cinturino intrecciato integra quattro colori distintivi, ciascuno associato a valori che rappresentano il mondo del running.

Il blu richiama disciplina e costanza negli allenamenti, il rosso rappresenta la voglia di migliorarsi continuamente, il bianco simboleggia la capacità di superare i propri limiti mentre il verde identifica perseveranza e determinazione.

Anche la nuova watchface Racing Legend segue questa filosofia e integra diverse informazioni essenziali direttamente sul quadrante, offrendo dati immediati sulle prestazioni dell'utente.

Dati avanzati per allenarsi in modo più intelligente


Uno dei punti più interessanti riguarda la nuova Dashboard Training Camp, una piattaforma sviluppata insieme al dsm-firmenich Running Team per rendere l'allenamento più preciso e basato sui dati.

L'obiettivo è fornire una panoramica completa dello stato fisico e dell'evoluzione degli allenamenti attraverso un'interfaccia intuitiva.

Tra i parametri monitorabili troviamo:

  • VO2Max
  • Running Ability Index
  • Zone di frequenza cardiaca
  • Carico di allenamento settimanale
  • HRV del sonno
  • Ritmo medio
  • Tempo di contatto con il terreno
  • Oscillazione verticale
  • Potenza di corsa

Huawei punta anche sull'integrazione con altre applicazioni e dispositivi, consentendo importazione ed esportazione dei dati per mantenere continuità nell'esperienza di allenamento.

La dashboard sarà disponibile dal 28 maggio tramite Huawei Health.

Tecnologia sviluppata insieme a Eliud Kipchoge


La collaborazione con Eliud Kipchoge non si limita a un semplice ruolo da testimonial.

Il campione olimpico ha partecipato direttamente allo sviluppo di alcune funzioni chiave dello smartwatch, portando la propria esperienza maturata nel corso degli allenamenti e delle competizioni internazionali.

Tra le funzioni più interessanti troviamo la Modalità Maratona, progettata per accompagnare il runner prima, durante e dopo la gara.

Prima dell'evento è possibile creare programmi di allenamento personalizzati e pianificare gli obiettivi. Durante la corsa vengono forniti suggerimenti dinamici sul ritmo e notifiche intelligenti dedicate a idratazione e alimentazione. Dopo la gara entrano in gioco strumenti di analisi approfondita per studiare prestazioni e recupero.

GPS più preciso e monitoraggio della potenza di corsa


Huawei introduce inoltre una nuova antenna floating 3D, tecnologia che promette una precisione superiore nel rilevamento GPS.

Questa soluzione è stata studiata soprattutto per gli scenari più complessi, come percorsi cittadini con edifici elevati o aree ricche di alberi dove normalmente il segnale può risultare meno preciso.

Lo smartwatch permette inoltre di monitorare in tempo reale la potenza di corsa e la soglia del lattato, due parametri molto importanti per comprendere il livello di intensità dello sforzo e gestire meglio il carico fisico durante gli allenamenti.

Non solo sport: arrivano anche i pagamenti dal polso


Huawei continua a rafforzare l'aspetto smart dei propri wearable introducendo Curve Pay, che permette di effettuare pagamenti contactless direttamente dal polso senza utilizzare lo smartphone.

Tra le funzionalità disponibili troviamo anche la gestione centralizzata delle carte e la funzione Go Back in Time, che consente di modificare una carta utilizzata dopo un pagamento.

L'intero sistema integra inoltre meccanismi di sicurezza avanzati che richiedono autenticazione automatica nel momento in cui l'orologio viene rimosso dal polso.

Prezzo e disponibilità


Il nuovo HUAWEI WATCH GT Runner 2 Racing Legend Edition è disponibile in Italia con un prezzo di listino di 399 euro.

Durante il periodo promozionale dal 25 maggio al 22 giugno 2026, Huawei propone un prezzo di 369 euro, includendo anche un paio di FreeBuds 7i e un cinturino aggiuntivo in omaggio.

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La rassegna stampa di martedì 26 maggio 2026


Nuovi raid statunitensi sui siti missilistici iraniani mentre i negoziatori si riuniscono in Qatar, scontri tra manifestanti e agenti dell'ICE in New Jersey, e il ballottaggio repubblicano in Texas tra Cornyn e Paxton diventa un test sull'influenza di Trump

Questa è la rassegna stampa di martedì 26 maggio 2026

Gli Stati Uniti colpiscono obiettivi missilistici in Iran mentre proseguono i negoziati in Qatar


Le forze statunitensi hanno condotto nuovi raid contro siti missilistici nel sud dell'Iran, presentati come operazioni difensive per proteggere navi e truppe americane nei pressi dello Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo i negoziatori iraniani si sono recati in Qatar per discutere un possibile accordo che ponga fine alla guerra di quasi tre mesi con Washington e Israele, anche se Teheran nega che un'intesa sia imminente.

Fonti: New York Times, Bloomberg, Financial Times

Manifestanti e agenti dell'ICE si scontrano davanti a un centro di detenzione in New Jersey


La governatrice del New Jersey Mikie Sherrill si è vista negare l'accesso al centro di detenzione dell'ICE di Delaney Hall, a Newark, dove cresce uno sciopero della fame dei migranti trattenuti. Fuori dalla struttura il senatore democratico Andy Kim è stato colpito da spray al peperoncino durante gli scontri tra manifestanti e agenti dell'Immigration and Customs Enforcement.

Fonti: New York Times, The Hill, Fox News

Cornyn sfida Paxton nel ballottaggio repubblicano in Texas, un test sull'influenza di Trump


Martedì il senatore repubblicano John Cornyn affronta il procuratore generale del Texas Ken Paxton nel ballottaggio delle primarie per il Senato. Il duello è considerato una verifica cruciale dell'influenza di Donald Trump, che ha appoggiato Paxton, e i democratici intravedono un'opportunità per le elezioni di novembre nel caso prevalga il procuratore generale.

Fonti: Wall Street Journal, The Hill

Papa Leone XIV pubblica la prima enciclica e mette in guardia sull'intelligenza artificiale


Il primo pontefice americano ha diffuso la prima enciclica del suo pontificato, un documento di oltre 42.000 parole dedicato all'intelligenza artificiale. Papa Leone XIV ha invitato a porre la cura della persona al centro del cambiamento tecnologico e ha messo in guardia contro il rischio di creare nuove forme di schiavitù digitale.

Fonti: Semafor, New York Times

Mosca invita i cittadini americani a lasciare Kyiv in vista di nuovi attacchi


Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha telefonato al segretario di Stato americano Marco Rubio per invitarlo a evacuare diplomatici e cittadini statunitensi da Kyiv, in vista di nuovi pesanti raid sulla capitale ucraina. Il Cremlino ha esteso l'avviso a tutti gli stranieri presenti in città, motivandolo con la prosecuzione di attacchi sistemici contro le infrastrutture militari ucraine.

Fonti: Bloomberg, The Hill

Netanyahu annuncia un'intensificazione degli attacchi contro Hezbollah in Libano


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato un'escalation delle operazioni militari contro Hezbollah in Libano, proprio mentre proseguono i negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Nelle ultime ventiquattr'ore l'esercito israeliano ha colpito oltre settanta postazioni del movimento sciita libanese.

Fonti: New York Times, Bloomberg

I salari reali tornano a calare nelle economie avanzate mentre risalgono i prezzi


Negli Stati Uniti e in altri paesi sviluppati i salari reali sono tornati a contrarsi, in una dinamica attribuita all'impennata dei prezzi legata alla crisi dello Stretto di Hormuz. Le aspettative di inflazione negli USA stanno risalendo rapidamente e le imprese si stanno preparando a nuovi aumenti dei listini per scaricare i costi crescenti sui consumatori.

Fonti: Financial Times, Financial Times

I diplomatici del Quad si riuniscono a New Delhi per rilanciare il gruppo dopo le tensioni Trump-Modi


I ministri degli Esteri di Stati Uniti, India, Giappone e Australia si sono incontrati a New Delhi per restituire slancio al formato Quad, dopo lo scontro pubblico tra Donald Trump e il primo ministro indiano Narendra Modi. Il vertice cerca di rinsaldare l'alleanza pensata come contrappeso all'influenza cinese nell'Indo-Pacifico.

Fonti: Bloomberg

L'Islanda valuta l'adesione all'Unione europea dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia


L'Islanda, finora rimasta fuori dall'Unione europea, sta riconsiderando la propria posizione di fronte alle ripetute minacce di Donald Trump sulla Groenlandia. Il dibattito sull'adesione, a lungo marginale, è tornato al centro della politica di Reykjavík per il timore che Washington possa esercitare pressioni territoriali anche su altri lembi dell'Atlantico settentrionale.

Fonti: New York Times

Gli stati USA rafforzano l'azione antitrust mentre l'Amministrazione Trump arretra


I procuratori generali dei singoli stati americani stanno assumendo un ruolo crescente nell'applicazione della normativa antitrust, dopo che l'Amministrazione Trump ha rallentato l'attività federale di vigilanza sulle concentrazioni. Forti della vittoria contro Live Nation, gli stati puntano ora a passare al vaglio le operazioni che coinvolgono Nexstar e Paramount.

Fonti: Wall Street Journal

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Mythos sarà pubblico, il lancio di Starship V3, la nuova app di Meta in stile Reddit


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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon martedì,
oggi parleremo del futuro del modello di Anthropic Mythos, troppo pericoloso per essere pubblico; poi vedremo il lancio del nuovo Starship; parleremo dell'app di nome "Forum" di Meta (che trovo piuttosto geniale) e tanto altro ancora. Buona lettura!

Ti sei perso l'editoriale di sabato? Recuperalo qui:

SpaceX e la vita oltre la Terra
E oltre Marte?
Morning TechAmir Ati

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 330 - Martedì 26 maggio
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Le news di oggi, selezionate a mano.

Anthropic vuole rilasciare Mythos pubblicamente


Intelligenza Artificiale
Anthropic vuole ampliare l’accesso a Mythos, il modello AI che analizza codice e trova vulnerabilità sfruttabili negli attacchi informatici, considerato troppo pericoloso per essere pubblico. Oggi è disponibile solo in Project Glasswing, un programma controllato dedicato a partner scelti; l’azienda punta prima a includere governi USA e alleati e poi a una distribuzione più ampia. Anthropic ammette però che oggi non esistono protezioni sufficienti per impedirne usi pericolosi. Nei test, Mythos ha analizzato oltre 1.000 progetti open source e segnalato 23.019 difetti; dopo verifica umana, 1.587 su 1.752 erano reali.
~
Fonte: The Register
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SpaceX lancia Starship V3 per la prima volta


Spazio
SpaceX ha effettuato il primo test del nuovo Starship V3 da Starbase, in Texas. Il razzo, alto circa 124 metri, ha separato correttamente il veicolo superiore dal booster Super Heavy. Il booster però non ha riacceso i motori nella fase di rientro, ha perso controllo ed è caduto nel Golfo del Messico. Anche Starship ha perso uno dei sei motori Raptor durante la salita, ma ha comunque rilasciato 20 simulatori di satelliti Starlink e due satelliti modificati. Dopo circa un’ora ha simulato l’ammaraggio nell’Oceano Indiano ed è esplosa come previsto dal test. Per SpaceX il volo serviva a collaudare il nuovo hardware V3 e la nuova piattaforma di lancio prima dell'IPO di giugno.
~
Fonte: TechCrunch
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Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

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Meta lancia un'app simile a Reddit chiamata Forum


Big tech
Meta ha lanciato Forum, un’app separata per usare i gruppi Facebook in un ambiente più simile a Reddit. Dopo l’accesso con Facebook, l’app importa gruppi, profilo e attività dell’utente; i post pubblicati su Forum restano visibili anche dentro Facebook. Si può partecipare alle discussioni anche con un soprannome. La schermata principale mette al centro i thread dei gruppi e include Ask, una scheda AI che risponde alle domande usando contenuti emersi in comunità diverse. Forum ha anche un assistente per aiutare gli amministratori nella gestione e moderazione dei gruppi. Meta aveva già provato un’app separata per i gruppi nel 2014, poi chiusa nel 2017.
~
Fonte: TechCrunch
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Una mossa interessante

I dati confermano che Facebook è...
[solo per supporter]

La Cina ha appena lanciato con successo tre astronauti verso la stazione spaziale cinese


Spazio
La Cina ha lanciato la missione Shenzhou-23 verso la stazione spaziale Tiangong con tre astronauti a bordo. Uno dei tre resterà in orbita per dodici mesi, il doppio rispetto alle normali missioni cinesi da circa sei mesi; il nome sarà comunicato più avanti. Gli esperimenti riguarderanno medicina, materiali, fluidi e scienze della vita, con attenzione agli effetti della microgravità sul corpo umano. La missione prepara anche l’obiettivo cinese di portare astronauti sulla Luna prima del 2030.
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Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Xreal, partner di Google per gli smart glasses, presenta Project Aura


Tecnologia
Xreal, partner di Google sugli smart glasses, ha presentato Project Aura, nuovi occhiali con schermi OLED integrati nelle lenti. A differenza dei modelli più leggeri senza display, Aura può mostrare video, mappe, giochi, web e contenuti 3D, ma deve restare collegato a un piccolo computer esterno da tenere in tasca. Tra gli usi previsti ci sono mappe immersive con Google Maps, video YouTube in realtà virtuale e giochi controllati con le mani. Per ora è disponibile solo agli sviluppatori, con lancio commerciale previsto entro l’anno. Xreal punta anche alla quotazione in Borsa entro fine 2026.
~
Fonte: TechCrunch
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Letture interessanti


In lingua inglese.

Sundar Pichai comprende perché le persone sono ansiose riguardo all'IA


nytimes.com (eng)

Incontra il braccio destro di Mark Zuckerberg che sta rivoluzionando l'IA dentro Meta


wsj.com (eng)

All'interno della più grande scommessa al mondo sull'energia da fusione


cnet.com (eng)

Prevedere l’impatto dell’IA sui diversi lavori


ben-evans.com (eng)

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Notizie veloci


In lingua inglese.

L'azienda di smart ring Oura ha presentato in via riservata la documentazione per l'IPO


cnbc.com (eng)

Google lancia Antigravity 2.0 con un'app desktop aggiornata e uno strumento da riga di comando


techcrunch.com (eng)

Trump revoca il decreto esecutivo sull'IA per timore che possa indebolire il vantaggio tecnologico degli Stati Uniti


apnews.com (eng)

La Bce convoca le banche europee per affrontare la minaccia di Claude Mythos


ilsole24ore.com

Tool del giorno

Unity AI


In questi ultimi anni tanti non-sviluppatori si sono divertiti a creare siti web, chatbot, SaaS, ecc. Beh, da oggi si spalancano le porte del vibe coding di videogiochi perché una delle tecnologia più utilizzate al mondo ha appena lanciato Unity AI in versione beta.

Link: unity.com

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Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.


SpaceX e la vita oltre la Terra


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"The Martian" è la prima vera opera di Andy Weir — molti la conoscono per il film con protagonista Matt Damon, mentre da un mesetto a questa parte mi porto appresso "Project Hail Mary", ultimo romanzo dello stesso scrittore.

Prima di Andy non conoscevo l'esistenza del genere "hard science fiction," dove la speculazione scientifica si unisce a un tentativo di massimizzare l'aspetto realistico del world building.

Infatti, in "Project Hail Mary" ci sono paginate e paginate di spiegazioni scientifiche ed è affascinante quanto, soprattutto nel primo romanzo "The Martian", Andy si sia fatto aiutare dalla sua community, che all'epoca contava qualcosa come 3mila lettori, per affinare al millimetro ogni dettaglio scientifico.

Un tempo non serviva: Asimov non si è nemmeno mai avvicinato al livello di dettaglio di Andy, tanto meno Philip K. Dick.

Dettaglio o non dettaglio, quegli anni sono passati, gli anni in cui l'autore utilizzava il mezzo della storia per raccontare anche una visione del futuro. È chiaro che la scienza non può sbilanciarsi troppo con le teorie speculative, non è il suo lavoro, ma è anche noto che tanti scienziati o volti importanti del mondo tech sono stati ispirati ed emozionati da queste grandi storie.

Continua a leggere (gratuito per tutti)


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Xreal, partner di Google per gli smart glasses, presenta Project Aura


Con schermo OLED ma collegati a un dispositivo.
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In breve:


Xreal, partner di Google sugli smart glasses, ha presentato Project Aura, nuovi occhiali con schermi OLED integrati nelle lenti. A differenza dei modelli più leggeri senza display, Aura può mostrare video, mappe, giochi, web e contenuti 3D, ma deve restare collegato a un piccolo computer esterno da tenere in tasca. Tra gli usi previsti ci sono mappe immersive con Google Maps, video YouTube in realtà virtuale e giochi controllati con le mani. Per ora è disponibile solo agli sviluppatori, con lancio commerciale previsto entro l’anno. Xreal punta anche alla quotazione in Borsa entro fine 2026.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Xreal, Google’s smartglasses partner, thinks it has finally mastered this notoriously tricky industry | TechCrunch
Chi Xu, the founder and CEO of XREAL, thinks the smart glasses business has finally reached a turning point.
TechCrunchLucas Ropek

Riassunto completo:


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Anthropic vuole rilasciare Mythos pubblicamente


Ma non prima di aver sviluppato misure di sicurezza solide.
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In breve:


Anthropic vuole ampliare l’accesso a Mythos, il modello AI che analizza codice e trova vulnerabilità sfruttabili negli attacchi informatici, considerato troppo pericoloso per essere pubblico. Oggi è disponibile solo in Project Glasswing, un programma controllato dedicato a partner scelti; l’azienda punta prima a includere governi USA e alleati e poi a una distribuzione più ampia. Anthropic ammette però che oggi non esistono protezioni sufficienti per impedirne usi pericolosi. Nei test, Mythos ha analizzato oltre 1.000 progetti open source e segnalato 23.019 difetti; dopo verifica umana, 1.587 su 1.752 erano reali.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic to release Mythos-class models to the public
AI flaw-finder still under lock and key for now while company figures out guardrails, but extends access to more users including governments
theregisterSimon Sharwood

Riassunto completo:


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SpaceX lancia Starship V3 per la prima volta


Un po' di esplosioni, ma tutto sommato un successo.
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In breve:


SpaceX ha effettuato il primo test del nuovo Starship V3 da Starbase, in Texas. Il razzo, alto circa 124 metri, ha separato correttamente il veicolo superiore dal booster Super Heavy. Il booster però non ha riacceso i motori nella fase di rientro, ha perso controllo ed è caduto nel Golfo del Messico. Anche Starship ha perso uno dei sei motori Raptor durante la salita, ma ha comunque rilasciato 20 simulatori di satelliti Starlink e due satelliti modificati. Dopo circa un’ora ha simulato l’ammaraggio nell’Oceano Indiano ed è esplosa come previsto dal test. Per SpaceX il volo serviva a collaudare il nuovo hardware V3 e la nuova piattaforma di lancio prima dell'IPO di giugno.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

SpaceX launches Starship V3 for the first time, but loses booster on return | TechCrunch
The company had a mostly successful first launch of its upgraded Starship V3, which it needs to power its many ambitious goals in the years to come.
TechCrunchSean O’Kane

Riassunto completo:


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Meta lancia un'app simile a Reddit chiamata Forum


Conterrà i gruppi di Facebook.
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In breve:


Meta ha lanciato Forum, un’app separata per usare i gruppi Facebook in un ambiente più simile a Reddit. Dopo l’accesso con Facebook, l’app importa gruppi, profilo e attività dell’utente; i post pubblicati su Forum restano visibili anche dentro Facebook. Si può partecipare alle discussioni anche con un soprannome. La schermata principale mette al centro i thread dei gruppi e include Ask, una scheda AI che risponde alle domande usando contenuti emersi in comunità diverse. Forum ha anche un assistente per aiutare gli amministratori nella gestione e moderazione dei gruppi. Meta aveva già provato un’app separata per i gruppi nel 2014, poi chiusa nel 2017.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta quietly launches a new Reddit-like app called Forum | TechCrunch
The company describes the app as a “dedicated space built for deeper discussions, real answers and communities you care about.”
TechCrunchAisha Malik

Riassunto completo:


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