Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

The Ruthless Elimination of Hurry: riassunto di John Mark Comer


La fretta non è mancanza di tempo: è una malattia dell'anima. Comer propone quattro pratiche concrete — Sabbath, silenzio, semplicità, rallentare — per ritrovare presenza e profondità.

TL;DR

  • La fretta non è mancanza di tempo: è una malattia dell'anima — il termine "hurry sickness" è stato coniato dai cardiologi Meyer Friedman e Rosenman nel 1974. Comer la diagnostica come nemica di presenza, empatia e relazioni profonde.
  • Il libro propone quattro pratiche concrete: silenzio e solitudine, Sabbath (riposo deliberato), semplicità e rallentare — accessibili anche a chi lavora e ha famiglia, non solo ai monaci.
  • «Ruthless» nel titolo è intenzionale: devi tagliare impegni buoni per proteggere il meglio. Ogni sì alla fretta è un no nascosto a ciò che ami davvero.


Guarda il tuo calendario di questa settimana. Non quello che avresti voluto, quello reale. Quanti spazi vuoti ci sono tra un impegno e l'altro? Quanti pasti hai consumato davanti a uno schermo? Quante conversazioni hai avuto senza controllare il telefono almeno una volta?

The Ruthless Elimination of Hurry di John Mark Comer (WaterBrook, 2019) non risponde alla domanda «come fare di più». Risponde a una domanda più scomoda: perché corri tanto, e cosa ci stai perdendo?

Comer — pastore e fondatore di Practicing the Way, organizzazione no-profit dedicata alla formazione spirituale — scrive da una prospettiva cristiana contemplativa. Ma il libro è letto ampiamente anche da audience secolare: le diagnosi sul ritmo frenetico e le pratiche anti-hurry che propone funzionano indipendentemente dal credo. Più di un milione di copie vendute, tradotto in oltre venti lingue, lo confermano come uno dei testi più efficaci sul burnout moderno.

Cos'è davvero la hurry sickness?


Il termine "hurry sickness" non è metafora: fu coniato nel 1974 dai cardiologi Meyer Friedman e R.H. Rosenman nel volume Type A Behavior and Your Heart. I due studiosi documentarono come la sensazione cronica di mancanza di tempo e l'urgenza compulsiva siano fattori di rischio reali per stress cronico e malattie cardiovascolari.

Comer allarga la diagnosi: la fretta non è solo stress fisiologico — è erosione di ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Calendario pieno, notifiche, multitasking, identità costruita sulla produttività: il risultato è che sei presente fisicamente ma altrove mentalmente. Con i tuoi figli. Con il tuo partner. Con te stesso.

La radice è triplice: ansia del futuro (non controlli abbastanza), confronto continuo (carriere altrui, social) e tecnologia che colonizza l'attenzione. Comer non demonizza il lavoro utile — demonizza il ritmo che ti impedisce di essere davvero presente.

I dettagli delle quattro pratiche, la struttura completa del libro e il piano in 21 giorni sono riservati ai membri del Protocollo qui sotto.

La struttura del libro


Il libro è diviso in tre parti più prologo ed epilogo, per un totale di circa 270 pagine. La struttura segue un arco preciso: diagnosi → modello → cura.

SezioneContenuto
PrologoLa confessione di Comer: da pastore iper-lavoratore al collasso
Parte 1Il problema: hurry sickness, radici culturali, diagnosi individuale
IntermissionIl modello di vita alternativo — slow spirituality
Parte 2Le quattro pratiche: silenzio/solitudine + Sabbath + semplicità + rallentare
EpilogoCome costruire ritmi sostenibili a lungo termine

Le quattro pratiche anti-hurry

1. Silenzio e solitudine


La pratica fondante: creare spazi di silenzio intenzionale nella giornata, senza input digitali. Non meditazione zen — anche solo 10 minuti di camminata senza podcast o 15 minuti di seduta silenziosa al mattino.

Comer cita la tradizione contemplativa: i padri del deserto, San Giovanni della Croce, Thomas Merton. Ma il meccanismo è comprensibile anche in termini laici: il sistema di default della mente (la rete cerebrale attiva a riposo) lavora solo quando non c'è input costante. La creatività, l'intuizione e l'elaborazione emotiva avvengono nel silenzio, non durante lo scroll.

Come iniziare: 10 minuti prima di aprire il telefono al mattino. Niente podcast, niente musica. Solo respiro e finestra. Farlo per 14 giorni consecutivi.

2. Sabbath: il riposo come resistenza


Il Sabbath di Comer non è solo giorno libero: è interruzione deliberata della logica produttiva. Un giorno (o una mezza giornata) ogni sette in cui non produci, non consumi lavoro, non scrolli. Giochi, mangi lentamente, cammini, dormi, stai con persone che ami.

La forza della proposta sta nella misura: non un sabbatical da un mese, non una vacanza digitale da tre giorni. Una pratica settimanale, strutturale, che rende sostenibile il resto della settimana ad alta intensità.

Il test rivelatore di Comer: se non riesci a stare quattro ore senza controllare il telefono la domenica, la dipendenza dalla fretta è più profonda di quanto pensi. L'irrequietezza che senti è informazione, non impedimento.

Come iniziare: non 24 ore. Inizia con 4 ore protette — avvisa chi devi avvisare, spegni le notifiche. Nota cosa succede dentro di te durante quelle ore. Poi espandi gradualmente.

3. Semplicità: meno impegni, non solo meno cose


Comer distingue due livelli di semplicità. Il primo è materiale: meno possessi, meno abbonamenti, meno acquisti impulsivi. Il secondo — più potente e meno discusso — è la semplicità del calendario: cancellare impegni buoni per proteggere quelli migliori.

La frase che sintetizza: «Ogni sì è un no nascosto». Ogni attività aggiuntiva sottrae tempo a qualcosa d'altro. La domanda da farsi prima di accettare un nuovo impegno non è «posso farcela?» ma «cosa sacrifico accettando questo?»

This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

OpenAI valuta la cessione del 5% delle quote al governo degli Stati Uniti


OpenAI ha avviato colloqui preliminari per cedere una quota del 5% al governo USA.

OpenAI ha avviato colloqui preliminari per cedere una partecipazione del 5% al governo degli Stati Uniti, con l'obiettivo di condividere i profitti derivanti dall'intelligenza artificiale con i cittadini e consolidare i rapporti con l'amministrazione Trump. Come riferito dal the Guardian, la proposta avanzata dal CEO Sam Altman prevede la creazione di un veicolo di investimento pubblico che permetta alla popolazione di beneficiare direttamente della crescita economica del settore.

  • OpenAI propone di destinare il 5% del proprio capitale a un fondo sovrano statunitense per distribuire i dividendi dell'IA ai cittadini.
  • L'iniziativa mira a mitigare le tensioni con Washington e potrebbe coinvolgere anche altri leader del settore come Anthropic, Google e Meta.
  • Il piano, ancora in fase concettuale, richiederebbe l'approvazione del Congresso per diventare operativo.


Un modello ispirato al fondo sovrano dell'Alaska


L'idea centrale, discussa da Sam Altman con esponenti di spicco della politica americana, si ispira all'Alaska Permanent Fund, il fondo che investe i proventi del petrolio per distribuire dividendi annuali ai residenti dello Stato. Secondo le fonti citate dal Financial Times e riportate dalla testata britannica, OpenAI suggerisce che i principali sviluppatori di IA negli Stati Uniti dovrebbero conferire una quota azionaria simile a un fondo di investimento pubblico. Questo approccio permetterebbe a ogni cittadino, inclusi coloro che non investono nei mercati finanziari, di avere una partecipazione diretta nel boom economico dell'intelligenza artificiale.

Relazioni diplomatiche e sicurezza nazionale


La proposta arriva in un momento di crescente pressione da parte di Washington sulle aziende tech. Recentemente, Anthropic è stata costretta a sospendere temporaneamente il suo modello più avanzato su ordine del governo, per motivi di sicurezza nazionale legati all'accesso di cittadini stranieri. In questo contesto, la cessione di una quota azionaria allo Stato viene vista come una mossa strategica per garantire il supporto politico e prevenire interventi normativi troppo restrittivi.

Il dialogo con l'amministrazione Trump e il Congresso


Sam Altman avrebbe già discusso il piano con Donald Trump, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il segretario al Tesoro Scott Bessent. I colloqui hanno coinvolto anche figure come il senatore Bernie Sanders, il quale sostiene la creazione di un fondo sovrano finanziato però attraverso una tassazione una tantum del 50% sulle azioni delle grandi aziende di IA. Nonostante l'interesse, la realizzazione di un simile accordo rimane complessa e necessiterebbe di un atto legislativo del Congresso, specialmente considerando che OpenAI e Anthropic si preparano a quotazioni in borsa che potrebbero valutare le società oltre i mille miliardi di dollari.

Fonte: The Guardian

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Sony abbandona i dischi: PlayStation sarà solo digitale dal 2028


Sony ha annunciato che interromperà la produzione di giochi PlayStation su supporto fisico a partire da gennaio 2028.

Sony ha confermato ufficialmente che PlayStation passerà a un modello di distribuzione esclusivamente digitale, cessando la produzione di dischi per i propri giochi a partire da gennaio 2028. Secondo quanto riportato da Engadget, la decisione riflette il drastico calo dell'interesse per i supporti fisici, che lo scorso anno hanno rappresentato solo il 3% dei ricavi totali della divisione gaming dell'azienda giapponese.

  • Stop alla produzione di giochi PlayStation su disco da gennaio 2028.
  • Le vendite fisiche rappresentano ormai solo il 3% dei ricavi di Sony.
  • Chiusura definitiva dei PlayStation Store per PS3 e PS Vita tra il 2026 e il 2027.


La fine dell'era fisica per PlayStation


La transizione verso il solo digitale non è una sorpresa assoluta: Sony ha sottolineato come questa scelta sia una risposta diretta alle mutevoli preferenze dei consumatori, che prediligono sempre più gli acquisti tramite PlayStation Store. Un segnale inequivocabile era già arrivato nel 2024 con il lancio della PS5 Pro, commercializzata sprovvista di un'unità disco integrata.

A partire da gennaio 2028, i nuovi titoli saranno acquistabili esclusivamente in formato digitale o tramite codici riscattabili presso i rivenditori. Sony ha tuttavia precisato che questa decisione non avrà alcun impatto sui giochi fisici già rilasciati o su quelli il cui debutto è previsto prima della data limite.

L'impatto sull'usato e sulla preservazione


L'abbandono dei supporti fisici solleva preoccupazioni per quanto riguarda il mercato dei videogiochi usati e la preservazione del software. Senza dischi, i consumatori perderanno la possibilità di scambiare o rivendere i propri titoli PS5, colpendo duramente le catene di vendita al dettaglio e i piccoli negozi indipendenti. Anche Rockstar Games sembra aver anticipato questa tendenza, confermando che GTA 6 non avrà una distribuzione su disco.

Mentre Xbox si sta muovendo da tempo verso un ecosistema digitale e Nintendo inizia a incentivare gli acquisti online con prezzi competitivi, Sony è la prima a fissare una scadenza definitiva per il formato fisico.

Addio agli store di PS3 e PS Vita


In concomitanza con l'annuncio sul futuro digitale, Sony ha comunicato la chiusura dei PlayStation Store per PS3 e PS Vita. In alcuni mercati, la chiusura avverrà già ad agosto 2026, mentre negli Stati Uniti il termine è fissato per luglio 2027. Dopo queste date, non sarà più possibile acquistare nuovi contenuti su queste piattaforme. L'azienda ha comunque garantito che gli utenti potranno continuare a scaricare i titoli già acquistati in precedenza per il prossimo futuro.

Fonte: Engadget


GTA 6: niente disco fisico, arriva solo la versione con codice in scatola


Il debutto di Grand Theft Auto VI rappresenta senza dubbio uno degli eventi più attesi nella storia recente dell'industria videoludica, ma le ultime indiscrezioni suggeriscono un cambiamento epocale per i collezionisti e gli amanti dei supporti fisici tradizionali.
Secondo quanto riportato da una fonte di The Hollywood Reporter, Rockstar Games non avrebbe infatti intenzione di produrre dischi per il nuovo capitolo della saga: sebbene sia prevista una versione retail per i negozi, al suo interno non ci sarà un supporto fisico ma solo un codice per il riscatto del gioco in formato digitale.

La notizia nasce dalla necessità di chiarire alcune ambiguità emerse in seguito a una comunicazione ufficiale del supporto di Rockstar: un’email inviata a un utente menzionava infatti la disponibilità di una "copia fisica" nei mesi a venire, alimentando la speranza dei fan di poter inserire il disco nelle proprie console. Tuttavia, fonti vicine allo sviluppo hanno precisato che l'espressione si riferisce esclusivamente alla scatola contenente il codice e non a un supporto fisico reale.
Anche il riferimento temporale ai "mesi successivi" non riguarderebbe il periodo post-lancio, ma i mesi che seguono gli annunci ufficiali delle varie edizioni e dei prezzi avvenuti in questi giorni.

Il lancio di Grand Theft Auto VI è ufficialmente fissato per il 19 novembre 2026 sulle piattaforme PlayStation 5 e Xbox Series X|S, con le prenotazioni per le edizioni Standard e Ultimate già aperte.
Considerata la mole imponente dei dati necessari per un titolo di tale portata, Rockstar permetterà agli utenti di iniziare il pre-download già dal 12 novembre, esattamente una settimana prima del debutto ufficiale.
Per quanto riguarda il mondo PC, la notizia non desta particolare sorpresa, dato che Rockstar non ha ancora annunciato una versione desktop e un'eventuale distribuzione su DVD per un gioco di queste dimensioni risulterebbe comunque impraticabile.

Fonte: VideoCardz


Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic ripristina l'accesso a Claude Fable 5 e Mythos 5 dopo i blocchi governativi


Anthropic riattiva l'accesso globale a Claude Fable 5 e Mythos 5 dopo la revoca delle restrizioni USA con nuovi sistemi di sicurezza.

Anthropic ha annunciato il ripristino globale dell'accesso ai suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati, Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, a seguito della revoca dei controlli sulle esportazioni imposti dal governo degli Stati Uniti. La decisione, effettiva dal 1° luglio 2026, mette fine a un periodo di sospensione cautelativa iniziato il 12 giugno, durante il quale l'azienda ha collaborato con le autorità per rafforzare i sistemi di sicurezza contro potenziali utilizzi malevoli in ambito cybersecurity.

  • Accesso ripristinato per Claude Fable 5 e Mythos 5 su tutte le piattaforme Anthropic e presto su AWS, Google Cloud e Microsoft Foundry.
  • Implementati nuovi classificatori di sicurezza per prevenire l'identificazione e lo sfruttamento di vulnerabilità software, con un'efficacia dichiarata superiore al 99%.
  • Anthropic, Google, Microsoft e Amazon hanno avviato lo sviluppo di un framework comune per valutare e classificare la gravità dei tentativi di bypass delle protezioni (jailbreak).


Il contesto del blocco e la risoluzione delle criticità


Secondo quanto riportato da Anthropic, il blocco temporaneo era stato innescato da una segnalazione di ricercatori Amazon, i quali avevano individuato un metodo per aggirare le protezioni di Fable 5. Tale tecnica permetteva al modello di identificare vulnerabilità software e, in un caso specifico, di generare codice per sfruttarle.

Sebbene i test successivi abbiano dimostrato che capacità simili fossero presenti anche in modelli concorrenti come GPT-5.5 e Kimi K2.7, Anthropic ha lavorato a stretto contatto con il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per implementare salvaguardie più rigide.

La collaborazione con le istituzioni americane non è una novità per l'industria, viste le recenti discussioni sulla cessione di quote di OpenAI al governo degli Stati Uniti. Anthropic ha confermato che i nuovi classificatori di sicurezza sono stati testati dal Center for AI Standards and Innovation (CAISI), confermandone la robustezza.

Nuovi standard di sicurezza e collaborazione industriale


L'incidente ha evidenziato la mancanza di uno standard condiviso nel settore per valutare la pericolosità dei cosiddetti "jailbreak". Per colmare questa lacuna, Anthropic ha annunciato una partnership con Amazon, Microsoft e Google all'interno del programma Glasswing. L'obiettivo è creare un framework di valutazione basato su quattro criteri: guadagno di capacità, ampiezza del guadagno, facilità di utilizzo come arma e individuazione della tecnica.

Differenze tra Claude Fable 5 e Mythos 5


Anthropic ha chiarito che, sebbene i due modelli condividano la stessa architettura, Claude Fable 5 è progettato per l'uso generale con protezioni estremamente rigide (approccio "defense in depth"). Al contrario, Claude Mythos 5 presenta meno restrizioni ed è destinato esclusivamente a organizzazioni statunitensi selezionate per attività di cybersecurity difensiva. Per gli utenti Pro e Enterprise, l'accesso a Fable 5 sarà inizialmente incluso nei limiti di utilizzo settimanali, per poi passare a un sistema basato su crediti dopo il 7 luglio.

Collaborazione rafforzata con il governo USA


L'azienda ha formalizzato nuovi impegni per la sicurezza dell'IA di frontiera, che includono l'accesso anticipato ai modelli per i partner governativi prima del rilascio pubblico e la condivisione rapida di informazioni sui nuovi pattern di abuso. È stato inoltre lanciato un programma su HackerOne per consentire ai ricercatori di sicurezza di segnalare vulnerabilità nei sistemi di protezione di Claude Fable 5 in modo etico e controllato.

Fonte: Anthropic


OpenAI valuta la cessione del 5% delle quote al governo degli Stati Uniti


OpenAI ha avviato colloqui preliminari per cedere una partecipazione del 5% al governo degli Stati Uniti, con l'obiettivo di condividere i profitti derivanti dall'intelligenza artificiale con i cittadini e consolidare i rapporti con l'amministrazione Trump. Come riferito dal the Guardian, la proposta avanzata dal CEO Sam Altman prevede la creazione di un veicolo di investimento pubblico che permetta alla popolazione di beneficiare direttamente della crescita economica del settore.

  • OpenAI propone di destinare il 5% del proprio capitale a un fondo sovrano statunitense per distribuire i dividendi dell'IA ai cittadini.
  • L'iniziativa mira a mitigare le tensioni con Washington e potrebbe coinvolgere anche altri leader del settore come Anthropic, Google e Meta.
  • Il piano, ancora in fase concettuale, richiederebbe l'approvazione del Congresso per diventare operativo.


Un modello ispirato al fondo sovrano dell'Alaska


L'idea centrale, discussa da Sam Altman con esponenti di spicco della politica americana, si ispira all'Alaska Permanent Fund, il fondo che investe i proventi del petrolio per distribuire dividendi annuali ai residenti dello Stato. Secondo le fonti citate dal Financial Times e riportate dalla testata britannica, OpenAI suggerisce che i principali sviluppatori di IA negli Stati Uniti dovrebbero conferire una quota azionaria simile a un fondo di investimento pubblico. Questo approccio permetterebbe a ogni cittadino, inclusi coloro che non investono nei mercati finanziari, di avere una partecipazione diretta nel boom economico dell'intelligenza artificiale.

Relazioni diplomatiche e sicurezza nazionale


La proposta arriva in un momento di crescente pressione da parte di Washington sulle aziende tech. Recentemente, Anthropic è stata costretta a sospendere temporaneamente il suo modello più avanzato su ordine del governo, per motivi di sicurezza nazionale legati all'accesso di cittadini stranieri. In questo contesto, la cessione di una quota azionaria allo Stato viene vista come una mossa strategica per garantire il supporto politico e prevenire interventi normativi troppo restrittivi.

Il dialogo con l'amministrazione Trump e il Congresso


Sam Altman avrebbe già discusso il piano con Donald Trump, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il segretario al Tesoro Scott Bessent. I colloqui hanno coinvolto anche figure come il senatore Bernie Sanders, il quale sostiene la creazione di un fondo sovrano finanziato però attraverso una tassazione una tantum del 50% sulle azioni delle grandi aziende di IA. Nonostante l'interesse, la realizzazione di un simile accordo rimane complessa e necessiterebbe di un atto legislativo del Congresso, specialmente considerando che OpenAI e Anthropic si preparano a quotazioni in borsa che potrebbero valutare le società oltre i mille miliardi di dollari.

Fonte: The Guardian


Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

L'idea di JD Vance come erede non piace a Trump


A Meet the Press la giornalista dice che il vicepresidente è il favorito per il dopo-Trump, mentre Rubio non si muove e l'idea di un successore designato infastidisce il presidente.

Il favorito nella corsa alla Casa Bianca del 2028 è già il vicepresidente JD Vance e l'unico in grado di rovinargli i piani è lui stesso. Lo ha detto la giornalista Maggie Haberman a Meet the Press, il programma di approfondimento politico della domenica, aggiungendo che la prospettiva di un erede già designato non entusiasma il presidente Donald Trump.

Haberman era in studio con il collega Jonathan Swan, con cui ha scritto Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump, un'inchiesta sulla presidenza di Trump ricca di retroscena sulla Casa Bianca. Stando a quanto i due hanno raccolto, niente indica che Marco Rubio, anch'egli tra i possibili successori, stia facendo le mosse di chi vuole davvero candidarsi. La corsa resta così nelle mani di Vance, una situazione che non piace a Trump, al quale non va a genio l'idea che qualcuno arrivi dopo di lui.

Vance si è mostrato disposto a dire a Trump cose che il presidente non vuole necessariamente sentire, un tratto che rende il loro rapporto, nelle parole di Haberman, "davvero interessante". Su tutto pesa la decisione di attaccare l'Iran: secondo la giornalista nessuno dei principali consiglieri di Trump e nessun membro del suo governo riteneva che fosse una buona idea, ma Vance è stato l'unico a opporsi apertamente e a discuterne direttamente con il presidente. La sua presa di posizione ha irritato Trump e gli è costata nel rapporto personale, ma resta l'unico ad aver davvero smosso le acque.

Trump ama giocare con chi lo circonda e da tempo mette alla prova le persone chiedendo "Chi preferisci? Marco o JD Vance?", ha detto Haberman. Nel libro i due raccontano una scena dello scorso ottobre, durante una cena nella Blue Room della Casa Bianca con il magnate dei media Rupert Murdoch e altri invitati, tra cui Vance e Rubio. Trump ha chiesto a Murdoch cosa pensasse di Vance e lui, che non lo avrebbe voluto come vicepresidente, ha risposto che JD ha le potenzialità per diventare grande. Alla domanda su Rubio ha replicato seccamente "Marco è brillante".

Tutto questo non significa che Rubio abbia reali possibilità di scalzare Vance. "Non credo servisse granché a far pendere la bilancia", ha aggiunto Haberman, a segnalare quanto il confronto fosse già squilibrato a favore del vicepresidente.

Nella trasmissione Swan ha parlato anche delle elezioni di metà mandato del prossimo autunno, il voto che a metà del mandato presidenziale rinnova l'intera Camera e un terzo del Senato. Alla domanda se Trump sia davvero preoccupato di vincerle, ha negato che il presidente sia del tutto indifferente, ma ha aggiunto che i suoi collaboratori più stretti vorrebbero che la cosa gli importasse di più.

Swan ha ricordato un commento rivelatore fatto da Trump lo scorso anno, dopo i pessimi risultati dei repubblicani nelle elezioni locali e statali. Molti, aveva detto allora il presidente, sostenevano che il partito non potesse vincere senza il suo nome sulla scheda. Per lui era "un grande onore".

Guardando avanti, ha proseguito Swan, il presidente non vuole certo essere di nuovo messo in stato d'accusa, la procedura con cui la Camera può incriminarlo, ma sa che non verrebbe comunque rimosso: la condanna e l'allontanamento dalla carica spettano al Senato, dove serve una maggioranza di due terzi che i suoi avversari non hanno. "Non esiste alcun universo in cui venga condannato", ha detto.


Trump non si è ripreso dal ruolo da co-presidente di Musk


L'amministrazione Trump non si è mai ripresa dalla destabilizzazione creata da Elon Musk, che nei primi mesi di questo mandato ha agito di fatto come un co-presidente. Lo hanno detto venerdì Maggie Haberman e Jonathan Swan, due giornalisti del New York Times, ospiti di Morning Joe, programma del canale MS NOW.

I due hanno ripreso i temi del loro libro, "Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump". Per Haberman, Musk ha agito di fatto come un co-presidente nei primi quattro mesi circa del mandato. "Ha creato così tanta destabilizzazione di questo governo che credo non si siano mai del tutto ripresi", ha detto.

Musk era consigliere ufficiale del DOGE, il Department of Government Efficiency, l'organismo voluto da Trump per ridurre la spesa federale. Secondo Haberman il suo ruolo ha peggiorato una catena di informazioni già confusa dentro la Casa Bianca.

Haberman ha parlato anche di un "clima di paura" creato sotto la presidenza Trump e ha spiegato perché molti giornalisti hanno iniziato a chiamare direttamente il presidente per ottenere informazioni. "L'ufficio stampa non lo anticiperà su nulla", ha detto. Per la giornalista, chi ha bisogno di una risposta veloce è portato a rivolgersi direttamente a Trump, mentre per chi lavora alla Casa Bianca questo crea un clima di paura.

Nel libro i due raccontano un episodio dell'anno scorso, durante la guerra dei dodici giorni con l'Iran. Quando Trump vide che il Pentagono, il dipartimento della Difesa americano, aveva in parte modificato un suo messaggio su Truth Social in cui sosteneva che gli Stati Uniti controllavano "i cieli sopra l'Iran", andò su tutte le furie. Secondo Haberman fu l'ultima volta che qualcuno contraddisse pubblicamente ciò che diceva.

Swan ha raccontato un episodio che riguarda i rapporti tra Trump e i vertici della Silicon Valley. Intorno al Natale del 2024, nel suo golf club di Doral, in Florida, Trump avrebbe mostrato i messaggi ricevuti da Jeff Bezos, fondatore di Amazon, e Mark Zuckerberg, a capo di Meta, vantandosi di quanto i due lo stessero adulando. Avrebbe poi mostrato gli stessi messaggi a Musk a Mar-a-Lago, la sua residenza sempre in Florida, e Musk avrebbe commentato con apprezzamento il servilismo dei due. Secondo Swan, Musk si stava godendo lo spettacolo dei suoi rivali che cercavano di ingraziarsi il presidente.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Perché il buddhismo fa bene: riassunto di Robert Wright


Il cervello non è fatto per stare bene — è fatto per sopravvivere. Robert Wright spiega perché il buddhismo aveva capito questo migliaia di anni prima della psicologia evolutiva.

TL;DR

  • Robert Wright, autore di The Moral Animal, dimostra che le intuizioni centrali del buddhismo — insoddisfazione strutturale, mente non unitaria, craving — sono compatibili con la psicologia evolutiva e le neuroscienze cognitive.
  • Il problema non è la tua mancanza di forza di volontà: è che il tuo cervello è stato selezionato per volere sempre più, non per stare bene. La meditazione cambia questo rapporto — non lo elimina, lo rende gestibile.
  • Non devi credere nella reincarnazione per trarre beneficio da questo libro: Wright separa il nucleo empirico del buddhismo dalle credenze metafisiche e lo mette alla prova.


Hai mai notato che ottenere quello che volevi non ha risolto niente? Promozione, vacanza, relazione — e poi, dopo qualche settimana, quella sensazione di 'e adesso?'. Non è ingratitudine. È biologia.

Why Buddhism Is True — «Perché il buddhismo fa bene» — di Robert Wright è un libro del 2017 che parte da questa osservazione e la porta fino alle sue conseguenze logiche. Wright è un giornalista e autore americano noto per The Moral Animal (1994), un classico sulla psicologia evolutiva. Insegna all'Università di Princeton e ha co-fondato il sito Bloggingheads.tv. Non è un maestro di meditazione: è uno scettico che ha praticato meditazione vipassana in ritiro e ha cercato di capire perché funzionava.

Il risultato è un libro che non chiede di credere al buddhismo — chiede di verificarlo. La domanda centrale: se rimuovi le parti metafisiche (reincarnazione, cosmologia, karma letterale), cosa rimane del buddhismo? Wright risponde: qualcosa di molto più solido di quanto si pensi — e confermato dalla scienza evolutiva e dalle neuroscienze cognitive.

Dukkha: perché il cervello non è fatto per stare bene


Il buddhismo comincia con una diagnosi: esiste la sofferenza, o più precisamente il dukkha — insoddisfazione, imperfezione, impermanenza. Wright la legge attraverso la psicologia evolutiva: il cervello umano è stato selezionato non per essere felice, ma per riprodursi e sopravvivere.

La conseguenza è strutturale. La dopamina non premia il raggiungimento dell'obiettivo — premia l'anticipazione. Una volta ottenuto ciò che volevi, il segnale di ricompensa cala e il sistema si sposta già verso il prossimo obiettivo. Non è debolezza morale: è l'architettura di un cervello che doveva continuare a cercare risorse, partner e status per sopravvivere. Aspettarsi soddisfazione permanente da gratificazioni esterne è combattere l'evoluzione.

Wright distingue tra dukkha come diagnosi osservabile — «le cose non soddisfano mai abbastanza» — e nichilismo. Non sta dicendo che tutto è illusione o che non vale la pena di niente. Sta dicendo che il rapporto con i desideri conta più del soddisfarli. Ed è qui che entra la meditazione.

Mente modulare e il mito dell'io unificato


Il secondo grande argomento del libro riguarda la struttura della mente. Wright presenta la psicologia evolutiva modulare: la mente non è una unità comandata da un «io» coerente. È un insieme di moduli — sottosistemi che si sono evoluti per gestire domini specifici (status, minacce, riproduzione, cooperazione) — che competono e si alternano nel controllo del comportamento.

Questo è esattamente ciò che il buddhismo chiama anatta — «non-sé». L'io unificato e stabile che senti di essere è, in buona parte, una narrativa post-hoc: una storia che il cervello si racconta per dare coerenza a decisioni prese da moduli diversi. Non un'entità che comanda, ma un commentatore che spiega dopo i fatti.

L'insight pratico della mindfulness: quando osservi i tuoi pensieri in meditazione, inizi a vedere che «rabbia», «paura», «desiderio» non sono te — sono eventi che sorgono e passano. Quella distanza cambia tutto.

Meditazione come esperimento, non come fede


Wright descrive i ritiri di meditazione vipassana come laboratori: osservi cosa succede quando smetti di alimentare ogni pensiero. Non lo combatti, non lo segui — lo noti e lasci che passi. Il buddismo chiama questo processo «notare» (noting) e i risultati, secondo Wright, non richiedono fede — richiedono pratica.

Il meccanismo che spiega perché funziona: ogni pensiero o emozione che sorge porta con sé una valenza — piacevole o spiacevole — e una spinta all'azione (avvicinarsi o evitare). Di solito agiamo automaticamente su quella spinta. La meditazione inserisce uno spazio tra stimolo e risposta: osservi la valenza, senti la spinta, e scegli se seguirla. Non sempre — ma più spesso di prima.

Wright cita studi su mindfulness e neuroplasticità con umiltà appropriata: la ricerca è promettente ma non conclusiva, le dimensioni degli studi sono spesso piccole, gli effetti variano per individuo e contesto. Non vende miracoli. Vende un'ipotesi da testare e uno strumento per testarla.

Abbinalo alla tua pratica di meditazione e alla guida pratica su come meditare.

Craving: il problema non è il desiderio


Una delle distinzioni più importanti del libro: il buddhismo non insegna ad eliminare i desideri. Insegna a cambiare il rapporto con essi.

Il craving — brama, dipendenza — è diverso dal desiderio. Desiderare un lavoro interessante è sano; non riuscire a tollerare l'idea di non averlo è craving. Desiderare connessione è sano; scrollare compulsivamente i social cercando qualcosa che non sai neanche cosa sia è craving. La differenza è nella qualità dell'urgenza e nella capacità di starci con il disagio senza agire immediatamente.

This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Perché i socialisti Dem in America non sono veri democratici


Jonathan Chait ricostruisce come i Socialisti Democratici d'America, nati per spingere a sinistra i Democratici, siano finiti in mano a fazioni comuniste ostili alla democrazia liberale

I Socialisti Democratici d'America, il movimento della sinistra radicale che sta conquistando peso dentro il Partito Democratico, sono diventati ostili alla democrazia liberale e allo stesso partito di cui sfruttano le primarie. Lo sostiene Jonathan Chait in un'analisi pubblicata sull'Atlantic, secondo cui l'organizzazione, nota con la sigla DSA, è nata proprio per contrastare ciò che oggi è diventata.

Il DSA condivide con i Democratici alcune posizioni, come il salario minimo più alto, la difesa della spesa sociale e l'opposizione all'amministrazione Trump. Ma la sua idea di socialismo, scrive Chait, va molto oltre le funzioni pubbliche ordinarie o programmi come l'assistenza sanitaria universale, e arriva a disprezzare il Partito Democratico e i suoi valori di fondo.

Darializa Avila Chevalier, appena scelta dagli elettori democratici come candidata per un seggio alla Camera a New York, ha definito Joe Biden uno "stupratore" e ha lodato più volte il comunismo. Quando la rete televisiva MS NOW le ha chiesto se fosse comunista, ha risposto: "Non lo sono. Sono una socialista democratica", liquidando le domande sulla sua adesione a ideologie totalitarie come "una distrazione". Il DSA ha ormai un gruppo di sostenitori in crescita al Congresso, candidati sindaci in diverse grandi città e punta a sostenere un candidato alla presidenza nel 2028.

Il movimento fu fondato nel 1982 dallo scrittore e attivista Michael Harrington con l'obiettivo di spingere i Democratici verso politiche più progressiste, restando però fedele alla libertà di parola, alle elezioni e alle altre regole democratiche. Lo statuto originario permetteva di espellere chi militava in organizzazioni comuniste, perché l'esperienza aveva insegnato che i partiti socialisti fallivano quando i comunisti riuscivano a infiltrarli e a prenderne il controllo. "Una tragica ironia della storia", scrive Chait, è che il DSA "è nato in opposizione a ciò che è diventato".

Una decina di anni fa la campagna presidenziale di Bernie Sanders e l'ascesa di Donald Trump portarono nel DSA decine di migliaia di giovani iscritti, tra cui organizzatori di formazione marxista-leninista che videro nel movimento un terreno fertile. Ne nacque un conflitto tra fazioni rivali. Secondo Chait, il caucus interno Red Star sostiene che quasi metà dei membri del comitato politico nazionale, l'organo di vertice del DSA, "si dichiarano apertamente comunisti".

Sul fronte internazionale il cambiamento è stato netto. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022 il DSA condannò l'attacco ma lo attribuì all'espansione della NATO, l'alleanza militare occidentale, e si oppose a qualsiasi aiuto militare a Kiev. Dopo il 7 ottobre 2023 la sezione di New York del movimento rivendicò il "diritto a resistere" dei palestinesi e partecipò a una manifestazione per celebrare gli attacchi di Hamas. Una ventina di iscritti storici lasciarono l'organizzazione.

Nel 2025 il congresso del DSA ha cancellato la norma che consentiva di espellere chi lavorava per cellule comuniste e ha inserito il "diritto alla resistenza" palestinese tra i suoi princìpi centrali. Il movimento ha aderito al Foro di San Paolo, la rete della sinistra latinoamericana guidata da forze comuniste, e ha proclamato la propria solidarietà con il Venezuela di Nicolás Maduro e con la Cuba dei fratelli Castro. Per Chait, il DSA "colloca ormai la sua idea di società ideale nei regimi più dispotici del mondo".

La strategia di lungo periodo del movimento è quella che negli Stati Uniti viene chiamata "dirty break", la rottura sporca: sfruttare le primarie e i voti dei Democratici per costruire la propria forza e poi staccarsi per fondare un partito autonomo, lasciando morire quello vecchio. Il sindaco di New York Zohran Mamdani, la risorsa politica più preziosa del DSA, si è mosso con prudenza in carica, accumulando consenso che poi ha speso per sostenere gli sfidanti del movimento contro i Democratici moderati.

Gli elettori democratici approvano il DSA, ma nel complesso l'opinione pubblica no. Un sondaggio nazionale gli attribuisce il 21% di giudizi positivi e il 48% di giudizi negativi, contro un 36% di consensi per i Democratici. Il programma che il movimento ratificherà il mese prossimo chiede di abolire le forze carcerarie dello Stato capitalista, aprire le frontiere, portare in mano pubblica le maggiori aziende, ridurre la settimana lavorativa a 32 ore e tagliare i fondi al Pentagono, il ministero della Difesa statunitense. Sono le stesse posizioni che hanno permesso ai candidati socialisti di allargare la propria base alle ultime primarie.

Il DSA cresce di più quando alla Casa Bianca c'è un repubblicano, mentre durante la presidenza di Biden i suoi iscritti sono rimasti stabili. Secondo Chait il movimento non ha alcun interesse a moderare le proprie posizioni, perché più il Partito Democratico si riduce più il suo peso interno aumenta, e i repubblicani fanno di tutto per amplificare le uscite più estreme dei socialisti.

All'interno del partito lo scontro è squilibrato, scrive Chait: una parte punta a prendere il controllo, l'altra vuole solo che tutti vadano d'accordo. Alexandria Ocasio-Cortez, che è iscritta al DSA, in una intervista a MS NOW ha accusato i colleghi democratici più anziani di creare loro la dinamica conflittuale. Per Chait la pressione ideologica va in una sola direzione: il DSA può attaccare il partito, ma i Democratici non socialisti non possono rispondere allo stesso modo.

Il costo dell'alleanza con il DSA, secondo Chait, non è solo elettorale ma morale, perché ciò che il movimento chiede ai Democratici è di accettare gli autoritari come alleati di coalizione. È la stessa pressione, scrive, che i repubblicani hanno subìto con la scalata del movimento MAGA: prima ignorare gli obiettivi degli alleati, poi giustificarli. Il momento più facile per tracciare una linea contro l'illiberalismo nel proprio campo, è la conclusione dell'autore, è l'inizio.


New York congela gli affitti di un milione di case e Mamdani realizza la sua promessa


Giovedì 25 giugno il consiglio comunale di New York che ogni anno fissa i tetti agli aumenti degli affitti ha deciso di congelare i canoni di quasi un milione di appartamenti a canone regolato, realizzando la principale promessa elettorale del sindaco Zohran Mamdani. Il blocco vale sia per i contratti di un anno sia per quelli di due e si applica ai rinnovi a partire dal primo ottobre.

Il voto, atteso da settimane, è una vittoria politica per Mamdani, che alla guida della città è arrivato proprio impegnandosi a ridurre il costo della vita in una delle metropoli più care del mondo. "Freeze the rent", congelate gli affitti, era lo slogan ripetuto di continuo durante la campagna. Dopo il risultato il sindaco, eletto a novembre, ha parlato in un comunicato di "una vittoria storica per gli inquilini di New York".

A New York circa il 40 per cento degli appartamenti è a canone regolato, una forma di equo canone che riguarda quasi due milioni di persone. Si tratta di case private, ma la città stabilisce ogni anno di quanto al massimo i proprietari possono aumentare l'affitto al rinnovo del contratto. A decidere è il Rent Guidelines Board, un organismo di nove membri nominati dal sindaco: due in rappresentanza dei proprietari, due degli inquilini e cinque cosiddetti membri "pubblici", tra cui chi lo presiede.

Mamdani aveva annunciato già in campagna che avrebbe nominato solo persone convinte che "i proprietari se la cavano benissimo", così da assicurarsi il blocco. Una volta insediato ha nominato la maggioranza dei membri del consiglio, compresa la presidente Chantella Mitchell e quattro dei cinque membri pubblici.

Il via libera è arrivato con sette voti a favore e uno solo contrario, ed è la prima volta che il congelamento riguarda insieme i contratti annuali e quelli biennali. L'unico voto contrario è stato quello di Arpit Gupta, membro pubblico nominato nel 2022, che aveva proposto di limitare il blocco ai soli edifici lasciati deteriorare dai proprietari, permettendo aumenti altrove. A sorpresa ha votato a favore Maksim Wynn, uno dei rappresentanti dei proprietari nominato da Mamdani, secondo cui i problemi dei padroni di casa vanno risolti con strumenti che spettano alla città e allo Stato di New York, non con gli aumenti dei canoni.

La mattina del voto una delle due rappresentanti dei proprietari, Christina Smyth, si è dimessa per protesta, sostenendo in una lettera che l'esito era già deciso e che il consiglio aveva "smesso di essere un organo che accerta i fatti". La presidente Mitchell ha risposto con un comunicato pubblico in cui ha rivendicato "l'indipendenza con cui i membri di quest'anno hanno lavorato".

Il mondo immobiliare ha contestato con forza la decisione. James Whelan, presidente del Real Estate Board of New York, un'influente associazione di categoria, ha detto che il voto "è popolare ma peggiorerà la crisi abitativa" e ha accusato il consiglio di ignorare i propri stessi dati. I proprietari sostengono che senza aumenti non riusciranno a coprire i costi di manutenzione e riparazione degli edifici. Contro la delibera è atteso un ricorso in tribunale.

Chi vive negli appartamenti a canone regolato è più spesso nero o latino, più povero e più anziano rispetto a chi affitta sul mercato libero. Secondo un'analisi dell'organizzazione contro la povertà Robin Hood e della Columbia University, circa 140.000 persone che oggi abitano in queste case finirebbero sotto la soglia di povertà se dovessero pagare gli affitti di mercato. Tra il 2014 e il 2023 il canone mediano di un appartamento regolato è passato, al netto dell'inflazione, da 1.485 a 1.500 dollari, mentre quello di mercato è salito da 1.856 a 2.000 dollari.

I proprietari, dal canto loro, segnalano difficoltà crescenti. Un'indagine della Community Preservation Corporation, un istituto di credito senza scopo di lucro, ha rilevato che nel 2024 quasi un terzo dei suoi clienti non guadagnava abbastanza dagli edifici a canone regolato per pagare il mutuo, quasi il triplo rispetto al 2022. A pesare sono l'inflazione, l'aumento dei costi assicurativi e una serie di leggi a favore degli inquilini approvate dallo Stato di New York nel 2019, che hanno tolto ai padroni di casa diversi modi per alzare i canoni.

Il consiglio aveva già congelato gli affitti in passato, sotto l'ex sindaco Bill de Blasio: nel 2015, per la prima volta nei suoi 46 anni di storia, e poi nel 2016, nel 2020 e nella prima metà del 2021. In quei casi, però, i proprietari potevano comunque aumentare i canoni quando un inquilino lasciava l'appartamento, una possibilità eliminata proprio dalle leggi del 2019. Sotto il predecessore di Mamdani, Eric Adams, gli affitti regolati erano invece cresciuti complessivamente del 12 per cento in quattro anni.

La decisione arriva in una città dove gli affitti del mercato libero continuano a salire: ad aprile il canone mediano di un appartamento a Manhattan ha superato per la prima volta i 5.000 dollari al mese, mentre il tasso di sfitti è sceso intorno all'1,5 per cento, un livello così basso che la città lo definisce un'emergenza. Il blocco rafforza anche il momento politico di Mamdani: due giorni prima del voto tre candidati al Congresso da lui sostenuti avevano vinto le primarie democratiche, battendo due deputati uscenti.

Resta aperto il nodo di chi un affitto, anche calmierato, fatica comunque a pagarlo. Un'analisi di Politico ha mostrato che a New York gli incassi degli affitti nell'edilizia popolare e sociale sono in calo, senza che se ne capisca con chiarezza il motivo: per chi guadagna poco una spesa medica imprevista o un funerale bastano a far saltare i conti, anche quando il canone in sé sarebbe sostenibile.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Come trattare gli altri: riassunto di Dale Carnegie


Pubblicato nel 1936, venduto in 30 milioni di copie. Carnegie insegna una cosa sola: le persone vogliono sentirsi importanti. Chi lo capisce davvero cambia le relazioni.

TL;DR

  • Pubblicato nel 1936, questo libro ha venduto oltre 30 milioni di copie: la ragione è che i suoi principi — interesse genuino, ascolto, rispetto della dignità altrui — non invecchiano.
  • Carnegie non insegna trucchi: insegna a smettere di criticare, iniziare a capire, e formulare richieste che l'altro vuole soddisfare.
  • Il principio di fondo è uno: le persone hanno bisogno di sentirsi importanti. Chi lo capisce davvero ha un vantaggio relazionale enorme — a casa e al lavoro.


Immagina di trovarti in una riunione in cui devi far accettare un'idea. Hai i dati, hai la logica, hai le argomentazioni. Presenti. L'altro ascolta, annuisce, e poi dice no. Hai fatto tutto giusto — eppure non ha funzionato.

Dale Carnegie aveva capito il problema nel 1936. Come trattare gli altri e farseli amiciDale Carnegie (1888–1955) era un formatore americano che insegnava comunicazione pubblica e relazioni interpersonali nelle YMCA di New York. Il suo metodo nacque da anni di corsi e dall'osservazione diretta di cosa distingueva chi riusciva a muovere le persone da chi no. Nel 1936 Simon & Schuster pubblicò il libro che divenne rapidamente un bestseller mondiale e che oggi conta oltre 30 milioni di copie vendute in oltre 40 lingue.

Il titolo suona manipolatorio: «come trattare gli altri e farseli amici». Il contenuto dice quasi il contrario: smettila di voler convincere, inizia a capire. I principi di Carnegie — interesse autentico, rispetto della dignità, ascolto prima di parlare — non funzionano se sono maschere. Funzionano perché cambiano davvero il modo in cui guardi le persone. E quello si vede.

Il principio fondamentale: non criticare


Carnegie apre con una storia su Abraham Lincoln e su Al Capone — due persone agli antipodi che condividevano un tratto: si giustificavano a prescindere. Il punto è questo: la critica diretta raramente cambia comportamenti. Produce risentimento, chiusura, difese. Le persone non vogliono ammettere di avere torto davanti a qualcuno che le attacca.

La regola operativa è semplice: prima di correggere qualcuno, chiediti se stai cercando di migliorare la situazione o di scaricare frustrazione. Il secondo — mascherato da «feedback onesto» — è tossico. L'alternativa non è l'omissione o la falsa gentilezza: è il feedback specifico, privato, formulato senza attacco alla persona.

Carnegie cita Benjamin Franklin: «Parlerò male di nessun uomo, e dirò tutto il bene che conosco di tutti». Non è moralismo — è strategia: chi non critica non crea nemici.

Interesse genuino: la skill più rara


Il secondo principio è il più frainteso: «interessati sinceramente agli altri». Non fingere interesse per ottenere qualcosa — interessarti davvero.

Carnegie cita uno studio condotto a New York all'inizio del Novecento: le persone ricordano il proprio nome come il suono più dolce nella propria lingua. Ricordare il nome di qualcuno — e usarlo in modo naturale — segnala rispetto e attenzione in un mondo dove quasi nessuno ascolta davvero.

La differenza tra interesse finto e genuino la sentono tutti. Il finto regge un paio di scambi; il genuino costruisce relazioni durature. Un modo per allenarlo: prima di ogni incontro, pensa a una domanda reale che ti interessa fare all'altra persona — non per rompere il ghiaccio, ma perché sei davvero curioso.

La struttura: 4 parti, un filo rosso


Il libro è organizzato in quattro sezioni. Il filo che le unisce: le persone si muovono per ragioni emotive, non razionali. Capirlo non è cinismo — è pragmatismo.

Parte 1: Come trattare le persone


Tre principi fondamentali:

  1. Non criticare, non condannare, non lamentarti. La critica ferisce l'orgoglio e fa sentire l'altro inferiore. Crea risentimento, non cambiamento. Anche quando hai ragione, il modo conta più del merito.
  2. Dai apprezzamento sincero. Non adulazione vuota — riconoscimento specifico di un contributo reale. «Hai gestito quella situazione con calma» vale cento volte «sei bravissimo».
  3. Suscita nell'altro un desiderio ardente. Mostra come quello che proponi serve anche a lui — non solo a te. Carnegie cita un veterinario che convinse un paziente riluttante a prendersi cura del cane mostrandogli i benefici per l'animale, non per lo studio veterinario.


Parte 2: Come farsi voler bene


Sei regole per creare connessione genuina:

  1. Interessati sinceramente agli altri — non come tecnica, come abitudine.
  2. Sorridi — non per performance, ma perché il tono del volto segnala apertura o chiusura.
  3. Ricorda i nomi e usali in modo naturale.
  4. Ascolta davvero — lascia che l'altro parli dei suoi interessi e preoccupazioni.
  5. Parla di ciò che interessa all'altro prima di parlare di te.
  6. Fai sentire l'altro importante — in modo sincero.

Carnegie fa un'osservazione scomoda: la maggior parte delle persone si è interessata ai propri problemi per tutta la vita. Trovare qualcuno che si interessa davvero ai tuoi — non per cortesia sociale ma per curiosità reale — è raro. E si ricorda.

Parte 3: Come convincere


Dodici principi per influenzare senza antagonismo — i più difficili da applicare perché richiedono di rinunciare all'ego:

  • Evita le discussioni: in una discussione vinta, hai perso un'opportunità.
  • Rispetta le opinioni altrui — non dire mai «hai torto».
  • Se hai torto, ammettilo rapidamente e con chiarezza.
  • Inizia in modo amichevole — il tono iniziale determina il clima di tutto lo scambio.
  • Fai sì che l'altro dica «sì» subito — parti dai punti di accordo.
  • Lascia parlare l'altro — poi sintetizza.
  • Lascia che l'altro creda che l'idea sia sua.
  • Cerca sinceramente di vedere le cose dal punto di vista dell'altro.
  • Mostra empatia per le idee e i desideri altrui.
  • Fai appello ai motivi nobili — le persone si vedono come agenti di buona volontà.
  • Metti in scena le tue idee — la storia conta più dei dati.
  • Lancia una sfida — le persone rispondono alla competizione positiva.


Parte 4: Come essere leader


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Le parole sono finestre: riassunto di Marshall Rosenberg


Dietro ogni conflitto c'è un bisogno non soddisfatto. Rosenberg insegna a tradurlo con il metodo OFNR: Osservazione, Sentimento, Bisogno, Richiesta.

TL;DR

  • Ogni conflitto nasce da un bisogno non soddisfatto: la CNV di Rosenberg ti insegna a tradurre critiche e attacchi nel linguaggio dei bisogni umani.
  • Il metodo si chiama OFNR — Osservazione, Sentimento, Bisogno, Richiesta — e trasforma i litigi in dialogo senza perdere la propria posizione.
  • Non è tecnica da terapista: è allenamento quotidiano al linguaggio giraffa, quello che parla bisogni invece di giudicare.


Hai mai risposto a una critica e sentito che la conversazione stava andando peggio di prima — eppure avevi ragione? È il paradosso del conflitto: più difendi la tua posizione, più l'altro si chiude. Marshall Rosenberg aveva capito perché, negli anni Sessanta, lavorando con comunità in conflitto in America e nel mondo.

Le parole sono finestre (oppure muri) — titolo originale Nonviolent Communication: A Language of Life — è il suo manuale fondamentale. Marshall B. Rosenberg (1934–2015) era psicologo, mediatore internazionale e fondatore del Centro per la Comunicazione Nonviolenta. Nel 1984 creò la CNVC (Center for Nonviolent Communication), organizzazione no-profit che opera in oltre sessanta paesi. Ha lavorato in zone di conflitto — Ruanda, Sierra Leone, Serbia, Medio Oriente — e in prigioni, scuole e aziende.

La tesi del libro è disarmante nella sua semplicità: dietro ogni messaggio aggressivo c'è un bisogno umano non soddisfatto. Quando riesci a sentirlo — nel tuo interlocutore e in te stesso — il conflitto si trasforma. Non sempre, non subito. Ma si apre uno spazio diverso.

Come funziona la CNV: il metodo OFNR


La Comunicazione Nonviolenta si articola in quattro componenti che Rosenberg chiama OFNR: Osservazione, Sentimento, Bisogno, Richiesta.

Osservazione senza giudizio


Il primo passo separa i fatti dalle valutazioni. «Sei sempre in ritardo» è giudizio; «Nelle ultime tre riunioni sei arrivato dopo i dieci minuti» è osservazione. La distinzione sembra sottile — nella pratica è rivoluzionaria. Il giudizio attiva difese; l'osservazione apre confronto.

Rosenberg cita il sociologo Marshall Rosenberg: «La forma più alta d'intelligenza umana è la capacità di osservare senza valutare.» In realtà la frase viene attribuita al filosofo Jiddu Krishnamurti — dettaglio che racconta qualcosa del libro: la saggezza vera non ha copyright.

Sentimento e responsabilità emotiva


Il secondo passo nomina cosa provi: «mi sento frustrato» invece di «mi fai arrabbiare». La differenza grammaticale nasconde una differenza psicologica profonda. «Mi fai» attribuisce la causa all'altro; «mi sento» la riporta a te. Gli altri sono stimoli, non cause — la reazione dipende da bisogni e interpretazioni che appartengono a te.

Rosenberg propone un vocabolario dei sentimenti espanso: molti adulti navigano con solo «bene», «male» e «arrabbiato». Espandere il lessico emotivo — distinguere frustrazione da delusione, ansia da paura, malinconia da tristezza — allarga le opzioni di risposta.

Bisogni universali


Sotto critiche e attacchi ci sono sempre bisogni: sicurezza, rispetto, autonomia, connessione, significato, riconoscimento. Rosenberg sostiene che questi bisogni sono universali — cultura e contesto cambiano il modo in cui vengono espressi, non il bisogno stesso.

Quando capisci che l'altro sta urlando perché ha bisogno di essere visto, la risposta empatica diventa possibile. Non garantisce risoluzione immediata, ma apre una spirale diversa da quella della difesa e del contrattacco.

Richiesta negoziabile


Il quarto passo formula una richiesta concreta, fattibile, aperta al rifiuto. «Puoi inviarmi il report entro le 12 di domani?» è una richiesta. «Spero che tu non sia ancora disorganizzato» è un giudizio travestito da domanda.

Rosenberg distingue requests (richieste) da demands (esigenze): nelle richieste c'è spazio per un «no» senza conseguenze punitive. Nelle esigenze, il «no» porta colpa o ritorsione. Le relazioni sane vivono di richieste — e di assertività nel formularle senza paura.

Linguaggio giraffa vs linguaggio lupo


La metafora pedagogica più nota del libro: la giraffa — animale col cuore più grande tra i mammiferi terrestri, e la vista dall'alto — parla il linguaggio dei bisogni e dell'empatia. Il lupo giudica, etichetta e punisce.

Allenarsi a «tradurre» i messaggi altrui dal lupo alla giraffa — cosa prova questa persona? di cosa ha bisogno? — è una competenza da mediatori. Rosenberg la insegna come pratica quotidiana, non come tecnica da usare solo nei momenti di crisi. Vale anche nell'autodialogo: quando ti flagelli per un errore, stai parlando lupo a te stesso.

La CNV non è passività. Puoi mantenere confini fermi con linguaggio che non umilia. Questo è l'equilibrio che distingue l'empatia autentica dalla compiacenza — il confine tra ascoltare il bisogno altrui e sacrificare il proprio.

CNV in pratica: dove cambia tutto

SituazioneLinguaggio lupoLinguaggio giraffa (CNV)
Collega in ritardo«Sei sempre in ritardo, sei irrispettoso»«Le ultime tre riunioni sei arrivato dopo 10 min. Mi sento frustrato perché ho bisogno di puntualità. Puoi avvisarmi in anticipo?»
Partner che non ascolta«Mi fai sempre sentire invisibile»«Quando guardi il telefono mentre parlo, mi sento triste perché ho bisogno di connessione. Possiamo stare senza telefono durante cena?»
Critica al lavoro«Questo report è fatto male»«Mancano i dati del Q3. Ho bisogno che il report sia completo per la presentazione. Puoi aggiungerli entro oggi?»
Autodialogo dopo un errore«Sono uno stupido»«Ho fatto un errore. Mi sento deluso perché avevo bisogno di fare bene. Cosa posso imparare da questo?»

Ricevere con empatia: il vero allenamento


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Tucker Carlson vuole aiutare a costruire un terzo partito negli Stati Uniti


L'ex volto di Fox News ha rotto con il presidente e con il Partito Repubblicano per la guerra con l'Iran. Esclude però una candidatura: "Non voglio essere un candidato"

Tucker Carlson, uno dei commentatori conservatori più influenti degli Stati Uniti, ha detto che contribuirà a creare un nuovo partito politico dopo l'addio al Partito Repubblicano. "Aiuterò a costruire un terzo partito", ha dichiarato l'ex volto di Fox News, la grande rete televisiva conservatrice, in un'intervista alla Columbia Journalism Review, la rivista di giornalismo della Columbia University, pubblicata mercoledì. "Dovrebbe esserci uno sforzo in buona fede per capire che cosa fa bene al Paese", ha aggiunto, escludendo però una candidatura: "Non voglio essere un candidato".

Per Carlson le uniche questioni che contano davvero sono "guerra e finanza" e su entrambe, ha detto, democratici e repubblicani si muovono all'unisono: "Non è una democrazia. È uno Stato a partito unico che si spaccia per una democrazia e deve essere spezzato. Ci sarà un terzo partito e farò tutto il possibile perché nasca". Il nuovo partito dovrebbe mettere al primo posto le condizioni di vita degli americani: "Se guadagni 60.000 dollari l'anno sei degradato. La tua aspettativa di vita è diminuita e la promessa della vita dei tuoi figli probabilmente è svanita". E ancora: "Ufficialmente non mi importa di Hamas. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe avere come prima priorità il benessere del suo popolo". Tra le possibili politiche della nuova formazione ha citato la chiusura totale delle frontiere: "Sono per meno immigrazione. Anzi, sono per fermare tutta l'immigrazione oggi stesso. Non so come si possa giustificare l'immigrazione quando metà dei lavori da ufficio sta scomparendo per via dell'intelligenza artificiale". Secondo Carlson l'immigrazione alimenta la disoccupazione, una tesi che molti economisti contestano.

Carlson è stato a lungo uno degli alleati più stretti del presidente: nel 2024 era spesso al suo fianco in campagna elettorale e spinse perché scegliesse JD Vance come candidato vicepresidente. Ha rotto con Trump dopo l'inizio della guerra con l'Iran, a fine febbraio, accusandolo di aver tradito la promessa elettorale di tenere gli Stati Uniti fuori dai conflitti; secondo Carlson, che ha raccontato di aver provato personalmente a dissuadere il presidente dall'intervento militare, a spingere Trump verso l'attacco sono stati i donatori filo-israeliani. Ad aprile ha detto di sentirsi "tormentato" per il sostegno dato in passato al presidente e da mesi i due non si parlano: "Non gli parlo da quando è iniziata la guerra per il cambio di regime. Non mi interessa parlargli". Il conflitto è oggi in gran parte sospeso da un fragile cessate il fuoco.

Il mese scorso Carlson aveva annunciato l'uscita dal Partito Repubblicano, che ha detto di aver difeso per 35 anni, sostenendo che sotto Trump il partito ha perso i principi "America First", cioè l'idea di mettere gli interessi nazionali davanti a tutto. Nelle scorse settimane ha aggiunto in un podcast che non c'è "nessuna possibilità" che sostenga repubblicani o democratici alle elezioni di metà mandato di novembre, in cui si rinnovano la Camera e parte del Senato. Carlson è uno dei volti principali dell'ala nazionalista-isolazionista della destra americana, che accusa Trump di non aver rotto abbastanza nettamente con il partito dell'era Bush e con la sua eredità di guerre all'estero; la sua corrente giudica non abbastanza radicali perfino le politiche migratorie del presidente e ha attaccato il rapporto degli Stati Uniti con Israele con toni che secondo alcuni critici hanno sdoganato antisemitismo e teorie del complotto.

L'annuncio arriva mentre entrambi i partiti sono in fermento: la sinistra radicale avanza tra i democratici, con una base arrabbiata per la linea dei vertici su Israele dopo la guerra a Gaza, mentre i repubblicani sono divisi sulla gestione della guerra con l'Iran. Quanto il progetto di Carlson sia concreto però non è chiaro. Il Guardian scrive che è difficile capire se stia descrivendo un piano già avviato o stia solo ragionando ad alta voce: nell'intervista non ha dato dettagli sul nuovo partito. Le sue parole contraddicono quelle di maggio, quando al New York Times aveva detto: "Dovrebbe esserci un partito che parli per la maggior parte delle persone. Sarò io a costruirlo? Assolutamente no". E alla domanda se si stia posizionando strategicamente come contraltare di un Partito Repubblicano dominato da Trump, ha risposto: "Non sono strategico in alcun modo. Prendo quasi tutte le decisioni in base al fiuto e all'istinto".

Le critiche pubbliche e insistenti a Trump hanno alimentato l'ipotesi che Carlson si prepari a una corsa in proprio, ma lui ha sempre negato ambizioni politiche: "Non sono un politico, questo è certo. Non sono un rivale di Trump per il potere. Non ho alcun potere. Sono uno che conosce Trump, lo conosco bene e da molto tempo". In passato i rapporti tra i due si erano già incrinati e poi ricuciti: in un messaggio emerso da una causa per diffamazione intentata da Dominion Voting Systems, un produttore di macchine per il voto, Carlson scrisse di Trump "lo odio appassionatamente". Fox News lo licenziò nel 2023 dopo aver accettato di pagare 787,5 milioni di dollari per chiudere quella causa, nata dalla diffusione di notizie false sulle elezioni del 2020. Dopo la rottura sulla guerra, il presidente lo ha definito uno "svitato" e ad aprile ha scritto sul suo social Truth Social: "Era un uomo distrutto quando è stato licenziato da Fox e non è più stato lo stesso. Forse dovrebbe farsi vedere da un buon psichiatra!".


Stati Uniti e Iran tornano a colpirsi nello Stretto di Hormuz e mettono a rischio la tregua


Stati Uniti e Iran si sono colpiti a vicenda sabato attorno allo Stretto di Hormuz, per il terzo giorno consecutivo, mettendo alla prova la fragile tregua che dovrebbe chiudere mesi di ostilità. L'esercito americano ha condotto una seconda ondata di raid in due giorni contro obiettivi iraniani, mentre il presidente Trump ha minacciato di riprendere la guerra.

I raid americani hanno colpito infrastrutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione, siti della difesa aerea, depositi di droni e mezzi per la posa di mine, secondo il Central Command, il comando militare statunitense per la regione. L'operazione è arrivata in risposta a quello che gli americani hanno descritto come l'attacco iraniano a una petroliera nello Stretto.

I media di stato iraniani hanno riferito di esplosioni provocate da alcuni colpi nelle città portuali di Sirik, Kong e Bandar Lengeh e sull'isola di Qeshm, nel Golfo Persico. In tutte queste località ci sono strutture militari.

Trump, in un messaggio sui social, ha lasciato intendere di stare perdendo la pazienza con Teheran. Ha scritto che potrebbe arrivare il momento in cui gli Stati Uniti non saranno più in grado di essere ragionevoli e saranno costretti a completare militarmente il lavoro che hanno iniziato, aggiungendo che in quel caso "la Repubblica islamica dell'Iran non esisterà più".

Dopo i raid americani di sabato, l'Iran ha detto di aver colpito le basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, dove sono suonate le sirene antiaeree. I Guardiani della rivoluzione islamica, il corpo militare che protegge il governo iraniano, hanno dichiarato di aver attaccato otto obiettivi americani: la base navale della Quinta flotta in Bahrein e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait. Gli attacchi, condotti con droni e missili balistici tra le 2 e le 3 del mattino ora locale (tra mezzanotte e l'una in Italia), non hanno provocato vittime americane né danni rilevanti.

I Guardiani hanno minacciato un giro di vite più duro sulle navi in transito nello Stretto di Hormuz, da cui passava un tempo circa il 20% del greggio mondiale, avvertendo che le basi americane nella regione "vivranno l'inferno" nei prossimi giorni.

Lo scontro aumenta la pressione su un accordo di pace preliminare già in difficoltà per i combattimenti in Libano e per i disaccordi sulle ispezioni nucleari. L'intesa, un memorandum d'intesa in 14 punti firmato circa dieci giorni fa per chiudere la guerra, prevede un periodo di 60 giorni di negoziati tecnici per definire i dettagli più spinosi.

Il nodo principale è il controllo dello Stretto. L'Iran legge il linguaggio dell'accordo come un riconoscimento del proprio potere sulla via d'acqua: il testo chiede a Teheran di "fare il possibile per il passaggio sicuro delle navi commerciali", ma lascia indefiniti i termini chiave. Molte navi hanno usato una rotta sostenuta dagli Stati Uniti lungo il bordo meridionale dello Stretto, vicino alle coste dell'Oman e degli Emirati Arabi Uniti. I Guardiani della rivoluzione hanno invece imposto un percorso che passa nelle acque iraniane.

La crisi è ricominciata giovedì. Gli Stati Uniti hanno accusato l'Iran di aver colpito la nave portacontainer Ever Lovely mentre attraversava lo Stretto lungo la rotta vicina all'Oman, quella che Teheran aveva intimato di non usare. Trump ha definito l'attacco una violazione della tregua e venerdì ha ordinato i primi raid sulle posizioni iraniane lungo lo Stretto: sei caccia, tra cui F35 e F16, hanno colpito quattro siti in circa novanta minuti.

Sabato un drone iraniano ha colpito la petroliera Kiku, battente bandiera panamense e carica di due milioni di barili di greggio, mentre si trovava vicino allo Stretto. La nave, partita due giorni prima da un giacimento in Qatar, è stata centrata sul ponte di comando, secondo l'agenzia britannica che monitora il traffico marittimo, la U.K. Maritime Trade Operations. L'Iran non ha rivendicato l'attacco. Le forze americane hanno abbattuto altri due droni diretti contro navi commerciali.

L'organismo congiunto navale anglo-americano ha alzato a "sostanziale" il livello di allerta per la sicurezza marittima nello Stretto. L'attacco a Bahrein è consistito in due droni: uno è stato abbattuto, l'altro è caduto senza causare danni in un'area remota.

Il traffico nello Stretto, in ripresa nei giorni scorsi, è di nuovo crollato. Mercoledì erano transitate 73 navi, scese a 54 giovedì e ad almeno 34 venerdì e una decina sabato, contro le circa 130 al giorno prima del conflitto. Da inizio maggio il Central Command ha scortato oltre 500 imbarcazioni lungo le rotte vicine alla costa dell'Oman.

I prezzi del petrolio erano saliti dopo l'attacco di giovedì, ma venerdì sono tornati ai livelli precedenti alla guerra. I raid americani di sabato sono arrivati a mercati ormai chiusi per il fine settimana.

La violenza ha oscurato un accordo firmato venerdì a Washington tra Israele e Libano, mediato dagli Stati Uniti, che fissa una cornice di pace tra due paesi tecnicamente in stato di guerra da quasi ottant'anni. L'intesa prevede un ritiro graduale dell'esercito israeliano da una piccola parte del territorio occupato nel sud del Libano, in cambio dell'impegno di Beirut a disarmare Hezbollah. Il movimento libanese filo-iraniano, considerato un'organizzazione terroristica dagli Stati Uniti, ha respinto l'accordo definendolo "umiliante" e ha promesso di continuare a combattere Israele.

L'Assemblea degli esperti iraniana, un organo consultivo che riflette la posizione della guida suprema ed è incaricato di eleggerla, ha detto ai negoziatori che lo Stretto andrebbe chiuso se Israele non fermasse le operazioni in Libano. Ha aggiunto che i diritti nucleari dell'Iran restano fuori dal negoziato.

L'Iran insiste che un accordo definitivo gli permetterebbe di incassare somme dalle navi in transito, sostenendo che non si tratterebbe di pedaggi ma di tariffe per servizi. La posizione americana è opposta: il segretario di Stato Marco Rubio ha detto questa settimana che nessun paese può imporre pagamenti per il passaggio. Il testo dell'accordo garantisce però il transito gratuito solo per 60 giorni.

Il vicepresidente JD Vance ha scritto che gli Stati Uniti hanno "rispettato" l'accordo e che, in caso di disaccordi sulla sua applicazione, l'Iran "può alzare il telefono". "Ma la violenza sarà ripagata con la violenza", ha aggiunto.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Le riforme economiche di Cuba non convincono Trump


L'Avana propone privatizzazioni e fine dei controlli sui prezzi, l'apertura al mercato più ambiziosa dal 1959, ma Washington la considera superficiale e risponde con nuove sanzioni

Cuba ha approvato a giugno il pacchetto di riforme economiche più ambizioso dalla rivoluzione del 1959, ma non è riuscita a convincere l'amministrazione Trump, che ha risposto con nuove sanzioni. Le 176 proposte servono a rilanciare un'economia in crisi profonda e sono anche un gesto distensivo verso Washington, che lavora apertamente alla caduta del governo comunista dell'isola.

Il piano prevede la privatizzazione delle imprese statali, lo scambio di parte del debito pubblico con asset, l'apertura del mercato al settore privato, la fine dei controlli sui prezzi e la riduzione del ruolo dello Stato come intermediario in tutti i campi, dalle importazioni agli investimenti esteri. Sono le aperture più nette al mercato da quando Fidel Castro prese il potere nel 1959 e per molti versi vanno oltre quanto Washington potesse sperare, secondo Pedro Monreal, economista cubano che ha lavorato a lungo per le Nazioni Unite. Monreal ha detto a Bloomberg che le riforme sembrano pensate anche per "attirare l'attenzione del governo americano" e convincerlo ad aprire un negoziato.

Il giorno dopo l'approvazione delle misure da parte del comitato centrale del Partito Comunista e dell'Assemblea nazionale, riuniti in sessioni convocate in fretta, un portavoce del dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri americano, le ha definite "segnali di fumo arrivati con grande ritardo e in definitiva superficiali". La settimana successiva il dipartimento del Tesoro ha imposto nuove sanzioni a banche, società minerarie e aziende di logistica cubane, oltre che alla nuora di Raúl Castro.

Da gennaio gli Stati Uniti hanno bloccato quasi tutte le importazioni di carburante dell'isola, rifornita solo da una petroliera russa, e con le sanzioni secondarie, che colpiscono le aziende straniere che fanno affari con Cuba, hanno costretto diversi partner commerciali del governo ad andarsene. Le catene alberghiere hanno lasciato il paese e grandi progetti minerari sono stati sospesi. I blackout erano cronici già prima delle nuove ostilità, ma secondo le Nazioni Unite ora stanno spingendo i 10 milioni di abitanti dell'isola sull'orlo di una crisi umanitaria.

I colloqui tra Washington e L'Avana proseguono senza risultati e martedì il ministro degli Esteri cubano ha detto che sono di fatto in stallo. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ripetuto più volte che non ci sarà alcun accordo finché il regime, al potere da 67 anni, resterà in piedi, mentre Cuba risponde che la sua leadership e la sua forma di governo non sono in discussione. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha difeso le riforme in un discorso del fine settimana scorso, negando che siano una resa: "Restaurare il capitalismo a Cuba non sarà mai uno dei nostri obiettivi. Si tratta di salvare la rivoluzione e le sue innegabili conquiste sociali".

Molte proposte restano vaghe e molto dipenderà dalle norme che le attueranno, ha detto Ricardo Torres, economista cubano e professore all'American University di Washington. Per Torres conta soprattutto l'ordine con cui le misure verranno applicate, una delle lezioni delle riforme nell'Europa dell'Est: eliminare i controlli sui prezzi prima di costruire una rete di protezione sociale sarebbe catastrofico per i più poveri, mentre privatizzare le industrie senza organi di vigilanza sarebbe "un cocktail di abusi, corruzione e favoritismi".

Con il sostegno del Cuba Study Group, un centro studi di Washington, Torres, Monreal e altri tre economisti stanno preparando una roadmap alternativa concentrata proprio su tempi e sequenze. La prima sfida è stabilizzare energia, agricoltura e conti pubblici per evitare il peggioramento della crisi umanitaria e preparare il terreno agli investimenti futuri.

L'Avana intanto si comporta come se un accordo senza cambiamenti politici fosse possibile. Ahmed Faisal, un consulente del governo cubano, ha detto al quotidiano di Abu Dhabi The National che il governo ha firmato intese preliminari con investitori mediorientali su turismo, aviazione, sanità e farmaceutica. Uno dei progetti prevede un resort di lusso chiamato Trump Island su Cayo Santa Maria, al largo della costa settentrionale del paese.

Norma Camero-Reno, professoressa di diritto alla Schiller University di Tampa, ha descritto a Bloomberg l'annuncio cubano come una mossa disperata per alleggerire la pressione americana. Anche per Torres, senza un cambiamento politico è difficile immaginare l'arrivo sull'isola di capitali diversi da quelli più speculativi: il governo cubano in passato ha espropriato proprietà e riscritto unilateralmente i contratti. "La storia non è dalla loro parte", ha detto. "Senza un cambiamento istituzionale profondo, quali garanzie e certezze possono avere gli investitori stranieri a Cuba?".

Il vicesegretario di Stato Christopher Landau ha usato parole simili la settimana scorsa al vertice dell'Organizzazione degli Stati Americani a Panama: il regime dell'Avana "sta collassando e deve attuare immediate riforme economiche e politiche", ha detto. "Non avete scelta".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

L'FBI indaga sul candidato con lo stesso nome del senatore uscente in Alaska


FBI e procuratori dell'Alaska indagano se la candidatura dell'omonimo del senatore repubblicano Dan Sullivan sia una cospirazione per confondere gli elettori e favorire la democratica Mary Peltola

Tre indagini, una statale e due federali, vogliono chiarire se la candidatura di Dan J. Sullivan al Senato in Alaska sia parte di una cospirazione per confondere gli elettori. Sullivan, un ex insegnante, ha lo stesso nome del senatore repubblicano uscente, Dan S. Sullivan, che a novembre cercherà il terzo mandato. Secondo NBC News, l'FBI, la polizia federale americana, il procuratore generale dell'Alaska e la procura federale dello Stato stanno verificando se due o più persone abbiano organizzato la campagna dell'omonimo per ingannare gli elettori, danneggiare il senatore in carica e favorire la candidata democratica Mary Peltola.

Dan J. Sullivan ha annunciato la candidatura a maggio e si è iscritto al partito repubblicano solo di recente, a ridosso della scadenza per le candidature. Sostiene di condurre una campagna legittima per togliere il seggio all'omonimo, in carica dal 2015. Il senatore e i repubblicani lo considerano invece un candidato civetta, tanto che i critici lo chiamano "Decoy Dan", e lo accusano di lavorare con la campagna di Peltola, l'ex deputata democratica che punta al seggio.

Lunedì la Corte suprema dell'Alaska ha stabilito che Dan J. Sullivan può restare sulla scheda della primaria di agosto, confermando la decisione con cui un tribunale lo aveva riammesso dopo l'esclusione decisa dalla divisione elettorale dello Stato. La direttrice delle elezioni Carol Beecher aveva motivato l'esclusione sostenendo che Sullivan si fosse candidato "con lo scopo di confondere o ingannare" gli elettori: ha chiesto di comparire sulla scheda come "Dan Sullivan" pur essendo registrato come "Daniel J. Sullivan, Jr." e i suoi materiali elettorali somigliano a quelli del senatore. La Corte ha comunque autorizzato i funzionari ad aggiungere sulla scheda informazioni utili a distinguere i due candidati.

L'Alaska usa una primaria unica aperta ai candidati di tutti i partiti: i primi quattro classificati al voto del 18 agosto passano alle elezioni generali di novembre, a prescindere dall'affiliazione politica. Le generali si decidono poi con il voto a preferenza ordinata (il "ranked choice voting"), in cui gli elettori mettono in fila i candidati in ordine di gradimento e i voti di chi viene eliminato si trasferiscono alle scelte successive. In corsa ci sono circa 16 candidati ed è quindi possibile che a novembre sulla scheda ci siano entrambi i Sullivan e Peltola.

Dai metadati dell'annuncio di candidatura esaminati da Fox News risulta come autrice Amber Lee, una consulente democratica che ha sostenuto le precedenti campagne elettorali di Peltola. Jason Snead, direttore esecutivo dell'Honest Elections Project, ha detto a Fox News che quella di Sullivan "è molto chiaramente un tentativo di ingannare gli elettori" e che il sistema dell'Alaska è particolarmente vulnerabile a queste manovre: se abbastanza elettori scelgono il Sullivan sbagliato, l'omonimo entra nelle generali. Chi poi lo mette al primo posto indicando Peltola come seconda scelta finisce per trasferire il proprio voto alla democratica quando il candidato civetta viene eliminato.

L'indagine federale ipotizza la frode telematica ("wire fraud") o una cospirazione per privare gli elettori dell'Alaska di un processo elettorale libero e corretto, che costituirebbe una violazione dei diritti civili. Il procuratore generale dello Stato ha aperto per primo il fascicolo, per verificare eventuali violazioni delle leggi statali, e gli investigatori federali si sono mossi dopo. Secondo le fonti di NBC News non è ancora chiaro chi potrebbe essere incriminato né se le indagini avranno effetti sul voto. Il procuratore federale Michael Hyman è stato nominato dall'amministrazione Trump, mentre la procuratrice generale facente funzioni dell'Alaska, Cori Mills, è stata nominata dal governatore repubblicano Mike Dunleavy.

Un portavoce di Peltola ha detto a NBC News che la campagna "non ha alcun coinvolgimento con nessuna delle due campagne Sullivan". Dan J. Sullivan, in un'intervista all'Associated Press, ha negato qualsiasi coordinamento o contatto con la campagna di Peltola, con il Partito Democratico dell'Alaska e con gli strateghi democratici nazionali. La campagna del senatore uscente non ha voluto commentare.

La corsa dell'Alaska sarà una delle più importanti per il controllo del Senato alle elezioni di metà mandato di novembre: ai democratici servono quattro seggi netti in più per conquistare la maggioranza e il partito considera Peltola una candidata forte, anche se il presidente Donald Trump ha vinto lo Stato con 13 punti di vantaggio nel 2024.


Un giudice riammette alle elezioni il candidato con lo stesso nome del senatore in Alaska


In Alaska sulla scheda delle primarie per il Senato potranno comparire due candidati con lo stesso nome e lo stesso partito. Un giudice ha stabilito venerdì che Dan J. Sullivan, un insegnante in pensione, ha diritto a sfidare il senatore uscente Dan S. Sullivan, suo omonimo e compagno di partito repubblicano.

La decisione del giudice della Superior Court Thomas Matthews, ad Anchorage, ribalta l'esclusione decisa il 15 giugno dalla direttrice della Divisione elettorale dell'Alaska, l'ente statale che organizza le elezioni. La direttrice Carol Beecher aveva tenuto lo sfidante fuori dalla scheda sostenendo che la sua candidatura non fosse stata presentata "in buona fede" ma con l'intento di confondere gli elettori. Lo sfidante si era allora rivolto al tribunale per tornare in corsa.

Il giudice ha risposto che il criterio della buona fede non è previsto né dalla Costituzione né dalle leggi dell'Alaska né dai regolamenti della stessa Divisione e che si tratta di una novità mai dichiarata prima. "La decisione si basava su un nuovo criterio di buona fede, mai dichiarato in precedenza", ha scritto. Ha aggiunto che l'affermazione della direttrice secondo cui lo sfidante vuole confondere gli elettori non è sostenuta da prove sufficienti.

Matthews ha ricordato che Dan J. Sullivan possiede tutti i requisiti che la Costituzione fissa per candidarsi al Senato: vive in Alaska, è cittadino americano da nove anni e ha più di trent'anni. Lo sfidante ha 69 anni, è un ex insegnante e ha lavorato per il servizio forestale federale. I suoi avvocati avevano sostenuto che la Costituzione indica solo tre requisiti, legati a età, cittadinanza e residenza, e che la direttrice non aveva l'autorità per escluderlo.

Il sistema elettorale dell'Alaska è particolare: alle primarie tutti i candidati, di qualunque partito, compaiono sulla stessa scheda e i primi quattro più votati passano alle elezioni generali di novembre. Queste ultime si decidono con il voto a scelta classificata, un metodo in cui l'elettore ordina i candidati per preferenza e i voti vengono redistribuiti finché qualcuno raggiunge la maggioranza. Per questo i repubblicani temono che la presenza di un secondo Sullivan tolga voti al senatore uscente.

Il Partito repubblicano dell'Alaska e il comitato nazionale che finanzia le campagne dei senatori repubblicani avevano presentato i reclami contro lo sfidante. Il senatore Sullivan e i suoi alleati lo accusano di lavorare con i democratici e con la campagna di Mary Peltola, ex deputata democratica considerata la sua principale avversaria, per confondere gli elettori e favorire proprio Peltola.

A sostegno dell'esclusione la direttrice aveva citato alcuni elementi: lo sfidante si era registrato come elettore con il nome di Daniel J. Sullivan Jr., aveva cambiato la propria affiliazione in repubblicana proprio in vista della candidatura, aveva un sito di campagna simile a quello del senatore e collaborava con un consulente che in passato aveva lavorato per alcuni democratici. La direttrice non aveva però trovato prove di un coordinamento.

Il seggio dell'Alaska pesa molto sugli equilibri del Senato. È una delle circa sei sfide che si annunciano molto combattute in autunno e uno dei seggi che i democratici sperano di strappare ai repubblicani per riconquistare la maggioranza, una posta in gioco decisiva per il controllo della camera alta a novembre.

Lo sfidante ha detto che condividere nome e partito con il senatore gli ha dato "un megafono istantaneo", ma ha precisato di pensare a una candidatura da tempo, spinto dall'insoddisfazione verso l'uscente. Il senatore, in carica dal 2015, aveva presentato la propria ricandidatura a luglio del 2025, mentre lo sfidante aveva depositato i documenti il 29 maggio, tre giorni prima della scadenza. Entrambi avevano chiesto di comparire sulla scheda come "Sullivan, Dan".

Gli avvocati dello Stato, difendendo l'esclusione, avevano scritto che "la Costituzione non impone agli Stati di mettere sulla scheda un candidato fittizio per poi cercare di limitare i danni con accorgimenti grafici". La Divisione elettorale ha annunciato che presenterà ricorso e il caso dovrebbe arrivare in tempi rapidi alla Corte suprema dell'Alaska. Lo Stato deve iniziare a stampare le schede per le primarie del 18 agosto martedì a mezzogiorno, le 22 in Italia.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La Casa Bianca ha bloccato il piano di Hegseth per tagliare le truppe americane in Europa


Il segretario alla Difesa voleva annunciare alla NATO altri ritiri di soldati, ma il piano è saltato dopo il passaggio alla Casa Bianca: al suo posto una revisione che può durare fino a sei mesi

Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth era pronto ad annunciare alla NATO nuovi tagli alle truppe statunitensi in Europa, ma il suo piano è stato bloccato dopo essere arrivato alla Casa Bianca. Lo ha rivelato il Wall Street Journal: il mese scorso Hegseth stava preparando un annuncio da fare a Bruxelles, davanti ai vertici militari dell'Alleanza, su riduzioni che sarebbero andate oltre il dispiegamento già cancellato di una brigata corazzata in Polonia e il precedente ritiro di una brigata di fanteria dalla Romania.

La proposta è saltata dopo essere stata condivisa con Marco Rubio, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump, e con altri alti funzionari. Al posto dell'annuncio, Hegseth ha detto che gli Stati Uniti condurranno una revisione della loro presenza militare in Europa che potrà durare fino a sei mesi. "Non fatevi illusioni: sarà una revisione vera", ha detto all'apertura della riunione semestrale dei capi della Difesa della NATO. "Servirà a garantire che la NATO si muova in modo rapido e irreversibile verso un'Europa che si assume la responsabilità primaria della propria difesa".

L'episodio indica che l'amministrazione non ha ancora deciso tempi e dimensioni dei possibili tagli. Trump ha parlato di punire i paesi della NATO che secondo lui non spendono abbastanza per la propria difesa o che non hanno sostenuto la guerra americana contro l'Iran. Le proposte e i discorsi infuocati di Hegseth hanno però allarmato gli alleati e i parlamentari, compresi alcuni importanti repubblicani, che temono danni durevoli all'alleanza e un incoraggiamento alla Russia. Sean Parnell, portavoce del Pentagono, ha detto che "il segretario Hegseth si è assicurato che il suo messaggio fosse allineato con gli obiettivi e l'agenda del presidente" e che non voleva limitare lo spazio decisionale di Trump.

La strategia di difesa pubblicata dal Pentagono a gennaio aveva già indicato che gli Stati Uniti ridurranno la loro presenza militare in Europa per concentrarsi sul Pacifico occidentale e sul continente americano, con l'obiettivo di affidare agli europei la responsabilità principale della difesa convenzionale del continente. Hegseth e il suo principale consigliere politico, Elbridge Colby, sono stati i più determinati nel voler ridurre le forze destinate all'Europa: negli anni Colby si è fatto conoscere come un sostenitore della limitazione degli impegni americani fuori dall'Asia, per liberare risorse da usare contro la Cina.

A maggio Hegseth aveva cancellato all'improvviso la rotazione di nove mesi di una brigata corazzata in Polonia, in partenza da Fort Hood, in Texas. La decisione aveva attirato critiche da parlamentari repubblicani e democratici e aveva preoccupato i funzionari polacchi, che non erano stati consultati. Aveva sorpreso anche Trump, che aveva chiamato Hegseth per chiedergli perché trattasse così male un alleato prezioso e poi aveva annunciato l'invio di 5.000 soldati aggiuntivi in Polonia. Finora, però, nessun militare in più è stato dispiegato.

La guerra con l'Iran ha offerto a Hegseth e Colby una nuova occasione per ripensare gli impegni militari. Il Regno Unito ha messo a disposizione una base per i bombardieri a lungo raggio usati per colpire l'Iran, mentre la Spagna ha rifiutato di concedere le sue strutture per gli attacchi. Dopo le critiche del cancelliere tedesco alla strategia americana sull'Iran, a maggio Trump ha minacciato di ritirare le truppe dalla Germania.

Al Congresso la spinta del Pentagono per i tagli ha allarmato i parlamentari di entrambi i partiti, che hanno inserito nella legge di spesa militare in discussione una norma per vietare di scendere sotto i 76.000 soldati in Europa senza una valutazione dei rischi da parte del comandante delle forze americane in Europa e del presidente dello Stato maggiore congiunto, il più alto ufficiale delle forze armate, oltre a una certificazione dello stesso Hegseth. Il mese scorso l'ufficio di Hegseth aveva organizzato una telefonata con i parlamentari prima della riunione dei ministri della Difesa della NATO, ma durante la chiamata il segretario ha detto solo che stava pianificando una revisione.

Le truppe americane e la spesa militare degli alleati saranno al centro dell'incontro tra Trump e i leader della NATO la prossima settimana ad Ankara, in Turchia. I funzionari dell'Alleanza sperano che il vertice mostri unità con gli Stati Uniti e sostegno all'Ucraina nella guerra contro la Russia, ma temono che le tensioni con Trump finiscano per oscurarlo. Stanno anche valutando di cancellare il vertice previsto per l'anno prossimo in Albania. Giovedì Trump ha scritto sui social: "Gli Stati Uniti spendono per la NATO più soldi di qualsiasi altro paese, di gran lunga, per proteggerli, senza ricavarne alcun beneficio".


L'Europa orientale teme di restare sola davanti alla Russia


Cosa accadrebbe se la Russia attaccasse un Paese della Nato e gli Stati Uniti decidessero di non intervenire? È la domanda che da mesi inquieta i governi dell'Europa orientale. Fino a pochi anni fa uno scenario simile sembrava impensabile; oggi viene discusso apertamente nelle cancellerie di Polonia e Stati baltici.

A metà maggio, durante un incontro a Tallinn, al sottosegretario di Stato americano Thomas DiNanno è stato chiesto se le truppe statunitensi combatterebbero in caso di invasione russa dei Paesi baltici. La risposta è stata lunga, tortuosa, ma senza mai arrivare a un "sì".

Il Guardian ha ricostruito questo clima parlando con decine di funzionari, leader nazionali, Ministri della Difesa e degli Esteri, capi dell'intelligence e diplomatici, molti dei quali hanno accettato di parlare solo in forma anonima. Il timore, oggi, non è più soltanto che Washington chieda agli europei di spendere di più, ma che possa non rispettare fino in fondo il principio su cui si fonda la NATO: un attacco contro uno è un attacco contro tutti.

Geopolitica · NATO ed Europa orientale
Il futuro della NATO in dubbio: gli Stati Uniti difenderebbero davvero l'Europa da un attacco russo?

Diciotto mesi di Amministrazione Trump hanno trasformato la richiesta di aumentare la spesa militare in un timore ben più profondo: che Washington non rispetti fino in fondo l'Articolo 5, il principio per cui un attacco contro un alleato è un attacco contro tutti.
Grafica di FocusAmerica Vertice di Ankara · 2026

Il patto fondativo
Un attacco
contro unoè un attacco contro tutti

Oggi, nelle cancellerie
?la certezza non è più data per scontata

Per la prima volta il timore non è che i Paesi membri spendano troppo poco, ma che gli Stati Uniti non intervengano più in difesa dei propri alleati

Esplora l'analisi
ILa fiducia
che si incrina III numeri
della frattura IIILa dipendenza
che resta

Diciotto mesi che hanno eroso una certezza
Tocca ogni tappa per leggere come, episodio dopo episodio, il dubbio è entrato nelle cancellerie dell'Europa orientale. Le date segnano i momenti in cui la fiducia si è incrinata.

La frattura misurata in cifre
I numeri che raccontano quanto in fretta la sicurezza europea sia diventata, agli occhi di Washington, un costo da rinegoziare.

5%
Spesa per la difesa richiesta agli alleati, in quota sul Pil
Obiettivo entro il 2035, fissato al vertice dell'Aia del giugno 2025

19
Droni russi entrati nello spazio aereo polacco in una sola notte
«Diciannove errori in una notte? No, non ci credo», ha risposto il ministro Sikorski

4.000
Soldati americani la cui rotazione in Polonia è stata cancellata e poi ripristinata
A maggio 2025, con una decisione legata ai rapporti personali tra i due presidenti


Base militare permanente tedesca all'estero dalla Seconda guerra mondiale
Una brigata della Germania in via di schieramento in Lituania

«Siamo stati e resteremo un alleato leale dell'America, ma non possiamo essere degli sciocchi.» Radosław Sikorski · Ministro degli Esteri polacco

Ciò che l'Europa non può ancora rimpiazzare
Anche volendo fare da sola, l'Europa resta dipendente da Washington per le capacità decisive. La più critica è l'intelligence sulla Russia.

Intelligence raccolta sulla Russia

Stati Uniti, da solila maggior parte

Tutte le altre agenzie NATO messe insiememeno degli USA

Secondo un alto funzionario europeo, tutte le agenzie di intelligence della NATO messe assieme, escluse quelle statunitensi, raccolgono sulla Russia meno di quanto siano in grado di produrre da soli gli americani.

Intelligence sulla Russia
La capacità più difficile da sostituire: nessun alleato europeo si avvicina alla mole di dati raccolta da Washington.

Difesa aerea avanzata
I sistemi di protezione dello spazio aereo restano in larga parte dipendenti dalle dotazioni americane.

Attacchi in profondità
La capacità di colpire lontano dietro le linee nemiche dipende ancora da sistemi che solo gli USA forniscono su larga scala.

Nel breve periodo la domanda decisiva è un'altra: le tensioni pubbliche hanno indebolito, agli occhi di Mosca, la certezza che un'incursione in territorio NATO provocherebbe una risposta schiacciante? Più probabile resta la «zona grigia»: sabotaggi, droni, provocazioni calibrate per testare le linee rosse senza superarle.

Fonte Ricostruzione di The Guardian su colloqui con decine di funzionari, ministri, capi dell'intelligence e diplomatici dei Paesi NATO. Dichiarazioni di Hegseth, Sikorski e Trump come riportate dalla testata britannica.

La fiducia incrinata con Washington


I primi segnali erano arrivati già nel febbraio 2025, quando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, in visita al quartier generale della NATO a Bruxelles, aveva chiarito agli alleati che, con la Cina in ascesa, la sicurezza europea non sarebbe più stata una priorità per Washington. L'Europa, aveva spiegato, avrebbe dovuto pagarsi da sola la propria difesa.

"I valori sono importanti, ma non puoi sparare con i valori né con i discorsi forti. Non c'è sostituto per la forza", aveva dichiarato all'epoca. Due settimane dopo, lo scontro televisivo alla Casa Bianca tra Trump e Volodymyr Zelensky, seguito dalla sospensione per oltre una settimana della condivisione di intelligence con Kyiv, ha rafforzato la sensazione che le regole tradizionali della diplomazia fossero saltate.

Tuttavia, il vertice NATO dell'Aia, nel giugno 2025, si è chiuso senza rotture solo grazie al lavoro dietro le quinte del Segretario Generale Mark Rutte, che ha cercato di convincere Trump a non rompere l'intesa tra i Paesi dell'Alleanza. In questo modo, i Paesi membri della NATO si sono impegnati a portare la spesa per la difesa al 5% del proprio Pil entro il 2035, un obiettivo già vicino per Polonia e Stati baltici, ma fino a poco tempo fa quasi impensabile per molti governi dell'Europa occidentale.

Il problema, però, resta l'imprevedibilità del presidente americano. Una promessa fatta oggi può essere smentita domani da un post su Truth Social. A settembre, una ventina di droni russi sono entrati nello spazio aereo polacco in una sola notte. Mentre l'attacco era in corso, Trump ha pubblicato sui social un entusiasta "Here we go!", salvo poi suggerire che "poteva trattarsi di un errore". Il Ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski gli ha risposto pubblicamente: "Puoi credere che uno o due droni finiscano fuori rotta, ma 19 errori in una sola notte, no, non ci credo".

Nel gennaio 2026 la crisi più destabilizzante per l'Alleanza Atlantica è arrivata da Washington più che da Mosca. A provocarla è stato lo stesso Donald Trump, quando ha minacciato di annettere la Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, a sua volta membro della NATO. Alcune cancellerie europee hanno chiesto ai propri uffici legali se, in uno scenario simile, Copenaghen avrebbe potuto invocare l'Articolo 5. Fino a quel momento, però, nessuno aveva davvero immaginato la Nato di fronte a una minaccia proveniente non da un avversario esterno, ma da un altro alleato: per di più dagli Stati Uniti, il Paese militarmente più potente dell'Alleanza e, fin dalla sua nascita, il perno politico e strategico dell'intero sistema atlantico.

Il rischio della "zona grigia"


A metà maggio, la Polonia ha poi scoperto con sorpresa che una rotazione di 4.000 soldati americani, già in parte arrivati, era stata cancellata. Trump ha revocato la decisione poco dopo con un post, spiegando di averlo fatto per mantenere i buoni rapporti con il nuovo presidente polacco Karol Nawrocki. Ma per Varsavia anche la retromarcia è stata una conferma inquietante: la presenza militare americana può dipendere non solo da valutazioni strategiche, ma anche dai rapporti personali del presidente con i leader europei.

L'irritazione cresce persino tra i Paesi alleati più vicini ideologicamente a Trump. La scorsa settimana la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha avuto un duro scontro con il presidente americano, accusandolo di aver "totalmente inventato" una storia in cui sosteneva che lei lo avesse implorato per una foto durante un vertice del G7. In Europa orientale, intanto, la Polonia è diventata la voce più critica. "Siamo stati e resteremo un alleato leale dell'America, ma non possiamo essere degli sciocchi", ha detto Sikorski in Parlamento.

Negli Stati baltici prevale invece ancora la cautela. I Ministri degli Esteri di Estonia, Lettonia e Lituania invitano alla calma, ma nel frattempo, vari Paesi europei hanno inviato truppe nei Baltici sotto l'ombrello NATO. La Germania sta schierando un'intera brigata in Lituania, la prima base militare permanente tedesca all'estero dalla Seconda guerra mondiale in poi, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto di estendere l'ombrello nucleare francese ad altri Paesi europei, Polonia compresa.

Restano però diverse capacità militari americane ancora molto difficili da sostituire: difesa aerea avanzata, capacità di attacchi in profondità e soprattutto intelligence. Un alto funzionario europeo ha spiegato che tutte le agenzie di intelligence NATO messe insieme, escluse quelle statunitensi, raccolgono sulla Russia "meno di quanto producano da soli gli americani".

Nel breve periodo, la questione decisiva è però un'altra: le tensioni pubbliche tra i Paesi dell'Alleanza hanno indebolito, agli occhi del Cremlino, la certezza che un'incursione in territorio NATO provocherebbe una risposta militare schiacciante? Finché l'esercito russo resta impegnato in Ucraina, spiegano i funzionari estoni, Mosca non ha i mezzi per un attacco convenzionale su larga scala contro l'Alleanza. Più probabile è il proseguimento di azioni ibride: sabotaggi, droni, operazioni nella "zona grigia", provocazioni calibrate per testare le linee rosse della NATO senza superarle apertamente.

Ma resta senza riposta la domanda chiave che oggi toglie il sonno ai responsabili della sicurezza dell'Europa orientale: come reagirebbe Washington se decine di droni kamikaze russi colpissero Varsavia o una capitale di uno Stato baltico?


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Prezzi parrucchieri e barber shop 2026: classifica delle città italiane dove si spende di più e di meno


Quanto costa andare dal parrucchiere in Italia? Scopri la classifica 2026 delle città con i prezzi più alti e più bassi per parrucchieri e barber shop, da Treviso a Napoli e Reggio Calabria
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Nel 2026 prendersi cura di sé costa sempre di più: il costo di un taglio e piega, uno dei trattamenti richiesti più frequentemente, è aumentato in quasi tutte le principali città italiane rispetto al 2025. Palermo è l'unica che registra un calo (-4,3%), mentre Napoli è la meno cara (29,2 euro). Il prezzo medio più alto si trova a Treviso (61,9 euro), che si posiziona come città più costosa anche nel segmento dei barber shop (45,9 euro in media per il servizio barba e capelli). Reggio Calabria è, invece, la più conveniente per barba e capelli, con un costo medio di 19,9 euro.

Parallelamente, il settore Beauty e Wellness accelera anche sul fronte dei pagamenti digitali. Nei comparti Fitness/wellness/spa, Vibo Valentia registra la crescita della spesa cashless più marcata d’Italia (+124,8%), mentre Massa guida il segmento Beauty/barber (+41,3%). Nei Negozi di cosmetici, è invece Sassari a segnare l’incremento maggiore degli acquisti senza contanti, con un +132%.

Amazfit Helio Strap Pro ufficiale: fitness tracker per HYROX e allenamento ibrido
Amazfit amplia il proprio ecosistema fitness con Helio Strap Pro, un nuovo fitness tracker sviluppato per HYROX e allenamento ibrido. Il dispositivo offre monitoraggio avanzato delle prestazioni, recupero intelligente e analisi dettagliate per atleti e appassionati di fitness.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Sono i risultati dell’Osservatorio Beauty Cashless diSumUp, fintech attiva nel settore dei pagamenti digitali con soluzioni innovative per business di ogni dimensione, che ha analizzato l’andamento dei prezzi medi nei servizi Beauty e barber insieme alla crescita delle transazioni cashless nei comparti Wellness, Cosmetica e Cura della persona nelle principali città italiane nel 2026.

“Il Beauty è un settore molto dinamico, che negli ultimi anni ha registrato un aumento dei prezzi, ma anche una forte crescita della spesa cashless nelle principali città italiane. In questo scenario, i consumatori continuano a richiedere trattamenti di qualità e un’esperienza sempre più piacevole e curata - ha dichiaratoUmberto Zola di SumUp - la digitalizzazione risponde proprio a questa evoluzione, rendendo il percorso di acquisto e prenotazione più semplice, fluido e immediato, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la fidelizzazione della clientela”.


Taglio e piega: Treviso la città più cara, Palermo l’unica con i prezzi in calo


Analizzando i prezzi di un taglio e piega nei parrucchieri italiani, dopo Treviso (61,9 euro), compaiono in classifica Reggio Emilia (61,8 euro) e Parma (54,4 euro). Completano la Top 5 delle città più care Rimini (53,5 euro), e Trento (53,3 euro). Al contrario, le città con i prezzi più contenuti sono Napoli (29,2 euro), Palermo (30,2 euro), Reggio Calabria (31,3 euro), Messina (33,7 euro)e Catanzaro (37,7 euro). Per quanto riguarda le dinamiche di variazione, si registrano incrementi particolarmente marcati a Reggio Emilia, che guida la crescita con +21,3%, seguita da Napoli (+16,3%) e Firenze (+16,1%).

Barber shop: a Reggio Calabria i meno cari, a Novara il rincaro maggiore


Anche nel comparto barber shop, in cima alla classifica si colloca Treviso, con un prezzo medio di 45,9 euro, seguita da Modena (44 euro) e Trieste (43,8 euro). Completano la top 5 delle città più care Reggio Emilia (42,4 euro) e Udine (41,34 euro), confermando una concentrazione dei listini più elevati nel Nord e Nord-Est. Tra le città più economiche, invece, Reggio Calabria (19,9 euro), Messina (20,2 euro), Catanzaro (21,3 euro), Bari (21,8 euro)e Napoli (24,9 euro). Per quanto riguarda le dinamiche di crescita tra il 2025 e il 2026, si osservano incrementi particolarmente significativi a Novara (+11,6%), al primo posto, seguita da Bergamo (+11,1%) e Siracusa (+9,6%), mentre le città dove si registra una diminuzione dei prezzi sono Reggio Emilia (-9,1%), Rimini (-3,7%) e Trento (-1,1%).

A Sassari la cosmesi, a Vibo Valentia le SPA: dove cresce di più la spesa cashless


Nel segmento Fitness, wellness e spa Vibo Valentia a registrare l’incremento più elevato di transato (+124,8%), seguita da Trieste (+107,1%), Matera (+71,8%), Biella (+71,3%) e Caltanissetta (+57%). Nel comparto Beauty e barber guida la classifica Massa con +41,3%, seguita da Pistoia (+33,7%), Ancona (+32,8%), Lucca (+31,8%) e Nuoro (+31,3%). Infine, nei Negozi di cosmetici c’è Sassari al primo posto (+132%), seguita da Monza-Brianza (+112,4%), Messina (+78,3%), Palermo (+74,8%) e Salerno (+74,2%).

Caldo record, boom di condizionatori smart: meno consumi e più comfort
Le ondate di caldo sempre più intense stanno cambiando le abitudini degli italiani. Cresce l’interesse per i condizionatori smart, apprezzati per la capacità di migliorare il comfort domestico, ottimizzare i consumi energetici e offrire funzioni intelligenti per la gestione della climatizzazione
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Dalla fidelizzazione alla gestione degli appuntamenti, la digitalizzazione del wellness


A livello nazionale, la crescita di transazioni cashless nei settori analizzati si attesta al +6% e, anche a livello territoriale, la crescita risulta particolarmente dinamica in alcune province, dove l’utilizzo dei pagamenti digitali mostra accelerazioni significative. Le prime 10 province per crescita delle transazioni cashless sono Lucca (+32,4%), seguita da Modena (+29,8%), Arezzo (+28,3%), Massa (+25,2%), Varese (+22,3%), Nuoro (+21,9%), Livorno (+21,4%), Oristano (+21%), Pistoia (+21%) e Trieste (+20,3%).

I fattori che assumono un ruolo centrale nella relazione con il cliente


Nel settore Beauty la qualità dell’esperienza, la continuità della relazione con il cliente e l’efficienza operativa diventano fattori sempre più strategici e gli strumenti digitali assumono un ruolo centrale. Da un lato, è importante fidelizzare la clientela: in questo contesto, SumUp Fedeltà consente agli esercenti di integrare programmi loyalty direttamente nei pagamenti, attraverso sistemi a punti e timbri digitali che premiano automaticamente gli acquisti e incentivano il ritorno dei clienti, senza necessità di hardware aggiuntivi. Dall’altro, parrucchieri, estetisti e professionisti del benessere hanno bisogno di gestire appuntamenti e pagamenti in modo più fluido ed efficiente: SumUp Bookings nasce per semplificare la pianificazione online delle prenotazioni e migliorare il tasso di conversione tra ricerca del servizio e conferma dell’appuntamento. Insieme, le due soluzioni contribuiscono a costruire un ecosistema digitale integrato per rispondere alle esigenze del settore.


Amazfit Helio Strap Pro ufficiale: il nuovo fitness tracker per HYROX e allenamento ibrido


Durante la recente edizione dei Campionati Mondiali HYROX a Stoccolma, Amazfit ha presentato Helio Strap Pro. Si tratta di un sistema di allenamento indossabile progettato per aiutare gli atleti HYROX e gli sportivi “ibridi” a comprendere meglio come il corpo performa sotto carico. Partendo dal modello Helio Strap senza schermo, Helio Strap Pro aggiunge un sensore di movimento da indossare in vita che rileva il movimento del core e la stabilità durante l’allenamento. In combinazione con il rilevamento della frequenza cardiaca sul braccio e gli smartwatch Amazfit compatibili, il sistema offre una visione più completa dello sforzo cardiaco, della qualità del movimento e del carico muscolare rispetto al solo tracciamento da polso.

Motorola moto g87 ufficiale: fotocamera da 200 MP e specifiche
Il dispositivo debutta con una fotocamera principale da 200 MP, un display OLED luminoso, una batteria capiente e nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


“La frequenza cardiaca dice agli atleti quanto stanno lavorando duramente, ma non spiega completamente come cambia il movimento quando subentra la fatica - ha dichiarato Scott Shepley di Amazfit - Helio Strap Pro introduce un nuovo approccio innovativo all’allenamento ibrido, collegando i dati cardiaci del braccio con il rilevamento del movimento in vita e i dati dello smartwatch. Rappresenta il prossimo passo del nostro sistema di allenamento ibrido, offrendo una comprensione più completa di come sforzo, movimento e performance cambiano durante un allenamento impegnativo”.


Progettato per HYROX e performance ibride


Helio Strap Pro funziona con le modalità HYROX Race e HYROX Simulation disponibili su Amazfit Balance 3 e Balance Ultra. Al lancio, è necessario uno di questi smartwatch per utilizzare il sistema completo. Durante gli allenamenti supportati, lo smartwatch e i due sensori Helio Strap Pro lavorano insieme:

  • Helio Core Motion HR si indossa sul braccio, vicino al cuore, riducendo le interferenze causate dal movimento del polso, dalla presa e dal contatto con attrezzi, fornendo una frequenza cardiaca più stabile durante allenamento funzionale e di forza;
  • Helio Core Motion Waist si indossa in vita per rilevare movimento del core, posizione e stabilità.


Balance 3 o Balance Ultra monitorano le performance e lo sforzo cardiaco dal polsoBalance 3 o Balance Ultra monitorano le performance e lo sforzo cardiaco dal polso
Dopo l’allenamento, l’app Zepp integra movimento, carico muscolare e sforzo cardiaco in una vista strutturata della performance, aiutando gli atleti a comprendere fatica, efficienza ed esecuzione. L’esperienza è focalizzata sugli otto movimenti della gara HYROX: skierg, sled push, sled pull, burpee broad jump, rowing, farmer’s carry, sandbag lunges e wall balls.
L'ecosistema Amazfit: i dati vengono condivisi via bluetooth

Un unico sistema per allenamento, recupero e vita quotidiana


Helio Strap Pro fa parte del più ampio sistema di allenamento ibrido Amazfit, che collega performance e recupero.

L’app Zepp unisce allenamento, recupero, abitudini quotidiane, nutrizione e trend di performance in un’unica visione continua dei progressi.

La tecnologia HybridCharge include BioCharge, Training Load e LifeLoad per aiutare a capire come allenamento, recupero e fattori esterni (stress, viaggi, fatica) influenzano la capacità nel tempo.

Poiché Helio Strap Pro può essere usato senza schermo, il tracciamento può continuare anche quando si toglie lo smartwatch.

Precisione, apertura e integrazione con l’ecosistema


Indossare il sensore cardiaco sul braccio riduce le interferenze tipiche del polso durante allenamenti di forza e funzionali. I dati in tempo reale possono essere condivisi via Bluetooth con smartwatch Amazfit, dispositivi di terze parti, computer da ciclismo e app fitness. I dati sanitari, inclusa la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), possono essere sincronizzati con Apple Health tramite l’app Zepp.
Amazfit Helio Strap Pro: la confezione

Altre caratteristiche:


  • oltre 60 modalità sportive;
  • monitoraggio continuo di HR, HRV, sonno e recupero;
  • resistenza all’acqua 5 ATM;
  • Bluetooth 5.2;
  • fino a 11 giorni di autonomia per il sensore HR;


Disponibilità


La confezione include Helio Core Motion HR, Helio Core Motion Waist, clip Helio Pro, cinturino, fascia braccio e base di ricarica magnetica. Il dispositivo sarà disponibile tra alcune settimane, ha fatto sapere Amazfit.


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il caldo record arriva anche sulla costa est degli Stati Uniti


Decine di record da Washington a Boston e rete elettrica sotto stress alla vigilia del 4 luglio. Ferma per un giorno anche la nuova linea che porta a New York l'idroelettrico canadese

Il termometro di Central Park ha segnato giovedì 37,8 gradi (100 Fahrenheit), la temperatura più alta registrata a New York in quasi 14 anni. L'ondata di caldo che da giorni soffoca la metà orientale degli Stati Uniti ha fatto cadere decine di record e, secondo il National Weather Service, il servizio meteorologico nazionale americano, circa 163 milioni di persone, dal Missouri al Maine fino al Mississippi, vivono in aree esposte a un caldo pericoloso. Il picco arriva proprio mentre il paese si prepara al fine settimana del 4 luglio, quest'anno dedicato ai 250 anni dell'indipendenza, e ospita i Mondiali di calcio.

Agli aeroporti newyorkesi di LaGuardia e Newark si sono raggiunti i 40 gradi, mentre a Washington l'aeroporto nazionale ha toccato i 38,9 gradi, oltre un record che resisteva dal 1898. Philadelphia è arrivata a 39,4 gradi, la temperatura più alta degli ultimi 15 anni in città e a un solo grado Fahrenheit dal record assoluto di luglio. Boston ha toccato i 38,3 gradi, oltre il precedente record giornaliero del 1963. Il dato di Central Park, il primo sopra i 100 Fahrenheit dal luglio 2012, eguaglia il record per un 2 luglio stabilito nel 1966.

L'umidità rende le condizioni ancora più dure. Una stazione meteo di Brooklyn ha registrato un indice di calore, la misura della temperatura percepita che combina caldo e umidità, di circa 43 gradi. Nei prossimi giorni la percepita potrebbe arrivare a 46 e nemmeno la notte porterà sollievo: le temperature scenderanno di poco, restando ben sopra la media del periodo. Senza un raffreddamento notturno il corpo non riesce a recuperare e il rischio di malori aumenta.

All'origine del fenomeno c'è una "cupola di calore", un vasto sistema di alta pressione che intrappola l'aria come un coperchio su una pentola: l'aria calda viene spinta verso il suolo e, comprimendosi, si riscalda ulteriormente. Anche se attribuire una singola ondata di calore al cambiamento climatico richiede analisi approfondite, gli scienziati concordano sul fatto che le ondate di calore stanno diventando più calde, più frequenti e più lunghe: gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati.

La corsa ai condizionatori sta mettendo sotto pressione la rete elettrica. Il picco di domanda di giovedì potrebbe essere il terzo più alto mai registrato nello Stato di New York, che ricava più del 60% della sua elettricità da petrolio e gas. Con Edison, la principale utility elettrica della città, ha ridotto il voltaggio in alcune zone di Manhattan e del Bronx e ha interrotto la corrente a circa 900 clienti nel quartiere di Riverdale per evitare guasti più estesi, mentre in serata oltre 25.000 utenze erano senza elettricità nello Stato di New York, 12.000 in New Jersey e 15.000 in Ohio. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha chiesto ai residenti di impostare i condizionatori a 25,5 gradi (78 Fahrenheit) e di staccare gli elettrodomestici non utilizzati.

Proprio nei giorni più critici si è fermata la Champlain Hudson Power Express, la nuova linea elettrica da circa 8 miliardi di dollari che porta a New York l'energia idroelettrica delle dighe canadesi del Québec e che dovrebbe coprire fino al 20% del fabbisogno della città. La linea, capace di trasportare 1.250 megawatt, abbastanza per alimentare circa un milione di case, è rimasta fuori servizio da mercoledì fino alle 12:30 di giovedì (le 18:30 in Italia) per un guasto tecnico sul lato canadese del confine. Il contratto con lo Stato di New York, che obbliga la società a fornire energia proprio nei momenti di massima domanda, era entrato in vigore mercoledì stesso. Il gestore della rete statale, NYISO, non aveva incluso la linea nelle sue stime sulla tenuta del sistema per l'estate e aveva concluso che l'energia sarebbe bastata anche senza, ma per poco: Kevin Lanahan, vicepresidente di NYISO, ha detto al sito di notizie locali The City Reporter che i margini sono "decisamente stretti".

Il governo federale è intervenuto sui data center, tra i maggiori consumatori di elettricità. Il segretario all'Energia Chris Wright ha ordinato ai gestori delle reti di richiedere ai data center l'uso dei generatori di riserva quando il sistema è sotto sforzo. La misura riguarda soprattutto PJM, il gestore della rete di 13 Stati del Medio Atlantico che va da Chicago alla Virginia e serve la più grande concentrazione di data center al mondo: per giovedì si aspettava la domanda di elettricità più alta della sua storia, oltre un record che resisteva da vent'anni. L'uso esteso dei generatori preoccupa però gli esperti, perché funzionano di solito a diesel o a gas ed emettono più inquinanti delle grandi centrali. Shaolei Ren, professore dell'Università della California a Riverside, ha detto all'Associated Press che un'ondata di calore è "quasi la situazione peggiore" per un data center, perché raffreddare i server richiede più energia o più acqua. Gli impianti alimentano anche tensioni locali: a Lowell, in Massachusetts, il consiglio comunale ha approvato all'unanimità a febbraio una moratoria di un anno su nuove espansioni.

A New York muoiono ogni estate circa 500 persone per cause legate al caldo e il rischio si concentra nei quartieri più poveri. Jamaica, nel Queens, ha il punteggio peggiore nell'indice di vulnerabilità al caldo con cui la città classifica i quartieri: solo il 20% della sua superficie è coperto da alberi, contro una media cittadina del 24% e quasi il 70% di zone benestanti come Riverdale, nel Bronx. Carolyn Olson, dirigente del dipartimento della salute cittadino, ha detto al New York Times che "il primo fattore di rischio per le morti legate al caldo è non avere un condizionatore in casa". La città ha aperto centinaia di centri di raffrescamento nei quartieri più esposti e ha sospeso gli sfratti per due giorni.

Il caldo sta costringendo a rivedere anche il programma delle celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti. Philadelphia ha dichiarato un'emergenza sanitaria fino a sabato sera e ha accorciato il percorso della parata del 4 luglio, alcune città vicine hanno cancellato le loro sfilate e a Washington le prove del tradizionale concerto davanti al Campidoglio sono state chiuse al pubblico, mentre un rodeo previsto giovedì sera è stato rinviato. Ne risentono anche i Mondiali di calcio: Toronto ha annullato la proiezione pubblica di Portogallo-Croazia accanto al municipio e sabato la Francia affronterà il Paraguay a Philadelphia, in uno stadio a cielo aperto, alle 17 locali (le 23 in Italia), con temperature previste vicine ai 40 gradi.

Da domenica la cupola di calore dovrebbe cominciare a indebolirsi e lunedì a Philadelphia le massime torneranno sotto i 30 gradi, ma un caldo pericoloso resterà su Washington, la Virginia e le Caroline.


Che cos'è la Great American State Fair, la fiera di Trump per i 250 anni degli Stati Uniti


La Great American State Fair è la grande fiera che il presidente Donald Trump ha allestito sul National Mall di Washington per celebrare i 250 anni dell'indipendenza degli Stati Uniti. Si estende per dieci isolati sul prato tra il Campidoglio e il Washington Monument, dura sedici giorni e si è aperta mercoledì sera con un comizio del presidente in stile campagna elettorale. Resterà allestita fino al 10 luglio.

A organizzarla è Freedom 250, un'organizzazione creata da Trump con un ordine esecutivo come partenariato tra pubblico e privato. La sua nascita ha causato tensioni con America 250, la commissione bipartisan che il Congresso aveva istituito da anni proprio per pianificare l'anniversario. I critici vedono in Freedom 250 il tentativo del presidente di aggirare quel gruppo nato dieci anni fa. America 250, che ha meno fondi federali e una portata più ridotta, organizza per il 4 luglio un concerto a Los Angeles e una serie di eventi locali.

Il cuore della fiera sono i padiglioni dedicati a 56 tra stati e territori, ai quali si aggiungono stand di dipartimenti del governo federale, una ruota panoramica alta circa 34 metri, un rodeo e una replica in scala ridotta dell'arco di trionfo che Trump vuole costruire a Washington. Gli organizzatori l'hanno presentata come "un'esposizione di livello mondiale e una fiera mondiale dei giorni nostri".

Nei padiglioni statali ogni stato mette in mostra industrie, tradizioni e personaggi famosi. Si può mungere una mucca meccanica nel Michigan, attraversare un agrumeto profumato di arance nella Florida, provare il lazo nel Wyoming, ballare la salsa a Puerto Rico e raccogliere le collane di Mardi Gras in Louisiana. Il New Jersey ha portato un castello di sabbia di oltre tre tonnellate, fatto con sabbia trasportata dalla costa atlantica. Il Montana espone una gigantesca gabbia toracica di dinosauro, il Texas la facciata dell'Alamo e una capsula spaziale, l'Arizona un'installazione che immerge i visitatori nei paesaggi dello stato.

Accanto al folklore statale, la fiera ospita molti contenuti vicini al presidente. C'è uno stand dove i genitori possono iscrivere i figli ai "Trump accounts", un'esposizione dedicata a Truth Social, il social network fondato da Trump, un padiglione "Faith and Family" con un forte accento sui valori cristiani e gli stand dei grandi appaltatori della difesa, come la Northrop Grumman con un suo simulatore di volo. Sul Mall è parcheggiato anche uno dei "Freedom Truck", musei mobili prodotti dall'organizzazione conservatrice PragerU e dal Hillsdale College, un'università cristiana di destra: dentro si trovano un George Washington generato dall'intelligenza artificiale e un messaggio video del presidente. Allo stand del Dipartimento di Stato veniva distribuita una replica di carta del passaporto in edizione limitata con il volto di Trump.

Non tutti gli stati hanno partecipato. Almeno dieci governi, concentrati nel Nord-Est e nel Nord-Ovest del Pacifico e guidati in gran parte dai democratici, hanno rinunciato a inviare personale o a spendere denaro. Tutti hanno citato i costi: per allestire un padiglione servivano almeno 100mila dollari, in alcuni casi fino a mezzo milione, e molti hanno preferito investire nelle celebrazioni in casa. Maine, Massachusetts, Pennsylvania, Vermont e Rhode Island sono tra gli assenti. La governatrice del Massachusetts, la democratica Maura Healey, ha definito l'evento un uso "ridicolo" dei soldi dei contribuenti. Gli stand degli assenti si sono ridotti a un cartellone con il nome dello stato e qualche sedia vuota. Alcuni stati, come North Carolina e Illinois, sono stati rappresentati da aziende o associazioni del territorio al posto del governo.

Proprio il North Carolina è finito al centro di una polemica. In un video del suo padiglione era comparsa l'immagine di una bandiera confederata sovrapposta a parte della bandiera dello stato. Gli organizzatori dello stand hanno detto di essere venuti a conoscenza di un'immagine "non approvata" e di averla rimossa subito. Uno degli sponsor, l'azienda Mt. Olive Pickles, ha ritirato la propria partecipazione scrivendo su X di fondarsi su "valori di dignità umana, opportunità e libertà". Da Freedom 250 hanno risposto che gli stati hanno pieno controllo editoriale sui contenuti dei loro stand.

L'evento è stato accusato di essere troppo politico. Doveva aprirsi con dei concerti, ma diversi musicisti si erano ritirati per timore che la manifestazione fosse diventata di parte, così Trump ha trasformato la serata inaugurale in un comizio, con sorvoli militari e Lee Greenwood che cantava "God Bless the USA". Alcuni deputati democratici hanno accusato Freedom 250 di edulcorare la storia americana, glissando su temi come la schiavitù e il genocidio dei nativi. La portavoce dell'organizzazione, Rachel Reisner, ha replicato che celebrare i 250 anni del paese non è un atto di parte e che la fiera ha "qualcosa per tutti, che tu abbia 8 o 85 anni".

I primi giorni sono stati segnati da difficoltà. La giornata inaugurale ha avuto problemi ai generatori che hanno fermato a intermittenza la ruota panoramica e sciolto parte del gelato, la pioggia ha costretto a chiudere in anticipo, l'acqua costava 5 dollari e foto e video diffusi sui social mostravano una scarsa affluenza di pubblico. Trump ha invece descritto la serata di apertura come un successo, scrivendo su Truth Social che il pubblico era "incredibile" e parlando di almeno 45mila persone presenti.

Per i suoi critici la fiera è soprattutto una vetrina. Secondo un'analisi pubblicata sull'Atlantic il risultato è una sorta di villaggio Potemkin, in cui quasi niente è ciò che dichiara di essere, una versione da discount della grandiosità che il presidente vorrebbe lasciare in eredità. Tra una mucca finta da mungere, un ologramma di Abraham Lincoln nello stand dell'Illinois e l'immagine di un George Washington creato dall'intelligenza artificiale in quello del New Jersey, l'orgoglio autentico dei singoli stati emerge a tratti, ma resta schiacciato dalla cornice politica costruita attorno alla celebrazione.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Shokz OpenDots 2 e OpenDots Air arrivano in Italia: nuovi auricolari a clip per l’ascolto quotidiano


Shokz OpenDots 2 e Shokz OpenDots Air arrivano ufficialmente in Italia grazie a Nital, che porta sul mercato nazionale la nuova generazione di auricolari a clip open-ear del brand. I due modelli sono pensati per chi cerca un modo diverso di ascoltare musica, podcast, chiamate e contenuti multimediali durante la giornata, senza isolarsi completamente dall’ambiente circostante e senza utilizzare i classici auricolari da inserire nel condotto uditivo.

La filosofia resta quella che ha reso riconoscibile Shokz negli ultimi anni: un ascolto aperto, comodo e adatto al movimento. Con questa nuova linea, però, il marchio sposta l’attenzione anche verso un utilizzo più quotidiano e lifestyle, non soltanto sportivo. Gli auricolari open-ear diventano quindi un accessorio da indossare in ufficio, durante gli spostamenti, nel tempo libero o nelle attività leggere, con un design a clip pensato per restare stabile sull’orecchio e allo stesso tempo risultare discreto.

I nuovi modelli si rivolgono a esigenze diverse. OpenDots 2 rappresenta la proposta più completa della gamma, con una dotazione tecnica più ricca e un’attenzione maggiore alla qualità audio, all’autonomia e alla gestione delle chiamate. OpenDots Air, invece, punta su leggerezza, semplicità e accessibilità, mantenendo comunque le caratteristiche principali dell’esperienza Shokz, a partire dal formato aperto e dalla possibilità di personalizzare alcuni aspetti tramite app.

Shokz OpenDots 2: audio più potente e funzioni premium


Il modello più avanzato, Shokz OpenDots 2, utilizza la tecnologia Shokz Bassphere 2.0, una struttura acustica sferica progettata per offrire un suono più corposo rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da auricolari di dimensioni così compatte. La presenza di due driver personalizzati da 11,8 mm e di un diaframma ottimizzato consente di lavorare su profondità, volume e nitidezza, con l’obiettivo di rendere l’ascolto più coinvolgente sia con la musica sia con video, film e contenuti in streaming.

A migliorare la resa sonora interviene anche la tecnologia MirrorPitch, che direziona il flusso audio verso l’orecchio in modo più preciso. L’integrazione del Dolby Audio aggiunge un ulteriore livello all’esperienza d’ascolto, rendendo la scena sonora più ampia e definita. In questo modo OpenDots 2 si posiziona come il modello pensato per chi vuole un paio di auricolari a clip comodi, ma non vuole rinunciare a una qualità audio più curata.

Un altro aspetto importante riguarda le chiamate. Shokz OpenDots 2 combina un microfono a conduzione ossea con due sensori a conduzione aerea e un sistema basato su intelligenza artificiale per separare meglio la voce dai rumori di fondo. È una soluzione pensata per rendere le conversazioni più chiare anche quando ci si trova fuori casa, in movimento o in ambienti non perfettamente silenziosi.

Sul fronte dell’autonomia, OpenDots 2 raggiunge fino a 10 ore di ascolto con una singola carica, che diventano fino a 40 ore complessive utilizzando la custodia di ricarica. Sono presenti anche la ricarica rapida, la ricarica wireless e la certificazione IP57 per la resistenza all’acqua, caratteristiche che rendono questo modello adatto anche a un uso più intenso e meno delicato durante la giornata.

Shokz OpenDots Air: leggerezza e semplicità per tutti i giorni


Shokz OpenDots Air nasce invece per chi cerca una soluzione più leggera e immediata. Ogni auricolare pesa appena 6,3 grammi e utilizza una struttura JointArc in silicone flessibile, studiata per adattarsi a diverse forme dell’orecchio e garantire una buona stabilità anche durante sessioni di utilizzo prolungate. Il design resta aperto, quindi non chiude completamente il canale uditivo e permette di mantenere una maggiore consapevolezza di ciò che accade intorno.

Anche OpenDots Air utilizza driver da 11,8 mm, abbinati alla tecnologia DirectPitch. Questa soluzione serve a indirizzare meglio il suono verso l’orecchio, riducendo la dispersione sonora verso l’esterno e mantenendo un profilo acustico bilanciato. Attraverso l’app Shokz è possibile intervenire sull’equalizzazione, modificare il profilo audio e personalizzare i comandi touch, così da adattare gli auricolari alle proprie abitudini.

L’autonomia dichiarata per OpenDots Air arriva fino a 9 ore di riproduzione continua, con un totale di 36 ore tramite la custodia di ricarica. La dotazione include anche la resistenza all’acqua IP55, il MultiPoint Pairing per passare rapidamente tra più dispositivi e un sistema di gestione delle chiamate supportato dall’intelligenza artificiale. Si tratta quindi di un modello più essenziale rispetto a OpenDots 2, ma comunque pensato per coprire bene l’utilizzo quotidiano tra smartphone, tablet e computer.

Auricolari open-ear sempre più orientati al lifestyle


Con l’arrivo di OpenDots 2 e OpenDots Air, Shokz amplia la propria proposta nel segmento degli auricolari open-ear, una categoria sempre più orientata non solo allo sport, ma anche alla comodità di tutti i giorni. Il formato a clip può risultare interessante per chi non ama gli auricolari in-ear tradizionali, per chi vuole evitare la sensazione di pressione nell’orecchio o per chi preferisce ascoltare contenuti senza perdere completamente il contatto con l’ambiente.

Prezzi e disponibilità in Italia


I nuovi Shokz OpenDots 2 sono disponibili nelle colorazioni Black, Grey e Pearl White al prezzo di 199 euro. Gli Shokz OpenDots Air arrivano invece nelle varianti Daybreak Purple e Black al prezzo di 139 euro. Entrambi i modelli sono acquistabili sullo store ufficiale shokz.it, presso i punti vendita di elettronica di consumo e nei negozi sportivi autorizzati.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump dice che non c'è nulla di sbagliato nell'aver guadagnato 2,2 miliardi da presidente


La dichiarazione patrimoniale mostra 1,4 miliardi dalle criptovalute di famiglia e oltre 21.000 operazioni in borsa in un anno. Il presidente: "Non c'è niente di illegale"

Donald Trump ha guadagnato 2,2 miliardi di dollari nel 2025, il primo anno del suo ritorno alla Casa Bianca. La cifra emerge dalla dichiarazione patrimoniale obbligatoria pubblicata martedì dall'Office of Government Ethics, l'ufficio federale che vigila sull'etica dei funzionari pubblici: più di 680 pagine di transazioni finanziarie. Circa 1,4 miliardi arrivano dalle società di criptovalute della famiglia, un settore di cui il presidente è al tempo stesso uno dei maggiori operatori e il massimo regolatore. Intervistato giovedì dalla CNBC nello Studio Ovale, Trump ha difeso i suoi affari: "Non c'è niente di illegale. Non c'è niente di sbagliato".

Trump ha dichiarato circa 594 milioni di dollari di entrate da World Liberty Financial, la società di criptovalute che ha fondato insieme ai figli, circa 636 milioni legati al suo memecoin (la criptovaluta $TRUMP, creata attorno alla sua immagine) e quasi 197 milioni dalla vendita di una partecipazione riconducibile a Stablecoin Holdco, un'altra società cripto del gruppo. Una parte importante dei guadagni è arrivata quando un fondo di investimento vicino agli Emirati Arabi Uniti ha comprato quasi metà di World Liberty Financial. Un tempo scettico sulle criptovalute, Trump ne è diventato un sostenitore durante la campagna del 2024 e da presidente ha promosso leggi e politiche favorevoli agli investitori del settore. Alla CNBC ha detto che il suo obiettivo è il primato americano anche in questo campo: "Siamo il numero uno nelle cripto".

I consulenti che gestiscono i suoi investimenti hanno eseguito più di 21.000 operazioni su titoli nel corso dell'anno, distribuite su otto conti diversi, secondo un'analisi di ABC News. I conti sono cresciuti fino ad almeno 858 milioni di dollari e comprendono partecipazioni in circa 1.600 società. I presidenti precedenti avevano venduto i loro asset prima di entrare in carica o avevano investito solo in fondi comuni diversificati: Joe Biden, in tutto il suo mandato, fece 13 operazioni in borsa, mentre nel 2017, il primo anno del primo mandato di Trump, le transazioni erano state 86.

Nel complesso, scrive ABC News, le operazioni indicano un portafoglio gestito in modo professionale e in linea con le pratiche del settore. Trump però detiene quote di decine di società che hanno contratti con il governo federale, come Palantir, Lockheed Martin, Boeing, Raytheon, Intel e Nvidia, oltre ai gestori di carceri private GEO Group e CoreCivic. Molte delle aziende in portafoglio beneficiano anche delle sue politiche, una circostanza per cui i democratici lo accusano di conflitti di interesse.

Il 23 luglio 2025, il giorno in cui la Casa Bianca presentò il piano per alleggerire le regole sull'intelligenza artificiale, Trump comprò tra 1 e 5 milioni di dollari di azioni di ciascuna di sei aziende toccate direttamente da quella politica: Amazon, Apple, Broadcom, Meta, Microsoft e Nvidia. La dichiarazione non specifica se gli acquisti avvennero prima o dopo l'annuncio e quello stesso giorno il presidente comprò anche titoli estranei all'intelligenza artificiale.

I consulenti hanno comprato inoltre tra 200.000 e 680.000 dollari di azioni di Palantir, società di software per la difesa, nei mesi che hanno preceduto il post con cui Trump, il 10 aprile di quest'anno, ne ha elogiato le "grandi capacità belliche"; nello stesso periodo però hanno venduto tra 1 e 5 milioni di dollari degli stessi titoli. Il post è arrivato dopo una delle settimane peggiori dell'azione nell'ultimo anno e ha preceduto un rialzo significativo del titolo. Il 9 aprile 2025, invece, quattro ore prima di annunciare la sospensione per 90 giorni dei dazi, Trump scrisse sui social: "Questo è un ottimo momento per comprare!!!". Il giorno precedente uno dei suoi conti aveva effettuato 327 acquisti di titoli di vario tipo, ma quel conto aumentava l'attività in tutti i periodi di forte volatilità, il che suggerisce una normale pratica di ribilanciamento del portafoglio.

Trump ha detto alla CNBC di non essere al corrente dell'entità dei suoi investimenti in criptovalute: "Potevo saperlo. Non lo sapevo". I suoi soldi, ha spiegato, sono affidati a grandi società finanziarie e se ne occupa il figlio Eric, che li versa in "semi-blind trust o blind trust", fondi in cui il proprietario non conosce né sceglie gli investimenti. "Non parlo con lui di queste cose", ha detto, aggiungendo di ritenere che gli sarebbe consentito ma di non farlo. "Ho fatto una quantità enorme di soldi, più di quanto avrei mai pensato. E lascio che altre persone li investano. Non so nemmeno chi siano".

Il presidente ha detto di dispiacersi per i figli, ai quali ha affidato la gestione delle aziende di famiglia, perché la presidenza "è così potente" che ogni loro investimento crea un potenziale conflitto: se comprassero un'azienda di cupcake, ha spiegato, perfino l'energia necessaria a produrre i dolci finirebbe per chiamare in causa la sua politica energetica. "Se comprano un camion a basso consumo energetico, hanno informazioni privilegiate", ha aggiunto. "Dico ai miei figli: state lontani da tutto ciò da cui potete stare lontani. Ma hanno anche una vita". L'amministrazione ha approvato accordi o contratti con diverse società in cui i figli del presidente hanno investito, dai produttori di droni alle imprese minerarie. Alcuni parlamentari democratici vogliono esaminare quelle operazioni per possibili casi di insider trading o conflitti di interesse.

"Donald Trump è il presidente più corrotto della storia americana", ha scritto sui social il governatore della California Gavin Newsom, considerato un probabile candidato alle presidenziali del 2028. I democratici hanno usato la dichiarazione per accusare il presidente di corruzione e contrapporre la sua ricchezza alla condizione economica della maggior parte degli americani. "Donald Trump sta con la classe dei miliardari", ha scritto su X la deputata del Michigan Haley Stevens, impegnata in una primaria competitiva per un seggio al Senato: "Non ha idea di cosa significhi vivere con un assegno della previdenza sociale e ha dimostrato che non gli importa".

La base MAGA, che negli ultimi mesi ha criticato apertamente la guerra con l'Iran e ha chiesto la pubblicazione dei file su Jeffrey Epstein, è rimasta invece in gran parte in silenzio e alcuni sostenitori hanno descritto i guadagni come una conferma del talento per gli affari che ammirano da sempre in Trump. "Nessuno tra quelli che hanno votato per Donald Trump, un uomo con grattacieli che portano il suo nome, con un aereo che porta il suo nome, sospetta di lui perché fa soldi", ha detto alla CNN Joe Borelli, ex capogruppo repubblicano al consiglio comunale di New York e oggi dirigente di una società di lobbying. "Ha costruito un'intera carriera parlando di quanti soldi guadagna".

Tra le poche voci critiche a destra c'è quella dell'ex deputata Marjorie Taylor Greene, che ha rotto formalmente con il partito e considera l'arricchimento del presidente un'altra prova che gli elettori MAGA devono abbandonare i repubblicani. Il partito, ha scritto, "ha dirottato MAGA" e "ci ha svenduti tutti"; Trump "ha avallato l'intera truffa incassando assegni letteralmente da chiunque".

La Casa Bianca ha respinto l'idea che il patrimonio del presidente costituisca un conflitto di interessi e ha ricordato che i conti sono gestiti da consulenti professionali che non comunicano regolarmente con lui. Trump, parlando con i giornalisti mercoledì, ha rivendicato i profitti come un effetto del buon andamento dei mercati: "Sapete perché sto guadagnando? Perché la borsa sale, stanno guadagnando tutti".


Trump ha guadagnato più di un miliardo di dollari dalle criptovalute nel 2025


Il presidente Donald Trump ha guadagnato più di 1,2 miliardi di dollari dalle criptovalute nel 2025, il primo anno del suo ritorno alla Casa Bianca. Lo rivela la dichiarazione patrimoniale che ogni anno è obbligato a presentare, un documento di 927 pagine reso pubblico martedì dall'Office of Government Ethics, l'ufficio federale che vigila sull'etica dei funzionari pubblici. I guadagni legati alle criptovalute superano di gran lunga quelli che ricava dagli immobili e dai prodotti che portano il suo nome.

La voce più consistente sono i 635 milioni di dollari arrivati da una meme coin, una criptovaluta nata come fenomeno virale e senza un vero progetto economico alle spalle. La moneta, che si scambia con la sigla TRUMP, è stata lanciata sulla rete Solana pochi giorni prima dell'insediamento del gennaio 2025. Nelle prime ore aveva raggiunto un valore complessivo di diversi miliardi di dollari, per poi crollare: oggi vale 1,66 dollari, il 98 per cento in meno rispetto al massimo toccato il 19 gennaio 2025. I suoi guadagni derivano quasi per intero dalle royalty di un accordo di licenza con la società Celebration Coins.

Altri 588 milioni di dollari sono arrivati dalla vendita di token distribuiti da World Liberty Financial, una società di criptovalute fondata dai figli del presidente insieme ai figli di Steve Witkoff, suo inviato speciale. Trump ha dichiarato inoltre di possedere più di 50 milioni di dollari in Bitcoin e tra i 5 e i 25 milioni in Ethereum, oltre ad altri asset digitali.

Il totale delle criptovalute supera di molto quanto Trump aveva dichiarato per il 2024, quando i suoi redditi complessivi erano stati di oltre 600 milioni di dollari. Il documento di quest'anno è enormemente più lungo di quelli dei predecessori: il rapporto di Joe Biden per il suo ultimo anno pieno alla Casa Bianca era di 11 pagine.

Il club di Mar-a-Lago ha fruttato al presidente circa 77 milioni di dollari e il campo da golf di Doral, in Florida, 122 milioni, cifre comunque lontane dai guadagni delle criptovalute. Altri suoi campi da golf, a Bedminster nel New Jersey, a Jupiter sempre in Florida e a Turnberry in Scozia, hanno reso più di 30 milioni ciascuno. A questi si aggiungono 4,7 milioni di royalty dagli orologi a marchio Trump, oltre alle Bibbie, alle scarpe da ginnastica, ai profumi e alle chitarre venduti con il suo nome.

Anche Melania Trump ha dichiarato i propri redditi: 10,7 milioni di dollari da un accordo di licenza legato al documentario su di lei uscito lo scorso anno e altri 6 milioni dalla vendita di NFT, le immagini digitali scambiate online.

Il presidente ha dichiarato inoltre circa 86,5 milioni di dollari ottenuti come risarcimenti in diverse cause legali: 16 milioni da ABC, 16 milioni da CBS, 24,5 milioni da Meta, 22 milioni da YouTube e 8 milioni da X. Secondo la Casa Bianca gran parte di quel denaro andrà alla futura biblioteca presidenziale di Trump o a un'organizzazione senza scopo di lucro che cura la manutenzione dei parchi dell'area di Washington.

Secondo la classifica degli uomini più ricchi del mondo stilata da Forbes, il patrimonio di Trump è stimato in 6 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 2,3 miliardi del 2024. L'indice dei miliardari di Bloomberg lo valuta invece 7,6 miliardi.

La Casa Bianca ha respinto l'idea che il presidente stia traendo profitto dalla sua carica. Ha ricordato più volte che Trump ha affidato le sue attività a un trust gestito dai figli e ha negato qualsiasi conflitto di interessi. La vice portavoce Anna Kelly ha detto in una nota che il presidente ha reso gli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute e che né lui né la sua famiglia hanno mai avuto, né mai avranno, conflitti di interessi. Lo stesso Trump ha ricordato di non essere soggetto alle leggi federali sul conflitto di interessi.

Trump in passato aveva criticato le criptovalute e definito il Bitcoin una truffa e un disastro annunciato. Dopo il ritorno alla Casa Bianca ha invece adottato un atteggiamento amichevole verso il settore, anche mentre società legate alla sua famiglia lanciavano le proprie monete digitali. Alla guida della Securities and Exchange Commission, l'autorità che vigila sui mercati finanziari americani, ha nominato Paul Atkins, considerato vicino all'industria delle criptovalute, che dal suo insediamento nell'aprile 2025 ha allentato l'approccio rigido del predecessore. Nel luglio del 2025 il presidente ha firmato il GENIUS Act, una legge pensata per fare degli Stati Uniti il leader indiscusso negli asset digitali.

Molti esponenti democratici al Congresso si oppongono al Clarity Act, la legge che renderebbe legale gran parte delle attività con le criptovalute. Il testo è già passato alla Camera ma è fermo al Senato. I democratici contrari chiedono che vieti esplicitamente al presidente e alla sua famiglia di fare affari nel settore.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Amazon Luna: tutti i giochi inclusi con Prime a luglio 2026


Amazon Luna aggiorna la selezione di giochi inclusi con Prime per luglio 2026, portando nuovi titoli pensati sia per chi cerca esperienze rapide e immediate, sia per chi vuole arricchire la propria libreria con giochi da riscattare su PC. Anche questo mese il servizio punta molto sulle esperienze GameNight, party game accessibili che possono essere giocati usando soltanto uno smartphone e una TV, senza bisogno di controller aggiuntivi o configurazioni complicate.

La proposta di luglio si inserisce all’interno di una libreria più ampia, aggiornata regolarmente e consultabile su luna.amazon.com. Gli abbonati Prime possono accedere a una selezione di titoli disponibili su Luna, mentre il catalogo Luna Standard continua a offrire oltre 50 giochi per chi vuole un’esperienza più ricca e continuativa.

Tra le novità già disponibili spicca Courtroom Chaos: Starring Arnold Schwarzenegger, una delle esclusive GameNight più particolari del mese. Il gioco trasforma il tribunale in una scena comica e imprevedibile, con un giudice AI ispirato ad Arnold Schwarzenegger pronto a gestire processi fuori controllo. I giocatori devono improvvisare testimonianze, creare personaggi assurdi e difendere cause praticamente impossibili, in un’esperienza pensata per generare situazioni leggere e divertenti durante una serata in compagnia.

Sempre tra le esclusive GameNight già disponibili c’è Centipede Swarm, reinterpretazione cooperativa del classico arcade Atari. In questo caso il gameplay cambia ritmo e diventa uno sparatutto twin-stick per uno fino a quattro giocatori. L’obiettivo è resistere a ondate continue di insetti colorati, muovendosi in un campo di battaglia dinamico fino allo scontro con un Centipede finale capace di dividersi, mutare e attaccare da più direzioni. È un titolo pensato per partite immediate, con una struttura facile da capire ma adatta anche a sessioni più movimentate.

Il 22 luglio arriva invece Jackbox Party Pack 8, ottavo capitolo della nota raccolta di party game Jackbox. La formula rimane quella che ha reso celebre la serie: si gioca in gruppo, si parte velocemente e non servono controller tradizionali. Fino a 10 giocatori possono partecipare usando il proprio smartphone, con cinque giochi inclusi nella raccolta: Drawful Animate, Job Job, The Poll Mine, Weapons Drawn e The Wheel of Enormous Proportions. È una delle aggiunte più adatte per chi organizza serate con amici o familiari e cerca un gioco semplice da avviare, ma abbastanza vario da coinvolgere persone con gusti diversi.

Il 23 luglio sarà il turno di Angry Birds Mystery Island, nuovo contenuto collegato all’esperienza Angry Birds Flock Party. L’arrivo di un livello aggiuntivo rende il gioco ancora più dinamico, mantenendo il tono leggero e immediato tipico della serie. Anche in questo caso l’obiettivo è offrire un’esperienza adatta a partite veloci, accessibile anche a chi non gioca abitualmente.

Le novità di luglio non riguardano soltanto GameNight. All’interno di Luna Standard sono già disponibili anche nuovi titoli pensati per chi cerca esperienze più strutturate. Tra questi c’è Dispatch, una commedia gestionale ambientale in un ufficio di supereroi. Il giocatore deve coordinare una squadra tutt’altro che perfetta, decidendo quali eroi inviare nelle varie emergenze cittadine. Ogni scelta ha un peso, perché oltre alle missioni bisogna gestire rapporti personali, dinamiche d’ufficio e il percorso del protagonista verso il ruolo di eroe.

Nel catalogo arriva anche Sonic Mania Plus, una delle produzioni più apprezzate legate al mondo di Sonic. Il gioco riprende lo stile 2D classico della serie, ma lo aggiorna con grafica HD in stile rétro e gameplay a 60 fps. Questa versione include i personaggi giocabili Mighty e Ray, la modalità Encore e contenuti aggiuntivi che ampliano l’esperienza rispetto alla versione base. Per chi ama i platform veloci e il Sonic più vicino alle origini, si tratta di una delle aggiunte più riconoscibili del mese.

Sempre da luglio, Luna Standard accoglie anche LEGO Indiana Jones: The Original Adventures, YouTuber’s Life e Arcade Paradise. Il primo porta nel catalogo un’avventura LEGO ispirata ai film di Indiana Jones, con il classico mix di esplorazione, enigmi e umorismo accessibile. YouTuber’s Life si concentra invece sulla simulazione della carriera da creator digitale, mentre Arcade Paradise unisce gestione e atmosfera rétro, mettendo il giocatore alla guida di una sala giochi da far crescere nel tempo.

Oltre ai giochi su Luna, gli abbonati Prime possono riscattare durante il mese diversi giochi PC tramite le piattaforme indicate. Il 2 luglio sono disponibili CyClones su GOG, LoneStar su Epic Games Store e Symphony of War: The Nephilim Saga su Epic Games Store. Il 9 luglio arrivano Still There e Regular Factory: Escape Room, entrambi riscattabili su GOG.

La seconda metà del mese amplia ulteriormente la selezione. Dal 16 luglio si possono riscattare Poly Vita su Legacy Games, Framed Collection su GOG ed Escape Academy su Epic Games Store. Il 23 luglio si aggiungono In Sound Mind, disponibile tramite Amazon Games App, e Mystic Academy: Escape Room su GOG. Infine, il 30 luglio chiudono la lista Zoria: Age of Shattering e Weakless, entrambi su GOG.

Con questa selezione di giochi Prime luglio 2026, Amazon propone un mese piuttosto vario, alternando party game per serate leggere, titoli arcade, esperienze cooperative, platform, gestionali e giochi PC riscattabili su store diversi. La presenza delle esclusive GameNight conferma l’attenzione verso un tipo di intrattenimento immediato e condiviso, mentre le aggiunte a Luna Standard e ai riscatti PC offrono più scelta anche a chi preferisce esperienze più tradizionali.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Master 699 Fishing


Potenza, spazio e affidabilità per vivere il mare senza compromessi.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Nel panorama dei gommoni dedicati alla pesca sportiva, il Master 699 Fishing rappresenta una sintesi riuscita tra comfort di navigazione, funzionalità e prestazioni. Una proposta che guarda al pescatore moderno, quello che pretende sicurezza nelle lunghe uscite offshore ma che non vuole rinunciare a spazi conviviali e a una gestione semplice anche durante la navigazione più impegnativa. La configurazione con motore Mercury 200 cavalli esalta ulteriormente il carattere del battello, offrendo accelerazioni pronte, consumi equilibrati e una riserva di potenza ideale per affrontare mare formato o trasferimenti rapidi verso gli spot di pesca.



In mare aperto: prova a drifting al tonno - Per comprendere davvero il carattere del Master 699 Fishing lo abbiamo testato in una classica pescata primaverile dedicata al drifting al tonno, una delle tecniche più impegnative sia per l’equipaggio sia per il battello. La partenza avviene alle prime luci dell’alba. Con mare leggermente increspato e una lunga onda da sud-est, il Master 699 lascia il porto con una sensazione immediata di sicurezza. Il Mercury 200 CV spinge lo scafo in planata senza esitazioni, mantenendo una progressione fluida e silenziosa anche con serbatoi pieni, attrezzatura da pesca e 5 persone a bordo. Durante il trasferimento offshore emerge una delle qualità più convincenti del battello: la capacità di affrontare il mare formato senza affaticare equipaggio e pilota. La carena entra nell’onda con morbidezza, limitando gli impatti e mantenendo sempre una traiettoria precisa.

Raggiunta la zona di pesca, il Master 699 Fishing mostra tutta la sua vocazione tecnica. In configurazione drifting gli spazi risultano perfettamente gestibili anche con più pescatori impegnati contemporaneamente. La coperta libera facilita i movimenti durante la preparazione delle esche e delle canne, mentre i numerosi gavoni permettono di avere terminali, minuteria e attrezzature sempre in ordine. Con il motore al minimo e il battello in deriva controllata, la stabilità sorprende positivamente. Anche con l’equipaggio concentrato sullo stesso lato durante le fasi di pasturazione, il gommone mantiene un assetto equilibrato e rassicurante. È quando arriva la mangiata che il Master 699 Fishing convince definitivamente. Alla partenza del tonno il pescatore può muoversi rapidamente lungo la murata senza incontrare ostacoli. I passaggi laterali risultano ampi e ben sfruttabili, caratteristica fondamentale durante i combattimenti più lunghi. Anche durante le ripartenze rapide per seguire il pesce, il Mercury 200 CV dimostra tutta la sua elasticità. La risposta dell’acceleratore è immediata e permette di recuperare velocemente posizione senza scompensi o eccessivi trasferimenti di carico.

Nel corso della prova emerge anche un altro aspetto importante: il comfort generale a bordo. Nelle lunghe attese tipiche del drifting, il Master 699 riesce infatti a mantenere una vivibilità elevata grazie al grande t-top strutturale, alle sedute ergonomiche e agli spazi ben organizzati.

Conclusioni - Il Master 699 Fishing motorizzato Mercury 200 CV si propone come una delle soluzioni più interessanti per chi cerca un gommone fishing moderno, performante e versatile. Le sue qualità principali sono evidenti: ampi spazi di coperta, ottima stabilità, navigazione sicura e una motorizzazione capace di offrire il giusto compromesso tra prestazioni e consumi. È un battello pensato per chi vive il mare tutto l’anno, per chi affronta trasferimenti importanti alla ricerca dello spot perfetto e per chi desidera una piattaforma affidabile sia nella pesca sportiva sia nelle uscite dedicate al relax.

mastergommoni.it

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic lancia Claude Science, OpenAI offre il 5% al governo USA, Meta vuole vendere potenza di calcolo


I tuoi 5 minuti di aggiornamento quotidiano.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon venerdì,
in questi giorni la nostra attenzione è stata catturata dal rientro di Fable 5, ma il nuovo Claude Science per ricercatori non è da meno. Poi parleremo di una nuova idea di fondo sovrano digitale in USA che vede le aziende AI dare il 5% al governo; vedremo il nuovo business di vendita di potenza di calcolo AI di Meta, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione Free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

audio-thumbnail


Intro + Prima notizia - Ep. 356 - Venerdì 3 luglio
0:00
/139.346372

Il podcast
Notizie spiegate a voce, no AI. Ogni giorno.
Durata media: 10 minuti.

Passa a Plus

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Anthropic lancia Claude Science


Intelligenza Artificiale
Anthropic entra nel settore farmaceutico su due fronti. Il primo è un prodotto AI pensato per le aziende del settore life sciences (farmaceutiche, biotech, dispositivi medici, ecc.), che integra le capacità di Claude per supportare ricerca scientifica, analisi di dati biologici e sviluppo di nuovi trattamenti. Il secondo è un programma interno di ricerca per scoprire nuovi farmaci contro malattie cosiddette "neglette", quelle che le grandi case farmaceutiche ignorano perché non abbastanza redditizie. L'azienda dice di voler fare esperienza diretta nel processo di sviluppo dei farmaci per costruire strumenti migliori per i propri clienti. Cosa succederà se il programma troverà candidati farmaci promettenti non è stato chiarito.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

OpenAI propone al governo USA una quota del 5% della società


Politica
OpenAI ha proposto all'amministrazione Trump di cedere al governo americano il 5% della società. La proposta, riportata dal Financial Times, è nelle fasi iniziali delle trattative. A una valutazione di 852 miliardi di dollari raggiunta a marzo, quella quota varrebbe circa 42,6 miliardi. La struttura prevede che il governo riceva una partecipazione analoga anche da Anthropic, Google e Meta, creando così un fondo sovrano — un'idea apparentemente di Sam Altman. L'obiettivo dichiarato è ridurre le tensioni con Washington. Non è ancora chiaro se le altre aziende accetteranno.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

SPONSORED

CTA Image

Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

Scopri di più

Meta vuole vendere potenza di calcolo AI alle aziende esterne


Business
Meta sta costruendo un business cloud per vendere capacità di calcolo AI a clienti esterni, sfidando direttamente AWS, Microsoft Azure e Google Cloud. Il progetto si chiama Meta Compute e prevede due opzioni: vendere accesso ai propri modelli AI ospitati sull'infrastruttura interna, in modo simile a quanto fa AWS con Bedrock, oppure vendere capacità di calcolo grezza a terzi, sul modello di CoreWeave. I piani sono ancora in sviluppo e potrebbero cambiare. La mossa serve a recuperare parte degli investimenti massicci in data center e chip, che ammontano a centinaia di miliardi di dollari. Zuckerberg ha già detto pubblicamente che la vendita di compute e servizi API è «sul tavolo», e che ogni settimana arrivano richieste da aziende esterne disposte a pagare un premio rispetto al costo di acquisto.
~
Fonte: Bloomberg.com
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Xbox sta lavorando per digitalizzare i giochi fisici mentre Sony abbandona i dischi


Gaming
Sony ha annunciato che dal 2028 smetterà di produrre giochi su disco fisico. Lo stesso giorno, secondo The Verge, Microsoft sta testando una funzione che permette di convertire un disco fisico in una copia digitale: si inserisce il disco nella console, si gioca, e si ottiene una licenza digitale legata a quel disco specifico. La licenza è trasferibile tra account, quindi si può prestare o rivendere il disco, ma non si può duplicarlo per far giocare più persone contemporaneamente. Funziona solo con i dischi delle due generazioni di console Xbox più recenti (One e Series X) e non con tutti, perché dipende da come e quando il disco è stato prodotto. Secondo Windows Central, anche la prossima console Xbox non avrà il lettore disco integrato, anche se Microsoft non ha ancora confermato nulla ufficialmente.
~
Fonte: Polygon.com
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Meta lancia Pocket, l'app per creare mini-giochi con l'AI


Gaming
Meta ha pubblicato senza annunci ufficiali un'app sperimentale, disponibile dal 29 giugno su App Store e Google Play, che permette a chiunque di creare mini-giochi interattivi a partire da una descrizione testuale. Si chiama Pocket. Il meccanismo viene dalla piattaforma Gizmo, acquisita da Meta: prima del lancio Gizmo aveva già 635.000 installazioni e un gradimento del 98%. L'interfaccia è un feed scrollabile con i giochi creati dagli utenti. Il progetto si unisce all'obiettivo di Meta di rendere mainstream la creazione di contenuti con l'AI.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

CTA Image

C'è chi la mattina apre Instagram, TikTok o Facebook; c'è invece chi inizia la giornata con la giusta frequenza intellettuale. Passa all'esperienza completa per meno due caffè al mese.

Da 3,99€ al mese

Letture interessanti


In lingua inglese.

L'ascesa dei robot economici


itcanthink.substack.com (eng)

Per la prima volta, una cellula costruita da zero cresce e si divide


quantamagazine.org (eng)

Il ban di Fable di Anthropic è finito. La battaglia su come domare l'AI è appena cominciata.


wsj.com (eng)

Google Reader stava costruendo il futuro sbagliato


buttondown.com (eng)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Notizie veloci


In lingua inglese.

Anthropic sta trattando con Samsung per un chip personalizzato


techcrunch.com (eng)

Microsoft lancia una società per aiutare le aziende ad adottare l'AI con 2,5 miliardi di dollari


reuters.com (eng)

Intesa Sanpaolo migra i sistemi IT core sul cloud di Google


reuters.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/idtMsa_1yNk?…

Anthropic lancia Claude Science


Ecco il video di presentazione di Claude Science, la una nuova app desktop di Anthropic pensata per ricercatori del settore biotech, farmaceutica e simili: esegue analisi, interroga oltre 60 database scientifici e garantisce la riproducibilità completa di ogni esperimento con codice e ambiente inclusi. È disponibile su macOS e Linux per gli abbonati Pro, Max, Team ed Enterprise.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:26)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

SPONSOR VELOCe

CTA Image

Questo è un esempio di sponsor veloce: max 300 caratteri per raccontare la tua magnifica realtà.

A partire da 40€

Vuoi apparire tra gli sponsor in fondo? I prezzi partono da 40€, dai un'occhiata!

Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Xbox sta lavorando per digitalizzare i giochi fisici mentre Sony abbandona i dischi


Microsoft converte i dischi fisici in licenze digitali
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Sony ha annunciato che dal 2028 smetterà di produrre giochi su disco fisico. Lo stesso giorno, secondo The Verge, Microsoft ha iniziato a testare una funzione che permette di convertire un disco fisico in una copia digitale: si inserisce il disco nella console, si gioca, e si ottiene una licenza digitale legata a quel disco specifico. La licenza è trasferibile tra account, quindi si può prestare o rivendere il disco, ma non si può duplicarlo per far giocare più persone contemporaneamente. Funziona solo con i dischi delle due generazioni di console Xbox più recenti (One e Series X) e non con tutti, perché dipende da come e quando il disco è stato prodotto. Secondo Windows Central, anche la prossima console Xbox non avrà il lettore disco integrato, anche se Microsoft non ha ancora confermato nulla ufficialmente.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Xbox working on a way to digitize your physical game collection as Sony abandons discs
Xbox is reportedly working on a way to make digital copies of your physical games. It's unknown whether or not Project Helix will have a disc drive.
Polygon.com


Alternativa in italiano:

Xbox sta testando una conversione di giochi da fisici a digitali
Xbox testa Disc2Digital: i giochi fisici Xbox One e Series X diventano digitali inserendo il disco. Funzione cruciale in vista di Project Helix senza lettore ottico.
Gamesource.it

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic lancia Claude Science


Focus su malattie trascurate dall'industria farmaceutica.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Anthropic entra nel settore farmaceutico su due fronti. Il primo è un prodotto AI pensato per le aziende del settore life sciences (farmaceutiche, biotech, dispositivi medici, ecc.), che integra le capacità di Claude per supportare ricerca scientifica, analisi di dati biologici e sviluppo di nuovi trattamenti. Il secondo è un programma interno di ricerca per scoprire nuovi farmaci contro malattie cosiddette "neglette", quelle che le grandi case farmaceutiche ignorano perché non abbastanza redditizie. L'azienda dice di voler fare esperienza diretta nel processo di sviluppo dei farmaci per costruire strumenti migliori per i propri clienti. Cosa succederà se il programma troverà candidati farmaci promettenti non è stato chiarito.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic launches AI drug discovery program, Claude Science
Anthropic will start an internal drug discovery program, part of a new push to sell artificial intelligence tools to drugmakers.
CNBCAngelica Peebles,Ashley Capoot


Alternativa in italiano:

Claude Science è l’app specifica per i ricercatori con oltre 60 skill scientifiche. Su Mac e Linux
Anthropic lancia Claude Science, un ambiente per ricercatori che combina skill scientifiche, artefatti verificabili e uso di calcolo locale, ma anche remoto
DDay.it

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

OpenAI propone al governo USA una quota del 5% della società


Che corrisponderebbe a circa 42 miliardi di dollari.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


OpenAI ha proposto all'amministrazione Trump di cedere al governo americano il 5% della società. La proposta, riportata dal Financial Times, è nelle fasi iniziali delle trattative. A una valutazione di 852 miliardi di dollari raggiunta a marzo, quella quota varrebbe circa 42,6 miliardi. La struttura prevede che il governo riceva una partecipazione analoga anche da Anthropic, Google e Meta, creando così un fondo sovrano — un'idea apparentemente di Sam Altman. L'obiettivo dichiarato è ridurre le tensioni con Washington. Non è ancora chiaro se le altre aziende accetteranno.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI proposes U.S. government own 5% stake to address political blowback
Trump said in June that the U.S. taking an ownership stake in AI giants would be "a beautiful thing" and make American public "partners in this revolution."
CNBCAnniek Bao


Alternativa in italiano:

OpenAI offre una quota del 5% al governo statunitense?
Sam Altman avrebbe suggerito al governo statunitense di acquisire il 5% di OpenAI e altre aziende per distribuire ai cittadini i profitti dell'AI.
Punto Informatico

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Meta vuole vendere potenza di calcolo AI alle aziende esterne


Il progetto si chiama Meta Compute.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Meta sta costruendo un business cloud per vendere capacità di calcolo AI a clienti esterni, sfidando direttamente AWS, Microsoft Azure e Google Cloud. Il progetto si chiama Meta Compute e prevede due opzioni: vendere accesso ai propri modelli AI ospitati sull'infrastruttura interna, in modo simile a quanto fa AWS con Bedrock, oppure vendere capacità di calcolo grezza a terzi, sul modello di CoreWeave. I piani sono ancora in sviluppo e potrebbero cambiare. La mossa serve a recuperare parte degli investimenti massicci in data center e chip, che ammontano a centinaia di miliardi di dollari. Zuckerberg ha già detto pubblicamente che la vendita di compute e servizi API è «sul tavolo», e che ogni settimana arrivano richieste da aziende esterne disposte a pagare un premio rispetto al costo di acquisto.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta Is Planning a Cloud Business to Sell AI Computing Power - Bloomberg
Meta Platforms Inc. is developing plans for a cloud infrastructure business that will sell access to AI computing power and models, setting up a new vector of competition with industry leaders like Amazon Web Services, Microsoft Azure and Google Cloud.
Bloomberg.com


Alternativa in italiano:

Meta prepara un servizio cloud per vendere potenza di calcolo (in eccesso?) e modelli IA
Il progetto rientra in Meta Compute e comprende l'accesso ai modelli Muse Spark e alla capacità di calcolo grezza. SpaceX ha già seguito la stessa strada con Anthropic. Evidentemente c’è potenza non sfruttata
DDay.it

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Meta lancia Pocket, l'app per creare mini-giochi con l'AI


Nata dall'acquisizione della startup Gizmo.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Meta ha pubblicato senza annunci ufficiali un'app sperimentale, disponibile dal 29 giugno su App Store e Google Play, che permette a chiunque di creare mini-giochi interattivi a partire da una descrizione testuale. Si chiama Pocket. Il meccanismo viene dalla piattaforma Gizmo, acquisita da Meta: prima del lancio Gizmo aveva già 635.000 installazioni e un gradimento del 98%. L'interfaccia è un feed scrollabile con i giochi creati dagli utenti. Il progetto si unisce all'obiettivo di Meta di rendere mainstream la creazione di contenuti con l'AI.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta quietly launches vibe-coded gaming app Pocket | TechCrunch
Meta has quietly launched Pocket, an experimental AI app that lets users generate and share interactive mini games using text prompts.
TechCrunchSarah Perez


Alternativa in italiano: non pervenuta

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Andy Beshear, il governatore del Kentucky che punta alla Casa Bianca nel 2028


Rieletto in uno Stato dove Trump ha vinto di 30 punti, si presenta come un democratico moderato e religioso del Sud e corteggia gli elettori neri in vista del 2028.

Andy Beshear, governatore democratico del Kentucky, è il volto più richiesto della campagna per le elezioni di metà mandato del 2026 e si sta preparando a una corsa alla Casa Bianca nel 2028. La sua forza è un primato che pochi democratici possono vantare: è stato eletto due volte governatore in uno Stato profondamente repubblicano, dove il presidente Donald Trump ha vinto con 30 punti di scarto nel 2024.

Questo mese Beshear ha tenuto comizi per i candidati democratici in Colorado, Nevada, Minnesota e Iowa, dopo essere passato per il South Carolina e il New Hampshire. A Des Moines, sostenendo Rob Sand alla corsa per governatore dell'Iowa, ha detto di essere "la prova vivente che i democratici possono vincere ovunque". Il partito, che per riconquistare il Congresso e poi la presidenza ha bisogno di tornare competitivo in più Stati, vede in lui una speranza.

Beshear si presenta come un democratico moderato, favorevole alle imprese e ai sindacati, capace di parlare ai fedeli e di allargare il consenso oltre la base progressista del partito. È diacono di una chiesa cristiana di Louisville e nei suoi discorsi cita spesso la Bibbia. Nei comizi rivendica la crescita dell'occupazione, gli investimenti e l'allargamento dell'accesso alle cure ottenuti durante il suo mandato in Kentucky, uno degli Stati più poveri del paese.

La sua strategia è opposta a quella dei socialisti democratici, l'ala più a sinistra che ha vinto diverse primarie recenti, a partire da New York. Beshear punta invece sulla moderazione e in queste settimane sta corteggiando soprattutto gli elettori neri, una componente decisiva delle primarie del partito. Ad aprile è andato alla conferenza dell'organizzazione per i diritti civili del reverendo Al Sharpton, a New York, e a maggio al "World Famous Fish Fry" del deputato James Clyburn in South Carolina, due appuntamenti molto seguiti dall'elettorato afroamericano.

"Non credo che alla fine la gente vorrà una versione democratica di Trump", ha detto Beshear in un'intervista al New York Times, con un riferimento al governatore della California Gavin Newsom, dato a lungo come favorito nel campo democratico.

In un campo già affollato di possibili candidati, Beshear partirebbe in svantaggio. Non ha la notorietà dell'ex vicepresidente Kamala Harris, né i mezzi economici del governatore dell'Illinois JB Pritzker, né l'attenzione che circonda il senatore della Georgia Jon Ossoff. Il deputato Ro Khanna, della California, sta tenendo un ritmo di viaggi altrettanto fitto. Beshear ha modi disciplinati e una parlata lenta del Kentucky, ed è considerato poco brillante, ma negli ultimi due anni ha mostrato più energia sul palco.

In Kentucky resta popolare nonostante posizioni che in uno Stato conservatore pesano, come il sostegno al diritto all'aborto e il veto, posto nel 2023, a una legge che imponeva forti restrizioni ai minori transgender. Un sondaggio statale di febbraio mostrava che il 52 per cento degli elettori approvava il suo operato da governatore, compreso il 30 per cento dei repubblicani. Il veto fu poi superato dal parlamento statale a maggioranza repubblicana.

La carriera di Beshear, 48 anni, ricalca quella del padre Steve Beshear, 81 anni, governatore del Kentucky per due mandati dal 2007 al 2015. Entrambi hanno lavorato negli stessi studi legali ed entrambi sono stati procuratore generale dello Stato. Alla prima elezione da governatore, nel 2019, il cognome lo aiutò, ma vinse comunque per meno di mezzo punto contro un repubblicano uscente impopolare. Quattro anni dopo si è imposto con un margine più largo.

Il primo mandato di Beshear è stato segnato da una serie di emergenze: un tornado nel Kentucky occidentale che uccise 80 persone, un'alluvione che ne uccise 45 e la pandemia di Covid, che nello Stato ha provocato più di 18.000 morti. Nei primi mesi della pandemia aggiornava ogni giorno i cittadini in video, commuovendosi e richiamando spesso la fede. Molti, nello Stato, lo hanno giudicato un leader solido nella crisi.

Beshear ha attaccato altri esponenti dell'amministrazione e possibili rivali. Ha criticato il segretario alla Difesa Pete Hegseth per aver chiesto agli americani di pregare per una vittoria militare in Medio Oriente "nel nome di Gesù Cristo", definendo "manipolazione" l'uso del nome di Cristo in guerra. A marzo ha definito il vicepresidente JD Vance, anche lui probabile candidato nel 2028, "il politico più arrogante che abbia mai visto", e ha bollato come "turismo della povertà" il suo libro di memorie "Elegia americana", ambientato tra il Kentucky e l'Ohio.

Beshear pubblicherà a settembre un libro sulla sua fede e sul suo mandato, "Go and Do Likewise", che servirà da biglietto da visita per la campagna. Deciderà entro la fine dell'anno se candidarsi. Dopo la rielezione del 2023 aveva detto alla moglie che non avrebbero più dovuto candidarsi a nulla, ma la sconfitta di Harris nel novembre 2024, che ha lasciato il campo democratico del tutto aperto per il 2028, lo ha fatto cambiare idea.


I candidati socialisti hanno vinto allargando la base oltre i quartieri bianchi e benestanti


I candidati socialisti-democratici hanno vinto le primarie democratiche per la Camera a New York allargando il consenso ben oltre i quartieri bianchi, benestanti e in via di gentrificazione dove il movimento è nato. Una coalizione di elettori giovani e con istruzione universitaria, ma anche neri e latini, ha permesso loro di conquistare le nomination battendo l'establishment del partito, e ha dato all'ala più a sinistra dei democratici un peso nuovo.

I Socialisti Democratici d'America, l'organizzazione della sinistra radicale che ha portato alla vittoria il sindaco di New York Zohran Mamdani, hanno il loro zoccolo duro nei quartieri più bianchi e istruiti, quelli colpiti dalla gentrificazione e dall'arrivo di nuovi residenti. La composizione etnica ed economica di questa base è da tempo motivo di tensione interna alla sinistra. Le vittorie di Darializa Avila Chevalier e Claire Valdez non sarebbero però state possibili senza il sostegno di molti elettori neri e latini, che le hanno preferite ai candidati dell'establishment.

Nei distretti segnati dalla gentrificazione e dall'allontanamento dei residenti meno abbienti, le due candidate hanno ottenuto i risultati migliori nei seggi più giovani e istruiti, secondo un'analisi del Washington Post sui dati dei singoli seggi. Ma sono arrivate alla vittoria per strade diverse. Avila Chevalier, dottoranda e attivista, ha vinto la maggioranza dei voti sia nei seggi a prevalenza bianca sia in quelli a prevalenza nera, compresa buona parte di Harlem, cuore storico della vita afroamericana. Il suo avversario Adriano Espaillat ha vinto di soli quattro punti nei seggi a maggioranza ispanica.

Valdez, deputata all'assemblea statale, ha ottenuto il risultato migliore nei seggi a prevalenza ispanica, dove ha vinto di oltre 30 punti, e ha prevalso di più di dieci punti anche nelle zone a maggioranza bianca. Il suo avversario Antonio Reynoso ha vinto nettamente solo nei seggi a maggioranza nera. Entrambe le candidate sono organizzatrici sindacali latine, arrivate a New York da giovani, e hanno sfidato politici molto più anziani, espressione della vecchia guardia nera e latina del partito. Brad Lander, che ha battuto il deputato uscente Dan Goldman, ha invece vinto in quasi tutti i gruppi: non era sostenuto ufficialmente dai socialisti, ma ha ricevuto l'appoggio di molti loro militanti.

La capacità di allargare la base alimenta la speranza dei socialisti di vincere anche fuori dalle roccaforti costiere dove finora hanno avuto successo. Candidati sostenuti dall'organizzazione sono in corsa nelle primarie per sindaco a Washington e a Los Angeles, dove uno di loro è arrivato al ballottaggio contro il sindaco in carica. New York ospita circa un membro su sette di tutta l'organizzazione nel paese, e la struttura locale è diventata abilissima nel presentare liste coordinate di candidati, mobilitare centinaia di volontari e portare gli elettori alle urne. "Queste cose crescono in modo esponenziale", ha detto al Washington Post la co-presidente del movimento Megan Romer.

Le prossime primarie a Denver, Detroit e nel sud della Florida, dove altri candidati socialisti sfidano deputati democratici di lungo corso, metteranno alla prova la forza del movimento in luoghi dove ha meno radici, una composizione sociale diversa e nessun Mamdani a fare da traino. L'organizzazione nazionale ha appoggiato Melat Kiros, avvocata di 29 anni che sfida in Colorado la deputata Diana DeGette, in carica da quando Kiros è nata, mentre la sezione di Detroit sostiene Donavan McKinney contro il deputato Shri Thanedar.

Diversi esponenti democratici dubitano che il modello newyorkese possa funzionare altrove. "Questo riflette uno spostamento di ciò che pensano gli elettori in alcuni di questi distretti, ma molto dipende dalla loro frustrazione e dalla loro ansia", ha detto al Washington Post Pete Aguilar, terzo democratico più importante al Congresso. New York, hanno osservato alcuni strateghi, resta così diversa dal resto del paese che i suoi risultati potrebbero non avere valore nazionale.

Un video in cui i sostenitori in gran parte bianchi di Valdez fischiavano le immagini di Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera, e scandivano "Sei il prossimo", ha provocato le critiche di alcuni storici leader politici neri, secondo cui l'episodio mostra come i socialisti guardano alle loro comunità. Jeffries diventerebbe il primo presidente nero della Camera della storia se i democratici riconquistassero la maggioranza a novembre. "Se vogliamo essere l'alternativa ai repubblicani dobbiamo essere forti, non possiamo combattere una guerra su due fronti, una contro i repubblicani e l'altra col fuoco amico alle spalle", ha detto Jaime Harrison, ex presidente del Comitato nazionale democratico.

Finora gli unici due membri dei Socialisti Democratici d'America al Congresso sono Alexandria Ocasio-Cortez e Rashida Tlaib. A loro si aggiungeranno quasi certamente Avila Chevalier, Valdez e Chris Rabb, candidato per un seggio aperto a Philadelphia, tutti in distretti saldamente democratici che a novembre dovrebbero confermarli. Le vittorie di New York consolidano il movimento come punto di riferimento della sinistra americana, ma lasciano aperta la domanda se quella forza sia esportabile in città e stati dove i socialisti partono da molto più lontano.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gli Stati Uniti preparano la prima nuova testata nucleare in quasi quarant'anni


La W93 sarà destinata ai sottomarini strategici e verrà ospitata sui futuri missili Trident. Il progetto rientra nel più ampio rinnovo dell'arsenale nucleare americano dalla fine della Guerra Fredda.

Gli Stati Uniti hanno avviato lo sviluppo della prima nuova testata nucleare americana in quasi quarant'anni. Secondo quanto riporta Interesting Engineering, la Marina degli Stati Uniti e la National Nuclear Security Administration, l'agenzia federale che sovrintende all'arsenale atomico, stanno lavorando allo sviluppo della nuova testata W93/Mk7, pensata per sostituire componenti ormai obsoleti e per essere compatibile con i futuri missili balistici lanciati dai sottomarini.

Il progetto rientra nella modernizzazione della componente navale della triade nucleare, cioè l'insieme dei tre sistemi con cui una potenza atomica è in grado di lanciare le proprie armi nucleari: missili terrestri, bombardieri strategici e sottomarini. La nuova testata arriva mentre la Marina americana prepara il passaggio dai sottomarini classe Ohio, oggi in servizio, ai nuovi classe Columbia, destinati a diventare il pilastro della deterrenza nucleare statunitense nei prossimi decenni.

Il nuovo Trident


Accanto alla W93, gli Stati Uniti stanno sviluppando anche un nuovo missile balistico: il Trident II D5 Life Extension 2, abbreviato in D5LE2. L'attuale Trident II D5, operativo dal 1990, è considerato uno dei missili lanciabili da sottomarino più affidabili al mondo. Un precedente programma ne ha già prolungato la vita operativa fino agli anni Quaranta del Duemila, ma l'invecchiamento dei componenti e le nuove esigenze strategiche rendono necessario un salto ulteriore.

Il D5LE2 nasce come soluzione ibrida: conserverà sistemi di propulsione già collaudati, ma introdurrà avionica, sistemi di guida e struttura aggiornate. Nel 2025 il programma è entrato nella fase di sviluppo ingegneristico e produttivo. I primi missili di nuova generazione dovrebbero entrare in servizio nell'anno fiscale 2039. Il piano è collegato anche ai futuri sottomarini britannici della classe Dreadnought, nell'ambito della cooperazione strategica tra Stati Uniti e Regno Unito. La Marina americana ha reso pubblica la tabella di marcia il 25 giugno, attraverso il programma responsabile della pianificazione degli acquisti strategici.

Il rinnovo della triade nucleare


Il rafforzamento della flotta sottomarina è la parte più avanzata di una modernizzazione che riguarda l'intera triade nucleare americana. Tra le tre componenti, quella navale è considerata la più difficile da neutralizzare: i sottomarini strategici possono restare nascosti per lunghi periodi e garantire una capacità di risposta anche in caso di attacco nucleare contro il territorio nazionale.

In vista dell'arrivo dei Columbia, la Marina sta investendo anche nelle proprie infrastrutture. Un poligono di prova a terra per i sistemi d'arma strategici è diventato pienamente operativo nel novembre 2025, mentre gli impianti in Florida, Georgia e nello Stato di Washington stanno ampliando la produzione a sostegno del D5LE2. Oltre ai missili balistici, lo stesso programma segue anche lo sviluppo di nuovi sistemi avanzati, tra cui l'arma ipersonica Conventional Prompt Strike e il missile cruise a lancio navale SLCM-N.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

A giugno gli Stati Uniti hanno creato solo 57.000 posti di lavoro, la metà del previsto


La disoccupazione scende al 4,2%, ma perché 720.000 persone sono uscite dalla forza lavoro. I salari crescono meno dell'inflazione e la Fed valuta se alzare i tassi alla riunione di fine luglio.

L'economia americana ha creato 57.000 posti di lavoro a giugno, circa la metà dei 110-113.000 previsti dagli economisti. Il dato, diffuso giovedì dal Bureau of Labor Statistics, l'ufficio federale di statistica sul lavoro, segna un rallentamento netto rispetto ai mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,3 al 4,2%, ma per una ragione poco incoraggiante: centinaia di migliaia di persone hanno smesso di cercare un impiego.

Le stime dei due mesi precedenti sono state riviste al ribasso: aprile passa da 179.000 a 148.000 posti e maggio da 172.000 a 129.000, per un totale di 74.000 posti in meno rispetto a quanto comunicato in precedenza. La media degli ultimi tre mesi resta comunque sopra i 110.000 posti al mese e nella prima metà del 2026 l'economia ha aggiunto in media 92.000 posti al mese, molto più dei circa 10.000 mensili del 2025. In tutto l'anno scorso erano stati creati 181.000 posti, contro 1,5 milioni nel 2024.

Il calo più vistoso riguarda turismo e ristorazione: il settore ha perso 61.000 posti nonostante il Mondiale di calcio in corso negli Stati Uniti, per via di assunzioni stagionali più deboli del solito. La sanità e l'assistenza sociale hanno aggiunto 46.600 posti, i servizi professionali e alle imprese 36.000, le costruzioni 11.000 e la manifattura 3.000. Hanno perso posti anche l'informazione (-9.000) e il commercio al dettaglio (-7.500). Il settore privato nel suo complesso ha aggiunto appena 49.000 posti, mentre il pubblico ne ha aggiunti 8.000.

La disoccupazione è scesa perché la forza lavoro si è ridotta di 720.000 persone in un mese. Il tasso di partecipazione, cioè la quota di americani che lavorano o cercano un lavoro, è calato al 61,5%, il livello più basso degli ultimi cinque anni. Il calo ha riguardato soprattutto le persone tra i 25 e i 54 anni: in questa fascia la quota di attivi è passata dall'83,9 all'83,3%, il calo mensile più forte dal 2009 se si esclude la pandemia. Il dato viene dall'indagine sulle famiglie, più volatile di quella sulle imprese da cui arrivano i numeri sui posti di lavoro, e potrebbe rientrare nei prossimi mesi. Preoccupa anche il numero dei disoccupati di lungo periodo, fermi da almeno 27 settimane: sono 1,9 milioni, 286.000 in più rispetto a un anno fa.

I salari orari sono cresciuti dello 0,3% nel mese e del 3,5% su base annua, meno dell'inflazione, che a maggio era al 4,2%: è il secondo mese consecutivo in cui i prezzi corrono più delle buste paga, uno dei motivi principali per cui la fiducia dei consumatori resta bassa. L'inflazione è spinta dai costi dell'energia legati alla guerra con l'Iran, anche se i prezzi della benzina sono scesi nelle ultime settimane con la tregua, e dagli investimenti nei data center per l'intelligenza artificiale.

Il rapporto è l'ultimo sul lavoro prima della riunione della Federal Reserve, la banca centrale americana, in programma il 28 e 29 luglio, la seconda guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh. Con l'inflazione sopra il 4% da mesi, metà dei membri del comitato di politica monetaria prevede almeno un rialzo dei tassi entro la fine dell'anno, oggi fermi tra il 3,5 e il 3,75%. Un mercato del lavoro più debole riduce però la pressione a stringere: dopo la pubblicazione dei dati i mercati hanno alzato all'82% la probabilità che la Fed lasci i tassi invariati a luglio, dal 68% precedente.

Per la Casa Bianca il rapporto conferma la solidità del mercato del lavoro: il portavoce Kush Desai ha scritto sui social che i numeri riflettono l'agenda economica del presidente, citando in particolare la crescita della manifattura, il settore su cui l'amministrazione ha puntato con i dazi. Dopo le perdite del 2024 e del 2025, la manifattura ha aggiunto 18.000 posti da inizio anno, una crescita lenta ma in controtendenza.


La tregua con l'Iran fa scendere la benzina: Trump rivendica la scommessa vinta


Negli Stati Uniti il prezzo della benzina è sceso bruscamente dopo la tregua raggiunta tra Washington e Teheran, smentendo per ora gli esperti che avevano previsto un'estate di rincari. Il prezzo medio alla pompa di benzina negli Stati Uniti è calato di 70 centesimi al gallone in un mese, dopo aver toccato un picco di 4,56 dollari. A poco più di una settimana dalla firma del memorandum d'intesa tra i due Paesi, il petrolio costa solo poco più di quanto valeva prima dei bombardamenti americani e israeliani contro l'Iran, alla fine di febbraio.

Non era questo lo scenario atteso. Molti analisti avevano previsto il greggio a 150 dollari al barile, la benzina a 5 dollari al gallone e persino il rischio di una recessione in estate. Per ora, però, queste previsioni si sono rivelate sbagliate. A pesare sono stati diversi fattori: una domanda cinese più debole del previsto, il passaggio di alcune petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco, il ricorso alle riserve strategiche e la scelta dei mercati di non incorporare fino in fondo il rischio di un'escalation prolungata.

Energia · Elezioni di midterm
Il prezzo della benzina doveva schizzare verso l'alto. Invece è crollato.

Gli analisti ipotizzavano un'estate di rincari, recessione e benzina a 5 dollari dopo gli attacchi all'Iran. Un mese dopo, alla pompa di benzina si paga 70 centesimi in meno al gallone. Per Trump e i repubblicani è un sollievo politico in vista di novembre — ma il mercato resta fragile.

Il prezzo della benzina che gli esperti avevano previsto

$3,86
Al gallone, prezzo medio effettivo USA

3,50 $
4,56 $ · picco reale
5,00 $

Prezzo attualePrevisione degli esperti

Dal picco il prezzo medio è già sceso di 70 centesimi al gallone in un mese

Esplora l'analisi
IPrevisto
vs reale IIL'andamento
del prezzo IIIPerché
non è salito IVLa bomba
a orologeria

Le previsioni, alla prova dei fatti
Tre allarmi degli analisti, smentiti uno dopo l'altro
A giugno molti esperti vedevano possibile un'impennata dei prezzi dell'energia. La realtà di fine mese racconta l'opposto: confronto tra lo scenario annunciato e i numeri effettivi.

Greggio WTIDollari al barile

Previsto

150 $

Reale

67 $

Il prezzo del barile non ha mai superato i 110 $, nonostante quello che molti consideravano il più grave shock energetico recente. Oggi è sui 67 $.

Benzina alla pompa di benzinaDollari al gallone, prezzo medio USA

Previsto

5,00 $

Reale

3,86 $

Dopo il picco di 4,56 $, oggi si paga circa 70 centesimi in meno rispetto a un mese fa.

Rischio recessioneLo scenario estivo evocato dagli analisti

Previsto

Probabile

Reale

Non si è vista

La frenata dell'economia legata al caro-energia, per ora, non si è materializzata.

Dal picco al ribasso
La benzina è già tornata quasi ai livelli pre-conflitto
Il prezzo medio alla pompa di benzina: dal massimo di 4,56 dollari al gallone fino al calo di fine giugno, a poco più di una settimana dal memorandum d'intesa tra Washington e Teheran.

4,60 4,30 4,00 3,70

$4,56
Il picco
massimo toccato

−0,70
Il calo
in un solo mese

$67
Il greggio
WTI oggi, al barile

Le quattro ragioni del ribasso
Perché lo shock energetico non ha fatto salire i prezzi
Un intreccio di fattori ha tenuto il prezzo del greggio sotto controllo: domanda cinese in frenata, resilienza delle scorte, navi che hanno continuato a passare tramite lo Stretto e la pressione comunicativa della Casa Bianca.

Domanda cinese più debole −3 mln barili/giorno
Pechino ha tagliato le importazioni di greggio: tra le ipotesi, il rallentamento dell'economia e la diffusione dei veicoli elettrici.

Le navi sono passate comunque >40 mln barili
Alcune petroliere hanno continuato ad attraversare lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco; dopo l'allentamento delle sanzioni l'Iran ha esportato oltre 40 milioni di barili.

Le riserve strategiche
Il ricorso alle scorte ha fatto da cuscinetto e ha contenuto i prezzi nei mesi più tesi del conflitto.

La pressione della Casa Bianca sotto i 110 $
Trump ha usato più volte i social per rassicurare i mercati, promettendo vittoria e cessate il fuoco: una pressione che ha aiutato a tenere il greggio sotto i 110 dollari.

Un sollievo che può durare poco
Il mercato resta fragile, e il tempo stringe
Le scorte sono quasi esaurite, la tregua con Teheran è instabile e gli orientamenti elettorali tendono a cristallizzarsi entro agosto: quattro numeri raccontano la vulnerabilità.

57 → 12
Navi in uscita dallo Stretto di Hormuz
Crollo dal 24 al 28 giugno: la tregua resta fragile

2 navi
Attaccate da Teheran negli ultimi giorni
Gli Stati Uniti hanno risposto con contrattacchi

~0
Il cuscinetto di scorte rimasto
Alcuni impianti sono arrivati al fondo dei serbatoi

Agosto
Quando il voto si cristallizza
Un calo dei prezzi a settembre-ottobre peserebbe meno sul voto

L'impatto della guerra sui prezzi è stato minore di quanto molti pensassero, ma la situazione resta una bomba a orologeria. Greg Priddy · ex funzionario Energy Information Administration

Fonte
Elaborazione su dati Kpler ed Energy Information Administration (EIA); dichiarazioni di Frank Luntz e Greg Priddy. Prezzi in dollari USA. Grafica di FocusAmerica.

Una vittoria politica per la Casa Bianca


Il calo dei prezzi rappresenta una vittoria importante per Donald Trump e per il Partito Repubblicano. Almeno per ora, attenua una delle linee d'attacco più immediate per i democratici in vista delle elezioni di midterm: il costo della vita. Molti analisti politici temevano uno scenario ben più difficile per la Casa Bianca, con la guerra in Iran capace di far risalire benzina e inflazione a livelli politicamente ingestibili. Finora, però, quel rischio non si è materializzato.

Se i prezzi resteranno bassi, le elezioni di novembre potrebbero rivelarsi meno penalizzanti del previsto per Trump e per i repubblicani, osserva Frank Luntz, storico sondaggista conservatore. Ma il tempo per convincere gli elettori è poco. Secondo Luntz, gli orientamenti politici tendono a cristallizzarsi entro agosto, quindi eventuali cali a settembre o ottobre avrebbero un impatto più limitato. "Metà degli americani vive di stipendio in stipendio, quindi un calo momentaneo non avrà un impatto importante sull'elettorato: deve essere qualcosa di duraturo", ha spiegato.

Trump, intanto, si gode il momento. "I PREZZI DELLA BENZINA SCENDONO IN FRETTA", ha scritto lunedì su Truth Social. In un altro messaggio ha sostenuto che il prezzo del greggio West Texas Intermediate era sceso a 69 dollari al barile, cioè sotto i livelli precedenti al conflitto con l'Iran – anche se in realtà il WTI valeva 67 dollari il 27 febbraio, il giorno prima dell'attacco americano e israeliano. La Casa Bianca, comunque, insiste sulla linea del successo. "Fidatevi di Trump, non dei cosiddetti esperti e dei media tradizionali", ha dichiarato la portavoce Taylor Rogers. "I prezzi del petrolio e della benzina stanno crollando, riducendo i costi per le famiglie americane."

Un mercato ancora fragile


Dietro il ribasso ci sono anche dinamiche più complesse. Secondo la società di ricerca Kpler, la Cina ha ridotto le importazioni di petrolio di almeno 3 milioni di barili al giorno. Le ragioni non sono del tutto chiare, ma tra le ipotesi ci sono il rallentamento dell'economia e la diffusione dei veicoli elettrici. Allo stesso tempo, durante gran parte del conflitto il prezzo dei contratti a termine e quello del greggio effettivamente disponibile si sono mossi in direzioni diverse: i barili scarseggiavano in alcune aree, ma i mercati continuavano a scommettere sulle promesse di Trump di chiudere rapidamente la guerra e riportare giù i prezzi.

Anche la comunicazione del presidente ha avuto un ruolo. Trump ha usato più volte Truth Social per rassicurare i mercati, promettendo vittoria e cessate il fuoco. Questa pressione politica e mediatica sembra aver contribuito a contenere il greggio sotto la soglia dei 110 dollari al barile, nonostante quello che molti esperti considerano il più grave shock energetico della memoria recente.

Il sollievo, però, potrebbe essere temporaneo. Già prima dell'annuncio della tregua, i prezzi erano scesi grazie al ricorso alle riserve strategiche e al passaggio di alcune petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Decine di navi sono ulteriormente passate nelle ultime 2 settimane, allentando la pressione sui mercati. Dopo la rimozione di alcune sanzioni, l'Iran ha esportato più di 40 milioni di barili. Ma la tregua resta estremamente fragile: Teheran ha attaccato almeno due navi negli ultimi giorni e gli Stati Uniti hanno risposto con contrattacchi. Secondo Kpler, le navi in uscita dallo stretto sono scese da 57 il 24 giugno a solo 12 il 28 giugno.

Anche la Cina potrebbe tornare ad aumentare gli acquisti, mentre il cuscinetto delle scorte che ha tenuto bassi i prezzi negli ultimi mesi è quasi esaurito. Alcuni impianti sono arrivati al fondo dei serbatoi, rendendo il mercato molto più vulnerabile a nuovi shock. Greg Priddy, esperto di crisi energetiche ed ex funzionario dell'agenzia federale Energy Information Administration durante l'Amministrazione di George W. Bush, ha avvertito che molte variabili possono ancora far salire il petrolio e poche sono davvero sotto il controllo di Trump. L'impatto della guerra sui prezzi globali "è stato minore di quanto molti di noi pensassero, ma la situazione resta una bomba a orologeria", ha detto.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Nancy Pelosi va a Berkeley: dopo il Congresso fonderà un Istituto sulla Democrazia


L'ex speaker della Camera, in uscita dal Congresso a fine mandato, lancerà nel gennaio 2027 un centro apartitico per la formazione di nuovi leader politici sostenuto da oltre 35 milioni di dollari in donazioni.

Nancy Pelosi fonderà un istituto dedicato alla democrazia rappresentativa all'Università della California, Berkeley, dove approderà dopo l'uscita dal Congresso al termine dell'attuale mandato. Lo ha annunciato il suo ufficio. La deputata democratica della California, che a novembre aveva già comunicato la decisione di non ricandidarsi, ha così indicato per la prima volta cosa farà dopo quasi quarant'anni trascorsi a Capitol Hill. Il Nancy Pelosi Institute for Representative Democracy aprirà nel gennaio 2027 e sarà sostenuto da oltre 35 milioni di dollari in donazioni, destinati a costituire un fondo permanente.

Corsi, ricerca e formazione dei leader


Pelosi, 86 anni, terrà un corso sul Congresso insieme a Eric Schickler, professore di scienze politiche a Berkeley. Secondo il comunicato dell'ateneo, l'istituto sarà apartitico e avrà l'obiettivo di rafforzare la democrazia americana attraverso progetti di ricerca, corsi universitari, un programma per visiting fellow aperto a leader statunitensi e stranieri, attività estive e un forum annuale di confronto internazionale. La Bancroft Library dedicherà inoltre a Pelosi una mostra pubblica sulla sua vita e sui suoi anni alla Camera, mentre lo stesso istituto allestirà un'esposizione sulla sua carriera politica.

L'eredità della prima donna Speaker della Camera


Pelosi è stata Speaker della Camera per due volte, la prima dal 2007 al 2011 e la seconda dal 2019 al 2023. È stata la prima donna eletta a quella carica, nonchè la prima donna a guidare un grande partito in una delle due camere del Congresso. Da Speaker, ha imposto una disciplina ferrea alla maggioranza democratica, alternando capacità di persuasione e pressione politica, e ha avuto un ruolo decisivo nell'approvazione di leggi di grande portata, dall'Affordable Care Act del 2010 all'Inflation Reduction Act del 2022.

In una dichiarazione, Pelosi si è detta "onorata" di lavorare con studiosi e studenti per offrire alla prossima generazione gli strumenti necessari a rafforzare le istituzioni democratiche. "Il lavoro della democrazia non è mai concluso, e garantirne il futuro è la nostra più grande vocazione", ha aggiunto. Dopo aver guidato l'opposizione democratica a Donald Trump, Pelosi ha lasciato la leadership del partito alla fine del 2022 per favorire il passaggio a una nuova generazione di dirigenti.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Un'audizione al Congresso sul controllo mentale della CIA finisce sulle teorie del complotto


La deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha convocato un'audizione sull'MKULTRA, il programma segreto della CIA, ma la seduta è scivolata su vaccini, Anthony Fauci e le origini del Covid.

Martedì un'audizione alla Camera dei rappresentanti americana, convocata per fare luce sul MKULTRA, il programma segreto e fallito con cui la CIA, l'agenzia di intelligence statunitense (Central Intelligence Agency), cercò tra il 1953 e il 1973 di mettere a punto tecniche di controllo mentale, è finita per ruotare attorno a vaccini, Covid e Anthony Fauci.

A convocarla è stata Anna Paulina Luna, deputata repubblicana della Florida e fedelissima del presidente Trump, che guida la Task Force per la declassificazione dei segreti federali, l'organo parlamentare che chiede la desecretazione dei documenti riservati del governo. Luna aveva chiamato a testimoniare due autori di libri sull'MKULTRA, che hanno usato l'audizione per chiedere la pubblicazione di altri documenti sul programma.

Luna ha però legato l'MKULTRA alle proprie teorie del complotto. Ha lasciato intendere che il programma possa essere ancora attivo e ha chiesto a uno dei testimoni se USAID, l'agenzia statunitense per gli aiuti umanitari internazionali smantellata dall'amministrazione Trump, "possa essere stata usata all'estero" su "prigionieri di guerra" per portare avanti il programma della CIA, senza fornire alcuna prova.

Come già in un'audizione sull'assassinio di John Kennedy tenuta l'anno scorso, Luna ha promesso nuove rivelazioni. Ha detto di aver "ricevuto segnalazioni" su "nuove scatole dell'MKULTRA" scoperte di recente e ha aggiunto che la CIA le starebbe declassificando. I documenti riguarderebbero un "programma di falsificazione" gestito all'interno dell'MKULTRA. Ha promesso di renderli pubblici al più presto.

Stephen Kinzer, uno dei testimoni e autore di un libro su Sidney Gottlieb, il chimico che diresse il programma, ha chiesto alla commissione di "riempire tutti gli spazi bianchi" nei documenti già disponibili. Ha aggiunto che la task force potrebbe anche valutare se oggi esista una nuova versione dell'MKULTRA, perché i progressi nell'intelligenza artificiale e nelle neuroscienze potrebbero aver messo a disposizione delle agenzie segrete strumenti che Gottlieb "non avrebbe nemmeno potuto immaginare".

Tom O'Neill, l'altro testimone, autore di un libro sul possibile legame tra Charles Manson e gli esperimenti della CIA, ha ricordato che una promessa delle audizioni del 1977 non è mai stata mantenuta: identificare le vittime dell'MKULTRA, risarcirle e garantire loro cure mediche a vita. "Niente di tutto questo è mai accaduto", ha detto alla commissione.

Le prime rivelazioni ufficiali sull'MKULTRA arrivarono da una commissione del Senato nel 1975 e, soprattutto, nel 1977, quando emerse che la CIA aveva somministrato droghe come l'LSD a civili ignari. In un'operazione, in appartamenti protetti dell'agenzia, alcune prostitute drogavano i clienti con LSD mentre gli agenti osservavano dietro specchi unidirezionali. Almeno una persona morì: Frank Olson, uno scienziato della CIA a cui nel 1953 fu somministrato LSD a sua insaputa e che la stessa notte cadde, o fu spinto, dalla finestra di un albergo.

Nel 1977 il senatore democratico Edward Kennedy denunciò l'assurdità di quegli esperimenti. "L'agenzia stessa ha riconosciuto che questi test avevano poco senso scientifico", disse, ricordando che chi effettuava le osservazioni non era qualificato e che i soggetti erano quasi sempre irrintracciabili dopo le prime ore. In alcuni casi erano stati attirati tossicodipendenti a partecipare agli esperimenti con l'LSD in cambio di una ricompensa: altra eroina.

L'audizione di martedì è stata molto meno a fuoco. I democratici hanno chiamato come testimone Elizabeth Ginexi, ex ricercatrice dei National Institutes of Health (NIH), gli istituti nazionali della sanità americana, senza competenze specifiche sull'MKULTRA, che ha avvertito come l'ente venga svuotato e politicizzato. I repubblicani l'hanno però incalzata su Anthony Fauci, il principale immunologo del governo durante la pandemia, e sulle origini del Covid, chiedendole se il NIH o Fauci avessero mentito agli americani e se l'istituto avesse un problema di fiducia. Ginexi ha risposto di no.

Mike Evans, esperto del National Security Archive, un'organizzazione non governativa che raccoglie documenti governativi declassificati, ha detto a Mother Jones che i due testimoni principali avevano cercato di restare sui fatti storici, ma che la task force non sembrava avere intenzioni sincere. "Perché parlavano di Covid e di Anthony Fauci a un'audizione sull'MKULTRA?", si è chiesto. Ha definito l'annuncio sul presunto programma di falsificazione la parte più deludente, perché a suo avviso è "elementare mestiere di intelligence" e non ha nulla a che vedere con il controllo mentale.

Verso la fine Kinzer ha spiegato perché le teorie del complotto siano così diffuse negli Stati Uniti. Dipende, ha detto, dalla "dissociazione tra ciò che diciamo di essere e di fare e ciò che realmente siamo e facciamo": una distanza che rende gli americani sospettosi verso le malefatte del governo "e anche verso altre cose che non hanno nulla di losco".


Musk ha causato la morte di milioni persone?


Elon Musk ha minacciato di querelare un deputato del Congresso che lo aveva accusato di essere responsabile della morte di milioni di persone nel mondo per aver smantellato l'USAID, l'agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale che finanziava programmi sanitari e di aiuto nei paesi più poveri. L'uomo più ricco del mondo ha definito quell'accusa una calunnia, ma diversi studi scientifici stimano che i tagli avranno conseguenze enormi sulle popolazioni più fragili.

Il deputato Ro Khanna ha chiesto che Musk renda conto del suo operato. "Festeggiano che abbia creato 4.400 milionari", ha detto riferendosi alla quotazione in borsa di SpaceX, l'azienda spaziale di Musk, "ma non parlano dei 4,5 milioni di bambini nel mondo che ha forse condannato a morte smantellando l'USAID". Musk lo ha definito un bugiardo, ha minacciato la causa e ha detto che dovrebbe finire in carcere.

Secondo un'analisi pubblicata su The Argument, l'accusa di Khanna è fondata e si basa su uno studio sottoposto a revisione scientifica e pubblicato sulla rivista medica britannica Lancet, una delle più autorevoli al mondo. Lo studio ha stimato gli effetti dello smantellamento dell'USAID e ha concluso che i tagli decisi dal Dipartimento per l'efficienza governativa, noto con la sigla DOGE, la struttura voluta per ridurre la spesa federale e guidata da Musk, porteranno a 14 milioni di morti entro il 2030, di cui 4,5 milioni di bambini sotto i cinque anni.

È probabilmente una stima alta, ma anche le proiezioni più caute, costruite con metodi diversi, indicano tra i 670.000 e 1,6 milioni di morti in più ogni anno rispetto ai livelli del 2023. Anche nell'ipotesi più contenuta si parla di circa due terzi di milione di persone all'anno, una cifra paragonabile ai morti della guerra civile americana.

Un sistema di monitoraggio costruito da Brooke Nichols, professoressa associata di salute globale alla Boston University, stima che a un anno dai tagli le morti causate dalla fine dei finanziamenti USAID siano già circa 260.000 tra gli adulti e oltre 500.000 tra i bambini. Proseguendo questa tendenza, entro il 2030 i morti sarebbero almeno 2,5 milioni.

Fino allo scorso anno gli Stati Uniti coprivano circa il 40% dei fondi pubblici mondiali per la salute globale, dalla prevenzione della malaria a quella dell'HIV, dall'assistenza nutrizionale alla salute materna fino al monitoraggio delle epidemie. Se questi aiuti scompaiono, è ragionevole attendersi più malattie e più morti nei luoghi che li ricevevano.

Lo studio del Lancet ha calcolato che negli ultimi 21 anni gli aiuti americani hanno ridotto del 15% la mortalità complessiva e del 32% quella dei bambini sotto i cinque anni nei paesi beneficiari, salvando 91,8 milioni di vite, di cui 30,4 milioni di bambini. Da quei numeri i ricercatori hanno proiettato le conseguenze future dei tagli.

Il 20 gennaio 2025, giorno dell'insediamento del presidente Donald Trump, l'amministrazione ha congelato per 90 giorni i fondi dell'USAID. Il 24 gennaio il segretario di Stato Marco Rubio ha eseguito il blocco e il 28 gennaio, tra il caos sul campo, ha concesso una deroga per i farmaci salvavita, i servizi medici, il cibo, gli alloggi e gli aiuti di sussistenza.

Il 3 febbraio Musk ha scritto su X di aver "passato il fine settimana a dare in pasto l'USAID al tritalegna", un giorno dopo aver definito l'agenzia una "organizzazione criminale" e aver aggiunto: "È ora che muoia". Il 10 marzo Rubio ha annunciato la fine di 5.200 programmi dell'USAID, l'83% del totale, ringraziando il DOGE per quella che ha chiamato una "riforma storica". I mille programmi rimasti sono passati al Dipartimento di Stato.

Gli ordini di sospensione improvvisi del DOGE hanno lasciato bloccati all'estero alcuni operatori dell'USAID, in zone come il Congo, in mezzo a violenze e spari, temendo per la propria vita.

Nonostante tutto questo accadesse in piena luce, Musk ha continuato a sostenere che al DOGE servivano solo i contatti dei destinatari per verificare che i fondi non fossero frutto di frode. In passato aveva ripetuto che solo il 10% dei pagamenti dell'USAID arrivava ai destinatari previsti. In realtà quel 10% era la quota di fondi che passava per le organizzazioni locali, mentre una parte maggiore andava alle grandi organizzazioni internazionali che distribuiscono aiuti su vasta scala. La discussione riguardava il tipo di organizzazione attraverso cui passavano i soldi, non se gli aiuti arrivassero o meno a destinazione.

Nicholas Enrich, allora responsabile ad interim per la salute globale dell'USAID, aveva scritto una serie di promemoria sulle probabili conseguenze delle azioni del DOGE, tra cui 71.000-166.000 morti in più ogni anno per malaria e un milione di bambini in più all'anno esposti alla malnutrizione. Per averli scritti è stato sospeso.

Una critica legittima e trasversale sosteneva che una quota maggiore degli aiuti dovesse passare per le organizzazioni locali. Atul Gawande, responsabile della salute globale durante l'amministrazione di Joe Biden, ha detto di aver puntato a portare quel 10% al 30%. Ma è una questione diversa dal dire che gli aiuti non raggiungevano chi ne aveva bisogno.

Si può discutere delle ipotesi e delle scelte metodologiche di queste stime, ma è difficile sostenere che la cancellazione dei programmi del DOGE non causerà alcuna morte. Le cifre vanno da qualche milione a decine di milioni di persone e nessuno dei due estremi solleva Musk dalle sue responsabilità.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Negli Stati Uniti arrestate più di 10.000 persone in cinque giorni per accelerare le espulsioni


L'agenzia federale per l'immigrazione ha raddoppiato gli arresti giornalieri fino a 2.000, senza le operazioni spettacolari dell'anno scorso. Nei centri di detenzione ci sono oltre 63.000 persone.

Le autorità federali per l'immigrazione hanno arrestato più di 10.000 persone in cinque giorni, quasi il doppio del ritmo abituale. Dietro l'ondata di fermi c'è una spinta interna all'agenzia a moltiplicare gli arresti in vista delle espulsioni.

Nei giorni scorsi i vertici hanno ordinato ai dirigenti dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione (Immigration and Customs Enforcement), di concentrare gli agenti sulla cattura degli immigrati da espellere, secondo documenti ottenuti dal New York Times e colloqui con funzionari federali. Gli arresti avvengono durante i colloqui periodici con le autorità dell'immigrazione, ai controlli stradali e per strada. Il ritmo è passato dai circa mille fermi al giorno di inizio anno a quasi il doppio.

Alla Casa Bianca è stato chiesto un aumento degli arresti e ai responsabili dell'ICE è stato detto che 2.000 fermi al giorno sono il nuovo standard. Uno dei funzionari ha spiegato che non è chiaro per quanto tempo si potrà mantenere questo ritmo.

Sabato si è toccato il picco, con oltre 2.400 persone fermate in un solo giorno. La popolazione nelle strutture detentive dell'ICE è cresciuta di quasi 4.000 unità, superando i 63.000 detenuti martedì.

Ai dirigenti è stato chiesto di far lavorare il maggior numero possibile di agenti sette giorni su sette e di destinare l'80 per cento degli uomini alle operazioni di arresto. In una email al personale, Marcos Charles, capo del settore espulsioni dell'ICE, ha ringraziato gli agenti per gli "straordinari sforzi" del fine settimana, sostenendo che avevano raggiunto "risultati operativi notevoli".

La spinta è arrivata senza il clamore delle operazioni dell'anno scorso, quando le autorità annunciavano in anticipo le città bersaglio, tra cui Chicago e Los Angeles, e riversavano gli agenti nelle strade. Markwayne Mullin, il segretario alla Sicurezza interna, aveva promesso una campagna più silenziosa dopo il caos di un'operazione durata un mese in Minnesota, dove agenti federali uccisero due cittadini statunitensi.

L'aumento dei fermi conferma la determinazione del presidente Trump a mantenere la promessa di espulsioni di massa, un obiettivo popolare tra i suoi sostenitori conservatori ma che ha alimentato una reazione politica per la durezza dei metodi. L'anno scorso Stephen Miller, vice capo di gabinetto di Trump, aveva fissato un obiettivo di 3.000 arresti al giorno che l'agenzia non era riuscita a raggiungere. Da allora l'ICE ha assunto migliaia di nuovi agenti e ha visto crescere di miliardi di dollari il proprio bilancio, grazie ai fondi di una legge approvata circa un anno fa.

La Corte Suprema ha da poco ampliato il potere del presidente di dettare la politica sull'immigrazione, ma pochi giorni prima aveva bocciato il suo tentativo di cancellare la cittadinanza per nascita, il cosiddetto ius soli, che garantisce la cittadinanza a chi nasce sul suolo americano anche se i genitori vivono nel Paese illegalmente. Dopo la sconfitta Trump ha chiesto al Congresso di intervenire per abolire questo principio.

La notizia dell'aumento degli arresti ha diffuso paura tra gli immigrati, già allarmati dopo che la Corte Suprema ha stabilito che l'amministrazione può porre fine alle protezioni dall'espulsione per le persone provenienti da Paesi colpiti da disastri o guerre, previste dallo status di protezione temporanea.

Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha difeso l'operazione. "Il nostro messaggio è chiaro: se venite nel nostro Paese illegalmente, vi troveremo, vi arresteremo e vi espelleremo", ha dichiarato Lauren Bis, portavoce del dipartimento, aggiungendo che quasi il 70 per cento degli arresti riguarda persone accusate o condannate per un reato negli Stati Uniti.


La Corte Suprema boccia Trump sullo ius soli, mentre approva i divieti per le atlete transgender


La Corte Suprema ha respinto oggi l'ordine esecutivo con cui Donald Trump voleva cancellare la cittadinanza di nascita per i figli degli immigrati irregolari, riaffermando il principio secondo cui quasi chiunque nasca sul territorio degli Stati Uniti è cittadino americano. La decisione, presa con 5 voti contro 4, rappresenta una sconfitta pesante per una delle politiche simbolo del secondo mandato del presidente. A dissentire sono stati tre giudici conservatori, Clarence Thomas, Neil Gorsuch e Samuel Alito. Un quarto giudice conservatore, Brett Kavanaugh, si è unito alla maggioranza per bloccare l'ordine, ma fondando la propria posizione su una legge federale più che sulla Costituzione.

La cittadinanza per nascita è garantita dal Quattordicesimo Emendamento, approvato nel 1868 dopo la Guerra civile per assicurare la cittadinanza agli ex schiavi. Il testo stabilisce che "tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e soggette alla loro giurisdizione" sono cittadine americane. Lo scontro legale si è concentrato proprio su quella formula, "soggette alla giurisdizione", che l'amministrazione Trump voleva interpretare in senso restrittivo. Il presidente della Corte, John Roberts, ha scritto per conto della maggioranza che i bambini nati negli Stati Uniti da genitori irregolari o presenti temporaneamente nel Paese sono cittadini fin dalla nascita. "La cittadinanza, allora come oggi, era il diritto di avere diritti, di partecipare liberamente alla nostra comunità politica", ha scritto Roberts, aggiungendo: "Manteniamo quella promessa oggi".

Corte Suprema · Fine mandato 2026

La cittadinanza di nascita resta nella Costituzione

Con 6 voti contro 3, i giudici hanno respinto l'ordine esecutivo di Donald Trump che voleva negare la cittadinanza ai figli degli immigrati irregolari. Confermato un principio in vigore dal 1868.

Grafica di FocusAmerica Caso Trump v. Barbara


0
anni di principio

1868
Il Quattordicesimo Emendamento entra in Costituzione dopo la Guerra civile

2026
La Corte ribadisce: chi nasce sul suolo americano è cittadino americano

Dopo oltre un secolo e mezzo il principio regge: l'ordine di Trump non è mai entrato in vigore

Esplora la decisione
1Il verdetto 2La posta in gioco 3L'altra giornata

Come si è spaccata la Corte


6 giudici hanno bloccato l'ordine, 3 hanno dissentito. 5 hanno motivato il proprio no sulla Costituzione; Brett Kavanaugh si è unito alla maggioranza, ma basandosi su una legge federale.

6–3
Maggioranza contro l'ordine.
Opinione scritta dal presidente John Roberts.

Maggioranza
6 giudici

Roberts
Sotomayor
Kagan
Barrett
Jackson
Kavanaugh

Dissenso
3 giudici

Thomas
Alito
Gorsuch

Il voto sfumato di Kavanaugh. Il giudice conservatore ha votato per bloccare l'ordine, ma ha precisato che a suo avviso viola una legge federale del 1940, non direttamente la Costituzione.


La cittadinanza era il diritto di avere diritti, di partecipare liberamente alla nostra comunità politica. Manteniamo quella promessa oggi.

John Roberts · Presidente della Corte Suprema

Cosa sarebbe successo senza la sentenza


Secondo un documento depositato da decine di docenti, l'ordine esecutivo di Trump avrebbe escluso dalla cittadinanza centinaia di migliaia di bambini ogni anno, fino a una massa di milioni entro metà secolo.

250.000/anno
Bambini che ogni anno avrebbero perso la cittadinanza alla nascita

1898
L'anno del precedente Wong Kim Ark, confermato dalla sentenza

5milioni
Persone nate negli USA ma escluse dalla comunità politica entro il 2045, secondo le stime depositate — molte delle quali sarebbero rimaste apolidi

2026Proiezione: 5 milioni entro il 2045

Gli studiosi avevano avvertito che la misura avrebbe creato una casta permanente di persone nate e cresciute negli Stati Uniti ma stabilmente prive di diritti, con il rischio di espulsioni di massa.

Le altre due decisioni dello stesso giorno


L'ultima giornata del mandato annuale ha prodotto altri due verdetti di peso, su sport e finanziamenti elettorali.

6–3

Sport
Via libera ai divieti per le atlete transgender
La Corte dà ragione agli Stati che vietano alle atlete trans di gareggiare nelle squadre femminili. La decisione rafforza le restrizioni già in vigore in 27 Stati.

6–3

Elezioni
Eliminati i tetti alla spesa dei partiti
Partiti e candidati potranno acquistare insieme spazi pubblicitari senza limiti. Nel breve periodo l'effetto avvantaggerà i repubblicani.

6 su 13
È la sesta sconfitta in tredici mesi per chi difende i diritti delle persone transgender davanti alla Corte Suprema

Fonte: sentenze Trump v. Barbara, West Virginia v. B.P.J. e NRSC v. FEC, Corte Suprema degli Stati Uniti; documento dei docenti depositato in giudizio; ricostruzione FocusAmerica. Tutte e tre le decisioni sono state prese con 6 voti contro 3. Sulla cittadinanza, cinque giudici hanno motivato il no su basi costituzionali, Kavanaugh su una legge federale.

L'ordine di Trump e il rischio di una generazione senza cittadinanza


Trump aveva firmato l'ordine esecutivo nel gennaio 2025, nel primo giorno del suo secondo mandato. Il provvedimento, intitolato "Proteggere il significato e il valore della cittadinanza americana", puntava a negare la cittadinanza automatica ai bambini nati da genitori entrati illegalmente negli Stati Uniti o presenti con un visto temporaneo, come quelli per studio, lavoro o turismo. L'ordine non è mai entrato in vigore, perché diversi tribunali federali lo avevano bloccato giudicandolo incompatibile con la Costituzione.

La sentenza conferma anche il precedente storico del 1898, quando la Corte ha riconosciuto la cittadinanza americana a Wong Kim Ark, nato a San Francisco da immigrati cinesi. Da allora il principio della cittadinanza per nascita è rimasto saldo, con poche eccezioni, come i figli dei diplomatici stranieri. L'Smministrazione Trump sosteneva invece che il Quattordicesimo emendamento fosse stato frainteso per oltre un secolo e che i suoi autori non avessero mai voluto estendere la cittadinanza ai figli di persone prive di una residenza stabile negli Stati Uniti.

Il governo invocava anche la necessità di fermare il cosiddetto "turismo della nascita", cioè l'ingresso nel Paese di donne straniere intenzionate a partorire sul suolo americano per garantire la cittadinanza ai figli. Il rappresentante dell'amministrazione davanti alla Corte aveva avvertito: "Siamo in un mondo nuovo, dove 8 miliardi di persone sono a un volo di distanza dall'avere un figlio cittadino americano".

Secondo un documento presentato alla Corte e firmato da decine di docenti, l'ordine avrebbe privato della cittadinanza circa 250.000 bambini ogni anno, fino a raggiungere 5 milioni di persone entro il 2045. Molti sarebbero rimasti apolidi, perché i genitori non avrebbero potuto trasmettere loro la propria cittadinanza. Gli studiosi avevano avvertito che la misura avrebbe creato una sorta di casta permanente, composta da persone nate e cresciute negli Stati Uniti ma escluse stabilmente dalla comunità politica, con il rischio di costose espulsioni di massa.

Trump aveva seguito la vicenda da vicino: ad aprile si era presentato personalmente all'udienza, diventando il primo presidente in carica ad assistere a una discussione davanti alla Corte Suprema, e nelle settimane successive aveva attaccato ripetutamente i giudici. A maggio aveva scritto che una "decisione negativa sulla cittadinanza di nascita" sarebbe stata "economicamente insostenibile" per il Paese.


Sentenza Trump vs Barbara
Il testo completo della sentenza della Corte sulla cittadinanza per nascita

25-365_4hdj.pdf
880 KB

download-circle

Atlete transgender e finanziamenti elettorali: le altre decisioni della Corte


Nello stesso giorno, l'ultimo del mandato annuale, la Corte ha dato ragione agli Stati che vietano alle atlete transgender di gareggiare nelle squadre sportive femminili. La decisione riguarda due leggi dell'Idaho e del West Virginia, ma rafforza la posizione dei 27 Stati che hanno introdotto restrizioni simili. A scrivere la sentenza è stato ancora Kavanaugh: "La Costituzione non impone alle scuole di stabilire l'idoneità per gli sport femminili sulla base dell'identità di genere anziché del sesso biologico". I giudici hanno stabilito che né la Costituzione né il Title IX, la legge federale del 1972 che vieta le discriminazioni di sesso nelle scuole, obbligano gli Stati ad ammettere le atlete trans nelle competizioni femminili.

Le due cause erano state promosse da Becky Pepper-Jackson, studentessa delle superiori del West Virginia, e da Lindsay Hecox, iscritta all'università in Idaho. Entrambe sostenevano che i divieti le discriminassero in base al sesso. Pepper-Jackson aveva fatto causa nel 2021, quando aveva 11 anni, per poter entrare nella squadra di atletica della scuola media; i tribunali le avevano dato ragione e nel frattempo ha vinto un titolo statale nel getto del peso. Dopo la sentenza di oggi, non potrà più gareggiare nella squadra femminile.

I tre giudici progressisti hanno condiviso con la maggioranza l'idea che queste leggi non violino il Title IX, ma hanno criticato i colleghi per aver chiuso troppo rapidamente la causa, senza lasciare ai tribunali inferiori il tempo di accertare i fatti. Sonia Sotomayor ha scritto che la maggioranza "infligge un sacrificio a chi sfavorisce" senza concedere l'esame completo richiesto dalla Costituzione. È la sesta sconfitta in tredici mesi per chi difende i diritti delle persone transgender davanti alla Corte Suprema. Negli ultimi mesi i giudici avevano già autorizzato il divieto di arruolamento per i militari trans, confermato il divieto di alcune terapie mediche per i minori e dato ragione all'amministrazione in altri casi riguardanti questa comunità.

Trump ha salutato con entusiasmo la sentenza della Corte Suprema sugli atleti transgender, scrivendo su Truth Social:

“GRANDE VITTORIA: La Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena DECISO CONTRO LA PARTECIPAZIONE DEGLI UOMINI AGLI SPORT FEMMINILI. Wow! Questo mette fine a quella situazione ridicola!!! Il presidente DONALD J. TRUMP”


Nello stesso giorno, la Corte ha anche eliminato i limiti alla spesa che i partiti possono sostenere in coordinamento con i propri candidati. La decisione rende più semplice per partiti e candidati acquistare insieme spazi pubblicitari e, nel breve periodo, avvantaggia i repubblicani, che hanno accumulato oltre 100 milioni di dollari in più rispetto ai democratici in vista delle elezioni di metà mandato.

Trump ha pubblicato un post su Truth Social anche per elogiare la sentenza della Corte Suprema sui limiti alla spesa elettorale, definendola una grande vittoria per il Partito Repubblicano. "La Corte Suprema ha appena abolito le restrizioni alla spesa politica!" ha scritto Trump. "UNA GRANDE VITTORIA PER I REPUBBLICANI e, cosa ancora più importante, per il Primo Emendamento!".

Le tre sentenze chiudono un mandato annuale segnato da decisioni molto diverse tra loro: nei giorni scorsi la Corte aveva ampliato il potere di Trump sulle agenzie indipendenti, proteggendo però l'autonomia della Federal Reserve, e in precedenza aveva già bocciato gran parte dei suoi dazi.


reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Prodotti solari, boom di ricerche in Italia: +47% nel 2026, cresce la domanda di SPF viso e protezione per tutta la famiglia


I prodotti solari sono tra i protagonisti dell'estate 2026: le ricerche online superano 1,2 milioni (+47%), con un forte interesse per creme SPF viso, stick solari e protezioni dedicate a tutta la famiglia. Analizziamo i trend che stanno guidando le scelte dei consumatori italiani
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Con l’arrivo dell’estate, la protezione solare torna protagonista nelle scelte online degli italiani. Creme, SPF viso, stick, doposole e prodotti per bambini registrano un interesse crescente, confermando un’abitudine ormai consolidata: prepararsi alla stagione calda con anticipo, confrontando prodotti, formati e soluzioni diverse prima dell’acquisto. A raccontarlo è la nuova analisi di Trovaprezzi.it, che ha analizzato l’andamento dell’interesse per i prodotti solari, evidenziando una crescita significativa sia rispetto al 2025 sia rispetto al 2024. Nei primi sei mesi del 2026 (i dati sono stati estratti fino al 22 giugno), le ricerche hanno superato quota 1,2 milioni, con un +47% rispetto allo stesso periodo del 2025 e un +94% rispetto al 2024.

Dyson V10 Konical ufficiale: il primo aspirapolvere Dyson che si svuota da solo
Dyson entra in una nuova era della pulizia domestica con V10 Konical e Auto-empty Dok, la prima soluzione del marchio che consente lo svuotamento automatico del contenitore della polvere
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Il fenomeno ha un suo picco stagionale: ogni anno, da gennaio in avanti, l’interesse cresce progressivamente con l’avvicinarsi dell’estate. Nel 2026 si è passati dalle circa 76mila ricerche di gennaio alle oltre 376mila di maggio, mese che segna il picco dell’anno finora rilevato. Anche giugno, pur considerando il dato ancora parziale, conferma livelli molto elevati, con 290mila ricerche, quasi quattro volte quelle registrate a inizio anno. La crescita, però, è evidente nel corso dell’intero anno; guardando al 2025, l’interesse per i prodotti solari era già aumentato del +26% rispetto al 2024, superando quota 1,46 milioni di ricerche nell’anno.

Non più solo acquisti per l'estate


La stagionalità, quindi, rimane centrale, ma non racconta più tutta la storia. I dati sembrano indicare infatti come il solare non sia più soltanto un acquisto “da valigia”, concentrato esclusivamente prima delle vacanze. Nel 2025, anche nella seconda parte dell’anno, da luglio a dicembre, le ricerche hanno superato quota 629mila, pari a circa il 43% del totale annuale. Un segnale che la protezione solare e la cura della pelle sono sempre più legate a una routine continuativa, fatta di prevenzione, benessere e maggiore attenzione alla scelta del prodotto.

Le creme solari le più richieste


Tra le tipologie di prodotto considerate all’interno della categoria dedicata ai prodotti solari, la quota principale dell’interesse (47%) si concentra sulle creme solari, che nel 2026 (periodo gennaio-giugno) hanno registrato una crescita del +48% rispetto al 2025. Seguono gli SPF viso (34,8%), con un incremento del +59%, confermando il ruolo sempre più centrale della protezione quotidiana del volto. Il dato più dinamico riguarda però gli stick solari (5,3%), che segnano la crescita più alta tra le tipologie di prodotti considerato, pari al +83%. In aumento anche il doposole (4,5%), con +49%, mentre i solari per bambini (4,8%) arrivano a crescere del +21%. Completano il quadro gli oli abbronzanti (2%) e gli autoabbronzanti (1,6%).

L’intelligenza artificiale può organizzare le tue vacanze? Guida pratica all’AI per viaggiare
Dalla scelta della destinazione alla creazione di itinerari personalizzati, gli strumenti AI possono offrire suggerimenti utili e far risparmiare tempo. Tuttavia, la qualità dei risultati dipende spesso dalle domande che vengono poste
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Tra i prodotti più cercati del 2026 emergono soprattutto brand dermatologici e specializzati come La Roche-Posay, Isdin, Avène, Uriage e Miamo, confermando una forte attenzione alle formulazioni ad alta protezione. Nelle diverse categorie analizzate si nota l’interesse per soluzioni mirate e pratiche: texture leggere per l’uso quotidiano, formati facili da applicare anche fuori casa, prodotti dedicati alle pelli sensibili e protezioni pensate per tutta la famiglia.

L'identikit del consumatore


Anche l’identikit di chi cerca prodotti solari online offre indicazioni interessanti. Le donne rappresentano il 75%, mentre gli uomini si fermano al 25%. Per fasce d’età, il pubblico più attivo è quello tra i 35 e i 44 anni, con il 25% dell’interesse, seguito dalla fascia 45-54 anni con il 21% e dalla fascia 25-34 anni con il 20%.A livello territoriale, la Lombardia guida la classifica sia per quota di interesse sia per intensità rispetto alla popolazione. La regione raccoglie il 30% delle ricerche e registra 37,8 ricerche ogni 1.000 abitanti. Seguono Lazio, con il 14% e 31,3 ricerche ogni 1.000 abitanti, Campania, Emilia-Romagna e Veneto. Considerando le ricerche per abitante, dopo Lombardia e Lazio emergono anche Emilia-Romagna, Campania e Puglia.

“Il mercato dei solari sta vivendo un’evoluzione interessante: non si tratta più soltanto di prodotti acquistati in vista delle vacanze o dell’esposizione prolungata al sole, ma di strumenti sempre più integrati nella routine quotidiana di cura della pelle”, ha commentato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



Dyson V10 Konical ufficiale: arriva l'aspirapolvere con Auto-empty Dok che si svuota da solo


Dyson ha presentato il suo primo aspirapolvere con svuotamento automatico V10 Konical con Auto-empty Dok, progettato per rendere la pulizia più semplice e igienica senza compromettere le prestazioni. Il device è dotato di una spazzola conica districante che illumina la polvere invisibile e districa i capelli lunghi e i peli di animali, mentre la base svuota automaticamente il contenitore dopo ogni utilizzo, ricarica il dispositivo e consente di riporre gli accessori ordinatamente in un unico punto: una soluzione integrata che rende la pulizia più igienica e senza sforzo.

Vacanze e AI: 1 italiano su 3 usa l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi
Nonostante la crescita dell’AI, recensioni degli utenti e convenienza economica continuano a essere gli elementi che incidono maggiormente sulle decisioni di viaggio
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


"Svuotare il contenitore di un aspirapolvere è spesso un’operazione scomoda e poco igienica: la polvere si disperde, gli allergeni restano nell’aria e il processo di pulizia viene interrotto. Abbiamo progettato una base che lo fa al posto dell’utente, in modo automatico e igienico", ha commentato Asaph Ooi di Dyson


Dyson V10 Konical: un sistema di illuminazione verde simile a un laser rivela la polvere invisibileDyson V10 Konical: un sistema di illuminazione verde simile a un laser rivela la polvere invisibile

Dyson V10 Konical


Il nuovo Dyson V10 Konical offre un'aspirazione potente e miglioramenti concreti per la pulizia quotidiana. La sua spazzola conica districante impedisce ai capelli lunghi e ai peli di animali di avvolgersi e aggrovigliarsi attorno al rullo – senza più necessità di tagliarli o rimuoverli manualmente – mentre un sistema di illuminazione verde simile a un laser rivela la polvere invisibile, per non tralasciare nessun punto durante la pulizia.

Il dispositivo integra inoltre un sistema di filtrazione HEPA completamente sigillato, a cinque stadi, che cattura il 99,99% delle particelle fino a 0,1 micron (tra cui allergeni, batteri e virus), rilasciando nell’ambiente solo aria pulita e mantenendo costante la potenza di aspirazione, per prestazioni ottimali a ogni utilizzo (dati Dyson).

Auto-empty Dok


L’Auto-empty Dok trasferisce polvere e detriti in un sacchetto sigillato che contiene fino a 60 giorni di sporco, riducendo la frequenza degli svuotamenti manuali. Il sistema di filtrazione HEPA completamente sigillato cattura le particelle fini durante il processo di svuotamento, contribuendo a garantire un'aria più pulita in casa. La ricarica integrata mantiene il dispositivo sempre pronto all'uso, mentre lo scomparto dedicato consente di organizzare fino a tre accessori.
Dyson V10 Konical con auto-empty DokDyson V10 Konical con auto-empty Dok

Nuova tecnologia, stessi accessori


I prodotti Dyson sono progettati per durare nel tempo, ingegnerizzati e rigorosamente testati per garantirne la resistenza. L'Auto-empty Dok è compatibile con le generazioni di aspirapolvere precedenti, consentendo a chi possiede il Dyson V8 Cyclone di effettuare l’upgrade del proprio sistema senza dover sostituire il dispositivo. Gli accessori dei modelli Dyson V8, V8 Cyclone e il nuovo V10 Konical sono tra loro intercambiabili, e permettono di continuare a utilizzare i medesimi strumenti con le versioni precedenti e di scegliere tra un’ampia gamma di accessori per soddisfare ogni esigenza di pulizia.

vivo WATCH GT 2 arriva in Italia: display AMOLED e lunga autonomia
vivo WATCH GT 2 arriva ufficialmente in Italia portando con sé un design elegante, un ampio display e una delle autonomie più interessanti della categoria. Scopri caratteristiche, funzionalità e dettagli.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Un sistema completo


Dyson V10 Konical con Auto-empty Dok unisce aspirazione potente, filtrazione HEPA avanzata e design intelligente a una soluzione igienica e hands-free per lo svuotamento del contenitore, rendendo la pulizia più semplice, più efficace e meno invasiva nella vita quotidiana.

Disponibilità e prezzo


Dyson V10 Konical è disponibile al prezzo di 499,00 euro (su Dyson.it) mentre Auto-empty Dok sarà disponibile nelle prossime settimane.


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La rassegna stampa di giovedì 2 luglio 2026


Le finanze del presidente riaccendono i dubbi sui conflitti di interesse, mentre il socialismo democratico avanza nelle primarie e Trump celebra i 250 anni del Paese; si arenano i colloqui con l'Iran e sale la pressione sull'immigrazione dopo la sentenza sulla cittadinanza

Questa è la rassegna stampa di giovedì 2 luglio 2026

Le finanze di Trump sollevano nuovi interrogativi sui conflitti di interesse


La dichiarazione patrimoniale annuale del presidente rivela entrate per oltre due miliardi di dollari nel 2025, tra cui centinaia di milioni provenienti dall'impresa di criptovalute World Liberty Financial e oltre un miliardo di dollari in acquisti di azioni. Secondo le testate americane, l'intreccio tra gli interessi economici della famiglia Trump e le decisioni di governo supera per dimensioni quello di qualsiasi predecessore, con esperti di etica che parlano di un potenziale conflitto tra la carica e gli affari privati.

Fonti: The New York Times, Financial Times, Bloomberg

L'onda del socialismo democratico avanza nelle primarie, dal Colorado a New York


La corrente di sinistra che attraversa il Partito democratico ha ottenuto nuove vittorie nelle primarie, con l'affermazione in Colorado della socialista Melat Kiros e la sconfitta di esponenti di lungo corso come la deputata Diana DeGette e le ambizioni del senatore Michael Bennet. Il fenomeno, che si collega all'ascesa del sindaco di New York Zohran Mamdani, alimenta un dibattito acceso all'interno del partito sulla direzione da prendere in vista delle elezioni di metà mandato.

Fonti: The Wall Street Journal, The Hill, The Guardian

Trump celebra i 250 anni degli Stati Uniti e inaugura la biblioteca dedicata a Theodore Roosevelt


Il presidente ha visitato Medora, nel North Dakota, per inaugurare una biblioteca e un museo da 450 milioni di dollari dedicati a Theodore Roosevelt, che ha definito "un grande uomo forte", tracciando un parallelo tra sé e il ventiseiesimo presidente. Tra gli elementi più insoliti della cerimonia per i 250 anni del Paese, Trump ha dialogato con una ricostruzione in intelligenza artificiale dello stesso Roosevelt.

Fonti: The New York Times, The Guardian, The Hill

I negoziati con l'Iran si arenano mentre Vance non esclude una ripresa del conflitto


L'Amministrazione, arrivata al potere promettendo la fine delle "guerre infinite", si trova ora impantanata in trattative con Teheran senza una prospettiva di conclusione, mentre l'Iran ricorre alla sua consueta tattica di dilazione. Il vicepresidente JD Vance ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero riprendere le operazioni militari, aggiungendo che "dipende dagli iraniani", mentre la ripresa dei flussi di petrolio e il controllo dello Stretto di Hormuz restano nodi centrali dei colloqui in Qatar.

Fonti: The Wall Street Journal, The Hill, Semafor

Un giudice blocca le nuove restrizioni al voto per posta volute dall'Amministrazione


Il giudice federale Emmet Sullivan ha bloccato un piano del servizio postale statunitense che avrebbe negato le schede elettorali agli elettori degli Stati che non consegnano i propri registri al governo federale. È la seconda volta che un tribunale ferma il tentativo dell'Amministrazione di limitare il voto per corrispondenza, sulla base degli accordi presi in una causa del 2021.

Fonti: The New York Times, The Guardian

Dopo la sentenza sulla cittadinanza, il governo prepara nuove misure sull'immigrazione


Sulla scia della recente decisione della Corte suprema sulla cittadinanza per nascita, il procuratore generale ha annunciato un giro di vite sul cosiddetto "turismo delle nascite", mentre l'Amministrazione studia un piano alternativo per limitare l'accesso delle donne incinte al confine. Il segretario alla Sicurezza interna ha inoltre dichiarato che haitiani e siriani che hanno perso lo status di protezione temporanea devono lasciare subito il Paese o affrontare le espulsioni forzate.

Fonti: The Guardian, Bloomberg, Axios

Trump rinuncia a rinnovare l'accordo commerciale con Canada e Messico


Il presidente ha annunciato che gli Stati Uniti usciranno dal patto commerciale con Canada e Messico che egli stesso aveva promosso durante il primo mandato. La decisione segna un nuovo capitolo nella politica commerciale dell'Amministrazione, con potenziali ricadute sui rapporti economici tra i tre Paesi nordamericani e sui dazi che regolano gli scambi nella regione.

Fonti: The Guardian, The Hill

La sentenza sugli atleti transgender rimette i democratici sulla difensiva


La decisione della Corte suprema contro la partecipazione degli atleti transgender alle competizioni femminili ha rappresentato una vittoria per i repubblicani, che l'hanno celebrata pubblicamente. Molti democratici hanno invece scelto il silenzio su un tema che si era rivelato divisivo nelle ultime elezioni, lasciando gli attivisti sulla difensiva anche negli Stati a guida democratica.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal

La Casa Bianca accelera sulle regole per i modelli di intelligenza artificiale


Il governo si prepara ad annunciare, forse già la prossima settimana, nuove linee guida sugli standard dei modelli di intelligenza artificiale, dopo essere intervenuto sul rilascio dei sistemi di Anthropic e OpenAI. In parallelo, il modello Fable 5 di Anthropic è tornato disponibile dopo che l'Amministrazione ha revocato un controllo sulle esportazioni, mentre OpenAI mantiene sospesa la diffusione ampia del suo ultimo modello su richiesta del governo.

Fonti: Financial Times, Axios

Un'ondata di caldo record mette sotto pressione la rete elettrica alla vigilia del 4 luglio


Una cupola di calore sta investendo gli Stati Uniti, con temperature attese fino a 107 gradi Fahrenheit (circa 42 gradi Celsius) proprio nei giorni delle celebrazioni per l'Indipendenza. Il Dipartimento dell'Energia ha emesso ordini di emergenza per la rete elettrica dell'area medio-atlantica, mentre lo stesso presidente ha promesso di tenere comunque un lungo discorso al National Mall nonostante la canicola.

Fonti: The Hill, The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Strike e Igfa per l’Ambiente


Stephen Palmer, fondatore di Strike e pescatore sportivo che pratica il catch and release da sempre, è membro dell'Igfa da molto prima della fondazione del marchio Strike. Stephen condivide con Igfa i principi etici in materia di pesca e il sostegno alle piattaforme educative rivolte alla prossima generazione di pescatori. In quest’ottica Strike dona una percentuale del ricavato delle vendite, alle numerose iniziative dell'Igfa, dai corsi online e campi estivi per ragazzi al ripristino degli habitat e alla conservazione delle specie marine in pericolo. Tra queste ci sono anche alcune tra le specie più ambite per il pescatore sportivo, veri trofei del big game come il roosterfish, il marlin striato e la lampuga. E Igfa, anche grazie al supporto di Strike, sta portando avanti dei programmi di salvaguardia di queste specie per arrivare alla gestione ottimale degli stock, sviluppando rapidamente le conoscenze scientifiche necessarie a tale scopo.

strike-footwear.com

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Bending Spoons quotata in Borsa, il ritorno di Fable 5, addio CD per i giochi su PlayStation


I tuoi 5 minuti di aggiornamento quotidiano.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon giovedì,
in questi giorni si respira una grande festa tra le mura di Bending Spoons: la quotazione in Borsa è avvenuta ed è andata anche molto bene. Poi parleremo del ritorno di Fable 5 di Anthropic; discuteremo dell'abbandono dei CD fisici per i giochi su PlayStation; e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione Free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

audio-thumbnail


Intro + Prima notizia - Ep. 355 - Giovedì 2 luglio
0:00
/129.446054

Il podcast
Notizie spiegate a voce, no AI. Ogni giorno.
Durata media: 10 minuti.

Passa a Plus

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Bending Spoons si è quotata a New York e vale 25 miliardi


Startup
Bending Spoons si è quotata alla borsa di New York il 1° luglio 2026, raccogliendo 1,68 miliardi di dollari con la vendita di 58 milioni di azioni a 29 dollari ciascuna. Nel primo giorno di contrattazioni il titolo è salito a 40,50 dollari, quasi il 40% in più rispetto al prezzo di emissione, portando la valutazione complessiva dell'azienda a circa 25,7 miliardi di dollari. Bending Spoons ha scelto New York perché il mercato americano offre più capitali e liquidità rispetto a Milano. Nel 2025 ha registrato ricavi per 1,31 miliardi di dollari e una perdita netta simbolica di 204mila dollari, con 500 milioni di utenti mensili attivi e 9 milioni di paganti.
~
Fonte: Il Post
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

È tornato Claude Fable 5 di Anthropic


Intelligenza Artificiale
Fable 5, il modello AI più potente disponibile al pubblico secondo Anthropic, è tornato accessibile dopo che l'amministrazione Trump ha revocato i controlli all'export imposti a fine giugno. Anthropic lo ha riaperto a tutti i clienti, ma ad una condizione: le query considerate a rischio per la sicurezza possono essere dirottate su modelli meno potenti. Fuori dagli abbonamenti standard, l'accesso avviene a consumo, pagando per i token usati. Fino al 7 luglio, gli abbonati possono usare Fable fino al 50% dei token a disposizione, poi devono passare ad altri modelli. Anthropic avverte che brucia token più velocemente degli altri modelli.
~
Fonte: Axios
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

SPONSORED

CTA Image

Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

Scopri di più

Sony abbandona i dischi fisici per i giochi PlayStation a partire dal 2028


Gaming
Da gennaio 2028, Sony non produrrà più dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation. Lo ha annunciato Sony Interactive Entertainment sul blog ufficiale di PlayStation. I titoli nuovi usciranno solo in formato digitale, acquistabili tramite PlayStation Store o rivenditori autorizzati. I giochi già usciti o in uscita prima di quella data non sono interessati dalla decisione. Sony giustifica la scelta con il cambiamento nelle abitudini dei consumatori, sempre più orientati al digitale, seguendo una traiettoria già percorsa dai settori musicali, film e gaming su PC nell'ultimo decennio.
~
Fonte: Fox Business
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Bug in Hide My Email di Apple espone gli indirizzi reali degli utenti


Privacy
La funzione Hide My Email di Apple, che genera indirizzi email temporanei per proteggere l'identità online degli utenti, contiene un bug che permette di risalire agli indirizzi reali. A scoprirlo è stato il ricercatore Tyler Murphy, cofondatore del servizio di rimozione dati EasyOptOuts, che dice di aver avvisato Apple più di un anno fa senza che la società abbia ancora corretto il problema. I test condotti con volontari mostrano che il 100% degli indirizzi Hide My Email risulta sfruttabile. I dettagli tecnici della vulnerabilità non sono stati resi pubblici per evitare abusi.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Conception crea le prime uova umane primitive da cellule staminali


Scienza
Una startup americana specializzata in fertilità ha ottenuto per la prima volta cellule uovo umane allo stadio iniziale partendo da cellule staminali. Il processo parte da un prelievo di sangue: le cellule vengono trasformate in staminali, cioè corpi in grado di diventare qualsiasi tipo di cellula del corpo, e da lì guidate a formare mini-ovaie in laboratorio con proto-uova all'interno. Le uova non sono ancora mature né utilizzabili, ma il risultato è un passaggio scientifico decisivo. La tecnica era già riuscita nei topi nel 2016. Se funzionasse sull'uomo, permetterebbe di produrre uova in quantità senza iniezioni ormonali né interventi chirurgici, aprendo la fertilità anche a donne in età avanzata.
~
Fonte: conception.bio
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

CTA Image

C'è chi la mattina apre Instagram, TikTok o Facebook; c'è invece chi inizia la giornata con la giusta frequenza intellettuale. Passa all'esperienza completa per meno due caffè al mese.

Da 3,99€ al mese

Letture interessanti


In lingua inglese.

Quando "è difficile da valutare" significa che c'è un problema nel prodotto


hamel.dev (eng)

Perché i consulenti stanno faticando a superare la fatturazione oraria


wsj.com (eng)

Lavorare con i product manager


seangoedecke.com (eng)

Cosa ci dicono le classifiche di robotica sullo stato dell'apprendimento dei robot?


itcanthink.substack.com (eng)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Notizie veloci


In lingua inglese.

Musk smentisce il report del WSJ: SpaceX non avrebbe mostrato un prototipo di handset AI prima dell'IPO


reuters.com (eng)

Tesla inizia a testare il Cybercab di produzione senza volante né pedali ad Austin


thenextweb.com (eng)

L'UE afferma di aver avuto colloqui 'costruttivi' con il CEO di Apple Cook dopo lo scontro su Siri AI


reuters.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/wMNdr8dV23A?…

Clicks presenta il Communicator


Clicks ha pubblicato il primo hands-on del Communicator, uno smartphone con tastiera QWERTY fisica che ricorda il Blackberry. Dietro c'è una community di fan molto attiva.

Vedi video su youtube.com (eng - 6:25)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

SPONSOR VELOCe

CTA Image

Questo è un esempio di sponsor veloce: max 300 caratteri per raccontare la tua magnifica realtà.

A partire da 40€

Vuoi apparire tra gli sponsor in fondo? I prezzi partono da 40€, dai un'occhiata!

Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Bug in Hide My Email di Apple espone gli indirizzi reali degli utenti


Segnalato ad Apple oltre un anno fa, senza risposta.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


La funzione Hide My Email di Apple, che genera indirizzi email temporanei per proteggere l'identità online degli utenti, contiene un bug che permette di risalire agli indirizzi reali. A scoprirlo è stato il ricercatore Tyler Murphy, cofondatore del servizio di rimozione dati EasyOptOuts, che dice di aver avvisato Apple più di un anno fa senza che la società abbia ancora corretto il problema. I test condotti con volontari mostrano che il 100% degli indirizzi Hide My Email risulta sfruttabile. I dettagli tecnici della vulnerabilità non sono stati resi pubblici per evitare abusi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple's Hide My Email feature has a bug that's been exposing real email addresses, researcher claims | TechCrunch
Research appears to reveal a bug that could render the feature effectively useless.
TechCrunchLucas Ropek


Alternativa in italiano:

Apple Hide My Email, falla espone gli indirizzi reali degli utenti
Una falla in Apple Hide My Email può esporre l'indirizzo email reale: rischi, limiti tecnici, nuovo dominio e mitigazioni.
IlSoftware.it

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Sony abbandona i dischi fisici per i giochi PlayStation a partire dal 2028


Fine di un'era per il supporto fisico nei videogiochi.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Da gennaio 2028, Sony non produrrà più dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation. Lo ha annunciato Sony Interactive Entertainment sul blog ufficiale di PlayStation. I titoli nuovi usciranno solo in formato digitale, acquistabili tramite PlayStation Store o rivenditori autorizzati. I giochi già usciti o in uscita prima di quella data non sono interessati dalla decisione. Sony giustifica la scelta con il cambiamento nelle abitudini dei consumatori, sempre più orientati al digitale, seguendo una traiettoria già percorsa dai settori musicali, film e gaming su PC nell'ultimo decennio.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Sony to end physical PlayStation game discs for new releases starting in 2028 | Fox Business
Sony will stop releasing new PlayStation games on physical discs beginning in January 2028 as the company expands its shift toward digital game distribution.
Fox Business


Alternativa in italiano:

PlayStation senza dischi dal 2028: fine di un'era per collezionisti e mercato dell'usato
Dal 2028 non esisteranno più i giochi su disco per PlayStation, segnando la fine dell'era del fisico e con impatti su collezionismo e negozi.
Everyeye Videogiochi

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

È tornato Claude Fable 5 di Anthropic


Era stato bloccato dal governo USA settimane fa.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Fable 5, il modello AI più potente disponibile al pubblico secondo Anthropic, è tornato accessibile dopo che l'amministrazione Trump ha revocato i controlli all'export imposti a fine giugno. Anthropic lo ha riaperto a tutti i clienti, ma ad una condizione: le query considerate a rischio per la sicurezza possono essere dirottate su modelli meno potenti. Fuori dagli abbonamenti standard, l'accesso avviene a consumo, pagando per i token usati. Fino al 7 luglio, gli abbonati possono usare Fable fino al 50% dei token a disposizione, poi devono passare ad altri modelli. Anthropic avverte che brucia token più velocemente degli altri modelli.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic's Fable 5 is back after Trump lifts export controls
It's the most powerful publicly available AI tool.
AxiosMadison Mills,Ina Fried


Alternativa in italiano:

Trump ha rimosso il blocco sull'export dei software AI più potenti di Anthropic. Quando tornano disponibili Fable 5 e Mythos 5? - StartupItalia
Anthropic ha comunicato che la Casa Bianca ha rimosso il blocco imposto a Fable 5 e Mythos 5. Ecco cosa sappiamo
StartupItalia

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Bending Spoons si quota a New York e vale 25 miliardi


Debutto in borsa con +40% il primo giorno.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Bending Spoons si è quotata alla borsa di New York il 1° luglio 2026, raccogliendo 1,68 miliardi di dollari con la vendita di 58 milioni di azioni a 29 dollari ciascuna. Nel primo giorno di contrattazioni il titolo è salito a 40,50 dollari, quasi il 40% in più rispetto al prezzo di emissione, portando la valutazione complessiva dell'azienda a circa 25,7 miliardi di dollari. Bending Spoons ha scelto New York perché il mercato americano offre più capitali e liquidità rispetto a Milano. Nel 2025 ha registrato ricavi per 1,31 miliardi di dollari e una perdita netta simbolica di 204mila dollari, con 500 milioni di utenti mensili attivi e 9 milioni di paganti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Bending Spoons si è quotata in borsa a New York
L'azienda tecnologica italiana che rileva app per renderle più profittevoli ha raccolto circa 1,5 miliardi di euro, L'azienda tecnologica italiana che rileva app per renderle più profittevoli ha raccolto circa 1,5 miliardi di euro
Il Post


Alternativa in italiano: non pervenuta

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Conception crea le prime uova umane primitive da cellule staminali


Hanno ottenuto un primato mondiale assoluto.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Una startup americana specializzata in fertilità ha ottenuto per la prima volta cellule uovo umane allo stadio iniziale partendo da cellule staminali. Il processo parte da un prelievo di sangue: le cellule vengono trasformate in staminali, cioè corpi in grado di diventare qualsiasi tipo di cellula del corpo, e da lì guidate a formare mini-ovaie in laboratorio con proto-uova all'interno. Le uova non sono ancora mature né utilizzabili, ma il risultato è un passaggio scientifico decisivo. La tecnica era già riuscita nei topi nel 2016. Se funzionasse sull'uomo, permetterebbe di produrre uova in quantità senza iniezioni ormonali né interventi chirurgici, aprendo la fertilità anche a donne in età avanzata.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The first early human eggs from stem cells - Conception | Advancing the Future of Fertility
A look inside the biology, engineering, and validation behind a major scientific milestone.
conception.bio


Alternativa in italiano: non pervenuta