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Gli Stati Uniti restano a corto di missili dopo sei settimane di guerra in Iran


Il conflitto ha prosciugato le scorte di intercettori e munizioni di precisione, esponendo le debolezze di un apparato militare da 900 miliardi di dollari e sollevando dubbi sulla capacità di deterrenza verso la Cina.

Gli Stati Uniti stanno esaurendo i missili, gli intercettori e persino il cibo per i marinai dopo appena sei settimane di guerra con l'Iran, nonostante un bilancio per la difesa da circa 900 miliardi di dollari l'anno. La denuncia arriva da Garrett Graff, autore della newsletter Doomsday Scenario e firma di un'inchiesta pubblicata questa settimana sul New Yorker, che descrive un apparato bellico più fragile di quanto il suo budget lasci immaginare.

Il dato di partenza è imponente. La spesa militare americana rappresenta circa un terzo del totale mondiale ed è pari alla somma dei bilanci della difesa di Cina, India, Russia, Arabia Saudita, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e Brasile messi insieme. Il presidente Donald Trump ha proposto di aggiungere altri 700 miliardi, una cifra che da sola supererebbe la spesa militare di qualsiasi altro Paese. Eppure, scrive Graff, quando si combatte davvero gli Stati Uniti scoprono di non avere le armi giuste né i mezzi in quantità sufficiente.

La guerra in Iran lo ha messo in evidenza. USA Today ha rivelato che alcune navi della marina americana nella zona di guerra stanno finendo il cibo da servire ai marinai. Molte unità sono state dispiegate molto più a lungo del previsto e di quanto possano sostenere. La USS Gerald Ford, la portaerei più avanzata al mondo, è fuori servizio a causa di un incendio in lavanderia. Il problema riguarda anche i velivoli. Quando un missile iraniano ha distrutto in Arabia Saudita un aereo radar E-3 Sentry, Washington ha perso tra un quinto e un quarto della flotta operativa di questi velivoli, fondamentali per individuare missili e droni in arrivo.

La flotta di E-3 Sentry, gli aerei del sistema di allerta e controllo aereo noto come Airborne Warning and Control System, risale agli anni Settanta e oggi è composta da 16 o 17 velivoli in grado di volare, circa la metà dei quali operativi in un dato momento. Sei sono schierati in Medio Oriente a sostegno dell'operazione Epic Fury. Il generale al comando dell'Air Combat Command ha detto ai giornalisti lo scorso anno che questi aerei sono ormai in cure palliative. Il sostituto previsto, l'E-7 Wedgetail, è stato cancellato dall'amministrazione Trump.

Analogo è il caso dei cacciamine. Quando l'Iran ha minacciato di minare lo Stretto di Hormuz, si è scoperto che a gennaio la marina americana aveva rimpatriato le quattro navi di classe Avenger schierate nel Golfo Persico dagli anni Novanta. I quattro cacciamine rimasti hanno base in Giappone, mentre la marina sta trasferendo il compito alle Littoral Combat Ships, che non sono state progettate per questa missione.

Il cuore dell'inchiesta di Graff sul New Yorker riguarda però le munizioni. La crisi della produzione americana si aggrava dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. Jon Finer, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale con Joe Biden, ha raccontato all'autore che la scarsa capacità di rifornire Kiev è stata la cosa più sconvolgente imparata durante il suo incarico. Gli Stati Uniti, ha spiegato Finer, hanno raccolto ogni munizione disponibile nei propri arsenali e in quelli degli alleati, e perfino da Paesi non amici, per inviarla in Ucraina. Consumate nel giro di pochi mesi, quando Washington ha chiesto all'industria di aumentare la produzione si è sentita rispondere che servivano dai 5 ai 7 anni.

La ragione è strutturale. Durante i vent'anni della guerra globale al terrorismo, l'industria della difesa statunitense ha smesso di produrre munizioni pesanti, concentrandosi su forze speciali e droni come i Predator e i Reaper. William LaPlante, sottosegretario alla Difesa per l'approvvigionamento, ha ammesso nel 2023 che la base industriale ha privilegiato l'efficienza sulla resilienza, lasciando spegnere le linee di produzione e uscire dal mercato molti fornitori di secondo livello. Nessuno, ha aggiunto, aveva previsto un conflitto prolungato e ad alta intensità come quello in Ucraina.

A questo si aggiunge la lentezza proverbiale degli acquisti del Pentagono. Le aerocisterne KC-135, spina dorsale delle grandi operazioni aeree come la guerra in Iran, sono entrate in servizio nel 1957, sotto la presidenza di Dwight Eisenhower. Il Pentagono cerca di sostituirle dagli anni Novanta. Il successore, il KC-46 Pegasus, è stato approvato solo nel 2022 ed Epic Fury è la sua prima grande operazione. L'Aeronautica prevede di far volare i KC-135 ancora per decenni.

C'è poi il problema dei costi. Il programma del caccia F-35 è stimato in 2.000 miliardi di dollari nel suo intero ciclo di vita, una cifra pari al prodotto interno lordo annuo di New York o del Texas per un solo tipo di aereo. Deborah Lee James, segretaria dell'Aeronautica tra il 2013 e il 2017, ha spiegato a Graff che circa metà del bilancio della difesa è destinata a personale e addestramento, mentre il resto deve coprire le esigenze di tutte le forze armate. I sistemi d'arma attuali, ha detto, sono magnifici ma molto costosi, e le munizioni passano in secondo piano quando non si è in guerra.

Le conseguenze politiche e strategiche sono ampie. I forum militari online scherzano sul fatto che il Central Command, responsabile del Medio Oriente, stia divorando risorse destinate all'Indo-Pacific Command. La maggior parte dei missili e degli intercettori usati contro l'Iran non potrà essere rimpiazzata prima della finestra temporale in cui la Cina potrebbe muoversi contro Taiwan, verso la fine del decennio. Un alto funzionario del Pentagono ha detto a Graff che il problema operativo per Pechino resta comunque molto difficile da risolvere, pur riconoscendo la coerenza con cui la Cina sta costruendo le proprie forze armate.

Il senatore Mark Warner, vicepresidente della commissione intelligence del Senato, ha offerto all'autore la lettura più sintetica. Il maggiore deterrente per Pechino potrebbe essere proprio l'andamento deludente della guerra americana contro l'Iran. Persino un Iran molto provato, ha osservato Warner, è riuscito a bloccare strategicamente gli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. La lezione, secondo il senatore, è semplice: difendere è molto più facile che attaccare.

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Lo stretto di Hormuz resta bloccato nonostante gli annunci di Trump e Teheran


Il presidente americano ha celebrato la riapertura del passaggio marittimo come una vittoria diplomatica, ma i dati di tracciamento mostrano che pochissime navi sono riuscite a transitare e le autorità iraniane smentiscono gran parte delle sue affermazioni.

Lo stretto di Hormuz non è davvero aperto, nonostante gli annunci trionfali arrivati venerdì da Washington e Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato su X che il passaggio per tutte le navi commerciali è stato dichiarato "completamente aperto" per il periodo residuo del cessate il fuoco, ma i dati di tracciamento marittimo raccontano una storia molto diversa. Il presidente Trump ha subito celebrato la notizia sul social Truth, parlando di una giornata "grande e brillante per il mondo", mentre il blocco navale americano dei porti iraniani resta in vigore e le imbarcazioni che tentano il transito sono costrette a tornare indietro.

Lo stretto è il punto di passaggio di circa un quinto del petrolio e del gas mondiali ed è stato di fatto chiuso dal 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran. La notizia della riapertura ha provocato una reazione immediata sui mercati, con il prezzo del Brent, il riferimento globale per il greggio, sceso di quasi il 10 per cento sotto gli 89 dollari al barile. Ma il quadro sul campo resta confuso. Secondo MarineTraffic, venerdì sera circa venti navi hanno iniziato a muoversi verso lo stretto, per poi fermarsi o invertire la rotta poco dopo. Un filmato di Kpler, ripreso da CNBC, mostra diverse petroliere e navi cargo che hanno tentato il transito per poi tornare indietro.

Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha smentito punto per punto le dichiarazioni di Trump. In un post su X ha scritto che il presidente americano "ha fatto sette affermazioni in un'ora, tutte false" e ha avvertito che, con la continuazione del blocco statunitense, lo stretto "non resterà aperto". Ha aggiunto che il passaggio si baserà sulla "rotta designata" e richiederà "l'autorizzazione iraniana", ribadendo che le regole del transito saranno decise "sul campo, non sui social media". Il ministero degli Esteri di Teheran, citato dall'emittente statale IRIB, ha respinto le ricostruzioni americane: "Gli americani parlano troppo e creano rumore intorno alla situazione. Non lasciatevi ingannare: non c'è nessun nuovo accordo".

Trump ha sostenuto, in una serie di interviste a CBS, Reuters, Bloomberg, Axios, AFP e NewsNation, che l'Iran avrebbe "accettato tutto", inclusa la rimozione dell'uranio arricchito dal territorio nazionale e la sospensione "illimitata" del programma nucleare. Ha affermato che Stati Uniti e Iran lavoreranno insieme per recuperare il materiale, descritto dal presidente come "polvere nucleare", senza l'impiego di truppe di terra americane, e che verrà trasportato negli Stati Uniti. Ha anche escluso il rilascio di fondi iraniani congelati in cambio. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha smentito categoricamente alla TV di Stato: "Il trasferimento dell'uranio negli Stati Uniti non è stato presentato come opzione. L'uranio arricchito iraniano è sacro come il suolo iraniano e in nessun caso sarà trasferito altrove".

Un funzionario iraniano di alto livello ha dichiarato a Reuters, in forma anonima, che restano "differenze significative" tra le due parti e che "non è stato raggiunto alcun accordo sui dettagli delle questioni nucleari". Secondo quanto riportato da Axios, sul tavolo ci sarebbe un memorandum di intesa di tre pagine che fissa una finestra di 60 giorni per negoziare un'intesa duratura. Lo schema prevederebbe lo sblocco di 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della consegna delle scorte di uranio arricchito. Il New York Times, citando tre funzionari iraniani anonimi, riferisce che Teheran avrebbe proposto una sospensione dell'arricchimento per dieci anni, seguita da altri dieci anni di arricchimento minimo per ricerca di laboratorio, con la diluizione graduale delle scorte collegata alla rimozione delle sanzioni americane. Gli asset iraniani congelati all'estero ammonterebbero a circa 27 miliardi di dollari, detenuti principalmente in Iraq, Qatar, Giappone, Germania e Cina.

Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, a metà 2025 l'Iran possedeva oltre 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60 per cento, un passo tecnico breve dal livello necessario per un'arma nucleare, pari al 90 per cento. Il Washington Post parla di circa 940 libbre, il New York Times di 970, di materiale altamente arricchito sepolto sotto le macerie delle basi colpite dalla campagna di bombardamenti statunitense e israeliano dell'estate scorsa.

Il blocco navale americano, in vigore dal 13 aprile, coinvolge 10.000 militari, oltre una dozzina di navi della Marina e una flotta di caccia e droni, secondo l'US Central Command. Il generale Dan Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti, ha presentato giovedì una mappa con una "linea di blocco" che si estende nel Golfo dell'Oman, dal confine Iran-Pakistan a nord fino alla penisola di Ras al Hadd in Oman a sud. Finora 21 navi sono state respinte e costrette a tornare verso l'Iran. L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Comando Centrale, ha dichiarato ai giornalisti che gli Stati Uniti hanno "gli occhi su ogni porto iraniano per osservare ogni movimento".

Le compagnie di navigazione restano caute. Il colosso Maersk ha fatto sapere in una nota che "qualsiasi decisione di attraversare lo stretto si baserà su valutazioni del rischio e sul monitoraggio costante della situazione di sicurezza". Arsenio Dominguez, segretario generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale, ha dichiarato alla BBC di aver bisogno di "ulteriori chiarimenti per l'industria del trasporto marittimo" sul fatto che la navigazione non comporti rischi e sia conforme al diritto internazionale. Ha aggiunto che esiste un arretrato di circa 1.600 navi bloccate nel Golfo Persico. Brett Erickson di Obsidian Risk Advisors ha dichiarato al Washington Post che "un singolo corridoio designato con obblighi di autorizzazione iraniana non può replicare" il volume normale di oltre 100 transiti giornalieri.

Eric Brewer della Nuclear Threat Initiative ha sottolineato, parlando con Intelligencer, che una delle grandi differenze rispetto ai negoziati passati è che l'attuale amministrazione americana e il presidente in particolare sono "narratori inaffidabili". Ali Vaez, esperto di Iran del Crisis Group, ha dichiarato al New York Times che "siamo ancora lontani miglia da un accordo complessivo". Kelsey Davenport ha espresso dubbi sul fatto che l'Iran abbia accettato una sospensione "illimitata" del programma nucleare, definendola una rinuncia che Teheran ha sempre descritto come un diritto sovrano. Danny Citrinowicz dell'INSS ha osservato che l'Iran "non entra nel prossimo round da una posizione di debolezza" e che la "carta di Hormuz può essere giocata di nuovo".

Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno annunciato una missione congiunta, multinazionale e "strettamente difensiva" per proteggere le navi mercantili nello stretto, che comprenderà anche operazioni di sminamento quando le condizioni lo consentiranno. In una conferenza stampa con Starmer, Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, Starmer ha dichiarato: "Accogliamo con favore l'annuncio fatto durante il nostro incontro, ma dobbiamo assicurarci che sia duraturo e concretamente praticabile". Un diplomatico citato dal Washington Post ha raccontato che gli alleati europei sono stati colti di sorpresa: "Stavamo tenendo una riunione sullo stretto e non avevamo idea che questo sarebbe stato annunciato nel mezzo. È stato imbarazzante".

Il quadro economico per l'Iran resta pesante. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che Teheran avrebbe subito almeno 270 miliardi di dollari di danni dalla guerra, secondo le prime stime. Il principale quotidiano economico iraniano, Donyaye Eghtesad, ha calcolato che la ricostruzione richiederà almeno 12 anni e che ogni mese di combattimenti equivale a un arretramento economico di cinque anni, con perdite pari al triplo del bilancio annuale del governo. Heather Exner-Pirot del Macdonald-Laurier Institute ha stimato, in un'intervista a CBC, che circa un miliardo di barili di petrolio sia rimasto bloccato dietro lo stretto e che ci vorranno anni per ricostituire le scorte perdute. Nel frattempo, il Dipartimento del Tesoro americano ha prorogato fino al 16 maggio l'esenzione dalle sanzioni sulla vendita di petrolio russo già caricato sulle navi al 17 aprile, due giorni dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva dichiarato il contrario in una conferenza alla Casa Bianca.

Un segnale concreto è arrivato dalla nave da crociera Celestyal Discovery, battente bandiera maltese, che secondo MarineTraffic è riuscita ad attraversare lo stretto dopo essere rimasta bloccata a Dubai per 47 giorni, pur viaggiando senza passeggeri a bordo e diretta a Muscat, in Oman. Ma si tratta di un caso isolato. Il bilancio della giornata è che poco o nulla è cambiato: l'Iran continua a controllare di fatto il passaggio, il blocco americano resta in piedi, i negoziati proseguono attraverso la mediazione pakistana e un nuovo round di colloqui diretti è atteso lunedì a Islamabad. Le parole di Trump, come nota il giornalista del Wall Street Journal Yaroslav Trofimov, non hanno cambiato la realtà sul campo: lo stretto resta chiuso a meno che le navi non paghino il pedaggio iraniano, il blocco statunitense continua e il calo del prezzo del petrolio riflette più le aspettative del mercato che la situazione effettiva nel Golfo.

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Artemis II, Apple Smart Glasses, Alexa+ in Italia, il meglio della settimana


Il meglio della settimana + un editoriale scritto da noi.
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Buon sabato,
questa settimana abbiamo seguito ed esultato per i grandi successi della missione Artemis II, conclusasi con ammaraggio nell'Oceano Pacifico. Poi abbiamo un articolo di Bloomberg sugli smart glasses firmati Apple e l'arrivo di Alexa+ in Italia. Questa settimana è anche stato pubblicato il report AI più importante del settore, quello di Stanford, a cui abbiamo dedicato l'editoriale di oggi. Buona lettura!

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Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

Cosa abbiamo imparato dal report AI 2026 di Stanford


Ogni anno, l'Università di Stanford pubblica quello che è diventato un documento di riferimento per l'intero settore: l'AI Index. Giunta alla sua nona edizione, la relazione di 423 pagine traccia l'evoluzione di un’industria che sta ridefinendo i mercati del lavoro, i consumi energetici e gli equilibri geopolitici. Oggi vediamo insieme i punti salienti.

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Notizie della settimana


Una selezione delle notizie più rilevanti della settimana.

La capsula Orion e i quattro astronauti sono rientrati sulla Terra


Spazio
Dopo un volo di 9 giorni, 1 ora, 32 minuti e 15 secondi, la capsula Orion della NASA, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, è rientrata nell’Oceano Pacifico con i quattro astronauti della missione Artemis II. Il passaggio più delicato è stato l’ingresso nell’atmosfera terrestre a circa 11 chilometri al secondo, pari a circa 38 mila chilometri orari. In questa fase lo scudo termico ha sopportato temperature intorno ai 3.000 gradi. La formazione di plasma attorno alla capsula ha causato un blackout delle comunicazioni di circa 6 minuti, un fenomeno che però era previsto.
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Fonte: AstroSpace

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Apple sta lavorando ai suoi smart glasses AI senza display


Tecnologia
Apple sta preparando occhiali senza schermo pensati per foto, video, chiamate, musica, notifiche e comandi vocali, collegati all’iPhone. Il progetto nasce dopo anni in cui l’azienda aveva puntato soprattutto sulla realtà aumentata con il Vision Pro, ma senza arrivare a un prodotto leggero/comodo e pronto per il mercato. Il lancio interno è previsto tra fine 2026 e inizio 2027, con arrivo nei negozi nel 2027. L’obiettivo è distinguersi con design proprietario, più varianti di montatura, materiali più curati e integrazione stretta con Siri e con l’ecosistema Apple.
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Fonte: Bloomberg
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"Senza display" dice tanto

Il display sulla lente di fatto è stato...
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Alexa+ arriva oggi in Italia


Intelligenza Artificiale
Chi acquista ora un dispositivo Echo in Italia, cioè gli speaker di Amazon con assistente vocale integrato, trova già disponibile una versione aggiornata di Alexa capace di capire richieste formulate in modo naturale, tenere conto del contesto della conversazione ed eseguire alcune azioni. Chi possiede già un Echo può chiedere l’accesso anticipato sul sito di Amazon e attendere l’attivazione, che avverrà in modo progressivo. Il servizio è gratis nella fase iniziale; in seguito resterà incluso per gli utenti Prime, l’abbonamento Amazon, mentre per gli altri costerà 23 euro al mese.
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Fonte: Il Sole 24 Ore

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La Commissione europea ha lanciato l'app per la verifica dell’età online


Legge
La Commissione europea ha presentato un app open source per dimostrare di avere l’età minima online richiesta senza consegnare i propri dati personali ai siti web. L’utente attiva l’app con un sistema di identità elettronica oppure con passaporto o carta d’identità, protetto anche da verifica biometrica. In seguito, quando accede a piattaforme riservate ai maggiori di 13 o 18 anni, trasmette solo la conferma dell’età e non nome, data di nascita o numero del documento.
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Fonte: WIRED Italia

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Ce la aspettiamo ovunque

Il ban dei social media per gli under 16...
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Google lancia l'app Gemini nativa per Mac


Intelligenza Artificiale
Google ha esteso Gemini ai computer Apple che hanno macOS 15 o successivi. L’interfaccia consente di scrivere richieste in linguaggio naturale, usare la voce, scegliere il modello e aprire strumenti per creare immagini, video, musica, fare ricerche approfondite o attività di studio. È inoltre possibile condividere una finestra dello schermo o file locali, così da far analizzare a Gemini contenuti visibili sul Mac e ricevere risposte senza uscire dal lavoro in corso. L’accesso rapido avviene tramite la scorciatoia Option + Space o dalla barra dei menu.
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Fonte: 9to5Google
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La casa di Sam Altman è stata presa di mira in un secondo attacco


Cronaca
Nella notte di domenica, davanti alla casa di San Francisco di Sam Altman, un’auto si è fermata e una persona a bordo ha sparato un colpo verso la proprietà. Due persone, Amanda Tom e Muhamad Tarik Hussein, sono state arrestate con l’accusa di esplosione negligente di arma da fuoco. È il secondo episodio in due giorni: venerdì un uomo di 20 anni avrebbe lanciato una bottiglia incendiaria contro il cancello. In nessuno dei due casi risultano feriti. Sam Altman ha espresso preoccupazione per il suo figlio di un anno.
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Fonte: SF Standard
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Colpa del New Yorker?

Beh, il New Yorker ha scritto un'inchiesta...
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Meta supererà presto Google in entrate pubblicitarie per la prima volta


Business
Secondo la società di ricerca Emarketer, nel 2026 i ricavi pubblicitari digitali globali di Meta dovrebbero arrivare a 243,46 miliardi di dollari, superando i 239,54 miliardi previsti per Google, società del gruppo Alphabet. La previsione si basa su una crescita più rapida di Meta, sostenuta soprattutto da Advantage+, sistema che automatizza la creazione e la gestione delle campagne pubblicitarie, e dall’espansione degli spazi pubblicitari su WhatsApp e Threads.
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Fonte: Reuters
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Il governo francese sta rimpiazzando Windows con Linux


Politica
Il governo francese ha annunciato che trasferirà una parte dei computer della Pubblica Amministrazione da Windows a Linux, noto sistema operativo open source che può essere usato e adattato senza dipendere da un unico fornitore. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e avere più controllo su dati e infrastrutture digitali. Il passaggio inizierà con l'organico di DINUM, l’agenzia statale che coordina il digitale nella pubblica amministrazione francese.
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Fonte: TechCrunch
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Non è la prima volta

Mesi fa la Francia ha già preso misure...
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Il robot umanoide R1 più economico di Unitree è in vendita in tutto il mondo


Robotica
La società cinese Unitree Robotics porterà dalla prossima settimana il robot umanoide R1 sui mercati esteri tramite AliExpress, la piattaforma internazionale di Alibaba, colosso cinese dell’e-commerce. L’operazione riguarda Stati Uniti, Europa, Giappone e Singapore e serve a misurare la domanda per macchine umanoidi a prezzo estremamente basso. In Cina infatti il modello R1 parte da 29.900 yuan, circa 4.370 dollari, pesa 27kg, è alto 123cm ed è orientato all'intrattenimento. Unitree nel 2025 ha spedito oltre 5.500 robot contro i 150 medi di Tesla e Figure.
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Fonte: Interesting Engineering
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Letture interessanti


Della settimana, in lingua inglese.

Senza titolo


samaltman.com (eng)

Oltre il cielo


colossus.com (eng)

Matt Mullenweg afferma che "le ruote sono cadute" in un'ampia critica a WordPress


therepository.email (eng)

Artemis II è stato un successo strepitoso. Atterrare sulla Luna sarà molto più difficile.


wsj.com (eng)

Notizie veloci


Della settimana, in lingua inglese.

OpenAI punta a sfidare Anthropic con abbonamenti ChatGPT Pro da 100 dollari al mese


cnbc.com (eng)

Google sta per penalizzare i siti web che usano quel fastidioso trucco del pulsante indietro del browser


cnet.it (eng)

Video: robot umanoide cinese raggiunge i 10 m/s in uno sprint, avvicinandosi al record di Usain Bolt


interestinengineering.com (eng)

Anthropic aggiunge le Routine al nuovo Claude Code: ecco come funziona


9to5mac.com (eng)

Snap taglierà il 16% della forza lavoro nel tentativo di aumentare la redditività


wsj.com (eng)

Google introduce le "Skill" in Chrome per rendere i prompt di Gemini immediatamente riutilizzabili


arstechnica.com (eng)

Tool della settimana

Skills per Chrome


Skills è una nuova funzionalità che trasforma i tuoi prompt in workflow riutilizzabili, attivabili con un solo clic, direttamente all'interno del browser. Ci sono anche molti prompt di default creati da Google.

Link: blog.google


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Cosa abbiamo imparato dal report AI 2026 di Stanford


Ogni anno, l'Università di Stanford pubblica quello che è diventato un documento di riferimento per l'intero settore: l'AI Index. Giunta alla sua nona edizione, la relazione di 423 pagine traccia l'evoluzione di un’industria che sta ridefinendo i mercati del lavoro, i consumi energetici e gli equilibri geopolitici.

Ti sei perso la versione dell'anno scorso? Recuperala qui.

Ecco i dati salienti emersi dal report del 2026.

Il divario USA-Cina si è quasi azzerato


Il dominio tecnologico statunitense non è più scontato. A marzo 2026, il gap prestazionale tra i modelli di punta di Anthropic e il miglior concorrente cinese si è ridotto a soli 2,7 punti percentuali. Questo margine ha oscillato ripetutamente negli ultimi mesi; una rincorsa, quella asiatica, che molti ritenevano impossibile in tempi così brevi.
Crediti: Stanford University

  • Investimenti: Gli USA mantengono un vantaggio schiacciante negli investimenti privati (285,9 miliardi di dollari contro i 12,4 della Cina). Tuttavia, Pechino ha iniettato circa 184 miliardi di dollari attraverso fondi governativi dal 2000 a oggi.
  • Capacità industriale: La Cina guida il mondo per pubblicazioni scientifiche, citazioni, brevetti e installazioni di robot industriali (54% del totale globale).
  • Il nodo del talento: Un dato allarmante per Washington è il crollo del "brain gain". Il flusso di ricercatori AI verso gli Stati Uniti è diminuito dell'89% dal 2017, con un calo dell'80% solo nell'ultimo anno, complici le nuove restrizioni dell'Amministrazione Trump sui visti H-1B e i costi di assunzione proibitivi.


Crediti: Stanford University
Alcune aziende americane hanno una propria teoria sul perché il divario si stia riducendo: sostengono che i laboratori cinesi stiano rubando la tecnologia. OpenAI, Anthropic e Google hanno iniziato a condividere informazioni su quella che definiscono "distillazione avversaria", ovvero l'addestramento di modelli sui risultati di un concorrente per replicarne le capacità a una frazione del costo. Affermano che DeepSeek e altri abbiano fatto ciò senza autorizzazione, sebbene non abbiano ancora pubblicato prove a loro favore.

L'infrastruttura e la rivolta del territorio


Se sul software il vantaggio USA vacilla, sul piano fisico rimane indiscutibile: il Paese ospita 5.427 data center, contro i 449 della Cina e i circa 525 di Germania e Regno Unito. La capacità energetica dedicata ha raggiunto i 29,6 gigawatt, una cifra paragonabile al fabbisogno di picco dell'intero Stato di New York.
Crediti: Stanford University
Tuttavia, la crescita sta incontrando una resistenza civile senza precedenti:

  • Negli ultimi due anni, progetti per 64 miliardi di dollari sono stati bloccati o ritardati negli USA a causa di opposizioni locali.
  • La resistenza è bipartisan, con il 55% dei funzionari eletti che hanno preso posizioni pubbliche contro i progetti di data center che sono repubblicani e il 45% democratici.
  • In Virginia, a Warrenton, ogni membro del consiglio comunale che ha votato a favore di un progetto Amazon ha perso il seggio alle elezioni successive.
  • A Indianapolis, il dibattito è sfociato nella violenza, con colpi di arma da fuoco contro l'abitazione di un consigliere favorevole al passaggio di zona per un data center.

Il nuovo ossigeno sono i data center ma una grossa fetta di cittadini e politici non li vogliono.

Il paradosso della produttività e l'impatto sui giovani


I dati sulla produttività offrono due letture contrastanti. A livello micro, i vantaggi sono chiari:

  • Customer service: +15% di problemi risolti ogni ora.
  • Sviluppo software: +26% di pull request completate tramite GitHub Copilot.
  • Marketing: +50% di velocità aumentata per chi crea ad creativi con AI.

Eppure, il Penn Wharton Budget Model stima che il contributo reale dell'AI alla produttività totale delle aziende nel 2025 sia stato appena dello 0,01%.

Il dato più critico riguarda l'ingresso nel mondo del lavoro: l'occupazione per gli sviluppatori software tra i 22 e i 25 anni è crollata del 20% nell'ultimo anno. Le aziende sembrano aver smesso di investire nei profili junior, delegando i compiti base all'AI e concentrando le assunzioni solo su esperti senior in grado di supervisionare le macchine.

La frontiera cognitiva


Nonostante i modelli abbiano ormai raggiunto prestazioni da dottorato in problemi scientifici e vincano medaglie d'oro nelle Olimpiadi di Matematica, mostrano lacune imbarazzanti, come la capacità di leggere un orologio analogico che rimane ferma al 50,1% di accuratezza.

Conclusioni


Cosa ci dice in soldoni l'AI Index 2026? Che stiamo investendo migliaia di miliardi in un'infrastruttura che consuma risorse come nazioni intere e che sta chiudendo le porte alle nuove generazioni di lavoratori, sì. Ma da un altro lato ci sta anche dicendo che i paradigmi aziendali stanno cambiando: è vero che ci sono meno assunzioni, ma è anche vero che sta cambiando il modo di creare e trasformare prodotti e quindi il ruolo, spesso di orchestratore, che un dipendente può avere. Stanno cambiando gli assetti politici perché una giga factory oggi vale più di un impianto petrolifero.


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Cosa abbiamo imparato dal report AI 2026 di Stanford


I punti salienti del report AI più importante al mondo.
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Ogni anno, l'Università di Stanford pubblica quello che è diventato un documento di riferimento per l'intero settore: l'AI Index. Giunta alla sua nona edizione, la relazione di 423 pagine traccia l'evoluzione di un’industria che sta ridefinendo i mercati del lavoro, i consumi energetici e gli equilibri geopolitici.

Ti sei perso la versione dell'anno scorso? Recuperala qui.

Ecco i dati salienti emersi dal report del 2026.

Il divario USA-Cina si è quasi azzerato


Il dominio tecnologico statunitense non è più scontato. A marzo 2026, il gap prestazionale tra i modelli di punta di Anthropic e il miglior concorrente cinese si è ridotto a soli 2,7 punti percentuali. Questo margine ha oscillato ripetutamente negli ultimi mesi; una rincorsa, quella asiatica, che molti ritenevano impossibile in tempi così brevi.
Crediti: Stanford University

  • Investimenti: Gli USA mantengono un vantaggio schiacciante negli investimenti privati (285,9 miliardi di dollari contro i 12,4 della Cina). Tuttavia, Pechino ha iniettato circa 184 miliardi di dollari attraverso fondi governativi dal 2000 a oggi.
  • Capacità industriale: La Cina guida il mondo per pubblicazioni scientifiche, citazioni, brevetti e installazioni di robot industriali (54% del totale globale).
  • Il nodo del talento: Un dato allarmante per Washington è il crollo del "brain gain". Il flusso di ricercatori AI verso gli Stati Uniti è diminuito dell'89% dal 2017, con un calo dell'80% solo nell'ultimo anno, complici le nuove restrizioni dell'Amministrazione Trump sui visti H-1B e i costi di assunzione proibitivi.


Crediti: Stanford University
Alcune aziende americane hanno una propria teoria sul perché il divario si stia riducendo: sostengono che i laboratori cinesi stiano rubando la tecnologia. OpenAI, Anthropic e Google hanno iniziato a condividere informazioni su quella che definiscono "distillazione avversaria", ovvero l'addestramento di modelli sui risultati di un concorrente per replicarne le capacità a una frazione del costo. Affermano che DeepSeek e altri abbiano fatto ciò senza autorizzazione, sebbene non abbiano ancora pubblicato prove a loro favore.

L'infrastruttura e la rivolta del territorio


Se sul software il vantaggio USA vacilla, sul piano fisico rimane indiscutibile: il Paese ospita 5.427 data center, contro i 449 della Cina e i circa 525 di Germania e Regno Unito. La capacità energetica dedicata ha raggiunto i 29,6 gigawatt, una cifra paragonabile al fabbisogno di picco dell'intero Stato di New York.
Crediti: Stanford University
Tuttavia, la crescita sta incontrando una resistenza civile senza precedenti:

  • Negli ultimi due anni, progetti per 64 miliardi di dollari sono stati bloccati o ritardati negli USA a causa di opposizioni locali.
  • La resistenza è bipartisan, con il 55% dei funzionari eletti che hanno preso posizioni pubbliche contro i progetti di data center che sono repubblicani e il 45% democratici.
  • In Virginia, a Warrenton, ogni membro del consiglio comunale che ha votato a favore di un progetto Amazon ha perso il seggio alle elezioni successive.
  • A Indianapolis, il dibattito è sfociato nella violenza, con colpi di arma da fuoco contro l'abitazione di un consigliere favorevole al passaggio di zona per un data center.

Il nuovo ossigeno sono i data center ma una grossa fetta di cittadini e politici non li vogliono.

Il paradosso della produttività e l'impatto sui giovani


I dati sulla produttività offrono due letture contrastanti. A livello micro, i vantaggi sono chiari:

  • Customer service: +15% di problemi risolti ogni ora.
  • Sviluppo software: +26% di pull request completate tramite GitHub Copilot.
  • Marketing: +50% di velocità aumentata per chi crea ad creativi con AI.

Eppure, il Penn Wharton Budget Model stima che il contributo reale dell'AI alla produttività totale delle aziende nel 2025 sia stato appena dello 0,01%.

Il dato più critico riguarda l'ingresso nel mondo del lavoro: l'occupazione per gli sviluppatori software tra i 22 e i 25 anni è crollata del 20% nell'ultimo anno. Le aziende sembrano aver smesso di investire nei profili junior, delegando i compiti base all'AI e concentrando le assunzioni solo su esperti senior in grado di supervisionare le macchine.

La frontiera cognitiva


Nonostante i modelli abbiano ormai raggiunto prestazioni da dottorato in problemi scientifici e vincano medaglie d'oro nelle Olimpiadi di Matematica, mostrano lacune imbarazzanti, come la capacità di leggere un orologio analogico che rimane ferma al 50,1% di accuratezza.

Conclusioni


Cosa ci dice in soldoni l'AI Index 2026? Che stiamo investendo migliaia di miliardi in un'infrastruttura che consuma risorse come nazioni intere e che sta chiudendo le porte alle nuove generazioni di lavoratori, sì. Ma da un altro lato ci sta anche dicendo che i paradigmi aziendali stanno cambiando: è vero che ci sono meno assunzioni, ma è anche vero che sta cambiando il modo di creare e trasformare prodotti e quindi il ruolo, spesso di orchestratore, che un dipendente può avere. Stanno cambiando gli assetti politici perché una giga factory oggi vale più di un impianto petrolifero.

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
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La rassegna stampa di sabato 18 aprile 2026


L'amministrazione Trump estende le esenzioni sulle sanzioni al petrolio russo mentre rivendica la riapertura dello stretto di Hormuz, tra tensioni con Papa Leone XIV e preoccupazioni repubblicane per le elezioni di medio termine

Questa è la rassegna stampa di sabato 18 aprile 2026

Trump estende le esenzioni sulle sanzioni al petrolio russo


L'amministrazione Trump ha fatto marcia indietro estendendo fino al 16 maggio una deroga che consente ai paesi di acquistare petrolio russo sanzionato, dopo che un alto funzionario del gabinetto aveva dichiarato che gli Stati Uniti non lo avrebbero fatto. La decisione arriva mentre persistono i prezzi elevati della benzina a causa del conflitto in Iran.

Fonti: The Hill, New York Times, Bloomberg

Trump rivendica la riapertura dello stretto di Hormuz


Il presidente Trump ha celebrato quello che ha definito l'accordo dell'Iran per riaprire lo stretto di Hormuz, definendolo "un giorno grande e brillante per il mondo". Tuttavia, dichiarazioni contrastanti da parte di funzionari iraniani sollevano dubbi sui reali successi del presidente, con il parlamento iraniano che avverte di una possibile chiusura se continua il blocco statunitense.

Fonti: The Hill, The Guardian, The Hill

La disputa di Trump con Papa Leone XIV approfondisce le divisioni a destra


Il conflitto storico tra Trump e Papa Leone XIV sta creando fratture all'interno del movimento conservatore americano. Sean Hannity ha criticato il Papa, Tucker Carlson ha attaccato Hannity, mentre Trump ha suggerito una classifica delle figure MAGA come "buone, cattive e da qualche parte nel mezzo".

Fonti: New York Times, Wall Street Journal, New York Times

I repubblicani si preoccupano per le elezioni di medio termine


I funzionari repubblicani stanno lanciando l'allarme prima delle elezioni di medio termine di novembre, preoccupati che la guerra in Iran e l'entusiasmo democratico possano significare una sconfitta schiacciante. I prezzi elevati della benzina, la guerra in Iran e le recenti vittorie democratiche stanno alimentando l'ansia del partito.

Fonti: Wall Street Journal

Un giudice federale blocca temporaneamente la fusione Nexstar-Tegna


Un tribunale federale ha congelato temporaneamente la fusione tra le due compagnie televisive mentre procede una causa antitrust. Il giudice ha stabilito che le due aziende non possono combinare le operazioni, mentre Nexstar sostiene che l'accordo è già concluso.

Fonti: New York Times, NPR

La Casa Bianca e Anthropic tengono un incontro "produttivo"


Il CEO di Anthropic Dario Amodei ha incontrato alti funzionari dell'amministrazione alla Casa Bianca, sollevando nuove domande sul futuro della relazione dell'azienda di intelligenza artificiale con l'amministrazione Trump. L'incontro si è concentrato sul potente nuovo modello AI Mythos di Anthropic, che i funzionari statunitensi ritengono potrebbe essere critico per la sicurezza.

Fonti: The Hill, New York Times, Financial Times

Kennedy cambia tono sui vaccini, ma forse non i suoi piani


Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha moderato la sua retorica sui vaccini, ampiamente popolari tra gli americani, ma diverse mosse suggeriscono che potrebbe far rivivere la sua campagna per mettere in discussione la sicurezza e l'efficacia dei vaccini dopo le elezioni di medio termine. Intanto, il governatore della California Newsom ha chiesto risposte a Kennedy per i suoi commenti del 2024 sui bambini neri che assumono farmaci per l'ADHD.

Fonti: New York Times, The Hill

Il Senato approva un'estensione a breve termine della legge di sorveglianza


Il Congresso statunitense ha approvato un'estensione di 10 giorni della legge di sorveglianza FISA tra le lotte intestine repubblicane. Sia i repubblicani che i democratici stanno spingendo per riformare la legge, sostenendo che consente "ricerche senza mandato" delle comunicazioni digitali degli americani.

Fonti: The Guardian, BBC

Tornado segnalati nel Midwest mentre potenti tempeste colpiscono la regione


Circa 26 milioni di persone sono sotto allerta tornado dal Wisconsin all'Oklahoma, secondo i meteorologi. Un tornado segnalato ha abbattuto alberi e danneggiato auto a Lena, nell'Illinois, mentre il Servizio Meteorologico Nazionale avverte di forti temporali dal nord-ovest dell'Oklahoma attraverso il Missouri occidentale.

Fonti: New York Times, The Guardian

Trump annuncia il rilascio di documenti UFO e partecipa a una lettura della Bibbia


Durante un evento di Turning Point USA in Arizona, il presidente Trump ha annunciato che dirigerà il segretario alla Difesa Pete Hegseth a rilasciare i file governativi su UFO e fenomeni aerei non spiegati. Separatamente, Trump parteciperà a una maratona di lettura della Bibbia, leggendo un passaggio dell'Antico Testamento che i suoi sostenitori cristiani citano come una chiamata al pentimento nazionale e alla benedizione divina.

Fonti: The Hill, New York Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Trump valuta Vance e Rubio in vista del 2028


Il presidente segue da vicino il lavoro del suo vice nelle trattative di pace, chiedendo a consiglieri e amici come giudichino la sua performance rispetto al segretario di Stato, possibile rivale per la nomination repubblicana del 2028.

Il presidente Donald Trump sta osservando con attenzione il ruolo del vicepresidente JD Vance nei negoziati per porre fine alla guerra con l'Iran e ha chiesto a diversi amici e consiglieri come valutino la sua prestazione rispetto a quella del segretario di Stato Marco Rubio. Lo riferisce la CNN, citando tre persone a conoscenza delle conversazioni.

Rubio è considerato un potenziale rivale di Vance per la nomination repubblicana alla presidenza nel 2028, e il confronto tra i due uomini più in vista dell'amministrazione sta diventando un tema ricorrente nelle riflessioni del presidente. Vance, che in passato si era detto scettico sull'ingresso in una guerra con l'Iran, è ora incaricato di negoziare un accordo per chiuderla, insieme a Steve Witkoff e Jared Kushner.

Secondo le fonti citate dalla CNN, nella prima tornata di colloqui a Islamabad il presidente ha parlato al telefono con Vance fino a una dozzina di volte. Il vicepresidente è pronto a tornare in Pakistan per riprendere le trattative con Teheran qualora si intraveda la possibilità di un'intesa. Durante un pranzo pasquale, Trump ha detto in tono semiserio che, se l'accordo non dovesse concretizzarsi, la colpa sarebbe di Vance, mentre in caso di successo il merito sarebbe tutto suo.

La Casa Bianca ha espresso pieno sostegno al lavoro del vicepresidente. Il direttore della comunicazione Steven Cheung, che ha accompagnato Vance in Pakistan, ha dichiarato che la capacità del vicepresidente di affrontare le sfide più complesse ne fa un elemento prezioso dell'amministrazione.

Il ruolo di Vance è delicato. Pur essendo un fedelissimo di Trump, ha difeso pubblicamente una guerra a cui si era opposto in privato e ha appoggiato le critiche del presidente a Papa Leone XIV, nonostante le reazioni negative di molti cattolici, fede a cui lo stesso vicepresidente appartiene. In entrambi i casi, però, ha espresso posizioni che, senza contraddire il presidente, hanno lasciato intravedere qualche differenza di sfumatura.

A un evento di Turning Point USA in Georgia, Vance ha affrontato le proteste di alcuni contestatori contro la politica mediorientale dell'amministrazione, scaricando le responsabilità sulla precedente amministrazione Biden. Ha però riconosciuto che la guerra con l'Iran non è popolare, ammettendo che gli elettori giovani non apprezzano la linea adottata in Medio Oriente.

Nella stessa occasione, interrogato sullo scontro tra Trump e il pontefice, Vance ha detto di nutrire rispetto e ammirazione per il Papa, pur aggiungendo un avvertimento: a suo giudizio, il pontefice dovrebbe essere cauto quando parla di teologia. Una posizione che ha sollevato perplessità anche tra i repubblicani. Il leader della maggioranza al Senato John Thune, parlando il giorno dopo, si è detto perplesso, osservando che parlare di teologia è esattamente il compito del Papa. Thune ha invitato l'amministrazione a lasciar perdere la polemica con il pontefice, che rischia di irritare i cattolici repubblicani, e a concentrarsi sulle questioni economiche e sul costo della vita, temi che secondo lui interessano maggiormente gli americani.

Proprio l'economia avrebbe dovuto essere il fulcro dell'azione della Casa Bianca in vista delle elezioni di metà mandato. La guerra con l'Iran e il conseguente aumento dei prezzi della benzina hanno invece aggravato le preoccupazioni degli elettori, rendendo più difficile il tentativo di riportare l'attenzione sui temi interni.

Nell'arco di una settimana Vance ha compiuto due viaggi all'estero con risultati deludenti. Dopo un volo notturno, una giornata di riunioni e un comizio a sostegno del primo ministro ungherese Viktor Orbán, il vicepresidente ha lavorato fino a tarda notte a Budapest per chiudere un cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. La tregua ha scongiurato la minaccia di Trump di cancellare l'intera civiltà iraniana, ma il successivo viaggio di 52 ore in Pakistan non ha prodotto un accordo definitivo per porre fine al conflitto.

Nel frattempo, mentre tornava a casa, è diventato chiaro che il suo intervento nella campagna elettorale ungherese non aveva dato i frutti sperati. In un'intervista a Fox News, Vance ha inquadrato la netta sconfitta di Orbán come un esito prevedibile, spiegando che il viaggio era stato comunque utile perché si trattava di sostenere una persona che aveva a lungo appoggiato l'amministrazione. La decisione di inserirsi in modo diretto in una campagna estera destinata alla sconfitta, tuttavia, alimenta le domande sulla capacità di Vance, e di riflesso di Trump, di influenzare gli elettori, in Ungheria come negli Stati Uniti.

Entrambi si trovano ora ai minimi storici di approvazione e, secondo persone informate, considerano la fine della guerra con l'Iran una priorità per risollevare le prospettive repubblicane alle elezioni di metà mandato. A Vance, nei mesi precedenti, non erano state affidate molte missioni di politica estera di alto profilo, e gli esiti delle ultime due trasferte complicano il quadro.

Sul palco in Georgia, il vicepresidente non è entrato nel dettaglio delle sue riserve sulla guerra né della sua lunga contrarietà ai conflitti all'estero. Ha invece invitato i giovani sostenitori delusi a non disimpegnarsi per un singolo disaccordo con l'amministrazione, ma a farsi sentire di più, indicando in questa partecipazione la via per riprendersi il Paese.

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Insieme siamo più forti


Un bellissimo messaggio di unità e resistenza arriva dal mondo dello sviluppo indipendente
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Questa settimana Letter to a Gamer è foriera di un messaggio unitario: fate come Nova Assembly, condividete successi e sconfitte per crescere insieme. Continuate a leggere per capire di cosa parlo. C'è qualche brutta notizia, ma la settimana non ha deluso sul fronte della creatività, chiedetelo a tinyBuild. [REDACTED] podcast torna anche questa settimana con un bello spiegone sull'economia di GTA online.


News index


+ Via CoD dal Game Pass perché lo rende troppo costoso? Parla la nuova CEO
- Regalare Graveyard Keeper ha generato 250.000 dollari di profitti
+ L'alleanza degli Indie per "Essere più forti insieme"
- Disney è la risposta alla crisi di Epic Games
+ É in sviluppo un videogioco di Project Hail Mary
- Metro 2039 arriva quest'inverno e c'è tanta attualità al suo interno
+ Preparatevi per il film di Bloodborne

Via CoD dal Game Pass perché lo rende troppo costoso? Parla la nuova CEO - Secondo il giornalista e famoso leaker del mondo Microsoft Jez Corden, Xbox sta valutando la possibilità di rimuovere Call of Duty dal Game Pass come gioco disponibile dal day one. Il giornalista ha affermato che "il Game Pass ha stravolto il modello di business di Call of Duty in modo piuttosto negativo", toglierlo significherebbe riportare nelle casse di Activision quelle centinaia di milioni di dollari di ricavi che ogni anno derivano dalla vendita a 80 euro del capitolo annuale del franchise. Solo due giochi di Call of Duty, Black Ops 6 e Black Ops 7, sono arrivati al day one su Game Pass e, per la sorpresa di nessuno, sono stati i capitoli che hanno venduto di meno degli ultimi anni. A seguito delle recenti dichiarazioni di Corden sarebbe emerso un rapporto (ottenuto da The Verge) in cui la neo-nominata CEO di Xbox Asha Sharma starebbe valutando una modifica alla struttura dei costi di Xbox Game Pass. Sharma avrebbe affermato che "è chiaro che il modello attuale non è quello definitivo" e che "nel breve periodo, Game Pass è diventato troppo costoso per i giocatori, quindi abbiamo bisogno di un rapporto qualità-prezzo migliore”.

Regalare Graveyard Keeper ha generato 250.000 dollari di profitti - tinyBuild, l'editore di Graveyard Keeper, ha appena annunciato che il giveway del gioco su Steam ha generato 250.000 dollari di rendite grazie al suo DLC. L'iniziativa ha anche permesso a Graveyard Keeper di stabilire un nuovo record di giocatori su Steam. Inoltre, ha spinto il sequel in uscita, Graveyard Keeper 2, nella top 100 dei giochi con più wishlist su Steam. Regalare il primo capitolo della saga ha generato hype, profitti e prospettive di guadagni futuri, speriamo che la pratica diventi prassi per quegli studi al lavoro su sequel e giochi ambientati in universi già visitati.

L'alleanza degli Indie per "Essere più forti insieme" - Cinque studi di sviluppo indipendenti hanno formato un'“alleanza” chiamata Nova Assembly. Unfrozen, Sad Cat Studios, VEA Games, Game Garden e Weappy continueranno a sviluppare i propri giochi, ma condivideranno conoscenze e risorse. “Crediamo che questo sia l'unico modo per prosperare veramente”, ha scritto Nova Assembly in una lettera aperta. "Se una squadra ha appena lanciato un gioco di successo mentre un'altra ha bisogno di sostegno finanziario, possiamo risolvere la questione internamente ed evitare di fare compromessi rovinosi". Che la condivisione di successi e fallimenti sia il vero modello di business di quegli studi indipendenti che aspirano a produrre progetti di medie dimensioni?

Disney è la risposta alla crisi di Epic Games - Dopo l’ondata cataclismica di licenziamenti che ha colpito Epic Games, la compagnia ha annunciato una parte della sua strategia di ripresa: un extraction shooter a tema Disney. Non avete letto male, un gioco in stile Arc Raiders, con elementi PvP e con protagonisti i personaggi Disney è l’esperienza su cui Epic starebbe puntando per la sua rinascita dopo due anni in cui Fortnite sta perdendo colpi e giocatori . Questo sarebbe solo uno di tre progetti in cantiere in collaborazione con il colosso dell’intrattenimento che nel 2024 ha investito 1,5 miliardi di dollari in Epic.

É in sviluppo un videogioco di Project Hail Mary - Se avete amato il nuovo film fantascientifico tratto dal libro di Any Weir, vi farà piacere scoprire che c’è un videogioco in sviluppo che racconta in realtà aumentata e in VR un capitolo inedito del libro in cui Grace (il protagonista) e Rocky devono aggiustare la Hail Mary per continuare la loro missione. Sappiamo pochissimo del gioco, ma il titolo completo è Project Hail Mary: Journey Among the Stars e si potrà interagire con i vari oggetti sulla nave, fare un bel pollice all’ingiù a Rocky, e, forse, pilotare proprio la Hail Mary.

Metro 2039 arriva quest'inverno e c'è tanta attualità al suo interno - Il team di sviluppatori ucraino 4A Games ha svelato il nuovo videogioco tratto dall'universo di Dmitri Glukovsy. I toni sono più opprimenti e crudi rispetto ai videogiochi precedenti perché rispecchiano la realtà degli sviluppatori e l'esilio dell'autore che non può più tornare in Russia per le sue posizioni sulla guerra. Vi consiglio di guardare lo showcase completo che trovate a questo link, ma se non avete tempo, voglio condividere con voi l'informazione più di tutte mi ha messo di buon umore: 4A Games continua a usare il suo motore di gioco proprietario per realizzare i suoi titoli.

Preparatevi per il film di Bloodborne - Il tanto atteso ritorno del videogioco di From Software non sarà in forma di remake di come lungometraggio d'animazione. Il film sarà co-prodotto da PlayStation Productions, Lyrical Animation e dallo YouTuber Seán "JackSepticEye" McLoughlin. Secondo Sanford Panitch, presidente del Motion Picture Group di Sony, il film sarà “molto fedele” alla violenza del gioco.
Windrose, il survival a base di pirati che vi consigliavo settimana scorsa, ha venduto mezzo milioni di copie in early access nelle suo prime 48 ore

Cosa giocare questo weekend


Demo e titoli da provare per scoprire qualcosa di nuovo

Siete alla ricerca di cose nuove? Emozioni forti? Storie strappalacrime? Questa lista di raccomandazioni ha qualcosa per tutti i palati tra nuove uscite, titoli in early access e demo di nuovi videogiochi ancora lontani.

Last Flag - Mac e Dan Reynolds (cantante e producer degli Imagine Dragons) hanno diretto per 4 anni uno studio di sviluppo con l'obiettivo di realizzare uno sparatutto in stile cattura la bandiera 5v5 a base di eroi. Dopo averlo provato posso dirvi che la sostanza, in termini di modalità di gioco e personalità degli eroi c’è e che questo gioco potrebbe davvero avere una chance di sopravvivere al suo periodo di lancio. Ha un prezzo molto basso (10 euro) e la sua ambientazione anni '70 è una prospettiva finalmente unica, dategli una possibilità se siete alla ricerca di una nuova esperienza sparatutto di squadra.

Mouse: P.I. For Hire - Sicuramente avete incontrato MOUSE: P.I For Hire sul web: è quel videogioco in stile cartone animato anni ’30 che prende ispirazione dai cartoni dell’epoca della Disney per creare qualcosa di nuovo: un fps d’azione noire con gameplay divertente a uno stile d’animazione d’altissimo livello. A dare voce al gioco c’è persino Troy Baker. Come nella recensione di questa settimana, è lo stile visivo a portare tutto il peso del gioco, non aspettatevi rivoluzioni a livello narrativo e di gameplay.

Dosa Divas - Dagli autori di Thirsty Suitors arriva un altro titolo a base di cucina indiana, ma questa volta c’è da sconfiggere una multinazionale del fast food a colpi di duelli a turni con robottoni alimentati dagli spiriti. Ogni battaglia vede le protagoniste cucinare tramite una serie di minigiochi e lo stile artistico è deliziosamente bizzarro. Oltre ai combattimenti ci sono dialoghi, relazioni, comunità da ricostruire e reputazioni da consolidare: qui c’è originalità da vendere e un cuore che batte, ve lo consiglio caldamente.

Moves of the Diamond Hand - Se vi piacciono gli RPG a base di dadi e siete a caccia di qualcosa di veramente strano (e se avete adorato il titolo precedente dello studio, Betrayal at Club Low) allora Moves of the Diamond Hand è l’esperienza surreale che state cercando. Non starò a descrivervi la trama, non tenterò neppure di parlarvi delle ambientazioni: qui tutto è basato sulle vibe e c’è una nicchia di appassionati che appena vedrà le prime immagini di gioco sarà convinta. Io sono solo un viatico tra questa nicchia e questo gioco.


Replaced: la recensione dell'indie in pixel art che è valso l'attesa


Una rivoluzione per lo stile grafico più classico di tutti

Ci sono pochi indie che possono dire di essere stati tanto attesi quanto Replaced. Il gioco sviluppato da Sad Cat Studios si è presentato anni fa, sull’onda del successo ritrovato di Cyberpunk 2077, per offrire un’avventura nella stessa galassia a livello di atmosfera, ma con una grafica in pixel art HD-2D. Ora che il gioco è finalmente disponibile l’ho consumato e posso dire che se amate il cyberpunk e le avventure in 2D, Replaced vi regalerà diversi pomeriggi di divertimento.

La protagonista è R.E.A.C.H. un’intelligenza artificiale intrappolata nel corpo del suo creatore dopo un incidente di laboratorio e improvvisamente diventata il nemico pubblico numero uno di Phoneix City. Dopo una fuga rocambolesca, Reach si ritrova fuori dalle mura della sua città d'origine a cercare di sopravvivere insieme a un gruppo di reietti tra le rovine di una metropoli semi-distrutta e radioattiva a causa di una brutale guerra atomica.

L’ambientazione sono dei ben caratterizzati anni ’80 alternativi con tanta tecnologia accurata per il periodo nella forma, e decisamente fantascientifica nella funzione. Nei panni di Reach correrete, salterete, combatterete ed esplorerete i livelli lineari del gioco per vivere un’avventura che ha nella narrazione il suo pilastro principale e che intrattiene grazie a un leggero platforming e a un sistema di combattimento semplice ma divertente.

Il punto forte del gioco sono le vibe e su questo fronte gli sviluppatori hanno fatto centro: dai fondali alle animazioni, dall’hub di gioco ai livelli, la pixel art restituisce atmosfere malinconiche e insieme piene di speranza, con personaggi corrotti da un futuro che annega nell’avidità, ma che hanno ancora la forza di lottare contro un sistema che fa di tutto per opprimerli. La musica piena di sintetizzatori e schitarrate chiude il cerchio di un prodotto che conosce bene le sue citazioni e insieme offre una prospettiva nuova e uno stile unico.

Se la storia sa essere interessante, il punto debole più evidente del gioco è la mancanza di un doppiaggio. I dialoghi delle cutscene non riescono a trasmettere il pathos che dovrebbero e, nella loro lentezza, trasformano i momenti più importanti della storia in parentesi noiose e incapaci di tenere alta l’attenzione. Capisco perfettamente le limitazioni al budget, ma allora i dialoghi sarebbero dovuti essere molto più agili e sintetici, questa via di mezzo non aiuta il gioco e non aiuta chi gioca.

Il combattimento è molto semplice, parte da una base melee con parata e schivata per aggiungere qualche effetto aggiuntivo al procedere della storia. Il ritmo è quasi quello di un beat ‘em up, ma leggermente frenato dal fatto che esistono comode finestre di parata e più pericolose opportunità di contrattacco. Niente di mai visto, ma un pacchetto che funziona.

Replaced ha il pregio e il difetto di non inventarsi nulla di nuovo a livello meccanico e narrativo, cosa che mette al centro dell’attenzione di chi gioca lo stile grafico e artistico ed è in questo paniere che gli autori hanno messo tutte le loro uova. Ecco che Il gioco sarà familiare in positivo quando racconta la sua storia, quando si esplora e quando sei combatte, ma a livello visivo (e sonoro) vi lascerà a bocca aperta con qualcosa di unico, ben fatto e curato.


Perché Pokémon Champions non piace alla community


Mancanze, limitazioni e difetti hanno macchiato l'uscita della rivoluzione competitiva del franchise

C’è un motivo se la recensione di Pokémon Champions non è nella newsletter di questa settimana: il gioco è uscito non finito, non pronto ed è diffide da raccomandare. Invece di dedicare tempo e spazio a un prodotto acerbo che è destinato a raggiungere la sua forma finale nel corso dei prossimi anni, ho deciso di approfondire le più rilevanti lamentele dei fan. Io conosco il mondo Pokémon competitivo, ma non ho mai preso parte a una gara o a un torneo, quindi lascerò parlare gli esperti.

Il problema più evidente di Pokémon Champions è la sua compatibilità traballante con Pokémon Home. Diversi allenatori lamentano Pokémon bloccati nel limbo tra l’hub di immagazzinamento e il nuovo titolo competitivo senza una soluzione all’orizzonte. Questo vuol dire che alcuni personaggi hanno lasciato Home, ma non sono mai arrivati su Champions.

A livello tecnico, poi, il gioco non convince: framerete bloccato a 30 fps, bug e crash in egual misura su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Su quest’ultima piattaforma, poi, manca qualsiasi tipo di miglioria nelle performance. A livello di gameplay, un pubblico attento come quello dei giocatori competitivi di Pokémon ha notato subito l’applicazione errata di modificatori, danni e dell’effetto di alcuni oggetti. In alcuni casi è stato stravolto persino l’ordine di turno, uno dei pilastri di qualunque strategia competitiva.

Il roster di Pokémon disponibili è inferiore a quello di Pokémon Stadium 2: Champions ha solo 186 personaggi a disposizione degli oltre 1000 Pokémon usciti nel corso degli anni e i team a noleggio, una funzionalità iconica della modalità competitiva per imparare a giocare, sono limitati al punto da diventare inutilizzabili.

Su un fronte, paradossalmente, il gioco è troppo vicino all’ambiente competitivo: non ci sono le battaglie 6 contro 6 ma solo quelle 3 contro 3. Quest’ultimo è il formato ufficiale dei Campionati di Videogiochi Pokémon (VGC), ma i fan non capiscono perché il vincolo debba applicarsi anche alle partite private oltre che a quelle online. In molti sospettano che una modalità 6v6 non sia proprio stata sviluppata.

Sta dando molto fastidio anche il fatto che Champions usi una lista amici separata rispetto a quella della Switch probabilmente per prepararsi all’integrazione con le piattaforme mobile prevista per quest’estate. Questo vuol dire che bisogna aggiungere nuovamente tutti i propri amici per potersi sfidare sul nuovo videogioco. Sono anche del tutto assenti le funzionalità in locale per cui se due amici vogliono scontrarsi, devono per forza essere connessi a internet e abbonati al servizio online di Nintendo.

Champions è un gioco free-to-play, quindi deve generare ricavi attraverso le microtransazioni. Al momento è disponibile un abbonamento da 5 euro al mese (50 l'anno) che offre a chi gioca più slot per immagazzinare i Pokémon nel gioco e la possibilità di avere più squadre contemporaneamente. Sono incluse anche missioni e musiche per la battaglia esclusive. Un pacchetto iniziale separato, acquistabile una tantum al prezzo di 7 euro, aumenta ulteriormente lo spazio di archiviazione dei Pokémon, ed è disponibile un Pass Battaglia Premium (al prezzo di 10 euro dollari), che aggiunge ricompense extra e abbigliamento per il proprio personaggio.

L’unica buona notizia è che Champions è qui per restare: i suoi sviluppatori hanno detto che progettano di arrivare a supportare 10mila Pokémon (10 volte quelli usciti finora) con il Gioco che sarà sempre più ampio e ottimizzato. Quella uscita su Nintendo Switch sembra più una beta che un prodotto finito: io lo recensirò in occasione dei prossimi mondiali visto che se The Pokémon Company ha scelto di disputare sul gioco il suo torneo più importante, significa che per allora sarà in uno stato più definitivo rispetto a ciò che è appena uscito.


Non dimenticare di dare un ascolto alla nuova puntata di [REDACTED] Podcast, lo show settimanale in cui io, Francesco Lombardo e Cecilia Ciocchetti analizziamo le notizie più importanti della settimana in fatto di gaming e esport.
youtube.com/embed/RipJOowr15U?…


Grazie per aver letto questa nuova edizione di Letter to a Gamer. É solo grazie al tuo sostegno che questa newsletter può restare indipendente, priva di pubblicità, sponsor e qualunque altra influenza che non sia il rapporto tra me e te. Se non lo hai ancora fatto, puoi unirti al gruppo Telegram per fare domande, proporre titoli da recensire e discutere con altri appassionati. Se ami Letter to a Gamer e vuoi darle una mano, puoi condividere questo link con i tuoi amici e compagni di giochi e seguire i social della newsletter (Instagram, Bluesky, TikTok).

Ci vediamo alla prossima lettera,
Riccardo "Tropic" Lichene

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We're stronger together


A beautiful message of unity and resistance comes from the world of indie developers
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This week Letter to a Gamer brings a message of unity: do as Nova Assembly does, share your successes and failures to grow together. Read on to understand what I'm talking about. There's some bad news, but this week didn't disappoint on the creativity front, just ask tinyBuild.


News index


+ Call of Duty Removed from Game Pass Because It's Too Expensive? The New CEO Speaks Out
- Giving Away Graveyard Keeper Generated $250,000 in Profit
+ A new indie Alliance to "Be Stronger Together"
- Disney is the answer to Epic Games' crisis
+ A Project Hail Mary video game is in development
- Get ready for the Bloodborne movie

Call of Duty Removed from Game Pass Because It's Too Expensive? The New CEO Speaks Out - According to journalist and well-known Microsoft leaker Jez Corden, Xbox is considering removing Call of Duty from Game Pass as a day-one game. The journalist stated that "Game Pass has disrupted the Call of Duty business model in a pretty negative way," and removing it would mean bringing back into Activision's coffers the hundreds of millions of dollars in revenue that come from selling the franchise's annual installment for €80 each year. Only two Call of Duty games, Black Ops 6 and Black Ops 7, made it to Game Pass on day one, and to no one's surprise, they were the lowest-selling games in recent years. Following Corden's recent statements, a report (obtained by The Verge) emerged that newly appointed Xbox CEO Asha Sharma is considering a change to the Xbox Game Pass pricing structure. Sharma reportedly stated that "it's clear that the current model isn't the definitive one" and that "in the short term, Game Pass has become too expensive for players, so we need better value".

Giving Away Graveyard Keeper Generated $250,000 in Profit - tinyBuild, the publisher of Graveyard Keeper, just announced that the Steam giveaway of Graveyard Keeper generated $250,000 in revenue from its DLC. The initiative also allowed the game to set a new record for players on Steam. It also pushed the upcoming sequel, Graveyard Keeper 2, into the top 100 most wishlisted games on Steam. Giving away the first installment in the saga generated hype, profits, and the prospect of future earnings. I hope initiatives like these becomes standard practice for studios working on sequels and games set in previously visited universes.

A new indie Alliance to "Be Stronger Together" - Five independent development studios have formed an "alliance" called Nova Assembly. Unfrozen, Sad Cat Studios, VEA Games, Game Garden, and Weappy will continue to develop their own games, but will share knowledge and resources. "We believe this is the only way to truly thrive", Nova Assembly wrote in an open letter. "If one team has just launched a successful game while another needs financial support, we can resolve this internally and avoid making ruinous compromises". Is sharing successes and failures the true business model for independent studios aspiring to produce medium-sized projects?

Disney is the answer to Epic Games' crisis - After the cataclysmic wave of layoffs that hit Epic Games, the company announced part of its recovery strategy: a Disney-themed extraction shooter. You read that right: an Arc Raiders-style game with PvP elements and featuring Disney characters is the experience Epic is reportedly banking on for its revival after two years of Fortnite losing ground and players. This would be just one of three projects in the works in collaboration with the entertainment giant, which invested $1.5 billion in Epic in 2024.

A Project Hail Mary video game is in development - If you loved the new sci-fi film based on the book by Any Weir, you'll be happy to know that there's a video game in development that uses augmented reality and VR to tell an unseen chapter of the book, in which Grace (the protagonist) and Rocky must repair the Hail Mary to continue their mission. We know very little about the game, but the full title is Project Hail Mary: Journey Among the Stars, and you'll be able to interact with various objects on the ship, give Rocky a thumbs-down, and maybe even pilot the Hail Mary.

Get ready for the Bloodborne movie - The long-awaited return of From Software's video game will not come in the form of a remake but as an animated feature film. The film will be co-produced by PlayStation Productions, Lyrical Animation, and YouTuber Seán "JackSepticEye" McLoughlin. According to Sanford Panitch, president of Sony's Motion Picture Group, the film will be "very faithful" to the game's violence.
Windrose, the pirate-based survival game we recommended last week, sold half a million early access copies in its first 48 hours

What to play this weekend


Something new to try and discover for the first time

Looking for something new? Thrills? Tear-jerking stories? This list of recommendations has something for everyone, from new releases to early access titles to demos of upcoming video games that are still a long way off.

Last Flag - Mac and Dan Reynolds (singer and producer of Imagine Dragons) ran a development studio for four years with the goal of creating a 5v5 hero-based capture-the-flag shooter. After trying it out, I can tell you that in terms of gameplay and hero personalities, the game is worth your time, and that this game could really have a chance of surviving its launch period. It's very low priced (10 euros) and its '70s setting is finally a unique perspective; give it a try if you're looking for a new team-based shooter experience.

Mouse: P.I. For Hire - You've probably come across MOUSE: P.I. For Hire online: it's the 1930s cartoon-style video game that takes inspiration from Disney's rubber hose animation of the era to create something new: a dark action FPS with fun gameplay, a top-notch visual style and Troy Baker prividing the voice acting for the game. As in this week's review, the visual style carries the entire game ; don't expect any ground breaking ideas in terms of narrative or gameplay.

Dosa Divas - From the creators of Thirsty Suitors comes another Indian cuisine-themed game, but this time you have to defeat an evil fast food company through turn-based duels with giant spirit-powered robots. Each battle sees the protagonists cooking through a series of minigames, and the art style is delightfully bizarre. Beyond combat, there's dialogue, relationships, communities to rebuild, and reputations to strengthen: this game brims with originality and personality; I highly recommend it.

Moves of the Diamond Hand - If you like dice-based RPGs and are looking for something truly strange (and if you loved the studio's previous title, Betrayal at Club Low), then Moves of the Diamond Hand is the surreal experience you're looking for. I won't describe the plot, nor will I even attempt to tell you about the setting: everything here is based on vibes, and there's a niche of fans who will be sold as soon as they see the first screenshots. I'm just a bridge between this niche and this game.


Replaced review: worth the wait


Pixel art will never be the same after this

There have been precious little indie games that were as eagerly awaited as Replaced. The game developed by Sad Cat Studios was announced years ago, riding the wave of Cyberpunk 2077's renewed success, offering an atmospheric adventure in the same genre, but with HD 2D pixel art graphics. Now that the game is finally available, I've played it to its fullest, and I can say that if you love cyberpunk and 2D adventures, Replaced will provide you with several afternoons of great entertainment.

The protagonist is R.E.A.C.H., an artificial intelligence trapped in her creator's body after a lab accident who suddenly becomes public enemy number one in Phoenix City. After a daring escape, Reach finds herself outside the walls of her hometown, trying to survive alongside a group of outcasts in the ruins of a half-destroyed and radioactive metropolis following a brutal nuclear war.

The setting is a vivid cyberpunk 1980s, with plenty of period-accurate technology in its shape and decidedly sci-fi in its function. As Reach, you'll run, jump, fight, and explore the game's linear levels to experience an adventure centered on narrative, with light platforming and a simple yet fun combat system.

The game's strong point is its vibes, and the developers have nailed it: from the backdrops to the animations, from the game hub to the levels, the pixel art creates a melancholic yet hopeful atmosphere, with characters corrupted by a future drowning in greed, yet still possessing the strength to fight against a system that does everything it can to oppress them. The music, filled with synths and hair rock, completes a game that knows its roots well, offering a fresh perspective and a unique style.

While the story is interesting, the game's most obvious weakness is the lack of voice acting. The cutscene dialogue fails to convey the pathos it should, and its slow pace turns the story's most important moments into boring interludes that fail to sustain attention. I completely understand the budget constraints, but the dialogue should have been much more streamlined and concise. This middle ground doesn't help the game or the player.

Combat is very simple, starting with a basic melee approach, with parrying and dodging to add some additional effects as the story unfolds. The pace is almost that of a beat 'em up, but slightly slowed down by the fact that there are convenient parry windows and more dangerous counterattack opportunities. Nothing unprecedented, but a package that works.

Replaced has the merit and the flaw of not inventing anything new mechanically or narratively, which puts the focus on the graphic and artistic style, and that's the basket where the developers have put all their eggs. The game will be positively familiar when it tells its story, when you explore, and when you fight, but visually (and audio-wise) it will leave you speechless with something unique, well-crafted, and polished.


Pokémon Champions is not what the community wanted


Shortcomings, limitations and flaws have marred the release of the franchise's competitive revolution

There's a reason Pokémon Champions' review isn't in this week's newsletter: the game was released unfinished, and is currently not recommendable. Rather than devote time and space to an a product destined to reach its final form over the next few years, I've decided to delve into the biggest fan complaints. I know the competitive Pokémon world, but I've never participated in a competition or tournament, so I'll let the experts do the talking.

The most glaring issue with Pokémon Champions is its not-fully-sorted-out compatibility with Pokémon Home. Several trainers complain about Pokémon stuck in limbo between the storage hub and the new competitive title with no solution in sight. This means some characters left Home but never made it to Champions.

On the technical side, the game isn't convincing: the frame rate is locked at 30 fps, and there are equally as many bugs and crashes on Nintendo Switch and Nintendo Switch 2. On the latter platform, there's also no performance improvement whatsoever. In terms of gameplay, attentive competitive Pokémon players immediately noticed the incorrect application of modifiers, damage, and the effects of certain items. In some cases, even the turn order, a cornerstone of any competitive strategy, was distorted.

The roster of available Pokémon is smaller than that of Pokémon Stadium 2: Champions has only 186 characters available from the over 1,000 Pokémon released over the years, and rental teams, an iconic feature of the competitive mode for learning the game, are limited to the point of being unusable.

On one front the game is too close to a competitive environment: there are no 6-on-6 battles, but only 3-on-3. The latter is the official format of the Pokémon Video Game Championships (VGC), but fans don't understand why the restriction should apply to private matches as well as online ones. Many suspect that a 6v6 mode hasn't even been developed.

Another major annoyance is that Champions uses a separate friends list than the Switch, likely to prepare for the mobile platform integration planned for this summer. This means you'll have to re-add all your friends to compete in the new game. Local play is also completely absent, so if two friends want to battle, they must be connected to the internet and subscribed to Nintendo's online service.

Champions is a free-to-play game, so it must generate revenue through microtransactions. A subscription is currently available for €5 per month (€50 per year), which gives players more slots to store Pokémon in the game and the ability to have multiple teams at once. Exclusive missions and battle music are also included. A separate starter pack, a one-time purchase for €7, further increases the Pokémon storage space, and a Premium Battle Pass (priced at €10) is available, which adds extra rewards and clothing for the player's character.

The only good news is that Champions is here to stay: its developers have said they plan to eventually support 10,000 Pokémon (10 times the number released so far) as the game continues to grow in size and optimization. The Nintendo Switch release seems more like a beta than a finished product: I'll review it at the next World Championships, because if The Pokémon Company has chosen to host its biggest tournament on the game, it means it will be in a more definitive state than what just came out.


Don't forget to listen to the new episode of [REDACTED] Podcast, the weekly show in which Francesco Lombardo, Cecilia Ciocchetti, and I analyze the week's most important gaming and esports news.
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Riccardo "Tropic" Lichene

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Come la famiglia Trump sta trasformando la presidenza in un business miliardario


La Trump Organization ha chiuso otto accordi all'estero nel secondo mandato dopo averne fatti zero nel primo. Criptovalute, droni armati, contratti col Pentagono: i conflitti di interesse si moltiplicano

La famiglia Trump sta accumulando ricchezze a un ritmo senza precedenti per un presidente americano in carica. Forbes stima che il patrimonio netto di Donald Trump sia ora di 6,3 miliardi di dollari, in crescita del 60% rispetto a prima del suo ritorno alla Casa Bianca, mentre i figli Eric e Donald Jr. guidano un'espansione globale del business di famiglia che solleva interrogativi profondi sui conflitti di interesse al vertice del potere americano.

Per decenni, i presidenti degli Stati Uniti hanno evitato anche solo l'apparenza di trarre profitto dalla carica. Harry Truman rifiutò di associare il proprio nome a qualsiasi attività commerciale, anche dopo la fine del mandato. Richard Nixon fece intercettare il telefono del fratello per il timore che potesse sfruttare i legami familiari. George W. Bush liquidò i suoi investimenti azionari prima di entrare in carica. Trump ha scelto una strada opposta.

Nel primo mandato, la Trump Organization non aveva concluso nessun accordo in paesi stranieri. In poco più di un anno di secondo mandato ne ha chiusi otto, rispettando almeno formalmente la regola autoimposta di non fare affari direttamente con governi stranieri. Ma nei paesi autoritari e a partito unico, i governi raramente restano alla finestra, soprattutto quando gli affari riguardano la famiglia di un presidente in carica. In Qatar un progetto per un golf club e ville Trump è sviluppato in parte da una società controllata dal governo. In Vietnam, come riportato dal New York Times, il governo ha spostato contadini dalle loro terre per fare spazio a un resort Trump, e il vice primo ministro ha firmato l'accordo in una cerimonia ufficiale. In Arabia Saudita, un resort "Trump Plaza" sul Mar Rosso è costruito da un imprenditore immobiliare vicino alla famiglia reale. Questi paesi hanno ottenuto ciò che volevano: accesso alla tecnologia avanzata americana per il Qatar, riduzione dei dazi per il Vietnam, caccia militari per l'Arabia Saudita. La Trump Organization ha incassato decine di milioni in commissioni.

Il fronte delle criptovalute è ancora più complesso. Pochi giorni prima dell'insediamento di Trump, la famiglia ha venduto quasi la metà della sua società crypto World Liberty Financial a un'azienda legata al governo degli Emirati Arabi Uniti per 500 milioni di dollari. Poco dopo, l'amministrazione Trump ha revocato una restrizione dell'era Biden e concesso agli Emirati l'accesso a chip americani avanzati. Il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, ha ricevuto la grazia presidenziale nonostante si fosse dichiarato colpevole di non aver impedito ai criminali di usare la sua piattaforma per movimentare denaro legato ad abusi sessuali su minori, traffico di droga e terrorismo. Un avvocato di Zhao ha negato qualsiasi connessione tra gli affari di Binance con la famiglia Trump e la grazia. La Casa Bianca ha giustificato il provvedimento sostenendo che le autorità federali avevano punito ingiustamente Zhao in quella che ha definito "la guerra dell'amministrazione Biden contro le criptovalute".

World Liberty ha generato 2 miliardi di dollari dalla vendita di "governance token", che si traducono in centinaia di milioni per i Trump. Tra i grandi investitori c'è Justin Sun, un miliardario delle criptovalute che, in quanto cittadino straniero, non potrebbe per legge fare donazioni politiche a politici americani. Tra l'elezione e l'insediamento di Trump, Sun ha speso 75 milioni di dollari in token. A febbraio dell'anno scorso, una causa federale che lo accusava di aver ingannato gli investitori è stata sospesa e poi chiusa il mese scorso con una multa di 10 milioni di dollari.

Ci sono poi le "meme coin" con il volto di Trump, messe in vendita pochi giorni prima del giuramento. In quattro mesi hanno generato 320 milioni di dollari, in gran parte finiti a entità legate a Trump, secondo la società di analisi blockchain Chainalysis. È più del doppio di quanto incassato in quattro anni gestendo il suo hotel a Washington nel primo mandato. A differenza dei lobbisti o dei donatori, chi compra queste monete può farlo in modo anonimo. Sun ha speso 200 milioni in meme coin e ha ottenuto l'accesso diretto a Trump a una cena esclusiva per i maggiori acquirenti. Un'altra società crypto della famiglia, American Bitcoin, è stata quotata in borsa a settembre, dando a Donald Jr. ed Eric circa un miliardo di dollari in valore azionario. Mesi prima, il padre aveva annunciato una riserva nazionale di bitcoin, facendo schizzare il prezzo della criptovaluta a livelli record. Da allora, sia il titolo di American Bitcoin sia il valore delle meme coin sono crollati del 90% dai massimi.

Sul piano interno, i figli del presidente hanno acquisito partecipazioni in aziende che puntano a fare affari con il governo federale guidato dal padre. Il mese scorso hanno ottenuto quote in un produttore di droni armati che cerca contratti con il Pentagono e con Stati del Golfo sotto attacco dall'Iran. Altre aziende in cui uno o entrambi i fratelli detengono partecipazioni, tra cui un produttore di motori per razzi, un fornitore di chip per l'intelligenza artificiale e una società di analisi dati, stanno ricevendo decine di milioni di dollari di denaro pubblico. Una nuova società di investimento in cui i fratelli sono entrati come consulenti ha raccolto 345 milioni attraverso un'offerta pubblica iniziale per acquisire quote in aziende americane allineate con la politica industriale del padre. Dopo che l'Associated Press ha chiesto conto al legale di Trump di un documento che indicava come obiettivo aziende in cerca di sovvenzioni e contratti federali, il documento è stato modificato eliminando quel riferimento.

Donald Jr. ha aperto un club privato nel quartiere di Georgetown a Washington con quote di iscrizione fino a 500mila dollari per i membri fondatori. Il club, situato nel seminterrato di un edificio, non offre resort o piste da sci come lo Yellowstone Club in Montana, che ha tariffe comparabili. Offre qualcos'altro: la vicinanza al potere. Si chiama "Executive Branch", il ramo esecutivo del governo.

La Casa Bianca e la Trump Organization negano qualsiasi problema etico. "Non ci sono conflitti di interesse", ha dichiarato la portavoce Anna Kelly. La Trump Organization ha affermato di essere "pienamente conforme a tutte le leggi applicabili in materia di etica e conflitti di interesse". Trump stesso ha detto al New York Times a gennaio: "Ho scoperto che alla gente non importa, e che mi è consentito", riferendosi all'esenzione che il presidente ha dalla legge federale che vieta ai funzionari pubblici di detenere interessi finanziari in aziende influenzate dalle politiche che contribuiscono a definire.

I sondaggi suggeriscono però un cambio di percezione. Secondo un'indagine del Pew Research Center di gennaio, solo il 42% degli elettori repubblicani si dice fiducioso che Trump agisca in modo etico, in calo rispetto al 55% di un anno prima. Julian Zelizer, storico della presidenza alla Princeton University, ha dichiarato all'Associated Press: "Non credo ci sia più alcun confine tra le decisioni politiche, i calcoli elettorali e gli interessi della famiglia Trump". Timothy Naftali, storico della Columbia University, ha posto la domanda centrale: "Volete che i futuri presidenti siano a disposizione del miglior offerente?".

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Vance cerca un'ideologia per il trumpismo, ma Trump non la vuole


Secondo Economist, il vicepresidente americano cerca di costruire un'ideologia per il movimento MAGA, ma le sue teorie vengono sistematicamente smentite dalle scelte di Trump, dalla guerra con l'Iran al sostegno a Orban.

Il vicepresidente statunitense J.D. Vance ama le grandi idee, o almeno l'idea di avere grandi idee. A sostenerlo è Economist in un articolo della rubrica Lexington che analizza il ruolo ambiguo del numero due della Casa Bianca. A differenza del presidente Donald Trump, Vance legge libri e ne scrive, e parla come un membro diplomato di quell'élite che entrambi ostentatamente disprezzano. Si allinea con la cosiddetta post-liberal right, una definizione talmente altisonante che risulta difficile immaginarla pronunciata da Trump.

Secondo Economist, Vance svolge la funzione di principale emissario tra la Casa Bianca e la New Right intellettuale, un aggregato di pensatori, imprenditori della Silicon Valley e podcaster con le proprie idee per salvare la civiltà occidentale. Il problema, osserva il settimanale britannico, è che Vance si è ritagliato il ruolo di ideologo capo di un movimento, il MAGA, la cui essenza è proprio non avere un'ideologia. Il MAGA risponde agli istinti, agli impulsi e alla gloria di un solo uomo. Di conseguenza le teorie di governo di Vance continuano a essere smentite dalla pratica di Trump.

Il caso più evidente riguarda la politica estera. Vance, veterano della guerra in Iraq, è stato un sostenitore dell'isolazionismo. Durante l'ultima campagna presidenziale aveva dichiarato che l'America non deve costantemente fare da poliziotto in ogni regione del mondo. Una guerra con l'Iran gli sembrava un'idea particolarmente sbagliata, non nell'interesse americano e destinata a rappresentare una grande distrazione di risorse. Un conflitto tra Israele e Iran era ai suoi occhi lo scenario più probabile e più pericoloso per l'innesco di una terza guerra mondiale.

Ma secondo Economist Trump, con il suo America first, non intendeva smettere di fare da poliziotto del mondo. Intendeva usare la forza ovunque ritenesse giusto, senza riguardo per risorse, alleati o stabilità globale, tanto meno per una grande strategia. Vance si è quindi trovato a giustificare la guerra in Medio Oriente sostenendo che questa volta ha senso perché l'America ha un presidente intelligente, mentre in passato ha avuto presidenti stupidi. Una formula, osserva il settimanale, infantile ma utile, perché lusinga Trump e allo stesso tempo gli scarica la responsabilità. Una fonte anonima ha fatto sapere al New York Times che tra tutti i consiglieri di Trump, Vance era l'unica netta eccezione contraria alla guerra. Il vicepresidente si è poi proposto come capo negoziatore, la migliore tra le opzioni cattive: se fallisce può dare la colpa all'Iran, e al tempo stesso evita che il segretario di Stato Marco Rubio, recentemente indicato da Trump come possibile successore, possa riuscirci al posto suo.

Ancora più controversa, secondo Economist, è stata la trasferta di Vance in Ungheria a sostegno del primo ministro Viktor Orban. Il 7 aprile a Budapest, accanto a Orban, Vance ha dichiarato che Ungheria e America rappresentavano nientemeno che la difesa della civiltà occidentale, fondata su una certa civiltà cristiana e su valori cristiani che animano tutto, dalla libertà di parola allo stato di diritto, dal rispetto dei diritti delle minoranze alla protezione dei più vulnerabili.

Economist individua qui un passaggio chiave della New Right: un gioco di prestigio con cui Vance attribuisce al cristianesimo le conquiste del liberalismo, saltando i decenni in cui i cristiani si uccisero tra loro per divergenze dottrinali prima che i pensatori dell'Illuminismo relegassero la religione alla sfera privata, liberando il discorso politico e l'indagine scientifica dal dogma religioso. Questo espediente, sottolinea il settimanale, consente a chi è al potere di ridefinire le protezioni liberali a proprio uso e consumo, per esempio espellendo manifestanti per il tipo sbagliato di discorso o dichiarando che alcune minoranze, come i musulmani, non appartengono alla società americana, come ha fatto di recente un deputato repubblicano.

La teoria di Vance ha però un difetto: non corrisponde alla realtà del governo della destra populista. L'idea di stato di diritto di Orban, ricorda Economist, è stata indirizzare denaro pubblico a oligarchi favoriti, riempire i tribunali di giudici compiacenti e riscrivere le leggi elettorali a proprio vantaggio. La sua idea di libertà di parola è stata mettere alleati a capo dei mezzi di informazione. Un modello, avverte il settimanale, che dovrebbe suonare familiare agli americani, e la stagnazione ungherese dovrebbe servire da monito.

Il 12 aprile, mentre Vance tornava a casa dopo una deviazione a Islamabad per trattative infruttuose con l'Iran, Trump ha rivelato che i suoi valori cristiani non erano tali da impedirgli di pubblicare un'immagine di sé stesso nei panni di Cristo, né di attaccare il papa. Lo stesso giorno, gli ungheresi hanno mostrato quanto credito dessero alle parole di Vance sulla civiltà votando in massa per l'uscita di scena di Orban.

Secondo Economist, Vance è così evidentemente intelligente eppure capace di dire tali assurdità che viene da chiedersi se rispetti l'intelligenza di chi lo ascolta. A Budapest, mentre elogiava Orban come leader profondo e modello per il continente, ha affermato di non voler dire agli ungheresi come votare e ha attaccato i burocrati di Bruxelles per la loro sfrontatezza nell'interferire nelle elezioni. D'altra parte, conclude il settimanale, Vance, ex blogger, ha sostenuto così tante teorie provocatorie, come quella secondo cui le childless cat ladies stavano impoverendo l'America, che è difficile capire quanto sia davvero legato a ciascuna di esse. Si è già rimangiato le sue posizioni su alcune delle più importanti, inclusa quella sull'opportunità che Trump diventasse presidente.

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Cuba tenta un canale segreto con Trump attraverso un imprenditore


Il nipote di Raúl Castro ha affidato una lettera a un uomo d'affari dell'Avana per consegnarla alla Casa Bianca aggirando Marco Rubio, ma un agente doganale ha bloccato il corriere all'aeroporto di Miami.

Il governo cubano ha tentato di far recapitare una lettera riservata direttamente al presidente Donald Trump, scavalcando i canali diplomatici ufficiali e, soprattutto, il segretario di Stato Marco Rubio. A rivelarlo è il Wall Street Journal che cita un funzionario statunitense in carica e un ex funzionario.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, il mittente della missiva è Raúl Rodríguez Castro, 41 anni, nipote e principale collaboratore dell'ex presidente Raúl Castro, ancora considerato la figura politica più influente dell'isola a 94 anni. Il giovane Rodríguez Castro, noto con il soprannome di Crab perché nato con sei dita in una mano, è da anni la guardia del corpo del nonno e compare al suo fianco nelle rare apparizioni pubbliche. Negli ultimi tempi si è ritagliato un ruolo di intermediario nei contatti tra L'Avana e Washington.

La lettera era redatta in forma simile a una nota diplomatica e recava un sigillo ufficiale cubano. Il messaggio, secondo la fonte citata dal Wall Street Journal, proponeva accordi economici e di investimento, chiedeva un alleggerimento delle sanzioni e avvertiva che il regime cubano si stava preparando a una possibile incursione militare statunitense.

Per consegnare il documento, Rodríguez Castro ha scelto un amico e socio in affari, Roberto Carlos Chamizo González, 37 anni, imprenditore cubano attivo nel noleggio di auto di lusso e nel turismo di alta fascia. Secondo il profilo LinkedIn, la pagina Facebook e il sito aziendale dell'imprenditore, Chamizo gestisce anche un resort a meno di venti miglia dall'Avana, dove una notte nella villa più esclusiva costa 580 dollari. L'uomo è stato fermato da un agente della Customs and Border Protection all'aeroporto di Miami, che gli ha sequestrato la lettera e lo ha rispedito all'Avana. Le ragioni del blocco non sono state chiarite. La Casa Bianca non ha risposto alle domande sull'eventuale ricezione della missiva, limitandosi a rimandare alle recenti dichiarazioni del presidente su Cuba. Il Dipartimento di Stato ha a sua volta rinviato ogni domanda alla Casa Bianca.

L'esistenza della lettera è stata rivelata per prima da Radio y TV Martí, l'emittente in lingua spagnola finanziata dal governo statunitense che trasmette notizie verso Cuba, ed è stata poi confermata in modo indipendente dal Wall Street Journal, che però non ha potuto verificarne il contenuto esatto.

Secondo gli analisti citati dal quotidiano, l'obiettivo del tentativo era aggirare Rubio, figlio di immigrati cubani e da sempre favorevole a una linea dura verso il governo comunista dell'Avana. Peter Kornbluh, coautore del libro Back Channel to Cuba: The Hidden History of Negotiations Between Washington and Havana, ha dichiarato al Wall Street Journal che i cubani sembrano voler aggirare Rubio per rivolgersi direttamente al presidente, segno che non si fidano più del segretario di Stato come interlocutore imparziale e vogliono tentare di risolvere la crisi in rapida escalation.

Di parere opposto Ricardo Herrero, direttore esecutivo del Cuba Study Group, un centro di analisi e advocacy con sede a Washington. Herrero ha definito al quotidiano la mossa una scelta sconsiderata e destinata a fallire, aggravata dal fatto di aver scelto un emissario sconosciuto e privo di qualsiasi rapporto personale con il presidente.

Il contesto è quello di una crisi economica e umanitaria senza precedenti. Cuba è sull'orlo del collasso dopo decenni di cattiva gestione e sanzioni statunitensi. Trump ha minacciato di prendere il controllo dell'isola e ha imposto un blocco petrolifero quasi totale, fermando gran parte dell'attività economica. La situazione è peggiorata con la perdita dell'alleato venezuelano: l'esercito statunitense ha deposto Nicolás Maduro lo scorso gennaio. All'inizio di aprile Trump ha detto che Cuba sarà la prossima, definendola un Paese al collasso e promettendo l'intervento americano.

Nelle ultime settimane, riferisce il Wall Street Journal, funzionari americani hanno avviato colloqui con esponenti cubani, inclusi membri della cerchia ristretta di Raúl Castro. Il presidente in carica Miguel Díaz-Canel ha però escluso qualsiasi trattativa sul sistema politico dell'isola.

Secondo gli analisti, Trump potrebbe essere disposto a un accordo economico che lasci sostanzialmente in piedi il regime, come accaduto in Venezuela, scenario che però sarebbe inaccettabile per molti cubano-americani. In quel caso, il presidente rischierebbe la resistenza dei parlamentari e degli elettori della comunità che lo hanno sostenuto. Il deputato repubblicano della Florida Mario Díaz Balart ha affermato al Wall Street Journal che il regime cubano deve sparire.

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Trump sceglie Erica Schwartz per guidare l'agenzia sanitaria americana


La nomina della ex vice chirurga generale arriva dopo il licenziamento di Susan Monarez e punta a pacificare l'agenzia sanitaria travolta dagli scontri sui vaccini con Robert Kennedy Jr.

Il presidente Donald Trump ha annunciato giovedì la nomina di Erica Schwartz alla guida dei Centers for Disease Control and Prevention, i CDC, mettendo fine a mesi di ricerche per trovare un leader stabile all'agenzia sanitaria federale. L'annuncio è stato dato sul social Truth Social e la scelta dovrà essere confermata dal Senato.

I CDC sono la principale agenzia di sanità pubblica degli Stati Uniti, con sede ad Atlanta, e dipendono dal Department of Health and Human Services. Si occupano di prevenzione e controllo delle malattie, sorveglianza epidemiologica, gestione delle emergenze sanitarie e definizione delle raccomandazioni vaccinali a livello nazionale. Durante la pandemia di Covid-19 hanno avuto un ruolo centrale nella risposta sanitaria americana.

Schwartz è un contrammiraglio in pensione e medico specializzato in medicina preventiva. Durante il primo mandato di Trump ha ricoperto il ruolo di vice chirurga generale, incarico non politico, ed è stata tra i protagonisti della risposta americana alla pandemia di Covid-19. In precedenza ha trascorso oltre vent'anni in uniforme, arrivando a ricoprire la carica di capo medico della Guardia Costiera degli Stati Uniti. Ha una laurea in medicina alla Brown University, una laurea in legge all'Università del Maryland e un master in sanità pubblica alla Uniformed Services University.

I CDC sono senza un direttore confermato dal Senato per quasi tutto il secondo mandato di Trump. L'ultima direttrice, Susan Monarez, era rimasta in carica meno di un mese la scorsa estate prima di essere licenziata. In un'audizione al Congresso a settembre, Monarez aveva dichiarato di essere stata rimossa per aver rifiutato le richieste del segretario alla Salute Robert Kennedy Jr. di approvare raccomandazioni sui vaccini che a suo giudizio non avevano basi scientifiche. Da febbraio l'agenzia è guidata ad interim da Jay Bhattacharya, direttore dei National Institutes of Health, il cui incarico temporaneo è formalmente scaduto il mese scorso in base al Vacancies Act, la legge federale che limita a 210 giorni la permanenza di un funzionario ad interim al posto di un dirigente confermato dal Senato.

Insieme a Schwartz, Trump ha annunciato altre tre nomine ai vertici dell'agenzia. Sean Slovenski, ex dirigente di Walmart, assumerà il ruolo di vicedirettore e direttore operativo. Jennifer Shuford, attuale commissaria del Texas Department of State Health Services, sarà vicedirettrice e responsabile medico. Shuford ha guidato la risposta del Texas a una vasta epidemia di morbillo lo scorso anno, attribuendo alla vaccinazione e ai test il merito della fine dell'emergenza. Sara Brenner, attuale vice commissaria della Food and Drug Administration, diventerà consigliera senior per la sanità pubblica del segretario alla Salute.

Nel post su Truth Social, Trump ha definito la squadra capace di ripristinare quello che ha chiamato il "gold standard della scienza" ai CDC. Kennedy ha espresso sostegno alla nuova squadra durante un'audizione davanti a una sottocommissione della Camera. "Questa nuova squadra sarà davvero in grado di rivoluzionare i CDC e rimetterli in carreggiata", ha detto Kennedy ai deputati.

Secondo persone a conoscenza della vicenda citate dal Wall Street Journal, la Casa Bianca cercava un candidato che minimizzasse le controversie. Sempre secondo il Wall Street Journal, l'amministrazione avrebbe chiesto a Kennedy di non parlare pubblicamente di vaccini in vista delle elezioni di metà mandato, perché i suoi cambiamenti di politica non sono stati popolari nei sondaggi. Tra gli altri candidati valutati, come riporta lo stesso quotidiano, ci sono stati Ernie Fletcher, ex governatore del Kentucky e medico di famiglia, Joseph Marine, cardiologo alla Johns Hopkins critico della gestione della pandemia da parte dei CDC, e Daniel Edney, responsabile della sanità del Mississippi e sostenitore dei vaccini.

La nomina arriva in una fase di forte turbolenza per l'agenzia di Atlanta, alle prese con un crollo del morale, un elevato ricambio di personale e cambiamenti controversi alla politica vaccinale. Lo scorso agosto la sede dei CDC è stata bersaglio dell'attacco di un uomo armato. Il mese scorso un giudice ha bloccato il tentativo di un pannello consultivo sui vaccini di ridurre da 17 a 11 il numero di vaccinazioni pediatriche raccomandate. Secondo un sondaggio di febbraio del centro di ricerca sulle politiche sanitarie KFF, la fiducia nelle agenzie sanitarie federali è calata durante la gestione Kennedy, con un arretramento trasversale agli schieramenti politici.

La scelta di Schwartz divide il mondo vicino a Kennedy. Aaron Siri, avvocato e alleato del segretario, ha scritto su X che la nomina sarebbe "probabilmente un disastro", contestando la sua precedente promozione di quasi una dozzina di vaccini. David Mansdoerfer, consulente ed ex funzionario sanitario dell'amministrazione Trump, ha invece elogiato Schwartz su X, descrivendola come "un ponte perfetto" tra il movimento Make America Healthy Again e la comunità della sanità pubblica.

Tra gli esperti del settore le reazioni sono positive. Georges Benjamin, a capo dell'American Public Health Association, ha dichiarato alla NPR che l'amministrazione ha individuato una persona altamente qualificata, con un curriculum di competenza dimostrata come medico e come dirigente. Brett Giroir, ex vice segretario alla Salute e supervisore di Schwartz durante il primo mandato Trump nella definizione della strategia nazionale sui test Covid, ha detto sempre alla NPR che la formazione accademica e l'intelletto di Schwartz sono di altissimo livello e che si tratta di una persona di grande integrità. Paul Zukunft, ex comandante della Guardia Costiera che la scelse come capo medico del corpo nel 2015, ha elogiato alla NPR la sua preparazione scientifica e giuridica e la sua capacità di dire la verità al potere senza reticenza.

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Mobilità digitale in Italia: pagamenti smart e servizi innovativi trasformano gli spostamenti nel 2026


L’Italia accelera verso una mobilità sempre più digitale. Dai pagamenti contactless alle app integrate per trasporti e sharing, nuove tecnologie e servizi stanno ridisegnando il modo in cui cittadini e viaggiatori si muovono ogni giorno
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Il mercato della mobilità in Italia continua a crescere, ma procede a velocità diverse a seconda dei comparti. Nel 2025 avanzano Trasporto Pubblico Locale, taxi, pedaggi, sosta e trasporti a medio-lungo raggio, consolidando nuovi equilibri tra turismo, smart working, regolazione locale e diffusione dei servizi digitali. A tenere insieme questa trasformazione è soprattutto il digitale, che rafforza il proprio ruolo sia nei canali di acquisto sia negli strumenti di pagamento.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Una crescita ancora positiva del mercato della mobilità


È quanto emerge dalla ricerca “Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali”, realizzata dagli Osservatori Innovative Payments e Travel Innovation del Politecnico di Milano, con UnipolMove come main partner. Il quadro delineato dalla ricerca è quello di un mercato in cui il digitale consolida il proprio ruolo lungo tutta la customer journey, dall’acquisto al pagamento, ma con velocità di adozione differenti. Nella mobilità con mezzi privati, i sistemi digitali risultano prevalenti per il pedaggio e per la sosta in struttura, anche se la sosta su strada è quelle che presenta una crescita maggiore rispetto al pre-pandemia. Nei trasporti urbani cresce l’uso di soluzioni digitali, pur senza un completo superamento dei canali tradizionali. Per i trasporti a medio-lungo raggio, infine, il digitale è diventato la modalità dominante sia per l’acquisto sia per il pagamento.

“Il mercato della mobilità in Italia sta entrando in una fase di maturità digitale sempre più evidente. L’innovazione non riguarda più solo la disponibilità di nuovi strumenti di pagamento, ma la loro integrazione nell’esperienza complessiva di spostamento, con una logica sempre più di ecosistema. Carte, app, contactless e canali online stanno diventando un’infrastruttura abilitante della mobilità, anche se con livelli di adozione ancora diversi tra i comparti, influenzati dalle caratteristiche dei servizi e dai contesti d’uso,” ha affermato Ivano Asaro, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano.


Il grafico mostra l'incidenza dei pagamenti cashlessIl grafico mostra l'incidenza dei pagamenti cashless
Sul fronte della mobilità privata, il pedaggio autostradale ha raggiunto nel 2025 i 9,9 miliardi di euro, confermando una crescita più moderata rispetto al rimbalzo post-pandemico. Questo andamento potrebbe protrarsi anche nei prossimi anni, anche alla luce dell’evoluzione del quadro regolatorio che prevede un meccanismo di aggiornamento tariffario sempre più legato agli investimenti effettivamente realizzati. La sosta su strisce blu, trainata dalla diffusione delle app e dal potenziamento degli strumenti di monitoraggio, ha raggiunto i 795 milioni di euro (in crescita del 2%): in futuro il mercato potrebbe essere sostenuto dalle politiche delle amministrazioni volte a ridurre o rimuovere le agevolazioni per veicoli elettrici e ibridi.

“I dati della ricerca confermano che il digitale è ormai una componente strutturale della mobilità, non solo nel pagamento ma lungo tutto il journey dell’utente. Per questo stiamo evolvendo verso modelli che integrano servizi, tecnologia e protezione, con l’obiettivo di accompagnare le persone in modo sempre più accessibile, semplice e sicuro nei diversi momenti della loro mobilità” ha dichiarato Carlo Garuccio di UnipolMove.


Nel Trasporto Pubblico Locale, in base ai dati della ricerca, il mercato ha raggiunto nel 2025 i 4,1 miliardi di euro. La dinamica è sostenuta dagli aumenti tariffari introdotti in alcune città, dal contributo del turismo e dalla domanda legata a grandi eventi, mentre continua a pesare la riduzione strutturale della mobilità pendolare dovuta allo smart working, che penalizza gli abbonamenti e favorisce un utilizzo più occasionale del servizio. Anche il mercato dei taxi è cresciuto arrivando a 1,53 miliardi di euro, in un contesto in cui la domanda resta ancora in parte insoddisfatta ma potrebbe beneficiare dell’ampliamento dell’offerta e di una maggiore efficienza del settore.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La sharing mobility attraversa invece una fase di crescita selettiva. La micromobilità continua a mostrare segnali positivi, in particolare nel bike sharing e nello scooter sharing, mentre il monopattino sharing rallenta anche per effetto delle nuove normative e il car sharing vive una fase più critica, tra riduzione delle flotte e ripensamento dei modelli di servizio.

È soprattutto nei pagamenti che si coglie la trasformazione più evidente. Nel mercato del pedaggio autostradale, i pagamenti digitali sono ormai la modalità largamente prevalente, trainati soprattutto dai sistemi di telepedaggio, che costituiscono l’88% del totale. Questo è uno degli ambiti più maturi nel mercato della mobilità, fungendo da esempio di integrazione tra servizio, tecnologia e user experience. I sistemi di telepedaggio sono fondamentali anche nel mercato della sosta in struttura, dove quasi il 70% del transato avviene con strumenti digitali. Nella sosta su strisce blu si passa dall’8% del 2019 ad un 41% del 2025, sostenuti dall’utilizzo sempre più diffuso delle app e dal rinnovamento dei parcometri sul territorio.
Il mercato della mobilita in italia una visione d'insieme del valore di mercato 2025Il mercato della mobilita in italia una visione d'insieme del valore di mercato 2025
Nel TPL, la quota di strumenti digitali è passata dall’11% nel 2019 al 44% nel 2025, grazie alla diffusione di carte, contactless e soluzioni Tap&Go. Nel mercato taxi, infine, i pagamenti digitali sono cresciuti dal 15% al 39%. Anche il canale online continua a guadagnare terreno: nei trasporti urbani cresce nel TPL e nei taxi, pur restando ancora lontano da una piena affermazione rispetto ai canali fisici; nella sosta su strisce blu registra una delle accelerazioni più evidenti, arrivando al 32% nel 2025. Nei servizi di mobilità a medio-lungo raggio, invece, la prenotazione e l’acquisto online risultano ormai pienamente consolidati, con una penetrazione compresa tra il 72% e il 73% nei principali comparti. In tutto questo giocano un ruolo fondamentale le piattaforme integrate di mobilità e la possibilità di offrire servizi a valore aggiunto.

Tra questi, il trasporto aereo è cresciuto del 5% nel 2025, con 230 milioni di viaggiatori, trainato soprattutto dai voli internazionali. Il trasporto ferroviario segna un +3%, con prezzi stabili e una domanda sostenuta soprattutto dal segmento leisure. Prosegue il trend positivo dell’autonoleggio, legato alla mobilità turistica e ai noleggi in prossimità degli aeroporti, mentre il comparto degli autobus a medio-lungo raggio conferma una delle dinamiche più vivaci con un +6%. Anche i traghetti continuano a crescere, seppur a ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti.


Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


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Trump minaccia di nuovo l'Italia: “Non vi difenderemo” se non cambierà la posizione sull'Iran


Il presidente americano attacca di nuovo la presidente del Consiglio italiana per il no all'invio di forze nello Stretto di Hormuz, la difesa di Papa Leone e cita l'episodio di Sigonella. Roma replica e intanto congela l'accordo di cooperazione militare con Tel Aviv.
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Donald Trump ha minacciato ieri di non difendere l'Italia, acuendo quella che rappresenta già ora la crisi più grave tra Washington e Roma da quando Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi. “L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro”, ha scritto il presidente americano su Truth Social, citando un articolo del Guardian sul no all'uso della base di Sigonella per gli aerei Usa, dopo giorni di precedenti attacchi alla presidente del Consiglio sulla guerra in Iran e sulle critiche a Papa Leone XIV.

Lo scontro è esploso martedì, con un'intervista di Trump al Corriere della Sera. Il presidente si era detto "scioccato" dal rifiuto di Meloni di inviare forze italiane a sostegno dell'operazione per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, nel conflitto che Washington stava conducendo assieme ad Israele contro l'Iran. "Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo", ha dichiarato. Poi successivamente ha alzato ulteriormente i toni, definendo "inaccettabile" la posizione della presidente del Consiglio e accusandola di non preoccuparsi del fatto che "l'Iran possa ottenere un'arma nucleare e far saltare in aria l'Italia in due minuti".

L'attacco è arrivato dopo che Meloni aveva a sua volta definito "inaccettabili" le parole di Trump contro Papa Leone XIV, che aveva condannato sia la guerra in Iran sia la situazione a Gaza. In risposta a questi attacchi il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Guido Crosetto avevano pubblicato messaggi quasi identici sui social, rivendicando l'interesse nazionale e la dignità dell'Italia come alleato. "Siamo e restiamo sostenitori convinti dell'unità occidentale e alleati fermi degli Stati Uniti, ma questa unità si costruisce sulla lealtà, il rispetto e l'onestà reciproci", ha scritto Tajani.

La sospensione del rinnovo dell'accordo con Israele


Nel pieno dello scontro con Washington, Meloni ha annunciato, a margine di una manifestazione a Verona la sospensione del rinnovo automatico dell'accordo di cooperazione militare con Israele. L'intesa, firmata nel 2003 dal governo Berlusconi e ratificata dal Parlamento italiano nel 2005, si rinnova ogni 5 anni e riguarda la collaborazione tra industrie della difesa, l'addestramento militare, la ricerca, lo sviluppo e la tecnologia informatica. Una fonte diplomatica italiana ha confermato la sospensione all'AFP: "Sarebbe stato politicamente difficile mantenerla in vita" in questo momento.

La decisione arriva dopo un rapido deterioramento dei rapporti tra Roma e Tel Aviv. L'8 aprile il governo italiano aveva convocato l'ambasciatore israeliano, accusando Israele di aver sparato colpi di avvertimento contro un convoglio di caschi blu italiani in Libano e di aver danneggiato almeno un veicolo. Israele aveva risposto convocando l'ambasciatore italiano dopo che Tajani, in visita a Beirut, aveva condannato gli "attacchi inaccettabili" contro i civili libanesi.

La fine della strategia del ponte


Fino a poche settimane fa Meloni era considerata l'alleata europea più vicina a Trump. Era stata l'unica leader europea a partecipare al suo insediamento nel gennaio 2025 ed aveva costruito la propria politica estera proprio sul ruolo di ponte tra Washington e Bruxelles. Il suo libro autobiografico Io sono Giorgia, ripubblicato in inglese nel 2025, porta una prefazione firmata dallo stesso Trump.

La rottura di questi giorni segna la fine di questa strategia. La vicinanza a Trump, presentata per mesi come una risorsa diplomatica, si è trasformata in un fattore di esposizione politica per la premier, sia in Europa sia in Italia, dove l'immagine del presidente americano è diventata fortemente impopolare visto che l'Italia dipende in larga parte dalle importazioni di gas dai paesi del Golfo e rischia di pagare un prezzo elevato in caso di chiusura dello Stretto di Hormuz. Sul piano economico, il prolungarsi della crisi in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze pesanti su energia, crescita e inflazione.

Il costo politico, però, non è meno rilevante. La rottura con Trump indebolisce ulteriormente Giorgia Meloni, la cui posizione era già stata messa in discussione dalla recente sconfitta al referendum sulla giustizia. Anche per questo, in vista delle elezioni politiche del 2027, la presidente del Consiglio sarà ora costretta a ricalibrare la propria collocazione internazionale, senza aver ottenuto i dividendi politici che l’alleanza con la Casa Bianca sembrava promettere.


Trump attacca Meloni: "Sono scioccato, non vuole aiutarci"


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato la premier Giorgia Meloni in un'intervista telefonica esclusiva rilasciata al Corriere della Sera, accusandola di non voler collaborare con Washington nella crisi legata al programma nucleare iraniano. "Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", ha dichiarato Trump alla corrispondente da New York Viviana Mazza, in una conversazione durata sei minuti e pubblicata il 14 aprile.

Trump ha aperto la telefonata rivolgendo lui stesso una domanda al Corriere, senza attendere quelle dei giornalisti: "Vi piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio?". Il presidente americano ha poi chiarito il motivo della sua irritazione: Meloni avrebbe comunicato che l'Italia non intende essere coinvolta nella questione iraniana, nonostante dipenda dal petrolio che transita dallo stretto di Hormuz. "Pensa che l'America dovrebbe fare il lavoro per lei", ha aggiunto Trump.

Trump ha rivelato al Corriere di non parlare con Meloni "da molto tempo" e ha spiegato il motivo del silenzio: "Perché non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell'arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo". Alla domanda sul fatto che Meloni abbia definito "inaccettabili" le sue parole sul Papa, Trump ha replicato: "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha un'arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". Il presidente americano ha anche rilanciato le critiche alla Nato: quando il Corriere gli ha chiesto se avesse domandato all'Italia l'invio di dragamine, Trump ha risposto di aver chiesto "di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta".

L'intervista contiene anche un nuovo attacco a papa Leone XIV. Trump ha respinto l'appello del pontefice per la pace sostenendo che il Papa "non capisce e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo". Ha poi aggiunto: "Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese".

Trump ha infine allargato il discorso all'Europa intera, tornando sul tema dell'immigrazione. "L'immigrazione sta uccidendo l'Italia e tutta l'Europa", ha dichiarato, aggiungendo che il continente sta "distruggendo se stesso dall'interno" con le politiche migratorie e quelle energetiche. Commentando la sconfitta elettorale del primo ministro ungherese Viktor Orbán, Trump lo ha definito "un brav'uomo" che "ha fatto un buon lavoro sull'immigrazione" e che "non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese come ha fatto l'Italia".

Le dichiarazioni di Trump arrivano in una giornata in cui Meloni, intervenendo al Vinitaly di Verona, aveva già preso diverse posizioni di rilievo. La premier aveva annunciato la sospensione dell'accordo di difesa con Israele, un memorandum del 2005 che regola la cooperazione militare tra i due paesi e si rinnova automaticamente ogni cinque anni. "In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele", ha detto Meloni. La sospensione è stata formalizzata con una lettera del ministro della difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz. Il governo israeliano ha minimizzato, sostenendo che il memorandum "non ha mai avuto un contenuto concreto".

Dal Vinitaly Meloni aveva anche risposto alle critiche di chi la accusa di subalternità verso Washington, proprio a proposito delle sue parole contro gli attacchi di Trump a papa Leone XIV: "Penso di essere stata molto chiara. Non so quanti altri leader le abbiano espresse. Ecco, questo per quelli che dicono che ci sarebbe una sudditanza".

La premier ha poi chiesto la sospensione del patto di stabilità europeo, avvertendo che sarebbe "un enorme errore di valutazione" sottovalutare l'impatto della crisi. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si era però detta contraria, invitando gli Stati a non peggiorare i livelli di deficit. La situazione dei conti pubblici italiani è complicata: l'Italia è in procedura di infrazione e si è impegnata a rientrare sotto il 3% di deficit, un obiettivo che secondo i dati Istat rischia di essere mancato per un solo punto decimale. Una sospensione del patto consentirebbe ai governi di fare ulteriore debito per finanziare sussidi e aiuti all'economia, ma indebolirebbe l'impalcatura delle politiche di bilancio europee.

Meloni si è mostrata scettica anche sulla possibilità di tornare al gas russo come soluzione alla crisi energetica, sostenendo che "la pressione sulla Russia è l'arma più efficace per costruire pace". Una posizione diversa da quella del presidente dell'Eni Claudio Descalzi, favorevole a riaprire le forniture da Mosca, e del vicepremier Matteo Salvini, anch'egli presente al Vinitaly e schierato per la riapertura dei rubinetti russi.


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La progressista Analilia Mejia vince le elezioni suppletive nel New Jersey


La candidata sostenuta da Sanders e Ocasio-Cortez batte il repubblicano Joe Hathaway con circa venti punti di vantaggio nell'undicesimo distretto, riducendo la maggioranza repubblicana alla Camera a 218-214.

La democratica Analilia Mejia ha vinto le elezioni speciali per l'undicesimo distretto congressuale del New Jersey, conservando ai democratici il seggio alla Camera dei rappresentanti lasciato vacante dall'attuale governatrice Mikie Sherrill. Il risultato, proiettato dall'Associated Press subito dopo la chiusura delle urne, rappresenta una vittoria di peso per l'ala progressista del partito democratico e si inserisce nella serie di successi che i democratici stanno collezionando nelle elezioni speciali da quando il presidente Donald Trump è tornato alla Casa Bianca.

Con oltre il 90 per cento delle schede scrutinate, Mejia è davanti al repubblicano Joe Hathaway di circa venti punti percentuali. Il margine è del 60 a 40 per cento, pari a 77.620 voti contro 52.122. Il risultato supera di circa undici punti la vittoria di nove punti ottenuta nel distretto da Kamala Harris alle presidenziali del 2024, un dato coerente con le performance democratiche registrate in altre elezioni speciali nel Paese, comprese tra i tredici e i venticinque punti di sovraperformance.

Elezione suppletiva
New Jersey, 11° distretto congressuale
Elezione suppletiva per la Camera dei Rappresentanti — seggio lasciato da Mikie Sherrill

CandidatoVoti%

Analilia Mejia
Democratico

77.620
59,6%

Joe Hathaway
Repubblicano

52.122
40,0%

Alan B. Bond
Indipendente

596
0,5%

130.338voti
94% scrutinato

Confronto con i risultati precedenti nel distretto

Margine attuale
D+20

Camera 2024
D+15
Dem +5

Presidenziali 2024
D+8
Dem +12

Elaborazione di Focus America su dati dell'Associated Press · Ultimo aggiornamento: 10:45 PM ET

L'ingresso di Mejia alla Camera porterà la maggioranza repubblicana a un risicato 218 a 214. La neoeletta completerà il mandato di Sherrill, rimasto vacante dalle dimissioni di quest'ultima a novembre, e resterà in carica fino a gennaio. Secondo il New Jersey Globe, il giuramento potrebbe arrivare già lunedì 20 aprile, offrendo al leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries un voto aggiuntivo contro la stretta maggioranza repubblicana.

Mejia, 48 anni, non aveva mai ricoperto cariche elettive prima di questa corsa. Ha iniziato come sindacalista, è stata direttrice esecutiva del New Jersey Working Families Party, poi direttrice politica nazionale della campagna presidenziale di Bernie Sanders nel 2020 e vicedirettrice del Women's Bureau del Dipartimento del Lavoro durante l'amministrazione Biden. Nella sua corsa ha ricevuto l'appoggio di Sanders, della deputata Alexandria Ocasio-Cortez e della senatrice Elizabeth Warren.

La candidata ha costruito la sua campagna su una piattaforma decisamente progressista, che include l'abolizione dell'agenzia federale per l'immigrazione e le dogane Immigration and Customs Enforcement, l'aumento del salario minimo, il sistema sanitario universale Medicare for All, la copertura universale per l'assistenza all'infanzia e l'aumento delle tasse sui più ricchi. Ha criticato duramente Trump, contestando le grazie concesse ai condannati per i fatti del 6 gennaio e il congelamento di fondi autorizzati dal Congresso. Sulla politica estera si è mostrata critica verso il governo israeliano, sostenendo che Israele ha commesso un genocidio nella Striscia di Gaza, e ha dichiarato di stare al fianco delle comunità palestinesi nella loro ricerca di pace e dignità.

La vittoria alle primarie di febbraio è stata tutt'altro che scontata. Mejia era considerata un'outsider contro avversari più noti e meglio finanziati, tra cui l'ex deputato Tom Malinowski, l'ex vicegovernatrice Tahesha Way e il commissario della contea di Essex Brendan Gill. Un primo sondaggio commissionato da una campagna rivale le attribuiva appena il 20 per cento di notorietà tra gli elettori democratici. A pesare sull'esito è stato l'intervento dell'American Israel Public Affairs Committee, il cui super PAC affiliato, lo United Democracy Project, ha speso oltre due milioni di dollari per attaccare Malinowski, considerato inaccettabile dopo aver messo in discussione gli aiuti incondizionati al governo israeliano. L'operazione si è ritorta contro i suoi promotori: Mejia, apertamente critica verso Israele, ha prevalso con il 29 per cento contro il 28 di Malinowski, mentre Way ha ottenuto il 17 per cento e Gill il 14.

Hathaway, 38 anni, consigliere comunale ed ex sindaco di Randolph nella contea di Morris, è stato l'unico repubblicano a candidarsi seriamente. Ex giocatore di football all'Università di Yale, ha lavorato nel settore sanitario, finanziario e come collaboratore dell'ex governatore repubblicano Chris Christie. Si è presentato come repubblicano moderato, disposto a distanziarsi da Trump su dossier come il Gateway Tunnel, senza ottenere un endorsement dal presidente. Nella sua campagna ha cercato di legare Mejia al sindaco di New York Zohran Mamdani, socialista democratico eletto lo scorso autunno, rivolgendosi in particolare agli elettori ebrei moderati e sostenendo che le posizioni della sua avversaria su Israele erano pericolose per la comunità ebraica.

Mejia ha raccolto poco più di un milione di dollari entro la fine di marzo, secondo i dati sulle finanze elettorali citati da NBC News, più della metà dei quali provenienti da piccoli contributi sotto i 200 dollari. Hathaway ha raccolto 500 mila dollari nello stesso periodo. La spesa esterna è stata contenuta, con un super PAC pro-Hathaway che ha investito circa 200 mila dollari e il super PAC American Centerpoint che ha diffuso nei giorni finali un annuncio digitale per legare Mejia a Mamdani.

Nel suo discorso della vittoria a Montclair, Mejia ha dichiarato: "Non sono venuta per giocare, amici miei. Sono venuta a combattere per ciò che è giusto. Non si tratta di sinistra o destra. Si tratta di giusto o sbagliato". Hathaway ha riconosciuto la sconfitta in una dichiarazione, affermando che lavorerà per ritenerla "responsabile dei voti che esprimerà e delle politiche che sosterrà" e aggiungendo di credere ancora che l'elettorato del distretto cerchi "una leadership equilibrata e pragmatica".

L'undicesimo distretto copre parti delle contee di Essex, Morris e Passaic, nei ricchi sobborghi del nord del New Jersey, ed è stato a lungo una roccaforte repubblicana prima di spostarsi sul fronte democratico a partire dal primo mandato di Trump. Sherrill lo aveva conquistato alle elezioni di medio termine del 2018 e lo aveva riconfermato nel 2024 con un margine di circa quindici punti. Con l'elezione di Mejia, per la prima volta la maggioranza dei seggi del New Jersey alla Camera e al Senato federale sarà occupata da persone non bianche, come sottolinea il New Jersey Globe, ed è anche la prima volta che una deputata dello Stato viene sostituita da un'altra deputata. Mejia e Hathaway potrebbero incontrarsi di nuovo a novembre per il mandato pieno di due anni, dopo le primarie di giugno.

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La rassegna stampa di venerdì 17 aprile 2026


L'Amministrazione Trump affronta crescenti pressioni sul conflitto con l'Iran mentre annuncia un cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano. Progressista Mejia vince in New Jersey, il direttore dell'ICE si dimette

Questa è la rassegna stampa di venerdì 17 aprile 2026

Cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano


Il presidente Trump ha annunciato un cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano, seguito da un incontro tra i leader israeliani e libanesi la prossima settimana. L'accordo mira a fare progressi verso un accordo di pace parallelo tra Stati Uniti e Iran, mentre il cessate il fuoco è entrato in vigore a mezzanotte in Libano.

Fonti: Financial Times, The Guardian, Semafor

Il direttore dell'ICE Todd Lyons si dimette


Il direttore ad interim dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) Todd Lyons lascerà l'agenzia alla fine di maggio per trasferirsi al settore privato. Lyons ha guidato l'agenzia da marzo 2025 durante un anno tumultuoso nell'attuazione dell'agenda immigratoria di Trump, supervisionando centinaia di migliaia di espulsioni.

Fonti: The Hill, The Guardian, New York Times

La progressista Analilia Mejia vince l'elezione speciale del New Jersey


La democratica Analilia Mejia ha vinto l'elezione speciale per la Camera dei Rappresentanti nel New Jersey, sconfiggendo il repubblicano Joe Hathaway. Mejia, ex responsabile della campagna presidenziale di Bernie Sanders, riempirà il seggio precedentemente occupato dall'attuale governatrice democratica Mikie Sherrill.

Fonti: New York Times, The Guardian, The Hill

Trump difende le politiche economiche nonostante l'inflazione legata al conflitto con l'Iran


Il presidente Trump ha difeso le sue politiche economiche durante un evento a Las Vegas, contestando i dati del Dipartimento del Lavoro che mostrano un aumento dell'inflazione dello 0,9% il mese scorso. L'aumento dei prezzi dell'energia deriva dal conflitto degli Stati Uniti con l'Iran, rappresentando il picco più alto dei prezzi al consumo in quasi quattro anni.

Fonti: The Hill, Bloomberg

L'Amministrazione Trump spinge i produttori petroliferi ad aumentare la produzione


I segretari dell'energia e degli interni hanno tenuto una chiamata con i dirigenti delle compagnie petrolifere per incoraggiare una maggiore produzione di petrolio. Questa spinta arriva mentre l'Amministrazione cerca di affrontare l'aumento dei prezzi energetici causato dal conflitto con l'Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Fonti: Financial Times, Bloomberg, Semafor

Il cantante D4vd arrestato per l'omicidio di una teenager


Il cantante R&B D4vd (David Anthony Burke) è stato arrestato a Los Angeles in relazione alla morte di Celeste Rivas Hernandez, 14 anni, i cui resti decomposti sono stati trovati nella sua Tesla. Il musicista 21enne è trattenuto senza cauzione mentre è sotto indagine da parte di una grande giuria della contea di LA.

Fonti: The Guardian, New York Times, Fox News

Un giudice blocca la costruzione della sala da ballo di Trump


Una decisione di un giudice federale ha nuovamente bloccato la costruzione fuori terra di una sala da ballo da 400 milioni di dollari alla Casa Bianca, scatenando una serie di post arrabbiati sui social media da parte del presidente Trump. La decisione ha oscurato gli sforzi della Casa Bianca di concentrarsi sui successi come la sua legge fiscale.

Fonti: Wall Street Journal, ABC News

Trump critica il sindaco di New York per la tassa sulle seconde case


Il presidente Trump ha affermato che il sindaco di New York Zohran Mamdani sta "distruggendo" la città con la sua proposta di tassa sulle seconde case, rappresentando forse la sua critica più diretta al leader della Grande Mela da quando si sono incontrati amichevolmente alla Casa Bianca mesi fa. La proposta mira a tassare i ricchi per finanziare l'edilizia popolare.

Fonti: The Hill, Bloomberg, Financial Times

RFK Jr. modifica il tono sui vaccini durante l'audizione al Congresso


Robert F. Kennedy Jr., che ha cercato di annullare la politica vaccinale di lunga data, ha testimoniato che il vaccino contro il morbillo è sicuro ed efficace "per la maggior parte delle persone" e ha concordato che fosse più sicuro del contrarre il morbillo. Il segretario alla Sanità ha affrontato due audizioni consecutive difendendo il suo record alla guida dell'agenzia sanitaria nazionale.

Fonti: New York Times, The Hill

Reed Hastings lascia la presidenza del consiglio di Netflix


Il co-fondatore del gigante dello streaming lascerà il consiglio di amministrazione a giugno, ha annunciato la società. Le azioni sono scese di oltre il 9% dopo che Netflix ha pubblicato previsioni di profitto deboli e il presidente ha annunciato i piani per lasciare l'incarico. Hastings ha fondato l'azienda nel 1997 quando noleggiava DVD ai clienti e li consegnava per posta.

Fonti: New York Times, Financial Times, BBC News

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Google, Microsoft e Meta ti tracciano anche quando rinunci al tracciamento, secondo un audit indipendente


Il problema sta nella natura tecnica del sistema pubblicitario.
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In breve:


Secondo un audit indipendente, Google, Microsoft e Meta continuerebbero a trasmettere e usare dati personali per la pubblicità online anche quando l’utente sceglie di rifiutare il tracciamento. Il problema riguarda il funzionamento dell’intero mercato pubblicitario digitale: dati sugli utenti, piattaforme e intermediari vengono collegati da sistemi automatici che decidono quali annunci mostrare e a chi. Per questo, secondo una fonte citata, non basta intervenire solo sui pulsanti del consenso: servirebbe modificare i canali tecnici attraverso cui i dati vengono distribuiti agli operatori pubblicitari. Il punto centrale è che la scelta dell’utente potrebbe non bastare a fermare davvero la circolazione dei suoi dati.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google, Microsoft, Meta All Tracking You Even When You Opt Out, According to an Independent Audit
“This is the Strait of Hormuz in the data economy. If you want to make a change, this is where you cut it off. Anything short of that is theatrical political posture.”
404 MediaMatthew Gault

Riassunto completo:


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Google, Microsoft, Meta All Tracking You Even When You Opt Out, According to an Independent Audit


An independent privacy audit of Microsoft, Meta, and Google web traffic in California found that the companies may be violating state regulations and racking up billions in fines. According to the audit from privacy search engine webXray, 55 percent of the sites it checked set ad cookies in a user’s browser even if they opted out of tracking. Each company disputed or took issue with the research, with Google saying it was based on a “fundamental misunderstanding” of how its product works.

The webXray California Privacy Audit viewed web traffic on more than 7,000 popular websites in California in the month of March and found that most tech companies ignore when a user asks to opt-out of cookie tracking. California has stringent and well defined privacy legislation thanks to its California Consumer Privacy Act (CCPA) which allows users to, among other things, opt out of the sale of their personal information. There’s a system called Global Privacy Control (GPC), which includes a browser extension that indicates to a website when a user wants to opt out of tracking.

According to the webXray audit, Google failed to let users opt out 87 percent of the time. “Googleʼs failure to honor the GPC opt-out signal is easy to find in network traffic. When a browser using GPC connects to Googleʼs servers it encodes the opt-out signal by sending the code ‘sec-gpc: 1.’ This means Google should not return cookies,” the audit said. “However, when Googleʼs server responds to the network request with the opt-out it explicitly responds with a command to create an advertising cookie named IDE using the ‘set-cookie’ command. This non-compliance is easy to spot, hiding in plain sight.”

The audit said that Microsoft fails to opt out users in the same way and has a failure rate of 50 percent in the web traffic webXray viewed. Meta’s failure rate was 69 percent and a bit more comprehensive. “Meta instructs publishers to install the following tracking code on their websites. The code contains no check for globally standard opt-out signals—it loads unconditionally, fires a tracking event, and sets a cookie regardless of the consumerʼs privacy preferences,” the audit said. It showed a copy of Meta’s tracking data which contains no GPC check at all.

webXray is an independent technology company that runs a search engine that lets people look for privacy violations on the internet. Its founder Timothy Libert is the former lead of cookie policy and compliance at Google. Libert told 404 Media he felt his job at Google was to protect its users but that his bosses didn’t agree. He left the company in 2023 and started webXray.

“Shortly before I left my boss told me, direct quote, my job is to protect the company. There was another time I got into a very serious ontological discussion with a fairly senior engineer about what the difference was between taxes and fines and they didn’t understand there was a difference,” he said.
playlist.megaphone.fm?p=TBIEA2…
Microsoft, Meta, and Google have collectively paid billions in fees for previous privacy violations similar to the ones Libert and webXray found during the audit. According to Libert, the big tech companies don’t fear these fines. “In many ways fines have come to replace taxes,” he said. “What I’m trying to show here is, ‘How is enforcement failing?’ What we’re trying to do here is put people in the regulatory and legal community who work on these issues to have an understanding of what’s actually going on under the hood.”

One of the things going on under the hood revealed in the audit is how cookie banners work. Anyone who uses the internet has seen these annoying pop-ups that ask users how they want to handle cookies issued from the site. These are called consent management platforms (CPM). Google, one of the premier purveyors of cookies, runs a service called “Cookiebot” that certifies CPMs.

“This clear conflict of interest led us to ask: do these CMPs actually work?” the audit said. “By measuring what happens when an opt-out signal is sent to a website, we were able to find out, and the findings are clear: no Google-certified CMP we evaluated works 100% of the time, and all of them are often found to fail to prevent Google from setting cookies despite opt-out signals being present.”

webXray said it tested three CMP companies and found opt-out failure rates of 77 percent, 91 percent, and 90 percent. “It does not work. It fails. It lets Google, specifically the party who said that this will work, it lets them set cookies,” Libert said.

Google, Meta, and Microsoft all disputed the audit. “This report is based on a fundamental misunderstanding of how our products work. We honor opt-out provided by advertisers and publishers as required by law,” a Google spokesperson told 404 Media.

“This is a marketing ploy that mischaracterizes how GPC works and Meta's role," Meta told 404 Media. “GPC only restricts certain uses of third-party data and allows website operators to override GPC signals, and we offer the Limited Data Use feature to help websites indicate what permissions they have. When data is transmitted to us with the LDU flag, we restrict the use of that data, as specified in our State-Specific Terms.”

“Consumer privacy is a top priority for us, and we remain committed to transparency and compliance with applicable privacy requirements. As outlined in our Privacy Statement, when we receive a GPC signal, we opt the user out of sharing personal data with third parties for personalized advertising, and our advertising systems are designed to reflect that choice,” a Microsoft spokesperson said. “Certain Microsoft cookies are necessary for operational purposes, and may therefore be placed and read even when a GPC signal is detected.”

“In my view this stuff isn’t complicated. You say, ‘don’t set the cookie.’ They set the cookie,” Libert said. “The regulators see a fox going into the henhouse and the fox says, ‘I’m just here to count the eggs, not to eat any chickens.’ And they take them at their word. They don’t make them produce any public record.”

When caught, governments levy fines against companies and the companies pay. Libert said that isn’t enough. “They can just pay fines forever,” he said.

Key to the audit is that Libert and his team provided a simple solution to the violations. According to webXray, it’s as easy as adding one line of code. “When Microsoftʼs ad server receives traffic with Sec-GPC: 1, all it has to do is return a 451 Unavailable For Legal Reasons status code to indicate the content cannot be served due to the consumerʼs legally defined opt-out. No cookie is set in this condition,” the audit said.

“This is the Strait of Hormuz in the data economy. If you want to make a change, this is where you cut it off. Anything short of that is theatrical political posture,” Libert said.


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Il nuovo assistente AI Firefly di Adobe può utilizzare le app Creative Cloud in autonomia


Anche Adobe propone la sua soluzione agentica.
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In breve:


Adobe, società nota per programmi come Photoshop e Premiere, sta portando in beta pubblica Firefly AI Assistant, un assistente AI che opera dentro più applicazioni della suite Creative Cloud. L’utente descrive il risultato atteso e il sistema può proporre passaggi, coordinare strumenti diversi ed eseguire flussi di lavoro, lasciando sempre la possibilità di intervenire. Adobe aggiunge anche funzioni preimpostate per compiti ricorrenti e nuove opzioni per l’editor video di Firefly.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Adobe’s new Firefly AI assistant can use Creative Cloud apps to complete tasks | TechCrunch
Adobe says the assistant can work across apps like Firefly, Photoshop, Premiere, Lightroom, Express, Illustrator and its other apps to do tasks for you.
TechCrunchIvan Mehta

Riassunto completo:


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L'app europea per l'età, Anthropic verso gli 800 miliardi, le big tech continuano a tracciarti


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon venerdì,
la Commissione Europea ha appena lanciato una nuova app per la verifica dell'età online, uno strumento che servirebbe in tutto il mondo. Poi parleremo di una possibile valutazione di Anthropic verso gli 800 miliardi; leggeremo un'inchiesta sul tracciamento dei dati personali, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 305 - Venerdì 17 Aprile
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

La Commissione europea ha lanciato l'app per la verifica dell’età online


Legge
La Commissione europea ha presentato un app open source per dimostrare di avere l’età minima online richiesta senza consegnare i propri dati personali ai siti web. L’utente attiva l’app con un sistema di identità elettronica oppure con passaporto o carta d’identità, protetto anche da verifica biometrica. In seguito, quando accede a piattaforme riservate ai maggiori di 13 o 18 anni, trasmette solo la conferma dell’età e non nome, data di nascita o numero del documento.
~
Fonte: WIRED Italia

Leggi tutto

Ce la aspettiamo ovunque

Il ban dei social media per gli under 16 in Australia...
[solo per supporter]

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Inizia subito

Anthropic riceve offerte di investitori per una valutazione di 800 miliardi di dollari


Startup
Anthropic ha ricevuto proposte preliminari da investitori per un nuovo finanziamento che attribuirebbe all’azienda una valutazione intorno a 800 miliardi di dollari o più. Per ora la società non ha ancora accettato. A febbraio aveva raccolto 30 miliardi con una valutazione pre-money di 350 miliardi. L’interesse nasce dalla crescita dei ricavi, arrivati a un ritmo annuo di 30 miliardi, e dal confronto diretto con OpenAI, che ha appena chiuso un’operazione che l'ha portata a una valutazione di 852 miliardi.
~
Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

Pareggiare OpenAI?

È incredibile quanto Anthropic sia cresciuta...
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Google, Microsoft e Meta ti tracciano anche quando rinunci al tracciamento, secondo un audit indipendente


Privacy
Secondo un audit indipendente, Google, Microsoft e Meta continuerebbero a trasmettere e usare dati personali per la pubblicità online anche quando l’utente sceglie di rifiutare il tracciamento. Il problema riguarda il funzionamento dell’intero mercato pubblicitario digitale: dati sugli utenti, piattaforme e intermediari vengono collegati da sistemi automatici che decidono quali annunci mostrare e a chi. Per questo, secondo una fonte citata, non basta intervenire solo sui pulsanti del consenso: servirebbe modificare i canali tecnici attraverso cui i dati vengono distribuiti agli operatori pubblicitari. Il punto centrale è che la scelta dell’utente potrebbe non bastare a fermare davvero la circolazione dei suoi dati.
~
Fonte: 404 Media
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Il nuovo assistente AI Firefly di Adobe può utilizzare le app Creative Cloud in autonomia


Intelligenza Artificiale
Adobe, società nota per programmi come Photoshop e Premiere, sta portando in beta pubblica Firefly AI Assistant, un assistente AI che opera dentro più applicazioni della suite Creative Cloud. L’utente descrive il risultato atteso e il sistema può proporre passaggi, coordinare strumenti diversi ed eseguire flussi di lavoro, lasciando sempre la possibilità di intervenire. Adobe aggiunge anche funzioni preimpostate per compiti ricorrenti e nuove opzioni per l’editor video di Firefly.
~
Fonte: TechCrunch
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Trump Mobile presenta in pre order lo smartphone T1 aggiornato


Startup
Il progetto telefonico legato alla famiglia Trump continua a mostrare segnali di incertezza. Trump Mobile, società collegata a Donald Trump Jr. ed Eric Trump, ha diffuso nuove immagini del telefono T1 da 499 dollari con un modulo fotografico ridisegnato, ma ha rimosso dal sito qualsiasi data di arrivo, sostituendola con una lista d’attesa. Intanto sono state rimosse anche le indicazioni sulla produzione negli Stati Uniti, messaggio che è stato centrale durante la campagna pubblicitaria, e che ha portato 11 parlamentari democratici a chiedere alla Federal Trade Commission di verificare possibili pratiche commerciali ingannevoli.
~
Fonte: The Independent
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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In lingua inglese.

Artemis II è stato un successo strepitoso. Atterrare sulla Luna sarà molto più difficile.


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Perché ChatGPT cita una pagina piuttosto che un'altra (studio su 1,4 milioni di prompt)


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Sistemi di frontiera per il mondo fisico


a16z.news (eng)

Lavorare su prodotti che la gente odia


seangoedecke.com (eng)


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Inizia subito

Notizie veloci


In lingua inglese.

Snap taglierà il 16% della forza lavoro nel tentativo di aumentare la redditività


wsj.com (eng)

Google introduce le "Skill" in Chrome per rendere i prompt di Gemini immediatamente riutilizzabili


arstechnica.com (eng)

Fissione impossibile: lo zio Sam vuole i reattori nucleari nello spazio entro il 2031


theregister.com (eng)

Tool del giorno

Skills per Chrome


Skills è una nuova funzionalità che trasforma i tuoi prompt in workflow riutilizzabili, attivabili con un solo clic, direttamente all'interno del browser. Ci sono anche molti prompt di default creati da Google.

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Google, Microsoft, Meta All Tracking You Even When You Opt Out, According to an Independent Audit


An independent privacy audit of Microsoft, Meta, and Google web traffic in California found that the companies may be violating state regulations and racking up billions in fines. According to the audit from privacy search engine webXray, 55 percent of the sites it checked set ad cookies in a user’s browser even if they opted out of tracking. Each company disputed or took issue with the research, with Google saying it was based on a “fundamental misunderstanding” of how its product works.

The webXray California Privacy Audit viewed web traffic on more than 7,000 popular websites in California in the month of March and found that most tech companies ignore when a user asks to opt-out of cookie tracking. California has stringent and well defined privacy legislation thanks to its California Consumer Privacy Act (CCPA) which allows users to, among other things, opt out of the sale of their personal information. There’s a system called Global Privacy Control (GPC), which includes a browser extension that indicates to a website when a user wants to opt out of tracking.

According to the webXray audit, Google failed to let users opt out 87 percent of the time. “Googleʼs failure to honor the GPC opt-out signal is easy to find in network traffic. When a browser using GPC connects to Googleʼs servers it encodes the opt-out signal by sending the code ‘sec-gpc: 1.’ This means Google should not return cookies,” the audit said. “However, when Googleʼs server responds to the network request with the opt-out it explicitly responds with a command to create an advertising cookie named IDE using the ‘set-cookie’ command. This non-compliance is easy to spot, hiding in plain sight.”

The audit said that Microsoft fails to opt out users in the same way and has a failure rate of 50 percent in the web traffic webXray viewed. Meta’s failure rate was 69 percent and a bit more comprehensive. “Meta instructs publishers to install the following tracking code on their websites. The code contains no check for globally standard opt-out signals—it loads unconditionally, fires a tracking event, and sets a cookie regardless of the consumerʼs privacy preferences,” the audit said. It showed a copy of Meta’s tracking data which contains no GPC check at all.

webXray is an independent technology company that runs a search engine that lets people look for privacy violations on the internet. Its founder Timothy Libert is the former lead of cookie policy and compliance at Google. Libert told 404 Media he felt his job at Google was to protect its users but that his bosses didn’t agree. He left the company in 2023 and started webXray.

“Shortly before I left my boss told me, direct quote, my job is to protect the company. There was another time I got into a very serious ontological discussion with a fairly senior engineer about what the difference was between taxes and fines and they didn’t understand there was a difference,” he said.
playlist.megaphone.fm?p=TBIEA2…
Microsoft, Meta, and Google have collectively paid billions in fees for previous privacy violations similar to the ones Libert and webXray found during the audit. According to Libert, the big tech companies don’t fear these fines. “In many ways fines have come to replace taxes,” he said. “What I’m trying to show here is, ‘How is enforcement failing?’ What we’re trying to do here is put people in the regulatory and legal community who work on these issues to have an understanding of what’s actually going on under the hood.”

One of the things going on under the hood revealed in the audit is how cookie banners work. Anyone who uses the internet has seen these annoying pop-ups that ask users how they want to handle cookies issued from the site. These are called consent management platforms (CPM). Google, one of the premier purveyors of cookies, runs a service called “Cookiebot” that certifies CPMs.

“This clear conflict of interest led us to ask: do these CMPs actually work?” the audit said. “By measuring what happens when an opt-out signal is sent to a website, we were able to find out, and the findings are clear: no Google-certified CMP we evaluated works 100% of the time, and all of them are often found to fail to prevent Google from setting cookies despite opt-out signals being present.”

webXray said it tested three CMP companies and found opt-out failure rates of 77 percent, 91 percent, and 90 percent. “It does not work. It fails. It lets Google, specifically the party who said that this will work, it lets them set cookies,” Libert said.

Google, Meta, and Microsoft all disputed the audit. “This report is based on a fundamental misunderstanding of how our products work. We honor opt-out provided by advertisers and publishers as required by law,” a Google spokesperson told 404 Media.

“This is a marketing ploy that mischaracterizes how GPC works and Meta's role," Meta told 404 Media. “GPC only restricts certain uses of third-party data and allows website operators to override GPC signals, and we offer the Limited Data Use feature to help websites indicate what permissions they have. When data is transmitted to us with the LDU flag, we restrict the use of that data, as specified in our State-Specific Terms.”

“Consumer privacy is a top priority for us, and we remain committed to transparency and compliance with applicable privacy requirements. As outlined in our Privacy Statement, when we receive a GPC signal, we opt the user out of sharing personal data with third parties for personalized advertising, and our advertising systems are designed to reflect that choice,” a Microsoft spokesperson said. “Certain Microsoft cookies are necessary for operational purposes, and may therefore be placed and read even when a GPC signal is detected.”

“In my view this stuff isn’t complicated. You say, ‘don’t set the cookie.’ They set the cookie,” Libert said. “The regulators see a fox going into the henhouse and the fox says, ‘I’m just here to count the eggs, not to eat any chickens.’ And they take them at their word. They don’t make them produce any public record.”

When caught, governments levy fines against companies and the companies pay. Libert said that isn’t enough. “They can just pay fines forever,” he said.

Key to the audit is that Libert and his team provided a simple solution to the violations. According to webXray, it’s as easy as adding one line of code. “When Microsoftʼs ad server receives traffic with Sec-GPC: 1, all it has to do is return a 451 Unavailable For Legal Reasons status code to indicate the content cannot be served due to the consumerʼs legally defined opt-out. No cookie is set in this condition,” the audit said.

“This is the Strait of Hormuz in the data economy. If you want to make a change, this is where you cut it off. Anything short of that is theatrical political posture,” Libert said.


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Trump Mobile presenta in pre order lo smartphone T1 aggiornato


Era sparito da mesi.
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In breve:


Il progetto telefonico legato alla famiglia Trump continua a mostrare segnali di incertezza. Trump Mobile, società collegata a Donald Trump Jr. ed Eric Trump, ha diffuso nuove immagini del telefono T1 da 499 dollari con un modulo fotografico ridisegnato, ma ha rimosso dal sito qualsiasi data di arrivo, sostituendola con una lista d’attesa. Intanto sono state rimosse anche le indicazioni sulla produzione negli Stati Uniti, messaggio che è stato centrale durante la campagna pubblicitaria, e che ha portato 11 parlamentari democratici a chiedere alla Federal Trade Commission di verificare possibili pratiche commerciali ingannevoli.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Trump Mobile previews updated gold-heavy ‘T1’ smartphone
There still isn’t a clear release date for the new-look smartphone
The IndependentErin Keller

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La Commissione europea ha lanciato l'app per la verifica dell’età online


È open source e trasmette solo la conferma dell'età ai siti web.
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In breve:


La Commissione europea ha presentato un app open source per dimostrare di avere l’età minima online richiesta senza consegnare i propri dati personali ai siti web. L’utente attiva l’app con un sistema di identità elettronica oppure con passaporto o carta d’identità, protetto anche da verifica biometrica. In seguito, quando accede a piattaforme riservate ai maggiori di 13 o 18 anni, trasmette solo la conferma dell’età e non nome, data di nascita o numero del documento.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Finalmente abbiamo l’app per la verifica dell’età online, a chiudere il ping pong di responsabilità ci ha pensato la Commissione europea
Per le grandi piattaforme digitali “non ci sono più scuse”. Parola di Ursula von der Leyen, che annuncia il nuovo sistema europeo per la verifica dell’età degli utenti online
Wired ItaliaValentina Neri

Riassunto completo:


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Anthropic riceve offerte di investitori per una valutazione di 800 miliardi di dollari


Ma l'azienda di Amodei non ha ancora accettato.
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In breve:


Anthropic ha ricevuto proposte preliminari da investitori per un nuovo finanziamento che attribuirebbe all’azienda una valutazione intorno a 800 miliardi di dollari o più. Per ora la società non ha ancora accettato. A febbraio aveva raccolto 30 miliardi con una valutazione pre-money di 350 miliardi. L’interesse nasce dalla crescita dei ricavi, arrivati a un ritmo annuo di 30 miliardi, e dal confronto diretto con OpenAI, che ha appena chiuso un’operazione che l'ha portata a una valutazione di 852 miliardi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic Attracts Investor Offers at an $800 Billion Valuation
Anthropic PBC has received several offers from investors for a new round of funding that could value the artificial intelligence startup at about $800 billion or higher — overtures that the Claude maker has so far resisted, according to people familiar with the matter.
BloombergNatasha Mascarenhas and Rebecca Torrence and Bailey Lipschultz and Edward Ludlow and Shirin Ghaffary

Riassunto completo:


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Robert Kennedy Jr. tagliò i genitali a un procione morto in autostrada per studiarli


Un volume in uscita firmato da Isabel Vincent ricostruisce episodi insoliti del segretario alla Salute, tra diari privati e ricordi familiari riportati dalla stampa americana.

Un nuovo libro su Robert Francis Kennedy Jr., attuale segretario del Department of Health and Human Services, riporta un episodio in cui l'attuale responsabile della sanità statunitense si fermò a bordo della strada per asportare gli organi genitali di un procione investito, con l'intenzione di studiarli in seguito. La ricostruzione è contenuta nel volume RFK Jr.: The Fall and Rise, firmato da Isabel Vincent, giornalista del New York Post, che ha consultato una serie di fonti tra cui i diari privati scritti da Kennedy quando viveva a New York, tra il 1999 e il 2001.

Secondo quanto riportato dal New York Post, in uno dei passaggi dei diari Kennedy descrive sé stesso mentre, fermo sull'autostrada I-684 davanti alla propria auto, taglia il pene di un procione morto sull'asfalto. Nello stesso brano, il settantaduenne responsabile della sanità rifletteva sui rapporti difficili con il fratello Douglas Kennedy e il cugino Bobby Shriver, mentre i figli attendevano in macchina. A People, Kennedy avrebbe poi spiegato di aver raccolto i genitali dell'animale per poterli studiare in un secondo momento.

L'episodio si aggiunge a una lunga serie di aneddoti sul rapporto del segretario con carcasse e parti di animali. In un'intervista rilasciata nel 2012 a Town & Country, la figlia Kick Kennedy raccontò che durante una vacanza di famiglia a Hyannis Port, nel Massachusetts, il padre, saputo che una carcassa di balena era stata trascinata sulla spiaggia di Squaw Island, si recò sul posto e decapitò l'animale con una motosega. Legò poi la testa sul tetto del minivan familiare con una corda elastica, con l'idea di portarla a casa per studiarla. Nel suo racconto alla rivista, la figlia descrisse il viaggio di ritorno come un'esperienza sgradevole, con i liquidi della balena che filtravano nei finestrini a ogni accelerazione, costringendo i passeggeri a coprirsi il volto con sacchetti di plastica.

Nel 2024, durante la breve campagna per la presidenza, Kennedy ammise al New Yorker di aver abbandonato, circa dieci anni prima, la carcassa di un cucciolo di orso a Central Park, dopo un tentativo fallito di scuoiarlo. In un video diffuso sui social media, apparentemente per anticipare l'uscita dell'articolo, il futuro segretario raccontò che lui e alcuni amici avevano bevuto e avevano poi deciso di disfarsi del corpo dell'animale facendo credere che fosse stato investito da una bicicletta. Kennedy sostenne di aver trovato l'orso già morto durante una gita di falconeria a Goshen, nello stato di New York.

Lo scorso anno, dopo la nomina a capo del Department of Health and Human Services da parte del presidente Donald Trump, la cugina Caroline Kennedy inviò una lettera ai parlamentari in cui riferiva che durante gli anni universitari Robert Kennedy Jr. avrebbe frullato pulcini e topi per nutrire i suoi falchi, descrivendo la stanza del dormitorio come una scena di violenza e degrado. Il contenuto della lettera è stato riportato dal Telegraph.

L'autrice del libro, Isabel Vincent, è una giornalista del New York Post. Il volume ricostruisce la parabola personale e politica di Kennedy attingendo anche a materiali inediti, in particolare ai diari privati del periodo newyorkese. Gli episodi citati si inseriscono in una ricostruzione più ampia della figura del segretario, noto per un interesse di lunga data verso il mondo animale e per una serie di vicende già emerse sulla stampa negli ultimi anni. Stando al New York Post, gli esiti degli studi annunciati da Kennedy sui resti della balena e sugli organi del procione non sono mai stati resi pubblici.

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Gli americani credono di pagare troppe tasse


Il 59% ritiene di pagare troppo e solo il 47% considera eque le proprie imposte: i livelli più negativi degli ultimi vent'anni, secondo un sondaggio Gallup

Il presidente Donald Trump ha firmato a luglio 2025 il One Big Beautiful Bill Act, una legge che ha reso permanenti gran parte dei tagli fiscali del 2017 e ha introdotto nuove esenzioni su mance e straordinari. Eppure gli americani non sembrano essersene accorti. Secondo un sondaggio Gallup condotto tra il 2 e il 18 marzo 2026, il 59% degli intervistati ritiene di pagare troppe tasse, una percentuale stabile dal 2023. Solo il 37% considera il proprio carico fiscale "più o meno giusto" e appena il 3% lo reputa troppo basso.

Il malcontento fiscale si conferma ai livelli più alti degli ultimi vent'anni. Il dato attuale è superiore alla media del 50% circa registrata nei primi anni Duemila, dopo i tagli fiscali varati da George W. Bush nel 2001, ma resta inferiore ai picchi degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, quando la percentuale di chi si lamentava superava regolarmente il 60%.

Anche la percezione di equità delle imposte è vicina ai minimi storici. Solo il 47% degli americani giudica eque le tasse che dovrà pagare quest'anno, un dato compreso nella forchetta 46-49% osservata dal 2023 e vicino al record negativo del 45% toccato nel 1999. Il 49% che considera le proprie tasse ingiuste sfiora invece il massimo storico del 51%, raggiunto nel 2023.
Come gli americani giudicano le tasse federali

Fiscalità · Stati Uniti
Il 59% degli americani pensa di pagare troppe tasse
Sondaggio Gallup 1956–2026 · "Le tasse federali sul reddito sono troppo alte, giuste o troppo basse?"

% Troppo alte 59

% Giuste 37

59%
Troppo alte (2026)

37%
Giuste (2026)

+22 pp
Divario nel 2026

Elaborazione su dati Gallup · Sondaggio "Tasse e giorno del contribuente" · Trend 1956–2026 · Aprile 2026

Il sondaggio Gallup evidenzia un contrasto netto con gli effetti che i grandi tagli fiscali del passato hanno avuto sull'opinione pubblica. Tra il 2001 e il 2003, dopo il primo taglio di Bush, la quota di chi riteneva le tasse troppo alte scese dal 65% al 47%, mentre la percezione di equità salì dal 51% al 64%. Un andamento simile si verificò dopo il Tax Cuts and Jobs Act del 2017, approvato durante il primo mandato di Trump: la percentuale di chi si lamentava del carico fiscale toccò il minimo storico del 45% nel 2018 e nel 2019, e la percezione di equità si mantenne intorno al 60%.

L'effetto positivo di quella legge si esaurì nel 2021, quando i repubblicani tornarono a lamentarsi delle tasse dopo l'insediamento di Joe Biden. L'inflazione elevata del 2022 e 2023 peggiorò ulteriormente il quadro, con l'aumento cumulativo dei prezzi che erose il potere d'acquisto dei consumatori. Da allora il giudizio degli americani non è più migliorato, nemmeno dopo le nuove misure fiscali del 2025.

Le differenze per reddito sono minime. Circa sei adulti su dieci in tutte le fasce, che si tratti di redditi bassi (63%), medi (58%) o alti (59%), ritengono di pagare troppe tasse. Allo stesso modo, circa la metà di ciascun gruppo giudica eque le proprie imposte.

Le differenze tra elettorati politici sono più interessanti. Come accade di solito durante le presidenze repubblicane, il divario tra i partiti si riduce. Il 64% degli indipendenti, il 60% dei repubblicani e il 49% dei democratici ritiene di pagare troppo. Rispetto al 2023, la percentuale dei repubblicani insoddisfatti è scesa dal 71% al 60%, mentre quella dei democratici è salita dal 41% al 49%. I due movimenti si sono compensati, lasciando il dato complessivo sostanzialmente invariato.

Sulla questione dell'equità il quadro si ribalta rispetto all'era Biden. Il 57% dei repubblicani considera eque le proprie tasse, un dato vicino al 52% dei democratici. Gli indipendenti sono i più scontenti, con solo il 39% che esprime un giudizio positivo. Tra il 2023 e il 2025, quando le politiche fiscali erano associate a Biden, appena un terzo dei repubblicani giudicava eque le tasse, contro oltre il 60% dei democratici.

Gallup osserva che alcune misure contenute nella legge del 2025, come l'esenzione fiscale sulle mance e le deduzioni maggiorate per gli anziani, potrebbero influenzare l'opinione pubblica man mano che più contribuenti presenteranno le dichiarazioni dei redditi in aprile. Tuttavia la guerra in Iran sta spingendo al rialzo i prezzi della benzina e di altri beni di consumo, e l'erosione del potere d'acquisto potrebbe pesare sulle percezioni degli americani più di qualsiasi sgravio fiscale.

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Trump annuncia un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano


Il presidente americano ha comunicato l'intesa su Truth Social. La tregua scatta alle 17 ora di Washington e segue l'incontro tra gli ambasciatori a Washington mediato da Marco Rubio.
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Israele e Libano hanno accettato un cessate il fuoco di dieci giorni che entrerà in vigore alle 17 ora della costa orientale degli Stati Uniti. L'annuncio è arrivato dal presidente Donald Trump con un messaggio pubblicato su Truth Social, in cui ha riferito di aver parlato al telefono sia con il presidente libanese Joseph Aoun sia con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Trump ha incaricato il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il capo degli Stati Maggiori Riuniti Dan Caine di lavorare con i due Paesi per raggiungere una pace duratura.

L'intesa arriva due giorni dopo lo storico incontro di Washington tra le delegazioni dei due Paesi, il primo contatto diretto ad alto livello da oltre tre decenni. Israele e Libano restano formalmente in stato di guerra dal 1948 e il Libano, come la maggioranza dei Paesi arabi, non ha relazioni diplomatiche ufficiali con Israele. Una legge libanese del 1955 vieta inoltre ai cittadini ogni contatto con israeliani, anche se viene applicata in modo selettivo.

Il negoziato di martedì si è svolto al Dipartimento di Stato a Washington, con gli ambasciatori dei due Paesi seduti uno di fronte all'altro mentre Rubio e altri funzionari americani occupavano i posti centrali. L'incontro era preliminare e dedicato agli aspetti logistici più che ai contenuti, e si era concluso senza alcun cessate il fuoco. "Questo è un processo, non un evento", aveva dichiarato Rubio. "Servirà tempo". L'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter aveva parlato di una convergenza di vedute sulla rimozione dell'influenza di Hezbollah dal Libano, mentre l'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh Moawad aveva definito l'incontro "costruttivo".

Il conflitto era ricominciato il 2 marzo, quando Hezbollah, gruppo libanese sostenuto dall'Iran, aveva aperto il fuoco contro Israele in appoggio a Teheran, due giorni dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Israele aveva risposto con un'intensa campagna di bombardamenti e un'invasione di terra. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno provocato oltre 2.124 morti, tra cui 254 donne e 168 bambini, e costretto più di un milione di persone ad abbandonare le proprie case. Israele riferisce che dodici suoi soldati e due civili sono stati uccisi dagli attacchi di Hezbollah nello stesso periodo.

Particolarmente gravi erano stati gli attacchi israeliani dell'8 aprile, quando oltre cento raid avevano colpito anche aree affollate nel cuore di Beirut. Il ministero della Salute libanese ha riferito che quegli attacchi hanno ucciso 357 persone, tra cui 71 donne e 30 bambini. Israele ha sostenuto invece che le incursioni hanno colpito oltre 250 miliziani di Hezbollah. Da quel giorno, su richiesta di Washington, l'aviazione israeliana non ha più bombardato l'area di Beirut, pur continuando a colpire il sud e l'est del Paese.

L'attuale governo libanese, salito al potere all'inizio del 2025 con un programma riformista che includeva il disarmo dei gruppi armati non statali, aveva reagito con durezza alla scelta di Hezbollah di entrare nel conflitto. Le autorità avevano criminalizzato le attività militari del gruppo, dichiarato persona non grata l'ambasciatore iraniano e messo al bando le Guardie Rivoluzionarie iraniane. Il presidente Aoun aveva offerto a Israele negoziati diretti, i primi da decenni, in cambio della fine delle ostilità, ma l'iniziativa, sostenuta anche dal presidente francese Emmanuel Macron, era inizialmente caduta nel vuoto.

La svolta è arrivata con la tregua tra Iran e Stati Uniti mediata dal Pakistan. Teheran aveva chiesto come condizione che il cessate il fuoco includesse anche il Libano, ma Israele e Washington avevano respinto questo collegamento. L'8 aprile, dopo i pesanti raid su Beirut, Netanyahu ha annunciato di aver accettato i colloqui diretti con il Libano. Mercoledì il gabinetto di sicurezza israeliano si è riunito per discutere una possibile tregua, mentre il governo Netanyahu si trovava sotto forte pressione da parte di Washington, secondo quanto riferito a Reuters da un alto funzionario israeliano.

Le posizioni dei due Paesi sui colloqui restano lontane. Il Libano vuole un cessate il fuoco preventivo, il ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese, il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti in Israele, il ritorno degli sfollati e la ricostruzione. Beirut chiede inoltre maggiori finanziamenti internazionali per le forze armate, in modo da poter dispiegare l'esercito su tutto il territorio nazionale. Israele invece ha presentato i colloqui come negoziati di pace incentrati soprattutto sul disarmo di Hezbollah e ha annunciato la creazione di una zona cuscinetto di otto-dieci chilometri all'interno del territorio libanese. Il capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir ha dichiarato, durante una visita nel sud del Libano, di aver ordinato che tutta l'area fino al fiume Litani diventi una "zona vietata" agli operatori di Hezbollah.

L'apertura del governo libanese ha provocato profonde divisioni interne. Hezbollah ha respinto con forza i negoziati. Il deputato del gruppo Hassan Fadlallah, in una conferenza stampa televisiva, ha accusato il governo di aver intrapreso "una strada sbagliata che porta solo ad aumentare la frattura" tra i libanesi, sostenendo che l'esecutivo stia offrendo "concessioni gratuite" a uno Stato nemico.

I precedenti tentativi diplomatici tra i due Paesi si sono spesso conclusi con accordi mai pienamente attuati. Nel 1949 i negoziati indiretti portarono a un patto di non aggressione rimasto in vigore fino al 1967. Nel 1983, durante la guerra civile libanese, fu firmato un accordo poi annullato dal governo di Beirut un anno dopo. Nel 1993 il Libano partecipò ai negoziati che portarono agli accordi di Oslo, ma il binario libanese non ebbe seguito. Nel 2022 i due Paesi raggiunsero un'intesa sui confini marittimi grazie alla mediazione americana. L'ultimo cessate il fuoco, firmato nel novembre 2024 dopo oltre un anno di scontri, non è mai stato pienamente rispettato.

Trump ha rivendicato l'intesa come un successo personale, scrivendo su Truth Social di aver "risolto nove guerre nel mondo" e che questa sarà la decima.

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Il Pentagono chiama le case automobilistiche per produrre armi


Funzionari della Difesa hanno avviato colloqui con i vertici di General Motors, Ford, GE Aerospace e Oshkosh per riconvertire stabilimenti civili alla produzione militare di fronte alla scarsità di munizioni.

L'amministrazione Trump vuole coinvolgere le case automobilistiche e altri grandi produttori industriali americani nella fabbricazione di armi, richiamando una pratica adottata durante la Seconda guerra mondiale. Lo rivela uno scoop del Wall Street Journal firmato da Sharon Terlep e Marcus Weisgerber, secondo cui alti funzionari del Pentagono hanno già avviato colloqui preliminari con i vertici di diverse aziende.

Tra i dirigenti contattati ci sono Mary Barra, amministratrice delegata di General Motors, e Jim Farley, numero uno di Ford Motor. Le discussioni hanno coinvolto anche GE Aerospace e Oshkosh, produttore di veicoli e macchinari industriali. L'obiettivo del dipartimento della Difesa è utilizzare il personale e la capacità produttiva di queste aziende per aumentare rapidamente la fabbricazione di munizioni e altre dotazioni militari, in un momento in cui le guerre in Ucraina e in Iran stanno esaurendo le scorte americane.

I colloqui, descritti come preliminari e ad ampio raggio, hanno riguardato la possibilità che i produttori americani facciano da sostegno alle tradizionali aziende della difesa. I funzionari hanno chiesto se le imprese contattate siano in grado di riconvertire velocemente parte della propria attività al settore militare e hanno sollecitato gli stessi dirigenti a indicare gli ostacoli, dai requisiti contrattuali alle difficoltà nelle procedure di gara.

Un portavoce del Pentagono ha dichiarato al Wall Street Journal che il dipartimento della Difesa è impegnato ad ampliare rapidamente la base industriale militare sfruttando tutte le soluzioni e le tecnologie commerciali disponibili per garantire un vantaggio decisivo alle forze armate. Le trattative rappresentano l'ultimo passo di una strategia dell'amministrazione per mettere la produzione militare su quello che il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito un assetto da tempo di guerra.

Secondo le fonti del quotidiano, i contatti sono iniziati prima del conflitto con l'Iran. La guerra ha però aggravato la pressione sulle scorte di munizioni statunitensi, rendendo ancora più urgente la ricerca di partner commerciali capaci di aumentare rapidamente la fornitura di missili, tecnologie anti-drone e altro materiale tattico.

Oshkosh, azienda con sede in Wisconsin, ha avviato un dialogo con il Pentagono a novembre, dopo l'appello di Hegseth ai produttori industriali. Logan Jones, chief growth officer della divisione trasporti del gruppo, ha spiegato al Wall Street Journal che le discussioni si sono concentrate sulle aree in cui l'azienda può mettere a disposizione capacità produttiva coerente con le proprie competenze di base. Oshkosh costruisce veicoli tattici per il trasporto truppe destinati all'esercito americano e ad alleati degli Stati Uniti, ma la maggior parte dei suoi 10,5 miliardi di dollari di ricavi proviene dal settore non militare. Jones ha aggiunto di aver ricevuto un messaggio chiaro sull'importanza di questo impegno.

Le preoccupazioni dei parlamentari e del Pentagono sulla capacità produttiva bellica statunitense sono cresciute dopo l'avvio dei trasferimenti di grandi quantità di armi all'Ucraina, iniziati da Washington e dagli alleati della North Atlantic Treaty Organization in seguito all'invasione russa su vasta scala del 2022. La recente richiesta di bilancio del Pentagono da 1.500 miliardi di dollari, che sarebbe la più alta dell'era moderna per il dipartimento, prevede investimenti rilevanti nella produzione di munizioni e droni.

L'amministrazione Trump ha già fatto ricorso all'industria automobilistica americana in passato. General Motors e Ford collaborarono con produttori di dispositivi medici per fabbricare decine di migliaia di ventilatori polmonari nelle prime fasi della pandemia. Il precedente più rilevante risale però alla Seconda guerra mondiale, quando le case automobilistiche di Detroit sospesero la produzione di vetture per costruire bombardieri, motori aeronautici e camion, trasformando gli Stati Uniti in quello che venne definito l'arsenale della democrazia.

Oggi la produzione militare americana è concentrata in un numero limitato di appaltatori. Molti grandi gruppi industriali al di fuori del settore tradizionale della difesa hanno già contratti con il Pentagono, ma di portata limitata, spesso confinati a ricerche di nicchia o a prodotti specifici. General Motors, per esempio, ha una controllata della difesa che costruisce un veicolo da fanteria leggero basato sul pick-up Chevrolet Colorado. Il programma rappresenta una fonte di ricavi in crescita, ma corrisponde solo a una piccola parte del fatturato e della capacità produttiva complessiva del gruppo. L'azienda è considerata tra i principali candidati a costruire un nuovo veicolo da fanteria più grande per l'esercito americano, destinato a sostituire l'Humvee e a servire anche come base mobile di comando e alimentazione energetica.

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Mamdani ottiene una tassa sulle seconde case di lusso per tappare il buco di bilancio


La governatrice Hochul vuole colpire gli immobili da 5 milioni di dollari in su di chi non risiede in città, raccogliendo 500 milioni l'anno. Il sindaco Mamdani ha subito sostenuto il piano.

La governatrice dello stato di New York Kathy Hochul ha proposto una tassa sulle seconde case di lusso in città, offrendo al sindaco Zohran Mamdani una via d'uscita politica sul suo piano di aumentare le imposte ai più ricchi. Lo scrive il Wall Street Journal.

Il progetto, presentato questa settimana, prevede un prelievo aggiuntivo sulle abitazioni secondarie nella città di New York con un valore di almeno 5 milioni di dollari. La misura si applicherebbe solo ai proprietari che hanno la residenza principale al di fuori della città. Secondo le stime dell'ufficio bilancio della governatrice, la nuova imposta potrebbe generare 500 milioni di dollari l'anno, risorse destinate a coprire parte del disavanzo cittadino.

Mamdani, socialista democratico, durante la campagna elettorale aveva promesso di aumentare le tasse ai milionari e alle grandi aziende della città. Solo la governatrice e il parlamento statale hanno però il potere di modificare l'imposizione fiscale. Hochul, che quest'anno si gioca la rielezione, aveva respinto il piano del sindaco ma ha probabilmente ritenuto politicamente più sostenibile colpire i super ricchi che non vivono stabilmente a New York. Mamdani ha subito aderito alla proposta con un messaggio sui social in cui ha scritto che saranno tassati gli ultraricchi e le élite globali.

I dettagli sono ancora in fase di definizione. Secondo una fonte vicina al dossier citata dal Wall Street Journal, il meccanismo prevederà aliquote differenziate in base al valore dell'immobile. La misura dovrebbe essere inserita nel bilancio statale in discussione fra la governatrice, il Senato e l'Assemblea, entrambi a guida democratica. La leader della maggioranza al Senato Andrea Stewart-Cousins, in una conferenza stampa, ha ricordato che la sua camera è sempre stata favorevole a un'imposta di questo tipo. Un portavoce del presidente dell'Assemblea Carl Heastie ha detto mercoledì che l'Assemblea è soddisfatta che la governatrice stia cercando nuove entrate per la città.

Il mondo immobiliare è stato colto di sorpresa. Il Real Estate Board of New York, la principale associazione di categoria cittadina, ha ricevuto solo poche ore di preavviso dall'ufficio della governatrice prima che la proposta venisse diffusa dai media. Il broker Jason Haber, che guida l'associazione American Real Estate Association, ha dichiarato al Wall Street Journal che la misura non era fra gli scenari previsti. Da allora il settore si sta mobilitando contro il progetto. REBNY ha avviato colloqui con il team di Hochul e con vari parlamentari ad Albany per fare pressione.

La lobby immobiliare appare però isolata. Gran parte della comunità d'affari tira un sospiro di sollievo perché la discussione si è spostata dalle imposte che l'avrebbero colpita direttamente. Il venture capitalist Bradley Tusk ha detto al quotidiano che non si impegnerà in alcuno sforzo per contrastare la misura, aggiungendo che i leader del settore immobiliare possono provare a bloccarla ma non crede che ci riusciranno.

In passato la lobby era riuscita a fermare tentativi simili, nel 2014 e nel 2019. L'industria sostiene che una tassa di questo tipo sia costosa da attuare e finisca per rendere meno del previsto. Il presidente di REBNY Jim Whelan ha detto che non raccoglierà le entrate attese. Gli agenti immobiliari avvertono inoltre che la misura farà crollare i valori residenziali e ridurrà la base imponibile cittadina. Alcuni prevedono che i clienti in cerca di una seconda casa cominceranno a cercare immobili appena sotto la soglia dei 5 milioni, vanificando in parte l'obiettivo di gettito.

Il peso politico del settore immobiliare è però diminuito rispetto all'era precedente Mamdani, mentre il disavanzo cittadino è più grave che in passato. Kathy Wylde, ex guida della Partnership for New York City, coinvolta nelle trattative sulle precedenti proposte, ha osservato che all'epoca non c'era lo stesso bisogno di risorse.

Il sindaco ha intensificato le richieste di un aumento delle tasse sui ricchi da quando si è insediato, sostenendo che servono nuove entrate per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari previsto per il prossimo anno fiscale. La sua proposta iniziale, che puntava ad almeno 5,4 miliardi di nuove entrate fiscali, ha incontrato forti resistenze ad Albany. La governatrice, che ha il peso maggiore nelle trattative di bilancio, l'aveva respinta sostenendo che avrebbe spaventato i contribuenti ad alto reddito e le imprese. Senato e Assemblea hanno di recente proposto aumenti per alcuni redditi alti e per alcune aziende, ma di entità inferiore a quella chiesta dal sindaco.

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Il candidato Dem in Maine Graham Platner elogiò Hamas nel 2014


I commenti, rivelati da Jewish Insider, furono pubblicati sotto lo pseudonimo "P-Hustle" e definivano l'attacco "ben eseguito". Platner è in corsa per il seggio del Maine nelle primarie democratiche.
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Graham Platner, candidato democratico al Senato per il Maine, elogiò ripetutamente le tattiche usate dai terroristi di Hamas in un raid del 2014 durante il quale furono uccisi almeno cinque soldati israeliani. È quanto emerge da uno scoop pubblicato da Jewish Insider basato su post archiviati del suo profilo Reddit ora cancellato.

I commenti furono scritti sotto lo pseudonimo "P-Hustle" in risposta a un video intitolato "Helmet Footage from Hamas cross-border raid", che mostrava l'assalto a diversi militari israeliani. Il filmato originale, anch'esso ora rimosso ma ancora archiviato, fu caricato il 29 luglio 2014 da un canale YouTube chiamato Sabah, con una didascalia che descriveva l'irruzione in un insediamento da parte delle Brigate Qassam e l'uccisione di dieci soldati. Secondo Jewish Insider, la descrizione e i commenti nel thread di Reddit coincidono con un raid delle Brigate Al-Qassam di Hamas contro una base militare vicino al kibbutz Nahal Oz avvenuto il giorno precedente.

Le immagini, in base a una descrizione testuale condivisa online, contenevano le riprese delle sparatorie contro vari militari israeliani, almeno uno dei quali urlava mentre i terroristi tentavano di rapirlo.

Platner intervenne sul forum r/CombatFootage, dedicato a video e fotografie di conflitti armati passati e in corso. "Mi sembra un raid di piccola unità ben eseguito e riuscito sotto ogni aspetto", scrisse nel 2014. Rispondendo a un altro utente che aveva criticato l'"esecuzione" dei soldati israeliani e sottolineato le probabili rappresaglie a Gaza, Platner disse di non essere interessato a discutere le implicazioni geopolitiche o strategiche, ma lasciò intendere che le tattiche e le azioni di Hamas fossero ragionevoli.

"Quanto alla tua avversione per l'esecuzione, un raid di piccola unità tende a essere usato per infliggere perdite e fare prigionieri in un breve lasso di tempo", scrisse. "Da un punto di vista pragmatico, ho pochi problemi con l'uccisione di un combattente nemico che provi a catturare ma che, per qualunque motivo, non puoi catturare. Da un punto di vista strettamente professionale, questo è stato un raid di bell'aspetto e riuscito contro un avversario superiore, mi piace".

In un altro scambio, Platner riconobbe che le azioni dei terroristi erano state brutali e che avrebbero dovuto sparare a uno dei soldati invece di picchiarlo a morte. A un utente che contestava la definizione di "raid" usata per l'attacco, sostenendo che non si trattasse di resistenza ma solo di spargimento di sangue per segnare punti immaginari nella guerra, Platner rispose paragonando i terroristi di Hamas a chi attaccò le forze statunitensi in Iraq, considerando i primi preferibili.

"Era l'Iraq, e quei tizi erano in abiti civili con armi silenziate. Questo video mostra un'unità di uomini in uniforme completa che assalta personale militare in uniforme di un nemico con cui la loro organizzazione è attualmente impegnata in operazioni militari. Non c'è paragone tra i due casi", scrisse. "In genere cerchi di cogliere il nemico alla sprovvista e ucciderlo con la minima resistenza. Questo sembra un piano piuttosto audace che ha funzionato, e darò credito a chi lo merita, a prescindere da chi stiano combattendo".

Secondo Jewish Insider, Platner è già finito nel mirino della governatrice Janet Mills, sua principale avversaria nelle primarie democratiche, e dei repubblicani per altri post pubblicati in passato con lo stesso pseudonimo "P-Hustle", nei quali aveva screditato una vasta gamma di gruppi e lasciato commenti offensivi. Il candidato è stato inoltre oggetto di critiche per le sue posizioni contro Israele e per un tatuaggio sul petto raffigurante quello che appare come un simbolo nazista.

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Attività didattiche Fipsas


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La commissione nazionale didattica e formazione della Fipsas, per l’anno 2026, ha deciso di promuovere attività didattiche in alcune regioni, al fine di sviluppare ulteriormente l’attività all’interno degli istituti scolastici e favorire la pratica sportiva attraverso corsi di pesca rivolti ai giovani, organizzati dalle società dotate di istruttori ambientali di pesca. La prima regione coinvolta è stata la Sardegna e, nello specifico, Cagliari. In collaborazione con il comitato regionale e la Lega navale, nei giorni 20, 21 e 22 febbraio, presso la sede della Lni e il lago Cixerri, sono stati coinvolti ragazzi provenienti dall’istituto scolastico UP School e dalla polisportiva Olimpia Onlus, realtà che si occupa di giovani con diverse tipologie di disabilità. Erano presenti Luciano Mereu, responsabile nazionale della didattica Fipsas e Antioco Loi responsabile provinciale Fipsas anche per la didattica. Durante le giornate sono state svolte alcune attività formative, tra cui il laboratorio ambientale Fipsas “Ecologicamente… Pescando”, con giochi scientifici di ecologia marina, divertenti esperimenti e attività dedicate alla biologia ed ecologia. Le tematiche affrontate hanno riguardato gli ecosistemi e la biodiversità acquatica, l’inquinamento marino di origine antropica, l’acidificazione degli oceani e il cambiamento climatico. Per quanto riguarda la pratica sportiva, sono state realizzate attività di pesca indoor con tecnica roubaisienne abbinate al tiro al bersaglio, oltre a attività outdoor di pesca sportiva con tecnica method feeder e momenti dedicati alla spiegazione e all’utilizzo dei kayak. Le prossime iniziative si svolgeranno nelle regioni Sicilia e Lazio.



fipsas.it

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La Virginia aderisce al patto per eleggere il presidente con il voto popolare


Il National Popular Vote Compact raggiunge 222 voti elettorali sui 270 necessari per entrare in vigore, ma restano ostacoli politici e legali

La governatrice della Virginia Abigail Spanberger ha firmato lunedì la legge che inserisce il suo Stato nel National Popular Vote Interstate Compact, l'accordo tra Stati che punta a rendere decisivo il voto popolare nelle elezioni presidenziali americane. Con questa adesione, gli Stati firmatari salgono a 18, più il Distretto di Columbia, per un totale di 222 voti elettorali. Ne servono 270 perché il patto diventi operativo.

Il meccanismo è semplice: ogni Stato aderente si impegna ad assegnare i propri grandi elettori non al candidato che vince nel proprio territorio, ma a quello che ottiene più voti a livello nazionale. In questo modo il Collegio elettorale resterebbe formalmente in piedi, ma il suo esito sarebbe determinato dal voto popolare complessivo. L'accordo però si attiverebbe solo quando gli Stati firmatari raggiungessero insieme la soglia dei 270 voti elettorali, cioè la maggioranza necessaria per eleggere un presidente.

La firma della Virginia arriva dopo le elezioni statali del 2025, che hanno consegnato ai democratici il controllo completo del governo della Virginia: governatrice, Camera dei delegati e Senato. Il deputato statale democratico Dan Helmer ha dichiarato a NPR che l'adesione è il risultato di un percorso durato almeno dieci anni. Tutti gli Stati che nel 2024 hanno votato per Kamala Harris, tranne il New Hampshire, fanno ora parte del patto. Nessuno Stato che ha votato per il presidente Trump vi ha aderito.

L'iniziativa nasce vent'anni fa da un'idea accademica. Nel 2001 il giurista Robert W. Bennett della Northwestern University e i fratelli Akhil e Vikram Amar, professori rispettivamente a Yale e alla University of California, proposero di usare la legislazione statale per aggirare il Collegio elettorale senza dover modificare la Costituzione. Nel 2006 John Koza, informatico e ex grande elettore, trasformò l'idea in un patto formale tra Stati e fondò l'organizzazione National Popular Vote Inc. per promuoverlo. Il Maryland fu il primo Stato ad aderire nel 2007. Da allora il processo è stato lento ma costante: la California, con i suoi 54 voti elettorali, è il peso massimo del gruppo.
National Popular Vote Interstate Compact

Elezioni · USA
National Popular Vote Interstate Compact: gli stati aderenti
18 stati + District of Columbia · 222 voti elettorali su 270 necessari · Aggiornamento aprile 2026

Caricamento mappa…

Aderenti al Compact 222 voti elettorali

Non aderenti 316 voti elettorali

Voti raggiunti 222
Soglia attivazione 270

0 voti elettorali 538 voti elettorali

270

222
Voti elettorali aderenti

48
Voti elettorali mancanti

82,2%
Della soglia raggiunta

Elaborazione su dati di National Popular Vote Inc. e Ballotpedia · Aggiornato al 15 aprile 2026

Il tema tocca un nervo scoperto della democrazia americana. In cinque occasioni nella storia degli Stati Uniti il vincitore della presidenza ha perso il voto popolare. Le ultime due volte è successo con candidati repubblicani: George W. Bush nel 2000 e Trump nel 2016. Questo spiega in parte la netta divisione partitica sulla questione. Secondo il Pew Research Center, il 63% degli americani preferirebbe che il presidente fosse eletto con il voto popolare, ma la differenza tra i due schieramenti è enorme: 8 democratici su 10 sono favorevoli, contro il 46% dei repubblicani. Il sondaggio è stato condotto prima delle elezioni del 2024, nelle quali il presidente Trump vinse sia il voto popolare sia il Collegio elettorale.

Patrick Rosenstiel, consulente del National Popular Vote e repubblicano dichiarato, ha respinto l'idea che il Collegio elettorale favorisca il suo partito. Il sistema attuale, ha sostenuto a NPR, costringe i candidati di entrambi i partiti a concentrarsi solo sugli Stati in bilico, ignorando la maggior parte degli elettori. Alyssa Cass, strategist democratica della stessa organizzazione, ha fatto un'osservazione simile: le elezioni presidenziali sono decise dagli elettori di pochi Stati contesi, mentre i voti di quattro americani su cinque, che vivono in Stati sicuramente democratici o repubblicani, risultano irrilevanti.

I sostenitori del patto ritengono che la Costituzione dia agli Stati piena libertà di decidere come assegnare i propri grandi elettori. L'Articolo II, Sezione 1, affida alle legislature statali il potere esclusivo di scegliere il metodo di nomina degli elettori. Il sistema attuale, in cui quasi tutti gli Stati assegnano tutti i loro voti elettorali al candidato che vince nello Stato (il cosiddetto winner-take-all), non è previsto dalla Costituzione: è una scelta legislativa dei singoli Stati, che potrebbe essere cambiata.

Non tutti i giuristi concordano. Il professor Norman R. Williams ha scritto che i padri fondatori respinsero esplicitamente l'idea di un'elezione popolare diretta del presidente, e che nessuno Stato ha mai assegnato i propri grandi elettori sulla base di voti espressi fuori dai propri confini. Patrick Valencia, attuale vice procuratore generale dello Iowa, ha sostenuto che il patto rappresenta un tentativo di sovvertire le procedure elettorali previste dalla Costituzione. Altri studiosi sottolineano che i cambiamenti alle regole elettorali, come il suffragio universale o l'abbassamento dell'età di voto, hanno storicamente richiesto emendamenti costituzionali.

Un rapporto del Congressional Research Service del 2019 ha concluso che il patto genererebbe probabilmente un ampio contenzioso legale e che la Corte Suprema finirebbe per essere coinvolta. I promotori stessi hanno dichiarato che intendono cercare l'approvazione del Congresso se un numero sufficiente di Stati aderisse. Rosenstiel ha ammesso a NPR che le cause legali sarebbero probabili al raggiungimento dei 270 voti elettorali, ma si è detto fiducioso che i tribunali confermerebbero la legittimità dell'accordo.

Il percorso verso i 270 voti elettorali resta comunque incerto. Mancano ancora 48 voti e non è chiaro quali Stati potrebbero essere i prossimi ad aderire. Proposte di legge sono in discussione in Arizona, Kansas, Pennsylvania e South Carolina, ma nessuna ha ancora superato la fase di commissione. In Wisconsin un tentativo è già fallito. Nessun governatore repubblicano ha mai firmato l'adesione al patto, e finché questa divisione partitica persiste, raggiungere la soglia resterà difficile.

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ASUS UGen300: la prima USB con motore IA che porta l’intelligenza artificiale su qualsiasi PC


ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
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ASUS ha presentato UGen300, il primo dispositivo USB al mondo progettato per dotare PC con Windows e Linux e dispositivi Android di un vero e proprio “motore” dedicato all’IA.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'intelligenza artificiale diventa personale, privata e offline


Per superare il vincolo della connettività a Internet e la problematica del trasferimento dei propri dati sul cloud, ASUS UGen300 porta la potenza di calcolo necessaria direttamente nelle mani dell’utente. Una volta inserita nella porta USB-C, infatti, il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate, come l'elaborazione di testi complessi, il riassunto automatico di video o il riconoscimento vocale in tempo reale, garantendo la massima sicurezza ed evitando di dover sottoscrivere abbonamenti mensili.
Il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzateIl dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate

Un concentrato di potenza ed efficienza


Nonostante le dimensioni tascabili (105 x 50 x 18 mm), ASUS UGen300 racchiude il processore Hailo-10H, capace di offrire 40 TOPS di potenza di calcolo ed è ottimizzata per l'IA generativa, consentendo di gestire sia l'elaborazione di modelli linguistici (LLM) sia le attività di analisi visiva (VLM), come il riconoscimento di oggetti o la descrizione automatica di immagini. ASUS UGen300 vanta, inoltre, 8GB di memoria LPDDR4 dedicata, che assicura l’esecuzione anche di carichi di lavoro impegnativi senza pesare sulle risorse del computer. Un altro aspetto da non trascurare è quello dell’efficienza, visto che il dispositivo consuma appena 2,5 Watt durante le operazioni più comuni.
ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-playASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play

Semplicità plug-and-play


Nata per essere universale, ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play dotata di interfaccia USB 3.1 Gen 2 Type-C, compatibile con Windows, Linux e Android. Sebbene l'estrema facilità d'uso la rende perfetta per il mercato consumer e per il mondo della scuola e dell’università, questa soluzione rappresenta uno strumento che può essere utilizzato anche dai professionisti. Per accelerare ulteriormente i tempi di sviluppo, sarà presto disponibile l'utility UGen, che permetterà una validazione rapida dei progetti grazie a oltre 100 modelli pre-addestrati, mentre per scenari di integrazione industriale e professionale, è prevista anche una versione del dispositivo in formato M.2.

Insta360 presenta Snap: nuovi schermi per selfie perfetti
Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibilità e prezzi


La disponibilità è prevista entro l’estate, mentre i prezzi al pubblico non sono ancora stati resi noti da ASUS.


MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


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Il Pentagono prepara piani militari per una possibile operazione a Cuba


Secondo fonti riservate citate da USA Today, il dipartimento della Difesa starebbe intensificando i preparativi in vista di un eventuale ordine di intervento da parte del presidente Donald Trump sull'isola caraibica.

Il Pentagono sta accelerando la pianificazione di una possibile operazione militare a Cuba, nel caso il presidente Donald Trump decida di ordinare un intervento sull'isola. Lo scoop è stato pubblicato da USA Today, che ha raccolto la testimonianza di due fonti a conoscenza della direttiva, rimaste anonime perché non autorizzate a parlare con i media.

Le direttive rappresentano un'accelerazione delle tensioni tra Stati Uniti e Cuba, iniziate a gennaio quando l'amministrazione Trump ha ridotto le forniture di petrolio verso l'isola. La misura fa parte di una campagna più ampia volta a imporre cambiamenti politici al governo comunista dell'Avana. In una dichiarazione a USA Today, il Pentagono ha fatto sapere di pianificare una vasta gamma di scenari possibili e di restare pronto a eseguire gli ordini del presidente.

Nonostante la crescente attenzione dell'amministrazione statunitense sul conflitto con l'Iran, i rapporti con l'Avana si sono deteriorati rapidamente nelle ultime settimane. Trump ha dichiarato di attendersi presto l'onore di "prendere Cuba, in qualche forma", aggiungendo di poter fare "qualsiasi cosa" voglia con l'isola, che si tratti di liberarla o di conquistarla. Il 13 aprile, parlando alla Casa Bianca con USA Today, il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti potrebbero occuparsi di Cuba una volta terminate le operazioni contro Teheran.

Dall'altra parte, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha promesso resistenza in caso di attacco militare americano. In un'intervista a Newsweek, Díaz-Canel ha dichiarato che il paese combatterà e si difenderà, aggiungendo che "morire per la patria è vivere".

Il contesto regionale è già profondamente mutato dopo l'operazione statunitense che il 3 gennaio ha estratto l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro dal suo complesso a Caracas. Nel blitz all'alba sono rimasti uccisi 32 militari cubani che facevano parte della scorta di Maduro. L'operazione ha avuto un forte impatto sulle comunità in esilio di venezuelani e cubani nel sud della Florida, alimentando le speculazioni su Cuba come prossimo obiettivo.

A differenza di quanto accaduto prima degli interventi in Venezuela e in Iran, però, i funzionari americani non stanno costruendo un argomento pubblico su una presunta "minaccia imminente" rappresentata dall'Avana per gli Stati Uniti. Lo ha osservato Brian Fonseca, direttore del Jack D. Gordon Institute for Public Policy della Florida International University, che ha studiato a lungo le forze armate cubane. Fonseca ha dichiarato a USA Today che i preparativi potrebbero configurarsi più come una minaccia militare che come una strategia operativa vera e propria, parlando di una fase in cui prevale la "segnalazione" politica.

USA Today aveva già rivelato a marzo che i due paesi erano in trattative per un possibile accordo economico storico in grado di riavviare le relazioni bilaterali. Entrambe le parti hanno ammesso di trovarsi nelle fasi iniziali del tentativo di uscire dalla crisi, ma non è chiaro quanto ciascuna sia disposta a cedere.

L'ipotesi di un intervento militare a Cuba ricorre nel dibattito statunitense da decenni, fin da quando Fidel Castro e le sue forze ribelli entrarono all'Avana nel 1959, per poi dichiarare fedeltà all'Unione Sovietica e al comunismo. Secondo Fonseca, le condizioni attuali renderebbero un'operazione americana rapida e di successo quasi certo, vista la situazione deteriorata dell'equipaggiamento militare cubano e la scarsa propensione degli ufficiali a sostenere un regime impopolare. L'esperto ha però precisato a USA Today che la fase successiva, quella dell'instaurazione dello stato di diritto e del sostegno ai leader dell'opposizione, risulterebbe ben più complessa. "Sarà una vittoria militare molto facile", ha affermato Fonseca, "ma una vittoria politica molto più difficile".

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La guerra ha reso l'Iran più radicale. E ora Riyadh chiede a Trump di fermarsi


L'eliminazione della vecchia guardia di Teheran non ha prodotto leader moderati: ha consegnato il potere a una rete di ideologi ultraconservatori legati ai Pasdaran. Intanto Riyadh teme ora che l'Iran blocchi il Mar Rosso e metta in ginocchio la sua economia.

A un mese dall'inizio della guerra, il presidente Trump aveva definito la nuova leadership iraniana "più ragionevole". I fatti raccontano il contrario. Il 13 marzo, in piazza Enqelab, a Teheran, è apparso un enorme cartellone: ritrae Mojtaba Khamenei, nuovo Leader Supremo dell'Iran, in trincea mentre ordina ai comandanti dei Pasdaran di aprire il fuoco. Il testo lo paragona all'Imam Ali, figura venerata dell'islam sciita.

Mojtaba Khamenei è sopravvissuto al raid aereo che ha ucciso suo padre Ali e altri membri della famiglia. Da quando è stato nominato non è mai apparso in pubblico e c'è chi ipotizza che sia rimasto gravemente ferito. La sua assenza, però, non ha aperto un vuoto di potere. Ha piuttosto accelerato l'ascesa di una rete di uomini che condividono la sua stessa visione del mondo. Per gli oppositori del regime è la rappresentazione visiva del loro peggior incubo: un Iran militarizzato, guidato da una leadership ancora più intransigente di quella precedente.

L'offensiva americana e israeliana si basava su una premessa precisa: eliminare i vertici del regime avrebbe aperto la strada a una sua trasformazione, o almeno all'emergere di interlocutori più flessibili. Non è andata così. "La guerra ha cambiato il regime, e non in senso positivo", ha dichiarato al Wall Street Journal Danny Citrinowicz, ex responsabile del desk Iran nell'intelligence militare israeliana. "Abbiamo creato una realtà peggiore di quella che gli iraniani vivevano prima della guerra."

Il vuoto lasciato dalla vecchia guardia è stato, infatti, colmato da figure che non mostrano alcun interesse per la mediazione, né sul piano interno né su quello internazionale. Sono uomini formati nella guerra con l'Iraq, cresciuti nei Pasdaran, convinti che il conflitto in corso anticipi la venuta del Mahdi, il messia dell'islam sciita.

Chi comanda davvero ora


Il nuovo capo della sicurezza nazionale è Mohammad Bagher Zolghadr, ex comandante dei Pasdaran. Prima della Rivoluzione Islamica del 1979 guidava un gruppo paramilitare responsabile dell'uccisione di un ingegnere petrolifero americano. Secondo un memoriale pubblicato da lui stesso su una rivista storica iraniana, ha partecipato personalmente anche all'assassinio di due agenti di polizia. Ha co-fondato la Forza Quds, specializzata nell'addestramento di milizie straniere, così come una separata unità dedicata alla repressione violenta degli oppositori politici.

Le sue posizioni erano così estreme che uno dei suoi subordinati, il generale Qassem Soleimani, si dimise temporaneamente per protesta, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da Vali Nasr, professore alla Johns Hopkins School of Advanced International Studies di Washington. Neppure il suo predecessore, Ali Larijani, ucciso il mese scorso, non era un pacifista. Era però un politico capace di negoziare, con una reputazione costruita nei colloqui sul nucleare. Zolghadr, al contrario, ha fatto della sconfitta di Israele e della conquista del suo territorio il cuore dei suoi scritti.

Il nuovo comandante in capo dei Pasdaran è invece Ahmad Vahidi, accusato di aver partecipato all'attentato del 1994 contro il centro della comunità ebraica di Buenos Aires, in cui morirono 85 persone. Ha fondato a Teheran una scuola di formazione per funzionari pubblici supervisionata dai Pasdaran, che oggi sta plasmando una nuova generazione di dirigenti politici ultraconservatori iraniani.

Anche il consigliere militare di Mojtaba Khamenei, Mohsen Rezaie, è accusato di coinvolgimento nell'attentato di Buenos Aires. In una recente dichiarazione televisiva ha escluso qualsiasi compromesso: "Lo scontro continuerà finché non saranno soddisfatte diverse condizioni", tra cui la revoca delle sanzioni e un risarcimento per i danni di guerra. "La risposta iraniana non sarà più occhio per occhio. Sarà testa per occhio, mano e piede per occhio."
La guerra ha reso l'Iran più radicale

Scenari di guerra
La guerra ha reso l'Iran più radicale
L'eliminazione della vecchia guardia non ha prodotto leader moderati: ha consegnato il potere a una rete di ideologi ultraconservatori. E ora Riyadh chiede a Trump di fermarsi.

I.
Il paradosso strategico

Premessa della guerra
Una leadership iraniana più flessibile, aperta al dialogo

Risultato reale
Pasdaran al potere, dottrina mahdista, zero mediazione

«La guerra ha cambiato il regime, e non in senso positivo. Abbiamo creato una realtà peggiore di quella che gli iraniani vivevano prima della guerra.» Danny Citrinowicz — ex intelligence militare israeliana

II.
I quattro uomini che comandano

01

Mojtaba Khamenei
Leader Supremo · Formato a Qom sotto i fondatori del mahdismo

Il profeta
Sopravvissuto al raid che ha ucciso il padre Ali. Non è più apparso in pubblico. Un ex compagno di studi riferisce che si identifica con il Khorasani, figura che nell'ideologia religiosa sciita precede il Mahdi.

02

Mohammad Bagher Zolghadr
Capo della sicurezza nazionale · Ex comandante Pasdaran

Il veterano
Prima della rivoluzione guidò un gruppo paramilitare responsabile dell'omicidio di un ingegnere americano. Co-fondò la Forza Quds. Le sue posizioni erano così estreme che Qassem Soleimani si dimise temporaneamente per protesta.

03

Ahmad Vahidi
Comandante in capo dei Pasdaran

L'accusato
Accusato di coinvolgimento nell'attentato di Buenos Aires del 1994 (85 morti). Ha fondato una scuola di formazione per funzionari pubblici supervisionata dai Pasdaran, che sta plasmando la prossima generazione politica iraniana.

04

Mohsen Rezaie
Consigliere militare di Mojtaba Khamenei

L'inflessibile
Anch'egli accusato per Buenos Aires. In TV ha escluso ogni compromesso: «La risposta iraniana non sarà più occhio per occhio. Sarà testa per occhio, mano e piede per occhio.»

III.
Perché Riyadh si tira indietro

Giugno 2025 — bin Salman sostiene l'offensiva Usa-Israele Marzo 2026 — bin Salman chiede a Trump di fermarsi
Due stretti, due scenari

Gestibile
Stretto di Hormuz
1.200 km L'oleodotto interno saudita ha deviato i flussi verso il Mar Rosso, assorbendo il blocco

Rischio rosso
Bab al-Mandab
+29 giorni Navigazione aggiuntiva via Suez se gli Houthi chiudono il Mar Rosso

Houthi nel Mar Rosso, 2023–2024

190
Attacchi a navi commerciali

2+1
Navi affondate e una sequestrata

−60%
Crollo del traffico marittimo

Contrazione economica prevista 2026

Arabia Saudita

−3%

Qatar e Kuwait

−14%

L'Arabia Saudita ha dimostrato di poter reggere la chiusura di Hormuz. Non vuole scoprire se può reggere anche la chiusura del Mar Rosso.
Elaborazione FocusAmerica · Fonti: Wall Street Journal, The Telegraph · Aprile 2026

L'ideologia che guida le decisioni


Dietro le scelte della nuova leadership c'è un sistema ideologico coerente, non semplice retorica bellicosa. Mojtaba Khamenei si è formato a Qom sotto la guida dell'ayatollah Mohammad Taghi Mesbah Yazdi, considerato il padre spirituale degli ultraconservatori iraniani. La dottrina che lui ha assorbito si chiama mahdismo: l'idea che costruire una società islamica autentica e distruggere i nemici dell'Iran, Israele in primo luogo, acceleri il ritorno dell'Imam Mahdi.

Questa ideologia viene insegnata nei seminari religiosi e durante l'addestramento paramilitare. Metà dei sei mesi di orientamento obbligatorio per le nuove reclute dei Pasdaran è dedicata alla formazione ideologica. "La dottrina apocalittica del mahdismo ha guidato il comportamento del regime in tempo di guerra", ha detto al Wall Street Journal Kasra Aarabi, esperto dei Pasdaran presso l'associazione United Against Nuclear Iran, "e ha fornito una giustificazione per azioni che altrimenti potrebbero sembrare irrazionali", come l'espansione del conflitto agli Stati del Golfo.

Jaber Rajabi, ex membro dei Pasdaran che aveva studiato con Khamenei a Qom prima di disertare nel 2016, ha aggiunto un dettaglio rivelatore: Khamenei gli avrebbe confidato di aver fatto sogni in cui si identifica con il Khorasani, figura profetica che nell'ideologia sciita precede la venuta del Mahdi. "Se qualcuno chiede qual è la cosa più pericolosa che potrebbe accadere all'Iran e alla regione", ha detto Rajabi in un'intervista televisiva in arabo, "la risposta è: Mojtaba Khamenei."

Riyadh si tira indietro


Mentre in Iran si consolida la nuova leadership ultraconservatrice, uno degli attori regionali che avevano sostenuto in privato l'offensiva americana ed israeliana sta lentamente riconsiderando la propria posizione. L'Arabia Saudita, riferiscono diplomatici del Golfo al Telegraph, sta, infatti, facendo pressione sugli Stati Uniti perché riducano l'intensità della guerra: il principe ereditario Mohammed bin Salman vuole che Trump revochi il blocco navale dei porti iraniani nel Golfo Persico e torni al tavolo dei negoziati.

La svolta è significativa. Dopo i raid aerei americani sulle strutture nucleari iraniane dello scorso giugno, Riyadh aveva abbandonato la sua tradizionale cautela. Il principe ereditario si era allineato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, leggendo quel momento come un'opportunità storica per ridisegnare il Medio Oriente. Gli altri Stati del Golfo, però, non condividevano il suo ottimismo, ed a buon ragione visto come si sono evolute le cose.

Ora Riyadh teme le conseguenze di questa scelta. La preoccupazione principale riguarda Bab al-Mandab, lo Stretto che controlla l'accesso al Mar Rosso. Se l'Iran ordinasse agli Houthi yemeniti di bloccarlo, le esportazioni saudite di greggio verso l'Asia verrebbero completamente paralizzate. Quei flussi passano ora dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha costretto Riyadh a riconvertire il traffico attraverso il suo oleodotto interno di circa 1.200 km. Reindirizzarli verso nord, attraverso il Canale di Suez, è in gran parte impraticabile: le superpetroliere non possono transitare a pieno carico e ogni rotta alternativa aggiungerebbe fino a 29 giorni di navigazione.

L'Arabia Saudita ha già dimostrato di poter assorbire il blocco di Hormuz. Le sue esportazioni sono tornate vicine ai 7 milioni di barili al giorno e la contrazione economica prevista per quest'anno, intorno al 3%, è molto più contenuta rispetto al 14% stimato per Qatar e Kuwait. Ma Bab al-Mandab è un'altra storia.

Gli Houthi hanno già dimostrato di poter colpire: tra il 2023 e lo scorso anno hanno condotto 190 attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso, affondandone 2 e sequestrandone una terza, provocando un crollo del traffico marittimo superiore al 60%. I raid americani, britannici e israeliani ne hanno ridotto la capacità offensiva, ma secondo alcuni analisti il gruppo filo iraniano conserva ancora i mezzi per condurre una campagna di disturbo.

Il prezzo di una strategia che vacilla


Molti Stati del Golfo avevano scommesso sul ritorno di Trump alla presidenza: avevano aumentato la produzione di petrolio e promesso investimenti miliardari negli Stati Uniti, puntando così a comprare, in cambio, protezione e stabilità. Invece, osservano sempre di più alcuni funzionari regionali, il Medio Oriente oggi è più instabile di prima.

Riyadh, ovviamente, non romperà con Washington. Il principe ereditario non ammetterà mai in pubblico di aver sbagliato. Ma sta di fatto che la sua politica verso l'Iran si sta spostando di nuovo verso la cautela. L'Arabia Saudita ha dimostrato di poter reggere la chiusura dello Stretto di Hormuz. Non vuole scoprire se è in grado di reggere anche quella potenziale del Mar Rosso.

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La rassegna stampa di giovedì 16 aprile 2026


L'Amministrazione Trump minaccia di licenziare Powell dalla Fed, i Democratici avviano l'impeachment di Hegseth per la guerra in Iran mentre crescono le tensioni con il Papa e la Cina

Questa è la rassegna stampa di giovedì 16 aprile 2026

I Democratici presentano sei articoli di impeachment contro il Segretario alla Difesa Hegseth


I Democratici della Camera hanno presentato sei articoli di impeachment contro Pete Hegseth, accusandolo di "crimini e misfatti gravi" per l'attacco all'Iran senza autorizzazione del Congresso e per gli attacchi mortali contro presunte imbarcazioni di contrabbando di droga. La mossa arriva mentre l'Amministrazione Trump affronta crescenti critiche per le recenti azioni militari, in particolare la guerra con l'Iran.

Fonti: The Guardian

Trump minaccia di licenziare il Presidente della Fed Powell se non si dimette


Il Presidente Trump ha rinnovato le sue minacce di licenziare Jerome Powell se non lascerà l'incarico di Presidente della Federal Reserve entro la scadenza del mandato a maggio. Trump ha anche intensificato l'indagine penale sui lavori di ristrutturazione della sede della Fed, mentre spinge per la conferma del suo candidato Kevin Warsh come successore.

Fonti: BBC, Semafor, The Guardian

La guerra in Iran complica i rapporti con la Cina prima della visita di Trump


La guerra in Iran e le tattiche mutevoli di Trump stanno complicando le relazioni con la Cina, settimane prima del viaggio ad alto rischio del Presidente a Pechino. La Cina ha numerosi legami economici e strategici con l'Iran, ma non ha interesse in un'escalation del conflitto che potrebbe destabilizzare l'economia globale.

Fonti: The Hill

L'avvocato John Eastman radiato dall'albo per i tentativi di ribaltare le elezioni del 2020


La Corte Suprema della California ha confermato la decisione di un tribunale inferiore di radiare John Eastman dall'albo degli avvocati per aver violato le norme di etica professionale nei suoi sforzi per ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020. Eastman aveva guidato gli sforzi legali a favore di Trump dopo la sconfitta elettorale.

Fonti: NYT, The Hill

Il Vicepresidente Vance e i funzionari Trump attaccano Papa Leo XIV


Il Vicepresidente Vance ha avvertito Papa Leo XIV di "stare attento" quando parla di teologia, mentre il responsabile del controllo delle frontiere Tom Homan gli ha detto di "lasciare stare la politica". Le critiche sono scaturite dall'opposizione del Papa al conflitto con l'Iran, intensificando le tensioni tra l'Amministrazione e il Vaticano.

Fonti: The Hill, NYT

La Giudice Sotomayor si scusa pubblicamente con Kavanaugh per le critiche sull'immigrazione


La Giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor ha emesso rare scuse pubbliche per le critiche rivolte al collega Brett Kavanaugh durante un evento in Kansas la scorsa settimana. Le critiche riguardavano un'opinione di Kavanaugh che sosteneva le operazioni di controllo immigrazione itineranti in California, evidenziando le divisioni interne alla Corte.

Fonti: The Guardian, WSJ, NYT

Gli Stati Uniti lanciano il quinto attacco navale in una settimana uccidendo tre persone


L'esercito americano ha condotto il quinto attacco mortale contro presunte imbarcazioni per il traffico di droga nel Pacifico orientale in una settimana, uccidendo tre persone. Il totale delle vittime negli attacchi americani contro queste imbarcazioni è salito ad almeno 177 persone, aumentando le preoccupazioni sulla strategia militare dell'Amministrazione.

Fonti: The Guardian

Live Nation dichiarata colpevole di monopolio illegale nei concerti


Una giuria ha stabilito che Live Nation, la società madre di Ticketmaster, ha illegalmente monopolizzato i mercati dei concerti e della biglietteria. Il verdetto apre la strada a oltre 30 stati per cercare misure che limiterebbero il potere dell'azienda, inclusa una possibile divisione della compagnia.

Fonti: WSJ, BBC

Il Rappresentante Eric Swalwell sospende la campagna per governatore della California


L'ex Rappresentante Eric Swalwell ha sospeso la sua campagna per governatore della California dopo che sono emerse accuse di cattiva condotta sessuale. Il suo avvocato ha definito le accuse un "colpo politico" mirato a minare la sua candidatura, creando una crisi per i Democratici che lo avevano inizialmente sostenuto.

Fonti: WSJ, The Hill

La crescita economica della Cina supera le aspettative nonostante la guerra in Iran


La Cina ha riportato una crescita economica del 5% nel primo trimestre, superando le previsioni nonostante l'impatto iniziale della guerra in Iran. La crescita è stata trainata dalla spesa in infrastrutture governative, anche se un forte calo dei prezzi immobiliari ha lasciato i consumatori meno prosperi e meno disposti a spendere. Questo dato ha rilevanza per gli USA poiché dimostra la resilienza dell'economia cinese prima dei negoziati commerciali previsti con Trump.

Fonti: NYT, ABC News

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Alexa+ in Italia, GPT-5.4-Cyber, l'app Gemini per Mac


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Ps. sto ancora finendo di sistemare alcune cose, soprattutto i testi

Buon giovedì,
dopo almeno un anno e mezzo in cui abbiamo assistito al viaggio di Alexa verso Alexa+, la tecnologia arriva in Italia. Poi parleremo del nuovo modello "Cyber" di OpenAI; vedremo l'app Gemini per Mac, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Alexa+ arriva oggi in Italia


Intelligenza Artificiale
Chi acquista ora un dispositivo Echo in Italia, cioè gli speaker di Amazon con assistente vocale integrato, trova già disponibile una versione aggiornata di Alexa capace di capire richieste formulate in modo naturale, tenere conto del contesto della conversazione ed eseguire alcune azioni. Chi possiede già un Echo può chiedere l’accesso anticipato sul sito di Amazon e attendere l’attivazione, che avverrà in modo progressivo. Il servizio è gratis nella fase iniziale; in seguito resterà incluso per gli utenti Prime, l’abbonamento Amazon, mentre per gli altri costerà 23 euro al mese.
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Fonte: Il Sole 24 Ore

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OpenAI sta distribuendo GPT-5.4-Cyber solo ad aziende fidate


Big Tech
OpenAI distribuirà GPT-5.4-Cyber prima a poche centinaia di organizzazioni e poi ad altre migliaia di partner selezionati. Il modello serve a trovare vulnerabilità nei software e proprio per questo l’accesso sarà limitato: la stessa tecnologia può aiutare anche chi vuole attaccare i sistemi. OpenAI userà il programma Trusted Access for Cyber per darlo a professionisti verificati della sicurezza informatica, con l’obiettivo di favorire chi protegge infrastrutture critiche e servizi pubblici. La scelta segue una mossa simile di Anthropic con Claude Mythos Preview.
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Fonte: The New York Times
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La stessa mossa di Anthropic

Entrambe le aziende, nel giro di due settimane...
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Google lancia l'app Gemini nativa per Mac


Intelligenza Artificiale
Google ha esteso Gemini ai computer Apple che hanno macOS 15 o successivi. L’interfaccia consente di scrivere richieste in linguaggio naturale, usare la voce, scegliere il modello e aprire strumenti per creare immagini, video, musica, fare ricerche approfondite o attività di studio. È inoltre possibile condividere una finestra dello schermo o file locali, così da far analizzare a Gemini contenuti visibili sul Mac e ricevere risposte senza uscire dal lavoro in corso. L’accesso rapido avviene tramite la scorciatoia Option + Space o dalla barra dei menu.
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Fonte: 9to5Google
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Amazon compra Globalstar


Spazio
Apple usa dal 2022 la rete satellitare di Globalstar per funzioni come chiamate di emergenza, assistenza stradale, Messaggi e Dov’è quando non c’è copertura mobile. Adesso però prende il controllo Amazon che ha comprato Globalstar per 11,57 miliardi di dollari e integrerà l’azienda nella propria rete satellitare in orbita bassa Amazon Leo, cioè una costellazione di satelliti vicini alla Terra pensata anche per collegare direttamente telefoni e orologi — e primo competitor di Starlink.
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Fonte: 9to5Mac
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Science Corp si appresta a posizionare il suo primo sensore in un cervello umano


Startup
Science Corporation, startup fondata da Max Hodak, ex cofondatore di Neuralink, si prepara a testare il suo primo sensore in un cervello umano. L’azienda sta lavorando a un’interfaccia cervello-computer, cioè un sistema che collega l’attività cerebrale a dispositivi elettronici. A differenza di Neuralink, il primo sensore non entrerà nel tessuto del cervello ma sarà appoggiato sulla sua superficie, dentro il cranio, in pazienti già sottoposti a interventi neurochirurgici. In questa fase servirà a verificarne sicurezza e capacità di registrare segnali cerebrali. L’obiettivo finale è un dispositivo che unisca elettronica e neuroni coltivati in laboratorio.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

Matt Mullenweg afferma che "le ruote sono cadute" in un'ampia critica a WordPress


therepository.email (eng)

Com'è vivere con un impianto cerebrale sperimentale


ieee.org (eng)

Dentro il business delle false stelle di GitHub


awesomeagents.ai (eng)

Anthropic passa dalla fatturazione aziendale a un sistema di prezzi a token. L'era delle tariffe fisse è finita.


implicator.ai (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Netflix si concentrerà nuovamente su pubblicità e contenuti dopo il fallimento dell'offerta di Warner Bros.


reuters.com (eng)

Il report AI di Stanford evidenzia la crescente distanza tra gli esperti AI e tutti gli altri


techcrunch.com (eng)

Anthropic aggiunge le Routine al nuovo Claude Code: ecco come funziona


9to5mac.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/3w0KeFOB698?…

Quindi... qual'è il punto di Artemis II?


Il noto canale ColdFusion ha pubblicato un ottimo servizio che spiega in maniera chiara e semplice il nostro momento storico (tornare sulla Luna dopo più di cinquant'anni) e il significato della missione Artemis II appena compiuta.

Vedi video su youtube.com (eng - 19:41)

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OpenAI sta distribuendo GPT-5.4-Cyber solo ad aziende fidate


In breve:


OpenAI distribuirà GPT-5.4-Cyber prima a poche centinaia di organizzazioni e poi ad altre migliaia di partner selezionati. Il modello serve a trovare vulnerabilità nei software e proprio per questo l’accesso sarà limitato: la stessa tecnologia può aiutare anche chi vuole attaccare i sistemi. OpenAI userà il programma Trusted Access for Cyber per darlo a professionisti verificati della sicurezza informatica, con l’obiettivo di favorire chi protegge infrastrutture critiche e servizi pubblici. La scelta segue una mossa simile di Anthropic con Claude Mythos Preview.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The New York Times - Like Anthropic, OpenAI Will Share Latest Technology Only With Trusted Companies

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Alexa+ arriva oggi in Italia


Se hai già un Echo devi fare richiesta di accesso dal sito web.
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Chi acquista ora un dispositivo Echo in Italia, cioè gli speaker di Amazon con assistente vocale integrato, trova già disponibile una versione aggiornata di Alexa capace di capire richieste formulate in modo naturale, tenere conto del contesto della conversazione ed eseguire alcune azioni. Chi possiede già un Echo può chiedere l’accesso anticipato sul sito di Amazon e attendere l’attivazione, che avverrà in modo progressivo. Il servizio è gratis nella fase iniziale; in seguito resterà incluso per gli utenti Prime, l’abbonamento Amazon, mentre per gli altri costerà 23 euro al mese.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Alexa+ arriva oggi in Italia. Come funziona la nuova Ai vocale generativa
L’azienda di Seattle porta nel nostro Paese la versione generativa dell’assistente vocale che vuole diventare agente. Ecco come provarlo e le funzioni principali
Il Sole 24 ORELuca Salvioli

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OpenAI sta distribuendo GPT-5.4-Cyber solo ad aziende fidate


Per motivi di sicurezza.

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OpenAI distribuirà GPT-5.4-Cyber prima a poche centinaia di organizzazioni e poi ad altre migliaia di partner selezionati. Il modello serve a trovare vulnerabilità nei software e proprio per questo l’accesso sarà limitato: la stessa tecnologia può aiutare anche chi vuole attaccare i sistemi. OpenAI userà il programma Trusted Access for Cyber per darlo a professionisti verificati della sicurezza informatica, con l’obiettivo di favorire chi protegge infrastrutture critiche e servizi pubblici. La scelta segue una mossa simile di Anthropic con Claude Mythos Preview.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The New York Times - Like Anthropic, OpenAI Will Share Latest Technology Only With Trusted Companies

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Google lancia l'app Gemini nativa per Mac


Può anche guardare e comprendere ciò che appare sullo schermo.
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In breve:


Google ha esteso Gemini ai computer Apple che hanno macOS 15 o successivi. L’interfaccia consente di scrivere richieste in linguaggio naturale, usare la voce, scegliere il modello e aprire strumenti per creare immagini, video, musica, fare ricerche approfondite o attività di studio. È inoltre possibile condividere una finestra dello schermo o file locali, così da far analizzare a Gemini contenuti visibili sul Mac e ricevere risposte senza uscire dal lavoro in corso. L’accesso rapido avviene tramite la scorciatoia Option + Space o dalla barra dei menu.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google launches native Gemini app for Mac
Gemini now has a native Mac app in the first expansion beyond Android and iOS. This “native desktop experience” is launched…
9to5GoogleAbner Li

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Amazon compra Globalstar


La grande rete satellitare a cui si appoggia Apple.
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In breve:


Apple usa dal 2022 la rete satellitare di Globalstar per funzioni come chiamate di emergenza, assistenza stradale, Messaggi e Dov’è quando non c’è copertura mobile. Adesso però prende il controllo Amazon che ha comprato Globalstar per 11,57 miliardi di dollari e integrerà l’azienda nella propria rete satellitare in orbita bassa Amazon Leo, cioè una costellazione di satelliti vicini alla Terra pensata anche per collegare direttamente telefoni e orologi — e primo competitor di Starlink.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Amazon buying Globalstar; Apple satellite services to use Amazon Leo - 9to5Mac
Amazon has today announced that it’s buying satellite giant GlobalStar to allow its Amazon Leo service to offer direct connectivity…
9to5MacBen Lovejoy

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Science Corp si appresta a posizionare il suo primo sensore in un cervello umano


L'obiettivo è unire elettronica e neuroni coltivati in laboratorio.
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In breve:


Science Corporation, startup fondata da Max Hodak, ex cofondatore di Neuralink, si prepara a testare il suo primo sensore in un cervello umano. L’azienda sta lavorando a un’interfaccia cervello-computer, cioè un sistema che collega l’attività cerebrale a dispositivi elettronici. A differenza di Neuralink, il primo sensore non entrerà nel tessuto del cervello ma sarà appoggiato sulla sua superficie, dentro il cranio, in pazienti già sottoposti a interventi neurochirurgici. In questa fase servirà a verificarne sicurezza e capacità di registrare segnali cerebrali. L’obiettivo finale è un dispositivo che unisca elettronica e neuroni coltivati in laboratorio.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Max Hodak’s Science Corp. is preparing to place its first sensor in a human brain | TechCrunch
The device could help address multiple neurological conditions if it proves successful. One early use could be delivering gentle electrical stimulation to damaged brain or spinal cord cells to encourage healing.
TechCrunchTim Fernholz

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