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La guerra all'Iran e gli obiettivi che cambiano ogni giorno


L'amministrazione Trump ha modificato ripetutamente la lista dei quattro obiettivi della campagna militare contro l'Iran, ridimensionando le ambizioni iniziali e creando confusione sulla strategia

Un'analisi della CNN mostra come l'amministrazione Trump non riesca a mantenere una lista coerente degli obiettivi della guerra contro l'Iran, lanciata il 28 febbraio scorso. I funzionari della Casa Bianca elencano regolarmente quattro obiettivi, ma questi cambiano a seconda del giorno e di chi li enuncia, con un progressivo ridimensionamento delle ambizioni iniziali.

Quando gli Stati Uniti hanno colpito l'Iran, l'amministrazione aveva fatto poco per costruire un caso a favore della guerra o per definirne gli scopi. Il 2 marzo il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha presentato quattro obiettivi: distruggere i missili offensivi iraniani, distruggere la produzione di missili, distruggere la marina e le altre infrastrutture di sicurezza, impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Questa lista coincideva in sostanza con quanto detto dal presidente Trump in un video diffuso la mattina dei primi attacchi.

Poche ore dopo, però, Trump ha presentato una lista diversa durante una cerimonia alla Casa Bianca. I primi due punti di Hegseth sono stati fusi in uno solo, "distruggere le capacità missilistiche dell'Iran", e al loro posto è comparso un nuovo obiettivo: impedire al regime iraniano di continuare ad armare, finanziare e dirigere i gruppi armati alleati nella regione, come Hezbollah e gli Houthi. Due giorni dopo, il segretario di Stato Marco Rubio ha riproposto la lista di Hegseth in un post sui social media, mentre la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha invece ricalcato la versione di Trump, includendo la minaccia dei gruppi alleati dell'Iran che Rubio aveva omesso. La frattura è proseguita lungo queste linee: Leavitt include la questione dei gruppi armati alleati dell'Iran, Hegseth e Rubio la omettono.

L'ultima settimana ha portato ulteriori cambiamenti. Venerdì Rubio ha aggiunto "distruggere l'aviazione iraniana" ai suoi obiettivi dichiarati. Lunedì, nelle interviste alla ABC e ad Al Jazeera, ha inserito la distruzione dell'aviazione come uno dei quattro obiettivi numerati, al posto dell'impedire all'Iran di ottenere armi nucleari. Ha comunque menzionato la questione nucleare, ma come effetto collaterale degli altri obiettivi e non come fine a sé stante. Lo stesso giorno Leavitt ha diffuso una lista ancora diversa: senza l'aviazione, con il nucleare come obiettivo distinto e con i gruppi armati regionali inclusi, nonostante Rubio non li avesse menzionati nelle interviste della stessa giornata.

Oltre alla composizione della lista, è cambiato anche il linguaggio con cui gli obiettivi vengono descritti, segnalando un ridimensionamento delle aspettative. All'inizio della campagna militare, Trump aveva promesso di "radere al suolo" l'industria missilistica iraniana e di "obliterarla" completamente. Hegseth parlava di "distruggere" sia i missili offensivi sia la produzione. Nell'ultima settimana, Rubio ha usato espressioni diverse: venerdì ha parlato di "ridurre drasticamente" i lanciamissili iraniani, nell'intervista ad Al Jazeera di una "riduzione significativa", e alla ABC di una "severa diminuzione della capacità di lancio", non più di una distruzione completa. Anche l'obiettivo sui gruppi armati alleati è stato ridimensionato: Trump aveva parlato di "garantire" che l'Iran non potesse più armarli, Leavitt ha riformulato l'obiettivo come "indebolire" questi gruppi, un traguardo più vago e soggettivo.

Un'altra questione aperta riguarda il programma nucleare iraniano. La retorica recente di Rubio suggerisce che l'amministrazione si concentri più sui sistemi di lancio che sui 400 chilogrammi di uranio altamente arricchito dell'Iran, una missione che richiederebbe quasi certamente truppe di terra. Martedì mattina Hegseth ha presentato la guerra in Iran come diversa dalle recenti guerre americane, dove a suo dire la missione era mal definita. "In quelle guerre non si sapeva mai quando la missione sarebbe finita o quale fosse esattamente la missione", ha detto, distinguendo l'operazione Epic Fury.

Come osserva la CNN, è proprio questa l'impressione che i commenti pubblici dell'amministrazione stanno dando: diventa difficile misurare il successo di una campagna militare quando il governo non riesce a mantenere una lista coerente di quattro obiettivi. E il fatto che questi obiettivi continuino a cambiare difficilmente tranquillizzerà gli americani che non sembrano capire di cosa tratti questa guerra.

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Per le immagini RAW è stato definito il formato standard ISO 12234-4:2026: il DNG di Adobe.

Questo dovrebbe assicurare di poter aprire i file anche dopo moltissimi anni… e non avere tutta una serie di vari formati RAW come ad oggi

Le case produttrici si adegueranno al nuovo formato?
wired.it/article/formato-dng-s…

Il link al formato standard ISO 12234-4:2026 iso.org/standard/86123.html

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L'inizio del processo a Luigi Mangione rinviato a settembre


I giudici statale e federale hanno spostato le udienze a settembre e ottobre, creando un nuovo conflitto di calendario tra i due procedimenti

Luigi Mangione, il ventisettenne accusato di aver ucciso il capo di UnitedHealthcare Brian Thompson, dovrà attendere l'autunno per affrontare entrambi i processi. Mercoledì il giudice statale di New York Gregory Carro ha rinviato l'inizio del processo dall'8 giugno all'8 settembre, poche ore dopo che la giudice federale Margaret Garnett aveva modificato il calendario del procedimento parallelo fissando la selezione della giuria per ottobre e le arringhe iniziali per il 26 ottobre o il 2 novembre.

Le due decisioni, anziché risolvere il problema, hanno ricreato la stessa sovrapposizione che la giudice federale cercava di evitare. Garnett aveva spostato in avanti la selezione dei giurati federali proprio per impedire che i potenziali giurati fossero influenzati dalla copertura mediatica del processo statale. "C'è un enorme pool di giornalisti e molta attenzione sul processo statale, che si svolge a soli due isolati da qui", ha spiegato durante l'udienza. Ma con il rinvio deciso da Carro, i due procedimenti rischiano di nuovo di accavallarsi.

I due processi nascono dall'omicidio di Thompson, avvenuto il 4 dicembre 2024 su un marciapiede di Midtown Manhattan, davanti all'hotel dove il dirigente doveva partecipare a una conferenza annuale per gli investitori. L'uccisione, ripresa dalle telecamere di sorveglianza, scatenò una caccia all'uomo su scala nazionale che si concluse cinque giorni dopo con l'arresto di Mangione in un ristorante McDonald's ad Altoona, in Pennsylvania, a circa 370 chilometri dalla scena del crimine.

Mangione si è dichiarato non colpevole in entrambi i procedimenti. A livello statale è accusato di omicidio di secondo grado e di altri otto capi d'imputazione. A livello federale risponde di due capi d'accusa di stalking legati al pedinamento della vittima. In entrambi i casi rischia l'ergastolo. Negli Stati Uniti un imputato può essere processato sia a livello statale sia a livello federale per lo stesso crimine, purché i capi d'imputazione siano diversi.

Gli avvocati della difesa, Karen Friedman Agnifilo e Marc Agnifilo, avevano chiesto alla giudice Garnett di rinviare il processo federale a gennaio 2027, sostenendo l'impossibilità di preparare due difese contemporaneamente. In una lettera al tribunale del 18 marzo, Friedman Agnifilo aveva scritto che la difesa non può occuparsi di accuse di omicidio di secondo grado con una pena massima di venticinque anni all'ergastolo e, allo stesso tempo, esaminare 800 questionari per la selezione della giuria federale in un caso che prevede una pena massima dell'ergastolo. "Non credo che ciò che chiediamo sia irragionevole", ha detto l'avvocata in aula.

Garnett ha respinto la richiesta di rinvio al 2027, definendosi scettica sull'idea di spostare l'intero processo all'anno prossimo quando il processo statale non era stato ancora aggiornato. "Non ho alcun controllo sul calendario dello Stato", ha aggiunto, precisando di non voler essere "tenuta in ostaggio" dalle decisioni di un altro giudice.

Il procuratore federale Dominic Gentile si è opposto al rinvio sostenendo che anche il pubblico ha diritto a un processo rapido. "Basta guardare fuori dalla finestra per vedere le persone che seguono questo imputato e credono che ciò che ha fatto sia giusto", ha dichiarato durante l'udienza, riferendosi ai sostenitori di Mangione. Gentile ha anche suggerito che la richiesta di rinvio fosse legata al fatto che lo studio legale della difesa rappresenta anche Harvey Weinstein, che affronta un nuovo processo per reati sessuali a New York. Friedman Agnifilo ha negato qualsiasi collegamento e la giudice ha liquidato la questione.

Il caso Thompson ha acceso un vasto dibattito negli Stati Uniti sul sistema sanitario privato. Per una parte dell'opinione pubblica Mangione è diventato un simbolo della rabbia contro le compagnie assicurative, accusate di anteporre i profitti alle cure. I suoi sostenitori si presentano regolarmente fuori dal tribunale, spesso vestiti di verde in riferimento al personaggio di Luigi della Nintendo. All'udienza di mercoledì una ventina di fan erano presenti in aula, e lo stesso Mangione ha avuto uno sfogo inatteso nel procedimento statale, dichiarando di essere vittima di una doppia incriminazione per lo stesso fatto.

Il prossimo appuntamento in calendario è il 18 maggio, quando il giudice Carro si pronuncerà sulle mozioni della difesa per escludere prove e dichiarazioni rese da Mangione alla polizia al momento dell'arresto.

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I repubblicani trovano l'accordo per finanziare il Dipartimento per la Sicurezza Interna


Il Congresso voterà su un accordo bipartisan che Trump aveva respinto la scorsa settimana. Il piano finanzia il Dipartimento fino a settembre ma esclude i fondi per le agenzie che gestiscono le politiche migratorie, che il Partito vuole rifinanziare con un secondo provvedimento a parte.

I repubblicani del Senato e della Camera hanno raggiunto un accordo per sbloccare i fondi al Dipartimento per la Sicurezza Interna e porre fine allo shutdown parziale dell’agenzia federale. Il piano, che il Congresso potrebbe esaminare già questa mattina, prevede di finanziare le spese del Dipartimento fino al 30 settembre, ma lasciando fuori, almeno per ora, i fondi per l’Agenzia per il Controllo dell’Immigrazione, l’ICE, e la Customs and Border Protection, la CBP, vale a dire le due strutture centrali nella gestione della linea dura sull'immigrazione decisa dal presidente Donald Trump.

L’intesa segna un netto cambio di linea da parte del presidente e dei repubblicani della Camera. La settimana scorsa il Senato aveva, infatti, già approvato all’unanimità, un testo con lo stesso impianto, ovvero escludendo i fondi per ICE e CBP. La Camera, però, lo aveva bocciato subito. Johnson lo aveva definito una barzelletta, mentre alcuni esponenti dell’ala più conservatrice del partito avevano parlato di una resa ai democratici. In tutta risposta, la Camera aveva approvato una risoluzione temporanea di 60 giorni per finanziare l’intero dipartimento, ma i democratici del Senato avevano chiarito di non avere alcuna intenzione di sostenerla.

L’accordo annunciato ieri dal leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, e dallo Speaker della Camera, Mike Johnson, si inserisce invece ora in una strategia in due tempi. Dopo il primo finanziamento a breve termine, il secondo passaggio prevede un nuovo provvedimento con cui i repubblicani puntano a finanziare da soli proprio queste due agenzie attraverso la procedura di riconciliazione di bilancio. In questo modo potrebbero aggirare l’ostruzionismo democratico al Senato e approvare la legge con i soli voti della maggioranza.

Che cos’è la riconciliazione di bilancio

La budget reconciliation è una procedura prevista dal Congressional Budget Act del 1974 che consente al Congresso di approvare una serie di leggi fiscali e di spesa per allinearle agli obiettivi fissati nella risoluzione di bilancio. Per questo tipo particolare di leggi, al Senato è prevista una corsia privilegiata: il dibattito è contingentato e il provvedimento può essere approvato a maggioranza semplice, senza dover raggiungere la soglia ordinaria dei 60 voti.

Nel caso di una legge ordinaria, infatti, al Senato l’opposizione può rallentare o bloccare del tutto una legge con il filibuster, cioè prolungando il dibattito all'infinito salvo che 60 senatori votino la cloture per chiuderlo. La procedura di riconciliazione, però, non è soggetta al filibuster: ciò significa che il tempo di dibattito è limitato per legge e quindi la maggioranza può portare il testo al voto finale con i soli propri numeri, purché il contenuto rientri nelle ristrette regole previste dalla procedura.

Un alto funzionario della Casa Bianca ha fatto sapere che Trump firmerà il provvedimento non appena gli sarà sottoposto. Il presidente aveva già anticipato il cambio di linea con un messaggio pubblicato ieri sui social, chiedendo ai repubblicani di presentargli entro il 1° giugno una proposta per finanziare la sua stretta sull’immigrazione proprio attraverso la procedura di riconciliazione.

Il vero nodo politico, però, resta quello dei fondi per le agenzie in prima linea nel contrasto all’immigrazione, a partire da ICE e CBP. I repubblicani sostengono che, almeno nell’immediato, le due agenzie potranno continuare a operare con le risorse già stanziate dal Congresso lo scorso anno. I democratici, invece, dopo la morte di due cittadini americani a Minneapolis in operazioni che hanno coinvolto agenti federali dell’immigrazione all’inizio dell’anno, hanno rifiutato di autorizzare nuovi finanziamenti senza imporre limiti stringenti alla loro azione.

La proposta repubblicana non recepisce nessuna di queste condizioni. È su questo punto che si concentra lo scontro e che si misura la fragilità del compromesso appena raggiunto: il suo futuro dipende infatti dalla capacità, tutt’altro che scontata, dei repubblicani di non perdere neppure un voto sulla seconda proposta, vista l’esiguità della maggioranza su cui possono contare, soprattutto alla Camera.

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Gli italiani chiedono alle IA cosa comprare, dove andare e di chi fidarsi (e le aziende non lo hanno ancora capito)


Gli italiani stanno cambiando modo di decidere: sempre più persone chiedono alle IA consigli su acquisti, viaggi e servizi. Ma le aziende non sono ancora pronte a questo nuovo scenario
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Sempre più spesso, prima di prenotare un ristorante, scegliere un professionista o valutare un prodotto, le persone non aprono Google: chiedono direttamente a ChatGPT, Gemini o Perplexity. Essi ricevono una risposta unica, formulata con tono autorevole, che orienta la scelta senza mostrare alternative. È un cambiamento già in atto nel comportamento dei consumatori, ma che la maggior parte delle imprese italiane non ha ancora messo a fuoco. A dirlo sono i dati di Geosnap, servizio italiano di analisi dedicato al posizionamento dei brand nelle intelligenze artificiali, che ha analizzato oltre 113.000 risposte generate dalle principali IA su più di 1.500 brand attivi in Italia.

Il ruolo dell'IA nella reputazione


Quando un utente chiede a un'intelligenza artificiale di consigliare un hotel, valutare uno studio legale o confrontare due prodotti, la risposta che riceve non è neutra: è il risultato di un'elaborazione che sintetizza fonti, toni e giudizi in un'unica voce. Quella voce parla del brand, in modo positivo, neutro o negativo, e lo fa a milioni di persone, ogni giorno, senza che l'azienda interessata ne abbia consapevolezza.

TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali
Al Mobile World Congress 2026 TCL ha presentato due tablet con filosofie opposte: il Note A1 NXTPAPER con display paper-like e stilo incluso, e il TAB A1 Plus da 12,2 pollici con schermo 2.4K e Snapdragon 4 Gen 2
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L'analisi di Geosnap mostra che le IA costruiscono questo racconto attingendo da un insieme ristretto e ricorrente di fonti: su oltre 113.000 risposte analizzate, quasi una su due fa riferimento a una singola piattaforma enciclopedica online (48,7% delle citazioni totali). Le restanti si distribuiscono tra testate giornalistiche nazionali, portali di settore e siti di recensioni, con una concentrazione significativa nelle prime dieci fonti. Chi non è presente o viene descritto in modo parziale su queste piattaforme rischia di ricevere una rappresentazione distorta, o di non comparire del tutto.

"Le persone si fidano delle risposte delle IA come prima si fidavano dei risultati di Google. La differenza è che Google mostrava dieci link e tu potevi scegliere: l'IA ti dà una risposta sola, che suona come il consiglio di un amico informato. Le aziende che non capiscono questo cambiamento rischiano di essere escluse dalla conversazione senza nemmeno accorgersene", afferma Angelo Bottone di Geosnap.


Chi monitora e chi resta indietro


I dati di Geosnap fotografano un'Italia divisa. I settori più attivi nel monitorare la propria presenza nelle IA sono quelli già abituati a ragionare in termini di posizionamento digitale: il Digitale Tech & AI guida la classifica con 188 brand analizzati (12,4% del totale), seguito dai Servizi Professionali (142 brand, 9,4%) e dal Marketing & Creatività (138 brand, 9,1%). Il paradosso emerge guardando i settori in coda: Automotive & Mobilità è il meno rappresentato con soli 23 brand (1,5%), mentre Ristorazione & Food e Agroalimentare & Enogastronomia si fermano a 44 brand ciascuno (2,9%). Sono proprio questi i comparti dove il consumatore finale si informa di più prima di scegliere e dove una risposta dell'IA può fare la differenza tra essere consigliati o ignorati.

Quanto spesso un brand compare e come viene descritto


Dall'analisi di Geosnap emergono due dimensioni chiave per capire come le IA trattano un brand: con quale frequenza lo citano e con quale tono lo descrivono, positivo, neutro o negativo. Sono queste le variabili che, combinate, determinano l'immagine che un consumatore riceve quando interroga un'intelligenza artificiale sul conto di un'azienda. Un brand citato spesso ma descritto in modo ambiguo può essere più danneggiato di uno poco citato ma sempre associato a valutazioni positive. A partire da queste evidenze, Geosnap ha evoluto il proprio approccio affiancando alla fase di analisi anche interventi operativi: non solo monitoraggio del posizionamento, ma azioni mirate sui punti più critici emersi, con l’obiettivo di migliorare in modo concreto la rappresentazione del brand nelle risposte generate dalle IA.

"Fino a ieri bastava presidiare Google. Oggi chi vuole essere trovato da un cliente, da un paziente, da chi sta valutando un fornitore, deve anche sapere cosa dicono di lui le AI. Non è un tema per addetti ai lavori: è già il presente per chiunque usi questi strumenti nella vita di tutti i giorni", aggiunge Bottone.



Autenticazione push mobile: sicurezza bancaria sul tuo smartphone
Le banche stanno abbandonando le password tradizionali. L’autenticazione push mobile permette di approvare accessi e pagamenti con un tap sullo smartphone — ma come funziona davvero e quanto è sicura?
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Prospettive

Il gap tra il comportamento del consumatore e la consapevolezza delle imprese è oggi più ampio nei comparti tradizionali ed è lì che, secondo Geosnap, si apre lo spazio più rilevante di intervento nei prossimi mesi.


TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali: i nuovi tablet presentati al MWC 2026


TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali

In occasione della recente edizione del MWC 2026, TCL ha ampliato il proprio portafoglio tablet. L' azienda ha, infatti, presentato una nuova gamma di dispositivi progettati per accompagnare le diverse esigenze della quotidianità digitale, combinando produttività, creatività e intrattenimento.
TCL Note A1 NXTPAPERTCL Note A1 NXTPAPER

Produttività e scrittura digitale evoluta


Protagonista della categoria dedicata alla produttività è TCL Note A1 NXTPAPER, dopo il debutto premiato al CES. Si tratta del primo e-note TCL dotato di tecnologia NXTPAPER, sviluppato per offrire un’esperienza visiva simile alla carta grazie al display NXTPAPER Pure con 3A Crystal Shield Glass. Abbinato alla T-Pen Pro, che garantisce latenza ultra-ridotta e 8.192 livelli di pressione, il dispositivo riproduce in modo naturale la sensazione della scrittura manuale, risultando ideale per appunti, annotazioni e attività creative. Le funzionalità integrate basate su intelligenza artificiale supportano l’organizzazione dei contenuti e la gestione delle note, contribuendo a creare uno spazio di lavoro digitale focalizzato ed efficiente, pensato per professionisti, studenti e content creator.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intrattenimento immersivo in mobilità


TCL TAB A1 Plus è progettato per offrire un’esperienza di intrattenimento coinvolgente anche in movimento. Il dispositivo integra un ampio display da 12,2 pollici con risoluzione 2.4K, basato su tecnologia TCL CSOT, capace di restituire colori vividi, contrasti definiti e immagini ricche di dettagli. La frequenza di aggiornamento a 120Hz garantisce scorrimento fluido, transizioni più naturali e maggiore reattività nei contenuti dinamici e nel gaming, rendendo l’esperienza visiva più confortevole anche durante la fruizione prolungata.

Dyson PencilWash: il lavapavimenti ultrasottile a 349 euro
Dyson lancia PencilWash, il lavapavimenti più sottile e leggero mai realizzato: impugnatura da 38 mm, peso percepito di soli 380 grammi e un sistema senza filtro che elimina batteri e cattivi odori. Disponibile in Italia dal 19 febbraio 2026 a 349 euro
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Il sistema audio a quattro speaker completa l’esperienza multimediale con un suono più ampio e dinamico, assicurando un equilibrio armonioso tra immagini e audio. Streaming, eventi sportivi in diretta e contenuti brevi risultano così più coinvolgenti e realistici. Dal punto di vista del design, TCL TAB A1 Plus presenta una struttura unibody in metallo, che coniuga solidità e leggerezza in un’estetica essenziale e raffinata, pensata per la portabilità quotidiana.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intelligenza artificiale integrata nell’esperienza d’uso


Il TAB A1 Plus integra funzionalità intelligenti per semplificare le attività quotidiane. Google Gemini è disponibile come assistente personale AI per il supporto in tempo reale, mentre la funzione Circle to Search consente di ottenere informazioni immediate semplicemente cerchiando un elemento sullo schermo. Strumenti come Writing Assist e Text Assist facilitano la scrittura e l’elaborazione dei testi, contribuendo a rendere le interazioni più rapide ed efficienti.

Nuovo iPad Air M4: prezzo, scheda tecnica e novità | TechPerTutti
Apple ha presentato ufficialmente il nuovo iPad Air con chip M4: il tablet di fascia media si rinnova con prestazioni da top di gamma, supporto ad Apple Intelligence e connettività Wi-Fi 7, mantenendo invariato il prezzo di partenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’interfaccia di sistema è stata ottimizzata per offrire maggiore fluidità e reattività. La nuova funzione Magic Hub consente di salvare e richiamare contenuti in un unico spazio, mentre le Large Folders migliorano l’organizzazione delle applicazioni. L’attivazione più rapida dello schermo diviso e delle finestre fluttuanti semplifica il multitasking, favorendo un’esperienza d’uso più intuitiva e continua. Con questa nuova gamma, TCL rafforza il proprio impegno nello sviluppo di un portafoglio tablet completo e versatile, in grado di supportare concentrazione, intrattenimento immersivo e produttività intelligente nella vita di tutti i giorni.


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Trump alla Corte Suprema, ma i giudici frenano sull'abolizione della cittadinanza per nascita


I giudici conservatori si sono uniti ai colleghi progressisti nel mettere in dubbio l'ordine esecutivo del presidente che nega la cittadinanza ai figli di immigrati irregolari e stranieri con visti temporanei.

Donald Trump è diventato il primo presidente in carica a partecipare di persona a un’udienza della Corte Suprema. Ma neppure questa presenza insolita è bastata a rafforzare la sua linea contraria alla cittadinanza per nascita: durante il dibattimento, infatti, diversi giudici, compresi alcuni conservatori, hanno espresso forti dubbi sul suo ordine esecutivo.

L’udienza si è svolta ieri e riguardava il provvedimento firmato da Trump nel primo giorno del suo ritorno alla Casa Bianca. L’ordine in oggetto mira a negare la cittadinanza americana ai bambini nati negli Stati Uniti da immigrati senza documenti e da stranieri presenti con visti temporanei. Trump ha seguito parte della discussione dalla galleria riservata al pubblico, mentre John Sauer difendeva la posizione dell’Amministrazione.

Al centro del caso c’è l’interpretazione di cinque parole del Quattordicesimo Emendamento: “subject to the jurisdiction thereof”, cioè “soggette alla sua giurisdizione”. Per la Casa Bianca, la formula va letta in modo restrittivo e richiede che i genitori siano legalmente e stabilmente insediati negli Stati Uniti. L’American Civil Liberties Union, che rappresenta i promotori del ricorso contro l'ordine esecutivo di Trump, sostiene invece che l'Emendamento si applichi a quasi tutte le persone nate sul suolo americano, con eccezioni molto limitate, come i diplomatici o gli eserciti invasori.

Che cosa prevede il Quattordicesimo Emendamento?

Ratificato nel 1868, subito dopo la Guerra civile, il Quattordicesimo Emendamento stabilisce che tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e “soggette alla loro giurisdizione”, sono cittadine degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono. Su questa clausola si fonda il principio della cittadinanza per nascita, cioè l’idea che nascere sul suolo americano basti, nella quasi totalità dei casi, per ottenere automaticamente la cittadinanza. Nel tempo, tribunali e Corte Suprema hanno riconosciuto eccezioni molto limitate, come quelle che riguardano i figli di diplomatici stranieri.

Nel corso di oltre due ore di udienza, una maggioranza di giudici ha mostrato scetticismo verso l’impianto dell’ordine esecutivo. Il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha definito “eccentrico” il ragionamento del governo. Quando Sauer ha richiamato l’avvento del volo aereo per sostenere una lettura aggiornata della norma, Roberts ha replicato che il mondo può anche essere cambiato, ma la Costituzione è rimasta la stessa. Anche Brett Kavanaugh ha respinto il paragone con altri Paesi sul tema della cittadinanza, osservando che il diritto americano va interpretato alla luce della storia e dei precedenti degli Stati Uniti.

Trump è rimasto in aula per circa un’ora, poi ha lasciato la Corte prima dell’intervento del legale dell’American Civil Liberties Union, che ha definito l’ordine esecutivo incompatibile con il Quattordicesimo Emendamento e con i precedenti della Corte Suprema. Dal 1898, infatti, le corti statunitensi ritengono che quella norma si applichi a quasi tutti i bambini nati sul territorio degli Stati Uniti.

La presenza del presidente aveva comunque un forte valore simbolico. Di norma, i presidenti americani evitano di assistere alle udienze che riguardano direttamente le loro politiche, anche per rispetto della separazione dei poteri tra esecutivo e giudiziario. In questo caso, però, la scelta di Trump non ha attenuato le perplessità emerse in aula su una misura che metterebbe in discussione un’interpretazione costituzionale consolidata da oltre un secolo.

L’ordine esecutivo si fonda su una tesi rimasta per anni marginale nel dibattito pubblico americano: l’idea che i figli nati negli Stati Uniti da immigrati senza documenti non abbiano diritto automatico alla cittadinanza. I critici della misura collegano questa posizione alla teoria estremista della “sostituzione della razza bianca”. Il caso, intanto, ha attirato grande attenzione politica e mediatica, dentro e fuori il tribunale.

Che cosa prevede l’ordine esecutivo di Trump

L’ordine esecutivo firmato da Donald Trump mira a restringere l'interpretazione del Quattordicesimo Emendamento. In particolare, punta a negare la cittadinanza automatica ai bambini nati negli Stati Uniti da immigrati senza documenti e da stranieri presenti nel Paese con visti temporanei. La misura si basa su una lettura più restrittiva dell’espressione “soggette alla loro giurisdizione”, sostenendo che non basti nascere negli Stati Uniti, ma che serva anche un legame giuridico più stabile dei genitori con il Paese. I promotori del ricorso contestano però questa impostazione, sostenendo che contraddica sia il testo del Quattordicesimo Emendamento sia l’interpretazione consolidata della Corte Suprema.

La questione ha anche una dimensione internazionale. Secondo il Pew Research Center, la cittadinanza automatica per nascita è diffusa soprattutto nelle Americhe, mentre fuori dall’emisfero occidentale è molto più rara. L’Amministrazione Trump ha usato anche questo argomento per sostenere una lettura più restrittiva del Quattordicesimo Emendamento. Dopo l’udienza, Trump ha rilanciato la sua posizione su Truth Social, scrivendo falsamente che gli Stati Uniti sarebbero l’unico Paese al mondo abbastanza “stupido” da consentire la cittadinanza per nascita. Nei giorni precedenti aveva anche sostenuto che questa garanzia costituzionale riguardasse solo “i figli degli schiavi” e non fosse mai stata pensata per gli immigrati.

Il clima emerso durante l’udienza suggerisce però che per l’Amministrazione non sarà facile ottenere una decisione pienamente favorevole. Le domande dei giudici, tuttavia, non anticipano sempre il verdetto finale. La decisione della Corte è attesa entro la fine di questo termine giudiziario, tra giugno e luglio 2026.

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Trump minaccia altre 2/3 settimane di raid sull'Iran e attacchi a centrali elettriche e petrolio


Il presidente ha affermato che la guerra è vicina alla fine ma ha anche promesso di colpire tutte le centrali elettriche iraniane e forse i giacimenti petroliferi se non si raggiungerà un accordo. La nostra traduzione integrale in italiano del suo discorso di stanotte.

Gli Stati Uniti sono vicini alla fine della guerra con l'Iran, ma potrebbero bombardare il Paese per altre 2 o 3 settimane e colpire tutte le sue centrali elettriche, e forse anche i giacimenti di petrolio, se non verrà raggiunto un accordo. Lo ha detto il presidente Donald Trump in un discorso alla nazione dalla Casa Bianca, sostenendo che gli obiettivi militari americani sono quasi completati, ma senza indicare una via d'uscita chiara dal conflitto.


Qui sotto la traduzione integrale in italiano del discorso di Donald Trump di questa notte

“Miei concittadini americani, buonasera. Permettetemi di iniziare congratulandomi con il team della NASA e con i nostri coraggiosi astronauti per il successo del lancio di Artemis II: è stato qualcosa di straordinario. Questa missione viaggerà più lontano di qualsiasi altro razzo con equipaggio abbia mai volato, andrà ben oltre la Luna, le orbiterà intorno e tornerà a casa da una distanza mai raggiunta prima. È incredibile. Sono in viaggio e Dio li benedica, sono persone coraggiose. Dio benedica quei quattro incredibili astronauti.

Mentre parliamo questa sera, è passato esattamente un mese da quando le Forze Armate degli Stati Uniti hanno dato inizio all’Operazione Epic Fury, prendendo di mira l’Iran, il principale sponsor statale del terrorismo al mondo. In queste ultime 4 settimane, le nostre Forze Armate hanno ottenuto vittorie rapide, decisive e schiaccianti sul campo di battaglia. Vittorie come poche persone abbiano mai visto in vita loro. Questa sera, la Marina iraniana non esiste più. La loro Aeronautica è in rovina. I loro leader, la maggior parte di loro, il regime terroristico che guidavano, sono ora morti. La catena di comando e controllo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche viene decimata proprio mentre parliamo. La loro capacità di lanciare missili e droni è stata drasticamente ridotta. E le loro fabbriche di armi, i lanciamissili, sono state fatte a pezzi. Ne restano pochissime.

Mai nella storia della guerra un nemico ha subito perdite su larga scala così nette e devastanti nel giro di poche settimane. I nostri nemici stanno perdendo e l’America, come è stata per 5 anni sotto la mia presidenza, sta vincendo, e ora sta vincendo più che mai.

Prima di affrontare la situazione attuale, voglio anche ringraziare le nostre truppe per il lavoro magistrale svolto nel prendere il Venezuela in pochi minuti. Quell’attacco è stato rapido, letale e violento, e ha suscitato il rispetto del mondo intero. Dopo aver ricostruito il nostro esercito durante il mio primo mandato, oggi abbiamo di gran lunga l’esercito più forte al mondo. E ora stiamo lavorando insieme al Venezuela e siamo, in un certo senso, partner in una joint venture. Andiamo incredibilmente d’accordo nella produzione e nella vendita di enormi quantità di petrolio e gas, le seconde riserve più grandi sulla Terra dopo gli Stati Uniti d’America. Ora siamo totalmente indipendenti dal Medio Oriente, eppure siamo lì per aiutare. Non dovremmo essere lì. Non abbiamo bisogno del loro petrolio. Non abbiamo bisogno di nulla di ciò che hanno lì. Ma siamo lo stesso lì per aiutare i nostri alleati.

Questa sera voglio fornire un aggiornamento sugli enormi progressi che i nostri guerrieri hanno compiuto in Iran e spiegare perché l’Operazione Epic Fury è sempre più necessaria per la sicurezza dell’America e del mondo libero. Fin dal primo giorno in cui ho annunciato la mia candidatura alla presidenza, nel 2015, ho giurato che non avrei mai permesso all’Iran di avere un’arma nucleare. Questo regime fanatico ha scandito 'Morte all’America, morte a Israele' per 47 anni. I loro proxy sono stati dietro l’assassinio di 241 americani nell’attentato alla caserma dei Marines a Beirut, così come alla strage di centinaia di nostri militari con bombe lungo le strade in Medio Oriente. Sono stati coinvolti nell’attacco alla USS Cole e hanno compiuto innumerevoli altri atti efferati, comprese le sanguinose atrocità — semplicemente orribili, sanguinose atrocità — del 7 ottobre in Israele, qualcosa a cui la maggior parte delle persone non aveva mai assistito in vita propria. Questo regime assassino ha anche recentemente ucciso 45.000 dei propri cittadini che stavano protestando in Iran, 45.000 morti. Per questi terroristi, avere armi nucleari sarebbe una minaccia intollerabile. Il regime più violento e brutale sulla faccia della Terra sarebbe libero di condurre le proprie campagne di terrore, coercizione, conquista e omicidio di massa dietro uno scudo nucleare. Non permetterò mai che ciò accada, e nessuno dei nostri presidenti precedenti avrebbe dovuto permetterlo.

Questa situazione va avanti da 47 anni e avrebbe dovuto essere affrontata molto prima che arrivassi io. Ho fatto molte cose, durante i miei due mandati, per fermare la ricerca di armi nucleari da parte dell’Iran. Per prima cosa, e forse la più importante, ho ucciso il generale Qassem Soleimani. Nel mio primo mandato. Era un genio del male, una persona brillante, un essere umano orribile, il padre delle bombe lungo le strade. È semplicemente orribile quello che ha fatto. L’Iran sarebbe stato forse oggi in una posizione migliore e più forte se lui fosse rimasto in vita. Probabilmente stasera avremmo parlato diversamente. Ma sapete una cosa? Staremmo comunque vincendo, e vincendo alla grande.

E poi, cosa molto importante, ho revocato l’accordo sul nucleare iraniano voluto da Barack Hussein Obama, un disastro. Obama ha dato loro 1,7 miliardi di dollari in contanti. Banconote vere, denaro contante: le ha prelevate dalle banche della Virginia, di Washington D.C. e del Maryland. Tutti i contanti che avevano. Li ha trasportati in aereo nel tentativo di comprarsi il loro rispetto e la loro lealtà, ma non ha funzionato. Hanno riso del nostro presidente e hanno proseguito nella loro missione di ottenere una bomba nucleare. Il suo accordo con l’Iran avrebbe portato a un colossale arsenale di enormi armi nucleari per l’Iran. Le avrebbero avute anni fa e le avrebbero usate, e sarebbe stato un mondo diverso. Non ci sarebbe stato nessun Medio Oriente e nessun Israele adesso, secondo me — e secondo l’opinione di molti grandi esperti — se non avessi rescisso quell’accordo terribile. Sono stato così onorato di farlo, ero così orgoglioso di farlo, era così sbagliato fin dall’inizio.

In sostanza, ho fatto ciò che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno commesso errori e io li sto correggendo. La mia prima preferenza è sempre stata la via della diplomazia, eppure il regime ha continuato la sua ricerca incessante di armi nucleari e ha respinto ogni tentativo di accordo. Per questo motivo, a giugno, ho ordinato un attacco alle principali strutture nucleari iraniane nell’Operazione Midnight Hammer. Nessuno ha mai visto niente di simile. I nostri magnifici bombardieri B-2 hanno operato in modo eccezionale. Abbiamo completamente annientato quei siti nucleari. Il regime ha poi cercato di ricostruire il proprio programma nucleare in una località completamente diversa, rendendo chiaro che non aveva alcuna intenzione di abbandonare la sua ricerca di armi nucleari.

Stavano anche cercando di costruire rapidamente un vasto arsenale di missili balistici convenzionali e presto avrebbero avuto missili in grado di raggiungere il territorio americano, l’Europa e praticamente qualsiasi altro luogo sulla Terra. La strategia dell’Iran era fin troppo chiara: voleva produrre quanti più missili possibile, con la gittata più lunga possibile, e aveva a disposizione armi che nessuno credeva fosse in grado di possedere. Lo abbiamo scoperto solo di recente e li abbiamo eliminati tutti, perché altrimenti nessuno avrebbe davvero osato fermare l’Iran nella sua corsa verso la bomba nucleare, un’arma come non se n’è mai vista prima. Erano proprio ad un passo. Per anni tutti hanno detto che l’Iran non deve avere armi nucleari. Ma alla fine quelle sono solo parole, se non sei disposto ad agire quando arriva il momento.

Come ho dichiarato nel mio annuncio dell’Operazione Epic Fury, i nostri obiettivi sono molto semplici e chiari. Stiamo sistematicamente smantellando la capacità del regime di minacciare l’America o di proiettare potere al di fuori dei propri confini. Ciò significa eliminare la Marina iraniana, che ora è stata assolutamente distrutta, colpire la loro Aeronautica e il loro programma missilistico a livelli mai visti prima e annientare la loro base industriale della difesa. Abbiamo fatto tutto questo. La loro Marina non esiste più. La loro Aeronautica non esiste più. I loro missili sono praticamente esauriti o distrutti. Nel loro insieme, queste azioni paralizzeranno l’esercito iraniano, distruggeranno la sua capacità di sostenere proxy terroristici e gli impediranno di costruire una bomba nucleare. Le nostre Forze Armate sono state straordinarie. Non c’è mai stato niente di simile dal punto di vista militare. Tutti ne parlano. E questa sera sono lieto di dire che questi obiettivi strategici fondamentali sono prossimi al completamento.

Mentre celebriamo questi progressi, pensiamo in particolare ai 13 guerrieri americani che hanno dato la vita in questa battaglia per impedire ai nostri figli di dover mai affrontare un Iran nucleare. Due volte nell’ultimo mese mi sono recato alla base aerea di Dover, ed è stato qualcosa di straordinario: volevo essere con quegli eroi al loro ritorno sul suolo americano. Ero con loro e con le loro famiglie, i loro genitori, le loro mogli, i loro mariti. Li ho salutati. E ora dobbiamo onorarli portando a termine la missione per la quale hanno dato la vita. E ogni singola persona lì presente, i loro cari, mi ha detto: 'Per favore, signore, per favore porti a termine il lavoro', ognuno di loro, e noi porteremo a termine il lavoro e lo faremo molto velocemente. Ci siamo molto vicini.

Voglio ringraziare anche i nostri alleati in Medio Oriente: Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein. Sono stati grandi, e non permetteremo che vengano danneggiati o subiscano conseguenze in alcun modo. Molti americani sono stati preoccupati nel vedere il recente aumento dei prezzi della benzina qui in patria. Questo aumento a breve termine è stato interamente il risultato del regime iraniano che ha lanciato folli attacchi terroristici contro petroliere commerciali e Paesi vicini che non hanno nulla a che fare con il conflitto. Questa è un’ulteriore prova del fatto che all’Iran non si possono mai affidare armi nucleari, altrimenti le useranno e lo faranno rapidamente. Questo porterebbe a decenni di estorsione, dolore economico e instabilità peggiori di quanto possiamo oggi immaginare.

Gli Stati Uniti non sono mai stati meglio preparati economicamente per affrontare questa minaccia. Lo sapete tutti. Abbiamo costruito l’economia più forte della storia. Ne stiamo dentro proprio adesso, la più forte della storia. In un anno abbiamo preso in mano un Paese che era morto e paralizzato. Mi dispiace dirlo, ma eravamo un Paese morto e paralizzato dopo l’ultima Amministrazione, e lo abbiamo reso il Paese più dinamico al mondo in assoluto, senza inflazione, con investimenti record che arriveranno negli Stati Uniti, oltre 18 mila miliardi di dollari e il mercato azionario più forte di sempre, con 53 massimi storici in un solo anno. Tutto questo ci ha messo nella condizione di estirpare un cancro che covava da tempo. Si chiama Iran nucleare, e loro non avevano idea di ciò che stava per arrivare. Non avrebbero mai potuto immaginarlo.

Ricordate: grazie al nostro programma 'drill, baby, drill', l’America ha accesso a molto gas. Abbiamo così tanto gas a disposizione. Sotto la mia guida, siamo il produttore numero uno di petrolio e gas sul pianeta, senza nemmeno considerare i milioni di barili che stiamo ottenendo dal Venezuela. Grazie alle politiche dell’Amministrazione Trump, produciamo più petrolio e gas di Arabia Saudita e Russia messe insieme. Pensateci. Arabia Saudita e Russia messe insieme. E quel numero sarà presto sostanzialmente ancora più alto. Non c’è nessun Paese come noi al mondo, e siamo in ottima forma per affrontare il futuro. Gli Stati Uniti non importano quasi nessun barile di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz e non ne importeranno in futuro. Non ne abbiamo bisogno. Non ne abbiamo mai avuto bisogno e non ne abbiamo bisogno adesso. Abbiamo battuto e completamente decimato l’Iran. Sono decimati sia militarmente sia economicamente e sotto ogni altro aspetto. E sono i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz che dovranno occuparsi di quel passaggio. Dovranno farsene carico. Dovranno prenderlo in mano e custodirlo. Potrebbero farlo facilmente. Noi saremo d’aiuto, ma dovrebbero loro prendere l’iniziativa nel proteggere il petrolio da cui dipendono così disperatamente.

Quindi, a quei Paesi che oggi non riescono a ottenere carburante, molti dei quali si sono rifiutati di partecipare alla decapitazione dell’Iran — abbiamo dovuto farlo da soli — ho due suggerimenti da dare. Numero 1, comprate petrolio dagli Stati Uniti d’America. Ne abbiamo in abbondanza. Ne abbiamo così tanto. E numero 2, tirate fuori un po’ di coraggio anche se tardivo. Avreste dovuto farlo prima. Avreste dovuto farlo con noi, come vi avevamo chiesto. Ora andate nello Stretto di Hormuz, prendetene il controllo, proteggetelo e usatelo a vostro vantaggio. L’Iran è stato essenzialmente decimato. La parte difficile è fatta, quindi dovrebbe essere facile.

E in ogni caso, quando questo conflitto sarà finito, lo Stretto si riaprirà naturalmente. Si riaprirà da solo. Vorranno tornare a vendere petrolio a tutti i costi, perché è tutto ciò che hanno per cercare di ricostruire il proprio Paese. Così il petrolio riprenderà a fluire e i prezzi della benzina scenderanno rapidamente. I prezzi delle azioni risaliranno rapidamente. Non sono scesi molto, francamente. Sono scesi un po’. Ma negli ultimi due giorni ci sono state delle ottime sedute. In realtà siamo andati molto meglio di quanto pensassi. Ma dovevamo fare quella piccola sortita in Iran per liberarci di questa orribile minaccia.

Grazie ai nostri storici tagli fiscali, di cui le persone stanno ora parlando perché ricevono rimborsi più alti di quanto avessero mai ritenuto possibile, i nostri cittadini stanno ottenendo molti più soldi di quanto immaginassero. Tutto questo è dovuto al 'grande, magnifico, bellissimo disegno di legge' approvato lo scorso anno. La nostra economia è forte e migliora di giorno in giorno, e presto tornerà a ruggire come mai prima d’ora. Supererà i livelli di un mese fa. Ho chiarito fin dall’inizio dell’Operazione Epic Fury che continueremo fino a quando i nostri obiettivi non saranno pienamente raggiunti. Grazie ai progressi che abbiamo fatto, posso dire stasera che siamo sulla buona strada per completare tutti gli obiettivi militari dell’America a breve. Molto a breve.

Li colpiremo con estrema durezza nelle prossime due o tre settimane. Li riporteremo all’età della pietra, dove appartengono. Nel frattempo, i negoziati sono in corso. Il cambio di regime non è mai stato il nostro obiettivo. Non abbiamo mai parlato di cambio di regime, ma il cambio di regime è avvenuto comunque a causa della morte di tutti i loro leader originari. Sono tutti morti. Il nuovo gruppo al comando è meno radicale e molto più ragionevole. Tuttavia, se in questo periodo non si arriverà a un accordo, terremo nel mirino i nostri obiettivi chiave. Se non ci sarà un accordo, colpiremo molto duramente tutte le loro centrali elettriche, probabilmente in modo simultaneo. Non abbiamo colpito il loro petrolio, anche se quello era l’obiettivo più facile di tutti, perché non lascerebbe loro nemmeno una minima possibilità di sopravvivere o di ricostruire. Ma potremmo colpirlo e sparirebbe in un attimo. E non c’è nulla che possano fare per proteggerlo. Non hanno sistemi di difesa antiaerea. I loro radar sono stati annientati al 100%. Siamo una forza militare inarrestabile. I siti nucleari che abbiamo annientato con i bombardieri B-2 sono stati colpiti così duramente che ci vorrebbero mesi anche solo per avvicinarsi all’uranio arricchito contenuto al loro interno. E li teniamo sotto intensa sorveglianza e stretto controllo satellitare. Se li vedremo fare una mossa, anche solo una mossa verso quei siti, li colpiremo di nuovo molto duramente con i missili. Abbiamo tutte le carte in mano. Loro non ne hanno nessuna.

È molto importante che manteniamo questo conflitto nella giusta prospettiva. Il coinvolgimento americano nella Prima Guerra Mondiale durò 1 anno, 7 mesi e 5 giorni. La Seconda Guerra Mondiale durò 3 anni, 8 mesi e 25 giorni. La Guerra di Corea durò 3 anni, 1 mese e 2 giorni. La Guerra del Vietnam durò 19 anni, 5 mesi e 29 giorni. L’intervento in Iraq andò avanti per 8 anni, 8 mesi e 28 giorni. Noi siamo in questa operazione militare, così potente, così brillante, contro uno dei Paesi più potenti, da 32 giorni. E l’Iran è già stato eviscerato e, sostanzialmente, non rappresenta più una minaccia. Era il bullo del Medio Oriente, ma non lo è più. Questo è un vero investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti. Il mondo intero sta guardando e non riesce a credere alla potenza, alla forza e alla brillantezza delle Forze Armate degli Stati Uniti. Semplicemente non riesce a credere a ciò che vede. Lascio a voi immaginarlo.

Questa sera ogni cittadino americano può guardare avanti verso il giorno in cui saremo finalmente liberi dalla malvagità dell’aggressione iraniana e dallo spettro del ricatto nucleare. Grazie alle azioni che abbiamo intrapreso, siamo sul punto di porre fine alla minaccia sinistra dell’Iran per l’America e per il mondo. E ve lo dico, il mondo ci sta guardando. E quando raggiungeremo questo obiettivo, quando sarà tutto finito, gli Stati Uniti saranno più sicuri, più forti, più prosperi e più grandi di quanto non siano mai stati.

Che Dio benedica gli uomini e le donne delle Forze Armate degli Stati Uniti, e che Dio benedica gli Stati Uniti d’America. Grazie mille e buonanotte”.


La reazione sui mercati energetici al discorso di Trump

FocusAmerica · Energia
Petrolio alle stelle: il prezzo del greggio dall'inizio della guerra
Caricamento dati…

Panoramica
Grafico
Cronologia

Ultima ora (2 aprile) — Trump nella notte ha parlato alla nazione: guerra «nearing completion», ma raid «estremamente duri» nelle prossime 2-3 settimane. Minacce alle centrali elettriche e ai siti petroliferi iraniani. Brent +4% in Asia.

Brent Crude
$105,53
+48,6% dal 27 feb
Dati statici — 2 apr

WTI Crude
$103,69
+55,9% dal 27 feb
Dati statici — 2 apr

34
giorni di guerra

$4,06
benzina USA/gal

$119,5
picco 52 sett.

Il Brent ha registrato a marzo il più grande rialzo mensile dal 1988. L'EIA prevede prezzi sopra $95 per altri due mesi, poi un calo sotto $80 nel Q3 se Hormuz riapre. Goldman Sachs avverte che il Brent potrebbe superare il record del 2008 ($147) se il conflitto persiste.

Brent

WTI
27 feb – 2 apr 2026

Escalation Diplomazia Mercato Oggi

28 febbraio💥Escalation
Inizio Operation Epic Fury. Strike congiunti USA-Israele su Iran. Il Brent salta a $73,50

1 – 5 marzo⚔️Escalation
Escalation rapida. Marina iraniana colpita, basi missili sotto attacco. Brent verso $86

7 – 8 marzo🚢Escalation
Iran blocca lo Stretto di Hormuz. Transito navi crollato. Brent a $94

9 marzo📊Mercato
EIA: Brent +50% da inizio anno. IEA lancia allarme approvvigionamento globale

12 – 14 marzo📈Mercato
Brent supera $100 per la prima volta. WTI sfiora $99. Pentagono chiede $200 mld al Congresso

18 – 19 marzo✈️Escalation
Israele allarga attacchi. Brent oltre $110. Benzina USA a $3,93/gal

20 marzo🕊️Diplomazia
Trump valuta «winding down». Goldman Sachs: prezzi sopra $100 possibili fino al 2027

22 marzo⚠️Escalation
Ultimatum Trump: 48h per riaprire Hormuz o bombardamento delle centrali elettriche

23 – 26 marzo🤝Diplomazia
Stop 5 giorni ai raid energetici dopo colloqui «produttivi». Breve calo sotto $100

27 marzo🔴Escalation
Iran rifiuta negoziati. WTI supera $100 per la prima volta dal 2022. Brent a $112,57 — record 2026

30 – 31 marzo📊Mercato
Brent a $115,35. Trump: «usciremo in 2-3 settimane». Iran pone condizioni per il cessate il fuoco

1 aprile🕊️Diplomazia
Trump: «Iran ha chiesto il cessate il fuoco» (Teheran smentisce). Brent crolla a $98,52 intraday, poi risale

2 aprile🎙️Oggi
Discorso alla nazione: guerra «nearing completion», ma minacce a centrali e siti petroliferi. Brent a $105,53 e WTI a $103,69.Aggiornamento automatico del 2 aprile in corso…

Fonti: EIA, IEA, Reuters, AP, CNN, CBS, NPR, Gulf News, Goldman Sachs, AAA, Investing.com Elaborazione FocusAmerica · Live: OilPriceAPI


Video integrale del discorso di Donald Trump

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La rassegna stampa di giovedì 2 aprile 2026


Trump minaccia l'Iran e la NATO mentre la Corte Suprema boccia la sua riforma sulla cittadinanza. SpaceX verso la quotazione record, missione lunare Artemis II decolla

Questa è la rassegna stampa di giovedì 2 aprile 2026

Trump dichiara la guerra in Iran "vicina al completamento" ma minaccia nuovi attacchi


Il presidente Trump ha tenuto un discorso televisivo alla nazione dichiarando che la guerra in Iran è "molto vicina al completamento", pur minacciando di colpire il paese "estremamente duramente" nelle prossime settimane se non si raggiungerà un accordo di pace. Il conflitto, iniziato oltre un mese fa insieme a Israele, ha causato turbolenze economiche globali e tensioni con gli alleati.

Fonti: The Guardian, Bloomberg Politics, The Hill News

La Corte Suprema mostra scetticismo verso la riforma della cittadinanza di Trump


I giudici della Corte Suprema hanno espresso perplessità durante le argomentazioni sul tentativo dell'amministrazione Trump di limitare la cittadinanza per nascita. Trump ha partecipato di persona alle udienze, diventando il primo presidente in carica a farlo nella storia registrata. Le domande dei giudici suggeriscono una possibile bocciatura dell'ordine esecutivo.

Fonti: WSJ, BBC News, The Hill News

Trump valuta l'uscita degli Stati Uniti dalla NATO


Il presidente ha dichiarato di star considerando "assolutamente" il ritiro degli Stati Uniti dalla NATO, definendo la questione "oltre la riconsiderazione" dopo il rifiuto degli alleati di partecipare alla guerra contro l'Iran. Diversi senatori repubblicani, incluso Mitch McConnell, si sono uniti ai democratici per difendere l'appartenenza americana all'alleanza atlantica.

Fonti: The Guardian, The Hill News

La missione lunare Artemis II decolla con successo dopo 50 anni


La NASA ha lanciato con successo la missione Artemis II dal Kennedy Space Center, portando per la prima volta dal 1972 astronauti verso la Luna. L'equipaggio di tre americani e un canadese non atterrerà sulla superficie lunare ma volerà attorno al satellite, aprendo la strada a future missioni di allunaggio. Si tratta del primo volo umano oltre l'orbita terrestre bassa in oltre 50 anni.

Fonti: WSJ, Financial Times, The Guardian

SpaceX si prepara alla quotazione pubblica più grande della storia


L'azienda di Elon Musk SpaceX ha avviato il processo per la quotazione pubblica più grande della storia, con presentazione confidenziale alla SEC per un debutto estivo. La quotazione potrebbe rendere Musk il primo trilionario al mondo. L'azienda spaziale è valutata a centinaia di miliardi di dollari e domina il settore dei lanci commerciali.

Fonti: Financial Times, BBC News, Semafor

I repubblicani raggiungono un accordo per riaprire il Dipartimento di Sicurezza Nazionale


Senato e Camera dei Rappresentanti repubblicani hanno trovato un'intesa per porre fine al shutdown parziale del governo più lungo della storia americana. L'accordo prevede il finanziamento della maggior parte del Dipartimento di Sicurezza Nazionale attraverso una procedura a due fasi, dopo che Trump ha dato il suo sostegno al piano inizialmente respinto dalla Camera venerdì scorso.

Fonti: NYT, WSJ, BBC News

Trump valuta di licenziare il Procuratore Generale Pam Bondi


Il presidente ha discusso la possibilità di sostituire il Procuratore Generale Pam Bondi con Lee Zeldin, attualmente amministratore dell'EPA, a causa delle critiche crescenti sui presunti errori nella gestione dei fascicoli Epstein. La Bondi è sotto pressione sia all'interno che all'esterno dell'amministrazione per quello che i critici definiscono una crisi politica auto-inflitta al Dipartimento di Giustizia.

Fonti: NYT, NYT

Gli Stati Uniti preparano nuovi dazi sui farmaci


L'amministrazione Trump si prepara a implementare dazi del 100% su determinati medicinali, concretizzando le minacce fatte l'anno scorso. La misura fa parte della strategia commerciale protezionistica dell'amministrazione e potrebbe avere significativi impatti sul settore farmaceutico e sui consumatori americani. I dazi potrebbero entrare in vigore nelle prossime settimane.

Fonti: Financial Times

Il prezzo del petrolio balza del 5% dopo il discorso di Trump sull'Iran


I mercati petroliferi hanno reagito con forti rialzi dopo il discorso presidenziale, con il greggio che ha guadagnato il 5% per le rinnovate preoccupazioni sul conflitto in Iran. Nonostante Trump abbia dichiarato che la guerra è "vicina al completamento", le sue minacce di nuovi attacchi massicci hanno alimentato l'ansia sui mercati energetici e le preoccupazioni per la stabilità dello Stretto di Hormuz.

Fonti: Financial Times

Un test DNA conferma che Ted Bundy uccise una teenager dello Utah nel 1974


Le autorità dello Utah hanno confermato attraverso test DNA che il serial killer Ted Bundy uccise Laura Ann Aime, 17 anni, nel 1974. Bundy aveva confessato questo omicidio prima della sua esecuzione nel 1989, ma solo ora le prove scientifiche hanno fornito la conferma definitiva. Il caso era rimasto irrisolto per 51 anni nonostante la confessione del killer.

Fonti: WSJ, BBC News, NYT

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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OpenAI round più grande della storia, Artemis II è partita, Puoi cambiare indirizzo Gmail


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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon giovedì,
questa settimana c'è stato un record mondiale, e sono i 122 miliardi di dollari di finanziamento di OpenAI. Poi parleremo del grande lancio di Artemis II avvenuto qualche ora fa; vedremo una funzionalità che ti fa cambiare indirizzo Gmail, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 295 - Giovedì 2 Aprile
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

OpenAI chiude il finanziamento più grande della Silicon Valley


Startup
OpenAI ha chiuso un aumento di capitale da 122 miliardi di dollari (record storico) che valuta la società 852 miliardi in vista di una possibile quotazione in Borsa entro la fine dell’anno. I principali sottoscrittori sono Amazon, Nvidia e SoftBank, con 110 miliardi complessivi, mentre oltre 3 miliardi arrivano da investitori facoltosi raggiunti tramite le banche. La società entrerà anche in alcuni fondi di investimento (ETF) gestiti dalla famosa ARK Invest. I nuovi fondi serviranno soprattutto a sostenere i costi dei chip per addestrare e far funzionare i modelli AI.
~
Fonte: The Wall Street Journal
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Il lancio di Artemis II è partito con successo


Spazio
La missione Artemis II della NASA è partita dal Kennedy Space Center in Florida stanotte intorno alle 00:30 ora italiana, con quattro astronauti a bordo della capsula Orion, spinta dal razzo SLS, cioè Space Launch System. L’equipaggio, formato da tre statunitensi e da un canadese, è entrato in orbita terrestre e vi resterà per circa 25 ore per verificare i sistemi di bordo prima della traiettoria verso la Luna. Il volo durerà 10 giorni: il mezzo passerà attorno alla Luna, arriverà fino a circa 6.400 chilometri oltre e poi rientrerà con ammaraggio nell’oceano Pacifico. L'obiettivo è validare l'ambiente di atterraggio lunare e l'integrità dei sitemi per permettere, durante Artemis III, di mettere piede sulla Luna dopo 52 anni.
~
Fonte: AP News
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Ora puoi finalmente cambiare l'indirizzo Gmail ridicolo che hai scelto decenni fa


Big tech
Google sta permettendo di sostituire il nome utente principale di un account, cioè l'alias, la parte dell’indirizzo Gmail prima di @gmail.com, senza perdere messaggi, dati salvati o accesso ai servizi collegati. I messaggi inviati al vecchio indirizzo continuano ad arrivare e l’accesso resta possibile con entrambi i nomi. Il vecchio indirizzo però può ancora comparire in alcuni prodotti Google e in servizi esterni che usano dati Google. Per adesso la funzione è disponibile solo in US.
~
Fonte: Ars Technica
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Apple sta testando una versione di Siri che può compiere più azioni nella stessa richiesta


Tecnologia
Apple sta testando una nuova versione di Siri che potrà eseguire più azioni dentro una sola richiesta, invece di costringere l’utente a dare un comando alla volta. La funzione sarebbe prevista per iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 entro la fine dell’anno e fa parte di un aggiornamento più ampio con cui Apple vuole rendere Siri più vicina agli assistenti conversazionali come ChatGPT e Gemini. Secondo Bloomberg, il nuovo Siri AI potrebbe essere mostrato alla WWDC dell’8 giugno, dopo i rinvii delle funzioni annunciate nel 2024. Tra i progetti in sviluppo ci sono anche un’app dedicata, strumenti per cercare e riassumere contenuti dal web e collegamenti con servizi esterni scaricabili dall’App Store.
~
Fonte: Bloomberg
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Hacker nordcoreano ha diffuso un malware all'interno del famoso progetto open source Axios


Cybersecurity
Un hacker nordcoreano ha compromesso Axios, una popolarissima libreria open source usata dagli sviluppatori di tutto il mondo per gestire la comunicazione tra le applicazioni e internet. L'hacker ha pubblicato su npm due versioni ufficiali modificate con malware dopo avere preso il controllo dell’account di un manutentore del progetto. Le versioni alterate sono rimaste disponibili per poco meno di tre ore e potevano installare in modo nascosto un programma capace di dare accesso remoto al computer della vittima su Windows, macOS e Linux. Non è ancora chiaro quante persone o aziende le abbiano scaricate.
~
Fonte: TechCrunch
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Il crollo improvviso del prodotto più pubblicizzato di OpenAI dai tempi di ChatGPT


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Per attirare i migliori talenti AI, le startup si stanno dando al contante liquido


wsj.com (eng)

La ricerca sulle vulnerabilità è in pericolo


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Vedere come uno spreadsheet


davidoks.blog (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Oracle licenzia dipendenti a seguito di ingenti investimenti in IA


wsj.com (eng)

L'interruzione del servizio di robotaxi Baidu a Wuhan è stata causata da un "guasto al sistema"


reuters.com (eng)

Google ha finalmente risolto i problemi di Gemini per la casa, così puoi smettere di urlare al soffitto


androidcentral.com (eng)

Sito del giorno

Come una collisione tra satelliti potrebbe andare fuori controllo


Questo non è un sito ma un articolo, tuttavia è strutturato interattivamente (format utilizzato molto anche da Reuters e NY Times). Permette di capire anche a colpo d'occhio quanti satelliti circoleranno intorno alla Terra e quale sarebbe l'effetto domino dopo una collisione.

Link: theguardian.com

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Il lancio di Artemis II è partito con successo


In breve:


La missione Artemis II della NASA è partita dal Kennedy Space Center in Florida stanotte intorno alle 00:30 ora italiana, con quattro astronauti a bordo della capsula Orion, spinta dal razzo SLS, cioè Space Launch System. L’equipaggio, formato da tre statunitensi e da un canadese, è entrato in orbita terrestre e vi resterà per circa 25 ore per verificare i sistemi di bordo prima della traiettoria verso la Luna. Il volo durerà 10 giorni: il mezzo passerà attorno alla Luna, arriverà fino a circa 6.400 chilometri oltre e poi rientrerà con ammaraggio nell’oceano Pacifico. L'obiettivo è validare l'ambiente di atterraggio lunare e l'integrità dei sistemi per permettere, durante Artemis III, di mettere piede sulla Luna dopo 52 anni.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Live updates: Rocket lifts off with four Artemis II astronauts on a mission to the moon and back
NASA launches four astronauts to the moon on humanity’s first lunar voyage in 53 years.
AP NewsNELL CLARK

Riassunto completo:


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Hacker nordcoreano ha diffuso un malware all'interno del famoso progetto open source Axios


È stato online per tre ore.
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In breve:


Un hacker nordcoreano ha compromesso Axios, una popolarissima libreria open source usata dagli sviluppatori di tutto il mondo per gestire la comunicazione tra le applicazioni e internet. L'hacker ha pubblicato su npm due versioni ufficiali modificate con malware dopo avere preso il controllo dell’account di un manutentore del progetto. Le versioni alterate sono rimaste disponibili per poco meno di tre ore e potevano installare in modo nascosto un programma capace di dare accesso remoto al computer della vittima su Windows, macOS e Linux. Non è ancora chiaro quante persone o aziende le abbiano scaricate.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

North Korean hackers blamed for hijacking popular Axios open source project to spread malware | TechCrunch
A hacker inserted malware in Axios, an open source web tool downloaded tens of millions of times weekly, in a widespread hack.
TechCrunchLorenzo Franceschi-Bicchierai

Riassunto completo:


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OpenAI chiude il finanziamento più grande della Silicon Valley


Si tratta di 122 miliardi di dollari.

In breve:


OpenAI ha chiuso un aumento di capitale da 122 miliardi di dollari (record storico) che valuta la società 852 miliardi in vista di una possibile quotazione in Borsa entro la fine dell’anno. I principali sottoscrittori sono Amazon, Nvidia e SoftBank, con 110 miliardi complessivi, mentre oltre 3 miliardi arrivano da investitori facoltosi raggiunti tramite le banche. La società entrerà anche in alcuni fondi di investimento (ETF) gestiti dalla famosa ARK Invest. I nuovi fondi serviranno soprattutto a sostenere i costi dei chip per addestrare e far funzionare i modelli AI.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - OpenAI Closes Silicon Valley’s Largest-Ever Funding Round

Riassunto completo:


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Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Il lancio di Artemis II è partito con successo


Insieme a quattro astronauti.
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In breve:


La missione Artemis II della NASA è partita dal Kennedy Space Center in Florida stanotte intorno alle 00:30 ora italiana, con quattro astronauti a bordo della capsula Orion, spinta dal razzo SLS, cioè Space Launch System. L’equipaggio, formato da tre statunitensi e da un canadese, è entrato in orbita terrestre e vi resterà per circa 25 ore per verificare i sistemi di bordo prima della traiettoria verso la Luna. Il volo durerà 10 giorni: il mezzo passerà attorno alla Luna, arriverà fino a circa 6.400 chilometri oltre e poi rientrerà con ammaraggio nell’oceano Pacifico. L'obiettivo è validare l'ambiente di atterraggio lunare e l'integrità dei sistemi per permettere, durante Artemis III, di mettere piede sulla Luna dopo 52 anni.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Live updates: Rocket lifts off with four Artemis II astronauts on a mission to the moon and back
NASA launches four astronauts to the moon on humanity’s first lunar voyage in 53 years.
AP NewsNELL CLARK

Riassunto completo:


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Apple sta testando una versione di Siri che può compiere più azioni nella stessa richiesta


Potrebbe essere annunciato a giugno.
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In breve:


Apple sta testando una nuova versione di Siri che potrà eseguire più azioni dentro una sola richiesta, invece di costringere l’utente a dare un comando alla volta. La funzione sarebbe prevista per iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 entro la fine dell’anno e fa parte di un aggiornamento più ampio con cui Apple vuole rendere Siri più vicina agli assistenti conversazionali come ChatGPT e Gemini. Secondo Bloomberg, il nuovo Siri AI potrebbe essere mostrato alla WWDC dell’8 giugno, dopo i rinvii delle funzioni annunciate nel 2024. Tra i progetti in sviluppo ci sono anche un’app dedicata, strumenti per cercare e riassumere contenuti dal web e collegamenti con servizi esterni scaricabili dall’App Store.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple Tests Siri Feature That Handles Multiple Commands at Once
Apple Inc. is testing a feature that would let Siri process multiple requests in a single query, according to people familiar with the matter, breaking new ground for the nearly 15-year-old digital assistant.
BloombergMark Gurman

Riassunto completo:


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Ora puoi finalmente cambiare l'indirizzo Gmail ridicolo che hai scelto decenni fa


Ma solo in US, per adesso.
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In breve:


Google sta permettendo di sostituire il nome utente principale di un account, cioè l'alias, la parte dell’indirizzo Gmail prima di @gmail.com, senza perdere messaggi, dati salvati o accesso ai servizi collegati. I messaggi inviati al vecchio indirizzo continuano ad arrivare e l’accesso resta possibile con entrambi i nomi. Il vecchio indirizzo però può ancora comparire in alcuni prodotti Google e in servizi esterni che usano dati Google. Per adesso la funzione è disponibile solo in US.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

You can finally change the goofy Gmail address you chose years ago
All your data remains intact, and you can go back to your original address at any time.
Ars TechnicaRyan Whitwam

Riassunto completo:


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Gli americani non sono mai stati entusiasti di andare sulla Luna


La missione Artemis II sta per partire, ma i sondaggi mostrano che per i cittadini americani l'esplorazione lunare è quasi in fondo alle priorità della NASA

A Washington la definiscono una questione di sicurezza nazionale: riportare gli astronauti americani sulla Luna prima che ci arrivi la Cina. "Non illudiamoci", ha dichiarato il senatore Ted Cruz, presidente della commissione Commercio del Senato, a settembre. "Siamo in una nuova corsa allo spazio con la Cina". Ma se si chiede ai cittadini americani cosa dovrebbe fare la NASA con i suoi soldi, la risposta è diversa: mandare astronauti sulla Luna non è una priorità. Anzi, è quasi in fondo alla lista.

La NASA si prepara a lanciare la missione Artemis II, che porterà quattro astronauti, tre americani e un canadese, in orbita intorno alla Luna per la prima volta in oltre cinquant'anni. La missione viene presentata come parte di una nuova competizione spaziale con Pechino. A dicembre il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede il ritorno di americani sulla superficie lunare entro il 2028 e l'avvio di una base permanente due anni dopo. "Realizzeremo il potenziale scientifico ed economico della superficie lunare", ha dichiarato Jared Isaacman, amministratore della NASA, in un'intervista a gennaio.

Eppure i sondaggi raccontano un'altra storia. Quando nel 2023 il Pew Research Center, un istituto di ricerca apartitico con sede a Washington, ha intervistato oltre diecimila adulti americani sulle attività spaziali, ha trovato che l'opinione complessiva della NASA resta alta. Ma nel classificare nove attività dell'agenzia in ordine di importanza, l'invio di astronauti sulla Luna si è piazzato penultimo. Il 41 per cento degli intervistati lo ha giudicato poco importante o non meritevole di investimento. Solo l'esplorazione umana di Marte ha ottenuto un punteggio peggiore. In cima alla lista: il monitoraggio di asteroidi e oggetti che potrebbero colpire la Terra, seguito dal monitoraggio del clima terrestre. Cinque anni prima, con le stesse domande, i risultati erano stati quasi identici.

La tiepidezza degli americani verso i voli spaziali con equipaggio è un dato costante. Durante la prima corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica, gli astronauti erano eroi nazionali, ma la maggioranza degli americani continuava a giudicare eccessiva la spesa del programma Apollo. In sondaggio dopo sondaggio negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, la maggioranza disse che il programma non valeva il costo. L'unica eccezione fu il luglio 1969, il mese in cui Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla Luna: allora una sottile maggioranza, il 53 per cento, riconobbe che ne era valsa la pena. "È quasi sempre una questione di bilancio", ha spiegato al New York Times Roger Launius, storico dello spazio ed ex funzionario della NASA e dello Smithsonian Institution. "Non è che abbiano una vera avversione a mandare esseri umani sulla Luna o su Marte".

Il problema di fondo è la sproporzione tra spesa e consenso. Il programma di volo umano, che include Artemis, assorbe quasi metà del bilancio della NASA, pari a 24,4 miliardi di dollari. Un singolo lancio del razzo Space Launch System con la capsula Orion, come quello previsto per Artemis II, costa circa 4,1 miliardi di dollari. Per confronto, la protezione del pianeta da impatti catastrofici di asteroidi, che i cittadini mettono in cima alle priorità, ha ricevuto poco più di 300 milioni nell'ultimo bilancio. La spesa della NASA, che nel 1966 raggiunse il 4,4 per cento del bilancio federale, negli ultimi anni si è attestata intorno allo 0,5 per cento.

"Ci manca il collegamento tra la NASA e la fascia più ampia del pubblico, quella che si interessa agli aspetti che hanno un impatto sulla loro vita", ha dichiarato al New York Times Lori Garver, vice amministratrice della NASA durante l'amministrazione Obama. Garver ha ricordato che quando assunse l'incarico nel 2009, la NASA spendeva quasi nulla per individuare asteroidi potenzialmente pericolosi, circa 15 milioni di dollari. "Per anni è stata una cifra inferiore al budget per i viaggi di servizio della sede centrale", ha aggiunto Casey Dreier, responsabile delle politiche della Planetary Society, un'organizzazione che promuove la scienza e l'esplorazione spaziale.

I sostenitori di Artemis propongono argomenti economici e scientifici. Isaacman ha sottolineato che miliardari come Jeff Bezos ed Elon Musk contribuiscono ormai in modo significativo ai costi. "Non è tutto sulle spalle dei contribuenti", ha detto. Ha anche indicato l'elio-3, una versione leggera dell'elio più abbondante sulla Luna che sulla Terra, come possibile combustibile per futuri reattori a fusione. "Quello che potremmo scoprire potrebbe avere un impatto concreto qui sulla Terra", ha dichiarato. Ma per Dreier la Luna resta un concetto lontano dalla vita quotidiana: "Andare sulla Luna e su Marte sembra piuttosto astratto. Cosa cambia per me?".

Nella storia della NASA le missioni senza equipaggio, come i telescopi spaziali Hubble e Webb e i rover su Marte, hanno spesso generato più entusiasmo delle missioni con astronauti. In un articolo del 2017, Launius osservava che le attività della NASA sono state portate avanti da una piccola base di sostenitori, contrastate da un piccolo gruppo di oppositori e sostenute da un numero più ampio di persone che accettano lo status quo. La scarsa disponibilità del pubblico a spendere molto per i voli spaziali, scriveva, "è una realtà fondamentale della NASA fin dalla sua nascita. Non sta cambiando e probabilmente non cambierà".

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Stati Uniti e Iran trattano sul cessate il fuoco, Londra guida una coalizione per riaprire lo Stretto di Hormuz


Washington valuta un accordo che prevede la riapertura dello Stretto in cambio della fine delle ostilità. Londra convoca 35 Paesi per una missione navale, ma le divisioni tra gli alleati complicano i piani.

Stati Uniti e Iran stanno trattando per un possibile cessate il fuoco legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. La notizia è stata rivelata ad Axios da tre funzionari americani, che però non hanno chiarito se i contatti siano avvenuti direttamente o tramite mediatori. Un accordo, hanno precisato, resta però lontano. Secondo due fonti citate da Axios, il presidente americano ne avrebbe parlato anche con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Sempre oggi, Cina e Pakistan hanno presentato un’iniziativa di pace che va nella stessa direzione: fine dei combattimenti in cambio della riapertura dello Stretto.

Teheran ha però smentito subito. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha definito le notizie su presunti negoziati come “false e prive di fondamento”, ribadendo che l’Iran non ha mai avviato negoziati diretti con Washington. La Casa Bianca potrebbe però riferirsi a una dichiarazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che martedì, in una telefonata con il presidente del Consiglio europeo António Costa, si è detto disposto a porre fine alla guerra a due condizioni: che gli Stati Uniti cessino gli attacchi e che l’Iran ottenga garanzie contro una ripresa delle ostilità. Il punto, però, è politico: secondo molti analisti, in questa fase le decisioni decisive sono nelle mani dell’ala più dura del regime.

Mentre i negoziati restano incerti, il Regno Unito ha aperto un secondo fronte, diplomatico e militare. Questa settimana Londra terrà, infatti, colloqui con 35 Paesi per cercare di formare una coalizione navale incaricata di ripristinare la navigazione proprio nello Stretto di Hormuz. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che si discuterà di come “garantire che lo Stretto rimanga accessibile e sicuro dopo la cessazione delle ostilità” e ha convocato una riunione per valutare le opzioni.

Francia, Paesi Bassi e Stati del Golfo sono tra i Paesi coinvolti. Secondo il Financial Times, si stanno valutando scorte armate per le navi mercantili, operazioni di sminamento e sistemi di difesa contro eventuali attacchi iraniani. Un portavoce del Ministero degli Esteri belga ha definito l’iniziativa come “una coalizione di volenterosi”, simile a quella creata per la sicurezza dell’Ucraina. Gli Emirati Arabi Uniti si preparano a partecipare e stanno spingendo Stati Uniti, europei e altri Paesi asiatici a intervenire con la forza per sbloccare lo stretto. Emirati e Bahrein puntano inoltre a ottenere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che dia alla coalizione un mandato formale per l'intervento.

La coalizione non opererebbe sotto l’ombrello della NATO e includerebbe anche Paesi esterni all’Alleanza. Fino a poco tempo fa, però, molti governi europei avevano escluso l’invio delle proprie marine nello Stretto: secondo fonti diplomatiche citate dal Financial Times, non volevano aiutare Trump a gestire una crisi che lui stesso aveva contribuito ad alimentare. L’aggravarsi dell’emergenza energetica e le continue pressioni del presidente americano li hanno però spinti a rivedere la linea. Mettere insieme la coalizione, ad ogni modo, resta difficile: alcuni Paesi, per esempio, si dicono pronti a fornire dragamine, ma non fregate di copertura.

Lo stesso Starmer ha avvertito che l’operazione sarà tutt’altro che semplice. “È impossibile dare per scontato che la de-escalation del conflitto porterà all’apertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato. “Non sarà facile”.

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Honda Marine Cup 2026


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Dopo il successo della prima edizione svoltasi lo scorso anno a San Felice Circeo, torna la Honda Marine Cup, l’evento che celebra la passione per il mare, la navigazione, la pesca e tutto il mondo Honda. Non solo una gara di pesca, ma una vera festa dedicata agli appassionati di motori, tecnologia e avventura.

L’edizione 2026 si terrà dal 19 al 21 giugno presso il Porto di Nettuno, che ospiterà il nuovo Villaggio Honda, cuore delle attività in mare e a terra.

Un evento aperto alla community Honda

La Honda Marine Cup mantiene la sua formula distintiva: la competizione di drifting al tonno rosso, con tecnica catch&release riservata ai possessori di fuoribordo Honda Marine, si unisce a un ricco calendario di iniziative dedicate a tutta la community, anche per i non partecipanti alla gara.

Il programma ufficiale

Le attività avranno inizio nel pomeriggio di venerdì 19 giugno presso il Villaggio Honda, Porto di Nettuno. La gara di pesca sarà aperta a tutti i possessori di fuoribordo Honda che avranno inoltrato l’iscrizione secondo i termini previsti, mentre le attività a terra saranno aperte a tutti.

Venerdì 19 giugno – Apertura dell’Honda Village

Dalle ore 14:00:

  • Esposizione prodotti Honda: Auto; Moto; Power Equipment; Marine
  • Arrivo equipaggi iscritti alla gara di pesca presso il porto di Nettuno
  • Ore 17:00 – Briefing ufficiale di garaDurante il briefing saranno presenti anche gli ambassador Honda Marine, a disposizione degli equipaggi per condividere tecniche, esperienze, consigli di pesca e confrontarsi sulla strategia di gara.

Sabato 20 giugno – Gara & Experience VillageAttività in mare

  • Gara di pesca drifting al tonno – tecnica catch & releaseUna prova di abilità, sportività e rispetto dell’ambiente marino.

Attività a terra (aperte a tutti) – dalle 10:00 alle 18:00Nel Villaggio Honda sarà possibile:

  • scoprire l’esposizione di auto, moto, Power Equipment e fuoribordo Honda Marine;
  • partecipare a test ride/drive del meglio della gamma con il supporto di guide ed esperti Honda: attività riservate ai maggiorenni in possesso della patente adeguata ai veicoli/imbarcazioni in prova;
  • seguire nel pomeriggio, la premiazione degli equipaggi.

Domenica 21 giugno – Experience Village (aperto a tutti)

  • Test prodotti disponibili dalle 10:00 alle 18:00 - Attività riservate ai maggiorenni in possesso della patente adeguata ai veicoli/imbarcazioni in prova.

Tre giorni di passione, innovazione e community

La Honda Marine Cup è l’occasione per vivere da vicino l’energia della community Honda, conoscere le novità tecnologiche del brand e condividere la passione per il mare e i motori in un contesto ricco di contenuti ed esperienze.

Da aprile, attraverso i canali ufficiali Honda sarà possibile scoprire tutti i dettagli e iscriversi alla gara.



foto archivio Ricciola Cup 2025

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Gallup, i repubblicani perdono consensi: mai così pochi dal 2015


Nel primo trimestre del 2026, il divario tra democratici e repubblicani ha raggiunto dieci punti percentuali, il più ampio da oltre un decennio. I dati Gallup mostrano un calo costante da quando Trump è tornato alla Casa Bianca.

Sempre meno americani si riconoscono nel Partito Repubblicano. Nel primo trimestre del 2026, solo il 39% degli americani si definisce repubblicano o indipendente con tendenza repubblicana, il livello più basso dal 2015. Il 49% si dice invece democratico o indipendente con tendenza democratica, raggiungendo i picchi già toccati tra fine 2020 e inizio 2021. Lo rileva il report trimestrale sulla affiliazione politica degli elettori preparato da Gallup.

Il cambiamento non è avvenuto di colpo. Quando Trump è tornato alla Casa Bianca, all'inizio del 2025, i due partiti erano in parità al 45%. Da allora le traiettorie si sono separate: i democratici sono saliti prima al 46%, poi al 48%, poi al 49%. I repubblicani hanno percorso il tragitto inverso, scendendo dal 45% al 43%, poi al 41%, al 40% e infine al 39% attuale. Un divario simile si era già visto all'inizio del 2021, quando Biden entrò alla Casa Bianca: 49% di democratici contro 40% di repubblicani. Un anno prima, all'inizio del 2020, le due forze erano ancora pari al 45%.

Dati Gallup
Identificazione partitica negli Stati Uniti (2015-2026)
L'evoluzione dell'affiliazione politica degli americani nell'ultimo decennio. I dati includono sia l'appartenenza dichiarata sia l'inclinazione ("leaner") dei cittadini indipendenti.

Con leaner Senza leaner

i "Leaner" indica gli indipendenti che dichiarano di propendere verso uno dei due partiti. Nei dati con inclinazione vengono sommati ai rispettivi partiti.

Fonte: Gallup — Quarterly Party Affiliation, rilevazioni trimestrali 2015-2026 · Elaborazione FocusAmerica

C'è però un elemento strutturale da tenere presente. La maggior parte degli americani si definisce indipendente, pur inclinando verso uno dei due partiti. Se si escludono questi indipendenti, il quadro si ridimensiona: il 30% si dice democratico, il 25% repubblicano, il 43% indipendente. I valori di entrambi i partiti sono rimasti relativamente stabili negli ultimi anni: i repubblicani avevano toccato il 32% nell'ultimo trimestre del 2022, i democratici il 31% più volte dal 2020.

I dati si basano su medie trimestrali di interviste telefoniche su campioni di oltre 3.000 cittadini adulti americani in tutti i 50 Stati, con un margine di errore di ±2 punti percentuali.

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Gli Stati Uniti organizzano un summit internazionale contro il movimento antifa


Gli Stati Uniti vogliono creare una coalizione globale contro l'estremismo di sinistra. Ex funzionari criticano l'iniziativa: le risorse andrebbero concentrate sulla minaccia iraniana

L'amministrazione Trump sta organizzando un vertice internazionale dedicato al contrasto del movimento antifa e di altri gruppi di estrema sinistra. Lo rivela Reuters, citando tre fonti a conoscenza dei piani che hanno chiesto l'anonimato perché non autorizzate a parlare con la stampa. La conferenza, prevista in via preliminare per giugno o luglio, riunirà funzionari di diversi Paesi per discutere strategie comuni e favorire lo scambio di informazioni di intelligence.

L'iniziativa riflette il cambio di priorità nella politica antiterrorismo degli Stati Uniti nell'ultimo anno. Il presidente Trump ha descritto più volte antifa come una grave minaccia per il Paese. Tra gli organizzatori dell'evento c'è Thomas DiNanno, sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale. Sia la Casa Bianca sia il Dipartimento di Stato hanno descritto antifa come una preoccupazione di sicurezza prioritaria. Tommy Pigott, vicoportavoce principale del Dipartimento di Stato, ha dichiarato a Reuters che "gli anarchici, i marxisti e gli estremisti violenti di antifa hanno condotto una campagna di terrore negli Stati Uniti e nel mondo occidentale per decenni".

Il progetto ha suscitato critiche tra funzionari in carica e in pensione, che lo considerano una distrazione rispetto alle minacce più urgenti. Michael Jacobson, ex direttore della strategia dell'ufficio antiterrorismo del Dipartimento di Stato fino al 2025 e oggi ricercatore presso il Washington Institute for the Near East Policy, ha dichiarato a Reuters di essere scettico sulla necessità di destinare risorse limitate alla minaccia antifa proprio ora, "con tutto quello che sta succedendo, quando si vede il numero di complotti messi in piedi da Iran e Hezbollah". Un funzionario del Dipartimento di Stato ha risposto che l'amministrazione ha adottato "misure senza precedenti per combattere il terrorismo nel mondo", comprese azioni contro Hezbollah, Hamas, gli Houthi dello Yemen e vari cartelli della droga.

Molti dettagli restano indefiniti: non è chiaro quali Paesi siano stati invitati, le convocazioni formali non erano ancora state spedite la settimana scorsa e non è stata fissata una data ufficiale. Non è nemmeno chiaro se il vertice si concentrerà solo su chi si identifica con antifa o sull'estremismo di sinistra in senso più ampio. I funzionari dell'amministrazione usano spesso il termine antifa come sinonimo generico di estremismo di sinistra. Secondo una delle fonti, molti inviti dovrebbero essere destinati a governi europei. L'amministrazione spera di annunciare una coalizione globale contro antifa in occasione della conferenza. A novembre, il governo Trump ha designato quattro organizzazioni di sinistra in Germania, Italia e Grecia come organizzazioni terroristiche straniere ai sensi della legge statunitense. Sette persone collegate a uno di questi gruppi, noto come Antifa Ost, sono finite sotto processo in Germania a novembre con accuse che includono tentato omicidio.

Antifa, abbreviazione di "antifascista", non è un'organizzazione politica strutturata ma un movimento decentralizzato senza gerarchia, struttura di comando né leader, secondo un rapporto del 2020 del Congressional Research Service. Esperti di estremismo politico e l'ex direttore dell'FBI Christopher Wray hanno sostenuto che antifa andrebbe considerato più un'ideologia che un'entità coesa. Avvocati e associazioni per i diritti civili hanno espresso preoccupazione sul fatto che la persecuzione di antifa da parte di Trump equivalga a un tentativo di criminalizzare determinate opinioni politiche. Chi sostiene la linea dell'amministrazione fa notare che individui che si identificano come simpatizzanti antifa hanno commesso atti di violenza. A marzo una giuria federale a Fort Worth ha condannato nove persone, che i procuratori hanno descritto come operativi antifa, per accuse legate al terrorismo e al possesso di armi in relazione a un attacco a un centro di detenzione dell'Immigration and Customs Enforcement in Texas l'anno scorso.

La maggior parte dei funzionari antiterrorismo occidentali è attualmente concentrata sulla minaccia di attacchi sponsorizzati dall'Iran contro obiettivi statunitensi, europei e israeliani. Prima dell'attacco congiunto americano-israeliano contro l'Iran del 28 febbraio, l'FBI aveva avvertito le forze dell'ordine che Teheran avrebbe potuto rispondere con attacchi a sorpresa tramite droni in California, secondo un bollettino di sicurezza visionato da Reuters. Europol ha avvertito che il conflitto ha "ripercussioni immediate" sulla sicurezza dell'Unione Europea, con un aumento della minaccia terroristica nel continente. Negli ultimi anni, sia in patria sia all'estero, i funzionari statunitensi si sono concentrati più sull'estremismo di destra che su quello di sinistra.

Trump ha però fatto del contrasto ai gruppi di sinistra una priorità. Ha preso di mira antifa durante la campagna elettorale del 2024 e ha promesso di agire dopo l'omicidio dell'attivista conservatore Charlie Kirk a settembre. Le prove disponibili in quel caso non hanno collegato il presunto assassino Tyler Robinson ad antifa. Poco dopo l'omicidio, Trump ha firmato un ordine esecutivo che designa antifa come "organizzazione terroristica interna". Esperti di diritto hanno definito questa designazione giuridicamente e costituzionalmente dubbia, sollevando preoccupazioni sulla libertà di espressione.

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Trump valuta l'uscita degli Stati Uniti dalla NATO (ma non può farlo da solo): "Sono una tigre di carta"


Il presidente americano attacca i Paesi alleati per il rifiuto di partecipare alla guerra contro l'Iran. Il Segretario di Stato Rubio: "Dovremo riesaminare la nostra partecipazione". Intanto nei sondaggi l'approvazione di Trump crolla sotto il 40%.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato oggi al Telegraph che sta valutando seriamente di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO. Il presidente ha definito l'Alleanza atlantica "una tigre di carta" e ha detto che la questione è ormai "oltre ogni riconsiderazione". A scatenare lo strappo è stato il rifiuto degli alleati europei di inviare navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz, che l'Iran tiene chiuso da settimane.

Il j'accuse di Trump contro la NATO


"Non sono mai stato convinto dalla NATO. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e anche Putin lo sa", ha detto Trump al Telegraph. Il sostegno americano agli alleati, ha insistito il presidente, è sempre stato automatico, compreso quello all'Ucraina: "Noi ci siamo sempre stati per loro. Loro non ci sono mai stati per noi".

Trump ha anche attaccato direttamente il primo ministro britannico Keir Starmer, accusandolo di tenersi fuori dal conflitto. "Non avete nemmeno una Marina. Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano", ha detto, riferendosi allo stato della flotta britannica. In effetti, quattro dei sei cacciatorpediniere del Regno Unito erano fuori servizio all'inizio della guerra e Londra ha dovuto farsi prestare una nave dalla Germania per coprire i propri obblighi NATO nell'Oceano Atlantico. Starmer ha risposto alle accuse ribadendo il sostegno all'Alleanza, ma aggiungendo: "Questa non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare".

In precedenza, anche il Segretario di Stato Marco Rubio aveva calcato la mano, definendo la NATO "una strada a senso unico" e accusando i partner di aver negato l'accesso alle proprie basi militari. Washington, ha dichiarato Rubio a Fox News, dovrà "riesaminare" la propria appartenenza all'Alleanza a guerra conclusa. Trump ha detto di essere "contento" delle sue parole.

Analisi
Trump, la NATO e il pantano iraniano
I numeri di un mese di guerra, lo strappo con gli alleati e il consenso interno in caduta libera

Guerra NATO Consenso Cronologia

Un mese di Operazione Epic Fury

~1
miliardo di $ al giorno
Costo stimato dell'operazione militare Usa contro l'Iran

11.000+
Obiettivi colpiti

L'Operazione Epic Fury ha colpito oltre 11.000 obiettivi in Iran, inclusi siti militari, infrastrutture e centri di comando.

850+
Tomahawk lanciati

Secondo il Washington Post le scorte sono già scese sotto i livelli di guardia. Il Pentagono ha chiesto 200 miliardi di $ per ricostituire i propri arsenali.

150+
Navi iraniane distrutte

Danneggiata o distrutta gran parte della flotta iraniana. Eliminata anche buona parte della leadership iraniana, incluso il Leader Supremo Ali Khamenei.

13
Soldati americani morti

Centinaia di feriti. 29 soldati colpiti in un singolo attacco missilistico iraniano su una base in Arabia Saudita. 13 basi nella regione sono ormai "quasi inabitabili" secondo il NYT.

Stretto di Hormuz

~20%
Del greggio mondiale transitava da Hormuz

Paralizzato
Chiuso dagli attacchi iraniani

"Il regime non si è destabilizzato, la minaccia nucleare resta irrisolta"
Il bilancio strategico dopo un mese

Lo strappo con la NATO

"Non sono mai stato convinto dalla NATO. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e anche Putin lo sa"
Donald Trump — Intervista di oggi al Telegraph

Le posizioni

Trump
Presidente americano

Valuta seriamente il ritiro dalla NATO, accusando gli alleati europei di non aver inviato navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz. Definisce l'Alleanza "una tigre di carta".

Rubio
Segretario di Stato

Definisce la NATO "una strada a senso unico". Accusa i Paesi alleati di aver negato agli Stati Uniti l'accesso alle proprie basi. Paradosso: nel 2023 co-firmò la legge che vieta al presidente di lasciare la NATO senza il voto del Congresso.

Starmer
Premier britannico

Ribadisce sostegno alla NATO, ma tiene le distanze dal conflitto. "Questa non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare." Trump lo attacca: 4 dei 6 cacciatorpediniere UK erano fuori servizio.

Il Congresso
Potere di veto

Legge del dicembre 2023 (Sez. 1250A, NDAA 2024): il presidente degli Stati Uniti non può lasciare la NATO senza il voto dei ⅔ del Senato o una legge del Congresso. Possibili contestazioni legali.

Approvazione del presidente


<40%

Approvazione complessiva
Per la prima volta nel secondo mandato, sotto il 40%. Oltre il 60% degli americani disapprova la gestione del conflitto (Pew Research Center).

Erosione del consenso tra gli elettori di Trump

Prima della guerra 93%

Oggi (YouGov/Economist, 27-30 mar) 76%

−17
Punti percentuali persi tra i propri elettori

>60%
Americani contro la gestione della guerra (Pew)

I costi della guerra

Tomahawk — livello scorte vs. soglia di guardia Sotto soglia

Nuovi fondi richiesti dal Pentagono ~200 mld $

"Nessuno sa cosa stia davvero pensando"
Un alto consigliere, parlando di Trump, secondo Axios

Tocca un evento per i dettagli

Fine febbraio 2026
L'operazione Epic Fury inizia contro l'Iran

Campagna aerea e missilistica su vasta scala. Oltre 11.000 obiettivi colpiti, 150+ navi distrutte, leadership iraniana decimata incluso Khamenei.

Marzo 2026
L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz

Teheran risponde paralizzando il transito del 20% del greggio mondiale. Shock energetico globale, rischio recessione. Trump chiede alle marine dei Paesi europei di intervenire.

Marzo 2026
L'Iran colpisce una base Usa in Arabia Saudita

29 soldati americani feriti. L'attacco arriva il giorno dopo che il Segretario alla Difesa Hegseth aveva dichiarato l'esercito iraniano come "neutralizzato".

31 Marzo
Trump minaccia il ritiro dalla NATO

In un'intervista al Telegraph, Trump definisce la NATO "una tigre di carta" e accusa i Paesi europei di non aver inviato navi per riaprire lo Stretto di Hormuz. Ma il Congresso detiene il potere di veto sull'uscita.

Stasera
Discorso alla nazione annunciato da Trump

Il presidente ha dichiarato che il conflitto potrebbe concludersi in "2, forse 3 settimane". I suoi stessi consiglieri ammettono di non conoscere il piano reale.

6 Aprile
Scadenza per la riapertura di Hormuz

Data fissata da Trump. Se l'Iran non riaprirà lo Stretto per allora, i suoi consiglieri parlano di un ultimo bombardamento massiccio contro infrastrutture e siti nucleari iraniani, seguito dal ritiro.

Fonti: The Telegraph, New York Times, Washington Post, Axios, Pew Research, YouGov/Economist · 1 aprile 2026

Trump non può decidere da solo l’uscita dalla NATO


Un eventuale ritiro degli Stati Uniti richiederebbe, comunque, il via libera del Congresso. Nel 2023 è stata., infatti, approvata una legge che impedisce al presidente di sospendere o terminare l'appartenenza americana all'Alleanza senza il voto delle Camere. La proposta di legge era stata co-presentata in aula dallo stesso Marco Rubio.

Cosa dice la legge americana sul ritiro dalla NATO?

La Costituzione degli Stati Uniti non prevede una procedura esplicita per il ritiro da un Trattato internazionale di questa rilevanza. L'Articolo II stabilisce che il presidente può stipulare Trattati con il parere e il consenso del Senato, ma non dice nulla su come uscirne. Questa ambiguità ha alimentato per decenni un braccio di ferro tra Casa Bianca e Congresso.

Nel 2020, l'Office of Legal Counsel del Dipartimento di Giustizia ha pubblicato un parere secondo cui il potere di recedere dai Trattati spetta esclusivamente al presidente, senza bisogno di specifica autorizzazione legislativa, ma il Congresso ha respinto questa interpretazione 3 anni dopo.

Nel dicembre 2023, la Sezione 1250A del National Defense Authorization Act per l'anno fiscale 2024 ha, infatti, introdotto un divieto esplicito: il presidente non può sospendere, denunciare o ritirare gli Stati Uniti dal Trattato del Nord Atlantico senza il voto favorevole dei due terzi del Senato oppure di una legge approvata dal Congresso. Se un presidente tentasse di procedere lo stesso senza autorizzazione congressuale, la legge prevede il divieto dell'uso di fondi federali per attuare il ritiro e autorizza il Congresso a impugnare la decisione del presidente in tribunale.

La norma è stata promossa dai senatori Tim Kaine, democratico della Virginia, e Marco Rubio, all'epoca senatore repubblicano della Florida, ed oggi Segretario di Stato nell'amministrazione Trump. Rubio dichiarò all'epoca che qualsiasi decisione di lasciare l'Alleanza "dovrebbe essere rigorosamente dibattuta e valutata dal Congresso con il contributo del popolo americano".

La legge, tuttavia, resta esposta a possibili contestazioni. Alcuni giuristi ritengono, infatti, che un presidente potrebbe invocare i propri poteri costituzionali di comandante in capo per aggirare il vincolo legislativo, aprendo un conflitto tra poteri dello Stato che finirebbe davanti alla Corte Suprema. Resta inoltre aperta la questione della legittimazione a ricorrere: la clausola che autorizzava automaticamente un'azione legale del Congresso in caso di forzatura da parte del presidente è stata eliminata dalla versione finale della legge.

Il bilancio aggiornato dell'Operazione Epic Fury


La nuova frattura con gli alleati arriva mentre la guerra in Iran, a un mese dall'inizio, presenta un bilancio sempre più contraddittorio. Sul piano tattico, l'operazione Epic Fury ha colpito oltre 11.000 obiettivi, danneggiato o distrutto più di 150 navi iraniane ed eliminato gran parte della leadership militare del Paese, compreso il leader supremo Ali Khamenei. Ma ai risultati militari non corrispondono quelli strategici: il regime non si è destabilizzato, la minaccia nucleare resta irrisolta e Trump sta valutando un'operazione di terra ad alto rischio per sequestrare le scorte iraniane di uranio arricchito.

I costi intanto, sono già pesanti. Almeno 13 soldati americani sono morti, centinaia sono rimasti feriti e la spesa operativa si aggira intorno a un miliardo di dollari al giorno. In 4 settimane gli Stati Uniti hanno lanciato più di 850 missili cruise Tomahawk, secondo il Washington Post, con scorte già scese sotto i livelli previsti di guardia. Il Pentagono ha chiesto al Congresso circa 200 miliardi di dollari per ricostituire i propri arsenali, ma l'approvazione di questi nuovi fondi è incerta. Il giorno dopo che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva dichiarato l'esercito iraniano "neutralizzato", missili iraniani hanno colpito una base in Arabia Saudita, ferendo 29 soldati americani. Secondo il New York Times, molte delle 13 basi americane nella regione sono ormai "quasi inabitabili".

La chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui prima della guerra transitava circa il 20% del petrolio mondiale, ha intanto provocato uno shock energetico che minaccia una recessione globale e sta erodendo il consenso del presidente anche in patria. Per la prima volta nel corso del suo secondo mandato, l'approvazione media di Trump è scesa sotto il 40%. Oltre il 60% degli americani disapprova la gestione del conflitto, secondo il Pew Research Center, e anche tra chi lo ha votato nel 2024 il consenso è calato dal 93% al 76%, secondo un nuovissimo sondaggio YouGov/Economist del 27-30 marzo.

Proprio in questo contesto, Trump ha annunciato un discorso alla nazione per questa sera e ieri ha dichiarato che il conflitto potrebbe concludersi in "2, forse 3 settimane". Ma i suoi stessi consiglieri, secondo Axios, ammettono di non conoscere il piano reale. "Nessuno sa cosa stia davvero pensando", ha detto un alto consigliere. Alcuni funzionari ritengono che, se la scadenza del 6 aprile per riaprire lo Stretto dovesse passare senza un accordo con l'Iran, il presidente ordinerà un ultimo bombardamento massiccio contro infrastrutture e impianti nucleari iraniani prima di ritirarsi.

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Trump firma un nuovo decreto per limitare il voto per posta


Il presidente ordina di inviare le schede solo a elettori verificati e di creare un database federale dei cittadini. Esperti e giuristi: è incostituzionale

Il presidente Donald Trump ha firmato martedì 31 marzo un nuovo decreto esecutivo che punta a restringere il voto per corrispondenza negli Stati Uniti, a sette mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre. Il provvedimento ordina al Dipartimento della Sicurezza interna, insieme alla Social Security Administration, di compilare un elenco dei cittadini americani in età di voto in ogni Stato e di condividerlo con i funzionari elettorali statali. Il servizio postale federale (United States Postal Service) dovrebbe poi inviare le schede elettorali solo agli elettori presenti in quella lista. Il decreto impone anche che tutte le schede spedite per posta siano inserite in buste dotate di codici a barre per il tracciamento.

Si tratta di un'escalation significativa nel tentativo di Trump di esercitare un controllo presidenziale sulle elezioni, la cui gestione spetta agli Stati secondo la Costituzione americana. Il Congresso può stabilire standard nazionali, ma il presidente non ha autorità unilaterale sulle modalità di voto. Già un anno fa Trump aveva firmato un decreto simile, che imponeva agli Stati di richiedere una prova di cittadinanza per registrarsi al voto: i tribunali federali lo avevano bloccato, stabilendo che il presidente aveva ecceduto le proprie prerogative.

Trump ha dichiarato ai giornalisti nello Studio Ovale di ritenere il decreto "a prova di contestazione legale", aggiungendo: "Non vedo come possa essere impugnato. Potreste trovare un giudice disonesto, ce ne sono molti, persone pessime. Ma è l'unico modo in cui potrebbe essere modificato, e speriamo di vincere in appello". Per anni il presidente ha sostenuto, senza alcuna prova, che il voto per corrispondenza sia fonte di frodi diffuse, un'accusa che ha usato anche per non riconoscere la sconfitta alle presidenziali del 2020 contro Joe Biden.

La reazione di giuristi, esperti elettorali e funzionari democratici è stata immediata. Wendy Weiser, vicepresidente del Brennan Center for Justice della New York University, ha dichiarato al Washington Post che "il decreto è palesemente non autorizzato e illegale. Il presidente non ha il potere di regolamentare le elezioni. Ha tentato qualcosa di simile un anno fa, noi e altri abbiamo fatto causa e abbiamo vinto. Ci aspettiamo lo stesso risultato". Rick Hasen, professore di diritto elettorale alla UCLA, ha scritto sul suo blog che il decreto è probabilmente incostituzionale e che, in ogni caso, "i tempi rendono praticamente impossibile la sua attuazione in vista delle elezioni di novembre. Sembra altamente improbabile che qualcosa di tutto questo possa essere implementato per il 2026, anche se non venisse bloccato dai tribunali". Il Brennan Center ha definito il provvedimento il risultato della combinazione tra "liste di cittadinanza incomplete e inaccurate" e un servizio postale "sovraccarico e inadeguato".

Marc Elias, uno dei più noti avvocati democratici in materia elettorale, ha annunciato sui social media l'intenzione di fare causa: "Se Trump firma un decreto incostituzionale per prendere il controllo del voto, faremo causa. Non bluffo e di solito vinco". Anche Adrian Fontes, segretario di Stato democratico dell'Arizona, ha promesso di opporsi in tribunale, definendo il decreto "una prevaricazione disgustosa del governo federale".

Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio. Il Dipartimento di Giustizia ha fatto causa a 29 Stati e al Distretto di Columbia per ottenere copie delle liste elettorali contenenti dati sensibili come numeri di patente e codici fiscali parziali. Circa una dozzina di Stati ha fornito i dati volontariamente, ma la maggioranza si oppone in tribunale. Tre giudici federali hanno finora respinto le richieste del Dipartimento. La settimana scorsa un funzionario del Dipartimento di Giustizia ha ammesso in tribunale che i dati elettorali sarebbero condivisi con il Dipartimento della Sicurezza interna per verificare la cittadinanza degli iscritti attraverso il sistema informatico SAVE, un programma che può verificare lo status di cittadinanza ma che, secondo quanto riportato da NPR, ha erroneamente segnalato anche cittadini americani come potenziali non aventi diritto.

Il decreto arriva mentre al Senato è bloccato il SAVE America Act, un disegno di legge sostenuto dai repubblicani che richiederebbe a ogni elettore di presentare documenti come passaporto o certificato di nascita per registrarsi al voto. Il provvedimento è fermo per l'opposizione democratica e il meccanismo dell'ostruzionismo parlamentare. Trump ha chiesto ai repubblicani di aggiungere al testo anche restrizioni sul voto per corrispondenza, con eccezioni per militari, malati e persone in viaggio.

Va notato che lo stesso Trump ha votato per corrispondenza la settimana scorsa in un'elezione speciale in Florida, pur trovandosi a Palm Beach durante il periodo del voto anticipato in presenza. Il presidente ha giustificato la scelta con i suoi impegni istituzionali: "Ho usato una scheda per corrispondenza perché sono il presidente degli Stati Uniti".

Il Brookings Institution, centro studi di orientamento centrista, ha esaminato i dati elettorali raccolti dalla Heritage Foundation, un centro studi conservatore, e ha trovato solo 39 casi di frode su oltre 100 milioni di schede in tre decenni. La Corte Suprema, che a metà marzo ha discusso della legittimità dei voti per corrispondenza ricevuti dopo il giorno delle elezioni purché timbrati entro quella data, dovrebbe pronunciarsi entro fine giugno, in tempo per le elezioni di novembre.

David Becker, direttore del Center for Election Innovation & Research ed ex funzionario del Dipartimento di Giustizia, ha commentato sui social media con ironia: "È chiaramente incostituzionale, sarà bloccato immediatamente e l'unico risultato sarà rendere più ricchi gli avvocati progressisti. Avrebbe potuto anche firmare un decreto che vieta la gravità".

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Un giudice blocca la sala da ballo della Casa Bianca voluta da Trump


Il presidente ha demolito l'Ala Est per costruire un edificio da 400 milioni di dollari con fondi privati, ma un tribunale federale ha ordinato lo stop: serve l'approvazione del Congresso

Un giudice federale ha ordinato al presidente Donald Trump di fermare la costruzione della nuova sala da ballo della Casa Bianca, il progetto da 400 milioni di dollari per cui è stata demolita la storica Ala Est. Il giudice Richard Leon ha stabilito che i lavori non possono proseguire senza l'approvazione del Congresso, infliggendo il primo colpo significativo ai piani del presidente per ridisegnare la residenza presidenziale e l'intera Washington.

Leon, nominato dal presidente repubblicano George W. Bush, ha accolto la richiesta di ingiunzione preliminare presentata dal National Trust for Historic Preservation, un'organizzazione non profit istituita dal Congresso per tutelare gli edifici storici americani. In una sentenza di 35 pagine, il giudice ha scritto che nessuna legge federale "si avvicina nemmeno" a conferire al presidente l'autorità di demolire l'Ala Est e costruire una sala da ballo con fondi privati. "Il presidente degli Stati Uniti è il custode della Casa Bianca per le generazioni future. Non ne è, però, il proprietario!", ha scritto Leon nella sua ordinanza.

L'amministrazione Trump ha reagito con durezza. Poche ore dopo la sentenza, il dipartimento di Giustizia ha presentato appello alla Corte d'appello del Distretto di Columbia. Trump ha definito il National Trust un gruppo di "pazzi" di sinistra in un post su Truth Social e ha insistito che il progetto procede "sotto il budget previsto, in anticipo sui tempi, senza un centesimo dei contribuenti". In un intervento nello Studio Ovale, il presidente ha sostenuto che l'approvazione del Congresso non è necessaria per costruire una sala da ballo, ricordando che molti lavori alla Casa Bianca nel corso della storia non l'hanno richiesta. Il giudice, però, ha respinto questo argomento, esprimendo frustrazione per i tentativi del governo di equiparare un progetto di questa portata a ristrutturazioni minori del passato, come l'aggiunta di una piscina o di un padiglione da tennis.

Il progetto prevede una struttura di circa 8.400 metri quadrati al posto dell'Ala Est, demolita a ottobre, con una capienza di 999 persone. Trump lo ha presentato come necessario per ospitare cene di Stato, vertici internazionali e grandi eventi al coperto, evitando di ricorrere a strutture temporanee sul prato sud. Il costo è raddoppiato rispetto al budget iniziale di 200 milioni, e il presidente dichiara di aver raccolto oltre 350 milioni di dollari da sostenitori personali e da una ventina di aziende dei settori tecnologico, delle criptovalute e della difesa. Secondo un rapporto del gruppo Public Citizen, due terzi dei donatori aziendali identificati pubblicamente avevano ottenuto contratti governativi per un valore complessivo superiore a 275 miliardi di dollari.

Leon ha sospeso l'efficacia della sua ordinanza per 14 giorni, riconoscendo che bloccare un cantiere in corso solleva questioni logistiche. Ha inoltre esentato dal provvedimento i lavori necessari a garantire la sicurezza della Casa Bianca, incluse le strutture sotterranee militari. Trump ha sottolineato proprio questo aspetto, elencando le misure di sicurezza in fase di realizzazione: tetti a prova di drone, vetri antiproiettile, sistemi di biodefesa, telecomunicazioni sicure, bunker e strutture mediche. Il presidente ha rivelato anche che i militari stanno costruendo un "enorme complesso" sotterraneo sotto la sala da ballo.

Il progetto è stato lanciato la scorsa estate e ha proceduto a ritmo accelerato, senza attendere il parere preventivo delle commissioni federali competenti. Trump ha licenziato tutti i commissari della Commission of Fine Arts prima che esaminasse il progetto, e il nuovo panel, composto interamente da suoi nominati, ha approvato il design a febbraio con voto unanime. La National Capital Planning Commission, l'ultimo organismo federale che deve pronunciarsi, è chiamata a votare giovedì, e il suo portavoce ha confermato che la sentenza del giudice non modifica il calendario previsto.

Due giorni prima della sentenza, Trump ha mostrato ai giornalisti sull'Air Force One dei rendering aggiornati della sala da ballo, dopo che un articolo del New York Times aveva evidenziato criticità nel progetto rilevate da esperti di architettura. Le modifiche includono la rimozione di una grande scalinata sul lato sud, ritenuta priva di funzione, e l'aggiunta di un portico. Il presidente ha descritto la nuova struttura come "quasi un gemello della Casa Bianca", con altezza e stile analoghi all'edificio centrale. Queste revisioni, però, potrebbero complicare il voto della commissione di giovedì, che dovrebbe esprimersi su piani ormai superati. Un portavoce della commissione ha dichiarato che lo staff stava lavorando con la Casa Bianca per comprendere gli aggiornamenti. Architetti e organizzazioni per la tutela del patrimonio hanno avvertito che la sala da ballo sovrasterà la residenza presidenziale per dimensioni e altererà l'asse simbolico tra il Campidoglio e la Casa Bianca previsto nel piano urbanistico originale del 1791.

La sala da ballo si inserisce in un programma più ampio con cui Trump intende lasciare un'impronta sulla capitale: tra i progetti ci sono un arco cerimoniale alto 76 metri vicino al Lincoln Memorial, la ristrutturazione del Kennedy Center, che chiuderà per due anni, e interventi su diversi campi da golf nell'area di Washington. Il giudice Leon ha detto più volte agli avvocati coinvolti nel caso di ritenere che la questione sarà risolta dalla Corte Suprema.

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vivo lancia la nuova serie V70 in Italia: caratteristiche, novità e prezzi


vivo porta in Italia la nuova serie vivo V70, puntando su design curato, comparto fotografico evoluto e prestazioni solide. Ecco tutto quello che c’è da sapere su caratteristiche, prezzo e disponibilità
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Vivo ha annunciato il lancio in Italia della nuova serie V70, composta da due modelli inediti: vivo V70 e V70 FE. Si tratta di due dispositivi progettati per offrire un’esperienza fotografica avanzata, un design distintivo e prestazioni affidabili. Dalla fotografia ritrattistica professionale sviluppata con ZEISS alle funzionalità AI per la creazione quotidiana di contenuti, la serie V70 è progettata per accompagnare una nuova generazione di fotografi rendendo l’esperienza imaging più accessibile, intuitiva e potente.
Per il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioniPer il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioni

vivo V70: la partenrship con ZEISS


Sviluppato in collaborazione con ZEISS, vivo V70 si posiziona come modello di riferimento per la fotografia ritrattistica: il suo teleobiettivo ZEISS da 50 MP integra un sensore ultrasensibile da 1/1.95 pollici e stabilizzazione ottica OIS che garantisce scatti più nitidi anche in condizioni di scarsa luminosità. Il comparto fotografico posteriore è completato da una fotocamera principale ZEISS OIS da 50 MP con sensore flagship da 1/1.56" e da una fotocamera ultra grandangolare ZEISS da 8 MP, per una maggiore versatilità. Frontalmente troviamo una ZEISS Selfie Camera Group da 50 MP con Auto Focus, ideale sia per selfie individuali sia per foto di gruppo. Per la prima volta nella serie V, inoltre, V70 introduce la registrazione video 4K a 60 fps, per riprese cinematografiche fluide e di altissima qualità.

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Affidabilità e stile


vivo V70 adotta un'estetica che unisce eleganza e resistenza, grazie a un raffinato telaio in lega di alluminio di origine aerospaziale, angoli arrotondati e un display flat con cornici ultrasottili, che conferiscono al dispositivo una silhouette slanciata e sofisticata. Sul retro, il comparto fotografico dal profilo ribassato mantiene un aspetto essenziale e discreto. Sulla parte anteriore, cornici ultrasottili di soli 1,25 mm incorniciano il display OLED Ultra Clear da 6,59 pollici con risoluzione 1.5K che funziona a 120 Hz con 459 PPI. Sotto il display, è stato aggiunto il sistema di sblocco 3D Ultrasonic Fingerprint che offre uno sblocco rapido e sicuro, anche con le dita bagnate. Il pannello posteriore, infine, è realizzato con vetro AG inciso, ed è progettato per resistere a impronte e graffi. La batteria BlueVolt da 6500 mAh garantisce una ricarica duratura per tutto il giorno, anche in condizioni di caldo o freddo estremo (dati vivo), mentre il caricabatterie FlashCharge da 90W permette di ricaricare il dispositivo in pochi minuti. Oltre alla potenza, V70 è progettato per durare nel tempo grazie alla certificazione IP68 e IP696 e alla certificazione 10-Facet Drop Resistance, che protegge il dispositivo da cadute accidentali fino a 1,8 metri, garantendo una protezione completa contro getti d'acqua ad alta pressione, immersioni e cadute accidentali. L'affidabilità si estende anche alla connettività di rete grazie alla tecnologia Dual-Bridge Signal Concurrency e a ottimizzazioni mirate per ambienti altamente congestionati.

vivo V70 FE: imaging ad alta risoluzione


Pensato per un pubblico giovane, dinamico e attento allo stile, vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate per la creazione di contenuti. Il cuore di V70 FE è la modalità High Resolution da 200 MP, progettata per garantire immagini nitide e stabili sia durante i viaggi sia nella vita quotidiana. Grazie al sensore da 1/1,56 pollici, alla stabilizzazione ottica certificata CIPA 4.0 e a uno zoom fino a 30x il dispositivo è in grado di catturare panorami ampi e dettagli distanti preservando precisione in ogni scatto. La funzione Ultra-Clear Photo Crop, inoltre, consente di ritagliare più scene da una singola fotografia, mantenendo inalterata la nitidezza. A supporto delle capacità fotografiche, V70 FE integra la batteria BlueVolt da 7000 mAh, il sistema di ricarica rapida FlashCharge da 90W e la certificazione IP68 e IP69 contro acqua e polvere. Dai dati vivo, con una singola ricarica completa V70 FE può garantire fino a 43,8 ore di riproduzione continua su YouTube 12 e fino a 16 ore 13 di utilizzo combinato tra le app principali 14 come navigatore, fotocamera, TikTok, Spotify e Instagram, mantenendo comunque una riserva del 14% di batteria.
Pensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzatePensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate
Il dispositivo è alimentato dal MediaTek Dimensity 7360-Turbo, che assicura prestazioni fluide per le attività quotidiane, il gaming e il multitasking. Il display AMOLED Ultra Clear da 1,5K e il sistema dual stereo speaker simmetrico completano l’esperienza, offrendo audio e video ultra-immersivi per godersi l’intrattenimento.

Strumenti AI avanzati


La serie vivo V70 punta fortemente sull’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza fotografica, adattandosi a diversi contesti d’uso. Tra le novità spicca la Modalità Palco AI, pensata per catturare performance dal vivo anche in condizioni difficili, sfruttando la fotocamera ZEISS Super Telephoto da 50 MP e algoritmi avanzati per garantire scatti nitidi e dettagliati fino a 10x di zoom. A completare il comparto fotografico troviamo le opzioni ZEISS Multifocal Portrait, che permettono di personalizzare lunghezze focali e bokeh per ritratti più professionali, insieme a una suite di strumenti AI come Cambia Cielo, Cambia Scenario e Ritocco AI, disponibili anche su V70 FE, per modifiche rapide e creative con un solo tocco.
Il pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffiIl pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffi

OriginOS 6: intelligente, intuitivo e sicuro


La serie vivo V70 integra il nuovo OriginOS 6, che garantisce fino a cinque anni di aggiornamenti software e di sicurezza, assicurando longevità e affidabilità. Il sistema, completamente rinnovato offre prestazioni fluide nel tempo e un’esperienza ottimizzata grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale. Tra le novità spicca Origin Island, una finestra dinamica che semplifica l’accesso alle informazioni. Sul fronte produttività, gli strumenti AI permettono di migliorare scrittura, traduzioni e gestione delle riunioni, affiancati dall’assistente Google Gemini. Non manca un ecosistema orientato alla condivisione e alla continuità tra dispositivi, con soluzioni per il trasferimento rapido dei file e la collaborazione tra smartphone e computer.

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Disponibilità


La serie vivo V70 arriva in Italia dal domani, con vivo V70 disponibile a partire da 699 euro nei colori Alpine Gray e Authentic Black, mentre la variante Sandalwood Brown sarà esclusiva online. Il modello vivo V70 FE parte invece da 459 euro e sarà proposto in diverse configurazioni e colorazioni, tra cui Muse Purple e Ocean Blue. Per il lancio, vivo ha previsto numerose promozioni: sconti dedicati sullo store ufficiale, offerte bundle con caricatore da 90W e auricolari, oltre a finanziamenti a tasso zero. Sono previste anche offerte speciali su piattaforme come Amazon e presso retailer come Unieuro, Euronics e MediaWorld, con sconti per gli iscritti ai programmi fedeltà. Non manca infine la collaborazione con WINDTRE, che propone piani rateizzati con canone mensile e servizi inclusi, rendendo l’acquisto più accessibile e flessibile.


tado° raggiunge la redditività: oltre 5,5 milioni di termostati smart connessi


tado° ha annunciato oggi di aver collegato più di 5,5 milioni di termostati smart e di aver raggiunto la redditività operativa, segnando un traguardo chiave nella sua crescita.

Johannes Schwarz di tado° ha dichiarato: “la forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda. Questo traguardo rafforza la nostra indipendenza e ci consente di accelerare l’espansione della nostra piattaforma di gestione energetica domestica”


Tutto è cominciato dai termostati smart


Inizialmente nota per i suoi termostati smart, tado° si è evoluta in una piattaforma più ampia di gestione dell’energia domestica, spinta dalla crescente domanda di tecnologie che aiutano le famiglie a gestire l’aumento dei costi energetici. In particolare, l'azienda combina prodotti per il riscaldamento smart e tariffe elettriche dinamiche che mirano a ridurre significativamente sia i costi energetici per le famiglie sia le emissioni di carbonio. Per venire incontro alla complessità delle abitazioni europee, tado° funziona con una vasta gamma di sistemi di riscaldamento – inclusi caldaie a gas, riscaldamento a gasolio, pompe di calore, teleriscaldamento e condizionatori – indipendentemente dal produttore, e grazie al controllo in ogni singola stanza tramite termostati smart per riscaldamento a pavimento e radiatori, tado° dichiara un risparmio medio per i suoi clienti del 22%.

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Efficienza energetica: una priorità


Poiché i prezzi dell’energia restano instabili e l’Europa accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica torna a essere una priorità per famiglie.

Christian Deilmann ditado° ha dichiarato: “i prezzi dell’energia e la sicurezza energetica sono nuovamente al centro del dibattito in Europa. Il kilowattora più economico è quello che non consumi mai. Con sempre più energia solare ed eolica nel sistema elettrico, la gestione intelligente dell’energia diventerà sempre più importante per aiutare le famiglie a controllare i costi.”



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Guardando al futuro


tado° raggiunge la redditività riducendo la dipendenza da investimenti esterni, abbassando il costo del capitale e rafforzando la propria indipendenza. L’azienda punta anche su una cultura interna orientata alla crescita, coinvolgendo i dipendenti attraverso un programma di azionariato virtuale. Guardando al futuro, tado° continuerà a sviluppare la propria piattaforma puntando su ottimizzazione basata su IA, maggiore integrazione delle energie rinnovabili e gestione intelligente delle tariffe energetiche, in linea con l’evoluzione della transizione energetica.

Deilmann ha concluso: “le abitazioni stanno diventando veri e propri hub energetici. Il nostro obiettivo è integrare riscaldamento, energia solare, veicoli elettrici e tariffe energetiche in un unico sistema intelligente che aiuti le famiglie a risparmiare denaro, supportando al contempo la transizione verso l’energia rinnovabile.”



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La Corte Suprema boccia il divieto di terapia di conversione per i minori


La decisione, presa con 8 voti a 1, mette in discussione le leggi di oltre 20 Stati. L'unica dissenziente avverte: si apre una stagione di cure mediche meno sicure

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il divieto della "terapia di conversione" per i minori, in vigore in Colorado dal 2019, viola con ogni probabilità il diritto alla libertà di parola garantito dal Primo emendamento della Costituzione. La decisione, approvata con 8 voti favorevoli e 1 contrario, coinvolge non solo il Colorado ma potenzialmente oltre 20 Stati che hanno approvato leggi simili per impedire ai terapeuti di tentare di cambiare l'orientamento sessuale o l'identità di genere dei minori.

Il caso nasce dalla causa intentata nel 2022 da Kaley Chiles, una consulente di Colorado Springs, che sosteneva di voler offrire ai suoi pazienti minorenni una terapia basata sulla conversazione, senza farmaci né interventi fisici, per aiutarli a ridurre attrazioni omosessuali indesiderate o a sentirsi più a proprio agio con il proprio corpo. Secondo Chiles, la legge del Colorado le impediva di esercitare liberamente la sua professione. Il caso è arrivato alla Corte Suprema dopo che una corte d'appello federale aveva respinto le sue richieste, applicando il livello di scrutinio giudiziario più basso, il cosiddetto rational basis test.

Il giudice Neil Gorsuch, autore dell'opinione di maggioranza in 23 pagine, ha scritto che la legge del Colorado "censura il discorso in base al punto di vista espresso" e che i tribunali inferiori avrebbero dovuto applicare il livello di scrutinio più rigoroso, lo strict scrutiny, che richiede al governo di dimostrare che una restrizione alla libertà di espressione sia strettamente necessaria per tutelare un interesse pubblico fondamentale. È un test che le leggi raramente superano. La Corte ha rinviato il caso ai tribunali inferiori, ma il messaggio è chiaro: la legge del Colorado difficilmente sopravviverà a questa forma di controllo più severa.

Gorsuch ha insistito sul fatto che la terapia praticata da Chiles consiste esclusivamente in conversazioni, e che il Colorado non stava regolando una condotta medica ma il contenuto stesso delle parole pronunciate dalla terapeuta. "Il Primo emendamento rappresenta uno scudo contro qualsiasi tentativo di imporre un'ortodossia nel pensiero o nel discorso in questo Paese", ha scritto. La sentenza rappresenta anche una vittoria per l'amministrazione Trump, che aveva sollecitato la Corte a dichiarare incostituzionale il divieto del Colorado.

L'aspetto più significativo della decisione è l'ampiezza della maggioranza: alla componente conservatrice della Corte si sono unite le giudici progressiste Elena Kagan e Sonia Sotomayor. Kagan, in un'opinione concorrente separata, ha definito il caso di Chiles un esempio "da manuale" di discriminazione basata sul punto di vista. Ha però aggiunto una precisazione importante: una legge che vietasse in modo neutrale qualsiasi terapia legata all'orientamento sessuale o all'identità di genere, senza privilegiare una posizione rispetto a un'altra, porrebbe una questione costituzionale diversa e più complessa. Il difetto della legge del Colorado, secondo Kagan, è che permetteva alcune forme di consulenza sull'identità di genere e ne vietava altre. Steve Vladeck, analista della Corte Suprema per la CNN e professore alla Georgetown University, ha spiegato alla stessa CNN che l'opinione concorrente di Kagan rappresenta un indizio importante sui limiti della sentenza: almeno alcuni giudici non sono contrari in linea di principio alla regolamentazione della parola dei professionisti sanitari, purché avvenga in modo neutrale.

L'unica voce contraria è stata quella della giudice Ketanji Brown Jackson, nominata dall'ex presidente Joe Biden, che ha letto parti del suo dissenso di 35 pagine direttamente dal banco, un gesto riservato ai casi ritenuti più gravi. Jackson ha sostenuto che la Corte stava pericolosamente minando la capacità degli Stati di regolamentare le cure mediche. "Chiles non parla nel vuoto: sta fornendo terapia a minori in qualità di professionista sanitaria abilitata", ha scritto. La giudice ha avvertito che la decisione "apre un vaso di Pandora pericoloso" e potrebbe condurre a uno scenario in cui vari professionisti sanitari rivendicheranno un diritto costituzionale a fornire cure al di sotto degli standard.

La terapia di conversione è da tempo screditata dalle principali organizzazioni mediche e psicologiche americane. L'American Medical Association respinge l'idea che l'attrazione per lo stesso sesso o l'identità di genere non conforme siano disturbi mentali. I critici di queste pratiche sostengono che possano causare danni emotivi, problemi di salute mentale e un aumento del rischio di suicidio. Secondo un rapporto del 2023 del Trevor Project, oltre 1.300 professionisti negli Stati Uniti offrono ancora questo tipo di terapia. Kelley Robinson, presidente della Human Rights Campaign, ha dichiarato che la decisione farà soffrire più minori americani, mentre il procuratore generale del Colorado Phil Weiser l'ha definita un passo indietro nella protezione dei bambini da pratiche sanitarie dannose e screditate.

La sentenza arriva in un periodo di crescente tensione sui diritti delle persone transgender e omosessuali davanti alla Corte Suprema. Lo scorso anno la Corte ha confermato una legge del Tennessee che vieta la somministrazione di bloccanti della pubertà e terapie ormonali ai minori transgender. Nel 2023 aveva dato ragione a una web designer cristiana che si rifiutava di creare siti per matrimoni omosessuali. Entro la fine di giugno sono attese altre sentenze su due casi relativi al divieto per le studentesse transgender di partecipare a squadre sportive femminili, casi in cui la maggioranza dei giudici ha già lasciato intendere di voler confermare i divieti.

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Trump verso il ritiro dall’Iran, ma la “vittoria” resta in dubbio


Il presidente fissa una tabella di marcia di due o tre settimane per porre fine alla guerra in Iran. Le scorte di uranio iraniano restano intatte, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire e la Casa Bianca studia misure d'emergenza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato ieri che le forze americane lasceranno l’Iran nelle prossime 2 o 3 settimane. L’annuncio è arrivato alla Casa Bianca durante la firma di un ordine esecutivo per imporre nuove restrizioni al voto via posta, in risposta a una domanda di un giornalista sull’aumento del prezzo della benzina. "Tutto quello che devo fare è lasciare l’Iran", ha detto il presidente. "Lo faremo molto presto, e i prezzi crolleranno". Poche ore dopo, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha annunciato su X che Trump terrà un discorso alla nazione in serata per un "aggiornamento importante" sull’Iran.

TUNE IN: Tomorrow night at 9PM ET, President Trump will give an Address to the Nation to provide an important update on Iran.
— Karoline Leavitt (@PressSec) March 31, 2026


Trump dichiara vittoria sul nucleare, ma mancano le prove


Il punto più delicato resta il programma nucleare iraniano, che era stato la principale giustificazione per avviare la guerra il 28 febbraio. Donald Trump ha dichiarato di aver centrato il suo obiettivo: "Non avranno un’arma nucleare, e quell’obiettivo è stato raggiunto". Tuttavia, non esistono prove a supporto di questa affermazione. Già a giugno dello scorso anno Trump aveva definito "annientato" il programma nucleare iraniano, salvo poi dover intervenire militarmente di nuovo pochi mesi dopo per lo stesso apparente motivo.

Il punto centrale è che né gli Stati Uniti né Israele hanno rimosso o distrutto le scorte iraniane di uranio altamente arricchito. Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ha dichiarato di non aver visto alcuna prova che il materiale abbia lasciato il sito di Isfahan, dove prima della guerra di giugno si concentrava la maggior parte delle riserve di uranio arricchito. I raid hanno senza dubbio ridotto le capacità nucleari iraniane, ha riconosciuto Grossi, ma al termine del conflitto rimarranno questioni irrisolte. Se Trump si ritirasse senza ottenere la consegna del materiale fissile, l’Iran finirebbe infatti per conservare circa 440 kg di uranio altamente arricchito, sufficienti per costruire fino a dieci bombe atomiche.

L’Amministrazione Trump aveva valutato di inviare forze speciali a Isfahan per sequestrare le scorte, ma l’operazione è stata giudicata troppo rischiosa. Il sito si trova nell’entroterra, a centinaia di km dalla costa, ed è presidiato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

Scenari di guerra
Il ritiro americano dall'Iran: i conti che restano aperti
Obiettivi dichiarati vs raggiunti, costi e domande senza risposta — aprile 2026

Ritiro Nucleare Energia Obiettivi

2–3
settimane al ritiro annunciato
Trump: "Tutto quello che devo fare è lasciare l'Iran. I prezzi crolleranno."

Forze Usa ancora in campo

3
Gruppi da battaglia con portaerei

L'USS George H.W. Bush è salpata da Norfolk verso il Medio Oriente. Terzo carrier strike group inviato nella regione dall'inizio del conflitto.

~20%
Petrolio mondiale transita via Hormuz

Lo Stretto resta paralizzato dall'inizio del conflitto. Nessun Paese alleato tranne gli Emirati Arabi Uniti ha offerto sostegno attivo per riaprirlo.

Cronologia recente

28 Feb 2026
Inizio della guerra Usa-Iran

Gli Usa avviano le operazioni militari contro l'Iran. La giustificazione principale è il programma nucleare iraniano.

Mar 2026
Iran chiude lo Stretto di Hormuz

Teheran risponde con attacchi su tutta la regione. Il transito petrolifero dallo Stretto si paralizza.

Martedì
Trump annuncia il ritiro in 2-3 settimane

Annuncio durante la firma di un ordine esecutivo sul voto via posta. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt rende noto che Trump terrà un discorso alla nazione questa sera.

Prossime 2 sett.
Atteso vuoto nell'approvvigionamento petrolifero

Tutte le navi partite prima del conflitto avranno raggiunto le loro destinazioni. Previsti nuovi rincari in arrivo su diesel, carburante aereo e trasporti.

La questione irrisolta

Uranio arricchito ancora in Iran
~440 kg

Nessuna scorta rimossa o distrutta Fonte: AIEA

Materiale sufficiente per costruire fino a 10 bombe nucleari

Perché il sequestro è fallito

Sito di Isfahan
Obiettivo giudicato troppo rischioso

Il sito è nell'entroterra, a centinaia di km dalla costa, presidiato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. L'operazione con Forze Speciali è stata valutata ma scartata.

Il vuoto nel rapporto AIEA

Nessuna prova
Che l'uranio abbia lasciato Isfahan

Capacità ridotte
Ma questioni irrisolte a fine conflitto

Impatto sui mercati energetici

Brent — scenari di prezzo al barile

Pre-guerra

~$60

Attuale
+70%

~$102

Scenario estremo

$200

Effetti interni negli Stati Uniti

$4+
Benzina al gallone negli Usa

Superata per la prima volta dall'agosto 2022 la soglia dei 4 dollari. Trump ha legato il ritiro dall'Iran proprio al calo dei prezzi.

2 settimane
Prima che il vuoto di offerta colpisca

Le navi partite prima del conflitto avranno raggiunto le loro destinazioni. Nuovi rincari attesi su diesel, carburante aereo e trasporti. Una "tassa massiccia" sulle famiglie più povere.

Stretto di Hormuz — la frattura con gli alleati

Paralizzato
Stretto bloccato dall'inizio del conflitto

Emirati Arabi Uniti
Unico paese del Golfo disponibile a una forza navale

Bahrain
Lavora a una risoluzione ONU per lo sblocco dello Stretto

Cina ed altri
Trump scarica la responsabilità dello sblocco dello Stretto sui Paesi consumatori

Obiettivi dichiarati vs. risultati

Eliminare il materiale fissile
~440 kg di uranio arricchito restano a Isfahan. Né Usa né Israele li hanno rimossi. Il direttore AIEA conferma: nessuna prova che il materiale abbia lasciato il sito.

Degradare le capacità militari
Trump: "Non hanno più Marina, Aeronautica, telecomunicazioni, antiaerea." Capacità nucleari ridotte secondo l'AIEA, ma risultato non verificabile in modo indipendente.

Riaprire lo Stretto di Hormuz
Lo Stretto resta bloccato. Nessun Paese alleato tranne gli Emirati Arabi Uniti si è per ora offerto di contribuire a riaprirlo con una azione militare. Il Brent è salito del 70% rispetto a prima della guerra.

Ottenere un accordo con Teheran
L'Iran conferma contatti con Witkoff, ma nega qualsiasi trattativa. Ora lo stesso Trump ammette che il ritiro può avvenire senza intesa con l'Iran.

Contenere i costi interni
Benzina salita oltre $4/gallone. Il Dipartimento del Tesoro avverte: prezzi sopra $100 al barile per un periodo prolungato. Scenario estremo: $200, mai raggiunti nella storia.

La ridefinizione della vittoria

Obiettivo nucleare scomparso
Rubio elenca 4 priorità senza più citare il programma nucleare iraniano

Hegseth inquadra la missione come negoziato: "Il nostro compito è convincere l'Iran che è in posizione migliore se accetta un accordo." Gli obiettivi di guerra sono stati progressivamente ridimensionati.

Fonti: New York Times, CBS News, Fox News, Axios, AIEA · aprile 2026

Ridefinire il concetto di vittoria


Con il ritiro delle forze americane all’orizzonte, i collaboratori più stretti di Donald Trump hanno progressivamente ristretto il perimetro degli obiettivi di guerra. In un’intervista a Fox News, il Segretario di Stato Marco Rubio ha di recente elencato 4 priorità senza più menzionare il programma nucleare. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha invece inquadrato la missione in termini negoziali: "Il nostro compito è convincere l’Iran che si trova in una posizione migliore se accetta un accordo".

Trump ha però chiarito ai giornalisti che il ritiro potrebbe avvenire anche senza un’intesa con Teheran: "Non importa se si siedono al tavolo o meno. Li abbiamo riportati indietro di 15–20 anni. Non hanno più una Marina, non hanno più una Aeronautica, non hanno più telecomunicazioni, non hanno sistemi antiaerei. E i loro leader sono scomparsi". Da Teheran, il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato contatti diretti con l’inviato americano Steve Witkoff, precisando però che "non significa che siamo in trattative". L’Iran, ha aggiunto, non ripone alcuna fiducia in Washington.

Hormuz e la frattura con i Paesi alleati


Lo stretto di Hormuz, attraverso cui prima della guerra transitava ogni giorno circa il 20% del petrolio e del gas mondiale, resta bloccato, e all’orizzonte non si intravede una soluzione condivisa. È su questo punto che si è aperta la frattura più visibile tra Washington e i suoi alleati: nessuno di loro ha contribuito a riaprire lo Stretto, e Trump non ha nascosto la sua irritazione. "La Cina andrà lì a fare rifornimento alle sue navi e si prenderà cura di sé," ha detto nell'Ufficio Ovale, aggiungendo di non vedere ragione per cui siano gli Stati Uniti a farsi carico della situazione.

La frustrazione del presidente si estende anche alla NATO. Rubio ha dichiarato che Washington dovrà "rivalutare il valore" dell'Alleanza Atlantica al termine del conflitto, un segnale che le tensioni accumulate durante la crisi potrebbero avere conseguenze durature sui rapporti transatlantici. Nel Golfo, la risposta degli alleati regionali è stata altrettanto tiepida: l'unico Paese ad aver dichiarato disponibilità a partecipare a una forza navale per riaprire lo Stretto sono gli Emirati Arabi Uniti. Il Bahrain si limita a lavorare a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per ottenere un mandato formale in questo senso.

Nel frattempo, la Marina americana ha fatto salpare da Norfolk un terzo gruppo da battaglia con portaerei, la USS George H.W. Bush, verso il Medio Oriente: un segnale che, nonostante il preannuncio del ritiro delle forze americane, l'opzione di un'ulteriore escalation resta sul tavolo.

I conti che non tornano


Intanto, il conflitto ha già prodotto danni economici evidenti. Il prezzo del greggio di riferimento Brent è salito di circa il 70% dall’inizio della guerra e la benzina negli Stati Uniti ha superato stabilmente, per la prima volta dall’agosto 2022, i 4 dollari al gallone. Secondo Axios, alla Casa Bianca si è iniziato a discutere di scenari in cui il petrolio potrebbe arrivare stabilmente a 150 dollari al barile. Il Tesoro avrebbe informato Donald Trump che i prezzi dell’energia rimarranno probabilmente sopra i 100 dollari per un periodo prolungato anche dopo il ritiro americano, con alcune fonti interne che indicano come scenario estremo i 200 dollari, una soglia mai raggiunta prima. Sul tavolo ci sarebbe anche l’uso di poteri d’emergenza.

Il peggio, però, potrebbe non essere ancora arrivato. L’analista energetico Rory Johnston, autore della newsletter Commodity Context, spiega che le navi cariche di petrolio partite prima dello scoppio del conflitto hanno ormai raggiunto le loro destinazioni, ma nelle prossime 2 settimane il vuoto nell’approvvigionamento inizierà a farsi sentire anche negli Stati Uniti, con nuovi rincari su diesel, carburante aereo e trasporti. "Sarà di fatto una tassa massiccia che eroderà il reddito disponibile, colpendo in modo sproporzionato le famiglie più povere", ha detto Johnston.

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La rassegna stampa di mercoledì 1 aprile 2026


Trump parteciperà alle udienze della Corte Suprema sulla cittadinanza per nascita mentre la guerra con l'Iran entra nella fase decisiva. Un giudice ferma la costruzione della sala da ballo della Casa Bianca

Questa è la rassegna stampa di mercoledì 1 aprile 2026

Trump parteciperà alle udienze della Corte Suprema sulla cittadinanza per nascita


Il presidente Trump diventerà il primo presidente in carica a partecipare alle argomentazioni orali presso la Corte Suprema, presenziando mercoledì all'udienza sul caso della cittadinanza per nascita. L'ordine esecutivo di Trump mira a limitare la cittadinanza automatica per i figli di immigrati irregolari, una misura che ha suscitato forti controversie costituzionali.

Fonti: The Hill, Bloomberg

La guerra con l'Iran si avvia verso la conclusione mentre i mercati rimbalzano


Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti lasceranno l'Iran "entro due-tre settimane", segnalando una possibile fine del conflitto che dura da cinque settimane. I mercati azionari hanno registrato la migliore giornata degli ultimi 10 mesi sulla speranza di una rapida conclusione della guerra, mentre i prezzi del petrolio rimangono elevati a 105 dollari al barile.

Fonti: The Hill, Financial Times, New York Times

Un giudice blocca la costruzione della sala da ballo da 400 milioni di dollari alla Casa Bianca


Un giudice federale ha ordinato l'interruzione dei lavori per il progetto di sala da ballo di 90.000 piedi quadrati che Trump aveva avviato dopo aver demolito l'ala est storica della Casa Bianca. Il giudice ha stabilito che Trump è un "custode" della Casa Bianca, non il proprietario, rappresentando la prima battuta d'arresto significativa per il progetto.

Fonti: BBC, Financial Times, The Guardian

Trump firma un ordine esecutivo per limitare il voto per corrispondenza


Il presidente ha firmato un ordine esecutivo che richiede la creazione di un elenco federale di cittadini verificati autorizzati al voto e nuove restrizioni sui voti per corrispondenza. Gli esperti elettorali e i funzionari democratici hanno definito l'ordine legalmente invalido e probabilmente incostituzionale, con Arizona e Oregon che promettono di impugnarlo immediatamente.

Fonti: New York Times, The Guardian, Bloomberg

Hegseth revoca le sospensioni per i piloti dell'esercito coinvolti nel sorvolo di Kid Rock


Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annullato le sospensioni imposte ai piloti di due elicotteri Apache che avevano sorvolato la proprietà del cantante Kid Rock in Tennessee durante il weekend. Hegseth ha scritto sui social media "Nessuna punizione. Nessuna indagine", poche ore dopo che i militari avevano annunciato la sospensione dei piloti.

Fonti: The Hill, The Guardian, BBC

Trump intensifica le tensioni con gli alleati europei sulla guerra in Iran


Il presidente ha lanciato una dura critica contro i paesi europei, in particolare Regno Unito e Francia, che si sono rifiutati di unirsi alla guerra contro l'Iran. Su Truth Social, Trump ha detto ai governi preoccupati per i prezzi del carburante di "andare a prendere il vostro petrolio" con la forza dal Golfo, commenti che hanno fatto salire ulteriormente i prezzi del petrolio.

Fonti: The Guardian, The Hill

Un giudice federale blocca l'ordine di Trump per eliminare i finanziamenti a NPR e PBS


Citando il Primo Emendamento, un giudice federale ha bloccato permanentemente l'amministrazione Trump dall'implementare una direttiva presidenziale per porre fine ai finanziamenti federali per National Public Radio e Public Broadcasting Service. Il giudice ha stabilito che l'ordine esecutivo del presidente è illegale e inapplicabile.

Fonti: The Guardian

Tiger Woods si allontana dal golf per cercare cure dopo l'arresto per guida in stato di ebbrezza


Tiger Woods ha annunciato che si allontanerà dal golf professionale per "cercare cure e concentrarsi sulla salute" dopo il suo arresto per guida sotto l'influenza di sostanze a seguito di un incidente automobilistico vicino alla sua casa in Florida. Woods si è dichiarato non colpevole e ha richiesto un processo con giuria.

Fonti: The Guardian, BBC

Un giudice ordina all'Università della Pennsylvania di fornire un elenco di dipendenti ebrei


Un giudice federale ha ordinato all'Università della Pennsylvania di consegnare documenti sui dipendenti ebrei del campus a un'agenzia federale come parte di un'indagine sulla discriminazione antisemita. L'amministrazione Trump sostiene che l'elenco fa parte di un'indagine della Commissione per le Pari Opportunità di Lavoro, anche se i dipendenti possono rifiutarsi di partecipare.

Fonti: The Guardian

L'economia globale si dimostra più resiliente del previsto nonostante la guerra


Secondo il Financial Times, l'economia globale ha mostrato una resistenza maggiore di quella temuta, poiché i dazi di Trump non hanno portato al tipo di azioni ritorsive che molti si aspettavano. Tuttavia, la California sta affrontando carenze critiche di benzina e carburante per jet dall'Asia a causa del conflitto iraniano, mentre i paesi asiatici si rivolgono al petrolio russo per sostituire le forniture interrotte del Golfo.

Fonti: Financial Times, Financial Times, Financial Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Le scorte di elio dei produttori di chip sudcoreani dureranno fino a giugno


A causa della guerra in Iran.

In breve:


I produttori sudcoreani di chip, tra cui Samsung Electronics e SK Hynix, avrebbero scorte di elio sufficienti fino a giugno, quindi senza carenze immediate ma pur sempre a rischio. Il disagio è dovuto all’aumento dei prezzi a causa delle interruzioni delle operazioni sul gas in Qatar, dopo l’escalation militare che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele. L’elio è usato nella fabbricazione dei semiconduttori e il Qatar è tra i principali fornitori mondiali. Secondo fonti governative e industriali, le riserve coprono da quattro a sei mesi, mentre alcuni fornitori stanno aumentando gli acquisti dagli Stati Uniti e accettando sovrapprezzi per ridurre il rischio di interruzioni se il conflitto dovesse durare più a lungo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Reuters - Helium stocks of South Korea's chipmakers to last until June, sources say

Riassunto completo:


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Attie non è accolto bene, Robotaxi a Dubai attivi da adesso, Arriva Instagram Plus


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon mercoledì,
ieri vi abbiamo parlato di Attie, il nuovo prodotto AI di Bluesky per costruire feed personalizzati, ma la verità è che l'audience di Bluesky non ama tanto l'IA, e vedremo insieme perché. Poi parleremo dei robotaxi già attivi tramite app Uber a Dubai; vedremo il nuovo Instagram Plus, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 294 - Mercoledì 1 Aprile
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Le news di oggi, selezionate a mano.

La nuova creazione di Bluesky Attie è già l'account più bloccato dopo quello di J. D. Vance


Internet
Come detto ieri, Bluesky ha lanciato Attie, una nuova funzione che aiuta gli utenti a descrivere in linguaggio naturale i contenuti che vogliono vedere per creare feed personalizzati. La reazione è stata in larga parte negativa: secondo i dati pubblici raccolti da ClearSky, circa 125 mila account hanno bloccato Attie, che conta soltanto 1.500 follower. Nei profili più bloccati della rete, Attie è già secondo solo a J. D. Vance e ha superato anche gli account della Casa Bianca e di ICE. Le critiche riguardano sia l’uso dell’IA sia la scelta di investire su questo strumento prima di aggiungere funzioni base richieste da tempo dagli utenti.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Perché è importante?

C'è un senso di fatica e fastidio che spesso ricorre quando si tratta di intelligenza artificiale. Abbiamo...
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Uber e WeRide avviano ufficialmente i robotaxi completamente autonomi a Dubai


Robotica
A Dubai Uber e WeRide hanno avviato un servizio di robotaxi completamente autonomi, prenotabili via app senza conducente né addetto di sicurezza a bordo, dopo una fase di test gratuita partita a dicembre con operatore umano. Il servizio copre varie aree della città, compresi distretti commerciali e industriali, ed è stato autorizzato il mese scorso dalla Roads and Transport Authority, l’ente che regola i trasporti locali. Uber integra i veicoli di WeRide nella propria piattaforma, mentre la gestione operativa delle flotte è affidata a un'azienda locale.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Meta sta testando Intagram Plus in vari paesi


Privacy
Meta sta testando Instagram Plus, una versione a pagamento di Instagram per ora disponibile solo in Filippine, Giappone e Messico a circa 2 dollari al mese. Il test, anticipato da Meta a gennaio come parte di un piano più ampio su formule premium per social e messaggistica, include funzioni che ampliano il controllo sulle storie, fra cui la possibilità di visualizzarle in via anonima, vedere quante persone la guardano due volte, creare gruppi di pubblico aggiuntivi oltre a follower e Amici più stretti, estenderne la durata e una ricerca avanzata degli spettatori di una storia.
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Fonte: 9to5Mac
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Le scorte di elio dei produttori di chip sudcoreani dureranno fino a giugno


Business
I produttori sudcoreani di chip, tra cui Samsung Electronics e SK Hynix, avrebbero scorte di elio sufficienti fino a giugno, quindi senza carenze immediate ma pur sempre a rischio. Il disagio è dovuto all’aumento dei prezzi a causa delle interruzioni delle operazioni sul gas in Qatar, dopo l’escalation militare che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele. L’elio è usato nella fabbricazione dei semiconduttori e il Qatar è tra i principali fornitori mondiali. Secondo fonti governative e industriali, le riserve coprono da quattro a sei mesi, mentre alcuni fornitori stanno aumentando gli acquisti dagli Stati Uniti e accettando sovrapprezzi per ridurre il rischio di interruzioni se il conflitto dovesse durare più a lungo.
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Fonte: Reuters
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Se continua la guerra

Il conflitto non è come tanti altri che vediamo...
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Una startup sta creando corpi senza cervello per sostituire i test sugli animali


Startup
R3 Bio è una startup della California che vuole creare corpi biologici privi di cervello per sostituire almeno una parte dei test sugli animali nei laboratori. L’idea è costruire organismi con organi veri e funzionanti, ma senza coscienza e senza capacità di provare dolore, così da usarli per verificare se un farmaco è tossico prima di provarlo sugli esseri umani. In una prima fase l’azienda vuole lavorare su modelli simili alle scimmie, oggi molto usate nella ricerca. Più avanti immagina anche versioni umane da cui ricavare sangue, tessuti o organi per i trapianti. Il progetto è ancora all’inizio e apre un forte dibattito etico, perché riguarda la creazione di forme biologiche molto complesse pensate come strumenti di laboratorio.
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Fonte: WIRED
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In questo video Marques non solo fornisce un'adeguata recensione del nuovo Oppo Find N6 ma racconta anche perché secondo lui l'era dei pieghevoli inizia adesso.

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La nuova creazione di Bluesky Attie è già l'account più bloccato dopo quello di J. D. Vance


In breve:


Come detto ieri, Bluesky ha lanciato Attie, una nuova funzione che aiuta gli utenti a descrivere in linguaggio naturale i contenuti che vogliono vedere per creare feed personalizzati. La reazione è stata in larga parte negativa: secondo i dati pubblici raccolti da ClearSky, circa 125 mila account hanno bloccato Attie, che conta soltanto 1.500 follower. Nei profili più bloccati della rete, Attie è già secondo solo a J. D. Vance e ha superato anche gli account della Casa Bianca e di ICE. Le critiche riguardano sia l’uso dell’IA sia la scelta di investire su questo strumento prima di aggiungere funzioni base richieste da tempo dagli utenti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Bluesky’s new AI tool Attie is already the most blocked account other than J. D. Vance | TechCrunch
More than 125,000 Bluesky users have blocked Attie in just a few days, sending a strong message from the user base.
TechCrunchAmanda Silberling

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Una startup sta creando corpi senza cervello per sostituire i test sugli animali


All'inizio sarebbero soltanto sacche di organi.
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In breve:


R3 Bio è una startup della California che vuole creare corpi biologici privi di cervello per sostituire almeno una parte dei test sugli animali nei laboratori. L’idea è costruire organismi con organi veri e funzionanti, ma senza coscienza e senza capacità di provare dolore, così da usarli per verificare se un farmaco è tossico prima di provarlo sugli esseri umani. In una prima fase l’azienda vuole lavorare su modelli simili alle scimmie, oggi molto usate nella ricerca. Più avanti immagina anche versioni umane da cui ricavare sangue, tessuti o organi per i trapianti. Il progetto è ancora all’inizio e apre un forte dibattito etico, perché riguarda la creazione di forme biologiche molto complesse pensate come strumenti di laboratorio.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

A Billionaire-Backed Startup Wants to Grow ‘Organ Sacks’ to Replace Animal Testing
R3 Bio has a bold idea for replacing lab animals: genetically-engineered whole organ systems that lack a brain. The long-term goal, says a cofounder, is to make human versions.
WIREDEmily Mullin

Riassunto completo:


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La nuova creazione di Bluesky Attie è già l'account più bloccato dopo quello di J. D. Vance


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In breve:


Come detto ieri, Bluesky ha lanciato Attie, una nuova funzione che aiuta gli utenti a descrivere in linguaggio naturale i contenuti che vogliono vedere per creare feed personalizzati. La reazione è stata in larga parte negativa: secondo i dati pubblici raccolti da ClearSky, circa 125 mila account hanno bloccato Attie, che conta soltanto 1.500 follower. Nei profili più bloccati della rete, Attie è già secondo solo a J. D. Vance e ha superato anche gli account della Casa Bianca e di ICE. Le critiche riguardano sia l’uso dell’IA sia la scelta di investire su questo strumento prima di aggiungere funzioni base richieste da tempo dagli utenti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Bluesky’s new AI tool Attie is already the most blocked account other than J. D. Vance | TechCrunch
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TechCrunchAmanda Silberling

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Uber e WeRide avviano ufficialmente i robotaxi completamente autonomi a Dubai


Adesso è possibile prenotarli tramite l'app di Uber.
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In breve:


A Dubai Uber e WeRide hanno avviato un servizio di robotaxi completamente autonomi, prenotabili via app senza conducente né addetto di sicurezza a bordo, dopo una fase di test gratuita partita a dicembre con operatore umano. Il servizio copre varie aree della città, compresi distretti commerciali e industriali, ed è stato autorizzato il mese scorso dalla Roads and Transport Authority, l’ente che regola i trasporti locali. Uber integra i veicoli di WeRide nella propria piattaforma, mentre la gestione operativa delle flotte è affidata a un'azienda locale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Uber and WeRide ramp up robotaxi operations in Dubai | TechCrunch
Uber and WeRide have launched robotaxi operations without a human safety operator in Dubai as part of a broader expansion in the Middle East.
TechCrunchKirsten Korosec

Riassunto completo:


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Meta sta testando Intagram Plus in vari paesi


Tra le varie funzionalità, quella di poter vedere le storie degli altri da anonimo.
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In breve:


Meta sta testando Instagram Plus, una versione a pagamento di Instagram per ora disponibile solo in Filippine, Giappone e Messico a circa 2 dollari al mese. Il test, anticipato da Meta a gennaio come parte di un piano più ampio su formule premium per social e messaggistica, include funzioni che ampliano il controllo sulle storie, fra cui la possibilità di visualizzarle in via anonima, vedere quante persone la guardano due volte, creare gruppi di pubblico aggiuntivi oltre a follower e Amici più stretti, estenderne la durata e una ricerca avanzata degli spettatori di una storia.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta testing paid Instagram service that lets users secretly view Stories - 9to5Mac
Meta revealed in January that it plans to test paid versions of Instagram, WhatsApp, and Facebook. Now, in select markets,…
9to5MacZac Hall

Riassunto completo:


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Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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La corsa al Senato nel Maine che divide i Dem


Mills contro Platner: la primaria più combattuta delle elezioni di metà mandato oppone l'establishment del partito a un outsider con un passato controverso

Graham Platner, allevatore di ostriche e veterano delle guerre in Iraq e Afghanistan, è primo nei sondaggi delle primarie democratiche nel Maine nonostante una serie di scandali che in altri tempi avrebbero distrutto qualsiasi candidatura. La sua sfidante, la governatrice Janet Mills, 78 anni, fatica a recuperare terreno malgrado il sostegno dell'intero establishment del partito. La posta in gioco è grande: il seggio della senatrice repubblicana Susan Collins è considerato tra le migliori opportunità per i democratici di riconquistare il Senato nelle elezioni di metà mandato del 2026.

Tutti i sondaggi disponibili danno Platner in vantaggio nelle primarie, ma con margini molto diversi: un'indagine della University of New Hampshire lo colloca avanti di 38 punti, Emerson gli attribuisce un vantaggio di 27, mentre Quantus Insights e Pan Atlantic indicano un distacco più contenuto, rispettivamente di 5 e 7 punti. Quasi un elettore su cinque, secondo Quantus, resta indeciso. La primaria è fissata per il 9 giugno.

Platner è in testa in tutti i sondaggi

IstitutoDataJanet MillsGraham PlatnerMargine Platner
Emerson21/3 – 23/328%55%+27
Quantus Insights3/3 – 5/338%43%+5
Pan Atlantic13/2 – 2/339%46%+7
University of New Hampshire12/2 – 16/226%64%+38

Sondaggi raccolti dal New York Times

La candidatura di Platner è anche un test su cosa i democratici considerino ancora inaccettabile. Il Washington Post ha rivelato lo scorso ottobre che il candidato aveva scritto su Reddit, nel 2013, commenti in cui minimizzava la violenza sessuale, sostenendo che le donne avrebbero potuto evitare lo stupro se non si fossero ubriacate. CNN e Politico hanno poi portato alla luce altri post in cui si definiva socialista, usava insulti omofobi, definiva la polizia con termini offensivi e suggeriva che la violenza potesse essere necessaria per combattere il fascismo. A questo si aggiunge un tatuaggio sul petto con un simbolo nazista, che Platner ha detto di aver coperto dopo averne appreso il suo significato. Il candidato ha anche una condanna per guida in stato di ebbrezza nel 2011, come riporta il New York Times.

Platner ha attribuito quei commenti a un periodo difficile dopo il servizio militare, segnato da disturbo post-traumatico e depressione. "Non vorrei essere giudicato per la cosa più stupida che ho scritto su internet 12 anni fa", ha dichiarato al Washington Post. "Posso dire onestamente che non sapevo di che diavolo stessi parlando". In un'intervista al New York Times ha aggiunto: "Siamo al cento per cento in una nuova era. Ci siamo lasciati alle spalle un'era di politica elitaria e performativa".

La campagna di Mills ha lanciato una serie di spot pubblicitari aggressivi che mostrano i commenti di Platner sullo stupro, letti da elettrici del Maine, e si chiudono con l'immagine del tatuaggio nazista. È una strategia deliberata: la campagna della governatrice ritiene che la maggior parte degli elettori non conosca ancora il passato del rivale. "I votanti meritano di sapere cosa ha detto e cosa ha fatto", ha dichiarato Mills al New York Times. In un passaggio che sembra un riferimento diretto alle giustificazioni di Platner, ha aggiunto: "Anche le vittime di violenza sessuale soffrono di disturbo post-traumatico".

Lo scontro ha assunto i tratti di una battaglia per l'anima del partito. Mills, governatrice moderata con due mandati alle spalle, rappresenta la continuità e ha il sostegno del leader dei democratici al Senato Chuck Schumer e del braccio elettorale del partito, il Democratic Senatorial Campaign Committee. Platner incarna la rivolta della base: si presenta come un antipolitico pronto a portare una rivoluzione operaia a Washington, sulla scia dei senatori Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, che lo hanno entrambi sostenuto pubblicamente.

Il mondo sindacale si è schierato in larga parte con Platner. Come ha rivelato NBC News, il presidente della United Auto Workers Shawn Fain ha chiamato Schumer per chiedergli di non intervenire nella primaria. L'International Brotherhood of Electrical Workers ha scritto una lettera al DSCC sollecitandolo a restare fuori dalla competizione. David Sullivan, vicepresidente generale dell'International Association of Machinists and Aerospace Workers, ha descritto il rapporto tra Mills e i sindacati come "conflittuale" e ha dichiarato a NBC News: "Se per qualche miracolo Mills dovesse battere Platner, probabilmente vedrete molti sindacati sostenere Collins".

Sulla carta, i numeri delle elezioni generali sembrano favorire Platner. Secondo il sondaggio di Quantus Insights, in un ipotetico confronto diretto Collins batte Mills di un punto e mezzo, 44,6% a 43%, mentre Platner supera Collins di quasi sette punti, 48,6% a 41,8%. Questi dati potrebbero essere ingannevoli in quanto Platner beneficia di una minore notorietà, che per ora limita l'opposizione nei suoi confronti. In un'elezione reale, i repubblicani hanno già annunciato un investimento di 42 milioni di dollari per difendere Collins, e i suoi punti deboli verrebbero martellati senza sosta.

Il punto cruciale riguarda le donne over 45. L'elettorato del Maine è tra i più anziani del paese: in un'elezione di metà mandato, circa il 70% dei votanti potrebbe avere più di 45 anni. Collins vinse nel 2020 proprio grazie alle donne più anziane, e Mills nel 2022 conquistò quasi due terzi di quello stesso gruppo nella sua rielezione a governatrice. I commenti di Platner sulla violenza sessuale e il tatuaggio nazista potrebbero risultare particolarmente tossici con queste elettrici. Jessica Mackler, presidente di EMILY's List, ha dichiarato a Bloomberg che sarebbe "incredibilmente rischioso e sciocco" affidare un seggio così cruciale a qualcuno con "negatività così uniche e squalificanti proprio tra gli elettori di cui hai bisogno".

Un'analisi pubblicata dalla testata The Argument solleva un altro dubbio sulla narrazione di Platner come candidato della classe operaia. I dati delle primarie mostrano che Platner va meglio tra i democratici bianchi con istruzione universitaria e reddito alto, mentre Mills ottiene risultati migliori tra i democratici senza laurea nel nord rurale dello stato. In altre parole, Platner non sarebbe il candidato della classe lavoratrice ma quello di elettori benestanti che idealizzano un'estetica operaia.

Mills porta con sé le sue debolezze. Un sondaggio di Morning Consult la colloca tra le governatrici meno popolari del paese, con un indice di gradimento netto di +8 (51% favorevoli, 43% contrari), il più basso tra i governatori del New England. La sua età e il suo legame con l'establishment rappresentano un problema in un momento in cui la base democratica chiede un rinnovamento generazionale.

La posta in gioco va oltre il Maine. Collins è un caso unico nella politica americana: è l'unica senatrice di entrambi i partiti che occupa un seggio in uno stato che ha votato contro il proprio partito in tutte e tre le elezioni presidenziali a cui ha partecipato Trump. Se i democratici non dovessero riuscire a conquistare questo seggio in uno stato così favorevole a livello presidenziale, le possibilità di riprendere il Senato nel 2026 si ridurrebbero drasticamente.

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Magic torna a scuola con i Segreti di Strixhaven


Ci sarà tanto da studiare per padroneggiare il ritorno di Magic al suo piano universitario

Wizards of the Coast vuole far tornare a scuole i giocatori di Magic the Gathering con la nuova espansione I Segreti di Strixhaven, il piano ispirato alle grandi scuole di Magia, e ci sarà da studiare se vorrete primeggiare agli eventi dedicati a questa nuova espansione. La cosa che mi ha colpito più di tutte (durante la presentazione in anteprima di meccaniche e storia) è stata il numero di variabili che questo set inserisce all’interno del gioco di carte collezionabili più longevo sul mercato.

Il piano di Strixhaven torna a splendere


In uscita il 24 aprile, con pre-release il 17 e debutto su MTG Arena il 21, Segreti di Strixhaven è un vero e proprio ritorno a scuola perché meccaniche, carte e storia ruotano tutte attorno ai 5 college che hanno conquistato il pubblico e ai 5 elder dragon che li hanno fondati. Un piccolo ripasso per chi non conosce questa università:

  • Silverquil è il college del bianco e del nero ed per i conoscitori delle lingue e della retorica
  • Prismari ha come identità il rosso e il blu ed è dedito alle arti elementali
  • Witherbloom (verde-nero) studia il ciclo della vita e della morte
  • Lorehold usa il bianco e il rosso per studiare il passato (archeomanzia) e riportarlo alla vita
  • Quandrix sfrutta il verde e il blu per indagare la matematica e la dualità tra il reale e l’immaginazione

Ogni college, poi, ha la sua mascotte che, in quest’espansione, non è più una pedina, ma diventa una creatura fatta e finita. A livello progettuale, le accoppiate di colori di questo piano sono pensate per sottolineare il conflitto ta i due colori protagonisti, invece di celebrarlo come avviene in Ravnica. Questo porta a un universo più teso, ma anche più ricco di potenziale narrativo: i Segreti di Strixhaven, infatti, sono tutti relativi alle conseguenze dell’invasione di Phyrexia che su questo piano ha fatto molte vittime e forgiato molti eroi.

Due planeswalker saranno le colonne portanti del set: Ral Zarek, che a -7 fa saltare fino a 5 turni di fila all’avversario (ma bisognerebbe fare 5 teste di fila lanciando una moneta), e il Proferssor Dellian Fel, nuovo personaggio verde-nero che fa guadagnare punti vita facendone perdere altrettanti a un avversario.

Le meccaniche di Segreti di Strixhaven


Le nuove meccaniche di questo set sono tante, hanno effetti che si accumulano nella pila e andranno studiate accuratamente, soprattutto per arrivare preparati agli eventi sealed.

La prima è Prepared che permette alle creature giocate di lanciare una vera e propria magia. La creatura in questione ha, in basso a destra, una magia con un nome (nuova o del passato di Magic) con un costo di mana e una velocità (istantaneo o stregoneria). Per lanciarla la creatura deve essere Preparata (un nuovo status) e molte di loro entrano in gioco preparate e poi perdono la condizione una volta lanciata la magia. Ci sono carte che ri-applicano questo status o lo rimuovono da quelle avversarie per impedirgli di lanciare la loro magia. Una carta, Emeritus of Ideation, ha come magia che può lanciare una delle power nine: Ancestral Recall (pesca tre carte a costo 1) e tra le magie disponibili c’è anche Rianimare e altre carte dalla precedente iterazione di Strixhaven.

C’è anche una nuova parola chiave: Paradigma. Questa compare solo nelle magie Lezione, e permette a chi la lancia di giocare, senza pagarne il costo, una copia della magia che la possiede all’inizio di ogni sua fase principale per il resto della partita.

Ogni college, poi, ha la sua abilità, eccole spiegate nel dettaglio:

Repartee (Silverquil): ogni carta ne ha una versione diversa e, nelle parole di Athena Froelich - executive producer del set, “dovrete leggerle tutte, proprio come vorrebbero gli alunni di questo college”. L’unica cosa che hanno in comune è che si attivano una volta sola e interagiscono con la stack.

Opus (Prismari): ognuna di queste abilità ha un effetto iniziale e uno secondario se sono stati spesi 5 o più mana per giocare la magia che la fa attivare. Exhibition Tidecaller, per esempio, è uno 0/2 con Opus che dice: ogni volta che giochi un istantaneo o una stregoneria, un giocatore bersaglio macina tre carte, se quell’istantaneo o stregoneria è stato pagato 5 o più mana, ne macina invece 10.

Infusion (Witherbloom): questa è forse la più semplice perché le carte che la possiedono hanno abilità aggiuntive (infusioni) se sono stati guadagnati punti vita.

Flashback (Lorehold): presente solo negli istantanei e nelle stregonerie, Flashback dà alla carta che la possiede la possibilità di essere rigiocata dal cimitero a un costo diverso per poi essere esiliata.

Increment (Quandrix): sulle creature di questa scuola si legge “se al momento del lancio di una magia il mana speso per giocarla è maggiore della forza della creatura già in campo con Increment, quest’ultima riceve un segnalino +1/+1”.

Commander e ristampe del ritorno a Strixhaven


Oltre al ritorno delle slow land in Standard (quelle terre doppie che entrano stappate solo se una terra base è già presente in campo), I Segreti di Strixhaven introduce ben cinque nuovi mazzi commander, la ristampa (tra le altre) di Force of Will, Vampiric Tutor e Giant Growth e una carta serializzava in 500 esemplari (Emeritus of Ideation) la cui illustrazione è stata realizzata da Mark Poole, l’artista che ha dato vita all’iconica Ancestral Recall.

Ecco i 5 mazzi Commander, uno per ciascun college, che arriveranno con l’espansione:

  • Quintorius (rosso-bianco) è l’unico planeswalker di questi deck ed evoca pedine Spirito per sopraffare il nemico con la forza dei numeri.
  • Killian (bianco nero) è il maestro delle auree e userà le sue magie per far combattere tra loro i vostri avversari.
  • Rootha (rosso blu) ruota attorno alla trasformazione delle creature grandi in danni diretti.
  • Dina (verde nero) era incentrata sul guadagnare punti vita in passato, ora si concentra sui sacrifici delle creature piccole per potenziare le sue magie e guadagnare punti vita.
  • Zimone (blu verde) ha un mazzo tutto incentrato sulle magie a costo X e vuole che quel numero sia il più grande possibile.

Tutti i mazzi hanno un comandante secondario che è la mascotte del college e in ogni mazzo c’è una creatura leggendaria mono-colore che rappresenta una sorta di professore in visita da un altro piano. Ci è stata mostrata solo quella bianca, un kitsune studioso di Kamigawa, e tutte hanno delle magie che possono lanciare con Prepared: “Non posso dire quali magie giocheranno queste creature, ma una di loro non può essere giocata in commander perché è bannata”.

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Trump accusa gli alleati europei: "Riprendetevi lo Stretto di Hormuz da soli"


Francia, Spagna e Italia hanno negato basi o spazio aereo agli Stati Uniti. Intanto il prezzo della benzina alla pompa ha superato i 4 dollari al gallone per la prima volta dal 2022.

Donald Trump ha lanciato oggi un messaggio inequivocabile agli alleati europei: gli Stati Uniti potrebbero chiudere la guerra contro l’Iran senza riaprire lo Stretto di Hormuz, lasciando ad altri il compito di garantire il transito del petrolio. È la terza volta in pochi giorni che il presidente lo afferma pubblicamente.

"A tutti quei Paesi che non riescono a ottenere carburante per i jet a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di partecipare alla 'decapitazione' dell’Iran, dico: comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza. Altrimenti andate a prendervi lo Stretto", ha scritto su Truth Social. Gli alleati, ha aggiunto, dovranno "imparare a combattere da soli". Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito il concetto, senza indicare la riapertura dello Stretto come una priorità per Washington: "Altri Paesi dovrebbero prestare attenzione quando parla il presidente".

Pochi minuti dopo, Trump ha anche attaccato la Francia per aver negato il transito nel proprio spazio aereo a un volo militare americano diretto in Israele con un carico di munizioni. "La Francia è stata MOLTO INUTILE. Gli Stati Uniti se ne ricorderanno". Il segretario di Stato Marco Rubio aveva già sollevato la questione con il suo omologo francese al G7 di venerdì, ricevendo un rifiuto.

L'Alleanza Atlantica sotto pressione


Da quando Stati Uniti e Israele hanno avviato le operazioni militari contro l’Iran il 28 febbraio scorso, i Paesi della NATO si sono divisi al proprio interno lungo linee che riflettono calcoli politici interni e diverse sensibilità sul diritto internazionale. Il caso più netto è quello della Spagna, che ha chiuso il proprio spazio aereo ai voli militari americani e bloccato l’uso delle basi statunitensi sul territorio nazionale. Il primo ministro Pedro Sánchez ha definito la guerra americana "illegale" ed è diventato uno dei critici più duri di Trump in Europa.

Alleanze e conseguenze
NATO divisa, benzina a 4 dollari: il conto della guerra all'Iran
Alleati spaccati, Hormuz bloccato, prezzi in salita — marzo 2026

Alleati Benzina Opinione

Spettro delle posizioni Nato

Blocco Pieno appoggio

Tocca un paese per i dettagli

Spagna
Blocco totale

Spazio aereo chiuso ai voli militari americani, basi bloccate. Il premier Sánchez ha definito la guerra americana "illegale". Critico più duro di Trump in Europa.

Francia
Spazio aereo negato

Negato il transito aereo a un volo militare americano diretto in Israele carico di munizioni. Rubio aveva sollevato la questione al G7, ricevendo un rifiuto. Trump: "La Francia è stata MOLTO INUTILE".

Italia
Atterraggio negato

Negato l'atterraggio a un velivolo militare americano diretto in Medio Oriente nella base siciliana di Sigonella. Roma parla di "problema tecnico". Il governo assicura: "Relazioni con gli Stati Uniti restano solide".

Polonia
Patriot rifiutati

Varsavia ha comunicato di non avere in programma lo spostamento delle proprie batterie Patriot verso il Medio Oriente, nonostante le pressioni di Washington.

Portogallo
Solo transito

Base di Lajes (Azzorre) autorizzata solo per rifornimento e transito, escluse missioni offensive. Il Ministro degli Esteri: "Il Portogallo non parteciperà a questo conflitto".

Germania
Ramstein aperta, ma critica

Non ha vietato l'uso della base di Ramstein, hub principale militare americano in Europa, protetta da accordi del dopoguerra. Ma il cancelliere Merz: "Quella di Trump non è de-escalation, ma una massiccia escalation dall'esito incerto".

Romania
Pieno appoggio

Unico Paese Nato ad aver messo a disposizione le proprie basi senza riserve. Il premier Bolojan: "Un divorzio politico tra UE e Stati Uniti d'America sarebbe una catastrofe per il mondo occidentale".

"Se la NATO significa solo che noi difendiamo l'Europa quando viene attaccata, ma loro ci negano le basi quando ne abbiamo bisogno, allora non è un accordo vantaggioso per noi"
Marco Rubio, Segretario di Stato americano — intervista ad Al Jazeera

Impatto alla pompa di benzina

Un mese fa
$0
al gallone

+35%

Oggi
$0
al gallone

Causa: Stretto di Hormuz bloccato

~20%
Del greggio mondiale transitava da Hormuz prima della guerra

100++
Dollari al barile: prezzo del greggio

"Comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza. Altrimenti andate a prendervi lo Stretto"
Donald Trump su Truth Social rivolto agli alleati europei

Cosa pensano gli americani

Si aspettano ulteriori rincari 87%

Già colpiti nel bilancio familiare >50%

Ritengono Trump responsabile dei rincari 48%

Contesto storico

Agosto 2022
L'ultima volta che la benzina negli Stati Uniti superò i $4/gallone, dopo l'invasione russa dell'Ucraina

"Quello che sta facendo Trump non è de-escalation, ma una massiccia escalation dall'esito incerto"
Friedrich Merz, cancelliere tedesco

Fonti: AAA, Morning Consult, Reuters/Ipsos, Associated Press · marzo 2026

L’Italia ha negato l’atterraggio a velivoli americani diretti in Medio Oriente in una base in Sicilia, ma Roma ha spiegato che si è trattato di un problema tecnico: l’aereo era già in volo quando è arrivata la richiesta, senza tempo per una valutazione. "Le relazioni con gli Stati Uniti restano solide", ha dichiarato il governo italiano. La Polonia, nel frattempo, ha fatto sapere di non avere in programma lo spostamento delle proprie batterie Patriot verso il Medio Oriente, nonostante le pressioni americane.

Portogallo e Germania hanno adottato posizioni intermedie. Lisbona ha autorizzato l’uso della base di Lajes, nelle Azzorre, ma solo per rifornimento e transito, escludendo missioni offensive. "Il Portogallo non parteciperà a questo conflitto", ha dichiarato il Ministro degli Esteri Paulo Rangel.

Berlino non ha vietato l’uso della base di Ramstein, il principale hub americano in Europa, che un accordo del dopoguerra rende disponibile agli Stati Uniti finché le operazioni non violano il diritto vigente. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, pur mantenendo aperta la base, ha però criticato apertamente l’offensiva americana: "Quello che sta facendo Trump non è de-escalation, ma una massiccia escalation dall’esito incerto".

La Romania è, fino ad ora, l’unico Paese ad aver messo a disposizione le proprie basi senza riserve. "Un divorzio politico tra Unione Europea e America sarebbe una catastrofe per l’intero mondo occidentale", ha dichiarato il primo ministro rumeno Ilie Bolojan al quotidiano francese Le Figaro.

La tensione con gli alleati ha spinto il Segretario di Stato Marco Rubio a mettere in discussione il futuro dell’Alleanza Atlantica. Intervistato da Al Jazeera, Rubio ha avvertito che Washington potrebbe "riconsiderare" il proprio rapporto con la NATO a guerra finita. "Se la NATO significa solo che noi difendiamo l’Europa quando viene attaccata, ma loro ci negano le basi quando ne abbiamo bisogno, non è un accordo vantaggioso per noi", ha detto.

Benzina a 4 dollari al gallone


Le conseguenze del conflitto, intanto, si fanno sentire sempre di più anche nelle tasche degli americani. Secondo i dati dell’AAA, il prezzo medio della benzina ha superato stabilmente i 4 dollari al gallone, con un aumento del 35% rispetto a un mese fa, quando era a 2,98 dollari. Non accadeva dal 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, che il prezzo superasse questa soglia.

La causa principale di questo aumento è, ovviamente, proprio la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio. Il blocco ha spinto il greggio oltre i 100 dollari al barile. Secondo un sondaggio di Morning Consult, il 48% degli americani ritiene Trump responsabile dell’aumento dei prezzi. L’87% degli intervistati da Reuters/Ipsos si aspetta ulteriori rincari se la guerra continuerà, e più della metà afferma che i prezzi alla pompa di benzina hanno già inciso sul proprio bilancio familiare.

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Il muro di Trump divide il Texas e mette in difficoltà i repubblicani


Il piano per costruire una barriera d'acciaio in una delle zone più remote e meno attraversate del confine messicano ha unito ambientalisti, allevatori e donatori conservatori in una protesta bipartisan

Il governo federale vuole costruire un muro di acciaio alto circa nove metri in una delle aree più remote e meno attraversate dell'intero confine tra Stati Uniti e Messico: la regione del Big Bend, nell'estremo ovest del Texas. Il piano, rivelato senza preavviso il mese scorso, ha provocato una reazione che ha unito repubblicani e democratici texani in una rara opposizione comune alla Casa Bianca. Lo racconta il New York Times in un lungo reportage dalla zona.

La regione del Big Bend si estende per centinaia di chilometri lungo il Rio Grande, tra montagne aride, canyon profondi e temperature che oscillano tra i 35 gradi di giorno e lo zero di notte. Per generazioni, gli agenti di frontiera hanno considerato questa zona una priorità bassa, affidandosi proprio all'inospitalità del territorio come deterrente naturale contro gli attraversamenti illegali. I numeri confermano questa valutazione: quest'anno la polizia di frontiera ha registrato una media di sei attraversamenti al giorno nell'intera regione. "È il settore meno attivo lungo il confine tra Stati Uniti e Messico", ha dichiarato al New York Times Thaddeus Cleveland, sceriffo repubblicano della contea di Terrell ed ex agente della Border Patrol.

Nonostante la promessa del presidente Trump di completare il muro lungo tutto il confine meridionale, il piano ha colto di sorpresa il Texas occidentale. Il mese scorso i proprietari terrieri lungo il fiume hanno ricevuto lettere dal governo federale che offrivano 2.500 o 5.000 dollari per l'accesso ai loro terreni e l'avvio dei lavori per "infrastrutture di sicurezza al confine". Non ci sono stati annunci pubblici né incontri con le comunità locali. Molti abitanti hanno appreso della costruzione dal Big Bend Sentinel, il giornale locale. Altri hanno ricevuto telefonate da imprese edili in cerca di terreni per allestire campi di alloggio per gli operai, dato che gran parte della zona lungo il fiume si trova lontano da qualsiasi struttura ricettiva.

Per i leader repubblicani del Texas, il piano ha creato un dilemma politico. Nessuno si è espresso a favore del muro fisico, ma un'opposizione pubblica rischiava di irritare l'amministrazione Trump e alienare gli elettori che considerano la sicurezza al confine una priorità. La soluzione è stata agire dietro le quinte: alti funzionari texani e alcuni facoltosi donatori repubblicani hanno trasmesso la loro contrarietà ai funzionari dell'amministrazione Trump in colloqui privati, secondo quanto riferito al New York Times da due persone informate sui contatti che hanno chiesto l'anonimato. La loro proposta alternativa: sostituire la barriera fisica con tecnologie di rilevamento degli attraversamenti.

La pressione ha funzionato, almeno in parte. Senza alcun annuncio ufficiale, all'inizio di marzo la mappa online della Customs and Border Protection, l'agenzia doganale e di protezione dei confini, è stata modificata per rimuovere i piani di una barriera fisica nel Big Bend National Park. Il capo della Border Patrol, Mike Banks, ha comunicato al governatore Greg Abbott che non ci sarebbe stato alcun muro né nel parco nazionale né nel Big Bend Ranch State Park. "Stiamo sospendendo i lavori di costruzione nelle aree adiacenti ai terreni del dipartimento parchi del Texas e al Big Bend National Park", ha scritto Paul Enriquez, funzionario della Border Patrol responsabile delle infrastrutture, in una email del 6 marzo ottenuta dal New York Times tramite una richiesta di accesso agli atti.

La vittoria, però, è parziale. In riunioni a porte chiuse con i funzionari locali, i rappresentanti federali hanno confermato che un muro lungo circa 280 chilometri verrà comunque costruito dal parco statale attraverso le contee di Presidio e Hudspeth. "Lo faranno", ha dichiarato al New York Times José Portillo Jr., il giudice della contea di Presidio che ha partecipato all'incontro. "La battaglia non è finita".

Portillo ha anche avvertito che l'esenzione per il parco nazionale rischia di dividere la coalizione di oppositori e ridurre la pressione per fermare la costruzione nel resto della regione. I piani prevedono ancora il muro attraverso la città di Presidio, una comunità di frontiera di 5.000 abitanti. I residenti temono di essere separati fisicamente e psicologicamente da Ojinaga, la città messicana dall'altra parte del fiume dove vanno abitualmente per fare acquisti e svago.

Una barriera fisica taglierebbe l'accesso al fiume, minaccerebbe coltivazioni e allevamenti e interromperebbe le rotte migratorie della fauna selvatica, secondo i critici del progetto. La prospettiva della costruzione ha avvicinato ambientalisti, ex funzionari del parco nazionale, guide fluviali, turisti e ricchi proprietari di ranch, tutti uniti nel sostenere la sorveglianza tecnologica come alternativa al muro. "Zone impervie e isolate come il Big Bend sono ottime opportunità per impiegare la tecnologia a supporto della sicurezza al confine", ha detto un portavoce del governatore Abbott. Molte parti del confine dispongono già di questa tecnologia, e residenti e proprietari terrieri hanno dichiarato di non opporsi a un'espansione di questo approccio nella regione.

L'unica fonte di informazione ufficiale per la maggior parte degli abitanti resta la mappa online della Customs and Border Protection, dove una linea colorata traccia il percorso del cosiddetto "muro intelligente". I colori indicano se verrà costruita una barriera fisica o installato un sistema virtuale con "tecnologia di rilevamento". Ma la mappa è cambiata più volte senza preavviso, generando confusione e incertezza tra i proprietari terrieri che ancora non sanno se il muro passerà attraverso le loro terre. Un portavoce della Customs and Border Protection non ha risposto alle domande del New York Times sul piano.

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L'aeroporto di Palm Beach in Florida è stato intitolato a Trump


Il governatore DeSantis ha firmato la legge per rinominare lo scalo. Il cambio di nome, previsto per luglio, attende il via libera dell'aviazione federale. Intanto la Trump Organization ha depositato i marchi

L'aeroporto internazionale di Palm Beach, in Florida, si chiamerà President Donald J. Trump International Airport. Il governatore Ron DeSantis ha firmato lunedì la legge approvata il mese scorso dalla Camera e dal Senato statali, entrambi a maggioranza repubblicana. Il cambio di nome è previsto per il primo luglio, ma resta subordinato all'approvazione della Federal Aviation Administration (FAA), l'agenzia federale per l'aviazione civile. La FAA, in una nota diffusa lunedì sera, ha precisato di non avere il compito di approvare i cambi di nome degli aeroporti, che considera una questione locale, ma di dover completare alcune operazioni amministrative come l'aggiornamento delle carte di navigazione e dei database.

Lo scalo di Palm Beach è quello da cui il presidente parte e atterra quando si reca nella sua residenza di Mar-a-Lago, a pochi chilometri di distanza. Oltre al nome, cambierà anche il codice dell'aeroporto: da PBI a DJT, le iniziali di Donald John Trump. La legge prevede inoltre che tutti i documenti governativi ufficiali, comprese le mappe, adottino la nuova denominazione.

DeSantis ha firmato la legge in privato, senza cerimonia pubblica, una scelta insolita per il governatore, che di solito organizza eventi per le firme di provvedimenti di rilievo. Una portavoce ha fatto sapere che una cerimonia si terrà in una data successiva. Il figlio del presidente, Eric Trump, che dirige anche la Trump Organization, ha ringraziato DeSantis e gli altri repubblicani della Florida in un post sui social media: "L'aeroporto internazionale di Palm Beach è ora ufficialmente il President Donald J. Trump International Airport! Orgoglioso di aver avuto un piccolo ruolo in tutto questo".

La questione dei marchi ha sollevato qualche polemica. La Trump Organization ha depositato presso l'ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti le domande per i nomi President Donald J. Trump International Airport, Donald J. Trump International Airport e la sigla DJT, oltre a richiedere l'uso dei nomi in collegamento con merchandising a tema aeroportuale. L'azienda ha dichiarato che il presidente e la sua famiglia non riceveranno "alcun compenso, licenza o corrispettivo economico" dal cambio di nome, e ha descritto le domande di marchio come una mossa per proteggere il nome Trump da eventuali violazioni. Non è chiaro se la Trump Organization intenda vendere autonomamente merchandising a marchio Trump, come valigie o altri prodotti, sul proprio sito.

I democratici della Florida hanno criticato l'operazione. Fentrice Driskell, capogruppo democratica alla Camera statale, ha dichiarato che i repubblicani hanno dato priorità al cambio di nome rispetto ai problemi economici dei cittadini. I democratici stimano che l'operazione costerà alle autorità locali circa cinque milioni di dollari. "I vostri soldi vengono usati male per celebrare l'uomo che ha fatto salire il prezzo della benzina sopra i quattro dollari al gallone, ha fatto schizzare i costi della spesa e aumentare quelli della sanità", ha detto Driskell in una nota. "I repubblicani sono fuori dal mondo quando si tratta dei problemi reali dei cittadini della Florida".

Sempre lunedì, Trump ha pubblicato sui social media un video con quelli che sembrano i rendering digitali della sua futura biblioteca presidenziale. Il video, accompagnato da musica drammatica, mostra un grattacielo nello skyline di Miami con la scritta "Trump" in evidenza. Le immagini includono vedute esterne e interne della torre: nell'atrio compare un jet presidenziale accanto a una scala mobile dorata simile a quella che Trump scese nel 2015 per annunciare la sua candidatura. Tra gli altri ambienti si vedono una grande sala da ballo, una replica dello Studio Ovale, giardini sul tetto e una grande statua dorata del presidente. Il progetto porta la firma dello studio Bermello Ajamil, con sede a Miami. Trump ha pubblicato il video senza spiegazioni, allegando solo il link a un nuovo sito della biblioteca, che al momento riporta la scritta "coming soon" e un link per le donazioni. La Casa Bianca non ha risposto alle domande sul progetto.

Il terreno per la biblioteca, un'area di quasi un ettaro e mezzo nel centro di Miami valutata oltre 67 milioni di dollari, è stato donato dal Miami Dade College. A dicembre un giudice ha respinto un ricorso che contestava la donazione, sostenendo che il consiglio di amministrazione del college non avesse dato sufficiente preavviso pubblico.

Il cambio di nome dell'aeroporto si inserisce in una tendenza più ampia. Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump ha cercato di associare il proprio nome a numerose istituzioni americane: dall'United States Institute of Peace al Kennedy Center for the Performing Arts, fino alla valuta nazionale, su cui il Dipartimento del Tesoro ha annunciato la settimana scorsa l'aggiunta della firma del presidente. Anche il tratto di strada che collega l'aeroporto di Palm Beach a Mar-a-Lago è stato rinominato Donald J. Trump Boulevard.

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Trump potrebbe chiedere agli Stati del Golfo di pagare la guerra con l'Iran


La portavoce della Casa Bianca ha aperto alla possibilità. Gli alleati regionali subiscono i danni maggiori delle ritorsioni iraniane

La Casa Bianca ha evocato la possibilità che il presidente Trump chieda agli Stati del Golfo Persico di contribuire ai costi della guerra che Stati Uniti e Israele stanno combattendo contro l'Iran. La portavoce Karoline Leavitt, rispondendo lunedì a una domanda dei giornalisti su un eventuale coinvolgimento finanziario di Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato: "Credo sia qualcosa che il presidente sarebbe piuttosto interessato a chiedergli di fare. Non voglio anticiparlo, ma è un'idea che so che ha e credo che ne sentirete parlare di più".

Il precedente evocato è quello della prima guerra del Golfo del 1990-91, quando le monarchie del Golfo, insieme a Giappone, Germania e Corea del Sud, contribuirono in modo sostanziale a coprire le spese dell'intervento militare americano contro l'Iraq di Saddam Hussein, che aveva invaso il Kuwait. Allora gli Stati Uniti guidarono una coalizione internazionale che costrinse Baghdad a ritirarsi.

Il contesto attuale è però diverso. Gli Stati Uniti hanno avviato il conflitto con l'Iran contro il parere degli stessi Stati del Golfo, i cui leader temevano di dover sopportare il peso delle conseguenze economiche. Secondo gli analisti, ciascuno di questi Paesi ha subito milioni di dollari di danni strutturali e mancati ricavi a causa degli attacchi ritorsivi di Teheran. La Casa Bianca non ha voluto aggiungere commenti. Fonti a conoscenza dei colloqui tra l'amministrazione e gli Stati del Golfo hanno riferito al Financial Times che il presidente non ha ancora sollevato la questione direttamente con i leader della regione.

La guerra, iniziata il 28 febbraio, ha provocato forti turbolenze sui mercati energetici globali. L'Iran ha bloccato lo Stretto di Hormuz, il passaggio attraverso cui transita il petrolio della regione. Trump aveva giustificato l'intervento militare con la necessità di eliminare "minacce imminenti dal regime iraniano" e di "assicurare che l'Iran non ottenga un'arma nucleare". Con il passare delle settimane, l'aumento dei prezzi della benzina ha spinto il presidente a esprimere una crescente irritazione verso la Nato e gli alleati europei, accusati di rifiutarsi di contribuire alla riapertura dello stretto, attraverso cui transita normalmente un quinto del petrolio mondiale.

Leavitt ha dichiarato lunedì che gli Stati Uniti hanno colpito oltre 11.000 obiettivi in Iran nelle quattro settimane dall'inizio del conflitto. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che Trump aveva minacciato su Truth Social di attuare una "punizione" contro l'Iran distruggendo "tutte le centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg, e possibilmente tutti gli impianti di desalinizzazione", nel caso in cui Teheran non avesse accettato le richieste americane e riaperto lo stretto alla navigazione.

Interpellato domenica dai giornalisti su un eventuale coinvolgimento militare degli Stati del Golfo, Trump ha risposto che questi "stanno combattendo" e ne ha lodato gli sforzi, senza tuttavia specificare in che forma.

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Quanto può ancora scendere la popolarità di Trump?


Nate Silver analizza le cause del calo: il peso della guerra in Iran, la benzina a 4 dollari e le promesse elettorali tradite erodono il consenso anche tra la base repubblicana
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L'indice di gradimento di Donald Trump è sceso per la prima volta sotto la soglia del 40 per cento nel suo secondo mandato. Secondo la media dei sondaggi elaborata da Nate Silver sul suo sito Silver Bulletin, il presidente si attesta al 39,7 per cento di approvazione, con un saldo netto (la differenza tra chi approva e chi disapprova) di -17,4 punti, il livello più basso dall'insediamento del 20 gennaio 2025. Il calo è stato rapido: circa 5 punti di saldo netto persi in poche settimane.

Silver, analista statistico noto per le sue previsioni elettorali, individua nella guerra in Iran, iniziata il 28 febbraio, il fattore determinante della discesa recente. Non tanto per il conflitto in sé, quanto per le sue conseguenze economiche. Il prezzo della benzina ha raggiunto i 4 dollari al gallone a livello nazionale, con un aumento di oltre un dollaro nell'ultimo mese, causato dalle interruzioni nelle forniture di petrolio nel Golfo Persico. Per un presidente eletto in larga parte sulla promessa di combattere l'inflazione, si tratta di un problema politico enorme. Nelle elezioni del 2024, il 40 per cento degli elettori aveva indicato il caro vita come il fattore più importante nel decidere il proprio voto, e questi elettori avevano scelto Trump con un margine di due a uno.

Secondo l'analisi di Silver, l'avvio del conflitto con l'Iran non ha prodotto il tradizionale effetto di compattamento attorno al presidente che si osserva di solito all'inizio di un'azione militare. Il sondaggio specifico sulla guerra registra un saldo netto di -15,3, un dato insolito rispetto ai conflitti recenti, che in genere partivano con un maggiore sostegno pubblico. Silver osserva che "il danno politico dell'Iran probabilmente non è finito", perché "i conflitti militari in questa parte del mondo sono un gioco molto più complicato dei dazi o dello shutdown". Anche se la guerra finisse domani, nota l'analista, gli effetti sui prezzi della benzina richiederebbero tempo per esaurirsi.

Un altro elemento dell'analisi riguarda le ferite che Silver definisce "autoinflitte". La Casa Bianca ha gestito male diverse crisi: la dichiarazione che il caso Epstein fosse "chiuso" si è ritorta contro il presidente; la risposta all'uccisione di due cittadini americani da parte di agenti di frontiera a Minneapolis, a gennaio, è stata giudicata inadeguata dagli elettori moderati; il taglio ai sussidi alimentari durante lo shutdown del governo è stato un errore politico. "Tante di queste ferite politiche sono state autoinflitte", scrive Silver, aggiungendo che Trump "è stato in realtà fortunato a non avere avuto più problemi", considerando l'assenza di grandi disastri naturali e il sostegno del boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale ai mercati azionari.

Silver dedica una parte della sua analisi alla fragilità strutturale della posizione di Trump. Il primo problema è la qualità dei consiglieri: Pete Hegseth è definito "radicalmente sottqualificato" come segretario alla Difesa, Stephen Miller ha "posizioni radicali sull'immigrazione che vanno ben oltre qualsiasi mandato elettorale ricevuto da Trump". Il secondo problema è l'età del presidente, che secondo Silver potrebbe manifestarsi non tanto in incoerenze quotidiane quanto in una ridotta capacità di gestire crisi simultanee e di resistere a pessimi consigli. "La combinazione del declino legato all'età e di cattivi consiglieri potrebbe essere peggiore di ciascuno dei due fattori preso singolarmente", scrive l'analista: "puoi ritrovarti spinto a fare cose da persone che non hanno a cuore il tuo interesse".

Il terzo fattore è la dinamica tipica dei secondi mandati. Silver confronta la traiettoria di Trump con quella di altri presidenti al secondo mandato: per Truman, Johnson, Nixon e George W. Bush il consenso è sceso in modo costante. In media, i presidenti al secondo mandato hanno perso altri 12 punti di saldo netto tra il marzo del secondo anno e il marzo del terzo anno. Se Trump seguisse questa traiettoria, si ritroverebbe intorno al 33 per cento di approvazione fra un anno. Un segnale rilevante, secondo Silver, è il comportamento del vicepresidente JD Vance, che sta facendo filtrare alla stampa il proprio dissenso sulla guerra in Iran, un atteggiamento che "suggerisce che la presa di Trump sul partito si sta indebolendo".

L'aspetto forse più significativo dell'analisi riguarda l'erosione della base elettorale. Silver segnala che solo il 22,4 per cento degli americani approva "fortemente" l'operato di Trump, mentre il 47,2 per cento lo disapprova "fortemente". Il saldo tra queste due categorie è di -24,7 punti. "Invece di una base che tiene mentre gli elettori oscillanti si spostano contro di lui, sta accadendo l'opposto: il suo sostegno forte è calato leggermente più del sostegno complessivo", osserva Silver. Le promesse tradite pesano: Trump aveva fatto campagna contro le "guerre infinite", per la benzina a basso costo e per la pubblicazione della lista dei clienti di Epstein. "Di solito le persone leali a una causa non mollano al primo segnale di difficoltà", scrive Silver. "Accumulano riserve in silenzio. Cominciano a mormorare tra loro. Forse si girano per individuare dov'è l'uscita, nel caso le cose peggiorino".

Silver precisa di non prevedere che Trump raggiunga un saldo di -25 o -30, ma aggiunge di "non vedere alcuna legge ferrea che dica che non possa accadere". L'immigrazione lungo il confine messicano è diminuita in modo significativo e la Casa Bianca ha portato avanti la sua agenda contro le politiche di diversità e inclusione, ma la domanda che si fanno sempre più americani, conclude l'analista, è se questi risultati valgano la benzina a 4 dollari.

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tado° raggiunge la redditività: oltre 5,5 milioni di termostati smart connessi


tado° diventa profittevole superando i 5,5 milioni di termostati smart connessi: un traguardo importante che conferma la crescita del mercato smart home e la solidità della strategia aziendale
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tado° ha annunciato oggi di aver collegato più di 5,5 milioni di termostati smart e di aver raggiunto la redditività operativa, segnando un traguardo chiave nella sua crescita.

Johannes Schwarz di tado° ha dichiarato: “la forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda. Questo traguardo rafforza la nostra indipendenza e ci consente di accelerare l’espansione della nostra piattaforma di gestione energetica domestica”


Tutto è cominciato dai termostati smart


Inizialmente nota per i suoi termostati smart, tado° si è evoluta in una piattaforma più ampia di gestione dell’energia domestica, spinta dalla crescente domanda di tecnologie che aiutano le famiglie a gestire l’aumento dei costi energetici. In particolare, l'azienda combina prodotti per il riscaldamento smart e tariffe elettriche dinamiche che mirano a ridurre significativamente sia i costi energetici per le famiglie sia le emissioni di carbonio. Per venire incontro alla complessità delle abitazioni europee, tado° funziona con una vasta gamma di sistemi di riscaldamento – inclusi caldaie a gas, riscaldamento a gasolio, pompe di calore, teleriscaldamento e condizionatori – indipendentemente dal produttore, e grazie al controllo in ogni singola stanza tramite termostati smart per riscaldamento a pavimento e radiatori, tado° dichiara un risparmio medio per i suoi clienti del 22%.

Autenticazione push mobile: sicurezza bancaria sul tuo smartphone
Le banche stanno abbandonando le password tradizionali. L’autenticazione push mobile permette di approvare accessi e pagamenti con un tap sullo smartphone — ma come funziona davvero e quanto è sicura?
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Efficienza energetica: una priorità


Poiché i prezzi dell’energia restano instabili e l’Europa accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica torna a essere una priorità per famiglie.

Christian Deilmann ditado° ha dichiarato: “i prezzi dell’energia e la sicurezza energetica sono nuovamente al centro del dibattito in Europa. Il kilowattora più economico è quello che non consumi mai. Con sempre più energia solare ed eolica nel sistema elettrico, la gestione intelligente dell’energia diventerà sempre più importante per aiutare le famiglie a controllare i costi.”



AirPods Max 2 ufficiali: tutte le novità | TechPerTutti
Apple ha lanciato a sorpresa le AirPods Max 2, le cuffie over-ear top di gamma aggiornate dopo cinque anni. Chip H2, ANC notevolmente migliorato, traduzione live e un design affinato: ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo modello
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Guardando al futuro


tado° raggiunge la redditività riducendo la dipendenza da investimenti esterni, abbassando il costo del capitale e rafforzando la propria indipendenza. L’azienda punta anche su una cultura interna orientata alla crescita, coinvolgendo i dipendenti attraverso un programma di azionariato virtuale. Guardando al futuro, tado° continuerà a sviluppare la propria piattaforma puntando su ottimizzazione basata su IA, maggiore integrazione delle energie rinnovabili e gestione intelligente delle tariffe energetiche, in linea con l’evoluzione della transizione energetica.

Deilmann ha concluso: “le abitazioni stanno diventando veri e propri hub energetici. Il nostro obiettivo è integrare riscaldamento, energia solare, veicoli elettrici e tariffe energetiche in un unico sistema intelligente che aiuti le famiglie a risparmiare denaro, supportando al contempo la transizione verso l’energia rinnovabile.”



Autenticazione push: come funziona e perché le banche la stanno adottando al posto delle password


Nel settore bancario, la protezione delle identità digitali è diventata una priorità strategica. L’aumento delle transazioni digitali, insieme a quello delle potenziali vulnerabilità e all’inasprimento dei requisiti normativi, sta spingendo le istituzioni finanziarie a ripensare i propri sistemi di verifica. In questo scenario, l’autenticazione tramite notifiche push mobile mobile si sta affermando come una soluzione capace di coniugare sicurezza, rapidità e semplicità. Infobip osserva come le banche stiano gradualmente abbandonando l’utilizzo degli OTP inviati via SMS o email per adottare modelli più sicuri e più resilienti alle frodi. L’autenticazione push consente infatti di verificare identità e operazioni direttamente all’interno dell’app bancaria, riducendo drasticamente il rischio di intercettazioni, SIM swapping o tentativi di phishing.

Autenticazione push mobile: come funziona e perché le banche la stanno adottando


L’autenticazione push nasce dalla necessità di creare un meccanismo di verifica più robusto e adatto ai modelli di rischio attuali. L’associazione univoca tra app, dispositivo e identità garantisce che ogni richiesta non possa essere replicata o manipolata da attori malevoli. Parallelamente, la possibilità di approvare un’operazione con un solo tocco elimina passaggi ridondanti e migliora la customer experience, un fattore sempre più decisivo nell'ambito dei servizi finanziari digitali.

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Apple ha presentato ufficialmente il nuovo iPad Air con chip M4: il tablet di fascia media si rinnova con prestazioni da top di gamma, supporto ad Apple Intelligence e connettività Wi-Fi 7, mantenendo invariato il prezzo di partenza
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La spinta normativa conferma l’urgenza del cambiamento. In Europa, PSD2 e gli standard di Strong Customer Authentication impongono l’utilizzo di sistemi multifattore basati su app; in India cresce l’adozione della biometria; negli Stati Uniti e in America Latina sono in corso test su passkey e notifiche push per contrastare il phishing. Anche la Central Bank of the UAE ha stabilito l’eliminazione degli OTP su canali non sicuri entro marzo 2026, accelerando una trasformazione già in atto.

Perché le banche stanno adottando questa tecnologia


L’applicazione delle notifiche push nel settore bancario è ampia e supporta una vasta gamma di esigenze operative. Le banche possono verificare in tempo reale la legittimità di un login effettuato da un nuovo dispositivo o da una posizione insolita, riducendo il rischio di accessi non autorizzati. I clienti possono inoltre autorizzare pagamenti e altre operazioni sensibili direttamente all’interno dell’app, visualizzando in modo chiaro tutti i dettagli della transazione—un approccio che migliora i tassi di completamento del 3D Secure e riduce le opportunità di frode.

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Le frodi telefoniche costano agli italiani oltre 559 milioni di euro in tre anni. Per arginare il fenomeno nasce Devia, l’app che combina intelligenza artificiale e operatori umani reali per filtrare chiamate sospette, spam e tentativi di truffa prima che raggiungano il telefono
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Quando viene rilevata un’attività potenzialmente fraudolenta, una notifica push consente ai clienti di confermare o bloccare immediatamente l’azione sospetta, contribuendo a ridurre i falsi positivi e a limitare eventuali perdite. Anche la registrazione di un nuovo dispositivo avviene in modo sicuro: l’attivazione viene confermata tramite un dispositivo già registrato, proteggendo le credenziali da utilizzi fraudolenti. Il risultato è un modello che rafforza la fiducia nelle interazioni digitali senza compromettere un’esperienza utente fluida.

“L’adozione dell’autenticazione push non è soltanto una scelta tecnologica: rappresenta un’evoluzione culturale, in cui sicurezza e semplicità devono procedere insieme per garantire continuità operativa, protezione e centralità delle persone", ha dichiarato Vittorio D’Alessio di Infobip.