Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Quadraro, volantini anonimi contro presunte borseggiatrici: esplode la tensione nel quartiere


Foto abusive sui muri della zona sud-est di Roma: cresce la polemica tra sicurezza, legalità e diritti personali

Una massiccia campagna di affissioni anonime e non autorizzate sta scuotendo nelle ultime ore il Quadraro Vecchio, storico quartiere nella zona sud-est della Capitale. Decine di volantini a colori, ritraenti i primi piani ravvicinati di alcune giovani donne indicate esplicitamente come borseggiatrici, sono comparsi su muri, cassonetti dei rifiuti e cabine elettriche, in particolare nel quadrante compreso tra via Tuscolana, via degli Angeli e via di Centocelle.

I manifesti, privi di sigle o firme, presentano diciture che etichettano direttamente le donne come autrici di reati predatori, senza l'utilizzo di formule dubitative o ipotetiche. Le immagini delle affissioni sono state immortalate dai residenti e hanno rapidamente fatto il giro delle chat di quartiere e dei canali social romani, sollevando un acceso dibattito pubblico.

La comparsa dei volantini ha generato una netta spaccatura all'interno della comunità locale, storicamente nota per la sua forte identità legata alla memoria della Resistenza e alla coesione sociale. Se da un lato l'iniziativa sembra nata dal tentativo di esasperazione di alcuni cittadini di fronte a presunti episodi di microcriminalità o furti in zona, fungendo da "avviso" o deterrente, dall'altro una parte consistente della cittadinanza e dei residenti ha espresso una ferma condanna del metodo utilizzato. "In questo modo manca solo la taglia sulla testa", commenta un residente sui canali social del quartiere, esprimendo il proprio dissenso verso una modalità che rischia di alimentare un clima da "Far West".

Al di là della discussione sull'ordine pubblico, l'iniziativa solleva evidenti nodi giuridici legati alla diffamazione a mezzo stampa o affissione, alla violazione della privacy e del diritto all'immagine, oltre al mancato rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Perché la sinistra è contro l'intelligenza artificiale e i data center


I progressisti americani attaccano l'infrastruttura su cui si basa l'AI per motivi ambientali e di disuguaglianza, mentre la tecnologia avanza nella diagnosi precoce dei tumori

Un programma di intelligenza artificiale chiamato Koios DS riesce a leggere le ecografie al seno con un margine di errore molto più basso rispetto a quello dei medici. Quando il software contrassegna una formazione come sospetta, sbaglia un terzo delle volte. I radiologi umani, di fronte alla stessa diagnosi, sbagliano due terzi delle volte.

L'intelligenza artificiale sta già rilevando tumori che le tecnologie esistenti non riescono a individuare. Uno studio condotto su 100mila donne in Svezia ha mostrato che l'uso dell'AI nelle visite di screening per il tumore al seno riduce del 12 per cento le diagnosi tardive. Un altro modello, addestrato ad analizzare e prevedere il movimento delle cellule, ha individuato un tumore al pancreas con tre anni di anticipo rispetto ai medici che leggevano gli stessi referti.

Risultati simili sono stati ottenuti nella diagnosi precoce di altre patologie degli organi, del diabete, dell'ipertensione, dell'Alzheimer e del Parkinson. Il mercato delle applicazioni dell'AI alla diagnostica medica dovrebbe crescere dai 10 miliardi di dollari del 2026 a quasi 210 miliardi nel 2034.

Nonostante questi progressi, una parte significativa della sinistra americana concentra l'attenzione sugli effetti collaterali dell'industria. Il fronte di opposizione si articola su due piani: il consumo di risorse dei data center che alimentano i modelli e l'esistenza stessa dei miliardari che stanno costruendo l'infrastruttura. Una posizione che un'analisi pubblicata sulla National Review giudica in larga parte priva di fondamento.

I data center consumano effettivamente energia e acqua in misura rilevante. Ma secondo un'analisi del Washington Post, l'entità di questo consumo è spesso sovrastimata, in alcuni casi anche di un fattore mille. Negli Stati Uniti operano già oltre 3.000 data center e gli americani continuano a bere acqua e a caricare i telefoni. Gran parte delle nuove strutture, secondo una rilevazione di Pew Research, sta sorgendo in aree rurali.

Alcune preoccupazioni sull'AI sono fondate. Uno studio pubblicato su The Lancet: Gastroenterology and Hepatology ha mostrato che gli endoscopisti che si affidano all'intelligenza artificiale per la rilevazione delle anomalie vedono nel tempo deteriorarsi le proprie capacità diagnostiche autonome. È il rischio della dipendenza dalla tecnologia, che vale anche in altri ambiti professionali.

Il bersaglio principale dei progressisti restano però i miliardari. La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha sostenuto in un podcast che nessuno può guadagnare onestamente un miliardo di dollari. "Non si può guadagnare un miliardo di dollari. Semplicemente non si può. Si può ottenere potere di mercato, si possono infrangere le regole, si può abusare delle leggi sul lavoro, si possono pagare le persone meno di quanto valgano, ma non si può guadagnare una cifra simile", ha detto.

È una tesi che Ocasio-Cortez sviluppa e diffonde sulle piattaforme dei social media, di proprietà degli stessi miliardari che critica. In passato la deputata ha anche posseduto un'automobile prodotta dall'azienda di uno di loro, l'uomo più ricco del mondo. Lo stesso paradosso vale per le mail di protesta inviate ai parlamentari contro le nuove infrastrutture dell'AI, per le petizioni online, per le raccolte fondi via newsletter: tutto passa attraverso i data center che gli attivisti vorrebbero fermare.

Un esempio analogo arriva dalla candidata democratica alle elezioni per il governo del Wisconsin, Francesca Hong, che ha pubblicato su X un elogio del socialismo. La piattaforma usata per quel messaggio è di proprietà dell'uomo più ricco del mondo, lo stesso bersaglio polemico della candidata.

L'analisi della National Review osserva che ogni soluzione ai problemi posti dai data center passerà attraverso i data center stessi: tecnologie di raffreddamento più efficienti, ottimizzazione delle reti elettriche, riduzione dei consumi. La tesi finale è che la tecnologia non andrebbe contrastata per il fatto che arricchisce alcuni dei suoi sviluppatori, ma valutata per i suoi effetti concreti, fra cui la possibilità di avanzamenti significativi nella sanità.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

I Dem in corsa per il 2028 corteggiano Elizabeth Warren


Newsom e Beshear cercano di guadagnarsi il suo appoggio mentre la senatrice del Massachusetts lavora per dare un'impronta progressista alla primaria democratica del 2028

Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts e una delle figure più influenti dell'ala progressista del Partito democratico, è diventata l'interlocutrice pubblica e privata di diversi democratici che pensano a candidarsi alla Casa Bianca nel 2028. Lo rivela un articolo di Axios, secondo cui Warren ha incontrato di persona il governatore del Kentucky Andy Beshear per un tè questo mese e ha uno scambio di messaggi continuo con il governatore della California Gavin Newsom, entrambi nomi che circolano per la prossima primaria democratica.

La senatrice è considerata un'alleata strategica in vista di una corsa in cui l'ala sinistra del partito è in crescita. Nel 2020 Warren perse la nomination ma riuscì a influenzare la presidenza di Joe Biden piazzando i suoi alleati nell'amministrazione. Alcuni democratici centristi sostengono che la sua influenza abbia spostato il partito troppo a sinistra. Beshear e Newsom sono entrambi più moderati di Warren, bersaglio frequente del presidente Donald Trump e dei conservatori per la sua spinta sulla tutela dei consumatori e sulla regolazione delle grandi imprese.

Newsom ha compiuto un passo importante verso il mondo politico di Warren nominando Rohit Chopra, uno degli allievi politici della senatrice, alla guida di una nuova agenzia per la tutela dei consumatori istituita in California. Pochi mesi prima i due erano stati visti insieme a cena in un ristorante di San Francisco. Il rapporto fra Warren e l'entourage del governatore californiano viene da lontano: la moglie di Newsom, Jennifer Siebel Newsom, sostenne pubblicamente la candidatura della senatrice alle primarie democratiche del 2020.

Warren ha anche stretto un'alleanza politica con la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez, altra esponente di spicco della sinistra democratica e possibile candidata per il 2028. A febbraio Ocasio-Cortez è diventata la capofila alla Camera del progetto di legge promosso da Warren per introdurre negli Stati Uniti un sistema di assistenza all'infanzia universale.

Intervistata da Axios, Warren ha elogiato il lavoro di Beshear per estendere l'accesso alla scuola materna gratuita in Kentucky e ha detto che durante il loro incontro avevano discusso la possibilità di portare la stessa misura a livello federale. "Mi sono appoggiata allo schienale e ho pensato: questa è una persona che capisce davvero, non sta soltanto spuntando una casella", ha detto la senatrice. Di Ocasio-Cortez ha aggiunto che "fa il lavoro duro e scava in profondità nelle politiche pubbliche", mentre del governatore della California ha lodato gli sforzi per ampliare la scuola materna gratuita.

La senatrice è anche in dialogo con ex funzionari delle amministrazioni Biden e Obama su come un futuro presidente democratico potrebbe rimodellare l'apparato federale dopo i tagli imposti dal Department of Government Efficiency, l'agenzia voluta dal presidente Trump per ridurre le dimensioni del governo. Lo riferisce ad Axios una fonte vicina alle discussioni.

La settimana scorsa, a un vertice del think tank progressista Center for American Progress a Washington, Warren ha sostenuto che gli aspiranti candidati alla nomination democratica del 2028 dovrebbero rendere l'assistenza all'infanzia una loro priorità. In un altro discorso di quest'anno ha invece criticato l'approccio tiepido dell'ex vicepresidente Kamala Harris nei confronti di Lina Khan, ex presidente della Federal Trade Commission e alleata della stessa Warren, durante la campagna elettorale del 2024.

All'epoca alcuni grandi donatori democratici premevano su Harris perché si impegnasse a licenziare Khan, considerata troppo aggressiva nei confronti dei monopoli e ostile al mondo delle imprese. "A suo merito, la vicepresidente non ha promesso di licenziare Lina Khan. Ma non ha nemmeno promesso di non licenziarla", aveva detto Warren.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Milan nel caos, nuovi striscioni contro Ibrahimovic e Cardinale: “Ibra male assoluto”


Dopo il terremoto societario deciso dal club rossonero, la protesta dei tifosi continua fuori da San Siro: nel mirino società, squadra e dirigenza

La rivoluzione annunciata da Gerry Cardinale non basta a placare la rabbia del tifo milanista. Dopo il pesante comunicato con cui RedBird Capital Partners ha azzerato i vertici dell’area sportiva del Milan, nella notte sono comparsi nuovi striscioni nei pressi di San Siro, segnale di una contestazione che continua a crescere.

Nel mirino dei tifosi c’è soprattutto Zlatan Ibrahimovic, destinato ad assumere un ruolo centrale nella nuova struttura dirigenziale del club. “Ibra male assoluto, Allegri e Tare unici uomini veri”, recita uno degli striscioni apparsi all’esterno dello stadio. Un messaggio che ribadisce la posizione già espressa durante la protesta andata in scena prima di Milan-Atalanta e che sorprende anche per la difesa nei confronti di Massimiliano Allegri e Igli Tare, entrambi sollevati ufficialmente dall’incarico nelle ultime ore.

La contestazione non risparmia però nemmeno la proprietà e la squadra. Altri striscioni attaccano direttamente Gerry Cardinale e la gestione societaria, mentre il gruppo guidato da Mike Maignan e Rafa Leao viene indicato come complice del fallimento sportivo della stagione. “Giocatori e società, tutti colpevoli”, è l’accusa lanciata dai tifosi dopo il ko contro il Cagliari, risultato che ha definitivamente fatto esplodere la tensione nell’ambiente rossonero.

Nel comunicato ufficiale, la proprietà ha definito “inequivocabile” il fallimento della stagione, annunciando una profonda riorganizzazione del club. Con effetto immediato sono stati rimossi l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, l’allenatore Massimiliano Allegri e il direttore tecnico Geoffrey Moncada.

La proprietà ha spiegato che l’obiettivo iniziale era riportare il Milan stabilmente ai vertici della Serie A e qualificarsi in Champions League. Un traguardo sfumato nel finale di stagione, culminato con risultati considerati ben al di sotto delle aspettative.

Adesso il Milan si prepara a ripartire da nuove figure dirigenziali, ma il clima attorno al club resta pesantissimo. Per ricostruire il rapporto con la tifoseria serviranno tempo, chiarezza e soprattutto risultati.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition arriva in Italia: design esclusivo e tanta potenza per il gaming portatile


La nuova MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition è ufficialmente disponibile in Italia. MSI amplia così la propria proposta nel segmento degli handheld gaming, puntando su una versione speciale che non cambia soltanto colore, ma prova a rendere ancora più riconoscibile una console portatile pensata per chi vuole giocare ovunque senza rinunciare a prestazioni, display ampio e connettività da vero PC compatto.

Presentata durante l’ultima edizione del CES di Las Vegas, questa edizione limitata si distingue per la nuova finitura Glacier Blue, una tonalità fredda e luminosa che attraversa il telaio curvo della console e dona al dispositivo un aspetto più fresco rispetto alle classiche colorazioni scure spesso viste nel mondo gaming. Non è solo una scelta estetica: MSI sembra voler intercettare anche quella fascia di utenti che cerca un prodotto potente, ma allo stesso tempo diverso dal solito, più curato nel look e meno anonimo sulla scrivania o nello zaino.

Una console portatile Windows pensata per giocare ovunque


La MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition nasce come dispositivo da gaming portatile basato su Windows 11 Home, quindi più vicina a un piccolo PC da gioco che a una console tradizionale chiusa nel proprio ecosistema. Questo permette di accedere alle principali piattaforme gaming per PC, gestire launcher diversi, sfruttare servizi come Game Pass dove disponibili e utilizzare il dispositivo anche in modalità desktop quando viene collegato a monitor, tastiera, mouse o dock esterni.

Il cuore tecnico è rappresentato dal processore Intel Core Ultra 7 258V, una soluzione di ultima generazione pensata per unire prestazioni ed efficienza. La parte grafica è affidata alla Intel Arc 140V GPU, mentre la configurazione ufficiale della versione Glacier Blue include 32 GB di memoria LPDDR5x-8533 e un SSD NVMe PCIe Gen4 da 1 TB, una dotazione adatta sia ai giochi moderni sia a un utilizzo più versatile del dispositivo.

Display da 8 pollici a 120 Hz per un’esperienza più immersiva


Uno degli elementi più interessanti della nuova MSI Claw 8 AI+ è il display. La console utilizza un pannello touchscreen da 8 pollici FHD+, con risoluzione 1920 x 1200 pixel, rapporto 16:10, refresh rate variabile da 48 a 120 Hz, supporto VRR, copertura colore 100% sRGB e tecnologia IPS-Level. Si tratta di una scelta importante, perché lo schermo più ampio aiuta a rendere più leggibili interfacce, HUD e testi nei giochi PC, spesso non ottimizzati al massimo per diagonali troppo piccole.

Il refresh rate a 120 Hz punta invece a migliorare la fluidità nei titoli più veloci, dagli action agli sparatutto, passando per racing game e giochi competitivi. Naturalmente le prestazioni finali dipenderanno sempre dal singolo titolo, dalle impostazioni grafiche e dal profilo energetico scelto, ma la presenza del VRR aiuta a rendere l’esperienza più stabile quando il frame rate non resta sempre fisso.

Batteria da 80 Whr e AI Engine per gestire consumi e prestazioni


MSI ha lavorato anche sul tema dell’autonomia, uno degli aspetti più delicati per qualsiasi console portatile da gaming. La Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition integra una batteria da 80 Whr, una capacità molto generosa per la categoria, con supporto alla ricarica tramite alimentatore da 65 W. La scheda tecnica ufficiale indica una batteria a 6 celle e due porte Thunderbolt 4 con supporto a DisplayPort e Power Delivery 3.0, utili per trasformare la console in una postazione più completa quando viene usata a casa.

Un altro elemento centrale è il software MSI AI Engine, pensato per regolare automaticamente alcune impostazioni di sistema in base al gioco o all’applicazione in uso. L’obiettivo è adattare parametri come prestazioni, illuminazione e audio per trovare un equilibrio migliore tra potenza, comfort e consumi. Non è un dettaglio secondario, perché sugli handheld gaming la gestione del profilo energetico può cambiare molto l’esperienza reale, soprattutto nelle sessioni più lunghe lontano dalla presa di corrente.

Connettività completa: Thunderbolt 4, Wi-Fi 7 e microSD


La nuova MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition non punta solo alla portabilità, ma anche all’espandibilità. La presenza di due porte Thunderbolt 4 consente di collegare monitor esterni, dock, accessori ad alta velocità e periferiche compatibili, rendendo il dispositivo utilizzabile anche come mini PC da scrivania. A questo si aggiungono il lettore microSD, il jack combo per cuffie e microfono, il Wi-Fi 7 Intel BE201 e il Bluetooth 5.4.

Questa dotazione rende la console interessante non solo per chi gioca in mobilità, ma anche per chi cerca un sistema compatto da usare in più scenari. A casa può diventare una postazione collegata a uno schermo più grande, mentre fuori resta una macchina da gaming completa, con controlli integrati, stick analogici, grilletti Hall Effect, pulsanti RGB e vibrazione HD.

Glacier Blue Edition: una scelta estetica più riconoscibile


Il vero tratto distintivo di questa edizione resta comunque la colorazione Glacier Blue. MSI descrive questa variante come una finitura dalle tonalità ghiacciate, pensata per dare nuova personalità al design della Claw 8 AI+. In un mercato dove molti handheld gaming tendono ad assomigliarsi, la scelta di una tinta più particolare può fare la differenza, soprattutto per chi considera anche l’estetica un elemento importante nella scelta di un dispositivo premium.

La struttura conserva un’impostazione ergonomica pensata per lunghe sessioni di gioco, con comandi fisici distribuiti ai lati dello schermo e un design curvo che punta a migliorare la presa. Il peso dichiarato è di 795 grammi, quindi non siamo davanti a un dispositivo leggerissimo, ma la dotazione hardware e la batteria da 80 Whr spiegano in parte questa scelta progettuale.

Prezzo e disponibilità in Italia


La MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue Edition è disponibile in Italia tramite partner MSI selezionati a un prezzo consigliato di 1299 euro.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

I giovani, il nostro futuro!


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il futuro dei giovani in Italia dipende molto dalla capacità di creare attività che abbiano insieme valore economico, identità culturale e sostenibilità ambientale. In questo senso, la pesca sportiva in mare può avere un ruolo più importante di quanto sembri.

La pesca sportiva non è soltanto un hobby ma un modo per stare insieme , e quanti di noi adulti hanno incominciato a pescare insieme a un amico, a un fratello o un cugino? Inoltre la pesca sportiva è sicuramente una scuola di disciplina, pazienza e responsabilità, proprio per le sue caratteristiche di condivisione e sportività. Manifestazioni anche aduso anche agonistico, danno la possibilità a tanti di trovare regole, confronto e dove incontrare ed apprendere dai campioni del settore o pescatori esperti delle zone costiere locali.

Altro discorso è il ritorno economico di cui fa parte il turismo sportivo e tutto un settore lavorativo collegato a nautica, guide di pesca, fotografia naturalistica, attrezzature, tutela ambientale e contenuti digitali.

In molte zone costiere italiane - dal Mar Tirreno al Mar Adriatico - il mare rappresenta ancora un patrimonio enorme, ma fragile. Qui entra in gioco la differenza tra pesca sportiva sostenibile e sfruttamento illegale o distruttivo.

Una pesca sostenibile significa, rispettare taglie minime e periodi di fermo biologico, trattenere solo il pescato necessario, praticare catch & release quando possibile, evitare sprechi, usare tecniche selettive che non distruggano habitat e fondali.

Al contrario, l’uso improprio di reti abusive, droni per localizzare branchi, barchini radiocomandati o sistemi elettronici usati senza regole rischia di trasformare il mare in una risorsa “da consumare” rapidamente.

Questo crea diversi problemi, come l'impoverimento delle specie, la conseguente riduzione della biodiversità, concorrenza sleale verso chi pesca in modo corretto, perdita del valore educativo e sportivo della pesca, allontanamento dei giovani da un rapporto autentico con la natura.

Lodevole e' l'iniziativa da parte di alcuni Club sportivi di dare spazio non solo ai giovani , ma anche al corretto utilizzo della pesca sportiva e quindi dare il giusto indirizzo ai nostri giovani, corrotti dall'epoca digitale che viviamo. Ormai i social sono pieni di video di pesca illegali, nell'indifferenza totale da parte delle istituzioni e degli enti federali. Nei video i nostri giovani possono vedere catture oltre il consentito, utilizzo di mezzi vietati e distruzione spietata della fauna marina costiera, in spregio a tutte le leggi e i regolamenti DPR 1639/68 e successive.

Quindi le iniziative prese in favore della pesca legale e sostenibile possono diventare anche una risposta a un disagio moderno fatto di isolamento digitale, stress e mancanza di prospettive concrete. Uscire e pescare rispettando l’ambiente, imparare correnti, meteo e comportamento dei pesci sviluppa competenze reali e senso del limite. È quasi una forma di educazione civica ambientale.

C’è anche un aspetto economico importante. In diversi paesi europei la pesca ricreativa sostenibile genera turismo costiero, posti di lavoro stagionali, vendita di attrezzature, charter nautici, ristorazione locale, eventi sportivi.

L’Italia potrebbe investire di più su questo modello, formando giovani guide marine, istruttori e operatori turistici legati al mare, invece di lasciare spazio soltanto a pratiche illegali o improvvisate.

La tecnologia, inoltre, non è “nemica” in sé. Ecoscandagli, GPS o videocamere possono essere strumenti utili se usati con equilibrio. Il problema nasce quando la tecnologia elimina completamente la componente sportiva ed etica della pesca, trasformandola in semplice prelievo intensivo.

Il futuro più solido per i giovani probabilmente non sarà costruito sullo sfruttamento rapido delle risorse, ma sulla capacità di proteggerle mentre le si vive. Una pesca sportiva sostenibile insegna proprio questo: prendere dal mare senza distruggerlo, così che anche le generazioni future possano continuare a viverlo!

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Antitrust, mirino su easyJet: sospetti di trappole online sui costi dei bagagli


Sotto accusa il sistema di prenotazione della low cost: l'Authority ipotizza scelte forzate e scarsa trasparenza sui supplementi

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet per una presunta pratica commerciale scorretta relativa alla vendita online di servizi accessori legati al trasporto bagagli e attrezzature sportive.

Secondo quanto riferito dall’ANSA, il procedimento riguarda le modalità con cui la compagnia aerea avrebbe strutturato, sul proprio sito internet e sulla propria applicazione mobile, la procedura di acquisto dei servizi aggiuntivi per i voli di andata e ritorno.

Nel dettaglio, l’Autorità contesta alla società di pubblicizzare il prezzo medio del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, proponendo inoltre come impostazione predefinita l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte del viaggio. Una modalità che, secondo l’Antitrust, potrebbe indurre il consumatore a ritenere necessario acquistare il servizio sia per il volo di andata sia per quello di ritorno, anche nei casi in cui l’interesse riguardi una sola tratta.

Nel comunicato diffuso dall’Autorità si evidenzia inoltre che, qualora il passeggero intendesse acquistare il servizio soltanto per una delle due tratte, sarebbe costretto a modificare manualmente l’opzione preselezionata, interrompendo la normale procedura di prenotazione online attraverso il sito o l’app della compagnia.

Per l’Antitrust, tale condotta potrebbe configurare una pratica commerciale “ingannevole e aggressiva”, in possibile violazione degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo. L’istruttoria dovrà ora accertare se le modalità adottate da easyJet abbiano effettivamente limitato la libertà di scelta dei consumatori o alterato in modo significativo il loro comportamento economico.

L’Autorità ha inoltre precisato che l’avvio del procedimento segue una precedente attività di pressione morale alla quale la compagnia non si sarebbe conformata.

Al momento, easyJet non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

nubia Neo 5 GT arriva in Italia: smartphone gaming con AI integrata e design futuristico


nubia Neo 5 GT debutta in Italia puntando su gaming ad alte prestazioni, intelligenza artificiale integrata e un design futuristico pensato per distinguersi nel panorama degli smartphone mobile gaming
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Nubia ha annunciato l’arrivo sul mercato italiano di nubia Neo 5 GT. Si tratta di un nuovo smartphone gaming progettato per offrire prestazioni elevate, raffreddamento professionale e funzionalità AI avanzate. Presentato in anteprima al MWC Barcellona 2026, nubia Neo 5 GT è ora disponibile in Italia in due versioni caratterizzate da design differenti, pensate per adattarsi a stili ed esperienze d’uso diverse: una variante dal look minimal, studiata per offrire comfort ed eleganza nell’utilizzo quotidiano, e una versione dal design più marcatamente gaming, arricchita da dettagli estetici dedicati e illuminazione RGB integrata.

Smartphone AI-centric: ricerche al 27% su Trovaprezzi.it
Secondo i dati diffusi da Trovaprezzi.it, l’interesse verso i modelli AI-centric è più che raddoppiato negli ultimi due anni, arrivando a rappresentare il 27% delle ricerche online nel settore mobile
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Pensato per i giovani gamer e per gli utenti che cercano potenza, fluidità e versatilità nell’utilizzo quotidiano, nubia Neo 5 GT si distingue per essere l’unico smartphone della sua categoria a integrare una vera ventola di raffreddamento attiva all’interno di un design completamente piatto, senza sporgenze della fotocamera, progettato per offrire una presa più stabile e confortevole durante il gioco.
Nubia Neo 5 Gt

Raffreddamento attivo e prestazioni stabili


Per assicurare prestazioni elevate e frame rate costanti anche durante le sessioni gaming più intense, nubia Neo 5 GT combina una ventola di raffreddamento attiva con un sistema di dissipazione termica da 29.508 mm² e uno speciale Through-Flow Duct Design che convoglia aria fresca direttamente verso CPU e batteria. Il sistema fa parte della piattaforma Cold-Core Trinity ed è supportato dal VC Cooling System, progettato per mantenere temperature stabili anche sotto stress. Il dispositivo è alimentato dal processore gaming MediaTek Dimensity 7400 a 4 nm, supportato da memoria dinamica LPDDR Max fino a 6.400 Mbps e dal motore di ottimizzazione NeoTurbo Engine, sviluppato per gestire in modo intelligente le risorse del sistema e offrire prestazioni fluide e stabili. Grazie alla tecnologia Memory Fusion, la RAM può essere espansa fino a 20 GB per migliorare ulteriormente multitasking e reattività.nubia Neo 5 GT è inoltre ufficialmente certificato per il gameplay fino a 120 FPS su Garena Free Fire e MLBB e supporta fino a 90 FPS su Delta Force. La connettività è ottimizzata dall’antenna gaming a 360°, progettata per mantenere una connessione stabile in qualsiasi posizione di impugnatura.
Nubia Neo 5 GT BlackNubia Neo 5 GT Black

Esperienza gaming immersiva


Per garantire un controllo preciso e immediato durante il gaming competitivo, nubia Neo 5 GT integra i Neo Trigger 5.0 a 550 Hz con supporto al controllo a quattro dita, una latenza inferiore a 5,5 ms e touch sampling istantaneo fino a 3.049 Hz.Il display OLED da 6,8 pollici con risoluzione 1.5K offre immagini dettagliate e una visibilità ottimizzata anche all’aperto, mentre la certificazione SGS Eye Care contribuisce a ridurre l’affaticamento visivo durante le sessioni prolungate. L’algoritmo Magic Touch 3.0 mantiene inoltre elevata la reattività del display anche nelle situazioni di utilizzo più intense.L’esperienza immersiva è completata dai doppi speaker stereo con DTS:X Ultra, da una risposta aptica più precisa e da un sistema di illuminazione dinamica sincronizzato con il gameplay. Per migliorare il comfort durante le lunghe sessioni di gioco, il dispositivo include inoltre un cavo con connettore a 90°, progettato per ridurre l’ingombro durante l’utilizzo in orizzontale.
nubia Neo 5 GT 5G - Obsidian Blacknubia Neo 5 GT 5G - Obsidian Black

AI integrata e utilizzo quotidiano


Attraverso AI Game Space 5.0, nubia Neo 5 GT integra AI Copilot Demi 2.0, un assistente intelligente pensato per supportare durante il gioco con informazioni in tempo reale, gestione smart delle notifiche e risposta automatica ai messaggi, così da non interrompere l’esperienza gaming. Oltre al gaming, lo smartphone è progettato per accompagnare gli utenti anche nelle attività quotidiane grazie a una batteria da 6.210 mAh con ricarica rapida da 45W e funzione Bypass Charging, che alimenta direttamente il dispositivo durante il gioco contribuendo a ridurre il surriscaldamento. Il comparto fotografico include una doppia fotocamera AI con sensore principale da 50 MP e sensore di profondità da 2 MP, oltre a una fotocamera frontale da 16 MP. nubia Neo 5 GT integra, inoltre, funzionalità AI dedicate alla produttività e alla creatività e supporta la tecnologia NFC.

COSORI TwinFry Compact: nuove friggitrici ad aria Dual Blaze
COSORI amplia la sua gamma kitchen con TwinFry Compact, una nuova linea di friggitrici ad aria Dual Blaze pensata per garantire cottura uniforme, praticità quotidiana e maggiore versatilità in cucina
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzo e disponibilità


Il dispositivo Nubia è disponibile in Italia in due versioni, entrambe nella colorazione Black: la versione con design minimale configurazione 8 /256 GB al prezzo di 399,90 euro.La versione con design gaming dedicato, illuminazione RGB integrata e configurazione 12 /256 GB è disponibile al prezzo di 449,90 euro. Entrambe le versioni sono disponibili su Amazon, presso i principali negozi di elettronica di consumo e operatori telefonici.


Smartphone AI-centric: ricerche più che raddoppiate in due anni, ora valgono il 27% su Trovaprezzi.it


L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nella vita degli italiani, anche quando si fa riferimento al mondo della tecnologia e agli smartphone in particolare. I dati di Trovaprezzi.it mostrano infatti come, nel giro di poco più di un anno, le funzionalità AI siano diventate uno dei principali driver nella scelta di un nuovo dispositivo, modificando in modo significativo le priorità degli utenti italiani e il modo stesso in cui viene valutato uno smartphone.

Un interesse che cresce in modo esponenziale


L’analisi delle ricerche effettuate sulla piattaforma evidenzia una crescita costante del peso dei modelli che fanno leva sull’AI come elemento distintivo. L’interesse è passato dal 9-10% nei primi mesi del 2024 a valori superiori al 20% nel 2025, fino ad arrivare al 27% nel marzo 2026. Nei primi cinque mesi del 2026, la quota media delle ricerche orientate verso smartphone con forte integrazione AI si attesta attorno al 24%, contro il 10% registrato nello stesso periodo del 2024. In due anni, quindi, l’interesse verso l’AI applicata agli smartphone è più che raddoppiato.

Un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico


Il dato è particolarmente significativo: infatti, si fino a poco tempo fa gli utenti sceglievano principalmente in base a caratteristiche hardware tradizionali, oggi cresce l’attenzione verso funzionalità intelligenti legate alla produttività, all’elaborazione avanzata delle immagini, agli assistenti generativi, alla traduzione in tempo reale e all’ottimizzazione automatica dell’esperienza d’uso.
Le caratteristiche preferite dagli italiani quando scelgono di acquistare uno smartphoneLe caratteristiche preferite dagli italiani quando scelgono di acquistare uno smartphone
Questo cambiamento emerge chiaramente anche osservando l’evoluzione delle altre leve di ricerca. La memoria e la capacità di storage restano ancora il primo parametro in assoluto, ma mostrano un progressivo ridimensionamento rispetto al passato: nel 2024 rappresentavano stabilmente oltre il 40% delle preferenze in molti mesi dell’anno, mentre nel 2026 oscillano prevalentemente tra il 28% e il 33%. Segno che la semplice disponibilità di spazio non basta più, da sola, a guidare la scelta.

MOVA V70 Ultra Complete: premiato con Red Dot Award 2026
MOVA V70 Ultra Complete arriva sul mercato con un sistema senza sacchetto, mocio estensibile e un design innovativo che gli è valso il prestigioso Red Dot Award 2026
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Anche il peso della fotocamera resta molto elevato e sostanzialmente stabile nel tempo. I modelli che puntano sul comparto fotografico come principale elemento distintivo continuano infatti a rappresentare circa il 30% delle ricerche anche nel 2026, confermando come la qualità fotografica rimanga una priorità centrale per i consumatori, soprattutto in un contesto in cui lo smartphone è ormai il principale strumento quotidiano per creare contenuti. Al contrario, alcune caratteristiche che in passato erano considerate fortemente distintive sembrano oggi essersi normalizzate. L’autonomia della batteria, ad esempio, pesa meno rispetto a due anni fa, mentre RAM, resistenza all’acqua e ricarica rapida restano fattori, comunque, secondari nelle scelte degli utenti.

L'AI è diventata il principale driver di acquisto


Anche l’analisi dei prodotti più cercati conferma questo scenario. Nel 2024 dominavano soprattutto modelli i cui punti di forza erano legati principalmente a memoria e comparto fotografico, mentre tra il 2025 e il 2026 cresce nettamente la presenza di smartphone che puntano sull’ecosistema AI, con dispositivi come Samsung Galaxy S25, Galaxy S25 Ultra e iPhone 16 e 17 tra i più richiesti in assoluto. Parallelamente continuano a performare molto bene i dispositivi con grande capacità di archiviazione e forte vocazione fotografica, segno che le persone non stanno sostituendo vecchie priorità con nuove esigenze, ma stanno cercando smartphone sempre più completi e multifunzionali.

EZVIZ EP4: spioncino smart 4K con riconoscimento facciale AI
Il dispositivo integra AI, controllo remoto e funzioni avanzate per offrire maggiore sicurezza, privacy e gestione smart dell’ingresso di casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Dal punto di vista del profilo degli utenti, la fascia più attiva nella ricerca di smartphone è quella compresa tra i 35 e i 54 anni, che rappresenta quasi la metà delle ricerche complessive alla categoria (46%) seguita dai 25-34enni (22%). A livello geografico, la Lombardia guida nettamente l’interesse con il 33% delle ricerche e 109 ricerche ogni 1.000 abitanti, seguita dal Lazio con il 15% e 86 ricerche ogni 1.000 abitanti. Sul fronte del genere il pubblico è prevalentemente maschile, con il 73% delle ricerche complessive.

“L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel processo di valutazione degli smartphone da parte degli utenti italiani, affiancando criteri tradizionalmente centrali come fotocamera, memoria e prestazioni”, ha commentato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La Dem antisemita in Texas che vuole campi di internamento per i 'sionisti'


Sessuologa di San Antonio candidata al Congresso, ha sconvolto i democratici con una tirata antisemita. Martedì il ballottaggio delle primarie: potrebbe ancora vincerle.

Maureen Galindo, candidata democratica al Congresso in Texas, negli ultimi giorni sta cercando di spiegare che non vuole mettere gli ebrei in campi di internamento. "Ho detto che voglio mettere in prigione i sionisti americani miliardari coinvolti nel traffico di esseri umani", ha precisato in un video pubblicato su Instagram la settimana scorsa. La precisazione non è bastata a spegnere la polemica.

Galindo, 38 anni, sessuologa di San Antonio, è una dei due candidati al ballottaggio di oggi, martedì 26 maggio, per le primarie democratiche nel 35° distretto congressuale del Texas. In un post precedente aveva proposto di trasformare un centro di detenzione dell'Immigration and Customs Enforcement in un "centro per la castrazione dei pedofili", che secondo lei avrebbe incluso "la maggior parte dei sionisti". Le sue dichiarazioni hanno ricevuto condanne bipartisan e hanno spinto i democratici nazionali a cercare di fermarla a pochi giorni dal voto.

A marzo Galindo aveva sorpreso il partito arrivando prima al primo turno delle primarie. Martedì affronta lo sfidante dell'establishment Johnny Garcia, vicesceriffo della contea di Bexar. Secondo i documenti depositati alla Federal Election Commission, ha ricevuto donazioni da appena quattro persone, due delle quali sono suoi familiari. Un PAC vicino ai repubblicani ha speso però 928.713 dollari per sostenerla, nel tentativo di indebolire le chance dei democratici di tenere il seggio.

Hasan Piker, streamer di estrema sinistra molto seguito su Twitch, l'ha definita "Marjorie Taylor Blue", in riferimento alla deputata repubblicana nota per le teorie del complotto. "Maureen Galindo è una persona pazza", ha detto in una diretta questo mese. "Penso che più diventa pazza, più aumentano le sue possibilità, ma che ne so io". Il senatore democratico della Pennsylvania John Fetterman l'ha definita "la nuova pin-up della dirtbag left", la sinistra sporca, e ha aggiunto: "È la parte 'rumorosa' e la prossima finestra di Overton per le frange del nostro partito".

Galindo è stata sconfessata da una lunga lista di esponenti democratici di rilievo, tra cui la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries e il candidato democratico al Senato per il Texas James Talarico, che ha annunciato di non voler fare campagna con lei in caso di vittoria alle primarie.

John Lira, ex marine arrivato ultimo nelle primarie di marzo contro Galindo, ha raccontato a Free Press di aver notato un cambiamento nella retorica della candidata dopo che il PAC Democratic Majority for Israel, a fine febbraio, ha appoggiato Garcia. "Quello ha messo benzina sul fuoco", ha detto. "Poi è passata alla retorica dei miliardari sionisti, 'controllano questo e quello'. È diventata molto cospirazionista. È diventata molto offensiva". Track AIPAC, database anti-israeliano, sostiene che Garcia abbia ricevuto 130.465 dollari dal PAC. Galindo ha detto che il rivale "dovrebbe essere processato per tradimento".

La candidata insiste sul fatto che tutti i fondi federali debbano essere spesi negli Stati Uniti. Niente aiuti a Israele, anche se circa 3,3 dei 3,8 miliardi di dollari che Washington trasferisce ogni anno a Tel Aviv finiscono nelle casse delle aziende di armamenti statunitensi. "Dobbiamo tagliare completamente i ponti con Israele", ha dichiarato in un forum tra candidati. "Non si meritano nemmeno un centesimo delle nostre tasse. Loro hanno la sanità gratuita e noi no? Loro hanno case gratis e noi non possiamo avere niente?". Il sistema sanitario israeliano non è in realtà gratuito né finanziato dalle tasse americane, e in Israele non esistono case gratis per la popolazione generale.

Galindo ha attaccato anche i "pedofili delle élite", che a suo dire commettono "crimini orrendi senza conseguenze". Dopo la vittoria al primo turno del 3 marzo, però, Israele è diventato l'ossessione della sua campagna. "Questa è un'occupazione israeliana dell'America", ha detto in un'intervista a Texas Public Radio del 14 maggio. La candidata ha inoltre sostenuto su TikTok che gli ebrei non sono indigeni del Medio Oriente: i veri semiti, ha scritto, "sono le popolazioni indigene del Medio Oriente e del Nord Africa", mentre i sionisti sarebbero "coloni europei in Israele".

Prima di diventare nota per le proposte sui campi di internamento per sionisti, Galindo era un'attivista locale per il diritto alla casa. Nel 2018 aveva fondato un sindacato di inquilini dopo che il suo affitto era stato aumentato di 70 dollari per pagare ristrutturazioni: madre single con tre figli, diceva di non poter sostenere il nuovo canone di 970 dollari. Aveva tentato di spingere San Antonio ad acquistare gli immobili per bloccare aumenti e sfratti. Il tentativo era fallito, ma era diventata una presenza fissa al municipio cittadino.

Ricardo Villarreal, ex candidato democratico alla Camera e uno dei quattro donatori di Galindo, ha versato 500 dollari alla sua campagna a fine marzo, ammirato dal fatto che fosse arrivata così lontano "con zero finanziamenti e senza l'appoggio dell'establishment". Nelle ultime settimane, dopo le dichiarazioni contro Israele e i sionisti, ha cambiato idea. "Sono anti-establishment, ma questo è troppo se vogliamo tenere il seggio per i democratici", ha detto. "Adesso sto con Johnny".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Logitech Signature Comfort Plus: mouse e tastiera pensati per lavorare meglio tutto il giorno


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Logitech amplia la propria gamma di periferiche per la produttività con la nuova linea Signature Comfort Plus, una famiglia di mouse e tastiere progettata per chi passa molte ore alla scrivania e cerca un’esperienza più comoda, silenziosa e fluida. La novità nasce con un obiettivo molto chiaro: rendere più naturale l’utilizzo quotidiano del computer, soprattutto in contesti di lavoro ibrido, uffici condivisi e postazioni domestiche sempre più utilizzate per attività diverse.

La nuova gamma comprende il mouse Logitech Signature Comfort Plus M850 L, la combo Logitech MK880 con tastiera e mouse, e il mouse M840 L, pensato per chi desidera le stesse funzioni principali ma senza supporto palmare imbottito. L’arrivo è previsto a livello globale da giugno 2026, con disponibilità su logitech.com e presso i rivenditori autorizzati.

Una linea pensata per il comfort quotidiano


Il punto centrale della nuova serie Signature Comfort Plus è il comfort. Logitech ha lavorato su forme, materiali e piccoli dettagli che possono fare la differenza durante una giornata lunga davanti allo schermo. Il modello più interessante è senza dubbio il Signature Comfort Plus M850 L, che introduce per la prima volta in casa Logitech un supporto palmare imbottito integrato direttamente nel mouse.

Questa soluzione è pensata per offrire un appoggio più morbido alla mano e ridurre la sensazione di affaticamento durante l’utilizzo prolungato. A questo si aggiungono una forma ergonomica studiata per la mano destra e impugnature laterali in gomma, utili per garantire una presa più stabile e rilassata anche dopo molte ore di lavoro. Non si tratta quindi solo di un mouse “più comodo” sulla carta, ma di un accessorio pensato per accompagnare l’utente nelle attività quotidiane, dalla gestione delle email alle riunioni online, fino al multitasking tra più dispositivi.

Logitech MK880: tastiera ergonomica con poggiapolsi morbido


Accanto al mouse troviamo la nuova Logitech MK880, una combo che punta sulla stessa filosofia: migliorare la postura delle mani e rendere la digitazione meno faticosa. La tastiera integra un poggiapolsi con doppio strato di schiuma, tasti ammortizzati e un profilo ergonomico progettato per offrire una sensazione più confortevole durante le sessioni di scrittura prolungate.

Un dettaglio interessante riguarda le inclinazioni regolabili a 0°, 4° e 8°, che permettono di adattare la tastiera alle proprie preferenze e alla propria postazione. La MK880 è inoltre resistente alle fuoriuscite di liquidi, caratteristica utile in un ambiente di lavoro reale, dove caffè, acqua e bevande varie sono spesso a pochi centimetri dalla tastiera.

Clic silenziosi e digitazione meno rumorosa


Un altro aspetto importante della linea Logitech Signature Comfort Plus riguarda la silenziosità. I nuovi dispositivi integrano clic silenziosi, scorrimento meno rumoroso e una digitazione a bassa rumorosità. È una scelta che guarda direttamente agli ambienti condivisi, agli open space e al lavoro da casa, dove il rumore continuo di mouse e tastiera può diventare fastidioso sia per chi lavora sia per chi è vicino.

Il mouse supporta anche la tecnologia SmartWheel, pensata per offrire uno scorrimento preciso quando serve maggiore controllo e più rapido quando bisogna muoversi velocemente tra documenti, pagine web o fogli di lavoro lunghi.

Easy-Switch e compatibilità multi-OS


La nuova gamma punta molto anche sulla flessibilità. Grazie alla funzione Easy-Switch, mouse e tastiera possono collegarsi fino a tre dispositivi e consentono di passare rapidamente da un computer all’altro, oppure da un PC a un tablet o a uno smartphone compatibile. È una funzione particolarmente utile per chi lavora con più schermi o alterna il computer aziendale al portatile personale.

La compatibilità multi-OS permette inoltre di utilizzare i dispositivi con diversi sistemi operativi, tra cui Windows, macOS e ChromeOS. La tastiera propone un layout adatto a più piattaforme, riducendo il problema dei tasti dedicati quando si passa da un ecosistema all’altro.

Personalizzazione con Logi Options+ e Logi Tune


Logitech ha integrato anche diverse funzioni software per personalizzare l’esperienza d’uso. Attraverso Logi Options+ è possibile configurare pulsanti, scorciatoie e Smart Actions, così da automatizzare alcune attività ripetitive. Sulla tastiera è presente anche un tasto AI Launch personalizzabile, pensato per accedere rapidamente a strumenti come Copilot, Gemini o ChatGPT.

Per il mondo delle riunioni online entra invece in gioco Logi Tune, che permette di assegnare funzioni specifiche legate a piattaforme come Zoom Workplace e Microsoft Teams. In questo modo la tastiera può diventare anche uno strumento più pratico per gestire chiamate, meeting e attività collaborative.

Autonomia fino a tre anni


Un altro elemento da non sottovalutare è l’autonomia. Secondo quanto dichiarato da Logitech, la tastiera può raggiungere fino a tre anni di durata della batteria, mentre il mouse arriva fino a due anni. Si tratta di un dato interessante soprattutto per chi cerca periferiche affidabili e non vuole preoccuparsi spesso della sostituzione delle batterie.

Signature Comfort Plus for Business: più sicurezza per le aziende


La linea Signature Comfort Plus non guarda soltanto agli utenti privati, ma anche alle aziende. Le versioni for Business includono il ricevitore wireless Logi Bolt USB-C, progettato per offrire una connessione stabile e sicura anche in ambienti con molti dispositivi wireless attivi.

Per i team IT è previsto anche il supporto a Logitech Sync, piattaforma che consente di monitorare, gestire e aggiornare da remoto le periferiche aziendali. Questo rende la gamma adatta anche a implementazioni su larga scala, dove non conta solo il comfort del singolo utente, ma anche la semplicità di gestione per l’azienda.

Attenzione alla sostenibilità


Come già visto in altri prodotti recenti del brand, Logitech continua a puntare anche sulla sostenibilità. La linea Signature Comfort Plus è stata sviluppata secondo i principi del Design for Sustainability e utilizza, a seconda del colore, una percentuale di plastica riciclata post-consumo certificata compresa tra il 49% e il 77%.

I prodotti vengono inoltre spediti in confezioni di carta certificate FSC™, mentre la lunga durata della batteria contribuisce a ridurre la frequenza delle sostituzioni. È un approccio che conferma la volontà del brand di unire produttività, comfort e maggiore attenzione all’impatto ambientale.

Prezzi e disponibilità in Italia


Il nuovo Logitech Signature Comfort Plus M850 L con supporto palmare imbottito sarà disponibile al prezzo di 54,99 euro. La combo Logitech MK880 arriverà invece a 109,99 euro, mentre il mouse M840 L, privo del supporto palmare imbottito, sarà proposto a 49,99 euro.

Per il mercato business, il M850 L for Business sarà disponibile a 59,99 euro, mentre la combo MK880 for Business arriverà a 119,99 euro. Tutti i prodotti saranno disponibili a partire da giugno 2026 su logitech.com e presso i rivenditori autorizzati.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Sfilate Cruise 2027: a New York sfila la nostalgia grunge di Vuitton e Gucci


Tra denim, trasparenze anni '90 e geometrie, Ghesquière e Gvasalia riscrivono il guardaroba luxury sospesi tra avanguardia e ricordi

A New York si sono tenute le sfilate Cruise 2027 di Louis Vuitton e Gucci. Le sfilate Cruise o Resort sono la presentazione di collezioni interstagionali ideati e creati per offrire capi estivi o invernali, fuori stagione, all’elitè della società che partiva per mete esotiche d’inverno e per luoghi di montagna d’estate.

Nicolas Ghesquière presenta per Louis Vuitton la collezione tra le sale del museo Frick Collection, in un connubio tra arte e moda, mentre Demna Gvasalia per Gucci sfila tra le strade della grande mela, che diventa teatro.

Nonostante gli stili sia dei direttori creativi che delle maison per le quali lavorano siano ben distinte e diverse si trovano nelle due collezioni molte caratteristiche in comune.

Si vedono durante i defileè completi, abiti e giacche di pelle, jeans e demoni come se non fossero già un’evergreen che si mescolano armoniosamente a stampe floreali e sete colorate che scivolano sui corpi perfetti delle modelle scelte.

Si tornano a intravedere linee pulite e strutture geometriche che non rimangono rigide ma si muovono col corpo, i riferimenti agli Anni ottanta e novanta quindi non mancano ma dei due decenni è quello più vicino a noi che prepondera nelle collezioni; magliette attillate e trasparenti, gonne scivolate a vita bassa e zatteroni, capelli arruffati come Courtney Love e sembra così sia stata ieri la caduta del muro di Berlino.

In Gucci arrivano si affermano due caratteristiche che in Louis Vuitton non si trovano; tripudi di pelliccia e una forte componente grunge nel make-up, dove le "signorotte" dell’Upper East Side sembrano pronte a scendere in battaglia per non perdere lo status, mentre gli uomini sono costretti in piumini tubolari che non permettono loro alcuna sorta di movimento, e qui la firma evidente è quella di Demna.

Un’atmosfera quella che notiamo quasi nostalgica ma ansiosa di andare avanti, ferma tra due tempi incompatibili ma resi unici dalla moda e dai suoi couturier, legando avanguardia e ricordi.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Honda Marine al Gothenburg Floating Boat Show


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Roma, Italia – 26 maggio 2026 – Honda Marine Europe annuncia una forte presenza al primo Gothenburg Floating Boat Show, una nuova e attesissima edizione nel calendario degli eventi nautici svedesi.

Il nuovo salone sull’acqua, che si terrà nel porto culturale vicino al terminal dei traghetti di Eriksberg a Hisingen, è destinato a diventare una fiera all’aperto ricorrente sulla costa occidentale del Paese.

Honda Marine Europe collabora con Micore, Tiger e Greatline per mettere in evidenza un totale di sette imbarcazioni motorizzate Honda in acqua, dimostrando come le sue configurazioni ottimizzate di imbarcazioni e motori pre-accoppiati stiano offrendo esperienze migliorate ai proprietari di barche.

Le collaborazioni con i costruttori navali in Svezia consentono a un numero maggiore di diportisti di beneficiare dei motori Honda a basso consumo, che offrono prestazioni elevate, stile e facilità d’uso e manutenzione.

Al salone di Göteborg, Honda esporrà quattro imbarcazioni Micore, due gommoni Tiger e un'imbarcazione Greatline, come segue:

  • Micore 68cc/Honda 200hk
  • Micore 61br/Honda 150hk
  • Micore 61sc/Honda 115hk
  • Micore 45sc/Honda 60hk
  • Tiger 650/Honda 135hk
  • Tiger 480/Honda 60hk
  • Greatline 24/Honda 200hk



Stabilendo nuovi standard in termini di tecnologia, integrazione, qualità e maestria artigianale, i pacchetti personalizzati di imbarcazioni e motori sono al centro dell’impegno di Honda Marine nell’abbinare i propri motori fuoribordo ai marchi leader nel settore nautico per offrire soluzioni completamente integrate e chiavi in mano.

Magnus Myhr, Country Section Manager per la Svezia di Honda Marine Europe, ha dichiarato: «È la prima volta che il Salone nautico galleggiante di Göteborg si tiene in questa forma e in questa fase della stagione nautica, quindi siamo ansiosi di vedere come andrà. Non vediamo l’ora di dimostrare ai clienti e ai visitatori come i motori Honda offrano prestazioni senza compromessi, ispirando al contempo lo stile di vita e l’euforia della vita sull’acqua».

Il Gothenburg Floating Boat Show offre l’ingresso gratuito, ma richiede la registrazione. I partecipanti al salone possono prenotare dei test drive con il concessionario da effettuare dopo la chiusura del salone, domenica pomeriggio.

SweBoat, l’organizzazione di categoria del settore nautico, e At Event hanno unito le forze per creare il nuovo salone nautico galleggiante nel cuore di Göteborg. Unendo i loro sforzi e sostituendo le tre fiere precedenti con un unico luogo di incontro più grande e dinamico, stanno creando un’arena più forte e vivace per la vita nautica.

www.honda.se/marine

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gli Stati Uniti lanciano nuovi attacchi sull'Iran mentre i negoziati sono in stallo


Il Pentagono parla di autodifesa vicino a Bandar Abbas. Rubio: l'accordo è ancora possibile ma servono giorni. Teheran nega che la firma sia imminente

Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi militari nel sud dell'Iran nella notte di lunedì, colpendo siti missilistici e imbarcazioni che secondo Washington stavano tentando di posare mine nelle acque del Golfo Persico. Il raid è avvenuto mentre a Doha, in Qatar, arrivavano i negoziatori iraniani per i colloqui che dovrebbero portare alla fine della guerra cominciata a febbraio.

Lo US Central Command, il comando militare che coordina le operazioni americane nell'area, ha definito l'operazione un atto di "autodifesa" condotto "per proteggere le nostre truppe dalle minacce delle forze iraniane". Il portavoce Tim Hawkins, capitano della Marina, ha aggiunto che le forze armate statunitensi "continuano a difendere i propri uomini usando moderazione durante il cessate il fuoco in corso" tra i due paesi.

Teheran non ha ancora reagito formalmente all'attacco. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqai, parlando poco prima del raid, aveva detto che pur essendo stati fatti progressi nelle trattative un accordo "non è imminente". "È corretto dire che siamo giunti a una conclusione su una parte consistente delle questioni discusse, ma affermare che la firma di un accordo è imminente, nessuno può sostenerlo", ha precisato Baqai.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha provato a ridimensionare l'impatto del raid sul negoziato, indicando i colloqui di martedì a Doha tra il principale negoziatore iraniano, il ministro degli Esteri di Teheran e il primo ministro del Qatar. "Vedremo se riusciremo a fare progressi. Penso che ci sia molto da discutere sul linguaggio specifico del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India. Il presidente Donald Trump, sempre secondo Rubio, è determinato a "fare un buon accordo o nessun accordo".

Rubio è stato netto sugli attacchi compiuti lunedì: "Gli stretti devono essere aperti. Saranno aperti in un modo o nell'altro, quindi devono essere aperti. Quello che sta accadendo lì è illegale, è insostenibile per il mondo, è inaccettabile". Hawkins ha precisato che il raid statunitense ha colpito un'area vicino a Bandar Abbas, città portuale del sud dell'Iran e sede di una base navale che si affaccia sullo Stretto di Hormuz, come riferito dal New York Times. I media di Stato iraniani avevano già segnalato che le autorità locali di Bandar Abbas stavano indagando dopo che erano state udite delle esplosioni.

Il memorandum d'intesa attualmente sul tavolo prevede secondo i media statunitensi un'estensione del cessate il fuoco di sessanta giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la pianificazione di ulteriori negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo Stretto di Hormuz è la stretta via d'acqua attraverso cui passa circa il venti per cento del petrolio mondiale e dovrebbe essere bonificato dalle mine e riaperto durante la tregua estesa.

CBS News, partner americano della BBC, ha riferito che secondo l'intelligence statunitense la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ferito in un attacco israeliano il primo giorno di guerra che uccise suo padre e predecessore, si trova in un luogo non rivelato. La difficoltà di comunicare con i suoi inviati starebbe rallentando il ritmo dei colloqui con Washington.

Le trattative in corso non porteranno a un accordo definitivo nell'immediato. Restano da negoziare in una fase successiva le questioni più controverse, fra cui l'alleggerimento delle sanzioni contro l'Iran, lo sblocco dei fondi iraniani congelati all'estero e le richieste americane affinché Teheran ridimensioni le proprie ambizioni nucleari.

All'inizio della guerra l'Iran possedeva circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60 per cento, una soglia vicina al 90 per cento di grado militare necessario per costruire una bomba atomica. Lunedì sera Trump ha annunciato che l'uranio arricchito sarà "immediatamente" consegnato agli Stati Uniti per essere distrutto, oppure "preferibilmente, in coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran, distrutto sul posto".

Sempre lunedì il presidente ha invitato i leader di numerosi paesi ad aderire agli Accordi di Abramo, l'insieme di trattati che mira a normalizzare le relazioni con Israele, come parte dell'intesa che sta cercando di negoziare con Teheran. Secondo il Washington Post, Trump ha indicato che Arabia Saudita e Qatar dovrebbero firmare per primi, seguiti da Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania. "Chiedo in modo perentorio che tutti i paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo, e che, se l'Iran firma il suo accordo con me, sarebbe un onore averlo anch'esso in questa ineguagliata coalizione mondiale", ha scritto sui social.

L'iniziativa diplomatica ha incontrato la perplessità di diversi falchi repubblicani al Senato, fra cui Lindsey Graham della South Carolina e Ted Cruz del Texas. Graham ha avvertito che un accordo con l'Iran in questa fase rischierebbe di rendere il regime "più potente nel tempo".

Le forze americane e iraniane rispettano un cessate il fuoco dall'8 aprile. L'Iran ha mantenuto il controllo sul traffico marittimo nel Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz mentre la Marina degli Stati Uniti ha cercato di bloccare i porti iraniani. Il conflitto era cominciato il 28 febbraio con vasti attacchi americani e israeliani contro l'Iran, lanciati al termine di mesi di pressioni di Trump per fermare il programma nucleare di Teheran. Teheran aveva risposto colpendo Israele e gli Stati del Golfo alleati di Washington e di fatto chiudendo lo Stretto di Hormuz, con conseguenze immediate sui prezzi del petrolio a livello globale.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Mosca, stretta sul traffico aereo civile a bassa quota: da giugno vietati i voli tra 0 e 5.100 metri


Nuove restrizioni nei cieli della capitale russa: stretta sull’aviazione privata e sportiva per motivi di sicurezza

Secondo quanto riportato dal canale informativo russo Fighterbomber, a partire dai primi giorni di giugno entrerà in vigore un divieto pressoché totale per i voli di aeromobili civili nello spazio aereo di Mosca e della relativa area regionale a quote comprese tra 0 e 5.100 metri. La misura, che rappresenta una delle più restrittive adottate nella capitale russa dall’inizio del conflitto in Ucraina, interesserà in particolare l’aviazione leggera e privata.

Il provvedimento prevede tuttavia alcune deroghe specifiche. Saranno autorizzati a operare i voli di linea e charter, i servizi sanitari e di emergenza, le operazioni di disinfestazione aerea e i voli effettuati su incarico di enti governativi o strutture statali. Restano invece esclusi gran parte dei piccoli velivoli civili utilizzati per attività sportive, ricreative o private.

Secondo le informazioni diffuse, le limitazioni riguarderanno un ampio ventaglio di mezzi aerei: aerei sportivi, elicotteri leggeri, alianti, mongolfiere e altri velivoli che normalmente operano a quote inferiori rispetto al limite stabilito. La decisione non è stata accompagnata, almeno per il momento, da una spiegazione ufficiale dettagliata da parte delle autorità russe.

Fonti vicine agli ambienti dell’aviazione civile ipotizzano tuttavia che il provvedimento possa essere legato all’esigenza di semplificare le attività di controllo e identificazione dello spazio aereo in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza interna. Negli ultimi mesi, infatti, la Russia ha intensificato i sistemi di sorveglianza e difesa aerea in diverse regioni del Paese, in particolare dopo ripetuti episodi legati all’utilizzo di droni.

Uno degli aspetti centrali della misura riguarderebbe proprio la difficoltà tecnica e operativa nel distinguere rapidamente piccoli aeromobili civili da velivoli senza pilota o droni potenzialmente ostili. In questo contesto, la limitazione generalizzata dei voli a bassa quota verrebbe considerata dalle autorità come uno strumento per ridurre il numero di traffici da monitorare e alleggerire il lavoro dei sistemi di difesa aerea.

Osservatori del settore sottolineano che restrizioni analoghe sono già in vigore dal 2022 in numerose aree di confine della Federazione Russa, considerate strategicamente sensibili. L’estensione di misure più severe anche alla regione di Mosca viene interpretata come un ulteriore segnale del rafforzamento delle procedure di sicurezza nello spazio aereo nazionale.

Resta tuttavia aperto il dibattito sull’efficacia concreta del provvedimento. Diversi esperti ritengono infatti che il blocco dell’aviazione leggera civile possa avere un impatto limitato sulla prevenzione di eventuali incursioni non autorizzate, pur incidendo significativamente sulle attività aeronautiche sportive e ricreative dell’area metropolitana di Mosca.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Huawei Watch GT Runner 2 Racing Legend Edition: lo smartwatch creato per superare i limiti


Huawei amplia la sua gamma di dispositivi dedicati allo sport con il nuovo HUAWEI WATCH GT Runner 2 Racing Legend Edition, uno smartwatch progettato per chi vive la corsa come una vera sfida personale. Il dispositivo nasce dalla collaborazione con Eliud Kipchoge, una delle figure più iconiche del mondo della maratona, con l'obiettivo di trasformare dati e tecnologia in strumenti concreti per aiutare i runner a migliorare le proprie prestazioni.

Il nuovo modello non punta solamente sul design o sulle funzioni smart tradizionali, ma cerca di diventare un compagno di allenamento capace di accompagnare gli sportivi in ogni fase della preparazione, dall'allenamento quotidiano fino alle gare più impegnative.

Un design leggero pensato per chi corre


Uno degli elementi che colpisce immediatamente è la struttura particolarmente leggera. HUAWEI WATCH GT Runner 2 Racing Legend Edition utilizza una cassa in lega di titanio dal peso di circa 43,5 grammi, una scelta che permette di mantenere comfort e resistenza senza risultare invasivo durante gli allenamenti più lunghi.

Huawei ha inoltre voluto dare un significato particolare all'estetica del prodotto. Il cinturino intrecciato integra quattro colori distintivi, ciascuno associato a valori che rappresentano il mondo del running.

Il blu richiama disciplina e costanza negli allenamenti, il rosso rappresenta la voglia di migliorarsi continuamente, il bianco simboleggia la capacità di superare i propri limiti mentre il verde identifica perseveranza e determinazione.

Anche la nuova watchface Racing Legend segue questa filosofia e integra diverse informazioni essenziali direttamente sul quadrante, offrendo dati immediati sulle prestazioni dell'utente.

Dati avanzati per allenarsi in modo più intelligente


Uno dei punti più interessanti riguarda la nuova Dashboard Training Camp, una piattaforma sviluppata insieme al dsm-firmenich Running Team per rendere l'allenamento più preciso e basato sui dati.

L'obiettivo è fornire una panoramica completa dello stato fisico e dell'evoluzione degli allenamenti attraverso un'interfaccia intuitiva.

Tra i parametri monitorabili troviamo:

  • VO2Max
  • Running Ability Index
  • Zone di frequenza cardiaca
  • Carico di allenamento settimanale
  • HRV del sonno
  • Ritmo medio
  • Tempo di contatto con il terreno
  • Oscillazione verticale
  • Potenza di corsa

Huawei punta anche sull'integrazione con altre applicazioni e dispositivi, consentendo importazione ed esportazione dei dati per mantenere continuità nell'esperienza di allenamento.

La dashboard sarà disponibile dal 28 maggio tramite Huawei Health.

Tecnologia sviluppata insieme a Eliud Kipchoge


La collaborazione con Eliud Kipchoge non si limita a un semplice ruolo da testimonial.

Il campione olimpico ha partecipato direttamente allo sviluppo di alcune funzioni chiave dello smartwatch, portando la propria esperienza maturata nel corso degli allenamenti e delle competizioni internazionali.

Tra le funzioni più interessanti troviamo la Modalità Maratona, progettata per accompagnare il runner prima, durante e dopo la gara.

Prima dell'evento è possibile creare programmi di allenamento personalizzati e pianificare gli obiettivi. Durante la corsa vengono forniti suggerimenti dinamici sul ritmo e notifiche intelligenti dedicate a idratazione e alimentazione. Dopo la gara entrano in gioco strumenti di analisi approfondita per studiare prestazioni e recupero.

GPS più preciso e monitoraggio della potenza di corsa


Huawei introduce inoltre una nuova antenna floating 3D, tecnologia che promette una precisione superiore nel rilevamento GPS.

Questa soluzione è stata studiata soprattutto per gli scenari più complessi, come percorsi cittadini con edifici elevati o aree ricche di alberi dove normalmente il segnale può risultare meno preciso.

Lo smartwatch permette inoltre di monitorare in tempo reale la potenza di corsa e la soglia del lattato, due parametri molto importanti per comprendere il livello di intensità dello sforzo e gestire meglio il carico fisico durante gli allenamenti.

Non solo sport: arrivano anche i pagamenti dal polso


Huawei continua a rafforzare l'aspetto smart dei propri wearable introducendo Curve Pay, che permette di effettuare pagamenti contactless direttamente dal polso senza utilizzare lo smartphone.

Tra le funzionalità disponibili troviamo anche la gestione centralizzata delle carte e la funzione Go Back in Time, che consente di modificare una carta utilizzata dopo un pagamento.

L'intero sistema integra inoltre meccanismi di sicurezza avanzati che richiedono autenticazione automatica nel momento in cui l'orologio viene rimosso dal polso.

Prezzo e disponibilità


Il nuovo HUAWEI WATCH GT Runner 2 Racing Legend Edition è disponibile in Italia con un prezzo di listino di 399 euro.

Durante il periodo promozionale dal 25 maggio al 22 giugno 2026, Huawei propone un prezzo di 369 euro, includendo anche un paio di FreeBuds 7i e un cinturino aggiuntivo in omaggio.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La rassegna stampa di martedì 26 maggio 2026


Nuovi raid statunitensi sui siti missilistici iraniani mentre i negoziatori si riuniscono in Qatar, scontri tra manifestanti e agenti dell'ICE in New Jersey, e il ballottaggio repubblicano in Texas tra Cornyn e Paxton diventa un test sull'influenza di Trump

Questa è la rassegna stampa di martedì 26 maggio 2026

Gli Stati Uniti colpiscono obiettivi missilistici in Iran mentre proseguono i negoziati in Qatar


Le forze statunitensi hanno condotto nuovi raid contro siti missilistici nel sud dell'Iran, presentati come operazioni difensive per proteggere navi e truppe americane nei pressi dello Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo i negoziatori iraniani si sono recati in Qatar per discutere un possibile accordo che ponga fine alla guerra di quasi tre mesi con Washington e Israele, anche se Teheran nega che un'intesa sia imminente.

Fonti: New York Times, Bloomberg, Financial Times

Manifestanti e agenti dell'ICE si scontrano davanti a un centro di detenzione in New Jersey


La governatrice del New Jersey Mikie Sherrill si è vista negare l'accesso al centro di detenzione dell'ICE di Delaney Hall, a Newark, dove cresce uno sciopero della fame dei migranti trattenuti. Fuori dalla struttura il senatore democratico Andy Kim è stato colpito da spray al peperoncino durante gli scontri tra manifestanti e agenti dell'Immigration and Customs Enforcement.

Fonti: New York Times, The Hill, Fox News

Cornyn sfida Paxton nel ballottaggio repubblicano in Texas, un test sull'influenza di Trump


Martedì il senatore repubblicano John Cornyn affronta il procuratore generale del Texas Ken Paxton nel ballottaggio delle primarie per il Senato. Il duello è considerato una verifica cruciale dell'influenza di Donald Trump, che ha appoggiato Paxton, e i democratici intravedono un'opportunità per le elezioni di novembre nel caso prevalga il procuratore generale.

Fonti: Wall Street Journal, The Hill

Papa Leone XIV pubblica la prima enciclica e mette in guardia sull'intelligenza artificiale


Il primo pontefice americano ha diffuso la prima enciclica del suo pontificato, un documento di oltre 42.000 parole dedicato all'intelligenza artificiale. Papa Leone XIV ha invitato a porre la cura della persona al centro del cambiamento tecnologico e ha messo in guardia contro il rischio di creare nuove forme di schiavitù digitale.

Fonti: Semafor, New York Times

Mosca invita i cittadini americani a lasciare Kyiv in vista di nuovi attacchi


Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha telefonato al segretario di Stato americano Marco Rubio per invitarlo a evacuare diplomatici e cittadini statunitensi da Kyiv, in vista di nuovi pesanti raid sulla capitale ucraina. Il Cremlino ha esteso l'avviso a tutti gli stranieri presenti in città, motivandolo con la prosecuzione di attacchi sistemici contro le infrastrutture militari ucraine.

Fonti: Bloomberg, The Hill

Netanyahu annuncia un'intensificazione degli attacchi contro Hezbollah in Libano


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato un'escalation delle operazioni militari contro Hezbollah in Libano, proprio mentre proseguono i negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Nelle ultime ventiquattr'ore l'esercito israeliano ha colpito oltre settanta postazioni del movimento sciita libanese.

Fonti: New York Times, Bloomberg

I salari reali tornano a calare nelle economie avanzate mentre risalgono i prezzi


Negli Stati Uniti e in altri paesi sviluppati i salari reali sono tornati a contrarsi, in una dinamica attribuita all'impennata dei prezzi legata alla crisi dello Stretto di Hormuz. Le aspettative di inflazione negli USA stanno risalendo rapidamente e le imprese si stanno preparando a nuovi aumenti dei listini per scaricare i costi crescenti sui consumatori.

Fonti: Financial Times, Financial Times

I diplomatici del Quad si riuniscono a New Delhi per rilanciare il gruppo dopo le tensioni Trump-Modi


I ministri degli Esteri di Stati Uniti, India, Giappone e Australia si sono incontrati a New Delhi per restituire slancio al formato Quad, dopo lo scontro pubblico tra Donald Trump e il primo ministro indiano Narendra Modi. Il vertice cerca di rinsaldare l'alleanza pensata come contrappeso all'influenza cinese nell'Indo-Pacifico.

Fonti: Bloomberg

L'Islanda valuta l'adesione all'Unione europea dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia


L'Islanda, finora rimasta fuori dall'Unione europea, sta riconsiderando la propria posizione di fronte alle ripetute minacce di Donald Trump sulla Groenlandia. Il dibattito sull'adesione, a lungo marginale, è tornato al centro della politica di Reykjavík per il timore che Washington possa esercitare pressioni territoriali anche su altri lembi dell'Atlantico settentrionale.

Fonti: New York Times

Gli stati USA rafforzano l'azione antitrust mentre l'Amministrazione Trump arretra


I procuratori generali dei singoli stati americani stanno assumendo un ruolo crescente nell'applicazione della normativa antitrust, dopo che l'Amministrazione Trump ha rallentato l'attività federale di vigilanza sulle concentrazioni. Forti della vittoria contro Live Nation, gli stati puntano ora a passare al vaglio le operazioni che coinvolgono Nexstar e Paramount.

Fonti: Wall Street Journal

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Mythos sarà pubblico, il lancio di Starship V3, la nuova app di Meta in stile Reddit


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon martedì,
oggi parleremo del futuro del modello di Anthropic Mythos, troppo pericoloso per essere pubblico; poi vedremo il lancio del nuovo Starship; parleremo dell'app di nome "Forum" di Meta (che trovo piuttosto geniale) e tanto altro ancora. Buona lettura!

Ti sei perso l'editoriale di sabato? Recuperalo qui:

SpaceX e la vita oltre la Terra
E oltre Marte?
Morning TechAmir Ati

Sei nella versione Free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

audio-thumbnail


Intro + Prima notizia - Ep. 330 - Martedì 26 maggio
0:00
/238.633333

Il podcast
Notizie spiegate a voce, no AI. Ogni giorno.
Durata media: 10 minuti.

Passa a Plus

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Anthropic vuole rilasciare Mythos pubblicamente


Intelligenza Artificiale
Anthropic vuole ampliare l’accesso a Mythos, il modello AI che analizza codice e trova vulnerabilità sfruttabili negli attacchi informatici, considerato troppo pericoloso per essere pubblico. Oggi è disponibile solo in Project Glasswing, un programma controllato dedicato a partner scelti; l’azienda punta prima a includere governi USA e alleati e poi a una distribuzione più ampia. Anthropic ammette però che oggi non esistono protezioni sufficienti per impedirne usi pericolosi. Nei test, Mythos ha analizzato oltre 1.000 progetti open source e segnalato 23.019 difetti; dopo verifica umana, 1.587 su 1.752 erano reali.
~
Fonte: The Register
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

SpaceX lancia Starship V3 per la prima volta


Spazio
SpaceX ha effettuato il primo test del nuovo Starship V3 da Starbase, in Texas. Il razzo, alto circa 124 metri, ha separato correttamente il veicolo superiore dal booster Super Heavy. Il booster però non ha riacceso i motori nella fase di rientro, ha perso controllo ed è caduto nel Golfo del Messico. Anche Starship ha perso uno dei sei motori Raptor durante la salita, ma ha comunque rilasciato 20 simulatori di satelliti Starlink e due satelliti modificati. Dopo circa un’ora ha simulato l’ammaraggio nell’Oceano Indiano ed è esplosa come previsto dal test. Per SpaceX il volo serviva a collaudare il nuovo hardware V3 e la nuova piattaforma di lancio prima dell'IPO di giugno.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

SPONSORED

CTA Image

Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

Scopri di più

Meta lancia un'app simile a Reddit chiamata Forum


Big tech
Meta ha lanciato Forum, un’app separata per usare i gruppi Facebook in un ambiente più simile a Reddit. Dopo l’accesso con Facebook, l’app importa gruppi, profilo e attività dell’utente; i post pubblicati su Forum restano visibili anche dentro Facebook. Si può partecipare alle discussioni anche con un soprannome. La schermata principale mette al centro i thread dei gruppi e include Ask, una scheda AI che risponde alle domande usando contenuti emersi in comunità diverse. Forum ha anche un assistente per aiutare gli amministratori nella gestione e moderazione dei gruppi. Meta aveva già provato un’app separata per i gruppi nel 2014, poi chiusa nel 2017.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Una mossa interessante

I dati confermano che Facebook è...
[solo per supporter]

La Cina ha appena lanciato con successo tre astronauti verso la stazione spaziale cinese


Spazio
La Cina ha lanciato la missione Shenzhou-23 verso la stazione spaziale Tiangong con tre astronauti a bordo. Uno dei tre resterà in orbita per dodici mesi, il doppio rispetto alle normali missioni cinesi da circa sei mesi; il nome sarà comunicato più avanti. Gli esperimenti riguarderanno medicina, materiali, fluidi e scienze della vita, con attenzione agli effetti della microgravità sul corpo umano. La missione prepara anche l’obiettivo cinese di portare astronauti sulla Luna prima del 2030.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Xreal, partner di Google per gli smart glasses, presenta Project Aura


Tecnologia
Xreal, partner di Google sugli smart glasses, ha presentato Project Aura, nuovi occhiali con schermi OLED integrati nelle lenti. A differenza dei modelli più leggeri senza display, Aura può mostrare video, mappe, giochi, web e contenuti 3D, ma deve restare collegato a un piccolo computer esterno da tenere in tasca. Tra gli usi previsti ci sono mappe immersive con Google Maps, video YouTube in realtà virtuale e giochi controllati con le mani. Per ora è disponibile solo agli sviluppatori, con lancio commerciale previsto entro l’anno. Xreal punta anche alla quotazione in Borsa entro fine 2026.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Perché è importante?

Perché tutte le aziende che stanno...
[solo per supporter]

CTA Image

C'è chi la mattina apre Instagram, TikTok o Facebook; c'è invece chi inizia la giornata con la giusta frequenza intellettuale. Passa all'esperienza completa per meno due caffè al mese.

Da 2,99€ al mese

Letture interessanti


In lingua inglese.

Sundar Pichai comprende perché le persone sono ansiose riguardo all'IA


nytimes.com (eng)

Incontra il braccio destro di Mark Zuckerberg che sta rivoluzionando l'IA dentro Meta


wsj.com (eng)

All'interno della più grande scommessa al mondo sull'energia da fusione


cnet.com (eng)

Prevedere l’impatto dell’IA sui diversi lavori


ben-evans.com (eng)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Notizie veloci


In lingua inglese.

L'azienda di smart ring Oura ha presentato in via riservata la documentazione per l'IPO


cnbc.com (eng)

Google lancia Antigravity 2.0 con un'app desktop aggiornata e uno strumento da riga di comando


techcrunch.com (eng)

Trump revoca il decreto esecutivo sull'IA per timore che possa indebolire il vantaggio tecnologico degli Stati Uniti


apnews.com (eng)

La Bce convoca le banche europee per affrontare la minaccia di Claude Mythos


ilsole24ore.com

Tool del giorno

Unity AI


In questi ultimi anni tanti non-sviluppatori si sono divertiti a creare siti web, chatbot, SaaS, ecc. Beh, da oggi si spalancano le porte del vibe coding di videogiochi perché una delle tecnologia più utilizzate al mondo ha appena lanciato Unity AI in versione beta.

Link: unity.com

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

SPONSOR VELOCe

CTA Image

Questo è un esempio di sponsor veloce: max 300 caratteri per raccontare la tua magnifica realtà.

A partire da 40€

Vuoi apparire tra gli sponsor in fondo? I prezzi partono da 40€, dai un'occhiata!

Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.


SpaceX e la vita oltre la Terra


Questo articolo è gratuito. Lo vedi perché sei iscritto a "Editoriale + news della settimana". I membri Plus lo hanno ricevuto sabato in anteprima. Considera Morning Tech Plus e supporta un progetto indipendente.

Passa a Plus

"The Martian" è la prima vera opera di Andy Weir — molti la conoscono per il film con protagonista Matt Damon, mentre da un mesetto a questa parte mi porto appresso "Project Hail Mary", ultimo romanzo dello stesso scrittore.

Prima di Andy non conoscevo l'esistenza del genere "hard science fiction," dove la speculazione scientifica si unisce a un tentativo di massimizzare l'aspetto realistico del world building.

Infatti, in "Project Hail Mary" ci sono paginate e paginate di spiegazioni scientifiche ed è affascinante quanto, soprattutto nel primo romanzo "The Martian", Andy si sia fatto aiutare dalla sua community, che all'epoca contava qualcosa come 3mila lettori, per affinare al millimetro ogni dettaglio scientifico.

Un tempo non serviva: Asimov non si è nemmeno mai avvicinato al livello di dettaglio di Andy, tanto meno Philip K. Dick.

Dettaglio o non dettaglio, quegli anni sono passati, gli anni in cui l'autore utilizzava il mezzo della storia per raccontare anche una visione del futuro. È chiaro che la scienza non può sbilanciarsi troppo con le teorie speculative, non è il suo lavoro, ma è anche noto che tanti scienziati o volti importanti del mondo tech sono stati ispirati ed emozionati da queste grandi storie.

Continua a leggere (gratuito per tutti)


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Xreal, partner di Google per gli smart glasses, presenta Project Aura


Con schermo OLED ma collegati a un dispositivo.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Xreal, partner di Google sugli smart glasses, ha presentato Project Aura, nuovi occhiali con schermi OLED integrati nelle lenti. A differenza dei modelli più leggeri senza display, Aura può mostrare video, mappe, giochi, web e contenuti 3D, ma deve restare collegato a un piccolo computer esterno da tenere in tasca. Tra gli usi previsti ci sono mappe immersive con Google Maps, video YouTube in realtà virtuale e giochi controllati con le mani. Per ora è disponibile solo agli sviluppatori, con lancio commerciale previsto entro l’anno. Xreal punta anche alla quotazione in Borsa entro fine 2026.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Xreal, Google’s smartglasses partner, thinks it has finally mastered this notoriously tricky industry | TechCrunch
Chi Xu, the founder and CEO of XREAL, thinks the smart glasses business has finally reached a turning point.
TechCrunchLucas Ropek

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Anthropic vuole rilasciare Mythos pubblicamente


Ma non prima di aver sviluppato misure di sicurezza solide.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Anthropic vuole ampliare l’accesso a Mythos, il modello AI che analizza codice e trova vulnerabilità sfruttabili negli attacchi informatici, considerato troppo pericoloso per essere pubblico. Oggi è disponibile solo in Project Glasswing, un programma controllato dedicato a partner scelti; l’azienda punta prima a includere governi USA e alleati e poi a una distribuzione più ampia. Anthropic ammette però che oggi non esistono protezioni sufficienti per impedirne usi pericolosi. Nei test, Mythos ha analizzato oltre 1.000 progetti open source e segnalato 23.019 difetti; dopo verifica umana, 1.587 su 1.752 erano reali.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic to release Mythos-class models to the public
AI flaw-finder still under lock and key for now while company figures out guardrails, but extends access to more users including governments
theregisterSimon Sharwood

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

SpaceX lancia Starship V3 per la prima volta


Un po' di esplosioni, ma tutto sommato un successo.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


SpaceX ha effettuato il primo test del nuovo Starship V3 da Starbase, in Texas. Il razzo, alto circa 124 metri, ha separato correttamente il veicolo superiore dal booster Super Heavy. Il booster però non ha riacceso i motori nella fase di rientro, ha perso controllo ed è caduto nel Golfo del Messico. Anche Starship ha perso uno dei sei motori Raptor durante la salita, ma ha comunque rilasciato 20 simulatori di satelliti Starlink e due satelliti modificati. Dopo circa un’ora ha simulato l’ammaraggio nell’Oceano Indiano ed è esplosa come previsto dal test. Per SpaceX il volo serviva a collaudare il nuovo hardware V3 e la nuova piattaforma di lancio prima dell'IPO di giugno.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

SpaceX launches Starship V3 for the first time, but loses booster on return | TechCrunch
The company had a mostly successful first launch of its upgraded Starship V3, which it needs to power its many ambitious goals in the years to come.
TechCrunchSean O’Kane

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Meta lancia un'app simile a Reddit chiamata Forum


Conterrà i gruppi di Facebook.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Meta ha lanciato Forum, un’app separata per usare i gruppi Facebook in un ambiente più simile a Reddit. Dopo l’accesso con Facebook, l’app importa gruppi, profilo e attività dell’utente; i post pubblicati su Forum restano visibili anche dentro Facebook. Si può partecipare alle discussioni anche con un soprannome. La schermata principale mette al centro i thread dei gruppi e include Ask, una scheda AI che risponde alle domande usando contenuti emersi in comunità diverse. Forum ha anche un assistente per aiutare gli amministratori nella gestione e moderazione dei gruppi. Meta aveva già provato un’app separata per i gruppi nel 2014, poi chiusa nel 2017.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta quietly launches a new Reddit-like app called Forum | TechCrunch
The company describes the app as a “dedicated space built for deeper discussions, real answers and communities you care about.”
TechCrunchAisha Malik

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La Cina ha appena lanciato con successo tre astronauti verso la stazione spaziale cinese


Uno di questi starà un anno in orbita.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


La Cina ha lanciato la missione Shenzhou-23 verso la stazione spaziale Tiangong con tre astronauti a bordo. Uno dei tre resterà in orbita per dodici mesi, il doppio rispetto alle normali missioni cinesi da circa sei mesi; il nome sarà comunicato più avanti. Gli esperimenti riguarderanno medicina, materiali, fluidi e scienze della vita, con attenzione agli effetti della microgravità sul corpo umano. La missione prepara anche l’obiettivo cinese di portare astronauti sulla Luna prima del 2030.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

China launches three-crew spaceflight as part of lunar ambitions
Mission will put first astronaut in orbit for a year, a key step in Beijing’s plan to put people on the moon by 2030
The GuardianGuardian staff reporter

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Quando Cuba spaventava gli Stati Uniti


L'isola comunista che ha combattuto gli Stati Uniti per oltre sessant'anni, dall'Angola alla Siria fino al Venezuela, è oggi soffocata dalla pressione dell'amministrazione Trump.

Cuba è oggi soffocata dalla cattiva gestione economica e dalla pressione crescente dell'amministrazione Trump. L'isola comunista che per oltre mezzo secolo ha sfidato gli Stati Uniti rischia ora di compiere la sua ultima resistenza, dopo aver alimentato una guerriglia globale che è andata dall'Africa al Medio Oriente fino all'America Latina.

I fratelli Fidel e Raúl Castro avevano costruito un apparato militare sproporzionato rispetto alle dimensioni del Paese, capace di proiettare una potenza geopolitica senza precedenti per un Paese del Terzo Mondo durante la Guerra Fredda. Oggi le forze di sicurezza cubane sono il guscio vuoto di quello che furono, ma il ricordo di quelle avventure militari continua a giustificare la lettura dell'isola come una minaccia agli occhi dell'amministrazione Trump, secondo una ricostruzione storica del Wall Street Journal.

La prima grande prova delle forze cubane fu l'invasione della Baia dei Porci nel 1961, quando circa 1.400 esuli cubani addestrati dalla Central Intelligence Agency sbarcarono sulla costa meridionale dell'isola. Dopo tre giorni di combattimenti le forze cubane catturarono la maggior parte degli invasori, rimasti senza munizioni. La mancanza del supporto aereo promesso dal presidente John F. Kennedy condannò la missione e la vittoria consolidò il potere dei Castro.

Negli anni Settanta e Ottanta decine di migliaia di soldati cubani combatterono in Africa. In Angola si scontrarono con le truppe sudafricane per impedire al governo dell'apartheid di rovesciare la leadership marxista del Paese. Forze cubane sostennero ribelli nella Repubblica Democratica del Congo e truppe dell'Avana aiutarono l'Etiopia a respingere un'invasione somala. Centinaia di militari supportarono anche l'Algeria nel conflitto con il Marocco. In tutto, oltre 400mila tra militari e personale di supporto cubano operarono nel continente africano, uno dei più grandi spiegamenti di un Paese in via di sviluppo nella Guerra Fredda.

Durante la guerra dello Yom Kippur del 1973 e nei mesi successivi, Cuba inviò una brigata corazzata equipaggiata con carri armati sovietici T-62 a sostegno della Siria. Si stima che il contingente cubano fosse compreso tra 800 e 3.000 soldati. I carri condotti dai cubani affrontarono le forze israeliane in duelli corazzati. Le truppe dell'Avana subirono circa 180 morti e 250 feriti prima del ritiro.

Cuba esportò la rivoluzione anche in America Latina, che divenne uno dei fronti principali della Guerra Fredda. Mentre Washington sosteneva dittature militari repressive, l'Avana forniva addestramento, fondi e intelligence a movimenti studenteschi e gruppi di guerriglia dall'America Centrale all'Argentina. Uno dei gruppi nati da quella stagione è ancora attivo: l'Esercito di Liberazione Nazionale della Colombia.

Il successo più rilevante della politica estera cubana fu il rovesciamento del dittatore nicaraguense Anastasio Somoza nel 1979, ottenuto fornendo addestramento, intelligence e aiuti militari ai guerriglieri sandinisti. L'anno successivo Somoza fu assassinato in Paraguay mentre viaggiava su una Mercedes-Benz vicino alla propria abitazione, in un attentato per il quale il governo sandinista e Cuba fornirono addestramento, intelligence e logistica.

La cattura e l'esecuzione di Ernesto "Che" Guevara, il guerrigliero argentino che aveva contribuito alla presa del potere dei Castro, fu invece una delle sconfitte più pesanti per i tentativi cubani di diffondere la rivoluzione. Convinto di poter replicare il trionfo cubano, Guevara era arrivato in Bolivia con un piccolo gruppo di aspiranti guerriglieri. A catturarlo furono forze boliviane sostenute dalla Central Intelligence Agency.

Lo scontro diretto fra militari cubani e americani avvenne sull'isola caraibica di Grenada nel 1983. Preoccupati per l'espansione cubana e sovietica, gli Stati Uniti invasero l'isola con circa 8mila soldati. Le forze americane si scontrarono con i militari di Grenada e con quasi 800 cubani, la maggior parte dei quali operai edili armati impegnati nella costruzione di un aeroporto che gli Stati Uniti ritenevano potesse rappresentare una minaccia strategica se aperto agli aerei sovietici. Rimasero uccisi 25 cubani, 59 furono feriti e 638 vennero catturati.

L'influenza dell'Avana è stata fondamentale anche nello sviluppo dell'apparato di sicurezza e intelligence del Venezuela sotto Hugo Chávez. Cuba ha poi fornito ispirazione ideologica al suo successore Nicolás Maduro, l'uomo forte di Caracas catturato a inizio anno dalle forze speciali statunitensi.

Le spie cubane sono state particolarmente abili nel reclutare funzionari statunitensi, trasformandone alcuni in talpe che hanno consegnato segreti per decenni. Le spie americane non lo facevano per denaro, di cui Cuba aveva poca disponibilità, ma per simpatia verso la rivoluzione. Tra loro Ana Belén Montes, che per 16 anni è stata analista presso la Defense Intelligence Agency, di cui otto come responsabile principale del dossier Cuba dell'agenzia. I colleghi l'avevano soprannominata "Regina di Cuba" per la sua conoscenza degli affari militari e politici dell'isola. Un'altra talpa di lunga data è stata Manuel Rocha, che ha spiato per Cuba durante i suoi vent'anni al Dipartimento di Stato, chiudendo la carriera come ambasciatore statunitense in Bolivia.

L'evento più dannoso per il regime cubano è stato il raid militare statunitense del gennaio scorso, quando le forze speciali americane hanno catturato Maduro nel suo quartier generale militare a Caracas. Nell'attacco sono rimasti uccisi 32 soldati e ufficiali dell'intelligence cubana che facevano parte della scorta del presidente venezuelano. La fine del regime di Maduro ha interrotto anche le forniture di petrolio venezuelano vitali per l'isola.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Finlandia, frontiera con Mosca ancora bloccata: Helsinki chiede impegni politici sui migranti


Stubb lega la riapertura dei valichi a garanzie russe contro l’uso dei flussi migratori come pressione geopolitica

La Finlandia manterrà chiuso il confine terrestre con la Russia fino a quando non riceverà precise garanzie politiche da Mosca sul mancato utilizzo dei flussi migratori come strumento di pressione nei confronti di Helsinki. È quanto dichiarato dal presidente finlandese Alexander Stubb, intervenuto nel dibattito interno sulla sicurezza delle frontiere e sulla gestione delle tensioni regionali tra l’Unione Europea e la Federazione Russa.

Secondo quanto riportato da Slavyangrad, Stubb avrebbe affermato che eventuali rassicurazioni dovranno arrivare “al più alto livello politico della Federazione Russa”, sottolineando come la riapertura dei valichi di frontiera dipenda direttamente dalla capacità di Mosca di garantire che migranti e rifugiati non vengano utilizzati come leva geopolitica contro la Finlandia.

Le dichiarazioni del capo di Stato finlandese arrivano in risposta alle critiche sollevate da alcuni osservatori e rappresentanti politici riguardo al prolungamento della chiusura del confine orientale. Nel dibattito pubblico è stato infatti evidenziato come l’Estonia continui a mantenere operativi tre punti di controllo con la Russia senza registrare, al momento, pressioni migratorie comparabili.

Helsinki sostiene tuttavia che la situazione della sicurezza nazionale richieda un approccio prudente e differenziato. Il governo finlandese aveva deciso la chiusura progressiva dei valichi con la Russia dopo l’aumento degli arrivi di cittadini provenienti da Paesi terzi attraverso il territorio russo, fenomeno che le autorità finlandesi avevano interpretato come un’azione coordinata volta a destabilizzare il Paese e mettere sotto pressione il sistema di gestione delle frontiere.

Nel corso di una visita ufficiale in Lituania, Stubb ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione al confine tra la Lituania e la Bielorussia, area che continua a rappresentare uno dei principali punti critici per la sicurezza migratoria dell’Europa orientale. Secondo il presidente finlandese, le difficoltà registrate lungo quella frontiera dimostrerebbero come il rischio di “strumentalizzazione” dei movimenti migratori resti ancora concreto nella regione.

La Finlandia, entrata ufficialmente nella NATO nel 2023, condivide con la Russia un confine terrestre di oltre 1.300 chilometri, il più lungo tra quelli dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica con la Federazione Russa. La gestione della frontiera orientale è diventata negli ultimi anni una delle principali questioni strategiche per Helsinki, in un contesto segnato dal deterioramento dei rapporti tra Mosca e i Paesi occidentali dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il piano segreto dell'Europa per difendersi senza gli Stati Uniti


I tagli di Trump alla presenza militare in Europa hanno spinto i funzionari di vari paesi NATO a studiare una struttura di comando alternativa guidata dal Regno Unito

All'inizio di maggio i soldati della brigata "Black Jack" hanno ripiegato i colori del reparto a Fort Hood, in Texas, in preparazione del trasferimento dei 4.000 uomini in Polonia per rafforzare il fianco orientale della NATO contro la minaccia russa. Meno di due settimane dopo il dispiegamento è stato cancellato. È il secondo taglio annunciato in maggio dal presidente Donald Trump alla presenza militare americana in Europa, frutto della frustrazione di Washington per la scarsità di sostegno europeo alla sua guerra in Iran. Secondo le anticipazioni della Reuters, gli Stati Uniti dovrebbero annunciare anche una riduzione delle forze che si impegnano a schierare in caso di attacco a un paese alleato.

Il presidente mette in dubbio l'impegno americano verso la NATO e la clausola di difesa reciproca dell'Articolo 5 dall'inizio del suo secondo mandato, una pressione che ha favorito un aumento della spesa europea per la difesa atteso da tempo. Negli ultimi mesi però è andato oltre, con tagli inattesi alle truppe e con l'annullamento del dispiegamento in Germania di un'unità di missili da crociera che avrebbe colmato una lacuna importante nelle difese europee. Il ritiro accelerato sta smontando l'assunto degli europei di avere tempo per ricostruire le proprie forze e sostituire le capacità abilitanti americane, come l'intelligence e i sistemi di sorveglianza. Il massiccio consumo di missili nella guerra in Iran sta inoltre ritardando le forniture americane agli alleati europei e all'Ucraina, mentre Washington ricostituisce le scorte.

Alcuni dentro la NATO, scossi dalla minaccia di gennaio del presidente di sottrarre la Groenlandia alla Danimarca, temono non solo che gli Stati Uniti possano restare fuori da una guerra con la Russia ma anche che possano attivamente ostacolare la risposta degli altri membri dell'alleanza. La possibilità è considerata remota, ma è ritenuta sufficientemente seria da spingere alcune forze armate europee a preparare piani per combattere senza l'aiuto americano e senza buona parte dell'infrastruttura di comando e controllo della NATO. "La crisi della Groenlandia è stata un campanello d'allarme, abbiamo capito che ci serve un piano B", ha detto un funzionario della difesa svedese all'Economist, in un'inchiesta basata su interviste a ufficiali e responsabili della difesa di vari paesi NATO.

Nessuno dei funzionari intervistati ha voluto parlare a nome proprio, per il timore che renderlo pubblico possa accelerare l'uscita degli Stati Uniti dall'alleanza. Il segretario generale della NATO Mark Rutte "ha letteralmente vietato di parlarne, perché ritiene che possa gettare benzina sul fuoco", ha detto un addetto ai lavori. Quando lo scorso anno Matti Pesu del Finnish Institute of International Affairs aveva firmato un paper che sosteneva la necessità di un piano B, i funzionari finlandesi avevano negato che fosse al vaglio. L'urgenza della minaccia ha però convinto diversi paesi a chiedersi come, e sotto quale comando, l'Europa combatterebbe se la NATO dovesse "non funzionare", come ha detto uno dei funzionari intervistati.

La struttura di comando della NATO è la chiave del suo successo. La maggior parte delle coalizioni militari assomiglia a una prova di musica delle scuole elementari, in cui ogni paese suona il suo strumento più o meno a tempo con gli altri. La NATO invece è stata costruita come un'orchestra sinfonica diretta da un solo direttore, il Supreme Allied Commander Europe, un generale americano che comanda anche le forze degli Stati Uniti in Europa. Per dirigere questa orchestra il comandante dispone di linee di comunicazione sicure verso una rete di quartier generali subordinati permanenti, dove migliaia di militari sono pronti a rispondere nel momento in cui scoppia un conflitto. "La leadership americana è il collante che tiene insieme l'alleanza, senza di loro vedremmo probabilmente una frammentazione dell'ecosistema della deterrenza", ha dichiarato Luis Simón, direttore del Centre for Security, Diplomacy and Strategy della Vrije Universiteit di Bruxelles.

Un piano B richiede dunque più che nuovi armamenti: serve creare una struttura entro cui gli europei sarebbero in grado di combattere. Il nucleo, almeno nell'Europa del nord, sarebbe probabilmente una coalizione di paesi baltici e nordici insieme alla Polonia. Questi paesi condividono in larga parte gli stessi valori e temono tutti la Russia. Diversi membri europei più grandi della NATO, come Regno Unito, Francia e Germania, hanno forze tripwire schierate nei paesi baltici e sarebbero quindi quasi certamente trascinati in qualunque conflitto. Circa un terzo dei membri della NATO "combatterebbe dal primo giorno" indipendentemente dall'attivazione dell'Articolo 5, ha detto Edward Arnold del Royal United Services Institute, un centro studi di Londra. "Nessuno aspetterebbe l'arrivo dei portoghesi al Consiglio Atlantico per discutere", ha aggiunto.

La struttura di comando alternativa più citata è una coalizione di dieci paesi guidata dal Regno Unito, in gran parte baltici e nordici, nota come Joint Expeditionary Force (JEF), con quartier generale vicino a Londra. Creata nel 2014 dal Regno Unito e da altri sei paesi NATO, la JEF era stata pensata come complemento dell'alleanza maggiore, capace di mettere a disposizione forze pronte a intervenire in breve tempo per situazioni che non raggiungevano la soglia dell'Articolo 5. Il suo raggio di azione si è ampliato nel 2017, quando Svezia e Finlandia hanno aderito alla coalizione anni prima di chiedere l'ingresso nella NATO. Oggi è vista come un modo per aggirare una delle debolezze della NATO, in cui qualsiasi membro può bloccare l'attivazione dell'Articolo 5, che richiede una decisione unanime. La JEF "può reagire alle situazioni senza bisogno del consenso unanime", ha detto nel 2023 l'allora comandante, il maggior generale britannico Jim Morris. È già stata attivata più volte per esercitazioni e pattugliamenti navali.

"La JEF è la più consolidata tra le alternative", ha detto Arnold. Il suo quartier generale ha già capacità di intelligence, pianificazione e logistica e dispone di reti di comunicazione sicure proprie che, pur limitate, non dipendono dalla NATO. L'appartenenza del Regno Unito offre inoltre un certo grado di deterrenza nucleare.

La JEF si concentra però soprattutto sulle regioni nordica e baltica e non comprende potenze come Francia, Germania e Polonia. Alcuni funzionari sono preoccupati anche per lo stato di preparazione della difesa britannica, dove il sottofinanziamento ha lasciato Londra con poche navi, sottomarini e unità dell'esercito pronti a essere dispiegati in tempi brevi. "L'Inghilterra è lo zio preferito di tutti, ma soffre della sindrome di Downton Abbey, mantiene le apparenze ma non ha i soldi", ha detto un funzionario.

I problemi potrebbero essere mitigati se al gruppo si aggiungesse la Germania, che sta aumentando enormemente il proprio bilancio per la difesa. Pur con tutti i suoi limiti, la JEF appare la soluzione migliore se i membri europei non riusciranno a prendere in mano la cornice esistente della NATO. L'Europa troverà comunque una qualche forma di assetto difensivo per sostituire gli americani: una deterrenza che si basa su qualcuno che potrebbe non presentarsi non è una deterrenza.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Ostia e l'oro della sabbia: il tramonto dei clan sul litorale romano


Dall'inferno del Lungomuro alle inchieste di Ruffo, la metamorfosi del mare di Roma tra scorie mafiose e appetiti politici
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il Litorale di Ostia è un grande carcere a cielo aperto, dall'altra parte delle inferriate c'è il mare. Le sbarre si chiamano Lungomuro, così è stato appellato da alcuni cittadini il sistema di impedimenti formato da recinzioni, costruzioni in cemento armato, cabine degli stabilimenti balneari che impediscono la visione dei flutti.

Per quasi mezzo secolo il mare di Roma è stato proprietà privata, ma i romani accettavano di buon grado la situazione in cambio di spiagge mantenute in condizioni dignitose chiudendo un occhio (o meglio fregandosene) del resto: le assegnazioni delle licenze erano un tema complesso e astruso nel quale anche l'Amministrazione pareva capirci poco.

Federico Ruffo, giornalista d'inchiesta in forza alla Rai che anagraficamente è nato nel Decimo Municipio di Roma e lì ha mosso i primi passi professionali, ricostruisce da zero facendo nomi e cognomi dei chi ha fatto cosa le vicende dell'unico "quartiere" (in realtà è un Municipio che conta 230.000 abitanti) commissariato per mafia con il suo presidente arrestato. Come si è arrivati a una situazione simile? Qualcuno a malapena ha aperto un occhio tenendo serrato l'altro negli uffici dove avrebbe dovuto invece vigilare: criminali patentati minacciavano dipendenti comunali, tecnici, pubblici ufficiali.

Mani rimaste ignote hanno dato fuoco a un archivio cartaceo dove erano conservati preziosi documenti cartacei che perimetravano strutture del demanio. Ruffo indaga e scrive sempre documenti alla mano mostrando al lettore le carte processuali, le intercettazioni telefoniche, raccontando piccoli e grandi boss che nascono, si affermano e muoiono.

Della famigerata Banda della Magliana e dei diversi clan che hanno provato a sottomettere quella lunga striscia di sabbia nel 2026 rimane solo il ricordo doloroso. Il ripristino della legalità richiede tempo e il caos attuale permette ad alcuni soggetti di continuare a intorpidire le acque, a scrivere di devastazione in corso. Bello o brutto che sia il Mare di Roma interessa a troppi soggetti.

Benché appellato come "mare dei fagottari" Ostia continua a smuovere gli appetiti famelici di alcuni politici che vorrebbero farla diventare una succursale di Las Vegas, sono quelli che hanno ben chiaro il concetto che, come disse un vecchio criminale, la "sabbia è oro".

Federico Ruffo
Mare nero
Storia criminale di Ostia.
Sangue, soldi e potere sulla spiaggia di Roma

Rai Libri 2026

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

I padri fondatori avrebbero già rimosso Trump


In un'analisi sul Los Angeles Times l'editorialista conservatore sostiene che l'accordo da 1,776 miliardi mostra un presidente che si comporta come giudice di sé stesso

Il presidente Donald Trump ha chiuso lunedì una causa da 10 miliardi di dollari che aveva intentato lui stesso contro il fisco americano, l'Internal Revenue Service, accusato di aver fatto trapelare illegalmente le sue dichiarazioni dei redditi durante il primo mandato. L'accordo prevede la creazione di un fondo da 1.776.000.000 di dollari, una cifra in cui il "1776" richiama l'anno della dichiarazione di indipendenza alla vigilia del 250° anniversario degli Stati Uniti, che sarà controllato dallo stesso Trump e servirà soprattutto a risarcire i rivoltosi del 6 gennaio già graziati in massa dal presidente. Per l'editorialista conservatore Jonah Goldberg, direttore della rivista Dispatch, in un'analisi pubblicata sul Los Angeles Times, l'operazione è la prova più nitida del fatto che il presidente stia esercitando un potere arbitrario, esattamente quello che i padri costituenti americani avevano cercato di impedire.

Il principio in gioco, scrive Goldberg, è quello formulato dallo statista britannico Edmund Burke: "nessun uomo dovrebbe essere giudice della propria causa". Madison lo richiama nel Federalist 10, in un passaggio sulla separazione dei poteri: "A nessun uomo è permesso di essere giudice della propria causa, perché il suo interesse condizionerebbe certamente il suo giudizio e, non improbabilmente, corromperebbe la sua integrità". Alexander Hamilton lo cita nel Federalist 80 come la ragione per cui le controversie tra Stati federati devono essere risolte dai tribunali federali e non dai giudici locali, esposti al rischio di parzialità.

L'idea che il presidente non possa essere arbitro di sé stesso è alla base, per Goldberg, di tutti i poteri del Congresso: l'autorità esclusiva su tasse e spesa pubblica, il diritto di dichiarare guerra, l'advice and consent sulle nomine, l'impeachment. I presidenti non sono sovrani arbitrari, ma amministratori con poteri definiti e limitati.

La storia dell'impeachment come rimedio risale alla convenzione di ratifica della Costituzione tenuta in Virginia nel 1788. Il delegato George Mason, autore della costituzione virginiana, sollevò il timore che il potere di grazia potesse essere abusato dal presidente: cosa sarebbe successo, si chiese, se avesse "graziato spesso crimini che lui stesso aveva consigliato"? Madison rispose che esisteva una garanzia: "se il presidente è collegato in modo sospetto con qualcuno e ci sono motivi per credere che lo proteggerà, la Camera può metterlo in stato d'accusa e rimuoverlo se trovato colpevole". Trump è stato sottoposto a impeachment dopo i fatti del 6 gennaio ma non è stato condannato, un esito che Goldberg considera un errore.

Il presidente ha detto di recente che, se la Cina invadesse Taiwan, sarebbe lui a decidere se gli Stati Uniti dovrebbero difendere l'isola: "Io. Sono l'unico che decide". L'estate scorsa Trump aveva dichiarato all'Atlantic che la differenza fra il primo e il secondo mandato è che oggi non ha più nessuno nella sua amministrazione capace di frenarlo. "Gestisco il paese e il mondo", ha detto, presentando Congresso e tribunali come irrilevanti.

Dopo che il presidente, scrive Goldberg, ha rimosso unilateralmente con la forza il presidente del Venezuela sostituendolo con un satrapo compiacente e senza l'approvazione del Congresso, il New York Times gli ha chiesto se ci fossero limiti alla sua volontà. "Sì, una cosa. La mia morale. La mia mente. È l'unica cosa che può fermarmi", ha risposto Trump.

Per avviare l'impeachment di un presidente, scrive Goldberg richiamando Hamilton nel Federalist 65, non serve che abbia commesso un reato. L'impeachment riguarda "la cattiva condotta degli uomini pubblici" e "l'abuso o la violazione di una pubblica fiducia". Si tratta di uno strumento di natura politica, che si attiva quando la condotta del presidente danneggia "la società stessa".

Potrebbe perfino essere legale che il presidente faccia da giudice nella propria causa e crei un fondo finanziato dai contribuenti per ricompensare alleati e collaboratori, ammette Goldberg. È già chiaro che gli inquilini della Casa Bianca possono iniziare guerre senza che il Congresso o i tribunali si frappongano in modo efficace. Ma per l'editorialista è difficile immaginare scenari più adatti a far apparire fondata, agli occhi di Madison e dei suoi contemporanei, la rassicurazione che l'impeachment sarebbe stato il rimedio in caso di abusi presidenziali, una rassicurazione che oggi appare mal riposta.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Negli Stati Uniti i prezzi della benzina allargano il divario tra ricchi e poveri


Per le famiglie con redditi sotto i 40.000 dollari il costo del carburante per andare al lavoro pesa il 4% del reddito, contro meno dell'1% per chi guadagna oltre 100.000.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Negli Stati Uniti l'aumento dei prezzi della benzina pesa molto più sui redditi bassi che su quelli alti. Il divario fra le due fasce si è ampliato da marzo, quando è cominciata la guerra americana contro l'Iran e si sono bloccate le spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Per il quarto più povero delle famiglie americane, quelle con un reddito intorno o sotto i 40.000 dollari l'anno, il costo del carburante per andare al lavoro assorbe in media circa il 4% del reddito. Per il quarto più ricco, con redditi sopra i 100.000 dollari, lo stesso costo è inferiore all'1%.

Il calcolo è del Washington Post, che ha incrociato i prezzi mensili della benzina diffusi dall'AAA, l'associazione automobilistica americana, con i dati del censimento sui redditi e quelli federali sulle distanze medie percorse per recarsi al lavoro dalle diverse fasce di reddito.

I lavoratori a basso reddito vivono in media più lontano dai luoghi di lavoro, in zone con poco o nessun trasporto pubblico, guidano auto più vecchie e meno efficienti nei consumi e raramente possono lavorare da casa. Quando il prezzo del carburante sale, i loro margini di adattamento sono minimi: ridurre l'uso dell'auto significa rinunciare a raggiungere il posto di lavoro, il medico o i parenti, non risparmiare su spese accessorie.
Costo del pendolarismo per quartile di reddito

Economia
Il prezzo della benzina colpisce gli americani più poveri
Costo del carburante per il pendolarismo come quota del reddito familiare, per il 25% più povero e il 25% più ricco degli americani
Focus America

Elaborazione di Focus America su dati del Washington Post

I prezzi alla pompa sono saliti di oltre il 40% rispetto a un anno fa per effetto della guerra, raggiungendo a maggio una media nazionale di 4,50 dollari al gallone, contro i 3,18 di maggio 2025. Il presidente Donald Trump ha messo sul tavolo varie opzioni per contenere il rincaro, fra cui la sospensione dell'accisa federale sui carburanti. Allo stesso tempo ha minimizzato l'impatto economico della guerra sugli americani, sostenendo che la priorità è impedire all'Iran l'accesso ad armi nucleari. Sui prezzi alla pompa, martedì scorso, ha detto che sono "noccioline", espressione inglese per indicare un costo irrisorio.

Gli esperti di finanza personale raccomandano di non spendere più del 10% del reddito netto per gli spostamenti pendolari, includendo rate dell'auto, assicurazione, pedaggi e parcheggi. Il solo carburante che arriva al 4% del reddito basta a far saltare il bilancio domestico, perché lascia margini molto stretti per coprire tutte le altre voci.

Il peso del rincaro è più alto nelle contee rurali del Sud profondo, dell'Appalachia e delle Grandi Pianure. In quelle aree i prezzi alla pompa tendono a essere sotto la media nazionale, ma redditi bassi e tragitti lunghi si sommano. Nella contea di Owsley in Kentucky, la più povera fra quelle analizzate dal Washington Post, il reddito mediano è di circa 22.000 dollari l'anno e il solo carburante ne assorbe quasi il 19%. Nella contea di Suffolk, nello Stato di New York, il reddito mediano è di 130.000 dollari, ma nelle sacche di povertà di comunità come Brentwood e Central Islip i redditi tipici scendono a 47.000 dollari e il carburante si mangia quasi il 10% di quel reddito.

Una ricerca degli economisti della Federal Reserve di New York mostra come le famiglie reagiscono al rincaro. Quando i prezzi dell'energia sono saliti dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran in marzo, le famiglie con redditi sotto i 40.000 dollari hanno ridotto il consumo di benzina di circa il 7%. Le famiglie con redditi più alti non hanno praticamente cambiato comportamento, segno che il costo del carburante ridisegna la mobilità soprattutto in fondo alla scala dei redditi.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trofeo Suzuki Fishing Cup a Porto Barricata


Al via il secondo Trofeo Suzuki Fishing Cup a Porto Barricata

Dal 28 al 30 maggio torna il Trofeo Suzuki Fishing Cup, giunto al suo secondo appuntamento annuale, che si terrà nel contesto del Campionato Italiano Assoluto per Società di Traina d'Altura a Porto Barricata, organizzato dall’associazione ASD Barricata Fishing Club. L'iniziativa rinnova l’impegno di Suzuki nel mondo della pesca sportiva, promuovendo i valori di performance, affidabilità e rispetto per l'ambiente marino che da sempre contraddistinguono il marchio.

In qualità di partner consolidato della Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Suzuki sostiene le eccellenze di questa disciplina, offrendo ai partecipanti l'opportunità di gareggiare con la sicurezza e l'efficienza dei propri fuoribordo di ultima generazione. I motori Suzuki sono apprezzati per le elevate prestazioni e l’affidabilità nella pesca sportiva d’altura, permettendo di raggiungere rapidamente gli spot di pesca. Grazie al sistema Troll Mode, assicurano un controllo preciso ai bassi regimi, con una navigazione fluida, costante e silenziosa, caratteristiche fondamentali nella traina. Inoltre, la tecnologia #consumameno (Suzuki Lean Burn) consente di ottimizzare i consumi, un vantaggio particolarmente importante in questa tecnica di pesca, dove il motore rimane in funzione per molte ore consecutive.

Ciascun partecipante del team vincitore del secondo Trofeo Suzuki Fishing Cup riceverà una manutenzione completa per il proprio motore fuoribordo Suzuki. Questo premio sarà assegnato al team motorizzato Suzuki che si distinguerà, conquistando il gradino più alto della classifica, tra tutte le imbarcazioni equipaggiate con fuoribordo Suzuki.
Il podio del Primo Trofeo Suzuki 2026 di Ravenna
"Siamo entusiasti di dare il via al secondo Trofeo Suzuki Fishing Cup," ha dichiarato Paolo Ilariuzzi, Direttore della divisione Moto e Marine di Suzuki Italia. "Questo evento non è solo una competizione, ma una vera e propria celebrazione della passione che lega i nostri clienti al mare e alla pesca sportiva. La manutenzione completa che offriamo quest'anno è un modo per ringraziare e supportare concretamente i team che scelgono Suzuki, garantendo loro la massima efficienza e affidabilità del motore Suzuki per le prossime sfide in mare. È un ulteriore segnale del nostro impegno verso un futuro in cui performance e sostenibilità vanno di pari passo, anche grazie a pratiche come il catch and release, tecnica di rilascio obbligatoria nelle competizioni sportive FIPSAS."

Durante le giornate di gara a Porto Barricata, saranno presenti anche i membri del Suzuki Fishing Team, pronti a condividere la loro esperienza e a portare ulteriore entusiasmo e competenza all'evento.

Suzuki invita tutti gli appassionati a seguire il Campionato Assoluto per Società di Traina d'Altura, in loco e sui canali social, e vedere in azione le tecnologie innovative che rendono i suoi fuoribordo la scelta ideale per questa disciplina sportiva.

marine.suzuki.it

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

USA, maxi piano sull’IA: 9 miliardi alle agenzie d’intelligence per colmare il gap tecnologico


Washington accelera su chip e supercalcolo riservato per rafforzare analisi, cyberdifesa e raccolta dati strategica

La Casa Bianca ha approvato uno stanziamento riservato da 9 miliardi di dollari destinato al rafforzamento delle capacità di intelligenza artificiale delle principali agenzie di intelligence statunitensi, tra cui CIA e NSA. L’obiettivo dichiarato è colmare il crescente divario tecnologico rispetto ai grandi operatori privati del settore AI e dotare la comunità dell’intelligence di infrastrutture autonome, sicure e in grado di operare su reti completamente isolate.

Secondo quanto riportato dal canale analitico russo Rybar, il finanziamento sarebbe destinato all’acquisto di semiconduttori avanzati, GPU e acceleratori specializzati, oltre alla costruzione di nuovi data center governativi dedicati esclusivamente alle operazioni di intelligence basate sull’intelligenza artificiale. Il progetto rappresenterebbe uno dei più importanti investimenti federali statunitensi nel settore AI applicato alla sicurezza nazionale.

Fonti vicine al dossier riferiscono che le agenzie americane avrebbero espresso crescente preoccupazione per la difficoltà di accedere a sufficiente potenza computazionale rispetto alle grandi aziende tecnologiche commerciali, oggi leader nello sviluppo e nell’addestramento dei modelli linguistici avanzati. In particolare, la carenza globale di chip ad alte prestazioni starebbe limitando la possibilità di eseguire modelli sofisticati all’interno di ambienti classificati e reti chiuse.

Il piano finanziato da Washington prevede quindi la creazione di un’infrastruttura AI indipendente dal cloud civile, concepita per elaborare enormi quantità di dati sensibili provenienti da intercettazioni elettroniche, immagini satellitari, attività cyber e intelligence open source (OSINT). Una struttura che, secondo analisti del settore, potrebbe diventare il nucleo di una nuova generazione di strumenti per l’analisi predittiva e il supporto operativo delle agenzie federali.

Parallelamente, resta centrale il rapporto tra il governo statunitense e le società private di sviluppo AI. La National Security Agency starebbe già utilizzando modelli avanzati sviluppati da Anthropic, nonostante all’interno del Pentagono siano emerse preoccupazioni relative alla sicurezza delle supply chain e alla dipendenza tecnologica da fornitori commerciali. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa statunitense, l’utilizzo di tali sistemi sarebbe stato autorizzato anche a livello della Casa Bianca.

L’iniziativa evidenzia inoltre una vulnerabilità strategica condivisa dall’intero ecosistema tecnologico occidentale: la dipendenza da un numero ristretto di produttori di semiconduttori avanzati. Negli ultimi anni Washington ha infatti intensificato sia le restrizioni all’export di chip verso la Cina sia i programmi di incentivazione per la produzione nazionale di hardware critico, considerato ormai essenziale per la competizione geopolitica e militare.

Per numerosi osservatori internazionali, il dato più significativo non riguarda soltanto la dimensione economica dell’investimento, ma il suo significato strategico. Il fatto che gli Stati Uniti destinino miliardi di dollari specificamente all’“hardware di intelligence” conferma come l’intelligenza artificiale venga ormai considerata un’infrastruttura di sicurezza nazionale al pari dei satelliti, dei sistemi radar e delle reti di allerta precoce.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Ocasio-Cortez si prepara per il 2028


La deputata di New York non ha ancora deciso se candidarsi nel 2028, ma ha avviato un tour nazionale e moltiplicato le tappe negli Stati chiave delle primarie democratiche.

Alexandria Ocasio-Cortez ripete di non aver ancora deciso se candidarsi alla presidenza nel 2028, ma negli ultimi mesi ha avviato un tour nazionale che non chiama tour e ha moltiplicato le tappe negli Stati chiave delle primarie democratiche.

La deputata di New York è uno dei principali fattori di incertezza nella corsa per la nomination democratica. Operatori del partito stimano che, se decidesse di candidarsi, riuscirebbe a raccogliere almeno cento milioni di dollari solo da piccoli donatori, mobilitando la base che aveva sostenuto le campagne del senatore del Vermont Bernie Sanders e attirando un livello di attenzione mediatica che pochi altri candidati possono garantire.

Solo nel mese di maggio Ocasio-Cortez ha tenuto un comizio a Philadelphia in sostegno di un candidato al Congresso della sinistra impegnato in una primaria competitiva, ha parlato a Montgomery, in Alabama, sul diritto di voto e ha pronunciato un discorso alla storica Ebenezer Baptist Church di Atlanta insieme al senatore della Georgia Raphael Warnock. Warnock, che della chiesa è pastore principale, non concede sempre la parola ai politici in visita: l'ex segretario ai trasporti Pete Buttigieg era passato dalla chiesa a marzo senza intervenire dal pulpito.

Sempre ad Atlanta, Ocasio-Cortez ha incontrato Bernice King, figlia di Martin Luther King, presso il King Center per discutere di data center e di accesso al voto e ha visitato la Morehouse School of Medicine per parlare di salute materna nella popolazione afroamericana. Ha inoltre annunciato una serie di appoggi a candidati in varie elezioni nel Paese. Questa settimana volerà a Missoula, in Montana, per sostenere il candidato al Congresso Sam Forstag, un pompiere paracadutista e sindacalista già apparso lo scorso anno sullo stesso palco con Ocasio-Cortez e Sanders.

Ad aprile la deputata aveva partecipato al Power Rising Summit di Chicago, un evento che si presenta come uno spazio in cui le donne afroamericane definiscono un'agenda da portare nelle proprie comunità e a livello nazionale. Il summit è stato fondato dall'operatrice politica democratica Leah Daughtry. La frequentazione di questi ambienti, che riuniscono figure influenti dell'apparato del partito, segnala un'ambizione politica più ampia rispetto al collegio di New York City che la deputata rappresenta.

A Philadelphia Ocasio-Cortez ha citato con approvazione un attivista secondo cui "MAGA è l'ultimo respiro morente della Confederazione" e ha definito il momento attuale come uno di "liberazione, abolizione e rinascita dei valori che rendono davvero grande questo Paese". Ha richiamato l'idea, presente nella fondazione degli Stati Uniti, che "tutte le persone sono state create uguali". Alla Ebenezer Baptist Church ha portato in piedi i fedeli affermando: "siamo qui insieme e non torneremo indietro". Ha proseguito spiegando che "ciò che succede in Georgia succede a New York, ciò che succede in Tennessee succede in California, ciò che succede in Louisiana succede a tutti noi, perché questa è l'America". Sono temi che vanno oltre il perimetro del distretto di New York City che rappresenta al Congresso.

Ocasio-Cortez ha respinto la lettura di chi vede in questi movimenti la preparazione di una corsa alla Casa Bianca. Sostiene che la sua "ambizione non è posizionale" e che il suo obiettivo è "cambiare il Paese". Una persona vicina alla deputata ha dichiarato ad Axios che la decisione è ancora aperta, che resta in valutazione anche una candidatura al Senato nel 2028 e che il criterio sarà capire dove possa avere maggiore impatto politico. La stessa fonte aggiunge che Ocasio-Cortez tende a essere scettica sui primi sondaggi sulle primarie del 2028, compreso uno di questo mese che la vede in testa fra i possibili candidati.

La storia politica americana mostra che il diniego pubblico spesso precede la candidatura. Nel gennaio 2006 l'allora senatore dell'Illinois Barack Obama aveva detto che avrebbe completato i suoi sei anni di mandato e che non si sarebbe candidato né alla presidenza né alla vicepresidenza nel 2008. Dieci mesi dopo ammise di averci pensato. Nel 1990 il governatore dell'Arkansas Bill Clinton aveva promesso di restare in carica per quattro anni e aveva detto che solo "un incidente aereo o qualcosa di simile" lo avrebbe fermato. Dopo un tour di ascolto attraverso l'Arkansas nel 1991 cambiò idea e nel 1992 vinse le elezioni presidenziali.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

L'amministrazione Trump stringe anche sull'immigrazione legale


Il dipartimento per la Sicurezza interna obbliga chi chiede la green card a lasciare il paese durante l'attesa. Sospesi anche i visti lunghi da 75 paesi e la lotteria.

L'amministrazione del presidente Donald Trump ha cominciato a stringere anche sull'immigrazione legale dopo che i sondaggi hanno mostrato l'impopolarità delle operazioni più aggressive condotte nelle ultime settimane contro gli immigrati irregolari nelle città di Chicago e Minneapolis. Da mesi i funzionari della Casa Bianca descrivono il sistema dei visti regolari come pieno di abusi e di frodi, sostenendo che vada riformato dalla base. Venerdì 22 maggio il dipartimento per la Sicurezza interna ha annunciato la misura più visibile di questa nuova linea: la maggior parte degli immigrati che chiedono la green card dovrà lasciare gli Stati Uniti durante i lunghi tempi di attesa della pratica.

La green card è il documento che riconosce lo status di residente permanente, il passo immediatamente precedente alla cittadinanza, e viene rilasciata dopo una serie di controlli del governo. La nuova policy ha colto di sorpresa gli avvocati che si occupano di pratiche di immigrazione, perché interviene su una procedura che fino a oggi era rimasta fuori dal mirino dell'amministrazione.

La stretta sulle green card arriva dopo una serie di provvedimenti che hanno ridotto l'ingresso di stranieri negli Stati Uniti per vie regolari. L'amministrazione ha sospeso il programma di lotteria che ogni anno assegnava più di 50.000 visti a livello internazionale, ha bloccato il rilascio dei visti permanenti dai cittadini di 75 paesi e ha congelato le pratiche di immigrazione presentate negli Stati Uniti da chi proviene dai paesi inseriti in una lista di restrizioni ai viaggi, che oggi conta più di 35 nazioni. In questo modo i cittadini di quei paesi che vivono già negli Stati Uniti faticano a ottenere documenti per restare in modo temporaneo o stabile.

"Non vedono la loro agenda sull'immigrazione legale come una cosa separata da quella sull'immigrazione irregolare", ha detto al New York Times David J. Bier, direttore degli studi sull'immigrazione del CATO Institute, un think tank di orientamento libertario. "L'agenda sull'immigrazione legale è un'estensione di quella sull'immigrazione irregolare."

La Casa Bianca ha difeso la linea sostenendo che il presidente sta lavorando per gli americani e che le restrizioni ai viaggi servono a bloccare gli ingressi da paesi con governi instabili. "L'agenda comprende anche garantire agli americani l'accesso a lavori ben pagati in patria e impedire agli stranieri di sfruttare e abusare del nostro sistema di immigrazione", ha dichiarato Abigail Jackson, portavoce della Casa Bianca. "È l'agenda di buon senso che gli americani hanno scelto di far attuare al presidente."

Nel discorso sullo stato dell'Unione del 2019 il presidente aveva sostenuto pubblicamente l'immigrazione legale, definendo gli immigrati regolari una fonte di arricchimento per la nazione e auspicando l'arrivo del numero più alto di stranieri regolari di sempre. Nel 2024, durante la campagna presidenziale, intervistato in un popolare podcast del settore tecnologico, aveva proposto di assegnare automaticamente la green card agli stranieri che si laureano in un'università americana, compresi i college biennali.

Un sondaggio dell'Associated Press e del centro NORC pubblicato lo scorso settembre ha registrato che quasi il 60 per cento degli americani considera gli immigrati legali un beneficio importante per l'economia e circa la metà ritiene che portino competenze specializzate alle aziende statunitensi. La nuova stretta sull'immigrazione regolare rischia quindi di rivelarsi politicamente fragile. Il presidente aveva già ritirato gli agenti dell'immigrazione da Minneapolis dopo che i sondaggi avevano mostrato la stanchezza degli americani per le operazioni più dure, in particolare dopo la morte di due cittadini americani che protestavano contro la stretta federale.

Mark Krikorian, alla guida del Center for Immigration Studies, un'organizzazione che sostiene politiche migratorie più restrittive, ha minimizzato il rischio politico per la Casa Bianca. "I sondaggi mostrano che gli americani sostengono l'immigrazione legale in modo generico e poco definito", ha detto al New York Times, aggiungendo che il sistema è considerato così pieno di falle che l'opinione pubblica non si opporrebbe a interventi volti a chiudere scappatoie e a colpire le frodi.

Amanda Baran, ex funzionaria del dipartimento per la Sicurezza interna sotto l'amministrazione Biden con competenza in immigrazione legale, ha dato una lettura opposta. "Concentrarsi sull'immigrazione irregolare è stata una bugia per nascondere il vero obiettivo, ridurre l'immigrazione di qualsiasi tipo, e ora stiamo vedendo quella visione diventare realtà", ha detto al New York Times. La decisione di venerdì sulle pratiche per la green card, che potrebbe separare famiglie costringendo i coniugi ad aspettare all'estero, chiarisce secondo lei la nuova direzione dell'amministrazione.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Indonesia, servono 486 miliardi di dollari entro il 2027 per sostenere la crescita economica


Jakarta accelera sui piani di sviluppo: governo e autorità finanziarie cercano nuove risorse per sostenere investimenti e PIL

L’Indonesia avrà bisogno di circa 8.600 trilioni di rupie, equivalenti a 486 miliardi di dollari statunitensi, entro il 2027 per sostenere gli ambiziosi obiettivi di crescita economica fissati dal governo del presidente Prabowo Subianto. È quanto emerso dalle dichiarazioni dell’Autorità dei Servizi Finanziari indonesiana (OJK), che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ampliare le fonti di finanziamento nazionali oltre i canali tradizionali.

A delineare il quadro è stata Friderica Widyasari Dewi, presidente del Consiglio dei Commissari dell’OJK, intervenendo durante la Conferenza Nazionale sullo Sviluppo Economico Regionale tenutasi a Jakarta. Secondo Dewi, la stima elaborata dal Ministero della Pianificazione dello Sviluppo Nazionale (Bappenas) riflette il fabbisogno finanziario necessario per sostenere una crescita economica compresa tra il 5,9% e il 7,5% nel prossimo ciclo di sviluppo.

L’entità delle risorse richieste evidenzia la portata della strategia economica avviata dalla nuova amministrazione indonesiana, che punta ad accelerare industrializzazione, infrastrutture e investimenti produttivi in uno dei mercati emergenti più importanti dell’Asia sudorientale.

Finanziamenti oltre il bilancio statale


Nel suo intervento, Dewi ha sottolineato che il raggiungimento di tali obiettivi non potrà dipendere esclusivamente dal bilancio pubblico, dal sistema bancario o dal mercato dei capitali tradizionale. Secondo l’OJK, sarà necessario rafforzare un ecosistema finanziario più ampio e diversificato, capace di attrarre capitali attraverso strumenti innovativi e nuove forme di partecipazione.

“La necessità di finanziamento dello sviluppo richiede il coinvolgimento di diversi settori finanziari”, ha spiegato Dewi, evidenziando come il governo stia incoraggiando una maggiore partecipazione da parte di investitori istituzionali, fondi privati e strumenti alternativi di raccolta del capitale.

L’obiettivo delle autorità è quello di costruire un sistema finanziario più resiliente e inclusivo, in grado di sostenere nel lungo periodo programmi infrastrutturali, transizione energetica, sviluppo industriale e crescita dei consumi interni.

La strategia economica del governo Prabowo


L’amministrazione del presidente Prabowo Subianto ha posto la crescita economica tra le priorità centrali della nuova agenda politica nazionale. Jakarta mira infatti a rafforzare il ruolo dell’Indonesia come polo manifatturiero e logistico regionale, sfruttando la domanda interna, le risorse naturali strategiche e l’aumento degli investimenti esteri.

Tra i principali obiettivi figurano il potenziamento delle infrastrutture, lo sviluppo della filiera mineraria e delle batterie elettriche, oltre alla modernizzazione del sistema industriale nazionale. Per sostenere tali programmi, il governo considera essenziale mobilitare capitali su larga scala e migliorare l’accesso al credito e agli strumenti finanziari innovativi.

L’OJK ha inoltre confermato che continuerà a rafforzare la regolamentazione e l’inclusione finanziaria per favorire una crescita economica definita “sostenibile e di lungo termine”.

Sfida cruciale per il Sud-est asiatico


Con una popolazione superiore ai 280 milioni di abitanti e una delle economie più dinamiche della regione, l’Indonesia rappresenta oggi uno dei principali mercati emergenti globali. Tuttavia, la necessità di reperire quasi 500 miliardi di dollari entro il 2027 mette in evidenza la complessità della sfida finanziaria che il Paese dovrà affrontare nei prossimi anni.

Gli osservatori ritengono che la capacità di attrarre investimenti privati, mantenere stabilità macroeconomica e rafforzare il sistema finanziario sarà determinante per consentire all’Indonesia di raggiungere i propri target di crescita e consolidare il proprio peso economico nell’area asiatica.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Sovranità digitale europea: perché la scelta di FRITZ! diventa sempre più strategica


La sovranità digitale europea non è più un tema riservato agli addetti ai lavori. Negli ultimi anni è diventata una delle questioni centrali per aziende, pubbliche amministrazioni e operatori del settore tecnologico, perché riguarda da vicino la sicurezza dei dati, il controllo delle infrastrutture e la dipendenza da fornitori esterni all’Unione Europea.

In un contesto segnato da attacchi informatici sempre più frequenti, tensioni geopolitiche e crescente attenzione alla protezione delle filiere digitali, l’Europa sta rafforzando il proprio quadro normativo con strumenti come la Direttiva NIS 2, il Cybersecurity Act e il Cyber Resilience Act. L’obiettivo è chiaro: costruire un ecosistema digitale più sicuro, autonomo e resistente, dove la sicurezza non sia un elemento aggiunto dopo, ma una caratteristica integrata fin dalla progettazione.

In questo scenario, anche la scelta di un router, di una soluzione di rete o di un vendor tecnologico assume un peso diverso. Non si parla più soltanto di velocità Wi-Fi, copertura o facilità d’uso, ma anche di conformità normativa, aggiornamenti, trasparenza della supply chain e capacità di ridurre i rischi operativi. Ed è proprio qui che il ruolo di FRITZ! diventa interessante.

La sovranità digitale europea parte dalle infrastrutture


Quando si parla di sovranità digitale, il primo pensiero va spesso ai grandi data center, al cloud o ai servizi online. In realtà, il concetto è molto più ampio e riguarda anche gli apparati che ogni giorno gestiscono la connettività di aziende, uffici, studi professionali e abitazioni evolute.

Router, sistemi mesh, gateway e dispositivi di rete sono il primo punto di accesso alla vita digitale. Se non sono progettati, aggiornati e gestiti in modo sicuro, possono diventare un punto debole dell’intera infrastruttura. Per questo l’Unione Europea sta spostando progressivamente l’attenzione dalla semplice protezione dei servizi alla sicurezza dell’intero ciclo di vita dei prodotti digitali.

La Direttiva NIS 2 va proprio in questa direzione. Il testo europeo stabilisce un quadro comune per innalzare il livello di cybersicurezza nell’Unione e coinvolge settori essenziali e importanti come telecomunicazioni, energia, sanità, trasporti, pubblica amministrazione e servizi digitali. In Italia, la direttiva è stata recepita con il Decreto Legislativo 4 settembre 2024, n. 138, che definisce misure per garantire un livello elevato di sicurezza informatica a livello nazionale.

Questo significa che le imprese devono iniziare a considerare la sicurezza informatica come un tema di governance, non solo come un problema tecnico. La gestione del rischio, il controllo dei fornitori, gli aggiornamenti costanti e la capacità di reagire rapidamente agli incidenti diventano elementi centrali nella continuità operativa.

NIS 2, Cybersecurity Act e Cyber Resilience Act: cosa cambia per le aziende


Il nuovo scenario europeo non riguarda soltanto le grandi organizzazioni. Anche molte realtà medio-piccole che lavorano in filiere strutturate, partecipano a gare o forniscono servizi a soggetti critici dovranno dimostrare maggiore attenzione alla sicurezza dei propri sistemi.

La NIS 2 introduce un approccio più rigoroso alla gestione del rischio informatico. Non basta avere un’infrastruttura funzionante: serve poter dimostrare che quella infrastruttura è gestita in modo sicuro, con procedure adeguate, fornitori affidabili e strumenti aggiornati. Questo comprende anche la valutazione della supply chain, un aspetto sempre più delicato quando entrano in gioco vendor soggetti a normative, giurisdizioni o pressioni geopolitiche esterne all’Europa.

A questo si affianca il Cybersecurity Act, che ha introdotto un quadro europeo di certificazione per prodotti, servizi e processi ICT. L’idea è creare regole comuni, riconosciute in tutta l’Unione, per rendere più semplice valutare il livello di sicurezza delle soluzioni tecnologiche.

Il Cyber Resilience Act, invece, spinge ancora di più sul concetto di sicurezza integrata nei prodotti con elementi digitali. Il regolamento è entrato in vigore il 10 dicembre 2024 e stabilisce requisiti comuni per hardware e software, con attenzione agli aggiornamenti, alla gestione delle vulnerabilità e alla sicurezza lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

Tradotto in modo semplice, l’Europa sta dicendo alle aziende una cosa molto chiara: non basta usare prodotti performanti, bisogna scegliere tecnologie affidabili, aggiornate e coerenti con il quadro normativo europeo.

Perché scegliere un vendor europeo è sempre più importante


In passato, la scelta di un fornitore tecnologico veniva spesso valutata quasi esclusivamente su prezzo, prestazioni e disponibilità. Oggi questi aspetti restano importanti, ma non sono più sufficienti. La provenienza del vendor, il controllo della filiera, la localizzazione dello sviluppo e la trasparenza degli aggiornamenti diventano elementi strategici.

Scegliere un vendor europeo significa ridurre alcune incertezze legate alla giurisdizione, alla gestione dei dati, alla continuità del supporto e alla compatibilità con le normative comunitarie. Significa anche poter contare su un modello più vicino alle esigenze delle imprese europee, soprattutto quando si parla di auditabilità, documentazione tecnica e gestione degli incidenti.

Nel testo di partenza, FRITZ! viene presentata proprio come una realtà coerente con questa visione: non soltanto un produttore di soluzioni di networking, ma un abilitatore di fiducia digitale, sicurezza e conformità.

Il ruolo di FRITZ! nella sovranità digitale europea


FRITZ!, marchio storicamente legato ad AVM, ha costruito negli anni una forte identità europea. Secondo le informazioni ufficiali dell’azienda, FRITZ! sviluppa i propri prodotti a Berlino e li produce in Europa, con un percorso iniziato nel 1986. Questo posizionamento diventa particolarmente rilevante in un momento in cui la filiera tecnologica è osservata con molta più attenzione rispetto al passato.

Il vantaggio non è solo comunicativo. Per aziende, professionisti e operatori che devono ragionare in ottica di sicurezza di rete, poter contare su un vendor europeo può semplificare la valutazione del rischio. La vicinanza normativa e geografica, il controllo dello sviluppo e la produzione europea sono elementi che aiutano a costruire un rapporto più trasparente tra produttore, rivenditori, installatori e clienti finali.

FRITZ! punta inoltre su un approccio basato su aggiornamenti regolari, sviluppo interno e attenzione alla sicurezza del software. Il sistema FRITZ!OS viene aggiornato nel tempo con nuove funzioni e miglioramenti di sicurezza, un aspetto fondamentale perché un dispositivo di rete non può essere considerato sicuro solo al momento dell’acquisto. Deve restare sicuro anche dopo mesi e anni di utilizzo.

Security-by-design: la sicurezza non arriva dopo


Uno dei concetti più importanti del nuovo quadro europeo è quello di security-by-design. Significa progettare prodotti e sistemi pensando alla sicurezza fin dall’inizio, invece di intervenire solo quando emerge una vulnerabilità o un problema.

Nel caso delle soluzioni FRITZ!, il testo evidenzia elementi come firewall integrato, DNS sicuro, crittografia WPA3 e autenticazione multi-fattore per gli accessi remoti. Sono funzioni che, prese singolarmente, possono sembrare ormai “normali” in un buon dispositivo di rete, ma che diventano molto più importanti se inserite in una strategia complessiva di protezione dell’infrastruttura.

Per un’azienda, infatti, il router non è un semplice accessorio. È il punto da cui passano connessioni, dispositivi, servizi cloud, VPN, telefonia IP, smart working e spesso anche sistemi IoT. Un prodotto aggiornato e progettato con criteri di sicurezza può ridurre il rischio di accessi non autorizzati, configurazioni deboli e vulnerabilità non gestite.

Aggiornamenti, continuità e fiducia nel lungo periodo


Un altro elemento centrale è la gestione degli aggiornamenti. Nel mondo consumer spesso si guarda al router come a un dispositivo da installare e dimenticare. In ambito professionale, invece, questa logica non è più sostenibile.

Un apparato di rete deve ricevere aggiornamenti, correzioni di sicurezza e miglioramenti nel tempo. FRITZ! comunica in modo chiaro la disponibilità di aggiornamenti regolari per i propri prodotti, con l’obiettivo di mantenere i dispositivi sicuri e funzionali per diversi anni. Alcuni modelli, come FRITZ!Box 7690, vengono presentati anche con supporto agli aggiornamenti automatici, nuove funzioni e miglioramenti di sicurezza nel tempo.

Questo aspetto è particolarmente importante per chi deve garantire continuità operativa. Un’infrastruttura non aggiornata può esporre l’azienda a downtime, incidenti informatici, perdita di dati, danni reputazionali e costi imprevisti. Il testo di partenza sottolinea anche il rischio di contraccolpi commerciali, come il mancato rispetto degli SLA, l’aumento dei premi assicurativi cyber e l’esclusione da filiere o gare più strutturate.

FRITZ! come scelta concreta per reti più autonome e resilienti


La sovranità digitale europea non si costruisce soltanto con regolamenti e direttive. Le norme indicano la direzione, ma poi sono le scelte concrete delle aziende a fare la differenza. Scegliere dispositivi di rete progettati con attenzione alla sicurezza, aggiornati nel tempo e sviluppati in Europa significa anticipare un modo diverso di guardare alla tecnologia.

In questo senso, FRITZ! si inserisce in modo naturale nel dibattito sulla sovranità digitale. La combinazione tra sviluppo europeo, produzione in Europa, aggiornamenti software e attenzione alla sicurezza rende il brand particolarmente interessante per chi cerca soluzioni di networking affidabili e coerenti con il nuovo scenario normativo.

Non si tratta solo di scegliere un router performante o un sistema mesh stabile. Si tratta di scegliere un’infrastruttura che possa accompagnare aziende, professionisti e utenti evoluti in un contesto dove la sicurezza digitale sarà sempre più legata alla responsabilità, alla trasparenza e alla capacità di dimostrare il controllo della propria filiera tecnologica.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump rischia di regalare il Texas ai Democratici


L'analisi di Nate Silver: il presidente ha scelto il candidato peggiore al momento peggiore. La sfida con il democratico Talarico è ora un testa a testa.

Martedì in Texas si vota il ballottaggio della primaria repubblicana per il Senato federale, tra il senatore uscente John Cornyn e il procuratore generale dello stato Ken Paxton. Il presidente Donald Trump ha annunciato il proprio appoggio a Paxton solo nell'ultima settimana di campagna, definendolo un "true MAGA Warrior". Come ha spiegato lo statistico Nate Silver su Silver Bulletin, l'endorsement è arrivato al momento peggiore e su un candidato che rischia di far perdere ai repubblicani un seggio in uno stato storicamente rosso.

I democratici hanno bisogno di conquistare quattro seggi a novembre per prendere il controllo del Senato. I due più alla portata sono in Maine e in North Carolina. Per gli altri due servono Stati più difficili e mettere il Texas in gioco amplierebbe in modo significativo le combinazioni possibili.

A marzo, alla vigilia delle primarie, Trump aveva appoggiato tutti e tre i principali candidati repubblicani in corsa: Cornyn, Paxton e Wesley Hunt. Una scelta che ha vanificato il valore dell'endorsement come segnale agli elettori. Nessuno ha superato la soglia del 50 percento necessaria a evitare il ballottaggio: Cornyn ha ottenuto il 41,9 percento, Paxton il 40,7 percento e Hunt il 13,5 percento.

Secondo l'analisi di Silver, un endorsement solitario a inizio campagna avrebbe probabilmente portato uno dei due candidati oltre quella soglia, evitando il ballottaggio. Trump non è nuovo a interventi anticipati: aveva appoggiato Herschel Walker otto mesi prima delle primarie repubblicane in Georgia nel 2022. In Texas invece il presidente ha aspettato fino all'ultima settimana, dopo che il termine per ritirarsi dal ballottaggio era passato il 17 marzo. Sui mercati di previsione le quotazioni di Paxton sono salite dal 60 al 95 percento dopo l'annuncio.

Il modello del Silver Bulletin indica il Texas come un R +4 a novembre con candidati "generici", quindi favorevole ai repubblicani. Ma Paxton non è un candidato generico. I dati storici mostrano che gli scandali pesano in media intorno a cinque punti percentuali e Paxton è il detentore del record regionale per scandali. Applicando questa penalità, un vantaggio repubblicano di quattro punti si trasforma in un pareggio o addirittura in un D +1.

Il candidato democratico è James Talarico, deputato della Camera dello stato del Texas, che ha vinto la primaria senza bisogno di ballottaggio battendo Jasmine Crockett, considerata dai repubblicani la sfidante preferita. I mercati di previsione danno la sfida tra Paxton e Talarico come un testa a testa. I sondaggi più recenti mostrano Talarico in vantaggio in media di tre punti su Paxton, mentre prima della chiusura della primaria democratica era Paxton a essere avanti di un punto.

La primaria repubblicana per il Senato in Texas è stata la più costosa di sempre per una corsa di partito al Senato federale. Secondo un'analisi di News From The States basata su dati AdImpact, le due campagne repubblicane e i gruppi collegati hanno speso oltre 20 milioni di dollari in pubblicità solo per il ballottaggio. Paxton ha speso più nel ballottaggio che nella primaria stessa. Un endorsement anticipato avrebbe permesso ai donatori nazionali e al National Republican Senatorial Committee di risparmiare quelle risorse e dirottarle su stati più contesi come Maine, Iowa, Florida, Alaska o Ohio.

Dopo l'endorsement, Paxton ha accettato di sospendere gli spot negativi nell'ultima settimana di campagna. Cornyn ha rifiutato. In un messaggio pubblico ha scritto: "So che sei disperato per evitare di rendere conto delle tue azioni, Ken. Ci servono ancora qualche giorno per ricordare che hai patteggiato per uno stupratore di minori, offrendogli un solo giorno di prigione e nessuna iscrizione al registro degli autori di reati sessuali, come favore all'avvocato di Nate Paul". Mentre i due repubblicani si attaccano, Talarico raccoglie fondi da donatori facoltosi e conduce di fatto la campagna generale.

Talarico non è un candidato senza punti deboli. Il suo incarico più alto è quello di deputato statale, il livello più basso nella scala dell'esperienza politica usata dal modello del Silver Bulletin. Nel 2021 ha dichiarato che "Dio è non binario", una frase che potrà essere usata contro di lui in uno stato tra i più religiosi degli Stati Uniti. Il Texas non elegge un democratico al Senato federale dal 1988, quando vinse Lloyd Bentsen.

Il bilancio elettorale di Paxton resta mediocre. Nel 2018 vinse la corsa per la procura generale del Texas con appena tre punti di margine, molto meno dei tredici punti con cui Greg Abbott conquistò la corsa per il governatore lo stesso anno. Cornyn ha invece vinto le sue ultime quattro elezioni al Senato federale con un margine medio di quindici punti. Per l'analisi di Nate Silver, se il 4 novembre i repubblicani si sveglieranno con il Senato in mano ai democratici e il Texas tra le sconfitte, dovranno ringraziare il presidente.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Arezzo, fermato corriere della droga: intercettato Doblò con 20 kg di stupefacenti


I carabinieri bloccano un romano alle porte della città toscana: sequestrati anche 22mila euro in contanti. Si indaga sull'asse Lazio-Toscana

Un controllo stradale lungo una delle principali arterie di accesso al capoluogo aretino ha portato all’arresto di un uomo di origine romana, trovato in possesso di circa 20 chilogrammi di sostanze stupefacenti e di 22mila euro in contanti nascosti all’interno del veicolo su cui viaggiava. L’operazione è stata condotta dai carabinieri nell’ambito dell’attività di monitoraggio dei flussi veicolari predisposta sul territorio provinciale.

Secondo quanto riportato da RomaToday, una pattuglia impegnata nel servizio di controllo del territorio ha notato una manovra ritenuta sospetta da parte del conducente di un furgone Fiat Doblò bianco. I militari hanno quindi intimato l’alt al mezzo per procedere alle verifiche di routine.

Durante il controllo, l’atteggiamento dell’uomo avrebbe insospettito ulteriormente gli operatori, inducendoli a effettuare una perquisizione approfondita del veicolo. All’interno del furgone i carabinieri hanno rinvenuto un ingente quantitativo di droga, suddiviso tra marijuana e hashish, per un peso complessivo di circa 20 chilogrammi. Nel corso delle operazioni è stata inoltre sequestrata una somma pari a 22mila euro in contanti, ritenuta dagli investigatori compatibile con proventi legati all’attività di spaccio.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, al termine delle formalità di rito, trasferito in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Gli inquirenti stanno ora approfondendo la provenienza dello stupefacente e la possibile destinazione del carico sequestrato.

Le indagini si concentrano anche sull’eventuale esistenza di un canale stabile di distribuzione tra Lazio e Toscana. Gli investigatori stanno analizzando i contatti e gli spostamenti dell’indagato per verificare se il trasporto della droga fosse inserito in una rete organizzata di approvvigionamento destinata ai mercati locali.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Smartphone AI-centric: ricerche più che raddoppiate in due anni, ora valgono il 27% su Trovaprezzi.it


Secondo i dati diffusi da Trovaprezzi.it, l’interesse verso i modelli AI-centric è più che raddoppiato negli ultimi due anni, arrivando a rappresentare il 27% delle ricerche online nel settore mobile
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nella vita degli italiani, anche quando si fa riferimento al mondo della tecnologia e agli smartphone in particolare. I dati di Trovaprezzi.it mostrano infatti come, nel giro di poco più di un anno, le funzionalità AI siano diventate uno dei principali driver nella scelta di un nuovo dispositivo, modificando in modo significativo le priorità degli utenti italiani e il modo stesso in cui viene valutato uno smartphone.

Un interesse che cresce in modo esponenziale


L’analisi delle ricerche effettuate sulla piattaforma evidenzia una crescita costante del peso dei modelli che fanno leva sull’AI come elemento distintivo. L’interesse è passato dal 9-10% nei primi mesi del 2024 a valori superiori al 20% nel 2025, fino ad arrivare al 27% nel marzo 2026. Nei primi cinque mesi del 2026, la quota media delle ricerche orientate verso smartphone con forte integrazione AI si attesta attorno al 24%, contro il 10% registrato nello stesso periodo del 2024. In due anni, quindi, l’interesse verso l’AI applicata agli smartphone è più che raddoppiato.

Un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico


Il dato è particolarmente significativo: infatti, si fino a poco tempo fa gli utenti sceglievano principalmente in base a caratteristiche hardware tradizionali, oggi cresce l’attenzione verso funzionalità intelligenti legate alla produttività, all’elaborazione avanzata delle immagini, agli assistenti generativi, alla traduzione in tempo reale e all’ottimizzazione automatica dell’esperienza d’uso.
Le caratteristiche preferite dagli italiani quando scelgono di acquistare uno smartphoneLe caratteristiche preferite dagli italiani quando scelgono di acquistare uno smartphone
Questo cambiamento emerge chiaramente anche osservando l’evoluzione delle altre leve di ricerca. La memoria e la capacità di storage restano ancora il primo parametro in assoluto, ma mostrano un progressivo ridimensionamento rispetto al passato: nel 2024 rappresentavano stabilmente oltre il 40% delle preferenze in molti mesi dell’anno, mentre nel 2026 oscillano prevalentemente tra il 28% e il 33%. Segno che la semplice disponibilità di spazio non basta più, da sola, a guidare la scelta.

MOVA V70 Ultra Complete: premiato con Red Dot Award 2026
MOVA V70 Ultra Complete arriva sul mercato con un sistema senza sacchetto, mocio estensibile e un design innovativo che gli è valso il prestigioso Red Dot Award 2026
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Anche il peso della fotocamera resta molto elevato e sostanzialmente stabile nel tempo. I modelli che puntano sul comparto fotografico come principale elemento distintivo continuano infatti a rappresentare circa il 30% delle ricerche anche nel 2026, confermando come la qualità fotografica rimanga una priorità centrale per i consumatori, soprattutto in un contesto in cui lo smartphone è ormai il principale strumento quotidiano per creare contenuti. Al contrario, alcune caratteristiche che in passato erano considerate fortemente distintive sembrano oggi essersi normalizzate. L’autonomia della batteria, ad esempio, pesa meno rispetto a due anni fa, mentre RAM, resistenza all’acqua e ricarica rapida restano fattori, comunque, secondari nelle scelte degli utenti.

L'AI è diventata il principale driver di acquisto


Anche l’analisi dei prodotti più cercati conferma questo scenario. Nel 2024 dominavano soprattutto modelli i cui punti di forza erano legati principalmente a memoria e comparto fotografico, mentre tra il 2025 e il 2026 cresce nettamente la presenza di smartphone che puntano sull’ecosistema AI, con dispositivi come Samsung Galaxy S25, Galaxy S25 Ultra e iPhone 16 e 17 tra i più richiesti in assoluto. Parallelamente continuano a performare molto bene i dispositivi con grande capacità di archiviazione e forte vocazione fotografica, segno che le persone non stanno sostituendo vecchie priorità con nuove esigenze, ma stanno cercando smartphone sempre più completi e multifunzionali.

EZVIZ EP4: spioncino smart 4K con riconoscimento facciale AI
Il dispositivo integra AI, controllo remoto e funzioni avanzate per offrire maggiore sicurezza, privacy e gestione smart dell’ingresso di casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Dal punto di vista del profilo degli utenti, la fascia più attiva nella ricerca di smartphone è quella compresa tra i 35 e i 54 anni, che rappresenta quasi la metà delle ricerche complessive alla categoria (46%) seguita dai 25-34enni (22%). A livello geografico, la Lombardia guida nettamente l’interesse con il 33% delle ricerche e 109 ricerche ogni 1.000 abitanti, seguita dal Lazio con il 15% e 86 ricerche ogni 1.000 abitanti. Sul fronte del genere il pubblico è prevalentemente maschile, con il 73% delle ricerche complessive.

“L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel processo di valutazione degli smartphone da parte degli utenti italiani, affiancando criteri tradizionalmente centrali come fotocamera, memoria e prestazioni”, ha commentato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



MOVA V70 Ultra Complete arriva in Italia: il robot senza sacchetto con mocio estensibile vince il Red Dot Award 2026


MOVA ha annunciato la disponibilità di V70 Ultra Complete, il suo nuovo robot aspirapolvere di punta. Vincitore del premio Red Dot Award: Product Design 2026, il prodotto èprogettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia di bordi, angoli e zone difficili da raggiungere.

Motorola Razr 70 Ultra, Plus e Razr 70 ufficiali: novità, AI e prezzi
I nuovi flip phone integrano funzionalità AI avanzate, hardware più potente, display evoluti e un design premium pensato per competere nel segmento foldable di fascia alta
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Infatti, combinando estensione della portata del mocio, capacità di superamento ostacoli, potenza di aspirazione e funzionamento a bassa manutenzione, V70 Ultra Complete garantisce una pulizia più completa e uniforme di ogni angolo della casa, introducendo al contempo un sistema di raccolta della polvere più sostenibile senza sacchetto.
Il sistema MaxiReachX è dotato di un’estensione del mocio di 16 cm abbinata a una spazzola laterale estensibile adattiva di 12 cmIl sistema MaxiReachX è dotato di un’estensione del mocio di 16 cm abbinata a una spazzola laterale estensibile adattiva di 12 cm

MaxiReachX arriva dove gli altri non riescono


La caratteristica principale di V70 Ultra Complete è il sistema MaxiReachX. Questo meccanismo a doppia estensione consente al robot di pulire a fondo gli angoli, lungo le pareti, sotto i mobili più bassi e in tutte le zone solitamente trascurate. Il sistema si adatta dinamicamente ai diversi ambienti, mantenendo la propria efficacia anche negli spazi ristretti o complessi. Riducendo al minimo la necessità di rifiniture manuali degli angoli ciechi, grazie a V70 ci si avvicina a una pulizia veramente completa della casa.
Il contenitore per la polvere, completamente lavabile, sostituisce il sacchetto e garantisce fino a cento giorni di utilizzoIl contenitore per la polvere, completamente lavabile, sostituisce il sacchetto e garantisce fino a cento giorni di utilizzo

EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto


Oltre a migliorare le prestazioni di pulizia, V70 Ultra Complete è progettato per semplificare la manutenzione a lungo termine e ridurre l’impatto ambientale. Il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto EcoCyclone elimina la necessità di sacchetti usa e getta, sostituendoli con un contenitore per la polvere completamente lavabile che garantisce fino a cento giorni di utilizzo senza interventi manuali. Rimuovendo le componenti consumabili dal sistema, MOVA riduce anche i costi ricorrenti, minimizzando gli sprechi con un approccio più sostenibile alla pulizia quotidiana della casa.
La capacità del V70 Ultra di salire sui gradini consente di coprire anche le superfici con dislivelliLa capacità del V70 Ultra di salire sui gradini consente di coprire anche le superfici con dislivelli

Capacità di superamento di ostacoli fino a 9 cm


Il vero limite dei robot aspirapolvere spesso non è la potenza di aspirazione, bensì la mobilità. Soglie delle porte, binari e pavimenti irregolari possono interrompere i cicli di pulizia o impedire del tutto l’accesso. Grazie al sistema StepMaster 2.0, V70 Ultra Complete è in grado di superare ostacoli fino a 9 cm complessivi (circa 2 gradini da 4,5 cm ciascuno), spostandosi senza difficoltà tra le stanze e su superfici diverse. In questo modo, la pulizia può proseguire senza interruzioni in tutta la casa, anche negli ambienti con frequenti dislivelli.
La potenza di aspirazione fino a 40.000 pa consente di rimuovere efficacemente polvere fine, detriti più grossolani e capelli sia dai pavimenti duri che dai tappetiLa potenza di aspirazione fino a 40.000 pa consente di rimuovere efficacemente polvere fine, detriti più grossolani e capelli sia dai pavimenti duri che dai tappeti

Massima efficacia su ogni superficie


In linea con una maggiore estensione e mobilità, V70 Ultra Complete offre una potenza di aspirazione fino a 40.000 Pa, grazie a un motore ad alta velocità e a un sistema di flusso d’aria ottimizzato. Questo consente di rimuovere efficacemente polvere fine, detriti più grossolani e capelli sia dai pavimenti duri che dai tappeti. Il sistema di spazzole anti-groviglio, inoltre, garantisce l’efficacia nel tempo, riducendo gli sforzi di manutenzione nell’uso quotidiano.

DJI Mic Mini 2: audio migliorato, autonomia e novità del microfono wireless
Il dispositivo introduce qualità audio migliorata, maggiore autonomia, design portatile e una nuova custodia all-in-one pensata per semplificare registrazione e trasporto
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Pulizia automatizzata


V70 Ultra Complete è supportato da una stazione base all-in-one che automatizza le principali operazioni di manutenzione, tra cui la raccolta della polvere, il lavaggio del panno, l’asciugatura e il rifornimento della soluzione detergente. Grazie all’asciugatura ad aria calda a 70°C e alla pulizia della spazzola con piastre riscaldate a 100°C, il sistema mantiene l’igiene riducendo al minimo l’intervento dell’utente, permettendo al robot di essere sempre pronto per il ciclo di pulizia successivo e assicurando uno standard di pulizia costantemente elevato con il minimo sforzo.

Disponibilità e offerta di lancio


MOVA V70 Ultra Complete è disponibile al prezzo consigliato di 1399 euro,sul sito ufficiale MOVA, Amazon, MediaWorld e Unieuro. In occasione del lancio, fino al 24 maggio, il brand offre uno sconto di 150 euro, un kit di accessori extra del valore di 169 euro e una garanzia di tre anni, per un valore aggiunto complessivo di 319 euro.


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Come la presidente del Venezuela è diventata trumpiana


Cinque mesi dopo la cattura di Nicolás Maduro, la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez è diventata partner indispensabile di Washington ed evita elezioni libere.

Cinque mesi dopo la cattura di Nicolás Maduro a opera di commandos statunitensi, la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez si è trasformata da avversaria sanzionata da Washington in partner indispensabile dell'amministrazione Trump e nel frattempo continua a rinviare elezioni libere.

Avvocato formato in Gran Bretagna e in Francia, Rodríguez riceve quasi ogni settimana funzionari della Casa Bianca e dirigenti dell'industria petrolifera americana nel palazzo presidenziale di Miraflores, a Caracas. Li accoglie con sacchetti regalo blu marchiati con il suo nome, contenenti rum venezuelano per gli uomini e borse di paglia e cioccolato per le donne. I funzionari pubblicano poi le foto sui social con l'hashtag #SelfieByDelcy. Al termine di uno di questi incontri, attraverso un interprete, Rodríguez ha chiesto agli ospiti di riferire al presidente che "anche qui ci sono uomini e donne d'azione" e di assicurare a Washington la volontà di costruire "fondamenta solide per un rapporto di lungo periodo".

L'alleanza con gli Stati Uniti sta dando alla presidente ad interim risorse finanziarie, legittimità internazionale e tempo per consolidare il potere ereditato da Maduro, secondo una ricostruzione del Wall Street Journal basata su fonti dell'amministrazione, diplomatici e oppositori venezuelani. L'amministrazione Trump non vuole alterare l'equilibrio: secondo funzionari della Casa Bianca, Rodríguez si dimostra collaborativa, mantiene calmo il Paese ed è disposta a fare affari. Le elezioni in Venezuela non sono fra le priorità del presidente, ha riferito al giornale un alto funzionario, anche perché la guerra con l'Iran ha rafforzato l'idea che il petrolio venezuelano sia un'assicurazione contro le turbolenze sui mercati energetici globali.

Da gennaio gli Stati Uniti controllano milioni di barili di greggio venezuelano. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che i proventi delle vendite sono depositati in conti bancari a New York e che la società di revisione KPMG verifica le spese prima che il denaro torni in Venezuela per pagare gli stipendi di insegnanti, polizia e altri dipendenti pubblici, allo scopo di limitare la corruzione in un Paese percepito come uno dei più corrotti al mondo. "La ricchezza del Paese sta effettivamente andando a beneficio dei venezuelani", ha detto Rubio. Nessuno dei due governi ha però precisato l'entità dei trasferimenti finora avvenuti.

Una delle poche misurazioni indipendenti dell'economia venezuelana è la quantità di dollari che gli americani stanno iniettando nel Paese, frenando la svalutazione del bolivar. Almeno 4 miliardi di dollari sono entrati nel mercato dei cambi, ha dichiarato al giornale Tamara Herrera, economista della società di consulenza bancaria Sintesis Financiera di Caracas. L'iniezione di valuta ha sostenuto il bolivar e fatto rallentare l'inflazione mensile, che è scesa dal 32% di gennaio a circa il 10% di aprile, anche se su base annua resta vicina al 600%.

A inizio anno Rodríguez ha lanciato un sito chiamato Sovereign Transparency che dovrebbe permettere ai cittadini di seguire la spesa pubblica. Finora il portale mostra movimenti relativi a una sola giornata: il 13 marzo, quando 300 milioni di dollari sono entrati e usciti dal fondo destinato agli aumenti di salari e pensioni.

Secondo i critici, il riassetto interno è più cosmetico che strutturale. Rodríguez ha sostituito alcune figure chiave dell'apparato di sicurezza ereditato da Maduro, ha rimpiazzato quasi metà del governo, ma ha mantenuto il proprio fratello a capo del parlamento. Il sostegno del presidente americano le ha portato anche una riabilitazione internazionale: Trump ha revocato le sanzioni personali a Rodríguez e ha spinto altri Paesi e istituzioni a riavviare i rapporti con Caracas. Questo mese la presidente ad interim ha visitato i Paesi Bassi ed è stata invitata al vertice ibero-americano di Madrid nonostante l'Unione Europea continui ad averla sanzionata. Rubio ha annunciato personalmente che Rodríguez si recherà in India entro fine mese per discutere di vendite di petrolio venezuelano.

L'ambasciata americana di Caracas, chiusa dal 2019, sta riaprendo a ritmo serrato: gli operai puliscono la muffa, stendono nuova moquette e installano nuovi condizionatori, mentre i funzionari hanno avviato l'assunzione di oltre cento dipendenti locali. La Casa Bianca ha promosso la ripresa dei voli diretti Miami-Caracas, il primo dopo sette anni, e il presidente ha firmato le prime pagine dei giornali che celebravano il volo inaugurale per consegnarle ai propri collaboratori. Trump ha detto che in Venezuela "ballano per strada perché stanno arrivando un sacco di soldi". Il consigliere energetico della Casa Bianca Jarrod Agen ha scritto "Drill, Baby, Drill!" sul libro degli ospiti VIP durante una recente visita a Caracas e ha sostenuto che i cambiamenti procedono "alla velocità di Trump".

L'indice di gradimento di Rodríguez è sceso a circa il 30% in tre sondaggi privati condotti il mese scorso, mentre i venezuelani continuano a fare i conti con iperinflazione, alta disoccupazione e blackout. Un sondaggio dell'istituto Meganalisis ha rilevato che il 46% dei venezuelani è grato al presidente americano per i cambiamenti nel Paese, in netto calo rispetto al 92% di gennaio. I sindacati hanno manifestato per aumenti di salari e pensioni, i dissidenti chiedono la liberazione dei prigionieri politici e alcuni ex alleati del partito socialista al governo accusano Rodríguez di essersi piegata a quello che chiamano "imperialismo yankee". L'Osservatorio venezuelano del conflitto sociale ha documentato 1.926 proteste contro il governo nei primi tre mesi del 2026, con un aumento del 144% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'ex ambasciatore statunitense in Venezuela James Story ha detto al giornale che Rodríguez "non ha alcuna intenzione di lasciare il potere in tempi brevi" e ha paragonato il sistema alla "Cosa Nostra". Enrique Márquez, politico d'opposizione ed ex prigioniero politico invitato dal presidente al discorso sullo stato dell'Unione a febbraio, ha aggiunto di non vedere "elezioni nel breve periodo, perché non c'è la volontà dei due attori principali: gli Stati Uniti e il governo di Delcy". Una parte dei repubblicani della Florida, vicini al presidente, inizia a essere preoccupata: il senatore Rick Scott ha definito Rodríguez "una persona terribile" e ha detto ai giornalisti che servono elezioni in tempi rapidi.

Rodríguez ha fatto sapere a Washington che, pur sostenendo elezioni "a un certo punto", chiede prima la rimozione del complesso sistema di sanzioni sul Venezuela per far ripartire i flussi di entrate e riparare le infrastrutture danneggiate, secondo una persona a conoscenza dei colloqui. Quando di recente alcuni giornalisti le hanno chiesto, davanti a funzionari statunitensi, quando si terranno le elezioni, ha sorriso a disagio. "Non lo so", ha risposto con un cenno della mano uscendo dalla stanza. "Prima o poi".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Spotify e Universal aprono all’AI musicale: in arrivo remix e cover generate dagli utenti


Nuovo accordo sulle licenze per integrare strumenti creativi AI nello streaming nel rispetto dei diritti d’autore

Spotify e Universal Music Group hanno annunciato questa settimana un nuovo accordo di licenza destinato ad aprire la strada all’introduzione di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale per la creazione di cover e remix musicali da parte degli utenti della piattaforma. L’intesa rappresenta uno dei passi più significativi compiuti finora dall’industria dello streaming musicale nell’integrazione dell’AI generativa all’interno dei servizi destinati al grande pubblico.

Dalle prime informazioni diffuse, il nuovo quadro di licenza consentirebbe a Spotify di sviluppare e distribuire strumenti che permettano agli utenti di realizzare reinterpretazioni, remix e contenuti derivati utilizzando tecnologie AI autorizzate. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di creare un ecosistema regolamentato in cui la sperimentazione creativa possa avvenire nel rispetto dei diritti d’autore e delle licenze musicali.

Il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla musica è diventato centrale negli ultimi mesi, anche alla luce della crescente diffusione di brani generati artificialmente che stanno ottenendo visibilità commerciale significativa. Secondo quanto evidenziato da VC News, alcune produzioni realizzate con strumenti AI avrebbero già raggiunto classifiche musicali e programmazioni televisive, mentre una parte del pubblico faticherebbe a distinguere le composizioni sintetiche da quelle create attraverso processi tradizionali.

Nel settore musicale, la notizia dell’accordo ha suscitato reazioni differenti. Alcuni artisti e produttori vedono nelle nuove tecnologie uno strumento capace di ampliare le possibilità creative e favorire nuove forme di interazione tra pubblico e contenuti musicali. Altri operatori del comparto, invece, continuano a esprimere preoccupazioni riguardo alla tutela dell’identità artistica, alla gestione dei diritti e al possibile impatto economico sulle produzioni umane.

L’intesa tra Spotify e Universal Music Group viene osservata con particolare attenzione anche dagli analisti dell’industria culturale, poiché potrebbe rappresentare un modello di riferimento per futuri accordi tra piattaforme tecnologiche e detentori di cataloghi musicali. Negli ultimi anni, infatti, le major discografiche hanno avviato una fase di confronto sempre più intensa con le aziende attive nello sviluppo di sistemi generativi, cercando di definire regole condivise sull’utilizzo delle opere protette nell’addestramento e nella produzione di contenuti AI.

Resta ancora da chiarire in che modo le nuove funzionalità verranno implementate concretamente all’interno della piattaforma e quali saranno i limiti tecnici e giuridici previsti per gli utenti. Non sono stati resi noti dettagli ufficiali sulle modalità di monetizzazione, sulla gestione delle royalties o sugli strumenti di controllo destinati a prevenire utilizzi impropri delle opere musicali.

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump attacca i critici dei negoziati con l'Iran: "Non faccio accordi cattivi"


Il presidente difende su Truth Social l'intesa in via di definizione e definisce "losers" gli scettici. Tra le voci critiche i senatori repubblicani Ted Cruz e Lindsey Graham.

Donald Trump ha attaccato i critici dei negoziati in corso con l'Iran in un messaggio pubblicato domenica 24 maggio su Truth Social, definendo "losers" chi muove obiezioni a un accordo che non è stato ancora finalizzato. "Non faccio accordi cattivi", ha scritto il presidente, sostenendo che chi commenta dovrebbe "aspettare e vedere quale sarà l'intesa prima di stroncarla". Lo stesso giorno, in un post precedente, Trump aveva descritto il rapporto fra Washington e Teheran come diventato "molto più professionale e produttivo", precisando però che l'Iran "deve capire di non poter sviluppare o procurarsi un'arma nucleare".

Il presidente contrappone il negoziato in corso a quello concluso da Barack Obama nel 2015, denunciato dallo stesso Trump nel 2018 durante il primo mandato alla Casa Bianca. "Il nostro accordo è l'esatto opposto" di quello di Obama, ha scritto sul social, accusando l'intesa precedente di aver consegnato all'Iran "enormi quantità di contanti" e una "via chiara e aperta verso un'arma nucleare". La nuova trattativa, sostiene Trump, garantirebbe invece che Teheran non abbia accesso al nucleare militare.

I termini concreti dell'accordo restano riservati. Secondo uno scoop del New York Times, l'intesa prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, il braccio di mare tra il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman attraverso cui transita una quota rilevante del greggio mondiale. La firma non è però attesa nell'immediato: secondo quanto riferito dal giornalista Barak Ravid su Axios, restano "diversi dettagli" da chiudere e nessun annuncio era previsto per la giornata di domenica. Lo stesso Trump ha riconosciuto che l'intesa "non è ancora stata negoziata fino in fondo".

Le obiezioni più rumorose arrivano dall'interno del Partito Repubblicano. I senatori Ted Cruz, del Texas, e Lindsey Graham, della South Carolina, hanno espresso scetticismo sulla trattativa. Trump non ha citato nominalmente nessun critico, ma il bersaglio del suo affondo è apparso chiaro: chi attacca un'intesa "di cui nessuno conosce i contenuti". Il presidente ha aggiunto che a suo avviso furono proprio i predecessori alla Casa Bianca a "dover risolvere questo problema molti anni fa".

Sabato, alla vigilia dell'attacco agli scettici, il presidente aveva preannunciato che l'intesa sarebbe arrivata "a breve", dopo colloqui con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con i leader di diversi paesi a maggioranza musulmana coinvolti nel dossier iraniano. L'accordo, ha promesso, sarà "buono e adeguato".

Trump ha aperto anche allo scenario di un ingresso dell'Iran negli Accordi di Abramo, l'intesa di normalizzazione tra Israele e alcuni paesi arabi avviata nel 2020 durante il primo mandato del presidente. "Chissà, forse anche la Repubblica Islamica dell'Iran vorrà unirsi", ha scritto su Truth Social, ringraziando "tutti i paesi del Medio Oriente" per il sostegno e la cooperazione, che a suo dire saranno "ulteriormente rafforzati" proprio dall'eventuale allargamento del perimetro degli accordi.

reshared this