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Chernobyl, dagli Stati Uniti 100 milioni di dollari per la riparazione del confinamento nucleare danneggiato


Washington stanzia fondi per la sicurezza del sito ucraino, mentre cresce l’appello internazionale a sostenere gli interventi urgenti

Gli Stati Uniti hanno annunciato un contributo finanziario di 100 milioni di dollari per la riparazione del sistema di confinamento della centrale nucleare di Centrale nucleare di Chernobyl, danneggiato da un attacco di droni attribuito alle forze russe nel febbraio 2025. La notizia, riportata da Pravda Gerashchenko, evidenzia l’urgenza degli interventi necessari a garantire la sicurezza dell’impianto, considerato uno dei siti più sensibili al mondo dal punto di vista radiologico.

Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Energia ucraino, Denys Shmyhal, il costo complessivo per il ripristino della copertura protettiva, nota come New Safe Confinement (NSC), ammonterebbe a circa 500 milioni di euro. Il contributo statunitense rappresenta quindi una prima quota significativa del finanziamento necessario per completare i lavori di messa in sicurezza.

In una nota ufficiale, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha sottolineato i rischi legati al mancato intervento: senza il pieno ripristino dell’NSC, non sarebbe possibile garantire una protezione adeguata contro eventuali dispersioni di materiali radioattivi. Il comunicato invita inoltre i partner internazionali, in particolare i Paesi del G7 e dell’Europa, a contribuire finanziariamente per condividere l’onere degli interventi.

Parallelamente, le squadre di emergenza continuano a operare sul sito per contenere e mitigare le conseguenze dei danni subiti dalla struttura. Gli interventi si concentrano sia sulla stabilizzazione delle aree colpite sia sulla prevenzione di ulteriori rischi ambientali.

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Come ha fatto Rasero a prendersi tutta la città


La presidenza della Banca è l’ultima mossa di una partita a scacchi cominciata tre anni fa. Politica, economia, cultura: tutto nelle mani del sindaco-presidente
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Gioco. Partita. Incontro. La guerra di Asti è finita e c’è un vincitore su tutta la linea: si chiama Maurizio Rasero. L’intero territorio è occupato da forze a lui fedeli, agli altri restano la guerriglia, la resistenza o la resa incondizionata. L’ultimo tassello del mosaico si è incastrato in questi giorni con la presidenza della Banca di Asti.

I tre incarichi contemporanei di sindaco, presidente della Provincia e presidente della Banca di Asti avevano scatenato polemiche. Un vecchio leone come Roberto Marmo, già sindaco di Canelli, presidente della Provincia in quota Democrazia Cristiana, forse più per invidia che non per ideale lo aveva definito «uno e trino». Lo stesso Marmo, infatti, non aveva considerato che gli incarichi erano (e sono) molti di più e il controllo sul territorio era (ed è) decisamente maggiore.

Adesso Rasero si è dimesso dalla Provincia, ma quell’incarico si è dimostrato la chiave della sua scalata. Ma andiamo con ordine. Come un buon scacchista: il sindaco aveva posizionato i suoi pezzi con lungimiranza, prevedendo in anticipo le mosse dell’avversario. Negli scacchi la vittoria arriva se si riesce a conquistare il centro della scacchiera, se si vuole conquistare Asti, invece, occorre passare dal consiglio d’indirizzo della Fondazione.

Attenzione: il consiglio d’indirizzo, non quello d’amministrazione o la presidenza. Quelli arrivano di conseguenza.

Per arrivare al controllo del centro della scacchiera ci sono innumerevoli aperture possibili, dalla Siciliana con le sue molte varianti fino alla Caro-Kann. Ma per arrivare al controllo del consiglio d’indirizzo della Fondazione la mossa è una sola: controllare la Provincia, un ente depotenziato dalla cosiddetta “legge Delrio”, che ha rischiato di essere abolito con il referendum Renzi e che non ha né fondi né personale ma che Rasero ha voluto presiedere, rinunciando anche alla retribuzione prevista.

Sì, avete capito bene, dal 2022 a oggi Rasero ha fatto il presidente della Provincia gratuitamente.

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La mossa vincente del sindaco prendi-tutto

Perché tutta questa determinazione per un posto gratuito e di pura rappresentanza, con tante grane e pochi onori? Ma per controllare la scacchiera del potere astigiano: per cosa se no? Facciamo due conti: il consiglio d’indirizzo della Fondazione è formato da quindici membri, di cui tre cooptati dopo la nomina degli altri dodici. Tre li indica il Comune, cioè il sindaco; due la società civile, cioè diocesi e sport; quattro il mondo produttivo, cioè Unione industriali, Confcommercio, Confartigianato e Coldiretti. Siamo a 9, di cui tre nominati dal sindaco. Una netta minoranza, ma anche la Provincia nomina tre consiglieri e se il sindaco e il presidente della Provincia sono la stessa persona, le poltrone controllate direttamente salgono a sei. Su dodici. Ne basta solo una in più per avere la maggioranza.

Tra diocesi, mondo sportivo o produttivo, un voto in più si ottiene sempre. E così ha fatto Rasero. Con sette consiglieri su dodici schierati da una parte, sono stati cooptati gli ultimi tre consiglieri, due scelti dal consiglio d’indirizzo uscente e uno da quello nuovo. Guarda caso tre nomi vicini al sindaco: il futuro presidente Livio Negro; l’assessore alla Cultura nel primo mandato di Rasero in municipio, Gianfranco Imerito; Federica Carbone, fedelissima del sindaco di Asti da sempre.

A questo punto, con nove consiglieri su quindici nel consiglio d’indirizzo tutto è stato in discesa. Perché è così importante questo organo misconosciuto? Perché nomina il presidente e il consiglio d’amministrazione della Fondazione. Ed è quest’ultimo – essendo la Fondazione il socio di maggioranza – a nominare presidente, amministratore delegato e consiglio d’amministrazione della Banca.

La rete del potere astigiano

Non stupisce perciò che Rasero, oggi, sia il presidente della Banca di Asti, senza nemmeno più un amministratore delegato importante (e ingombrante), come Carlo Demartini, da vent’anni alla guida dell’istituto. È la meta naturale di un cammino iniziato almeno tre anni fa. Tanto più che in quest’ultimo triennio la maggioranza in consiglio d’indirizzo si è rafforzata: Gianfranco Imerito, ad esempio, ne è uscito per andare a ricoprire un incarico nel CDA di Finpiemonte, la finanziaria della Regione. Carmelina Petrizzi (una delle tre nomine della Provincia) e Federica Carbone sono salite nel consiglio d’amministrazione di Fondazione.

I tre sono stati sostituiti nel consiglio d’indirizzo da Franco Fassio – un docente auto-candidato estraneo ai giochi di potere – ma soprattutto da Aprile Samson, molto legato al presidente della Confcommercio, e da Giuseppina Mulè, segretaria del sindaco. Tirando le somme, Rasero ha il controllo del Comune come sindaco, della Banca come presidente, della Fondazione con un consiglio d’amministrazione e di indirizzo composti in maggioranza da persone a lui vicine. Ha pure un piede in Finpiemonte, ma non è ancora finita.

La Fondazione, infatti, nomina anche il vicepresidente e un consigliere in REAM SGR, la “cassaforte delle Fondazioni”, una società partecipata dalle fondazioni piemontesi che investe parte dei loro fondi restituendo gli utili. Ed è stato proprio Rasero a venire nominato vicepresidente insieme al consigliere Roberto Scaltrito, attuale vicepresidente della Fondazione. E c’è pure la Fondazione CRT, dove la Provinca (cioè Rasero) aveva nominato nel 2024 Alberto Rubba, fratello di Roberto, rettore del Borgo Tanaro di cui il sindaco era stato a sua volta rettore per molti anni.

Poi c’è Confcommercio, storica associazione commercianti e da sempre serbatoio di voti, il cui attuale presidente è Enrico Fenoglio, eletto grazie al sostegno di Rasero. E c’è Asti servizi pubblici (ASP), l’azienda partecipata da Comune (55 per cento) e IREN (45) che si occupa di acqua, igiene urbana, trasporto pubblico e cimiteri, il cui presidente Fabrizio Imerito è stato nominato dal Comune (cioè da Rasero). E infine c’è Gestione ambientale integrata dell’Astigiano (GAIA) la società che segue il riciclo dei rifiuti: come ASP è partecipata da Comune e IREN e ha un presidente – oggi Giancarlo Vanzino – nominato dal sindaco (cioè sempre da Rasero).

Tutto in mano a Rasero

Ricapitoliamo: Comune, Provincia (fino alle dimissioni del 27 aprile), Fondazione, Finpiemonte, Banca di Asti, REAM SGR, ASP e GAIA. Tutte controllate direttamente o indirettamente da Rasero.

Non basta. Nell’elenco degli enti di potere manca ancora SLALA, la fondazione che segue lo sviluppo della logistica sull’intero territorio del Nord Ovest in cui sono presenti rappresentanti di Comune e Provincia di Asti nominati da Rasero. Il consigliere in carico alla Provincia è Luca Quaglia, segretario provinciale di Noi moderati, formazione politica a cui Rasero – pur non avendo tessere di partito – è molto legato.

E la cultura? Ai vertici di ASTISS, il consorzio universitario astigiano, sono presenti persone legate a Banca, Fondazione, Comune e Provincia. La composizione societaria del Consorzio è chiara: 70,42 per cento Fondazione; 12,68 Comune; 12,68 Banca di Asti; 4,22 Camera di Commercio.

Resta Asti Musei. Il consorzio che gestisce la rete museale provinciale è costituito da Fondazione e Comune: l’attuale presidente è Francesco Lepore, componente del consiglio d’indirizzo della Fondazione di nomina comunale.

Politica, economia, credito, logistica, cultura e istruzione: ad Asti tutto è in mano a Rasero. Alle opposizioni, ben poco lungimiranti in questi anni, non resta che una cosa: la polemica. È già partita, ma non farà male più di tanto.

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Barriera, il quartiere con più bambini e meno risorse


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A Barriera di Milano, zona Nord di Torino, i banchi del mercato e i negozi tra via Baltea e piazza Foroni si alternano fino a corso Palermo, dove le persone sedute sui marciapiedi si sostituiscono a quelle sedute ai tavolini dei bar. In questa traversa di corso Giulio Cesare – l’arteria che porta verso l’autostrada per Milano e Venezia, inserita dalla Prefettura tra i luoghi a vigilanza rafforzata della città – molti locali sono sfitti. «Hanno chiuso perché la piazza di spaccio si trova di fronte al loro ingresso e gli ex proprietari non riuscivano più a lavorare», hanno raccontato a L’Unica alcuni commercianti.

A pochi metri di distanza, sullo stesso corso, nell’ultimo anno ha aperto lo Spazio MoMag, un asilo montessoriano gratuito per genitori e figli che vivono nella zona. In questo centro con le vetrine affacciate su corso Palermo, si realizza anche una sperimentazione dedicata alle bambine di Barriera, per lo sviluppo delle competenze matematiche.

In pochi mesi, riporta la Fondazione Montessori, sono state coinvolte oltre 100 famiglie. «In questo quartiere, dove oltre il 60 per cento dei bambini è a rischio povertà educativa, questo spazio rappresenta una grande svolta. Stiamo contrastando il gender gap in matematica, sostenendo le famiglie fragili, creando relazioni, futuro, fiducia, apprendimenti», si legge sul sito.

Il quartiere con più bambini

Estesa su poco più di tre chilometri quadrati, compresi tra corso Vigevano e via Sempione, Barriera è una delle aree più popolate della città. L’età media dei suoi 52 mila residenti è tra le più basse in assoluto: il 30 per cento dei bambini torinesi sotto i tre anni vivono in questo quartiere, soprattutto in conseguenza dell’elevato numero di abitanti con background migratorio. Gran parte di loro arriva da Nigeria, Marocco e Albania e negli anni in Italia ha costruito una famiglia.
Fonte: Google Maps
N. è di origini marocchine e da vent’anni vive qui con i suoi figli. «Se non fosse il mio quartiere non so cosa farei, ma da qui non me ne vado, con gli altri abitanti ci aiutiamo a vicenda», ha detto a L’Unica. «Ogni giorno ci sono scippi e furti, ma la droga è il problema peggiore. Per la prima volta, qualche giorno fa, ho visto un gruppo di persone inalare gas da un palloncino dopo averlo riempito con una bombola, per strada».

Erika Mattarella, direttrice della Casa di quartiere di via Aglié, storico spazio di aggregazione sociale della zona e punto di riferimento per l’accesso a servizi primari come le docce dei Bagni pubblici, ha spiegato a L’Unica che lo spaccio e la dipendenza hanno trasformato il quartiere negli ultimi anni. «Le prime vittime sono i consumatori di sostanze, persone di ogni età immerse nella povertà materiale le cui condizioni post Covid sono peggiorate ulteriormente. E poi i cittadini: molti ragazzi per esempio sentono di essere condannati a vita perché sono nati qui, ma esistono tante realtà sul territorio che cercano di cambiare questa percezione proponendo alternative concrete».

Per contrastare e prevenire i comportamenti a rischio legati allo spaccio, alla criminalità e alla prostituzione, gli educatori di strada del Gruppo Abele, le parrocchie e gli enti del terzo settore operano da tempo a Barriera attraverso presidi di aggregazione sociale e attività di riqualificazione nei parchi, per le strade e nelle scuole. Dal 2022 il Cantiere ABC, un’organizzazione spontanea di cittadini ed enti dei quartieri Aurora e Barriera di Milano, ha organizzato un laboratorio permanente che si confronta sul fenomeno del consumo di droga e su come affrontarlo.

La Casa di quartiere di via Aglié aprirà al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione il 3 maggio. Per informazioni: bagnipubblici@coopliberitutti.it

Sicurezza ed emarginazione sociale

Restituire i luoghi del territorio alla comunità, rendendoli accessibili e sicuri, è il tema al centro dell’ultimo piano di investimento della Città di Torino dedicato alla Circoscrizione 6. Finanziato con 25,8 milioni di euro, il piano di riqualificazione urbana “Aurora Barriera” promette di portare nei due quartieri verde pubblico, pedonalizzazioni, aree ciclabili, recupero di strutture abbandonate, installazioni luminose e nuovi spazi culturali e artistici. Mentre attraverso i primi lavori di ripristino alcuni cortili delle scuole locali sono stati riaperti, tra marzo e aprile sono partiti gli incontri con i residenti chiamati a partecipare al processo di ri-progettazione degli spazi collettivi.

In molti luoghi di Torino Nord, emarginazione sociale e sicurezza sono due facce della stessa medaglia. Da quando nel 2025 le strade di Barriera sono diventate “zone rosse” sottoposte a misure di ordine pubblico più invasive per il contrasto alla criminalità, l’invio dell’esercito da parte del governo ha alzato il livello di allerta nel quartiere. Per chi ci abita gli interventi delle forze dell’ordine sono un argomento quotidiano: secondo alcune testimonianze raccolte da L’Unica, servirebbero più controlli in giro per le vie, secondo altre, con la presenza della polizia l’attività di spaccio si è soltanto trasferita di pochi isolati rispetto a dove si trovava in origine, continuando a rappresentare un problema per la sicurezza pubblica.

Uno degli ultimi interventi dei militari per le vie del quartiere è stato quello dei parà, i paracadutisti dell’esercito italiano. «Sono arrivati con delle auto nere, a volto coperto – hanno detto alcuni abitanti –. Non ce lo aspettavamo e all’inizio non capivamo chi fossero, ci hanno fatto paura». A fine marzo, durante un pattugliamento nel giardino Maria Teresa di Calcutta di corso Vercelli, l’area è stata chiusa e le persone al loro interno perquisite e trattenute per alcune ore.

In un sabato pomeriggio di metà aprile, tra le vie di Barriera, delle forze dell’ordine non sembra esserci traccia. In attesa che i Bagni pubblici riaprano dopo un mese di lavori di ristrutturazione, alcune persone si fermano all’ingresso per chiedere informazioni: «Ho trovato chiuso, spero riapra presto. Non sto trovando lavoro e vorrei lavarmi», ha detto a L’Unica una di loro. Mezz’ora di doccia calda costa un euro e 90 centesimi, oppure è possibile presentarsi con i buoni distribuiti nei negozi e negli spazi solidali della zona. D’inverno, gli utenti che accedono a questo servizio sono diverse decine al giorno.

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Il reddito medio più basso della città

Chi si rivolge ai Bagni pubblici spesso proviene da situazioni abitative difficili. Gli sgomberi delle case popolari (le palazzine gestite dall’Agenzia territoriale per la casa) e di alcuni edifici nel quartiere sono frequenti. In alcuni casi, quando questo succede, le abitazioni vengono dichiarate inagibili per problemi che impediscono il rispetto degli standard abitativi previsti. Chi ci vive viene allontanato. Alcuni anni fa è successo anche a B., che ora fa la volontaria per il banco alimentare alla Casa di quartiere. Una volta a settimana distribuisce pacchi di cibo prossimi alla scadenza o eccedenze della grande distribuzione a chi ne ha bisogno. Per molte persone che vivono nella zona, questi aiuti, forniti anche dalle parrocchie, sono essenziali.

A Barriera di Milano, il reddito imponibile IRPEF per abitante – cioè la parte del reddito dichiarato su cui viene calcolata l’imposta sul reddito delle persone fisiche – è il più basso di Torino: 17 mila euro pro capite, circa un terzo rispetto alla media del quartiere cittadino più ricco, quello di Borgo Po e Cavoretto.

Nonostante l’aumento degli affitti nell’ultimo anno abbia colpito anche le case della Circoscrizione 6, il costo degli appartamenti è rimasto più contenuto, in media attorno ai 1.500 euro al metro quadro. In alcune zone, come Borgata Monterosa, questa cifra non viene raggiunta e il valore immobiliare resta inferiore del 36,5 per cento rispetto alla media comunale. In questo contesto, le difficoltà legate all’accesso alla casa e ai beni di prima necessità riguardano da vicino chi vive nella zona, dove Caritas e Unità di Strada gestiscono alcuni dei servizi a bassa soglia disponibili.

Quando gli aiuti non bastano, spesso sono le comunità del quartiere ad attivarsi per dare supporto materiale a chi ne ha bisogno. Come accade nelle case popolari in prossimità dell’ospedale Giovanni Bosco, dove le famiglie più anziane aggiungono un piatto a tavola per i bambini del caseggiato. O come succede nei confronti di S., che dorme in strada e rifiuta di essere inserito in uno dei servizi a bassa soglia. Gli abitanti della zona lo conoscono e quando serve gli portano delle coperte.

Uscendo da questo quartiere, a metà tra un borgo fatto di case basse e palazzi sorti lungo le sue arterie principali, il cemento lascia il posto ai viali alberati di corso Vigevano. Risalendo corso Principe Oddone, a mano a mano che ci si avvicina al centro città, le persone sedute sui marciapiedi spariscono, le facciate dei palazzi non sono più così scrostate e il colore della pelle di chi cammina per strada cambia.
Il panorama da via Cigna angolo corso Vigevano verso corso Principe Oddone Foto: L’Unica
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La rassegna stampa di giovedì 30 aprile 2026


La Camera approva il budget per l'immigrazione e il rinnovo dei poteri di sorveglianza, mentre la Corte Suprema limita il Voting Rights Act. Il Pentagono stima 25 miliardi il costo della guerra in Iran

Questa è la rassegna stampa di giovedì 30 aprile 2026

La Camera approva il budget per sbloccare 70 miliardi per l'immigrazione


La Camera dei Rappresentanti ha approvato con 215 voti contro 211 un quadro di bilancio che permetterà di finanziare le agenzie di controllo dell'immigrazione ICE e CBP con 70 miliardi di dollari. La misura pone fine al blocco record di 74 giorni del Dipartimento di Homeland Security e permetterà ai repubblicani di procedere con un disegno di legge non soggetto a filibuster.

Fonti: New York Times, Bloomberg, The Hill

La Corte Suprema indebolisce il Voting Rights Act con decisione 6-3


La Corte Suprema ha bocciato la mappa elettorale della Louisiana, eliminando di fatto una sezione chiave del Voting Rights Act del 1965. La decisione permette ai legislatori di disegnare distretti che riducono l'influenza degli elettori di minoranza e potrebbe accelerare il ridisegnamento delle mappe elettorali prima delle elezioni di midterm.

Fonti: Wall Street Journal, New York Times, The Guardian

Il Pentagono stima a 25 miliardi il costo della guerra in Iran


Durante la prima audizione pubblica del segretario alla Difesa Pete Hegseth dall'inizio della guerra in Iran, il Pentagono ha rivelato che il conflitto è costato finora 25 miliardi di dollari. Hegseth ha difeso energicamente la gestione della guerra e ha respinto le critiche sui recenti licenziamenti di alti ufficiali militari.

Fonti: New York Times, Bloomberg, The Hill

I prezzi del petrolio salgono mentre Trump rifiuta la proposta di pace iraniana


Il prezzo del petrolio Brent ha superato i 125 dollari al barile dopo che il presidente Trump ha respinto la proposta dell'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz e ha difeso il blocco navale americano. L'escalation del conflitto sta causando preoccupazioni per l'impatto sull'economia globale e sui prezzi dell'energia.

Fonti: Financial Times, New York Times, Semafor

La Camera approva il rinnovo dei poteri di sorveglianza senza mandato


La Camera ha approvato con 235 voti contro 191 il rinnovo della Sezione 702 del FISA, che consente la sorveglianza senza mandato per tre anni. Il disegno di legge deve ancora passare al Senato prima della scadenza di venerdì, dove potrebbe affrontare resistenze significative.

Fonti: New York Times, The Hill

Powell rimane alla Fed mentre Warsh si prepara a sostituirlo


Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha annunciato che rimarrà come governatore anche dopo che Kevin Warsh lo sostituirà come presidente. La Fed ha mantenuto i tassi di interesse invariati, mentre cresce la pressione dell'amministrazione Trump per tagli più aggressivi dei tassi.

Fonti: Financial Times, New York Times, Bloomberg

Gli Usa accusano il governatore del Sinaloa di traffico di droga


Il governo americano ha incriminato Rubén Rocha Moya, governatore dello stato messicano di Sinaloa, e altri nove funzionari per traffico di droga e reati legati alle armi. L'accusa sostiene che Rocha ha cospirato con i leader del Cartello di Sinaloa per contrabbandare narcotici negli Stati Uniti, intensificando la pressione sul Messico nella lotta ai cartelli.

Fonti: New York Times, ABC News

Trump minaccia di ritirare le truppe dalla Germania


Il presidente Trump ha minacciato di rivedere i livelli delle truppe americane in Germania dopo che il cancelliere tedesco ha affermato che l'Iran ha "umiliato" gli Stati Uniti. Trump ha dichiarato che gli Usa stanno valutando la presenza militare in Germania e decideranno presto se ridurre il numero di soldati, escalando le tensioni con un alleato chiave della NATO.

Fonti: New York Times, Bloomberg

Le Big Tech superano le aspettative sui ricavi con investimenti record nell'IA


Google, Amazon, Microsoft e Meta hanno riportato spese in conto capitale superiori a 130 miliardi di dollari nel trimestre per costruire data center per l'intelligenza artificiale. Le azioni di Meta sono scese del 6,5% nonostante i ricavi in crescita, mentre gli investitori valutano la sostenibilità degli enormi investimenti nell'IA.

Fonti: Financial Times, New York Times, BBC

Re Carlo III conclude la visita di stato negli Usa


Re Carlo III e la Regina Camilla hanno concluso la loro visita di stato negli Stati Uniti con tappe a New York, inclusa la deposizione di fiori al memoriale dell'11 settembre e incontri con leader aziendali. La visita mira a rafforzare i legami tra Stati Uniti e Regno Unito in un momento di tensioni geopolitiche globali.

Fonti: New York Times, BBC, Bloomberg

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Google firma con il Pentagono, la Cina sospende Baidu, Musk testimonia contro OpenAI


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Annuncio: venerdì 1 maggio e sabato 2 maggio Morning Tech si prende un po' di riposo con la festa dei lavoratori e il ponte. Auguriamo un buon riposo anche a tutti i lettori!

Buon giovedì,
dopo il rifiuto di Anthropic e il subentro di OpenAI, arriva anche Google: Anthropic potrà usare i suoi modelli senza limiti a livello operativo ma solo contrattuale. Poi parleremo della sospensione dei robotaxi di Baidu in Cina; discuteremo del nuovo processo Musk vs OpenAI, e tanto altro ancora. Buona lettura"

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima Notizia - Ep. 314 - Giovedì 30 Aprile
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I nostri supporter ascoltano il podcast mentre vanno a lavoro, fanno colazione o si preparano per iniziare la giornata.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Google firma un accordo con il Pentagono


Politica
Google avrebbe firmato un accordo con il Pentagono per portare i suoi modelli AI su reti militari classificate. Il governo potrà usarli per finalità lecite e Google aiuterà ad adattare filtri e impostazioni di sicurezza. Il contratto esclude sorveglianza di massa interna e armi autonome senza controllo umano, ma Google non potrà imporre blocchi a livello di codice, designando le decisioni operative al Pentagono. L’intesa riapre tensioni interne: oltre 600 dipendenti hanno chiesto a Sundar Pichai di non fornire AI per lavori classificati, anche perché nel 2025 Alphabet ha tolto dalle sue regole il divieto esplicito su armi e sorveglianza.
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Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: Il Post

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La Cina sospende i nuovi permessi per i veicoli a guida autonoma dopo l'incidente di Baidu


Legge
La Cina ha congelato i nuovi permessi per i veicoli a guida autonoma dopo un grave problema di Apollo Go, il servizio robotaxi di Baidu. A marzo, più di 100 taxi senza conducente si sono fermati contemporaneamente a Wuhan, anche su strade trafficate, lasciando alcuni passeggeri bloccati fino a due ore. I sistemi di emergenza non hanno funzionato bene: pulsanti di soccorso non disponibili, chiamate cadute e interventi lenti. La polizia parla di guasto di sistema, mentre Baidu non ha dato una spiegazione tecnica pubblica. Finché il blocco resta attivo, le aziende non possono aggiungere veicoli, aprire nuovi test o portare il servizio in altre città. Apollo Go resta sospeso a Wuhan, dove Baidu ha oltre 1.000 robotaxi.
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Fonte: Automotive World
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Musk ha testimoniato contro OpenAI


Legge
Musk ha testimoniato nel processo di Oakland dicendo che OpenAI ha snaturato il progetto iniziale: era nata come organizzazione senza scopo di lucro e poi è stata trasformata in una struttura orientata al profitto. Per questo chiede al tribunale di annullare la riorganizzazione societaria completata a ottobre 2025. OpenAI replica che Musk non sta solo contestando quella scelta, ma sta anche attaccando un concorrente diretto, perché oggi guida xAI. In aula è emerso che già nel 2016 e nel 2017 si discuteva di creare una parte commerciale, ma Musk dice che avrebbe accettato solo una formula con profitti limitati e sotto il controllo della no-profit.
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Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: Punto Informatico

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L'app Gemini ora può generare Google Docs, PDF, Word e altri file


Intelligenza Artificiale
Google ha aggiornato l’app Gemini con una funzione che crea file pronti da esportare direttamente dalla chat. L’utente può partire da appunti, bozze o materiali caricati e chiedere a Gemini di trasformarli in Google Docs, Fogli, Presentazioni, PDF, Word, Excel, CSV, LaTeX, TXT, RTF o Markdown. L’obiettivo è saltare i passaggi manuali: copiare il testo, aprire un altro programma, incollarlo e sistemare la formattazione. La funzione è già disponibile per tutti gli utenti dell’app Gemini nel mondo.
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Fonte: 9to5Google
Alternativa in italiano: HD Blog

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Meta accusata di non essere stata in grado di tenere i minori fuori dalla piattaforma


Legge
La Commissione europea ha pubblicato conclusioni preliminari (dopo un'indagine di due anni) contro Meta per non aver fatto abbastanza per impedire ai minori di 13 anni di usare Facebook e Instagram. Secondo Bruxelles, oggi un bambino può creare un account inserendo una falsa data di nascita, perché il controllo si basa soprattutto sull’autodichiarazione. La Commissione critica anche il sistema per segnalare gli account di minori, definito difficile da usare e poco efficace. Secondo l’UE, circa il 12% degli under 13 europei usa Facebook o Instagram. Meta respinge le accuse e potrà difendersi; se la violazione sarà confermata, la multa può arrivare al 6% del fatturato annuo globale.
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Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: Forbes Italia

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Apple avrebbe in programma un'importante review dell'IA della fotocamera in iOS 27


cnet.com (eng)

Stanno arrivando nuove funzionalità di Gemini su Google TV


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Google Translate compie 20 anni e introduce gli esercizi per la pronuncia


9to5google.com (eng)

Prodotto del giorno

Dune


Devo dire che questa volta sono andato molto vicino dal comprarlo. Dune è un concept pensato a novembre dell'anno scorso e presentato al CES 2026 di Las Vegas. Funziona solo su Mac e consiste nell'aggiungere tre bottoni tramite USB-C che cambiano intelligentemente in base alle app che usi permettendoti di navigare e svolgere azioni velocemente.

Link: projectmirage.ai

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Google firma un accordo con il Pentagono


In breve:


Google avrebbe firmato un accordo con il Pentagono per portare i suoi modelli AI su reti militari classificate. Il governo potrà usarli per finalità lecite e Google aiuterà ad adattare filtri e impostazioni di sicurezza. Il contratto esclude sorveglianza di massa interna e armi autonome senza controllo umano, ma Google non potrà imporre blocchi a livello di codice, designando le decisioni operative al Pentagono. L’intesa riapre tensioni interne: oltre 600 dipendenti hanno chiesto a Sundar Pichai di non fornire AI per lavori classificati, anche perché nel 2025 Alphabet ha tolto dalle sue regole il divieto esplicito su armi e sorveglianza.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google reportedly signs classified AI deal with US Pentagon
Tech company is latest Silicon Valley firm to sign agreement with US military despite widespread employee opposition
The GuardianSanya Mansoor

Riassunto completo:


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Meta accusata di non essere stata in grado di tenere i minori fuori dalla piattaforma


Rischia una sanzione fino al 6% del fatturato globale.
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In breve:


La Commissione europea ha pubblicato conclusioni preliminari (dopo un'indagine di due anni) contro Meta per non aver fatto abbastanza per impedire ai minori di 13 anni di usare Facebook e Instagram. Secondo Bruxelles, oggi un bambino può creare un account inserendo una falsa data di nascita, perché il controllo si basa soprattutto sull’autodichiarazione. La Commissione critica anche il sistema per segnalare gli account di minori, definito difficile da usare e poco efficace. Secondo l’UE, circa il 12% degli under 13 europei usa Facebook o Instagram. Meta respinge le accuse e potrà difendersi; se la violazione sarà confermata, la multa può arrivare al 6% del fatturato annuo globale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta found in breach of EU law for failing to keep children off platforms
Commission says tech company does not have effective measures to keep under-13s off Facebook and Instagram
The GuardianJennifer Rankin

Riassunto completo:


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Google firma un accordo con il Pentagono


Lo stesso accordo che ha rifiutato Anthropic.
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In breve:


Google avrebbe firmato un accordo con il Pentagono per portare i suoi modelli AI su reti militari classificate. Il governo potrà usarli per finalità lecite e Google aiuterà ad adattare filtri e impostazioni di sicurezza. Il contratto esclude sorveglianza di massa interna e armi autonome senza controllo umano, ma Google non potrà imporre blocchi a livello di codice, designando le decisioni operative al Pentagono. L’intesa riapre tensioni interne: oltre 600 dipendenti hanno chiesto a Sundar Pichai di non fornire AI per lavori classificati, anche perché nel 2025 Alphabet ha tolto dalle sue regole il divieto esplicito su armi e sorveglianza.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google reportedly signs classified AI deal with US Pentagon
Tech company is latest Silicon Valley firm to sign agreement with US military despite widespread employee opposition
The GuardianSanya Mansoor

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La Cina sospende i nuovi permessi per i veicoli a guida autonoma dopo l'incidente di Baidu


Baidu ha bloccato passeggeri a bordo per un malfunzionamento.
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In breve:


La Cina ha congelato i nuovi permessi per i veicoli a guida autonoma dopo un grave problema di Apollo Go, il servizio robotaxi di Baidu. A marzo, più di 100 taxi senza conducente si sono fermati contemporaneamente a Wuhan, anche su strade trafficate, lasciando alcuni passeggeri bloccati fino a due ore. I sistemi di emergenza non hanno funzionato bene: pulsanti di soccorso non disponibili, chiamate cadute e interventi lenti. La polizia parla di guasto di sistema, mentre Baidu non ha dato una spiegazione tecnica pubblica. Finché il blocco resta attivo, le aziende non possono aggiungere veicoli, aprire nuovi test o portare il servizio in altre città. Apollo Go resta sospeso a Wuhan, dove Baidu ha oltre 1.000 robotaxi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

China suspends new AV permits after Baidu’s mass outage | Automotive World
One of the biggest autonomous driving failures in history has led to a total pause on future robotaxi deployments in China. By Stewart Burnett
Automotive WorldStewart Burnett

Riassunto completo:


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Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)
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Musk ha testimoniato contro OpenAI


Chiede di annullare la riorganizzazione societaria.
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In breve:


Musk ha testimoniato nel processo di Oakland dicendo che OpenAI ha snaturato il progetto iniziale: era nata come organizzazione senza scopo di lucro e poi è stata trasformata in una struttura orientata al profitto. Per questo chiede al tribunale di annullare la riorganizzazione societaria completata a ottobre 2025. OpenAI replica che Musk non sta solo contestando quella scelta, ma sta anche attaccando un concorrente diretto, perché oggi guida xAI. In aula è emerso che già nel 2016 e nel 2017 si discuteva di creare una parte commerciale, ma Musk dice che avrebbe accettato solo una formula con profitti limitati e sotto il controllo della no-profit.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Musk Testifies He’s Suing OpenAI to Stop ‘Looting’ of a Charity
Elon Musk testified Tuesday he’s suing OpenAI and two of its co-founders — Sam Altman and Greg Brockman — because the startup’s pivot from a charity to a for-profit business is wrong and sets a concerning precedent for other philanthropic efforts.
BloombergMadlin Mekelburg and Isaiah Poritz

Riassunto completo:


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L'app Gemini ora può generare Google Docs, PDF, Word e altri file


Vuole evitare che tu perda tempo a copiare e incollare.
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In breve:


Google ha aggiornato l’app Gemini con una funzione che crea file pronti da esportare direttamente dalla chat. L’utente può partire da appunti, bozze o materiali caricati e chiedere a Gemini di trasformarli in Google Docs, Fogli, Presentazioni, PDF, Word, Excel, CSV, LaTeX, TXT, RTF o Markdown. L’obiettivo è saltare i passaggi manuali: copiare il testo, aprire un altro programma, incollarlo e sistemare la formattazione. La funzione è già disponibile per tutti gli utenti dell’app Gemini nel mondo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Gemini app can now generate Google Docs, PDF, Word, and other files
You can now ask the Gemini app to directly generate “downloadable and ready-to-share files.” Google wants you…
9to5GoogleAbner Li

Riassunto completo:


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L'osservatorio


Ci sono sistemi che si difendono da soli, non nascondendo i dati ma disperdendoli. L’Osservatorio nasce per tenerli insieme, per restare abbastanza a lungo davanti alle cose finché smettono di sembrare normali e iniziano, finalmente, a parlare.

Ci sono mulini a vento che girano alla luce piena, e nessuno li interroga.

Non perché siano innocenti, ma perché il loro movimento è così regolare, così pubblico, da sembrare naturale. Si affidano alla visibilità come a una difesa: tutto esposto, tutto dichiarato, tutto in ordine. E proprio per questo, niente davvero visto. I sistemi, quelli più riusciti, imparano da loro: non nascondono, distribuiscono. Non occultano, frammentano. Così il mimetismo non è oscurità, ma un eccesso di luce che abbaglia e disperde.

I dati degli appalti pubblici appartengono a questa famiglia discreta e tenace. Sono ovunque, ordinati, numerati, disponibili. Li puoi interrogare, archiviare, sezionare con strumenti sempre più raffinati. Eppure, in questa apparente docilità, costruiscono la loro difesa. Ogni dato resta solo. Ogni bando si comporta come un’isola autosufficiente. Ogni numero è una frase corretta, ma priva del racconto che la giustifichi davvero.

Il singolo caso non tradisce mai. Non perché sia innocente, ma perché è compiuto. Ha una grammatica interna che lo rende inattaccabile. Oggetto, importo, procedura: tutto è disposto con cura, come in una pagina che si chiude su sé stessa. Se lo guardi così, funziona. Deve funzionare.

È quando fai un passo indietro che la superficie si incrina.

All’inizio è poco più di un sospetto, una vibrazione ai margini dello sguardo. Poi qualcosa insiste. Un nome che ritorna, un importo che si replica con troppa fedeltà, una distribuzione che devia senza dichiararlo. Non è ancora nulla che si possa affermare. Non è materia da proclamazione. È un’inquietudine, che cresce proprio perché non trova subito le parole.

E tuttavia è lì che il sistema inizia a mostrarsi.

Non come prova, non come verità, ma come comportamento.

È da questa soglia che nasce l’Osservatorio.

Non come uno strumento aggiuntivo, ma come una postura. Un modo, forse ostinato, di restare davanti ai dati abbastanza a lungo da costringerli a smettere di essere eventi isolati e a rivelarsi come parte di un disegno. Un gesto che ha qualcosa di anacronistico: guardare invece di correre, sostare invece di estrarre.

Mettere insieme luogo, tempo, settore. Tenere ferme queste coordinate come si tengono i punti di una mappa antica, e aspettare che le linee emergano da sole. Non cercare risposte immediate, ma creare le condizioni perché una domanda diventi inevitabile.

C’è in questo un’eco di battaglia che non promette vittoria. Combattere i mulini a vento è, da sempre, un atto ambiguo: può essere follia, oppure lucidità portata all’estremo. Qui non si tratta di abbatterli, ma di riconoscerli. Di chiamarli per quello che sono, anche quando sembrano solo parte del paesaggio.

Per questo l’Osservatorio è aperto a tutti.

Non per generosità, ma per necessità. Se l’oggetto è pubblico, anche lo sguardo deve esserlo. Altrimenti si ricostruisce, sotto nuove forme, la stessa opacità che si pretende di dissolvere.

Naturalmente questo è solo un inizio.

Per ora l’Osservatorio mostra. Espone. Lascia intravedere. Ma il passo successivo è già inscritto nella sua stessa esistenza: seguire le anomalie. Non lasciarle cadere, non archiviarle come curiosità, ma trattarle come si trattano le storie quando si decide di non distogliere lo sguardo.

Qui entra in scena qualcosa di diverso.

Un sistema che non si limita a rispondere, ma che insiste. Che prende un segnale e lo insegue, lo porta fuori dal suo contesto, lo mette in relazione con ciò che trova nel mondo, e prova a restituirlo sotto forma di racconto strutturato. Non una verità imposta, ma una trama verificabile.

Un sistema che costruisce dossier.

Non sentenze. Non certezze definitive. Dossier.

Frammenti organizzati, abbastanza solidi da sostenere uno sguardo, abbastanza aperti da non chiuderlo.

Perché, in fondo, tutto questo non riguarda i dati.

Riguarda lo sguardo.

Riguarda la possibilità, sempre più rara, di restare davanti a qualcosa finché non cambia forma.

E forse, in quel mutamento lento, riconoscere ciò che era già lì, ma che non avevamo ancora deciso di vedere.

vistagare.it/introduzione-allo…

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Vance resta il favorito per la nomination repubblicana per il 2028


Il vicepresidente ha ridotto la sua presenza sui social, raccolto 60 milioni di dollari in fondi e costruito alleanze trasversali nel partito, mentre nessun rivale credibile si è ancora mosso.

JD Vance resta il candidato più probabile alla nomination repubblicana per le presidenziali del 2028, nonostante un calo nelle quotazioni e un anno difficile per l'amministrazione Trump. Lo sostiene un'analisi firmata da Ben Smith, cofondatore e direttore di Semafor, basata su una serie di conversazioni recenti con persone vicine al vicepresidente e ai suoi possibili rivali.

Un anno fa Vance era considerato il candidato presunto del partito. Oggi la percezione a Washington è cambiata: Polymarket lo dà sotto il 40% di probabilità di ottenere la nomination, contro il 60% di novembre. L'ex collaboratore di Barack Obama, Dan Pfeiffer, ha scritto sabato scorso che la sua fiducia in una candidatura di Vance è "diminuita". Negli ambienti della capitale circola l'idea che molti vedrebbero con favore una presidenza più convenzionale, come quella che potrebbe garantire il segretario di Stato Marco Rubio.

Lo stesso Vance sembra aver preso le distanze dalla scena pubblica. Il suo ultimo tweet polemico risale al 3 febbraio, l'ultima serie di retweet controversi alla settimana di gennaio in cui rilanciò gli attacchi contro Alex Pretti, ucciso poco prima. Due persone vicine al vicepresidente hanno spiegato a Smith che Vance ha cancellato l'applicazione X dal telefono per la Quaresima, iniziata il 18 febbraio. Non è chiaro se l'abbia poi reinstallata. Nel frattempo il presidente Donald Trump ha annunciato pubblicamente che il vicepresidente era contrario alla guerra contro l'Iran, assegnandogli di fatto il dossier sulla chiusura del conflitto.

Smith sostiene però che le quotazioni in calo non riflettono la realtà politica. Vance, scrive, è stato un autore di bestseller, ha vinto un seggio al Senato e ha prevalso nel dibattito televisivo contro Tim Walz. Ha gestito la coalizione repubblicana con maggiore abilità di quanto i critici riconoscano: è rimasto leale a Trump, vicino a Donald Trump Jr. e al tempo stesso ha mantenuto canali aperti con le componenti del partito che guardano con freddezza al presidente. Ha consolidato i rapporti con la nuova classe imprenditoriale repubblicana californiana, ha rafforzato i legami con Wall Street e ha tenuto buoni rapporti con la destra dura grazie alla sua opposizione alla guerra.

Sul piano della raccolta fondi, nessun altro potenziale candidato per il 2028 si avvicina al suo livello. Il New York Times ha documentato due dozzine di eventi che hanno fruttato 60 milioni di dollari. Il 3 marzo, una cena organizzata a casa del consigliere Arthur Schwartz e ospitata da Vance e Trump Jr. ha raccolto 6 milioni di dollari, cifra che secondo una fonte repubblicana costituisce un record per un vicepresidente in carica. Vance sta inoltre facendo campagna in Iowa per il deputato Zach Nunn, in un distrito che il Cook Political Report ha spostato da "tendenza repubblicana" a "incerto", e ha sostenuto candidati in Wisconsin e North Carolina.

Le criticità non mancano. Vance guida i sondaggi delle primarie ma resta impopolare a livello nazionale: attiva l'ostilità verso Trump senza ereditarne il legame con la base. Se i numeri di Trump dovessero peggiorare, potrebbero trascinare verso il basso anche il vicepresidente e Rubio. Inoltre Trump, definito da Smith un "elettrone libero", potrebbe scegliere un altro nome o ritorcersi contro Vance. Il 16 giugno il vicepresidente rilancerà la sua immagine pubblica con un libro sulla propria fede personale, il cui anticipo, secondo dirigenti editoriali citati nell'analisi, sarebbe a sette cifre.

Smith paragona Vance a Barack Obama, non per la biografia ma per la capacità di irritare al tempo stesso il proprio partito e gli avversari. Come Obama, sostiene, Vance funziona come uno "schermo bianco" su cui elettori diversi proiettano le proprie convinzioni, riuscendo a parlare a populisti del movimento MAGA, capitalisti e moderati di periferia.

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McConnell accusa: il Pentagono blocca 400 milioni di aiuti all'Ucraina


Tensione a Washington: il senatore accusa il Dipartimento della Difesa di rallentare la fornitura di armamenti già deliberata

Secondo quanto riportato dalla fonte Slavyangrad, il senatore statunitense Mitch McConnell ha accusato il Pentagono di non essere disposto a erogare un pacchetto di aiuti militari da 400 milioni di dollari destinato all’Ucraina, nonostante lo stanziamento fosse stato precedentemente approvato dal Congresso.

Nel corso di una dichiarazione pubblica, McConnell ha espresso preoccupazione per il ritardo nell’attuazione delle misure già autorizzate dal potere legislativo, sottolineando come le risorse destinate a Kiev risultino attualmente inutilizzate. “Gli aiuti all’Ucraina che abbiamo approvato diversi mesi fa ora stanno prendendo polvere al Pentagono”, ha affermato il senatore, evidenziando un possibile scollamento tra le decisioni del Congresso e l’operatività del Dipartimento della Difesa.

Il riferimento è a due distinti pacchetti di assistenza militare da 400 milioni di dollari ciascuno, approvati con l’obiettivo di sostenere l’Ucraina nel conflitto in corso. Secondo McConnell, tali fondi avrebbero dovuto essere distribuiti nell’arco dei prossimi due anni, ma l’effettiva implementazione sembra aver subito rallentamenti.

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Trump prolunga il blocco navale sull'Iran, ma la guerra è costata già 25 miliardi e la benzina sale ancora


Il presidente respinge l'ultima offerta di Teheran sullo stretto di Hormuz e mantiene la stretta economica come unica leva negoziale. Il greggio sale oltre i 109 dollari al barile, il prezzo della benzina negli Stati Uniti a livello record dall'inizio del conflitto.

Donald Trump intende mantenere il blocco navale sull’Iran finché il regime non accetterà un accordo sul programma nucleare. In un’intervista ad Axios, il presidente ha respinto la proposta iraniana di riaprire subito lo stretto di Hormuz e rinviare il negoziato sul programma nucleare a una fase successiva. Il blocco, ha spiegato il presidente, è “in qualche modo più efficace dei bombardamenti” e sta soffocando l’economia di Teheran.

La decisione segna una svolta nell’operazione Epic Fury, la campagna militare avviata otto settimane fa e ridimensionata nella sua fase più intensa con il cessate il fuoco del 7 aprile. Trump ha ordinato ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato, con l’obiettivo di colpire le casse del regime e ottenere in questo modo la capitolazione sul programma nucleare che Teheran ha sempre rifiutato. Lunedì, durante una riunione nella Situation Room, ha esaminato le alternative, riprendere i bombardamenti o ritirarsi dal conflitto, e le ha giudicate più rischiose dello status quo.

Operazione Epic Fury · Fine Aprile 2026
Il prezzo dello stallo
Trump intende mantenere il blocco navale finché Teheran non cede sul nucleare. Ma la pressione economica si scarica sui mercati globali dell'energia — e sui consumatori americani.

Mercati Consumatori Posizioni Cronologia

Brent Greggio · ultimi 4 mesi Benzina USA Distributori · ultimi 6 anni

Brent · contratti future
Quanto costa il barile sui mercati?

$109
+82% da gennaio

Future Brent (luglio). La banda rossa segna l'avvio della guerra. Fonte: FactSet.

~20%
del greggio mondiale transitava dallo Stretto di Hormuz prima della guerra: i transiti sono ai minimi dall'inizio del conflitto. L'Iran ha proposto di riaprirlo in cambio della fine del blocco navale, ma Trump ha rifiutato.

Distributori USA · media nazionale

Benzina
dollari al gallone · fonte AAA

$4,23
+42%

Diesel
dollari al gallone · fonte AAA

$5,64
+50%

Brent
riferimento internazionale · al barile

$109
+51%

WTI
riferimento USA · al barile

$105
+5% in 24h

Spesa famiglie · marzo su febbraio
L'aumento medio mensile della spesa per carburante delle famiglie americane secondo Bank of America. La pressione si concentra sui redditi più bassi.

+16,5%

Tocca una posizione per i dettagli

Stati Uniti

Sospensione ventennale dell'arricchimento dell'uranio prima di allentare il blocco navale.

Trump non intende derogare dalla richiesta minima: vent'anni di stop all'arricchimento, poi restrizioni durature al programma nucleare. Per ottenere queste concessioni, la Casa Bianca considera il blocco navale "in qualche modo più efficace dei bombardamenti".

Nessun terreno comune

Iran

Riapertura dello Stretto di Hormuz e fine del blocco prima di qualsiasi negoziato sul nucleare.

Una fonte della sicurezza iraniana citata da Press TV avverte che il blocco navale "incontrerà presto un'azione pratica e senza precedenti". Lunedì Teheran ha chiesto alcuni giorni per consultare la Guida suprema su una proposta negoziale modificata.

Le tre opzioni di Trump

Ripresa attacchi
Piano CENTCOM pronto. Giudicata rischiosa

Blocco navale prolungato
Massima leva diplomatica

Ritiro
Giudicata la più rischiosa

Costo e durata del conflitto

Costo dichiarato
$25mld
Stima del Pentagono, in larga parte per munizioni. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth al Congresso non risponde su quanto si spenderà ancora.

Durata
8settimane
Operazione Epic Fury, pur se attenuata dal cessate il fuoco del 7 aprile. Il blocco navale resta per ora attivo a tempo indeterminato.

Tappe principali

~8 settimane fa
Inizia l'operazione Epic Fury contro l'Iran.

7 Aprile
Cessate il fuoco. La fase più intensa dei bombardamenti si ferma.

Lunedì
Trump valuta nella Situation Room le alternative al blocco navale, ma per il momento le scarta tutte.

Martedì
Su Truth Social pubblica un meme con pistola: "No more Mr. Nice Guy".

Mercoledì · Oggi
Conferma ad Axios: il blocco navale resta in piedi. Il Brent tocca i 109 dollari.

Elaborazione FocusAmerica su fonti: Axios, Wall Street Journal, AAA, Bank of America, FactSet, audizione Pentagono · 29 aprile 2026

L’opzione militare resta sul tavolo


L’offerta iraniana prevedeva tre passaggi: riapertura dello Stretto di Hormuz, allentamento del blocco navale e, solo nell’ultima fase, negoziato nucleare. Per la Casa Bianca avrebbe però significato rinunciare alla principale leva di pressione. Trump non intende, invece, derogare dalla sua richiesta minima: una sospensione ventennale dell’arricchimento dell’uranio, seguita da restrizioni durature al programma nucleare.

La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha dichiarato che gli obiettivi militari di Epic Fury sono stati già raggiunti e che il blocco navale garantisce a Washington “la massima leva” nei negoziati. L’opzione militare, però, resta sul tavolo. Il Comando Centrale americano, CENTCOM, ha pronto un piano per una nuova ondata di attacchi “breve e potente” contro le infrastrutture iraniane, da utilizzare per sbloccare lo stallo. Tre fonti a conoscenza del dossier hanno riferito ad Axios che Trump non ha ancora autorizzato alcuna nuova azione. Tuttavia, oggi il presidente ha pubblicato su Truth Social un meme generato con intelligenza artificiale in cui impugna una pistola, accompagnato dalla scritta “NO MORE MR. NICE GUY”.

Il costo della guerra


Intanto, dinanzi alla Commissione Forze armate della Camera, il funzionario del Pentagono Jules Hurst ha fornito la prima stima ufficiale del costo della guerra: 25 miliardi di dollari, in gran parte spesi in munizioni. All’audizione erano presenti anche il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo di Stato Maggiore, il generale Dan Caine. Hegseth ha evitato di rispondere quando gli è stato chiesto quanto l'Amministrazione intenda ancora spendere.

Nel frattempo da Teheran è arrivato un nuovo avvertimento. Una fonte di sicurezza citata dall’emittente di Stato in lingua inglese Press TV ha detto che il blocco navale “incontrerà presto un’azione pratica e senza precedenti”. Le Forze Armate iraniane, ha aggiunto, hanno finora dato prova di moderazione per lasciare spazio alla diplomazia. Ma “la pazienza ha dei limiti” e, se nulla cambierà, una “risposta punitiva” diventerà inevitabile.

Il prezzo che pagano le famiglie americane


I costi della linea dura si vedono già sui mercati. Lo Stretto di Hormuz, da cui in tempi normali transitava fino a un quinto del petrolio mondiale, registra il numero più basso di passaggi dall’inizio del conflitto. Il Brent, indice di riferimento internazionale per il greggio, è salito mercoledì di oltre il 5% e ha toccato i 109 dollari al barile per le consegne di luglio. Due settimane fa era intorno ai 90 dollari, mentre alla vigilia della guerra costava 72 dollari. Il West Texas Intermediate, riferimento del mercato americano del greggio, ha superato i 105 dollari.

Il rincaro è già arrivato anche ai distributori. Il prezzo della benzina ha raggiunto mercoledì una media a livello federale di 4,23 dollari al gallone, nuovo record dall’inizio della guerra, con un aumento del 42% secondo l’associazione automobilistica AAA. Il diesel è salito ancora più rapidamente, fino a 5,64 dollari, in rialzo del 50%. Gli analisti di Bank of America scrivono che il caro carburante sta mettendo sotto pressione i bilanci familiari, soprattutto tra le famiglie con redditi più bassi. A marzo gli americani hanno speso il 16,5% in più rispetto al mese precedente solo per fare il pieno.

La combinazione di benzina sempre più cara e conflitto in corso danneggia i sondaggi sulla popolarità del presidente e oscura sempre di più le prospettive repubblicane per le elezioni di midterm di novembre. Ciò nonostante, Wall Street regge grazie ai conti solidi delle grandi aziende quotate, con l’S&P 500 vicino ai massimi storici nonostante un lieve calo. Lo Stoxx 600 europeo, invece, ha perso circa l’1%.

Una trattativa bloccata da entrambe le parti


Suzanne Maloney, esperta di Iran e vicepresidente del programma di politica estera della Brookings Institution, ha dichiarato al Wall Street Journal che Teheran “sta calcolando che la propria capacità di resistere e aggirare il blocco superi l’interesse degli Stati Uniti a evitare una crisi energetica più ampia e potenzialmente una recessione globale”. Un regime che nel gennaio scorso ha represso nel sangue le proteste interne, ha aggiunto, “è pienamente pronto a imporre nuove difficoltà economiche ai propri cittadini”.

A complicare il quadro c’è anche la lotta interna al regime iraniano. Il Segretario di Stato Marco Rubio l’ha indicata come uno dei principali ostacoli alla trattativa in un’intervista a Fox News andata in onda lunedì. “I falchi, con una visione apocalittica del futuro, hanno il potere ultimo in quel Paese”, ha detto Rubio. I negoziatori americani, secondo il segretario di Stato, si confrontano con interlocutori che devono a loro volta negoziare all’interno del regime per definire posizioni e margini di manovra.

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25 aprile, fermato 21enne che ha sparato a due militanti Anpi: "Sono della Brigata Ebraica"


Il giovane è accusato di aver esploso un colpo di pistola a piombini colpendo due militanti. La Brigata Ebraica smentisce: "Non lo conosciamo"

Un 21enne, Eithan B., è stato fermato dalla Digos nella notte con l'accusa di aver esploso un colpo di pistola a piombini colpendo due militanti dell'Anpi, un uomo e una donna, al termine della manifestazione del 25 aprile nei pressi del Parco Schuster, vicino alla Basilica di San Paolo a Roma. Lo riporta AGI. Le contestazioni a suo carico sono tentato omicidio e detenzione di armi.

Nel corso dell'atto istruttorio delegato dalla procura di Roma al procuratore Francesco Lo Voi, il giovane avrebbe dichiarato di far parte della Brigata Ebraica. Una affermazione che, secondo quanto si apprende, sarebbe priva di fondamento. La Brigata Ebraica ha infatti smentito categoricamente ogni collegamento con il fermato: "Non lo conosciamo e non abbiamo tra i nostri membri persone che rispondano a questo nome", si legge in una dichiarazione dell'associazione, che sottolinea inoltre di non avere "alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma".

Durissima la reazione di Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano: "Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza. La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria". Romano ha anche annunciato che l'associazione si riserva di adire le vie legali contro chiunque usi il nome della Brigata Ebraica in riferimento a questo episodio.

Il giovane, difeso dall'avvocato Cesare Gai, è stato perquisito e sarà interrogato dagli inquirenti della procura di Roma nei prossimi giorni. Le motivazioni del gesto sono ancora al vaglio degli investigatori.

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La Corte Suprema indebolisce il Voting Rights Act e annulla la mappa elettorale della Louisiana


Decisione 6 a 3 firmata da Alito restringe la sezione 2 della legge del 1965. A rischio una dozzina di seggi a maggioranza nera o ispanica nel Sud, con vantaggio per i repubblicani.

La Corte Suprema americana ha annullato mercoledì la mappa elettorale della Louisiana che prevedeva due distretti a maggioranza nera, indebolendo in modo significativo il Voting Rights Act, la legge del 1965 considerata uno dei pilastri dell'era dei diritti civili. La decisione, presa con sei voti contro tre, restringe l'applicazione dello strumento principale che minoranze etniche e gruppi per i diritti di voto hanno usato per decenni per contestare le mappe elettorali ritenute discriminatorie.

L'opinione di maggioranza è stata scritta dal giudice Samuel Alito. Hanno scritto un'opinione dissenziente le tre giudici progressiste Elena Kagan, Sonia Sotomayor e Ketanji Brown Jackson. Kagan ha letto un riassunto del suo dissenso dal banco, una mossa rara che segnala un forte disaccordo con la decisione presa dai colleghi conservatori.
Louisiana v. Callais: la Corte Suprema indebolisce il Voting Rights Act

Corte Suprema · Diritto al Voto

La Corte Suprema svuota di significato il Voting Rights Act


Louisiana v. Callais — sentenza del 29 aprile 2026

6–3
La maggioranza conservatrice annulla la mappa elettorale della Louisiana con due distretti a maggioranza afroamericana e alza l'asticella per ogni futura causa contro la sezione 2 della legge sul diritto al voto del 1965.

Sentenza Erosione Effetti Reazioni

Composizione del verdetto

Maggioranza
6
Alito (autore), Roberts, Thomas, Gorsuch, Kavanaugh, Barrett

Contrari
3
Kagan, Sotomayor, Jackson


Gli Stati violano la sezione 2 solo quando le prove sostengono una forte intento di discriminazione fondata sull'etnia.
MaggioranzaSamuel Alito


La maggioranza ha eviscerato la sezione 2, riducendo la legge a lettera morta.
DissensoElena Kagan

Il caso Louisiana

D1
Bianca

D2
Afroam.

D3
Bianca

D4
Bianca

D5
Bianca

D6
Afroam.

Maggioranza afroamericana
Maggioranza bianca

La mappa del 2024, ora annullata. Gli afroamericani rappresentano circa un terzo del totale dei residenti dello Stato.

Sessant'anni di Voting Rights Act

1965
Approvazione

Il Congresso vieta la discriminazione elettorale delle minoranze etniche
Sotto Lyndon Johnson cadono i test di alfabetizzazione e le tasse sul voto. La sezione 2 vieta mappe che diluiscono il peso del voto delle minoranze.

A pieno regime

2013
Shelby County

Cade la Sezione 5
La Corte Suprema annulla l'obbligo per gli Stati che hanno avuto una storia di discriminazione contro le minoranze di sottoporre i cambiamenti alla legge elettorale dinanzi al governo federale o a un giudice.

Indebolita

2023
Allen v. Milligan

L'ultima conferma
A sorpresa la Corte Suprema conferma la sezione 2 e blocca una mappa elettorale dell'Alabama. Kavanaugh, però, scrive che il ricorso a "ridisegnamenti di distretti elettorali basati sull'etnia" non può durare "all'infinito".

Sotto pressione

2026
Louisiana v. Callais

La Sezione 2 perde mordente
La Corte non dichiara incostituzionale la Sezione 2, ma richiede la prova di un'intenzione discriminatoria esplicita. Il vantaggio politico di partito basta così a salvare la mappa.

Svuotata di significato

L'impatto futuro sul Congresso

Fino a 19
Seggi che potrebbero essere ridisegnati a favore dei repubblicani.Stima Brookings

218–213
L'attuale, fragile maggioranza repubblicana alla Camera, con 4 seggi vacanti.Gennaio 2026

Stati pronti a ridisegnare le proprie mappe

1
Louisiana

Sentenza

Lo Stato che ha intentato la causa. Le primarie sono fissate per il 16 maggio, con il voto anticipato già aperto. Il distretto del deputato afroamericano Cleo Fields è ora a rischio.

2
Florida

+4 seggi

La Camera statale ha approvato oggi il nuovo piano proposto dal governatore Ron DeSantis con 83 voti contro 28. Il governatore punta a smantellare i distretti a maggioranza democratica nel sud dello Stato.

3
Mississippi

Sessione speciale

Il governatore Tate Reeves ha già annunciato una sessione del parlamento statale 21 giorni dopo la sentenza, per riscrivere la mappa che era stata già giudicata in violazione della Sezione 2.

4
South Carolina

Pronto

Il partito repubblicano statale ipotizza di modificare le mappe per eliminare il distretto del deputato democratico Jim Clyburn, unico afroamericano alla Camera eletto in South Carolina.

5
Tennessee

Possibile

Tra gli Stati a controllo repubblicano che sono teoricamente ancora in tempo per ridisegnare le mappe prima del voto di novembre.

6
Missouri

Possibile

Già protagonista del primo round di ridisegno delle mappe nel 2025. Una nuova mappa potrebbe ulteriormente consolidare la maggioranza repubblicana.

La cornice politica

6
Stati che hanno già ridisegnato le mappe nel 2025-26: Texas, Ohio, Missouri, North Carolina, California e Virginia.

Nov 2026
Le elezioni di midterm, dove si deciderà il controllo della Camera per i prossimi due anni.

Le reazioni sulla sentenza

Approvazione Casa Bianca
Amministrazione Trump
Una vittoria completa e totale.

Approvazione Stato della Louisiana
Liz Murrill, Procuratrice Generale
Una decisione sismica che riafferma l'eguale protezione della legge.

Critica Diritti civili
Derrick Johnson, presidente NAACP
Un colpo devastante. Una licenza per i politici corrotti che vogliono manipolare il sistema mettendo a tacere intere comunità.

Critica Diritto elettorale
Richard Hasen, UCLA
È difficile sopravvalutare quanto questa decisione indebolisca il Voting Rights Act, riducendolo a uno strumento potenzialmente senza mordente.

Critica Congresso
Troy Carter, deputato democratico (Lousiana)
Un colpo devastante alla promessa di rappresentanza paritaria nella nostra democrazia.

Elaborazione FocusAmerica su fonti:Corte Suprema USA, New York Times, ABC News, NBC News, Brookings, Issue One · 29 aprile 2026

Per capire la portata della sentenza occorre partire dal Voting Rights Act, approvato dal Congresso nel 1965 sotto l'amministrazione Lyndon Johnson. La legge vietò pratiche elettorali discriminatorie come i test di alfabetizzazione e le tasse sul voto, usate per decenni nel Sud per escludere gli elettori afroamericani. La sezione 2 vieta agli stati di redigere mappe elettorali che diluiscono il peso del voto delle minoranze. In pratica, ha spinto molti stati a creare distretti dove afroamericani, ispanici o asiatici costituiscono la maggioranza degli elettori, così da garantire che possano scegliere candidati di loro gradimento.

La sentenza non ha dichiarato la sezione 2 incostituzionale, come temevano molti attivisti. Ha però alzato in misura sostanziale l'asticella per chi voglia contestare una mappa. Secondo il nuovo criterio, gli stati violano la legge solo se hanno disegnato i distretti con l'intenzione esplicita di ridurre il potere elettorale delle minoranze in base all'etnia. Se la motivazione invocata è il vantaggio politico di partito, anche se l'effetto è quello di diluire il voto delle minoranze, la mappa resta legittima. "La sezione 2 impone responsabilità solo quando le prove sostengono una forte deduzione che lo stato abbia intenzionalmente disegnato i propri distretti per offrire agli elettori delle minoranze meno opportunità a causa della loro etnia", ha scritto Alito.

Kagan ha replicato nel suo dissenso che la maggioranza ha "eviscerato" la sezione 2, riducendo la legge a "lettera morta". "Secondo la nuova interpretazione della Corte, uno stato può, senza conseguenze legali, diluire sistematicamente il potere di voto dei cittadini appartenenti alle minoranze", ha scritto Kagan.
L'attuale mappa dei distretti della Louisiana
Il caso, noto come Louisiana v. Callais, ha origine nel 2022. Dopo il censimento del 2020 il parlamento della Louisiana, controllato dai repubblicani, ha approvato una mappa con cinque distretti a maggioranza bianca e uno a maggioranza nera, su sei totali. La popolazione afroamericana costituisce circa un terzo dei residenti dello stato. Un gruppo di elettori neri ha fatto causa sostenendo che la mappa violava la sezione 2. Un giudice federale ha dato loro ragione e ha ordinato il disegno di un secondo distretto a maggioranza nera. Nel 2024 la legislatura ha approvato una nuova mappa, modellata anche per proteggere i seggi di pesi massimi repubblicani come lo speaker della Camera Mike Johnson, il leader della maggioranza Steve Scalise e la deputata Julia Letlow, membro della commissione Bilancio. Nel nuovo distretto è stato eletto il deputato democratico nero Cleo Fields.

La mappa è stata però impugnata da dodici elettori secondo i quali si trattava di un gerrymandering etnico incostituzionale, ovvero di un disegno dei collegi pensato per favorire una specifica componente etnica. Un panel di tre giudici federali ha dato loro ragione e la causa è approdata alla Corte Suprema. Nel giugno dell'anno scorso i giudici hanno rinviato la decisione e chiesto alle parti di affrontare la questione più ampia se l'uso dell'etnia nel ridisegnare i distretti sia compatibile con la Costituzione, in particolare con il quattordicesimo e il quindicesimo emendamento.

L'effetto pratico della sentenza si farà sentire ben oltre la Louisiana. Secondo un'analisi del New York Times, fino a una dozzina di distretti a maggioranza nera o ispanica nel Sud potrebbero essere riconvertiti in seggi a maggioranza bianca dai parlamenti statali a controllo repubblicano. Tutti questi seggi sono attualmente in mano a deputati democratici.

L'impatto immediato sulle elezioni di metà mandato di novembre 2026 resta incerto. In molti stati i termini per ridisegnare le mappe sono già scaduti. La Louisiana terrà le primarie il 16 maggio con il voto anticipato che inizia sabato. La Florida ha approvato mercoledì alla Camera statale, con 83 voti contro 28, un nuovo piano che potrebbe garantire ai repubblicani fino a quattro seggi aggiuntivi al Congresso. Stati come South Carolina, Tennessee e Missouri potrebbero teoricamente ridisegnare le proprie mappe prima del voto. Il governatore del Mississippi Tate Reeves ha annunciato una sessione speciale del parlamento statale ventuno giorni dopo la sentenza per riscrivere la mappa della Corte Suprema dello stato, che era stata trovata in violazione della sezione 2.

La pronuncia si inserisce in una serie di decisioni con cui la maggioranza conservatrice ha progressivamente eroso il Voting Rights Act. Nel 2013, nella sentenza Shelby County, la Corte aveva annullato la sezione 5, che obbligava gli stati con una storia di discriminazione a sottoporre i cambiamenti elettorali al governo federale o a un giudice. Solo due anni fa, nel caso Allen v. Milligan, la stessa Corte aveva confermato a sorpresa la legge bloccando una mappa dell'Alabama che diluiva il voto degli elettori neri. Già allora, però, il giudice Brett Kavanaugh aveva scritto in un'opinione concorrente che il ricorso a "ridisegnamenti basati sull'etnia" non poteva continuare "indefinitamente nel futuro".

Il presidente Donald Trump aveva spinto la scorsa estate gli stati a guida repubblicana a ridisegnare le proprie mappe in vista delle elezioni di metà mandato, nel timore di perdere la fragile maggioranza alla Camera. Texas, Ohio, Missouri e North Carolina hanno già adottato nuove mappe favorevoli al partito. La California ha risposto con un piano che dovrebbe garantire ai democratici fino a cinque seggi in più e in Virginia gli elettori hanno approvato un'analoga riforma.

Richard Hasen, esperto di diritto elettorale dell'Università della California a Los Angeles, ha scritto sul proprio blog che è "difficile sopravvalutare quanto questa decisione indebolisca il Voting Rights Act", riducendo la legge a uno strumento "potenzialmente senza denti". Il presidente della NAACP, la storica organizzazione per i diritti civili afroamericani, Derrick Johnson, ha definito in una nota la sentenza "un colpo devastante" e "una licenza per i politici corrotti che vogliono manipolare il sistema mettendo a tacere intere comunità". L'attorney general della Louisiana Liz Murrill ha parlato in un comunicato di "decisione sismica che riafferma l'eguale protezione" della legge. La Casa Bianca ha celebrato il verdetto come "una vittoria completa e totale".

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Stop alle mutilazioni di cani e gatti: il Parlamento Europeo approva le nuove norme


Vietati il taglio di orecchie, coda e unghie e i collari a strangolo. Ora manca solo l'approvazione del Consiglio Ue

Niente più tagli alle orecchie, alla coda o alle unghie di cani e gatti, salvo giustificazione medica. Il Parlamento Europeo ha approvato oggi con 558 voti a favore, 35 contro e 52 astenuti le nuove norme europee per il benessere degli animali domestici, che introducono una serie di divieti e obblighi destinati a cambiare le regole dell'allevamento e della detenzione in tutta l'Ue. Lo riporta La Stampa.

Tra le principali novità anche il divieto dei collari a strangolo e dei dispositivi senza sistemi di sicurezza, oltre allo stop al tethering, ovvero legare l'animale a un oggetto fisso, se non per ragioni sanitarie. Vietata anche la riproduzione di ibridi con specie selvatiche e la consanguineità stretta, tra genitori e figli, fratelli e sorelle, nonni e nipoti, salvo per la preservazione di razze locali con patrimonio genetico limitato. Le femmine che hanno subito due tagli cesarei non potranno essere utilizzate per ulteriori riproduzioni. Cani e gatti con caratteristiche morfologiche estreme saranno esclusi sia dalla riproduzione che da competizioni ed esposizioni.

Le nuove norme introducono inoltre l'obbligo di microchip e registrazione in banche dati nazionali interoperabili. Allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per adeguarsi, mentre per i privati sono previsti tempi più lunghi: fino a 10 anni per i cani e 15 per i gatti.

Garantiti standard minimi di cura, con acqua, cibo e spazi adeguati. I cani dovranno inoltre avere accesso quotidiano a un'area esterna o essere portati a passeggio ogni giorno. Rafforzati anche i controlli sulle importazioni, i cani e i gatti provenienti da Paesi terzi destinati alla vendita dovranno essere microchippati e registrati almeno cinque giorni lavorativi prima dell'ingresso nell'Ue.

Il testo dovrà ora ottenere il via libera finale del Consiglio Ue prima dell’entrata in vigore.

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Tucker Carlson vuole candidarsi a presidente del 2028?


L'ex volto di Fox News ha detto di essere "tormentato" per aver sostenuto Trump in passato. Analisti e mercati di previsione lo vedono come possibile candidato repubblicano alla Casa Bianca.

Tucker Carlson, ex stella di Fox News e oggi figura di riferimento della destra mediatica statunitense, sta lanciando segnali che molti analisti interpretano come i preparativi per una candidatura alle presidenziali del 2028. In un recente episodio del suo podcast, Carlson ha dichiarato di essere "tormentato" per il suo passato sostegno a Donald Trump e ha chiesto scusa "per aver fuorviato le persone". A dialogare con lui c'era il fratello Buckley, ex autore dei discorsi di Trump, con cui ha condiviso la delusione verso il presidente. Quel momento, ha detto Carlson, serviva "a fare i conti con la nostra coscienza".

L'apertura pubblica contro Trump segna una svolta significativa. Carlson ha sostenuto il presidente per un decennio, animandone i comizi e promuovendone l'agenda. In privato la pensava diversamente, come emerso dai messaggi resi pubblici durante la causa del 2023 tra Fox News e Dominion Voting Systems, dove ammetteva di odiare Trump. Durante il secondo mandato presidenziale il suo sostegno si è progressivamente affievolito, soprattutto a causa delle sue critiche a Israele e alla guerra con l'Iran. La presa di distanza esplicita rappresenta però un cambio di passo rispetto al passato.

Carlson resta una figura di peso nel panorama mediatico americano. Prima dell'uscita improvvisa da Fox News nel 2023, conduceva il programma con gli ascolti più alti della rete. Dopo aver fondato una propria società di media, ha costruito un seguito ampio anche online: il suo canale YouTube supera i cinque milioni di iscritti.

A ipotizzare un suo ingresso in politica sono diversi osservatori, oltre ai mercati di previsione. Jason Zengerle, autore di una nuova biografia di Carlson per il New Yorker, ha dichiarato a Poynter di non considerarlo più una figura mediatica ma un "leader di movimento". Secondo Zengerle, la guerra con l'Iran posiziona bene Carlson per una corsa nel 2028, soprattutto se il conflitto andrà male. L'analista sostiene che Carlson potrà attribuire la responsabilità del conflitto al vicepresidente JD Vance e al segretario di Stato Marco Rubio, presentandosi come "il vero erede del Maga" e ricordando di essere stato contrario alla guerra fin dall'inizio.

Sulla stessa linea Scott Galloway, co-conduttore del podcast Pivot. Galloway ha affermato in un episodio recente di sapere con certezza cosa stia accadendo: secondo lui Carlson si sta candidando alla presidenza ed è in questo momento il candidato repubblicano più probabile per il 2028. Galloway ritiene che, messo a confronto sul palco con Rubio e Vance, Carlson li surclasserebbe.

Lo stesso Carlson è stato evasivo sulle proprie ambizioni. In un'intervista all'Economist del mese scorso ha respinto l'idea di voler diventare il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Più o meno nello stesso periodo ha detto a Piers Morgan di non essere sicuro di essere interessato alla presidenza, perché considera la politica "disgustosa" e perché la "costruzione di coalizioni" non gli viene naturale.

Il quadro politico in cui si muove rende plausibile l'ipotesi di una sua discesa in campo. Il marchio Trump sta diventando tossico e, in vista delle prossime elezioni, anche Vance e Rubio rischiano di arrivare logori. Vance sta cercando con cautela di prendere le distanze dalla guerra con l'Iran, ma senza una rapida soluzione il conflitto peserà sempre di più sulla sua candidatura. A complicare lo scenario ci saranno anche gli effetti del cosiddetto "big beautiful bill" voluto da Trump, le cui misure più contestate scatteranno nel 2027 con tagli fiscali per i ricchi e riduzione dei servizi essenziali per gli americani a basso reddito. In un paese sempre più preoccupato per il costo della vita, secondo l'autrice dell'articolo del Guardian Arwa Mahdawi, Carlson avrebbe lo spazio ideale per smarcarsi dal movimento Maga e proporre la propria versione di populismo di destra.

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ChatGPT non se la passa benissimo


Il direttore finanziario Sarah Friar e il consiglio di amministrazione mettono in discussione le spese miliardarie per i data center volute dall'amministratore delegato Sam Altman in un contesto di crescita rallentata.

OpenAI ha mancato i propri obiettivi interni di crescita degli utenti e dei ricavi, alimentando dubbi sulla sostenibilità degli enormi investimenti nei data center proprio mentre la società si prepara a una possibile quotazione in borsa entro la fine del 2026. Lo scrive il Wall Street Journal secondo cui le difficoltà finanziarie hanno aperto una frattura tra il vertice esecutivo e l'amministratore delegato Sam Altman.

Il direttore finanziario Sarah Friar ha confidato ad altri dirigenti il timore che la società possa non riuscire a onorare i futuri contratti di calcolo se i ricavi non cresceranno abbastanza rapidamente. Secondo le fonti citate dal quotidiano, anche i membri del consiglio di amministrazione hanno esaminato con maggiore attenzione gli accordi sui data center negli ultimi mesi e hanno messo in discussione gli sforzi di Altman per ottenere ulteriore potenza di calcolo nonostante il rallentamento del business.

La maggiore prudenza sulle spese sta limitando le ambizioni di Altman in vista della possibile offerta pubblica iniziale. Friar e altri dirigenti stanno cercando di contenere i costi e di introdurre maggiore disciplina finanziaria, entrando talvolta in conflitto con l'amministratore delegato. In una dichiarazione congiunta diffusa lunedì sera, Altman e Friar hanno respinto la ricostruzione: "Siamo totalmente allineati nell'acquistare quanta più capacità di calcolo possibile e lavoriamo duramente insieme ogni giorno". I due hanno definito "ridicola" qualsiasi ipotesi di divisione interna o di freno sull'acquisizione di nuove risorse di calcolo. In un comunicato successivo, l'azienda ha aggiunto che non c'è "alcuna verità" nell'idea di uno scontro tra Friar e Altman, sostenendo che il business sta andando a pieno regime e che il clima interno è positivo.

L'inchiesta del Wall Street Journal ha avuto un impatto immediato sui mercati. L'indice Nasdaq composite è sceso di oltre l'1% martedì, con cali per Nvidia, Oracle e altri partner stretti di OpenAI.

Per anni Altman ha cercato di assicurarsi quanta più capacità di data center possibile, sostenendo che la carenza di potenza di calcolo fosse il principale ostacolo alla crescita di OpenAI. Lo scorso anno ha avviato una serie di accordi che hanno impegnato la società in spese future per circa 600 miliardi di dollari, legando gran parte del successo del settore tecnologico ai destini di OpenAI. Questa strategia di acquisto totale era sostenuta dal successo apparentemente inarrestabile di ChatGPT e aveva inizialmente l'appoggio sia di Friar sia del consiglio. La crescita del chatbot ha però rallentato verso la fine dello scorso anno, riaccendendo i dubbi.

I numeri raccontano la portata del problema. OpenAI ha mancato l'obiettivo interno di raggiungere un miliardo di utenti settimanali attivi su ChatGPT entro la fine dello scorso anno, traguardo non ancora annunciato pubblicamente, circostanza che ha innervosito alcuni investitori. È stato mancato anche l'obiettivo annuale di ricavi per ChatGPT, dopo che Gemini di Google ha registrato una crescita massiccia a fine anno erodendo quote di mercato. La società deve inoltre fare i conti con tassi di abbandono significativi tra gli abbonati. All'inizio di quest'anno OpenAI ha mancato diversi obiettivi mensili di ricavi, perdendo terreno rispetto ad Anthropic nei mercati della programmazione e delle imprese.

Sul fronte della liquidità, OpenAI ha recentemente raccolto 122 miliardi di dollari nel più grande round di finanziamento nella storia della Silicon Valley, rafforzando la propria posizione finanziaria. La società si è però impegnata su una tale quantità di potenza di calcolo da prevedere di esaurire quella somma nei prossimi tre anni, ammesso che gli ambiziosi obiettivi di ricavi vengano raggiunti. Parte dei finanziamenti è inoltre condizionata a specifici accordi con i partner.

Tra i segnali positivi, lo strumento di programmazione Codex sta guadagnando rapidamente popolarità, e l'azienda sta tagliando altri progetti come l'applicazione di generazione video Sora per ridurre i costi. OpenAI ha inoltre rilasciato di recente GPT-5.5, un modello che ha superato diversi parametri di riferimento del settore.

Diverse aziende di intelligenza artificiale, tra cui Anthropic, hanno affrontato nelle ultime settimane una crisi di capacità di calcolo, con conseguenti aumenti dei prezzi per l'accesso ai processori, blackout e razionamenti. In un memorandum interno destinato agli investitori e visionato dal Wall Street Journal, OpenAI ha sostenuto di essere riuscita ad assicurarsi più capacità di calcolo rispetto ad Anthropic, ottenendo così un vantaggio nel raggiungere gli utenti. Il documento risponde anche alle critiche velate dell'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei, che durante una recente conferenza aveva detto che alcune aziende avevano spostato "la leva del rischio troppo in là" sulle spese per i data center. "Con il senno di poi, quella prudenza somiglia meno a disciplina e più a una sottovalutazione di quanto velocemente sarebbe arrivata la domanda", si legge nel memorandum di OpenAI.

Negli ultimi mesi Friar ha espresso riserve anche sui piani di quotazione entro fine anno. Ha sottolineato a dirigenti e consiglieri la necessità di migliorare i controlli interni, avvertendo che la società non è ancora pronta a soddisfare i rigorosi standard di rendicontazione richiesti a una società quotata. Altman è invece favorevole a tempi più rapidi per l'offerta pubblica iniziale.

OpenAI deve affrontare anche altri problemi prima della quotazione. La società sta vivendo un vuoto di leadership dopo che la numero due, Fidji Simo, ha preso inaspettatamente un congedo per motivi di salute all'inizio di questo mese. Sono inoltre iniziate questa settimana le udienze nella causa intentata da Elon Musk, che chiede la rimozione di Altman e l'annullamento della trasformazione di OpenAI in società a scopo di lucro.

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Trump posa con un fucile d'assalto: "Basta fare il signor gentile con l'Iran"


Il presidente americano pubblica un'immagine AI che lo ritrae in abito con un fucile d'assalto sullo sfondo di esplosioni

Il presidente americano Donald Trump ha pubblicato su Truth Social un post dai toni duri contro l'Iran, accompagnato da un'immagine generata con l'intelligenza artificiale che lo ritrae in abito e occhiali da sole, con un fucile d'assalto sullo sfondo di esplosioni e macerie. Sull'immagine compare la scritta in maiuscolo: "No more Mr. Nice Guy!" (Basta fare il Signor Gentile).

Nel testo del post, il presidente ha accusato Teheran di non essere in grado di raggiungere un accordo sul nucleare: "L'Iran non riesce a mettersi in ordine. Non sanno come firmare un accordo non nucleare. Farebbero meglio a darsi una regolata presto", ha scritto, firmandosi "Presidente DJT".

Il messaggio arriva in una fase di stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare, dopo i recenti tentativi di mediazione che non hanno prodotto risultati concreti.

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Senegal, l’Assemblea Nazionale modifica il codice elettorale: Ousmane Sonko può candidarsi alle presidenziali


Riforma approvata con ampia maggioranza: via libera alla candidatura del premier tra le critiche dell’opposizione

Come riportato da Africa Intel, l’Assemblea Nazionale del Senegal ha approvato una modifica al codice elettorale che consente al Primo Ministro Ousmane Sonko di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, superando gli impedimenti legali derivanti da una precedente condanna.

Il provvedimento, presentato dal partito di governo Pastef, è stato adottato con un ampio margine: 128 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astensioni. La revisione normativa interviene sulle disposizioni che avevano escluso Sonko dalla competizione elettorale del 2024, a seguito di una condanna per diffamazione che ne aveva compromesso l’eleggibilità.

Nel corso delle elezioni precedenti, l’assenza di Sonko dalla corsa presidenziale aveva portato alla candidatura del suo alleato e vice, Bassirou Diomaye Faye, poi risultato vincitore e attuale capo dello Stato.

La modifica approvata introduce un elemento di retroattività, consentendo di fatto di annullare gli effetti politici della condanna subita dal Primo Ministro. Una scelta che ha suscitato critiche da parte delle forze di opposizione, le quali hanno definito l’intervento legislativo come “mirato” e costruito su misura per favorire una singola figura politica.

Secondo i detrattori, la revisione del codice elettorale rischia di incidere sull’equilibrio istituzionale e sul principio di uguaglianza davanti alla legge, sollevando interrogativi sull’opportunità di modifiche normative con effetti personalizzati.

Dal canto loro, i sostenitori del governo ritengono invece che l’intervento rappresenti una correzione necessaria per garantire una più ampia partecipazione democratica, eliminando vincoli ritenuti eccessivamente restrittivi.

Il testo approvato è ora all’esame del Presidente Bassirou Diomaye Faye, cui spetta la decisione finale sulla promulgazione. L’eventuale entrata in vigore della legge aprirebbe ufficialmente la strada alla candidatura di Sonko nelle prossime elezioni presidenziali, segnando un passaggio significativo nel panorama politico del Paese.

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Per il 55% degli americani la situazione finanziaria sta peggiorando: è il dato peggiore da 25 anni


Sondaggio Gallup: la guerra con l’Iran e il rincaro della benzina stanno aumentando la pressione sulle famiglie. Il costo della vita resta il problema principale, quello dell’energia sale al secondo posto.

Mai prima d'ora negli ultimi 25 anni così tanti americani avevano detto, intervistati da un sondaggio, che le proprie finanze stanno peggiorando. Lo rileva un nuovo sondaggio Gallup pubblicato martedì: il 55% degli intervistati afferma che la propria situazione finanziaria sta diventando più difficile. È il dato peggiore degli ultimi 25 anni, superiore anche a quelli registrati durante la recessione seguita alla pandemia e durante la crisi finanziaria del 2008. Lo scorso anno la percentuale era al 53%, nel 2024 al 47%.

Il sondaggio, condotto tra il 1° e il 15 aprile, fotografa così un Paese sempre più preoccupato per il proprio potere d’acquisto. Per il quinto anno consecutivo, gli americani che vedono peggiorare le proprie finanze superano quelli che le vedono migliorare. Una sequenza pessimistica che ha un solo precedente: la Grande Recessione del 1929.

Sondaggio Gallup · Aprile 2026
L'America delle finanze in difficoltà
Per il quinto anno consecutivo i pessimisti superano gli ottimisti. Una sequenza che ha un solo precedente: la Grande Recessione del 1929.

0%
degli americani ritiene che la propria situazione finanziaria stia peggiorando
Il dato peggiore degli ultimi 25 anni

Trend Benzina Priorità Ansie

25 anni di percezione
Il sorpasso dei pessimisti
Quota di americani che vede la propria situazione finanziaria in peggioramento contro quelli che la vede in miglioramento. Dati Gallup, 2001-2026.

In peggioramento
In miglioramento

5
Anni consecutivi di prevalenza dei pessimisti

+8 pt
Salto in due anni: dal 47% del 2024 al 55%

L'innesco congiunturale
L'aumento della benzina dopo la guerra con l'Iran
Costo medio di un gallone di benzina negli Stati Uniti, secondo i dati AAA.

Pre-guerra
<$3
Prima del 28 febbraio 2026

Oggi
$4,11
Prezzo medio nazionale

Aumento

+37%
I costi dell'energia come prima preoccupazione finanziaria balzano al 13%: 10 punti in più rispetto al 2025, il livello più alto dal 2008.

Le preoccupazioni di spesa
Il problema finanziario numero uno
Risposte alla domanda Gallup sul principale problema finanziario per la propria famiglia. L'energia balza al secondo posto, in pareggio con i costi abitativi.

1

Il problema #1
Costo della vita e inflazione

31%

Le altre preoccupazioni in classifica

2
Costi energetici +10 pt dal 2025
13%

2
Costi abitativi
13%

4
Spese sanitarie
8%

I costi energetici raggiungono il livello più alto dal 2008 e pareggiano i costi abitativi come seconda preoccupazione del Paese.

5 anni di pressione
Come crescono le paure quotidiane
Quota di americani molto o mediamente preoccupati per ciascuno scenario, oggi rispetto al 2021 (era pre-inflazione).

Non poter pagare il minimo della carta di credito
+11 pt

17%28%

Non poter mantenere il proprio tenore di vita
+9 pt

45%54%

Non poter pagare le bollette mensili
+9 pt

32%41%

Non poter pagare il college dei figli
+6 pt

34%40%

Non avere abbastanza soldi per la pensione
+4 pt

58%62%

2021
2026

Elaborazione FocusAmerica su fonti: Gallup, sondaggio condotto tra il 1° e il 15 aprile 2026 · Dati prezzo benzina: AAA

Gli effetti dell'alto costo dell'energia


Il dato arriva in un momento particolarmente delicato per il presidente Donald Trump e per i repubblicani, che si avvicinano alle elezioni di midterm con un elettorato sempre più sotto pressione. A pesare sono soprattutto gli effetti dell’inflazione accumulata negli anni precedenti e non ancora smaltita, oltre al recente aumento del prezzo della benzina legato alla guerra con l’Iran. Secondo i dati AAA più aggiornati, un gallone di benzina costa oggi in media 4,11 dollari, contro meno di 3 dollari prima dell’inizio del conflitto, il 28 febbraio 2026. Molti americani attribuiscono la responsabilità di questo aumento alle decisioni di Trump.

Alla domanda su quale sia il principale problema finanziario per la propria famiglia, il 31% degli intervistati ha indicato il costo della vita. Il dato è inferiore al picco del 41% del 2024, ma resta tra i più alti dell’intera serie storica ventennale di Gallup. A crescere con più forza sono però i costi dell'energia, citati come principale preoccupazione dal 13% degli americani: 10 punti percentuali in più rispetto allo scorso anno e il livello più alto dal 2008. L’energia raggiunge così i costi abitativi come seconda preoccupazione, mentre i costi sanitari restano al quarto posto con l’8%.

L'inflazione pesa sui bilanci familiari


In questi anni l'inflazione è diminuita rispetto al picco del 9,1% del giugno 2022 e dall’inizio del 2025 è rimasta sotto il 3% per la maggior parte dei mesi. Non è però tornata stabilmente sotto quella soglia, come accadeva nel decennio precedente al 2021, e i consumatori continuano a percepire la differenza sulle proprie finanze personali.

Le valutazioni degli americani intervistati sulla situazione economica attuale confermano questo quadro. Solo il 46% giudica le proprie finanze come “ottime” o “buone”, mentre il 35% le definisce “solo discrete” e il 19% “scarse”. Sono livelli simili a quelli del periodo 2008-2015, ma lontani dal 2016-2021, quando almeno la metà degli intervistati esprimeva un giudizio positivo.

Le ansie più diffuse riguardano il futuro e gli imprevisti: il 62% teme di non avere abbastanza soldi per la pensione, il 60% di non poter coprire le spese mediche in caso di malattia o incidente grave. Colpisce soprattutto la crescita delle preoccupazioni quotidiane. Rispetto al 2021, sono aumentati di 11 punti gli americani in ansia per il pagamento minimo della carta di credito e di 9 punti quelli preoccupati per il tenore di vita e per le bollette mensili. La preoccupazione per le spese scolastiche dei figli, rimasta per anni intorno a un terzo del campione, è ora salita al 40%.

#1

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Arrestato l’attore Massimo Bagnato: accuse di stalking nei confronti dell’ex compagna


Fermato dai carabinieri dopo una segnalazione al 112, per l’uomo disposto il divieto di avvicinamento alla donna dopo la denuncia

L’attore e comico Massimo Bagnato è stato arrestato a Roma con l’accusa di stalking nei confronti della sua ex compagna. La notizia, riportata da Tgcom24, riguarda un episodio avvenuto nella serata di lunedì 27 aprile nella zona della Balduina, nel quadrante nord-ovest della Capitale.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, l’intervento dei carabinieri è scattato intorno alle 20:30, dopo una chiamata al 112 da parte della donna, che avrebbe segnalato la presenza dell’ex compagno mentre tentava insistentemente di parlarle per strada. La telefonata si è interrotta improvvisamente, inducendo i militari a intervenire con urgenza sul posto. Una volta arrivati, i carabinieri hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione: secondo le testimonianze raccolte, avrebbe urlato e mantenuto un comportamento aggressivo, mentre la donna raccontava l’accaduto.

Bagnato, 52 anni, è stato quindi bloccato, ammanettato e condotto in caserma. Prima di essere fatto salire sull’auto di servizio, avrebbe rivolto alcune frasi alla ex compagna, mostrando i polsi legati. La relazione tra i due, durata circa dieci anni, si era conclusa all’inizio di aprile, pochi giorni dopo l’ultimo spettacolo dell’attore al Teatro Olimpico di Roma.

In base agli elementi raccolti dagli inquirenti, dopo la fine del rapporto l’uomo avrebbe cercato ripetutamente di riallacciare i contatti, anche attraverso messaggi su WhatsApp, nonostante fosse stato bloccato. Inoltre, si sarebbe presentato più volte nei pressi dell’abitazione della donna e nei luoghi da lei frequentati abitualmente, come la palestra. La vittima ha formalizzato una querela dettagliata, sostenendo che tali comportamenti le avrebbero provocato uno stato di ansia e timore, spingendola a modificare le proprie abitudini quotidiane.

Nel corso dell’udienza per direttissima, svoltasi il giorno successivo all’arresto, l’attore difeso dall’avvocato Claudio Berardi ha ammesso di aver atteso la ex in alcune occasioni, dichiarando tuttavia di aver sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso. La Procura aveva richiesto la misura della custodia cautelare in carcere, ma il giudice monocratico ha disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, ritenendo non sussistenti i presupposti per una misura più restrittiva.

Il procedimento penale proseguirà nelle prossime settimane con l’avvio del processo.

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La FCC mette sotto revisione le licenze ABC dopo lo scontro tra Trump e Jimmy Kimmel


L'ente che regola le telecomunicazioni ordina un riesame straordinario delle licenze del network. La decisione arriva il giorno dopo le richieste di Trump e Melania di licenziare il conduttore.

La Federal Communications Commission, l'autorità federale che regola le telecomunicazioni negli Stati Uniti, ha ordinato martedì 28 aprile una revisione di tutte le licenze delle stazioni televisive di proprietà di ABC, una mossa senza precedenti che colpisce un network il cui palinsesto ha più volte irritato il presidente Donald Trump. L'azione arriva nel pieno dello scontro tra la Casa Bianca e Jimmy Kimmel, conduttore del talk show notturno trasmesso dalla rete, dopo una battuta su Melania Trump che ha spinto il presidente e la first lady a chiederne il licenziamento.

L'agenzia ha motivato il provvedimento con un'indagine sulle politiche di diversità e inclusione di ABC, ma la tempistica coincide con la polemica innescata da un monologo del conduttore. Si tratta del primo passo concreto verso la possibile revoca delle licenze di una grande rete televisiva, una misura mai adottata prima nei confronti di un network nazionale. ABC possiede otto delle oltre 200 stazioni locali che trasmettono i suoi programmi negli Stati Uniti, comprese quelle di New York, Los Angeles e Philadelphia.

La revisione rappresenta un'escalation della pressione dell'amministrazione Trump sui media. Il presidente ha già fatto causa personalmente a diverse testate, mentre il Pentagono ha ridotto in modo netto l'accesso della stampa. Il presidente della FCC Brendan Carr, nominato da Trump, aveva ripetutamente minacciato azioni contro le emittenti, inclusa la revoca delle licenze.

The Walt Disney Company, casa madre di ABC, ha dichiarato di aver sempre rispettato le regole della FCC e di essere fiduciosa che la propria storia dimostri le qualifiche necessarie a mantenere le licenze ai sensi del Communications Act e del Primo Emendamento. Le licenze, che hanno durata di otto anni, non sarebbero scadute prima del 2028, con alcune in vigore fino al 2030 e al 2031. Una norma poco utilizzata consente però alla FCC di imporre alle stazioni di richiedere il rinnovo in qualsiasi momento. Disney ha ora 30 giorni per presentare la domanda. Se l'agenzia decidesse di negarla, l'azienda potrebbe difendersi in un'audizione, presumibilmente davanti a un giudice amministrativo o davanti agli stessi commissari, due repubblicani e una democratica, che sarebbe sufficiente una maggioranza semplice per decidere.

Gli esperti di diritto dei media giudicano la strada impervia. Andrew Jay Schwartzman, avvocato di lungo corso nel settore della regolamentazione mediatica, ha definito il caso tutto fumo e ha ricordato al New York Times quanto sia difficile per il governo togliere le licenze a una stazione, sottolineando che lo standard legale per negare un rinnovo è quasi insormontabile. Gigi Sohn, ex dirigente della FCC durante l'amministrazione Obama, ha dichiarato sempre al New York Times che si tratta di una delle azioni più estreme mai viste contro un'emittente per ragioni così pretestuose, leggendola come un messaggio agli altri network. Jameel Jaffer, direttore esecutivo del Knight First Amendment Institute della Columbia University, in una nota ha avvertito che se Trump ottenesse ciò che vuole resterebbero solo organizzazioni mediatiche allineate al governo, un esito a suo dire devastante per la democrazia e per il Primo Emendamento.

Il caso nasce da un monologo andato in onda giovedì scorso a Jimmy Kimmel Live!. Immaginando di presentare la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, Kimmel si è rivolto a Melania Trump dicendo che aveva il "bagliore" di una "vedova in attesa". L'evento è stato poi cancellato sabato dopo che un uomo di 31 anni armato ha violato la sicurezza all'esterno della sala dell'hotel ed è stato accusato di tentato omicidio del presidente. Lunedì mattina Melania Trump ha criticato il conduttore sostenendo che non dovrebbe avere la possibilità di entrare ogni sera nelle case americane per diffondere odio. Poche ore dopo Trump, sui social, ne ha chiesto il licenziamento immediato. Lunedì sera Kimmel non si è scusato e ha definito la frase una battuta leggera sulla differenza d'età tra i coniugi presidenziali, negando ogni allusione a un attentato.

Non è il primo episodio. L'anno scorso ABC aveva sospeso temporaneamente Jimmy Kimmel Live! dopo che Carr aveva minacciato azioni contro la rete per una battuta sull'uomo accusato dell'omicidio dell'attivista ultraconservatore Charlie Kirk. La sospensione era diventata un caso sulla libertà di espressione e il programma era tornato in onda dopo sei giorni. Il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz, a settembre, aveva definito le minacce di Carr di revocare le licenze Disney pericolose da matti, paragonando il presidente della FCC a un mafioso. A novembre Mark Fowler, ex presidente repubblicano della FCC sotto Ronald Reagan, insieme ad altri ex vertici dell'agenzia, aveva chiesto di eliminare la cosiddetta "news distortion policy", definita uno strumento che soffoca la libertà di parola. Carr ha respinto la petizione e martedì i firmatari si sono rivolti alla Corte d'appello per il Distretto di Columbia perché ne imponga la votazione.

La FCC ha avviato anche un'indagine sul programma ABC The View per le regole sulla parità di trattamento applicate alle apparizioni dei candidati politici. Il quotidiano francese Le Monde, che riprende un dispaccio dell'AFP, riporta inoltre il precedente di luglio 2025, quando il gruppo Skydance Media accettò modifiche editoriali alla rete CBS richieste dalla FCC per ottenere il via libera all'acquisizione di Paramount Global. Pochi giorni prima CBS aveva cancellato The Late Show di Stephen Colbert, che aveva definito una bella mazzetta i 16 milioni di dollari versati da Paramount Global per chiudere una causa intentata da Trump. Nel dicembre 2024 anche ABC aveva pagato 15 milioni di dollari per chiudere un altro contenzioso con il presidente.

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Philips Evnia AmbiScape: l’illuminazione gaming diventa parte della stanza


Philips Evnia amplia il proprio ecosistema dedicato al gaming con AmbiScape, una nuova funzionalità pensata per portare l’illuminazione sincronizzata oltre i confini del monitor. L’obiettivo è trasformare lo spazio di gioco in un ambiente più coerente con ciò che accade sullo schermo, sfruttando la combinazione tra AI-Enhanced Ambiglow, dispositivi smart compatibili e integrazione con Windows Dynamic Lighting.

La novità si inserisce in una direzione sempre più evidente nel mondo gaming domestico: il monitor non è più soltanto il punto centrale del setup, ma diventa parte di un ecosistema più ampio fatto di luce, atmosfera e personalizzazione. Con Philips Evnia AmbiScape, l’illuminazione ambientale non resta limitata alla retroilluminazione del display, ma può estendersi alla stanza attraverso luci smart connesse, rendendo l’esperienza visiva più immersiva e dinamica.

AmbiScape estende la luce dal monitor all’ambiente


Il cuore della nuova proposta è AmbiScape, una interfaccia certificata Matter progettata per sincronizzare le luci smart compatibili con i contenuti visualizzati sul monitor. In pratica, quando una scena cambia colore, intensità o atmosfera, anche l’illuminazione della stanza può aggiornarsi in tempo reale, creando una continuità visiva tra display e ambiente circostante.

Questo approccio permette di superare il classico effetto RGB statico, spesso legato a colori fissi o preset decorativi. Con AmbiScape, la luce diventa invece una parte attiva dell’esperienza, reagendo ai contenuti e contribuendo a dare maggiore profondità alle sessioni di gioco, alla visione di contenuti multimediali e all’utilizzo quotidiano del setup.

La configurazione avviene tramite Philips Evnia Precision Center, il software che consente di gestire intensità, comportamento e disposizione delle luci in base al proprio ambiente. L’utente può quindi adattare la risposta luminosa al tipo di setup, scegliendo come le luci devono comportarsi in relazione al monitor e ai dispositivi compatibili presenti nella stanza.

AI-Enhanced Ambiglow rende la retroilluminazione più dinamica


Alla base dell’esperienza luminosa di Philips Evnia c’è AI-Enhanced Ambiglow, una tecnologia che adatta la retroilluminazione del monitor ai contenuti visualizzati. Il sistema analizza il bilanciamento dei colori e le transizioni tra le scene, modificando la luce in modo dinamico e più naturale rispetto ai tradizionali effetti RGB preimpostati.

Durante una scena luminosa, scura o ricca di cambi cromatici, la retroilluminazione può quindi seguire il contenuto in maniera più coerente. Questo aiuta il monitor a integrarsi meglio con l’ambiente, soprattutto in una postazione gaming dove luci, periferiche e schermo contribuiscono insieme alla percezione complessiva dello spazio.

Gli utenti possono intervenire sui profili attraverso Philips Evnia Precision Center, regolando l’intensità dell’effetto e scegliendo le modalità di illuminazione più adatte alle proprie preferenze. In questo modo, la luce può essere più discreta durante l’utilizzo quotidiano o più scenografica nelle sessioni di gioco più coinvolgenti.

Windows Dynamic Lighting porta il controllo nel sistema operativo


Un altro elemento importante riguarda il supporto a Windows Dynamic Lighting. Philips Evnia indica di essere il primo brand di monitor gaming a supportare questo programma, pensato per consentire agli utenti Windows 11 di gestire e sincronizzare l’illuminazione RGB dei dispositivi compatibili direttamente dalle impostazioni del sistema operativo.

Questa integrazione permette di coordinare il comportamento della luce su più elementi del setup, evitando di dover dipendere esclusivamente da software separati per ogni periferica. Il monitor può quindi essere gestito insieme agli altri dispositivi supportati, rendendo più semplice ottenere una configurazione luminosa omogenea.

Per utilizzare Dynamic Lighting è necessario collegare il monitor al PC tramite USB upstream e configurare i controlli dell’illuminazione dalle impostazioni di Windows 11. Le funzionalità disponibili possono variare in base ai dispositivi utilizzati e alle configurazioni supportate, ma l’integrazione rappresenta comunque un passo importante verso setup più ordinati e facili da gestire.

Philips Evnia Precision Center diventa il centro di controllo


Con l’arrivo di AmbiScape, il ruolo di Philips Evnia Precision Center diventa ancora più centrale. Il software permette di configurare l’illuminazione del monitor e dell’ambiente con un livello di controllo più avanzato rispetto ai comandi integrati direttamente nel display.

Attraverso Precision Center è possibile creare profili, passare da una configurazione all’altra e regolare l’intensità delle risposte luminose. Questo consente di adattare la postazione a scenari differenti, dal gaming competitivo ai titoli più cinematografici, fino alla visione di film, serie TV o contenuti multimediali.

La possibilità di gestire il comportamento della luce da un unico punto aiuta anche a rendere l’intero setup più coerente. Il monitor non viene più percepito come un elemento isolato, ma come parte di un sistema visivo più esteso, capace di comunicare con l’ambiente e con gli altri dispositivi smart compatibili.

Disponibilità di Philips Evnia AmbiScape


Philips Evnia AmbiScape è disponibile gratuitamente per gli utenti dotati di un monitor Evnia compatibile e della versione 1.9 di Philips Evnia Precision Center. L’aggiornamento del software è disponibile per il download a partire dal 29 aprile 2026, consentendo agli utenti di iniziare la configurazione del proprio ambiente di gioco secondo le proprie preferenze.

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Dreame Z30 Pro Aqua: il nuovo aspirapolvere Wet & Dry che rivoluziona la pulizia


Dreame lancia Z30 Pro Aqua, un innovativo aspirapolvere Wet & Dry che combina aspirazione e lavaggio per ridefinire la pulizia smart in casa
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Dreame ha annunciato il lancio di Z30 Pro Aqua, un’aspirapolvere senza fili due-in-uno progettata per unire aspirazione a secco e lavaggio delle superfici in un unico dispositivo. Il nuovo modello di punta combina una potenza di aspirazione elevata con funzionalità avanzate per la pulizia a umido, consentendo la rimozione efficace dello sporco e delle macchie in un solo passaggio. Con Z30 Pro Aqua, l’azienda introduce un nuovo approccio nel segmento della pulizia domestica, rafforzando il proprio posizionamento come player innovativo nel mercato. Dreame Z30 Pro Aqua è inoltre dotata di un ciclo di autopulizia con acqua fresca e asciugatura ad aria calda, per un'esperienza di pulizia completa. Dreame Z30 Pro Aqua ha un prezzo di 599 euro, con un'offerta di lancio di 100 euro valida fino al 6 maggio. Il prodotto è disponibile sul sito ufficiale di Dreame, su Amazon e presso negozi di elettronica selezionati.

Crisi climatica in Italia: 376 eventi estremi e frane +42%
L’Italia affronta una crescente emergenza climatica: in occasione dell’Earth Day, cittadini e comunità si mobilitano con azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Pulizia Wet & Dry Avanzata


La Z30 Pro Aqua unisce la potente aspirazione di un’aspirapolvere senza filo di alta gamma alla funzione integrata di una lavapavimenti, consentendo di bagnare, strofinare e aspirare lo sporco in un unico passaggio, garantendo un'esperienza di pulizia rapida ed efficiente su diverse superfici.

AquaCycle 2.0: lavaggio Integrato


La spazzola AquaCycle 2.0 integra un sistema di pulizia sincronizzato in quattro fasi — spruzzo, raschiatura, strofinamento e aspirazione — progettato per gestire in modo efficace sia lo sporco umido che quello secco. Dreame dichiara che questo approccio consente fino a 40 minuti di lavaggio continuo e una copertura fino a 290 m², ottimizzando tempi ed efficienza.
La stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °CLa stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °C
Il sistema di gestione dell’acqua a tre zone separa acqua pulita, acqua sporca e detriti solidi in comparti distinti, garantendo un flusso costante di acqua fresca e un livello superiore di igiene. A completare il processo, la stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °C, riducendo la manutenzione manuale e preparando il dispositivo all’uso successivo.
Le spazzole multi-superficie, dotate di tecnologie TangleCut e CelesTect, migliorano la visibilità durante la pulizia e prevengono l’aggrovigliamento dei capelliLe spazzole multi-superficie, dotate di tecnologie TangleCut e CelesTect, migliorano la visibilità durante la pulizia e prevengono l’aggrovigliamento dei capelli

Potenza da primato


Grazie alla tecnologia TurboMotor proprietaria, Z30 Pro Aqua sprigiona una potenza di aspirazione costante fino a 28.000 Pa, rimuovendo con facilità peli di animali domestici, polvere fine, briciole e detriti ostinati da qualsiasi superficie. L'avanzata tecnologia ciclonica genera una potente forza centrifuga che separa efficacemente la polvere e previene l'intasamento del filtro, garantendo un'aspirazione costante e senza cali di potenza dall'inizio alla fine.
Il sistema di filtraggio a cinque strati cattura polvere fine e particelle (compresi pollini e peli di animali domestici) con un'efficienza fino al 99,99%Il sistema di filtraggio a cinque strati cattura polvere fine e particelle (compresi pollini e peli di animali domestici) con un'efficienza fino al 99,99%
Grazie a una batteria LiPo ad alte prestazioni che assicura fino a 90 minuti di autonomia, questo sistema garantisce una pulizia accurata di abitazioni fino a 200 m² in un unico ciclo.

Design flessibile


Grazie al design pieghevole a 90°, l'asta di prolunga flessibile si adatta facilmente a diverse esigenze: si piega e si estende per raggiungere gli angoli più nascosti sotto letti, divani e spazi ristretti senza bisogno di accovacciarsi o spostare i mobili. La testina rotante con angolo di 180° garantisce inoltre una pulizia senza ostacoli anche in spazi ristretti.

ASUS UGen300: prima USB con motore IA per PC
ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Crisi climatica, allarme Italia: 376 eventi estremi in un anno e frane in crescita del 42%


Trecentosettantasei eventi meteo estremi in un anno, con le frane da piogge intense cresciute del +42% e i danni complessivi che nel 2025 hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro. È la fotografia scattata dal Bilancio 2025 dell'Osservatorio Città Clima di Legambiente, che si aggiunge a un trend ormai difficile da ignorare: gli eventi estremi in Italia sono aumentati di oltre sei volte nell'ultimo decennio. Domani si celebra la Giornata Mondiale della Terra, dove il tema della prevenzione torna al centro del dibattito e con esso una domanda che ancora non ha risposta: chi si prende cura del territorio quando nessuno lo sta guardando?

AI e contenuti: perché i brand devono essere memorabili
L’intelligenza artificiale sta moltiplicando i contenuti online, ma la vera sfida per i brand è distinguersi. Essere memorabili è ciò che oggi fa davvero la differenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Roma, capitale della sostenibilità per dieci giorni


Dal 13 aprile e fino al 22 (domani), Roma ospita le celebrazioni nazionali della 56ª Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite. Il cuore dell'evento è il Villaggio per la Terra, che dal 16 al 19 aprile ha animato il Galoppatoio di Villa Borghese e la Terrazza del Pincio con oltre 600 eventi gratuiti e 250 organizzazioni coinvolte. Domani, la Maratona Multimediale #OnePeopleOnePlanet alla Nuvola di Fuksas chiuderà le celebrazioni. Il tema scelto per l'edizione 2026, "Torniamo a Sognare" è un invito a immaginare il futuro che vogliamo costruire, mettendo al centro la cura del pianeta e di chi lo abita.

"L'Earth Day quest'anno parla di sogni. Sognare il futuro significa anche proteggere il presente, e proteggere inizia dal conoscere il territorio che abitiamo per capire cosa sta cambiando. Il territorio parla, ma non sempre ad alta voce: cambiamenti climatici, frane, cedimenti e dissesti idrogeologici si manifestano spesso con segnali deboli, facili da ignorare. Gli strumenti per monitorare esistono, ma non possono essere ovunque: scelgono dove guardare, e il resto rimane purtroppo invisibile. E le persone che quei luoghi li vivono, che percorrono lo stesso ponte ogni mattina, che passeggiano lungo lo stesso argine, sono le prime a poter accorgersi di qualcosa che non va. Prima degli esperti, prima di strumenti anche molto sofisticati, prima che sia troppo tardi", afferma Claudia Masciulli di IntelligEarth.


Il cittadino come sentinella: un cambio di paradigma necessario


Se il cambiamento climatico moltiplica i rischi, la prevenzione non può continuare a essere una prerogativa di pochi specialisti. Secondo i dati, intervenire in anticipo costerebbe il 75% in meno rispetto a gestire i danni post-emergenza. Eppure ilPiano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato a fine 2023, resta ancora in larga parte inattuato.

Insta360 presenta Snap: nuovi schermi per selfie perfetti
Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La risposta che IntelligEarth propone ribalta la logica tradizionale: invece di aspettare che il monitoraggio arrivi dall'alto, da satelliti, da ispezioni periodiche, da fondi straordinari, si può costruire una rete di osservazione distribuita e continua, fatta di persone. È questa l'idea alla base di proteGO, la piattaforma sviluppata dalla startup che, attraverso lo smartphone, guida chiunque, tecnici o semplici cittadini, nella raccolta di immagini e dati sui luoghi, secondo protocolli standardizzati. Ogni persona che fotografa un cedimento, che segnala una variazione su un versante, che documenta lo stato di un bene culturale nel proprio quartiere, contribuisce a costruire un dato. Aggregato nel tempo, quel dato può fare la differenza.

"Pensiamo spesso ai satelliti che sorvolano la Terra raccogliendo immagini dall'alto. Ecco, le persone fanno la stessa cosa, muovendosi nel mondo con uno smartphone in tasca e scattando fotografie. La differenza è che i satelliti non hanno memoria dei luoghi e i loro dati hanno bisogno di esperti per diventare informazioni utili. Al contrario, il cittadino è la sentinella più preziosa che abbiamo; conosce il posto che sta guardando, sa quando qualcosa è cambiato, capisce il contesto. È un patrimonio di conoscenza enorme, che oggi va quasi completamente disperso", conclude Masciulli.



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Il volto di Trump sui passaporti americani per i 250 anni degli Stati Uniti


Il Dipartimento di Stato ha annunciato un'edizione limitata di documenti celebrativi con il ritratto del presidente, primo capo di Stato in carica a comparire su un passaporto statunitense. Saranno tra 25.000 e 30.000 esemplari.

Il presidente Donald Trump sarà il primo capo di Stato in carica a comparire su un passaporto americano. Lo ha annunciato martedì il Dipartimento di Stato, che si prepara a distribuire un'edizione limitata di documenti celebrativi per i 250 anni dell'indipendenza degli Stati Uniti, in occasione del 4 luglio.

Il progetto era allo studio da mesi ed è stato approvato definitivamente lunedì sera. Saranno prodotti tra 25.000 e 30.000 passaporti commemorativi, disponibili presso l'ufficio passaporti di Washington poco prima del 4 luglio. Il documento mostrerà il ritratto del presidente sovrapposto a un'immagine della Dichiarazione d'Indipendenza, con la firma di Trump in oro su una pagina interna. La copertina invertirà l'ordine consueto, con la scritta United States of America in oro in alto e Passport in basso. Sul retro comparirà una piccola bandiera americana laminata in oro con il numero 250 circondato da stelle.

Il passaporto commemorativo sarà il documento standard per chi presenta domanda di persona presso l'ufficio di Washington. Chi preferisce la versione tradizionale potrà richiederla online o in altre sedi del Paese. Non è previsto alcun costo aggiuntivo.

Patriot passport unlocked. 🦅

Limited edition. Stamped for America 250. 🇺🇸 pic.twitter.com/86uxPS1FEk
— The White House (@WhiteHouse) April 28, 2026


«Mentre gli Stati Uniti celebrano il 250esimo anniversario dell'America a luglio, il Dipartimento di Stato si sta preparando a rilasciare un numero limitato di passaporti progettati appositamente per commemorare questa occasione storica», ha dichiarato il portavoce del Dipartimento Tommy Pigott. Il funzionario ha aggiunto che i nuovi documenti manterranno «le stesse caratteristiche di sicurezza che rendono il passaporto statunitense uno dei documenti più sicuri al mondo».

Attualmente i passaporti americani mostrano una doppia pagina con il monte Rushmore, in South Dakota, dove sono raffigurati George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. Compaiono anche la Statua della Libertà, la Liberty Bell e l'Independence Hall di Filadelfia, oltre a paesaggi delle Grandi Pianure, di montagne e di isole. I documenti contengono inoltre citazioni di Martin Luther King Jr. e dei presidenti Washington, Jefferson, Roosevelt, John F. Kennedy e Dwight Eisenhower.

L'iniziativa rientra in una più ampia strategia dell'amministrazione Trump per accrescere la visibilità del presidente su edifici, documenti e simboli federali. Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato a marzo che la firma di Trump comparirà sulle nuove banconote in dollari, prima volta per un presidente in carica. La Commissione delle Belle Arti ha approvato il mese scorso una moneta commemorativa d'oro con l'effigie del presidente per il 250esimo anniversario. Il Dipartimento dell'Interno ha presentato a gennaio nuovi pass per i parchi nazionali, tra cui un abbonamento annuale America the Beautiful da 80 dollari che ritrae Trump accanto a Washington.

L'amministrazione ha inoltre rinominato il Kennedy Center in Trump-Kennedy Center e l'Institute of Peace in Donald J. Trump Institute of Peace. A febbraio uno striscione con il volto del presidente è stato esposto fuori dal quartier generale del Dipartimento di Giustizia. Diversi programmi federali portano il suo nome, tra cui i Trump Accounts, piano di risparmio per i bambini, la Trump Gold Card per i visti e TrumpRx per gli sconti sui farmaci. Sono in cantiere una nuova sala da ballo alla Casa Bianca e un grande arco a uno degli ingressi di Washington dalla Virginia.

Edward Kolla, professore associato di storia alla Georgetown University ed esperto di passaporti statunitensi, ha definito la scelta «strampalata» in un'intervista a The Bulwark. Lo studioso ha sottolineato che nessun passaporto moderno americano ha mai mostrato un presidente in carica e che nessun documento di viaggio straniero raffigura «il capo di Stato di alcun Paese».

Il deputato democratico della California Mike Levin ha contestato su X la scelta di sovrapporre la firma del presidente alla Dichiarazione d'Indipendenza, definendola un atto di vanità più che di patriottismo. Il governatore della California Gavin Newsom e il cofondatore del Lincoln Project Rick Wilson hanno diffuso versioni manipolate del documento con il volto di Jeffrey Epstein. Tim Miller, giornalista di The Bulwark, ha ironizzato sulla possibilità che entro il 2028 il presidente possa rinominare la capitale in Trump D.C. Mary Trump, nipote del presidente, ha scritto su X di essere sollevata per aver già rinnovato il proprio passaporto.

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Il diavolo veste ancora Prada: moda, potere e nuove regole


Vent’anni dopo, tra social e nuove gerarchie, il ritorno di Runway racconta uno scontro generazionale che ridefinisce stile e autorità
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Sono passati vent’anni e finalmente Runway ha riaperto le porte al grande pubblico. I protagonisti de Il diavolo veste Prada, Andy, Miranda, Emily e Nigel sono gli stessi ma i personaggi, naturalmente, hanno quattro lustri in più.
Il film è scandito dalla stessa colonna sonora del 2006 che ci fa tornare sognanti a pensarci giornaliste di fashion che indossano abiti di alta moda, i tempi narrativi sono riconoscibili, l’arrivo nel nuovo, vecchio ufficio, il makeover, i randez vous milanesi scanditi da passerelle e abiti mozzafiato ed una Andy che cerca di nuovo di dimostrarsi la migliore delle risorse da avere nel bouquet.

I personaggi hanno acquisito ed elaborato cambiamenti e consapevolezza; da Andy che è diventata un’affermata giornalista, a Nigel che sì, continua a fidarsi di Miranda, ma cerca di veicolare al meglio le decisioni, ad Emily che continua a cercare conferme da parte di Miranda e lei che sembra costretta ed incatenata.
Un mondo della moda mutato in maniera esponenziale, nel quale non può più permettersi di essere il diavolo di una volta, dove è costretta ad usare parole come body positivity e curvy invece di sciatta, moscia e con la pancia. Miranda si trova in un macrocosmo in cui il magazine cartaceo è diventato un lontano ricordo; i reel e i post virali la nuova quotidianità, la capacità di stare al passo coi tempi e quindi, l’autorevolezza, del comandante in capo, sembrano essere messi in dubbio.

I riferimenti alla prima opera sono ovunque, già nella seconda scena si possono scorgere due cinture identiche, è importante, poi, soffermarsi sulla scelta cromatica fatta per rappresentare i personaggi che riecheggia durante tutto il girato; bordeaux, beige e crema sono i colori caldi e sofisticati che descrivono la vecchia generazione mentre variazioni di ceruleo, fredde ed energiche incarnano Andy ed una nuova generazione di giornalisti e addetti ai lavori. Gli opposti che si scontrano e si incontrano, un antico potere che sembra vacillare ed una nuova leva che pare voler prendere tutto sotto il proprio controllo. C’è una nuova lettura di una storia che apparentemente è scontata, quella del giovane apprendista che rimpiazza il vecchio mentore; troviamo in questo sequel un’interpretazione che non sminuisce il lavoro fatto dai maestri ma che in realtà rende giustizia ad un saper fare e saper vedere che si crea con infinita esperienza ed allenamento.

Non mancano le gaffe, le risate e le frasi da ripetere come un mantra. Questa pellicola è la dimostrazione che non sempre fare un sequel significa aggrapparsi ad un glorioso passato che non riesce a mantenere lo standard dell’originale ma che se si aspetta il dovuto tempo si può creare qualcosa di nuovamente magico, sorprendente ed accattivante per uno sguardo giovane e diverso da quello del passato.

Un film paradigmatico che fa capire perché il primo fosse un capolavoro per la generazione del tempo e che sarà lo stesso per la nuova; un lungometraggio che continua a far capire quanto la moda abbia che fare sempre con tutto e tutti.
Iconico, divertente e senza calorie da carboidrati se visto in compagnia.

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Il discorso di Re Carlo III al Congresso americano tra alleanza e critica velata


Il monarca britannico ha parlato al Congresso degli Stati Uniti per la prima volta in 35 anni. Tra battute e riferimenti storici, ha lanciato messaggi indiretti sulla guerra in Iran, la NATO e l'ambiente.
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Re Carlo III è diventato il secondo monarca britannico nella storia a rivolgersi a una sessione congiunta del Congresso degli Stati Uniti, dopo la madre Elisabetta II nel 1991. Il discorso del 28 aprile, pronunciato durante la visita di Stato a Washington in occasione del 250° anniversario dell'indipendenza americana, ha celebrato l'alleanza tra Regno Unito e Stati Uniti ma ha anche contenuto rimproveri sottili al presidente Donald Trump su diversi dossier che hanno incrinato i rapporti tra i due Paesi.

La visita arriva in un momento delicato. Trump ha attaccato ripetutamente il primo ministro britannico Keir Starmer per il rifiuto di Londra di partecipare alla guerra contro l'Iran, definendolo un codardo e arrivando a paragonarlo a Winston Churchill in modo sfavorevole. Il presidente ha anche deriso le navi britanniche definendole toys, giocattoli, sostenendo che le portaerei della Royal Navy non funzionano. La diplomazia britannica spera che il fascino della monarchia possa ammorbidire i toni della Casa Bianca, dato il dichiarato affetto di Trump per la famiglia reale.

Nel suo intervento, Carlo ha aperto con una battuta di Oscar Wilde, secondo cui Stati Uniti e Inghilterra hanno tutto in comune, eccetto naturalmente la lingua. Ha poi affrontato i temi politicamente sensibili con tocco leggero ma riconoscibile. Ha rivendicato il proprio servizio nella Royal Navy, in cui ha prestato servizio per cinque anni seguendo il padre Filippo, il nonno Giorgio VI e altri antenati, una risposta implicita agli attacchi di Trump alla marina britannica. Ha ricordato che dopo l'11 settembre la NATO invocò per la prima volta l'articolo 5 e che britannici e americani hanno combattuto fianco a fianco in due guerre mondiali, nella Guerra fredda e in Afghanistan, sostenendo che la stessa risolutezza serve oggi per difendere l'Ucraina.
JD Vance
Il passaggio che ha generato la reazione più rumorosa ha riguardato i contrappesi al potere esecutivo. Carlo ha citato la Magna Carta, ricordando che secondo la U.S. Supreme Court Historical Society il documento del 1215 è stato citato in almeno 160 sentenze della Corte Suprema dal 1789, anche come fondamento del principio per cui il potere esecutivo è soggetto a controlli e contrappesi. Secondo le ricostruzioni dei media, l'applauso è partito dai banchi democratici prima di estendersi al resto dell'aula. I critici di Trump hanno spesso accusato il presidente di abusare dei propri poteri, e nei mesi scorsi le manifestazioni No Kings hanno richiamato centinaia di migliaia di persone in tutto il Paese.

Sul fronte ambientale, il re ha parlato della responsabilità condivisa di proteggere la natura, citando Theodore Roosevelt e definendo gli ecosistemi naturali la base della prosperità e della sicurezza nazionale. Trump ha ritirato gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima. Carlo ha anche fatto un riferimento obliquo al caso Jeffrey Epstein, parlando della necessità di sostenere le vittime di alcuni dei mali che esistono in entrambe le società. Il re non ha incontrato le vittime di Epstein durante il viaggio, nonostante la richiesta del deputato democratico Ro Khanna. I legali del sovrano hanno motivato il diniego con le indagini di polizia in corso. La famiglia di Virginia Giuffre, vittima di Epstein morta lo scorso anno, ha definito una occasione mancata l'assenza di un incontro pubblico. Il fratello del re, Andrew Mountbatten-Windsor, è stato privato dei titoli reali per i suoi legami con Epstein ed è stato arrestato quest'anno con l'accusa di condotta inappropriata in carica pubblica, accusa che ha respinto.

Il corrispondente della BBC Anthony Zurcher ha scritto che il discorso ha unito momenti di umorismo e messaggi politici sostanziali, mentre il New York Times ha descritto i passaggi più pungenti come una replica indiretta alle posizioni di Trump. Secondo Politico, dietro la cortesia del linguaggio diplomatico si leggevano messaggi precisi, dall'invito a non tornare indietro sull'articolo 5 della NATO alla difesa della Royal Navy, fino al richiamo a non lasciarsi tentare dall'isolazionismo dell'America First.

In serata, alla cena di Stato alla Casa Bianca, prima cena formale in white tie dal 2007, il re ha mantenuto un registro più leggero ma ha ribadito i suoi punti. Ha richiamato la visita della madre nel 1957, pensata per ricucire i rapporti dopo la crisi di Suez, aggiungendo che oggi è difficile immaginare qualcosa di simile, una battuta accolta da risate. Ha scherzato sulle modifiche all'East Wing, dove Trump sta facendo costruire una sala da ballo con la demolizione dell'ala est, ricordando che anche i britannici provarono una piccola riqualificazione immobiliare della Casa Bianca nel 1814, riferimento all'incendio appiccato dalle truppe inglesi. Ha donato a Trump la campana originale dell'HMS Trump, sottomarino britannico varato nel 1944 e attivo nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale, accompagnando il regalo con la battuta che se gli Stati Uniti dovessero aver bisogno del Regno Unito, basta dare un colpo di telefono.

Trump da parte sua ha elogiato il rapporto tra i due Paesi parlando di un legame eterno e di una storia di straordinario eroismo. Ha però introdotto un momento imbarazzante quando, parlando della guerra in Iran, ha sostenuto che Carlo è d'accordo con lui anche più di lui stesso sul fatto che Teheran non debba ottenere armi nucleari. L'analista Max Foster di CNN ha sottolineato che il re, in quanto monarca costituzionale, deve restare al di sopra delle questioni politiche e che attribuirgli pubblicamente posizioni su un dossier di politica estera lo mette in una posizione delicata. Trump aveva già diffuso in passato contenuti di conversazioni private con Carlo e con la regina Elisabetta.

Sullo sfondo della visita, il Financial Times ha pubblicato una registrazione di febbraio in cui l'ambasciatore britannico a Washington Christian Turner ha messo in dubbio quanto il Regno Unito possa ancora contare sugli Stati Uniti, sostenendo che l'unico Paese ad avere oggi una relazione davvero speciale con Washington è probabilmente Israele. Il governo britannico ha precisato che si trattava di commenti privati informali a un gruppo di studenti delle scuole superiori e non riflettono la posizione ufficiale.

La lista degli invitati alla cena ha riflesso l'universo politico e mediatico vicino a Trump, con i sei giudici conservatori della Corte Suprema, dirigenti tecnologici come Jeff Bezos, Tim Cook, Jensen Huang e Marc Benioff, dirigenti di Fox News e Newsmax, il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth. La Casa Bianca ha pubblicato sui social una foto del presidente e del re con la didascalia TWO KINGS, in apparente sfottò ai manifestanti delle proteste No Kings.

Secondo i sondaggi citati dal New York Times, l'opinione pubblica britannica si è mostrata fredda verso la visita, con più contrari che favorevoli, e alcuni politici di Westminster avevano chiesto di annullarla. Lo storico Ed Owens ha dichiarato al New York Times che la diplomazia reale resta uno strumento utile perché i sovrani mettono da parte i propri gusti personali per servire il Paese. Philippe Dickinson, vicedirettore del programma sulla sicurezza transatlantica dell'Atlantic Council, ha dichiarato sempre al quotidiano americano che la famiglia reale è una carta diplomatica preziosa per il governo britannico, non una bacchetta magica ma un aiuto. La coppia reale proseguirà il viaggio a New York e in Virginia, con tappe al memoriale dell'11 settembre e al cimitero nazionale di Arlington.

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Logitech MX si aggiorna: più continuità tra dispositivi e nuovi strumenti per la produttività


Logitech rafforza il proprio ecosistema MX con una serie di aggiornamenti pensati per rendere il lavoro quotidiano più fluido, ordinato e continuo. La linea MX non viene più interpretata soltanto come una famiglia di mouse e tastiere premium, ma come un ambiente integrato in cui hardware e software collaborano per semplificare la gestione delle attività, soprattutto per chi lavora ogni giorno con più dispositivi, applicazioni e flussi operativi.

L’obiettivo dell’aggiornamento è chiaro: ridurre le interruzioni, migliorare la continuità tra computer diversi e offrire accessi rapidi agli strumenti più utilizzati. In questo contesto arrivano nuove funzionalità per Logi Options+, maggiore integrazione con il Logi Marketplace e un’estensione delle possibilità offerte da Action Ring, ora disponibile su un numero più ampio di dispositivi della gamma.

Enhanced Easy Switch rende più semplice il passaggio tra computer


La novità principale è Enhanced Easy Switch, una funzione progettata per migliorare il passaggio tra più workstation. Fino a oggi, lavorare con diversi computer poteva richiedere cambi manuali separati per mouse, tastiera e altri accessori. Con il nuovo aggiornamento, invece, una sola pressione permette di spostare contemporaneamente tastiera, mouse e MX Creative Dialpad da un dispositivo all’altro.

Questo approccio punta a eliminare una delle piccole frizioni più comuni negli ambienti di lavoro moderni, dove è sempre più frequente alternare un computer aziendale, un notebook personale o una postazione desktop dedicata a specifiche attività creative. La funzione è disponibile sulle periferiche compatibili con Logi Bolt, il sistema wireless proprietario di Logitech pensato per offrire connessioni stabili e sicure.

Le tastiere MX Keys S e MX Keys Mini sono già compatibili con Enhanced Easy Switch, mentre il supporto per MX Mechanical e MX Mechanical Mini arriverà durante l’estate. In questo modo Logitech amplia progressivamente la compatibilità della funzione, portandola anche sulle tastiere meccaniche della famiglia MX.

Action Ring arriva su più dispositivi MX


Un altro punto centrale dell’aggiornamento riguarda Action Ring, l’interfaccia rapida che consente di accedere a comandi, scorciatoie e strumenti contestuali con un semplice gesto, tocco o clic. La funzione viene ora estesa all’intero portafoglio Logitech MX, includendo dispositivi come MX Master 4, MX Master 3S, MX Anywhere 3S, MX Keys S, MX Keys Mini, MX Mechanical e MX Mechanical Mini.

L’idea è quella di offrire un accesso più immediato alle operazioni utilizzate più spesso, riducendo il tempo passato a cercare menu, funzioni o comandi ripetitivi. Per chi lavora con documenti, fogli di calcolo, presentazioni o strumenti di collaborazione, Action Ring diventa un punto di controllo rapido che aiuta a mantenere il flusso di lavoro più lineare.

Non si tratta di una semplice scorciatoia, ma di un modo diverso di organizzare le azioni più frequenti intorno ai dispositivi utilizzati ogni giorno. Mouse e tastiera diventano così strumenti più personalizzabili, capaci di adattarsi al contesto e alle abitudini dell’utente.

Nuovi plugin per Microsoft Office, Notion e Slack


Con l’espansione dei plugin disponibili nel Logi Marketplace, Logitech amplia ulteriormente le capacità dell’ecosistema MX. Tra le integrazioni più importanti ci sono quelle dedicate a Microsoft Office, che permettono di controllare in modo più diretto alcune funzioni di Excel, Word e PowerPoint.

Attraverso Action Ring è possibile, ad esempio, navigare tra i fogli Excel, intervenire sulla formattazione dei documenti Word e gestire presentazioni PowerPoint con maggiore precisione. Sono funzioni pensate per chi passa molto tempo all’interno della suite Office e vuole ridurre i passaggi ripetitivi, rendendo più immediata l’interazione con i contenuti.

Accanto a Microsoft Office arriva anche l’integrazione con Notion per Desktop, utile per chi organizza appunti, progetti, contenuti e idee all’interno della piattaforma. I controlli dedicati permettono di mantenere più ordinato il flusso di lavoro, agevolando la gestione delle informazioni senza dover interrompere continuamente ciò che si sta facendo.

Il plugin per Slack, invece, si rivolge alla collaborazione in team. Grazie ai nuovi comandi rapidi è possibile accedere più velocemente a huddle, workspace e conversazioni, rendendo più immediata la gestione delle comunicazioni durante la giornata lavorativa.

Un ecosistema pensato per il lavoro moderno


Con queste novità, Logitech MX conferma la propria direzione verso un’esperienza di lavoro più integrata. La produttività non dipende soltanto dalla qualità del singolo dispositivo, ma anche dalla capacità di mettere in comunicazione strumenti diversi in modo naturale. Mouse, tastiere, software e plugin diventano parti dello stesso ambiente operativo, con l’obiettivo di rendere più semplice il passaggio da un’attività all’altra.

Le nuove funzionalità rispondono soprattutto alle esigenze degli utenti che lavorano in multitasking, gestiscono più applicazioni contemporaneamente o alternano diversi computer nel corso della giornata. La possibilità di passare rapidamente da una workstation all’altra, richiamare comandi contestuali e integrare strumenti come Microsoft Office, Notion e Slack può contribuire a rendere il lavoro più ordinato e meno frammentato.

Secondo Maxim Bondar, Head of MX Business and Marketing di Logitech, l’obiettivo dell’azienda è migliorare i flussi di lavoro degli utenti avanzati rendendo allo stesso tempo meno visibile la tecnologia che li abilita. È proprio questo il punto centrale dell’aggiornamento: far sì che gli strumenti restino al servizio dell’utente, senza diventare un ostacolo o una fonte di interruzioni.

Disponibilità delle nuove funzioni Logitech MX


Le nuove funzionalità dell’ecosistema Logitech MX sono disponibili attraverso l’aggiornamento di Logi Options+ o scaricando l’ultima versione del software. I plugin per la produttività sono già accessibili gratuitamente tramite Logi Marketplace, permettendo agli utenti compatibili di attivare le nuove integrazioni e personalizzare ulteriormente la propria esperienza.

Con Enhanced Easy Switch, l’estensione di Action Ring e i nuovi plugin per le applicazioni più utilizzate, Logitech punta a trasformare la gamma MX in un sistema sempre più completo per chi cerca una gestione più fluida del lavoro digitale. Un aggiornamento che non cambia soltanto il modo in cui si usano mouse e tastiere, ma rafforza l’idea di un ambiente produttivo più continuo, personalizzabile e meno dispersivo.

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Mouse SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 - Recensione


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Il mouse SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 è un dispositivo gaming wireless che punta tutto su tre elementi molto chiari: leggerezza, precisione e velocità. Non cerca di stupire con un design esagerato o con funzioni inutili, ma mette al centro ciò che davvero conta durante il gioco. Appena lo si prende in mano, la prima sensazione è quella di avere un mouse rapido e molto facile da controllare.

Il peso di soli 68 grammi si sente subito. Nei movimenti più ampi il mouse scorre senza fatica, mentre nei piccoli aggiustamenti di mira resta preciso e stabile. È un dettaglio che fa la differenza soprattutto nelle sessioni lunghe, perché il polso si affatica meno e il controllo rimane più naturale. La scocca traforata contribuisce proprio a questo risultato, dando al prodotto un aspetto molto riconoscibile e una sensazione di leggerezza costante.
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Design e costruzione


Il design del mouse SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 è particolare, perché la parte superiore presenta una struttura a nido d’ape. Questa scelta non è solo estetica, ma serve a ridurre il peso senza rendere il mouse scomodo nell’uso quotidiano. All’inizio può sembrare una soluzione un po’ aggressiva, ma dopo qualche ora di utilizzo diventa facile abituarsi.

La costruzione è più solida di quanto si possa pensare guardandolo. Il mouse non dà una sensazione fragile e la protezione AquaBarrier IP54 aggiunge un livello di sicurezza in più contro polvere, sporco e piccoli schizzi. Non significa che si possa trattare senza attenzione, ma è comunque un dettaglio importante su un mouse con una scocca così aperta.

L’ergonomia è adatta soprattutto a chi usa una presa claw grip o fingertip grip. La forma è abbastanza neutra e permette di muovere il mouse con rapidità. Non è un mouse pensato per riempire completamente la mano, ma per offrire controllo, agilità e libertà nei movimenti.

Sensore TrueMove 26K: preciso e reattivo


Una delle caratteristiche più interessanti è il sensore TrueMove 26K, che permette di arrivare fino a 26.000 DPI, con 400 IPS e 40G di accelerazione.

Durante l’utilizzo, il mouse trasmette una sensazione di grande precisione. Il cursore segue i movimenti in modo naturale, senza incertezze evidenti. Nei giochi più frenetici questo si traduce in una risposta immediata, mentre nelle situazioni più controllate permette di fare correzioni piccole e precise senza perdere fluidità.

Il sensore TrueMove 26K è uno dei punti più forti di questo mouse, perché riesce a combinare velocità e controllo. Non sembra mai nervoso, ma nemmeno lento. È quel tipo di sensazione che si apprezza soprattutto dopo qualche partita, quando ci si rende conto che il mouse risponde esattamente come ci si aspetta.

Ma non solo, il mouse SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 supporta la frequenza di aggiornamento fino a 4000 Hz. In pratica, il mouse comunica con il PC con una frequenza molto elevata, riducendo la latenza e rendendo i movimenti ancora più immediati.

La differenza si nota soprattutto quando si gioca con impostazioni competitive e con uno schermo ad alta frequenza di aggiornamento. In quel contesto, il mouse dà una sensazione molto diretta, quasi istantanea. I movimenti risultano più fluidi e il puntatore sembra restare sempre incollato alla mano.

Va però detto che la frequenza di aggiornamento a 4000 Hz non è necessaria in ogni situazione. Per l’uso quotidiano o per sessioni meno competitive, si può tranquillamente abbassare il polling rate e risparmiare batteria. È bello avere questa possibilità, perché permette di scegliere tra massime prestazioni e maggiore autonomia in base al momento.
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Autonomia e connettività


La batteria è un altro elemento molto convincente. In Bluetooth può arrivare fino a 200 ore di autonomia, mentre se settato in wireless 2.4 Ghz a 1000 Hz può raggiungere le 120 ore di autonomia. Sono valori ottimi, soprattutto se si vuole usare il mouse non solo per giocare, ma anche durante la giornata per navigare, lavorare o gestire attività normali al PC.

Quando si attiva la frequenza di aggiornamento (polling rate) a 4000 Hz, l’autonomia scende in modo evidente, ma è una conseguenza abbastanza normale: più prestazioni significano anche più consumo. La cosa migliore è usare la modalità più spinta solo quando serve davvero, lasciando impostazioni più equilibrate per tutto il resto.

La doppia connettività è molto comoda. Il collegamento 2,4 GHz è quello da scegliere per il gaming, perché garantisce la risposta più rapida. Il Bluetooth, invece, è perfetto per l’uso quotidiano e per risparmiare batteria. Questa flessibilità rende il mouse più pratico, perché non resta confinato solo al gioco.
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Software SteelSeries GG


Il software SteelSeries GG permette di personalizzare il mouse in modo abbastanza completo. Da qui si possono regolare i DPI, la frequenza di aggiornamento, l’illuminazione RGB, il risparmio energetico e altri parametri legati alla sensibilità.

L’interfaccia è abbastanza chiara e consente di creare profili diversi in base all’utilizzo. È utile, per esempio, avere una configurazione più aggressiva per il gaming e una più tranquilla per l’uso quotidiano. Anche la gestione dell’illuminazione è semplice e permette di dare al mouse un aspetto più personale senza complicare troppo le cose.

La personalizzazione è uno dei motivi per cui lo SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 risulta piacevole da usare. Non obbliga a restare su una configurazione fissa, ma lascia spazio per adattarlo al proprio modo di giocare.
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Esperienza d’uso


Nell’uso reale, SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 è un mouse molto piacevole. La leggerezza è il suo tratto più evidente, ma non è l’unico. Il click è netto, la rotellina è precisa e lo scorrimento sui piedini in PTFE è fluido. Il mouse si muove bene e dà sempre la sensazione di essere rapido, ma controllabile.

Nei giochi competitivi riesce a valorizzare i movimenti veloci, soprattutto quando servono flick rapidi o cambi di direzione improvvisi. Nei momenti in cui invece serve più precisione, il sensore lavora bene e permette di mantenere un buon controllo. È un equilibrio riuscito, perché il mouse non sembra mai troppo leggero da diventare instabile.

Anche dopo sessioni prolungate resta comodo. La mano respira bene grazie alla scocca traforata e il peso contenuto aiuta a ridurre la fatica. Chi ama i mouse leggeri troverà subito una sensazione familiare e molto naturale.

Cosa mi è piaciuto


La cosa che convince di più del mouse SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 è il modo in cui unisce leggerezza e prestazioni. Il peso da 68 grammi rende ogni movimento rapido, mentre il sensore TrueMove 26K garantisce precisione e stabilità. Anche il polling rate a 4000 Hz è un valore importante, perché permette di ottenere una risposta molto veloce quando si vuole il massimo dal mouse.

Mi piace anche la doppia anima del prodotto. Può essere un mouse gaming wireless molto reattivo, ma anche un mouse comodo da usare tutti i giorni. La possibilità di passare da 2,4 GHz a Bluetooth lo rende più versatile, mentre l’autonomia elevata permette di usarlo senza pensare continuamente alla ricarica.

Cosa mi ha convinto meno


Il design traforato è il punto più divisivo. Personalmente lo trovo coerente con l’idea di un mouse ultraleggero, ma non tutti ameranno questa scelta. La scocca aperta richiede anche un minimo di attenzione in più, soprattutto se si usa il mouse in ambienti polverosi o vicino a liquidi.

Un altro aspetto da considerare è il consumo con la frequenza di aggiornamento impostata a 4000 Hz. Le prestazioni sono ottime, ma l’autonomia cala sensibilmente. Non è un vero difetto, perché si può scegliere quando usare questa modalità, però è giusto saperlo prima dell’acquisto.

Avrei apprezzato anche una soluzione più pratica per trasportare il dongle USB-C. Non è un problema enorme, ma per chi sposta spesso il mouse da una postazione all’altra può diventare una piccola scomodità.
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SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2: vale la pena comprarlo?


SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 è un mouse molto riuscito per chi cerca leggerezza, precisione e libertà dal cavo. È pensato per chi gioca spesso e vuole un prodotto rapido, personalizzabile e affidabile. Il suo punto di forza non è una singola caratteristica, ma l’equilibrio generale tra peso, sensore, autonomia e reattività.

Non è il mouse più adatto a chi preferisce forme molto piene o superfici completamente chiuse. Però, se cerchi un mouse gaming wireless leggero e vuoi un prodotto capace di rispondere bene sia nel gaming sia nell’uso quotidiano, SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 è una scelta davvero convincente.
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Verdetto finale


SteelSeries Aerox 3 Wireless Gen 2 è un mouse gaming wireless leggero, veloce e ben progettato. Il peso da 68 grammi, il sensore TrueMove 26K, con frequenza di aggiornamento massima a 4000 Hz e l’ottima autonomia lo rendono un prodotto molto interessante per chi vuole giocare con precisione e senza fili.

Ha qualche limite, soprattutto nel design traforato e nel consumo più elevato quando si usa la modalità più spinta, ma nel complesso resta un mouse equilibrato e piacevole da usare. È uno di quei prodotti che non hanno bisogno di esagerare per convincere: basta usarlo per qualche partita per capire che è stato pensato con attenzione.

Recensione SmartPulse


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Consigliato

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Alcune foto e un breve racconto del cammino Via degli Acquedotti a #Lucca.

Per le foto ho utilizzato la simulazione pellicola simulazione pellicola FRGMT B&W di #Fujifilm, introdotta con la serie limitata della fotocamera GFX100RF FRAGMENT EDITION.

Nell’articolo sono disponibili i parametri della ricetta.

bertagna.it/via-degli-acquedot…


Via degli Acquedotti, Lucca


Un bel sabato mattina di primavera è stata l'occasione di percorrere questo affascinante cammino tra architettura, storia e bellezza naturale.

Un percorso facile, pressoché pianeggiante salvo la breve e modesta salita finale fino alle Parole d'Oro.

Il percorso fiancheggia l'Acquedotto Nottolini, che prende il nome dall'ingegnere Nottolini che l'ha costruito su incarico della Duchessa Maria Luisa di Borbone, per l'approvvigionamento idrico della città di Lucca.

Ovviamente, vista anche la facilità del percorso, è stata l'occasione di scattare alcune foto lungo il percorso utilizzando la simulazione pellicola FRGMT B&W.




Le foto


Ho scelto di pubblicare le foto .jpg sviluppate direttamente in macchina con la simulazione pellicola FRGMT B&W che Fujifilm ha introdotto per l’edizione limitata della GFX100RF FRAGMENT EDITION, disponibile solo in Giappone.

La macchina fotografica GFX100RF FRAGMENT EDITION è stata personalizzata dallo stilista, produttore e artista Hiroshi Fujiwara, fondatore di Fragment.

Su Fuji X Weekly sono disponibili le impostazioni della simulazione pellicola FRGMT B&W, la prima ricetta ufficiale di Fujifilm e Hiroshi Fujiwara.

Il tracciato


Di seguito puoi trovare il tracciato del percorso che ho pubblicato sul mio profilo Wikiloc, dove sono disponibili anche altri percorsi.
it.wikiloc.com/wikiloc/embedv2…
Powered by Wikiloc

La traccia registrata della Via degli Acquedotti parte dal tempietto nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Lucca, punto di arrivo dell'acquedotto, per raggiungere il secondo tempietto, ai piedi della collina e punto di partenza dell'acquedotto, per proseguire fino alle Parole d'Oro, punto di raccolta delle acque sorgive.

La traccia del percorso ad anello prosegue, ritornando sui nostri passi, fino al tempietto di partenza.

Se ti trovi nelle vicinanze di Lucca non ti perdere questo percorso tra architettura, storia e bellezza naturale.


👋 A presto,
Giovanni


Tags: Trekking | Primavera | Lucca | FRGMT B&W | Fujifilm


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Turchia, nuove regole su social e gaming online per tutelare i minori


Ankara accelera sulla sicurezza digitale: obblighi più severi per piattaforme e controlli rafforzati a tutela degli utenti più giovani

Secondo quanto riportato da Anadolu Agency, la Turchia si prepara a rafforzare il proprio quadro normativo in materia di sicurezza digitale, introducendo nuove misure volte alla protezione dei minori sui social media e nelle piattaforme di gioco online. L’iniziativa, illustrata dal Ministro della Famiglia e dei Servizi Sociali, Mahinur Özdemir Göktaş, mira a contrastare fenomeni quali la dipendenza digitale e l’esposizione dei più giovani a contenuti dannosi.

Al centro del provvedimento vi è l’introduzione obbligatoria di sistemi di verifica dell’età, che dovranno essere implementati dalle piattaforme digitali per impedire l’accesso ai minori di 15 anni a contenuti non appropriati. Si tratta di una misura che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rafforzare i controlli finora considerati insufficienti nel garantire un ambiente online sicuro per gli utenti più giovani.

Un altro punto cardine riguarda la gestione dei contenuti ritenuti inappropriati. Le piattaforme saranno tenute a rimuovere tali materiali entro un’ora dalla segnalazione, una tempistica stringente che punta a limitare la diffusione e l’impatto di contenuti potenzialmente dannosi. Il mancato rispetto delle nuove disposizioni potrebbe comportare sanzioni, i cui dettagli saranno definiti nelle prossime fasi legislative.

Le autorità turche sottolineano inoltre la necessità di responsabilizzare direttamente le grandi aziende tecnologiche. Tra le misure previste figura infatti l’obbligo, per le principali piattaforme, di nominare rappresentanti locali in Turchia. Questa disposizione ha l’obiettivo di facilitare il dialogo con le istituzioni e garantire una più rapida applicazione delle normative nazionali.

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Barriera, il quartiere con più bambini e meno risorse


Reportage dalla zona Nord di Torino, tra problemi irrisolti di sicurezza e iniziative di sostegno e solidarietà per i residenti
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A Barriera di Milano, zona Nord di Torino, i banchi del mercato e i negozi tra via Baltea e piazza Foroni si alternano fino a corso Palermo, dove le persone sedute sui marciapiedi si sostituiscono a quelle sedute ai tavolini dei bar. In questa traversa di corso Giulio Cesare – l’arteria che porta verso l’autostrada per Milano e Venezia, inserita dalla Prefettura tra i luoghi a vigilanza rafforzata della città – molti locali sono sfitti. «Hanno chiuso perché la piazza di spaccio si trova di fronte al loro ingresso e gli ex proprietari non riuscivano più a lavorare», hanno raccontato a L’Unica alcuni commercianti.

A pochi metri di distanza, sullo stesso corso, nell’ultimo anno ha aperto lo Spazio MoMag, un asilo montessoriano gratuito per genitori e figli che vivono nella zona. In questo centro con le vetrine affacciate su corso Palermo, si realizza anche una sperimentazione dedicata alle bambine di Barriera, per lo sviluppo delle competenze matematiche.

In pochi mesi, riporta la Fondazione Montessori, sono state coinvolte oltre 100 famiglie. «In questo quartiere, dove oltre il 60 per cento dei bambini è a rischio povertà educativa, questo spazio rappresenta una grande svolta. Stiamo contrastando il gender gap in matematica, sostenendo le famiglie fragili, creando relazioni, futuro, fiducia, apprendimenti», si legge sul sito.

Il quartiere con più bambini

Estesa su poco più di tre chilometri quadrati, compresi tra corso Vigevano e via Sempione, Barriera è una delle aree più popolate della città. L’età media dei suoi 52 mila residenti è tra le più basse in assoluto: il 30 per cento dei bambini torinesi sotto i tre anni vivono in questo quartiere, soprattutto in conseguenza dell’elevato numero di abitanti con background migratorio. Gran parte di loro arriva da Nigeria, Marocco e Albania e negli anni in Italia ha costruito una famiglia.
Fonte: Google Maps
N. è di origini marocchine e da vent’anni vive qui con i suoi figli. «Se non fosse il mio quartiere non so cosa farei, ma da qui non me ne vado, con gli altri abitanti ci aiutiamo a vicenda», ha detto a L’Unica. «Ogni giorno ci sono scippi e furti, ma la droga è il problema peggiore. Per la prima volta, qualche giorno fa, ho visto un gruppo di persone inalare gas da un palloncino dopo averlo riempito con una bombola, per strada».

Erika Mattarella, direttrice della Casa di quartiere di via Aglié, storico spazio di aggregazione sociale della zona e punto di riferimento per l’accesso a servizi primari come le docce dei Bagni pubblici, ha spiegato a L’Unica che lo spaccio e la dipendenza hanno trasformato il quartiere negli ultimi anni. «Le prime vittime sono i consumatori di sostanze, persone di ogni età immerse nella povertà materiale le cui condizioni post Covid sono peggiorate ulteriormente. E poi i cittadini: molti ragazzi per esempio sentono di essere condannati a vita perché sono nati qui, ma esistono tante realtà sul territorio che cercano di cambiare questa percezione proponendo alternative concrete».

Per contrastare e prevenire i comportamenti a rischio legati allo spaccio, alla criminalità e alla prostituzione, gli educatori di strada del Gruppo Abele, le parrocchie e gli enti del terzo settore operano da tempo a Barriera attraverso presidi di aggregazione sociale e attività di riqualificazione nei parchi, per le strade e nelle scuole. Dal 2022 il Cantiere ABC, un’organizzazione spontanea di cittadini ed enti dei quartieri Aurora e Barriera di Milano, ha organizzato un laboratorio permanente che si confronta sul fenomeno del consumo di droga e su come affrontarlo.

La Casa di quartiere di via Aglié aprirà al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione il 3 maggio. Per informazioni: bagnipubblici@coopliberitutti.it

Sicurezza ed emarginazione sociale

Restituire i luoghi del territorio alla comunità, rendendoli accessibili e sicuri, è il tema al centro dell’ultimo piano di investimento della Città di Torino dedicato alla Circoscrizione 6. Finanziato con 25,8 milioni di euro, il piano di riqualificazione urbana “Aurora Barriera” promette di portare nei due quartieri verde pubblico, pedonalizzazioni, aree ciclabili, recupero di strutture abbandonate, installazioni luminose e nuovi spazi culturali e artistici. Mentre attraverso i primi lavori di ripristino alcuni cortili delle scuole locali sono stati riaperti, tra marzo e aprile sono partiti gli incontri con i residenti chiamati a partecipare al processo di ri-progettazione degli spazi collettivi.

In molti luoghi di Torino Nord, emarginazione sociale e sicurezza sono due facce della stessa medaglia. Da quando nel 2025 le strade di Barriera sono diventate “zone rosse” sottoposte a misure di ordine pubblico più invasive per il contrasto alla criminalità, l’invio dell’esercito da parte del governo ha alzato il livello di allerta nel quartiere. Per chi ci abita gli interventi delle forze dell’ordine sono un argomento quotidiano: secondo alcune testimonianze raccolte da L’Unica, servirebbero più controlli in giro per le vie, secondo altre, con la presenza della polizia l’attività di spaccio si è soltanto trasferita di pochi isolati rispetto a dove si trovava in origine, continuando a rappresentare un problema per la sicurezza pubblica.

Uno degli ultimi interventi dei militari per le vie del quartiere è stato quello dei parà, i paracadutisti dell’esercito italiano. «Sono arrivati con delle auto nere, a volto coperto – hanno detto alcuni abitanti –. Non ce lo aspettavamo e all’inizio non capivamo chi fossero, ci hanno fatto paura». A fine marzo, durante un pattugliamento nel giardino Maria Teresa di Calcutta di corso Vercelli, l’area è stata chiusa e le persone al loro interno perquisite e trattenute per alcune ore.

In un sabato pomeriggio di metà aprile, tra le vie di Barriera, delle forze dell’ordine non sembra esserci traccia. In attesa che i Bagni pubblici riaprano dopo un mese di lavori di ristrutturazione, alcune persone si fermano all’ingresso per chiedere informazioni: «Ho trovato chiuso, spero riapra presto. Non sto trovando lavoro e vorrei lavarmi», ha detto a L’Unica una di loro. Mezz’ora di doccia calda costa un euro e 90 centesimi, oppure è possibile presentarsi con i buoni distribuiti nei negozi e negli spazi solidali della zona. D’inverno, gli utenti che accedono a questo servizio sono diverse decine al giorno.

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Il reddito medio più basso della città

Chi si rivolge ai Bagni pubblici spesso proviene da situazioni abitative difficili. Gli sgomberi delle case popolari (le palazzine gestite dall’Agenzia territoriale per la casa) e di alcuni edifici nel quartiere sono frequenti. In alcuni casi, quando questo succede, le abitazioni vengono dichiarate inagibili per problemi che impediscono il rispetto degli standard abitativi previsti. Chi ci vive viene allontanato. Alcuni anni fa è successo anche a B., che ora fa la volontaria per il banco alimentare alla Casa di quartiere. Una volta a settimana distribuisce pacchi di cibo prossimi alla scadenza o eccedenze della grande distribuzione a chi ne ha bisogno. Per molte persone che vivono nella zona, questi aiuti, forniti anche dalle parrocchie, sono essenziali.

A Barriera di Milano, il reddito imponibile IRPEF per abitante – cioè la parte del reddito dichiarato su cui viene calcolata l’imposta sul reddito delle persone fisiche – è il più basso di Torino: 17 mila euro pro capite, circa un terzo rispetto alla media del quartiere cittadino più ricco, quello di Borgo Po e Cavoretto.

Nonostante l’aumento degli affitti nell’ultimo anno abbia colpito anche le case della Circoscrizione 6, il costo degli appartamenti è rimasto più contenuto, in media attorno ai 1.500 euro al metro quadro. In alcune zone, come Borgata Monterosa, questa cifra non viene raggiunta e il valore immobiliare resta inferiore del 36,5 per cento rispetto alla media comunale. In questo contesto, le difficoltà legate all’accesso alla casa e ai beni di prima necessità riguardano da vicino chi vive nella zona, dove Caritas e Unità di Strada gestiscono alcuni dei servizi a bassa soglia disponibili.

Quando gli aiuti non bastano, spesso sono le comunità del quartiere ad attivarsi per dare supporto materiale a chi ne ha bisogno. Come accade nelle case popolari in prossimità dell’ospedale Giovanni Bosco, dove le famiglie più anziane aggiungono un piatto a tavola per i bambini del caseggiato. O come succede nei confronti di S., che dorme in strada e rifiuta di essere inserito in uno dei servizi a bassa soglia. Gli abitanti della zona lo conoscono e quando serve gli portano delle coperte.

Uscendo da questo quartiere, a metà tra un borgo fatto di case basse e palazzi sorti lungo le sue arterie principali, il cemento lascia il posto ai viali alberati di corso Vigevano. Risalendo corso Principe Oddone, a mano a mano che ci si avvicina al centro città, le persone sedute sui marciapiedi spariscono, le facciate dei palazzi non sono più così scrostate e il colore della pelle di chi cammina per strada cambia.
Il panorama da via Cigna angolo corso Vigevano verso corso Principe Oddone Foto: L’Unica
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Il Comune ha speso troppo per il concerto di Charlotte de Witte?


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Sabato 11 aprile, l’amministrazione comunale genovese ha organizzato un concerto che ha fatto molto discutere. Le immagini di piazza Matteotti invasa da una folla di 20 mila persone per il dj set di Charlotte de Witte hanno fatto il giro del mondo e portato la luce dei riflettori sulla città, ma hanno anche attirato delle critiche. C’è chi ha parlato di cattiva organizzazione, chi ha criticato la scelta del luogo per il concerto e, soprattutto, chi ritiene che non vadano utilizzati fondi pubblici per eventi di questo tipo. C’è anche chi si è lamentato del fatto che l’evento non fosse per tutti, ma abbia invece favorito una cultura e un movimento musicale di nicchia. Quest’ultima critica denota senza dubbio una certa frattura generazionale nella cittadinanza: de Witte è molto meno nota a un’audience over 40, mentre ospiti di eventi simili negli ultimi anni avevano una maggiore attrattività per il pubblico generalista. I risultati di partecipazione, però, smentiscono questa visione, dato che il numero di persone che avrebbero voluto accedere alla piazza è stato superiore rispetto ai posti disponibili.

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Al di là delle critiche sul merito, viene da chiedersi se il presunto ritorno d’immagine e il giro d’affari generati dal concerto siano sufficienti a giustificare la spesa per la gestione di questo evento. Misurare il potenziale economico della pubblicità è sempre molto difficile, ma possiamo perlomeno chiederci se il Comune sia riuscito a strappare un buon prezzo per organizzare il tutto.

Il valore della pubblicità

Già poche ore dopo la fine del dj set, era chiaro che il ritorno reputazionale dell’evento fosse ben sopra le aspettative: il concerto è stato raccontato da DJ Mag, la più grande rivista al mondo dedicata alla musica elettronica, e sui social media sono circolate decine di video con centinaia di migliaia di visualizzazioni che mostrano de Witte in mezzo ai palazzi di piazza Matteotti o la sindaca Silvia Salis che balla – con modi discreti – al ritmo della musica dietro la console. Quello che doveva essere un concerto locale, si è trasformato in un manifesto per un modo di portare la musica elettronica dal vivo tra il grande pubblico.

In ogni occasione in cui si organizza un evento di questo tipo, si rivendica il ritorno di immagine che la manifestazione avrà sulla città, aumentando i consumi sul territorio, attirando turisti, ma anche promuovendo le interazioni sociali e la vivibilità della città per i suoi abitanti. Salis ha sottolineato in modo particolare il ruolo sociale della cultura. Durante l’evento de L’Unica del 16 aprile, in cui la sindaca è stata intervistata dalla nostra redazione, Salis ha raccontato la sua visione sulla questione: «Penso che [il concerto] sia stato uno dei tanti tentativi che faremo in questa amministrazione, cioè portare elementi culturali diversi tra di loro. Non ho mai sopportato lo snobismo di pensare che esiste un solo tipo di cultura». Salis ha poi ricordato proprio il ritorno d’immagine dell’evento: il 13 aprile, ha dichiarato che la manifestazione ha «portato una pubblicità internazionale incredibile alla città. Arrivano continuamente in rassegna stampa articoli da tutto il mondo». Con la visibilità, però, non si mangia.
Dal profilo Instagram della sindaca Silvia Salis
Quando si organizzano eventi di questo tipo, spesso si esagera il peso economico del ritorno d’immagine, che non è quasi mai sufficiente a coprire i costi nel breve periodo. Un esempio è lo studio che il governo aveva commissionato sull’impatto economico del matrimonio di Jeff Bezos a Venezia. Il report stimava un ritorno di immagine di quasi un miliardo, una cifra davvero poco credibile. L’amministrazione della sindaca Silvia Salis non si è spinta a dare un valore monetario preciso all’evento e, in effetti, il ritorno economico diretto non è mai stato l’obiettivo di questa manifestazione. Per capire se questa scelta politica è stata efficace, però, si può valutare quanto è costato organizzare il tutto.

Quanto costano i grandi eventi

Il Comune ha pubblicato il dettaglio della spesa per l’organizzazione dell’evento: tra compenso dell’artista, costi di allestimento, sicurezza e gestione di altri aspetti della manifestazione, sono stati spesi in tutto 134.200 euro. Altri 5.800 euro sono stati utilizzati per servizi di hospitality e fornitura di servizi igienici. Spesa totale: 140 mila euro, 7 euro per partecipante.

Per capire se la cifra è adeguata, può essere utile fare un confronto con eventi simili organizzati a Genova o in altre città italiane. Non è un’operazione così semplice, perché non sempre i dati sono disponibili e spesso non si trova una manifestazione equivalente da usare per il confronto.

Il paragone che è stato citato più spesso è con gli eventi del capodanno, sia quelli portati avanti dalla giunta Bucci, sia quello del 2026, che è stato il primo gestito dalla nuova giunta Salis. La portata delle due tipologie di eventi è molto diversa, ma studiare i costi per le serate di capodanno può aiutare a farsi un’idea delle cifre che idealmente bisognerebbe spendere per ogni partecipante. Per il capodanno 2024, si erano utilizzati circa 1,2 milioni di euro. Si trattava del format del “Tricapodanno”, con tre serate di eventi e musica dal vivo, dal 29 al 31 dicembre. Nel 2023, la serata del 31 dicembre ottenne la copertura televisiva di Mediaset, che scelse Genova per il programma per celebrare l’ingresso nel 2024. In un comunicato, la Regione Liguria aveva annunciato 40 mila presenze per la sera di San Silvestro, mentre altre 18 mila persone avevano partecipato al concerto di Mr Rain del 30 dicembre. Non sono disponibili stime per l’esibizione dei The Kolors del 29, per cui, probabilmente sopravvalutando, assumiamo che la partecipazione sia stata la stessa della sera del 30 dicembre. In totale, il “Tricapodanno” 2023 avrebbe così attirato 76 mila persone. Il costo per partecipante sarebbe di poco più di 15 euro, oltre il doppio rispetto a quanto speso per De Witte. Certo, il “Tricapodanno” 2024 ha compreso anche la copertura televisiva con Mediaset, ma lo stesso non si può dire per quello del 2025, che è costato la stessa cifra e ha attirato più o meno lo stesso numero di partecipanti. La spesa per l’ultimo capodanno, con ospiti i Pinguini tattici nucleari, è stimata invece in un milione di euro per 50 mila presenze: un costo di circa 20 euro a persona.

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Il confronto con le serate di capodanno presenta molti problemi: sono stati coinvolti più artisti, spesso le celebrazioni si sono spalmate su più serate e, in un caso, era presente anche la copertura televisiva. Inoltre, le spese appena citate non sono state sostenute in toto dal Comune, ma anche dalla regione e dagli sponsor. Le cifre, però, ci danno l’idea di quanto costi organizzare eventi di questo tipo, e il dj set di de Witte è stato decisamente sottocosto rispetto a manifestazioni simili.

La spesa per organizzare l’evento è stata in linea con quanto richiesto dal mercato, se non addirittura inferiore. Per capirlo, si può fare un’ulteriore stima spannometrica dal settore privato, da un altro evento che basa la sua identità sull’essere una festa di strada: il Marra block party. L’evento, organizzato dal rapper Marracash, si è tenuto nel quartiere Barona a Milano il 18 aprile, esattamente una settimana dopo il dj set di de Witte. Non è disponibile una rendicontazione dei costi, trattandosi di un evento organizzato da privati, ma conosciamo il prezzo del biglietto e il numero di biglietti venduti. Il costo del biglietto era pari a 25 euro (circa 22,50 euro al netto dell’IVA) e sono stati messi a disposizione 7 mila biglietti. L’evento, dunque, dovrebbe avere un ricavo stimato in circa 160 mila euro al netto dell’IVA. La manifestazione è senza scopo di lucro, con il ricavato che finanzierà opere di sviluppo sociale del quartiere. Anche stimando costi molto bassi, per esempio pari a un terzo dei ricavi, ci ritroveremmo nelle cifre spese dal Comune di Genova per il concerto di de Witte: se il Marra block party è costato il 33 per cento dei ricavi, allora sono stati spesi circa 48 mila euro, ossia 6,85 euro per partecipante, più o meno la stessa cifra spesa per l’organizzazione del dj set a Genova.

In definitiva, è legittimo criticare la scelta politica di organizzare un evento di questo tipo, anche a causa dei problemi di bilancio che il Comune sta affrontando. Non si può però sostenere che i fondi spesi per il dj set di de Witte siano stati “buttati”: oltre a portare un grande ritorno d’immagine per la città, i costi dell’evento sono stati più contenuti rispetto a manifestazioni simili organizzate in passato.

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La rassegna stampa di mercoledì 29 aprile 2026


Il re Carlo III esorta gli USA a mantenere la leadership globale mentre l'Amministrazione Trump affronta sfide interne tra costi crescenti e divisioni repubblicane

Questa è la rassegna stampa di mercoledì 29 aprile 2026

Il re Carlo III si rivolge al Congresso per difendere l'alleanza USA-Regno Unito


Il re Carlo III ha tenuto un discorso storico davanti al Congresso americano, diventando il secondo monarca britannico a farlo dopo sua madre nel 1991. Il sovrano ha esortato gli Stati Uniti a respingere l'isolazionismo e a mantenere la leadership mondiale, sottolineando l'importanza della cooperazione internazionale e dei valori condivisi tra le due nazioni in un momento di tensioni crescenti.

Fonti: NYT > Top Stories, Bloomberg Politics, BBC News

La Casa Bianca ospita una cena di stato con il re Carlo III e la regina Camilla


Il presidente Trump e la first lady Melania hanno ospitato una cena di stato alla Casa Bianca per il re Carlo III e la regina Camilla. Tra gli invitati figuravano sei giudici della Corte Suprema, membri del governo, miliardari e leader repubblicani. L'evento si è svolto in un clima di tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Regno Unito.

Fonti: WSJ.com: Politics, NYT > Top Stories, The Hill News

Il Dipartimento di Giustizia incrimina l'ex direttore FBI James Comey per minacce a Trump


James Comey è stato formalmente accusato di aver minacciato la vita del presidente Trump attraverso un post su Instagram che mostrava conchiglie disposte per formare "86 47". Il Dipartimento di Giustizia ha interpretato il messaggio come una minaccia, considerando che "86" può significare "eliminare" e Trump è il 47° presidente. Comey ha risposto definendo l'accusa "non quello che siamo come Paese".

Fonti: NYT > Top Stories, BBC News, The Hill News

L'indice di gradimento di Trump scende al minimo del secondo mandato


Un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos mostra che l'approvazione del presidente Trump è scesa al 34%, il livello più basso del suo secondo mandato. Il calo è attribuito principalmente alle preoccupazioni degli americani per l'aumento del costo della vita causato dal conflitto con l'Iran, con i prezzi della benzina che hanno raggiunto i massimi degli ultimi quattro anni.

Fonti: The Hill News, Semafor

La Camera dei Rappresentanti bloccata dalle divisioni repubblicane su programmi chiave


Le forti divisioni tra i repubblicani su programmi di spionaggio controversi, il Farm Bill e i finanziamenti per il Dipartimento per la Sicurezza Interna hanno paralizzato l'attività legislativa della Camera. La Casa Bianca ha esortato il Congresso ad approvare rapidamente i finanziamenti per il DHS, rappresentando una critica implicita al presidente della Camera Mike Johnson.

Fonti: WSJ.com: Politics, NYT > Top Stories, The Hill News

La proposta di difesa da 1.500 miliardi di dollari di Trump incontra resistenze repubblicane


I repubblicani del Congresso stanno mostrando una rara opposizione alla richiesta di Trump di aumentare del 44% il budget del Pentagono. Questa resistenza segnala un indebolimento della presa del presidente su Washington mentre si avvicinano le elezioni di midterm e si approssima la seconda metà del suo secondo mandato.

Fonti: Bloomberg Politics, The Hill News

Un giudice blocca il tentativo dell'Amministrazione Trump di accedere ai registri elettorali dell'Arizona


Un tribunale federale ha respinto la causa intentata dal Dipartimento di Giustizia per ottenere accesso ai dettagli degli elettori registrati in Arizona. Si tratta dell'ultima battuta d'arresto legale negli sforzi senza precedenti dell'Amministrazione per raccogliere informazioni sensibili su decine di milioni di americani prima delle elezioni di midterm.

Fonti: US news | The Guardian

Elon Musk testimonia nel processo contro OpenAI accusando Sam Altman di tradimento


Nel primo giorno del processo, Elon Musk ha accusato il co-fondatore di OpenAI Sam Altman di aver allontanato l'azienda di intelligenza artificiale dalle sue radici no-profit per avidità. Musk ha dichiarato che Altman ha "rubato un'organizzazione benefica" e che è "pericoloso" avere qualcuno di non affidabile al comando dell'IA. OpenAI respinge le accuse definendole assurde.

Fonti: NYT > Top Stories, US

Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l'OPEC mentre crescono le tensioni regionali


La decisione degli Emirati Arabi Uniti di lasciare l'OPEC ha scosso la regione, sottolineando come il Paese, in contrasto con l'Arabia Saudita, stia tracciando sempre più una rotta indipendente. Questo sviluppo è direttamente collegato agli Stati Uniti perché potrebbe influenzare i prezzi del petrolio e la strategia energetica americana durante il conflitto con l'Iran.

Fonti: NYT > Top Stories, Bloomberg Politics

La Cina blocca l'acquisizione di Manus da parte di Meta per 2 miliardi di dollari


Le autorità di Pechino hanno ordinato a Meta di annullare l'acquisizione da 2 miliardi di dollari della startup di IA cinese Manus. Questa decisione potrebbe influenzare il summit pianificato tra Trump e Xi Jinping il mese prossimo e rappresenta un monito per gli imprenditori cinesi sui rischi di collaborazioni con aziende tecnologiche americane.

Fonti: Bloomberg Politics, Semafor

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Samsung Galaxy Glasses leaks, XChat su iOS, OpenAI nuovo accordo con Microsoft


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Annuncio: venerdì 1 maggio e sabato 2 maggio Morning Tech si prende un po' di riposo con la festa dei lavoratori e il rispettivo ponte. Auguriamo un buon riposo anche a tutti i lettori!

Buon mercoledì,
Android Headlines ha pubblicato in eslcusiva le prime immagini dei nuovi smart glasses di Samsung. Poi vedremo l'app XChat, che compete con WhatsApp e le principali app di messaggistica; parleremo del nuovo contratto tra OpenAI e Microsoft e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 313 - Mercoledì 29 Aprile
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Trapelate le immagini dei Samsung Galaxy Glasses


Tecnologia
Sono emerse immagini dei futuri occhiali intelligenti di Samsung, secondo prodotto della linea Android XR dopo il visore Galaxy XR. Il modello descritto, nome in codice Jinju, non avrebbe un display davanti agli occhi e punterebbe soprattutto su funzioni legate a Gemini, come traduzione di scritte, foto, indicazioni da Maps, meteo e comandi vocali senza usare lo smartphone. Tra le specifiche citate ci sono chip Qualcomm Snapdragon AR1, fotocamera Sony da 12 megapixel, batteria da 155 mAh, Wi-Fi, Bluetooth 5.3 e peso intorno ai 50 grammi. Samsung starebbe sviluppando anche una seconda versione con micro-LED per il 2027. Il primo modello potrebbe costare tra 379 e 499 dollari ed essere presentato entro l’anno corrente.
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Fonte: Android Headlines
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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X lancia l'app XChat su iOS


Big tech
X ha lanciato su iPhone e iPad XChat, una nuova app separata per la messaggistica che permette agli utenti di X di inviare messaggi privati, condividere file, fare chiamate audio e video e creare chat di gruppo. L’app rientra nella strategia con cui la società vuole usare X come punto di accesso ad altri servizi, tra cui i pagamenti, ancora in test con X Money. X dice che XChat include cifratura end-to-end, PIN, messaggi temporanei, modifica e cancellazione per tutti, blocco degli screenshot e assenza di pubblicità e tracciamento. XChat sostituirà anche le Communities, chiuse per scarso uso e spam.
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Fonte: TechCrunch
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OpenAI mette fine al pericolo legale per Microsoft riguardo all'accordo da 50 miliardi di dollari con Amazon


Big tech
OpenAI e Microsoft hanno modificato il loro accordo per togliere il vincolo che teneva i prodotti di OpenAI legati ad Azure e rendere compatibile la partnership da 50 miliardi di dollari con Amazon. Microsoft continuerà ad avere accesso ai modelli e ai prodotti di OpenAI fino al 2032, ma senza esclusiva, quindi OpenAI può distribuirli anche su altri cloud già da ora. In cambio, Microsoft ottiene due cose: sparisce la clausola AGI, cioè il meccanismo che avrebbe cambiato i rapporti tra le due società se OpenAI avesse dichiarato di aver raggiunto l’intelligenza artificiale generale, e cambia il flusso economico tra le parti, perché Microsoft non dovrà più girare a OpenAI una quota dei propri ricavi, mentre OpenAI continuerà a versare a Microsoft una quota dei suoi fino al 2030, con un tetto massimo.
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Fonte: TechCrunch
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Un gruppo non autorizzato ha ottenuto l'accesso a Mythos


Cybersecurity
Un gruppo non autorizzato è riuscito ad accedere a Mythos, il modello di Anthropic per la sicurezza informatica distribuito in modo limitato perché ritenuto "troppo potente per essere pubblico". Il gruppo non autorizzato, attivo su Discord e interessato a modelli non ancora pubblici, avrebbe individuato la posizione online di Mythos il giorno stesso dell’annuncio e avrebbe provato varie strade per usarlo, sfruttando poi la un accesso tramite un appaltatore.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Meta firma un accordo per l'energia solare dallo spazio


Spazio
Meta ha firmato un accordo con Overview Energy per acquistare fino a 1 gigawatt di elettricità prodotta con satelliti in orbita e trasmessa a impianti sulla Terra. Overview prevede una dimostrazione tecnologica nel 2028 e l’avvio del servizio commerciale nel 2030 (ancora la tecnologia non è stata dimostrata). Il progetto usa satelliti in orbita geostazionaria, a oltre 35 mila chilometri dalla Terra, per raccogliere luce solare in modo continuativo, anche di notte.
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Fonte: The Wall Street Journal
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Amazon introduce il dark mode su Kindle Colorsoft e Scribe Colorsoft


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Le subscription annuali dell'App Store ora hanno una nuova opzione mensile scontata


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Sito del giorno

Red Blue Yellow Black Again


Questo progetto ha vinto l'FWA come miglior sito del giorno, oltre che tanti premi fra cui il Rome AI Festival. Al centro c'è il grande lavoro artistico di uno dei pionieri della fotografia, Aleksandr Rodchenko, che viene trasformato in lavori animati grazie a Kling AI, Freepik, Udio AI e ElevenLabs.

Link: davincis.digital/rbyba

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Trapelate le immagini dei Samsung Galaxy Glasses


In breve:


Sono emerse immagini dei futuri occhiali intelligenti di Samsung, secondo prodotto della linea Android XR dopo il visore Galaxy XR. Il modello descritto, nome in codice Jinju, non avrebbe un display davanti agli occhi e punterebbe soprattutto su funzioni legate a Gemini, come traduzione di scritte, foto, indicazioni da Maps, meteo e comandi vocali senza usare lo smartphone. Tra le specifiche citate ci sono chip Qualcomm Snapdragon AR1, fotocamera Sony da 12 megapixel, batteria da 155 mAh, Wi-Fi, Bluetooth 5.3 e peso intorno ai 50 grammi. Samsung starebbe sviluppando anche una seconda versione con micro-LED per il 2027. Il primo modello potrebbe costare tra 379 e 499 dollari ed essere presentato entro l’anno corrente.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Android Headlines - Exclusive: This is the Samsung Galaxy Glasses

Riassunto completo:


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Meta firma un accordo per l'energia solare dallo spazio


Ma la tecnologia non è stata ancora dimostrata.

In breve:


Meta ha firmato un accordo con Overview Energy per acquistare fino a 1 gigawatt di elettricità prodotta con satelliti in orbita e trasmessa a impianti sulla Terra. Overview prevede una dimostrazione tecnologica nel 2028 e l’avvio del servizio commerciale nel 2030 (ancora la tecnologia non è stata dimostrata). Il progetto usa satelliti in orbita geostazionaria, a oltre 35 mila chilometri dalla Terra, per raccogliere luce solare in modo continuativo, anche di notte.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Meta Platforms Enters Solar-Power Pact

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Trapelate le immagini dei Samsung Galaxy Glasses


Nome in codice "Jinju".

In breve:


Sono emerse immagini dei futuri occhiali intelligenti di Samsung, secondo prodotto della linea Android XR dopo il visore Galaxy XR. Il modello descritto, nome in codice Jinju, non avrebbe un display davanti agli occhi e punterebbe soprattutto su funzioni legate a Gemini, come traduzione di scritte, foto, indicazioni da Maps, meteo e comandi vocali senza usare lo smartphone. Tra le specifiche citate ci sono chip Qualcomm Snapdragon AR1, fotocamera Sony da 12 megapixel, batteria da 155 mAh, Wi-Fi, Bluetooth 5.3 e peso intorno ai 50 grammi. Samsung starebbe sviluppando anche una seconda versione con micro-LED per il 2027. Il primo modello potrebbe costare tra 379 e 499 dollari ed essere presentato entro l’anno corrente.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Android Headlines - Exclusive: This is the Samsung Galaxy Glasses

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X lancia l'app XChat su iOS


Diretto competitor di WhatsApp, Messenger e Telegram.
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In breve:


X ha lanciato su iPhone e iPad XChat, una nuova app separata per la messaggistica che permette agli utenti di X di inviare messaggi privati, condividere file, fare chiamate audio e video e creare chat di gruppo. L’app rientra nella strategia con cui la società vuole usare X come punto di accesso ad altri servizi, tra cui i pagamenti, ancora in test con X Money. X dice che XChat include cifratura end-to-end, PIN, messaggi temporanei, modifica e cancellazione per tutti, blocco degli screenshot e assenza di pubblicità e tracciamento. XChat sostituirà anche le Communities, chiuse per scarso uso e spam.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

X launches stand-alone XChat app on iOS | TechCrunch
X’s new app promises private chats, disappearing messages, audio and video calls, and more.
TechCrunchSarah Perez

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OpenAI mette fine al pericolo legale per Microsoft riguardo all'accordo da 50 miliardi di dollari con Amazon


Cambiano molte clausole.
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In breve:


OpenAI e Microsoft hanno modificato il loro accordo per togliere il vincolo che teneva i prodotti di OpenAI legati ad Azure e rendere compatibile la partnership da 50 miliardi di dollari con Amazon. Microsoft continuerà ad avere accesso ai modelli e ai prodotti di OpenAI fino al 2032, ma senza esclusiva, quindi OpenAI può distribuirli anche su altri cloud già da ora. In cambio, Microsoft ottiene due cose: sparisce la clausola AGI, cioè il meccanismo che avrebbe cambiato i rapporti tra le due società se OpenAI avesse dichiarato di aver raggiunto l’intelligenza artificiale generale, e cambia il flusso economico tra le parti, perché Microsoft non dovrà più girare a OpenAI una quota dei propri ricavi, mentre OpenAI continuerà a versare a Microsoft una quota dei suoi fino al 2030, con un tetto massimo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI ends Microsoft legal peril over its $50B Amazon deal | TechCrunch
OpenAI has won major concessions from its largest shareholder, Microsoft, that will allow it to sell products on AWS, while Microsoft gets more cash in a revenue-share agreement.
TechCrunchJulie Bort

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