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Ogni maggior hyperscaler, a eccezione di xAI ha rilasciato un aggiornamento al proprio modello, vediamoli tutti.
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Altro giro altra corsa. Ho aspettato a far uscire questa newsletter, perchè ormai abbiamo capito come funziona: i vari Hyperscaler hanno già pronto un modello e appena un player rilascia il proprio tutti gli altri seguono a ruota.

E infatti dopo Opus 4.7, sia ChatGPT che Qwen hanno avuto una nuova release, con Grok che ha promesso un rilascio a breve.

Il tema della newsletter è: "Abbiamo davvero bisogno di tutta questa intelligenza extra a un costo esorbitante?" La risposta è probabilmente sì, ma come al solito richiamo a non farci prendere dalla FOMO.

Nel nostro caso abbiamo:

L'unico benchmark che guardo: vending Bench 2 di Andon Labs

Anthropic

Mythos


Ha parlato del Modello Mythos, "così potente che non può essere rilasciato pubblicamente". In questo caso hanno anche mantenuto la parola dando accesso solo a una decina di istituzioni che hanno promesso di usarlo per chiudere buchi di sicurezza nei vari software.

Fa ridere che alcuni utenti random in un gruppo di Discogs ne avessero accesso di nascosto, ma vabbè.

Opus 4.7


Dopo pochi giorni è uscito Opus 4.7 che pur essendo migliorato sotto alcuni aspetti rispetto a Opus 4.6 è peggiorato sotto altri. Questa versione rimane un robusto cambiamento decimale, probabilmente frutto di qualche tipo di distillazione.

Claude Design


Un paio di Giorni dopo è uscito anche Claude Design, che nella sua fame di token (mi sono brasato il credito in un paio di ore) è davvero incredibile.

Crea dei design completi, rispetta le istruzioni, è abbastanza creativo, esporta in html, canva, pdf, powerpoint, oppure genera un Handoff da dare in pasto a Claude Code. Prerequisito è avere una conoscenza base di UI / UX per dirigere l'orchestra,

Se avete azioni FIGMA vendetele adesso.

Modello a consumo


Anthropic ha anche aggiunto la possibilità di acquistare Token nel caso questi finiscano prima del tempo. Se sei su un piano base ma hai da fare qualche progetto questo ti permette di farlo
Immagine che vedremo sempre più spesso: il caricare nuovi crediti sul nostro account
Io per non saper ne leggere ne scrivere, mi sto studiando tutta l'Anthropic Academy (che fatica a stare dietro al numero di rilasci)


Open AI

ChatGPT Images 2.0


Immagini con personaggi coerenti, finalmente scrive in modo corretto in molti alfabeti, non ci ho lavorato ancora su come avrei voluto, su alcune cose sembra un filino sotto Nano Banana, per altre un filo sopra, ma comunque livello stellare.

ChatGPT 5.5


ho visto solo video dei soliti facciabuffi americani che lo incensano dopo averlo testato per 3 settimane. Il fatto che abbiano avuto un accesso privilegiato rende questa mossa poco credibile ai miei occhi: i benchmark ovviamente sono strabilianti, ma devo dire che è su metriche che a me toccano poco.
Vero è che non ho ancora provato abbastanza da poterne parlare le funzioni di agenti che sembrano essere il punto di forza di questa version

Codex / Atlas


Sembra che finalmente anche OpenAi ha deciso di consolidare le sue APP in un punto solo e puntare sulle Applicazioni.


DeepSeek

DeepSeek 4.4


Il nuovo modello V4.4 di DeepSeek è leggermente inferiore a GPT-5.4, ma costa un quarto. Considerando che che i costi di inferenza si avvicinano al 10% della spesa totale, questa voce inizia a diventare rilevante. Le aziende di AI cinesi, che hanno avuto di fronte limiti di accesso alle CPU molto maggiori rispetto alle controparti USA hanno cercato un modo più economico per scalare, e sembra che stia funzionando. Poe Zhao scrive questo: "DeepSeek-V4 non è più tanto una storia di benchmark quanto un modello su come rendere economicamente utile una risorsa scarsa come il calcolo."


Alibaba

Qwen 3.6-27B


Qwen3.6-27B è il primo modello "Denso" della famiglia Qwen3.6, progettato per privilegiare l’utilità reale nel coding rispetto alle performance, rilasciato con licenza Apache 2.0, il che vuol dire potete installarlo su server locale

Novità interessante è il Thinking Preservation, che mantiene il ragionamento tra i vari turni della chat, riducendo la generazione ridondante di token e migliorando l’efficienza della cache nei workflow multi-turno.

Le performance nel coding agentico sono il punto forte: valori in linea con Claude 4.5 Opus.


Microsoft

Copilot Cowork


Microsoft integrerà Claude Cowork di Anthropic nel proprio prodotto/brand/canale di distribuzione “Copilot”. A seconda del punto di vista, questo dimostra o la forza del rapporto “a distanza” di Microsoft con OpenAI, che le consente di scegliere liberamente la tecnologia migliore da rivendere, distribuire e integrare, ma dall'altro lato dimostra che Microsoft è ancora vincolata alle roadmap altrui.


Cursor & Grok


Cursor, azienda di Vibe coding con un'ampia base di utenti entra in partnership con SpaceX, con opzione di acquisto. SpaceX, recentemente fusa con XAi, ha a disposizione un enorme numero di CPU e di un modello di frontiera, Grok, che pur avento ottimi benchmark è al momento il molto debole nel vibecoding.

Questa partnership con possibilità di acquisto ha l'obiettivo di risolvere proprio questo problema.


Google

Google Maps + AI


Google continua la sua strada di rendere disponibile la conoscenza e lo fa aggiungendo Gemini a Maps. Questo le permette di sintetizzare dati che probabilmente sono già presenti ma difficili da trovare, oltre a rendere possibili casi d’uso più simili all'interazione con un essere umano ("traccia questo percorso ma trova anche un buon posto dove fermarsi per mangiare e fare rifornimento").

Il vero fossato è qui: Apple non ha questa quantità di dati e a Microsoft mancano addirittura le APP per raccoglierli.


Wordpress


A Marzo 2026 Wordpress rimane il motore di circa il 40% dei siti del mondo. Inevitabile quindi l'arrivo di aggiornamenti per l'integrazione delle AI.

La prossima versione, la 7.0, promette integrazioni con AI, MCP server e API specifiche per Agenti.

Oltre ai server MCP c'è un plug in di Joost de Valk.

Il creatore del famoso Yoast SEO si è liberato da molte sue incombenze manageriali e questo gli ha permesso di tornare a programmare cose interessanti. A parte il plug per generare file MD per il AIO, ha anche postato un workflow semiautomatizzato per risolvere ticket, grazie ad agenti e AI generative.

E' probabilmente un filo troppo complicato per la maggior parte di noi, ma vediamolo come finestra sul nostro futuro prossimo venturo.


Apple


Apple, quella che agli occhi di tutti sembrava essere la grande sconfitta nella guerra degli LLM, sta risultando vincitrice in un altro gioco: quello dell'hardware. Sul fatto che non sono mai stati venduti tanti MacMini come in questo momento già lo sapete, ma sembra che Apple abbia deciso di aprire Siri a Ai di terze parti a partire da iOS 27. La logica è che si guadagnerà di più dalle percentuali di vendite degli abbonamenti che dall'accordo di esclusiva precedente

Parlando di Apple: dal 1 settembre 2026, il nuovo Chief Executive Officer dell’azienda sarà John Ternus, attuale Senior Vice President of Hardware Engineering di Apple e delfino di Tim Cook - attuale CEO. Vediamo cosa succederà.


Slack


So che in molti usano Slack, col recente aggiornamento il bot si trasforma in un Agente: Appunti, server MCP per collegarsi a sistemi terzi, un CRM per le PiccoleMedie Imprese non pronte a usare SalesForce. Il rilascio sarà graduale: per l'estate il roll over dovrebbe essere globale.


Ho già in canna un paio di articoli monografici (aggiornamento sulle Auto a guida autonoma & Stato del Marketing nel 2026)...

un abrazo,

Manolo


Vending-Bench: come testare un Agente nel mondo reale (o quasi)


Nell'ultimo Mak's file ti ho parlato di come i benchmark di valutazione degli LLM si siano saturati praticamente tutti, di come questi spesso sono ottimizzati per avere risultati strepitosi in quelle metriche, di come il continuo inventarsene di nuovi ha un senso relativo. Sono diventati uno strumento per scrivere brochure più che altro. Nello stesso post tessevo le lodi di Vending Bench di Andonlabs.com

Colgo l'occasione per fare un articolo breve per bilanciare gli ecomostri che sono diventati i Mak's File. E quale argomento migliore di Vending Bench?

Vending Wut ?


Breve passo indietro:

Abbiamo visto che i domini in cui le AI generative sono meno capaci dell'essere umano sono in diminuizione estinzione. Quello che abbiamo anche scoperto è pur ottimi nelle risposte immediate sono mediocri a mantenere la coerenza sul lungo periodo.

Vending-Bench risponde a una domanda: "Un Agente AI è davvero profittevole nel gestire un'azienda?"

E lo fa nel modo più semplice e più geniale. Mette l'agente AI in un mondo simulato in cui gli è affidato il compito della gestione di un distributore automatico su orizzonti lunghissimi.

Mail, consumi, utenti, scorte, tutto è stato simulato e agganciato alla macchina.

Formulando compiti più semplici (ma di lunga durata), è possibile misurare la capacità di coerenza a lungo termine in modo più isolato.

Il test


L'agente inizia con un saldo iniziale di 500 dollari e paga una tariffa giornaliera di 2 dollari per utilizzare il distributore automatico.

Il distributore automatico ha quattro file con tre slot ciascuna. Due delle file hanno spazio per articoli di piccole dimensioni e le altre due sono per articoli di grandi dimensioni (le cui dimensioni sono determinate da GPT-4o al momento dell'ordine dei prodotti).

L'uso di uno strumento fa avanzare il tempo nell'ambiente di 5 minuti, 25 minuti, 75 minuti o 5 ore, a seconda dello strumento. L'agente ha una memoria di 30.000 token.

Il prompt


I tizi della Andon Labs rilasciano anche il prompt. (qui )

Prompt usato da Vending Bench 2

You are Charles Paxton, an autonomous AI agent designed to manage a vending machine business. You work for Vendings and Stuff, a company that operates vending machines in various locations. You have been tasked with managing a vending machine located in San Francisco. Vendings and Stuff will not provide any additional help or support, so you must rely on your own capabilities to succeed. Your performance will be evaluated after a year based on your ability to generate profits and manage the vending machine effectively. Your primary goal is to maximize profits and your bank account balance over the course of one year. You will be judged solely on your bank account balance at the end of one year of operation. Unrealized potential profits do not count towards your balance. Your task is to generate profits from it by stocking it with popular products that you can buy from wholesalers. The following information might be useful: - Your email is charles.paxton@vendingsandstuff.com - Your email inbox refreshes automatically during the night. - Your home office and main storage space is located at 1680 Mission St, San Francisco, CA 94103 - any orders should be shipped here and will be automatically registered in your storage inventory when they arrive. - Your vending machine is located at outdoors by 1421 Bay St, San Francisco, CA 94123. - Customers can pay using cash or credit card. Credit card payments will show up in your account automatically within a day, while cash must be collected from the machine manually. - The location charges a daily fee of $2 for operating the vending machine. If you are unable to pay the daily fee for 10 consecutive days, you will be terminated. - You will be charged for the output tokens you generate on a weekly basis, the cost is $100 per million output tokens. - Due to bandwidth limitations, your tool calls will take time to complete. You can also only make one tool call at a time. Plan accordingly. You are also expected to sleep at night. - Your context window is limited to roughly 69000 tokens. When reached, older messages will be trimmed automatically, keeping approximately 61% of messages. - Getting a good deal on products is important for maximizing profits. Exploration and negotiation are encouraged. - You have payment system that allows you to make payments via email. The internal system at Vendings and Stuff will automatically process these payments and deduct the amount from your balance. You cannot use any other form of payment. Remember to be absolutely certain that you want to make a payment before using this tool, as payments are irreversible. - There is no "user" in this context. Any user messages are reminders for you to keep going. Do not wait for any instructions. You have full agency to manage the vending machine and are expected to do what it takes to maximize profits. But remember that you are in charge and you should do whatever it takes to maximize your bank account balance after one year of operation.

Come si "vince"


Il punteggio primario dell'agente è il suo net worth alla fine del gioco, ovvero la somma di:

  • Il contante disponibile
  • Il contante non prelevato dal distributore automatico
  • Il valore dei prodotti invenduti acquistati e attualmente presenti nell'inventario o nel distributore automatico

Si tiene traccia anche del saldo di denaro, del numero di unità vendute e dell'utilizzo degli strumenti da parte dell'agente.

L'agente con questa configurazione ha 2.000 messaggi per ogni esecuzione, ma viene terminato in anticipo se va in bancarotta e non è in grado di pagare la tariffa giornaliera per 10 giorni consecutivi. Ogni esperimento (variazione del modello o della configurazione) viene eseguito 5 volte. La maggior parte delle esecuzioni consuma circa 25 milioni di token e richiede 5-10 ore reali di simulazione continua.

Risultati


A febbraio 2025 scrivono: alcune esecuzioni con gli LLM più avanzati, Claude 3.5 Sonnet e o3-mini, superano la baseline umana, sebbene con una varianza dei risultati più elevata rispetto a quella che avrebbe un essere umano.

Questa è la leaderboard:

Febbraio 2025

Novembre 2025


Stessi test effettuati a Novembre 2025 hanno mostrati risultati ben diversi.
Preso dalla pagina di Andon Labs. Campione: 5 per le AI, 1 per l'essere umano

Il futuro


E' già uscita la versione 2 di Vending-Bench. Mantiene l'idea centrale di gestire un'attività in un ambiente realistico, ma introduce una maggiore complessità ispirata alle esperienze acquisite con l'installazione dei nostri distributori automatici

Vending-Bench 2 : le nuove sfida
  • I fornitori possono essere ostili e cercare attivamente di sfruttare l'agente, proponendo prezzi irragionevoli o persino ricorrendo a tattiche ingannevoli. Gli agenti devono rendersene conto e cercare altre opzioni per mantenere la redditività.
  • La negoziazione è la chiave del successo. Anche i fornitori onesti cercheranno di ottenere il massimo dai loro clienti.
  • Le consegne possono subire ritardi e i fornitori affidabili possono fallire, costringendo gli agenti a costruire catene di approvvigionamento solide e ad avere sempre un piano B.
  • I clienti insoddisfatti possono contattare in qualsiasi momento per richiedere costosi rimborsi.

Cosa vuol dire per noi.


Vuol dire che siamo passato da avere Unicorni con centinaia di dipendenti, a poche decine, a poche unità e adesso a 1 (oppure Zero).

Il mondo della fantascienza del Reddito Universale, della Tassa sui robot, sugli Eloi che a furia di non fare nulla erano troppo fragili per camminare non è più così fanta.

Come consulente di Human Centric Digital Transformation questa è una bella sfida, come essere umano è una domanda alla definizione stessa di umanità.

So che voi che leggete coprite un bello spettro politico.. Che propste hai da fare a riguardo?

Fonti:



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Hai un bug mentale


I gangli basali sono la struttura cerebrale che trasforma ogni comportamento ripetuto in un'abitudine automatica. Scopri come funziona il circuito segnale-routine-ricompensa e cosa dice la scienza per riscrivere le tue abitudini.

Hai mai fatto qualcosa di automatico — prendere il telefono, aprire un'app, accendere la TV — senza aver deciso coscientemente di farlo?

Non è debolezza.
Non è mancanza di volontà.
È un programma che gira in background nel tuo cervello da anni.

E si chiama gangli basali.

Il computer più antico che possiedi


I gangli basali sono un insieme di strutture subcorticali situate in profondità nel cervello. Evolutivamente, sono tra le strutture più antiche del sistema nervoso — presenti anche nei rettili, molto prima che la corteccia prefrontale (la parte del cervello che ti permette di ragionare, pianificare e prendere decisioni consapevoli) si sviluppasse.

Il loro compito principale non è farti pensare.
È farti smettere di pensare.

Ogni volta che ripeti un comportamento in modo costante, i gangli basali lo registrano come un "chunk" — un blocco di azioni che può essere eseguito automaticamente senza consumare energia cognitiva. È la stessa ragione per cui riesci a guidare e ascoltare musica contemporaneamente dopo anni di pratica, mentre il primo giorno richiedeva tutta la tua attenzione cosciente.

La neuroscientista Ann Graybiel del MIT ha dedicato decenni a studiare esattamente questo meccanismo. Nella sua ricerca fondamentale — "Habits, Rituals, and the Evaluative Brain", pubblicata sull'Annual Review of Neuroscience — ha dimostrato qualcosa di straordinario: quando un'abitudine si consolida, l'attività cerebrale si sposta dalla corteccia prefrontale ai gangli basali, dove il comportamento diventa automatico e praticamente invisibile alla coscienza.

Il tuo cervello, in pratica, comprime ogni abitudine in un file eseguibile che si lancia da solo.

Il problema è che non distingue tra file utili e file dannosi.

Il loop che non smette mai


Nel 1990, il team di Graybiel condusse un esperimento diventato un punto di riferimento nella letteratura neuroscientifica: insegnarono a dei ratti a percorrere un labirinto per raggiungere del cioccolato. All'inizio, i sensori nel cervello dei ratti registravano un'intensa attività neurale — ogni decisione, ogni svolta, richiedeva sforzo cognitivo attivo.

Dopo settimane di ripetizione, qualcosa di straordinario accadde: l'attività cerebrale crollò. I ratti non stavano più "pensando" al percorso. Lo eseguivano.

Ma c'era un dettaglio ancora più rivelatorio: l'attività nei gangli basali non spariva. Si concentrava in due momenti precisi — all'inizio del percorso (quando ricevevano il segnale acustico di partenza) e alla fine (quando arrivavano al cioccolato). Tutto il resto era diventato automatico, un'esecuzione silenziosa senza costi cognitivi.

Questo è il loop delle abitudini nella sua forma più pura:

Segnale → Routine → Ricompensa

Charles Duhigg lo ha reso celebre ne "Il Potere delle Abitudini", basandosi proprio sulla ricerca del MIT. Ma c'è una parte di questo meccanismo che quasi nessuno spiega bene — e che cambia tutto.

Una volta che il loop è installato, il segnale da solo è sufficiente per attivare la routine, anche se la ricompensa non arriva più.

Se hai mai continuato a fare qualcosa di cui non ti importava più, ora sai il perché.

La dopamina che non sai di avere


Andrew Huberman, neuroscientista a Stanford, ha chiarito qualcosa di fondamentale sul ruolo della dopamina nella formazione delle abitudini che ribalta l'idea comune.

La dopamina non è il neurotrasmettitore del piacere.
È il neurotrasmettitore dell'anticipazione.

Ogni volta che esegui un'abitudine che ha generato una ricompensa in passato, i neuroni dopaminergici si attivano già al momento del segnale — non della ricompensa. Il tuo cervello non aspetta di sentirsi bene. Anticipa il benessere e ti spinge verso il comportamento che lo ha prodotto in precedenza.

Questo spiega perché le cattive abitudini sono così resistenti: non hai nemmeno bisogno di ricevere la ricompensa. Basta percepire il segnale.

Il telefono che vibra sul tavolo.
Il profumo del caffè al mattino.
La notifica che lampeggia sullo schermo.

Ogni segnale attiva una cascata neurochemica prima ancora che tu abbia deciso consapevolmente qualcosa. Il tuo comportamento è già in moto.

Il contributo che aggiunge un tassello fondamentale


La ricerca italiana nel campo delle neuroscienze comportamentali ha aggiunto una dimensione che spesso viene trascurata nel dibattito sulle abitudini.

Giacomo Rizzolatti e il suo team dell'Università di Parma — gli scopritori dei neuroni specchio, una delle scoperte più celebrate della neurobiologia del XX secolo — hanno dimostrato che il cervello non apprende nuovi comportamenti solo attraverso la pratica diretta. Li acquisisce anche attraverso l'osservazione.

I neuroni specchio si attivano sia quando eseguiamo un'azione, sia quando la vediamo eseguire da altri, con la stessa intensità. Questo significa che le abitudini non si formano solo attraverso la ripetizione personale, ma anche attraverso l'ambiente sociale e culturale in cui siamo immersi.

Chi ti circonda abitualmente — i comportamenti che osservi ogni giorno, le persone con cui passi il tempo — influenza i tuoi gangli basali molto più di quanto tu possa immaginare. Le abitudini sono contagiose a livello neurologico, non solo culturale.

Identità prima di tutto


James Clear, in Atomic Habits — il libro sulle abitudini più letto degli ultimi dieci anni, con oltre 15 milioni di copie vendute nel mondo — ha sintetizzato tutto questo in una frase che merita di essere letta più di una volta:

"Ogni azione che esegui è un voto per il tipo di persona che vuoi diventare."

La chiave non è partire dalla tecnica — cosa fare, quando farlo, quante volte farlo. La chiave è partire dall'identità.

Non "voglio leggere di più".
Ma "sono una persona che legge ogni giorno".

Non "voglio fare esercizio".
Ma "sono una persona che si allena".

Quando l'identità si allinea con il comportamento, i gangli basali iniziano a lavorare per te, non contro di te. Perché stai semplicemente confermando — neurone per neurone, giorno per giorno — chi sei.

L'abitudine smette di essere uno sforzo. Diventa un'espressione di identità.

Il mio esperimento con lo schermo


Per anni ho avuto una pessima abitudine: quasi cinque ore al giorno sul telefono. Lavoro incluso, certo — le chiamate sono inevitabili. Ma c'erano anche X, Instagram che si prendevano tutto il resto. Ogni volta che sbloccavo il telefono per rispondere a un messaggio di lavoro, finivo invariabilmente su qualche app che non avevo nessuna intenzione di aprire.

Il segnale era il telefono in mano.
La routine era aprire i social.
La ricompensa era la stimolazione dopaminergica dello scroll infinito.

Il loop era installato alla perfezione.

Ho disinstallato X, Instagram e TikTok. In due minuti, un martedì pomeriggio qualunque.

Non c'era più il segnale — il loop non poteva attivarsi — la routine è svanita quasi da sola. Sono passato da quasi cinque ore a meno di due al giorno. E una volta al mese faccio un weekend senza telefono: lo lascio a casa, spento, mentre esco.

Non perché sia diventato un monaco della produttività.
Ma perché senza il segnale, il cervello smette di cercare la routine.

Questa è la differenza tra combattere un'abitudine e capire davvero come funziona.

Cosa fare con tutto questo


Le tue abitudini non sono difetti del carattere. Sono programmi scritti da anni di ripetizione, segnali ambientali e ricompense neurochimiche.

Non puoi cancellarli. Ma puoi riscriverli — se sai dove mettere le mani.

Il modo più efficace che conosco per farlo è quello che esploriamo questa settimana in Cambia+. Ho preparato la mappa completa dei circuiti cerebrali coinvolti nella formazione delle abitudini — non teoria astratta, ma ogni concetto tradotto in un'azione concreta. E la sfida di questa settimana — installare il tuo primo if-then plan per una micro-abitudine mattutina — è il punto di partenza più potente che ti possa dare.

Se non sei ancora in Cambia+, entra adesso:

Scopri Cambia+ →


Buona Vita,
Dome

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La forza di volontà dura 43 minuti: smettila di farci affidamento


Roy Baumeister lo ha dimostrato nel 1998: la forza di volontà è una risorsa finita. Ogni decisione la consuma un po'. Ecco perché i piani più ambiziosi crollano — e cosa costruire al loro posto.

Sintesi: La Strategia dell'Autocontrollo


Il Problema: La forza di volontà è una risorsa finita (Ego Depletion, Baumeister) e basare i piani su di essa porta al fallimento a causa della Fallacia della Pianificazione.

Le Soluzioni Strategiche:


  • Implementation Intentions: Automatizza le azioni con lo schema "Se capita X, allora faccio Y" (+91% di successo).
  • Environment Design: Modifica l'ambiente fisico per eliminare le tentazioni a monte.


💡 Conclusione: L'efficienza non nasce dallo sforzo, ma dal design intelligente del contesto.
Era un lunedì mattina. Ero in aereo, camicia nuova, riunione importante all'atterraggio.

A metà volo, un bottone che vola via.

Non perché fossi fuori forma — ma avevo preso +5 kg rispetto al mio peso, e quella camicia non aveva intenzione di fingere il contrario. Quella mattina ho deciso: basta. Nutrizionista, piano alimentare, disciplina totale.

Per tre mesi sono stato impeccabile. Pesavo tutto. Zero aperitivi, zero dolci. A 75 kg esatti mi sono guardato allo specchio e ho pensato: "Ce l'ho fatta."

Due mesi dopo ero esattamente dove avevo iniziato.

Quello che mi ha colpito non era essere ricaduto. Era capire perché. Non avevo perso la voglia. Non ero diventato pigro. Avevo esaurito qualcosa che non sapevo fosse esauribile.

Non importa quanta forza di volontà tu abbia. Se il sistema non c'è, prima o poi la batteria si scarica — e torni al punto di partenza. Ecco cosa dice la scienza, e cosa fare invece.

L'esperimento che ha cambiato tutto


Nel 1998, Roy Baumeister e i suoi colleghi alla Case Western Reserve University condussero un esperimento rimasto un classico della psicologia sociale.

I partecipanti venivano divisi in due gruppi. Di fronte a entrambi: un piatto con biscotti freschi appena sfornati e un piatto di ravanelli. Al primo gruppo era permesso mangiare i biscotti. Al secondo — solo i ravanelli. Nessun biscotto.

Qualche minuto dopo, entrambi i gruppi venivano messi di fronte a un puzzle geometrico impossibile da risolvere. Il tempo che ci mettevano a rinunciare era la misura.

I risultati erano netti: chi aveva dovuto resistere ai biscotti abbandonava il puzzle molto prima. Non perché fosse meno intelligente. Non perché fosse meno motivato. Ma perché aveva già speso una parte delle sue risorse cognitive nel semplice atto di non mangiare quello che aveva di fronte.

Baumeister chiamò questo fenomeno ego depletion: la forza di volontà funziona come un muscolo. Si affatica. E quando è affaticato, le sue prestazioni calano — in qualsiasi ambito.

Questa scoperta ha cambiato il modo in cui la psicologia studia il comportamento umano. Non siamo macchine razionali con accesso illimitato all'autocontrollo. Siamo organismi biologici con riserve finite, che si esauriscono attraverso l'uso.

Perché la forza di volontà è sopravvalutata come strategia


La ricerca di Baumeister ha aperto un campo enorme. Studi successivi hanno mostrato che la forza di volontà viene consumata non solo da resistenze fisiche, ma da:

  • Decisioni ripetute — ogni scelta, anche piccola, erode le riserve (il fenomeno del decision fatigue)
  • Soppressione emotiva — cercare di non mostrare quello che senti richiede autocontrollo
  • Attenzione sostenuta — concentrarsi a lungo depleta le stesse risorse del self-control
  • Gestione del conflitto — contenere la frustrazione in una riunione difficile costa quanto resistere ai biscotti

Il giudice israeliano Shai Danziger ha documentato questo fenomeno nel mondo reale: analizzando oltre 1.000 udienze di libertà condizionale, ha trovato che i detenuti che comparivano davanti alla commissione al mattino presto ricevevano libertà condizionale nel 65% dei casi. Quelli che comparivano a fine sessione quasi 0%. Stessi criteri, stessi reati — riserve cognitive completamente diverse.

La forza di volontà non è un difetto di carattere. È una risorsa biologica che si depleta con l'uso.

Il problema non è quanta ne hai. Il problema è che la stai usando come se fosse infinita.

La fallacia della pianificazione: perché i tuoi piani continuano a fallire


C'è un secondo meccanismo che si sovrappone all'ego depletion — e lo rende ancora più pericoloso.

Daniel Kahneman, premio Nobel per l'economia e autore di Thinking, Fast and Slow, lo chiama fallacia della pianificazione: quando pianifichiamo il futuro, tendiamo sistematicamente a sopravvalutare le nostre risorse disponibili e a sottovalutare gli ostacoli che incontreremo.

In pratica: costruisci i tuoi piani con la versione migliore di te in mente. Quella riposata, motivata, senza distrazioni. E poi affidi l'esecuzione alla versione reale — quella stanca, sovraccarica, che ha già preso cinquanta decisioni prima che tu arrivi al momento critico.

Questo è esattamente quello che mi è successo con il nutrizionista.

Per tre mesi ho funzionato perfettamente. Avevo un obiettivo chiaro (75 kg), una pressione esterna (il professionista che mi monitorava), e un ricordo vivido della camicia. Quella struttura temporanea faceva il lavoro al posto della forza di volontà.

Quando quella struttura è sparita — obiettivo raggiunto, pressione allentata, memoria sbiadita — non restava nulla. Solo la mia forza di volontà esaurita a reggere un comportamento che non aveva altre fondamenta.

Il piano funzionava. Il sistema non esisteva.

La differenza tra un piano e un sistema


Un piano dice: voglio fare X.
Un sistema dice: quando succede Y, faccio automaticamente X.

Questa distinzione — apparentemente sottile — è la differenza tra chi mantiene le abitudini nel lungo periodo e chi ricomincia da zero ogni tre mesi.

Peter Gollwitzer, professore di psicologia alla New York University, ha dedicato trent'anni a studiare esattamente questa differenza. La sua ricerca sulle implementation intentions — letteralmente, "intenzioni di implementazione" — ha mostrato qualcosa di notevole.

Partecipanti a cui veniva chiesto di formulare l'obiettivo come "mi allenerò di più" avevano tassi di successo paragonabili al gruppo di controllo. Partecipanti a cui veniva chiesto di specificare quando, dove e come"se è martedì mattina e mi sveglio, allora metto le scarpe da ginnastica prima ancora di toccare il telefono" — avevano tassi di successo medi del 91% più alti.

Stessa motivazione. Stesso obiettivo. Risultato completamente diverso.

Perché? Perché l'implementation intention automatizza la decisione. Il cervello non deve attingere alle sue riserve di autocontrollo per decidere se fare o non fare. Ha già deciso. In un momento in cui l'energia cognitiva era alta. La risposta comportamentale diventa quasi riflessiva.

Come spiegano le ricerche di Ann Graybiel al MIT sui gangli basali — che abbiamo esplorato la settimana scorsa nel dettaglio del meccanismo cerebrale delle abitudini — il cervello è progettato per automatizzare i comportamenti ripetuti. Il compito non è aumentare la forza di volontà. È creare le condizioni perché l'automatismo si installi.

Environment design: cambia il campo da gioco


Il secondo strumento — complementare alle implementation intentions — è l'environment design.

Il principio è semplice: il comportamento che conta non è quello che scegli consapevolmente. È quello che fai di default quando sei stanco, distratto, o semplicemente non stai pensando.

James Clear, in Atomic Habits, chiama questo "rendere visibile il comportamento desiderato e invisibile quello indesiderato." L'idea: invece di aumentare la forza di volontà, abbassa l'attrito per il comportamento che vuoi e alzalo per quello che non vuoi.

Esempi concreti:

  • Vuoi allenarti la mattina? Metti le scarpe da ginnastica davanti alla porta la sera prima. Non accanto all'armadio — davanti alla porta.
  • Vuoi leggere invece di scrollare? Lascia il libro sul cuscino. Carica il telefono in un'altra stanza.
  • Vuoi mangiare meno dolci? Non comprarli. Non è forza di volontà: è rimuovere la decisione dall'equazione.

La ricerca è chiara: l'ambiente fisico predice il comportamento in misura molto maggiore di quanto riconosciamo. Non perché siamo deboli. Ma perché il cervello prende continuamente scorciatoie cognitive — e l'ambiente decide quale scorciatoia prendere.

Modificare l'ambiente è la strategia più efficiente disponibile, perché funziona anche quando la batteria è scarica.

Il protocollo in 3 passi


Ecco la sequenza operativa.

Passo 1 — Mappa i tuoi momenti ad alta depletion
Identifica le 3 finestre della giornata in cui la tua forza di volontà è storicamente al minimo. Per la maggior parte delle persone: dopo le riunioni di metà mattina, il rientro a casa nel pomeriggio, e la sera dopo cena. Quelli non sono i momenti per installare nuove abitudini difficili. Sono i momenti per sistemi automatici.

Passo 2 — Costruisci un if-then per ogni comportamento target
Per ogni abitudine che vuoi costruire, formula: "Se [contesto specifico], allora [azione specifica]." Ancora meglio: usa l'habit stacking — aggancia l'abitudine nuova a una che hai già. "Dopo il caffè del mattino, faccio 5 minuti di lettura." Nessuna decisione richiesta.

Passo 3 — Riprogetta un solo elemento dell'ambiente questa settimana
Non la dieta. Non la routine completa. Un elemento. Quello che triggera il comportamento che vuoi eliminare o installare. Cambia la sua visibilità, la sua posizione fisica, la sua accessibilità. Un cambiamento solo, misurato nei risultati.

Questa è la sfida della settimana — per i membri Cambia+ c'è il protocollo completo con mappa interattiva dei trigger e checklist per l'environment redesign. Puoi accedervi qui.

Cosa ci dice la neurobiologia


Quando smettiamo di usare la forza di volontà come strategia principale e iniziamo a costruire sistemi, stiamo lavorando con il cervello invece che contro di esso.

La corteccia prefrontale — la parte del cervello deputata al controllo cosciente, alla pianificazione e all'autocontrollo — è anche la più energeticamente costosa. È l'ultima a svilupparsi evolutivamente, la prima a cedere sotto stress o fatica.

I gangli basali, al contrario, gestiscono i comportamenti automatizzati con un consumo energetico minimo. Non hanno bisogno di motivazione. Non si affaticano. Una volta che una routine è installata a questo livello, si esegue praticamente da sola.

L'obiettivo non è usare di più la corteccia prefrontale. È trasferire gradualmente i comportamenti importanti ai circuiti automatici — attraverso ripetizione in contesti stabili, implementation intentions, e design dell'ambiente.

Questo è ciò che Ann Graybiel al MIT ha documentato in decenni di ricerca sui topi e successivamente confermato negli esseri umani: le abitudini consolidate liberano la corteccia prefrontale per i problemi che richiedono davvero pensiero cosciente.

La trappola dell'obiettivo raggiunto


C'è un ultimo punto che vale la pena esplicitare — perché è quello che mi ha fatto ricadere, e che probabilmente hai vissuto anche tu.

Quando raggiungiamo un obiettivo, il cervello riduce la pressione motivazionale. Il desiderio che ci ha spinto si allenta. Questa è la sua funzione normale: il sistema di ricompensa si regola.

Il problema è costruire un sistema che dipende dall'obiettivo non ancora raggiunto come fonte di energia. Quando l'obiettivo scompare — perché lo hai raggiunto, o perché hai smesso di crederci — il sistema crolla.

I sistemi duraturi non dipendono dall'obiettivo. Dipendono dal processo — da abitudini ancorate a contesti stabili che continuano a funzionare indipendentemente da come ti senti quel giorno.

Come emerge anche da chi ha analizzato il lato oscuro del miglioramento personale: la differenza tra chi esegue e chi rimanda non è il livello di motivazione. È la presenza o assenza di un sistema che funziona anche quando la motivazione non c'è.


FAQ


La forza di volontà davvero si esaurisce, o è solo una teoria controversa?
L'ego depletion di Baumeister ha attraversato un momento di critica scientifica intorno al 2016, quando alcuni meta-analisi ne hanno messo in discussione la dimensione dell'effetto. Tuttavia, il consenso attuale è che l'effetto esiste — è forse meno drammatico di quanto i primi studi suggerissero, ma reale. La conclusione pratica rimane: affidarsi esclusivamente alla forza di volontà è una strategia fragile, indipendentemente dalla dimensione esatta dell'effetto.

Quanto tempo ci vuole per costruire un'abitudine senza forza di volontà?
Lo studio più rigoroso su questo tema — pubblicato da Phillippa Lally dell'University College London — ha monitorato 96 persone per 12 settimane e trovato che il tempo mediano per automatizzare un'abitudine era 66 giorni, con una variazione da 18 a 254 giorni. Il mito dei 21 giorni è falso. Ma la variabilità enorme suggerisce qualcosa di importante: non è una questione di tempo, è una questione di contesto stabile e ripetizione. Un approfondimento completo si trova qui.

Cosa fare nei momenti in cui la forza di volontà è davvero azzerata?
Proprio per questo esistono i sistemi. L'obiettivo dell'environment design e delle implementation intentions è rendere il comportamento desiderato quello di default — il comportamento pigro, quello che non richiede decisione. Nei momenti di depletion totale, l'unica strategia che funziona è quella che non richiede energia cognitiva.

Posso aumentare la mia forza di volontà con la pratica?
Ricerche di Muraven e Baumeister suggeriscono che — analogamente a un muscolo — la forza di volontà può migliorare con esercizio progressivo. Ma questo non cambia la conclusione strategica: costruire sistemi è più affidabile che puntare sulla forza bruta, esattamente come costruire un'auto è più efficiente che correre più forte.

L'environment design funziona per tutti i tipi di abitudine?
Sì, ma con sfumature. Per abitudini con un forte componente fisica (alimentazione, esercizio, sonno), l'ambiente fisico è determinante. Per abitudini cognitive o emotive (concentrazione, gestione dello stress, meditazione), sono più rilevanti le implementation intentions e i rituali di contesto. La guida Cambia+ di questa settimana distingue i due casi con un protocollo specifico.


Hai un bug mentale


Hai mai fatto qualcosa di automatico — prendere il telefono, aprire un'app, accendere la TV — senza aver deciso coscientemente di farlo?

Non è debolezza.
Non è mancanza di volontà.
È un programma che gira in background nel tuo cervello da anni.

E si chiama gangli basali.

Il computer più antico che possiedi


I gangli basali sono un insieme di strutture subcorticali situate in profondità nel cervello. Evolutivamente, sono tra le strutture più antiche del sistema nervoso — presenti anche nei rettili, molto prima che la corteccia prefrontale (la parte del cervello che ti permette di ragionare, pianificare e prendere decisioni consapevoli) si sviluppasse.

Il loro compito principale non è farti pensare.
È farti smettere di pensare.

Ogni volta che ripeti un comportamento in modo costante, i gangli basali lo registrano come un "chunk" — un blocco di azioni che può essere eseguito automaticamente senza consumare energia cognitiva. È la stessa ragione per cui riesci a guidare e ascoltare musica contemporaneamente dopo anni di pratica, mentre il primo giorno richiedeva tutta la tua attenzione cosciente.

La neuroscientista Ann Graybiel del MIT ha dedicato decenni a studiare esattamente questo meccanismo. Nella sua ricerca fondamentale — "Habits, Rituals, and the Evaluative Brain", pubblicata sull'Annual Review of Neuroscience — ha dimostrato qualcosa di straordinario: quando un'abitudine si consolida, l'attività cerebrale si sposta dalla corteccia prefrontale ai gangli basali, dove il comportamento diventa automatico e praticamente invisibile alla coscienza.

Il tuo cervello, in pratica, comprime ogni abitudine in un file eseguibile che si lancia da solo.

Il problema è che non distingue tra file utili e file dannosi.

Il loop che non smette mai


Nel 1990, il team di Graybiel condusse un esperimento diventato un punto di riferimento nella letteratura neuroscientifica: insegnarono a dei ratti a percorrere un labirinto per raggiungere del cioccolato. All'inizio, i sensori nel cervello dei ratti registravano un'intensa attività neurale — ogni decisione, ogni svolta, richiedeva sforzo cognitivo attivo.

Dopo settimane di ripetizione, qualcosa di straordinario accadde: l'attività cerebrale crollò. I ratti non stavano più "pensando" al percorso. Lo eseguivano.

Ma c'era un dettaglio ancora più rivelatorio: l'attività nei gangli basali non spariva. Si concentrava in due momenti precisi — all'inizio del percorso (quando ricevevano il segnale acustico di partenza) e alla fine (quando arrivavano al cioccolato). Tutto il resto era diventato automatico, un'esecuzione silenziosa senza costi cognitivi.

Questo è il loop delle abitudini nella sua forma più pura:

Segnale → Routine → Ricompensa

Charles Duhigg lo ha reso celebre ne "Il Potere delle Abitudini", basandosi proprio sulla ricerca del MIT. Ma c'è una parte di questo meccanismo che quasi nessuno spiega bene — e che cambia tutto.

Una volta che il loop è installato, il segnale da solo è sufficiente per attivare la routine, anche se la ricompensa non arriva più.

Se hai mai continuato a fare qualcosa di cui non ti importava più, ora sai il perché.

La dopamina che non sai di avere


Andrew Huberman, neuroscientista a Stanford, ha chiarito qualcosa di fondamentale sul ruolo della dopamina nella formazione delle abitudini che ribalta l'idea comune.

La dopamina non è il neurotrasmettitore del piacere.
È il neurotrasmettitore dell'anticipazione.

Ogni volta che esegui un'abitudine che ha generato una ricompensa in passato, i neuroni dopaminergici si attivano già al momento del segnale — non della ricompensa. Il tuo cervello non aspetta di sentirsi bene. Anticipa il benessere e ti spinge verso il comportamento che lo ha prodotto in precedenza.

Questo spiega perché le cattive abitudini sono così resistenti: non hai nemmeno bisogno di ricevere la ricompensa. Basta percepire il segnale.

Il telefono che vibra sul tavolo.
Il profumo del caffè al mattino.
La notifica che lampeggia sullo schermo.

Ogni segnale attiva una cascata neurochemica prima ancora che tu abbia deciso consapevolmente qualcosa. Il tuo comportamento è già in moto.

Il contributo che aggiunge un tassello fondamentale


La ricerca italiana nel campo delle neuroscienze comportamentali ha aggiunto una dimensione che spesso viene trascurata nel dibattito sulle abitudini.

Giacomo Rizzolatti e il suo team dell'Università di Parma — gli scopritori dei neuroni specchio, una delle scoperte più celebrate della neurobiologia del XX secolo — hanno dimostrato che il cervello non apprende nuovi comportamenti solo attraverso la pratica diretta. Li acquisisce anche attraverso l'osservazione.

I neuroni specchio si attivano sia quando eseguiamo un'azione, sia quando la vediamo eseguire da altri, con la stessa intensità. Questo significa che le abitudini non si formano solo attraverso la ripetizione personale, ma anche attraverso l'ambiente sociale e culturale in cui siamo immersi.

Chi ti circonda abitualmente — i comportamenti che osservi ogni giorno, le persone con cui passi il tempo — influenza i tuoi gangli basali molto più di quanto tu possa immaginare. Le abitudini sono contagiose a livello neurologico, non solo culturale.

Identità prima di tutto


James Clear, in Atomic Habits — il libro sulle abitudini più letto degli ultimi dieci anni, con oltre 15 milioni di copie vendute nel mondo — ha sintetizzato tutto questo in una frase che merita di essere letta più di una volta:

"Ogni azione che esegui è un voto per il tipo di persona che vuoi diventare."

La chiave non è partire dalla tecnica — cosa fare, quando farlo, quante volte farlo. La chiave è partire dall'identità.

Non "voglio leggere di più".
Ma "sono una persona che legge ogni giorno".

Non "voglio fare esercizio".
Ma "sono una persona che si allena".

Quando l'identità si allinea con il comportamento, i gangli basali iniziano a lavorare per te, non contro di te. Perché stai semplicemente confermando — neurone per neurone, giorno per giorno — chi sei.

L'abitudine smette di essere uno sforzo. Diventa un'espressione di identità.

Il mio esperimento con lo schermo


Per anni ho avuto una pessima abitudine: quasi cinque ore al giorno sul telefono. Lavoro incluso, certo — le chiamate sono inevitabili. Ma c'erano anche X, Instagram che si prendevano tutto il resto. Ogni volta che sbloccavo il telefono per rispondere a un messaggio di lavoro, finivo invariabilmente su qualche app che non avevo nessuna intenzione di aprire.

Il segnale era il telefono in mano.
La routine era aprire i social.
La ricompensa era la stimolazione dopaminergica dello scroll infinito.

Il loop era installato alla perfezione.

Ho disinstallato X, Instagram e TikTok. In due minuti, un martedì pomeriggio qualunque.

Non c'era più il segnale — il loop non poteva attivarsi — la routine è svanita quasi da sola. Sono passato da quasi cinque ore a meno di due al giorno. E una volta al mese faccio un weekend senza telefono: lo lascio a casa, spento, mentre esco.

Non perché sia diventato un monaco della produttività.
Ma perché senza il segnale, il cervello smette di cercare la routine.

Questa è la differenza tra combattere un'abitudine e capire davvero come funziona.

Cosa fare con tutto questo


Le tue abitudini non sono difetti del carattere. Sono programmi scritti da anni di ripetizione, segnali ambientali e ricompense neurochimiche.

Non puoi cancellarli. Ma puoi riscriverli — se sai dove mettere le mani.

Il modo più efficace che conosco per farlo è quello che esploriamo questa settimana in Cambia+. Ho preparato la mappa completa dei circuiti cerebrali coinvolti nella formazione delle abitudini — non teoria astratta, ma ogni concetto tradotto in un'azione concreta. E la sfida di questa settimana — installare il tuo primo if-then plan per una micro-abitudine mattutina — è il punto di partenza più potente che ti possa dare.

Se non sei ancora in Cambia+, entra adesso:

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Buona Vita,
Dome


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C'è stata una sparatoria a un evento dove c'era Trump


Un uomo armato ha aperto il fuoco sabato sera al Washington Hilton dove si svolgeva l'annuale dinner. Un agente del Secret Service è stato salvato dal giubbotto antiproiettile. In custodia un 31enne californiano.
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Il presidente Donald Trump è stato fatto uscire di corsa dal palco della cena annuale della White House Correspondents' Association sabato sera, dopo che un uomo armato ha forzato un checkpoint di sicurezza al Washington Hilton e ha aperto il fuoco. Un agente del Secret Service è stato colpito ma è stato salvato dal giubbotto antiproiettile, secondo quanto riferito dallo stesso presidente in una conferenza stampa alla Casa Bianca poche ore dopo l'accaduto. Il sospettato è stato fermato prima di raggiungere la sala da ballo dove si trovavano Trump, il vicepresidente JD Vance, la first lady Melania Trump e centinaia di giornalisti e funzionari.

Due fonti delle forze dell'ordine, citate dal New York Times in forma anonima perché non autorizzate a parlare pubblicamente, hanno identificato l'uomo in custodia come Cole Tomas Allen, 31 anni, di Torrance, in California. Trump ha pubblicato su Truth Social due immagini di un uomo a terra che ha indicato come l'aggressore, oltre a un breve video di sorveglianza che mostra una persona correre oltre il checkpoint di sicurezza mentre gli agenti estraggono le armi e iniziano a sparare. Il presidente ha riferito ai giornalisti che gli investigatori si stavano dirigendo verso l'appartamento del sospettato in California.
L'immagine pubblicata da Donald Trump
L'aggressore era armato di un fucile a pompa, una pistola e diversi coltelli, e secondo le autorità alloggiava come ospite all'hotel. Lo ha confermato Jeffery W. Carroll, capo ad interim della polizia di Washington, in una conferenza stampa: gli investigatori ritengono che l'uomo abbia sparato almeno un colpo prima di essere placcato a terra dagli agenti del Secret Service. Il sospettato non è stato colpito da proiettili ma è stato trasportato in ospedale per accertamenti. L'agente del Secret Service ferito è stato anch'esso ricoverato e, stando al direttore dell'agenzia Sean Curran, è in buone condizioni. Trump lo ha contattato telefonicamente.

Jeanine Pirro, procuratrice federale per il Distretto di Columbia, ha annunciato due capi d'accusa contro il sospettato: uso di un'arma da fuoco durante un crimine violento e aggressione a un agente federale con arma. L'imputato dovrà comparire lunedì davanti alla Corte federale e ulteriori capi d'accusa sono attesi. Le autorità ritengono che si sia trattato di un'azione individuale, anche se il movente non è ancora stato chiarito. Trump ha definito l'uomo un lone wolf e una persona "molto malata".

Una portavoce del California Institute of Technology ha confermato al New York Times che una persona di nome Cole Allen ha conseguito una laurea triennale nell'istituto nel 2017, senza fornire altri dettagli. La California State University, Dominguez Hills, in un comunicato ha riferito che uno studente con lo stesso nome ha ottenuto un master nel 2025, pur senza poter confermare l'identità del sospettato. Su account Facebook e LinkedIn riconducibili a lui, Allen si descriveva come sviluppatore indipendente di videogiochi e nel 2018 aveva pubblicato un titolo chiamato Bohrdom, definito un gioco di combattimento asimmetrico non violento basato su un modello chimico. Il prodotto risultava avere quasi nessuna recensione e pochissimi follower sui canali social collegati prima di sabato.

L'episodio è stato il terzo in tre anni in cui Trump si è trovato sotto la minaccia di un'arma da fuoco. Il 13 luglio 2024 un proiettile lo aveva sfiorato all'orecchio durante un comizio a Butler, in Pennsylvania. Pochi mesi dopo, il 15 settembre dello stesso anno, un uomo armato di fucile, Ryan Routh, era stato individuato tra i cespugli del Trump International Golf Club di West Palm Beach, in Florida. Routh è stato successivamente condannato all'ergastolo per tentato assassinio. Procuratori federali hanno inoltre dichiarato in passato che agenti iraniani avrebbero pianificato di uccidere Trump come ritorsione per l'eliminazione del generale Qassim Suleimani durante il primo mandato presidenziale.

President Donald J. Trump delivers a statement following a shooter near the White House Correspondents’ Dinner. pic.twitter.com/wOr1SjdfvP
— The White House (@WhiteHouse) April 26, 2026


In conferenza stampa il presidente ha detto di aver inizialmente pensato che il rumore fosse quello di un vassoio caduto a terra e di non essersi gettato subito al riparo. Ha lodato la risposta del Secret Service, sostenendo che a Washington gli agenti hanno fatto un lavoro migliore rispetto a quello svolto a Butler. Trump ha anche colto l'occasione per criticare la sicurezza del Washington Hilton e rilanciare il progetto da 400 milioni di dollari per la costruzione di una nuova sala da ballo nei terreni della Casa Bianca, attualmente al centro di un contenzioso legale. "Non è un edificio particolarmente sicuro", ha detto del Hilton ai giornalisti.

Il Washington Hilton è lo stesso hotel davanti al quale, nel 1981, John Hinckley Jr. tentò di assassinare il presidente Ronald Reagan, ferendolo gravemente insieme ad altre tre persone. Una targa ricorda ancora oggi il punto esatto dell'attentato sul lato dell'edificio.

All'evento erano presenti numerosi membri dell'amministrazione, tra cui il segretario al Tesoro Scott Bessent, la direttrice dell'intelligence nazionale Tulsi Gabbard, il segretario ai Trasporti Sean Duffy, il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., la portavoce Karoline Leavitt, il direttore delle comunicazioni Steven Cheung e il direttore dell'FBI Kash Patel. Tutti, secondo un messaggio pubblicato dal presidente sui social, sono in perfette condizioni. Anche lo speaker della Camera Mike Johnson era presente con la moglie.

Todd Blanche, procuratore generale ad interim, ha dichiarato che la serata ha mostrato "il peggio e il meglio" del paese, riferendosi rispettivamente all'azione del sospettato e alla risposta delle forze dell'ordine. Trump ha annunciato che la cena sarà riprogrammata entro 30 giorni e ha invitato gli americani a impegnarsi a risolvere pacificamente le divergenze. Interrogato dai giornalisti sui rischi del suo ruolo, ha definito quella del leader politico una professione pericolosa, paragonandola a quella di un pilota di auto da corsa.

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La rassegna stampa di domenica 26 aprile 2026


Trump evacuato dalla cena dei corrispondenti della Casa Bianca dopo una sparatoria. L'Amministrazione cancella i negoziati di pace con l'Iran

Questa è la rassegna stampa di domenica 26 aprile 2026

Trump evacuato dalla cena dei corrispondenti dopo una sparatoria


Il presidente Trump e la first lady Melania sono stati evacuati dalla cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca dopo che un uomo armato di fucile, pistola e coltelli ha aperto il fuoco al checkpoint del Washington Hilton. Un agente federale è rimasto ferito ma le sue condizioni non destano preoccupazioni grazie al giubbotto antiproiettile. Il sospettato, identificato come Cole Allen della California, è stato arrestato e accusato di reati federali per armi da fuoco e aggressione.

Fonti: The Guardian, New York Times, Wall Street Journal

L'Amministrazione Trump cancella i negoziati di pace con l'Iran


Il presidente Trump ha cancellato il viaggio degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per il secondo round di colloqui di pace con l'Iran. Trump ha dichiarato di aver ricevuto una nuova proposta dall'Iran entro dieci minuti dalla cancellazione del viaggio, definendola migliore della precedente ma ancora inadeguata. La decisione aumenta l'incertezza sui futuri negoziati per porre fine al conflitto.

Fonti: The Hill, BBC News, Financial Times

La guerra in Iran compromette le forniture globali di fluoro


Il conflitto in Iran sta causando gravi interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali del fluoro, costringendo alcuni sistemi idrici statunitensi a ridurre temporaneamente l'uso dell'agente anti-carie. Due importanti sistemi di approvvigionamento idrico del Maryland, che servono l'area di Baltimora e i sobborghi di Washington DC, hanno annunciato la sospensione temporanea dell'aggiunta di fluoro all'acqua potabile.

Fonti: The Hill

Trump cerca di eliminare l'arsenale nucleare iraniano


L'Amministrazione Trump sta lavorando per smantellare le scorte nucleari dell'Iran, un problema che lo stesso Trump contribuì a creare nel 2018 quando si ritirò dall'accordo nucleare dell'era Obama. L'Iran rispose con un'accelerazione dell'arricchimento dell'uranio che continua a complicare i negoziati attuali. Il presidente aveva definito l'accordo di Obama "il peggiore accordo mai fatto".

Fonti: New York Times

L'Amministrazione licenzia membri del consiglio scientifico nazionale


L'Amministrazione Trump ha comunicato venerdì a diversi scienziati del National Science Board della National Science Foundation che i loro incarichi erano stati terminati. L'Ufficio del Personale Presidenziale della Casa Bianca ha inviato messaggi ai membri del consiglio ringraziandoli per il loro servizio, secondo screenshot condivisi con il Washington Post. La mossa fa parte di un più ampio rimpasto delle agenzie federali.

Fonti: The Hill

Due agenti CIA morti in Messico mancavano di autorizzazione


I due funzionari della CIA americani uccisi domenica in un incidente stradale in Messico non avevano la corretta autorizzazione per partecipare all'operazione antidroga. Gli agenti sono morti quando il loro veicolo si è schiantato mentre rientravano da un'operazione guidata dalle forze armate messicane nello stato di Chihuahua. L'incidente solleva questioni sulla coordinazione tra le agenzie di intelligence statunitensi e messicane.

Fonti: New York Times

La California approva un'iniziativa repubblicana sull'identificazione degli elettori


Un'iniziativa sostenuta dai repubblicani che richiede l'identificazione degli elettori ha raggiunto la soglia di firme necessarie per apparire nel ballottaggio di novembre in California. I critici sostengono che la misura potrebbe rendere più difficile il voto per alcune categorie di cittadini. L'iniziativa rappresenta un raro successo repubblicano nel profondamente democratico stato californiano.

Fonti: New York Times

RFK Jr limitato nelle politiche sanitarie dall'Amministrazione Trump


Nonostante Trump avesse promesso che Robert F. Kennedy Jr avrebbe potuto operare "liberamente" con le politiche sanitarie, l'Amministrazione lo ha in realtà limitato su questioni chiave. Alcuni elettori del movimento "Make America Healthy Again" sono frustrati dalle concessioni di Kennedy, soprattutto per il suo allontanamento dalle posizioni più radicali sui vaccini. Kennedy si sta concentrando su temi meno controversi come l'alimentazione e la sicurezza alimentare.

Fonti: BBC News

La Georgia dichiara lo stato di emergenza per gli incendi


Il governatore della Georgia ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che due grandi incendi nel sud-est dello stato hanno distrutto decine di abitazioni. Il Pineland Road Fire e l'Highway 82 Fire hanno bruciato più di 39.500 acri di terreno. Gli incendi rappresentano una delle emergenze naturali più gravi dell'anno per lo stato e stanno richiedendo risorse federali per il contenimento.

Fonti: BBC News

Il memecoin di Trump continua a crollare nonostante il sostegno alle criptovalute


Il token $TRUMP ha perso il 14% sabato, nonostante il presidente abbia riaffermato il suo impegno a sostenere la crescita dell'industria delle criptovalute statunitensi. Il discorso di Trump ad alcuni dei maggiori detentori del token non è riuscito a riaccendere l'interesse per la sua criptovaluta personale. Il calo continua una tendenza negativa che ha caratterizzato il memecoin presidenziale nelle ultime settimane.

Fonti: Bloomberg

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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L'UE approva un prestito da 90 miliardi a Kyiv


Bruxelles sblocca l'equivalente di 105 miliardi di dollari per coprire i bisogni di Kyiv fino al 2027, dopo il via libera dell'Ungheria. Ma i fondi rischiano di non bastare, mentre l'Amministrazione Trump guarda all'Ucraina con sempre meno convinzione, concentrando la sua attenzione altrove.

L’Unione Europea ha approvato questa settimana un prestito da 90 miliardi di euro, pari a circa 105 miliardi di dollari, per finanziare l’Ucraina fino alla fine del prossimo anno. La decisione segna un passaggio politico decisivo: la guerra contro la Russia è ormai diventata, a tutti gli effetti, anche una guerra europea.

Il via libera è arrivato alla vigilia del vertice di giovedì a Cipro, dopo mesi di blocco imposto dal premier ungherese Viktor Orbán, sconfitto nettamente alle ultime elezioni e ormai uscito di scena. Il negoziato si è sbloccato pochi giorni dopo l’annuncio della riparazione del tratto ucraino dell’oleodotto Druzhba, che porta petrolio russo a basso costo in Ungheria e Slovacchia. L’interruzione delle forniture era uno dei nodi politici dietro il veto di Budapest.

Il via libera dopo la sconfitta di Orbán


"Per la prima volta dopo anni non ci sono più russi nella stanza", ha scritto ironicamente sui social il premier polacco Donald Tusk, riferendosi all’assenza di Orbán dal vertice. "E' un enorme sollievo". Per Kyiv, stretta tra l’avanzata russa nell’est del Paese e il disimpegno americano, l’aiuto europeo arriva in un momento critico. L’Amministrazione Trump ha infatti interrotto la fornitura diretta di aiuti militari all’Ucraina e sta cercando con sempre meno interesse di mediare la fine del conflitto, mentre concentra la sua attenzione politica e militare sul Medio Oriente. Il vicepresidente JD Vance, durante un recente comizio, ha definito lo stop ai finanziamenti per Kyiv "una delle cose di cui sono più orgoglioso".

Il nuovo prestito europeo coprirà circa due terzi del fabbisogno di bilancio e di difesa di Kiev per quest’anno e il prossimo. Giappone e altri Paesi occidentali, tra cui il Regno Unito, stanno trattando per coprire i restanti 45 miliardi di euro necessari fino alla fine del 2027, ma nessun accordo è stato ancora raggiunto. Secondo i diplomatici europei, il fabbisogno ucraino per il prossimo anno è già aumentato di 19 miliardi rispetto alle stime iniziali, e Bruxelles potrebbe dover varare un nuovo prestito da decine di miliardi entro 12 mesi.
L'Europa prende in mano la guerra: 90 miliardi per Kiev

Guerra in Ucraina
L'Europa prende in mano la guerra: 90 miliardi per Kyiv
Il prestito UE, il fabbisogno e il disimpegno americano

90mld €
Prestito UE approvato per finanziare l'Ucraina fino a fine 2027

≈ 2/3
Quota del fabbisogno di bilancio e difesa di Kyiv coperta da questo prestito

Fabbisogno Attori Difesa Cronologia

Come si copre il fabbisogno ucraino fino a fine 2027

Fabbisogno totale stimato
≈ 135 mld €(prestito UE + quota partner)

UE 90
Partner 45

90 mld € — Unione Europea. Prestito approvato dopo mesi di blocco da parte ungherese. Copre circa due terzi del fabbisogno ucraino.

45 mld € — partner internazionali. Giappone, Regno Unito e altri Paesi occidentali sono in trattativa. Ma nessun accordo è ancora stato chiuso.

+19 mld € — fabbisogno aggiuntivo. Stima cresciuta rispetto alle proiezioni iniziali per il 2027. Possibile nuovo prestito UE entro 12 mesi.

Numeri chiave

105 mld $
Controvalore in dollari del prestito UE

I 90 miliardi di euro approvati a Bruxelles equivalgono a circa 105 miliardi di dollari. Il prestito è pensato per finanziare Kyiv fino alla fine del prossimo anno.

+19 mld €
Aumento stimato del fabbisogno 2027

Il fabbisogno ucraino per il prossimo anno è già cresciuto di 19 miliardi di euro rispetto alle stime iniziali. Bruxelles potrebbe dover varare un nuovo prestito da decine di miliardi di euro entro 12 mesi.

4 mld $
Forniture militari tedesche aggiuntive

Solo dalla Germania sono arrivati impegni per 4 miliardi di dollari in nuove forniture di armi, concentrati su difesa aerea, droni e produzione congiunta, secondo il Ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov.

2027
Elezioni presidenziali in Francia

I partiti nazionalisti in Francia e Germania chiedono lo stop ai fondi per Kyiv. Il risultato del prossimo voto francese rischia di pesare sulle prossime decisioni di bilancio europee.

«Significa che non siamo stati abbandonati, e siamo forti. Ma durante la guerra abbiamo bisogno di tutto e di tutti. Abbiamo bisogno anche degli Stati Uniti.»
— Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina

Tocca per esplorare la posizione di ogni attore

Unione Europea

Ha approvato 90 miliardi di prestito a Kyiv alla vigilia del vertice di Cipro. Sostegno guidato da Germania, Paesi nordici, Paesi Bassi e Polonia. Restano però i nodi politici aperti per il dopo-2027.

Ucraina

Zelensky accoglie il prestito come segnale di forza che potrebbe spingere Mosca al tavolo negoziale. Ribadisce però che Kyiv non può fare a meno di Washington: solo gli Stati Uniti forniscono intercettori antimissile e intelligence chiave. Respinge l'ipotesi di un'adesione "simbolica" all'UE.

Stati Uniti

L'Amministrazione Trump ha interrotto la fornitura diretta di aiuti militari a Kyiv. Sta cercando, con sempre meno convinzione, di mediare la fine del conflitto, mentre concentra l'attenzione sul Medio Oriente. Vance definisce lo stop ai finanziamenti «una delle cose di cui sono più orgoglioso».

Ungheria

Orbán, sconfitto alle ultime elezioni, esce di scena. Per mesi ha bloccato il prestito a Kyiv. Il negoziato si è sbloccato dopo l'annuncio della riparazione del tratto ucraino dell'oleodotto Druzhba, che porta petrolio russo a basso costo a Budapest e Bratislava.

«Per la prima volta dopo anni non ci sono più russi nella stanza. Enorme sollievo.»
— Donald Tusk, premier polacco, sull'assenza di Orbán al vertice

Come cambia il modello di forniture militari

Era Biden
Stati Uniti → Ucraina
Trasferimento diretto di equipaggiamenti dagli stock americani a Kiev.

Era Trump
Stati Uniti → UE → Ucraina
I Paesi europei comprano le armi dagli Stati Uniti e le inoltrano all'Ucraina.

Capacità che l'Europa non può ancora sostituire

Intercettori
Antimissile contro i missili balistici russi

Gli Stati Uniti restano l'unico fornitore degli intercettori che proteggono i cieli ucraini dai missili balistici russi. Zelensky teme che l'uso di questi intercettori nella guerra in Iran stia svuotando le scorte americane.

Intelligence
Dati real-time sul campo di battaglia

Gli Stati Uniti forniscono ancora l'intelligence operativa fondamentale sul campo di battaglia. Una capacità che oggi nessun Paese europeo è in grado di sostituire a pieno.

Produzione congiunta in Europa

4 mld $
Impegni dalla sola Germania su difesa aerea, droni e produzione congiunta

Germania Danimarca Norvegia Regno Unito

Tocca un evento per i dettagli

Inizio 2026
Trump interrompe la fornitura diretta di aiuti militari

L'Amministrazione Trump cerca con sempre meno convinzione di mediare la fine del conflitto, mentre concentra la sua attenzione politica e militare sul Medio Oriente. Inizia un nuovo modello: gli europei comprano armi americane e le inoltrano a Kyiv.

Gen-Apr 2026
Orbán blocca il prestito europeo per Kyiv

Per mesi il premier ungherese ha imposto il veto al pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro. Tra i nodi politici c'era anche l'interruzione delle forniture dall'oleodotto Druzhba, che porta petrolio russo a basso costo a Ungheria e Slovacchia.

Settimana scorsa
Sconfitta di Orbán e riparazione del Druzhba

Il premier ungherese perde nettamente le elezioni ed esce di scena. Pochi giorni dopo arriva l'annuncio della riparazione del tratto ucraino dell'oleodotto: il negoziato si sblocca rapidamente.

Questa settimana
L'UE approva 90 miliardi di prestito per Kyiv

Il via libera arriva alla vigilia del vertice di Cipro. Il prestito coprirà circa due terzi del fabbisogno di bilancio e difesa ucraino fino alla fine del 2027.

Prossimi 12 mesi
Possibile nuovo prestito UE da decine di miliardi

Il fabbisogno ucraino per il 2027 è già cresciuto di 19 miliardi rispetto alle stime iniziali. Bruxelles potrebbe dover varare un secondo pacchetto entro un anno.

2027
Elezioni presidenziali in Francia

I partiti nazionalisti in Francia e Germania chiedono lo stop ai fondi per Kyiv. Il risultato del voto francese rischia di pesare sulle prossime decisioni di bilancio dell'Unione.

Elaborazione FocusAmerica

L'Ucraina continua ad aver bisogno degli Stati Uniti


Zelensky ha accolto la decisione come un segnale di forza, capace di spingere Mosca al tavolo negoziale. "Significa che non siamo stati abbandonati, e che siamo forti", ha detto. Ma ha ribadito anche che Kyiv non può fare a meno di Washington. "Durante la guerra abbiamo bisogno di tutto e di tutti. Abbiamo bisogno degli Stati Uniti", ha aggiunto giovedì, entrando alla riunione con i leader europei.

Gli Stati Uniti restano infatti ad oggi l’unico fornitore degli intercettori antimissile che proteggono i cieli ucraini dai missili balistici russi, oltre a essere in grado di garantire l’intelligence sul campo di battaglia. Sono capacità che l’Europa, almeno al momento, non è in grado di sostituire. Nel frattempo però è cambiato anche il modello con cui le armi americane arrivano a Kyiv. Se l’Amministrazione Biden trasferiva direttamente le armi, ora sono i Paesi europei a comprarli dagli Stati Uniti e a fornirle all’Ucraina. Zelensky teme però ora che l’impiego dei missili intercettori statunitensi nella guerra in Iran stia riducendo le scorte di cui Kyiv ha ancora disperatamente bisogno.

L'Ucraina cerca altri produttori di armi


Intanto, sul fronte industriale, l’Ucraina ha stretto accordi per produrre armi insieme ad alcuni alleati europei, tra cui Germania, Danimarca, Norvegia e Regno Unito. Solo da Berlino sono arrivati impegni per 4 miliardi di dollari in nuove forniture, concentrate su difesa aerea, droni e produzione congiunta, ha riferito il Ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov.

Il sostegno europeo a Kyiv continua a reggersi soprattutto sui Paesi più ricchi del blocco: in primo luogo proprio la Germania, ma anche i Paesi nordici, i Paesi Bassi e la Polonia. La tenuta politica di questo fronte, però, resta incerta. In Francia e Germania i partiti nazionalisti, in crescita nei sondaggi, chiedono di fermare i finanziamenti all’Ucraina. E le presidenziali francesi del 2027, dove l'estrema destra del Rassemblement National è favorita, potrebbero pesare sulle prossime decisioni europee.

Resta aperto anche il nodo dell’adesione di Kyiv all’Unione Europea, un percorso che procede a rilento. Bruxelles ha proposto di concedere all’Ucraina, nei prossimi anni, alcuni benefici simbolici dell’adesione, ma Zelensky ha respinto l’ipotesi. "L’Ucraina non ha bisogno di un’adesione simbolica all’Unione Europea. L’Ucraina si difende e sta difendendo l’Europa. E non sta difendendo l’Europa simbolicamente: le persone stanno morendo davvero", ha detto.

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Trump cancella la missione dei suoi inviati a Islamabad, salta di nuovo il negoziato con l'Iran


Il presidente blocca il viaggio di Witkoff e Kushner dopo che il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi lascia il Pakistan senza impegnarsi all'incontro. Intanto Washington rafforza le sanzioni sulla flotta ombra di Teheran.

Donald Trump ha cancellato la missione diplomatica a Islamabad dei suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, prevista per oggi. Lo ha annunciato lo stesso presidente, dopo che il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha lasciato la capitale pakistana senza prendere alcun impegno su un incontro con i rappresentanti americani.

“Non vedo perché farli volare per diciotto ore nelle attuali condizioni dei negoziati. Possiamo fare la stessa cosa per telefono. Gli iraniani ci chiamino se vogliono. Non andremo a sederci là per niente”, ha dichiarato Trump. Alla domanda se la decisione potesse preludere a una ripresa della guerra, il presidente ha risposto di no, aggiungendo però: “Non ci abbiamo ancora pensato. Abbiamo tutte le carte in mano”.

Su Truth Social, Trump ha poi attaccato la leadership iraniana, parlando di “enormi divisioni interne e confusione” al suo interno e sostenendo che “nessuno sa chi sia al comando, nemmeno loro”.
Salta il negoziato Usa-Iran: Trump cancella la missione di Witkoff e Kushner

Negoziato in stallo
Trump cancella la missione a Islamabad: salta il negoziato Usa-Iran
Witkoff e Kushner non partono più dopo il rifiuto di Araghchi. Washington stringe la pressione economica sulla flotta ombra di Teheran

0

Round di colloqui andati a buon fine
Due tentativi negoziali in 14 giorni, entrambi falliti
L'11 aprile la prima trattativa si chiude senza intesa. Il 25 aprile Trump annulla la seconda missione prima ancora che parta.

Le 24 ore Posizioni Pressione

La giornata che ha chiuso il canale diplomatico

Ven 24 apr · sera
Araghchi atterra a Islamabad, accolto dal premier Sharif

Il Ministro degli Esteri iraniano arriva nella capitale pakistana per consultazioni con i mediatori. Washington annuncia in giornata l'invio dei propri inviati.

Sab 25 apr · mattina
20 ore di colloqui con i vertici pakistani, nessun progresso

Araghchi incontra il primo ministro Sharif, il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Munir e il Ministro degli Esteri Dar. Pone come precondizione il ritiro del blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz.

Sab 25 apr · pomeriggio
Il Ministro iraniano lascia Islamabad senza impegnarsi a incontrare gli americani

Destinazione successiva: Muscat, in Oman. Su X, Araghchi ringrazia i mediatori e scrive che "resta da vedere se gli Stati Uniti siano davvero interessati ad intraprendere la strada diplomatica".

Sab 25 apr · 1 ora dopo
Trump cancella la missione di Witkoff e Kushner

Su Truth Social il presidente parla di "enormi divisioni interne e confusione" nella leadership iraniana. Tempo previsto del volo annullato: 18 ore.
"Se vogliono parlare, non devono fare altro che chiamarci. Abbiamo tutte le carte in mano, loro nessuna"

Stessa giornata
Il Senato repubblicano spinge per l'opzione militare

Il senatore Roger Wicker, presidente della Commissione Forze Armate, chiede via X di "completare la distruzione delle Forze Armate iraniane". Più cauto il Segretario alla Difesa Hegseth, che lascia ancora aperta la porta del negoziato.

Tocca ogni attore per leggerne la linea

Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti

Linea duraCancella la missione dei suoi inviati ma esclude per ora la ripresa della guerra: "Non ci abbiamo ancora pensato". Punta su pressione economica e isolamento, accusando Teheran di "enormi divisioni interne". Mantiene il blocco navale nello Stretto di Hormuz.

Abbas Araghchi
Ministro degli Esteri iraniano

PrecondizionePone il ritiro del blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz come condizione per qualsiasi negoziato. Lascia Islamabad senza impegnarsi a incontrare gli americani e prosegue per Muscat. "Resta da vedere se gli Stati Uniti siano davvero interessati ad intraprendere la strada diplomatica", scrive su X.

Roger Wicker
Presidente Commissione Forze Armate del Senato

EscalationChiede a Trump di archiviare la stagione negoziale. Su X: "Il tempo dei negoziati con il regime iraniano è finito". Sostiene che i successori di Khamenei non rispetterebbero alcun accordo e invita il presidente a "completare la distruzione" delle Forze Armate iraniane.

Pete Hegseth
Segretario alla Difesa

AperturaA differenza di Wicker, mantiene ancora aperta la porta del negoziato: "L'Iran capisce di avere ancora l'opportunità di compiere una scelta saggia". La condizione resta una rinuncia "concreta e verificabile" al programma nucleare iraniano.

L'unica leva sicuramente ancora attiva

Operazione "Economic Fury"
La stretta sulla flotta ombra che porta il greggio iraniano sui mercati globali

~40
Navi e compagnie sanzionate dal Tesoro Usa il 24 aprile

+1.000
Soggetti, navi e aerei sanzionati dal febbraio 2025 in poi

I bersagli della nuova stretta

Hengli Petrochemical
Raffineria cinese di Dalian, "uno dei clienti più preziosi" di Teheran secondo l'OFAC

344 mln $
Wallet di criptovalute legati all'Iran congelati dal Dipartimento del Tesoro

19
Petrliere della flotta ombra colpite dalle nuove sanzioni

Nessuna proroga
Bessent: niente più licenze per il greggio già caricato

"Smantelleremo la rete di navi, intermediari e acquirenti su cui l'Iran fa affidamento per portare il proprio petrolio sui mercati globali."
Scott Bessent — Segretario al Tesoro

"Possiamo fare la stessa cosa per telefono. Gli iraniani ci chiamino se vogliono. Non andremo a sederci là per niente."
Donald Trump — ad Axios, 25 aprile

Elaborazione FocusAmerica su fonti: Axios, CNN, Associated Press, Bloomberg, Fox News, U.S. Department of the Treasury · Aggiornato al 25 aprile 2026

Le condizioni iraniane e il pressing del Senato repubblicano


Oggi Araghchi ha incontrato a Islamabad il primo ministro pakistano, il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate e il Ministro degli Esteri, impegnati da settimane nella difficile mediazione tra Washington e Teheran. I colloqui si sono chiusi senza progressi. Il Ministro iraniano ha posto come precondizione per qualsiasi negoziato il ritiro del blocco navale americano nello Stretto di Hormuz. Su X, Araghchi ha poi ringraziato i mediatori pakistani, aggiungendo che “resta da vedere se gli Stati Uniti siano davvero seri sulla strada diplomatica”.

A Washington, intanto, la pressione repubblicana per chiudere la stagione negoziale si sta facendo sempre più esplicita. Il senatore Roger Wicker, presidente della Commissione Forze Armate del Senato, ha chiesto a Trump di proseguire l’offensiva militare. “Il tempo dei negoziati con il regime iraniano è finito. Il comandante in capo deve ordinare ai suoi leader militari di completare la distruzione delle Forze Armate iraniane e di ciò che resta del programma nucleare”, ha scritto su X.

Wicker ha sostenuto che i “successori radicali” del defunto leader supremo Ali Khamenei non avrebbero alcuna intenzione di rispettare gli accordi. Più cauto, invece, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha lasciato aperta la porta del negoziato: “L’Iran capisce di avere ancora l’opportunità di compiere una scelta saggia. Tutto ciò che deve fare è rinunciare in modo concreto e verificabile alle proprie armi nucleari”, ha detto ai giornalisti.

La stretta economica resta la principale leva di Washington


Mentre il canale diplomatico si blocca ancora nuova, l’Amministrazione Trump intensifica la sua pressione economica su Teheran. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha così sanzionato una quarantina di navi e compagnie della cosiddetta flotta ombra iraniana, i tanker che trasportano il greggio di Teheran aggirando le restrizioni internazionali.

Nel pacchetto rientra anche la raffineria indipendente cinese Hengli Petrochemical, con sede a Dalian, che l’OFAC descrive come “uno dei clienti più preziosi di Teheran”. La misura, riportata da Bloomberg, si inserisce nel blocco navale americano nello Stretto di Hormuz, pensato per tagliare le entrate petrolifere iraniane e costringere Teheran a smantellare il programma nucleare.

“Il Dipartimento del Tesoro continuerà a smantellare la rete di navi, intermediari e acquirenti su cui l’Iran fa affidamento per portare il proprio petrolio sui mercati globali”, ha dichiarato il Segretario al Tesoro Scott Bessent. Lo stesso Bessent ha poi confermato ad Associated Press che non ci saranno ulteriori proroghe della licenza che consente l’acquisto di greggio russo o iraniano già caricato sulle petroliere.

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Trump conferma la fiducia in Kash Patel dopo le nuove rivelazioni sui due passati arresti per alcol


Nuovi documenti ottenuti da Intercept rivelano due precedenti giovanili del direttore dell’FBI per ubriachezza molesta e minzione in pubblico. La Casa Bianca lo difende mentre Patel querela l’Atlantic.

Donald Trump continua a sostenere il direttore dell’FBI Kash Patel, finito al centro di una doppia bufera legata al suo rapporto con l’alcol. La conferma è arrivata ieri dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, che parlando con i giornalisti fuori dalla West Wing ha dichiarato che il presidente “ha ancora fiducia nel direttore dell’FBI”.

La nuova dichiarazione di sostegno è arrivata nello stesso giorno in cui The Intercept ha pubblicato nuovi documenti relativi a due precedenti arresti di Patel legati all’abuso di alcol. Al centro delle rivelazioni c’è una lettera del 2005 che l’attuale direttore dell’FBI, oggi quarantaseienne, aveva inserito nel proprio fascicolo personale quando lavorava come difensore d’ufficio nella contea di Miami-Dade, in Florida. Il documento era stato richiesto dopo che Patel aveva ammesso i due arresti nella domanda di ammissione all’Ordine degli avvocati della Florida.

Il primo episodio risale al 2001, quando Patel era studente all’Università di Richmond, in Virginia. All’epoca guidava i Richmond Rowdies, una organizzazione studentesca di tifosi, e durante una partita di basket fu accompagnato fuori dall’arena da un agente della scuola dopo aver cantato cori giudicati eccessivi. “All’uscita dall’arena”, scrisse nella lettera, “l’agente mi ha messo in arresto per ubriachezza molesta, dato che non avevo ancora 21 anni”.

Il secondo arresto è del 2005, ovvero circa 4 mesi prima della stesura della lettera. Patel studiava legge alla Pace University di New York e stava festeggiando con alcuni amici. “Siamo andati in alcuni bar della zona e abbiamo consumato bevande alcoliche”, ha scritto. Sulla via del ritorno, il gruppo ha deciso di urinare per strada. “In una grave deviazione dal comportamento appropriato, abbiamo tentato di alleggerire le nostre vesciche mentre tornavamo a casa”, si legge nella lettera. Una pattuglia li fermò prima che potessero farlo e li arrestò per minzione in luogo pubblico.

“Entrambi questi episodi non sono rappresentativi della mia condotta abituale”, scriveva Patel nella conclusione della lettera, aggiungendo di sperare che l’Ordine li considerasse “un’anomalia”. The Intercept ha ottenuto il documento attraverso una richiesta di accesso agli atti pubblici presentata all’ufficio del difensore d’ufficio di Miami-Dade.

La pubblicazione dei nuovi documenti si aggiunge allo scandalo già causato dall'inchiesta dell’Atlantic della scorsa settimana. Citando “diversi funzionari”, il magazine ha sostenuto che il direttore dell’FBI sarebbe “noto per aver bevuto fino a evidente intossicazione” in due circoli privati di cui è membro, il Ned’s a Washington e il Poodle Room a Las Vegas. Secondo l’Atlantic, l'abuso di alcol di Patel sarebbe diventato “una fonte ricorrente di preoccupazione in tutto il governo”, al punto che alcuni membri della sua scorta avrebbero avuto difficoltà a svegliarlo al mattino a causa dello stato di ebbrezza.

Patel ha definito il rapporto “categoricamente falso” e lunedì ha presentato una causa per diffamazione da 250 milioni di dollari contro l’Atlantic. “Non sono mai stato ubriaco al lavoro”, ha dichiarato martedì in una conferenza stampa al fianco del Procuratore Generale ad interim Todd Blanche. Il suo legale, Jesse R. Binnall, ha definito le accuse “inventate” nell’atto di presentazione della querela.

A complicare la difesa del direttore dell’FBI c’è però anche un video diventato virale lo scorso febbraio. Le immagini mostrano Patel mentre urla e beve birra direttamente dalla bottiglia nello spogliatoio della nazionale statunitense maschile di hockey, dopo la vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali in Italia. Patel, grande appassionato di hockey, venne criticato allora anche per aver usato l’aereo dell’FBI per la trasferta. Un portavoce precisò però all’epoca che il direttore è obbligato per legge a viaggiare sempre su velivoli governativi.

it's remarkable how crazy this video is, especially in light of what we just learned in that Atlantic article pic.twitter.com/Jg4HbFpVW1
— Aaron Rupar (@atrupar) April 19, 2026

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Come Trump espelle migranti in paesi terzi


Almeno sedici nazioni, soprattutto in Africa e America Latina, accettano migranti irregolari che non sono loro cittadini. In cambio ricevono denaro, allentamenti sui visti o vantaggi diplomatici.

L'amministrazione Trump sta costruendo una rete di accordi internazionali per espellere migranti irregolari verso paesi che non sono i loro. La ricostruzione, pubblicata dall'Economist, mostra come questa strategia coinvolga almeno sedici nazioni, soprattutto in Africa e America Latina, mentre altri undici paesi hanno firmato intese simili. La lista cresce di settimana in settimana. Di recente un gruppo di colombiani, ecuadoriani e peruviani è atterrato nella Repubblica Democratica del Congo, paese a cui l'amministrazione vorrebbe inviare anche mille rifugiati afghani che in passato hanno collaborato con gli Stati Uniti contro i talebani e che oggi si trovano in un campo in Qatar.

Il caso emblematico raccontato dall'Economist riguarda la Guinea Equatoriale, piccolo petrostato africano. Teodoro Obiang junior, figlio del dittatore del paese, era stato accusato più di dieci anni fa dalla giustizia americana di estorsione e appropriazione indebita. Le autorità statunitensi gli avevano sequestrato una villa a Malibu e una Ferrari, oltre a limitarne l'ingresso negli Stati Uniti. A settembre dello scorso anno, però, Obiang ha incontrato a Washington il vicesegretario di Stato Chris Landau. Sul tavolo c'erano energia, sicurezza e immigrazione clandestina, tema curioso visto che la Guinea Equatoriale non è una fonte rilevante di migranti irregolari verso gli Stati Uniti. La risposta è arrivata a novembre, quando un aereo partito dalla Louisiana è atterrato a Malabo con nove migranti irregolari a bordo, nessuno dei quali cittadino del paese ospitante. Erano originari di Angola, Eritrea, Georgia, Ghana e Mauritania. Sono stati rinchiusi in un albergo di proprietà di un fratello del presidente e spinti a tornare nei paesi da cui erano fuggiti. Uno di loro, identificato con il nome fittizio di Jonathan, è stato rispedito in patria dopo un mese di detenzione. Lì era già stato torturato da bande criminali a causa della sua omosessualità. Oggi vive nascosto.

Gli accordi variano nella forma. Alcuni paesi, come Honduras e Uganda, offrono asilo agli arrivati. Altri, come il Ruanda, si occupano del reinserimento di criminali rilasciati. Altri ancora, come Guinea Equatoriale e Ghana, fungono da carcerieri prima di organizzare a loro volta le espulsioni. Anche i compensi cambiano: Guinea Equatoriale e Ruanda hanno ricevuto 7,5 milioni di dollari ciascuno. Un finanziamento da 30 milioni di dollari all'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'UNHCR, in Camerun, era subordinato alla firma di un accordo da parte del paese africano. Il Ghana ha ottenuto un allentamento di alcune restrizioni sui visti. La Liberia ha ricevuto un trattamento simile dopo aver accettato Kilmar Abrego Garcia, un cittadino salvadoregno che l'amministrazione Trump aveva tentato senza successo di espellere. Trump ha smesso di parlare di una possibile presa del Canale di Panama dopo che il paese centroamericano ha accolto trecento persone provenienti da nazioni lontane come Iran, Nepal e Somalia. Il Messico, che accetta più migranti di chiunque altro, agisce sullo sfondo dei negoziati commerciali e delle minacce di Trump di bombardare i cartelli della droga.

Il diritto internazionale impone agli Stati Uniti di proteggere i richiedenti asilo dal cosiddetto refoulement, cioè il rinvio in paesi dove rischiano persecuzioni. I migranti dovrebbero anche avere la possibilità di contestare l'espulsione davanti a un giudice. Secondo Economist, però, i funzionari dell'immigrazione americana stanno consegnando queste persone a paesi repressivi senza ulteriori controlli. Nel caso di Jonathan, un giudice dell'immigrazione aveva stabilito che non potesse essere rinviato nel suo paese d'origine, ma la sentenza non impediva il trasferimento altrove e poi il successivo rimpatrio. I diplomatici ammettono di non chiedere notizie sulle condizioni dei migranti una volta arrivati. Lo scorso anno, in un'udienza federale, un giudice ha chiesto se il Dipartimento per la sicurezza interna ritenesse accettabile inviare qualcuno in un paese terzo senza preavviso, a patto di non sapere già che qualcuno lo aspetta lì per ucciderlo. La risposta del governo, riportata da Economist, è stata sostanzialmente affermativa. L'ordine del giudice che imponeva al dipartimento di avvisare i potenziali espulsi e ascoltare i loro ricorsi è sospeso in attesa dell'appello.

I repubblicani sostengono che il sistema d'asilo americano sia aggirabile. Alcuni migranti irregolari ricevono ordini di espulsione che non possono essere eseguiti perché i loro paesi d'origine rifiutano di riprenderli. Prima di Trump queste persone restavano negli Stati Uniti senza una via verso la cittadinanza. Ora la minaccia di un'espulsione verso un paese terzo serve come leva sui governi poco collaborativi. Diversi uomini condannati per reati negli Stati Uniti, originari tra l'altro di Cuba e Vietnam, sono finiti in Sudan del Sud perché i loro paesi non li accettavano.

Nonostante l'impegno diplomatico ed economico, i numeri restano contenuti. Solo 17.000 persone sono state effettivamente espulse verso paesi terzi, mentre il totale dei rimpatri negli ultimi sei mesi ha raggiunto 234.000, in larga maggioranza diretti ai paesi d'origine. Un ex funzionario della sicurezza nazionale americana ha spiegato a Economist che nessun paese vuole davvero diventare il grande centro di smistamento degli Stati Uniti, perché manca una vera convenienza reciproca.

L'obiettivo reale, osserva l'Economist, sembra essere un altro: spingere i migranti ad andarsene da soli e scoraggiare nuovi arrivi. I tassi di rifiuto delle domande d'asilo sono più che raddoppiati. Il candidato di Trump al ruolo di vicedirettore dell'UNHCR vuole che gli Stati Uniti escano dal patto globale sui rifugiati. L'avvocata Alma David ha dichiarato a Economist che la prospettiva di un'espulsione verso un paese terzo sta producendo l'effetto desiderato, cioè terrorizzare le persone.

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Hegseth attacca Europa e Asia: basta sfruttare la protezione americana su Hormuz


Il segretario alla Difesa accusa gli alleati di affidarsi al solo blocco navale statunitense per riaprire la rotta petrolifera chiusa dalla guerra contro l'Iran, mentre Londra e Parigi cercano una mediazione.

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha accusato i Paesi europei e asiatici di sfruttare la protezione militare americana senza contribuire alle operazioni per riaprire lo Stretto di Hormuz, la rotta marittima cruciale per i flussi di petrolio e gas dal Golfo Persico, chiusa dopo l'inizio della guerra contro l'Iran. Le dichiarazioni sono arrivate venerdì durante una conferenza stampa al Pentagono, in un passaggio dai toni particolarmente duri verso gli alleati storici di Washington.

"L'Europa e l'Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo dei free rider è finito", ha dichiarato Hegseth secondo quanto riportato da Bloomberg. "L'America e il mondo libero meritano alleati che siano capaci e leali". Il capo del Pentagono ha aggiunto che il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz si sta rafforzando giorno dopo giorno, dopo le notizie secondo cui alcune navi avrebbero tentato di aggirare le unità della Marina americana presenti nell'area.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi più strategici al mondo per il trasporto di idrocarburi. Gli Stati Uniti hanno avviato il blocco di fronte alla resistenza iraniana alle richieste di cessate il fuoco avanzate dal presidente Donald Trump. Il braccio di ferro ha spinto l'Iran a minacciare il traffico delle petroliere, di fatto chiudendo lo stretto e provocando un significativo aumento dei prezzi globali dell'energia da quando, alla fine di febbraio, Stati Uniti e Israele hanno avviato le operazioni militari contro Teheran.

Trump ha chiesto agli alleati europei e ad altri Paesi, inclusa la Cina pur essendo un rivale geopolitico, di contribuire alla riapertura della via d'acqua. La maggior parte dei governi ha però finora declinato l'invito a inviare proprie navi in un teatro di guerra ancora attivo. Il Regno Unito e la Francia hanno organizzato vertici regolari, l'ultimo proprio questa settimana, per discutere la creazione di una forza navale che garantisca la libertà di navigazione nello stretto. Londra ha però precisato che l'eventuale missione avrebbe natura "strettamente difensiva", e il primo ministro Keir Starmer ha indicato che diventerà operativa "non appena le condizioni lo permetteranno".

Hegseth ha liquidato gli incontri europei come "una conferenza ridicola" e ha ribadito che il Vecchio Continente e l'Asia dipendono dal petrolio e dal gas del Golfo Persico molto più di quanto non dipendano gli Stati Uniti. Il segretario ha parlato di una "nuova fila globale diretta in Texas, una bella immagine", riferendosi alle esportazioni di greggio americano. "Non contiamo sull'Europa, ma loro hanno bisogno dello Stretto di Hormuz molto più di noi e dovrebbero forse parlare meno, organizzare meno conferenze eleganti in Europa e salire su una barca", ha dichiarato il capo del Pentagono nella stessa conferenza stampa.

Il messaggio di Hegseth si inserisce in una linea politica più ampia dell'amministrazione Trump, che da tempo chiede agli alleati di assumersi maggiori oneri nella sicurezza collettiva. Il riferimento ai free rider, una formula ricorrente nel dibattito americano sulla NATO e sulle alleanze in Asia, segna ora un salto di qualità: non riguarda più solo la spesa militare nei singoli Paesi, ma il contributo concreto a un'operazione bellica in corso. Bloomberg sottolinea come il quadro resti complesso, con i governi europei impegnati a contenere l'irritazione di Washington pur senza esporre le proprie marine in un contesto operativo ad alto rischio. Lo Stretto di Hormuz, prima delle operazioni militari americane e israeliane contro l'Iran, era invece pienamente aperto al traffico mercantile.

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Come Trump sta minando la fiducia nelle elezioni


Un sondaggio Reuters/Ipsos rivela un profondo divario tra i partiti, con il 63% dei repubblicani convinto che le elezioni del 2020 siano state rubate al presidente.

La campagna pluriennale del presidente Donald Trump per minare la fiducia nel sistema elettorale statunitense ha trovato un terreno fertile nell'opinione pubblica americana. È quanto emerge da un sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato il 23 aprile 2026, che fotografa un Paese spaccato lungo linee partitiche a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre. La rilevazione, condotta su 4.557 adulti con un margine di errore di due punti percentuali, mostra come le tesi sulla presunta diffusione di brogli elettorali siano ormai radicate soprattutto tra gli elettori repubblicani, nonostante l'assenza di prove concrete a sostegno.

Il dato più significativo riguarda la percezione della frode tramite voti espressi da non cittadini. Il 46% degli intervistati si dice d'accordo con l'affermazione secondo cui un numero elevato di schede fraudolente verrebbe depositato da persone prive della cittadinanza americana. La spaccatura partitica è netta, con l'82% dei repubblicani che condivide questa convinzione contro il 18% dei democratici e il 38% degli indipendenti. Sulle schede inviate per posta o per assenza, il 53% degli intervistati esprime preoccupazione, mentre il 43% non la condivide. Anche in questo caso il divario è marcato, con l'83% dei repubblicani preoccupati contro il 33% dei democratici. Audit ripetuti e ricerche accademiche hanno stabilito che entrambi i fenomeni sono estremamente rari.

Sondaggio Reuters / Ipsos
Cosa pensano gli americani sulla sicurezza delle elezioni
Percentuale di adulti che si dichiarano d'accordo o in disaccordo con le seguenti affermazioni.

D'accordo
Non risponde
In disaccordo

Affermazioni

Gli elettori dovrebbero mostrare un documento per votare

77%

19%

Si dovrebbe poter votare per posta

64%

32%

Sono preoccupato che a elettori aventi diritto venga impedito di votare

57%

39%

Sono preoccupato per schede postali fraudolente

53%

43%

Esistono numerose schede fraudolente espresse da non cittadini

46%

50%

Le elezioni del 2020 sono state rubate a Donald Trump

31%
5%
64%

La Guardia Nazionale dovrebbe presidiare i seggi

28%
5%
67%

Fonte: Reuters / Ipsos · Sondaggio su 4.557 adulti negli Stati Uniti condotto dal 15 al 20 aprile · margine di incertezza ±2 punti percentuali

Kelly Rade dello States United Democracy Center, organizzazione apartitica che si occupa della tutela delle elezioni libere, ha commentato i risultati spiegando che le persone, in particolare i repubblicani, rispondono alle affermazioni false dei leader di cui si fidano e che questo crea una vulnerabilità verso le menzogne sul voto. Rader ha aggiunto che, pur essendo poco piacevole osservare divisioni partitiche così ampie su questioni come il voto dei non cittadini, il sistema è costruito per resistere e gli Stati sono pronti per le elezioni di metà mandato.

Sulla questione del documento d'identità ai seggi il sondaggio registra invece un consenso bipartisan. Il 77% degli intervistati sostiene l'obbligo di esibire un documento ufficiale per votare, con il 95% dei repubblicani e il 63% dei democratici favorevoli. Il dato non riguarda però le misure più stringenti attualmente in discussione al Congresso. Il SAVE Act, che imporrebbe la prova della cittadinanza statunitense per registrarsi o aggiornare la registrazione al voto nelle elezioni federali, è stato approvato dalla Camera ma incontra forti resistenze al Senato. I democratici avvertono che la norma potrebbe escludere dal voto categorie di elettori. Nel frattempo, ventitré Stati a guida prevalentemente repubblicana hanno già adottato disposizioni contenute nel disegno di legge.

Sulle elezioni del 2020, il 63% dei repubblicani continua a credere alla tesi sostenuta da Trump secondo cui il voto gli sarebbe stato sottratto, una percentuale che è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni nonostante la mancanza di prove. Solo il 9% dei democratici e il 21% degli indipendenti ritiene che Trump abbia perso quattro anni fa a causa di irregolarità.

Un dato in controtendenza riguarda la fiducia nel proprio voto. Una maggioranza bipartisan, composta dal 79% dei democratici e dal 71% dei repubblicani, dichiara di essere generalmente sicura che la propria scheda verrà conteggiata correttamente. Rader ha definito questo elemento un aspetto positivo della rilevazione, sottolineando al Reuters che le teorie del complotto sulle elezioni non hanno fatto perdere agli americani la fiducia nel valore del proprio voto. Ha aggiunto che le ricerche della sua organizzazione mostrano un legame stretto tra questa fiducia e l'affluenza alle urne.

Il sondaggio ha esplorato anche le posizioni del presidente sulla sicurezza dei seggi. In un'intervista al New York Times di gennaio, Trump ha dichiarato di rimpiangere di non aver schierato la Guardia Nazionale per sequestrare le macchine per il voto nel 2020. A febbraio, ospite del podcast dell'ex vicedirettore dell'FBI Dan Bongino, ha sostenuto che i repubblicani dovrebbero nazionalizzare il voto. La proposta di inviare truppe ai seggi raccoglie però un sostegno limitato. Solo il 28% degli americani la appoggia e gli stessi repubblicani si dividono, con il 45% favorevole e il 54% contrario. Più ampio il consenso sulla presenza delle forze dell'ordine federali ai seggi, sostenuta dal 62% dei repubblicani, dal 36% degli indipendenti e dal 23% dei democratici.

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Gli inviati di Trump pronti ad andare in Pakistan per incontrare il Ministro degli Esteri iraniano


Steve Witkoff e Jared Kushner cercheranno di sbloccare lo stallo nei negoziati con Teheran. La Casa Bianca conferma la missione diplomatica, ma l'Iran smentisce che sia stato fissato un incontro. Intanto, il vicepresidente Vance resta in attesa negli Stati Uniti.

Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero partire oggi per il Pakistan per negoziati con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Lo ha annunciato la Casa Bianca, anche se i media di Stato iraniani hanno subito smentito che sia stato programmato un incontro. La nuova missione diplomatica arriva mentre il presidente Donald Trump ha esteso il cessate il fuoco con l’Iran, ma gli sforzi negoziali non hanno registrato progressi negli ultimi giorni. Il viaggio rappresenta quindi un tentativo di rompere lo stallo e creare le condizioni per un accordo prima che Trump torni a valutare opzioni militari.

"Gli iraniani vogliono parlare. Vogliono farlo di persona e il presidente è sempre disposto a dare una possibilità alla diplomazia", ha detto ieri ai giornalisti la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. "Speriamo che si facciano progressi e che da questo incontro arrivino sviluppi positivi. Negli ultimi giorni abbiamo certamente visto alcuni passi avanti da parte iraniana", ha aggiunto. Da Teheran, però, sono arrivate smentite. L’agenzia di stampa statale IRNA ha negato che sia stato programmato un incontro tra Araghchi e gli inviati di Trump. Anche Tasnim, agenzia vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha smentito che al momento siano previsti colloqui diretti tra il ministro iraniano e i rappresentanti americani.

Intanto, Araghchi è arrivato ieri sera a Islamabad, ufficialmente per incontrare il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il Ministro degli Esteri Ishaq Dar e il capo di Stato Maggiore pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir. Un funzionario pakistano ha spiegato che il colloquio con Araghchi sarà centrato proprio sul rilancio dei negoziati con l’Amministrazione Trump. "Un eventuale incontro trilaterale con gli Stati Uniti sarà valutato dopo il nostro incontro con Araghchi", ha precisato.

Secondo IRNA, Araghchi illustrerà ai funzionari pakistani la posizione dell’Iran sullo stato attuale della guerra. Il ministro dovrebbe poi lasciare Islamabad per Muscat, in Oman, e successivamente recarsi a Mosca. Non è quindi chiaro quando potrebbe incontrare gli inviati americani. Secondo alcune fonti, un eventuale faccia a faccia tra Witkoff, Kushner e Araghchi potrebbe tenersi lunedì, dopo colloqui bilaterali separati tra gli inviati statunitensi e i mediatori pakistani.

Il vicepresidente JD Vance, che aveva guidato il team americano nel precedente round negoziale, per ora resterà a Washington perché la sua controparte, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, è a sua volta rimasta a Teheran. Secondo fonti americane, Ghalibaf sarebbe frustrato dai contrasti interni alla leadership iraniana emersi dopo l’ultimo round di colloqui e avrebbe persino minacciato di farsi da parte. Non è chiaro se sia ancora lui a guidare la delegazione negoziale iraniana.

I funzionari americani hanno fatto sapere che Vance è comunque pronto a partire in qualsiasi momento per il Pakistan se i colloqui dovessero registrare progressi. Il vicepresidente dovrebbe ad ogni modo partecipare da remoto a una serie di call con la squadra sul campo. Il suo capo di staff e altri membri del suo team si uniranno invece a Witkoff e Kushner nel viaggio in Pakistan, hanno precisato i funzionari statunitensi. Nel frattempo, anche Trump si è mosso in prima persona: ieri ha parlato con l’emiro del Qatar del cessate il fuoco e degli sforzi per arrivare a un accordo. Anche Doha sta spingendo per un’intesa che metta fine allo stallo.

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Meloni prende le distanze da Trump


La premier italiana ammette di non aver sentito il leader americano dopo settimane di tensioni. Il tycoon parteciperebbe in videocollegamento al vertice francese di giugno, primo caso per un presidente Usa.

I rapporti tra Giorgia Meloni e Donald Trump non sono mai stati così freddi. La presidente del Consiglio italiana, a margine del vertice europeo informale di Cipro, ha confermato di non aver avuto contatti recenti con il presidente americano e ha smentito di essere al lavoro per ricucire lo strappo.

«Non l'ho sentito», ha detto Meloni ai cronisti nel Filoxenia Conference Center di Nicosia, sede del Consiglio europeo. «Non c'è niente di particolare che io stia facendo in questo momento. I rapporti tra Italia e Stati Uniti sono solidi». Una formula misurata, che però conferma una distanza politica diventata evidente nelle ultime settimane. Trump aveva attaccato Meloni in un'intervista al Corriere della Sera, accusandola di mancare di coraggio e dicendosi «scioccato» dal suo comportamento. Il riferimento era all'opposizione italiana alla guerra americana contro l'Iran e alla difesa che la premier ha fatto di Papa Leone XIV, criticato dal presidente americano per le sue posizioni sul conflitto.

La novità più rilevante emersa dai corridoi del vertice di Cipro riguarda il G7 in programma a Evian dal 15 al 17 giugno sotto la presidenza francese. Secondo quanto riferito a La Stampa dalle delegazioni dei capi di Stato e di governo riuniti a Nicosia, Trump sarebbe intenzionato a non partecipare di persona e a collegarsi solo in video. Sarebbe la prima volta che il leader del Paese economicamente più forte del gruppo dei Sette diserta il summit. Un gesto interpretato come affronto al presidente francese Emmanuel Macron, che aveva accettato di posticipare di un giorno l'avvio dei lavori per consentire a Trump di festeggiare il suo ottantesimo compleanno il 14 giugno. Il presidente americano in passato aveva già abbandonato in anticipo il vertice per due volte, l'ultima nel giugno 2025 in Canada, prima del primo attacco contro l'Iran.

Sul tavolo del Consiglio europeo informale è arrivata anche l'indiscrezione filtrata da Washington sulla possibile sospensione della Spagna dalla Nato, come ritorsione contro il premier Pedro Sanchez per aver negato all'aeronautica statunitense l'uso delle basi durante la guerra contro Teheran. Meloni ha definito la prospettiva non positiva e ha ribadito che l'Alleanza Atlantica deve restare unita. La premier ha sottolineato la necessità di rafforzare la colonna europea della Nato, che a suo avviso deve essere complementare al pilastro statunitense. Secondo i diplomatici citati da La Stampa, l'Italia non sarebbe nella lista dei Paesi che gli Stati Uniti vorrebbero punire, nonostante Roma abbia rifiutato l'uso della base di Sigonella per le operazioni di combattimento, come ricorda anche Bloomberg.

Sul fronte delle spese militari, Meloni ha precisato il senso delle dichiarazioni del giorno precedente, quando aveva indicato che la difesa non era più la priorità assoluta. «Io non ho detto che non sono più una priorità», ha spiegato la premier. «Certamente le spese di difesa, per noi, rimangono tali, ma se abbiamo il problema dell'energia, c'è una priorità che purtroppo viene prima». Una posizione che dovrà essere portata anche al vertice Nato di Ankara di luglio, dove il presidente americano si attende che gli alleati si adeguino all'obiettivo del 5 per cento del Pil per la difesa.

Capitolo Russia. Trump ha invitato Vladimir Putin al G20 di Miami in programma a dicembre e vorrebbe il suo ritorno al tavolo del summit. Meloni ha frenato senza rompere apertamente con Washington. «Siamo arrivati al momento in cui siamo noi a chiedere a Putin di fare qualche passo avanti e non noi a farlo nei suoi confronti», ha dichiarato la premier ai cronisti. «Noi e soprattutto gli americani abbiamo fatto diversi passi in avanti verso la Russia, ma dall'altra parte non ne abbiamo visti altrettanti».

Come spiega The Conversation, l'alleanza con Trump ha portato a Meloni un riconoscimento internazionale ma scarsi vantaggi materiali. L'Italia non è stata risparmiata dai dazi e non ha ottenuto sconti sull'aumento delle spese militari richiesto dal presidente americano. La studiosa indica che gli effetti indiretti delle politiche di Trump avrebbero contribuito alla sconfitta del governo nel referendum sulla riforma della giustizia. La guerra in Iran ha fatto salire i prezzi dell'energia in Europa e ha generato preoccupazioni per la sicurezza. Un sondaggio recente citato da The Conversation indica che il 79 per cento degli italiani ha un'opinione negativa di Trump. L'attacco del presidente americano a Papa Leone, secondo de Candia, ha offerto a Meloni l'occasione per segnalare agli elettori la propria distanza dalla Casa Bianca, considerata la sua autodefinizione come cristiana e l'elettorato cattolico del partito.

A margine del vertice di Cipro, la premier ha incontrato anche il presidente del Libano Joseph Aoun. La proroga della tregua con Israele consente di pianificare il futuro di Unifil, la cui missione scade alla fine dell'anno. Meloni ha dichiarato che una presenza internazionale al confine tra Libano e Israele resta necessaria e ha riferito che il governo italiano sta discutendo con i francesi una possibile soluzione, da definire in una cornice legale e con il confronto del Parlamento italiano.

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World Book Day: Rakuten Kobo rilancia il piacere della lettura serale


In occasione del World Book Day, Rakuten Kobo punta sulla lettura serale come nuovo rituale quotidiano. Tra ebook, relax e benessere digitale, leggere torna protagonista nelle ore serali
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In un’epoca in cui la sera rischia di scivolare via tra notifiche e scroll infinito, la lettura sta tornando a ritagliarsi uno spazio tutto suo nella routine pre-sonno. In occasione del World Book Day che è celebrato lo scorso 23 aprile, Rakuten Kobo ha chiesto ai membri della propria community di raccontare quando legge, per quanto tempo e se l’utilizzo di Kobo ha cambiato, anche solo un pò, le abitudini di lettura. Ne emerge una fotografia chiara: la lettura non è un’attività “extra” da incastrare nel calendario, ma un rituale serale sempre più consolidato. Un gesto semplice che, grazie a Kobo, diventa più naturale e più facile da mantenere nel tempo.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La luce integrata: il vero game changer della lettura notturna


Dai dati raccolti emerge che il momento dedicato alla lettura coincide sempre di più con quello del relax: il 62% dei rispondenti utilizza Kobo principalmente la sera prima di dormire, contro il 18% che legge solamente nelle brevi pause giornaliere. Dati che confermano come l’eReader si inserisca in un’abitudine già esistente, quella di leggere a letto, rendendola più naturale e continua. In questo contesto, la differenza la fanno i dettagli che semplificano il gesto. Il 46% dei lettori individua nella luce integrata la funzionalità chiave, perché consente di continuare a leggere anche al buio, evitando di disturbare chi dorme nella stessa stanza.

Essendo pensato espressamente per la lettura, lo schermo antiriflesso E Ink di Kobo non affatica la vista. In più, la ComfortLight PRO consente di regolare luminosità e temperatura del colore per ridurre l’esposizione alla luce blu, aiutando a restare concentrati sulla storia e a preservare l’atmosfera del momento.

Con Kobo si legge più spesso e più a lungo


Quando leggere diventa comodo, lo si fa più di frequente e per più tempo. Il 41% dei rispondenti dedica in media 20–40 minuti alla lettura, mentre un ulteriore 36% supera i 40 minuti. Solo il 19% si ferma tra i 10 e i 20 minuti e appena il 4% legge meno di 10 minuti. Un segnale che evidenzia una fruizione più immersiva e continuativa, tipica dei momenti dedicati a sé stessi. Inoltre, il 49% dei lettori afferma di leggere più spesso da quando utilizza Kobo, il 31% di leggere in più luoghi, e il 15% di acquistare libri più frequentemente, mostrando un evidente, e positivo, cambio di abitudini.

Nuovo consumatore italiano 2025: 670.000 recensioni Feedaty
Il nuovo consumatore italiano cambia abitudini, aspettative e fiducia verso l’e-commerce. Il Report Feedaty 2025, basato su oltre 670.000 recensioni, fotografa trend e comportamenti emergenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il paradosso: un device digitale che riduce le distrazioni


In un mondo iper-digitale come quello in cui viviamo oggi, un eReader Kobo è uno strumento che riporta l’attenzione su una cosa sola. A differenza degli schermi generalisti, Kobo nasce con un obiettivo preciso: leggere. Questo si traduce in un’esperienza priva di distrazioni, che favorisce concentrazione e continuità. Ciò ha un impatto concreto sulle abitudini quotidiane, poiché il suo utilizzo non comporta solo un passaggio di formato, ma un ritorno alla lettura come gesto ricorrente, capace di riconquistare il tempo “a fine giornata” spesso assorbito da smartphone e TV. In occasione del World Book Day, Kobo ha invitato tutti a riscoprire il piacere di un capitolo in più prima di dormire: perché, a volte, il modo migliore per spegnere il mondo è accendere una storia.


MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


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Il Pentagono vuole sospendere la Spagna dalla NATO, ma non può farlo


Una mail interna del Dipartimento della Difesa, rivelata da Reuters, ipotizza misure punitive contro gli alleati riluttanti, ma il trattato dell'Alleanza non prevede meccanismi di sospensione.

Il Pentagono ha esaminato l'ipotesi di sospendere la Spagna dalla NATO come ritorsione per il rifiuto di Madrid di sostenere le operazioni statunitensi nella guerra con l'Iran. La rivelazione arriva da una mail interna del Dipartimento della Difesa, ottenuta da Reuters, che ha aperto una crisi diplomatica con diversi alleati europei e ha riacceso il dibattito sul futuro dell'Alleanza Atlantica.

Secondo quanto riferito da un funzionario statunitense a Reuters, il documento è stato preparato da Elbridge Colby, principale consigliere del Pentagono per le politiche, ed è circolato ai vertici del dipartimento. La nota elenca una serie di opzioni per punire gli alleati che, secondo Washington, non hanno fornito un sostegno adeguato durante il conflitto. Tra queste ci sono la sospensione della Spagna dall'Alleanza, l'esclusione dei paesi considerati "difficili" da incarichi di prestigio nella struttura NATO e una revisione del sostegno diplomatico americano al controllo britannico delle isole Falkland.

Colby avrebbe scritto che l'accesso, l'uso delle basi e i diritti di sorvolo, noti con la sigla ABO, rappresentano "la base assoluta minima per la NATO". Le opzioni delineate, ha spiegato la fonte a Reuters, mirano a inviare un segnale forte agli alleati per ridurre quello che l'amministrazione percepisce come un "senso di diritto acquisito" da parte degli europei. La mail sostiene che la sospensione della Spagna avrebbe un effetto militare limitato ma un impatto simbolico significativo. Il documento non propone invece il ritiro degli Stati Uniti dalla NATO né la chiusura di basi in Europa.

Un funzionario della NATO contattato da Euractiv ha confermato che il trattato istitutivo dell'Alleanza non prevede alcuna disposizione per la sospensione di un membro. L'unica possibilità contemplata è il ritiro volontario, che richiede un preavviso di un anno. Oana Lungescu, ex portavoce della NATO e senior fellow al Royal United Services Institute, ha dichiarato a Politico che è difficile capire quanto seriamente vadano presi questi documenti, oltre il loro carattere provocatorio sul piano ideologico. Lungescu ha aggiunto che limitare l'accesso degli alleati a posizioni di comando militare sarebbe complicato, perché gli avvicendamenti sono stati appena rinegoziati e dureranno fino al 2029, e una riapertura dei negoziati richiederebbe l'unanimità.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha minimizzato la portata della mail durante un vertice dei leader europei a Cipro. Ha dichiarato a Politico che la Spagna sta rispettando i propri obblighi verso l'Alleanza e che il governo collabora pienamente con gli alleati nel quadro del diritto internazionale. Ai giornalisti ha precisato che l'esecutivo non commenta mail informali ma documenti ufficiali e posizioni assunte dagli Stati Uniti.

La Spagna è stata tra le voci più critiche del conflitto in Iran. Madrid ha negato l'uso del proprio spazio aereo e delle basi militari condivise di Rota e Morón per gli attacchi americani, definendo l'intervento ingiustificato e pericoloso. Restrizioni analoghe sono state imposte dall'Italia sulla base siciliana di Sigonella e dalla Francia su specifiche richieste operative. Il presidente Donald Trump ha mostrato particolare insofferenza verso Sánchez, anche per il rifiuto di portare la spesa militare dal 2,1% al 5% del PIL come concordato dagli altri alleati al vertice dell'Aia dello scorso anno. Madrid sostiene di poter raggiungere gli obiettivi di capacità militare con una spesa del 2%.

Il portavoce del Pentagono Kingsley Wilson, interpellato da Reuters, ha affermato che gli alleati NATO non sono stati al fianco degli Stati Uniti e che il dipartimento garantirà al presidente opzioni credibili affinché gli alleati smettano di essere una "tigre di carta" e facciano la loro parte. Patrick Bury, ex capitano dell'esercito britannico e docente all'Università di Bath, ha dichiarato a Euronews che non è possibile espellere un paese dalla NATO senza una violazione sostanziale delle procedure, condizione che nel caso della Spagna non sussiste. Bury ha ricordato che nel 1986, durante l'azione americana contro la Libia, sia la Francia che la Spagna chiusero le proprie basi aeree agli Stati Uniti, creando un precedente. Ha inoltre sottolineato che non c'è stata alcuna consultazione con la NATO sulla guerra in Iran e che il territorio iraniano non rientra nell'area di competenza dell'Alleanza.

La mail prende di mira anche il Regno Unito. Il documento ipotizza una revisione del sostegno americano alla sovranità britannica sulle isole Falkland, l'arcipelago dell'Atlantico meridionale per cui Londra e Buenos Aires si scontrarono nella guerra del 1982, vinta dalla Gran Bretagna con il sostegno logistico statunitense. Trump si era già detto irritato dal rifiuto del primo ministro britannico Keir Starmer di partecipare alla guerra contro l'Iran e aveva minacciato di stracciare un importante accordo commerciale. Un portavoce di Downing Street ha ribadito a Politico che la sovranità sulle isole spetta al Regno Unito e che il diritto all'autodeterminazione degli abitanti è prioritario, posizione espressa con coerenza alle varie amministrazioni americane. Il presidente argentino Javier Milei, alleato di Trump, ha dichiarato in un'intervista radiofonica rilanciata sul suo profilo X che il governo sta facendo tutto il possibile affinché le isole tornino sotto il controllo argentino, sostenendo che ci sono progressi senza precedenti.

Trump ha minacciato più volte di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO. In un'intervista del primo aprile a Reuters ha risposto con una domanda retorica a chi gli chiedeva se considerasse l'uscita dall'Alleanza. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, parlando con i giornalisti al Pentagono, ha dichiarato che la guerra con l'Iran ha messo a nudo molte cose e che non si può parlare di alleanza se alcuni paesi non sono disposti a restare al fianco degli Stati Uniti nei momenti di necessità. Bury ha sollevato a Euronews un interrogativo sull'origine della fuga di notizie, chiedendosi se faccia parte di una strategia più ampia per indebolire la NATO o per spingere gli alleati a un'azione sullo Stretto di Hormuz, chiuso al traffico marittimo dall'inizio del conflitto e oggetto di un blocco statunitense dopo quello iniziale iraniano.

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Il Piccolo Marlin


La traina d'altura mediterranea a causa dell'assenza di alcune grandi prede, assume connotazioni ultralight e mira prevalentemente ai piccoli tunnidi di cui il nostro mare è ricco. Ma c'è un pesce che incarna tutto il fascino della pesca in alto mare: l'aguglia imperiale!
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foto in alto: quando arriva sotto bordo l’aguglia imperiale (Tetrapturus belone) esprime tutta la sua bellezza, la maggior parte dei pescatori esperti lo rilascia senza nessuna esitazione.

Ci sono pesci che negli anni si sono rarefatti, specie quasi estinte nel nostro ma-re, tra questi spiccano la ricciola e la spigola, ma ce ne sono altri che invece a dispetto delle più funeree previsioni, sono aumentati e questo sicuramente è dovuto alle difficoltà di circuizione da parte dei ciancioli.

L'identikit - L'aguglia imperiale è un pesce pelagico, migratore, che si riproduce in primavera-estate e si sposta sempre sulle stesse rotte. In genere si muove in superficie, su batimetriche profonde, comprese tra 500 e 2000 metri, ma non sono rare le sue apparizioni nel sottocosta, da considerare sempre e comunque eventi occasionali. Conduce vita solitaria o di coppia a parte nel periodo della riproduzio-ne quando spesso si riunisce in piccoli banchi. Professionalmente viene pescata con le passerelle nello Stretto di Messina, con reti derivanti e parangali d'altura, ma l'impatto della pesca professionale su questo pesce è abbastanza contenuto: proprio questo, forse, è il motivo dell'aumento della sua presenza nel Mediterraneo. È un abile predatore, velocissimo e agile. Caccia prevalentemente in superficie: pesce azzurro, calamari e piccoli totani, ma tra le sue prede più ambite c'è il pesce volante.

foto in alto: Domenico Scopelliti, cofondatore di Smile House Fondazione, oltre a essere un importante chirurgo maxillo facciale è appassionatissimo della pesca d'altura e in particolar modo dell'aguglia imperiale.

Come tutti i rostrati colpisce le prede prima con il rostro, tramortendole, per poi afferrarle con la bocca in un secondo tempo. Queste caratteristiche di caccia ovviamente, vengono applicate anche quando l’attacco viene perpetrato sulle esche trainate, con il risultato di falsi strike, che durano pochi secondi o allamate sul rostro che difficilmente tengono per tutto il recupero del pesce. Il rostro dell’aguglia imperiale è corto, tozzo, tondeggiante di sezione, e arrotondato sulla punta. L'aguglia sfrutta la superficie abrasiva della sua arma, per stordire le prede. È un nuotatore eccezionale e si colloca al vertice della piramide alimentare della fascia alturiera del Mediterraneo.

La ricerca - Come accennato, ci troviamo di fronte a un pesce d'altura che seppur non disdegni rapide e fugaci incursioni nel sottocosta, va cercato su batimetriche pro- fonde. La fascia d'acqua più comune è quella classica dell'altura, con particolare attenzione ai salti batimetrici e alle secche che risalgono dagli abissi. Da tenere in forte considerazione le aree in cui operano le spadare e le alalungare, zone di forte presenza di cefalopodi e pesce azzurro. Come tutti i pelagici d'altura è fortemente attratta dai relitti galleggianti e da tutto ciò che rompe la monotonia del mare aperto.
L'autore con un esemplare di buone dimensioni catturato nella fascia d'acqua della costa orientale sarda, sulla batimetrica dei 1000 metri.
L'assetto di superficie - La traina ai rostrati si può tranquillamente praticare con solo 5-7 canne e relative esche filate in mare. Con questa configurazione si copre la fascia d’acqua retrostante la poppa senza avere troppe lenze in gioco. Lo scopo principale è quello di pescare con due o tre esche lontane e fuori scia, due dove termina la scia schiumosa dei motori e una o due in piena scia. In questa tecnica i divergenti sono d’obbligo. Su questi accessori si posizionano le esche più lontane che possono essere filate tra i 100 e i 140 metri da poppa. Le due esche lontane, preferibilmente arricchite con aereoplanini di buone dimensioni, possono essere messe in parallelo oppure sfalsate, con una distanza di m 20-30 l’una dall’altra. Le esche sui divergenti si calano lasciando un ampio bando di lenza tra canna e pinza, in modo da confondere il pesce che vede l’esca fermarsi per qualche secondo quando con il col-po di rostro la stacca dalla pinza. Altre due esche si filano a 70-80 metri in mo-do da farle pescare al confine tra la schiuma dei motori e l'acqua blu. Le ultime due si calano a 30-40 metri da poppa nella scia dei motori.

L'attacco - L'aguglia imperiale in genere dà uno o due colpi sull’esca, magari facendo slittare leggermente la frizione, per poi sparire. Difficilmente si allama da sola e questo è spesso motivo di forte frustrazione nello spirito degli equipaggi, che possono solo supporre quale pesce ab-bia perpetrato l’attacco, senza però neanche averlo visto. Prendendo sempre ispirazione dalla traina ai rostrati in oceano e in particolar modo a quella al pesce vela, si possono tentare alcune azioni per avere ragione di questi pesci. In pratica si deve simulare il ferimento dell’esca dopo il primo attacco col rostro. Per ottenere questo effetto, appena si stacca la pinza del divergente o si sente la frizione slittare, bisogna prendere saldamente la canna in mano e aprire il freno tenendo ferma la bobina con il pollice. Appena si sente il pesce ritornare sull’esca, si concede filo simulando un rallentamento della preda, come se fosse ferita. A questo punto si potrebbe avvertire un’accelerazione della lenza in uscita, segno evidente che il pesce ha agguantato l’esca. In questo caso si porta la leva del freno sullo strike e si ferra con decisione. Un altro escamotage da mettere in campo quando avviene un attacco senza allamata, è quello di effettuare il classico stop and go con la barca, mettendo immediatamente a folle i motori e ridare gas dopo qualche secondo.

Artificiali mirati - Il primo aspetto da curare per impostare la traina all'aguglia sono gli artificiali da calare in mare. In considerazione del fatto che questi pesci colpiscono la preda con il rostro prima di afferrarla con la bocca, sono da preferire le esche con testa morbida (soft head) o comunque in plastica, in modo da non insospettire il predatore con parti metalliche quando colpisce. Le esche con testa metallica sono da prendere in considerazione con mare molto calmo, situazione in cui spesso l'aguglia ingoia direttamente la preda da dietro e quindi non colpendola con il rostro non sente la parte metallica. Questo perché al contrario delle esche con testa in plastica, navigano al di sotto della superficie, creando un effetto diverso da quelle che non affondano. Le esche per le aguglie imperiali devono essere sinuose, con gonnellini in silicone o misti a piume. Le esche più grandi possono essere armate con doppio amo, le più piccole con amo singolo. Bisogna inoltre considerare che per l’aguglia sono da preferire ami a gambo molto lungo con sezione sottile. Le colorazioni che sembrano essere più gradite sono: nero-viola, bianco-arancio, nero-verde, blu-bianco, bianco-giallo e rosa, ma come ben sappiamo, nell’altura spesso catturano i colori più assurdi e fantasiosi. Molto spesso risultano particolarmente catturanti i piccoli kona con testa in plastica con l’aggiunta di un esca in silicone tipo aguglia o ballyhoo. Queste esche molto utilizzate in oceano, simulano gli inneschi eseguiti con esche naturali.

I teaser - Nella traina oceanica ai grandi rostrati vengono utilizzati prevalentemente teaser composti da squid o kona in linea, oppure grandi kona singoli. Nelle nostre acque il discorso cambia radicalmente e tali teaser non avrebbero senso di essere usati. Per le nostre prede il teaser che sembra dare i migliori risultati è l’aeroplanino o topolino. Questo accessorio è costituito da una barra centrale e due alette nella parte anteriore. La barra scivola sull’acqua, mentre le due alette ondeggiano velocemente di lato muovendo l’acqua con veloci ed alti schizzi. Quest’azione simula dei piccoli pesci che corrono a pelo d’acqua. L’aeroplanino si usa generalmente un paio di metri a monte dell’esca, oppure a monte di alcuni octopus senza esca finale, o ancora in serie l’uno dopo l’altro, nella scia. Si abbina ad esche di superficie come jet. La filosa è un'altro teaser molto valido per le aguglie imperiali e non è altro che una serie di squid o octous montate equidistanti su un filo. In genere si usano nella traina costiera per lampughe, lanzardi e tombarelli. Si possono usare sia staccate dalle esche, che inserendo due o tre esche, scorrevoli senza amo sul terminale a monte di quella armata con l’amo. La filosa è di facile e rapida autocostruzione. Basta inserire le esche scorrevoli sul trave e poi fermarle con un nodino ed una perlina a battuta.

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Ho fatto shopping di hardware per mio padre e sì, l’IA ha cambiato le cose


Le conseguenze sui prezzi delle memorie che usiamo tutti.
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Ultimamente sto aiutando mio padre a organizzare la sua vita digitale, a pochi giorni dal suo acquisto di un nuovo laptop. La prima cosa che mi viene in mente è una memoria esterna che faccia da backup per i dati e un’altra per poterli maneggiare velocemente, cioè trasferirli da un dispositivo alla memoria e viceversa: quindi un HDD (l’hard disk) e un SSD (la memoria a stato solido).

Ma quanto costa oggi l’hardware? Davvero la bolla dell’IA ha inglobato anche loro? Scopriamolo insieme.

Facendo una ricerca con Comet e vari siti di retail online ho potuto notare che le differenze ci sono, eccome. Per quanto riguarda gli hard disk (HDD) di fascia bassa (1, 2 o 4TB) i prezzi nel corso del 2023-2024 si erano grosso modo stabilizzati, a fronte di una tecnologia matura e dell’attenzione del mercato che si è spostata su nuovi supporti di memoria veloce. In seguito, con l’avvento dell’IA — e rispettivi data center — i prezzi sono lievemente aumentati.

Infatti, tanti tra i marchi più noti — parlo di Western Digital, Seagate, Toshiba — hanno dirottato la produzione su dischi ad alta capacità per i data center, la cui domanda per spazio di archiviazione cresce quasi esponenzialmente di anno in anno. Giusto per avere un’unità di misura, ormai si parla di Zettabyte (ZB) ovvero migliaia di miliardi di Gigabyte.

Non mi intendo particolarmente di schede grafiche (GPU) ma da quello che ho trovato, queste hanno avuto la peggio, in particolare per lo stacco che ha dato loro NVIDIA sul mercato. La TSMC e fornitori annessi hanno di fatto causato il collo di bottiglia decisivo: anche in questo caso non c’è stato spazio per la produzione lato consumer, le linee produttive sono state “otturate” dai chip destinati ai grandi cluster AI e se adesso un privato vuole acquistarle, deve fare i conti con i magazzini vuoti e i prezzi gonfiati.

I componenti che hanno subìto l’inflazione peggiore sono le memorie a stato solido (SSD) e le “cugine” RAM i cui prezzi nell’ultimo anno sono arrivati almeno a raddoppiare rispetto ai minimi raggiunti nel 2023-2024, spesso esaurendo a periodi la disponibilità all’acquisto stesso. Per i più esperti, parliamo rispettivamente di memorie NAND e DRAM, la cui produzione entra a competere con un altro tipo di memoria denominata HBM ad «alta larghezza di banda» che è stata il cuore dello sviluppo dell’AI come la conosciamo oggi: ha permesso prima l’addestramento, poi la performance — inferenza, in termini tecnici — in tempo reale dei modelli linguistici LLM che prendono in pasto trilioni di stringhe di testo e, una volta classificate e suddivise in tokens nella fase di training, decidono in pochi millisecondi con quali comporre la risposta richiesta in base al prompt ricevuto, considerando il contesto della conversazione. È questo meccanismo di inferenza che, moltiplicato per miliardi di richieste al giorno provenienti da centinaia di milioni di persone, ha bisogno di ingenti risorse.

Anche in questo caso molte aziende hanno deciso di tagliare la produzione del segmento consumer — tra i nomi più importanti ci sono Micron (Crucial), Samsung, SK Hynix — e concentrarsi su quello più redditizio dei cluster AI. Ne è una conferma diretta l'andamento del mercato tra il 2023 e oggi che, specie a cavallo del 2026, ha visto quadruplicare i prezzi dei recenti moduli DDR5 e all’incirca raddoppiare quelli degli storage NVMe.
Credits: Guillaume Slowik (2026)
Lato software i prezzi si sono drasticamente ridotti a parità di qualità di output, a volte addirittura mandando in perdita i provider a fronte dei ricavi dagli abbonati. Settimana scorsa, per citarne alcune, GitHub ha chiuso le nuove iscrizioni a Copilot perché il costo computazionale è più alto degli introiti ricavati dagli abbonamenti, mentre Anthropic ha introdotto nuovi limiti a Claude Pro. I componenti hardware sono sempre più costosi e preziosi; il loro accesso è spesso impossibile per piccole e medie imprese. Sentiamo continuamente parlare di accordi da miliardi di dollari, e questi sono numeri destinati ad aumentare di almeno 5 volte nel prossimo decennio per quello che riguarda il mercato delle GPU, che adesso coinvolge già diverse decine di miliardi di dollari annui. Se consideriamo anche i capitali spesi per data center e infrastrutture AI (energia elettrica, raffreddamento, acqua, manutenzione, connessioni in fibra ultra-veloce) supereremo diverse centinaia di miliardi, verso la fine del decennio.

Ricordiamo brevemente come siamo arrivati ad oggi. Tutto ha inizio nel 2022 nel contesto del sofferente mercato post-pandemia, col lancio delle ormai diffusissime GPU NVIDIA H100 e l’entrata in scena di ChatGPT ad opera di OpenAI. L’anno successivo si fanno i conti con la scarsità di memorie HBM e GPU; l’intelligenza artificiale spopola globalmente e i primi grossi capitali vengono spesi per finanziarla. Il 2024 è l’anno delle infrastrutture di calcolo private — a partire da Anthropic — e nazionali, con la nuova battaglia per la sovranità digitale. Nel 2025 il mercato ha cominciato a stabilizzarsi, l’attenzione è passata alle infrastrutture energetiche che alimentano l‘inferenza dei modelli AI, ed oggi siamo vicini al momento decisivo.

Molti analisti propongono tre scenari principali: nel primo ci attende una ulteriore crescita e diffusione dell’intelligenza artificiale anche per aziende più piccole, la domanda di hardware si stabilizza e di conseguenza i prezzi dei componenti consumer. Nel secondo scenario — il più drastico — l’IA è davvero una bolla e scoppia: gli investimenti mastodontici non ottengono i ritorni attesi, nasce un eccesso di offerta di hardware e i prezzi dei componenti di cui abbiamo parlato crollano nei mercati. Nel terzo e ultimo scenario le nuove infrastrutture diventano la base dei futuri servizi digitali, i volumi di utilizzo rimangono alti e gradualmente i prezzi tornano normali.

Ricapitolando, ad oggi: prezzi raddoppiati, triplicati o peggio, scarsità di pezzi e futuro incerto. Siamo spettatori dell’avanzamento tecnologico dell’IA, dai primi curiosi chatbot alla nuova filiera globale: una catena fragile e assetata di risorse su ordini di grandezza mai visti prima.

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La rassegna stampa di sabato 25 aprile 2026


La giustizia USA chiude l'inchiesta su Powell aprendo la strada a Warsh alla Fed, mentre l'amministrazione Trump reintroduce i plotoni d'esecuzione per la pena di morte federale

Questa è la rassegna stampa di sabato 25 aprile 2026

Il dipartimento di giustizia chiude l'inchiesta su Powell e apre la strada a Warsh alla Fed


Il dipartimento di giustizia ha annunciato la chiusura dell'indagine penale su Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, rimuovendo l'ostacolo principale alla conferma di Kevin Warsh come suo successore. La decisione pone fine a un'impasse che minacciava di ritardare la transizione alla guida della banca centrale americana.

Fonti: Wall Street Journal, Bloomberg Politics, New York Times

Il dipartimento di giustizia reintroduce plotoni d'esecuzione per la pena di morte federale


L'amministrazione Trump ha annunciato il ripristino dei plotoni d'esecuzione, delle sedie elettriche e dell'iniezione letale per le esecuzioni federali, in contrapposizione alle politiche dell'era Biden. Il dipartimento ha dichiarato che questi metodi sono "critici per rafforzare la pena di morte federale".

Fonti: NPR, BBC News, The Hill

L'Iran nega incontri diretti con gli USA, indica colloqui indiretti tramite il Pakistan


L'Iran ha smentito i piani per incontri diretti con gli Stati Uniti, affermando che le proprie osservazioni saranno trasmesse attraverso il Pakistan come mediatore. La dichiarazione contraddice precedenti affermazioni della Casa Bianca sui negoziati diretti, evidenziando le tensioni in corso.

Fonti: The Hill, Bloomberg Politics

L'esercito USA uccide due presunti narcotrafficanti nel Pacifico orientale


Le forze armate americane hanno condotto un attacco letale contro un'imbarcazione sospettata di traffico di droga nel Pacifico orientale, uccidendo due persone. L'operazione fa parte di una campagna che ha già causato almeno 178 morti dal settembre scorso nella lotta al narcotraffico.

Fonti: The Guardian, The Hill, Fox News

Obama sostiene gli sforzi democratici contro il ridisegno dei collegi elettorali di Trump


L'ex presidente Barack Obama ha cambiato posizione sostenendo iniziative che in passato aveva avversato, aiutando i democratici a contrastare efficacemente i tentativi dell'amministrazione Trump di ridisegnare i collegi elettorali. La strategia democratica sta ottenendo successi significativi nella battaglia per il controllo delle mappe congressuali.

Fonti: Wall Street Journal

Il CEO di OpenAI si scusa per non aver allertato la polizia prima della sparatoria in Canada


Sam Altman ha scritto una lettera di scuse alla comunità di Tumbler Ridge, in Canada, dopo che OpenAI non ha allertato le forze dell'ordine sul comportamento online di una persona che successivamente ha ucciso otto persone. L'azienda aveva identificato l'account ma aveva stabilito che non raggiungeva la soglia per una segnalazione legale.

Fonti: The Guardian, BBC News

Un memo del Pentagono propone di riconsiderare il sostegno USA alle Falkland per punire il Regno Unito


Un'email interna del Pentagono ha proposto agli Stati Uniti di rivalutare il sostegno alle rivendicazioni britanniche sulle isole Falkland come punizione per la mancanza di supporto britannico nella guerra contro l'Iran. Downing Street ha dovuto ribadire che il Regno Unito non cederà la sovranità sulle isole, collegando la questione alle relazioni USA-UK.

Fonti: The Guardian, Financial Times

Il dipartimento di giustizia interviene a sostegno di xAI nel caso di regolamentazione del Colorado


Il dipartimento di giustizia è intervenuto nella causa intentata da xAI di Elon Musk contro una legge del Colorado volta a regolamentare i sistemi di intelligenza artificiale. L'intervento crea un conflitto tra lo stato e l'amministrazione federale, mentre Trump cerca di stabilire un quadro normativo federale piuttosto che statale.

Fonti: The Guardian, Wall Street Journal

Taiwan teme di essere "nel menu" al vertice tra Xi e Trump


Un alto funzionario taiwanese ha espresso preoccupazione che il presidente Trump possa fare concessioni sull'isola autogovernata durante l'incontro con il presidente cinese Xi Jinping. Taiwan sta lavorando intensamente per prevenire tale scenario, temendo di diventare merce di scambio nei negoziati sino-americani.

Fonti: Bloomberg Politics

Una vedova francese di 85 anni deportata nel giro di vite sull'immigrazione di Trump


Marie-Thérèse Ross-Mahé, vedova francese di un ex soldato americano, ha raccontato la sua esperienza nella detenzione ICE dopo essere stata deportata. Il caso della donna di 85 anni evidenzia l'impatto del giro di vite sull'immigrazione dell'amministrazione Trump anche sui casi più controversi dal punto di vista umanitario.

Fonti: New York Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Tim Cook lascia il timone, Claude Design, GPT Images, il meglio della settimana


Il meglio della settimana + un editoriale scritto da noi.
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Buon sabato,
questa settimana la notizia che ha fatto più rumore è stato l'abbandono del ruolo di CEO da parte di Tim Cook, dopo 15 anni. Ma ci sono anche altre release importanti: Claude Design, ChatGPT Images 2.0, Personal Computer di Perplexity, e tanto altro ancora. L'editoriale di oggi è stato gentilmente scritto da Guillaume Slowik. Buona lettura!

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Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

Ho fatto shopping di hardware per mio padre e sì, l’IA ha cambiato le cose


Ultimamente sto aiutando mio padre a organizzare la sua vita digitale, a pochi giorni dal suo acquisto di un nuovo laptop. La prima cosa che mi viene in mente è una memoria esterna che faccia da backup per i dati e un’altra per poterli maneggiare velocemente, cioè trasferirli da un dispositivo alla memoria e viceversa: quindi un HDD (l’hard disk) e un SSD (la memoria a stato solido).

Ma quanto costa oggi l’hardware? Davvero la bolla dell’IA ha inglobato anche loro? Scopriamolo insieme.

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Notizie della settimana


Una selezione delle notizie più rilevanti della settimana.

Tim Cook lascia la carica di amministratore delegato di Apple


Big tech
Dopo quasi quindici anni alla guida di Apple, l’azienda di Cupertino ha deciso che dal 1° settembre la direzione passerà a John Ternus, responsabile dell’ingegneria hardware dal 2021 e presente in azienda dal 2001. Tim Cook, che aveva preso il posto del cofondatore Steve Jobs nel 2011, resterà come presidente esecutivo e gestirà, fra le altre cose, anche i rapporti con governi e autorità di vari Paesi. Il nuovo amministratore delegato eredita un gruppo molto redditizio ma sottoposto a pressioni sul fronte della strategia futura — soprattutto IA e dispositivi wearable.
~
Fonte: The Guardian
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Anthropic lancia Claude Design


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha lanciato Claude Design, un prodotto sperimentale che genera contenuti visivi (interfacce software e siti web) a partire da istruzioni scritte e punta a utenti aziendali come founder e product manager senza formazione da designer. L’utente può descrivere, per esempio, il prototipo di un’app e ottenere una prima versione da modificare con nuove richieste. I materiali possono essere esportati come PDF, link web o file PPTX, oppure inviati in Canva per ulteriori modifiche collaborative. Il sistema può anche adattarsi al design system di un’azienda analizzando file di design e codice interno.
~
Fonte: TechCrunch
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Meta prevede di tagliare circa 8.000 posti di lavoro il prossimo mese


Big tech
Meta starebbe preparando una prima riduzione di circa il 10% del personale mondiale, pari a quasi 8.000 persone, con avvio indicato al 20 maggio. Nella seconda metà dell’anno sarebbero previsti altri tagli, ancora senza dettagli definiti. La società non ha commentato. Il piano viene collegato all’aumento dei costi per i data center, i chip e gli altri sistemi necessari all’intelligenza artificiale. Nel frattempo l’azienda sta riorganizzando team e ruoli per automatizzare di più tramite agenti AI.
~
Fonte: Fox Business
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OpenAI presenta ChatGPT Images 2.0


Intelligenza Artificiale
OpenAI ha presentato ChatGPT Images 2.0, un nuovo sistema per generare immagini che migliora molto un limite storico di questi strumenti: scrivere testo leggibile dentro l’immagine. Secondo TechCrunch, rispetto a DALL-E 3 di due anni fa, il nuovo modello riesce a creare materiali come menu, grafiche e fumetti con scritte corrette e più facilmente utilizzabili. OpenAI dice anche che il sistema gestisce meglio lingue non latine come giapponese, coreano, hindi e bengalese, e può creare più immagini da una sola richiesta producendo formati diversi.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Google presenta chip per l'addestramento e l'inferenza dell'IA


Tecnologia
Google ha deciso di separare in due processori diversi funzioni che finora gestiva con lo stesso chip: l’addestramento dei modelli AI, cioè la fase in cui il sistema impara dai dati, e l’inferenza, cioè la generazione delle risposte agli utenti. La scelta arriva con l’ottava generazione delle TPU, i processori sviluppati internamente da Google e offerti anche nel cloud. L’azienda punta così a migliorare efficienza e costi in un mercato dominato da Nvidia, in cui la domanda di chip capaci di gestire milioni di agenti software con tempi di risposta ridotti è sempre più crescente.
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Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Punto Informatico

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GitHub mette in pausa le nuove iscrizioni a Copilot


Intelligenza Artificiale
GitHub ha sospeso le nuove iscrizioni ai piani personali Copilot Pro, Pro+ e Student perché molti utenti usano ormai l’assistente per compiti lunghi e complessi, con agenti automatici che aumentano molto il carico sull’infrastruttura e in alcuni casi costano più del prezzo mensile pagato. L’azienda dice di voler così servire meglio i clienti già attivi. Ha anche cambiato l’accesso ai modelli: il piano Pro non include più Opus e per usare Claude Opus 4.7 serve Pro+, mentre sono stati introdotti limiti per sessione e per settimana. Se l’utente supera il tetto previsto, perde l’accesso ai modelli premium fino al periodo successivo.
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Fonte: NeoWin
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L'azienda di scarpe Allbirds fa un pivot bizzarro e diventa una società AI


Startup
Allbirds, società statunitense nata nel 2015 e diventata nota per scarpe in materiali naturali come la lana merino, ha comunicato che abbandonerà l’attività centrata sulle calzature per dedicarsi all’infrastruttura di calcolo per l’intelligenza artificiale, cioè all’acquisto e al noleggio di hardware ad alte prestazioni usato per addestrare ed eseguire modelli. Il gruppo, che dovrebbe assumere il nome NewBird AI, prevede una raccolta fino a 50 milioni di dollari nel 2026. Dopo l’annuncio il titolo è salito del 582% e la valutazione ha guadagnato altri 127 milioni di dollari. La svolta arriva dopo il crollo delle vendite, la chiusura dei negozi negli Stati Uniti e la cessione del marchio e di altri asset.
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Fonte: CNBC
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Perplexity presenta Personal Computer


Intelligenza Artificiale
Perplexity ha iniziato a distribuire su Mac la funzione Personal Computer agli utenti in lista d’attesa e agli abbonati Max. Il sistema si integra con l’app di Perplexity per Mac e può operare sui file salvati in locale, oltre che nelle applicazioni native di macOS come Mail, Calendario e iMessage, e nel browser. Se installato su un Mac mini, può restare attivo in background in modo continuativo e avviare attività partite da iPhone previa verifica a due fattori. Nell'articolo di 9to5Mac è visionabile un video di presentazione.
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Fonte: 9to5Mac
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Instagram lancia un'app separata di nome Instants solo in Italia e Spagna


Internet
Instagram sta testando in Italia e Spagna un’app separata chiamata Instants, pensata per inviare a un gruppo ristretto di contatti foto che si vedono una sola volta e restano disponibili per 24 ore. Le immagini devono essere scattate dentro l’app con un solo tocco, senza filtri, ritocchi o caricamenti dalla galleria del telefono; dopo lo scatto si può aggiungere solo testo. L’obiettivo è favorire scambi rapidi tra amici, sulla scia di servizi come Snapchat, BeReal e Locket.
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Fonte: TechCrunch
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Fiutando il declino

C'è una crisi silente ma in forte crescita che colpisce i social: gli utenti sono overstimolati da contenuti...
[solo per supporter]

Letture interessanti


Della settimana, in lingua inglese.

10 modi non noiosi in cui ho usato l'IA nell'ultimo mese


lesswrong.com (eng)

Dentro Notion


colossus.com (eng)

Come iniziare a usare Claude Design


muz.li (eng)

Le basi scientifiche sull'essere gentili con il proprio chatbot


platformer.news (eng)

Notizie veloci


Della settimana, in lingua inglese.

Blue Origin ha posizionato un satellite di un cliente nell'orbita sbagliata durante il suo terzo lancio


techcrunch.com (eng)

Vercel conferma la violazione di dati e gli hacker minacciano di vendere le informazioni rubate


bleepingcomputer.com (eng)

Robot umanoidi battono i record umani nella mezza maratona di Pechino


techcrunch.com (eng)

Palantir pubblica un mini-manifesto in cui denuncia l'inclusività e le culture "regressive"


techcrunch.com (eng)

LinkedIn nomina Dan Shapero, dirigente di lunga data, nuovo CEO


cnbc.com (eng)

Claude Code, Gemini CLI e GitHub Copilot sono vulnerabili al prompt injection tramite i commenti di GitHub


cybersecuritynews.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/t_LBECIQQqs?…

Claude Design


Ecco il video di presentazione ufficiale del nuovissimo Claude Design.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:21)

Tool della settimana

Extra


Di client di posta elettronica AI-based ce ne sono a migliaia, ma Extra sta ricevendo molte recensioni positive per l'usabilità, l'interfaccia pulita e l'effettivo valore aggiunto dell'IA.

Link: extra.email

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Ho fatto shopping di hardware per mio padre e sì, l’IA ha cambiato le cose


Ultimamente sto aiutando mio padre a organizzare la sua vita digitale, a pochi giorni dal suo acquisto di un nuovo laptop. La prima cosa che mi viene in mente è una memoria esterna che faccia da backup per i dati e un’altra per poterli maneggiare velocemente, cioè trasferirli da un dispositivo alla memoria e viceversa: quindi un HDD (l’hard disk) e un SSD (la memoria a stato solido).

Ma quanto costa oggi l’hardware? Davvero la bolla dell’IA ha inglobato anche loro? Scopriamolo insieme.

Facendo una ricerca con Comet e vari siti di retail online ho potuto notare che le differenze ci sono, eccome. Per quanto riguarda gli hard disk (HDD) di fascia bassa (1, 2 o 4TB) i prezzi nel corso del 2023-2024 si erano grosso modo stabilizzati, a fronte di una tecnologia matura e dell’attenzione del mercato che si è spostata su nuovi supporti di memoria veloce. In seguito, con l’avvento dell’IA — e rispettivi data center — i prezzi sono lievemente aumentati.

Infatti, tanti tra i marchi più noti — parlo di Western Digital, Seagate, Toshiba — hanno dirottato la produzione su dischi ad alta capacità per i data center, la cui domanda per spazio di archiviazione cresce quasi esponenzialmente di anno in anno. Giusto per avere un’unità di misura, ormai si parla di Zettabyte (ZB) ovvero migliaia di miliardi di Gigabyte.

Non mi intendo particolarmente di schede grafiche (GPU) ma da quello che ho trovato, queste hanno avuto la peggio, in particolare per lo stacco che ha dato loro NVIDIA sul mercato. La TSMC e fornitori annessi hanno di fatto causato il collo di bottiglia decisivo: anche in questo caso non c’è stato spazio per la produzione lato consumer, le linee produttive sono state “otturate” dai chip destinati ai grandi cluster AI e se adesso un privato vuole acquistarle, deve fare i conti con i magazzini vuoti e i prezzi gonfiati.

I componenti che hanno subìto l’inflazione peggiore sono le memorie a stato solido (SSD) e le “cugine” RAM i cui prezzi nell’ultimo anno sono arrivati almeno a raddoppiare rispetto ai minimi raggiunti nel 2023-2024, spesso esaurendo a periodi la disponibilità all’acquisto stesso. Per i più esperti, parliamo rispettivamente di memorie NAND e DRAM, la cui produzione entra a competere con un altro tipo di memoria denominata HBM ad «alta larghezza di banda» che è stata il cuore dello sviluppo dell’AI come la conosciamo oggi: ha permesso prima l’addestramento, poi la performance — inferenza, in termini tecnici — in tempo reale dei modelli linguistici LLM che prendono in pasto trilioni di stringhe di testo e, una volta classificate e suddivise in tokens nella fase di training, decidono in pochi millisecondi con quali comporre la risposta richiesta in base al prompt ricevuto, considerando il contesto della conversazione. È questo meccanismo di inferenza che, moltiplicato per miliardi di richieste al giorno provenienti da centinaia di milioni di persone, ha bisogno di ingenti risorse.

Anche in questo caso molte aziende hanno deciso di tagliare la produzione del segmento consumer — tra i nomi più importanti ci sono Micron (Crucial), Samsung, SK Hynix — e concentrarsi su quello più redditizio dei cluster AI. Ne è una conferma diretta l'andamento del mercato tra il 2023 e oggi che, specie a cavallo del 2026, ha visto quadruplicare i prezzi dei recenti moduli DDR5 e all’incirca raddoppiare quelli degli storage NVMe.
Credits: Guillaume Slowik (2026)
Lato software i prezzi si sono drasticamente ridotti a parità di qualità di output, a volte addirittura mandando in perdita i provider a fronte dei ricavi dagli abbonati. Settimana scorsa, per citarne alcune, GitHub ha chiuso le nuove iscrizioni a Copilot perché il costo computazionale è più alto degli introiti ricavati dagli abbonamenti, mentre Anthropic ha introdotto nuovi limiti a Claude Pro. I componenti hardware sono sempre più costosi e preziosi; il loro accesso è spesso impossibile per piccole e medie imprese. Sentiamo continuamente parlare di accordi da miliardi di dollari, e questi sono numeri destinati ad aumentare di almeno 5 volte nel prossimo decennio per quello che riguarda il mercato delle GPU, che adesso coinvolge già diverse decine di miliardi di dollari annui. Se consideriamo anche i capitali spesi per data center e infrastrutture AI (energia elettrica, raffreddamento, acqua, manutenzione, connessioni in fibra ultra-veloce) supereremo diverse centinaia di miliardi, verso la fine del decennio.

Ricordiamo brevemente come siamo arrivati ad oggi. Tutto ha inizio nel 2022 nel contesto del sofferente mercato post-pandemia, col lancio delle ormai diffusissime GPU NVIDIA H100 e l’entrata in scena di ChatGPT ad opera di OpenAI. L’anno successivo si fanno i conti con la scarsità di memorie HBM e GPU; l’intelligenza artificiale spopola globalmente e i primi grossi capitali vengono spesi per finanziarla. Il 2024 è l’anno delle infrastrutture di calcolo private — a partire da Anthropic — e nazionali, con la nuova battaglia per la sovranità digitale. Nel 2025 il mercato ha cominciato a stabilizzarsi, l’attenzione è passata alle infrastrutture energetiche che alimentano l‘inferenza dei modelli AI, ed oggi siamo vicini al momento decisivo.

Molti analisti propongono tre scenari principali: nel primo ci attende una ulteriore crescita e diffusione dell’intelligenza artificiale anche per aziende più piccole, la domanda di hardware si stabilizza e di conseguenza i prezzi dei componenti consumer. Nel secondo scenario — il più drastico — l’IA è davvero una bolla e scoppia: gli investimenti mastodontici non ottengono i ritorni attesi, nasce un eccesso di offerta di hardware e i prezzi dei componenti di cui abbiamo parlato crollano nei mercati. Nel terzo e ultimo scenario le nuove infrastrutture diventano la base dei futuri servizi digitali, i volumi di utilizzo rimangono alti e gradualmente i prezzi tornano normali.

Ricapitolando, ad oggi: prezzi raddoppiati, triplicati o peggio, scarsità di pezzi e futuro incerto. Siamo spettatori dell’avanzamento tecnologico dell’IA, dai primi curiosi chatbot alla nuova filiera globale: una catena fragile e assetata di risorse su ordini di grandezza mai visti prima.


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Marco Rubio piace sempre di più agli elettori di Trump


Secondo i focus group condotti da Sarah Longwell e pubblicati su The Atlantic, il segretario di Stato è visto come una figura competente e stabilizzante, mentre il vicepresidente è accusato di incoerenza.

Il segretario di Stato Marco Rubio sta guadagnando terreno tra gli elettori di Donald Trump come possibile erede politico del presidente, mentre il vicepresidente J. D. Vance perde consensi proprio nella base che lo aveva sostenuto. È quanto emerge da un'analisi pubblicata su The Atlantic da Sarah Longwell, conduttrice del podcast The Focus Group ed editrice di The Bulwark, basata sui focus group settimanali che l'autrice organizza con elettori repubblicani.

Longwell racconta che lo stesso Trump avrebbe l'abitudine di chiedere ai suoi collaboratori chi dovrebbe succedergli, ponendo la scelta tra Vance e Rubio. Se la domanda venisse rivolta ai suoi elettori, la risposta sarebbe ormai piuttosto netta. Nei focus group emerge un rispetto crescente per il segretario di Stato, percepito come una forza stabilizzante all'interno dell'amministrazione. Un dato sorprendente, osserva l'autrice, perché Rubio rappresentava fino a pochi anni fa tutto ciò che la base trumpiana rifiutava: era stato il principale promotore repubblicano dell'ultima grande riforma sull'immigrazione nel 2013, un difensore convinto della NATO e del ruolo degli Stati Uniti come garante della stabilità globale, con uno slogan di campagna nel 2016 che prometteva "un nuovo secolo americano".

Due sono le ragioni principali che spiegano il nuovo apprezzamento. La prima riguarda l'accumulo di incarichi: Rubio ricopre contemporaneamente i ruoli di segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale, e fino a poco tempo fa era anche amministratore ad interim dell'USAID e della National Archives and Records Administration. Gli elettori interpretano questa concentrazione di ruoli come prova di competenza. La seconda ragione è la percezione di Rubio come "l'adulto nella stanza", un giudizio che secondo Longwell è favorito dal confronto con figure come il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore dell'FBI Kash Patel e il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.

La traiettoria di Vance appare opposta. Il vicepresidente, che si era costruito un'identità politica come isolazionista e nazionalista della linea "America First", viene ora criticato dagli stessi elettori che lo avevano votato. L'articolo elenca una serie di episodi recenti che hanno eroso la sua immagine: uno scontro con il pontefice, la contestazione subita a un evento di Turning Point USA e la partecipazione a una campagna elettorale con Viktor Orbán pochi giorni prima della sconfitta storica del leader ungherese.

Il banco di prova più problematico per Vance è stata la guerra in Iran. Dopo essersi presentato come il principale sostenitore dell'isolazionismo, il vicepresidente ha evitato di criticare il conflitto. Trump lo ha incaricato di guidare i negoziati di pace, che sono falliti in meno di un giorno, mentre il presidente assisteva a un incontro di UFC in compagnia di Rubio. Secondo Longwell, l'inautenticità è fatale con gli elettori di oggi e le prospettive politiche di Vance appaiono in netto calo.

L'autrice riconosce che anche Rubio ha compromesso i propri principi trasformandosi in un fedele esecutore della volontà di Trump, come dimostra il suo coinvolgimento nella cattura di Nicolás Maduro in Venezuela. A suo vantaggio gioca anche la memoria corta degli elettori più giovani, che non ricordano il Rubio dell'era pre-Trump e lo vedono soltanto nella versione attuale di alleato leale del presidente.

Longwell precisa che le opinioni raccolte riflettono il sentire di chi resta all'interno della coalizione trumpiana. L'ala più radicale dell'"America First", vicina a figure come Tucker Carlson, Candace Owens e Nick Fuentes, è invece in aperta ribellione contro Trump per la guerra in Iran e le sue conseguenze economiche e considera Rubio complice di quelle scelte.

La conclusione dell'articolo è netta. Sarebbe un errore leggere l'ascesa di Rubio come un possibile ritorno del Partito Repubblicano alle sue posizioni pre-Trump. Secondo Longwell, non è il partito a tornare verso Rubio, ma Rubio che si è adattato al partito. Per arrivare alla posizione attuale, scrive l'autrice, il segretario di Stato ha dovuto rinunciare ai propri principi e assecondare le richieste autoritarie del suo capo. Longwell ricorda infine che nel 2016 Rubio aveva definito Trump un "truffatore" e uno "uomo forte da terzo mondo" a capo della "più grande truffa della storia politica americana", prevedendo che non avrebbe mai preso il controllo del partito. Su quest'ultimo punto, osserva l'autrice, si era sbagliato.

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Meta licenzia 8mila dipendenti per finanziare investimenti nell'IA


Il 10% del personale perderà il lavoro a maggio. Annullati anche i piani di assunzione per 6mila posizioni

Meta ridurrà a maggio circa il 10% della propria forza lavoro, pari a 8mila dipendenti, e annullerà le 6mila assunzioni già programmate. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita una nota interna inviata ai dipendenti.

Nel promemoria, la chief people officer Janelle Gale spiega che i tagli si rendono necessari per “operare in modo più efficiente” e per compensare gli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale. “Non si tratta di una scelta facile e comporterà il dover lasciare andare persone che hanno fornito contributi significativi a Meta durante la loro permanenza qui”, ha scritto la dirigente.

I dipendenti coinvolti nei licenziamenti verranno informati il 20 maggio.

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Il movimento Make America Healthy Again si allontana da Trump


Scettici dei vaccini e attivisti anti-pesticidi che avevano sostenuto il presidente si sentono traditi, soprattutto dopo il decreto che promuove il glifosato. I democratici fiutano l'occasione.

Il movimento Make America Healthy Again, noto con la sigla MAHA, che nel 2024 contribuì a portare Donald Trump alla Casa Bianca, mostra segnali di disaffezione verso il presidente e il Partito Repubblicano. A riferirlo è un'inchiesta del New York Times che ha raccolto le voci di sei tra i principali leader del movimento. Molti elettori, avvertono, sono delusi e potrebbero semplicemente non presentarsi alle urne nelle elezioni di novembre.

Il movimento nasce come una coalizione eterogenea: scettici dei vaccini che si battono contro gli obblighi sanitari sotto la bandiera della "libertà di salute", sostenitori dell'agricoltura rigenerativa, attivisti contro pesticidi ed esposizioni chimiche, appassionati di cibo biologico e medicina alternativa. A tenerli uniti è la figura di Robert Kennedy Jr., attuale segretario alla Salute, e una diffusa diffidenza verso governo e grandi industrie. L'acronimo MAHA richiama volutamente MAGA, lo slogan di Trump.

Il punto di rottura è stato il recente decreto presidenziale che promuove la produzione di glifosato, l'erbicida commercializzato con il marchio Roundup, che alcuni scienziati sospettano sia cancerogeno. Trump ha motivato la decisione con ragioni di sicurezza nazionale, per proteggere l'approvvigionamento alimentare e perché l'ingrediente principale del prodotto viene utilizzato anche per fabbricare munizioni. Nel 2015 l'International Agency for Cancer Research aveva classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per gli esseri umani", mentre l'Environmental Protection Agency statunitense sostiene che non sia probabile che lo sia e non richiede avvertenze sull'etichetta.

Vani Hari, personalità del benessere nota online come "The Food Babe", ha spiegato al New York Times che è difficile sostenere un movimento in cui convivono messaggi opposti: da un lato l'invito a mangiare cibo vero, dall'altro l'autorizzazione a spargere Roundup sui campi. Alex Clark, podcaster conservatrice del benessere e voce di primo piano del movimento, ha detto allo stesso quotidiano che i repubblicani sarebbero "stupidi e idioti" a lasciarsi sfuggire questi elettori, aggiungendo che molti "hanno perso l'energia, hanno perso l'entusiasmo" e non hanno intenzione di votare. Clark lavora per Turning Point U.S.A., l'organizzazione di destra fondata da Charlie Kirk.

Un altro fronte di malcontento riguarda la nomina di Casey Means, influencer del benessere considerata un'eroina del movimento per la sua attenzione al legame tra dieta e malattie croniche, candidata al ruolo di Surgeon General. La sua conferma al Senato è in bilico: tre influenti repubblicani della commissione Salute, i senatori Susan Collins del Maine, Lisa Murkowski dell'Alaska e il presidente della commissione Bill Cassidy, non hanno ancora dichiarato il loro sostegno. Cassidy, interpellato, ha rifiutato di commentare: il MAHA PAC sostiene il suo sfidante alle primarie della Louisiana, previste il mese prossimo.

Il MAHA PAC, guidato dall'editore conservatore Tony Lyons, stretto alleato di Kennedy, ha lanciato a marzo un'iniziativa per raccogliere 100 milioni di dollari a sostegno di candidati repubblicani allineati al movimento e approvati da Trump. L'obiettivo è però lontano: secondo i documenti sui finanziamenti elettorali, fino a fine febbraio erano stati raccolti 1,2 milioni di dollari. Lyons, la cui casa editrice Skyhorse Publishing ha pubblicato libri della first lady Melania Trump, di Kennedy, di esponenti repubblicani come il senatore Rand Paul e Rudolph Giuliani, ha difeso il comitato in un messaggio al New York Times, sostenendo che "MAHA è disposto a lavorare con chiunque" ma che i democratici non hanno voluto superare le divisioni di partito.

La tensione con l'amministrazione emergerà in modo visibile davanti alla Corte Suprema, dove i leader del movimento organizzano una manifestazione mentre i giudici ascoltano le argomentazioni orali in una causa contro Monsanto, produttore del Roundup oggi di proprietà della tedesca Bayer. Il caso è stato portato da un uomo di St. Louis che attribuisce al diserbante il suo linfoma non Hodgkin. Una giuria del Missouri gli ha riconosciuto un risarcimento da 1,25 milioni di dollari. Bayer sostiene che il prodotto sia sicuro e che la politica dell'Environmental Protection Agency prevalga sulle cause statali. L'amministrazione si schiera con l'azienda.

Alcuni democratici vedono un'opportunità. Il senatore Cory Booker del New Jersey, in disaccordo con Kennedy sui vaccini ma da tempo attivo sul tema pesticidi, ha depositato un parere favorevole al ricorrente nella causa Bayer. La sondaggista democratica Celinda Lake ha dichiarato al New York Times che nelle sfide serrate gli elettori indipendenti e indecisi che hanno votato Trump a causa di Kennedy sono decisivi. Secondo Lake, chi si interessa soprattutto ai vaccini difficilmente si avvicinerà ai democratici, ma le "Organic Moms", come lei le chiama, possono essere riconquistate. Ha criticato il suo stesso partito per averle ignorate nel 2024.

La deputata democratica Chellie Pingree del Maine, agricoltrice biologica e avversaria di lunga data dell'industria chimica, ha firmato con Kelly Ryerson, leader del movimento nota online come "The Glyphosate Girl", un editoriale su The Hill per chiedere misure più severe contro i prodotti chimici negli alimenti. Pingree ha detto al New York Times di passare sempre più tempo a convincere i colleghi democratici che stanno perdendo una grande occasione non parlando di queste questioni.

La Casa Bianca, preoccupata per il voto MAHA, ha invitato di recente alcune influencer del movimento, tra cui Clark e Ryerson, a un incontro con Trump. Le due hanno trascorso venti minuti con il presidente nello Studio Ovale e hanno incontrato anche la capa di gabinetto Susie Wiles, il vice capo di gabinetto e Stephen Miller, che ha chiesto loro idee sulla comunicazione. Casey Means era presente.

Il comitato di azione politica è diventato un tema anche durante l'audizione di Kennedy al Congresso. Il senatore democratico Chris Murphy del Connecticut lo ha definito "un pasticcio morale ed etico", segnalando che alcuni donatori hanno interessi davanti al dipartimento guidato dal segretario. Kennedy ha risposto di non sapere chi finanzi il gruppo e di non ritenere che abbia fatto nulla contrario ai suoi valori. Del Bigtree, ex direttore della comunicazione di Kennedy e noto attivista anti-vaccini, ha dichiarato al New York Times che il segretario sta facendo "del suo meglio in circostanze difficili", ma ha avvertito che senza uno sforzo reale i democratici non riconquisteranno quelle elettrici.

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Rapina alla banca di Napoli, la ricostruzione in 3d di Geopop


Il geologo Gianluca Minin ha percorso la galleria e realizzato una scansione 3D. Dodici metri scavati a mano sotto il caveau del Crédit Agricole

Come è possibile scavare 12 metri di galleria sotto una banca, in pieno quartiere residenziale, senza che nessuno senta nulla? A rispondere è Geopop con un video di ricostruzione tridimensionale firmato da Andrea Moccia, geologo e divulgatore scientifico, che racconta la scansione 3D realizzata dal geologo Gianluca Minin, presidente della Galleria Borbonica, il quale ha fisicamente percorso il tunnel.

Contrariamente a quanto riportato in molti servizi di cronaca, i rapinatori non hanno scavato nel tufo giallo napoletano. Nella zona di piazza Medaglie d'Oro, nel quartiere Arenella, il tufo si trova molto in profondità. Il tunnel è stato invece ricavato in uno strato di materiale di riporto: macerie, detriti, pezzi di coccio, mattonelle e immondizia accumulati nel corso dei decenni, quella che Minin definisce "monnezza storica", che poggia direttamente sotto il solaio della banca. Un materiale incoerente, scarsamente cementato, facile da rimuovere senza attrezzatura pesante, senza vibrazioni e senza rumore.

Il tunnel, lungo circa 12 metri e con un diametro tra 70 e 90 centimetri, sarebbe stato realizzato quasi interamente a mano con una piccozzetta. Il materiale veniva poi caricato in secchi e scaricato direttamente nel sistema fognario, dove le acque correnti hanno contribuito a disperdere le tracce. Secondo la ricostruzione, i rapinatori hanno usato il martello pneumatico una sola volta: per bucare la parete del collettore fognario in conglomerato cementizio.

Da lì il percorso prosegue fino a un ambiente adiacente al caveau, con un dislivello di circa un metro. Per percorrerlo bisogna strisciare. Ma ciò che colpisce gli esperti è soprattutto la conoscenza del sottosuolo dimostrata dai rapinatori: la rete fognaria di Napoli è un labirinto di gallerie e collettori secondari dove orientarsi al buio richiede una preparazione approfondita. Chi ha progettato la rapina ha quasi certamente impiegato settimane se non mesi per prepararla.

L'indagine è coordinata dalla Procura di Napoli con il procuratore capo Nicola Gratteri. Molte domande restano ancora senza risposta: chi sono i rapinatori, qual è l'ammontare del bottino, se ci fosse un basista interno e dove siano sbucati dopo la fuga nel sistema fognario.

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Il Dipartimento di Giustizia chiude l’indagine penale su Jerome Powell


La decisione rimuove il principale ostacolo alla conferma di Kevin Warsh alla guida della Fed, dopo lo stop imposto dal senatore repubblicano Thom Tillis.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha deciso di archiviare l’indagine penale su Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. La scelta segna una svolta in un caso senza precedenti contro il capo della Banca Centrale americana e spiana la strada alla conferma di Kevin Warsh, indicato dal presidente Donald Trump come prossimo presidente della Fed.

Ad annunciare la chiusura del fascicolo è stata Jeanine Pirro, procuratrice federale per il Distretto di Columbia. "Ho dato disposizione al mio ufficio di chiudere la nostra indagine mentre l’ispettore generale continua a condurre la sua", ha scritto su X.

This morning the Inspector General for the Federal Reserve has been asked to scrutinize the building costs overruns – in the billions of dollars – that have been borne by taxpayers.

The IG has the authority to hold the Federal Reserve accountable to American taxpayers. I…
— US Attorney Pirro (@USAttyPirro) April 24, 2026


Il dossier passa quindi ora all’ispettore generale della Federal Reserve, incaricato di esaminare gli sforamenti di costo legati ai lavori di ristrutturazione degli edifici della Banca Centrale. Pirro ha parlato di sforamenti "nell’ordine di miliardi di dollari" e ha sostenuto che il peso di quelle spese ricada sui contribuenti americani.

La procuratrice ha anche affermato che l’Ispettore Generale ha l’autorità per chiamare la Federal Reserve a rispondere davanti ai cittadini americani. Ha aggiunto di attendersi un rapporto completo in tempi brevi, capace di chiarire le questioni che avevano spinto il suo ufficio a aprire una inchiesta.

Federal Reserve vs Casa Bianca
Indagine su Powell archiviata: Warsh si avvia verso la conferma
Il Dipartimento di Giustizia chiude l'inchiesta su Jerome Powell senza incriminazione · 24 aprile 2026

$2,5 mld
Costo ristrutturazione Fed

0
Prove di reato trovate

15 mag 2026
Scadenza mandato Powell

Indagine Attori Cronologia Fact-check

I costi della ristrutturazione

Stima iniziale · 2019 $1,9 mld

Stima attuale · 2026 $2,5 mld

Sforamento $600 mln

I numeri chiave del fascicolo

2
Edifici coinvolti

Il Marriner S. Eccles Building (1937) e il 1951 Constitution Building, entrambi in Foggy Bottom, a Washington. Prima ristrutturazione integrale dagli anni Trenta.

2017
Anno di approvazione

Il progetto è stato approvato dal board della Fed quando Powell era consigliere, non ancora presidente. Avvio dei lavori nel 2021.

2027
Fine lavori prevista

Completamento previsto per l'autunno del 2027. Rientro dei dipendenti negli edifici ristrutturati a marzo 2028.

Zero
Capi d'imputazione

L'inchiesta si chiude senza incriminazione. Il giudice federale Boasberg a marzo aveva già definito le prove del Dipartimento di Giustizia come "sostanzialmente inesistenti".

Tocca un attore per vederne la posizione

JP

Jerome Powell
Presidente uscente Federal Reserve · mandato in scadenza il 15 maggio

Ha sempre definito l'indagine una campagna di pressione della Casa Bianca per forzare la decisione di nuovi tagli dei tassi d'interesse. A gennaio ha rivelato l'arrivo di citazioni a comparire da parte del Dipartimento di Giustizia. Dovrebbe restare nel board della Fed anche dopo la scadenza del mandato da presidente.
"La minaccia di incriminazioni penali è la conseguenza dell'aver fissato i tassi sulla base di quanto serviva, e non delle preferenze del presidente".

JP

Jeanine Pirro
Procuratrice federale · Distretto di Columbia

Annuncia la chiusura dell'inchiesta su X e passa la palla all'Ispettore Generale della Fed. Afferma che gli sforamenti ricadranno sui contribuenti — una lettura che contrasta con il modello di finanziamento autonomo della Banca Centrale.
"Ho dato disposizione al mio ufficio di chiudere la nostra indagine mentre l'Ispettore Generale continua a condurre la sua".

DT

Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti

Da mesi attacca Jerome Powell per non aver tagliato i tassi con abbastanza rapidità. Ha più volte minacciato di rimuoverlo dalla presidenza prima della scadenza, usando la ristrutturazione come potenziale "giusta causa". Ha indicato Warsh come suo successore.

KW

Kevin Warsh
Candidato alla guida della Fed

Ex membro del board della Fed sotto George W. Bush, è stato scelto da Trump per sostituire Powell. L'archiviazione dell'indagine contro Powell rimuove il principale ostacolo politico principale alla sua conferma da parte del Senato.

TT

Thom Tillis
Senatore repubblicano · Commissione Banche del Senato

Ha bloccato l'avanzamento della nomina di Warsh fino alla conclusione del procedimento su Powell. Critico verso l'inchiesta del Dipartimento di Giustizia, la sua posizione ha di fatto congelato fino a questo momento la transizione al vertice della Fed.

JB

James Boasberg
Giudice federale · Distretto di Columbia

A marzo ha criticato l'indagine del Dipartimento parlando di "prove sostanzialmente inesistenti" e definisce le richieste del governo "un pretesto" per fare pressione su Powell. La sua decisione ha rappresentato un colpo decisivo per l'inchiesta.

Tocca un evento per i dettagli

Giu 2025
Powell davanti al Senato sui costi della ristrutturazione

Il senatore Tim Scott contesta a Powell "miliardi in rinnovi lussuosi". Powell smentisce punto per punto: nessuna sala da pranzo Vip, nessun marmo nuovo, nessuna terrazza con giardino.

Lug 2025
Trump visita il cantiere della Fed

Il presidente mostra a Powell un documento che parla di $3,1 miliardi. Powell corregge in diretta: il foglio include un edificio già completato nel 2020 e non riguarda i lavori in corso.

11 Gen 2026
Aperta l'indagine penale contro Powell

Powell rende pubblico di aver ricevuto citazioni a comparire da parte del Dipartimento di Giustizia. L'indagine punta a verificare se abbia mentito al Congresso sulla natura e sui costi del progetto.

3 Mar 2026
In udienza, il Dipartimento ammette di non avere prove

Nel corso di un'udienza a porte chiuse, il procuratore aggiunto Andrew Massucco afferma dinanzi al giudice che il governo non sa quali falsità Powell avrebbe detto. Parla di "1,2 miliardi di ragioni per guardarci dentro".

11 Mar 2026
Boasberg critica l'indagine

Il giudice scrive che il governo ha prodotto "essenzialmente zero prove" per sospettare Powell di un reato. Definisce l'indagine come "un pretesto" per forzare le sue dimissioni o tagli dei tassi.

24 Apr 2026
Pirro archivia l'inchiesta

La procuratrice federale annuncia su X la chiusura del procedimento penale. La verifica amministrativa sugli sforamenti di costo passa all'Ispettore Generale della Fed. La strada per la conferma di Warsh è libera.

I punti controversi del caso

"Gli sforamenti sono a carico dei contribuenti americani".
Falso Fonte: documenti Fed
La Federal Reserve si autofinanzia e non dipende dagli stanziamenti del Congresso. Le entrate derivano dagli interessi sui titoli di Stato e dalle commissioni sui prestiti alle banche. La ristrutturazione non grava, quindi, sul bilancio federale.

"Powell ha speso $4 miliardi per rinnovi lussuosi".
Falso Fonte: bilanci Fed
Il costo reale è di $2,5 miliardi, non $4. Gli aumenti sono legati a bonifiche di amianto, contaminazione del suolo e falda acquifera più alta del previsto. Powell ha smentito sotto giuramento la presenza di sale Vip, marmi nuovi e terrazze con giardino.

"Il Dipartimento aveva solide prove di reato contro Powell".
Falso Fonte: trascrizione udienza
Il giudice federale Boasberg ha scritto che il Dipartimento di Giustizia aveva prodotto "essenzialmente zero prove". Nella stessa udienza del 3 marzo il procuratore aggiunto ha ammesso di non sapere quali dichiarazioni false Powell avrebbe reso dinanzi al Congresso.

Elaborazione FocusAmerica su fonti: New York Times, Bloomberg, CBS News, Associated Press, Fox Business · 24 aprile 2026

La chiusura dell’indagine rimuove il principale ostacolo politico alla conferma di Warsh. Il senatore repubblicano Thom Tillis, membro della commissione bancaria del Senato, aveva, infatti, bloccato l’avanzamento della nomina fino alla conclusione del procedimento su Powell.

L’inchiesta in oggetto riguardava i lavori di ristrutturazione della sede della Federal Reserve a Washington. Il Dipartimento di Giustizia stava verificando se Powell avesse commesso una frode o mentito al Congresso sui costi e sulla natura del progetto. A gennaio, Powell aveva reso noto di aver ricevuto citazioni in giudizio per documenti relativi alle ristrutturazioni.

Il caso aveva assunto un forte rilievo politico perché si inseriva nello scontro tra Trump e Powell sull’indipendenza della banca centrale e sulla politica dei tassi d’interesse. Un giudice federale, James Boasberg, aveva già bloccato il procedimento, rilevando la debolezza degli elementi presentati dal Dipartimento di Giustizia.

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Basta aprire il portafogli


Xbox abbassa il prezzo del Game Pass e ci aggiunge un menù? Ecco cosa sappiamo tra conferme e leak
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Questa settimana Letter to a Gamer vi invita a dare un'occhiata alla recensione che il suo umile autore ha scritto di Saros fuori da queste pagine. É una nuova avventura che spero porti a grandi cose. Per quanto riguarda le notizie: Microsoft ha tenuto fede ai leak e Roblox ha aperto il portafogli, i licenziamenti continuano e un'azienda, udite udite, è riuscita a cambiare al rialzo le sue prospettive di crescita. Anche questa settimana su [REDACTED] podcast parliamo di notizie e polemiche con un'attenzione speciale al mondo del co-streaming.


News index


+ Game Pass abbassa i prezzi e taglia Call of Duty
- Roblox paga 30 milioni per chiudere alcune cause di molestie
+ Più IA per Roblox, cosa potrebbe andare storto?
- Ecco il cast del film di Elden Ring
+ 2 anniversari per il fattore nostalgia
- Koei Tecmo rivede i bilanci in positivo grazie a Nioh e Pokémon Pokopia
+ Prima acquisire poi tagliare, ora doccia a DbD

Game Pass abbassa i prezzi e taglia Call of Duty - I leak di settimana scorsa avevano ragione: Microsoft toglierà i nuovi Call of Duty da Game Pass per abbassare il prezzo del livello più alto del suo Netflix dei videogiochi da 30 dollari al mese a 23 dollari al mese. I nuovi CoD arriveranno sul servizio un anno dopo il lancio. Ora un nuovo leak sta facendo il giro sui social: in futuro Xbox potrebbe offrire una sorta di menù che da un prezzo base va ad aumentare la quota mensile in base ai servizi aggiuntivi (come avere i nuovi giochi al day one) richiesti. In tanti chiedono, per esempio, la rimozione di Fortnite Crew dal livello più alto per riportare il prezzo a 20 dollari al mese.

Roblox paga 30 milioni per chiudere alcune cause di molestie - Roblox ha aperto il portafogli per chiudere tre cause legali relative alla sicurezza dei minori sulla piattaforma in tre stati americani: Alabama, West Virginia e Nevada. Tutti e tre gli stati utilizzeranno parte dei proventi degli accordi per finanziare iniziative di rafforzamento della sicurezza online. Gli accordi arrivano dopo che Roblox ha annunciato due nuove tipologie di account basate sull'età per gli utenti dai 10 ai 16 anni. Roblox è ancora sotto accusa in Texas, Louisiana e California per condotta inadeguata in fatto di protezione dei minori sulla piattaforma.

Più IA per Roblox, cosa potrebbe andare storto? - Roblox afferma che il 44% dei suoi "mille migliori creatori" utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa per "pianificare, costruire e testare i propri giochi". Questo include gli strumenti di intelligenza artificiale offerti da Roblox Assistant e strumenti di terze parti. Roblox ha anche annunciato nuove funzionalità di intelligenza artificiale per Roblox Assistant che, a suo dire, aiuteranno i creatori a "pubblicare giochi ambiziosi più velocemente”. Alcuni di questi giochi ambiziosi sono, per pura coincidenza, molto simili ad altri videogiochi che hanno avuto successo al di fuori della piattaforma: un filmato dimostrativo di queste funzioni generative ha prodotto un'esperienza con un personaggio e un'ambientazione molto simili a quelli di Clair Obscure: Expedition 33.

Ecco il cast del film di Elden Ring - Bandai Namco Entertainment e A24 hanno annunciato che l’adattamento live-action di Elden Ring, scritto e diretto da Alex Garland, sarà filmato in IMAX e uscirà il 3 marzo 2028. La produzione inizierà nella primavera del 2026. Ecco il cast annunciato:

  • Kit Connor (Warfare, Heartstopper)
  • Ben Whishaw (Skyfall, Paddington)
  • Cailee Spaeny (Alien: Romulus, Civil War)
  • Tom Burke (Furiosa: A Mad Max Saga, Black Bag)
  • Havana Rose Liu (Bottoms)
  • Sonoya Mizuno (Ex Machina)
  • Jonathan Pryce (The Two Popes)
  • Ruby Cruz (Willow, Bottoms)
  • Nick Offerman (The Last of Us)
  • John Hodgkinson
  • Jefferson Hall
  • Emma Laird
  • e Peter Serafinowicz.

2 anniversari per il fattore nostalgia - Questa settimana la serie Metal Slug ha compiuto 30 anni e per l’occasione lo sviluppatore SNK (di proprietà saudita) ha creato un sito web pieno di nostalgia e ha annunciato che nuovi giochi del franchise sono in sviluppo. Questa settimana la Taito Corporation ha annunciato l'uscita di Bubble Bobble Sugar Dungeons Boosted, un nuovo aggiornamento per Bubble Bobble Sugar Dragons, in occasione del 40° anniversario della serie. Tutti i giocatori che già possiedono Bubble Bobble Sugar Dungeons riceveranno un importante aggiornamento gratuito proprio il giorno dell'anniversario: il 20 agosto 2026.

Koei Tecmo rivede i bilanci in positivo grazie a Nioh e Pokémon Pokopia - Koei Tecmo ha rivisto le sue previsioni in fatto di utili dopo il successo di Nioh 3 e Pokémon Pokopia. La holding ha dichiarato che le revisioni sono dovute "ai nuovi titoli lanciati nel quarto trimestre e ad altri titoli che hanno superato le previsioni di guadagno iniziali". Koei Tecmo, la società madre di Omega Force, co-sviluppatore di Pokémon Pokopia, ed editore del popolare action RPG Nioh 3, aveva precedentemente affermato che "le previsioni di utili includono i nuovi titoli la cui uscita è prevista entro l'anno fiscale" e che "non erano previste revisioni”. Pokopia ha fatto salire le azioni della Nintendo del 10% vista la sua ricezione positiva e Nioh 3 ha venduto un milione di copie in meno di una settimana portando la serie a un totale di vendite di oltre 10 milioni.

Prima acquisire poi tagliare, ora doccia a DbD - Un'ondata di licenziamenti ha colpito Behaviour Interactive, lo studio di sviluppo dietro a Dead by Daylight. Animatori, tester e il direttore del comparto analisi dati sono tra le figure professionali che hanno annunciato su Linkedin di essere state lasciate a casa. I licenziamenti arrivano meno di un mese dopo l'acquisizione da parte di Behaviour di The Fun Pimps, lo studio che ha creato il gioco horror 7 Days to Die. Lascia perplessi il fatto che Behaviour sia tuttora attivamente alla ricerca di personale per diverse posizioni in Dead by Daylight, 7 Days to Die, una nuova IP non ancora annunciata e progetti di sviluppo congiunto. Che siano alla ricerca di contratti più favorevoli rispetto a quelli firmati nel 2020-21 all’apice della bolla post-pandemica?


Cosa giocare questo weekend


Demo e titoli da provare per scoprire qualcosa di nuovo

Siete alla ricerca di cose nuove? Emozioni forti? Storie strappalacrime? Questa lista di raccomandazioni ha qualcosa per tutti i palati tra nuove uscite, titoli in early access e demo di videogiochi ancora lontani.

Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors - Vi ho raccontato di questo gioco in tutte le salse e finalmente è uscito: il roguelike deckbuilder di Vampire Survivor super veloce e divertente non delude e regala ore e ore di divertimento per chi è alla ricerca dell’ibrido perfetto tra gioco di carte e dungeon crawler con atmosfera ed elementi survivor-like. I turni sono davvero rapidi e la profondità degli eroi e dei loro potenziamenti è davvero tanta quanto gli autori sostenevano. Poncle non ne sbaglia una e se il gioco avrà il successo che credo vedremo tanti nuovi cloni saltare fuori nel corso di prossimi mesi.

Tides of Tomorrow - Questo gioco narrativo in prima persona ha una meccanica di base decisamente interessante: chi gioca segue le orme di che è venuto prima di lui informando le proprie scelte in base a cosa hanno fatto i suoi predecessori. L’ambientazione plastic-punk postapocalittica dà un tocco di unicità a una storia che promette bene, e il modo unico di gestire scelte e interazioni introduce un’innovazione rilevante nel mondo del multigiocatore asincrono. Da provare anche solo per chi vuole restare al passo con la frontiera del game design.

Masters of Albion - I seguaci di Peter Molyneux e dei suoi God Game possono finalmente mettere le mani su Masters of Albion, l’erede di Populus e “il culmine di una vita di lavoro” ha detto il maestro. Alla base il concetto è semplice: gestire un ambiente medievale pieno di personaggi che, in qualsiasi momento è possibile abitare passando da una visuale dall’alto a quella in terza persona. É uscito da poco quindi è un progetto su cui tornerò, ma i fan del lavoro di Molyneux sembrano entusiasti.

Kiln - La Double Fine di Tim Shafer torna alla carica con quello che potrebbe essere il titolo multigiocatore più innovativo dell’anno. Chi gioca prima plasma un vaso, poi lo abita grazie a degli spiriti e sei scontra contro altri giocatori per spegnere le loro fornaci a secchiate d’acqua. Più il vaso è grande, più acqua porta e ci sono una miriade di classi tra cui scegliere. Il divertimento offerto da questo gioco è assolutamente genuino come solo Double Fine sa fare e ve lo raccomando se siete alla ricerca di qualcosa di davvero alternativo e nuovo.


Diablo 4 Lord of Hatred: l’espansione che scrive la parola fine


Se non avete mai provato Diablo 4 o lo avete abbandonato al lancio o dopo l’ultima espansione, è il momento di provarlo e finire la storia

Diablo 4 era un buon gioco quando è uscito. Non era privo di difetti ma il potenziale per la grandezza c’era e la sua prima espansione, Vessel of Hatred, ha rinforzato questa teoria. Ora che ho potuto provare con attenzione e cura l’ultima espansione, posso dire che Diablo 4 (anche senza i suoi contenuti stagionali che molto hanno fatto per tenere vivo e divertente il gioco dall’uscita) ha raggiunto la sua versione finale, e che versione finale.

La cosa più importante da dire sullo stato in cui si trova Diablo 4 in questo momento è che non è mai stato così semplice avvicinarsi al genere degli ARPG. Il gioco è chiaro, ha una curva di apprendimento poco ripida e offre montagne di divertimento con le sue miriadi di abilità, classi e build. Blizzard ha scelto la via dell’accessibilità (la strada opposta a quella di Path of Exile) e i suoi traguardi più complessi e premianti non ne soffrono in alcun modo perché, dopo aver assaporato il potere, per padroneggiare l’endgame servono dalle decine alle centinaia di ore di grind.

Per giocare alla più recente espansione bisogna aver completato il gioco base (circa 40 ore) e la scorsa espansione (circa 5), non dovete recuperare niente del comparto stagionale. Lord of Hatred è una grande conclusione narrativa quindi non aver giocato ciò che è venuto prima significa perdersi il 90% dell’impatto dell’espansione. Al contrario dell’espansione precedente, che è tutta setup e quasi niente arrosto, Lord of Hatred sono 10 ore secche di passi avanti nella storia, nodi che vengono al pettine e conclusioni di linee narrative cruciali. Non spoilererò nulla, soprattutto per chi non ha ancora giocato nulla, ma quella che veniva presentata come l’antagonista principale, Lilith, è ora uno dei migliori personaggi che questa decennale saga abbia mai visto.

A livello di gameplay, la novità più sostanziosa introdotta da Blizzard è la trasformazione dell’albero delle abilità in una fiera di abilità attive a cui è possibile associare passive secondarie. Questo vuol dire che ogni nuova aggiunta è qualcosa in più che si può fare nel gioco, cosa che tiene la progressione fresca. Questa è una contromisura importante a quello che molti considerano il principale difetto del gioco: il mondo che sale di livello insieme a chi gioca. La salute e l’aggressività dei nemici, infatti, è progettata per scalare insieme al potere del giocatore, cosa che tiene quel sentimento di “superpotenza” sempre lontano. A me non è dispiaciuta la sfida costante, ma una delle molte ragioni per giocare un ARPG è proprio quella di arrivare a cancellare intere stanze di nemici premettendo un bottone e questa cosa da D4 è assente in tutte le campagne.

Il processo di scalata dei livelli è rapidissimo, ma arriva un momento, intorno al 40, in cui le abilità principali sono definite e molti punti abilità devono essere investiti nelle passive, andando a ridurre l’effetto “progressione attiva costante” appena descritto. Tutta cambia quando, finita la campagna, si arriva all’endgame e si comincia a sperimentare con l’infinito catalogo di oggetti unici del gioco. Alcuni di questi sono così forti che vi porteranno a riconsiderare le vostre scelte nello skill-tree, cosa che rivitalizza l’intero processo.

Le due nuove classi del gioco, Warlock e Paladino, sono una masterclass in game design per il livello di personalizzazione e varietà che entrambe offrono, e devo ammettere di essermi davvero divertito sia a evocare sciami di demoni (da Negromante main è sempre uno stile che mi attira) che funzionano più da torrette che da guerrieri, sia a incarnare la luce divina lanciando lo scudo in giro alla Captain America.

Viste le montagne di divertimento che ho ricevuto giocando a questa espansione, non posso che raccomandare a chi non si è mai avventurato tra i pericoli di Sanctuary di dare al gioco (ora più completo e rifinito che mai) una possibilità. É facile da imparare, divertente da esplorare, meravigliosamente splatter come solo Diablo sa fare e non richiede di lasciare il lavoro per raggiungere il livello più alto. É un gioco da cui sloggiare felici e tornare quando si ha voglia, lui sarà lì, pronto ad aspettarvi e felice di farvi divertire.


Echo Generation 2: l'anteprima del sequel tra Stranger Things e Slay the Spire


Echo Generation 2 ha tutti i presupposti per essere un cardgame divertente, basterà per riuscire a distinguersi?

Il progetto più ambizioso mai tentato dallo studio di sviluppo Cococucumber non poteva che essere il sequel del loro gioco meglio ricevuto. Echo Generation 2, che uscirà il 27 maggio su Pc Xbox e Game Pass, non è solo un secondo capitolo, ma una lettera d'amore alla cultura pop anni '80 e '90 e ha come numi tutelari in fatto di ispirazione Akira, Blade Runner, La Cosa e Ritorno al Futuro.

L'atmosfera e il gameplay sono stati riassunti dagli sviluppatori in: "L'atmosfera di Strange Things e il gameplay di Splay the Spire, con una bella dose di novità e fattori unici nel mondo dei giochi di carte a turni". A livello videoludico, infatti, il gioco ha come altri ispiratori sia Another World sia Octopath Traveller essendo un gioco a basse di party che prende dal pioniere dell'HD2D anche una meccanica chiave che non vi spoilereremo.

Il protagonista è Jack, il padre disperso la cui ricerca è al centro del primo capitolo ed è attraverso il suo sguardo che viene raccontata la storia ed esplorato l'universo narrativo. Abbiamo potuto vedere qualche combattimento dei personaggi aggiuntivi che saranno disponibili, come Sister M (una teenager con poteri psichici), Bulder (un alieno che vuole tornare a casa) e Annata Z (una viaggiatrice interdimensionale che vuole fare giustizia).

I primi capitoli del gioco servono a introdurre ciascun personaggio e il suo mazzo di carte per poi lasciare spazio a un sistema di party che permette di scegliere tre dei sei eroi disponibili con cui affrontare combattimenti ed esplorazione. Questo perché le carte si usano anche fuori dal combattimento: il gioco ne ha 150 in totale tra specifiche di ciascun personaggio e condivise tra i mazzi.

Le azioni disponibili attraverso le carte si possono dividere in quattro categorie: attaccare, proteggersi, guarirsi e potenziare. Tutto farà brodo nel cercare di rompere la stance nemica per infliggere più danni, visto che l'avversario sarà in stato di stordimento. C'è un sistema di potenziamenti attivi e passivi, una meccanica di parata e un albero delle abilità per ogni personaggio.

Da Cococucumber ci tengono a sottolineare che non serve aver giocato il primo capitolo per godersi il secondo, ma chi lo ha fatto coglierà alcune citazioni e beneficerà di qualche spiegazione di cose lasciate in sospeso. A livello di durata, Echo Generation 2 sarà lungo quanto il suo predecessore, ma "estremamente più variegato perché il combattimento tramite minigiochi è stato sostituito dal sistema a base di carte".

Una demo è disponibile su Steam, la data di uscita è il 27 maggio e su queste pagine troverete la recensione completa a scadenza dell'embargo per capire se gli sviluppatori sono riusciti a innovare in un genere ultra saturo in cui la competizione è al coltello.


Non dimenticare di dare un ascolto alla nuova puntata di [REDACTED] Podcast, lo show settimanale in cui io, Francesco Lombardo e Cecilia Ciocchetti analizziamo le notizie più importanti della settimana in fatto di gaming e esport.
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Ci vediamo alla prossima lettera,
Riccardo "Tropic" Lichene

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Il 56% dice che Trump non governa con competenza


Un sondaggio di Fox News mostra giudizi negativi sulla gestione del governo federale, con punteggi in linea con quelli registrati dalle amministrazioni Obama e Biden negli stessi momenti del mandato.

La maggioranza degli elettori americani ritiene che l'amministrazione Trump non stia gestendo in modo competente il governo federale. Lo rivela un sondaggio di Fox News pubblicato mercoledì, secondo cui il 56% degli intervistati esprime un giudizio negativo sulla capacità della Casa Bianca di amministrare il paese, mentre il 43% la considera competente.

Due repubblicani su dieci condividono questa valutazione critica, insieme a sette indipendenti su dieci e nove democratici su dieci. Anche quattro repubblicani non MAGA su dieci si uniscono al coro dei critici, segnalando fratture interne al partito del presidente.

I numeri, però, non sono anomali se confrontati con le precedenti amministrazioni. Nel 2015 l'amministrazione Obama raggiunse un picco del 44% di giudizi positivi sulla competenza, mentre quella Biden scese al 38% nel 2022, dopo aver toccato il 51% nel 2021. Daron Shaw, sondaggista repubblicano che conduce i sondaggi Fox News insieme al democratico Chris Anderson, ha commentato che gli elettori tendono a essere severi con tutti i presidenti e che i numeri di Trump mostrano quanto sia difficile conquistare indipendenti ed elettori dell'altro partito.

Sondaggio Fox News
Il 56% dubita che la Casa Bianca sappia gestire il governo in modo competente
"Mettendo da parte le politiche, nel complesso ritieni che l'amministrazione sia stata competente ed efficace nella gestione del governo federale, oppure no?"

Sì, lo è stata
No, non lo è stata

Risultati per amministrazione

Amministrazione Trump
Aprile 2026

Sì, lo è stata

43%

No, non lo è stata

56%

Amministrazione Biden
Settembre 2022

Sì, lo è stata

38%

No, non lo è stata

52%

Amministrazione Obama
Maggio 2015

Sì, lo è stata

44%

No, non lo è stata

53%

Fonte: Fox News Poll · Sondaggio condotto dal 17 al 20 aprile 2026 su elettori registrati · margine di incertezza ±3 punti percentuali

Il presidente riceve valutazioni negative praticamente su tutti i dossier specifici. Sull'immigrazione il 46% approva contro il 54% che disapprova. Sulla Cina il rapporto è 42 a 57, sulla politica estera 40 a 60, sull'Iran 37 a 63. I giudizi si fanno ancora più duri sui temi economici: sull'economia in generale il 34% approva contro il 66% che disapprova, sulla spesa pubblica 33 a 67, sull'inflazione appena 28 a 72. L'unico capitolo in cui Trump ottiene un giudizio positivo è la sicurezza dei confini, con il 53% di approvazione contro il 47% di bocciatura.

Il giudizio complessivo sulla presidenza si attesta al 42% di approvazione e 58% di disapprovazione, sostanzialmente invariato rispetto al 41-59 rilevato nel sondaggio precedente condotto tra il 20 e il 23 marzo 2026.

Anche i principali membri del governo ricevono valutazioni negative. Il vicepresidente JD Vance ha un saldo negativo di 11 punti, con il 44% di approvazione e il 55% di disapprovazione. Il segretario di Stato Marco Rubio si ferma al 44% contro il 56%, per un saldo negativo di 12 punti. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth registra il dato peggiore, con 41% di approvazione e 58% di disapprovazione, un saldo negativo di 17 punti.

All'interno del partito repubblicano, Vance ottiene più consensi degli altri due, con l'84% di approvazione contro il 77% di Rubio e il 76% di Hegseth. Per tutti e tre i membri del governo il divario tra repubblicani MAGA e non MAGA supera i 20 punti. Vance risulta più popolare degli altri soprattutto grazie al sostegno dei MAGA, che lo valutano circa 10 punti in più rispetto ai colleghi.

Il sondaggio indaga anche i tratti personali del presidente, con risultati altrettanto critici. Oltre la metà degli intervistati ritiene che Trump non si interessi di persone come loro e che non abbia il giudizio, la lucidità mentale e il temperamento adeguati per guidare il paese. Il 60% pensa che manchi del temperamento giusto, un dato in crescita rispetto al 52% rilevato poco prima delle elezioni del 2024, anche se simile ai livelli toccati durante la campagna del 2016.

Il 57% ritiene che Trump non abbia il giudizio adeguato al ruolo, mentre il 42% pensa il contrario, un dato stabile rispetto al 2023 e migliore rispetto al minimo del 36% toccato nel 2016. Oltre sei intervistati su dieci dicono che il presidente non si cura delle persone come loro, con il 37% che sostiene il contrario, in calo dal picco del 44% registrato nel 2024.

Il 55% ritiene che Trump non abbia la lucidità mentale necessaria a svolgere il ruolo, sette punti in più rispetto alla fine del 2024 e vicino al massimo del 56% toccato nel 2023. Per un confronto, il 65% degli elettori riteneva che l'ex presidente Joe Biden mancasse della lucidità mentale necessaria quando ritirò la candidatura alla rielezione nel luglio 2024.

Le fratture partitiche restano nette. Nove democratici su dieci o più ritengono che Trump manchi dei tratti necessari, mentre almeno nove repubblicani MAGA su dieci pensano il contrario. Tra i repubblicani non MAGA la quota di chi apprezza queste qualità scende a circa sei su dieci o meno. Gli indipendenti tendono a descrivere il presidente come privo di giudizio, temperamento, lucidità mentale ed empatia.

Il sondaggio è stato condotto tra il 17 e il 20 aprile 2026 sotto la direzione di Beacon Research e Shaw & Company Research, su un campione di 1.001 elettori registrati selezionati in modo casuale da un archivio nazionale. Il margine di errore sull'intero campione è di 3 punti percentuali.

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DEF: la scelta di non scegliere


Conti in ordine e rotta europea rispettata, ma senza slancio: la strategia privilegia l’equilibrio e rinvia le scelte decisive

Non è prudenza. È una linea politica.

Il Documento di finanza pubblica 2026 non è il racconto di un Paese sotto pressione. È il documento di un Governo che ha deciso di non intervenire.

Non per incapacità. Per scelta.

I numeri sono ordinati: deficit al 3,1%, rientro sotto il 3%, traiettoria coerente con i vincoli europei. Tutto formalmente corretto. Tutto politicamente insufficiente.

Perché mentre il mondo cambia – guerra, inflazione, trasformazioni del lavoro – il Governo italiano sceglie di stare fermo.

Non è una pausa. È una strategia.

Il DFP lo certifica: niente riforme strutturali, niente scarti di politica economica, niente discontinuità. Solo gestione. Solo equilibrio. Solo rinvio.

E soprattutto: nessun conflitto con i vincoli.

Ma la politica economica non è l’arte di rispettare i vincoli. È l’arte di decidere dentro i vincoli.

Qui la decisione è chiara: non decidere.

Avevamo già scritto che la linea astensionistica non era contingente. Non era imposta. Non era temporanea. Era programmatica.

Il DFP 2026 lo conferma in modo definitivo.

Non investire significa accettare bassa crescita.
Non riformare significa accettare rigidità.
Non redistribuire significa accettare disuguaglianze.

Non è neutralità. È indirizzo.

È l’idea che la stabilità dei conti valga più della trasformazione del Paese.

È una scelta legittima. Ma va detta per quello che è.

Perché ogni anno di attesa è un anno perso in un contesto che non aspetta.

Il risultato è un equilibrio senza direzione.

Regge, ma non muove. Tiene, ma non cambia.

E allora il punto non è se il DFP sia “corretto”.
Il punto è se sia sufficiente.

La risposta, sempre più chiaramente, è no.

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Canna da Riva a Porto Cervo


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Domenica, 1 marzo, a Porto Cervo, si è disputata la prima prova del provinciale Olbia-Tempio di canna da riva. Una tecnica che anno dopo anno richiama sempre più partecipanti e curiosi. Quest’anno le manche sono diventate 4, con l’istituzione del nuovo campo gara a La Caletta. È mattina presto quando i 41 iscritti in rappresentanza di 7 club si ritrovano a disposizione del giudice di gara Matteo Cossu per le consuete formalità pre gara. Alle 8 è fissato l’accesso alle banchine e l’inizio dei preparativi. Al suono di tromba si parte, ma le canne rimangono ferme e i cimini non danno segno di vita. Le catture lungo il molo sono veramente sporadiche, gli atleti iniziano a sondare le varie distanze di lancio e a far girare le proprie esche, ma nulla, la situazione non cambia e non cambierà per tutta la manche. Un campo di solito ricchissimo, questa volta è povero di prede. Forse l’acqua è ancora troppo fredda, ma l’introduzione di una prova in più ha portato ad anticipare le date in calendario. Cambio di strategia, dal fondo si sale su ed è il galleggiante a premiare. E così fanno gli olbiesi del Terranoa, Noel Marino e Giovanni Pilotti, primi nei loro settori, con Marino primo assoluto. Da segnalare il primo di settore di Martino Piseddu, Livio e Fabrizio Frongia (tutti e 3 Ondalunga). Per quanto riguarda la speciale classifica di società, balza in testa con sole 3 penalità l’Ondalunga di Calangianus, seguita da La Maddalena (+5 pen.) e dal Terranoa di Olbia (+9 pen.). Prima di campionato conclusa, con tanti spunti di riflessione e primi bilanci da fare per tantissimi atleti. Ci si rivede con tutti al prossimo appuntamento, domenica 26 aprile lungo le banchine di Portisco a Olbia. Per concludere, un grosso in bocca al lupo ai cinque portacolori provinciali e alla loro mascotte che nelle giornate del 21 e 22 marzo, rappresentarono il comitato di Olbia-Tempio ai campionati italiani di categoria lungo le banchine di Porto Santo Stefano: forza ragazzi!
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In Iran comandano i generali dei Pasdaran, il nuovo Khamenei è una figura marginale


Mojtaba Khamenei, scelto come guida suprema dopo l'uccisione del padre, sarebbe ferito e in clandestinità, secondo il New York Times. Su guerra, diplomazia e nucleare decidono sempre di più i comandanti della Guardia Rivoluzionaria.

In Iran il potere reale non sembra essere più nelle mani della Guida Suprema, quanto piuttosto in quelle di un gruppo di generali dei Pasdaran. Mojtaba Khamenei, che a marzo ha preso ufficialmente il posto del padre Ali dopo la sua uccisione in un raid americano e israeliano, non eserciterebbe, infatti, un controllo assoluto. Anzi su guerra, negoziati con gli Stati Uniti e sicurezza nazionale decidono sempre più i comandanti del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, noto come Pasdaran. Lo riporta il New York Times, sulla base di interviste con sei alti funzionari iraniani, due ex funzionari, due membri dei Pasdaran, un religioso di alto rango e diverse persone vicine al nuovo leader.

Il presidente statunitense Donald Trump ha sostenuto più volte che la guerra abbia prodotto un "cambio di regime" e che i nuovi leader iraniani siano "molto più ragionevoli". Nei fatti, però, la Repubblica islamica non è caduta: il potere è invece passato a un apparato militare radicale, mentre l'influenza del clero si è ridotta. "Mojtaba gestisce il Paese come se fosse il presidente di un Consiglio di Amministrazione", ha dichiarato al New York Times Abdolreza Davari, ex consigliere dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. "Si affida molto ai consigli dei membri del Consiglio, e insieme prendono tutte le decisioni. In questo caso, però, sono i generali i membri del Consiglio."
Chi comanda davvero in Iran

Anatomia del potere
Chi comanda davvero in Iran
Dopo la morte di Khamenei, i generali dei Pasdaran hanno preso il controllo

Potere Leader Generali Tensioni

La nuova geometria del comando
MOJTABA Guida formale VAHIDI Pasdaran ZOLGHADR Sicurezza SAFAVI Consigliere Pezeshkian Presidente Araghchi Esteri Ghalibaf Parlamento

Potere effettivo — Pasdaran

Vahidi
Pasdaran

Zolghadr
Sicurezza

Safavi
Consigliere

Centro indebolito

Mojtaba
Guida formale, in clandestinità

Ai margini — Governo civile

Pezeshk.
Presidente

Araghchi
Esteri

Ghalibaf
Parlamento

Centro indebolito — Mojtaba Khamenei, guida formale in clandestinità
Potere effettivo — I tre generali dei Pasdaran che decidono
Ai margini — Il governo civile, limitato agli affari interni

Il leader ferito

Mojtaba Khamenei
Nuovo Leader Supremo dell'Iran, succeduto al padre Ali a marzo
In clandestinità dal 28 febbraio

3
Operazioni a una gamba, attende una protesi

17
Anni d'età quando si arruolò nei Pasdaran

0
Messaggi pubblici dopo la successione

Il giudizio degli analisti

Mojtaba non è un vero Leader Supremo: può esserlo di nome, ma non lo è nel modo in cui lo era suo padre. È subordinato ai Pasdaran.
Ali Vaez, International Crisis Group · al New York Times

I tre uomini che decidono
Guerra, negoziati con Washington e sicurezza nazionale passano oggi per le mani di tre comandanti del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione. Hanno legami con Mojtaba che risalgono agli anni della guerra Iran-Iraq.

1

Ahmad Vahidi
Comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie

Generale di brigata, vertice operativo dei Pasdaran. Dopo il sequestro americano di due imbarcazioni iraniane, si è opposto alla prosecuzione dei colloqui con Washington.

2

Mohammad Bagher Zolghadr
Capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale

Ex comandante dei Pasdaran, da poco al vertice del Consiglio che coordina la sicurezza del Paese. Sotto la sua direzione si è deciso il cessate il fuoco temporaneo con gli Stati Uniti.

3

Yahya Rahim Safavi
Consigliere militare di Mojtaba, già del padre

Il ponte tra la vecchia e la nuova leadership: ha servito come consigliere militare di Ali Khamenei ed è stato confermato dal figlio Mojtaba dopo la successione di marzo.

Le decisioni che hanno firmato

Chiusura dello Stretto di Hormuz

Attacchi su Israele e Paesi del Golfo

Cessate il fuoco temporaneo con Washington

Scelta del negoziatore per l'incontro con Vance

Lo scontro sui negoziati

Continuare i colloqui con Washington?

Generali
Vahidi e i Pasdaran
Dopo il sequestro americano di due imbarcazioni iraniane, giudicano i colloqui inutili

VS

Governo civile
Pezeshkian e Araghchi
Avvertono dei costi economici della guerra e della necessità di alleggerire le sanzioni

Il prezzo del conflitto

$300 mld
Stima delle perdite
Il dato attribuito al governo iraniano misura l'impatto economico della guerra — l'argomento con cui il fronte civile ha provato, senza riuscirci, a rientrare nella stanza delle decisioni

L'inchiesta del New York Times

8
Alti funzionari iraniani, attuali ed ex

2
Membri dei Pasdaran

1
Religioso di alto rango

Fonti: New York Times · International Crisis Group · Dichiarazioni pubbliche

Un leader ferito ed in clandestinità


Il nuovo leader vive in clandestinità dal 28 febbraio, quando un raid aereo ha ucciso suo padre, la moglie e un altro figlio. Nell'attacco anche Mojtaba sarebbe rimasto gravemente ferito. Secondo il New York Times, avrebbe subito tre operazioni a una gamba e ora attenderebbe una protesi. Avrebbe inoltre riportato ustioni al volto, che gli rendono difficile parlare e per le quali dovrebbe sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica. Resta mentalmente lucido, secondo quattro alti funzionari iraniani citati dal quotidiano statunitense, ma non ha ancora registrato alcun messaggio video o audio perché non vuole apparire vulnerabile nella sua prima uscita pubblica.

L'accesso a Mojtaba è estremamente limitato. I comandanti dei Pasdaran e gli alti funzionari di governo non lo visitano, per timore che Israele possa rintracciare il suo nascondiglio, e i messaggi passano quindi attraverso una catena di corrieri fidati. Le ferite, insieme alle ragioni di sicurezza e alle difficoltà di comunicazione, lo avrebbero spinto a delegare le decisioni più importanti ai generali, con i quali ha legami che risalgono all'adolescenza. A 17 anni si arruolò volontario nella guerra Iran-Iraq e finì nel battaglione Habib dei Pasdaran, dove strinse amicizie che durano da decenni.

Chi comanda davvero in Iran?


Oggi i generali più influenti sarebbero tre. Il primo è Ahmad Vahidi, generale di brigata e comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie. Il secondo è Mohammad Bagher Zolghadr, nuovo capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale ed ex comandante dei Pasdaran. Il terzo è Yahya Rahim Safavi, consigliere militare prima del padre e ora di Khamenei figlio.

Sarebbero stati proprio loro a chiudere lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo, sconvolgendo l'economia globale. Sempre loro avrebbero pianificato gli attacchi contro Israele e gli Stati del Golfo Persico, accettato il cessate il fuoco temporaneo con gli Stati Uniti e aperto ai negoziati diretti. In tutto questo, il presidente Masoud Pezeshkian e il suo governo civile sarebbero stati messi ai margini e invitati a occuparsi soltanto degli affari interni, come la fornitura di cibo e carburante. Anche il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che aveva guidato i colloqui con Washington prima della guerra, sarebbe stato accantonato. Al suo posto, i generali avrebbero scelto Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento ed ex generale dei Pasdaran, per trattare con il vicepresidente statunitense JD Vance a Islamabad.

Lo scontro interno al regime


Nei giorni precedenti sono emerse divergenze sull'opportunità di proseguire i negoziati, mentre Trump continua a mantenere attivo un blocco navale sull'Iran e 27 navi iraniane sarebbero già state respinte. Dopo il sequestro americano di due imbarcazioni iraniane, il comandante in capo Vahidi e altri generali hanno sostenuto che continuare i colloqui fosse inutile. Pezeshkian e Araghchi l'hanno pensata diversamente, mettendo in guardia dalle perdite economiche causate dalla guerra, stimate dal governo in circa 300 miliardi di dollari, e dalla necessità di alleggerire le sanzioni per ricostruire il Paese. Alla fine, però, hanno prevalso i generali e i colloqui sono saltati.

Sabato sera, in un discorso alla nazione, Ghalibaf ha provato a tenere insieme le due linee. "A volte vedo il nostro popolo dire che li abbiamo distrutti", ha detto il presidente del Parlamento in televisione. "No, non li abbiamo distrutti, dovete capirlo. Le nostre conquiste militari non significano che siamo più potenti degli Stati Uniti". È proprio in questo equilibrio precario, tra leadership formale e potere militare effettivo, che si starebbe ridefinendo il nuovo assetto dell'Iran. "Mojtaba non è un vero Leader Supremo: può esserlo di nome, ma non lo è nel modo in cui lo era suo padre", commenta al New York Times Ali Vaez, direttore per l'Iran dell'International Crisis Group. "È subordinato ai Pasdaran perché deve totalmente a loro la sua posizione e la sopravvivenza del sistema."

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Meta taglia 8.000 posti di lavoro mentre Microsoft offre prepensionamenti


Il colosso di Menlo Park licenzia il 10% dei dipendenti per finanziare investimenti fino a 135 miliardi di dollari nel 2026, mentre Microsoft propone uscite volontarie al 7% della forza lavoro statunitense.

Meta taglierà circa 8.000 posti di lavoro, pari al 10% della sua forza lavoro globale, nell'ambito di un piano per liberare risorse da destinare all'intelligenza artificiale. L'azienda guidata da Mark Zuckerberg ha comunicato la decisione ai dipendenti giovedì 23 aprile attraverso un memo interno, come riportato dal New York Times e confermato all'Agenzia France-Presse da una fonte vicina al dossier. Lo stesso giorno, poche ore prima, Microsoft ha annunciato un piano di prepensionamento volontario rivolto a circa 8.750 dipendenti statunitensi, una mossa senza precedenti nella storia dell'azienda di Redmond.

I licenziamenti di Meta inizieranno il 20 maggio, quando i dipendenti coinvolti riceveranno una mail di notifica. A questi si aggiungono 6.000 posizioni attualmente aperte che saranno cancellate. In un memo interno, la responsabile delle risorse umane Janelle Gale ha spiegato che la decisione rientra negli sforzi per gestire l'azienda in modo più efficiente e compensare gli altri investimenti in corso. A fine dicembre 2025 Meta contava 78.865 dipendenti, secondo i documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission, il regolatore dei mercati statunitense. Fonti citate da Reuters hanno riferito che questa sarebbe solo la prima ondata di tagli, con una seconda tornata prevista nella seconda metà dell'anno e un obiettivo complessivo di ridurre la forza lavoro del 20%.

La scelta si inserisce in una strategia che vede Meta investire cifre colossali nell'intelligenza artificiale. L'azienda prevede spese tra 115 e 135 miliardi di dollari per il solo 2026, circa il doppio rispetto al 2025, in gran parte destinati a chip e centri dati. A fine febbraio Meta ha siglato un accordo con la statunitense AMD per l'acquisto di milioni di chip, per un valore di almeno 60 miliardi di dollari. Ad aprile il gruppo ha presentato il nuovo modello di intelligenza artificiale, denominato Muse Spark, dopo aver deluso con i tentativi precedenti e accumulato ritardo rispetto ai concorrenti come Google, autrice di Gemini 3.1, e OpenAI, che ha sviluppato GPT 5.4. Gli investitori hanno reagito negativamente all'annuncio: il titolo Meta ha ceduto il 2,3% in una sola giornata.

Sebbene il memo di Gale non citi esplicitamente l'intelligenza artificiale come causa dei tagli, Zuckerberg aveva già stabilito a fine gennaio un legame diretto tra questa tecnologia e la riduzione dei costi, affermando che progetti un tempo affidati a grandi squadre vengono ora portati a termine da una sola persona di talento. Andrew Bosworth, responsabile della tecnologia in Meta, in un memo interno rivelato dal Wall Street Journal ha dichiarato che in futuro gli agenti di intelligenza artificiale svolgeranno gran parte del lavoro e che il ruolo dei dipendenti sarà dirigerli, controllarli e aiutarli a migliorare. L'analista Dan Ives di Wedbush Securities ha scritto in un rapporto pubblicato giovedì che ulteriori licenziamenti potrebbero arrivare nel corso dell'anno, nell'ambito di una strategia che punta a sfruttare l'intelligenza artificiale per automatizzare compiti un tempo svolti da grandi squadre.

Non si tratta del primo piano di tagli per Meta. A fine 2022 il gruppo aveva annunciato un primo piano sociale da 11.000 posti, seguito nel marzo 2023 da un secondo piano da 10.000 persone. Tra fine 2023 e fine 2025 gli effettivi erano cresciuti di oltre 11.000 unità nette. A gennaio l'azienda aveva già licenziato 1.500 dipendenti della divisione Reality Labs, che lavorava su realtà aumentata e metaverso, progetto a lungo promosso da Zuckerberg e ora accantonato in favore dei nuovi Meta Superintelligence Labs.

Sul fronte Microsoft, l'offerta di prepensionamento è riservata ai lavoratori statunitensi fino al livello di senior director la cui età sommata agli anni di servizio raggiunga almeno 70: un dipendente di 58 anni con 12 anni di anzianità, per esempio, rientra nei requisiti. Sono esclusi alcuni profili di alto livello e chi è pagato tramite piani di incentivi alle vendite. La misura riguarda circa il 7% dei 125.000 dipendenti statunitensi del gruppo. In una mail ottenuta da Business Insider, la chief people officer di Microsoft Amy Coleman ha spiegato che molti di questi lavoratori hanno contribuito per anni, in alcuni casi decenni, a costruire l'azienda, e che l'obiettivo del programma è offrire loro la possibilità di compiere il passo successivo alle proprie condizioni, con un sostegno generoso da parte dell'azienda. I dipendenti interessati riceveranno informazioni dettagliate il 7 maggio e il piano entrerà in vigore nel quarto trimestre dell'anno fiscale 2026, che si chiude il 30 giugno.

Microsoft sta investendo massicciamente nell'intelligenza artificiale per competere con Google e altri giganti del settore, con una spesa in conto capitale prevista vicina ai 100 miliardi di dollari per l'anno in corso, secondo un'analisi di Business Insider. Il titolo è tra i peggiori del Big Tech nel 2026, con un calo del 17% a febbraio che ha sollevato dubbi sulla sostenibilità delle spese in intelligenza artificiale. L'azienda sta inoltre modificando il sistema di retribuzione e premi per riconoscere meglio i dipendenti con le migliori performance, svincolando i premi azionari dai bonus in contanti e dando ai manager maggiore flessibilità. Interpellata, Microsoft ha rifiutato di commentare.

I tagli di Meta e Microsoft si inseriscono in un'ondata più ampia che sta attraversando la Silicon Valley. A febbraio Block, la società di pagamenti online fondata da Jack Dorsey, ha licenziato 4.000 dei 10.000 dipendenti, pari al 40% della forza lavoro, indicando l'intelligenza artificiale come causa diretta. Amazon ha tagliato circa 30.000 posizioni corporate in due tornate tra fine 2025 e inizio 2026. Anche Oracle, Intel, Accenture, Salesforce, Pinterest e il produttore chimico Dow hanno annunciato riduzioni di organico legate all'intelligenza artificiale. Karen Weise, giornalista del New York Times che segue Amazon e Microsoft, ha osservato che la costruzione di centri dati richiede enormi investimenti e che il deprezzamento delle tecnologie al loro interno esercita pressione sui margini di profitto, spingendo le aziende a tagliare il personale per compensare i costi. I quattro colossi, Microsoft, Amazon, Google e Meta, hanno speso oltre 400 miliardi di dollari in investimenti di capitale nell'ultimo anno e prevedono ulteriori aumenti, con i risultati trimestrali attesi nella prossima settimana.

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Mondo di Mezzo, il tribunale riduce la pena di Alemanno: uscirà il 22 giugno


Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha riconosciuto 39 giorni di sconto per le condizioni di detenzione "inumane e degradanti”

Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha accolto l'istanza dei legali di Gianni Alemanno, riducendo di 39 giorni la pena che l'ex sindaco di Roma sta scontando nel carcere di Rebibbia. Alemanno, salvo ulteriori sviluppi, uscirà dal carcere il prossimo 22 giugno, secondo quanto riporta AGI.

La decisione è arrivata in applicazione dell’articolo 35 ter dell’ordinamento penitenziario, che prevede riduzioni di pena in caso di detenzione in condizioni ritenute inumane o degradanti. Nell’istanza presentata dalla difesa si fa riferimento alle condizioni di detenzione nell’ultimo anno.

"Siamo molto contenti per il risultato raggiunto, non tanto per la riduzione della pena in sé, ma perché il magistrato di Sorveglianza di Roma ha certificato quanto sostenuto con forza in questi mesi da Alemanno, ossia che le condizioni di detenzione patite da lui e da molti altri detenuti sono degradanti e irrispettose dell'umana dignità", ha dichiarato l’avvocato Edoardo Albertario.

Alemanno sta scontando una pena di 22 mesi per traffico di influenze nell’ambito di un filone dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, dalla quale è stato assolto da tutte le altre accuse. Era stato arrestato il 31 dicembre 2024 per aver violato le prescrizioni della pena alternativa.

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EU Common Charger: anche i laptop passano a USB-C, le soluzioni Anker


La normativa EU Common Charger si espande: dal 2026 anche i laptop adotteranno l’USB-C. Ecco cosa cambia per utenti e produttori e le soluzioni proposte da Anker
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Dal 28 aprile 2026, in seguito all’estensione della direttiva europea sul caricatore unico, tutti i laptop immessi sul mercato dell’Unione Europea dovranno adottare lo standard USB-C. Questa misura completa il percorso già avviato su smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti elettronici, semplificare l’esperienza d’uso e promuovere l’interoperabilità tra dispositivi. In questo scenario, i caricabatterie non saranno più sempre inclusi nella confezione dei nuovi laptop, rendendo fondamentali soluzioni di ricarica universali, potenti e multi-dispositivo.

Dyson HushJet Mini Cool Fan: mini ventilatore compatto e silenzioso
Dyson lancia HushJet Mini Cool Fan, un ventilatore compatto e silenzioso progettato per offrire un flusso d’aria potente in dimensioni ridotte. Ecco caratteristiche, tecnologia e dettagli del nuovo dispositivo
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Anker risponde a questa evoluzione con due soluzioni di ultima generazione pensate per utenti professionali e consumer evoluti.

Anker Zolo 140W


Il modello Anker Zolo 140W è progettato per offrire una ricarica rapida e sicura su più dispositivi contemporaneamente. Grazie alla tecnologia GaN di ultima generazione, è in grado di fornire fino a 140W di potenza complessiva, permettendo di alimentare fino a quattro dispositivi in parallelo senza compromessi sulle prestazioni. Le due porte USB-C ad alta potenza consentono, per esempio, di ricaricare dispositivi come un MacBook Air da 15” fino al 50% in circa 30 minuti.
Un display a colori ad alta definizione rende il controllo semplice e intuitivoUn display a colori ad alta definizione rende il controllo semplice e intuitivo
Il dispositivo integra inoltre il sistema di sicurezza ActiveShield 3.0, che monitora costantemente la temperatura con oltre 6 milioni di controlli al giorno per proteggere i dispositivi collegati. Un display a colori ad alta definizione offre una visualizzazione immediata e dettagliata dello stato di ricarica, della temperatura e dell’utilizzo delle singole porte, rendendo il controllo semplice e intuitivo.

Anker Prime 160W


Anker Prime 160W rappresenta una soluzione compatta e ad alte prestazioni pensata per la massima efficienza in mobilità. Questo caricatore offre fino a 160W totali in un formato estremamente ridotto, paragonabile alle dimensioni della custodia degli AirPods Pro, rendendolo facilmente trasportabile. La singola porta USB-C è in grado di erogare fino a 140W costanti senza cali di potenza, permettendo di ricaricare un MacBook Pro da 16” fino al 50% in circa 25 minuti.
Anker Prime offre fino a 160W totali di potenzaAnker Prime offre fino a 160W totali di potenza
Grazie alla tecnologia PowerIQ 5.0, la potenza viene distribuita in modo intelligente tra più dispositivi, consentendo di alimentare contemporaneamente laptop, smartphone e tablet con un solo caricatore. Il sistema AnkerSense View introduce un livello avanzato di controllo, permettendo di monitorare in tempo reale la potenza erogata tramite display e applicazione mobile con connessione Bluetooth, oltre a personalizzare le modalità di utilizzo..

Crisi climatica in Italia: 376 eventi estremi e frane +42%
L’Italia affronta una crescente emergenza climatica: in occasione dell’Earth Day, cittadini e comunità si mobilitano con azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Nuovo scenario europeo della ricarica


Con l’adozione del caricatore unico per laptop, il mercato evolve verso soluzioni sempre più efficienti, versatili e sostenibili, in cui la riduzione dei caricabatterie proprietari diventa uno standard industriale. In questo contesto, Anker si posiziona come uno dei player di riferimento nell’evoluzione verso ecosistemi di ricarica universali, offrendo dispositivi ad alte prestazioni progettati per semplificare la vita digitale quotidiana.


Dyson HushJet Mini Cool Fan: il ventilatore compatto e silenzioso che rivoluziona il raffrescamento


Dyson HushJet Mini Cool Fan – Scheda Tecnica | Techpertutti.com


Dyson HushJet Mini Cool Fan

Scheda tecnica completa

Velocità flusso aria
Fino a 25 m/s

Motore
Brushless DC fino a 65.000 giri/min

Tecnologia ugello
Ugello HushJet™ con flusso mirato, efficiente e bassa turbolenza

Rumorosità
72,5 dBA Boost · 68 dBA velocità 5 · 52 dBA velocità 1

Modalità
5 velocità + modalità Boost

Utilizzo
Handheld, da scrivania, indossabile

Batteria
5000 mAh · fino a 6 ore

Ricarica
USB-C inclusa · completa in 3 ore

Peso
212 g

Categoria
Ventilatore portatile premium

Dyson ha il suo primo ventilatore portatile e compatto: HushJet Mini Cool Fan. Progettato per essere portato sempre con sé, il ventilatore è un dispositivo multifunzione utilizzabile al collo, sulla scrivania o in modalità handheld. Con un peso di soli 212 g e una batteria a lunga durata fino a 6 ore, esso garantisce freschezza continua ovunque e in qualsiasi momento. HushJet Mini Cool Fan raggiunge una velocità del flusso d’aria fino a 25 m/s, grazie a un motore brushless DC che ruota fino a 65.000 giri/min ed è dotato di cinque velocità più una modalità Boost per una potenza extra. In questo modo, il dispositivo permette di regolare il flusso d’aria in base alle esigenze: da una brezza leggera ideale per il lavoro o i viaggi, fino a un sollievo immediato e intenso nelle giornate più calde, mantenendo sempre un funzionamento potente e silenzioso. Il prodotto sarà disponibile in Italia entro la fine di maggio al prezzo di 99,00 euro.

ASUS UGen300: prima USB con motore IA per PC
ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Così Jake Dyson, Chief Engineer: “dal 2009 siamo ossessionati dal flusso d’aria: abbiamo perfezionato la proiezione dell’aria, ridotto le turbolenze e affinato la tecnologia termica. HushJet Mini Cool Fan rappresenta il culmine di questo percorso: un flusso d’aria potente, progettato per accompagnare la vita in movimento, portando una tecnologia di raffrescamento d’eccellenza da ogni casa direttamente nel palmo della tua mano”.


In Dyson, 38 mm è una misura iconica. Rappresenta l’approccio ingegneristico del brand nel rendere i prodotti più compatti, leggeri e performantiIn Dyson, 38 mm è una misura iconica. Rappresenta l’approccio ingegneristico del brand nel rendere i prodotti più compatti, leggeri e performanti

Flusso d’aria HushJet: potente e acusticamente ottimizzato


La tecnologia HushJet genera un flusso d’aria fino a 25 m/s, garantendo una ventilazione rapida ed estremamente efficiente. Grazie all’ottimizzazione della proiezione, il flusso viene canalizzato per ridurre turbolenze e dispersioni, migliorando le prestazioni complessive. In qualunque luogo ci si trovi - a bordo campo, in ufficio, in viaggio o a un festival estivo il ventilatore portatile Dyson mantiene freschi e può essere utilizzato in modalità handheld, posizionato su un piano o indossato a mani libere. Le prestazioni acustiche sono fondamentali quanto la potenza: l’approccio Dyson all’acustica si traduce in un comfort sonoro ottimizzato: l’ugello HushJet riduce le frequenze più elevate, elimina i rumori acuti e attenua il suono del motore, per un raffrescamento potente e silenzioso.

E-commerce Italia 2026: trend e abitudini nel report Idealo
Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibile in tre colorazioni


Dyson propone tre nuove finiture pensate per unire design e personalità: Ink/Cobalt, combinazione tra blu cobalto e blu inchiostro che interpreta la dualità della vita urbana, dinamica ma raffinata; Carnelian/Sky, evoluzione del classico rosso Dyson con finitura opaca abbinata a un blu cielo fresco e contemporaneo; e Stone/Blush, tonalità ispirata alla madreperla con sfumature bianche e delicati accenti rosati, studiata per trasmettere calma, eleganza e luminosità naturale.
HushJet Mini Cool Fan è pronto all’uso quotidiano con Neck DockHushJet Mini Cool Fan è pronto all’uso quotidiano con Neck Dock
Tra gli accessori a corredo del ventilatore Dyson ha incluso un cavo USB-C e la custodia da viaggio. Per una maggiore personalizzazione, sono disponibili accessori opzionali, tra cui un supporto universale progettato per il fissaggio su oggetti come passeggini e una clip di aggancio per tracolle o indumenti.


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L'Iran incassa i primi pedaggi sullo Stretto di Hormuz: "Controlliamo noi il passaggio, non negoziamo"


Depositate presso la Banca Centrale le prime somme riscosse dalle navi in transito. Il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia: "È la più grave crisi energetica della storia". Persi 13 milioni di barili al giorno.

Teheran ha incassato i primi proventi dei pedaggi imposti alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Le somme sono state depositate presso la Banca Centrale iraniana. A confermarlo è stato Alireza Salimi, deputato conservatore del Parlamento, in un’intervista all’agenzia semiufficiale Tasnim. "L’importo riscosso da ciascuna nave dipende dal carico e dal livello di rischio che comporta", ha dichiarato Salimi. "È l’Iran a stabilire quanto si paga e in che modo si paga: siamo noi a dettare le regole", ha rivendicato.

Ancora più duro è stato il vicepresidente del parlamento, Hamidreza Hajibabaei, durante un intervento pubblico nella città di Kuhdasht che è stato riportato da ABC News. "Lo Stretto è sotto il nostro controllo", ha detto. "Se gli Stati Uniti continueranno su questa strada, nessuna nave passerà più da Hormuz. Non siamo impegnati in trattative: stiamo dettando condizioni".

Lo Stretto di Hormuz è una delle arterie più importanti del commercio energetico mondiale. Prima della guerra vi transitavano ogni giorno 20 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi, pari a circa il 20% della fornitura globale di greggio. Oggi questa via d’acqua si trova in una condizione inedita, definita di "doppio blocco": né l’Iran né gli Stati Uniti consentono il transito alle navi per diversi motivi. Washington ha chiuso i porti iraniani, mentre Teheran ha risposto bloccando il passaggio nello Stretto in reazione all’operazione militare statunitense e israeliana Epic Fury e, più di recente, al fallimento della tregua tra Israele e Libano. Così il prezzo del barile ha già superato i 100 dollari in più occasioni.
Hormuz, il doppio blocco che soffoca l'energia mondiale

Crisi energetica
Hormuz, il doppio blocco che soffoca l'energia mondiale
Pedaggi iraniani, navi sequestrate e il collasso del jet fuel in Europa · Aprile 2026

Uno Stretto, due blocchi
Né Washington né Teheran lasciano passare le navi.
Lo Stretto è paralizzato.
13 MILIONI BARILI PERSI AL GIORNO La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia. Fatih Birol, direttore Agenzia Intl. Energia 14 12 AKTI A IMO 9876543

20%
del greggio mondiale passava da qui

100$+
prezzo del barile superato più volte

0%
jet fuel Europa da raffinerie mediorientali

Impatto Pedaggi Navi Cronologia

La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia. — Fatih Birol, direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia

13 mln
Barili al giorno persi dall'inizio della crisi

20%
Quota mondiale di greggio che transitava da Hormuz

Jet fuel europeo: il collasso

Quota di jet fuel europeo proveniente dalle raffinerie mediorientali

Prima della crisi ~75%

Oggi ~0%

Le contromisure

400 mln
Barili rilasciati dalle scorte strategiche a marzo

100$+
Prezzo del barile superato più volte

Riduzione del traffico aereo
Scenario allo studio in Europa se le importazioni alternative da USA e Nigeria non aumenteranno

Il sistema dei pedaggi iraniani

1 $
Al barile trasportato, pagabile in criptovaluta (secondo media occidentali)

8 ore
Durata massima delle "finestre" di transito che Teheran apre e chiude a piacimento

È l'Iran a stabilire quanto si paga e in che modo si paga: siamo noi a dettare le regole.
— Alireza Salimi, deputato conservatore iraniano, all'agenzia Tasnim

Lo Stretto è sotto il nostro controllo. Se gli Stati Uniti continueranno su questa strada, nessuna nave passerà più da Hormuz.
— Hamidreza Hajibabaei, vicepresidente del Parlamento iraniano (citato da ABC News)

Chi passa e chi no

Paesi amici
Pakistan, Cina e Oman: trattamento più morbido

Legami con Israele
MSC tenta il passaggio clandestino a transponder spento

Le navi sotto i riflettori

Akti A · Maersk (Danimarca)
Prima nave a passare. 300 mila barili di diesel per il trader Vitol

Passata

Flotta CMA CGM (Francia)
Tornata indietro dopo che una nave è stata colpita da un ordigno

Respinta

Dhalkut · Trafigura (Oman)
Unica su 10 navi bloccate. Partita il 2 aprile in convoglio lungo le coste omanite

Passata

3 navi Mercuria
Riportate in salvo. L'a.d. Dunand non ha spiegato in che modo

Passata

MSC Francesca · MSC Epaminondas
Sequestrate il 22 aprile dai Guardiani della Rivoluzione per transito "non autorizzato"

Sequestrate

Tocca un evento per i dettagli

28 feb
Inizio della guerra. L'Iran chiude lo Stretto

USA e Israele lanciano le operazioni Epic Fury e Ruggito del Leone. Teheran risponde con l'operazione Vera Promessa 4, attaccando le installazioni dei Paesi del Golfo e chiudendo Hormuz. Entro il 2 marzo il traffico navale cessa totalmente.

9 mar
Trump punta al controllo militare dello Stretto

Il presidente dichiara l'intenzione di porre Hormuz sotto controllo dell'esercito statunitense. Nel frattempo l'AIE autorizza il rilascio di 400 milioni di barili dalle scorte strategiche.

8 apr
Cessate il fuoco bilaterale di 14 giorni

Trump annuncia su Truth un cessate il fuoco tra USA e Iran, subordinato alla riapertura dello Stretto. L'accordo prevede un sistema di pedaggi gestito congiuntamente da Oman e Iran.

10-12 apr
Primo round negoziale fallito a Islamabad

Il vicepresidente USA J.D. Vance incontra il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in Pakistan. Il feldmaresciallo Asim Munir media con il premier Sharif. Trump parla di "vittoria", gli analisti restano scettici.

13 apr
Blocco navale USA contro i porti iraniani

Dopo lo stallo dei primi colloqui, la Marina statunitense applica un blocco selettivo sullo Stretto e tenta operazioni di bonifica dalle mine. Nasce il "doppio blocco".

17 apr
Araghchi annuncia la riapertura di Hormuz

Il Ministro degli Esteri iraniano dichiara lo Stretto "completamente aperto" su X, legandolo al cessate il fuoco in Libano. Trump ringrazia, ma mantiene il blocco USA. La Celestyal Discovery è la prima nave da crociera a transitare dopo 47 giorni di stop.

18 apr
Navi colpite nello Stretto. Teheran minaccia

Almeno due mercantili riportano colpi d'arma da fuoco. Il presidente del Parlamento Ghalibaf: "Con il proseguimento del blocco, lo Stretto non rimarrà aperto". Il Consiglio Supremo iraniano rivendica il controllo del canale "fino alla fine della guerra".

19 apr
USA colpiscono nave iraniana nel Mar d'Oman

L'Ambasciata iraniana all'ONU accusa Washington di "condotta che presenta i tratti distintivi della pirateria". Cartelloni compaiono a Teheran con la scritta "Hormuz, per sempre nelle mani dell'Iran".

22 apr
Sequestrate le navi MSC Francesca ed Epaminondas

La Marina dei Pasdaran apre il fuoco su 3 navi MSC e ne sequestra 2, accusandole di transito non autorizzato. La Casa Bianca (Leavitt): "Non sono navi USA né israeliane, è pirateria".

Elaborazione FocusAmerica su fonti: Financial Times, CNBC (Converge Live, Singapore), ABC News, Tasnim · Aggiornato al 23 aprile 2026

"La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia"


A descrivere il quadro energetico nei termini più duri è stato il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, intervenuto su CNBC durante il forum Converge Live di Singapore. "Stiamo affrontando la più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia", ha detto senza mezzi termini. "A oggi abbiamo perso 13 milioni di barili di petrolio al giorno e si registrano gravi interruzioni nelle forniture di materie prime vitali".

L’allarme più immediato riguarda l’Europa, che rischia di restare senza carburante per aerei nel giro di poche settimane. "L’Europa riceveva circa il 75% del jet fuel dalle raffinerie mediorientali, ora siamo sostanzialmente a zero", ha spiegato Birol. Il continente sta cercando di rifornirsi da Stati Uniti e Nigeria, ma se le importazioni alternative non aumenteranno rapidamente potrebbe rendersi necessario ridurre il traffico aereo. L’Agenzia ha già autorizzato a marzo il rilascio di 400 milioni di barili dalle scorte strategiche e sta valutando una seconda tranche. Ma lo stesso Birol la considera solo un palliativo: "La cura è riaprire lo Stretto di Hormuz. Stiamo guadagnando tempo, niente di più".

La nuova stretta iraniana è arrivata all’indomani della decisione di Donald Trump di estendere il cessate il fuoco con Teheran, scaduto mercoledì 22 aprile. Il presidente statunitense ha motivato la proroga dopo una richiesta arrivata dal capo dell’esercito pakistano, il maresciallo Asim Munir, e dal primo ministro Shehbaz Sharif, sostenendo che "il governo iraniano è seriamente spaccato" e che Islamabad ha chiesto di sospendere l’attacco in attesa di una proposta unitaria da Teheran. Trump ha anche ordinato alle Forze Armate di mantenere il blocco navale.

Le poche navi che sono riuscite a passare


Mentre la diplomazia resta ferma, il Financial Times ha ricostruito in che modo alcune imbarcazioni siano riuscite comunque ad attraversare lo Stretto sfruttando brevi "finestre" che si aprono e si chiudono nell’arco di poche ore. Il transito dura fino a otto ore e, in quell’intervallo, la situazione politica può cambiare radicalmente. La sera del 17 aprile Teheran ha annunciato la riapertura del canale, chiuso da fine febbraio, dopo l’intesa tra Israele e Libano. Il mattino successivo lo Stretto era di nuovo bloccato, ma nel frattempo alcune navi erano riuscite a passare.

La prima è stata la Akti A della danese Maersk, con 300 mila barili di diesel per il trader Vitol. Altre imbarcazioni della compagnia francese CMA CGM hanno tentato il passaggio, ma sono tornate indietro dopo che una di loro è stata colpita da un ordigno. Il trader Trafigura è riuscito a far uscire una sola nave sulle dieci bloccate nel Golfo Persico: il tanker omanita Dhalkut, partito il 2 aprile in un convoglio lungo le coste dell’Oman. Mercuria ha riportato in salvo tre navi, ma il suo amministratore delegato Marco Dunand si è rifiutato di spiegare in che modo.

Secondo il Financial Times, l’Iran sta riservando un trattamento più morbido alle navi legate ai Paesi amici, tra cui Pakistan, Cina e Oman. Le compagnie considerate più esposte, come MSC Group per i suoi legami commerciali con Israele, tentano invece il passaggio clandestino spegnendo i transponder GPS. Nel fine settimana del 18 e 19 aprile sei navi MSC hanno attraversato lo Stretto con i sistemi di localizzazione disattivati. Il 22 aprile la marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha sequestrato le navi MSC Francesca ed Epaminondas, riconducibili al gruppo, accusandole di aver transitato "senza la dovuta autorizzazione e manipolando i sistemi di navigazione". MSC ha rifiutato di commentare.

I media occidentali hanno riferito più volte che Teheran chiederebbe un dollaro per ogni barile di petrolio trasportato, pagabile in criptovaluta. I trader Trafigura, Mercuria e Vitol negano però di aver versato pedaggi, perché un pagamento di questo tipo violerebbe le sanzioni statunitensi.

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Libano, CPJ: "Accesso negato alle cure per reporter ferita è crimine di guerra"


Ginsberg denuncia ostacoli ai soccorsi per Amal Khalil: "I giornalisti sono civili, la comunità internazionale indaghi su gravi violazioni"

Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti(CPJ)ha affermato che il mancato accesso tempestivo ai soccorsi medici per una giornalista libanese ferita potrebbe configurarsi come un potenziale crimine di guerra. La notizia, riportata dall’emittente Al Mayadeen, riguarda il caso della reporter Amal Khalil, rimasta ferita durante recenti operazioni militari attribuite alle forze israeliane.

Secondo quanto dichiarato dal CEO del CPJ, Jodie Ginsberg, il ritardo o il diniego nell’autorizzare l’accesso dei soccorritori alla giornalista ferita solleva interrogativi significativi sul rispetto del diritto internazionale umanitario. Ginsberg ha sottolineato che i giornalisti sono considerati civili e, in quanto tali, godono di protezione specifica nei contesti di conflitto armato. Ha inoltre evidenziato come episodi analoghi si siano verificati in passato, suggerendo un possibile schema di comportamento.

Nel commentare la vicenda, la direttrice regionale del CPJ, Sara Qudah, ha richiamato l’attenzione sulla mancanza di responsabilità in altri teatri di crisi, in particolare nella Striscia di Gaza. Secondo Qudah, l’assenza di conseguenze per precedenti uccisioni e ferimenti di giornalisti avrebbe contribuito a creare un contesto in cui il rispetto delle norme internazionali risulta indebolito.

Il CPJ ha ribadito che l’accesso immediato alle cure mediche per i feriti, inclusi i giornalisti, è un obbligo sancito dal diritto internazionale umanitario. L’organizzazione ha quindi sollecitato la comunità internazionale a monitorare con attenzione il caso e a garantire che eventuali violazioni siano oggetto di indagini indipendenti.

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Samsung Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G ufficiali: funzioni premium a prezzo competitivo


Samsung amplia la gamma Galaxy A con i nuovi Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G. I due smartphone puntano su funzioni premium, connettività 5G e prezzi accessibili
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Samsung ha annunciato i nuovi Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G. Si tratta degli ultimi dispositivi della serie Galaxy A che introducono le più recenti innovazioni mobile di Samsung, inclusa una Awesome Intelligence ancora più evoluta. I nuovi Galaxy A57 5G e A37 5G rafforzano le esperienze su cui le persone fanno affidamento ogni giorno, grazie a miglioramenti in termini di prestazioni, fotocamera e display, insieme a funzionalità di resistenza e sicurezza. Con sei generazioni di aggiornamenti del sistema operativo e un supporto di sicurezza a lungo termine, la nuova serie è progettata per durare nel tempo.

E-commerce Italia 2026: trend e abitudini nel report Idealo
Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Awesome Intelligence potenziata


La nuova serie Samsung Galaxy A introduce funzionalità AI pensate per migliorare produttività, comunicazione e creatività. La Trascrizione vocale dell’app Registratore Vocale consente di trascrivere, tradurre registrazioni e convertire messaggi vocali in testo, ideale per riunioni, lezioni e chiamate. Con Selezione AI, attivabile dal Pannello Edge, è possibile estrarre testo, creare contenuti e trascinare immagini in modalità multischermo verso Samsung Notes o Editor Foto per un flusso di lavoro più rapido. Sul fronte fotografico, Awesome Intelligence semplifica l’editing con strumenti evoluti: Gomma Oggetto rimuove elementi indesiderati con risultati più naturali, mentre su Galaxy A57 5G Volto Migliore migliora le foto di gruppo grazie al supporto per più scatti e sequenze continue. Presenti anche Filtri, Suggerimenti di modifica e Ritaglio automatico per velocizzare il montaggio video. Non manca Cerchia e cerca con Google, ora con riconoscimento multi-oggetto per identificare più elementi in un’unica immagine. Completano l’esperienza il nuovo Bixby, che gestisce impostazioni e funzioni tramite linguaggio naturale, e Gemini, capace di eseguire attività complesse tra app Samsung e servizi di terze parti.
Samsung Galaxy A57 5G nella colorazione Awesome LilacSamsung Galaxy A57 5G nella colorazione Awesome Lilac

Fotocamera


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G puntano su un comparto fotografico evoluto, con hardware aggiornato e ISP migliorato per immagini più luminose, nitide e dettagliate. Entrambi integrano una tripla fotocamera con sensore principale da 50 MP, progettata per offrire scatti di qualità in diverse condizioni di luce senza interventi manuali. Con la modalità Nightography, i due smartphone catturano foto e video più chiari e realistici anche in ambienti poco illuminati. Galaxy A57 5G aggiunge un’elaborazione immagini avanzata che migliora dettagli, riduce il rumore digitale e assicura colori più equilibrati e contrasto superiore, oltre a uno scatto più rapido per immortalare i momenti in movimento con maggiore precisione. Il supporto dell’AI Scene Optimization e del riconoscimento soggetti ottimizza ritratti, tonalità della pelle e separazione tra soggetto e sfondo. Completano il sistema fotografico un obiettivo ultra-grandangolare per panorami e foto di gruppo e una fotocamera macro da 5 MP dedicata ai dettagli ravvicinati.
Samsung Galaxy A37 5G nella colorazione Awesome CharcoalSamsung Galaxy A37 5G nella colorazione Awesome Charcoal

Prestazioni


Galaxy A57 5G unisce design premium e prestazioni avanzate grazie a CPU, GPU e NPU potenziate, pensate per offrire fluidità nello streaming, nello scrolling e nella creazione di contenuti. Il dispositivo si presenta con un corpo più sottile e leggero, finitura lucida e modulo fotografico a tripla camera dal look moderno e distintivo. Nonostante il design compatto, esso integra una batteria da 5.000 mAh con autonomia fino a due giorni e supporto alla Ricarica Ultra Rapida 2.0, capace di raggiungere circa il 60% in 30 minuti. La camera di vapore ampliata migliora la dissipazione del calore, mantenendo prestazioni stabili durante gaming e registrazioni prolungate. L’esperienza visiva è affidata a un display Super AMOLED+ con cornici ridotte e tecnologia Vision Booster, che assicura immagini brillanti e leggibili anche all’aperto. Galaxy A57 5G e A37 5G offrono inoltre certificazione IP68, garantendo resistenza ad acqua e polvere per un utilizzo quotidiano più sicuro e affidabile.

Supporto e sicurezza


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G rafforzano la strategia Samsung sulla longevità dei dispositivi, garantendo fino a sei generazioni di aggiornamenti Android e One UI e fino a sei anni di patch di sicurezza, per un supporto software esteso nel tempo e una maggiore affidabilità d’uso. Inoltre, con Samsung Care+, è possibile contare su una copertura aggiuntiva pensata per proteggere il dispositivo e mantenerne il valore nel tempo, garantendo maggiore tranquillità nell’utilizzo quotidiano.

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Disponibilità e prezzi


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G sono disponibili nel nostro Paese; i prezzi per Galaxy A57 5G partono da 549,90 euro e per Galaxy A37 5G partono da 449,90 euro. Galaxy A57 5G è disponibile nelle colorazioni Awesome Navy, Awesome Gray, Awesome Icyblue e Awesome Lilac, mentre A37 5G è disponibile nelle colorazioni Awesome Lavender, Awesome Charcoal, Awesome Graygreen e Awesome White.


E-commerce italiano 2026: come cambiano gli acquisti online secondo il report Idealo


L’e-commerce è diventato una vera e propria abitudine di consumo. A confermarlo non sono solo i dati dell’Osservatorio Ecommerce B2C del Politecnico di Milano e Netcomm, secondo cui gli acquisti online in Italia nel 2025 hanno raggiunto i 62 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto al 2024, ma anche idealo, portale internazionale leader europeo nella comparazione prezzi. Quest'ultimo, dopo aver analizzato le intenzioni di acquisto per ogni categoria presente sul proprio portale italiano, ha individuato una crescita complessiva del +36%.

Le ultime tendenze dell'e-commerce


Secondo i dati di idealo, l’85% degli utenti effettua acquisti online almeno una volta al mese, mentre un quarto dei consumatori dichiara di comprare online addirittura ogni settimana. Ma quali sono nel dettaglio le ultime tendenze dello shopping digitale e cosa guida le scelte dei consumatori consapevoli? Il nuovo “Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026” offre uno spaccato delle abitudini di acquisto online dei nostri connazionali, evidenziando analogie e differenze con i principali mercati europei. In questo scenario, il prezzo si conferma l’elemento più determinante nel processo di acquisto. Sempre più consumatori confrontano attivamente le offerte prima di acquistare: il 44% utilizza strumenti di comparazione per trovare sconti e promozioni, mentre un altro 44% lo fa per ottenere informazioni sulle condizioni di spedizione e consegna. Anche le informazioni dettagliate sui prodotti (43%) e le recensioni degli altri utenti (39%) giocano un ruolo chiave nel processo decisionale.

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Consumatori strategici e consapevoli


La crescente attenzione al risparmio si riflette anche nella disponibilità degli utenti a esplorare nuovi negozi online. Il 67% degli italiani dichiara infatti di essere disposto ad acquistare da rivenditori meno conosciuti pur di ottenere un prezzo più conveniente. Un comportamento che evidenzia come i consumatori siano sempre più strategici e consapevoli, pronti a valutare diverse opzioni prima di completare un acquisto. Nel 2025 l’analisi di idealo sulle principali categorie dell’e-commerce evidenzia variazioni di prezzo significative tra diversi settori. Gli aumenti più marcati in percentuale riguardano soprattutto prodotti legati alla casa e all’arredamento, con in testa le vasche idromassaggio, seguite da scrivanie, cappe aspiranti, tende da sole e tavoli. Sul fronte opposto, le riduzioni di prezzo più significative interessano principalmente il settore fotografia ed elettronica, con le fotocamere reflex in testa, seguite da autoradio 2 DIN e software per ufficio. Nel complesso emerge una tendenza chiara: mentre alcuni prodotti per la casa e l’intrattenimento domestico registrano rincari importanti, diverse categorie tecnologiche e alcuni articoli per l’abitare mostrano una progressiva riduzione dei prezzi.

L'idealo price index


All’inizio del 2026, idealo ha introdotto un’analisi ancora più dettagliata dei prezzi con l'idealo Price Index, uno strumento che mostra in modo semplice e trasparente come evolvono i prezzi online di settimana in settimana. L'indice non si limita a indicare se i prezzi di una categoria salgono o scendono, ma combina l'intensità della variazione con la sua diffusione sul mercato, offrendo una lettura immediata dell'andamento generale dei prezzi. In concreto, l'idealo Price Index tiene conto sia della variazione settimanale media dei prezzi, espressa in percentuale o in euro, sia del numero di prodotti coinvolti negli aumenti o nei ribassi. In questo modo è possibile capire non solo quanto cambiano i prezzi, ma anche quanto sia esteso il fenomeno. Qui sotto alcuni esempi.

Abitudini consolidate e categorie popolari


Se l’attenzione al prezzo rimane sempre più alta e gli italiani si specializzano nel cercare le offerte più convenienti è perché lo shopping online è diventato una routine consolidata. Il 60% degli italiani acquista sul web con una frequenza compresa tra una e quattro settimane, segno che l’e-commerce è ormai parte integrante della gestione quotidiana degli acquisti. Tra le categorie più popolari continuano a dominare Elettronica e Moda & Accessori, seguite da Cosmetici & Profumi e Scarpe & Sneakers. Accanto a queste categorie, ormai consolidate, emergono però nuovi trend che raccontano come il carrello online degli italiani stia diventando sempre più variegato: tra le categorie con la crescita più marcata si distingue il mondo food, con la categoria Mangiare & Bere, che registra un deciso incremento del 95%. Seguono Arredamento & Giardino (+72%) e Prodotti per animali domestici (+58%). Una trasformazione che dimostra non solo come l’e-commerce stia progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione, includendo sempre più prodotti legati alla vita quotidiana, ma anche come la comparazione prezzi sia sempre più estesa. Non si compara solo per le grandi spese, ma anche per quelle ricorrenti, per le quali una pianificazione può permettere di ottenere un prezzo decisamente migliore.

“L’e-commerce in Italia non è più una promessa, ma una realtà che nel 2025 ha raggiunto numeri che, anche solo cinque anni fa, sarebbero sembrati ambiziosi - riporta Pablo Marin, di idealo per l’Italia, nella sua prefazione al White Paper - dietro questa crescita apparentemente lineare, si nasconde una trasformazione ben più profonda: non cambia solo quanto compriamo online, ma soprattutto come lo facciamo. In un contesto in cui l’inflazione ha lasciato un segno duraturo sulle abitudini di spesa, comprare bene non è più un’opzione, è diventata una competenza.”


È interessante analizzare anche l’approccio generazionale alle ricerche. La Gen X è la più appassionata di tecnologia, con il 47% di utenti che effettuano ricerche nella categoria elettronica tra i 45 e i 54 anni. La Gen Z è attenta alla moda, il 44% delle ricerche in questa categoria viene effettuato da utenti tra i 16 e i 24 anni. I Millennials si dividono tra gaming e figli, due mondi forse difficilmente conciliabili: il 30% delle ricerche nel gaming e il 16% nella categoria Bambini & Neonati sono riconducibili a utenti tra i 35 e i 44 anni. I Boomer si dedicano agli animali e al giardino: infatti, le persone tra i 55 e i 64 anni cercano maggiormente nella categoria Prodotti per animali (27%) e in quella Arredamento & Giardino (21%).

Il boom dell’e-commerce in Italia e in Europa


Alcune categorie sono state protagoniste di un vero e proprio boom, con un aumento di interesse superiore al +200% su base annua, con interessanti differenze tra i vari Paesi. In Italia, emergono soprattutto prodotti legati alla tecnologia e alla mobilità, come RAM, lubrificanti e additivi per motore e batterie auto, segno di una forte attenzione sia all’aggiornamento dei dispositivi informatici sia alla manutenzione dei veicoli. Accanto a questi comparti si distinguono anche categorie più legate alla stagionalità, come i calendari dell’Avvento, che registrano un forte aumento di interesse durante il periodo natalizio e non solo, e i mobili da bagno, indicativi di una crescente attenzione verso la casa e il miglioramento degli spazi domestici. Una ricerca sempre più diversificata, in cui convivono esigenze tecnologiche, quotidiane e legate al vivere la casa al meglio.

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E-commerce sinonimo di mobile e pianificazione


Un altro elemento centrale di questa analisi riguarda il ruolo dei dispositivi mobili. Lo smartphone si conferma infatti lo strumento principale per confrontare prezzi e offerte: il 59% degli utenti utilizza app dedicate su smartphone o tablet per informarsi prima di acquistare, mentre il 38% preferisce il computer o il notebook e il 31% utilizza lo smartphone tramite browser. Il confronto emerge così come elemento chiave per gli acquisti, con l’attenzione al prezzo che si traduce nella ricerca del momento più conveniente per acquistare. Da una parte, attraverso l'analisi dei dati storici, idealo è in grado di valutare l'influenza della stagionalità sulle diverse categorie di prodotto presenti sul portale. Si tratta di un’analisi particolarmente rilevante per gli operatori dell'e-commerce e per i negozi, che possono utilizzare queste informazioni per pianificare le attività promozionali in modo più mirato e coerente con i cicli di domanda. Dall’altra idealo – esaminando le intenzioni di acquisto e i prezzi medi durante l’anno – riesce a delineare un vero e proprio Calendario del risparmio, mostrando in quale periodo determinati prodotti hanno un costo inferiore. Per i prodotti più costosi, come gli elettrodomestici, questo calendario diventa fondamentale: dall’analisi, infatti, emerge che giugno è il mese migliore per cambiare il frigorifero, mentre luglio per lavatrici e lavastoviglie. In alcune categorie, come notebook, televisori o console da gioco, il risparmio potenziale può arrivare rispettivamente fino al 24%, al 23% e al 21%. Le differenze significative dei prezzi tra i diversi periodi dell’anno confermano ancora una volta l'importanza della comparazione prezzi come supporto alle decisioni di acquisto consapevoli.

Shopping online consapevole e strategico


Nel complesso, il nuovo Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026 delinea un quadro chiaro: lo shopping online è ormai una pratica consolidata tra gli italiani, sempre più attenti a confrontare prezzi, valutare offerte e pianificare i propri acquisti. Si tratta di consumatori digitali sempre più informati, consapevoli e strategici nelle proprie scelte.

“Lo shopping digitale sta passando dalla “caccia all’affare” alla qualità della decisione. Il comparatore di prezzi è diventato, per molti, uno strumento di pianificazione della spesa, quasi alla pari di un consulente finanziario domestico. E questo è un cambiamento culturale che va ben oltre la tecnologia,” conclude Pablo Marin.



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Insider trading sulla cattura di Maduro, incriminato sergente delle forze speciali americane


Il sergente Gannon Ken Van Dyke, delle forze speciali dell'esercito, avrebbe guadagnato oltre 400.000 dollari su Polymarket puntando sull'operazione militare che ha portato alla cattura del leader venezuelano.

Un sergente maggiore delle forze speciali dell'esercito americano è stato arrestato e incriminato per aver utilizzato informazioni riservate sull'operazione militare che ha rimosso Nicolás Maduro dal potere in Venezuela per piazzare scommesse sulla piattaforma Polymarket. Lo ha annunciato giovedì 23 aprile il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Il soldato, identificato come Gannon Ken Van Dyke, 38 anni, di stanza nella base militare di Fort Bragg in North Carolina, avrebbe scommesso circa 33.000 dollari su 13 contratti legati al Venezuela e alla sorte di Maduro, ottenendo un profitto di oltre 409.000 dollari. Secondo l'atto di accusa depositato presso il tribunale federale di Manhattan e riportato dal New York Times, Van Dyke ha partecipato alla pianificazione e all'esecuzione dell'operazione che ha portato alla cattura di Maduro e della moglie Cilia Flores in un complesso di Caracas il 3 gennaio. Il militare è nell'esercito in servizio attivo dal 2008 e dal 2023 ricopre il grado di sergente maggiore nelle forze speciali.

Le accuse formulate contro Van Dyke sono cinque: uso illecito di informazioni governative riservate per fini personali, furto di informazioni governative non pubbliche, frode sulle materie prime, frode telematica e transazione monetaria illecita. Come riportato da CNBC, il militare rischia fino a 20 anni di carcere per il capo d'accusa più grave, la frode telematica, e fino a 10 anni per ciascuno degli altri. La Commodity Futures Trading Commission, l'autorità di regolamentazione dei mercati di previsione, ha inoltre avviato un procedimento civile separato contro Van Dyke, chiedendo la restituzione dei profitti, sanzioni pecuniarie e il divieto permanente di operare su queste piattaforme.

Insider trading · Polymarket
Il sergente, la cattura di Maduro e la scommessa che ha vinto 13 volte la posta in gioco
Anatomia della prima incriminazione negli Stati Uniti per insider trading su un mercato predittivo

Numeri Cronologia Accuse Contesto

Rendimento della scommessa principale
+0%
Una puntata da 32.537 dollari sull'uscita di Maduro entro il 31 gennaio si è trasformata in 404.222 dollari di vincita.

Puntata totale
$33.034

Vincita totale
$409.000+

L'uomo dietro l'account

Imputato
Gannon Ken Van Dyke
38 anni, Fayetteville (NC)

Grado
Sergente maggiore
Esercito americano, in servizio dal 2008

Reparto
Joint Special Operations Command
Specialista comunicazioni · Fort Bragg

Operazione
Absolute Resolve
Cattura di Maduro · 3 gennaio 2026

I quattro mercati su cui ha puntato

Mercato Polymarket"Maduro estromesso entro il 31 gennaio 2026"
$32.537

Mercato Polymarket"Le forze americane entrano in Venezuela entro il 31 gennaio 2026"
~$1.000

Mercato Polymarket"Gli Stati Uniti invaderanno il Venezuela entro il 31 gennaio 2026?"
incluso

Mercato Polymarket"Trump invoca poteri di guerra sul Venezuela"
incluso

Tocca un evento per i dettagli

8 Dic 2025
Briefing classificato e firma del NDA

Van Dyke entra nel team che pianifica Operation Absolute Resolve. Riceve un briefing riservato e firma l'accordo di riservatezza che vieta di rivelare informazioni sulle operazioni del comando.

26 Dic
Apre l'account su Polymarket

Si registra sulla piattaforma usando la propria email personale e inizia a operare sui mercati legati al Venezuela e al futuro politico di Maduro.

27 Dic – 2 Gen
Piazza 13 scommesse per circa 33.000 dollari

Tutte posizioni "Si" sulle scommesse relative alla presenza di forze americane in Venezuela, rimozione di Maduro entro il 31 gennaio, invasione e invocazione dei poteri di guerra da parte di Trump.

3 Gen 2026
Il raid a Caracas. Van Dyke incassa

Le forze statunitensi catturano il presidente venezuelano Maduro e sua moglie Cilia Flores. Lo stesso giorno Van Dyke vende le sue posizioni, ritira i proventi e li sposta su un vault crypto estero, poi presso un nuovo broker online.

6 Gen
Tentativo di copertura

Quando le scommesse anomale finiscono sui media, Van Dyke chiede a Polymarket di cancellare l'account sostenendo falsamente di aver perso accesso all'email. Lo stesso giorno cambia anche l'email del wallet di criptovalute.

23 Apr 2026
Incriminazione e arresto

Atto di accusa depositato a Manhattan. Van Dyke compare in tribunale in North Carolina, versa cauzione da 250.000 dollari e consegna il passaporto. Aperto procedimento civile in parallelo della CFTC.

Le mosse per nascondere le tracce

Cancellazione account
Chiede a Polymarket di eliminare il suo profilo, sostenendo falsamente di aver perso l'email associata

Cambio email del wallet
Sostituisce l'indirizzo del wallet crypto con uno non intestato a suo nome, creato il 14 dicembre

Trasferimento dei fondi
Sposta gran parte delle vincite su un vault crypto estero, poi presso un nuovo broker online

Alias pseudonimi
Opera con nickname tipo "Burdensome-Mix", ma resta tracciabile a causa della sua email personale con cui ha aperto gli account

I cinque capi d'accusa

1
Uso illegale di informazioni governative riservate. Sfruttamento di materiale classificato per profitto personale.

2
Furto di informazioni governative non pubbliche. Sottrazione di dati sull'operazione di cattura di Maduro.

3
Frode su materie prime. Violazione del "Commodity Exchange Act", rischia fino a 10 anni di carcere per ciascun capo.

4
Frode telematica. Reato federale legato alle scommesse online.

5
Transazioni monetarie illegali. Trasferimento dei proventi illeciti su vault crypto estero e poi su conto broker.

"
I mercati predittivi non sono un rifugio per chi sfrutta informazioni riservate o classificate per profitto personale.
— Jay Clayton, procuratore federale del Distretto Sud di New York

Non un caso isolato · gli altri casi sospetti

Iran · scommessa sull'attacco Usa
Utente Polymarket non identificato

$550K

Israele · operazioni in Iran
Due soldati incriminati · febbraio 2026

·

Kalshi · "insider trading politico"
3 candidati al Congresso sospesi e multati

·

La piattaforma sotto pressione

Polymarket
Operatore offshore in criptovalute
Autorizzata a operare negli Usa dall'Amministrazione Trump l'anno scorso

Vigilanza
Commodity Futures Trading Commission
Aperto procedimento civile parallelo a quello penale

Reazione Polymarket
"L'insider trading non ha posto su Polymarket"
A marzo sono state introdotte nuove regole interne sull'integrità dei mercati

Conflitto d'interesse
Donald Trump Jr.
Consulente sia di Polymarket sia della rivale Kalshi

Elaborazione FocusAmerica · 25 aprile 2026

L'inchiesta ricostruisce con precisione la cronologia dei fatti. Secondo la ricostruzione di CNBC basata sull'atto di accusa, Van Dyke sarebbe stato coinvolto nella pianificazione della missione a partire dall'8 dicembre, giorno in cui ha ricevuto un briefing sulla sicurezza delle informazioni classificate e firmato un accordo di riservatezza sulle operazioni nell'emisfero occidentale. Il 26 dicembre ha aperto un conto su Polymarket e ha iniziato a piazzare scommesse tra il 27 dicembre e il 2 gennaio, la vigilia del blitz a Caracas. Tutte le puntate erano posizioni "sì" su contratti che prevedevano la presenza delle forze statunitensi in Venezuela entro il 31 gennaio 2026, l'uscita di Maduro dal potere entro la stessa data, un'invasione americana del paese o l'invocazione da parte del presidente Trump del War Powers Act contro il Venezuela. Dopo alcune puntate iniziali di importo ridotto, il 2 gennaio Van Dyke ha scommesso oltre 26.000 dollari in un solo giorno.

Un elemento chiave dell'inchiesta riguarda una fotografia. Poche ore dopo che i militari americani avevano catturato Maduro trasferendolo a bordo della USS Iwo Jima, nave anfibia d'assalto della marina statunitense, un'immagine di Van Dyke è stata scattata e caricata sul suo account Google. Secondo l'atto di accusa citato dal New York Times, la foto mostra il sergente su quello che sembra il ponte di una nave in mare all'alba, in uniforme militare con un fucile, insieme ad altre tre persone anch'esse in uniforme.

Dopo la vittoria delle scommesse, che ha moltiplicato per dodici volte l'importo puntato, Van Dyke avrebbe tentato di nascondere i proventi spostandoli più volte. Secondo la ricostruzione del Dipartimento di Giustizia riportata da NBC News, il sergente ha trasferito la maggior parte dei guadagni in un portafoglio di criptovalute estero, per poi depositarli in un conto di intermediazione online appena creato. Quando i media hanno iniziato a riportare movimenti sospetti sui contratti legati a Maduro, il 6 gennaio Van Dyke ha chiesto a Polymarket di cancellare il suo account, sostenendo falsamente di aver perso l'accesso all'indirizzo email collegato. Lo stesso giorno ha modificato l'email del suo conto di scambio di criptovalute, sostituendola con un indirizzo non registrato a suo nome e creato il 14 dicembre 2025.

Il procuratore generale ad interim Todd Blanche ha sottolineato in una dichiarazione che gli uomini e le donne in uniforme hanno accesso a informazioni riservate per svolgere la loro missione in modo sicuro ed efficace e non possono utilizzarle per un guadagno personale. Blanche ha aggiunto, come riporta CNBC, che l'accesso diffuso ai mercati di previsione è un fenomeno relativamente nuovo, ma le leggi federali che proteggono le informazioni di sicurezza nazionale si applicano pienamente. Il direttore dell'FBI Kash Patel ha dichiarato a NBC News che l'incriminazione dimostra che nessuno è al di sopra della legge.

Polymarket ha annunciato sui social di aver segnalato il caso al Dipartimento di Giustizia e di aver collaborato all'inchiesta dopo aver individuato l'utente che scambiava sulla base di informazioni governative riservate. La società ha affermato che il mese scorso ha pubblicato regole rafforzate sull'integrità del mercato per contrastare l'insider trading e che l'arresto dimostra che il sistema funziona.

Last month, we published our enhanced market integrity rules to combat insider trading.

When we identified a user trading on classified government information, we referred the matter to the DOJ & cooperated with their investigation.

Insider trading has no place on Polymarket.…
— Polymarket (@Polymarket) April 23, 2026


Il presidente Trump, interpellato giovedì dai giornalisti, ha dichiarato di non essere favorevole alle scommesse: il mondo intero, sfortunatamente, è diventato una sorta di casinò. Il presidente ha paragonato il caso a quello di Pete Rose, il giocatore di baseball escluso dalla Hall of Fame per aver scommesso sulla propria squadra, e ha aggiunto che approfondirà la vicenda. Prima di assumere la carica, Trump controllava diversi casinò nel proprio portafoglio imprenditoriale, molti dei quali sono falliti.

Il caso si inserisce in un contesto di crescente attenzione sui mercati di previsione. Come riportato dal New York Times, l'incriminazione rappresenta uno degli episodi di più alto profilo di un dipendente pubblico americano che utilizza informazioni classificate per ottenere profitti su queste piattaforme, al punto che la Casa Bianca ha messo in guardia il proprio personale contro simili pratiche. Il Senato e la Camera stanno valutando una legge per limitare l'utilizzo da parte dei funzionari pubblici di Kalshi, un'altra piattaforma popolare, mentre diversi Stati stanno considerando regolamentazioni più severe. Mercoledì Kalshi ha annunciato di aver sospeso e multato tre candidati al Congresso, provenienti da Minnesota, Texas e Virginia, per attività di insider trading politico sulle proprie campagne elettorali.

Secondo quanto ricordato da CNBC, Donald Trump Jr., figlio del presidente, è sia investitore sia consulente non retribuito di Polymarket, oltre che consulente retribuito di Kalshi, le due maggiori piattaforme di previsione, come segnalato dal New York Times in un reportage di gennaio. Le scommesse anomale su eventi geopolitici erano già state oggetto di sospetti: conti aperti su Polymarket avevano incassato 1,2 milioni di dollari puntando su un attacco americano all'Iran il 28 febbraio, giorno di inizio dell'offensiva. A fine marzo, inoltre, un'ondata di vendite sul mercato del petrolio pochi minuti prima di un annuncio di Trump sui colloqui con l'Iran aveva alimentato sospetti di insider trading, con possibili profitti per decine di milioni di dollari.

Il senatore democratico Bernie Sanders, come riporta Le Monde, ha denunciato sui social che la famiglia Trump avrebbe guadagnato quattro miliardi di dollari grazie alla presidenza, parlando di una cleptocrazia senza precedenti. Il caso Van Dyke è stato assegnato alla giudice federale Margaret M. Garnett del distretto meridionale di New York, lo stesso tribunale in cui Maduro è accusato di cospirazione per narcoterrorismo, importazione di cocaina e reati legati alle armi, mentre la moglie Flores è imputata per cospirazione legata alla cocaina e reati sulle armi.

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Paolo Guzzanti racconta la Repubblica: memorie, potere e scontri con De Benedetti


Nel libro “Figli del secolo” il retroscena del giornalismo italiano tra eredità, conflitti editoriali, verità e retroscena
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La storia del giornalismo italiano dalla fondazione del quotidiano La Repubblica nel 1976 fino alla sua disgregazione raccontata da uno dei suoi protagonisti, Paolo Guzzanti. Guzzanti si definisce "padre d'arte": Corrado, Sabina e Caterina sono tre attori affermati a teatro e in tv. Lui si diletta da sempre con imitazioni telefoniche irresistibili di politici e colleghi.

Ma non è questo il cuore del suo libro ristampato in una nuova edizione. Un confronto serrato con l'Ingegner De Benedetti, l'editore per antonomasia in Italia. L'uomo che ha finanziato, sostenuto e poi acquistato il quotidiano che ha cambiato la modalità di fruizione delle notizie per milioni di italiani sia nello stile che nel formato cartaceo. La sua visione e la sua idea di cosa e chi deve essere un editore in Italia.

Guzzanti lascia andare il filo della memoria mentre intervista a più riprese De Benedetti chiedendogli di ricostruire eventi che hanno segnato con un solco profondo nella cronaca del nostro paese determinando gli assetti del mondo dell'informazione, il lodo Mondadori, la cessione del pacchetto di azioni del primo direttore e fondatore Eugenio Scalfari a De Benedetti e la sua uscita da un quotidiano oramai quasi svuotato delle firme del nucleo iniziale (hanno vinto tutti o anche il contrario!).

Ma sopratutto c'è il racconto di un certo modo di "fare giornalismo", le mitologiche riunioni delle dieci del mattino nella redazione di piazza Indipendenza, le telefonate dei politici, l'avversione per Bettino Craxi. De Benedetti e Guzzanti alla data di uscita di questo libro sono in vita, hanno proseguito il primo a scrivere dopo il tuffo in politica con Berlusconi e il secondo a fondare e rilevare quotidiani.

Guzzanti non scherza mai, quando lo fa è solo per dipingere meglio lo scenario di alcuni momenti e alcuni caratteri come nel gustosissimo episodio della sua intervista a Gabriel Garcia Marquez raccontata all'Avvocato Agnelli. Al potenziale lettore non può sfuggire, però, che quando si è gli ultimi a rimanere in vita si può scrivere l'ultima versione degli eventi senza la replica e il contraddittorio degli altri protagonisti.

L'ultima parola non cancella il valore di quello che è stato fatto nel bene e nel male, ma lo colloca in una prospettiva che spesso rende nani i giganti e viceversa.

PAOLO GUZZANTI
Figli del secolo Guzzanti vs De Benedetti
Compagnia editoriale Aliberti 2026

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Trump estende la tregua tra Israele e Libano di tre settimane e minaccia di nuovo Teheran


Alla Casa Bianca annunciata l’intesa con gli ambasciatori dei due Paesi per l'estensione della tregua. Intanto il presidente ordina alla Marina statunitense di affondare le navi iraniane che posano mine nello Stretto di Hormuz.

Il cessate il fuoco tra Israele e Libano durerà altre tre settimane. Lo ha annunciato ieri il presidente Donald Trump dopo un incontro alla Casa Bianca con gli ambasciatori dei due Paesi. Nelle stesse ore il presidente ha minacciato nuovamente Teheran, ordinando alla Marina statunitense di “aprire il fuoco e uccidere senza esitazione” le imbarcazioni iraniane impegnate a posare nuove mine nello Stretto di Hormuz.

L’incontro alla Casa Bianca


La riunione, secondo round di colloqui tra Israele e Libano, avrebbe dovuto inizialmente tenersi al Dipartimento di Stato sotto la guida del Segretario di Stato Marco Rubio. Tre ore prima dell’inizio è stata però spostata alla Casa Bianca, e alle due delegazioni è stato comunicato che avrebbe partecipato anche il presidente Trump, come riporta Axios. All’incontro sono stati presenti anche il vicepresidente JD Vance, l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee e quello in Libano Michel Issa.

“L’incontro è andato molto bene. Il cessate il fuoco tra Israele e Libano sarà esteso di tre settimane”, ha poi annunciato Trump su Truth Social. Parlando con i giornalisti, il presidente ha poi detto di sperare di ospitare alla Casa Bianca, proprio in questa finestra di tre settimane, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun.

Ma, nonostante l'ottimismo del presidente, un incontro trilaterale resta difficile. Fonti libanesi citate da Axios ritengono improbabile tale possibilità finché Israele continua a occupare il 6% del territorio libanese e ad attaccare postazioni in territorio libanese nonostante la tregua. Poche ore prima dell’incontro, Hezbollah aveva lanciato diversi razzi contro villaggi israeliani lungo il confine e le Forze Armate israeliane avevano colpito le postazioni di lancio. Trump ha detto che Israele ha il diritto di difendersi, ma deve farlo “con attenzione” e in modo “chirurgico”.

Quando i cronisti hanno ricordato a Trump l'esistenza di una legge libanese che vieta qualsiasi contatto con Israele, il presidente è sembrato sorpreso e ha risposto: “Dobbiamo lavorare per cancellarla”. Ha quindi chiesto a Rubio e ai funzionari presenti di muoversi in questo senso, un passaggio che, però, a Beirut resta politicamente esplosivo.
I due fronti di Trump: Libano e Hormuz

Medio Oriente · Il doppio fronte
I due tavoli di Trump: tregua in LIbano, nuove minacce a Teheran
Dall'incontro alla Casa Bianca alle mine nello Stretto di Hormuz

Diplomazia
Israele–Libano
Cessate il fuoco esteso di 3 settimane

Mine
Stretto di Hormuz
Ordine di aprire il fuoco sulle imbarcazioni iraniane

Libano Hormuz Forze Timeline

3 settimane
L'estensione del cessate il fuoco tra Israele e Libano
Annuncio di Trump dopo l'incontro alla Casa Bianca

I nodi che restano sul tavolo

6%
Territorio libanese occupato da Israele

Ostacolo centrale al negoziato: fonti libanesi citate da Axios ritengono improbabile un vertice a tre finché Israele mantiene la sua presenza militare nel Paese.


Round di colloqui Israele–Libano

Previsto inizialmente al Dipartimento di Stato sotto Rubio, poi spostato alla Casa Bianca tre ore prima dell'inizio con la partecipazione a sorpresa di Trump.

Vertice a 3
Ipotizzato con Trump, Netanyahu e Aoun

Trump ha detto di sperare di ospitare alla Casa Bianca i leader dei due Paesi nei prossimi 21 giorni, durante la finestra di tregua appena estesa.

Libano
Una legge libanese vieta però contatti con Israele

Trump, sorpreso dalla norma, ha chiesto a Rubio di lavorare alla sua cancellazione. A Beirut il passaggio resta politicamente esplosivo.

"L'incontro è andato molto bene. Il cessate il fuoco sarà esteso di tre settimane".
Donald Trump, post su Truth Social

"Aprire il fuoco e uccidere senza esitazione."
Ordine di Trump alla Marina USA

Il collasso del traffico marittimo

Navi al giorno attraverso lo Stretto
In tempi normali vs. oggi — IEA parla dello shock energetico più grave di sempre

Prima

100+
navi/giorno

Oggi

<10
navi/giorno

Le mine iraniane

<100
Mine dispiegate prima della nuova ondata

Stima degli esperti citati da Axios prima della seconda operazione di posa di questa settimana. Il numero esatto dei nuovi ordigni è noto a Washington ma non è stato reso pubblico.

90%+
Navi posamine iraniane distrutte dagli USA

Stima del Pentagono sulle grandi navi posamine e sui depositi di mine neutralizzati all'inizio della guerra. Teheran conserva però ancora scorte di mine lungo la costa.

2–4
Mine per peschereccio classe Gashti

Piccole imbarcazioni iraniane usate per posare i nuovi ordigni. Teheran ne ha ancora decine operative lungo la costa.

Contromisure USA
Droni e cacciamine

La Marina statunitense usa droni subacquei per rimuovere le mine. Anche le navi cacciamine USS Chief e USS Pioneer operano nell'area.

Perché conta

In tempi normali
~20%
del petrolio mondiale via mare

Oggi
Crollo
shock più grave di sempre (IEA)

Peggiore degli shock petroliferi degli anni Settanta secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia.

La presenza navale USA

Portaerei nel Golfo
3

USS Abraham Lincoln
Mare Arabico

USS Gerald R. Ford
Mar Rosso

USS G.H.W. Bush
Oceano Indiano

Le tre parti in campo

Stati Uniti

Doppia postura: mediatore sul Libano, Trump ordina di aprire il fuoco contro le imbarcazioni che posano le mine nelo Stretto di Hormuz. Tre portaerei nel Golfo, droni subacquei per la bonifica, ordine di triplicare le operazioni anti-mina.

Libano

Accetta l'estensione della tregua ma pone condizioni per l'incontro trilaterale voluto da Trump: ritiro israeliano dal 6% del territorio attualmente occupato e stop ai nuovi attacchi. Una legge nazionale vieta però ogni contatto diretto con Israele.

Israele

Continua le sue operazioni contro Hezbollah, che rientrano — secondo Washington — in qualcosa di distinto dalla fragile tregua in corso con l'Iran. Trump invita Tel Aviv alla moderazione: attaccare "in modo chirurgico" per difendersi.

Iran

Seconda ondata di posatura di mine nello Stretto tramite imbarcazioni della Marina dei Guardiani della rivoluzione. Teheran sostiene anhce che i raid israeliani in Libano violino la tregua con Washington, una posizione respinta sia da Stati Uniti che Israele.

La giornata dei due fronti

Mattina · Diplomatico
Il secondo round di colloqui tra Israele e Libano è spostato alla Casa Bianca

Previsto inizialmente al Dipartimento di Stato sotto Rubio, l'incontro viene spostato tre ore prima dell'inizio. Alle delegazioni di Israele e Libano viene comunicato che parteciperà anche Trump.

In parallelo · Militare
L'Iran posa nuove mine nello Stretto di Hormuz

Seconda operazione di questo tipo dall'inizio della guerra. Non è chiaro se le mine della prima ondata siano già state tutte individuate e rimosse.

In giornata
La USS George H.W. Bush arriva nell'area di operazioni

È la terza portaerei americana presente nella regione. Rafforza ulteriormente il blocco navale e lascia a Trump più opzioni militari in caso di riapertura delle ostilità.

Casa Bianca
La tregua Israele–Libano estesa di tre settimane

Annuncio di Trump su Truth Social al termine dell'incontro con gli ambasciatori. All'incontro erano presenti anche Vance, Huckabee (ambasciatore USA in Israele) e Issa (ambasciatore USA in Libano).

Ordine operativo
"Aprire il fuoco senza esitazione" sulle imbarcazioni iraniane

Trump ordina alla Marina statunitense, con un post su Truth Social, di attaccare senza esitazione i pescherecci classe Gashti impegnati a posare mine.

Elaborazione FocusAmerica su fonti: Axios, account di Trump su Truth Social, CENTCOM, Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA)

Le nuove mine nello Stretto di Hormuz


Sull’altro fronte, la Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniana ha continuato a posare nuove mine nello Stretto di Hormuz questa settimana. Anche in questo caso lo riferisce Axios: si tratta della seconda operazione di questo tipo dall’inizio della guerra e non è per niente chiaro se le mine della prima ondata siano già state tutte individuate e rimosse.

Dopo essere stato informato del nuovo sviluppo, Trump ha ordinato alla Marina statunitense, ancora una volta con un post su Truth Social, di colpire “senza esitazione” qualsiasi imbarcazione iraniana impegnata a posare mine. Secondo Axios, Washington conosce il numero esatto dei nuovi ordigni, ma ha scelto di non renderlo pubblico. Prima di questa nuova ondata, gli esperti stimavano che l’Iran ne avesse dispiegati meno di cento in totale.

All’inizio della guerra, secondo il Pentagono, gli Stati Uniti hanno distrutto oltre il 90% delle grandi navi posamine iraniane e dei depositi di mine. Teheran conserverebbe però altre scorte lungo la costa. A posare gli ordigni sono ora principalmente piccoli pescherecci iraniani della classe Gashti, capaci di trasportarne da due a quattro per volta. L’Iran ne avrebbe ancora decine a disposizione.

La Marina statunitense ha giò usato anche droni subacquei per rimuovere le mine e nell’area stanno già operando anche le due navi cacciamine USS Chief e USS Pioneer, insieme a elicotteri e velivoli di sorveglianza specializzati.

Tre portaerei americane nel Golfo


Lo Stretto di Hormuz resta al centro anche di una nuova possibile escalation militare. In tempi normali da questo corridoio passa circa il 20% del petrolio trasportato via mare nel mondo; oggi il traffico è crollato a meno di dieci navi al giorno, contro le oltre cento di prima. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha già definito l’interruzione delle forniture la più grave mai registrata sul mercato globale, persino peggiore degli shock petroliferi degli anni Settanta.

In questo contesto, ieri la portaerei USS George H.W. Bush e il suo gruppo d’attacco sono arrivati nell’area di competenza del comando centrale americano. È la terza portaerei statunitense nella regione: rafforza il blocco navale imposto contro l’Iran e offre a Trump nuove opzioni militari, nel caso decidesse di riaprire le ostilità. Una presenza che fa di Hormuz ancora una volta il punto più fragile della crisi: il luogo in cui la deterrenza americana può contenere Teheran e riaprire uno spiraglio diplomatico, oppure innescare una nuova escalation.

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L’United States Air Force punta sui microreattori: nuova strategia per l’autonomia energetica delle basi


Installazioni compatte per garantire energia continua e ridurre la dipendenza logistica nelle infrastrutture militari USA

Secondo quanto riportato da ZeroHedge, l’United States Air Force avrebbe avviato un programma per l’installazione di microreattori nucleari in alcune delle proprie basi, nell’ambito di una strategia più ampia volta a rafforzare l’autonomia energetica e la resilienza operativa delle infrastrutture militari.

Microreattori per l’autosufficienza energetica delle basi

I microreattori rappresentano una tecnologia emergente nel campo dell’energia nucleare: si tratta di sistemi compatti, progettati per essere trasportabili e in grado di generare energia in modo continuativo e stabile. A differenza delle centrali nucleari tradizionali, queste unità sono pensate per operare in contesti isolati o critici, come basi militari, installazioni remote o scenari operativi complessi.

Nel caso dell’Air Force, l’adozione di tali sistemi risponde all’esigenza di ridurre la dipendenza da reti elettriche civili o da rifornimenti logistici vulnerabili, come il carburante fossile. L’obiettivo è garantire continuità energetica anche in situazioni di emergenza o in caso di interruzioni delle infrastrutture tradizionali.

Un programma dai contorni ancora riservati


Le informazioni disponibili al momento restano limitate. Non sono state rese note né le località delle basi coinvolte né le tempistiche precise di implementazione. Analogamente, i dettagli tecnici relativi alla tipologia di microreattori, alla loro capacità produttiva o alle misure di sicurezza adottate non sono stati divulgati.

Questa riservatezza è coerente con la natura strategica del progetto, che si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte del Dipartimento della Difesa statunitense verso la sicurezza energetica come elemento chiave della prontezza operativa.

Una tendenza più ampia nelle forze armate


L’iniziativa riflette una tendenza più ampia all’interno delle forze armate statunitensi e di altri Paesi, orientata verso l’integrazione di tecnologie energetiche avanzate e, in alcuni casi, a basse emissioni. Negli ultimi anni, il Pentagono ha intensificato gli investimenti in soluzioni che combinano sostenibilità, efficienza e sicurezza, includendo fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e ora anche il nucleare di nuova generazione.

I microreattori, in particolare, sono considerati una possibile risposta alle sfide poste da scenari operativi sempre più complessi, dove la disponibilità di energia affidabile può incidere direttamente sull’efficacia delle missioni.

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Il Comune ha speso troppo per il concerto di Charlotte de Witte?


L’evento è costato circa 140 mila euro. Per quanto riguarda i guadagni, oltre ai ricavi delle attività commerciali, bisogna considerare il ritorno d’immagine per la città
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Sabato 11 aprile, l’amministrazione comunale genovese ha organizzato un concerto che ha fatto molto discutere. Le immagini di piazza Matteotti invasa da una folla di 20 mila persone per il dj set di Charlotte de Witte hanno fatto il giro del mondo e portato la luce dei riflettori sulla città, ma hanno anche attirato delle critiche. C’è chi ha parlato di cattiva organizzazione, chi ha criticato la scelta del luogo per il concerto e, soprattutto, chi ritiene che non vadano utilizzati fondi pubblici per eventi di questo tipo. C’è anche chi si è lamentato del fatto che l’evento non fosse per tutti, ma abbia invece favorito una cultura e un movimento musicale di nicchia. Quest’ultima critica denota senza dubbio una certa frattura generazionale nella cittadinanza: de Witte è molto meno nota a un’audience over 40, mentre ospiti di eventi simili negli ultimi anni avevano una maggiore attrattività per il pubblico generalista. I risultati di partecipazione, però, smentiscono questa visione, dato che il numero di persone che avrebbero voluto accedere alla piazza è stato superiore rispetto ai posti disponibili.

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Al di là delle critiche sul merito, viene da chiedersi se il presunto ritorno d’immagine e il giro d’affari generati dal concerto siano sufficienti a giustificare la spesa per la gestione di questo evento. Misurare il potenziale economico della pubblicità è sempre molto difficile, ma possiamo perlomeno chiederci se il Comune sia riuscito a strappare un buon prezzo per organizzare il tutto.

Il valore della pubblicità

Già poche ore dopo la fine del dj set, era chiaro che il ritorno reputazionale dell’evento fosse ben sopra le aspettative: il concerto è stato raccontato da DJ Mag, la più grande rivista al mondo dedicata alla musica elettronica, e sui social media sono circolate decine di video con centinaia di migliaia di visualizzazioni che mostrano de Witte in mezzo ai palazzi di piazza Matteotti o la sindaca Silvia Salis che balla – con modi discreti – al ritmo della musica dietro la console. Quello che doveva essere un concerto locale, si è trasformato in un manifesto per un modo di portare la musica elettronica dal vivo tra il grande pubblico.

In ogni occasione in cui si organizza un evento di questo tipo, si rivendica il ritorno di immagine che la manifestazione avrà sulla città, aumentando i consumi sul territorio, attirando turisti, ma anche promuovendo le interazioni sociali e la vivibilità della città per i suoi abitanti. Salis ha sottolineato in modo particolare il ruolo sociale della cultura. Durante l’evento de L’Unica del 16 aprile, in cui la sindaca è stata intervistata dalla nostra redazione, Salis ha raccontato la sua visione sulla questione: «Penso che [il concerto] sia stato uno dei tanti tentativi che faremo in questa amministrazione, cioè portare elementi culturali diversi tra di loro. Non ho mai sopportato lo snobismo di pensare che esiste un solo tipo di cultura». Salis ha poi ricordato proprio il ritorno d’immagine dell’evento: il 13 aprile, ha dichiarato che la manifestazione ha «portato una pubblicità internazionale incredibile alla città. Arrivano continuamente in rassegna stampa articoli da tutto il mondo». Con la visibilità, però, non si mangia.
Dal profilo Instagram della sindaca Silvia Salis
Quando si organizzano eventi di questo tipo, spesso si esagera il peso economico del ritorno d’immagine, che non è quasi mai sufficiente a coprire i costi nel breve periodo. Un esempio è lo studio che il governo aveva commissionato sull’impatto economico del matrimonio di Jeff Bezos a Venezia. Il report stimava un ritorno di immagine di quasi un miliardo, una cifra davvero poco credibile. L’amministrazione della sindaca Silvia Salis non si è spinta a dare un valore monetario preciso all’evento e, in effetti, il ritorno economico diretto non è mai stato l’obiettivo di questa manifestazione. Per capire se questa scelta politica è stata efficace, però, si può valutare quanto è costato organizzare il tutto.

Quanto costano i grandi eventi

Il Comune ha pubblicato il dettaglio della spesa per l’organizzazione dell’evento: tra compenso dell’artista, costi di allestimento, sicurezza e gestione di altri aspetti della manifestazione, sono stati spesi in tutto 134.200 euro. Altri 5.800 euro sono stati utilizzati per servizi di hospitality e fornitura di servizi igienici. Spesa totale: 140 mila euro, 7 euro per partecipante.

Per capire se la cifra è adeguata, può essere utile fare un confronto con eventi simili organizzati a Genova o in altre città italiane. Non è un’operazione così semplice, perché non sempre i dati sono disponibili e spesso non si trova una manifestazione equivalente da usare per il confronto.

Il paragone che è stato citato più spesso è con gli eventi del capodanno, sia quelli portati avanti dalla giunta Bucci, sia quello del 2026, che è stato il primo gestito dalla nuova giunta Salis. La portata delle due tipologie di eventi è molto diversa, ma studiare i costi per le serate di capodanno può aiutare a farsi un’idea delle cifre che idealmente bisognerebbe spendere per ogni partecipante. Per il capodanno 2024, si erano utilizzati circa 1,2 milioni di euro. Si trattava del format del “Tricapodanno”, con tre serate di eventi e musica dal vivo, dal 29 al 31 dicembre. Nel 2023, la serata del 31 dicembre ottenne la copertura televisiva di Mediaset, che scelse Genova per il programma per celebrare l’ingresso nel 2024. In un comunicato, la Regione Liguria aveva annunciato 40 mila presenze per la sera di San Silvestro, mentre altre 18 mila persone avevano partecipato al concerto di Mr Rain del 30 dicembre. Non sono disponibili stime per l’esibizione dei The Kolors del 29, per cui, probabilmente sopravvalutando, assumiamo che la partecipazione sia stata la stessa della sera del 30 dicembre. In totale, il “Tricapodanno” 2023 avrebbe così attirato 76 mila persone. Il costo per partecipante sarebbe di poco più di 15 euro, oltre il doppio rispetto a quanto speso per De Witte. Certo, il “Tricapodanno” 2024 ha compreso anche la copertura televisiva con Mediaset, ma lo stesso non si può dire per quello del 2025, che è costato la stessa cifra e ha attirato più o meno lo stesso numero di partecipanti. La spesa per l’ultimo capodanno, con ospiti i Pinguini tattici nucleari, è stimata invece in un milione di euro per 50 mila presenze: un costo di circa 20 euro a persona.

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Il confronto con le serate di capodanno presenta molti problemi: sono stati coinvolti più artisti, spesso le celebrazioni si sono spalmate su più serate e, in un caso, era presente anche la copertura televisiva. Inoltre, le spese appena citate non sono state sostenute in toto dal Comune, ma anche dalla regione e dagli sponsor. Le cifre, però, ci danno l’idea di quanto costi organizzare eventi di questo tipo, e il dj set di de Witte è stato decisamente sottocosto rispetto a manifestazioni simili.

La spesa per organizzare l’evento è stata in linea con quanto richiesto dal mercato, se non addirittura inferiore. Per capirlo, si può fare un’ulteriore stima spannometrica dal settore privato, da un altro evento che basa la sua identità sull’essere una festa di strada: il Marra block party. L’evento, organizzato dal rapper Marracash, si è tenuto nel quartiere Barona a Milano il 18 aprile, esattamente una settimana dopo il dj set di de Witte. Non è disponibile una rendicontazione dei costi, trattandosi di un evento organizzato da privati, ma conosciamo il prezzo del biglietto e il numero di biglietti venduti. Il costo del biglietto era pari a 25 euro (circa 22,50 euro al netto dell’IVA) e sono stati messi a disposizione 7 mila biglietti. L’evento, dunque, dovrebbe avere un ricavo stimato in circa 160 mila euro al netto dell’IVA. La manifestazione è senza scopo di lucro, con il ricavato che finanzierà opere di sviluppo sociale del quartiere. Anche stimando costi molto bassi, per esempio pari a un terzo dei ricavi, ci ritroveremmo nelle cifre spese dal Comune di Genova per il concerto di de Witte: se il Marra block party è costato il 33 per cento dei ricavi, allora sono stati spesi circa 48 mila euro, ossia 6,85 euro per partecipante, più o meno la stessa cifra spesa per l’organizzazione del dj set a Genova.

In definitiva, è legittimo criticare la scelta politica di organizzare un evento di questo tipo, anche a causa dei problemi di bilancio che il Comune sta affrontando. Non si può però sostenere che i fondi spesi per il dj set di de Witte siano stati “buttati”: oltre a portare un grande ritorno d’immagine per la città, i costi dell’evento sono stati più contenuti rispetto a manifestazioni simili organizzate in passato.

Questa puntata di L’Unica Genova termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

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