Dal Dragtivism al Politicamp, per un paese nel segno dell’uguale
Ci sono serate che non sai bene come raccontare. Non perché manchino le parole ma perché ne abbiamo troppe, tutte insieme. La tappa del Dragtivism di Bologna è stata una di quelle serate.
Nonostante il caldo e il ponte, un cortile pieno, centinaia di persone che avrebbero potuto stare ovunque e hanno scelto di essere lì con noi, insieme, a discutere di casa, di spazio urbano, di come si costruisce una comunità queer in un Paese che fa di tutto per renderlo difficile. Una discussione vera, orizzontale, appassionata. Il tipo di spazio che quando lo vivi ti ricordi perché hai scelto di fare politica.
E poi c’erano le Drag Queen, i Drag King, le Drag Performer, che hanno riempito la serata di arte, corpi, presenza, rabbia e bellezza. Guardarlɜ sostenersi a vicenda, costruire qualcosa insieme sul palco e fuori dal palco, ci ha ricordato una cosa che sappiamo ma a volte dimentichiamo: la nostra più grande forza è essere comunità.
Abbiamo discusso con Erika Capasso, con Adriana Perrino, con Linda Zanini. Abbiamo chiuso con Simona Larghetti che ha detto una cosa semplice e necessaria: la politica deve trasformare quello che costruiamo nei laboratori in azioni concrete dentro le istituzioni. Raccogliere i dati. Usarli. Sempre ricordando che dietro i numeri, necessari per capire i fenomeni, ci sono le persone, con le loro storie, che chiedono di essere ascoltate e raccontate. E poi, finanziare le norme, come la legge regionale contro l’omolesbobitransfobia — perché le emergenze sistemiche non si risolvono con le buone intenzioni, si risolvono con le risorse.
Grazie a Gruppo Trans, citando Andrea Ruggeri per tuttɜ, che c’è sempre, davvero, sempre, da quando le nostre strade si sono incrociate. Grazie a Porta Pratello per aver aperto le porte e abbracciato tutto questo senza riserve.
E grazie a Priscilla. Che non si è limitata a salire su un palco ma ha abbracciato tuttɜ noi ancora una volta, scegliendo tutti i giorni di essere dalla parte giusta della storia.
Ti aspettiamo al Politicamp il 13–14 giugno, e non vediamo l’ora.
Vi diciamo una cosa: quando abbiamo pensato al Dragtivism Tour, sapevamo che era un’idea giusta. Ma Bologna ci ha mostrato quanto. Tappa dopo tappa, città dopo città, da nord a sud, stiamo costruendo qualcosa che va oltre i singoli eventi: un processo, uno spazio aperto dove la comunità queer e LGBTQIA+ si incontra e costruisce alleanze e resistenza. In un Paese governato dalla destra più reazionaria che abbiamo mai avuto nella storia repubblicana, che non si limita a parlare contro di noi ma legifera contro di noi, contro i nostri corpi, le nostre famiglie, le nostre esistenze, questo spazio non è un lusso. È necessario. Radicale come deve essere il Pride Month.
Volevamo dirvelo perché volevamo che sentiste quello che abbiamo sentito noi a Bologna insieme a Lorenzo, Federica e tutte le persone di Possibile Bologna, Rimini, Cesena e dell’Emilia Romagna. Quell’entusiasmo non è nostro, è di tuttɜ. Ed è contagioso.
Quindi vi chiediamo di farlo diventare anche vostro.
Se volete che il Dragtivism arrivi nella vostra città, scriveteci, lo costruiamo insieme, con le realtà del territorio, perché come dice sempre Priscilla, “Sostene le drag locali!”. Ma, soprattutto, se volete sostenere concretamente quello che stiamo facendo, c’è un gesto piccolo che per voi non ha nessun costo ma che per noi vale moltissimo: scrivete S36 nella vostra dichiarazione dei redditi per destinate il 2×1000 a Possibile. È il nostro principale strumento di finanziamento e ci permette di continuare. E se conoscete qualcunɜ che potrebbe voler camminare con noi, parlatene insieme, il tesseramento è aperto, si può fare la tessera alias, e c’è sempre posto. www.possibile.com/tessera
Ci vediamo il 13 e 14 giugno al Chiostro della Ghiara di Reggio Emilia per il Politicamp, per continuare a discutere insieme di costruire un programma di governo che sia davvero alternativo a questa destra.
Con affetto, con orgoglio, con la stessa gioia dell’altra sera.
Francesca Druetti, Gianmarco Capogna, Marco Vassalotti
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