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Se l’hardware ti fa battere il cuore 💻❤️ e ancora di più se sei tra gli appassionati di Linux 🐧 del FediLUG su @linux@diggita.com :fedilug:

Il gruppo @computer ha appena superato i 400 follower dove si discute di PC, componenti, periferiche e anche tanto retrocomputing 🕹️

👉 Per partecipare è semplicissimo: puoi seguirlo o pubblicare direttamente da Mastodon aggiungendo il tag @computer nei tuoi post per entrare così nella discussione, condividere messaggi, domande ed esperienze.

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✊ Unisciti alla battaglia per liberare la tecnologia

Anche Android, nato come sistema aperto, rischia di diventare sempre più chiuso e controllato da Google 👇

fedimedia.it/fedimedia-firma-l…

Ma qualcosa si sta muovendo.
Fedimedia Italia APS aderisce alla lettera aperta per difendere un futuro digitale libero e indipendente:
keepandroidopen.org/open-lette…

👉 Partecipa anche tu, bastano pochi secondi per unirti a fedimedia per mantenere la tecnologia libera:
cloud.mastodon.uno/apps/forms/…

rilanciato su @opensource


Fedimedia firma la lettera aperta per Mantenere Android Libero, unisciti alla battaglia “keep android open” per liberare lo smartphone


Oggi il controllo degli smartphone è sempre più concentrato nelle mani di poche grandi aziende. Anche un sistema che nasce libero come Android rischia di essere progressivamente chiuso, regolato e trasformato in uno strumento sotto controllo centralizzato, ma qualcosa si sta muovendo.

Fedimedia Italia APS è parte attiva del movimento internazionale keep android open che non si limita a denunciare, ma lavora concretamente insieme ad alcune delle più importanti realtà del mondo open source e del free software per difendere un futuro digitale libero, aperto e decentralizzato ed è fra i firmatari della lettera aperta a google per mantenere l’ecosistema android aperto.

Per questa campagna abbiamo attivato un banner in alto con un conto alla rovescia: il tempo che resta a un Android davvero libero. Un segnale chiaro per sensibilizzare tutte le persone su quanto sta accadendo e sull’urgenza di non restare a guardare.

👉 Se credi anche tu che la tecnologia debba essere al servizio delle persone e non il contrario puoi fare un passo concreto:

Sostieni Fedimedia e partecipa al movimento per la liberazione della tecnologia. Bastano pochi secondi per lasciare il tuo interesse tramite il modulo di contatto. e venire aggiornato sulle azioni intraprese da fedimedia e dal movimento Keep Android Open.

La lettera che abbiamo indirizzato al movimento Keep Android Open


Gentili promotori della campagna KeepAndroidOpen,

con grande interesse e condivisione dei valori espressi nella vostra lettera aperta a Google, scriviamo per aderire ufficialmente alla vostra iniziativa in difesa di un Android libero, aperto e indipendente da controlli centralizzati.

Fedimedia Italia APS nasce per promuovere unecosistema digitale basato su principi di libertà, decentralizzazione e sovranità tecnologica. Come associazione che si batte per un web etico e indipendente dalle Big Tech, non possiamo che sostenere con forza la vostra opposizione alla registrazione obbligatoria degli sviluppatori.

Perchè non dovrebbero vincolare lo sviluppo di app su qualsiasi dispositivo ?

Ci piace pensare ad Android come a una tela di pittore, ai dispositivi come a pennelli e alle app come a colori: chi produce gli strumenti non può pretendere di controllare l’arte che ne scaturisce, né tantomeno imporre agli artisti di registrarsi presso un unico fornitore per poter creare.

La libertà di espressione digitale, proprio come quella artistica, non può essere soggetta a permessi o a gatekeeper. Imporre una registrazione centralizzata significa trasformare una piattaforma aperta in un sistema chiuso a chi non autorizzato da voi, dove la creatività e l’innovazione sono ostaggi di regole arbitrarie e di interessi commerciali.

Per noi, la decentralizzazione e l’apertura non sono solo scelte tecniche, ma valori fondanti: ogni sviluppatore, ogni utente, ogni comunità deve poter operare senza dover chiedere il permesso a un’unica autorità. La vostra battaglia è anche la nostra, perché difendere Android significa difendere il diritto di tutti a un futuro digitale pluralista, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

Con questa email, vi comunichiamo quindi la nostra piena adesione alla campagna KeepAndroidOpen. Siamo pronti a sostenervi nella diffusione dei vostri obiettivi, a partecipare attivamente alle iniziative promosse e a collaborare per costruire alternative concrete che preservino la libertà e l’apertura di Android, valori che condividiamo profondamente.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore passo o azione collettiva.

Cordiali saluti,
Fedimedia Italia APS

Qui di seguito la lettera aperta indirizzata ai vertici di Google


Questa è la traduzione della lettera aperta a Google indirizzata ai fondatori, CEO e dirigenti Google

Dat</code><code>a</code><code>:</code><code> </code><code>24 febbraio</code><code> 2026</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Sundar Pichai, Chief Executive Officer, Google</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Sergey Brin, Founder and Board Member, Google</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Larry Page, Founder and Board Member, Google</code><code>A</code><code>: Vijaya Kaza, General Manager for App & Ecosystem Trust, Google</code><code>CC:</code><code> </code><code>Regulatory authorities, policymakers, and the Android developer community</code><code>Re:</code><code> </code><code>Mandatory Developer Registration for Android App Distribution

Noi, le organizzazioni sottoscritte che rappresentano la società civile, le istituzioni no-profit e le aziende tecnologiche, scriviamo per esprimere la nostra ferma opposizione alla politica annunciata da Google, che richiede a tutti gli sviluppatori di app Android di registrarsi in maniera centralizzata presso Google per poter distribuire applicazioni al di fuori del Google Play Store e che entrerà in vigore in tutto il mondo nei prossimi mesi.

Pur riconoscendo l’importanza della sicurezza della piattaforma e della sicurezza degli utenti, la piattaforma Android include già diversi meccanismi di sicurezza che non richiedono una registrazione centralizzata. Iniettare forzatamente un modello di sicurezza estraneo, in contrasto con la storica natura aperta di Android, minaccia l’innovazione, la concorrenza, la privacy e la libertà degli utenti. Esortiamo Google a ritirare questa policy e a collaborare con le comunità open source e della sicurezza per trovare alternative meno restrittive.

Le nostre preoccupazioni


1. Controllo oltre lo Store di Google

Android è storicamente caratterizzato come una piattaforma aperta in cui utenti e sviluppatori possono operare indipendentemente dai servizi di Google. La politica di registrazione degli sviluppatori proposta modifica radicalmente tale rapporto, richiedendo agli sviluppatori che desiderano distribuire app tramite canali alternativi (i propri siti web, app store di terze parti, sistemi di distribuzione aziendali o trasferimenti diretti) di richiedere prima l’autorizzazione a Google attraverso una procedura di verifica obbligatoria, che prevede l’accettazione dei termini e delle condizioni di Google, il pagamento di una quota e il caricamento di un documento di identità rilasciato dal governo.

Ciò estende l’autorità di controllo di Google oltre il proprio marketplace, estendendola a canali di distribuzione in cui non ha alcun ruolo operativo legittimo. Gli sviluppatori che scelgono di non utilizzare i servizi di Google non dovrebbero essere costretti a registrarsi e a sottoporsi al giudizio di Google. Centralizzare la registrazione di tutte le applicazioni a livello mondiale conferisce inoltre a Google nuovi poteri per disattivare completamente qualsiasi app desideri, per qualsiasi motivo, per l’intero ecosistema Android.

2. Barriera all’ingresso e ostacolo all’innovazione

La registrazione obbligatoria crea ostacoli e barriere all’ingresso, in particolare per:

  • Gli sviluppatori individuali e i piccoli team con risorse limitate
  • I progetti open source che si basano su collaboratori volontari
  • Gli sviluppatori in aree geografiche con accesso limitato all’infrastruttura di registrazione di Google
  • Gli sviluppatori focalizzati sulla privacy che evitano gli ecosistemi di sorveglianza
  • La risposta alle emergenze e le organizzazioni umanitarie che richiedono un rapido intervento
  • Gli attivisti che lavorano per la libertà di Internet in paesi che criminalizzano ingiustamente tale lavoro
  • Gli sviluppatori in paesi o aree in cui Google non può consentire loro di registrarsi a causa di sanzioni
  • I ricercatori e gli accademici che sviluppano applicazioni sperimentali
  • Le applicazioni aziendali e governative interne che non sono mai state pensate per un’ampia distribuzione pubblica

Ogni ulteriore ostacolo burocratico riduce la diversità nell’ecosistema software e concentra il potere nelle mani di grandi attori affermati che possono assorbire più facilmente tali costi di conformità.

3. Problemi di privacy e sorveglianza

Richiedere la registrazione a Google crea un database completo di tutti gli sviluppatori Android, indipendentemente dal fatto che utilizzino o meno i servizi Google. Ciò solleva seri interrogativi su:

  • Quali informazioni personali devono fornire gli sviluppatori
  • Come queste informazioni saranno archiviate, protette e utilizzate
  • La possibilità che questi dati possano essere soggetti a richieste governative o procedimenti legali
  • La modalità con cui l’attività degli sviluppatori possa essere monitorata nell’intero ecosistema
  • L’impatto che comporta per gli sviluppatori che lavorano su applicazioni che tutelano la privacy o che sono politicamente sensibili

Gli sviluppatori dovrebbero avere il diritto di creare e distribuire software senza sottoporsi a inutili controlli o sorveglianza.

4. Rischi di applicazione arbitraria e chiusura dell’account

Gli attuali processi di revisione delle app di Google sono stati criticati per la scarsa trasparenza del processo decisionale, l’applicazione incoerente delle norme e i meccanismi di ricorso limitati. L’estensione di questo sistema a tutti i dispositivi certificati Android comporta i seguenti rischi:

  • Rifiuto arbitrario o sospensione senza chiara giustificazione
  • Sistemi automatizzati che prendono decisioni consequenziali con una supervisione umana insufficiente
  • Sviluppatori che perdono la possibilità di distribuire app su tutti i canali a causa di una singola decisione aziendale non verificabile
  • Considerazioni politiche o competitive che influenzano l’approvazione della registrazione
  • Impatto sproporzionato sulle comunità emarginate e applicazioni controverse ma legali

Un singolo punto di vulnerabilità controllato da una sola azienda è l’antitesi di un ecosistema software sano e competitivo.

5. Implicazioni anticoncorrenziali

Questo requisito consente a Google di raccogliere informazioni su tutte le attività di sviluppo Android, tra cui:

  • Quali app vengono sviluppate e da chi
  • Le strategie di distribuzione e modelli di business alternativi
  • Le minacce competitive ai servizi di Google
  • Le tendenze di mercato e preferenze degli utenti al di fuori dell’ecosistema di Google

Questa asimmetria informativa fornisce a Google notevoli vantaggi competitivi, le consente di anticipare, copiare e indebolire prodotti e servizi concorrenti e potrebbe sollevare numerose questioni in materia di antitrust.

6. Problemi normativi

Le autorità di regolamentazione di tutto il mondo, tra cui la Commissione Europea, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e le autorità garanti della concorrenza in diverse giurisdizioni, hanno esaminato con sempre maggiore attenzione la capacità delle piattaforme dominanti di privilegiare i propri servizi e limitare la concorrenza, richiedendo maggiore apertura e interoperabilità. Notiamo inoltre crescenti preoccupazioni circa l’intervento normativo che aumenta la sorveglianza di massa, ostacolando la libertà del software, l’apertura di Internet e la neutralità dei dispositivi.

Invitiamo Google a trovare modi alternativi per conformarsi agli obblighi normativi, promuovendo modelli che rispettino la natura aperta di Android senza aumentare il controllo dei gatekeeper sulla piattaforma.

Le misure esistenti sono sufficienti


La piattaforma Android include già diversi meccanismi di sicurezza che non richiedono la registrazione centrale:

  • Funzionalità di sicurezza a livello di sistema operativo, sandbox delle applicazioni e sistemi di autorizzazione
  • Avvisi utente per le applicazioni installate direttamente (o “sideloaded”)
  • Google Play Protect (che gli utenti possono scegliere di abilitare o disabilitare)
  • Certificati di firma dello sviluppatore che stabiliscono la provenienza del software

Non è stata presentata alcuna prova che queste misure di sicurezza siano insufficienti a continuare a proteggere gli utenti Android come hanno fatto per tutti i diciassette anni di esistenza di Android. Se la preoccupazione di Google è realmente la sicurezza piuttosto che il controllo, dovrebbe investire nel miglioramento di questi meccanismi esistenti anziché creare nuovi colli di bottiglia e centralizzare il controllo.

La nostra petizione


Invitiamo Google a:

  1. Abrogare immediatamenteil requisito obbligatorio di registrazione dello sviluppatore per la distribuzione a terze parti.
  2. Avviare un dialogo trasparentecon la società civile, gli sviluppatori e gli enti regolatori sui miglioramenti della sicurezza Android, nel rispetto dell’apertura e della concorrenza.
  3. Impegnarsi a favore della neutralità della piattaformaassicurando che Android rimanga una piattaforma realmente aperta in cui il ruolo di Google come fornitore della piattaforma non sia in conflitto con i suoi interessi commerciali.

Nel corso degli anni, Android si è evoluto in un’infrastruttura tecnologica fondamentale al servizio di centinaia di governi, milioni di aziende e miliardi di cittadini in tutto il mondo. Consolidare e centralizzare unilateralmente il potere di approvare il software nelle mani di un’unica azienda che può esimersi da una reale responsabilità e rendicontabilità è antitetico ai principi della libertà di pensiero, è un affronto al software libero, è una barriera insormontabile alla concorrenza ed è una minaccia universale alla sovranità digitale.

Imploriamo Google di invertire la rotta, porre fine al programma di verifica degli sviluppatori e iniziare a collaborare con la più ampia comunità degli sviluppatori per promuovere gli obiettivi di sicurezza senza sacrificare i principi di massima apertura in base ai quali è stato realizzato Android. La forza dell’ecosistema Android è storicamente basata sulla sua architettura aperta e Google deve impegnarsi per ripristinare il suo ruolo di fedele custode di tale fiducia.


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Qualche consiglio che mi sentirei di dare a un nuovo Utente Linux... E voi? Quali consigli dareste a chi si è da poco affacciato al mondo del 🐧

#linuxitalia @linux

youtu.be/vqwM5CBJrlg

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Rilasciata #Ubuntu #26.04 #LTS " #Resolute #Raccoon ": la distribuzione #GNU/Linux per lo sviluppo #AI e la #sicurezza avanzata - Aggregatore GNU/Linux e dintorni

#uno #linux @linux #opensource @sicurezza

laseroffice.it/blog/2026/04/24…

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La task force di Europol per l'identificazione di vittime di sfruttamento...


[h2]La task force di Europol per l'identificazione di vittime di sfruttamento sessuale minorile. Partecipa anche l'Italia [...][/h2]
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La task force di Europol per l'identificazione di vittime di sfruttamento sessuale minorile. Partecipa anche l'Italia


Dal 13 al 24 aprile 2026, Europol ha ospitato presso la propria sede all'Aia una task force per l'identificazione delle vittime (VIDTF) di casi di sfruttamento sessuale minorile, che ha riunito 34 specialisti di Europol, INTERPOL e 31 paesi di tutto il mondo (Italia compresa). L'operazione si è concentrata anche sull'identificazione dei responsabili. A seguito dell'operazione, sono stati identificati in via preliminare 12 minori.

Durante le due settimane di attività, gli esperti hanno analizzato oltre 317 set di dati contenenti immagini e video di sfruttamento sessuale minorile (CSE). Questi materiali riguardavano vittime di entrambi i sessi, di età compresa tra la prima infanzia e l'adolescenza, e rappresentavano diverse nazionalità. La task force ha generato 204 piste investigative, che sono state trasmesse alle autorità nazionali per ulteriori indagini.

Europol elabora il materiale attraverso il suo Sistema di Analisi di Immagini e Video (IVAS), che ha analizzato oltre 118 milioni di file unici dal suo lancio nel 2016. Il procedimento è spiegato in un video presente su Youtube. Le task force per l'identificazione delle vittime si tengono due volte l'anno. Nel periodo compreso tra il 2014 e il 2026, queste operazioni hanno analizzato 8.585 set di dati, producendo 3.484 spunti di intelligence. Le successive indagini condotte dalle autorità nazionali hanno portato all'identificazione e alla protezione di 1.190 vittime e all'arresto di 330 responsabili.

un frame del video

Danny van Althuis di Europol, ha sottolineato il costante impegno dell'organizzazione: “Il rilevamento volontario online di materiale pedopornografico potrebbe essersi interrotto, ma la nostra dedizione e la nostra missione non sono cambiate. Europol continuerà a indagare sui casi di sfruttamento sessuale minorile, a identificare i responsabili e a proteggere i bambini. Non possiamo restare inerti, perché milioni di file rimangono da esaminare. Dietro ogni numero c'è un bambino. Il nostro lavoro è tutt'altro che concluso”.

Il formato della task force si è dimostrato estremamente efficace. Gli specialisti analizzano i dati per scoprire indizi che identifichino le vittime, i responsabili o il probabile paese di produzione. Utilizzando IVAS, raggruppano il materiale in serie e lo caricano nel database internazionale sullo sfruttamento sessuale minorile (ICSE) dell'INTERPOL. Gli analisti di Europol incrociano quindi questi dati per creare pacchetti di intelligence più completi per i partner operativi pertinenti. Questo approccio collaborativo facilita la condivisione delle conoscenze e uno scambio di informazioni efficiente, portando a risultati concreti.

Per dare ulteriore impulso a questi sforzi, Europol ha ampliato la sua campagna Stop Child Abuse – Trace an Object (Fermiamo gli abusi sui minori – Traccia un oggetto) , invitando i cittadini a contribuire all'identificazione delle vittime riconoscendo oggetti in casi irrisolti. Dal lancio della piattaforma, 31 vittime sono state identificate grazie a segnalazioni anonime.

``


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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La task force di Europol per l'identificazione di vittime di sfruttamento sessuale minorile. Partecipa anche l'Italia


Dal 13 al 24 aprile 2026, Europol ha ospitato presso la propria sede all'Aia una task force per l'identificazione delle vittime (VIDTF) di casi di sfruttamento sessuale minorile, che ha riunito 34 specialisti di Europol, INTERPOL e 31 paesi di tutto il mondo (Italia compresa). L'operazione si è concentrata anche sull'identificazione dei responsabili. A seguito dell'operazione, sono stati identificati in via preliminare 12 minori.

Durante le due settimane di attività, gli esperti hanno analizzato oltre 317 set di dati contenenti immagini e video di sfruttamento sessuale minorile (CSE). Questi materiali riguardavano vittime di entrambi i sessi, di età compresa tra la prima infanzia e l'adolescenza, e rappresentavano diverse nazionalità. La task force ha generato 204 piste investigative, che sono state trasmesse alle autorità nazionali per ulteriori indagini.

Europol elabora il materiale attraverso il suo Sistema di Analisi di Immagini e Video (IVAS), che ha analizzato oltre 118 milioni di file unici dal suo lancio nel 2016. Il procedimento è spiegato in un video presente su Youtube. Le task force per l'identificazione delle vittime si tengono due volte l'anno. Nel periodo compreso tra il 2014 e il 2026, queste operazioni hanno analizzato 8.585 set di dati, producendo 3.484 spunti di intelligence. Le successive indagini condotte dalle autorità nazionali hanno portato all'identificazione e alla protezione di 1.190 vittime e all'arresto di 330 responsabili.


un frame del video

Danny van Althuis di Europol, ha sottolineato il costante impegno dell'organizzazione: "Il rilevamento volontario online di materiale pedopornografico potrebbe essersi interrotto, ma la nostra dedizione e la nostra missione non sono cambiate. Europol continuerà a indagare sui casi di sfruttamento sessuale minorile, a identificare i responsabili e a proteggere i bambini. Non possiamo restare inerti, perché milioni di file rimangono da esaminare. Dietro ogni numero c'è un bambino. Il nostro lavoro è tutt'altro che concluso".

Il formato della task force si è dimostrato estremamente efficace. Gli specialisti analizzano i dati per scoprire indizi che identifichino le vittime, i responsabili o il probabile paese di produzione. Utilizzando IVAS, raggruppano il materiale in serie e lo caricano nel database internazionale sullo sfruttamento sessuale minorile (ICSE) dell'INTERPOL. Gli analisti di Europol incrociano quindi questi dati per creare pacchetti di intelligence più completi per i partner operativi pertinenti. Questo approccio collaborativo facilita la condivisione delle conoscenze e uno scambio di informazioni efficiente, portando a risultati concreti.

Per dare ulteriore impulso a questi sforzi, Europol ha ampliato la sua campagna Stop Child Abuse - Trace an Object (Fermiamo gli abusi sui minori - Traccia un oggetto) , invitando i cittadini a contribuire all'identificazione delle vittime riconoscendo oggetti in casi irrisolti. Dal lancio della piattaforma, 31 vittime sono state identificate grazie a segnalazioni anonime.

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Arch Linux FACILE: Il Test del nuovo ARCHINSTALL 🛠️🚀

Arch Linux è sempre stato sinonimo di installazione difficile e tecnica. Ma tutto sta per cambiare con il nuovo tool ufficiale del team di Arch Linux: Archinstall. Faremo un test tecnico e approfondito di "Archinstall". 🛠️💻

youtu.be/2-Pj210H5nQ

@linux

#opensourceitalia #unolinux #gnulinux #distro #ita #opensource #ArchLinux #Archinstall #LinuxFacile #InstallazioneLinux #TechITA #ArchinstallReview #ArchTutorial

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Restituiti al Museo Nazionale di Sibari 46 manufatti etruschi, greci e romani,...


[h2]Restituiti al Museo Nazionale di Sibari 46 manufatti etruschi, greci e romani, recuperati anche all'estero [...][/h2]
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Restituiti al Museo Nazionale di Sibari 46 manufatti etruschi, greci e romani, recuperati anche all'estero


parte dei reperti restituiti al patrimonio culturale nazionale

Recentemente a Cosenza, nella Sala Leone di Palazzo Arnone, i #Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno consegnato al Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari 46 reperti archeologici recuperati in Italia e in Francia nel corso delle attività svolte nell’indagine denominata “ACHEI”, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone.

Gli straordinari reperti archeologici restituiti, di importante valore storico-culturale ed economico, sono stati rintracciati nel contesto di una complessa attività d’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo TPC di Cosenza che ha acclarato l’esistenza di un vasto traffico su scala nazionale e internazionale – con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia – di reperti archeologici scavati clandestinamente sul territorio italiano.

Tra i beni consegnati figurano anche reperti sequestrati in Francia e rimpatriati lo scorso 16 ottobre su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria francese, che ne ha disposto la loro consegna allo Stato Italiano.

Le indagini hanno permesso di ricostruire i sistematici saccheggi operati da squadre di tombaroli che, con una articolata suddivisione di competenze e ruoli, garantivano al mercato clandestino un flusso continuo di preziosi beni archeologici, venduti in articolati e complessi canali di ricettazione in Italia e all’estero.

L’operazione si è conclusa con l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari da parte del GIP del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita, nonché l’esecuzione di 80 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, indagati in stato di libertà.

#tutelapatrimonioculturale


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Restituiti al Museo Nazionale di Sibari 46 manufatti etruschi, greci e romani, recuperati anche all'estero


parte dei reperti restituiti al patrimonio culturale nazionale

Recentemente a Cosenza, nella Sala Leone di Palazzo Arnone, i #Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno consegnato al Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari 46 reperti archeologici recuperati in Italia e in Francia nel corso delle attività svolte nell’indagine denominata “ACHEI”, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone.

Gli straordinari reperti archeologici restituiti, di importante valore storico-culturale ed economico, sono stati rintracciati nel contesto di una complessa attività d’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo TPC di Cosenza che ha acclarato l’esistenza di un vasto traffico su scala nazionale e internazionale – con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia – di reperti archeologici scavati clandestinamente sul territorio italiano.

Tra i beni consegnati figurano anche reperti sequestrati in Francia e rimpatriati lo scorso 16 ottobre su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria francese, che ne ha disposto la loro consegna allo Stato Italiano.

Le indagini hanno permesso di ricostruire i sistematici saccheggi operati da squadre di tombaroli che, con una articolata suddivisione di competenze e ruoli, garantivano al mercato clandestino un flusso continuo di preziosi beni archeologici, venduti in articolati e complessi canali di ricettazione in Italia e all’estero.

L’operazione si è conclusa con l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari da parte del GIP del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita, nonché l’esecuzione di 80 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, indagati in stato di libertà.

#tutelapatrimonioculturale

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🇫🇷 La Francia vuole abbandonare Windows e passare a Linux 🎉

È un segnale chiaro, anche le istituzioni iniziano a mettere in discussione la dipendenza dai Big Tech e l’uso dei soldi pubblici per alimentarli.

Con #Fedilug portiamo questo dibattito al centro: quali altri Paesi in UE stanno scegliendo alternative libere, aperte e sostenibili?

Seguici nel gruppo 👉 @linux@diggita.com

per iniziare ecco l'articolo di tuta che riassume bene tutto: tuta.com/blog/countries-ditchi…

#unolinux #linux #windows #francia

in reply to FediLUG Italia

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@linux Un'immagine su sfondo arancione che presenta diversi elementi grafici e bandiere. In alto, un grande cerchio mostra la bandiera francese con strisce verticali blu, bianca e rossa. Al centro, un quadrato bianco con quattro piccoli quadrati colorati (rosso, verde, azzurro e giallo) e una "X" rossa nell'angolo punta, tramite una freccia bianca, verso un quadrato contenente l'illustrazione di un pinguino nero e bianco. Sotto, un rettangolo con bordo tratteggiato racchiude quattro cerchi con le bandiere di Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Austria. In basso a destra, si legge il testo "PRIVACY NEWS" accanto a un'icona bianca di un documento con un lucchetto.

🌱 Energia utilizzata: 0.312 Wh

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Ubuntu 26.04 LTS “Resolute Raccoon”: Sicurezza, AI e Innovazione nel Nuovo Rilascio di Canonical
#ubuntu #ubuntu2604 marcosbox.com/2026/04/23/ubunt…
@linux
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Se hai un VPS / Server Linux e non hai ancora impostato dei backup automatici, questa potrebbe esserti utile:
Backup con Restic e rclone, guida passo passo, con approccio pratico e semplice da replicare.

🔗 risposteinformatiche.it/backup…

@opensource @linux

#Linux #Backup #VPS #Restic #rclone #SysAdmin

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5 edizioni, ogni anno dal 2021 per l’Open Source Day! :opensource:

L'OS DAY è l'evento italiano che ogni anno si focalizza sull’open source restituendo valore alla comunità e condividendo conoscenza.

L'associazione Schrödinger Hat porta l’evento gratuito a Firenze Belfiore il 24–25 aprile

Passa per scambiare idee sull’open source e scoprire cosa stanno costruendo gli altri!

:opensource: osday.dev/

Per aggiornamenti sugli eventi open source segui il gruppo dedicato: @opensource

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in reply to FediLUG Italia

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@linux Un'immagine con testo su sfondo nero. Il testo è disposto verticalmente su tre righe e riporta: "OS", "DAY", "26". I caratteri sono grandi, in grassetto e di colore rosso aranciato. Lo stile del carattere è leggermente irregolare.

🌱 Energia utilizzata: 0.143 Wh

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Dear @ubuntu, please stop trying to circumvent my clear instructions and try to force snap crap down my throat. I WANT to be me the one who decides what I get and what I don't. Or else, how would you be any better than Apple and Microsoft?

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Linux 7.0
Non è solo un numero, è un cambio di passo

blog.marvinpascale.it/posts/20…

#opensource #linux #unolinux @opensource @linux

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🎉 Torna anche quest’anno OSDAY 2026!

Un appuntamento che a Firenze va avanti da anni, costruito con Talk di qualità, persone competenti, confronto aperto e ingresso gratuito: un evento che dimostra come l’open source possa essere accessibile, serio e ben organizzato anche in Italia.

Se vi interessa davvero l’open source, questo è uno di quegli eventi da non perdere 👇
osday.dev/

Per aggiornamenti e altri eventi sull'open source seguiteci nel gruppo dedicato: @opensource@diggita.com

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Chi ben comincia…
Ho aggiornato entrambi i laptop dei gemelli per la scuola: Fedora gira alla grande anche su macchine vecchie che ormai sembravano buone solo per la discarica.

Sì, esistono distro dedicate più leggere, ma seguo la filosofia di Linus Torvalds: vado di Fedora. Meno sbattimenti e conoscendola bene non ho alcun problema.

I bimbi? Nemmeno si accorgono della differenza: hanno tutto quello che serve e funziona tutto.

Messaggio rilanciato nel gruppo FediLUG qui: @linux

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to filippodb ⁂

@iusondemand sì molto solide. Infatti, il problema è prettamente etico, IBM forniva supporto ai nazisti nel ‘33, così come adesso supporta la parte informatica militare negli attuali genocidi… anche se Fedora != IBM, il legame in effetti non è così diretto.
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salve a tutti
pubblico a questi indirizzi, la versione video della puntata di Radiolinux del 18 aprile, andata in odan su Radiostart.it

youtu.be/3lfak3ThQgg

peertube.uno/w/7YzW5DhP8srpTsc…

@linux


Radiolinux 18 aprile


Puntata di Radiolinux dove parliamo delle distribuzioni
particolari quali Deepin, molto curata esteticamente e
facile da utilizzare, Makulu A.I dedicata all'intelligenza
artificiale
Poi argomenti scottanti come sovranita' sui dati, what's app
e Europa, Global Privacy Control, Flamin china, google search
e le novita' su Raspberry Pi Os e Freebsd


Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)

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👍 RollerCoaster Tycoon 2 rivive su Linux con OpenRCT2
Un remake gratuito che trasforma RollerCoaster Tycoon 2 in un'esperienza moderna, senza limiti e con supporto per Linux...

👉 selectallfromdual.com/blog/385

:speech_balloon: @linux

#games #linux #opensource #ports #UnoLinux

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Windows 10 è finito: uso Linux da 30 anni ecco cosa fare

youtube.com/watch?v=S8FznIi_ub…

Windows 10 è arrivato al capolinea. Quali alternative a windows 11?

Messaggio rilanciato nel gruppo FediLUG: @linux

#UnoLinux #Linux #opensource #UnoOpen #GNULinux

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Provare OGNI Distro Linux SENZA Formattare: Guida Definitiva a Distrobox! 🛠📦

Se hai visto il video su Distro Shelf e vuoi capire l'architettura tecnica sottostante, sei nel posto giusto! Oggi analizziamo Distrobox, il potentissimo tool a riga di comando (CLI) su cui si basa quell'interfaccia.💻📦

youtu.be/_KO4zC7BIBg

@linux

#opensourceitalia #unolinux #gnulinux #distro #ita #opensource #Linux #Distrobox #LinuxCLI #LinuxContainer #Docker #Podman #TechItalia #SysAdmin #DevOps #LinuxTutorial

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Quest’anno scolastico il Progetto FUSS della Provincia Autonoma di Bolzano compie 20 anni!

È la prova concreta che un’infrastruttura pubblica basata su software libero può resistere nel tempo, crescere e generare valore reale: @fuss

Per festeggiare questi 20 anni e discutere di futuro è stato organizzato un convegno aperto a tutti:

📅 Lunedì 20 aprile
🕒 15:00–18:00
🔗 fuss.bz.it/20

Per aggiornamenti su linux come bene comune segui il FediLUG il LInux User Group del fediverso: @linux@diggita.com

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
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Sud Africa.


[h2]Sud Africa. Traffico di fauna selvatica in aree protette.[/h2][h3]Condannati dipendenti corrotti di Parco Nazionale che uccisero un rinoceronte a fini di contrabbando [...][/h3]
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Sud Africa. Traffico di fauna selvatica in aree protette.

Condannati dipendenti corrotti di Parco Nazionale che uccisero un rinoceronte a fini di contrabbando


Una recente sentenza del tribunale di Skukuza, in Sud Africa, riflette le azioni di contrasto in corso contro i crimini contro la fauna selvatica legati all’attività di traffico organizzato all’interno delle aree protette. Tre ex dipendenti del Kruger National Park sono stati condannati per l'uccisione di un rinoceronte e per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati legati al contrabbando. La corruzione è un potente facilitatore dei crimini contro la fauna selvatica, permeando ogni fase della catena di approvvigionamento illegale, dal bracconaggio al trasporto, lavorazione, esportazione e vendita.

Dal 2015, le indagini della Wildlife Justice Commission hanno documentato la corruzione come un fattore chiave che sostiene le reti di traffico transnazionale e ostacola un’efficace applicazione della legge. Senza la corruzione, i crimini contro la fauna selvatica di questa portata non sarebbero possibili. Oltre a favorire la criminalità, la corruzione mina la fiducia nelle istituzioni, indebolisce gli sforzi di conservazione, incentiva lo sfruttamento eccessivo e mette in pericolo vite umane.

È quindi essenziale che coloro che sono coinvolti nella facilitazione i crimini contro la fauna selvatica sono ritenuti responsabili. Nel corso di anni di indagini sulla criminalità organizzata transnazionale contro la fauna selvatica, la Wildlife Justice Commission ha documentato la corruzione in tutte le fasi del commercio. Queste prove vengono utilizzate per informare i politici, sostenere la sensibilizzazione e sostenere misure anticorruzione più forti e sanzioni più severe per la corruzione legata ai crimini contro la fauna selvatica a livello nazionale e internazionale.


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Sud Africa. Traffico di fauna selvatica in aree protette.

Condannati dipendenti corrotti di Parco Nazionale che uccisero un rinoceronte a fini di contrabbando


Una recente sentenza del tribunale di Skukuza, in Sud Africa, riflette le azioni di contrasto in corso contro i crimini contro la fauna selvatica legati all’attività di traffico organizzato all’interno delle aree protette.
Tre ex dipendenti del Kruger National Park sono stati condannati per l'uccisione di un rinoceronte e per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati legati al contrabbando. La corruzione è un potente facilitatore dei crimini contro la fauna selvatica, permeando ogni fase della catena di approvvigionamento illegale, dal bracconaggio al trasporto, lavorazione, esportazione e vendita.

Dal 2015, le indagini della Wildlife Justice Commission hanno documentato la corruzione come un fattore chiave che sostiene le reti di traffico transnazionale e ostacola un’efficace applicazione della legge. Senza la corruzione, i crimini contro la fauna selvatica di questa portata non sarebbero possibili. Oltre a favorire la criminalità, la corruzione mina la fiducia nelle istituzioni, indebolisce gli sforzi di conservazione, incentiva lo sfruttamento eccessivo e mette in pericolo vite umane.

È quindi essenziale che coloro che sono coinvolti nella facilitazione i crimini contro la fauna selvatica sono ritenuti responsabili.
Nel corso di anni di indagini sulla criminalità organizzata transnazionale contro la fauna selvatica, la Wildlife Justice Commission ha documentato la corruzione in tutte le fasi del commercio. Queste prove vengono utilizzate per informare i politici, sostenere la sensibilizzazione e sostenere misure anticorruzione più forti e sanzioni più severe per la corruzione legata ai crimini contro la fauna selvatica a livello nazionale e internazionale.

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2008

Google lancia Android, sistema operativo mobile basato su Linux.

Grazie alla sua natura open source e flessibile, si diffonde rapidamente su smartphone, tablet e altri dispositivi, diventando la piattaforma mobile più utilizzata al mondo e contribuendo alla diffusione globale di Internet.

@computer

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Linux Mint 23 arriverà a Natale con un nuovo installer
#linuxmint #UnoLinux

Clement Lefebvre, patron di Linux Mint, nel suo consueto post mensile, ha annunciato alcune interessanti novità riguardanti il futuro della distro.

marcosbox.com/2026/04/16/linux…

@linux

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🏢 Avete un parlamento da prestarci?

Dopo l'assemblea di questa settimana:
Italian Linux Society ha 458 persone associate con diritto di voto! 🤯 🐧

in reply to Italian Linux Society

P.S. associarsi ad un'associazione è una decisione che va ragionata con calma! 🧠 significa impegnarsi a partecipare alle assemblee (almeno quelle straordinarie) altrimenti si rischia di mettere l'associazione in stallo per il quorum.

Quindi, son contento che il budget campagna tesseramenti ILS è stato: zero!

Anche i messaggi promo sui social nazionali per tesserarsi sono stati: zero! (salvo attività spontanea sezioni locali)

Quindi siam tanti ma... molto "organici" 😸 grazie!

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Scopri Vaultwarden, l'alternativa opensource e leggera a Bitwarden, un password manager totalmente self-hosted.

Se vuoi gestire le tue password su un server tutto tuo, senza complicarti troppo la vita, in questo tutorial trovi installazione passo-passo, configurazione base e consigli utili anche per chi parte da zero.

🔗 risposteinformatiche.it/vaultw…

@linux @opensource

#Linux #Docker #SelfHosted #Vaultwarden #OpenSource #VPS #SysAdmin #PasswordManager

in reply to Naranko

@Naranko Vaultwarden è più leggero, anche per via delle tecnologie con cui è implementato. Bitwarden Lite richiede minimo 200 MB di RAM e raccomanda almeno 1 GB di storage, per info e approfondire: github.com/dani-garcia/vaultwa…
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Provare Bluefin: La Prossima Evoluzione di Fedora Silverblue è Qui! 🚀🛠

Hai mai desiderato un desktop Linux che si aggiorna senza rischi, gestisce le app in container e offre la stabilità di Fedora Silverblue? 🌀💻 Oggi esploriamo Bluefin, l'incredibile desktop basato su Universal Blue.

Un tuffo tecnico completo nel desktop cloud-native definitivo! 💻📦

youtu.be/XrhIOA_ewew

@linux

#opensourceitalia #unolinux #gnulinux #distro #ita #opensource #Bluefin #UniversalBlue #LinuxContainer #fedora

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Installare Davinci Resolve su qualsiasi distro Linux - YouTube

youtube.com/watch?v=K6TzUtXrOm…

#UnoLinux
@linux

in reply to Kronos85

Il mio problema non è stato installarlo (alla fine ce l'avevo fatta), ma fargli poi vedere le clip caricate. Con qualunque distribuzione abbia provato, i miei file restavano tutti "neri" e muti, praticamente clip inutilizzabili dentro da vinci.

Con tutti gli altri software, nessun problema.

Questo valeva sia per i file prodotti dallo smartphone che per quelli nati sulla fotocamera canon.

Alla fine per non impazzire ho iniziato a usare qualcos'altro.

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
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Un evento di orientamento universitario, che si concluderà con un install fest Linux fino alle 19.00!

Registrati gratuitamente e vieni a trovarci martedi 14 aprile 2026 presso l'Aula B5 della Macroarea di Ingegneria dell'Università di Roma Tor Vergata.

eventbrite.it/e/tor-vergata-sc…

@linux @linux@diggita.com @eventilinux

#linux #unolinux #universita #torvergata #roma

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È da qualche giorno che sto "accarezzando" l'idea di avere un intero ambiente da #terminale #linux
Partendo da
github.com/rothgar/awesome-tui…
Qualcuno ha esperienza in tal senso? Come ci siete trovati?
@linux

reshared this

in reply to Stefano

@QuasiMagia @plaoo1
Ho configurato #meli e #posteo
[accounts.posteo]
root_mailbox = "INBOX"
format = "imap"
server_hostname = "posteo.de"
server_password = "**********************"
server_username = "pippo@posteo.de"
server_port = 993
display_name = "Posteo"
send_mail = { hostname = "posteo.de", port = 587, auth = { type = "auto", username = "pippo@posteo.de", password = { type = "raw", value = "*************" } , security = { type = "STARTTLS" } } }
identity = "Pippo <pippo@posteo.de>"
in reply to Stefano

@QuasiMagia @plaoo1

L'aggiornamento di oggi, la scelta di un file manager ne propongo 3:
* #ranger github.com/ranger/ranger
* #nnn github.com/jarun/nnn
* #broot github.com/Canop/broot

in reply to QuasiMagia 🌀 マルコ

@QuasiMagia @plaoo1
Un opzione "famosa" é #midnightcommander ... Però il doppio pannello è comodo per copiare o spostare files ma lo schema delle scorciatoie é simile a #nano... Quei tre invece danno la possibilità di vedere anche le anteprima e hanno le scorciatoie simili a #vim
in reply to Stefano

@QuasiMagia si ranger lo uso perché con vim ci lavoro e mi viene estremamente semplice da usare grazie alla memoria muscolare. Ho scoperto questo yazi-rs.github.io/ dovrebbe essere simile al plugin telescope su neovim che usa fzf per restituire i file. Quando ho tempo lo provo.
fabrizio ha ricondiviso questo.

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Ieri io e @boz con quegli sguardi lucidissimi che solo il nocino autoprodotto sa regalare 😆
Sul fondo, @morrolinux alla tavolata sobria dei Linux User Group 😄
Messaggio pubblicato nel gruppo FediLUG: @linux
fabrizio ha ricondiviso questo.

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Ieri abbiamo partecipato a una risottata insieme ad altri LUG e per ringraziarli dell'invito abbiamo messo online a disposizione di tutti un’istanza di MicroBin: m.fedilug.it

È uno strumento semplice ma potente: potete condividere le foto, codice e file con supporto alla protezione con password, cifratura e cancellazione automatica!

Un piccolo regalo per condividere gli eventi in modo più open e protetto, e grazie ancora per la giornata davvero speciale a tutta la community: @linux@diggita.com

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Recensione Macbook Neo: Speravo di Morire Prima

youtube.com/watch?v=apkzZUVnyL…

Analisi tecnica del nuovo MacBook Neo economico (versione 799€). Il video esamina l'esperienza d'uso "out-of-the-box" di macOS rispetto a Windows e Linux, focalizzandosi sulla qualità costruttiva, i limiti del pannello display lucido e le prestazioni della batteria

Recensione pubblicata nel gruppo computer seguibile qui: @computer@diggita.com

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🇫🇷 La Francia dice BASTA a Windows e passa a Linux su tutti i PC dello Stato! 🐧💻

Non solo: 80.000 dipendenti della Sanità pubblica hanno già abbandonato Microsoft Teams e Zoom, sostituendoli con soluzioni open source e sovrane.

Funalmente dalla Francia un esempio concreto di indipendenza digitale e di scelta coraggiosa contro i monopoli tech! 👏

Per seguire il processo di indipendenza da Windows seguiteci anche nel gruppo Linux su: @linux

#unolinux #linux #opensource #windows #francia

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La Diplomazia Giuridica Italiana: Un Modello Globale Contro il Crimine Organizzato Transnazionale


[em]Riflessioni a partire dall’audizione parlamentare del magistrato Giovanni Tartaglia Polcini[/em] [...]
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Riflessioni a partire dall’audizione parlamentare del magistrato Giovanni Tartaglia Polcini

Nella recente audizione (31 marzo 2026 scorso, la cui bozza di trascrizione è reperibile qui) dinanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sul crimine organizzato transnazionale e le rotte del narcotraffico, il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini, consigliere giuridico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha delineato con precisione analitica un decennio di impegno istituzionale italiano in un settore sempre più cruciale delle relazioni internazionali: la cosiddetta “diplomazia giuridica”. Lungi dall’essere un mero esercizio di cooperazione tecnica o un’attività di natura filantropica, questa strategia si configura come un modello sistemico di proiezione internazionale, radicato nell’esperienza storica italiana nella lotta alle mafie e oggi riconosciuto come standard globale. L’intervento ha offerto non solo una ricognizione delle direttrici evolutive della criminalità organizzata, ma anche una roadmap operativa per contrastarne le manifestazioni più sofisticate, dalle rotte del narcotraffico alla criminalità digitale.

L’Architettura di un Metodo Riconosciuto


Il concetto di diplomazia giuridica nasce dalla convergenza tra una “vocazione nazionale” e una “domanda internazionale”. L’Italia, avendo fronteggiato per prima la minaccia mafiosa in forme strutturate e virulente, ha sviluppato un know-how unico, oggi richiesto quotidianamente da Paesi terzi che cercano di replicarne metodi, competenze e quadri istituzionali. Questa attività risponde a precisi interessi di sicurezza nazionale e alla promozione di una rule of law globale alternativa a modelli autoritari o basati sulla cattura statale. Il metodo italiano, certificato dal G7 nel 2024, si articola in quattro pilastri interdipendenti: il capacity building (rafforzamento delle competenze operative), l’institutional building (potenziamento delle strutture giudiziarie e di polizia), il law building (armonizzazione dei quadri normativi) e il consensus building (coinvolgimento della società civile e pedagogia della legalità). Quest’ultimo riveste un ruolo strategico spesso sottovalutato: senza il radicamento culturale e il consenso sociale, anche le riforme più avanzate rischiano di dissiparsi con il mutare degli scenari politici o di essere percepite come imposizioni tecnocratiche.

La Metamorfosi della Minaccia Criminale


Il termine di confronto di questa diplomazia è una criminalità in rapida e radicale trasformazione. Tartaglia Polcini individua tre vettori evolutivi che ne definiscono la natura contemporanea. Il primo è la globalizzazione operativa: si è passati da relazioni episodiche e contrattuali tra organizzazioni territoriali a reti criminali integrate che gestiscono produzione, esportazione, stoccaggio e consumo in contesti geografici distinti ma strettamente coordinati. Non si tratta più di “singoli affari”, ma di sistemi logistici e finanziari transnazionali che richiedono cooperazione continua.

Il secondo vettore è la mimetizzazione, efficacemente resa dalla metafora falconiana della “mafia liquida” che penetra il solido della società. Attraverso la corruzione sistemica (dalla micro-corruzione alla state capture), l’infiltrazione nella pubblica amministrazione e, soprattutto, il controllo dei sistemi penitenziari, le organizzazioni criminali costruiscono veri e propri hub di reclutamento, proselitismo e comando. Particolarmente significativo è il caso ecuadoriano: l’applicazione dei principi dell’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario italiano ha determinato un crollo verticale della violenza carceraria dal novembre 2021, dimostrando statisticamente come la classificazione e separazione dei detenuti possa interrompere cicli di radicalizzazione criminale.

Il terzo vettore è l’innovazione tecnologica, che impone un salto di paradigma investigativo: il passaggio dal tradizionale follow the money al follow the data. Come dimostrato da ricerche empiriche condotte dall’Università di Padova, i grandi sequestri di cocaina (oltre 500 kg) generano picchi statisticamente significativi di transazioni in Bitcoin nelle ventiquattro ore successive. Fonti accreditate stimano che circa il 70% dei proventi del narcotraffico venga oggi reinvestito in asset digitali. Questa immaterialità del flusso finanziario rende inefficaci gli approcci tradizionali e richiede un investimento massiccio nell’iper-specializzazione tecnica delle forze di polizia e dell’autorità giudiziaria.

Strumenti Operativi e Impatto Internazionale


La risposta italiana non si è limitata alla teoria, ma si è tradotta in un ecosistema di strumenti operativi e normativi a circolazione globale.

La “Piattaforma di Palermo” ha abbattuto le asimmetrie informative tra magistrati inquirenti internazionali, consentendo un interscambio immediato di dati ed esperienze. Progetti come EL PAcCTO e “Falcone e Borsellino” hanno operato sul terreno della formazione, della sicurezza delle frontiere e della riconversione economica nelle aree a rischio. Sul piano normativo, l’Italia ha favorito l’adozione del delitto di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.) in diversi ordinamenti sudamericani, la creazione di procure antimafia “supraterritoriali” sul modello della Direzione Nazionale Antimafia italiana e l’istituzione di circuiti penitenziari speciali.

Lo strumento della “Silver Notice”, ideato dalla Polizia italiana, ha permesso il primo tracciamento e sequestro transfrontaliero di capitali illeciti, segnando un precedente operativo di grande rilievo. Inoltre, la creazione di reti di cooperazione penitenziaria ha eliminato quel deficit informativo che in passato permetteva a latitanti e capi criminali di operare indisturbati oltre confine.

Sfide Aperte e Prospettive Future


Nonostante i progressi, le criticità restano numerose e richiedono risposte sistemiche. La gestione delle rotte marittime soffre di un disallineamento operativo e informativo tra porti di origine e destinazione, aggravato dall’assenza di standard europei di risk assessment e da fenomeni di infiltrazione criminale nelle infrastrutture portuali. L’Africa occidentale emerge come crocevia strategico dove narcotraffico, migrazione irregolare e tratta di esseri umani convergono, imponendo un coordinamento transregionale che l’Italia sta già promuovendo attraverso l’estensione della Piattaforma di Palermo a paesi come Guinea-Bissau, Senegal, Nigeria e Capo Verde.

L’espansione in Europa di organizzazioni come il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, già censito in ventidue Paesi, richiede meccanismi di allerta precoce e una maggiore attenzione ai sistemi penitenziari come vettori di penetrazione. Come sottolineato da Tartaglia Polcini, le diaspore possono talvolta facilitare processi negativi quando esportano non valori democratici, ma competenze criminali acquisite. Sul piano finanziario, la natura transnazionale e immateriale delle criptovalute rende inefficaci gli approcci nazionali isolati: è indispensabile una normativa sovranazionale e un potenziamento strutturale delle competenze tecnico-informatiche degli investigatori. Infine, il meccanismo di peer review della Convenzione di Palermo, sebbene ancora giovane, sta già generando un flusso strutturato di richieste di assistenza tecnica verso l’Italia, confermandone il ruolo di “standard globale” nel settore antimafia.

Conclusioni: Un’Eredità da Proiettare nel Terzo Millennio


L’audizione di Tartaglia Polcini restituisce un quadro lucido e proiettivo: contrastare il crimine organizzato transnazionale non è più una questione di singole rogatorie o di interventi episodici, ma richiede un approccio sistemico che integri enforcement fisico e digitale, cooperazione giudiziaria strutturata e pedagogia sociale. L’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, rispettivamente padri della diplomazia giuridica e della disseminazione valoriale, impone di proiettare nel terzo millennio l’intuizione originaria del follow the money, trasformandola in capacità di follow the data.

L’Italia, partendo dalla propria esperienza storica, ha dimostrato che la lotta alle mafie non è solo una questione di ordine interno, ma un bene pubblico globale. In un’epoca di minacce liquide, confini digitali e infrastrutture strategiche a rischio di state capture, la diplomazia giuridica si configura non come un’opzione, ma come una necessità strategica per la difesa dello Stato di diritto, della sicurezza collettiva e della qualità democratica delle istituzioni a livello internazionale. Superare la logica dell’emergenza e abbracciare quella della cooperazione paritaria, del trasferimento di competenze e della costruzione di consenso sociale resta, oggi più che mai, la via maestra per un contrasto efficace e duraturo al crimine organizzato transnazionale.

#diplomaziagiuridica #followthedata #TartagliaPolcini #commissioneparlamentareantimafia


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