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Linux ha improvvisamente più bug?

No.

Probabilmente abbiamo semplicemente acceso una luce molto più potente.

Con Linux 7.2, Torvalds parla apertamente di una “nuova normalità”: tanti piccoli fix, molti dei quali individuati grazie alla review con strumenti AI.

Perché forse il prossimo problema non sarà più trovare i bug.

Sarà riuscire a gestire tutto quello che troviamo.

youtu.be/8cXiZ0iNAJc
@linux @sicurezza
#unolinux

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in reply to Marvin

Di recente anche gli sviluppatori della Kernel stanno discutendo di limitare o bloccare con regole più rigide una fascia dei contributi gestiti con l'IA perché sono fisicamente troppi e coprono casi troppo limiti, o non sono neanche stati controllati con attenzione da chi li ha avanzati.
Eccezione sono dei bug critici di sicurezza.
Ma ho sentito che altri progetti stanno facendo lo stesso da un po' proprio perché la massa di proposte è troppa per il loro staff.
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In pratica ogni volta che do un `tar -czvf` uso un fossile del 1979. 📼

TAR sta per Tape Archive: serviva a raggruppare file e permessi per i vecchi nastri magnetici, senza comprimere nulla (per farlo servono gzip o xz).

In origine scriveva dritto sulla bobina. Il flag -f (File) è nato come eccezione per salvare su disco anziché sul nastro fisico.

Oggi continuiamo a digitare -f solo per rassicurare il kernel che non abbiamo un lettore a bobine sulla scrivania! 😅

@linux #linuxitalia

in reply to Andrea Ercolino 🇪🇺

@seindal @linux

Arrivato anche a me il 19 agosto, primo batch (spedito il 10), primissima esperienza con SFOS, nelle prossime settimane e mesi capirò se questo dispositivo potrà diventare il mio principale (attualmente sono approdato con successo su GrapheneOS su un Pixel8a comprato usato 😀 )

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L'ultima release candidate di Linux 7.2, la settima RC, è stata rilasciata da Linus Torvalds con correzioni per S/390, BTRFS e diversi driver, pronta per il debutto della versione stabile la prossima settimana. hdblog.it/linux/articoli/n6668… La release candidate è stata prolungata in modo insolito a causa dell'uso intensivo di AI, ma Linus Torvalds ha confermato che la situazione è sotto controllo e che non presenta elementi di criticità significative. @linux

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Gestire i dischi su Linux significa molto più che lanciare un semplice df.

Partizioni, filesystem, stato di salute degli SSD, prestazioni I/O, spazio occupato, dispositivi montati e diagnostica avanzata: ecco una raccolta dei comandi più utili che ogni utente GNU/Linux dovrebbe conoscere. 😎👇

Altre infografiche e risorse dedicate a Linux le trovi su @linux@diggita.com

#Linux #GNULinux #OpenSource #SoftwareLibero #SysAdmin #unolinux

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TUXEDO OS: Al via la Open Beta basata su Debian Testing
#TuxedoOS #linux #Debian
TUXEDO Computers rilascia la Open Beta di TUXEDO OS basata su Debian Testing. Addio a Ubuntu e Snap, arrivano il modello "Continuous Debian" e snapshot Btrfs.

marcosbox.com/2026/08/17/tuxed…

@linux

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25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati


Bruxelles, 17 agosto 2026 – Quindici anni dopo la sua formalizzazione, la rete #ATLAS — che unisce le 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati — si prepara a un cambio di leadership storico: dal 2027, la presidenza passerà all’Italia, con Walter Calvi del GIS dei Carabinieri. Un passaggio simbolico nel 25° anniversario della rete, nata dopo l’11 settembre 2001 per rispondere alla minaccia terroristica globale.

La Rete è nata nel 2001 (formalizzata nel 2008) per coordinare le unità speciali (#SIU) di 38 Paesi (UE + Regno Unito, Islanda, Norvegia, Svizzera), per un totale di 4.000 operatori.

I suoi principali obiettivi sono la interoperabilità transfrontaliera, la condivisione di tattiche (Expert Groups su velivoli, edifici, CBRNe ed il supporto 24/7 in caso di crisi.

Il #GIS dei #Carabinieri è in prima linea. Guida l’Expert Group Aircraft e ospita il Centro di Eccellenza a Livorno (dal 2019).

Nel 2025 si sono svolte le Esercitazioni: (febbraio) Addestramento medico su velivoli con Croce Rossa (28 operatori da 7 SIU), (marzo) Protezione ravvicinata (CPT) con 35 operatori da 17 unità, (novembre) Minacce CBRNe (Chimiche, Biologiche, Radiologiche, Nucleari ed Esplosive) con 43 operatori (in collaborazione con EIFS e EEODN).

Il #NOCS della Polizia di Stato guida il Forum K9 (unità cinofile).

Per il periodo 2027-2029 Walter Calvi (GIS) succederà allo svedese Mårten Langer.
La presidenza italiana coincide con il 25° anniversario di ATLAS. La sfida principale consiste nel rafforzare la cooperazione in un contesto di minacce ibride (terrorismo, cyber, CBRNe).

Come commentato dal futuro presidente: "ATLAS è la prova che la sicurezza non ha confini".

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25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi...


[h2]25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati [...][/h2]
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25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati


Bruxelles, 17 agosto 2026 – Quindici anni dopo la sua formalizzazione, la rete #ATLAS — che unisce le 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati — si prepara a un cambio di leadership storico: dal 2027, la presidenza passerà all’Italia, con Walter Calvi del GIS dei Carabinieri. Un passaggio simbolico nel 25° anniversario della rete, nata dopo l’11 settembre 2001 per rispondere alla minaccia terroristica globale.

La Rete è nata nel 2001 (formalizzata nel 2008) per coordinare le unità speciali (#SIU) di 38 Paesi (UE + Regno Unito, Islanda, Norvegia, Svizzera), per un totale di 4.000 operatori.

I suoi principali obiettivi sono la interoperabilità transfrontaliera, la condivisione di tattiche (Expert Groups su velivoli, edifici, CBRNe ed il supporto 24/7 in caso di crisi.

Il #GIS dei #Carabinieri è in prima linea. Guida l’Expert Group Aircraft e ospita il Centro di Eccellenza a Livorno (dal 2019).

Nel 2025 si sono svolte le Esercitazioni: (febbraio) Addestramento medico su velivoli con Croce Rossa (28 operatori da 7 SIU), (marzo) Protezione ravvicinata (CPT) con 35 operatori da 17 unità, (novembre) Minacce CBRNe (Chimiche, Biologiche, Radiologiche, Nucleari ed Esplosive) con 43 operatori (in collaborazione con EIFS e EEODN).

Il #NOCS della Polizia di Stato guida il Forum K9 (unità cinofile).

Per il periodo 2027-2029 Walter Calvi (GIS) succederà allo svedese Mårten Langer. La presidenza italiana coincide con il 25° anniversario di ATLAS. La sfida principale consiste nel rafforzare la cooperazione in un contesto di minacce ibride (terrorismo, cyber, CBRNe).

Come commentato dal futuro presidente: “ATLAS è la prova che la sicurezza non ha confini”.


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.


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Molti hanno il timore che passando a Linux 🐧non troveranno software per le loro esigenze... ma la verità è un'altra!
L' ecosistema Open Source è vasto e offre alternative incredibili a quasi tutti i programmi proprietari che usi su Windows. Da suite d'ufficio complete (come LibreOffice) a potenti editor video (come Kdenlive) e software di grafica (come GIMP), su Linux trovi tutto ciò che ti serve

#linuxitalia @linux

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Debian compie 33 anni: un progetto comunitario che continua a dimostrare che l’infrastruttura digitale può essere costruita senza marketing e senza dipendere da piattaforme proprietarie.

In tempi in cui tutto viene centralizzato, monetizzato o “AI‑izzato”, Debian resta una scelta di metodo (costruire tecnologia come bene comune, non come prodotto da vendere) e di resistenza (opporsi alla centralizzazione del digitale).

Buon Debian Day.

@linux

#debianday #debian #opensource


The Debian project started in 1993 and celebrates its birthday on August 16th of each year: Debian Day. This year we'll have at least 19 gatherings in 3 continents; c u there! #Debian #Debian33years #DebianDay #DebianDay2026

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🐀Da qualche settimana sto accelerando il passo con la produzione di NextRedOS Gnawbit. Il motivo è semplice, rilasciare una versione migliorata, stabile e senza problematiche ereditate dalla versione NextRedOS Ratkit.

La data di pubblicazione della pre-release (senza manuali etc) vorrei che fosse qualche giorno prima del SFSCON che si svolge il 13-14/11/26

A proposito, voi ci siete al SFSCON?
Nextred si è unito alla squadra messa su da @fedimedia e @devol per celebrare il D.I.Day

@linux

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Come le tecnologie avanzate possono contribuire a contrastare la criminalità ambientale legata ai rifiuti. Una analisi del CEPOL


I crimini ambientali non conoscono confini. Eppure, fino a poco tempo fa, la loro portata e la loro gravità sono state sottovalutate, sia a livello normativo che operativo. Oggi, grazie a nuove leggi, tecnologie innovative e una cooperazione transnazionale senza precedenti, l’Europa sta compiendo passi da gigante per contrastare questo fenomeno.

In che modo le tecnologie avanzate possono contribuire a contrastare la #criminalitàambientale legata ai rifiuti? Nell'articolo 4 della edizione speciale del #CEPOLbulletin (scarica la pubblicazione: link.europa.eu/Nr9N9W), gli autori esaminano come queste tecnologie possano supportare l'individuazione, l'indagine e il perseguimento penale.

In primo piano: la Direttiva 2024/1203 e il nuovo volano contro i crimini ambientali. Una normativa rivoluzionaria


L'11 aprile 2024, l’Unione Europea ha adottato la Direttiva 2024/1203, che sostituisce le precedenti normative (2008/99/CE e 2009/123/CE) e introduce misure senza precedenti per contrastare i crimini ambientali. Ma cosa cambia davvero?

1. L’ecocidio diventa reato (quasi)


La Direttiva non usa esplicitamente la parola "ecocidio", ma ne introduce il concetto all’Articolo 3(3), obbligando gli Stati membri a criminalizzare condotte che causino:

  • Distruzione o danni diffusi e sostanziali a ecosistemi di grandi dimensioni o siti protetti.
  • Danni irreversibili o duraturi alla qualità di aria, suolo o acqua.

Perché è importante?
Fino ad oggi, la maggior parte dei reati ambientali era legata alla violazione di norme amministrative. Ora, per la prima volta, l’UE introduce un reato autonomo, che non dipende da altre leggi ma punisce direttamente i danni gravi all’ambiente.

2. Sanzioni più severe e armonizzate


Le pene sono state armonizzate per evitare il "race to the bottom" tra Stati membri:

Per persone fisiche:

  • Fino a 10 anni di reclusione per reati che causino la morte.
  • Fino a 8 anni per l’ecocidio.
  • Fino a 5 anni per altri reati gravi (es. traffico illegale di rifiuti).

Per aziende:

  • Multe fino al 5% del fatturato mondiale (o 40 milioni di €) per reati gravi.
  • Multe fino al 3% (o 24 milioni di €) per altri reati.

Caso pratico: un’azienda che smaltisce illegalmente rifiuti tossici in un sito protetto potrebbe essere multata per decine di milioni di euro, a seconda del suo fatturato globale.

3. Un "toolbox" di misure


Non solo sanzioni penali: la Direttiva introduce un approccio integrato, che include:
✅ Sanzioni amministrative (es. revoca di autorizzazioni, divieto di accesso a finanziamenti pubblici).
✅ Misure preventive: campagne di sensibilizzazione, formazione obbligatoria per magistrati e forze dell’ordine.
✅ Accesso alla giustizia: diritti procedurali per vittime e ONG, protezione dei whistleblower.

Focus: I crimini ambientali in Europa – dati e tendenze


I numeri che non possiamo ignorare:

  • 21% delle specie di rettili è a rischio estinzione a causa del traffico illegale (fonte: IPBES, 2019).
  • 15 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi sono state esportate tra Stati UE nel 2021 (fonte: Eurostat).
  • 36% delle specie di rettili è oggetto di traffico a livello globale (fonte: Marshall et al., 2020).
  • 95% dei vertebrati vivi sequestrati in UE tra il 2010 e il 2014 erano rettili (fonte: CITES).


I crimini più diffusi

Traffico illegale di rifiuti:


Rotte principali: dall’Europa occidentale (es. Germania, Francia) verso l’Europa orientale (es. Polonia, Slovacchia) o paesi extra-UE (es. Turchia, Africa).
Metodi: falsificazione di documenti, dichiarazione di rifiuti "verdi" (es. plastica) per nascondere rifiuti pericolosi (es. scorie tossiche).

Traffico di specie protette:


Specie più trafficate: tartarughe (es. Horsfield’s tortoise), serpenti, lucertole.
Paesi chiave: Olanda (hub europeo), Norvegia (mercato in crescita dopo la parziale revoca del divieto sui rettili esotici).

Inquinamento industriale:


Casi emblematici: Tata Steel (Olanda) e Chemours (Olanda), accusate di inquinamento da PFAS (sostanze chimiche dannose per la salute umana).

Incendi dolosi:


Dati: in Ucraina, nel 2021, sono stati spenti 569 incendi boschivi (fonte: Agenzia Statale per le Risorse Forestali dell’Ucraina).

Tecnologie al servizio dell’ambiente: droni, satelliti e intelligenza artificiale

Droni e LiDAR: gli "occhi" delle forze dell’ordine


In Slovacchia, la polizia utilizza droni equipaggiati con LiDAR e termocamere per mappare discariche abusive (fino a 70 metri di profondità) ed identificare rifiuti nascosti sotto strati di plastica (es. rifiuti urbani che generano calore per decomposizione biologica), nonché per creare modelli 3D di siti inquinati, utili come prove in tribunale.

Esempio pratico: un drone con termocamera può rilevare punti caldi in un carico di rifiuti, segnalando la presenza di materiali organici in decomposizione (es. rifiuti urbani) nascosti sotto plastica o altri materiali.

Satelliti e super-risoluzione: il progetto Emeritus


Il progetto Emeritus (finanziato dall’UE) utilizza:

  • Immagini satellitari (es. Sentinel-2) per monitorare aree a rischio.
  • Tecniche di super-risoluzione (SR) per migliorare la qualità delle immagini e identificare siti di smaltimento illegale.
  • Intelligenza artificiale per analizzare i dati e segnalare anomalie (es. cambiamenti nel suolo o nella vegetazione).

Vantaggi:

  • Monitoraggio su larga scala (es. intere regioni o bacini idrografici).
  • Riduzione dei costi rispetto alle ispezioni a terra.


Sensori acquatici: il caso NarcoView


Nei Paesi Bassi, il progetto NarcoView utilizza sensori acquatici per rilevare:

  • Scarichi illegali di sostanze chimiche da laboratori di droga (es. MDMA, anfetamine).
  • Inquinamento da PFAS (sostanze chimiche persistenti nell’ambiente).

Dato allarmante: il sud dei Paesi Bassi e il nord del Belgio sono tra le aree più colpite in UE da scarichi illegali di rifiuti chimici.


Cooperazione transnazionale: le sfide e le soluzioni

Le sfide


Complessità legislativa:

Esempio: il Regolamento (CE) 1013/2006 sui trasporti transfrontalieri di rifiuti è basato su riferimenti incrociati a direttive UE, convenzioni internazionali (es. Basel Convention) e norme nazionali. Questo rende difficile l’applicazione pratica.

Mancanza di dati:

Solo il 22% degli Stati UE raccoglie dati statistici completi sui crimini ambientali.

Risorse insufficienti:

Molte autorità nazionali mancano di personale specializzato e tecnologie adeguate.

Le soluzioni


Empact (Piattaforma UE contro le minacce criminali):

I crimini ambientali sono una priorità nel ciclo 2022-2025. Obiettivo: coordinare operazioni congiunte tra Stati membri.

SIENA (Sistema di scambio informazioni di Europol):

Permette la condivisione di dati in tempo reale tra autorità nazionali.

Formazione e specializzazione: La Direttiva 2024/1203 introduce l’obbligo di formazione per magistrati, polizia e ispettori ambientali.

Risorse utili


Direttiva (UE) 2024/1203 – Testo completo della normativa. eur-lex.europa.eu/legal-conten…

CEPOL – European Law Enforcement Research Bulletin – Pubblicazioni e ricerche sui crimini ambientali. cepol.europa.eu/

Europol – Empact – Piattaforma UE contro le minacce criminali. europol.europa.eu/empact

Progetto Emeritus – Tecnologie innovative per la lotta ai crimini ambientali. emerging-risks.eu/

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Come le tecnologie avanzate possono contribuire a contrastare la criminalità...


[h2]Come le tecnologie avanzate possono contribuire a contrastare la criminalità ambientale legata ai rifiuti. Una analisi del CEPOL [...][/h2]
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Come le tecnologie avanzate possono contribuire a contrastare la criminalità ambientale legata ai rifiuti. Una analisi del CEPOL


I crimini ambientali non conoscono confini. Eppure, fino a poco tempo fa, la loro portata e la loro gravità sono state sottovalutate, sia a livello normativo che operativo. Oggi, grazie a nuove leggi, tecnologie innovative e una cooperazione transnazionale senza precedenti, l’Europa sta compiendo passi da gigante per contrastare questo fenomeno.

In che modo le tecnologie avanzate possono contribuire a contrastare la #criminalitàambientale legata ai rifiuti? Nell'articolo 4 della edizione speciale del #CEPOLbulletin (scarica la pubblicazione: link.europa.eu/Nr9N9W), gli autori esaminano come queste tecnologie possano supportare l'individuazione, l'indagine e il perseguimento penale.

In primo piano: la Direttiva 2024/1203 e il nuovo volano contro i crimini ambientali. Una normativa rivoluzionaria


L'11 aprile 2024, l’Unione Europea ha adottato la Direttiva 2024/1203, che sostituisce le precedenti normative (2008/99/CE e 2009/123/CE) e introduce misure senza precedenti per contrastare i crimini ambientali. Ma cosa cambia davvero?

1. L’ecocidio diventa reato (quasi)


La Direttiva non usa esplicitamente la parola “ecocidio”, ma ne introduce il concetto all’Articolo 3(3), obbligando gli Stati membri a criminalizzare condotte che causino:

  • Distruzione o danni diffusi e sostanziali a ecosistemi di grandi dimensioni o siti protetti.
  • Danni irreversibili o duraturi alla qualità di aria, suolo o acqua.

Perché è importante? Fino ad oggi, la maggior parte dei reati ambientali era legata alla violazione di norme amministrative. Ora, per la prima volta, l’UE introduce un reato autonomo, che non dipende da altre leggi ma punisce direttamente i danni gravi all’ambiente.

2. Sanzioni più severe e armonizzate


Le pene sono state armonizzate per evitare il “race to the bottom” tra Stati membri:

Per persone fisiche:

  • Fino a 10 anni di reclusione per reati che causino la morte.
  • Fino a 8 anni per l’ecocidio.
  • Fino a 5 anni per altri reati gravi (es. traffico illegale di rifiuti).

Per aziende:

  • Multe fino al 5% del fatturato mondiale (o 40 milioni di €) per reati gravi.
  • Multe fino al 3% (o 24 milioni di €) per altri reati.

Caso pratico: un’azienda che smaltisce illegalmente rifiuti tossici in un sito protetto potrebbe essere multata per decine di milioni di euro, a seconda del suo fatturato globale.

3. Un “toolbox” di misure


Non solo sanzioni penali: la Direttiva introduce un approccio integrato, che include: ✅ Sanzioni amministrative (es. revoca di autorizzazioni, divieto di accesso a finanziamenti pubblici). ✅ Misure preventive: campagne di sensibilizzazione, formazione obbligatoria per magistrati e forze dell’ordine. ✅ Accesso alla giustizia: diritti procedurali per vittime e ONG, protezione dei whistleblower.

Focus: I crimini ambientali in Europa – dati e tendenze


I numeri che non possiamo ignorare:

  • 21% delle specie di rettili è a rischio estinzione a causa del traffico illegale (fonte: IPBES, 2019).
  • 15 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi sono state esportate tra Stati UE nel 2021 (fonte: Eurostat).
  • 36% delle specie di rettili è oggetto di traffico a livello globale (fonte: Marshall et al., 2020).
  • 95% dei vertebrati vivi sequestrati in UE tra il 2010 e il 2014 erano rettili (fonte: CITES).


I crimini più diffusi

Traffico illegale di rifiuti:


Rotte principali: dall’Europa occidentale (es. Germania, Francia) verso l’Europa orientale (es. Polonia, Slovacchia) o paesi extra-UE (es. Turchia, Africa). Metodi: falsificazione di documenti, dichiarazione di rifiuti “verdi” (es. plastica) per nascondere rifiuti pericolosi (es. scorie tossiche).

Traffico di specie protette:


Specie più trafficate: tartarughe (es. Horsfield’s tortoise), serpenti, lucertole. Paesi chiave: Olanda (hub europeo), Norvegia (mercato in crescita dopo la parziale revoca del divieto sui rettili esotici).

Inquinamento industriale:


Casi emblematici: Tata Steel (Olanda) e Chemours (Olanda), accusate di inquinamento da PFAS (sostanze chimiche dannose per la salute umana).

Incendi dolosi:


Dati: in Ucraina, nel 2021, sono stati spenti 569 incendi boschivi (fonte: Agenzia Statale per le Risorse Forestali dell’Ucraina).

Tecnologie al servizio dell’ambiente: droni, satelliti e intelligenza artificiale

Droni e LiDAR: gli “occhi” delle forze dell’ordine


In Slovacchia, la polizia utilizza droni equipaggiati con LiDAR e termocamere per mappare discariche abusive (fino a 70 metri di profondità) ed identificare rifiuti nascosti sotto strati di plastica (es. rifiuti urbani che generano calore per decomposizione biologica), nonché per creare modelli 3D di siti inquinati, utili come prove in tribunale.

Esempio pratico: un drone con termocamera può rilevare punti caldi in un carico di rifiuti, segnalando la presenza di materiali organici in decomposizione (es. rifiuti urbani) nascosti sotto plastica o altri materiali.

Satelliti e super-risoluzione: il progetto Emeritus


Il progetto Emeritus (finanziato dall’UE) utilizza:

  • Immagini satellitari (es. Sentinel-2) per monitorare aree a rischio.
  • Tecniche di super-risoluzione (SR) per migliorare la qualità delle immagini e identificare siti di smaltimento illegale.
  • Intelligenza artificiale per analizzare i dati e segnalare anomalie (es. cambiamenti nel suolo o nella vegetazione).

Vantaggi:

  • Monitoraggio su larga scala (es. intere regioni o bacini idrografici).
  • Riduzione dei costi rispetto alle ispezioni a terra.


Sensori acquatici: il caso NarcoView


Nei Paesi Bassi, il progetto NarcoView utilizza sensori acquatici per rilevare:

  • Scarichi illegali di sostanze chimiche da laboratori di droga (es. MDMA, anfetamine).
  • Inquinamento da PFAS (sostanze chimiche persistenti nell’ambiente).

Dato allarmante: il sud dei Paesi Bassi e il nord del Belgio sono tra le aree più colpite in UE da scarichi illegali di rifiuti chimici.


Cooperazione transnazionale: le sfide e le soluzioni

Le sfide


Complessità legislativa:

Esempio: il Regolamento (CE) 1013/2006 sui trasporti transfrontalieri di rifiuti è basato su riferimenti incrociati a direttive UE, convenzioni internazionali (es. Basel Convention) e norme nazionali. Questo rende difficile l’applicazione pratica.

Mancanza di dati:

Solo il 22% degli Stati UE raccoglie dati statistici completi sui crimini ambientali.

Risorse insufficienti:

Molte autorità nazionali mancano di personale specializzato e tecnologie adeguate.

Le soluzioni


Empact (Piattaforma UE contro le minacce criminali):

I crimini ambientali sono una priorità nel ciclo 2022-2025. Obiettivo: coordinare operazioni congiunte tra Stati membri.

SIENA (Sistema di scambio informazioni di Europol):

Permette la condivisione di dati in tempo reale tra autorità nazionali.

Formazione e specializzazione: La Direttiva 2024/1203 introduce l’obbligo di formazione per magistrati, polizia e ispettori ambientali.

Risorse utili


Direttiva (UE) 2024/1203 – Testo completo della normativa. eur-lex.europa.eu/legal-conten…

CEPOL – European Law Enforcement Research Bulletin – Pubblicazioni e ricerche sui crimini ambientali. cepol.europa.eu/

Europol – Empact – Piattaforma UE contro le minacce criminali. europol.europa.eu/empact

Progetto Emeritus – Tecnologie innovative per la lotta ai crimini ambientali. emerging-risks.eu/


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#linux #meme triste ma vero. 😅

@linux @linux@diggita.com

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Quante volte cercate sul web un comando che vi serve sulla vostra Distro Linux e vi sentite un po'... 'newbie'? 🤔 ... Io ci passo sempre!
Ma ho iniziato a impormi di usare un po più spesso man 📕
Voi, usate il buon vecchio man o siete ancora del team Google ?

@linux #linuxitalia

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in reply to Enthusiast Newbie

@nextredblog team multimotore (searxng, metager, ecc) ma anche team multi-llm motore. Col Man faccio una fatica mostro perché 'sto cavolo di display braille prende solo poche linee e non riesco a scrollare sulle informazioni delle schermate più in alto. Ci fosse una cosa che te lo fa leggere una pagina alla volta! Fosse per me farei anche tipo "man [comando] > manuale.txt" ma non so quanto e se funzioni davvero.
fabrizio ha ricondiviso questo.

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Il Wi-Fi 7 si basa sul Wi-Fi 6, offrendo velocità più elevate, una latenza inferiore e prestazioni migliori negli ambienti affollati.
Ecco un rapido confronto affiancato tra Wi-Fi 6 e Wi-Fi 7 😎👇
Trovi tutte le infografiche dedicate su PC e Hardware sul gruppo: @computer@diggita.com dedicato anche al retrocomputing e alla storia dell’informatica.

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Video presentazione di “Arch Linux – Alla scoperta del sistema operativo”, realizzata da Rik Man.

Nel video viene presentato il progetto, spiegando perché è nata questa guida, che cosa contiene, a chi si rivolge e soprattutto quale idea c’è alla base del libro.

Buona visione!

youtu.be/6ddA_JyhEaY?is=J2HC7i…

@linux @opensource @linux@diggita.com

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Il RAID non serve solo a proteggere i dati: a seconda della configurazione può offrire più velocità, più spazio o maggiore sicurezza in caso di guasti. 😎👇️

Scopri tutte le mie infografiche dedicate al mondo dei PC su @computer@diggita.com la comunità degli appassionati di PC e retrocomputing

#Raid #computer #PC #SSD #HDD #HardDisk

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fabrizio ha ricondiviso questo.

Che assist per #linux

#Microsoft alza di molto il prezzo delle #licenze #Windows, i #PC potrebbero diventare ancora più cari

@linux @linux@diggita.com

hwupgrade.it/news/sistemi-oper…

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Arch Linux – Alla scoperta del sistema operativo: il nuovo libro tutto italiano
È disponibile il libro “Arch Linux – Alla scoperta del sistema operativo”, una guida italiana dedicata a chi utilizza già GNU/Linux e desidera avvicinarsi ad Arch Linux attraverso un percorso graduale, senza iniziare necessariamente dall’installazione manuale.

#archlinux #UnoLinux #gnulinux

@cultura

laseroffice.it/blog/2026/08/09…

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Questo articolo guida gli utenti principianti attraverso tutti i passaggi necessari per migrare da Windows a Linux, dalla scelta della distribuzione giusta all'installazione e configurazione. fastweb.it/fastweb-plus/digita… La trasformazione da Windows a Linux è più semplice di quanto molti credono, con molte risorse di supporto disponibili @linux

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🐧 Il terminale è cambiato. Linux non si è fermato.

Da semplice interfaccia testuale a strumento moderno, veloce e altamente personalizzabile: oggi esistono terminal emulator per ogni esigenza perché anche il modo in cui interagiamo con il nostro computer dovrebbe essere nelle nostre mani.

Ecco alcuni dei migliori terminali moderni e ciò che li rende interessanti. 😎👇️

💚 Scopri altre infografiche e contenuti dedicati a Linux: @linux@diggita.com unisciti al FediLUG italiano!

#linux #gnulinux #unolinux

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Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@linux Un'infografica intitolata "Modern Terminals" che presenta un confronto tra nove diversi emulatori di terminale disposti in una griglia 3x3. L'immagine L'immagine include il credito "Created by Dan Nanni study-notes.org". Ogni riquadro contiene il nome del software, icone dei sistemi operativi supportati, e due elenchi: i punti di forza contrassegnati da un "+" verde e i punti di debolezza contrassegnati da un "-" rosso.

Ecco il testo contenuto in ogni riquadro:

Alacritty + Fast rendering by GPU + Minimal resource usage + Cross-platform - No graphics protocol - No GUI configuration - No tabs or splits

Foot + Very fast startup + Wayland-native design + Clean minimal config - Wayland only - Sixel protocol only - No GUI configuration

Ghostty + Exceptional performance + Native tabs and splits + Kitty graphics protocol - Limited plugin ecosystem - No built-in multiplexer - Still evolving tools/config

Hyper + Huge plugin ecosystem + Easy theming + Web tech accessibility - Electron dependency - Slower performance - No graphics protocol

iTerm2 + Deep macOS integration + Proprietary inline images + Extensive GUI settings - macOS only - High resource usage - Complex configuration

Kitty + Kitty graphics protocol + GPU-accelerated + Extensible via kittens - Config via text files - Steeper learning curve - Font rendering issues

Tabby + Integrated SSH client + Plugin system + Modern UI - Electron dependency - Slower startup time - No graphics protocol

WezTerm + Multiple image protocols + Lua scripting config + Built-in multiplexer - Higher memory usage - Steep learning curve - Large binary size

Warp + Modern UI and workflow + AI command assistance + Search & autocomplete - Login for AI/sync support - Higher resource usage - Limited customization

🌱 Energia utilizzata: 0.372 Wh

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Pubblico la versione video della puntata odierna di Radiolinux ai seguenti indirizzi

youtu.be/_OISTBbx_cg

peertube.uno/w/gag3nSCdSnrraey…

Si e' parlato della nuova versione di Makulu Ai-OS,
distribuzione basata su Debian ma interamente progettata
per un uso semplice di Electra AI

Altri argomenti sono Netbsd, Puppylinux, haikuOs e FireDragon

@linux


Radiolinux 8 agosto


In questa puntata di Radiolinux poniamo
l'attenzione sulla nuova versione di Makulu Ai-OS,
distribuzione basata su Debian ma interamente progettata
per un uso semplice di Electra AI
Ovviamente ci sono altre novita' per cui abbiamo proceduto
alla prova con installazione reale
Altri argomenti sono Netbsd, Puppylinux, haikuOs e FireDragon


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🐀Aggiornamento su NextRedOS Gnawbit in uscita a Gennaio 2027.

Test in virtual machine ✔️Superato
Test in live boot ❌ Fallito

Gli Hook sembrano completi.
In VM Funzionano, software, i Container e Home Assistant.

Siamo a quota 53 Build rigenerate 🥲

Per Gennaio Gnawbit sarà pronto! 😉

@linux

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Dalla Strada al Cyberspazio: Impatto, Profitti e Strutture della Criminalità Organizzata Transnazionale (Analisi e Trend del Report UNODC 2026)


Il report "Research Brief on Transnational Organized Crime" (unodc.org/documents/data-and-a…), pubblicato dall'UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) nel maggio 2026 in occasione del venticinquesimo anniversario dell'adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (Convenzione di Palermo, UNTOC).


1. Impatto globale e letalità della criminalità organizzata


  • Mortalità equivalente ai conflitti armati: Dal 2000 a oggi, la criminalità organizzata è stata responsabile di circa 95.000 omicidi all'anno, una cifra paragonabile alle vittime dirette dei conflitti armati a livello mondiale nello stesso periodo.
  • La "Pace Criminale": L'assenza di violenza visibile non indica l'assenza della mafia o dei cartelli. I gruppi criminali dominanti spesso sopprimono attivamente la violenza nei territori che controllano, imponendo regole alternative a quelle dello Stato e risolvendo autonomamente i conflitti. Al contrario, la rivalità tra gruppi scatena picchi letali (come in America Latina per il controllo delle rotte della cocaina).


2. "Governance Criminale" e cattura delle istituzioni


  • Infiltrazione e controllo sociale: I gruppi criminali organizzati (OCG) stabiliscono forme di criminal governance controllando comunità e istituzioni locali.
  • Coercizione vs. Consenso: Il controllo viene esercitato sia con la minaccia e la violenza, sia attraverso il consenso sociale, fornendo risorse finanziarie, lavoro e servizi dove lo Stato è assente o debole.
  • Sfondamento nell'economia legale: La linea tra mercati legali e illegali è sempre più sfumata. Le organizzazioni illecite si avvalgono di aziende legali, professionisti, agenzie di reclutamento e banche per riciclare proventi e camuffare le proprie attività (es. nei settori agricolo, peschereccio, edile ed estrattivo).


3. Mercati illeciti principali e profitti


  • Traffico di stupefacenti: Rimane la spina dorsale finanziaria della criminalità transnazionale, generando centinaia di miliardi di dollari all'anno. Ad esempio, lungo la rotta balcanica i flussi finanziari illeciti di oppiacei e metanfetamine sono stimati tra 3,4 e 6,9 miliardi di dollari all'anno (2019–2022).
  • Diversificazione delle attività: Oltre alla droga, le organizzazioni sono attive in:
  • Tratta di esseri umani e traffico di migranti.
  • Traffico illecito di armi da fuoco.
  • Crimini contro l'ambiente e le risorse naturali: Disboscamento e minerario illegale, traffico di specie protette, smaltimento illecito di rifiuti e contrabbando di carburante.
  • Convergenza nei hotspot criminali: I proventi del narcotraffico vengono spesso reinvestiti per finanziare altri reati nella stessa regione (es. in America Latina droga, deforestazione e estrazione illegale convergono nelle stesse aree geografiche).

4. Tecnologia, Cybercrime e "Scam Centres"


  • L'impatto del cyberspazio: Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) hanno eliminato i confini geografici del crimine, consentendo ai gruppi di colpire vittime in tutto il mondo su scala industriale.
  • Centri di truffa fisica (Scam Centres): Nel Sud-est asiatico (es. il "Triangolo d'Oro"), le organizzazioni gestiscono veri e propri complessi industriali di frode online dove vittime della tratta di esseri umani vengono costrette con la forza a compiere truffe informatiche. Le perdite finanziarie per queste truffe nel solo Est e Sud-est asiatico sono state stimate tra 18 e 37 miliardi di dollari nel 2023.
  • Riciclaggio digitale: Utilizzo di casinò online, piattaforme di gioco d'azzardo e criptovalute/asset virtuali per ripulire i proventi di ransomware, frodi e narcotraffico.


5. Priorità e indicazioni strategiche


Il rapporto conclude delineando la necessità per gli Stati membri di rafforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia transnazionale, aggiornare gli strumenti di contrasto alla luce delle minacce informatiche e concentrarsi sull'aggressione ai patrimoni illeciti e sulla smantellamento delle reti di facilitatori legali della criminalità.

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Dalla Strada al Cyberspazio: Impatto, Profitti e Strutture della Criminalità...


[h2]Dalla Strada al Cyberspazio: Impatto, Profitti e Strutture della Criminalità Organizzata Transnazionale (Analisi e Trend del Report UNODC 2026) [...][/h2]
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Dalla Strada al Cyberspazio: Impatto, Profitti e Strutture della Criminalità Organizzata Transnazionale (Analisi e Trend del Report UNODC 2026)


Il report “Research Brief on Transnational Organized Crime” (unodc.org/documents/data-and-a…), pubblicato dall'UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) nel maggio 2026 in occasione del venticinquesimo anniversario dell'adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (Convenzione di Palermo, UNTOC).


1. Impatto globale e letalità della criminalità organizzata


  • Mortalità equivalente ai conflitti armati: Dal 2000 a oggi, la criminalità organizzata è stata responsabile di circa 95.000 omicidi all'anno, una cifra paragonabile alle vittime dirette dei conflitti armati a livello mondiale nello stesso periodo.
  • La “Pace Criminale”: L'assenza di violenza visibile non indica l'assenza della mafia o dei cartelli. I gruppi criminali dominanti spesso sopprimono attivamente la violenza nei territori che controllano, imponendo regole alternative a quelle dello Stato e risolvendo autonomamente i conflitti. Al contrario, la rivalità tra gruppi scatena picchi letali (come in America Latina per il controllo delle rotte della cocaina).


2. “Governance Criminale” e cattura delle istituzioni


  • Infiltrazione e controllo sociale: I gruppi criminali organizzati (OCG) stabiliscono forme di criminal governance controllando comunità e istituzioni locali.
  • Coercizione vs. Consenso: Il controllo viene esercitato sia con la minaccia e la violenza, sia attraverso il consenso sociale, fornendo risorse finanziarie, lavoro e servizi dove lo Stato è assente o debole.
  • Sfondamento nell'economia legale: La linea tra mercati legali e illegali è sempre più sfumata. Le organizzazioni illecite si avvalgono di aziende legali, professionisti, agenzie di reclutamento e banche per riciclare proventi e camuffare le proprie attività (es. nei settori agricolo, peschereccio, edile ed estrattivo).


3. Mercati illeciti principali e profitti


  • Traffico di stupefacenti: Rimane la spina dorsale finanziaria della criminalità transnazionale, generando centinaia di miliardi di dollari all'anno. Ad esempio, lungo la rotta balcanica i flussi finanziari illeciti di oppiacei e metanfetamine sono stimati tra 3,4 e 6,9 miliardi di dollari all'anno (2019–2022).
  • Diversificazione delle attività: Oltre alla droga, le organizzazioni sono attive in:
  • Tratta di esseri umani e traffico di migranti.
  • Traffico illecito di armi da fuoco.
  • Crimini contro l'ambiente e le risorse naturali: Disboscamento e minerario illegale, traffico di specie protette, smaltimento illecito di rifiuti e contrabbando di carburante.
  • Convergenza nei hotspot criminali: I proventi del narcotraffico vengono spesso reinvestiti per finanziare altri reati nella stessa regione (es. in America Latina droga, deforestazione e estrazione illegale convergono nelle stesse aree geografiche).

4. Tecnologia, Cybercrime e “Scam Centres”


  • L'impatto del cyberspazio: Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) hanno eliminato i confini geografici del crimine, consentendo ai gruppi di colpire vittime in tutto il mondo su scala industriale.
  • Centri di truffa fisica (Scam Centres): Nel Sud-est asiatico (es. il “Triangolo d'Oro”), le organizzazioni gestiscono veri e propri complessi industriali di frode online dove vittime della tratta di esseri umani vengono costrette con la forza a compiere truffe informatiche. Le perdite finanziarie per queste truffe nel solo Est e Sud-est asiatico sono state stimate tra 18 e 37 miliardi di dollari nel 2023.
  • Riciclaggio digitale: Utilizzo di casinò online, piattaforme di gioco d'azzardo e criptovalute/asset virtuali per ripulire i proventi di ransomware, frodi e narcotraffico.


5. Priorità e indicazioni strategiche


Il rapporto conclude delineando la necessità per gli Stati membri di rafforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia transnazionale, aggiornare gli strumenti di contrasto alla luce delle minacce informatiche e concentrarsi sull'aggressione ai patrimoni illeciti e sulla smantellamento delle reti di facilitatori legali della criminalità.


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Operazione "Small Tower": stroncata dai Carabinieri rete di falsari con...


[h2]Operazione “Small Tower”: stroncata dai Carabinieri rete di falsari con ramificazioni internazionali [...][/h2]
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Operazione “Small Tower”: stroncata dai Carabinieri rete di falsari con ramificazioni internazionali


LANCIANO (CH) / NAPOLI – Un’articolata indagine nel settore della contraffazione monetaria ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone, ritenute responsabili di produzione e vendita di valuta falsa in Italia e all’estero.

L'operazione, denominata “Small Tower”, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria (N.O.A.M.) di Napoli, con il supporto del personale di Europol e il supporto dell'Arma territoriale. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Lanciano su richiesta della locale Procura della Repubblica.

I dettagli del provvedimento cautelare


Delle cinque persone coinvolte tre indagati (residenti nei comuni di Montenerodomo, in provincia di Chieti, e Roma) sono stati posti agli arresti domiciliari, due indagati (residenti ad Ascoli Piceno) sono stati sottoposti alla misura dell'obbligo di dimora nel comune di residenza.

L'indagine e le ramificazioni estere


L'attività investigativa, avviata nel dicembre 2024 e proseguita fino all'estate 2025, ha fatto ricorso a tecniche d'indagine sia tradizionali sia tecnologicamente avanzate. L'obiettivo primario è stato smantellare un hub clandestino localizzato nel circondario di Lanciano, specializzato nella produzione e nello smistamento di banconote e monete contraffatte.

Gli accertamenti hanno rivelato che l'organizzazione non si limitava alla falsificazione di Euro, ma produceva anche altre valute estere, tra cui Scellini tanzaniani, ugandesi e kenioti, Lek albanesi e Franchi CFA.

La valuta contraffatta veniva poi venduta ed spedita tramite plichi e canali logistici verso diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Finlandia e Polonia.


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Il sintetizzatore software Xfer Serum 2 sbarca su Linux
#linux #xfer #serum
Xfer, creatrice dei popolari sintetizzatori software VST Serum e Serum 2, ha pubblicato sul proprio forum una beta per Linux.

marcosbox.com/2026/08/06/il-si…

@linux

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Crimini contro la Terra: Come il traffico illegale di specie, legname e minerali distrugge il pianeta (e cosa si sta facendo per fermarlo)


Introduzione: Il pianeta sotto attacco


Immagina una foresta pluviale in Amazzonia: alberi secolari abbattuti illegalmente, fiumi avvelenati dal mercurio usato per estrarre oro, e animali come giaguari e scimmie trafficati come merce. Ora sposta lo sguardo in Africa, dove elefanti e rinoceronti vengono uccisi per le loro zanne e i loro corni, o in Asia, dove tonnellate di rifiuti elettronici illegali finiscono in discariche a cielo aperto, inquinando suolo e acqua.

Questi non sono solo danni ambientali: sono crimini organizzati, gestiti da reti transnazionali che guadagnano miliardi di dollari ogni anno, spesso in connessione con il traffico di droga, armi e esseri umani. Secondo l’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine), link in fondo, i crimini che colpiscono l’ambiente sono tra le attività illegali in più rapida crescita al mondo, con un impatto devastante su:
Biodiversità (sparizione di specie protette).
Sicurezza economica (perdita di risorse per i paesi in via di sviluppo).
Stabilità sociale (conflitti per il controllo di risorse come oro, legname e pesce).

Ma c’è una buona notizia: qualcosa si sta muovendo. Il Global Programme on Crimes that Affect the Environment (GPCAE) dell’UNODC, nel suo Rapporto Annuale 2025, mostra come 36 paesi stiano collaborando per fermare questi crimini, con risultati concreti: 200+ sequestri di fauna e legname, 12 indagini transnazionali portate a termine, e 3.000+ funzionari formati per combatterli.

1. Crimini ambientali: Non sono solo "danni alla natura"


Spesso si pensa ai crimini ambientali come a reati minori, magari puniti con una multa. In realtà, sono attività criminali organizzate, gestite da reti che operano a livello globale, con:
- Guadagni illeciti stimati tra 110 e 281 miliardi di dollari all’anno (dati UNODC).
- Collegamenti con la criminalità transnazionale: Le stesse organizzazioni che trafficano droga o armi spesso si occupano anche di fauna, legname, minerali o rifiuti.
- Impatti sociali: In paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il traffico illegale di oro finanzia gruppi armati e alimenta conflitti.

I 5 "big" dei crimini ambientali


Il GPCAE si concentra su cinque aree principali:

CrimineEsempi concretiDove accadeImpatto
Traffico di faunaAvorio, corni di rinoceronte, scaglie di pangolino, scimmie, rettiliAfrica (Kenya, Tanzania), Asia (Vietnam, Cina)Estinzione di specie, perdita di biodiversità
Deforestazione illegaleTaglio abusivo di legname pregiato (es. rosewood, mogano)Amazzonia (Brasile, Perù), Sud-Est Asiatico (Indonesia, Malesia)Distruzione di foreste, emissioni di CO₂
Pesca INN (Illegale, Non dichiarata, Non regolamentata)Pesca di squali per le pinne, traffico di aragosteAfrica Occidentale, Sud-Est AsiaticoCollasso degli ecosistemi marini, perdita di mezzi di sussistenza per le comunità costiere
Traffico di mineraliOro, cobalto, coltan (usati in smartphone e auto elettriche)Congo, Sud America (Ecuador, Perù)Finanziamento di conflitti, inquinamento da mercurio
Traffico di rifiutiRifiuti elettronici, plastica, rifiuti mediciEuropa → Sud-Est Asiatico (Thailandia, Malesia)Inquinamento di suolo e acqua, rischi per la salute

Curiosità:
- In Ecuador, i trafficanti usano container frigoriferi per nascondere droghe e fauna protetta insieme al pesce congelato.
- In Nigeria, nel 2025 è stata approvata una legge che classifica il traffico di specie protette come "reato grave", permettendo l’estradizione dei criminali.

2. GPCAE: Il "poliziotto ambientale" dell’ONU


Il Global Programme on Crimes that Affect the Environment è il primo programma delle Nazioni Unite dedicato esclusivamente a contrastare questi crimini con un approccio giudiziario: non si limita a denunciare i danni, ma persegue i colpevoli come si farebbe con un traffico di droga.

Come lavora il GPCAE?


Il programma agisce su tre fronti principali:

1. Analisi e intelligence: Seguire i soldi e le rotte


  • Database globale: Gestisce il CITES Illegal Trade Database, con 160.000 record di sequestri di fauna protetta.
  • Rapporti tematici:
    • "Finned for Profit" (2025): Studio sul traffico di pinne di squalo in America Latina.
    • "Global Analysis on Forest Crime" (aprile 2025): Mostra come la domanda di legname in Cina e UE alimenti la deforestazione illegale.


  • Tecnologia:
    • PELTS (Portable Enforcement Laboratory): Laboratori mobili per identificare in tempo reale le specie sequestrate (usati in Camerun, Madagascar, Nigeria).
    • Droni e satellite: In Perù, il progetto ADETOP usa algoritmi per individuare il taglio illegale di alberi.



2. Formazione e rafforzamento delle capacità


  • Corsi per funzionari:
    • In Ecuador, 48 tecnici forestali hanno imparato a usare app per il riconoscimento del legname (come Xylorix).
    • In Uganda, 70 agenti sono stati formati su raccolta prove e gestione della scena del crimine.


  • Laboratori forensi:
    • Il Wildlife Forensics Lab in Uganda ha analizzato 300+ campioni nel 2025, aiutando a inchiodare i trafficanti.



3. Cooperazione internazionale: Unire le forze


I crimini ambientali non hanno confini, quindi neanche la lotta a essi può essere isolata. Il GPCAE promuove:
- Operazioni congiunte:
- Operation SAMA II: 32 paesi africani hanno collaborato per sequestrare 92 carichi di fauna e legname.
- Operation Mekong Dragon VII: 22 paesi asiatici hanno fermato 108 spedizioni di specie protette (tra cui 30 tartarughe, 12 lucertole e 5 elefanti).
- Piattaforme regionali:
- WIRE Forum (Wildlife Inter-Regional Enforcement): 140 esperti da 35 paesi si sono incontrati a Bangkok per scambiare informazioni su indagini in corso.
- CORLAC: Nuova piattaforma per il coordinamento tra Brasile, Colombia, Ecuador e Perù contro il traffico di legname e oro.
- Partnership con il settore privato:
- Operation COASTLINE: Collaborazione con compagnie di navigazione (come DP World) per identificare container sospetti.
- Unwaste: Progetto con UNEP per fermare il traffico di rifiuti tra UE e Sud-Est Asiatico (13 riforme legislative ottenute).

Un dato impressionante:
Nel 2025, 51 milioni di persone hanno visto post sui social media con hashtag come #endENVcrime e #EndWildlifeCrime, a dimostrazione che l’attenzione globale sta crescendo.


3. Successi del 2025: Le vittorie (e le lezioni imparate)

✅ Casi di successo


  1. Nigeria: Una legge storica
    • Ottobre 2025: Il parlamento nigeriano approva il "Endangered Species Conservation and Protection Bill", che introduce pene più severe per il traffico di specie protette.
    • Impatto: Ora i trafficanti possono essere estradati e processati all’estero.


  2. Uganda: Forensica al servizio della giustizia
    • Il Wildlife Forensics Laboratory (sostenuto dal GPCAE) ha contribuito a 58 casi giudiziari, con analisi DNA che hanno permesso di collegare i sequestri ai trafficanti.


  3. Ecuador-Perù: Mappatura dei punti caldi
    • Un studio binazionale ha identificato per la prima volta le zone di estrazione illegale di oro lungo il confine amazzonico, aiutando le autorità a mirare gli interventi.


  4. Sudafrica: Pesca illegale sotto accusa
    • Il progetto FishNET II ha formato 35 pubblici ministeri, che ora applicano un approccio "a catena del valore" per smantellare le reti criminali (dalla barca al mercato).


  5. Thailandia: Sequestro record di corni di rinoceronte
    • Grazie a profili di rischio sviluppati al WIRE Forum, le autorità tailandesi hanno sequestrato 5 corni di rinoceronte (6,86 kg) in un container diretto in Cina.



Le sfide ancora aperte


Nonostante i progressi, ci sono ostacoli enormi:
1. Corruzione:
- In Kenya e Mozambico, funzionari corrotti permettono ai trafficanti di eludere i controlli.
- Soluzione: Il GPCAE ha formato 10 istituzioni in Africa su meccanismi di whistleblowing e codici etici.

  1. Mancanza di risorse:
    • Molti paesi non hanno laboratori forensi o tecnologie avanzate (es. droni, analisi DNA).
    • Esempio: In Africa Centrale, solo l’Uganda ha un laboratorio specializzato.


  2. Lacune legislative:
    • In molti stati, i crimini ambientali non sono considerati "gravi", quindi non si può attivare la cooperazione internazionale (es. estradizione).


  3. Crimine digitale:
    • Il traffico di specie protette si sposta online (dark web, social media), rendendo più difficile il tracciamento.


  4. Minerali critici: L’oro "sporco" della transizione energetica
    • La domanda di litio, cobalto e nichel (usati per batterie e pannelli solari) sta alimentando il traffico illegale in paesi come il Congo e il Perù.



4. Il futuro: Cosa ci aspetta nel 2026?


Il GPCAE ha piani ambiziosi per il prossimo anno. Ecco le 5 priorità:

1. Nuove leggi e accordi internazionali


  • Protocollo UNTOC: Si sta discutendo l’aggiunta di un protocollo specifico contro i crimini ambientali alla Convenzione ONU contro la criminalità transnazionale.
  • Direttiva UE: Entro maggio 2026, tutti i paesi UE dovranno adeguarsi alla nuova Direttiva sui crimini ambientali, che introduce sanzioni più severe.


2. Tecnologia e innovazione


  • Intelligenza artificiale: Uso di AI per analizzare dati su rotte di traffico e modelli criminali (es. SinaflorLab in Brasile).
  • Blockchain: Tracciamento delle catene di approvvigionamento di minerali (es. oro, cobalto) per garantire che siano legali e sostenibili.
  • Droni e satellite: Monitoraggio in tempo reale delle aree a rischio (es. Amazzonia, Congo).


3. Cooperazione pubblico-privato


  • Operation COASTLINE: Estensione ad altri porti globali (es. Rotterdam, Shanghai).
  • Collaborazione con le tech company: Facebook, Google e altre piattaforme potrebbero aiutare a identificare traffici online.


4. Focus su aree critiche

RegionePriorità 2026Progetti chiave
AfricaTraffico di fauna e legnameSAMA III (operazione doganale), rafforzamento di AWFN (rete forense)
America LatinaMineraria illegaleOperation Free Amazon III, coordinamento via CORLAC
Asia-PacificoTraffico di rifiutiWasteNet (progetto con Basel Convention)
EuropaImplementazione Direttiva UEFormazione per polizie ambientali

5. Obiettivi misurabili


Il GPCAE si è posto traguardi concreti per il 2026:
- Aumento del 20% nelle condanne per crimini ambientali.
- 100+ operazioni congiunte tra paesi.
- Integrazione dei crimini ambientali nei piani nazionali di sicurezza di almeno 20 paesi.

Conclusione: Possiamo vincere questa battaglia?


I crimini ambientali sono una minaccia globale, ma il Rapporto 2025 del GPCAE dimostra che la lotta non è persa. Grazie a:
Cooperazione internazionale (WIRE, CORLAC, SAMA).
Tecnologia (forensica, AI, droni).
Leggi più severe (Nigeria, UE).
Sensibilizzazione (social media, campagne).

...si stanno ottenendo risultati concreti.

Ma servono ancora:
- Più risorse per i paesi in via di sviluppo.
- Maggiore impegno politico (es. ratifica del protocollo UNTOC).
- Coinvolgimento di tutti: Governi, aziende, cittadini.

La domanda finale è: Siamo pronti a trattare i crimini ambientali con la stessa serietà con cui trattiamo il traffico di droga o il terrorismo?
La risposta del GPCAE è . Ed il futuro sarà l’anno per dimostrarlo.

Fonti e approfondimenti


@Ambiente - Mobilità sostenibile e innovazione green

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Crimini contro la Terra: Come il traffico illegale di specie, legname e...


[h2][strong]Crimini contro la Terra: Come il traffico illegale di specie, legname e minerali distrugge il pianeta (e cosa si sta facendo per fermarlo)[/strong] [...][/h2]
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Crimini contro la Terra: Come il traffico illegale di specie, legname e minerali distrugge il pianeta (e cosa si sta facendo per fermarlo)


Introduzione: Il pianeta sotto attacco


Immagina una foresta pluviale in Amazzonia: alberi secolari abbattuti illegalmente, fiumi avvelenati dal mercurio usato per estrarre oro, e animali come giaguari e scimmie trafficati come merce. Ora sposta lo sguardo in Africa, dove elefanti e rinoceronti vengono uccisi per le loro zanne e i loro corni, o in Asia, dove tonnellate di rifiuti elettronici illegali finiscono in discariche a cielo aperto, inquinando suolo e acqua.

Questi non sono solo danni ambientali: sono crimini organizzati, gestiti da reti transnazionali che guadagnano miliardi di dollari ogni anno, spesso in connessione con il traffico di droga, armi e esseri umani. Secondo l’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine), link in fondo, i crimini che colpiscono l’ambiente sono tra le attività illegali in più rapida crescita al mondo, con un impatto devastante su: ✅ Biodiversità (sparizione di specie protette). ✅ Sicurezza economica (perdita di risorse per i paesi in via di sviluppo). ✅ Stabilità sociale (conflitti per il controllo di risorse come oro, legname e pesce).

Ma c’è una buona notizia: qualcosa si sta muovendo. Il Global Programme on Crimes that Affect the Environment (GPCAE) dell’UNODC, nel suo Rapporto Annuale 2025, mostra come 36 paesi stiano collaborando per fermare questi crimini, con risultati concreti: 200+ sequestri di fauna e legname, 12 indagini transnazionali portate a termine, e 3.000+ funzionari formati per combatterli.

1. Crimini ambientali: Non sono solo “danni alla natura”


Spesso si pensa ai crimini ambientali come a reati minori, magari puniti con una multa. In realtà, sono attività criminali organizzate, gestite da reti che operano a livello globale, con: – Guadagni illeciti stimati tra 110 e 281 miliardi di dollari all’anno (dati UNODC). – Collegamenti con la criminalità transnazionale: Le stesse organizzazioni che trafficano droga o armi spesso si occupano anche di fauna, legname, minerali o rifiuti. – Impatti sociali: In paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il traffico illegale di oro finanzia gruppi armati e alimenta conflitti.

I 5 “big” dei crimini ambientali


Il GPCAE si concentra su cinque aree principali:

CrimineEsempi concretiDove accadeImpatto
Traffico di faunaAvorio, corni di rinoceronte, scaglie di pangolino, scimmie, rettiliAfrica (Kenya, Tanzania), Asia (Vietnam, Cina)Estinzione di specie, perdita di biodiversità
Deforestazione illegaleTaglio abusivo di legname pregiato (es. rosewood, mogano)Amazzonia (Brasile, Perù), Sud-Est Asiatico (Indonesia, Malesia)Distruzione di foreste, emissioni di CO₂
Pesca INN (Illegale, Non dichiarata, Non regolamentata)Pesca di squali per le pinne, traffico di aragosteAfrica Occidentale, Sud-Est AsiaticoCollasso degli ecosistemi marini, perdita di mezzi di sussistenza per le comunità costiere
Traffico di mineraliOro, cobalto, coltan (usati in smartphone e auto elettriche)Congo, Sud America (Ecuador, Perù)Finanziamento di conflitti, inquinamento da mercurio
Traffico di rifiutiRifiuti elettronici, plastica, rifiuti mediciEuropa → Sud-Est Asiatico (Thailandia, Malesia)Inquinamento di suolo e acqua, rischi per la salute

Curiosità: – In Ecuador, i trafficanti usano container frigoriferi per nascondere droghe e fauna protetta insieme al pesce congelato. – In Nigeria, nel 2025 è stata approvata una legge che classifica il traffico di specie protette come “reato grave”, permettendo l’estradizione dei criminali.

2. GPCAE: Il “poliziotto ambientale” dell’ONU


Il Global Programme on Crimes that Affect the Environment è il primo programma delle Nazioni Unite dedicato esclusivamente a contrastare questi crimini con un approccio giudiziario: non si limita a denunciare i danni, ma persegue i colpevoli come si farebbe con un traffico di droga.

Come lavora il GPCAE?


Il programma agisce su tre fronti principali:

1. Analisi e intelligence: Seguire i soldi e le rotte


  • Database globale: Gestisce il CITES Illegal Trade Database, con 160.000 record di sequestri di fauna protetta.
  • Rapporti tematici:
    • “Finned for Profit” (2025): Studio sul traffico di pinne di squalo in America Latina.
    • “Global Analysis on Forest Crime” (aprile 2025): Mostra come la domanda di legname in Cina e UE alimenti la deforestazione illegale.


  • Tecnologia:
    • PELTS (Portable Enforcement Laboratory): Laboratori mobili per identificare in tempo reale le specie sequestrate (usati in Camerun, Madagascar, Nigeria).
    • Droni e satellite: In Perù, il progetto ADETOP usa algoritmi per individuare il taglio illegale di alberi.



2. Formazione e rafforzamento delle capacità


  • Corsi per funzionari:
    • In Ecuador, 48 tecnici forestali hanno imparato a usare app per il riconoscimento del legname (come Xylorix).
    • In Uganda, 70 agenti sono stati formati su raccolta prove e gestione della scena del crimine.


  • Laboratori forensi:
    • Il Wildlife Forensics Lab in Uganda ha analizzato 300+ campioni nel 2025, aiutando a inchiodare i trafficanti.



3. Cooperazione internazionale: Unire le forze


I crimini ambientali non hanno confini, quindi neanche la lotta a essi può essere isolata. Il GPCAE promuove: – Operazioni congiunte: – Operation SAMA II: 32 paesi africani hanno collaborato per sequestrare 92 carichi di fauna e legname. – Operation Mekong Dragon VII: 22 paesi asiatici hanno fermato 108 spedizioni di specie protette (tra cui 30 tartarughe, 12 lucertole e 5 elefanti). – Piattaforme regionali: – WIRE Forum (Wildlife Inter-Regional Enforcement): 140 esperti da 35 paesi si sono incontrati a Bangkok per scambiare informazioni su indagini in corso. – CORLAC: Nuova piattaforma per il coordinamento tra Brasile, Colombia, Ecuador e Perù contro il traffico di legname e oro. – Partnership con il settore privato: – Operation COASTLINE: Collaborazione con compagnie di navigazione (come DP World) per identificare container sospetti. – Unwaste: Progetto con UNEP per fermare il traffico di rifiuti tra UE e Sud-Est Asiatico (13 riforme legislative ottenute).

Un dato impressionante: Nel 2025, 51 milioni di persone hanno visto post sui social media con hashtag come #endENVcrime e #EndWildlifeCrime, a dimostrazione che l’attenzione globale sta crescendo.


3. Successi del 2025: Le vittorie (e le lezioni imparate)

✅ Casi di successo


  1. Nigeria: Una legge storica
    • Ottobre 2025: Il parlamento nigeriano approva il “Endangered Species Conservation and Protection Bill”, che introduce pene più severe per il traffico di specie protette.
    • Impatto: Ora i trafficanti possono essere estradati e processati all’estero.


  2. Uganda: Forensica al servizio della giustizia
    • Il Wildlife Forensics Laboratory (sostenuto dal GPCAE) ha contribuito a 58 casi giudiziari, con analisi DNA che hanno permesso di collegare i sequestri ai trafficanti.


  3. Ecuador-Perù: Mappatura dei punti caldi
    • Un studio binazionale ha identificato per la prima volta le zone di estrazione illegale di oro lungo il confine amazzonico, aiutando le autorità a mirare gli interventi.


  4. Sudafrica: Pesca illegale sotto accusa
    • Il progetto FishNET II ha formato 35 pubblici ministeri, che ora applicano un approccio “a catena del valore” per smantellare le reti criminali (dalla barca al mercato).


  5. Thailandia: Sequestro record di corni di rinoceronte
    • Grazie a profili di rischio sviluppati al WIRE Forum, le autorità tailandesi hanno sequestrato 5 corni di rinoceronte (6,86 kg) in un container diretto in Cina.



Le sfide ancora aperte


Nonostante i progressi, ci sono ostacoli enormi: 1. Corruzione: – In Kenya e Mozambico, funzionari corrotti permettono ai trafficanti di eludere i controlli. – Soluzione: Il GPCAE ha formato 10 istituzioni in Africa su meccanismi di whistleblowing e codici etici.

  1. Mancanza di risorse:
    • Molti paesi non hanno laboratori forensi o tecnologie avanzate (es. droni, analisi DNA).
    • Esempio: In Africa Centrale, solo l’Uganda ha un laboratorio specializzato.


  2. Lacune legislative:
    • In molti stati, i crimini ambientali non sono considerati “gravi”, quindi non si può attivare la cooperazione internazionale (es. estradizione).


  3. Crimine digitale:
    • Il traffico di specie protette si sposta online (dark web, social media), rendendo più difficile il tracciamento.


  4. Minerali critici: L’oro “sporco” della transizione energetica
    • La domanda di litio, cobalto e nichel (usati per batterie e pannelli solari) sta alimentando il traffico illegale in paesi come il Congo e il Perù.



4. Il futuro: Cosa ci aspetta nel 2026?


Il GPCAE ha piani ambiziosi per il prossimo anno. Ecco le 5 priorità:

1. Nuove leggi e accordi internazionali


  • Protocollo UNTOC: Si sta discutendo l’aggiunta di un protocollo specifico contro i crimini ambientali alla Convenzione ONU contro la criminalità transnazionale.
  • Direttiva UE: Entro maggio 2026, tutti i paesi UE dovranno adeguarsi alla nuova Direttiva sui crimini ambientali, che introduce sanzioni più severe.


2. Tecnologia e innovazione


  • Intelligenza artificiale: Uso di AI per analizzare dati su rotte di traffico e modelli criminali (es. SinaflorLab in Brasile).
  • Blockchain: Tracciamento delle catene di approvvigionamento di minerali (es. oro, cobalto) per garantire che siano legali e sostenibili.
  • Droni e satellite: Monitoraggio in tempo reale delle aree a rischio (es. Amazzonia, Congo).


3. Cooperazione pubblico-privato


  • Operation COASTLINE: Estensione ad altri porti globali (es. Rotterdam, Shanghai).
  • Collaborazione con le tech company: Facebook, Google e altre piattaforme potrebbero aiutare a identificare traffici online.


4. Focus su aree critiche

RegionePriorità 2026Progetti chiave
AfricaTraffico di fauna e legnameSAMA III (operazione doganale), rafforzamento di AWFN (rete forense)
America LatinaMineraria illegaleOperation Free Amazon III, coordinamento via CORLAC
Asia-PacificoTraffico di rifiutiWasteNet (progetto con Basel Convention)
EuropaImplementazione Direttiva UEFormazione per polizie ambientali

5. Obiettivi misurabili


Il GPCAE si è posto traguardi concreti per il 2026: – Aumento del 20% nelle condanne per crimini ambientali. – 100+ operazioni congiunte tra paesi. – Integrazione dei crimini ambientali nei piani nazionali di sicurezza di almeno 20 paesi.

Conclusione: Possiamo vincere questa battaglia?


I crimini ambientali sono una minaccia globale, ma il Rapporto 2025 del GPCAE dimostra che la lotta non è persa. Grazie a: ✔ Cooperazione internazionale (WIRE, CORLAC, SAMA). ✔ Tecnologia (forensica, AI, droni). ✔ Leggi più severe (Nigeria, UE). ✔ Sensibilizzazione (social media, campagne).

...si stanno ottenendo risultati concreti.

Ma servono ancora:Più risorse per i paesi in via di sviluppo. – Maggiore impegno politico (es. ratifica del protocollo UNTOC). – Coinvolgimento di tutti: Governi, aziende, cittadini.

La domanda finale è: Siamo pronti a trattare i crimini ambientali con la stessa serietà con cui trattiamo il traffico di droga o il terrorismo?La risposta del GPCAE è . Ed il futuro sarà l’anno per dimostrarlo.

Fonti e approfondimenti



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Riconoscimento biometrico: dal Regolamento UE alla legge italiana.


[h2]Riconoscimento biometrico: dal Regolamento UE alla legge italiana. Una analisi del Professor Gialuz [...][/h2]
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Riconoscimento biometrico: dal Regolamento UE alla legge italiana. Una analisi del Professor Gialuz

Una scheda tecnica e giuridica del 30 luglio 2026, sull'adeguamento della normativa italiana al Regolamento UE 2024/1689 in materia di intelligenza artificiale per la polizia


Il documento analizza lo Schema di decreto legislativo (atto n. 418) proposto per adeguare l'Italia alle norme UE sull'uso dell'IA nella polizia. L'autore, il professor Mitja Gialuz, mette in guardia dal rischio che l'uso improprio di sistemi biometrici (come il SARI o il riconoscimento facciale) possa minacciare le libertà democratiche, generando un effetto di “freddo” (chilling effect) e una sorveglianza di massa.

L'autore individua diverse carenze nello schema normativo, evidenziando come esso non recepisca pienamente i principi di proporzionalità e il controllo giurisdizionale richiesti dalla Corte di Strasburgo e dalla Corte di Lussemburgo:

  • Autorizzazione e Controllo: Attualmente, l'autorizzazione per l'uso del riconoscimento biometrico in tempo reale è demandata al Procuratore della Repubblica, che l'autore ritiene parzialmente in conflitto di interessi. Propone di attribuire la competenza al Giudice (GIP o Presidente del Tribunale), unico organo in grado di garantire una neutralità adeguata tra esigenze investigative e diritti fondamentali (artt. 7 e 8 della Carta di Nizza).
  • Disciplina d'Urgenza: La norma attuale permetterebbe alla polizia giudiziaria di attivare il riconoscimento biometrico in tempo reale in casi di urgenza senza autorizzazione preventiva, un aspetto che l'autore considera a rischio di illegittimità costituzionale per violazione del principio di riservatezza e del divieto di sorveglianza indiscriminata.
  • Riconoscimento Facciale “A Posteriori”: L'articolo 10 dello schema manca di una disciplina chiara per l'autorizzazione preventiva, richiesta dal Regolamento UE. Inoltre, l'autore critica l'uso della deroga d'urgenza, che viene applicata in modo troppo ampio (anche quando il sospetto è già individuato), e la creazione di archivi preventivi di volti in luoghi pubblici, che rischia di violare il principio di minimizzazione dei dati.
  • Mancanza di Garanzie Umane: Lo schema omette di prevedere un doppio controllo umano obbligatorio (verifica da parte di almeno due operatori indipendenti), un requisito fondamentale per mitigare errori algoritmici e bias.

L'analisi si chiude con un monito: senza solide barriere giuridiche e un controllo giurisdizionale rigoroso, l'impiego massiccio del riconoscimento facciale rischia di compromettere la stessa democrazia che si intende difendere.

Il testo, una rielaborazione della memoria presentata in occasione dell’Audizione svolta dall’Autore alla Commissione giustizia della Camera dei Deputati il 23 luglio 2026, è reperibile qui:sistemapenale.it/it/scheda/gia…


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🔐 La sicurezza su Linux non si riduce a un firewall.

Un sistema sicuro nasce dalla combinazione di strumenti, aggiornamenti, permessi, isolamento dei processi, crittografia e monitoraggio. qui un'infografica che raccoglie i principali strumenti open source per proteggere un sistema Linux, utile anche a chi è alle prime armi. 👇

🐧 Per altre infografiche, guide e approfondimenti sul mondo Linux, segui @linux e unisciti alla community che promuove software libero, privacy e sovranità digitale.

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Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@sicurezza Un'infografica intitolata "Defensive Linux Security Tools" elenca varie categorie di software per la sicurezza di Linux organizzate in quattro colonne con relative icone. La prima colonna include Firewalls (nftables, firewalld, ufw, VyOS, OpenSnitch, Gufw, CSF), Security Auditing (openSCAP, GVM, Nmap, Nikto), Rootkit Detection (chkrootkit, rkhunter, Lynis, Samhain, Samhain, Sophos, CrowdStrike $), e Kernel Access Control (SELinux, AppArmor, Smack, Grsecurity $, Yama, Landlock, BPF-LSM). La seconda colonna presenta Sandboxing (Bubblewrap, Firejail, gVisor, Seccomp, Isolate, NsJail), Intrusion Detection (Snort, Suricata, Zeek, OSSEC, Security Onion, Wazuh), File Integrity Monitoring (Tripwire, Auditd, OSSEC, OSSEC, AIDE, Osquery, Atomic OSSEC $, fs-verity) e Antivirus (LMD, ClamAV, Rspamd). La terza colonna contiene Log Monitoring (ELK Stack $, Graylog $, Grafana Loki, Auditbeat, Netdata $, Vector), Data at Rest Encryption (dm-cr (dm-crypt, fscrypt, Shufflecake, Veracrypt, Gocryptfs, CryFS, eCryptfs, SecureFS), Secure Shell (SSHGuard, DenyHosts, Fail2ban, Teleport $) e Password Security (Bitwarden $, KeePassXC, Vaultwarden, KeePass, Passbolt $ $, Hashicorp Vault, Pass). La quarta colonna comprende VPN (strongSwan, OpenVPN, WireGuard, Libreswan, SoftEther), Patch Management (Foreman, Katello, Uyuni, Landscape $, RH Satellite $), WAFs (ModSecurity, Curiefense, BunkerWeb, Coraza) e Container Security (Calico, Clair, Anchore Engine, Grafeas, Falco, Trivy, Cilium, Dockle). In basso a destra è è riportato "Created by Dan Nanni" con l'indirizzo "study-notes.org".

🌱 Energia utilizzata: 0.588 Wh

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💻 Perché pagare una licenza di Windows se vuoi usare Linux?
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Abbiamo raccolto una lista di produttori che vendono computer Linux-friendly che puoi anche seguire direttamente su Mastodon:👉 mastodon.uno/collections/11704…

Hai dubbi su quale PC acquistare o vuoi un consiglio prima di spendere? Chiedi alla community FediLUG:

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Ho scritto un libro illustrato su come installare Arch Linux con Archinstall: dentro ci sono filosofia, comandi essenziali, glossario, screenshot, consigli pratici e altro.

È un progetto in licenza libera CC BY-SA 4.0, patrocinato da Italian Linux Society, con la prefazione del presidente e i tips & tricks di Rik Man.

Libro cartaceo "Rolling Release": per ricevere ora l’ultima versione disponibile consiglio l’acquisto su Youcanprint (da sett. prossima ovunque)

@linux @opensource @linux@diggita.com

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Vendita di PC con Linux preinstallato (2/2)

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Seguici nella community Linux: @linux@diggita.com

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Traffico illecito internazionale di rifiuti verso il Senegal. Carabinieri Forestali eseguono sei perquisizioni: dieci indagati e sequestri tra autodemolitori di Milano e Monza-Brianza



L'immagine è stata creata con l'intelligenza artificiale di Google Gemini

Sei perquisizioni, dieci persone deferite all'autorità giudiziaria e il sequestro di ingenti quantitativi di rifiuti e veicoli di provenienza illecita: questo il bilancio di un'operazione condotta dai militari del #NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) dei #CarabinieriForestali di Milano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano.

Le perquisizioni hanno interessato cinque autodemolitori delle province di Milano e Monza e Brianza, nonché un imprenditore di nazionalità senegalese, indagati per violazioni della normativa ambientale, tra cui la gestione illecita di rifiuti, la spedizione transfrontaliera illecita e l'organizzazione di un traffico di rifiuti.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, l'imprenditore avrebbe organizzato una spedizione illegale di rifiuti destinata al Senegal. Il container, dichiarato in dogana come carico di generi alimentari, nascondeva al suo interno decine di carcasse di motocicli provenienti da autodemolitori dell'hinterland milanese, numerosi motori di autovetture non bonificati (classificati come rifiuti pericolosi) e rifiuti della categoria RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Nel container sono stati inoltre rinvenuti nove motocicli, risultati provento di furto e già parzialmente smontati per ostacolarne l'identificazione e mascherarne l'origine illecita.

L'indagine ha inoltre evidenziato quello che appare un sistema organizzato di traffico illecito riconducibile a un'autodemolizione della provincia di Monza e Brianza. La società, pur essendo regolarmente autorizzata alla gestione dei veicoli fuori uso, avrebbe sistematicamente gestito illecitamente consistenti quantitativi di rifiuti. Tra questi figurano autovetture destinate alla demolizione introdotte nel centro senza la prevista tracciabilità e sottoposte a trattamenti in violazione della normativa ambientale, con conseguente smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Durante le perquisizioni nell'azienda sono stati sequestrati cinque motocicli di provenienza illecita, circa 120 metri cubi di rifiuti metallici, 14 carcasse di autovetture contenenti rifiuti speciali estranei all'attività di autodemolizione, 20 blocchi motore di origine non accertata e documentazione relativa alla tracciabilità dei rifiuti, ora sottoposta all'esame degli investigatori.

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Traffico illecito internazionale di rifiuti verso il Senegal.


[h2]Traffico illecito internazionale di rifiuti verso il Senegal. Carabinieri Forestali eseguono sei perquisizioni: dieci indagati e sequestri tra autodemolitori di Milano e Monza-Brianza [...][/h2]
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Traffico illecito internazionale di rifiuti verso il Senegal. Carabinieri Forestali eseguono sei perquisizioni: dieci indagati e sequestri tra autodemolitori di Milano e Monza-Brianza


L'immagine è stata creata con l'intelligenza artificiale di Google Gemini

Sei perquisizioni, dieci persone deferite all'autorità giudiziaria e il sequestro di ingenti quantitativi di rifiuti e veicoli di provenienza illecita: questo il bilancio di un'operazione condotta dai militari del #NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) dei #CarabinieriForestali di Milano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano.

Le perquisizioni hanno interessato cinque autodemolitori delle province di Milano e Monza e Brianza, nonché un imprenditore di nazionalità senegalese, indagati per violazioni della normativa ambientale, tra cui la gestione illecita di rifiuti, la spedizione transfrontaliera illecita e l'organizzazione di un traffico di rifiuti.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, l'imprenditore avrebbe organizzato una spedizione illegale di rifiuti destinata al Senegal. Il container, dichiarato in dogana come carico di generi alimentari, nascondeva al suo interno decine di carcasse di motocicli provenienti da autodemolitori dell'hinterland milanese, numerosi motori di autovetture non bonificati (classificati come rifiuti pericolosi) e rifiuti della categoria RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Nel container sono stati inoltre rinvenuti nove motocicli, risultati provento di furto e già parzialmente smontati per ostacolarne l'identificazione e mascherarne l'origine illecita.

L'indagine ha inoltre evidenziato quello che appare un sistema organizzato di traffico illecito riconducibile a un'autodemolizione della provincia di Monza e Brianza. La società, pur essendo regolarmente autorizzata alla gestione dei veicoli fuori uso, avrebbe sistematicamente gestito illecitamente consistenti quantitativi di rifiuti. Tra questi figurano autovetture destinate alla demolizione introdotte nel centro senza la prevista tracciabilità e sottoposte a trattamenti in violazione della normativa ambientale, con conseguente smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Durante le perquisizioni nell'azienda sono stati sequestrati cinque motocicli di provenienza illecita, circa 120 metri cubi di rifiuti metallici, 14 carcasse di autovetture contenenti rifiuti speciali estranei all'attività di autodemolizione, 20 blocchi motore di origine non accertata e documentazione relativa alla tracciabilità dei rifiuti, ora sottoposta all'esame degli investigatori.


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Linux non ha conquistato il 10% del mercato desktop: a gonfiare i numeri sono probabilmente i bot basati sull'IA

windowslatest.com/2026/08/03/l…

No, #Linux desktop non ha davvero superato il 10% di quota di mercato in Nord America e Windows non sta improvvisamente perdendo milioni di utenti. Il 2026 non è "l'anno di Linux", almeno non secondo questi dati. È piuttosto il traffico sul web ormai pesantemente influenzato dai bot basati sull'intelligenza artificiale.

Unisciti alla community: @linux@diggita.com

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Su Linux non esiste il filesystem perfetto. Esiste quello più adatto alle tue esigenze. 🐧💾

ext4, Btrfs, XFS, ZFS, F2FS... ognuno ha punti di forza e compromessi: prestazioni, affidabilità, snapshot, recupero dati, gestione di SSD e molto altro.

👇 Questa infografica confronta i filesystem Linux più diffusi e ti aiuta a capire quale fa al caso tuo.

Per altre infografiche, guide e approfondimenti sul mondo GNU/Linux, segui la community @linux@diggita.com

#linux #gnulinux #unolinux #linux

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No, non ci siamo. E alcuni sono errori gravi che ti faranno fare scelte assurde, tipo escludere XFS per immagini di macchine virtuali, che funzionano MOLTO peggio su FS COW.

Questa tabella è quasi inutilizzabile, perché mescola almeno quattro concetti diversi:


  • funzionalità native e automatiche;
  • funzionalità disponibili solo tramite ioctl o programmi esterni;
  • funzionalità opzionali, abilitate soltanto alla creazione del filesystem;
  • capacità del volume manager sottostante, attribuite arbitrariamente al filesystem.

Le imprecisioni più evidenti sono queste.

XFS: «Copy on Write»


Falso o, nella migliore delle ipotesi, gravemente fuorviante.

XFS non è un filesystem CoW generale. Supporta il CoW soltanto per gli extent condivisi tramite reflink. Una copia fatta con:

`bash
cp --reflink=always sorgente destinazione
condivide inizialmente i blocchi; quando uno dei due file viene modificato, XFS copia soltanto i blocchi interessati.Questo non rende XFS un filesystem CoW nel senso in cui lo sono Btrfs, OpenZFS o bcachefs.## XFS: «Deduplication»Fuorviante.XFS supporta richieste di deduplicazione tramite `FIDEDUPERANGE`, ma la ricerca dei blocchi duplicati deve essere effettuata da un programma esterno.Non possiede deduplicazione automatica e continua integrata nel filesystem.## Btrfs: «Deduplication»Anche questo è fuorviante.Btrfs supporta reflink e deduplicazione esterna o differita, ma non esegue normalmente deduplicazione automatica in tempo reale.Un semplice segno di spunta non distingue tra:- deduplicazione automatica;- deduplicazione offline;- deduplicazione eseguita da programmi esterni;- semplice supporto a reflink.## «Last Read Timestamp»Questa riga ha poco valore comparativo.Si riferisce sostanzialmente ad `atime`, che è una caratteristica comune dei filesystem Linux e della VFS. Inoltre può essere gestita con diverse opzioni:- `atime`;- `relatime`;- `strictatime`;- `noatime`;- `lazytime`.Avere un timestamp di accesso non distingue seriamente un filesystem moderno da un altro.## «File Change Log»La voce assegnata a XFS è molto discutibile.Il journal di XFS non è un registro persistente e facilmente interrogabile di tutte le modifiche ai file, paragonabile per esempio al journal USN di NTFS.Probabilmente la tabella confonde:- journaling;- log delle transazioni interne;- changelog consultabile delle modifiche ai file.Sono cose differenti.## «Persistent Cache»La categoria è mal definita.Nel caso di OpenZFS sembra riferirsi a L2ARC, cioè a una cache su dispositivo persistente tra un riavvio e l'altro, almeno nelle implementazioni moderne.Ma segnare bcachefs con una croce è particolarmente assurdo: la gestione di dispositivi veloci e lenti e il caching sono parte centrale della sua architettura.Inoltre una cache persistente non è una normale proprietà POSIX del filesystem, quindi non dovrebbe essere trattata come una semplice funzione sì/no.## «Self-Healing»Non è una proprietà assoluta.Btrfs, OpenZFS e bcachefs possono correggere dati corrotti soltanto se esiste una seconda copia valida, per esempio tramite:- mirroring;- replica;- RAID;- copie multiple dei dati o dei metadati.Su un singolo disco, il checksum permette di rilevare la corruzione, ma non di ricostruire magicamente i dati corretti.La tabella dovrebbe quindi distinguere tra:- rilevamento della corruzione;- correzione tramite ridondanza;- semplice verifica dei metadati.## «Encryption»La tabella mette sullo stesso piano funzioni molto diverse.EXT4 può usare `fscrypt`, che cifra file e directory selezionati.OpenZFS offre cifratura nativa a livello di dataset.bcachefs dispone di cifratura nativa del filesystem.Queste implementazioni differiscono per:- granularità;- gestione delle chiavi;- cifratura dei nomi;- metadati protetti;- possibilità di replica o snapshot cifrati.Un solo segno di spunta nasconde tutte queste differenze.## «Metadata Checksum»Anche questa voce richiede condizioni.In EXT4 dipende dalle feature abilitate durante la creazione o l'aggiornamento del filesystem.In XFS dipende dall'uso del formato moderno, normalmente chiamato formato V5.Non basta quindi scrivere semplicemente «sì» senza specificare versione e configurazione.## «Add/Remove Disks»Qui vengono mescolati filesystem e volume manager.Btrfs, OpenZFS e bcachefs incorporano direttamente la gestione multidisco.EXT4 e XFS vengono normalmente usati sopra:- LVM;- mdraid;- hardware RAID;- SAN;- dispositivi virtuali.Dire che EXT4 o XFS non possono aggiungere dischi è quindi scorretto: semplicemente la funzione viene normalmente delegata allo strato sottostante.## OpenZFS: «Add/Remove Disks»Anche il segno di spunta per OpenZFS è troppo generico.Aggiungere vdev a un pool è possibile, ma rimuovere dispositivi o ridurre il pool dipende dalla topologia.Non tutte le configurazioni permettono di rimuovere liberamente un disco o un intero vdev.## «Online Shrink» e «Offline Shrink»La distinzione è troppo rozza.Bisognerebbe separare almeno:- riduzione del filesystem;- riduzione del volume sottostante;- rimozione di un dispositivo;- riduzione di un pool;- conversione della topologia RAID.Per esempio, rimuovere un device da Btrfs non equivale necessariamente a eseguire uno shrink tradizionale del filesystem.## «Creation Timestamp»Anche questa funzione dipende da:- formato del filesystem;- versione del kernel;- versione degli strumenti;- API usate per leggerlo;- supporto del programma che visualizza il file.Il timestamp di creazione può esistere sul disco ma non essere mostrato da tutti gli strumenti.## Come dovrebbe essere descritta correttamente la situazione di XFS| Funzione | XFS ||---|---|| CoW generale del filesystem | No || Reflink | Sì, se abilitato || CoW degli extent condivisi | Sì || Snapshot nativi | No || Snapshot tramite LVM o storage sottostante | Possibili || Deduplicazione automatica | No || Deduplicazione tramite programma esterno | Sì || Checksum dei metadati | Sì, con formato V5 || Checksum dei dati utente | No || Cifratura nativa | No || Compressione nativa | No || Crescita online | Sì || Riduzione del filesystem | No |In sostanza, il segno di spunta accanto a **«XFS: Copy on Write»** prende una capacità specifica, cioè il reflink, e la presenta come se descrivesse l'intera architettura del filesystem.È come sostenere che EXT4 sia un filesystem cifrato soltanto perché può utilizzare `fscrypt`: la funzione esiste, ma non caratterizza il comportamento generale del filesystem.

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Il codice non è davvero libero solo perché è pubblico. 🔓

Scegliere la licenza open source giusta è importante determina se potranno migliorarlo, redistribuirlo o trasformarlo in qualcosa di chiuso.

Questa infografica mette a confronto le licenze open source più diffuse. Capire questi strumenti significa difendere la cultura della condivisione, della collaborazione e della sovranità tecnologica. 🌱🐧

Scopri altre infografiche sul mondo open source seguendo
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#opensource #UnoOpen

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Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@opensource Un'infografica intitolata "Open-source License Types" presenta una tabella comparativa tra sei diverse licenze software. Le colonne elencano le licenze MIT, BSD, Apache 2.0, MPL 2.0, GNU LGPL v3 e GNU GPL v3, ciascuna con il proprio logo. Le righe mettono a confronto i seguenti criteri: "Can be used in commercial projects", "Can modify source code", "Redistribution "Redistribution", "Requires same license for derivatives" e "Must disclose source". All'interno della tabella sono riportati valori come "YES", "NO", "Yes, for modified files", "Yes, for the derivatives of the library" e "Yes, for the library". In fondo, una barra colorata sotto la dicitura "Permissiveness" indica uno spettro che va da "Permissive License" a "Copyleft License"; l'immagine riporta inoltre il testo "Created by Dan Nanni study-notes.org".

🌱 Energia utilizzata: 0.394 Wh

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c'è un altro fattore importante,spesso poco spiegato, da tenere in considerazione.
Non basta assicurarsi che progetto abbia una licenza Copyleft (come GPL o AGPL) per sentirsi tranquilli. Serve che il progetto non obblighi alla cessione della proprietà intellettuale del codice fornito dai contributori (le CLA, contributor license agreement). Se il proprietario del progetto ha tutta la proprietà intellettuale del codice può cambiare licenza quando vuole.