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E voi? Da che parte state? Source: i.redd.it/xx96lypzgsrg1.png
#linux #meme @linux
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scuola.wiki: una istruzione libera grazie a strumenti open source

Da qualche tempo mi sono messo al lavoro per creare un elenco breve e ragionato dei programmi adatti all’istruzione. Oggi nasce quindi scuola.wiki una raccolta “essenziale” di software open source da cui le scuole possono partire per svincolarsi da sistemi operativi e programmi proprietari. 🎓

@opensource

#Scuola #ScuolaOpenSource #SoftwareLibero

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Catturato in Spagna, grazie alla rete europea di ricerca ENFAST


[h2]Catturato in Spagna, grazie alla rete europea di ricerca ENFAST [...][/h2]
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Catturato in Spagna, grazie alla rete europea di ricerca ENFAST


È stato catturato in Spagna e estradato in Italia un uomo di 45 anni, latitante dal dicembre 2024. L'uomo deve espiare una pena complessiva superiore a 13 anni di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla ricettazione ed è considerato una persona di elevata pericolosità, operante come broker nel narcotraffico internazionale.

A seguito dell'emissione di un mandato di arresto europeo da parte della Procura di Taranto, su richiesta degli investigatori della Squadra mobile jonica, il latitante è stato rintracciato e arrestato dalla Guardia Civil in una località balneare nei pressi di Alicante.

La localizzazione e la successiva cattura del latitante sono il risultato di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra mobile di Taranto, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con il supporto del Servizio centrale operativo, del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e della Direzione centrale per i servizi antidroga.

Fondamentale è stata la cooperazione internazionale attraverso la rete Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams), in particolare tramite l'Unidad de droga y Crimen organizado (Udyco) e il Fast Spagna, attivati attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e il Fast Italia, che hanno consentito di individuare il ricercato nel sud della Spagna, dove si era rifugiato con il supporto di alcuni complici.

La rete ENFAST (European Network of Fugitive Active Search Teams) è un circuito europeo che collega le unità specializzate nella ricerca e cattura di latitanti pericolosi, garantendo un'efficace cooperazione di polizia tra Italia, Romania, Spagna, Svizzera, Belgio, Lussemburgo e altri Stati Schengen.

Grazie allo scambio informativo in tempo reale e all'uso di mandati di arresto europei, la rete permette di localizzare e arrestare rapidamente soggetti ricercati in tutta l'Unione Europea. L'operazione è coordinata dai team nazionali FAST (Fugitive Active Search Teams), come il FAST Italia del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), che collaborano con omologhi esteri (es. UDYCO in Spagna, FAST Belgio, team rumeni e svizzeri) per garantire l'estradizione dei latitanti.

Al termine delle procedure di cooperazione giudiziaria internazionale, il latitante è stato consegnato alle autorità italiane e trasferito in Italia. ```

#Sco #scip #direzionecentraleserviziantidroga


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Catturato in Spagna, grazie alla rete europea di ricerca ENFAST


È stato catturato in Spagna e estradato in Italia un uomo di 45 anni, latitante dal dicembre 2024. L'uomo deve espiare una pena complessiva superiore a 13 anni di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla ricettazione ed è considerato una persona di elevata pericolosità, operante come broker nel narcotraffico internazionale.

A seguito dell'emissione di un mandato di arresto europeo da parte della Procura di Taranto, su richiesta degli investigatori della Squadra mobile jonica, il latitante è stato rintracciato e arrestato dalla Guardia Civil in una località balneare nei pressi di Alicante.

La localizzazione e la successiva cattura del latitante sono il risultato di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra mobile di Taranto, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con il supporto del Servizio centrale operativo, del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e della Direzione centrale per i servizi antidroga.

Fondamentale è stata la cooperazione internazionale attraverso la rete Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams), in particolare tramite l'Unidad de droga y Crimen organizado (Udyco) e il Fast Spagna, attivati attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e il Fast Italia, che hanno consentito di individuare il ricercato nel sud della Spagna, dove si era rifugiato con il supporto di alcuni complici.

La rete ENFAST (European Network of Fugitive Active Search Teams) è un circuito europeo che collega le unità specializzate nella ricerca e cattura di latitanti pericolosi, garantendo un'efficace cooperazione di polizia tra Italia, Romania, Spagna, Svizzera, Belgio, Lussemburgo e altri Stati Schengen.

Grazie allo scambio informativo in tempo reale e all'uso di mandati di arresto europei, la rete permette di localizzare e arrestare rapidamente soggetti ricercati in tutta l'Unione Europea. L'operazione è coordinata dai team nazionali FAST (Fugitive Active Search Teams), come il FAST Italia del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), che collaborano con omologhi esteri (es. UDYCO in Spagna, FAST Belgio, team rumeni e svizzeri) per garantire l'estradizione dei latitanti.

Al termine delle procedure di cooperazione giudiziaria internazionale, il latitante è stato consegnato alle autorità italiane e trasferito in Italia.
```

#Sco #scip #direzionecentraleserviziantidroga

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La Regione Veneto adotta soluzioni open source per garantire controllo, privacy e indipendenza tecnologica nei servizi pubblici. Un esempio concreto di come il software libero possa costruire un futuro digitale veramente sovrano.

nextcloud.com/it/blog/come-la-…

#Nextcloud #SovranitàDigitale #Veneto #SoftwareLibero #OpenSource #CloudSovrano

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ATTUAZIONE DELLA LEGISLAZIONE EUROPEA SUL RIPRISTINO DELLA NATURA. IL POTENZIALE RUOLO DEI CARABINIERI FORESTALI


La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha audito il rappresentante del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFAA) dell'Arma dei Carabinieri - la "grande unità elementare" dell'Arma dei Carabinieri, istituita il 25 ottobre 2016 che svolge funzioni di polizia ambientale, forestale e agroalimentare - per esaminare un decreto legislativo di attuazione del Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura (Nature Restoration Law).
Si tratta di una legislazione europea che stabilisce obiettivi vincolanti per il ripristino di almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'UE entro il 2030 e di tutti gli ecosistemi degradati entro il 2050. Mira inoltre a mitigare il cambiamento climatico e i disastri naturali, aiutando l'UE a rispettare gli impegni ambientali internazionali.

I CARABINIERI DI CUFAA POSSONO SOSTENERE IL PIANO NAZIONALE DI RISANAMENTO

Il Generale di Divisione Massimo Zuccher, Capo di Stato Maggiore del CUFAA, ha spiegato che il decreto designa il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dell'Agricoltura come autorità nazionali competenti, con responsabilità distribuite tra regioni, province autonome, comuni, autorità di bacino ed enti di gestione. Ha osservato che, sebbene questa struttura sia accolta favorevolmente nel suo quadro essenziale, la sua efficacia trarrebbe beneficio dall’integrazione con un meccanismo robusto dal punto di vista tecnico e operativo. A questo proposito l’Arma dei Carabinieri, attraverso il CUFAA, può fornire un valido supporto a tale assetto di governance.

TUTELA DELL'AMBIENTE: DAL CORPO FORESTALE AI CARABINIERI

Zuccher ha ricordato che il CUFAA esercita competenze tecniche e funzioni di vigilanza radicate nella storia d'Italia, trasferite ai Carabinieri in seguito all'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato. Questa specializzazione garantisce la tutela della biodiversità, il monitoraggio dei rischi idrogeologici, la gestione dell'inventario forestale e la valutazione delle condizioni fitosanitarie dell'ecosistema.

Attraverso il CUFAA, i Carabinieri assicurano un controllo ambientale completo dei territori rurali attraverso oltre 900 unità forestali e dei parchi, che monitorano e proteggono le aree montane da più di due secoli, prima come Corpo Forestale e ora come Carabinieri.

Secondo il Capo di Stato Maggiore, l'attuazione della normativa europea richiede un processo analitico articolato in fasi critiche: mappatura preliminare, elaborazione del piano nazionale, attuazione degli interventi e successiva rendicontazione dei risultati.

Zuccher ha sottolineato che attualmente il CUFAA gestisce oltre 130 riserve naturali statali e 20 terreni demaniali. Nel corso degli anni, questi territori sono serviti come laboratori di ingegneria ecologica, con decenni di sforzi di rewilding e ripristino ecologico che hanno trasformato aree un tempo fragili in alcuni degli ecosistemi meglio conservati d'Europa.

SUPPORTO TECNICO CONTINUO ALLE IMPRESE

Per quanto riguarda gli ecosistemi agricoli e forestali, Zuccher ha affermato che la transizione verso pratiche sostenibili e il ripristino delle popolazioni di impollinatori richiederà un supporto tecnico continuo per le imprese di questi settori. L’imponente piano di rimboschimento imposto dal regolamento, in linea con l’obiettivo europeo di piantare 3 miliardi di alberi, ha già rivelato un’allarmante carenza di materiale vegetale certificato sul mercato nazionale. Senza piante di origine genetica autoctona e verificata, qualsiasi progetto di ripristino rischia il fallimento ecologico. I Carabinieri sono posizionati per fungere da moltiplicatore in quest’area, sfruttando risorse strategiche come i Centri Nazionali per la Biodiversità dei Carabinieri a Pieve Santo Stefano e Peri, centri di eccellenza per la produzione di massa e la conservazione di specie rare o minacciate.

#NatureRestorationLaw #carabinieriforestale #armadeicarabinieri #carabinieriforestali

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ATTUAZIONE DELLA LEGISLAZIONE EUROPEA SUL RIPRISTINO DELLA NATURA.


[h2]ATTUAZIONE DELLA LEGISLAZIONE EUROPEA SUL RIPRISTINO DELLA NATURA. IL POTENZIALE RUOLO DEI CARABINIERI FORESTALI [...][/h2]
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ATTUAZIONE DELLA LEGISLAZIONE EUROPEA SUL RIPRISTINO DELLA NATURA. IL POTENZIALE RUOLO DEI CARABINIERI FORESTALI


La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha audito il rappresentante del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFAA) dell'Arma dei Carabinieri – la “grande unità elementare” dell'Arma dei Carabinieri, istituita il 25 ottobre 2016 che svolge funzioni di polizia ambientale, forestale e agroalimentare – per esaminare un decreto legislativo di attuazione del Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura (Nature Restoration Law). Si tratta di una legislazione europea che stabilisce obiettivi vincolanti per il ripristino di almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'UE entro il 2030 e di tutti gli ecosistemi degradati entro il 2050. Mira inoltre a mitigare il cambiamento climatico e i disastri naturali, aiutando l'UE a rispettare gli impegni ambientali internazionali.

I CARABINIERI DI CUFAA POSSONO SOSTENERE IL PIANO NAZIONALE DI RISANAMENTO

Il Generale di Divisione Massimo Zuccher, Capo di Stato Maggiore del CUFAA, ha spiegato che il decreto designa il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dell'Agricoltura come autorità nazionali competenti, con responsabilità distribuite tra regioni, province autonome, comuni, autorità di bacino ed enti di gestione. Ha osservato che, sebbene questa struttura sia accolta favorevolmente nel suo quadro essenziale, la sua efficacia trarrebbe beneficio dall’integrazione con un meccanismo robusto dal punto di vista tecnico e operativo. A questo proposito l’Arma dei Carabinieri, attraverso il CUFAA, può fornire un valido supporto a tale assetto di governance.

TUTELA DELL'AMBIENTE: DAL CORPO FORESTALE AI CARABINIERI

Zuccher ha ricordato che il CUFAA esercita competenze tecniche e funzioni di vigilanza radicate nella storia d'Italia, trasferite ai Carabinieri in seguito all'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato. Questa specializzazione garantisce la tutela della biodiversità, il monitoraggio dei rischi idrogeologici, la gestione dell'inventario forestale e la valutazione delle condizioni fitosanitarie dell'ecosistema.

Attraverso il CUFAA, i Carabinieri assicurano un controllo ambientale completo dei territori rurali attraverso oltre 900 unità forestali e dei parchi, che monitorano e proteggono le aree montane da più di due secoli, prima come Corpo Forestale e ora come Carabinieri.

Secondo il Capo di Stato Maggiore, l'attuazione della normativa europea richiede un processo analitico articolato in fasi critiche: mappatura preliminare, elaborazione del piano nazionale, attuazione degli interventi e successiva rendicontazione dei risultati.

Zuccher ha sottolineato che attualmente il CUFAA gestisce oltre 130 riserve naturali statali e 20 terreni demaniali. Nel corso degli anni, questi territori sono serviti come laboratori di ingegneria ecologica, con decenni di sforzi di rewilding e ripristino ecologico che hanno trasformato aree un tempo fragili in alcuni degli ecosistemi meglio conservati d'Europa.

SUPPORTO TECNICO CONTINUO ALLE IMPRESE

Per quanto riguarda gli ecosistemi agricoli e forestali, Zuccher ha affermato che la transizione verso pratiche sostenibili e il ripristino delle popolazioni di impollinatori richiederà un supporto tecnico continuo per le imprese di questi settori. L’imponente piano di rimboschimento imposto dal regolamento, in linea con l’obiettivo europeo di piantare 3 miliardi di alberi, ha già rivelato un’allarmante carenza di materiale vegetale certificato sul mercato nazionale. Senza piante di origine genetica autoctona e verificata, qualsiasi progetto di ripristino rischia il fallimento ecologico. I Carabinieri sono posizionati per fungere da moltiplicatore in quest’area, sfruttando risorse strategiche come i Centri Nazionali per la Biodiversità dei Carabinieri a Pieve Santo Stefano e Peri, centri di eccellenza per la produzione di massa e la conservazione di specie rare o minacciate.

#NatureRestorationLaw #carabinieriforestale #armadeicarabinieri #carabinieriforestali


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Lubuntu 25.10: Il ritorno alle origini🕰️⏳

Lubuntu è stata una delle prime distribuzioni Linux che ho provato, e ho dei ricordi bellissimi di come faceva rivivere hardware ormai obsoleto. 👵💻

@linux

youtu.be/GaY603LcePY

#opensourceitalia #unolinux #gnulinux #distro #ita #opensource #Lubuntu #LinuxNostalgia #MyFirstDistro #Lubuntu25.10 #TechHistory #VintageComputing #LXQt #OpenSourceITA #LinuxItaliano #Informatica #RicordiLinux

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Radiolinux su radiostart.it/ ore 12,30 continua il suo viaggio nel mondo
dell'informatica libera parlando della distribuzione
Antix che, come da titolo, e' costruita pensando
al recupero hardware e lotta all'inquinamento
informatico grazie al sistema operativo Linux
Poi lo strano caso della distribuzione Manjaro
e le nostre notizie su ebook reader e Duokan, Xteink X4
esp32 e nintendo, Apertus A.I, hacking difensivo

@linux

versione video ore 15

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Ubuntu 26.04 LTS “Resolute Raccoon” Beta: Tutte le novità della prossima release
#Ubuntu #linux #Unolinux

La versione beta di Ubuntu 26.04 LTS, nome in codice “Resolute Raccoon”, è ufficialmente disponibile per il download e il testing. Questa release segna una tappa fondamentale verso il rilascio della versione stabile, previsto per il 23 aprile 2026.

marcosbox.com/2026/03/27/ubunt…

@linux

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Haiti: l'evoluzione delle gang criminali conduce ad uno "stato fallito"


[h2]Haiti: l'evoluzione delle gang criminali conduce ad uno “stato fallito” [...][/h2]
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Haiti: l'evoluzione delle gang criminali conduce ad uno “stato fallito”


Un documento, intitolato “Brokers and Patrons: Unstitching Gangs from Haiti's Political Fabric”, pubblicato a marzo 2026 dall'iniziativa GI-TOC, analizza l'evoluzione delle gang in Haiti e il loro profondo radicamento nel sistema politico ed economico del Paese.

Le gang haitiane non sono semplici gruppi criminali o insorti rivoluzionari; esse fungono da intermediari criminali (broker) essenziali per il funzionamento del sistema di potere. Regolano infatti territori, attività economiche e flussi di risorse tra lo Stato, gli attori economici e le comunità locali.

Nel 2025, i leader delle gang hanno cercato di convertire il controllo territoriale in capitale politico, presentandosi a volte come “stabilizzatori” o partiti politici (come la coalizione Viv Ansanm) in vista delle elezioni.

Nel corso del 2025, l'influenza delle gang è aumentata drasticamente. Esse controllano ormai il 90% della capitale e si sono espanse nelle province (dipartimenti di Artibonite e Centre). Da ultimo è emerso un modello a “franchising”: le gang di Port-au-Prince creano o cooptano cellule satelliti nelle province, replicando i loro sistemi di estorsione e controllo senza necessità di continuità territoriale.

Il panorama della violenza è ora tripartito: gang, brigate di vigilanti (gruppi di autodifesa civile) e forze statali.

L'impatto umanitario nel 2025 è stato devastante: 5.915 persone uccise (rispetto alle 5.601 del 2024). A Port-au-Prince il tasso di omicidi ha raggiunto quasi 140 ogni 100.000 abitanti, tra i più alti al mondo.

Oltre 1,4 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, il triplo rispetto all'inizio del 2024.

Le strategie attuali di sicurezza si sono dimostrate spesso insufficienti o controproducenti. Il governo ha fatto ampio ricorso ai droni esplosivi; tra marzo e settembre 2025, queste operazioni hanno causato 547 morti (inclusi civili), ma senza neutralizzare i principali leader delle gang, che si sono adattati usando civili come scudi umani. La missione internazionale MSS (guidata dal Kenya) è stata trasformata nella GSF (Gang Suppression Force) nell'ottobre 2025, con l'inizio del dispiegamento previsto per aprile 2026. Le strategie internazionali spesso ignorano che le gang non sono isolate, ma protette da reti di clientelismo politico e finanziario.

Il mandato del Consiglio Presidenziale Transitorio (TPC) è scaduto il 7 febbraio 2026. Il Primo Ministro Alix Didier Fils-Aimé guida ora l'esecutivo con l'obiettivo di organizzare le elezioni per l'agosto 2026. Esiste un alto rischio che le elezioni, senza lo smantellamento delle reti criminali, finiscano per rafforzare il sistema attuale invece di rinnovarlo, poiché le gang potrebbero agire come fornitori di voti per determinati candidati.

Il rapporto suggerisce che la sola forza militare non basterà. Appare necessario colpire i flussi finanziari, dando priorità allo smantellamento delle reti di estorsione, riciclaggio e traffico di armi, nonchè perseguire legalmente non solo i leader delle gang, ma anche i loro sponsor politici ed economici e combinare la sicurezza pubblica con riforme politiche, programmi di disarmo (DDR) e ricostruzione comunitaria per evitare che migliaia di giovani diventino combattenti a lungo termine.

Per approfondire: globalinitiative.net/wp-conten…

#GITOC #HAITI #BrokersandPatrons


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Haiti: l'evoluzione delle gang criminali conduce ad uno "stato fallito"


Un documento, intitolato "Brokers and Patrons: Unstitching Gangs from Haiti's Political Fabric", pubblicato a marzo 2026 dall'iniziativa GI-TOC, analizza l'evoluzione delle gang in Haiti e il loro profondo radicamento nel sistema politico ed economico del Paese.

Le gang haitiane non sono semplici gruppi criminali o insorti rivoluzionari; esse fungono da intermediari criminali (broker) essenziali per il funzionamento del sistema di potere. Regolano infatti territori, attività economiche e flussi di risorse tra lo Stato, gli attori economici e le comunità locali.

Nel 2025, i leader delle gang hanno cercato di convertire il controllo territoriale in capitale politico, presentandosi a volte come "stabilizzatori" o partiti politici (come la coalizione Viv Ansanm) in vista delle elezioni.

Nel corso del 2025, l'influenza delle gang è aumentata drasticamente. Esse controllano ormai il 90% della capitale e si sono espanse nelle province (dipartimenti di Artibonite e Centre). Da ultimo è emerso un modello a "franchising": le gang di Port-au-Prince creano o cooptano cellule satelliti nelle province, replicando i loro sistemi di estorsione e controllo senza necessità di continuità territoriale.

Il panorama della violenza è ora tripartito: gang, brigate di vigilanti (gruppi di autodifesa civile) e forze statali.

L'impatto umanitario nel 2025 è stato devastante: 5.915 persone uccise (rispetto alle 5.601 del 2024). A Port-au-Prince il tasso di omicidi ha raggiunto quasi 140 ogni 100.000 abitanti, tra i più alti al mondo.

Oltre 1,4 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, il triplo rispetto all'inizio del 2024.

Le strategie attuali di sicurezza si sono dimostrate spesso insufficienti o controproducenti.
Il governo ha fatto ampio ricorso ai droni esplosivi; tra marzo e settembre 2025, queste operazioni hanno causato 547 morti (inclusi civili), ma senza neutralizzare i principali leader delle gang, che si sono adattati usando civili come scudi umani.
La missione internazionale MSS (guidata dal Kenya) è stata trasformata nella GSF (Gang Suppression Force) nell'ottobre 2025, con l'inizio del dispiegamento previsto per aprile 2026.
Le strategie internazionali spesso ignorano che le gang non sono isolate, ma protette da reti di clientelismo politico e finanziario.

Il mandato del Consiglio Presidenziale Transitorio (TPC) è scaduto il 7 febbraio 2026. Il Primo Ministro Alix Didier Fils-Aimé guida ora l'esecutivo con l'obiettivo di organizzare le elezioni per l'agosto 2026. Esiste un alto rischio che le elezioni, senza lo smantellamento delle reti criminali, finiscano per rafforzare il sistema attuale invece di rinnovarlo, poiché le gang potrebbero agire come fornitori di voti per determinati candidati.

Il rapporto suggerisce che la sola forza militare non basterà. Appare necessario colpire i flussi finanziari, dando priorità allo smantellamento delle reti di estorsione, riciclaggio e traffico di armi, nonchè perseguire legalmente non solo i leader delle gang, ma anche i loro sponsor politici ed economici e combinare la sicurezza pubblica con riforme politiche, programmi di disarmo (DDR) e ricostruzione comunitaria per evitare che migliaia di giovani diventino combattenti a lungo termine.

Per approfondire: globalinitiative.net/wp-conten…

#GITOC #HAITI #BrokersandPatrons

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🐀🔴⚫🟪🐘
Perché Mastodon.uno? Lo abbiamo spiegato in un articolo dedicato!

Solo su Mastodon potrai avere aggiornamenti in tempo reale sui nostri progetti e articoli. E questa scelta è voluta!

@devol @opensource

nextred.it/web/2026/03/27/759-…

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Partite di calcio truccate.


[h2]Partite di calcio truccate. L'allarme che viene dalla Repubblica Ceca, in un contesto di collaborazione internazionale [...][/h2]
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Partite di calcio truccate. L'allarme che viene dalla Repubblica Ceca, in un contesto di collaborazione internazionale


Le autorità ceche, in collaborazione con le controparti slovene, hanno condotto un'importante operazione sulle sospette manipolazioni delle partite nel calcio professionistico e giovanile.

Giocatori, arbitri e dirigenti sono tra i sospettati di aver tentato di influenzare l'esito delle partite per ottenere vantaggi economici. Le perquisizioni effettuate in diverse località hanno portato al sequestro di dispositivi e prove fondamentali. L'indagine è tuttora in corso e si prevedono ulteriori sviluppi man mano che le prove verranno analizzate.

La task force dell' #INTERPOL per la lotta alle partite truccate ha inviato agenti in entrambi i paesi fornendo informazioni, supporto analitico e coordinamento transfrontaliero, contribuendo a scoprire i collegamenti con reti criminali più ampie.

La Task Force INTERPOL per le partite truccate (#IMFTF) costituisce il fulcro della risposta operativa dell'INTERPOL in questo settore. Riunisce le forze dell’ordine di tutto il mondo per contrastare le partite truccate e la corruzione nello sport.

La Task Force conta circa 100 unità membri, con più di 150 punti di contatto nazionali in tutto il mondo. Si concentra sulla condivisione di esperienze e migliori pratiche e funge da piattaforma per le indagini e il coordinamento dei casi internazionali.

Strumenti specifici sviluppati dall’INTERPOL sono a disposizione delle forze dell’ordine di tutto il mondo, dedicati alla raccolta dati sulla corruzione sportiva (progetto ETICA) e all’analisi dei crimini finanziari (FINCAF). Grazie alla sua portata globale, l’IMFTF è in una posizione unica per collegare le unità investigative criminali in tutti i paesi membri dell’INTERPOL, le unità di integrità pertinenti delle principali federazioni sportive internazionali e i servizi di monitoraggio dedicati per unire gli sforzi per contrastare qualsiasi illecito nello sport.


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Partite di calcio truccate. L'allarme che viene dalla Repubblica Ceca, in un contesto di collaborazione internazionale


Le autorità ceche, in collaborazione con le controparti slovene, hanno condotto un'importante operazione sulle sospette manipolazioni delle partite nel calcio professionistico e giovanile.

Giocatori, arbitri e dirigenti sono tra i sospettati di aver tentato di influenzare l'esito delle partite per ottenere vantaggi economici. Le perquisizioni effettuate in diverse località hanno portato al sequestro di dispositivi e prove fondamentali.
L'indagine è tuttora in corso e si prevedono ulteriori sviluppi man mano che le prove verranno analizzate.

La task force dell' #INTERPOL per la lotta alle partite truccate ha inviato agenti in entrambi i paesi fornendo informazioni, supporto analitico e coordinamento transfrontaliero, contribuendo a scoprire i collegamenti con reti criminali più ampie.

La Task Force INTERPOL per le partite truccate (#IMFTF) costituisce il fulcro della risposta operativa dell'INTERPOL in questo settore. Riunisce le forze dell’ordine di tutto il mondo per contrastare le partite truccate e la corruzione nello sport.

La Task Force conta circa 100 unità membri, con più di 150 punti di contatto nazionali in tutto il mondo. Si concentra sulla condivisione di esperienze e migliori pratiche e funge da piattaforma per le indagini e il coordinamento dei casi internazionali.

Strumenti specifici sviluppati dall’INTERPOL sono a disposizione delle forze dell’ordine di tutto il mondo, dedicati alla raccolta dati sulla corruzione sportiva (progetto ETICA) e all’analisi dei crimini finanziari (FINCAF). Grazie alla sua portata globale, l’IMFTF è in una posizione unica per collegare le unità investigative criminali in tutti i paesi membri dell’INTERPOL, le unità di integrità pertinenti delle principali federazioni sportive internazionali e i servizi di monitoraggio dedicati per unire gli sforzi per contrastare qualsiasi illecito nello sport.

@Attualità, Geopolitica e Satira

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Parte oggi una serie di interviste ai responsabili dei progetti Linux italiani presenti nel fediverso.

IL FediLUG intervisterà le distro attive e partiamo con @fuss una distro storica fondata più di 20 anni fa:

:fedilug: fedilug.it/dentro-il-progetto-…

Per non perdere le prossime distro italiane basta seguire il gruppo fedilug: @linux@diggita.com che ha da poco superato i 1000 iscritti e/o iscriversi alla newsletter FediLUG su fedilug.it oppure nella stanza matrix: matrix.to/#/#fedilug:fedimedia…


Dentro il Progetto FUSS – 20 anni di sostenibilità e sovranità digitale nella scuola


Questa è la prima di una serie di interviste che il FediLUG ha deciso di fare per andare alla scoperta delle distribuzioni Linux italiane presenti nel Fediverso.

Partiamo con una distro storica che ha recentemente festeggiato i suoi 20 anni: FUSS

1. Come è nato il Progetto FUSS?


Il Progetto FUSS (Free Upgrade for a Digitally Sustainable School) nasce nel 2005 in Provincia Autonoma di Bolzano con un obiettivo molto chiaro: portare il Software Libero in tutte le scuole italiane del territorio, costruendo un modello di digitalizzazione etica, sostenibile e trasparente. L’idea prende forma in un periodo in cui la scuola iniziava a dipendere sempre di più da strumenti digitali costosi e proprietari. C’era bisogno di un’alternativa che garantisse libertà, continuità, riuso e controllo sui dati, senza costi aggiuntivi per le famiglie.

ll compianto Prof. Paolo Lorenzi, Ispettore per le materie scientifiche presso l'Intendenza Scolastica Italiana ed iniziatore del progetto, in un'intervista rilasciata a Punto Informatico nel 2005 diceva: “A spingerci verso il software libero non ci sono ragioni economiche legate ai costi delle licenze proprietarie. L’unica molla che ci ha spinto al cambiamento è stato un approccio per così dire filosofico che seguiamo nei processi di istruzione. Crediamo che le tecnologie abbiano un ruolo fondamentale nella costruzione dei saperi e poter contare su tecnologie non proprietarie consente di allargare le possibilità di crescita”.
Paolo Lorenzi
Finanziato inizialmente dal Fondo Sociale Europeo, il progetto è stato gestito amministrativamente dalla Scuola Professionale “Luigi Einaudi” di Bolzano e supportato dalla ditta Truelite Srl, specializzata in soluzioni GNU/Linux. Dal 2006 al 2015 il progetto è proseguito con il personale docente della Direzione Istruzione e Formazione adeguatamente formato per supportare gli insegnanti nella didattica e gestire il parco macchine delle scuole, circa 4 000 desktop e 65 server. Nel 2015 la Ripartizione Informatica della Provincia Autonoma di Bolzano ha iniziato ad offrire il supporto tecnico alle scuole di lingua italiana con un gruppo di valenti amministratori GNU/Linux (tecnici FUSS) sulla base di un accordo formale stipulato con la Direzione Istruzione e Formazione nel 2016.

La governance del progetto è in capo alla Direzione Istruzione e Formazione della Provincia Autonoma di Bolzano, con il Nucleo FUSS composto da tre persone, l'ing. Paolo Dongilli nel ruolo di coordinatore ed i docenti prof. Claudio Cavalli e prof. Andrea Bonani, con la collaborazione dell’Ispettore per il settore matematico, scientifico e tecnologico prof. Fabio Furciniti.

In ogni scuola è presente un referente tecnico; in totale ci sono circa 70 docenti che fungono da punto di contatto verso i tecnici FUSS, per richieste di supporto e manutenzione, e verso il Nucleo FUSS per richieste relative al software installato, nuovo software, formazione e supporto di 3° livello.

2. Qual è l’utente ideale del progetto FUSS?


Sebbene sia nato per le scuole, FUSS è una soluzione utile a un pubblico molto più ampio.
Naturalmente i primi destinatari sono scuole e centri di formazione, per i quali la distribuzione offre un sistema operativo (Debian GNU/Linux), corredato, sia lato server che client, di software per gestire sia dal punto di vista tecnico che didattico un'intera rete scolastica.

Ma il progetto si rivolge anche a:

  • utenti domestici che cercano un sistema stabile, sicuro e rispettoso della privacy;
  • associazioni e piccole realtà locali che desiderano strumenti liberi e gratuiti;
  • uffici che vogliono ridurre la dipendenza da software proprietario.

Iniziative come Schoolswap - ora denominato SwapToLearn (fuss.bz.it/post/2021-05-26_sch…) assieme all'associazione Vinzenzgemeischaft - che ha donato oltre 750 PC ricondizionati a studenti e famiglie negli ultimi 5 anni, mostrano quanto FUSS sia adatto anche al recupero dell’hardware, alla riduzione dei rifiuti elettronici colmando inoltre il divario digitale esistente.

A titolo d'esempio, FUSS, assieme al LUGBZ (Linux User Group Bozen-Bolzano-Bulsan), nel 2024 si è occupato anche della digitalizzazione della MiniBZ (fuss.bz.it/post/2025-06-13_min…), la città dei ragazzi che a giugno di ogni anno, per due settimane, viene organizzata dall'associazione locale VKE. Erano necessari circa 100 PC con un sistema in grado di gestire i diversi reparti della città. I PC dismessi da scuole, aziende pubbliche e private, ancora perfettamente funzionanti, sono stati riutilizzati ed installati con FUSS per permettere ai diversi settori della MiniBZ di lavorare e comunicare fornendo tutti i servizi necessari ai giovani cittadini.

3. Quali sono i software principali inclusi nella distribuzione?


FUSS è disponibile nelle versioni Base ed Education. La differenza tra le due è che la Base mette in campo i principali software di produttività tra cui spicca LibreOffice, disponibile anche su tutti i PC dell'amministrazione provinciale; con la versione Education, invece, l’utente si trova davanti ad un sistema completo di circa 200 pacchetti di software libero selezionati dai docenti nel corso degli anni (si veda la lista alla pagina fuss.bz.it/page/doc/).
Il browser predefinito è Firefox con l'estensione uBlock Origin e motore di ricerca preimpostato su DuckDuckGo. A Firefox viene affiancato il browser libero Chromium.

Per le scuole dell'Alto Adige, il progetto FUSS offre diversi software in cloud su propri server collocati in un datacenter locale:

  • Nextcloud con LibreOffice Online;
  • Chamilo come piattaforma di e-learning di semplice utilizzo per il primo ciclo di istruzione;
  • Moodle, piattaforma di e-learningadatta alle scuole secondarie;
  • PeerTube per la condivisione di video;
  • LimeSurvey per i sondaggi;
  • Odoo quale proposta di ERP libero per gli istituti ad indirizzo economico;
  • Xibo per gestire gli schermi informativi nelle scuole;
  • Rustdesk per l'assistenza remota


4. Perché oggi è importante parlare di sovranità digitale e software libero?


In un mondo dominato dalle Big Tech, dove piattaforme, dati e algoritmi sono spesso fuori dal controllo degli utenti, la sovranità digitale è diventata una necessità.
Il Software Libero garantisce trasparenza, perché il codice è verificabile; è un prerequisito per la sicurezza, perché chiunque può controllare cosa fa realmente un programma; e soprattutto garantisce indipendenza, evitando che scuole, enti e cittadini restino vincolati a servizi chiusi con licenze onerose (lock-in)

C’è poi un importante risvolto in termini di sostenibilità: GNU/Linux consente di allungare il ciclo di vita dei computer, con un impatto positivo sia economico che ecologico. Per una pubblica amministrazione, questo significa risparmio e riduzione degli sprechi, ma anche la possibilità di reinvestire le risorse in percorsi formativi e nuove iniziative educative.

5. FUSS e il Fediverso


Il Fediverso è un ecosistema di piattaforme social basate su standard aperti e decentralizzati. A differenza dei social commerciali, non utilizza algoritmi tossici per manipolare il comportamento degli utenti, non raccoglie dati a scopo pubblicitario e permette a istituzioni e comunità di ospitare i propri servizi su server autonomi.
Per FUSS il Fediverso non è solo una scelta tecnologica, ma un’estensione naturale dei principi del Software Libero: responsabilità, trasparenza e partecipazione. FUSS si è affacciato la prima volta sul Fediverso quando ha scelto, diversi anni fa, Nextcloud come piattaforma federata di gestione e condivisione file. A seguire è stata installata un'istanza di PeerTube per permettere alle scuole di pubblicare il proprio materiale video e potersi federare con canali di altre istanze. Recentemente il Progetto FUSS ha aperto il proprio account Mastodon sul server regionale tyrol.social (tyrol.social/@fuss).

6. Quanto è facile per un utente Windows passare a FUSS?


Più facile di quanto si pensi: è sufficiente un pizzico di curiosità e la voglia di liberarsi dalla convinzione che il proprio computer possa funzionare solo con un sistema proprietario di una multinazionale statunitense.

L’ambiente desktop Xfce, scelto da FUSS, è leggero e intuitivo, con un’impostazione molto simile a Windows: menu applicazioni, pannelli, finestre e gestione dei file funzionano in modo familiare anche a chi non ha mai usato GNU/Linux.

Le attività quotidiane — navigare, scrivere documenti, gestire file — richiedono pochi minuti per essere comprese.
L’esistenza di tecnici, docenti referenti e una comunità locale attiva (come il LUGBZ) rende il passaggio ancora più semplice.

7. Avete esempi concreti di utilizzo di FUSS?


Sì, e molti. FUSS è utilizzato ogni giorno da studenti e docenti in più di 70 scuole della provincia di Bolzano, su circa 5.000 PC e 64 server.
È stato adottato anche in scuole esterne al territorio altoatesino, come l’Istituto “Cornaro” di Jesolo, il Liceo “Rodolico” di Firenze e l'Istituto "ilaria Alpi" di Milano.

8. Quali sono i prossimi passi del progetto?


ll Progetto FUSS guarda al futuro con obiettivi chiari e concreti:

  • mantenere la distribuzione aggiornata con le nuove release di Debian: nei prossimi giorni sarà rilasciato FUSS 13 (per server e PC), basato su Debian 13 "trixie";
  • collaborare a livello europeo ed internazionale con altre realtà per promuovere l'uso del Software Libero e di GNU/Linux nella didattica;
  • rafforzare l’integrazione e l’adozione nelle scuole di piattaforme aperte e federate — come Nextcloud, Moodle, PeerTube e altre soluzioni collaborative etiche presenti nel Fediverso — per favorire una reale autonomia digitale del territorio.


9. Come si può provare FUSS?


Chiunque può provare FUSS scaricandolo direttamente dal sito ufficiale (sezione Download); è possibile scegliere una delle due versioni di FUSS 13 (Base o Education) disponibili come file ISO che può essere copiato su chiavetta USB, preparata ad esempio con l'eccellente soluzione Ventoy (ventoy.net/).

Il sistema può essere avviato ed usato in modalità live, senza installazione, oppure installato definitivamente su PC fissi o portatili.
Si può contribuire segnalando problemi, partecipando allo sviluppo, scrivendo documentazione o collaborando con la comunità locale. Per informazioni consultare la sezione Contactdel sito.

10. Un invito per il 20° anniversario di FUSS


Quest'anno scolastico (2025/26) il Progetto FUSS compie 20 anni. A tale scopo abbiamo pensato di organizzare un convegno al tutti sono cordialmente invitati. Si terrà in modalità ibrida lunedì 20 aprile 2026 dalle 15:00 alle 18:00 presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano in via Bruno Buozzi 1 a Bolzano. Programma e registrazione sono disponibili al link fuss.bz.it/20 . Vi aspettiamo numerosi.
20 anni di FUSS

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Anne Hathaway, niente modelle scheletriche ne Il Diavolo veste Prada 2
https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2026/03/26/il-diavolo-veste-prada-2-anne-hathaway?utm_source=flipboard&utm_medium=activitypub

Pubblicato su Moda @moda-SkyTG24

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E se vi dicessi che alcuni utenti potrebbero avere problemi con #Wayland su #Linux ?

E se vi dicessi che questo problema deriva dal fatto che il progresso ad un certo punto è necessario?

Mi credereste? Ne parlo nel mio ultimo video!

youtu.be/cTo9wUQJZ8g?si=SqA4og…

@linux

in reply to Matteo

@Fail_2K ciao Matteo! Piacere di conoscerti! Come tu sai, un sistema operativo è formato da tanti componenti, Wayland per funzionare deve dialogare con i software che fanno funzionare quei componenti e, più spesso di quanto pensi, non ci riesce perché non lo sa fare. Questo comportamento si traduce, per tante persone, in comportamenti strani del Desktop Environment, freeze, schermo che sfarfalla, ecc. Puoi trovare la documentazione dei bug sui loro canali ufficiali, ma ci sono, e sono tanti
in reply to Lorenzo DM

@Fail_2K il punto del video è che a volte, se non ci si informa sul tipo di hardware in uso sul PC, si potrebbero avere inconvenienti spiacevoli e più spesso di quanto si pensi si aggiorna il PC senza curarsi di niente, come se dovesse funzionare per magia. Sul mio PC KDE Plasma era un disastro ad esempio, si rompeva ogni 3 per 2! Questo comportamento poi porta a dire che Linux non funziona, e non va bene
in reply to Lorenzo DM

Pensavo intendessi che alcuni utenti non potranno usare wayland per il loro HW troppo datato che verrà tagliato fuori dai futuri sviluppi. Ma ora che hai chiarito che si tratta di bug posso anche concordare. Anche se per esperienza personale con gpu AMD/intel e nVidia sia recenti (RTX 4000, RX 9070XT, Intel di 12°gen) che con gpu vecchie e (GT 740M con driver nouveau, i5 4300U, GTX 1070 driver proprietari) non ho mai avuto problemi, a parte nVidia che sappiamo essere speciale
fabrizio ha ricondiviso questo.

Rilasciata antiX 26:la distribuzione GNU/Linux senza systemd basata su Debian 13 “Trixie”
#antix è una distribuzione #gnulinux estremamente leggera e veloce, progettata per garantire un sistema stabile e altamente personalizzabile anche su computer molto datati. Fin dalla sua nascita nel 2007 come progetto indipendente, antiX si distingue per una filosofia orientata alla semplicità, alla trasparenza e al controllo totale del sistema.

@linux #UnoLinux #linux #linuxitalia

laseroffice.it/blog/2026/03/22…

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Passare a #Linux da zero: problemi reali, errori comuni e cosa aspettarsi davvero | IlSoftware.it

#uno #opensource @linux

ilsoftware.it/focus/passare-a-…

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Wine 11 accelera i giochi Windows su Linux: miglioramenti notevoli
Wine 11 porta sincronizzazione kernel-level, nuova architettura WoW64 e miglioramenti grafici, aumentando prestazioni e compatibilità dei giochi Windows su Linux.Wine continua a rappresentare uno dei pilastri tecnici per l’esecuzione di software Windows su Linux. Con la versione 11 (download), il progetto compie un salto qualitativo che va oltre il semplice incremento di compatibilità

@computer #wine11

ilsoftware.it/wine-11-migliora…

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Maxi sequestro nel porto di Genova di sigarette di contrabbando.


[h2]Maxi sequestro nel porto di Genova di sigarette di contrabbando. [...][/h2]
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Maxi sequestro nel porto di Genova di sigarette di contrabbando.


L'operazione, denominata “Borotalco”, vede la collaborazione della Direzione Investigativa Antimafia, della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova, tutte coordinate dalla Procura Europea EPPO di Torino. Nel mirino degli investigatori è finita un'organizzazione criminale internazionale dedita al commercio illecito di tabacchi lavorati esteri, un fenomeno tutt'altro che scomparso: le rotte del contrabbando si estendevano dall'Italia alla Francia, dalla Polonia alla Svizzera fino al Regno Unito.

Nel corso del blitz, condotto con il supporto del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, di Europol e della rete operativa antimafia internazionale @ON, supervisionata dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA), sono state eseguite diverse misure cautelari personali e reali per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, ritenuti dagli investigatori equivalenti ai proventi del reato ipotizzato.

#DirezioneInvestigativaAntimafia #GuardiadiFinanza #AgenziadelleDoganeedeiMonopoli #ProcuraEuropeaEPPO #EPPO


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Maxi sequestro nel porto di Genova di sigarette di contrabbando.


L'operazione, denominata "Borotalco", vede la collaborazione della Direzione Investigativa Antimafia, della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova, tutte coordinate dalla Procura Europea EPPO di Torino. Nel mirino degli investigatori è finita un'organizzazione criminale internazionale dedita al commercio illecito di tabacchi lavorati esteri, un fenomeno tutt'altro che scomparso: le rotte del contrabbando si estendevano dall'Italia alla Francia, dalla Polonia alla Svizzera fino al Regno Unito.

Nel corso del blitz, condotto con il supporto del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, di Europol e della rete operativa antimafia internazionale @ON, supervisionata dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA), sono state eseguite diverse misure cautelari personali e reali per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, ritenuti dagli investigatori equivalenti ai proventi del reato ipotizzato.

#DirezioneInvestigativaAntimafia #GuardiadiFinanza #AgenziadelleDoganeedeiMonopoli #ProcuraEuropeaEPPO #eppo

@Genova

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🐀 NextRedOS 1.04 "Ratkit" è disponibile!

Distro Linux hardened su Debian Trixie:
🔒 USBGuard, PAM hardening, kernel blacklist
🇪🇺 LibreWolf, Proton VPN, Netbird, Element, LibreOffice
🐋 Podman al posto di Docker

Nessun Google. Nessun Meta. Nessun Amazon.

⬇️ nextred.it/web/nextredos
🐙 github.com/nextredos/NextRedOS

@linux

#NextRedOS #Ratkit #Linux #MadeInEurope #Security

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#Philips abbandona #Google e punta su #TitanOS ( #Linux per la #TV )

#uno #linux @linux

punto-informatico.it/philips-t…

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🐀NextRedOS 1.04 è ufficialmente in fase di testing.

Dopo aver accolto i suggerimenti abbiam equipaggiato Ratkit con una serie di strumenti utili.

I principi rimangono questi:
✍️Simple by design
🛡️Secure by default!

Abbiamo però aggiunto due caratteristiche che di questi tempi riteniamo essenziali:
Il sistema mira ad utilizzare prodotti 🔓Opensource ed 🇪🇺 Europei!

Abbiamo analizzato decine e decine di volte l'intera Build, e questa versione ci piace veramente molto!
🐀Coming soon...
@linux

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Diamo un benvenuto a ElsaGLUG il gruppo utenti GNU/Linux Valdelsa: @elsaglug all'interno dello starter pack linux!

🐧 Lo starter pack di FediLUG è la selezione di account attivi su mastodon che parlano di linux: fedidevs.com/s/NzQ4/

è possibile seguire tutti gli account linux con un click oppure selezionare quelli che si ritiene più interessanti.

Messaggio rilanciato nel gruppo Fedilug su diggita seguibile da qui: @linux@diggita.com :fedilug:

#linux #UnoLinux #fedilug #starterpack #gnulinux

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Altro laptop recuperato in sede ElsaGLUG 🐧

Abbiamo recuperato un vecchio PC con AMD E2 e 4GB di RAM (saldate 😅), e il proprietario ci ha chiesto di aiutarlo ad installare Arch Linux! <img class=" title=":archlinux:"/>

È stato abbastanza semplice, solo la TPM faceva un po' le bizze (come si vede in foto). Risolto quello, con LxQt e Falkon sembra andare alla grande!

Anche voi utilizzate Arch sui vostri portatili (vecchi o nuovi)?

#archlinux #riuso #linux #lug #associazione

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fabrizio ha ricondiviso questo.

Il FediLUG è il Linux User Group del Fediverso, in Italia dal 2025.
.
Grazie alla crescita e all’interesse della community Linux del fediverso, il progetto è stato ufficialmente riconosciuto da @ItaLinuxSociety e da fine 2025 è presente nel sito ufficiale linux.it

Dalla prossima settimana partirà un ciclo di interviste dedicate ai progetti Linux italiani: seguiteci per non perderle!

📬 Newsletter: fedilug.it

🐘 Mastodon: @linux

🧵 Lemmy: @linux@diggita.com

💬 Matrix: matrix.to/#/#fedilug:fedimedia… 🐧

fabrizio ha ricondiviso questo.

Operazione globale "Alice" contro piattaforma fraudolenta del dark web.


[h2]Operazione globale “Alice” contro piattaforma fraudolenta del dark web. Partecipa anche la Polizia italiana [...][/h2]
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Operazione globale “Alice” contro piattaforma fraudolenta del dark web. Partecipa anche la Polizia italiana


Il 9 marzo 2026 è stata avviata un'operazione globale guidata dalle autorità tedesche e sostenuta da #Europol, contro una delle più grandi reti di piattaforme fraudolente del dark web. L'indagine è iniziata a metà del 2021 contro la piattaforma dark web “Alice with Violence CP”. Nel corso delle indagini, le autorità hanno scoperto che la piattaforma gestiva più di 373.000 siti web fraudolenti che pubblicizzavano materiale pedopornografico (#CSAM) e offerte di criminalità informatica come servizio (#CaaS).

Dal 9 al 19 marzo 2026, 23 paesi hanno unito le forze nell' “Operazione Alice”, che inizialmente aveva come obiettivo solo l'operatore della piattaforma. Tuttavia, grazie alla #cooperazioneinternazionale, l'indagine ha portato alla luce l'identità di 440 clienti che avevano usufruito dei servizi dell'operatore. Data la natura degli acquisti, sono state avviate ulteriori indagini nei loro confronti. L'operazione contro più di un centinaio di queste persone è ancora in corso.

Finora, l'Operazione Alice ha portato ai seguenti risultati: – Identificato 1 autore che gestisce la piattaforma dark web; – Identificati 440 clienti in tutto il mondo; – Oltre 373.000 siti web del dark web sono stati chiusi; – 105 server sequestrati; – Dispositivi elettronici sequestrati, tra cui computer, telefoni cellulari e supporti di dati elettronici.

Caterina De Bolle, Direttore esecutivo di Europol, ha dichiarato: “ L'operazione Alice invia un messaggio chiaro: non c'è nessun posto dove nascondersi per i criminali quando la comunità internazionale delle forze dell'ordine lavora fianco a fianco. Li troveremo e li riterremo responsabili. Europol continuerà a proteggere i bambini, a sostenere le vittime e a rintracciare i responsabili”.

Nel corso di quasi cinque anni di indagini, le autorità tedesche hanno scoperto che un singolo individuo gestiva più di 373.000 domini onion (siti web) sul dark web. Un dominio onion è un tipo speciale di indirizzo di sito web progettato per nascondere l'identità e la posizione del sito web e delle persone che lo visitano. Da febbraio 2020 a luglio 2025, il sospettato ha pubblicizzato il CSAM su diverse piattaforme, accessibili tramite oltre 90.000 di questi domini onion. Su queste piattaforme, l'autore del reato ha offerto CSAM che avrebbe potuto essere acquistato come “pacchetti” dopo aver fornito un indirizzo email ed effettuato un pagamento in Bitcoin.

Ogni pacchetto aveva un costo stimato compreso tra 17 e 215 euro e prometteva volumi di dati che andavano da pochi gigabyte a diversi terabyte di CSAM. Tuttavia, si trattava di siti puramente fraudolenti in cui il CSAM veniva pubblicizzato e presentato in anteprima ma mai consegnato.

Oltre al CSAM, sono state promosse diverse offerte di cybercrime-as-a-service (CaaS), tra cui i dati delle carte di credito e l'accesso a sistemi esteri. L'obiettivo è sempre stato quello di convincere i clienti a effettuare pagamenti senza ricevere alcun servizio in cambio.

Sono state condotte indagini anche contro l'operatore della piattaforma, un uomo di 35 anni con sede nella Repubblica popolare cinese. Le autorità stimano che l'individuo abbia realizzato profitti per oltre 345.000 euro da circa 10.000 clienti in tutto il mondo che, secondo le autorità, hanno tentato di acquistare il materiale da lui pubblicizzato.

Da novembre 2019 fino a poco tempo fa, al suo apice gestiva una rete composta da circa 287 server, 105 dei quali situati in Germania. Le autorità tedesche hanno emesso un mandato d'arresto internazionale.

Pagando per il CSAM, gli stessi clienti sono diventati sospettati, anche se non hanno mai ricevuto il materiale. Gli investigatori hanno valutato che gli individui che cercano di accedere a materiale esclusivo –e, quindi, grave– sugli abusi sessuali su minori potrebbero rappresentare obiettivi di alto valore e fornire informazioni importanti alle forze dell’ordine di tutto il mondo.

Nel corso degli anni di indagini, le autorità sono intervenute immediatamente ogni volta che hanno individuato bambini in pericolo, adottando misure appropriate per proteggere il loro benessere. Ad esempio, nell'agosto 2023, gli investigatori della Polizia criminale dello Stato bavarese hanno perquisito l'abitazione di un padre di 31 anni che aveva trasferito 20 euro per acquistare un pacco contenente 70 GB di CSAM. L'uomo è stato successivamente condannato.

Nel corso dell'indagine, gli specialisti dell'Europol hanno facilitato lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali, fornito supporto analitico e coordinato la risposta internazionale. Inoltre, hanno svolto un ruolo fondamentale nel tracciare i pagamenti in criptovaluta e nel fornire informazioni ai paesi coinvolti nell'operazione. Ancora più importante, la stretta collaborazione tra le autorità tedesche ed Europol ha consentito l'identificazione dell'autore del reato.

La lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori è una priorità per Europol. Oltre al sostegno fornito dal Centro europeo per la criminalità informatica (EC3) agli Stati membri nella prevenzione e nell’individuazione dei crimini legati allo sfruttamento sessuale dei bambini, Europol sta attualmente portando avanti due importanti progetti in questo settore.

Questa settimana, Europol ha pubblicato nuove foto sulla piattaforma “Stop Child Abuse – Trace an Object”(europol.europa.eu/stopchildabu…), che invita tutti i cittadini a esaminare gli oggetti provenienti da casi irrisolti di abusi sessuali su minori e vedere se ne riconoscono qualcuno. Nessun indizio è troppo piccolo: anche il più piccolo dettaglio potrebbe aiutare a identificare e salvaguardare un bambino abusato sessualmente.

Inoltre, nel novembre 2025 è stata lanciata una nuova piattaforma digitale, Help4U (help4u-project.eu), per supportare bambini e adolescenti che subiscono abusi sessuali o danni online. Progettato per essere semplice, privato e accessibile, Help4U aiuta i giovani a trovare consigli affidabili, comprendere i propri diritti e connettersi con persone che possono aiutarli.

Tra i Paesi partecipanti all'Operazione Alice anche il Servizio di Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato.


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Operazione globale "Alice" contro piattaforma fraudolenta del dark web. Partecipa anche la Polizia italiana


Il 9 marzo 2026 è stata avviata un'operazione globale guidata dalle autorità tedesche e sostenuta da #Europol, contro una delle più grandi reti di piattaforme fraudolente del dark web.
L'indagine è iniziata a metà del 2021 contro la piattaforma dark web “Alice with Violence CP”.
Nel corso delle indagini, le autorità hanno scoperto che la piattaforma gestiva più di 373.000 siti web fraudolenti che pubblicizzavano materiale pedopornografico (#CSAM) e offerte di criminalità informatica come servizio (#CaaS).

Dal 9 al 19 marzo 2026, 23 paesi hanno unito le forze nell' "Operazione Alice", che inizialmente aveva come obiettivo solo l'operatore della piattaforma. Tuttavia, grazie alla #cooperazioneinternazionale, l'indagine ha portato alla luce l'identità di 440 clienti che avevano usufruito dei servizi dell'operatore. Data la natura degli acquisti, sono state avviate ulteriori indagini nei loro confronti. L'operazione contro più di un centinaio di queste persone è ancora in corso.

Finora, l'Operazione Alice ha portato ai seguenti risultati:
- Identificato 1 autore che gestisce la piattaforma dark web;
- Identificati 440 clienti in tutto il mondo;
- Oltre 373.000 siti web del dark web sono stati chiusi;
- 105 server sequestrati;
- Dispositivi elettronici sequestrati, tra cui computer, telefoni cellulari e supporti di dati elettronici.

Caterina De Bolle, Direttore esecutivo di Europol, ha dichiarato: " L'operazione Alice invia un messaggio chiaro: non c'è nessun posto dove nascondersi per i criminali quando la comunità internazionale delle forze dell'ordine lavora fianco a fianco. Li troveremo e li riterremo responsabili. Europol continuerà a proteggere i bambini, a sostenere le vittime e a rintracciare i responsabili".

Nel corso di quasi cinque anni di indagini, le autorità tedesche hanno scoperto che un singolo individuo gestiva più di 373.000 domini onion (siti web) sul dark web. Un dominio onion è un tipo speciale di indirizzo di sito web progettato per nascondere l'identità e la posizione del sito web e delle persone che lo visitano. Da febbraio 2020 a luglio 2025, il sospettato ha pubblicizzato il CSAM su diverse piattaforme, accessibili tramite oltre 90.000 di questi domini onion. Su queste piattaforme, l'autore del reato ha offerto CSAM che avrebbe potuto essere acquistato come “pacchetti” dopo aver fornito un indirizzo email ed effettuato un pagamento in Bitcoin.

Ogni pacchetto aveva un costo stimato compreso tra 17 e 215 euro e prometteva volumi di dati che andavano da pochi gigabyte a diversi terabyte di CSAM. Tuttavia, si trattava di siti puramente fraudolenti in cui il CSAM veniva pubblicizzato e presentato in anteprima ma mai consegnato.

Oltre al CSAM, sono state promosse diverse offerte di cybercrime-as-a-service (CaaS), tra cui i dati delle carte di credito e l'accesso a sistemi esteri. L'obiettivo è sempre stato quello di convincere i clienti a effettuare pagamenti senza ricevere alcun servizio in cambio.

Sono state condotte indagini anche contro l'operatore della piattaforma, un uomo di 35 anni con sede nella Repubblica popolare cinese. Le autorità stimano che l'individuo abbia realizzato profitti per oltre 345.000 euro da circa 10.000 clienti in tutto il mondo che, secondo le autorità, hanno tentato di acquistare il materiale da lui pubblicizzato.

Da novembre 2019 fino a poco tempo fa, al suo apice gestiva una rete composta da circa 287 server, 105 dei quali situati in Germania. Le autorità tedesche hanno emesso un mandato d'arresto internazionale.

Pagando per il CSAM, gli stessi clienti sono diventati sospettati, anche se non hanno mai ricevuto il materiale. Gli investigatori hanno valutato che gli individui che cercano di accedere a materiale esclusivo –e, quindi, grave– sugli abusi sessuali su minori potrebbero rappresentare obiettivi di alto valore e fornire informazioni importanti alle forze dell’ordine di tutto il mondo.

Nel corso degli anni di indagini, le autorità sono intervenute immediatamente ogni volta che hanno individuato bambini in pericolo, adottando misure appropriate per proteggere il loro benessere. Ad esempio, nell'agosto 2023, gli investigatori della Polizia criminale dello Stato bavarese hanno perquisito l'abitazione di un padre di 31 anni che aveva trasferito 20 euro per acquistare un pacco contenente 70 GB di CSAM. L'uomo è stato successivamente condannato.

Nel corso dell'indagine, gli specialisti dell'Europol hanno facilitato lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali, fornito supporto analitico e coordinato la risposta internazionale. Inoltre, hanno svolto un ruolo fondamentale nel tracciare i pagamenti in criptovaluta e nel fornire informazioni ai paesi coinvolti nell'operazione. Ancora più importante, la stretta collaborazione tra le autorità tedesche ed Europol ha consentito l'identificazione dell'autore del reato.

La lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori è una priorità per Europol. Oltre al sostegno fornito dal Centro europeo per la criminalità informatica (EC3) agli Stati membri nella prevenzione e nell’individuazione dei crimini legati allo sfruttamento sessuale dei bambini, Europol sta attualmente portando avanti due importanti progetti in questo settore.

Questa settimana, Europol ha pubblicato nuove foto sulla piattaforma "Stop Child Abuse – Trace an Object"(europol.europa.eu/stopchildabu…), che invita tutti i cittadini a esaminare gli oggetti provenienti da casi irrisolti di abusi sessuali su minori e vedere se ne riconoscono qualcuno. Nessun indizio è troppo piccolo: anche il più piccolo dettaglio potrebbe aiutare a identificare e salvaguardare un bambino abusato sessualmente.

Inoltre, nel novembre 2025 è stata lanciata una nuova piattaforma digitale, Help4U (help4u-project.eu), per supportare bambini e adolescenti che subiscono abusi sessuali o danni online. Progettato per essere semplice, privato e accessibile, Help4U aiuta i giovani a trovare consigli affidabili, comprendere i propri diritti e connettersi con persone che possono aiutarli.

Tra i Paesi partecipanti all'Operazione Alice anche il Servizio di Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato.

@Notizie dall'Italia e dal mondo

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Un omicidio compiuto ed uno tentato 27 anni fa: arrestati in Albania e...


[h2]Un omicidio compiuto ed uno tentato 27 anni fa: arrestati in Albania e rimpatriati in Italia [...][/h2]
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Un omicidio compiuto ed uno tentato 27 anni fa: arrestati in Albania e rimpatriati in Italia


Dopo 27 anni di latitanza, due cugini di origine albanese (50 e 47 anni) sono stati arrestati in Albania e rimpatriati in Italia, dove dovranno rispondere di omicidio e tentato omicidio.

I due sono atterrati il 20 marzo all'aeroporto di Roma Fiumicino, scortati dagli agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, e successivamente trasferiti in carcere.

La vicenda risale al 1999, quando i due avrebbero compiuto un violento agguato a Cesa, nel casertano: due connazionali furono aggrediti in pieno centro con bastoni e armi da taglio. Uno di loro morì, l'altro rimase gravemente ferito. All'origine del gesto ci sarebbero stati contrasti legati alla spartizione di proventi illeciti.

Dopo il delitto, i due fuggirono in Albania, dove vissero per anni sotto false identità. Le indagini — condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dagli organismi internazionali, sotto il coordinamento della Procura Generale di Napoli — hanno permesso di localizzarli e arrestarli grazie alla collaborazione con le autorità albanesi.

L'operazione rientra nel progetto “Wanted 2025” della Polizia di Stato, dedicato alla cattura di latitanti di lunga durata, e rappresenta un importante risultato della cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità.

 
Dopo 27 anni di latitanza, due cugini di origine albanese (50 e 47 anni) sono stati arrestati in Albania e rimpatriati in Italia, dove dovranno rispondere di omicidio e tentato omicidio.

I due sono atterrati il 20 marzo all'aeroporto di Roma Fiumicino, scortati dagli agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, e successivamente trasferiti in carcere.

La vicenda risale al 1999, quando i due avrebbero compiuto un violento agguato a Cesa, nel casertano: due connazionali furono aggrediti in pieno centro con bastoni e armi da taglio. Uno di loro morì, l'altro rimase gravemente ferito. All'origine del gesto ci sarebbero stati contrasti legati alla spartizione di proventi illeciti.

Dopo il delitto, i due fuggirono in Albania, dove vissero per anni sotto false identità. Le indagini — condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dagli organismi internazionali, sotto il coordinamento della Procura Generale di Napoli — hanno permesso di localizzarli e arrestarli grazie alla collaborazione con le autorità albanesi.

L'operazione rientra nel progetto **"Wanted 2025"** della Polizia di Stato, dedicato alla cattura di latitanti di lunga durata, e rappresenta un importante risultato della cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità.

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Un omicidio compiuto ed uno tentato 27 anni fa: arrestati in Albania e rimpatriati in Italia


Dopo 27 anni di latitanza, due cugini di origine albanese (50 e 47 anni) sono stati arrestati in Albania e rimpatriati in Italia, dove dovranno rispondere di omicidio e tentato omicidio.

I due sono atterrati il 20 marzo all'aeroporto di Roma Fiumicino, scortati dagli agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, e successivamente trasferiti in carcere.

La vicenda risale al 1999, quando i due avrebbero compiuto un violento agguato a Cesa, nel casertano: due connazionali furono aggrediti in pieno centro con bastoni e armi da taglio. Uno di loro morì, l'altro rimase gravemente ferito. All'origine del gesto ci sarebbero stati contrasti legati alla spartizione di proventi illeciti.

Dopo il delitto, i due fuggirono in Albania, dove vissero per anni sotto false identità. Le indagini — condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dagli organismi internazionali, sotto il coordinamento della Procura Generale di Napoli — hanno permesso di localizzarli e arrestarli grazie alla collaborazione con le autorità albanesi.

L'operazione rientra nel progetto "Wanted 2025" della Polizia di Stato, dedicato alla cattura di latitanti di lunga durata, e rappresenta un importante risultato della cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità.
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Dopo 27 anni di latitanza, due cugini di origine albanese (50 e 47 anni) sono stati arrestati in Albania e rimpatriati in Italia, dove dovranno rispondere di omicidio e tentato omicidio.

I due sono atterrati il 20 marzo all'aeroporto di Roma Fiumicino, scortati dagli agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, e successivamente trasferiti in carcere.

La vicenda risale al 1999, quando i due avrebbero compiuto un violento agguato a Cesa, nel casertano: due connazionali furono aggrediti in pieno centro con bastoni e armi da taglio. Uno di loro morì, l'altro rimase gravemente ferito. All'origine del gesto ci sarebbero stati contrasti legati alla spartizione di proventi illeciti.

Dopo il delitto, i due fuggirono in Albania, dove vissero per anni sotto false identità. Le indagini — condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dagli organismi internazionali, sotto il coordinamento della Procura Generale di Napoli — hanno permesso di localizzarli e arrestarli grazie alla collaborazione con le autorità albanesi.

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Ubuntu nel 2026: Vale ancora la pena usarla?🤔2️⃣0️⃣2️⃣6️⃣❓

In questo video speciale, facciamo un tuffo nel futuro per rispondere alla domanda che tutti si pongono: Vale ancora la pena usare Ubuntu in questo anno avanzato? 🤔 Il re delle distribuzioni Linux è ancora sul trono o ha perso la sua corona a favore di altri contendenti? 💻

youtu.be/7n2y7R0m-LU

@linux

#opensourceitalia #unolinux #gnulinux #distro #ita #opensource #Ubuntu2026

in reply to Open Titus

Ho usato Ubuntu dagli albori, su un vecchio iMac del 1999 girava benissimo nei primi anni 2000. Poi l'ho usato sugli EEEPC, mentre facevo l'università, e per me era una manna avere un piccolo PC praticamente tascabile, per poter scrivere i programmi in C che mi richiedeva l'università, anche mentre ero in treno. E poi le chiamate su skype con mio fratello negli USA...

Certo, tutto questo si sarebbe potuto fare anche con Windows, ma farlo su Linux era fantastico, mi piaceva l'idea di usare software libero e di partecipare come potevo al suo sviluppo (traduzione in Italiano ed "evangelizzazione").

Ho smesso di usare ubuntu quando...è diventato un macigno. Sì, è vero, aveva un ottimo riconoscimento hardware, ma poi le cose sono migliorate anche per molte distro. Per diversi anni sono passato ad XUbuntu per alleggerire l'UI, e poi LUbuntu.

Alla fine, altre distribuzioni che nel frattempo sono migliorate molto, e più leggere, mi hanno conquistato. Devo dire che anche l'interfaccia di Ubuntu, che mi piaceva all'inizio, è finita per diventare meno funzionale di quella della "concorrenza", almeno per me.

Ora uso Mint Debian Edition e Mx Linux sui PC più vecchi. Sinceramente, non vedo il vantaggio di usare Ubuntu in particolare, se non per qualcuno che inizia perché oggettivamente si trova tanta documentazione e aiuto.

Ho anche usato tanto Ubuntu lato server, ma solo perché mi veniva imposto dalle aziende per cui lavoravo. E qui il discorso cambia un po'. Avere il supporto diretto di Canonical è stato sicuramente un valore aggiunto, ma in fondo vale lo stesso per RedHat o Oracle con il suo Oracle Linux

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Salve a tutti, a questi indirizzi

youtu.be/_n18TL3HCfo

peertube.uno/w/xzBcAUKwbEcqy27…

troverete la versione video della puntata di Radiolinux di sabato 21 marzo andata in onda su Radiostart.it
Abbiamo parlato della versione Minimal di Ufficio Zero e poi
tantissimo software con NewsFlash, double Commander, Tiny LLM e
il mondo del Fediverso e molto altro
@linux


Radiolinux 21 marzo


Nuova puntata di Radiolinux che propone un mondo
libero informatico grazie al sistema operativo linux
ed al suo software e distribuzioni come quella che abbiamo
esaminato italiana Ufficio Zero nella su versione Minimal 5.2
e basata su Devuan
Poi tantissimo software con NewsFlash, double Commander, Tiny LLM e
il mondo del Fediverso
Ovviamente non manca la parte degli scontri come la causa
tra chatgpt e Britannica, A.I e Pena di morte, interventi di
Agcom e La Dichiarazione di Cannes


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🐀Viste le ottime interazioni/consigli da parte dei Mastonauti di questa istanza, abbiamo deciso di creare una pagina dedicata alla prossima versione di NextRedOS. In tal modo si potrà tenere traccia delle novità che la nuova versione porterà! 😉

nextred.it/web/nextversion-nro…

@linux

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Debian con GNOME è una combinazione interessante: base stabile e conservativa sotto, stack moderno sopra.
Wayland e PipeWire rendono l’esperienza fluida, ma è GNOME che cambia davvero il modo di usare il desktop.
Prima esperienza con GNOME e devo dire che lo sto apprezzando.
Allo stesso tempo continuo ad apprezzare molto anche Cinnamon su Debian, anche perché arrivo da Linux Mint Cinnamon.
Due approcci diversi, entrambi validi.

@linux

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I carabinieri del ROS in Argentina per un programma di formazione


[h1]I carabinieri del ROS in Argentina per un programma di formazione [...][/h1]
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I carabinieri del ROS in Argentina per un programma di formazione


L'ambasciatore d'Italia in Argentina, Fabrizio Nicoletti, ha incontrato il Generale Vincenzo Molinese, Comandante del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri, attualmente nel Paese per sostenere iniziative di formazione a favore delle forze di polizia argentine nel contrasto al traffico di droga e alla criminalità organizzata transnazionale.

Il generale Molinese (a sinistra) e l'Ambasciatore Nicoletti

L'incontro ha rappresentato un'occasione fondamentale per discutere le priorità comuni in materia di sicurezza, puntando in particolare alle reti criminali internazionali e al potenziamento delle capacità tecniche e investigative delle forze dell'ordine locali, sottolineando la partnership operativa in corso tra Italia e Argentina.

La visita coincide con la conclusione di un programma di formazione finanziato dall'Istituto Italo-Latino Americano (#IILA) e condotto dagli investigatori del ROS per i colleghi argentini, che terminerà con una cerimonia finale prevista a breve.

#ROS #Armadeicarabinieri #Argentina


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La nuova iniziativa "Juntos" riunisce le forze di polizia italiane e...


La nuova iniziativa “Juntos” riunisce le forze di polizia italiane e latinoamericane per una cooperazione contro le minacce criminali emergenti


ROMA. La sede dell'Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana (IILA) ha ospitato la presentazione di “Juntos – Un progetto per rafforzare la cooperazione internazionale di polizia”, ​​un'iniziativa promossa dalla Polizia di Stato italiana con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, realizzata in collaborazione con l'IILA, organizzazione intergovernativa fondata a Roma nel 1966 e attiva in campo culturale, scientifico e della cooperazione allo sviluppo.

L'evento ha riunito Giorgio Silli, Segretario Generale dell'IILA; Alessio Nardi, Consigliere del Ministro degli Affari Esteri per le Politiche di Sicurezza; e Stefano Carvelli, Alto Funzionario di Polizia e Consigliere Ministeriale per le Relazioni Internazionali presso la Direzione Generale della Polizia e della Sicurezza Pubblica. All'incontro hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali del Ministero degli Affari Esteri e della Polizia di Stato, nonché numerosi rappresentanti diplomatici dei Paesi latinoamericani partecipanti al progetto.

Erano presenti delegazioni diplomatiche di Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador e Perù, insieme alla governance del progetto e ai rappresentanti delle principali direzioni centrali della Polizia di Stato coinvolte nell'attuazione. L'iniziativa rappresenta un significativo passo avanti nella costruzione della cooperazione operativa tra le forze di polizia italiane e latinoamericane, con l'obiettivo di rafforzare gli sforzi contro la criminalità organizzata transnazionale e i reati emergenti di grave entità.

Il progetto coinvolge quattro paesi beneficiari – Argentina, Brasile, Cile e Colombia – e due paesi osservatori, Ecuador e Perù. Si propone di sviluppare attività di capacity building, formazione specialistica, missioni di assistenza tecnica e lo scambio di buone pratiche investigative tra le istituzioni partner.

Nel suo intervento, il Segretario Generale dell'IILA, ​​Giorgio Silli, ha sottolineato che il rafforzamento delle istituzioni di sicurezza nei paesi partner è ora essenziale anche per la sicurezza europea, evidenziando l'importanza di una cooperazione strutturata tra le forze di polizia di entrambi i continenti. Alessio Nardi ha osservato che il progetto si allinea al più ampio quadro della diplomazia di sicurezza italiana, promuovendo una cooperazione internazionale sempre più efficace contro le minacce criminali transnazionali.

Stefano Carvelli, responsabile del progetto, ha illustrato i fenomeni criminali più urgenti della regione che l'iniziativa intende affrontare, dettagliando le attività previste nell'arco di 24 mesi: missioni operative nei paesi partner, programmi di formazione specialistica, assistenza tecnica e dialogo istituzionale tra le forze di polizia partecipanti. Nello specifico, l'iniziativa mira a rafforzare la cooperazione contro le reti criminali e i reati connessi alla migrazione e alla tratta di esseri umani, con particolare attenzione al controllo delle frontiere e alla falsificazione di documenti; a promuovere lo sviluppo di strategie e strumenti per combattere i crimini transnazionali che colpiscono vittime particolarmente vulnerabili; e a consolidare le capacità di prevenzione e risposta alla criminalità informatica, con particolare attenzione alla lotta contro lo sfruttamento minorile online e alla protezione delle infrastrutture critiche.


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