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Come funzionano le vulnerabilità di #PrivilegeEscalation #Linux basate su corruzione della Cache? (#CopyFail, #DirtyFrag, #DirtyPipe)

youtu.be/1rbvUpTI_OY

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🐀🛡️Pillole di Cybersicurezza
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L' "autostrada della cocaina" atlantica subisce un duro colpo.


[h2]L' “autostrada della cocaina” atlantica subisce un duro colpo. Utilizzavano trasferimenti in mare aperto per eludere i porti tradizionali [...][/h2]
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L' “autostrada della cocaina” atlantica subisce un duro colpo. Utilizzavano trasferimenti in mare aperto per eludere i porti tradizionali


Nel corso di un'importante operazione internazionale di contrasto al narcotraffico, condotta tra il 13 e il 26 aprile 2026, è stata smantellata con successo una sofisticata rete di traffico di cocaina operante attraverso l'Oceano Atlantico. L'operazione, guidata dalla Guardia Civil spagnola, coordinata da Europol, l'agenzia di contrasto dell'Unione Europea, e che ha visto la partecipazione anche della Guardia di Finanza italiana, si è concentrata sulle strategie in continua evoluzione delle bande criminali che tentano di eludere i tradizionali controlli portuali effettuando complessi trasferimenti in mare aperto. L'obiettivo principale di questa campagna di due settimane è stato il corridoio atlantico orientale, una vasta e remota distesa d'acqua situata tra le Isole Canarie spagnole e le Azzorre portoghesi, che è diventata sempre più una rotta privilegiata per il traffico di stupefacenti dall'America Latina all'Europa.

L'operazione ha avuto un successo considerevole, portando al sequestro di 11 tonnellate di cocaina e 8,5 tonnellate di hashish, all'intercettazione di otto imbarcazioni e all'arresto di 54 persone collegate alle reti di narcotraffico. Questa azione decisiva è giunta in risposta diretta agli avvertimenti lanciati all'inizio dell'anno da Europol, che aveva individuato una tendenza preoccupante: le reti criminali stavano abbandonando le consolidate rotte marittime attraverso i principali porti europei a favore di un modello frammentato e offshore, progettato per minimizzare i rischi ed eludere i controlli. Trasferendo le proprie operazioni in acque internazionali, queste reti miravano a frammentare la catena di approvvigionamento in più fasi, rendendo significativamente più difficile per le autorità tracciare il carico dalla sua origine alla sua destinazione finale.

Il modus operandi scoperto dagli investigatori prevedeva una struttura logistica a più livelli. Grandi “navi madri”, spesso camuffate da navi portacontainer, navi da carico o persino imbarcazioni non commerciali di dimensioni più ridotte, raccoglievano ingenti carichi di cocaina in America Latina e navigavano per centinaia, a volte migliaia, di miglia nautiche nell'Atlantico remoto. Una volta raggiunta la zona di trasferimento designata, gli stupefacenti venivano scaricati su imbarcazioni veloci, tra cui gommoni a scafo rigido e altre imbarcazioni rapide in grado di affrontare lunghe traversate oceaniche. Queste imbarcazioni intermedie avrebbero poi trasportato il carico fino all'ultima tappa del viaggio, dove barche più piccole avrebbero ricevuto la spedizione per uno sbarco clandestino su spiagge remote o piccoli porticcioli lungo le coste del Portogallo e della Spagna. Questa strategia di frammentazione del rischio tra equipaggi e imbarcazioni diverse era stata specificamente ideata per garantire che, anche se una parte della catena fosse stata compromessa, l'intera operazione avrebbe potuto sopravvivere.

Per saperne di più sulla diversificaione del traffico di cocaina:europol.europa.eu/cms/sites/de…Questo rapporto esplora il modo in cui le reti criminali stanno impiegando metodi di traffico marittimo di cocaina che eludono i porti commerciali come punti di ingresso in Europa o si affidano a tecniche di occultamento progettate per minare l’efficacia delle ispezioni visive, degli scanner e dei test di rilevamento.


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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L' <autostrada della cocaina> atlantica subisce un duro colpo. Utilizzavano trasferimenti in mare aperto per eludere i porti tradizionali


Nel corso di un'importante operazione internazionale di contrasto al narcotraffico, condotta tra il 13 e il 26 aprile 2026, è stata smantellata con successo una sofisticata rete di traffico di cocaina operante attraverso l'Oceano Atlantico. L'operazione, guidata dalla Guardia Civil spagnola, coordinata da Europol, l'agenzia di contrasto dell'Unione Europea, e che ha visto la partecipazione anche della Guardia di Finanza italiana, si è concentrata sulle strategie in continua evoluzione delle bande criminali che tentano di eludere i tradizionali controlli portuali effettuando complessi trasferimenti in mare aperto.
L'obiettivo principale di questa campagna di due settimane è stato il corridoio atlantico orientale, una vasta e remota distesa d'acqua situata tra le Isole Canarie spagnole e le Azzorre portoghesi, che è diventata sempre più una rotta privilegiata per il traffico di stupefacenti dall'America Latina all'Europa.

L'operazione ha avuto un successo considerevole, portando al sequestro di 11 tonnellate di cocaina e 8,5 tonnellate di hashish, all'intercettazione di otto imbarcazioni e all'arresto di 54 persone collegate alle reti di narcotraffico. Questa azione decisiva è giunta in risposta diretta agli avvertimenti lanciati all'inizio dell'anno da Europol, che aveva individuato una tendenza preoccupante: le reti criminali stavano abbandonando le consolidate rotte marittime attraverso i principali porti europei a favore di un modello frammentato e offshore, progettato per minimizzare i rischi ed eludere i controlli. Trasferendo le proprie operazioni in acque internazionali, queste reti miravano a frammentare la catena di approvvigionamento in più fasi, rendendo significativamente più difficile per le autorità tracciare il carico dalla sua origine alla sua destinazione finale.

Il modus operandi scoperto dagli investigatori prevedeva una struttura logistica a più livelli. Grandi "navi madri", spesso camuffate da navi portacontainer, navi da carico o persino imbarcazioni non commerciali di dimensioni più ridotte, raccoglievano ingenti carichi di cocaina in America Latina e navigavano per centinaia, a volte migliaia, di miglia nautiche nell'Atlantico remoto. Una volta raggiunta la zona di trasferimento designata, gli stupefacenti venivano scaricati su imbarcazioni veloci, tra cui gommoni a scafo rigido e altre imbarcazioni rapide in grado di affrontare lunghe traversate oceaniche. Queste imbarcazioni intermedie avrebbero poi trasportato il carico fino all'ultima tappa del viaggio, dove barche più piccole avrebbero ricevuto la spedizione per uno sbarco clandestino su spiagge remote o piccoli porticcioli lungo le coste del Portogallo e della Spagna. Questa strategia di frammentazione del rischio tra equipaggi e imbarcazioni diverse era stata specificamente ideata per garantire che, anche se una parte della catena fosse stata compromessa, l'intera operazione avrebbe potuto sopravvivere.

Per saperne di più sulla diversificazione del traffico di cocaina:
europol.europa.eu/cms/sites/de…
Questo rapporto esplora il modo in cui le reti criminali stanno impiegando metodi di traffico marittimo di cocaina che eludono i porti commerciali come punti di ingresso in Europa o si affidano a tecniche di occultamento progettate per minare l’efficacia delle ispezioni visive, degli scanner e dei test di rilevamento.

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La prossima versione di NextRedOS - Gnawbit non è solo in programma, è in sviluppo. L'uscita è confermata, salvo catastrofi, per gennaio 2027.

Nel frattempo potete conoscere lo stato di avanzamento dei lavori direttamente dalla pagina dedicata.
Essendo un lavoro WIP, potete scrivere le vostre idee o suggerimenti direttamente qui su Mastodon!

Valuteremo tutte le vostre idee!

nextred.it/web/nextversion-nro…

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#linuxmeme @linux #linuxmint @linux@diggita.com #fuck_ai #fuckai
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#linuxmeme @linux #linuxmint @linux@diggita.com

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Perché Linux Domina il Mondo ma le persone usano ancora Windows?

youtube.com/watch?v=Fy9GeGre-F…

Linux è ovunque, dai server che gestiscono internet ai satelliti nello spazio, ma per qualche strano motivo sul PC di tutti i giorni usi ancora Windows. Perché?

Video di @CtrlAltDelirio condiviso anche nel gruppo FediLUG seguibile qui: @linux@diggita.com

#UnoLinux #Linux #Windows

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Rpi4 & RPi400 se qualcuno mi aiuta, domani (cioè oggi) proviamo a fare un cluster in live? 😁

@FermoLUG
@linux

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Linux: la distro Commodore OS Vision aggiornata alla versione 3.1
Si tratta del primo aggiornamento importante dalla release 3.0 pubblicata poco più di un anno fa. È disponibile per il download attraverso le pagine del sito ufficiale.

#CommodoreOSVision #commodoreos #UnoLinux

@linux #gnulinuxitalia #gnulinux

#linuxitalia #linux

punto-informatico.it/commodore…

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AMD e Valve portano l’HDMI 2.1 su GNU/Linux:una svolta per i videogiochi con schede Radeon
AMD ha inviato al kernel Linux una prima serie di patch per il driver aperto AMDGPU, introducendo il supporto per HDMI FRL,il metodo di trasmissione che consente il salto di banda passante caratteristico dello standard HDMI 2.1. Non si tratta ancora di un supporto completo, ma rappresenta un punto di svolta atteso da anni dalla comunità.

@giochi #videogiochi #AMDRadeon

#UnoLinux

laseroffice.it/blog/2026/05/06…

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I comandi #Linux per gestire i #processi e terminali

#UnoLinux #terminal #terminale #sysadmin #tutorial @linux

supporthost.com/it/gestione-pr…

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Linux sotto attacco: perché devi risolvere subito il bug “Copy Fail”
#linux #CopyFail #UnoLinux
Negli ultimi giorni il mondo Linux è stato scosso da una nuova vulnerabilità critica soprannominata Copy Fail, una falla che potrebbe mettere a rischio milioni di sistemi. Non si tratta di un problema teorico o difficile da sfruttare: al contrario, è un exploit semplice, affidabile e già potenzialmente utilizzato in attacchi reali.

marcosbox.com/2026/05/05/linux…

@linux

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🚀 Il gruppo Computer, Software, Hardware e Retrocomputer supera i 300 iscritti!

👉 @computer@diggita.com

✨ Nel gruppo Lemmy chiunque può pubblicare e discutere di PC e retrocomputing: basta aggiungere il tag @computer@diggita.com al proprio messaggio per farlo comparire automaticamente nel gruppo.

🎉 Per festeggiare questo traguardo abbiamo creato uno starter pack con tutti i produttori di hardware e PC presenti su Mastodon e con gli account italiani che parlano di informatica: fedidevs.com/s/OTQ0/

#computer

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Jon Seager, direttore di Canonical, ha presentato un piano di sviluppo dell'Intelligenza Artificiale per Ubuntu che punta all'accessibilità e all'esperienza utente migliorata. hdblog.it/linux/articoli/n6565… #unoLinux @linux Canonical sta già incentivando l'adozione dell'AI tra i propri dipendenti e sviluppatori, ma con l'obiettivo della qualità del software, non dell'adozione indiscriminata. Il piano di Canonical per l'IA in Ubuntu si concentra su un approccio trasparente e responsabile.
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I-CAN, lottare contro la 'Ndrangheta si può, anche in America Latina


Dal 27 al 29 aprile si è svolto a Buenos Aires il workshop operativo I-CAN dedicato al continente americano, organizzato dalla italiana Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e dal Segretariato Generale Interpol. L'incontro mira a rafforzare la cooperazione operativa tra i Paesi partecipanti al progetto I-CAN e a raccogliere intelligence sull'espansione della ‘Ndrangheta nel continente.

I lavori, introdotti dal Capo della Polizia Federale Argentina, Commissario Generale Luis Alejandro Rolle, e dal Project Leader, Primo Dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti, hanno visto la partecipazione di investigatori italiani delle Forze di Polizia, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Presenti anche 35 agenti di 12 Paesi del continente (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Panama, Paraguay, Stati Uniti con l'FBI e Uruguay).

Il gruppo ha analizzato le possibili connessioni operative e logistiche tra la ‘Ndrangheta e oltre 30 organizzazioni criminali locali e straniere attive in America Latina, tra cui il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, il Tren De Aragua venezuelano e il Cartel de Jalisco Nueva Generacion messicano. Esaminato anche l'impiego di modus operandi nel narcotraffico e nel riciclaggio, anche digitale, attraverso il dark web, le criptovalute e l'intelligenza artificiale.

Le autorità della Polizia Federale Argentina e i responsabili dei programmi EMPACT ed EL PACTO 2.0 hanno riconosciuto la validità e i progressi del progetto I-CAN, definendolo un modello di eccellenza per il contrasto globale alla ‘Ndrangheta, che in America Latina opera come una vera e propria "holding criminale". I risultati confermano la forte accelerazione operativa guidata dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Raffaele Grassi, e testimoniano il ruolo della ‘Ndrangheta come broker mondiale del traffico di cocaina. Nel 2025 sono stati arrestati 4 ‘ndranghetisti, di cui 3 in Colombia e uno in Costa Rica.

Tutti gli investigatori, italiani e stranieri, sottolineano l'importanza di sensibilizzare le diverse forze di polizia mondiali sul "fenomeno ‘Ndrangheta". Il progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) conta oggi 25 Paesi e circa 2.500 investigatori formati. Sono stati arrestati 176 ‘ndranghetisti in oltre 30 Paesi nel mondo, di cui 68 latitanti; 73 arresti sono stati effettuati dall'inizio del 2025 a oggi. Dal 2020 ad oggi, 21 ‘ndranghetisti sono stati arrestati in America, inclusi 18 latitanti.

Per saperne di più:
interpol.int/Crimes/Organized-…

#ndrangheta #ican

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Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro...


[h2]Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro dell'attenzione [...][/h2]
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Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro dell'attenzione


#ROADPOL è una rete internazionale non governativa di polizia stradale, il cui obiettivo principale è ridurre il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee.

Attualmente, conta 31 membri europei e 1 osservatore dagli Emirati Arabi Uniti (Polizia di Dubai).

L'attività principale di ROADPOL è il controllo del traffico stradale, ma conduce anche campagne di prevenzione degli incidenti. Dato il crescente numero di reati commessi sulle strade da conducenti o passeggeri, o che prevedono l'utilizzo dei veicoli come strumento per commettere crimini, l'organizzazione ha avviato negoziati con le forze dell'ordine internazionali per una cooperazione efficace.

Dal 16 al 22 settembre 2026, l'attenzione degli sforzi europei per la sicurezza stradale si concentrerà interamente sui pedoni durante le Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL. La campagna, confermata dopo un recente incontro a Varsavia, mette in luce una realtà critica: sebbene camminare sia sostenibile ed essenziale, rimane incredibilmente pericoloso.

La realtà dei fatti: secondo i dati UE sulla sicurezza stradale del 2025, i pedoni rappresentavano il 18% di tutti i decessi stradali. Mentre gli occupanti delle auto costituiscono la quota maggiore, pari al 44%, i pedoni non hanno alcuna protezione fisica in caso di collisione, il che rende fatali anche le conseguenze di errori minimi.

Qual è il piano? La campagna si articola attorno a tre pilastri principali:

  • Responsabilità condivisa: gli automobilisti devono essere estremamente attenti nelle aree urbane, in prossimità degli attraversamenti pedonali e nelle zone ad alto traffico. La gestione della velocità è fondamentale; anche piccole riduzioni di velocità aumentano drasticamente le probabilità di sopravvivenza.
  • Riqualificazione delle infrastrutture: le autorità sono sollecitate a implementare zone a 30 km/h (come a Bruxelles e Parigi), migliorare l'illuminazione, progettare attraversamenti pedonali più sicuri e separare i flussi pedonali da quelli veicolari.
  • Vision Zero: l'obiettivo finale è eliminare gli incidenti stradali mortali entro il 2050. Come ha affermato Jana Peleskova della Polizia Ceca, dare priorità agli utenti più vulnerabili è l'unico modo per raggiungere questo traguardo.

Strade più sicure sono un vantaggio per tutti, ma proteggere chi non ha una gabbia di metallo intorno è il passo più urgente che si possa compiere.

#SicurezzaStradale #SicurezzaPedoni #ROADPOL2026 #VisionZero #PianificazioneUrbana


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Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro dell'attenzione


#ROADPOL è una rete internazionale non governativa di polizia stradale, il cui obiettivo principale è ridurre il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee.

Attualmente, conta 31 membri europei e 1 osservatore dagli Emirati Arabi Uniti (Polizia di Dubai).

L'attività principale di ROADPOL è il controllo del traffico stradale, ma conduce anche campagne di prevenzione degli incidenti. Dato il crescente numero di reati commessi sulle strade da conducenti o passeggeri, o che prevedono l'utilizzo dei veicoli come strumento per commettere crimini, l'organizzazione ha avviato negoziati con le forze dell'ordine internazionali per una cooperazione efficace.

Dal 16 al 22 settembre 2026, l'attenzione degli sforzi europei per la sicurezza stradale si concentrerà interamente sui pedoni durante le Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL. La campagna, confermata dopo un recente incontro a Varsavia, mette in luce una realtà critica: sebbene camminare sia sostenibile ed essenziale, rimane incredibilmente pericoloso.

La realtà dei fatti: secondo i dati UE sulla sicurezza stradale del 2025, i pedoni rappresentavano il 18% di tutti i decessi stradali. Mentre gli occupanti delle auto costituiscono la quota maggiore, pari al 44%, i pedoni non hanno alcuna protezione fisica in caso di collisione, il che rende fatali anche le conseguenze di errori minimi.

Qual è il piano? La campagna si articola attorno a tre pilastri principali:

  • Responsabilità condivisa: gli automobilisti devono essere estremamente attenti nelle aree urbane, in prossimità degli attraversamenti pedonali e nelle zone ad alto traffico. La gestione della velocità è fondamentale; anche piccole riduzioni di velocità aumentano drasticamente le probabilità di sopravvivenza.
  • Riqualificazione delle infrastrutture: le autorità sono sollecitate a implementare zone a 30 km/h (come a Bruxelles e Parigi), migliorare l'illuminazione, progettare attraversamenti pedonali più sicuri e separare i flussi pedonali da quelli veicolari.
  • Vision Zero: l'obiettivo finale è eliminare gli incidenti stradali mortali entro il 2050. Come ha affermato Jana Peleskova della Polizia Ceca, dare priorità agli utenti più vulnerabili è l'unico modo per raggiungere questo traguardo.

Strade più sicure sono un vantaggio per tutti, ma proteggere chi non ha una gabbia di metallo intorno è il passo più urgente che si possa compiere.

#SicurezzaStradale #SicurezzaPedoni #ROADPOL2026 #VisionZero #PianificazioneUrbana

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Europol pubblica il rapporto IOCTA 2026: intelligenza artificiale, crittografia...


[h2]Europol pubblica il rapporto IOCTA 2026: intelligenza artificiale, crittografia e un dark web frammentato rendono più difficile il tracciamento dei crimini informatici [...][/h2]
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Europol pubblica il rapporto IOCTA 2026: intelligenza artificiale, crittografia e un dark web frammentato rendono più difficile il tracciamento dei crimini informatici


Basta leggere l'ultimo rapporto #IOCTA (Internet Organised Crime Threat Assessment, scaricabile qui: europol.europa.eu/publication-…) 2026 di Europol per rendersi conto che il panorama sta cambiando rapidamente. Il punto principale? I criminali stanno trasformando la tecnologia in armi più velocemente di quanto le forze dell'ordine riescano ad adattarsi.

Ecco i punti chiave emersi:

  • L'IA come moltiplicatore di forze: l'IA generativa non è solo per l'arte; viene utilizzata per potenziare l'ingegneria sociale e personalizzare gli schemi fraudolenti. In combinazione con lo spoofing dell'ID chiamante e le “SIM farm” (invio di migliaia di SMS/chiamate spam), la portata delle frodi online sta esplodendo.
  • Il dark web si sta frammentando: invece di un unico grande mercato, stiamo assistendo a una transizione verso piattaforme specializzate, resilienti e altamente sicure. Inoltre, le app con crittografia end-to-end (E2EE) stanno confondendo i confini tra le comunicazioni sul web di superficie e sul dark web, rendendo le indagini un incubo.
  • Il riciclaggio di criptovalute si sta evolvendo: le criptovalute incentrate sulla privacy e gli exchange offshore sono ormai parte integrante del riciclaggio dei pagamenti dei ransomware. Il rapporto evidenzia, in modo sconcertante, un aumento dei minori che, inconsapevolmente, si ritrovano coinvolti nel riciclaggio di denaro tramite criptovalute.
  • Ransomware e minacce ibride: i marchi di ransomware rimangono attivi, ma si osserva una preoccupante tendenza dei gruppi criminali ad agire come intermediari per minacce ibride sponsorizzate da stati, che prendono di mira istituzioni pubbliche e grandi aziende tecnologiche.
  • Crisi per la sicurezza dei minori: il rapporto sottolinea un grave aumento dello sfruttamento sessuale dei minori online (CSE), inclusa la produzione di materiale pedopornografico sintetico. Comunità come la rete “The Com” intrecciano il CSE con l'estremismo violento e altri gravi crimini, spesso nascondendosi dietro la crittografia end-to-end (E2EE).

Il rapporto sottolinea che il divario tra l'innovazione criminale e le capacità delle forze dell'ordine si sta ampliando. Una maggiore cooperazione internazionale e nuovi strumenti tecnologici per gli investigatori non sono più un'opzione, ma un'urgenza.

#SicurezzaInformatica #Europol #IOCTA2026 #IA #DarkWeb #Ransomware #SicurezzaInformatica


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Europol pubblica il rapporto IOCTA 2026: intelligenza artificiale, crittografia e un dark web frammentato rendono più difficile il tracciamento dei crimini informatici


Basta leggere l'ultimo rapporto #IOCTA (Internet Organised Crime Threat Assessment, scaricabile qui: europol.europa.eu/publication-…) 2026 di Europol per rendersi conto che il panorama sta cambiando rapidamente. Il punto principale? I criminali stanno trasformando la tecnologia in armi più velocemente di quanto le forze dell'ordine riescano ad adattarsi.

Ecco i punti chiave emersi:

  • L'IA come moltiplicatore di forze: l'IA generativa non è solo per l'arte; viene utilizzata per potenziare l'ingegneria sociale e personalizzare gli schemi fraudolenti. In combinazione con lo spoofing dell'ID chiamante e le "SIM farm" (invio di migliaia di SMS/chiamate spam), la portata delle frodi online sta esplodendo.
  • Il dark web si sta frammentando: invece di un unico grande mercato, stiamo assistendo a una transizione verso piattaforme specializzate, resilienti e altamente sicure. Inoltre, le app con crittografia end-to-end (E2EE) stanno confondendo i confini tra le comunicazioni sul web di superficie e sul dark web, rendendo le indagini un incubo.
  • Il riciclaggio di criptovalute si sta evolvendo: le criptovalute incentrate sulla privacy e gli exchange offshore sono ormai parte integrante del riciclaggio dei pagamenti dei ransomware. Il rapporto evidenzia, in modo sconcertante, un aumento dei minori che, inconsapevolmente, si ritrovano coinvolti nel riciclaggio di denaro tramite criptovalute.
  • Ransomware e minacce ibride: i marchi di ransomware rimangono attivi, ma si osserva una preoccupante tendenza dei gruppi criminali ad agire come intermediari per minacce ibride sponsorizzate da stati, che prendono di mira istituzioni pubbliche e grandi aziende tecnologiche.
  • Crisi per la sicurezza dei minori: il rapporto sottolinea un grave aumento dello sfruttamento sessuale dei minori online (CSE), inclusa la produzione di materiale pedopornografico sintetico. Comunità come la rete "The Com" intrecciano il CSE con l'estremismo violento e altri gravi crimini, spesso nascondendosi dietro la crittografia end-to-end (E2EE).

Il rapporto sottolinea che il divario tra l'innovazione criminale e le capacità delle forze dell'ordine si sta ampliando. Una maggiore cooperazione internazionale e nuovi strumenti tecnologici per gli investigatori non sono più un'opzione, ma un'urgenza.

#SicurezzaInformatica #Europol #IOCTA2026 #IA #DarkWeb #Ransomware #SicurezzaInformatica

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Illuminatə, namaskar!

Sto per fare un percorso di transizione a Void #Linux, una distribuzione indipendente, che permette un'installazione base senza Window Manager o Desktop Environment, come piace a me.

Vorrei provare questo tiling WM qua:

github.com/tinyopsec/swm

Ovvero un derivato di dwm con pochissime righe di codice e altamente leggero.
L'idea è di metterlo in produzione sul mio laptop e rendervi partecipi delle operazioni che faccio passo-passo in un thread dedicato.

@linux

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in reply to cipper 📌

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Fantastico cipper! Guarda che roba: Void installazione pulita + nwm + Xlibre. Neanche 360mb di RAM utilizzata!
Grazie infinite per il consiglio!
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Fedora 44: Tutte le NOVITÀ della Nuova Versione! 🚀 - YouTube

youtube.com/watch?v=sBCpPDsfzn…

#UnoLinux
@linux

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Verificare i record #DNS con il comando #nslookup su #Linux

#UnoLinux @linux #sistema #rete #terminal

supporthost.com/it/comando-nsl…

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In NextRedOS, non è previsto Firefox preinstallato. Non per caso. Le ragioni sono molteplici. Avevo deciso di scrivere un articolo, ma mi sono imbattuto in uno scritto molto bene da @filippodb .
Lo riposto per chiunque volesse sapere il perché NROS non ha Firefox:
noblogo.org/filippodb/breve-gu…

@linux


Breve guida per navigare più sicuri e veloci con le estensioni per Librewolf e Brave


librewolf vs Firefox

I Browser hanno bisogno di essere messi in sicurezza. I nostri browser sono diventati forse il più critico degli strumenti da cui dipendiamo, eppure l'ambiente dei browser è tutt'altro che sano. Alcuni browser sono sicuri, mentre altri sono senza speranza.

Il comportamento di pochi attori dominanti ha rimodellato in modo aggressivo l'evoluzione del Web e questo sta iniziando a creare problemi di privacy. Noi come utenti abbiamo pochissimo controllo su ciò che i browser permettono e condividono, dato che i #Browser sono essenzialmente lasciati non protetti e ogni sito web è libero di abusarne. Questa guida verrà costantemente migliorata e aggiornata, servirà ad aiutare a responsabilizzare ed ad ottenere una migliore comprensione dei rischi nell'utilizzo dei Browser.

2 browser sicuri e veloci: Librewolf e Brave


Il mio attuale browser preferito è “LibreWolf”, che si può concepire come il Brave per Firefox (Brave è una versione molto più sicura di Chrome, e LibreWolf è una versione MOLTO MOLTO più sicura di Firefox). LibreWolf per impostazione predefinita disattiva un sacco di roba di fingerprinting. Personalmente non amo perdere tempo per configurare un browser e odio applicare delle modifiche che dovrebbero già essere applicate di default. Perché non usare Firefox? Si potrebbe con le dovute modifiche, ma i ragazzi di LibreWolf in realtà compilano il browser con opzioni diverse da Firefox, perché alcune delle opzioni non possono essere cambiate attraverso la configurazione. FIrefox è in definitiva il cavallo di troia di Google, un'espediente per accedere al 100% dei browser, l'unica via di uscita per sfuggire al controllo di Google è sostenere lo sviluppo di un browser indipendente come #Librewolf.

Lo scopo di questa guida è quindi quello di avere un browser sicuro, ma anche più veloce, che non ti faccia perdere tempo e che non ti rallenti il PC, ti protegga dalla sorveglianza commerciale ma mantenendo la possibilità di navigare nel 99% dei siti senza problemi. Insomma un browser più sicuro e veloce e che puoi installare in 5 minuti nel PC di vostra madre, senza impazzire per configurarlo e senza farla impazziere quando lo userà, chiaro il concetto?

Bene

Detto questo seppur apprezzi gli sforzi su librewolf preferisco usare Brave, semplicemente perchè ha una modalità in privato che non è una barzelletta, posso aprire con un click un sito nascondendo il mio IP e navigando più protetto all'interno della rete Onion/TOR.#Brave ha il codice sorgente sviluppato da #Cromium, un progetto di Google, quindi chi è senza un cellulare con un sistema operativo basato su Android scagli la prima pietra ;)

4 Estensioni per rendere più sicuro e veloce il Browser: LocalCDN, Jshelter, Bitwarden, Privacy Redirect


Ecco le estensioni che permetteranno di ripulire i siti da pubblicità, javascript ficcanaso e altri comportamenti intrusivi.

LocalCDN


Il nome dell'estensione è l'acronimo di Local Content Delivery Networks, viene fornito con un mucchio di librerie che vengono utilizzate per caricare le pagine.

Quando il vostro browser carica una pagina web, invia richieste al server per recuperare il contenuto necessario per visualizzare la pagina. #LocalCDN intercetta la richiesta e invece di scaricarle da internet carica le risorse già presenti in locale, migliorando così la velocità di caricamento della pagina. Usare il contenuto locale è anche un bene per la vostra privacy, perché le richieste non vengono inviate al server originale.

LocalCDN è un fork dell'estensione Decentraleyes.

Jshelter


Il progetto JShelter è un'estensione del browser con licenza libera, serve per mitigare le minacce potenziali da JavaScript. Il sito web del progetto è all'indirizzo jshelter.org/.

JShelter può essere pensato come un firewall per i JavaScript e fornisce quattro livelli di protezione. Il livello zero permette l'accesso a tutto, il primo include blocchi minimi che non interrompono il lavoro delle pagine, il secondo livello bilancia tra blocchi e compatibilità, e il quarto livello include il blocco rigoroso di tutto ciò che non è necessario.

Le impostazioni di blocco possono essere collegate ai singoli siti, per esempio, per un sito è possibile rafforzare la protezione e per un altro disabilitarla.

Bitwarden


Il nostro uso quotidiano di internet implica l'utilizzo di vari servizi come il banking, il lavoro, la posta elettronica, i social media, lo streaming di video e musica, i giochi, ecc. Questi account rappresentano la tua identità online ehanno un valore inestimabile, ma ricordare la password per ognuno di essi può essere una sfida. Questo è il motivo per cui molte persone si affidano ai gestori di password in quanto sono facili da usare e aiutano anche a proteggere i tuoi account generando password sicure.

L'estensione per browser #Bitwarden è un modo eccellente per gestire le tue password direttamente da Librewolf e Brave. Installate l'add-on, registrate un account gratuito sull'istanza Bitwarden dei devol in quanto quella ufficiale ha server negli USA (azure di microsoft) e memorizzare i vostri login in server di microsoft non mi pare una grande idea. Grazie all'opzione di riempimento automatico incorporata nell'estensione, non dovrai digitare o copiare e incollare le tue informazioni di accesso, l'add-on lo gestisce per te.

Bitwarden ha un'applicazione ufficiale per Windows, Linux, macOS, Android e iOS, rendendolo un gestore di password multipiattaforma. Il database delle password è sincronizzato online permettendovi di accedervi da qualsiasi dispositivo.

Privacy redirect


Privacy Redirect è un'estensione open source per il browser che reindirizza i link e le richieste a siti molto popolari verso alternative rispettose della privacy.

Una volta installata, la maggior parte dei reindirizzamenti avviene automaticamente. Per darvi un esempio: se aprite un account Twitter in un browser che ha installato l'estensione, sarete reindirizzati a un'istanza di #Nitter per accedere al contenuto.

#PrivacyRedirects supporta i seguenti servizi:

Twitter YouTube Ricerca Google Instagram Reddit Google Translate Google Maps Wikipedia

L'estensione Privacy Redirects sceglie un'istanza casuale di una delle alternative disponibili ogni volta si digita l'indirizzo o si clicca un link.

Alcune alternative visualizzano contenuti diversi, ad esempio OpenStreetsMap visualizza la stessa località ma le informazioni e le funzionalità possono essere diverse.

Alcune istanze potrebbero non funzionare più. Meglio impostare un'istanza specifica funzionante come destinazione predefinita.
invidious-us.kavin.rocks/embed…


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in reply to nextredblog

sconsigliare firefox (con motivazioni anche legittime) per poi consigliare Brave è veramente un nonsense. Capisco che con quel sistema oscuro di ricompense qualcuno ci faccia qualche soldo, ma bisogna avere una bella faccia tosta per dire "chrome è il male, usate Brave"
in reply to nextredblog

Che Brave abbia i suoi problemi lo si dice senza giri di parole motivo per cui viene proposta una rosa di alternative.
Detto questo, che sia tecnicamente superiore sotto diversi aspetti lo riportano guide autorevoli come Privacy Guide privacyguides.org/en/mobile-br… e il fatto che Firefox stia rincorrendo adottando molte delle soluzioni introdotte da Brave dice tutto.
In ogni caso, la guida è pensata per utenti “normali”, non per chi ha tempo e competenze.
Questa voce è stata modificata (4 giorni fa)
in reply to filippodb ⁂

@kens @QuasiMagia infatti è uno dei due browser scelti per NextRedOS!
Vincente per ora è l'integrazione con Proton VPN (svizzera), che sebbene non opensource, è una VPN gratuita e illimitata molto attenta alla privacy degli utenti.
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Sembra essere stata scoperta da poco una vulnerabilità del Kernel linux chiamata "copy fail" che affligge molte (ma non sembra tutte) distribuzioni.
Una patch dovrebbe esserci o dovrebbe uscire a breve. Aggiornate il vostro sistema appena possibile, se avete Linux.

@linux @computer

discourse.ifin.network/t/copy-…

#linux #computers

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Rilasciato il loader che permette di installare Linux su PlayStation 5

Questa funzionalità è limitata ai modelli originali "Phat" della PS5 con firmware nelle versioni 3.xx e 4.xx, sfruttando una vulnerabilità dell'hypervisor.

engadget.com/2161587/modder-re…

@linux

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Quando feci girare #Linux su #PS2 #PlayStation2

@linux @computer

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Addio Windows, cosa è utile sapere prima di passare a Linux 💡

Stai pensando di passare a Linux? È una scelta possibile e non è complicata come si pensa, ma conoscere alcune cose in anticipo può rendere il passaggio molto più semplice.

In questo video trovi una panoramica chiara per iniziare con il piede giusto:
youtube.com/watch?v=1OSCZpJkd0…

Se vuoi un supporto concreto e confrontarti con altre persone che stanno facendo lo stesso percorso, puoi unirti al gruppo FediLUG:
:fedilug: @linux@diggita.com

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In NextRedOS, non è previsto Firefox preinstallato. Non per caso. Le ragioni sono molteplici. Avevo deciso di scrivere un articolo, ma mi sono imbattuto in uno scritto molto bene da @filippodb .
Lo riposto per chiunque volesse sapere il perché NROS non ha Firefox:
noblogo.org/filippodb/breve-gu…

@linux


In NextRedOS, non è previsto Firefox preinstallato. Non per caso. Le ragioni sono molteplici. Avevo deciso di scrivere un articolo, ma mi sono imbattuto in uno scritto molto bene da @filippodb .
Lo riposto per chiunque volesse sapere il perché NROS non ha Firefox:
noblogo.org/filippodb/breve-gu…

@linux


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Come conoscere lo spazio usato sul disco con il comando #df

#UnoLinux #linux #Terminale #sistema @linux @linuxnews

supporthost.com/it/comando-df-…

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Come trovare file e cartelle con il comando #find su #Linux

#UnoLinux #Terminale @linux

supporthost.com/it/comando-fin…

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Rilasciato Kdenlive 26.04:Novità e Miglioramenti per il Montaggio Video Open Source
#kdenlive è un’applicazione per il montaggio video #opensource parte dell’ecosistema KDE,che si distingue per la sua accessibilità e potenzialità.Nata nel 2002 come progetto indipendente, è stata successivamente integrata nell’ambito delle applicazioni KDE,diventando uno dei software più apprezzati per il montaggio video su sistemi #gnulinux ,Windows e macOS

@opensource #opensourceitalia

laseroffice.it/blog/2026/04/29…

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Rik Man parla di Cleaner Advanced, tool si pulizia scritto in bash per archlinux e derivate, disponibile anche in AUR

youtu.be/du_aTeSyTVs?is=xOsLH6…

@opensource @linux

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fabrizio ha ricondiviso questo.

Sta sera, sul canale YT di @librepodcast ,
registriamo un episodio in diretta con la partipazione dei ragazzi di Linux Italia Gaming

Partecipate numerosi 😜

@Tedesfo
@linux

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Fedora Linux 44: tutte le novità, GNOME 50, KDE Plasma 6.6 e miglioramenti
#fedora #fedora44 #linux #UnoLinux
Scopri Fedora Linux 44: tutte le novità della nuova release con GNOME 50, KDE Plasma 6.6, miglioramenti alle prestazioni e aggiornamenti tecnici.

marcosbox.com/2026/04/28/fedor…

@linux

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Devi oscurare un #PDF su #Linux? Prova #Censor - FOSS Force.

#UnoLinux #opensource #UnoOpensource @opensource @opensource@diggita.com

fossforce.com/2026/02/need-to-…

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fabrizio ha ricondiviso questo.

Fedimedia firma la lettera aperta per Mantenere Android Libero, unisciti alla battaglia “keep android open” per liberare lo smartphone


Oggi il controllo degli smartphone è sempre più concentrato nelle mani di poche grandi aziende. Anche un sistema che nasce libero come Android rischia di essere progressivamente chiuso, regolato e trasformato in uno strumento sotto controllo centralizzato, ma qualcosa si sta muovendo. Fedimedia Italia APS è parte attiva del movimento internazionale keep android open che non si limita a denunciare, ma lavora concretamente insieme ad alcune delle più importanti realtà del mondo open […]
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Oggi il controllo degli smartphone è sempre più concentrato nelle mani di poche grandi aziende. Anche un sistema che nasce libero come Android rischia di essere progressivamente chiuso, regolato e trasformato in uno strumento sotto controllo centralizzato, ma qualcosa si sta muovendo.

Fedimedia Italia APS è parte attiva del movimento internazionale keep android open che non si limita a denunciare, ma lavora concretamente insieme ad alcune delle più importanti realtà del mondo open source e del free software per difendere un futuro digitale libero, aperto e decentralizzato ed è fra i firmatari della lettera aperta a google per mantenere l’ecosistema android aperto.

Per questa campagna abbiamo attivato un banner in alto con un conto alla rovescia: il tempo che resta a un Android davvero libero. Un segnale chiaro per sensibilizzare tutte le persone su quanto sta accadendo e sull’urgenza di non restare a guardare.

👉 Se credi anche tu che la tecnologia debba essere al servizio delle persone e non il contrario puoi fare un passo concreto:

Sostieni Fedimedia e partecipa al movimento per la liberazione della tecnologia. Bastano pochi secondi per lasciare il tuo interesse tramite il modulo di contatto. e venire aggiornato sulle azioni intraprese da fedimedia e dal movimento Keep Android Open.

La lettera che abbiamo indirizzato al movimento Keep Android Open


Gentili promotori della campagna KeepAndroidOpen,

con grande interesse e condivisione dei valori espressi nella vostra lettera aperta a Google, scriviamo per aderire ufficialmente alla vostra iniziativa in difesa di un Android libero, aperto e indipendente da controlli centralizzati.

Fedimedia Italia APS nasce per promuovere unecosistema digitale basato su principi di libertà, decentralizzazione e sovranità tecnologica. Come associazione che si batte per un web etico e indipendente dalle Big Tech, non possiamo che sostenere con forza la vostra opposizione alla registrazione obbligatoria degli sviluppatori.

Perchè non dovrebbero vincolare lo sviluppo di app su qualsiasi dispositivo ?

Ci piace pensare ad Android come a una tela di pittore, ai dispositivi come a pennelli e alle app come a colori: chi produce gli strumenti non può pretendere di controllare l’arte che ne scaturisce, né tantomeno imporre agli artisti di registrarsi presso un unico fornitore per poter creare.

La libertà di espressione digitale, proprio come quella artistica, non può essere soggetta a permessi o a gatekeeper. Imporre una registrazione centralizzata significa trasformare una piattaforma aperta in un sistema chiuso a chi non autorizzato da voi, dove la creatività e l’innovazione sono ostaggi di regole arbitrarie e di interessi commerciali.

Per noi, la decentralizzazione e l’apertura non sono solo scelte tecniche, ma valori fondanti: ogni sviluppatore, ogni utente, ogni comunità deve poter operare senza dover chiedere il permesso a un’unica autorità. La vostra battaglia è anche la nostra, perché difendere Android significa difendere il diritto di tutti a un futuro digitale pluralista, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

Con questa email, vi comunichiamo quindi la nostra piena adesione alla campagna KeepAndroidOpen. Siamo pronti a sostenervi nella diffusione dei vostri obiettivi, a partecipare attivamente alle iniziative promosse e a collaborare per costruire alternative concrete che preservino la libertà e l’apertura di Android, valori che condividiamo profondamente.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore passo o azione collettiva.

Cordiali saluti,
Fedimedia Italia APS

Qui di seguito la lettera aperta indirizzata ai vertici di Google


Questa è la traduzione della lettera aperta a Google indirizzata ai fondatori, CEO e dirigenti Google

Dat</code><code>a</code><code>:</code><code> </code><code>24 febbraio</code><code> 2026</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Sundar Pichai, Chief Executive Officer, Google</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Sergey Brin, Founder and Board Member, Google</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Larry Page, Founder and Board Member, Google</code><code>A</code><code>: Vijaya Kaza, General Manager for App & Ecosystem Trust, Google</code><code>CC:</code><code> </code><code>Regulatory authorities, policymakers, and the Android developer community</code><code>Re:</code><code> </code><code>Mandatory Developer Registration for Android App Distribution

Noi, le organizzazioni sottoscritte che rappresentano la società civile, le istituzioni no-profit e le aziende tecnologiche, scriviamo per esprimere la nostra ferma opposizione alla politica annunciata da Google, che richiede a tutti gli sviluppatori di app Android di registrarsi in maniera centralizzata presso Google per poter distribuire applicazioni al di fuori del Google Play Store e che entrerà in vigore in tutto il mondo nei prossimi mesi.

Pur riconoscendo l’importanza della sicurezza della piattaforma e della sicurezza degli utenti, la piattaforma Android include già diversi meccanismi di sicurezza che non richiedono una registrazione centralizzata. Iniettare forzatamente un modello di sicurezza estraneo, in contrasto con la storica natura aperta di Android, minaccia l’innovazione, la concorrenza, la privacy e la libertà degli utenti. Esortiamo Google a ritirare questa policy e a collaborare con le comunità open source e della sicurezza per trovare alternative meno restrittive.

Le nostre preoccupazioni


1. Controllo oltre lo Store di Google

Android è storicamente caratterizzato come una piattaforma aperta in cui utenti e sviluppatori possono operare indipendentemente dai servizi di Google. La politica di registrazione degli sviluppatori proposta modifica radicalmente tale rapporto, richiedendo agli sviluppatori che desiderano distribuire app tramite canali alternativi (i propri siti web, app store di terze parti, sistemi di distribuzione aziendali o trasferimenti diretti) di richiedere prima l’autorizzazione a Google attraverso una procedura di verifica obbligatoria, che prevede l’accettazione dei termini e delle condizioni di Google, il pagamento di una quota e il caricamento di un documento di identità rilasciato dal governo.

Ciò estende l’autorità di controllo di Google oltre il proprio marketplace, estendendola a canali di distribuzione in cui non ha alcun ruolo operativo legittimo. Gli sviluppatori che scelgono di non utilizzare i servizi di Google non dovrebbero essere costretti a registrarsi e a sottoporsi al giudizio di Google. Centralizzare la registrazione di tutte le applicazioni a livello mondiale conferisce inoltre a Google nuovi poteri per disattivare completamente qualsiasi app desideri, per qualsiasi motivo, per l’intero ecosistema Android.

2. Barriera all’ingresso e ostacolo all’innovazione

La registrazione obbligatoria crea ostacoli e barriere all’ingresso, in particolare per:

  • Gli sviluppatori individuali e i piccoli team con risorse limitate
  • I progetti open source che si basano su collaboratori volontari
  • Gli sviluppatori in aree geografiche con accesso limitato all’infrastruttura di registrazione di Google
  • Gli sviluppatori focalizzati sulla privacy che evitano gli ecosistemi di sorveglianza
  • La risposta alle emergenze e le organizzazioni umanitarie che richiedono un rapido intervento
  • Gli attivisti che lavorano per la libertà di Internet in paesi che criminalizzano ingiustamente tale lavoro
  • Gli sviluppatori in paesi o aree in cui Google non può consentire loro di registrarsi a causa di sanzioni
  • I ricercatori e gli accademici che sviluppano applicazioni sperimentali
  • Le applicazioni aziendali e governative interne che non sono mai state pensate per un’ampia distribuzione pubblica

Ogni ulteriore ostacolo burocratico riduce la diversità nell’ecosistema software e concentra il potere nelle mani di grandi attori affermati che possono assorbire più facilmente tali costi di conformità.

3. Problemi di privacy e sorveglianza

Richiedere la registrazione a Google crea un database completo di tutti gli sviluppatori Android, indipendentemente dal fatto che utilizzino o meno i servizi Google. Ciò solleva seri interrogativi su:

  • Quali informazioni personali devono fornire gli sviluppatori
  • Come queste informazioni saranno archiviate, protette e utilizzate
  • La possibilità che questi dati possano essere soggetti a richieste governative o procedimenti legali
  • La modalità con cui l’attività degli sviluppatori possa essere monitorata nell’intero ecosistema
  • L’impatto che comporta per gli sviluppatori che lavorano su applicazioni che tutelano la privacy o che sono politicamente sensibili

Gli sviluppatori dovrebbero avere il diritto di creare e distribuire software senza sottoporsi a inutili controlli o sorveglianza.

4. Rischi di applicazione arbitraria e chiusura dell’account

Gli attuali processi di revisione delle app di Google sono stati criticati per la scarsa trasparenza del processo decisionale, l’applicazione incoerente delle norme e i meccanismi di ricorso limitati. L’estensione di questo sistema a tutti i dispositivi certificati Android comporta i seguenti rischi:

  • Rifiuto arbitrario o sospensione senza chiara giustificazione
  • Sistemi automatizzati che prendono decisioni consequenziali con una supervisione umana insufficiente
  • Sviluppatori che perdono la possibilità di distribuire app su tutti i canali a causa di una singola decisione aziendale non verificabile
  • Considerazioni politiche o competitive che influenzano l’approvazione della registrazione
  • Impatto sproporzionato sulle comunità emarginate e applicazioni controverse ma legali

Un singolo punto di vulnerabilità controllato da una sola azienda è l’antitesi di un ecosistema software sano e competitivo.

5. Implicazioni anticoncorrenziali

Questo requisito consente a Google di raccogliere informazioni su tutte le attività di sviluppo Android, tra cui:

  • Quali app vengono sviluppate e da chi
  • Le strategie di distribuzione e modelli di business alternativi
  • Le minacce competitive ai servizi di Google
  • Le tendenze di mercato e preferenze degli utenti al di fuori dell’ecosistema di Google

Questa asimmetria informativa fornisce a Google notevoli vantaggi competitivi, le consente di anticipare, copiare e indebolire prodotti e servizi concorrenti e potrebbe sollevare numerose questioni in materia di antitrust.

6. Problemi normativi

Le autorità di regolamentazione di tutto il mondo, tra cui la Commissione Europea, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e le autorità garanti della concorrenza in diverse giurisdizioni, hanno esaminato con sempre maggiore attenzione la capacità delle piattaforme dominanti di privilegiare i propri servizi e limitare la concorrenza, richiedendo maggiore apertura e interoperabilità. Notiamo inoltre crescenti preoccupazioni circa l’intervento normativo che aumenta la sorveglianza di massa, ostacolando la libertà del software, l’apertura di Internet e la neutralità dei dispositivi.

Invitiamo Google a trovare modi alternativi per conformarsi agli obblighi normativi, promuovendo modelli che rispettino la natura aperta di Android senza aumentare il controllo dei gatekeeper sulla piattaforma.

Le misure esistenti sono sufficienti


La piattaforma Android include già diversi meccanismi di sicurezza che non richiedono la registrazione centrale:

  • Funzionalità di sicurezza a livello di sistema operativo, sandbox delle applicazioni e sistemi di autorizzazione
  • Avvisi utente per le applicazioni installate direttamente (o “sideloaded”)
  • Google Play Protect (che gli utenti possono scegliere di abilitare o disabilitare)
  • Certificati di firma dello sviluppatore che stabiliscono la provenienza del software

Non è stata presentata alcuna prova che queste misure di sicurezza siano insufficienti a continuare a proteggere gli utenti Android come hanno fatto per tutti i diciassette anni di esistenza di Android. Se la preoccupazione di Google è realmente la sicurezza piuttosto che il controllo, dovrebbe investire nel miglioramento di questi meccanismi esistenti anziché creare nuovi colli di bottiglia e centralizzare il controllo.

La nostra petizione


Invitiamo Google a:

  1. Abrogare immediatamenteil requisito obbligatorio di registrazione dello sviluppatore per la distribuzione a terze parti.
  2. Avviare un dialogo trasparentecon la società civile, gli sviluppatori e gli enti regolatori sui miglioramenti della sicurezza Android, nel rispetto dell’apertura e della concorrenza.
  3. Impegnarsi a favore della neutralità della piattaformaassicurando che Android rimanga una piattaforma realmente aperta in cui il ruolo di Google come fornitore della piattaforma non sia in conflitto con i suoi interessi commerciali.

Nel corso degli anni, Android si è evoluto in un’infrastruttura tecnologica fondamentale al servizio di centinaia di governi, milioni di aziende e miliardi di cittadini in tutto il mondo. Consolidare e centralizzare unilateralmente il potere di approvare il software nelle mani di un’unica azienda che può esimersi da una reale responsabilità e rendicontabilità è antitetico ai principi della libertà di pensiero, è un affronto al software libero, è una barriera insormontabile alla concorrenza ed è una minaccia universale alla sovranità digitale.

Imploriamo Google di invertire la rotta, porre fine al programma di verifica degli sviluppatori e iniziare a collaborare con la più ampia comunità degli sviluppatori per promuovere gli obiettivi di sicurezza senza sacrificare i principi di massima apertura in base ai quali è stato realizzato Android. La forza dell’ecosistema Android è storicamente basata sulla sua architettura aperta e Google deve impegnarsi per ripristinare il suo ruolo di fedele custode di tale fiducia.

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