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Un bieco commercio: la tratta di esseri umani per la rimozione di organi


La tratta di esseri umani per la sottrazione di organi è circondata da miti e idee sbagliate. Nei film, spesso viene rappresentata come una persona che si sveglia in una vasca piena di ghiaccio, a cui manca un rene. La realtà di questo crimine è molto più complessa.

La tratta di esseri umani per la rimozione degli organi è una forma di tratta in cui le persone vengono sfruttate per i loro organi. Sebbene le vittime spesso sembrino aver acconsentito all'asportazione dei loro organi, il loro consenso non è valido quando sono coinvolti inganno, frode o abuso di una posizione di vulnerabilità.
In tali casi, sono considerate vittime della tratta di esseri umani. I trafficanti, che di solito fanno parte di sofisticate reti criminali, traggono profitto vendendo questi organi a destinatari che non possono o non vogliono aspettare i trapianti legali.

Nel 2007, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che il 5-10% di tutti i trapianti in tutto il mondo utilizzava organi provenienti dal mercato nero. Tuttavia, con una popolazione globale in crescita e in invecchiamento, la globalizzazione di stili di vita e una maggiore mobilità, il numero effettivo potrebbe essere significativamente più alto.

La portata esatta di questa attività criminale rimane sconosciuta. Sono stati condotti pochi studi, poiché la natura clandestina del crimine rende difficile la raccolta e la verifica dei dati. Le vittime possono anche essere riluttanti a farsi avanti, poiché la vendita di organi costituisce un crimine nella maggior parte dei paesi.

La domanda di tratta di esseri umani per la rimozione di organi deriva in gran parte dalla carenza globale di organi disponibili per le procedure di trapianto etico. Sebbene ogni anno in tutto il mondo vengano eseguiti oltre 150.000 trapianti, ciò soddisfa meno del 10% della domanda globale.

La disperazione spinge i pazienti con insufficienza d'organo a ricorrere all'ottenimento di organi con mezzi illegali.

Il commercio di organi, che include la tratta di esseri umani per la rimozione degli organi, è un'attività criminale redditizia, che ammonta a una cifra compresa tra 840 milioni e 1,7 miliardi di dollari all'anno.

Gli organi più comunemente prelevati dalle vittime della tratta sono i reni, seguiti da porzioni di fegato.

I trafficanti operano in genere all'interno di reti globali complesse e sfuggenti, che richiedono un'infrastruttura sofisticata che coinvolge specialisti medici, coordinamento logistico e accesso alle strutture sanitarie. Si mettono in contatto con le loro vittime utilizzando annunci locali, social media o approcci diretti da parte di reclutatori, che possono essere essi stessi ex vittime o persone fidate all'interno della comunità della vittima.

Queste reti criminali sono altamente organizzate e flessibili, spesso funzionano come unità mobili o gruppi specializzati. I principali attori includono broker che coordinano la logistica, reclutano professionisti medici e preparano documenti fraudolenti. Per garantire operazioni fluide, si affidano a una vasta gamma di facilitatori come funzionari sanitari, amministratori ospedalieri, funzionari doganali e reclutatori locali.

Rilevare questo crimine può essere difficile, poiché i trafficanti spesso addestrano le vittime a fingere di essere imparentate con il destinatario per eludere i sospetti durante le valutazioni in ospedali o cliniche.

Le vittime di questa forma di traffico provengono in genere da contesti poveri, privi di istruzione e vulnerabili. I gruppi criminali organizzati prendono di mira in particolare disoccupati, migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Molti sono costretti, ingannati o vedono la vendita di organi come l'ultima risorsa per sfuggire alle loro terribili situazioni.

Sebbene alcune vittime ricevano un compenso economico limitato, molte non ricevono alcun denaro e talvolta nemmeno le cure post-operatorie. La maggior parte delle vittime sono uomini (due terzi dei casi segnalati che coinvolgono donatori di sesso maschile9.

Le conseguenze a lungo termine sulla salute delle vittime possono essere devastanti, e molte di loro sperimentano un forte declino delle condizioni fisiche dopo l'intervento chirurgico, insieme a stigmatizzazione e depressione. Gli impatti psicologici spesso portano a un ulteriore deterioramento del loro tenore di vita, intrappolandoli in un ciclo di povertà e cattive condizioni di salute.

L'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) fornisce assistenza tecnica e legislativa per rafforzare le risposte della giustizia penale alla tratta di esseri umani per la rimozione di organi. Per supportare gli operatori della giustizia penale, l'UNODC ha pubblicato il Toolkit sulle indagini e il perseguimento della tratta di esseri umani per l'espianto di organi (unodc.org/unodc/en/human-traff…), articolato in più Moduli, tra cui quell sulle Investigazioni e sui Procedimenti Penali.

#trafficodiorgani

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🐧 GUIDA FEDILUG: da Windows a Linux, ecco le TOP 6 DISTRIBUZIONI del 2026 🐧

🥇 UFFICIO ZERO LINUX 🇮🇹 Italiana al 100% 👥 Comunità nel Fediverso

🥈 LINUX MINT 🎯 Semplicità massima⚡️ Stabile e veloce

🥉 ZORIN OS 🪟 Uguale a Windows 😊 Transizione zero stress

🎨 POP!_OS 🖥 Per creativi & dev ⚡️ Produttività estrema

🌐 UBUNTU 🌍 La più diffusa 📚 Supporto infinito

🔴 FEDORA 🆕 Tecnologie aggiornate 📈 Per crescere

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🐧 Seguici nel gruppo FediLUG per altre guide: @linux@diggita.com


Guida alle migliori Distribuzioni Linux per Utenti Windows


Stai considerando Linux per la prima volta? Passare da Windows a Linux è un passo entusiasmante che sempre più utenti compiono. La maggior parte delle persone usa Windows per abitudine, ma prima o poi qualcuno si trova insoddisfatto e inizia a cercare alternative.

In questa guida non difenderemo né criticheremo alcun sistema operativo. Ognuno ha i suoi punti di forza e di debolezza. Quello che faremo sarà condividere le raccomandazioni più sensate se hai deciso di provare Linux per la prima volta.

Prima di Iniziare: Cambia il Tuo Approccio Mentale


Prima di compiere questo importante passo, ricorda che Linux non è "Windows gratuito" o "Windows migliore". È un sistema operativo diverso, con una filosofia diversa. Il segreto per un passaggio riuscito non è trovare una copia esatta di Windows, ma essere aperti a un modo di lavorare leggermente diverso che potrebbe rivelarsi più efficiente.

Distribuzioni Linux che Risultano Familiari agli Utenti Windows


Ecco opzioni consolidate che offrono un ambiente di lavoro e uno stile di interazione familiare, rendendo la transizione più semplice per chi proviene da Windows.

Ufficio Zero Linux


Ufficio Zero Linux merita una menzione speciale e una posizione di rilievo in questa guida, essendo una distribuzione italiana.Rappresenta la scelta ottimale per gli utenti italiani che vogliono passare da Windows a Linux.

Perché Ufficio Zero Linux è la scelta migliore per gli italiani:

Supporto in lingua italiana completo: A differenza di altre distribuzioni dove la traduzione italiana può essere incompleta o approssimativa, Ufficio Zero Linux è pensata fin dall'inizio per gli utenti italiani. Ogni elemento dell'interfaccia, della documentazione e del supporto è in italiano.

Comunità italiana attiva e accogliente: Uno degli aspetti più preziosi di Ufficio Zero Linux è la sua comunità italiana vivace e disponibile. Quando hai un problema o una domanda, puoi rivolgerti a persone che parlano la tua lingua, capiscono il tuo contesto e sono pronte ad aiutarti.

Supporto diretto dagli sviluppatori: Essendo un progetto italiano, hai accesso diretto al team di sviluppo che parla italiano. Non devi arrancare con l'inglese o affidarti a traduzioni automatiche per ottenere aiuto.

Integrazione con il Fediverso: Ufficio Zero Linux abbraccia pienamente la filosofia del software libero e dell'indipendenza dalle grandi corporation. La distribuzione integra strumenti e supporto per il Fediverso (la rete federata di social media liberi come Mastodon), permettendoti di comunicare in modo etico e rispettoso della privacy.

Gruppo italiano di sviluppatori e utenti: La community di Ufficio Zero Linux non è solo un forum di supporto, ma un vero e proprio gruppo di appassionati che condividono conoscenze, esperienze e contribuiscono attivamente allo sviluppo della distribuzione.

Ottimizzata per la Pubblica Amministrazione e le aziende italiane: Ufficio Zero Linux è stata progettata con particolare attenzione alle esigenze della PA italiana e delle PMI, con strumenti preconfigurati per la gestione documentale, la firma digitale e la conformità alle normative italiane.

Software preinstallato e configurato: La distribuzione include già tutto ciò di cui hai bisogno: LibreOffice completo in italiano, software per la gestione delle email, browser, strumenti multimediali e molto altro, tutto configurato e pronto all'uso.

Basata su solide fondamenta: Ufficio Zero Linux si basa su Linux Mint, una delle distribuzioni più stabili e affidabili nel mondo Linux, garantendoti un sistema robusto e sicuro.

Aggiornamenti regolari e supporto continuo: Il team italiano di sviluppo rilascia aggiornamenti regolari, correzioni di bug e nuove funzionalità, assicurandoti un sistema sempre aggiornato e sicuro.

Filosofia etica e rispetto della privacy: Ufficio Zero Linux non raccoglie dati degli utenti, non include telemetria o pubblicità, e rispetta completamente la tua privacy utilizzando come bowser di default librewolf che offre maggiori garanzie di sicurezza e privacy e l'integrazione di molti servizi etici dei Devol.

Verdetto: Se sei un utente italiano, Ufficio Zero Linux è senza dubbio la scelta più facile. Avrai supporto nella tua lingua, una comunità accogliente, sviluppatori accessibili e un sistema pensato per le esigenze italiane.

Linux Mint


Linux Mint si è guadagnato negli ultimi anni una solida reputazione come punto d'approdo perfetto per chi proviene da Windows. Semplicemente, è una scelta sicura e confortevole con cui è difficile sbagliare.

Perché scegliere Linux Mint:

Familiarità immediata del desktop: L'ambiente desktop predefinito Cinnamon segue un layout tradizionale con un pannello inferiore, vassoio di sistema e un menu nell'angolo in basso a sinistra. Non ti costringe a reimparare come usare il computer.

Usabilità prima di tutto: Mentre molte distribuzioni Linux mostrano tecnologie all'avanguardia, Linux Mint adotta un approccio più conservativo, concentrandosi su stabilità e prevedibilità. Non ci sono sorprese, le cose funzionano e basta.

Eccellente compatibilità hardware: Basato sulle versioni Ubuntu LTS, Mint beneficia di un ampio supporto driver già incluso. Wi-Fi, Bluetooth, stampanti e GPU funzionano tipicamente subito dopo l'installazione, il che corrisponde perfettamente alle aspettative degli utenti Windows di un sistema che "funziona e basta".

Gestione software intuitiva: Il Software Manager di Mint è pulito, semplice e ben organizzato. Installare programmi è facile quanto su Windows, se non di più.

Stabilità a lungo termine: Basandosi su Ubuntu LTS, ricevi aggiornamenti di sicurezza e stabilità per cinque anni, senza dover reinstallare il sistema.

Verdetto: Se sei il tipo di persona che preferisce giocare sul sicuro puoi scegliere Mint con la certezza di aver fatto la scelta giusta per una distro affermata.

Zorin OS


Zorin OS corteggia gli utenti Windows da anni e la sua popolarità sta crescendo rapidamente e con ottime ragioni visto che il suo design mira esplicitamente alla familiarità e alla facilità di transizione.

Perché scegliere Zorin OS:

Somiglianza visiva deliberata con Windows: Un punto di forza chiave di Zorin OS è la sua deliberata parità visiva e di interazione con Windows. Attraverso il suo sistema di layout, gli utenti possono selezionare disposizioni desktop che rispecchiano fedelmente Windows 10 o Windows 11, inclusa la posizione dei pannelli, la struttura del menu e il comportamento delle finestre.

Raffinatezza e coerenza: Il sistema enfatizza la lucidatura e la coesione. L'ambiente desktop è tematizzato con cura per apparire consistente e professionale attraverso i componenti di sistema e le applicazioni. Per gli utenti abituati all'uniformità visiva di Windows, questo si rivela spesso decisivo.

Supporto per applicazioni Windows: Zorin promuove il supporto integrato per eseguire applicazioni Windows tramite strumenti di compatibilità (Wine preconfigurato), il che può facilitare la transizione per gli utenti che dipendono ancora da software specifico solo per Windows.

Diverse edizioni: Zorin offre edizioni diverse per soddisfare vari bisogni, dalla versione Core gratuita alla Pro a pagamento con layout aggiuntivi e supporto premium.

Fondamenta Ubuntu LTS: Come Mint, è costruito su fondamenta Ubuntu LTS, garantendo ampio supporto hardware e accesso a un vasto repository di software.

Verdetto: Zorin OS è perfetto per chi vuole che il passaggio sia il meno traumatico possibile, con un'interfaccia che sembra quasi identica a Windows.

Distribuzioni Linux Consolidate con Desktop Moderni


Queste sono altre raccomandazioni per chi passa a Linux che offrono stabilità e affidabilità comprovate, introducendo però un'esperienza desktop diversa da quella a cui la maggior parte degli utenti Windows è abituata. Per molti questo rappresenta un elemento positivo in quanto diventa il primo vero "punto di rottura" (in senso positivo) dove diventa chiaro che Linux è semplicemente un Sistema Operativo diverso.

Pop!_OS


Pop!_OS è una distribuzione Linux sviluppata da System76, ed è anch'essa basata su Ubuntu. Ma ciò che la distingue è il suo ambiente desktop COSMIC sviluppato internamente.

Perché scegliere Pop!_OS:

Approccio diverso ma efficiente: Anche se il suo approccio differisce dalle distribuzioni esplicitamente modellate su Windows, Pop!_OS combina usabilità, prestazioni, affidabilità e design ponderato in modi che possono attrarre gli utenti Windows, specialmente quelli interessati a produttività ed efficienza.

Workflow pulito e organizzato: COSMIC enfatizza un flusso di lavoro pulito e organizzato, con funzionalità come un launcher applicazioni dedicate, workspace intuitivi, capacità di tiling (finestre affiancate automaticamente) e navigazione opzionale tramite tastiera. Per gli utenti disposti ad adottare un paradigma leggermente diverso, questo può risultare in un'esperienza più fluida ed efficiente rispetto a Windows.

Prestazioni eccellenti: Le prestazioni e il supporto hardware sono di prim'ordine, come ci si aspetta dato che eredita queste caratteristiche da Ubuntu.

Ottimizzato per creativi e sviluppatori: Pop!_OS include strumenti preinstallati per programmatori e creatori di contenuti, con driver NVIDIA e AMD già configurati.

Aggiornamenti automatici intelligenti: Il sistema di aggiornamento è progettato per non interrompere mai il tuo lavoro a differenza dei riavvii forzati di Windows.

Verdetto: Pop!_OS è ideale per chi vuole qualcosa di diverso da Windows ma altrettanto (se non più) produttivo, specialmente se lavori con grafica, video o programmazione.

Ubuntu


Infine, poiché molte distribuzioni menzionate sopra sono basate su Ubuntu, ha senso esaminare Ubuntu stesso. Rimane una delle distribuzioni Linux con la base utenti più ampia. Anche se non è più la scelta predefinita per molti utenti alla prima esperienza è ancora una delle opzioni più popolari e affidabili per chi passa da Windows a Linux.

Perché scegliere Ubuntu:

Versioni LTS (Long-term support): Giocano un ruolo chiave qui, fornendo agli utenti stabilità. Se opti per Ubuntu Pro, riceverai supporto affidabile e comprovato fino a 15 anni, contribuendo a garantire sicurezza a lungo termine e tranquillità.

Supporto hardware eccezionale: Il supporto hardware in Ubuntu è un altro grande vantaggio. Produttori OEM, fornitori cloud e vendor hardware certificano o targetizzano frequentemente Ubuntu in modo specifico, il che riduce gli attriti per i nuovi utenti che installano Linux su hardware consumer. Questo significa che qualsiasi hardware tu abbia probabilmente funzionerà perfettamente con questa distribuzione.

Comunità enorme: Essendo la distribuzione più popolare, troverai tutorial, guide e forum con risposte a praticamente qualsiasi domanda tu possa avere.

Software abbondante: Il repository Ubuntu contiene decine di migliaia di applicazioni gratuite installabili con un clic.

Desktop GNOME modificato: Per quanto riguarda il desktop, riceverai una versione modificata basata su GNOME, che non tenta di replicare il layout di Windows. Per alcuni utenti Windows questo può sembrare poco familiare all'inizio ma il design è internamente coerente e facile da comprendere una volta appresi i concetti di base.

Verdetto: Ubuntu è la scelta "universale" che funziona per tutti: principianti, professionisti, server e desktop. È affidabile, ben supportata e ha una comunità vastissima.

Fedora


Fedora merita una menzione speciale come distribuzione di punta sponsorizzata da Red Hat. A differenza delle distribuzioni basate su Ubuntu, Fedora offre un approccio diverso e più orientato alle tecnologie recenti.

Perché scegliere Fedora:

Tecnologie all'avanguardia: Fedora è spesso la prima distribuzione ad adottare le tecnologie Linux più recenti e moderne e quindi se vuoi sperimentare il futuro di Linux, Fedora è il posto giusto.

Desktop GNOME puro: A differenza di Ubuntu che modifica GNOME, Fedora offre l'esperienza GNOME originale e più aggiornata, con un workflow moderno e minimale.

Stabilità con innovazione: Anche se include software recente, Fedora mantiene standard di stabilità elevati e ogni versione è testata rigorosamente prima del rilascio.

Supporto eccellente per sviluppatori: Fedora include toolchain di sviluppo aggiornati e completi rendendola molto popolare tra programmatori e sistemisti.

Ciclo di rilascio regolare: Nuove versioni ogni 6 mesi circa con supporto per 13 mesi, questo significa che hai sempre accesso alle ultime funzionalità.

Fondamenta enterprise: Essendo il progetto upstream di Red Hat Enterprise Linux (RHEL), ciò che viene testato in Fedora diventa eventualmente parte di una delle distribuzioni enterprise più affidabili al mondo.

Sicurezza robusta: Fedora implementa misure di sicurezza moderne come SELinux abilitato di default.

Verdetto: Fedora è perfetta per chi vuole un sistema moderno, aggiornato e stabile, ed è disposto ad avere un'esperienza leggermente diversa da Windows. Ideale per utenti che vogliono crescere tecnicamente.

Menzione Speciale: KDE Plasma


C'è un grande assente dall'elenco sopra, e non è una distribuzione Linux, ma un ambiente desktop: KDE Plasma. Raffinato fino ai minimi dettagli, offre un'interfaccia che risulta immediatamente familiare agli utenti Windows. Sono sicuro che lo scoprirai presto e ti ritroverai rapidamente impressionato da quanto ha da offrire.

Molte delle distribuzioni menzionate sopra (come Fedora e Ubuntu) hanno versioni ufficiali con KDE Plasma (Fedora KDE Spin, Kubuntu), che combinano la solidità di queste basi con un desktop estremamente personalizzabile e simile a Windows.

Conclusioni


In questa guida hai trovato raccomandazioni molto diverse che altrove in quanto per questo articolo abbiamo scelto di evidenziare come Ufficio Zero Linux sia una scelta concreta per gli utenti italiani senza esperienza con linux, seguita da altre opzioni consolidate e affidabili che possono sembrare un po' conservative ma sono tutte distribuzione che permettono una transizione semplice. Qualunque delle opzioni tu scelga non potrai sbagliare vista l'altissima qualità di tutte.

Ecco un riepilogo rapido:

  • Ufficio Zero Linux: La scelta ideale per gli utenti italiani alla prima esperienza, ha supporto diretto in italiano e integrazione con il Fediverso
  • Linux Mint: La scelta più sicura e tradizionale, perfetta per chi vuole semplicità
  • Zorin OS: Windows su Linux, la transizione più morbida possibile
  • Pop!_OS: Per creativi, sviluppatori e chi vuole produttività al massimo
  • Ubuntu: La scelta universale, affidabile per tutti
  • Fedora: Moderna e innovativa per chi vuole crescere tecnicamente

Una cosa importante da tenere a mente: questo è solo il tuo punto di ingresso in Linux. Una volta che inizierai a sentirti sicuro e realizzerai che Linux offre innumerevoli possibilità e stili per soddisfare ogni gusto quasi certamente inizierai a sperimentare con distribuzioni diverse (spesso chiamato "distro hopping") mentre cerchi quella migliore.

Ma la verità è che non esiste "la migliore distribuzione Linux", se qualcuno afferma che esiste, vale la pena prenderlo con le pinze. Ciò che esiste è la distribuzione migliore per te, plasmata da due semplici fattori: le tue esigenze attuali e il tuo livello di esperienza tecnica.

Per gli utenti italiani, però, consigliamo di iniziare con Ufficio Zero Linux: avrai un vantaggio enorme grazie al supporto in italiano, alla comunità accogliente e agli sviluppatori disponibili anche nel fediverso su mastodon e con i video e guide su peertube.
Per avere invece assistenza con tutte le altre distribuzioni Linux è possibile contattare uno dei tanti Linux User Group locali.


Bene, questo è tutto. Speriamo di essere stati utili e di avervi dato una visione completa delle tue opzioni per iniziare l'avventura Linux!

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domanda da 1 milione di dollari 😃: con uzl ci puoi produrre musica ed elementi multimediali? Credo di si... mi confermate? 🙏
in reply to FediLUG Italia

Considera anche Pikaos. Debian base orientata al gaming ma ottima per l'uso quotidiano. Gui grafiche di gestione dell'installazione e del sistema e 4 personalizzazioni ( gnome, plasma, hyperland e Niri). Hyprland gia configurata e pronta all'uso.

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Criminalità transfrontaliera ambientale: il Governo italiano si predispone ad accogliere la nuova normativa europea


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Foti e di quello della giustizia Nordio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo, recante l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, che istituisce un quadro penale comune per i reati ambientali nell'Unione. La direttiva europea mira a rafforzare la tutela dell'ambiente, in linea con gli obiettivi di protezione della qualità dell'aria, dell'acqua, del suolo, degli ecosistemi, della fauna e della flora, e sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.

L’intervento normativo italiano di recepimento è volto a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, tenendo conto dell’accresciuta rilevanza dei fenomeni di degrado ambientale, della perdita di biodiversità e degli effetti dei cambiamenti climatici, nonché della dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale.
Si introducono modifiche al Codice penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. Inoltre, si rafforzano le circostanze aggravanti, si precisa la nozione di condotta abusiva e si adegua il trattamento sanzionatorio, in coerenza con le indicazioni della direttiva europea.

Il provvedimento amplia il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231), e adegua la disciplina delle sanzioni, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività.

Al fine di assicurare la cooperazione e il coordinamento più efficaci e tempestivi tra tutte le autorità competenti coinvolte nella prevenzione e nella lotta contro i reati ambientali, si istituisce presso la Procura generale presso la Corte di cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale. Di tale Sistema fanno parte: il Procuratore generale presso la Corte di cassazione; i Procuratori generali presso le Corti d’appello; il Procuratore nazionale antimafia.
Entro il 21 maggio 2027, il Parlamento elabora e pubblica la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali. Tale documento programmatico, aggiornato ogni tre anni, definirà gli obiettivi prioritari della politica nazionale, valuterà le risorse necessarie e promuoverà misure per innalzare la consapevolezza pubblica sulla tutela ambientale.

#ambiente #reatitransnazionali #UE

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Importante operazione di polizia contro una banda criminale internazionale chiamata Black Axe (Ascia Nera)



L'Operazione


La polizia spagnola, in collaborazione con le autorità tedesche e l' #Europol (l'agenzia europea di coordinamento delle forze di polizia), ha arrestato 34 persone collegate a questa organizzazione criminale. La maggior parte degli arresti è avvenuta a Siviglia, in Spagna.

Cos'è Black Axe?


Black Axe è un vasto gruppo criminale organizzato nato in Nigeria ma ora attivo in tutto il mondo. Immaginatela come una società criminale con:
- gerarchia rigida (come una struttura aziendale con capi e dipendenti);
- circa 30.000 membri registrati in tutto il mondo;
- divisa in "zone" come sedi di franchising (60 in Nigeria, 35 a livello internazionale);
- circa 200 membri per zona.


Le loro attività criminali


Il gruppo guadagna denaro attraverso varie operazioni illegali:
- frodi informatiche (truffe online e reati finanziari);
- traffico di droga (vendita di droghe illegali);
- tratta di esseri umani e prostituzione;
- altri reati come rapimenti e rapine a mano armata.

Guadagnano miliardi di euro all'anno attraverso molte piccole truffe che si sommano.


Money Mules


La rete operava principalmente tramite truffe Man-in-the-Middle (MITM), in particolare con il metodo Business Email Compromise (BEC), intercettando le comunicazioni tra aziende per modificare i dati bancari e dirottare pagamenti di importo elevato.
Una parte fondamentale della loro attività consiste nel reclutare "money mules", ovvero persone povere e disoccupate (per lo più spagnole in questo caso) che vengono ingannate o costrette ad aiutare a spostare il denaro rubato attraverso i loro conti bancari. Questi individui vulnerabili spesso non si rendono conto di aiutare i criminali.
Attività aggiuntive: oltre alle truffe, sono accusati di riciclaggio di denaro, traffico illecito di veicoli (tramite società fittizie e prestanome) e ricorso a minacce e intimidazioni durante la riscossione dei pagamenti.

Risultati


La polizia ha congelato/sequestrato circa 185.000 € e ritiene che questa rete abbia causato danni per frode per oltre 5,93 milioni di €.

#BlackAxe
@Attualità, Geopolitica e Satira

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Il trattato delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica


Con oltre il 60% della popolazione mondiale connessa a Internet, la sfera digitale si sta espandendo rapidamente. Questa connettività senza precedenti offre immense opportunità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza informatica, poiché le minacce si evolvono parallelamente ai progressi tecnologici. Il crescente costo della criminalità informatica, stimato in migliaia di miliardi di dollari all'anno, sottolinea l'urgente necessità di sforzi internazionali coordinati come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica.

Cos'è la criminalità informatica?

La criminalità informatica comprende un'ampia gamma di reati che rientrano in due grandi categorie: criminalità informatica e criminalità informatica-dipendente. I reati informatici includono le attività criminali tradizionali condotte online, come il traffico di esseri umani, la frode e l'incitamento alla violenza e all'odio. I reati informatici-dipendenti sono quelli commessi tramite dispositivi ICT (Information and Communication Technology), tra cui phishing, furto di identità e distribuzione di malware e ransomware. Gli autori spaziano da singoli criminali a reti organizzate, tutti sfruttando l'anonimato e l'accessibilità del mondo digitale.

Questi reati trascendono i confini geografici, prendendo di mira sistemi, reti e individui con una velocità ed efficienza senza precedenti. Spaziano da violazioni della sicurezza nazionale su larga scala, come lo spionaggio e gli attacchi Distributed Denial-of-Service (DDoS), a molestie mirate ai danni di gruppi emarginati. Le popolazioni vulnerabili, tra cui donne e ragazze, bambini, comunità LGBTQI+ e minoranze etniche e religiose, sono colpite in modo sproporzionato dalle minacce online, tra cui incitamento all'odio, violazioni della privacy e campagne di disinformazione.

Ad esempio, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle questioni delle minoranze ha riferito che il 70% o più dei crimini d'odio sui social media prende di mira le minoranze, una cifra in continua crescita. Il rapporto rileva inoltre che i membri di questi gruppi hanno maggiori probabilità di subire restrizioni o rimozioni di contenuti da parte dei sistemi di moderazione dei social media.

I paesi in via di sviluppo, spesso privi di solide infrastrutture di sicurezza informatica, rimangono particolarmente vulnerabili. La scarsa consapevolezza dei rischi informatici e le risorse insufficienti rendono gli individui in queste regioni facili bersagli per crimini come il phishing, il furto di identità e la disinformazione.

Nel frattempo, tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale e i deepfake pongono nuove sfide, consentendo sofisticate campagne di disinformazione e sollevando interrogativi sulla privacy. L'ascesa dell'intelligenza artificiale generativa ha anche introdotto complesse questioni relative alle leggi sul copyright, poiché i contenuti generati dall'intelligenza artificiale sfidano le nozioni tradizionali di paternità e proprietà intellettuale.

Cos'è la sicurezza informatica?

La sicurezza informatica si riferisce alle strategie, alle politiche, alle procedure, alle pratiche e alle misure progettate per identificare minacce e vulnerabilità, impedire che le minacce sfruttino le vulnerabilità, mitigare i danni causati da minacce materializzate e salvaguardare persone, proprietà e informazioni.

In parole povere, la sicurezza informatica funge da fortezza digitale, proteggendo individui e organizzazioni dagli attacchi che mirano a sfruttare la loro presenza online.

Le misure di sicurezza informatica mirano a salvaguardare i dati sia individuali che aziendali prevenendo le violazioni, rilevando le minacce, rispondendo efficacemente e ripristinando gli incidenti informatici. In un mondo sempre più connesso, una solida strategia di sicurezza informatica è essenziale per preservare la privacy, la fiducia e la sicurezza.

Cos'è la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica?

La Convenzione sulla criminalità informatica, recentemente adottata, ufficialmente denominata Convenzione sulla criminalità informatica: rafforzamento della cooperazione internazionale per combattere i crimini commessi tramite sistemi ICT, è il primo trattato internazionale di giustizia penale ad essere negoziato in oltre 20 anni.

Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, fino ad ora non esisteva una convenzione sulla criminalità informatica negoziata e adottata a livello globale. Con la nuova Convenzione sulla criminalità informatica, si prevede che le risposte alla criminalità informatica saranno più rapide, meglio coordinate ed efficaci, rendendo più sicuri sia il nostro mondo digitale che quello fisico.

La convenzione crea un quadro e una piattaforma globali senza precedenti per la collaborazione nella lotta alla criminalità informatica, tutelando al contempo i diritti umani e garantendo che gli spazi digitali globali siano protetti, inclusivi e adattabili alle minacce emergenti.

Oltre alla sua dimensione giuridica, la convenzione dà priorità all'inclusività e all'equità, offrendo un supporto fondamentale per lo sviluppo delle capacità ai paesi con risorse limitate. Riconosce che la sicurezza informatica non è solo una questione tecnica, ma un imperativo per i diritti umani, garantendo protezione alle comunità emarginate.

La Convenzione è stata aperta alla firma il 10 ottobre 2025 a Hanoi, in Vietnam, dove 65 paesi hanno firmato il trattato.
La firma rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2026. Essa si distingue dalla Convenzione di Budapest, sviluppata dal Consiglio d’Europa, per la sua natura globale e inclusiva, essendo stata negoziata con la partecipazione di 155 paesi, tra cui numerosi Stati del “Sud globale” che non avevano partecipato ai negoziati precedenti.

Quando i paesi firmano la Convenzione sulla criminalità informatica, stanno segnalando la loro intenzione di aderirvi. La ratifica è un passo cruciale in cui i paesi "fanno quello che promettono", ottenendo l'approvazione interna e garantendo che le leggi nazionali siano allineate ai requisiti della convenzione. Questa particolare convenzione richiede la ratifica di almeno 40 Stati membri delle Nazioni Unite prima di diventare diritto internazionale. Una volta che il 40° paese avrà ratificato, ci vorranno altri 90 giorni prima che la convenzione diventi giuridicamente vincolante per tutti coloro che vi hanno aderito.

#criminalitàinformatica #ONU #NazioniUnite

@Politica interna, europea e internazionale

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FediLUG Italia, il Linux User Group del Fediverso diventa un gruppo ufficiale nazionale riconosciuto!! :fedilug: lugmap.linux.it/Italia/

Un enorme grazie a @ItaLinuxSociety e a tutte le persone appassionate, ai divulgatori e agli sviluppatori che in questi mesi hanno scelto di collaborare e di costruire un gruppo concreto per promuovere GNU/Linux dentro il Fediverso!

Happy GNU Year a tutti e seguiteci nel gruppo 👉 @linux@diggita.com

Oppure iscrivetevi alla newsletter 👉 fedilug.it

#UnoLinux


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Le autorità italiane e rumene hanno sequestrato beni per un valore di oltre 40 milioni di euro a un individuo sospettato di essere affiliato a famiglie mafiose.

Eurojust ha garantito che il congelamento avvenisse simultaneamente in entrambi i Paesi.


Le indagini sull'indagato italiano, già testimone di giustizia, hanno portato alla luce i suoi legami con la famiglia Santapaola-Ercolano e il clan Cappello Bonaccorsi. L'uomo sarebbe coinvolto nel riciclaggio di beni propri e mafiosi attraverso beni acquistati a proprio nome e a nome dei suoi familiari. Licenze e negozi per scommesse e giochi online nelle province di Catania e Siracusa, in Italia, nonché criptovalute, sono stati utilizzati per riciclare ingenti profitti illeciti.

Alcuni dei beni, tra cui immobili e automobili, sono stati acquistati in Romania. Di conseguenza, le autorità italiane e rumene hanno dovuto collaborare per garantire il congelamento dei beni. Tramite #Eurojust, è stato predisposto senza indugio un certificato di congelamento. Il coordinamento di Eurojust ha consentito il congelamento simultaneo in Italia e Romania, garantendo che l'indagato o i suoi affiliati non potessero spostare alcun bene.

Il Rappresentante Nazionale per l'Italia, dott. Filippo Spiezia, e la Rappresentante Nazionale per la Romania, la dott.ssa Daniela Buruiana, hanno commentato congiuntamente il successo dell'operazione: "Per combattere efficacemente la criminalità organizzata, dobbiamo colpire i criminali dove fa più male. Solo sequestrando i loro beni, siamo in grado di smantellare le fondamenta su cui si fonda la criminalità organizzata. Questo caso merita una menzione speciale per la sua intrinseca complessità, in cui la cooperazione giudiziaria tra l'autorità giudiziaria italiana e quella rumena è stata fondamentale per garantire l'esecuzione di un provvedimento di congelamento non basato su una condanna, in vista della confisca. Abbiamo assistito a molti casi in cui i criminali trasferiscono i loro beni in tutto il mondo per passare inosservati. Una solida cooperazione giudiziaria internazionale per collegare i beni e agire è essenziale per garantire che non possano nascondersi per ottenere giustizia".

I beni, per un valore di oltre 40 milioni di euro, includono 20 società di scommesse operanti nel settore delle scommesse, del gioco online o immobiliare; 89 immobili in Italia e Romania; 2 auto; 20 conti bancari e denaro contante.

Le azioni sono state eseguite da:

per l'Italia: Tribunale di Catania; Guardia di Finanza - Dipartimento Economico Finanziario di Catania
per la Romania: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bucarest

@Attualità, Geopolitica e Satira

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Nel 1991 uno studente avviò un progetto “per hobby” nato dall’impossibilità di permettersi una costosa licenza Unix in grado di funzionare sul suo PC. All’epoca scrisse in mailing list che quel progetto non sarebbe mai diventato nulla di “grande o professionale”

Si sbagliava.

Oggi compie 56 anni e Linux è ovunque, (seguilo su @linux@diggita.com) lo stesso autore ha dato vita a Git, uno degli strumenti fondamentali dello sviluppo software su cui si basa anche forgejo.it (chiedeteci un account)

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In Cina arrivano i robot-poliziotto ed i poliziotti veri si dotano di occhiali smart



yewtu.be/watch?v=vvDyxYAQiyQ

La città di Hangzhou ha introdotto Hangxing No. 1, un robot poliziotto alto 1,8 metri, progettato per gestire il traffico in uno dei crocevia più affollati della città, all'incrocio tra Binsheng Road e Changhe Road nel distretto di Binjiang.

Il robot è in grado di controllare il traffico, rilevare infrazioni e avvisare verbalmente i trasgressori. Dotato di telecamere ad alta definizione e sensori avanzati, può emettere un fischio e si integra direttamente con i semafori per sincronizzare i segnali di stop e via.

Attualmente, è in grado di individuare ciclisti senza casco, pedoni che attraversano fuori dalle strisce pedonali e altre violazioni stradali. Le autorità locali hanno chiarito che il robot non sostituirà i poliziotti umani, ma li supporterà. In futuro, sarà equipaggiato con un modello di linguaggio avanzato (LLM) per fornire indicazioni più dettagliate e interagire con i cittadini.

Hangxing No. 1 fa parte di una serie di progetti simili in Cina: a Shenzhen, il modello PM01 di EngineAI assiste già gli agenti, mentre a Wenzhou è attivo il robot sferico RT-G. Anche Chengdu ha adottato un robot umanoide per la gestione del traffico a partire da giugno.

L’evoluzione di questi sistemi è rapida: basti pensare al modello AnBot, operativo all’aeroporto di Shenzhen dal 2016, che oggi appare quasi obsoleto rispetto alle nuove soluzioni come Hangxing No. 1, che combinano robotica avanzata e intelligenza artificiale per una gestione del traffico urbano più sicura e tecnologica.

Intanto, a Changsha, nella provincia dell’Hunan, la polizia stradale ha avviato l’uso di occhiali intelligenti basati sull’intelligenza artificiale per identificare veicoli e conducenti in tempo reale, riducendo drasticamente i tempi delle verifiche.

L’annuncio ufficiale, diffuso il 13 dicembre dal dipartimento di gestione del traffico del Changsha Municipal Public Security Bureau, sottolinea che i dispositivi, sebbene esteticamente simili a occhiali normali, offrono un notevole vantaggio operativo. Leggeri e compatti, consentono agli agenti di indossarli per interi turni senza disagi. Non appena un veicolo passa davanti all’agente, le informazioni principali vengono visualizzate direttamente su uno schermo integrato in pochi secondi, senza la necessità di fermarsi o consultare dispositivi esterni.

Il sistema si basa su una fotocamera grandangolare da 12 megapixel, supportata da un algoritmo di stabilizzazione predittiva delle immagini, che garantisce riprese nitide anche in movimento o in condizioni di traffico intenso. Con un’autonomia dichiarata di otto ore, i dispositivi coprono interamente un turno di servizio. Uno dei punti chiave è il riconoscimento automatico delle targhe, che funziona anche offline e raggiunge un’accuratezza superiore al 99%, con tempi di risposta inferiori al secondo. Gli occhiali sono progettati per operare efficacemente sia di giorno che di notte, adattandosi a diverse condizioni di illuminazione.

Una volta identificato il veicolo, il dispositivo si collega in tempo reale ai database della pubblica sicurezza, permettendo all’agente di visualizzare immediatamente dati come la registrazione del mezzo, lo stato delle revisioni, eventuali infrazioni o segnalazioni precedenti. Tutto avviene senza contatto diretto con il conducente, riducendo la necessità di fermare i veicoli per controlli di routine.

Le funzionalità non si limitano al riconoscimento delle targhe: gli occhiali supportano anche il riconoscimento facciale, la traduzione vocale in tempo reale in oltre dieci lingue e la registrazione video sul posto, utile per la documentazione degli interventi e per eventuali verifiche successive. Questi strumenti sono pensati per semplificare il lavoro degli agenti e aumentare la sicurezza durante le operazioni su strada. Secondo le autorità di Changsha, i tempi di ispezione di una singola corsia sono scesi da circa 30 secondi a uno o due secondi, riducendo il carico di lavoro manuale, l’affaticamento degli operatori e rendendo i controlli più rapidi e meno invasivi per gli automobilisti.

@Attualità, Geopolitica e Satira

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🎄💻 Hai ricevuto un computer (per le feste o anche prima) e stai pensando di installarci Linux, per te o per i tuoi figli/nipoti?

👉 Scrivici subito le tue domande!

Stiamo raccogliendo i quesiti per una diretta livestream dedicata e/o una guida pratica che pubblicheremo appena finite le abbuffate delle feste 😄

🔥 Non restare solo davanti al pinguino, segui o aggiungi il tag @linux@diggita.com alla tua domanda e 900 utenti possono aiutarti subito su installazione, distro, sicurezza, scuola, gaming, vecchi PC

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
in reply to FediLUG Italia

non per regalo, ma ne ho recuperato un laptop vecchiotto. In giro ho letto un entusiasta che mi ha consigliato Arch Linux, dopo che Ubuntu e Lubuntu non riuscivano manco ad avviarsi. Diceva che seguendo la wiki sarebbe stato facile. All'inizio tutto bene, sono arrivato al boot manager, e lì buio! Mi ha dato seimila opzioni ognuna che rimandava a pagine che usavano termini oscuri. Per cui a me sarebbe utile capire tutto quel che serve per arrivare dal POST al caricamento del SO.
in reply to MasMas

@MasMasMas arch linux è una distribuzione per esperti, è vero che è leggera ma serve essere un sistemista per poterla installare.
Strano però che lubuntu non riesca ad avviarsi, di solito è quella che va quasi ovunque.
Ti consigliamo allora di usare @ufficiozero nella versione "Lorena" che ha un supporto anche per hardware particolari.
Oppure la versione "minimal" che è molto leggera.
Le puoi scaricare da qui: ufficiozero.org/index.php?alia…

nel caso di problemi puoi usare il forum di UZ 😀

in reply to FediLUG Italia

sono recentemente entrato in possesso di un miniPC e, leggendo un po' di guide, stavo cercando di capire quale potesse essere il prossimo passo dopo la mia prima esperienza con Linux Mint. Ho notato molti commenti positivi in favore di Debian, Fedora e Kubuntu, che ho già caricato su una USB per una prova in live: cosa dovrei guardare, secondo voi, per capire la differenza in ambiente OS?
in reply to iagomago

@iagomago
Ci sono dei gradi di difficoltà nelle distribuzioni linux. Alcune sono immediate e userfriendly altre sono molto complicate. Mint e Zorin os sono tra quelle semplici. X iniziare e avere un prodotto facile e con un buon supporto della comunità ti consiglio Mint al primo posto e poi zorin os.
- Mint xfce computer molto vecchio con hardware scarso (meno di 4gb di ram)
- Mint Mate come xfce ma con un ambiente più curato
- Mint cinnamon almeno 8gb di ram.Ambiente molto curato

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<img class=" title=":linux:"/> Nel 2000, Steve Jobs offrì a Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux, un posto in Apple a condizione che interrompesse il suo lavoro su Linux.

:linus: Torvalds rifiutò l’offerta, spiegando di non apprezzare il kernel di macOS e ribadendo il suo impegno verso lo sviluppo open source; ancora oggi continua a guidare attivamente il progetto Linux.

:fedilug: Segui i progetti Linux nel gruppo italiano del fediverso: @linux@diggita.com

#UnoLinux #Linux #linustorvalds #SteveJobs #Apple


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In Ecuador non cessa la violenza ed a farne le spese sono anche calciatori professionisti


L'Ecuador è travolto da una crisi di violenza (legata anche al calcio): Mario Pineida, difensore 33enne ed ex nazionale (foto), è stato ucciso il 17 dicembre insieme alla compagna in una macelleria di Guayaquil (rainews.it/articoli/2025/12/ec…)

Si tratta del quinto omicidio legato al mondo calcistico nel 2025, tutti collegati alle scommesse clandestine controllate dalla criminalità organizzata.
A settembre erano stati assassinati tre calciatori (Maicol Valencia, Leandro Yépez e Jonathan González), quest'ultimo minacciato per perdere una partita. A novembre è stato ucciso Miguel Nazareno, appena 16enne e considerato un talento promettente. Altri tre professionisti sono sopravvissuti ad attacchi armati.

Lo Stato ecuadoriano, già impegnato a gestire proteste sociali, non riesce a contenere il fenomeno, lasciando i calciatori esposti a un pericolo costante. Con la qualificazione ai Mondiali 2026, si spera che la vetrina internazionale possa sensibilizzare FIFA e comunità globale verso contromisure concrete, pari a quelle prese da UEFA ed Europol (noblogo.org/cooperazione-inter…), sì da evitare tragedie come quella del calciatore colombiano Andrés Escobar nel 1994.

Questi era un difensore della nazionale colombiana che durante il Mondiale 1994 negli Stati Uniti segnò un'autorete nella partita contro gli USA (foto), contribuendo all'eliminazione della Colombia dal torneo. Dieci giorni dopo il ritorno in patria, nella notte del 2 luglio 1994, Escobar fu assassinato nel parcheggio del locale "El Indio" a Medellín. 1. Secondo le ricostruzioni, i suoi aggressori gli avrebbero detto "Grazie per l'autogol" prima di sparargli a bruciapelo (ricevette 12 colpi di pistola).
L'omicidio fu attribuito a Humberto Muñoz Castro, una ex guardia giurata, e il movente fu legato alle grandi perdite subite dal giro di scommesse clandestine a causa di quell'autorete. Castro fu inizialmente condannato a 43 anni, ma la pena fu ridotta e venne rilasciato nel 2005 dopo 11 anni di carcere.

#Ecuador #calcio #scommesse

@Attualità, Geopolitica e Satira


Il calcio è vulnerabile allo sfruttamento criminale.


Il calcio è vulnerabile allo sfruttamento criminale. Europol è pronta a sostenere la UEFA, anche sulla base della Convenzione di Macolin


Qualche giorno orsono #Europol e #UEFA (organo di governo del calcio europeo) hanno rinnovato ed esteso il loro Memorandum of Understanding, incentrato sulla prevenzione e la lotta alla criminalità tutelando al tempo stesso l'integrità del calcio europeo.

Il memorandum è stato firmato nella sede della UEFA a Nyon dal direttore esecutivo di Europol, Catherine De Bolle, e dal presidente della UEFA, Aleksander Čeferin. Europol e UEFA si sono impegnate a cooperare in attività e progetti congiunti. La partnership migliorerà le indagini, la condivisione delle informazioni e il supporto di esperti per le 55 federazioni affiliate alla UEFA.

L’accordo si basa sulla già esistente cooperazione tra le istituzioni, soprattutto nella lotta contro le partite truccate, ampliandone al tempo stesso la portata ad altre minacce legate alla criminalità organizzata. La cooperazione si concentra sullo scambio di informazioni e sulla condivisione di conoscenze nei settori dei principali eventi calcistici, della corruzione sportiva, delle partite truccate e del riciclaggio di denaro, del razzismo, della xenofobia e dell'estremismo violento, nonché delle attività illegali legate allo streaming o alla trasmissione illegali di contenuti audiovisivi. La cooperazione si estende all'individuazione di transazioni e attività sospette nei settori dei trasferimenti di giocatori di calcio, degli investimenti nelle squadre di calcio, dello scambio di attività finanziarie legate al calcio e delle scommesse sportive.

Anche l'assegnazione e l'organizzazione di competizioni sportive possono essere oggetto di abuso da parte dei criminali per riciclare proventi illeciti o per scopi di corruzione e rientrano quindi anche tra i possibili ambiti di cooperazione.


La “manipolazione” delle competizioni. Una definizione giuridica


Secondo la definizione giuridica, la manipolazione della competizione o la combine è “un'azione, un'omissione o un'inganno intenzionale volti a alterare impropriamente il risultato o lo svolgimento di una competizione sportiva al fine di eliminare in tutto o in parte la natura imprevedibile della competizione stessa, al fine di ottenere un indebito vantaggio per sé o per altri” (Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive, 2014, leggi sotto).

La manipolazione della competizione, nota anche come combine, si verifica quando il risultato di un torneo o di una competizione viene deciso in anticipo, in parte o completamente, e la partita viene giocata per garantire l'esito predeterminato. Ciò è contrario alle regole del gioco e spesso alla legge. Il motivo più comune per cui si ricorre alla combine è ottenere un compenso dagli scommettitori, ma le squadre possono anche intenzionalmente ottenere prestazioni scadenti per ottenere un vantaggio futuro, come, sulla carta, un avversario meno promettente in uno spareggio. Parimenti, la manipolazione della competizione si verifica quando un partecipante a una competizione sportiva (ad esempio un atleta, un allenatore, un giudice o un arbitro, ecc.) consapevolmente non ottiene risultati soddisfacenti o prende deliberatamente decisioni sbagliate che influenzano il risultato o l'andamento di una competizione, al fine di ottenere un beneficio indebito (solitamente un vantaggio sportivo o finanziario).

La Convenzione di Macolin


La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive, comunemente nota come Convenzione di Macolin, è l'unico trattato internazionale giuridicamente vincolante specificamente concepito per prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive.

È stata stipulata a Macolin/Magglingen, in Svizzera, il 18 settembre 2014 ed è entrata in vigore il 1° settembre 2019, a seguito della ratifica da parte di cinque Stati, tre dei quali membri del Consiglio d'Europa.

La Convenzione mira a proteggere l'integrità dello sport e l'etica sportiva promuovendo il coordinamento nazionale e la cooperazione internazionale contro la manipolazione, sia essa legata ad attività criminali, scommesse sportive o altri motivi.

La Convenzione di Macolin stabilisce un quadro giuridico completo che impone agli Stati firmatari di attuare misure per combattere la manipolazione, tra cui l'identificazione dei rischi, la definizione di leggi e procedure necessarie e la promozione della cooperazione tra autorità pubbliche, organizzazioni sportive e operatori di scommesse.

Prevede la criminalizzazione della manipolazione da parte di persone fisiche e giuridiche, garantendo che le sanzioni disciplinari degli organismi sportivi non escludano la responsabilità penale, civile o amministrativa. Il trattato impone inoltre agli Stati di istituire piattaforme nazionali che fungano da centri di informazione per il monitoraggio e l'analisi di attività di scommesse sospette e di comunicare le coordinate di tali piattaforme e delle autorità responsabili al Consiglio d'Europa.

La convenzione definisce la manipolazione della competizione come un'intesa, un atto o un'omissione intenzionale volta a alterare impropriamente il risultato o lo svolgimento di una competizione per ottenere un indebito vantaggio, eliminando così la natura imprevedibile dello sport.

Fornisce una tipologia per diverse forme di manipolazione, tra cui l'interferenza diretta in un evento sportivo (Tipo 1), la modifica dell'identità o dei dati personali di un atleta (Tipo 2) e le modifiche non conformi relative all'attrezzatura, alle superfici di gioco o alla fisiologia dell'atleta (Tipo 3).

Questo quadro normativo mira a promuovere una comunicazione più chiara e a fornire una base statistica uniforme per l'identificazione dei rischi e delle minacce emergenti.

A novembre 2025, la Convenzione di Macolin è stata ratificata da Belgio, Francia, Grecia, Islanda, Italia, Lituania, Norvegia, Portogallo, Repubblica di Moldavia, San Marino, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ucraina. È stata firmata anche da altri 41 Stati europei, oltre che da Australia e Marocco. Il nostro Paese ha aderito alla Convenzione, sottoscrivendola il 7 aprile 2016 ed approvandola in via definitiva al termine del percorso parlamentare l'11 aprile 2019; il 16 maggio 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il Comitato di monitoraggio della Convenzione, responsabile del monitoraggio dell'attuazione, comprende rappresentanti degli Stati firmatari e di altri organismi competenti e può effettuare visite per valutarne il rispetto.

La Convenzione è aperta alla ratifica sia degli Stati membri del Consiglio d'Europa che di Stati non membri, a dimostrazione della sua portata globale.


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Nel 2022 creammo la lista con i 19 account di distro #linux presenti su mastodon: mastodon.uno/@linux/1095072819…

Ecco altri 20 nuovi account ufficiali su #Mastodon:

💻 @LubuntuOfficial

💻 @edubuntu

💻 @ubuntubudgie

💻 @ubuntusway

💻 @pop_os_official

💻 @alpinelinux

💻 @KaisenLinux

💻 @archlinux

💻 @garuda

💻 @opensuse

💻 @kalilinux

💻 @rockylinux

💻 @almalinux

💻 @chimera_linux

💻 @serpentos

💻 @nixos_org

💻 @vanillaos

💻 @UniversalBlue

💻 @Solus

💻 @devuan

💻 @ufficiozero

💻 @linuxmint

Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale
FediLUG Italia

@bradipo un po' in ritardo ma MX Linux è elencata qua: mastodon.uno/@linux/1095072819…

sono tante le distro su mastodon, non ci stanno tutte su un messaggio da 500 caratteri ;)

Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale
FediLUG Italia
@giuseppegv grazie, aggiunto anche linux mint!

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La Tratta di Esseri Umani: Una Minaccia Globale in Crescita. Il focus dell’INTERPOL sulle scam cities, i “centri truffa” che ingannano con falsi annunci di lavoro, costringendo gli sfruttati a inviare messaggi truffaldini online


L'INTERPOL combatte la tratta di esseri umani, un crimine organizzato che colpisce decine di migliaia di persone vulnerabili ogni anno, con numeri che nel 2023 hanno superato i livelli pre-pandemici.

Le vittime principali sono donne e bambini (75% del totale), con i bambini che rappresentano ben il 38% delle vittime registrate. I più colpiti sono poveri, migranti, rifugiati e apolidi, spesso sfruttati sessualmente o costretti al lavoro forzato.

Dal 2022 è emersa una nuova forma di tratta: i "centri truffa" (scam centres, o anche scam city) nel Sud-Est asiatico, dove le vittime vengono ingannate con falsi annunci di lavoro e costrette a inviare messaggi truffaldini online. È stato un Purple Notice – avvertimento di un nuovo modus operandi criminale – e successivamente un Orange Notice – avvertimento di una grave minaccia alla sicurezza umana - che ha reso l’INTERPOL la prima organizzazione ad allertare il mondo sull’aumento e poi sulla globalizzazione dei centri di truffa, il contesto per una forma emergente, crescente e scioccante di tratta di esseri umani.

Nel marzo 2022, durante un'operazione dell'INTERPOL nel Sud-Est asiatico, le autorità hanno scoperto che persone provenienti da vari paesi venivano ingannate attraverso false offerte di impiego e portate in strutture fraudolente in Cambogia.

Una volta giunte a destinazione, queste persone si trovavano costrette a cedere i loro documenti di identità, venivano imprigionate e obbligate a partecipare ad attività di truffa digitale sotto minaccia di sanzioni. Entro giugno 2022, l'INTERPOL aveva raccolto dati sufficienti per emettere un'allerta viola (Purple Notice) che illustrava questa nuova tattica criminale, seguita da un rapporto iniziale pubblicato in ottobre 2022, preparato dall'analista Stephanie Baroud (foto). "Approfondendo le ricerche, ho compreso che si trattava di un fenomeno in espansione mondiale," racconta. "Persone venivano ingannate e trasportate verso questi centri nel Sud-Est asiatico da regioni distanti come America Latina, Europa occidentale e Africa orientale, con casi documentati anche in Africa occidentale e in misura ridotta in varie nazioni europee."

Da minaccia emergente a pericolo globale significativo. A giugno 2023, la diffusione della tratta umana legata a questi centri fraudolenti aveva raggiunto livelli tali che l'INTERPOL ha diffuso un'allerta arancione (Orange Notice), segnalando un rischio serio e immediato per la sicurezza collettiva. In questa fase, nuove strutture fraudolente erano state individuate in Medio Oriente e America Centrale, con l'Africa occidentale che emergeva come nuovo centro regionale.

Numerosi di questi centri si trovavano in aree già note per il contrabbando di stupefacenti e specie protette, generando preoccupazioni nell'INTERPOL e nelle polizie nazionali riguardo a potenziali connessioni con organizzazioni criminali preesistenti. "Osserviamo indicatori di attività criminali multiple associate a questi centri e collaboriamo strettamente con i nostri esperti in contrabbando di droga, armi e fauna, oltre che in criminalità digitale e finanziaria," dichiara Stephanie Baroud. "L'INTERPOL si è affermata come punto di riferimento per questa tipologia criminale emergente e applichiamo le nostre competenze principali, dall'analisi investigativa alla diffusione di informazioni e al sostegno operativo, inclusa la coordinazione di comunicazioni di soccorso tra diversi stati per tentare di liberare le vittime." Lo scorso novembre, durante la 93ª Assemblea Generale, è stata approvata una risoluzione per contrastare questa minaccia crescente e mettere in evidenza l'uso sempre più sofisticato di tecnologie da parte dei criminali e la capacità di adattamento di queste organizzazioni transnazionali che necessitano di una risposta coordinata su scala mondiale.

La 93a Assemblea Generale dell'Interpol, tenutasi a Marrakech, in Marocco, dal 24 al 27 novembre 2025, ha adottato la risoluzione che designa i centri di frode transnazionali come una delle principali minacce alla sicurezza globale. La risoluzione, proposta dalla Repubblica di Corea, affronta i centri criminali legati a frodi su larga scala, tratta di esseri umani e abusi, che spesso operano sotto la copertura di redditizie opportunità di lavoro all'estero. Questi centri, particolarmente concentrati nel Sud-est asiatico e in espansione nell'Africa occidentale, costringono le vittime, attirate da false offerte di lavoro, a entrare in complessi dove subiscono violenza fisica, sfruttamento sessuale, tortura e stupro, mentre mettono in atto truffe come il phishing vocale, le truffe sentimentali, le frodi sugli investimenti e le frodi sulle criptovalute.

La risoluzione sottolinea la "globalizzazione" delle frodi, dove le reti di frode sulle criptovalute su scala industriale sono ora sincronizzate oltre confine e sempre più interconnesse con il finanziamento del terrorismo. Un'operazione chiave, l'Operazione Catalyst, condotta congiuntamente ad Afripol, ha smantellato uno “schema Ponzi” basato su criptovalute da 562 milioni di dollari, collegato al terrorismo, che ha portato a 83 arresti e all'identificazione di 15.000 sospettati.

La risoluzione richiede un'azione globale coordinata, che includa la condivisione di intelligence in tempo reale, operazioni congiunte multinazionali, l'interruzione mirata del finanziamento della criminalità e dei beni illeciti, protocolli standardizzati per il salvataggio delle vittime e campagne di sensibilizzazione globali. Supporta inoltre la fase pilota dei nuovi "silver notice" dell'Interpol per migliorare gli avvisi internazionali e la condivisione di informazioni.

La risoluzione è stata adottata con un forte sostegno internazionale, con il voto favorevole di 125 dei 126 paesi membri.

#Interpol

#scamcentre

#scamcity

#scamcities

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I-CAN, l'organizzazione internazionale anti-'Ndrangheta punta ad allargarsi alla Romania



Un momento della riunione

Un importante incontro di polizia internazionale si è tenuto in Romania per combattere la criminalità organizzata.

Si sono riuniti rappresentanti di alto livello della polizia rumena e italiana, insieme a organizzazioni internazionali come SELEC (un centro di cooperazione per le forze dell'ordine dell'Europa sud-orientale).

Il tema principale trattato ha riguardato la 'Ndrangheta
La 'Ndrangheta è come noto una delle più potenti organizzazioni mafiose italiane, originaria della Calabria. A differenza di altre mafie, la sua caratteristica principale è la capacità di:
- Infiltrarsi nell'economia legale di molti paesi;
- Operare a livello globale, non solo in Italia;
- Vantare collegamenti e connessioni anche in Romania.

I-CAN (Interpol Cooperation against 'Ndrangheta) è un progetto di cooperazione internazionale voluto dall'Italia ed abbracciato da Interpol, specificamente dedicato a contrastare questa organizzazione criminale. Attualmente coinvolge 24 paesi.

Si è discusso delle Silver Notices INTERPOL - avvisi internazionali usati per tracciare metodi criminali e collegamenti, particolarmente utili per seguire i flussi finanziari illegali della 'Ndrangheta.

L'incontro ha rafforzato la collaborazione tra Italia e Romania, con l'obiettivo che la Romania diventi il 25° paese a unirsi formalmente al progetto I-CAN per combattere più efficacemente questa organizzazione criminale a livello globale.

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Giornata internazionale contro la corruzione. L’importanza della cooperazione internazionale tra Forze di Polizia


Oggi, 9 dicembre 2025, si celebra la Giornata internazionale contro la corruzione, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003 con l'approvazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (#UNCAC), nota anche come Convenzione di Merida (normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn…)

Questa giornata mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sui danni causati dalla corruzione, che mina le istituzioni democratiche, ostacola lo sviluppo sostenibile e compromette lo stato di diritto. Inoltre distorce i mercati, scoraggia gli investimenti stranieri e priva i cittadini di diritti fondamentali, creando un circolo vizioso che impoverisce i paesi.

La Convenzione, entrata in vigore nel dicembre 2005, rappresenta il primo strumento giuridico vincolante a livello internazionale per prevenire e combattere la corruzione. Include misure di prevenzione, criminalizzazione e recupero dei patrimoni trafugati. L' #UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime, con sede a Vienna) funge da segretariato, supportando i paesi nell'implementazione della Convenzione e nel recupero dei beni sottratti. Inoltre, la lotta alla corruzione è Obiettivo 16 dell'Agenda 2030 come traguardo per lo sviluppo sostenibile.

La Giornata internazionale promuove la consapevolezza attraverso eventi organizzati da governi, organizzazioni internazionali e società civile, con l'obiettivo di incentivare la prevenzione e il contrasto di questo fenomeno.

Nel 2024-2025, il tema della campagna delle Nazioni Unite è "Uniamoci ai giovani contro la corruzione: promuoviamo l’integrità di domani", evidenziando il ruolo fondamentale delle nuove generazioni nella promozione della trasparenza.

Oltre l’UNCAC (Convenzione ONU) quale principale strumento giuridico internazionale, ratificato da oltre 180 paesi, che obbliga gli Stati a prevenire e punire la corruzione, altri strumenti a livello internazionale sono il Gruppo d'Azione Finanziaria (GAFI/FATF), che combatte il riciclaggio di denaro legato alla corruzione, la ONG Transparency International, che monitora i livelli di corruzione globale attraverso indici come il CPI (Corruption Perceptions Index) e la Banca Mondiale ed il FMI (Fondo Monetario Internazionale), che condizionano prestiti e aiuti a riforme anticorruzione.

A livello europeo, l’ OLAF (Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode) protegge gli interessi finanziari dell'UE, attraverso lo strumento operativo impersonato da EPPO (Procura Europea), che può perseguire reati contro il bilancio UE, inclusa la corruzione. Europol facilita la cooperazione tra forze di polizia nazionali, basandosi sulle Direttive UE, le normative comuni per armonizzare le legislazioni nazionali anticorruzione. Il GRECO (Gruppo di Stati contro la Corruzione del Consiglio d'Europa) monitora il rispetto degli standard anticorruzione.



La corruzione è un fenomeno transnazionale per diverse ragioni:


  • La Globalizzazione economica: multinazionali operano in più paesi, aumentando le opportunità di corruzione cross-border;
  • Gli Appalti internazionali: grandi progetti infrastrutturali coinvolgono attori di diverse nazioni;
  • I Paradisi fiscali: i proventi della corruzione vengono nascosti in giurisdizioni offshore;
  • La Criminalità organizzata: gruppi criminali transnazionali usano la corruzione per facilitare traffici illeciti;
  • Riciclaggio internazionale: il denaro sporco attraversa multiple giurisdizioni per essere "ripulito";
  • Le Catene di fornitura globali: creano vulnerabilità in più paesi simultaneamente


Il ruolo della cooperazione internazionale di polizia appare quindi fondamentale perché consente lo scambio di informazioni, ovvero la condivisione rapida di intelligence su reti corruttive transfrontaliere; permette indagini congiunte tramite la formazione di team investigativi comuni per casi complessi; facilita la assistenza giudiziaria, quali esecuzione di rogatorie internazionali ed estradizioni; facilita il tracciamento dei flussi finanziari (seguire il denaro attraverso paradisi fiscali e giurisdizioni multiple) ed il recupero dei beni, amezzo della confisca e restituzione di asset illeciti nascosti all'estero. Infine sollecita la formazione e il capacity building attraverso il trasferimento di competenze tra paesi.


@Attualità, Geopolitica e Satira

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Se i Balcani si riforniscono di cocaina per il tramite dell’Italia



Il carico di banane ove era occultata la cocaina

L'OCCRP (Organized Crime and Corruption Reporting Project) è un consorzio internazionale di giornalisti investigativi fondato nel 2006. Si tratta di una delle più importanti organizzazioni no-profit dedicate al giornalismo investigativo transfrontaliero.
L'OCCRP si occupa principalmente di:
· Indagini su criminalità organizzata e corruzione a livello globale
· Collaborazioni tra giornalisti di diversi paesi per inchieste complesse
· Pubblicazione di inchieste su temi come riciclaggio di denaro, traffici illeciti, evasione fiscale e abusi di potere
Hanno sede a Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina) e hanno vinto numerosi premi internazionali per il loro lavoro investigativo, incluso il Premio Pulitzer. Sono noti per aver contribuito a importanti inchieste come i Panama Papers e i Pandora Papers


Vista del porto di Gioa Tauro
In una indagine giornalistica comparsa sul loro sito (occrp.org/en/project/the-crime…) OCCRP accende i fari sul traffico di droga nei Balcani.
Recentemente la polizia croata e serba ha arrestato 10 persone sospettate di far parte di una violenta rete criminale che importava cocaina dal Sud America. Un cadavere trovato in Paraguay è probabilmente identificato - tramite tecnologia di riconoscimento facciale - come un trafficante di droga serbo.

Vista del porto di Rijeka
L’articolo ricostruisce come il carico di droga (430 kg di cocaina nascosti in una spedizione di banane) sia partito dal porto di Guayaquil in Ecuador, per passare in un porto panamense, giungere a Gioia Tauro e quindi arrivare in Croazia in un container.

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📢 È online il nuovo elenco #FediLUG degli account linux italiani su Mastodon!

🐧 42 account su Mastodon dedicati al mondo #Linux: divulgatori, associazioni, professionisti, smanettoni e semplici appassionati che ogni giorno portano avanti la cultura del PC libero

:fedilug: Puoi seguirli da qui: fedidevs.com/s/NzQ4/

<img class=" title=":mastodon:"/> Questa mappa è uno strumento per poter seguire facilmente con un click gli account Linux più attivi su #mastodon.

🐧Messaggio condiviso nel gruppo FediLUG @linux@diggita.com


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Italia e Romania: scompaginata una rete rumena di traffico di esseri umani


Condotta congiuntamente da Italia e Romania, l'operazione ha preso di mira un clan familiare di cittadini rumeni con sede a Iasi, in Romania.
Il gruppo criminale organizzato, operante da oltre 20 anni, sfruttava le ragazze attraverso la coercizione, la violenza e la manipolazione psicologica e aveva forti legami con cittadini albanesi coinvolti nello sfruttamento sessuale a Roma, in Italia.

Nel corso dell'attività sono state effettuate 25 perquisizioni domiciliari condotte (20 in Romania, 5 in Italia);sequestrati 20 000 euro in contanti;
arrestati 19 sospetti rumeni; due persone poste sotto controllo giudiziario;
individuati 99 conti bancari presumibilmente utilizzati per riciclare i proventi criminali; sequestrate 7 spade, 1 ascia e 4 pistole; sequestrati in Romania 10 immobili, 8 auto di lusso, gioielli, 45 documenti, 32 telefoni cellulari e 3 computer.

La rete criminale utilizzava la tecnica del "lover boy" per reclutare e adescare le vittime, spesso a partire dalla giovane età, e costringerle a prostituirsi a Roma. Soltanto nei tempi delle indagini si sospetta che la rete criminale abbia generato un utile stimato di 1,7 milioni di euro.

#Europol ha sostenuto l'operazione facilitando lo scambio di informazioni, fornendo supporto analitico e coordinando la cooperazione transfrontaliera, mentre #Eurojust ha coordinato l'indagine internazionale istituendo una squadra investigativa congiunta e organizzando diverse riunioni presso la sede di Eurojust all'Aia.

Inoltre l'indagine è stata sostenuta dalla Rete @ON (#atON) finanziata dalla Commissione Europea, guidata dalla Direzione Investigativa Antimafia Italiana (#DIA), che ha sostenuto finanziariamente le riunioni operative e il reciproco dispiegamento degli investigatori.

Prosegue la persistente minaccia posta dalle reti criminali coinvolte nella tratta di esseri umani, sì da esaltare l’importanza della #cooperazioneinternazionale nella lotta a questi crimini.
La tratta di esseri umani è un crimine grave che abusa dei diritti fondamentali e della dignità delle persone.
Implica lo sfruttamento criminale delle persone vulnerabili al solo scopo di guadagno economico.
La tratta di esseri umani è una forma moderna di schiavitù. È spesso di carattere internazionale e le sue vittime appartengono ad entrambi i sessi, a tutte le età e origini.

Paesi e agenzie partecipanti:
Italia: Polizia di Stato Italiana – Squadra Mobile di Roma e il Servizio Centrale Operativo (Polizia di Stato – Squadra Mobile di Roma e Servizio Centrale Operativo); Procura della Repubblica Roma (Procura Distrettuale di Roma)
Romania: Polizia rumena - Brigata per la lotta alla criminalità organizzata Iaяi (Poli Brigadiei Română - Brigada de Combaterea Criminalităii Organizate Ia Iii)
Eurojust

@Notizie dall'Italia e dal mondo

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Truffa ai danni dell’Unione Europea erogando falsi corsi di formazione: tra Lombardia e Puglia nei guai in sette nell’indagine della Procura Europea - EPPO condotta dai CC Tutela Lavoro


Il 25 novembre 2025 nelle province di Milano, Brescia e Foggia il Nucleo Operativo Tutela del Lavoro dei Carabinieri di Milano e della Sezione EPPO del Nucleo Investigativo Carabinieri del capoluogo lombardo hanno dato esecuzione a un'ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari e a una misura interdittiva di inibizione dei contratti con la pubblica amministrazione e dell'esercizio di incarichi dirigenziali presso persone giuridiche e imprese, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Brescia su richiesta della Procura Europea - Sede di Milano, nei confronti di tre imprenditori italiani (due agli arresti domiciliari e uno sottoposto a misure interdittive). Gli individui sono ritenuti responsabili, in associazione tra loro, dei reati di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

L'indagine si è concentrata sulla verifica delle procedure di erogazione dei fondi UE alle aziende attraverso il "Fondo Nuove Competenze" ed è stata condotta attraverso un'ampia operazione di intercettazioni tecniche, analisi dei flussi finanziari condotta in coordinamento con l'Unità di Supporto all'Autorità Giudiziaria della Banca d'Italia e interviste a oltre 200 dipendenti. Ciò ha consentito agli investigatori di documentare le attività di due gruppi aziendali che fornivano servizi di consulenza, organizzando corsi di formazione fittizi per circa 1.500 dipendenti di 32 aziende, anche tramite una piattaforma digitale dedicata.

L'indagine ha accertato che il danno complessivo ai fondi pubblici e dell'Unione Europea ammonta a circa 40 milioni di euro a fronte del "Fondo Nuove Competenze", destinato a coprire una parte significativa degli stipendi dei dipendenti durante la partecipazione a corsi di formazione per il miglioramento delle loro competenze. Inoltre, gli indagati hanno condotto complesse operazioni finanziarie attraverso le quali hanno trasferito e investito i proventi della frode in attività commerciali, acquistando immobili tramite società immobiliari appositamente costituite nelle aree di Milano e Brescia per un valore di circa 20 milioni di euro.

Contemporaneamente, sono stati eseguiti altri sette mandati di perquisizione nei confronti di altre sette persone fisiche e giuridiche sotto inchiesta per gli stessi reati, ma non sottoposte a misure cautelari.

In totale, sette persone sono sotto inchiesta per vari ruoli nell'elaborata attività fraudolenta ai danni dell'Unione Europea, insieme a sette società utilizzate per perseguire lo stesso obiettivo.

I Carabinieri per la tutela del Lavoro operano alle dipendenze funzionali del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il personale dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro, in servizio presso gli Ispettorati Territoriali del Lavoro, dipende funzionalmente dal Dirigente preposto alla sede territoriale dell'Ispettorato e gerarchicamente dal comandante dell'articolazione del Comando CC Tutela del Lavoro; il personale addetto ai Nuclei Operativi di Gruppo (complessivamente sono istituiti 5 Gruppi, con sedi a Venezia, Milano, Roma, Napoli (con competenza interregionale) e Palermo (con competenza sulla Sicilia)), a seguito dell'avvio dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, dipende funzionalmente dai rispettivi Ispettorati Interregionali.

La Procura europea (EPPO) è un organismo indipendente dell'Unione europea operativo dal 1º giugno 2021 incaricato di indagare, perseguire e portare in giudizio i reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE. L'EPPO è competente per i seguenti reati a danno del bilancio dell'UE: Frodi, Corruzione, Riciclaggio, Frodi IVA transfrontaliere. A livello nazionale

i Procuratori europei delegati sono responsabili dello svolgimento di indagini penali nei 24 paesi partecipanti, ed operano in piena indipendenza dalle autorità nazionali.

#Armadeicarabinieri

#carbinieritutelalavoro

#EPPO

#ProcuraEuropea

@Notizie dall'Italia e dal mondo

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INTERPOL: conclusa l'Assemblea Generale, "Insieme contro la criminalità"


L'Assemblea Generale dell' #INTERPOL si è conclusa a Marrakech, in Marocco, il 27 novembre 2025, con l'approvazione all'unanimità da parte dei delegati di 196 Paesi membri di un nuovo Quadro Strategico per il periodo 2026-2030. Il quadro, in linea con la visione di INTERPOL "Insieme contro la criminalità", si concentra su tre pilastri:
- fungere da hub informativo globale per le forze dell'ordine,
- fornire supporto investigativo e
- fungere da portavoce per le attività di polizia a livello globale.

Tra i punti salienti figurano il successo del progetto pilota Silver Notice (lanciato nel gennaio 2025), che ha contribuito a rintracciare oltre 30 miliardi di euro di beni criminali, e le discussioni sulla lotta alla criminalità organizzata transnazionale, tra cui frodi informatiche, tratta di esseri umani e finanza illecita.

L'Assemblea ha inoltre eletto nuovi membri del Comitato Esecutivo, tra cui il francese Lucas Philippe come Presidente, e ha annunciato che la 94a Assemblea Generale si terrà a Hong Kong (Cina).

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Anche l'Italia partecipa alle operazioni delle Forze di Polizia europee per sequestrare giocattoli contraffatti e pericolosi


Le operazioni #LUDUS IV e V hanno coordinato gli sforzi delle forze dell'ordine dell' #UE, che hanno portato al sequestro di 16,6 milioni di giocattoli contraffatti per un valore di 36,8 milioni di euro e alla segnalazione di 555 persone alle autorità.

Questi giocattoli falsi presentano gravi rischi per la salute dei bambini, tra cui l'esposizione a sostanze chimiche tossiche, rischi di soffocamento, livelli di rumore eccessivi che causano danni all'udito e rischi di incendio dovuti a componenti elettrici non conformi.

Le operazioni hanno coinvolto 26 paesi (Italia compresa), coordinate da #Europol, con il supporto di #EUIPO e #OLAF, e hanno preso di mira le reti criminali che sfruttano il mercato globale dei giocattoli (300 miliardi di euro,) che risulta essere il secondo settore più colpito dalla contraffazione al mondo. E'0 stato calcolato che il commercio di giocattoli contraffatti causa annualmente circa 1 miliardo di euro di mancate vendite nell' UE e comporta una perdita di 3.600 posti di lavoro, evadendo al contempo ingenti entrate fiscali.

Per saperne di più sulla contraffazione dei giocattoli e come difendersi:
uibm.mise.gov.it/attachments/c…

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🐧 Dai comandi classici alle ricerche più avanzate, il terminale Linux ha sempre l’arma giusta.

🐧 Ecco i comandi indispensabili per cercare qualsiasi cosa sul tuo sistema Linux 😎👇

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RE: mastodon.uno/@linuxeasy/115583…

Un ottimo articolo che denuncia, senza mezzi termini, lo sfruttamento dei progetti liberi da parte delle Big Tech: colossi da miliardi che usano l’IA per generare segnalazioni di bug irrilevanti, scaricandoli sulle spalle della community open source come forza lavoro gratuita.

Grazie a @linuxeasy per aver portato nel Fediverso un problema che ci trasciniamo da anni e che oggi, con l’IA, sta peggiorando.

💡 Seguiteci nei gruppi:
:opensource: Open Source: @opensource

🐧 FediLUG / Linux: @linux@diggita.com


I maintainer di FFmpeg denunciano le Big Tech: usano il codice open source senza pagare, mettendo a rischio il progetto. #FFmpeg #Google #OpenSource

linuxeasy.org/ffmpeg-a-rischio…



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DOSSIER: MINACCE AL SETTORE AGROALIMENTARE. LE FRODI, l’AGROPIRATERIA. LA RISPOSTA IN AMBITO EUROPEO E NAZIONALE


È di pochi giorni fa la notizia di un nuovo regolamento UE per proteggere agricoltori e fornitori di prodotti alimentari dalle pratiche commerciali sleali transfrontaliere.

Il nuovo regolamento prevede una Cooperazione transfrontaliera che crei un sistema in cui i paesi dell'UE possano collaborare per indagare e porre fine alle pratiche sleali che coinvolgono aziende di diversi Stati membri. Le autorità nazionali potranno: - condividere informazioni tra loro; - coordinare le indagini; - informare altri paesi sulle decisioni relative alle pratiche sleali.

Se le pratiche sleali interessano fornitori in almeno 3 paesi UE, un paese verrà designato per coordinare la risposta.

Il regolamento include norme per proteggere i fornitori da ritorsioni quando segnalano pratiche sleali, comprese misure di protezione dei dati e riservatezza ed affronta anche le pratiche sleali da parte di acquirenti situati al di fuori dell'UE che trattano con agricoltori europei.

Il settore agroalimentare rappresenta un'infrastruttura economica globale di importanza strategica, ma è parallelamente esposto a forme di criminalità organizzata che superano la tradizionale sfera della sicurezza igienico-sanitaria. La frode agroalimentare, o food fraud, si configura come un fenomeno intrinsecamente complesso e transnazionale, richiedendo risposte coordinate a livello di polizia, intelligence e legislazione. L'analisi qui presentata si concentra sull'architettura di enforcement internazionale e sulla dettagliata risposta giuridica e operativa intrapresa dallo Stato italiano.

La necessità di un approccio integrato è determinata dalla natura ibrida della minaccia, che danneggia simultaneamente la salute pubblica (sebbene non sempre in modo immediato), la concorrenza leale tra gli operatori economici e la fiducia dei consumatori. La lotta a tali pratiche non può limitarsi al controllo dei prodotti finiti ma deve penetrare l'intera filiera produttiva e distributiva, inclusa la dimensione del commercio elettronico.

La distinzione tra una semplice non conformità amministrativa (errore procedurale o igienico non intenzionale) e una frode intenzionale è fondamentale per mobilizzare le risorse di law enforcement appropriate.

A livello europeo, sebbene la legislazione UE non fornisca una singola definizione onnicomprensiva di frode, il Regolamento (UE) 2017/625, relativo ai controlli ufficiali, e la Commissione Europea, tramite il sistema iRASFF, hanno stabilito i criteri operativi per l'identificazione della frode.

Il quadro normativo definisce la frode agroalimentare come "una non conformità relativa a qualsiasi presunta azione intenzionale da parte di imprese o individui, allo scopo di ingannare gli acquirenti e trarne indebito vantaggio, in violazione delle norme di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2017/625". Affinché un caso venga classificato come sospetto di frode, devono essere soddisfatti cumulativamente quattro criteri operativi stabiliti dall'EU Food Fraud Network (FFN):

1. Violazione del diritto UE: Deve esistere un illecito previsto da una o più regole codificate nella vasta legislazione UE in materia di alimenti e mangimi.

2. Intenzionalità: La condotta deve essere verificata come deliberata, non accidentale, ad esempio la sostituzione intenzionale di un ingrediente di alta qualità con uno di qualità inferiore.

3. Guadagno economico indebito: L'atto fraudolento deve portare a una forma di vantaggio economico diretto o indiretto per l'autore.

4. Inganno del cliente/consumatore: Deve esserci una forma di inganno, come l'alterazione dell'etichettatura o della colorazione, che nasconde la vera qualità o natura del prodotto.

L'impostazione dei quattro criteri operativi, e in particolare l'insistenza sull'elemento dell'intenzionalità e del guadagno economico, trasforma la frode agroalimentare da un problema di igiene (tipicamente gestito dalla DG SANTE [la Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare è una direzione generale della Commissione europea responsabile delle politiche dell'UE in materia di salute e sicurezza alimentare, con la missione di proteggere e migliorare la salute pubblica, garantire che gli alimenti siano sicuri e sani e sostenere l'innovazione in entrambi i settori] e dalle autorità sanitarie) in un mandato di sicurezza pubblica e tutela del mercato. Questa distinzione è essenziale per giustificare il coinvolgimento di agenzie di law enforcement specializzate, come Europol e OLAF, nelle operazioni congiunte. Le azioni di contrasto, come l'Operazione OPSON, non si concentrano infatti solo sul ritiro di merce pericolosa, ma puntano all'identificazione e all'interruzione delle reti criminali organizzate.

Il riconoscimento che la frode non è solo un rischio sanitario ma anche un inganno economico legittima l'uso di risorse di intelligence economica e di investigazioni penali, essenziali per la tutela dei beni immateriali connessi al cibo, come la reputazione e l'autenticità dei prodotti.

Inoltre, sempre in ambito europeo, è stato di recente approvato dal Parlamento e successivamente, il 26 marzo 2024, dal Consiglio, il Regolamento UE 2024/1143 - pubblicato nella G.U. dell'UE il 23 aprile 2024 - che ha abrogato il Regolamento UE n. 1151/2012. Esso è volto a riformare la normativa UE in materia di protezione delle indicazioni geografiche dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli. Il regolamento 2024/1143 - pubblicato nella G.U. dell'UE il 23 aprile 2024 - prevede, tra l'altro: - una procedura di registrazione semplificata ed un periodo massimo di 6 mesi, per l'esame delle domande; - una maggiore protezione delle indicazioni geografiche (IG), anche online. I nomi di dominio che le utilizzino illegalmente potranno essere chiusi o disabilitati. L'Ufficio dell'UE per la proprietà intellettuale (European Union Intellectual Property Office, EUIPO) istituirà a tal fine un sistema di allarme; - un ruolo rafforzato per le associazioni di produttori che potranno, laddove non lo siano già, essere riconosciute dagli Stati membri e a cui potranno essere conferiti maggiori poteri e responsabilità; - regole per l'uso di un prodotto a denominazione IG come ingrediente di un prodotto trasformato. Per comparire nell'etichetta o nella pubblicità di tali prodotti l'ingrediente IG dovrà essere utilizzato in quantità sufficienti da costituirne una caratteristica essenziale e la sua percentuale dovrà essere indicata. L'utilizzo dei prodotti con denominazioni IG come ingrediente di prodotti alimentari preimballati, dovrebbe essere consentito previa notifica alla pertinente associazione di produttori riconosciuta; - regole per l'utilizzo dei nomi dei produttori e delle IG sugli imballaggi; - la valorizzazione di pratiche di sostenibilità ambientale, sociale od economica, anche nel disciplinare.

L'ARCHITETTURA INTERNAZIONALE DEL CONTRASTO

Il sistema di lotta alle frodi agroalimentari nell'Unione Europea è stato profondamente rimodellato a seguito di crisi di fiducia di vasta portata. Il caso della carne equina, emerso all'inizio del 2013, rappresenta un punto di svolta. I controlli ufficiali in diversi Stati membri rivelarono che prodotti preconfezionati, come gli hamburger, contenevano carne di cavallo non dichiarata, spacciata per manzo, ingrediente con un prezzo superiore.

La frode di etichettatura non era l'unico rischio; la problematica era aggravata dal timore che nella catena alimentare umana fosse penetrata carne di cavallo proveniente da animali a cui era stato somministrato fenilbutazone, un medicinale veterinario il cui uso è consentito solo per cavalli non destinati alla produzione alimentare.

Questo scandalo evidenziò la necessità di una risposta coordinata e immediata. La Commissione Europea (con il supporto della Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare, DG SANTE) reagì raccomandando un piano coordinato di controllo a livello UE per stabilire la prevalenza di pratiche fraudolente, coinvolgendo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), Europol e gli enti competenti nazionali. Da questo momento in poi, la Commissione ha formalizzato il potere di raccomandare tali piani coordinati in caso di sospetto di frode nel campo dell'alimentazione umana e animale. Il ripristino della fiducia dei consumatori divenne un obiettivo esplicito delle strategie di contrasto.

La cooperazione internazionale di polizia è incardinata nel progetto OPSON (dal greco opson, che significa 'cibo' o 'piatto prelibato'), coordinato a livello globale da INTERPOL e a livello UE da Europol fin dal 2011. Europol, l'agenzia di polizia dell'Unione Europea con sede all'Aia, ha la missione di sostenere gli Stati membri nella lotta contro tutte le forme gravi di criminalità organizzata e internazionale, inclusa la frode alimentare. INTERPOL, invece, coordina le attività condotte al di fuori dell'Unione Europea.

L'Operazione OPSON XIV, la 14ª edizione dell'iniziativa annuale coordinata da Europol per combattere la contraffazione e la commercializzazione di alimenti e bevande non conformi nell'Unione Europea, che si è svolta tra dicembre 2024 e aprile 2025, ha portato al sequestro di beni per un valore di 95 milioni di euro. L'operazione, che ha coinvolto 31 paesi, l'Ufficio Europeo Antifrode (OLAF), la DG SANTE e il settore privato, ha portato al sequestro di 11,6 milioni di chilogrammi di alimenti e 1,4 milioni di litri di bevande. Tra le frodi più comuni individuate vi sono la falsificazione delle date di scadenza di prodotti alimentari scaduti, spesso recuperati da imprese di smaltimento rifiuti infiltrate da gruppi criminali organizzati. Altre pratiche illegali includono la contraffazione di prodotti con indicazioni geografiche protette, specialmente per olio d'oliva e vino, e la vendita di carne e pesce prodotti in condizioni igieniche inadeguate. In Italia, sette persone sono state arrestate per lo sfruttamento illegale di cavalli trattati con farmaci, con il sequestro di un impianto clandestino di macellazione e di un camion con carne illegale. In Portogallo, un'operazione di macellazione illegale senza standard sanitari è stata smantellata.

Parallelamente all'attività di polizia, l'Unione Europea ha sviluppato strumenti di intelligence amministrativa. La Rete Europea contro le frodi agroalimentari (FFN) e il sistema di assistenza e cooperazione amministrativa per le frodi alimentari (AAC-FF) rappresentano il veicolo primario per lo scambio di informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri. Questi sistemi consentono la trasmissione e la ricezione di richieste di assistenza per la verifica della conformità alla legislazione sulla filiera agroalimentare.

La cooperazione transfrontaliera è in costante crescita. Il numero annuale di casi scambiati tra gli Stati membri tramite i sistemi FFN/AAC-FF è più che raddoppiato in cinque anni, passando da 157 nel 2016 a 349 nel 2020. Questa intensificazione delle interazioni dimostra un rafforzamento della capacità europea di identificare, investigare e proteggere i cittadini da pratiche illegali che coinvolgono più giurisdizioni. La Commissione, avendo accesso ai dati sinottici di tracciabilità e allerta, coordina le attività e richiede indagini alle autorità competenti di Paesi terzi, specialmente per le frodi riguardanti le importazioni.

Un elemento chiave di questa struttura è il sistema di assistenza e allerta rapida iRASFF (Information and Alerts). L'iRASFF si è rivelato uno strumento indispensabile per la protezione delle eccellenze italiane e delle Indicazioni Geografiche (IG). L'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi (ICQRF) ha utilizzato con successo le richieste iRASFF per segnalare casi di Italian sounding che costituiscono violazioni dell'Articolo 7 del Regolamento (UE) n. 1169/2011 (pratiche corrette di informazione).

Il successo nell'utilizzo di iRASFF per risolvere casi di usurpazione di denominazione (come l'evocazione del Prosciutto di Parma DOP, del Prosecco DOP greco o di prodotti Italian sounding norvegesi) suggerisce che l'efficacia della tutela delle IG può essere ottenuta in modo più rapido attraverso la cooperazione amministrativa transfrontaliera che attraverso i complessi e lunghi meccanismi di cooperazione giudiziaria internazionale, come le rogatorie. I meccanismi amministrativi FFN/iRASFF offrono, in sostanza, una via di "giustizia rapida" che permette all'ICQRF di agire tempestivamente contro l'inganno commerciale all'estero, integrando e rafforzando l'azione delle forze dell'ordine. Un caso di sostituzione del latte di bufala con latte di altre lattifere in taluni formaggi, che ha coinvolto Italia e Spagna, è stato coordinato con successo tramite la rete UE.

IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE DELLE FRODI IN ITALIA

L'impatto delle frodi agroalimentari in Italia è massimizzato dall'infiltrazione della criminalità organizzata nel settore, un fenomeno noto come "Agromafie". Il volume d'affari complessivo generato dalle Agromafie è stimato da Coldiretti/Eurispes in almeno 12,5 miliardi di euro. Questa cifra si scompone in 8,8 miliardi di euro derivanti direttamente da attività illecite (frode, contraffazione, sofisticazione) e 3,7 miliardi di euro provenienti dal reinvestimento dei proventi in attività lecite, un chiaro segnale di riciclaggio di denaro.

Le modalità operative delle Agromafie vanno ben oltre la semplice vendita di prodotti falsificati. Le reti criminali sfruttano le pieghe della burocrazia, promuovono il credito illegale e acquisiscono aziende agricole in difficoltà per riciclare denaro. Approfittano della crisi economica e dell'aumento dei costi di produzione per indebolire gli imprenditori onesti, costringendoli a cedere terre e attività sotto minaccia. La legislazione italiana sull'origine consente inoltre che circa il 33% del fatturato agroalimentare totale, destinato alla vendita in Italia e all'export, derivi da materie prime importate ma poi trasformate e vendute con il marchio Made in Italy.

La minaccia esterna più rilevante per il comparto agroalimentare italiano è rappresentata dal fenomeno dell'Italian Sounding, ovvero l'evocazione ingannevole, l'imitazione o l'usurpazione dei marchi e delle Indicazioni Geografiche (IG) italiane. Questo fenomeno sfrutta la reputazione dell'eccellenza italiana per prodotti non autentici, causando un danno economico e reputazionale immenso.

Le stime sul valore globale del mercato del falso Made in Italy variano, attestandosi in un intervallo significativo tra i 60 e i 120 miliardi di euro. Secondo le analisi di Coldiretti, sei prodotti su dieci venduti all'estero con richiami all'Italia sono in realtà falsi. Gli Stati Uniti sono identificati come il primo produttore mondiale di falso cibo Made in Italy, con l'industria del tarocco stimata in un valore di 40 miliardi di dollari.

L'usurpazione delle DOP e IGP—come il formaggio generico danese che evoca la Fontina, o il vino spumante greco che evoca il Prosecco—non solo devia ingenti flussi di profitto verso soggetti privi di legame con l'Italia, ma altera la concorrenza sul mercato globale e vanifica gli investimenti dei produttori legittimi che rispettano i rigidi disciplinari. L'eventuale scomparsa o la difficoltà di trovare prodotti italiani autentici sugli scaffali esteri fornirebbe un assist decisivo a questa fiorente industria del tarocco.

Sebbene la maggior parte delle frodi sia motivata dal guadagno economico, le conseguenze sulla salute pubblica possono essere gravi. Le adulterazioni e le sofisticazioni intenzionali introducono rischi di contaminazione chimica e microbiologica. Tra gli esempi di sofisticazione riscontrati in Italia si annoverano l'utilizzo di polvere di latte vietata nei formaggi, l'impiego di olio di semi trattato con clorofilla spacciato per extravergine, l'uso di perossido di benzoile per sbiancare la mozzarella, o l'aggiunta di anidride solforosa per rendere la carne più rossa.

In casi estremi, la frode può portare a gravissimi rischi sanitari, come il caso del latte in polvere cinese contaminato con melamina. Anche fenomeni meno acuti, come la comparsa di Pseudomonas fluorescens nelle "mozzarelle blu," sebbene non immediatamente patogeni per l'uomo, rappresentano un segnale di anomalie nel sistema di produzione e di conservazione.

L'impatto sociologico è parimenti significativo. Il ripetersi degli scandali alimentari erode la fiducia dei consumatori: un'analisi Coldiretti/Ixe' ha rivelato che due italiani su tre (68%) sono preoccupati dell'impatto sulla salute di ciò che mangiano. Questa profonda sfiducia si traduce in una forte domanda di giustizia: quasi 1 italiano su 3 (29%) ritiene che i casi di frode e contraffazione alimentare debbano essere puniti con l'arresto, e la maggioranza (51%) richiede comunque la chiusura immediata dell'attività.

Questa intensa reazione pubblica dimostra che la frode intenzionale, che implica l'inganno del cliente per un guadagno illecito, è percepita come un crimine morale e di sicurezza collettiva, non come un mero illecito amministrativo. La consapevolezza della gravità morale e la richiesta di pene severe giustificano pienamente la direzione intrapresa dalla legislazione nazionale verso l'inasprimento delle sanzioni penali e l'introduzione di strumenti cautelari e di polizia più incisivi.

IL SISTEMA DI ENFORCEMENT ITALIANO

L'Italia ha strutturato un sistema di controllo altamente specializzato per proteggere la sua produzione agroalimentare di eccellenza, basato su una sinergia tra enti amministrativi e forze di polizia a competenza penale. Questo modello a più livelli è essenziale per affrontare la natura ibrida del crimine (amministrativo, economico e sanitario).

L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi (ICQRF) è un'agenzia governativa che opera sotto il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), è riconosciuto come uno dei principali enti europei nel controllo della qualità agroalimentare. Svolge controlli mirati sulla qualità dei prodotti, l'etichettatura e la repressione delle frodi commerciali e documentali. L'ICQRF è l'autorità centrale per la tutela delle Indicazioni Geografiche e delle filiere certificate. I risultati operativi del 2021 mostrano la sua capacità di azione: sono state emesse 4.699 contestazioni amministrative e 4.954 diffide nei confronti degli operatori, con un sequestro di merce per circa 5,5 milioni di kg, per un valore di oltre 9,1 milioni di euro. L'azione si estende oltre confine, con 955 interventi fuori dai confini nazionali e sul web a tutela delle IG, e collaborazioni internazionali (UE e non-UE) per 151 casi.

I Carabinieri NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) intervengono principalmente per la tutela della salute pubblica e la sicurezza alimentare, operando in tutti i luoghi legati alla produzione, lavorazione e vendita di alimenti.Sono l'organo primario nelle indagini penali che riguardano adulterazione, sofisticazione e violazioni della sicurezza alimentare. I dati operativi confermano il loro ruolo cruciale: in un periodo non specificato ma riferito a operazioni significative, sono state riscontrate 8.515 infrazioni alla sicurezza alimentare. Le loro operazioni di rilievo, come l'Operazione Surface (febbraio 2019) sulla contraffazione di vino di pregio, dimostrano la loro specializzazione nelle indagini complesse.

Il MASAF (Ministro dell'agricoltura, della sovranità e delle foreste) si avvale del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri che svolge i compiti di cui agli articoli 7 e 8, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177. Il Comando carabinieri per la tutela agroalimentare svolge controlli straordinari sulla erogazione e percezione di aiuti comunitari nel settore agroalimentare e della pesca e acquacoltura, sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti a Paesi in via di sviluppo e indigenti ed esercita controlli specifici sulla regolare applicazione di regolamenti comunitari e concorre, coordinandosi con ICQRF, nell'attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare. Nello svolgimento di tali compiti, il reparto può effettuare accessi e ispezioni amministrative avvalendosi dei poteri previsti dalle norme vigenti per l'esercizio delle proprie attività istituzionali. Il contingente di detto personale è stato potenziato, dalla legge di bilancio 2023 (articolo 1, commi 666-667, L. n. 197/2022), di 120 unità .

Inoltre il D.L. n. 63/2024 (convertito con modificazioni dalla legge n. 101 del 12 luglio 2024) ha disposto la riorganizzazione del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri, istituendo la figura del personale ispettivo con compiti di polizia agroalimentare, stabilendo le modalità per definirne le competenze e i criteri generali per lo svolgimento delle attività ispettive. Il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma è posto alle dipendenze funzionali del Ministro dell'agricoltura, della sovranità e delle foreste, in luogo del Ministro della transizione ecologica, ora Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica (articolo 9).

La Guardia di Finanza interviene nel contrasto alle frodi fiscali, alla contraffazione dei marchi e alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione Europea. Il Nucleo della Guardia di Finanza per la Repressione delle Frodi nei confronti dell'UE svolge anche la funzione di Segreteria Tecnica del COLAF (Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell'UE). Inoltre, l'Agenzia delle Dogane (che gestisce i laboratori doganali) e la Guardia di Finanza operano controlli a tutela della salute e della sicurezza sui prodotti di origine animale importati.

La divisione funzionale del sistema di enforcement è la chiave del suo successo. L'ICQRF gestisce il front-line amministrativo e di qualità, garantendo la correzione rapida delle non conformità (diffide e contestazioni amministrative). I Carabinieri NAS (salute e sicurezza) e la Guardia di Finanza (finanza e fiscalità) intervengono quando è accertata l'intenzionalità e il potenziale criminale del fenomeno. La nuova "Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare", istituita dal DDL 2025 presso il MASAF, ha l'obiettivo di formalizzare e armonizzare ulteriormente questo indispensabile coordinamento.

Non tutti i settori agroalimentari presentano lo stesso livello di vulnerabilità alla frode. L'analisi operativa dimostra una costante necessità di sorveglianza intensiva in comparti strategici, in particolare l'olio d'oliva e il vino.

Il comparto oleario è strutturalmente esposto alla frode di diluizione e di falsa attribuzione di qualità (olio di semi trattato come extravergine) a causa dell'alto valore di mercato. I dati operativi dell'ICQRF per il 2024 confermano la criticità del settore:

• Su oltre 54.000 ispezioni alimentari totali, più di 8.200 hanno riguardato gli oli vegetali.

• I controlli analitici hanno rilevato un tasso di irregolarità del 23% (un olio su quattro), il dato più alto dopo il settore delle carni.

• L'olio d'oliva è il comparto che registra il maggior numero di notizie di reato (72 nel 2024), superando nettamente il lattiero-caseario (28) e il vino (18).

• Le autorità hanno confiscato 455.000 chilogrammi di olio d'oliva non conforme, per un valore di oltre 4 milioni di euro.

Questa elevata incidenza di irregolarità e il numero record di notizie di reato classificano l'olio d'oliva come un settore ad altissimo rischio di frodi. Per contrastare tale vulnerabilità, l'ICQRF si affida al Registro Nazionale Digitale degli Oli d'Oliva (RTO), un sistema destinato a tracciare in tempo reale l'intera filiera a livello nazionale, monitorando ogni movimento di materia prima e prodotto.

Nonostante il comparto vitivinicolo abbia un numero di notizie di reato inferiore rispetto all'olio d'oliva (18 nel 2024), è bersaglio di frodi complesse che minacciano direttamente la credibilità delle denominazioni di origine. L'ICQRF ha condotto circa diecimila verifiche sui vini di qualità, riscontrando 60 violazioni per "evocazione o usurpazione" delle denominazioni geografiche.

Tra gli esempi recenti di frode penale si annoverano:

1. Frodi di denominazione: Il caso in Sardegna dove vino di scarsa qualità proveniente da Sicilia e Puglia veniva venduto come Cannonau di Sardegna Doc, Vermentino di Sardegna Doc e Vermentino di Gallura Docg. L'indagine ha rivelato che un'azienda vitivinicola falsificava le giacenze e le rese per ettaro per mascherare l'acquisto di vini comuni.

2. Tecniche di Refilling e Contraffazione: L'operazione "Vuoti a rendere" ha stroncato una centrale di contraffazione nel Bresciano, dove vini generici acquistati anche online venivano spacciati per vini Igt, Doc e Docg pregiati (anche oltre 1.000 euro a bottiglia). I falsari riempivano bottiglie vuote di pregio con vini inferiori, sigillandole con tappi e capsule contraffatte e rivendendole su piattaforme come eBay sul mercato nazionale e internazionale (Spagna, Germania, Belgio, Francia e USA).

L'EVOLUZIONE LEGISLATIVA NAZIONALE (DDL 2025)

Riconoscendo che la disciplina sanzionatoria vigente non era sufficiente per intercettare efficacemente le condotte criminose lungo l'intera filiera agroalimentare, il Governo italiano ha approvato un Disegno di Legge (DDL) che riorganizza sanzioni e tracciabilità, con l'obiettivo esplicito di salvaguardare la fiducia dei consumatori e garantire la trasparenza del mercato. Il DDL, firmato dai Ministri Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio, interviene inasprendo le sanzioni e ampliando il quadro penale.

L'aspetto più significativo è l'integrazione del codice penale con l'introduzione di nuove fattispecie di reato per fornire una risposta organica contro l'Agropirateria. Nello specifico, si introducono i nuovi reati di:

Frode Alimentare.

Commercializzazione di Alimenti e Bevande con Segni Mendaci.

Questi nuovi reati sono concepiti per penalizzare le condotte intenzionali lungo tutta la catena, dalla produzione alla distribuzione, focalizzandosi sulla frode di qualità e sull'inganno commerciale in modo complementare ai preesistenti reati contro l'incolumità pubblica.

Il DDL potenzia gli strumenti investigativi e introduce misure cautelari amministrative rapide.

In materia di indagini, il provvedimento introduce modifiche procedurali per affrontare l'urgenza dei casi, consentendo l'ispezione sulle cose e il prelievo di campioni con urgenza, anche senza il preventivo avviso al difensore, laddove la rapidità sia necessaria. Inoltre, il DDL interviene in materia di intercettazioni e "operazioni sotto copertura," includendo i nuovi reati di frode alimentare e commercio con segni mendaci tra quelli per cui tali strumenti tecnici possono essere utilizzati.

CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI STRATEGICHE

La lotta efficace alle frodi agroalimentari, che in Italia generano un giro d'affari criminale di oltre 12,5 miliardi di euro e danneggiano l'export per decine di miliardi attraverso l'Italian Sounding, si fonda su un modello di contrasto integrato e multilivello. A livello transnazionale, l'integrazione di polizia giudiziaria (Europol/INTERPOL e Operazioni OPSON) e intelligence amministrativa (FFN/iRASFF) è risultata indispensabile per disarticolare le reti criminali e per garantire una tutela rapida delle Indicazioni Geografiche.

A livello nazionale, il sistema si basa sulla complementarietà delle competenze tra l'ICQRF (controllo di qualità e repressione amministrativa delle frodi), i Carabinieri NAS (salute pubblica e investigazioni penali su adulterazione), i carabinieri per la tutela agroalimentare e la Guardia di Finanza (frode fiscale e tutela degli interessi UE). I dati operativi dimostrano la necessità di mantenere un focus elevato sui settori ad alto rischio come l'olio d'oliva, che nel 2024 ha registrato il tasso di irregolarità analitica e il numero di notizie di reato più elevati.

Il Disegno di Legge approvato nel 2025 rappresenta un'evoluzione cruciale, riconoscendo la necessità di una risposta penale più specifica e robusta contro l'Agropirateria. L'introduzione dei nuovi reati di Frode Alimentare e Commercializzazione con Segni Mendaci colma lacune normative, fornendo una base penale mirata contro l'inganno intenzionale e il guadagno illecito.

Le nuove misure cautelari amministrative, in particolare il Blocco Ufficiale Temporaneo e l'Interdizione cautelare dell'uso delle denominazioni protette, garantiscono agli organi amministrativi come l'ICQRF l'agilità necessaria per interrompere immediatamente le condotte fraudolente sul mercato, prima che i lunghi procedimenti penali o amministrativi giungano a conclusione definitiva. L'istituzione di piattaforme di tracciabilità iper-specifiche, come quella per il latte di bufala, stabilisce inoltre un precedente tecnologico per la difesa preventiva delle filiere critiche.

#FoodFraud #Frodialimentari #OPSON #Agromafie #ItalianSounding

#contraffazionegroalimentare

#Ispettoratocentraledellatuteladellaqualitàedellarepressionefrodi

#Icqrf #agropirateria #Armadeicarabinieri #GuardiadiFinanza

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La Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali


Il 14 novembre del 1970 venne elaborata a Parigi la Convenzione universalmente riconosciuta come il primo strumento legislativo sulle misure da adottare per interdire e impedire gli illeciti relativi all’importazione, all’esportazione e al trasferimento di proprietà dei beni culturali.

Nel 2020, a distanza di 50 anni, l’UNESCO indisse, in ricordo di quella data, la Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora oggi di estrema attualità,

In seno alla Giornata Internazionale, The Journal of Cultural Heritage Crime, La Sapienza Università di Roma e Art Crime Project APS hanno organizzato il Convegno di Studi Database e archivi per il contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale. L’iniziativa è giunta al terzo appuntamento, dopo aver dato voce nelle precedenti edizioni alle principali istituzioni preposte alla tutela e alla ricerca accademica impegnate, ognuna per le proprie finalità, al contrasto dei fenomeni illeciti contro il patrimonio culturale e, successivamente, ai musei italiani quali presidi impegnati nel quotidiano nella promozione di una cultura della legalità.

Nella giornata presso Sapienza Università di Roma e’ stata la volta dell’incontro tra le istituzioni nazionali ed internazionali impegnate contro il traffico illecito dei beni culturali, gli scavi clandestini e i rischi a cui sono soggetti i luoghi della cultura e la dolorosa dispersione del patrimonio archeologico e culturale, in particolare l’interesse era sui database e gli archivi creati per supportare il lavoro di contrasto al traffico illecito ed ai crimini contro il patrimonio. All’azione fondamentale dei corpi di polizia dedicati alla lotta a tutte le azioni illecite contro il patrimonio, in primis i Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale, si affianca l’attività delle più importanti organizzazioni internazionali, istituzioni universitarie e centri di ricerca che interverranno illustrando i progetti in corso, aventi come oggetto lo studio scientifico del patrimonio disperso, i materiali provenienti da sequestro, la gestione dei depositi, gli studi sulla provenienza e sull’autenticità dei manufatti che entrano nelle collezioni museali.

Nel corso della giornata e’ stato conferito il Premio ‘Paolo Giorgio Ferri‘, alla sua prima edizione, istituito in memoria del magistrato che ha dedicato la propria vita professionale alla tutela del patrimonio culturale e al contrasto del traffico illecito di beni culturali. Il riconoscimento nasce con l’intento di onorare, con cadenza annuale, personalità che si siano distinte per l’impegno, la competenza e la visione nel campo della protezione dei beni culturali. La scelta di intitolarlo a Paolo Giorgio Ferri, figura centrale nelle politiche italiane di recupero e restituzione, ha voluto ribadire il valore etico e giuridico del suo contributo, che ha ridefinito un modello di cooperazione tra magistratura, forze di polizia e istituzioni museali a livello internazionale. Il premio assegnato in questa occasione rappresenta il simbolo di una continuità ideale tra la memoria e l’attualità del contrasto ai crimini contro il patrimonio.

La Giornata del 14 novembre come un momento di incontro e di scambio di buone pratiche tra tutti gli attori coinvolti nella lotta alla cultura dell’illegalità e del crimine contro il patrimonio, ma anche di riflessione sulle modalità di narrazione e sensibilizzazione dei pubblici verso una sempre più attenta e collaborativa cultura della legalità.

#carabinieriTPC
#ArmadeiCarabinieri
#TUTELAPATRIMONIOCULTURALE

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Furti d'auto hi-tech: smantellata a Palermo e Milano un'organizzazione criminale con collegamenti internazionali

Il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo, con il supporto della Compagnia di Alcamo e del Nucleo Investigativo di Milano, ha eseguito 5 decreti di perquisizione e 3 sequestri preventivi d'urgenza di conti correnti nei confronti di 3 indagati, accusati di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato di autovetture, alla ricettazione e alla diffusione di strumenti informatici illeciti.

L'operazione si inserisce in un'attività più ampia coordinata da Eurojust, l'Agenzia dell'Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale, e condotta in parallelo anche in Francia e nel Regno Unito. Le indagini sono partite da elementi forniti dagli inquirenti francesi, che avevano individuato una banda dedita alla produzione e rivendita di dispositivi elettronici in grado di avviare auto con chiavi non codificate, aggirando i sistemi di sicurezza di numerosi marchi automobilistici di fascia alta.

Il principale sospettato costruiva dispositivi elettronici personalizzati dal 2022. Vendeva altoparlanti riprogrammati (sì, altoparlanti!) in grado di sbloccare auto di lusso. I prezzi variavano da 3.000 a 50.000 euro a dispositivo, distribuiti in 17 paesi europei e in tutto il mondo tramite messaggistica crittografata. La polizia francese ha notato un picco nei furti di specifici modelli di veicoli e ha ricondotto il furto a questi altoparlanti modificati.

Tra i principali interlocutori del leader francese è emerso un palermitano — già noto alle forze dell'ordine — ritenuto figura tecnica di spicco e già imputato in un procedimento per fatti analoghi. Secondo la Procura di Palermo, il gruppo avrebbe trasformato il furto d'auto in un business tecnologico globale, progettando e commercializzando dispositivi capaci di bypassare i sistemi di sicurezza dei veicoli di lusso.

Gli indagati avrebbero potuto contare anche su complici insospettabili, tra cui il titolare di un'officina autorizzata di un noto marchio automobilistico, che avrebbe fornito chiavi originali successivamente inviate in Cina per la decodifica. Il principale sospettato si sarebbe recato più volte a Dubai per testare l'efficacia dei dispositivi su auto di fascia alta.

Consapevoli della natura illegale delle loro attività, gli indagati avrebbero cercato di cancellare ogni traccia compromettente, commentando tra loro gli arresti dei "concorrenti" europei. Le indagini hanno rivelato che i dispositivi venivano venduti anche online e nella sede milanese della società riconducibile agli indagati spesso ad acquirenti noti per reati di furto d'auto.

Per eludere eventuali sequestri, i proventi sarebbero stati versati su conti correnti online, anche all'estero, ora sottoposti a sequestro preventivo. Durante le perquisizioni, i Carabinieri hanno rinvenuto in un'abitazione a Palermo un laboratorio tecnologico dotato di strumentazione avanzata per la realizzazione dei dispositivi, e in un locale a Milano due apparecchi OBD (On-Board Diagnostics) completi di chiavi auto, uno dei quali pronto per la spedizione, oltre a un elenco dettagliato degli invii effettuati in tutto il mondo.

#furtiautohitech

#Armadeicarabinieri

#cooperazioneinternazionaledipolizia

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🐧 Diventa padrone del tuo storage su Linux 💪

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in reply to FediLUG Italia

L'immagine è una composizione di icone e testo su sfondo nero che illustra i comandi di archiviazione Linux. Le icone sono disposte a coppie in una griglia e ogni coppia è affiancata da una breve descrizione. In alto a sinistra c'è un'icona di un disco rigido con la scritta "fdisk", seguita dalla descrizione "create, remove and display disk partitions". La seconda icona è un icona a forma di cubo con la scritta "lsblk" e la descrizione "show info about available block devices". Seguono: "du" e "show space used by files and directories", "smartctl" e "test and monitor health of hard drives", "df" e "show disk usage of entire filesystems", "stat" e "show detailed attributes of a file", "iotop" e "show disk I/O usage of individual processes", "mount" e "mount a filesystem", "iostat" e "display disk I/O rate of disk partitions", "hdparm" e "view and modify hdd/ssd parameters" e "lsof" e "show information about open files". In basso a sinistra c'è un'icona di un disco rigido con la scritta "fsck" e la descrizione "check and repair filesystem integrity". Infine, in basso a destra c'è un'icona di un insieme di cartelle con la scritta "findmnt" e la descrizione "display or search current mount points". Nell'angolo in basso a destra, c'è un'immagine stilizzata di un uomo e il testo "Created by Dan Nanni study-notes.org".

fdisk: create, remove and display disk partitions
lsblk: show info about available block devices
du: show space used by files and directories
smartctl: test and monitor health of hard drives
df: show disk usage of entire filesystems
stat: show detailed attributes of a file
iotop: show disk I/O usage of individual processes
mount: mount a filesystem
iostat: display disk I/O rate of disk partitions
hdparm: view and modify hdd/ssd parameters
lsof: show information about open files
fsck: check and repair filesystem integrity
findmnt: display or search current mount points
Created by Dan Nanni study-notes.org

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma3:27b

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Il calcio è vulnerabile allo sfruttamento criminale. Europol è pronta a sostenere la UEFA, anche sulla base della Convenzione di Macolin


Qualche giorno orsono #Europol e #UEFA (organo di governo del calcio europeo) hanno rinnovato ed esteso il loro Memorandum of Understanding, incentrato sulla prevenzione e la lotta alla criminalità tutelando al tempo stesso l'integrità del calcio europeo.

Il memorandum è stato firmato nella sede della UEFA a Nyon dal direttore esecutivo di Europol, Catherine De Bolle, e dal presidente della UEFA, Aleksander Čeferin. Europol e UEFA si sono impegnate a cooperare in attività e progetti congiunti. La partnership migliorerà le indagini, la condivisione delle informazioni e il supporto di esperti per le 55 federazioni affiliate alla UEFA.

L’accordo si basa sulla già esistente cooperazione tra le istituzioni, soprattutto nella lotta contro le partite truccate, ampliandone al tempo stesso la portata ad altre minacce legate alla criminalità organizzata. La cooperazione si concentra sullo scambio di informazioni e sulla condivisione di conoscenze nei settori dei principali eventi calcistici, della corruzione sportiva, delle partite truccate e del riciclaggio di denaro, del razzismo, della xenofobia e dell'estremismo violento, nonché delle attività illegali legate allo streaming o alla trasmissione illegali di contenuti audiovisivi. La cooperazione si estende all'individuazione di transazioni e attività sospette nei settori dei trasferimenti di giocatori di calcio, degli investimenti nelle squadre di calcio, dello scambio di attività finanziarie legate al calcio e delle scommesse sportive.

Anche l'assegnazione e l'organizzazione di competizioni sportive possono essere oggetto di abuso da parte dei criminali per riciclare proventi illeciti o per scopi di corruzione e rientrano quindi anche tra i possibili ambiti di cooperazione.


La “manipolazione” delle competizioni. Una definizione giuridica


Secondo la definizione giuridica, la manipolazione della competizione o la combine è "un'azione, un'omissione o un'inganno intenzionale volti a alterare impropriamente il risultato o lo svolgimento di una competizione sportiva al fine di eliminare in tutto o in parte la natura imprevedibile della competizione stessa, al fine di ottenere un indebito vantaggio per sé o per altri" (Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive, 2014, leggi sotto).

La manipolazione della competizione, nota anche come combine, si verifica quando il risultato di un torneo o di una competizione viene deciso in anticipo, in parte o completamente, e la partita viene giocata per garantire l'esito predeterminato. Ciò è contrario alle regole del gioco e spesso alla legge. Il motivo più comune per cui si ricorre alla combine è ottenere un compenso dagli scommettitori, ma le squadre possono anche intenzionalmente ottenere prestazioni scadenti per ottenere un vantaggio futuro, come, sulla carta, un avversario meno promettente in uno spareggio. Parimenti, la manipolazione della competizione si verifica quando un partecipante a una competizione sportiva (ad esempio un atleta, un allenatore, un giudice o un arbitro, ecc.) consapevolmente non ottiene risultati soddisfacenti o prende deliberatamente decisioni sbagliate che influenzano il risultato o l'andamento di una competizione, al fine di ottenere un beneficio indebito (solitamente un vantaggio sportivo o finanziario).

La Convenzione di Macolin


La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive, comunemente nota come Convenzione di Macolin, è l'unico trattato internazionale giuridicamente vincolante specificamente concepito per prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive.

È stata stipulata a Macolin/Magglingen, in Svizzera, il 18 settembre 2014 ed è entrata in vigore il 1° settembre 2019, a seguito della ratifica da parte di cinque Stati, tre dei quali membri del Consiglio d'Europa.

La Convenzione mira a proteggere l'integrità dello sport e l'etica sportiva promuovendo il coordinamento nazionale e la cooperazione internazionale contro la manipolazione, sia essa legata ad attività criminali, scommesse sportive o altri motivi.

La Convenzione di Macolin stabilisce un quadro giuridico completo che impone agli Stati firmatari di attuare misure per combattere la manipolazione, tra cui l'identificazione dei rischi, la definizione di leggi e procedure necessarie e la promozione della cooperazione tra autorità pubbliche, organizzazioni sportive e operatori di scommesse.

Prevede la criminalizzazione della manipolazione da parte di persone fisiche e giuridiche, garantendo che le sanzioni disciplinari degli organismi sportivi non escludano la responsabilità penale, civile o amministrativa. Il trattato impone inoltre agli Stati di istituire piattaforme nazionali che fungano da centri di informazione per il monitoraggio e l'analisi di attività di scommesse sospette e di comunicare le coordinate di tali piattaforme e delle autorità responsabili al Consiglio d'Europa.

La convenzione definisce la manipolazione della competizione come un'intesa, un atto o un'omissione intenzionale volta a alterare impropriamente il risultato o lo svolgimento di una competizione per ottenere un indebito vantaggio, eliminando così la natura imprevedibile dello sport.

Fornisce una tipologia per diverse forme di manipolazione, tra cui l'interferenza diretta in un evento sportivo (Tipo 1), la modifica dell'identità o dei dati personali di un atleta (Tipo 2) e le modifiche non conformi relative all'attrezzatura, alle superfici di gioco o alla fisiologia dell'atleta (Tipo 3).

Questo quadro normativo mira a promuovere una comunicazione più chiara e a fornire una base statistica uniforme per l'identificazione dei rischi e delle minacce emergenti.

A novembre 2025, la Convenzione di Macolin è stata ratificata da Belgio, Francia, Grecia, Islanda, Italia, Lituania, Norvegia, Portogallo, Repubblica di Moldavia, San Marino, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ucraina. È stata firmata anche da altri 41 Stati europei, oltre che da Australia e Marocco. Il nostro Paese ha aderito alla Convenzione, sottoscrivendola il 7 aprile 2016 ed approvandola in via definitiva al termine del percorso parlamentare l'11 aprile 2019; il 16 maggio 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il Comitato di monitoraggio della Convenzione, responsabile del monitoraggio dell'attuazione, comprende rappresentanti degli Stati firmatari e di altri organismi competenti e può effettuare visite per valutarne il rispetto.

La Convenzione è aperta alla ratifica sia degli Stati membri del Consiglio d'Europa che di Stati non membri, a dimostrazione della sua portata globale.

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AFGHANISTAN E COLTIVAZIONE DI OPPIO: IL DIVIETO FUNZIONA?

I risultati nell’Afghanistan Opium Survey 2025 pubblicato da UNODC



Contesto e Obiettivi


Il divieto di coltivazione del papavero da #oppio in #Afghanistan fu introdotto dalle Autorità de facto nel 2022 e ora al terzo anno di applicazione. #UNODC (l’Agenzia delle Nazioni UNite contro il crimine ed il traffico di droga) in un suo recente rapporto (reperibile qui: unodc.org/documents/crop-monit…unodc.org/documents/crop-monit…)) monitora l’evoluzione della coltivazione illecita, la produzione di oppio, e le conseguenze socio-economiche e ambientali per le comunità rurali afghane.

Principali Risultati
1. Riduzione drastica della coltivazione e produzione di oppio


  • Coltivazione: Nel 2025, la superficie coltivata a papavero da oppio è stimata in 10.200 ettari, il 20% in meno rispetto al 2024 (12.800 ettari) e solo il 4% dei livelli pre-divieto del 2022 (232.000 ettari).
  • Produzione: La produzione potenziale di oppio è scesa del 32% rispetto al 2024, raggiungendo 296 tonnellate (contro le 433 tonnellate del 2024). Questo calo è attribuito a:
    • Applicazione rigorosa del divieto.
    • Condizioni climatiche avverse, soprattutto siccità in province chiave come Badakhshan.


  • Eradicazione: Le Autorità de facto hanno riportato l’eradicazione di oltre 4.000 ettari (40% dell’area coltivata stimata), sebbene l’UNODC non abbia potuto verificare tecnicamente questi dati.


2. Impatto economico sulle comunità rurali


  • Reddito dei coltivatori: Il reddito derivante dalla vendita di oppio è crollato del 48%, passando da 260 milioni di USD nel 2024 a 134 milioni nel 2025.
    • Un ettaro di papavero genera ancora 12.000–17.000 USD (a seconda della provincia), ma questo valore è in forte calo rispetto agli anni precedenti.
    • Confronti: Colture lecite come il frumento rendono solo 800 USD/ettaro, il cotone 1.600 USD/ettaro.


  • Conseguenze: Tre anni di redditi minimi o nulli dall’oppio hanno aggravato la vulnerabilità economica rurale, con oltre il 40% dei terreni agricoli lasciati incolti per mancanza di alternative redditizie.


3. Cambiamenti nell’uso del suolo


  • Sostituzione delle colture: Il 67% dei terreni precedentemente dedicati al papavero è stato convertito a cereali (soprattutto frumento), ma con un calo del reddito per i coltivatori.
  • Terreni incolti: La siccità e la mancanza di alternative hanno portato all’abbandono di vasti appezzamenti, soprattutto nelle aree non irrigue.


4. Mercato degli oppiacei e metanfetamine


  • Oppiacei: La riduzione dell’offerta afghana ha portato a un aumento dei prezzi fino al 2024, seguito da un calo nel 2025, possibile segno di:
    • Vendita di scorte accumulate.
    • Spostamento della produzione in paesi vicini (es. aumento dell’eradicazione del papavero in due paesi confinanti, da 5.868 ettari nel 2022 a 13.200 nel 2023).


  • Metanfetamine: Le sequestri sono aumentati e i prezzi diminuiti (sotto i 600 USD/kg), suggerendo una maggiore disponibilità, probabilmente dovuta a:
    • Produzione interna resiliente ( Nonostante il divieto, la produzione di metanfetamina sembra non essere stata colpita).
    • Importazione da altri paesi.



5. Crisi umanitaria e ambientale


  • Siccità e cambiamento climatico: Precipitazioni sotto la media (-60-75%) e temperature elevate hanno ridotto la produttività agricola, colpendo sia l’oppio che le colture alimentari.
  • Ritorno dei migranti: Circa 4 milioni di afghani sono tornati da Pakistan e Iran nel 2024-2025, aumentando la pressione su risorse già scarse e opportunità lavorative limitate.
  • Gestione dell’acqua: La siccità ha esacerbato la crisi idrica, con falde acquifere in calo e sistemi irrigui tradizionali (come i qanat) in fallimento.


6. Implicazioni politiche


  • Sviluppo alternativo: Urgente necessità di programmi che offrano colture sostitutive redditizie, accesso ai mercati, e investimenti in infrastrutture e clima.
  • Cooperazione regionale: Monitoraggio congiunto per contrastare lo spostamento della produzione di oppio (“balloon effect”) e il traffico di droghe sintetiche.
  • Riforme strutturali: Servono investimenti a lungo termine in agricoltura sostenibile, formazione professionale e governance per ridurre la dipendenza dall’economia illecita.


Conclusione


Il divieto ha ridotto drasticamente la produzione di oppio, ma ha anche:

  • Impoverito le comunità rurali, senza alternative economiche sostenibili.
  • Spinto verso droghe sintetiche (metanfetamine), più difficili da contrastare.
  • Aggravato la crisi umanitaria, legata a siccità, migrazione e instabilità economica.

Le Raccomandazioni finali di UNODC riguardano

  • La necessità di Supporto internazionale per lo sviluppo rurale e la resilienza climatica.
  • Il Monitoraggio regionale per prevenire lo spostamento della produzione illecita.
  • Investimenti in infrastrutture idriche e agricoltura sostenibile.

@Attualità, Geopolitica e Satira

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🐧 Stai ancora cercando di capire quale sistema operativo fa per te? 🤔

<img class=" title=":linux:"/> Ecco un diagramma di flusso spudoratamente di parte per aiutarti a scegliere 😎👇

💬 Spoiler: la libertà non si installa da sola 💪🐧

:fedilug: Trovi tutte le infografiche su Linux seguendo il gruppo FediLUG su 👉 @linux@diggita.com

#UnoLinux #distro #software #tecnologia #linux #freebsd #windows #macos #SistemaOperativo #SO #OS #FediLUG #freesoftware #softwarelibero #fedora #arch #gentoo #debian #ubuntu #chromeos

in reply to FediLUG Italia

@Batarea @stefano_zan ahhh, io lo uso sul Raspberry e mi sembra la stessa cosa di ubuntu. Ma forse perché vengo da Arch, quindi tutto mi sembra automatico 🤣
in reply to FediLUG Italia

Grafico interessante. Per la serie "non frega niente a nessuno" io uso Mint sul mio PC principale ormai da parecchi anni, e Garuda (Arch) su un portatile che tengo al lavoro. Negli anni ho provato Kali e Manjaro (che non mi ha entusiasmato). Stranamente ho sempre provato un senso di distacco da Ubuntu dal periodo Unity in poi nonostante abbia ancora dei CD originali (Internet in Italia era un po'... così) ricevuti dal Sudafrica quando arrivò per la prima volta "sul mercato".

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PASSARE A LINUX con Valerio Bozzolan @boz!
Linux è pronto per accogliere questi utenti?

youtube.com/watch?v=SfjnseY8eA…

affrontiamo il tema della fine del supporto di #Winodws10, che cosa significa per famiglie, imprese e pubblici servizi?

Assieme a Valerio ci chiediamo quale sia lo stato delle distribuzioni Linux, sono pronte ad accogliere gli utenti uscenti? Cosa farà chi non vuole o non può passare a #Windows11?

🐧 Messaggio pubblicato nel gruppo FediLUG: @linux@diggita.com

#UnoLinux #Linux #Windows

Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale
cipper 📌
@OhSeitan
linux e' uno strumento, bisogna saperlo un minimo usare. al 100% il tuo problema era risolvibile
Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale
cipper 📌
@OhSeitan
occorre usare driver e firmware giusti e un minimo di confgiurazione, dipende dalla macchina.
non voglio apparire semplicistico, ma uso linux da 20 anni su miriadi di portatili e desktop, non esiste che non si abbia una uscita video funzionante.
ma voglio essere piu' realistico e correggo la mia stima al 99.9% 😉

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Il made in Italy era fatto ... in Romania. La Guardia di Finanza di Gorizia scopre l’inganno


I finanzieri del Comando Provinciale di Gorizia hanno scoperto un'organizzazione criminale coinvolta nella produzione e commercializzazione di capi di abbigliamento fabbricati in Romania ma falsamente etichettati come "Made in Italy".

L'indagine, che ha ricostruito l'intera filiera produttiva illecita, è stata avviata grazie al monitoraggio territoriale effettuato nella provincia dell'Isonzo, punto di accesso chiave della cosiddetta "Rotta Balcanica". Durante un normale controllo di frontiera, è stato individuato un camion con targa rumena che trasportava 1.600 capi di abbigliamento femminile recanti la fuorviante etichetta "Made in Italy".

Successive indagini, condotte dai finanzieri con il coordinamento della Procura della Repubblica locale, hanno portato alla luce un traffico di capi di abbigliamento femminile prodotti in una fabbrica rumena e destinati alla vendita in Italia tramite due aziende con sede in Lombardia.

Le perquisizioni effettuate presso le due aziende italiane e i loro principali clienti in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto hanno portato al sequestro di ulteriori 1.900 capi di abbigliamento con etichette di origine ingannevoli. Attraverso approfondite indagini, gli agenti sono stati in grado di ricostruire le fasi produttive e commerciali alla base della creazione e della vendita di questi capi, identificando i soggetti responsabili dell'intera operazione.

Le indagini si sono concluse con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di Gorizia di 5 soggetti, responsabili della frode, e con lo smantellamento di un collaudato sistema produttivo in grado di immettere nei circuiti commerciali italiani ed europei quasi 3 milioni di capi di abbigliamento negli ultimi 5 anni.

#guardiadifinanza

@Attualità, Geopolitica e Satira

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Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, in visita in Argentina, Paese membro della FIEP


Nella circostanza si sono svolti incontri per il rafforzamento della cooperazione con il Direttore Nazionale della Gendarmería Nacional, Comandante Generale Claudio Miguel Brilloni, e il Commissario Generale Luis Alejandro Rolle, Capo della Policía Federal Argentina.

Lo Stato sud-americano partecipa con la sua Gendarmeria Nazionale alla #FIEP (fiep.org/), un'associazione di Gendarmerie e Forze di Polizia nazionali con Status Militare.

L'obiettivo della FIEP (che iniziò la sua attività con le forze militari di Francia, Italia, Spagna e Portogallo) è quello di ampliare e rafforzare le relazioni reciproche, promuovere una riflessione innovativa e attiva sulle forme di cooperazione di polizia e valorizzare il suo modello di organizzazione e strutture all'estero.

L'Associazione facilita, in conformità agli accordi internazionali vigenti e alle normative nazionali, lo scambio di informazioni ed esperienze nei seguenti settori: Risorse umane (compresa la formazione e il reclutamento); Organizzazione del servizio; Nuove tecnologie e logistica; Affari Internazionali.

\

A corollario della sua visita il Comandante Generale #Luongo è stato insignito della Medaglia d’Onore d’Oro della Policía Federal Argentina. \
A seguire, si é tenuto l’incontro con l’Ambasciatore d’Italia, Min. Plen. Fabrizio Lucentini, e i Carabinieri in servizio presso l'Ambasciata di Buenos Aires.

#ArmadeiCarabinieri

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Un'analisi completa dei comportamenti di consumo di sostanze tra gli adolescenti in tutta Europa


Il rapporto ESPAD 2024 “School Survey on Alcohol and Other Drugs”, pubblicato recentemente da #EUDA (l’ Agenzia dell'Unione europea sulle droghe il cui obiettivo generale è contribuire a migliorare la preparazione dell'Unione europea in materia di droghe), fornisce un'analisi completa dei comportamenti di consumo di sostanze tra gli adolescenti in tutta Europa. Questo rapporto approfondisce i risultati di sintesi pubblicati inizialmente a maggio 2025, descrivendo una generazione in fase di significativa trasformazione. Per garantire un'ampia accessibilità, il rapporto ESPAD 2024 è corredato da una serie di strumenti aggiuntivi. I risultati dell'ESPAD 2024 si riferiscono alle esperienze e alle percezioni degli studenti riguardo a una varietà di sostanze, tra cui tabacco, alcol, droghe illecite, inalanti, prodotti farmaceutici e nuove sostanze psicoattive (NPS). Vengono affrontati anche l'uso dei social media, dei videogiochi e del gioco d'azzardo.

Come detto, una sintesi dei principali risultati è stata pubblicata dalle organizzazioni a maggio 2025 ed è disponibile in 25 lingue sul sito web dell'EUDA (euda.europa.eu/index_en).

I punti salienti indicano che il consumo di alcol, tabacco e cannabis tra gli adolescenti continua a diminuire, ma che nuovi rischi comportamentali e per la salute sono in aumento. Il rapporto solleva crescenti preoccupazioni circa l'aumento dell'uso di sigarette elettroniche, l'uso non medico di farmaci da prescrizione e un aumento significativo dell'uso di social media, giochi online e gioco d'azzardo tra gli adolescenti. Queste tendenze sono più pronunciate tra le ragazze, dove i divari di genere di lunga data nell'uso di sostanze sembrano ridursi o addirittura invertirsi. Secondo il rapporto: "Sebbene il continuo calo dell'uso di sostanze già note sia positivo, ciò non corrisponde necessariamente a una riduzione del rischio. Infatti, l'interazione tra l'uso di sostanze psicoattive e i comportamenti digitali a rischio rappresenta una nuova e complessa sfida per la salute pubblica".

Lo studio, condotto in collaborazione con l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (#EMCDDA) e coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche (#CNR), si basa su un'indagine del 2024 condotta in 37 paesi europei, inclusi 25 Stati membri dell'UE. Si tratta dell'ottava ondata di raccolta dati condotta dal progetto ESPAD dal 1995 e la prima condotta dopo la pandemia di COVID-19. Un totale di 113.882 studenti di età compresa tra 15 e 16 anni hanno partecipato a quest'ultima indagine, rispondendo a un questionario anonimo. Questa edizione segna 30 anni di monitoraggio dei comportamenti a rischio degli adolescenti in tutta Europa.

Tra le nuove sfide per le politiche e le pratiche, il rapporto evidenzia tre priorità strategiche: 1) Ampliare la prevenzione basata sull'evidenza scientifica: sono necessari approcci più ampi e basati sull'evidenza scientifica per affrontare l'intero spettro dei comportamenti a rischio dei giovani di oggi. 2) L'implementazione del Curriculum di Prevenzione dell'Unione Europea (EUPC), un programma di formazione per i professionisti della prevenzione ampiamente adottato dall'EMCDDA, rappresenta un passo avanti positivo, così come il registro Xchange dei programmi di prevenzione valutati dall'agenzia. 3) Dare priorità alla salute mentale e al benessere: le nuove vulnerabilità richiedono maggiore attenzione alla salute mentale e al benessere nelle scuole e nelle comunità. Approcci sensibili al genere nella promozione della salute sono necessari per affrontare i rischi emergenti tra le ragazze adolescenti.

Affrontare gli ambienti digitali

E’ necessaria un'azione urgente per sviluppare interventi che limitino l'esposizione dei giovani ai rischi digitali. Tra queste, la lotta ai potenziali danni del gioco online (ad esempio, la progettazione che crea dipendenza) o la prevenzione dell'accesso al gioco d'azzardo online da parte dei minori (ad esempio, una verifica più efficace dell'identità digitale e dell'età).

Il rapporto si conclude sottolineando la necessità di comprendere e rispondere meglio ai cambiamenti complessi e dinamici che plasmano la vita dei giovani e di costruire fiducia attraverso interventi multisettoriali e flessibili. "Solo attraverso una prospettiva così sistemica il rischio può essere trasformato in resilienza e si possono creare ambienti che supportino lo sviluppo di giovani più sani e consapevoli di sé". Il monitoraggio continuo e collettivo del progetto #ESPAD svolge un ruolo fondamentale nel promuovere la comprensione dei comportamenti a rischio degli adolescenti e nel fornire prove solide e comparabili nel tempo e tra i diversi paesi per orientare il processo decisionale.

Il rapporto ESPAD 2024 offre spunti unici per orientare la prevenzione e le politiche. A seguito della pandemia di COVID-19 e nel contesto dei conflitti in corso in Europa e Medio Oriente, l'ESPAD ha inoltre rafforzato la sua attenzione sul benessere mentale degli adolescenti. Questo ciclo di indagini ha incluso una nuova enfasi sul benessere mentale e sulle attività di prevenzione, riconoscendo la crescente importanza di questi fattori nel plasmare i risultati di salute degli adolescenti.

Il Rapporto è scaricabile qui: espad.org/sites/default/files/…

@Attualità, Geopolitica e Satira

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Dalla nona conferenza globale sulle finanze criminali e le criptovalute emerge la necessità di standard e cooperazione più forti


Un momento della Conferenza

I partecipanti all'evento di Vienna – organizzato congiuntamente da #Europol, #UNODC e dall'Istituto di governance di Basilea (#BaselInstituteonGovernance) – hanno acquisito nuove informazioni sui modi in evoluzione in cui le #criptovalute e la tecnologia #blockchain vengono utilizzate dalla criminalità. La conferenza del 28 e 29 ottobre 2025 ha riunito più di 250 partecipanti presenti (e più di 1 000 online) provenienti da un'ampia gamma di settori, tra cui forze dell'ordine, pubblici ministeri, regolatori, ricercatori e importanti società di intelligence blockchain.

La crescente sofisticazione delle tattiche criminali comporta rischi, non solo per il settore delle criptovalute e per le vittime della truffa, ma per la società in generale. Questi rischi includono crimini gravi come il traffico di droga, il finanziamento del terrorismo e l’evasione delle sanzioni.

Le forze dell'ordine, i partner del settore privato e il mondo accademico stanno rapidamente facendo progredire la loro capacità di contrastare le minacce poste dai sofisticati crimini legati alle criptovalute e dal riciclaggio di denaro. Gli strumenti avanzati stanno riducendo la dipendenza dal tracciamento manuale, mentre una serie di operazioni transfrontaliere di successo mostrano il potere della collaborazione.

Anche la ricerca e dati affidabili sull’uso delle criptovalute per scopi criminali sono fondamentali affinché i governi possano valutare i rischi e rispondere in modo appropriato.

La natura senza confini delle blockchain significa che i proventi criminali possono attraversare il globo in pochi secondi, mentre la cooperazione formale tra le autorità può richiedere ancora giorni o settimane. Canali interagenzia più rapidi sono vitali, hanno affermato i partecipanti, nonché un più stretto coordinamento tra investigatori e pubblici ministeri.

I partenariati pubblico-privato sono stati fondamentali per interrompere le attività illecite sulla blockchain, ma devono essere migliorati e ridimensionati. Questo è stato un tema chiave del primo giorno, dedicato alla collaborazione intersettoriale.

Anche un evento collaterale guidato dal Gruppo Wolfsberg ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra privati.

Le criptovalute sono ora una caratteristica comune delle indagini sulla criminalità finanziaria, ma molte agenzie non hanno ancora le competenze e le risorse per perseguire piste o recuperare beni. Lo sviluppo di team specializzati e il miglioramento delle competenze degli ufficiali e funzionari in prima linea sono essenziali.

Con l’espansione e l’evoluzione dell’uso delle criptovalute, la Conferenza globale congiunta rimane una piattaforma unica per il dialogo e la cooperazione pratica.

Sviluppando standard chiari, rafforzando la cooperazione e sviluppando capacità, si possono garantire collettivamente le innovazioni finanziarie affinchè siano sfruttate per il bene pubblico prevenendone al tempo stesso gli abusi da parte dei criminali.

Scopri di più sulla conferenza e trova i collegamenti a eventuali registrazioni sul Pagina dell'evento della 9a Conferenza globale sulle finanze penali e le criptovalute a questo link baselgovernance.org/9crc

@Scienza e tecnologia

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🔐 Le distro Linux nate per la #cybersecurity e la #privacy sono vere e proprie fortezze digitali: strumenti di difesa, anonimato e analisi forense per proteggere i dati, indagare in modo etico e rispondere agli attacchi.

💻 Per l’hacking etico e la libertà digitale, ecco le distro #Linux specializzate in sicurezza informatica 😎👇

:fedilug: Trovi tutte le infografiche sul mondo Linux seguendo il gruppo FediLUG su 👉 @linux@diggita.com

🔐 Per le infografiche su sicurezza 👉 @sicurezza

#UnoLinux #Sicurezza

in reply to FediLUG Italia

L'immagine è una griglia di icone rappresentanti diverse distribuzioni Linux focalizzate su sicurezza e privacy. Ogni icona è accompagnata da un testo che descrive lo scopo della distribuzione. Le icone sono disposte in modo uniforme su uno sfondo nero.

Ecco i dettagli delle icone e dei testi corrispondenti:

  • ArchStrike: Icona con un simbolo stilizzato e testo "ArchStrike - ArchLinux-based repo for pentest and security research on Arch"
  • Athena OS: Icona con un volto stilizzato e testo "Athena OS - Arch/Nix-based distro for pentest and cybersecurity"
  • BackBox: Icona con un simbolo stilizzato e testo "BackBox - Penetration testing and security analysis on Ubuntu"
  • BlackArch: Icona con un simbolo stilizzato e testo "BlackArch - Penetration testing and security research on Arch"
  • CAINE: Icona con un simbolo stilizzato e testo "CAINE - Ubuntu-based live OS for digital forensics"
  • CSI Linux: Icona con un simbolo stilizzato e testo "CSI Linux - Digital forensics, incident response & OSINT investigation"
  • Fedora Security Lab: Icona con una lettera "f" e testo "Fedora Security Lab - Security auditing and system rescue"
  • Kali Linux: Icona con una lettera "k" e testo "Kali Linux - Pentest, forensics and reverse engineering"
  • Network Security Toolkit: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Network Security Toolkit - Fedora-based live OS for network security analysis"
  • Parrot OS: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Parrot OS - Security, privacy and software dev on Debian"
  • Pentoo Linux: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Pentoo Linux - Penetration testing and security audits on Gentoo"
  • Predator OS: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Predator OS - Debian-based OS on pentest, ethical hacking & privacy"
  • Qubes OS: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Qubes OS - Xen virtualization based isolation for enhanced privacy"
  • Security Onion: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Security Onion - Threat hunting, enterprise security monitoring"
  • SIFT Workstation: Icona con un simbolo stilizzato e testo "SIFT Workstation - Incident response, forensic & malware analysis"
  • Tails OS: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Tails OS - Live OS preserving privacy via Tor"
  • Whonix: Icona con un simbolo stilizzato e testo "Whonix - Anonymity and privacy via a built-in Tor gateway"

In basso a destra c'è il testo "Created by Dan Nanni study-notes.org".

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma3:27b

🌱 Energia utilizzata: 0.378 Wh


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💻 Stai pensando di prendere un portatile per Linux?

🐧 Lascia perdere i mal di testa da compatibilità e scegli chi costruisce laptop pensati per Linux.

🐧 Avrai integrazione perfetta tra hardware e software, distro già preinstallate e supporto driver garantito. 🔥

:gnu: Ecco alcuni dei migliori produttori di portatili Linux da conoscere 👇

:fedilug: Trovi tutte le infografiche sul mondo Linux seguendo il gruppo FediLUG su 👉 @linux@diggita.com

#UnoLinux #Linux #GnuLinux #OpenSource #laptop

in reply to FediLUG Italia

c'è anche lenovo. Considerando che hanno una pagina dedicata anche sul sito di ubuntu.
in reply to FediLUG Italia

che marca secondo voi è la migliore? System76 mi ha sempre intrigato ma i prezzi di partenza sono abbastanza proibitivi

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🐧Stai pensando di lasciare Windows per passare a Linux?

🐧 Ecco un rapido riepilogo di pro e contro per aiutarti a capire se è il momento giusto per fare il salto 😎👇

<img class=" title=":linux:"/> Puoi iniziare con una distribuzione molto simile a windows come @ufficiozero che ha assistenza italiana.

:fedilug: Trovi tutte le infografiche su Linux seguendo il gruppo FediLUG su 👉 @linux@diggita.com

#UnoLinux #Linux #GNULinux #freesoftware #softwarelibero #opensource #windows #windows10 #migrazione #FediLUG #UfficioZero

in reply to FediLUG Italia

Perdonatemi, ci si prende la briga di suggerire una distribuzione con supporto in italiano e poi la lista pro e contro viene lasciata in inglese?
in reply to FediLUG Italia

a mio parere sono molti più i motivi positivi, non se ne può più del consumismo e del fatto che siamo costretti a utilizzare delle attrezzature informatiche che dopo due anni sono già da buttare, la stessa cosa dicasi per gli smartphone.

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La cooperazione internazionale nella lotta alla corruzione


La Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) è l'unico strumento anticorruzione universalmente vincolante. Adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003, a seguito dei negoziati di Vienna, in Austria, rappresenta un impegno storico da parte dei Paesi nella lotta alla corruzione. Il suo punto di forza unico risiede nel suo approccio globale, che pone l'accento sulla prevenzione, l'applicazione della legge, la cooperazione internazionale e il recupero dei beni.

L' #UNCAC è stata fondamentale nel promuovere importanti riforme nazionali #anticorruzione, nel rafforzare i quadri giuridici e istituzionali e nel migliorare la collaborazione transfrontaliera. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel promuovere l'Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, affrontando gli impatti di vasta portata della corruzione sui principi e sui valori delle #NazioniUnite.

Poiché i casi di #corruzione sono spesso complessi e transnazionali, un'efficace cooperazione internazionale è fondamentale per indagare e perseguire con successo tali reati. La cooperazione internazionale promuove un approccio globale coordinato e unificato per combattere questo reato, consentendo la condivisione di informazioni, prove e altre forme significative di assistenza legale tra le autorità competenti di diversi Paesi.

Riconoscendo la natura complessa e transfrontaliera dei casi di corruzione, la Convenzione dedica un intero capitolo alla cooperazione internazionale (Capitolo IV). Questo capitolo fornisce un solido quadro normativo per gli Stati che desiderano impegnarsi nella cooperazione internazionale sia a livello formale che informale. A tal fine, gli Stati si impegnano a garantire l'esistenza di autorità anticorruzione indipendenti e specializzate per fornire la più ampia assistenza legale reciproca possibile, nonché uno scambio informale diretto e sicuro di informazioni sui casi di corruzione in corso. La Convenzione copre anche ulteriori forme di cooperazione internazionale in materia penale, come l'estradizione, il trasferimento di persone condannate, la cooperazione diretta tra le forze dell'ordine, le indagini congiunte e le tecniche investigative speciali. Incoraggia inoltre gli Stati a prendere in considerazione la possibilità di fornire assistenza reciproca nelle indagini e nei procedimenti in materia civile e amministrativa.

L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile individua la corruzione come un ostacolo fondamentale allo sviluppo sostenibile e invita gli Stati membri a "ridurre sostanzialmente la corruzione e le tangenti in tutte le loro forme" (Obiettivo 16.5). Per monitorare i progressi verso l'Obiettivo 16.5 vengono utilizzati due indicatori. In primo luogo, la prevalenza della corruzione tra la popolazione (indicatore SDG 16.5.1) e in secondo luogo, la prevalenza della corruzione tra le imprese (indicatore SDG 16.5.2). Entrambi gli indicatori richiedono la conduzione di indagini campionarie basate sull'esperienza.

Le indagini basate sull'esperienza possono evitare le insidie ​​sia dei dati amministrativi sulla corruzione (in particolare la pervasiva sottostima dei casi non rilevati e non segnalati) sia delle carenze degli studi sulla corruzione basati sulla percezione, che per definizione catturano solo le opinioni piuttosto che il fenomeno reale. Se ben progettate e implementate secondo gli standard internazionali, le indagini basate sull'esperienza sulla corruzione possono misurare sia i livelli che le tendenze della corruzione e di altre forme di corruzione. Possono anche aiutare a identificare istituzioni, aziende e gruppi di popolazione specifici maggiormente esposti alla corruzione. Di conseguenza, queste indagini hanno implicazioni politiche dirette: possono orientare le autorità nazionali su dove concentrare i loro sforzi anticorruzione. Tuttavia, è anche importante notare che le indagini sulla corruzione basate sull'esperienza non possono rilevare casi di "grande corruzione" tra le élite politiche e imprenditoriali. Invece, catturano le esperienze quotidiane di cittadini e imprese comuni quando accedono ai servizi pubblici.

A livello globale, 142 paesi e territori dispongono di dati sulla prevalenza della corruzione nella popolazione per il 2024 o per l'ultimo anno disponibile dal 2010. Questi dati indicano che la prevalenza della corruzione varia significativamente tra le regioni. Ad esempio, nei paesi con dati disponibili in Asia centrale e meridionale e nell'Africa subsahariana, la prevalenza media della corruzione nella popolazione è del 24,0%. Al contrario, questa percentuale scende al 15,7% in Asia orientale e sudorientale e al 9,0% in Europa e Nord America.

@Attualità, Geopolitica e Satira

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