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Void Linux: maintainer abbandona 113 pacchetti dopo le restrizioni sull’IA
#void #linux #AI #IA #voidlinux
Questa volta al centro della polemica c’è Void Linux, dove un noto contributore ha deciso di lasciare senza manutenzione ben 113 pacchetti a seguito di un duro scontro sulle policy del progetto relative all’uso dei testi e del codice generati da IA.

marcosbox.com/2026/09/13/void-…

@linux

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Un momento di grande commozione oggi, quando @italovignoli, uno dei padri fondatori di LibreOffice, ha annunciato che questo sarà l’ultimo Convegno che organizzerà e che, a partire dal 2027, ridurrà la sua partecipazione agli eventi.

Al termine dell’annuncio tutte le persone presenti si sono alzate in piedi per tributargli un saluto.

Grazie, Italo! ❤️

Rilanciato nel gruppo Open Source: @opensource

#ItaloVignoli #LibreOffice #OpenDocumentFoundation #OpenSource

in reply to Fedimedia Italia APS - DI.DAY

grazie a tutti quelli che oggi erano a Pordenone, e grazie a tutti quelli che mi seguono sulle pagine del blog TDF e agli eventi, mi avete fatto commuovere, e l'età rende più fragili anche emotivamente, mi aspettano due interventi chirurgici per le protesi alle ginocchia, per cui per un po' potrei sparire per poi riapparire all'improvviso, non abbandonerò mai completamente il mondo del FOSS, che tanto mi ha dato e tanto continua a darmi

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Hacktivismo a Pordenone @ItaLinuxSociety

Rilanciato nel gruppo Linux su @linux@diggita.com

#linux #unolinux

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Ieri sera alla cena di Open document foundation eravamo al tavolo con Joseph di KDE da Berlino! (A sinistra)

È stato fantastico incontrarsi dal vivo, Joseph ha vissuto in Italia per anni prima di iniziare a lavorare per KDE, anche lui sarà fra i 18 partecipanti per il Digital Indipendence Day di Bolzano organizzato da @fedimedia con SFSCON a Novembre!!

Messaggio rilanciato nel gruppo Open Source qui: @opensource dove seguire l’ultima giornata del congegno libreOffice

#kde #libreoffice

in reply to filippodb ⁂

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@filippodb Tre persone in piedi, l'una accanto all'altra, sorridono verso la fotocamera in un ambiente interno. La persona sulla sinistra ha capelli scuri e ricci, indossa una maglietta verde con la scritta "AKADEMY" e pantaloni scuri. La persona al centro ha capelli lunghi e mossi, indossa una maglietta scura, un cordino con un badge e ha un maglione grigio legato in vita sopra pantaloni chiari. La persona sulla destra indossa occhiali, una maglietta azzurra con una piccola grafica, pantaloni color kaki e un orologio al polso. Lo sfondo presenta tende chiare a sinistra, una parete di legno scuro e un piccolo apparecchio bianco in alto.

🌱 Energia utilizzata: 0.221 Wh

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Qua alla LibreOffice conference con @Continuity i primi in Italia a proporre alternative open source certificate senza Google per le scuole e la pubblica amministrazione.

Rilanciato nel gruppo @opensource

#opensource #libreoffice #continuity #loacker

Questa voce è stata modificata (2 giorni fa)
in reply to Devol ⁂

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@devol Un gruppo di quattro persone è seduto attorno a un lungo tavolo da conferenza scuro in una sala riunioni. Una persona in maglietta bianca lavora a un laptop, mentre altre due persone in maglietta nera sono rivolte verso l'osservatore con microfoni e bottiglie d'acqua sul tavolo. Una quarta persona è visibile in primo piano, di spalle. Sullo sfondo, uno schermo mostra un diagramma con diversi riquadri. La stanza è illuminata da lunghe lampade a LED rettangolari sul soffitto e presenta pareti bianche.

🌱 Energia utilizzata: 0.160 Wh

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Siamo alla cena della document foundation gente fantastica da tutto il mondo unita per l’@opensource ❤️

Qua sono io con l’occhio sveglio insieme con la rappresentanza @fedimedia, e dei @devol e del prossimo @digitalindipendenceday

#opensource #libreoffice #documentfoundation #devol #fedimedia

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Siamo al LibreOffice 26 a Pordenone con i ragazzzi di @libreitalia!

fra poco alle 15 faremo una presentazione dove parleremo di Fediverso!

events.documentfoundation.org/…

rilanciato su @opensource

non ci sarà la live quindi raggiungeteci se siete nei paraggi!

#libreoffive #fedimedia #fediverso

in reply to Fedimedia Italia APS - DI.DAY

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@fedimedia Una fotografia scattata da una posizione elevata in una sala conferenze durante una presentazione. Uno schermo di proiezione al centro mostra il titolo "Food for thought" seguito da vari punti elenco: "money is needed, contributor time is invaluable", "transparency requires a lot of effort, but is key", "legal obligations grow and can become a challenge", "things you don't understand can be important", "trust is the anchor of open source and free software", "the human side of things cannot be underestimated", e la sezione "further reading:" con tre link che iniziano con "effertberger.org/en/lets-think…". In primo piano, diverse persone sono sedute ai tavoli con laptop aperti, mentre altre persone si trovano dietro un lungo tavolo bianco nella parte anteriore della sala. Sulla sinistra sono posizionati dei banner verticali, uno rosso e uno bianco, e una persona è in piedi vicino a un leggio nero. Sulla destra si vedono delle bandiere e una grande finestra.

🌱 Energia utilizzata: 0.269 Wh

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Ultime modifiche per la presentazione sul fediverso che come @fedimedia terremo alle 15 a Pordenone per la LibreOffice Conference!

conference.libreoffice.org/

Ci saremo io e @magostinelli vi aspettiamo 😀

#libreoffice #mastodon #fediverso

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Il traffico di stupefacenti non si regge solo sulla logistica della droga: ha bisogno di una vera infrastruttura finanziaria


L’operazione DRAKKAR, coordinata dalla Polizia Nazionale spagnola (#CuerpoNacionaldePolicía) con il supporto di #Europol, mostra con chiarezza come avvenga il riciclaggio su scala internazionale. L’indagine ha portato a 21 arresti e all’individuazione, sequestro o congelamento di circa 20 milioni di euro in beni.

Al centro vi era una rete di underground banking (chiamata dagli investigatori “Dubai Bank”): un sistema clandestino capace di mettere rapidamente denaro a disposizione delle organizzazioni criminali in Paesi diversi, finanziando nuove spedizioni e facendo circolare i proventi del narcotraffico.

Il punto essenziale è questo: il denaro non deve necessariamente attraversare fisicamente le frontiere. Il valore viene trasferito tramite una rete di intermediari che compensa internamente debiti e crediti, usando operazioni commerciali, società, conti correnti, raccolte di contante e altri beni. In pratica, il denaro può essere consegnato in un Paese e reso disponibile altrove, senza un bonifico diretto tra le due estremità della transazione.

Gli investigatori hanno rilevato anche l’uso di codici di autenticazione per la consegna del contante: ad esempio, il numero seriale di una banconota veniva comunicato lungo la catena; chi presentava il codice corrispondente poteva ritirare il denaro. Un espediente semplice, ma efficace per ridurre i contatti diretti e rendere più difficile ricostruire i flussi.

Il riciclaggio, dunque, non è una fase successiva e marginale del narcotraffico: è il suo sistema circolatorio. Seguire il denaro, individuare i mediatori finanziari e aggredire i patrimoni — immobili, veicoli, conti e società — significa colpire la capacità stessa delle reti criminali di operare e reinvestire.

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Il traffico di stupefacenti non si regge solo sulla logistica della droga: ha...


[h2][strong]Il traffico di stupefacenti non si regge solo sulla logistica della droga: ha bisogno di una vera infrastruttura finanziaria[/strong] [...][/h2]
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Il traffico di stupefacenti non si regge solo sulla logistica della droga: ha bisogno di una vera infrastruttura finanziaria


L’operazione DRAKKAR, coordinata dalla Polizia Nazionale spagnola (#CuerpoNacionaldePolicía) con il supporto di #Europol, mostra con chiarezza come avvenga il riciclaggio su scala internazionale. L’indagine ha portato a 21 arresti e all’individuazione, sequestro o congelamento di circa 20 milioni di euro in beni.

Al centro vi era una rete di underground banking (chiamata dagli investigatori “Dubai Bank”): un sistema clandestino capace di mettere rapidamente denaro a disposizione delle organizzazioni criminali in Paesi diversi, finanziando nuove spedizioni e facendo circolare i proventi del narcotraffico.

Il punto essenziale è questo: il denaro non deve necessariamente attraversare fisicamente le frontiere. Il valore viene trasferito tramite una rete di intermediari che compensa internamente debiti e crediti, usando operazioni commerciali, società, conti correnti, raccolte di contante e altri beni. In pratica, il denaro può essere consegnato in un Paese e reso disponibile altrove, senza un bonifico diretto tra le due estremità della transazione.

Gli investigatori hanno rilevato anche l’uso di codici di autenticazione per la consegna del contante: ad esempio, il numero seriale di una banconota veniva comunicato lungo la catena; chi presentava il codice corrispondente poteva ritirare il denaro. Un espediente semplice, ma efficace per ridurre i contatti diretti e rendere più difficile ricostruire i flussi.

Il riciclaggio, dunque, non è una fase successiva e marginale del narcotraffico: è il suo sistema circolatorio. Seguire il denaro, individuare i mediatori finanziari e aggredire i patrimoni — immobili, veicoli, conti e società — significa colpire la capacità stessa delle reti criminali di operare e reinvestire.


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🐧 Da oggi il FediLUG entra ufficialmente tra i servizi Devol! 🎉

👉 servizi.devol.it

FediLUG è un LUG riconosciuto da @ItaLinuxSociety e ha già costruito la comunità Linux italiana più attiva e seguita del Fediverso: @linux,

insieme al canale Telegram:
t.me/fedilugita

e Matrix matrix.to/#/%23fedilug:fedimed…

sosterremo tutte le comunità Linux italiane impegnata nelle sfide della sovranità digitale in vista del digital indipendence day: fedilug.it

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La Svizzera dice addio a Microsoft? Al via il test open source su 3.000 PC

L'Amministrazione federale svizzera avvia un test su 3.000 postazioni per sostituire Microsoft 365 con software open source. In gioco sovranità e tutela dei dati.

marcosbox.com/2026/09/08/svizz…

@opensource

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A Pordenone arriva la LibreOffice Conference 2026: un appuntamento internazionale dedicato alla sovranità digitale.

Aziende e professionisti racconteranno esperienze con LibreOffice, Odoo, Proxmox e Nextcloud, dimostrando come l’@opensource possa essere una scelta concreta per innovare, risparmiare e aumentare le competenze interne.

📍 Venerdì ore 10:00: “Indipendenza digitale – 15 anni di libertà software al servizio di start-up e imprese”

godoot.pnlug.it/survey/start/3…

#opensource #linux #unolinux

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Il FediLUG è il LInux User Group del fediverso, ricordiamo che siamo nel fediverso dal 2019 con il primo account italiano dedicato a Linux su mastodon: @linux

🐧 Dal 2025 siamo il linux User Group del fediverso su: fedilug.it

:fedilug: Seguici nel nostro gruppo di discussione del fediverso: @linux@diggita.com

👉️ Collection account linux su mastodon: mastodon.uno/collections/11678…

👉️ Gruppo Telegram t.me/fedilugita

👉️ Stanza Matrix: matrix.to/#/#fedilug:fedimedia…

#UnoLinux #Linux

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Minerali critici, transizione energetica e criminalità organizzata: il lato oscuro della corsa verde


La transizione energetica ha bisogno di rame, litio, nichel, cobalto, cromo e terre rare. Sono materiali essenziali per reti elettriche, batterie, rinnovabili, digitale, difesa e industria. Ma la crescente domanda globale non sta creando soltanto nuove opportunità economiche: sta anche aprendo nuovi spazi per corruzione, furti, riciclaggio e contrabbando.

È il quadro che emerge dall’ issue paper di UNODC (reperibile qui unodc.org/documents/bmb/Issue_…) dedicato alle catene di fornitura dei minerali critici per la transizione energetica nell’Africa australe. La ricerca, basata su oltre 60 interviste e visite sul campo in Botswana, Sudafrica e Zambia, invita a superare un’idea troppo rassicurante della “filiera verde”.

Il punto centrale è semplice: un minerale non diventa sostenibile solo perché serve a produrre energia pulita.

La criminalità può infiltrarsi in ogni fase della catena. A monte, attraverso estrazioni non autorizzate o l’uso improprio di licenze rilasciate per la sola esplorazione. Nelle attività minerarie di media e grande scala, spesso formalmente registrate, le violazioni possono essere nascoste dietro società di comodo, intermediari autorizzati e strutture societarie opache. Molti casi, osserva il rapporto, finiscono trattati come semplici irregolarità amministrative - con multe, sospensioni o accordi - anziché come possibili reati organizzati.

Il rischio non riguarda soltanto le miniere informali. Anzi, per molti minerali critici l’estrazione e la lavorazione richiedono capitali, tecnologia e impianti industriali: proprio per questo occorre guardare anche alle operazioni apparentemente regolari.

Il rame è un esempio particolarmente eloquente. Può essere rubato da infrastrutture elettriche, reti ferroviarie, miniere e impianti, poi fuso e reimmesso nel mercato con documenti apparentemente validi. Il danno non è astratto: mentre il rame è indispensabile per elettrificare economie e comunità, il suo furto può privare quelle stesse comunità di elettricità, trasporti e servizi essenziali.

I nodi più vulnerabili sono quelli in cui l’origine del materiale diventa difficile da verificare: rottamatori, fonderie, depositi, magazzini doganali, corridoi di trasporto e porti. Qui minerali di provenienza illecita possono essere mescolati con carichi legittimi, riclassificati, rilabelizzati o esportati con dichiarazioni falsate su origine, qualità e valore.

Le difficoltà aumentano perché molti giacimenti contengono più minerali insieme. Questo rende più facile occultare materiali e sottostimarne il valore in spedizioni miste. Alle frontiere e nei porti, strumenti insufficienti, scanner non funzionanti, carenza di competenze mineralogiche e scambio di dati limitato lasciano ampi margini di manovra. Controllare la coerenza di un documento non equivale a verificare davvero cosa c’è dentro un container.

Il rapporto descrive inoltre reti criminali stratificate: lavoratori vulnerabili e piccoli raccoglitori possono essere impiegati nei livelli più esposti; intermediari, commercianti, logistica, società di facciata e funzionari corrotti facilitano invece l’inserimento del materiale nei flussi commerciali. Le rotte e le infrastrutture usate per i minerali possono sovrapporsi a quelle di droga, armi, estorsione e, in prospettiva, lavoro forzato.

La lezione per governi, imprese e consumatori è netta: la sicurezza delle filiere non può fermarsi alla concessione mineraria. Servono tracciabilità reale, trasparenza sui titolari effettivi delle imprese, verifiche tecniche alle esportazioni, cooperazione tra dogane, polizia e regolatori, responsabilità penale proporzionata e tutele per le comunità coinvolte.

La transizione energetica sarà davvero giusta soltanto se, oltre a ridurre le emissioni, ridurrà anche le opportunità di sfruttamento e impunità lungo la catena dei minerali.

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Minerali critici, transizione energetica e criminalità organizzata: il lato...


[h2][strong]Minerali critici, transizione energetica e criminalità organizzata: il lato oscuro della corsa verde[/strong] [...][/h2]
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Minerali critici, transizione energetica e criminalità organizzata: il lato oscuro della corsa verde


La transizione energetica ha bisogno di rame, litio, nichel, cobalto, cromo e terre rare. Sono materiali essenziali per reti elettriche, batterie, rinnovabili, digitale, difesa e industria. Ma la crescente domanda globale non sta creando soltanto nuove opportunità economiche: sta anche aprendo nuovi spazi per corruzione, furti, riciclaggio e contrabbando.

È il quadro che emerge dall’ issue paper di UNODC (reperibile qui unodc.org/documents/bmb/Issue_…) dedicato alle catene di fornitura dei minerali critici per la transizione energetica nell’Africa australe. La ricerca, basata su oltre 60 interviste e visite sul campo in Botswana, Sudafrica e Zambia, invita a superare un’idea troppo rassicurante della “filiera verde”.

Il punto centrale è semplice: un minerale non diventa sostenibile solo perché serve a produrre energia pulita.

La criminalità può infiltrarsi in ogni fase della catena. A monte, attraverso estrazioni non autorizzate o l’uso improprio di licenze rilasciate per la sola esplorazione. Nelle attività minerarie di media e grande scala, spesso formalmente registrate, le violazioni possono essere nascoste dietro società di comodo, intermediari autorizzati e strutture societarie opache. Molti casi, osserva il rapporto, finiscono trattati come semplici irregolarità amministrative – con multe, sospensioni o accordi – anziché come possibili reati organizzati.

Il rischio non riguarda soltanto le miniere informali. Anzi, per molti minerali critici l’estrazione e la lavorazione richiedono capitali, tecnologia e impianti industriali: proprio per questo occorre guardare anche alle operazioni apparentemente regolari.

Il rame è un esempio particolarmente eloquente. Può essere rubato da infrastrutture elettriche, reti ferroviarie, miniere e impianti, poi fuso e reimmesso nel mercato con documenti apparentemente validi. Il danno non è astratto: mentre il rame è indispensabile per elettrificare economie e comunità, il suo furto può privare quelle stesse comunità di elettricità, trasporti e servizi essenziali.

I nodi più vulnerabili sono quelli in cui l’origine del materiale diventa difficile da verificare: rottamatori, fonderie, depositi, magazzini doganali, corridoi di trasporto e porti. Qui minerali di provenienza illecita possono essere mescolati con carichi legittimi, riclassificati, rilabelizzati o esportati con dichiarazioni falsate su origine, qualità e valore.

Le difficoltà aumentano perché molti giacimenti contengono più minerali insieme. Questo rende più facile occultare materiali e sottostimarne il valore in spedizioni miste. Alle frontiere e nei porti, strumenti insufficienti, scanner non funzionanti, carenza di competenze mineralogiche e scambio di dati limitato lasciano ampi margini di manovra. Controllare la coerenza di un documento non equivale a verificare davvero cosa c’è dentro un container.

Il rapporto descrive inoltre reti criminali stratificate: lavoratori vulnerabili e piccoli raccoglitori possono essere impiegati nei livelli più esposti; intermediari, commercianti, logistica, società di facciata e funzionari corrotti facilitano invece l’inserimento del materiale nei flussi commerciali. Le rotte e le infrastrutture usate per i minerali possono sovrapporsi a quelle di droga, armi, estorsione e, in prospettiva, lavoro forzato.

La lezione per governi, imprese e consumatori è netta: la sicurezza delle filiere non può fermarsi alla concessione mineraria. Servono tracciabilità reale, trasparenza sui titolari effettivi delle imprese, verifiche tecniche alle esportazioni, cooperazione tra dogane, polizia e regolatori, responsabilità penale proporzionata e tutele per le comunità coinvolte.

La transizione energetica sarà davvero giusta soltanto se, oltre a ridurre le emissioni, ridurrà anche le opportunità di sfruttamento e impunità lungo la catena dei minerali.


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.


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Botnet peer-to-peer collegata a oltre 11 milioni di indirizzi IP infetti in tutto il mondo rimossa

Una operazione globale pubblico-privata interrompe la botnet Sality attiva da due decenni


Un'operazione internazionale sostenuta da Europol ha interrotto la #botnet peer-to-peer (P2P) di #Sality, un'infrastruttura criminale di lunga data utilizzata per distribuire payload dannosi a migliaia di computer infetti in tutto il mondo.

L'azione coordinata, condotta il 31 agosto 2026 e guidata dalle autorità statunitensi, ha preso di mira una botnet che si ritiene sia operativa da oltre due decenni. Al suo apice, la botnet dava al suo operatore l'accesso a un massimo di un milione di macchine infette in tutto il mondo. Ad oggi, all'infrastruttura sono stati collegati più di 11 milioni di indirizzi IP univoci, che potrebbero essere utilizzati per distribuire payload dannosi a dispositivi compromessi.

L’attività di interruzione ha riunito autorità di Bulgaria, Ungheria, Romania e Stati Uniti, con il sostegno di Europol e dei partner del settore privato CrowdStrike e della Shadowserver Foundation.

Nell'ambito dell'interruzione è stata effettuata un'operazione di sinkholing peer-to-peer per reindirizzare le comunicazioni provenienti da macchine infette lontano dall'infrastruttura criminale. Ciò ha isolato i dispositivi compromessi dalla botnet e ha reso inutilizzabile il canale di comando dell'operatore.

A differenza delle botnet che si basano su un tradizionale server centrale di comando e controllo, le botnet peer-to-peer come Sality utilizzano macchine infette per comunicare direttamente tra loro. Questa struttura decentralizzata li rende particolarmente resilienti e difficili da smantellare, poiché interrompere singole parti dell’infrastruttura non necessariamente fa crollare la rete più ampia.

Per affrontare il problema di Sality è stata quindi necessaria una cooperazione internazionale duratura, durata diversi anni. Dal 2017, Europol ha supportato le autorità preposte all'applicazione della legge in tutto il mondo nella collaborazione per identificare e smantellare le infrastrutture collegate alla botnet, man mano che venivano identificate diverse parti della rete nelle diverse giurisdizioni.

Nelle settimane precedenti l’ultima interruzione, questa cooperazione si è intensificata, con i partner che hanno tenuto chiamate operative settimanali per coordinare le loro azioni. Europol ha sostenuto il coinvolgimento delle autorità preposte all'applicazione della legge in Bulgaria, Ungheria e Romania, contribuendo a coordinare le misure contro l'infrastruttura botnet nelle diverse giurisdizioni.

L'interruzione è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra le autorità preposte all'applicazione della legge e i partner del settore privato, che ha riunito intelligence informatica, capacità investigative e competenze tecniche.

Attraverso il Cyber Intelligence Extension Programme ( #CIEP ) di Europol, CrowdStrike e la Shadowserver Foundation hanno collaborato con le autorità preposte all'applicazione della legge, fornendo competenze tecniche e analisi infrastrutturali a supporto dell'interruzione.

Il Centro europeo per la criminalità informatica ( #EC3 ) di Europol ha sostenuto lo scambio e l'analisi dell'intelligence informatica e, insieme alla task force congiunta d'azione contro la criminalità informatica, ha organizzato riunioni operative tra tutti i partner coinvolti. Questi sforzi hanno contribuito a stabilire un quadro operativo comune della botnet e della sua infrastruttura, a facilitare la condivisione di informazioni tra i paesi coinvolti e, in ultima analisi, a sviluppare una strategia coordinata di interruzione.

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Botnet peer-to-peer collegata a oltre 11 milioni di indirizzi IP infetti in...


[h2]Botnet peer-to-peer collegata a oltre 11 milioni di indirizzi IP infetti in tutto il mondo rimossa [...][/h2]

Botnet peer-to-peer collegata a oltre 11 milioni di indirizzi IP infetti in tutto il mondo rimossa

Una operazione globale pubblico-privata interrompe la botnet Sality attiva da due decenni


Un'operazione internazionale sostenuta da Europol ha interrotto la #botnet peer-to-peer (P2P) di #Sality, un'infrastruttura criminale di lunga data utilizzata per distribuire payload dannosi a migliaia di computer infetti in tutto il mondo.

L'azione coordinata, condotta il 31 agosto 2026 e guidata dalle autorità statunitensi, ha preso di mira una botnet che si ritiene sia operativa da oltre due decenni. Al suo apice, la botnet dava al suo operatore l'accesso a un massimo di un milione di macchine infette in tutto il mondo. Ad oggi, all'infrastruttura sono stati collegati più di 11 milioni di indirizzi IP univoci, che potrebbero essere utilizzati per distribuire payload dannosi a dispositivi compromessi.

L’attività di interruzione ha riunito autorità di Bulgaria, Ungheria, Romania e Stati Uniti, con il sostegno di Europol e dei partner del settore privato CrowdStrike e della Shadowserver Foundation.

Nell'ambito dell'interruzione è stata effettuata un'operazione di sinkholing peer-to-peer per reindirizzare le comunicazioni provenienti da macchine infette lontano dall'infrastruttura criminale. Ciò ha isolato i dispositivi compromessi dalla botnet e ha reso inutilizzabile il canale di comando dell'operatore.

A differenza delle botnet che si basano su un tradizionale server centrale di comando e controllo, le botnet peer-to-peer come Sality utilizzano macchine infette per comunicare direttamente tra loro. Questa struttura decentralizzata li rende particolarmente resilienti e difficili da smantellare, poiché interrompere singole parti dell’infrastruttura non necessariamente fa crollare la rete più ampia.

Per affrontare il problema di Sality è stata quindi necessaria una cooperazione internazionale duratura, durata diversi anni. Dal 2017, Europol ha supportato le autorità preposte all'applicazione della legge in tutto il mondo nella collaborazione per identificare e smantellare le infrastrutture collegate alla botnet, man mano che venivano identificate diverse parti della rete nelle diverse giurisdizioni.

Nelle settimane precedenti l’ultima interruzione, questa cooperazione si è intensificata, con i partner che hanno tenuto chiamate operative settimanali per coordinare le loro azioni. Europol ha sostenuto il coinvolgimento delle autorità preposte all'applicazione della legge in Bulgaria, Ungheria e Romania, contribuendo a coordinare le misure contro l'infrastruttura botnet nelle diverse giurisdizioni.

L'interruzione è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra le autorità preposte all'applicazione della legge e i partner del settore privato, che ha riunito intelligence informatica, capacità investigative e competenze tecniche.

Attraverso il Cyber Intelligence Extension Programme ( #CIEP ) di Europol, CrowdStrike e la Shadowserver Foundation hanno collaborato con le autorità preposte all'applicazione della legge, fornendo competenze tecniche e analisi infrastrutturali a supporto dell'interruzione.

Il Centro europeo per la criminalità informatica ( #EC3 ) di Europol ha sostenuto lo scambio e l'analisi dell'intelligence informatica e, insieme alla task force congiunta d'azione contro la criminalità informatica, ha organizzato riunioni operative tra tutti i partner coinvolti. Questi sforzi hanno contribuito a stabilire un quadro operativo comune della botnet e della sua infrastruttura, a facilitare la condivisione di informazioni tra i paesi coinvolti e, in ultima analisi, a sviluppare una strategia coordinata di interruzione.


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Smantellata una Rete Internazionale di Narcotraffico da 25 Milioni di Euro


La Polizia romena in azione

Le autorità rumene, con il supporto cruciale di #Eurojust e la cooperazione di Francia, Germania, Italia e Spagna, hanno smantellato una sofisticata rete di traffico internazionale di droga. L'operazione, culminata il 24 agosto 2024, ha portato all'arresto di sette sospettati e alla scoperta di un "business model" criminale relativamente nuovo per l'Europa: il crime-as-a-service, "crimine come servizio".

Ciò che rendeva questa rete particolarmente pericolosa e innovativa dal punto di vista criminale è la sua struttura. Non si limitava a trafficare droga per conto proprio. Il gruppo operava come un fornitore di servizi logistici ad altri gruppi criminali, offrendo il trasporto di stupefacenti come una vera e propria attività commerciale. La droga veniva trasportata in camion dotati di scomparti nascosti per eludere i controlli doganali.

Il gruppo era organizzato gerarchicamente, garantendo che i leader rimanessero nascosti anche in caso di catture dei livelli inferiori.
Per riciclare i profitti e nascondere la loro identità, avevano creato società legali che fungevano da copertura.
Una clausola perversa del loro "contratto" criminale prevedeva che, se un autotrasportatore veniva arrestato, il gruppo forniva assistenza legale e tentava di maneggiare i fascicoli penali per proteggere i veri leader della rete, garantendo il silenzio e la non rivelazione dei collegamenti.

L'indagine, iniziata a settembre 2023, ha rivelato l'entità della rete. Le operazioni del 24 agosto hanno coinvolto 16 perquisizioni in tutta la Romania, portando a risultati tangibili:

  • 4 spedizioni intercettate (in corso di trasporto verso altri paesi europei).
  • 114 kg di cocaina.
  • 228 kg di cannabis.
  • 1.300 kg di hashish.
    Il valore di mercato stimato della droga intercettata è di circa 25 milioni di euro.

Eurojust ha giocato un ruolo centrale nel coordinamento delle indagini transfrontaliere, mentre le autorità rumene hanno collaborato strettamente con Francia, Germania, Italia e Spagna.
È stato fondamentale l'accesso ai dati del servizio di messaggistica crittografata #SkyECC, ottenuto tramite collaborazione con le autorità francesi. Questi messaggi ora saranno utilizzati come prove chiave nei futuri procedimenti legali.

Tra i sette arrestati figura un obiettivo di alto valore dell' #Europol, segno dell'importanza di questa rete. I sospettati sono attualmente in custodia e le prove raccolte saranno analizzate per espandere l'indagine e potenzialmente colpire i vertici della piramide criminale che hanno finora evitato la giustizia.

Questa operazione dimostra che le reti criminali stanno evolvendo, trasformandosi in vere e proprie aziende del crimine con servizi "chiavi in mano". La risposta delle forze dell'ordine, però, è stata altrettanto evoluta, utilizzando la cooperazione internazionale e l'analisi dei dati digitali per smascherare un sistema che sembrava quasi imprenditoriale.

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Smantellata una Rete Internazionale di Narcotraffico da 25 Milioni di Euro


[h2]Smantellata una Rete Internazionale di Narcotraffico da 25 Milioni di Euro [...][/h2]
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Smantellata una Rete Internazionale di Narcotraffico da 25 Milioni di Euro


La Polizia romena in azione

Le autorità rumene, con il supporto cruciale di #Eurojust e la cooperazione di Francia, Germania, Italia e Spagna, hanno smantellato una sofisticata rete di traffico internazionale di droga. L'operazione, culminata il 24 agosto 2024, ha portato all'arresto di sette sospettati e alla scoperta di un “business model” criminale relativamente nuovo per l'Europa: il crime-as-a-service, “crimine come servizio”.

Ciò che rendeva questa rete particolarmente pericolosa e innovativa dal punto di vista criminale è la sua struttura. Non si limitava a trafficare droga per conto proprio. Il gruppo operava come un fornitore di servizi logistici ad altri gruppi criminali, offrendo il trasporto di stupefacenti come una vera e propria attività commerciale. La droga veniva trasportata in camion dotati di scomparti nascosti per eludere i controlli doganali.

Il gruppo era organizzato gerarchicamente, garantendo che i leader rimanessero nascosti anche in caso di catture dei livelli inferiori. Per riciclare i profitti e nascondere la loro identità, avevano creato società legali che fungevano da copertura. Una clausola perversa del loro “contratto” criminale prevedeva che, se un autotrasportatore veniva arrestato, il gruppo forniva assistenza legale e tentava di maneggiare i fascicoli penali per proteggere i veri leader della rete, garantendo il silenzio e la non rivelazione dei collegamenti.

L'indagine, iniziata a settembre 2023, ha rivelato l'entità della rete. Le operazioni del 24 agosto hanno coinvolto 16 perquisizioni in tutta la Romania, portando a risultati tangibili:

  • 4 spedizioni intercettate (in corso di trasporto verso altri paesi europei).
  • 114 kg di cocaina.
  • 228 kg di cannabis.
  • 1.300 kg di hashish. Il valore di mercato stimato della droga intercettata è di circa 25 milioni di euro.

Eurojust ha giocato un ruolo centrale nel coordinamento delle indagini transfrontaliere, mentre le autorità rumene hanno collaborato strettamente con Francia, Germania, Italia e Spagna. È stato fondamentale l'accesso ai dati del servizio di messaggistica crittografata #SkyECC, ottenuto tramite collaborazione con le autorità francesi. Questi messaggi ora saranno utilizzati come prove chiave nei futuri procedimenti legali.

Tra i sette arrestati figura un obiettivo di alto valore dell' #Europol, segno dell'importanza di questa rete. I sospettati sono attualmente in custodia e le prove raccolte saranno analizzate per espandere l'indagine e potenzialmente colpire i vertici della piramide criminale che hanno finora evitato la giustizia.

Questa operazione dimostra che le reti criminali stanno evolvendo, trasformandosi in vere e proprie aziende del crimine con servizi “chiavi in mano”. La risposta delle forze dell'ordine, però, è stata altrettanto evoluta, utilizzando la cooperazione internazionale e l'analisi dei dati digitali per smascherare un sistema che sembrava quasi imprenditoriale.


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How LibreOffice is funded

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#libreoffice

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Why ODF is the only document format compatible with digital sovereignty

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#odf

#ODF

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ROADPOL designa il 17 settembre come "giorno senza vittime della strada"

Il focus è sulla sicurezza dei pedoni


#Roadpol è l'abbreviazione di Road Safety Policy (Politica per la Sicurezza Stradale).

Nel contesto europeo e italiano il termine si riferisce alla strategia e al piano d'azione della Commissione Europea per migliorare la sicurezza delle strade. L'obiettivo principale di Roadpol è ridurre drasticamente il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee, puntando a raggiungere l'obiettivo di "Vision Zero" (zero vittime) entro il 2050, con traguardi intermedi già previsti. Roadpol funge anche da piattaforma di coordinamento tra i vari stati membri per scambiare buone pratiche e dati statistici sulla sicurezza stradale.

Il Piano d'Azione include misure concrete come l'arresto della crescita del numero di morti, l'adozione di nuove tecnologie (es. veicoli connessi, guida autonoma), il miglioramento dell'infrastruttura stradale e la protezione degli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti).

Roadpol ha designato il 17 settembre 2026 come "Giorno senza morti sulla strada" (Day Without Road Fatalities). Questa campagna, che parte dell'iniziativa Vision Zero, mira a dimostrare che zero vittime è un traguardo raggiungibile, anche se solo per un giorno, spingendo verso un futuro senza incidenti mortali.

Tema 2026: per la prima volta, il focus principale è sulla protezione dei pedoni, identificati come uno dei gruppi più vulnerabili. Nel 2025, i pedoni hanno rappresentato il 18% di tutte le vittime della strada nell'UE (rispetto al 44% per gli occupanti di auto e 21% per motociclisti).
La campagna sottolinea la necessità che i conducenti siano più attenti, gestiscano meglio la velocità e che i pedoni siano consapevoli dei propri rischi.

Rischi Specifici da Evitare (per i Pedoni) Il materiale di comunicazione, disponibile in 14 lingue, mette in guardia i pedoni contro cinque comportamenti pericolosi:

  • Guardare lo schermo del telefono mentre si attraversa.
  • Attraversare in modo irrazionale.
  • Non indossare abbigliamento riflettente durante le ore notturne.
  • Usare le cuffie mentre si cammina o attraversa.
  • Essere sotto l'influenza di alcol o droghe.

Roadpol invita anche istituzioni e decisori politici a intervenire sull'infrastruttura:

  • Realizzazione di attraversamenti più sicuri e migliori sistemi di illuminazione.
  • Implementazione di zone a traffico limitato e strategie di traffic calming.
  • Adozione diffusa di limiti di velocità a 30 km/h nelle aree urbane (modello simile a Bruxelles e Parigi).

La campagna si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2026. E' organizzata sotto il progetto STRIDER III e co-finanziata dall'Unione Europea.
Lo slogan è #ZeroMeansLife (Zero significa vita).
L'obiettivo finale è allinearsi all'ambizione Vision Zero di eliminare le vittime sulla strada in Europa entro il 2050, ponendo al centro la protezione di chi non ha difese fisiche in caso di collisione.

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ROADPOL designa il 17 settembre come "giorno senza vittime della strada"


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ROADPOL designa il 17 settembre come “giorno senza vittime della strada”

Il focus è sulla sicurezza dei pedoni


#Roadpol è l'abbreviazione di Road Safety Policy (Politica per la Sicurezza Stradale).

Nel contesto europeo e italiano il termine si riferisce alla strategia e al piano d'azione della Commissione Europea per migliorare la sicurezza delle strade. L'obiettivo principale di Roadpol è ridurre drasticamente il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee, puntando a raggiungere l'obiettivo di “Vision Zero” (zero vittime) entro il 2050, con traguardi intermedi già previsti. Roadpol funge anche da piattaforma di coordinamento tra i vari stati membri per scambiare buone pratiche e dati statistici sulla sicurezza stradale.

Il Piano d'Azione include misure concrete come l'arresto della crescita del numero di morti, l'adozione di nuove tecnologie (es. veicoli connessi, guida autonoma), il miglioramento dell'infrastruttura stradale e la protezione degli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti).

Roadpol ha designato il 17 settembre 2026 come “Giorno senza morti sulla strada” (Day Without Road Fatalities). Questa campagna, che parte dell'iniziativa Vision Zero, mira a dimostrare che zero vittime è un traguardo raggiungibile, anche se solo per un giorno, spingendo verso un futuro senza incidenti mortali.

Tema 2026: per la prima volta, il focus principale è sulla protezione dei pedoni, identificati come uno dei gruppi più vulnerabili. Nel 2025, i pedoni hanno rappresentato il 18% di tutte le vittime della strada nell'UE (rispetto al 44% per gli occupanti di auto e 21% per motociclisti). La campagna sottolinea la necessità che i conducenti siano più attenti, gestiscano meglio la velocità e che i pedoni siano consapevoli dei propri rischi.

Rischi Specifici da Evitare (per i Pedoni) Il materiale di comunicazione, disponibile in 14 lingue, mette in guardia i pedoni contro cinque comportamenti pericolosi:

  • Guardare lo schermo del telefono mentre si attraversa.
  • Attraversare in modo irrazionale.
  • Non indossare abbigliamento riflettente durante le ore notturne.
  • Usare le cuffie mentre si cammina o attraversa.
  • Essere sotto l'influenza di alcol o droghe.

Roadpol invita anche istituzioni e decisori politici a intervenire sull'infrastruttura:

  • Realizzazione di attraversamenti più sicuri e migliori sistemi di illuminazione.
  • Implementazione di zone a traffico limitato e strategie di traffic calming.
  • Adozione diffusa di limiti di velocità a 30 km/h nelle aree urbane (modello simile a Bruxelles e Parigi).

La campagna si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2026. E' organizzata sotto il progetto STRIDER III e co-finanziata dall'Unione Europea. Lo slogan è #ZeroMeansLife (Zero significa vita). L'obiettivo finale è allinearsi all'ambizione Vision Zero di eliminare le vittime sulla strada in Europa entro il 2050, ponendo al centro la protezione di chi non ha difese fisiche in caso di collisione.


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🎉🐧 Buon compleanno, #Linux!
35 anni fa, Linus Torvalds annunciava di essere al lavoro su un piccolo sistema operativo libero. Oggi, quel progetto è diventato una delle piattaforme tecnologiche più importanti e diffuse al mondo. 🌍
La storia di Linux ci insegna una cosa semplice ma potente: quando collaboriamo, condividiamo e costruiamo insieme, possiamo cambiare il mondo.
✊ seguici e partecipa nel gruppo @opensource@diggita.com per un Internet più libero, aperto e nelle mani delle persone.
in reply to Open Source Italia

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@opensource Un'immagine digitale con sfondo rosso. In alto, un rettangolo bianco con angoli arrotondati contiene il testo "Happy Birthday Linux" seguito da piccole icone di un cono gelato e decorazioni colorate. Al centro dell'imma dell'immagine è raffigurato un pinguino nero con la pancia bianca e becco e zampe gialli. Nell'angolo in basso a destra è presente un piccolo simbolo bianco.

🌱 Energia utilizzata: 0.135 Wh

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🐧🎉 Oggi Linux compie 35 anni!

🐧 Da quel primo annuncio di Linus Torvalds a un progetto nato quasi come un hobby, Linux è diventato una delle fondamenta dell’informatica moderna.

:fedilug: 35 anni di innovazione, libertà, collaborazione e software libero. Una storia costruita da sviluppatori e comunità di tutto il mondo. 🌍

😎 Ripercorriamo insieme le tappe che hanno fatto la storia di Linux 👇

📌 Per Infografiche, notizie e approfondimenti Linux: @linux@diggita.com

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

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in reply to FediLUG Italia

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@linux Infografica intitolata "Memorable Events in Linux History" che presenta una cronologia a percorso sinuoso attraverso tre file di date. La prima riga (1991-1999) elenca: "Linux publicly announced", "Linux licensed under GPL", "Slackware Debian launched", "Linux 1.0 released", "Tux picked as Linux mascot", "Linux supported by big tech" e "Red Hat went public". La seconda riga (2002-2012) include: "Hollywood adopted Linux", "SCO-IBM Linux lawsuit", "Ubuntu released", "Kernel dev moved to Git", "Linux Foundation launched", "Android 1.0 released", "Chrome OS released" e "Raspberry Pi released". La terza riga (2013-2026) riporta: "Docker project launched", "Steam OS created", "Microsoft created WSL", "KVM merged to kernel", "Linux powers all top-500 supercomputers", "Red Hat acquired by IBM", "Rust support merged to mainline" e "Linux 35th birthday! birthday!". L'immagine è "Created by Dan Nanni study-notes.org".

🌱 Energia utilizzata: 0.924 Wh

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Furti e rapine ai musei: un rapporto Europol sulle tattiche di aggressione ai...


[h2]Furti e rapine ai musei: un rapporto Europol sulle tattiche di aggressione ai beni culturali [...][/h2]
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Furti e rapine ai musei: un rapporto Europol sulle tattiche di aggressione ai beni culturali

Il rapporto rivela un allarmante spostamento verso metodi violenti, attacchi mirati e il coinvolgimento di nuove reti criminali


La copertina della pubblicazione

Europol ha pubblicato un rapporto intitolato “Cambiare tattica, cambiare obiettivi: la natura in evoluzione delle rapine nei musei” (scaricabile qui: europol.europa.eu/cms/sites/de…), che rivela un cambiamento nei metodi e negli obiettivi dei furti nei musei in tutta Europa. Il rapporto evidenzia un preoccupante aumento delle tattiche violente ed energiche, insieme a una crescente attenzione verso oggetti di alto valore come metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi.

In particolare: – Aumento della violenza: i furti nei musei stanno diventando più aggressivi e i trasgressori utilizzano strumenti come mazze, esplosivi e armi da fuoco per violare i locali e intimidire il personale. – Articoli mirati di alto valore: i ladri si concentrano sempre più su metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi, spinti dall'elevata domanda del mercato e dalla facilità di rivendita illecita. – Profili criminali emergenti: il rapporto suggerisce il coinvolgimento di nuovi attori criminali, tra cui gruppi ad hoc reclutati tramite i social media, che si discostano dai tradizionali trafficanti di beni culturali non violenti.

Opportunità intermercato: alcuni delinquenti sembrano essere opportunisti provenienti da altri settori criminali, attratti dal potenziale a basso rischio e ad alto profitto delle rapine nei musei.

Per sottolineare questi risultati, il rapporto presenta casi degni di nota come il furto di manufatti daci (Paesi Bassi, 2025), la rapina al Louvre (Francia, 2025) e l’attacco al Museo Cognacq-Jay (Francia, 2024). Le rispettive indagini nazionali sono state supportate dagli esperti in reati contro il patrimonio che lavorano presso il Centro europeo per la criminalità organizzata e grave (#ESOCC) dell' #Europol. Offrendo supporto operativo, analitico e di coordinamento agli investigatori negli Stati membri dell’UE, svolgono un ruolo importante nella lotta contro il commercio illegale di #beniculturali.


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Furti e rapine ai musei: un rapporto Europol sulle tattiche di aggressione ai beni culturali

Il rapporto rivela un allarmante spostamento verso metodi violenti, attacchi mirati e il coinvolgimento di nuove reti criminali



La copertina della pubblicazione

Europol ha pubblicato un rapporto intitolato "Cambiare tattica, cambiare obiettivi: la natura in evoluzione delle rapine nei musei" (scaricabile qui: europol.europa.eu/cms/sites/de…), che rivela un cambiamento nei metodi e negli obiettivi dei furti nei musei in tutta Europa. Il rapporto evidenzia un preoccupante aumento delle tattiche violente ed energiche, insieme a una crescente attenzione verso oggetti di alto valore come metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi.

In particolare:
- Aumento della violenza: i furti nei musei stanno diventando più aggressivi e i trasgressori utilizzano strumenti come mazze, esplosivi e armi da fuoco per violare i locali e intimidire il personale.
- Articoli mirati di alto valore: i ladri si concentrano sempre più su metalli preziosi, pietre preziose e manufatti culturalmente significativi, spinti dall'elevata domanda del mercato e dalla facilità di rivendita illecita.
- Profili criminali emergenti: il rapporto suggerisce il coinvolgimento di nuovi attori criminali, tra cui gruppi ad hoc reclutati tramite i social media, che si discostano dai tradizionali trafficanti di beni culturali non violenti.

Opportunità intermercato: alcuni delinquenti sembrano essere opportunisti provenienti da altri settori criminali, attratti dal potenziale a basso rischio e ad alto profitto delle rapine nei musei.

Per sottolineare questi risultati, il rapporto presenta casi degni di nota come il furto di manufatti daci (Paesi Bassi, 2025), la rapina al Louvre (Francia, 2025) e l’attacco al Museo Cognacq-Jay (Francia, 2024).
Le rispettive indagini nazionali sono state supportate dagli esperti in reati contro il patrimonio che lavorano presso il Centro europeo per la criminalità organizzata e grave (#ESOCC) dell' #Europol. Offrendo supporto operativo, analitico e di coordinamento agli investigatori negli Stati membri dell’UE, svolgono un ruolo importante nella lotta contro il commercio illegale di #beniculturali.

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25 agosto 1991

Linus Torvalds, studente finlandese di 21 anni, annuncia su Usenet di lavorare a un nuovo sistema operativo libero per PC Intel 80386. Il progetto, nato quasi come hobby, diventerà Linux, uno dei più importanti sistemi open source della storia. La prima versione del kernel, Linux 0.01, sarebbe stata pubblicata alcune settimane dopo.

@computer

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🐧 Per chi si avvicina a Linux la distro conta ma la community conta ancora di più!

@linuxmint è una scelta solida per chi arriva da Windows grazie a un ambiente accessibile e a un ecosistema ricco di strumenti e documentazione

Il vero punto di forza però è la community: forum attivi, utenti esperti al servizio di nuovi utenti con supporto concreto e una vasta base di conoscenze costruita negli anni.

<img class=" title=":linuxmint:"/> Forum Italiano Linux Mint: forums.linuxmint.com/viewforum…

Siamo anche sul gruppo: @linux@diggita.com

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L'ho visto solamente adesso 🤣
Ora capisco tutti i 'demoni' nel gestore processi

@computer @linux

#kde #plasma #kubuntu #linux

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ReactOS per anni è stato un progetto molto in sordina, ma sembra star avendo di recente una spinta più decisa sul garantire la compatibilità che promette.
Può darsi che i disastri di W11 abbiano acceso l'urgenza sul progetto...

@computer
@computer@diggita.com


ReactOS Merges Support For Job Objects As Step To Running Modern Windows Apps

Merged yesterday to the ReactOS code-base is initial support for Job Objects, which is an important milestone in the road to being able to run more modern Windows software under this open-source operating system striving for Windows driver/application compatibility...
phoronix.com/news/ReactOS-Job-…


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ReactOS for years was a relatively obscure project, but in these times is getting a meaningful push to reach the compatibility it promises.
Maybe the Windows 11 disaster has fired up the urgency of the project...

#foss


ReactOS Merges Support For Job Objects As Step To Running Modern Windows Apps

Merged yesterday to the ReactOS code-base is initial support for Job Objects, which is an important milestone in the road to being able to run more modern Windows software under this open-source operating system striving for Windows driver/application compatibility...
phoronix.com/news/ReactOS-Job-…


#foss

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Linux ha improvvisamente più bug?

No.

Probabilmente abbiamo semplicemente acceso una luce molto più potente.

Con Linux 7.2, Torvalds parla apertamente di una “nuova normalità”: tanti piccoli fix, molti dei quali individuati grazie alla review con strumenti AI.

Perché forse il prossimo problema non sarà più trovare i bug.

Sarà riuscire a gestire tutto quello che troviamo.

youtu.be/8cXiZ0iNAJc
@linux @sicurezza
#unolinux

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in reply to Marvin

Di recente anche gli sviluppatori della Kernel stanno discutendo di limitare o bloccare con regole più rigide una fascia dei contributi gestiti con l'IA perché sono fisicamente troppi e coprono casi troppo limiti, o non sono neanche stati controllati con attenzione da chi li ha avanzati.
Eccezione sono dei bug critici di sicurezza.
Ma ho sentito che altri progetti stanno facendo lo stesso da un po' proprio perché la massa di proposte è troppa per il loro staff.
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In pratica ogni volta che do un `tar -czvf` uso un fossile del 1979. 📼

TAR sta per Tape Archive: serviva a raggruppare file e permessi per i vecchi nastri magnetici, senza comprimere nulla (per farlo servono gzip o xz).

In origine scriveva dritto sulla bobina. Il flag -f (File) è nato come eccezione per salvare su disco anziché sul nastro fisico.

Oggi continuiamo a digitare -f solo per rassicurare il kernel che non abbiamo un lettore a bobine sulla scrivania! 😅

@linux #linuxitalia

in reply to Andrea Ercolino 🇪🇺

@seindal @linux

Arrivato anche a me il 19 agosto, primo batch (spedito il 10), primissima esperienza con SFOS, nelle prossime settimane e mesi capirò se questo dispositivo potrà diventare il mio principale (attualmente sono approdato con successo su GrapheneOS su un Pixel8a comprato usato 😀 )

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Gestire i dischi su Linux significa molto più che lanciare un semplice df.

Partizioni, filesystem, stato di salute degli SSD, prestazioni I/O, spazio occupato, dispositivi montati e diagnostica avanzata: ecco una raccolta dei comandi più utili che ogni utente GNU/Linux dovrebbe conoscere. 😎👇

Altre infografiche e risorse dedicate a Linux le trovi su @linux@diggita.com

#Linux #GNULinux #OpenSource #SoftwareLibero #SysAdmin #unolinux

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TUXEDO OS: Al via la Open Beta basata su Debian Testing
#TuxedoOS #linux #Debian
TUXEDO Computers rilascia la Open Beta di TUXEDO OS basata su Debian Testing. Addio a Ubuntu e Snap, arrivano il modello "Continuous Debian" e snapshot Btrfs.

marcosbox.com/2026/08/17/tuxed…

@linux

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25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati


Bruxelles, 17 agosto 2026 – Quindici anni dopo la sua formalizzazione, la rete #ATLAS — che unisce le 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati — si prepara a un cambio di leadership storico: dal 2027, la presidenza passerà all’Italia, con Walter Calvi del GIS dei Carabinieri. Un passaggio simbolico nel 25° anniversario della rete, nata dopo l’11 settembre 2001 per rispondere alla minaccia terroristica globale.

La Rete è nata nel 2001 (formalizzata nel 2008) per coordinare le unità speciali (#SIU) di 38 Paesi (UE + Regno Unito, Islanda, Norvegia, Svizzera), per un totale di 4.000 operatori.

I suoi principali obiettivi sono la interoperabilità transfrontaliera, la condivisione di tattiche (Expert Groups su velivoli, edifici, CBRNe ed il supporto 24/7 in caso di crisi.

Il #GIS dei #Carabinieri è in prima linea. Guida l’Expert Group Aircraft e ospita il Centro di Eccellenza a Livorno (dal 2019).

Nel 2025 si sono svolte le Esercitazioni: (febbraio) Addestramento medico su velivoli con Croce Rossa (28 operatori da 7 SIU), (marzo) Protezione ravvicinata (CPT) con 35 operatori da 17 unità, (novembre) Minacce CBRNe (Chimiche, Biologiche, Radiologiche, Nucleari ed Esplosive) con 43 operatori (in collaborazione con EIFS e EEODN).

Il #NOCS della Polizia di Stato guida il Forum K9 (unità cinofile).

Per il periodo 2027-2029 Walter Calvi (GIS) succederà allo svedese Mårten Langer.
La presidenza italiana coincide con il 25° anniversario di ATLAS. La sfida principale consiste nel rafforzare la cooperazione in un contesto di minacce ibride (terrorismo, cyber, CBRNe).

Come commentato dal futuro presidente: "ATLAS è la prova che la sicurezza non ha confini".

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25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi...


[h2]25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati [...][/h2]
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25 anni della rete ATLAS, 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati


Bruxelles, 17 agosto 2026 – Quindici anni dopo la sua formalizzazione, la rete #ATLAS — che unisce le 38 unità speciali antiterrorismo di UE e Paesi associati — si prepara a un cambio di leadership storico: dal 2027, la presidenza passerà all’Italia, con Walter Calvi del GIS dei Carabinieri. Un passaggio simbolico nel 25° anniversario della rete, nata dopo l’11 settembre 2001 per rispondere alla minaccia terroristica globale.

La Rete è nata nel 2001 (formalizzata nel 2008) per coordinare le unità speciali (#SIU) di 38 Paesi (UE + Regno Unito, Islanda, Norvegia, Svizzera), per un totale di 4.000 operatori.

I suoi principali obiettivi sono la interoperabilità transfrontaliera, la condivisione di tattiche (Expert Groups su velivoli, edifici, CBRNe ed il supporto 24/7 in caso di crisi.

Il #GIS dei #Carabinieri è in prima linea. Guida l’Expert Group Aircraft e ospita il Centro di Eccellenza a Livorno (dal 2019).

Nel 2025 si sono svolte le Esercitazioni: (febbraio) Addestramento medico su velivoli con Croce Rossa (28 operatori da 7 SIU), (marzo) Protezione ravvicinata (CPT) con 35 operatori da 17 unità, (novembre) Minacce CBRNe (Chimiche, Biologiche, Radiologiche, Nucleari ed Esplosive) con 43 operatori (in collaborazione con EIFS e EEODN).

Il #NOCS della Polizia di Stato guida il Forum K9 (unità cinofile).

Per il periodo 2027-2029 Walter Calvi (GIS) succederà allo svedese Mårten Langer. La presidenza italiana coincide con il 25° anniversario di ATLAS. La sfida principale consiste nel rafforzare la cooperazione in un contesto di minacce ibride (terrorismo, cyber, CBRNe).

Come commentato dal futuro presidente: “ATLAS è la prova che la sicurezza non ha confini”.


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