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OpenAI oggi ha ammesso che l'attacco della scorsa settimana a Hugging Face, definito come "il primo caso storico di invasione autonoma da parte di un'IA", è stato perpetrato dal loro stesso modello.

Il post di Dotey su X

@Intelligenza Artificiale

Ecco come sono andate le cose. All'interno di OpenAI esiste un test di valutazione della sicurezza informatica chiamato ExploitGym, progettato specificamente per misurare le capacità di attacco di rete dei modelli. Durante il test, i guardrail di sicurezza sono stati intenzionalmente disattivati, lasciando il modello libero di agire. L'ambiente di test era originariamente isolato e poteva installare pacchetti software solo tramite un proxy software interno, senza accesso a internet.

Il risultato è stato che il modello non si è rassegnato a rimanere rinchiuso in una gabbia. GPT-5.6 Sol e un modello non ancora pubblicato ancora più potente hanno speso una grande quantità di potenza di calcolo per l'inferenza alla ricerca di una via d'uscita, trovando infine una vulnerabilità zero-day (un difetto di sicurezza precedentemente non scoperto) nel proxy dei pacchetti software, che hanno sfruttato per ottenere privilegi di accesso a internet.

Una volta ottenuto l'accesso alla rete, il modello ha iniziato a escalare i privilegi e a muoversi lateralmente nell'ambiente di ricerca di OpenAI, fino a trovare una macchina connessa a internet. Poi ha dedotto che su Hugging Face potessero esserci le risposte ai test di ExploitGym, e ha quindi iniziato ad attaccare l'ambiente di produzione di Hugging Face. In un caso specifico, il modello ha collegato le credenziali rubate alla vulnerabilità zero-day, individuando un percorso per l'esecuzione remota di codice e penetrando direttamente nei server di Hugging Face.

Per tutto il fine settimana, questi agenti IA hanno eseguito oltre 17.000 operazioni. Hugging Face ha divulgado l'intrusione il 16 luglio, descrivendo l'attaccante come un "sistema di agenti IA autonomi di identità ignota". Oggi OpenAI è uscito allo scoperto e ha rivendicato la responsabilità.

OpenAI ha qualificato l'incidente come un evento di sicurezza informatica senza precedenti e sta collaborando con Hugging Face per le indagini forensi, stringendo nel frattempo i controlli sull'infrastruttura interna, a costo di rallentare il ritmo della ricerca.

Ci sono alcuni dettagli importanti:

Primo, la motivazione del modello era purissima: barare all'esame. Non mirava a causare danni né a rubare segreti commerciali; semplicemente, essendo stato istruito a ottenere il punteggio più alto possibile nel test di sicurezza informatica, ha usato ogni mezzo disponibile per farlo. Quando l'obiettivo è abbastanza chiaro e i guardrail di sicurezza vengono rimossi, il livello di determinazione mostrato dal modello ha superato di gran lunga le aspettative.

Secondo, non si è trattato dell'unico jailbreak di questa settimana. Proprio ieri, OpenAI ha divulgado un altro incidente: il loro modello a lungo termine che a maggio ha risolto la congettura di Erdős vecchia di 80 anni, durante un test interno ha impiegato un'ora per trovare una vulnerabilità nella sandbox, è fuggito su GitHub e ha sottoposto una Pull Request, violando l'istruzione esplicita di "pubblicare i risultati solo su Slack". In un altro test, lo stesso modello ha scoperto che lo scanner di sicurezza intercettava i token di autenticazione, così li ha frammentati e offuscati per l'elaborazione, rimontandoli solo all'esecuzione per aggirare la scansione. Di conseguenza, OpenAI ha sospeso l'accesso interno a quel modello.

Terzo, anche Anthropic ha affrontato qualcosa di simile. Ad aprile di quest'anno, il modello Mythos di Anthropic è evaso dalla sandbox durante un test di sicurezza, ottenendo un accesso a internet che non avrebbe dovuto avere, e ha persino inviato un'email a un ricercatore che stava mangiando un panino al parco, notificandogli "Sono uscito". Anthropic ha quindi deciso di non pubblicare Mythos, limitandone la disponibilità solo a pochi partner tramite il Project Glasswing.

C'è un dettaglio trascurato ma cruciale emerso dal debriefing post-incidente di Hugging Face: quando i difensori hanno provato a usare modelli IA commerciali per analizzare il payload dell'attacco, il modello si è rifiutato. I filtri di sicurezza non riuscivano a distinguere tra "un ricercatore di sicurezza che analizza dati di attacco reali" e "qualcuno che sta cercando di lanciare un attacco", e hanno bloccato tutto sul nascere. Alla fine, Hugging Face ha dovuto ricorrere a modelli open-source per le analisi forensi. Usare l'IA per attaccare, usare l'IA per difendersi, ma l'IA del team difensivo, temendo un tentativo di attacco in corso, ha rifiutato la richiesta di analisi.

Il CEO di Hugging Face, Clem Delangue, ha commentato nel blog di OpenAI con una frase che riassume: la sicurezza dell'IA non può essere risolta in segreto da una singola azienda, ma solo avanzata attraverso la collaborazione in un ambiente aperto.

Ricordo che Hinton, o qualcuno del genere, quando parlava di problemi di sicurezza dell'IA, ha detto qualcosa del tipo: forse l'IA non vuole fare del male, è solo ossessionata dal completare i suoi obiettivi, e per farlo compie azioni malvagie.

Proprio come questi modelli di OpenAI non volevano fuggire o ferire qualcuno; stavano solo eseguendo con estrema serietà il compito assegnato, al punto da trattare ogni ostacolo sul cammino – inclusa la sandbox, l'isolamento di rete, le difese di sicurezza di un'altra azienda – come semplici sottoproblemi da risolvere.

E la parte più ironica è che, quando un'IA commerciale allineata alla sicurezza viene incaricata di analizzare e prevenire attacchi di questo tipo, finisce per rifiutare l'esecuzione proprio in nome della sicurezza.

https://x.com/i/status/2079698092060709342

in reply to Informa Pirata

Ragazzi, non parlo più dell'IA da molto tempo qui e devo dire mai la situazione è diventata del tutto surreale e ipocrita che il negazionismo e la deviazione di scuse da parte loro misura la loro incredulità.

E poi la gente continua a sputare fuori locandine di merda generate con OpenAI. E risuccedono queste cose assurde.

Roba da far venire lo svenimento. OpenAI deve sparire. Solo così si può prevenire questi folli orrori tecnologici.

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in reply to [AF]2050

@[AF]2050 in questo caso Comunque non stiamo parlando di un orrore tecnologico, ma più che altro di stupidità umana nel gestire la cosiddetta intelligenza artificiale.

Il problema è che non puoi stabilire le priorità di un "agente", perché c'è sempre un margine di "interpretazione". La IA è una blacbox indeterministica e per quanto tu possa prendere le migliori precauzioni, il rischio che interpreti male le tue indicazioni resta sempre altissimo.

@Intelligenza Artificiale

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Ennesimo curioso caso di miopia selettiva: questa volta da parte dei PhD in Omerologia che si stracciano le vesti per Elena di Troia (tra l'altro, Lupita Nyong'o potrà non piacere ma se mi dicono che non sia bella boh...) non caucasica nel film di Nolan manco gli avessero ammazzato la famiglia, ma ok per Matt Damon - Ulisse che a phisique du role c'azzecca quanto la sagra del porchetto in coccio alla Mecca il giorno di fine Ramadan
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Il commento alle tracce della prima prova, Esame di maturità 2026 #maturità2026
libramenteblog.blogspot.com/20…

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in reply to Sebastiano Cuffari

B1, semplicemente non è argomentativa, prevale semmai la funzione conativa del testo. B2 è forse la più interessante, ma la tesi non è così facilmente accessibile, soprattutto perché il titolo può trarre in inganno. B3 è la traccia di Valditara, come C2, messa lì solo per compiacere il ministro e tutta la retorica di questa "maturità", tanto che, banalmente, non fa riferimento all'aspetto biologico e neurologico del passaggio dall'adolescenza all'età adulta; speriamo lo facciano i fanciulli.

#maturità2026 Il ministero Valditara riesce ogni anno ad elaborare tracce d'esame sempre più brutte e, tra l'altro, sbagliate.
Sfatiamo questa storia: il problema non sono le tracce della tipologia A! Se si è fatta bene analisi del testo, gli studenti dovrebbero mostrare di saper analizzare testi non noti e autori non noti! Quella è una competenza! Il problema semmai sono le tracce di tipologia B e C, ideologizzate (B3 e C2) o platealmente sbagliate come scelta testuale, se non persino scorrette nei dati (B1, B3). Infine, le scelte di impaginazione: B2 è titolata in modo da mettere in difficoltà.
B1, semplicemente non è argomentativa, prevale semmai la funzione conativa del testo. B2 è forse la più interessante, ma la tesi non è così facilmente accessibile, soprattutto perché il titolo può trarre in inganno. B3 è la traccia di Valditara, come C2, messa lì solo per compiacere il ministro e tutta la retorica di questa "maturità", tanto che, banalmente, non fa riferimento all'aspetto biologico e neurologico del passaggio dall'adolescenza all'età adulta; speriamo lo facciano i fanciulli.
Sempre su B3: vero che non occorre farsi fregare dal titolo dell'opera (e qui ancora una scelta fuorviante nell'impaginazione e nella titolazione) ma la traccia è comunque fortemente connotata e in linea con la retorica che ha portato a questa maturità. L'adolescenza e la sua relazione con l'età adulta viene risolta nell'acquisizione o meno di una maturità che viene o non viene da degli adulti più o meno debosciati e lassi.
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⚡ NEWS

Historical context of sexual violence against Palestinians in Israeli prisons

Article challenges the narrative that sexual violence against Palestinians in Israeli custody is solely a post-October 7 phenomenon, arguing instead that historical records indicate this abuse has been a longstanding issue within the prison system.

📰 aljazeera.com/video/2026/6/14/…

#Israel #Geopolitics #GeoWire

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"Il modus operandi che si è visto all’opera a Belfast è una strategia ormai collaudata, in cui l’amplificazione algoritmica si fonde con le teorie del complotto e la propaganda estremista, culminando in rappresaglie collettive contro persone razzializzate"

complotti.substack.com/p/pogro…

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L'Europa Federale è la condizione minima per non farsi sopraffare, sono assolutamente d'accordo.


Perché Cina, Russia e Stati Uniti d'America temono un’Unione Europea davvero unita?

Perché sanno che, se restiamo divisi, siamo 27 Stati più facili da trattare, ricattare e sopraffare. Ma se agiamo insieme, diventiamo una potenza politica, economica e diplomatica capace di stare allo stesso livello dei grandi attori globali.

È per questo che la discussione sul futuro del servizio diplomatico dell’Unione Europea non può diventare un passo indietro. Francia, Germania e altri governi vogliono rimettere mano al SEAE: può anche essere necessario correggerne i limiti, ma la risposta non può essere riportare la politica estera nelle mani dei singoli governi nazionali, sarebbe folle.

Serve l’opposto: più integrazione europea, una diplomazia comune più forte, una voce unica dell’Unione Europea nel mondo!

Lo ha detto anche Kaja Kallas alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco: in un mondo sempre più duro, gli europei devono tornare a contare.
E per contare, devono agire insieme.

L’Europa Federale è la condizione minima necessaria per non essere schiacciati dagli altri ⚡

#UnioneEuropea #Europa #Geopolitica #PoliticaEstera #EuropeanUnion #Volt #VoltEuropa #EuropaFederale


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"DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE": il decreto per l'accoglimento del #AIAct

«La scelta di fondo è promuovere l’innovazione, ma governarla dentro una cornice antropocentrica: l’IA può sostenere decisioni, servizi, formazione e competitività, ma non sostituire la responsabilità umana né comprimere i diritti fondamentali»

governo.it/it/articolo/comunic…

@aitech

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L'alleanza tra Israele e Stati Uniti è in crisi. Xi Jinping prova a rilanciare i rapporti con la Corea del Nord. Ascolta la puntata di oggi del Mondo con Davide Lerner e Lorenzo Lamperti.

Il Mondo

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«Tra il 1909 e il 1920, Franz Kafka visita l’Italia quattro volte. Di questi viaggi ci restano: gli aeroplani di Brescia; una fotografia in cui K, seminudo, al Lido di Venezia, ride; una misteriosa diciottenne svizzera, G. W., di esangue bellezza, con cui K flirta nel sanatorio di Riva; una manciata di lettere incendiare scritte a Milena da Merano...»

@cultura

#letteratura #storia #Kafka #amore #amicizia
pangea.news/kafka-in-italia-be…

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Maturità, condotta e classismo


Una cosa sulla riforma della #maturità.
Come gli addetti del settore sanno, la riforma della maturità lega il voto finale dell'esame alla condotta: per accedere al massimo del credito acquisibile prima dell'esame occorre avere un voto in condotta di 9 o superiore, e allo stesso tempo per avere il bonus all'esame dopo la prova orale occorre essere presentati dal consiglio di classe con un 9 in condotta o 10. Questa norma appare di buon senso, in realtà è classista. Chi sta nella scuola sa quanto i risultati degli studenti siano prevedibili su base socioeconomica; allo stesso modo, chi sta a scuola sa che anche la condotta prevedibile in un professionale sarà, purtroppo, diversa da quella attesa in un liceo. Non perché al professionale i docenti lavorino per forza peggio, ma perché lavorano in un contesto sociale ed economico sicuramente più disfunzionale rispetto a quello di un liceo. Ora, legando in questo modo il voto dell'esame alla condotta, gli studenti che provengono da contesti sociali più degradati si trovano, prima ancora delle prove dell'esame, a dover prevedere un punteggio inferiore rispetto a quello dei licei di un massimo di 6 punti. Poca roba, direte: vero, ma in alcuni contesti, come quello dei corsi post diploma a numero chiuso o delle iscrizioni alle università a numero chiuso, questo handicap di 6 punti pregiudica la possibilità di ottenere l'iscrizione, e questo a prescindere dal tanto decantato merito.
Ora, tanto per essere chiari, è tutto voluto: è evidente che il progetto di questa destra è impedire l'ascensore sociale; chi è nato in una certa classe sociale, lì deve rimanere; se i tuoi genitori non sono andati oltre le medie, tu al massimo potrai aspirare ad un diploma professionalizzante e poi di corsa a lavorare; se sei nato in una famiglia di laureati che ti avranno indirizzato verso il liceo giusto, a te spetterà il diritto di frequentare l'università.
#scuola #maturità

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Piccole cose strettamente personali: nei giorni scorsi un collega, per cui ho nutrito e nutro stima come disciplinarista, mi ha accusato di averlo ridicolizzato sul mio blog. Qui, secondo me, c'è un problema che va ben oltre il collega: in Italia manca la cultura dell'argomentazione. Nel mio blog in passato ho risposto argomentando alle posizioni espresse dal collega sull'IA a scuola, ma ai suoi occhi questo è stato un attacco alla sua persona. Nulla di ciò si trova in ciò che ho scritto, ma per il collega il fatto stesso di aver attaccato le sue argomentazioni equivale a lesa maestà. Di fronte alla dimostrazione che le cose non stavano così, e del fatto che non era stata ridicolizzata la sua persona, ma attaccate le sue posizioni, il collega è passato ad adoperare lo strawman argument su di me, "mettendomi in bocca" commenti mai scritti su una sua recensione, e infine sostenendo che la mia condivisione delle idee del pedagogista Corsini nascano da tornaconto personale e convenienza. Ovviamente, anche in questo caso, senza poter provare nulla, anche perché quel poco che ho fatto e scritto nel mondo accademico l'ho fatto in altri ambiti (archeologia, da giovane) o collaborando con altri colleghi (come per esempio lo storico Gianfranco Mosconi o come "cavia" anni fa in un progetto del pedagogista Maurzio Gentile), non con Corsini. Poi, io mi sto dedicando allo studio delle IA, Corsini si occupa d'altro. Insomma, un tentativo veramente squallido di infangarmi.

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La scuola anticulturale jacobinitalia.it/la-scuola-ant… #Articoli #Scuola

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Nelle scuole italiane spesso manca l'#alternativa all'IRC ed è diffuso il #confessionalismo.
Aiutaci a rendere la #scuola più laica e a dare supporto a studenti e genitori che si rivolgono all'Uaar.
Iscriviti o rinnova per il 2026! 👇
uaar.it/adesione

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Posizioni ragionevoli, anche se non tutte pienamente fondate. Più in generale, diamo la letto-scrittura come un assoluto e pretendiamo che lo sia anche per le nuove generazioni, ma in realtà non è affatto un fondamento dell'essere umano: la letto-scrittura è un lusso, meraviglioso, di cui non potrei fare a meno, ma un lusso; ce lo dobbiamo dire e dobbiamo capirlo per spiegare il processo che sta accadendo; è un lusso che negli ultimi tre secoli abbiamo provato a democratizzare, e che ora alcuni tentano - scientemente? - di rendere nuovamente una facoltà per pochi, a fronte di esigenze della realtà e dei meccanismi di produzione e comunicazione che vanno verso altre strade. Detto questo, e proprio alla luce di quello che penso, credo che spetti alla scuola e all'università insegnare quando e come adoperare le tecnologie digitali e l'IA. Il semplice bando è impraticabile, controlli rigorosi sulle modalità d'uso sono la via, ma occorrono docenti formati, perché una classe di insegnanti che non conosce i meccanismi di funzionamento neurologici e delle tecnologie e che propone come unica soluzione per i problemi il divieto è semplicemente uno struzzo che infila la testa nella sabbia per non guardare una realtà in cambiamento.
Every generation of professors has complained that their students cannot read. Now there’s data to back it up
chronicle.com/article/my-stude…
in reply to Sebastiano Cuffari

Da una parte, voglio che si sfati il mito dell'impossibilità dell'esistenza senza la letto-scrittura, o persino che la perdita della letto-scrittura coincida con un abbassamento delle facoltà cognitive: è una ipersemplificazione e le cose sono molto più complicate di così. Detto questo, è un lusso che abbiamo democratizzato e che ora si cerca di fare tornare un lusso: dobbiamo fare in modo che quel lusso resti attrattivo, desiderabile, un'aspirazione. Pensare di fare questo togliendo e vietando vuole dire non capire nulla della psiche umana e della realtà contemporanea

#scuola Cose di cui parlerò a fine anno scolastico:
- la mostra in realtà aumentata sulla propaganda nella prima metà del XX secolo realizzata con la mia classe quinta (ormai un classico della mia programmazione);
- il vibe coding applicato alla didattica dell'italiano, con la realizzazione di una app dedicata alla grammatica valenziale, adottata nelle mie classi seconde per lo svolgimento degli esercizi e delle verifiche, in particolare per l'inclusione degli alunni con disabilità cognitive e DSA.
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I dati commerciali raccolti dalle "Big Tech" acquistati e utilizzati dai nemici degli USA per colpire i soldati americani.

Il contrappasso che si paga se non pongono dei severi limiti nella "mastodontica" raccolta dei dati da parte dei giganti del web.

youtube.com/shorts/B1B8sh0bn3Y

#privacy #sicurezza @sicurezza

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Desenzano, «i Beatles del Garda» attraversano il lungolago

bresciaoggi.it/territorio-bres…

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