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Goldfrapp - Felt Mountain (2000)


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Felt Mountain è l'album di debutto in studio del duo inglese di musica elettronica Goldfrapp. È stato pubblicato l'11 settembre 2000 dalla Mute Records. L'album trae ispirazione da una varietà di stili musicali come il pop degli anni '60, il cabaret, il folk e l'elettronica. Felt Mountain è stato generalmente ben accolto dalla critica musicale ed è stato descritto come “allo stesso tempo untuoso e seducente, ma elegante e aggraziato”. Ha raggiunto il numero 57 nella UK Albums Chart ed è stato certificato disco d'oro dalla British Phonographic Industry (BPI) nell'ottobre 2001. Nel 2001, l'album è stato selezionato per il Mercury Prize, un premio musicale annuale assegnato al miglior album britannico o irlandese dell'anno precedente.


Ascolta: album.link/i/1435646598



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Goldfrapp - Felt Mountain (2000)


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Felt Mountain è l'album di debutto in studio del duo inglese di musica elettronica Goldfrapp. È stato pubblicato l'11 settembre 2000 dalla Mute Records. L'album trae ispirazione da una varietà di stili musicali come il pop degli anni '60, il cabaret, il folk e l'elettronica. Felt Mountain è stato generalmente ben accolto dalla critica musicale ed è stato descritto come “allo stesso tempo untuoso e seducente, ma elegante e aggraziato”. Ha raggiunto il numero 57 nella UK Albums Chart ed è stato certificato disco d'oro dalla British Phonographic Industry (BPI) nell'ottobre 2001. Nel 2001, l'album è stato selezionato per il Mercury Prize, un premio musicale annuale assegnato al miglior album britannico o irlandese dell'anno precedente.


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Il Senso Pratico Non È L’elemento Dominantei.postimg.cc/MpgTgzZm/muro-a-L…(Un mio post del 31/05/2019 in un vecchio blog; l'ho riletto qualche minuto fa e non mi è spiaciuto. La foto non c'entra nulla, nel post vecchio post non c'era nemmeno . È un muro in una via di Lucca, fatta lo scorso 17 febbraio. Mi garbano i muri “vissuti”)

Il Senso Pratico Non È L’elemento Dominante

Stamattina da ZaV mi ero appuntato una frase del libro che sto leggendo sul blocchetto rosso degli appunti; che sia rosso è un caso, non è qualificativo, è semplicemente un blocchetto per gli appunti al volo con la copertina rossa. Il libro è “L’antica arte di trovare la strada” e a pagina 154 mi sono soffermato su: “Sia il calendario ebraico sia quello islamico sono lunari e, come in tutte le materie religiose, il senso pratico non è l’elemento dominante“. È una bella immagine: il senso pratico non è l’elemento dominante. Da qualche parte ho letto che un’ipotesi del formarsi delle religioni è che siano un modo per pensare la stessa cosa tutti assieme, il che aumenta la coesione sociale; un insieme di norme, più o meno espresse e catalogate, che facilitano la definizione del proprio posto in seno alla comunità. Non mi sembra campata in aria come ipotesi. Benché molto ma molto a posteriori si riconosca l’apporto positivo di punti di vista diversi, nell’immediato li percepiamo come fastidiosi intralci allo status quo. Quando gli effetti di una rivoluzione di pensiero decantano e rimpiazzano il ” vecchio” status quo diventando quello nuovo (ma mi sa non percepito sul momento come tale) diventa lo status “naturale” delle cose e quindi non messo in discussione fino al prossimo sobbalzo. La novità che viene dall’esterno e che porta “diversità” mi fa venire in mente l’osservazione sui topi in laboratorio (peraltro rilevabile nella “normale” vita umana ma forse meno facile da descrivere o parlarne). Se in una comunità di topolini si introduce un topolino esterno c’è sempre una topolina che ne è attratta. Questo porta ad un rimescolamento dei geni e di inconsapevole beneficio per la specie, inconsapevole intendo per gli individui; solo che, immedesimandomi nei topolini della comunità, immagino che lì per lì sul subito rompa un po’ i coglioni. Questo un po’ più in grande succede con tutti i flussi migratori sicché è anche di attualità in questo momento. In realtà flussi migratori sono sempre avvenuti in passato senza soluzione di continuità, semplicemente non era percepito a livello globale ma solo locale. Questo accade anche oggi, non è che abbiamo percezione di quello che avviene in un posto sperduto nel mondo se non sale alla ribalta ma siamo comunque consapevoli di quello che ci avviene davanti all’uscio di casa. Interessante è anche il concetto di salad mix, che sostituisce la narrazione di melting pot. Mia personale impressione dettata dalla pancia è che però il salad mix, che senza dubbio crea molte più “possibilità”, sia comunque una anticamera che anticipa una inevitabile omogeneizzazione la quale, vista dall’alto, rende più coesa la situazione ma anche più inevitabilmente statica. Se posso azzardare un esempio che mi viene ora al volo, lo stato finale di un mix di acqua sabbia pietrisco e cemento è un composto statico e immutabile. Uno stato che non è flessibile regge bene i piccoli sommovimenti ma alla fine si sgretola sotto la spinta della loro somma. A grandi linee succede così per esempio nei terremoti e la saggezza popolare ci ricorda che “gutta scavat lapidem” ed anche che “l’acqua cheta frana i ponti”. A mente fredda che spesso si consegue con il senno del poi, sarebbe meglio convogliare i cambiamenti piuttosto che contrastarli.

Non c’entra un cazzo ma è quello che sta succedendo adesso, sono le 11:03: al tavolino di fronte a me a questo bar sull’Aurelia, ci sono dei personaggi parecchio addentro al mondo del calcio, un paio li conosco di persona, che stanno commentando l’attuale situazione delle squadre soprattutto in funzione del prossimo campionato. Uno è un ex giocatore di serie C poi direttore sportivo di una squadra di serie A, uno è un allenatore adesso in serie C, degli altri mi par di capire uno sia un procuratore. Io, che di calcio non intendo orgogliosamente nulla, me ne sto a guardarli di sottecchi ed ascolticchiare come un apprendista sociologo, stupendomi come su una cosa così vuota si sia costruito un consistente castello di infrastrutture. È un mondo autoreferenziale che ha però ricaduta sul mondo reale. È questo un piccolissimo esempio di come si possa dare consistenza al nulla: viviamo un mondo di convenzioni. Un bellissimo ed in parte doloroso esempio, doloroso per un bambino su 10 anni, l’ho imparato a quell’età ai giardinetti del Priamar a Savona. Siamo alla fine degli anni ’60, forse il ’68 o il ’69. I miei interessi vertevano allora sui soldatini, il Corriere dei Piccoli e le biglie di vetro. Quando mia madre mi portava ai giardinetti facevo comunella con gli altri bambini e giocavamo a biglie. Una breve descrizione: Si giocava in gruppi da due a 'n' partecipanti ognuno con la propria biglia di vetro e relativo sacchettino con la scorta ed il bottino. Solo quelle di vetro, quelle di plastica con l’effigie dei corridori servivano solo per le gare su pista sulla sabbia delle spiagge. Si faceva una piccola buca per terra ai piedi magari di un albero e poi ci si disponeva ad una certa distanza; a turno si lanciava la propria biglia cercando di avvicinarsi il più possibile alla buca. Mi sembra di ricordare che poi quello che ci era andato più vicino tirava per primo e dava un cicchetto alla propria biglia con l’obiettivo di infilarla in buca. Il primo che ci riusciva diventava cacciatore e continuava a tirare fino ad errore dando la caccia a tutte le altre biglie che erano solo possibili prede finché non avessero raggiunto anche loro la buca. Il cacciatore prendeva la sua biglia in una mano a pugno mettendola nell’incavo creato dal pollice che si infila nell’indice e che poi scattando l’avrebbe fatta schizzare verso la preda; con l’altra mano creava un semicerchio con il pollice che faceva perno sul punto dove si era fermata alla sua biglia e come raggio la punta del mignolo esteso. La mano che reggeva la biglia si poggiava su questo compasso e la verticale della biglia doveva essere all’interno del semicerchio. Certo, quelli con le mani belle grandi e le dita ben estensibili erano avvantaggiati ma quelle erano le regole; avevamo già imparato che alcuni di noi erano più alti degli altri, alcuni più agili o più forti e alcuni avevano appunto una mano avvantaggiata. Il cacciatore schizzava la sua biglia e tutte le biglie che colpiva diventava suo bottino. Quando sbagliava perdeva il turno e cacciatore diventava il secondo che era arrivato alla buca. Le regole erano chiare, non mi pare di ricordare ci fossero grandi discussioni. Gli ex proprietari delle biglie uscivano momentaneamente dal gioco che terminava quando un cacciatore prendeva l’ultima preda. Cominciava allora un nuovo gioco e chi aveva perso si giocava una delle biglie della propria scorta, chi aveva vinto pescava dal bottino. Io a volte tornavo a casa con più biglie di quando ero partito, a volte con meno ma così è la vita già a quella età ed i pomeriggi passavano. Ricordo che invece quella volta era di mattina molto presto, fai conto intorno alle nove e tanto fa. Essendo di mattina dovevamo essere in estate in vacanza. Ai giardinetti ero da solo, in febbrile attesa che arrivasse qualche concorrente. Ne arrivò uno che avevo imparato a diffidare perché era una mezza teppa. Non aveva biglie quindi era tagliato fuori. Mi propose di giocare così , tanto per divertimento, e allora gliene prestai una delle mie. Dopo un po’, magari qualche gara l’avevo vinta io e qualche altra lui ma la “sua” biglia era sempre comunque di mia proprietà, mi propose, “per rendere la sfida più invitante” mi disse, di giocare sul serio con questa regola: se lui avesse vinto tre gare di fila allora la biglia sarebbe diventava sua a tutti gli effetti. Ovviamente me la vinse sennò non sarei qui a raccontarla. Ma adesso che era legittimo proprietario di una biglia potevamo, disse, continuare con le regole consuete. Accettai e giocammo e me ne vinse una decina. Dopo un po’ mi disse “va be’, adesso devo andare, ciao e grazie”. Lo vidi allontanarsi con le mie biglie mentre ripercorrevo mentalmente tutti i passi logici che erano intercorsi perché diventassero sue. Penso sia stata per me un’ottima lezione, non dico proprio sul momento perché bruciava, intendo in seguito, parecchio in seguito. La morale che ci vedo è che le convenzioni, gli accordi, le regole, non sono intrinseche alla realtà ma ne sono una sovrastruttura più o meno concordata. @Sarvegu


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🖊️ Pensieri ricorrenti... Spesso scrivo qui perché sembra che nessuno legga, nessuno commenta in realtà, nessuno magari critica o mi manda male , ma va bene così. Io scrivo per il puro piacere di farlo, perché è un modo per stare un po' meglio, mi piace scrivere, non tanto chiacchierare o parlare con qualcuno! Ecco perché spesso e soprattutto in quest'ultimo anno questo posto è un po' diventato il mio rifugio, la mia seconda realtà! Dove effettivamente nessuno mi conosce, dove posso essere me stessa, dire sempre, o quasi, ciò che sento e penso! Nonostante non ci siano risposte, riscontri, o una condivisione reciproca, a me a volte fa star bene! Altre volte no, perché magari ogni tanto si sente la necessità di uno sguardo, una mano, un abbraccio o semplicemente un sorriso! Oggi sono qui che scrivo, quando in realtà ho un amico di penna, o di tastiera, in questo caso, ma credo di aver scritto così tanto, da aver timore a farlo ancora, quante mail gli ho scritto e mai inviato , per paura, di essere troppo stressante, troppo noiosa, ripetitiva, ecc, così scrivo qui, dove credo che mi leggano in pochi e nn devo pormi troppe domande! Invece me le pongo, così penso e ripenso, mi isolo, esco poco e frequento poca gente vera, anche quella scarseggia, soprattutto da quando mi sono ammalata, poi operata, sono passati 5 mesi, sono qui a scrivere , a combattere, ogni giorno, contro qsto piccolo male apparentemente invisibile, che mi ha stravolto la vita, in tutti i sensi! Alla soglia del mezzo secolo, non lo avrei immaginato, ipotizzato, anche se stiamo sotto il cielo e ogni giorno, per qualsiasi motivo, ragione, potremmo anche non essere più qui ...la paura? Mia grande compagna in questi mesi, dall'attesa, alla diagnosi, all'intervento, alle terapie, alla radioterapia, insomma era un periodo difficile , una corsa ad ostacoli sempre più in salita e benché mi sentissi pronta, forte, ho sempre avuto accanto a me, la paura.. Oggi c'è in modo diverso ma è presente, nei rapporti con la gente, con le emozioni, con le situazioni, con tutto...anche qui in qsto momento mi chiedo se sia giusto scrivere , così senza ricevere, nulla , neppure , una parola! Ne avrei bisogno, ho anche chiesto in passato, mi sono affidata, ma sono molto stanca , fisicamente la malattia un po' mi sta cambiando, mi sta rallentando, ed io a volte non mi riconosco ! Non riesco ad accettarmi e a vivere in questo modo! Ma sono viva e fortunata come mi hanno sempre detto i medici, il mio era un piccolo male, per ora lo abbiamo sconfitto, forse, e adesso si lotta, si va avanti giorno per giorno, con la speranza , di guarire e il timore ...Quante lacrime , quante grida silenziose mi hanno accompagnato e continuano a farlo...quanti Momenti di sconforto, notti in bianco ad ascoltare musica , come compagnia...lo so c'è chi sta peggio, lo so è capitato a me , come può capitare a chiunque, grandi, piccoli, ricchi, poveri, gente normale o famosa! Sto meglio adesso? Ovviamente no! Sono in uno stato di calma apparente, in cui ogni cosa che faccio , nn va bene, ciò che dico o scrivo peggio e rapportarmi con qualcuno, chiedere aiuto non riesco.. e così non mi circondo di amici virtuali, ne ho uno, grande abbastanza, da bastarmi, perché lui ci è passato, vive una situazione ben più pesante e difficile della mia, ma è diventato più forte, un esempio, una guida, un faro...Ma in questa tempesta devo cavarmela da sola, lui mi illumina, mi incoraggia, mi porge la mano, a modo suo mi è vicino! Ma vorrei abbracciarlo almeno una volta e non posso, non ho il coraggio, vorrei per una volta davvero rendere reale questa corrispondenza, dare un volto, dare una presenza visiva, ma non posso, non voglio, ho paura che tutto poi possa cambiare, ogni giorno temo di perderlo, ogni giorno vorrei da lui anche solo un pensiero..essere non solo quell amica malata, pesante che scrive tanto e troppo, che vuole essere sempre rassicurata, non sono ancora così forte, non ho ancora sciolto le mie catene, il mio mondo non è il suo, ne faccio parte, in parte, ma non è il mio posto...ho un amico così, mi disse, posso chiamarlo sempre, in ogni momento ,ma non lo faccio e così scrivo, mi perdo, mi ritrovo, vado avanti, lotto perché ho un figlio da crescere e che voglio vedere crescere, ogni giorno, ma non sono una grande madre, sono una madre, un po' malata, triste, stanca , ma che vuole scalare la sua montagna e arrivare ad abbracciare se stessa , su in cima...alla vetta e continuate a vivere...

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i.postimg.cc/J7Tz4V28/l-olande…In realtà volevo vedere come si fa ad inserire foto in questo noblogo; Ho preso una vecchia cosa che avevo postato nel 2012 su “neteditor” (che poi chiuse nel 2017). Non ricordavo di averlo salvato anche in un altro vecchio mio blog così ho già il “pezzo” pronto. A qualcuno strapperà una sghignazzatina, qualcun altro penserà “che stronzata”. Tenete però presente che è una cosa giovanile, non avevo nemmeno ancora compiuto 55 anni, oggi la riscriverei uguale uguale… UNA CARRIERA STRONCATA Una volta da giovane feci un provino per un film porno. Mi fecero spogliare, mi esaminarono, mi dissero che potevo andare negli studios tutti i giorni che prima o poi sarebbe capitata l'occasione. Insomma ero un possibile titolare ma all'inizio stavo in panchina. Se mi passate il termine, fu un periodo “duro”, tutti i giorni vedere gli altri fare la loro partita e tu lì in panchina ad aspettare la sostituzione. Ma non mi detti per vinto. Tutti i giorni mi allenavo duramente, a casa, da solo. Ed un giorno spuntò l'occasione. Uno degli attori aveva dato forfait per una banale influenza. Non una gran parte, questo me lo dissero subito, più che altro una comparsa, però pensai “È un inizio”. Era un film ambientato nel mondo dei detersivi, fai conto una corsia di un supermercato dove, di notte, dagli scaffali si animavano i flaconi e i personaggi “icona” si davano alla pazza gioia. Era un film in due tempi. Il primo tempo s'intitolava “Calimero e la bella Olandesina”. Io sarei entrato nel secondo tempo. Mentre stavano preparando la prima parte fremevo in attesa di capire chi mi sarebbe toccata. “Speriamo non sia la vecchina dell'Ace” mi dicevo, anche se, ad essere onesto, un po' m'intrigava. Poi accanto a me si è seduto un energumeno. – A quanto pare reciteremo assieme – mi fa. – E tu chi sei? – gli ho chiesto. – Sono il protagonista del secondo tempo, quello intitolato “A Mastro Lindo piace l'omino bianco - Sono scappato quatto quatto e non so nemmeno se poi Calimero se l'è trombata l'Olandesina.


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Green Day - American Idiot (2004)


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American Idiot è il settimo album in studio della rock band americana Green Day, pubblicato il 21 settembre 2004 dalla Reprise Records. L'album è stato prodotto da Rob Cavallo in collaborazione con i Green Day, un accordo che il gruppo ha utilizzato da quando ha firmato con una major. Le sessioni di registrazione per American Idiot sono state effettuate allo Studio 880, a Oakland e all'Ocean Way Recording a Hollywood, entrambi in California, tra il 2003 e il 2004. Un concept album, soprannominato “punk rock opera” dai membri della band, American Idiot segue la storia di Jesus of Suburbia, un antieroe adolescente americano della classe medio-bassa. L'album esprime la disillusione e il dissenso di una generazione che è diventata maggiorenne in un periodo segnato da eventi tumultuosi come l'11 settembre e la guerra in Iraq. Per raggiungere questo obiettivo, la band ha utilizzato tecniche non convenzionali per se stessa, tra cui transizioni tra canzoni collegate e alcune lunghe composizioni creative a capitoli che presentano i temi dell'album. Dopo le vendite deludenti del loro album precedente Warning (2000), la band si prese una pausa prima di iniziare quello che avevano pianificato come il loro album successivo, Cigarettes and Valentines. Tuttavia, la registrazione fu interrotta quando i nastri master furono rubati; in seguito a ciò, la band prese la decisione di iniziare il loro album successivo da zero. Il risultato fu un disco più critico nei confronti della società e politicamente carico che tornò al sound punk rock della band dopo Warning, più ispirato al folk e al pop, con influenze aggiuntive che non erano state esplorate nei loro vecchi album punk. Inoltre, la band subì un “cambio di immagine”, indossando uniformi rosse e nere sul palco, per aggiungere una presenza più teatrale all'album. American Idiot divenne una delle uscite più attese del 2004. Segnò un ritorno di carriera per i Green Day, classificandosi in 27 paesi, raggiungendo per la prima volta il primo posto nella Billboard 200 per il gruppo e raggiungendo il primo posto in altri 18 paesi. Ha venduto oltre 16 milioni di copie in tutto il mondo, diventando il secondo album più venduto della band e uno degli album più venduti del decennio. In seguito è stato certificato 6 volte disco di platino dalla Recording Industry Association of America nel 2013. L'album ha generato cinque singoli di successo: la traccia omonima, “American Idiot”, “Holiday”, “Wake Me Up When September Ends”, “Jesus of Suburbia” e il vincitore del Grammy Award per il disco dell'anno “Boulevard of Broken Dreams”. American Idiot è stato molto ben accolto dalla critica. È stato nominato per l'album dell'anno e ha vinto il premio per il miglior album rock ai Grammy Awards del 2005. È stato anche nominato per il miglior album agli Europe Music Awards e ai Billboard Music Awards, vincendo il primo. Il suo successo ha ispirato un musical di Broadway, un documentario e un adattamento cinematografico pianificato. Nel 2012, la rivista Rolling Stone lo ha inserito al 225° posto nella lista dei “500 migliori album di tutti i tempi”, e nel 2020 lo ha posizionato al 248° posto.


Ascolta: album.link/i/1161539183



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Green Day - American Idiot (2004)


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American Idiot è il settimo album in studio della rock band americana Green Day, pubblicato il 21 settembre 2004 dalla Reprise Records. L'album è stato prodotto da Rob Cavallo in collaborazione con i Green Day, un accordo che il gruppo ha utilizzato da quando ha firmato con una major. Le sessioni di registrazione per American Idiot sono state effettuate allo Studio 880, a Oakland e all'Ocean Way Recording a Hollywood, entrambi in California, tra il 2003 e il 2004. Un concept album, soprannominato “punk rock opera” dai membri della band, American Idiot segue la storia di Jesus of Suburbia, un antieroe adolescente americano della classe medio-bassa. L'album esprime la disillusione e il dissenso di una generazione che è diventata maggiorenne in un periodo segnato da eventi tumultuosi come l'11 settembre e la guerra in Iraq. Per raggiungere questo obiettivo, la band ha utilizzato tecniche non convenzionali per se stessa, tra cui transizioni tra canzoni collegate e alcune lunghe composizioni creative a capitoli che presentano i temi dell'album. Dopo le vendite deludenti del loro album precedente Warning (2000), la band si prese una pausa prima di iniziare quello che avevano pianificato come il loro album successivo, Cigarettes and Valentines. Tuttavia, la registrazione fu interrotta quando i nastri master furono rubati; in seguito a ciò, la band prese la decisione di iniziare il loro album successivo da zero. Il risultato fu un disco più critico nei confronti della società e politicamente carico che tornò al sound punk rock della band dopo Warning, più ispirato al folk e al pop, con influenze aggiuntive che non erano state esplorate nei loro vecchi album punk. Inoltre, la band subì un “cambio di immagine”, indossando uniformi rosse e nere sul palco, per aggiungere una presenza più teatrale all'album. American Idiot divenne una delle uscite più attese del 2004. Segnò un ritorno di carriera per i Green Day, classificandosi in 27 paesi, raggiungendo per la prima volta il primo posto nella Billboard 200 per il gruppo e raggiungendo il primo posto in altri 18 paesi. Ha venduto oltre 16 milioni di copie in tutto il mondo, diventando il secondo album più venduto della band e uno degli album più venduti del decennio. In seguito è stato certificato 6 volte disco di platino dalla Recording Industry Association of America nel 2013. L'album ha generato cinque singoli di successo: la traccia omonima, “American Idiot”, “Holiday”, “Wake Me Up When September Ends”, “Jesus of Suburbia” e il vincitore del Grammy Award per il disco dell'anno “Boulevard of Broken Dreams”. American Idiot è stato molto ben accolto dalla critica. È stato nominato per l'album dell'anno e ha vinto il premio per il miglior album rock ai Grammy Awards del 2005. È stato anche nominato per il miglior album agli Europe Music Awards e ai Billboard Music Awards, vincendo il primo. Il suo successo ha ispirato un musical di Broadway, un documentario e un adattamento cinematografico pianificato. Nel 2012, la rivista Rolling Stone lo ha inserito al 225° posto nella lista dei “500 migliori album di tutti i tempi”, e nel 2020 lo ha posizionato al 248° posto.


Ascolta: album.link/i/1161539183


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🖊️Pensieri...

Spesso si ha bisogno di presenze, non necessariamente fisiche, ma di attimi, di un po' di cuore e di essere ascoltati o semplicemente abbracciati!

Basterebbe che qualcuno ci ricordasse che ci sarà per noi e che se ogni tanto avessimo bisogno di parlare basterebbe metterci in un angolo, chiudere gli occhi e cercarci con la mente ... così ci si parla. ma non con le solite parole, bensì nel silenzio.. E magari ritrovarsi lì, ogni giorno, ogni volta che la solitudine ha il sopravvento! Così non saremo più soli e non dovremo cercare qualcuno che ci faccia compagnia!

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Arcade Fire - Funeral (2004)


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Funeral è l'album di debutto in studio della band indie rock canadese Arcade Fire, pubblicato il 14 settembre 2004 dalla Merge Records. Le registrazioni preliminari per Funeral furono effettuate nel corso di una settimana nell'agosto 2003 all'Hotel2Tango di Montreal, Quebec, e la registrazione fu completata più tardi quell'anno, il tutto in un formato di registrazione analogico. L'album produsse cinque singoli, con “Rebellion (Lies)” che fu il più di successo, avendo raggiunto il picco al n. 19 nella UK Singles Chart. L'album fu nominato per un Grammy Award nel 2005 come miglior album di musica alternativa. Ricevette ampi consensi dalla critica e arrivò in cima a molte liste di fine anno e fine decennio. Secondo il sito web Metacritic, l'album ebbe il secondo maggior numero di apparizioni nelle liste Top 10 di fine decennio, solo dietro a Kid A dei Radiohead. Nella versione aggiornata del 2020 dei 500 migliori album di tutti i tempi di Rolling Stone, si classificò al numero 500.


Ascolta: album.link/i/1249417623



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Arcade Fire - Funeral (2004)


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Funeral è l'album di debutto in studio della band indie rock canadese Arcade Fire, pubblicato il 14 settembre 2004 dalla Merge Records. Le registrazioni preliminari per Funeral furono effettuate nel corso di una settimana nell'agosto 2003 all'Hotel2Tango di Montreal, Quebec, e la registrazione fu completata più tardi quell'anno, il tutto in un formato di registrazione analogico. L'album produsse cinque singoli, con “Rebellion (Lies)” che fu il più di successo, avendo raggiunto il picco al n. 19 nella UK Singles Chart. L'album fu nominato per un Grammy Award nel 2005 come miglior album di musica alternativa. Ricevette ampi consensi dalla critica e arrivò in cima a molte liste di fine anno e fine decennio. Secondo il sito web Metacritic, l'album ebbe il secondo maggior numero di apparizioni nelle liste Top 10 di fine decennio, solo dietro a Kid A dei Radiohead. Nella versione aggiornata del 2020 dei 500 migliori album di tutti i tempi di Rolling Stone, si classificò al numero 500.


Ascolta: album.link/i/1249417623


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Gorillaz - Gorillaz (2001)


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Gorillaz è l'album di debutto in studio della band virtuale inglese Gorillaz, pubblicato il 26 marzo 2001 nel Regno Unito dalla Parlophone e negli Stati Uniti dalla Virgin Records. L'album ha raggiunto il terzo posto nel Regno Unito e il quattordicesimo negli Stati Uniti, e la top ten in diversi paesi. I Gorillaz hanno venduto oltre sette milioni di copie in tutto il mondo. Il successo dell'album ha fatto guadagnare al gruppo un ingresso nel Guinness dei primati come “Most Successful Virtual Band”, e ha generato i singoli “Clint Eastwood”, “19-2000”, “Rock the House” e “Tomorrow Comes Today”.


Ascolta: album.link/i/850576570



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Gorillaz - Gorillaz (2001)


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Gorillaz è l'album di debutto in studio della band virtuale inglese Gorillaz, pubblicato il 26 marzo 2001 nel Regno Unito dalla Parlophone e negli Stati Uniti dalla Virgin Records. L'album ha raggiunto il terzo posto nel Regno Unito e il quattordicesimo negli Stati Uniti, e la top ten in diversi paesi. I Gorillaz hanno venduto oltre sette milioni di copie in tutto il mondo. Il successo dell'album ha fatto guadagnare al gruppo un ingresso nel Guinness dei primati come “Most Successful Virtual Band”, e ha generato i singoli “Clint Eastwood”, “19-2000”, “Rock the House” e “Tomorrow Comes Today”.


Ascolta: album.link/i/850576570


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Liz Phair - Exile In Guyville (1993)


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Exile in Guyville è l'album di debutto in studio della cantautrice americana Liz Phair, pubblicato il 22 giugno 1993 dalla Matador Records. È stato registrato alla Idful Music Corporation di Chicago tra il 1991 e il 1993 e prodotto da Phair e Brad Wood. L'album ha ricevuto il plauso della critica per la sua capacità di combinare indie rock e musica lo-fi e per il concept alla base; nel 2020, è stato classificato al n. 56 dalla rivista Rolling Stone nella sua lista dei 500 migliori album di tutti i tempi. È stato certificato disco d'oro nel 1998 e a luglio 2010 aveva venduto 491.000 copie.


Ascolta: album.link/i/1589236833



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Liz Phair - Exile In Guyville (1993)


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Exile in Guyville è l'album di debutto in studio della cantautrice americana Liz Phair, pubblicato il 22 giugno 1993 dalla Matador Records. È stato registrato alla Idful Music Corporation di Chicago tra il 1991 e il 1993 e prodotto da Phair e Brad Wood. L'album ha ricevuto il plauso della critica per la sua capacità di combinare indie rock e musica lo-fi e per il concept alla base; nel 2020, è stato classificato al n. 56 dalla rivista Rolling Stone nella sua lista dei 500 migliori album di tutti i tempi. È stato certificato disco d'oro nel 1998 e a luglio 2010 aveva venduto 491.000 copie.


Ascolta: album.link/i/1589236833


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Barry Adamson - Moss Side Story (1989)


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Moss Side Story è l'album di debutto del musicista britannico Barry Adamson, pubblicato nel 1989. L'album è un concept album, una colonna sonora di un film poliziesco inesistente. La musica è quasi completamente strumentale, fatta eccezione per urla occasionali, campioni vocali e un coro. Per ottenere l'effetto colonna sonora, i titoli delle canzoni sono descrittivi di una trama di un film noir. La copertina interna è accompagnata da un racconto breve scritto da Dave Graney che ha arricchito il concept. Questo ha completato la copertina esterna che mostra lo slogan: “In un mondo in bianco e nero, l'omicidio porta un tocco di colore...”. In un'intervista del 2017, Adamson ha dichiarato di aver registrato Moss Side Story a causa del suo fascino per la musica cinematografica e come “biglietto da visita [per] inviarlo alle persone” nella speranza di essere assunto per scrivere musica per veri film. Lo stile generale ricorda il lavoro di Angelo Badalamenti che spesso collabora con il regista David Lynch. Adamson avrebbe continuato a contribuire con la musica al film Lost Highway (1997) di Lynch. Moss Side è un quartiere della città di Manchester, Gran Bretagna, dove nacque Adamson. Il titolo dell'album è un gioco di parole e un riferimento a West Side Story di Leonard Bernstein. Il titolo di “The Swinging Detective” gioca sulla serie di opere teatrali televisive di Dennis Potter The Singing Detective, mentre “Round Up The Usual Suspects” è una battuta resa famosa da Claude Rains in Casablanca.


Ascolta: album.link/i/762971654



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Barry Adamson - Moss Side Story (1989)


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Moss Side Story è l'album di debutto del musicista britannico Barry Adamson, pubblicato nel 1989. L'album è un concept album, una colonna sonora di un film poliziesco inesistente. La musica è quasi completamente strumentale, fatta eccezione per urla occasionali, campioni vocali e un coro. Per ottenere l'effetto colonna sonora, i titoli delle canzoni sono descrittivi di una trama di un film noir. La copertina interna è accompagnata da un racconto breve scritto da Dave Graney che ha arricchito il concept. Questo ha completato la copertina esterna che mostra lo slogan: “In un mondo in bianco e nero, l'omicidio porta un tocco di colore...”. In un'intervista del 2017, Adamson ha dichiarato di aver registrato Moss Side Story a causa del suo fascino per la musica cinematografica e come “biglietto da visita [per] inviarlo alle persone” nella speranza di essere assunto per scrivere musica per veri film. Lo stile generale ricorda il lavoro di Angelo Badalamenti che spesso collabora con il regista David Lynch. Adamson avrebbe continuato a contribuire con la musica al film Lost Highway (1997) di Lynch. Moss Side è un quartiere della città di Manchester, Gran Bretagna, dove nacque Adamson. Il titolo dell'album è un gioco di parole e un riferimento a West Side Story di Leonard Bernstein. Il titolo di “The Swinging Detective” gioca sulla serie di opere teatrali televisive di Dennis Potter The Singing Detective, mentre “Round Up The Usual Suspects” è una battuta resa famosa da Claude Rains in Casablanca.


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Willie Nelson - Red Headed Stranger (1975)


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Red Headed Stranger è il 18° album in studio del cantante country fuorilegge americano Willie Nelson, pubblicato nel 1975. Dopo il successo delle sue registrazioni con l'Atlantic Records, unito alle capacità di negoziazione del suo manager, Neil Reshen, Nelson firmò un contratto con la Columbia Records, l'etichetta che gli diede il controllo creativo totale sulle sue opere. Il concept dell'album fu ispirato da “Tale of the Red Headed Stranger”, una canzone che Nelson era solito suonare come disc jockey nel suo programma a Fort Worth, in Texas. Dopo aver firmato con la Columbia, decise di registrare la canzone e sistemò i dettagli durante il suo ritorno ad Austin, in Texas, da un viaggio in Colorado. Fu registrato a basso costo presso gli Autumn Sound Studios di Garland, in Texas. Le canzoni presentavano arrangiamenti scarni, in gran parte limitati alla chitarra, al pianoforte e alla batteria di Nelson. Nelson presentò il materiale finito ai dirigenti della Columbia, che erano scettici riguardo alla pubblicazione di un album che all'inizio pensavano fosse una demo. Tuttavia, Nelson aveva il controllo creativo, quindi non fu aggiunta alcuna ulteriore produzione. Un concept album, Red Headed Stranger parla di un fuggitivo in fuga dalla legge dopo aver ucciso la moglie e il suo amante. Il contenuto è costituito da canzoni con brevi testi poetici e arrangiamenti di materiale più vecchio come “Blue Eyes Crying in the Rain” di Fred Rose, “Down Yonder” di Wolfe Gilbert e “O'er the Waves” di Juventino Rosas. Nonostante i dubbi della Columbia e la strumentazione limitata, Red Headed Stranger è stato un successo tra la musica country e il pubblico mainstream. È stato certificato multi-platino e ha reso Nelson uno degli artisti più riconosciuti nella musica country. La cover di “Blue Eyes Crying in the Rain”, pubblicata come singolo prima dell'album, è diventata il primo successo numero uno di Nelson. Il titolo dell'album è diventato un soprannome duraturo per Nelson. È stato classificato al numero 183 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi di Rolling Stone e al numero uno nella lista dei 40 migliori album nella musica country di CMT. Nel 2010, è stato inserito nel National Recording Registry. Nel 1986, Nelson ha interpretato il ruolo di Red Headed Stranger in un film con lo stesso nome, basato sulla storia dell'album. L'album ha avuto un forte impatto culturale; la canzone “Time of the Preacher” è stata usata spesso nella miniserie televisiva britannica Edge of Darkness, e il suo testo è stato utilizzato nel primo numero del fumetto Preacher.


Ascolta: album.link/i/404365971



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Willie Nelson - Red Headed Stranger (1975)


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Red Headed Stranger è il 18° album in studio del cantante country fuorilegge americano Willie Nelson, pubblicato nel 1975. Dopo il successo delle sue registrazioni con l'Atlantic Records, unito alle capacità di negoziazione del suo manager, Neil Reshen, Nelson firmò un contratto con la Columbia Records, l'etichetta che gli diede il controllo creativo totale sulle sue opere. Il concept dell'album fu ispirato da “Tale of the Red Headed Stranger”, una canzone che Nelson era solito suonare come disc jockey nel suo programma a Fort Worth, in Texas. Dopo aver firmato con la Columbia, decise di registrare la canzone e sistemò i dettagli durante il suo ritorno ad Austin, in Texas, da un viaggio in Colorado. Fu registrato a basso costo presso gli Autumn Sound Studios di Garland, in Texas. Le canzoni presentavano arrangiamenti scarni, in gran parte limitati alla chitarra, al pianoforte e alla batteria di Nelson. Nelson presentò il materiale finito ai dirigenti della Columbia, che erano scettici riguardo alla pubblicazione di un album che all'inizio pensavano fosse una demo. Tuttavia, Nelson aveva il controllo creativo, quindi non fu aggiunta alcuna ulteriore produzione. Un concept album, Red Headed Stranger parla di un fuggitivo in fuga dalla legge dopo aver ucciso la moglie e il suo amante. Il contenuto è costituito da canzoni con brevi testi poetici e arrangiamenti di materiale più vecchio come “Blue Eyes Crying in the Rain” di Fred Rose, “Down Yonder” di Wolfe Gilbert e “O'er the Waves” di Juventino Rosas. Nonostante i dubbi della Columbia e la strumentazione limitata, Red Headed Stranger è stato un successo tra la musica country e il pubblico mainstream. È stato certificato multi-platino e ha reso Nelson uno degli artisti più riconosciuti nella musica country. La cover di “Blue Eyes Crying in the Rain”, pubblicata come singolo prima dell'album, è diventata il primo successo numero uno di Nelson. Il titolo dell'album è diventato un soprannome duraturo per Nelson. È stato classificato al numero 183 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi di Rolling Stone e al numero uno nella lista dei 40 migliori album nella musica country di CMT. Nel 2010, è stato inserito nel National Recording Registry. Nel 1986, Nelson ha interpretato il ruolo di Red Headed Stranger in un film con lo stesso nome, basato sulla storia dell'album. L'album ha avuto un forte impatto culturale; la canzone “Time of the Preacher” è stata usata spesso nella miniserie televisiva britannica Edge of Darkness, e il suo testo è stato utilizzato nel primo numero del fumetto Preacher.


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Klaxons - Myths Of The Near Future (2007)


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Myths of the Near Future è l'album di debutto della rock band inglese Klaxons. È stato pubblicato il 29 gennaio 2007 tramite la Polydor Records. Dopo il loro singolo di debutto, la band ha coniato il termine “new rave” per riferirsi al loro sound; non molto tempo dopo il loro secondo singolo, hanno firmato con la Polydor Records. Hanno registrato il loro album di debutto con James Ford dei Simian Mobile Disco presso The Premises e Parkgate Studios. Myths of the Near Future, che prende il titolo da una poesia, è un concept album di fantascienza sul futuro; il suo sound ricorda le opere dance-punk dei Bloc Party e dei Franz Ferdinand. Alcuni dei titoli e dei testi della canzone sono riferimenti letterari alle opere di J. G. Ballard, William S. Burroughs e Thomas Pynchon. “Magick” è stato pubblicato come singolo principale di Myths of the Near Future nell'ottobre 2006, seguito da “Golden Skans” nel gennaio 2007. L'uscita dell'album è stata promossa con due tour da headliner nel Regno Unito che hanno preceduto un viaggio in Nord America nell'aprile 2007. Nello stesso mese, “Gravity's Rainbow” è stato pubblicato come terzo singolo dell'album; “It's Not Over Yet” è seguito nel giugno 2007. Sono state fatte varie apparizioni in festival, che hanno portato a un tour sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Il bassista Jamie Reynolds si è rotto la caviglia, il che ha comportato la cancellazione di alcuni spettacoli, e Joe Daniel dei Violets lo ha sostituito mentre cantava da una sedia a rotelle. “As Above, So Below” è stato pubblicato come quinto e ultimo singolo dell'album nel novembre 2007. Myths of the Near Future ha ricevuto recensioni generalmente favorevoli dalla critica, alcuni dei quali hanno elogiato la musicalità, sebbene altri abbiano liquidato l'etichetta rave. L'album ha raggiunto il secondo posto nella UK Albums Chart; è stato anche in classifica in Francia, Italia, Giappone e Paesi Bassi. “Magick”, “Golden Skans”, “Gravity's Rainbow” e “It's Not Over” sono stati tutti classificati nella UK Singles Chart, con “Golden Skans” che ha raggiunto il picco più alto al numero sette. Myths of the Near Future è stato certificato disco di platino nel Regno Unito e argento in Irlanda, entrambi nel 2007, e ha vinto il Mercury Prize quello stesso anno. “Golden Skans” è stato certificato disco di platino nel Regno Unito nel 2021.


Ascolta: album.link/i/1442989631



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Klaxons - Myths Of The Near Future (2007)


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Myths of the Near Future è l'album di debutto della rock band inglese Klaxons. È stato pubblicato il 29 gennaio 2007 tramite la Polydor Records. Dopo il loro singolo di debutto, la band ha coniato il termine “new rave” per riferirsi al loro sound; non molto tempo dopo il loro secondo singolo, hanno firmato con la Polydor Records. Hanno registrato il loro album di debutto con James Ford dei Simian Mobile Disco presso The Premises e Parkgate Studios. Myths of the Near Future, che prende il titolo da una poesia, è un concept album di fantascienza sul futuro; il suo sound ricorda le opere dance-punk dei Bloc Party e dei Franz Ferdinand. Alcuni dei titoli e dei testi della canzone sono riferimenti letterari alle opere di J. G. Ballard, William S. Burroughs e Thomas Pynchon. “Magick” è stato pubblicato come singolo principale di Myths of the Near Future nell'ottobre 2006, seguito da “Golden Skans” nel gennaio 2007. L'uscita dell'album è stata promossa con due tour da headliner nel Regno Unito che hanno preceduto un viaggio in Nord America nell'aprile 2007. Nello stesso mese, “Gravity's Rainbow” è stato pubblicato come terzo singolo dell'album; “It's Not Over Yet” è seguito nel giugno 2007. Sono state fatte varie apparizioni in festival, che hanno portato a un tour sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Il bassista Jamie Reynolds si è rotto la caviglia, il che ha comportato la cancellazione di alcuni spettacoli, e Joe Daniel dei Violets lo ha sostituito mentre cantava da una sedia a rotelle. “As Above, So Below” è stato pubblicato come quinto e ultimo singolo dell'album nel novembre 2007. Myths of the Near Future ha ricevuto recensioni generalmente favorevoli dalla critica, alcuni dei quali hanno elogiato la musicalità, sebbene altri abbiano liquidato l'etichetta rave. L'album ha raggiunto il secondo posto nella UK Albums Chart; è stato anche in classifica in Francia, Italia, Giappone e Paesi Bassi. “Magick”, “Golden Skans”, “Gravity's Rainbow” e “It's Not Over” sono stati tutti classificati nella UK Singles Chart, con “Golden Skans” che ha raggiunto il picco più alto al numero sette. Myths of the Near Future è stato certificato disco di platino nel Regno Unito e argento in Irlanda, entrambi nel 2007, e ha vinto il Mercury Prize quello stesso anno. “Golden Skans” è stato certificato disco di platino nel Regno Unito nel 2021.


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Lavoro. Dilaga il lavoro grigio, il sistema pensionistico disincentiva i giovani a cercare un lavoro normale


Con l'attuale sistema pensionistico ai giovani conviene non lavorare, o al massimo lavorare in nero ma con un lavoro sicuro. Perchè un 35enne deve lavorare per 35 anni e percepire, se arriva a 70 anni, una pensione che è meno della metà di quella che oggi percepisce un 70enne? Sono domande che molti giovani hanno iniziato a porsi, perchè con i lavori precari le retribuzioni corrisposte non sono sufficienti a riconoscere per intero il periodo minimo utile a maturare i contributi pensionistici. Si tratta del sistema pensionistico contributivo che ha mandato in pensione, scusate il gioco di parole, gli altri sistemi pensionistici come quello retributivo e quello di anzianità. Quindi, nella migliore delle ipotesi se un 35enne oggi vincesse 'un posto' pubblico (concorso ndr) comunque dovrebbe lavorare per 35 anni ed andare in pensione a 70 anni. Questa pensione però, tenuto conto i parametri scelti dal legislatore per indicizzare il costo della vita, risulta essere di media circa l'80% della retribuzione nel caso avesse versato contributi per 35 anni. Se i contributi versati scendono a 30 anni la pensione è del 60% e via diminuendo. Così prendendo in riferimento un dipendente pubblico medio, facendo quattro calcoli il neo pensionato lascerebbe una retribuzione da lavoro dipendente di 1.200 – 1.300 euro per avere una pensione di soli 700€. Il sistema contributivo incentiva quindi a restare nel mondo del lavoro quanto più possibile, possibilmente fino alla morte. Ma, ritornando al discorso dei giovani: a loro oggi conviene lavorare? La tassazione sul loro lavoro (contributi) serve ancora oggi a pagare le 'pensioni baby', quelle dei 19 anni sei mesi ed un giorno per intenderci. Dicono che le toglieranno, nel senso che in futuro non ci saranno più baby pensionati, ma i vecchi? Continuano a percepirle grazie ai contributi previdenziali versati dai giovani per la promessa di una pensione che non avranno. Il sistema va cambiato, il legislatore dovrebbe avere il coraggio di mettere mano ai 'cosiddetti' diritti acquisiti, cioè alle pensioni percepite ora dai tanti anziani. Ci vogliono pensioni uguali per tutti: uguale per tutti gli anziani di oggi e per tutti quelli di domani Uno Stato che non è più in grado di assicurare servizi essenziali (in molte Regioni italiane è la norma) è destinato a morire. Potrebbe scapparci un altro '48 quando i giovani, governati da una classe politica vecchia, corrotta e restia a lasciare il passo, finalmente si desteranno. E la cosa potrebbe accadere quando, gioco forza, verranno meno le pensioni degli anziani nonni che indirettamente aiutano con le loro pensioni gli stessi giovani. Se tutti i nonni d'Italia percepissero la stessa pensione, buttiamo la cifra di 900 euro, sarebbero accontentati i poveri che adesso hanno una pensione più bassa. Scontenti, invece, i più ricchi che hanno la pensione più alta dei 900 euro. Ma un anziano che ci deve fare con una pensione più alta? La deve spendere in medicine? Ed in effetti, visto che i servizi sanitari ormai non sono più garantiti dallo Stato, le spese mediche gravano direttamente sugli anziani. Ma non sarebbe meglio pensioni uguali per tutti, una spesa sanitaria garantita e magari un equo canone uguale per tutti? Altro che sistema retributivo! Ci vorrebbe un sistema pensionistico di anzianità, anche al costo di aumentare l'età pensionabile a 70 anni (ma non per tutti i tipi di lavoro). Ma, allo scoccare del 70 anno di età, la pensione deve essere uguale per tutti: sia per dipendente pubblico, sia per chi ha lavorato una vita da lavoratore precario, per il lavoratore autonomo ed anche per chi nella vita è stato a lungo tempo disoccupato. Invece con questo stato di cose il giovane è disincentivato a procurarsi un lavoro normale e così si mette d'accordo con il datore di lavoro e gli dice: “Ok, non mi versi i contributi, ma almeno dammi una paga dignitosa e io non ti darò problemi con denunce all'Inps e via discorrendo...”, quando va bene e lo deve pure ringraziare, il 'donatore' di lavoro. D'altra parte i contributi saranno comunque persi, tanto vale... E così per tanti giovani dilaga il lavoro grigio, il nonno li aiuta con la sua pensione e quando a causa dell'età non ci sarà più, forse, la Giovane Italia si desterà (Russo Gianluca)


noblogo.org/caserta24ore/blavo…


Lavoro.


Lavoro. Dilaga il lavoro grigio, il sistema pensionistico disincentiva i giovani a cercare un lavoro normale


Con l'attuale sistema pensionistico ai giovani conviene non lavorare, o al massimo lavorare in nero ma con un lavoro sicuro. Perchè un 35enne deve lavorare per 35 anni e percepire, se arriva a 70 anni, una pensione che è meno della metà di quella che oggi percepisce un 70enne? Sono domande che molti giovani hanno iniziato a porsi, perchè con i lavori precari le retribuzioni corrisposte non sono sufficienti a riconoscere per intero il periodo minimo utile a maturare i contributi pensionistici. Si tratta del sistema pensionistico contributivo che ha mandato in pensione, scusate il gioco di parole, gli altri sistemi pensionistici come quello retributivo e quello di anzianità. Quindi, nella migliore delle ipotesi se un 35enne oggi vincesse 'un posto' pubblico (concorso ndr) comunque dovrebbe lavorare per 35 anni ed andare in pensione a 70 anni. Questa pensione però, tenuto conto i parametri scelti dal legislatore per indicizzare il costo della vita, risulta essere di media circa l'80% della retribuzione nel caso avesse versato contributi per 35 anni. Se i contributi versati scendono a 30 anni la pensione è del 60% e via diminuendo. Così prendendo in riferimento un dipendente pubblico medio, facendo quattro calcoli il neo pensionato lascerebbe una retribuzione da lavoro dipendente di 1.200 – 1.300 euro per avere una pensione di soli 700€. Il sistema contributivo incentiva quindi a restare nel mondo del lavoro quanto più possibile, possibilmente fino alla morte. Ma, ritornando al discorso dei giovani: a loro oggi conviene lavorare? La tassazione sul loro lavoro (contributi) serve ancora oggi a pagare le 'pensioni baby', quelle dei 19 anni sei mesi ed un giorno per intenderci. Dicono che le toglieranno, nel senso che in futuro non ci saranno più baby pensionati, ma i vecchi? Continuano a percepirle grazie ai contributi previdenziali versati dai giovani per la promessa di una pensione che non avranno. Il sistema va cambiato, il legislatore dovrebbe avere il coraggio di mettere mano ai 'cosiddetti' diritti acquisiti, cioè alle pensioni percepite ora dai tanti anziani. Ci vogliono pensioni uguali per tutti: uguale per tutti gli anziani di oggi e per tutti quelli di domani Uno Stato che non è più in grado di assicurare servizi essenziali (in molte Regioni italiane è la norma) è destinato a morire. Potrebbe scapparci un altro '48 quando i giovani, governati da una classe politica vecchia, corrotta e restia a lasciare il passo, finalmente si desteranno. E la cosa potrebbe accadere quando, gioco forza, verranno meno le pensioni degli anziani nonni che indirettamente aiutano con le loro pensioni gli stessi giovani. Se tutti i nonni d'Italia percepissero la stessa pensione, buttiamo la cifra di 900 euro, sarebbero accontentati i poveri che adesso hanno una pensione più bassa. Scontenti, invece, i più ricchi che hanno la pensione più alta dei 900 euro. Ma un anziano che ci deve fare con una pensione più alta? La deve spendere in medicine? Ed in effetti, visto che i servizi sanitari ormai non sono più garantiti dallo Stato, le spese mediche gravano direttamente sugli anziani. Ma non sarebbe meglio pensioni uguali per tutti, una spesa sanitaria garantita e magari un equo canone uguale per tutti? Altro che sistema retributivo! Ci vorrebbe un sistema pensionistico di anzianità, anche al costo di aumentare l'età pensionabile a 70 anni (ma non per tutti i tipi di lavoro). Ma, allo scoccare del 70 anno di età, la pensione deve essere uguale per tutti: sia per dipendente pubblico, sia per chi ha lavorato una vita da lavoratore precario, per il lavoratore autonomo ed anche per chi nella vita è stato a lungo tempo disoccupato. Invece con questo stato di cose il giovane è disincentivato a procurarsi un lavoro normale e così si mette d'accordo con il datore di lavoro e gli dice: “Ok, non mi versi i contributi, ma almeno dammi una paga dignitosa e io non ti darò problemi con denunce all'Inps e via discorrendo...”, quando va bene e lo deve pure ringraziare, il 'donatore' di lavoro. D'altra parte i contributi saranno comunque persi, tanto vale... E così per tanti giovani dilaga il lavoro grigio, il nonno li aiuta con la sua pensione e quando a causa dell'età non ci sarà più, forse, la Giovane Italia si desterà (Russo Gianluca)

a cura di Gianluca Parisi

a cura di Gianluca Parisi



Grazzanise. L'aeroporto civile si fara' ma solo per i voli cargo


Lo fa sapere il deputato della Lega e coordinatore del partito in Campania Giampiero Zinzi. L’aeroporto di Grazzanise sarà nel nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti, e sarà valutato con particolare riferimento al settore cargo. Lo abbiamo chiesto un anno e mezzo fa, quando con un mio ordine del giorno il Governo ha accolto la nostra richiesta per rimodulare il sistema aeroportuale campano. Un prossimo passo dovrà essere sì l’attivazione di un tavolo tecnico fra il Ministero della Difesa e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che, nel PNA, intende dare risposte alle esigenze di crescita e sviluppo del nostro territorio”.


noblogo.org/caserta24ore/bgraz…


Di "guerra e pace..."


Potrei giurare e spergiurare che il titolo di questo post così banale e scontato per l'argomento a cui e riferito non è voluto ma è solo frutto di un rigurgito di casualità, ma certamente non verrei creduto, lo capisco, in quanto nemmeno io ci crederei nel caso fossi un lettore. Ma le cose non accadono mai per caso, soprattutto quelle che più di altre lo sembrano. Coincidenze ? Non credo proprio (lol!). Sono note le vicissitudini internazionale, oserei dire planetarie, degli ultimi tempi, Trump scarica Zelensky, secondo la narrazione in un certo senso corretta, ma solo perché basata su una parzialità dei fatti, in una esibizione di prepotenza tipica degli americani vecchia maniera. In realtà le cose sono andate un pochino diversamente, potete leggere quanto riportato da fonti e giornalisti che ancora fanno il loro mestiere di cronisti e di analisi dei fatti, senza cedere alle lusinghe da apprendisti stregoni come orami tende a fare la maggioranza del settore. Zelensky convocato alla casa bianca con l'input se sei d'accordo vieni a siglare l'intesa, il premier Ucraino và e in un colloquio di circa un'ora o poco più, sciolina con foto e documenti le "qualità" di Putin definendolo in tutti i peggiori modi possibili, richiede armi e impone condizioni agli USA sulle forniture, annunciando però, allo stesso, tempo che la guerra sarà ancora lunga... Spiazzando di fatto il preditente americano ed il suo entourage sul riscontro dell'invito atteso. Ora dettare condizioni è sempre spiacevole, ma quando lo fai a chi non lo ha mai accettate a prescindere e nemmeno avendone la forza, la reazione che ti puoi aspettare è quella che tecnicamente possiamo chiamare "una palata di merda!", e puntualmente è arrivata in tempi record in mondo visione e si è poi protratta nei giorni immediatamente successivi. La guerra è una cosa seria soprattutto per chi ci sta in mezzo, questo ce lo dobbiamo dire, una pace giusta è tale nella misura in cui i vincitori la dettano secondo lo status di superiorità che hanno guadagnato sul campo con la forza bruta, non è molto diverso da quando si fa a botte per un parcheggio, non è detto che ci "ha ragione", quando si arriva allo scontro fisico sia quello che prevale. La guerra non è u n film dove alla fine sempre e comunque vincono i buoni, non funziona così, possono esserci guerre giuste ? Secondo me no, ma quando fai a botte vince chi mena di più punto... Al di là di tutte le ricriminazioni gli Americani si sfilano, come hanno in uso fare, da una guerra, l'ennesima, che perdono sul campo, è successo in Vietnam è successo in Iraq e in Afghanistan, contro quest'ultimo anche i Russi non ne sono usciti benissimo, ma questa è un'altra storia... I più forti della classe sono USA, Russi e Cina, si prendono a spintoni e sberle tra di loro, ma non hanno davvero visogno di alleati ed è inutile dirlo non hanno altri rivali al momento, tanto meno uno studente allineato e scioccamente arrogante come l'Europa, arrogante sino a quando qualche sberla un pochino più forte non gli faccia uscire un pochino di sangue dal naso, speriamo non accada mai! Si perché se vuoi fare a botte devi mettere in conto che potresti farti comunque male a prescindere dall'esito. UK vs RUS Lo zio Sam si smarca, non ha più tempo, voglia e modo di occuparsi dei più piccoli, ci rendiamo conto che non è il Garrone che credevamo fosse, chi ha un po' di passione per la storia lo aveva già capito di un po' ma per gli scemotti innamorati dell'occidente e del capitalismo morale la doccia è davvero fredda, fredda come la Groenlandia. Ursula Tettamanti, matta di dietro e matta davanti, annuncia un piano di riarmo per ottocento miliardi, davvero tanti per chi combatte con pale a chip saccheggiati dalle lavatrici, che poi che chip ci sono nelle lavatrici lo devo capire, beh, un po di mining durante la centrifuga perché no !? Riarmo che però cosa prevede ? Incremento siderurgico, profilazione, uranio, boro, manganese ? Sviluppo di sistemi tecnologici Europei/Nazionali ? O compriamo dagli USA ? No perché alla fine di questi cinque punti si sà davvero poco... Lasciamoci con la speranza che la tensione si allenti, che i toni si calmino che i segretari di direzione mettano un po' di sale in zucca e non vadano più a dare dei Nazisti ai Russi, all'indomani di una invasione che sotto le insegne Nazi/Fasciste questi ultimi hanno dovuto subire... Un po' più di rispetto per la storia recente de persone che sono prossime agli ottanta compleanni io me lo aspetterei, se non altro per memoria. Memoria di cui si parla tanto dimenticandosene sempre di più. Eu Politically Correct Tank Avrei ancora molto da dire sulle "stranezze" di questa situazione e su come siamo stati e siamo ancora, partecipi di un modalità tutta nuova di conflitto... Ma magari in un prossimo delirio bloggoso. Anche questa è fatta o forse no....


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Jethro Tull - Aqualung (1971)


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Aqualung è il quarto album in studio della rock band britannica Jethro Tull, pubblicato il 19 marzo 1971 dalla Chrysalis Records. È ampiamente considerato un concept album con un tema centrale “la distinzione tra religione e Dio”, sebbene la band abbia affermato di non avere alcuna intenzione di realizzare un concept album e che solo poche canzoni hanno un tema unificante. Secondo un recensore, l'album ha “tristi riflessioni su fede e religione” che per lui lo hanno contrassegnato come “uno degli album più cerebrali mai arrivati ​​a milioni di ascoltatori rock”. Il successo di Aqualung ha segnato una svolta nella carriera della band, che è diventata un'importante band radiofonica e in tournée. Registrato nello studio della Island Records a Londra, è stato il loro primo album con il tastierista John Evan come membro a tempo pieno, il primo con il nuovo bassista Jeffrey Hammond e l'ultimo album con Clive Bunker alla batteria, che ha lasciato la band poco dopo l'uscita dell'album. In un certo senso, si discosta dai lavori precedenti della band, l'album presenta più materiale acustico rispetto alle uscite precedenti; e, ispirato alle fotografie di senzatetto sul Tamigi scattate dalla moglie del cantante Ian Anderson, Jennie, contiene una serie di temi ricorrenti, che affrontano la religione insieme alle esperienze personali di Anderson. Aqualung è l'album più venduto dei Jethro Tull, con oltre sette milioni di copie vendute in tutto il mondo. È stato generalmente ben accolto dalla critica ed è stato incluso in diverse liste dei migliori di riviste musicali. L'album ha generato due singoli, “Hymn 43” e “Locomotive Breath”.


Ascolta: album.link/i/993447560



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Jethro Tull - Aqualung (1971)


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Aqualung è il quarto album in studio della rock band britannica Jethro Tull, pubblicato il 19 marzo 1971 dalla Chrysalis Records. È ampiamente considerato un concept album con un tema centrale “la distinzione tra religione e Dio”, sebbene la band abbia affermato di non avere alcuna intenzione di realizzare un concept album e che solo poche canzoni hanno un tema unificante. Secondo un recensore, l'album ha “tristi riflessioni su fede e religione” che per lui lo hanno contrassegnato come “uno degli album più cerebrali mai arrivati ​​a milioni di ascoltatori rock”. Il successo di Aqualung ha segnato una svolta nella carriera della band, che è diventata un'importante band radiofonica e in tournée. Registrato nello studio della Island Records a Londra, è stato il loro primo album con il tastierista John Evan come membro a tempo pieno, il primo con il nuovo bassista Jeffrey Hammond e l'ultimo album con Clive Bunker alla batteria, che ha lasciato la band poco dopo l'uscita dell'album. In un certo senso, si discosta dai lavori precedenti della band, l'album presenta più materiale acustico rispetto alle uscite precedenti; e, ispirato alle fotografie di senzatetto sul Tamigi scattate dalla moglie del cantante Ian Anderson, Jennie, contiene una serie di temi ricorrenti, che affrontano la religione insieme alle esperienze personali di Anderson. Aqualung è l'album più venduto dei Jethro Tull, con oltre sette milioni di copie vendute in tutto il mondo. È stato generalmente ben accolto dalla critica ed è stato incluso in diverse liste dei migliori di riviste musicali. L'album ha generato due singoli, “Hymn 43” e “Locomotive Breath”.


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Lamento per Saffo


Il rosso velluto della poltrona mi separava dal tuo respiro, e un'odorosa nube di capelli ricci. Il bulbo dell'occhio, torcendosi, ti cercava e carezzava il tuo profilo, appena acceso in una linea curva, sottile – il filo di Lachesi che si svolgeva per la mia e l'altrui vita - Come da un distante sogno, voci giungevano, di uomini, che non comprendo. Ma qualcun altro respirava per te e cercava la tua mano, nella tenerezza del tuo calore quasi animale chiudeva le illanguidite palpebre, rese gravi da quell'oscura tenerezza che mi respinge, che m'apparecchia nient'altro che un bianco talamo vuoto, con le lenzuola sfatte, compagno delle mie notti eterne e ineluttabili, i miei destini segreti d'insensata solitudine.


Sappho_MenginC. Mengin – [em]Sappho (1877)[/em]


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CEPOL, L'AGENZIA EUROPEA DI FORMAZIONE PER I FUNZIONARI DI POLIZIA, PROPONE ANCHE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER COMBATTERE I CRIMINI FINANZIARI


CEPOL è l'Agenzia dell'Unione Europea per la Formazione delle Forze dell'Ordine, che supporta e coordina la formazione per le autorità di polizia in Europa. La sua sede si trova a Budapest, in Ungheria. Il suo obiettivo è supportare la formazione delle forze dell'ordine, enfatizzando i diritti umani, nonchè facilitare la prevenzione e la lotta contro il crimine organizzato, il terrorismo e le minacce alla sicurezza emergenti attraverso la cooperazione transfrontaliera.

CEPOL per calibrare la propria formazione utilizza una metodologia denominata OTNA, che utilizza calcoli basati sulla mediana statistica per identificare le esigenze di formazione. Il metodo OTNA (Operational Training Needs Assessment) è un processo strutturato per identificare e analizzare le esigenze di formazione delle forze dell'ordine. Comprende sette fasi che coinvolgono la raccolta di dati tramite sondaggi, questionari dettagliati e interviste con esperti, al fine di garantire che i programmi di formazione siano allineati con le necessità operative degli Stati membri dell'UE.

CEPOL ha recentemente adottato il metodo OTNA sui crimini finanziari ed il riciclaggio, poichè le finanze criminali sono collegate a tutte le aree della criminalità organizzata, sì da necessitare un quadro legislativo comune per sistemi finanziari paralleli e criptovalute, nonchè il miglioramento richiesto per la legislazione su congelamento e confisca di beni, rafforzare le capacità degli uffici di recupero beni e delle unità di intelligence finanziaria e seguire un approccio del tipo “segui il denaro” per interrompere le reti criminali.

La formazione è necessaria per le forze dell'ordine su flussi finanziari e tecnologie digitali e pertanto serve:

  • Valutare le esigenze di formazione, al fine di affrontare le sfide emergenti e complesse in questi ambiti, come l'uso di criptovalute e sistemi bancari sotterranei;
  • Allineare i programmi di formazione con le priorità strategiche dell'Unione Europea, garantendo che le forze dell'ordine siano ben equipaggiate per combattere efficacemente tali crimini;
  • Rispondere a una domanda crescente di formazione specifica, come evidenziato dai risultati delle indagini condotte tra i professionisti delle forze dell'ordine.

Il rapporto finale ha evidenziato come le tecnologie moderne che dovrebbero essere integrate nella formazione per migliorare le capacità investigative includono:

  • Intelligenza Artificiale (AI): per analisi approfondite e rilevamento di crimini.
  • Open-Source Intelligence (OSINT): per raccogliere e analizzare dati da fonti pubbliche.
  • Analisi dei Big Data: per gestire e identificare schemi nei grandi set di dati.

Secondo il rapporto l'integrazione delle tecnologie moderne nella formazione delle forze dell'ordine è fondamentale per:

  • Migliorare le capacità investigative: consentendo l'analisi di grandi volumi di dati e l'identificazione di schemi criminali.
  • Affrontare crimini complessi: come quelli legati a criptovalute e sistemi bancari sotterranei, che richiedono competenze avanzate.
  • Promuovere la cooperazione internazionale: facilitando l'interazione tra agenzie e migliorando l'efficacia delle indagini transfrontaliere.

Gli intervistati hanno inoltre suggerito i seguenti argomenti aggiuntivi per la formazione sulle indagini finanziarie:

  • Reti criminali e riciclaggio di denaro attraverso il mercato immobiliare e le società di comodo.
  • Frode sui sussidi e uso di software avanzati per l'analisi delle transazioni bancarie.
  • Indagini su criptovalute e il ruolo dell'Ufficio del Pubblico Ministero Europeo (EPPO) nel contesto pratico e teorico.

Per saperne di più su come debba essere sviluppata la formazione per contrastare i crimini finanziari ed il riciclaggio: (in inglese)cepol.europa.eu/api/assets/med…

#CEPOL #OTNA #CRIMINIFINANZIARI


noblogo.org/cooperazione-inter…


CEPOL, L'AGENZIA EUROPEA DI FORMAZIONE PER I FUNZIONARI DI POLIZIA, PROPONE...


CEPOL, L'AGENZIA EUROPEA DI FORMAZIONE PER I FUNZIONARI DI POLIZIA, PROPONE ANCHE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER COMBATTERE I CRIMINI FINANZIARI


CEPOL è l'Agenzia dell'Unione Europea per la Formazione delle Forze dell'Ordine, che supporta e coordina la formazione per le autorità di polizia in Europa. La sua sede si trova a Budapest, in Ungheria. Il suo obiettivo è supportare la formazione delle forze dell'ordine, enfatizzando i diritti umani, nonchè facilitare la prevenzione e la lotta contro il crimine organizzato, il terrorismo e le minacce alla sicurezza emergenti attraverso la cooperazione transfrontaliera.

CEPOL per calibrare la propria formazione utilizza una metodologia denominata OTNA, che utilizza calcoli basati sulla mediana statistica per identificare le esigenze di formazione. Il metodo OTNA (Operational Training Needs Assessment) è un processo strutturato per identificare e analizzare le esigenze di formazione delle forze dell'ordine. Comprende sette fasi che coinvolgono la raccolta di dati tramite sondaggi, questionari dettagliati e interviste con esperti, al fine di garantire che i programmi di formazione siano allineati con le necessità operative degli Stati membri dell'UE.

CEPOL ha recentemente adottato il metodo OTNA sui crimini finanziari ed il riciclaggio, poichè le finanze criminali sono collegate a tutte le aree della criminalità organizzata, sì da necessitare un quadro legislativo comune per sistemi finanziari paralleli e criptovalute, nonchè il miglioramento richiesto per la legislazione su congelamento e confisca di beni, rafforzare le capacità degli uffici di recupero beni e delle unità di intelligence finanziaria e seguire un approccio del tipo “segui il denaro” per interrompere le reti criminali.

La formazione è necessaria per le forze dell'ordine su flussi finanziari e tecnologie digitali e pertanto serve:

  • Valutare le esigenze di formazione, al fine di affrontare le sfide emergenti e complesse in questi ambiti, come l'uso di criptovalute e sistemi bancari sotterranei;
  • Allineare i programmi di formazione con le priorità strategiche dell'Unione Europea, garantendo che le forze dell'ordine siano ben equipaggiate per combattere efficacemente tali crimini;
  • Rispondere a una domanda crescente di formazione specifica, come evidenziato dai risultati delle indagini condotte tra i professionisti delle forze dell'ordine.

Il rapporto finale ha evidenziato come le tecnologie moderne che dovrebbero essere integrate nella formazione per migliorare le capacità investigative includono:

  • Intelligenza Artificiale (AI): per analisi approfondite e rilevamento di crimini.
  • Open-Source Intelligence (OSINT): per raccogliere e analizzare dati da fonti pubbliche.
  • Analisi dei Big Data: per gestire e identificare schemi nei grandi set di dati.

Secondo il rapporto l'integrazione delle tecnologie moderne nella formazione delle forze dell'ordine è fondamentale per:

  • Migliorare le capacità investigative: consentendo l'analisi di grandi volumi di dati e l'identificazione di schemi criminali.
  • Affrontare crimini complessi: come quelli legati a criptovalute e sistemi bancari sotterranei, che richiedono competenze avanzate.
  • Promuovere la cooperazione internazionale: facilitando l'interazione tra agenzie e migliorando l'efficacia delle indagini transfrontaliere.

Gli intervistati hanno inoltre suggerito i seguenti argomenti aggiuntivi per la formazione sulle indagini finanziarie:

  • Reti criminali e riciclaggio di denaro attraverso il mercato immobiliare e le società di comodo.
  • Frode sui sussidi e uso di software avanzati per l'analisi delle transazioni bancarie.
  • Indagini su criptovalute e il ruolo dell'Ufficio del Pubblico Ministero Europeo (EPPO) nel contesto pratico e teorico.

Per saperne di più su come debba essere sviluppata la formazione per contrastare i crimini finanziari ed il riciclaggio: (in inglese)cepol.europa.eu/api/assets/med…

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Segui il blog e interagisci con i suoi post nel fediverso. Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Son passati 5 mesi dall'intervento, da allora sto meglio, ho iniziato le terapie, a gennaio ho concluso le mie sedute di radioterapia, adesso c'è un periodo di pausa, di calma apparente, spesso, di insicurezza, incertezza e stanchezza, tanta, sia fisica che mentale! E allora ci sono giorni in cui da leonessa, mi alzo, affronto la giornata a testa alta e con coraggio, riesco a dimenticare di essere una malata, altri invece mi convinco e mi lascio abbattere da essa! Perché ci sono anche questi giorni di debolezza, di tristezza, di pensieri, paure che ritornano, domande che ti poni e la speranza a cui ti aggrappi con forza a volte scivola via tra le mani! Sembra quasi che non riesca ad accettare di essere cambiata, di essere più fragile, percio' a volte mi sforzo di apparire, di mostrare di me serenità, sorrisi, forza, ma capita di specchiarsi in giornate uggiose, grigie in cui inevitabilmente viene fuori la verità, la pioggia lava via filtri, maschere, ombre e ci lascia nudi, ci mette di fronte alla realtà alla nostra fragilità! Ed io a volte cedo, mi libero da questa corazza, solo che la me che viene fuori, non va bene, non la riconosco, è priva di colori, di motivazioni e di consapevolezza! So di non essere sola, so di non essere l'unica a combattere, purtroppo ogni giorno c'è gente che come me deve affrontare una visita, una scoperta, una diagnosi terribile, quale può essere la scoperta di un tumore o una qualsiasi l'altra malattia! Se penso a quanti bambini ogni giorno lottano insieme ai loro genitori, ragazzi , ragazze, insomma gente di ogni età e sesso! Se ho la fortuna di raccontarlo, di affrontarlo, di essere non di esempio, perché non lo sono, ma di viverlo consapevole che è un percorso difficilissimo, pesante, logorante, anche se ogni giorno sembra di perdere pezzi, certezze, devo anche lottare, accettarne i momenti di sconforto, di solitudine e di silenzi. Perché capita di volersi ritrovare, riscoprire, riprendersi , aspettare, ma soprattutto rallentare...e si le corse non fanno più per me, sto imparando la calma, la pazienza, l'attesa, il dover assecondare il mio fisico, oltre che la mente! Si cambia e in questi mesi sono cambiata, a volte mi riconosco, altre volte no, a volte sembra di essere a buon punto di questo cammino, altre volte cado e indietreggiò..e poi c'è chi ti è vicino, figlio, famiglia, pochi preziosi amici, che cercano in modi differenti di aiutarti, sostenerti, ma la battaglia è la mia, la scalata è la mia, le cicatrici le ho io, le paure son le mie e la forza la devo trovare in me, perché c'è, nascosta, ma c'è e non posso permettermi di mollare, lo devo a me stessa a chi amo, chi mi ama, chi mi sopporta, supporta e chi mi ha sempre accompagnato e sostenuta in questi mesi difficili ..DSCN9119.jpg


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Joy Division - Closer (1980)


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Closer è il secondo e ultimo album in studio della rock band inglese Joy Division, pubblicato il 18 luglio 1980 dalla Factory Records. Prodotto da Martin Hannett, è stato pubblicato due mesi dopo il suicidio del cantante e paroliere della band Ian Curtis. L'album ha raggiunto il n. 6 nella UK Albums Chart e ha raggiunto il n. 3 in Nuova Zelanda nel settembre 1981. Closer è stato anche nominato NME Album of the Year. È stato rimasterizzato e ripubblicato nel 2007. Oggi, Closer è ampiamente riconosciuto come un'uscita fondamentale dell'era post-punk. Dopo l'uscita del singolo non album “Love Will Tear Us Apart” nel giugno 1980, i membri rimanenti si sono riformati come New Order.


Ascolta: album.link/i/1512129942



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Joy Division - Closer (1980)


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Closer è il secondo e ultimo album in studio della rock band inglese Joy Division, pubblicato il 18 luglio 1980 dalla Factory Records. Prodotto da Martin Hannett, è stato pubblicato due mesi dopo il suicidio del cantante e paroliere della band Ian Curtis. L'album ha raggiunto il n. 6 nella UK Albums Chart e ha raggiunto il n. 3 in Nuova Zelanda nel settembre 1981. Closer è stato anche nominato NME Album of the Year. È stato rimasterizzato e ripubblicato nel 2007. Oggi, Closer è ampiamente riconosciuto come un'uscita fondamentale dell'era post-punk. Dopo l'uscita del singolo non album “Love Will Tear Us Apart” nel giugno 1980, i membri rimanenti si sono riformati come New Order.


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Penguin Cafe Orchestra - Music From The Penguin Cafe (1976)


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Music from The Penguin Cafe è il primo album in studio della Penguin Cafe Orchestra. Fu registrato tra il 1974 e il 1976 e pubblicato nel 1976. L'artista accreditato per il lavoro varia a seconda delle diverse edizioni. Nell'edizione originale, l'etichetta accreditava l'artista come Simon Jeffes, mentre la copertina indicava l'artista come “membri della Penguin Café Orchestra”. La formazione per le tracce 1, 9, 10 e 11 era composta dall'originale “Penguin Café Quartet” (come vengono indicati nelle note di copertina): Simon Jeffes (chitarra elettrica), Helen Liebmann (violoncello), Steve Nye (piano elettrico) e Gavyn Wright (violino). Le tracce 2–8, nel frattempo, sono state eseguite dall'ensemble “Zopf”, che include tutti e quattro i membri del quartetto, nonché Neil Rennie (ukulele) ed Emily Young (voce). Le ristampe dal 1987 in poi generalmente accreditano l'artista come Penguin Café Orchestra. Queste successive ristampe hanno erroneamente elencato i brani 2-8 come se fossero movimenti di una suite intitolata “Zopf”, invece di 7 brani separati eseguiti da “Zopf”. Il produttore esecutivo dell'album era Brian Eno, che pubblicò questo album sulla sua etichetta sperimentale Obscure, con il numero di catalogo “Obscure 7”. La copertina originale era di John Bonis. Il dipinto della copertina della ristampa era di Emily Young. L'album fu poi pubblicato su CD dalla E.G. Records nel 1991 e in seguito in forma rimasterizzata nel 2006, entrambi utilizzando la copertina della ristampa invece dell'originale. L'album fu incluso nei 1001 album che devi ascoltare prima di morire di Robert Dimery.


Ascolta: album.link/i/714974408



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Penguin Cafe Orchestra - Music From The Penguin Cafe (1976)


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Music from The Penguin Cafe è il primo album in studio della Penguin Cafe Orchestra. Fu registrato tra il 1974 e il 1976 e pubblicato nel 1976. L'artista accreditato per il lavoro varia a seconda delle diverse edizioni. Nell'edizione originale, l'etichetta accreditava l'artista come Simon Jeffes, mentre la copertina indicava l'artista come “membri della Penguin Café Orchestra”. La formazione per le tracce 1, 9, 10 e 11 era composta dall'originale “Penguin Café Quartet” (come vengono indicati nelle note di copertina): Simon Jeffes (chitarra elettrica), Helen Liebmann (violoncello), Steve Nye (piano elettrico) e Gavyn Wright (violino). Le tracce 2–8, nel frattempo, sono state eseguite dall'ensemble “Zopf”, che include tutti e quattro i membri del quartetto, nonché Neil Rennie (ukulele) ed Emily Young (voce). Le ristampe dal 1987 in poi generalmente accreditano l'artista come Penguin Café Orchestra. Queste successive ristampe hanno erroneamente elencato i brani 2-8 come se fossero movimenti di una suite intitolata “Zopf”, invece di 7 brani separati eseguiti da “Zopf”. Il produttore esecutivo dell'album era Brian Eno, che pubblicò questo album sulla sua etichetta sperimentale Obscure, con il numero di catalogo “Obscure 7”. La copertina originale era di John Bonis. Il dipinto della copertina della ristampa era di Emily Young. L'album fu poi pubblicato su CD dalla E.G. Records nel 1991 e in seguito in forma rimasterizzata nel 2006, entrambi utilizzando la copertina della ristampa invece dell'originale. L'album fu incluso nei 1001 album che devi ascoltare prima di morire di Robert Dimery.


Ascolta: album.link/i/714974408


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Gary Numan - The Pleasure Principle (1979)


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The Pleasure Principle è l'album di debutto in studio da solista del musicista inglese Gary Numan. Pubblicato circa sei mesi dopo Replicas (1979), il secondo album con la sua band Tubeway Army, The Pleasure Principle raggiunse il numero 1 nel Regno Unito. The Pleasure Principle è stato descritto come caratterizzato da synth-pop e new wave in tutto l'album. Numan abbandonò completamente la chitarra elettrica nell'album. Questo cambiamento, unito al frequente uso di percussioni sintetiche, produsse il suono più puramente elettronico e robotico della sua carriera. Oltre al sintetizzatore Minimoog impiegato nel suo album precedente, Numan fece un uso liberale della tastiera Polymoog, in particolare del suo caratteristico preset “Vox Humana”. Altri trucchi di produzione includevano copiose quantità di flanging, phasing e riverbero, oltre all'insolita mossa di includere parti di viola e violino soliste negli arrangiamenti. Dal punto di vista dei testi, l'album continuava i temi di fantascienza dell'album precedente. Pur non essendo un album tematico come Replicas, Numan ha descritto le canzoni come “più una raccolta di pensieri che avevo avuto sul modo in cui la tecnologia si stava evolvendo e dove ci avrebbe portato”.


Ascolta: album.link/i/251652523



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Gary Numan - The Pleasure Principle (1979)


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The Pleasure Principle è l'album di debutto in studio da solista del musicista inglese Gary Numan. Pubblicato circa sei mesi dopo Replicas (1979), il secondo album con la sua band Tubeway Army, The Pleasure Principle raggiunse il numero 1 nel Regno Unito. The Pleasure Principle è stato descritto come caratterizzato da synth-pop e new wave in tutto l'album. Numan abbandonò completamente la chitarra elettrica nell'album. Questo cambiamento, unito al frequente uso di percussioni sintetiche, produsse il suono più puramente elettronico e robotico della sua carriera. Oltre al sintetizzatore Minimoog impiegato nel suo album precedente, Numan fece un uso liberale della tastiera Polymoog, in particolare del suo caratteristico preset “Vox Humana”. Altri trucchi di produzione includevano copiose quantità di flanging, phasing e riverbero, oltre all'insolita mossa di includere parti di viola e violino soliste negli arrangiamenti. Dal punto di vista dei testi, l'album continuava i temi di fantascienza dell'album precedente. Pur non essendo un album tematico come Replicas, Numan ha descritto le canzoni come “più una raccolta di pensieri che avevo avuto sul modo in cui la tecnologia si stava evolvendo e dove ci avrebbe portato”.


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Radiohead - Kid A (2000)


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Kid A è il quarto album in studio della rock band inglese Radiohead, pubblicato il 2 ottobre 2000 dalla Parlophone. Fu registrato con il produttore Nigel Godrich a Parigi, Copenaghen, Gloucestershire e nella loro città natale di Oxford, Inghilterra. I Radiohead presero in considerazione l'idea di pubblicare il materiale come doppio album, ma decisero che era troppo denso; un secondo album di materiale dalle sessioni, Amnesiac, uscì otto mesi dopo. Dopo lo stress della promozione dell'acclamato album del 1997 dei Radiohead OK Computer, il cantautore Thom Yorke volle discostarsi dalla musica rock. Traendo ispirazione dalla musica elettronica, dalla musica ambient, dal krautrock, dal jazz e dalla musica classica del XX secolo, i Radiohead utilizzarono strumenti come sintetizzatori modulari, ondes Martenot, ottoni e archi. Elaborarono suoni di chitarra, incorporarono campioni e loop e manipolarono le loro registrazioni con software come Pro Tools e Cubase. Yorke scrisse testi impersonali e astratti, tagliando frasi e assemblandole a caso. Kid A fu ampiamente atteso. In una deviazione dalla prassi del settore, i Radiohead non pubblicarono singoli o video musicali e condussero poche interviste e servizi fotografici. Invece, divennero uno dei primi grandi gruppi a usare Internet come strumento promozionale; Kid A fu reso disponibile per lo streaming e fu promosso con brevi filmati animati con musica e opere d'arte. Bootleg delle prime esibizioni furono condivisi su servizi di condivisione di file e l'album fu trapelato prima dell'uscita. Nel 2000, i Radiohead fecero un tour in Europa in una tenda costruita su misura senza loghi aziendali. Kid A debuttò in cima alla UK Albums Chart e divenne il primo album dei Radiohead al primo posto nella Billboard 200 negli Stati Uniti, dove vendette più di 207.000 copie nella sua prima settimana. Il suo allontanamento dal sound precedente dei Radiohead divise fan e critici e alcuni lo liquidarono come pretenzioso, deliberatamente oscuro o derivativo. Tuttavia, in seguito attirò consensi; alla fine del decennio, Rolling Stone, Pitchfork e il Times hanno classificato Kid A come il miglior album degli anni 2000 e nel 2020 Rolling Stone lo ha classificato al numero 20 nella sua lista aggiornata dei “500 migliori album di tutti i tempi”. Come OK Computer, ha vinto il Grammy Award come miglior album alternativo ed è stato nominato per il Grammy Award come album dell'anno. È stato certificato disco di platino in Australia, Canada, Francia, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito. Kid A Mnesia, una ristampa per l'anniversario che raccoglie Kid A, Amnesiac e materiale inedito, è stata pubblicata nel 2021.


Ascolta: album.link/i/1097862870



noblogo.org/available/radiohea…


Radiohead - Kid A (2000)


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Kid A è il quarto album in studio della rock band inglese Radiohead, pubblicato il 2 ottobre 2000 dalla Parlophone. Fu registrato con il produttore Nigel Godrich a Parigi, Copenaghen, Gloucestershire e nella loro città natale di Oxford, Inghilterra. I Radiohead presero in considerazione l'idea di pubblicare il materiale come doppio album, ma decisero che era troppo denso; un secondo album di materiale dalle sessioni, Amnesiac, uscì otto mesi dopo. Dopo lo stress della promozione dell'acclamato album del 1997 dei Radiohead OK Computer, il cantautore Thom Yorke volle discostarsi dalla musica rock. Traendo ispirazione dalla musica elettronica, dalla musica ambient, dal krautrock, dal jazz e dalla musica classica del XX secolo, i Radiohead utilizzarono strumenti come sintetizzatori modulari, ondes Martenot, ottoni e archi. Elaborarono suoni di chitarra, incorporarono campioni e loop e manipolarono le loro registrazioni con software come Pro Tools e Cubase. Yorke scrisse testi impersonali e astratti, tagliando frasi e assemblandole a caso. Kid A fu ampiamente atteso. In una deviazione dalla prassi del settore, i Radiohead non pubblicarono singoli o video musicali e condussero poche interviste e servizi fotografici. Invece, divennero uno dei primi grandi gruppi a usare Internet come strumento promozionale; Kid A fu reso disponibile per lo streaming e fu promosso con brevi filmati animati con musica e opere d'arte. Bootleg delle prime esibizioni furono condivisi su servizi di condivisione di file e l'album fu trapelato prima dell'uscita. Nel 2000, i Radiohead fecero un tour in Europa in una tenda costruita su misura senza loghi aziendali. Kid A debuttò in cima alla UK Albums Chart e divenne il primo album dei Radiohead al primo posto nella Billboard 200 negli Stati Uniti, dove vendette più di 207.000 copie nella sua prima settimana. Il suo allontanamento dal sound precedente dei Radiohead divise fan e critici e alcuni lo liquidarono come pretenzioso, deliberatamente oscuro o derivativo. Tuttavia, in seguito attirò consensi; alla fine del decennio, Rolling Stone, Pitchfork e il Times hanno classificato Kid A come il miglior album degli anni 2000 e nel 2020 Rolling Stone lo ha classificato al numero 20 nella sua lista aggiornata dei “500 migliori album di tutti i tempi”. Come OK Computer, ha vinto il Grammy Award come miglior album alternativo ed è stato nominato per il Grammy Award come album dell'anno. È stato certificato disco di platino in Australia, Canada, Francia, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito. Kid A Mnesia, una ristampa per l'anniversario che raccoglie Kid A, Amnesiac e materiale inedito, è stata pubblicata nel 2021.


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The Beta Band - Heroes to Zeros (2004)


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Heroes to Zeros è il terzo e ultimo album in studio dei The Beta Band, pubblicato nel 2004. È stato prodotto dai The Beta Band e mixato da Nigel Godrich. L'illustrazione di copertina è stata creata dal fumettista e disegnatore Kaare Andrews. Il logo dei Beta Band per l'album è stato creato dal fumettista Dave McCaig, in seguito riutilizzato in The Best of the Beta Band. La canzone “Liquid Bird” contiene un campione di “Painted Bird” dei Siouxsie and the Banshees. Mason in seguito ha detto: “Non avremmo dovuto produrla noi stessi, e se pensi che abbiamo fatto un pessimo lavoro nel produrla, abbiamo fatto un lavoro ancora peggiore nel mixarla. L'abbiamo presentata all'etichetta e loro hanno immediatamente consegnato il tutto a Nigel Godrich per il mixaggio”.


Ascolta: album.link/i/1339220142



noblogo.org/available/the-beta…


The Beta Band - Heroes to Zeros (2004)


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Heroes to Zeros è il terzo e ultimo album in studio dei The Beta Band, pubblicato nel 2004. È stato prodotto dai The Beta Band e mixato da Nigel Godrich. L'illustrazione di copertina è stata creata dal fumettista e disegnatore Kaare Andrews. Il logo dei Beta Band per l'album è stato creato dal fumettista Dave McCaig, in seguito riutilizzato in The Best of the Beta Band. La canzone “Liquid Bird” contiene un campione di “Painted Bird” dei Siouxsie and the Banshees. Mason in seguito ha detto: “Non avremmo dovuto produrla noi stessi, e se pensi che abbiamo fatto un pessimo lavoro nel produrla, abbiamo fatto un lavoro ancora peggiore nel mixarla. L'abbiamo presentata all'etichetta e loro hanno immediatamente consegnato il tutto a Nigel Godrich per il mixaggio”.


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Violent Femmes - Violent Femmes (1983)


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Violent Femmes è l'album di debutto dei Violent Femmes. Registrato principalmente nel luglio 1982, l'album è stato pubblicato dalla Slash Records in vinile e su cassetta nell'aprile 1983 e su CD nel 1987, con due tracce extra, “Ugly” e “Gimme the Car”. Nel 2002, la Rhino Records ha rimasterizzato l'album, ha aumentato la lunghezza del disco con demo e ha aggiunto un altro disco di tracce live e un'intervista radiofonica per un'edizione speciale del 20° anniversario, con note di copertina di Michael Azerrad. Violent Femmes è l'album di maggior successo della band fino ad oggi. La Recording Industry Association of America (RIAA) ha certificato l'album disco d'oro quattro anni dopo la sua uscita e disco di platino quattro anni dopo, nonostante non sia mai apparso nella classifica degli album Billboard 200. Dopo aver ottenuto la certificazione di platino il 1° febbraio 1991, l'album è finalmente entrato nella classifica Billboard 200 per la prima volta il 3 agosto 1991, raggiungendo il picco al numero 171. Da quando Nielsen Music ha iniziato a monitorare elettronicamente le vendite nel 1991, l'album ha venduto 1,8 milioni di copie. Combinando le certificazioni RIAA e i dati di vendita di Nielsen Music, le vendite americane del disco sono state stimate in tre milioni nel 2016.


Ascolta: album.link/i/1576789411



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Violent Femmes - Violent Femmes (1983)


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Violent Femmes è l'album di debutto dei Violent Femmes. Registrato principalmente nel luglio 1982, l'album è stato pubblicato dalla Slash Records in vinile e su cassetta nell'aprile 1983 e su CD nel 1987, con due tracce extra, “Ugly” e “Gimme the Car”. Nel 2002, la Rhino Records ha rimasterizzato l'album, ha aumentato la lunghezza del disco con demo e ha aggiunto un altro disco di tracce live e un'intervista radiofonica per un'edizione speciale del 20° anniversario, con note di copertina di Michael Azerrad. Violent Femmes è l'album di maggior successo della band fino ad oggi. La Recording Industry Association of America (RIAA) ha certificato l'album disco d'oro quattro anni dopo la sua uscita e disco di platino quattro anni dopo, nonostante non sia mai apparso nella classifica degli album Billboard 200. Dopo aver ottenuto la certificazione di platino il 1° febbraio 1991, l'album è finalmente entrato nella classifica Billboard 200 per la prima volta il 3 agosto 1991, raggiungendo il picco al numero 171. Da quando Nielsen Music ha iniziato a monitorare elettronicamente le vendite nel 1991, l'album ha venduto 1,8 milioni di copie. Combinando le certificazioni RIAA e i dati di vendita di Nielsen Music, le vendite americane del disco sono state stimate in tre milioni nel 2016.


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AVETE MAI SENTITO PARLARE DEL KUSH? UNA DROGA SINTETICA PIU' POTENTE DEL FENTANYL


Il “kush” è una droga sintetica devastante emersa nel 2022, che ha causato migliaia di morti in Africa occidentale, con epicentro in Sierra Leone. Questa droga contiene nitazeni, oppioidi sintetici estremamente potenti, e cannabinoidi sintetici. I nitazeni possono essere fino a 25 volte più potenti del fentanyl.

La droga è stata identificata per la prima volta in Sierra Leone, ma si è rapidamente diffusa in Liberia, Guinea, Gambia, Guinea-Bissau e Senegal. La sua produzione e traffico coinvolgono rotte marittime e servizi di corriere postale, con ingredienti provenienti da Cina, Paesi Bassi e Regno Unito.

Il mercato del kush, inizialmente controllato da pochi gruppi criminali organizzati, si è frammentato, rendendo più difficile il contrasto. La sintesi locale della droga è aumentata, aumentando i rischi per la salute.

La crisi del kush in Africa occidentale ha avuto impatti sociali devastanti. Ecco alcuni dei principali effetti:

  • Aumento della criminalità: La diffusione del kush ha portato a un aumento della criminalità organizzata e delle attività delle bande di strada. Questi gruppi controllano la produzione e la distribuzione della droga, alimentando la violenza e l'instabilità nelle comunità locali.
  • Problemi di salute pubblica: Il kush ha causato un aumento significativo dei casi di overdose e delle morti correlate alla droga. Gli ospedali e le strutture sanitarie sono sovraccarichi e spesso incapaci di gestire l'afflusso di pazienti.
  • Impatto sui giovani: Gran parte dei consumatori di kush sono giovani tra i 18 e i 25 anni. La dipendenza da questa droga ha effetti devastanti sulla loro salute fisica e mentale, compromettendo il loro futuro e le loro opportunità di istruzione e lavoro.
  • Disgregazione sociale: La crisi del kush ha portato alla disgregazione delle famiglie e delle comunità. Le persone dipendenti dalla droga spesso perdono il lavoro e le relazioni, creando un ciclo di povertà e emarginazione.
  • Sovraccarico dei servizi sociali: Le strutture di assistenza sociale e i programmi di recupero sono insufficienti per far fronte alla crescente domanda di aiuto. Questo rende difficile fornire supporto adeguato alle persone colpite dalla dipendenza da kush

La crisi del kush in Africa occidentale ha suscitato una serie di reazioni internazionali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la diffusione del kush un'epidemia e ha espresso la volontà di supportare i governi dei paesi maggiormente colpiti, come Liberia, Guinea e Sierra Leone. Il presidente della Sierra Leone, Julius Bio, ha dichiarato che il paese si trova di fronte a una minaccia esistenziale a causa dell'impatto devastante dell'abuso di droghe1.

Per combattere questa crisi, è necessaria un'azione urgente e coordinata su tre fronti:

  • Migliorare il monitoraggio, l'allarme rapido, i test e la condivisione delle informazioni in Africa occidentale.
  • Interrompere le catene di approvvigionamento dai paesi di origine e nei punti di ingresso della Sierra Leone.
  • Mitigare i danni del consumo di kush, ampliando l'accesso al trattamento e ai farmaci per l'inversione dell'overdose da oppioidi.

La situazione è critica e richiede un impegno internazionale coordinato per affrontare efficacemente questa emergenza.

Inoltre, la crisi del kush ha attirato l'attenzione delle organizzazioni internazionali che si occupano di criminalità organizzata e traffico di droga. L'UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) ha evidenziato l'aumento dei sequestri di cocaina nel Sahel, suggerendo la presenza di un traffico di droga su larga scala attraverso la regione.

La comunità internazionale sta cercando di affrontare la crisi attraverso un'azione coordinata che include il miglioramento del monitoraggio, l'interruzione delle catene di approvvigionamento e la mitigazione dei danni causati dal consumo di kush.

L'UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) svolge un ruolo cruciale nella crisi del kush in Africa occidentale. L'organizzazione si concentra su diverse aree chiave per affrontare il problema:

  • Monitoraggio e Analisi: L'UNODC raccoglie e analizza dati sul traffico di droga e sull'uso di sostanze, fornendo informazioni essenziali per comprendere l'entità della crisi e identificare le tendenze emergenti.
  • Supporto ai Governi: L'UNODC collabora con i governi dei paesi colpiti, come la Sierra Leone, la Liberia e la Guinea, per sviluppare strategie efficaci di contrasto al traffico di droga e di riduzione del danno.
  • Formazione e Capacità: L'organizzazione offre formazione e supporto tecnico alle forze dell'ordine e agli operatori sanitari locali, migliorando le loro capacità di affrontare la crisi del kush.
  • Cooperazione Internazionale: L'UNODC promuove la cooperazione tra i paesi di origine, transito e destinazione del kush, facilitando lo scambio di informazioni e il coordinamento delle operazioni di contrasto al traffico di droga.
  • Sensibilizzazione e Prevenzione: L'UNODC lavora per aumentare la consapevolezza sui pericoli del kush e promuovere programmi di prevenzione e trattamento per le persone colpite dalla dipendenza.

Questi sforzi sono fondamentali per affrontare la crisi del kush e ridurre il suo impatto devastante sulla salute pubblica e sulla sicurezza in Africa occidentale.

Per saperne di più [en]globalinitiative.net/wp-conten…

#kush #UNODC #SierraLeone


noblogo.org/cooperazione-inter…


AVETE MAI SENTITO PARLARE DEL KUSH?


AVETE MAI SENTITO PARLARE DEL KUSH? UNA DROGA SINTETICA PIU' POTENTE DEL FENTANYL


Il “kush” è una droga sintetica devastante emersa nel 2022, che ha causato migliaia di morti in Africa occidentale, con epicentro in Sierra Leone. Questa droga contiene nitazeni, oppioidi sintetici estremamente potenti, e cannabinoidi sintetici. I nitazeni possono essere fino a 25 volte più potenti del fentanyl.

La droga è stata identificata per la prima volta in Sierra Leone, ma si è rapidamente diffusa in Liberia, Guinea, Gambia, Guinea-Bissau e Senegal. La sua produzione e traffico coinvolgono rotte marittime e servizi di corriere postale, con ingredienti provenienti da Cina, Paesi Bassi e Regno Unito.

Il mercato del kush, inizialmente controllato da pochi gruppi criminali organizzati, si è frammentato, rendendo più difficile il contrasto. La sintesi locale della droga è aumentata, aumentando i rischi per la salute.

La crisi del kush in Africa occidentale ha avuto impatti sociali devastanti. Ecco alcuni dei principali effetti:

  • Aumento della criminalità: La diffusione del kush ha portato a un aumento della criminalità organizzata e delle attività delle bande di strada. Questi gruppi controllano la produzione e la distribuzione della droga, alimentando la violenza e l'instabilità nelle comunità locali.
  • Problemi di salute pubblica: Il kush ha causato un aumento significativo dei casi di overdose e delle morti correlate alla droga. Gli ospedali e le strutture sanitarie sono sovraccarichi e spesso incapaci di gestire l'afflusso di pazienti.
  • Impatto sui giovani: Gran parte dei consumatori di kush sono giovani tra i 18 e i 25 anni. La dipendenza da questa droga ha effetti devastanti sulla loro salute fisica e mentale, compromettendo il loro futuro e le loro opportunità di istruzione e lavoro.
  • Disgregazione sociale: La crisi del kush ha portato alla disgregazione delle famiglie e delle comunità. Le persone dipendenti dalla droga spesso perdono il lavoro e le relazioni, creando un ciclo di povertà e emarginazione.
  • Sovraccarico dei servizi sociali: Le strutture di assistenza sociale e i programmi di recupero sono insufficienti per far fronte alla crescente domanda di aiuto. Questo rende difficile fornire supporto adeguato alle persone colpite dalla dipendenza da kush

La crisi del kush in Africa occidentale ha suscitato una serie di reazioni internazionali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la diffusione del kush un'epidemia e ha espresso la volontà di supportare i governi dei paesi maggiormente colpiti, come Liberia, Guinea e Sierra Leone. Il presidente della Sierra Leone, Julius Bio, ha dichiarato che il paese si trova di fronte a una minaccia esistenziale a causa dell'impatto devastante dell'abuso di droghe1.

Per combattere questa crisi, è necessaria un'azione urgente e coordinata su tre fronti:

  • Migliorare il monitoraggio, l'allarme rapido, i test e la condivisione delle informazioni in Africa occidentale.
  • Interrompere le catene di approvvigionamento dai paesi di origine e nei punti di ingresso della Sierra Leone.
  • Mitigare i danni del consumo di kush, ampliando l'accesso al trattamento e ai farmaci per l'inversione dell'overdose da oppioidi.

La situazione è critica e richiede un impegno internazionale coordinato per affrontare efficacemente questa emergenza.

Inoltre, la crisi del kush ha attirato l'attenzione delle organizzazioni internazionali che si occupano di criminalità organizzata e traffico di droga. L'UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) ha evidenziato l'aumento dei sequestri di cocaina nel Sahel, suggerendo la presenza di un traffico di droga su larga scala attraverso la regione.

La comunità internazionale sta cercando di affrontare la crisi attraverso un'azione coordinata che include il miglioramento del monitoraggio, l'interruzione delle catene di approvvigionamento e la mitigazione dei danni causati dal consumo di kush.

L'UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) svolge un ruolo cruciale nella crisi del kush in Africa occidentale. L'organizzazione si concentra su diverse aree chiave per affrontare il problema:

  • Monitoraggio e Analisi: L'UNODC raccoglie e analizza dati sul traffico di droga e sull'uso di sostanze, fornendo informazioni essenziali per comprendere l'entità della crisi e identificare le tendenze emergenti.
  • Supporto ai Governi: L'UNODC collabora con i governi dei paesi colpiti, come la Sierra Leone, la Liberia e la Guinea, per sviluppare strategie efficaci di contrasto al traffico di droga e di riduzione del danno.
  • Formazione e Capacità: L'organizzazione offre formazione e supporto tecnico alle forze dell'ordine e agli operatori sanitari locali, migliorando le loro capacità di affrontare la crisi del kush.
  • Cooperazione Internazionale: L'UNODC promuove la cooperazione tra i paesi di origine, transito e destinazione del kush, facilitando lo scambio di informazioni e il coordinamento delle operazioni di contrasto al traffico di droga.
  • Sensibilizzazione e Prevenzione: L'UNODC lavora per aumentare la consapevolezza sui pericoli del kush e promuovere programmi di prevenzione e trattamento per le persone colpite dalla dipendenza.

Questi sforzi sono fondamentali per affrontare la crisi del kush e ridurre il suo impatto devastante sulla salute pubblica e sulla sicurezza in Africa occidentale.

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#kush #UNODC #SierraLeone


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Pillole di Virtualbox


virtualboxVirtualBox è una buona soluzione di virtualizzazione, comoda per tirare su velocemente e con poco sforzo, piccoli laboratori di test anche relativamente articolati (cfr. fwknop: proteggere servizi con Single Packet Authorization (SPA)). A differenza di kvm+qemu, VirtualBox è un hosted hypervisor (Tipo-2), meno efficiente ma con un'ottima cli che viene rimappata integralmente dalla gui. È uno di quei rari casi in cui l'uso di una gui non comporta perdita di funzionalità.

La cli di VirtualBox e ben strutturata e ordinata e si basa fondamentalmente sul tool VBoxManage. VBoxManage a sua volta ha una lista infinita di sottocomandi con i quali coprono ogni aspetto della manipolazione di una vm, dalla sua creazione alla gestione di tutti i suoi dispositivi, passando per clonazion, snapshot, encrypting ecc.

Di seguito, un elenco, assolutamente non esaustivo, dei principali comandi utilizzabili per avere informazioni sull'host o per agire in maniera elementare sulle vm (stop, start, savestate ecc..)

Host info


Elenca tutte le vm dell'host:

VBoxManage list vms

Elenca le vm in esecuzione:
VBoxManage list runningvms

Elenca le extension pack installate:
VBoxManage list extpacks

Elenca le info sull'host:
VBoxManage list hostinfo

Elenca le info dell'hypervisor:
VBoxManage list systemproperties

Installa l'extension pack scaricato sull'host:
VBoxManage extpack install --accept-license=sha256 /tmp/Oracle_VirtualBox_Extension_Pack-7.1.6.vbox-extpack

VM operations


Mostra le info della vm:

VBoxManage showvminfo "debian"

Restituisce lo stato della vm:
VBoxManage controlvm "debian" status

Pause vm:
VBoxManage controlvm "debian" pause

Resume vm:
VBoxManage controlvm "debian" resume

Restart vm:
VBoxManage controlvm "debian" reboot

Spegne la vm:
VBoxManage controlvm "debian" poweroff

Greaceful shutdown:
VBoxManage controlvm "debian" acpipowerbutton

Hibernate:
VBoxManage controlvm savestate "debian"

Avvio “headless” (senza finestra) della vm:
VBoxManage startvm -t headless "debian"

Avvio “headless” in modalità debug:
VBoxHeadless -s Debian

Ora vediamo qualcosa di leggermente più complesso come la creazione di una vm.

Esempio


Passo 1: Creare una vm con debian, disco da 20GB , scheda di rete nat , 1 cpu e 1 GB di ram.Passo 2: Clonazione della vm e aggiunta di una interfaccia host-only

# Creazion VM
VBoxManage createvm --name "myDebian" --ostype "Debian12_64" --register

# Configurazione ram e cpu
VBoxManage modifyvm "myDebian" --memory 512 --cpus 1

# Creazione HD da 20GB
VBoxManage createhd --filename "~/VirtualBox VMs/myDebian/myDebian.vdi" --size 20000 --format VDI

# Creazione e attach del controller SATA
VBoxManage storagectl "myDebian" --name "SATA Controller" --add sata --controller IntelAhci
VBoxManage storageattach "myDebian" --storagectl "SATA Controller" --port 0 --device 0 --type hdd --medium "~/VirtualBox VMs/myDebian/myDebian.vdi"

# Configurazione rete (NAT)
VBoxManage modifyvm "myDebian" --nic1 nat

# Aggiunta di un lettore CD per l'installer su iso
VBoxManage storagectl "myDebian" --name "IDE Controller" --add ide
VBoxManage storageattach "myDebian" --storagectl "IDE Controller" --port 0 --device 0 --type dvddrive --medium "~/VirtualBox VMs/iso/debian-12.8.0-amd64-netinst.iso"

# Start VM
VBoxManage startvm "myDebian" -t headless

E procedo con l'installazione. Una volta finito, posso clonarla aggiungendo la seconda interfaccia di rete.
# Clona la VM in modo che gli UUID di tutti gli oggetti clonati siano diversi
VBoxManage clonevm "myDebian" --name "myDebian_clone" --register --mode all

# Aggiungo una scheda di rete "Solo Host"
VBoxManage hostonlyif create

# Configuro la rete "Solo Host"
VBoxManage modifyvm "myDebian_clone" --nic2 hostonly --hostonlyadapter2 "vboxnet0"

Si può capire quanto sia facile a questo punto “codificare” la creazione/gestione di una o più vm.

Talmente facile che approdare ad un paradigma di tipo IAC (Infrastructure As Code) anche con VirtualBox non sembra così irrealizzabile.

Qualcuno ha detto vagrant?

#virtualbox #vm #hypervisor #kvm #qemu #vagrant


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Rage Against The Machine - Rage Against The Machine (1992)


immagine

Rage Against the Machine è l'album di debutto in studio della rock band americana Rage Against the Machine. È stato pubblicato il 3 novembre 1992 dalla Epic Records. La band ha pubblicato il suo primo demo tape commerciale con lo stesso nome 11 mesi prima dell'uscita dell'album. Il nastro conteneva registrazioni precedenti di 7 delle 12 canzoni presenti in questo album. Con contenuti lirici rivoluzionari e a tema politico, la copertina dell'album era degna di nota per la presenza di una fotografia grafica di Thích Quảng Đức che si autoimmolava. Casualmente, la data di uscita di Rage Against The Machine era il 3 novembre 1992, lo stesso giorno delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 1992. Rage Against the Machine è stato un successo di critica al momento dell'uscita con diversi critici che hanno notato l'agenda politicamente motivata dell'album e lodato la forte interpretazione vocale di Zack de la Rocha. Classificato al 24° posto nella lista dei “100 migliori album metal di tutti i tempi” stilata dalla rivista Rolling Stone, l'album ha raggiunto il primo posto nella classifica statunitense Billboard Heatseekers e il 45° posto nella classifica statunitense Billboard 200, ottenendo inoltre la certificazione di triplo disco di platino negli Stati Uniti.


Ascolta: album.link/i/191450810



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Rage Against The Machine - Rage Against The Machine (1992)


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Rage Against the Machine è l'album di debutto in studio della rock band americana Rage Against the Machine. È stato pubblicato il 3 novembre 1992 dalla Epic Records. La band ha pubblicato il suo primo demo tape commerciale con lo stesso nome 11 mesi prima dell'uscita dell'album. Il nastro conteneva registrazioni precedenti di 7 delle 12 canzoni presenti in questo album. Con contenuti lirici rivoluzionari e a tema politico, la copertina dell'album era degna di nota per la presenza di una fotografia grafica di Thích Quảng Đức che si autoimmolava. Casualmente, la data di uscita di Rage Against The Machine era il 3 novembre 1992, lo stesso giorno delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 1992. Rage Against the Machine è stato un successo di critica al momento dell'uscita con diversi critici che hanno notato l'agenda politicamente motivata dell'album e lodato la forte interpretazione vocale di Zack de la Rocha. Classificato al 24° posto nella lista dei “100 migliori album metal di tutti i tempi” stilata dalla rivista Rolling Stone, l'album ha raggiunto il primo posto nella classifica statunitense Billboard Heatseekers e il 45° posto nella classifica statunitense Billboard 200, ottenendo inoltre la certificazione di triplo disco di platino negli Stati Uniti.


Ascolta: album.link/i/191450810


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L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO


In questi ultimi giorni di febbraio-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.

La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.

La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.

Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.

La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.

Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.

I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.

Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni. La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.

Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.

Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità. Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.

Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.

La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.

Per saperne di piùcarabinieri.it/arma/arma-all%2…

#Armadeicarabinieri #MSU #Kosovo #KFOR #ONU #NATO #cooperazioneinternazionaledipolizia


noblogo.org/cooperazione-inter…


L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED...


L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO


In questi ultimi giorni di febbraio-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.

La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.

La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.

Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.

La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.

Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.

I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.

Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni. La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.

Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.

Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità. Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.

Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.

La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.

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PEDOPORNOGRAFIA ONLINE. LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE FUNZIONA, MA INDAGINI DIFFICILI PER UTILIZZO DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Mentre la Polizia Postale e delle comunicazioni italiana dà notizia di una vasta operazione nazionale (denominata Hello) contro la pedopornografia on line (commissariatodips.it/notizie/a…), Europol fornisce la comunicazione di una vasta attività internazionale, denominata Cumberland.

Sono 25 gli arresti in 19 paesi (l'Italia non è compresa) per sfruttamento sessuale infantile, in una operazione coordinata da Europol ed iniziata dalle forze dell'ordine danesi. Nel corso dell'azione, sinora, sono stati 273 i sospetti identificati, 33 le perquisizioni svolte e 173 dispositivi elettronici sequestrati.

Il principale sospetto – un cittadino danese arrestato a novembre 2024 – gestiva una piattaforma online per distribuire materiale generato da AI. Gli utenti potevano accedere al contenuto dopo aver effettuato un pagamento simbolico per ottenere una password.

La crescente facilità di creazione di immagini AI ha complicato l'identificazione di vittime e colpevoli, rendendo difficile per le autorità identificare se ci siano vittime reali coinvolte. Infatti le immagini generate da AI possono sembrare autentiche, rendendo difficile distinguere tra contenuti reali e artificiali. Inoltre la crescente facilità di creazione di tali immagini consente anche a individui con scarse competenze tecniche di produrle. Infine la mancanza di legislazione nazionale specifica rende complicata l'indagine e l'identificazione delle vittime.

Europol lancerà quindi una campagna per prevenire futuri crimini legati all'uso illegale dell'AI: la campagna mira a raggiungere i potenziali acquirenti di contenuti illegali attraverso messaggi online e altre strategie, come visite dirette e lettere di avviso.

L'obiettivo è educare e dissuadere i criminali, oltre a fornire supporto a chi cerca aiuto.

#operazioneHello #operationCumberland #pedopornografia #cooperazioneinternazionaledipolizia #Europol #poliziapostaleedellecomunicazioni


noblogo.org/cooperazione-inter…


PEDOPORNOGRAFIA ONLINE.


PEDOPORNOGRAFIA ONLINE. LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE FUNZIONA, MA INDAGINI DIFFICILI PER UTILIZZO DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Mentre la Polizia Postale e delle comunicazioni italiana dà notizia di una vasta operazione nazionale (denominata Hello) contro la pedopornografia on line (commissariatodips.it/notizie/a…), Europol fornisce la comunicazione di una vasta attività internazionale, denominata Cumberland.

Sono 25 gli arresti in 19 paesi (l'Italia non è compresa) per sfruttamento sessuale infantile, in una operazione coordinata da Europol ed iniziata dalle forze dell'ordine danesi. Nel corso dell'azione, sinora, sono stati 273 i sospetti identificati, 33 le perquisizioni svolte e 173 dispositivi elettronici sequestrati.

Il principale sospetto – un cittadino danese arrestato a novembre 2024 – gestiva una piattaforma online per distribuire materiale generato da AI. Gli utenti potevano accedere al contenuto dopo aver effettuato un pagamento simbolico per ottenere una password.

La crescente facilità di creazione di immagini AI ha complicato l'identificazione di vittime e colpevoli, rendendo difficile per le autorità identificare se ci siano vittime reali coinvolte. Infatti le immagini generate da AI possono sembrare autentiche, rendendo difficile distinguere tra contenuti reali e artificiali. Inoltre la crescente facilità di creazione di tali immagini consente anche a individui con scarse competenze tecniche di produrle. Infine la mancanza di legislazione nazionale specifica rende complicata l'indagine e l'identificazione delle vittime.

Europol lancerà quindi una campagna per prevenire futuri crimini legati all'uso illegale dell'AI: la campagna mira a raggiungere i potenziali acquirenti di contenuti illegali attraverso messaggi online e altre strategie, come visite dirette e lettere di avviso.

L'obiettivo è educare e dissuadere i criminali, oltre a fornire supporto a chi cerca aiuto.

#operazioneHello #operationCumberland #pedopornografia #cooperazioneinternazionaledipolizia #Europol #poliziapostaleedellecomunicazioni


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La giusta distanza


(164)

(LGD)

Nel suo film del 2007 “La giusta distanza”, Carlo Mazzacurati narra la vicenda di un giovane apprendista giornalista, che non riesce, in merito ad un fatto di cronaca, a mantenere la “giusta distanza” dai fatti, come gli ha suggerito il suo mentore. Ovvero non riesce ad approfondire abbastanza quel che accade per averne una visione imparziale, il più possibile corretta e scevra da opinioni ed idee personali: quello che, nella teoria, ogni giornalista dovrebbe tendere a fare nel suo mestiere.

In Italia può essere portato ad esempio di come questo modo di operare sia, nei fatti, ignorato del tutto o quasi. Da parte di molte testate giornalistiche e di TG d'ogni canale è è un muoversi nelle direzioni più disparate: dapprima per rimanere “sul pezzo” e, passata la fase di picco a livello di notizia, per estendere all'infinito una serie di tematiche, perlopiù allarmiste e con un alto tasso di sensazionalismo, fino a coprire intere giornate di trasmissione.

E' anche un po' il limite, per esempio, dei canali “All News”, dove per ventiquattro ore al giorno si trasmette ogni sorta di dettaglio, di accadimento, di vocio per coprire la giornata intera. Reiterando all'infinito le stesse cose (non può accadere qualcosa di clamoroso ogni ora), si finisce con il “caricare” la notizia fino allo spasimo, spesso inserendo note di colore che rendono la narrazione volutamente altisonante, pervasiva, angosciante. Una estremizzazione indotta per mantenere attento lo spettatore.

(LGD2)

Chiaramente è una maniera d'operare affatto corretta e per quanto giornalisti ed opinionisti lo neghino, appare abbastanza chiaro che è un mare in cui a loro piace nuotare. Possiamo comprendere che sia più semplice fare così che mantenere quella distanza di cui sopra: si rischia, magari, la noia o una maniera troppo blanda di porgere le notizie e molte persone amano, inconsciamente o meno, il clamore e la chiacchiera, a discapito di coloro che, invece, vorrebbero leggere o sentire semplicemente ciò che è successo, senza fronzoli.

D'altro canto ognuno può essere un amplificatore dei fatti: basta un account su “Facebook” o su “X” dove riprendere e commentare ogni cosa venga detta, magari distorcendo ulteriormente le cose, caricandole con opinioni personali (cui si ha diritto) e facendo rimbalzare tutto ovunque. Una sorta di cerchio infinito in cui la sconfitta è l'informazione di qualità, quella cui dovrebbero sempre ambire tutti. Sarebbe un freno per un mondo già sovraccarico di input, dove siamo “bombardati” senza sosta, senza tregua di cose che ci sentiamo obbligati a seguire.

Un corto circuito permanente d'attenzione e di sovraccarico mediatico. E come ogni cosa portata all'eccesso, è un danno. Cui, temo, non si possa più porre rimedio, se non con la volontà personale di distaccarsi da questa narrazione sbilanciata, reinserendo nel proprio modo di informarsi una quanto mai necessaria dose di distacco e di ragionamento. Cose difficili da fare, faticose, ma non impossibili.

#Blog #Opinioni #Media #News #Informazione


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La giusta distanza


(164)

(LGD)

Nel suo film del 2007 “La giusta distanza”, Carlo Mazzacurati narra la vicenda di un giovane apprendista giornalista, che non riesce, in merito ad un fatto di cronaca, a mantenere la “giusta distanza” dai fatti, come gli ha suggerito il suo mentore. Ovvero non riesce ad approfondire abbastanza quel che accade per averne una visione imparziale, il più possibile corretta e scevra da opinioni ed idee personali: quello che, nella teoria, ogni giornalista dovrebbe tendere a fare nel suo mestiere.

In Italia può essere portato ad esempio di come questo modo di operare sia, nei fatti, ignorato del tutto o quasi. Da parte di molte testate giornalistiche e di TG d'ogni canale è è un muoversi nelle direzioni più disparate: dapprima per rimanere “sul pezzo” e, passata la fase di picco a livello di notizia, per estendere all'infinito una serie di tematiche, perlopiù allarmiste e con un alto tasso di sensazionalismo, fino a coprire intere giornate di trasmissione.

E' anche un po' il limite, per esempio, dei canali “All News”, dove per ventiquattro ore al giorno si trasmette ogni sorta di dettaglio, di accadimento, di vocio per coprire la giornata intera. Reiterando all'infinito le stesse cose (non può accadere qualcosa di clamoroso ogni ora), si finisce con il “caricare” la notizia fino allo spasimo, spesso inserendo note di colore che rendono la narrazione volutamente altisonante, pervasiva, angosciante. Una estremizzazione indotta per mantenere attento lo spettatore.

(LGD2)

Chiaramente è una maniera d'operare affatto corretta e per quanto giornalisti ed opinionisti lo neghino, appare abbastanza chiaro che è un mare in cui a loro piace nuotare. Possiamo comprendere che sia più semplice fare così che mantenere quella distanza di cui sopra: si rischia, magari, la noia o una maniera troppo blanda di porgere le notizie e molte persone amano, inconsciamente o meno, il clamore e la chiacchiera, a discapito di coloro che, invece, vorrebbero leggere o sentire semplicemente ciò che è successo, senza fronzoli.

D'altro canto ognuno può essere un amplificatore dei fatti: basta un account su “Facebook” o su “X” dove riprendere e commentare ogni cosa venga detta, magari distorcendo ulteriormente le cose, caricandole con opinioni personali (cui si ha diritto) e facendo rimbalzare tutto ovunque. Una sorta di cerchio infinito in cui la sconfitta è l'informazione di qualità, quella cui dovrebbero sempre ambire tutti. Sarebbe un freno per un mondo già sovraccarico di input, dove siamo “bombardati” senza sosta, senza tregua di cose che ci sentiamo obbligati a seguire.

Un corto circuito permanente d'attenzione e di sovraccarico mediatico. E come ogni cosa portata all'eccesso, è un danno. Cui, temo, non si possa più porre rimedio, se non con la volontà personale di distaccarsi da questa narrazione sbilanciata, reinserendo nel proprio modo di informarsi una quanto mai necessaria dose di distacco e di ragionamento. Cose difficili da fare, faticose, ma non impossibili.

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Muddy Waters - At Newport 1960 (1960)


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At Newport 1960 è un album live di Muddy Waters registrato durante la sua esibizione al Newport Jazz Festival il 3 luglio 1960. Con la sua storica band di supporto, Muddy Waters suona un mix dei suoi vecchi brani popolari e alcune composizioni più recenti. La Chess Records pubblicò l'album negli Stati Uniti il ​​15 novembre 1960. At Newport 1960 è talvolta definito il primo album blues dal vivo e ha ricevuto il plauso della critica. La rivista Rolling Stone lo ha incluso al numero 348 nella sua lista dei “500 migliori album di tutti i tempi”. Insieme alle canzoni di The Best of Muddy Waters (1958), l'album è stato un'importante influenza sulle scene emergenti del blues bianco più giovane negli Stati Uniti e nel Regno Unito.


Ascolta: album.link/i/1484105309



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Muddy Waters - At Newport 1960 (1960)


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At Newport 1960 è un album live di Muddy Waters registrato durante la sua esibizione al Newport Jazz Festival il 3 luglio 1960. Con la sua storica band di supporto, Muddy Waters suona un mix dei suoi vecchi brani popolari e alcune composizioni più recenti. La Chess Records pubblicò l'album negli Stati Uniti il ​​15 novembre 1960. At Newport 1960 è talvolta definito il primo album blues dal vivo e ha ricevuto il plauso della critica. La rivista Rolling Stone lo ha incluso al numero 348 nella sua lista dei “500 migliori album di tutti i tempi”. Insieme alle canzoni di The Best of Muddy Waters (1958), l'album è stato un'importante influenza sulle scene emergenti del blues bianco più giovane negli Stati Uniti e nel Regno Unito.


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Forum internazionale dei pubblici ministeri a Vienna


Si è tenuto a Vienna, sotto l'egida di UNODC (vedi nota sottostante), il Forum Internazionale dei Pubblici Ministeri, che aveva lo scopo di rafforzare la cooperazione internazionale contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, con un focus sulla identificazione di rotte emergenti, tecniche investigative e dimensioni di genere nei crimini. Sono convenuti esperti da quasi 60 paesi e da organizzazioni internazionali. Le sfide da affrontare per una più efficace cooperazione consistono in barriere legali, linguistiche e nelle risorse limitate, che ostacolano la collaborazione. Come noto, I pubblici ministeri hanno la responsabilità di avviare e svolgere azioni penali, fungere da parte in procedimenti giudiziari e, in molti paesi, supervisionare le indagini. Identificano i sospetti, raccolgono prove per stabilire la colpa e supportano le vittime durante il processo legale. Inoltre, rappresentano lo Stato nell'applicazione della legge e garantiscono la sicurezza pubblica. Il Forum internazionale dei pubblici ministeri mira a migliorare la comunicazione e la collaborazione tra i procuratori facilitando il dialogo e la condivisione delle conoscenze. Si concentra sull'identificazione delle rotte emergenti del traffico, sull'esplorazione di tecniche investigative innovative e sulla sensibilizzazione riguardo alle dimensioni di genere dei crimini. Inoltre, crea un ambiente propizio per la comunicazione, dove le domande possono ricevere risposte e le idee possono essere condivise e implementate nei vari paesi. La cooperazione internazionale è fondamentale nella lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, poiché consente ai paesi di condividere informazioni e coordinare azioni efficaci. Senza tale cooperazione, è difficile smantellare le organizzazioni criminali che operano su scala transnazionale, poiché queste reti criminali si estendono in diversi paesi. Inoltre, la collaborazione aiuta a superare barriere come sistemi giuridici diversi e risorse limitate, migliorando l'efficacia delle operazioni contro il crimine organizzato.

NOTA: UNODC è l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, un'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di affrontare problemi legati alla droga, al crimine organizzato e alla criminalità transnazionale. Fornisce assistenza tecnica e supporto ai paesi per sviluppare strategie e politiche efficaci nella lotta contro la droga e il crimine. Inoltre, promuove la cooperazione internazionale e la condivisione delle informazioni per combattere queste problematiche a livello globale.

#UNODC #Foruminternazionalepubbliciministeri


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Forum internazionale dei pubblici ministeri a Vienna


Forum internazionale dei pubblici ministeri a Vienna


Si è tenuto a Vienna, sotto l'egida di UNODC (vedi nota sottostante), il Forum Internazionale dei Pubblici Ministeri, che aveva lo scopo di rafforzare la cooperazione internazionale contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, con un focus sulla identificazione di rotte emergenti, tecniche investigative e dimensioni di genere nei crimini. Sono convenuti esperti da quasi 60 paesi e da organizzazioni internazionali. Le sfide da affrontare per una più efficace cooperazione consistono in barriere legali, linguistiche e nelle risorse limitate, che ostacolano la collaborazione. Come noto, I pubblici ministeri hanno la responsabilità di avviare e svolgere azioni penali, fungere da parte in procedimenti giudiziari e, in molti paesi, supervisionare le indagini. Identificano i sospetti, raccolgono prove per stabilire la colpa e supportano le vittime durante il processo legale. Inoltre, rappresentano lo Stato nell'applicazione della legge e garantiscono la sicurezza pubblica. Il Forum internazionale dei pubblici ministeri mira a migliorare la comunicazione e la collaborazione tra i procuratori facilitando il dialogo e la condivisione delle conoscenze. Si concentra sull'identificazione delle rotte emergenti del traffico, sull'esplorazione di tecniche investigative innovative e sulla sensibilizzazione riguardo alle dimensioni di genere dei crimini. Inoltre, crea un ambiente propizio per la comunicazione, dove le domande possono ricevere risposte e le idee possono essere condivise e implementate nei vari paesi. La cooperazione internazionale è fondamentale nella lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, poiché consente ai paesi di condividere informazioni e coordinare azioni efficaci. Senza tale cooperazione, è difficile smantellare le organizzazioni criminali che operano su scala transnazionale, poiché queste reti criminali si estendono in diversi paesi. Inoltre, la collaborazione aiuta a superare barriere come sistemi giuridici diversi e risorse limitate, migliorando l'efficacia delle operazioni contro il crimine organizzato.

NOTA: UNODC è l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, un'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di affrontare problemi legati alla droga, al crimine organizzato e alla criminalità transnazionale. Fornisce assistenza tecnica e supporto ai paesi per sviluppare strategie e politiche efficaci nella lotta contro la droga e il crimine. Inoltre, promuove la cooperazione internazionale e la condivisione delle informazioni per combattere queste problematiche a livello globale.

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Segui il blog e interagisci con i suoi post nel fediverso. Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Tom Tom Club - Tom Tom Club (1981)


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Tom Tom Club è l'album di debutto in studio dei Tom Tom Club, pubblicato nel 1981, contenente i singoli di successo nel Regno Unito “Wordy Rappinghood”, che raggiunse il n. 7 nel giugno 1981 e “Genius of Love”, che raggiunse il n. 65 nell'ottobre dello stesso anno. Fu ripubblicato nel Regno Unito nel 1982 per includere “Under the Boardwalk”, che raggiunse il n. 22 nell'agosto 1982. Quando fu pubblicato negli Stati Uniti, “Genius of Love” raggiunse il n. 31 nella Billboard Hot 100. Sia “Wordy Rappinghood” che “Genius of Love” raggiunsero la vetta della classifica dance statunitense. L'album fu ripubblicato il 19 maggio 2009, come parte di un pacchetto deluxe da due CD con il secondo album della band, Close to the Bone. L'album è stato ulteriormente ripubblicato in vinile bianco in edizione limitata dalla Real Gone Music il 1° marzo 2019. La rivista Slant Magazine ha inserito l'album al numero 87 nella sua lista dei migliori album degli anni '80.


Ascolta: album.link/i/1443455978



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Tom Tom Club - Tom Tom Club (1981)


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Tom Tom Club è l'album di debutto in studio dei Tom Tom Club, pubblicato nel 1981, contenente i singoli di successo nel Regno Unito “Wordy Rappinghood”, che raggiunse il n. 7 nel giugno 1981 e “Genius of Love”, che raggiunse il n. 65 nell'ottobre dello stesso anno. Fu ripubblicato nel Regno Unito nel 1982 per includere “Under the Boardwalk”, che raggiunse il n. 22 nell'agosto 1982. Quando fu pubblicato negli Stati Uniti, “Genius of Love” raggiunse il n. 31 nella Billboard Hot 100. Sia “Wordy Rappinghood” che “Genius of Love” raggiunsero la vetta della classifica dance statunitense. L'album fu ripubblicato il 19 maggio 2009, come parte di un pacchetto deluxe da due CD con il secondo album della band, Close to the Bone. L'album è stato ulteriormente ripubblicato in vinile bianco in edizione limitata dalla Real Gone Music il 1° marzo 2019. La rivista Slant Magazine ha inserito l'album al numero 87 nella sua lista dei migliori album degli anni '80.


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Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967)


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Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band è l'ottavo album in studio del gruppo rock inglese The Beatles. Pubblicato il 26 maggio 1967, rimase per 27 settimane al primo posto nella classifica Record Retailer nel Regno Unito e per 15 settimane al primo posto nella classifica Billboard Top LPs negli Stati Uniti. L'album fu elogiato dalla critica per le sue innovazioni nella scrittura di canzoni, nella produzione e nella grafica, per aver colmato il divario culturale tra musica popolare e alta arte e per aver riflesso gli interessi della gioventù contemporanea e della controcultura. La sua uscita fu un momento decisivo nella cultura pop degli anni '60, annunciando la Summer of Love, mentre l'accoglienza dell'album raggiunse la piena legittimazione culturale per la musica pop e il riconoscimento del mezzo come una vera e propria forma d'arte. Alla fine di agosto 1966, i Beatles si ritirarono definitivamente dai tour e perseguirono interessi individuali per i successivi tre mesi. Durante un volo di ritorno a Londra a novembre, Paul McCartney ebbe un'idea per una canzone che coinvolgeva una banda militare edoardiana che diede impulso al concept di Sgt. Pepper. Le sessioni iniziarono il 24 novembre agli EMI Studios con composizioni ispirate alla giovinezza dei Beatles, ma dopo le pressioni della EMI, le canzoni “Strawberry Fields Forever” e “Penny Lane” furono pubblicate come singolo doppio lato A nel febbraio 1967 e escluse dall'LP. L'album fu vagamente concettualizzato come un'esibizione della fittizia band Sgt. Pepper, un'idea concepita dopo aver registrato la traccia del titolo. Un'opera chiave della psichedelia britannica, incorpora una gamma di influenze stilistiche, tra cui vaudeville, circo, music hall, avanguardia e musica classica occidentale e indiana. La band continuò la sperimentazione tecnologica segnata dal loro album precedente, Revolver, questa volta senza una scadenza assoluta per il completamento. Con il produttore George Martin e l'ingegnere del suono Geoff Emerick, il gruppo ha colorato gran parte delle registrazioni con effetti sonori e manipolazione del nastro, come esemplificato in “Lucy in the Sky with Diamonds”, “Being for the Benefit of Mr. Kite!” e “A Day in the Life”. La registrazione è stata completata il 21 aprile. La copertina, che raffigura i Beatles in posa di fronte a un tableau di celebrità e personaggi storici, è stata disegnata dagli artisti pop Peter Blake e Jann Haworth. Sgt. Pepper è considerato dai musicologi uno dei primi concept album che ha fatto progredire i ruoli della composizione sonora, della forma estesa, delle immagini psichedeliche, delle copertine dei dischi e del produttore nella musica popolare. L'album ha avuto un impatto intergenerazionale immediato ed è stato associato a numerosi punti di riferimento della cultura giovanile dell'epoca, come la moda, la droga, il misticismo e un senso di ottimismo e di empowerment. È considerato uno dei primi LP art rock, un progenitore del rock progressivo e l'inizio dell'era degli album. Nel 1968, vinse quattro Grammy Awards, tra cui Album of the Year, il primo LP rock a ricevere questo onore; nel 2003 fu inserito nel National Recording Registry dalla Library of Congress. Ha raggiunto il primo posto in diversi sondaggi di critici e ascoltatori per il miglior album di tutti i tempi, inclusi quelli pubblicati dalla rivista Rolling Stone e nel libro All Time Top 1000 Albums, e il sondaggio “Music of the Millennium” del Regno Unito. Rimane uno degli album più venduti di tutti i tempi ed è stato ancora, nel 2018, l'album in studio più venduto nel Regno Unito. Più di 32 milioni di copie erano state vendute in tutto il mondo a partire dal 2011. Un'edizione remixata e ampliata dell'album è stata pubblicata nel 2017.


Ascolta: album.link/i/1441164604



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Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967)


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Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band è l'ottavo album in studio del gruppo rock inglese The Beatles. Pubblicato il 26 maggio 1967, rimase per 27 settimane al primo posto nella classifica Record Retailer nel Regno Unito e per 15 settimane al primo posto nella classifica Billboard Top LPs negli Stati Uniti. L'album fu elogiato dalla critica per le sue innovazioni nella scrittura di canzoni, nella produzione e nella grafica, per aver colmato il divario culturale tra musica popolare e alta arte e per aver riflesso gli interessi della gioventù contemporanea e della controcultura. La sua uscita fu un momento decisivo nella cultura pop degli anni '60, annunciando la Summer of Love, mentre l'accoglienza dell'album raggiunse la piena legittimazione culturale per la musica pop e il riconoscimento del mezzo come una vera e propria forma d'arte. Alla fine di agosto 1966, i Beatles si ritirarono definitivamente dai tour e perseguirono interessi individuali per i successivi tre mesi. Durante un volo di ritorno a Londra a novembre, Paul McCartney ebbe un'idea per una canzone che coinvolgeva una banda militare edoardiana che diede impulso al concept di Sgt. Pepper. Le sessioni iniziarono il 24 novembre agli EMI Studios con composizioni ispirate alla giovinezza dei Beatles, ma dopo le pressioni della EMI, le canzoni “Strawberry Fields Forever” e “Penny Lane” furono pubblicate come singolo doppio lato A nel febbraio 1967 e escluse dall'LP. L'album fu vagamente concettualizzato come un'esibizione della fittizia band Sgt. Pepper, un'idea concepita dopo aver registrato la traccia del titolo. Un'opera chiave della psichedelia britannica, incorpora una gamma di influenze stilistiche, tra cui vaudeville, circo, music hall, avanguardia e musica classica occidentale e indiana. La band continuò la sperimentazione tecnologica segnata dal loro album precedente, Revolver, questa volta senza una scadenza assoluta per il completamento. Con il produttore George Martin e l'ingegnere del suono Geoff Emerick, il gruppo ha colorato gran parte delle registrazioni con effetti sonori e manipolazione del nastro, come esemplificato in “Lucy in the Sky with Diamonds”, “Being for the Benefit of Mr. Kite!” e “A Day in the Life”. La registrazione è stata completata il 21 aprile. La copertina, che raffigura i Beatles in posa di fronte a un tableau di celebrità e personaggi storici, è stata disegnata dagli artisti pop Peter Blake e Jann Haworth. Sgt. Pepper è considerato dai musicologi uno dei primi concept album che ha fatto progredire i ruoli della composizione sonora, della forma estesa, delle immagini psichedeliche, delle copertine dei dischi e del produttore nella musica popolare. L'album ha avuto un impatto intergenerazionale immediato ed è stato associato a numerosi punti di riferimento della cultura giovanile dell'epoca, come la moda, la droga, il misticismo e un senso di ottimismo e di empowerment. È considerato uno dei primi LP art rock, un progenitore del rock progressivo e l'inizio dell'era degli album. Nel 1968, vinse quattro Grammy Awards, tra cui Album of the Year, il primo LP rock a ricevere questo onore; nel 2003 fu inserito nel National Recording Registry dalla Library of Congress. Ha raggiunto il primo posto in diversi sondaggi di critici e ascoltatori per il miglior album di tutti i tempi, inclusi quelli pubblicati dalla rivista Rolling Stone e nel libro All Time Top 1000 Albums, e il sondaggio “Music of the Millennium” del Regno Unito. Rimane uno degli album più venduti di tutti i tempi ed è stato ancora, nel 2018, l'album in studio più venduto nel Regno Unito. Più di 32 milioni di copie erano state vendute in tutto il mondo a partire dal 2011. Un'edizione remixata e ampliata dell'album è stata pubblicata nel 2017.


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NOSFERATU


ella è non-morta: è NOSFERATU!“ “Lucy è sarda?

E dopo questa brevissima introduzione gentilmente donataci da quel genio del male di Mel Brooks, possiamo finalmente parlare del filmone di quest'anno. Quello che mi sono sparato 2 volte nella stessa settimana, per cui ho rotto le scatole ad amici e parenti per un mese e che mi ha fatto dubitare di molte cose soprattutto legate al cinema contemporaneo.

locandina

Ma prendiamola larga parlando dei film horror che hanno fatto la storia nel secondo '900, l'epoca dove Universal ed Hammer tiravano fuori un film su Dracula o Frankenstein ogni due mesi al punto da spremere ogni idea possibile per nuove sceneggiature e lanciandosi a piedi uniti nel ridicolo degli ultimi anni solo per seguire la moda. Poi negli USA fra gli anni '70 ed i primi anni '90 abbiamo avuto una serie di nuovi mostri e maschere capaci di farci tremare nuovamente e finalmente dal terrore e dal raccapriccio. Basta col mostro creato da un esperimento dallo scienziato pazzo di turno: entri Jason Voohres, con maschera da hockey e machete, pronto a sventrare tutti i teenagers in tempesta ormonale del campeggio. Perché avere paura del vampiro nobile ed educatissimo che ti resta fuori dalla finestra perché non lo hai invitato ad entrare? La pezza ce la mette Freddy Krueger, che ti entra direttamente nei sogni senza chiedere e ti insulta male mentre ti fa a striscioline sottili col suo guanto da giardiniere professionista. Nuovi mostri che hanno saputo scavarsi il loro posto nella storia del cinema e nei ricordi di tutti noi, salvo andare a picco negli anni '90 per manifesta incapacità di chi doveva scrivere sceneggiature nuove per i loro film. Grazie a loro Jason diventa un trash con budget da musical indiano, Freddy si trasforma in un simpaticone che ti rompe la quarta parete perché fa ridere e Pinhead... non voglio parlare di lui perché lo hanno davvero trattato malissimo (anche se ho tradotto i sottotitoli del film del 2022 che ho veramente apprezzato). Spremuti anche questi personaggi e persa ogni pretesa di credibilità abbiamo cercato un po' di calore nell'abbraccio dei classici, riproponendo un Dracula dannato ma romantico con Gary Oldman ed un tragicissimo mostro di Frankenstein interpretato da De Niro poco tempo dopo.

frankenstein

Eviterò accuratamente tutto il discorso sui film del filone delle possessioni demoniache partito dall'inizio del millennio, con fantasmi incazzosi e mostri sotterranei fino a quella cagata pazzesca di Padre Amorth interpretato da Russell Crowe. Tralascerò anche la recente saga di Terrifier perché per quanto mi stia simpatico Art the Clown comunque stiamo parlando di uno splatter e non me la sento di inserirlo nella Hall of Fame del genere, nonostante tutto. Sarà perché in qualche modo risulta troppo divertente e quindi mi ricorda troppo quel Krueger simpaticone che non voglio più vedere... Così arriviamo finalmente al Nosferatu di Eggers che ha scelto la repulsione più totale come cavallo di battaglia, come ci aveva insegnato il buon Lucio Fulci.

fulci

Questa seconda premessa invece è doverosa per dare un minimo di contesto in più sul film: l'originale Nosferatu è un film del 1922 girato dal tedeschissimo Murnau che ha tentato, cambiando nomi e luoghi, di aggirare i diritti d'autore legati a Dracula di Stoker. La moglie dello scrittore è riuscita però a farsi valere vincendo la causa, cosa che ha portato il tribunale ad ordinare la distruzione di tutte le “pizze” contenenti la pellicola. Murnau ha commentato la cosa con un “mavaffanculo” ed è riuscito a contrabbandare alcune copie negli USA, facendo arrivare la sua opera intatta ai giorni nostri dove viene considerata una delle più importanti per la storia del cinema. E dicono che la pirateria danneggia l'arte.

murnau

Negli anni '70 arriva Herzog, noto per essere matto da generazioni, che decide di omaggiare il conterraneo rivisitando l'opera: il vampiro Orlok non è più un sadico a caso ma è un poverino assuefatto dalla sua stessa condizione di parassita, i personaggi sono tutti più o meno disturbati già in partenza e a fare da cornice a tutto c'è una Wisburg grigia e deprimente. La luce naturale usata in ogni scena regala un'aria di etereo ed è un lavoro apprezzato un po' da tutti essendo effettivamente il tramite fra il cinema tedesco espressionista di inizio secolo e quello più moderno e realista, mettendo nel mixer le atmosfere tetre del primo con una ricca sceneggiatura e nuove tecniche di ripresa tipiche del secondo.

murnau

Il terzo film sul vampiro calvo invece è di Merhige, che ha esordito con Begotten del 1989 dimostrando pure lui di non stare bene. Nel suo “l'Ombra del Vampiro” inscena la leggenda che aleggia sul film di Murnau (qui interpretato da John Malkovic) e di come ha girato il film usando un vampiro vero (Wilelm Dafoe), che porta ad incidenti sul set e la sostituzione di elementi della troupe di continuo perché il vampiro ha fame e gli viene negata la protagonista fino all'ultima scena. Si segnala anche la presenza di quel figo imperiale di Udo Kier, che interpreta Albin Grau (il produttore), immancabile come sempre quando si tratta di film sui vampiri o sui nazisti.

dafoe

Arriviamo quindi ad Eggers, il regista di questa nuova iterazione.

Si narra sia nato in un manicomio criminale tipo Outlast. Un bel giorno si è svegliato dicendosi “l'horror ha bisogno di un messia” quindi si è presentato su una produzione qualunque nel bel mezzo delle riprese e cacciando in malo modo il regista ha urlato a tutti “BENE OGGI GIRIAMO THE VVITCH, SE NON AVETE UN VESTITO DA QUACCHERO SPARITE DALLA MIA VISTA” mettendo le basi per suo primo, pazzesco, film. E qui non aveva ancora preso il vizio di nuotare negli allucinogeni insieme a Willem Dafoe, ormai suo attore feticcio, che lo accompagnerà per le altre tre pellicole della sua filmografia.

Ecco magari Eggers non è proprio così come l'ho descritto ma mi piace pensarlo. Perché se c'è qualcosa di vero in quelle poche righe di delirio che ho scritto più su è comunque che questo regista è sul serio il messia del genere horror, a me tanto caro. O se non dell'horror più classico, beh almeno di quelli che giocano su angoscia e follia di quella pesante. Ho sempre pensato che The Lighthouse fosse perfetto per ospitare una colonna sonora scritta ed eseguita dagli Electric Wizards e la stessa cosa vale con The Northman se lo facciamo accompagnare (almeno in alcune scene) dai Bolt Thrower. Si prende i suoi tempi per mettere in scena il tutto, cura tantissimo il movimento di macchina e i colori delle inquadrature, pretende prese dirette lunghissime e soprattutto monta le sequenze in modo che abbiano sempre un senso senza lasciare nulla al caso. Non so voi ma io mi sono stufato dei registi ultrablasonati che fanno un film lasciando i buchi ben esposti così da farti comprare il fumetto o avere spazio per un sequel che li colmi: Eggers ti consegna una storia completa, le dimenticanze non sono accettabili. Quello che c'è da spiegare è nel film e non devi ipotizzare nulla. Se proprio vuoi approfondire puoi farlo senza inventarti cose (come invece molti fanno con Star Wars ad esempio) e questo è il motivo per cui tantissimi youtuber che parlano di lore e teorie filmiche lo detestano: non ci si può appendere a nulla con lui.

rotten

Adesso andiamo sul film.

La storia racconta di Ellen (interpretata da Lily Depp), sposata con tale Thomas (Nicholas Hoult) che lavora per Tecnocasa cercando di sfruttare la bolla immobiliare come gli ha consigliato il suo migliore amico, che è diventato a sua volta ricchissimo con le criptovalute che al mercato mio padre comprò. Il cadavere parassita di turno vuole lei per qualche motivo mentre decide di trasferirsi nella sua stessa città, il marito gli si oppone, vari paletti di frassino vengono piantati qui e là fra le bestemmie di tutti e si conclude la cosa col solito finale struggente perché alla fine il mostro è stato sconfitto ma non ci sono veri vincitori. La storia è sempre quella che condivide con Dracula, del resto deriva proprio da lì ed anche i sassi la conoscono, quindi chiudo qui perché tanto non avrebbe senso scadere nella ripetizione.

...se non fosse che in realtà sono i dettagli aggiunti da Eggers a rendere molto diverso questo film permettendogli di essere considerato nuovo.

Da qui in poi, e sembrerà assurdo, c'è l'allarme spoiler. Non dite che non vi ho avvertiti.

quadro

Il film si apre con una giovanissima Ellen (alcuni anni prima della storia) che prega nel buio qualcuno che la venga a prendere e che la porti via. La ragazza è talmente disperata nella solitudine della sua casa, dove viene considerata malata da Genitore 1 in seguito ad episodi di crisi epilettiche, da cercare le attenzioni di chiunque senza pensare che la richiesta di aiuto potrebbe essere colta anche da un mostro ripugnante. Io subito ci ho letto una critica verso OnlyFans. Sia come sia, questa è stata l'aggiunta più importante al mucchio essendo la premessa che muove tutto il film: qui è lei che richiama il vampiro nella vita sua e di tutti quelli che la circondano. Negli altri film è sempre stato il contrario, è lei che viene cercata e braccata, vuoi perché l'Orlok di Kinski vuole ciucciarsi una bella donna che ha visto una volta sola in foto o perché il Vlad di Oldman è ancora innamorato di sua moglie dopo secoli e casualmente trova la sua reincarnazione a Londra. Ma con Ellen dobbiamo ancora capire il perché.

ellen1

Poi abbiamo Thomas, povero piciu fresco di matrimonio, che invece di stare con la sua Ellen si reca al castello sperando di chiudere quel contratto che lo metterebbe economicamente a posto per sempre. Già gli zingari che lo prendono per il culo appena arrivato al villaggio non sono un buon segno, anche perché gli ciulano immediatamente il cavallo, ma oltretutto assiste ad un loro rito di esorcismo su un cadavere che si scopre essere ancora animato nella tomba. Trova il suo cliente al castello di famiglia il giorno successivo e questa scena l'ho davvero preferita fra tutte quelle del film perché finalmente ci viene presentata nella forma più credibile che abbia mai visto. In qualunque Dracula o nei due Nosferatu precedenti (quello di Mehrige lo escludiamo in quanto parodia) l'agente immobiliare arriva con i contratti pronti da firmare ed è talmente preso dal lavoro che non si accorge delle stranezze che gli stanno intorno. Si ok il castello è lugubre e quel nobile magiaro è strano ma... pazienza. Cioé ci mette GIORNI a capire che sta per finire nel tritacarne, improvvisandosi anche investigatore per riuscire a capirci qualcosa appena intuisce che la realtà è stata stravolta. Qui Thomas è decisamente più sveglio capendo immediatamente chi ha di fronte e si caca addosso come neanche GG Allin già nei primi 5 minuti. Non perde tempo e vuole che si firmi il contratto il prima possibile, così da poter tornare al galoppo dalla moglie pensando magari di mollare il lavoro per aprirsi un ortofrutta che gli eviterebbe di incontrare certi soggetti. Ha davanti un diavolo vero che puzza di cadavere, il castello è in rovina ed inabitabile, nessuno lo serve come invece ci si aspetterebbe in una casa di alta levatura e dei lupi enormi e neri sono sempre in agguato per lui.

thomas

Il padrone di casa è il Conte Graf Orlok (Bill Skasgard). Qui non c'è un bel dandy educato e sexy: abbiamo un morto animato che usa i vestiti per nascondere la putrefazione del suo corpo, con baffi sempre inzuppati del sangue di qualcuno, i polmoni marci in perenne debito d'ossigeno e la sgarbatezza tipica di chi aveva il potere in quelle terre 600 anni prima e che ancora lo pretende. Come dicevo prima a Eggers piace giocare coi dettagli ed infatti ecco l'occasione perfetta che cercavo per illustrare il punto. Alcuni amici ed anche molti post su internet che ho visto facevano sempre questa domanda: “ok ma che tipo di vampiro è lui?” complice il fatto che effettivamente è un essere atipico rispetto a quello dell'immaginario classico, che sia cinematografico o proveniente da un gioco di ruolo. Perché lui non ti beve sangue dal collo ma ti buca all'altezza del cuore. Il suo corpo non si rigenera dopo ogni bevuta perché è sempre mezzo decomposto e così resta. Non si trasforma in uno stormo di pipistrelli o in licantropo, tanto fa già terrore così com'è. Non è stato morso da un altro vampiro, non si è elevato dalla morte per un capriccio verso il suo Dio e soprattutto non è rimasto in non-vita per paura di morire definitivamente come invece succede nel Dracula di Netflix. Anche Caino c'entra poco. Come ho detto, la risposta è nel film stesso ma bisogna mettere insieme tutti gli indizi.

orlok1

Egli è un Şolomanari, un negromante che cavalca draghi, come ci dice la madre superiora del convento attraverso la sua traduttrice mentre spiega la cosa a Thomas in via di guarigione:

Un incantatore nero era in vita. Şolomanari. Il diavolo preservò la sua anima affinché il suo cadavere potesse camminare di nuovo nella bestemmia.

Cosa confermata anche da Von Franz (Wilelm Dafoe):

Il nostro Nosferatu è di una malignità speciale. È un arci-incantatore, Şolomonari, il discepolo colto di Satana. Ulteriori chiarimenti portano solo alla follia.

knock

Von Franz riconosce immediatamente il codice dei Şolomonari nel libro di incantamenti detenuto dal capo di Thomas, col quale crea macabri rituali ed evocazioni dal suo ufficio. E proprio questo, Herr Knock, si appresta a diventare il successore del Şolomonari Orlok facendosi trovare nella bara del suo padrone, confessando di aver impegnato la sua anima e di aver fatto “tutto il necessario” per diventare il nuovo Signore dei Ratti. Parole sue eh, ed io ci credo perché non penso che un essere con tanto potere e carattere di merda abbia voglia di condividere qualcosa con un suo simile. Gli sta lasciando il posto e ne ha tutte le motivazioni come per esempio lo schifo dell'abitare un corpo devastato dai vermi e dalla peste. Non vuole restare su questa terra più del necessario quindi, ma è stato evocato da Ellen e non può avere riposo finché lei non lo seguirà nel mondo dei morti. Nella scena dove si incontrano fisicamente per la prima volta, dopo l'ennesima volta che lui le ripete “tu non sei parte dell'umano genere” e “non sei per i vivi”, lui aggiunge che era in una fossa quando lei lo ha richiamato diventando il suo tormento e le chiede ancora “ti ricordi come eravamo?”. Diventa chiaro che Ellen in realtà era già con Orlok in una vita precedente anche se non viene specificato il legame, che lei lo ha richiamato inconsapevolmente e che lui vuole mettere fine a tutto portandosela di nuovo via per avere la pace eterna. Il tutto viene infiocchettato in una bega burocratica fra contratti e patti, le solite cose che si fanno con i demoni per avere qualcosa in cambio, quindi qualcosa si è rotto e l'accordo deve essere rinnovato con Ellen che deve offrirsi spontaneamente come clausola. Perciò lei è tanto importante ed è la chiave di tutto, e se ne sono dette tante su di lei: è quella che ha scatenato la cosa e quindi deve pagare, è l'agnello sacrificale della storia oppure è la vittima di una storia gestita da maschi.

Io invece sono giunto alla conclusione che questo film semplicemente vuole dirci che tutti hanno una parte in qualcosa ed una natura, non importa quanto bella o mostruosa essa possa essere, e che dobbiamo accettarla senza fare troppe storie.

franz

Orlok è una forza della natura che si aggrappa al suo antico potere sapendo che non può durare a lungo, perciò arriva in Germania dove la superstizione è morta e nessuno sa più come combatterlo. Thomas è il poveretto che si trova in mezzo ad una situazione che non può capire, cercando di risolverla comunque perché è lui che porta i pantaloni senza comprendere di valere quanto il 2 di coppe nella briscola a bastoni. Il Dottor Sievers sarebbe la voce della scienza e della ragione, ma ha il kink dei salassi e dei corsetti da donna strettissimi al limite dell'apnea, dimostrando che alla fine tutti i suoi studi non risolvono un cazzo. Von Franz è fuori come un poggiolo, qualcosa del sovrannaturale anche lo conosce, ma non nemmeno lui ha soluzioni ed alla fine si arrende all'inevitabile. Deve affidarsi all'unica che ci ha capito qualcosa, perché la soluzione è solamente Ellen. Lei che per una vita è stata vista come la matta e la stupida, ha il potere di firmare o rifiutare il contratto col demonio ed accettandolo accetta anche la sua natura lasciandosi prendere dalla morte, felice come aveva sognato tempo prima in un incubo premonitore. Ha capito il suo posto in tutta quella faccenda e che può mettere fine a tutto per sempre secondo le sue condizioni, al punto che mentre il sole colpisce il vampiro lei addirittura lo abbraccia con un sorriso e cerca di tranquillizzarlo mentre lui urla e soffre. Il rituale del loro “matrimonio” doveva permettere a entrambi di tornare nel regno dei dannati forse come sovrani, ma con l'interferenza del sole e la decisione di Ellen di porre fine a tutto tramite un sacrificio ha effettivamente spezzato una maledizione lunga secoli, e nessuno dei due rinascerà più. O tornerà come vampiro, come dice Von Franz:

il volontario sacrificio così spezzò la maledizione, e li liberò dalla piaga del Nosferatu

ellen2

Come Thomasine in The VVitch quando comprende il suo destino accettando di diventare una strega perché predestinata a quel ruolo, lo stesso fa Ellen. In qualche modo questo film conferma quanto Eggers aveva già fatto col suo primo lavoro, la superstizione la fa da padrone e gli uomini impazziscono davanti all'ignoto perché non vogliono accettarne l'esistenza. Il che mi colpisce moltissimo perché ho sempre preferito la razionalità, quindi se fossi un personaggio di Eggers finirei sicuramente male.

Per me questo film è un 10/10, non ho trovato mezzo difetto, ed il regista entra nel mio olimpo personale di fianco a Villeneuve.


noblogo.org/jollanza/nosferatu


Come sostituire la cartuccia del monocomando del miscelatore


La manutenzione del rubinetto miscelatore a monocomando, si impone quando questo non chiude più bene, o vi sono altri segni di malfunzionamento.

miscelatore in funzione

L'intervento consiste nell'estrarre la cartuccia di miscelazione interna e, se questa è intasata da corpi estranei, eseguire una pulizia accurata di tutte le parti che vengono a contatto con l'acqua, per eliminare ogni particella di calcare o di sabbia.

In alcuni modelli la manopola si smonta allentando la vite a brugola quasi sempre alloggiata sotto la manopola (o sul retro).

Si estrae la “cartuccia” e si pulisce l'interno con uno straccio. Se vi sono tracce di calcare si versa un liquido anticalcare e lo si lascia agire per almeno un'ora, prima di rimontare il tutto per controllare se il problema è risolto.

Se il danno è maggiore occorre sostituire la cartuccia con una compatibile.

Le cartucce monocomando


schema miscelatore monocomando

Il componente principale di un rubinetto mono comando è la cartuccia di miscelazione, un elemento in materiale plastico nel quale è contenuto il “cuore” vero e proprio del rubinetto, la valvola miscelatrice a dischi ceramici. La cartuccia è a sua volta alloggiata nell'involucro del miscelatore, nel quale sono ricavati i condotti di adduzione dell'acqua calda e fredda e il condotto di uscita dell'acqua miscelata. Ne esistono di diversi diametri, i più comuni sono quelli da 35 mm e 40 mm.

Operazioni preliminari


  1. Per accedere alla vite che fissa la manopola del miscelatore dobbiamo asportare la mascherina copri-vite, che va rimossa facendo leva con un piccolo cacciavite o con la punta del cutter.

maschera copri vite

  1. Asportata la mascherina, allentiamo la vite (in genere con chiave a brugola) posta nella parte inferiore; in alcuni modelli (raramente) la testa della vite può essere a stella.

smontaggio maniglia miscelatore

  1. La manopola può essere asportata scoprendo la cuffia di rotazione sottostante e separandola dall'incastro. Manteniamo in ordine i vari pezzi per averli a portata di mano durante il riassemblaggio.

cuffia di rotazione

  1. Svitiamo delicatamente la cuffia e raggiungiamo il vano in cui è alloggiata la cartuccia miscelatrice. Già da una prima osservazione possiamo verificare la presenza o meno di residui calcarei.


Estrazione e inserimento


  1. La cartuccia può essere fissata con una ghiera oppure con viti al corpo del rubinetto. Per liberarla togliamo la ghiera (o le viti). Non esercitiamo troppa forza per non danneggiare il rubinetto (utilizziamo spray sbloccante).

ghiera di fisaggio miscelatore

  1. Estraiamo la cartuccia e verifichiamo lo stato di usura dei dischi superiore e inferiore. Anche in questo caso lavoriamo delicatamente per non forzare eccessivamente il rubinetto.

NB: Durante la fase di smontaggio della cartuccia è possibile che le vecchie guarnizioni ad anello (o-ring) rimangano nella sede del rubinetto. Per eliminarle asportiamole direttamente con le dita o aiutandoci con delle pinzette.

oring miscelatore

  1. Spesso basta pulire con un anticalcare e rimontare la cartuccia, in caso contrario dobbiamo sostituirla con una nuova procedendo in ordine inverso rispetto alla sequenza dello smontaggio.

cartuccia miscelatore

  1. Sostituita la cartuccia rimontiamo tutti gli elementi e verifichiamo il corretto funzionamento del miscelatore, controllando pressione di uscita e corretta miscelazione dell'acqua calda e fredda.

sostituzione cartuccia


articolo del 25 Febbraio 2025


#tutorial #idraulico #miscelatore #CartucciaMiscelatore #rubinetto #FaiDaTe #UnoIdraulico #UnoFaiDaTe


noblogo.org/fenix/come-sostitu…


Come sostituire la cartuccia del monocomando del miscelatore


La manutenzione del rubinetto miscelatore a monocomando, si impone quando questo non chiude più bene, o vi sono altri segni di malfunzionamento.

miscelatore in funzione

L'intervento consiste nell'estrarre la cartuccia di miscelazione interna e, se questa è intasata da corpi estranei, eseguire una pulizia accurata di tutte le parti che vengono a contatto con l'acqua, per eliminare ogni particella di calcare o di sabbia.

In alcuni modelli la manopola si smonta allentando la vite a brugola quasi sempre alloggiata sotto la manopola (o sul retro).

Si estrae la “cartuccia” e si pulisce l'interno con uno straccio. Se vi sono tracce di calcare si versa un liquido anticalcare e lo si lascia agire per almeno un'ora, prima di rimontare il tutto per controllare se il problema è risolto.

Se il danno è maggiore occorre sostituire la cartuccia con una compatibile.

Le cartucce monocomando


schema miscelatore monocomando

Il componente principale di un rubinetto mono comando è la cartuccia di miscelazione, un elemento in materiale plastico nel quale è contenuto il “cuore” vero e proprio del rubinetto, la valvola miscelatrice a dischi ceramici. La cartuccia è a sua volta alloggiata nell'involucro del miscelatore, nel quale sono ricavati i condotti di adduzione dell'acqua calda e fredda e il condotto di uscita dell'acqua miscelata. Ne esistono di diversi diametri, i più comuni sono quelli da 35 mm e 40 mm.

Operazioni preliminari


  1. Per accedere alla vite che fissa la manopola del miscelatore dobbiamo asportare la mascherina copri-vite, che va rimossa facendo leva con un piccolo cacciavite o con la punta del cutter.

maschera copri vite

  1. Asportata la mascherina, allentiamo la vite (in genere con chiave a brugola) posta nella parte inferiore; in alcuni modelli (raramente) la testa della vite può essere a stella.

smontaggio maniglia miscelatore

  1. La manopola può essere asportata scoprendo la cuffia di rotazione sottostante e separandola dall'incastro. Manteniamo in ordine i vari pezzi per averli a portata di mano durante il riassemblaggio.

cuffia di rotazione

  1. Svitiamo delicatamente la cuffia e raggiungiamo il vano in cui è alloggiata la cartuccia miscelatrice. Già da una prima osservazione possiamo verificare la presenza o meno di residui calcarei.


Estrazione e inserimento


  1. La cartuccia può essere fissata con una ghiera oppure con viti al corpo del rubinetto. Per liberarla togliamo la ghiera (o le viti). Non esercitiamo troppa forza per non danneggiare il rubinetto (utilizziamo spray sbloccante).

ghiera di fisaggio miscelatore

  1. Estraiamo la cartuccia e verifichiamo lo stato di usura dei dischi superiore e inferiore. Anche in questo caso lavoriamo delicatamente per non forzare eccessivamente il rubinetto.

NB: Durante la fase di smontaggio della cartuccia è possibile che le vecchie guarnizioni ad anello (o-ring) rimangano nella sede del rubinetto. Per eliminarle asportiamole direttamente con le dita o aiutandoci con delle pinzette.

oring miscelatore

  1. Spesso basta pulire con un anticalcare e rimontare la cartuccia, in caso contrario dobbiamo sostituirla con una nuova procedendo in ordine inverso rispetto alla sequenza dello smontaggio.

cartuccia miscelatore

  1. Sostituita la cartuccia rimontiamo tutti gli elementi e verifichiamo il corretto funzionamento del miscelatore, controllando pressione di uscita e corretta miscelazione dell'acqua calda e fredda.

sostituzione cartuccia


articolo del 25 Febbraio 2025


#tutorial #idraulico #miscelatore #CartucciaMiscelatore #rubinetto #FaiDaTe #UnoIdraulico #UnoFaiDaTe



Abba - The Visitors (1981)


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The Visitors è l'ottavo album in studio del gruppo pop svedese ABBA. È stato pubblicato il 30 novembre 1981. Con The Visitors, gli ABBA si sono allontanati di parecchio dalla musica pop “più leggera” che avevano registrato in precedenza e l'album è spesso considerato uno sforzo più complesso e maturo. La traccia di apertura, “The Visitors”, con i suoi suoni di sintetizzatore minacciosi e la caratteristica voce solista di Frida, annunciava un cambiamento nello stile musicale. Con Benny e Frida che prendevano strade separate, il dolore della separazione è stato esplorato ancora una volta in “When All Is Said and Done”. Il singolo di grande successo dell'album, “One of Us”, descriveva anche la fine di una storia d'amore. Altrove c'erano temi della Guerra Fredda, molto attuali all'epoca, e ulteriori canzoni di isolamento e rimpianto. The Visitors è stato uno dei primi dischi ad essere mai registrato e mixato digitalmente, nonché uno dei primi nella storia ad essere stampato in formato CD nel 1982 poiché, in termini di date di uscita commerciale, è stato preceduto dall'uscita giapponese di 52nd Street di Billy Joel. The Visitors è stato ripubblicato in forma rimasterizzata digitalmente quattro volte: la prima nel 1997, poi nel 2001, di nuovo nel 2005 come parte del cofanetto The Complete Studio Recordings e più recentemente nel 2012. The Visitors Deluxe Edition è stato pubblicato il 23 aprile 2012. Come per le precedenti uscite della serie Deluxe Edition, questa versione offriva un DVD di materiale d'archivio insieme a tracce bonus su CD, tra cui il demo medley “From a Twinkling Star to a Passing Angel”, le prime registrazioni degli ABBA inedite dal 1994. Per quattro decenni, The Visitors è stato l'ultimo album in studio degli ABBA, fino all'uscita del loro album del 2021, Voyage.


Ascolta: album.link/i/1440849364



noblogo.org/available/abba-the…


Abba - The Visitors (1981)


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The Visitors è l'ottavo album in studio del gruppo pop svedese ABBA. È stato pubblicato il 30 novembre 1981. Con The Visitors, gli ABBA si sono allontanati di parecchio dalla musica pop “più leggera” che avevano registrato in precedenza e l'album è spesso considerato uno sforzo più complesso e maturo. La traccia di apertura, “The Visitors”, con i suoi suoni di sintetizzatore minacciosi e la caratteristica voce solista di Frida, annunciava un cambiamento nello stile musicale. Con Benny e Frida che prendevano strade separate, il dolore della separazione è stato esplorato ancora una volta in “When All Is Said and Done”. Il singolo di grande successo dell'album, “One of Us”, descriveva anche la fine di una storia d'amore. Altrove c'erano temi della Guerra Fredda, molto attuali all'epoca, e ulteriori canzoni di isolamento e rimpianto. The Visitors è stato uno dei primi dischi ad essere mai registrato e mixato digitalmente, nonché uno dei primi nella storia ad essere stampato in formato CD nel 1982 poiché, in termini di date di uscita commerciale, è stato preceduto dall'uscita giapponese di 52nd Street di Billy Joel. The Visitors è stato ripubblicato in forma rimasterizzata digitalmente quattro volte: la prima nel 1997, poi nel 2001, di nuovo nel 2005 come parte del cofanetto The Complete Studio Recordings e più recentemente nel 2012. The Visitors Deluxe Edition è stato pubblicato il 23 aprile 2012. Come per le precedenti uscite della serie Deluxe Edition, questa versione offriva un DVD di materiale d'archivio insieme a tracce bonus su CD, tra cui il demo medley “From a Twinkling Star to a Passing Angel”, le prime registrazioni degli ABBA inedite dal 1994. Per quattro decenni, The Visitors è stato l'ultimo album in studio degli ABBA, fino all'uscita del loro album del 2021, Voyage.


Ascolta: album.link/i/1440849364


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Elbow - The Seldom Seen Kid (2008)


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The Seldom Seen Kid è il quarto album in studio della rock band inglese Elbow. È stato pubblicato dalla Fiction Records il 17 marzo 2008 nel Regno Unito e dalla Geffen Records il 22 aprile 2008 negli Stati Uniti. L'album ha debuttato al quinto posto della UK Albums Chart e ha vinto il Mercury Prize nel 2008.


Ascolta: album.link/i/1440761104



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Elbow - The Seldom Seen Kid (2008)


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The Seldom Seen Kid è il quarto album in studio della rock band inglese Elbow. È stato pubblicato dalla Fiction Records il 17 marzo 2008 nel Regno Unito e dalla Geffen Records il 22 aprile 2008 negli Stati Uniti. L'album ha debuttato al quinto posto della UK Albums Chart e ha vinto il Mercury Prize nel 2008.


Ascolta: album.link/i/1440761104


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