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Una ricetta per il DI.DAY: Digital Independence Day


Un numeroso gruppo di associazioni tedesche ha promosso il DI.DAY Digital Independence Day.

Si tratta di un'iniziativa organizzata ogni prima domenica del mese che vuole liberarsi dagli strumenti delle BIGTECH statunitensi (i GAFAM) per passare a servizi e software liberi e indipendenti.

Ecco la traduzione italiana di quello che dicono i promotori dell'iniziativa:

Ogni prima domenica del mese passa dalla parte giusta!

"La nostra vita digitale è nelle mani di pochi super ricchi. Grazie alla posizione di monopolio delle loro aziende, persone come Elon Musk, Jeff Bezos o Mark Zuckerberg determinano a livello mondiale come ci informiamo online, come discutiamo, comunichiamo o agiamo. Nessun individuo e nessuna azienda dovrebbe possedere un'influenza così incontrollata, perché altrimenti non potremmo più vivere in libertà.

La buona notizia è che questo potere glielo diamo noi e possiamo anche toglierglielo: ogni prima domenica del mese organizziamo quindi il #DigitalIndependenceDay: ci riprendiamo la nostra libertà digitale, smettiamo di distruggere la democrazia e passiamo ad alternative digitali democratiche. E ci assicuriamo passo dopo passo la nostra indipendenza digitale!

Il prossimo DI.DAY si terrà il 1° febbraio: qui trovi il programma previsto nelle diverse località."

Naturalmente al momento le iniziative sono localizzate soprattutto nei paesi di lingua tedesca, ma niente impedisce di organizzarne in altre parti di Europa 😀

Qui un'iniziativa organizzata per il 1° febbraio a Lisbona

Ma nel sito trovate un'altra iniziativa simpatica e interessante: una serie di "Ricette per cambiare" (Wechselrezepte).

Sono istruzioni dettagliate sotto forma di ricetta di cucina su come passare da un software o servizio delle BigTech a un software o servizio libero ad es. da Microsoft Office a LibreOffice, da Google a Ecosia, da X a Mastodon.


Una ricetta per passare da X a Mastodon

Per dare un'idea, ecco la traduzione della ricetta per passare da X a Mastodon
(qui il testo originale)


Elon Musk ha trasformato X (ex Twitter) in una piattaforma in cui hanno la precedenza i discorsi (di estrema destra) di incitamento all'odio e la disinformazione. Mastodon è praticamente l'opposto, ma migliore! Si tratta di un'associazione di tante piccole reti (“decentralizzate”), per lo più prive di pubblicità e gestite dagli utenti. Non c'è alcun algoritmo che vuole farti arrabbiare: vedi ciò che i tuoi amici pubblicano, in ordine cronologico e in tutta tranquillità. Se vuoi passare a Mastodon, puoi iniziare subito:


Tempo di preparazione:
25 minuti

Difficoltà:
Media (a causa della scelta del server, ma non preoccuparti, ti aiutiamo noi!)

Ingredienti

Un po' di conoscenza: Mastodon non è un singolo sito web, ma un insieme di molte piccole reti (istanze o server). È come con le e-mail: che tu sia su Posteo.de o Mailbox.org, puoi scrivere a chiunque e ricevere messaggi da chiunque.

Preparazione

1. Scelta del server: vai su joinmastodon.org/it o fedi.garden. Scegli un server che fa al caso tuo. (Non è una decisione definitiva: potrai cambiare server in un secondo momento, portando con te i tuoi follower e quelli che segui!).
2. Crea un account:: registrati sul server che hai scelto.
3. Scarica l'app:: scarica l'app ufficiale di Mastodon o (ancora meglio per i professionisti) app come “Tusky” (Android) o “Ivory” (iOS). Phanpy.social funziona anche sul web e offre un algoritmo trasparente per recuperare il ritardo se hai perso di vista la tua timeline.
4. Trova amici:: la tua timeline è vuota all'inizio, ma non preoccuparti! Segui gli account che trovi interessanti: strumenti come Fedifinder ti aiutano a ritrovare i tuoi vecchi contatti Twitter su Mastodon. Anche su Fediverse.info puoi trovare account interessanti. Ordinati per argomento, puoi seguire più account con un solo clic (Starter-Packs).
5. Presentazione:: scrivi il tuo primo post (toot) con l'hashtag #NuovoQui e racconta brevemente chi sei. La community sarà felice di darti il benvenuto.


Dessert

Su Internet si trovano ricette per ogni occasione, ad esempio quelle di Mastodon.it, in questo video su PeerTube o anche in questa "scuola guida" ;).

Chiudere l'account X: lascia sul tuo vecchio profilo X un tweet in evidenza con il tuo nuovo link Mastodon. Elimina l'app X dal tuo cellulare per sfuggire all'algoritmo che dà dipendenza.
Niente algoritmi: goditi la tranquillità. Niente post sponsorizzati, niente pubblicità di criptovalute: solo una timeline cronologica.

Buon appetito! Hai fatto un enorme passo avanti verso una maggiore indipendenza digitale.

E una volta che l'hai fatto (#DIDit), condividi il nostro post sul cambiamento e incoraggia gli altri a prendere in mano la propria privacy digitale!

Topping

Mastodon fa parte del “Fediverso”. Ciò significa che da qui puoi seguire anche persone che non sono su Mastodon, ma che pubblicano foto su Pixelfed (un po' come Instagram) o video su Peertube (un po' come Youtube). Abbatti i muri dei “Walled Gardens”! Elena Rossini spiega in questo video come funziona il Fediverso.

Per concludere questo lungo articolo segnalo anche un simpatico barbatrucco che permette di creare delle immagini personalizzate per per promuovere le inziative del Di.Day:
qznc.github.io/dot/diday.html

Buona lettura 😀

P.s. nel sito del DI.DAY non ho trovato l'indicazione di una licenza libera con cui dovrebbe essere distribuito, per il momento e in attesa di informazioni, anche la mia traduzione non riporta la licenza.

#SoftwareLibero #DigitalIndependenceDay #DIDAY #DUTag #Fediverso #Mastodon

@Informa Pirata
@Che succede nel Fediverso?
@Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂
@MajDen🍉👠🎗☮️ ♀️🎨🥋
@Pare 🚲 🌞
@Roberto Resoli


Dentro il Social WARM – La scuola guida per esplorare il Fediverso, goderselo e vivere meglio (e abbandonare i social USA) – Parte 1

Una scuola guida per viaggiare nel Fediverso: l’esperimento funzionerà?

Questa non è una guida ma è una “scuola guida”: non nasce per “spiegare il Fediverso” o la tecnologia che ne è alla base, ma ha un obiettivo un po’ più ambizioso: serve infatti per introdurre in maniera pratica al Fediverso, senza ripetere gli errori che a mio avviso vengono commessi ogni volta che se ne parla, ossia:

  1. fare una spiegazione frettolosa su tutto il Fediverso per arrivare a parlare di uno dei tanti software che ne fanno parte (qualcuno ha detto Mastodon?),
  2. porre troppo l’accento sulla enorme quantità di software e sullo sterminato sciame di server che lo compongono,
  3. concentrarsi sulle analogie tra fediverso e email, sulle differenze tra centralizzazione e decentralizzazione, sulla strana forma che hanno i nomi utente del Fediverso.
  4. concentrarsi sulla presunta superiorità morale e sulle implicazioni ideologiche del Fediverso contro il pericolo che le piattaforme costituiscono sul piano cognitivo, psicologico, sociale e politico


Per qualsiasi dubbio, potete chiedere a me utilizzando i commenti al post, ma sappiate che chi di voi sa come farlo può commentare questo articolo da un account del Fediverso…

A proposito, adesso menzioniamo subito la comunità @fediverso e nelle prossime puntate capirete meglio perché l’abbiamo fatto, ma fondamntalmente è per seguire la conversazione anche da questa parte

Purtroppo, per questione di chiarezza, farò un uso eccessivo dei punti elenco, ma vi assicuro che non ho utilizzato nessun LLM per scrivere questo post (ok, un LLM probabilmente scriverebbe esattamente questo, ma probabilmente lo farebbe con i trattini invece che con le parentesi).


Siccome la guida serve a esplorare l’ambiente del Fediverso, l’ho pensata per un utilizzo tramite il browser e non tramite le app; infatti l’utilizzo tramite browser è l’unico che vi consenta di cogliere pienamente il senso di quello che farete, mentre quasi ogni app cercherà di semplificare e quindi di nascondere alcuni aspetti importanti. In un momento in cui le BigTech ci stanno propinando strumenti di semplificazione forzata mirati a uccidere il WEB, riappropriarsi del WEB è un atto di resistenza.

A questo proposito è importante far capire che il Fediverso è un sottoinsieme dell WEB: il Fediverso è WEB a tutti gli effetti (e infatti è il W3C che definisce gli standard del Fediverso), anzi possiamo dire che non è altro che il WEB che conosciamo, quello con le pagine WEB, le immagini, i commenti, ma con in più l’interazione tra “siti” diversi.

Qui parleremo di app solo di sfuggita, ma non sottovalutiamo quanto le app siano per la maggior parte delle persone il modo più comune di accedere a un qualsiasi servizio e che, per questo motivo, promettiamo che creeremo anche una “scuola guida” dedicata agli utilizzatori delle app, ma questa è un’altra storia…

NB: questa guida nasce per un pubblico italiano e a causa dei molti riferimenti al Fediverso italiano.
NB2: se avete fretta e se volete iscrivervi da subito a qualche ambiente del Fediverso, sapppiate che negli ultimi anni abbiamo messo a disposizione quattro ambienti completamente diversi l’uno dall’altro nei quali potete iscrivervi (sì, tranquilli: l’iscrizione è gratuita):

Ecco quindi l’elenco degli argomenti che verranno affrontati in questa prima sessione:



Fediverso: una parola sgraziata, un concetto ostico


Iniziamo facendo subito arrabbiare qualcuno… Sì, perché, anche se personalmente sono molto affezionato alla parola “Fediverso”, sono anche consapevole che Fediverso, come quasi tutte le parole inventate dagli informatici, è una parola davvero sgraziata sia dal punto di vista fonetico, sia per la sciagurata carica evocativa che lascia trasparire: Fediverso sembra sottolineare il concetto di difficoltà più che quello di libertà. Per questo ho deciso di usarla il meno possibile e ho deciso di sostituirla con l’espressione Social WARM o SWARM (Social Web of Autonomous Relational Minds) che mi piace perché è estremamente evocativa del clima che si respira.
Mappa della Terra di Mezzo con i nomi delle piattaforme di Mordor da una parte e dei software del Fediverso dall'altra (Sì: Bluesky è a Isengard...)
Cambiare il modo di chiamare qualcosa però non basta, perché bisogna cambiare anche la percezione del Social WARM tra le persone. Per questo bisogna affrontare tre fasi:

  1. Individuazione dell’utente tipo: bisogna capire a chi può essere utile (e a chi non servirà mai) il Social WARM
  2. Promozione verso l’utente tipo: è importante far capire a quel pubblico di utenti perché può essere utile il Social WARM
  3. Rimozione degli ostacoli: è fondamentale facilitare l’accesso al Social WARM da parte di tutti soggetti interessati.

Analizzare come promuovere il Social WARM e come migliorare la sua ergonomia non è oggetto di questo post, mentre è importante affrontare il primo punto, per chiarire i punti di interesse, e il secondo punto, per evitare equivoci.

Social WARM: a chi serve? a cosa non serve?


Il Social WARM è un insieme di tecnologie installabili su server diversi e molto diverse l’una dall’altra, ma che consentono a tutti quelli che le utilizzano di mettersi in contatto tra loro attraverso le più basilari funzionalità social:

  • consultare
  • rispondere
  • ricondividere
  • reagire


L’immagine mostra un piccolo schema diviso in quattro quadranti, ognuno dedicato a una delle azioni fondamentali sui social: Consultare: in alto a sinistra, una mano impugna uno smartphone con lo schermo acceso, che mostra tre linee orizzontali stilizzate, simili a un feed. Il disegno è semplice, con contorni neri spessi e colori piatti. Rispondere: in alto a destra, una nuvoletta di commento azzurra contiene un’icona profilo gialla e tre righe nere che simulano un testo. Rappresenta l’atto di scrivere una risposta. Ricondividere: in basso a sinistra, due frecce verdi formano un cerchio stilizzato, simboleggiando la condivisione di contenuti. Le frecce sono disegnate in modo grezzo e irregolare. Reagire: in basso a destra, una mano fa il gesto del pollice in su accanto a un cuore rosso. È il simbolo universale delle reazioni emotive sui social.
Un elenco non esaustivo di queste tecnologie include piattaforme di microblogging, social network, forum, blog, streaming video, podcast, agende condivise, mercatini on line, condivisione di itinerari: in pratica, un unica rete globale alla quale non partecipano solo piattaforme social propriamente dette, ma in cui ogni piattaforma è sempre corredata da funzionalità social.

Anche se può sembrare controintuitivo, ognuna di queste piattaforme potrebbe essere utilizzata singolarmente (il famoso Thruth Social del vecchio pazzoide malvagio che siete alla Casa Bianca è uno di questi casi!) o addirittura essere installata in una rete locale (un server aziendale, una comunità scolastica, etc) senza alcun accesso a internet, ma è evidente che il massimo potenziale del Social WARM e il massimo godimento degli utenti si ottengono quando queste piattaforme sono interconnesse, ossia (come dicono quelli esperti) federate.

La filosofia della “federazione” infatti è il caposaldo di questo ecosistema (il termine fediverso significherebbe proprio “universo federato“) ma non solo: la possibilità di federarsi è il valore aggiunto che consente anche a una qualsiasi piccolissima comunità di utenti che utilizzano uno di questi software di entrare a far parte di una comunità molto più grande. Questo serve a compensare il fatto che la comunità di utenti di una nuova piattaforma o una nuova app del Social WARM è per forza di cose più ridotta di quelle di una colossale piattaforma commerciale.

L’effetto rete


Quando un utente decide di iscriversi a un qualsiasi “servizio comunitario” sia esso un social, un forum o una piattaforma di gioco, ciò che davvero riuscirà a trattenere l’utente appena entrato è soprattutto la presenza di altri utenti come lui. Per aumentare l’effetto comunitario, le grandi piattaforme commerciali adottano alcuni escamotage, tra i quali spicca soprattutto l’adozione di strumenti e algoritmi che “presentano” l’utente appena iscritto ad altri utenti caratterizzati da interessi affini.

Quanto più la potenza economica della piattaforma commerciale viene convertita in capacità di marketing, tanto più sarà possibile attrarre utenti; più saranno questi utenti, maggiore sarà la possibilità di farli incrociare tra loro; più questi utenti saranno interconnessi, più saranno motivati a rimanere. Questo è il vantaggio che scaturisce dall’effetto rete.

Oggi, in un periodo di oggettiva crisi delle piattaforme social, solo chi gode di una posizione consolidata può sopravvivere, mentre un nuovo social avrebbe enormi difficoltà ad attrarre nuovi utenti. La “federazione” invece consente di creare un nuovo ambiente, affinché coloro che entrano a farvi parte vengano messi subito in contatto con una rete più grande.

Cosa non troverai nel Social WARM?


Mettiamo subito le cose in chiaro: ci sono cose che non troverai mai nel Social WARM e altre che non troverai ancora per un po’ di tempo.

Ecco cosa non troverai:

  1. la folla immensa di persone che sta su Facebook
  2. il flusso ininterrotto di notizie che puoi trovare su X/Twitter
  3. le basilari ma (per quanto peggiorate) ancora potenti funzioni di ricerca presenti su X/Twitter
  4. gli influencer presenti sui social
  5. i video brevi utili a sbomballarsi il cervello (qualche tentatvo c’è, ma non sta funzionando)
  6. gli algoritmi che ti suggeriscono continuamente contenuti & utenti che ti tengono incollato alle piattaforme
  7. i “secoli” di video caricati su Youtube con tutta la loro smisurata quantità di conoscenza (frammista beninteso anche a tanta spazzatura)
  8. comportamenti ostili come il “blasting” o il mobbing e comportamenti problematici come razzismo, omofobia, suprematismo, incel
  9. pornografia di qualità, pornografia non consensuale e pornografia illegale


Immagine generata da Gemini con il seguente prompt: Fammi un'immagine ironica di un social sullo stile dei disegni di Morvillo in cui ci sono: la folla immensa di persone che sta su Facebook il flusso ininterrotto di notizie che puoi trovare su X/Twitter le potenti funzioni di ricerca presenti su X/Twitter gli influencer presenti sui social i video brevi utili a farsi spappolare il cervello gli algoritmi che ti suggeriscono continuamente contenuti & utenti che ti tengono incollato alle piattaforme i "secoli" di video caricati su Youtube con tutta la loro smisurata quantità di conoscenza (frammista beninteso anche a tanta spazzatura) brutta gente con l'espressione minacciosa, cosplay di militari e ragazzi biondissimi che adorano il dio sole belle donne che si fanno i selfieDovevo rappresentare qualcosa di incredibilmente stupido e quindi ho deciso di utilizzare lo strumento più adatto: la IA di Gemini
Ecco invece cosa non troverai ancora per molto tempo, ma magari tra un po’ inizierà a esserci:

  1. i tuoi amici, i tuoi familiari, i tuoi concittadini e compaesani
  2. la sterminata comunità di opinionisti più o meno esperti presenti su Reddit
  3. app realizzate davvero in maniera professionale

Fatta questa premessa doverosa, è chiaro che molti utenti delle grandi piattaforme non saranno affatto interessate al Social WARM. Vediamo quindi chi potrebbe essere interessato.

A chi può interessare il Social WARM?


In primo luogo devi sapere che ci sono diversi modi per entrare nel Social WARM:

  1. iscrivendoti a uno dei tantissimi server esistenti, gestiti da volontari che hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo e i propri soldi per creare piccole comunità (stai tranquillo: esistono molti siti che li censiscono). A volte per farlo non serve neanche lasciare la tua email!
  2. creando tu stesso un server comunitario
  3. creando un tuo piccolo server personale
  4. federando il tuo blog, che poi significa anche in questo caso creare un server personale, solo in modo più semplice
  5. curiosando e navigando tra le pagine di quei server senza iscriversi

Allora perché dovresti entrare nel Social WARM?

  1. per provare qualcosa di nuovo: questo è il motivo che ha spinto me a farlo, ma posso assicurarti che è il motivo migliore per farlo
  2. perché ti piace giocare: la varietà di forme che può assumere il Social WARM è perfetta per giocare; parlarsi da luoghi diversi, fatti con software diversi e visibili in modi diversi è un gioco continuo
  3. perché sei spinto da motivazioni ideologiche contro le BigTech statunitensi, l’economia dell’attenzione, il capitalismo della sorveglianza e “altre cose brutte”: nobile motivazione, ma devo deluderti, perché le ragioni ideologiche smuovono poche persone e per poco tempo; per la maggior parte delle persone l’ideologia non costituisce mai una spinta sufficiente a cambiare i propri comportamenti
  4. perché provare a essere padrone del tuo canale di comunicazione avvalendoti di una tecnologia libera e aperta: questa è un’ottima motivazione per decidere di entrare nel Social WARM e sono certo che non ti deluderà
  5. perché vuoi essere utile per la comunità delle persone che conosci o per quella di persone che non conosci e perché ti piace creare spazi liberi in cui altre persone possono trascorrere momenti piacevoli: potrà sembrare strano ma si tratta di un’esperienza molto gratificante

Perché quindi dovresti restare nel Social WARM?

  1. perché ti trovi bene: occhio però, perché all’inizio non ti troverai bene e anzi ti troverai disorientato
  2. perché sai che in un ambiente nuovo è normale sentirsi disorientati, ma questo non significa che non sia un ambiente piacevole
  3. perché hai capito che se ci sono diverse persone che si trovano bene là dentro, allora ci saranno sicuramente buoni motivi per trovarsi bene, magari chiedendo a chi già si trova là (e ti accorgerai quanto quella comunità di utenti e di amministratori sa essere accogliente)
  4. perché hai capito che favorire l’ecosistema del Social WARM è incredibilmente utile a migliorare l’ambiente digitale intorno a te e in un certo senso anche la società stessa; inoltre, grazie alla tecnologia federata, è possibile creare, inventare, adattare così tante cose fantastiche che l’unico limite è la fantasia e il tempo.

Per concludere, vediamo prima a chi può interessare il Social WARM:

  1. a chiunque sia curioso
  2. a chi ama giocare
  3. a chiunque voglia far parte di una comunità curiosa e giocherellona, mediamente istruita e aperta alla tecnologia
  4. a chiunque voglia uno spazio protetto in cui interagire con gli altri senza essere molestato
  5. a chiunque voglia comunicare con gli altri minimizzando la propria dipendenza dai conglomerati tecnologici e mantenendo la proprietà sui dati

E vediamo chi è invece che non dovrebbe affacciarcisi

  1. gli influencer: la portata è poca e il coinvolgimento non viene mai da account monodirezionali
  2. razzisti, omofobi, molestatori e troll: certi comportamenti sono tabu
  3. chi pensa di trovare app di dating: se dovete scopare, è molto più bello farlo fuori da qui
  4. chi vuole tutto e subito: qui la costruzione della presenza è lenta


Diamo una sbirciatina ai siti di Social WARM

Puoi guardarlo dal tuo browser


Siccome il Social WARM è fondamentalmente aperto, a meno che i post non vengano pubblicati con una visibilità limitata (scoprirete da soli di cosa si tratta), non è necessario essere iscritti a un servizio per visualizzare i post del Social WARM e per farlo è sufficiente aprire un browser.

Avventuriamoci all’interno di alcuni “ambienti” del Social WARM


Non presenteremo immagini in questa sezione, perché non siete qui per sfogliare un catalogo, ma per guardare dal finestrino e individuare i luoghi che vi mostro: farete click su semplici link che vi porteranno dentro il Fediverso e se non capite qualcosa, potete chiedere a me!


Giocare è una delle opportunità più interessanti che ci dà il Social WARM e danzare dall’uno all’altro ambiente software del Social WARM è un gioco di specchi estremamente divertente e formativo.

Armatevi quindi di pazienza e iniziamo con un video di PeerTube:

peertube.uno/w/r3ZxNMmUwVFiWjH…

Come potete vedere, ci sono alcuni commenti. Uno di quelli è stato scritto il 26 gennaio e (ecco che arriva il bello) quel commento non è stato fatto da un utente Pertube, ma è stato fatto da Mastodon! Ecco il messaggio originale:

poliversity.it/@macfranc/11596…

Ora, osservate bene la risposta inviata da Mastodon, perché sopra la risposta vedrete come si vede un Video Peertube dall’interfaccia web di Mastodon!

Lemmy

Lemmy, una specie di Reddit, serve a gestire discussioni strutturate e questo è un post nativo di Lemmy, con la sua tipica interfaccia “reddit-like”:

feddit.it/post/25774576

mentre questa è una risposta che anche in questo caso è stata inviata da Mastodon e non da Lemmy, ma noi adesso la vedremo prima come la vedrebbe un utente Lemmy:

feddit.it/post/25774576/177824…

…e ora ecco la risposta originale vista da Mastodon:

mastodon.uno/users/informapira…

Anche stavolta fate attenzione alla risposta vista da Mastodon, perché in alto capirete come si vede il post Lemmy: è strano perché si vede solo il titolo e un link…

Chissà invece come si vede quel post da Friendica? Eccolo qui:

poliverso.org/display/762a4026…

Vediamo invece un nuovo post pubblicato da Mastodon:

mastodon.uno/@informapirata/11…

razie a un accorgimento che affronteremo in futuro, quello stesso post lo possiamo vedere ripubblicato da Lemmy. Ecco come compare:

feddit.it/post/25725081

Il post vi sembra un po’ più “bruttino” rspetto a quello nativi di Lemmy? In effetti lo è, ma è assolutamente leggibile.

Ora invece vedremo alcuni post da NodeBB, un software per i forum.

Questo è un post “non nativo”, nel senso che si tratta di un post Mastodon ripubblicato da NodeBB

citiverse.it/topic/25aff98a-1a…

Il post originale Mastodon sarebbe questo:

mastodon.cisti.org/@gattamorta…

Com’è invece un post nativo di NodeBB? Eccolo:

citiverse.it/topic/161/costanz…

E questa è una risposta a quel post da Friendica:

poliverso.org/display/0477a01e…

(fate attenzione e guardate sopra alla risposta di Friendica, come viene mostrato il post NodeBB da Friendica)

E come si vedrebbe lo stesso post, da Lemmy? Eccolo:

feddit.it/post/25763323

Ed eccolo visto di nuovo da Friendica:

poliverso.org/display/fab5e244…

E a proposito, il blog linkato (Writefreely) come compare visto dal suo link? Vediamo:

blog.palermo.nohost.me/costanz…

Ehi… in effetti anche Writefreely è federato. Infatti lo possiamo vedere anche in Friendica:

poliverso.org/display/aa1bff27…

Ma anche da NodeBB:

Writefreely originale:

blog.palermo.nohost.me/chi-fa-…

Writefreely visto da NodeBB:

citiverse.it/topic/82e15700-17…

Ancora un gioco di specchi

Facciamo inoltre un resoconto vedendo una lunga conversazione, la stessa, da più interfacce: Mastodon, Lemmy, Friendica, NodeBB, e un commento da Pixelfed e da Misskey (sì, se non sei iscritto si vede solo questo),

Ed eccoci alla prova finale

Sapete che anche questo articolo è “federato”? Se avete già un account del Social WARM, provate a copiare il link di questo post e incollatelo nella casella di ricerca… Cosa succede?

Bello vero? Beh, sappiate che finora avete scalfito solo la superficie delSocial WARM, ma dovreste essere in grado di esservi fatti un’idea delle incredibili potenzialità di questo nuovo mondo.

Adesso faremo il punto di quello che abbiamo imparato, osserverete leggermente più da vicino un bel campionario di software e infine riceverete alcune istruzioni di base da ricordare quando si entra nel Social WARM.

Primo giro turistico senza scendere dal bus: cosa abbiamo imparato?


La prima cosa importante che abbiamo imparato è che gli strumenti con i quali è possibile vivere il Social WARM sono tantissimi e che sono abbastanza diversi tra loro, tanto che a volte questi strumenti sembrano non avere nulla in comune l’uno con l’altro.

Abbiamo visto Lemmy, una specie di Reddit, Peertube, lo Youtube libero, Mastodon, che ricorda il Twitter di una volta, Friendica, che somiglia a Facebook, Writefreely, una piattaforma di blogging minimale e NodeBB, un forum professionale che però è anche federato; ma ce ne sono molti di più: Pixelfed per chi cerca un Instagram senza algoritmi, Piefed e Mbin nati per creare qualcosa di simile a Lemmy, Pleroma, molto simile a Mastodon, o Misskey, ancora più giocattoloso; e ancora Mobilizon e Gancio che servono a pubblicare eventi di calendario, Castopod e Funkwhale dedicati ai podcast, Flohmarkt, un marketplace etico, Owncast per le dirette video, Loops, la risposta federata a Tiktok, Bookwyrm, un’alternativa ad Anobii, Forgejo, per ospitare repository, Wanderer, per condividere sentieri e tracce GPS Bonfire, un ecosistema completo pensato per le organizzazioni cooperative. E infine trovano posto anche piattaforme che già conosciamo per altri meriti, come WordPress, piattaforma leader nel blogging, Ghost, l’alternativa etica a Substack e il pessimo Threads, un progetto di Meta che oggi raccoglie innumerevoli utenti (quasi tutti colati da Instagram) anche se la sua federazione è abbastanza limitata e poco usabile.

Abbiamo anche visto che l’interfaccia di ciascuno di questi software è diversa e che, in base al software attraverso cui siamo entrati, vedremo il Social WARM con occhi diversi.

Possiamo, per puro scopo didascalico, distinguere i software del Social WARM in tre macrocategorie, pur con alcune intersezioni:

  1. Socialverso: l’insieme dei social veri e propri. Si tratta di piattaforme in cui la funzione più importante è quella di seguire altri utenti
  2. Forumverso: l’insieme delle piattaforme simili a forum e focalizzate sull’iscrizione a canali tematici e sulla relativa discussione; qui la possibilità di seguire altri utenti è secondaria o addirittura non prevista
  3. Contentverso: l’insieme delle piattaforme dedicate alla pubblicazione di contenuti: articoli di blog, video, podcast, eventi, dirette, recensioni di libri, etc; benché sia spesso possibile iscriversi a queste piattaforme come semplici fruitori, la finalità principale di chi si iscrive è principalmente quella di pubblicare contenuti


Una rappresentazione di alcuni software del Fediverso nelle tre macrocategorie: socialverso, forumverso, contentverso. La realizzazione grafica riprende quella fatta da EcoFra in occasione di una presentazione di Fedimedia

Software diversi, interfacce diverse


Ora darete un’ultima occhiata ad alcune timeline pubbliche di diversi software. Buona passeggiata:


E le app?


Una buona parte dei software del Fediverso dispone di un’app specifica, ma alcuni software come Mastodon e Lemmy, ne hanno anche più di una.

Al momento, tra quelle che conosco (non sono un grande utilizzatore di app), ce ne sono due che consentono a un utente di “vedere” il Social WARM anche senza iscriversi: Raccoon, un’app per Mastodon e Friendica, e Raccoon for Lemmy, che è ovviamente dedicata all’omonimo software.

Da queste app è possibile selezionare il server di interesse e “navigarlo” in sola lettura per curiosare un po’.

Cose da sapere prima di iscriversi: visibilità, “fediquette” e test


Prima di entrare nel Social WARM è opportuno affrontare alcuni aspetti importanti, ma sappiate sempre che per tutti questi aspetti potete sempre presentare preventivamente ai moderatori i vostri dubbi!

Visibilità


Il primo aspetto da considerare è quello della visibilità: il Social WARM talvolta propone ai nuovi utenti dei profili consigliati, ma non segnalerà mai nuovi profili come il vostro agli utenti più affermati.

L’unico modo per trovare nuovi utenti è… cercarli; e le uniche possibilità che il vostro nuovo account venga notato da qualcun altro è interagire con lui, ossia:

  • seguirlo
  • rispondere a un suo post
  • reagire a un suo post (like o ricondivisione).

Naturalmente quando qualcuno si accorgerà di voi, vorrà vedere chi siete e se il vostro profilo risulterà vuoto, nessuno vi seguirà: e ricordate che, se quell’utente è su un altro server, potrebbe non vedere i post che avete pubblicato fino a quel momento. Le uniche cose che vedrà sono:

  • le note che avrete inserito nella vostra “biografia”
  • (ma solo per le piattaforme “social”) i post che avrete “fissato in evidenza” sul vostro profilo.


Fediquette


Abbiamo scritto diversi post sulla fediquette e su come funziona la moderazione nel Social WARM, ma sintetizzando al massimo, possiamo dire che è sufficiente l’educazione di base per non avere problemi; ricordatevi che siete ospiti di ambienti digitali gestiti gratuitamente dagli amministratori per creare un’atmosfera piacevole: leggetevi le regole di comportamento previste da ogni server e chiedete sempre delucidazioni ai moderatori del vostro server (di solito li trovate nella pagina principale o in quella con le “informazioni” del server).

Ci sono comunque alcune cose da non fare mai, per non avere problemi con i moderatori e con gli altri utenti:

  • trollare o dare l’impressione di farlo; soprattutto all’inizio, quando non avete una reputazione, evitate le risposte sarcastiche, il linguaggio volgare o violento
  • pubblicare post a ripetizione; chi pubblica troppi messaggi rischia di essere percepito come uno spammer; se avete dubbi sulla definizione di “troppi”, chiedete subito delucidazioni a uno dei moderatori del vostro server
  • pubblicare post con sole immagini non descritte (le immagini possono essere descritte con una funzione apposita: fatelo!) o con solo un link (soprattutto shortlink, link a social commerciali e shortlink a social commerciali!)
  • pubblicare post di autopromozione scomposta, magari al vostro sito pieno di annunci pubblicitari o, peggio ancora, con link referral
  • pubblicare post razzisti, omofobi, sessisti
  • pubblicare immagini e contenuti hot
  • pubblicare materiale copiato dai social commerciali o contenuti generati con l’intelligenza artificiale (magari senza neanche dirlo)


Fare palestra


Ci sono diversi modi per pubblicare contenuti di test. Software come Mastodon consentono per esempio di pubblicare un post con visibilità tale da essere pubblico ma da non comparire nella timeline generale; i server basati su software di tipo forum invece presentano sempre una comunità/categoria dedicata ai test.

Anche in questo caso, come già detto, chiedete ai moderatori.

Una delle comunità di test che potete usare è quella di Citiverse.it e questo è un post di prova che utilizzeremo durante la nostra esplorazione:

citiverse.it/topic/61aecc3e-5f…

Questo e il post visto da Mastodon

feddit.it/post/25846057

…visto da Lemmy

feddit.it/post/25846057/178206…

…e visto da Friendica

poliverso.org/display/96e44936…

Adesso che abbiamo concluso la prima guida stando al posto passeggero, inizieremo a guidare da soli salendo a bordo di Lemmy e lo faremo per diversi motivi:

  • è il software più semplice da usare di tutto il Social WARM
  • presenta alcune potenzialità che aiutano a capire subito il Social WARM
  • presenta caratteristiche che aiutano a capire alcuni limiti del Social WARM

Ci vediamo tra qualche giorno, con la seconda parte:

Finalmente dentro il Social WARM – Proviamo Lemmy, lo strumento di discussione strutturata

informapirata.it/2026/01/27/de…


in reply to nilocram

Hello 😀 I thank everybody who joins us for Chance. Lets make a difference 🫶🏻☺️
in reply to nilocram

Ciao @nilocram
approfitto per condividere con te degli appunti su una questione che riguarda i post Friendica con il titolo

Formattazione post con titolo leggibili da Mastodon

Come forse saprai già, con Friendica possiamo scegliere di scrivere post con il titolo (come su WordPress) e post senza titolo (come su Mastodon). Uno dei problemi più fastidiosi per chi desidera scrivere post con il titolo è il fatto che gli utenti Mastodon leggeranno il tuo post come se fosse costituito dal solo titolo e, due a capi più in basso, dal link al post originale: questo non è di certo il modo miglior per rendere leggibili e interessanti i tuoi post!

Ecco infatti come un utente Mastodon leggerebbe il tuo post:


Deprimente? Sì, decisamente... In fondo è per questo che stiamo su Friendica e non su Mastodon! 🤣🤣🤣

Gli utenti Mastodon infatti hanno molti limiti di visualizzazione, ma sono pur sempre la comunità più grande del Fediverso e perciò è importante che vedano correttamente i vostri post: poter contare sulla loro visibilità è un'opportunità per aggiungere ulteriori possibilità di interazioni con altre persone.

Fortunatamente, con le ultime release di Friendica abbiamo la possibilità di modificare un'impostazione per rendere perfettamente leggibili anche i post con il titolo. Ecco come fare:

A) dal proprio account bisogna andare alla pagina delle impostazioni e, da lì, alla voce "Social Network" al link poliverso.org/settings/connect…
B) Selezionando la prima sezione "Impostazione media sociali" e scorrendo in basso si può trovare la voce "Article Mode", con un menu a cascataC) Delle tre voci disponibili bisogna scegliere "Embed the title in the body"

Ecco che adesso i nostri post saranno completamente leggibili da Mastodon!