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“Il periodo PIÙ DIFFICILE della mia VITA” (il conto della sfiga by ADC)


youtube.com/watch?v=5_QCU4ngCW…

Ultimamente Alessandrone ha iniziato veramente a spingere… non che non lo facesse da anni e anni, però con questi ultimi video si sta superando pericolosamente tanto. E questo che è uscito stasera penso possa essere interessante per tutti… probabilmente anche perché l’argomento non è lo studio, ehh vabbé. Che poi… da quando ha un giardino di terra in cui mettersi a scavare per chissà quante ore, praticamente a vuoto, solo per poter fare le scenette cinematograficamente metaforiche che ha deciso di inserire nel video? (Spero vivamente che nessuna creatura orribile strisciante si sia fatta male durante le riprese di questa robaccia.) 🤯

Il video parla del concetto di sfiga, e di quella che tecnicamente è naturalmente intrinseca nella vita stessa di ogni persona sulla Terra, semplicemente per motivi statistici, perché al mondo ogni giorno avvengono infinite cose che semplicemente avvengono per conto loro… e alcune di queste sono soggettivamente buone, mentre altre no, fine. Ovviamente, in questo senso, la sfiga come forza superiore dispettosa non esiste davvero, quindi tecnicamente la concezione popolare che se ne ha è di per sé sbagliata… e conseguentemente dannosa, perché porta a pensare le situazioni del caso in modi sbagliati, che puntualmente possono portare a sviluppare un circolo vizioso di risposte e pensieri negativi, mandando sempre tutto più in vacca, scavando oltre quello che è già il fondo. 😶‍🌫️

Niente di nuovo sotto il sole, credo… cioè, non l’ho trovato rivoluzionario questo video, e i suoi concetti non mi sono nuovi… forse perché io penso troppo (come ADC, in effetti), mentre l’essere umano medio no? Però le sue metafore sono comunque interessanti e, in parte, le strategie per rimettersi in piedi (a parte il fatto stesso di realizzare queste verità). Certo, io in realtà l’unica di quelle che davvero uso, personalmente, come si vede spesso, è l’autoironia… perché per il resto lo so che le cose scomode che accadono bisogna semplicemente accettarle ed andare avanti, senza scoraggiarsi. Io in realtà in questo sono un caso particolare, perché (come ho accennato altre volte) sono una creatura solo a metà umana, proveniente dallo spazio, piazzata sulla Terra a forza per volere di un’organizzazione intergalattica senza scrupoli, che ha architettato un preciso piano per farmi vivere con tutte le difficoltà che ho… insomma, sono una ragazza magica, e questo comporta cose molto scomode, eppure non posso dare forfeit; voi vedete un po’ che giustificazione logica trovare alla natura della vostra esistenza. 👾

Ad ogni modo, vabbé, il messaggio di fondo è comunque sempre condivisibile. È bene evitare di scoraggiarsi, di arrendersi, di mettersi a rottare solo perché qualche volta o di continuo si è vittima della sfiga suprema (cioè, più propriamente, di eventi per l’appunto soggettivamente negativi, magari anche tutti in un tempo ravvicinato e che portano ad accrescere una grande amarezza di fondo)… voi magari perché si ha sempre comunque qualcosa di buono sotto sotto anche dentro la merda, e io invece perché devo farla pagare a quelli che mi hanno trasferita sulla Terra. “Cambiando il risultato, l’ordine degli addendi non cambia“, come si suol dire! (Che sia questo un messaggio utile a coloro che sotto sotto ne hanno bisogno…) 🥰

#ADC #AlessandroDeConcini #consigli #lifestyle #sfiga #sfortuna #vita

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
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liminale / turra e martusciello. 2025


dieschachtelrecords.bandcamp.c…

#ElioMartusciello #experimentalMusic #LuigiTurra #music #musicA_ #musicaSperimentale

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altervistiaci termini aggiornati con lo spacc


L’altro giorno Altervista ha, a quanto pare (è uscito quel terribile avviso a tutto schermo nel pannello di WordPress), aggiornato i suoi termini di servizio… Io quindi giustamente ho preso il regolamento aggiornato, ho preso quello vecchio, ho ficcato entrambi dentro il coso per controllare le differenze, e ho riso malamente per quanto fa schifo, che in passato non ci avevo troppo fatto caso. 🍃

Il problema non è nei contenuti eh, non hanno nulla di strano o scomodo, e i cambiamenti che ci sono stati non fregano minimamente, sono i soliti dettagli burocratici o informativi (a parte il fatto che hanno cambiato il tempo entro il quale un sito viene considerato inattivo e quindi archiviato, da 24 a 12 mesi, damn)… Ma, in termini di forma, è allucinante quanti sono gli spacc presenti in questo testo già francamente più lungo e complicato del dovuto. Alcune schifezze sono uscite fuori con questo aggiornamento, ma alcune c’erano già da prima… chissà da quanto prima. 🥀

Il diff l’ho caricato su diffchecker.com/UmjOZ5th/, però intanto ecco qui il brutto, il brutto ed il brutto:

  • Già da prima, ci sono alcune virgole (,) che, in qualche modo, sono immediatamente precedute da caratteri di spazio, anziché dalla parola che c’è subito prima… e, ovviamente, questo è tecnicamente un errore in italiano. Ci sono anche dei due punti (:) messi in questo modo, ma per come stanno mi sembrano messi volutamente per fare una sorta di formattazione, quindi che passi (anche se non troppo, specialmente perché in HTML si può fare solo di meglio). 🥴
  • Non capisco quale dovrebbe essere la forma da loro prediletta, ma la cosa che mi da abbastanza fastidio è che c’è un infinito miscuglio tra apostrofi ASCII (') e quelli strani ricurvi (). Questo già da prima, a quanto pare, ma ora sono aumentati davvero a dismisura, come si vede dal diff… e non capisco come sia possibile, magari hanno fatto un brutto miscuglio di editing tra in Word e fuori, ma comunque sia fa schifo; per favore, qualcuno sistemi. 😵‍💫
  • Alcune lettere È maiuscole accentate all’inizio di frasi sono magicamente diventate minuscole (è)… e non so come descrivere ciò se non con “cringe”. Quantomeno, non hanno usato la classica forma merdosa E', tipica degli utenti Windows e ancora più cringe, quindi almeno non c’è tantissimo da piangere… però caspiterina. 🤯


Parte del diff per esempio da riga 284 a 290
#AlterVista #errori #ToS

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
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Se non ricordo proprio male, in un’altra epoca, su un numero di una strana rivista – della quale consiglio la lettura – che si chiamava “Ca Balà”, comparve un breve articolo nel quale si davano suggerimenti su come modificare le scritte fasciste fatte sui muri. Per cui il disegno di un’ascia bipenne sotto alla quale c’era la sigla O.N. (“Ordine Nuovo”) poteva essere trasformato con poco […]

pepsy.noblogs.org/2025/07/05/_…

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“originali”: il catalogo della mostra alla bncf, “i manoscritti dei poeti di oggi”


ORIGINALI
«I manoscritti dei poeti d’oggi » e le poetiche verbo-visuali in Italia.
a cura di Giovanna Lambroni e David Speranzi
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, fino al 31 luglio.
Opere di Vincenzo Accame, Paolo Albani, Ignazio Apolloni, Davide Argnani, Mirella Bentivoglio, Franco Beltrametti, Tomaso Binga, Ugo Carrega, Luciano Caruso, Luciano Cattania, Franco Cavallo, Carlo Marcello Conti, Corrado Costa, Gio Ferri, Giovanni Fontana, Massimo Grillandi, Marcello Landi, Arrigo Lora Totino, Nino Majellaro, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Giulia Niccolai, Luciano Ori, Luca Maria Patella, Giancarlo Pavanello, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Antonio Porta, Giovanni R. Ricci, Antonio Russo, Roberto Sanesi, Sarenco, Carlo Alberto Sitta, Adriano Spatola, Gianni Toti, Franco Verdi, William Xerra, Simona Weller

i poeti di 'oggi' alla bncf

#AdrianoSpatola #AntonioPorta #AntonioRusso #ArrigoLoraTotino #BibliotecaNazionaleCentrale #BNCF #CarloAlbertoSitta #CarloMarcelloConti #CorradoCosta #DavidSperanzi #DavideArgnani #EugenioMiccini #FrancoBeltrametti #FrancoCavallo #FrancoVerdi #GiancarloPavanello #GianniToti #GioFerri #GiovannaLambroni #GiovanniFontana #GiovanniRRicci #GiuliaNiccolai #Giunti #IgnazioApolloni #LambertoPignotti #LucaMariaPatella #LuciaMarcucci #LucianoCaruso #LucianoCattania #LucianoOri #maniscrittiOriginali #manoscritti #MarcelloLandi #MassimoGrillandi #materialiVerbovisivi #MichelePerfetti #MirellaBentivoglio #NinoMajellaro #originali #PaoloAlbani #poesiaConcreta #poesiaVisiva #poeticheVerboVisuali #poeticheVerbovisuali #RobertoSanesi #Sarenco #SimonaWeller #TomasoBinga #UgoCarrega #VincenzoAccame #vispo #WilliamXerra

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oggi e domani il festival di ‘inverso’: dati, programma e biglietti


cfr.: t.ly/VX3-R

vi aspetto per un reading collettivo con confronto/dibattito oggi, 5 luglio, alle ore 16, e poi anche alle 18 per parlare della Scuola delle cose.

qui di séguito il cronotopo (ma il programma intero è assai ricco e – per completezza – suggerisco di cliccare sul primo link).

cronotopo di Inverso festival - parte del pomeriggio del 5 luglio 2025
cliccare per ingrandire

*

La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)>>> Personalmente – come sopra accennato – parteciperò (h.18) alla sezione “Mappare il poetico” dando un contributo al dialogo, parlando delle scritture sperimentali per come si sono sviluppate / articolate negli ultimi venti-venticinque anni, partendo dal tabloid “La scuola delle cose” (Lyceum/Mudima, aprile 2025), fascicolo n. 19 dedicato interamente alle SCRITTURE DI RICERCA. <<<<


*

Elementi essenziali, dal post di ‘Inverso’ su fb:

Sabato 5 e domenica 6 luglio
Ex mercato di Torre Spaccata, nella struttura di Associazione Calpurnia
(Viale dei Romanisti 45 / Via Filippo Tacconi 11 – Roma)

Talk, laboratori, presentazioni e performance

N.B.: biglietto singola giornata e accesso ai laboratori per adulti e accompagnatori: €10
Biglietto valido per sabato e domenica: €15
*Nel biglietto sono inclusi il tesseramento all’Associazione Calpurnia e alla futura Inverso APS

Localizzazione:
maps.app.goo.gl/ozJeMvsSZdhx8A…

#AssociazioneCalpurnia #carotaggi #CentroScritture #DimitriMilleri #EmanueleFranceschetti #FedericoItaliano #GildaPolicastro #InVerso #InversoAPS #LaScuolaDelleCose #laboratori #lettura #letture #LucaRizzatello #Lyceum #MarcoGiovenale #Mudima #NikolaMadzirov #performance #presentazioni #reading #readingCollettivo #scritturaDiRicerca #talk #TommasoDiDioù #ValerioMassaroni


un inquadramento della scrittura di ricerca: nel n. 19 della ‘scuola delle cose’ (lyceum/mudima)


post in continuo aggiornamento

La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)
cliccare per ingrandire

forse per la prima volta dopo oltre 20 anni di non disonorevole attività, un certo modo di fare sperimentazione letteraria ottiene un inquadramento teorico-critico complessivo, pur sintetico.

esce cioè il n. 19 del periodico ‘La scuola delle cose’, dell’associazione Lyceum (grazie alla Fondazione Mudima), interamente dedicato alla SCRITTURA DI RICERCA.

lo si sa e lo si è ripetuto assai: la (formula) “scrittura di ricerca” ha una storia di lunga durata, attraversando un po’ tutto il Novecento, almeno dagli anni Quaranta-Cinquanta, e in maniera nemmeno troppo carsica.
d’accordo. tuttavia questo numero della “Scuola delle cose” non è una disamina storica integrale, semmai un lavoro sugli ultimi venti-venticinque anni di ricerca letteraria, o scrittura complessa. con (ovviamente, immancabilmente) puntuali affondi nel passato e nella produzione di certi autori a dir poco fondativi, soprattutto Corrado Costa e Jean-Marie Gleize.

*

prima occasione di presentazione: 19 giugno, Milano, Fondazione Mudima:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

audio della presentazione a Milano (19 giu. 2025):
slowforward.net/2025/07/01/pod…

audio di una successiva presentazione, a Roma (5 lug. 2025):
slowforward.net/2025/07/24/pap…

RadioTre Suite: presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – “La scuola delle cose” (24 ago. 2025):
slowforward.net/2025/08/25/rad…
= https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/Radio3-Suite—Magazine-del-24082025-aef7d6cc-546a-474c-bcbb-3db0019727f8.html

podcast della prima presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (25 ago. 2025):

= open.spotify.com/episode/25Xmn…

podcast della seconda presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (10 nov. 2025):
slowforward.net/2025/11/10/fin…
= open.spotify.com/episode/2PcrJ…

*

e, rapidamente descrivendo (dal primo comunicato realizzato):

dettaglio de La scuola delle cose n 19_ 2025__ foto di Antonella Anedda
dettaglio da una foto di Antonella Anedda. cliccare per ingrandire

l’espressione “scrittura di ricerca” è in azione da diversi decenni, e di certo – come detto sopra – si perde già nelle “profondità” del Novecento.
tuttavia, dagli anni 2003-2009 (ovvero fra l’esplosione dei blog letterari e l’uscita del libro collettivo Prosa in prosa – edito da Le Lettere; ora da Tic edizioni) e fino a oggi, il numero di materiali sperimentali e saggi sugli stessi è decisamente cresciuto.
ha dunque senso ed è forse addirittura indispensabile iniziare a fare il punto della situazione.
un primo e senz’altro assai sintetico tentativo è rappresentato da questo numero de ‘La scuola delle cose’, che raccoglie otto interventi di altrettanti studiosi e studiose, intorno alla ricerca letteraria e alle scritture complesse.

*

queste le autrici e gli autori dei saggi, e i titoli degli interventi:

Gian Luca Picconi,
Scrittura di ricerca, prosa in prosa, letteralità

Massimiliano Manganelli,
Appunti sulle scritture procedurali

Luigi Magno,
Cinque nomi (più uno) e dieci titoli. La poesia di ricerca francese (oggi) in Italia

Chiara Portesine,
Il compromesso fonico: l’eredità di Corrado Costa

Renata Morresi,
Il movimento chiamato Language Poetry in Italia oggi

Chiara Serani,
Scritture non convenzionali e intermedialità (2000-2025)

Luigi Ballerini,
Intervento sulla poesia che si potrebbe fare

Daniele Poletti,
Scritture complesse. Il superamento dell’appartenenza

*

il tabloid gratuito è disponibile a Milano in Fondazione (via Tadino 26); a Roma presso la Libreria Tic (piazza San Cosimato 39), la Libreria Tomo (via degli Etruschi 4) e in Camera verde (via G Miani 20, chiamando prima il numero 3405263877); a Perugia nella libreria Mannaggia (via Cartolari 8); a Bologna da Modo Infoshop (via Mascarella 24/b); a Napoli alla libreria Luce (piazzetta Durante 1).

*

incontri, presentazioni e altre occasioni legate alla rivista:

22 maggio 2025: intervista a Rai RadioTre Fahrenheit

25 maggio: presenza del tabloid alla Serata del Premio Pagliarani al Palazzo delle Esposizioni (Roma)

31 maggio: presenza al reading collettivo “Roma chiama poesia”, Teatro Basilica (Roma)

3 giugno: presenza allo Studio Campo Boario (Roma), in occasione della presentazione di NZ, di A. Syxty

8 giugno: presenza nella libreria Tic di piazza San Cosimato (Roma)

17 giugno: presenza al reading di Giovenale e Perinelli allo Studio Campo Boario

19 giugno: prima presentazione ufficiale del tabloid presso la Fondazione Mudima (Milano), con Luigi Ballerini, Laura Di Corcia e Giancarlo Sammito

26 giugno: ex Discoteca di Stato in via Caetani (Roma), dialogo sulla memoria delle avanguardie

Da luglio 2025: presenza alla Libreria Luce, Napoli

5 luglio: presentazione della rivista in occasione del festival Inverso, a Roma

24 agosto: a RadioTre Suite, presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – del tabloid

25 agosto: va in onda il podcast della presentazione ospitata da ‘La Finestra di Antonio Syxty’

5-6-7 settembre: presenza di molte copie del tabloid ai tre giorni dell’incontro ‘Esiste la ricerca’, presso lo Studio Campo Boario

26 settembre, accenno di presentazione + distribuzione del tabloid in occasione dell’incontro sul libro Prati, di Andrea Inglese, alla Libreria Tic

dal 2 ottobre: presenza del tabloid presso La camera verde (Roma, via G. Miani 20)

18 ottobre, Parma, copie della rivista sono presenti all’Associazione Remo Gaibazzi in occasione di un incontro dedicato a Corrado Costa e Patrizia Vicinelli, organizzato da Daniela Rossi

24 ottobre, Roma, numerose copie presso l’Istituto Tedesco di Villa Massimo, in occasione di una lettura multilingue di poesie e prose, in italiano e in tedesco

10 novembre: è online il secondo podcast ospitato da La Finestra di Antonio Syxty

da novembre il tabloid è disponibile anche presso la Libreria Tomo, a Roma, in via degli Etruschi.


Lyceum _ Scuola delle Cose _ dati editoriali e redazionali
cliccare per ingrandire

Fondazione Mudima
FONDAZIONE MUDIMA

Via Tadino 26, Milano
info@mudima.net
mudima.net

*

in collaborazione con
l’associazione dipoesia
logo dell'"associazione dipoesia"

#chiaraSerani #corradoCosta #danielePoletti #esisteLaRicerca #fondazioneMudima #gianLucaPicconi #ginoDiMaggio #intermedialita #kritik #laFinestraDiAntonioSyxty #laScuolaDelleCose #langpo #languagePoetry #letteralita #libreriaTomo #luigiBallerini #luigiMagno #lyceum #massimilianoManganelli #micheleZaffarano #mudima #poesiaDiRicercaFrancese #prosaInProsa #radiotreSuite #renataMorresi #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonConvenzionali #scrittureProcedurali #scuolaDelleCose #segnaliEAzioni #studioCampoBoario #traduzione #traduzioni #zinesAuthorsETaggatoComeChiaraPortesine


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incontri e confronti con partecipazione (o a cura) del centroscritture, luglio 2025


sabato 5 e domenica 6 luglio 2025
Ex mercato di Torre Spaccata – Roma
INVERSO INFESTA, festival estivo di due giorni organizzato dalla rivista INVERSO.
poesiainverso.com/inverso-infe…

giovedì 10 luglio 2025 ore 18.30
Libreria Panisperna – Roma (Rione Monti)
GUIDO MAZZONI, SENZA RIPARO
Per il ciclo “Contesti” una conversazione attorno al libro “Senza riparo. Sei tentativi di leggere il presente” di Guido Mazzoni (Laterza, 2025).
centroscritture.it/event-detai…

sabato 12 luglio 2025 ore 19
Velvet Pub – Roma (San Lorenzo)
IN RIME SPARSE / LIRICA & RICERCA
Incontro di IN RIME SPARSE, podcast di poesia contemporanea, a cura di Francesco Brancati, Claudia Crocco, Francesca Santucci e Matteo Tasca, al Velvet Pub di Roma (San Lorenzo). Si parlerà di poesia lirica e scritture di ricerca. Evento trasmesso il live streaming sulla pagina Instagram del podcast.
instagram.com/p/DLhVKtBMOMn/

giovedì 17 luglio 2025 ore 18
online su Meet
VALERIO MASSARONI, STARTUS
Per VOCE!, ciclo di incontri dedicato alle opere selezionate dal Premio Nazionale Elio Pagliarani, un dialogo su STARTUS di Valerio Massaroni (ECS, 2022), prima uscita della collana Melanos, con Marilina Giaquinta.
meet.google.com/oag-zyey-wfq (per seguire l’evento online)

martedì 22 luglio 2025 ore 19.30
Indigo Art Gallery & Café – Perugia
LUCIA MANETTI, GIOCOFORZA
Per il ciclo “Opere Prime” presentazione del libro di Lucia Manetti “Giocoforza” (ECS, 2024), quarta uscita per la collana Melanos, ad Indigo Art Gallery & Café di Perugia.
centroscritture.it/event-detai…

#CentroScritture #centroscrittureIt #incontri

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Contro il riarmo europeo e la minaccia di guerra mondiale, smilitarizzare Sigonella


Tantissime realtà regionali siciliane si sono mobilitate a seguito degli avvenimenti sempre più drammatici che insanguinano il mondo e, in particolare il Medio Oriente, dove prosegue il genocidio del popolo Palestinese e Israele continua ad allargare i fronti di guerra, col consenso degli USA e dell’Unione Europea.

Hanno, quindi, deciso di tornare a manifestare a Sigonella. Una base […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/07/05/cont…

#CampagnaPerLaSmilitarizzazioneDiSigonella #governoMeloni #Guerra #Palestina #Sigonella #speseMilitari

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un’altra poesia del 2023 che però starebbe prima di quell’altra, che viene dopo, appunto


poesia sulle case (1)

oggi pomeriggio c’è l’apertura del testamento del piduista
sull’antenna del serpente si vedono le foto della faccia
le case stanno sui 2,9 miliardi di euro di valore
su un totale di 6,9 miliardi di patrimonio
(quifinanza.it/editoriali/silvi…)
in mezzo c’è ovviamente anche una piccola casa editrice
(su quest’ultima cfr. istrevi.it/de-jure-condito/il-… o la voce wikipedia come promemoria)
una delle case se l’era comprata a lampedusa
una volta ci è stato in vacanza il figlio minore con gli amici

#berlusconi #Lampedusa #Monk #poesiola #PremioStrega #premiostrega #strega #stregaOff #stregaoff #testamento #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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poesia del 2023


poesia sulle case (2)

coincidenza oggi c’è anche lo strega off
(theparallelvision.com/2023/06/…)
quando avremo un video faremo l’embedding e per ora accontentiamoci
di uno che non c’entra: youtu.be/gm-fIMgN5uQ
una sequenza di mediazioni decolora le macchie
un po’ come i passaggi di palla tra le holding
alla fine sembra che non si capisce e conta il risultato
chissà chi vince

#berlusconi #Lampedusa #Monk #poesiola #PremioStrega #premiostrega #strega #stregaOff #stregaoff #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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“The Call of Duty Hacking Situation is Wild…” — “La Call of Duty Hacking Situazione è Pazza…”


Sono indubbiamente fin troppo solita annunciare a gran voce, senza mai farmi problemi ad esagerare, che “è finita“… ma questa volta, guardate, lo è assolutamente oltre ogni passata misura. Se me ne fregasse ancora la benchéminima cosa riguardo il gaming online su PC, almeno, in questo momento starei certamente fumando, contemporaneamente di rabbia e di paura, perché con questa nuova notizia si sono superati davvero tutti i limiti — letteralmente, in senso informatico! 🥱

youtube.com/watch?v=ERlHfeVmq6…

Nella versione Game Pass per Windows di Call of Duty WWII, è infatti zompato fuori un bel problema… alcuni utenti starebbero avendo il PC violato, di punto in bianco, senza fare niente, semplicemente perché finiti in partite online con il tizio sbagliato. Super yikes! Le investigazioni al momento rivelano che questo potrebbe essere dovuto ad un buco presente nel motore di gioco, di cui il codice è stato palesemente riciclato in tanti CoD (come è prassi nell’industria), perché chi di dovere magari non si è accorto della vulnerabilità… che è a dir poco strano, perché la vulnerabilità, di tipo ROP (ammesso sia questa, perché piccole cose negli anni sarebbero state patchate), è pubblicamente nota almeno dal fottuto 2017. E colpirebbe in particolare la versione di Microsoft del giochino perché, a differenza di altre, non userebbe un server centrale per gestire le partite, bensì il classico peer-to-peer da due soldi per cui un utente della lobby fa da server… ed ecco il disastro, se invia dati volutamente malevoli ai client. 💀

Questo è cosa succede sostanzialmente quando i giochi, che sono comunque oltre ogni dubbio prodotti software di grandissima complessità, li sviluppano (e poi li gestiscono, come Microsoft che fa la distribuzione della sua versione) aziende che puntualmente non hanno il minimo rispetto del concetto stesso di sicurezza informatica quando si tratta dei dispositivi degli utenti consumer (tranne se sono console da loro stessi prodotte)… E qui non parliamo nemmeno di anti-cheat livello kernel o altre trovate sataniche di quel tipo, eh! Non so precisamente come giri CoD WWII, ma su Windows ovviamente un processo non ha bisogno di alcun permesso speciale per eseguire comandi arbitrari o file puzzolenti che riescono comunque a fare grandi danni (per esempio, rubare tutti i file, che è un grande business ormai)… e i giocatori da console o telefono in questo momento staranno giustamente ridendo ai PC gamer. 💔

Ovviamente, queste falle gravissime si verificano anche perché nel campo si usa ancora fin troppo codice non-memory-safe… E attenzione, non sto auspicando che l’industria sia costretta dai tempi che cambiano ad adottare Rust — non piace in primis a me, quindi certamente non lo augurerei a quei poveri sviluppatori schiavizzati dalle AAA — ma regà, porca miseria… C#? JavaScript, che con V8 ha prestazioni quasi da codice nativo? Qualsiasi cosa che non sia C++ nel 2025??? (Ah e, certamente non sarebbe malaccio se Microsoft si decidesse a mettere in campo i soldi per dei server veri, anziché usare questo peer-to-peer forzato… e già che ci stanno, non sarebbe male se si decidessero a implementare un po’ di sicurezza userspace in Windows, come invece Linux ha da anni e anni tra Flatpak e compagnia…) 😭

#CallOfDuty #CoD #CoDMW2 #CoDWWII #exploit #GamePass #gaming #hacking #Microsoft #online #RCE #ROP #videogiochi #vulnerabilità #vulnerability

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5 luglio, gutenbergherie


5 luglio, sabato, Torre Spaccata: reading e incontri
@ Festival (di) Inverso all’Ex mercato di Torre Spaccata,
nella struttura di Associazione Calpurnia
(Viale dei Romanisti 45 / Via Filippo Tacconi 11 – Roma)

tutte le informazioni qui:
festival di ‘inverso’, roma, 5-6 luglio: dati, programma e biglietti

INTANTO
accenno al fatto che sabato 5 sarà ivi possibile sfogliare e appropriarsi gratis del n. 19 de “La scuola delle cose”, numero monografico dedicato alla scrittura di ricerca. e
INOLTRE
avrò lì meco qualche copia dei seguenti libri:

Prima dell’oggetto
declicedizioni.it/prodotto/pri…

OGGETTISTICA
ticedizioni.com/products/ogget…

Vero metodo per la cernita dei poeti
slowforward.net/2023/04/05/ver…

ASEMICS. Senso senza significato
ikona.net/marco-giovenale-asem…

Statue linee
piedimoscaedizioni.com/catalog…

La gente non sa cosa si perde
ticedizioni.com/products/la-ge…

Quasi tutti
miraggiedizioni.it/prodotto/qu…

Il paziente crede di essere

nonché NZ, di Antonio syxty, il più recente syn uscito dalla casa editrice ikonaLíber
ikona.net/antonio-syxty-nz/

i numerosi che accorreranno potranno (ancorché non gratis) soddisfare loro brama di tutte queste erte gutenbergherie.

e bearsene.

#AntonioSyxty #ASEMICSSensoSenzaSignificato #IlPazienteCredeDiEssere #InVerso #LaGenteNonSaCosaSiPerde #libri #MG #NZ #Oggettistica #PrimaDellOggetto #QuasiTutti #StatueLinee #VeroMetodoPerLaCernitaDeiPoeti


festival di ‘inverso’, roma, 5-6 luglio: dati, programma e biglietti


sono stato invitato al festival che vedete qui: t.ly/VX3-R

vi aspetto per un reading collettivo con confronto/dibattito il 5 alle ore 16, e poi anche alle 18 per parlare (contribuendo a modo mio al dialogo) della Scuola delle cose. qui di séguito il cronotopo (ma il programma intero è assai ricco e – per completezza – suggerisco di cliccare sul primo link).

cronotopo di Inverso festival - parte del pomeriggio del 5 luglio 2025
cliccare per ingrandire

Elementi essenziali, dal post di ‘Inverso’ su fb:

Sabato 5 e domenica 6 luglio
Ex mercato di Torre Spaccata, nella struttura di Associazione Calpurnia
(Viale dei Romanisti 45 / Via Filippo Tacconi 11 – Roma)

Talk, laboratori, presentazioni e performance

N.B.: biglietto singola giornata e accesso ai laboratori per adulti e accompagnatori: €10
Biglietto valido per sabato e domenica: €15
*Nel biglietto sono inclusi il tesseramento all’Associazione Calpurnia e alla futura Inverso APS

Localizzazione:
maps.app.goo.gl/ozJeMvsSZdhx8A…

(watch out: avrò con me inoltre copie di NZ, di Antonio Syxty, èdito da IkonaLíber)

#AssociazioneCalpurnia #carotaggi #CentroScritture #DimitriMilleri #EmanueleFranceschetti #FedericoItaliano #GildaPolicastro #InVerso #InversoAPS #LaScuolaDelleCose #laboratori #lettura #letture #LucaRizzatello #Lyceum #MarcoGiovenale #Mudima #NikolaMadzirov #performance #presentazioni #reading #readingCollettivo #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #talk #TommasoDiDio #ValerioMassaroni


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l’estate del mac @ lissone



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Quest’estate il programma espositivo del MAC di Lissone, nell’anno di celebrazione del suo venticinquesimo anniversario, prosegue con un duplice progetto unito da un filo comune: la collezione permanente del Museo.

Tutte le informazioni qui:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

asemic?

#AliceRonchi #art #arte #asemic #asemicWriting #Lissone #MAC #MACMuseoDArteContemporanea #nuoveAcquisizioniDalPAC #PAC #PianoPerLArteContemporanea #PremioLissone #scritturaAsemica

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Riscritture DNS: i migliori casi d’uso


Le riscritture DNS (DNS rewrites) rappresentano una delle tecniche più versatili e potenti per il controllo del traffico di rete. In questo articolo analizziamo cosa sono le riscritture DNS, come funzionano, e soprattutto i migliori casi d’uso in cui implementarle con efficacia.

Cos’è una riscrittura DNS?


Una riscrittura DNS è una modifica della risposta che un server DNS fornisce a una richiesta di risoluzione. In pratica, invece di restituire l’IP reale associato a un dominio, il server può reindirizzare la richiesta verso un altro indirizzo IP o hostname, sulla base di regole personalizzate.

Questa tecnica si applica a livello di DNS resolver, proxy, firewall, o anche direttamente nei sistemi operativi e router.


Perché usare le riscritture DNS?


Le riscritture DNS sono utili per:

  • Reindirizzare il traffico in modo trasparente per l’utente
  • Controllare l’accesso a risorse interne o esterne
  • Simulare ambienti di test e staging
  • Rendere più sicura la navigazione
  • Migliorare le performance tramite caching o bilanciamento geografico

I migliori casi d’uso delle riscritture DNS

1. Ambienti di sviluppo e testing


Uno dei casi più frequenti è il bisogno di simulare la produzione in un ambiente di test. Con una riscrittura DNS, puoi fare in modo che api.miosito.com punti a un server locale o di staging, senza cambiare codice o configurazioni client.

Esempio pratico:
<pre><code class="code-line language-plaintext" dir="auto" data-line="32">api.miosito.com → 192.168.1.50 (server di test)</code></pre>

✅ Utile per testare nuove funzionalità senza toccare il DNS pubblico.

2. Controllo parentale o aziendale


In contesti familiari o aziendali, le riscritture DNS permettono di bloccare o reindirizzare domini non desiderati (come social media, siti per adulti, giochi online).

Esempio:
<pre><code class="code-line language-plaintext" dir="auto" data-line="46">facebook.com → 0.0.0.0</code></pre>
Oppure:
<pre><code class="code-line language-plaintext" dir="auto" data-line="52">youtube.com → safe.youtube.com</code></pre>

✅ Utile con soluzioni come Pi-hole, AdGuard Home o DNS personalizzati in firewall UTM.

3. Load balancing geografico o interno


Alcune infrastrutture usano riscritture DNS per dirigere il traffico verso il server più vicino geograficamente o con meno carico.

Esempio:
<pre><code class="code-line language-plaintext" dir="auto" data-line="66">cdn.miosito.com → IP del nodo più vicino all’utente</code></pre>

✅ Strategia tipica dei CDN (Content Delivery Network) e dei DNS Anycast.

4. Accesso a servizi interni da dispositivi esterni (split-horizon DNS)


Le aziende spesso hanno nomi DNS che devono risolvere in modo diverso a seconda che la richiesta arrivi dalla LAN o da Internet.

Esempio:

  • Dall’interno: intranet.miaazienda.local → 10.0.0.5
  • Dall’esterno: intranet.miaazienda.local → Nessuna risoluzione


✅ Protezione e isolamento per servizi interni.

5. Bypassare censure o filtri ISP


In contesti dove alcuni domini sono bloccati da provider o governi, le riscritture DNS permettono di forzare la risoluzione verso indirizzi alternativi.

Esempio:
<pre><code class="code-line language-plaintext" dir="auto" data-line="93">wikipedia.org → IP non censurato</code></pre>

⚠️ Attenzione: alcuni paesi vietano l’uso di DNS alternativi o customizzati.

6. Accesso locale a servizi cloud


Quando si usano servizi SaaS che comunicano con un dominio specifico, può essere utile deviare la richiesta DNS verso un proxy locale per controllare, monitorare o modificare le richieste.

Esempio:
<pre><code class="code-line language-plaintext" dir="auto" data-line="107">api.servizio-cloud.com → 127.0.0.1:8080</code></pre>

✅ Ideale per debugging di API o ispezione del traffico.

Come implementare riscritture DNS


A seconda dello scenario, puoi usare:

  • Pi-hole: per ambienti casalinghi o SOHO
  • dnsmasq o Unbound: per ambienti avanzati o router
  • Bind9 con viste multiple (views): per reti aziendali complesse
  • Firewall e UTM (es. pfSense, OPNsense): con DNS Resolver integrato
  • Proxy DNS cloud (Cloudflare, NextDNS): per gestire riscritture da remoto

Considerazioni SEO e privacy


Le riscritture DNS possono impattare la SEO tecnica di un sito se usate impropriamente, ad esempio per cloaking o duplicazione di contenuti. Devono essere usate solo in contesti interni o per debugging.

Inoltre, è importante rispettare la privacy degli utenti e il GDPR, specialmente quando si reindirizza il traffico verso proxy o sistemi di monitoraggio.


Conclusione


Le riscritture DNS sono uno strumento potente per sviluppatori, sysadmin, educatori e genitori. Se usate correttamente, permettono un grande controllo sulla rete e facilitano debug, test, sicurezza e gestione del traffico.

🔧 Hai bisogno di aiuto per configurare riscritture DNS nella tua rete? Contattaci per una consulenza personalizzata.


#ambientiDiSviluppo #bypassCensuraDNS #controlloTrafficoDNS #debugDNS #DNSAziendale #DNSCloud #DNSPerTest #DNSPersonalizzato #DNSResolver #DNSRewrite #dnsmasq #filtraggioDNS #firewallDNS #parentalControl #PiHole #proxyDNS #riscrittureDNS #sicurezzaDiRete #splitDNS #testAPI

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7 & 14 luglio: andrea inglese @ la finestra di antonio syxty


open.spotify.com/show/7onZatZD…

#AndreaInglese #DeriveApprodi #LaFinestraDiAntonioSyxty #prati #prosa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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sostenere le librerie indipendenti: iniziando da ‘mannaggia’, di perugia, che ha un ricchissimo catalogo online


La libreria Mannaggia ha un sito finalmente! e SPEDISCE IN TUTTA ITALIA! ... solo da MANNAGGIA è possibile trovare praticamente TUTTA l'editoria di qualità e le collane indipendenti che fanno la buona anzi l'ottima letteratura

La libreria Mannaggia ha un sito che SPEDISCE IN TUTTA ITALIA! … solo da MANNAGGIA è possibile trovare praticamente TUTTA l’editoria di qualità e le collane indipendenti che fanno la buona anzi l’ottima letteratura

Da oggi c’è una grande novità per questa piccola libreria: dopo lunghi lavori e aperitivi, abbiamo attivato un negozio online in cui potrete esplorare il nostro catalogo, con migliaia di titoli pubblicati da editori indipendenti, fare i vostri acquisti e riceverli a casa. Vi basterà seguire questo link: https://mannaggialibreria.sumupstore.com/

Il sito sarà costantemente aggiornato con nuovi titoli e nuove case editrici, quindi non perdetelo di vista. Ecco 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 e alcuni consigli utili per trovare quello che cercate o farvi stupire dall’inatteso o, se preferite, farvi attendere dallo stupore:

MANNAGGIA SPEDISCE IN TUTTA ITALIA con le seguenti tariffe:
● Fino a 50,00 € di spesa: 5,00 €
● Da 50,00 a 80,00 €: 2,50 €
● Oltre gli 80,00 €: spedizione gratuita

Le spedizioni verranno effettuate tramite corriere in 1-2 giorni lavorativi e consegnate in 3-5 giorni lavorativi dal momento dell’ordine.

☞ Se troverete dei libri che vi interessano ma non avrete bisogno della spedizione (sì, anche chi vive a Perugia come noi può usarlo!), potrete prenotare il 𝗿𝗶𝘁𝗶𝗿𝗼 𝗶𝗻 𝗻𝗲𝗴𝗼𝘇𝗶𝗼 e li metteremo da parte per voi.

☞ Nella pagina dei prodotti potrete inserire, nella barra di ricerca, i titoli o gli autori dei libri che cercate: https://mannaggialibreria.sumupstore.com/prodotti

☞ Nella 𝘀𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗴𝗼𝗿𝗶𝗲 della pagina dei prodotti troverete i nostri 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗳𝗮𝗯𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼, ma anche:

● I consigli della libraia e del libraio mannaggici:

Carlo: mannaggialibreria.sumupstore.c…

Francesca: mannaggialibreria.sumupstore.c…

● I nostri pacchetti a sorpresa, con i quali potrete decidere di fidarvi ciecamente di Mannaggia. Voi scegliete un tema e un importo (da 30,00 € a 100,00 €) e noi scegliamo i libri.

Quali sono i pacchetti (finora) disponibili? 𝘈𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘊𝘪𝘯𝘦𝘮𝘢, 𝘊𝘭𝘢𝘴𝘴𝘪𝘤𝘪 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘌𝘳𝘰𝘵𝘪𝘴𝘮𝘰, 𝘍𝘢𝘯𝘵𝘢𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦 𝘸𝘦𝘪𝘳𝘥, 𝘍𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦, 𝘍𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘣𝘳𝘦𝘷𝘪 (𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪, 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘦 𝘦 𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘪𝘣𝘳𝘪𝘥𝘦), 𝘍𝘶𝘮𝘦𝘵𝘵𝘪, 𝘎𝘪𝘢𝘭𝘭𝘪 𝘦 𝘵𝘩𝘳𝘪𝘭𝘭𝘦𝘳, 𝘏𝘪𝘤 𝘦𝘵 𝘯𝘶𝘯𝘤 (𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢 𝘢𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘢𝘪𝘯𝘴𝘵𝘳𝘦𝘢𝘮), 𝘏𝘰𝘳𝘳𝘰𝘳, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘢𝘧𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘢, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘧𝘳𝘢𝘯𝘤𝘦𝘴𝘦, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘯𝘨𝘭𝘦𝘴𝘦, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘴𝘱𝘢𝘯𝘰𝘢𝘮𝘦𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘢, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘯𝘰𝘳𝘥𝘢𝘮𝘦𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘢, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘭𝘶𝘴𝘰𝘧𝘰𝘯𝘦, 𝘔𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘣𝘭𝘶𝘦𝘴 𝘫𝘢𝘻𝘻 𝘴𝘰𝘶𝘭, 𝘔𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘱𝘰𝘱 𝘳𝘰𝘤𝘬 𝘱𝘶𝘯𝘬 𝘱𝘰𝘴𝘵-𝘱𝘶𝘯𝘬, 𝘕𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢𝘭𝘪 𝘢𝘮𝘣𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘗𝘰𝘦𝘴𝘪𝘢 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘢𝘯𝘦𝘢, 𝘗𝘰𝘦𝘴𝘪𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘢𝘯𝘦𝘢, 𝘙𝘦𝘤𝘶𝘱𝘦𝘳𝘪 (𝘢𝘶𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘷𝘳𝘦𝘮𝘮𝘰 𝘥𝘰𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦), 𝘙𝘰𝘮𝘢𝘯𝘻𝘪 𝘥𝘪 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘙𝘰𝘮𝘢𝘯𝘻𝘪 𝘦 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘈𝘴𝘪𝘢, 𝘚𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 (𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢), 𝘜𝘮𝘰𝘳𝘪𝘴𝘮𝘰, 𝘝𝘪𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘳𝘦𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘨𝘦 𝘦𝘴𝘱𝘭𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪, 𝘠𝘰𝘶𝘯𝘨 𝘢𝘥𝘶𝘭𝘵

https://mannaggialibreria.sumupstore.com/prodotti…

Per dubbi, richieste e informazioni, contattateci sui nostri social o scrivete a mannaggialibreria@gmail.com.

Fate scorte e buone letture!

Vi aspettiamo in libreria e sullo store, sempre a libri aperti!

Carlo e Francesca

________________________

MANNAGGIA
Libri da un altro mondo

MANNAGGIA LIBRERIA s.n.c. di Francesca Chiappalone e Carlo Sperduti
P.IVA/C.F. 03544230547
Via Cartolari 8, 06122, Perugia (PG)
Tel: 0759665399
mannaggialibreria@gmail.com
mannaggialibreria.it/
facebook.com/mannaggialibreria…

#Carlo #Francesca #libreriaIndipendente #LibreriaMannaggia #librerieIndipendenti #Mannaggia #MannaggiaLibreria

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da domani, 5 luglio, a pietrasanta: paola grizi, “echoes”


Paola Grizi: mostra "Echoes", a Pietrasantaa
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L’Art Studio “La Marina” di Pietrasanta ospita Echoes, la nuova personale di Paola Grizi, scultrice italiana riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di far emergere emozioni profonde da forme leggere e dinamiche in bronzo e terracotta.
In Echoes, Grizi propone un dialogo inedito tra l’opera e il suo riflesso: accanto alle sue inconfondibili sculture, trovano spazio pannelli in alluminio in edizione limitata che, pur nati da dettagli scultorei, si affermano come presenze autonome, vere e proprie emanazioni visive che espandono la materia in una nuova dimensione iconica e percettiva. Un invito ai sensi, quello dell’artista, mai assertivo e anzi spesso capace di seminare fertili incertezze nell’osservatore.

Vernissage: sabato 5 luglio, ore 18:30.
Sede: Art Studio La Marina – Via del Marzocco, 18, Pietrasanta
Orari mostra: tutti i giorni dalle 17:00 alle 23:00 | Ingresso libero

#art #ArtStudioLaMarina_ #arte #inaugurazione #LaMarina #mostra #PaolaGrizi #vernissage

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roma, 10 luglio: mostra fotografica di davide gualtieri in camera verde


locandina della mostra di Davide Gualtieri in Camera verde, dal 10 luglio 2025
e cliccare per ingrandire

(…) Gli scatti di Gualtieri sono atti di amore, atti di conversione – o alcove – dove risiede (probabilmente) una certa libido; appaiono come parti di un discorso attivo, sono atti come immagini in movimento, se ricordiamo la sua provenienza dal teatro: figura e parola insieme.
Una messa “in situazione”. Un raccordo e un racconto.
La produzione di Gualtieri è fortemente legata alla parola performante, al video, alla scena, allo “stato in praesentia”. Questa fotografia ha una vitalità eccezionale perché discorsiva.
Non più fotografare ma documentare come atto per liberar(si) di una certa densità interiore, elaborazione in qualche modo analitica, di uno stato o di un fatto. Ogni fotografia è una relazione, una messa in dialogo con l’altro da me. Legato ad un bisogno profondissimo del conoscervi. E raccontarvi: per guardarvi. (…)

Sara Davidovics

#CameraVerde #DavideGualtieri #fotografia #inaugurazione #laCameraVerde #mostra #mostraFotografica #photoExhibit #SaraDavidovics

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Riorganizzazione amministrativa territoriale in Burkina Faso.


La modifica diverrà effettiva a partire dal 1° gennaio 2026.
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Il 2 luglio 2025, durante un consiglio dei ministri, il governo burkinabè ha promulgato una nuova legge riguardante una significativa riorganizzazione del territorio nazionale, il quale risulta di conseguenza suddiviso in 17 regioni e 47 province. Tale ristrutturazione è intesa a migliora la gestione amministrativa, ma riflette pesantemente la volontà di riorganizzazione territoriale delle forze armate relativamente alle paventate esigenze di sicurezza nazionale.
Flag of Burkina FasoPublic Domain. Source: it.wikipedia.org/wiki/File:Fla…
Come ha dichiarato Emile Zerbo, ministro dell’Amministrazione territoriale, la decisione di ridisegnare le province è stata motivata da considerazioni strategiche. Le regioni precedenti della Boucle du Mouhoun, dell’Est e del Sahel, che comprendono il 43% del territorio, sono state riorganizzate in quattro nuove regioni: Soum (con capoluogo a Djibo), Sirba (Bogandé), Tapoa (Diapaga) e Sourou (Tougan). Inoltre, sono state create due nuove province: Dyamongou con Kantchari come capoluogo e Karo-Peli con Arbinda come centro amministrativo.

Un aspetto innovativo di questa riorganizzazione è il cambio dei toponimi delle regioni, che ora riflettono la cultura e le tradizioni locali attraverso nomi endogeni. Le 17 regioni sono state ribattezzate come segue: Bankui (Dédougou), Djôrô (Gaoua), Goulmou (Fada N’Gourma), Guiriko (Bobo-Dioulasso), Kadiogo (Ouagadougou), Kuilsé (Kaya), Liptako (Dori), Nando (Koudougou), Nakambé (Tenkodogo), Nazinon (Manga), Oubri (Ziniaré), Sirba (Bogandé), Soum (Djibo), Tannounyan (Banfora), Tapoa (Diapaga), Sourou (Tougan) e Yaadga (Ouahigouya). Inoltre, le province di Sanmatenga e Oubritenga sono diventate Sandbondtenga e Bassitenga, mentre la provincia del Soum è stata rinominata Djelgodji e la Kossi Kossin.

Per facilitare l’implementazione di questa nuova organizzazione, è stata stabilita una fase transitoria di sei mesi. Queste riforme mirano non solo a rendere l’amministrazione più efficiente, ma anche a valorizzare le identità culturali locali, promuovendo un forte senso di appartenenza tra la popolazione. Con queste misure, il governo del Burkina Faso intende rafforzare la coesione sociale e garantire una gestione più adeguata delle risorse e delle sfide del paese. La nuova ripartizione sarà effettiva dal 1° gennaio 2026.

Saranno contenti i creatori di mappe geografiche..
Nuova suddivisione regionale e provinciale del Burkina Faso da luglio 2025Tratta da laborpresse.net, probabile origine governativa, licenza sconosciuta

Fonti: laborpresse.net, lefaso.net

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
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Una riga basta: il valore invisibile del feedback


C’è una cosa che ormai ho imparato, ed è sorprendente quanto sia semplice e allo stesso tempo sottovalutata: un piccolo feedback vale più di qualunque metrica. Più dei download, più dei like, più delle statistiche. Una singola riga di commento sincero può fare la differenza.

Mi spiego meglio: sapere che ci sono tre o quattro persone che leggono davvero quello che fai, che lo giocano, che ci riflettono sopra, che ti lasciano un messaggio — anche solo un “Mi è piaciuta questa parte” o “Sto provando a usarlo così” — cambia tutto. Perché da lì nasce un dialogo. E dove c’è dialogo, nasce valore, connessione, evoluzione creativa.

Il punto, però, è che questo tipo di feedback è rarissimo.

Il silenzio attorno al fuoco creativo


Vale in ogni campo creativo. Non solo nel mondo dei giochi di ruolo, dove opero io, ma in tutto ciò che nasce da una spinta espressiva: podcast, libri, illustrazioni, microgiochi, esperimenti. L’assenza di risposta è il rumore bianco che accompagna la pubblicazione di qualsiasi cosa. Ed è strano, perché non servirebbe molto. Non sto parlando di recensioni lunghe, articolate, o di endorsement da vetrina. Basterebbe una riga. Una.

“L’ho sfogliato, sembra interessante.”
“Ho letto le prime pagine, mi ha colpito questo passaggio.”
“Lo sto giocando, anche se non ho ancora un’opinione.”


Tutte queste cose sono piccole, ma per chi crea sono enormi. Sono segni di vita, prove di esistenza nel vuoto dell’iperproduzione.

Il paradosso dell’abbondanza


Lo capisco: c’è troppo in giro. Viviamo in un’epoca di sovraccarico di contenuti. Scarichiamo più giochi di quanti potremmo mai leggere. Apriamo più PDF di quanti potremmo mai giocare. E in questa bulimia digitale, anche solo fermarsi per lasciare una riga sembra un lusso, un’eccezione.

Ma non dovrebbe esserlo. Il paradosso è che proprio perché c’è troppo, proprio perché siamo sommersi da materiale, il feedback selettivo e autentico diventa ancora più cruciale. Aiuta a distinguere, a capire cosa risuona davvero. E soprattutto, nutre chi crea.

Perché, lasciatelo dire: i creativi non vivono di download, ma di risonanza.

Una cultura da cambiare (insieme)


Se andate a guardare su DriveThruRPG — che è uno degli store principali per i giochi di ruolo indie e non — anche titoli enormi, con migliaia di acquirenti, hanno cinque, dieci recensioni. I prodotti davvero di punta arrivano forse a venti. Non di più. È un’assurdità. È come se tutti guardassero un film e nessuno ne parlasse. Come se nessuno avesse mai voglia di dire “mi è piaciuto” o “questa parte mi ha fatto pensare”.

Non è un problema solo tecnico. È culturale. Siamo stati educati a consumare, non a rispondere. A scaricare, non a restituire. E questo andrebbe spezzato.

Non per obbligo, non per dovere morale. Ma perché è così che si costruisce un ecosistema creativo sano, reciproco, fertile.

In chiusura


Non sto facendo un appello personale. Sto dicendo che vale per tutti noi. Se una cosa ci ha toccato, anche minimamente, anche fugacemente, diciamolo. Non servono superlativi, non servono analisi. Basta poco. Una frase, un gesto, un segnale.

Perché per chi crea, quella piccola scintilla può valere più di mille numeri.

#gdr #giochiDiRuolo

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Polpo Mondo, Catania Pride 2025. Perchè c’è ancora tanta strada da fare


“Vergogna, fate schıfo, come li avete fatti questi figli? Ve ne dovete andare dall’Italia”. La manifestazione inizierà sabato 5 luglio alle ore 17,00 da piazza Cavour, le intimidazioni sono cominciate prima. Infatti, ieri alla Camera del Lavoro, sede dei dibattiti del Pride Village, un uomo ha, aggredito, anche fisicamente, Egle Doria, membro del direttivo di Associazione Famiglie […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/07/04/polp…

#famiglieArcobaleno #omofobia #Pride

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“Guidare in America”


youtube.com/watch?v=LxLw120wrq…

Non avevo troppo idea che guidare negli Stati Uniti fosse così… crazy… (e ormai questo è l’unico aggettivo che so usare per porre enfasi positiva, un po’ come i redditor che usano sempre e solo la parola “wholesome”, ma lasciamo stare…) ma a quanto pare quelli lì hanno fatto anche cose… non direi buone, però ecco, la proverbiale medaglia che da un lato è schifosa marcia dall’altro lato è evidentemente quasi scintillante.

Si parla ovviamente di guidare veicoli personali a motore, e quindi nel 99% dei casi automobili… mostri gargantueschi che ricordano automobili, si intende, ma da nazionalista europea giustamente sto già digressando. Gli autobus lì nell’isolotto oltreoceanico sono rari come miraggi, i treni quasi letteralmente non sanno cosa siano, e le distanze di tutti i giorni sono talmente grosse che parlare di monopattini (un saluto al nostro caro e sempre sul pezzo Salvini, a tal proposito) e bici elettriche sarebbe completamente fuori contesto… però, guardando tutta la cosa dalla prospettiva di un ipotetico guidatore, anziché pedone e cittadino (magari europeo…) con il desiderio di vivere in ambienti a misura umana, davvero bisogna dire che lì se la passano bene, alla grande, al top, al SUV, al…

Che lì il carburante costi in media poco (anche se non in tutti gli stati è economico quanto in Florida; o costoso quanto in Florida, suppongo) lo si sapeva già… anche se, da gran tirchia e abituata alla gratuità del camminare (e della bici non elettrica, appena me la prendo), pure 50 dollari per ~60 litri di benzina a me fanno male al cuore… ma altre cose mi colgono un po’ di sorpresa, invece. Tipo, non avevo mai pensato al fatto che le loro strade fossero sensibilmente più larghe delle nostre… suppongo che in video e film a caso non si noti e bisogna provare di persona per accorgersene, però, quindi ok. Così come (al di fuori dei vari scherzi) ignoravo che lì siano tutti relativamente imbranati a guidare… perché qui in Italia la gente non mi sembra chissà quanto competente, e perché non immaginavo che lì avessero automobili così avanzate da arrivare letteralmente a guidarsi da sole (anche quelle non fighette-Tesla “full self driving”, e che evidentemente li rendono più incapaci).

Insomma, roba da pazzi questa America, e quindi forse un po’ riesco a capire innanzitutto come mai il sogno americano non sia morto tra chi vive lì, e poi in che modo i loro bimbi siano capaci di imparare a guidare a soli 8 anni solo grazie a YouTube. E questo per non parlare di come sono assolutamente implosa quando Francescone ha detto che lì per prendere la patente si spendono appena 50 dollari (e il web mi conferma che la media in tutti gli USA è tra 50 e 100 dollari)… altro che il latrocinio non solo italiano, ma europeo! Qui io devo stare sveglia la notte per architettare come dovrei fare a prendermi la patente senza troppa sbatta e riuscendo ancora a scroccarla ai miei genitori — giusto per tenerla nel cassetto per le emergenze, proprio giusto a prendere polvere, perché invece di guidare in Italia non c’ho sbatta e preferisco farmi le strade provinciali in pattini a rotelle — e invece loro stanno beati nella Land of The Free (la stessa dove è molto pericoloso criticare il presidente, ma intanto…)

#America #car #DaCostaACosta #driving #FrancescoCosta #guidare #USA

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windowsiche opzioni che mancano su internet!


Ecco un’altra bella cosa che ho visto in Windows appena stasera… e che non avrei voluto veramente vedere, perché che cazzo, prodotto miliardario dell’azienda miliardaria eppure è tutto rotto. Nell’applet Opzioni Internet del Pannello di Controllo (inetcpl.cpl), la scheda Privacy mi sembra un pochino, come dire… vuota. Vedo tutto questo bianco al centro, dove sia a memoria che a logica dovrebbe esserci qualcosa…
Schermate Internet Properties come descritte.
Giustamente, ho cercato la stessa schermata informazioni sul Windows vecchio più recente che avevo ad immediata disposizione… ossia Windows 2000, perché si emula per bene nel browser, quindi è a portata di link… e si, mettendola affianco alla mia la differenza è abbastanza lampante. Lì dovrebbe esserci uno slider (in stile vecchio…) per il grado di privacy, eppure sul mio beneamatissimissimo Windows 10 22H2 qualcuno (forse il drago di Mozilla, che vuole ostacolare Internet Explorer?) si è mangiato i pezzi (e a niente serve chiudere e riaprire). Per fortuna non credo mi servisse, però porca miseria, come si fa… 😩

#glitch #inetcpl #InternetExplorer #legacy #Windows #Windows10

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Interventi video del Convegno a Padova il 21 giugno 2025 sulla Legge Sicurezza


Contributi di relatrici e relatori: Alessandra Algostino Fabio Corvaja, Antonello Ciervo, Paolo De Stefani, Antonio Cavaliere, Gian Luigi Gatta e Chiara Pigato
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Dopo le brevi note per raccontare l’intera giornata vi proponiamo i video delle relazioni svolte la mattina al Convegno DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani che si è svolto a Padova il 21 giugno 2025.

Si tratta dei contributi delle relatrici e relatori: Alessandra Algostino – Università di Torino, Fabio Corvaja – Università di Padova, Antonello Ciervo – Unitelma, Sapienza Università di Roma, Paolo De Stefani – Università di Padova, Antonio Cavaliere – Università di Napoli, Gian Luigi Gatta – Università Statale di Milano e Chiara Pigato – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione ASGI.

Ringraziamo il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova che ha promosso con noi l’iniziativa per il grande lavoro di documentazione.

A pochi giorni dalla relazione della Corte di Cassazione sul Decreto Sicurezza, i temi trattati nel Convegno sono di fortissima attualità.

Buona visione!

Alessandra Algostino, Università di Torino: “Legge sicurezza: un provvedimento da regime, radicalmente incostituzionale”

youtube.com/watch?v=ToS4qD_oQm…

Fabio Corvaja, Università di Padova: “Libertà di riunione e manifestazione politica del dissenso dopo la legge sicurezza”

youtube.com/watch?v=gp5DnPHM9w…

Antonello Ciervo, Unitelma, Sapienza Università di Roma: “Decreto sicurezza e criminalizzazione dell’opposizione sociale: le possibili questioni di legittimità costituzionale”

youtube.com/watch?v=XF2SGPPYJ2…

Paolo De Stefani, Università di Padova: “Reazioni internazionali al decreto sicurezza: preoccupazioni e critiche espresse dagli esperti indipendenti del Consiglio sui diritti umani”

youtube.com/watch?v=eWr4rXdgCu…

Antonio Cavaliere, Università di Napoli: “Profili di contrasto con i principi di offensività e proporzione nelle norme penali della legge sicurezza”

youtube.com/watch?v=ZEEvGmVyWB…

Gian Luigi Gatta, Università Statale di Milano: “Il decreto legge sicurezza tra politica criminale e principi costituzionali”

youtube.com/watch?v=Togvp2EXPF…

Chiara Pigato, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione – ASGI: “Trattenere il nemico – Le norme di sfavore sui cittadini stranieri”

youtube.com/watch?v=Go9BVLvVD-…

Di seguito galleria video completa

youtube.com/playlist?list=PLQd…

Precedenti articoli

Giugno 2025 – Decreto Sicurezza: note sulla relazione della Corte di Cassazione

Giugno 2025 – Note dal Convegno “Legge Sicurezza”: contro le Legge spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani a Padova il 21 giugno 2025

Giugno 2025 – No DL Sicurezza – Riuscita a Roma la manifestazione nazionale del 31 maggio 2025

Maggio 2025 – No DL Sicurezza – Solidarietà a Luca Blasi. Partecipamo in massa alla Manifestazione Nazionale il 31 maggio a Roma

Maggio 2025 – Contro il Decreto Sicurezza mobilitiamoci il 26 e 31 maggio 2025

Maggio 2025 – Assemblea nazionale della Rete No DL Sicurezza – Intervento dei GD e report finale

Aprile 2025 – 4 Maggio 2025 – Assemblea Nazionale Rete No DL Sicurezza

Aprile 2025 – Il Decreto sicurezza in Italia – Intervista Avv. Roberto Lamacchia a COSMO Italiano

Aprile 2025 – No DL Sicurezza – Manifestazione nazionale 31 maggio 2025 a Roma

Aprile 2025 – DL Sicurezza – Siamo pronti

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Aprile 2025 – In piazza contro decretazione urgenza su libertà civili e dissenso – No DDL Sicurezza

Aprile 2025 – DDL Sicurezza – GOLPE BUROCRATICO

Marzo 2025 – Ostruzionismo e mobilitazione della società civile fermano il ddl “sicurezza”: slitta la sua approvazione definitiva.

Marzo 2025 – Appello alla massima mobilitazione contro il DDL Sicurezza

Febbraio 2025 – A Bruxelles con la Rete nazionale A pieno Regime – No DDL Sicurezza

Gennaio 2025 – Due giornate intense per i nuovi appuntamenti della Rete No DDL Sicurezza – A pieno regime

Dicembre 2024 – Manifestazione nazionale a Roma contro il DDL Sicurezza


Note dal Convegno “Legge Sicurezza”: contro le Legge spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani a Padova il 21 giugno 2025


Partecipata ed appassionata la presenza al Convegno “Legge Sicurezza”: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani , promosso da Associazione Nazionale Giuristi Democratici e Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova che si è svolto a Padova il 21 giugno 2021.

La qualità degli interventi nei diversi momenti dell’incontro attesta l’impegno di chi è intervenuto nel portare un contributo utile a tracciare un percorso collettivo di opposizione al Decreto Sicurezza oggi Legge, proprio a partire dalle diverse specificità e competenze come nelle migliori jam session musicali.

Proponiamo solo alcune brevissime note a caldo. Quanto prima saranno disponibili a cura del Centro Diritti Umani le registrazioni video integrali degli interventi e sarà cura dei GD far circolare in forma di opuscolo le interessanti relazioni svolte.

La giornata si è aperta con le brevi introduzioni dei promotori.

Il primo a prendere la parola è stato il Marco Mascia a nome del Centro Diritti Umani. Al centro del suo intervento la pericolosità dell’attacco al diritto, che dovrebbe essere bussola della politica, sul piano internazionale e locale. Nel tempo della presa di potere di sovranisti, nazionalisti e populisti questa connessione va analizzata nella sua complessità per alimentare forme di contrasto capaci in maniera innovativa di saldare quel che accade nel mondo con i fatti di casa nostra.

Roberto Lamacchia, copresidente GD ha ricordato i motivi che hanno portato a elaborare l’idea dell’iniziativa a fronte delle preoccupazioni che fin dall’inizio l’associazione ha avuto nei confronti del Decreto Sicurezza poi diventato legge attraverso una forzatura di iter anch’essa preoccupante, a dir poco. L’obiettivo che ci è proposti era quello di realizzare nella stessa giornata un approfondimento dottrinario e un momento di confronto per rafforzare la volontà comune di opporsi in maniera concreta nelle aule di tribunale alle norme approvate attraverso le questioni di illegittimità costituzionale.

Aurora D’ Agostino, copresidente GD ha esordito dicendo che la presenza al Convegno non solo di avvocati o giuristi ma anche esponenti di realtà associative, studenti e studentesse è importante proprio per lanciare il messaggio che ritrovarsi insieme, aprire spazi di approfondimento ed azione fuori e dentro le aule di Tribunale è fondamentale per scardinare l’autoritarismo alla base delle norme della nuova Legge Sicurezza. Automatismi, eccessività della pena, il tabù del tema della gestione di Pubblica Sicurezza sono alcuni degli aspetti che vanno affrontatati per contrastare anche attraverso lo strumento della legittimità costituzionale l’intera Legge Sicurezza e le sue singole norme. “Difendersi e contrattaccare con il sistema democratico” ha concluso augurando buon lavoro per la giornata.

E’ seguito il saluto di benvenuto fatto da Francesca Venturini a nome dell’Associazione Giuristi Democratici di Padova che ha sottolineato l’importanza di una discussione comune sui profili problematici dell’impianto normativo e le ricadute che possono avere sull’intero tessuto democratico.

La mattinata si è articolata in due panel coordinati con maestria dalla Professoressa Paola Degani del Centro di Ateneo per i Diritti Umani – Università di Padova che ha ospitato l’iniziativa.

Ad apertura della prima sessione Paola Degani ha sottolineato l’importanza del confronto nel momento in cui stiamo assistendo a torsioni antidemocratiche che si inseriscono in una sorta di anti umanesimo legislativo in cui si usano volutamente orientamenti targhetizzanti per un attacco complessivo ai diritti soggettivi ed umani.

Alessandra Algostino dell’Università di Torino non ha usato mezzi termini nel definire un atto eversivo il passaggio del Decreto Sicurezza in Legge visto che l’inter di trasformazione deve avere precisi requisiti di necessità ed urgenza oltre al fatto che ci dovrebbe essere omogeneità nel provvedimento. Questi aspetti inquietanti insieme all’uso spregiudicato della fiducia portano ad una deriva autoritaria che , squilibrando i poteri, incide sulla forma stato. Per questo è importante guardare con le lenti costituzionali alle norme per incidere sugli aspetti di repressione del dissenso, la forzatura del passaggio da stato sociale a stato penale, l’introduzione di privilegi istituzionali. L’intervento puntuale si è soffermato su tutti questi temi per chiudersi sull’importanza di impostare con chiarezza le tante questioni di legittimità costituzionale da presentare.

Fabio Corvaja dell’Università di Padova, partendo dagli spunti presentati, ha approfondito la libertà di riunione come un presupposto del sistema democratico che spetta ai cittadini, tutti nell’accezione più piena e il nesso tra esercizio della libertà di riunione e la sovranità popolare. Aspetti già toccati dalla giurisprudenza costituzionale che vanno sempre tenuti presenti. Altro punto toccato è stato quanto norme presenti nella Legge Sicurezza che agiscono ex ante e non ex post si inseriscano nel solco di limitazioni autoritarie della libertà di riunione con un effetto intimidatorio sull’intera azione sociale. L’imbrattamento dei muri da pura espressione del pensiero diventa comportamento che può portare in carcere come per reati ben più gravi in contraddizione con il principio della congruità della pena, l’uso di norme che trasformano in reati condotte inserite nel diritto riconosciuto di sciopero lede un diritto fondamentale preminente, l’eccessiva tutela delle Forze dell’ordine crea un vulnus ai principi di eguaglianza. Sono tutti aspetti che portano a carichi sanzionatori molto cupi da maxi processi. “Il Re è nudo” ha concluso e speriamo che “non finisca come nella favola di Andersen in cui il bambino che dice la verità viene preso a bastonate”.

Antonello Ciervo di Unitelma, Sapienza Università di Roma ha aperto il suo intervento collocando le vicende italiane nel contesto internazionale, citando le contraddizioni del Consiglio dei Ministri sui dazi di Trump proprio nello stesso momento in cui si decideva la trasformazione del Decreto Sicurezza in Legge per “reprimere oggi quelli che domani protesteranno quando i dazi saranno applicati”. Ha continuato soffermandosi su punti particolarmente contradditori presenti in vari articoli della Legge che forzano sistematicamente aspetti legislativa all’interno di una logica che non è solo una patologia securitaria ossessiva ma il punto di partenza per un complessivo disegno di modifica costituzionale verso uno stato autoritario.

Paolo De Stefani dell’Università di Padova ha illustrato approfonditamente le preoccupazioni contenute nelle comunicazioni dei Relatori speciali dell’ONU in riferimento al Decreto Sicurezza. Un intervento molto utile sia per capire meglio le dinamiche sottese all’operato di questi esperti indipendenti che agiscono all’interno delle strutture dell’ONU sia per riflettere su come utilizzare efficacemente il piano internazionale nelle vicende giuridiche nostrane. La relazione ha illustrato in maniera precisa in particolare l’operato del Relatore Internazionale in tema di diritto all’abitare.

A seguire si è svolto il secondo panel in cui sono intervenuti esperti penalisti sempre coordinato da Paola Degani che ha intervallato gli interventi sottolineando gli spunti per analizzare i problemi posti dalla Legge in maniera efficace a contrastare il clima politico complessivo.

Il primo a prendere la parola è stato Antonio Cavaliere dell’Università di Napoli constatando positivamente come sui punti critici della Legge ci sia attenzione comune da parte di professori di Diritto penale, magistrati come quelli dell’ANM e avvocati delle Camere Penali. Voci critiche da fronti diversi che fanno ben sperare per un contrasto articolato alle logiche sottese dalla legge. Si tratta di mettere in campo un piano culturale per affermare il valore di una sicurezza reale non solo di misure atte a rassicurare in maniera simbolica l’opinione pubblica. Approfondire la critica sul piano legislativo complessivo afferente all’uso dei decreti legge che ha ricordato dovrebbero essere basati su necessità e urgenza come fondamenti non solo da enunciare ma da dimostrare. Riaffermare l’uso del diritto penale come arma estrema non come supplenza ad un generico concetto di legalità usato per altri fini. L’intervento ha affrontato i temi come il principio di offensività, la proporzione della pena per affrontare non in maniera generica gli aspetti di legittimità costituzionale delle norme approvate.

Gian Luigi Gatta dell’Università Statale di Milano, Presidente dell’Associazione dei Professori Penali ha aperto il suo intervento analizzando come ci troviamo in un contesto di populismo non solo in Italia e come viviamo in un tempo di campagna elettorale permanente che porta alla continua enfatizzazione mediatica degli argomenti. I penalisti dovrebbero diventare nuovi virologi a cui si chiede di risolvere ogni male in una situazione in cui l’obiettivo per i politici è creare, mantenere il proprio consenso nell’opinione pubblica. Mantenere saldi principi fondamentali come la libertà del dissenso, la necessità della legittimità costituzionale delle norme è quanto mai importante in un momento in cui si vuol far valere una sorte di delegittimazione 2.0 della Carta Costituzionale così come della Magistratura.

La mattinata è stata chiusa dall’intervento di Chiara Pigato dell’ASGI che ha portato l’attenzione su alcune norme specifiche riguardanti i migranti nell’accezione più ampia. In particolare ha ben illustrato come la norma riferita alla vendita di SIM telematiche a cittadini stranieri colpisca i richiedenti asilo, una categoria che internazionalmente è riconosciuta come da tutelare. Ha poi concluso toccando anche il tema della criminalizzazione delle proteste nei CPR. Aspetti inquietanti nel tentativo costante di esternalizzare fino all’invisibilità soggetti specifici per spostare problemi reali sempre più lontano dai nostri occhi.

Alla conclusione della mattinata abbiamo chiesto a Paola Degani un breve commento sui lavori.

PAOLA DEGANI

Il convegno ha proposto una riflessione sul DL sicurezza, oggi Legge sicurezza che si è declinata sul piano concettuale, teorico ed anche esaminando le potenziali implicazioni dal punto di vista dei profili di legittimità costituzionale nonchè dal punto di vista del profilo penalistico delle nuove norme.

Il primo panel ha riguardato una serie di interventi inerenti i profili costituzionali che vengono toccati dalla Legge. Profili che peraltro intersecano la rilevanza penale. Proprio il tema della rilevanza penale è stata oggetto specificamente del secondo panel che si è concluso con un intervento specifico in materia di migrazione visto che anche questo Decreto legge oggi Legge non ha omesso di prendere in considerazione in chiave restrittiva talune condizioni che riguardano esplicitamente i soggetti stranieri presenti nel nostro territorio.

Due momenti di approfondimento contigui assolutamente prossimi l’uno all’altro e direttamente correlati. Il primo più attento alle norme costituzionali e ad una loro lettura alla luce del Decreto legge introdotto e la seconda parte invece più vicina, direttamente esplicitativa delle questioni rilevanti sul piano penale.

Il pomeriggio sarà dedicato ad un confronto tra avvocati su quali possono essere le strategie con cui affrontare la casistica che si sta già creando con questa nuova Legge.

Dopo la pausa con il buffet curato dalle storiche Cucine Popolari di Padova allestito negli accoglienti spazi del Centro è iniziata la parte pomeridiana, in cui i numerosi interventi hanno dimostrato la voglia di contendere nelle aule di Tribunale dotandosi degli strumenti e suggerimenti stimolati dalla prima parte della giornata.

A Giuseppe Romano, che insieme a Aurora d’Agostino ha coordinato i lavori pomeridiani abbiamo chiesto un veloce commento.

GIUSEPPE ROMANO

Abbiamo cercato di tradurre da un punto di vista concreto le numerose ed interessanti sollecitazioni della mattina.

Come primo punto da affrontare ci pare utile cercare di capire la tempistica di presentazione delle questioni di legittimità costituzionale. Tecnicamente si potrebbero presentare anche nell’udienza detta pre-dibattimentale, una specie di udienza filtro, dove però c’è il rischio che alcuni giudici ritengano di non poter procedere rimandando la questione all’esito. Questo comporterebbe lo scivolamento anche di anni; il che vale in assoluto anche per altri fasi del dibattimento. Sollevare davanti ai giudici territoriali dei dubbi che le norme siano in contrasto con la Carta Costituzionale significa che se un giudice accoglie le eccezioni, le deve trasmettere a Roma alla Corte Costituzionale per vagliare la legittimità delle disposizioni e sappiamo che per vari motivi l’iter diventa molto lungo. Questo è un problema reale nel momento in cui queste norme vengono applicate e creano inevitabilmente un tentativo di influenzare le proteste nelle piazze etc… La tempistica di presentazione diventa fondamentale e c’è la necessita di accelerare la discussione per capire dove proporre le questioni.

Abbiamo poi affrontato diversi temi sullo stimolo degli interventi della mattina.

Il principio di offensività in riferimento ad esempio al blocco stradale o alla resistenza passiva in carcere come condotte che potrebbero essere sospette proprio di mancare di quella offensività che la Costituzione richiede nella normazione penale.

La tassatività, chiarezza e determinatezza di scrittura delle norme. Noi stessi, che ci occupiamo spesso di processi contro attiviste e attivisti del diritto all’abitare, non abbiamo capito se colui che entra in una casa abbandonata, magari forzando la porta, elemento questo di violenza richiesta dalla norma, risponderà del vecchio reato di invasione o del nuovo reato di occupazione di domicilio. La nuova norma parla non solo di domicilio, il che farebbe pensare che chi entra in una casa abbandonata non commette reato, ma anche di immobile destinata a domicilio. Possiamo supporre che per qualche Pubblico ministero anche una casa abbandonata potrebbe essere ritenuta destinata a domicilio. Si capisce bene che c’è un reale problema di interpretazione. Se noi che siamo tecnici di questo tipo di reati abbiamo dei dubbi tanto più il cittadino sarà in grave difficoltà a capire in quale norma potrebbe ricadere. Si crea un vulnus che a potrebbe avere a che fare con la violazione proprio del principio di conoscibilità e determinatezza fondante quando si scrivono le norme. Una scrittura volutamente opinabile, che si presta a interpretazioni discutibili, vale per altri aspetti della legge e va sottolineata tanto più se si creano sovrapposizioni normative di difficile comprensione.

L’importanza di capire e socializzare le forme migliori con cui utilizzare la normativa internazionale nelle nostre attività difensive.

I molti interventi di colleghe e colleghi hanno arricchito il dibattito aggiungendo altri temi importanti. Ne citiamo solo alcuni.

La questione delle body cam della polizia: non essendoci una chiara normativa sulla loro attivazione questo potrebbe inquinare i vari procedimenti con una narrativa puramente accusatoria ed in più c’è l’aspetto della non accessibilità delle registrazioni nella loro completezza.

L’ installazione delle Zone Rosse già impugnata da alcune Camere penali.

L’esercizio del diritto ad usare le scriminanti. Per esempio per i blocchi stradali nelle lotte della logistica esiste già una giurisprudenza favorevole sulla contrapposizione tra alcuni diritti riconosciuti come quello di sciopero e alcuni fatti che si inseriscono in questo diritto. Non occorre andare in Corte Costituzionale perché ci sono già sentenze di assoluzione in cui il giudice ha proceduto con l’assoluzione perché i sindacati esercitano il loro diritto allo sciopero anche se fermano dei mezzi di trasporto. Queste sentenze vanno conosciute e fatte circolare.

E’ emerso un tema di profonda preoccupazione in merito alla questione casa-occupazioni quando il legislatore vede come reati l’intromissione e cooperazione, perché se per la prima fattispecie si può forse intuire che ci si riferisca a chi partecipa ad iniziative di sostegno alle occupazioni o a blocchi degli sfratti la seconda non si capisce se è riferita addirittura a forme come gli sportelli di consulenza. Un pomeriggio ed una giornata intera caratterizzata da un buon clima di condivisione fondamentale nel momento in cui diversi attori del mondo del diritto, del mondo penale si stanno confrontandosi su questi temi.

La giornata si è chiusa con gli interventi dei Co-Presidenti dei GD Aurora d’Agostino e Roberto Lamacchia.

ROBERTO LAMACCHIA

Per trent’anni quando se ne presentava il caso non ho mai smesso di sollevare la questione che prima di caricare i manifestanti ci doveva essere un preventivo avviso di scioglimento della manifestazione, per la precisione accompagnato da squilli di tromba, avviso al megafono, fascia tricolore.

Per dovere di cronaca in trent’anni ho visto solo una volta in cui un Pubblico ufficiale si è messo la fascia tricolore, ha preso un megafono, dato l’avviso e poi ha massacrato i manifestanti. In tutti gli altri casi non è mai stato dato nessun avviso, le cariche ci sono sempre state e i manifestanti sono stati massacrati ugualmente. Ho sollevato la questione per trent’anni e mi sono sentito dire che gli squilli di tromba erano anacronistici come lo stesso megafono. Ho tenuto il punto perché anche se squilli e megafono non c’erano almeno bisogna dirlo a voce. Ma in ogni caso l’eccezione veniva respinta.

Due anni fa circa incredibilmente ho trovato un giudice che ha detto che non c’era nulla che impedisse al pubblico ufficiale responsabile di dire “la vostra manifestazione in questo momento è diventata illegittima vi dovete sciogliere se non vi sciogliete caricheremo” e per questo il Tribunale ha assolto tutti gli imputati.

Questo per dire che tenere il punto penso sia importante perché qualcuno mi deve dire la ragione per la quale non abrogano il Testo Unico di Pubblica sicurezza visto che se il Testo continua ad esistere mi pare che sia pacifico che deve essere applicato laddove dice che è illegittimo qualunque uso della forza che non sia preceduto dall’invito ai manifestanti a demordere dal loro comportamento.

Ho fatto questo esempio per invitare tutti ad insistere sulle nostre teorie che riteniamo fondate. A mio avviso è questo lo spirito che ci deve animare.

AURORA D’AGOSTINO

Sono molto contenta dell’incontro di oggi, perché è stato un incontro tra il formale e l’informale che ha approfondito molti aspetti.

In sintesi mi pare di poter affermare che ci troveremo davanti nella nostra attività legale a scontrarci con norme a favore della poliziai e a sfavore qualunque forma di opposizione. Faremo più che altro processi per resistenza e lesioni aggravate a Pubblico ufficiale. In trent’anni ne ho fatti molti di processi per resistenza pubblico ufficiale però oggi cominciano ad avere una piega, una pesantezza diversa.

Credo che se il nostro obiettivi in quanto legali sia evitare la prospettiva della pena e del carcere per più gente possibile sia anche necessario oggi più che mai fare un lavoro anche culturale. Sottolineo l’aspetto del piano culturale complessivo, che veniva richiamato negli interventi di questa mattina, perché ci sono aspetti che perfino noi abbiamo introiettato con il passare del tempo. La questione manifestazione autorizzata o non autorizzata, il fatto che sia legittimo o meno manifestare e altri aspetti che abbiamo lasciato passare. Su questo non esito a fare autocritica. Mi riferisco a Daspo, fogli di via che oggi vediamo applicati in molte situazioni e che all’inizio quando venivano sperimentate per prima cosa sulle tifoserie non abbiamo affrontato con la dovuta attenzione perché riguardavano soggetti diversi di cui francamente non ci occupavamo. Proprio perché una determinata prassi, un determinato istituto si consolida su un soggetto specifico e poi viene esteso a molti è importantissimo bloccare alcune cose fin dal principio.

Due giorni di prognosi per un Carabiniere – e sappiamo che due giorni al Pronto Soccorso non si negano a nessuno – valgono due anni di carcere per un imputato. In questo scenario dobbiamo riportare l’attenzione su concetti base, affrontare con caparbietà il discorso sul valore di autorità, sull’autoritarismo, sulla legalità e illegalità.

E’ importante fare anche un discorso riguardo alle forme della resistenza. Nel nostro recente passato ci sono state ben altre espressioni di piazza, di manifestazioni e se si fossero usati i parametri che vogliono imporre oggi avrebbero dovuto “fucilare in pubblica piazza” un sacco di gente. Per cui riacquistare un minimo di sano ragionamento su aspetti come la penalizzazione della resistenza passiva, della resistenza non violenza penso sia un elemento utile per scardinare immediatamente quello che vogliono imporre con le norme di cui stiamo parlando. Anche perché se lasciamo passare queste norme che cercano di inserire per i carceri e i migranti non tarderemo a vedere che verranno estese a tutte quante le situazioni.

Dobbiamo fare dei veri picchetti contro la deriva autoritaria che sta avanzando, se no non ne usciamo.

Vi ringrazio di questa giornata in cui si è percepito un interesse, una passione reale.

Ricordo per chi ancora non lo sapesse che c’è anche un buon numero di avvocate ed avvocati, impegnate ed impegnati a vario titolo nella difesa delle diverse forme di movimento, che sta cercando di creare una rete che possa essere utile quantomeno a fare circolare le sentenze positive e a far conoscere anche i provvedimenti negativi per ragionare insieme sulle forme di critica da portare.

Si percepisce un bel clima di collaborazione. Non lo vedevo da parecchio tempo, l’ultima volta che ho visto qualcosa di simile penso sia stato all’epoca del processo di Genova o sulla Tav che essendo processoni collettivi costringevano a ragionare insieme. La differenza è che oggi non stiamo parlando necessariamente di processoni collettivi ma invece di difesa collettiva di situazioni analoghe, magari anche individuali. E’ importante proprio oggi la condivisione e per questo ringrazio chi si è fatto maggiormente carico di avviare questo percorso.

Usciamo da questa giornata con la contentezza del bel clima tra di noi che va coltivato e mantenuto.

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gideon levy, “l’incitamento israeliano al genocidio diventa la normalità” (‘haaretz’, 27 apr. 2025)


GIDEON LEVY – L’INCITAMENTO ISRAELIANO AL GENOCIDIO DIVENTA LA NORMALITÀ

Il linguaggio sul Genocidio si è diffuso in tutti gli studi televisivi come un linguaggio legittimo. Da qui in poi, si dovrebbe dire: ucciderai. Non resta che discutere chi dovrebbe essere ucciso e chi dovrebbe essere risparmiato.
Di Gideon Levy – 27 aprile 2025

Era prevedibile: il linguaggio ha assunto connotazioni neonaziste. I confini sono caduti e lo spargimento di sangue è stato legittimato.
Il parlamentare del Likud Moshe Saada ha proclamato sull’emittente televisiva Canale 14 di essere “interessato” a far morire di fame un’intera nazione. “Sì, farò morire di fame gli abitanti di Gaza, sì, questo è un nostro dovere”; un cantante relativamente popolare, Kobi Peretz, è convinto che ci sia “ordinato” di annientare l’acerrimo nemico biblico Amalek. “Non provo pietà per nessun civile a Gaza, giovane o vecchio che sia. Non ho un briciolo di pietà”, avrebbe dichiarato sulla copertina del settimanale del quotidiano Yedioth Ahronoth.
I due, Saada e Peretz, sono solo due fra i tanti, ma l’etere e la stampa sono pieni di dichiarazioni del genere, con alcuni interessati a metterle in risalto per assecondare l’opinione delle masse. Un personaggio pubblico in Europa, che fosse un legislatore o un cantante, che pronunciasse tali dichiarazioni verrebbe etichettato come neonazista.

La sua carriera si arresterebbe e da quel giorno in poi verrebbe emarginato per sempre. In Israele, dichiarazioni del genere fanno vendere i giornali.
Bisognerebbe chiamare questo fenomeno per nome: Istigazione al Genocidio. A onore di Saada e Peretz, si potrebbe dire che hanno fatto cadere tutte le maschere e rimosso tutti i filtri. Quello che una volta era una provocazione, spesso presente sui social media, è diventato un linguaggio mediatico normale, sollevando interrogativi come chi è a favore e chi è ancora contrario al Genocidio.
Saada e Peretz sono a favore dell’Omicidio di Massa, mentre altri sostengono solo la “privazione degli aiuti umanitari”, che è la stessa cosa, solo in una formulazione più raffinata. È la stessa crudeltà, solo in forma educata; la stessa mostruosità, solo che aderisce a una forma apparentemente più corretta.
È vero che è importante denunciare le tendenze neofasciste che si diffondono nella società e smascherarle, ma questa denuncia conferisce a questo linguaggio palesemente illegittimo la legittimità e la normalità che gli mancavano fino a poco tempo fa. Da qui in poi, si dovrebbe dire: Ucciderai. Saada e Peretz affermano che è persino un comandamento. Non resta che discutere chi debba essere assassinato e chi risparmiato.
Lentamente ma inesorabilmente, il danno a lungo termine causato dall’attacco del 7 ottobre sta venendo alla luce. Al di là delle orribili tragedie personali e nazionali, quell’attacco ha sconvolto completamente la società israeliana. Ha distrutto, forse per sempre, ogni traccia del campo della pace e dell’umanità, legittimando la Barbarie come un nobile comandamento.
Non c’è più “permesso” e “proibito” riguardo alla malvagità di Israele nei confronti dei palestinesi. È permesso uccidere decine di prigionieri e far morire di fame un intero popolo. Un tempo ci vergognavamo di tali azioni; la perdita della vergogna sta ora smantellando ogni barriera rimanente.
Forse la cosa peggiore di tutte è il pensiero che sia utile a un organo di stampa cinico e populista come Yedioth Ahronoth, soprannominato “il giornale del Paese”, sempre attento ai propri lettori, dare risalto a questo linguaggio Genocida. Il Genocidio in prima pagina non solo lo legittima, lo sanno i redattori, ma fa anche piacere ai lettori.
Il cantante Eyal Golan potrebbe essere bandito a causa della sua condotta sessuale inappropriata, ma chi bandirà il Jihadista Kobi Peretz? Dopotutto, ha ragione. “Hanno mutilato i nostri fratelli e i nostri figli”, ha detto. Ora tocca a noi mutilare.
Non si tratta solo di Yedioth Ahronoth e di Canale 14. Il linguaggio sul Genocidio si è diffuso in tutti gli studi televisivi come linguaggio legittimo. Ex colonnelli, ex membri dell’istitutivo della difesa, siedono nei comitati e invocano il Genocidio senza battere ciglio. Non sono importanti o interessanti, ma plasmano il dibattito.
Quando un giorno gli storici del futuro cercheranno di capire cosa è successo in Israele in quegli anni, scopriranno che queste voci sono la voce del popolo. Questo contribuirà alla loro comprensione: ecco com’era Israele allora.
Questa legittimazione finirà in lacrime, le lacrime dei media che ora promuovono questo linguaggio mostruoso. Chiedete a chiunque voglia far morire di fame due milioni di persone, a chiunque pensi che un bambino di quattro anni meriti di morire e che una persona disabile in sedia a rotelle sia un bersaglio lecito per essere lasciata morire di fame, cosa pensa della libertà di stampa e della libertà di espressione, e scoprirete che sono favorevoli alla chiusura della maggior parte delle testate e alla messa al bando dei media.
Il culmine di questa compiacenza verso l’estrema destra sarà che le cose si ritorceranno contro i media che hanno promosso tale condotta. Peretz, Saada e i loro simili non bramano solo il sangue arabo. Vogliono anche che stiamo zitti.

*
Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato a Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell’Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo ultimo libro, La Punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.

*
Traduzione: La Zona Grigia


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Promuovere il fediverso nel fediverso è inutile


Sono passati 3 anni dal mio primo approdo nel fediverso, e credo che sia abbastanza per farmi un idea generale su cosa sia e delineare dei pregi e difetti. sicuramente la cosa che mi piace è che è in costante evoluzione anche se devo dire molto lenta. In

Promuovere il fediverso nel fediverso è inutile


namirblog.altervista.org/promu…

in reply to Peppe Namir

Re: Promuovere il fediverso nel fediverso è inutile


Non avevo letto il tuo post namirblog@namirblog.altervista.org (ti menziono anche come peppenamir@www.foxyhole.io perché non so se funziona il commento a wordpress) ma mi è capitato di vederlo ora, a poch ore dal lancio di questo nostro progetto citiverse.it

Sono d'accordo con la tua analisi: il Fediverso va promosso fuori dal Fediverso e, possibilmente, bisognerebbe anche evitare di chiamarlo Fediverso 😀

Chissà se il nostro citiverse riuscirà ad avvicinare un po' di gente?

PS: intanto sono molto contento di aver potuto "prendere" il tuo post di Wordpress e averlo "spostato" all'interno della categoria "Discussioni sul Fediverso"

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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo in Agerola, un viaggio tra le stelle di inizio estate nel cielo dell’alta costiera amalfitana.

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti di remote stelle, emozionanti osservazioni degli ammassi stellari più distanti con l’ausilio di un potente telescopio da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

[…]

oasdg.astrocampania.it/2025/07…

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nuovo testo di mg sul ‘cucchiaio nell’orecchio’


screenshot frammento di pagina de Il cucchiaio nell'orecchiograzie a Gaetano Altopiano per la (costante) ospitalità sul suo sito:
ilcucchiaionellorecchio.it/202…

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Decameron – Boccaccio


Reading teatrale con musica e canto dal vivo, novelle di Giovanni Boccaccio, musiche del Codice Rossi (XIV secolo).

Lisa Ferrari e Tiziano Manzini – Pandemonium Teatro

Matteo Zenatti – canto e arpa gotica

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Cosa faccio tutte le mattine quando leggo la/le casella/e di posta?


Rendo la vita un po’ più difficile alle agenzie di #spam italiane 😎

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notte infernalizzata tra caldo sudato e incubi dello stanco


Mi sa che l’estate è proprio arrivata in via definitivamente ufficiale anche per me, perché stanotte ho veramente sofferto le pene dell’Inferno infuocato, da cui stamattina sono stata congendata più inzuppata di sudore liquido del solito… e quindi mi toccherà togliere il piumino. Si, il piumino a luglio, vietato giudicare. Questo è terribile, come tutti gli anni, perché vorrà dire che il letto non avrà più quella solita classica pesantezza accogliente che bla bla bla, e io mi sentirò ihhhhhChe grandi, gigantesche palle mosce! 😩

Ma, ovviamente, non è tutto così semplice; oltre ai danni, ci stanno le beffe. Avrò perso forse un’oretta di sonno complessivamente a causa della sofferenza, perché prima ci avrò messo almeno 3 quarti d’ora a prendere sonno definitivamente, poi mi sono svegliata credo una o due volte, di cui sicuramente l’ultima un’oretta prima della sveglia… che ne parliamo a fare, è banalmente il mio incubo peggiore che si avvera; magari marcisse soltanto il mio corpo nella pozza sottocoperta di acqua salata puzzolente ma lasciando in pace la mia anima… 🥀

Ah no, il mio incubo peggiore è avvenuto stanotte, ma è un altro. Senza approfondire troppo il contesto, ma ho sognato di essere stanca (nel mentre che lo ero davvero, visto che ho dormito come la cacca sciolta) tutta la mattinata fuori casa… quindi nel sogno mi sono chiesta come fosse possibile, e mi è venuto in mente: “ah, ero di fretta e ho dimenticato di prendere il caffè!” (cosa che, in un sogno non lucido, quindi percepito come reale, automaticamente mi ha pure peggiorato l’umore). Ora, sarebbe tanto simpatico sapere come mai il mio cervello ha generato quella come risposta al dubbio da lui stesso generato, visto che da un mese a questa parte la mattina sto bevendo sempre una quantità microscopica di caffè, visto che dormo abbastanza e rimango sempre a casa a marcire, e nel mentre (almeno consciamente, ma evidentemente solo lì) sapevo perfettamente di aver perso sonno… ma io giuro, in quei momenti la stanchezza l’ho sentita tutta. Potrei fottutamente cadere per sbaglio dal decimo piano in un sogno e non sentire alcun dolore, ma la stanchezza e la confusione mentale assolutamente si. E in effetti questa è la più perfettissima sintesi della stagione estiva. (Nonché degli effetti dei colpi di calore notturni sul cervello.) 🐡
i cannot sleepwithout a blanketpinterest.com/pin/759279437150…
#caldo #dormire #estate #heat #incubo #night #nightmare #notte #sleep #sonno #summer #sweating

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Amor scortese


Ritorna finalmente Amor Scortese, a Gorizia per il festival MusicaCortese! La sofferenza d’amore, che incatena gli innamorati in una prigione più o meno dorata, è stata, è e sarà molto probabilmente rappresentata, cantata e dipinta nell’arte di ogni temp
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Ritorna finalmente Amor Scortese, a Gorizia per il festival MusicaCortese!


La sofferenza d’amore, che incatena gli innamorati in una prigione più o meno dorata, è stata, è e sarà molto probabilmente rappresentata, cantata e dipinta nell’arte di ogni tempo.

Un vagabondaggio musicale e temporale, partendo dal XII secolo fino alla New Wave del secolo scorso, alla ricerca di musiche che sostengano questa tesi.

Due musicisti che, partendo dal prog come base musicale degli anni più giovani, hanno poi effettuato un lungo e fruttuoso percorso nella musica medievale.

Elisabetta de Mircovich voce, vielle, symphonia, violoncello barocco

Matteo Zenatti voce, arpe, tamburello

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Di quando leggevo poesie sotto le stelle

edu.inaf.it/rubriche/astrograf…

In questa nuova astrografica, un tuffo nel passato per ricordare Franco Piperno e la sue attività di divulgazione della scienza

#costellazioni #FrancoPiperno #infografica #osservazioneDelCielo

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Fine Vita, una legge popolare per garantire dignità e tempi certi


Della legge di iniziativa popolare sul Fine Vita, per la quale è in corso una impegnativa raccolta di firme, ci parla Massimiano Aureli dell’Associazione Luca Coscioni

In questi giorni la stampa nazionale illustra quotidianamente le iniziative della maggioranza parlamentare per presentare un disegno di legge sul fine-vita. Le numerose pressioni della cittadinanza, fortificate dalla […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/07/03/fine…

#AssociazioneLucaCoscione #fineVita #leggeDiIniziativaPopolare #UAAR

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