Buon anniversario, ESA! 50 anni di scienza ed esplorazione spaziale
edu.inaf.it/rubriche/risate-sp…
Astronauta in piscina
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Buon anniversario, ESA! 50 anni di scienza ed esplorazione spaziale
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Lo avevo detto, e lo faccio, devo rendere conto di tre eventi che mi riguardano e che non avevo ben spiegato prima:
♦︎ il 23 maggio, alla Scuola Civica Musicale Bruno Maderna di Verona, si terrà il concerto (sarebbe anche un saggio, ma mi pare riduttivo) delle mie allieve della Scuola, che hanno preparato quest’anno un intero corpus di canzoni da battello veneziane di primo Settecento, trascritte appositamente per loro – unitamente a una breve incursione nella musica napoletana dello stesso periodo. Secondo me merita 🙂ecco la locandina del concerto
♦︎ questo fine settimana, 24 e 25 maggio, sarò a Firenze con Chiara Magri di Teatro del Vento, per il Festival dei Bambini, e ne parlo qui
♦︎ martedì prossimo, 27 maggio, ritornano a Verona le arie veneziane di Antonio Buzzolla, per una rassegna laterale degli Amici della Musica di Verona, e ne parlo qui
Mi scuso per le eventuali ridondanze, ma poi mi capita sempre ‘Eh, ma non me l’avevi detto, eh’. Ecco 🙂
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Parliamo con Tano del suo ultimo libro, non un libro di immagini sul ’77 ma il racconto di emozioni, di gioia e di disperazione, di intrighi e di liberazione, un racconto denso di amore per i protagonisti di quel Movimento tanto esecrato dai poteri di destra e di sinistra
facebook.com/events/s/tano-a-s…
#77 #foto #fotografia #INostriAnni #Milieu #movimenti #Movimento #Ringhera #SettantaMilieu #settantasette #TanoDAmico
Évènement à Rome, Latium par Ringhera le jeudi, mai 22 2025, avec 186 personnes intéressées et 32 participants.facebook.com
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Il blogverso italiano di Wordpress reshared this.
Per il festival ‘Soli 2025 ‘ degli Amici della Musica di Verona, presentiamo una nuova versione del recital su musiche di Antonio Buzzolla, compositore ottocentesco di Adria rinomato per le sue arie da camera in veneziano, canto io come sempre accompagnato da Chiara Zocca, che mi segue paziente in queste evoluzioni.
Ne approfitto per un confronto con il suo amico Rossini (e un confronto con me medesimo, ad affrontare un repertorio così distante da quello che di solito canto).
Matteo Zenatti, tenore
Chiara Zocca, tastiera
Gaetano Miglioranzi letture
Musiche di A. Buzzolla e G. Rossini
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Mercoledì 28 maggio, alle ore 20:30
a Roma, Villa Lais (via G. Cagliero 20)
nel contesto della rassegna Villa Lais legge,
reading da
di Marco Giovenale
(déclic, 2025)
evento fb:
facebook.com/events/1251051416…
declicedizioni.it/prodotto/pri…
*
un estratto dal libro:
declicedizioni.it/wp-content/u…
#déclic #déclicEdizioni #MarcoGiovenale #PrimaDellOggetto #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #prose #proseBrevi #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #VillaLais #VillaLaisLegge
Marco Giovenale a Villa Lais Legge con 𝙋𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙤𝙜𝙜𝙚𝙩𝙩𝙤. Mercoledì 28 maggio alle 20:30.www.facebook.com
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Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita; essa solo apparentemente è fortuita o, più precisamente, tutto ciò che in essa vi è di fortuito è l’incidente iniziale, assolutamente insignificante, che fa scattare il lavoro dell’immaginazione; ma questa messa in moto ha luogo soltanto perché le immaginazioni sono già preparate e in silenzioso fermento. Ad esempio, un avvenimento, una percezione inesatta che non andasse nella direzione verso cui già tendono le menti di tutti, potrebbe al massimo costituire l’origine di un errore individuale, ma non di una falsa notizia popolare e largamente diffusa. Se posso servirmi di un’espressione a cui i sociologi hanno spesso dato, a mio parere, un valore troppo metafisico, ma che è comodo e, dopo tutto, ricco di senso, la falsa notizia è lo specchio in cui «la coscienza collettiva» contempla i propri lineamenti.Le ragioni per cui la guerra è stata così feconda di false notizie sono per la maggior parte troppo evidenti perché valga la pena di insistervi. Non si sottolineerà mai abbastanza fino a che punto l’emozione e la fatica distruggano il senso critico.
Marc Bloch, Riflessioni di uno storico sulle false notizie nella guerra, in Id., La guerra e le false notizie: ricordi (1914-1915) e riflessioni (1921), Donzelli editore, Roma 2004, pp.103–104.
Ho ripreso la citazione pari pari da un post del canale telegram Russia e altre sciocchezze, era troppo ghiotta e interessante per lasciarla chiusa là dentro.
Segnalo solo, in aggiunta, che il libro è stato ripubblicato nel 2014 da Fazi editore.
#guerra #LaGuerraELeFalseNotizie #MarcBloch #Storia
Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita; essa solo apparentemente è fortuita o, più precisamente, tutto ciò che in essa vi è di fortuito è l’incidente iniziale, assolutamente insignificante, che …Telegram
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In occasione del festival Firenze dei Bambini (23-25 Maggio 2025), [color="#000000"]sarò in città, allo Spedale degli Innocenti, con Chiara Magri di [color="#993300"]Teatro del Vento, a cantare canzoni su testi di Gianni Rodari (e le musiche di Virgilio Savona), per accompagnare le letture di Chiara su testi di Mario Lodi e Gianni Rodari, a proposito di pace e guerra nel mondo. [/color][/color]
[color="#000000"]Terremo tre repliche:[/color]
Teatro del Vento è una compagnia professionale diretta da Lando Francini e da Chiara Magri che da un terzo di secolo produce, circuita e organizza spettacoli inwww.teatrodelvento.it
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A Bologna, presso la libreria Modo Infoshop
(via Mascarella 247b)
mercoledì 28 maggio alle ore 18:00
presentazione di
Mauro Bianchi, Gianni Curreli e John Gian. Parteciperanno con letture e performances anche alcune/i poete/i presenti nel n. Zero e verranno messe in mostra le 20 opere contenute in una delle copie realizzate.
Cobalto (autoproduzione, 2025)
Non pagine stampate, ma qualcosa di diverso, che va oltre la rivista stessa, un’espressione artistica collettiva senza l’intermediazione della “riproducibilità”, ma con l’unicità di un’opera viva, un contenitore per raccontare come la poesia possa esistere in un mondo dove appare superflua.
I tre curatori, Mauro Bianchi, Gianni Curreli e John Gian, che hanno una lunga esperienza nell’ambito della poesia, delle arti visive e dell’organizzazione di eventi internazionali, hanno proposto ad alcuni poeti e artisti visivi di realizzare a tema libero, in piccolo formato (cm. 15×15), una serie di opere numerate e firmate.
Le opere raccolte in una scatola, realizzata a mano ad hoc e numerata, vanno a formare ii numero Zero di questa “rivista” unica e originale.
Il n. Zero in particolare è dedicato al poeta veneziano Francesco “Chicco” Giusti che ha realizzato quest’ultimo lavoro prima di lasciarci.
Hanno scritto in Cobalto Zero:
Mónica Caldeiro (Spagna), Mara Cini (Italia), Philippe Constantin (Svizzera), Gianni Curreli (Italia), Rita Degli Esposti (Italia), Frankie Fancello (Italia), Heike Fiedler (Svizzera), John Gian (Italia), Francesco Giusti (Italia), Coco Gordon (U.S.A.), A.C. Hello (Francia), Louise Landes-Levi (U.S.A), Jean Monod (Francia), Paolo Mazzuchelli – PAM (Svizzera), Simon Pettet (Gran Bretagna), Esther Roth (Svizzera), Alessandro Seu (Italia), Pierre Thoma (Svizzera), Caroline Tricotelle (Francia) e Pasquale Verdicchio (Canada).
#ACHello #AlessandroSeu #art #arte #Bologna #CarolineTricotelle #ChiccoGiusti #Cobalto #CocoGordon #EstherRoth #FrancescoChiccoGiusti #FrancescoGiusti #FrankieFancello #GianniCurreli #HeikeFiedler #JeanMonod #JohnGian #LouiseLandesLevi #MaraCini #materialiVerbovisivi #MauroBianchi #MónicaCaldeiro #ModoInfoshop #PaoloMazzuchelliPAM #PasqualeVerdicchio #PhilippeConstantin #PierreThoma #poesiaSperimentale #poesiaVisiva #RitaDegliEsposti #SimonPettet #sperimentazione #vispo
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FORTE AUMENTO DEI DECESSI PER FAME: IN APPENA 24 ORE, 26 PALESTINESI A GAZA SONO MORTI PER DENUTRIZIONE E MANCANZA DI CURE MEDICHE
Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 21 maggio 2025
Territorio Palestinese – I decessi tra anziani, bambini e malati nella Striscia di Gaza sono aumentati in modo allarmante a causa della denutrizione, della malnutrizione e della mancanza di cure mediche, in condizioni di vita create da Israele per esaurire la popolazione palestinese.
Queste condizioni includono la fame intenzionale, sofferenze estreme e la privazione sistematica dell’assistenza sanitaria, insieme a un blocco totale: tutto ciò fa parte di una Campagna di Genocidio in corso che è ormai entrata nel suo 19° mese consecutivo.
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato la morte di 26 palestinesi, tra cui nove bambini, in sole 24 ore. Queste morti sono il risultato di una deliberata politica israeliana che usa la fame e la negazione delle cure come armi per uccidere i civili palestinesi. L’inasprimento del blocco, in vigore dal 2 marzo, colpisce in modo sproporzionato i più vulnerabili e trasforma la catastrofe umanitaria provocata da Israele in uno Strumento di Sterminio.
C’è stato un aumento significativo dei decessi tra anziani, bambini e pazienti cronici a causa della denutrizione e del collasso dei servizi sanitari nella Striscia di Gaza. Israele ha metodicamente smantellato il sistema sanitario della Striscia attraverso una combinazione di assedio e attacchi diretti, costringendo ospedali come l’Ospedale Europeo di Gaza, a Sud, e l’Ospedale Indonesiano, a Nord, a chiudere completamente. Tutte le strutture mediche rimanenti sono a malapena operative.
L’assenza di un sistema efficace all’interno del Ministero della Sanità di Gaza per monitorare questi decessi significa che molti sono ufficialmente registrati come dovuti a “cause naturali”, nonostante siano direttamente causati da politiche deliberate di Carestia e dal collasso sistematico del sistema sanitario. La chiara prassi israeliana di Uccisioni intenzionali è proibita dal Diritto Internazionale Umanitario e penale.
Il personale sul campo dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha raccolto testimonianze strazianti di anziani sfollati forzatamente, mentre morivano di fame, in seguito agli ordini di evacuazione israeliani. “Vivo in una tenda vicino alla mia casa distrutta ad Abasan al-Kabira, a Est di Khan Younis”, ha detto Abdel Salam Qudeih, 76 anni. “L’esercito ha pubblicato una mappa che ci ordinava di evacuare. Non potevo portare nulla. Ho camminato per tre ore senza mangiare per un giorno intero, finché non sono arrivato ad Al-Mawasi in cattive condizioni di salute. Non potevo nemmeno procurarmi le medicine per la mia malattia cronica”.
L’artista Samir al-Kabariti, un uomo anziano del quartiere Shuja’iyya di Gaza, è stato visto piangere mentre fuggiva su una sedia a rotelle. “Non mangio da due o tre giorni”, ha detto. “Voglio solo un pezzo di pane”.
Widad al-Sumairi di 73 anni è fuggita da Al-Qarara, a Nord-Est di Khan Younis, con la famiglia di suo figlio, percorrendo a piedi diversi chilometri senza portare nulla con sé. “Non abbiamo più cibo”, ha detto. “Per giorni abbiamo mangiato solo un piccolo pasto. I bambini sono disidratati. Lo sfollamento ha peggiorato le nostre sofferenze. Perché stiamo morendo di fame e veniamo sfollati continuamente? Qualcuno, per favore, ci aiuti”.
Non ci sono prove tangibili degli aiuti che Israele afferma di aver permesso. Il primo giorno, solo cinque camion sarebbero entrati. Non è ancora chiaro se i camion, carichi solo di integratori alimentari e sudari, abbiano raggiunto la Striscia di Gaza o se siano ancora bloccati al Valico di Kerem Shalom. Secondo le Nazioni Unite, il carico di aiuti è “una goccia nell’oceano” di ciò che è necessario per soddisfare i bisogni quotidiani urgenti della popolazione.
La situazione è aggravata dai continui bombardamenti israeliani, che distruggono case, rifugi e scarse scorte alimentari ogni volta che le persone vengono costrette a sfollare. Pertanto, le famiglie non solo fuggono dai bombardamenti, ma devono affrontare la minaccia della fame a ogni nuovo sfollamento.
Gli atti sopra menzionati rappresentano alcuni dei Crimini più gravi ai sensi dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, che classifica l'”Omicidio intenzionale” come il causare la morte attraverso mezzi come la fame e la negazione di cure mediche. Questi atti possono essere considerati Crimini di Guerra e Crimini contro l’Umanità quando commessi nell’ambito di un attacco diffuso o sistematico contro i civili, il che descrive chiaramente le azioni di Israele nella Striscia di Gaza.
Le azioni di Israele soddisfano anche i criteri legali per il Genocidio, tra cui l’uccisione e l’inflizione di gravi danni fisici o mentali ai membri di un gruppo protetto e l’imposizione deliberata di condizioni di vita volte a provocare la distruzione fisica del gruppo, in tutto o in parte.
Questo Genocidio infuria da oltre 19 mesi, con Israele che prende apertamente di mira la popolazione civile della Striscia di Gaza. La crisi umanitaria nell’enclave assediata ha ormai raggiunto livelli catastrofici. La fame attualmente colpisce non solo i più vulnerabili, ma ogni segmento della società, in un contesto di collasso quasi totale dei servizi essenziali e di assenza di beni di prima necessità come cibo, assistenza sanitaria e alloggio.
L’illegale blocco israeliano, che esisteva prima dell’inizio del Genocidio nell’ottobre 2023 ma che è peggiorato da allora, insieme alle sistematiche restrizioni agli aiuti umanitari e alla deliberata distruzione del sistema sanitario della Striscia di Gaza, in particolare negli ultimi 70 giorni, ha causato una distruzione irreversibile. La popolazione della Striscia, di oltre due milioni di persone, deve affrontare diffuse conseguenze sanitarie.
L’attuale meccanismo proposto da Israele e Stati Uniti per gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza non è altro che una nuova manovra progettata per prolungare l’attuale e illegale blocco. Cerca di riconfezionare il Crimine della fame utilizzando un fuorviante quadro cosiddetto “umanitario”, legittimando così falsamente il continuo uso della Fame come Arma di Genocidio.
Tutti gli Stati, individualmente e collettivamente, devono assumersi le proprie responsabilità legali e agire con urgenza per porre fine al Genocidio. Ciò include l’adozione di tutte le misure efficaci per proteggere i civili palestinesi e la revoca immediata del blocco illegale sulla Striscia di Gaza, l’unica via percorribile per fermare il peggioramento della crisi umanitaria e garantire l’ingresso senza ostacoli di aiuti salvavita.
Ogni ulteriore ritardo nella revoca dell’assedio costituisce una continuazione di gravi violazioni del Diritto Internazionale Umanitario, aggravandone le conseguenze catastrofiche e incontrollabili. Finché la comunità internazionale non costringerà Israele e i suoi alleati più potenti a cambiare rotta, gli oltre due milioni di civili nella Striscia di Gaza saranno tenuti in ostaggio: affamati, assetati e privati delle cure mediche, in palese violazione dei loro diritti fondamentali alla Vita e alla Dignità.
La comunità internazionale deve imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele e ai suoi più stretti alleati per le suddette sistematiche e gravi violazioni del Diritto Internazionale. Queste sanzioni includono un embargo totale sulle armi, incluso il divieto di esportazione, di beni a duplice uso e di cooperazione militare; la sospensione di ogni forma di sostegno politico, finanziario e militare; il congelamento dei beni dei funzionari israeliani implicati in Crimini contro i palestinesi; l’imposizione di divieti di viaggio a tutti i responsabili; e la sospensione dei privilegi commerciali e degli accordi bilaterali che forniscono a Israele vantaggi economici che ne consentono la prosecuzione dei Crimini.
Inoltre, la Corte Penale Internazionale deve accelerare le sue indagini ed emettere mandati di arresto per ogni funzionario israeliano coinvolto in Crimini internazionali commessi nella Striscia di Gaza. Questi Crimini devono essere formalmente riconosciuti e trattati come Atti di Genocidio. Si ricorda agli Stati Parte dello Statuto di Roma il loro obbligo giuridico di cooperare pienamente con la Corte, garantire l’esecuzione dei mandati d’arresto e assicurare alla giustizia i responsabili, ovvero porre fine alla loro continua impunità.
La comunità internazionale deve adempiere immediatamente ai propri obblighi legali e morali affrontando la causa principale della sofferenza e dell’oppressione del popolo palestinese, che persiste da 77 anni: il Regime di Apartheid imposto ai palestinesi dall’Impresa Coloniale israeliana. Per garantire il diritto dei palestinesi alla libertà, alla dignità e all’autodeterminazione secondo il Diritto Internazionale, la comunità internazionale deve agire per porre fine all’Occupazione illegale di Israele.
Israele deve essere costretto a revocare il suo blocco illegale sulla Striscia di Gaza, tutti gli autori di Crimini commessi contro i palestinesi nella Striscia devono essere ritenuti responsabili e giustizia e riparazione devono essere garantite alle vittime palestinesi.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: euromedmonitor.org/en/article/…
Traduzione italiana in: facebook.com/share/18s2w8tUqZ/
#bambini #children #colonialism #criminiControLUmanità #criminiDiGuerra #fame #fameComeArma #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #OsservatorioEuroMediterraneo #OsservatorioEuroMediterraneoPerIDirittiUmani #Palestina #Palestine #procurataCarestia #sionismo #sionisti #starvation #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism
Deaths among the elderly, children, and the sick in the Gaza Strip have increased alarmingly due to starvationEuro-Med Human Rights Monitor
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sui disastri e il neofascismo del governo, basta cliccare qui per farsi un fegato di considerevoli dimensioni: t.ly/BXciY
anche se basterebbero pochi video per deprimersi…
tipo questi:
youtu.be/oPQC3gycOyU?si=tkmTyo…
youtu.be/H1tmm04QlhA?si=Xak91n…
youtu.be/JaWlbi9KlBQ?si=2iGc0G…
#corruzione #DiMartedì #EmilianoFittipaldi #fascismo #fascisti #Floris #neofascismo #neofascisti #SergioRizzo #stragi
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Stamattina a sorpresa (perché normalmente non mi sposto a quell’ora bella comoda, sob sigh) mi è apparsa una nuova occasione per documentare le parti pazze degli autobus della SITA… meno intrigante di altre volte, si, ma comunque non da ignorare, se come in questo caso mi cade l’occhio. Stavolta è sullo schermone (quello di dietro, ma penso che quello davanti fosse uguale), che nulla mi avrebbe detto di diverso se non fosse stato per una singola linea… “Nessuna connessioni“. Nessune connessioni… nessuna connessione… nessuna connessioni. 🦧
Ripensandoci, non è la prima volta che vedo questa stringa scassata… sarà capitato almeno 1 altra volta, ma o me ne dimenticai o non feci in tempo a fare una foto. Beh, praticamente sembra che a volte (non molte eh), quando dovrebbe mostrare l’elenco delle fermate, mostri invece questo errore; forse l’antenna 4G dell’autobus farà così schifo che perde il segnale, o forse la SITA usa l’operatore peggiore d’Italia (non dirò chi è) perché a me il telefono invece prende sempre. Ma comunque, questa non è affatto l’unica cosa rotta presente in una sola foto (e, di nuovo, non la prima volta che noto)… 👁️🗨️
Nulla di talmente straordinario da meritarsi dei post dedicati, ma questi altri piccoli spaccamenti sono comunque incredibili. A parte l’orario completamente sballato — tipo 7 ore e tre quarti in avanti! — e quel quadrato in alto a sinistra che segna sempre, sempre -1 — e non so cosa dovrebbe indicare, ma dati i presupposti scommetto che è un valore sentinella mostrato al posto di un valore reale non presente, un codice di errore — aiuto, che brutta fine le lettere accentate! Qui si vede, la “à” di università è stata sostituita da un “?“, perché evidentemente qualcosa è andato storto nella codifica del testo… mentre, quando la lista delle tappe riesce a caricare, lì si ammira “à” diventare “a`“, che ha ancora meno senso e francamente quindi avrei paura anche solo a leggere il codice che gira su questi aggeggi e li fa funzionare così male… Ordinario trasporto pubblico, insomma. 👄
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Il terzo appuntamento di Downstream si tiene sabato 24 maggio, alle ore 18 alla Ubik di via Benedetto Croce, Napoli.
Con June Scialpi e il suo Retriever (Tic Edizioni 2025), in dialogo con Valeria Rocco e Giulia Scuro e con la regia di Giorgia Esposito.
Downstream presso Libreria Ubik Napoli ancora con Tic Edizioni e le locandine e molto altro di Michele Zaffarano.
#ChiaraDeCaprio #GiorgiaEsposito #GiuliaScuro #JuneScialpi #LibreriaUbik #MicheleZaffarano #presentazione #reading #Retriever #TicEdizioni #UltraChapbook #ValeriaRoccoDiTorrepadula
Si può ben sostenere che il cane è il migliore amico di quella speciale sezione delle letterature minori che è la scrittura di ricerca.Tic
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intervista a Cetta Petrollo sul Premio Pagliarani, online ORA qui: https://www.spreaker.com/episode/premio-nazionale-elio-pagliarani-x-edizione-francesco-lioce-dialoga-con-cetta-petrollo–66175233
widget.spreaker.com/player?epi…
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CARTELLA STAMPA AGGIORNATA:
tinyurl.com/pagliarani25
evento facebook:
facebook.com/events/5693189261…
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Premio Nazionale «ELIO PAGLIARANI» X edizione
La storia, i finalisti, una vita dedicata alla poesia. Francesco Lioce dialoga con Cetta Petrollo Il Premio Nazionale Elio Pagliarani è un riconoscimento letterario istituito nel 2015 in onore del poeta Elio Pagliarani, figura centrale della neoavanguardia italiana e membro del Gruppo ’63. Organizzato dall’Associazione letteraria Premio Nazionale Elio Pagliarani – Centro Studi e Biblioteca sulla poesia contemporanea, il premio mira a promuovere e valorizzare la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica, riflettendo lo spirito sperimentale del poeta Struttura del Premio Il premio si articola in tre sezioni principali:
Edizioni Recenti
#CettaPetrollo #ElioPagliarani #FrancescoLioce #GIANOPUBLICHISTORY #GiornataPagliarani #poesia #poesie #PremioDiPoesiaElioPagliarani #premiopagliarani
ROMA Premio Nazionale «ELIO PAGLIARANI» X edizione La storia, i finalisti, una vita dedicata alla poesia. Francesco Lioce dialoga con Cetta Petrollo Il PreSpreaker
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Eugenio Gazzola presenta il suo ultimo libro, L’AntiVassalli, allo Spazio Bft di Piacenza, venerdì 23 maggio, alle ore 18 presso lo Spazio Bft (vicolo Edilizia 25). Durante l’incontro, a cura del Tiff – Collettivo di fotografia creativa, Gazzola parlerà dell’opera in dialogo con Fulvio Guerrieri.
Di Sebastiano Vassalli l’autore “ricostruisce, attraverso l’analisi della vita e delle opere, il ventennio durante cui ha percorso le strade dell’avanguardia letteraria e artistica, tenendosi con ostinazione ai margini del successo e dell’industria culturale”, si legge nella sinossi del testo, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Le Lettere.
“Dopo un breve passaggio nella Pop Art”, Vassalli “si è dedicato alla scrittura sperimentale. Ha frequentato alcuni autori del Gruppo 63, come Sanguineti e Manganelli, prediligendo la ricerca verbo-visuale al fianco dei poeti di confine tra parola e immagine, come gli emiliani Spatola, Costa, Torricelli, Vicinelli“. In quegli anni “ha dato vita e ha rappresentato i grandi movimenti letterari. Verso la fine degli anni Settanta, per Vassalli ha inizio un ripensamento che dura un decennio…” –> art. intero qui: ilmiogiornale.net/lantivassall…
#EugenioGazzola #FulvioGuerrieri #Gruppo63 #LAntiVassalli #LeLettere #letteratura #Piacenza #poesia #prosa #ricercaLetteraria #ricostruzioni #saggio #SpazioBft #sperimentazione #TiffCollettivoDiFotografiaCreativa
"L'AntiVassalli": Eugenio Gazzola presenta il suo libro dedicato a uno dei grandi scrittori italiani del Novecento. Appuntamento a PiacenzaRedazione (Il Mio Giornale)
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Non si risparmiano i giovani redattori di InChiostro, il giornale studentesco, cartaceo e on line, lanciato da un gruppo di studenti universitari che vuole guardare in modo critico alla realtà non solo universitaria ma anche cittadina.
Oggi, nel pomeriggio alle 18.30, nell’aula 30 del monastero dei Benedettini, verrà presentato un nuovo numero, di fatto il quarto, considerando anche il […]
Leggi il resto: argocatania.it/2025/05/21/cata…
#InChiostro #MonasteroDeiBenedettini #periferia #povertàEducativa #UniversitàDiCatania
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21 maggio
gianophaps.it/evento/premio-na…
21 maggio h 12:00; 23 maggio h 11:55
L’Associazione di Promozione Sociale GIANO PUBLIC HISTORY è un progetto italiano che si inserisce nell’ambito della storia pubblica, un campo interdisciplinare che cerca di rendere la storia accessibile e comprensibile al grande pubblico, andando oltre le tradizionali narrazioni accademiche
#aps #AssociazioneDiPromozioneSociale #CettaPetrollo #ElioPagliarani #GIANOPUBLICHISTORY #intervista #poesia #premio
ROMA Premio Nazionale «ELIO PAGLIARANI» X edizione La storia, i finalisti, una vita dedicata alla poesia.Giano Public History APS
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Attenzione, e vi dico fate MOLTA attenzione, popoli dell’Internette… perché, a quanto sembra, Google ha droppato una psyop fresca fresca… un nuovo tipo di CAPTCHA: il “liveness check”, o “liveness challenge”. Dato che io becco in media almeno 2-3 captcha al giorno durante il mio normale uso del web, e questa roba la vedo giusto stasera per la prima volta nella mia intera esistenza, e cercando ora al volo qualche informazione in giro non ho trovato letteralmente nulla — se non un thread su 4chan di 8 giorni fa, #105252623 — direi che è qualcosa di altamente sperimentale che sta giusto ora vedendo la luce… 🧨
Stavo giusto per cercare 1 cosa su Google prima, quando (come al solito, per giunta; cazzo se odio questa merda), visto che ho usato le due virgolette (forse perché affitto giornalmente il mio indirizzo IP a russi e israeliani), Alphabet Inc. mi ha droppato la solita accusa di essere un robot, con quella stessa sicumera con cui gli hamassoni danno ai sionisti dei genocidi e con cui i sionisti danno ai pro-palestina degli antisemiti… ma ecco, sto già digressando qui, ops. Vabbè, il punto è che ho notato la presenza di un tastino nuovo, tra quelli in basso alla finestrella di reCAPTCHA… e non ho potuto esimermi dal testarlo di persona. 👻
Spa-ven-to-so. Come suggerisce il nome, “controllo della vitalità” (e davvero qui è stata sprecata un’occasione imperdibile di chiamarlo “vibe check”, piuttosto), questo CAPTCHA chiede di fornire l’accesso alla videocamera (!), chiede di mostrare la mano (!!!) piazzandola nella parte di schermo indicata, e di replicare una sequenza di gesti mostrata a schermo (nel mio caso, a parte il rilevamento iniziale dell’arto umanoide, 3 gesti). Non ci crederei però nemmeno se lo vedessi, a ciò che è scritto nel riquadro informativo, cioè che verrebbero “catturati solo i movimenti della mano”… quindi ho sprecato 7 minuti per posizionare la webcam in modo da poter uscire la manina senza anche la faccia; ma, a parte questo mio setup bizantino, che qui ovviamente vi risparmio, la verifica dura 30 secondi. E, per carità, il concetto base non è certamente nuovo… ma applicato in questo modo si. 😳
Da qui allora spuntano senz’altro svariate domande, tra cui una retorica (e l’esercizio di capire quale questa sia è lasciato ai lettori): Come mai nessuno (a parte l’hacker [[em]da scantinato] noto come 4chan[/em]) ne ha ancora parlato, e non c’è nemmeno un link ufficiale per approfondire? Sarà qualcosa in fase ancora ampiamente sperimentale, e io sono stata una delle poche entità al mondo con una componente fisica e spirituale maggiormente umana (per quanto, comunque, probabilmente l’unica utente con una secondaria non-umana) selezionata per testarla? Verrà tolta ancora prima di essere davvero ufficializzata, in pieno stile Google? O forse è una psyop gigantesca che serve, in ordine, agli scopi di: 1, Insegnare ai modelli generativi di immagini come funzionano le mani umane, in modo che le inizino a produrre perfette, alzando i profitti per l’azienda; 2, Instillare (pur se lentamente) negli utenti l’idea inconscia che sia normale il mostrarsi in videocamera come metodo di provare il proprio non essere un robot ad un sito web, fino ad arrivare a 3, Obbligare tra qualche decennio tutti gli utenti di Internet a fornire tutti i propri dati biometrici e legali alle Big Tech, anche e soprattutto al volo, pur di poter usare qualsiasi servizio…? Ai posteri l’ardua sentenza… e a Google e voi la mia manina registrata con la videocamera USB più merdosa che ho in casa (che, casualmente, è anche l’unica). 😘
#105252623 #CAPTCHA #Google #GoogleLivenessChallenge #GoogleLivenessCheck #Liveness #LivenessChallenge #LivenessCheck #psyop #reCAPTCHA
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Si accorgerà mai che, ogni volta che iscrive ad un nuovo servizio, non gli arrivano mai email di benvenuto?
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Prima ho assistito ad una scena mistica come non ne vedevo stranamente da un po’ di tempo, nella via giusto sotto la maison… Passava un tizio, molto fiero — non ricordo se avesse gli occhiali da sole o no, ma ormai nella mia testa li ha, se me lo chiedete — praticamente come un fulmine, in monopattino elettrico (non velocissimo eh, normale, non penso fosse modificato o merdate simili, ma comunque ai miei occhi appariva come un lampo)… che era lievemente di fretta o incazzato con il mondo perché, nonostante la fierezza, ha fatto inconfondibilmente fatto trasparire una buona dose di frustrazione. ☠️
Arrivando da non so bene dove, ha gridato “v’ata scətà!!!“ (“vi dovete svegliare!!!”); un invito al wokismo, insomma… o forse solo un richiamo a qualcuno che gli avrà bloccato per qualche istante la strada, distogliendolo dal suo sacro flusso. Ma la cosa curiosa è che il suo monopattino, come clacson, ha un cicalino che fa un BEEEP, ma regà… che si sente anche dall’altro lato della strada, con un fottuto isolato intero in mezzo, nonostante non sia per nulla forte in termini di puro volume… e quindi ci sono rimasta ancora più di sasso. 🤯Qui ho fatto un disegnino top-down dell’ambiente — che non è per nulla accurato, perché ho invertito un lato, e che disastro, aiuto, non fateci caso, tanto comunque rende uguale l’idea, e poi voi non sapete davvero com’è fatta la strada quindi meglio così. La zona interna è circa l’isolato, e i pallini sono i punti di osservazione. Appunto, questo è passato per la strada di fronte a 0, per continuare nella direzione indicata, almeno fino al bivio, punto in cui non l’ho più visto. Evidentemente ha semplicemente tirato dritto perché, dopo essermi piazzata sull’1, non l’ho visto passare… ma appunto lì, ascoltando con attenzione, pur con tutti i palazzi in mezzo, ho sentito molto lievemente il clacson! Boh, mi incuriosiva, volevo vedere se riuscivo a capire di più su questa sua fretta… ma niente. 💔
#città #clacson #monopattino #rumore #strada
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video.wordpress.com/embed/1ZbI…
src: instagram.com/reel/DJ3cku1IgmL…
“Ten people were killed when an Israeli air strike hit classrooms at the Musa bin Nusayr School, where hundreds of displaced people were sheltering, according to local activists in Gaza City” (BBC)
aljazeera.com/news/liveblog/20…
#Gaza #genocide
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#iof #idf #colonialism #sionisti
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UK, France and Canada say they will take ‘concrete actions’ if Israel doesn’t end ‘intolerable human suffering in Gaza’.Stephen Quillen (Al Jazeera)
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Giacomo, la Luna e l’Intelligenza Artificiale
edu.inaf.it/rubriche/oltre-ori…
Giacomo Leopardi riesce, finalmente, a dialogare con la Luna. L’occasione? Un’IA che si candida come Sindaca di Roma.
#artificialIntelligence #GiacomoLeopardi #intelligenzaArtificiale #Luna
Giacomo Leopardi riesce, finalmente, a dialogare con la Luna. L'occasione? Un'IA che si candida come Sindaca di Roma.Stefano Sandrelli (EduINAF)
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CARTELLA STAMPA AGGIORNATA:
https://tinyurl.com/pagliarani25
evento facebook:
https://www.facebook.com/events/569318926191670
#convegno #GiornataPagliarani #informazioniPratiche #PremioPagliarani #viaMilano9A
Évènement à Rome, Latium par Marco Giovenale le dimanche, mai 25 2025www.facebook.com
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t.me/famiterimediosa/1591
Questa cosa, negli ultimi giorni, ci sto pensando tantissimo (nonostante il memino io lo abbia visto oggi… ma non vuol dire niente, il pensiero esiste indipendentemente da una delle tante specifiche combinazioni di pixel che possono rappresentarlo umanamente), è alquanto accurata. Sotto svariati, innumerevoli, infiniti punti di vista, sarebbe meglio per me e desidererei diventare una biomeccanica cibernetica bionica cyborg angelo principessa di Internet (kawaii!!!) ragazza robot con un corpo fatto di plastica (quella buona però, non quella merdosa dei prodotti low-cost) e acciaio e alluminio aereodinamico (come un aereo militare!!!) e fili come vene e software per i pensieri e non andrei mai a dormire semplicemente mi attaccherei al muro.
Lain a suo modo se la vive sicuramente meglio di me, e lei non è nemmeno la totalità di tutto il qui elencato, quindi possiamo solo immaginare quanto sarebbe conveniente… non solo meno bloat hardware grazie al ridesign fisico ma, con l’avere solo software per tutti i pensieri (open-source, magari da me stessa modificato dove necessario, così da unire il potenzialmente utile all’estremamente dilettevole), si eviterebbero tutti quegli schemi fastidiosi e autosabotanti propriamente umani. Pensare che fregatura la mia situazione reale, dove i miei pensieri non girano sul software, bensì attorno ad esso, in senso di argomento… e come sarebbe meglio essere la magia personificata. E poi, come non considerare anche quell’altra cosina… non avendo più necessità di dormire — né come via di fuga dalla realtà terrificante, né come procedura di automanutenzione praticamente giornaliera, perché l’hardware avanzato non ha bisogno di tempo di downtime programmato per garantire il proprio corretto funzionamento — si eliminerebbe anche quel sottoinsieme di problemi non molto grande, ma anch’esso particolarmente fastidioso, che mi affligge. Voglio proprio diventare…,,..,.
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youtu.be/RjBxBojpoaU?si=rcNhA2…
#77 #AndreaPazienza #Anni70 #anniSettanta #art #arte #Bologna #Igort
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Parliamo con Tano del suo ultimo libro, non un libro di immagini sul ’77 ma il racconto di emozioni, di gioia e di disperazione, di intrighi e di liberazione, un racconto denso di amore per i protagonisti di quel Movimento tanto esecrato dai poteri di destra e di sinistra
facebook.com/events/s/tano-a-s…
#77 #foto #fotografia #INostriAnni #Milieu #movimenti #Movimento #Ringhera #SettantaMilieu #settantasette #TanoDAmico
Évènement à Rome, Latium par Ringhera le jeudi, mai 22 2025, avec 186 personnes intéressées et 32 participants.facebook.com
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Oggi ho fatto un’esecuzione da capo a fondo del programma da camera ottocentesco che devo cantare la settimana prossima. Alla fine ero fisicamente morto.
Non ciò la tempra del lirico.
Ma fingo con elegonsa.
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#ahida #exlet #NanniBalestrini #ricordo #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca
In occasione del sesto anniversario della scomparsa di Nanni Balestrini “haida” gli dedica un ricordoa cura di Sergio Bianchi (Ahida.online)
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youtu.be/BpyPRPqj05M?si=qRw4lG…
#2018 #CentroScritture #intervista #MarcoGiovenale #NanniBalestriniVideo #ValerioMassaroni
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youtu.be/2TuUCVP90wo?si=fFwY56…
#GliInvisibili #intervista #NanniBalestrini #scritturaDiRicerca #video
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Ieri è accaduto che, nell’aver parlato dell’Eurovision, non ho fornito alcuna personale classifica delle canzoni… peccato, eccetto che in realtà no. La mia omissione è stata infatti un atto volontario e consapevole, in pieno stile siciliano (miiiinchia); un po’ perché non volevo che il post su Telegram fosse spezzato in 2 solo per via di qualche link da mettere (sempre grazie a te, Durov, e al tuo limite schifoso di 4096 caratteri…), e sia perché ho pensato, a questo punto, di cogliere la palla al balzissimo e aggiungere una ennesima funzionalità innovativa al nostro carissimo Proxatore… le “playlist”, che torneranno sicuramente utili anche in futuro. 😳
Ecco allora — almeno giusto per iniziare, perché non è da escludere che mi venga lo sghiribizzo di aggiungerne altre con calma poi, e in tal caso aggiornerò il link qui — una versione “base” della mia classifica ESC 2025, con (più o meno) in ordine le canzoni che senza dubbio mi sono piaciute di più: proxatore.octt.eu.org/?proxato…! (E si, nella lista c’è anche l’Italia, perché sul mio sito le regole del voto le decido io!!!) 😈
Perfetto; ora che la questione musica è chiusa, posso senza problemi parlare di ciò che non frega a nessuno, ossia questo mio nuovo aggiornamento!!! Ieri sera ho implementato giusto la parte di backend, che è molto semplice e (solo per il momento) già accettabile, appunto apposta per fare questo link. Non si tratta di playlist in senso prettamente multimediale, ma di insiemi di elementi generici (anche post di testo, da qualunque delle piattaforme supportate), di un gruppo praticamente… e quindi il nome meno schifoso che ho trovato è “results group“. Quindi, il backend legge una lista JSON di URL, passata nell’argomento query proxatore-group, e (con la dovuta pazienza…) cattura tutto e risponde per bene. 👍
La cosa bella però è che stavolta, meno di quanto vale per altre parti del programmino (alcune talmente oscure che non ho neanche ancora trovato l’occasione di documentarle, ops), il lato tecnico frega relativamente zero… perché oggi pomeriggio ho invece giusto implementato l’epicità lato frontend!!! Con JavaScript, infatti, appaiono tastini utili alla creazione di uno di questi gruppi direttamente dal sito, che allora si può fare senza stare a comporre URL a mano, evitando una seccatura anni ’70. Si può aggiungere un elemento, cliccando il bottoncione dalla pagina dedicata o da una di ricerca, e questo appare in una lista in cima allo schermo, con bottoncini per rimuovere e spostare su e giù… e poi boom, si può kopiare il link. In buona sostanza, siamo arrivati davvero alla magia con questo aggeggio. 😻
Probabilmente il frontend è ancora da sistemare, perché mi appare un po’ strambo che praticamente si vanno a creare due liste separate a schermo, quella normale di visualizzazione (per tutti) e quella di gestione (se si sta modificando una lista)… e perché al momento ogni click anche dei tastini ricarica tutta la pagina… ma anche perché sarebbe ottimale aggiungere una visualizzazione ottimizzata per video e audio, che permetta di riprodurre tutto rapidamente in sequenza senza dover aprire la pagina di ogni risultato… così come il backend, che al momento riscarica tutti i link di un gruppo ogni volta che se ne chiede la pagina, senza caching, e questo potrebbe essere problematico a lungo andare. Vabbè, se non perdo la vita arriveranno anche questi piccoli fix, questione di tempo. 🤗
#aggiornamento #ESC #ESC2025 #ESCITA #Eurovision #Eurovision2025 #EurovisionSongContest #playlist #Proxatore #tierlist #web
A content proxy for viewing and embedding media and text from various platforms.🎭️ Proxatore
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21 maggio
gianophaps.it/evento/premio-na…
21 maggio h 12:00; 23 maggio h 11:55
L’Associazione di Promozione Sociale GIANO PUBLIC HISTORY è un progetto italiano che si inserisce nell’ambito della storia pubblica, un campo interdisciplinare che cerca di rendere la storia accessibile e comprensibile al grande pubblico, andando oltre le tradizionali narrazioni accademiche
#aps #AssociazioneDiPromozioneSociale #CettaPetrollo #ElioPagliarani #GIANOPUBLICHISTORY #intervista #poesia #premio
ROMA Premio Nazionale «ELIO PAGLIARANI» X edizione La storia, i finalisti, una vita dedicata alla poesia.Giano Public History APS
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In chiusura i concorsi per le scuole, presto i vincitori
edu.inaf.it/news/premi-e-conco…
Chiusi i concorsi scolastici “L’Universo a scuola” e “Osserva il cielo e disegna le tue emozioni!” promossi da EduINAF. Grande partecipazione da tutta Italia, presto l’annuncio dei vincitori!
#OsservaIlCieloEDisegnaLeTueEmozioni #UniversoAScuola
Chiusi i concorsi scolastici “L'Universo a scuola” e “Osserva il cielo e disegna le tue emozioni!” promossi da EduINAF. Grande partecipazione da tutta Italia, pFederica Duras (EduINAF)
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All’Asilo Filangieri di Napoli, una serata dedicata alla Turchia.
La repressione di Erdogan si abbatte feroce su dissidenti, avversari politici, giornalisti, attivisti, avvocati.
Il 29 maggio alle 18.30 proietteremo il documentario “La rivoluzione di Ayten”, prodotto da Pagine Esteri, che racconta la storia dell’oppositrice politica rapita e torturata per sei mesi in un centro segreto di detenzione.
Parleremo della sua storia e dell’attualità turca con
Alle 21.00 sarà possibile partecipare, con una libera donazione a sostegno delle spese, al concerto di Grup Yorum, la band musicale turca che canta la resistenza contro ogni repressione.
L’organizzazione dell’evento è a cura di Danilo Risi
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Il post qui in calce è stato pubblicato in buona fede non indagando sui limiti assurdi che il bando di cui si parla implica. Importantissimo è leggere, in proposito questo articolo del “manifesto”, uscito il 23 maggio: ilmanifesto.it/il-bando-della-…
ecco il bando (la notizia del):
Per ragazzi e ragazze palestinesi residenti in Palestina: *bando CRUI* per l’a.a. 2025/26 per 97 borse + vitto, alloggio e altro per tutta la durata del corso in *35 università italiane*
https://www.crui.it/documenti/54/New-category/1569/IUPALS—CRUI–AVVISO-NOTICE-ITć-EN.pdf
*I tempi sono STRETTI*: il bando è dell’8 maggio e già *entro il 23 maggio* bisogna aver fatto l’iscrizione al CORSO di ITALIANO (propedeutico).
https://www.crui.it/documenti/54/New-category/1569/IUPALS—CRUI–AVVISO-NOTICE-ITć-EN.pdf
#urgente #palestina #bando #corso #universita
Scholarships for Palestinian University students from Gaza and the West Bank to spend one year at an Italian University in academic year 2025/26.
National Call: crui.it/home-ri/iupals-italian…
Federico II Call: unina.it/documents/11958/66115…
#bando #corso #crui #opportunità #Palestina #università #URGENTE
IUPALS Project - Italian Universities for Palestinian Students NOTICE OF PUBLICATION OF UNIVERSITY CALLS The Conference of Italian University Rectors (CRUI) coordinates a scholarship project addressed to Palestinian students residing in the Palestini…Super User (CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università italiane)
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Di Antonio Zoppetti
Un articolo sul Corriere dell’altro giorno diffondeva il termine binge-eating spacciato come “nuovo” disturbo alimentare. Naturalmente – come l’anoressia – questo disturbo non è affatto nuovo, la novità è che adesso si vuole cancellare la parola storica bulimia per sostituirla con l’inglese.
Dalla bulimia al binge-eating
Bulimia è una coniazione dotta che viene dal greco, e letteralmente significa “fame da bue” (limòs + bous). Per costruire i propri neologismi in italiano, un tempo gli scienziati si appoggiavano alle radici greche e latine, ma oggi non sanno fare altro che ripetere la terminologia in inglese crudo, e non sanno coniare più un bel niente, perché parlano e vogliono parlare in inglese. Ed ecco che introducono il binge-eating, che letteralmente ha lo stesso identico significato: “abbuffata di mangiare” (binge + eating).
Per giustificare l’imposizione della newlingua sulla veterolingua italiana, tuttavia, non possono ammettere di essere i portatori di una nuova cultura coloniale, non possono giustificarsi col dire che hanno deciso di esprimersi in inglese e di rinunciare all’italiano, dunque si arrampicano sugli specchi. E allora scatta il consueto meccanismo tipico dei “non-è-propristi”: diversificare i rispettivi significati. Il vecchio concetto di bulimia non è proprio come… il binge-eating!
Cercando in Rete la differenza tra le due espressioni è tutto un pullulare della solita sciocchezza – alimentata ormai anche dall’intelligenza artificiale di Google che fornisce indicazioni a dir poco imbarazzanti – per cui il binge-eating è sì una fame compulsiva come la bulimia, ma in più è caratterizzata da sensi di colpa e comportamenti compensatori che portano per esempio a vomitare o a cercare di eliminare l’eccesso di cibo con l’uso di lassativi.
È questa la fase uno che serve a legittimare l’introduzione di un anglicismo: far credere che l’equivalente italiano storico non abbia la stessa valenza, e dunque usare l’inglese come fosse necessario. Naturalmente, ammesso che una parola non ci sia già, sarebbe possibile anche coniarne una nuova o a ampliare il significato di quella italiana preesistente (le lingue sane si evolvono a questo modo).
Ma è vero che la differenza tra le due parole è questa? Neanche per sogno.
Cercando sul sito dell’Humanitas ci sono due pagine fotocopia che esprimono lo stesso identico disturbo, il primo si chiama bulimia nervosa, l’altro binge-eating, ma la differenza è tutta qui, nel nome in inglese invece che in italiano, perché per il resto si tratta della stessa cosa, definita allo stesso modo: l’arco di due ore in cui avviene l’ingestione, lo stato d’ansia e il vomito, la concause multifattoriali…
Scopri le piccole differenze:
Basta confrontare i due articoli per scoprire che l’unica rilevante piccola differenza sta nel nome della cosa, e nel secondo articolo l’italiano viene semplicemente ignorato, cancellato e sovrapposto all’inglese. Dunque ammesso e non concesso che bulimia e binge-eating non siano perfettamente sovrapponibili, rimane il fatto che per differenziare i concetti non è assolutamente necessario introdurre un’espressione in inglese crudo.
Quando parlo di cultura coloniale suscito spesso reazioni scomposte e resistenze, soprattutto tra quelli furbi che ci raccontano che la lingua è un fenomeno “democratico” che arriva dal basso e dal popolo. Ma basta vedere gli articoli di giornale che escono per constatare la realtà.
Un anglicismo dietro l’altro, sostituzione dopo sostituzione, si finisce per arrivare a pezzi come quello in figura, dove si parla di influencer (che come è noto “non sono proprio come gli influenti”), di coach (che “non è proprio come un allenatore”) e dove si cala dall’alto la nuova terminologia per introdurre ruoli e concetti come lo sleeping streamer, lo sleep influencer e lo sleep manager… se questo non è colonialismo culturale…
Questi esempi mostrano che l’incapacità di esprimersi in italiano si salda con la precisa volontà di esprimersi in inglese, attraverso una comunicazione che punta volutamente all’itanglese vissuto come uno stile superiore, presentato (a torto) come più internazionale o tecnico.
L’abbuffata di inglese e l’anoressia dell’italiano
Per riprendere le definizioni riservate dagli specialisti al binge-eating, tutto ciò si potrebbe forse chiamare disturbo linguistico compulsivo anglomane, che per essere più chiari e moderni si potrebbe ribattezzare in binge-english writing (e binge-english speaking, la sindrome per cui personaggi televisivi come Rampini o la Gruber ostentano in modo ridicolo la pronuncia affettata di “Trump” e di altre parole americane). Al contrario dei semplici anglomani di una volta – si potrebbe chiosare – il binge writer non è però soggetto a comportamenti correttivi (come il vecchio “scusate il francesismo” ai tempi della Belle Époque), ma si compiace e gongola della sua anglo-bulimia che vuole imporre a tutti, invece che cercare di curarsi.
Il problema è che questa abbuffata di inglese non riguarda più le singole parole, i singoli anglicismi, ma si configura come una rete lessicale che si allarga, coinvolge la morfologia (se c’è il binge-eating poi spuntano i binge-eater[s] al posto dei bulimici), e soprattutto, se prende piede la radice binge per indicare i consumi smodati, poi è chiaro che l’espressione finisce per essere “produttiva” e diramarsi in sempre più numerose espressioni che riproducono lo stesso meccanismo linguistico, e così anche gli alcolizzati vengono indicati come binge-drinker.
L’ultima espressione della famiglia che si sta diffondendo è il binge-whatcing per indicare la dipendenza dalla televisione. Analizzando le frequenze delle tre espressioni su Ngram Viewer di Google Libri si vede benissimo come l’entrata del binge-eating negli anni Novanta sia in relazione con le successive introduzioni del binge-drinking a partire dagli anni Duemila e con l’affacciarsi del binge-watching dagli anni Dieci.
Come finirà?
L’analisi della crescita delle espressioni a base binge (binge based forse suona più in linea con la nostra cultura coloniale) lascia presagire che, in questa abbuffata, la parola potrebbe radicarsi, dare vita a future nuove coniazioni e allargarsi, come è successo a over (da overtourism invece di sovraturismo agli over-80 al posto degli ultraottantenni). Dopo la fase uno – introduzione dell’anglicismo come fosse una necessità e sua diversificazione dall’analogo italiano – la fase due porterà a una normalizzazione e a un uso nella lingua comune con perdita della presunta specificità millantata nella fase uno. Dunque se oggi gli pseudoscienziati che si vergognano dell’italiano introducono l’inglese come dotato di un qualcosa in più, domani l’espressione potrebbe passare dalla terminologia alla lingua comune, grazie ai giornalisti che la impiegheranno in senso lato, ed ecco che la frittata sarà fatta: è in questo modo che l’italiano muore davanti ai “prestiti sterminatori” che li rimpiazzano.
Oppure c’è anche la possibilità che questo schema regredisca – come non resta che auguraci – invece di attecchire. Il punto, però, è che i casi singoli che sono oggetto di studi da parte dei linguisti, vanno sommati tra di loro.
Il problema non è l’affermazione di binge + più qualcosa in inglese, ma il fatto che l’anglomania caratterizza la lingua di classe preferita dalla nostra egemonia culturale – come avrebbe detto Gramsci – e cioè la lingua della classe dirigente e di chi ricopre i ruoli chiave della nostra società. L’itanglese dei ceti sociali alti che prende corpo nei nuovi centri di irradiazione della lingua (scienziati, giornalisti, imprenditori, influenti…) e che poi viene presa a modello anche dalla massa nazional-popolare.
E poco importa che binge si radichi o meno, questa newlingua è ormai di fatto caratterizzata dall’abbuffarsi di inglese, e per ogni anglicismo che non attecchisce ce ne sono altri dieci che invece attecchiranno.
#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa
Il binge eating o disturbo da alimentazione incontrollata si caratterizza per episodi di abbuffate di cibo incontrollate in un breve periodo.IRCCS Istituto Clinico Humanitas
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Ore 10 – 13
Elio Pagliarani bibliofilo e la Biblioteca Elio Pagliarani
Interventi di
Barbara Mancini, Frammenti di Elio tra periodici e antologie: uno spoglio della Biblioteca Pagliarani; Marianna Marrucci, “…li spendevo quasi tutti in libri…”. Figure di libri in Promemoria a Liarosa;
Marco Menato, Pagliarani bibliofilo; Lucia Merolla, La biblioteca di casa Pagliarani,
Marco Palma, Gli incunaboli di Elio Pagliarani; Gilda Policastro, Il Savonarola non castrato di Pagliarani
Coordina i lavori
Giuseppe Andrea Liberti
link alla locandina:
premionazionaleeliopagliarani.…
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prima ancora di Wannsee, gli sgherri di Heydrich, Himmler e compagnia che dovevano organizzare la soluzione finale avevano passato in rassegna anzi sperimentato varie possibilità per portare a termine completamente lo sterminio degli ebrei d’Europa in tempi rapidi.
si rendevano conto – dopo mesi e anni di massacri compiuti – che metodi come la fucilazione di massa e l’uso di camion blindati per uccidere con asfissia da monossido di carbonio erano troppo poco efficaci, risultavano lenti, e in alcuni casi spingevano i soldati in situazioni di stress e (poverini) disagio psichico.
mi sembra che israele abbia imparato bene la lezione e, dopo aver testato sulle famiglie palestinesi una quantità di armi distruttive micidiali che presto rivenderà (o ha già rivenduto) in giro per il mondo, opera un concentramento in un’area molto ristretta, per poi deportare altrove i pochi o molti palestinesi che saranno sopravvissuti. parliamo di due milioni di persone circa.
“soluzioni territoriali”, le chiamavano i nazisti.
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minioctt
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