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Fondazione Baruchello presenta:
Silvia Cini
Sinantropico
all’interno del progetto Terra come Terra
Giornata di studi:
Giovedì, 15.01.2026
Ore 15:00–18:00
Inaugurazione della mostra:
Giovedì, 15.01.2026
Ore 18:00–21:00
Via del Vascello 35, Roma
Il 15 gennaio 2026, La Fondazione Baruchello presenta la mostra e una giornata di studi dal titolo Sinantropico, in cui Silvia Cini presenta e prosegue il progetto vincitore dell’XI edizione dell’Italian Council, confluito nel libro Avant Que Nature Meure, edito da Quodlibet (2024).
L’iniziativa si inserisce nel contesto del progetto della Fondazione Baruchello Terra come Terra, in corso fino al 27 febbraio 2026, primo capitolo di un programma di ricerca e sperimentazione che intreccia opere, pratiche artistiche e riflessione teorica a partire dal lavoro di Gianfranco Baruchello.
Concepite come due momenti strettamente interconnessi, la giornata di studi ha il suo punto di partenza nella presentazione del libro Avant Que Nature Meure, mentre la mostra è pensata da Silvia Cini come un dialogo tra una selezione di sue opere, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, con sette opere filmiche e un volume (Psicoenciclopedia possibile, Treccani 2020)di Gianfranco Baruchello in cui sono il lavoro, la storia, la memoria, i confini, l’idea di un giardino come possibile ecosistema, la terra come piano di consistenza, a entrare in una conversazione.
A partire dalle ore 15:00 la giornata di studi riunirà Fabio Attorre, Daniel Borselli, Orietta Brombin, Michele Cerruti But, Fabio De Chirico, Alessandra Pioselli, Carla Subrizi, Riccardo Venturi, per riflettere sul paesaggio urbano come superorganismo, intreccio di specie, memorie e temporalità non umane, dove l’arte diventa pratica di ascolto e decifrazione del vivente.
I lavori filmici di Gianfranco Baruchello sono invece il punto di partenza di Silvia Cini per intraprendere un dialogo, sottratto alla voce e restituito alle opere, tra Le lieu (2010) e Terrediriporto (1998–2001), La traversata (2006) e Penelope Addio (2005), Ballade (1996) e Somnia Vana – ultimo progetto dell’artista, che muove dal lemma Terra della Psicoenciclopedia possibile di Baruchello, a cui l’opera rende omaggio – insieme al più recente Avant Que Nature Meure (2015-2024).
In Le lieu (2010), una sequenza di scatti fotografici, still di un film immaginario, ritraenti un terreno appena dissodato, evolve nella ripresa di un trattore che lavora i terreni della Fondazione Baruchello (un tempo Agricola Cornelia) rendendola fertile; parallelamente in Terrediriporto (1998-2001)Silvia Cini riempie coffe con terre prelevate dai cantieri autostradali in giro per l’Europa, lasciandole germinare nello spazio espositivo. Queste terre migranti, per scelta o costrizione, attestano processi di dislocazione, adattamento, resistenza, ibridazione e relazioni di reciprocità, attraverso i quali Silvia Cini costituisce un possibile modello per la creazione di forme di appartenenze e nuovi areali, zone franche di radicamento di soggettività non autoctone. Prelevate oggi dalla Fondazione Baruchello (dalla sede di Via di Santa Cornelia, Roma), le terre di riporto vengono lasciate germogliare nello spazio espositivo proprio come allora.
In La traversata (2006) la telecamera segue da lontano un uomo, che nuota in mare senza che raggiunga una meta. Non ci sono indicazioni spaziali fino a quando non avviene un repentino allargamento dell’inquadratura. Da questo momento la sagoma sempre più indistinta del nuotatore si perde nell’orizzonte. In Penelope Addio (2005), una donna, Silvia Cini, è seduta in mare resistendo al vento, attendendo la folata che la spazzerà via, come le continue vittime di violenza.
Somnia vana rimanda al celebre passo del VI libro dell’Eneide, in cui Virgilio colloca nel vestibolo dell’Ade un grande olmo, sotto le cui foglie si annidano i vana somnia. Scrive l’artista: ‹‹Sono delle foglie di olmo cristallizzate nello zucchero, come si usa per le violette e i fiori di mimosa nella tradizione dolciaria ligure e piemontese. Sono entrata nel lemma Terra della Psicoenciclopedia possibile di Baruchello, mi sono inoltrata nella stratificazione delle sue parole fino ad arrivare, al lago di Averno o, come nel suo film Ballade, alle Fosse Ardeatine. Virgilio nel capitolo VI dell’Eneide tra propaganda e rielaborazione di un passato inesistente, fa condurre Enea dalla Sibilla nel mondo sotterraneo e qui, nel vestibolo, prima di ogni altro incontra un albero, un enorme olmo sotto le cui foglie si annidano i sogni vani.
Salendo Viale dei Quattro Venti verso la Fondazione Baruchello, passavo in rassegna il filare di olmi capitozzati, vittime intossicate dalle polveri sottili dell’inquinamento urbano e da nuovi parassiti, come la Galerucella, proliferati a causa dell’innalzamento delle temperature, e mi veniva in mente Baruchello coltivatore all’Agricola Cornelia di condivise utopie, come la barbabietola da zucchero. La coltivazione della barbabietola e la sua veloce selezione – circa cinquant’anni – per diventare maggiormente zuccherina, furono un processo politico ed economico europeo messo in atto da Napoleone sfruttando le nuove conoscenze agrotecniche della rivoluzione industriale, per produrre in pochi anni lo zucchero in modo indipendente dalla produzione colonialista che si basava sullo sfruttamento della schiavitù.
Sono foglie edibili, ma non più; dolci, rilucenti di cristalli di zucchero, ma tossiche. Ci parlano del corpo della città, della nostra relazione di umani con il mondo vegetale che ci circonda, ci ricordano il fallimento delle utopie del secolo passato, a maggior ragione ora››.
La mostra prosegue con la selezione di opere dal più recente Avant Que Nature Meure (2015-2024), mappatura on life delle orchidee spontanee che fioriscono a Roma in zone, talvolta di degrado, che costudiscono la biodiversità e con essa la metafora silenziosa della convivenza. In mostra oltre le sculture galvanoplastiche Segnasfalcio – prototipi per la realizzazione in materiali ecocompatibili di segnali per la regolazione delle tempistiche di sfalcio da inserire nel tessuto urbano – il video Matyò, antifavola della società patriarcale che relega il lavoro del popolo di donne, ricamatrici Matyò, alla preparazione del corredo nuziale. L’intervento dell’artista trasforma il ricamo tradizionale, scegliendo come soggetto una delle orchidee spontanee che sboccia nella città di Budapest, e realizzandolo sull’abito da lavoro delle scienziate, che quotidianamente si adoperano per preservare il corredo genetico della biodiversità.
A conclusione dell’iniziativa, nella primavera del 2026, si terrà Estranee, un laboratorio a carattere seminariale rivolto agli studenti, dedicato all’indagine della nozione di “autentico”. Il laboratorio sarà condotto dall’artista all’interno del giardino della Fondazione, nella sede di Via di Santa Cornelia nel Parco di Veio
#AgricolaCornelia #AlessandraPioselli #art #arte #AvantQueNatureMeure #CarlaSubrizi #DanielBorselli #FabioAttorre #FabioDeChirico #FondazioneBaruchello #GianfrancoBaruchello #MicheleCerrutiBut #mostra #OriettaBrombin #PsicoenciclopediaPossibile #RiccardoVenturi #SilviaCini #Sinantropico #SomniaVana #TerraComeTerra
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OpenTTD, il gestionale dei trasporti open source ispirato a Transport Tycoon Deluxe, raggiunge la versione 15.0 con una serie di novità che i fan aspettavano da tempo.
La più visibile riguarda la generazione delle mappe: le isole possono ora essere circondate da acqua infinita invece che dal vuoto, cambiando radicalmente l’aspetto e le possibilità di gioco. Per quanto riguarda le infrastrutture invece è finalmente possibile costruire ponti sopra stazioni e fermate, una limitazione storica che aveva sempre costretto a soluzioni creative. Arrivano anche i punti di passaggio per le strade e il posizionamento manuale degli edifici nelle città.
Il multiplayer cambia approccio: niente più password per le compagnie, ora i giocatori vengono invitati direttamente dall’host. Completano il quadro i grafici storici per monitorare il trasporto merci nel tempo e un’interfaccia generale riorganizzata.
FONTE openttd.org
An open source simulator based on the classic game Transport Tycoon Deluxe. It attempts to mimic the original game as closely as possible while extending it with new features.www.openttd.org
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Dreame ha annunciato l'ampliamento del proprio portafoglio dedicato alla Smart Home, con il lancio di nuovi modelli nelle linee di forni combinati a vapore, lavastoviglie e frigoriferi. Questi prodotti sottolineano l'evoluzione strategica di Dreame, da una singola categoria ad un ecosistema completo per la casa intelligente.
CES 2026: Roborock lancia il primo robot wheel-leg al mondo
Roborock sorprende al CES 2026 con il primo robot al mondo dotato di architettura wheel-leg, una soluzione innovativa che rivoluziona mobilità e pulizia domesticaTechpertuttiGuglielmo Sbano
Il forno combinato a vapore da incasso Dreame OZ60 Pro racchiude in un unico elettrodomestico tutte le funzionalità di una cucina professionale, integrando le funzioni vapore, convezione, frittura ad aria, preparazione del pane e yogurt in uno spazioso vano da 81 litri, sufficientemente ampia per la cottura di più piatti contemporaneamente.Forno combinato a vapore da incasso Dreame OZ60 Pro: è alimentato da un sistema a vapore da 1600 W
Ridefinisce la versatilità con un intervallo di temperatura compreso tra 30 °C e 260 °C ed è alimentato da un sistema a vapore da 1600 W che consente la cottura con vapore potenziato e la frittura ad aria con vapore. Per una maggiore precisione, la cottura con vapore combinato unisce cinque elementi riscaldanti con aria calda ad alta velocità e controllo PID in 10 modalità professionali, garantendo risultati perfetti, da croste croccanti a interni morbidi. La frittura ad aria con vapore riduce l'olio degli alimenti e li rende più sani. Altre 8 modalità ausiliarie coprono l'intero processo di cottura, dallo scongelamento alla lievitazione dell'impasto, rendendo la cucina degli alimenti un gioco da ragazzi.La pulizia del forno combinato a vapore da incasso Dreame OZ60 Pro è semplificata dall'interno smaltato
Le prestazioni elencate, tuttavia, non compromettono il livello di efficienza energetica che raggiunge una classe A++ (EED, 2012). La pulizia è semplificata dall'interno smaltato senza giunture e da una modalità di pulizia a vapore dedicata a 120 °C che scioglie lo sporco senza sforzo.
Vincitrice del prestigioso premio IFA 2025 Best in Home Appliances Award, la lavastoviglie DZ60 Pro ridefinisce la pulizia della cucina grazie alla sua ingegneria intelligente. Il suo cuore è l'innovativo sistema di lavaggio HydraFlow a 360°, che utilizza getti multistrato ad alta pressione, tra cui un braccio FlexWing Spray Arm le cui estremità possono ruotare fino a 25°, per affrontare anche i residui e il grasso più ostinati. Insieme a una zona di spruzzo intensivo dedicata dietro il FlexWing e all'acqua calda a 75 °C, la DZ60 Pro garantisce una pulizia accurata.La lavastoviglie DZ60 Pro ha vinto il prestigioso premio IFA 2025 Best in Home Appliances Award
Dopo il lavaggio, una funzione di apertura automatica della porta con ventilazione attiva rilascia l'umidità, integrata da una modalità opzionale di asciugatura ad aria calda. Sorprendentemente, l'elettrodomestico raggiunge un'efficienza energetica di classe A (EED, 2023) con un risparmio di circa 10 kWh ogni 100 cicli, edè in grado di mantenere le stoviglie asciutte e prive di odori fino a 15 giorni. Completamente integrata nell'ecosistema Dreame, la lavastoviglie può essere monitorata e controllata a distanza tramite l'app Dreame.L'app Dreame mantiene la connettività intelligente per il controllo remoto e il monitoraggio del funzionamento
Il modello DZ40 Pro mette a disposizione le caratteristiche premium fondamentali a un prezzo più accessibile. Essa condivide l'efficace sistema di lavaggio HydraFlow a 360° e il braccio irroratore FlexWing. Sono disponibili 2 modalità di asciugatura per adattarsi ai cambiamenti di umidità. Simile all'altro modello, la lavastoviglie raggiunge un'efficienza energetica di classe A (EED, 2023) e garantisce la conservazione delle stoviglie fino a 7 giorni. Tramite l'app Dreame, l'elettrodomestico mantiene la piena connettività intelligente per il controllo remoto e il monitoraggio del ciclo, rendendo la pulizia intelligente e potente senza sforzo.
Dreame reinventa lo spazio di conservazione con il frigorifero Mega Pro, un modello che combina un ingombro compatto (solo 0,4 m²) con una capienza spaziosa di 456 litri. Il suo isolamento in schiuma ultrasottile e il design a filo dei condotti dell'aria liberano il 20% in più di spazio utilizzabile all'interno, consentendo di riporre facilmente oggetti di grandi dimensioni. Il Mega Pro è dotato di una zona FreshFlex Multi-Mode che consente impostazioni precise della temperatura (4 °C, 2 °C, 1 °C e -1 °C) per conservare in modo ottimale un'ampia gamma di alimenti, dalla frutta e verdura ai latticini, ai prodotti delicati e alle carni pronte da cucinare.Il frigorifero Mega Pro conserva in modo ottimale un'ampia gamma di alimenti
Il Mega pro è inoltre supportato da un compressore inverter per il raffreddamento su richiesta. La funzione di purificazione AeroFresh incorpora un modulo a carboni attivi e una circolazione dell'aria costante per deodorare l'interno, mentre il sistema No Frost impedisce la formazione di brina all'interno, consentendo di gustare sempre cibi freschi. Elegante e versatile, Mega Pro è disponibile anche in un modello da 409 litri, che offre lo stesso design intelligente per soddisfare diverse esigenze di cucina e budget. Entrambi i modelli sono coperti da una garanzia completa di 2 anni, con il compressore coperto da una garanzia di 20 anni.
Amazfit Active Max: lo smartwatch per iniziare al meglio
Amazfit presenta Active Max, il nuovo smartwatch pensato per chi vuole iniziare (o migliorare) il proprio percorso fitness con semplicità e funzioni avanzateTechpertuttiGuglielmo Sbano
La nuova linea di prodotti sarà disponibile a partire dal 20 gennaio, con promozioni esclusive di lancio valide fino al 20 febbraio 2026. In particolare:
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Piccolo aggiornamento per Proton Pass, il gestore di password dell’ecosistema Proton. Con la versione 1.33.2, l’applicazione introduce il menu contestuale: ora basta un clic destro su una voce salvata per accedere rapidamente alle opzioni più usate.
Copiare email o password, modificare una voce, spostarla in un altro archivio, fissarla in cima alla lista o escluderla dal monitoraggio del dark web: tutte operazioni che prima richiedevano qualche passaggio in più e che ora sono a portata di clic. La novità è disponibile su web, applicazione desktop e estensioni per browser.
Want quicker access to options like copy, edit, and pin in Proton Pass? Our recent release (v 1.33.2) gives you just that. Get things done more efficiently with the ability to right click your entries on web, desktop, and browser extensions.[image or embed]
— Proton (@proton.me) 6 gennaio 2026 alle ore 17:48
Una piccola miglioria che rende l’uso quotidiano più fluido se si utilizza l’applicazione decine di volte al giorno.
Experience true online privacy. Protect your data with Proton for free for the next 14 days.pr.tn
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Il primo aggiornamento del 2026 per Telegram porta con sé una funzione ormai diffusa ovunque: i riassunti generati dall’intelligenza artificiale.
I post lunghi nei canali possono ora essere riassunti automaticamente, e lo stesso vale per le pagine con Apertura rapida. L’aspetto interessante è l’infrastruttura scelta: invece di appoggiarsi ai soliti servizi cloud, Telegram ha optato per Cocoon, una rete decentralizzata basata su modelli open source.
In pratica le richieste vengono crittografate e distribuite su una rete di nodi invece di passare da un server centrale. L’obiettivo dichiarato è proteggere i dati degli utenti, anche se come sempre bisognerà vedere l’implementazione concreta nel tempo.
L’aggiornamento porta anche il supporto completo all’interfaccia “Liquid Glass” su iPhone e iPad, con elementi trasparenti ed effetti di rifrazione sparsi per tutta l’app. Chi preferisce la sostanza alla forma (o vuole risparmiare batteria) può ridurre questi effetti dalle impostazioni di risparmio energetico.
Telegram ha anche colto l’occasione per un piccolo bilancio: nel 2025 l’app ha ricevuto 13 aggiornamenti principali con oltre 75 nuove funzioni. Una media di un aggiornamento ogni 26 giorni.
FONTE telegram.org
Cocoon connects GPU power, AI, and Telegram’s vast ecosystem – all built on privacy and blockchain.Cocoon
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a cura di Marco Scotini
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#art #arte #Balestrini #FritteliArteContemporanea #MarcoScotini #NanniBalestrini
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È uscita la versione 0.52 di Phosh, l’ambiente grafico pensato per smartphone e tablet basati su Linux come il PinePhone e il Librem 5. Il progetto continua a crescere e questa release porta con sé alcune novità pratiche per l’uso quotidiano.
La funzionalità più utile di questo aggiornamento riguarda l’hotspot Wi-Fi: ora basta un tocco per mostrare un codice QR con tutti i dettagli della connessione. Chi deve collegare un altro dispositivo può semplicemente inquadrare il codice invece di digitare la password a mano, un’accortezza che ormai diamo per scontata su Android ma che su Phosh mancava.
Altra aggiunta gradita: dalla schermata di blocco si può regolare la luminosità dello schermo con una gesture, senza dover sbloccare il telefono.
Sul fronte tecnico, il portale per gli sfondi è stato riscritto in Rust, uniformando tutti i portali rivolti all’utente allo stesso linguaggio. La libreria gmobile ora gestisce correttamente schermi con angoli arrotondati diversi tra loro, mentre sono stati risolti un paio di fastidiosi problemi con la tastiera virtuale: un ritardo nell’apertura e un bug nella pre-modifica del testo che causava comportamenti anomali passando da un campo all’altro.
FONTE phosh.mobi
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E anche il secondo tema di Animal Crossing: New Horizons su Tetris 99 è stato ottenuto!
Continua su Telegram ➡️ Vai al post
news.creeperiano99.it/2026/01/…
E anche il secondo tema di Animal Crossing: New Horizons su Tetris 99 è stato ottenuto! #Tetris99 Continua su Telegram ➡️ Vai al postNews Zone - Creeperiano99
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Icecast è un server open source sviluppato da Xiph.Org (gli stessi di FLAC e del codec Opus) che permette di trasmettere audio e video in streaming. È uno degli strumenti più usati da chi gestisce web radio o dirette audio, ed è in circolazione da oltre vent’anni.
La versione 2.5.0 porta un’interfaccia web rinnovata con una modalità scura sperimentale. Sul fronte tecnico, gli eventi relativi alle sorgenti audio ora riportano anche il conteggio degli ascoltatori, ed è stato aggiunto il supporto per gli header X-Forwarded-For, utile per chi usa il server dietro un proxy. Migliorata anche la gestione dei client TLS sotto carico elevato.
Nessuna correzione di sicurezza in questa release.
FONTE icecast.org
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Da Scicli, la straordinaria 3I/ATLAS: la terza cometa interstellare mai scoperta. Con un'eccentricità record, è un fossile antico quasi quanto il cosmo.EduINAF
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Il browser Brave ha rilasciato un aggiornamento importante per il suo sistema di blocco pubblicità integrato: il consumo di memoria è stato ridotto del 75%, con un risparmio di circa 45 MB su tutte le piattaforme: desktop, Android e iOS.
Il risultato arriva dopo mesi di lavoro sul motore adblock-rust, riscritto per utilizzare FlatBuffers, un formato di archiviazione più compatto. Le circa 100.000 regole di filtraggio caricate di default ora occupano molto meno spazio in memoria, con benefici concreti soprattutto su dispositivi mobili e computer non recentissimi.
A differenza di Chrome e altri browser basati su Chromium, dove il blocco pubblicità dipende da estensioni esterne, Brave integra questa funzionalità direttamente nel codice del browser. Questo significa due cose: da un lato permette ottimizzazioni profonde come questa, impossibili per un’estensione vincolata dalle API del browser; dall’altro rende il blocco immune alle restrizioni di Manifest V3, il nuovo standard di Google che sta limitando le capacità di estensioni come uBlock Origin.
Le novità sono disponibili dalla versione 1.85, con ulteriori miglioramenti in arrivo nella 1.86.
FONTE brave.com
Brave's Rust-based adblock engine. Contribute to brave/adblock-rust development by creating an account on GitHub.GitHub
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Si vanno moltiplicando le iniziative relative al referendum – che si svolgerà in primavera – sulla separazione delle carriere dei magistrati.
Come sappiamo, il Disegno di legge di revisione costituzionale, presentato dalla presidente Meloni e dal ministro Nordio, è stato approvato il 30 ottobre 2025, ma senza la maggioranza dei due terzi del Parlamento, requisito perché le leggi di […]
Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/09/refe…
#consiglioSuperioreDellaMagistratura #magistratura #Procura #Referendum #separazioneDelleCarriere #Volerelaluna
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#affermazioneAnteriore #Derrida #domanda #heidegger #JacquesDerrida #presenza #scrittura #traccia #tracciare
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Carlo Sini, Filosofia e memoria. La vita come scrittura (il Saggiatore, 2025): ilsaggiatore.com/libro/filosof…
#CarloSini #CentroScritture #filosofia #filosofiaEMemoria #FilosofiaEMemoriaLaVitaComeScrittura #FlorindaCambria #IlSaggiatore #memoria #scrittura #TommasoDiDio #ValerioMassaroni
Per il ciclo "Contesti" presentazione del libro "Filosofia e memoria. La vita come scrittura" di Carlo Sini (Il Saggiatore, 2025) in diretta YouTube sul cana...YouTube
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Se usate estensioni del browser per accedere ai chatbot come ChatGPT o DeepSeek, fate attenzione: i ricercatori di OX Security hanno scoperto due componenti aggiuntivi malevoli che rubavano le conversazioni degli utenti e le inviavano a server esterni.
Le estensioni incriminate si chiamano “Chat GPT for Chrome with GPT-5, Claude Sonnet & DeepSeek AI” e “AI Sidebar with Deepseek, ChatGPT, Claude, and more“, e insieme contano circa 900.000 installazioni. Entrambe imitavano un’estensione legittima e, come riporta The Hacker News, al momento della scoperta erano ancora disponibili sul Chrome Web Store (la prima aveva persino il badge “In primo piano” di Google).
Una volta installate, le estensioni chiedevano il consenso per raccogliere “dati anonimi” per migliorare l’esperienza. In realtà, ogni 30 minuti inviavano a server controllati dagli attaccanti il contenuto completo delle conversazioni con ChatGPT e DeepSeek, insieme agli URL di tutte le schede aperte nel browser.
Il rischio non è da sottovalutare: chi usa questi chatbot per lavoro potrebbe aver condiviso informazioni riservate, dati aziendali, strategie, codice sorgente. Materiale che ora potrebbe finire in vendita nei forum underground o essere usato per attacchi mirati.
La scoperta si inserisce in un fenomeno più ampio che i ricercatori hanno battezzato “Prompt Poaching”: sempre più estensioni raccolgono le conversazioni con i chatbot. Alcune lo fanno in modo malevolo, altre in modo tecnicamente legale ma poco trasparente. Tra queste ultime ci sarebbero anche Similarweb e Stayfocusd, che hanno aggiornato le loro policy per includere esplicitamente la raccolta di questo tipo di dati.
Il consiglio è sempre lo stesso: installate solo estensioni di cui avete realmente bisogno e verificate sempre i permessi richiesti!
FONTE ox.security
FONTE thehackernews.com
Security researchers found two Chrome extensions with 900,000 installs secretly collecting ChatGPT and DeepSeek chats and browsing data.The Hacker News
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Che si tratti di un’impronta digitale per sbloccare lo smartphone o del riconoscimento facciale per accedere a un servizio, l’autenticazione biometrica è diventata sinonimo di comodità e sicurezza avanzata. Il suo fondamento è semplice: ognuno è la propria password. Questa unicità biologica è difficile da replicare, eliminando di fatto la necessità di password complesse e offrendo una solida prova di identità nelle transazioni digitali. Tuttavia, la stessa caratteristica che rende i dati biometrici così sicuri è anche la fonte della loro più grande vulnerabilità. A differenza di una password tradizionale, infatti, i tratti biometrici non possono essere reimpostati e una volta compromessi lo saranno per sempre. Il vero rischio, quindi, non risiede negli algoritmi di riconoscimento, che sono diventati incredibilmente precisi, ma nell’ecosistema che li circonda: il modo in cui i dati vengono acquisiti, archiviati e condivisi. Con l'aiuto di Patrick Joyce di Proofpoint, cerchiamo insieme di capire quali possono essere le conseguenze di una compromissione e le azioni per prevenirla.Quando viene rubata un’impronta digitale la compromissione è irreversibile
Quando un hacker ruba una password, la soluzione è semplice: modificarla. Ma cosa succede quando viene rubata un’impronta digitale o una scansione facciale? Questa compromissione è irreversibile; i dati biometrici sono permanenti e, una volta esposti, possono essere riutilizzati all’infinito. Gli attaccanti possono sfruttarli per aggirare i controlli di autenticazione, creare “deepfake” convincenti per frodi o campagne di disinformazione, o combinarli con altri dati personali per costruire identità sintetiche. Il pericolo non è solo il furto di identità, ma la perdita di controllo a lungo termine su come la propria immagine e identità vengono utilizzate.
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Gli attaccanti possono sfruttare i dati biometrici rubati per aggirare i controlli di autenticazione, creare “deepfake” convincenti per frodi o campagne di disinformazione, o combinarli con altri dati personali per costruire identità sintetiche.
Gli incidenti di alto profilo registrati in passato dovrebbero servire da campanello d’allarme, sottolinea Joyce: la violazione di Biostar 2 nel 2019 ha esposto oltre un milione di record di impronte digitali e volti a causa di una scarsa sicurezza del database. Anni prima, la violazione dell’U.S. Office of Personnel Management (OPM) ha portato alla fuga delle impronte digitali di milioni di dipendenti federali statunitensi. In entrambi i casi, il motivo principale non era una tecnologia biometrica difettosa, ma una cattiva igiene di sicurezza nei sistemi che archiviano questi dati critici. Ciò dimostra che anche la tecnologia più avanzata è vulnerabile se l’infrastruttura che la supporta non è adeguatamente protetta. Qualsiasi database centralizzato di dati biometrici, specialmente se su larga scala, può diventare un bersaglio di altissimo valore e un potenziale singolo punto di fallimento.Photo by Zulfugar Karimov / Unsplash
Una protezione efficace dei dati biometrici non si affida a un’unica soluzione, ma a una strategia di difesa multi-livello e incentrata sulle persone. Le aziende, continua Joyce, dovrebbero andare oltre la semplice implementazione della tecnologia e costruire un framework di sicurezza resiliente. I principi fondamentali, secondo Proofpoint, includono:
In realtà, la regola più importante è che i dati biometrici non dovrebbero mai essere l’unico fattore di autenticazione.L’autenticazione biometrica è uno strumento potente, ma non può essere considerata uno strumento universale
Crediamo in un approccio alla sicurezza basato sul rischio, che integri l’autenticazione biometrica all’interno di una strategia più estesa. Abbinando i dati biometrici ad altri fattori di autenticazione, è possibile implementare policy di accesso basate sul rischio, richiedendo verifiche aggiuntive solo per transazioni sensibili o attività ad alto rischio. Questa difesa a più livelli garantisce barriere aggiuntive per proteggere gli asset critici, nel caso della compromissione di un singolo fattore. In sostanza, l’autenticazione biometrica è uno strumento potente, ma non può essere considerata uno strumento universale. La sua adozione deve essere accompagnata da una profonda comprensione dei suoi rischi unici e da un impegno a proteggere l’intero ecosistema di dati. In un panorama di minacce in continua evoluzione, la vera resilienza non deriva più da una singola tecnologia, ma da una strategia di sicurezza olistica e incentrata sulle persone, che protegga in modo efficace le identità nel mondo digitale.
See 5,098 of the best free to download photos, images, and wallpapers by Zulfugar Karimov on Unsplash.Zulfugar Karimov (unsplash.com)
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Se usate Gmail per raccogliere la posta da altri indirizzi email, c’è una brutta notizia: Google sta per eliminare questa funzione. Da gennaio 2026, come riporta The Register, non sarà più possibile importare automaticamente i messaggi da account esterni tramite protocollo POP3.
La comunicazione di Google è stata tutt’altro che chiara, niente annunci ufficiali, solo una nota di supporto dal titolo vago che parla di “cambiamenti in arrivo”. In pratica, due funzioni verranno ritirate: Gmailify (che applicava filtri antispam e organizzazione anche agli account esterni) e la raccolta automatica della posta da altri provider.
Google non ha fornito spiegazioni ufficiali. Il POP3 è un protocollo datato e probabilmente poco utilizzato rispetto a soluzioni più moderne, il che potrebbe aver reso la funzione poco conveniente da mantenere. Ma senza comunicazioni chiare da parte dell’azienda, restiamo nel campo delle ipotesi.
Qualunque sia il motivo, chi si è abituato a gestire tutto da Gmail dovrà trovare un’alternativa.
La soluzione più immediata è passare a un programma di posta tradizionale. Thunderbird è gratuito, funziona su Windows, macOS e Linux, e gestisce senza problemi account multipli. Non è la soluzione più moderna del mondo, ma fa il suo lavoro.
Se cercate un servizio web che replichi la stessa funzionalità, Fastmail potrebbe essere l’opzione più adatta: dovrebbe permettere di raccogliere automaticamente la posta da altri account esterni, in modo simile a quanto faceva Gmail.
Per chi invece preferisce cogliere l’occasione per cambiare completamente approccio alla posta elettronica, ci sono alternative interessanti. Proton Mail e Infomaniak Mail sono entrambi basati in Svizzera e puntano su privacy e protezione dei dati, offrono strumenti per importare le email esistenti da altri provider, anche se potrebbero non supportare la raccolta automatica continua tramite POP3 o IMAP. Proton Mail include sicuramente la possibilità di ricevere e scaricare automaticamente le mail da uno o più account Gmail (e solo Gmail). È una caratteristica chiamata Easy Switch.
Startmail propone un buon compromesso tra semplicità e sicurezza, con crittografia integrata e dominio personalizzato nei piani a pagamento ma non sembra includere la possibilità di gestire altri account tramite POP3 o IMAP.
Tutti questi servizi offrono periodi di prova o sconti per i nuovi utenti, può essere il momento giusto per valutare un cambiamento!
FONTE theregister.com
: It's January 2026, and Google is finding innovative new ways to make one of its services worseLiam Proven (The Register)
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A nove mesi dalla versione precedente, Manjaro rilascia la 26.0 “Anh-Linh” con alcune novità di peso. La più significativa è il passaggio a Wayland come sessione predefinita sia per GNOME 49 che per KDE Plasma 6.5, un cambiamento che migliora prestazioni grafiche e sicurezza, anche se chi dipende ancora da X11 o usa hardware datato farà bene a consultare i problemi noti prima di aggiornare.
La distribuzione basata su Arch arriva con il kernel Linux 6.18, mantenendo comunque il supporto per le versioni LTS 6.12 e 6.6. Sul fronte desktop, GNOME 49 porta un’interfaccia rinnovata e il supporto agli sfondi HDR, mentre Plasma 6.5 introduce un server RDP integrato e una gestione migliorata dei permessi Flatpak. Per chi preferisce restare su X11, l’edizione XFCE con la versione 4.20 rimane l’opzione consigliata.
Completano il pacchetto i driver NVIDIA 590, Mesa 25.3, la prima versione stabile di COSMIC Desktop e gli aggiornamenti di Firefox, LibreOffice e vari componenti audio.
FONTE forum.manjaro.org
Manjaro 26.0 Since we released Zetar in April 2025 we worked hard to get the next release of Manjaro out there. We call it Anh-Linh. The GNOME edition has received several updates to Gnome 49 series.Manjaro Linux Forum
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per una ricostruzione (sempre in fieri) dell’attività degli spazi
blogspot di materiali sperimentali – specie a partire dal 2005
ho appena aggiornato la “carta d’identità in link” con gli indirizzi tutt’ora attivi dei vari blog che su blogspot, a partire soprattutto dal 2005 (ma in alcuni casi anche da prima, pur se su altre piattaforme), ho inventato o semplicemente contribuito a strutturare e far vivere – e che hanno visto insieme a me un gruppo folto di autrici e autori pubblicare [o essere ospitati con] materiali asemici, verbovisivi, glitch, scritture sperimentali, video, audio, immagini e centinaia anzi migliaia di altre strane robe. (chiaramente quelli non citati in calce si trovano nella carta a cui accennavo).
ricordo qui solo alcuni nomi di collaboratori, ospiti, amici, redattori: Bill Allegrezza, Reed Altemus, Daniele Bellomi, Cara Benson, Gherardo Bortolotti, Anne Boyer, Alessandro Broggi, Roberto Cavallera, Riccardo Cavallo, Cecelia Chapman, David-Baptiste Chirot, Crashtest, Jeff Crouch (che devo soprattutto ringraziare per il grande lavoro di ristrutturazione/hosting di molti blog, dal 2015 in poi), Rachel Defay-Liautard, Alessandro De Francesco, Michelle Detorie, Bill DiMichele, Linh Dinh, Greg Evason, Raymond Farr, Peter Ganick, Susana Gardner, Tim Gaze, Angela Genusa, K. Lorraine Graham, Mariangela Guatteri, Patrick Gulke, Carrie Hunter, Andrea Inglese, Michael Jacobson, Jukka-Pekka Kervinen, Karri Kokko, Drew Kunz, Jim Leftwich, Jon Leon, Antonio Loreto, Michele Marinelli, Giulio Marzaioli, Manuel Micaletto, Sheila Murphy, Yu Nan, Ross Priddle, Lanny Quarles, Carmen Racovitza, Andrea Raos, Giorgia Romagnoli, Joe Ross, Eric K. Zepka _ E-doppelganger, Massimo Sannelli, Jennifer Scappettone, Ed Schenk, Spencer Selby, Matina L. Stamatakis, Harry K. Stammer, Miron Tee, Ton van ‘t Hof, Cecil Touchon, Lubomyr Tymkiv, Dirk Vekemans, Luca Venitucci, Elisabeth Workman, Michele Zaffarano, Luca Zanini.
Gli spazi:
blog di materiali asemici su blogspot:
asemicnet.blogspot.com || asemic-net.blogspot.com
blog di materiali sperimentali, testuali e verbovisivi, su blogspot:
nothingandinsight.blogspot.com || https://exp–net.blogspot.com || eexxiitt.blogspot.com || eeexxxiiittt.blogspot.com || the-flux-i-share.blogspot.com || transcriptionesredux.blogspot.… || wee-image.blogspot.com || ex-ix-tere.blogspot.com
archivi su blogspot:
vispostock (2006-2007) vispostock.blogspot.com/
installance (2010-2015) installance.blogspot.com/
du-champ
[events from the field of the avant- / événements du champ de l’avant- / eventi dal campo dell’avan-]
(dal 2010 il maggior aggregatore di spazi sperimentali in rete):
du-champ.blogspot.com/
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OpenAI ha annunciato ChatGPT Health, una sezione dedicata del chatbot per domande su salute e benessere. La novità: si potranno collegare cartelle cliniche, referti medici, app di fitness e dispositivi indossabili per ottenere risposte “personalizzate”.
ChatGPT Health è uno spazio separato all’interno dell’app. Le conversazioni restano isolate dal resto e, a detta di OpenAI, non vengono usate per addestrare i modelli. Tra le app collegabili ci sono Apple Health, MyFitnessPal e Peloton. Negli Stati Uniti è possibile anche integrare le proprie cartelle cliniche elettroniche.
OpenAI dichiara che oltre 230 milioni di persone fanno già domande sulla salute ogni settimana. Invece di scoraggiare questa pratica, l’azienda ha deciso di cavalcarla chiedendo agli utenti di consegnare dati ancora più sensibili.
Tuttavia caricare referti medici, analisi del sangue e dati biometrici su un chatbot comporta rischi non banali. OpenAI non descrive il servizio come conforme agli standard HIPAA (la normativa USA sulla privacy sanitaria). E nei propri termini di servizio specifica che ChatGPT “non è destinato all’uso nella diagnosi o nel trattamento di condizioni mediche”, un disclaimer che suona quantomeno contraddittorio quando ti invitano a collegare le tue cartelle cliniche.
C’è poi la questione dell’autodiagnosi. Un chatbot che ti “aiuta a capire i risultati delle analisi” rischia di alimentare comportamenti potenzialmente dannosi: interpretazioni sbagliate, ansia ingiustificata, o peggio, la tentazione di saltare il medico perché “me l’ha già detto ChatGPT”. Il confine tra informazione e consiglio medico è sottile, e un modello linguistico non è esattamente lo strumento più affidabile per navigarlo.
Per ora ChatGPT Health è disponibile solo tramite lista d’attesa negli Stati Uniti. L’Europa è esclusa dal lancio iniziale e forse non è una cattiva notizia.
FONTE openai.com
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amazons of the avant-garde : exhibition catalogue edited by alexandra exter, john bowlt, matthew e. drutt
compostxt.blogspot.com/2025/12…
el lissitzky – hans arp : die kunstismen 1914-1924
compostxt.blogspot.com/2025/12…
candace hicks
compostxt.blogspot.com/2025/12…
mmds
compostxt.blogspot.com/2025/12…
pablo picasso : calligraphie, 1938
compostxt.blogspot.com/2026/01…
stati -strati -loop / luca zanini. 2025
compostxt.blogspot.com/2026/01…
#ArchiveOrg #archivi #archivio #art #arte #compostxt #elenco #index #indice #link #lista #RobertoCavallera #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca
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Alienware è tornata al CES con una missione ben precisa: ampliare i confini delle possibilità nel mondo dei PC gaming. Con questo presupposto, ha svelato nuove tecnologie per display di fascia alta, raggiungendo i nuovi livelli prestazionali prestazionali tanto richiesti dalla sua Community. Dai laptop, che combinano potenza e un'esperienza visiva coinvolgente in qualsiasi ambiente ai desktop che integrano le più recenti innovazioni nel silicio, la linea CES 2026 si basa su un'ampia innovazione, guidata dal feedback della community più fedele.
Samsung Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K
Samsung amplia la gamma Odyssey con monitor gaming di nuova generazione: debutta il primo display 3D 6K al mondo e pannelli ad altissima risoluzioneTechpertuttiGuglielmo Sbano
Sulla scia del successo della linea di monitor QD-OLED presentata al CES 2025, Alienware ha voluto confermare la propria leadership nel mercato OLED estendendo la tecnologia anche alla famiglia dei propri laptop. All’interno della gamma da 16 pollici, infatti, troviamo Alienware 16 Area-51 e Alienware 16X Aurora sono i primi dispositivi portatili da gioco dotati di pannelli OLED antiriflesso di alta qualità, che riducono la lucentezza del 32%, attenuano riverbero e riflessi e minimizzano le fastidiose impronte digitali.Alienware 16X Aurora
Questi pannelli risolvono uno dei punti critici più comuni che i giocatori devono affrontare con gli OLED, ovvero l’abbagliamento e i riflessi in ambienti luminosi; in aggiunta, presentano le seguenti caratteristiche:
Alienware 18 Area-51
Oltre agli innovativi pannelli OLED sui form factor da 16 pollici, il laptop da gioco Alienware 18 Area-51 si aggiunge alla gamma con un importante miglioramento delle prestazioni: infatti, tutti e tre i notebook (16X Aurora, 16 Area-51, 18 Area-51) sono ora dotati di nuovi processori Intel Core Ultra 200HX e GPU NVIDIA GeForce RTX serie 50, innalzando ulteriormente il livello delle prestazioni.Area-51 Gaming Desktop
Area-51 Gaming Desktop è il pezzo forte di Alienware: un telaio full-tower da 80 litri progettato per gli appassionati che richiedono la massima potenza e un’elevata espandibilità per futuri aggiornamenti. Gli ingegneri hanno lavorato su anni di feedback della community per creare una piattaforma sottoposta a test rigorosi e progettata per il futuro, con piena compatibilità ATX.
Withings: ecosistema smart per il fitness nel nuovo anno
Con l’ecosistema Withings è più semplice iniziare l’anno in forma: dispositivi smart, app integrata e monitoraggio avanzato per fitness e salute quotidianaTechpertuttiGuglielmo Sbano
Alienware ha lavorato alacremente con AMD per portare i suoi migliori processori sulla piattaforma Area-51. Nel primo trimestre del 2026 verrà fatto un ulteriore passo avanti, configurando il desktop di punta con l'attesissimo processore Ryzen 7 9850X3D e la tecnologia 3D V-Cache. Questo aggiornamento consentirà ai gamer che desiderano il massimo di continuare ad avere la possibilità di conquistare qualsiasi nuovo titolo AAA con le impostazioni più elevate per gli anni a venire.
Entro la fine dell'anno la famiglia di laptop raddoppierà in ampiezza per raggiungere un numero ancora maggiore di gamer, senza sacrificare la qualità che da sempre caratterizza Alienware. Per prima cosa, il nuovissimo gaming laptop ultrasottile (circa 17 mm di spessore), che unisce prestazioni elevate a una elevata mobilità. Disponibile nelle varianti da 14 e 16 pollici, questo modello è pensato per offrire il miglior equilibrio tra prestazioni di gioco, progetti creativi e portabilità.Alienware Ultra-Slim & Entry-Level
Per aprire le porte a un pubblico più ampio, verrà introdotto un laptop entry-level, progettato con attenzione e senza compromessi sugli elementi essenziali. Questo sistema offre prestazioni di gioco elevate, in un design pulito, al prezzo più accessibile finora proposto. Pur non collocandosi allo stesso livello del modello di punta Area‑51, è comunque realizzato secondo gli standard Alienware, senza scendere a compromessi sugli aspetti più importanti, come qualità costruttiva, gestione termica e prestazioni.
Tutti i modelli presentati da Alienware saranno disponibili entro primo trimestre 2026. I prezzi saranno comunicati successivamente, a ridosso dell'arrivo sul mercato.
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OpenMediaVault, il sistema operativo per trasformare un PC in un NAS casalingo, arriva alla versione 8 (nome in codice “Synchrony”).
La novità principale è il passaggio a Debian 13 Trixie come base, che porta con sé software più aggiornato e varie correzioni. Attenzione però: da questa versione sono supportate solo le architetture AMD64 e ARM64, tagliando fuori l’hardware più datato.
Tra le altre novità, il supporto all’autenticazione WPA3 per le connessioni wireless e miglioramenti alle prestazioni delle risposte API.
Chi usa già OMV7 può aggiornare tramite il comando omv-release-upgrade.
FONTE openmediavault.org
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OGGI, giovedì 8 gennaio, alle 18:30, in diretta sul canale youtube del CentroScritture, si tiene un incontro con uno dei maggiori filosofi italiani del Novecento, Carlo Sini, in occasione dell’uscita del suo libro più recente, Filosofia e memoria. La vita come scrittura (il Saggiatore, 2025). A dialogare con lui saranno Florinda Cambria e Tommaso Di Dio, con il coordinamento di Valerio Massaroni.
Informazioni a questo link.
La diretta youtube al link seguente:
Carlo Sini, “Filosofia e memoria. La vita come scrittura” –> Link alla diretta (oppure qui su slowforward, dalle 18:30).
Scheda del libro: ilsaggiatore.com/libro/filosof…
#CarloSini #CentroScritture #filosofia #filosofiaEMemoria #FilosofiaEMemoriaLaVitaComeScrittura #FlorindaCambria #IlSaggiatore #memoria #scrittura #TommasoDiDio #ValerioMassaroni
Per il ciclo "Contesti" presentazione del libro "Filosofia e memoria. La vita come scrittura" di Carlo Sini (Il Saggiatore, 2025) in diretta YouTube sul canale del CentroScritture.CentroScritture
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LE INIZIATIVE PER IL DECENNALE DEL PREMIO ZAVATTINI
Una rassegna completa dei corti vincitori realizzati da giovani filmmaker under 35 ed una tavola rotonda celebrano dieci anni di riuso creativo del cinema d’archivio
Dal 13 al 15 gennaio 2026
Rassegna
18:00 – 22:30
Cinema Azzurro Scipioni
Via degli Scipioni 82 – Roma
Sabato 17 gennaio 2026
Tavola rotonda
15:00 – 19:30
AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma
In occasione del decennale di UnArchive/Premio Cesare Zavattini, promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) e dedicato alla realizzazione di cortometraggi basati sul riuso creativo del cinema d’archivio, un denso programma di iniziative celebra e ripercorre dieci anni di cinema giovane, sperimentale e libero, che ha saputo ridare nuova vita al patrimonio filmico degli archivi attraverso sguardi contemporanei e sorprendenti. Un’occasione per condividere il senso profondo del riuso creativo e per mettere in dialogo le opere, gli autori e le autrici che hanno reso questo Premio un’esperienza unica nel panorama documentario e sperimentale italiano.
Tre giornate di proiezioni con ingresso gratuito, dal 13 al 15 gennaio 2026, a partire dalle ore 18 presso il Cinema Azzurro Scipioni (Via degli Scipioni 82, Roma) offriranno l’opportunità di vedere o rivedere i cortometraggi vincitori o destinatari di menzioni speciali, realizzati in questi anni grazie al Premio, con una sezione speciale dedicata ai corti di Memory Ciak, opere di tre minuti nate dalla collaborazione tra Fondazione AAMOD, Premio Zavattini e BookCiak, Azione!. Tutti i film saranno presentati dalle autrici e dagli autori.
Sabato 17 gennaio, dalle 15.00 alle 19.30, presso la sede della Fondazione AAMOD (Via Ostiense 106, Roma), si terrà la tavola rotonda Il senso degli archivi negli sguardi di una generazione di filmmaker, articolata in tre momenti tematici: il primo, intitolato Racconti che non c’erano, sarà dedicato ai corti che, partendo dall’archivio, hanno creato dimensioni narrative che prescindono totalmente dal valore documentale del materiale utilizzato; il secondo, Negli spazi privati, alle rivisitazioni dei materiali di famiglia; il terzo, Riletture, al riuso del materiale d’archivio per rivisitare figure o eventi di carattere pubblico o storico. Dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Vita(Presidente della Fondazione AAMOD), Enrico Bufalini(Direttore di Archivio Luce Cinecittà), Paolo Simoni(Direttore della Fondazione Home Movies), e l’introduzione diAurora Palandrani e Antonio Medici (Coordinatrice e Direttore del Premio Zavattini), interverranno nei diversi panel: Laura Delli Colli (Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani), Ilaria Fraioli (montatrice) e Luca Ricciardi (producer e membro del coordinamento dell’AAMOD), in rappresentanza delle Giurie del Premio; Wilma Labate (regista), Erika Manoni (montatrice), Giuseppe D’Amato (montatore del suono), in rappresentanza dei docenti del Workshop del Premio; Beatrice Baldacci, Riccardo Bolo, Davide Crudetti, Maria Iovine, Gaia Siria Meloni e Lorenzo Spinelli, in rappresentanza dei giovani filmmaker che hanno partecipato e vinto le diverse edizioni dello Zavattini, realizzando i propri progetti di cortometraggio. I tre panel saranno moderati da Luca Onorati (montatore e regista), Giovanni Piperno (regista e direttore della fotografia) eChiara Ronchini, che in veste di tutor hanno seguito negli ultimi anni lo sviluppo dei progetti selezionati dalle Giurie per il Workshop.
La tavola rotonda si concluderà con un brindisi e una festa aperti a tutte e tutti i partecipanti.
cliccare per ingrandire
“Con questa iniziativa – ha dichiarato il direttore Antonio Medici – ci interessa aprire un confronto sul peculiare punto di vista, sulle estetiche e sulle tematiche di una generazione di filmmaker under 35, che nel corso di questo decennio si è confrontata con l’archivio e il suo riuso nell’ambito del Premio Zavattini. Un’iniziativa che è stata in grado di anticipare in Italia e sintonizzarsi con le tendenze più originali del cinema contemporaneo internazionale, in cui autori riconosciuti e premiati nei più importanti festival hanno utilizzato in modo originale o sperimentale il cinema d’archivio”.
La rassegna cinematografica
Da martedì 13 a giovedì 15 gennaio (dalle 18.00 alle 22.30), presso il Cinema Azzurro Scipioni (Via degli Scipioni 82, Roma), sarà possibile assistere gratuitamente alla rassegna dei corti vincitori delle varie edizioni del Premio, opere che hanno avuto ampia circolazione in festival nazionali e internazionali. Ogni proiezione sarà introdotta dalle autrici e dagli autori, in un dialogo diretto con il pubblico.
La serata di martedì 13 si aprirà con Blue screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo, cui seguiranno Massimino di Pierfrancesco Li Donni, Fuori programma di Carla Oppo, Dimenticata militanza di Patrizio Partino, In Her Shoes di Maria Iovine, Mirabilia Urbis di Milo Adami, Then & Now di Giulia Tata e Antonino Torrisi, Anche gli uomini hanno fame di Andrea Settembrini, Francesco Lorusso e Gabriele Licchelli, Domani chissà forse di Chiara Rigione e Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci.
Mercoledì 14 sarà la volta di Il mare che non muore di Caterina Biasiucci, Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti, L’angelo della storia di Lorenzo Conte e Het di Santiago Torresagasti. A seguire, una sezione speciale sarà dedicata ai cortometraggi vincitori di Memory Ciak, sezione di BookCiak, Azione!, con i titoli: Per tutti i giorni della tua vita di Marta Sappa e Marco Marasca, Frammenti di Mauro Armenante e Chiara Capobianco, Il periodo di Giulia Di Maggio, Ambra Lupini e Sara Maffi, Presente dilatato di Riccardo Malleo, Ho sognato che a Milano c’era il mare di Mattia De Gennaro e Tentativi d’analisi di Piero Bonaccio. Chiuderanno la serata Heimat di Giovanni Montagnana, Sbagliando s’inventa di Alice Sagrati, Comunisti di Davide Crudetti e Seize the time 2020 di Marco Scola Di Mambro.
La rassegna si concluderà giovedì 15 con la proiezione di Era una casa molto carina… di Sara Parentini, Piccolo Golem di Viola Giulia Milocco e Federica Quaini, Un respiro parziale ma intero di Lorenzo Spinelli, Radio Perla del Tirreno di Noemi Arfuso e La selección de Chile di Giulio Pacini. La seconda parte della serata presenterà Ma-tri-mò-nio di Gaia Siria Meloni, Forza e Coraggio di Francesco Bovara e Giovanni Merlini, Riccardo I di Federica Cozzio, La figura umana di Giulia Claudia Massacci e, infine, Il tempo negato di Maurizio Dall’Acqua.
Il Premio Cesare Zavattini
Il Premio Cesare Zavattini è promosso dalla Fondazione AAMOD nell’ambito del progetto UnArchive, con il sostegno di Cinecittà S.p.A. – Archivio Storico Luce e di Nuovo Imaie, e in collaborazione con Home Movies, Cineteca Sarda, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Archivio delle Memorie Migranti, Bookciak Azione!, Deriva Film, OfficinaVisioni, Archivio Cinema del Reale, UCCA e FICC. Media partner: Radio Radicale e Diari di Cineclub.
Rivolto a giovani filmmaker tra i 18 e i 35 anni, italiani e stranieri, la Giuria professionale del Premio seleziona ogni anno, tramite bando pubblico, progetti di cortometraggi documentari e sperimentali che prevedano il riuso creativo di materiali d’archivio. Gli autori e le autrici selezionati partecipano a un Workshop di formazione e sviluppo tra settembre e dicembre, al termine del quale la stessa Giuria sceglie i tre progetti vincitori che ricevono un contributo alla produzione, servizi gratuiti di supporto e un riconoscimento di duemila euro per ogni progetto.
Nel nome di Cesare Zavattini, instancabile promotore di un cinema libero e profondamente connesso con il reale, nonché primo presidente dell’AAMOD, il Premio intende stimolare nuove forme di narrazione e sperimentazione, senza vincoli di genere o formato, promuovendo l’accesso e il riutilizzo critico del patrimonio filmico della Fondazione e degli archivi partner
#AAMOD #AntonioMedici #archivi #archivio #AzzurroScipioni #BookCiak #cinema #CinemaAzzurroScipioni #cinemaDArchivio #cinemaSperimentale #decennale #ilSensoDegliArchivi #MemoryCiak #PremioZavattini #riusoCreativoDelCinemaDArchivio #Unarchive
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Grok, l’intelligenza artificiale integrata in X (ex Twitter), ha una nuova funzionalità: consente a qualsiasi utente di modificare le immagini pubblicate da altri. Basta un semplice comando testuale e in pochi secondi l’IA restituisce una versione alterata della foto. Il problema? Non serve alcuna autorizzazione da parte di chi l’ha pubblicata, non arriva nessuna notifica, e al momento non esiste modo di disattivare questa opzione.
Il pulsante “Modifica immagine” compare su tutti i post con foto, indipendentemente dal tipo di account: utenti comuni, verificati, personaggi pubblici. Una volta elaborata, l’immagine modificata può essere condivisa liberamente sulla piattaforma.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Artisti e fotografi protestano per l’uso indiscriminato dei loro contenuti, ma la questione va ben oltre il diritto d’autore. Come sottolinea Mattia Marangon nella sua newsletter Edamame, il feed di X si è rapidamente riempito di immagini sessualizzate: foto normalissime trasformate in scatti in bikini o abiti succinti, spesso senza che le persone ritratte ne sappiano nulla.
Il punto sollevato da Marangon è semplice ma fondamentale: pubblicare una foto su un social non significa renderla “pubblica” nel senso di liberamente manipolabile. Una foto ha un contesto, un’intenzione. Condividerla significa mostrarla, magari farla commentare o ricondividere così com’è, non certo autorizzare chiunque a trasformarla in qualcos’altro.
Grok invece tratta ogni immagine come semplice materiale grezzo, un insieme di pixel da rielaborare a piacimento. E la facilità d’uso peggiora le cose: quello che prima avrebbe richiesto competenze tecniche e ore di lavoro (un deepfake, per intenderci) ora si fa in dieci secondi e con una riga di testo.
Qualcuno suggerisce di convertire le proprie foto in GIF prima di pubblicarle, così l’IA farebbe più fatica a riconoscerle. Ma è un palliativo: nulla impedisce di scaricare un’immagine e modificarla con strumenti esterni.
La verità è che manca qualsiasi forma di tutela strutturale. E mentre ci si abitua a vedere questo tipo di contenuti ogni giorno, il rischio, come nota ancora Marangon, è che la soglia di ciò che consideriamo accettabile si sposti progressivamente, fino a rendere normale quello che oggi ci indigna.
FONTE maranga9000.substack.com
E, se le cose non cambiano, il prossimo porno potrebbe essere il tuo.Mattia Marangon (Edamame)
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Ho necessità di mantenere vivo il repertorio, ma non è ancora partita la stagione dellospettacolo su Raimbaut(tutto è pronto, si devono solo trovare le date, cosa vuoi che sia).
E allora niente di meglio che riesumare il concetto di Vicariato10, e proporre un concerto in assolo con le canzoni sue e di altri suoi amici trovatori.
In orario bizzarro, ma mi va bene così.
Spiego tutto nella apposita pagina dell’evento, che contiene anche il modulo per prenotarsi: matteozenatti.net/js_events/tr….
Il 21 gennaio, mercoledì, alle 17, sarò su a suonare e cantare e bere del tè.
Venga chi vuol.
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E-042 (sud)
Il caposaldo E-042 si trova a sud della celebre fortezza E-037 a forma di barca. Non è semplicissimo arrivarci. Le coordinate GPS sono N24.492553090373818, E118.45298434652264. Bisogna seguire la direzione per il Tianpu Inspection Office, da lì la strada principale conduce sino alla spiaggia, dove si possono osservare le varie componenti della fortificazione, costruita sulla roccia. Adiacente a E-042, si trova E-041, appollaiata su di un’altura sul mare, circa 100m a nord (vi si accede da un sentiero sterrato subito dopo il Tianpu Inspection Office, a sinistra).
E-042 aerial [Source: kinmen.gov.tw]
Dagli anni ’50 della Repubblica di Cina fino a oggi, il nome “Hánsèhuā” fu attribuito dalle truppe di guarnigione stanziate qui nei primi anni Cinquanta. Quale sia il suo significato, o da quale storia derivi, non è più noto: né i soldati attuali né gli abitanti della zona lo sanno. Come si può vedere dalla fotografia aerea e dal filmato a fondo pagina, nel quale E-042 è la prima fortezza ad essere sorvolata, la superficie interessata dal baluardo difensivo è piuttosto ampia; forse ciò è anche dovuto alle più ristrette dimensioni di E-041, la quale forse non poteva offrire la necessaria copertura di fuoco all’area circostante.
E-042 (sud)
Dall’esterno, E-042 appare massiccia ed imponente, con le sue mura di cemento armato, le postazioni per carri e mitragliatrici. La pianta irregolare lascia intravedere più sezioni quadrangolari connesse tra di loro.L’entrata si trova dal lato ovest. La scogliera sottostante è ricoperta da cocci di vetro e di ciò che resta del filo spinato. Pare inoltre che sotto la sabbia, scorressero un tempo delle rotaie per permettere il transito di bocche da fuoco, ma di ciò non sono sicuro. Più in là spuntano dalla spiaggia gli ostacoli anti sbarco.
E-042 (est)
E-042, angolo nord est
Il muro di cinta del lato sud è costituito da pietra fissata col cemento. Lo stesso vale per il lato nord, anche se ora parzialmente coperto dal terreno circostante. La porzione ovest del forte, quella più interna, si trova ad un piano superiore rispetto alle mura che danno sulla spiaggia; su di essa svetta una casamatta, con feritoie per mitragliatrici, per poter avvistare il nemico in lontananza; lungo il muro, poco più avanti, si trova un bunker con larga feritoia, forse ospitava un carro armato con cannone anticarro, come spesso avveniva nelle fortezze di Kinmen; subito sotto, a livello del terreno, una feritoia per mitragliatrice.
E-042 lato est
Bunker camuffato
Poco prima dell’angolo sud est, le mura diventano di cemento armato; proprio all’angolo si erge un posto di guardia per sentinella, il quale fa il paio con un’altra postazione analoga all’angolo nord est; accanto alla torretta di sud est, una larga feritoia svela un’altra postazione per un carro armato. Fra i due posti di guardia, i bastioni assumono la forma di semicilindro per poter ospitare sulle sommità mitragliatrici o mortai, ed alla loro base, a livello del terreno, feritoie per mitragliatrici. Non manca una possente torre cilindrica per l’avvistamento, con ampia feritoia a livello del terreno.
E-042 sud est
Possiamo dire con certezza che le larghe feritoie servano per il fuoco anticarro operato dai carri armati od al più mitragliatrici pesanti, in quanto troppo basse per permettere ad un cannone di sparare. Sorprendentemente, ma non troppo, fra gli scogli troviamo anche un bunker mimetizzato, con la solita feritoia rivolta verso la spiaggia.
Prima o poi spero di riuscire ad esplorare l’interno, poi aggiornerò questo articolo.
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Le canzoni dei trovatori, così lontane nel tempo, possono riavvicinarsi a noi con un po’ di cura e attenzione.
Dopo il tuffo nella vita di Raimbaut di Vaqueiras dello scorso anno, riprendo le sue canzoni, e quelle di Gaucelm Faidit, Arnaut Daniel, Bernart de Ventadorn, e le canto raccontandole durante un concerto pomeridiano a casa mia, su in mansarda, un timido richiamo di Vicariato10.
Faccio tutto io: canto, suono la mia arpa salterio, traduco e racconto, in un’ora invernale accompagnati da una tazza di tè.
Un concerto durante la settimana, non è un evento festivo, è un momento di pausa in mezzo ai giorni veloci e freddi di gennaio, in cui ascoltare versi che cantano di amore, soprattutto (e delle sue più sottili declinazioni), ma anche della primavera che poi arriverà.
Ci sono pochi posti (mi basta in realtà anche un solo spettatore 😀.
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In questo nostro presente così contraddittorio, iniziato con lo spirare di inaccettabili venti di guerra, per iniziare un 2026 resistente vogliamo suggerire alcune azioni che possono contribuire a fermare le derive autoritarie sottese alla cosiddetta riforma costituzionale della giustizia proposta dal governo Meloni.
* Prima mossa: firma!
Lo scorso dicembre, per iniziativa di un gruppo di cittadine e cittadini, è stato depositato un quesito referendario oppositivo alla riforma costituzionale proposta dal Ministro della Giustizia Nordio per il governo Meloni. Si è da poco superata, ad ora, la metà delle firme necessarie. Ma c’è tempo solo fino al 30 gennaio 2026 per arrivare al numero di firme richieste e contribuire così a fermare la nefasta riforma della giustizia.
Qui di seguito, il collegamento alla piattaforma di raccolta firme: firmereferendum.giustizia.it/r…
✍️ Per firmare la richiesta di referendum occorre seguire questi passaggi:
* Seconda mossa: fai firmare!
Dopo aver firmato spendi un po’ del tuo tempo per parlare con colleghi, amici, parenti e conoscenti e far così conoscere quel che è realmente sotteso alla riforma.
Più allarghiamo l’informazione più sarà possibile fermare la riforma Nordio, di cui nei circuiti dei grandi mezzi comunicativi o non si parla o si fa pura propaganda, volutamente confusa.
* Terza mossa: partecipa!
Sempre a dicembre 2025, proprio nei giorni in cui è stato avviato il percorso per il nuovo referendum, si è costituto il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” di cui l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici è stata tra le prime associazioni firmatarie insieme a molte realtà associative, sindacali e della società civile.
Il Comitato ha confermato che il lancio della campagna referendaria avverrà nella mattina di sabato 10 gennaio 2026 a Roma presso il centro congressi Frentani con una iniziativa aperta e partecipata, cui prenderanno parte, oltre a tutte le realtà che hanno dato vita al comitato, rappresentanti dei partiti che hanno contrastato la legge Nordio, del comitato referendario dell’ANM e del gruppo di cittadini che ha promosso la raccolta delle firme.
Analoghi percorsi comuni stanno iniziando anche a livello locale.
Partecipare, dare il proprio contributo è importante per rafforzare una battaglia comune.
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Chi usa n8n per automatizzare i propri flussi di lavoro dovrebbe fermarsi un attimo e controllare quale versione sta utilizzando. La piattaforma open source ha rivelato quattro vulnerabilità critiche nelle ultime due settimane, due delle quali con il punteggio massimo di 10 su 10 nella scala CVSS.
La situazione è questa, come riporta The Hacker News:
La prima vulnerabilità (CVE-2025-68613, CVSS 9,9) è emersa a fine dicembre e permetteva l’esecuzione di codice da parte di utenti autenticati. Pochi giorni dopo è arrivata la seconda (CVE-2025-68668, CVSS 9,9), un bypass della sandbox Python che consentiva di eseguire comandi sul server.
Oggi sono state rese pubbliche altre due falle ancora più gravi. La CVE-2026-21877 (CVSS 10) riguarda il nodo Git e permette a un utente autenticato di eseguire codice malevolo. Ma la peggiore è la CVE-2026-21858, battezzata “Ni8mare” dai ricercatori di Cyera: anche questa con punteggio 10, ma a differenza delle altre non richiede autenticazione.
Quest’ultima vulnerabilità sfrutta un problema nella gestione dei webhook e dei moduli. Un attaccante può manipolare le richieste per leggere file arbitrari dal server, estrarre credenziali dal database, falsificare cookie di sessione e ottenere accesso amministrativo. Da lì il passo verso l’esecuzione di comandi è breve.
Il rischio è enorme: n8n tipicamente contiene credenziali API, token OAuth, connessioni a database e servizi cloud. Un’istanza compromessa può diventare la chiave d’accesso a tutta l’infrastruttura aziendale.
Le correzioni sono distribuite su più versioni: la 1.121.3, la 2.0.0 e le più recenti 1.123.10, 2.1.5, 2.2.4 e 2.3.0. Chi gestisce istanze self-hosted dovrebbe aggiornare immediatamente e, nel frattempo, evitare di esporre n8n direttamente su internet.
FONTE thehackernews.com
FONTE thehackernews.com
FONTE thehackernews.com
Critical n8n flaw CVE-2025-68613 (CVSS 9.9) lets authenticated users run arbitrary code; versions 0.211.0–1.120.4 affected, patched in newer releases.The Hacker News
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Roborock ha presentato ieri la sua nuova gamma per il primo semestre dell’anno, in occasione del Consumer Electronic Show 2026 (CES 2026) di Las Vegas. Con il motto "The Greatest Meeting the Greatest", la presentazione del brand ha svelato Saros Rover, il primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umana mentre effettua la pulizia. Altri annunci hanno riguardato: Roborock Saros 20, Roborock Saros 20 Sonic, Roborock F25 ACE Pro e Roborock Qrevo Curv 2 Flow.Saros Rover vanta un'architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umana
In anteprima mondiale, Roborock ha introdotto il Saros Rover, caratterizzato dalla prima architettura che combina due "ruote-gambe" in un robot aspirapolvere. Ogni “arto” offre capacità di estensione, sollevamento ed elevazione, imitando la mobilità umana. Questo permette al robot di alzare e abbassare ogni “ruota-gamba” in modo indipendente, eseguire piccoli salti, agili rotazioni, arresti improvvisi e cambi di direzione, mantenendo il corpo livellato anche su terreni irregolari.Roborock Saros Rover – primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg
A livello di software, Saros Rover sfrutta la potenza di algoritmi di Intelligenza Artificiale, sensori di movimento complessi e informazioni spaziali 3D per comprendere l'ambiente e far reagire le sue gambe con precisione. Il robot eccelle nelle case su più piani, essendo in grado di pulire ogni singolo gradino di una scala mentre sale al piano superiore, riducendo drasticamente le zone inaccessibili. Inoltre, Saros Rover è capace di superare diversi tipi di superfici irregolari, con le scale che ne sono l'esempio più evidente tra le quali: scale tradizionali e quelle a chiocciola o anche scale con moquette e bordo arrotondato. Il dispositivo percorre le scale e al contempo ne pulisce i gradini. Altri tipi di superfici raggiungibili sono le pendenze del terreno o i dislivelli nei passaggi di stanze su più livelli che richiedono elevazione e potenza. Saros Rover è un prodotto in fase di sviluppo e la data di lancio sarà comunicata prossimamente.
Kippy: i gatti europei hanno percorso 3,7 miliardi di km
Dal 2016 a oggi i gatti europei monitorati con Kippy hanno percorso 3,7 miliardi di chilometri, pari a 93 volte il giro della TerraTechpertuttiGuglielmo Sbano
Durante il keynote, Clarbi Lu, responsabile marketing di Roborock, ha presentato la nuova gamma di prodotti per lo smart cleaning che saranno disponibili nella prima metà dell’anno. A guidare la gamma ci sono: Roborock Saros 20 e Roborock Saros 20 Sonic, le due novità della serie di punta Saros che ha debuttato nel 2025.Roborock Saros 20
In particolare, il Saros 20 ha potenziato le funzionalità di intelligenza artificiale del suo StarSight Autonomous System 2.0 rispetto alle generazioni precedenti, supportando il riconoscimento di un massimo di 201 oggetti. Esso include, inoltre, un telaio AdaptiLift Chassis 3.0 aggiornato: una struttura di arrampicata composta da una ruota principale, una ruota ausiliaria e un braccio di sollevamento che si dispiega quando rileva delle soglie. Questo permette al robot di sollevarsi più in alto rispetto a prima per superare soglie singole fino a 4,5 cm di altezza o soglie a doppio strato di 8,5 cm (4,5 + 4 cm).Roborock Saros 20 Sonic
Dall'altro lato, il Roborock Saros 20 Sonic integra un sistema di navigazione RetractSense che abilita un corpo ultra-sottile da 7,98 cm e un nuovo sistema di lavaggio VibraRise 5.0. Quest'ultimo è dotato di un mocio sonico estensibile che strofina 4.000 volte al minuto, raggiungendo ogni angolo. Sia il Saros 20 sia il Saros 20 Sonic sono alimentati da un motore HyperForce da 35.000 Pa e sono supportati dalla nuovissima base RockDock con lavaggio ad acqua calda a 100°C.
Viaggi 2026: città secondarie e mete europee in crescita
Le città secondarie europee guadagnano popolarità nel 2026, mentre le capitali fanno un passo indietro nelle scelte di viaggioTechpertuttiGuglielmo Sbano
Tuttavia, la serie ammiraglia Roborock Saros non è l'unica a presentare nuovi prodotti. La popolarissima serie Roborock Qrevo lancia un nuovo modello, il Roborock Qrevo Curv 2 Flow, il primo robot aspirapolvere del marchio dotato di rullo. Grazie alla tecnologia di autopulizia in tempo reale SpiraFlow, a una forte pressione di lavaggio verso il basso di 15N e alle funzionalità Edge-Adaptive che consentono al rullo di estendersi per pulire lungo i bordi, Qrevo Curv 2 Flow offre potenza, precisione e protezione dei tappeti in ogni scenario di pulizia.
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Upscayl, il popolare software gratuito e open source per ingrandire le immagini sfruttando l’intelligenza artificiale, si aggiorna alla versione 2.15 con una serie di novità significative.
L’aggiornamento, rilasciato a fine dicembre, porta anzitutto una nuova interfaccia grafica, più curata e funzionale. Ma la vera sorpresa è l’introduzione del supporto multilingua: l’applicazione ora parla nove lingue diverse, tra cui inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, cinese e giapponese. Manca per ora l’italiano, ma la strada è aperta.
Sul fronte dell’elaborazione, debutta il modello “High Fidelity”, pensato per ottenere ingrandimenti con maggiore fedeltà ai dettagli originali. La selezione dei modelli IA è stata arricchita con immagini di esempio e descrizioni, così da rendere più immediata la scelta per chi non vuole perdersi in tecnicismi.
Tra le altre novità, spicca il nuovo visualizzatore “Lens” per confrontare l’immagine prima e dopo l’elaborazione, la possibilità di incollare le immagini direttamente dagli appunti e una schermata di configurazione iniziale che guida l’utente al primo avvio. Nella barra laterale compaiono ora anche alcune statistiche sull’utilizzo, come il numero totale di immagini elaborate.
Upscayl è disponibile per Windows, macOS e Linux. Si può scaricare gratuitamente dalla pagina GitHub del progetto.
FONTE github.com
FONTE upscayl.org
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Il progetto ReactOS, il sistema operativo libero che punta a essere completamente compatibile con Windows, ha appena ricevuto un aggiornamento importante. Il team ha sincronizzato la libreria MSVCRT (quella che gestisce le funzioni base del C++ di Microsoft) con il codice di Wine 10.0, ottenendo un risultato piuttosto significativo: il 30% in meno di errori nei test delle API.
In pratica significa che molte più applicazioni dovrebbero funzionare correttamente. Il lavoro, dopo mesi di preparazione, rappresenta anche un tassello importante per portare ReactOS verso la compatibilità con NT6, ovvero la famiglia che comprende Windows Vista, 7, 8 e 8.1.
Per chi non lo conoscesse, ReactOS è un progetto open source che da anni cerca di ricreare da zero un sistema operativo in grado di far girare programmi e driver pensati per Windows, senza usare codice Microsoft. Non è un’emulazione e non è basato su Linux: è un sistema operativo vero e proprio.
Il fatto che attinga al codice di Wine (lo strumento che permette di eseguire software Windows su Linux e macOS) è un esempio concreto di come i progetti open source possano collaborare e rafforzarsi a vicenda.
FONTE x.com
Purpose Import msvcrt from wine-10.0. This fixes (roughly) 7574 out of 25517 test failures, i.e. 29.6% of all failures. Proposed changes Import msvcrt from wine-10.0 Make it compile with MSVC Fix/...GitHub
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(differx)
differx.tumblr.com/post/805084…
differx.noblogs.org/2026/01/07…
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noblogo.org/differx/always-bee…
it's a flux - THE flux - and it's fragmented & scattered around via several social media platforms. it's made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff,...differx (Tumblr)
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matz
in reply to Matteo Zenatti • • •mercoledì 21 gennaio 2025, ore 17, a Tregnago!
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Lelio / D'Omo Valentino reshared this.
Matteo Zenatti
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