Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

UNBOXING Tomodachi Life: Una vita da sogno + cornice per foto


Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua in questo nuovo video con l'unboxing di Tomodachi Life: Una vita da sogno e la cornice per fotografie a tema! Apriremo il pacco dal My Nintendo Store e trasferiamo i dati di salvataggio della demo nel gioco completo. Con piccolo extra: Cosa succede se viene trasferito un salvataggio con tutti gli oggetti sbloccati modificato con il mio save editor? Visibile al termine dell'unboxing (a […]
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

youtube.com/embed/NgyRfOLht9o?…

Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua in questo nuovo video con l’unboxing di Tomodachi Life: Una vita da sogno e la cornice per fotografie a tema!
Apriremo il pacco dal My Nintendo Store e trasferiamo i dati di salvataggio della demo nel gioco completo.
Con piccolo extra: Cosa succede se viene trasferito un salvataggio con tutti gli oggetti sbloccati modificato con il mio save editor? Visibile al termine dell’unboxing (a 08:42)
—————————————————————————-
👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!
➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!
Grazie mille! 😄
—————————————————————————-
📡 Seguimi su telegram per ricevere notizie in tempo reale riguardo la pubblicazione dei miei video, quando sono in live e moltro altro!
➡️ creeperiano99.it/u/telegram ⬅️
—————————————————————————-
👥❓ Se hai bisogno di aiuto riguardo 🛠 Modding/Hacking Nintendo o vuoi semplicemente parlare di Nintendo in generale, entra pure in questo gruppo!
➡️ creeperiano99.it/tg/grupponint… ⬅️
—————————————————————————-
✅ Server Discord: creeperiano99.it/u/discord
✅ Pagina Facebook: creeperiano99.it/u/facebook
✅ Sito Web: creeperiano99.it
✅ Odysee: creeperiano99.it/u/odysee
✅ Treni Del Creeperotto: creeperiano99.it/u/trenicreepe…
✅ Telegram Treni del Creeperotto: creeperiano99.it/u/tdc8TG
—————————————————————————-
💰🎁 Donazioni
Se vuoi supportarmi, puoi farlo tramite i seguenti metodi. Grazie!
✅ Supporto Gratuito, guadagnando anche voi dei soldi: blog.creeperiano99.it/supporto…
✅ PayPal: creeperiano99.it/u/donazioni
✅ Streamelements (per apparire tra i donatori): creeperiano99.it/u/donate
—————————————————————————-
#tomodachilife #nintendoswitch #nintendo

news.creeperiano99.it/2026/04/…

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Sync-in 2.2 introduce la ricerca OCR e corregge una vulnerabilità di autenticazione


La versione 2.2 di Sync-in aggiunge il riconoscimento ottico dei caratteri all'indicizzazione dei PDF, migliora la gestione degli spazi dall'interfaccia di amministrazione e include una correzione di sicurezza sull'endpoint di login.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Sync-in è una piattaforma open source e auto-ospitabile per la sincronizzazione e la collaborazione sui file. Con la versione 2.2, la funzione di ricerca testuale si espande in modo concreto: le immagini contenute nei PDF vengono ora analizzate tramite riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) e incluse nell’indice, mentre i file Markdown entrano anch’essi nella ricerca. Per chi gestisce archivi misti di documenti scansionati, presentazioni e note, cambia la reperibilità dei contenuti.

Gestione degli spazi e sistema di eventi


Dal pannello di amministrazione è ora possibile creare e gestire gli spazi, assegnare quote e consultare l’utilizzo dello storage sia per utente sia per spazio. In parallelo, Sync-in introduce un sistema interno di eventi: le operazioni sui file generano notifiche gestite da un processore dedicato, che aggiorna automaticamente i calcoli di utilizzo e avvia l’indicizzazione testuale se attiva. Il meccanismo punta a garantire coerenza dei dati senza interventi manuali.

Una correzione di sicurezza concreta


Tra le patch, merita attenzione la chiusura della vulnerabilità GHSA-43fj-qp3h-hrh5: l’endpoint di login restituiva tempi di risposta differenti a seconda che l’account esistesse o meno, un comportamento sfruttabile in scenari di brute force per ricavare l’elenco degli utenti registrati. La chiave di cache è ora basata su un hash, eliminando le collisioni e impedendo la conservazione di identificatori decodificabili.

Tra le altre novità: i gestori possono amministrare i gruppi personali degli ospiti direttamente dal profilo, la configurazione LDAP supporta opzioni TLS aggiuntive di Node.js per ambienti aziendali con requisiti specifici, la ricerca per gruppi considera ora anche le descrizioni, e i PDF si aprono di default con il visualizzatore PDF.js, con possibilità di passare alla modalità di modifica se OnlyOffice è abilitato.

Sync-in 2.2 è disponibile su GitHub, Docker Hub e npm.

SOURCE:// sync-in.com
SOURCE:// github.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Mastodon vende magliette e poster per sostenere la piattaforma senza pubblicità


Mastodon presenta nuove magliette e poster stampabili per rafforzare il legame con la community. Ecco come la piattaforma nonprofit sostiene la propria indipendenza senza pubblicità.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Mastodon continua a puntare sulla comunità per mantenere viva la propria indipendenza. Dopo aver ristrutturato la propria organizzazione in una nonprofit 501(c)(3) alla fine del 2025, la piattaforma ha appena lanciato due nuove magliette nel proprio shop online. I disegni sono opera dell’artista Dopatwo e i messaggi sono stati suggeriti direttamente dagli utenti.

Magliette con messaggi dalla community


Le due proposte portano scritte come “I miei amici non sono in vendita” e “Inserisco alt text nelle immagini”. Entrambe riflettono valori chiave del network: la protezione della privacy e l’accessibilità. Le magliette sono stampate su cotone organico di qualità, con una produzione limitata che punta sulla durata piuttosto che sulla quantità.

Il merchandising non rappresenta la principale fonte di ricavo per Mastodon. Le donazioni dirette restano il pilastro economico, come confermato dal team nello stesso annuncio. La piattaforma si finanzia grazie al crowdfunding della community, senza investitori esterni, pubblicità o modelli di monetizzazione aggressivi. Vendere questi prodotti permette però di finanziare nuovi progetti futuri, da altri capi di abbigliamento a accessori come felpe e berretti.
Mastodon vende magliette e poster per sostenere la piattaforma senza pubblicitàMastodon vende magliette e poster per sostenere la piattaforma senza pubblicità

Poster stampabili per la promozione offline


Oltre alle magliette, sono stati riforniti i pin in smalto con la scritta “Vivi, ridi, federati”, disponibili in edizioni glitterate. Sono rimasti in stock anche altri articoli precedenti. Per chi vuole promuovere Mastodon offline, sono stati resi disponibili poster stampabili in diverse lingue, pronti per essere distribuiti fisicamente.

Anche in italiano, con più spazio per scrivere


Per chi cerca una casa nel Fediverso in lingua italiana, Poliversity è un’istanza Mastodon nata come spin-off del progetto Poliverso e dedicata al mondo dell’università, della ricerca, della scuola e del giornalismo. La particolarità? Il limite di caratteri per ogni messaggio è fissato a 4999, ben oltre i canonici 500 della maggior parte dei server. Uno spazio che permette discussioni più articolate e ragionate, coerentemente con la vocazione dell’istanza verso contenuti di qualità.

Un modello alternativo che resiste


Il modello alternativo di Mastodon continua a attrarre chi cerca spazi digitali più trasparenti. Senza algoritmi che spingono contenuti o dati venduti a terzi, la piattaforma mantiene una governance decentralizzata dove ogni server è autonomo ma interconnesso. Il merchandising diventa così uno strumento di visibilità oltre che di supporto economico.

SOURCE:// blog.joinmastodon.org
SOURCE:// shop.joinmastodon.org

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

« Standard di privacy più alti al mondo»: ma a poche ore dall’annuncio, due segnalazioni di sicurezza sull’app UE per l’età


Il consulente di sicurezza Paul Moore segnala due problemi nell'app europea per la verifica dell'età, appena annunciata come «tecnicamente pronta» dalla Commissione.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il 15 aprile Ursula von der Leyen ha annunciato che l’app europea per la verifica dell’età è «tecnicamente pronta» e che rispetta «gli standard di privacy più alti al mondo». Nelle ore successive, Paul Moore, consulente di sicurezza informatica britannico e fondatore della società Privacy Protocol, ha pubblicato su X due analisi del codice sorgente dell’applicazione, segnalando quelli che a suo avviso sono problemi significativi nella gestione del PIN e delle immagini raccolte durante la verifica.

Una premessa necessaria: quanto segue sono osservazioni di Moore diffuse tramite il suo profilo X, non un advisory formale, e la Commissione al momento non ha risposto pubblicamente. Moore non è però un nome qualunque in questo ambito. Nel 2022 aveva documentato come alcune telecamere Eufy caricassero dati biometrici e immagini facciali sui server AWS del produttore senza cifratura e senza consenso, vicenda per cui aveva avviato anche un’azione legale per violazione del GDPR. In precedenza era arrivato a dimostrare un bypass del PIN sull’app Android del gestore di password RoboForm, con un meccanismo molto simile a quello che descrive ora per l’app europea.

Il bypass del PIN descritto da Moore


Secondo il ricercatore, durante il setup l’app chiede di creare un PIN, lo cifra e lo salva nella directory shared_prefs. Moore sostiene che il PIN non dovrebbe essere cifrato affatto e che soprattutto non risulta crittograficamente legato al vault che contiene i dati di identità. Di conseguenza, spiega, un attaccante potrebbe rimuovere i valori PinEnc e PinIV dal file, riavviare l’app, impostare un nuovo PIN e ritrovarsi l’accesso ai dati di verifica del profilo precedente, pronti per essere presentati come validi.

Il ricercatore aggiunge che il rate limiting sarebbe implementato come un semplice contatore numerico nello stesso file di configurazione, azzerabile manualmente, e che l’opzione per l’autenticazione biometrica sarebbe un booleano modificabile allo stesso modo. Moore ha chiuso il messaggio con un riferimento diretto a von der Leyen, affermando che il prodotto sarà, secondo lui, il catalizzatore di una grossa violazione di dati, prima o poi.

Immagini biometriche e selfie scritti su disco


La seconda segnalazione, pubblicata il giorno precedente, riguarda la gestione delle immagini raccolte dall’app. Moore scrive che i dati ricavati dalla verifica, come il valore is_over_18: true, sarebbero protetti correttamente con AES-GCM. Il problema, sempre a suo dire, starebbe nelle immagini originali da cui quei dati vengono estratti, cioè la foto del documento e il selfie dell’utente.

Nel caso della lettura NFC del documento, l’app estrarrebbe il file DG2 (che contiene la foto biometrica del passaporto) e scriverebbe un PNG lossless sul filesystem, cancellandolo solo in caso di lettura riuscita. Se qualcosa va storto, un crash, un tap sul pulsante indietro, un errore di scansione, l’immagine resterebbe nella cache. Per i selfie lo scenario che descrive è peggiore: i PNG verrebbero scritti in storage esterno e mai cancellati, quindi non come cache ma come conservazione a lungo termine. Vale la pena chiarire che su Android, dicendo «storage esterno», non si intende necessariamente una scheda SD, ma più in generale un’area di memoria condivisa e soggetta a protezioni diverse rispetto allo storage privato dell’app. In entrambi i casi, sostiene Moore, i file sono protetti dalle chiavi di Android, ma l’app non aggiunge alcuna cifratura propria.

Il ricercatore ha paragonato la cosa al fotografare un documento con l’app della fotocamera tenendolo in galleria «giusto per sicurezza», aggiungendo che, trattandosi di dati biometrici (categoria particolare ai sensi del GDPR), una conservazione non giustificata potrebbe configurare una violazione sostanziale del regolamento.

Il contesto dell’annuncio UE


L’app, sviluppata da Scytáles e T-Systems, è attualmente in fase pilota in Italia, Francia, Spagna, Danimarca e Grecia, ed è costruita sulle stesse specifiche tecniche del futuro portafoglio di identità digitale europeo. Il fatto che il codice sia aperto è stato presentato dalla Commissione come garanzia di trasparenza, nella convinzione che chiunque possa verificarlo, ed è esattamente quello che Moore sostiene di aver fatto.

Quella segnalata da Moore non è la prima criticità emersa sull’applicazione. A marzo un’analisi indipendente aveva individuato una debolezza architetturale nel componente issuer, incapace di verificare che la validazione del passaporto fosse effettivamente avvenuta sul dispositivo dell’utente. Per ora restano in piedi le dichiarazioni della Commissione e le osservazioni del ricercatore, in attesa che qualcuno, da Bruxelles, risponda nel merito.

Per vostra informazione: i link di X possono essere visti anche usando xcancel.com oppure nitter.net al posto di x.com nell’URL.

SOURCE:// x.com
SOURCE:// x.com
SOURCE:// commission.europa.eu
SOURCE:// reclaimthenet.org

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Tor studia relay “senza stato” che ripartono da zero a ogni riavvio


Tor esplora relay stateless e diskless per ridurre i rischi in caso di sequestro dei server. Il TPM aiuta a proteggere l’identità del nodo, ma restano limiti tecnici aperti
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La rete Tor sta esplorando una soluzione radicale per proteggere chi gestisce i nodi di instradamento. Si chiamano relay senza stato (stateless) e sono pensati per funzionare con un sistema diskless, che a ogni riavvio riparte da un’immagine fissa caricata in memoria, senza conservare lo stato operativo precedente sul disco. L’idea è ridurre i rischi in caso di sequestro, clonazione o accesso fisico all’hardware.

L’obiettivo nasce da una minaccia concreta. Nel post pubblicato sul blog del Tor Project vengono citati precedenti di sequestri, raid o accesso fisico a server Tor in Austria, Germania, Stati Uniti e Russia. In questi casi, spiegano gli autori, il server può diventare una responsabilità per l’operatore e per l’infrastruttura di anonimato che Tor cerca di proteggere.

Il problema: dimenticare tutto senza perdere l’identità


La difficoltà tecnica è evidente: un relay Tor deve poter conservare nel tempo la propria identità crittografica, perché da quella dipendono reputazione e utilità nella rete. Se il nodo perdesse le chiavi a ogni reboot, ripartirebbe da zero. Per questo la proposta è quella di usare il TPM (Trusted Platform Module), un chip hardware capace di proteggere segreti e legarli allo stato misurato dell’avvio del sistema.

In questo modello, l’identità del relay può sopravvivere ai riavvii senza essere lasciata su disco. Tuttavia il Tor Project sottolinea che il TPM non risolve tutto: le chiavi ed25519 usate da Tor non sono supportate nativamente da questi chip, quindi la chiave viene protetta dal TPM ma resta comunque memorizzata come dato cifrato in memoria non volatile. Questo rende l’estrazione più difficile, ma non impossibile in senso assoluto.

I vantaggi di un relay stateless


Secondo l’articolo, un sistema stateless offre diversi benefici: maggiore resistenza agli attacchi fisici, configurazione dichiarativa e versionata, filesystem immutabile e maggiore verificabilità del software in esecuzione. In pratica, anche se un attaccante ottenesse accesso alla macchina, avrebbe più difficoltà a renderne persistente la compromissione dopo un riavvio.

I limiti


Il progetto è ancora in fase sperimentale e presenta diversi ostacoli pratici. Per esempio, ogni aggiornamento del sistema può complicare il meccanismo di sicurezza che protegge l’identità del server. Inoltre questi relay, proprio perché progettati per non salvare dati in modo permanente sul disco, sono più difficili da aggiornare automaticamente rispetto a un server tradizionale. C’è poi un limite importante: se la memoria RAM si riempie, il sistema può essere costretto a chiudere alcuni processi per continuare a funzionare. Infine, se il relay viene riavviato troppo spesso, può risultare meno affidabile agli occhi della rete Tor e perdere stabilità operativa.

Gli sviluppatori stanno valutando anche altre tecnologie per aumentare la sicurezza e la trasparenza della rete. L’idea è usare strumenti che permettano di verificare più facilmente che un relay funzioni nel modo previsto e che non sia stato alterato. Per ora, però, non si tratta di una soluzione definitiva: l’obiettivo del progetto è soprattutto avviare un confronto nella comunità Tor e capire quali strumenti possano essere davvero utili in futuro.

SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// cyberinsider.com
SOURCE:// cybernews.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La forte personalità di Nisticò garantì a «L’Ora» un’apprezzabile libertà rispetto alle scelte editoriali e alla selezione del personale


La storia de «L’Ora» non si concluse con la partenza di Nisticò, il quale peraltro nel ’79 venne eletto presidente della cooperativa di giornalisti subentrata al Pci come proprietaria della testata. In sede conclusiva sembra opportuno dare conto per sommi capi di ciò che accadde negli anni successivi (che nondimeno meriterebbero un approfondimento specifico). Etrio Fidora successe a Nisticò come direttore alla fine del ‘75, accompagnando la fallimentare esperienza di una edizione del mattino (resa necessaria dalla crisi generale della stampa pomeridiana). Iniziò allora l’epoca del declino, con il Pci sempre meno disposto a fornire finanziamenti e l’allontanamento di molti professionisti storici dal giornale. Alla guida de «L’Ora» seguirono Alfonso Madeo (1978-79), Nino Cattedra (1978-84), Bruno Carbone (1984-89), ultimo direttore designato dalla cooperativa presieduta da Nisticò. Avvenne quindi che la gestione editoriale passasse alla Nuova editrice meridionale, che si procedesse alla ristrutturazione della sede, con l’acquisto di nuovi macchinari, e che il Pci rivendicasse il controllo della testata. La direzione toccò a un certo punto ad Alfonso Calasciura, ma intanto le tensioni interne al partito iniziarono a riflettersi pesantemente sulla redazione, provocando smottamenti e contrasti. Un ultimo tentativo di portare il giornale agli antichi fasti si ebbe nel 1991, con la direzione di Vincenzo Vasile, già “biondino” a «L’Ora» nei primi anni Settanta e in seguito giornalista de «L’Unità», e la vicedirezione di Franco Nicastro. Con al timone due esponenti della scuola di Nisticò il quotidiano sembrò riprendersi, raddoppiando la tiratura, rilanciando la sua storica vocazione al giornalismo d’inchiesta e alle campagne corrosive, quando venne chiuso definitivamente l’8 maggio 1992, a due settimane dall’eccidio di Capaci. Fu così che l’antico quotidiano dei Florio terminò per sempre la sua lunga e complessa esistenza <625.
Giornalismo politico, giornalismo civile
Nell’autunno del 2019 – come accennato all’inizio di questo lavoro – gli ex giornalisti de «L’Ora» hanno celebrato con alcune iniziative (tutte patrocinate dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando) il decennale dalla morte di Vittorio Nisticò (come anche il centenario dalla nascita), mostrando così riconoscenza verso l’antico direttore e maestro, nonché un forte senso di appartenenza alla comunità intellettuale in cui professionalmente e politicamente si formarono: una comunità – si direbbe dalla pagina Facebook creata per l’occasione – ancora viva e combattiva <626. È interessante notare come nei loro racconti, apparsi sul web e in un volume di recente pubblicazione <627, definiscano la storica battaglia del giornale contro la mafia – il tratto più caratteristico de «L’Ora» di Nisticò e che in questo lavoro si è tentato di ricostruire – come una battaglia insieme civile e politica, con una qualche prevalenza del primo termine sul secondo: un po’ all’opposto di quanto avveniva in passato, quando l’enfasi “civile” si affacciava per lo più in occasione di eventi drammatici (come l’eccidio di Ciaculli o l’assassinio di Scaglione) mentre predominante era la dimensione politica dello scontro in corso. D’altro canto, “Romanzo civile” s’intitola il pregevole libro postumo di Giuliana Saladino, firma tra le più autorevoli e rappresentative del giornale palermitano. L’opera ripercorre con intelligenza e disincanto la vicenda storica della sinistra siciliana, partendo dall’epopea contadina per arrivare all’inizio degli anni Ottanta, restituendo passioni, aspettative e angosce di una generazione di militanti <628. L’impressione è che lo slittamento di prospettiva – e di lessico – risalga proprio al periodo in cui la giornalista scrisse il romanzo, il 1983, quando l’offensiva della mafia contro lo Stato e il sistema politico assunse proporzioni senza precedenti. Tra il 1979 e il 1983 furono infatti assassinati uno dopo l’altro il vicequestore Boris Giuliano (1979), il magistrato Cesare Terranova (1979), il presidente della Regione Piersanti Mattarella (1980), il capitano dei carabinieri Emanuele Basile (1980), il procuratore Gaetano Costa (1980), il segretario del Pci Pio La Torre (1982), il generale Carlo Alberto dalla Chiesa (1982), il giudice Rocco Chinnici (1983). Così la Saladino commentò la tragica sequenza di eventi di quegli anni: “Capisco. Nel 1983 capisco che non esiste città o cittadina o villaggio d’Europa che possa vantare – senza golpe, senza eserciti in armi, né assedio e irruzione entro le mura – l’intero establishment
politico burocratico militarpoliziesco massacrato: capo della procura, vicequestore, capo dell’opposizione, capo della regione, medico legale, generale prefetto. In quest’era nostra forse è accaduto – ma non è detto – in qualche villaggio georgiano sotto Stalin, forse accade – non sappiamo con precisione – in qualche Macondo dell’America centrale o meridionale, forse, supponiamo, in qualche insediamento del centro dell’Africa. In Europa, nazismo eccettuato, non accade, credo, da oltre due secoli”. <629 L’escalation diede luogo a una prima, grande mobilitazione civile, segnata da iniziative di piazza, dal decisivo contributo dell’associazionismo e del mondo della scuola, dunque non riconducibile come in passato (si pensi alle lotte contadine) a uno specifico fronte politico <630. Accadde insomma che l’istanza antimafia diventasse – da tema tipico delle sinistre e segnatamente del Pci – risorsa “diffusa”, con qualche cedimento all’antipolitica motivato dal progressivo discredito dei partiti, per tornare a giocare un ruolo “politico” soprattutto nella fase di transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica <631; che la “società civile” venisse assunta a serbatoio sano di una politica inesorabilmente corrotta. Non sorprende allora che alcuni giornalisti formatisi con Nisticò tendano a rileggere quel loro passato (e la stessa esperienza degli “anni ruggenti”) alla luce degli eventi e della sensibilità successivi <632. La battaglia storica de «L’Ora», in realtà, si svolse in assenza dell’opposizione politico/civile, anche perché i protagonisti della stagione di Nisticò credevano che gli obiettivi di qualunque battaglia civile fossero raggiungibili soltanto attraverso la lotta politica. Come ha scritto Vincenzo Vasile: “Fatto sta che «L’Ora» di Nisticò è frutto e insieme simbolo di un periodo abbastanza lungo, ma circoscritto e ormai chiuso, che in Sicilia vede l’identificazione quasi piena del movimento antimafia con il movimento contadino e popolare che fa capo al Pci e alla sinistra […] Superata la metà degli anni Settanta, e soprattutto dopo la campagna di delitti politici e le stragi, il movimento antimafia risorgerà e crescerà invece – come si dice – dal basso, segnato da sempre minori caratterizzazioni politiche, partitiche, o addirittura ideologiche. L’Ora di Nisticò invece è antimafiosa, perché in quegli anni eroici è di sinistra apertamente e dichiaratamente, e l’antimafia è di sinistra <633.
Un’esperienza peculiare
Si può a questo punto delineare un sintetico prospetto delle peculiarità de «L’Ora» sotto la direzione di Vittorio Nisticò, con particolare riferimento al ruolo da esso giocato nell’approntamento di conoscenze sul fenomeno mafioso e nella formazione di una moderna coscienza antimafia: si intende così dare conto della funzione storica svolta dal giornale nel campo della questione mafiosa.
Continuità della linea politica. Il giornale si mosse lungo tutto il ventennio di Nisticò secondo le direttive del Pci siciliano, aventi come obiettivi fondamentali la rottura dell’isolamento e l’interlocuzione con le forze politiche, sociali e culturali tese al progresso democratico ed economico della Sicilia. In ciò consisté il sicilianismo della testata, il quale andò collocandosi in perfetta continuità con la formulazione datane da Togliatti nel secondo dopoguerra e che, mutatis mutandis, rimase pressoché identico sia al tempo del milazzismo – non a caso convintamente sostenuto dal quotidiano – sia negli anni Settanta, all’epoca del “patto autonomistico” con la Dc e delle larghe intese. Nelle
pagine precedenti si è tentato di registrare le contraddizioni cui tale politica espose i comunisti e (in via indiretta) anche il giornale: in entrambe le stagioni storiche citate, infatti, la retorica sicilianista fece sì che l’autonomismo diventasse sinonimo di progressismo e che il Pci abbassasse la propria capacità di contrasto delle degenerazioni politiche regionali.
Autonomia editoriale. La forte personalità di Nisticò garantì a «L’Ora» un’apprezzabile libertà rispetto alle scelte editoriali e alla selezione del personale. Ciò permise al giornalista calabrese di radunare un collettivo di giornalisti-intellettuali di estrazione composita: in esso prevalsero, com’era naturale che fosse, le figure politicamente riconducibili al Blocco del popolo (Pci e Psi) e alle lotte contadine del dopoguerra (il mito fondativo della sinistra siciliana e anche de «L’Ora»), esperienza che assicurò al quotidiano uno staff dirigente di eccezionale livello culturale. Aspetto costitutivo del giornalismo de «L’Ora», però, fu anche l’apertura verso aree politiche diverse, tanto che al suo interno poterono trovarsi comunisti, socialisti, democristiani e persino ex fascisti come De Mauro. Lo stesso criterio di selezione venne adottato sul fronte dei collaboratori esterni, dove spiccarono giornalisti e uomini di cultura non inquadrabili in alcun partito (si pensi a Sciascia, a Dolci, a Chilanti e in parte a Pantaleone). Dal punto di vista della conoscenza della mafia, la predilezione di Nisticò per i professionisti irregolari ebbe un effetto positivo, in quanto dal loro posizionamento politico dipesero (spesso fortemente) le rispettive interpretazioni della realtà mafiosa. L’eterogeneità delle prospettive d’osservazione, insomma, fece in modo che l’ottica del giornale non si appiattisse su quella del suo editore.
Giornalismo investigativo. Altro aspetto peculiare del giornale palermitano fu quello di essere particolarmente votato alle indagini sul campo, alle inchieste, condotte attraverso complessi (e talora rischiosi) sistemi di ricognizione delle notizie. In un contesto caratterizzato da gravi e organici rapporti della mafia con le istituzioni pubbliche e con alcuni partiti (a cominciare dalla Democrazia cristiana), nonché dalla tolleranza delle agenzie di contrasto, la denuncia della mafia e delle complicità politiche restò a lungo appannaggio delle sinistre e in particolare del Pci. Merito de «L’Ora» fu dunque quello di innescare un potente flusso di contro-opinione (o contro-informazione), teso a sgomberare il terreno dalla convinzione – fatta propria da numerosi esponenti dei partiti di governo, da avvocati e intellettuali – che la mafia non esistesse o che corrispondesse a un comportamento, a un modo di regolare le relazioni sociali tipico dei siciliani e non a un’organizzazione formalizzata, gerarchicamente articolata in Famiglie e regolata al suo interno da codici normativi e meccanismi sanzionatori. Per il reperimento delle informazioni il giornale si servì, a seconda delle circostanze, delle strutture territoriali dei partiti di sinistra, e nello specifico del Pci, nonché delle sue organizzazioni collaterali (a partire dalla Cgil), ma anche di singoli esponenti delle forze dell’ordine, talora di mafiosi stessi. Il risultato fu che «L’Ora» indagasse non a rimorchio dei reparti investigativi, ma, per lo più, in autonomia, “supplendo” alle carenze degli organi ufficiali e non di rado pagandone le spese. Questa sensibilità, dunque, portò spesso il giornale a introdursi nel “sottomondo” mafioso, a portare alla luce testimonianze dal di dentro, con l’effetto di svelare al pubblico (e per la prima volta in Italia) il carattere strutturato della mafia siciliana. Nonostante qualche cedimento al fascino mitografico del fenomeno (penso a certe ricostruzioni di Pantaleone o ad altre di Farinella o Chilanti) il suo sforzo investigativo rimase d’importanza cruciale per l’avanzamento delle cognizioni sul tema e, a distanza di tanti anni, resta probabilmente il migliore (almeno fino alle deposizioni di Buscetta).
Il ruolo di cerniera tra vecchia e nuova antimafia. «L’Ora» rappresentò il passaggio – e in ciò sta forse la sua funzione più importante – tra due concezioni diverse di lotta alla mafia. La prima, risalente al movimento contadino, si fondava sulla lotta al latifondo e inquadrava la battaglia antimafia in una più vasta contestazione dell’intreccio di poteri sociali (i proprietari terrieri e la mafia) e istituzionali (i partiti di destra, le forze dell’ordine e della magistratura). Questo tipo di antimafia aveva come motivi caratteristici, da un lato, la subordinazione della questione mafiosa alle lotte di massa, intese come mezzo di superamento degli equilibri sociali tradizionali e, dall’altro, l’ostilità nei confronti delle agenzie investigative (della polizia, dei carabinieri), percepite come antagonisti fondamentali, come il nemico. L’attività di denuncia e di sensibilizzazione portata avanti da «L’Ora» venne invece a
incrociarsi con la nascita della Commissione antimafia: si determinò così una circolarità di sollecitazioni tra opinione pubblica, forze politiche e istituzioni che, rispetto al passato, rappresentava indubbiamente un’innovazione. Si era, insomma, alle origini dell’antimafia per come generalmente la si intende oggi, ossia come sostegno alle forze della repressione. Tale circolarità, espressasi soprattutto a livello informativo (nello scambio di materiali, notizie, documenti tra gli apparati di sicurezza, l’Antimafia e il giornale) ebbe l’effetto, oltre che di far progredire le cognizioni sul tema, di saldare «L’Ora» al giornalismo nazionale: avvenne cioè che progressivamente i maggiori quotidiani del paese considerassero il quotidiano palermitano un’affidabile opinion maker, appoggiandosi su di esso per avere informazioni sulla mafia. Fu così che il piccolo giornale palermitano riuscì a ritagliarsi un ruolo ben superiore ai suoi mezzi, un ruolo di conoscenza, di lotta e di responsabilità politica e civile.
La scuola di giornalismo. Un ultimo elemento da sottolineare – e che consente di tracciare un filo tra passato e presente – riguarda la funzione di scuola di giornalismo svolta da «L’Ora» verso numerosi cronisti tuttora operativi. Indubbiamente il giornale palermitano rappresentò una palestra dura e formativa per diverse ragioni: il contesto “difficile” e di frontiera nel quale i cronisti operarono, segnato dall’ostilità di buona parte delle istituzioni e dei partiti; il giornalismo tecnicamente rigoroso richiesto da Nisticò (il quale chiedeva spasmodicamente riscontri, controllo delle fonti, correttezza linguistica); il piglio militante che i cronisti più anziani ed esperti trasmisero alle generazioni più giovani; il senso di missione che pervadeva la redazione. Tutti questi aspetti concorsero a formare giornalisti capaci di lavorare in ogni situazione, di portare all’esterno, in altri quotidiani, un giornalismo battagliero e coraggioso, preciso, colto, documentato, politicamente schierato, intellettualmente pregevole.

[NOTE]625 R. S. Rossi, Era L’Ora, cit., p. 254.
626 Cfr. la pagina Facebook L’Ora, edizione straordinaria, gestita dal cronista di «Repubblica» Roberto Leone (ex de «L’Ora»): facebook.com/leone4040/.
627 Aa. Vv., L’Ora, edizione straordinaria, cit.
628 G. Saladino, Romanzo civile, cit.
629 Ivi, p. 142.
630 U. Santino, Storia del movimento antimafia, cit.
631 A. Blando, L’antimafia come risorsa politica, cit.. Su questa linea si colloca in parte l’esperienza della Rete, ricostruita in D. Saresella, Tra politica e antipolitica: la nuova «società civile» e il movimento della Rete (1985-1994), Le Monnier, Firenze 2016.
632 Sulla dimensione fortemente politica del giornalismo di Nisticò insiste nei suoi vari interventi Franco Nicastro.
633 Vasile, Ma gli altri no, cit., p. 192.
Ciro Dovizio, Scrivere di mafia. «L’Ora» di Palermo tra politica, cultura e istituzioni (1954-75), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 2018-2019
#1954 #1970 #1975 #1984 #1992 #2019 #AlfonsoCalasciura #antimafia #CiroDovizio #commissione #controInformazione #cooperativa #CosaNostra #coscienza #direttore #EtrioFidora #giornale #investigativo #LOra #mafia #missione #Palermo #PCI #sicilianismo #sinistra #stampa #VittorioNisticò

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Organic Maps mostra ora il dislivello dei percorsi e una mappa senza confini


Organic Maps aggiorna la sua app di navigazione con profili altimetrici per sentieri, due milioni di nuovi indirizzi USA e mappa globale senza interruzioni. Open source e privacy-focused.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’app di navigazione open source Organic Maps ha appena rilasciato un aggiornamento importante che migliora l’esperienza per escursionisti e ciclisti. La nuova versione permette di interagire direttamente con i sentieri sulla mappa, toccando qualsiasi percorso per visualizzarne immediatamente il profilo altimetrico.

Questa funzionalità elimina la necessità di consultare strumenti esterni durante la pianificazione delle escursioni. Gli utenti possono valutare la difficoltà di un tracciato senza cambiare contesto, un miglioramento che semplifica notevolmente la preparazione di attività all’aperto.

Dati di posizione più precisi negli Stati Uniti


Il database geografico dell’app si è ampliato con due milioni di nuovi indirizzi negli Stati Uniti, estratti dal dataset TIGER Census. Gli sviluppatori hanno implementato algoritmi più intelligenti per il riconoscimento dei numeri civici, migliorando significativamente l’accuratezza delle ricerche e la pertinenza dei risultati sul territorio americano.

Gli autori del progetto ricordano comunque che contribuire manualmente indirizzi mancanti a OpenStreetMap rimane la strategia più efficace per potenziare le capacità di ricerca globale nel lungo termine. La natura collaborativa della piattaforma garantisce miglioramenti continui.

Una mappa che avvolge davvero il globo


Una delle novità tecniche più interessanti riguarda la linea antimeridiana. Organic Maps ha eliminato il tradizionale bordo della mappa a ±180° di longitudine, creando un’esperienza globale senza interruzioni. Ora è possibile trascinare e ruotare la mappa tra regioni come Chukotka e Alaska o Nuova Zelanda e Fiji senza incontrare muri invisibili o reset improvvisi.

Questo miglioramento risolve un problema storico delle mappe digitali legato al bordo artificiale posto all’antimeridiano, che poteva causare interruzioni nella navigazione della mappa quando si attraversava la longitudine ±180°.

Altre migliorie e ottimizzazioni


L’aggiornamento include anche la possibilità di ridipingere tutti i segnalibri e le tracce di una categoria con un singolo tocco, dati OpenStreetMap e Wikipedia aggiornati, nuove icone per mense e porte cittadine, oltre a varie ottimizzazioni delle prestazioni per garantire stabilità e fluidità nell’uso quotidiano.

Organic Maps continua a mantenere i suoi principi fondanti: nessun tracciamento, consumo minimo di batteria e funzionamento completamente offline. L’app è disponibile gratuitamente per iOS e Android, sviluppata da ex creatori di Maps.me con sede in Estonia.

SOURCE:// organicmaps.app

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

ASUS UGen300: la prima USB con motore IA che porta l’intelligenza artificiale su qualsiasi PC


ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

ASUS ha presentato UGen300, il primo dispositivo USB al mondo progettato per dotare PC con Windows e Linux e dispositivi Android di un vero e proprio “motore” dedicato all’IA.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'intelligenza artificiale diventa personale, privata e offline


Per superare il vincolo della connettività a Internet e la problematica del trasferimento dei propri dati sul cloud, ASUS UGen300 porta la potenza di calcolo necessaria direttamente nelle mani dell’utente. Una volta inserita nella porta USB-C, infatti, il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate, come l'elaborazione di testi complessi, il riassunto automatico di video o il riconoscimento vocale in tempo reale, garantendo la massima sicurezza ed evitando di dover sottoscrivere abbonamenti mensili.
Il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzateIl dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate

Un concentrato di potenza ed efficienza


Nonostante le dimensioni tascabili (105 x 50 x 18 mm), ASUS UGen300 racchiude il processore Hailo-10H, capace di offrire 40 TOPS di potenza di calcolo ed è ottimizzata per l'IA generativa, consentendo di gestire sia l'elaborazione di modelli linguistici (LLM) sia le attività di analisi visiva (VLM), come il riconoscimento di oggetti o la descrizione automatica di immagini. ASUS UGen300 vanta, inoltre, 8GB di memoria LPDDR4 dedicata, che assicura l’esecuzione anche di carichi di lavoro impegnativi senza pesare sulle risorse del computer. Un altro aspetto da non trascurare è quello dell’efficienza, visto che il dispositivo consuma appena 2,5 Watt durante le operazioni più comuni.
ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-playASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play

Semplicità plug-and-play


Nata per essere universale, ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play dotata di interfaccia USB 3.1 Gen 2 Type-C, compatibile con Windows, Linux e Android. Sebbene l'estrema facilità d'uso la rende perfetta per il mercato consumer e per il mondo della scuola e dell’università, questa soluzione rappresenta uno strumento che può essere utilizzato anche dai professionisti. Per accelerare ulteriormente i tempi di sviluppo, sarà presto disponibile l'utility UGen, che permetterà una validazione rapida dei progetti grazie a oltre 100 modelli pre-addestrati, mentre per scenari di integrazione industriale e professionale, è prevista anche una versione del dispositivo in formato M.2.

Insta360 presenta Snap: nuovi schermi per selfie perfetti
Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibilità e prezzi


La disponibilità è prevista entro l’estate, mentre i prezzi al pubblico non sono ancora stati resi noti da ASUS.


MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Arriva XChat: privacy dichiarata e raccolta dati reale


XChat arriva il 17 aprile su iPhone e iPad. Promette privacy e crittografia end-to-end, ma la label Apple indica raccolta dati.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

X sta per lanciare la sua nuova app di messaggistica. XChat sarà disponibile dal 17 aprile su iPhone e iPad, promettendo conversazioni private senza pubblicità né tracciamento. Ma c’è un dettaglio che fa storcere il naso.

Cosa offre XChat


L’applicazione si presenta come uno spazio dedicato alle chat, separato dal social network principale. End-to-end encryption su tutti i messaggi, chiamate vocali e video, condivisione di file, gruppi numerosi e messaggi che scompaiono automaticamente. Anche la possibilità di bloccare gli screenshot delle conversazioni è prevista, insieme alla funzione per editare o cancellare ciò che è stato inviato.

Quello che dice la privacy label di Apple


Tutto questo dovrebbe convincere gli utenti più attenti alla privacy a spostarsi su XChat. La parte più ironica è che la stessa scheda privacy sull’Apple App Store racconta in realtà una storia diversa. Secondo i dati obbligatori richiesti da Apple, l’app potrebbe raccogliere e collegare all’identità dell’utente informazioni sensibili: posizione geografica, dati di contatto, rubrica, contenuti generati e cronologia delle ricerche.

La contraddizione è evidente. Da un lato il marketing parla di zero tracking, dall’altro l’etichetta privacy ammette la raccolta di dati personali. X Corp non sembra aver ancora fornito spiegazioni pubbliche su questa discrepanza.

Il vincolo dell’ecosistema X


A differenza della maggior parte delle app di messaggistica, XChat non esiste come prodotto a sé stante: per usarla serve un account X. Questo significa che per chattare in privato devi prima essere utente di una piattaforma social, con tutto quello che comporta in termini di profilazione e tracciamento sull’account principale. Al momento non ci sono informazioni su un eventuale rilascio per Android.

Il lancio è previsto per domani. Resterà da vedere come l’app si comporterà nella pratica e quanti utenti saranno disposti a fidarsi di un ecosistema noto per posizioni controverse.

SOURCE:// apps.apple.com
SOURCE:// technode.com
SOURCE:// ynetnews.com

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Caposaldo E-092 據點 stronghold


Il caposaldo E-092 è una delle costruzioni militari più incredibili dell'arcipelago di Kinmen. Chiamato anche 高洞, "grotta alta" perché l'ingresso del tunnel principale, scavato interamente nella roccia, presenta feritoie che arrivano a ben 6 metri di altezza! Da qualche anno è visitabile, ma alcune parti rimangono interdette; dal 2026 esso è divenuto negli ultimi anni uno dei luoghi simbolo della storia bellica dell'isola, con gli immancabili cacciatori di selfie piazzati nel punto […]

entrata principale - main entrance - 坑道入口
entrata principale – main entrance – 坑道入口

Il caposaldo E-092 è una delle costruzioni militari più incredibili dell’arcipelago di Kinmen. Chiamato anche 高洞, “grotta alta” perché l’ingresso del tunnel principale, scavato interamente nella roccia, presenta feritoie che arrivano a ben 6 metri di altezza! Da qualche anno è visitabile, ma alcune parti rimangono interdette; dal 2026 esso è divenuto negli ultimi anni uno dei luoghi simbolo della storia bellica dell’isola, con gli immancabili cacciatori di selfie piazzati nel punto chiave in attesa della giusta luce. Ciò grazie alla ristrutturazione operata dal governo locale, la quale ha avuto termine nel 2024 (NB: le mie fotografie sono antecedenti).

Situato alle coordinate GPS N24.433381739934998, E118.40688397085124 il forte venne edificato a protezione di Liaoluo Bay e dell’aeroporto, insieme alle fortezze vicine. Fu costruito nei primi anni ’80 dalla 226ª Divisione – Tigre Ruggente, dal mare risulta praticamente invisibile. Gran parte della struttura è stata scavata nella dura roccia granitica ed i punti esposti, come le casematte od i posti di sentinella, rinforzati in cemento.All’esterno, la roccia è cosparsa di piccoli cumuli di cemento su cui venivano innestati cocci di vetro per rallentare l’eventuale avanzata nemica. Oltre ad essi, il terreno circostante era infarcito di mine anti carro. Nell’entroterra si trovano baraccamenti ed edifici di servizio, visibili in parte dalla strada. Il progetto di riqualificazione rientra in un sistema continuo lungo quel tratto di costa, che integra risorse costiere, punti militari e insediamenti locali, con l’obiettivo di sviluppare un modello narrativo basato sulla cultura militare e sul paesaggio marino; partendo dal tunnel per imbarcazioni E‑091 di Xinhu, verso ovest, verranno simbolicamente collegate E‑092 Gaodong, E‑093 Huanghaibao, E‑094 Sky Castle ed E‑095 Zhongxingbao.

visuale dalla fortezza

Il progetto di rivalutazione prende forma a partire da un principio chiaro: quello del “basso impatto”. L’intervento privilegia infatti soluzioni capaci di coniugare sicurezza e rispetto per l’identità originaria del luogo, con l’obiettivo di restituire alla galleria una migliore visibilità e accessibilità senza alterarne il carattere.

All’interno, il tracciato irregolare è stato oggetto di un accurato lavoro di sistemazione e restauro, trasformandosi in un percorso più agevole e continuo, oggi connesso alla passeggiata costiera. Nei punti caratterizzati da dislivelli sono stati inseriti corrimano, mentre la segnaletica e i dispositivi informativi sono stati potenziati per orientare i visitatori. Nelle aree più esposte, invece, sono state predisposte barriere di protezione, a garanzia della sicurezza.

Un ruolo importante è affidato anche al paesaggio vegetale, con l’introduzione di specie autoctone come Pongamia pinnata, Chrysanthemum morifolium di Kinmen, agave, Pittosporum tobira e Carissa spinarum. La scelta contribuisce a rafforzare il processo di rinverdimento e a ristabilire un dialogo coerente con l’ambiente naturale circostante.

Le soluzioni progettuali puntano inoltre sull’impiego di materiali naturali, così da ridurre l’impatto visivo e valorizzare il contesto. All’ingresso, la luce naturale viene guidata all’interno della galleria, preservandone l’atmosfera rustica e autentica, mentre la pianta dell’intervento evidenzia un’organizzazione spaziale attenta e misurata.

Anche il progetto illuminotecnico si muove nel solco della discrezione. L’illuminazione indiretta mette in risalto le texture delle pareti rocciose senza risultare invasiva, mentre in prossimità degli ingressi e dei lucernari naturali si è scelto di non installare lampade, lasciando che sia la luce del giorno a definire gli spazi.

Per quanto riguarda i materiali dei percorsi, si è optato per la conservazione del calcestruzzo esistente, trattato con finitura antiscivolo per regolarizzare le superfici. Lungo la costa, invece, è stata mantenuta la pavimentazione originaria in pietrisco e roccia, integrata con blocchi e ghiaia locali per accompagnare il cammino dei visitatori.

All’imbocco superiore della galleria prende forma una passerella in calcestruzzo con finitura effetto legno, che si estende nel bosco e si raccorda al percorso costiero, creando un anello continuo. L’intervento si inserisce con naturalezza nella morfologia del terreno, rispettandone le linee e l’atmosfera.

Le strutture, leggere e integrate nel paesaggio, sono realizzate prevalentemente in blocchi di granito, in un richiamo esplicito al carattere austero dei capisaldi di frontiera e alle texture geologiche locali. L’intero percorso utilizza materiali naturali e cromie a bassa saturazione per favorire una piena integrazione ambientale.

Davanti all’ingresso della galleria, uno spazio essenziale costruisce un effetto al tempo stesso accogliente e simbolico. La conservazione di tronchi e rami contribuisce ulteriormente a rafforzare il legame con la natura, mentre dettagli come le superfici bocciardate delle fioriere evocano l’immagine della costa granitica di Kinmen. Anche il cosiddetto “muro a pelle di tigre” si inserisce in questo racconto, come elemento distintivo della cultura locale.

Nel 2024, anno del completamento della ristrutturazione, il forte venne inserito all’interno della manifestazione artistica Kinmen International Marine Art Season 2024: allo scopo vennero inserite delle installazioni artistiche come il coloratissimo Vortice del tempo e dello spazio” presentato dall’artista Wang Zhenwei.

Comunque la parte più interessante è costituita sicuramente dai tunnel scavati nella roccia; prima della ristrutturazione, esplorarli al buoi era una vera avventura. Non tutti i tratti erano percorribili, inoltre alcuni spazi, come la casamatta principale che si affaccia sulla sottostante scogliera, era allagata, come si vede in fotografia; ora dovrebbe invece essere agibile. Caratteristica peculiare è la presenza di 2 天坑, che potremmo tradurre letteralmente come aperture nel soffitto del tunnel, oppure, un po’ più elegantemente, come dolina. Uno è piuttosto grande, immancabile sito per fotografie (dicono mezzogiorno sia l’ideale, quando la luce dall’alto filtra) fra i punti 1 e 2 della mappa, l’altro è più piccolo, fra i punti 1 e 3. I fori sono stati prodotti da crolli.

Contesto storico


Il caposaldo E-092 ospitava la 20ª Batteria Contraerea (seconda compagnia di cannoni automatici), e venne realizzato come ampliamento della galleria 凱旋 – Kaixuan, scavata negli anni ’60, quando vi erano ancora stanziate le temibili Flying Tigers, il gruppo aereo costituito da piloti americani e della Cina Nazionalista istituito durante la seconda guerra mondiale, divenuto dal 4 luglio 1942 il China Air Task Force.

Fu negli anni ’80 che la 226ª Divisione di Fanteria costruì i capisaldi costieri E092–E095 lungo la baia di Liaoluo, installando postazioni di artiglieria antiaerea da 90 mm per presidiare il lato ovest dell’aeroporto di Kinmen e il lato est dei rifornimenti nella baia di Liaoluo.

Il sito E-092 sfrutta una parete sporgente di roccia granitica all’interno della galleria per realizzare un fortino d’artiglieria, diventando un’importante base di difesa costiera militare della costa meridionale. Con il cambio delle truppe, l’evoluzione delle strategie militari e il programma di razionalizzazione delle forze armate, l’esercito si è progressivamente ritirato dai suddetti capisaldi, lasciando le gallerie sommerse dalla vegetazione spontanea costiera.

Ciò sino a quando l’interesse per la storia e lo sviluppo del turismo militare nella contea di Kinmen, il sito E-092 è riemerso dall’oblio. Grazie alla sua peculiare storia militare e alla morfologia delle gallerie in granito tipiche di Kinmen, il sito è stato inserito, come già scritto, in un progetto che mira a creare un corridoio paesaggistico culturale militare lungo la linea difensiva costiera sul fianco della baia di Liaoluo.

Data la sua peculiarità morfologica, i possibili giochi di luce e gli spazi a disposizione, a mio giudizio esso sarebbe un ottimo sito per mostre e performance artistiche dove i giochi di luci ed ombre o buio completo, potrebbero coadiuvare la rappresentazione artistica. Ma questa, è un’altra storia…

Fonti:
landscape.org.tw/publication/m…
tungbin.pixnet.net/blog/posts/…
visitkinmen.pixnet.net/blog/po…

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

oggi, 16 aprile, a roma: nuova presentazione del progetto “quel che non puoi vedere / tentativi di visione”


Una nuova presentazione del progetto Quel che non puoi vedere / Tentativi di visione nel luogo in cui ha avuto origine la performance che ha poi ispirato il libro-cofanetto. A seguire una degustazione di tè verde sencha accompagnato da senbei (cracker di riso giapponesi). OGGI, giovedì 16 aprile, ore 18, Galleria AOC, via Flaminia 58, Roma
#art #arte

#Arte #Art
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

i’m waiting for the man / the velvet underground. 1969 [live]


[youtube=youtube.com/watch?v=XwgkhIkSZF…]

Audio taken from October 19, 1969, End of Cole Ave. club, Dallas. Picture taken from October 15, 1969, Dallas Peace Moratorium.

all the infos: youtu.be/XwgkhIkSZFo?is=kaNaBG…
#footage #music #musicA #TheVelvetUnderground

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Mastodon ottiene 614.000 euro dal Sovereign Tech Fund: messaggi privati cifrati entro il 2027


Il Sovereign Tech Fund finanzia Mastodon con un accordo da 614.000 euro. Tra le novità previste, la crittografia end-to-end per i messaggi privati basata su protocolli aperti, nuovi strumenti di moderazione e una gestione più sostenibile dei file multimediali.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Con un accordo di servizio da 614.000 euro, il Sovereign Tech Fund finanzia una serie di miglioramenti a Mastodon e all’ecosistema del fediverso. Di questa cifra, 90.000 euro sono riservati ad altri progetti federati che vorranno implementare i protocolli sviluppati durante il lavoro. Il team di Mastodon sta già cercando due nuovi sviluppatori backend per portare avanti i cinque ambiti coperti dall’accordo.

Messaggi privati cifrati, con calma ma sul serio


La novità più attesa è la crittografia end-to-end per i messaggi privati. Oggi, i DM su Mastodon non sono cifrati: in teoria, chi amministra un’istanza potrebbe leggerli accedendo al database. Il problema è noto da anni, e diversi tentativi passati non hanno mai raggiunto la maturità necessaria.

Questa volta l’approccio è diverso. Mastodon non svilupperà un protocollo proprietario, ma adotterà MLS over ActivityPub, una specifica attualmente in fase di bozza al W3C. Il protocollo MLS, già usato nella messaggistica RCS, è pensato per funzionare bene anche con gruppi numerosi. A coordinare il lavoro tecnico è la Social Web Foundation, che ha coinvolto due progetti del fediverso, Emissary e Bonfire, per sviluppare implementazioni interoperabili tra loro. Come riporta We Distribute, le prime consegne sono attese per giugno 2026.

Mastodon implementerà il supporto solo dopo che la task force del W3C avrà finalizzato la specifica e l’interoperabilità sarà dimostrata. La timeline prevista è il 2027: non immediata, ma realistica.

Moderazione e infrastruttura


L’accordo copre anche altri punti rilevanti per chi gestisce o utilizza istanze del fediverso. Entro fine 2026 arriverà la sincronizzazione delle liste di blocco tramite il protocollo aperto FIRES, con la possibilità per gli amministratori di sottoscrivere blocklist condivise e decidere se applicarle automaticamente o usarle come suggerimenti da valutare caso per caso.

Sempre entro fine anno è previsto un nuovo sistema per lo storage dei media, uno dei problemi più annosi per chi mantiene un server Mastodon. Oggi ogni istanza conserva copie locali dei file multimediali che circolano nella rete federata, con costi di archiviazione e banda che crescono rapidamente. La soluzione proposta si chiama Fediverse Auxiliary Service Provider e permetterà di condividere storage e processing tra più server.

Il terzo ambito riguarda il rilevamento automatico dei contenuti, con strumenti che gli amministratori potranno attivare volontariamente per individuare spam e materiale illegale, mantenendo la trasparenza verso gli utenti su come vengono trattati i dati. L’implementazione è prevista entro metà 2027.

Il contesto conta


L’annuncio arriva in un momento significativo. Instagram sta per rimuovere la crittografia end-to-end dai messaggi e TikTok la rifiuta apertamente per i propri DM. Mentre le grandi piattaforme arretrano o temporaneggiano, il fediverso costruisce una soluzione basata su standard aperti, finanziata con fondi pubblici europei e progettata per essere interoperabile fin dall’inizio.

SOURCE:// blog.joinmastodon.org
SOURCE:// privacyguides.org
SOURCE:// wedistribute.org


Federated End-to-End Encrypted Messaging is Coming Soon


Support for end-to-end encrypted messaging in ActivityPub has been stated as a long-term goal by the Social Web Foundation, but the network might be gaining support for it sooner than anyone expected. Ben Pate, the lead dev of Emissary, posted to the network earlier this week:

Since January, Bonfire and Emissary have been working on true E2EE in ActivityPub, using the MLS protocol — which is a successor to Signal protocol with better support for very large groups.

Anyway, here’s today’s progress video of where I am. Here’s what works: exchanging public keys, creating groups, sending/receiving messages and replies, and realtime notifications.

There’s a lot more to do. We’re planning on general availability in June, so right now we’re about 1/3 of the way into the project.


Funding for this feature was secured through the Sovereign Tech Fund, with leadership provided by the Social Web Foundation. Emissary and Bonfire are both working on this project, and are due to provide deliverables by June 2026. The result of this work will eventually provide a clear standard in a future version of the ActivityPub protocol spec. A December 2025 draft of the existing spec can be read here.

A Quick Demo


Ben was nice enough to record a quick demo for people to get a visual representation of where things are currently, and what support for encrypted messaging looks like.

clip.place/w/ajgJ5Hi69bbbxHCK3…

What’s Next?


For now, implementers are working hard to iron out wrinkles and resolve outstanding points of ambiguity. The demo above already showcases a working product, although a number of client-side bells and whistles could be added for things like read receipts, native support for different content types, and autocomplete for looking up contacts.

The spec currently appears to propose an idea that client implementers could leverage end-to-end encryption through a future version of the ActivityPub API. While the proposal spec is relatively fleshed-out, it would benefit greatly from community feedback.

Share


reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

simone beghi: incontro oggi, 16 aprile, alla biblioteca pagliarani


link per partecipare / ascoltare:
meet.google.com/mje-pzrq-xhf

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Tails 7.6.2 disponibile: patch urgente per Flatpak e Tor Browser


Tails 7.6.2 è disponibile come aggiornamento urgente: corregge una vulnerabilità critica in Flatpak che permetteva, in determinate condizioni, di accedere ai file dell'utente aggirando il confinamento del Tor Browser.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Rilasciato oggi, Tails 7.6.2 è un aggiornamento fuori ciclo dedicato a correggere una vulnerabilità di sicurezza significativa nel sistema di confinamento del Tor Browser.

Il problema riguarda Flatpak, il sistema di pacchettizzazione e sandboxing usato da Tails per isolare le applicazioni. La versione precedente era affetta da CVE-2026-34078, una falla critica (CVSS 9.3) scoperta da Codean Labs e già corretta nella versione 1.16.4 di Flatpak circa una settimana fa. Tails 7.6.2 aggiorna Flatpak alla 1.16.6, che include anche ulteriori correzioni di regressioni introdotte dalla patch originale.

Come funziona la falla


Il portale Flatpak accettava percorsi nelle opzioni sandbox-expose che potevano essere symlink controllati dall’applicazione, puntanti a posizioni arbitrarie sul filesystem reale. Flatpak montava poi il percorso risolto all’interno del sandbox, dando di fatto all’applicazione accesso completo ai file dell’host.

Nel contesto di Tails, questo significa che un attaccante avrebbe potuto aggirare il confinamento di Tor Browser e leggere tutti i file accessibili senza password di amministrazione, inclusi quelli nell’archiviazione persistente. C’è però una condizione necessaria: per sfruttare questa falla, l’attaccante doveva aver già compromesso Tor Browser tramite un’altra vulnerabilità.

Come aggiornare


Gli aggiornamenti automatici sono disponibili per chi usa Tails 7.0 o versioni successive. Chi non riesce ad aggiornare automaticamente, o riscontra problemi all’avvio dopo l’aggiornamento, può seguire la procedura di aggiornamento manuale.

Per nuove installazioni è disponibile sia l’immagine USB che l’immagine ISO per DVD e macchine virtuali, scaricabili dal sito ufficiale di Tails.

SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// github.com
SOURCE:// helpnetsecurity.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Trisquel 12.0 “Ecne”: niente firmware proprietari, nessuna eccezione


Trisquel 12.0 "Ecne" è disponibile: distribuzione GNU/Linux approvata dalla Free Software Foundation, basata su Ubuntu 24.04 LTS, con kernel Linux-libre, APT 3.0 e tre browser liberi.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Trisquel non è una distribuzione per tutti. È una delle poche, pochissime distribuzioni GNU/Linux approvate dalla Free Software Foundation perché esclude qualsiasi componente non libero: niente driver proprietari, niente firmware closed-source, niente eccezioni per comodità. Quella scelta ha un costo in termini di compatibilità hardware, ed è una scelta deliberata.

La versione 12.0, nome in codice “Ecne” dalla mitologia irlandese, porta a compimento il passaggio a Ubuntu 24.04 LTS come base, con supporto garantito fino al 2029. Il kernel è Linux-libre 6.8.x, la variante priva di tutti i blob binari presenti nel kernel vanilla.

Cosa cambia con Ecne


La novità tecnica più rilevante riguarda la gestione dei pacchetti: Trisquel 12.0 adotta APT 3.0 con pieno supporto al formato deb822 per i repository, aggiornato su tutti i percorsi di installazione, dall’installer grafico Ubiquity all’installazione testuale via rete. Per quanto riguarda il kernel, il team ha lavorato a rendere le modifiche più modulari, riducendo i problemi nei componenti udeb usati durante l’installazione, da sempre uno dei passaggi più delicati per una distribuzione che tocca in profondità il kernel upstream.

Per i browser, Ecne aggiunge GNU IceCat e ungoogled-chromium all’offerta già esistente di Abrowser: tre opzioni che rispettano i requisiti di software libero del progetto. I repository backports tengono aggiornate applicazioni come LibreOffice, Inkscape, Nextcloud Desktop, Kdenlive e yt-dlp.

Un dettaglio curioso: Ubuntu ha abbandonato LXDE da tutte le sue versioni, e Trisquel Mini, che usa proprio LXDE, è diventata di fatto uno dei pochi ambienti in cui quel desktop riceve manutenzione attiva. Accade per caso, ma non è irrilevante per chi usa hardware datato.

Le edizioni disponibili


Trisquel 12.0 arriva in cinque varianti: la principale con MATE 1.26, Triskel con KDE Plasma 5.27, Trisquel Mini con LXDE, una versione Sugar per contesti educativi e un’immagine netinstall per installazioni personalizzate. Le architetture supportate sono amd64, ppc64el, arm64 e armhf.

SOURCE:// trisquel.info
SOURCE:// linuxiac.com
SOURCE:// helpnetsecurity.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Linux 7.0 è ufficiale: più spazio a Rust, novità per XFS e regole per gli strumenti AI


Linux 7.0 è stato rilasciato ufficialmente con Rust stabile, filesystem XFS auto-riparante e nuovo supporto hardware. Tutte le novità del kernel di aprile 2026.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il kernel Linux ha raggiunto un nuovo traguardo con il rilascio della versione 7.0, annunciato ufficialmente da Linus Torvalds il 12 aprile 2026. Non si tratta di una release LTS, ruolo che resta alla 6.18 con supporto previsto fino a dicembre 2028, ma è comunque un passaggio importante per l’evoluzione del sistema operativo open source più diffuso al mondo. E come spesso accade nel mondo Linux, il cambio di numero non indica una rivoluzione improvvisa, quanto piuttosto l’ingresso in una nuova fase del ciclo di sviluppo.

La novità più osservata riguarda Rust, che continua a consolidare la propria presenza nel kernel. Più che parlare di “stabilità completa”, oggi è più corretto dire che il supporto al linguaggio è entrato in una fase molto più matura e concreta: il kernel lo supporta ufficialmente sotto CONFIG_RUST, ma la documentazione chiarisce anche che vengono ancora utilizzate alcune feature instabili. Il segnale, però, è chiaro: Rust non è più una curiosità sperimentale, ma una parte sempre più seria del futuro sviluppo del kernel, soprattutto per driver e componenti dove la sicurezza della memoria conta davvero.

Il filesystem che punta a curarsi da solo


Sul fronte storage, una delle aree più interessanti è XFS. Qui il lavoro sull’online fsck continua a prendere forma e l’idea del self-healing non è più solo teorica: esistono già strumenti come xfs_healer, pensati per reagire a errori e corruzioni mentre il filesystem resta montato e operativo. Detto questo, è importante non forzare troppo il concetto: la riparazione online e autonoma è reale, ma resta ancora indicata come sperimentale. Per gli ambienti enterprise, però, la direzione è molto chiara e va verso una gestione sempre più continua, meno invasiva e con meno downtime.

L’AI entra nella documentazione ufficiale


Un altro segnale interessante arriva dal modo in cui il kernel guarda agli strumenti di sviluppo assistito. Nel messaggio di rilascio di Linux 7.0, Torvalds osserva che gli strumenti AI potrebbero già contribuire a far emergere più bug e casi limite del previsto. Non solo: la documentazione ufficiale del kernel include ora una pagina dedicata agli AI Coding Assistants, con regole precise su responsabilità, attribution e uso corretto nei contributi. È un passaggio simbolico ma importante, perché mostra come questi strumenti stiano entrando nel processo di sviluppo non come eccezione, ma come realtà da disciplinare apertamente.

Cosa aspettarsi dalle distribuzioni


Linux 7.0 è destinato ad arrivare rapidamente dove il ciclo di aggiornamento è più aggressivo, mentre per gli ambienti più conservativi continuerà a pesare la scelta della stabilità a lungo termine. Ubuntu 26.04 LTS, nelle note ufficiali, indica già il passaggio al kernel 7.0. Per chi lavora in produzione, però, la scelta più prudente resta la serie LTS 6.18; chi invece vuole provare subito le novità del nuovo ramo principale potrà farlo prima nelle distribuzioni più rapide ad assorbire i kernel recenti.

SOURCE:// lkml.org
SOURCE:// theregister.com
SOURCE:// 9to5linux.com
SOURCE:// phoronix.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Servo 0.1.0 arriva su crates.io, il motore browser in Rust diventa una libreria utilizzabile


Servo pubblica la versione 0.1.0 su crates.io, permettendo per la prima volta di integrare il motore browser Rust come libreria nelle proprie applicazioni.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il motore browser Servo compie un passo importante. Dopo anni di sviluppo, la versione 0.1.0 è disponibile su crates.io, il registry ufficiale dei pacchetti Rust. Per la prima volta gli sviluppatori possono aggiungere Servo ai propri progetti con un semplice cargo add servo e utilizzarlo come libreria incorporabile.

Da Mozilla alla Linux Foundation Europe


Servo nasce nel 2012 presso Mozilla Research con un obiettivo ambizioso: riscrivere da zero un motore browser moderno sfruttando Rust. Il progetto è passato sotto la Linux Foundation Europe nel 2021, mantenendosi indipendente dal controllo delle grandi aziende. Oggi rappresenta una delle poche alternative al duopolio Chromium-WebKit che domina il rendering web da oltre un decennio.

La novità principale di questa release è che Servo può finalmente essere usato come componente all’interno di altre applicazioni. In pratica, chi sviluppa un programma può inserirci dentro un motore browser completo senza doversi appoggiare a software esterno. Il tutto funziona su macOS, Linux, Windows, OpenHarmony e Android a 64 bit.

Sicurezza della memoria, un vantaggio concreto


La sicurezza della memoria è uno dei punti di forza di Servo. Per capirne l’importanza basta un dato: secondo gli sviluppatori di Chromium, circa il 70 percento dei bug di sicurezza gravi nei browser deriva da problemi di gestione della memoria. Essendo scritto in Rust, un linguaggio che per natura previene gran parte di questo tipo di errori, Servo riduce drasticamente una delle principali superfici d’attacco tipiche dei browser tradizionali.

Una versione LTS per chi cerca stabilità


Il team ha anche annunciato una versione LTS, cioè con supporto a lungo termine. Le release mensili normali possono introdurre cambiamenti non compatibili con le versioni precedenti, mentre la versione LTS permette aggiornamenti importanti ogni sei mesi con patch di sicurezza continue nel frattempo. Una scelta pensata per chi ha bisogno di stabilità senza rinunciare alle correzioni critiche.

Nonostante il salto a 0.1.0, Servo non è ancora pronto per la versione 1.0. Gli sviluppatori stessi ammettono di non aver ancora definito cosa significhi 1.0 per il progetto. Il nuovo numero di versione riflette comunque una maggiore fiducia nella possibilità di usare Servo come libreria e nella sua capacità di soddisfare esigenze reali.

Il browser dimostrativo servoshell non sarà pubblicato su crates.io. Il focus resta sulla libreria incorporabile, non su un prodotto browser finito.

Un ruolo di nicchia nel panorama dei browser engine


Attualmente Servo non punta a competere con Chrome o Firefox. Il suo spazio è un altro: offrire a chi sviluppa in Rust un motore di rendering web sicuro e controllabile, per tutti quei casi in cui serve visualizzare contenuti web dentro un’applicazione senza dipendere dai colossi del settore.

SOURCE:// servo.org
SOURCE:// byteiota.com
SOURCE:// crates.io

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Session, novanta giorni per sopravvivere


L'app di messaggistica cifrata Session rischia la chiusura il prossimo 8 luglio. Dietro la crisi, un modello di finanziamento costruito su una criptovaluta che non ha retto.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Session, l’applicazione di messaggistica cifrata che non richiede numero di telefono e non conserva metadati, ha annunciato di essere entrata negli ultimi novanta giorni di attività. Se la Session Technology Foundation (STF) non riuscirà a garantirsi i fondi necessari entro l’8 luglio 2026, il servizio chiuderà.

Il fabbisogno annuale della fondazione è di circa un milione di dollari, tra stipendi degli sviluppatori, infrastrutture e costi operativi. A oggi la STF ha ricevuto circa 65.000 dollari in donazioni, sufficienti a mantenere attive le infrastrutture critiche per i prossimi tre mesi, ma non a trattenere personale retribuito. Il 9 aprile 2026 tutti i dipendenti hanno già lasciato il proprio incarico; alcuni continueranno su base volontaria fino alla data limite.

Come si è arrivati qui


Session è nata nel 2018-2019 per iniziativa di un gruppo di sviluppatori australiani, sotto la Oxen Privacy Tech Foundation (OPTF). Il modello di rete era costruito attorno alla criptovaluta OXEN: gli operatori dei nodi distribuiti che formano l’infrastruttura dovevano mettere in staking token OXEN come garanzia, ricevendo ricompense in cambio. Un meccanismo che, in teoria, avrebbe dovuto rendere la rete autosufficiente senza fare affidamento su server centralizzati.

OXEN come criptovaluta ha però sostanzialmente smesso di esistere: secondo CoinGecko, il token ha perso oltre il 99% del proprio valore rispetto al picco storico ed è stato rimosso da quasi tutti gli exchange. Il fondamento economico della rete era evaporato.

Nel 2024, mentre OPTF trasferiva la gestione del progetto alla neonata STF svizzera, citando un ambiente normativo australiano sempre più ostile alla crittografia, il team ha annunciato la migrazione verso un nuovo token chiamato SENT, basato su Ethereum. Un secondo tentativo di costruire sostenibilità su basi crypto. Nel frattempo il piano “Session Pro”, ovvero un livello a pagamento che avrebbe dovuto garantire entrate stabili, non era ancora pronto.

Una nota sul modello crypto


Non tutte le applicazioni che integrano una criptovaluta nella propria infrastruttura sono uguali, e un incentivo economico per gli operatori dei nodi può essere, in linea di principio, una soluzione legittima al problema della decentralizzazione. Il caso Session dimostra però che affidarsi a un token crypto come meccanismo di finanziamento principale espone il progetto alla volatilità del mercato in modo strutturale. Quando si valuta uno strumento per la privacy, la dipendenza da una criptovaluta per la sopravvivenza del servizio va considerata un elemento di rischio concreto, da pesare accanto alle caratteristiche tecniche.

La situazione attuale


Con 1,7 milioni di utenti attivi mensili, Session rimane un progetto con una base reale. La STF ha comunicato che, in caso di chiusura definitiva, i fondi non utilizzabili secondo il proprio statuto saranno donati all’Electronic Frontier Foundation. Per chi volesse contribuire, la raccolta è aperta sul sito ufficiale.

SOURCE:// getsession.org
SOURCE:// optf.ngo
SOURCE:// cyberinsider.com
SOURCE:// coingecko.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

17 aprile, roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre


il colore delle menzogne_ mostra di hogre @ porterosse, roma
cliccare per ingrandire

Venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
La mostra raccoglie tutte le collaborazioni che dal 2023 a oggi ha stretto in Colombia, producendo serigrafie, incisioni, stampe a caratteri mobili e risografie. Completa il percorso espositivo una serigrafia prodotta con 75 grados, principale laboratorio di Città del Messico, e un recente lavoro stampato nello studio a Barcellona dell’amica e artista colombiana Tropidelia, che Hogre ha disegnato a quattro mani con il collega pugliese Awer.

*

PORTE ROSSE è a Roma, in via dei Sabelli 8

«COLOR MENTIRA – El color de las mentiras», la nueva exposición de grabados de Hogre (@buyanewsoul). El proyecto junta las colaboraciones que el artista ha desarrollado con talleres de serigrafía y grabado en Colombia desde 2023 hasta la actualidad.

La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.
#75Grados #art #arte #Awer #CittàDelMessico #collaborazioni #Colombia #COLORMENTIRA #DilettaDeLeonardis #EleonoraGhezzi #ErikaBraun #exposición #grabados #Hogre #impresiónArtística #impresiones #impresionesConTiposMóviles #inaugurazione #incisioni #lenguajePublicitario #linguaggioControPubblicitario #mensajesAnticapitalistas #mostraPersonale #PorteRosse #risografías #risografie #SanLorenzo #serigrafías #serigrafie #stampaDArte #stampatoriDArteColombiani #stampe #stampeACaratteriMobili #streetArt #subvertising #Tropidelia #viaDeiSabelli

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Zotero 9 arriva con la sintesi vocale e un avvio più veloce: ecco cosa cambia


Scopri Zotero 9, il nuovo aggiornamento del gestore bibliografico open source. Sintesi vocale per ascoltare PDF, avvio più veloce e nuove funzioni per la scrittura accademica.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Immaginate di dover gestire centinaia di articoli, PDF e link per un progetto di ricerca, una tesi o semplicemente per tenere ordine nelle vostre letture personali. Zotero è proprio la soluzione a questo problema: un software gratuito e open source che funziona come un archivio intelligente, salvando non solo il link di un sito ma anche il documento completo, le note e le citazioni, organizzandole automaticamente. Dopo due soli mesi dalla versione precedente, arriva la versione 9, un aggiornamento che porta funzionalità pensate per rendere la lettura e la gestione dei documenti molto più fluida.

Ascolta i tuoi documenti invece di leggerli


La novità più attesa è senz’altro la funzione “Read Aloud”. Fino ad oggi, per consultare un PDF o un articolo salvato bisognava leggerlo a schermo, con il rischio di affaticare la vista. Con l’aggiornamento di marzo 2026, Zotero permette di ascoltare i documenti con voci naturali e di alta qualità. Non si tratta del classico sintetizzatore vocale robotico, ma di una lettura che rispetta la punteggiatura e il ritmo del testo. L’utente può saltare paragrafi, fermarsi per annotare una frase specifica e riprendere esattamente da dove si era interrotti, con la posizione salvata e sincronizzata tra i dispositivi. Al momento questa funzione è disponibile solo sulle versioni desktop per Windows, macOS e Linux, mentre l’arrivo sui dispositivi mobili è previsto per il futuro.

Scrivere e collaborare diventa più semplice


Oltre all’ascolto, l’esperienza di scrittura e organizzazione è stata rifinita. Chi scrive saggi o articoli accademici troverà utile il nuovo pulsante “Aggiungi annotazione” nei plugin per Word e Google Docs. Questo permette di inserire direttamente nel testo le note prese dai PDF, generando automaticamente la bibliografia corretta senza dover copiare e incollare manualmente. Anche la gestione delle librerie condivise è diventata più trasparente: ora è possibile vedere chi ha aggiunto o modificato un documento, utile per chi lavora in gruppo o in team di ricerca.

Prestazioni ottimizzate e accesso semplificato


Le prestazioni sono state ottimizzate in modo significativo. Il software si avvia consumando il meno memoria e la sincronizzazione dei file pesa meno sulla connessione e sul disco rigido. Su Mac, il sistema di copia dei file sfrutta le funzionalità native del sistema operativo per evitare di occupare spazio doppio durante le operazioni. Anche il processo di accesso è stato semplificato, affidandosi al browser predefinito per gestire le credenziali, una scelta che facilita l’uso con i gestori di password esterni.

Questi aggiornamenti confermano che Zotero non è solo un archivio statico, ma uno strumento vivo che evolve rapidamente per adattarsi alle nuove abitudini di lettura e studio. Per chi non lo conoscesse, rappresenta un’alternativa solida e gratuita ai servizi a pagamento per la gestione delle fonti, garantendo che i propri dati rimangano sotto il totale controllo dell’utente.

SOURCE:// zotero.org
SOURCE:// theverge.com
SOURCE:// news.ycombinator.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

9 maggio, roma: “identikit” = lamberto pignotti e hogre @ bianco contemporaneo

IDENTIKIT = Pignotti+Hogre_ mostra presso Bianco Contemporaneo, Roma, mag-giu 2026
La galleria Bianco Contemporaneo
presenta la mostra

I D E N T I K I T
di
Pignotti e Hogre

Testo critico di Marco Giovenale

vernissage 9 maggio 2026, ore 17:30

Via Reno 18/a, Roma
||| La mostra prosegue fino al 6 giugno dal martedì al sabato 16:30 -19:30 |||

evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/21eb5948-d…

evento fb:
facebook.com/events/1307674164…

Lamberto Pignotti, tra i fondatori del Gruppo 70, e Hogre, street artist anonimo e tra i massimi esponenti internazionali del subvertising, saranno i protagonisti della mostra “IDENTIKIT”, che si terrà presso la galleria Bianco Contemporaneo, Roma. . L’idea della mostra nasce dal dialogo tra i due artisti sul concetto di identità. Se Hogre ha sempre operato nell’anonimato, Pignotti (oggi centenario) ha risposto mostrandogli un archivio conservato per oltre cinquant’anni che, al contrario, rivela le sue molteplici identità. Si tratta di un corpus di buste indirizzate a lui con titoli più disparati — architetto, artista, scrittore, poeta, professore, pittore — e altrettante lettere in cui il suo nome viene cambiato in Alberto, Lorenzo, nonché in Mario e Giuseppe. Da questo archivio, suddiviso meticolosamente per “errori” e “qualifiche”, emerge il punto di contatto tra i due: la frammentazione dell’identità di Pignotti si specchia nell’assenza di identità di Hogre. Hogre interviene nello spazio pubblico, spesso senza autorizzazione, sovvertendo cartelloni e loghi pubblicitari per trasformarli in messaggi satirici e provocatori contro il consumismo. Questa pratica di subvertising è strettamente affine a quella del Gruppo 70, che già decenni fa utilizzava ritagli di giornale, rotocalchi e locandine per decostruire la comunicazione di massa. Entrambi gli artisti utilizzano gli strumenti del potere per svelarne i meccanismi, attraverso atti sovversivi e analisi spregiudicate che mirano a smascherare gli stereotipi diffusi dai media. Nonostante la distanza anagrafica, le due generazioni si ritrovano unite in una visione dell’arte intesa come strumento critico capace di svelare la vera natura della realtà e del potere.

La mostra sarà corredata da un cofanetto/cartella d’artista in edizione limitata di 50 copie con tutte le foto delle opere in mostra, il testo critico e le biografie degli artisti.

biancocontemporaneo.it/

Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale.
#attiSovversivi #BiancoContemporaneo #collage #errori #glitch #Gruppo70 #hacking #Hogre #Identikit #identità #LambertoPignotti #locandine #materialiVerbovisivi #media #mostra #Pignotti #qualifiche #ritagliDiGiornale #RossellaAlessandrucci #rotocalchi #socialMedia #stereotipi #streetArt #subvertising #vernissage

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

In the Tarot the “Fool” is the only card of the 22 Major Arcana that is not numbered, on rare occasions it has been attributed the number zero. Its value is usually the lowest in the deck except in games that are based on the “Trump cards” in which it assumes the highest value ever.

Ancora alla fine del secolo scorso esisteva nel Codice Penale italiano un articolo (art. 297) che puniva […]
pepsy.noblogs.org/2026/04/15/i…

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

E-commerce italiano 2026: come cambiano gli acquisti online secondo il report Idealo


Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’e-commerce è diventato una vera e propria abitudine di consumo. A confermarlo non sono solo i dati dell’Osservatorio Ecommerce B2C del Politecnico di Milano e Netcomm, secondo cui gli acquisti online in Italia nel 2025 hanno raggiunto i 62 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto al 2024, ma anche idealo, portale internazionale leader europeo nella comparazione prezzi. Quest'ultimo, dopo aver analizzato le intenzioni di acquisto per ogni categoria presente sul proprio portale italiano, ha individuato una crescita complessiva del +36%.

Le ultime tendenze dell'e-commerce


Secondo i dati di idealo, l’85% degli utenti effettua acquisti online almeno una volta al mese, mentre un quarto dei consumatori dichiara di comprare online addirittura ogni settimana. Ma quali sono nel dettaglio le ultime tendenze dello shopping digitale e cosa guida le scelte dei consumatori consapevoli? Il nuovo “Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026” offre uno spaccato delle abitudini di acquisto online dei nostri connazionali, evidenziando analogie e differenze con i principali mercati europei. In questo scenario, il prezzo si conferma l’elemento più determinante nel processo di acquisto. Sempre più consumatori confrontano attivamente le offerte prima di acquistare: il 44% utilizza strumenti di comparazione per trovare sconti e promozioni, mentre un altro 44% lo fa per ottenere informazioni sulle condizioni di spedizione e consegna. Anche le informazioni dettagliate sui prodotti (43%) e le recensioni degli altri utenti (39%) giocano un ruolo chiave nel processo decisionale.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Consumatori strategici e consapevoli


La crescente attenzione al risparmio si riflette anche nella disponibilità degli utenti a esplorare nuovi negozi online. Il 67% degli italiani dichiara infatti di essere disposto ad acquistare da rivenditori meno conosciuti pur di ottenere un prezzo più conveniente. Un comportamento che evidenzia come i consumatori siano sempre più strategici e consapevoli, pronti a valutare diverse opzioni prima di completare un acquisto. Nel 2025 l’analisi di idealo sulle principali categorie dell’e-commerce evidenzia variazioni di prezzo significative tra diversi settori. Gli aumenti più marcati in percentuale riguardano soprattutto prodotti legati alla casa e all’arredamento, con in testa le vasche idromassaggio, seguite da scrivanie, cappe aspiranti, tende da sole e tavoli. Sul fronte opposto, le riduzioni di prezzo più significative interessano principalmente il settore fotografia ed elettronica, con le fotocamere reflex in testa, seguite da autoradio 2 DIN e software per ufficio. Nel complesso emerge una tendenza chiara: mentre alcuni prodotti per la casa e l’intrattenimento domestico registrano rincari importanti, diverse categorie tecnologiche e alcuni articoli per l’abitare mostrano una progressiva riduzione dei prezzi.

L'idealo price index


All’inizio del 2026, idealo ha introdotto un’analisi ancora più dettagliata dei prezzi con l'idealo Price Index, uno strumento che mostra in modo semplice e trasparente come evolvono i prezzi online di settimana in settimana. L'indice non si limita a indicare se i prezzi di una categoria salgono o scendono, ma combina l'intensità della variazione con la sua diffusione sul mercato, offrendo una lettura immediata dell'andamento generale dei prezzi. In concreto, l'idealo Price Index tiene conto sia della variazione settimanale media dei prezzi, espressa in percentuale o in euro, sia del numero di prodotti coinvolti negli aumenti o nei ribassi. In questo modo è possibile capire non solo quanto cambiano i prezzi, ma anche quanto sia esteso il fenomeno. Qui sotto alcuni esempi.

Abitudini consolidate e categorie popolari


Se l’attenzione al prezzo rimane sempre più alta e gli italiani si specializzano nel cercare le offerte più convenienti è perché lo shopping online è diventato una routine consolidata. Il 60% degli italiani acquista sul web con una frequenza compresa tra una e quattro settimane, segno che l’e-commerce è ormai parte integrante della gestione quotidiana degli acquisti. Tra le categorie più popolari continuano a dominare Elettronica e Moda & Accessori, seguite da Cosmetici & Profumi e Scarpe & Sneakers. Accanto a queste categorie, ormai consolidate, emergono però nuovi trend che raccontano come il carrello online degli italiani stia diventando sempre più variegato: tra le categorie con la crescita più marcata si distingue il mondo food, con la categoria Mangiare & Bere, che registra un deciso incremento del 95%. Seguono Arredamento & Giardino (+72%) e Prodotti per animali domestici (+58%). Una trasformazione che dimostra non solo come l’e-commerce stia progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione, includendo sempre più prodotti legati alla vita quotidiana, ma anche come la comparazione prezzi sia sempre più estesa. Non si compara solo per le grandi spese, ma anche per quelle ricorrenti, per le quali una pianificazione può permettere di ottenere un prezzo decisamente migliore.

“L’e-commerce in Italia non è più una promessa, ma una realtà che nel 2025 ha raggiunto numeri che, anche solo cinque anni fa, sarebbero sembrati ambiziosi - riporta Pablo Marin, di idealo per l’Italia, nella sua prefazione al White Paper - dietro questa crescita apparentemente lineare, si nasconde una trasformazione ben più profonda: non cambia solo quanto compriamo online, ma soprattutto come lo facciamo. In un contesto in cui l’inflazione ha lasciato un segno duraturo sulle abitudini di spesa, comprare bene non è più un’opzione, è diventata una competenza.”


È interessante analizzare anche l’approccio generazionale alle ricerche. La Gen X è la più appassionata di tecnologia, con il 47% di utenti che effettuano ricerche nella categoria elettronica tra i 45 e i 54 anni. La Gen Z è attenta alla moda, il 44% delle ricerche in questa categoria viene effettuato da utenti tra i 16 e i 24 anni. I Millennials si dividono tra gaming e figli, due mondi forse difficilmente conciliabili: il 30% delle ricerche nel gaming e il 16% nella categoria Bambini & Neonati sono riconducibili a utenti tra i 35 e i 44 anni. I Boomer si dedicano agli animali e al giardino: infatti, le persone tra i 55 e i 64 anni cercano maggiormente nella categoria Prodotti per animali (27%) e in quella Arredamento & Giardino (21%).

Il boom dell’e-commerce in Italia e in Europa


Alcune categorie sono state protagoniste di un vero e proprio boom, con un aumento di interesse superiore al +200% su base annua, con interessanti differenze tra i vari Paesi. In Italia, emergono soprattutto prodotti legati alla tecnologia e alla mobilità, come RAM, lubrificanti e additivi per motore e batterie auto, segno di una forte attenzione sia all’aggiornamento dei dispositivi informatici sia alla manutenzione dei veicoli. Accanto a questi comparti si distinguono anche categorie più legate alla stagionalità, come i calendari dell’Avvento, che registrano un forte aumento di interesse durante il periodo natalizio e non solo, e i mobili da bagno, indicativi di una crescente attenzione verso la casa e il miglioramento degli spazi domestici. Una ricerca sempre più diversificata, in cui convivono esigenze tecnologiche, quotidiane e legate al vivere la casa al meglio.

DJI Avata 360: il drone FPV che rivoluziona il volo immersivo
DJI Avata 360 porta il volo FPV a un livello completamente nuovo grazie a un’esperienza immersiva a 360°. Ecco come funziona, cosa cambia rispetto ai droni tradizionali e perché potrebbe rivoluzionare il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

E-commerce sinonimo di mobile e pianificazione


Un altro elemento centrale di questa analisi riguarda il ruolo dei dispositivi mobili. Lo smartphone si conferma infatti lo strumento principale per confrontare prezzi e offerte: il 59% degli utenti utilizza app dedicate su smartphone o tablet per informarsi prima di acquistare, mentre il 38% preferisce il computer o il notebook e il 31% utilizza lo smartphone tramite browser. Il confronto emerge così come elemento chiave per gli acquisti, con l’attenzione al prezzo che si traduce nella ricerca del momento più conveniente per acquistare. Da una parte, attraverso l'analisi dei dati storici, idealo è in grado di valutare l'influenza della stagionalità sulle diverse categorie di prodotto presenti sul portale. Si tratta di un’analisi particolarmente rilevante per gli operatori dell'e-commerce e per i negozi, che possono utilizzare queste informazioni per pianificare le attività promozionali in modo più mirato e coerente con i cicli di domanda. Dall’altra idealo – esaminando le intenzioni di acquisto e i prezzi medi durante l’anno – riesce a delineare un vero e proprio Calendario del risparmio, mostrando in quale periodo determinati prodotti hanno un costo inferiore. Per i prodotti più costosi, come gli elettrodomestici, questo calendario diventa fondamentale: dall’analisi, infatti, emerge che giugno è il mese migliore per cambiare il frigorifero, mentre luglio per lavatrici e lavastoviglie. In alcune categorie, come notebook, televisori o console da gioco, il risparmio potenziale può arrivare rispettivamente fino al 24%, al 23% e al 21%. Le differenze significative dei prezzi tra i diversi periodi dell’anno confermano ancora una volta l'importanza della comparazione prezzi come supporto alle decisioni di acquisto consapevoli.

Shopping online consapevole e strategico


Nel complesso, il nuovo Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026 delinea un quadro chiaro: lo shopping online è ormai una pratica consolidata tra gli italiani, sempre più attenti a confrontare prezzi, valutare offerte e pianificare i propri acquisti. Si tratta di consumatori digitali sempre più informati, consapevoli e strategici nelle proprie scelte.

“Lo shopping digitale sta passando dalla “caccia all’affare” alla qualità della decisione. Il comparatore di prezzi è diventato, per molti, uno strumento di pianificazione della spesa, quasi alla pari di un consulente finanziario domestico. E questo è un cambiamento culturale che va ben oltre la tecnologia,” conclude Pablo Marin.



Un giovane su 3 sogna di lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro


Mentre nuove dinamiche digitali, come ad esempio i prediction markets, stanno ridefinendo il rapporto tra sport, tecnologia e finanza, il settore sportivo europeo continua a dimostrarsi un motore economico e occupazionale in forte espansione. Secondo The Careers & Enterprise Company, l'ente indipendente per l'orientamento professionale del Regno Unito, gli studenti che iniziano la scuola secondaria a 11 anni, hanno tra le loro principali ambizioni di carriera il settore sportivo (per il 29%), seguiti dalle professioni legate al mondo dell'arte e musica (19%) e la cura degli animali (15%).

Carbonara Day: dati Glovo e 250.000 ordini in Italia
I dati di Glovo sul Carbonara Day mostrano oltre 250.000 ordini nell’ultimo anno. Roma domina la classifica, seguita da Milano e Napoli, mentre il sabato sera si conferma il momento preferito per il food delivery
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'occupazione nel settore sportivo: i numeri


Sempre secondo i più recenti dati di Eurostat, nel 2023 erano circa 1,55 milioni le persone che, nell’Unione Europea, erano impiegate nel settore sportivo, pari allo 0,76% dell’occupazione totale. Nel 2024 il numero ha raggiunto circa 1,6 milioni di occupati, con una crescita del +6,5% su base annua, confermando un trend positivo dopo la fase pandemica che nei prossimi anni dovrebbe crescere ulteriormente. Le analisi evidenziano come lo sport sia un comparto particolarmente rilevante per l’occupazione giovanile: oltre un terzo dei lavoratori (36,8% secondoEurostat) ha tra i 15 e i 29 anni, una quota significativamente superiore alla media degli altri settori.

vivo V70 in Italia: caratteristiche e prezzo
vivo porta in Italia la nuova serie vivo V70, puntando su design curato, comparto fotografico evoluto e prestazioni solide. Ecco tutto quello che c’è da sapere su caratteristiche, prezzo e disponibilità
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Allo stesso tempo, il settore presenta caratteristiche peculiari: una maggiore diffusione dei contratti part-time, un’incidenza più elevata di lavoro autonomo e un livello di qualificazione professionale in costante crescita. Si tratta di dati particolarmente rilevanti in occasione della Giornata internazionale dello sport (World Sport Day), che si celebra ogni anno il 6 aprile. Proprio in questo ambito, da sempre capace di affascinare i più giovani, si inseriscono alcune delle professioni più richieste e ambite: dallo sport trader, il professionista che opera sugli eventi sportivi con un approccio strutturato e orientato ai processi, fino all’eSports manager, figura responsabile della gestione organizzativa, strategica e operativa di un team di videogiochi competitivi.

L'arrivo della digitalizzazione


Dal punto di vista economico complessivo, lo sport rappresenta un comparto strategico anche in termini di impatto sul sistema produttivo: si stima che esso contribuisca a circa il 3,4% del PIL dell’UE, generando milioni di posti di lavoro diretti e indiretti lungo la filiera. Parallelamente alla crescita occupazionale, il settore sportivo sta vivendo una trasformazione profonda guidata dalla digitalizzazione e dall’innovazione tecnologica. In particolare, secondo lo Sports Business Journal, il settore non è più limitato agli atleti, ma replica la struttura di un’azienda complessa, con funzioni che spaziano da marketing a finanza, fino a data, media e operations. Secondo analisi recenti, le attività legate allo sport rappresentano oggi la componente dominante di queste piattaforme, arrivando a costituire la gran parte dei volumi e dei ricavi.

“Il cambiamento che stiamo osservando non riguarda solo le professioni, ma il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano al lavoro. C’è una crescente attrazione verso ambiti che uniscono dati, tecnologia e capacità decisionale. Anche nel mondo dello sport, sempre più spesso, non si tratta solo di passione ma di competenze legate all’analisi, alla gestione del rischio e alla lettura degli scenari” ha sottolineato Davide Renna, tra i principali sport trader professionisti a livello europeo.


Il settore sportivo europeo si trova oggi in una fase di forte evoluzione: da un lato continua a crescere come bacino occupazionale e leva economica, dall’altro si intreccia sempre più con innovazione tecnologica e nuovi modelli di business digitali. La sfida per i prossimi anni, secondo gli analisti, sarà trovare un equilibrio tra sviluppo economico, tutela dei lavoratori e regolazione di strumenti emergenti, in un ecosistema in cui sport, dati e finanza sono sempre più interconnessi.

“Lo sport trading è ancora poco conosciuto in Italia, ma rappresenta un ambito in forte evoluzione. Non è una questione di intuizione, ma di metodo: analisi dei dati, gestione del rischio e capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza. È proprio questa combinazione che lo rende una delle professioni più interessanti per chi vuole sviluppare competenze trasferibili anche ad altri contesti” ha concluso Davide Renna.



Gli italiani chiedono alle IA cosa comprare, dove andare e di chi fidarsi (e le aziende non lo hanno ancora capito)
Gli italiani stanno cambiando modo di decidere: sempre più persone chiedono alle IA consigli su acquisti, viaggi e servizi. Ma le aziende non sono ancora pronte a questo nuovo scenario
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il futuro del settore: quali le professionalità più richieste


Tornando ai dati, sempre secondo Eurostat, anche l’occupazione femminile nel mondo sportivo è in costante crescita. Il numero di donne occupate nel settore ha visto un continuo aumento portando il numero di persone a 623.900 nel 2019, per poi diminuire nel 2020 (-50mila, -8,0%). Dal 2021 il numero di donne occupate nello sport è in crescita, raggiungendo nel 2024 il livello più alto a 721.100 (+29.100, +4,2 % rispetto al 2023). Ecco, nel dettaglio, quali sono le figure professionali che gli esperti ritengono in più rapida ascesa che uniscono passione per lo sport e innovazione tecnologica:

  • Digital sport producer: si occupa della produzione, gestione e distribuzione dei contenuti per l'editoria sportiva digitale;
  • Sports data analyst: è lo specialista che identifica e raccoglie tutti i dati relativi alle diverse discipline sportive (statistiche, dati e analisi);
  • Sport trader: professionista che opera sulla compravendita di quote nei mercati sportivi;
  • Club media manager: si occupa della comunicazione social delle società sportive e delle federazioni agonistiche;
  • eSports manager: gestisce l'organizzazione complessiva, la strategia e le operazioni di un team di videogiochi competitivi;
  • Sport-tech specialist: lavora su innovazioni come realtà aumentata per tifosi e/o allenamento immersivo;
  • Sustainability sport manager: si occupa di impatto ambientale di eventi, stadi e club;
  • Fan engagement manager: crea contenuti e strategie per coinvolgere i tifosi di club e squadre;
  • Performance sport scientist: combina fisiologia, biomeccanica e tecnologia per migliorare le performance;
  • Event & sport experience manager: organizza eventi sportivi (live, digitali, ibridi) puntando sull’esperienza del pubblico.


Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Anthropic porta Claude in Word (in beta)


Claude per Word è ora in beta per Team ed Enterprise. Editing AI con modifiche tracciabili, contesto condiviso e focus su revisione legale.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Anthropic ha lanciato la versione beta di Claude per Word, un’estensione che integra l’assistente AI direttamente nella barra laterale di Microsoft Word. La funzionalità è disponibile per gli abbonati ai piani Team ed Enterprise e permette di redigere, modificare e revisionare documenti senza uscire dall’applicazione.

Claude per Word opera a livello di modello del documento, preservando la formattazione originale e mostrando le modifiche come “tracciati” nativi. Questo approccio consente agli utenti di rivedere ogni intervento prima di accettarlo.

L’integrazione supporta il contesto condiviso tra Word, Excel e PowerPoint, permettendo di mantenere una conversazione unica mentre si lavorano file diversi. L’AI risponde anche ai commenti inseriti nel documento, suggerendo revisioni mirate per specifiche sezioni. Secondo Anthropic, l’uso principale previsto è nel settore legale, per la revisione contrattuale e la stesura di memorie finanziarie.

L’azienda mette anche in guardia contro l’uso di Claude per documenti finali destinati a clienti o per casi di audit critici senza una verifica umana approfondita.

Questa mossa completa l’espansione di Claude nell’ecosistema Microsoft Office, dopo i precedenti lanci per Excel e PowerPoint. L’arrivo diretto in Word rappresenta una sfida diretta alle funzionalità di Copilot di Microsoft, puntando sulla qualità delle risposte e sulla trasparenza delle modifiche apportate.

SOURCE:// zenvanriel.com
SOURCE:// claude.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

29 avr., enfantillages et bizarries: la vertige d’une collection


enfantillages et bizarries_ vertige d'une collection

dalla Collezione Giuseppe Garrera
_
#AndreaBellini #art #arte #bizarries #collection #collezione #CollezioneGiuseppeGarrera #enfantillages #GiuseppeGarrera #LArcade

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

21 aprile, roma, fondazione baruchello: crit #54 con fadl fakhouri e paul hutzli


Fondazione Baruchello presenta:

CRIT #54
Con Fadl Fakhouri e Paul Hutzli
Moderato da Fabiola Fiocco
In collaborazione con CASTRO

Martedì 21.04.2026
18:30–20:30
Via del Vascello 35, Roma


La Fondazione Baruchello, in collaborazione con CASTRO, ospita il prossimo appuntamento del programma CRIT, con Fadl Fakhouri (partecipante dello Studio Program #09 di CASTRO) e Paul Hutzli (in residenza presso l’Istituto Svizzero).

I CRITs sono occasioni d’incontro dove le artiste e gli artisti presentano il proprio lavoro, “offrendolo” alla critica collettiva. Durante l’evento, l’artista introduce brevemente l’opera o il progetto che ha scelto, lasciando guidare la discussione dai commenti, le prospettive, le domande dei partecipanti.

I CRITs si basano sull’idea che la riflessione con un gruppo di “pari” possa migliorare la pratica dell’artista, apportando un grado di obiettività alla dinamica perlopiù soggettiva e autoreferenziale del processo creativo privato.

CASTRO è un progetto educativo sperimentale ideato nel 2018 dall’artista Gaia Di Lorenzo. Si articola attorno a tre programmi principali: lo Studio Program, ospita ogni anno un gruppo di artisti e ricercatori; il Public Program, che consiste in una serie di eventi gratuiti e aperti al pubblico, come CRIT, conferenze e incontri con gli artisti e l’Academia Program, offre una serie di attività pensate per sostenere lo sviluppo di percorsi di apprendimento individuali, tra cui revisioni di portfolio, workshop, mentoring.

Dal 2023, CASTRO ha anche avviato una biblioteca incentrata sull’educazione alternativa e la pedagogia radicale, costruita collettivamente attraverso i contributi continui di artisti, ricercatori ed educatori, sia italiani che internazionali.
#art #arte #Castro #crit #FabiolaFiocco #FadlFakhouri #FondazioneBaruchello #GaiaDiLorenzo #PaulHutzli #StudioProgram

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Fedora sceglie Forgejo, la piattaforma open source che sfida GitHub


Fedora completa la migrazione a Forgejo, la piattaforma Git open source. Ecco perché la distribuzione Linux ha scelto questa soluzione e cosa cambia per gli sviluppatori.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Fedora ha completato i preparativi per la migrazione verso Forgejo, la piattaforma di hosting Git open source nata come fork di Gitea. Dopo mesi di pianificazione annunciata alla fine del 2024, il progetto Linux ora utilizza la propria istanza dedicata come nuova casa per i repository di codice.

La transizione rappresenta un segnale importante nel panorama dello sviluppo software. Fedora, distribuzione Linux sostenuta da Red Hat con oltre 20 anni di storia, abbandona gradualmente soluzioni proprietarie o gestite da terzi per adottare un’infrastruttura completamente controllata dalla comunità. Il nuovo indirizzo forge.fedoraproject.org ospiterà progressivamente tutti i progetti che prima risiedevano su Pagure e in parte su GitLab.

Durante FOSDEM 2026, il principale convegno europeo per sviluppatori open source, il team di Fedora ha presentato i dettagli della roadmap migratoria. La scelta di Forgejo risponde a esigenze di autonomia e trasparenza, principi cardine della filosofia Fedora. La piattaforma offre funzionalità simili a GitHub ma con licenza MIT, permettendo alle organizzazioni di gestire istanze private senza dipendere da grandi corporation tecnologiche.

Una posizione chiara sull’intelligenza artificiale

Mentre Fedora compie questo passo, Forgejo sta definendo le proprie linee guida sul codice generato da AI. Il progetto ha deciso di vietare completamente contributi derivanti da strumenti di intelligenza artificiale. La decisione nasce da preoccupazioni legate alla compatibilità con la licenza open source e alla tracciabilità degli autori reali del codice.

Questa posizione pone Forgejo in contrasto con molti altri progetti che accettano codice AI con determinate condizioni.

Versione 15 in arrivo

Il 16 aprile sarà rilasciato Forgejo v15.0.0, con nuove funzionalità tra cui token di accesso specifici per singolo repository. Questa feature migliora la sicurezza consentendo permessi granulari invece di chiavi SSH con accesso completo.

Per chi cercasse un’istanza italiana, forgejo.it offre hosting Git basato sulla piattaforma.

SOURCE:// communityblog.fedoraproject.org
SOURCE:// forgejo.org
SOURCE:// discussion.fedoraproject.org
SOURCE:// pretalx.fosdem.org

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’ex giudice Iolanda Apostolico aveva ragione


Il Consiglio giudiziario di Catania (organo territoriale del Consiglio Superiore della Magistratura) ha espresso un parere favorevole sulla giudice, elogiandone la capacità organizzativa, la dedizione e la laboriosità. Stiamo parlando di Iolanda Apostolico, a suo tempo attaccata in modo scomposto, per non usare altri termini, dal governo italiano per la sua decisione di disapplicare il […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/15/lex-…

#consiglioSuperioreDellaMagistratura #CPR #DecretoCutro #GiorgiaMeloni #MatteoSalvini

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Leggi, scarica e diffondi il Dossier di approfondimento e denuncia sul Decreto legge n. 23 del 2026


Uno strumento di analisi e d' azione
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il Dossier “L’ESCALATION AUTORITARIA – Analisi dei profili di illegittimità costituzionale del Decreto legge n. 23/2026” è uno strumento di analisi ma soprattutto d’ azione contro l’ultimo Decreto – Legge 23 del 2026 che si inserisce nell’insieme dei provvedimenti sulla “sicurezza” fatti dal governo Meloni.

Curato da Giuristi Democratici è stato presentato il 12 marzo 2026 a Roma.

Abbiamo chiesto a Antonello Ciervo, Unitelma – Sapienza Università di Roma che ha curato il Dossier di illustrare lo scopo di questa iniziativa.

INTERVISTA AD ANTONELLO CIERVO

* Qual è stata la motivazione di fondo che ha portato alla stesura del Dossier?

Focalizzare l’attenzione su un provvedimento, l’ennesimo sulla sicurezza, che in maniera a dir poco “tattica” è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nel bel mezzo della campagna elettorale referendaria, in un momento politico cioè in cui il dibattito pubblico era tutto incentrato sul referendum costituzionale. In questo contesto, inevitabilmente il contenuto del Decreto legge n. 23 è passato in secondo piano, ma si tratta di un provvedimento importante e pericoloso che di fatto introduce nel nostro ordinamento giuridico una serie di istituti che vanno ad esautorare la libertà di riunione e che rendono più difficile e “pericoloso” manifestare in piazza, introducendo tra l’altro nuove misure di prevenzione.

* Per prima cosa un’informazione: il Decreto è già stato convertito in legge?

I decreti legge devono essere convertiti in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Decreto legge 23 del 2026 che va a svuotare la possibilità di riunirsi in luogo pubblico deve essere convertito entro il 25 aprile. Si tratta di una coincidenza che fa riflettere e fa sorridere amaramente.

* Torniamo al dossier. Possiamo dire che sistematizza l’analisi sul Decreto?

Con il dossier abbiamo provato ad evidenziare in che modo viene ulteriormente compressa la libertà di manifestazione, di riunione, di circolazione e personale nel nostro ordinamento giuridico. Il primo grande appuntamento di piazza in cui il Decreto ha trovato applicazione è stata la manifestazione No Kings del 28 marzo 2026 .

* Puoi spiegare meglio quale clima ha creato il Decreto attorno alla manifestazione del 28 marzo a Roma?

Come Giuristi Democratici in quella giornata siamo stati impegnati nel servizio legale in piazza proprio per prevenire atteggiamenti repressivi che avrebbero potuto essere messi in atto grazie alle nuove norme contenute nel Decreto. Ci riferiamo alle sanzioni di natura pecuniaria e amministrativa nell’ipotesi in cui i promotori della manifestazione non si fossero attenuti agli ordini della polizia nel corso del corteo. La manifestazione No Kings del 28 marzo è stata una grandissima manifestazione pacifica, tutto è andato bene però è stata una sorte di “battesimo del fuoco” di queste nuove regole che all’apparenza sembrano meno repressive, ma che in realtà sono molto più invasive in termini sanzionatori. Del resto, già il giorno dopo, in tutt’altro contesto, sono stati applicati i primi fermi preventivi identificativi.

* Il Decreto di cui si occupa il Dossier c’entra con il grave episodio dell’impossibilità per delle persone di ricordare dei morti?

Dopo quello che è successo con i fatti del Parco degli acquedotti a Roma e la morte accidentale di due anarchici, abbiamo visto per la prima volta l’applicazione dei fermi preventivi di identificazione nei confronti di chi ha comunque deciso di partecipare ad una riunione vietata dalla Questura semplicemente per commemorare due compagni anarchici morti. Molte delle persone fermate, identificate e portate in questura si sono poi rivolte ad alcuni nostri soci e stiamo cercando di capire in che modo impugnare una misura difficilmente impugnabile in sede penale, perché di fatto non c’è nessun procedimento penale in corso. L’applicazione di questa misura comporterà molto probabilmente la notifica di un Daspo e su questo stiamo riflettendo anche su come sollevare una questione di legittimità costituzionale. Non è facile perché la misura è pensata in modo tale da non poter essere portata in giudizio.

* Che utilità ha leggere e scaricare il Dossier?

Si tratta di un dossier molto sintetico, per punti. Spiega sostanzialmente anche a chi è digiuno di diritto qual è la posta in gioco sia politica che soprattutto democratica di questo Decreto legge.

Faccio un esempio. Il Decreto sicurezza introduce la perquisizione da parte della Polizia nel corso non solo di riunioni in luogo pubblico ma anche di riunioni in luogo aperto al pubblico. Le perquisizioni possono essere fatte sulla base dell’alto afflusso di persone in un luogo aperto al pubblico e perché all’interno di queste riunioni sono state individuate dalla Polizia persone sospette o che hanno delle segnalazioni di Polizia. Quando parliamo di riunioni in luogo aperto al pubblico intendiamo le riunioni di associazioni, di partiti politici, di sindacati, nelle sedi sindacali o pubbliche o di partito o delle associazioni, nei cinema, nei teatri, nelle librerie, nelle biblioteche. La Polizia con il Decreto può entrare in luoghi aperti al pubblico dove si stanno riunendo delle persone a discutere, parlare, giustificando tale ingresso e le perquisizioni che potranno essere eseguite sulla base del fatto che alcune delle persone presenti hanno delle segnalazioni di Polizia.

Sottolineo: segnalazioni, cioè non sono persone indagate, sotto processo o condannate. Non si tratta di uno scenario distopico: recentemente, durante la campagna elettorale referendaria, mi è capitato di fare un dibattito pubblico in un centro sociale a Roma. Arrivati al luogo del dibattito io e un mio collega professore universitario abbiamo visto all’ingresso degli agenti della Questura in borghese. Ci siamo avvicinati e abbiamo chiesto loro un chiarimento sul motivo per cui si trovassero in un luogo dove si stava svolgendo semplicemente un dibattito politico elettorale. Ci hanno risposto che loro sapevano che all’interno c’era qualcuno segnalato alle forze dell’ordine e che, adesso, con il Decreto legge sicurezza erano pienamente legittimati ad essere lì in borghese e vedere quello che si stava facendo.

SCARICA E DIFFONDI IL DOSSIER L’ESCALATION AUTORITARIA – Analisi dei profili di illegittimità costituzionale del Decreto legge n. 23/2026

Dossier attacco alla costituzione – A cura Giuristi DemocraticiDownload


Dl Sicurezza = Assalto alla Costituzione. Presentazione del dossier approfondimento dei Giuristi Democratici


I Decreti sicurezza varati nel corso di questa legislatura dal Governo Meloni sono la realizzazione legislativa della svolta politico-autoritaria e repressiva in atto nel Paese.

La costruzione della paura a livello mediatico e la creazione di un nemico interno sul piano sociale sono soltanto i pretesti immaginari per giustificare un attacco reale alla Costituzione e per realizzare una società diseguale, con meno diritti per tutti e con più privilegi per pochi.

Giovedì 12 marzo alle ore 12.00 presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica in Piazza Madama 11 a Roma si svolgerà la Conferenza stampa di presentazione del dossier di approfondimento e denuncia sul Decreto legge n. 23 del 2026, decreto Sicurezza, dei Giuristi Democratici.

Alla conferenza stampa partecipano:

  • Antonello Ciervo, Giuristi Democratici;
  • Marica di Pierri, In difesa di;
  • Luca Blasi, Rete No Kings;
  • Gianluca Peciola, attivista per i diritti umani.

Saranno presenti Ilaria Cucchi e Peppe De Cristofaro di AVS.

Assalto alla Costituzione 1Download


Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Aggiornamento 3.0.2 di Animal Crossing: New Horizons e il regalino per il 25° Anniversario della serie Animal Crossing


Aggiornamento 3.0.2 di Animal Crossing: New Horizons e il regalino per il 25° Anniversario della serie Animal Crossing#ACNH #NintendoSwitch Continua su Telegram ➡️ Vai al post Mostra/Nascondi il widget Telegram https://news.creeperiano99.it/2026/04/aggiornamento-302-di-animal-crossing.html
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Aggiornamento 3.0.2 di Animal Crossing: New Horizons e il regalino per il 25° Anniversario della serie Animal Crossing
#ACNH #NintendoSwitch

Continua su Telegram ➡️ Vai al post
Mostra/Nascondi il widget Telegram

news.creeperiano99.it/2026/04/…

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Booking.com sotto attacco: rubati dati personali di milioni di clienti


Booking.com conferma data breach: rubati dati personali di clienti. Nomi, email, telefoni e dettagli prenotazioni esposti. Le carte di credito dovrebbero essere al sicuro.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Un nuovo data breach colpisce uno dei giganti del travel online. Booking.com ha confermato che terzi non autorizzati hanno avuto accesso a informazioni riservate dei propri utenti, esponendo nomi, indirizzi email, numeri telefonici e dettagli delle prenotazioni.

La società olandese ha inviato avvisi diretti agli utenti interessati, precisando che le informazioni finanziarie come i numeri delle carte di credito non sono state compromesse. Tuttavia, i dati personali associati alle prenotazioni potrebbero essere stati esposti, inclusi eventuali messaggi scambiati con le strutture ricettive.

Attenzione al phishing


Booking.com ha lanciato un allarme specifico contro tentativi di frode. Gli hacker potrebbero utilizzare i dati rubati per impersonare l’azienda o le strutture alberghiere, contattando gli utenti tramite email, telefono, SMS o WhatsApp per richiedere ulteriori informazioni di pagamento.

L’azienda raccomanda di non condividere mai dati finanziari attraverso questi canali. Qualsiasi comunicazione sospetta dovrebbe essere verificata direttamente con il servizio clienti ufficiale.

Un problema ricorrente


Questa non è la prima volta che Booking.com affronta problemi di sicurezza. Nel 2018 criminali informatici avevano già sfruttato tecniche di phishing per rubare credenziali di dipendenti hotel negli Emirati Arabi Uniti, ottenendo accesso ai dati di oltre 4.000 clienti della piattaforma.

Booking.com non ha reso pubblico il numero esatto di persone colpite dal recente incidente. L’indagine è ancora in corso e l’azienda sta collaborando con le autorità competenti.

Cosa fare se sei stato colpito


Gli utenti che ricevono comunicazioni sospette dovrebbero segnalarle immediatamente al supporto di Booking.com. È consigliabile cambiare le password dei propri account e attivare l’autenticazione a due fattori dove disponibile.

Per chi ha prenotato attraverso la piattaforma, la vigilanza rimane la migliore difesa contro tentativi di social engineering che potrebbero sfruttare le informazioni trapelate.

SOURCE:// ilsole24ore.com
SOURCE:// theguardian.com
SOURCE:// abc.net.au

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Peergos v1.23.0, gli upload di grandi file finalmente funzionano come dovrebbero


Peergos v1.23.0 accelera gli upload di grandi file con hashing parallelo 8x più veloce e streaming CLI. Tutte le novità della piattaforma di storage cifrato P2P.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La versione 1.23.0 di Peergos porta una serie di miglioramenti che riguardano soprattutto la gestione di file e cartelle voluminosi. Gli upload su browser risultano ora otto volte più veloci nel calcolo delle firme crittografiche, mentre la CLI adotta lo streaming per i caricamenti, evitando di caricare tutto in memoria prima di inviare. Si tratta di correzioni che rendono finalmente praticabile l’uso della piattaforma con file pesanti, un ambito dove le versioni precedenti incontrava timeout e limiti di velocità.

Cos’è Peergos


Peergos è una piattaforma di archiviazione peer-to-peer con cifratura end-to-end eseguita localmente sul dispositivo. Le chiavi crittografiche non lasciano mai il client e l’architettura utilizza algoritmi resistenti ai computer quantistici. La comunicazione tra nodi avviene in modo decentralizzato e il controllo degli accessi funziona tramite un sistema di permessi granulari, che permette di condividere file tramite link segreti o direttamente con altri utenti senza che il server possa leggere contenuti o metadati.

Un aspetto particolare è la portabilità dell’identità: cambiando server si mantengono tutti i contatti e i permessi, perché l’identità è indipendente dal nodo ospitante. Il progetto è interamente open source e il codice è disponibile per audit indipendenti.

Cosa cambia nella pratica


La nuova release introduce anche il riavvio automatico degli upload falliti per file identici e la possibilità di riprendere caricamenti interrotti dalla CLI. Per gli operatori server arriva l’obbligo di Java 25, necessario per sfruttare i virtual thread. Su Linux, Flatpak diventa il metodo di installazione consigliato. Tra le ottimizzazioni interne, il caching del metadb con PostgreSQL e la riduzione delle richieste durante il flush dei buffer verso S3.

Peergos resta una proposta di nicchia per chi cerca storage decentralizzato con privacy effettiva, ma questa release dimostra che lo sviluppo procede con miglioramenti concreti.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// peergos.org
SOURCE:// fosdem.org

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Cloud gaming in crisi: Amazon Luna elimina acquisti e integrazioni terze


Amazon Luna elimina acquisti singoli, negozi di terze parti e funzione Bring Your Own Library. I giochi comprati spariranno il 10 giugno senza rimborsi.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Amazon continua a smantellare pezzo dopo pezzo il suo servizio di cloud gaming. Da venerdì 10 aprile, Luna non offre più negozi di terze parti, acquisti di singoli titoli né abbonamenti a piattaforme esterne come Ubisoft+, EA e GOG. Chi aveva comprato giochi direttamente su Luna potrà continuarci a giocare solo fino al 10 giugno, dopodiché pare che i titoli spariranno dalle librerie. Ad oggi non sembra che sia previsto alcun rimborso.

Anche la funzione Bring Your Own Library, che permetteva di trasmettere in streaming i titoli posseduti su EA, Ubisoft e GOG, cessa il 3 giugno. I giochi restano di proprietà degli utenti sulle piattaforme originali, ma non saranno più giocabili via Luna. I salvataggi resteranno scaricabili per 90 giorni a partire dal 10 giugno, compatibilità permettendo.

Gli abbonamenti Ubisoft+ e Jackbox Games vengono cancellati alla fine del prossimo ciclo di fatturazione o comunque entro il 10 giugno. Amazon consiglia di disdire manualmente per evitare un ultimo rinnovo.

Di fatto, Luna passa da hub flessibile per i giochi che si possiedono già a servizio chiuso ancorato al catalogo Prime. Un restringimento che rende il parallelo con Google Stadia difficile da ignorare: anche lì promesse di libertà e flessibilità erano finite con una chiusura annunciata e utenti lasciati a mani vuote. La differenza è che Stadia è morta del tutto, mentre Luna sopravvive in forma ridotta, inclusa nell’abbonamento Prime senza costi aggiuntivi. Per gli utenti italiani, già abituati a un catalogo più limitato rispetto al mercato statunitense, il messaggio è lo stesso: nel cloud gaming, quello che compri oggi potrebbe non essere tuo domani.

SOURCE:// amazon.com
SOURCE:// pcmag.com
SOURCE:// everyeye.it

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Shopify apre agli agenti AI: nasce il toolkit per sviluppatori


Shopify lancia l'AI Toolkit per sviluppatori, permettendo integrazione con agenti IA come Cursor e Claude. Scopri cosa cambia per e-commerce e app.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Shopify ha lanciato il suo AI Toolkit, uno strumento pensato per chi sviluppa applicazioni sulla piattaforma di e-commerce. L’obiettivo è chiaro: permettere agli sviluppatori di collegare i propri agenti di intelligenza artificiale direttamente all’ecosistema Shopify, usando modelli generativi scelti autonomamente.

Il toolkit supporta strumenti già noti nel panorama dello sviluppo come Codex CLI, Cursor, VS Code e Gemini CLI. Chi costruisce app può accedere alla documentazione ufficiale, alle API schema e a sistemi di validazione del codice integrati. Anche la gestione dello store diventa più fluida grazie a comandi CLI dedicati che permettono azioni dirette sulla piattaforma.

L’installazione avviene tramite un plugin che si aggiorna automaticamente, oppure manualmente configurando skills o utilizzando il protocollo MCP (Model Context Protocol). Questa flessibilità risponde alla necessità di adattarsi a flussi di lavoro diversi senza imporre un’unica modalità operativa.

Oltre lo sviluppo: agenti per lo shopping


La novità va oltre gli strumenti per programmatori. Shopify ha reso disponibile in accesso anticipato il Shopify Catalog, pensato per costruire agenti di shopping intelligenti. Questi assistenti possono scoprire prodotti, fare raccomandazioni personalizzate, rispondere a domande dei clienti e guidare fino al checkout usando interfacce conversazionali.

Il tutto si appoggia allo Storefront MCP, alimentato dal protocollo di Anthropic. Un approccio che mira a rendere l’esperienza d’acquisto simile a una conversazione naturale, mantenendo al tempo stesso controllo e trasparenza sui dati del brand.

Perché conta per il mercato italiano


Restano da chiarire aspetti pratici come costi, limiti di utilizzo e conformità al GDPR, informazioni che Shopify dovrà fornire nei prossimi mesi.

La presentazione ufficiale è avvenuta durante la conferenza Editions.dev 2025, evento dedicato agli sviluppatori dove Shopify ha mostrato la sua spinta verso un commercio nativamente integrato con l’intelligenza artificiale.

SOURCE:// shopify.dev
SOURCE:// shopify.com
SOURCE:// retailbrew.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Treno Regionale Veloce 4124 con ETR521.072 in transito a Castagneto Carducci (30/01/2024)


👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!Grazie mille! 😄✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ https://treni.creeperiano99.it/u/telegram----------------------------------------------------------------------------✅ Facebook ➡️ https://treni.creeperiano99.it/u/facebook✅ Twitter ➡️ […]
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

youtube.com/embed/4Rydi1dd1OM?…

👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!
➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!
Grazie mille! 😄
✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ treni.creeperiano99.it/u/teleg…
—————————————————————————-
✅ Facebook ➡️ treni.creeperiano99.it/u/faceb…
✅ Twitter ➡️ treni.creeperiano99.it/u/twitt…
✅ Sito Web ➡️ treni.creeperiano99.it
✅ Odysee ➡️ treni.creeperiano99.it/u/odyse…
—————————————————————————-
👥 Canale telegram con le notizie della mobilità ferroviaria Toscana in tempo reale
treni.creeperiano99.it/u/treni…
—————————————————————————-
👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto degli altri utenti
treni.creeperiano99.it/u/grupp…
—————————————————————————-
👥 Gruppi telegram dedicati alle stazioni con anche le notizie della mobilità ferroviaria Toscana
✅ Castagneto Carducci-Donoratico Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/casta…
✅ Cecina Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/cecin…
✅ Empoli Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/empol…
✅ Campiglia Marittima Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/campi…
✅ Livorno Centrale Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/livor…
✅ Firenze Santa Maria Novella Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/firen…
💰🎁 Donazioni
Se vuoi supportarmi, puoi farlo tramite i seguenti metodi. Grazie!
● PayPal ➡️ treni.creeperiano99.it/u/donaz…
● Streamelements (per apparire tra i donatori sul canale principale) ➡️ treni.creeperiano99.it/u/donat…
—————————————————————————-

#trains #treni #treno #ferrovia #ferrovie #italy #italia #railway #railways

treni.creeperiano99.it/2026/04…

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Insta360 Snap: i nuovi schermi per selfie perfetti con la fotocamera posteriore


Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Insta360 ha annunciato Insta360 Snap, un monitor magnetico compatto per realizzare selfie e vlog di qualità superiore. La linea di prodotti include Snap Schermo per selfie e Snap Schermo per selfie con luce, che fornisce un'illuminazione regolabile per valorizzare le tonalità della pelle in qualsiasi scena.

Insta360 Snap: cos’è e come funziona


Gli smartphone sono dotati di fotocamere posteriori ottime, ma quasi tutti creano selfie con la fotocamera anteriore (nonostante la qualità inferiore) poiché con la posteriore è impossibile vedersi durante le riprese. Insta360 Snap è la soluzione: creato per i nano influencer, i vlogger e chi ama raccontare la vita di ogni giorno, trasforma il modo di riprendersi utilizzando la fotocamera posteriore dello smartphone per apparire sempre al meglio senza rinunciare alla praticità.
Il dispositivo si fissa magneticamente al retro dello smartphone e fornisce un'anteprima in tempo reale dei selfie
Invece di inquadrare alla cieca o ripetere riprese e scatti, con Insta360 Snap le persone possono vedersi in modo chiaro mentre utilizzano la migliore fotocamera del proprio smartphone.

• selfie migliorati: anteprima in tempo reale per selfie e vlog grandangolari con zoom da 0,5x con la fotocamera posteriore, sfruttando appieno la migliore risoluzione della fotocamera principale;

• illuminazione perfetta, ovunque: Insta360 Snap Schermo per selfie con luce è stato progettato in collaborazione con AMIRO, leader nel settore delle ottiche per il make-up professionale, e permette di regolare colore e luminosità per ottenere una luce uniforme in qualsiasi situazione, dai ristoranti poco illuminati alle finestre in controluce. Dalle clip GRWM (get ready with me) al volo ai vlog delle vacanze o i selfie di tutti i giorni, Insta360 Snap aiuta a ottenere la migliore qualità possibile dal proprio smartphone senza rinunciare al controllo.

AI e contenuti: perché i brand devono essere memorabili
L’intelligenza artificiale sta moltiplicando i contenuti online, ma la vera sfida per i brand è distinguersi. Essere memorabili è ciò che oggi fa davvero la differenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Le principali caratteristiche della nuova serie Insta360 Snap


Insta360 Snap è stato creato per adattarsi alla perfezione alle abitudini di ripresa delle persone, senza obbligarli a perdere tempo con configurazioni complesse o tutorial infiniti. Tra i punti di forza di Insta360 Snap spicca la semplicità d’uso in stile plug and play: grazie alla connessione USB-C via cavo non è richiesta alcuna associazione preliminare, il ritardo resta estremamente ridotto (circa 30 ms) e non bisogna preoccuparsi di batteria o ricarica. Basta collegarlo allo smartphone, agganciarlo e iniziare subito a registrare. Il touchscreen integrato replica lo schermo del telefono e consente di regolare impostazioni, controllare le funzioni principali e perfezionare l’inquadratura con rapidità. Presente anche una pratica modalità specchio, che ribalta l’anteprima per offrire una visuale più naturale durante i selfie, utile per sistemare capelli, make-up o espressione prima dello scatto. A completare il pacchetto c’è una compatibilità estesa: Insta360 Snap lavora sia con le app fotocamera native degli smartphone sia con molte app di terze parti dedicate a foto, video ed editing.



Design intelligente e ultraportatile


Pensato per chi è sempre in movimento, Insta360 Snap è compatto e veloce da montare. Dal punto di vista del design, Insta360 Snap punta su portabilità e praticità quotidiana. Il corpo ultra sottile e compatto, pensato per l’utilizzo con una sola mano, permette di riporlo facilmente in tasca o in una piccola borsa, rendendolo ideale per viaggi, vlogging e contenuti on-the-go. Interessante anche la cover protettiva 2 in 1, che protegge il display quando il dispositivo non viene utilizzato e può essere ribaltata durante le riprese per evitare tocchi accidentali sullo schermo dello smartphone. Completa l’esperienza l’attacco magnetico istantaneo: grazie ai magneti integrati, l’installazione è rapida e stabile, così basta agganciarlo, aprire l’app fotocamera e iniziare subito a creare contenuti.
Il corpo ultra sottile e compatto, permette di riporre il dispositivo facilmente in tasca o in una piccola borsaIl corpo ultra sottile e compatto, permette di riporre il dispositivo facilmente in tasca o in una piccola borsa

Disponibilità e prezzi


Insta360 Snap è disponibile su Amazon, su store.insta360.com e presso rivenditori selezionati in due edizioni:

• Insta360 Snap Schermo per selfie con luce - 95,99 euro;

• Insta360 Snap Schermo per selfie - 85,99 euro.

Apple iPhone 17e: prezzo, 256GB, MagSafe e novità
Apple presenta iPhone 17e con 256GB di base, MagSafe, fotocamere avanzate e prestazioni migliorate: ecco prezzo, novità e caratteristiche
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Nell’era dell’AI tutti creano contenuti: perché i brand memorabili fanno la differenza


C’è stato un momento in cui uno spot non si limitava a solo occupare uno spazio tra un contenuto e l’altro, ma riusciva davvero a fermare lo sguardo. Esso ti bloccava a tavola mentre cenavi o ti faceva smettere di fare zapping; le immagini, il ritmo e la narrazione si combinavano in modo così preciso da lasciare una traccia che continuava a esistere nella nostra testa anche ore dopo, portandosi dietro curiosità, interesse e qualcosa su cui riflettere.

Aumentano i volumi, non l'efficacia


Oggi quel momento sembra lontano, osservano da NNZN Studios, casa di produzione che integra linguaggio cinematografico e intelligenza artificiale. Eppure il video non è mai stato così dominante: in Italia, il solo formato video digitale ha superato i 2,4 miliardi di euro, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell’intera raccolta pubblicitaria online. In parallelo, cresce anche la pressione a produrre contenuti in quantità sempre maggiori. Non sempre, però, l’aumento dei volumi coincide con un aumento dell’efficacia; infatti, diverse analisi di settore mostrano che una quota rilevante della spesa digitale finisce in campagne che non raggiungono il pubblico desiderato o non generano un impatto memorabile.

ASUS ExpertBook Ultra: laptop AI per professionisti
ASUS presenta il nuovo ASUS ExpertBook Ultra, un laptop pensato per i professionisti che combina prestazioni basate sull’intelligenza artificiale, design ultraleggero e sicurezza avanzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


In tutto questo c’è poi l’intelligenza artificiale che ha reso la produzione di contenuti sempre più accessibile, veloce e scalabile. Costruire ambientazioni complesse, generare immagini e montare sequenze è oggi possibile anche con risorse ridotte e tempi impensabili fino a pochi anni fa. Quindi, i contenuti aumentano ma il problema rimane lo stesso e, anzi, diventa ancora più impellente: in un flusso che non si ferma mai, cosa rimane davvero e riesce a suscitare emozioni?

Tre campagne iconiche che raccontano tre modi di costruire memoria


Per capire cosa significa davvero “restare nella memoria”, gli esperti di NNZN Studios hanno fatto un salto nel passato ripercorrendo alcune delle campagne pubblicitarie più iconiche della storia recente della comunicazione, che ancora oggi vengono citate, riconosciute e studiate:

  • Apple lancia il Macintosh con uno spot, andato in onda durante il Super Bowl del 1984, che rompe completamente le regole del periodo. Il regista Ridley Scott costruisce un racconto visivo ispirato a un immaginario distopico, un sistema uniforme e controllato spezzato da un gesto di rottura, senza quasi mai mostrare il prodotto. Il messaggio è totalmente culturale perché Apple non sta introducendo un computer, sta proponendo un'idea di libertà. Uno dei primi casi in cui la pubblicità smette di spiegare e diventa narrazione pura;
  • Nike fa qualcosa di simile, ma su un arco di tempo molto più lungo. Con "Just Do It" trasforma uno slogan in un sistema narrativo coerente, fino ad arrivare, per il trentesimo anniversario dello slogan, a scegliere come volto della campagna del 2018 Colin Kaepernick, il quarterback che si è inginocchiato durante l'inno americano per protestare contro la violenza della polizia. Le reazioni sono immediate e violente, ma il brand non fa un passo indietro, rimane coerente oltre la polemica e la campagna Dream Crazy diventa così uno dei casi migliori di “Brand activism”;
  • Chanel nel2004 investe circa 33 milioni di dollari per produrre No. 5 The Film, all'epoca lo spot più costoso della storia. Tre minuti diretti da Baz Luhrmann con Nicole Kidman come protagonista, costumi di Karl Lagerfeld, riprese ai Fox Studios di Sydney. Uno spot visivamente spettacolare che funziona proprio perché abbandona ogni logica pubblicitaria tradizionale: nessuna bottiglia in primo piano, nessuno slogan esplicito, solo una storia d'amore fugace a New York in cui il brand compare solo in chiusura.


“Guardando campagne come quella di Apple del 1984 o il film di Chanel, si capisce che il problema non era mai la produzione ma la visione - osserva Luca Macaluso di NNZN Studios - l'AI oggi rende possibile molte cose a livello tecnico, ma non sempre risponde alla domanda fondamentale: cosa un brand vuole dire e perché vale la pena dirlo”.


Il problema che l’IA non risolve da sola


Queste tre campagne appartengono a epoche e contesti diversi, eppure, tutte e tre condividono qualcosa che non dipende tanto dalla tecnologia usata per produrle, ma dal fatto che nessuna insegue l'attenzione nel breve periodo, la costruisce nel tempo, nessuna si adatta a un formato, lo definisce. La differenza, in tutti e tre i casi quindi sta a monte: nell'idea, nella direzione narrativa, nella chiarezza di cosa il brand voleva rappresentare. Oggi quell'approccio è più rilevante che mai, proprio perché il contesto si è complicato: l'Intelligenza Artificiale ha abbassato le barriere tecniche della produzione, ma questa stessa accessibilità ha livellato il risultato medio, perché, quando tutti possono produrre contenuti visivamente sofisticati, distinguersi sul piano tecnico diventa sempre più difficile.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La questione, quindi, non è usare o meno l'AI, ma capire come inserirla, evidenziano gli esperti. Le realtà creative che stanno ottenendo i risultati più interessanti non usano l'IA per moltiplicare i contenuti, ma per ampliare le possibilità espressive, rendendo accessibili soluzioni narrative che prima richiedevano strutture produttive ben più pesanti.

“Non utilizziamo l'AI per produrre più velocemente, ma per rendere raccontabili storie che prima erano fuori portata soprattutto per brand o aziende più piccole e con budget minori - aggiunge Macaluso - i brand che resteranno nella memoria nei prossimi anni non saranno quelli che hanno usato l'AI per primi, ma quelli che l'hanno usata per dire qualcosa di vero”.



Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Little Snitch arriva su Linux: gratuito e in parte open source


Il celebre firewall per macOS di Objective Development sbarca su Linux con interfaccia web, componente kernel eBPF e codice parzialmente aperto. Gratuito, pensato per la trasparenza di rete.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Little Snitch, il firewall applicativo che su macOS tiene d’occhio le connessioni in uscita da oltre vent’anni, è disponibile anche per Linux. La versione, completamente gratuita, è stata sviluppata da Christian Starkjohann di Objective Development, azienda austriaca. La motivazione, come racconta lo stesso sviluppatore, è personale: dopo aver installato Linux su dei vecchi computer, ha cercato uno strumento che gli desse la stessa esperienza di Little Snitch su macOS. Alternative come OpenSnitch o Portmaster esistevano già, ma secondo Starkjohann nessuna offriva esattamente ciò che cercava: visualizzare quale processo comunica con quale server e poterlo bloccare con un clic.

Come funziona


La versione Linux si basa su eBPF (extended Berkeley Packet Filter) per intercettare il traffico a livello kernel, senza dover modificare il kernel stesso. Il codice applicativo è scritto in Rust, mentre l’interfaccia è una web app accessibile da browser all’indirizzo localhost:3031. Una scelta che può sembrare insolita per uno strumento di questo tipo, ma che consente di monitorare da remoto le connessioni di un server Linux, ad esempio per controllare cosa combinano Nextcloud o Home Assistant.

Cosa è aperto e cosa no


Il componente kernel eBPF e l’interfaccia web sono rilasciati come open source sotto licenza GPLv2, con il codice disponibile su GitHub. Il backend, invece, resta proprietario: gestisce regole, liste di blocco e la vista gerarchica delle connessioni, ed è il frutto di oltre due decenni di esperienza accumulata con la versione macOS. Objective Development lo mette a disposizione gratuitamente ma preferisce per ora non aprirne il codice.

Trasparenza, non sicurezza


Un punto importante: Little Snitch per Linux non è uno strumento di sicurezza. Su macOS il filtraggio avviene a livello di sistema con garanzie più forti, mentre eBPF impone limiti rigidi sulla complessità dei programmi e sulla quantità di dati che può gestire. Con traffico molto intenso, le tabelle di filtraggio possono andare in overflow, rendendo possibile aggirare le regole. Lo scopo, chiarisce lo sviluppatore, è offrire visibilità sulle connessioni e bloccare quelle di software legittimo che non tenta attivamente di eludere il controllo.

Requisiti e disponibilità


Little Snitch per Linux richiede un kernel 6.12 o superiore con supporto BTF (Ubuntu 25.04 o più recente). Sono disponibili pacchetti .deb per architetture Intel/AMD a 64 bit, ARM64 e RISC-V. Il progetto è alla versione 1.0.0 e presenta ancora qualche limite: al momento non funziona con il filesystem Btrfs, usato di default da Fedora, ma una correzione è già in lavorazione.

Chi vuole tenere sotto controllo il traffico di rete sul proprio server o anche solo sul proprio portatile Linux ha adesso un’opzione in più, con un nome che nel mondo macOS è già una garanzia.