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[Video] La tarantola un po’ rincoglionita (e non mi ha beccato) #ACNH #animalcrossing…


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La tarantola un po’ rincoglionita (e non mi ha beccato)

#ACNH #animalcrossing

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Campagna EFF per portare crittografia end-to-end ovunque


EFF lancia "Encrypt It Already" per spingere Meta, Google, Apple, Telegram, WhatsApp, Ring e Bluesky ad implementare la crittografia end-to-end.
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La Electronic Frontier Foundation ha lanciato una nuova campagna chiamata “Encrypt It Already” per spingere le grandi aziende tecnologiche a implementare finalmente la crittografia end-to-end dove manca o a renderla predefinita dove esiste ma è nascosta nelle impostazioni.

La campagna prende di mira sei aziende: Meta, Apple, Google, Telegram, WhatsApp, Ring (Amazon) e Bluesky. L’obiettivo è semplice, proteggere conversazioni e dati degli utenti in modo che nemmeno le aziende stesse possano accedervi. La crittografia end-to-end funziona così: solo mittente e destinatario hanno le chiavi per decifrare i messaggi, il servizio che li trasporta non può leggerli. Servizi come Signal, Proton e Tuta la usano già da anni, dimostrando che è possibile farlo su larga scala.

Le richieste di EFF


EFF ha diviso le richieste in tre categorie. La prima, “Mantieni le promesse”, riguarda funzioni che le aziende hanno già annunciato ma non hanno ancora lanciato: Facebook dovrebbe attivare la crittografia end-to-end per i messaggi di gruppo, Apple e Google dovrebbero mantenere la promessa di crittografare RCS in modo interoperabile, e Bluesky dovrebbe finalmente implementare la protezione per i messaggi diretti che aveva promesso.

La seconda categoria, “Le impostazioni predefinite contano”, tocca funzioni che esistono ma sono nascoste. Telegram dovrebbe attivare la crittografia end-to-end per impostazione predefinita nei messaggi privati invece di lasciarla come opzione nascosta ed esclusiva delle “chat segrete”. WhatsApp dovrebbe proteggere i backup delle conversazioni senza che l’utente debba andare a cercare l’opzione nelle impostazioni. Ring dovrebbe abilitare la crittografia per le telecamere di sicurezza senza costringere gli utenti a scoprire che esiste.

L’ultima categoria, “Proteggi i nostri dati”, chiede nuove funzioni che la concorrenza già offre. Google dovrebbe crittografare i backup di Google Authenticator e i dati di backup di Android. Sia Apple che Google dovrebbero permettere agli utenti di bloccare l’accesso dell’AI alle app di messaggistica sicura, evitando che i nuovi assistenti virtuali possano leggere conversazioni protette.

Cosa possono fare gli utenti


EFF suggerisce di attivare le funzioni di crittografia dove già disponibili, anche se nascoste, e di contattare direttamente le aziende per chiedere queste funzionalità. Sul sito della campagna ci sono messaggi pronti da condividere sui social e link ai moduli di feedback di Apple, Bluesky e Facebook. Per Telegram e Ring, EFF ha già aperto richieste ufficiali che gli utenti possono supportare con un voto.

La crittografia end-to-end dovrebbe essere lo standard per qualsiasi servizio che gestisce dati personali, dalle app di fitness ai programmi per prendere note. Invece è ancora una rarità limitata a pochi servizi, principalmente messaggistica e qualche opzione di archiviazione file. I dettagli completi della campagna sono disponibili sul blog di EFF.


FONTE encryptitalready.org


FONTE eff.org

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Treno Regionale Veloce 4048 con doppia di Pop ETR104 in arrivo a Livorno Centrale – 04/10/2025


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ETR104.148 + ETR104.179
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Google porta gli agenti AI in Chrome con Auto Browse


Google lancia Auto Browse in Chrome: Gemini 3 può navigare, cliccare e compilare form al posto dell'utente. Disponibile solo per abbonati AI Pro e Ultra.
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Google ha lanciato Auto Browse, una funzione che permette a Gemini di navigare e interagire con i siti web al posto dell’utente direttamente dentro Chrome. L’idea è quella degli “AI browser agents” che abbiamo visto arrivare di recente con OpenAI Atlas, Perplexity Comet o Dia Browser: l’intelligenza artificiale fa cose al posto tuo.

Per ora la funzione è riservata a chi ha un abbonamento Google AI Pro o Ultra, quindi a pagamento. Gemini appare in una barra laterale fissa a destra del browser e può cliccare, scorrere pagine, compilare campi e portare a termine operazioni che gli vengono richieste a voce o per iscritto.

Google fa l’esempio dello shopping online: l’utente chiede di cercare un regalo su Etsy con un budget specifico, e Gemini cerca prodotti, li aggiunge al carrello, applica eventuali codici sconto e prepara il checkout. Tutto in automatico. Se autorizzato, può anche accedere ai siti usando le credenziali salvate in Google Password Manager, cosa che potrebbe non entusiasmare chi ha un minimo di prudenza sulla sicurezza. Per chi preferisce tenere le password lontane dall’ecosistema Google, alternative come Proton Pass offrono gestione crittografata end-to-end senza legarsi a un singolo browser o servizio cloud.

C’è comunque un pulsante “Prendi il controllo” per interrompere l’agente e tornare alla navigazione manuale quando serve. Google ha anche anticipato una funzione chiamata Personal Intelligence che permetterebbe a Chrome di ricordare conversazioni passate per offrire aiuto più contestualizzato, ma per ora non ci sono tempistiche.

La direzione è chiara: l’AI che naviga per te diventa parte dei browser mainstream. Resta da vedere quanti saranno disposti a fidarsi abbastanza da lasciare un’intelligenza artificiale armeggiare con password e acquisti online.


FONTE blog.google

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pod al popolo, #088: labyrinthine writing, celle aperte, 2008/2026


Autoannotazione, piuttosto incerta e zoppicante, su labirinti e scrittura asemica. Con Mesa e Garroni. Verbigerazione di mg in Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

#asemic #asemicWriting #audio #Garroni #labyrinthineWriting #Mesa #PAP #pap088Pap088 #podcast #scritturaAsemica

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francesco muzzioli: un ricordo di carla vasio


Come ebbe a dirle una volta un editore: “Signora, non possiamo pubblicarla, Lei scrive troppo bene!” Al netto di tanta cecità cinica, la seconda parte della frase era giustissima


Qui il testo di Francesco Muzzioli:
francescomuzzioli.com/2026/01/…

#CarlaVasio #FrancescoMuzzioli #Gruppo63

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Vivaldi 7.8 ripensa le schede del browser


Vivaldi 7.8 introduce schede affiancabili in modo flessibile, schede fisse per dominio e immagini giornaliere nella pagina iniziale per migliorare produttività e personalizzazione!
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Vivaldi ha rilasciato la versione 7.8 con novità che puntano a migliorare la gestione delle schede, da sempre uno dei punti di forza di questo browser alternativo a Chrome e Edge.

La funzione principale riguarda l’affiancamento flessibile delle schede. Invece di passare continuamente da una scheda all’altra, ora è possibile trascinarle direttamente nella finestra principale per creare layout personalizzati, sopra, sotto, affiancati o in griglia. Una volta impostato il layout, si può ridimensionare, riorganizzare o aggiungere altre schede al volo. I link si possono aprire direttamente nella vista affiancata, mantenendo visibile sia il contenuto originale che quello nuovo.

Schede fisse più intelligenti


Le schede fissate ora possono essere bloccate su un dominio specifico. Quando attivi questa opzione, se clicchi su un link che porterebbe fuori dal sito, invece di sostituire il contenuto della scheda fissata si apre una nuova scheda. Utile per tenere sempre aperta la webmail o strumenti di lavoro senza perderli navigando.

Altra novità per chi usa la mail integrata di Vivaldi: le schede di Vivaldi Mail fissate rimangono tali in tutti gli spazi di lavoro, e il client email è ora accessibile da ogni finestra del browser invece che solo dalla principale.

Tra le altre modifiche, la pagina iniziale può mostrare un’immagine diversa ogni giorno presa da Unsplash, ci sono miglioramenti alla stabilità generale e la navigazione tramite cursore testuale è ora un’opzione dedicata per chi preferisce usare la tastiera.

Vivaldi resta uno dei browser più personalizzabili in circolazione, alternativa concreta per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti nomi. Per chi usa il browser anche su reti pubbliche o vuole proteggere la navigazione, Vivaldi include Proton VPN integrato nell’interfaccia.


FONTE vivaldi.com

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DJ K.K. invece direttamente rifiuterà l’invito a soggiornare nella camera VIP, se c’è lo spettacolo sull’isola di Happy Home Paradise


DJ K.K. invece direttamente rifiuterà l'invito a soggiornare nella camera VIP, se c'è lo spettacolo sull'isola di Happy Home ParadiseOvviamente anche K.K., dicendo che ha il concerto in programma#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post Mo
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DJ K.K. invece direttamente rifiuterà l’invito a soggiornare nella camera VIP, se c’è lo spettacolo sull’isola di Happy Home Paradise
Ovviamente anche K.K., dicendo che ha il concerto in programma

#ACNH #animalcrossing

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Loops arriva sull’App Store: l’alternativa a TikTok del Fediverso esce dalla beta


Loops, l'alternativa open source a TikTok basata sul Fediverso, è ora disponibile sull'App Store. L'app esce dalla beta dopo mesi di sviluppo.
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L’app per video brevi creata dallo sviluppatore di Pixelfed è ora scaricabile ufficialmente su iPhone.

Loops, la piattaforma video pensata come alternativa decentralizzata a TikTok, ha lasciato la fase di test su TestFlight ed è finalmente disponibile sull’App Store di Apple. Lo ha annunciato il team attraverso un aggiornamento sulla campagna Kickstarter che nel 2025 aveva raccolto oltre 86.000 euro.

Per chi non la conoscesse, Loops è il progetto di Daniel Supernault, lo stesso sviluppatore canadese dietro Pixelfed. L’idea è quella di offrire una piattaforma per video brevi che non ti profili, non ti bombardi di pubblicità e non usi algoritmi progettati per tenerti incollato allo schermo. Il tutto basato su ActivityPub, lo stesso protocollo che fa funzionare, tra gli altri, Mastodon.

Cosa c’è di nuovo


Negli ultimi mesi il team ha lavorato parecchio: supporto OAuth, feed personalizzato, video più lunghi, segnalibri e compatibilità con Mastodon per i quote post. Lato server si è arrivati alla versione 1.0.0-beta.9, ormai vicina al rilascio stabile.

L’app per Android esiste già ma è ancora in fase beta e scaricabile tramite .APK, non è ancora approdata sul Play Store.

Servono volontari


Supernault non ha nascosto di essere in difficoltà con il carico di lavoro. Il progetto cerca sviluppatori disposti a prendersi responsabilità concrete, sia su Loops che su Pixelfed. Chi fosse interessato può contattarlo direttamente su Mastodon.

Il piano per il 2026? Consolidare Loops e concentrarsi finalmente su Pixelfed, che dovrebbe ricevere una nuova interfaccia utente. Quando? Letteralmente “sarà pronto quando sarà pronto”.


FONTE

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Moto G77 e Moto G67 ufficiali: fotocamere potenziate dall’AI e display più luminosi per la fascia media


I nuovi Moto G77 e Moto G67 puntano su fotocamere migliorate dall’intelligenza artificiale e su display più luminosi, confermando la strategia Motorola nella fascia media.
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Motorola amplia la famiglia moto g con due nuovi dispositivi: moto g77 e moto g67. Progettati per soddisfare gli stili di vita più dinamici, questi dispositivi sono costruiti con display vividi, sistemi di fotocamera intelligenti e una durata di grado militare, per un mix di prestazioni e stile.

Motorola Signature: raffinatezza e innovazione globale | Techpertutti
Con Motorola Signature il brand ridefinisce il concetto di raffinatezza tecnologica, puntando su design, materiali premium e innovazione mirata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Fotocamere AI: scatti migliori in ogni situazione


moto g77 e moto g67 integrano sistemi fotografici di primo livello, pensati per portare la fotografia mobile a un livello superiore. In particolare, moto g77 introduce la prima fotocamera da 108MP con zoom lossless 3x in un moto g, offrendo chiarezza e dettagli elevati, mentre moto g67 è dotato di un sensore Sony Lytia 600 da 50MP con tecnologia Quad Pixel, che offre risultati vibranti in qualsiasi condizione di luce.



Motorola Moto G77 colore Black Olive

A completare l'hardware di entrambi i dispositivi, le funzionalità di intelligenza artificiale di moto ai come la Modalità Ritratto (Portrait Mode) per una profondità realistica e la Cattura Automatica del Sorriso (Auto Smile Capture) che agevola lo scatto della foto perfetta. L'editing è altrettanto semplice grazie a strumenti di Google Foto come Gomma Magica (Magic Eraser), Eliminazione Sfocatura Foto (Photo Unblur) e Inquadratura Automatica (Auto Frame), che consentono di perfezionare i propri scatti con pochi passaggi.



Display più luminosi e leggibili


Le immagini prendono vita sul display Extreme Amoled da 6.78" più luminoso mai visto in un moto g (dati Motorola), presente in entrambi i dispositivi. Con una risoluzione più nitida del 17% rispetto al suo predecessore e 5 volte più luminosa, è possibile godere di colori vividi e dettagli nitidi sia negli scatti all'interno sia all'esterno. La frequenza di aggiornamento di 120Hz assicura uno scorrimento fluido e transizioni fluide tra le app, mentre la tecnologia a bassa emissione di luce blu certificata Sgs aiuta a ridurre l'affaticamento degli occhi durante l'uso prolungato.
Moto g77 e g67 sono supportati da chipset ad alte prestazioni e con RAM fino a 12GBMoto g77 e g67 sono supportati da chipset ad alte prestazioni e con RAM fino a 12GB

Differenze tra Moto G77 e Moto G67


Entrambi i dispositivi sono progettati per durare, con una resistenza di livello militare, vetro Corning Gorilla Glass 7i e resistenza all'acqua IP64, offrendo il massimo livello di protezione dalla polvere, prestazioni 2 volte superiori contro cadute e graffi. La loro finitura curata e lussuosa conferisce una sensazione premium, mentre i colori selezionati da Pantone, tra cui Shaded Spruce, Black Olive, Arctic Seal e Nile, si adattano perfettamente a ogni esigenza di stile.
Motorola Moto G67: resistenza di grado militareMotorola Moto G67: resistenza di grado militare
moto g77 e moto g67 sono progettati per prestazioni impeccabili, sia che si utilizzino simultaneamente più app, riproducendo contenuti in streaming o giocando in movimento. Supportati da chipset ad alte prestazioni e con RAM fino a 12GB, questi dispositivi offrono esperienze veloci e reattive senza lag. Inoltre, grazie a una memoria fino a 512GB, è possibile tenere a portata di mano le loro foto, video e app preferite senza preoccuparsi dello spazio.

Per sostenere tali prestazioni, una batteria da 5200mAh mantiene connessi per tutto il giorno, alimentando ogni attività, dalle videochiamate alle playlist. Quando è il momento di ricaricare, la tecnologia TurboPower 30 offre una rapida ricarica in pochi minuti. E una volta tornati in azione, è possibile godere di un audio fino al 300% più potente rispetto alla generazione precedente, grazie ai doppi altoparlanti stereo potenziati da Dolby Atmos e al suono certificato Hi-Res.

Mijia Smart Audio Glasses: gli occhiali smart Xiaomi
I Mijia Smart Audio Glasses rappresentano l’approccio di Xiaomi agli occhiali smart, combinando audio integrato, design tradizionale e funzioni pensate per l’uso quotidiano
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Presente poi in tutto il portfolio, motorola offre una suite ponderata di funzionalità progettate per semplificare e arricchire l'esperienza utente. Hello UX e Moto Secure forniscono gli strumenti necessari per personalizzare il proprio dispositivo, proteggere i propri dati e creare ambienti digitali sicuri. L'integrazione con Chat with Gemini di Google aggiunge un nuovo livello di produttività, aiutando a fare brainstorming, scrivere messaggi o pianificare eventi utilizzando voce, testo o persino la fotocamera.

Prezzi e Disponibilità


Moto g77 è disponibile nella versione 8/512GB su motorola.it a 419.90 euro, mentre la versione 8/256 GB è disponibile in retailer selezionati a 379 euro. Moto g67, invece, è disponibile in Italia nella versione 4/256G su motorola.it a 299.90 euro.


Motorola presenta Motorola Signature: nuovi standard di raffinatezza e innovazione tecnologica


Al CES 2026 Motorola ha presentato Motorola signature, un dispositivo che si distingue per il design audace e le specifiche di alto livello. Creata per coloro che esigono il meglio in termini di tecnologia, la famiglia motorola signature vanta finiture realizzate con maestria, colorazioni curate, fino a sette anni di aggiornamenti del sistema operativo Android e di sicurezza, accesso e servizi esclusivi, oltre alle funzionalità più innovative di Motorola. Riconosciuto da DXOMARK per i più alti standard di eccellenza fotografica e progettato con sensori Sony LYTIA, capacità di acquisizione Dolby Vision e la potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5, il Motorola signature ha un fascino duraturo e distintivo.
Motorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da PantoneMotorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da Pantone

Il telefono con curvatura quadrupla più sottile della sua categoria


motorola signature è ultrasottile (6,99 mm), costruito con precisione e sapientemente sagomato. Il dispositivo combina una moderna cornice in alluminio di grado aeronautico con una finitura lussuosa ispirata al twill o al lino, per offrire un'esperienza sensoriale al tatto. Disponibile in due opzioni cromatiche appositamente curate: PANTONE Martini Olive con finitura ispirata al twill, una tonalità verde dorato che incarna una forza discreta, e PANTONE Carbon con finitura premium ispirata al lino, un distinto blu navy dal minimalismo classico.

Sony Alpha 7 V: mirrorless con IA avanzata e prestazioni top
Sony Alpha 7 V segna un’evoluzione importante nella fotografia e nel video: IA più evoluta per il riconoscimento dei soggetti e prestazioni elevate per creativi e professionisti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il primo smartphone ultrasottile con quattro fotocamere da 50MP, premiato da DXOMARK


Reinventando ciò che è possibile con la fotografia mobile, il Motorola signature è il primo smartphone ultrasottile della sua categoria con quattro fotocamere da 50MP ed è stato insignito del DXOMARK Gold Label per i più alti standard di eccellenza fotografica. Il Motorola signature contiene un'impressionante suite di funzionalità hardware e software per la fotocamera, tra cui:

  • sensore principale da 50 MP con sensore Sony LYTIA 828, il sensore da 50 MP più grande di Motorola fino ad oggi, che produce video 4K Dolby Vision per riprese di livello cinematografico. È possibile, inoltre, la registrazione video in 8K, che offre maggiore flessibilità in post-produzione, e lo slow motion in 4K;
  • teleobiettivo periscopico da 50 MP con zoom ottico 3x, che mette in risalto ciò che l'occhio non può percepire. Dotato del sensore Sony LYTIA 600 da 50 MP, esso offre un'alta risoluzione anche a distanza. Questo vale anche per la capacità Super Zoom Pro 100x, potenziata da moto ai, che cattura monumenti lontani o edifici intricati con precisione. La lunghezza focale equivalente di 71 mm dell'obiettivo è ideale per scattare ritratti belli ed espressivi con un'angolazione che mette in risalto il soggetto;
  • obiettivo ultragrandangolare da 50 MP con un campo visivo di 122° per catturare paesaggi pittoreschi. L'obiettivo funge anche da fotocamera macro per catturare i dettagli più minuti e i primi piani artistici;
  • fotocamera selfie da 50 MP dotata del sensore Sony LYTIA 500 da 50 MP, che crea immagini ricche di contrasto grazie alla tecnologia Quad Pixel.


Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressioneRafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione

Prestazioni Snapdragon e capacità AI superiori


La potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5 da 3nm, basata su un motore di elaborazione AI dedicato, consente velocità fino a 3.8GHz con la CPU personalizzata e GPU, oltre a prestazioni NPU superiori. Sarà possibile sperimentare prestazioni rapide, un gaming fluido e un'intelligenza artificiale sul dispositivo più smart, che migliora ogni aspetto, dalla velocità all'efficienza energetica. Il processore, inoltre, potenzia le prestazioni della fotocamera offrendo un'elaborazione delle immagini superiore e un'acquisizione video ad alta definizione. L'elaborazione AI on-device aggiuntiva include miglioramenti nel riconoscimento delle immagini, nell'assistenza vocale e nell'efficienza energetica complessiva. Il Motorola signature è anche il primo smartphone con un sistema di raffreddamento a metallo liquido con maglia in rame, che mantiene basse le temperature e alte le prestazioni.
Motorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotograficaMotorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotografica

Smartphone con durabilità di grado militare


Grazie alla sua struttura leggera, il motorola signature combina eleganza e robustezza. Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il dispositivo offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione, resistendo all'immersione fino a 1,5 metri in acqua dolce per un massimo di 30 minuti. Spingendo al limite i confini del design degli smartphone ultrasottili, motorola signature è l'unico dispositivo della sua categoria a soddisfare gli standard di durabilità di grado militare; queste caratteristiche consentono al dispositivo di operare efficacemente in temperature estreme e ad alte altitudini.

Samsung Galaxy Book6 al CES 2026: AI e prestazioni
Samsung svela al CES 2026 Galaxy Book6, una nuova generazione di notebook che punta su prestazioni elevate, funzionalità AI per la produttività e un design completamente rinnovato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La batteria più grande della categoria tra i telefoni ultrasottili


Anche all'interno della cornice sottile del motorola signature, è possibile godere di un'ampia autonomia, promette Motorola. La batteria al silicio-carbonio da 5200 mAh, garantisce fino a 52 ore di autonomia e quando la batteria si sta scaricando, la ricarica TurboPower da 90W offre ricarica per un intero giorno in soli 7 minuti. È possibile anche optare per la ricarica wireless da 50W per un'esperienza senza cavi.

Un display luminoso con Pantone SkinTone


La brillantezza assume una nuova forma con il display Extreme AMOLED da 6,8 pollici e una frequenza di aggiornamento ultraveloce di 165 Hz. La sua risoluzione Super HD contiene il 14% di pixel in più rispetto al Full HD standard e la luminosità di picco (fino a 6200 nits) assicura una migliore visibilità pur rimanendo confortevole per gli occhi. Motorola precisa che si tratta del display per smartphone più luminoso della sua categoria con Pantone SkinTone.
Motorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematograficiMotorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematografici
Motorola signature è dotato di tecnologia Sound by Bose oltre a Dolby Atmos, che rivelano maggiore profondità, chiarezza e dettagli per un'esperienza audio immersiva. I doppi altoparlanti stereo contribuiscono a trasmettere un audio di alta qualità in movimento, mentre l'esperienza unica di Bose nella sintonizzazione dell'equalizzazione crea un'avventura sonora. È possibile anche accedere a un audio di livello professionale grazie al sistema audio certificato Hi-Res e scoprire la Snapdragon Sound Technology Suite per chiamate di lavoro nitide.

Disponibilità e offerte pre-ordine


Motorola signature sarà presto disponibile in Italia a un prezzo di partenza di 1099 euro.


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Mentre Casimira è obbligata a tornare in ufficio sull’isola di Happy Home Paradise e non godersi la camera VIP, Volpolo direttamente si assenta dal c…


Mentre Casimira è obbligata a tornare in ufficio sull'isola di Happy Home Paradise e non godersi la camera VIP, Volpolo direttamente si assenta dal campeggio, chiudendo il suo mercatino e se ne frega!#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al po
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Mentre Casimira è obbligata a tornare in ufficio sull’isola di Happy Home Paradise e non godersi la camera VIP, Volpolo direttamente si assenta dal campeggio, chiudendo il suo mercatino e se ne frega!
#ACNH #animalcrossing

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Kagi chiede accesso aperto agli indici di ricerca


Kagi chiede accesso aperto agli indici di ricerca e aggiorna il servizio con Academic lens migliorato, posizione manuale per ricerche locali e Assistant più affidabile.
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Kagi, il motore di ricerca a pagamento che punta su privacy e personalizzazione, ha pubblicato un post sul proprio blog in cui chiede cambiamenti strutturali nel settore della ricerca online. L’azienda sostiene che serve un accesso aperto agli indici dei motori di ricerca per creare un web più sano e centrato sugli utenti.

Il tema non è nuovo: Kagi da tempo critica il monopolio dei big tech sulla ricerca, proponendosi come alternativa che fa pagare gli utenti invece di monetizzare i loro dati. Il modello è semplice, da 5 dollari al mese si ottiene un motore senza pubblicità e con la possibilità di bloccare o dare priorità a determinati siti nei risultati.

Insieme al post, Kagi ha rilasciato alcuni aggiornamenti al servizio. La lente Academic è stata migliorata per restituire risultati più pertinenti quando si cercano informazioni su medicina, ricerca scientifica o altri ambiti specialistici. Ora è anche possibile impostare manualmente la propria posizione geografica per ottenere risultati locali più precisi, senza dipendere dalla geolocalizzazione automatica.

Per quanto riguarda l’assistente AI integrato, Kagi ha reso più chiare le raccomandazioni sui modelli da usare: viene specificato quale è il più veloce, quale offre il miglior equilibrio tra velocità e profondità, e quale garantisce la massima qualità. Sono stati anche risolti problemi di connessione che interrompevano le risposte in corso.

Per chi cerca alternative a Google che rispettino la privacy, Kagi rimane una delle opzioni più interessanti, anche se a pagamento.


FONTE kagifeedback.org

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nel comparto “post-poetica” del sito ‘ahida’, alcuni testi da “zootropio”, di beatrice zito


su ahida_ testi da Zootropio, di Beatrice Zito
cliccare per leggere

ahidaonline.com/post/post-poet…

i testi vengono dalla raccolta Zootropio èdita da Pungitopo:
pungitopo.com/poesia1.html
(grazie all’editore e all’autrice per aver concesso la pubblicazione)

le precedenti uscite di post-poetica:
ahidaonline.com/postpoetica

#ahida #ahidaOnline #ahidaonline #BeatriceZito #cambioDiParadigma #postPoesia #postpoesia #postpoetica #Pungitopo #ricercaLetteraria #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #Zootropio

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online oggi, 2 febbraio, per ‘la finestra di antonio syxty’, l’audio dell’incontro su “dnr. do not resuscitate”, di luigi severi


open.spotify.com/embed/episode…

podcast sul canale open.spotify.com/show/7onZatZD…

il libro: biblionedizioni.it/prodotto/dn…

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Transmission 4.1: download più veloci e supporto IPv6


Transmission 4.1 migliora le prestazioni dei download torrent con supporto IPv6, protocollo µTP ottimizzato e download sequenziale. Disponibile per macOS, Windows e Linux.
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Transmission, uno dei client torrent più apprezzati in ambito open source, si aggiorna alla versione 4.1 portando miglioramenti concreti per chi scarica file tramite BitTorrent. L’update è disponibile per macOS, Windows e Linux.

La novità principale riguarda le prestazioni: il protocollo µTP (Micro Transport Protocol) è stato ottimizzato e ora garantisce download più rapidi e stabili. In pratica, i trasferimenti dovrebbero completarsi più velocemente rispetto alle versioni precedenti.

Altra aggiunta importante è il supporto completo per IPv6, che amplia la compatibilità con le reti moderne. Transmission ora funziona anche con tracker che supportano sia IPv4 che IPv6 in modalità dual-stack, un dettaglio tecnico che si traduce in maggiore affidabilità nel trovare peer da cui scaricare.

Per chi gestisce torrent con molti file, arriva il download sequenziale: invece di scaricare pezzi casuali da tutti i file, è possibile dare priorità a specifici contenuti.

L’interfaccia usa ora icone native del sistema operativo (SF Symbols su macOS, Segoe su Windows) ed è stato risolto anche un bug della versione 4.0.6 che causava annunci ripetuti ai tracker HTTP.

Chi usa torrent regolarmente può valutare di abbinare Proton VPN o Adguard VPN per una maggiore privacy durante i download.


FONTE github.com

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Proton Drive accelera: il nuovo SDK migliora prestazioni su tutte le piattaforme


Proton Drive diventa più veloce grazie al nuovo SDK condiviso: upload fino al 60% più rapidi su iOS e download accelerati del 70% su web. In arrivo (finalmente) anche il client Linux.
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Chi usa Proton Drive avrà probabilmente notato che negli ultimi mesi le cose vanno un po’ più lisce e con meno intoppi. Il merito è del nuovo SDK su cui Proton lavora da tempo e che ora, a quanto pare, sta iniziando a fare davvero la differenza.

Questo kit di sviluppo condiviso è diventato la base comune per tutte le app di Drive, che si tratti di desktop, mobile o web. Secondo Proton i caricamenti sono più veloci del 60% su iOS, mentre su web si arriva al 30% in più per l’upload e al 70% per i download.

Cosa funziona già e cosa arriverà


Al momento l’SDK gestisce le operazioni fondamentali: caricare e scaricare file, creare cartelle, rinominare, spostare ed eliminare elementi. Le librerie sono già disponibili per JavaScript, C# e con supporto per Swift e Kotlin, tutte consultabili nel repository pubblico su GitHub.

Manca però ancora qualcosa: l’autenticazione e i moduli necessari per integrazioni di terze parti non sono ancora pronti. Per ora l’SDK serve principalmente a chi vuole contribuire o sperimentare, non a sviluppatori esterni che vogliono integrare Proton Drive nei propri prodotti.

Tra le novità più attese c’è anche un client da riga di comando previsto per il secondo trimestre del 2026, pensato per chi preferisce lavorare da terminale. E a proposito di Linux, Proton conferma che il client nativo per il pinguino arriverà proprio grazie a questo nuovo SDK condiviso.

Il piano per il 2026


Nel corso dell’anno Proton punta a migrare tutte le funzionalità esistenti sulla nuova architettura, aggiungendo anche il supporto per le foto, la condivisione file e la gestione delle revisioni. Altra novità interessante: l’introduzione di algoritmi crittografici con accelerazione hardware, che dovrebbero alleggerire il carico sulla CPU mantenendo la stessa sicurezza.

Per chi ancora non lo conoscesse, Proton Drive fa parte dell’ecosistema Proton che include anche email crittografata, VPN, calendario e il gestore password Proton Pass. Il vantaggio di avere tutto sotto lo stesso tetto è che i vari servizi condividono la stessa filosofia sulla privacy e si integrano tra loro senza troppi grattacapi.


FONTE proton.me

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Accuse Pesantissime ad Andre Galvao. Esodo dall’Atos


Scusate il gioco di parole su un tema così importante. Cercherò di descrivere tutto quello che è successo negli ultimi giorni, cercherò di scrivere senza insultare nessuno. Ovviamente ci sono indagini in corso e non è corretto essere colpevolisti... PERO'
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Scusate il gioco di parole su un tema così importante. Cercherò di descrivere tutto quello che è successo negli ultimi giorni, cercherò di scrivere senza insultare nessuno.

Ovviamente ci sono indagini in corso e non è corretto essere colpevolisti…

PERO’…

Sembra che Andre Galvao abbia avuto per anni atteggiamenti impropri con le proprie studentesse, molto giovani.

La moglie Angelika, quando informata, ha sempre minimizzato. La cosa è montata durante l’Europeo (probabilmente il fatto che molte persone si sono potute incontrare fuori dall’accademia) e in pochi giorni c’è stato un esodo di massa tanto da parte dei pro che degli amatori, oltre che molti coach di accademie affiliate

Chi è già andato via?


Andy Murasaki si è già visto alla Kings’way, oltre a lui: Rafaela Guedes , Emily e Rafael Vasconcelos, Josh Hinger, Nisar Loynab, Rosie Rolls, Joao Mendes, Rafael Silveira, Gabi Macomb, persino Bruno Frazatto – amico di lunga data di Galvao – ha lasciato l’affiliazione Atos e sta facendo Rebranding in questo istante

Alexa Herse denuncia senza mezzi termini.


Con un coraggio davvero esemplare Alexa Herse denuncia quello che gli è successo. Ecco cosa scrive:

Andando avanti, non sono più associata ad Atos Jiu Jitsu.

È qualcosa che non avrei mai immaginato di dover dire, dato che ho trascorso gran parte della mia infanzia e adolescenza dedicandomi a questo team. Ma ora, purtroppo, non ho altra scelta se non quella di farmi da parte e parlare.

Negli ultimi sei mesi mi sono sentita profondamente a disagio in molte occasioni a causa di André Galvão. Mi ha toccata in modo inappropriato durante le sessioni di allenamento. Ha commentato ripetutamente il mio corpo e il mio aspetto. Durante gli allenamenti mi allontanava dal partner che avevo scelto io, mandava il mio compagno ad allenarsi con qualcun altro e mi faceva allenare con lui. Faceva versi e gemiti a sfondo sessuale nel mio orecchio mentre mi stava sopra. In un’altra occasione, quando la sua testa era molto vicina alla mia, mi ha leccato l’orecchio.

Mi sono rivolta ad Angelica Galvão, una persona che ho sempre considerato come una seconda madre e che mi conosce e mi segue come mentore fin da quando ero bambina. Non solo non ha fatto nulla, ma mi ha detto di non dire niente e che “se è sbagliato, devi almeno far finta che sia giusto” e “non mordere la mano che ti dà da mangiare”. Ha scelto di ignorarmi, di mettermi a tacere e di proteggere suo marito. Ma si sentirebbe allo stesso modo se si trattasse di sua figlia? Ora ha scelto di screditarmi e di tentare di coprire tutto questo, il che, a mio parere, la rende altrettanto responsabile.

Sono cresciuta allenandomi ad Atos, ed è stato André Galvão a promuovermi alla cintura grigia quando ero una bambina. Sono distrutta oltre ogni limite. Un tempo lo guardavo non solo come il mio maestro, ma come un eroe e una figura paterna, e sapere che avrebbe fatto questo non solo a me, ma anche a molte altre persone, è devastante.

Non ho mai voluto che tutto questo accadesse. Non ho nulla da guadagnare rendendo pubblica questa storia. Sto scegliendo di lasciare alle spalle tutti i miei amici e la mia famiglia. Questa è la mia verità. E so con certezza di non essere l’unica vittima. Alle altre ragazze: spero che questo vi dia il coraggio di farvi avanti.

Per quanto faccia male, sto facendo la mia parte per rendere questo sport un posto più sicuro. Mi rifiuto di portare una vergogna che non mi appartiene. Il silenzio protegge solo gli abusatori, e io mi rifiuto di restare in silenzio ancora.

Ho sporto denuncia presso le autorità locali.”

Adele Fornarino


Adele Fornarino, doppia medaglia d’oro all’ADCC che si è allenata con Andre Galvao durante il suo percorso verso il titolo, ha affrontato pubblicamente la situazione dopo la sua vittoria al secondo round contro Selma Vik a Polaris 35. Dopo aver chiuso l’incontro con una RNC, Fornarino ha usato la sua visibilità per fare dichiarazioni sui fallimenti sistemici.

«C’è una crisi nel jiu-jitsu in questo momento. C’è un problema enorme, enorme, e nasce dalla struttura gerarchica del nostro sport. Ci sono persone in posizioni di potere su persone vulnerabili. E queste persone in posizioni di potere hanno il compito di proteggere, di prendersi cura e di insegnare alle persone a proteggersi. Eppure sono proprio queste le persone che stanno approfittando dei più vulnerabili nel nostro sport. E questo deve finire.»


Ha poi invocato una responsabilità collettiva all’interno della comunità del jiu-jitsu.

Cornelius ha affrontato la situazione attraverso un commento video dettagliato.

«Ciao ragazzi, è da un po’ che non ci sentiamo. Volevo solo dare la mia opinione e commentare le accuse di cattiva condotta s**uale emerse da Atos nei confronti di Andre Galvao.»


Ha osservato che spesso le persone aspettano prove definitive prima di formarsi un’opinione, anche se questo tipo di materiale raramente diventa pubblico nel modo in cui molti si aspettano.

«La realtà di queste situazioni è che, se è stato commesso un reato, le prove o le evidenze vengono presentate a una giuria, e poi la giuria emette il suo verdetto, giusto? C’è tutto il processo giudiziario.»


La risposta di Galvao.


L’unica cosa che poteva fare Galvao: andare da un avvocato prima di scappare in messico

ecco cosa scrive:

febbraio 2026

Negli ultimi giorni hanno circolato online voci false che mi attribuiscono presunti comportamenti inappropriati con studentesse. Queste affermazioni sono false e stiamo intraprendendo le opportune azioni legali per tutelare l’integrità di ATOS.

Ho dedicato la mia vita al Brazilian Jiu-Jitsu e alla costruzione di accademie in cui le persone possano allenarsi in modo sicuro, con fiducia e dignità. Sono orgoglioso della nostra cultura: rispetto, disciplina e professionalità, dentro e fuori dal tatami. La nostra area di allenamento è costantemente presidiata da staff e studenti, dotata di telecamere, e abbiamo sempre lavorato per mantenere un ambiente di allenamento sicuro, rispettoso e trasparente.

Non entrerò in dispute sui social media; tuttavia, adotterò tutte le misure necessarie per proteggere la nostra comunità e il nome della mia famiglia. Posso assicurarvi che presto tutto verrà chiarito, in particolare i fatti che spiegano perché alcuni membri dello staff se ne sono andati a seguito di recenti cambiamenti amministrativi e finanziari.

Tutto è iniziato da una persona che ha lasciato ATOS recentemente, prima che accadesse tutto questo, e che non viene nemmeno citata nelle voci diffuse, ma che evidentemente nutre un rancore personale a causa di tagli finanziari e decisioni amministrative.

Ci addolora profondamente vedere metodi così subdoli da parte di qualcuno che negli anni ha beneficiato molto e che avrebbe dovuto dimostrare almeno un minimo di gratitudine e rispetto verso il team.

Se sei uno studente attuale o un genitore e hai qualsiasi preoccupazione o domanda, ti invito a contattarci direttamente. Prenderemo sul serio ogni reale segnalazione e la affronteremo attraverso i canali appropriati, non tramite accuse vaghe sui social media.

A tutti coloro che hanno sostenuto la nostra accademia e il nostro team: grazie. Continueremo a concentrarci su ciò che conta, offrendo un’istruzione di livello mondiale in un ambiente rispettoso e mantenendo la nostra accademia un luogo in cui tutti gli studenti possano crescere.

Alla fine, ho fiducia che la verità prevarrà. Rimango al fianco della mia famiglia, di Sarah e di Angelica, attraverso tutte le prove.

Dio vi benedica tutti.

André Galvão

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Il reato di “freezing” e il congelamento della lingua italiana


Di Antonio Zoppetti

La settimana scorsa, in Parlamento, ci sono stati duri scontri sul cosiddetto “Ddl stupri” per riformare la legge sui reati sessuali, anche se alla fine non è stato raggiunto alcun accordo e tutto si è per il momento arenato.

Dal punto di vista legislativo la questione spinosa era legata alle modalità di esprimere il consenso all’atto sessuale: deve essere “esplicito” (dunque senza un “sì” ci può essere la punibilità) o più semplicemente “riconoscibile” (dunque un’accettazione manifestata in altre modalità rispetto a quelle verbali)? Oppure è violenza solo in caso di manifesto “dissenso”?

Mentre infuriava la polemica su questo passaggio, dal punto di vista linguistico è emerso un anglicismo che ha tutte le caratteristiche per attecchire, se il dibattito tornerà in primo piano, e cioè il concetto di “freezing” che moltissimi giornali si sono immediatamente affannati a divulgare. E, come al solito, ci hanno martellato con il “nuovo reato di freezing” in modo improprio, visto che non è il “congelamento” (mentale) a essere un reato, e soprattutto questa parola non è affatto inclusa nella proposta di legge, ma ricorre solo nel dibattito in proposito.

Nel sommario della discussione avvenuta in Senato, per esempio, il freezing è stato esplicitamente utilizzato due volte, come fosse un tecnicismo ricorrente, per indicare il “blocco emotivo” davanti a un approccio sessuale inaspettato, dunque il rimanere paralizzati, impietriti, pietrificati, sbigottiti, incapaci di reagire… in altre parole un concetto antico e vecchio come il mondo – congelamento in senso letterale o lato – che però oggi si vuole esprimere in inglese come fosse una novità, in una più ampia ri-concettualizzazione delle cose in questa lingua (il “lessico del nuovismo”).

Colpisce che nella discussione sia proprio il presidente Giulia Bongiorno (lo riporto la maschile come piace a lei) a citare il “cosiddetto freezing” per indicare il “congelamento mentale” e l’impossibilità di esprimere il proprio dissenso/consenso davanti a un approccio a sorpresa. Nel 2018, infatti, quando la Bongiorno era ministro della Pubblica Amministrazione, si era espressa esplicitamente (dissenso esplicito?) contro l’eccesso di inglese nel settore su cui si riproponeva di intervenire. Ma si sa che tra il dire e il “parlare” c’è di mezzo la lingua d’oltremare… dunque da dove viene questo “freezing” che sgorga proprio dalla sua bocca?

Freezing: dalla lingua di settore a quella comune

L’espressione circola già da qualche anno in ambito legislativo, e proviene da quello psicologico. Il fatto è che se l’inglese si configura come la lingua internazionale della scienza, poi anche tutta la concettualizzazione terminologica finisce per essere importata in inglese, e dunque la paralisi o il congelamento della mente diventa freezing, ma in questo modo è la lingua italiana a essere congelata.

Come andrà a finire?

La questione degli anglicismi incipienti è molto complessa, perché quotidianamente siamo bombardati da centinaia e centinaia di parole inglesi che vengono “virgolettate” senza alcuna traduzione in ogni settore, in una sorta di gara in cui ogni addetto ai lavori privilegia le parole d’oltreoceano (vedi il “board of peace” che impazza solo in italiano, visto che francesi, spagnoli portoghesi, tedeschi… traducono il concetto nella propria lingua). Ho paragonato questo fenomeno a quello della “panspermia”, che è il modo di riprodursi delle ostriche e di molti animali che spargono migliaia e migliaia di larve nell’ambiente. La maggior parte è destinata a morire o a diventare cibo per altri animali, ma la conservazione della specie è garantita dai pochi sopravvissuti che riescono a crescere e a riprodursi. Se la strategia di riproduzione dei mammiferi si basa perlopiù su una prole dal numero molto ridotto che però viene educata e protetta dai genitori sino all’età adulta, quella delle tartarughe consiste in un gran numero di esemplari che vengono invece abbandonati, tanto qualcuno in qualche modo si salverà e potrà a sua volta riprodursi. Gli anglicismi si moltiplicano nell’italiano con questo stesso schema: vengono sparsi in tutto il mondo dall’espansione dell’inglese globale e la maggior parte è destinata a non attecchire, a rappresentare delle espressioni usa e getta che passata la contingenza svaniscono, ma un piccolo numero al contrario attecchisce, si radica e quel punto tende alla moltiplicazione: se un congelatore è freezer e la pratica di congelare gli ovuli per una maternità futura è chiamata “social freezing”, poi freezing entra nel linguaggio degli psicologi al posto di paralisi mentale, e viene ripreso da chi legifera, mentre a livello più popolare si comincia a parlare di freezare (o frizare) in sempre più ambiti e contesti anche in senso lato.

Davanti a questo fenomeno, molti linguisti ritengono che gli anglicismi siano una moda passeggera destinata a svanire o parole usa e getta dalla vita breve – dunque non rappresenterebbero un problema – ma questo punto di vista non tiene conto del fattore “panspermia” che regola con successo la riproduzione di molte specie da milioni di anni, e soprattutto l’obsolescenza è un fenomeno che non riguarda solo gli anglicismi incipienti, ma un po’ tutti i neologismi, anche quelli in italiano. Dunque tra i neologismi – inglesi e italiani – registrati della Treccani la maggior parte svaniranno (il che non significa che “tutti” i neologismi siano obsolescenti), ma tra quegli elenchi ci saranno anche le parole che attecchiranno ed entreranno nei dizionari del futuro.

Se tra queste ci sarà anche “freezing” è difficile dirlo, di sicuro la parola sta facendo il salto da tecnicismo alla lingua comune, visto che i giornali lo stanno divulgando e affermando. E tutto lascia presagire che se il dibattito politico sulla legge sulla violenza sessuale prossimamente si riaprirà con le stesse polemiche della settimana scorsa – amplificate dai titoli e dalle sintesi mediatiche – si radicherà come è avvenuto nel caso di mobbing, stalking e simili, altrimenti rimarrà una parola “congelata” nel proprio ambito psicologico da cui proviene e forse regredirà.

Certo, se davanti all’italiano smettessimo di fare le ostriche e ci comportassimo da mammiferi – come auspicava la Bongiorno quando era ministro – la nostra lingua si arricchirebbe, invece di regredire. Ma a questo punto poco importa che freezing si radichi o svanisca: in fondo è solo uno degli oltre 4000 anglicismi già radicati e registrati dai dizionari, e un anglicismo in più o in meno non fa differenza. La battaglia per la tutela del nostro patrimonio linguistico non sta nelle singole scelte lessicali – che studiano i linguisti – bensì nella nostra attuale anglomania, un terreno che andrebbe studiato da un punto di vista sociologico e in qualche caso anche psicologico.

Per evitare di frizare l’italiano occorre un cambio di paradigma: dovremmo smettere di considerare l’inglese e gli anglicismi come qualcosa di più solenne e prestigioso, dovremmo in fin dei conti smetterla di vergognarci della nostra lingua e riappropriarcene con orgogliosa gioia. Solo così, le parole inglesi, a poco a poco, regredirebbero spontaneamente e potremmo ritornare a parlare di tesserino invece di badge, di luogo invece di location, di tavola da sci invece di snowboard, di scarpe sportive invece di sneakers e via dicendo.

Purtroppo, le attuali contingenze storiche, politiche, culturali e sociali indicano che la direzione che abbiamo preso è un’altra, e anche se freezing dovesse svanire ci sarebbero altri 100 anglicismi pronti a prenderne il posto. E invece di ragionare sull’obsolescenza degli anglicismi, certi linguisti farebbero meglio a occuparsi di quella dell’italiano che davanti alla moltiplicazione dissennata delle nuove parole a base inglese, non fa altro che perdere terreno.

#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #politicaLinguistica #rassegnaStampa


Il “board” di Trump e l’inglese che straborda nell’italiano


di Antonio Zoppetti

In questi giorni, i consueti picchi di stereotipia giornalistici che – in gregge – si affannano a ripetere e diffondere l’inglese ci martellano con il “board” di Trump, decurtazione di “Board of Peace” (scritto preferibilmente con le maiuscole all’americana).

Questo “tavolo”, “consiglio” o “comitato” per la pace è stato inizialmente concepito per gestire la ricostruzione della Striscia di Gaza, ma subito dopo è sparito ogni riferimento a quella situazione contingente e si sta configurando come un ben più ampio organo che mira al controllo, alla gestione e alla risoluzione dei conflitti internazionali. In poche parole è un progetto per delegittimare e cancellare l’Onu – inizialmente voluto e controllato dagli Usa, ma poi sfuggito loro di mano – e sostituirlo con un comitato sotto la guida dell’imperatore Trump, in cui si può entrare pagando un miliardo di dollari.

Tutto l’apparato mediatico è fortemente critico nel riportare la notizia, dal punto di visto politico, ma non da quello linguistico. E così, se il presidente statunitense è presentato come un nuovo tiranno che con il suo “club” punta a gestire il “racket” della “governance” mondiale – per usare la lingua dei giornali invece di quella dei cittadini – la scelta di riportare le sue parole in inglese non è altrettanto “tirannica” per i suprematisti dell’angloamericano che compongono la nostra classe dirigente.

Mentre nell’italietta colonizzata circola solo la notizia del board (“of peace” si può anche omettere, c’est plus facile) e l’idea che per essere “internazionali” è opportuno ostentare la lingua dei padroni, i giornalisti francesi e spagnoli hanno un approccio diverso nel dare la stessa notizia: quello di riportarla nella propria lingua madre.
Dunque, sui giornali come El Paìs o El Mundo si ricorre allo spagnolo (“Junta de paz”), su Le Figaro o Le Monde si ricorre al francese (“conseil de la paix”) e anche in Portogallo si parla di “Conselho de Paz”, sia sulle testate conservatrici come il Diário de Notícias sia su quelle progressiste come l’Expresso.

La storia di “board” in italiano

Il Devoto Oli registra l’anglicismo board come una parola comparsa nel 1977 nel suo significato di collegio, comitato (letteralmente tavolo del consiglio), ma questa prima sporadica attestazione si è diffusa e radicata solo in seguito.

Nello stesso anno, Roberto Vacca (sotto lo pseudonimo di Giacomo Elliot) aveva dato alla luce il libro Parliamo itangl’iano in cui ragionava con toni molto ironici sulle espressioni in inglese che si stavano diffondendo. Il sottotitolo era infatti “Le 400 parole inglesi che deve sapere chi vuol fare carriera”. Erano voci legate soprattutto al linguaggio aziendale e lavorativo, e tra queste c’era anche “boardroom” cioè “la sala in cui si riunisce il consiglio d’amministrazione di una società per azioni. (…) Per brevità si dice spesso semplicemente board” come se sedersi a un board – chiosava l’autore – fosse qualcosa di più influente rispetto a essere un semplice “consigliere di amministrazione”.

Da allora le cose sono molto cambiate, e oggi gli anglicismi che servono per “sopravvivere” non sono più 400, ma 4.000, stando ai dizionari.

Ricordo che da giovane, a metà degli anni Novanta, lavoravo in una società che sperimentava l’editoria elettronica, e da semplice redattore ero poi stato ammesso nel comitato editoriale. Dieci anni dopo, quando invece collaboravo per una televisione dedicata ai libri, facevo parte del “board editoriale”, un’espressione nel frattempo non solo normalizzata, ma connotata di una maggiore solennità ed efficienza, per tornare alle pungenti riflessioni di Roberto Vacca, che ormai, invece di farci ridere, dovrebbero farci riflettere sul nostro attuale suicido linguistico.

Intanto, l’espansione incontenibile dell’inglese ha prodotto una miriade di nuove parole composte da board, che letteralmente indica semplicemente una tavola, e così si sono diffusi gli skateboard ed è arrivato lo snowboard, hanno preso piede gli storyboard, in informatica si è introdotta la dashboard per indicare un pannello di controllo, e tra tantissimi altri composti del genere c’è chi preferisce parlare di keyboard invece che di una semplice tastiera. L’importazione dell’inglese non è insomma il mero ricorso a singoli anglicismi isolati, si salda in una rete di parole tra loro interconnesse, e in una serie di espressioni che si rafforzano a vicenda e si espandono nel nostro lessico a scapito dell’italiano.

Questo allargamento avvenuto nel caso di board non è perciò un esempio stravagante e isolato, è un po’ tutto così nel nuovo “italiano” borderline (che però non deriva da board) sempre più incapace di evolversi con le proprie risorse. Le nostre parole storiche vengono così dismesse per sfoggiare l’inglese, e in questo nuovo contesto in cui prende corpo l’itanglese, talvolta vengono abbandonate, oppure regrediscono a scelte lessicali inferiori, popolari, meno solenni o poco appropriate. Come se la lingua del bel paese dove il sì suona appartenesse al passato e dovessimo vergognarcene di fronte alla supremazia e alla solennità dell’angloamericano.

Se nel Medioevo la lingua alta della scrittura e della cultura internazionale era il latino mentre le masse e il popolino parlavano e capivano solo il volgare, questa stessa diglossia – cioè la presenza di due lingue gerarchizzate che non possiedono la medesima autorevolezza – in seguito ha riguardato il toscano che si è affermato nel Paese come lingua nazionale a scapito dei dialetti, lingue inferiori, rozze, da epurare e toscanizzare. E proprio quando, nel Novecento, l’italiano ha smesso di essere una lingua un po’ artificiale e libresca il cui apprendimento richiedeva assidui studi (soprattutto per chi non era toscafono di nascita) per diventare patrimonio di tutti e lingua naturale, ecco che sta prendendo piede una nuova diglossia in cui è l’inglese a essere la lingua alta della cultura, della scienza e delle élite. La conseguenza e l’effetto collaterale di questa visione è un’analoga “diglossia lessicale” – come l’ho chiamata – che porta a preferire l’inglese anche sul piano interno, e dunque ad anglicizzare la nostra lingua in modo selvaggio. L’inglese “internazionale” e delle multinazionali, cioè il globish o globalese, e l’itanglese – passando al piano interno – sono dunque le due facce della stessa medaglia.

L’inglese internazionale nel nuovo scenario geopolitico

Mentre noi continuiamo a essere un Paese satellite degli Usa dal punto di vista politico, economico, militare, culturale, sociale e dunque linguistico, dovremmo invece prendere atto della svolta trumpiana che ha deciso di “divorziare” dall’Europa, e a quanto pare anche dalla Nato e dall’Onu.

Nel nuovo scenario geopolitico il Golfo del Messico è stato ribattezzato da Trump “Golfo d’America” (e Google Map ha subito provveduto ad aggiungere nelle sue mappe la nuova denominazione), e tra minacce al Canada e alla Groenlandia, dazi, retromarcia sul fronte della guerra in Ucrania, bombardamenti dell’Iran e rapimenti di Maduro in Venezuela, board of peace per trasformare Gaza in un villaggio turistico e per ridisegnare l’ordine mondiale e accaparrarsi petrolio e terre rare… all’Europa, e all’Italia, non resterà che prendere atto di tutto ciò e darsi una svegliata: il “siamo tutti americani” con cui si è aperto il nuovo millennio sullo sfondo della tragedia delle Torri gemelle è finito; gli americani non ci vogliono più, dunque o l’Ue si compatta e si affranca come qualcosa di autonomo o farà una brutta fine.

Dal punto di vista linguistico, nel nuovo scenario sarebbe anche ora di chiedersi perché l’Ue dovrebbe continuare nella sua politica linguistica di diffondere l’inglese e di perseguire l’obiettivo di farne una lingua “franca”, anche se di “franco” c’è ben poco: si tratta di ufficializzare la lingua naturale di Trump e degli anglofoni, la lingua dei padroni che vogliono imporre ed esportare a tutti. Dietro questo disegno ci sono interessi economici incalcolabili, per gli anglofoni che invece di studiare altre lingue preferiscono che siano gli altri a parlare la loro, e soprattutto ci sono altrettante devastanti conseguenze, per noi, che coinvolgono problemi etici e cognitivi, oltre che di identità linguistica e culturale. Trump lo sa benissimo e non è un caso che abbia per la prima volta reso l’inglese la lingua ufficiale d’America. Da noi, al contrario, le proposte di varare dei provvedimenti per la tutela dell’italiano davanti all’inglese che le forze oggi al governo presentavano ciclicamente quando erano all’opposizione, sono naufragate e sono state abbandonate, come l’idea di inserire l’italiano in Costituzione. Il che mostra come fossero soltanto delle sparate propagandistiche ed elettorali, visto che in Parlamento i numeri per realizzarle non mancano di certo.

Passando dall’anglicizzazione selvaggia dell’italiano all’inglese come lingua “internazionale”, possibile che in Europa nessuno metta in discussione anche il globish spacciato come lingua franca e come la soluzione comunicativa per ricostruire la torre di Babele con le fattezze di un grattacelo a stelle e strisce?

Possibile che l’Ue non prenda atto che l’angloamericano è entrato in crisi nello scenario globale? E che non ci conviene affatto spendere milioni di euro e investire nell’inglese come se fosse la nostra seconda lingua anche se non è così, visto che stando alle statistiche è conosciuto da una minoranza degli italiani, degli europei e anche della popolazione mondiale?

Smettere di investire sul globish per promuovere il plurilinguismo sarebbe un bel contro-dazio per reagire al bullismo trumpiano e contribuirebbe al nostro affrancamento e alla costruzione di una nuova identità. Ma in Europa tutto ciò sembra fantascienza.

In Cina l’hanno invece capito benissimo, e si stanno distaccando dall’inglese per promuovere la propria lingua che è quella più parlata nel mondo. Qualche tempo fa, anche Putin ha avuto un’uscita altrettanto chiara e significativa davanti al globish, e quando il portavoce tedesco gli si è rivolto in inglese gli ha ribattuto, piccato, per quale motivo un rappresentante della Germania dovesse rivolgersi in inglese a un russo (grazie a Carla Crivello che me l’ha segnalato).

Vuoi vedere che, davanti a questi esempi, invece di prendere atto della realtà, qualche suprematista anglomane che fino a ieri dava del “fascista” a chi si lamentava per gli anglicismi comincerà a dargli anche del putiniano o del cinese? Non mi stupirebbe. La propaganda anglomane interiorizzata nella mente della nostra classe dirigente è diventata una religione e una fede che non sente ragioni. Anche quando ci distrugge. Per cui va bene parlar male di Trump, che è cattivo, ma meglio farlo virgolettando le sue parole e la sua lingua, che nessuno pare voglia mettere in discussione. Nessun “board of european language” in vista, insomma, davanti alla dittatura dell’inglese che regna sovrana persino tra chi si proclama “sovranista”.

#anglicismiNelFrancese #anglicismiNellItaliano #anglomania #globalese #globish #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa #spagnolo


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Notepad++ nel mirino: hacker di Stato hanno dirottato gli aggiornamenti per mesi


Notepad++ è stato vittima di un attacco hacker durato mesi: aggiornamenti dirottati verso server malevoli. Ecco cosa è successo e le contromisure adottate.
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La notizia arriva direttamente dallo sviluppatore di Notepad++, Don Ho, che in un comunicato pubblicato il 2 febbraio ha rivelato i dettagli di un attacco informatico piuttosto sofisticato ai danni del celebre editor di testo.

Secondo le indagini condotte insieme a esperti di sicurezza esterni, il problema non riguardava il codice di Notepad++ in sé, ma l’infrastruttura del provider di hosting. Gli attaccanti sono riusciti a intercettare e reindirizzare il traffico degli aggiornamenti automatici verso server malevoli, distribuendo così versioni compromesse del programma ad alcuni utenti mirati.

Chi c’è dietro e quanto è durato


Diversi ricercatori indipendenti ritengono che l’attacco sia opera di un gruppo sponsorizzato dal governo cinese. Non un attacco a tappeto quindi, ma qualcosa di molto più chirurgico.

La finestra temporale è piuttosto ampia: si parla di un periodo compreso tra giugno e i primi giorni di dicembre 2025. In particolare, il server compromesso è stato “bonificato” a settembre durante una manutenzione programmata, ma gli attaccanti avevano nel frattempo ottenuto credenziali di servizi interni che hanno continuato a sfruttare fino a dicembre per reindirizzare parte del traffico.

Il provider ha confermato che l’obiettivo era esclusivamente Notepad++, probabilmente perché gli aggressori conoscevano alcune debolezze nei controlli di verifica degli aggiornamenti presenti nelle versioni precedenti del software.

Cosa è stato fatto


Don Ho si è scusato con gli utenti colpiti e ha elencato le contromisure adottate. Il sito è stato migrato su un nuovo provider con standard di sicurezza più elevati. L’aggiornatore interno (WinGup) è stato potenziato già dalla versione 8.8.9 per verificare sia il certificato che la firma digitale degli installer scaricati. A partire dalla prossima versione 8.9.2, prevista tra circa un mese, sarà inoltre obbligatoria la verifica della firma XML restituita dal server.

Per chi usa Notepad++ regolarmente, il consiglio è quello di assicurarsi di avere installato almeno la versione 8.8.9 o successive. Il caso è da considerarsi risolto, ma resta un promemoria importante su quanto possa essere vulnerabile anche software diffusissimo quando l’anello debole è l’infrastruttura su cui si appoggia.


FONTE notepad-plus-plus.org

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oggi, 2 febbraio, a roma, libreria tomo: “la lezione di manganelli”, a cura di andrea cortellessa e giovanni sampaolo


La lezione di Manganelli_Roma, libreria Tomo a San Lorenzo_lunedì 2 febbraio
cliccare per ingrandire

nell’ambito di “Fiori freschi. Incontri di critica e poesia
contemporanea”
alla Libreria Tomo a San Lorenzo, Via degli Etruschi 34, Roma,
oggi, lunedì 2 febbraio, ore 19:15

LA LEZIONE DI MANGANELLI
a cura di
Andrea Cortellessa
e Giovanni Sampaolo
(Prospero, 2025)

intervengono Emiliano Ceresi, Viola Papetti e Graziella Pulce
saranno presenti i curatori

#AndreaCortellessa #EmilianoCeresi #FioriFreschi #GiorgioManganelli #GiovanniSampaolo #GraziellaPulce #incontri #Manganelli #presentazione #presentazioni #Prospero #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #ViolaPapetti

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Immich 2.5: finalmente si può liberare spazio sullo smartphone


Immich 2.5 introduce la funzione "Libera spazio" per recuperare memoria sullo smartphone, editing reversibile delle foto e backup direttamente da interfaccia web.
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Immich, la popolare alternativa open source e self-hosted a Google Foto, raggiunge la versione 2.5 con novità piuttosto attese dalla community.

La più richiesta era “Libera spazio”, che permette di eliminare dal telefono foto e video già salvati sul proprio server Immich, recuperando memoria senza perdere nulla. Prima della cancellazione, l’app mostra un riepilogo di cosa verrà rimosso e quanto spazio si guadagnerà, con la possibilità di escludere album specifici o i preferiti.

Modifiche reversibili e backup semplificato


Le modifiche alle foto (ritaglio, rotazione, specchiatura) sono ora reversibili: Immich le salva separatamente senza toccare l’originale.

Per chi gestisce un’istanza Immich arriva anche il backup e ripristino integrato nell’interfaccia web. Fino a ieri serviva mettere mano al terminale, ora si fa tutto dalla pagina di amministrazione. Una comodità non da poco per chi è alle prime armi con il self-hosting.

Altre novità


Il team ha rinnovato l’interfaccia con un nuovo font più leggibile e componenti più uniformi tra web e app. L’app mobile guadagna la valutazione con le stelle e l’upload diventa più affidabile. Tra le altre aggiunte: JPEG progressivi, presentazioni che ripartono in automatico e nuovi permessi granulari per le chiavi API.

Come riporta il changelog ufficiale, l’aggiornamento dell’app mobile è stato temporaneamente sospeso per alcuni problemi di migrazione.


FONTE github.com

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7 febbraio, ostia (roma): “erotica del potere”, art-talk su ‘petrolio’, di ppp


Pasolini censurato in frammenti di voci e visioni

Pittori, poeti e pubblico a confronto sull’ultimo romanzo di Pier Paolo Pasolini, rimasto incompiuto a causa del suo assassinio a Ostia nel lontano 1975.

Con: Altòber, Canilcola, Caterpillar, Chemutai, Er Lem, Laila, Liroi, SMK

Sabato 7 febbraio, h.18.00, The Act Studio – Circolo Arci, Via degli Acilii 22, Ostia
maps.app.goo.gl/UouowEcJgmZ6jK…

Petrolio racconta la vicenda di Carlo, ingegnere dell’ENI, la cui identità si scinde in due figure opposte, una luminosa e razionale, l’altra oscura e dominata da istinti incontrollabili. Attraverso questa frattura, Pasolini costruisce un viaggio dentro il corpo e dentro il potere, narrando la storia di una metamorfosi che investe l’Italia a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 e in cui inserisce tutto ciò che il Paese non voleva vedere: la corruzione, le trame oscure, le alleanze indicibili tra politica, industria, criminalità e servizi segreti. Il romanzo, considerato da diversi studiosi il più complesso della letteratura italiana del ‘900, procede come una sorta di dossier incendiario in forma di sperimentazione letteraria, un testo che scava dove non si dovrebbe scavare, che nomina ciò che non si dovrebbe nominare.

#Altòber #Arci #Canicola #CanicolaVolcanal #Caterpillar #Chemutai #ErLem #eroticaDelPotere #Laila #Liroi #Ostia #Petrolio #PierPaoloPasolini #SMK #TheActStudio

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Non solo Niscemi, franano anche i beni culturali


La frana di Niscemi ed i gravi danni che l’uragano Harry ha prodotto sulle coste orientali di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono certo immaginari. Essi sono, tuttavia, anche espressione metaforica della frana che coinvolge politica e istituzioni, incapaci di adottare strategie di prevenzione dei danni idrogeologici che coinvolgono gran parte dell’Italia. Sono danni strutturali, che […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/02/non-…

#archeologia #BeniCulturali #Kamarina #prevenzioneIdrogeologica #UnioneEuropea

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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“pagina non trovata”? falso


avviso ai naviganti

da un po’ di tempo, saltuariamente / non regolarmente, se si posta su fb del materiale relativo al genocidio in Palestina (specie se video instagram), in calce al post compare l’indicazione “pagina non trovata“.

nuova escogitazione del sempiterno filosionista fb per scoraggiare i lettori dall’approfondire la verità dei fatti? probabile.

che le pagine linkate siano “non trovate” e non trovabili è in genere cosa assolutamente FALSA: i link funzionano eccome. se a fb non piacciono certe pagine è un conto, che non sia possibile – cliccando – raggiungerle è tutt’altra storia.

quando trovate indicazioni del genere, ignoratele senza problema. se postate link sotto i quali compare l’indicazione fake, avvisate (come – vedete – spesso capita a me di fare) i lettori con un commento sotto il link (qui, chiedo venia, m’è saltato l’accento sopra la E, ma la sostanza è chiara):

facebook s'inventa un nuovo modo per scoraggiare i lettori di post relativi alla Palestina: sotto i link scrive "pagina non trovata"

#avvisiAiNaviganti #avvisoAiNaviganti #ban #banning #censura #facebook #fake #FB #Instagram #link #paginaNonTrovata

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WhatsApp introduce una modalità “blindata” per proteggersi dagli attacchi informatici


WhatsApp introduce le Strict Account Settings, una modalità blindata per proteggersi da attacchi sofisticati. Pensata per giornalisti e figure pubbliche.
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Meta ha annunciato l’arrivo su WhatsApp delle “Strict Account Settings”, una sorta di modalità lockdown che blocca automaticamente allegati e media da mittenti sconosciuti, silenzia le chiamate da numeri non in rubrica e applica restrizioni aggiuntive che limitano alcune funzionalità dell’app.

La funzione è pensata soprattutto per giornalisti e personaggi pubblici, ovvero chi potrebbe essere bersaglio di attacchi mirati. Si attiva dalle impostazioni, nella sezione Privacy > Avanzate, e arriverà nelle prossime settimane.

Fa piacere vedere che Meta si preoccupa della sicurezza dei suoi utenti, anche se viene da chiedersi quanto senso abbia affidarsi a un’app che resta comunque parte di un ecosistema con un certo appetito per i dati personali e un’influenza non indifferente su come comunichiamo. Chi cerca protezione seria potrebbe valutare alternative come Signal, che offre crittografia end-to-end senza dover passare da uno dei colossi più potenti del pianeta.


FONTE about.fb.com

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giacimento & archivio blob @ archive.org

Blob di tutto di più


immagine della sigla del programma televisivo blob
raiplay.it/programmi/blob

archive.org/search?query=creat…

eg + ES & il Novecento come
secolo del montaggio (e dell’)eccetera

al momento non possiamo offrire una descrizione di questa pagina

senza cervello e con 720 sessi
“altri studi hanno suggerito che il Blob è in grado di risolvere problemi, come per esempio riuscire a trovare il modo per uscire da un labirinto, evitando di tornare su tratti già percorsi”

#AlbertoPiccinini #AngeloGuglielmi #AntonellaFamà #AntonellaRucci #ArchiveOrg #Blob #CiroGiorgini #collage #CristianaTurchetti #DanielFranchina #DanielePecorelli #DeboraBucci #eccetera #EdoardoSanguineti #ElenaVecchia #EnricoGhezzi #FabioMasi #FedericaPastori #FilippoPorcelli #FrancescaLari #FrancoRoselli #FulvioBaglivi #FulvioToffoli #FuoriOrario #fuoriorario #GaetanoCaprio #GianfrancoFiore #GianlucaSpinuso #GiovannaZappi #GuiaCroce #IAInternetArchive #ilSecoloDelMontaggio #IlariaMecarelli #InternetArchive #LinoSciorilli #MarcoForti #MarcoGiusti #MarcoMelani #MarcoTTrivelli #MarioVerger #MicheleDelFa #MicheleVentrone #montaggio #PaoloLuciani #PaoloPapo #PeterFreeman #PhysarumPolycephalum #PinoRoggero #Rai #Rai3 #RaiTre #RaiTre #SabrinaBarletta #SaraCipriani #schegge #SimonaBuonaiuto #StefaniaCelletti #StefanoCarpagnano #StefanoFranciaDiCelle #SusannaVallorani #VittorioManigrasso #YaelLeibel

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Apple Data Privacy Day: 10 funzioni e impostazioni per proteggere i dati su iPhone e Mac


L’Apple Data Privacy Day è l’occasione per approfondire le principali funzioni di iOS e macOS pensate per tutelare la privacy e la sicurezza dei dati personali
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La tutela della privacy digitale è diventata uno dei temi centrali dell’ecosistema tecnologico. In occasione del Data Privacy Day, Apple ha ribadito il proprio approccio alla protezione dei dati personali, mettendo a disposizione delle persone numerose funzioni integrate in iOS e macOS.

Privacy e sicurezza nell’ecosistema Apple


Per l’occasione la BigTech di Cupertino ha stilato un elenco delle 10 funzioni Apple più importanti in questo ambito, dalla limitazione del tracciamento, al rafforzamento del controllo sui dati personali o l'innalzamento della trasparenza nell’uso delle informazioni digitali:

📱 Navigare sul web in privato in Safari: la navigazione privata aggiunge ancora più protezioni mentre si naviga su Safari. Quando è attiva, Safari non aggiunge i siti visitati alla cronologia né ricorda le ricerche. Inoltre, i siti visitati non vengono condivisi sugli altri dispositivi Apple, anche se si è effettuato l’accesso con lo stesso Apple Account. Safari aiuta a evitare il tracciamento delle attività sui siti web e impedisce che l’indirizzo IP venga visualizzato; inoltre, se si è impostato un codice su iPhone, la navigazione privata viene bloccata quando non è in uso;

LG Zero Labor Home al CES 2026: debutta il robot CLOiD
Al CES 2026 LG ha presentato la visione “Zero Labor Home” e il nuovo robot domestico CLOiD, pensato per ridurre le attività quotidiane grazie a intelligenza artificiale e automazione avanzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


🛑 Anti-tracciamento intelligente in Safari: spesso accade che, dopo aver cercato un prodotto online, annunci pubblicitari correlati compaiano su numerosi siti e servizi. Questo succede perché i provider di terze parti sono in grado di tracciare l'attività dell’utente su vari siti web, per poter pubblicizzare prodotti e servizi. L’anti-tracciamento intelligente protegge da tracciamenti indesiderati utilizzando l’apprendimento automatico sul dispositivo per fermare i tracker, consentendo al contempo ai siti web di funzionare normalmente, ma proteggendo la privacy di default senza dover cambiare alcuna impostazione;

🔒 Bloccare o nascondere un’app: se si vuole mostrare qualcosa a qualcuno su iPhone, ma anche avere la tranquillità che l’altra persona non possa accedere a determinate app, è possibile bloccarle o nasconderle. Per aprire un’app bloccata è necessario utilizzare Face ID, Touch ID o il codice. È possibile nascondere alcune app, così che non risulti visibile che sono installate: queste finiscono in una speciale cartella Nascoste che è a sua volta protetta;
blue and white logo guessing gamePhoto by Brett Jordan / Unsplash
📧 “Nascondi la mia email”: disponibile con l’abbonamento ad iCloud+, “Nascondi la mia email” consente di generare indirizzi email casuali unici che inoltrano i messaggi al proprio account di posta personale, in modo da non dover condividere l’indirizzo reale quando si compilano moduli, ci si iscrive alle newsletter sul web, si effettua un pagamento con Apple Pay o si invia un’email;

Private Cloud Compute: per elaborare richieste complesse, che richiedono più capacità computazionale, Apple Intelligence può usare Private Cloud Compute, che estende la privacy e la sicurezza dei prodotti Apple, come iPhone, al cloud, per rendere possibile una capacità di intelligenza persino maggiore. I dati degli utenti non vengono mai salvati e vengono utilizzati unicamente per rispondere alle richieste;

🏷️ Etichette nutrizionali della privacy: prima di scaricare un’app da App Store, si può controllare come chi ha sviluppato la app utilizzerà i dati. Le informazioni sulla privacy nelle pagine delle app sull’App Store, una sorta di etichetta nutrizionale della privacy, spiegano in modo dettagliato come i dati personali verranno gestiti dalle singole app, incluse quelle sviluppate da Apple, mostrando come vengono tracciati dati come posizione, contatti o informazioni sull’utilizzo. Basta scorrere verso il basso nella pagina di qualsiasi app disponibile su App Store fino alla sezione “Privacy dell’app”;
turned on space gray iPhone 6Photo by Jordan Andrews / Unsplash
🔑 App Password: l’app Password consente di accedere alle password e alle passkey dell’account, così come alle password del Wi-Fi e ai codici di verifica da un’unica ubicazione. L'app Password avvisa anche dei punti deboli più comuni delle password, come una password che può essere facilmente indovinata, che è stata usata più volte per account diversi o che è apparsa in fughe di dati note;

📍 Posizione approssimativa: grazie alle opzioni di localizzazione, si può scegliere quali app vedranno la propria posizione approssimativa, entro un raggio di circa 25 chilometri quadrati, anziché quella esatta. In questo modo, si potranno usare le app per trovare i ristoranti nelle vicinanze o controllare le previsioni meteo locali senza dare più informazioni di quelle strettamente necessarie;

Nuovo Apple AirTag: connettività migliorata e tracciamento più preciso
Il nuovo AirTag di Apple offre una connettività più estesa e un tracciamento più preciso, rendendo ancora più semplice ritrovare oggetti smarriti.
TechpertuttiGuglielmo Sbano


📣 Notifiche di tracciamento in background: quando si consente ad un’app di utilizzare sempre la propria posizione in background, il dispositivo ricorderà periodicamente che la posizione viene condivisa, offrendo la possibilità di modificare il consenso, se lo si desidera. Queste notifiche includono una mappa che mostra i luoghi in cui l’app ha tracciato la posizione in background;

📵 Informazioni sugli indicatori di registrazione: quando un’app sta usando il microfono o la fotocamera di iPhone, appare un indicatore di registrazione. Visualizzato come un punto arancione per il microfono e un punto verde per la fotocamera (o fotocamera e microfono insieme), l’indicatore tiene sempre informato l'utente su quali strumenti di registrazione sta usando l’app in uso.


LG al CES 2026 presenta “Zero Labor Home”: il nuovo robot domestico LG CLOiD rivoluziona la smart home


LG Electronics (LG) ha svelato, per la prima volta al pubblico del CES 2026 di Las Vegas, il nuovo robot domestico CLOiD con Intelligenza Artificiale (IA). LG CLOiD è progettato per svolgere e coordinare le faccende domestiche quotidiane attraverso l’interazione con gli elettrodomestici connessi. Questo dispositivo, che sfrutta l’ecosistema ThinQ e la tecnologia già integrata sul “Self-Driving AI Home Hub” (LG Q9) presentato lo scorso anno, rappresenta l’ultimo passo di LG nel campo della robotica domestica basata su IA e delle piattaforme per la casa intelligente.

LG CLOiD: come funziona il nuovo robot domestico


Durante l'evento fieristico svoltosi agli inizi di questo mese, LG CLOiD ha mostrato alcune applicazioni concrete delle proprie capacità in diversi scenari d’uso domestici. In uno di questi, il robot ha preso il latte dal frigorifero e ha messo un croissant nel forno per preparare la colazione. Quando gli occupanti della casa escono, LG CLOiD è in grado di avviare i cicli di lavanderia e piegare i vestiti una volta asciutti.
Le braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggettiLe braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti

Intelligenza artificiale e automazione nella smart home LG


LG CLOiD è composto da testa, torso con due braccia articolate e una base con ruote dotata di navigazione autonoma. Il torso può inclinarsi per consentire al robot di raccogliere oggetti da diversi livelli di altezza. Proprio come le braccia umane, i bracci di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti e di eseguire diverse operazioni in cucina, lavanderia e aree living.

IBM NERD? 2026: AI e formazione per le studentesse
IBM inaugura NERD? 2026, il programma che avvicina le studentesse italiane all’intelligenza artificiale e alle competenze digitali del futuro
TechpertuttiMarisa Guida


CLOiD, inoltre, è provvisto di un processore che, combinato con il display, l’altoparlante, telecamere, sensori e IA generativa permette al robot di comunicare con gli utenti tramite linguaggio naturale, di imparare la struttura dell’ambiente domestico e di controllare gli elettrodomestici. Il design e la tecnologia che permettono alla base su ruote di muoversi agilmente all’interno dello spazio abitativo derivano dall’esperienza di successo maturata con i robot aspirapolvere ed LG Q9. Il design della base è stato infatti scelto per la sua stabilità, sicurezza che riduce il rischio di ribaltamento se il robot viene a contatto con un bambino o un animale domestico.

La strategia LG tra AI, robotica e casa connessa


LG CLOiD utilizza la tecnologia “Physical AI” che combina il Vision Language Model (VLM), che comprende immagini e video, e il Vision Language Action (VLA), che traduce input visivi e verbali in azioni. Questi modelli sono stati addestrati su decine di migliaia di dati su faccende domestiche così da permettere a CLOiD di riconoscere gli elettrodomestici, interpretare l’intento dell’utente ed eseguire azioni contestuali come aprire porte o spostare oggetti.
Lg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligentiLg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti
Le funzionalità di LG CLOiD si espandono grazie all’integrazione con l’ecosistema di casa intelligente ThinQ e l’hub ThinQ ON. Il CES 2026 è stata l'occasione per LG di introdurre nuovo brand di componenti per robot, Actuator AXIU; l'azienda, infatti, punta a proseguire nello sviluppo di robot domestici con l’obiettivo di porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti, permettendo alle persone di riposare e godersi il tempo libero.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cos’è la visione “Zero Labor Home”


Con la visione “Zero Labor Home”, LG ha ribadito, dunque, il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni che integrano intelligenza artificiale, robotica e smart home in modo sempre più naturale nella vita quotidiana. Il robot domestico CLOiD rappresenta un tassello strategico di questa evoluzione, delineando un futuro in cui l’automazione non sostituisce l’utente, ma lo supporta nella gestione della casa e del tempo.


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Flow: il client YouTube con un algoritmo di raccomandazioni che rispetta la privacy


Flow è un client YouTube per Android con un algoritmo di raccomandazioni locale che funziona senza tracciamento. Open source e basato su NewPipe.
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Chi usa NewPipe lo sa bene: funziona alla grande per guardare video senza pubblicità e senza dare i propri dati a Google, ma dopo un po’ si rischia di vedere sempre a vedere gli stessi canali e non scoprire realtà nuove.

Flow nasce proprio per colmare questo vuoto. Si tratta di un client YouTube per Android che utilizza la stessa libreria di NewPipe per estrarre i dati, ma aggiunge qualcosa di interessante: un motore di raccomandazioni chiamato FlowNeuro che gira interamente in locale sul telefono. In pratica analizza cosa guardate, cosa saltate e cosa vi fa perdere ore di sonno, poi confronta i titoli e i contenuti per suggerirvi video simili a quelli che vi sono piaciuti. Tutta l’elaborazione avviene sul dispositivo, i dati restano in un file JSON nella memoria del telefono e non c’è nessun account Google di mezzo.

L’app include anche una dashboard per vedere cosa l’algoritmo ha capito dei vostri gusti, con tanto di “profili” tipo “nottambulo” o “appassionato di tech”. Se volete ricominciare da zero, c’è un pulsante per cancellare tutto.

Flow è open source con licenza GPLv3, richiede Android 8.0 o superiore e l’APK si scarica direttamente da GitHub.


FONTE github.com

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Cybersecurity, boom di attacchi hacker: la domanda di Cybersecurity Analyst crescerà del 29% nel prossimo decennio


L’aumento degli attacchi informatici sta trasformando la cybersecurity in una delle professioni più richieste al mondo: secondo le stime, la domanda di Cybersecurity Analyst crescerà del 29% nei prossimi dieci anni
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Nel mondo digitale odierno, la criminalità informatica non è più un fenomeno sporadico, ma una minaccia operativa costante: a livello globale si registra in media un attacco cyber ogni 39 secondi, per un totale di circa 2.200 incidenti al giorno.

Un’escalation senza precedenti degli attacchi informatici


Un dato stabile dal 2023 che, tuttavia, si accompagna a un impatto sempre più rilevante: secondo il Cybersecurity Statistics 2025, nel primo trimestre del 2025 il numero di record violati è aumentato del 186%. A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce l’evoluzione delle tecniche di attacco: il Verizon Data Breach Investigations Report 2025 evidenzia che il 44% delle violazioni coinvolge ransomware, in crescita rispetto al 32% dell’anno precedente, mentre il 30% degli incidenti è riconducibile a compromissioni attraverso terze parti, un dato raddoppiato in un solo anno. Centrale resta infine il fattore umano, responsabile del 60% delle violazioni, confermandosi al tempo stesso la vulnerabilità più sfruttata e la prima linea di difesa per le organizzazioni.

PizzAut Monza miglior ristorante 2025 secondo TheFork
PizzAut Monza è stato eletto miglior ristorante del 2025 nella classifica TheFork Top 100. Un risultato che premia non solo la cucina, ma anche un modello di inclusione e innovazione sociale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

+29% di domanda: cosa dicono le stime sul futuro del lavoro


In questo contesto aumenta la domanda di competenze specializzate: secondo la University of Phoenix, la richiesta di analisti di cybersecurity crescerà del +29% nei prossimi dieci anni, con un tasso di crescita superiore alla media delle altre professioni. Si tratta di figure fondamentali per affrontare qualsiasi imprevisto con preparazione, assicurando la continuità dei sistemi informatici anche nelle situazioni più critiche.

Perché la figura del Cybersecurity Analyst è sempre più centrale


La conoscenza è fondamentale, dunque, anche in ambito cybersecurity: infatti, la prima linea di difesa contro un attacco informatico passa dalla padronanza dei sistemi utilizzati e dall’individuazione delle loro vulnerabilità, in un contesto reso sempre più complesso dall’espansione di cloud e dell’Internet of Things (IoT). A questo scenario si affiancano normative sempre più stringenti e modalità sempre diverse di protezione dei dati e di gestione del rischio, rendendo indispensabile una rapida capacità di adattamento. Temi affrontati anche da Jelena Zelenovic Matone in apertura di Richmond Cyber resilience forum, recentemente svoltosi a Rimini e promosso da Richmond Italia, realtà specializzata nell’organizzazione di forum e iniziative B2B. Rivolgendosi a una platea di CISO e professionisti del settore, l’esperta di cybersecurity e tecnologie digitali ha utilizzato un’immagine semplice eppure straordinariamente efficace:

la tecnologia è come la dinamite alla fine dell’Ottocento: uno strumento incredibilmente potente. Se usata bene, permette di costruire gallerie, strade e addirittura collegare i continenti; se usata male, può invece distruggere interi mondi. Il futuro dipenderà dalle decisioni che prendiamo oggi e da come scegliamo di governare questa potenza. Non è quindi la tecnologia in sé a determinare la sicurezza, ma la rapidità con cui chi la usa con intenti malevoli impara a sfruttarla e di converso la rapidità con cui dobbiamo imparare a reagire”.



Caro energia: bollette in aumento per 7 italiani su 10
Il caro energia continua a pesare sulle famiglie: negli ultimi 12 mesi il 70% dei consumatori ha riscontrato un aumento delle bollette domestiche
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cybersecurity: un settore chiave per aziende e istituzioni


L’evento ha rappresentato un momento di riflessione sul significato più ampio della resilienza in ambito cyber, intesa come capacità delle organizzazioni di affrontare scenari di rischio sempre più complessi e in continua evoluzione. Dal confronto è emersa l’importanza di adottare un approccio strutturato e condiviso, che consenta non solo di rafforzare le difese tecnologiche, ma anche di sviluppare modelli organizzativi e culturali in grado di garantire continuità, adattamento e solidità nel tempo. In questa prospettiva, la resilienza diventa un fattore strategico per la sostenibilità e la competitività delle imprese, come evidenziato nel corso della plenaria di apertura da Marina Carnevale di Richmond Italia:

“Oggi parlare di cyber resilience significa accettare che le violazioni della cybersicurezza non siano più un’eventualità remota, ma uno scenario concreto con cui le organizzazioni devono fare i conti. La resilienza non è solo prevenzione: è la capacità di anticipare il rischio, assorbire l’impatto di un attacco, reagire in modo rapido e ripristinare operatività, dati e fiducia. Richmond Cyber resilience forumnasce proprio per supportare CISO, CIO e decision maker in questo cambio di paradigma, offrendo un luogo di confronto qualificato su strategie, tecnologie e governance necessarie a garantire continuità e solidità al business anche in contesti di crisi digitale”.


Il contesto a cui si riferisce il forum dà segnali di forte vitalità. Incrociando i pareri di esperti e partecipanti, è stato possibile evidenziare 5 fattori destinati a fare tendenza nei prossimi mesi:

1. Intelligenza artificiale nella cybersecurity: l’IA sarà sempre più centrale sia nelle strategie di attacco, attraverso automazione e tecniche adattive, sia nelle difese aziendali, dove verrà impiegata per migliorare prevenzione, rilevamento e capacità di risposta agli incidenti;

2. Zero Trust e identità digitale: proseguirà l’adozione di architetture basate su verifiche continue dell’identità e dei privilegi di accesso, con l’obiettivo di ridurre la superficie di attacco e aumentare il controllo sugli ambienti IT distribuiti.

3. Crittografia e minacce quantistiche: le organizzazioni inizieranno a prepararsi agli effetti del calcolo quantistico, valutando l’evoluzione degli attuali sistemi di cifratura e rafforzando la propria capacità di adattamento tecnologico.

4. Sicurezza della supply chain e governance: la protezione dell’ecosistema di fornitori diventerà sempre più strategica, attraverso una maggiore visibilità sulle dipendenze software, l’adozione di Software Bill of Materials (SBOM) e controlli più strutturati lungo la catena di approvvigionamento.

5. Normative e compliance: l’evoluzione del quadro regolatorio renderà la cybersecurity un elemento strutturale dei modelli di governance, spingendo le imprese a integrare la gestione del rischio cyber nelle strategie di business e continuità operativa.

L’evoluzione delle minacce informatiche sta ridefinendo le priorità di aziende e governi, rendendo la cybersecurity un pilastro imprescindibile dell’economia digitale. In questo scenario, la figura del Cybersecurity Analyst emerge come una delle più strategiche e richieste del prossimo decennio, confermando come la sicurezza informatica non sia più un’opzione, ma una necessità strutturale per il futuro del lavoro e dell’innovazione tecnologica.


TheFork Top 100 2025: PizzAut Monza è il miglior ristorante dell’anno


È PizzAut Monza, già terzo classificato lo scorso anno e oggi salito dal gradino di bronzo al primo posto, il ristorante più amato del 2025 dagli utenti di TheFork. La nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti ha annunciato oggi la Top 100 2025. La classifica è stilata tenendo conto di diversi fattori, tra cui il punteggio, le recensioni, le prenotazioni e le visite sulla scheda del ristorante, valutandone le performance sui dodici mesi appena trascorsi.

Motorola Signature: raffinatezza e innovazione globale | Techpertutti
Con Motorola Signature il brand ridefinisce il concetto di raffinatezza tecnologica, puntando su design, materiali premium e innovazione mirata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La Top 100 di TheFork si conferma uno strumento di ispirazione fondamentale per aiutare gli utenti a scegliere il ristorante perfetto, che si tratti di un’occasione speciale, di un viaggio o della voglia di scoprire nuove eccellenze gastronomiche sul territorio”, ha commentato Carlo Carollo, di TheFork.


La Top 100 2025: la fotografia della ristorazione italiana


La Top 100 2025 racconta una scena gastronomica italiana ricca, inclusiva e in continua evoluzione. La classifica premia ristoranti capaci di distinguersi non solo per la qualità della cucina, ma anche per l’esperienza complessiva offerta agli ospiti, valorizzando realtà iconiche, indirizzi contemporanei e progetti ad alto impatto sociale.
a white plate topped with pasta and greensPhoto by Stefan Schauberger / Unsplash
Dal punto di vista geografico, la selezione comprende ristoranti distribuiti su tutto il territorio nazionale: 51 al Nord, 31 al Centro e 18 tra Sud e isole. A livello regionale, in rapporto al totale dei ristoranti presenti sul territorio, la Toscana guida la classifica con la maggiore rappresentanza nella selezione, seguita da Lombardia e Lazio, confermandosi tra le aree più dinamiche e apprezzate dagli utenti TheFork. Significativa anche la presenza del Piemonte, che con 13 ristoranti si afferma come una regione centrale nel panorama culinario italiano, grazie a una proposta che unisce cucina territoriale ed esperienze più ricercate. Chiudono Campania e Sicilia, entrambe con 8 ristoranti nella Top 100, simbolo di un Sud capace di interpretare tradizione, identità e creatività contemporanea.

I primi 10 ristoranti della Top 100 2025:


1. PizzAut Monza – Monza (MB);

2. Locanda Marchesani – Pomezia (RM);

3. Salotto Portinari Bar & Bistrot – Firenze (FI);

4. IO Osteria Personale – Firenze (FI);

5. PizzAut – Cassina de’ Pecchi – Cassina de’ Pecchi (MI);

6. Altavela Ristorante– Fiumicino (RM);

7. La Vacaria – Venezia;

8. Chiaroscuro Roma – Roma;

9. Minta – Milano;

10. La FilandaMacherio(MB).

"Accogliamo con profonda gratitudine la notizia che PizzAut Monza, e anche la nostra sede di Cassina de' Pecchi, siano tra i ristoranti più amati dagli utenti TheFork nel 2025. Questo riconoscimento è la dimostrazione tangibile che il nostro sogno di inclusione, dignità e autonomia attraverso il lavoro può tradursi in eccellenza professionale e generare un impatto positivo nella vita delle persone. Ringraziamo di cuore tutti gli utenti TheFork che hanno saputo guardare oltre, scegliendo di sostenere un progetto che unisce qualità gastronomica e un profondo valore sociale. Questo successo ci riempie di orgoglio e ci spinge a continuare con ancora più energia la nostra missione, dimostrando che l'inclusione non è solo possibile, ma può essere vincente e ispirare un futuro migliore per tutti", Nico Acampora - fondatore del progetto PizzAut.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Inclusività, territorio e varietà di cucina


La Top 100 2025 conferma l’attenzione degli utenti verso una ristorazione sempre più orientata a inclusività, sostenibilità e autenticità. Emblematico in questo senso è PizzAut, progetto ad alto valore sociale che conquista il primo e il quinto posto in classifica, distinguendosi per l’eccellenza del servizio e il forte apprezzamento della community.
a close up of a piece of foodPhoto by Joshua Glass / Unsplash
Quanto alle tipologie di cucina, la classifica restituisce un quadro ampio e rappresentativo della scena gastronomica italiana, con una presenza ampia di insegne legate alle cucine regionali e pizzerie, rappresentative del 90% della classifica. A completare il panorama ci sono proposte asiatiche (5%) e cucina internazionale non asiatica (3%), a conferma di una selezione saldamente ancorata alla tradizione italiana, con aperture mirate verso format e cucine globali. Spazio anche all’alta ristorazione e ai format contemporanei: nell’edizione 2025 figurano infatti 55 ristoranti della selezione Insider di TheFork, oltre a 17 realtà insignite del riconoscimento MICHELIN.

Il primo posto di PizzAut Monza nella classifica TheFork Top 100 2025 dimostra come innovazione, tecnologia e impatto sociale possano convivere nello stesso progetto. Un riconoscimento che va oltre il settore della ristorazione e racconta un cambiamento più ampio nel modo in cui valore, inclusione e qualità vengono percepiti anche nel mondo digitale.


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Claude integra app di terze parti direttamente nella chat


Claude integra Asana, Slack, Figma e altre app direttamente nella chat. Disponibile per utenti Pro, Team ed Enterprise su web e desktop.
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Anthropic ha aggiornato Claude permettendo di aprire e usare strumenti esterni come Asana, Slack, Canva e Figma senza uscire dalla conversazione. Come riporta l’azienda, l’obiettivo è rendere possibile gestire progetti, modificare contenuti e collaborare direttamente dall’interfaccia della chat.

In pratica significa che puoi creare una timeline su Asana, scrivere e formattare un messaggio su Slack o visualizzare un’idea su Figma mentre si sta utilizzando Claude, vedendo le modifiche in tempo reale senza dover aprire schede o applicazioni diverse.

Come funziona


Le app non vengono solo collegate a Claude: vengono incorporate nella conversazione. Quando chiedi di fare qualcosa su Asana o Slack, l’interfaccia di quell’app compare direttamente nella chat e puoi vedere e modificare tutto in diretta. Oltre ai servizi già citati, ci sono integrazioni con Amplitude, Box, Clay, Hex e monday.com, con altre previste in arrivo.

Questa funzione si basa sul Model Context Protocol (MCP), uno standard aperto pensato per far comunicare intelligenze artificiali e applicazioni esterne. Le MCP Apps, in teoria, potrebbero funzionare anche con altri prodotti che supportano questo protocollo, non solo con Claude.

Disponibilità


L’integrazione è attiva sulla versione web e desktop di Claude, ma solo per chi ha un abbonamento Pro, Max, Team o Enterprise. Gli utenti della versione gratuita al momento non possono utilizzarla. È previsto il supporto anche per Claude Cowork nelle prossime settimane.

È in programma anche un’integrazione con Salesforce tramite Agentforce 360, pensata per team aziendali che vogliono gestire informazioni e attività in un unico posto.


FONTE claude.com

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schemi / stelio maria martini. 1962


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Schemi (1962) rappresenta l’incunabolo delle sperimentazioni editoriali di Stelio Maria Martini, tanto da essere considerato il primo libro d’artista verbovisuale pubblicato in Italia. Attraverso la tecnica del collage, Schemi propone un nuovo linguaggio totalizzante, che rielabora materiali preesistenti, a iniziare da testi e immagini estrapolate da quotidiani e rotocalchi. Alcuni dei collage di Schemi sono conservati nelle collezioni del Mart (donazione Archivio di Nuova Scrittura). Una ristampa di Schemi è stata pubblicata nel 1989 dalle edizioni Morra di Napoli.

*
Per un approfondimento sull’opera: Colucci, D. (2020). Stelio Maria Martini, ‘Schemi’, and the Po(i)etics of Collage. Piano B. Arti E Culture Visive, 5(1), 23–50. doi.org/10.6092/issn.2531-9876…

#ArchivioDiNuovaScrittura #art #arte #collage #edizioniMorra #libroDArtista #MART #materialiVerbovisivi #schemi #StelioMariaMartini #vispo

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OpenAI lancia Prism, un editor per chi scrive paper scientifici


OpenAI lancia Prism, un editor LaTeX con intelligenza artificiale per ricercatori e scienziati. Gratuito per gli account ChatGPT personali.
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OpenAI ha presentato Prism, un ambiente di lavoro pensato per ricercatori e scienziati che devono scrivere articoli accademici. Si tratta di un editor basato su LaTeX (il linguaggio di formattazione usato nel mondo accademico) che integra GPT-5.2 per assistere nella stesura, revisione e preparazione dei documenti.

La piattaforma nasce dall’acquisizione di Crixet, un editor LaTeX cloud che OpenAI ha comprato e rielaborato. Per ora Prism è disponibile gratuitamente per chi ha un account ChatGPT personale, con progetti e collaboratori illimitati. L’accesso per i piani Business, Enterprise ed Education arriverà in seguito.


FONTE openai.com

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blok / hieronim neumann. 1982


youtu.be/nGu0j_rtGqg

#folm #HieronimNeumann #shortFilm #video

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La contessa va in crociera — Francesco Muzzopappa


Copertina del libro "La contessa va in crociera" di Francesco Muzzopappa. Una nobildonna in blu sul dorso di una carpa rossa immersa per metà nell'acqua

La contessa va in crociera è il seguito diretto di Affari di famiglia scritto dallo stesso Muzzopappa. Nel libro ritroviamo la splendida contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, questa volta invitata su una nave da crociera come ospite pagato.

La storia riparte un paio di anni dopo la fine del primo romanzo, con delle dinamiche che hanno influito sulla vita dei personaggi fuori dalla narrazione.

Lo stile è tutto sommato simile al primo libro: leggero, scanzonato. E per quanto la storia sia semplice e la vicenda piuttosto statica (più che del primo romanzo), non annoia, ci sono dinamiche in gioco ben definite e verosimili, per quanto alle volte esagerate.

È una lettura molto leggera, perfetta per l’ombrellone.

Io, comunque, aspetto con trepidazione un terzo romanzo solo per sapere in quali modi la contessa appellerà il suo sciagurato figlio.


Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary

@libri

#BibliofiliIncurabili #libri #Recensioni

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Ne plus jamais di Samanta Fugazza: il romance che parla di lutto, amore e seconde possibilità

Indice dei contenuti

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Ne Plus Jamais

un’anima dipinta

Autrice: Samanta Fugazza

Genere: Romance

Editore ‏ : ‎ Independently published

Data di pubblicazione ‏ : ‎ 30 gennaio 2025

Lunghezza stampa ‏ : ‎ 446 pagine

Jamais è il mai del suo passato.
Ne plus jamais è il mai più del suo futuro.
Juliette ha messo in pausa la sua vita per colpa di una promessa infranta. Nulla ha più senso.
Sopravvivere e non vivere, questo l’unico scopo delle sue giornate.
Ma il destino è imperscrutabile e, con la violenza di uno tsunami, spingerà Juliette oltre i propri limiti, costringendola a scegliere tra il cuore e la mente. Chi vincerà? Basteranno una tela bianca, una tavolozza di colori e un mazzo di tulipani rossi a farle credere di nuovo nell’amore?

Estimated reading time: 5 minuti

Un viaggio emotivo tra dolore e rinascita


Ne plus jamais, secondo volume della saga Jamais scritto da Samanta Fugazza, è una storia d’amore intensa e profonda, fatta di scelte difficili, ferite aperte e possibilità di rinascita. Un romanzo capace di parlare direttamente all’anima del lettore, accompagnandolo in un viaggio emotivo che esplora il significato più autentico dell’amore e della perdita.

Juliette: vivere sospesi tra passato e presente


Juliette è una donna segnata dal dolore. Nel suo cuore vive ancora il fantasma di William, l’uomo che ha amato e che ha perso tragicamente tre anni prima in un incidente. Il lutto, mai davvero elaborato, la costringe a vivere in equilibrio precario tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, impedendole di andare avanti.
Il lavoro diventa il suo rifugio, l’unico luogo in cui riesce a non pensare, a mettere momentaneamente a tacere il dolore. Ma sarà proprio lì che il destino la metterà davanti a una prova inaspettata.

Samael e il conflitto tra cuore e mente


Nella vita di Juliette entra Samael, un incontro destinato a sconvolgere ogni sua certezza. Nel suo petto batte il cuore di William, una verità che riporta a galla emozioni, paure e domande impossibili da ignorare.
Fino a dove siamo disposti a spingerci per amore? È giusto rifarsi una vita quando l’amore perduto non potrà mai più tornare? Juliette si ritrova così imprigionata in una lotta continua tra cuore e mente: ama Samael per ciò che è o per il cuore che porta dentro di sé? E può concedersi di amare ancora senza sentirsi in colpa?

Un romance che emoziona e fa riflettere


Ne plus jamais è un romance avvincente, dai colori dell’arcobaleno, capace di far provare emozioni sempre diverse. Non è solo una storia d’amore, ma un vero e proprio viaggio interiore che conduce la protagonista a confrontarsi con i propri dubbi, i sensi di colpa e la paura di tradire un amore che crede eterno.
Il lettore viene trascinato in una narrazione intensa, dove la domanda centrale rimane sospesa fino all’ultima pagina: chi avrà la meglio tra cuore e ragione?

Tematiche profonde e di grande attualità


Nel romanzo emergono con forza tematiche profonde e dolorose, affrontate con grande sensibilità. La violenza viene raccontata in tutte le sue forme, a partire dagli abusi subiti durante l’infanzia e dalle ferite invisibili che questi lasciano nell’età adulta, segnando l’identità e le relazioni dei personaggi. Accanto a questo, trova spazio il tema del bullismo e della difficoltà di accettare la diversità, mostrando quanto il giudizio e l’intolleranza possano incidere sulla crescita emotiva e sulla costruzione di sé.

Un altro elemento centrale è l’importanza di non giudicare e di imparare a perdonare, anche quando le scelte sbagliate nascono da intenzioni che, seppur maldestre, miravano al bene. Il perdono diventa così un atto di consapevolezza e maturità, necessario non solo per gli altri, ma soprattutto per se stessi.

Il lutto occupa un ruolo fondamentale nella narrazione: viene esplorato nei suoi strascichi emotivi più profondi, nel senso di colpa, nel dolore e nella difficoltà di lasciar andare. Elaborarlo non significa dimenticare, ma accettare la perdita per poter continuare a vivere senza restarne prigionieri.

Infine, il romanzo celebra il valore delle seconde possibilità e il coraggio di guardare avanti. Invita a non lasciarsi definire dal passato, a non trasformare il dolore in una gabbia, ma a riconoscere che anche dopo le ferite più profonde è possibile rinascere e concedersi una nuova possibilità di felicità.

Un messaggio di speranza e rinascita


Con Ne plus jamais, Samanta Fugazza regala una storia carica di emozioni, interrogativi e speranza. Un romanzo che parla di rinascita, di amore e di nuove opportunità, ricordandoci che anche quando siamo convinti che la vita non abbia più nulla da offrirci, può ancora sorprenderci.
Un libro che lascia il segno e invita il lettore a credere, ancora una volta, nella forza dell’amore e nella possibilità di ricominciare.

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Notesnook aggiunge note con scadenza e altre novità nella versione 3.3.8


Notesnook 3.3.8 introduce note con scadenza automatica, export CSV delle tabelle, scorciatoie Android e oltre 80 correzioni di bug.
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Notesnook, l’app di note crittografate end-to-end, ha rilasciato la versione 3.3.8 con alcune funzioni nuove pensate per chi cerca un’alternativa privacy-focused a Evernote o OneNote. L’aggiornamento introduce note con scadenza automatica, export e import di tabelle in CSV, e diverse migliorie all’editor.

La funzione probabilmente è quella delle note che si auto-eliminano. Puoi impostare una data di scadenza per appunti temporanei, bozze o informazioni che vuoi cancellare automaticamente dopo un certo periodo. Quando la data arriva, la nota finisce nel cestino senza che tu debba ricordarti di farlo manualmente.

Su Android arrivano le scorciatoie nella schermata home: puoi aggiungere link diretti a notebook, tag, note specifiche o colori per accedere velocemente a quello che ti serve. L’editor guadagna la possibilità di personalizzare l’altezza delle righe e alcune nuove scorciatoie da tastiera per spostare linee, copiare immagini e salvare velocemente.

Le tabelle ora si possono esportare e importare in formato CSV, utile se lavori spesso con dati da fogli di calcolo. Tra le altre modifiche c’è la possibilità di editare la data di creazione delle note, cosa comoda quando importi contenuti da altre app, e il supporto per formati personalizzati di giorno e settimana.

L’aggiornamento risolve anche oltre 80 bug su tutte le piattaforme, inclusi crash su iOS, problemi con il picker dei file su mobile e vari fix all’editor. Notesnook rimane gratuito per l’uso base, mentre alcune funzioni come le note con scadenza e le scorciatoie Android richiedono l’abbonamento Pro.


FONTE blog.notesnook.com

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Roborock F25 ACE Pro arriva in Italia: il nuovo wet&dry con tecnologia schiumogena di nuova generazione


Roborock porta in Italia F25 ACE Pro, il nuovo wet&dry dotato di tecnologia schiumogena di nuova generazione, pensato per una pulizia profonda e intelligente
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Roborock ha annunciato l’arrivo in Italia di F25 Ace Pro, il suo più recente e avanzato aspirapolvere wet&dry senza fili, recentemente presentato al CES 2026. La principale innovazione introdotta da questo modello è la tecnologia JetFoaming, progettata per affrontare lo sporco ostinato domestico in un'unica passata. Il dispositivo vanta, inoltre, una potenza di aspirazione di 25.000 Pa, un serbatoio dell'acqua più grande del 35% rispetto alle generazioni precedenti, un rullo avanzato anti-groviglio con JawScrapers e una base di autopulizia e asciugatura ad alte temperature completamente automatizzata.

HUAWEI FreeClip 2 e i trend wearable 2026: stile, audio e tecnologia
HUAWEI FreeClip 2 guida i trend wearable 2026, unendo audio di qualità e design personale. Scopri come la tecnologia incontra lo stile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Tecnologia schiumogena di nuova generazione: come funziona


Il Roborock F25 ACE Pro si distingue dagli altri sistemi di aspirazione wet&dry perché è dotato della tecnologia JetFoaming di Roborock – un sistema di schiuma ultra-densa che trasforma un solo ml di soluzione detergente schiumogena in 167 milioni di microbolle – progettato per aderire, sciogliere e sollevare macchie ostinate come gocce di unto di bistecca, residui di dentifricio o altri residui difficili da rimuovere. È sufficiente premere e tenere premuto il pulsante del grilletto per attivare il sistema. L'aria si miscelerà con precisione alla soluzione schiumogena e la spruzzerà attraverso l'ugello anteriore, distribuendola in pochi secondi in uno strato uniforme per sciogliere lo sporco. Roborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers. Questo strumento a "dente di squalo" consiste in raschiatori a pressione costante che catturano i capelli tempestivamente, mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acqua.
Il Roborock F25 ACE Pro è dotato della tecnologia JetFoaming proproetaria: un sistema di schiuma ultra-densa trasforma un solo ml di soluzione detergente schiumogena in 167 milioni di microbolle

Un nuovo wet&dry per la pulizia intelligente della casa


Dal punto di vista hardware, Roborock F25 ACE Pro presenta una robusta potenza di aspirazione. Con 25.000 Pa di aspirazione, 30 N di pressione verso il basso e una rotazione della spazzola di 430 RPM, esso può sollevare la polvere incrostata e affrontare sporco umido e secco con facilità. Inoltre, la modalità automatica intelligente integra il sensore smart DirTect per rilevare i livelli di sporco, regolare l'aspirazione secondo necessità e utilizzare solo la quantità d'acqua necessaria, contribuendo a ottimizzare le risorse e a ottenere la migliore pulizia possibile.
Roborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers che cattura i capelli mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acquaRoborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers che cattura i capelli mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acqua
Roborock F25 ACE Pro garantisce, inoltre, una copertura da bordo a bordo mantenendo ogni angolo immacolato, anche grazie alla sua manovrabilità agevolata, assicurata dalle sue ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore che forniscono un movimento intelligente di spinta e trazione. Rafforzando ulteriormente la manovrabilità, il corpo di Roborock F25 ACE Pro presenta FlatReach 2.0, la funzione che permette di inclinare il dispositivo dolcemente fino a 180° totali in orizzontale, mantenendo l'aspirazione anche quando il corpo è completamente disteso. Con soli 12,5 cm di altezza, F25 ACE Pro scivola facilmente sotto i mobili come letti e divani.
Roborock F25 ACE Pro garantisce una copertura da bordo a bordo e le ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore forniscono un movimento intelligente di spinta e trazioneRoborock F25 ACE Pro garantisce una copertura da bordo a bordo e le ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore forniscono un movimento intelligente di spinta e trazione

Base per l’autopulizia e app Roborock


Roborock F25 ACE Pro è dotato di una base di auto-manutenzione che assicura un'autopulizia ad alta temperatura che riesce a dividere grasso e residui, inibendo i batteri e lasciando il rullo profondamente pulito e libero da odori indesiderati. Questo sistema è stato testato da TÜV SÜD per avere un tasso di rimozione batterica del 99,99%, contribuendo a un'esperienza di pulizia igienica ad ogni utilizzo. Dopo l'autopulizia, il flusso d'aria calda a 95°C raggiunge anche il nucleo della spazzola per un'asciugatura rapida e completa. La base sigillata trattiene il calore per prevenire umidità, muffa e odori – mantenendo il rullo pronto per il successivo utilizzo. Sono disponibili opzioni d’intensità inferiore di flusso d'aria e velocità della spazzola per consentire un'asciugatura delicata e silenziosa – completando un ciclo di 30 minuti a soli 48 dB.

Caro energia: bollette in aumento per 7 italiani su 10
Il caro energia continua a pesare sulle famiglie: negli ultimi 12 mesi il 70% dei consumatori ha riscontrato un aumento delle bollette domestiche
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L'app Roborock consente di mantenere il tutto sotto controllo, anche a distanza. Con la modalità di controllo remoto è, infatti, possibile guidare l'aspirapolvere direttamente dall'app Roborock senza intervento manuale – perfetta per fuoriuscite rapide e punti difficili da raggiungere. L'app Roborock consente, inoltre, di regolare i livelli di detergente per una pulizia personalizzata e senza sprechi.


Trend wearable e stile personale: come HUAWEI FreeClip 2 segna il futuro dell’audio


Forte del successo della prima generazione, che ha raggiunto oltre 4 milioni di spedizioni globali e ha vinto il prestigioso Good Design Award 2024 , l'azienda alza ulteriormente l'asticella con le FreeClip2. Il debutto globale a Dubai e il record di pre-ordini in Cina, con oltre 80.000 unità nella prima ora, hanno creato un'enorme hype intorno a questi auricolari innovativi, destinati a rafforzare il legame tra tecnologia all'avanguardia e stile personale.
Foto dell'evento organizzato da HuaweiFoto dell'evento organizzato da Huawei

I 5 trend dei wearable da conoscere nel 2026


Per il lancio europeo, Huawei ha riunito protagonisti del mondo della moda, del design e della gioielleria. Tra gli altri, lo stilista Juan Avellaneda, Andrea Banfi, IED Ambassador e docente oltre che cofounder di Borderless Factory e il brand di gioielli itslava, che insieme alla casa francese Les Néréides ha prodotto degli speciali charm che arricchiscono l'offerta delle nuove HUAWEI FreeClip 2. L'evento è stato l'occasione per presentare i risultati di un approfondimento supportato da un social pool realizzato in collaborazione con IED - Istituto Europeo di Design, che ha definito i 5 trend che stanno plasmando il futuro dei wearable e a cui HUAWEI FreeClip 2 rispondono puntualmente.

1. Il wearable come espressione dell'identità personale


L'era dei gadget puramente funzionali è tramontata, ora si presenta un territorio nuovo, ancora inesplorato dove moda e tecnologia si fondono per rispondere ai bisogni di intimità e identità. Dell'approfondimento condotto da Andrea Banfi emerge un dato chiaro: per il 67% della Gen Z, generazione che notoriamente crea e non subisce i trend, i dispositivi wearable sono considerati veri e propri accessori di design, mentre per il 33% lo stile rappresenta il principale motore d'acquisto. Le FreeClip 2 rispondono a questa esigenza e il design C-bridge, ispirato all'alta gioielleria, ne è il cuore estetico. La gamma di colorazioni — che include nero, bianco, blu e la futura variante oro rosa — e l'introduzione di texture materiche come l'effetto denim del modello blu, sono pensate per valorizzare qualsiasi look. Infine, la tendenza all'iper-personalizzazione è soddisfatta dalla collaborazione con itslava e Les Néréides, i cui charm rendono il dispositivo un'affermazione di stile unica.

Barriere digitali in UE: l’Italia è la più penalizzata
Le barriere digitali non sono solo un problema sociale, ma anche economico. In Italia l’inaccessibilità dei servizi online spinge 8 utenti su 10 ad abbandonare un processo digitale, con costi elevati per cittadini, aziende e istituzioni
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2. Il comfort che fonda l'esperienza d'uso


La tecnologia migliore è quella che si integra così perfettamente nell'uso quotidiano da risultare quasi impercettibile. Le FreeClip 2 sono state progettate attorno a questo principio di "invisibilità tecnologica". Con un peso di appena 5,1 grammi per auricolare , esse offrono un comfort prolungato che permette di indossarle per l'intera giornata. Il design open-ear è cruciale: elimina la sensazione di pressione nel canale uditivo e si adatta a una vestibilità sicura, testata su oltre 10.000 morfologie di orecchie a livello globale , garantendo stabilità anche durante l'attività fisica. La certificazione IP57 contro polvere e acqua ne rafforza ulteriormente l'affidabilità in diversi contesti di utilizzo quotidiano .

3. La consapevolezza del contesto, non l'isolamento


L'analisi dei comportamenti rivela che il 50% dei partecipanti al social pool desidera un'esperienza audio che non li isoli dall'ambiente circostante, un bisogno particolarmente sentito nella vita urbana. Gli auricolari Huawei eccellono in questo grazie al loro design open-ear. L'innovazione chiave risiede nel bilanciare apertura e privacy: il sistema a onde sonore inverse (Direct Sound) dirige l'audio con precisione verso l'orecchio, riducendo drasticamente la dispersione sonora. Questo contribuisce a migliorare la riservatezza delle conversazioni, pur mantenendo la consapevolezza di ciò che accade intorno.

4. La performance che diventa intelligente e adattiva


Un design sofisticato richiede prestazioni tecnologiche di pari livello. Le FreeClip 2 integrano innovazioni potenti: la qualità del suono è garantita da un driver a doppia membrana che migliora in modo significativo volume e resa dei bassi. La chiarezza delle chiamate è elevata anche in ambienti molto rumorosi, grazie a un sistema a tre microfoni che, combinato ad algoritmi DNN e a un processore NPU con AI, isola la voce dal rumore di fondo. L'intelligenza del dispositivo si manifesta inoltre nella sua capacità di adattarsi al contesto, regolando automaticamente il volume in base alla rumorosità ambientale (Adaptive Volume).

Amazon Kindle 2025: numeri, abitudini e libri più letti
Amazon rivela che nel 2025 gli italiani su Kindle hanno letto oltre 814 milioni di pagine al mese, con generi, rituali e citazioni che raccontano l’amore per la lettura digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

5. La tecnologia che abbatte le barriere (fluidità universale)


La vera utilità di un dispositivo si misura nella sua capacità di integrarsi senza frizioni nell'ecosistema tecnologico dell'utente. Le FreeClip 2 sono state create per essere universali; offrono piena compatibilità e doppia connessione per passare agilmente tra sistemi operativi diversi, inclusi iOS, Android e Windows. L'autonomia è un punto di forza: 9 ore di ascolto con una singola carica, dichiara Huawei, che arrivano a 38 ore totali con la custodia. La funzione di ricarica ultra-rapida fornisce 3 ore di utilizzo con soli 10 minuti di carica. Infine, la praticità è massimizzata dal riconoscimento automatico destra/sinistra, che rende gli auricolari completamente intercambiabili.
Les Néréides, la casa di alta bigiotteria parigina con la quale Huawei a siglato un accordoLes Néréides, la casa di alta bigiotteria parigina con la quale Huawei a siglato un accordo
Le FreeClip 2 rappresentano, quindi, la sintesi di un percorso che pone al centro l'ascolto delle tendenze e l'anticipazione dei desideri dei consumatori, materializzando una visione del futuro in cui tecnologia e stile sono inseparabili.

L'Audio diventa espressione: la scelta tra romanticismo e design minimale con Itslava e Les Nereides


Per trasformare HUAWEI FreeClip 2 da semplice auricolare a vero e proprio accessorio di moda, espressione dello stile di chi lo indossa, Huawei ha siglato due partnership strategiche con brand di accessori che rappresentano due universi stilistici differenti e di tendenza. Da una parte, Les Néréides, la casa di alta bigiotteria parigina che dal 1980 è sinonimo di romanticismo e femminilità.
It's lava propone un set di tre piccoli charm che arricchiscono l'estetica delle FreeClip2It's lava propone un set di tre piccoli charm che arricchiscono l'estetica delle FreeClip2
Dall'altra, it's lava, il brand spagnolo dall'anima urbana e contemporanea, che propone un'estetica totalmente unisex. La sua proposta si articola in due diversi design che trasformano l'auricolare in un accessorio moderno e gender-neutral: un set di tre piccoli charm da combinare liberamente per un look versatile, e un earcuff singolo dal design ondulato e scultoreo, ispirato alla tracolla dell'iconica borsa "Loa" del brand.


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Mijia Smart Audio Glasses: come funzionano gli occhiali smart di Xiaomi tra design e tecnologia


I Mijia Smart Audio Glasses rappresentano l’approccio di Xiaomi agli occhiali smart, combinando audio integrato, design tradizionale e funzioni pensate per l’uso quotidiano
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Xiaomi amplia il proprio ecosistema con i nuovi Mijia Smart Audio Glasses. Unendo stile e design alla tecnologia audio open‑ear, questi smart glasses integrano un sistema di altoparlanti e 4 microfoni per consentire di rimanere connessi con l’ambiente circostante, senza rinunciare a un audio nitido. La riduzione del rumore del vento fino a 4,5 m/s, li rende ideali per passeggiate in città e all’aperto, e perfetti compagni di viaggio. Inoltre, per riunioni o chiamate più discrete, i Mijia Smart Audio Glasses introducono una nuova modalità privacy, che sfrutta un algoritmo personalizzato per garantire un audio chiaro, riducendo significativamente la dispersione del suono.
I Mijia Smart Audio Glasses sono disponibili in tre modelli: Titanium, Pilot‑Style e Browline I Mijia Smart Audio Glasses sono disponibili in tre modelli: Titanium, Pilot‑Style e Browline

Cosa sono i Mijia Smart Audio Glasses


Gli Smart Audio Glasses di Xiaomi combinano praticità e resistenza con montature dal design elegante e senza tempo. È possibile sostituire le lenti di tutti i modelli con lenti graduate; i modelli Browline Titanium, in particolare, dispongono di lenti con protezione dalla luce blu fino al 25%. Il modello Pilot‑Style, invece, è dotato di lenti da sole con protezione UV400, in grado di bloccare fino al 99,99% dei raggi ultravioletti.

Sony presenta nuovi giradischi wireless per il vinile | TechperTutti
Sony amplia la gamma di giradischi wireless con nuovi modelli pensati per chi si avvicina al vinile e per gli audiofili più esigenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Design e comfort: un approccio minimal


Tutti i modelli presentano montature sottili e leggere, pensate per essere indossate comodamente per tutta la giornata; il modello Titanium si distingue per la sua montatura ultraleggera da soli 27,6 g.
Per chi desidera personalizzare il proprio look, i modelli Browline e Pilot‑Style sono dotati di un meccanismo di sgancio rapido che consente di modificare facilmente lo stile degli smart glasses, adattandoli a ogni occasionePer chi desidera personalizzare il proprio look, i modelli Browline e Pilot‑Style sono dotati di un meccanismo di sgancio rapido che consente di modificare facilmente lo stile degli smart glasses, adattandoli a ogni occasione
Oltre alla praticità, i Mijia Smart Audio Glasses sono progettati per offrire una resistenza duratura. La struttura è rinforzata da una cerniera in filo d’acciaio progettata per resistere fino a 15.000 movimenti e dalla certificazione IP54 per la resistenza a polvere e schizzi, assicurando una protezione affidabile in un’ampia gamma di condizioni, dall’umidità alla pioggia leggera.
La silhouette elegante e ultraleggera dei Mijia nasconde due batterie compatte da 114 mAh, realizzate su misura con cassa in acciaio non coassialeLa silhouette elegante e ultraleggera dei Mijia nasconde due batterie compatte da 114 mAh, realizzate su misura con cassa in acciaio non coassiale
Il posizionamento strategico delle batterie verso le estremità delle aste consente di mantenere un profilo sottile di soli 5 mm vicino alle montature, riducendo la pressione sulle orecchie e garantendo comfort per l’intera giornata. La ricarica rapida assicura circa 4 ore di autonomia con soli 10 minuti di ricarica (dato Xiaomi) mentre una ricarica completa dallo 0 al 100% richiede circa un’ora, offrendo fino a 13 ore di riproduzione musicale continua.



Questa nuova generazione di smart audio glasses introduce l’app Xiaomi Glasses, che abilita maggiore personalizzazione, più funzionalità e un controllo ancora più completo del dispositivo. L’audio e le principali funzioni si gestiscono tramite un pannello touch sulle aste; tramite l’app, gli utenti possono inoltre configurare i controlli gestuali in base alle proprie preferenze. Ad esempio, una pressione prolungata sull’asta può essere impostata per attivare l’assistente vocale dello smartphone, consentendo risposte rapide e a mani libere a messaggi, chiamate e molto altro.

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L’app include anche funzioni pensate per l’uso quotidiano, tra cui la possibilità di localizzare gli occhiali in caso di smarrimento e strumenti che permettono di registrare audio, file multimediali e dialoghi dal vivo. Durante le registrazioni, un indicatore LED si illumina automaticamente sull’asta per segnalare l’avvio della registrazione e contribuire a tutelare la privacy. Inoltre, grazie al supporto alla connettività a doppio dispositivo nell’app, è possibile passare in modo fluido dalla riproduzione audio su smartphone a quella su laptop.

A chi sono pensati gli occhiali smart di Xiaomi


Combinando design, comfort e un’esperienza audio chiara e naturale, i Mijia Smart Audio Glasses ridefiniscono il modo di ascoltare in movimento, integrandosi con stile nella quotidianità. I Mijia Smart Audio Glasses mostrano come la tecnologia indossabile possa integrarsi in modo sempre più naturale nella vita di tutti i giorni. Puntando su semplicità, audio e design tradizionale, Xiaomi propone un’interpretazione degli occhiali smart che guarda alla praticità più che all’effetto sorpresa, inserendosi in un mercato in continua evoluzione.

Prezzo e disponibilità


I Mijia Smart Audio Glasses saranno disponibili solo su mi.com al prezzo di 179,00 euro.


Sony presenta nuovi giradischi wireless: modelli per neofiti del vinile e audiofili


Sony ha annunciato due nuovi modelli di giradischi, PS-LX3BT e PS-LX5BT, progettati per rendere semplice e immediato l’ascolto del suono ricco e autentico dei dischi in vinile. Pensati sia per chi si avvicina per la prima volta al vinile sia per gli audiofili, i nuovi giradischi combinano un funzionamento semplice e intuitivo con tecnologie audio wireless avanzate e una realizzazione di alto livello.

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Sony amplia la gamma di giradischi: focus su wireless e semplicità


Entrambi i modelli offrono la riproduzione completamente automatica con un solo pulsante e la connettività Bluetooth che supporta aptX, aptX Adaptive e Hi-Res Wireless Audio, consentendo di godere un suono dettagliato anche in modalità wireless, oltre che tramite connessione cablata. Una testina di alta qualità, il controllo del guadagno su tre livelli, il piatto in alluminio e la copertura antipolvere trasparente garantiscono una riproduzione stabile e una protezione efficace. Entrambi supportano dischi a 33⅓ e 45 giri (7" e 12") e vengono forniti in confezioni realizzate con materiali riciclati, a testimonianza dell’impegno continuo di Sony verso la sostenibilità.

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Modelli pensati per neofiti e audiofili


Perfetto per i neofiti del vinile o per chi cerca una configurazione semplice e adatta allo stile di vita quotidiano, il PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorni e in grado di integrarsi perfettamente in qualsiasi contesto.
Il modello Sony PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorniIl modello Sony PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorni
È possibile iniziare ad ascoltare subito grazie al cavo audio integrato e all'equalizzatore phono integrato. Offre un suono analogico caldo con una tracciatura fluida, perfetto per l’ascolto quotidiano.


Dettagli del Sony PS-LX3BT

Per chi desidera invece migliorare ulteriormente la qualità sonora, il PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audio. Ogni elemento, dal corpo rigido in un unico pezzo e dal braccio in alluminio al tappetino in gomma e alla progettazione dei circuiti, è stato attentamente studiato per ridurre le vibrazioni indesiderate e preservare la purezza del suono. Su questa base di precisione, il modello in questione è dotato di una testina di fascia alta che offre un suono ricco con un’ampia scena sonora, ideale per un ascolto attento e dedicato oltre l’uso quotidiano.
Sony PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audioSony PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audio
Il jack audio placcato in oro supporta una connessione cablata di qualità superiore, mentre il design sofisticato e minimalista si integra armoniosamente in qualsiasi ambiente, valorizzando sia il suono sia lo spazio circostante.


Dettagli del modello Sony PS-LX5BT

Disponibilità


I modelli PS-LX3BT e PS-LX5BT saranno disponibili a partire da febbraio 2026.