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sul sito ‘ahida’, ne comparto ‘post-poetica’, testi di luca zanini


ahidaonline.com/post/post-poet…

#ahida #ahidaonline #cambioDiParadigmi #LucaZanini #postPoesia #postPoetica #postpoesia #postpoetica #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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pod al popolo #079, presentazione di “prati. extended version” da tic, 26 sett. 2025


Audio completo del reading / presentazione del libro Prati, di Andrea inglese (Tic, 2025). Interventi e letture dell’autore, annotazioni critiche e domande di MG e del pubblico. Ora in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo [em]fail again fail [/em]better dell’occidente postremo. Buon ascolto
"Prati", di Andrea Inglese (Tic, 2025)
ticedizioni.com/products/prati…

#disturbo #glitch #incompletezza #margini #ombra #PAP #pap079 #pap079 #podAlPopolo #podcast #prati #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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impressioni con le unghie smolecolate in parti incontabili (non mi so tagliare le unghie e faccio i casinetti)


Anche oggi è sabato, e quindi nuovamente non c’è nulla di interessante da dire qui. (Ma seriamente eh, non so perché i miei sabati sono così maledetti, solo in questo giorno sono così inispirata…) Per fortuna, di argomenti noiosi ne ho sempre qualcuno da parte, quindi per stavolta non soccomberò… magra consolazione. Beh, tra tante cose inutili mi stavo in realtà chiedendo come mai quando mi taglio le unghie devo fare sempre un grosso casino; e ok, forse questa sotto sotto è un po’ divertente. 💥

In genere non ci penso, perché faccio direttamente tutto per terra; non nel senso che bacio il pavimento mentre mi taglio le unghie, ma semplicemente faccio cadere tutto per terra, perché è più comodo, perché non ho pezzi da raccogliere per buttare poi, semplicemente passo l’aspirapolvere e tanti saluti… che in effetti è un tipo di casino, ma non quello intrinseco che voglio dire in questo momento. Il vero casino, piuttosto, l’ho visto l’altra sera, perché essendo tardi non potevo aspirare ancora più tardi, e allora ho dovuto fare sulla scrivania, e… 🤪
Unghie e briciole di esse miste sulla mia scrivania e il tappetino del mouse, come descritto; forbicine usate nell'angolo
Caspita, e questo è un casino. Perché fare il tagliamento in modo più o meno preciso con non più di un paio di colpi mi risulta sempre praticamente impossibile, e quindi a furia di fare si ottengono anche queste piccole briciole di unghia, a parte i pezzi grossi. E non sono per niente poche. Però mi chiedo se sia un problema mio, e in quel caso quindi non sarebbe altro che un problema di skill (ormai li colleziono quelli, non c’è un cazzo da fare!), o se la cosa è comune o quantomeno aspettata… anche perché non sono l’unica persona ad avere solo 2 mani in totale di cui solo 1 dominante, quindi potrei aspettarmi di non essere la sola ad avere difficoltà con il tagliare le unghie soprattutto (…ma non unicamente) sull’opposta. 😑

Il colmo, però, a questo punto, è che, nonostante tutta questa fatica, comunque le unghie vengono indecenti alla fine, se non uso anche la limetta… E anche a questo ci ho pensato solo stavolta, perché stavolta avevo dimenticato di farlo, essendo che la limetta la tengo nel cassetto, e quindi avrei dovuto alzarmi dalla scrivania per prenderla subito dopo aver finito con le forbici, ma sul momento mi seccavo, e più tardi mi sono dimenticata; quindi, quando il giorno dopo mi sono risvegliata, ho realizzato per bene. 😵
Alcune mie unghie sulla mano destra (quindi tagliate con la sinistra), con frecce ad indicare i dettagli schifosi come descrittoCon la foto, anche se pochino, si vede… e un’unghia l’ho fatta lievemente concava al centro (non so neanche io come!), e un’altra unghia l’ho fatta poco più corta sulla destra rispetto alla sinistra, e così via, e che fastidio!!! Menomale che la limetta aggiusta… però… mentre anche questo non è chiaro se sia un problema mio o no, il dimenticare passaggi e finire a fare le cose a pezzi metà un giorno e metà un altro è certamente indicazione di skill mancanti. (Morirò con cotanto fregio, si vede.) 💖
#skillissues #unghie

Questa voce è stata modificata (9 mesi fa)
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Le pattuglie tedesche ispezionavano ogni angolo della capitale


“Attorno a questo lavorio c’era il consenso, anzi la complicità della popolazione: oneste famigliole borghesi, umili case operaie, ospitavano, sfamavano chi era costretto ogni notte a cambiar domicilio, tenevano in serbo carte pericolose; impiegati, funzionari fornivano informazioni, tessere, bolli, documenti falsi; fornai facevano il pane per gruppi di patrioti, trattorie sfamavano celatamente gente braccata, chirurghi aprivan la pancia a malati immaginari, monacelle di clausura accoglievano ebrei e renitenti alla leva, sacerdoti trasmettevano messaggi segreti in confessionale. […]. Ci accomunava l’attesa per tutti uguale, l’angoscia per tutti uguale di un male vicino, nostro o di persone care, la speranza ferma contro quel limite, il giorno della liberazione; al di là del quale non ci raffigurava nulla, solo una gran luce entro cui tutto sarebbe stato facile, il pensare, l’operare, il lasciare passare gli anni” <72.
Borghesi, studenti, donne cercarono in ogni modo di contribuire con gesti di ribellione verso gli invasori e di solidarietà verso gli oppressi, correndo enormi rischi per la propria incolumità e per quella dei propri familiari. Le pattuglie tedesche ispezionavano ogni angolo della capitale, si trovavano a pochi metri l’una dalle altre, con fucili spianati e camionette pronte a caricare gli oppositori, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, e come ci è stato raccontato dai protagonisti di quegli anni drammatici. Il coprifuoco fu istituito alle ore 17, le retate divennero più frequenti, così come le ruberie: eppure, clandestinamente, la rete di aiuto divenne sempre più fitta. Si cercava di procurare una maggiore quantità di materie prime, come ad esempio ortaggi o animali, per sfamare i fuggitivi, i ripostigli delle case vennero dotati di nascondigli improvvisati. Frequente divenne l’uso della loro carta annonaria <73, di cui i clandestini erano ovviamente privi, per poter prendere razioni di cibo da condividere con loro: esibendo questo documento nominale era possibile rivolgersi a venditori autorizzati e acquistare prodotti alimentari. I fuggiaschi iniziarono ad affluire in numero sempre più considerevole anche dalle campagne, in primis da quelle abruzzesi e ciociare. La situazione divenne ancora più critica: non c’erano più ferrovie, ed erano saltate tutte le linee di comunicazione, gas e luce, le riserve di cibo erano sempre più scarse e i prezzi degli alimenti era salito in maniera esorbitante, soprattutto pane, pasta, farina e olio. Nessuno pensava di fare qualcosa di speciale, tutti si rimboccavano le mani per rendere meno arduo il sopravvivere quotidiano, come abbiamo visto. Portare medicine ai feriti, ospitare fuggiaschi, ricercati ed ebrei, condividere cibo: ciascuno nel proprio (grande) piccolo, trascorse i mesi dell’occupazione attuando una forma di resistenza, armata e non. La Roma di quei mesi è stata sempre più spesso descritta con tre parole: fame, freddo, paura.
Fame, problema quotidiano a cui cercavano di provvedere le donne, spesso iniziando una fila interminabile all’alba, per poter almeno comprare le razioni di cibo utili a sfamare la propria famiglia. e quante volte, all’arrivo del proprio turno, i forni si scoprivano vuoti: nacquero da questa situazione gli assalti, con immediate fucilazioni per le donne che se ne erano rese protagoniste. Il freddo accompagnò tutto il periodo dell’occupazione, senza contare che i continui furti dei tedeschi negavano alla popolazione non solo di poter sfruttare le proprie risorse alimentari, ma anche l’uso di stufette e beni di prima necessità, per sopravvivere alle intemperie. Paura. Ma su questo non credo sia necessario spendere parole per spiegarne il perché.
[…] Dopo 272 giorni di sofferenze, violenze e privazioni, il 4 giugno 1944 Roma venne liberata dagli Alleati. Ma, nel mese di maggio, visse forse la fase più drammatica della sua occupazione: i tedeschi intensificarono i controlli e i divieti divennero più stringenti, con l’obiettivo di intimorire le bande partigiane, mettendole nella condizione di rinunciare a qualsiasi rappresaglia, evitando così l’insurrezione. Così non fu, Roma continuò a essere divisa in zone controllate militarmente da gruppi del Cnl. Coordinati fino a quel momento da una giunta con a capo Giorgio Amendola, Sandro Pertini e Riccardo Bauer e organizzati con radio, staffette e pattuglie, i partigiani compirono vere e proprie azioni militari per reagire all’occupazione. In quei giorni di maggio tutti questi gruppi vennero posti sotto il comando del capitano Roberto Bencivenga, in contatto con i comandi alleati che fornivano armi e organizzavano azioni di disturbo alle colonne tedesche, sabotaggi ai mezzi e alle linee di trasporto e alle vie di comunicazione più usate: strade e telefoni in primis. Inoltre, divenne più attiva la partecipazione della popolazione, turbata dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, dopo la deportazione degli ebrei nell’ottobre precedente.
Nel frattempo, gli eserciti alleati si avvicinarono a Roma, dopo aver rotto la linea Gustav, un sistema di fortificazioni eretto dai tedeschi verso il fronte abruzzese, e aver superato le montagne di Gaeta e Terracina. Anzio e la Casilina furono le prime zone in cui giunsero e immediatamente partì l’ordine del generale Albert Kesselring di battere in ritirata, per attirare gli Alleati lungo la linea gotica (il sistema di fortificazioni costruito nella parte settentrionale della penisola), e cercando nel frattempo di limitare le perdite tra i propri uomini. Il 27 maggio iniziò la ritirata, con i tedeschi che comunque difesero le vie di Roma, per consentire a tutti i militari di attraversare la città e dirigersi verso nord. Sulla Casilina si ebbe lo scontro più duro, con i tedeschi che resistettero per cinque giorni, salvo poi dover cedere agli attacchi degli angloamericani, che si aprirono così la strada per Roma il 1° giugno. Strada che, come abbiamo visto, era ormai priva delle principali linee di comunicazione: si chiese quindi ai romani di fare uno sforzo per cercare di rendere praticabili i pochi impianti non andati distrutti. Squadre armate di cittadini risposero all’appello mettendosi a lavoro: la collaborazione con gli Alleati divenne sempre più simbiotica.
Il 3 giugno i tedeschi abbandonarono definitivamente la capitale; il pomeriggio del 4, la Quinta divisione dell’esercito americano, guidata dal generale Mark Clarck entrò a Roma attraverso le strade provenienti da sud. Ma i tedeschi, prima di abbandonare definitivamente la città, compirono un’ultima strage, l’eccidio de la Storta, una località sulla via Cassia, in cui vennero trucidati gli ultimi prigionieri di via Tasso: 14 persone, 12 italiani, un inglese e un polacco, tra cui sindacalisti, partigiani ed ex ufficiali. Roma comunque era ufficialmente di nuovo libera: gli angloamericani furono accolti con giubilo, mentre Ivanoe Bonomi venne convocato in Campidoglio e nominato nuovo Presidente del Consiglio, a seguito di un incontro con i rappresentanti delle Nazioni Unite. Persone di ogni fede e partito si recarono sotto la finestra di papa Pio XII in piazza San Pietro, inneggiando al suo nome e ringraziandolo per quanto fatto nei lunghi mesi di occupazione. Il re Vittorio Emanuele III mantenne fede ai patti stipulati nei mesi precedenti con la corrente antifascista, ritirandosi a vita privata: la questione monarchica venne rimandata al dopoguerra, nel frattempo il figlio Umberto ottenne la luogotenenza.
Pochi mesi dopo i fatti raccontati, si procedette all’apertura delle cave sull’Ardeatina, e a una prima identificazione dei cadaveri sepolti nella fossa comune. Un’immagine che rimanda a ciò che era a quel punto Roma: libera dagli occupanti, ma non dai propri fantasmi. E con un futuro da (ri)costruire con una parola d’ordine: libertà.

[NOTE]72 Monelli, Roma 1943, cit., p. 339.
73 Ribattezzata dai romani come “tessera della fame”.
Cristiana Di Cocco, L’occupazione tedesca di Roma. Il diario di Giulio Di Legge, Roma TrePress, 2023

#1943 #1944 #alleati #aprile #clandestini #CristianaDiCocco #ebrei #fame #fascisti #freddo #fuggiaschi #giugo #Liberazione #maggio #marzo #novembre #partigiani #paura #rappresagle #Resistenza #roma #tedeschi

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Notizie importanti ce le dà Radio Bari


Con l’avvenuto riconoscimento della delegazione ciellenistica di Lugano Mc Caffery aveva così perentoriamente chiesto a Pizzoni l’esautorazione di A.G. Damiani e la nomina di un suo sostituto per la parte militare. Per la persona da destinare a tale incarico l’inglese aveva fatto esplicitamente il nome di Stucchi, conosciuto in occasione della recente missione. Discussa la questione in sede di Clnai, in assenza di Parri, i delegati dei partiti si erano accordati per interpellare “Federici” tramite Giorgio Marzola, “Olivieri”. D’altra parte, sulla nomina di Stucchi si erano pronunciate positivamente varie forze politiche, che l’avevano usata come mezzo per indebolire i comunisti e per riservare ai socialisti, nel dopoguerra, un ruolo di mediatori. L’allontanamento di Stucchi era poi consigliato anche da ragioni di prudenza: egli era stato in contatto con molti degli arrestati di via Andreani e di via Borgonuovo, ma soprattutto con Galileo Vercesi, espondente per i democristiani del Cm. Egli era di fatto schedato, se è vero che Antonio Gambacorti Passerini, già all’inizio dell’anno [1944], da San Vittore, dov’era recluso, aveva fatto pervenire alla moglie Nina un biglietto clandestino diretto all’amico: “Di’ a Gibi di andarsene subito” <636. Stucchi sarebbe venuto a sapere solo dopo la fine della guerra che, durante gli interrogatori, la polizia carceraria chiedeva ai detenuti se lo conoscevano. Fu così che, passate le consegne a Guido Mosna, suo sostituto nel Cmai, e abbandonata la “grigia e travagliata vita di Milano” <637, egli sarebbe partito il 23 aprile alla volta della Svizzera.
Dai nuovi colpi inferti alla Resistenza alla costituzione del Cvl
Nel frattempo, al di là dell’affaire Damiani, che sarebbe durato più di un mese, la situazione politica del Paese era giunta a un punto di svolta. Ivanoe Bonomi, presidente del Cln centrale, dimessosi il precedente 24 marzo 1944 a causa di contrasti sorti tra i partiti di sinistra e quelli di destra, il 7 aprile aveva annotato sul suo Diario: “Quel voto [del Congresso di Bari, nda] aveva avuto un effetto notevole. Aveva collocato Badoglio in un cul di sacco. Egli non poteva fare un vero e proprio Gabinetto politico per il rifiuto dei partiti antifascisti a parteciparvi. Non poteva né avanzare, né ritirarsi. In tale situazione è giunto miracolosamente da plaghe lontane un cavaliere portentoso, un Lohengrin redivivo, che si è accostato a Badoglio e lo ha tratto in salvo. Il cavaliere è venuto dalla Russia ed è Palmiro Togliatti (alias Ercoli) […] Il pensiero di Togliatti è semplice, rettilineo, convincente […] La mossa di Togliatti ha avuto effetti risolutivi. Se i comunisti vanno con Badoglio, come possono restare in disparte i liberali di Croce, i democristiani di Rodinò e così, via via, tutti gli altri?” <638
Il 27 marzo, infatti, quasi contestualmente, il leader del Pci, Palmiro Togliatti, nome di battaglia “Ercoli”, partito dalla Russia e transitato per Il Cairo e per Algeri, era giunto in Italia dove aveva dato, con la famosa “svolta di Salerno”, un nuovo indirizzo all’atteggiamento del suo partito verso il governo Badoglio e la monarchia. Togliatti aveva proposto la più ampia collaborazione di tutte le forze politiche, compreso il re, la cui sorte sarebbe stata discussa alla fine del conflitto. Alla costituzione di un nuovo governo democratico di guerra e di unità nazionale, il Pci aveva posto tre condizioni: la prima, che non si rompesse l’unità delle forze democratiche e liberali antifasciste, ma che, anzi, questa unità si estendesse e si rafforzasse; la seconda, che al popolo italiano venisse garantita, nel modo più solenne, a liberazione avvenuta, un’Assemblea nazionale costituente; la terza, che il nuovo governo democratico si formasse sulla base di un preciso programma di guerra per lo schiacciamento degli invasori e per la liquidazione del fascismo. Con estremo realismo Togliatti aveva parlato davanti ai militanti comunisti della Federazione di Napoli: “A queste condizioni siamo disposti a ignorare tutti gli altri problemi o a rinviarli; sulla base di queste condizioni ci sembra che possa essere realizzata la più ampia unità di forze nazionali per la guerra […] <639. Queste indicazioni, legate al riconoscimento del nuovo governo da parte della Russia, avevano spiazzato del tutto i partiti ciellenistici. L’8 aprile Bonomi riportava tra i suoi appunti le “doglianze e le critiche” provocate dalla svolta nel mondo politico, paragonandole a quelle che avevano “formato la sostanza dei dibattiti” <640 e che lo avevano costretto, due settimane prima, a dare le dimissioni dal Comitato di Liberazione. Annotava: “Se durante quei dibattiti io avessi proposto ciò che Togliatti ha fatto accettare […] io sarei stato cacciato dal mio posto. Proprio vero che in politica i fatti sono quelli che si incaricano di far giustizia delle passioni del momento” <641.
L’area degli antifascisti cattolici aveva accolto invece le proposte di “Ercoli” in modo positivo. Aveva scritto il giornalista Carlo Trabucco alla data dell’11 aprile: “Notizie importanti ce le dà Radio Bari. Infatti le dichiarazioni dell’esponente massimo del Comunismo in Italia, Palmiro Togliatti, sono di una liberalità che perfino sconcerta. Togliatti ci porge un piatto sul quale si trova in bella mostra la completa libertà di culto e il rispetto della Religione Cattolica. Pare di sognare. Perché 25 anni or sono il comunismo italiano e il padre suo, il socialismo, non hanno formulato la stessa proposizione? Perché negavano patria ed esercito, religione e morale? Non sarebbe nato il fascismo e la vita italiana avrebbe avuto altro corso. Perché il comunismo italiano acquistasse il buon senso di cui dà prova oggi per bocca di Togliatti, ci sono voluti 20 anni di tirannia e questo spaventoso bagno di sangue. Ma se tutto è bene quel che finisce bene, noi vogliamo prendere in parola Togliatti e aspettarlo a suo tempo al traguardo delle realizzazioni pratiche” <642.
Le proposte, invece, erano state guardate come un inaccettabile voltafaccia dagli azionisti, rimasti da tempo amareggiati e delusi dalle manovre di Badoglio, tendenti a soffocare l’opinione pubblica antifascista e a far rimanere il re su quel trono che egli stesso aveva disonorato. Scriveva in una lettera clandestina Parri ad Alberto Damiani, “Tito”, e ad Adolfo Tino, “Vesuvio”, il 16 aprile: “dopo tanto lavoro nostro e specie di Tito, la situazione sia pol. sia mil. del Nord Italia è totalmente ignorata, come dimostra anche il colpo di scena Ercoli” <643. Per rimarcare con maggiore incisività le proprie posizioni, il PdA pubblicava il 18 sul suo organo di stampa «Italia Libera» un articolo intitolato Esordio pericoloso, in cui venivano messi in luce alcuni errori che avevano turbato l’entusiasmo e la fede nella lotta: “Le deficienti impostazioni politiche nell’Italia meridionale, rese evidenti dal Congresso di Bari, le mene del governo Badoglio, le oscillazioni di qualche altro partito di Roma, il discorso di Churchill, rude e aspro e ingiusto per la democrazia, le sottigliezze politiche dell’Unione Sovietica, hanno dato agli avvenimenti un corso assai diverso da quello che il Paese aveva il diritto di attendersi. L’iniziativa Togliatti, se avesse tenuto conto di tutti i più complessi e delicati fattori politici in gioco, avrebbe potuto ancora salvare la situazione e preservare le ragioni e l’avvenire della democrazia” <644.

[NOTE]636 G.B. Stucchi, Tornim a baita, dalla campagna di Russia alla Repubblica dell’Ossola, cit., p. 266.
637 ivi, p. 309.
638 Ivanoe Bonomi, Diario di un anno (2 giugno 1943-10 giugno 1940),, Garzanti, Milano 1947, pp. 175-6.
639 P. Togliatti, Il discorso, in A. Capurso (a cura di), I discorsi che hanno cambiato l’Italia. Da Garibaldi e Cavour a Berlusconi e Veltroni, Mondadori, Milano 2008, pp. 170-1.
640 Ivanoe Bonomi, Diario di un anno…, cit., p. 178.
641 ibidem.
642 Carlo Trabucco, La prigionia di Roma. Diario dei 268 giorni dell’occupazione tedesca, Borla, Torino 1954, p. 218.
643 Insmli, Maurizio a Tito e Vesuvio, 16/IV ’44, fondo Damiani, b. 1, f. 3.
644 Insmli, Esordio pericoloso, in «Italia Libera», 18/4/1944, in fondo Damiani, b. 1, f. 7.
Francesca Baldini, “La va a pochi!” Resistenza e resistenti in Lombardia 1943-1944. La vita di Leopoldo Gasparotto e Antonio Manzi, Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, Anno Accademico 2022-2023

#1944 #alleati #Aprile #Badoglio #Bari #Bonomi #CLN #fascisti #FerruccioParri #FrancescaBaldini #guerra #JohnMcCaffery #marzo #partigiani #PCI #PdA #radio #Resistenza #Salerno #Stucchi #svolta #tedeschi #Togliatti

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oggi, 27 settembre, a bologna: presentazione del “catalogo documentario” di gianni-emilio simonetti


Gianni Emilio Simonetti. Catalogo documentario 1956 – 2025.
GES interverrà da remoto per interagire col pubblico.
GES will be joining us remotely to interact with the audience

Saturday / Sabato
27 settembre / september 2025

TIME / ORA
17:30 – 18:00

WHERE / DOVE
Bologna
MAMBO Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14
Stand: L’Arengario Studio Bibliografico

#Arengario #art #arte #catalogo #CatalogoDocumentario #fluxus #GianniEmilioSimonetti #LArengario #LArengarioStudioBibliografico #MAMbo #MuseoDArteModernaDiBologna #Situazionismo

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oggi, 27 settembre, allo studio campo boario (roma): “poesia ibrida”, di valerio cuccaroni


presentazione di "poesia ibrida", di Valerio Cuccaroni, a cura di centroscritture.it

27 set 2025, 18:30, Studio Campo Boario
Roma, viale del Campo Boario, 4a

presentazione di

Poesia ibrida


di Valerio Cuccaroni

Coordina Valerio Massaroni
Presentano Francesco Muzzioli ed Emanuele Franceschetti
Interviene l’autore
Ospite speciale Lamberto Pignotti

Il volume analizza le nuove forme di testualità poetica intermediale, emerse dall’ibridazione del linguaggio verbale con l’arte visiva, il cinema, la musica, l’informatica e la performance. ​Concentrandosi sul panorama poetico successivo all’avvento dei dispositivi elettronici, audiovisivi e informatici, l’autore, dopo avere sintetizzato il dibattito sulla vexata quaestio della poesia per musica, si concentra in particolare sulla poesia visiva, la videopoesia, la poesia elettronica e il PJ set. Il libro si propone come uno studio approfondito e aggiornato sulle nuove frontiere della poesia contemporanea, caratterizzate dalla contaminazione tra diversi linguaggi e dalla continua ricerca di nuove forme espressive.

Valerio Cuccaroni (Chiaravalle, 1977) dottore di ricerca in Italianistica all’Università di Bologna e Paris IV Sorbonne, è docente di lettere e giornalista. Collabora con «Le Monde Diplomatique – il manifesto», «Poesia», «Il Resto del Carlino» e «Prisma. Economia società lavoro». È tra i fondatori di «Argo». Ha curato i volumi La parola che cura. Laboratori di scrittura in contesti di disagio (ed. Mediateca delle Marche, 2007), L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e altre lingue minoritarie tra Novecento e Duemila (con altri, ed. Gwynplaine, coll. Argo, 2014) e Guido Guglielmi, Critica del nonostante (ed. Pendragon, 2016). Ha pubblicato il libro L’arcatana. Viaggio nelle Marche creative under 35 e tradotto Che cos’è il Terzo Stato? di Sieyès, entrambi Gwynplaine. Lucida tela (Transeuropa, 2022) è il suo primo libro di poesie. È direttore artistico del poesia festival La Punta della Lingua.

#Biblion #EmanueleFranceschetti #FrancescoMuzzioli #intermedialità #LambertoPignotti #poesia #poesiaIbrida #poesiaIntermediale #prosa #scrittureComplesse #StudioCampoBoario #ValerioCuccaroni #ValerioMassaroni

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oggi, 27 settembre: andrea inglese ad albano laziale, con “prati”


lepromesse.it/

Libreria Le promesse, piazza Carducci 11, Albano (Roma)

#AndreaInglese #LePromesse #lettura #LibreriaLePromesse #LuigiSeveri #prati #presentazione #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #reading #UltraChapBooks

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I rilievi della Corte dei Conti mandano il Ponte in alto mare


Non è ancora uno stop definitivo ma poco ci manca. La Corte dei Conti, a cui compete il controllo sugli enti pubblici e su tutti gli enti che gravano sul bilancio dello Stato, tra cui la società Stretto di Messina, ha rimandato al mittente la delibera con cui il CIPESS ha approvato il progetto definitivo del Ponte.

La società Stretto di Messina ostenta sicurezza: si tratta solo di una […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/09/27/i-ri…

#CIPESS #CorteDeiConti #MatteoSalvini #PonteDiMessina #ponteSulloStretto #SocietàStrettoDiMessina

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tre canali video


iscrivetevi ai canali e attivate la campanella:
youtube.com/@slowforward/
youtube.com/@marco.giovenale/
youtube.com/@differx/

(in attesa di passare a peertube)

#audiovideo #differx #MarcoGiovenale #MarcoGiovenale #mp4 #slowforward #video #videoDiMgInRete #videoDiMgOnline

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1 ottobre 2025, roma, jcu: “inverse” – reading collettivo

cliccare per ingrandire

InVerse – Italian Poets in Translation, Festival della poesia italiana, si terrà a Roma mercoledì 1 ottobre alle ore 19:00 presso l’Aula Magna Regina della John Cabot University (via della Lungara 233, Trastevere).

InVerse dà voce non solo ad alcune tra le figure più significative della poesia italiana contemporanea, ma anche a poeti emergenti, offrendo loro l’opportunità di farsi conoscere oltre oceano.

Partecipano all’evento Mariasole Ariot, Prisca Baccaille, Carlo Bordini, Gherardo Bortolotti, Fiammetta Cirilli, Francesco Dalessandro, Vincenzo Frungillo, Rahma Nur, Fabio Pusterla, Silvia Righi, Gabriele Stera, Fabio Teti, Francesco Maria Tipaldi, Sara Ventroni e Piergiorgio Viti.

Durante la serata, le poesie saranno lette sia in italiano sia in inglese.

I testi sono raccolti in un’antologia bilingue, pubblicata dalla John Cabot University Press, che sarà presentata in occasione del Festival.

Fondato nel 2005 dalle docenti della John Cabot University, Brunella Antomarini, Berenice Cocciolillo e Rosa Filardi, quest’anno InVerse festeggia 20 anni di attività.

#BereniceCocciolillo #BrunellaAntomarini #CarloBordini #FabioPusterla #FabioTeti #festival #FestivalDellaPoesiaItaliana #FiammettaCirilli #FrancescoDalessandro #FrancescoMariaTipaldi #GabrieleStera #GherardoBortolotti #InVerse #InVerseItalianPoetsInTranslation #ItalianPoetry #JCU #JohnCabotUniversity #JohnCabotUniversityPress #MariasoleAriot #PiergiorgioViti #poesia #PriscaBaccaille #RahmaNur #RosaFilardi #SaraVentroni #SilviaRighi #traduzione #traduzioni #translation #translations #VincenzoFrungillo

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Adieu, Trouble in Mind


Dopo sedici anni di onorata e indipendente attività discografica l’etichetta di Chicago Trouble in Mind chiude i battenti. Cito qua sotto le parole con le quali Bill e Lisa Roe hanno dato l’annuncio sulla loro pagina facebook:

TROUBLE IN MIND RECORDS: 2009-2025

FRENZ. Siamo tristi di annunciare che Trouble In Mind Records ha cessato di esistere come etichetta discografica attiva dal 1° giugno di quest’anno. Potremmo elencare una miriade di ragioni per spiegare questo cambiamento, MA invece preferiamo concentrarci sugli aspetti positivi. A tutti gli artisti con cui abbiamo lavorato: poter contribuire, anche in minima parte, a diffondere la vostra arte nel mondo è stato uno dei più grandi privilegi che potessimo desiderare e vi amiamo tutti. Se avete mai acquistato un album, ascoltato una canzone in streaming, visto uno dei nostri artisti in tour, letto un articolo o un’intervista su di noi, parlato dell’etichetta a un amico o ci avete sostenuto in qualsiasi modo, vi siamo grati e vi ringraziamo sinceramente per il vostro sostegno. VOI siete la ragione per cui le etichette indipendenti possono ancora esistere, quindi continuate a credere in noi! Continueremo a mantenere il nostro catalogo per il prossimo futuro e speriamo che approfitterete dei GRANDI SALDI in corso sulla nostra pagina Bandcamp. Approfittate di uno sconto del 30% su tutto il negozio online utilizzando il codice: ADIEU

In conclusione: SOSTENETE SEMPRE GLI ARTISTI E LE ETICHETTE INDIPENDENTI, PROTEGGETE LE PERSONE TRANS, FUCK ICE, LIBERATE LA PALESTINA e che tutti i vostri gratta e vinci siano vincenti.

Con affetto dalla nostra cucina a Chicago, Illinois.

Baci e abbracci,

Bill & Lisa Roe


Era necessario e doveroso che io dedicassi loro questo post, perché li ho seguiti fin quasi dagli esordi, a volte col fervore del fanatico, quando pubblicavano i singolini di Fresh & Onlys, Ty Segall e Limiñanas, e perché hanno pubblicato una serie di dischi coi quali sono cresciuto in questi ultimi quindici anni – e di alcuni di questi ho anche scritto qua e là. Mi viene da elencarli quei dischi, un po’ per riportarli alla memoria e un po’ per consigliarli: se volete prestar loro un orecchio o due non fate male, e se ne volete acquistare una copia usufruendo di quei saldi su Bandcamp non vi morde nessuno. E allora eccoli qua: Cabinet of Curiosities di Jacco Gardner, Costa Blanca dei Limiñanas, l’omonimo di Morgan Delt, una manciata di dischi dei Sunwatchers, i due recenti dei Tubs, il primo dei Night Beats, This is Glue dei Salad Boys, Only Children dei Mmoss e tre album di Doug Tuttle, reduce dei Mmoss, e infine, soprattutto, l’intera straordinaria discografia dei FACS.

Adieu, Trouble in Mind!

//bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/track=773266484/album=1033761530/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/artwork=small/

#DougTuttle #FACS #IndieRock #JaccoGardner #Limiñanas #Mmoss #MorganDelt #NightBeats #SaladBoys #Sunwatchers #TheTubs #TroubleInMind

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linuxanza di emergenza nei momenti di peggior viaggio mentale (installo Linux in autobus perché Windows si è rotto)


In questi giorni si è verificato un meme molto conosciuto ma altrettanto sgradito, e cioè che ho scoperto che Windows 10 sul mio portatile è corrotto malamente, chissà da quanto tempo e chissà perché… È corrotto al punto che durante l’uso normale non si nota nulla di particolarmente anomalo, al di là delle solite piccole stranezze che non si capisce mai se sono di design o no (si sa che Microsoft non può mai e poi mai fare software 100% funzionanti, altrimenti nessuno comprerebbe più le versioni successive, e loro andrebbero quindi in bancarotta), ma certa roba a livello di sistema non funziona… e l’ho scoperto veramente a caso, provando ad installare l’emulatore di Android Studio, che però da un errore incomprensibile nell’attivare il servizio di virtualizzazione… mentre, provare ad attivare quello interno di Windows fallisce con un avviso per cui il registro di sistema sarebbe corrotto. 😐

La cosa veramente merdosa però, e davvero non so come facciano pure i fan più sfegatati di Windows a non odiare ancora Microsoft nonostante questi continui avvenimenti (che capitano non solo a me in particolare, ma scommetto a decine o centinaia di utenti al giorno in generale, in diverse salse), è che il sistema è totalmente irreparabile. Ho provato ad aggiornare a Windows 11 dalle impostazioni, sospettando potesse essere in realtà un complotto per farmelo fare… ma, alla fine, ha preso e annullato tutte le modifiche, in culo al mio tempo. Ho pure provato a reinstallare Windows 10 da ISO, con l’opzione di non formattare, ma ha fatto la stessa identica schifezza… e quindi… 😭

Lo schifo di Windows meriterà forse un ennesimo suo approfondimento, ma il punto è: visto che non posso e/o non voglio formattare il disco, ma dovrei farlo se voglio riparare ‘sto OS di merda… piuttosto, ne ho liberato quasi metà e ho deciso di installare (in dual boot) Linussy, cioè Linux ma sussy. (Semplicemente Fedora KDE Plasma, nessuna distribuzione strana, però non farebbe ridere detto così.) Ok, il sistema operativo non sarà intrinsecamente sussy, ma il mio processo di installazione si, visto che, tra tutti i posti del pianeta Terra, è avvenuto proprio… in autobus (quindi, tecnicamente, in più posti contemporaneamente, che è doppiamente assurdo). Almeno, questa era l’idea iniziale, venuta un po’ per l’estremo potenziale memetico, e in altra parte per ottimizzare il tempo, evitando di privarmi del portatile nei momenti in cui poteva servirmi… 😤

Ovviamente, nemmeno i piani che faccio per ridere vanno mai a buon fine. Avrei dovuto fare questa cosa ieri mattina, ma ho dovuto prima perdere tempo a comprimere la partizione NTFS per ricavare spazio utile dal disco… per 2 volte, perché farlo da Esplora Risorse non ha sortito effetto alcuno (…però il tempo me lo ha sprecato tutto… oh, va bene il registro corrotto, ma a me questa installazione sembra proprio affetta da una maledizione…), e quindi ho dovuto poi farlo di nuovo da riga di comando (e lì ha funzionato). Da ieri mattina, allora, sono arrivata alla sera tardissimo, e ho quindi dovuto di nuovo posticipare il momento Linux in sé… a stamattina, con una nuova fresca occasione autobussiaca. Beh, stamane mi sono ricordata che la mia chiavetta con Ventoy era mezza sfatta, vedendo che la ISO di Linux scaricata la sera prima non si avviava, e ho dovuto perdere altro tempo… a copiare tutti i file dalla pennetta al PC, formattare la pennetta, e ricopiare tutto sopra; l’intera mattinata di lezioni (ma nel mentre il computer era operativo, chiaramente, quindi non un problema). 🥱

Alla fine, sembrava che l’installazione vera sarebbe avvenuta nell’autobus di ritorno di oggi, ed ero così vicina a vedere ciò essere il caso… ma, purtroppo, rimpicciolire la partizione di Windows per fare spazio per Linux ha impiegato praticamente l’intero tragitto, e quindi alla fine dei conti Fedora si è installato quando io ero già bella a casina, a pranzo. Però… nell’autobus ho avviato il sistema live di Linux, e anche l’installer, pure se intanto ho dovuto perdere tempo con il gestore delle partizioni, quindi… si può dire che, almeno a metà, ho effettivamente installato Linux in un pullman??? Se si, questa cosa fa così tanto utente Linux che credo di meritarmi sticker gratis, o qualcosa del genere… 😈

Comunque, appurato che Fetora funziona, finché non escono problemi non farò nessun aggiornamento di sistema, mai; aggiorno solo le app (rigorosamente Flatpak) e vedremo se, in questo modo, finalmente avrò un sistema Linux desktop che non si spacca puntualmente da solo con il troppo uso… anche se, venendo da Windows su quel portatile, che si spacca puntualmente da solo con il troppo uso pur senza fare aggiornamenti, forse non dovrei lamentarmi comunque. (E a parte tutto, sono stata relativamente sculata in questa impresa, perché il portatile acceso nel mio zaino con la chiavetta inserita c’è entrato a filissimo… altrimenti, dovendo scendere dall’autobus erano cazzi, perché ovviamente non potevo interrompere la modifica delle partizioni a metà. Anche questa, però, è linuxeria.) 👌👌👌
💖💣, [26/09/2025 13:21]o.gnam💖💣, [26/09/2025 13:29]forse questo è l'unico problema. vediamo quanto ci metterà..💖💣, [26/09/2025 13:34]rido a ridimensionare le partizioni in autobus ma non c'è niente di divertente(P.S., dedicato a chi non crede nella mia potenza Anche se purtroppo non si vede benissimo, dai bordi delle foto si nota l’ambiente autobus; godete, è tutto reale!!!)
#autobus #computer #Fedora #laptop #Linux #portatile

Questa voce è stata modificata (9 mesi fa)

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Treno Intercity Notte con DTS di E464 in transito a Bolgheri (28/05/2024)


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Storia di un atomo

edu.inaf.it/rubriche/astrograf…

Celebriamo l’anno internazionale della meccanica quantistica a partire da una citazione di Stefano Benni.

#atomo #infografica #meccanicaQuantistica #StefanoBenni

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oggi, 26 settembre 2025, a roma: presentazione di “prati”, di andrea inglese (tic, 2025)


Oggi, venerdì, 26 settembre, alle ore 19:00,
a Roma, presso Tic, libri e cose fantastiche
in Piazza San Cosimato 39

presentazione di
Andrea Inglese, Prati. Extended version
(Tic, 2025)

dialoga con l’autore
Marco Giovenale

*

Il libro:
ticedizioni.com/products/prati…

*

Evento fb: facebook.com/events/s/26-sette…

Su Antinomie:
Prati – Andrea Inglese

Podcast ne La Finestra di Antonio Syxty:
open.spotify.com/episode/0QQmw…

Un testo nel blog Esiste la ricerca:
mtmteatro.it/un-testo-di-andre…

#AndreaInglese #antinomie #EsisteLaRicerca #estratti #LaFinestraDiAntonioSyxty #MarcoGiovenale #prati #presentazione #prosa #prose_ #reading #Tic #UltraChapBooks

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oggi, 26 settembre 2025, “parola plurale” venti anni dopo: seminario della biblioteca pagliarani


La parola plurale venti annin dopo
cliccare per ingrandire

Oggi, 26 settembre 2025, h. 18:30, incontro online:
La Parola plurale venti anni dopo.
Il genere antologia nel primo quarto di secolo degli anni Duemila

Per seguire il seminario:
meet.google.com/ceu-jjpd-jgw

Interventi di Marilina Ciaco, Claudia Crocco, Riccardo Frolloni, Paolo Giovannetti.
Coordina Marianna Marrucci

*
pdf della locandina leggibile e scaricabile qui:
slowforward.net/wp-content/upl…

#antologia #antologie #AssociazioneElioPagliarani #BibliotecaPagliarani #CettaPetrollo #ClaudiaCrocco #genereAntologia #ilGenereAntologia #laParolaPlurale #LiaPagliarani #LucaSossella #LucaSossellaEditore #MariannaMarrucci #MarilinaCiaco #PaoloGiovannetti #ParolaPlurale #poesia #poesiaContemporanea #poesiaItaliana #poesiaItalianaContemporanea #poesie_ #RiccardoFrolloni #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #seminario #Sossella

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a terracina / alberto d’amico. 2025


miss enna bim
questa copertina è una copertina di un album anzi di un super album comprato a terracina l’anno era il 1967, l’anno in cui la mondadori aveva già terminato questa testata a favore delle due sostitutive: superman e batman. queste due nuove testate a differenza della precedente erano in bianco e nero. avevano anche un formato leggermente diverso e questo era un problema nel caso in cui avessi voluto rilegare insieme le vecchie con i nuovi albi.

ero a terracina quell’anno, l’unico anno in cui andammo lì. ricordo che passavamo davanti alla casa di un pescatore e l’odore era molto forte e fuori una rete mi permetteva di raccogliere stelle marine, cavallucci, e conchiglie. a terracina c’era anche una sala giochi, in quella sala giochi c’era una pista con quattro o sei o 10 corsie, una pista per le automobiline automobiline molto molto grande. mi piaceva andare in quella sala giochi. a terracina come vi dicevo comprai questo album. non era il primo album di batman nembo kid che compravo a terracina. prima ce ne era un altro con un’altra copertina. era una copertina in cui batman aveva vicino a sé un batman più piccolo che aveva vicino a sé un altro batman più piccolo come in una miss enna bim. in quel batman nembo kid c’era una storia in cui nembo kid si confrontava con un regista cinematografico. il regista cinematografico di quella storia era abbigliato come la caricatura dei beatnik che le pubblicazioni di destra diffondevano negli anni precedenti.quindi quel beatnik avvera basso un po’ grasso con una maglietta a righe aveva il pizzetto un basco e gli occhiali. in questi albi di batman nembo kid io trovavo diverse storie a colori. c’erano altri personaggi: flash e la coppia falco e alata. io leggevo quel nome con l’accento sulla seconda a. quindi per me il passaggio alle due pubblicazioni: batman e superman in bianco e nero era una netta delusione. poi c’è su batman che nembo kid non si chiamasse più così ma superman mi creava disagio. il fumetto che comprai a terracina di superman aveva in copertina superman giovane che si chiamava superboy. nembo kid, anche quando era giovane non cambiava nome. ora quindi la mia mente era confusa.avevo nel box id, superman, superboy. le storie poi erano un po’ più violente e i fumetti spesso rappresentavano delle espressioni del viso un po’ sgradevoli che mi mettevano paura. è molto contento che a terracina avevo trovato questi due albi di batman nembo kid anche se erano ormai fuori pubblicazione. voleva dire che a terracina le edicole conservavano anche albi del passato, anche se un passato recente. a roma mi sembrava che in edicola non si trovassero più, ma poi era ormai arrivato il nuovo corso, quello delle due pubblicazioni batman e superman in bianco e nero con una scala di grigi altrettanto insopportabile.

#AlbertoDAmico #prosa #prosaBreve #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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bologna, 27 settembre: presentazione del “catalogo documentario” di gianni-emilio simonetti


Gianni Emilio Simonetti. Catalogo documentario 1956 – 2025.
GES interverrà da remoto per interagire col pubblico.
GES will be joining us remotely to interact with the audience

Saturday / Sabato
27 settembre / september 2025

TIME / ORA
17:30 – 18:00

WHERE / DOVE
Bologna
MAMBO Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14
Stand: L’Arengario Studio Bibliografico

#Arengario #art #arte #catalogo #CatalogoDocumentario #fluxus #GianniEmilioSimonetti #LArengario #LArengarioStudioBibliografico #MAMbo #MuseoDArteModernaDiBologna #Situazionismo

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Ricopio qui sotto un articolo pubblicato sul settimanale anarchico Umanità Nova, n.2 del 22 gennaio 2006, Anno 86. Lo faccio per due ragioni: perché, contrariamente a quello che avevo scritto alla fine dell’articolo, anche se dopo anni, si è arrivati a conoscere la verità ma anche perché sono orgoglioso di aver partecipato, anche se con un piccolissimo contributo, a raccontare una storia […]

pepsy.noblogs.org/2025/09/25/v…

Questa voce è stata modificata (9 mesi fa)

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disperazione pomeridiana, di stampo rigirante, accidentalmente universitario.


Oggi mi sentivo un po’ vecchia, un po’ marcita, un po’ persa, per quanto assolutamente mai meno magica (anche perché stavolta non ho dimenticato pezzi a casa per uscire, quindi bene)… e perché però? Boh, perché nonostante le nuove cose ci sono comunque sempre soltanto io e me, ed i momenti veramente epici sono limitati, se non nulli, al di fuori delle benedettissime distrazioni… e perché in appena due giorni di fare avanti e indietro fuori casa, per qualche motivo, due (2) unghie a caso delle mie importanti ditine si sono scassate… una particolarmente. Dovrei ritagliarle e rimettere lo smalto, ma ieri sera mi scordai, e stasera probabilmente i poteri forti troveranno un altro modo per impedirmelo… 🥴

Ma, per una buona volta, ho nel possibile (cioè, nel così piccolo da richiedermi pensiero quasi nullo e solo pochi secondi di tempo) deciso di accettare la disperazione, e… ho cambiato la cover del telefono con questa qui di qualche tempo fa, a portafoglio, che dunque fa molto zia boomer… (Ma davvero eh, di solito non si trova gente sotto i 40 anni con queste, e in genere i telefoni su cui sono applicate sono pure pieni di malware.) Ok, in effetti il collegamento logico è fragile, ma il mio cervello ha deciso così, e così è; prossima volta, a pensarci meglio, prendo l’altra mia cover vecchia, quella viola, che è tutta consumata e scolorita in vari punti, con attaccato un laccetto di fortuna marcio, e forse quella sarebbe più appropriata. Comunque, visto che le distrazioni, alle 2 di pomeriggio, nel mezzo del letterale vuoto orario, non bastavano a farmi stare a posto, oggi sono pure andata alla macchinetta a prelevare la droga, e a quel punto si che sono stata nel mio… nella disperazione, certo, ma pur sempre la mia personalissima e inconfondibile disperazione! 🥰
Schermata del PC Windows come descritta con la fotocamera frontale aperta
Quindi, oggi il mood è questo. Contemporaneamente maledetto, ma a suo modo sacro ed inviolabile. E sono a dire il vero un po’ in dubbio sul se la foto di queste così immacolate vibe scattata non solo con la webcam del PC portatile, ma scattando una schermata del desktop del portatile con la fotocamera aperta, faccia più disperazione o più vecchiaia, ma quello che davvero conta è che è reale. Con Android Studio aperto sotto non per caso, ovviamente, ma perché a queste condizioni così pesanti è davvero meglio abbandonarsi alla sofferenza autoinflitta dello sviluppo Android, piuttosto che lasciarsi tirare in pasto da quel vuoto esistenziale che si nasconde sempre, costantemente, dietro ogni angolo, dentro ogni parete… (Forse anche per questo, dopo essermi piazzata col PC in aula studio, ho in modo parzialmente inconscio fatto la speedrun per andare alla macchinetta più lontana, che quella vicina aveva una fila interminabile, per acquistare il caffè, che oggi ha vinto sulla mia tirchiaggine senza nemmeno una gran lotta? E boh…) 🦴

#mood #pensieri #vibe

Questa voce è stata modificata (9 mesi fa)
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oggi – 25 settembre – a milano, fondazione mudima: “le anguille di leonardo”, di luigi ballerini (marsilio, 2025)


locandina della presentazione del libro "Le anguille di Leonardo", di Luigi Ballerini, alla Fondazione Mudima
cliccare per ingrandire

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#anguille #art #arte #Cenacolo #FondazioneMudima #GiovanniBonoldi #ilCenacolo #LeAnguilleDiLeonardo #Leonardo #LeonardoDaVinci #LuigiBallerini #Marsilio #MarsilioBiblioteca #MarsilioEditore #Mudima #saggi

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Impastare aria nuova

edu.inaf.it/rubriche/lo-spazio…

L’eclissi di Luna attraverso i versi di Emily Dickinson

#diretta #eclissi #EmilyDickinson #Luna #poesia

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a venezia, oggi, 25 settembre: “naturale artificiale”


incontro a Venezia - intelligenza naturale artificiale

Si terrà oggi, giovedì 25 settembre, alle ore 15:00, presso lo Speakers’ Corner alle Corderie dell’Arsenale, il secondo appuntamento del ciclo di incontri di Construction Futures Research Lab, il progetto di ricerca che riunisce tre progetti partecipanti alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia – Machine Mosaic (Daniela Rus), Co-Poiesis (Philip F. Yuan, Bin He), A Robot’s Dream (Gramazio Kohler Research, ETH Zurich – MESH, Studio Armin Linke) – sostenuto da Fondamentale – la filiera delle costruzioni ededicato alla sperimentazione di robotica e intelligenza artificiale in edilizia.

Disegnare un futuro sostenibile, in sinergia con il mondo della cultura e della ricerca: questo il filo conduttore dell’evento,dal titolo Naturale Artificiale, che punterà l’attenzionesul dialogo e l’interazione fra i due tipi di intelligenza, naturale e artificiale, attraverso il punto di vista di esperti e docenti di campi diversi: estetica, filosofia della scienza, architettura/urbanistica, neuroscienze. La giornata si aprirà con l’intervento Naturale, artificiale, collettivo. Cioè paesaggio di Paolo D’Angelo, professore ordinario di Estetica presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre, per proseguire con Giorgio Vallortigara, professore ordinario di Neuroscienze presso il Centro Interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università degli Studi di Trento, che affronterà Il grande mistero dei cervelli naturali. Abitare l’ibrido è il tema del contributo di Marta Bertolaso, professore ordinario di Filosofia della scienza e dello sviluppo umano presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, mentre Ezio Micelli, professore ordinario presso il Dipartimento di Architettura e Arti dell’Università IUAV di Venezia, parlerà di Intelligenza diffusa e ambiente urbano. La giornata vedrà anche la partecipazione dei discussant Federica Brancaccio, Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), Fabrizio Salomoni, Responsabile settore Costruzioni Confcooperative Lavoro e Servizi relatore, e – in veste di moderatore – di Domenico Melidoro (Ethos Luiss), ricercatore in Filosofia Politica presso Universitas Mercatorum.

Partito lo scorso 13 giugno con il primo appuntamento dal titolo Artificiale Collettivo, il ciclo di cinque incontri, ideato e curato da Daniele Pittèri in collaborazione con l’Osservatorio Ethos LUISS Business School, proseguirà in autunno nelle seguenti date: 16 ottobre (Le intelligenze per governare le trasformazioni delle città), 5 novembre (Il rapporto Uomo Macchina) e 21 novembre (Le intelligenze al servizio del patrimonio).

La cornice è quella del GENS Public Programme della Biennale Architettura 2025, che intende indagare implicazioni, relazioni, opportunità e pericoli che i tre tipi di intelligenza (Natural, Artificial, Collective) hanno nel grande ambito del costruire, anche di fronte alle grandi sfide e ai potenziali cambiamenti che ci aspettano nell’immediato futuro. L’idea di fondo parte dalla constatazione che fra tutte le attività umane quella del costruire non solo è una delle più antiche, ma è anche quella in cui continuativamente i tre tipi di intelligenza hanno sempre interagito.

Construction Futures Research Lab è supportato daFondamentale – La Filiera delle Costruzioni, l’unione di dodici sigle che rappresenta i protagonisti del settore edile, imprese e sindacati dei lavoratori: Ance, Anaepa Confartigianato Edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Confapi Aniem, Agci Produzione e Lavoro, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, insieme a Formedil e Sanedil, e realizzato con la collaborazione di alcuni prestigiosi atenei internazionali.

Il pubblico potrà fare esperienza di Construction Futures Research Lab anche attraverso la sezione espositiva, pienamente inserita nel percorso della 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia dal titolo Intelligens. Natural. Artificial. Collective. a cura di Carlo Ratti. Basata su tre progetti realizzati in collaborazione con tre prestigiosi atenei internazionali – Politecnico di Zurigo, Tongji University e MIT di Boston – la sezione espositiva porta ad immergerci nel futuro, e sperimentare soluzioni concrete rappresentate dai robot umanoidi in grado di svolgere lavori ad alto rischio o attività usuranti, contribuendo ad aumentare il livello di sicurezza. Le tre installazioni sono Machine Mosaic di Daniela Rus (MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory), Co-Poiesisdi Philip F. Yuan e Bin He (Tongji University) e A Robot’s Dream di Gramazio Kohler Research, ETH Zurich – MESH e Studio Armin Linke.

Previsto inoltre un progetto di studi, chesi presenta come un vero e proprio laboratorio interno agli spazi espositivi della Biennale Architettura 2025, dove ricercatori delle tre università che hanno realizzato le installazioni con i robot sperimenteranno con ricercatori di altrettante università italiane, tra cui il Politecnico di Torino, nuove possibili applicazioni dei robot in un ambito edile.

*

Per accedere alle Corderie dell’Arsenale e allo Speakers’ Corner, i visitatori devono essere in possesso di un biglietto valido per la Biennale Architettura 2025.

Fondamentale – La Filiera delle Costruzioni:
https://www.filierafondamentale.it

GENS Public Programme | 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia:
https://www.labiennale.org/it/architettura/2025/gens-public-programme

#AI #architettura #art #arte #BiennaleArchitettura #BinHe #CoPoiesis #IA #intelligenzaArtificiale #Magma #MITDiBoston #naturaleArtificiale #PhilipFYuan #PolitecnicoDiZurigo #progetti #TongjiUniversity

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oggi, 25 settembre, a roma, museo del louvre: “il volto e la maschera”, mostra a cura di giuseppe casetti


Giuseppe Casetti _ Il volto e la maschera
@ il museo del louvre, via della reginella 8
inaugurazione oggi, 25 settembre, ore 17:30
(esposizione fino al 15 ottobre 2025)

La libreria-galleria il museo del louvre di Roma – in occasione del suo Trentennale – inaugura oggi, 25 settembre 2025, l’esposizione Il volto e la maschera.
Centinaia di ritratti fotografici collocati l’uno accanto all’altro; un atlante di volti di uomini e donne che hanno attraversato, vissuto, amato questo spazio in questi 30 anni di vita.
Una grande composizione/mosaico di facce che cita e omaggia l’unica mostra del “museo del louvre” allestita ma mai visitata da nessuno perché arrestata, era il 31 gennaio 2008 e la mostra si chiamava “Identificazione” un’antologia di fotosegnaletiche ideata da Giuseppe Casetti e curata da Achille Bonito Oliva. I tutori dell’ordine sequestrarono tutto a poche ore dall’inaugurazione.
A distanza di anni ritorniamo sul tema Identificazione, torniamo sul tema del volto, del suo travisamento e dei suoi significati più segreti.

327 fotografie, raccolte dal 1995, con i volti dei clienti ed amici che hanno varcato la soglia del museo: artisti, scrittori, attori, fotografi, registi, bibliofili e collezionisti: centinaia di fotografie formato tessera accompagnate dall’impronta digitale e ancora altre centinaia con i volti nascosti, mascherati da un oggettofeticcio scelto all’interno della libreria.

Libreria-galleria il museo del louvre
via della Reginella 8 – 00186 Roma Tel. 06.68807725
info@ilmuseodellouvre.comilmuseodellouvre.com

comunicato stampa:
slowforward.net/wp-content/upl…

#art #arte #foto #fotografie #GiuseppeCasetti #ilMuseoDelLouvre #inaugurazione #libereria #libri #mostra #viaDellaReginella

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annali aamod: il nuovo volume


L’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD) (aamod.it), punto di riferimento unico in Italia per la raccolta, conservazione e valorizzazione della memoria audiovisiva legata al lavoro, ai movimenti sociali e alla storia democratica del Paese, celebra quest’anno quarant’anni di attività. Per l’occasione, esce in libreria il venticinquesimo volume della collana Annali AAMOD, Quarant’anni e oltre. Storie e prospettive di un archivio audiovisivo (Effegi Edizioni), a cura di Letizia Cortini, Luca Ricciardi e Paola Scarnati: un’opera che racconta l’evoluzione di un patrimonio vivo e in costante dialogo con il presente.

#AAMOD #aamodIt #AnnaliAAMOD #archivioAudiovisivo #ArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocratico #ArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocraticoETS #EffegiEdizioni #lavoro #LetiziaCortini #LucaRicciardi #memoriaAudiovisiva #movimenti #movimentiSociali #PaolaScarnati #storiaDemocratica

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Cosa succede in IPM? Tra rigore e ascolto, si conferma il metodo Catania


Dopo il cosiddetto decreto Caivano, per i minorenni il carcere non è più l’extrema ratio. Le strutture a loro dedicate si sono, quindi, riempite fino al sovraffollamento, soprattutto nelle città del nord come Milano, Torino, Firenze. Le ricadute ci sono anche negli istituti del sud, dove molti ragazzi, per lo più minori stranieri non accompagnati, vengono trasferiti.

I trasferiti sono, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/09/25/cosa…

#IPMDiCatania #istitutoPenaleMinorileDiCatania #MariaCovato #MariaRandazzo

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venerdì 26 settembre 2025, a roma: presentazione di “prati”, di andrea inglese (tic, 2025)


Venerdì, 26 settembre, alle ore 19:00,
a Roma, presso Tic, libri e cose fantastiche
in Piazza San Cosimato 39

presentazione di
Andrea Inglese, Prati. Extended version
(Tic, 2025)

dialoga con l’autore
Marco Giovenale

*

Il libro:
ticedizioni.com/products/prati…

*

Evento fb: facebook.com/events/s/26-sette…

Su Antinomie:
Prati – Andrea Inglese

Podcast ne La Finestra di Antonio Syxty:
open.spotify.com/episode/0QQmw…

Un testo nel blog Esiste la ricerca:
mtmteatro.it/un-testo-di-andre…

#AndreaInglese #antinomie #EsisteLaRicerca #estratti #LaFinestraDiAntonioSyxty #MarcoGiovenale #prati #presentazione #prosa #prose_ #reading #Tic #UltraChapBooks

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universitaria rompenza, mo che ogni cosa riparte e son rogne!


È ormai, al di là di tutto, tornato per me il periodo dell’anno in cui devo professionalmente mettermi a mannaggiare, perché inevitabilmente l’università spaccata è ricominciata. E stavolta in realtà non ho proprio parole, perché non so se essere contenta del fatto che le cose non si prospettano troppo indecenti… o se disperarmi del fatto che pure stavolta questi non potevano fare a meno di creare aspetti rognosi; sull’orario, principalmente, eccallà. 🤖

Mamma mia, questo è così pezzotto… ma vado con ordine. Innanzitutto, nessun giorno di riposo per me, solo grandi rotture; un giorno faccio giornata quasi piena, e il resto è tutto spezzato, a volte metà giornata e a volte pure meno… ma, se questa disposizione fosse più ordinata, mi starebbe anche bene andare 5 giorni su 5; alla fine, al liceo ce ne andavo ben 6, quindi a confronto questo sarebbe gran lusso… chiaramente c’è altro. Ho per due giorni lezione all’orario più peggiore della storia, cioè le 13:30, proprio a rompimento di cazzo per fare in modo che io non possa pranzare decentemente, completo, a casina… e per inciso, pure se accettassi di convertirmi al milanesimo e pranzare alle 12, non potrei, perché a quell’ora massimo devo prendere il bus. E, in tali due giorni, ho cose solo a quell’orario… in altre parole, non solo tutto il rompimento dell’andare e del tornare è per appena una (1!) materia, ma poi c’è il classico buco merdoso per cui devo aspettare un’ora buona per l’autobus… aiuto! ☠️

Analizzando ulteriormente, poi, esce ancora del peggio, figuriamoci. Il lunedì devo andare lì la mattina presto, mentre martedì e mercoledì ho solo il pomeriggio (quello sputo di pomeriggio, come ho appena detto!), giovedì ho sia la mattina che il pomeriggio, e venerdì di nuovo solo la mattina… e in realtà, se da un lato questa disposizione pare proprio perfetta per spaccarmi il sonno, perché ho 2 giorni di margine nella settimana per abituarmi involontariamente ad andare a letto troppo tardi, e i successivi 2 in cui devo svegliarmi presto, per poi avere i 2 giorni del fine settimana in cui ripetere lo stesso errore, per poi dovermi di nuovo svegliare presto lunedì… pensandoci meglio, il weekend spaccatutto lo avrei comunque, quindi quasi quasi è meglio che io abbia 2 giorni in mezzo per dormire fino alle 11 e recuperare il sonno perduto prima e poi, OK. (Rara vittoria mascherata da rogna!) Però, intanto… giovedì pomeriggio ho lezione solo alle 15:30… quindi, l’unica volta in cui converrebbero le 13:30, non mi sono concesse, e viceversa. La fine!!! 😭

Come cose da fare, almeno, se i professori si riveleranno decenti (e questo chiaramente servirà tempo per saperlo), credo non ci saranno gravi gravezze, perché stavolta le materie sono: ingegneria del software, che suppongo ci possa stare, programmazione distribuita, che è programmazione e quindi comunque non andrà al cesso, poi i seminari di accompagnamento al lavoro da seguire, e infine, come materia tra quelle a scelta, io ho preso mobile programming… che è Android, quindi si bestemmia e pure pesantemente, ma chiunque sa che preferisco di gran lunga bestemmiare appresso a Google, piuttosto che studiare algoritmi bizzarri con fondamenti di intelligenza artificiale, o cose ancora più astruse con machine learning, e questo per non parlare poi di fisica… 🤯

In realtà le prime due materie, obbligatorie per tutti, ancora non le ho avute… iniziano domani, e quindi solo domani avrò un’impressione iniziale vera (che è importante, perché a leggere solo i programmi la roba sembra sempre meno rognosa del dovuto), ma vabbé. Almeno oggi e ieri sono stati OK… se non per il fatto che oggi ho dimenticato di mettere il manga (di Sailor Moon) nello zaino, e quindi nel pullman al ritorno mi sono ritrovata a dover sprecare il tempo, anziché poter leggere, che due palle… (Quindi ho letto solo poi a casa, e dopo cena vedo di scrivere il post del capitolo… se non scoppio a causa del mal di pancia, credo psicosomatico, con annessa grossa diarrea, che mi è venuto proprio poco fa dal nulla. Si, questo post l’ho scritto proprio sul trono bianco, come la principessa che sono.) 🥱

#giornate #pensieri #università

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“Racconti Bre” di Alimberto Torri

Indice dei contenuti

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Racconti Bre

Ciò che l’AI non potrà mai inventare

Alimberto Torri

Racconti brevi

Auto pubblicazione

2/01/2025

pp 108

Brevi racconti dallo spessore filosofico condotti e diretti dalla leggerezza del comico e dell’assurdo. Un’opera da ridere perchè la vita è una cosa troppo seria per essere presa seriamente.
Personaggi inventati, ma così inventati da essere veri. Verità profonde, ma così profonde da parer impossibili. Un viaggio alla scoperta di noi stessi senza essere sempre gli stessi. Cosa c’è alla fine della ricerca, di quel racconto brevis che è la vita

“Racconti Bre”: l’arte della brevità secondo Alimberto Torri


Il libro Racconti Bre di Alimberto Torri è un piccolo custode di retorica, psicologia, humor e sagaci metafore. Una raccolta che non si lascia leggere con leggerezza, perché invita il lettore a scrutare nelle pieghe più complesse dell’animo umano.

Non è una lettura semplice, e questo è il suo pregio. Alcuni brani mi hanno costretto a fermarmi, a rileggere più volte, non certo per mancanza di chiarezza, ma per l’intensità che li pervade. È il tipo di scrittura che non lascia scampo: chiede attenzione, chiede tempo.

Ho domandato all’autore quanto impegno avesse richiesto un lavoro così denso, e la sua risposta racconta molto del senso del libro:

“Ogni racconto breve si fonda su studi di psicologia, sociologia e filosofia. Per molti mi sono dovuto documentare e studiare il particolare modo di essere e di vivere di alcuni gruppi sociali.
Ogni racconto ha almeno due livelli di lettura: quello letterale e quello metaforico. Ma si può arrivare anche a quattro: letterale, metaforico, simbolico e anagogico.
So perfettamente che per arrivare a quello anagogico bisogna fare un po’ di fatica, ma è quella fatica lì che ti apre la mente a nuove possibilità di conoscenza. Non sono racconti da una notte: l’intento è far riflettere, e la riflessione ha i suoi tempi. ‘Il regno dei cieli è come il chicco di senape’.”


Parole che chiariscono il cuore del progetto: Racconti Bre non vuole intrattenere, ma stimolare. Non punta a distrarre, ma a guidare.

La tradizione del racconto breve.


La forma del racconto breve, spesso sottovalutata dai lettori che prediligono i grandi romanzi, ha in realtà una lunga e nobile tradizione. Da Edgar Allan Poe, che teorizzò l’unità d’effetto in ogni singolo racconto, a Italo Calvino, che con le sue Cosmicomiche seppe condensare l’universo in poche pagine, la brevità non è mai sinonimo di semplicità.

Come scriveva Anton Čechov: “La brevità è sorella del talento”. In poche pagine si può racchiudere un mondo, ed è ciò che Torri sembra voler dimostrare con le sue “chicche letterarie”, piccole schegge di umanità pronte a far sorridere, ma anche a far riflettere.

Una lettura per il presente


In queste storie, Alimberto Torri sembra lanciare un messaggio attualissimo:
“L’AI non potrà fare ogni cosa!”

Un’affermazione che si colloca nel cuore del dibattito contemporaneo. Può la tecnologia sostituire la profondità di un pensiero, la complessità di un’emozione, la metafora che unisce logica e poesia? Forse no, e l’autore sembra sperare con forza che la risposta resti negativa.

Vivere è un racconto breve


Racconti Bre si legge come un piccolo manifesto esistenziale: la vita stessa è breve, ricca di emozioni e contraddizioni, proprio come i racconti che la rappresentano.

Un volume che invita il lettore a rallentare, a lasciarsi interrogare e sorprendere. Perché ogni parola, come un chicco di senape, porta con sé il potenziale di un intero mondo.

Il libro è acquistabile al seguenti linck

amazon.it/Racconti-Bre-Ci%C3%B…

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27 settembre: andrea inglese ad albano laziale, con “prati”


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#AndreaInglese #lettura #LuigiSeveri #prati #presentazione #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #reading #UltraChapBooks

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Intervista ad Alessio Di Chirico


Ho intervistato Alessio prima dell'estate. Ho aspettato che fosse uscito il libro per pubblicarla. Manzo è davvero andato above and beyond. Intervista fiume, non ha lesinato nel rispondere. Per rendere più fluida la chiaccherata ho dato una (piccola) sist
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Ho intervistato Alessio prima dell’estate. Ho aspettato che fosse uscito il libro per pubblicarla. Manzo è davvero andato above and beyond. Intervista fiume, non ha lesinato nel rispondere.

Per rendere più fluida la chiaccherata ho dato una (piccola) sistemata ai testi, cercando comunque di tenerli più simili al parlato: per questo alcune frasi sono sconnesse e generalmente si usa un registro che non trovi su un giornale. Ma Fuck it. ti becchi un’intervista as real as it get.


Alessio di Chirico – Sempre, ovunque, contro chiunque. Vita di un fighter di Mma


Il libro del fighter di MMA Alessio Manzo, scritto a 4 mani con Daniele Manusia è un po autobiografia, un po’ racconto di formazione.
Edito da 66thand2nd, lo trovi su Amazon

Intervista ad Alessio Di Chirico


Manolo (Grappling-italia.com)
Ciao Alessio, grazie mille per il tempo, come prima cosa, come va? Come è la vita da borghese?

Alessio Di Chirico
La mia vita da borghese è molto più rilassata, Anche se è vero che forse vivevo la mia vita d’atleta troppo in maniera impegnata. Un atleta, si deve riposare più per arrivare al 100%. Io ho vissuto la fine della mia carriera con un po’ di vicissitudini…
Diciamo che sono abbastanza sereno.

Manolo (Grappling-italia.com)
Ma tu hai sempre comunque lavorato mentre combattevi o sei riuscito anche a essere totalmente dedito all’allenamento?

Alessio Di Chirico
Io quando avevo un incontro facevo solo quello. Ho sempre fatto solo quello.
L’ho sempre messo al primo posto, pure quando tutti mi instillavano dubbi su cosa avrei potuto fare dopo lo sport.
Io dicevo che non mi interessava il dopo, questo è quello che voglio fare questo adesso.
Quindi il lavoro classico veniva dopo la carriera da atleta. Mi ricordo che rinunciai a diversi incarichi in palestra perché mi dovevo allenare.

Io sono laureato su IULM, quindi c’erano qualche offerta ho dovuto rifiutarla, L’unico lavoro che facevo quando poi mi sono laureato era la sicurezza nel weekend.

Manolo (Grappling-italia.com)
Classico, ci sta. Ma quindi tu ti continui comunque ad allenarti immagino?

Alessio Di Chirico
Sì, mi continuo ad allenare. Almeno cinque, otto ore settimana

Manolo (Grappling-italia.com)
Un buon numero di ore anche adesso quindi.

Alessio Di Chirico
Se no divento una vacca.

Manolo (Grappling-italia.com)
Ah Il manzo alla trasformazione di nome e di fatto

Alessio Di Chirico
Ahahah Esatto da Manzo a Vacca!

Manolo (Grappling-italia.com)
Ti ho visto nei video con Anacoreta gli ultimi giorni, quindi il kimono continua?
so che chi è abituato a lottare senza kimono sa che è sempre un po’ perplesso nell’adottarlo.
Tu invece apprezzi il gi, mi sembra di capire.

Alessio Di Chirico
Lo metto poco, sono sincero. Perché Luca è quello che mi ha insegnato il jiu-jitsu, io ho questo problema che sono troppo fedele e non riesco ad andare frequentemente… solo una volta ogni due o tre settimane m’alleno con lui.

Però lo metto poco, infatti è il motivo per cui non mi sono evoluto a cinture maggiori: non mettendomi il gi e non facendo competizioni…

Manolo (Grappling-italia.com)
Giusto ultimamente in molti hanno criticato tutte queste cinture nere un po’ cadute dal cielo. Se è vero che un fighter pro di MMA ha delle abilità pazzesche, è anche vero che una cintura nera è un simbolo al di là dell’abilità.
Quindi su questo pensiero qua concordo anch’io. Un atleto UFC è di sicuro a livello stratosferico rispetto a me, un hobbista con un altro lavoro, decisamente più vecchio. E’ innegabile che la cintura è molto di più della sola abilità: vuol dire quanto uno è stato in palestra, quanto ha partecipato alla vita, una roba più marziale.

Alessio Di Chirico
Sì, il jiu-jitsu nasce come l’arte dei più piccoli per poter combattere con i più grandi. Quindi devo dire che si vede pure spesso qualche cintura nera finta che adesso è finalizzata male in gara. C’è cintura nera e cintura nera.

Manolo (Grappling-italia.com)
Certo. Poi adesso il livello attuale di quelli che fanno il jiu-jitsu, anche tra le blu, è una roba devastante. Cioè, ci sono di quelle blu e di quelle viola che hanno 16, 18 anni che sono delle robe mostruose.

Alessio Di Chirico
Ci sono due blu veramente forti, forse tre.

Manolo (Grappling-italia.com)
In Italia?

Alessio Di Chirico
Sì, in Italia. Uno è Damiano Grillo, ma direi entrambi i Fatelli Grillo, l’altro è Christian Frillici. Vero ste due blu sono il futuro dello sport in Italia. (Nel frattempo Frillici è stato promosso a viola NdR)

Manolo (Grappling-italia.com)
Verissimo è una roba devastante. E’ già forte a livello nazionale ed è ancora giovanissimo.

Manolo (Grappling-italia.com)
Allora dici un po’ come la tua routine solita: ti alleni ancora tanto, come è organizzata la settimana?

Alessio Di Chirico
Dipende da quando ho un attimo. Comunque diciamo che i tre allenamenti fondamentali per me sono: lotta in piedi, lotta a terra e striking,
Io cerco di farmi tutti e tre. E poi c’è anche un della di preparazione atletica.

Manolo (Grappling-italia.com)
Ok, buono.

Alessio Di Chirico
Tra l’altro va da sé che, avendo io questa divisione molto tecnica, settoriale – C’è la lotta in piedi e la lotta a terra tra i tre fondamentali – va da sé che la parte lottatoria è il 66,6%, no?
La parte di lotta dell’MMA è sempre maggioranza.
Poi negli incontri da professionisti per non stancarsi o perché vuoi o non vuoi andare di rimessa, è sempre vantaggioso.
Nel grappling, lottano meno, però comunque, come dico a tutti gli allievi dovete saper lottare in piedi a terra, se no non potete fare sto sport.

Manolo (Grappling-italia.com)
Invece, durante il giorno, qual è la tua giornata? Siamo tutti un po’ curiosi di sapere il post vita, post UFC di una atleta…

Alessio Di Chirico
Allora, la mia giornata: porto sempre i bambini a scuola. quindi mi alzo, sveglio i bambini, faccio colazione per me e per i bambini, li vesto, li porto a scuola e ho subito il corso alle otto e mezza di MMA.
Poi faccio qualche altra lezione privata, poi ci sta il corso all’ora di pranzo, in cui spesso mi alleno pure io. Mangio, poi ho il corso dei bambini, vado a casa un attimo e poi torno a fare il corso la sera a 19:30. Questo è la mia vita.

Manolo (Grappling-italia.com)
Quindi sul tatami praticamente 12 ore al giorno… Non è cambiato niente.

Alessio Di Chirico
Eheh Non mi è cambiata, in realtà.

Manolo (Grappling-italia.com)
Quindi la vita è come era prima. Ovviamente alle ti alleni meno duramente, ma le ore sul tatami le passi lo stesso uguale e tante.

Alessio Di Chirico
Sì, sì, esatto. Faccio la palestra. Poi abbiamo anche il bar, li ci sto il weekend a fare qualche sostituzione.

Manolo (Grappling-italia.com)
Ok, ma la palestra dove insegni così almeno chi ti cerca sa dove trovarti.

Alessio Di Chirico
La palestra si chiama Gloria Gym. link | Scheda Palestra

Manolo (Grappling-italia.com)
Gloria, nome favoloso per una palestra. Quindi sei sempre lì, e sei ancora super allenato. La voglia di combattere non ti è più tornata?

Alessio Di Chirico
Mi è tornata, c’è stato anche l’occasione di ricombattere, però io vorrei ricombattere in Italia, ma non ci sono promotion interessate a me in questo momento. Quindi sto un po’ in stand by. Se ricevessi un’offerta in Italia, un’ultima volta mi rimetterei i guantoni, sono sincero.

Manolo (Grappling-italia.com)
Ho capito. Questo notizia qua vedrai che qualcuno ascolterà, non so quanti potranno coglier la palla al balzo, ma quelli che contano leggono il blog e di sicuro sta cosa gira. Penso ai titoli click bait da mettere all’articolo.

Alessio Di Chirico
Anche perché non combatto in Italia da quanto tempo?

Manolo (Grappling-italia.com)
Una cifra.

Alessio Di Chirico
Tutti gli incontri li ho fatti fuori, capito?

Manolo (Grappling-italia.com)
Sì, ma poi fuori fuori, praticamente sempre in America. Tu in Europa quanto hai hai combattuto? Una volta sola se ben ricordo?

Alessio Di Chirico
Spesso in America, spesso l’estate o a dicembre. C’ho Copenhagen una volta sola.
Tanto in America, una volta Abu Dhabi.

Manolo (Grappling-italia.com)
Quindi la transizione mi sembra di capire essere stata abbastanza liscia. In questi anni anni post UFC è stata relativamente fluida, non hai cambiato totalmente vita, quindi come è stata?

Alessio Di Chirico
Diciamo che prima che aprissi la palestra era un po’ più incerto, poi ho aperto la palestra e fondamentalmente sono tornato a casa.
Cosa che forse era dovuto fare prima, tornarsi indietro, avrei dovuto aprire la palestra quando ancora era un’attività. Perché serve a tutti avere un posto da chiamare casa.

Manolo (Grappling-italia.com)
Vero comunque psicologicamente tu torni a casa dopo un match, Ha un senso. Allora adesso parliamo un po’ di fan. Tu sei uno dei pochi fighter che conosco io che ha avuto davvero pochi haters, che è una roba super rara. Secondo te cosa è dovuta ‘sta cosa?

Alessio Di Chirico
Non lo so, però è un motivo di grande orgoglio, se non sono sincero. Ho dei tifosi veramente fantastici, devo dire che, forse anche troppo, però fondamentalmente sono una persona che tende sempre ad ascoltare tanto le critiche; spesso sono quello che si critica più di tutti, quindi Forse è questo il motivo per cui ho pochi pareri negativi, perché faccio di tutto per provare ad arrivare alla perfezione, ma è impossibile, però alla miglior versione di me spesso, quindi lavoro tanto su di me. Magari è per questo. Oppure non sarò soprattutto un fanatico che segue le tendenze.

Manolo (Grappling-italia.com)
Penso che siamo tutti d’accordo, non eri una figura polarizzante chi ti seguiva di sicuro ti è rimasto affezionato. Te lo dico perché anche io, sono un tuo fan e quindi posso ritrovarmi in quello che dici.
Parliamo un po’ della famiglia, già quando ero un fighter eri già padre di famiglia, questo di sicuro ha cambiato un po’ tutta la tua visione della carriera. Ai tuoi figli che sport stai facendo fare o che vorresti che facessero?

Alessio Di Chirico
Allora, ho due figli che sono la mia vita, Orazio e Niccolò, hanno cinque e quattro anni, hanno pochissima differenza. Gli sport che gli faccio fare sono sicuramente nuoto perché è tra i tre principali sport che devono saper fare.
Come diceva Helio Gracie, ogni bambino dovrebbe saper nuotare, andare in bicicletta e lottare.
Quindi una volta a settimana li alleno anche insieme a qualche amichetto loro.
Ti devo dire che, secondo me, il rapporto papà figlio/figlia deve essere basato anche sullo sport. Diciamo che Secondo me lo sport è vita, soprattutto per i bambini. Quindi lo sport che faccio fare loro è quello che gli piace fare. Non sono molto bravi a pallone, un po’ devo dire non mi dispiace, d’altra parte mi dispiace perché è un motivo sociale in Italia.
Ti ricordo una volta il mio figlio piccolo mentre giocava a pallone con i figli e mi disse: Papà, mi sa che non sono molto bravo a pallone.
Però poi mi disse: Ci dobbiamo allenare di più.

Manolo (Grappling-italia.com)
Bello, questo è bello, questo è un bel modo di pensare.

Alessio Di Chirico
Comunque una cosa che non capiscono molti è che, secondo me, io poi gli faccio fare pure pallone sopra la materassino, perché fondamentalmente quel luogo vellutato che è la maternassina, aiuta pure a imparare a capire cose al di fuori della lotta. Vabbè sto andando lungo.

Manolo (Grappling-italia.com)
Tanto quest qua è una chiacchierata con i fan per i fan: sono sicuro che tanti di quelli che ci leggono hanno o avranno figli, e più o meno tutti, anche chi fa solo lotta o solo striking, concorderano su quanto detto.
Sono anche curioso: i tuoi figli conoscono la tua vita prima, la capiscono? ti ammirano o ti criticano, hanno visto tutti i combattimenti?

Alessio Di Chirico
Guarda, quando combatteva ancora non capivano fondamentalmente. Ora questa cosa la sanno, e lo uso come spauracchio.
Quando mi arrabbio gli dico: Guarda dietro mMnzo, quando non mi danno retta faccio la cosa dietro manzo,
Non penso che la sanno bene la storia, tanto il bello dei figli è che comunque il papà è sempre il loro eroe.

Manolo (Grappling-italia.com)
Eggià! Poi magari quando scopriranno, a 13-14 anni, magari tramite qualche amichetto, potrebbero minimizzare e accorgessero solo da adulti che sei arrivato sul top del mondo. Quindi ci sta anche come extra sorpresa, no?

Alessio Di Chirico
Sì, Speriamo che non vedano i miei K.O, dai.

Manolo (Grappling-italia.com)
Anche mio figlio fa nuoto e jiu-jitsu: il momento ìn cui sarà abbastanza pesante per poter lottare a piena forza, sarà già abbastanza grande da potermi finalizzare più e più volte.
Ho già messo l’animo in pace di venir finalizzato in maniera brutale da mio figlio.
E va bene comunque, va bene così.

Parliamo di un argomento un pochino più dark, se ti va, perché tanta gente che non ti conosce ha letto le news scandalistiche e subito coi giudizi senza base: “Ah, incredibile, solito fighter con la bava alla bocca, arrabbiato”
quando poi era chiaro fin da subito perché la storia non era andata come il novella 2000 di turno ha raccontato.
Ti va di raccontarle per sommi capi?

Alessio Di Chirico
Purtroppo non posso. C’è un problema importante perché sebbene io abbia provato ad avere dei colloqui con lui tramite l’avvocato, il signore interessato invece…

Manolo (Grappling-italia.com)
E’ ancora aperta la faccenda, quindi.

Alessio Di Chirico
È ancora aperta. Vuole andare al processo. Aspettiamo il processo e vediamo.

Manolo (Grappling-italia.com)
Ok, Allora facciamo così: quando ci sarà il verdetto, ce lo dici così, poi li riproponiamo. Torniamo alle MMA.
Cos’è che ti ha spinto a dire basta? Mollo tutto, mollo l’UFC, mi ritiro?

Alessio Di Chirico
Allora, diversi motivi. Il primo era era che sentivo un po’ che stavo trascinando in avanti tutto il carrozzone che fondamentalmente era pesante per me e per la mia famiglia, non perché non potevo andare all’estero a fare camp ma non perché non volevo lasciare i miei figli, perché non era una cosa in cui ho mai creduto troppo.

Manolo (Grappling-italia.com)
Certo.

Alessio Di Chirico
Non avevo una palestra. E poi perché fondamentalmente ovviamente anche a non ritirarmi, finiva il contratto con l’UFC, mi sarei dovuto combattere senza più il test anti-doping, capito? Ho capito. Quindi va beh che già facevo con gente abbastanza borderline, con l’UFC.

Quando esce dall’UFC è un po’ finita. A parte che sei un martire. Quando vogliono lasciare i ragazzi più forti gli fanno combattere contro ex-UFC, eccetera. Quindi ho capito che forse il mio l’avevo fatto e insistere nella cosa sarebbe stato deleterio.

Manolo (Grappling-italia.com)
La cosa ha un senso. Decisione saggia per quanto mi riguarda. Abbiamo visti tanti fighter che si capisce non hanno più il fuoco ma continuano a voler combattere a massimi livelli: il corpo ne risente in maniera pesante.

Allora facciamo così, Leggendo il tuo libro si parla ovviamente della tua run in UFC, facciamo due chiacchiere su quello, per poi rimandare i fan alla lettura del libro che va nel dettaglio e ci racconta altri retroscena.
Tu sei stato piuttosto altalenante:. hai avuto alcuni picchi esagerati, dei fight of the Night sta meritati. Mentre in altre occasioni Match finiti ai punti molto più statici.
A posteriori, come è che la valuteresti quindi la tua run in UFC?

Alessio Di Chirico
Non lo so. Ho dei verdetti abbastanza dubbi.
Io sono sempre stato così, non sono una persona costante. Ricordo di aver preso il debito in matematica. Poi, quando ho pensato al professore, mi sono detto “Ma come si è permesso?” E così ho preso 15/15 alla prova d’esame…
Sono sempre C’è stato uno così. Probabilmente avrei cominciato col mental coach un po’ prima: Il discorso del mettersi in stato.
Però fondamentalmente io sono così…. Invece Catalizzare, focalizzarsi è qualcosa che suggerisco a tutti i fighter di fare.

Manolo (Grappling-italia.com)
Ok, sì, il mental coaching è un’altra cosa poco calcolata, ma effettivamente chi lo usa hanno dei vantaggi… Cioè, guadagni quel 5 – 10% che poi fa la differenza a quei livelli lì.

Alessio Di Chirico
Esatto per esempio io una cosa in cui ho lavorato con il mio mental coach era la messa in stato.
Ho fatto un ottimo lavoro e poi infatti dopo è arrivata la vittoria con Buckley.

Manolo (Grappling-italia.com)
Assolutamente. Quando sei in uno stato di grazia, tutto va nel giusto verso. Poi negli estremi dove è sempre questione di millimetri fa la differenza. Quindi il tuo momento più significativo della carriera o che ti ha definito come atleta qual è?


Alessio Di Chirico
Sì, dire Bamgbose o Buckley. Non lo so, decidi tu sono i miei due apici.

Manolo (Grappling-italia.com)
Sì, concordo, è vero. E invece un incontro che magari avresti voluto affrontare in maniera diversa, ti è rimasto un po’ di traverso o O che hai amato particolarmente?

Alessio Di Chirico
Cummings è stato quel match che ho perso all’ultimo secondo e in cui potevo cambiare la mia carriera. Certo, poi questo match con Kevin Holland che secondo me è stato un furto. Ma come match pure con Veli?kovi?. Nel senso, comunque, se vai a vedere il record UFC. se passi da tre sconfitte a tre vittorie cambia tutto.

Manolo (Grappling-italia.com)
Cambia è vero. Effettivamente tu hai avuto dei match che sarebbero potuto andare in un verso o nell’altro e poi ti sono andati contro. Con Holland non parliamone, forse da fan ho l’occhio un po’ falsato, ma comunque credo che in pochi abbiano concordato col verdetto che ti dava sconfitto.

Hai scritto nel libro che sei una persona riservata, tieni molto alla tua famiglia, gli amici… Come è che però hai gestito le luci della ribalta che ti ha puntato addosso L’UFC?

Alessio Di Chirico
Infatti, io ho passato un momento di grande solitudine al liceo. Quando sono entrato in UFC tutti amici, ma un mio limite (o un mio pregio), è che quando chiudo con una persona, ci chiudo per sempre: Nel senso che non ci sono più. Quindi sembrava che un po’ me la tirassi.
Fondamentemente io gli amici più grandi che mi sono fatto arrivano dallo sport, all’inizio il football americano, poi le MMA.
E poi mi sono sempre ricordato una cosa che mi diceva mio padre: gli amici veri si contano sulle dita di una mano. Certo.

Manolo (Grappling-italia.com)
io ti faccio accettare un po’ a domande sparse, perché in questi mesi le ho raccolte da altri fan sulle mie pagine: faccio anche da portavoce. Tu le MMA, le guardi ancora?
Abbiamo prima parlato delle nuove generazioni però tu hai conosciuto anche la generazione dei pionieri veri, tu ti sei allenato con Verginelli. Tu stesso comunque sei arrivato in UFC quando ancora non era esploso.
Come è che vedi queste tre generazioni? Raccontaci un pochino qual è la tua impressione?

Alessio Di Chirico
Guarda, le MMA, sono sincero, le ho seguo un po’ di meno, però alla fine ci sono sempre dentro, perché sulla materassina se ne parla sempre.
Ora, per fortuna, collaboro con Discovery; sono tornato al commento. Quindi potrò stare ancora più sul pezzo.

Sul cambio generazionale: si è evoluto molto lo sport nello striking, questo è indubbio.
Credo che ci sia molto più fanatismo, però è quello è dovuto dalla rivoluzione che ha portato McGregor. Sì, vero. Fondamentalmente è stato il primo a fare i soldi con i social grazie agli sport da combattimento e ha creato un po’ un trend che tutti quanti emulano.
Come fighter poteva essere il più forte della storia, però ora è famoso ha fatto i soldi, non perché era forte, seppure fosse molto forte.

Quindi secondo me la nuova generazione si perde via.
Un tempo i guerrieri come Mike Verginelli, come potrebbe anche essere Sakara, combattevano con tutti, ora ci sta proprio molta meno competizione, combattono solo agli incontri che vogliono e che che sono giusti per loro.
Purtroppo, non essendoci più rispetto per l’avversario, è anche aumentata la paura di perdere. Ma bisogna capire il rapporto speciale con tutti gli avversari con si vince e si perde.
Perché se non ci sono 10 persone che hanno perso prima, non c’è un campione.

Manolo (Grappling-italia.com)
In un incontro uno dei due lo deve perdere purtroppo, è la realtà dei fatti.

Alessio Di Chirico
All’inizio ho fatto con gente che poi non ha più fatto il fighter, erano dei debuttanti. Però io sono contento che quella persona possa dire, anche se fa oggi il pizzicarolo, “ho combattuto con Di Chirico”. E se me lo chiedono, dico “Sì, ho combattuto con me.”
Quindi la mancanza di rispetto implica che poi non c’è più gente che vuole combattere e mettersi alla prova.
E purtroppo se non c’è competizione non si esce.

Manolo (Grappling-italia.com)
Verissimo quello che dici. Ma parlando di competizione, tu consiglieresti a uno che è fare le MMA di iniziare subito con le MMA o magari qualche sport di lotta o addirittura il football come hai fatto te?

Alessio Di Chirico
Ho sempre avuto la filosofia che non ho mai chiesto contro chi combattere e non ho mai rifiutato un combattimento: combattere è una cosa molto cruenta.

Io suggerisco di trovare il posto giusto, di trovarsi in un ambiente sano. Per esempio anche una banalità: un posto dove tutti li salutano.
Sposto la filosofia Carlson Gracie, che ha detto che voleva insegnare a tutti quelli che volevano imparare.
Quindi io auguro a chi lo vuole fare di trovarci in ambienti sani, perché questo è uno sport stupendo che ti restituisce quello che la vita ti ha tolto.

Manolo (Grappling-italia.com)
Mi piace, mi piace come frase
In chiusura, un extra: qual è il cocktail che ti chiedono di più nel weekend quando lavori al bar?

Alessio Di Chirico
Lo Spritz, senti Manolo se bevono solo lo Spritz, perché bevono pure il Select, ma vogliono solo lo Spritz con l’aperol.

Manolo (Grappling-italia.com)
Che se vengono a nome di grappling Italia, gli fai pagare il doppio?

Alessio Di Chirico
Certo. Certo. Ahahah se vengono a nome di grappling-italia e glielo offro 😀

Manolo (Grappling-italia.com)
Ok, Poi l’ultimissima domanda, poi salutiamo. È la faccia che faccio a tutti quelli che intervisto. Ci sono tre, cinque libri che ti sono piaciuti, ti hanno cambiato la vita?

Alessio Di Chirico
Allora, diciamo, io sono un fanatico sport e leggo sempre libri sportivi. Il primo che direi è quello di Agassi, Open Poi un altro libro molto bello, questo è Daniele De Rossi o dell’amore reciproco (2020) di Daniele Manusia che è anche il mio co-autore del libro.

Manolo (Grappling-italia.com)
Parlaci della Biografia a sto punto, E uscita a Maggio e la si trova in libreria (o su Amazon)

Alessio Di Chirico
Ti dico che c’è stato un percorso molto bello con questo amico mio, lo scrittore, in cui lui ha cominciato ad allenarsi, affidandosi a me per la preparazione atletica ed è diventato il mio gymbro.
Quindi, mentre scrivevamo il libro, abbiamo iniziato ad allenarci, quindi è stata una bella avventura.

Manolo (Grappling-italia.com)
Che figata. Amicizia tramite lo sport! L’hai letto il libro di Sheridan, Cuore Guerriero? è una storia più o meno simile, è nato come giornalista, ha iniziato ad allenarsi per scrivere degli articoli e poi è diventato amico di due o tre fighter famosi ai tempi.
Molto bella questa che il giornalista diventa il GymBro. Vuol dire che comunque la tua passione è stata contagiosa.

Io ti ringrazio che ci hai dedicato veramente tanto tempo.

Alessio Di Chirico
Grazie a te, sempre bello sentirsi. Un abbraccio grande.

Manolo (Grappling-italia.com)
Saluto, grazie mille. Ciao, un abbraccio. Ciao

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fiap – federazione italiana associazioni partigiane: i prossimi incontri (ottobre)


Federazione Italiana Associazioni Partigiane

Siamo lieti di invitarvi alle prossime iniziative di ottobre

che si terranno presso la

Casa della Memoria e della Storia (via San Francesco di Sales, 5 – Roma, e altre sedi)

segue testo in txt:

2 ottobre FIRENZE / 4 ottobre ROMA 2025 ore 15.30 – 19.30

Chille de la balanza – Fondazione Ernesto Rossi

Gaetano Salvemini Gabinetto Vieusseux

in collaborazione con

Casa della Memoria e della Storia, Roma

Università degli studi di Firenze Comune di Firenze

Circolo Gobetti, Firenze Fondazione Critica liberale

Fondazione Circolo Fratelli Rosselli

Fondazione Giacomo Matteotti Pacini editore

Pisa Fondazione Spadolini Nuova Antologia

Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea

FIAP Federazione Italiana Associazioni Partigiane

promuovono

a cento anni dal

“NON MOLLARE”

Convegno di Studi

Firenze – Roma

FIRENZE, Gabinetto Vieusseux

giovedì 2 ottobre 2025, ore 9,30-18,00

ore 9,30 Saluto introduttivo, Riccardo Nencini

Presidente Gabinetto Vieusseux

Saluti istituzionali – ore 10,15

Introduce e presiede

Ariane Landuyt (Fondazione Rossi-Salvemini)

Intervengono

Gabriele Paolini (Università di Firenze)

Il “Non Mollare” nella storia del giornalismo italiano

Marino Biondi (Università di Firenze)

Scrivere in clandestinità

Giulia Tellini (Università di Firenze)

La casa del “Non Mollare”: il ruolo di Amelia Pincherle

Rodolfo Vittori (Fondazione Rossi-Salvemini)

I protagonisti del “Non Mollare”

Introduce e presiede – ore 14,30

Paolo Bagnoli (Fondazione Spadolini Nuova Antologia)

Intervengono

Francesco Torchiani (Università di Pavia)

Salvemini e il “Non Mollare”

Patrizia Guarnieri (Università di Firenze)

Dopo il “Non Mollare”: intellettuali antifascisti in fuga

Mimmo Franzinelli (Fondazione Rossi-Salvemini)

Ernesto Rossi nel laboratorio (e nella memoria) del “Non Mollare”

ore 16,00 Chille de la balanza, “Non Mollare”: Teatro di libertà

ore 16,30 Tavola rotonda: L’attualità del “Non Mollare”

Introduce e presiede

Fulvio Conti (Università di Firenze)

Intervengono

Vannino Chiti (Istituto Storico Toscano della Resistenza

e dell’Età contemporanea)

Agnese Pini (“Quotidiano Nazionale”)

Valdo Spini (Fondazione Circolo Fratelli Rosselli)

Gian Antonio Stella (“Corriere della Sera”)

_______________________

_______________________

ROMA, Casa della Memoria e della Storia

sabato 4 ottobre 2025

ore 15,30-19,30

Via San Francesco di Sales, 5

ore 15.30 Introduce e presiede

Andrea Ricciardi

(FIAP e Fondazione Rossi-Salvemini)

Saluti istituzionali

Luca Aniasi, presidente FIAP

Bianca Cimiotta Lami, vicepresidente FIAP

Matteo Stefanori, Casa della Memoria e della Storia, Roma

Intervengono

Sergio Bucchi (Università La Sapienza, Roma)

Salvemini, l’Italia liberale e la democrazia

Antonella Braga (Fondazione Rossi-Salvemini)

Tre riviste libere: “Rivoluzione liberale” “IlCaffè”, “Non Mollare”

Fabio Vander (Senato della Repubblica)

I comunisti e il “Non Mollare”

Mimmo Franzinelli (Fondazione Rossi-Salvemini)

Il “Non Mollare” contro le fake-news di Regime

ore 17,30 – Chille de la balanza “Non Mollare”. Interviste impossibili

ore18,00 Tavola rotonda: “Non mollare”: la libertà di stampa tra ieri e oggi

Introduce e presiede

Andrea Ricciardi

(FIAP e Fondazione Rossi-Salvemini)

Intervengono

Roberta Carlini (Istituto Universitario Europeo, Firenze)

Eric Jozsef (“Libération”)

Enzo Marzo (“Critica Liberale”)

Francesca Schianchi (“La Stampa”)

______________________________

Venerdì 10 Ottobre ore 17.30

Casa della Memoria e della Storia

Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

Presentazione del volume

Vite, carte, memorie. Archivi di donne in Toscana

a cura di Rosalia Manno, Aurora Savelli

Anna Scattigno, Monica Valentini

Edizioni Effigi 2024.

Fiap in collaborazione con Archivia – Casa Internazionale delle Donne

________________________________

22 ottobre dalle ore 15.00 e 23 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 20.00

Casa della Memoria e della Storia

Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

CONVEGNO: La ri/nascita dell’associazionismo partigiano e democratico: riflessioni fra passato e presente (1945-2025).

seguirà programma

Iniziativa per l’80 della Liberazione con ANVRG

con le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia.

Il convegno di studio promosso dall’ANVRG

presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma

con la collaborazione delle Associazioni

si propone di delineare il quadro tutt’altro che pacificato

che portò alla nascita delle associazioni combattentistiche e di reduci partigiani nel contesto del primissimo secondo dopoguerra italiano.

Le riflessioni saranno sia di carattere storiografico, affidate a relatori di chiara fama, che di carattere interno alle associazioni stesse.

Non mancherà una riflessione sulla nascita della cultura storiografica

della Resistenza, incarnata fin dalla fine degli anni Quaranta dall’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia

(oggi Istituto Nazionale Ferruccio Parri)

_____________________________________

Venerdì 24 ottobre 2025 ore 17.30

Casa della Memoria e della Storia

Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

Convegno Romano AFI

25 Aprile 1945 e dintorni.

Documenti postali, francobolli e altre forme di divulgazione

dal 1929 alla Repubblica

Associazione Filatelica Numismatica Italiana

Fondazione Bruno Buozzi

___________________________________

Mercoledì 29 ottobre 2025 ore 17.30

Casa della Memoria e della Storia

Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

Presentazione del volume

La stele e le stelle. Memoir d’Eritrea di Tina Iannotta

Saluti di Bianca Cimiotta Lami – Vicepresidente FIAP

Dialogano con l’autrice Sonia Marzetti Storica e Vicepresidente

FIAP Roma e Lazio e

Sonia Gallico – Autrice di pubblicazioni sulla Tunisia.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala

L’iniziativa verrà trasmessa in diretta streaming sulla Pagina Facebook della FIAP: facebook.com/FIAPItalia

#antifascismo #antifascisti #CasaDellaMemoriaEDellaStoria #donne #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #Fiap #guerraDiLiberazione #guerraPartigiana #Liberazione

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La Open Source Security Foundation (OpenSSF) e una coalizione di altre fondazioni hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui avvertono che l'infrastruttura open source non è sostenibile nel suo stato attuale, sottolineando che i costi operativi non sono gratuiti. Il testo evidenzia che i registri di pacchetti critici come Maven Central e npm, che gestiscono miliardi di download, dipendono da donazioni e sponsorizzazioni insufficienti a coprire le spese crescenti di banda, […]
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Gronchi pensava alla riunificazione della Germania


Nonostante manchino testimonianze del messaggio originale di Gronchi <487, il testo della risposta letta dall’ambasciatore Bogomolov nel loro successivo incontro (22 febbraio 1956) lascia percepire in maniera piuttosto evidente come il Capo dello Stato italiano si fosse avventurato nel proporre al governo di Mosca un suo personale progetto di unificazione della Germania basato sulla sua neutralizzazione per 20 anni e affiancato dalla realizzazione di concrete misure per il disarmo e per l’effettivo controllo sulla limitazione degli armamenti. Benché l’Unione Sovietica avesse sostanzialmente declinato l’invito del Presidente, nella replica venne esplicitato più volte come il progetto di Gronchi fosse comunque considerato dall’URSS un significativo passo in avanti rispetto ai punti di vista fino a quel momento espressi dall’Occidente. In particolare il governo di Mosca concordava con l’impostazione di raggiungere l’unificazione tedesca procedendo per singole tappe, tranquillizzando nel frattempo l’opinione pubblica internazionale tramite l’adozione di concrete misure per il disarmo, la limitazione degli armamenti e la conclusione di un trattato di sicurezza collettiva europea aperto a tutti i membri dell’Alleanza Atlantica e del Patto di Varsavia. Nonostante queste favorevoli premesse, però, il Cremlino contestava al disegno del Capo dello Stato italiano di non tenere sufficientemente in considerazione la necessità di porre le basi per una riunificazione all’interno della Germania stessa, partendo dal presupposto dell’esistenza di due “governi sovrani [creati] su diverse basi economico-sociali e indirizzati su diversi cammini”. Piuttosto che procedere verso un’immediata organizzazione di elezioni pangermaniche, a Mosca si riteneva più opportuno identificare come primo passo da compiere il raggiungimento di un accordo diretto tra la Repubblica Federale e quella Democratica <488.
Queste osservazioni vennero contestate, però, dal Presidente Gronchi, secondo il quale non sarebbe stato proficuo un accordo fra i due Stati tedeschi prima che fosse stabilita un’intesa fra le quattro potenze proprio sulle condizioni nelle quali la riunificazione tedesca avrebbe potuto essere realizzata. Per il Presidente, infatti, sia il governo federale che soprattutto il governo di Pankow, non rispecchiavano esattamente i sentimenti delle rispettive opinioni pubbliche <489.
Il consigliere Luciolli, che assistette all’incontro nonostante le diverse disposizioni date da Gronchi, il quale evidentemente avrebbe voluto discutere privatamente con l’ambasciatore sovietico come accaduto durante la precedente visita del 25 gennaio, non mancò di commentare il progetto del Presidente della Repubblica con una certa sorpresa mista a una profonda preoccupazione, constatando immediatamente come la proposta di Gronchi si discostasse nettamente dalle posizioni finora tenute dagli occidentali e come un simile disegno avrebbe potuto provocare una seria frattura tra lo stesso Capo dello Stato e gli esponenti governativi. “A quel tempo i governi occidentali puntavano sull’integrazione della Repubblica Federale nell’Occidente e non nella trasformazione della Germania in uno Stato-cuscinetto. Questo atteggiamento era fondato tra l’altro sul convincimento che l’Unione Sovietica non fosse affatto disposta a concedere alla RDG l’autonomia effettiva senza la quale tutta l’operazione non avrebbe avuto senso. La proposta di Gronchi era dunque nettamente contraria alla politica del governo italiano. Lo scopo per il quale Gronchi l’aveva fatta era evidente. Egli stava per recarsi a Washington e aveva pensato che il viaggio avrebbe avuto un risultato spettacolare se egli avesse potuto presentare al governo americano una soluzione del problema tedesco già approvata da quello sovietico. Si trattava, però, di un’iniziativa molto ingenua perché se l’Unione Sovietica avesse davvero voluto acconsentire alla riunificazione della Germania non avrebbe avuto nessun bisogno della mediazione di Gronchi” <490.
Le reazioni dell’esecutivo a una tale iniziativa non si fecero attendere e furono talmente forti che il Presidente dovette ammettere anche davanti all’ambasciatore Bogomolov che la proposta presentatagli altro non era che l’espressione di una posizione assolutamente personale senza alcuna implicazione politica. Una preziosa testimonianza sull’accaduto venne offerta proprio da Mario Luciolli <491, ministro consigliere all’Ambasciata a Washington nominato subito dopo l’elezione di Gronchi consigliere diplomatico del nuovo Capo dello Stato con l’evidente obiettivo di rassicurare gli inquieti ambienti americani. Come precedentemente accennato, in effetti, la reazione statunitense all’elezione di Gronchi, considerato più che un semplice simpatizzante della cosiddetta “apertura a sinistra” e dalla dubbia fedeltà atlantica, fu particolarmente allarmata e maggiormente esacerbata dai duri giudizi provenienti dai corrispondenti americani da Roma e in primis dell’ambasciatore Booth Luce <492. Non contribuì naturalmente a tranquillizzare Washington (per non parlare di ampi strati degli ambienti politici italiani) la famosa intervista concessa dal neo Presidente a Edmund Stevens, inviato del “Christian Science Monitor”, nella quale Gronchi espresse il desiderio italiano di riconoscere la Cina comunista, attaccò palesemente la politica statunitense, colpevole di non tenere sufficientemente conto delle opinioni degli alleati e di rischiare di allontanare la RFT dall’Occidente spingendola pericolosamente verso le attrattive sovietiche, e concluse addirittura auspicando un nuovo governo italiano spostato a sinistra con l’esclusione del Partito Liberale4 <93.
Ritrattazioni e smentite non furono sufficienti a rasserenare del tutto un’atmosfera tanto delicata e tesa, così la visita del Presidente Gronchi e del ministro Martino negli Stati Uniti e in Canada prevista per fine febbraio assunse un valore del tutto particolare e non mancò chi espresse una certa preoccupazione per le possibili esternazioni del Capo dello Stato e per la scarsità di armonia che avrebbero potuto tradire le posizioni di Gronchi e del ministro degli esteri di fronte alla controparte nord-americana <494.
Come ricordato da Ortona, la preparazione del viaggio di Gronchi e Martino caratterizzò interamente il lavoro dell’Ambasciata italiana a Washington nei mesi precedenti la visita <495, anche perché i diplomatici italiani dovettero divincolarsi non senza difficoltà tra le pretese statunitensi che il viaggio si riducesse a semplici “manifestazioni di facciata”, le pressioni del Quirinale di inserire il più possibile incontri dal forte valore politico con i maggiori esponenti del governo di Washington e infine quelle del governo, attento a soddisfare Gronchi ma anche a non superare determinati limiti di carattere costituzionale. Soprattutto l’ambasciatore Brosio si adoperò in modo particolare affinché i colloqui fossero preparati in maniera molto scrupolosa.

[NOTE]487 La lettera di Gronchi a Bogomolov pare infatti non sia conservata in nessun archivio italiano e nessuno ne menziona l’eventuale presenza negli archivi di Mosca
488 “Messaggio di Voroscilov, letto e lasciato dall’Amb. dell’URSS sig. Bogomolov al Presidente Gronchi, 22 febbraio 1956” Is. St. F. Gr. sc. 81 f. 576. Alla luce del contenuto di tale documento va probabilmente corretta l’affermazione della Bedeschi Magrini che, riportando tale episodio basandosi esclusivamente su quanto riferito da Bartoli (Bartoli, D. Da Vittorio Emanuele a Gronchi Milano, Longanesi, 1961, p. 170-173) sostiene che non vi sia alcuna traccia dell’accaduto nelle fonti ufficiali, vd. Bedeschi Magrini, A. op. cit. p. 68
489 Is. St. F. Gr. sc. 81 f. 576. Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica “Udienza dell’ambasciatore dell’URSS, signor Alexander Bogomolov” Roma, 22 febbraio 1956. L’udienza terminò con un accenno di Bogomolov alla prossima visita di Gronchi negli Stati Uniti facendo intendere molto chiaramente che, qualora avesse trovato un favorevole accoglimento, il governo sovietico sarebbe stato ben lieto di invitare il capo dello Stato italiano a recarsi presto anche a Mosca. Gronchi replicò che “in linea di principio” non vedeva alcun ostacolo a tale visita.
490 Luciolli, M. Diciotto mesi al Quirinale con il Presidente Gronchi in Serra, E. (a cura di) Professione Diplomatico Milano, Franco Angeli, 1988, p. 112 e seg.
491 Ibidem
492 Cfr. Bedeschi Magrini, A. op. cit. p. 60; Wollemborg, L. op. cit. p. 31 e Nuti, L. op. cit. p. 38. Interessante osservare come Nuti consideri proprio Wollemborg, a quel tempo corrispondente da Roma per il Washington Post, come l’unico giornalista americano che non abbia ceduto a commenti caratterizzati da toni allarmistici. Per quanto riguarda le reazioni della signora Luce assai emblematico è il resoconto del giornalista statunitense Drew Pearson, già riportato da Nuti, secondo il quale l’ambasciatore americano, che “seguiva lo svolgimento delle elezioni dalla galleria dei rappresentanti diplomatici, scoppiava in un pianto dirotto.” Nuti, L. op. cit. p. 37. Interessanti a tale proposito anche le riflessioni del Governatore dello Stato di New York il quale, dopo una breve visita in Italia e una serie di colloqui con i leader italiani, riferì all’ambasciatore Luce che tra le numerose conversazioni avute, solo quella con il Presidente della Repubblica lo aveva seriamente preoccupato. Secondo le impressioni di Harriman, infatti, Gronchi avrebbe usato tutto il suo potere per distruggere il quadripartito e aprire le porte del governo alla sinistra di Nenni prima che questi avesse effettivamente rotto i rapporti con il partito comunista. FRUS 1955-1957, vol. XXVII, Memorandum of a Conversation, Roma, 23 luglio 1955, p. 282
493 Questi i passi più significativi dell’intervista a Gronchi: “Io dirò al Presidente Eisenhower, da Presidente a Presidente, che l’Italia ha intenzione di riconoscere ufficialmente la Cina comunista e inviterà gli Stati Uniti a rinunciare alla loro opposizione alla sua ammissione alle Nazioni Unite. [..] che il Patto Atlantico corre il rischio di disintegrarsi se non si mandano in vigore le clausole finora apparentemente dimenticate, economiche e politiche. [..] Se gli Stati Uniti vogliono mantenersi alla testa del mondo libero, debbono dimostrare maggiore considerazione per i sentimenti dei propri alleati e addivenire a consultazioni più frequenti e prolungate di quelle frettolose come fu quella improvvisata da Foster Dulles a Parigi, alla vigilia della conferenza dei Capi di governo a Ginevra. La politica estera americana è troppo rigida, troppo inflessibile, l’atteggiamento americano di fronte al comunismo ne è un esempio. [..] occorre che l’Occidente modifichi alquanto il proprio atteggiamento nei confronti dell’unità tedesca o altrimenti il Cancelliere Adenauer rischia di perdere molta popolarità. [..] La presente coalizione italiana dovrebbe scivolare verso la sinistra del centro, il che significherebbe prima di tutto eliminare dal governo il partito liberale.” Quirinale, Archivio Presidenza della Repubblica, [d’ora in poi APR] fasc. Gronchi
494 A tale proposito va rammentato che Martino apparteneva proprio alle fila di quel Partito Liberale che Gronchi voleva allontanare dalla compagine governativa. Sui contrasti tra i due durante il viaggio Luciolli, M. op. cit. p. 130; Ortona, E. op. cit. p. 160
495 Ortona, E. op. cit. p. 153 e seg. Sul frenetico lavoro di preparazione alla visita di Gronchi vd. anche Bedeschi Magrini, A. op. cit. p. 65
Emanuela Limiti, L’Italia e la sicurezza europea nel confronto Est-Ovest (1952-1958), Tesi di dottorato, Università degli Studi “Roma Tre”, Anno Accademico 2005-2006

#1956 #AleksandrBogomolov #ambasciatore #BoothLuce #diplomazia #EmanuelaLimiti #Germania #GiovanniGronchi #ManlioBrosio #MarioLuciolli #neutralizzazione #presidente #progetto #repubblica #StatiUniti #unificazione #URSS #viaggio

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sailor moon vs ragazza magica octt che sono io (nessuno ci crede e siamo entrambe fritte)


Sto continuando a leggere Sailor Moon, per farmi forza con la realtà terribile del nostro mondo reale e, nel mentre che (sull’altro blog) sto tentando anche di scrivere a riguardo dei vari capitoli, nell’8 una robina mi ha attirato l’attenzione… La scrivo qui perché nel contesto dell’altro articolo non centrava tanto, e comunque non lo volevo allungare più del dovuto solo per approfondire una lore che non è quella del manga in questione, bensì della mia persona. 😼
Scena in cui Usagi si alza alle 6, prima della sveglia, e trova il padre in casa stupito che lei sia già alzata, quindi lei si giustifica dicendo che fino a prima è stata il suo alter ego pigrone......Quindi lei precisa di essere Sailor Moon, ma il padre la liquida scherzando e non le crede.
Si sapeva già che io sono abbastanza simile a Usagi… dormo, zzz, non sento la sveglia, pure a metà giornata sono assolutamente fatta drogata di sonno, e così via… e poi ok, a scuola non ero troppo ceppona, ma all’università si, quindi il cerchio già così si chiude quasi. La gran differenza sta nella nostra caratterizzazione come ragazze magiche (così come la differenza tra lei e le altre guerriere sue alleate, naturalmente), perché per ora io non ho sbloccato alcun potere psichedelico stupefacente, e piuttosto tutte e sole le magie effettive, dimostrabili, che io riesco a fare riguardano il software… ma non è questo il punto. 😳

Io e Sailor Moon siamo, al di là delle differenze individuali, esattamente sulla stessa barca… Come lei è stata in realtà messa dov’è a causa del suo essere una guerriera predestinata — non dico di più sia perché a questo punto della storia ancora la cosa non è totalmente chiara, e comunque qui non voglio fare spoiler — io anche evidentemente, dopo essere stata concepita in un’altra galassia, sono stata poi deportata e costretta a vivere sulla Terra — per giunta con un assetto corporeo di base sconveniente, e che alla fine dei conti io devo farmi il mazzo per sistemare, ma questa è tutta un’altra questione — per motivi a me però ancora non chiari… Sicuramente a me qualcuno voleva fare qualcosa che chiamare dispetto è poco, però a pensarci bene non può essere solo questo… ci deve essere qualche altra motivazione che io ancora non ho scoperto, no? 😵‍💫

Ma, ciancio alle bande, il dettaglio allo stesso tempo sia molto triste, che a suo modo rassicurante, è che… Come praticamente nessuno crede alla mia lore, solo perché è ancora relativamente imprecisa e senza prove — come se fosse colpa mia se non esistono tracce già scritte della mia storia e io non riesco a fare più di quello che posso, e che ogni tanto con questi post faccio, per rimediare — trattandomi da mezza scema, così fanno con Usagi. Ed ecco quindi che suo padre, in questa vignetta, le ha risposto proprio tipo come mi risponderebbero i miei genitori, quando capita che ribadisco le mie origini ultraterrene. Poi certo, Sailor Moon è un po’ fritta se si alza un’ora prima del dovuto solo perché si è svegliata, anziché rimanere a letto finché non suona la sveglia come invece faccio sempre io, e si giustifica con la storia dell’alter ego… però, noi non ci meritiamo tutto questo. 😶

E allora io mi chiedo quali magie ancora mi spettano da imparare, quali dimostrazioni di capacità devo ancora dispensare, quali prove inattaccabili devo presentare, per farmi valere esattamente come sono, e non semplicemente come “una ragazza stramba, dice sempre stronzate del tipo che viene da un altro pianeta, boh“… Ma purtroppo, se credo che 12 volumi basteranno e avanzeranno perché le Sailor riescano a risvegliarsi completamente su ciò che sono davvero, a me le illuminazioni sono estremamente rare e fin troppo parziali… serviranno decenni, se va bene, però a quel punto più che una ragazza magica sarò una zitella magica, che decisamente non è la stessa cosa. Sigh!!! ☠️

#lore #manga #pensieri #SailorMoon

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Astrocampania organizza un evento su prenotazione il 3 ottobre 2025 presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo in Agerola.

Gli esperti dell’associazione vi guideranno in un viaggio verso la conoscenza della Luna nell’ambito della “International Observe Moon Night IOMN” che si svolge in contemporanea in tutto il mondo, l’evento sarà preceduto da videoproiezioni nell’ambito del progetto NOCTIS.

* Evento adatto anche ai bambini *

[…]

astrocampania.it/2025/09/24/no…

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video completo dell’incontro del centroscritture @ la città biodiversa, 20 settembre 2025


youtube.com/embed/Wc2RPbVJeQs?…

Dialogo su scritture poetiche, complessità e biodiversità a La Città Biodiversa, Scurcola Marsicana (AQ), sabato 20 settembre 2025.

Con
Marco Giovenale – autore, editor, coordinatore didattico del CentroScritture
Valerio Massaroni – poeta e direttore del CentroScritture
Modera
Giorgio Rafaelli – poeta
Introduce e interferisce
Mario Iacomini – CuocoCustode

www.centroscritture.it
sul canale del CentroScritture: youtu.be/Wc2RPbVJeQs
sul canale di slowforward: youtu.be/oOOilqRCJGo

video di Osteria Futuro: https://www.facebook.com/OsteriaFuturo/videos/1325886682504281
(1987 visualizzazioni al 24 settembre 2025!!)

#biodiversità #CentroScritture #centroscrittureIt #complessità #dialogo #GiorgioRafaelli #LaCittàBiodiversa #letteratura #MarcoGiovenale #MarioIacomini #Oggettistica #OsteriaFuturo #poesia #prosa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #scritturePoetiche #ScurcolaMarsicana #sperimentazione #Tic #ValerioMassaroni

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