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L'AI Generativa è un male


Ci sono momenti in cui ti fermi e rifletti su quello che stai facendo. Sì, quando si è giovani capita, anche spesso, ma a cinquant'anni o è una disgrazia, o è un lusso.

Lavoro in ambito internet/comunicazione/web da sempre, prima come tecnico, poi come head of digital, digital marketer, digital strategist, insomma, quelle robe lì, avete capito.

Ho creduto, come tanti, nel valore di una comunicazione, anche commerciale, fatta dal basso, fatta da utenti per utenti, attraverso un media nato per essere paritario, capace di creare connessioni.

Nel corso di questi quasi 30 anni ho vissuto una girandola di annunci, tecnologie, buzz word, dai primissimi e-commerce ai siti in flash, dai newsgroup ai social, dal permission marketing all'invasione dei meme.

Ad ogni giro di giostra tutto è diventato più veloce, più difficile, il sogno di un media distribuito, di tutti e di nessuno, si è infranto con l'emergere delle grandi piattaforme prima, con l'algoritmizzazione poi.

Questi passaggi, tutti compiuti nel sacro nome dell'efficienza e del ROI, hanno mietuto vittime eccellenti, art director, copy, designer, sostituiti – e non affiancati – da orde di infaticabili uomini dei numeri, analisti, specialisti in una qualche piattaforma, privatissima, di ADV, social media manager e SEO expert.

Nel corso degli anni ho creduto a, o mi sono raccontato, una patetica bugia, quella che il marketing di questo secolo potesse essere il mezzo per far dialogare brand e persone, per aiutare le aziende sì, a vendere i prodotti, ma anche gli utenti a trovare le risposte più adatte ai propri bisogni, magari stupendoli, intrattenendoli, facendoli diventare parte del viaggio.

Era una Bugia, come quella del capitalismo dal volto umano del “don't be Evil” di Google. Specchi per le allodole, e io sono chiaramente un'allodola.

Sono successe tante cose, compreso il Covid, la guerra in Ucraina, le alluvioni in Romagna e, rimanendo sul personale, anche una moglie assai paziente e una figlia, che va per i 13 anni.

Possiamo sicuramente dire che sia stato un periodo intenso, durante il quale sono finito ad occuparmi di promozione di eventi, grossi, in ambito innovazione digitale.

Innovazione che appunto non era già più quella che avevo sperato fosse. Ma manco il mondo assomiglia a quello che in qualche modo mi ero immaginato potesse diventare.

Tutto sommato, tra un mal di stomaco e l'altro, giocavo a tirare avanti. Sono passati gli hype per la blockchain, per il web 3.0, per gli NFT, e per fortuna anche abbastanza in fretta.

Poi un bel giorno si presenta ChatGPT. Sono e rimango comunque un nerd e un geek, con una buona base tecnica, per cui ovviamente questa novità mi ha inizialmente galvanizzato. Voglio dire, da vecchio fan di Star Trek e di Asimov, poter finalmente dialogare con un computer in maniera naturale è tanta roba.

Da quel momento in poi è stata una corsa assurda, che ha iniziato a travolgere tutto e tutti e che ci sta portando in luoghi che avrei preferito sinceramente non conoscere.

Prima che qualcuno si inalberi, sì, sto parlando degli LLM e dell'AI Generativa e NO, non sto parlando dei sistemi esperti in uso in ambito medico, aerospaziale, scientifico.

Non voglio girarci attorno più di tanto, l'AI Generativa è un male, non serve a nulla, è immorale e andrebbe fortemente limitata, se non vietata completamente.

Non starò qui a fare una disanima anti capitalista, che comunque sarebbe importante fare, perché non penso neanche che sia il vero punto della questione.

In questi giorni OpenAI ha rilasciato un modello particolarmente bravo con le immagini, le coerenze, il lettering e altre meraviglie tecniche, sicuramente ammirevoli.

Consapevolmente lo ha fatto levando molti di quei filtri di facciata che ti impedivano di creare immagini nello stile di un particolare autore o di un determinato franchise.

Direi una bugia se non ammettessi che vedere i social, già pieni di AI Slob, completamente invasi da immagini in stile Studio Ghibli, mi ha fatto letteralmente ribaltare lo stomaco.

Parafrasando Miyazaki, che in tempi non sospetti ha detto “questa tecnologia è un insulto alla vita stessa”, l'appropriazione indebita dell'incredibile lavoro artigianale delle opere dello studio Ghibli, per essere rimiscelato in orribili meme ad uso del social media manager o del content creator di turno, è un insulto all'onestà intellettuale, alla morale e un crimine vero e proprio.

La farsa, che ancora risuona, della democratizzazione della creatività è semplicemente ridicola, è una affermazione che banalmente non ha alcun senso.

Come diceva una mia ex-collega, bravissima illustratrice, perché mai concentrare gli sforzi e gli investimenti per attaccare deliberatamente il lavoro creativo? Vale per le immagini, ma vale per la musica, il testo; che senso ha, a quale bisogno concreto e reale risponde?

Gli LLM sono elaborate macchine stocastiche, che potrebbero avere utilizzi fantastici, ad esempio per rendere la vita di ipovedenti e disabili più agevole, oppure per automatizzare compiti “bassi” per liberare davvero il tempo da dedicare al pensiero creativo.

E invece no. Creiamo macchine che possano vomitare a ciclo continuo testi, musiche, newsletter, visual, comunicati stampa, video, post social, per riempire di letterale merda tutta l'internet, con effetti deleteri sul pubblico e sulla percezione della realtà.

Non solo, sta roba inquina talmente il cervello che, esperienza personale, piuttosto di valorizzare il lavoro di un team esperto e competente, si prende per buono, alla prima iterazione, qualsiasi blocco di token vomitato dall'LLM di turno.

Non è più il mio mondo, non è quello che volevo e immaginavo, e non è quello che voglio per mia figlia, che in questo momento è un vulcano di creatività, e a cui DEVO raccontare, un dovere morale, che questa creatività va coltivata, curata e allenata con fatica, e che quel percorso, fatto di alti e bassi, di frustrazione e illuminazione, rappresenta il valore di quel che crea.

Per questo ho deciso che, da questo momento, anche e soprattutto sul lavoro, mi rifiuterò di usare strumenti di AI Generativa, di qualsiasi tipo e, nell'ambito delle mie competenze, non avvallerò mai l'uso di questi strumenti per generare contenuti di qualsiasi tipo.

Potrei essere tacciato di Luddismo, o di essere un rincoglionito che non sa stare al passo con i tempi. Può essere, ma questo non cambia la sostanza: l'AI Generativa è un danno per l'umanità.

ADSR

P.S. Qualche link di approfondimento, alcuni li ho sparsi nel testo, ma li riepilogo tutti qui sotto, per comodità.tante.cc/2025/03/28/vulgar-dis…

404media.co/ai-slop-is-a-brute…

thelibre.news/foss-infrastruct…

theatlantic.com/technology/arc…

theverge.com/news/630079/opena…

attivissimo.me/2025/03/24/podc…

affordance.framasoft.org/2025/…

aial.ie/pages/aiparis/

P.P.S Avrei voluto firmare questo post. Ma non è cosa semplice.


log.livellosegreto.it/not-my-w…


Vulgar Display of Power


Hayao Miyasaki is the co-founder of Studio Ghibli, a Japanese animation studio known worldwide for their stunning, emotional, beautiful stories and movies. At the core of Studio Ghibli’s work is a deep engagement with questions of humanity. About what it means to be a human, about how to care for one another and the world around us. But also about the levels of cruelty that humanity can be capable of – and how there still are grace and love even under those conditions. Studio Ghibli’s work is distinct. In the level of quality over the years, in their very recognisable art style.

Hayao Miyasaki also is know for his reaction to a few technologists showing him something we’d call “AI” today to generate “creepy” moving figures:

youtube.com/watch?v=ngZ0K3lWKR…

His reaction to the proud developers showing an animation of a thing using its head to move forward claiming “Artificial intelligence could present us grotesque movements that we humans can’t imagine.” is very telling:

“Every morning, not in recent days, I see my friend who has a disability. It’s so hard for him just to do a high five; his arm with stiff muscle can’t reach out to my hand. Now, thinking of him, I can’t watch this stuff and find it interesting. Whoever creates this stuff has no idea what pain is.

I am utterly disgusted. If you really want to make creepy stuff, you can go ahead and do it, but I would never wish to incorporate this technology into my work at all. I strongly feel that this is an insult to life itself.”

Hayao Miyazaki


He capped that off with a scathing remark about what had happened:

“I feel like we are nearing the end of times. We humans are losing faith in ourselves.”

Hayao Miyazaki


Now of course he wasn’t looking at modern “AI” systems like the ones Microsoft/OpenAI/Anthropic/etc. are trying (with little economic success) to sell. But his argument would apply just the same: “Whoever creates this stuff has no idea what pain is.” Or joy. Or love. Or hunger. Or longing. Or need. Or want. All the parts of us that define our humanity and our way of interacting with the world. The things that make us care, that push us towards doing something, finding something out. Saying something and hearing something.

For the longest time OpenAI’s systems would try to block people from generating images in the style of certain artists. This was obviously for copyright reasons, the didn’t want to get sued (even more than they already are). Which is something they just changed very explicitly. You can now easily generate stuff in the style of Studio Ghibli and Sam Altman made his avatar on X-The Nazi Network a ghiblified version of himself.

And I think that on one level David Gerard is right framing it as a distraction from their money problems:

This means OpenAI has to make more and more announcements so they look to the investors like they’re still cool and interesting. Any old garbage will do, like a literary fiction writer bot or something.

David Gerard


But I do think it does go further. There is a reason they chose Studio Ghibli. Sure, its style is very cute, very distinct, but that is not the whole story. It’s not that they just picked something cute and accidentally the co-founder of that studio hates their whole approach from the bottom of its heart. OpenAI picked Studio Ghibli because Miyazaki hates their approach.

It is a display of power: You as an artist, an animator, an illustrator, a writer, any creative person are powerless. We will take what we want and do what we want. Because we can.

Because we can. This is the idea of might makes right. The banner that every totalitarian and fascist government rallied under. OpenAI luckily is no government but their ideas, their thinking has influenced many current governments all over the planet. “If we are not allowed to take everything we want without payment and against people’s will, we will never create the machine god to solve all our problems.”

OpenAI’s move is an attempt to see what the reaction to them explicitly, willingly, gleefully breaching another boundary, acting against the explicit and known will of the people they use their machines on. And many in the public seem to eat it up, turning their holiday pics into “Ghibli-style” images.

The scholar of authoritarianism Timothy Snyder (who just left his position at Yale University going to Toronto in a very non-subtle reaction to growing Fascism in the US) write his book “On Tyranny” to give people 20 lessons about how to react to and resist tyrannical movements. The first rule is: “Do not obey in advance.

This is what many are doing here. Submitting to this logic of injustice and domination in advance. Because it plays well on Instagram or because “it’s just pictures”. But this is submission to a logic of dominance by those who have power. It is a submission of democratic rights and understandings. It is a submission to a vulgar display of power.

And that is why the White House used that tech to [content warning about the following link: It’s a obscene display of violence] illustrate their cruelty against migrants. The cruelty is the point. But so are the other forms of violence displayed.

#ai #dominance #fascism #ghibli #miyasaki #power


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Pietro Favaro, fiori di campo, 1975.
- olio su tela.
- fotografato da originale.
- collezione privata.

#pietrofavaro
#naturamorta
#arte
#Pittura.

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Milano, scomparsa Jhoanna Nataly Quintanilla: l’appello per ritrovarla liberoreporter.it/2025/02/cron…

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Pietro Favaro, arance, 1991.
- Olio su tela.
- fotografato da originale.

#pietrofavaro
#naturamorta
#arte
#Pittura

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Alternative europee a vari servizi web americani: european-alternatives.eu/
Da esplorare, grazie a @damvfl per la segnalazione

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