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UPDATE: Further EU DPA orders stop of Google Analytics


AGGIORNAMENTO: Un'altra DPA dell'UE ordina l'interruzione di Google Analytics L'autorità italiana per la protezione dei dati (GPDP) si è unita al consenso condiviso dal GEPD, nonché dall'autorità per la protezione dei dati francese e austriaca e ha vietato l'uso di Google Analytics (GA) 101 complaints update


noyb.eu/en/update-further-eu-d…


Aborto? Questione di privacy e capitalismo


Una recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato una storica sentenza (Roe v Wade) del 1973, lasciando la possibilità ai singoli Stati di regolare la questione dell’aborto. Ogni stato potrà decidere cosa fare, in base alla legge nazionale.

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Oggi non voglio parlarvi della sentenza, ma cercherò di spiegarvi il motivo per cui penso che l’unico vero modo di risolvere la questione dell’aborto1 sia attraverso privacy, proprietà e libero mercato - a prescindere dalle opinioni personali.

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La proprietà del corpo


Iniziamo parlando di proprietà.

La proprietà è un diritto naturale che nasce insieme all’essere umano. L’uomo primitivo non sapeva nulla del mondo, ma sapeva distinguere se stesso dall’ambiente circostante e aveva consapevolezza di sé, della propria mente e del corpo - controllato dalla mente.

È da questa consapevolezza che deriva il concetto di proprietà.

Ogni essere umano possiede la sua mente e quindi il suo corpo, un fatto naturale e universale che oggi chiamiamo proprietà. I “woke” oggi dicono: my body my choice, ma come sapete io preferisco citare Locke:

Every ·individual· man has a property in his own
person
[= ‘owns himself’]; this is something that nobody else has any right to.


Il diritto di aborto non è quindi un diritto positivo (che non sono diriti ma privilegi politici), ma una conseguenza del diritto di proprietà sul corpo.

Il concetto di proprietà è importante, perché lega tutti i successivi temi, come quello del capitalismo e del libero mercato.

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Capitalismo e libero mercato


Il capitalismo è quel sistema economico e sociale in cui le persone (e non lo Stato) possiedono i mezzi di produzione. È cioè quel sistema in cui sono le persone a decidere cosa produrre, come produrre, per chi produrre.

Il vero capitalismo esiste solo in un contesto di libero mercato, in cui ogni decisione è esclusivamente frutto del pensiero e della libera volontà delle persone - che possono scegliere se cooperare o meno tra loro.

Un sistema capitalistico di libero mercato non può prescindere dalla protezione assoluta della proprietà privata. È con la negoziazione privata e lo scambio di titoli di proprietà che le persone sono in grado di allocare tra loro le risorse.

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Per sintetizzare, possiamo allora dire che il capitalismo è il modo in cui le persone possono produrre e allocare diritti di proprietà in modo decentralizzato (cioè senza pianificazione centrale) attraverso l’incontro delle loro volontà.

Perfino in un libero mercato però non mancano i conflitti, soprattutto per un tema come l’aborto, che da secoli si porta dietro idee totalmente inconciliabili tra loro.

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Protezione dalla violenza


La privacy è l’unico modo in cui possiamo proteggere le persone dalla violenza, facendo sì che possano formare liberamente la loro volontà e incontrare quella altrui, per scambiare titoli di proprietà e ottenere così un mutuo beneficio.

Privacy non è segretezza. Lo dico spesso, vale la pena ripeterlo.

Privacy, nell’Era dell’Informazione, è la capacità di controllare le informazioni che ci riguardano e scegliere a chi rivelarle. La privacy è un diritto analogo alla proprietà del corpo: è il filtro attraverso il quale separiamo e definiamo i confini della nostra sfera privata rispetto al resto del mondo. È il diritto che ci permette di formare la nostra volontà al riparo da ingerenze arbitrarie di terzi.

Perché l’aborto è una questione di proprietà, capitalismo e privacy


In un mondo ideale non ci sarebbe alcun bisogno di parlare di aborto. Il medico sarebbe l’unico possessore dei mezzi di produzione del bene “prestazione medica”. La paziente e il medico sarebbero gli unici a poter decidere i termini della prestazione, attraverso la negoziazione privata e lo scambio di titoli di proprietà (lavoro in cambio di denaro). Le pazienti sarebbero in grado di formare la loro volontà senza alcuna ingerenza arbitraria, violenza o giudizio altrui.

Ma non siamo in un mondo ideale.

L’interruzione volontaria di gravidanza non fa parte di un mercato libero. Ci sono specifiche regole che definiscono i limiti dell’azione umana e interferiscono nella libera formazione della volontà degli attori di mercato (medici e pazienti).

Come ogni altro ambito umano, la legge non è altro che lo strumento attraverso cui il burocrate crea un mercato artificiale a sua immagine e somiglianza, secondo i suoi principi morali e le sue ideologie. Alcune volte questo mercato sarà espressione dei principi e idee della maggioranza della popolazione, altre volte sarà invece frutto di compromessi.

In un mercato artificiale non c’è rispetto della proprietà: il medico non è libero di offrire il suo lavoro alle sue condizioni e la paziente non è libera di decidere sul suo corpo, che in realtà diventa di proprietà del legislatore. Allo stesso modo, non c’è neanche libera formazione della volontà e piena autodeterminazione: l’estensione del pensiero umano in un mercato regolamentato è sempre pari ai limiti del pensiero del burocrate.

In un mercato artificiale non può esserci neanche privacy.

L’aborto diventa una questione pubblica, poiché colui che crea e mantiene il mercato, lo Stato, deve assicurare che tutti rispettino le regole. La paziente che vuole interrompere la gravidanza infatti non ha alcuna scelta - sarà costretta a rivelare informazioni molto sensibili all’intero sistema sanitario. Nel caso in cui quelle informazioni possano rivelare una violazione delle regole, sia la paziente che il medico saranno duramente puniti.

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Non essere ipocrita


Un mercato regolamentato è l’antitesi del libero mercato, che per definizione esiste solo al di fuori dalla legge. L’unico risultato della pianificazione centrale è la violenza di un gruppo politico sull’altro.

In alcuni casi sarà la violenza dei pro-life contro la libertà della donna sul proprio corpo. In altri sarà la violenza di chi è favorevole all’aborto contro i medici, che saranno costretti a scegliere tra sacrificare i propri principi morali o essere esclusi dal mercato.

Eliminare la pianificazione centrale è l’unico modo per garantire il realizzarsi della piena libertà delle persone. È l’unico modo per far coesistere pacificamente persone che la pensano e la penseranno sempre in modo opposto, senza che gruppi di potere si facciano violenza l’un l’altro.

Se vuoi libertà di abortire, allora devi accettare che l’unico modo per risolvere il problema alla radice è attraverso il libero mercato, la proprietà privata e la privacy - non la legge, mai la legge.

Devi anche accettare che altri possano esprimere liberamente le loro opinioni e volontà, e devi anche accettare che nessuno potrà mai essere obbligato a soddisfare una tua pretesa, perché sarebbe una violenza. La stessa violenza di molti di coloro che chiedono di licenziare medici che si rifiutano, per principio, di praticare interruzioni di gravidanza.

La via di mezzo, il compromesso, la “legalizzazione” - non sono altro che strade tortuose che portano allo stesso risultato: la pianificazione e la negazione dei diritti naturali, della libertà di autodeterminazione, della privacy. Non esiste una terza strada: pianificazione totale o libero mercato.

Se scegli la pianificazione, se scegli di fare violenza su un certo gruppo politico, se scegli di negare l’esistenza di un libero mercato, allora devi anche accettare che sia tu a subirne le conseguenze - come oggi potrebbe accadere in molti Stati americani. Non essere ipocrita.

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Come dico spesso, sono agnostico sul tema dell’aborto, che è fonte di grandi dibattiti anche tra libertari. Penso che, pro o contro, non sia una scelta che ci riguarda. Di certo non può riguardare lo Stato. Nel mio mondo ideale di aborto non si parla, perché è una questione privata tra medico e paziente - fuori da ogni ingerenza di terzi.


Sorveglianza, social scoring, modello cinese - un mio articolo su Atlantico Quotidiano


Oggi su Atlantico Quotidiano è uscito un mio articolo in cui parlo del modello cinese che piace sempre più a politici e intellettuali occidentali. Quel modello che chi mi legge da un po’ conosce ormai bene: sorveglianza di massa, manipolazione dei comportamenti, censura, pianificazione centrale di ogni aspetto della società.

È questo modello che ha ispirato il racconto breve 21 maggio 2033 che molti di voi hanno già letto. È questo modello di cui si è parlato a Davos. Ed è sempre a questo modello che i nostri politici si ispirano quando pianificano il futuro delle nostre città, che saranno chiamate “comunità intelligenti”, o smart city.

Che dire poi degli esempi di social scoring che proprio in questo periodo stanno nascendo in Italia? Siamo tra i primi in europa. Il mese scorso ho parlato 30 minuti con un parlamentare tedesco dell’esperimento di social scoring proposto a Roma e Bologna, chiamato Smart Citizen Wallet, che vi ho già raccontato. Lui era preoccupatissimo, quasi impaurito. Mi chiese come fosse possibile che in Italia nessuno obiettasse. Me lo chiedo anch’io.

Purtroppo Roma e Bologna non sono neanche gli unici casi… se si parla di sorveglianza di massa, social scoring e smart cities bisogna metterci anche Venezia e Ivrea.

Tra i miei lettori c’è qualcuno di Roma, Bologna, Venezia o Ivrea? Ne sapete qualcosa di questi sistemi? Qualcuno vi ha informati?

Anyway, vi lascio all’articolo.

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Capitalismo di sorveglianza? Non scherziamo.


C’è un termine che da qualche anno è diventato d’uso comune nel linguaggio di chi si occupa di “data economy” e di trattamento di dati personali, sia nel pubblico che nel privato.

Il termine è capitalismo della sorveglianza, diventato popolare dopo l’uscita dell’omonimo libro della sociologa Shoshana Zuboff “The Age of Surveillance Capitalism: The Fight for a Human Future at the New Frontier of Power”.

Nel suo libro la Zuboff descrive con cura quasi maniacale gli eventi che hanno portato alla nascita di questo particolare fenomeno, ripercorrendo anche tutta la storia della nascita ed evoluzione di Google - il primo “capitalista della sorveglianza” nella storia umana.

Come al solito, il povero capitalismo deve accollarsi tutti i problemi del mondo, senza possibilità di difesa. Il fenomeno che descrive la Zuboff esiste ed è un problema molto reale e concreto, ma col capitalismo non ha nulla a che fare.

Oggi vorrei spiegarvi il motivo, così al prossimo che vi parla di capitalismo della sorveglianza sapete cosa rispondere.

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Privacy Daily – 23 giugno 2022


Microsoft svela il framework per l’IA responsabile
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In un post sul blog, Natasha Crampton, Chief Responsible AI Officer di Microsoft, ha delineato lo “standard AI responsabile” dell’azienda, che elimina l’uso di strumenti automatizzati che possono dedurre lo stato emotivo di un individuo e attributi come sesso, età e altre caratteristiche facciali.

blogs.microsoft.com/on-the-iss…


L’Irlanda introduce la legge sulla conservazione dei dati delle comunicazioni giudiziarie e di polizia
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L’Irish Times riporta che la proposta di legge darebbe alle forze di polizia e ai giudici irlandesi la possibilità di ordinare la conservazione dei dati delle comunicazioni ai fini della sicurezza nazionale.

irishtimes.com/ireland/2022/06…


La CNIL pubblica una guida alla condivisione dei dati per gli enti di beneficenza
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L’autorità francese per la protezione dei dati, la Commission nationale de l’informatique et des libertés, ha pubblicato linee guida per la condivisione delle informazioni personali tra associazioni di beneficenza e fondazioni secondo il regolamento generale dell’UE sulla protezione dei dati.

cnil.fr/fr/la-transmission-de-…


guidoscorza.it/privacy-daily-2…


Sweden: Users are not party to their own privacy rights?


Svezia: Gli utenti non sono titolari dei propri diritti alla privacy? La DPA svedese (IMY) si rifiuta di prendere una decisione su un reclamo GDPR, sostenendo che l'utente non è parte dei propri diritti. Oggi noyb presenta un ricorso access denied


noyb.eu/en/sweden-users-are-no…


Privacy Daily – 22 giugno 2022


Le nuove regole sulla privacy dei dati proposte dal Canada affrontano i pregiudizi biometrici e i dati di formazione illegali
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La nuova proposta di legislazione sulla privacy dei dati presentata come parte del disegno di legge C-27 del governo federale mira a rafforzare le restrizioni sulla raccolta di dati privati ​​e include un atto per limitare gli usi dell’intelligenza artificiale nel settore privato, ma non per le forze dell’ordine.

biometricupdate.com/202206/can…


Reynders offre le ultime novità sul quadro per la privacy dei dati transatlantici
1422089
In un’intervista al Washington Post, il commissario europeo per la giustizia Didier Reynders ha offerto aggiornamenti sul quadro transatlantico sulla privacy dei dati dopo una visita negli Stati Uniti.

washingtonpost.com/politics/20…


L’Autorità di protezione dei dati danese avvia le ispezioni sulle notifiche di violazione dei dati
1422091
L’autorità danese per la protezione dei dati, Datatilsynet, ha avviato una serie di ispezioni presso istituzioni pubbliche e società private incentrate sulle notifiche di violazione agli interessati.

datatilsynet.dk/presse-og-nyhe…


guidoscorza.it/privacy-daily-2…


Privacy Daily – 21 giugno 2022


L’EDPS chiede un modello paneuropeo di applicazione della protezione dei dati
1407017
In un discorso di apertura alla conferenza di due giorni dal titolo “Il futuro della protezione dei dati: un’applicazione efficace nel mondo digitale”, il garante europeo della protezione dei dati Wojciech Wiewiórowski ha chiesto un “modello paneuropeo di applicazione della protezione dei dati” per garantire dati coerenti e fondamentali diritti di protezione. “Un tale modello non solo attenuerebbe il problema dell’allocazione non uniforme delle responsabilità, ma aiuterebbe anche a garantire una reale coerenza nella legislazione sulla protezione dei dati in tutta l’UE, anche attraverso forti meccanismi di collegialità”, ha affermato Wiewiórowski.

edps.europa.eu/press-publicati…


Newsletter del Garante: GDPR: consultazione pubblica sulle nuove regole Ue per il calcolo delle sanzioni – Elenchi telefonici: illegittimi quelli non estratti dal Data Base Unico – Bancassurance: è la compagnia assicurativa il titolare del trattamento
1407019
GDPR: consultazione pubblica sulle nuove regole Ue per il calcolo delle sanzioni. Elenchi telefonici: illegittimi quelli non estratti dal Data Base Unico
Bancassurance: è la compagnia assicurativa il titolare del trattamento

Newsletter del 15/06/2022 – GDPR: consultazione pubblica sulle nuove… – Garante Privacy (gpdp.it)


Il punto di vista della Norvegia sull’economia digitale
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I paesi scandinavi sono ben noti per avere un approccio sociale. la regolamentazione delle condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme è ora un argomento caldo a Bruxelles, sulla questione discussione interviene il ministro norvegese del lavoro e dell’inclusione sociale, Marte Mjøs Persen.

Norway’s perspective on the platform economy – EURACTIV.com


guidoscorza.it/privacy-daily-2…


No right to access your own location data? noyb files appeal against Spanish DPA


Nessun diritto di accesso ai propri dati di localizzazione? noyb presenta ricorso contro la DPA spagnola Un cliente ha presentato una richiesta di accesso per ricevere i suoi dati di localizzazione, rifiutata da Virgin Telco. L'AEPD si è schierata con la società. noyb presenta ricorso network data


noyb.eu/en/noyb-files-appeal-a…


Privacy Daily – 20 giugno 2022


Revenge porn: almeno 2 milioni di persone in Italia hanno scoperto loro foto e video intimi online senza consenso
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In Italia sono circa 2 milioni le vittime di diffusione non consensuale di materiale intimo, comunemente conosciuto come revenge porn, mentre più del doppio delle persone conoscono qualcuno che ne è stata vittima. A dirlo è uno studio condotto su un campione di 2.000 persone tra la fine di aprile e l’inizio di maggio da The Fool, società di reputazione digitale, su incarico dell’associazione no profit Permesso Negato, che studia il fenomeno e dà sostegno alle vittime nel nostro paese.

wired.it/article/revenge-porn-…


Cookie, trasferimenti e valutazioni del rischio oggetto della riforma dei dati nel Regno Unito
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Il Regno Unito ha pubblicato i dettagli della sua proposta di legge sulla riforma dei dati, che dovrebbe apportare modifiche al quadro sulla privacy contenuto nella versione britannica del GDPR post-Brexit. Le proposte, pubblicate in risposta a una consultazione, includono piani per ristrutturare l’autorità britannica per la protezione dei dati, l’Information Commissioner’s Office (ICO), l’ introduzione di un modello di opt-out per il consenso ai cookie e rendere più facile per Londra avviare nuove partnership di dati con altri paesi.

euractiv.com/section/digital/n…


La Germania punta sull’intelligenza artificiale per la protezione dei minori nell’esposizione ai media
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La Commissione tedesca per la protezione dei minori nell’ambito dei media ha approvato tre sistemi in grado di rilevare l’età delle persone con l’Intelligenza Artificiale (IA) per evitare che i minori siano esposti a contenuti dannosi, riferisce EURACTIV Germania. La Commissione è l’organo di controllo centrale della Germania per la protezione dei minori nelle televisioni private nazionali e su Internet. Questi sistemi di intelligenza artificiale, che l’ente ha valutato positivamente, sono programmati per valutare l’età di una persona sulla base di caratteristiche biometriche.

euractiv.it/section/digitale/n…


guidoscorza.it/privacy-daily-2…


Privacy Daily – 17 giugno 2022


La Francia cerca maggiore flessibilità per le sandbox normative nella regolamentazione dell’IA
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La presidenza francese ha avanzato ulteriori modifiche alla legge sull’IA, nelle parti relative all’innovazione e alle sandbox in ​​un testo che rappresenta il compromesso finale prima della riunione del gruppo di lavoro sulle telecomunicazioni, l’organo del Consiglio che porta avanti i lavori a livello tecnico. Il nuovo testo di compromesso è tornato anche alla parte sulle sanzioni, con l’intento di chiarire il numero delle sanzioni dovute alle diverse tipologie di infrazioni. Le sanzioni per le istituzioni e gli organi dell’UE sono state allineate a quelle per altre organizzazioni.

euractiv.com/section/digital/n…


Metaverse dovrebbe generare 5 trilioni di dollari per l’economia entro il 2030
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La società di consulenza McKinsey & Company ha esortato aziende e governi a non perdere le opportunità offerte dal metaverso, mentre si prevede che il mercato genererà fino a 5 trilioni di dollari per l’economia entro la fine del decennio. Quasi 8 mesi dopo che Facebook è diventato Meta e il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha annunciato le sue ambizioni per il “metaverso”, l’hype non si ferma. Anche se difficile da definire, il metaverso è destinato a diventare la fase successiva di Internet, in cui l’utente è completamente immerso nell’ambiente online grazie alla realtà virtuale.

euractiv.com/section/digital/n…


Arizona: 70mila cartelle sanitarie violate
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Un fornitore di assistenza sanitaria senza scopo di lucro Kaiser Permanente, il più grande degli Stati Uniti, ha annunciato una violazione dei dati che ha colpito 70.000 pazienti, riferisce TechCrunch. Secondo quanto riportato, un individuo non autorizzato ha ottenuto l’accesso alle e-mail di un dipendente presso il Piano sanitario della Kaiser Foundation di Washington che contenevano informazioni sanitarie protette.

techcrunch.com/2022/06/14/hack…


guidoscorza.it/privacy-daily-1…


Grazie Panetta, non compro niente


Da piccolo la mia famiglia non mi ha mai dato la “paghetta”. Per finanziarmi le uscite con gli amici e i videogiochi dovevo passare da mia mamma. Con mio papà neanche ci provavo più, la risposta era sempre “chiedi a tua mamma”. Lei di solito era ben disposta; il problema non era avere i soldi, ma rispondere alla fatidica domanda: “che devi farci”?

Capiamoci, non avevo quasi mai problemi a rispondere, però avrei preferito che non me lo chiedesse. Non perché dovessi farci qualcosa di strano o illegale, ma perché semplicemente mi dava fastidio l’intrusione. Insomma, se vuoi darmeli, dammeli e basta. Che ti frega cosa devo farci!?

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Andare a vivere da solo, guadagnare, e poter usare i miei soldi senza dovermi giustificare con nessuno, è stata una delle più grandi conquiste della mia vita. È una precisa sensazione di libertà che immagino molti conoscano bene. Anche oggi non ci faccio niente di illegale e non ho nulla da nascondere, ma almeno sono padrone dei miei pensieri. Non c’è alcun intermediario o filtro tra il mio pensiero e la sua concretizzazione attraverso una transazione economica. Più o meno.

L’aneddoto introduttivo mi serve per parlare di una recente dichiarazione del caro Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, in merito al futuro euro digitale.

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Privacy Daily – 16 giugno 2022


Codice di condotta sulla disinformazione: le piattaforme si preparano a nuovi impegni
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Il nuovo Codice di condotta sulla disinformazione, visto da EURACTIV prima della sua pubblicazione, contiene una serie di impegni relativi alla pubblicità online, alla lotta contro le pratiche manipolative, alla trasparenza e all’accesso ai dati. Nel maggio 2021 la Commissione europea aveva presentato le sue linee guida sul rafforzamento del codice di condotta sulla disinformazione basato sulla valutazione dei suoi punti deboli. Il nuovo codice in lavorazione da allora, è stato oggetto di vari rinvii.

euractiv.com/section/digital/n…


L’Ufficio federale Antitrust avvia un altro procedimento contro Apple
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L’Ufficio federale antitrust ha avviato un procedimento contro Apple al fine di esaminare i suoi regolamenti di tracciamento e il quadro di trasparenza del tracciamento delle app, sospettando che il colosso statunitense possa riservare un trattamento preferenziale alle proprie offerte. Questa è già la seconda procedura che l’autorità ha avviato contro Apple ai sensi di una rinnovata legge antitrust tedesca. Proprio lo scorso giugno, l’Ufficio ha deciso di valutare una possibile posizione dominante sul mercato della società USA.

euractiv.com/section/data-prot…


Celebrando la 50a riunione EDPS-DPO e guardando al futuro!
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I 70 responsabili della protezione dei dati della rete delle istituzioni dell’UE hanno celebrato il 50° incontro con il garante europeo della protezione dei dati. Il direttore del EDPS Leonardo Cervera Navas ha affermato che gli incontri guidano la rete del DPO verso il rispetto della legge sulla protezione dei dati e una migliore cooperazione. Sebbene i DPO abbiano svolto un ottimo lavoro nel normalizzare la protezione dei dati “come parte integrante di una buona amministrazione”, devono iniziare a prepararsi per le sfide imminenti “come le nuove leggi dell’UE che promuovono la condivisione dei dati o lo sviluppo e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale” ha osservato Cervera Navas.

edps.europa.eu/press-publicati…



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Privacy Daily 15 giugno 2022


Big Tech puntano il dito contro i governi per aver alimentato la domanda di tecnologia di sorveglianza
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Google, Meta e Microsoft hanno presentato un fronte unito ai legislatori UE, invitando i governi a fermare gli investimenti verso società di sorveglianza e a frenare l’uso crescente di software sofisticati come Pegasus. Questa settimana, i rappresentanti delle società Big Tech sono stati invitati dai legislatori europei a condividere le loro opinioni sull’uso dello spyware in Europa, due mesi dopo l’inizio dei lavori del comitato d’inchiesta Pegasus (PEGA). “Questo settore sembra essere fiorente”, ha detto agli eurodeputati il ​​Senior Policy Manager di Google, Charley Snyder, sottolineando che è stato “alimentato dalla domanda dei governi”.

euractiv.com/section/cybersecu…


La nuova strategia per i dati sanitari del Regno Unito crea un “sistema sicuro” di tutela della privacy
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ll Dipartimento della salute e dell’assistenza sociale del Regno Unito ha pubblicato una nuova strategia sui dati che, secondo quanto dichiarato, migliora l’accesso dei pazienti alle registrazioni e il controllo dei loro dati, inclusi processi di opt-out semplificati ed un maggiore accesso ai dati. La strategia si concentra su sette principi “per sfruttare la potenza e l’innovazione basate sui dati osservate durante la pandemia (COVID-19) per guidare la trasformazione della salute e dell’assistenza, creando un sistema sicuro e che preserva la privacy che offre sia ai pazienti che ai professionisti”. disse il dipartimento.

gov.uk/government/news/new-dat…


Il Congresso potrebbe trovare un accordo sulla privacy dei dati
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Per decenni, i legislatori hanno spinto per una legge federale completa che protegga i dati degli utenti, ma non è mai sopravvissuta al caos di un Congresso profondamente diviso. Ma il comitato per l’energia e il commercio ha tenuto la sua prima audizione per discutere una nuova proposta che i legislatori ritengono possa effettivamente tagliare il traguardo. Chiamata American Data Privacy and Protection Act, la proposta segna un importante passo avanti nelle negoziazioni del Congresso sulla privacy dei dati.

theverge.com/2022/6/14/2316770…


guidoscorza.it/privacy-daily-1…


Privacy Daily – 14 giugno 2022


Trasferimenti di dati al centro della plenaria di giugno dell’EDPB
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Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha pubblicato l’ordine del giorno della sessione plenaria di giugno, che comprende diversi punti relativi ai trasferimenti internazionali di dati. Il consiglio discuterà innanzitutto la potenziale adozione di linee guida per l’utilizzo delle certificazioni come strumenti per i trasferimenti. Ci sarà anche un dialogo tra sottogruppi di esperti sul proposto quadro transatlantico per la privacy dei dati e sui trasferimenti di dati in Russia. Gli argomenti non relativi al trasferimento da trattare includono le revisioni dei sottogruppi delle linee guida esistenti sulla notifica delle violazioni dei dati e il meccanismo dello sportello unico del regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE .

edpb.europa.eu/system/files/20…


Il Parlamento europeo boccia il testo unico della legge sui servizi digitali
1314740
Parlamento europeo ha respinto l’ultimo testo consolidato del Consiglio dell’Unione europea per la proposta di legge sui servizi digitali, riferisce Euractiv. Dopo che il Parlamento e il Consiglio hanno annunciato un accordo provvisorio sulla DSA ad aprile, le disposizioni e il linguaggio sul monitoraggio dei contenuti stanno causando l’attuale tensione tra le due parti. Ciascun organismo potrebbe adottare la propria proposta e riconciliare le differenze in un secondo momento, oppure la presidenza francese del consiglio potrebbe trasferire i negoziati alla dirigenza entrante della Repubblica Ceca il 1° luglio

euractiv.com/section/digital/n…


Hong Kong: elimina il 90% dei post sui social media ritenuti doxxing ai sensi della nuova legge
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L’Ufficio del Commissario per la privacy per i dati personali di Hong Kong ha annunciato di aver rimosso il 90% dei post sui social media che secondo quanto riferito contenevano informazioni doxxate, riporta il South China Morning Post. Il Commissario per la privacy per i dati personali Ada Chung ha riferito che il suo ufficio ha emesso 774 avvisi di cessazione tra ottobre 2021 e maggio. Gli avvisi sono stati emessi a un totale di 14 società di social media e circa 3.900 messaggi. Anche sei persone sono state arrestate. Non ha detto quanti avvisi sono stati emessi a Telegram , che in precedenza aveva ricevuto avvisi di cessazione per informazioni doxxed.

scmp.com/news/hong-kong/law-an…


guidoscorza.it/privacy-daily-1…


Privacy Daily – 13 giugno 2022


Il Minnesota approva la legge sulla privacy degli studenti
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Il Minnesota ha approvato una legge sulla privacy degli studenti che disciplina i dati educativi. Il disegno di legge, in vigore per l’anno scolastico 2022-23, afferma che i fornitori di tecnologia non possiedono alcun dato creato, ottenuto o condiviso attraverso un contratto con un istituto di istruzione; non può utilizzare i dati per alcuno scopo commerciale, compreso il marketing o la pubblicità; e non può accedere o monitorare la funzione di rilevamento della posizione di un dispositivo, le registrazioni audio o visive e l’attività di navigazione sul Web. Il disegno di legge afferma inoltre che i genitori devono essere informati di qualsiasi curriculum, test o valutazione che influisca sui dati educativi di uno studente.

wdoc.house.leg.state.mn.us/leg…


La Camera degli Stati Uniti respinge la bozza di discussione federale sulla privacy
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La proposta bipartisan sulla privacy che ha riacceso il dibattito sulle protezioni federali per gli utenti di Internet è “impraticabile”, secondo un importante gruppo aziendale. L’American Data Privacy and Protection Act “come redatto è impraticabile e dovrebbe essere respinto”, ha scritto la Camera di Commercio degli Stati Uniti in una bozza di lettera ai leader del Congresso sulla questione, in una copia ottenuta dalla CNBC. La Camera ha successivamente aggiornato la lettera affermando che l’atto è “inattuabile in questo momento”, ma ha rimosso il suggerimento che dovrebbe essere respinto.

cnbc.com/2022/06/09/bipartisan…


Lussemburgo: il CNPD adotta il primo meccanismo di certificazione GDPR
1300748
Il CNPD ha adottato i criteri di certificazione GDPR-CARPA, il primo schema di certificazione ai sensi del GDPR (General Data Protection Regulation) a livello nazionale e internazionale. Certificazione sulla protezione dei dati personali:
Le aziende, le amministrazioni, le associazioni e altri enti con sede in Lussemburgo hanno ora la possibilità di dimostrare che le loro operazioni di trattamento dei dati personali sono conformi al GDPR. GDPR-CARPA offre così ai titolari del trattamento un elevato livello di conformità al GDPR per le loro operazioni di trattamento soggette a certificazione.

cnpd.public.lu/fr/actualites/n…


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Intellettuali e zombie, la macchina ideologica dello Stato


Viviamo in una società fatta di una massa informe di persone spaventate e confuse. Persone disposte ad accettare qualsiasi cosa pur di sentirsi al sicuro: restrizioni della libertà, sorveglianza di massa, controllo dei comportamenti, espropriazione e censura delle opinioni discordanti.

Chiameremo queste persone Zombie: si riconoscono esclusivamente nella collettività e sono incapaci di assumere responsabilità sulla propria vita; pronte a seguire chiunque prometta di decidere al posto loro.

Il mondo è pieno di Zombie che odiano i vivi - quei pochi individui ancora capaci di pensiero critico e di assumersi la responsabilità del proprio pensiero e delle proprie azioni.

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È per questo che la sorveglianza, il controllo sociale e l’ingerenza di Stato, anche attraverso la tecnologia, sono sempre più ben accetti e facilmente giustificabili in nome di una maggiore percezione di sicurezza o nel nome del “bene comune”.

Come siamo arrivati a questo punto? È un processo irreversibile? Qual è il ruolo degli intellettuali?

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La tua libertà finisce dove inizia la mia


La tua libertà finisce dove inizia la mia”. Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase da qualcuno che cercava di far valere una sua pretesa?

Ma che significa libertà? Chi decide fin dove può arrivare la propria libertà? In che modo le persone dovrebbero risolvere i conflitti che derivano dall’esercizio della loro libertà? È giusto che decida lo Stato?

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Il concetto di libertà nella teoria Libertaria


Murray Rothbard cerca di descrivere il concetto di libertà in Ethics of Liberty (1982), passando attraverso il concetto di proprietà, che già conla scuola di Law & Economics di Chicago (Ronald Coase e Harold Demsetz soprattutto) era tornato a far parte del discorso economico e giuridico dopo anni di assenza.

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Rothbard costruisce la sua teoria della libertà partendo da un semplice assunto, già affermato da Locke: ogni individuo ha la proprietà (possiede) del suo corpo e di ciò che crea attraverso le azioni del suo corpo (lavoro).

Nelle parole di Locke:

every •·individual· man has a property in his own person [= ‘owns himself’]; this is something that nobody else has any right to. The labour of his body and the work of his hands, we may say, are strictly his. So when he takes something from the state that nature has provided and left it in, he mixes his labour with it, thus joining to it something that is his own; and in that way he makes it his property.

Second Treatise on Government, chapter V


Per spiegare meglio questo concetto Rothbard usa l’esempio di Robinson Crusoe, naufrago su un isola deserta, senza memoria.

Crusoe si confronta con due evidenze:

la prima, è che non conosce nulla del mondo che lo circonda, ma è consapevole di sé e del suo corpo, che può controllare secondo il suo volere.

La seconda, è che per soddisfare i suoi bisogni primari (mangiare, bere, trovare un riparo, coprirsi, ecc.) deve imparare a usare le risorse naturali che lo circondano. Ad esempio, creare strumenti con cui poi costruire una capanna. Per farlo, deve sfruttare il suo corpo attraverso il suo intelletto.

Crusoe scopre così il significato di libero arbitrio: è la sua mente a comandare il suo corpo.È Crusoe, e soltanto lui, a possedere il suo corpo. Allo stesso tempo, unendo le sue energie fisiche e mentali con le risorse naturali dell’isola, acquisisce la proprietà di ciò che trasforma e produce.

La libertà, secondo Locke e Rothbard equivale a questo nucleo naturale di proprietà: consapevolezza di sé, possesso del proprio corpo e del frutto del proprio lavoro.

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Proprietà, libertà e teorema di Coase


Ma come facciamo a definire i limiti della libertà in una società composta da milioni di persone con necessità e interessi diversi in conflitto tra loro? Può aiutarci a capirlo Ronald Coase.

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Nel 1960 Coase scrive “The problem of Social Cost”, con cui criticava Pigou (The Economics of Welfare) e l’economica classica, che fino a quel periodo aveva completamente escluso dalla teoria economica il concetto di proprietà.

Il nocciolo della questione erano le “esternalità”, un concetto usato per definire gli effetti dell'azione umana che si riverberano in modo positivo o negativo sugli altri.

Secondo Pigou (in realtà ancora oggi) si poteva rimediare agli effetti delle esternalità con imposte, sussidi o regolamentazioni. Secondo questa teoria, le esternalità erano un fenomeno a senso unico derivante da una specifica “fonte”, che poteva quindi essere individuata dall’alto e limitata o annullata del tutto.

Il problema è che Pigou e soci non avevano capito niente. Coase cercò di spiegare la vera natura delle esternalità partendo da un principio empirico:

Tutte le attività umane sono interconnesse tra loro, le esternalità sono quindi sempre reciproche, mai a senso unico.


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Un caso reale di “esternalità”


Una fabbrica dolciaria si trasferisce di fianco a uno studio medico.

A un certo punto il medico decide di espandere i suoi locali, perché gli affari andavano bene. Solo dopo si accorge che i nuovi locali erano adiacenti alla nuova fabbrica, che a causa dei macchinari, faceva un tale rumore da non permettergli sfruttare i nuovi locali per visitare i pazienti.

In questo caso, il rumore era l’esternalità che aveva effetti negativi sulla libertà del medico di visitare i suoi pazienti. Il medico decide quindi di citare in giudizio l’imprenditore.

Il giudice stabilisce che il medico aveva il diritto di impedire l'uso dei macchinari all'imprenditore e far cessare il rumore. Il giudice in pratica ha definito il limite della libertà dell’imprenditore assegnando al medico un diritto di proprietà sulla risorsa contesa tra le parti.

Da questa storia possiamo capire che l’esternalità non esisteva prima che la fabbrica si trasferisse. Ma allo stesso tempo possiamo dire che non sarebbe mai esistita se il medico non avesse ampliato i suoi locali verso la fabbrica. La nascita dell’esternalità è quindi frutto dell’azione di entrambi. La natura reciproca dell'esternalità è evidente.

Possiamo isolare la fonte del rumore, certo, ma è chiaro che la risorsa contesa (libertà di agire) ha acquisito valore economico e giuridico solo dopo l’avverarsi delle azioni di entrambi.

Come risolviamo quindi questo conflitto? È l’imprenditore che ha violato la libertà del medico, o il medico che ha violato la libertà dell’imprenditore?

Coase risolve la questione con un principio che sarà poi noto come Teorema di Coase:

In presenza di diritti di proprietà ben definiti, e in assenza di costi di transazione, le risorse saranno sempre allocate in modo efficiente tra le parti.

O, in altre parole:

"Dal libero scambio (di diritti di proprietà) si ottiene sempre un mutuo beneficio".


Se riportiamo tutto il fenomeno conflittuale al concetto di proprietà, possiamo risolvere facilmente il problema del medico e dell'imprenditore - come ogni altro conflitto umano. Nel caso reale è il giudice che ha assegnato il diritto di proprietà al medico, ma non è detto che questa assegnazione sia l’allocazione più efficiente delle risorse. Magari l’imprenditore avrebbe molto più interesse a lavorare, rispetto al medico.

Poco importa però, perché una volta che i diritti di proprietà sono ben definiti, allora le parti possono comunque giungere ad un’allocazione efficiente delle risorse, arrivando ad una soluzione collaborativa che aumenterà il benessere di entrambi.

Il medico, forte del diritto di proprietà assegnato dal giudice, potrebbe infatti accordarsi con l'imprenditore per rinunciare alla sua pretesa, se questo fosse disposto a pagare per coprire il lucro cessante e il danno causato dal non poter usare i nuovi locali.

La libera collaborazione tra le parti, in assenza di costi di transazione (es. regolamentazioni, divieti, asimmetrie informative), porta sempre ad un’allocazione efficiente delle risorse, creando benessere per tutte le parti, al contrario della soluzione non-cooperativa.

Proprietà come mezzo di risoluzione dei conflitti


Se come affermato da Locke, Rothbard e Coase, proprietà = libertà di agire, possiamo allora dire che l'aforismo "la tua libertà finisce dove inizia la mia" equivale a dire "la tua proprietà finisce dove inizia la mia". Grazie al Teorema di Coase sappiamo anche che ogni pretesa umana deriva da un diritto di proprietà più o meno definito.

Possiamo allora affermare che ogni conflitto derivante dall’esercizio della libertà di agire si può risolvere attraverso la collaborazione - allocando i relativi diritti di proprietà verso la parte che li valuta di più.

In sostanza, ogni conflitto umano, derivante dall’esercizio delle proprie libertà (spesso contrastanti con quelle altrui) si può risolvere in modo economicamente e socialmente efficiente attraverso la cooperazione tra le parti.

Il Teorema di Coase smonta l’assioma “homo homini lupus” di Hobbes, e anzi afferma l’esatto opposto. La Teoria dei Giochi conferma matematicamente che la soluzione collaborativa è sempre preferibile a quella non collaborativa1.

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L’intervento dello Stato è sempre inefficiente


I rapporti umani sono sempre caratterizzati da conflitto, che però può essere naturalmente risolto attraverso la cooperazione, poiché ogni essere umano tende solitamente a preferire la soluzione più conveniente.

Non sempre le persone hanno però gli strumenti per capire quale possa essere la soluzione più conveniente per loro. In questi casi, la storia ci insegna che il modo migliore di risolvere i conflitti è aderire ad un set di regole create appositamente per risolvere conflitti nel modo più efficiente possibile. Un esempio è la nascita dello ius mercatorium durante il medioevo - un insieme di regole e consuetudini a cui i mercanti aderivano in modo volontario per semplificare l’allocazione dei diritti di proprietà e la risoluzione dei conflitti.

Quando invece è lo Stato, e non le persone, ad assegnare unilateralmente i diritti di proprietà, in modo non modificabile dalle parti, si creano conflitti irrisolvibili e allocazione inefficienti delle risorse.

L’assegnazione arbitraria e immodificabile dei diritti di proprietà da parte dello Stato, cioè il divieto di fare qualcosa, equivale sempre ad una limitazione della libertà di parte della popolazione, che rende impossibile qualsiasi soluzione cooperativa tra persone.

Ad esempio, il divieto di aborto è in realtà una violazione del principio di proprietà del corpo. È lo Stato che arbitrariamente assegna a se stesso il diritto di proprietà del corpo della donna, che non è quindi libera di decidere del suo corpo e non è neanche libera di trovare una soluzione cooperativa con altre persone, per poter soddisfare la sua pretesa di libertà (salvo scadere nell’illegalità).

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Proprietà = libertà


Quando si parla di “libertà” è fondamentale quindi collegare questo concetto a quello di proprietà, o si rischia di creare vuoti interpretativi che poi vengono occupati dall’autorità dello Stato, che si appropria dei diritti di proprietà per poi assegnarli ai gruppi politici che preferisce, secondo le proprie ideologie.

Non c’è nulla di più concreto e naturale del concetto di proprietà, ed è questo il nucleo fondante di qualsiasi libertà di agire.

What is my joy if all hands, even the unclean, can reach into it? What is my wisdom, if even the fools can dictate to me? What is my freedom, if all creatures, even the botched and impotent, are my masters? What is my life, if I am but to bow, to agree and to obey?

- Ayn Rand

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Pensiamo a due persone/giocatori: Bob, erede di un orologio antico che vorrebbe vendere per almeno € 4.000 e Alice, collezionista di orologi, che valuta l’orologio di Bob al massimo € 5.000. Presumiamo che, anche per questioni affettive, Bob non accetterà di vendere a meno di €4.000.

Assumendo che le parti vogliano raggiungere un accordo, presumiamo che a seguito di trattativa possano giungere a un prezzo ragionevole di: € 4.500.

In questo modo Alice e Bob concludono un accordo di compravendita che porta benefici a entrambi: Alice paga €500 in meno del suo “valore limite”, mentre Bob ne guadagna €500 in più.

Quindi Bob guadagna € 4.500 dalla vendita dell'orologio, e Alice ne spende l’equivalente.

Il valore atteso della soluzione cooperativa sarà dunque: € 4.500 (valore dell'orologio per Caio) + € 500 (risparmio di Caio) + € 4.500 (guadagno per Tizio) = € 9.500

Questo valore creato dal libero scambio tra le parti è definito 'surplus cooperativo'.

Il surplus cooperativo può essere distribuito tra le parti nei modi e nelle quantità decise durante la contrattazione. Nell'esempio la distribuzione è equa tra i giocatori, ma il risultato non sarebbe cambiato se la distribuzione fosse stata diversa.

La difficoltà intrinseca del gioco cooperativo sta proprio nell'addivenire a un accordo sulla distribuzione del surplus cooperativo. Le cause che possono rendere impossibile la soluzione cooperativa sono molteplici, ma fondamentalmente riguardano tutte un problema di costi di transazione - intesi in senso lato, non soltanto economici.

Poniamo il caso che Alice e Bob non riescano a trovare un accordo per la distribuzione del surplus cooperativo, rendendo così impossibile la soluzione cooperativa.

Non essendoci accordo, il valore atteso della mancata transazione equivale alla somma dei valori limite delle due parti: €4.000 e €5.000 = € 9.000.

In modo molto semplice abbiamo visto quindi che le soluzioni cooperative, quando possibili, sono sempre preferibili rispetto a quelle non cooperative.


CBDC, Bitcoin, privacy e libertà. Tutto in una live!


Il 9 giugno ho speso un’oretta insieme a Gianluca Grossi, capo redattore di Criptovaluta.it, per parlare insieme di CBDC, Bitcoin, privacy e molto altro.

Il tempo è volato e l’incontro è stato veramente pieno zeppo di considerazioni che sono andate ben oltre le questioni “tecniche” di cui di solito si parla quando si ha a che fare con questi temi - anche grazie alle domande fatte da chi ha seguito la live.

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E allora oggi voglio riproporvi una sintesi di quello che abbiamo detto, invitandovi comunque a guardare la registrazione del video sul canale YouTube di Criptovaluta.it.

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Cosa sono le CBDC? [da 02:00 a 11:00]


Che cosa sono le CBDC? Questa è la domanda con cui abbiamo iniziato.

CBDC (da non confondere con CBD) è l’acronimo di Central Bank Digital Currencies. È in pratica l’evoluzione della moneta di Stato, che non verrà più emessa dalla BCE in forma di banconote e poi distribuita alle banche commerciali, ma sarà invece una moneta 100% nativa digitale. Un software, a tutti gli effetti - controllato dalla Banca Centrale.

In un certo senso, la moneta non sarà più proprietà privata, ma piuttosto un servizio utilizzabile in base alle condizioni di una licenza d’uso. Per fare una metafora, la Banca Centrale potrebbe assumere il ruolo di “exchange” che oltre ad erogare i suoi token, controlla anche il flusso delle transazioni.

Di CBDC ne ho parlato anche qui.

Cosa sta facendo la Cina col Digital Yuan? [da 11:00 a 15:40]


La Cina è probabilmente il paese più avanzato nell’ambito delle CBDC, avendo da tempo superato lo studio e già nel pieno della sua sperimentazione. Gli Stati Uniti ne sono consapevoli, ecco perché una recente proposta di legge chiamata Responsible Financial Innovation Act contiene una delega al governo per studiare meglio il modello cinese e comprenderne anche i rischi sistemici che questo pone verso il sistema finanziario statunitense.

Insomma, le CBDC non sono un semplice vezzo tecnologico, ma il futuro del sistema monetario tradizionale e un oggetto di grande attenzione politica internazionale.

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Anche l’IMF studia le CBDC: sostenibilità ambientale e incentivi comportamentali [da 15:40 a 23:51]


In un documento pubblicato recentemente dall’International Monetary Fund, dal titolo “Digital Currencies and Energy Consumptions” alcuni ricercatori esaminano cryptocurrencies, CBDC e sistema finanziario tradizionale dal punto di vista dei consumi energetici e della loro “sostenibilità”.

Tra le conclusioni dello studio si legge che le CBDC, se sviluppate in un certo modo, potrebbero consumare a livello globale meno energia dell’attuale sistema finanziario. Un elemento che nel contesto di oggi (tutti fissati con le politiche ESG) potrebbe certamente essere un elemento importante per velocizzare lo sviluppo di CBDC.

Gli autori vanno però oltre, azzardando un’ipotesi: e se le CBDC fossero usate per incentivare comportamenti ecosostenibili dei cittadini? Ci aspetta un mondo in cui a ognuno di noi vengono assegnate “quote CO2” che vengono scalate in base agli acquisti che facciamo e ai nostri comportamenti? Sarà davvero come immaginavo in 21 maggio 2033?

Ok non è un complotto, ma perché vogliono a tutti i costi sorvegliare e controllare i nostri comportamenti? [da 23:52 a 27:50]


Le CBDC e tutte gli strumenti di sorveglianza che stanno nascendo in questo periodo potrebbero sopperire a due necessità: da una parte, quella di non perdere il controllo del network monetario (cioè il monopolio sulla moneta), fondamentale per la sopravvivenza del sistema finanziario tradizionale e - in verità, di ogni Stato sulla faccia della terra.

Dall’altra potrebbe essere invece una necessità derivante dalla crisi finanziaria globale che da qualche anno aleggia nell’aria. Le persone hanno sempre più bisogno di essere sostenute dallo Stato attraverso il welfare (bonus fiscali, incentivi, RdC) e quindi la sorveglianza diventa un vero e proprio strumento di pianificazione sociale ed economica di cui non si può fare a meno. Più la crisi aumenta, più ci sarà bisogno di controllo pervasivo dei comportamenti.

A causa delle CBDC potrebbe invertirsi il principio dell’innocenza fino a prova contraria per diventare colpevole fino a prova contraria? [da 27:51 a 33:26]


In realtà il principio d’innocenza è stato già capovolto da tempo. Sempre più spesso ci troviamo ad essere sorvegliati in tutto ciò che facciamo - soprattutto sul piano finanziario e fiscale - a prescindere dalla nostra innocenza. Questo perché le istituzioni partono dal presupposto che tutti noi siamo potenziali criminali ed evasori, ecco perché ad esempio le ultime normative antiriciclaggio prevedono l’assoluto divieto di qualsiasi strumento di anonimato finanziario e la sorveglianza di ogni transazione, anche di pochi centesimi.

Bitcoin fixes this? [da 33:27 a 44:27]


Grazie alla privacy offerta da Bitcoin, sì. Bisogna però capire che privacy non significa segretezza, ma controllo dei propri dati. La capacità di rivelare i nostri dati a chi vogliamo e di gestirli nel modo in cui vogliamo. Bitcoin ci dà la possibilità di evitare intermediari e di essere la nostra stessa “banca”, al di fuori quindi da logiche pervasive di sorveglianza, controllo e censura delle transazioni.

Chi rimarrà nel sistema finanziario tradizionale deve aspettarsi di essere sempre più limitato nella sua libertà di fare transazioni private (e quindi libere), mentre Bitcoin rimarrà l’unico vero spazio di libertà.

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È chiaro però che la libertà totale ha un costo morale non indifferente. Gianluca fa giustamente notare che Bitcoin dà libertà a chiunque, anche ai criminali o ai trafficanti di persone. Ma questo non può essere un argomento per giustificare alcuna limitazione di libertà.

Personalmente credo che sia la moneta FIAT a incentivare il male e la violenza insita nell’uomo. È molto facile finanziare guerre, armi e abusi di ogni tipo quando la base monetaria è infinita e può essere aumentata a dismisura con un decreto.

Diventa molto meno facile finanziare guerre e violenza con una moneta che ha una base monetaria fissa e immodificabile nel tempo. Finanziare guerre e violenza con Bitcoin significa convincere le persone che sia giusto; significa convincere le persone a cedere parte della propria ricchezza per finanziare la violenza, e io penso che sarà molto più difficile.

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Terra/Luna e tutela del consumatore, vero o scusa per regolamentare? [da 44:28 a 49:04]


Il crash di Terra/Luna è sicuramente un catalizzatore per aumentare la spinta regolatoria verso gli stablecoin e cryptocurrencies in generale. L’aumento di sicurezza per il consumatore è in realtà una favola per vendere meglio un sistema di controllo del mercato. Non esiste alcuna vera tutela per il consumatore, tanto che lo stock market (il mercato più regolamentato al mondo) è intrinsecamente pericoloso e nulla vieta agli investitori di perdere tutto ciò che hanno investito (vedi ad esempio il caso di Netflix).

Antiriciclaggio e travel rule per le transazioni crypto [da 49:05 a 54:14]


Un esempio di regolamentazione sempre più restrittiva è l’ultimo pacchetto antiriciclaggio europeo che introduce la c.d. “travel rule” anche per le transazioni crypto. Una legge folle che impone la sorveglianza totale di qualsiasi transazione, anche di pochi centesimi, e la discriminazione proattiva di chiunque usi tecnologie di protezione della privacy, come CoinJoin.

Per chi volesse approfondire il tema ne ho parlato qui.

Identità digitale e NFT Soulbound [da 54:15 a 1:03:54]


Vitalik Buterin si è inventato il concetto di NFT Soulbound, cioè NFT che descrivono alcuni attributi dell’identità di una persona (es. titolo di studio) e che non possono essere rimossi o ceduti a nessuno.

Inutile dire che un concetto di questo tipo comporta gravi rischi di discriminazione delle persone, dato che gli attributi dell’identità possono avere connotazioni politiche e filosofiche importanti, che potrebbero essere usate contro di noi. Un sistema di questo tipo, su blockchain pubblica, non è assolutamente desiderabile.

C’è una scelta da fare: (percezione di) sicurezza o libertà? [da 1:03:57 a 1:16:47]


In chiusura ci siamo impegnati in una discussione filosofica su Bitcoin e sulle scelte che ci troveremo a dover fare fra qualche anno. Da una parte iper-statalismo e stato di welfare estremo, con sorveglianza e pianificazione totale - dall’altra la libertà di gestire la propria vita (nel bene e nel male).

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Non vi spoilero altro, ascoltate il video! 😀

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Privacy Daily – 10 giugno 2022


“Cittadinanza a punti”: Garante privacy ha avviato tre istruttorie. Preoccupanti i meccanismi di scoring che premiano i cittadini “virtuosi”
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“Cittadinanza a punti”: Garante privacy ha avviato tre istruttorie. Preoccupanti i meccanismi di scoring che premiano i cittadini “virtuosi. “Sotto la lente del Garante per la privacy diversi enti locali che stanno mostrando un interesse crescente per iniziative basate su soluzioni di tipo premiale che fanno ricorso a meccanismi di scoring associati a comportamenti “virtuosi” del cittadino in diversi settori (ambiente, fiscalità, cultura, mobilità, sport).

“Cittadinanza a punti”: Garante privacy ha avviato tre istruttorie…. – Garante Privacy (gpdp.it)


Le autorità UE a WhatsApp: chiarimenti sulle pratiche relative ai dati
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La rete di cooperazione per la protezione dei consumatori della Commissione europea, guidata dalle autorità nazionali dei consumatori, ha inviato a WhatsApp una lettera con un secondo invito circa maggiori informazioni sull’utilizzo dei dati personali. La prima chiamata è arrivata a gennaio e ha ricevuto risposta a marzo, ma la rete CPC “non è stata convinta dai chiarimenti dell’azienda sulle preoccupazioni sollevate” in merito agli aggiornamenti di WhatsApp ai loro termini di servizio e all’informativa sulla privacy. L’azienda dovrà rispondere entro luglio.

Social media and search engines | European Commission (europa.eu)


La carenza di talenti in fatto di cybersicurezza limiterà l’Europa, avverte l’agenzia francese
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Gli esperti di cibersicurezza chiedono che la carenza di talenti in fatto di cyebrsicurezza sia considerata una priorità in quanto le minacce alle imprese non sono mai state così elevate. La minaccia della carenza di competenze tecnologiche si profila all’interno dell’Unione europea. Solo in Francia, più di 15.000 posizioni di esperti di sicurezza informatica sono aperte ma non riempite, secondo un recente studio della società di consulenza Wavestone. Questo “problema delle risorse umane” è “ciò che ci limiterà negli anni a venire”, ha detto Guillaume Poupard, capo dell’agenzia francese per la sicurezza informatica (ANSSI), a un Forum internazionale sulla sicurezza informatica (FIC).

L’incombente carenza di talenti limiterà gli sforzi di sicurezza informatica in Europa, avverte l’agenzia francese – EURACTIV.com


guidoscorza.it/privacy-daily-1…


Privacy Daily – 9 giugno 2022


Parlamento UE: proposte su privacy, accesso, interoperabilità per “European digital wallet
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Il relatore del Parlamento europeo ha presentato una serie di proposte per migliorare l’ “European digital wallet” nell’ambito del nuovo regolamento eIDAS, incentrandosi sull’interoperabilità, la privacy dei dati e la parità di accesso. Nel giugno 2021, la Commissione europea ha proposto un regolamento sull’identificazione elettronica e sui servizi fiduciari per le transazioni elettroniche (eIDAS) con l’intento di armonizzare l’identificazione digitale in tutta l’UE. Entro il 2023, ogni Stato membro deve mettere a disposizione di cittadini e imprese European digital wallet (EDIW).

euractiv.com/section/digital/n…


Legge sulla governance dei dati dell’UE pubblicata in Gazzetta ufficiale
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L’UE Data Governance Act è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 3 giugno. La DGA, che prevede un maggiore accesso ai dati del settore pubblico allo scopo di sviluppare nuovi prodotti e servizi, entrerà in vigore il 23 giugno e si applicherà a aziende 15 mesi dopo.

eur-lex.europa.eu/legal-conten…


Il racconto, in sintesi, delle principali attività del Garante, mese per mese
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GPDPDigest è il prodotto di informazione del Garante che raccoglie mensilmente i principali interventi dell’Autorità presentando anche una sintesi delle principali attività di European Data Protection Board e EDPS – European Data Protection Supervisor. Un semplice e utile “memo” per fornire agli utenti un sintetico quadro di riferimento sull’attività del Garante.

garanteprivacy.it/home/stampa-…


guidoscorza.it/privacy-daily-9…


Privacy Daily – 8 giugno 2022


Google pagherà 100 milioni di dollari ai residenti dell’Illinois a seguito di una class action per una funzionalità di riconoscimento facciale di Google Foto
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Google ha accettato di pagare $ 100 milioni ai residenti dell’Illinois a seguito di causa di class action su una delle sue funzionalità di riconoscimento facciale in Google Foto (tramite Gizmodo). La denuncia sostiene che lo strumento di raggruppamento dei volti di Google, che identifica automaticamente il tuo volto nelle foto e nei video caricati su Foto, viola il Biometric Information Privacy Act (BIPA) dell’Illinois.Introdotto nel 2008, il BIPA impedisce alle aziende di raccogliere e archiviare qualsiasi tipo di dati biometrici, tra cui una “scansione della retina o dell’iride, impronta digitale, impronta vocale o scansione della geometria della mano o del viso” senza rendere un individuo consapevole per iscritto del motivo per cui sta raccogliendo questo tipo di dati e per quanto tempo prevede di conservarli.

theverge.com/2022/6/6/23156198…


Call for views: Privacy nella progettazione del prodotto
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L’Information Commissioner’s Office (“ICO”) ha lanciato una consultazione sulla privacy nella progettazione del prodotto per comprendere come i team di prodotti digitali applicano concretamente la Privacy by Design per assistere l’ICO nel fornire supporto pratico. In particolare, l’ICO ha invitato designer e membri del team di prodotto a esprimere come considerano la privacy nella progettazione di prodotti digitali.

Call for views: Privacy in product design | ICO


La Cina ridefinisce la proposta sulla governance di Internet, rivolta ai paesi in via di sviluppo
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Il governo cinese ha fatto un altro tentativo nel promuovere la sua visione di Internet, in un riproposizione destinata ad attirare le regioni in ritardo. Nel corso degli anni, la Cina ha fatto diversi tentativi di cambiare l’attuale architettura di Internet, principalmente nel contesto dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU), l’agenzia delle Nazioni Unite per le tecnologie ICT. Contrariamente ad altre organizzazioni di standardizzazione dominate da aziende private, nelle ITU i governi svolgono un ruolo di primo piano. Pertanto, Pechino ha utilizzato questo forum per attirare paesi che potrebbero avere interessi simili nell’affermare un controllo governativo più forte su Internet.

La Cina ridefinisce la proposta sulla governance di Internet, rivolta ai paesi in via di sviluppo – EURACTIV.com


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Privacy Daily – 7 giugno 2022


Data Retention: il nuovo piano della Germania per un approccio più mirato e limitato nel tempo
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Al fine di contrastare efficacemente gli abusi sessuali sui minori online, il ministro dell’Interno tedesco Nancy Faeser si è pronunciata a favore dell’utilizzazione del metodo del blocco rapido. In precedenza, la Germania aveva spinto per la conservazione generale dei dati per combattere i crimini gravi online. Tuttavia tali progetti sono sospesi dal 2017, in attesa di una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE). “Non si tratta tanto della conservazione dei dati in generale. Riguarda il modo modoin cui possiamo avere accesso in casi di reati gravi e anche identificarne gli autori”, ha detto il ministro degli interni federale a Deutschlandfunk .

euractiv.com/section/digital/n…


Germania: YouTube potrebbe essere responsabile per i contenuti illegali
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Le piattaforme di condivisione video online come YouTube potrebbero essere responsabili per i caricamenti di contenuti che violano i diritti d’autore se non agiscono immediatamente, secondo una sentenza della Corte suprema tedesca. La sentenza fa parte di una più ampia lotta dell’industria creativa e dell’intrattenimento contro il materiale caricato illegalmente, in cui le grandi piattaforme online svolgono un ruolo importante. Anche se terze parti pubblicassero i caricamenti, le piattaforme online potrebbero trovarsi in tribunale. “Dobbiamo esaminare tutti i dettagli della sentenza odierna per capire meglio come influisca sui nostri spettatori e sulla piattaforma”, ha detto a EURACTIV un portavoce di YouTube.

euractiv.com/section/digital/n…


Congresso USA: pubblicato un documento sul prossimo Transatlantic Data Privacy Framework
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Il servizio di ricerca del Congresso degli Stati Uniti (“CRS”) ha pubblicato un documento sul prossimo quadro UE-USA per la privacy dei dati transatlantici (“TADPF”), a seguito dell’annuncio dell’accordo politico in linea di principio . In particolare, il documento fornisce una sintesi delle sfide politiche, legali e commerciali e rileva che il TADPF dovrebbe essere finalizzato e adottato entro la fine del 2022. Inoltre, il documento sottolinea che, al di là del TADPF, l’azione del Congresso in diverse aree possa plasmare il futuro panorama dei flussi di dati UE-USA,

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Cybersecurity, investimenti aziendali a 226 miliardi nel 2027 in aumento del 26%


Gli investimenti in cybersecurity da parte delle aziende raggiungeranno quota 226 miliardi di dollari nel 2027, in aumento del 26% rispetto ai 179 miliardi di dollari del 2022. La previsione arriva da Juniper Research, secondo cui nei prossimi 5 anni la classifica dei primi cinque vendor globali è composta da Amazon Web Services (AWS), IBM, Cisco, Oracle e Sophos.

“Il cloud computing è stato una svolta per le aziende, quindi non sorprende che due dei più grandi fornitori di cloud computing, AWS e IBM, siano anche leader nello spazio della sicurezza informatica”, ha osservato la coautrice della ricerca Damla Sat. “Per i fornitori di cloud, una sicurezza informatica efficace è un requisito fondamentale: offrendo soluzioni di sicurezza informatica interne, AWS e IBM stanno capitalizzando le loro grandi basi di utenti esistenti; acquisire attività e capacità secondo necessità per migliorare le loro offerte di prodotti”.
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Privacy Daily – 6 giugno 2022


Il regolamento AI: migliaia di emendamenti al Parlamento europeo
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Gli emendamenti, migliaia in totale, preludono a complessi negoziati che dovrebbero iniziare prima dell’estate, durante i quali i correlatori Brando Benifei per la commissione per il mercato interno (IMCO) e Dragoș Tudorache per la commissione per le libertà civili (LIBE) cercheranno di raggiungere una maggioranza. Secondo un funzionario del Parlamento europeo, gli eurodeputati nelle due commissioni principali sono quasi equamente divisi attorno all’asse centrodestra e centrosinistra e, sui punti più controversi, sarà un ‘gioco di calcolo’.

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UE: l’indagine su Vinted segnala una cooperazione sempre più stretta tra le autorità di controllo della protezione dei dati personali
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Un gruppo di lavoro, composto da SA olandesi, francesi, lituane e polacche e supportato dall’European Data Protection Board (EDPB), ha esaminato una serie di reclami riguardanti potenziali violazioni del regolamento generale sulla protezione dei dati da parte di Vinted UAB, l’operatore del sito di vendita di vestiti Vinted.com. Le SA di Francia, Lituania, Paesi Bassi e Polonia stanno esaminando questioni relative, tra l’altro, all’informazione trasparente, alla conservazione dei dati relativi al prelievo di fondi e all’esercizio dei diritti degli interessati. Il lavoro si concentra anche sul trattamento dei dati personali nel contesto del trattamento dei dati relativo al blocco degli account degli utenti.

edpb.europa.eu/news/national-n…


UE: l’approccio al digitale della prossima Presidenza ceca
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EURACTIV ha incontrato il vice primo ministro ceco per la digitalizzazione, Ivan Bartoš, direttamente dal Lussemburgo durante il Consiglio Telecomunicazioni. Abbiamo discusso dell’approccio della prossima presidenza ceca alle questioni aperte dell’AI Act e del Data Act, due dei principali file digitali con cui Praga dovrà confrontarsi. Discusso della proposta di “condivisione equa” delle telecomunicazioni e del regolamento e-privacy senza fine.

euractiv.com/section/digital/p…


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Privacy Daily – 6 giugno 2022


Il regolamento AI: migliaia di emendamenti al Parlamento europeo
1217782
Gli emendamenti, migliaia in totale, preludono a complessi negoziati che dovrebbero iniziare prima dell’estate, durante i quali i correlatori Brando Benifei per la commissione per il mercato interno (IMCO) e Dragoș Tudorache per la commissione per le libertà civili (LIBE) cercheranno di raggiungere una maggioranza. Secondo un funzionario del Parlamento europeo, gli eurodeputati nelle due commissioni principali sono quasi equamente divisi attorno all’asse centrodestra e centrosinistra e, sui punti più controversi, sarà un ‘gioco di calcolo’.

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UE: l’indagine su Vinted segnala una cooperazione sempre più stretta tra le autorità di controllo della protezione dei dati personali
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Un gruppo di lavoro, composto da SA olandesi, francesi, lituane e polacche e supportato dall’European Data Protection Board (EDPB), ha esaminato una serie di reclami riguardanti potenziali violazioni del regolamento generale sulla protezione dei dati da parte di Vinted UAB, l’operatore del sito di vendita di vestiti Vinted.com. Le SA di Francia, Lituania, Paesi Bassi e Polonia stanno esaminando questioni relative, tra l’altro, all’informazione trasparente, alla conservazione dei dati relativi al prelievo di fondi e all’esercizio dei diritti degli interessati. Il lavoro si concentra anche sul trattamento dei dati personali nel contesto del trattamento dei dati relativo al blocco degli account degli utenti.

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UE: l’approccio al digitale della prossima Presidenza ceca
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EURACTIV ha incontrato il vice primo ministro ceco per la digitalizzazione, Ivan Bartoš, direttamente dal Lussemburgo durante il Consiglio Telecomunicazioni. Abbiamo discusso dell’approccio della prossima presidenza ceca alle questioni aperte dell’AI Act e del Data Act, due dei principali file digitali con cui Praga dovrà confrontarsi. Discusso della proposta di “condivisione equa” delle telecomunicazioni e del regolamento e-privacy senza fine.

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Davos è in Svizzera o in Cina?


Per anni la Cina è stata un totem di tutte le nostre paure. Una specie di bogeyman che nel corso del tempo ha assunto la forma di mostro mangia-bambini, di distruttore collettivista, di censore totalitario, e di Grande Fratello che tutto può e tutto vede.

“Non siamo mica in Cina”; “In Cina queste cose non potresti neanche scriverle”; “Se non ti piace l’europa vai in Cina, vediamo che succede”. Sono alcune delle cose che mi sono state dette personalmente da chi, per l’appunto, ancora oggi usa la Cina come benchmark per tutto ciò che riguarda in generale la violazione della libertà delle persone.

Eppure oggi assistiamo a un fenomeno peculiare: lo spostamento occidentale verso i modelli di governo cinesi. Il primo e più palese esempio di questo peculiare “odi et amo” è certamente l’idea di lockdown. Una folle invenzione cinese che i nostri politici hanno abbracciato in tempo zero nel corso di questi due anni; uno spauracchio che poi ha creato i presupposti psicologici e sociali per spingere il green pass e tutta una serie di misure di sorveglianza parallele, dai droni in cielo, fino ad arrivare alla geolocalizzazione delle persone malate di covid e alla raccolta di dati biometrici per finalità non meglio specificate e alla velocissima diffusione di telecamere ad altezza uomo e termoscanner - molto spesso equipaggiati con riconoscimento facciale.

“Ma noi non siamo mica al livello della Cina”, direbbe qualcuno. Giusto.

Noi non saremo mai uguali alla Cina. La domanda da farsi non è se siamo uguali o meno, ma per quale motivo i nostri politici stanno prendendo a modello la cultura di sorveglianza, controllo e pianificazione sociale tipicamente cinese.

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La Global Coalition for Digital Safety


L’incontro annuale del World Economic Forum a Davos è un ottimo indicatore dei trend politici globali, e infatti quest’anno si è parlato moltissimo di “Digital Safety”, la buzzword da cui scaturiscono tutte le nuove leggi sul controllo di internet.

Da anni ci raccontano che internet è un luogo poco sicuro, pieno di fake news e disinformazione, di terroristi, pedofili e criminali di ogni tipo.

Proprio il World Economic Forum ha avviato una “Global Coalition for Digital Safety” che ha lo scopo di coordinare uno sforzo globale per combattere la disinformazione nell’ambito della salute, gli estremismi violenti, i contenuti terroristici e l’abuso dei minori online1. A giugno 2021 la Coalizione ha proposto un whitepaper dal titolo Advancing Digital Safety: A Framework to Align Global Action. Nel whitepaper è centrale il concetto di safety by design, cioè il concetto di sicurezza delle piattaforme, dei servizi di comunicazione e del digitale integrato nelle politiche private e pubbliche e nella tecnologia.

Un aspetto particolarmente inquietante è quello di harm threshold - il limite oltrepassato il quale finisce il diritto d’espressione e inizia la censura. Dovrebbe quindi essere dovere del legislatore definire espressamente fino a che punto può spingersi il pensiero umano prima di diventare illegale.

Durante Davos 2022 ci sono stati diversi panel in cui si è parlato del tema. Vi risparmio un’ora di video, citando alcune dichiarazioni interessanti dei partecipanti, ma se volete il link è nelle note (in inglese)2:

  • “I social network possono causare instabilità politica”
  • “Le piattaforme non possono decidere chi ha diritto d’espressione e chi no - è necessario che venga definito attraverso regole specifiche da parte di un’autorità”
  • “L’obiettivo è promuovere un comportamento corretto sulle piattaforme, incentivando l’uso positivo di internet e dare il buon esempio come cittadini”
  • “Dobbiamo proteggere la comunità e le persone, assicurandoci che i contenuti pubblicati online non facciano danni”


Questo è esattamente il modello cinese. Una legge cinese del 1997 prevede ad esempio che sia illegale pubblicare online contenuti che possano istigare contro il governo o contro il sistema socialista, così come è vietato pubblicare disinformazione e indiscrezioni che possano destabilizzare l’ordine politico. O ancora, è vietato pubblicare contenuti terroristici o criminali, così come insultare le persone online.

O ancora, la recentissima Cybersecurity Law, approvata nel 2017 che all’articolo 12 recita:

Article 12: Any person and organization using networks shall abide by the Constitution and laws, observe public order, and respect social morality; they must not endanger cybersecurity, and must not use the Internet to engage in activities endangering national security, national honor, and national interests; they must not incite subversion of national sovereignty, overturn the socialist system, incite separatism, break national unity, advocate terrorism or extremism, advocate ethnic hatred and ethnic discrimination, disseminate violent, obscene, or sexual information, create or disseminate false information to disrupt the economic or social order, or information that infringes on the reputation, privacy, intellectual property or other lawful rights and interests of others, and other such acts.


C’è differenza tra la Cina che vieta l’espressione di opinioni che possano destabilizzare l’ordine sociale e l’ospite del World Economic Forum che avverte del rischio di instabilità politica derivante da alcuni tipi di contenuti pubblicati online? A mio avviso non c’è alcuna differenza.

Entrambe le proposizioni partono dalla stessa idea: lo Stato ha il diritto, anzi il dovere, di limitare l’estensione del pensiero umano; ha il dovere di definire il limite dove finisce l’opinione accettabile e dove inizia invece il rischio di “instabilità politica”. L’assioma è che il cittadino deve giustificare la propria esistenza soltanto in quanto parte di una collettività e soltanto se dimostra di perseguire il bene della collettività - a costo di censurare il proprio pensiero divergente.

Nell’Unione Europea da poco è stato approvato il famigerato “Digital Services Act” che servirà proprio a controllare la disinformazione online e tutelare le persone. Questa almeno, è la narrativa pubblica. Nella verità poi il testo di legge non parla mai di disinformazione, quanto invece di “contenuti illegali”, super fact-checker e poteri di censura illimitati. Ma di questo ne ho già parlato e vi rimando all’articolo specifico.

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Dalla Digital Safety al Digital ID


La vera differenza tra noi e la Cina, è che la Cina è molto più avanti sul piano tecnologico. Dal 2014 il governo lavora per instaurare un sistema di identità digitale e social scoring che possa consentire il controllo totale della popolazione. È chiaro che se da una parte si vuole controllare Internet, deve esserci uno strumento per controllare e identificare le persone.

Il concetto è lo stesso dell’identità tradizionale. Perché lo Stato ha bisogno di schedare e identificare i suoi cittadini attraverso anagrafe, documenti d’identità e passaporti? Perché è con l’identificazione che le persone diventano cittadini soggetti al potere dello Stato, che può controllare3, punire e tassare.

Il Digital ID diventa quindi non un fine, ma uno strumento catalizzatore per controllare il mondo digitale nello stesso modo in cui viene controllato il mondo fisico, ed anzi colmando il vuoto tra fisico e digitale.

Il World Economic Forum non fa mistero del ruolo del Digital ID nel mondo che verrà, come non fa mistero del ruolo della Cina come modello da cui imparare.

Un rapporto WEF di ottobre 2021, intitolato Global Future Council on Responsive Financial Systems Three ways to accelerate a digital-led recovery dimostra esattamente quanto dico. La rubrica del terzo capito, totalmente dedicato alla Cina, recita così: “The evolution of digital wealth management in China provides a model for how other economies can strengthen their inclusive finance efforts.”

Digital ID, digital payments, digital regulation…e la Cina come modello. C’è bisogno di elaborare oltre?

232029

Il movimento Cypherpunk e Crypto-anarchico l’aveva già previsto ormai 30 anni fa, avvertendoci dei rischi legati al controllo statale del mondo digitale e della necessità di dotarci di strumenti crittografici per separare le azioni, le relazioni e le transazioni digitali dall’identità delle persone. Gli stessi strumenti crittografici che oggi vengono combattuti con forza con armi politiche e legali.

Anche in Italia sempre più spesso si chiede l’identificazione digitale delle persone per accedere a social network e siti web. La narrativa è sempre la stessa: più sicurezza, più responsabilizzazione, più civiltà. Il brainwashing politico sta funzionando talmente bene che basta farsi un giro su Twitter per vedere come ormai siano le persone a chiedere interventi di questo tipo:

232030

Inutile dire che come al solito la finestra di Overton si sta spostando verso l’accettabilità di idee che fino a pochi anni fa sarebbe state impensabili. Il Ministro Colao dice che entro il 2026 almeno l’80% dei cittadini italiani sarà dotato di identità digitale.

In altri paesi, come il Canada (da sempre molto vicino al WEF) sono già più avanti e ci sono proposte concrete per obbligare le compagnie aeree a richiedere identità digitale e dati biometrici per poter viaggiare.

1189320Link articolo

Non resta che aspettare, allora. Nel frattempo, per chi ancora non l’avesse letto, vi lascio il mio breve racconto in cui immagino una normale giornata nel 2033.

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Uno spaccato sulla Cina


Prima di chiudere, vediamo a che punto sono in Cina. Visto che non è più l’uomo nero ma un modello da seguire, tanto vale capire dove potremmo essere noi fra 10 anni. Per farlo vi propongo una rassegna di video di un account Twitter che seguo:

1

With the growing challenge to counter health misinformation, violent extremist and terrorist content, and the exploitation of children online, there is an urgent need for more deliberate global coordination to improve digital safety.

2

Video 1, Video 2

3

Per controllo intendo anche quello fisico, come l’obbligo di leva militare, che espropria il corpo delle persone fino al punto di pretendere il sacrificio della loro vita.


Privacy Daily – 3 giugno 2022


USA: si avvicinano le posizioni su una legge federale bipartisan sulla privacy
1176591
Secondo Politico, i membri del Congresso degli Stati Uniti stanno facendo circolare una nuova bozza di legge sulla privacy. Il senatore statunitense Roger Wicker, R-Miss., insieme ai rappresentanti Frank Pallone, DN.J., e Cathy McMorris Rodgers, R-Wash., hanno redatto hanno un disegno di legge sulla privacy federale che segna il più grande sviluppo nei dibattiti legislativi sulla privacy da quando i negoziati si sono bloccati alla fine del 2019.

subscriber.politicopro.com/art…


L’INAI del Messico rilascia raccomandazioni sull’IA
1176593
L’Istituto nazionale messicano per la trasparenza, l’accesso alle informazioni e la protezione dei dati personali ha pubblicato le sue “Raccomandazioni per il trattamento dei dati personali” relative all’uso dell’intelligenza artificiale. La guida promuove “l’uso appropriato ed etico delle informazioni personali attraverso” vari usi dell’IA e “il rispetto degli obblighi del dovere di sicurezza dei dati personali”. Le raccomandazioni riguardano argomenti tra cui l’IA nell’istruzione, i settori pubblico e privato, il cloud computing e la privacy by design.

home.inai.org.mx/wp-content/do…


La CNIL pubblica una guida sui ruoli di responsabilità in merito dati ai sensi del GDPR
1176595
L’autorità francese per la protezione dei dati, la Commission nationale de l’informatique et des libertés ha pubblicato una guida sull’identificazione di un “titolare del trattamento” e su ogni altro ruolo che chiarisca la natura e la portata delle responsabilità in merito ai dati in modo che ciascuno venga identificato “il prima possibile”. La CNIL ha affermato che la guida include dettagli su criteri legali, qualifiche da considerare e altro ancora.

cnil.fr/fr/commande-publique-q…


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Privacy Daily – 3 giugno 2022


USA: si avvicinano le posizioni su una legge federale bipartisan sulla privacy
1217772
Secondo Politico, i membri del Congresso degli Stati Uniti stanno facendo circolare una nuova bozza di legge sulla privacy. Il senatore statunitense Roger Wicker, R-Miss., insieme ai rappresentanti Frank Pallone, DN.J., e Cathy McMorris Rodgers, R-Wash., hanno redatto hanno un disegno di legge sulla privacy federale che segna il più grande sviluppo nei dibattiti legislativi sulla privacy da quando i negoziati si sono bloccati alla fine del 2019.

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L’INAI del Messico rilascia raccomandazioni sull’IA
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L’Istituto nazionale messicano per la trasparenza, l’accesso alle informazioni e la protezione dei dati personali ha pubblicato le sue “Raccomandazioni per il trattamento dei dati personali” relative all’uso dell’intelligenza artificiale. La guida promuove “l’uso appropriato ed etico delle informazioni personali attraverso” vari usi dell’IA e “il rispetto degli obblighi del dovere di sicurezza dei dati personali”. Le raccomandazioni riguardano argomenti tra cui l’IA nell’istruzione, i settori pubblico e privato, il cloud computing e la privacy by design.

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La CNIL pubblica una guida sui ruoli di responsabilità in merito dati ai sensi del GDPR
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L’autorità francese per la protezione dei dati, la Commission nationale de l’informatique et des libertés ha pubblicato una guida sull’identificazione di un “titolare del trattamento” e su ogni altro ruolo che chiarisca la natura e la portata delle responsabilità in merito ai dati in modo che ciascuno venga identificato “il prima possibile”. La CNIL ha affermato che la guida include dettagli su criteri legali, qualifiche da considerare e altro ancora.

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Privacy Daily – 1 giugno 2022


Francia: gli scontri di Champions League riaccendono il dibattito sul riconoscimento facciale
1150484
Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha rilanciato il dibattito sul riconoscimento facciale dopo che le immagini dei violenti scontri fuori dallo Stade de France durante la finale di Champions League hanno messo sotto i riflettori il governo francese. “Vorrei che potessimo finalmente porre fine a ciò che la CNIL ci vieta di fare, vietando l’uso del riconoscimento facciale”, ha detto Estrosi all’emittente Europe 1. La Francia attualmente vieta la tecnologia di riconoscimento facciale negli spazi pubblici per il trattamento dei dati biometrici, secondo le regole della CNIL basate sul regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE.

euractiv.com/section/data-prot…

Online Advertising Programme consultation
1150486
Il ministro di Stato britannico per i media, i dati e le infrastrutture digitali, Julia Lopez , ha annunciato che un programma di pubblicità online esaminerà i quadri normativi della pubblicità digitale a pagamento. Lopez ha affermato che la consultazione, in collaborazione con le misure introdotte nel prossimo disegno di legge sulla sicurezza online, si baserà sul quadro di autoregolamentazione, rafforzerà i meccanismi attuali e in via di sviluppo e fornirà alle autorità di regolamentazione gli strumenti per affrontare le sfide.

gov.uk/government/consultation…


Singapore: disponibile uno strumento di anonimizzazione dei dati
1150488
Il PDPC ha lanciato uno strumento gratuito di anonimizzazione dei dati per aiutare le organizzazioni a trasformare semplici set di dati applicando tecniche di anonimizzazione di base. È inclusa anche un’infografica che fornisce indicazioni su come utilizzare lo strumento.

pdpc.gov.sg/news-and-events/an…



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Privacy Daily – 1 giugno 2022


Francia: gli scontri di Champions League riaccendono il dibattito sul riconoscimento facciale
1217744
Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha rilanciato il dibattito sul riconoscimento facciale dopo che le immagini dei violenti scontri fuori dallo Stade de France durante la finale di Champions League hanno messo sotto i riflettori il governo francese. “Vorrei che potessimo finalmente porre fine a ciò che la CNIL ci vieta di fare, vietando l’uso del riconoscimento facciale”, ha detto Estrosi all’emittente Europe 1. La Francia attualmente vieta la tecnologia di riconoscimento facciale negli spazi pubblici per il trattamento dei dati biometrici, secondo le regole della CNIL basate sul regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE.

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Online Advertising Programme consultation
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Il ministro di Stato britannico per i media, i dati e le infrastrutture digitali, Julia Lopez , ha annunciato che un programma di pubblicità online esaminerà i quadri normativi della pubblicità digitale a pagamento. Lopez ha affermato che la consultazione, in collaborazione con le misure introdotte nel prossimo disegno di legge sulla sicurezza online, si baserà sul quadro di autoregolamentazione, rafforzerà i meccanismi attuali e in via di sviluppo e fornirà alle autorità di regolamentazione gli strumenti per affrontare le sfide.

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Singapore: disponibile uno strumento di anonimizzazione dei dati
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Il PDPC ha lanciato uno strumento gratuito di anonimizzazione dei dati per aiutare le organizzazioni a trasformare semplici set di dati applicando tecniche di anonimizzazione di base. È inclusa anche un’infografica che fornisce indicazioni su come utilizzare lo strumento.

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Threat modeling, l'arte di valutare i rischi


Nel primo articolo della rubrica Purple Dragon abbiamo iniziato a parlare di “operations security” partendo dalle sue origini, la guerra del Vietnam.

Oggi entriamo nel vivo, cercando di capire come funziona il cuore della metodologia OpSec: il threat modeling - che potremmo tradurre in valutazione dei rischi in italiano.

Potrebbe sembrare qualcosa di complesso e difficoltoso, ma è un’attività che facciamo continuamente, anche senza pensarci. Abbiamo imparato a farlo fin da piccoli ed è spesso istintivo per ogni essere vivente. È l’unico modo per aumentare le possibilità di sopravvivenza in un mondo ostile.

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Privacy Daily – 31 maggio 2022


UE: Il rilevamento dei contenuti su Internet e la tutela dei minori online

Le coraggiose proposte avanzate dalla Commissione europea per tenere sotto controllo la diffusione di materiale pedopornografico (CSAM) su Internet sono probabilmente alcune delle misure più aggressive finora nella battaglia per proteggere i bambini online, scrive Dan Sexton, direttore tecnico della Internet Watch Foundation (IWF), un’organizzazione no-profit britannica per la sicurezza dei bambini.
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Austria: piano d’azione del Governo contro il deep fake
1136681
Il governo austriaco ha pubblicato mercoledì (25 maggio) un piano d’azione per combattere i deep fake, con l’obiettivo di affrontare meglio la disinformazione e l’incitamento all’odio. A livello dell’UE, diversi testi legislativi cercano anche di affrontare la crescente questione. La digitalizzazione avanzata, che è stata accelerata dalla pandemia, sta portando a un rapido aumento dei deep fake, un tipo di media basato sull’intelligenza artificiale che ritrae qualcuno che fa o dice cose che non sono mai realmente accadute.

euractiv.com/section/disinform…


Newsletter dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali
1136683
Il Garante sanziona Uber per complessivi 4 milioni e 240mila euro – Email aziendale: il collaboratore esterno ha gli stessi diritti del dipendente – Recupero crediti non corretto: Garante privacy sanziona una finanziaria – Telemarketing: sanzionata un’azienda per mancato riscontro a un cliente

garanteprivacy.it/home/docweb/…


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Privacy Daily – 31 maggio 2022


UE: Il rilevamento dei contenuti su Internet e la tutela dei minori online

Le coraggiose proposte avanzate dalla Commissione europea per tenere sotto controllo la diffusione di materiale pedopornografico (CSAM) su Internet sono probabilmente alcune delle misure più aggressive finora nella battaglia per proteggere i bambini online, scrive Dan Sexton, direttore tecnico della Internet Watch Foundation (IWF), un’organizzazione no-profit britannica per la sicurezza dei bambini.
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Austria: piano d’azione del Governo contro il deep fake
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Il governo austriaco ha pubblicato mercoledì (25 maggio) un piano d’azione per combattere i deep fake, con l’obiettivo di affrontare meglio la disinformazione e l’incitamento all’odio. A livello dell’UE, diversi testi legislativi cercano anche di affrontare la crescente questione. La digitalizzazione avanzata, che è stata accelerata dalla pandemia, sta portando a un rapido aumento dei deep fake, un tipo di media basato sull’intelligenza artificiale che ritrae qualcuno che fa o dice cose che non sono mai realmente accadute.

euractiv.com/section/disinform…


Newsletter dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali
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Il Garante sanziona Uber per complessivi 4 milioni e 240mila euro – Email aziendale: il collaboratore esterno ha gli stessi diritti del dipendente – Recupero crediti non corretto: Garante privacy sanziona una finanziaria – Telemarketing: sanzionata un’azienda per mancato riscontro a un cliente

garanteprivacy.it/home/docweb/…


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Privacy Daily – 30 maggio 2022


La guerra in Ucraina mostra la necessità di un accordo globale sulla privacy dei dati, affermano i funzionari dell’UE
Ukraine War Shows Need for Global Data-Privacy Agreement, EU Officials Say - WSJ
L’invasione russa dell’Ucraina sta esercitando maggiore pressione sui governi verso un accordo globale sulla privacy dei dati in considerazione che gli strumenti di comunicazione digitale continuano a crescere di importanza, hanno affermato funzionari UE. L’invasione di Mosca mostra una “linea di demarcazione” più netta tra i paesi democratici con regole per proteggere la privacy e le nazioni più autoritarie che potrebbero utilizzare in modo improprio i dati, ha affermato Bruno Gencarelli, un funzionario responsabile della negoziazione di accordi internazionali sui dati per conto dell’Unione europea.

wsj.com/articles/ukraine-war-s…


Ucraina: il commissario per i diritti umani ha rilasciato una guida alla protezione dei dati sulla legge marziale

Il commissario parlamentare ucraino per i diritti umani ha elaborato una guida per la protezione dei dati personali ai sensi della legge marziale a seguito dell’invasione russa. La guida include tra l’altro basi legali per il trattamento dei dati personali da parte di agenzie governative, responsabilità aggiornate per proteggere i dati personali per proprietari e gestori, basi legali per le organizzazioni coinvolte nell’aiuto di beneficenza ai cittadin, protezione dei dati dai criminali informatici e dei dati da attività fraudolente.
1124181
ombudsman.gov.ua/news_details/…


Groenlandia servizi sanitari “gravemente limitati” a causa di un attacco informatico
1124183
“I servizi del servizio sanitario sono quindi fortemente limitati e ci si deve aspettare un aumento dei tempi di attesa e alcuni sperimenteranno di andare invano in orari concordati. Ovviamente continueranno a essere soddisfatte richieste acute e puoi contattare il servizio sanitario telefonicamente”, ha affermato il governo in una dichiarazione a commento del grave attacco informatico ai servizi sanitari della Groenlandia. “L’analisi tecnica mostra attualmente che non ci sono stati danni ai dati dei cittadini e che non sono stati copiati, ma le indagini sull’entità dell’attacco informatico sono ancora in corso. Il servizio sanitario riferirà quando le operazioni saranno normalizzate”, ha affermato il governo.

therecord.media/greenland-cybe…


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Privacy Daily – 30 maggio 2022


La guerra in Ucraina mostra la necessità di un accordo globale sulla privacy dei dati, affermano i funzionari dell’UE
Ukraine War Shows Need for Global Data-Privacy Agreement, EU Officials Say - WSJ
L’invasione russa dell’Ucraina sta esercitando maggiore pressione sui governi verso un accordo globale sulla privacy dei dati in considerazione che gli strumenti di comunicazione digitale continuano a crescere di importanza, hanno affermato funzionari UE. L’invasione di Mosca mostra una “linea di demarcazione” più netta tra i paesi democratici con regole per proteggere la privacy e le nazioni più autoritarie che potrebbero utilizzare in modo improprio i dati, ha affermato Bruno Gencarelli, un funzionario responsabile della negoziazione di accordi internazionali sui dati per conto dell’Unione europea.

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Ucraina: il commissario per i diritti umani ha rilasciato una guida alla protezione dei dati sulla legge marziale

Il commissario parlamentare ucraino per i diritti umani ha elaborato una guida per la protezione dei dati personali ai sensi della legge marziale a seguito dell’invasione russa. La guida include tra l’altro basi legali per il trattamento dei dati personali da parte di agenzie governative, responsabilità aggiornate per proteggere i dati personali per proprietari e gestori, basi legali per le organizzazioni coinvolte nell’aiuto di beneficenza ai cittadin, protezione dei dati dai criminali informatici e dei dati da attività fraudolente.
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ombudsman.gov.ua/news_details/…


Groenlandia servizi sanitari “gravemente limitati” a causa di un attacco informatico
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“I servizi del servizio sanitario sono quindi fortemente limitati e ci si deve aspettare un aumento dei tempi di attesa e alcuni sperimenteranno di andare invano in orari concordati. Ovviamente continueranno a essere soddisfatte richieste acute e puoi contattare il servizio sanitario telefonicamente”, ha affermato il governo in una dichiarazione a commento del grave attacco informatico ai servizi sanitari della Groenlandia. “L’analisi tecnica mostra attualmente che non ci sono stati danni ai dati dei cittadini e che non sono stati copiati, ma le indagini sull’entità dell’attacco informatico sono ancora in corso. Il servizio sanitario riferirà quando le operazioni saranno normalizzate”, ha affermato il governo.

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Smart cities e ingegneria sociale, la città che plasma l'Uomo.


La settimana scorsa mi sono cimentato in un breve racconto in cui descrivevo una giornata in una città del 2033, dove la sorveglianza delle persone non solo è ovunque, ma anche integrata senza soluzione di continuità nella loro vita - ad ogni livello.

Questo mi ha fatto riflettere su un elemento implicito del racconto, che oggi vorrei cercare di esplicitare insieme a voi: il ruolo della città nel contesto della trasformazione digitale.

Per città tipicamente si intende un insediamento umano frutto di un processo di urbanizzazione, cioè quel processo che comporta un accentramento di persone, strutture e risorse in un determinato luogo e che rende possibile lo sfruttamento lo scambio commerciale. La città, in pratica, è un luogo fisico di aggregazione.

Da una decina di anni si parla però non più di città, ma di “smart city” o per dirla in italiano, di comunità intelligente. È un concetto ormai abusato, come ogni altra buzzword, ma non per questo indegno di considerazione.


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Privacy Daily – 27 maggio 2022


Relazioni UE-USA in materia di giustizia e affari interni – protezione dei dati, intelligenza artificiale e sicurezza: i deputati concludono la visita negli Stati Uniti
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Una delegazione di sette eurodeputati ha visitato Washington, DC per discutere con le autorità e le parti interessate statunitensi lo stato dei lavori sui principali argomenti del Comitato per le libertà civili. Le discussioni durante la visita della delegazione della commissione per le libertà civili si sono concentrate sull’accordo, in linea di principio, su un nuovo quadro transatlantico sulla privacy dei dati, su una possibile futura legislazione sulla protezione dei dati personali a livello federale degli Stati Uniti, sul numero crescente di tale legislazione globale sulla privacy adottata a livello statale, l’uso dell’intelligenza artificiale nelle forze dell’ordine, il programma di esenzione dal visto e l’antiterrorismo, nonché la cooperazione UE-USA nella crisi afgana e in quella ucraina. La delegazione ha tenuto incontri con i rappresentanti del Congresso e dell’amministrazione degli Stati Uniti, ovvero i Dipartimenti di Stato, Giustizia, Sicurezza interna e Commercio, la Federal Trade Commission (FTC), il Federal Bureau of Investigation (FBI) e il Privacy and Civil Liberties Consiglio di sorveglianza (PCLOB). Hanno anche tenuto incontri con vari gruppi di riflessione e rappresentanti di ONG.

europarl.europa.eu/news/en/pre…


EdTech “sandbox”: la CNIL sostiene 10 progetti innovativi
1094106T
Cinque progetti innovativi nel campo dell’istruzione sono stati selezionati per aderire alla “sandbox” 2022 della CNIL e beneficiare di un supporto personalizzato per diversi mesi. La CNIL aiuterà anche altri cinque progetti che si occupano anche della protezione dei dati.

EdTech “sandbox”: la CNIL sostiene 10 progetti innovativi | CNIL ·


Il DPA olandese segnala un aumento vicino al doppio della violazione dei dati
1094108
In un recente rapporto, l’autorità olandese per la protezione dei dati, Autoriteit Persoonsgegevens, ha rilevato che le violazioni dei dati dovute ad attacchi informatici sono quasi raddoppiate nel 2021 rispetto all’anno precedente. L’AP ha affermato di aver ricevuto quasi 25.000 segnalazioni di violazione dei dati nel 2021, il 9% delle quali è stato causato da attacchi informatici, rispetto al 5% dell’anno precedente. Il presidente di AP Aleid Wolfsen ha affermato che i fornitori di tecnologia dell’informazione sono sempre più presi di mira, aggiungendo che “questi fornitori hanno molti dati personali di più organizzazioni in un unico luogo”.

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Privacy Daily – 27 maggio 2022


Relazioni UE-USA in materia di giustizia e affari interni – protezione dei dati, intelligenza artificiale e sicurezza: i deputati concludono la visita negli Stati Uniti
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Una delegazione di sette eurodeputati ha visitato Washington, DC per discutere con le autorità e le parti interessate statunitensi lo stato dei lavori sui principali argomenti del Comitato per le libertà civili. Le discussioni durante la visita della delegazione della commissione per le libertà civili si sono concentrate sull’accordo, in linea di principio, su un nuovo quadro transatlantico sulla privacy dei dati, su una possibile futura legislazione sulla protezione dei dati personali a livello federale degli Stati Uniti, sul numero crescente di tale legislazione globale sulla privacy adottata a livello statale, l’uso dell’intelligenza artificiale nelle forze dell’ordine, il programma di esenzione dal visto e l’antiterrorismo, nonché la cooperazione UE-USA nella crisi afgana e in quella ucraina. La delegazione ha tenuto incontri con i rappresentanti del Congresso e dell’amministrazione degli Stati Uniti, ovvero i Dipartimenti di Stato, Giustizia, Sicurezza interna e Commercio, la Federal Trade Commission (FTC), il Federal Bureau of Investigation (FBI) e il Privacy and Civil Liberties Consiglio di sorveglianza (PCLOB). Hanno anche tenuto incontri con vari gruppi di riflessione e rappresentanti di ONG.

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EdTech “sandbox”: la CNIL sostiene 10 progetti innovativi
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Cinque progetti innovativi nel campo dell’istruzione sono stati selezionati per aderire alla “sandbox” 2022 della CNIL e beneficiare di un supporto personalizzato per diversi mesi. La CNIL aiuterà anche altri cinque progetti che si occupano anche della protezione dei dati.

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Il DPA olandese segnala un aumento vicino al doppio della violazione dei dati
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In un recente rapporto, l’autorità olandese per la protezione dei dati, Autoriteit Persoonsgegevens, ha rilevato che le violazioni dei dati dovute ad attacchi informatici sono quasi raddoppiate nel 2021 rispetto all’anno precedente. L’AP ha affermato di aver ricevuto quasi 25.000 segnalazioni di violazione dei dati nel 2021, il 9% delle quali è stato causato da attacchi informatici, rispetto al 5% dell’anno precedente. Il presidente di AP Aleid Wolfsen ha affermato che i fornitori di tecnologia dell’informazione sono sempre più presi di mira, aggiungendo che “questi fornitori hanno molti dati personali di più organizzazioni in un unico luogo”.

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