Nella Giornata mondiale sulla SLA le voci di chi convive con la malattia e l’appello per una giusta assistenza


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In occasione del Global Day sulla SLA, che si celebra ogni anno il 21 giugno, il programma radiofonico dell’Associazione Luca Coscioni “Il Maratoneta” – in onda ogni sabato alle ore 14:30 su Radio Radicale – dedica la puntata di sabato 20 giugno all’approfondimento della condizione di chi convive con la Sclerosi Laterale Amiotrofica, dell’assistenza, della ricerca e di chi se ne prende cura.

➡ La testimonianza di Sabrina Di Giulio


Al centro della puntata la voce di Sabrina Di Giulio, Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, che da 31 anni convive con la SLA – una malattia la cui prognosi è solitamente infausta entro 3-5 anni – e che per questo si definisce “una sopravvissuta”.

Sabrina interviene attraverso un sintetizzatore vocale, ricostruendo il percorso che da insegnante di educazione fisica nella scuola elementare l’ha portata, dopo una perdita di forza al braccio sinistro e i successivi problemi di deglutizione, respirazione e linguaggio, a dover reinventare completamente la propria vita. Un esordio che definisce un autentico “tsunami”, capace di farla precipitare “dalla giovinezza alla vecchiaia nel giro di un anno”.

Dopo un primo periodo di disperazione, racconta di aver trovato la forza di reagire soprattutto per il figlio, che descrive come la sua più grande motivazione a combattere. Sabrina vive oggi una condizione di totale non autosufficienza, con bisogno di assistenza 24 ore su 24 per ogni aspetto della vita quotidiana: igiene personale, alimentazione tramite PEG, respirazione tramite NIV, mobilità e comunicazione.

La sua testimonianza pone anche una questione politica ed economica: nel Lazio risulta assistita dal servizio sanitario per 16 ore al giorno, “un aiuto già molto importante”, ma che lascia scoperto un vuoto di assistenza per il resto della giornata, coperto privatamente con l’assunzione di una badante e con costi considerevoli a carico della famiglia.

A questo si aggiunge la denuncia di Sabrina sui ritardi istituzionali: il Fondo per la disabilità gravissima della Regione Lazio è rimasto bloccato per 9 mesi, durante i quali ha dovuto provvedere da sola al pagamento dell’assistenza, con notevoli difficoltà.

Per Sabrina, la continuità dei finanziamenti è un problema cruciale, indispensabile per programmare un percorso di cura stabile. Anche per questo motivo un gruppo di persone con SLA e diverse associazioni hanno rivolto un appello al Ministro della Salute, sottoscritto da 44.000 firme, chiedendo uniformità dell’assistenza in tutta Italia, maggiori finanziamenti per la ricerca scientifica e un giusto riconoscimento per i caregiver.

➡ Il modello Viterbo: l’eccellenza possibile


Nella puntata “il Maratoneta” in onda sabato alle 14.30 su Radio Radicale interviene anche il Dott. Pietro Vecchiarelli, già primario al reparto di rianimazione dell’ospedale Belcolle di Viterbo, dalla cui iniziativa è nato un servizio di assistenza domiciliare integrata ad alta intensità (ADI-AI): un modello in cui il centro di rianimazione resta punto di riferimento costante per il paziente, garantendo un’ospedalizzazione domiciliare sicura.

È proprio in questa “isola felice”, come la definisce Sabrina Di Giulio, che lei stessa riceve il supporto quotidiano di operatori sociosanitari, infermieri, fisioterapista e logopedista. A Viterbo, 110 operatori socio-sanitari specializzati assistono circa 25 malati di SLA e altri pazienti in stato vegetativo o con gravi insufficienze respiratorie, riducendo le complicanze infettive tipiche delle degenze ospedaliere o in RSA.

➡ La voce dei caregiver


A raccontare l’altra faccia della malattia è Linda Parente, moglie dell’attore Massimo Lello, che descrive una quotidianità di isolamento, sentendosi “agli arresti domiciliari” in un costante stato di allerta che impedisce il sonno e il lavoro. Linda critica la gestione del welfare nella propria regione, le Marche, dove il bonus caregiver di circa 1000 euro mensili copre appena poche ore di assistenza professionale a settimana, lasciando il resto del carico su una sola persona. Una nota di speranza arriva dalla tecnologia: grazie al progetto NemoLab, Massimo Lello ha potuto ricostruire la propria voce con l’intelligenza artificiale, continuando a comunicare e a recitare nonostante la malattia.

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Fine vita, Napoli: “Irene”, 72enne malata di SLA, ha il via libera per il “suicidio assistito” ma attende da mesi il dispositivo già utilizzato nel caso di “Libera”


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QUI La storia completa di Irene

“Il mio corpo è una prigione da cui non posso uscire. La libertà personale è un diritto umano inalienabile, chiedo soltanto che mi sia riconosciuto”


Dopo l’audizione al Senato del Presidente del CNR, Andrea Lenzi, che ha sollevato dubbi sulla disponibilità di strumenti per l’autosomministrazione del farmaco letale, l’Associazione Luca Coscioni rende nota la storia di “Irene” (nome di fantasia), 72 anni, residente in un comune vicino Napoli, malata di Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) dal 2020.

“Irene” è completamente paralizzata, non parla, respira attraverso ventilazione meccanica ed è alimentata artificialmente tramite la PEG. Il 29 aprile 2025 ha chiesto alla propria ASL la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito secondo quanto previsto dalla sentenza della Corte costituzionale “Cappato-Dj Fabo” (la 242 del 2019). A ottobre 2025 la commissione medica della ASL Napoli 3 Sud ha accertato il possesso di tutti i requisiti previsti dalla Corte costituzionale.

Da allora, però, la procedura è ferma. L’ASL Napoli 3 Sud campana attende dall’AUSL Toscana Nord Ovest l’invio del programma e della strumentazione usata da Libera.


Essendo completamente paralizzata dal collo in giù, “Irene” non può autosomministrarsi il farmaco letale. L’unica modalità possibile è l’utilizzo del puntatore oculare che già usa per comunicare, collegato tramite un programma realizzato appositamente dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) – su ordine del tribunale di Firenze – e che consenta l’attivazione della pompa infusionale con cui si autosomministrerà il farmaco per il fine vita.

Si tratta dello stesso sistema già utilizzato nel marzo 2026 da “Libera”, la persona affetta da sclerosi multipla che in Toscana ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito dopo il provvedimento del tribunale di Firenze. L’ASL Napoli 3 Sud si è attivata da mesi per ottenere dall’AUSL Toscana Nord Ovest il trasferimento della strumentazione e del software già utilizzati nel caso di “Libera”. Tuttavia la procedura è tuttora bloccata.

Secondo quanto emerso nelle interlocuzioni tra le amministrazioni coinvolte con il collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni che segue “Irene”, il ritardo sarebbe legato a ulteriori verifiche e adempimenti amministrativi poiché l’azienda toscana ritiene che debba essere effettuato un nuovo collaudo sul programma e la strumentazione per renderlo disponibile ad altre aziende sanitarie. Eppure la tecnologia è già stata sottoposta a prove di funzionalità, è stata ritenuta idonea nel procedimento davanti al tribunale di Firenze ed è stata concretamente utilizzata nel caso “Libera”. Anche l’Avvocatura dello Stato aveva chiarito che l’ulteriore collaudo indicato con parere dal Ministero della Salute aveva natura meramente raccomandatoria e non vincolante.

Nel frattempo, sono passati 14 mesi dalla richiesta iniziale di “Irene” e 8 mesi dalla conferma dei requisiti e la malattia sta avanzando.

➡ Le parole di “Irene”


Il mio corpo è una prigione da cui non posso uscire. Riesco solo a vedere e ascoltare quello che mi accade intorno. Il resto la SLA se l’è preso. Non posso parlare, non posso mangiare, non posso muovermi, non posso abbracciare chi amo. Per me questa non è assolutamente una vita degna di essere vissuta.

Attendo che arrivi dalla Toscana la strumentazione usata da ‘Libera’ che è stata richiesta qui da Napoli. Io sto peggiorando e anche gli occhi mi stanno abbandonando, rendendomi difficile l’uso del puntatore oculare. Ci sono ostacoli burocratici che non hanno senso. Desidero con tutte le mie forze di poter accedere al suicidio medicalmente assistito e trovare la mia pace.

Voglio andarmene serenamente, nella mia casa, nel mio letto, e guardare mio marito e mia figlia con l’amore di sempre, perché so che sarò finalmente libera. La libertà personale è un diritto umano inalienabile, chiedo soltanto che mi sia riconosciuto.


➡ La dichiarazione di Filomena Gallo


Dichiara Filomena Gallo, difensore di “Irene” con un ampio collegio legale (composto dall’avvocato Angelo Calandrini e dalle avvocate Francesca Re e Alessia Cicatelli) e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni:

“La tecnologia necessaria esiste, è stata sviluppata dal CNR, testata e già utilizzata nel caso di ‘Libera’. Per questo non ci siamo rivolti finora al tribunale: non occorre realizzare un nuovo dispositivo, ma semplicemente trasferire quello esistente e procedere alla taratura del puntatore oculare sulle condizioni cliniche di ‘Irene’.

Sono già disponibili a collaborare il medico che ha seguito ‘Libera’, gli ingegneri e i tecnici che hanno partecipato alle prove del sistema. Gli ultimi aggiornamenti fanno ritenere che il collaudo richiesto dall’azienda sanitaria toscana sia in fase di conclusione. Ce lo auguriamo, perché ‘Irene’ sta peggiorando rapidamente e rischia perfino di perdere la capacità di utilizzare il puntatore oculare. Se ci saranno ulteriori ritardi, saremo costretti a rivolgerci al tribunale per un ordine all’ASL toscana perché ‘Irene’, se perdesse la possibilità di usare il puntatore a causa del problema agli occhi, resterebbe prigioniera del suo corpo nella sofferenza estrema.

Il paradosso è che, mentre il Presidente del CNR sostiene che manchino strumenti disponibili, ma non è così, è stata realizzata Dipartimento di ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti (DIITET) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), una tecnologia già esistente e funzionante rischia di restare bloccata da ostacoli burocratici. ‘Irene’ chiede soltanto che venga resa effettiva una libertà che la Corte costituzionale le ha già riconosciuto”.

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Giulia Crivellini e Cristiana Zerosi a Zibido San Giacomo per l’incontro pubblico su “Liberi Subito”

📍 Sala Consiliare, Piazza Roma 1, Zibido San Giacomo
📅 Giovedì 25 giugno
🕘 Ore 21:00


Giulia Crivellini, avvocata e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni, e Cristiana Zerosi, coordinatrice della Cellula Coscioni Milano e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperanno all’incontro pubblico “Scopri la legge regionale Liberi Subito”, dedicato al fine vita, ai diritti e alla libertà di scelta.

L’iniziativa, organizzata e promossa da Yuri Corisio, consigliere comunale e promotore della raccolta firme a Zibido San Giacomo, sarà una serata per informarsi, capire e confrontarsi su un tema fondamentale.

Durante l’incontro sarà approfondita la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, che chiede procedure chiare e tempi celeri per le persone che richiedono l’accesso al morte medicalmente assistita.

Ingresso libero, cittadinanza invitata.

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La Cellula Coscioni Terni organizza un incontro informativo sul testamento biologico

📍 Centro Sociale Il Rivo APS, Via del Rivo 103, Terni
📅 Lunedì 22 giugno 2026
🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Terni organizza un incontro informativo dedicato al testamento biologico o Dat (Disposizioni Anticipate di Trattamento) . L’iniziativa sarà un’occasione aperta alla cittadinanza per capire come si possono redigere e in che modo depositarle.

L’incontro si terrà presso il Centro Sociale Il Rivo APS e offrirà uno spazio di informazione e confronto sui diritti, sulla libertà di scelta e sulle possibilità previste dalla legge per esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari.

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Marco Cappato a Roma per parlare di diritti in Europa

📍 Cardo, Viale del Pattinaggio 100, Roma – EUR
📅 Lunedì 22 giugno 2026
🕑 Ore 14:00


Marco Cappato tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni parteciperà all’iniziativa “L’Europa che vogliamo”, promossa dalla Delegazione PD al Parlamento Europeo per incontrare le forze sociali, produttive e culturali del Paese.

L’incontro sarà un’occasione di confronto sul futuro dell’Unione Europea, sulle sfide democratiche, sociali e culturali del processo di integrazione e sulla necessità di costruire un’Europa capace di difendere libertà, pace e democrazia.

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Marilisa D’Amico e Alessandro Gerardi a Milano per la presentazione del rapporto “Diritti ad ostacoli”

📍 Sala Consiglio, Università degli Studi di Milano, Via Festa del Perdono 7, Milano
📅 Lunedì 22 giugno 2026
🕚 Ore 11:00 – 13:30


Alessandra Gerardi, avvocato e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e Marilisa D’Amico, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinatrice di Human Hall e ordinaria di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano, parteciperanno alla presentazione di “Diritti ad ostacoli”, terzo rapporto annuale sui diritti delle persone con disabilità dell’Osservatorio giuridico permanente Human Hall.

L’iniziativa sarà occasione di confronto sul tema del caregiver familiare, coinvolgendo esperti e rappresentanti di realtà impegnate nella tutela dei diritti e dell’inclusione.

Modera Simone Fanti, giornalista RCS Mediagroup.

Per programma completo e modalità di iscrizione qui la locandina.

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Filomena Gallo e Valeria Imbrogno a Reggio Emilia per “Quando la vita finisce”

📍 Piazza Fontanesi, Reggio Emilia
📅 Mercoledì 24 giugno
🕡 Ore 18:30


Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e Valeria Imbrogno coordinatrice del Numero Bianco, parteciperanno all’incontro “Quando la vita finisce”, insieme a Ludovica De Panfilis, nell’ambito della rassegna “Mercoledì da Leoni 2026 – L’anima della Piazza”. L’iniziativa condotta dalla giornalista Natascha Lusenti, sarà un’occasione di confronto pubblico sui temi del fine vita, dell’autodeterminazione e della libertà di scelta, a partire dalle storie, dalle battaglie civili e dalle questioni ancora aperte nel nostro Paese.

La rassegna, che si svolgerà dal 10 al 15 luglio tutti i mercoledì alle 18:30 in Piazza Fontanesi, è promossa dal Comune di Reggio Emilia, nell’ambito di Reggio Emilia città delle persone, con il coinvolgimento di NOI Centro Storico e del programma #Restate – Assolutamente in città.
Qui il programma completo

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Filomena Gallo a Civitavecchia per l’incontro “Fine vita. Diritti, dignità e libertà di scelta”

📍 Compagnia Portuale, Via della Cooperazione 1, Civitavecchia
📅 Venerdì 26 giugno
🕕 Ore 18:00


Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà a Civitavecchia all’incontro “Fine vita. Diritti, dignità e libertà di scelta. Dalla sentenza della Corte costituzionale alle prospettive legislative”.L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico sul tema del fine vita, sull’autodeterminazione nelle scelte sanitarie e sulle prospettive legislative aperte a partire dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.

Dopo i saluti di Patrizio Scilipoti, presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia, oltre a Filomena Gallo interverranno Claudio Marotta – Consigliere regionale del Lazio, Marietta Tidei – Consigliera regionale del Lazio, Pietro Insolera – Associazione Libertà e Giustizia, Giosuè De Felici – Giovani Democratici, Provincia di Roma.

Qui la locandina completa

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Osservatorio DAT: crescono i depositi nei Comuni italiani, +18,2% rispetto a due anni fa


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“Cresce la consapevolezza sul diritto all’autodeterminazione, nonostante la disinformazione di Stato”

QUI la dashboard che riepiloga i dati raccolti


Sono 278 mila le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) raccolte e rendicontate nell’83,6% dei Comuni italiani che hanno risposto negli anni (includendo dunque anche i dati di quei Comuni che non hanno fornito un aggiornamento al 2025, ma avevano risposto alle precedenti indagini). Il dato complessivo resta sconosciuto.

Solo 4.822 Comuni hanno infatti risposto a entrambe le rilevazioni, quella di due anni fa e quella di quest’anno. Nessuna informazione da 3.072 Comuni, che continuano a ignorare gli obblighi di trasparenza e non rispondono agli accessi agli atti. Tra i capoluoghi: Torino, Catania, Salerno, Trieste, Cagliari, Reggio Emilia e Ancona.

Differenze significative tra Nord e Sud.

Attenzione: la dashboard è in continuo aggiornamento. I numeri forniti in questo comunicato stampa sono relativi ai dati pervenuti a lunedì 15 giugno 2026.


L’Associazione Luca Coscioni ha concluso una nuova indagine nazionale sul deposito del “testamento biologico” (DAT) – attraverso una campagna di accesso civico su 7.677 Comuni italiani, aggiornata a dicembre 2025. Prendendo in esame i 4.822 Comuni che hanno fornito i dati aggiornati sia per il 2023 che per il 2025, risultano depositati, dall’entrata in vigore della legge del gennaio 2018, 228.151 testamenti biologici. Limitatamente a questi Comuni, la crescita è del 18,2% rispetto al 2023.

QUI sono consultabili i dati riguardanti i comuni che hanno fornito l’aggiornamento dei dati al 31 dicembre 2025. Attenzione: la dashboard è in continuo aggiornamento. I numeri forniti in questo comunicato stampa sono relativi ai dati pervenuti a lunedì 15 giugno 2026.


Aggiungendo anche il numero di DAT depositate nei 1.780 Comuni che nel 2025 non hanno risposto , ma che avevano risposto negli anni precedenti, il numero di DAT certamente depositate su un totale di 6.602 Comuni è di 278.329 DAT. Questo è dunque un dato parziale, privo delle DAT non comunicate quest’anno, a cui vanno aggiunte le DAT depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, per le quali non esistono dati pubblici disponibili.

Tra i Comuni che non hanno fornito dati aggiornati, ci sono i seguenti capoluoghi: Torino, Catania, Salerno, Trieste, Cagliari, Reggio nell’Emilia, Ancona, Terni, Como, Lecce, Avellino, Cosenza, Trapani, Andria, Barletta, Brindisi, Caserta, Pesaro, Cremona, Catanzaro, Caltanissetta, Chieti, Ascoli Piceno, L’Aquila, Rieti, Oristano, Gorizia, Verbania.

Oggi nel nostro Paese si registra in media una DAT ogni 166 abitanti, contro una ogni 191 abitanti rilevata nel 2023. Per quel che riguarda la trasmissione in Banca dati ne risultano trasmesse 246.340. Si tratta dell’88,5% del totale, in lieve flessione rispetto a quanto rilevato nell’indagine precedente (90,4%).

➡ L’indagine in pillole


L’indagine evidenzia anche forti differenze territoriali. In valori assoluti la Lombardia guida la classifica con 54.679 DAT depositate, seguita da Emilia-Romagna (31.065) e Piemonte (26.556). Tra le Province, la Città metropolitana di Milano è medaglia d’oro (19.835), seguita da quelle di Torino (14.685) e di Roma Capitale (13.443). Tra i Comuni, Milano è la città con il maggior numero di DAT depositate (8.912), davanti a Roma (7.627), Torino (5.261), Genova (3.715) e Bologna (3.194).

Sul fronte della densità rispetto alla popolazione, il Trentino-Alto Adige è la Regione con la maggiore diffusione del testamento biologico, con una DAT ogni 93 abitanti, seguito da Abruzzo (117) ed Emilia-Romagna (120), Valle d’Aosta e Marche (128 entrambe) In fondo alla classifica Campania (1 ogni 276), Molise (273), Lazio (269), Sardegna (255) e Calabria (228). Tra le province, la capolista è Pescara (1 DAT ogni 74), seguita da Bolzano (1 ogni 75), Teramo (1 ogni 90), Pesaro e Urbino (1 ogni 91) e Forlì Cesena (1 ogni 97). Meno Dat in proporzione alla popolazione residente si registrano nella neoistituita provincia dell’Ogliastra (1 DAT ogni 432 abitanti), a Rieti (1 ogni 384), L’Aquila (1 ogni 365), Palermo (1 ogni 360) e Benevento (1 ogni 332)

Anche osservando la classifica dei Comuni capoluogo per densità di DAT depositate emerge con chiarezza il forte divario territoriale nell’accesso alle DAT. Tra i 115 capoluoghi italiani che hanno fornito dati, i livelli più alti di diffusione del testamento biologico si registrano soprattutto nel Nord Italia: Bolzano guida la classifica con una DAT depositata ogni 60 abitanti, seguita da Varese con una ogni 71, Cuneo con una ogni 83, Vicenza con una ogni 84 e Cesena con una ogni 86 abitanti.

All’estremo opposto si trovano invece diversi capoluoghi del Centro-Sud, dove il ricorso alle DAT resta molto più limitato. Napoli occupa il 110° posto con una DAT ogni 541 abitanti, seguita da Rieti con una ogni 545, Latina con una ogni 691, Benevento con una ogni 729 e Caserta ultima in classifica con appena una DAT ogni 749 abitanti.

Il report mette inoltre in luce profonde disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso allo strumento delle DAT. Le differenze tra Nord e Sud restano marcate: nel Nord-Est si registra una DAT ogni 133 abitanti, nel Nord-Ovest una ogni 142, mentre il rapporto scende a una ogni 217 abitanti nel Sud e a una ogni 194 nel Centro Italia. Anche la dimensione dei Comuni incide fortemente sulla diffusione del testamento biologico. Nei Comuni sotto i 5mila abitanti si registra una DAT ogni 195 residenti, contro una ogni 144 nei centri tra 250mila e 500mila abitanti.

In controtendenza è il dato delle grandi città, in cui si registra la densità più bassa di testamenti biologici in proporzione alla popolazione residente: qui se ne hanno 1 ogni 215 abitanti.Il dato, però, risente delle disparità territoriali, evidenziando la diffusione limitata dello strumento nei grandi centri urbani del Sud. Guardando, infatti, ai numeri assoluti, la prima grande città del Sud è Bari (al sesto posto in Italia), con Napoli che si posiziona al 12° posto, Catania al 17° e Palermo al 20°.

➡ Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato


“Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita. Per quanto riguarda la conoscenza delle disposizioni anticipate di trattamento, la situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente, grazie esclusivamente all’attività di organizzazioni, come l’associazione Luca Coscioni e poche altre, e singole persone che non si rassegnano all’ignoranza imposta dallo Stato italiano. I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione”.

Il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni (0699313409) continua a offrire supporto gratuito ai cittadini oltre agli altri temi relativi al fine vita che sulle modalità per predisporre e depositare le DAT. Grazie al Numero Bianco, l’Associazione Luca Coscioni continua a sopperire all’assenza di un’informazione istituzionale chiara, garantendo un accesso immediato a chi desidera conoscere e far valere i propri diritti sul fine vita.

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La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro “La legge regionale sul fine vita. Dal caso Toscana alle linee guida lombarde”

📍 Casa di Quartiere Calusca, Vicolo Calusca 10, angolo Corso di Porta Ticinese 106, Milano
📅 Mercoledì 17 giugno
🕖 Ore 19:00


La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro giuridico aperto al pubblico “La legge regionale sul fine vita. Dal caso Toscana alle linee guida lombarde”, dedicato al tema delle competenze regionali in materia di fine vita e alle prospettive aperte dalle esperienze territoriali.

L’iniziativa, realizzata con il Municipio 1 del Comune di Milano, sarà un’occasione di approfondimento sul percorso della legge regionale in Toscana, sulle linee guida lombarde e sulle iniziative per garantire procedure chiare e tempi celeri alle persone che richiedono l’accesso al morte medicalmente assistito.

Introduce Cristiana Zerosi, Coordinatrice ALC Lombardia.

Interverranno Avv. Massimo Rossi – Membro di Giunta ALC, Avv. Giulia Crivellini – Membro di Giunta ALC, Avv. Fabio Pellicani – Amministrativista.

Modera Avv. Simona D. Giannetti, Giurista per le libertà ALC.

Per informazioni: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it.

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Marco Cappato a Bologna per parlare di democrazia nell’era dell’AI

📍 BolognaFiere – GovTech | MALL, Stage 25 – Piazza Costituzione 3, Bologna
📅 Mercoledì 24 giugno 2026
🕧 Ore 12:20 – 13:00


Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e presidente di Eumans, interverrà al WMF – We Make Future 2026 nel panel “Democrazia nell’era dell’AI: informazione, consenso e nuovi equilibri di potere”, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali sui processi democratici.

L’incontro affronterà il modo in cui dati, algoritmi e modelli predittivi stanno incidendo sulla produzione e distribuzione dell’informazione, sarà un’occasione per discutere rischi e opportunità di questa trasformazione, con particolare attenzione alla trasparenza e alla tutela dei diritti fondamentali nell’era digitale.

Oltre a lui interverranno Oreste Pollicino – Professore ordinario di Diritto costituzionale, Università Bocconi e Riccardo Magi – Deputato, componente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati.
Modererà Antonello Barone, ideatore del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro.

Il WMF – We Make Future 2026 si terrà dal 24 al 26 giugno 2026 a BolognaFiere.

Per maggiori informazioni sul programma completo e per acquistare il biglietto a questo link

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La Cellula Coscioni Treviso organizza lo Sportello sul Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 20 giugno 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Mercato coperto di via Catania 70 – Roma
🗓 Giovedì 17 giugno 2026
🕡 Dalle 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO II di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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Francesco Di Paola partecipa a Salerno all’incontro “A che punto sono i nostri diritti?”

📍 Casa del Volontariato, Via Filippo Patella 2/6, Salerno
📅 Mercoledì 17 giugno 2026
🕡 Ore 19:00


Francesco Di Paola, avvocato e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà a Salerno all’incontro “A che punto sono i nostri diritti?”, promosso insieme agli attivisti del territorio.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico sullo stato dei diritti civili in Italia e sulle sfide ancora aperte per la loro tutela, a partire dalle campagne e dalle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni.

L’incontro segnerà anche l’avvio della Cellula Coscioni Salerno, con l’obiettivo di rafforzare la presenza territoriale dell’Associazione e offrire uno spazio aperto di partecipazione, confronto e mobilitazione per chi vuole contribuire alla difesa delle libertà fondamentali.

Per maggiori informazioni: sofiacampana68@gmail.com.

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Parte la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “PMA per Tutte”


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La proposta, che dovrà raccogliere 50.000 firme entro sei mesi, mira ad estendere l’accesso alla PMA per donne single e coppie di donne: QUI è possibile firmare

La calciatrice di Serie A Alia Guagni, mamma single e testimonial della campagna dichiara: “Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un Paese più giusto”. In Europa, sono 32 gli Stati che consentono l’accesso alla PMA per le single e 12 – tra cui l’Italia – quelle che lo vietano


Ha preso ufficialmente il via la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “PMA per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, a cui hanno aderito decine di associazioni. Obiettivo: 50.000 firme entro 6 mesi per il deposito in Parlamento. Si firma a questo link e presso i tavoli che saranno allestiti in tutta Italia nelle prossime settimane.

La proposta di legge modifica l’articolo 5 della legge 40/2004 sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), consentendo l’accesso alla PMA anche alle donne single e alle coppie di donne, oggi escluse dalla normativa italiana, che limita l’accesso alle tecniche alle sole coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi.

L’iniziativa si inserisce nel percorso che negli ultimi vent’anni ha portato alla progressiva eliminazione dei principali divieti della legge 40 attraverso le sentenze della Corte costituzionale. Oggi, dopo le decisioni che hanno reso effettivamente praticabili le tecniche di PMA, eliminato il di fecondazione di più di tre gameti e il divieto di fecondazione eterologa e consentito l’accesso alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di patologie genetiche, l’Associazione Luca Coscioni rilancia l’impegno per superare le discriminazioni ancora esistenti.

“Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne a recarsi all’estero per accedere alla PMA, e in altri casi a rinunciare o a ricorrere al mercato nero.

La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all’eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire. Con questa raccolta firme vogliamo trasformare questa indicazione in una riforma concreta, affinché anche in Italia sia garantito un accesso equo alla procreazione medicalmente assistita, senza discriminazioni”, dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna ‘PMA per tutte’.

“Dopo vent’anni di battaglie che hanno cambiato la legge 40 e restituito diritti a migliaia di persone, chiediamo alla politica di fare la propria parte. Non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all’estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche in Italia”.

➡ Il video della campagna realizzato dalla regista Cecilia Albertini


youtube.com/embed/94mJuA7RBzI?…

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Il volto della campagna “PMA per tutte” è Alia Guagni, ex calciatrice della Nazionale italiana e mamma single grazie a un percorso di PMA realizzato in Spagna.

Alia racconta in un video la sua storia, invitando non solo a firmare la proposta di legge ma anche a “scendere in campo”: “[…] Per tanti anni il calcio è stata la mia vita, il mio lavoro e la mia passione. Ma la conquista più grande è stata un’altra: è stata avere mia figlia. Ma sono dovuto andare in Spagna per farlo per poterla avere con la procreazione medicalmente assistita. In Italia non avrei potuto. Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un paese più giusto dove la PMA sia accessibile a tutte le donne, senza dover andare all’estero per realizzare il proprio sogno”.

➡ I dati: la mappa della PMA in Europa


map visualization

Se non visualizzi la mappa correttamente, CLICCA QUI

Contestualmente al lancio della campagna, l’Associazione Luca Coscioni ha reso nota una mappa aggiornata sull’accesso alla procreazione medicalmente assistita nei vari Paesi europei, ricerca e studio curati dall’avvocata Alessia Cicatelli e visivamente elaborata da Alessandro De Luca, membri di giunta dell’Associazione Luca Coscioni.

In 13 Paesi, tra cui l’Italia, l’accesso alla PMA è vietato alle donne single e resta limitato alle sole coppie, in alcuni casi solo dello stesso sesso, in altri anche di sesso diverso. Oltre all’Italia: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Lituania, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca e Slovacchia prevedono l’accesso alle sole coppie eterosessuali. Mentre l’Austria e la Svizzera lo prevedono per tutte le tipologie di coppia, senza alcuna distinzione in base all’orientamento sessuale

In 32 Paesi europei la PMA è legalmente accessibile anche alle donne single. Tra questi Paesi, alcuni la permettono insieme anche a coppie omogenitoriali ed eterogenitoriali: tra questi Paesi ci sono Francia, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi. Altri Paesi permettono invece la PMA per donne single e solo coppie eterogenitoriali come Bielorussia, Cipro, Grecia, Lettonia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Russia, Serbia, Ucraina.

➡ La rete di “PMA per Tutte”


Ad oggi hanno aderito alla campagna “PMA per tutte”: Tech4Fem, Famiglie Arcobaleno, Zägara, Stiamo Fresche, Agedo, SheTech, L’Altra Cicogna Onlus, Equaly, Feconda Scelta, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Consulta di Bioetica, Mamma in PMA, le Contemporanee, UAAR, Certi Diritti, Arcigay, DONNEXSTRADA, EquALL, Casa delle Donne di Torino, Break the Silence, Actionaid, Enzo Tortora Radicali Milano, SeNonOraQuando?Torino, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Associazione Radicali Trento e Eumans. Altre realtà sono in fase di adesione.

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La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza un incontro informativo sulle DAT

📍 Associazione Caracol Olol Jackson, Viale Crispi 46, Vicenza
📅 Venerdì 12 giugno
🕖 Ore 19:00


La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza a Vicenza un incontro informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), comunemente note come “testamento biologico”.

L’iniziativa, dal titolo “Maramiao perché sei morto? Il biotestamento spiegato a tutti”, sarà un’occasione per approfondire in modo chiaro e accessibile cosa sono le DAT, come si redigono e perché rappresentano uno strumento fondamentale per l’autodeterminazione nelle scelte sanitarie e di fine vita.

Interverranno, per la Cellula Coscioni Vicenza-Padova gli attivisti Domenico Farano e Alessandra De Gregorio

L’incontro si terrà presso l’associazione Caracol Olol Jackson ed è aperto alla cittadinanza.

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La Cellula Coscioni Bari organizza “Il giardino delle scelte”, un momento confronto sui diritti nel fine vita

📍 Ortodomingo, Via A. Lucarelli 120, Bari
📅 Venerdì 12 giugno 2026
🕠 Ore 17:30


La Cellula Coscioni Bari organizza “Il giardino delle scelte”, un momento di riflessione condivisa sulle scelte di fine vita, in collaborazione con OrtodomingO, co-fondatore di RCU Municipio 2, e con Bari Pride.

L’iniziativa sarà uno spazio di ascolto e confronto dove saranno anche condivise informazioni pratiche e comprensibili.

Introduce e modera Lia Lacatena, avvocata e socia della Cellula Coscioni Bari.

Interverranno Nino Sisto – Coordinatore Cellula Coscioni Bari, Carla Mannoccio – Medica, socia Cellula Coscioni Bari, Matteo Costantino – Avvocato, Responsabile Servizio DAT, Palo del Colle, Marilù Quercia – Attrice, counsellor.

L’evento sarà accompagnate da un tessuto musicale curato da Caldera Balfolk.

Durante l’evento sarà inoltre possibile firmare anche per la campagna “PMA per tutte”.

L’incontro è aperto alla cittadinanza.

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La Cellula Coscioni Rieti partecipa al “Field Fest 2” a Nepi, una serata a sostegno dell’Associazione Luca Coscioni

📍 Etruria Sound Lab, Via Ronci 2376, Nepi
📅 Sabato 13 giugno
🕓 Dalle ore 16:00 alle 04:00


La Cellula Coscioni Rieti parteciperà a “EPC x Embrace – Field Fest 2”, una giornata di musica, danza e socialità all’aperto organizzata da Estrazione Party Culturale ed Embrace the Wild.

L’iniziativa sarà anche una serata di raccolta fondi a sostegno dell’Associazione Luca Coscioni: il ricavato del format DANCExDONATE sarà devoluto in beneficenza ad Associazione Luca Coscioni e SuperAbile, trasformando la partecipazione in un gesto concreto di sostegno a libertà, diritti e inclusione.

Durante l’evento, la Cellula Coscioni Rieti sarà presente per raccogliere le firme per la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, per ottenere procedure chiare e tempi celeri per le richieste di morte medicalmente assistita.

La giornata prevede musica, DJ set, expo, body art e momenti di convivialità immersi nel verde. L’evento è family friendly, con ingresso gratuito per bambini e bambine.

Per maggiori informazioni e per registrarti all’evento, visita il seguente link

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Giulia Crivellini partecipa ad Agrate Brianza al dibattito “Liberə fino alla fine”

📍 Centrifuga Lab, Via Mazzini 17, Agrate Brianza
📅 Mercoledì 10 giugno
🕣 Ore 20:45


Giulia Crivellini, avvocata e componente di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà al dibattito sul fine vita “Liberə fino alla fine”, dedicato ai temi dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e dei diritti nelle decisioni di fine vita promosso dalla Cellula Coscioni Monza

L’iniziativa sarà anche un’occasione per sostenere la raccolta firme per la legge regionale “Liberi Subito”, promossa per ottenere procedure chiare e tempi certi per le richieste di suicidio medicalmente assistito in Lombardia.

Introduce Riccardo Sala, segretario del Circolo PD Agrate Brianza.

Modera Alberto Castagna, coordinatore della Cellula Coscioni Monza e Brianza.

L’incontro è organizzato in collaborazione con Forum Diritti Umani PD Monza e Brianza e dal Circolo PD Adriano Poletti.

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La Cellula Coscioni Lecco a Ello per l’incontro “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): il biotestamento in Comune”

📍 Sala consiliare, Via M. De Vecchi 17, Ello
📅 Venerdì 12 giugno
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Lecco partecipa a Ello all’incontro “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): il biotestamento in Comune”, dedicato al fine vita, alla libertà di scelta e agli strumenti oggi disponibili per esprimere in modo consapevole le proprie volontà sui trattamenti sanitari.

L’iniziativa sarà un’occasione di informazione pubblica sulle DAT, dette anche “testamento biologico” o “biotestamento”: cosa sono, come si redigono e dove possono essere depositate.

Interverranno:

Sergio De Muro e Simone Gallimberti – coordinatori della Cellula Coscioni Lecco
Virgilio Meschi – medico e presidente della Cellula Coscioni Lecco
Marco Cappato – Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, con un video-intervento

Introduce Paolo Colombo, già funzionario del Comune di Ello.

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La Cellula Coscioni Lainate ad Arese per un incontro sul fine vita

📍 Casa delle Associazioni, Viale dei Platani 6, Arese
📅 Venerdì 12 giugno
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Lainate partecipa ad Arese all’incontro “Il fine-vita: una tematica controversa. Diritti della persona, morte assistita, eutanasia”, promosso da ANPI Sezione di Arese nell’ambito del ciclo “I venerdì dell’ANPI – i diritti dimenticati”, con il patrocinio del Comune di Arese.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico sui diritti della persona, sul fine vita e sulle scelte di autodeterminazione.

Introduce e modera Sergio Clerici, Presidente ANPI Sezione di Arese.

Interverranno:

Claudio Stellari, Coordinatore Cellula Coscioni Lainate e membro di Soccorso Civile – “Soccorso civile. Le disubbidienze”
Massimo Rossi, avvocato, difensore di Marco Cappato nei processi di Fabo e Davide Trentini; giornalista – “Cenni storici e giuridici del suicidio medicalmente assistito”
Michela Palestra, Consigliera regionale Patto Civico – “Le persone sono pronte per una legge. E la politica? Il caso della Regione Lombardia”

Seguirà un panel di discussione con:

Roberto Labianca, oncologo medico, già primario in Oncologia e in Cure Palliative all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo
Claudio Lorenzo Medici, volontario LILT, équipe di cure palliative presso l’hospice Beati Coniugi Martin di Milano
Tatiana Zampollo, Coordinatrice Cellula Coscioni Lainate, Associazione Luca Coscioni

Durante l’evento verranno raccolte firme per la legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita “Liberi Subito”.

L’ingresso è libero e gratuito.

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Marco Cappato a Parma per parlare di autodeterminazione e diritti dei cittadini al “DiverCity”

📍 Auditorium HQ Chiesi, Via Paradigna 131/A, Parma
📅 Martedì 16 giugno 2026
🕟 Ore 16:30


Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà al panel di approfondimento “DiverCity”, realizzato in collaborazione con Chiesi.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto sui temi della salute, dell’inclusione e dei diritti, mettendo al centro esperienze e prospettive diverse in ambito sociale, sanitario e professionale.

Oltre a lui interverranno Caterina Tenisci – ostetrica clinica e divulgatrice, Luca Butini – Presidente ANLAIDS e immunologo, Giacomo Mazzariello – Executive Vice President Group CHRO Chiesi Group, Vito Nigro – Direttore programmi Dynamo Camp

Modererà Valentina Dolciotti, direttrice di DiverCity Magazine.

Per partecipare necessaria registrazione a questo link

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Alessia Cicatelli partecipa a Palestrina all’incontro “Diritti nel fine vita”

📍 Biblioteca Comunale Fantoniana, Via Madonna dell’Aquila, Palestrina
📅 Sabato 13 giugno
🕕 Ore 18:00


Alessia Cicatelli, avvocata e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà all’incontro e dibattito aperto “Diritti nel fine vita”, promosso dalla Cellula Coscioni Roma.

L’iniziativa sarà un’occasione di informazione e confronto pubblico dedicata ai diritti nel fine vita, all’autodeterminazione e alla libertà di scelta nelle decisioni sanitarie.

L’incontro permetterà di approfondire il quadro dei diritti oggi riconosciuti in Italia e di promuovere una maggiore consapevolezza sugli strumenti disponibili per esprimere le proprie volontà, a partire dalle Disposizioni Anticipate di Trattamento e dalle possibilità previste dalla normativa vigente.

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Marco Cappato a Rimini per “La voce dei diritti”, nella cornice del festival Biglietti agli amici

📍 Piazza sull’Acqua, Rimini
📅 Martedì 23 giugno
🕗 Ore 20:00


Marco Cappato parteciperà all’incontro “La voce dei diritti”, in dialogo con Marco Missiroli, nella cornice del festival Biglietti agli amici.

L’appuntamento sarà un’occasione di confronto sulle libertà fondamentali, sul rapporto tra legge, etica e responsabilità individuale. A partire dalle battaglie per il fine vita e per i diritti digitali, l’incontro rifletterà sul ruolo della partecipazione attiva e della disobbedienza civile come strumenti capaci di scuotere le coscienze e contribuire alla trasformazione della società.

L’ingresso è libero e senza prenotazione.
Qui maggiori info e programma completo

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Filomena Gallo e Marco Cappato partecipano al Senato alla presentazione de “Il prezzo della libertà” di Valentina Petrini

📍 Sala Caduti di Nassirya, Senato della Repubblica, Piazza Madama 11, Roma📅 Martedì 9 giugno 2026🕚 Ore 11:00


Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni APS, e Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni APS, parteciperanno alla conferenza stampa di presentazione del volume “Il prezzo della libertà. Sibilla e Anna, una storia di disobbedienza civile” di Valentina Petrini.

L’iniziativa, promossa su iniziativa della Vice Presidente del Senato Sen. Mariolina Castellone, sarà un’occasione di confronto sul tema della libertà, dell’autodeterminazione e della disobbedienza civile, a partire dalla storia raccontata nel libro che intreccia le storie vere di due donne, Sibilla Barbieri e “Anna” (nome di fantasia, scelto a tutela della privacy), che vivono malattie senza via d’uscita in condizioni sociali ed economiche profondamente diverse. Solo una di loro potrà permettersi di scegliere come affrontare il proprio fine vita.

Dopo i saluti istituzionali di Mariolina Castellone, Vice Presidente del Senato, interverranno:

Valentina Petrini – autrice del volumeFilomena Gallo – avvocata, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca CoscioniMarco Cappato – Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, da remoto

L’accesso in sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. È richiesto abbigliamento consono; per gli uomini è previsto l’obbligo di giacca e cravatta. In caso di esaurimento dei posti in presenza, la conferenza potrà essere seguita in streaming sui canali ufficiali. Gli ospiti e i giornalisti devono accreditarsi scrivendo a: mariadomenica.castellone@senato.it.

Maggiori informazioni sono disponibili nella locandina dell’evento qui.

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A 48 anni dalla legge 194, il diritto di scegliere non può dipendere dalla Regione in cui si vive


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Il 22 maggio 1978 entrava in vigore la legge 194, una delle norme più importanti della storia repubblicana italiana. Per la prima volta, il nostro ordinamento disciplinava l’interruzione volontaria della gravidanza in condizioni di sicurezza, all’interno del Servizio sanitario nazionale. A distanza di 48 anni, la legge 194 resta un pilastro, ma la sua applicazione continua a essere disomogenea e, in molti casi, ostacolata da barriere organizzative e interpretazioni restrittive.

➡ Campania, Lazio ed Emilia-Romagna: dove l’aborto farmacologico può avvenire senza ricovero


Nelle ultime settimane, la Campania si è aggiunta al Lazio e all’Emilia-Romagna tra le Regioni che consentono alle donne di effettuare l’aborto farmacologico senza ricovero e di assumere a casa il secondo farmaco, il misoprostolo. Insieme a queste Regioni bisogna anche considerare le Province autonome di Trento e Bolzano.

Si tratta di una modalità già prevista dalle linee guida del Ministero della Salute dal 2020, che recepiscono le indicazioni scientifiche internazionali e consentono l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica fino a 9 settimane di gestazione in regime ambulatoriale o consultoriale.

Ciò significa che la donna può effettuare la procedura senza essere ricoverata in ospedale, assumendo il primo farmaco in consultorio o in ambulatorio, con la possibilità di scegliere di assumere il secondo farmaco, due giorni dopo, nella propria casa. Si tratta di una soluzione clinicamente sicura e meno onerosa per il sistema sanitario.

➡ L’aborto farmacologico, una procedura sicura e appropriata


L’aborto farmacologico è una procedura consolidata, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e adottata da anni in numerosi Paesi europei. Il ricovero in ospedale non aumenta la sicurezza della procedura ma, al contrario, può esporre la donna a rischio di infezioni ospedaliere oltre a limitarne totalmente la libertà di scelta del metodo. Il meHa anche un importante riscontro economico perché comporta costi più elevati per il Servizio sanitario sprecando risorse sanitarie.

Il caso della Lombardia è emblematico perché rappresenta uno spreco di risorse pubbliche, senza alcun beneficio clinico. In questa Regione l’aborto farmacologico in day hospital costa più del chirurgico: 1.246 euro per l’aborto farmacologico in day hospital, mentre quella chirurgica 952 euro.

➡ Una geografia dei diritti ancora troppo diseguale: la campagna Aborto senza ricovero


Oggi il diritto di scegliere come affrontare un’interruzione di gravidanza in Italia continua a dipendere dal luogo di residenza. Nella maggior parte delle Regioni italiane, infatti, l’aborto farmacologico senza ricovero non è ancora garantito. Questo significa che due donne nelle medesime condizioni possono ricevere trattamenti diversi solo perché vivono in territori differenti dello stesso Paese. Una disparità che contraddice il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale e svuota di significato un diritto riconosciuto dalla legge.

Per superare queste disuguaglianze, l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato la campagna Aborto senza ricovero.

L’obiettivo è semplice e concreto: garantire in tutte le Regioni italiane la piena applicazione delle linee guida ministeriali del 2020. Le donne devono poter scegliere di accedere all’aborto farmacologico entro le prime 9 settimane, devono poter effettuare la procedura in consultorio o ambulatorio e infine devono poter assumere il secondo farmaco a casa. “Ci auguriamo che tutto questo sarà presto possibile ovunque. Perché i diritti non dovrebbero dipendere dalla Regione in cui viviamo”, commentano Anna Pompili, ginecologa e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, Mirella Parachini, ginecologa e Vice-segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e Chiara Lalli, bioeticista e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni.


La dottoressa Pompili già in altre occasioni ha spiegato “le ostilità e le limitazioni all’accesso all’aborto farmacologico e l’incomprensibile resistenza alla deospedalizzazione di questa procedura, ammessa ormai 5 anni fa dall’aggiornamento delle linee di indirizzo ministeriali. Incomprensibile – ha continuato – perché cozza con un principio fondamentale delle politiche di salute pubblica, che è quello dell’appropriatezza delle prestazioni, al quale il governo ci richiama costantemente: a parità di sicurezza ed efficacia, e se la persona assistita lo consente, devono essere privilegiati i setting assistenziali che richiedono un minor impegno – economico e organizzativo – per il sistema sanitario.

Eseguire la procedura in consultorio o in un poliambulatorio, consegnando alle donne il secondo farmaco da assumere a casa, e limitare i ricoveri ospedalieri ai soli casi in cui vi sia una specifica richiesta della donna o in cui vi sia la necessità di un attento monitoraggio clinico (ad esempio per la presenza di particolari patologie) dovrebbe essere la norma, esattamente come accade nella quasi totalità degli altri Paesi. Il ricovero in ospedale dovrebbe dunque essere un’eccezione: perché non aumenta la sicurezza della procedura, perché aumenta il rischio di contrarre infezioni (lo sapevamo già, ma la pandemia ce lo ha confermato), perché evita uno spreco inaccettabile di risorse pubbliche”.

➡ La legge 194 va applicata, ma anche aggiornata


Difendere la legge 194 non significa considerarla intoccabile, al contrario, l’esperienza clinica, l’evoluzione scientifica e il confronto con altri ordinamenti suggeriscono l’opportunità di intervenire su alcune disposizioni che oggi mostrano limiti evidenti.

Eliminare il periodo di riflessione di sette giorni


La legge prevede che, salvo urgenza, tra il rilascio del certificato e l’intervento trascorrano sette giorni. Le procedure per l’interruzione volontaria di gravidanza sono sicure; è possibile comunque avere complicazioni, la cui incidenza aumenta con l’aumentare dell’epoca gestazionale. Se la donna è convinta della sua scelta, costringerla a soprassedere sulla sua decisione per un periodo la cui durata è fissata per legge la espone solo a un rischio maggiore di complicazioni, per la salute fisica e per la salute psichica. La riflessione deve essere una possibilità, non un obbligo.

Estendere il rischio grave per la salute fisica o psichica anche oltre la soglia di vitalità fetale


Al momento, quando c’è la possibilità per il feto di vivere al di fuori dell’utero (intorno alla ventiduesima settimana) la legge permette l’aborto solo se c’è un pericolo grave per la vita della donna. Questo corrisponde a una scelta legislativa molto rigorosa e penalizzante, configurabile come un vero e proprio “obbligo di continuazione della gravidanza”, anche in presenza di gravi patologie fetali che possono mettere a rischio la salute fisica o psichica della donna. Questa impostazione può costringere donne che affrontano gravissime patologie fetali a proseguire la gravidanza contro la propria volontà, con conseguenze profondamente traumatiche.

Eliminare l’obbligo di “salvaguardare la vita del feto”


La Legge 194 impone al medico di adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto in caso di aborto dopo la soglia di vitalità. Attualmente, oltre la ventiduesima settimana non è possibile l’aborto in utero (feticidio), raccomandato da tutte le società scientifiche internazionali. Qualora il feto, dopo l’induzione dell’aborto, dovesse nascere vivo, il medico sarebbe costretto a rianimarlo, anche se gravemente malato e senza prospettive di vita a lungo termine. Si rischia dunque di partorire un figlio che, oltre al problema che ha motivato l’aborto, avrebbe tutti i problemi derivanti dalla grande prematurità. Una prospettiva inaccettabile per moltissime donne che decidono dunque di rivolgersi a strutture all’estero.

Il problema dei dati: senza trasparenza non c’è tutela


Per monitorare l’effettiva applicazione della legge 194 servono dati completi, aggiornati e accessibili. Oggi, invece, la relazione ministeriale viene pubblicata con forte ritardo e presenta dati aggregati per media regionale che non consentono di individuare le criticità territoriali: l’ultima relazione ministeriale è stata pubblicata con un ritardo di un anno e con i dati del 2023. Per questo l’Associazione Luca Coscioni chiede open data dettagliati.

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Caso di Maria Cristina, Gallo e Cappato: “L’ULSS le nega un diritto costituzionale senza nemmeno averla visitata e senza spiegazioni. Decisione grave e illegittima”


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La donna di Treviso insieme all’Associazione Luca Coscioni aveva inviato una diffida e messa in mora all’azienda sanitaria per sollecitare l’attivazione urgente della procedura


Dopo oltre due mesi di attesa, Maria Cristina, malata oncologica terminale di 77 anni affetta da mesotelioma pleurico – una forma tumorale aggressiva del rivestimento polmonare a prognosi infausta per cui non esistono cure risolutive e di poco modificabile con i trattamenti chemioterapici a disposizione – ha ricevuto dall’ULSS una comunicazione con la quale le viene notificato un diniego alla richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito.

Nonostante il progressivo aggravamento del quadro clinico, continua a sottoporsi alla chemioterapia pur in una condizione sempre più complessa e gravosa.

Il trattamento è stato ridotto al 60% del dosaggio previsto perché non più adeguatamente tollerato: dopo ogni ciclo la paziente è costretta a convivere con una debilitazione protratta, difficoltà respiratorie e importanti effetti collaterali che incidono pesantemente sulla qualità della vita.

➡ Dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato


“Si tratta di una decisione gravissima, resa ancora più grave dal fatto che l’Azienda sanitaria non ha indicato le ragioni del diniego, non ha specificato quale dei requisiti individuati dalla Corte costituzionale sarebbe risultato mancante, non ha trasmesso la relazione del Gruppo Tecnico né il parere del Comitato Etico sui quali la decisione sarebbe fondata.

Ad oggi Maria Cristina si trova nella paradossale condizione di vedersi negato l’accesso a un percorso riconosciuto dalla Corte costituzionale senza essere messa nelle condizioni di conoscere le motivazioni della decisione e di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.

Ancora più sconcertante è che la signora non sia mai stata visitata dal Gruppo Tecnico incaricato della verifica. Ci troviamo di fronte a una valutazione effettuata esclusivamente sulla base della documentazione sanitaria, senza alcun confronto diretto con una persona che vive una condizione clinica irreversibile, una prognosi infausta e sofferenze intollerabili.

La Corte costituzionale ha previsto che il Servizio Sanitario Nazionale effettui verifiche rigorose, complete e tempestive. Non ha certo autorizzato procedure opache nelle quali una persona gravemente malata riceve un semplice “no” privo di motivazione, senza conoscere gli atti e le valutazioni che hanno determinato una decisione destinata a incidere sui diritti fondamentali della persona.

Per questa ragione chiederemo immediatamente l’accesso integrale a tutti gli atti del procedimento, alle relazioni degli specialisti e al parere del Comitato Etico. Valuteremo inoltre con Maria Cristina ogni iniziativa giudiziaria necessaria per tutelare i suoi diritti. Sarà una corsa contro il tempo, un tempo che purtroppo la nostra assistita non ha più. Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto sia urgente approvare anche in Veneto una disciplina che preveda tempi certi per ogni persona malata, procedure trasparenti e responsabilità chiare. esattamente ciò che è previsto dalla nostra proposta di legge regionale “Liberi Subito”.

Nessuna amministrazione pubblica dovrebbe poter lasciare una persona nell’incertezza per mesi e poi comunicarle un diniego senza metterla nelle condizioni di comprenderne le ragioni. Il tempo che si perde in queste procedure non è tempo amministrativo. È vita che se ne va. E di questo qualcuno dovrà assumersi la responsabilità”.

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Marco Cappato a Rapallo per “Demografia e democrazia nell’era digitale: i giovani protagonisti”

📍Porto Carlo Riva – Rapallo (GE)
📅Sabato 6 giugno 2026
🕕Ore 11:50
Evento non aperto al pubblico


Marco Cappato, Tesoriere Associazione Luca Coscioni APS e Presidente di Eumans, parteciperà al panel “Demografia e democrazia nell’era digitale: i giovani protagonisti”, insieme a Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi. Il dibattito, all’interno del 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, esplorerà il ruolo dei giovani nella società contemporanea e le sfide demografiche e digitali che li coinvolgono.

Evento non aperto al pubblico.
Prevista la diretta streaming disponibile sul canale YouTube: www.youtube.com/@GIConfindustriaPer il programma completo e tutti gli altri eventi si rimanda alla locandina completa QUI.

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La Cellula Coscioni Treviso organizza lo Sportello sul Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 6 giugno 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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La Cellula Coscioni Lodi organizza uno sportello informativo sul testamento biologico

📍 C/O CGIL, via Pietrasanta 3, Codogno
📅 Sabato 6 giugno 2026
🕤 Ore 09:30 – 11:30


La Cellula Coscioni Lodi, in collaborazione con CGIL Lodi, propone uno sportello informativo dedicato al tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), conosciute anche come testamento biologico.

In occasione dello sportello sarà inoltre possibile firmare la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, per garantire procedure certe sul fine vita in Lombardia.
Per ulteriori informazioni cellulalodi@associazionelucacoscioni.it

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La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano
🗓 Mercoledì 17 giugno 2026
🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

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La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano
🗓 Mercoledì 3 giugno 2026
🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

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La Cellula di Torino interviene all’evento “Decisioni di salute” a Ivrea

📍 Polo Formativo Universitario Officina H, Via Monte Navale, Ivrea
📅 Sabato 1 giugno 2026
🕘 Ore 09:00 – 13:00
Accreditato ECM


La Cellula Coscioni Torino sarà presente all’evento formativo regionale ECM “Decisioni di salute”, organizzato nell’ambito della riunione annuale del progetto “Tutti in rete con la bussola”.

All’incontro parteciperanno:

  • Davide Di Mauro, Coordinatore della Cellula Coscioni Torino
  • Paola Angela Stringa, Avvocata e giurista per le libertà Associazione Luca Coscioni APS
  • Erika Milanesio, Infermiera e responsabile scientifico del corso
  • Lorenzo Gagliardi, Ricercatore post doc in Psicologia dello Sviluppo e Socializzazione, Università di Padova
  • Diego Targhetta Dur, Direttore del Polo Formativo Universitario Officina H

I relatori approfondiranno i temi delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), del consenso informato e dei diritti dei cittadini in materia di salute e autodeterminazione.

Per il programma completo e ulteriori informazioni sull’evento ECM, si rimanda alla locandina ufficiale.

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I Diritti Sconosciuti – Disposizioni anticipate di trattamento con la Cellula Coscioni Pavia

📍 Sala Cà dei Passeri, Via Parco Vecchio 6, San Genesio ed Uniti
📅 Venerdì 5 giugno 2026
🕘 Ore 21:30


La Cellula Coscioni di Pavia, in collaborazione con l’associazione culturale Futura, organizza un incontro pubblico di informazione dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), con focus sui temi del testamento biologico, del suicidio medicalmente assistito e dell’eutanasia.

Si terrà il panel con gli interventi di:

  • Roberto Imberti, rianimatore e farmacologo
  • Davide Albanese, medico palliativista

Moderano l’incontro Francesca Bonemazzi e Loris Tissino.

L’iniziativa offre uno spazio di confronto su aspetti legali e pratici delle DAT e delle scelte di fine vita, con la possibilità per il pubblico di porre domande e approfondire i temi trattati.

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Mercato coperto di via Catania 70 – Roma
🗓 Giovedì 4 maggio 2026
🕡 Dalle 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO II di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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Maria Cristina, paziente oncologica terminale veneta, attende da 2 mesi la verifica delle condizioni per accedere al “suicidio assistito” e diffida l’ASL ad agire prima che sia troppo tardi


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Chiedo una morte dignitosa e chiedo che mi venga garantito il rispetto della legge al più presto”


Maria Cristina, 77enne della provincia di Treviso, da settembre 2025 è affetta da un mesotelioma pleurico, una forma tumorale aggressiva del rivestimento polmonare a prognosi infausta per cui non esistono cure risolutive e di poco modificabile con i trattamenti chemioterapici a disposizione.

Di fronte alla irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, Maria Cristina, inizialmente decisa ad andare in Svizzera, lo scorso 25 marzo ha chiesto alla propria azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia. Maria Cristina è, infatti, in possesso dei requisiti individuati dalla Corte Costituzionale nella sentenza Cappato/Dj Fabo per l’accesso alla morte volontaria assistita: è affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che considera intollerabili, ed è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale.

Tuttavia, a oltre due mesi dalla richiesta, non è ancora stata sottoposta nemmeno alle visite domiciliari da parte della commissione multidisciplinare.

Il 30 aprile, assistita dal team legale coordinato da Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, la donna ha inviato una diffida e messa in mora all’azienda sanitaria per sollecitare l’attivazione urgente della procedura, prima che sia troppo tardi. La risposta dell’ASL, giunta il 5 maggio, si è limitata a informare che le verifiche sono “tuttora in corso”, senza fornire però tempistiche certe.

➡ Le parole di Maria Cristina


Che qualità di vita mi si prospetta se non c’è speranza di anche lieve miglioramento? C’è una legge? Pretendo che venga rispettata. È onorevole, dignitoso, caritatevole e umano costringere i miei cari a vedermi straziata dai dolori e ridotta ad una larva umana? C’è giustizia a ridurre una persona instupidita dalla morfina (che blocca l’intestino, costringe a defecare con lassativi che danno dolori al ventre, fanno sbavare e rendono un essere umano privo di dignità)? È civile tutto questo?

Non mi si venga a raccontare che le persone in quegli stati non soffrono. Non è vero! Io sono stata “curata” per 3 mesi con la morfina, quando mi torcevo nel letto con 7 vertebre rotte. So quel che dico. Si riesce a pensare. E anche a soffrire. È civile tutto questo? Chiedo una morte dignitosa e chiedo che mi venga garantito il rispetto della legge e al più presto. Perché, dopo, potrei non essere più in grado di sostenere battaglie burocratiche.


“Se la nostra legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” fosse approvata, non si perderebbe tempo per costituire di volta in volta la Commissione multidisciplinare, perché ne esisterebbe una già costituita in grado di prendere tempestivamente in carico la richiesta del paziente ed effettuare le relative verifiche, come è responsabilità del Servizio Sanitario della Regione Veneto.

L’esempio virtuoso è quello della Toscana dove – grazie alla nostra legge di iniziativa popolare e alla circolare di Giunta – è in vigore il termine di un mese per dare una risposta. Ecco perché auspichiamo che si dia a Maria Cristina una risposta in “tempi celeri”, come previsto dalla Corte costituzionale, e si approvi la legge Liberi Subito”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segreteria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

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La Cellula Coscioni Genova all’evento “Non troppo tardi. PMA, diritto alla genitorialità e fine vita”

📍Music For Peace – Via Balleydier 60, Genova
📅 Mercoledì 3 giugno 2026
🕘 Ore 20:00


La Cellula Coscioni Genova parteciperà all’incontro “Non troppo tardi. PMA, diritto alla genitorialità e fine vita”, all’interno della cornice del Che Festival, una serata di approfondimento sui diritti civili e sull’autodeterminazione, con particolare attenzione alla genitorialità e al fine vita.

Si terrà un dibattito con gli interventi di:

  • Simone D’Angelo, Consigliere Regionale
  • Gianni Pastorino, Consigliere Regionale
  • Gloria De Andreis, Cellula Coscioni Genova

Moderazione: Valentina Bocchino, Giornalista di Genova Today

Entrata con generi di prima necessità.

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 MUNICIPIO III di Roma, Via Umberto Fracchia 45 – Roma
🗓 Mercoledì 10 maggio 2026
🕡 Dalle 08:30 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO III di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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Maria Sole Giardini all’evento “Una famiglia, tante famiglie” con la Cellula Coscioni Alessandria

📍 Teatro Parvum, Sala Giovani, Via Mazzini 85, Alessandria
📅 Venerdì 29 maggio 2026
🕘 Ore 21:00


Maria Sole Giardini Consigliera generale dall’Associazione Luca Coscioni, giornalista e autrice di “Roki, storia di una battaglia” parteciperà all’evento “Una famiglia, tante famiglie – Genitorialità come percorso trasversale e includente” organizzato dalla Cellula Coscioni Alessandria.

Oltre a Maria Sole Giardini interverranno, Simona Ongarelli giornalista, Alice Monferino medico di famiglia e Stefano Botto insegnante di danza Modererà l’incontro: Sonia Fogagnolo ed Elisabetta Maccanti, coordinatrici della Cellula Coscioni Alessandria.

L’iniziativa sarà un’occasione di approfondimento sui diversi percorsi di genitorialità e sull’inclusione delle famiglie nelle loro molteplici forme.

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La Cellula Coscioni Pordenone organizza “Liberi sino alla fine: conoscere per scegliere”

📍 Ex tipografia Savio, via Torricella 2, Pordenone
📅 Giovedì 28 maggio 2026
🕕 Ore 18:00


La Cellula Coscioni Pordenone organizza un incontro pubblico di informazione e sensibilizzazione dedicato al tema del fine vita. Durante la serata si parlerà dell’evoluzione normativa in Italia, dei diritti attualmente riconosciuti e delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).

Si terrà un dibattito con gli interventi di Raffaella Barbieri, coordinatrice della Cellula Coscioni di Udine, e Davide Mazzon, anestesista rianimatore e membro della Consulta di Bioetica, moderato da Francesca Bonemazzi e Loris Tissino. Concluderà Alessandro Boscariol del Circolo C. Masutti.

Evento organizzato in collaborazione con il Circolo Costante Masutti e all’UAAR Pordenone.

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