Nella Giornata mondiale sulla SLA le voci di chi convive con la malattia e l’appello per una giusta assistenza


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In occasione del Global Day sulla SLA, che si celebra ogni anno il 21 giugno, il programma radiofonico dell’Associazione Luca Coscioni “Il Maratoneta” – in onda ogni sabato alle ore 14:30 su Radio Radicale – dedica la puntata di sabato 20 giugno all’approfondimento della condizione di chi convive con la Sclerosi Laterale Amiotrofica, dell’assistenza, della ricerca e di chi se ne prende cura.

➡ La testimonianza di Sabrina Di Giulio


Al centro della puntata la voce di Sabrina Di Giulio, Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, che da 31 anni convive con la SLA – una malattia la cui prognosi è solitamente infausta entro 3-5 anni – e che per questo si definisce “una sopravvissuta”.

Sabrina interviene attraverso un sintetizzatore vocale, ricostruendo il percorso che da insegnante di educazione fisica nella scuola elementare l’ha portata, dopo una perdita di forza al braccio sinistro e i successivi problemi di deglutizione, respirazione e linguaggio, a dover reinventare completamente la propria vita. Un esordio che definisce un autentico “tsunami”, capace di farla precipitare “dalla giovinezza alla vecchiaia nel giro di un anno”.

Dopo un primo periodo di disperazione, racconta di aver trovato la forza di reagire soprattutto per il figlio, che descrive come la sua più grande motivazione a combattere. Sabrina vive oggi una condizione di totale non autosufficienza, con bisogno di assistenza 24 ore su 24 per ogni aspetto della vita quotidiana: igiene personale, alimentazione tramite PEG, respirazione tramite NIV, mobilità e comunicazione.

La sua testimonianza pone anche una questione politica ed economica: nel Lazio risulta assistita dal servizio sanitario per 16 ore al giorno, “un aiuto già molto importante”, ma che lascia scoperto un vuoto di assistenza per il resto della giornata, coperto privatamente con l’assunzione di una badante e con costi considerevoli a carico della famiglia.

A questo si aggiunge la denuncia di Sabrina sui ritardi istituzionali: il Fondo per la disabilità gravissima della Regione Lazio è rimasto bloccato per 9 mesi, durante i quali ha dovuto provvedere da sola al pagamento dell’assistenza, con notevoli difficoltà.

Per Sabrina, la continuità dei finanziamenti è un problema cruciale, indispensabile per programmare un percorso di cura stabile. Anche per questo motivo un gruppo di persone con SLA e diverse associazioni hanno rivolto un appello al Ministro della Salute, sottoscritto da 44.000 firme, chiedendo uniformità dell’assistenza in tutta Italia, maggiori finanziamenti per la ricerca scientifica e un giusto riconoscimento per i caregiver.

➡ Il modello Viterbo: l’eccellenza possibile


Nella puntata “il Maratoneta” in onda sabato alle 14.30 su Radio Radicale interviene anche il Dott. Pietro Vecchiarelli, già primario al reparto di rianimazione dell’ospedale Belcolle di Viterbo, dalla cui iniziativa è nato un servizio di assistenza domiciliare integrata ad alta intensità (ADI-AI): un modello in cui il centro di rianimazione resta punto di riferimento costante per il paziente, garantendo un’ospedalizzazione domiciliare sicura.

È proprio in questa “isola felice”, come la definisce Sabrina Di Giulio, che lei stessa riceve il supporto quotidiano di operatori sociosanitari, infermieri, fisioterapista e logopedista. A Viterbo, 110 operatori socio-sanitari specializzati assistono circa 25 malati di SLA e altri pazienti in stato vegetativo o con gravi insufficienze respiratorie, riducendo le complicanze infettive tipiche delle degenze ospedaliere o in RSA.

➡ La voce dei caregiver


A raccontare l’altra faccia della malattia è Linda Parente, moglie dell’attore Massimo Lello, che descrive una quotidianità di isolamento, sentendosi “agli arresti domiciliari” in un costante stato di allerta che impedisce il sonno e il lavoro. Linda critica la gestione del welfare nella propria regione, le Marche, dove il bonus caregiver di circa 1000 euro mensili copre appena poche ore di assistenza professionale a settimana, lasciando il resto del carico su una sola persona. Una nota di speranza arriva dalla tecnologia: grazie al progetto NemoLab, Massimo Lello ha potuto ricostruire la propria voce con l’intelligenza artificiale, continuando a comunicare e a recitare nonostante la malattia.

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Fine vita, Napoli: “Irene”, 72enne malata di SLA, ha il via libera per il “suicidio assistito” ma attende da mesi il dispositivo già utilizzato nel caso di “Libera”


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QUI La storia completa di Irene

“Il mio corpo è una prigione da cui non posso uscire. La libertà personale è un diritto umano inalienabile, chiedo soltanto che mi sia riconosciuto”


Dopo l’audizione al Senato del Presidente del CNR, Andrea Lenzi, che ha sollevato dubbi sulla disponibilità di strumenti per l’autosomministrazione del farmaco letale, l’Associazione Luca Coscioni rende nota la storia di “Irene” (nome di fantasia), 72 anni, residente in un comune vicino Napoli, malata di Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) dal 2020.

“Irene” è completamente paralizzata, non parla, respira attraverso ventilazione meccanica ed è alimentata artificialmente tramite la PEG. Il 29 aprile 2025 ha chiesto alla propria ASL la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito secondo quanto previsto dalla sentenza della Corte costituzionale “Cappato-Dj Fabo” (la 242 del 2019). A ottobre 2025 la commissione medica della ASL Napoli 3 Sud ha accertato il possesso di tutti i requisiti previsti dalla Corte costituzionale.

Da allora, però, la procedura è ferma. L’ASL Napoli 3 Sud campana attende dall’AUSL Toscana Nord Ovest l’invio del programma e della strumentazione usata da Libera.


Essendo completamente paralizzata dal collo in giù, “Irene” non può autosomministrarsi il farmaco letale. L’unica modalità possibile è l’utilizzo del puntatore oculare che già usa per comunicare, collegato tramite un programma realizzato appositamente dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) – su ordine del tribunale di Firenze – e che consenta l’attivazione della pompa infusionale con cui si autosomministrerà il farmaco per il fine vita.

Si tratta dello stesso sistema già utilizzato nel marzo 2026 da “Libera”, la persona affetta da sclerosi multipla che in Toscana ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito dopo il provvedimento del tribunale di Firenze. L’ASL Napoli 3 Sud si è attivata da mesi per ottenere dall’AUSL Toscana Nord Ovest il trasferimento della strumentazione e del software già utilizzati nel caso di “Libera”. Tuttavia la procedura è tuttora bloccata.

Secondo quanto emerso nelle interlocuzioni tra le amministrazioni coinvolte con il collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni che segue “Irene”, il ritardo sarebbe legato a ulteriori verifiche e adempimenti amministrativi poiché l’azienda toscana ritiene che debba essere effettuato un nuovo collaudo sul programma e la strumentazione per renderlo disponibile ad altre aziende sanitarie. Eppure la tecnologia è già stata sottoposta a prove di funzionalità, è stata ritenuta idonea nel procedimento davanti al tribunale di Firenze ed è stata concretamente utilizzata nel caso “Libera”. Anche l’Avvocatura dello Stato aveva chiarito che l’ulteriore collaudo indicato con parere dal Ministero della Salute aveva natura meramente raccomandatoria e non vincolante.

Nel frattempo, sono passati 14 mesi dalla richiesta iniziale di “Irene” e 8 mesi dalla conferma dei requisiti e la malattia sta avanzando.

➡ Le parole di “Irene”


Il mio corpo è una prigione da cui non posso uscire. Riesco solo a vedere e ascoltare quello che mi accade intorno. Il resto la SLA se l’è preso. Non posso parlare, non posso mangiare, non posso muovermi, non posso abbracciare chi amo. Per me questa non è assolutamente una vita degna di essere vissuta.

Attendo che arrivi dalla Toscana la strumentazione usata da ‘Libera’ che è stata richiesta qui da Napoli. Io sto peggiorando e anche gli occhi mi stanno abbandonando, rendendomi difficile l’uso del puntatore oculare. Ci sono ostacoli burocratici che non hanno senso. Desidero con tutte le mie forze di poter accedere al suicidio medicalmente assistito e trovare la mia pace.

Voglio andarmene serenamente, nella mia casa, nel mio letto, e guardare mio marito e mia figlia con l’amore di sempre, perché so che sarò finalmente libera. La libertà personale è un diritto umano inalienabile, chiedo soltanto che mi sia riconosciuto.


➡ La dichiarazione di Filomena Gallo


Dichiara Filomena Gallo, difensore di “Irene” con un ampio collegio legale (composto dall’avvocato Angelo Calandrini e dalle avvocate Francesca Re e Alessia Cicatelli) e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni:

“La tecnologia necessaria esiste, è stata sviluppata dal CNR, testata e già utilizzata nel caso di ‘Libera’. Per questo non ci siamo rivolti finora al tribunale: non occorre realizzare un nuovo dispositivo, ma semplicemente trasferire quello esistente e procedere alla taratura del puntatore oculare sulle condizioni cliniche di ‘Irene’.

Sono già disponibili a collaborare il medico che ha seguito ‘Libera’, gli ingegneri e i tecnici che hanno partecipato alle prove del sistema. Gli ultimi aggiornamenti fanno ritenere che il collaudo richiesto dall’azienda sanitaria toscana sia in fase di conclusione. Ce lo auguriamo, perché ‘Irene’ sta peggiorando rapidamente e rischia perfino di perdere la capacità di utilizzare il puntatore oculare. Se ci saranno ulteriori ritardi, saremo costretti a rivolgerci al tribunale per un ordine all’ASL toscana perché ‘Irene’, se perdesse la possibilità di usare il puntatore a causa del problema agli occhi, resterebbe prigioniera del suo corpo nella sofferenza estrema.

Il paradosso è che, mentre il Presidente del CNR sostiene che manchino strumenti disponibili, ma non è così, è stata realizzata Dipartimento di ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti (DIITET) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), una tecnologia già esistente e funzionante rischia di restare bloccata da ostacoli burocratici. ‘Irene’ chiede soltanto che venga resa effettiva una libertà che la Corte costituzionale le ha già riconosciuto”.

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Giulia Crivellini e Cristiana Zerosi a Zibido San Giacomo per l’incontro pubblico su “Liberi Subito”

📍 Sala Consiliare, Piazza Roma 1, Zibido San Giacomo
📅 Giovedì 25 giugno
🕘 Ore 21:00


Giulia Crivellini, avvocata e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni, e Cristiana Zerosi, coordinatrice della Cellula Coscioni Milano e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperanno all’incontro pubblico “Scopri la legge regionale Liberi Subito”, dedicato al fine vita, ai diritti e alla libertà di scelta.

L’iniziativa, organizzata e promossa da Yuri Corisio, consigliere comunale e promotore della raccolta firme a Zibido San Giacomo, sarà una serata per informarsi, capire e confrontarsi su un tema fondamentale.

Durante l’incontro sarà approfondita la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, che chiede procedure chiare e tempi celeri per le persone che richiedono l’accesso al morte medicalmente assistita.

Ingresso libero, cittadinanza invitata.

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La Cellula Coscioni Terni organizza un incontro informativo sul testamento biologico

📍 Centro Sociale Il Rivo APS, Via del Rivo 103, Terni
📅 Lunedì 22 giugno 2026
🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Terni organizza un incontro informativo dedicato al testamento biologico o Dat (Disposizioni Anticipate di Trattamento) . L’iniziativa sarà un’occasione aperta alla cittadinanza per capire come si possono redigere e in che modo depositarle.

L’incontro si terrà presso il Centro Sociale Il Rivo APS e offrirà uno spazio di informazione e confronto sui diritti, sulla libertà di scelta e sulle possibilità previste dalla legge per esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari.

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Fine vita, Viareggio: “Stefano” è morto soffrendo a causa delle ambigue interpretazioni del trattamento di sostegno vitale


La sua storia arriva alla vigilia dell’udienza della Consulta del 23 giugno

L’Associazione Luca Coscioni rende nota la vicenda dell’uomo toscano affetto da una grave malattia neurodegenerativa. Due dinieghi della Asl, due rigetti in tribunale e la morte prima che la Corte costituzionale si sia pronunciata sul caso di Paola, dove l’uomo era intervenuto


A pochi giorni dall’udienza del 23 giugno davanti alla Corte costituzionale sul fine vita, l’Associazione Luca Coscioni rende pubblica, con l’autorizzazione della sorella, la storia di “Stefano” (nome di fantasia), 68 anni, residente a Viareggio, morto nelle scorse settimane senza aver ottenuto il riconoscimento del requisito del trattamento di sostegno vitale dalla commissione medica della propria Asl, nonostante il parere positivo del comitato etico e la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla sentenza Cappato/Dj Fabo.

“Stefano” era affetto da atrofia multisistemica, una malattia neurodegenerativa progressiva e irreversibile. Negli ultimi mesi di vita era completamente allettato, privo di autonomia motoria e dipendente dall’assistenza continua di altre persone. Aveva un catetere vescicale permanente, aveva bisogno di ossigenoterapia e assumeva insulina quattro volte al giorno per il diabete.

Il 30 aprile 2025 aveva chiesto alla Asl Toscana Nord-Ovest la verifica delle condizioni previste dalla sentenza Cappato/Dj Fabo della Corte costituzionale (la 242 del 2019) per accedere al suicidio medicalmente assistito, ma la richiesta era stata respinta.

Secondo la Asl mancava infatti il quarto requisito previsto dalla sentenza 242: la dipendenza da un trattamento di sostegno vitale. Per l’azienda sanitaria, infatti, il catetere, l’ossigenoterapia e l’insulina non erano sufficienti a integrare tale requisito perché la loro sospensione non avrebbe provocato la morte in tempi brevi. Nonostante la Corte costituzionale, con le sentenze 135/2024 e 66/2025, abbia dato una interpretazione estensiva di questo requisito, che include anche la dipendenza dall’assistenza continuativa, il catetere vescicale e le terapie farmacologiche.

Assistito dal collegio legale coordinato da Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni,“Stefano” ha tentato di ottenere giustizia in tribunale. Prima con un ricorso d’urgenza al tribunale di Pisa, poi con un reclamo contro la decisione del giudice. Entrambi sono stati respinti, accogliendo l’interpretazione restrittiva adottata dalla Asl.

La sua vicenda è diventata uno degli esempi più evidenti delle conseguenze prodotte dall’incertezza che ancora circonda il requisito del trattamento di sostegno vitale. Lo stesso tema sarà al centro dell’udienza della Corte costituzionale del prossimo 23 giugno, nata dal procedimento che vede imputati Marco Cappato, Felicetta Maltese e Virginia Fiume per aver aiutato Paola, una donna di 89 anni, a raggiungere la Svizzera per porre fine alle proprie sofferenze.

“Stefano” aveva chiesto di intervenire proprio in quel giudizio costituzionale, per raccontare direttamente alla Consulta la propria esperienza e chiedere una decisione che impedisse interpretazioni divergenti da parte delle singole aziende sanitarie. Ma è morto prima che la Corte decidesse sull’ammissibilità degli interventi. Dopo la sua morte, la sorella aveva chiesto di subentrare nel procedimento in qualità di erede, ma non è stata ammessa. Secondo il giudice delle leggi, l’interesse a intervenire nel giudizio costituzionale è personalissimo e non può essere trasmesso agli eredi.

“Stefano è morto come non avrebbe voluto, avvilito anche dal comportamento della commissione durante le visite e dai dinieghi non fondati”, dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Non perché mancassero le condizioni di sofferenza o la capacità di autodeterminarsi, ma perché un requisito interpretato in modo diverso da Asl e tribunali continua a creare discriminazioni tra persone nelle stesse condizioni. La sua storia dimostra quanto sia urgente una decisione chiara e valida per tutti. A sette anni dal primo intervento della Corte costituzionale sul tema, l’assenza di una legge nazionale continua infatti a lasciare spazio a interpretazioni differenti da parte delle oltre cento Asl italiane e dei tribunali chiamati a pronunciarsi sui singoli casi. Su storie di persone che possiedono tutti i requisiti sostanziali per accedere alla morte volontaria assistita, ma che vedono la propria richiesta respinta a causa di letture restrittive del concetto di trattamento di sostegno vitale e finiscono per morire tra sofferenze che avrebbero voluto evitare”.


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Marco Cappato a Roma per parlare di diritti in Europa

📍 Cardo, Viale del Pattinaggio 100, Roma – EUR
📅 Lunedì 22 giugno 2026
🕑 Ore 14:00


Marco Cappato tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni parteciperà all’iniziativa “L’Europa che vogliamo”, promossa dalla Delegazione PD al Parlamento Europeo per incontrare le forze sociali, produttive e culturali del Paese.

L’incontro sarà un’occasione di confronto sul futuro dell’Unione Europea, sulle sfide democratiche, sociali e culturali del processo di integrazione e sulla necessità di costruire un’Europa capace di difendere libertà, pace e democrazia.

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Marilisa D’Amico e Alessandro Gerardi a Milano per la presentazione del rapporto “Diritti ad ostacoli”

📍 Sala Consiglio, Università degli Studi di Milano, Via Festa del Perdono 7, Milano
📅 Lunedì 22 giugno 2026
🕚 Ore 11:00 – 13:30


Alessandra Gerardi, avvocato e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e Marilisa D’Amico, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinatrice di Human Hall e ordinaria di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano, parteciperanno alla presentazione di “Diritti ad ostacoli”, terzo rapporto annuale sui diritti delle persone con disabilità dell’Osservatorio giuridico permanente Human Hall.

L’iniziativa sarà occasione di confronto sul tema del caregiver familiare, coinvolgendo esperti e rappresentanti di realtà impegnate nella tutela dei diritti e dell’inclusione.

Modera Simone Fanti, giornalista RCS Mediagroup.

Per programma completo e modalità di iscrizione qui la locandina.

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Provincia autonoma di Bolzano, abbiamo proposto un emendamento al disegno di legge sul Fine vita


L’obiettivo è garantire tempi certi alle procedure

Cappato commenta: “L’iter si concluda senza ingiustificati ritardi e sia compatibile con le condizioni cliniche del paziente, in linea con la Corte Costituzionale”


Dopo il primo via libera della Quarta commissione legislativa del Consiglio provinciale di Bolzano all’emendamento dell’assessore Hubert Messner, che ha introdotto una commissione multidisciplinare per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, l’Associazione Luca Coscioni ha inviato a tutti i consiglieri provinciali una proposta di emendamento integrativo.

L’obiettivo è quello di garantire che le procedure di richiesta di verifica delle condizioni per l’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita si concludano in tempi ragionevoli, evitando così che le lungaggini burocratiche si trasformino in una forma di ulteriore sofferenza per le persone malate. Nello specifico, l’Associazione propone di integrare l’articolo 32-octies, chiedendo di aggiungere, subito dopo il comma 6, il seguente testo:

“7. Tutta la procedura si conclude, senza ingiustificati ritardi, secondo una tempistica comunque compatibile con le condizioni cliniche del paziente”.


La richiesta si inserisce nel solco tracciato dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e, in particolare, della recente sentenza n. 204 del 2025 che ha ribadito la necessità di garantire tempi celeri e compatibili con le condizioni cliniche della persona richiedente sia per la procedura relativa alla verifica dei requisiti che per quella attuativa.

“Accogliamo con favore l’istituzione della commissione multidisciplinare permanente a Bolzano: una scelta che ricalca modelli virtuosi già presenti in altre realtà come la Toscana e la Sardegna che si sono dotate di una legge regionale sul fine vita. È fondamentale però che i tempi di verifica delle condizioni e accesso alla morte volontaria assistita siano certi e compatibili con le condizioni cliniche del paziente. Per questo chiediamo ai Consiglieri di Bolzano di rendere più stringenti i tempi di attuazione della procedura“, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Come l'IA cambierà il lavoro?
Ne ho parlato con Enkk, ricercatore specializzato in IA, streamer e youtuber. Mi è venuto a trovare ed è stato un interessante confronto per provare ad andare oltre la superficialità dei media su questo tema.
Il video: youtu.be/7gwKTByBQJE

Carceri: l’Associazione Luca Coscioni: “Sollicciano punta di un iceberg di illegalità”


In occasione del sequestro di sette sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Firenze a seguito di numerosi esposti presentati dai detenuti ipotizzando la violazione del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, l’Associazione Luca Coscioni ha diramato la seguente nota:

“Due anni fa, attraverso formali diffide ad adempiere, abbiamo diffidato le Aziende sanitarie locali d’Italia di effettuare le (almeno) due visite ispettive nelle carceri sotto la propria giurisdizione, così come previsto dall’ordinamento penitenziario. Poco più della metà delle 102 ASL ha risposto confermando il rispetto di quanto previsto dalla legge o annunciando visite e sopralluoghi. Tra queste l’ASL di Firenze che ebbe modo di comunicare pubblicamente al TG regionale di aver disinfestato i locali infestati da blatte e piccioni.A seguito delle diffide, l’Associazione Luca Coscioni aveva poi richiesto di poter accedere alle relazioni ispettive delle ASL, ottenendole solo da 64 strutture.

La campagna dell’Associazione Luca Coscioni “La salute è un diritto anche in carcere” si basa inoltre sui numeri elaborati dal sito Sovraffollamento Carcerario dell’analista indipendente Marco Della Stella, dal quale emerge che in 75 istituti penitenziari il tasso di sovraffollamento è pari o superiore al 150%, corrispondente a circa tre persone per ogni due posti disponibili. Al 15 giugno 2026, nelle carceri italiane erano presenti 64.850 persone a fronte di una capienza effettiva, cioè realmente disponibile, di 46.337 posti letto, con un tasso di occupazione del 139,95%. La situazione più grave si registra a Lucca, dove il sovraffollamento è del 243%. Dati che pongono l’Italia fuori dai perimetri della legalità europea e internazionale.

Per questi motivi, nei prossimi giorni verranno rinnovate richieste di accesso agli atti a tutte le aziende sanitarie locali per confrontare se le criticità segnalate dalle autorità sanitarie alle carceri, al Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia abbiano suscitato risposte fattive alla strutturale e drammatica mancanza di manutenzione ordinaria in moltissime strutture e alla generale garanzia del pieno rispetto del diritto alla salute in carcere – a cui, vista la demografia dei detenuti storici, si aggiunge la possibilità o necessità di accedere alla morte medicalmente assistita”.

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Il voto dell’Europarlamento sulle Tecniche di evoluzione assistita è un passo avanti per la scienza, l’innovazione e la tutela dell’ambiente


In merito al voto di oggi all’Europarlamento Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) Roberto Defez, già CNR e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni ha dichiarato:“Oggi si mette in archivio l’oscurantismo del secolo scorso verso il miglioramento genetico vegetale consentendo alla ricerca scientifica pubblica di sostenere l’agricoltura italiana e cercando di porre rimedio alle patologie che penalizzano le nostre produzioni tipiche (riso, pomodoro, vite, melo, melanzana, etc.). Nonostante gli esigui finanziamenti e le incertezze normative, i ricercatori italiani provano a sperimentare nuove soluzioni che possono abbattere l’impiego di agrofarmaci e migliorare la fertilità dei suoli, consentendo di ridurre il consumo di suolo e mantenendo la produttività. L’Italia ha avuto un ruolo determinante nel far pendere la bilancia del voto europeo verso l’innovazione e la tutela ambientale in sintonia con le indicazioni della ricerca scientifica pubblica e degli imprenditori agricoli nazionali. Ora si continui a guardare avanti”.

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Filomena Gallo e Valeria Imbrogno a Reggio Emilia per “Quando la vita finisce”

📍 Piazza Fontanesi, Reggio Emilia
📅 Mercoledì 24 giugno
🕡 Ore 18:30


Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e Valeria Imbrogno coordinatrice del Numero Bianco, parteciperanno all’incontro “Quando la vita finisce”, insieme a Ludovica De Panfilis, nell’ambito della rassegna “Mercoledì da Leoni 2026 – L’anima della Piazza”. L’iniziativa condotta dalla giornalista Natascha Lusenti, sarà un’occasione di confronto pubblico sui temi del fine vita, dell’autodeterminazione e della libertà di scelta, a partire dalle storie, dalle battaglie civili e dalle questioni ancora aperte nel nostro Paese.

La rassegna, che si svolgerà dal 10 al 15 luglio tutti i mercoledì alle 18:30 in Piazza Fontanesi, è promossa dal Comune di Reggio Emilia, nell’ambito di Reggio Emilia città delle persone, con il coinvolgimento di NOI Centro Storico e del programma #Restate – Assolutamente in città.
Qui il programma completo

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Filomena Gallo a Civitavecchia per l’incontro “Fine vita. Diritti, dignità e libertà di scelta”

📍 Compagnia Portuale, Via della Cooperazione 1, Civitavecchia
📅 Venerdì 26 giugno
🕕 Ore 18:00


Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà a Civitavecchia all’incontro “Fine vita. Diritti, dignità e libertà di scelta. Dalla sentenza della Corte costituzionale alle prospettive legislative”.L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico sul tema del fine vita, sull’autodeterminazione nelle scelte sanitarie e sulle prospettive legislative aperte a partire dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.

Dopo i saluti di Patrizio Scilipoti, presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia, oltre a Filomena Gallo interverranno Claudio Marotta – Consigliere regionale del Lazio, Marietta Tidei – Consigliera regionale del Lazio, Pietro Insolera – Associazione Libertà e Giustizia, Giosuè De Felici – Giovani Democratici, Provincia di Roma.

Qui la locandina completa

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Osservatorio DAT: crescono i depositi nei Comuni italiani, +18,2% rispetto a due anni fa


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“Cresce la consapevolezza sul diritto all’autodeterminazione, nonostante la disinformazione di Stato”

QUI la dashboard che riepiloga i dati raccolti


Sono 278 mila le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) raccolte e rendicontate nell’83,6% dei Comuni italiani che hanno risposto negli anni (includendo dunque anche i dati di quei Comuni che non hanno fornito un aggiornamento al 2025, ma avevano risposto alle precedenti indagini). Il dato complessivo resta sconosciuto.

Solo 4.822 Comuni hanno infatti risposto a entrambe le rilevazioni, quella di due anni fa e quella di quest’anno. Nessuna informazione da 3.072 Comuni, che continuano a ignorare gli obblighi di trasparenza e non rispondono agli accessi agli atti. Tra i capoluoghi: Torino, Catania, Salerno, Trieste, Cagliari, Reggio Emilia e Ancona.

Differenze significative tra Nord e Sud.

Attenzione: la dashboard è in continuo aggiornamento. I numeri forniti in questo comunicato stampa sono relativi ai dati pervenuti a lunedì 15 giugno 2026.


L’Associazione Luca Coscioni ha concluso una nuova indagine nazionale sul deposito del “testamento biologico” (DAT) – attraverso una campagna di accesso civico su 7.677 Comuni italiani, aggiornata a dicembre 2025. Prendendo in esame i 4.822 Comuni che hanno fornito i dati aggiornati sia per il 2023 che per il 2025, risultano depositati, dall’entrata in vigore della legge del gennaio 2018, 228.151 testamenti biologici. Limitatamente a questi Comuni, la crescita è del 18,2% rispetto al 2023.

QUI sono consultabili i dati riguardanti i comuni che hanno fornito l’aggiornamento dei dati al 31 dicembre 2025. Attenzione: la dashboard è in continuo aggiornamento. I numeri forniti in questo comunicato stampa sono relativi ai dati pervenuti a lunedì 15 giugno 2026.


Aggiungendo anche il numero di DAT depositate nei 1.780 Comuni che nel 2025 non hanno risposto , ma che avevano risposto negli anni precedenti, il numero di DAT certamente depositate su un totale di 6.602 Comuni è di 278.329 DAT. Questo è dunque un dato parziale, privo delle DAT non comunicate quest’anno, a cui vanno aggiunte le DAT depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, per le quali non esistono dati pubblici disponibili.

Tra i Comuni che non hanno fornito dati aggiornati, ci sono i seguenti capoluoghi: Torino, Catania, Salerno, Trieste, Cagliari, Reggio nell’Emilia, Ancona, Terni, Como, Lecce, Avellino, Cosenza, Trapani, Andria, Barletta, Brindisi, Caserta, Pesaro, Cremona, Catanzaro, Caltanissetta, Chieti, Ascoli Piceno, L’Aquila, Rieti, Oristano, Gorizia, Verbania.

Oggi nel nostro Paese si registra in media una DAT ogni 166 abitanti, contro una ogni 191 abitanti rilevata nel 2023. Per quel che riguarda la trasmissione in Banca dati ne risultano trasmesse 246.340. Si tratta dell’88,5% del totale, in lieve flessione rispetto a quanto rilevato nell’indagine precedente (90,4%).

➡ L’indagine in pillole


L’indagine evidenzia anche forti differenze territoriali. In valori assoluti la Lombardia guida la classifica con 54.679 DAT depositate, seguita da Emilia-Romagna (31.065) e Piemonte (26.556). Tra le Province, la Città metropolitana di Milano è medaglia d’oro (19.835), seguita da quelle di Torino (14.685) e di Roma Capitale (13.443). Tra i Comuni, Milano è la città con il maggior numero di DAT depositate (8.912), davanti a Roma (7.627), Torino (5.261), Genova (3.715) e Bologna (3.194).

Sul fronte della densità rispetto alla popolazione, il Trentino-Alto Adige è la Regione con la maggiore diffusione del testamento biologico, con una DAT ogni 93 abitanti, seguito da Abruzzo (117) ed Emilia-Romagna (120), Valle d’Aosta e Marche (128 entrambe) In fondo alla classifica Campania (1 ogni 276), Molise (273), Lazio (269), Sardegna (255) e Calabria (228). Tra le province, la capolista è Pescara (1 DAT ogni 74), seguita da Bolzano (1 ogni 75), Teramo (1 ogni 90), Pesaro e Urbino (1 ogni 91) e Forlì Cesena (1 ogni 97). Meno Dat in proporzione alla popolazione residente si registrano nella neoistituita provincia dell’Ogliastra (1 DAT ogni 432 abitanti), a Rieti (1 ogni 384), L’Aquila (1 ogni 365), Palermo (1 ogni 360) e Benevento (1 ogni 332)

Anche osservando la classifica dei Comuni capoluogo per densità di DAT depositate emerge con chiarezza il forte divario territoriale nell’accesso alle DAT. Tra i 115 capoluoghi italiani che hanno fornito dati, i livelli più alti di diffusione del testamento biologico si registrano soprattutto nel Nord Italia: Bolzano guida la classifica con una DAT depositata ogni 60 abitanti, seguita da Varese con una ogni 71, Cuneo con una ogni 83, Vicenza con una ogni 84 e Cesena con una ogni 86 abitanti.

All’estremo opposto si trovano invece diversi capoluoghi del Centro-Sud, dove il ricorso alle DAT resta molto più limitato. Napoli occupa il 110° posto con una DAT ogni 541 abitanti, seguita da Rieti con una ogni 545, Latina con una ogni 691, Benevento con una ogni 729 e Caserta ultima in classifica con appena una DAT ogni 749 abitanti.

Il report mette inoltre in luce profonde disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso allo strumento delle DAT. Le differenze tra Nord e Sud restano marcate: nel Nord-Est si registra una DAT ogni 133 abitanti, nel Nord-Ovest una ogni 142, mentre il rapporto scende a una ogni 217 abitanti nel Sud e a una ogni 194 nel Centro Italia. Anche la dimensione dei Comuni incide fortemente sulla diffusione del testamento biologico. Nei Comuni sotto i 5mila abitanti si registra una DAT ogni 195 residenti, contro una ogni 144 nei centri tra 250mila e 500mila abitanti.

In controtendenza è il dato delle grandi città, in cui si registra la densità più bassa di testamenti biologici in proporzione alla popolazione residente: qui se ne hanno 1 ogni 215 abitanti.Il dato, però, risente delle disparità territoriali, evidenziando la diffusione limitata dello strumento nei grandi centri urbani del Sud. Guardando, infatti, ai numeri assoluti, la prima grande città del Sud è Bari (al sesto posto in Italia), con Napoli che si posiziona al 12° posto, Catania al 17° e Palermo al 20°.

➡ Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato


“Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita. Per quanto riguarda la conoscenza delle disposizioni anticipate di trattamento, la situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente, grazie esclusivamente all’attività di organizzazioni, come l’associazione Luca Coscioni e poche altre, e singole persone che non si rassegnano all’ignoranza imposta dallo Stato italiano. I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione”.

Il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni (0699313409) continua a offrire supporto gratuito ai cittadini oltre agli altri temi relativi al fine vita che sulle modalità per predisporre e depositare le DAT. Grazie al Numero Bianco, l’Associazione Luca Coscioni continua a sopperire all’assenza di un’informazione istituzionale chiara, garantendo un accesso immediato a chi desidera conoscere e far valere i propri diritti sul fine vita.

L'articolo Osservatorio DAT: crescono i depositi nei Comuni italiani, +18,2% rispetto a due anni fa proviene da Associazione Luca Coscioni.

Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Ho consigliato a Confindustria di fare politica, ma non coi partiti, bensì con gli strumenti di democrazia diretta.

L'occasione è stata l'Assemblea annuale dei Giovani di Confindustria del 5-6 giugno, alla quale ero stato invitato dalla Presidente Maria Anghileri, per dialogare sul tema "demografia e democrazia".

Vi racconto com'è andata nella mia newsletter, che esce domani: substack.com/@marcocappato

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La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro “La legge regionale sul fine vita. Dal caso Toscana alle linee guida lombarde”

📍 Casa di Quartiere Calusca, Vicolo Calusca 10, angolo Corso di Porta Ticinese 106, Milano
📅 Mercoledì 17 giugno
🕖 Ore 19:00


La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro giuridico aperto al pubblico “La legge regionale sul fine vita. Dal caso Toscana alle linee guida lombarde”, dedicato al tema delle competenze regionali in materia di fine vita e alle prospettive aperte dalle esperienze territoriali.

L’iniziativa, realizzata con il Municipio 1 del Comune di Milano, sarà un’occasione di approfondimento sul percorso della legge regionale in Toscana, sulle linee guida lombarde e sulle iniziative per garantire procedure chiare e tempi celeri alle persone che richiedono l’accesso al morte medicalmente assistito.

Introduce Cristiana Zerosi, Coordinatrice ALC Lombardia.

Interverranno Avv. Massimo Rossi – Membro di Giunta ALC, Avv. Giulia Crivellini – Membro di Giunta ALC, Avv. Fabio Pellicani – Amministrativista.

Modera Avv. Simona D. Giannetti, Giurista per le libertà ALC.

Per informazioni: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it.

L'articolo La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro “La legge regionale sul fine vita. Dal caso Toscana alle linee guida lombarde” proviene da Associazione Luca Coscioni.

12 e 13 giugno 2005. Ventun anni dopo il referendum sulla fecondazione assistita: la Costituzione, le persone, le vite possibili


Per molti, il referendum del 12 e 13 giugno 2005 sulla legge 40 è stato una sconfitta. Il quorum non è stato raggiunto e il risultato sembrava definitivo: una delle normative più restrittive d’Europa in materia di fecondazione medicalmente assistita (per la legge 40 “procreazione medicalmente assistita”, PMA) aveva ricevuto il sigillo dell’immutabilità. Ma una consultazione mancata non trasforma una legge in verità e non la sottrae al vaglio della Costituzione. Ventun anni dopo la legge 40, uscita indenne da quel referendum, non esiste più nella sua forma originaria. I suoi principali divieti sono stati progressivamente cancellati dalla Corte costituzionale. Non dal Parlamento, incapace invece di correggere le proprie rigidità, e non dalla politica, troppo spesso ferma davanti ai temi moralmente controversi, ma dalle persone.

Penso a Neris e Alberto. A Cristina e Armando. A Valentina e Fabrizio.

Donne e uomini che hanno avuto il coraggio di trasformare il proprio dolore privato in una domanda pubblica di giustizia, di esporsi, di chiedere ai tribunali ciò che il legislatore aveva deciso di negare. È questa la vera storia di questi anni.

La sentenza 151 del 2009 ha eliminato il limite dei tre embrioni e l’obbligo del loro contemporaneo trasferimento in utero, tutelando la salute delle donne e restituendo al medico la possibilità di valutare caso per caso, come dovrebbe accadere.

Nel 2014 la Corte ha cancellato il divieto assoluto di fecondazione eterologa. Migliaia di coppie hanno potuto finalmente accedere a tecniche che consentivano di realizzare un progetto genitoriale – altrimenti impossibile.

Nel 2015 è stato riconosciuto il diritto delle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili di accedere alla diagnosi genetica preimpianto, evitando così la trasmissione di patologie ereditarie e il ricorso a un aborto dopo un test diagnostico prenatale. Le sentenze della Corte non hanno creato diritti nuovi, hanno solo riconosciuto diritti già scritti nella Costituzione e nella vita concreta delle persone.

I numeri restituiscono il significato più profondo di ciò che è accaduto. Oltre trentamila bambini in più sono nati in Italia grazie alla cancellazione dei divieti della legge 40 dichiarati costituzionalmente illegittimi. Non è una formula retorica né un’iperbole: sono bambini che, se quei divieti fossero rimasti in vigore, non sarebbero mai nati.

Questo dato dovrebbe bastare a riconsiderare il giudizio storico su quella stagione. Per anni si è raccontato il referendum del 2005 come la vittoria definitiva di una certa idea della vita e della famiglia. Eppure proprio quella legge, costruita anche in nome della tutela della vita, ha finito per impedire la nascita di migliaia di vite possibili. È stata la Costituzione, attraverso le domande di giustizia portate dai cittadini davanti ai tribunali, a rimuovere quegli ostacoli e a restituire al desiderio di genitorialità uno spazio di libertà e responsabilità.

Dietro a quei trentamila bambini ci sono nomi pronunciati per la prima volta in una sala parto, mani minuscole strette da genitori che avevano imparato a convivere con l’idea di non poterle mai tenere tra le proprie. Ci sono attese finite, paure attraversate, lacrime di gioia dopo anni di tentativi, fotografie custodite nei telefoni o nelle case, consumate dall’amore di chi le guarda ogni giorno.

Ci sono bambini che oggi vanno a scuola, fanno domande impossibili, litigano con i fratelli, corrono nei parchi e tornano a casa per farsi abbracciare. Sono la prova più concreta che i diritti non sono astrazioni per giuristi: incidono sulla carne viva delle persone.

Qualche volta cambiano la storia. Qualche volta la rendono possibile.

Si è spesso parlato di supplenza dei giudici. Ma la vera supplenza è quella di un Parlamento che rinuncia a confrontarsi con i mutamenti della società e lascia ai singoli il costo umano ed economico della tutela dei propri diritti.

Le sentenze della Corte costituzionale 68 e 69 del 2025 confermano questa traiettoria: i figli nati da PMA con due madri sono figli a pieno titolo e non esistono ostacoli costituzionali a un ampliamento dell’accesso alle tecniche di fecondazione assistita. Gli ostacoli rimasti non sono giuridici, sono politici.

L’accesso alla PMA continua infatti a essere riservato alle coppie eterosessuali e segnato da profonde diseguaglianze territoriali. Restano escluse le persone singole e le coppie dello stesso sesso. Una contraddizione sempre più evidente se si considera che l’ordinamento riconosce e tutela i bambini concepiti all’estero attraverso percorsi di fecondazione assistita, negando però agli stessi genitori la possibilità di accedervi in Italia.

Come Associazione Luca Coscioni abbiamo promosso la campagna “PMA per tutte” con una proposta di legge di iniziativa popolare per eliminare le discriminazioni ancora esistenti. Dopo aver ottenuto dalla Corte costituzionale la cancellazione di molti divieti, chiediamo oggi al Parlamento di assumersi finalmente la responsabilità di completare quel percorso.

Ventun anni dopo non penso al referendum. Penso al giorno dopo. Penso a chi non si è fermato. A Neris e Alberto, a Cristina e Armando, a Valentina e Fabrizio e a tutte le persone che hanno deciso di non arrendersi. E penso a quei trentamila bambini.

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Marco Cappato a Bologna per parlare di democrazia nell’era dell’AI

📍 BolognaFiere – GovTech | MALL, Stage 25 – Piazza Costituzione 3, Bologna
📅 Mercoledì 24 giugno 2026
🕧 Ore 12:20 – 13:00


Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e presidente di Eumans, interverrà al WMF – We Make Future 2026 nel panel “Democrazia nell’era dell’AI: informazione, consenso e nuovi equilibri di potere”, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali sui processi democratici.

L’incontro affronterà il modo in cui dati, algoritmi e modelli predittivi stanno incidendo sulla produzione e distribuzione dell’informazione, sarà un’occasione per discutere rischi e opportunità di questa trasformazione, con particolare attenzione alla trasparenza e alla tutela dei diritti fondamentali nell’era digitale.

Oltre a lui interverranno Oreste Pollicino – Professore ordinario di Diritto costituzionale, Università Bocconi e Riccardo Magi – Deputato, componente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati.
Modererà Antonello Barone, ideatore del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro.

Il WMF – We Make Future 2026 si terrà dal 24 al 26 giugno 2026 a BolognaFiere.

Per maggiori informazioni sul programma completo e per acquistare il biglietto a questo link

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La Cellula Coscioni Treviso organizza lo Sportello sul Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 20 giugno 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Mercato coperto di via Catania 70 – Roma
🗓 Giovedì 17 giugno 2026
🕡 Dalle 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO II di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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Francesco Di Paola partecipa a Salerno all’incontro “A che punto sono i nostri diritti?”

📍 Casa del Volontariato, Via Filippo Patella 2/6, Salerno
📅 Mercoledì 17 giugno 2026
🕡 Ore 19:00


Francesco Di Paola, avvocato e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà a Salerno all’incontro “A che punto sono i nostri diritti?”, promosso insieme agli attivisti del territorio.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico sullo stato dei diritti civili in Italia e sulle sfide ancora aperte per la loro tutela, a partire dalle campagne e dalle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni.

L’incontro segnerà anche l’avvio della Cellula Coscioni Salerno, con l’obiettivo di rafforzare la presenza territoriale dell’Associazione e offrire uno spazio aperto di partecipazione, confronto e mobilitazione per chi vuole contribuire alla difesa delle libertà fondamentali.

Per maggiori informazioni: sofiacampana68@gmail.com.

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Oggi nel nostro Paese il diritto alla Procreazione Medicalmente Assistita funziona così: se sei sposata con un uomo o hai un compagno, puoi accedere al percorso. Se invece sei una donna single o se hai una relazione con un'altra donna, la legge ti esclude. È una discriminazione, perché l'accesso a questa procedura non dipende dalla salute, ma dallo stato civile e dall'orientamento sessuale.

Per cambiare le cose, firma qui:
firmereferendum.giustizia.it/r…

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)
in reply to Marco Cappato

posso essere in disaccordo sulla discriminazione sessuale, per quanto riguarda la madre single invece dipende. Nel 2026 troppi bambini nascono in situazioni di disagio economico, anche da coppie. La madre deve guadagnare abbastanza da poter permettere a se stessa e al nascituro una vita degna.

Non si può più andare avanti con "in qualche modo si fa"

Dio non vede e provvede e soprattutto non da da mangiare.

Parte la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “PMA per Tutte”


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La proposta, che dovrà raccogliere 50.000 firme entro sei mesi, mira ad estendere l’accesso alla PMA per donne single e coppie di donne: QUI è possibile firmare

La calciatrice di Serie A Alia Guagni, mamma single e testimonial della campagna dichiara: “Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un Paese più giusto”. In Europa, sono 32 gli Stati che consentono l’accesso alla PMA per le single e 12 – tra cui l’Italia – quelle che lo vietano


Ha preso ufficialmente il via la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “PMA per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, a cui hanno aderito decine di associazioni. Obiettivo: 50.000 firme entro 6 mesi per il deposito in Parlamento. Si firma a questo link e presso i tavoli che saranno allestiti in tutta Italia nelle prossime settimane.

La proposta di legge modifica l’articolo 5 della legge 40/2004 sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), consentendo l’accesso alla PMA anche alle donne single e alle coppie di donne, oggi escluse dalla normativa italiana, che limita l’accesso alle tecniche alle sole coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi.

L’iniziativa si inserisce nel percorso che negli ultimi vent’anni ha portato alla progressiva eliminazione dei principali divieti della legge 40 attraverso le sentenze della Corte costituzionale. Oggi, dopo le decisioni che hanno reso effettivamente praticabili le tecniche di PMA, eliminato il di fecondazione di più di tre gameti e il divieto di fecondazione eterologa e consentito l’accesso alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di patologie genetiche, l’Associazione Luca Coscioni rilancia l’impegno per superare le discriminazioni ancora esistenti.

“Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne a recarsi all’estero per accedere alla PMA, e in altri casi a rinunciare o a ricorrere al mercato nero.

La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all’eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire. Con questa raccolta firme vogliamo trasformare questa indicazione in una riforma concreta, affinché anche in Italia sia garantito un accesso equo alla procreazione medicalmente assistita, senza discriminazioni”, dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna ‘PMA per tutte’.

“Dopo vent’anni di battaglie che hanno cambiato la legge 40 e restituito diritti a migliaia di persone, chiediamo alla politica di fare la propria parte. Non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all’estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche in Italia”.

➡ Il video della campagna realizzato dalla regista Cecilia Albertini


youtube.com/embed/94mJuA7RBzI?…

Se hai problemi di visualizzazione, CLICCA QUI

Il volto della campagna “PMA per tutte” è Alia Guagni, ex calciatrice della Nazionale italiana e mamma single grazie a un percorso di PMA realizzato in Spagna.

Alia racconta in un video la sua storia, invitando non solo a firmare la proposta di legge ma anche a “scendere in campo”: “[…] Per tanti anni il calcio è stata la mia vita, il mio lavoro e la mia passione. Ma la conquista più grande è stata un’altra: è stata avere mia figlia. Ma sono dovuto andare in Spagna per farlo per poterla avere con la procreazione medicalmente assistita. In Italia non avrei potuto. Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un paese più giusto dove la PMA sia accessibile a tutte le donne, senza dover andare all’estero per realizzare il proprio sogno”.

➡ I dati: la mappa della PMA in Europa


map visualization

Se non visualizzi la mappa correttamente, CLICCA QUI

Contestualmente al lancio della campagna, l’Associazione Luca Coscioni ha reso nota una mappa aggiornata sull’accesso alla procreazione medicalmente assistita nei vari Paesi europei, ricerca e studio curati dall’avvocata Alessia Cicatelli e visivamente elaborata da Alessandro De Luca, membri di giunta dell’Associazione Luca Coscioni.

In 13 Paesi, tra cui l’Italia, l’accesso alla PMA è vietato alle donne single e resta limitato alle sole coppie, in alcuni casi solo dello stesso sesso, in altri anche di sesso diverso. Oltre all’Italia: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Lituania, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca e Slovacchia prevedono l’accesso alle sole coppie eterosessuali. Mentre l’Austria e la Svizzera lo prevedono per tutte le tipologie di coppia, senza alcuna distinzione in base all’orientamento sessuale

In 32 Paesi europei la PMA è legalmente accessibile anche alle donne single. Tra questi Paesi, alcuni la permettono insieme anche a coppie omogenitoriali ed eterogenitoriali: tra questi Paesi ci sono Francia, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi. Altri Paesi permettono invece la PMA per donne single e solo coppie eterogenitoriali come Bielorussia, Cipro, Grecia, Lettonia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Russia, Serbia, Ucraina.

➡ La rete di “PMA per Tutte”


Ad oggi hanno aderito alla campagna “PMA per tutte”: Tech4Fem, Famiglie Arcobaleno, Zägara, Stiamo Fresche, Agedo, SheTech, L’Altra Cicogna Onlus, Equaly, Feconda Scelta, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Consulta di Bioetica, Mamma in PMA, le Contemporanee, UAAR, Certi Diritti, Arcigay, DONNEXSTRADA, EquALL, Casa delle Donne di Torino, Break the Silence, Actionaid, Enzo Tortora Radicali Milano, SeNonOraQuando?Torino, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Associazione Radicali Trento e Eumans. Altre realtà sono in fase di adesione.

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Caso di Paola, Filomena Gallo annuncia: “Ammessi in Consulta tre malati discriminati sui sostegni vitali”


La Corte costituzionale ha ammesso l’intervento di tre persone direttamente coinvolte nella questione che sarà esaminata il prossimo 23 giugno: Roberto, malato oncologico affetto da una patologia irreversibile a cui la ASL ha negato l’accesso al suicidio medicalmente assistito, e Carlo Gentili e Marco Gentili, persone affette da SLA che chiedono di non essere escluse da questo diritto qualora in futuro decidessero di ricorrervi.

La vicenda nasce dal caso di Paola, una donna di 89 anni affetta da Parkinson in stato avanzato, accompagnata in Svizzera nel 2023 da Marco Cappato, Felicetta Maltese e Virginia Fiume per accedere al suicidio assistito. Pur essendo lucida, consapevole e affetta da una malattia irreversibile che le provocava sofferenze ritenute intollerabili, Paola non poteva accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia perché non dipendeva da alcun trattamento di sostegno vitale, uno dei requisiti previsti dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale.

Proprio questo requisito è al centro del giudizio. Secondo il GIP di Bologna che ha rimesso la questione alla Consulta, potrebbe infatti determinare una discriminazione tra persone che vivono condizioni di sofferenza analoghe: alcune possono accedere al suicidio medicalmente assistito perché dipendono da macchinari o trattamenti salvavita, altre ne sono escluse pur essendo affette da patologie irreversibili e sofferenze altrettanto gravi.

Commentando la decisione della Corte, Filomena Gallo, codifensore di Marco Cappato 23 giugno davanti alla Corte costituzionale, e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni ha dichiarato: “La decisione della Corte riconosce che le persone direttamente coinvolte dagli effetti della normativa vigente sono portatrici di un interesse qualificato a partecipare al giudizio costituzionale e a far sentire la propria voce su questioni che riguardano la dignità della persona, l’autodeterminazione terapeutica e i diritti fondamentali. Attendiamo ora l’esame del merito della questione il 23 giugno, confidando che la Corte possa assicurare una tutela effettiva e non discriminatoria dei diritti delle persone affette da patologie irreversibili, indipendentemente dalla loro dipendenza da trattamenti di sostegno vitale”.

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La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza un incontro informativo sulle DAT

📍 Associazione Caracol Olol Jackson, Viale Crispi 46, Vicenza
📅 Venerdì 12 giugno
🕖 Ore 19:00


La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza a Vicenza un incontro informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), comunemente note come “testamento biologico”.

L’iniziativa, dal titolo “Maramiao perché sei morto? Il biotestamento spiegato a tutti”, sarà un’occasione per approfondire in modo chiaro e accessibile cosa sono le DAT, come si redigono e perché rappresentano uno strumento fondamentale per l’autodeterminazione nelle scelte sanitarie e di fine vita.

Interverranno, per la Cellula Coscioni Vicenza-Padova gli attivisti Domenico Farano e Alessandra De Gregorio

L’incontro si terrà presso l’associazione Caracol Olol Jackson ed è aperto alla cittadinanza.

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La Cellula Coscioni Bari organizza “Il giardino delle scelte”, un momento confronto sui diritti nel fine vita

📍 Ortodomingo, Via A. Lucarelli 120, Bari
📅 Venerdì 12 giugno 2026
🕠 Ore 17:30


La Cellula Coscioni Bari organizza “Il giardino delle scelte”, un momento di riflessione condivisa sulle scelte di fine vita, in collaborazione con OrtodomingO, co-fondatore di RCU Municipio 2, e con Bari Pride.

L’iniziativa sarà uno spazio di ascolto e confronto dove saranno anche condivise informazioni pratiche e comprensibili.

Introduce e modera Lia Lacatena, avvocata e socia della Cellula Coscioni Bari.

Interverranno Nino Sisto – Coordinatore Cellula Coscioni Bari, Carla Mannoccio – Medica, socia Cellula Coscioni Bari, Matteo Costantino – Avvocato, Responsabile Servizio DAT, Palo del Colle, Marilù Quercia – Attrice, counsellor.

L’evento sarà accompagnate da un tessuto musicale curato da Caldera Balfolk.

Durante l’evento sarà inoltre possibile firmare anche per la campagna “PMA per tutte”.

L’incontro è aperto alla cittadinanza.

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Il Governo sta usando il carcere per fare propaganda.
Il risultato? Decreti emergenziali che riempiono le carceri oltre il limite, trasformandole in luoghi di punizione e vendetta anziché di rieducazione.

Ne parlo nel mio nuovo video su YouTube: youtu.be/6b_fLHjxzl8

Ciao Andrea Siclari e grazie


Nel 2019 aveva ricevuto una diagnosi di cancro al colon al quarto stadio ed era assistito con l’LSD nella gestione dell’ansia da fine vita. Ha partecipato attivamente alla nostra campagna L’Italia apra alle terapie psichedeliche, per rendere le cure a cui era sottoposto in Svizzera una realtà anche in Italia


L’8 giugno, dopo una lunga malattia, Andrea Siclari si è addormentato circondato dall’affetto dei suoi cari.

Dal settembre 2024, grazie a Tania Re, antropologa, psicologa clinica e membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni, Andrea aveva preso parte a molte delle attività che l’Associazione porta avanti per promuovere le psicoterapie assistite da psichedelici.

Nella “sua” Svizzera, Andrea era assistito con l’LSD nella gestione dell’ansia da pre-morte, un percorso terapeutico che gli aveva consentito di continuare a vivere malgrado la prognosi infausta ricevuta diversi anni fa.

“Andrea era un amico e un uomo straordinario”, lo ricorda Tania Re. “Con il suo esempio e la sua forza d’animo ha raccontato la malattia trasformandola in un messaggio di speranza. Ha mostrato che, anche nei momenti più difficili, è possibile trovare dignità e condivisione. La sua testimonianza ci ha resi più consapevoli dell’importanza di sostenere trattamenti innovativi, e il suo percorso continuerà a ispirarci”.

Claudia Moretti e Marco Perduca, che per l’Associazione coordinano la campagna L’Italia apra alle terapie psichedeliche, ringraziano Andrea per la lucidità e generosità con cui in questi anni ha partecipato a iniziative in tutta Europa a favore dell’accesso a piani terapeutici che, come il suo, hanno consentito un fine vita pieno e attivo, oltre che dignitoso.

Andrea ha fatto della propria vicenda personale un esempio di militanza civica a favore del pieno godimento del diritto alla salute e di quello alla scienza.

L’Associazione Luca Coscioni esprime la sua vicinanza alla famiglia.

Questo uno dei video con Andrea e le sue esperienze psichedeliche


L'articolo Ciao Andrea Siclari e grazie proviene da Associazione Luca Coscioni.

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La Cellula Coscioni Rieti partecipa al “Field Fest 2” a Nepi, una serata a sostegno dell’Associazione Luca Coscioni

📍 Etruria Sound Lab, Via Ronci 2376, Nepi
📅 Sabato 13 giugno
🕓 Dalle ore 16:00 alle 04:00


La Cellula Coscioni Rieti parteciperà a “EPC x Embrace – Field Fest 2”, una giornata di musica, danza e socialità all’aperto organizzata da Estrazione Party Culturale ed Embrace the Wild.

L’iniziativa sarà anche una serata di raccolta fondi a sostegno dell’Associazione Luca Coscioni: il ricavato del format DANCExDONATE sarà devoluto in beneficenza ad Associazione Luca Coscioni e SuperAbile, trasformando la partecipazione in un gesto concreto di sostegno a libertà, diritti e inclusione.

Durante l’evento, la Cellula Coscioni Rieti sarà presente per raccogliere le firme per la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, per ottenere procedure chiare e tempi celeri per le richieste di morte medicalmente assistita.

La giornata prevede musica, DJ set, expo, body art e momenti di convivialità immersi nel verde. L’evento è family friendly, con ingresso gratuito per bambini e bambine.

Per maggiori informazioni e per registrarti all’evento, visita il seguente link

L'articolo La Cellula Coscioni Rieti partecipa al “Field Fest 2”a Nepi, una serata a sostegno dell’Associazione Luca Coscioni proviene da Associazione Luca Coscioni.

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Giulia Crivellini partecipa ad Agrate Brianza al dibattito “Liberə fino alla fine”

📍 Centrifuga Lab, Via Mazzini 17, Agrate Brianza
📅 Mercoledì 10 giugno
🕣 Ore 20:45


Giulia Crivellini, avvocata e componente di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà al dibattito sul fine vita “Liberə fino alla fine”, dedicato ai temi dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e dei diritti nelle decisioni di fine vita promosso dalla Cellula Coscioni Monza

L’iniziativa sarà anche un’occasione per sostenere la raccolta firme per la legge regionale “Liberi Subito”, promossa per ottenere procedure chiare e tempi certi per le richieste di suicidio medicalmente assistito in Lombardia.

Introduce Riccardo Sala, segretario del Circolo PD Agrate Brianza.

Modera Alberto Castagna, coordinatore della Cellula Coscioni Monza e Brianza.

L’incontro è organizzato in collaborazione con Forum Diritti Umani PD Monza e Brianza e dal Circolo PD Adriano Poletti.

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La Cellula Coscioni Lecco a Ello per l’incontro “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): il biotestamento in Comune”

📍 Sala consiliare, Via M. De Vecchi 17, Ello
📅 Venerdì 12 giugno
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Lecco partecipa a Ello all’incontro “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): il biotestamento in Comune”, dedicato al fine vita, alla libertà di scelta e agli strumenti oggi disponibili per esprimere in modo consapevole le proprie volontà sui trattamenti sanitari.

L’iniziativa sarà un’occasione di informazione pubblica sulle DAT, dette anche “testamento biologico” o “biotestamento”: cosa sono, come si redigono e dove possono essere depositate.

Interverranno:

Sergio De Muro e Simone Gallimberti – coordinatori della Cellula Coscioni Lecco
Virgilio Meschi – medico e presidente della Cellula Coscioni Lecco
Marco Cappato – Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, con un video-intervento

Introduce Paolo Colombo, già funzionario del Comune di Ello.

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La Cellula Coscioni Lainate ad Arese per un incontro sul fine vita

📍 Casa delle Associazioni, Viale dei Platani 6, Arese
📅 Venerdì 12 giugno
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Lainate partecipa ad Arese all’incontro “Il fine-vita: una tematica controversa. Diritti della persona, morte assistita, eutanasia”, promosso da ANPI Sezione di Arese nell’ambito del ciclo “I venerdì dell’ANPI – i diritti dimenticati”, con il patrocinio del Comune di Arese.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico sui diritti della persona, sul fine vita e sulle scelte di autodeterminazione.

Introduce e modera Sergio Clerici, Presidente ANPI Sezione di Arese.

Interverranno:

Claudio Stellari, Coordinatore Cellula Coscioni Lainate e membro di Soccorso Civile – “Soccorso civile. Le disubbidienze”
Massimo Rossi, avvocato, difensore di Marco Cappato nei processi di Fabo e Davide Trentini; giornalista – “Cenni storici e giuridici del suicidio medicalmente assistito”
Michela Palestra, Consigliera regionale Patto Civico – “Le persone sono pronte per una legge. E la politica? Il caso della Regione Lombardia”

Seguirà un panel di discussione con:

Roberto Labianca, oncologo medico, già primario in Oncologia e in Cure Palliative all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo
Claudio Lorenzo Medici, volontario LILT, équipe di cure palliative presso l’hospice Beati Coniugi Martin di Milano
Tatiana Zampollo, Coordinatrice Cellula Coscioni Lainate, Associazione Luca Coscioni

Durante l’evento verranno raccolte firme per la legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita “Liberi Subito”.

L’ingresso è libero e gratuito.

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Marco Cappato a Parma per parlare di autodeterminazione e diritti dei cittadini al “DiverCity”

📍 Auditorium HQ Chiesi, Via Paradigna 131/A, Parma
📅 Martedì 16 giugno 2026
🕟 Ore 16:30


Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà al panel di approfondimento “DiverCity”, realizzato in collaborazione con Chiesi.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto sui temi della salute, dell’inclusione e dei diritti, mettendo al centro esperienze e prospettive diverse in ambito sociale, sanitario e professionale.

Oltre a lui interverranno Caterina Tenisci – ostetrica clinica e divulgatrice, Luca Butini – Presidente ANLAIDS e immunologo, Giacomo Mazzariello – Executive Vice President Group CHRO Chiesi Group, Vito Nigro – Direttore programmi Dynamo Camp

Modererà Valentina Dolciotti, direttrice di DiverCity Magazine.

Per partecipare necessaria registrazione a questo link

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Alessia Cicatelli partecipa a Palestrina all’incontro “Diritti nel fine vita”

📍 Biblioteca Comunale Fantoniana, Via Madonna dell’Aquila, Palestrina
📅 Sabato 13 giugno
🕕 Ore 18:00


Alessia Cicatelli, avvocata e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà all’incontro e dibattito aperto “Diritti nel fine vita”, promosso dalla Cellula Coscioni Roma.

L’iniziativa sarà un’occasione di informazione e confronto pubblico dedicata ai diritti nel fine vita, all’autodeterminazione e alla libertà di scelta nelle decisioni sanitarie.

L’incontro permetterà di approfondire il quadro dei diritti oggi riconosciuti in Italia e di promuovere una maggiore consapevolezza sugli strumenti disponibili per esprimere le proprie volontà, a partire dalle Disposizioni Anticipate di Trattamento e dalle possibilità previste dalla normativa vigente.

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Marco Cappato a Rimini per “La voce dei diritti”, nella cornice del festival Biglietti agli amici

📍 Piazza sull’Acqua, Rimini
📅 Martedì 23 giugno
🕗 Ore 20:00


Marco Cappato parteciperà all’incontro “La voce dei diritti”, in dialogo con Marco Missiroli, nella cornice del festival Biglietti agli amici.

L’appuntamento sarà un’occasione di confronto sulle libertà fondamentali, sul rapporto tra legge, etica e responsabilità individuale. A partire dalle battaglie per il fine vita e per i diritti digitali, l’incontro rifletterà sul ruolo della partecipazione attiva e della disobbedienza civile come strumenti capaci di scuotere le coscienze e contribuire alla trasformazione della società.

L’ingresso è libero e senza prenotazione.
Qui maggiori info e programma completo

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Filomena Gallo e Marco Cappato partecipano al Senato alla presentazione de “Il prezzo della libertà” di Valentina Petrini

📍 Sala Caduti di Nassirya, Senato della Repubblica, Piazza Madama 11, Roma📅 Martedì 9 giugno 2026🕚 Ore 11:00


Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni APS, e Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni APS, parteciperanno alla conferenza stampa di presentazione del volume “Il prezzo della libertà. Sibilla e Anna, una storia di disobbedienza civile” di Valentina Petrini.

L’iniziativa, promossa su iniziativa della Vice Presidente del Senato Sen. Mariolina Castellone, sarà un’occasione di confronto sul tema della libertà, dell’autodeterminazione e della disobbedienza civile, a partire dalla storia raccontata nel libro che intreccia le storie vere di due donne, Sibilla Barbieri e “Anna” (nome di fantasia, scelto a tutela della privacy), che vivono malattie senza via d’uscita in condizioni sociali ed economiche profondamente diverse. Solo una di loro potrà permettersi di scegliere come affrontare il proprio fine vita.

Dopo i saluti istituzionali di Mariolina Castellone, Vice Presidente del Senato, interverranno:

Valentina Petrini – autrice del volumeFilomena Gallo – avvocata, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca CoscioniMarco Cappato – Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, da remoto

L’accesso in sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. È richiesto abbigliamento consono; per gli uomini è previsto l’obbligo di giacca e cravatta. In caso di esaurimento dei posti in presenza, la conferenza potrà essere seguita in streaming sui canali ufficiali. Gli ospiti e i giornalisti devono accreditarsi scrivendo a: mariadomenica.castellone@senato.it.

Maggiori informazioni sono disponibili nella locandina dell’evento qui.

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A Roma la conferenza stampa di lancio della PDL “PMA PER TUTTE – più diritti, più mamme”


CONFERENZA STAMPA
PMA PER TUTTE
più diritti, più mamme

Lancio della campagna per l’accesso alla procreazione medicalmente assistita per donne single e coppie di donne

Giovedì 11 giugno 2026
ore 11:00
Presso Clubhouse Montecitorio
Via di Monte Citorio 116, Roma


Modera
Alessandra Pellegrini, giornalista

Intervengono
Filomena Gallo – Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni
Francesca Re – Coordinatrice della campagna “Pma per tutte”
Alice Spaccini – Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni

Seguono gli interventi programmati delle rappresentanti e dei rappresentanti delle associazioni aderenti

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Mangiare carne è una scelta personale?
Ne ho parlato con la mia amica Giulia Innocenzi. Insieme abbiamo discusso dei danni degli allevamenti intensivi e del perché questa non sia una questione di libertà individuale, ma una responsabilità collettiva.

Qui: youtube.com/watch?v=J5uJQq4wi5…

Disabilità e democrazia: dopo i referendum da oggi in Italia è possibile firmare digitalmente anche le leggi popolari senza barriere


L’Associazione Luca Coscioni rende possibile per la prima volta la firma digitale con SPID per le persone che sono impossibilitate a sottoscrivere un documento a causa della loro disabilità.

È la prima applicazione concreta della storica sentenza della Corte costituzionale che ha riconosciuto questo diritto di partecipazione democratica


Da oggi, 3 giugno, per la prima volta in Italia le persone con disabilità grave che hanno diritto al voto assistito o domiciliare possono sottoscrivere digitalmente, oltre i referendum, anche le proposte di legge di iniziativa popolare, sia a livello nazionale sia regionale, utilizzando SPID.

Si tratta della prima applicazione concreta di un diritto democratico riconosciuto dalla sentenza n. 3 del 2025 della Corte costituzionale, pronunciata a seguito del ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni al fianco di Carlo Gentili, malato di SLA e impossibilitato ad apporre una firma autografa.

Con quella storica decisione, depositata nel gennaio 2025, la Consulta ha stabilito che impedire alle persone con grave disabilità fisica di sottoscrivere atti della partecipazione democratica mediante firma digitale costituisce una discriminazione. La Corte ha infatti dichiarato incostituzionali le norme che non prevedono, per chi non è in grado di firmare a causa di un grave impedimento fisico o perché si trova nelle condizioni per esercitare il voto domiciliare, modalità alternative per esercitare pienamente questo diritto.

Poiché la piattaforma pubblica del Ministero della Giustizia consente attualmente la firma digitale soltanto per le iniziative popolari nazionali, l’Associazione Luca Coscioni ha realizzato un sistema di sottoscrizione tramite SPID che permette anche la raccolta firme sulle proposte di legge regionali di iniziativa popolare “Liberi Subito” sul fine vita. L’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con Havant, azienda specializzata nei processi di digitalizzazione.

Per l’Associazione Luca Coscioni Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sulla disabilità, e Lorenzo Mineo, coordinatore della campagna sulla firma digitale, dichiarano: “Grazie a questo sistema le persone aventi diritto potranno firmare digitalmente iniziative come la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, che chiede alle regioni di legiferare sul tema del “suicidio assistito” per garantire ai malati tempi certi e procedure chiare, come già succede in Toscana e Sardegna. Attraverso questa procedura rendiamo finalmente effettivo il diritto alla partecipazione democratica anche per le persone che, a causa di disabilità gravi, incontrano ostacoli o impossibilità nell’utilizzo delle modalità tradizionali di sottoscrizione. Ma questo è soltanto un primo passo: vogliamo che la firma digitale per iniziative popolari e liste elettorali sia accessibile a tutti, a ogni livello istituzionale, compreso quello regionale e comunale. Su questo obiettivo promuoviamo un appello che ha già raccolto oltre 56 mila adesioni”.

– Approfondimenti –

Chi può firmare con SPID


Può firmare digitalmente con SPID il cittadino o la cittadina con disabilità grave in possesso di certificazione che attesti una delle seguenti condizioni:

  • grave impedimento fisico, ai sensi dell’art. 55, secondo comma, del DPR 30 marzo 1957, n. 361, dimostrabile ad esempio attraverso la scansione della tessera elettorale che riporti il diritto al voto assistito;

oppure

  • condizione per voto domiciliare, ai sensi dell’art. 1, comma 1, del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 27 gennaio 2006, n. 22, dimostrabile tramite copia della certificazione medica rilasciata dalla ASL, già utilizzata in precedenti consultazioni elettorali per l’accesso al voto domiciliare.


Modalità di adesione


Le persone che rientrano in una delle due categorie e desiderano firmare la proposta di legge regionale “Liberi Subito” possono compilare il modulo dedicato. Entro 48 ore dalla compilazione, gli interessati saranno ricontattati via email dall’azienda Havant, che fornirà le istruzioni operative per completare la procedura di firma digitale tramite SPID.

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È morta Lucia, 80enne triestina, costretta ad andare in Svizzera dopo il diniego da parte della Sanità del Friuli-Venezia Giulia


La donna, affetta da una patologia neurodegenerativa, ha dovuto essere accompagnata dagli attivisti di Soccorso Civile, l’associazione per le disobbedienze civili sul fine vita di cui è responsabile legale Marco Cappato, proprio come Martina Oppelli

Giovedì 4 giugno, ci sarà l’autodenuncia alla Questura di Trieste e, alle ore 14:00, una conferenza stampa presso l’Antico Caffè San Marco, in via Cesare Battisti 18 a Trieste


Lucia, 80 enne triestina, affetta da una rara patologia neurodegenerativa, è morta oggi, 3 giugno, in Svizzera, dove è dovuta andare per avere accesso al “suicidio medicalmente assistito”, nonostante fosse nelle condizioni per poterlo ottenere in Italia. È stata accompagnata da Matteo D’Angelo e Antonella Lauvergnac, iscritti a Soccorso Civile, l’associazione che fornisce assistenza alle persone in determinate condizioni, che hanno deciso di porre fine alle proprie sofferenze all’estero, e di cui è presidente e rappresentante legale Marco Cappato.

La donna era affetta da una degenerazione cortico-basale, una rara malattia neurodegenerativa progressiva, incurabile, che determina un precoce decadimento di alcune aree dell’encefalo. A causa della malattia, Lucia aveva gravi limitazioni motorie, dolori diffusi e spasmi. Ma soprattutto non poteva più svolgere alcun tipo di attività senza l’assistenza continuativa dei suoi caregiver. Assumeva una corposa terapia farmacologica, la cui sospensione o interruzione avrebbe determinato sofferenze intollerabili.

Lucia, dopo anni di sofferenza e visto il progressivo peggioramento delle sue condizioni, aveva così deciso di avviare contestualmente il percorso per accedere al suicidio medicalmente assistito sia in Svizzera che in Italia. Il viaggio in Svizzera sarebbe stato lungo e doloroso per lei, nelle sue condizioni, così ad agosto 2025 aveva chiesto la verifica delle condizioni per poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita in Italia, sulla base della sentenza “Cappato-Antoniani” 242/2019 della Corte costituzionale.

Dopo una celere attivazione da parte di ASUGI con le visite della commissione medica, a novembre, arriva però il diniego: Lucia non sarebbe stata – secondo ASUGI – dipendente da trattamenti di sostegno vitale, nonostante la documentazione medica attestasse il contrario. A quel punto, a marzo 2026, assistita dal team legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Lucia aveva presentato una diffida ad adempiere ad ASUGI chiedendo di rivalutare le sue condizioni e interpretare il trattamento di sostegno vitale come inteso dalla Corte costituzionale nelle recenti sentenze 135/2024 e 66/2025, che aveva chiarito che i “trattamenti di sostegno vitali” includono la totale dipendenza dall’assistenza continuativa da parte dei caregiver per l’espletamento delle attività quotidiane perché, in sua assenza, la persona non potrebbe sopravvivere, così come la terapia farmacologica somministrata per la stipsi.

Nonostante le nuove visite domiciliari effettuate da ASUGI, Lucia, dopo 10 mesi dalla sua prima richiesta, non ha più ricevuto alcuna comunicazione da parte di ASUGI: né la nuova relazione medica né il nuovo parere del comitato etico. Non volendo aspettare altro tempo in condizioni di sofferenza per lei intollerabile, ha quindi deciso di andare in Svizzera per accedere al suicidio assistito. È il secondo caso dopo quello di Martina Oppelli, che ha ricevuto il medesimo trattamento dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.

“Oltre alla sofferenza inflitta dalla malattia, Lucia ha dovuto subire una violenza inflitta dallo Stato italiano. Chiediamo che sia fatta giustizia”, hanno dichiarato Marco Cappato, e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

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