Negli ultimi due anni ho tenuto seminari e corsi sull'introduzione dell' #IA a #scuola, e come ho detto altre volte, a parte tutte le questioni etiche e normative, quello che la scuola dovrebbe chiedersi è cosa vogliamo ottenere introducendo questa tecnologia in aula, in cosa pensiamo funzioni meglio rispetto alle tecnologie attuali, e che prove abbiamo davvero che le cose stiano così. Invece la richiesta che arriva costantemente e ingenuamente è la rincorsa alle app: ora, è chiaro che quando c'è un effettivo salto di tecnologia, allora vanno osservate le differenze fra le applicazioni di generazioni diverse, ma se non c'è dietro il ragionamento pedagogico, di questo inseguimento non ce ne facciamo nulla. Purtroppo è un discorso che passa poco, perché a volte a scuola le prime persone refrattarie al ragionamento sono proprio quelle che dovrebbero insegnare a pensare.

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È passata la prima metà dell'anno scolastico, ma della Carta del docente ancora nessuna traccia. La libertà a scuola si fonda, anche, sulla dignità retributiva di chi ci lavora dentro e sulla sua possibilità di formarsi. Non si fonda sui metal detector #scuola