The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In Estonia c'è anche una Kallas intelligente: l'Europa dovrebbe regolamentare le grandi aziende tecnologiche invece di vietare ai bambini l'accesso ai social media.

Vietare ai ragazzi l'uso dei social media non funzionerà, perché "troveranno molto rapidamente il modo di aggirare il divieto e di continuare a utilizzarli", ha dichiarato la ministra dell'Istruzione estone Kristina Kallas.

politico.eu/article/europe-sho…

@informatica

Grazie a @stefan per la segnalazione

in reply to Phelipe

Not to speak for @informapirata here, and maybe this could use a bit more nuance, but you really can't argue these are the same things.

Internet is a necessity in today's age, almost on the level of electricity. Many of us need it for work, to pay bills, to stay in touch with families.

And for many, being able to find friends and support online is, without exaggeration, a question of survival.

stefanbohacek.online/@stefan/1…

@mrphelz @informatica


"Before TikTok, Tumblr or LiveJournal, before widespread computer ownership or the web itself, trans people were connecting online, allowing them to talk to people like themselves.

For many, this was the first time. The earliest forums offered an invaluable space for people whose innate sense of being trans clashed with the prevailing culture. But there, in cyberspace, they built community and friendships."

assignedmedia.org/breaking-new…

#internet #TheWeb #cyberculture #trans #TransRights #LGBTQI


informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Stefan Bohacek

@mrphelz
Internet and today's social media are two separate topics. No one wants to forbid the Internet. On the other hand today's social media do more harm than good and youngest is the mind, higher are the risks.
Instagram, TikTok, etc directly impact teens mental health. Not just. Their physical activity has plummeted, their fine-motion skills have alarmingly deteriorated to the point that we may not have surgeons in two decades.
in reply to Phelipe

A me è capitato di vedere al supermercato adulti che acquistavano alcol per poi passarlo a minorenni che aspettavano all'esterno. In più, sere fa, alcuni ragazzini mi chiesero la tessera per acquistare sigarette al distributore, e dissi di no. Un tizio che passava subito dopo di me, gliele prese senza battere ciglio. Non credo che il divieto sia efficace al 100%.
Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)

Informa Pirata reshared this.

in reply to Tawni

@Tawni @mrphelz Questi divieti servono a rompere le palle agli adulti, e schedarli, con la scusa del divieto ai minorenni. Smettiamola di prenderci per il culo e di giustificare la sorveglianza. Verificare l'età "per proteggere i bambini" è un modo per il potere, di farci accettare la sorveglianza di massa, tagliare fuori persone che ai poteri danno fastidio (tipo le persone trans e i disabili della vista), e togliersi ogni responsabilità educativa. Quale mostro non vorrebbe difendere i bambini? Se dicessero "verifichiamo le identità nei siti porno e nei social per schedare chi ci va", si scatenerebbe la rivoluzione. Ma dicendo "per difendere i bambini"...
Io sono contraria. In pieno. Perché i divieti li trasgredisci, e la maleducazione resta.
Non sono favorevole neanche per l'odio, perché i politici (Vannacci, Pillon, Salvini, Trump, Farage...) mandano in giro odio e guerra, e restano impuniti.
E non si paragoni il divieto di internet con quello della vita reale -tipo ai bar- perché quello di internet consente una sorveglianza pericolosa, che fuori non c'è. O è meno invasiva.

Informa Pirata reshared this.

in reply to Phelipe

@mrphelz @Tawni La fallacia di "inutile fare una legge perché tanto la si aggira" è una fallacia. E siamo d'accordo. Io ho esposto solo quello che si è sempre fatto da 25 anni a questa parte quando si leggifera su Internet: solitamente i politici fanno leggi in cui non si vede la complessità delle vite reali, si pensa "mettici il documento fatti un selfie e sei a posto", poi chi se ne frega se mezza gente viene tagliata fuori. Chi se ne frega se costringi le persone a un simil controllo di polizia per guardare un paio di culi. Le leggi andrebbero fatte insieme a chi Internet lo vive da dentro. Questo dico.
Le leggi devono riguardare, in primis, le multinazionali della tecnologia che, per esempio, licenziano i moderatori sempre più, espongono a contenuti pericolosi anche nelle app riservate ai bambini (realtà distorte create da AI), ecc.
in reply to Elena Brescacin

@elettrona @Tawni perdonami ma non capisco.
Dici che un cristiano ha diritto di guardarsi un porno, e ok
poi però dici che i social devono fare moderazione. Ma di cosa esattamente? Perché se il porno non è illegale allora cosa c'è da moderare? O togli tutto, e questo significa abolire in toto il porno, o lasci tutto, perché poi non ha modo di dire "tu puoi guardarlo, tu no".
in reply to Phelipe

@Phelipe non diciamo eresie: il 90% delle fediverso è sottoposto a una ferrea moderazione. L'istanza nella quale sei iscritto ha un rapporto tra moderatori e utenti che è di diecimila volte superiore rispetto a quello di qualsiasi Social commerciale. L'assenza di moderazione è un rischio Prima di tutto per gli amministratori del server che quindi hanno tutto l'interesse a moderare costantemente la propria istanza e i contenuti provenienti dalle istanze federate, moderazione che prevede anche la defederazione delle istanze problematiche

@Elena Brescacin @Tawni

in reply to Informa Pirata

@informapirata @mrphelz @Tawni Mi hai preceduto sulla moderazione, grazie. Il fediverso è decentralizzato quindi è la comunità a moderare. E per "la comunità" intendo che non c'è Bepi Mastodon seduto con la pipa in bocca a dare ordini (bepi mastodon suona benissimo, con l'accento sull'ultima "o").
Ogni istanza ha i suoi amministratori e moderatori, e possono avere idee differenti, diametralmente opposte, fra loro.
Il mod neonazi ha tutto l'interesse a defederare istanze progressiste e viceversa, ma te lo dice prima nel regolamento.
La realtà più affine all'immagine di "bepi mastodon" che io conosca è IFTAS - hanno un file csv da caricarsi nel proprio account, dove sono presenti una novantina di istanze problematiche. In aggiornamento, presumo.
in reply to Phelipe

secondo questa logica dovremmo che so togliere il divieto di vendere alcolici, o sigarette, o riviste pornografiche ai minorenni, tanto trovano il modo di aggirare i divieti e ci arrivano ugualmente.


@Phelipe ci sono alcune differenze tra il divieto di vendere alcolici, sigarette o riviste pornografiche ai minori e la verifica dell'età:
Come ben sai infatti i ragazzi possono trovare alcolici, sigarette o riviste pornografiche in casa propria o in casa d'altri: e allora pensa se fosse necessario per chiunque dimostrare la propria età, ogni volta che bevi un Campari, fumi un sigaro o sfogli una rivista pornografica e non solo quando li devi acquistare.

Capisci che a essere fallace è proprio questa similitudine.

Oggi purtroppo la politica:
- sta facendo finta che non esistano le responsabilità delle BigTech
- sta facendo finta che non esistano le responsabilità genitoriali
- sulla base di questa finzione, sta provando a limitare la libertà personale di tutti gli adulti
- sta criminallizzando la pornografia e la sta rendendo una merce meno accessibile e quindi più ambita

Automatic translation

According to this logic, we should lift the ban on selling alcohol, cigarettes, or pornographic magazines to minors, since they find ways to circumvent the bans and get there anyway.


@Phelipe There are some differences between the ban on selling alcohol, cigarettes, or pornographic magazines to minors and age verification:
As you well know, young people can find alcohol, cigarettes, or pornographic magazines in their own homes or in other people's homes. So imagine if it were necessary for everyone to prove their age every time they drank a Campari, smoked a cigar, or browsed a pornographic magazine, not just when they had to buy them.

You realize that it is precisely this similarity that is fallacious.

Unfortunately, today's politicians:
- are pretending that Big Tech's responsibilities don't exist
- are pretending that parental responsibilities don't exist
- based on this pretense, they are trying to limit the personal freedom of all adults
- are criminalizing pornography and making it a less accessible and therefore more desirable commodity

@informapirata ⁂ @Stefan Bohacek @Elena Brescacin

in reply to Informa Pirata

1. se vieti x (qualunque cosa sia x) ai minori (online o nella vita vera) è implicito che devi verificare l'età; senza verifica non ha senso il divieto.
2. il mio post non era sulla verifica dell'età, era sulla fallacia di non fare una legge con la scusa che tanto la gente la aggira; è come dire "non mettiamo i limiti di velocità perchè tanto la gente non li rispetta".
Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)
in reply to Phelipe

@informapirata@poliverso.org @elettrona
4. sono il primo a sostenere che la prima responsabilità è dei genitori (sono padre di 2 adolescenti), ma basta un ragazzo di cui i genitori se ne fregano e tutti quelli del suo gruppo sono automaticamente esposti senza filtri a tutta internet.
se la prima responsabilità è dei genitori allora bisogna cominciare a punire severamente i genitori che non se la assumono (e purtroppo sono tanti)
in reply to Phelipe

@informapirata@poliverso.org @elettrona
per esperienza personale, c'è un sacco di genitori che danno ai figli dispositivi senza avere la più pallida idea ne di quello che ci si può fare ne di quello che effettivamente ci fanno i figli.
posso citarti l'esempio di un padre, membro di una forza di polizia, che straparla di quali siano i rischi online senza sapere che la figlia adolescente chatta con sconosciuti su snapchat
in reply to Phelipe

@mrphelz @informapirata@poliverso.org "ci sono genitori che danno lo smartphone ai figli minorenni senza sapere cosa fanno", sì. Il problema è proprio questo. Che gli stessi a vietare i social ai minori, sono "quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv" [cit. Frankie Hi Nrg]. Sono "quelli che benpensano", quelli per i quali la responsabilità non è mai loro.
Io sono a favore di una regolamentazione di queste piattaforme che ti tengono incollato stile gioco di azzardo, sono contraria al fatto che YouTube ti mostri le immagini del gattino puccioso e subito dopo, quella (nel migliore dei casi) del tizio con la bandiera nazi. Sono cosciente dell'esistenza di una setta -creata da un minore- si chiama culto 764 da cui pare partito anche quel ragazzetto che ha tentato di uccidere la prof.
Ma dando la parvenza di risolvere il problema vietando, non li protegge. Ingabbia loro, e ingabbia noi.

Informa Pirata reshared this.

in reply to Phelipe

@mrphelz @informapirata@poliverso.org Ordine cronologico del feed attivo per default, limitazione del tempo e degli scroll, moderatori umani, risposte rapide alle segnalazioni, divieto esplicito dei cosiddetti "baby influencer" e dello sharenting (condividere foto di minori per mostrare la famigliola felice) - e sì, ce l'ho anche con le famiglie omogenitoriali che lo fanno. Perché lo sharenting è pericoloso qualunque ragione sia quella per cui lo fai. E in quanto a verificare l'età, userei metodi diversi. Tipo test di cultura generale per accedere ai social, aggiornabili ogni 6 mesi. Test fatti con i sistemi (tecnicamente è fattibile) per cui se apri un'altra scheda ti tocca rifare daccapo.

reshared this

in reply to Elena Brescacin

@elettrona @informapirata@poliverso.org
"limitazione del tempo e degli scroll" e se io adulto volessi passare tutto il giorno a scrollare perchè dovresti impedirmelo?
"Tipo test di cultura generale per accedere ai social" che sarebbe aggirabile aprendo un'altra scheda del browser per cercare le risposte alle domande ... comunque mi hai sbloccato un ricordo: Leisure Suite Larry, videogame del 1987, per giocarci dovevi rispondere prima a domande che un minorenne in teoria non sapeva
in reply to Elena Brescacin

@elettrona @informapirata@poliverso.org
"Ordine cronologico del feed attivo per default" quindi togli ai social l'uso del principale mezzo che hanno per fare soldi, tanto vale farli chiudere d'ufficio.
"moderatori umani" come ho già scritto, questo a) implica chiudere il 90% dei siti del fediverso e b) dove metti il limite tra moderazione e censura?
in reply to Phelipe

@mrphelz @informapirata@poliverso.org Sono tutti problemi complessi, dal primo all'ultimo - se fosse semplice, le regole le avrebbero già fatte belle, chiare, senza intoppi.
La verità è che l'essere umano ha inventato un ecosistema più potente di lui e che cambia più velocemente della politica.
Quello che dico, è che si dovrebbero trovare degli equilibri tra quella che è l'etica digitale, la riservatezza, il profitto... qua invece con queste leggi sui divieti stanno ragionando come dire "la morte di qualche civile è solo un effetto collaterale".

Per via della scheda del browser, no... Io non so come facessero ma tempo fa ho fatto un corso on line, un e-learning, che se tu aprivi un'altra scheda del browser (anche per fare i quiz) distraendoti o per cercare le risposte corrette, il corso ricominciava da capo perché tu avevi spostato il focus della schermata.
Non può impedirti di usare un secondo dispositivo per distrarti. Ma può metterti un input (domanda da rispondere, pulsante da premere)... in modo che tu se sei distratto dallo smartphone non premi "next" o "pausa" e lui ricomincia da capo.
Sulla moderazione, questo è un argomento complesso proprio per il fediverso: questa istanza vuole che non ci sia razzismo, un'istanza neonazi vuole che il razzismo non ci sia. E allora cosa si fa? Se li si vede federati li si blocca.
Censura? Dipende. Supponendo che Vannacci si faccia un account sul fediverso, su mastodon.uno e poliversity magari non potrebbe andare a sproloquiare. Ma nessuno gli vieta di farlo nell'istanza eventuale sua.

reshared this

in reply to Elena Brescacin

@elettrona esattamente: il fediverso è intrinsecamente più sicuro nella moderazione rispetto a qualsiasi altro server centralizzato proprio perché l'utente può scegliersi l'istanza con le pratiche di moderazione a lui più congeniali.

Naturalmente nulla vieta che qualcuno possa creare un server pubblico accessibile da chiunque, per pubblicare ogni sorta di contenuti illegali, ma verrebbe immediatamente bloccato da tutte le istanze più responsabili che costituiscono la quasi totalità dei volumi del fediverso.

Per quanto riguarda il falso problema della verifica dell'età ricordo la nostra regola numero 9

Politica sull'età: il Fediverso è anonimo e noi non vogliamo sapere la tua età ma NON PUOI ISCRIVERTI A QUESTO SERVER SE NON HAI COMPIUTO I 16 ANNI e se a nostro insindacabile giudizio dimostri meno di 16 anni, sospenderemo il tuo account


Questo significa che io non posso sapere quanti anni hai, ma se dimostri di comportarti come un dodicenne ti banno dalla mia istanza anche se hai 70 anni. E se riusciamo a farlo noi moderatori del fediverso senza disporre di sistemi di intelligenza artificiale integrati, non vedo perché non possono farlo le Big Tech

@mrphelz @informapirata@poliverso.org @informapirata@mastodon.uno @stefan

in reply to macfranc

@macfranc @mrphelz @informapirata@poliverso.org Tu dici: "se lo fanno le comunità, come possono non farlo le grandi aziende". Sì, teoricamente sì. Ma teniamo conto che il fediverso ha relativamente poche persone da gestire. Quindi se ti becchi il bimbominkia che frigna e commenta a cavolo, puoi arrivarci in poche ore. Ma se il fediverso iniziasse ad aumentare le persone esponenzialmente? "poniamoci il problema quando accade", ma bisogna esser pronti (vedi bot con propaganda russa, cartomanti, ecc).
in reply to Phelipe

@mrphelz
Hai tralasciato una parte fondamentale: uno dei mezzi principali che hanno per creare dipendenza (e di conseguenza fare soldi).

Volendo fare il tuo gioco, sembra che per te sia lecito lasciare liberamente utilizzabili da privati strumenti che creano dipendenza, senza nessuna regola, perché servono per fare soldi.

Il tuo punto sebra essere che se serve per fare soldi, allora chissenefrega delle conseguenze e zero responsabilità.
@elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan

in reply to pgo

@pgo @elettrona @informapirata@poliverso.org
Se tutti i social chiudessero domani io dormirei sonni più che tranquilli.
no, il mio punto è il doppio standard: l'alcol crea dipendenza, ma nessuno vuole regolare/multare/chiudere le case vinicole, si vieta la vendita ai minori.
I social creano dipendenza, li vietiamo ai minori? Assolutamente no, multiamo/chiudiamo i social.
È l'incoerenza che mi dà fastidio, ma sicuramente è un mio limite.
in reply to Phelipe

@mrphelz
I bambini sotto i 14 anni non dovrebbero avere smartphone personali (come del resto non possono liberamente guidare un ciclomotore) ed in questo dovrebbe essere lo stato ad intervenire. La scuola dovrebbe insegnare dalle elementari sia l'opportunità dell'utilizzo di internet sia i pericoli che può offrire. I genitori si dovrebbero rendere conto che lasciare un bambino da solo nell'uso di un social media è come lasciarlo solo @elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan
in reply to MaiuZ

nell'uso di un veicolo a motore. Poi ben vengano multe e blocchi alle società che schiavizzano l'attenzione e che campano con la manipolazione delle menti, delle idee e della realtà (i cui algoritmi di funzionamento dovrebbero essere liberamente accessibili almeno da revisori statali), ma non a discapito della libertà ed alla privacy di tutti.
@elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @mrphelz
in reply to Phelipe

@mrphelz
La stessa contestazione si potrebbe applicare alla guida di veicoli: sono capitati incidenti con minorenni alla guida.
Per l'auto però ci sono regole stringenti, nessuna verifica dell'età (chiunque può sedersi al volante e avviare il motore) e obblighi, conseguenze e responsabilità chiari.
Le case automobilistiche sono vive e vegete nonostante vengano regolate anche le dimensioni degli specchietti e il colore delle lampadine.
@informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @elettrona
in reply to Phelipe

@mrphelz @pgo @informapirata@poliverso.org Le macchine, i motorini, le bici, I COLTELLI, possono fare stragi. Per non parlare degli alcolici, la droga, il fumo, il gioco di azzardo.
Gli adulti genitori/tutori dei minorenni, dovrebbero rispondere anche penalmente dei danni fatti dai loro amati pargoletti.
Il problema dei social però è un altro: i meccanismi di dipendenza e manipolazione dei social commerciali, possono danneggiare la società e la democrazia a lungo termine. Contenuti manipolativi, disinformazione, oscuramento di contenuti scomodi per il governo in carica, realtà plasmata su misura di chi li gestisce... Si stanno vedendo adesso, e la parte forte deve ancora arrivare, i danni che fa la comunicazione basata su algoritmo; forse è per questo che c'è un "doppio standard", non è solo la dipendenza il problema ma le conseguenze che può avere a livello globale.
in reply to Elena Brescacin

@elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org i social sono pericolosi? ok, allora chiudiamoli, ma tutti (fediverso compreso).
"Contenuti manipolativi, ecc." il problema è che questa definizione è applicabile praticamente a qualunque sito o servizio online, e de facto anche a qualunque forma di informazione.
cosa facciamo, chiudiamo internet, giornali, tv e radio?
Il problema è: chi è che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa fa male e cosa no?
in reply to Phelipe

@mrphelz @pgo @informapirata@poliverso.org infatti io non sono per "chiudere" ma per responsabilizzare tutti. Genitori, minori, aziende - il punto è che è un lavoro lunghissimo; dirò un concetto ovvio, ma la democrazia è responsabilità collettiva, non solo dei politici. E quando si sente la necessità di aggirare una legge, vuol dire che qualcosa non ha funzionato da tutte e due le parti.

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Elena Brescacin

la responsabilità senza conseguenze è solo un inutile guscio vuoto. Altri qui hanno scritto che le conseguenze dovrebbero esserci solo per i social, non per i genitori, ma se devono esserci responsabilità per tutti allora devono esserci anche conseguenze per tutti.
Inoltre rimane il problema alla radice: chi decide cosa è giusto e cosa no? Lo stesso governo di cui rifiuti il controllo perché potrebbe rivoltartisi contro?
Questa voce è stata modificata (14 ore fa)
in reply to Phelipe

@mrphelz @elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org però qui siamo davanti ad una fregatura. Le ricerche fanno sospettare che gli algoritmi di Meta provochino malattie mentali ai minorenni. Su quello gli stati di diritto dovrebbero agire, non usarlo come scusa per controllare tutto.

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Aaron Winston Smith

@aaronwinstonsmith @mrphelz @pgo @informapirata@poliverso.org E già, e pure il fatto che una bella percentuale di fatturato, a Meta arrivi dalle truffe. Per cui le combattono fino a un certo punto. Cosa che il fediverso potrebbe avere, certo che sì, se il truffatore promette soldi a un'istanza e ti dà da mangiare per anni. Ma siccome le istanze sono tante, le altre possono decidere di filtrare i contenuti di quella finanziata dal truffatore. Invece su facebook, x, e simili, i truffatori te li ciucci tutti. Con la segnalazione che non sempre funziona. Anzi quasi mai.
Sulle malattie mentali, guarda, i minori e gli over60 sono i gruppi più vulnerabili
in reply to Phelipe

@mrphelz @elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org
Bellissima discussione. Aggiungo l'ovvio: le big tech dei social ci hanno straguadagnato da questa zona grigia in cui si trovano ( ovvero fatturare su contenuti di cui non sono responsabili ).
Quello che voglio dire è che in qualunque modo la si voglia risolvere, le Meta di turno dovranno per forza avere regole più strette, e che a mio avviso sarà proprio questa la chiave per dei social meno tossici, molto più dell'age control.

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to deny

@sposadelvento @mrphelz @elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org per fare una sintesi, mi pare di comprendere che l'opinione comune qui è che i social debbano essere responsabili delle cose che sono pubblicate al loro interno. Questo vuol dire che ci vuole un controllo capillare che il fediverso mi pare di vedere già pone in essere, mentre i social " commerciali" si guardano bene dal realizzare, anzi smantellano come ha fatto X quel poco che esisteva.
in reply to Maurizio

@migbox i social non devono essere responsabili delle cose che vengono pubblicate dai loro utenti, ma devono essere responsabili:
- della omessa rimozione di contenuti e utenti problematici e di campagne di disinformazione, quando segnalati
- della adozione del software, con particolare riferimento al design che deve consentire la raccolta delle segnalazioni e che deve evitare la manipolazione psicologica degli utenti

@sposadelvento @mrphelz @elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org @stefan

in reply to informapirata ⁂

@migbox agli amministratori delle istanze del fediverso infatti viene già attribuita questa responsabilità di natura ambientale. Anch'essi sono soggetti vulnerabili, basti pensare al rischio di farsi chiudere un server nel momento in cui contiene contenuti ad altissima criticità (csam, narcotraffico, riciclaggio o terrorismo)

@sposadelvento @mrphelz @elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org @stefan

in reply to informapirata ⁂

@migbox @sposadelvento @mrphelz @pgo @informapirata@poliverso.org Questa è una storia che racconto spesso: estate 2024, Facebook. Un tizio diede del pedofilo alla chef Chloe Facchini, una cuoca transgender che lavora (anche) nel programma rai "è sempre mezzogiorno". Segnalai la prima volta, "non viola gli standard"; segnalai la seconda volta, "non viola gli standard, si rivolga a un tribunale". Lo dissi a Facchini mandandole un messaggio e lei rispose "ormai ci ho fatto il callo. Non vale la pena che ti incazzi"
Siamo arrivati al punto che le persone bersaglio di offese, si siedono e lasciano perdere. Questa cosa sui social commerciali temo non cambierà mai, perché i contenuti problematici di qualsiasi tipo, fanno guadagnare. Se gli amministratori delle istanze Fediverso si sentono responsabili della tutela della comunità, è perché la comunità è la ragione per cui il Fediverso vive; Facebook e compagnia invece sanno benissimo che possono vivere anche di soli bot - c'è una bella differenza. Per questo continuo a dire che l'age verification è un problema. Promette tutela ma alla fine raccoglie i tuoi dati.
Parliamoci chiaro. Da attivista HIV, ne ho avuti tanti addosso. Persone che vivono col virus, i cui profili erano nomi finti, foto di cartoni o piante, ecc. Perché sono persone il cui status se viene rivelato, potrebbero perdere lavoro e contesto sociale (sì, anche negli anni 2020s siamo a questi livelli di stigma).
Coi profili anonimi parlano liberamente, con l'age verification sarebbero fregati.
Anche se basta molto meno. Perché se hai il profilo anonimo ma poi autorizzi i contatti del telefono a esser visti da Facebook, scoppia la bomba.
Anche questa la racconto spesso: "sieropositivo simpatico" che su Facebook aveva la foto di un peluche. Mai saputo come si chiamasse. Ma il suo medico infettivologo mi apparve tra le "persone che potresti conoscere". In pratica "simpatico sieropositivo" andava dallo stesso AIDIESSOLOGO da cui va il mio ex, ce l'aveva tra gli "amici".
Potrebbe anche non essere stato il suo dottore, però il dubbio... Fossi stata una senza scrupoli avrei potuto ricattare l'anonimo quanto avrei voluto.

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Maurizio

@migbox
I social commerciali dovrebbero essere responsabili delle app/siti che pubblicano.
Se mettono online un'app che crea dipendenza, sono responsabili.
Profilano illegalmente gli utenti?
Responsabili.
Accedono a più dati di quel che è previsto dalla legge?
Idem come sopra.
Per ogni violazione una sanzione del 5% del fatturato globale non negoziabile.
Contenuti: responsabile chi pubblica, se i social moderano davvero...
@sposadelvento @mrphelz @elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan
in reply to pgo

@pgo @migbox @sposadelvento @mrphelz @informapirata@poliverso.org Hai detto bene. Purtroppo qui la confusione è enorme. Io sono favorevole a responsabilizzare chi pubblica contenuti, perché ciò che scrivi può nel bene e nel male influenzare la vita off line e quindi tu non puoi dire "io colpisco le persone, perché tanto c'è la piattaforma che poi modera. Anche in caso di moderazione rigida, tu utilizzatore/lettore sei responsabile di non violare le leggi.
Io sono maintainer di un blog, dove si parla di tematiche "sensibili". Sono responsabile di garantire la moderazione dei commenti, perché uno è libero di scrivere "ho il terrore di HIV, una relazione con uno che ha il virus mi fa paura" ma non sarebbe libero di dire "stare con un positivo equivale a suicidarsi"... Non a casa mia almeno. Né di diffamare personalità pubbliche, medici, ecc. Si apra il suo blog e lo dica nei suoi spazi. Perché nei miei spazi, tutelo i lettori che potrebbero soffrirne.
Facebook e le piattaforme affini, dovrebbero tutelare l'ambiente, garantendo moderazione contro i contenuti illegali, odio incluso.
L'altro giorno sentivo parlare Andrea Scanzi proprio di questo. Sul fatto di querelare gli odiatori - al netto della simpatia o antipatia del soggetto, posizioni più o meno estreme... Lui faceva notare proprio questo: "se insultate siete responsabili legalmente".
Poi secondo me qua c'è un'ulteriore zona d'ombra, perché dire "sei un pezzo di merda" non dovrebbe essere equiparato a termini più forti legati alla sfera personale (razzismo, sessismo, ecc). Io sono una di quelle persone che sdoganerebbe quelle parole lì, il vaffa compreso. Perché se uno mi manda in mona non è uguale a "ammazzati" anche se a Roma vammorimmazzato viene usato nello stesso modo.
In un mondo democratico dovremmo essere tutti responsabili, partecipare al bene di una comunità social: anche in caso di truffe, avere una percentuale di fatturato derivante da pubblicità fraudolente, dovrebbe chiamarsi favoreggiamento. Invece non lo è.
in reply to Maurizio

@migbox @pgo @sposadelvento @mrphelz @informapirata@poliverso.org esattamente come dicevo io sul commento a Chloe Facchini dove un tizio le dava del "pedofilo". Dalle mie parti si dice "no ghe par gnanca vero", "non gli pare vero / troppo bello per essere vero" quando c'è un qualcosa che garantisce interazioni. Fra l'altro, l'algoritmo delle segnalazioni funziona su alcuni termini sicuramente, ma soprattutto sui numeri; è bastato che un gruppo di fanatici segnalasse una foto come nudo, e l'hanno rimossa - la foto era una talpa. Un tipo di talpa senza pelo. Ma questi squadristi, chiamiamo le cose col loro nome, sono andati a segnalare questa pagina in massa e Facebook gliel'ha chiusa per un tot.
E a me una volta chiusero l'account per 30 giorni, perché ho osato scrivere che Pinocchio è un Procione.
Non era omofobia, era un gioco sul Braille, per l'affinità tra p e f in braille (la f ha un puntino braille in meno rispetto alla p). Ma per Facebook, la storia di pinocchio procione è un problema, Vannacci no...

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Phelipe

@Phelipe

"Contenuti manipolativi, ecc." il problema è che questa definizione è applicabile praticamente a qualunque sito o servizio online


No! La manipolazione algoritmica non è una sensazione soggettiva, ma è la diretta conseguenza risultante dalla progettazione e dall'analisi funzionale dei sistemi sottostanti ai servizi social commerciali. Lo hanno stabilito almeno due tribunali statunitensi nelle ultime settimane basandosi su whistleblower, sperimentazioni controllate e ammissioni dei dirigenti.

La manipolazione algoritmica è nel design dei social commerciali e ogni paragone con il Fediverso (ma anche con Bluesky) è totalmente fuori luogo ed è indice di scarsa comprensione del problema

@pgo @Elena Brescacin @informapirata ⁂ @Stefan Bohacek

reshared this

in reply to Informa Pirata

@informapirata@poliverso.org @pgo @elettrona mi riferivo a tutto il blocco "Contenuti manipolativi, disinformazione, oscuramento di contenuti scomodi per il governo in carica, realtà plasmata su misura di chi li gestisce...", non solo alla parte contenuti manipolativi.
la stessa moderazione che fate voi, defederando istanze che definite "problematiche" è considerabile "realtà plasmata su misura di chi la gestisce".
in reply to Phelipe

@mrphelz @informapirata@poliverso.org @pgo Secondo la filosofia tua, anche mandare in mona i testimoni di geova quando suonano il campanello (o mettersi i tappi antirombo per non sentirli) è "plasmare la realtà"...
Peccato che ci sia una bella differenza: le multinazionali decidono cosa proporre, in una piattaforma che spacciano per pubblica; il fediverso, o un blog con moderazione, o un forum... invece sono realtà che ti dicono da subito cosa accettano e cosa no. Per cui se tu non sei d'accordo, ti comporti di conseguenza.
Se dovessimo ragionare col tuo metro, per non "plasmare la realtà" dovremmo lasciare le porte di casa aperte e non mandare più in mona nessuno quando entra con le profezie improbabili, o a venderti gli aspirapolveri.

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Elena Brescacin

@Elena Brescacin mi sembra chiaro che @Phelipe non abbia nessuna intenzione di inserire nell'equazione problemi come la progettazione deliberata della manipolazione e la asimmetria tra proprietario/sviluppatore della piattaforma e utenti (amplificata da semplici questioni di scala globale).

Senza considerare questo è facile equiparare la manipolazione algoritmica delle grandi piattaforme alla manipolazione che si ha in occasione dei ricattini tra compagni di banco all'asilo... 😁

@pgo @informapirata ⁂ @Stefan Bohacek

in reply to Informa Pirata

@informapirata@poliverso.org @mrphelz @pgo è vero che puoi anche aprirti un sito web, o un account fediverso, dove manipoli mezzo mondo. Io stessa mi sono trovata una cartomante che ha cercato di agganciarmi, un tizio che mi ha chiesto quali misure di cazzi mi piacessero, capiamoci le schifezze le puoi trovare ovunque.
Ma c'è una bella differenza tra l'utente occasionale che ti rompe le palle, o anche fossero diecimila ma hai la possibilità di estrometterli dal tuo network. Un conto è invece la piattaforma architettata come la ruota della fortuna. Per cui alla fine, chi paga di più ha la possibilità di apparirti davanti, ogni volta che giri la ruota. E ti stimola a girarla sempre.

macfranc reshared this.

in reply to Phelipe

@mrphelz
I produttori di auto devono rispettare standard a protezione degli occupanti (cinture, airbag, deformazione programmata in caso di urto): se non li rispettano, l'auto non può circolare.
i social invece non hanno regole, non vogliano regole e se qualcuno fa o subisce danno sono fatti suoi.
Ecco il vero doppio standard.
@informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @elettrona
in reply to Phelipe

@mrphelz
Così su due piedi:
Obbligo di X moderatori umani ogni Y utenti.
Divieto di vendita dei dati pubblicitari a terzi

E a chi dice che così si rende il business social insostenibile (poverini), faccio presente che hanno guadagni enormi per pagare moderatori e assorbire i mancati introiti e comunque, se una qualunque attività non riesce a rispettare regole minime per non creare danni alla società, tale attività non dovrebbe esistere.
@informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @elettrona

in reply to Phelipe

@Phelipe

se vieti x (qualunque cosa sia x) ai minori (online o nella vita vera) è implicito che devi verificare l'età


Le piattaforme sono già in grado di stabilire se il tuo profilo è quello di un minore o di un maggiorenne. La verifica dell'età è solo un ulteriore occasione di mietitura di dati personali

il mio post non era sulla verifica dell'età, era sulla fallacia di non fare una legge con la scusa che tanto la gente la aggira; è come dire "non mettiamo i limiti di velocità perchè tanto la gente non li rispetta"


Quello del limite di velocità è un paragone non valido, perché la velocità non è un prodotto. Molto meglio quello relativo all'alcol. Infatti proibire la vendita ai minori nei negozi funziona proprio perché i negozi sono un luogo fisico e numericamente limitato. Nel caso di internet invece è possibile accedere a qualsiasi contenuto disponendo di scarse competenze. Quindi la responsabilità deve essere soprattutto parentale

  1. come dovrebbero fare le aziende a regolamentarsi senza un modo per verificare l'età?


Per esempio impedendo di praticare un modello operativo che non sia come ora finalizzato proprio a manipolare le menti più fragili e malleabili, e non solo quelle dei minori

  1. basta un ragazzo di cui i genitori se ne fregano e tutti quelli del suo gruppo sono automaticamente esposti senza filtri a tutta internet.


La responsabilità genitoriale è fatta anche di educazione e con educazione si intende anche l'educazione e la frequentazione delle proprie compagnie

allora bisogna cominciare a punire severamente i genitori che non se la assumono


Questa cosa di punire severamente è proprio tipica italiana (come sosteneva Flaiano, se non sbaglio, a proposito degli avvisi con l'espressione vietare severamente perché basterebbe semplicemente la parola punire. Se venissero semplicemente fatti conoscere ai genitori i rilievi penali dell'omessa vigilanza sui social, lo Stato potrebbe già mandare un messaggio forte sull'argomento

se io adulto volessi passare tutto il giorno a scrollare perchè dovresti impedirmelo?


Quelle sono delle deliberate scelte di progettazione intraprese dal Big Tech, che sono consapevoli di quanto siano dannose a livello individuale e pericolose su un livello sociale e democratico. Non vedo perché non dovrebbero essere vietate

quindi togli ai social l'uso del principale mezzo che hanno per fare soldi, tanto vale farli chiudere d'ufficio.


Premesso che questo non è certamente un mio problema e non è un problema né per la cittadinanza né per lo stato, posso dirti che Impedire un modello di business predatorio e dannoso, e soprattutto senza che chi eroga quei servizi ne paghi mai le conseguenze, dovrebbe essere quasi scontato

@informapirata ⁂ @Stefan Bohacek @Elena Brescacin

reshared this

in reply to informapirata ⁂

No, invece, secondo me non lo trovano il modo così facilmente. Non tutti, in ogni caso. I divieti di cui si parla in questo momento interessano gli under 15. E, rispetto alle precedenti, questa è una generazione a cui viene spiegato tutto, non viene mai lasciata da sola a provare, sperimentare, farsi male, etc.
Sono molto più restii a disobbedire.
E i genitori avrebbero le app di controllo parentale per impedirgli di installare ciò che vogliono.