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In Estonia c'è anche una Kallas intelligente: l'Europa dovrebbe regolamentare le grandi aziende tecnologiche invece di vietare ai bambini l'accesso ai social media.
Vietare ai ragazzi l'uso dei social media non funzionerà, perché "troveranno molto rapidamente il modo di aggirare il divieto e di continuare a utilizzarli", ha dichiarato la ministra dell'Istruzione estone Kristina Kallas.
politico.eu/article/europe-sho…
Grazie a @stefan per la segnalazione
Europe should regulate Big Tech instead of banning kids from social media, Estonia says
Banning kids from social media won’t work, as they “will find very quickly the ways to go around and to still use social media,” Estonian Education Minister Kristina Kallas said.Eliza Gkritsi (POLITICO)
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Phelipe
in reply to informapirata ⁂ • • •Come argomentazione mi sembra un po' fallace
Stefan Bohacek
in reply to Phelipe • • •Not to speak for @informapirata here, and maybe this could use a bit more nuance, but you really can't argue these are the same things.
Internet is a necessity in today's age, almost on the level of electricity. Many of us need it for work, to pay bills, to stay in touch with families.
And for many, being able to find friends and support online is, without exaggeration, a question of survival.
stefanbohacek.online/@stefan/1…
@mrphelz @informatica
Stefan Bohacek
2026-01-27 19:05:26
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Elena Brescacin
in reply to Stefan Bohacek • • •And the more and more policies which ask for a visual verification (captcha's, selfies to verify identity, face recognition, video identification) is a very huge problem. They want to keep us more vulnerable folks off (blind and trans)
informapirata ⁂ reshared this.
Stefan Bohacek
in reply to Elena Brescacin • • •@elettrona Very good way to put it!
And just to add, many of us do see what is going on and will put up a fight. ✊
@informatica @informapirata @mrphelz
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Elena Brescacin
in reply to Stefan Bohacek • • •Informa Pirata likes this.
unruhe
in reply to Elena Brescacin • • •Informa Pirata likes this.
s1m0n4
in reply to Stefan Bohacek • • •Internet and today's social media are two separate topics. No one wants to forbid the Internet. On the other hand today's social media do more harm than good and youngest is the mind, higher are the risks.
Instagram, TikTok, etc directly impact teens mental health. Not just. Their physical activity has plummeted, their fine-motion skills have alarmingly deteriorated to the point that we may not have surgeons in two decades.
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Tawni
in reply to Phelipe • • •Informa Pirata likes this.
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Elena Brescacin
in reply to Tawni • • •Io sono contraria. In pieno. Perché i divieti li trasgredisci, e la maleducazione resta.
Non sono favorevole neanche per l'odio, perché i politici (Vannacci, Pillon, Salvini, Trump, Farage...) mandano in giro odio e guerra, e restano impuniti.
E non si paragoni il divieto di internet con quello della vita reale -tipo ai bar- perché quello di internet consente una sorveglianza pericolosa, che fuori non c'è. O è meno invasiva.
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Phelipe
in reply to Elena Brescacin • • •Quando mai ho parlato di sorveglianza, di diritti dei trans o dei disabili?
Elena Brescacin
in reply to Phelipe • • •Le leggi devono riguardare, in primis, le multinazionali della tecnologia che, per esempio, licenziano i moderatori sempre più, espongono a contenuti pericolosi anche nelle app riservate ai bambini (realtà distorte create da AI), ecc.
Phelipe
in reply to Elena Brescacin • • •Dici che un cristiano ha diritto di guardarsi un porno, e ok
poi però dici che i social devono fare moderazione. Ma di cosa esattamente? Perché se il porno non è illegale allora cosa c'è da moderare? O togli tutto, e questo significa abolire in toto il porno, o lasci tutto, perché poi non ha modo di dire "tu puoi guardarlo, tu no".
Phelipe
in reply to Phelipe • • •Inoltre: moderazione non è un'altro modo di dire censura? Chi decide cosa moderare?
Informa Pirata
in reply to Phelipe • •@Phelipe non diciamo eresie: il 90% delle fediverso è sottoposto a una ferrea moderazione. L'istanza nella quale sei iscritto ha un rapporto tra moderatori e utenti che è di diecimila volte superiore rispetto a quello di qualsiasi Social commerciale. L'assenza di moderazione è un rischio Prima di tutto per gli amministratori del server che quindi hanno tutto l'interesse a moderare costantemente la propria istanza e i contenuti provenienti dalle istanze federate, moderazione che prevede anche la defederazione delle istanze problematiche
@Elena Brescacin @Tawni
Elena Brescacin
in reply to Informa Pirata • • •Ogni istanza ha i suoi amministratori e moderatori, e possono avere idee differenti, diametralmente opposte, fra loro.
Il mod neonazi ha tutto l'interesse a defederare istanze progressiste e viceversa, ma te lo dice prima nel regolamento.
La realtà più affine all'immagine di "bepi mastodon" che io conosca è IFTAS - hanno un file csv da caricarsi nel proprio account, dove sono presenti una novantina di istanze problematiche. In aggiornamento, presumo.
Tawni
in reply to Phelipe • • •Informa Pirata
in reply to Phelipe • •@Phelipe ci sono alcune differenze tra il divieto di vendere alcolici, sigarette o riviste pornografiche ai minori e la verifica dell'età:
Come ben sai infatti i ragazzi possono trovare alcolici, sigarette o riviste pornografiche in casa propria o in casa d'altri: e allora pensa se fosse necessario per chiunque dimostrare la propria età, ogni volta che bevi un Campari, fumi un sigaro o sfogli una rivista pornografica e non solo quando li devi acquistare.
Capisci che a essere fallace è proprio questa similitudine.
Oggi purtroppo la politica:
- sta facendo finta che non esistano le responsabilità delle BigTech
- sta facendo finta che non esistano le responsabilità genitoriali
- sulla base di questa finzione, sta provando a limitare la libertà personale di tutti gli adulti
- sta criminallizzando la pornografia e la sta rendendo una merce meno accessibile e quindi più ambita
Automatic translation
@Phelipe There are some differences between the ban on selling alcohol, cigarettes, or pornographic magazines to minors and age verification:
As you well know, young people can find alcohol, cigarettes, or pornographic magazines in their own homes or in other people's homes. So imagine if it were necessary for everyone to prove their age every time they drank a Campari, smoked a cigar, or browsed a pornographic magazine, not just when they had to buy them.
You realize that it is precisely this similarity that is fallacious.
Unfortunately, today's politicians:
- are pretending that Big Tech's responsibilities don't exist
- are pretending that parental responsibilities don't exist
- based on this pretense, they are trying to limit the personal freedom of all adults
- are criminalizing pornography and making it a less accessible and therefore more desirable commodity
@informapirata ⁂ @Stefan Bohacek @Elena Brescacin
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Phelipe
in reply to Informa Pirata • • •2. il mio post non era sulla verifica dell'età, era sulla fallacia di non fare una legge con la scusa che tanto la gente la aggira; è come dire "non mettiamo i limiti di velocità perchè tanto la gente non li rispetta".
Phelipe
in reply to Phelipe • • •3. la Kallas dice che non bisogna vietare i social ai minori ma bisogna regolamentare le aziende. Esattamente come dovrebbero fare le aziende a regolamentarsi senza un modo per verificare l'età?
Phelipe
in reply to Phelipe • • •4. sono il primo a sostenere che la prima responsabilità è dei genitori (sono padre di 2 adolescenti), ma basta un ragazzo di cui i genitori se ne fregano e tutti quelli del suo gruppo sono automaticamente esposti senza filtri a tutta internet.
se la prima responsabilità è dei genitori allora bisogna cominciare a punire severamente i genitori che non se la assumono (e purtroppo sono tanti)
Phelipe
in reply to Phelipe • • •per esperienza personale, c'è un sacco di genitori che danno ai figli dispositivi senza avere la più pallida idea ne di quello che ci si può fare ne di quello che effettivamente ci fanno i figli.
posso citarti l'esempio di un padre, membro di una forza di polizia, che straparla di quali siano i rischi online senza sapere che la figlia adolescente chatta con sconosciuti su snapchat
Elena Brescacin
in reply to Phelipe • • •Io sono a favore di una regolamentazione di queste piattaforme che ti tengono incollato stile gioco di azzardo, sono contraria al fatto che YouTube ti mostri le immagini del gattino puccioso e subito dopo, quella (nel migliore dei casi) del tizio con la bandiera nazi. Sono cosciente dell'esistenza di una setta -creata da un minore- si chiama culto 764 da cui pare partito anche quel ragazzetto che ha tentato di uccidere la prof.
Ma dando la parvenza di risolvere il problema vietando, non li protegge. Ingabbia loro, e ingabbia noi.
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Phelipe
in reply to Elena Brescacin • • •Come vorresti regolarle?
Elena Brescacin
in reply to Phelipe • • •Informa Pirata likes this.
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Phelipe
in reply to Elena Brescacin • • •"limitazione del tempo e degli scroll" e se io adulto volessi passare tutto il giorno a scrollare perchè dovresti impedirmelo?
"Tipo test di cultura generale per accedere ai social" che sarebbe aggirabile aprendo un'altra scheda del browser per cercare le risposte alle domande ... comunque mi hai sbloccato un ricordo: Leisure Suite Larry, videogame del 1987, per giocarci dovevi rispondere prima a domande che un minorenne in teoria non sapeva
Phelipe
in reply to Elena Brescacin • • •"Ordine cronologico del feed attivo per default" quindi togli ai social l'uso del principale mezzo che hanno per fare soldi, tanto vale farli chiudere d'ufficio.
"moderatori umani" come ho già scritto, questo a) implica chiudere il 90% dei siti del fediverso e b) dove metti il limite tra moderazione e censura?
Elena Brescacin
in reply to Phelipe • • •@mrphelz @informapirata@poliverso.org Sono tutti problemi complessi, dal primo all'ultimo - se fosse semplice, le regole le avrebbero già fatte belle, chiare, senza intoppi.
La verità è che l'essere umano ha inventato un ecosistema più potente di lui e che cambia più velocemente della politica.
Quello che dico, è che si dovrebbero trovare degli equilibri tra quella che è l'etica digitale, la riservatezza, il profitto... qua invece con queste leggi sui divieti stanno ragionando come dire "la morte di qualche civile è solo un effetto collaterale".
Per via della scheda del browser, no... Io non so come facessero ma tempo fa ho fatto un corso on line, un e-learning, che se tu aprivi un'altra scheda del browser (anche per fare i quiz) distraendoti o per cercare le risposte corrette, il corso ricominciava da capo perché tu avevi spostato il focus della schermata.
Non può impedirti di usare un secondo dispositivo per distrarti. Ma può metterti un input (domanda da rispondere, pulsante da premere)... in modo che tu se sei distratto dallo smartphone non premi "next" o "pausa" e lui ricomincia da capo.
Sulla moderazione, questo è un argomento complesso proprio per il fediverso: questa istanza vuole che non ci sia razzismo, un'istanza neonazi vuole che il razzismo non ci sia. E allora cosa si fa? Se li si vede federati li si blocca.
Censura? Dipende. Supponendo che Vannacci si faccia un account sul fediverso, su mastodon.uno e poliversity magari non potrebbe andare a sproloquiare. Ma nessuno gli vieta di farlo nell'istanza eventuale sua.
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macfranc
in reply to Elena Brescacin • • •@elettrona esattamente: il fediverso è intrinsecamente più sicuro nella moderazione rispetto a qualsiasi altro server centralizzato proprio perché l'utente può scegliersi l'istanza con le pratiche di moderazione a lui più congeniali.
Naturalmente nulla vieta che qualcuno possa creare un server pubblico accessibile da chiunque, per pubblicare ogni sorta di contenuti illegali, ma verrebbe immediatamente bloccato da tutte le istanze più responsabili che costituiscono la quasi totalità dei volumi del fediverso.
Per quanto riguarda il falso problema della verifica dell'età ricordo la nostra regola numero 9
Questo significa che io non posso sapere quanti anni hai, ma se dimostri di comportarti come un dodicenne ti banno dalla mia istanza anche se hai 70 anni. E se riusciamo a farlo noi moderatori del fediverso senza disporre di sistemi di intelligenza artificiale integrati, non vedo perché non possono farlo le Big Tech
@mrphelz @informapirata@poliverso.org @informapirata@mastodon.uno @stefan
Elena Brescacin
in reply to macfranc • • •pgo
in reply to Phelipe • • •@mrphelz
Hai tralasciato una parte fondamentale: uno dei mezzi principali che hanno per creare dipendenza (e di conseguenza fare soldi).
Volendo fare il tuo gioco, sembra che per te sia lecito lasciare liberamente utilizzabili da privati strumenti che creano dipendenza, senza nessuna regola, perché servono per fare soldi.
Il tuo punto sebra essere che se serve per fare soldi, allora chissenefrega delle conseguenze e zero responsabilità.
@elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan
Phelipe
in reply to pgo • • •Se tutti i social chiudessero domani io dormirei sonni più che tranquilli.
no, il mio punto è il doppio standard: l'alcol crea dipendenza, ma nessuno vuole regolare/multare/chiudere le case vinicole, si vieta la vendita ai minori.
I social creano dipendenza, li vietiamo ai minori? Assolutamente no, multiamo/chiudiamo i social.
È l'incoerenza che mi dà fastidio, ma sicuramente è un mio limite.
MaiuZ
in reply to Phelipe • • •I bambini sotto i 14 anni non dovrebbero avere smartphone personali (come del resto non possono liberamente guidare un ciclomotore) ed in questo dovrebbe essere lo stato ad intervenire. La scuola dovrebbe insegnare dalle elementari sia l'opportunità dell'utilizzo di internet sia i pericoli che può offrire. I genitori si dovrebbero rendere conto che lasciare un bambino da solo nell'uso di un social media è come lasciarlo solo @elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan
MaiuZ
in reply to MaiuZ • • •@elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @mrphelz
pgo
in reply to Phelipe • • •La stessa contestazione si potrebbe applicare alla guida di veicoli: sono capitati incidenti con minorenni alla guida.
Per l'auto però ci sono regole stringenti, nessuna verifica dell'età (chiunque può sedersi al volante e avviare il motore) e obblighi, conseguenze e responsabilità chiari.
Le case automobilistiche sono vive e vegete nonostante vengano regolate anche le dimensioni degli specchietti e il colore delle lampadine.
@informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @elettrona
Phelipe
in reply to pgo • • •Non il produttore dell'automobile. Nessuno impone ai produttori di automobili di far sì che non possano essere guidate da minori...
Di nuovo, doppio standard
Elena Brescacin
in reply to Phelipe • • •Gli adulti genitori/tutori dei minorenni, dovrebbero rispondere anche penalmente dei danni fatti dai loro amati pargoletti.
Il problema dei social però è un altro: i meccanismi di dipendenza e manipolazione dei social commerciali, possono danneggiare la società e la democrazia a lungo termine. Contenuti manipolativi, disinformazione, oscuramento di contenuti scomodi per il governo in carica, realtà plasmata su misura di chi li gestisce... Si stanno vedendo adesso, e la parte forte deve ancora arrivare, i danni che fa la comunicazione basata su algoritmo; forse è per questo che c'è un "doppio standard", non è solo la dipendenza il problema ma le conseguenze che può avere a livello globale.
Phelipe
in reply to Elena Brescacin • • •"Contenuti manipolativi, ecc." il problema è che questa definizione è applicabile praticamente a qualunque sito o servizio online, e de facto anche a qualunque forma di informazione.
cosa facciamo, chiudiamo internet, giornali, tv e radio?
Il problema è: chi è che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa fa male e cosa no?
Elena Brescacin
in reply to Phelipe • • •informapirata ⁂ reshared this.
Phelipe
in reply to Elena Brescacin • • •Inoltre rimane il problema alla radice: chi decide cosa è giusto e cosa no? Lo stesso governo di cui rifiuti il controllo perché potrebbe rivoltartisi contro?
Aaron Winston Smith
in reply to Phelipe • • •informapirata ⁂ reshared this.
Elena Brescacin
in reply to Aaron Winston Smith • • •Sulle malattie mentali, guarda, i minori e gli over60 sono i gruppi più vulnerabili
Aaron Winston Smith
in reply to Elena Brescacin • • •Informa Pirata likes this.
deny
in reply to Phelipe • • •Bellissima discussione. Aggiungo l'ovvio: le big tech dei social ci hanno straguadagnato da questa zona grigia in cui si trovano ( ovvero fatturare su contenuti di cui non sono responsabili ).
Quello che voglio dire è che in qualunque modo la si voglia risolvere, le Meta di turno dovranno per forza avere regole più strette, e che a mio avviso sarà proprio questa la chiave per dei social meno tossici, molto più dell'age control.
informapirata ⁂ reshared this.
Maurizio
in reply to deny • • •informapirata ⁂
in reply to Maurizio • • •@migbox i social non devono essere responsabili delle cose che vengono pubblicate dai loro utenti, ma devono essere responsabili:
- della omessa rimozione di contenuti e utenti problematici e di campagne di disinformazione, quando segnalati
- della adozione del software, con particolare riferimento al design che deve consentire la raccolta delle segnalazioni e che deve evitare la manipolazione psicologica degli utenti
@sposadelvento @mrphelz @elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org @stefan
informapirata ⁂
in reply to informapirata ⁂ • • •@migbox agli amministratori delle istanze del fediverso infatti viene già attribuita questa responsabilità di natura ambientale. Anch'essi sono soggetti vulnerabili, basti pensare al rischio di farsi chiudere un server nel momento in cui contiene contenuti ad altissima criticità (csam, narcotraffico, riciclaggio o terrorismo)
@sposadelvento @mrphelz @elettrona @pgo @informapirata@poliverso.org @stefan
Elena Brescacin
in reply to informapirata ⁂ • • •Siamo arrivati al punto che le persone bersaglio di offese, si siedono e lasciano perdere. Questa cosa sui social commerciali temo non cambierà mai, perché i contenuti problematici di qualsiasi tipo, fanno guadagnare. Se gli amministratori delle istanze Fediverso si sentono responsabili della tutela della comunità, è perché la comunità è la ragione per cui il Fediverso vive; Facebook e compagnia invece sanno benissimo che possono vivere anche di soli bot - c'è una bella differenza. Per questo continuo a dire che l'age verification è un problema. Promette tutela ma alla fine raccoglie i tuoi dati.
Parliamoci chiaro. Da attivista HIV, ne ho avuti tanti addosso. Persone che vivono col virus, i cui profili erano nomi finti, foto di cartoni o piante, ecc. Perché sono persone il cui status se viene rivelato, potrebbero perdere lavoro e contesto sociale (sì, anche negli anni 2020s siamo a questi livelli di stigma).
Coi profili anonimi parlano liberamente, con l'age verification sarebbero fregati.
Anche se basta molto meno. Perché se hai il profilo anonimo ma poi autorizzi i contatti del telefono a esser visti da Facebook, scoppia la bomba.
Anche questa la racconto spesso: "sieropositivo simpatico" che su Facebook aveva la foto di un peluche. Mai saputo come si chiamasse. Ma il suo medico infettivologo mi apparve tra le "persone che potresti conoscere". In pratica "simpatico sieropositivo" andava dallo stesso AIDIESSOLOGO da cui va il mio ex, ce l'aveva tra gli "amici".
Potrebbe anche non essere stato il suo dottore, però il dubbio... Fossi stata una senza scrupoli avrei potuto ricattare l'anonimo quanto avrei voluto.
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pgo
in reply to Maurizio • • •I social commerciali dovrebbero essere responsabili delle app/siti che pubblicano.
Se mettono online un'app che crea dipendenza, sono responsabili.
Profilano illegalmente gli utenti?
Responsabili.
Accedono a più dati di quel che è previsto dalla legge?
Idem come sopra.
Per ogni violazione una sanzione del 5% del fatturato globale non negoziabile.
Contenuti: responsabile chi pubblica, se i social moderano davvero...
@sposadelvento @mrphelz @elettrona @informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan
Elena Brescacin
in reply to pgo • • •Io sono maintainer di un blog, dove si parla di tematiche "sensibili". Sono responsabile di garantire la moderazione dei commenti, perché uno è libero di scrivere "ho il terrore di HIV, una relazione con uno che ha il virus mi fa paura" ma non sarebbe libero di dire "stare con un positivo equivale a suicidarsi"... Non a casa mia almeno. Né di diffamare personalità pubbliche, medici, ecc. Si apra il suo blog e lo dica nei suoi spazi. Perché nei miei spazi, tutelo i lettori che potrebbero soffrirne.
Facebook e le piattaforme affini, dovrebbero tutelare l'ambiente, garantendo moderazione contro i contenuti illegali, odio incluso.
L'altro giorno sentivo parlare Andrea Scanzi proprio di questo. Sul fatto di querelare gli odiatori - al netto della simpatia o antipatia del soggetto, posizioni più o meno estreme... Lui faceva notare proprio questo: "se insultate siete responsabili legalmente".
Poi secondo me qua c'è un'ulteriore zona d'ombra, perché dire "sei un pezzo di merda" non dovrebbe essere equiparato a termini più forti legati alla sfera personale (razzismo, sessismo, ecc). Io sono una di quelle persone che sdoganerebbe quelle parole lì, il vaffa compreso. Perché se uno mi manda in mona non è uguale a "ammazzati" anche se a Roma vammorimmazzato viene usato nello stesso modo.
In un mondo democratico dovremmo essere tutti responsabili, partecipare al bene di una comunità social: anche in caso di truffe, avere una percentuale di fatturato derivante da pubblicità fraudolente, dovrebbe chiamarsi favoreggiamento. Invece non lo è.
Maurizio
in reply to pgo • • •Elena Brescacin
in reply to Maurizio • • •E a me una volta chiusero l'account per 30 giorni, perché ho osato scrivere che Pinocchio è un Procione.
Non era omofobia, era un gioco sul Braille, per l'affinità tra p e f in braille (la f ha un puntino braille in meno rispetto alla p). Ma per Facebook, la storia di pinocchio procione è un problema, Vannacci no...
informapirata ⁂ reshared this.
Informa Pirata
in reply to Phelipe • •@Phelipe
No! La manipolazione algoritmica non è una sensazione soggettiva, ma è la diretta conseguenza risultante dalla progettazione e dall'analisi funzionale dei sistemi sottostanti ai servizi social commerciali. Lo hanno stabilito almeno due tribunali statunitensi nelle ultime settimane basandosi su whistleblower, sperimentazioni controllate e ammissioni dei dirigenti.
La manipolazione algoritmica è nel design dei social commerciali e ogni paragone con il Fediverso (ma anche con Bluesky) è totalmente fuori luogo ed è indice di scarsa comprensione del problema
@pgo @Elena Brescacin @informapirata ⁂ @Stefan Bohacek
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Phelipe
in reply to Informa Pirata • • •la stessa moderazione che fate voi, defederando istanze che definite "problematiche" è considerabile "realtà plasmata su misura di chi la gestisce".
Phelipe
in reply to Phelipe • • •Lo fai a mano piuttosto che con un algoritmo, ma il principio non cambia.
Elena Brescacin
in reply to Phelipe • • •Peccato che ci sia una bella differenza: le multinazionali decidono cosa proporre, in una piattaforma che spacciano per pubblica; il fediverso, o un blog con moderazione, o un forum... invece sono realtà che ti dicono da subito cosa accettano e cosa no. Per cui se tu non sei d'accordo, ti comporti di conseguenza.
Se dovessimo ragionare col tuo metro, per non "plasmare la realtà" dovremmo lasciare le porte di casa aperte e non mandare più in mona nessuno quando entra con le profezie improbabili, o a venderti gli aspirapolveri.
informapirata ⁂ reshared this.
Informa Pirata
in reply to Elena Brescacin • — (Italy) •@Elena Brescacin mi sembra chiaro che @Phelipe non abbia nessuna intenzione di inserire nell'equazione problemi come la progettazione deliberata della manipolazione e la asimmetria tra proprietario/sviluppatore della piattaforma e utenti (amplificata da semplici questioni di scala globale).
Senza considerare questo è facile equiparare la manipolazione algoritmica delle grandi piattaforme alla manipolazione che si ha in occasione dei ricattini tra compagni di banco all'asilo... 😁
@pgo @informapirata ⁂ @Stefan Bohacek
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simone
in reply to Informa Pirata • • •Ma poi in tutto questo non ho capito dove sia stato sancito l'obbligo di applicare alle multinazionali spregiudicate che ci ritroviamo le stesse logiche di responsabilità dei danni civili delle automobili.
Sono cose diverse, può benissimo essere giusta una cosa in un caso, e in un altro no.
Elena Brescacin
in reply to Informa Pirata • • •Ma c'è una bella differenza tra l'utente occasionale che ti rompe le palle, o anche fossero diecimila ma hai la possibilità di estrometterli dal tuo network. Un conto è invece la piattaforma architettata come la ruota della fortuna. Per cui alla fine, chi paga di più ha la possibilità di apparirti davanti, ogni volta che giri la ruota. E ti stimola a girarla sempre.
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pgo
in reply to Phelipe • • •I produttori di auto devono rispettare standard a protezione degli occupanti (cinture, airbag, deformazione programmata in caso di urto): se non li rispettano, l'auto non può circolare.
i social invece non hanno regole, non vogliano regole e se qualcuno fa o subisce danno sono fatti suoi.
Ecco il vero doppio standard.
@informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @elettrona
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pgo
in reply to Phelipe • • •@mrphelz
Così su due piedi:
Obbligo di X moderatori umani ogni Y utenti.
Divieto di vendita dei dati pubblicitari a terzi
E a chi dice che così si rende il business social insostenibile (poverini), faccio presente che hanno guadagni enormi per pagare moderatori e assorbire i mancati introiti e comunque, se una qualunque attività non riesce a rispettare regole minime per non creare danni alla società, tale attività non dovrebbe esistere.
@informapirata@poliverso.org @informapirata @stefan @elettrona
Informa Pirata
in reply to Phelipe • •@Phelipe
Le piattaforme sono già in grado di stabilire se il tuo profilo è quello di un minore o di un maggiorenne. La verifica dell'età è solo un ulteriore occasione di mietitura di dati personali
Quello del limite di velocità è un paragone non valido, perché la velocità non è un prodotto. Molto meglio quello relativo all'alcol. Infatti proibire la vendita ai minori nei negozi funziona proprio perché i negozi sono un luogo fisico e numericamente limitato. Nel caso di internet invece è possibile accedere a qualsiasi contenuto disponendo di scarse competenze. Quindi la responsabilità deve essere soprattutto parentale
Per esempio impedendo di praticare un modello operativo che non sia come ora finalizzato proprio a manipolare le menti più fragili e malleabili, e non solo quelle dei minori
La responsabilità genitoriale è fatta anche di educazione e con educazione si intende anche l'educazione e la frequentazione delle proprie compagnie
Questa cosa di punire severamente è proprio tipica italiana (come sosteneva Flaiano, se non sbaglio, a proposito degli avvisi con l'espressione vietare severamente perché basterebbe semplicemente la parola punire. Se venissero semplicemente fatti conoscere ai genitori i rilievi penali dell'omessa vigilanza sui social, lo Stato potrebbe già mandare un messaggio forte sull'argomento
Quelle sono delle deliberate scelte di progettazione intraprese dal Big Tech, che sono consapevoli di quanto siano dannose a livello individuale e pericolose su un livello sociale e democratico. Non vedo perché non dovrebbero essere vietate
Premesso che questo non è certamente un mio problema e non è un problema né per la cittadinanza né per lo stato, posso dirti che Impedire un modello di business predatorio e dannoso, e soprattutto senza che chi eroga quei servizi ne paghi mai le conseguenze, dovrebbe essere quasi scontato
@informapirata ⁂ @Stefan Bohacek @Elena Brescacin
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IlarioQ
in reply to Informa Pirata • • •Tawni
in reply to informapirata ⁂ • • •s1m0n4
in reply to informapirata ⁂ • • •Sono molto più restii a disobbedire.
E i genitori avrebbero le app di controllo parentale per impedirgli di installare ciò che vogliono.
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kuro
in reply to informapirata ⁂ • • •Informa Pirata likes this.
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informapirata ⁂
in reply to kuro • • •@Kurosetii sì ma ovviamente, come potrai immaginare, non è neanche parente dell'attuale presidente dell'europarlamento 😂
@informatica
kuro
in reply to informapirata ⁂ • • •Marco Bresciani
in reply to informapirata ⁂ • • •@informatica, anche perché ovviamente aggirabile.
L'insegnamento, l'educazione richiedono anni... ma devono essere fatti bene... mica come l'educazione affettiva/sessuale qui da noi... 😒 @stefan