paesaggio lombardo / luca zanini. 2026
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How the Roman Empire Fell Step by Step
Spanning many decades, the fall of the Roman Empire was a long process, studded with tragedy and catastrophic failures.
thecollector.com/how-roman-emp…
Books about the Roman Empire at PG:
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Bird Grove review – George Eliot’s true story embellished in a tender drama
Elizabeth Dulau is terrific in Alexi Kaye Campbell’s new play as the young woman set to become a daring pioneer in fiction and real life
by Arifa Akbar
theguardian.com/stage/2026/feb…
George Eliot at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/90
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pressreader.com/italy/corriere…
#68 #1968 #art #arte #BibliotecaNazionaleCentraleDiFirenze #BibliotecaNazionaleDiFirenze #BNCF #CorriereDellaSera #corsera #Gruppo70 #intervista #LambertoPignotti #LucaScarlini #materialiVerbovisivi #poesiaVisiva #UmbertoEco #vispo
Digital newsstand featuring 7000+ of the world’s most popular newspapers & magazines. Enjoy unlimited reading on up to 5 devices with 7-day free trial.www.pressreader.com
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See How Ovid’s ‘Metamorphoses’ Inspired Centuries of Artists—From Caravaggio to René Magritte
A show at the Rijksmuseum brings together paintings, sculptures, film and other artworks that reinterpret the ancient Roman poet’s tales of transformation
by Christian Thorsberg
smithsonianmag.com/smart-news/…
Metamorphoses at PG:
gutenberg.org/ebooks/21765
Free kindle book and epub digitized and proofread by volunteers.Project Gutenberg
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articolo di Eliana Riva sul 'manifesto', riportato da Assopace Palestina:
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*TERRA RIMOSSA Netanyahu e il ministro suprematista Ben Gvir verso l’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte in Israele per i palestinesi della Cisgiordania occupata*
Un altro passo è stato compiuto verso l’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte in Israele per i palestinesi della Cisgiordania occupata. Dopo alcune discussioni sul linguaggio utilizzato all’interno del progetto, il premier israeliano Netanyahu e il ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir avrebbero infatti raggiunto un’intesa.
Con l’approvazione in prima lettura alla Knesset (il parlamento israeliano), la campagna del suprematista ebraico, padre della proposta, ha accelerato nonostante la valanga di emendamenti delle opposizioni e le perplessità della maggioranza. Quando la discussione all’interno del Gabinetto di sicurezza era ancora in corso, Ben Gvir ha dato ordine di preparare un’apposita struttura e di addestrare i boia. Il Canale 13 israeliano ha informato dell’istituzione di una sorta di «Miglio verde», il percorso che negli Stati uniti separa la cella dei condannati dalla camera dell’esecuzione.
Lo chiamano «il miglio israeliano» e Ben Gvir lo immagina già affollato dai membri di Hamas accusati di aver preso parte agli attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele. Dopodiché toccherà ai palestinesi della Cisgiordania accusati di crimini «nazionalistici».
I BOIA SARANNO SCELTI su base volontaria, previa perizia, e seguiranno una formazione specialistica per affrontare le questioni pratiche delle esecuzioni, ma anche gli eventuali risvolti psicologici. Lo stato non farà mancare loro un sostegno e, per evitare che la responsabilità dell’omicidio venga percepita come individuale, saranno tre le persone coinvolte nelle operazioni.
Una delegazione del servizio carcerario israeliano è attesa in un Paese dell’Asia orientale per studiare le procedure dei sistemi di pena capitale in uso. Nonostante si parli dell’impiccagione, il ministro Ben Gvir continua ad affermare pubblicamente che verranno utilizzate diverse modalità di esecuzione.
Il leader di estrema destra sfrutta edifici statali e mezzi della polizia come set per i video di promozione della pena capitale. Già a settembre 2024 il giudice capo del Comitato elettorale centrale gli ordinò di eliminare alcuni filmati pubblicati sui suoi social. Secondo la diffida, Ben Gvir stava adoperando risorse pubbliche per obiettivi politici privati.
Ma il leader di «Potere ebraico» non ha risposto alle accuse e a quei video, mai rimossi, se ne sono aggiunti molti altri.
L’11 febbraio, ad esempio, si è lasciato riprendere a bordo di una motovedetta della polizia che navigava nel Mar Rosso verso Eilat. Anche quella è stata l’occasione per fare pubblicità alla sua creatura più cara: «Possono darmi addosso, ma andremo avanti con la legge sulla pena di morte, impiccando, sparando o annegando», ha dichiarato, indicando l’acqua del mare.
IL PROGETTO È STATO APPROVATO in prima lettura lo scorso novembre, con 39 voti favorevoli e 16 contrari. L’opposizione ha presentato un migliaio di emendamenti e la discussione, prima della seconda e della terza (e ultima) lettura parlamentare, si è trasferita al Comitato per la sicurezza nazionale della Knesset. Il sito di notizie Ynet News ha riportato che nonostante il Consiglio di sicurezza, lo Shin Bet e il ministro degli Esteri siano favorevoli alla nuova legge, tutti hanno sostenuto la richiesta di alcune modifiche presentata dall’ufficio del premier.
I consulenti legali avrebbero infatti avvertito di possibili ostacoli costituzionali nella formulazione linguistica del disegno.
Ma, alla fine, Ben Gvir e Netanyahu hanno raggiunto un accordo. Sarebbero cinque – su mille – gli emendamenti adottati dalla Commissione e, secondo il presidente Zvika Vogel, compagno di partito di Ben Gvir, avrebbero lo scopo di «ridurre le possibilità che la Corte suprema israeliana contesti la legge e la giudichi incostituzionale».
IL QUOTIDIANO Yediot Aharonot spiega che le modifiche riguardano «l’obbligatorietà» della pena di morte, che secondo la proposta di Ben Gvir non dovrebbe lasciare alcun margine di discrezionalità ai giudici né la possibilità di adottare procedure di eccezionalità. Secondo il compromesso accettato dal suprematista ebraico, la pena capitale verrà comunque definita «obbligatoria» per gli omicidi di «cittadini israeliani» per motivazioni definite «nazionalistiche», ma i tribunali conserveranno un minimo grado di discrezionalità, mantenendo il diritto di esenzione in circostanze speciali. Un ulteriore aggiustamento consentirà di presentare ricorso e richiedere una pena ridotta.
Il testo rivisto dovrà essere nuovamente discusso dalla commissione, ma le modifiche garantirebbero tempi più rapidi per la votazione finale: l’opposizione avrebbe ritirato circa 350 emendamenti. Nel frattempo, la pena di morte continua a essere applicata in Cisgiordania dai militari e dai coloni che uccidono sul posto i palestinesi, a Gaza e all’interno delle prigioni israeliane: dal 7 ottobre sono state documentate decine di morti causate da torture, privazioni e mancanza di cure.
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La Fondazione Mudima ospita oggi – giovedì 26 febbraio 2026, alle ore 18:00 – l’inaugurazione della mostra personale di ANZAI TSUYOSHI Anima a cura di Gianluca Ranzi
#Anima #AnzaiTsuyoshi #art #arte #FondazioneMudima #GianlucaRanzi #mostra #Mudima
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[youtube=youtube.com/watch?v=IKOTq5iTDH…]
Radio Rewrite, composed by Steve Reich. Performed by Ensemble Offspring for Extended Play, City Recital Hall Sydney, 24th August 2018.
“As part of Sydney’s first ever 12 hour micro-festival (in the style of Bang on a Can’s legendary New York marathons) Ensemble Offspring performs the music of Steve Reich in the stunning acoustic of City Recital Hall.”
#BangOnACan #contemporaryMusic #EnsembleOffspring #ExtendedPlay #music #musica #musicaContemporanea #RadioRewrite #SteveReich
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.www.youtube.com
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Coppie.
La scrittrice Clelia Pellicano, che firmò anche collo pseudonimo di Jane Grey, ha raccolto sette novelle in questo volume, che presenta ritratti di donne, ancora attuali. Si scarica gratis, in pdf, da:
liberliber.it/autori/autori-p/…
#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola #cultura
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#OTD in In 1830, Victor Hugo‘s play Hernani premieres in Paris, eliciting protests from the audience for its attack on Classicism.
en.wikipedia.org/wiki/Hernani_…
"Hernani" (in French) at PG:
#books #literature #drama
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Avec sa Chronique de la Régence et du règne de Louis XV, qui embrasse près d’un demi-siècle (1718-1763), l’avocat parisien Barbier s’est imposé comme un des grands mémorialistes de son temps.Classiques Garnier
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Attention
La Bibliothèque de Port-Royal sera fermée le mardi 3 mars. Nous vous accueillerons à nouveau le jeudi 5 mars 2026, de 9h à 18h.
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(l'annunzio credo sia di ieri o l'altroieri, spero sia passato inosservato)
il mattoncino si presenta(va?) nella libreria intitolata al noto Lodo, in compagnia della sorella del dvce e di una seconda carica dello Stato che colleziona bvsti
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«Nel mio libro su Meloni spiego perché lei ha successo. Cossiga mi impose il “tu” con un editto». «Il mio patto con la destra oggi è che io ci sono ma non cerco posti o incarichi»Canda Morvillo (Corriere della Sera)
Guide to the classics: 18th century novel Fantomina has a sexually curious, identity-switching heroine
Eliza Haywood was a bestselling 18th century author closely associated with the then-emerging genre of the novel. Little is known of her life beyond her writing.
by Nicola Parsons
theconversation.com/guide-to-t…
Elisa Haywood at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/36…
First published in 1725, Fantomina tells of a woman who adopts disguises to keep her lover’s attention. While avoiding moralism, it skirts questions of consent.The Conversation
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[youtube youtube.com/watch?v=VNtWZgjyu2…]
#differx #differxv #differxvid #fluxus #fluxusVid #fluxusVideo #tutorial
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.www.youtube.com
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Michelangelo hated painting the Sistine Chapel – and never aspired to be a painter to begin with
by Anna Swartwood House
theconversation.com/michelange…
Michelangelo at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/34…
A red chalk sketch for the Sistine ceiling fetched an eye-popping sum at auction, reflecting the artist’s lifelong belief that drawing and design – not painting – were the wellspring of all great art.The Conversation
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A cura di
Anne de Mondenard, Carole Sandrin
Con la collaborazione di
Rosalie Varda
Villa Medici rende omaggio all’opera fotografica dell’artista e regista Agnès Varda (1928-2019) con la sua prima grande retrospettiva in Italia, in occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma.
La mostra invita a immergersi nella Parigi del dopoguerra e in particolare nel cortile-laboratorio di rue Daguerre, luogo di vita, creazione e sperimentazione di Agnès Varda.
Agli anni parigini fanno eco le fotografie realizzate dall’artista durante i suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici.
In collaborazione con Paris Musées, Musée Carnavelet – Histoire de Paris, l’Institut pour la photographie, Ciné-Tamaris.
Scopri di più
#AccademiaFrancese #AgnèsVarda #AnneDeMondenard #CaroleSandrin #CinéTamaris #fotografia #fotografie #lInstitutPourLaPhotographie #mostra #MuséeCarnaveletHistoireDeParis #ParisMusées #RosalieVarda #rueDaguerre #VillaMedici
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#Agarte #art #arte #AudioDocSoundTitle #FabioOrecchini #FrancescoCollacchi #fucinaDelleArti #MarcoAriano #PietroDAgostino #soundArt
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I ciccioni esplosivi.
Romanzo brillante ed originale, opera di "Pelagio D'Afro", un collettivo di quattro autori che consentono ai lettori di scaricarlo gratis, in pdf, da:
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Oslo, Norway
‘The Scream’ View
The hillside where Edvard Munch experienced the panic attack that inspired “The Scream” offers one of the most striking evening views in Oslo.
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6 Authors Who Hated Their Most Popular Books
From Agatha Christie to Franz Kafka, these authors were not fans of their most beloved creations.
By Paul Anthony Jones
mentalfloss.com/entertainment/…
Louisa May Alcott, Agatha Christie, Conan Doyle, Kafka, MIlne at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/10…
gutenberg.org/ebooks/author/45…
gutenberg.org/ebooks/author/69
gutenberg.org/ebooks/author/17…
gutenberg.org/ebooks/author/73…
From Agatha Christie to Franz Kafka, these authors disliked their most popular books, stories, and characters.Paul Anthony Jones (Mental Floss)
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dall'account fb della Freedom Flotilla Italia:
Ci sono interviste che non aggiungono semplicemente informazioni: spostano l’asse morale di una discussione.
Le parole di Paola Caridi - intervistata da Antonella W. Gaeta per Repubblica Bari - fanno esattamente questo: non si limitano a parlare di Gaza, ma interrogano noi.
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Gaza: vicina, eppure rimossa
Caridi smonta innanzitutto una comoda narrazione: quella della distanza.
«Gaza è vicina, eppure così lontana», si dice. Ma lei rovescia la prospettiva: la distanza non è geografica, è culturale e politica. Abbiamo “disimparato” a conoscere il mondo arabo, dice. Un tempo esisteva il Sabir, lingua franca del Mediterraneo, vocabolario di commercio e scambio. Oggi prevale uno sguardo anglosassone, filtrato – come ricordava Edward Said – da una lunga tradizione di orientalismo.
La questione palestinese è stata resa periferica, “irrisolvibile, noiosa”. Una rimozione attiva, non una semplice distrazione. Gaza è stata espulsa dall’orizzonte della nostra storia, pur appartenendo ai nostri stessi cinquemila anni di relazioni mediterranee.
Eppure qualcosa è cambiato.
«Lo abbiamo sperimentato in questo anno… la distanza non c’è, questo genocidio è dentro anima, cuore e testa delle persone, dei cosiddetti “senza potere”. Gaza è la cartina al tornasole di quello che siamo diventati».
Non è solo una crisi lontana.
È un test etico collettivo.
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Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il linguaggio.
Caridi insiste su un punto che nel dibattito pubblico è stato centrale: la parola genocidio.
«È stato difficile anche per me pronunciarla», ammette. «Sono stata tra chi diceva “lasciamo lavorare i giudici”. Ma dopo che si è espressa la Corte internazionale di giustizia… dire genocidio è diventato un dovere».
Qui si apre un nodo politico enorme. Le parole non descrivono soltanto la realtà: la qualificano, la rendono visibile o invisibile, attivano obblighi. Chiamare qualcosa genocidio significa riconoscere che esiste una responsabilità giuridica e morale che non può essere delegata.
E infatti Caridi non si ferma alla dimensione descrittiva. Introduce una categoria più radicale:
la corresponsabilità.
«Siamo corresponsabili, stiamo compiendo un reato anche noi».
Non si tratta di una formula retorica. È un’accusa che chiama in causa governi, alleanze, silenzi, forniture, narrazioni. Se il genocidio è sostenuto o coperto da relazioni politiche e militari, allora non è solo un crimine di chi lo compie direttamente. È un crimine reso possibile da una rete.
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La distopia della “pace”
Un altro punto delicato è il concetto di pace.
Alla domanda sul Board of Peace, Caridi risponde con una parola secca: «È una distopia».
La pace come dispositivo retorico, come etichetta rassicurante che copre l’asimmetria di potere.
Una pace senza giustizia, senza diritti, senza responsabilità, rischia di diventare gestione permanente della violenza.
In questo senso, Gaza non è solo teatro di guerra.
È laboratorio politico.
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Genocidio ed ecocidio
Il passaggio più forte, forse, è quello in cui Caridi amplia la definizione stessa di genocidio.
«Non viene distrutto solamente l’umano… ma viene ucciso un intero territorio».
Propone una formula potente: gen(eco)cidi(o). Un genocidio che contiene anche l’ecocidio. Perché la distruzione di Gaza non riguarda soltanto le vite umane, ma la relazione tra umano e non umano:
terra, mare, alberi, infrastrutture, memoria materiale.
Qui il discorso si fa antropologico.
Se il “non umano” non è il disumano ma ciò di cui siamo parte, allora la devastazione ambientale è rottura di un sistema di relazioni.
Gaza diventa simbolo di una frattura più ampia:
quella tra dominio e appartenenza.
Caridi è esplicita nel denunciare una logica proprietaria: l’idea che un territorio possa essere “azzerato” per essere rifondato secondo interessi esterni. Parla di una «follia di sostituzione etnica».
Non è solo guerra: è progetto.
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Non solo Israele, non solo Iran
L’intervista tocca anche la questione iraniana. Difendere Gaza non significa ignorare la repressione in Iran. Anzi, dice Caridi, è lo sguardo opposto: bisogna evitare che l’Iran venga usato strumentalmente per espungere Gaza dal discorso pubblico.
La distinzione è chiara: riconoscere un regime repressivo non può diventare alibi per occultare un altro crimine. Il rischio è la selettività morale, la geopolitica delle indignazioni.
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Il titolo dell’intervista contiene forse la frase più disturbante:
«La distruzione di Gaza è anche un reato collettivo».
Non è un’iperbole. È un richiamo alla responsabilità diffusa in un sistema globale interconnesso.
Esiste una catena di complicità – diplomatica, economica, narrativa: il crimine non è confinato al luogo in cui le bombe cadono.
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Gaza, in questa lettura, è specchio.
Specchio delle nostre alleanze.
Specchio del nostro linguaggio.
Specchio della nostra capacità – o incapacità – di chiamare le cose con il loro nome.
Non è solo una questione mediorientale.
È una questione che riguarda la tenuta del diritto internazionale e la credibilità dell’Occidente che lo invoca altrove.
E soprattutto riguarda ciò che diventiamo quando accettiamo che una parola venga evitata per convenienza politica.
Perché, come suggerisce Caridi, una volta che la parola è pronunciata, non si può più fingere di non sapere.
° ° °
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‘The tale of Genji’
A beautifully wrought, truncated version of the world’s first novel.
“The Tale of Genji,” one of the foundational works of Japanese literature, was written 1,000 years ago and is more than 1,000 pages long. Penned over the course of a decade or so by Murasaki Shikibu, it is widely considered the world’s first novel. It’s also a landmark of women’s world literature.
by Neely Tucker
lcm.loc.gov/issue/january-febr…
The tale of Genji at PG:
gutenberg.org/ebooks/66057
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« Le livre des Pensées a eu une fortune unique dans l’histoire : il s’est renouvelé de siècle en siècle, de génération en génération, de façon à paraître toujours plus jeune, plus actuel, et d’abor...Méchoulan, Éric
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il libro completo nell’archivio Maurizio Spatola:
archiviomauriziospatola.com/pr…
#111 #AdrianoSpatola #cambioDiParadigma #CorradoCosta #Costa #EdizioniGeiger #Geiger #LeNostrePosizioni #MaurizioSpatola #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali
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[youtube=youtube.com/watch?v=NVSQOA8bMY…]
Incenters (1968)
for 13 Instrumentalists
by Jacob Druckman (1928-1996)
Performers
Arthur Weisberg – Conductor
The Contemporary Chamber Ensemble
Recording: Spectrum New American Music, Volume III. Nonesuch H-71221. 1969.
Request a video here: forms.gle/EWyyqpGpVgEtnZjJ9
“The videos on the @regardstoeighthstreet7943 channel are intended solely for educational purposes. I do not own the rights to the score or the performance. If, for any reason, any person or entity feels that this video is in violation of their copyright, please contact immediately regardstoeighthstreet@gmail.com before submitting a copyright claim to YouTube, and the channel will do their best to remove the video as soon as possible”.
#ArthurWeisberg #contemporaryMusic #Incenters #JacobDruckman #music #musica #musicaContemporanea #Nonesuch #SpectrumNewAmericanMusic #TheContemporaryChamberEnsemble
This is the place to let me know if there are any pieces you would like me to look into making a score video for. I take all requests, but may not be able to locate scores or recordings for each piece. I do not accept scores from viewers.Google Docs
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nell’incontro di sabato 21 a Napoli, per il quale ringrazio ancora l’invito e la generosità della Libreria Luce, e gli amici in dialogo Ciro Russo e Federica Iodice, ho citato due interventi, da cui ho tratto dei (temo tristemente esplicativi) elenchi di nomi. si tratta di questi due articoli/saggi del 2022:
“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k
(anche disponibile in pdf qui)
e
l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
(in pdf qui)
sempre nella stessa occasione napoletana ho accennato a un’idea di postpoesia intesa non tanto come superamento o negazione della poesia, quanto (più ampiamente) come indifferenza sostanziale nei confronti delle segmentazioni/separazioni di genere. da tempo, chi fa un certo tipo di scrittura vede infatti il letterario come un flusso di materiali transgenerici, una iridescenza di testualità. non è casuale la moltiplicazione che il Novecento e questo primo quarto di XXI secolo hanno fatto dei nomi attribuiti e attribuibili alle opere stesse. in questo spero possa venire in soccorso questo post del 2021: slowforward.net/2021/06/23/nio…
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sugli stessi argomenti possono essere forse non inutilmente consultati questi articoli (in ordine non cronologico):
slowforward.net/2025/08/28/lan… (2025)
slowforward.net/2023/04/23/il-… (2023)
slowforward.net/2020/07/14/res… (2020)
slowforward.net/2023/08/05/poe… (2023)
slowforward.net/2020/09/12/i-p… (2020)
ulteriore critica a Donzelli:
slowforward.net/2022/08/23/pos… (2022)
un testo fortemente autodescrittivo ma credo necessario per completare anche sul fronte politico una contestualizzazione delle mie proposte (e percezioni) della situazione italiana è questo (del 2020), che conclude il presente elenco: operavivamagazine.org/6070-2/
#deviazioni #differenze #frisbees #generazioni #generazioniEDifferenze #Gleize #iridescenza #JeanMarieGleize #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #LibreriaLuce #link #materialiTransgenerici #Nioques #Novecento #poesia #poesiaPerIlPubblico #politica #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #scrittura #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca
Chi sono quelli nati tra la fine dei Sessanta e la metà dei Settanta?Nicolas (OperaViva Magazine)
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mtmteatro.it/quattro-inediti-d…
#ELR #ELREsisteLaRicerca #EsisteLaRicerca #LEloquenzaNaturale #ManifattureTeatraliMilanesi #MicheleZaffarano #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca
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podcast sul canale: open.spotify.com/episode/1AcJq…
il libro: centroscritture.it/event-detai…
la scrittura come accesso al (ed emersione del) soggetto desiderante e psicologicamente represso; la scrittura come “vivenza” del tempo (e si noti come il libro sia un’antologia di testi provenienti dall’ultimo ventennio di produzione dell’autore); la scrittura come pratica formalmente illimitata della relazione tra soggetto, segno e senso
(dalla prefazione
di Antonio Francesco Perozzi)
#antologiaDiTesti #AntonioFrancescoPerozzi #audio #autoantologia #ECS #ECSEdizioniCentroScritture #EdizioniCentroScritture #gianlucaGarrapa #LaFinestraDiAntonioSyxty #LorenzoMari #MTM #MTMLaFinestraDiAntonioSyxty #podcast #poesia #prosa #Saltiquanti #scritturaComplessa #scritturaDesiderante #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #soggettoDesiderante #ValerioMassaroni
La Finestra di Antonio Syxty · Episode"Saltiquanti" di Gianluca Garrapa (Spotify)
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This Week in Literary History: The Gutenberg Bible is Published.
“Previously, manuscripts had to be printed and copied laboriously, by hand, making them rare objects for the wealthy and important.”
lithub.com/this-week-in-litera…
"Gutenberg, and the Art of Printing" at PG:
This first appeared in Lit Hub’s Literary History newsletter—sign up here. On February 23, 1455 (or so), Johannes Gutenberg published an edition of the Vulgate Bible in what is now Mainz, Germany. …Literary Hub
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This is the front piece from the first Welsh language bible, printed in 1588 and authorised by Queen Elizabeth I.
Her father Henry VIII, made the Welsh language illegal in all official documents and proceedings …
This bible was on display in St David's cathedral, in West Wales.
Foto dal set del film Novecento. 1976 (C) Fondazione Bernardo Bertolucci
La mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento” si terrà dal 27 marzo al 26 luglio 2026 presso il Palazzo del Governatore di Parma, e celebra il cinquantesimo compleanno del film Novecento di Bernardo Bertolucci.
Presentato per la prima volta al 29° festival di Cannes nel maggio del 1976 (e in sala dal settembre successivo), salutato da subito come un classico contemporaneo e per questo oggetto di polemiche, dibattiti, interpretazioni, dispute che ne fanno una delle opere più acclamate e discusse degli anni Settanta in Italia e nel mondo. Decennio questo che, insieme al racconto sul film, entra nella narrazione della mostra per attraversare la febbrile atmosfera intellettuale del periodo e con esso tutte le utopie del secolo breve.
“Bernardo Bertolucci. Il Novecento” è una grande mostra promossa dal Comune di Parma
e dalla Fondazione Bernardo Bertolucci, per la cura di Gabriele Pedullà e della casa editrice Electa, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno di Iren, Smeg e Barilla.
Il programma di iniziative che accompagnerà la mostra, ideato e realizzato da Fondamenta, Fondazione per le arti e la cultura della casa editrice, è reso possibile grazie a Fondazione Cariparma. Poesia, cinema, letteratura, pittura, musica e teatro saranno tra gli argomenti affrontati in incontri, lezioni, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, concerti, tavole rotonde, laboratori per ragazzi. Voci di autorevoli ospiti restituiranno il lavoro, il pensiero, il mondo del regista.
In occasione della mostra e del programma di iniziative, Fondazione Cariparma sostiene anche la Fondazione Bernardo Bertolucci in un percorso triennale di crescita attraverso il bando Sostegno Resistente.
[…] Il catalogo, di Electa editore, a cura di Gabriele Pedullà, riunisce storici, narratori, poeti, filosofi, registi per raccontare in maniera unica, inaspettata, il film e i suoi primi cinquant’anni di vita.
Ulteriori informazioni e materiali: electa.it/ufficio-stampa/berna…
#arte #BernanrdoBertolucci #Cannes #cinema #Electa #film #FondazioneBernardoBertolucci #FondazioneCariparma #fotografia #IlNovecento #letteratura #movie #musica #Novecento #PalazzoDelGovernatore #SostegnoResistente #video
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The Bennett Collection: The Rising Glory of Women Painters
From 16th-century nuns to modern masters, this collection’s focus on female figurative realists drives a $50,000 biennial boost for the next generation of icons
Michael Pearce
mutualart.com/Article/The-Benn…
Women painters at PG:
gutenberg.org/ebooks/subjects/…
#art #culture #womeninart
From 16th-century nuns to modern masters, this collection’s focus on female figurative realists drives a $50,000 biennial boost for the next generation of...Person (www.mutualart.com)
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"When Zarathustra was thirty years old, he left his home and the lake of his home, and went into the mountains. There he enjoyed his spirit and solitude, and for ten years did not weary of it."
Opening lines
How Nietzsche’s Zarathustra Redefined Morality & Revolutionized Philosophy
by Viktoriya Sus
thecollector.com/nietzsche-thu…
Zarathustra at PG:
gutenberg.org/ebooks/search/?q…+
#books #literature #philosophy
Nietzsche’s Zarathustra redefines philosophy with poetry, challenges morality, and inspires self-overcoming, shaping existentialism, psychology, and modern thought.TheCollector
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Durant la période dite de la « Terreur » puis sous la Convention thermidorienne (1793-1795), les agents nationaux des districts occupent une position centrale dans l’administration locale.Pierre Meignan
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Chalkwhitehands
in reply to Project Gutenberg • • •astroPug
in reply to Chalkwhitehands • • •@andrewplord
I had to go check on that painting because putting the handsome not-so-clothed Visigoth as the focal point is kind of a hilarious artistic choice, and I’m not against it.
Sylvester, the painter also signed his name in the pedestal, which is again kind of awesome because it blends in.
en.wikipedia.org/wiki/Joseph-N…
French painter (1847-1926)
Contributors to Wikimedia projects (Wikimedia Foundation, Inc.)Project Gutenberg
in reply to astroPug • • •