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Typographers Have Spent a Thousand Years Trying—and Failing—to Render Arabic Properly

How a millennium of kludges and workarounds led to one man's "will not fix."

By Tom Hawking

gizmodo.com/typographers-have-…

Books about Arabic literature at PG:
gutenberg.org/ebooks/subject/1…

#books #literature #typography

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in reply to Project Gutenberg

I would like to annotate the great blog post the gizmodo article is based upon: lr0.org/blog/p/arabic/
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Project Gutenberg News - July 2026

Contents
Happy 55th Birthday, Project Gutenberg!
PG at ALA Annual Meeting
100th Anniversary of The Hungry Tiger of Oz
100th Anniversary of The Muder of Roger Ackroyd
Do we still need 2 kinds of MOBI?
New Releases at Gutenberg.org — June 2026

gutenberg.org/newsletter/

#ebooks #publicdomain

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#Recension : Nicole Jacques-Lefèvre. Recension de l'ouvrage "Barras Vincent, Margel Serge et Yampolsky Eva (dir.), Les corps affectés au xviiie siècle. Entre le naturel et le surnaturel, Grenoble, Jérôme Millon, coll. « Asclépios », 2025", Dix-huitième siècle 2026/1 n° 58.
shs.cairn.info/revue-dix-huiti…

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Il country “punk” di Adeem the Artist – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta
ossessionicontaminazioni.com/2…

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2025, la testimonianza da Gaza del Dott. Goher Rabhour, ripresa da Alfredo Facchini
(da fb)

DOTTORE, POSSO MORIRE?

Ieri mi ha attraversato un senso di impotenza che non provavo da tempo. Ho guardato quello che faccio ogni giorno: leggere, verificare, scrivere, pubblicare, cercare, a modo mio, di incrinare il muro del silenzio sul genocidio di Gaza. E mi sono chiesto: a che serve? Sono una goccia nel mare.

Una voce quasi impercettibile dentro un frastuono assordante di propaganda e indifferenza. È una domanda che ti scava dentro. Perché mentre tu scrivi, là si continua a morire. E allora il dubbio diventa feroce: che senso ha continuare?

Poi è arrivata la notte. Stamattina, però, mi sono svegliato con una risposta diversa. Non più sconforto. Rabbia. Una rabbia lucida. Mi è tornata sotto gli occhi un’intervista di Francesca Mannocchi che pubblicai il 2 luglio dell’anno scorso al chirurgo britannico Goher Rahbour, appena rientrato da un mese trascorso nell’ospedale Nasser di Khan Younis. Un uomo che ha visto con i propri occhi il cratere dell’inferno e ha scelto di raccontarlo. Agghiacciante.

Allora mi sono detto: falla finita con la rassegnazione. Sarai pure una goccia, ma continua a cadere. È il minimo che puoi fare. Perché non riuscirai a spostare di un millimetro l’ordine delle cose, ma puoi sempre decidere da che parte stare fino in fondo.

Ricordatevi una frase su tutte: «Un ragazzo di 15 anni, paraplegico, mi ha chiesto: “Dottore, posso morire, per favore?”»

Alfredo Facchini

Vorrei che ci descrivesse cosa ha visto dentro e fuori l’ospedale Nasser?

«Partiamo da fuori. Macerie, distruzione. È vero che vediamo queste cose in diretta da venti mesi, ma quando le vedi da vicino realizzi cosa significhi davvero il termine “apocalittico”. Per me sono le persone, adulti e bambini, che camminano pelle e ossa, scalzi in mezzo alle macerie. La fame che cammina tra le rovine.»

Ci può raccontare la vita ordinaria dell’ospedale Nasser?

«Nell’ospedale manca tutto. Quindi il tuo quotidiano, come medico, è fronteggiare le mancanze più semplici: soluzioni antisettiche per lavarsi, antibiotici, mancano le garze in sala operatoria, quelle per l’addome, per i pazienti che sanguinano molto. Non ci sono. Aspiratori, farmaci anestetici: non ci sono. Il quotidiano diventa cominciare a usare anestetici scaduti, così capita che pensi che il tuo paziente stia dormendo mentre lo operi, e invece, durante l’intervento, comincia a muoversi.»

In quali reparti dell’ospedale Nasser ha lavorato?

«Nel reparto oncologico e nella nutrizione. Avevo pazienti con tumori in stadi avanzati che non hanno avuto trattamenti per mesi. Manca la chemioterapia. Sono tumori che progrediscono rapidamente, con metastasi al fegato, ai polmoni, alle ossa. Su pazienti che non puoi operare, quando devi decidere se operare o meno, hai bisogno di una risonanza magnetica, ma non ce n’è più una in tutta Gaza. Ho incontrato l’unico oncologo rimasto a Gaza, il dottor Zaki. E, sai, quando incontri qualcuno per la prima volta, gli chiedi: “Come va?” E lui diceva soltanto: “Molto male. Molto, molto male.” Una risposta che era già scritta sul suo volto. Immagina ricevere ogni giorno, da venti mesi, pazienti oncologici che arrivano in ospedale chiedendo la chemioterapia, e tu per venti mesi devi rispondere: “Mi dispiace, non ho farmaci. Non ho medicine. Non posso aiutarti.” L’altra questione è la nutrizione. Gli abitanti di Gaza non hanno frutta, verdura, carne, pesce da almeno quattro mesi, da quando è finita la tregua. All’interno dell’ospedale, per gli adulti non c’è nutrizione. In Italia o nel Regno Unito, ai pazienti viene somministrata nutrizione per via endovenosa o tramite sondino nasogastrico. Ma per gli adulti, lì non c’è niente di tutto questo. Non possiamo nutrirli. Ma la parte più tragica riguarda i bambini, che arrivano con livelli alti di malnutrizione secondo i parametri dell’Oms. E siccome manca tutto, potevamo alimentare solo i pazienti tra i sei mesi e i cinque anni d’età.»

Che cosa succede se arriva un bambino di sei o sette anni?

«Siamo a dire che per le linee guida possiamo usare la formula per nutrire solo i pazienti tra i sei mesi e i cinque anni. E che gli altri bambini dovevano tornare a casa. E mentre li guardi e glielo dici, sai che potrebbero morire. Il pediatra dell’ospedale Nasser, quando ne abbiamo parlato, era distrutto. Ha perso sua moglie e tre dei suoi figli. E non poteva aiutare i suoi pazienti. Un trauma costante, quotidiano. Parliamo dei numeri e dei dati che arrivano da Gaza. Per alcuni non credibili, perché forniti dal Ministero della Salute di Gaza.»

Ha percepito la presenza di Hamas nella struttura ospedaliera?

«Nel mio lavoro quotidiano al Nasser, in un mese intero, non ho mai visto né una persona in tenuta da combattimento, né un’arma, né nessuno riconducibile ad Hamas. I pazienti sono solo pazienti. Nessuno è arrivato armato, nessuno da cui potessi pensare che facesse parte di un gruppo armato.»

Come sono cambiate le cose al Nasser dopo l’istituzione della Ghf? (Gaza Humanitarian Foundation è un'organizzazione americana, con sede nel Delaware. Assassini)

«È stato un completo disastro. Nel primo caso sono arrivate in ospedale 200 persone ferite e 30 cadaveri, compresi bambini. Una scena orribile. Persone affamate, in fila per ore per ricevere gli aiuti, uccise mentre aspettavano un po’ di cibo. Abbiamo operato, estratto i proiettili. Il giorno dopo ho rivisto i pazienti. Ho fatto loro delle domande, proprio come fai tu ora a me: “Dove eri? Cosa stavi facendo?” E i pazienti dicevano: “Eravamo al punto di distribuzione alimentare.” “Chi ha sparato?” “Gli israeliani, l’Idf.” “Sei sicuro?” “Sì, sono scesi dai carri armati e poi hanno aperto il fuoco sulla gente che aspettava da mangiare.” “E tu che cosa hai fatto dopo?” “Ci siamo stesi a terra per un’ora e mezza. Uno dei miei amici è morto davanti a me. Poi piano piano siamo riusciti ad andarcene.” I pazienti che arrivavano dal centro di distribuzione avevano tutti i tipi di ferite: colpi alla testa, al torace, all’addome. E poi, altri eventi con vittime di massa, o quotidiani, a causa delle bombe. E quelle uccidono tutti. Bambini che stavano solo cercando di giocare o qualcosa: vengono uccisi comunque.»

Operando, ha avuto l’impressione che fossero stati presi di mira intenzionalmente?

«Alcuni giorni al pronto soccorso vedevamo solo colpi alla testa. Noi medici stranieri ci chiedevamo: “Oggi è il giorno dei colpi alla testa? Com’è possibile?” Il giorno dopo solo torace. Altri giorni certe parti del corpo: gambe, braccia. Poi cominci a capire: i quadricotteri, i droni, sono programmati per colpire zone specifiche del corpo. Abbiamo operato persone colpite quando erano già a terra. Vedi, il proiettile passa dalla spalla alla testa solo se sei sdraiato. Quel tipo di traiettoria può venire solo dall’alto. E poi casi orribili: una donna incinta di 24 settimane colpita da un proiettile che ha attraversato l’intestino e poi l’utero. Il feto è morto. È stato terrificante: vedere il feto, con mani e piedi che sporgevano fuori dall’utero, e questa giovane donna che ha dovuto subire un’isterectomia. Ora non potrà più avere figli. Ha uno stoma, il colon esterno. È solo orribile: psicologicamente, fisicamente, tutto.»

Come ha fatto a convivere con questo livello di dolore?

«Vedi gli effetti di quello che è, e vedi gli effetti di quello che sarà. Sai che se non entra il cibo, se non puoi nutrirti, un’infezione da cui potresti riprenderti con un po’ di antibiotico può diventare una polmonite, e poi muori per quello. Succede ogni giorno. Sono le morti indirette di questa guerra. Così tante persone sono già morte. Ma quando parti da una condizione di estrema debolezza, basta poco a condannarti, perché il tuo corpo non ce la fa. Anche se la guerra finisse oggi, la devastazione fisica e psicologica durerà tutta la vita. Ti faccio un esempio. Un ragazzo di 15 anni, in terapia intensiva ma cosciente. Le schegge gli hanno attraversato la spina dorsale. Ora è paraplegico. Non sente nulla sotto l’ombelico. Non può usare le gambe. Tutta la sua famiglia è stata uccisa. Un giorno mi ha guardato e mi ha detto: “Dottore, posso morire, per favore?” L’ingiustizia è questo: un ragazzo di 15 anni che dovrà usare la sedia a rotelle per tutta la vita, tra le macerie di Gaza, solo al mondo. Cos’è l’ingiustizia, per lui, per arrivare a dire: “Lasciatemi morire, perché so che soffrirò per tutta la vita”?»


#Gaza #genocidio #goherrabhour #testimonianza #Palestina #israhell #alfredofacchini

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After 80 Years, Mathematicians Give Famed ‘Erdős Method’ an Upgrade

by Leila Sloman

quantamagazine.org/after-80-ye…

Books about Mathematicians at PG:
gutenberg.org/ebooks/subject/1…

#books #mathematics

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Thema #OpenAccess: Wir möchten auf die Juli-Ausgabe des oa.talks @openaccessnetwork hinweisen mit dem wichtigen Thema "CC-Lizenzen nutzen und verstehen" am 09.07., 10–11 Uhr 📆 Alle Infos hier: open-access.network/fortbilden…

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Eufemia, ovvero il segreto di due amanti.
Romanzo del prolifico ma quasi dimenticato autore napoletano Francesco Mastriani, integra in una classica vicenda d'amore alcune intuizioni psicanalitiche, raccontate con sensibilità. Si scarica gratis, in pdf, da:

liberliber.it/eufemia-ovvero-i…

@cultura

#UnoLibri #libri #public_domain #letteratura #cosediscuola #cultura

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alfabeta2 = alfabetadue -> -> -> l’archivio è di nuovo online


l’archivio di alfabeta2 è di nuovo in rete, accessibile e consultabile. tutti gli indirizzi degli articoli sono invariati, rammentando che il “2” numerico del nome è ora sostituito da un “due” in lettere.
qui di séguito l’incipit della pagina di informazioni del sito:

alfabeta_due
cliccare per accedere

Nel 2020, a un anno di distanza dalla morte di Nanni Balestrini, il dominio del sito della rivista Alfabeta2, alfabeta2.it non è stato rinnovato ed è stato immediatamente occupato da una delle molte entità opache che intasano la rete. Per fortuna gli oltre quattromila articoli che componevano i quasi dieci anni di lavoro della rivista non sono andati persi, ma sono stati spostati dentro Internet Archive, serbatoio prezioso della memoria di una rete ancora pensata come libera, e tuttavia contenitore poco flessibile per coloro che stiano cercando un determinato materiale. Per questo motivo, e per gli attacchi sempre più mirati ed efficaci di cui Internet Archive è oggetto, è stato allestito questo sito-archivio … -> https://alfabetadue.it/info/
#alfabetaDue #alfabeta2 #alfabetadue

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esce il n. 25 de ‘la scuola delle cose’: “nanni balestrini poeta”


nanni balestrini poeta_ n 25 de 'la scuola delle cose'', a cura di luigi ballerini
cliccare per ingrandire

nanni balestrini poeta_ n 25 de 'la scuola delle cose'', a cura di luigi ballerini
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Lyceum - Scuola delle Cose
cliccare per ingrandire

*

per informazioni:

FONDAZIONE MUDIMA
Via Alessandro Tadino 26, Milano
Tel. 02 29409633 – info@mudima.net
#AdaTosatti #AndreaCortellessa #FondazioneMudima #GianlucaRizzo #GiusiDrago #LaScuolaDelleCose #LorenzoDurante #LuigiBallerini #Lyceum #MarcoGiovenale #MatteoMorea #MichelangeloCoviello #Mudima #NanniBalestrini #ScuolaDelleCose #TommasoOttonieri #VincenzoFrungillo

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Celebrating 250 Years of the USA

To honor the 250th anniversary of the United States of America, The History Reader has put together a list of top Revolutionary War-era books published over the last two decades.

thehistoryreader.com/us-histor…

#books #literature #USHistory

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6 luglio, roma, casetta rossa: presentazione di “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi (ed. milieu, 2026)


locandina della presentazione del libro di sergio bianchi, 'aggrappàti al cielo', ed. milieu

Lunedì 6 luglio, alle 18:30, alla Casetta rossa
(via G.B.Magnaghi 14 – Roma)

Ilenia Rossini e Marco Giovenale
con l’autore
presentano

AGGRAPPÀTI AL CIELO
di
Sergio Bianchi


(Milieu edizioni)

Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese. Un linguaggio essenziale, materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale. Una narrazione «a quadri» del «lungo ’68 italiano». Una singola voce che nella fulminea descrizione dei diversi scenari attraversati riesce a divenire voce collettiva. Una sintesi dei sommovimenti sociali, politici, culturali ed esistenziali del decennio Settanta che nulla tralascia dei suoi contenuti fondamentali: l’antiautoritarismo delle prime lotte studentesche, il sentimento della «Resistenza tradita», la grande rivolta operaia nelle fabbriche, il femminismo, la radicalizzazione dei conflitti, la nascita e lo sviluppo della lotta armata, il movimento del ’77, la diffusione nei movimenti delle droghe, la repressione, il carcere, il riflusso e la drammatica presa d’atto della sconfitta del sogno di una trasformazione rivoluzionaria.

*

l’editore: milieuedizioni.it

recensione di Ginevra Amadio su Treccani (29 giu. 2026):
treccani.it/magazine/lingua_it…

recensione di Andrea Colombo sul ‘manifesto’ (29 giu. 2026):
ilmanifesto.it/quella-rivoluzi…

l’incontro su mobilizon:
mobilizon.it/events/949bc2fa-2…

evento facebook:
facebook.com/events/1390708409…
#Anni70 #anniSettanta #Annisessanta #annisettanta #AutonomiaOperaia #CasettaRossa #collanaSettanta #IleniaRossini #LaboratorioDiLettura #lettura #lottaArmata #lotteStudentesche #MarcoGiovenale #Milieu #MilieuEdizioni #movimentoDel77 #politicaItaliana #PotereOperaio #presentazione #repressione #riflusso #romanzo #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu #settantasette

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BDS Italia – L’Indipendente: “Nessun porto per il genocidio: la nuova campagna ‘Block the boat’ di BDS” (3 giu. 2026)


BDS Italia – L’Indipendente: “Nessun porto per il genocidio: la nuova campagna ‘Block the boat’ di BDS” (3 giu. 2026)

differx.noblogs.org/2026/07/02…

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Reading Homer’s Iliad feels like scrolling through TikTok

The Iliad does not unfold as a smooth, continuous narrative. Instead, it advances through a succession of micro-episodes.

by Harsh Trivedi

theconversation.com/reading-ho…

The Iliad at PG:
gutenberg.org/ebooks/6130

#books #literature

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Publikation in einem Predatory Journal – und jetzt?

Unsere neue Handreichung „5 Handlungsempfehlungen, wenn Sie unbeabsichtigt in einem Predatory Journal publiziert haben“ unterstützt Forschende mit konkreten Empfehlungen für verschiedene Publikationsphasen und verweist auf Beratungs- und Unterstützungsangebote. Sie wurde an der @tibhannover erstellt.

Zur Handreichung: doi.org/10.5281/zenodo.2052487…

#OpenAccess #PredatoryPublishing #WissKomm #Publizieren PredatoryJournal #OpenScience

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Why We Still Love Mr. Darcy, 200 Years Later

Susan Moore in Praise of the Model For Self-Aware Romantic Heroes

lithub.com/why-we-still-love-m…

Pride and Prejudice at PG:
gutenberg.org/ebooks/1342

#books #literature

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Wie können wir als Universitätsbibliothek mit mehreren Standorten eine gemeinsame Handlungsgrundlage schaffen? Dafür haben wir zwei bislang getrennte Organisationsbereiche zusammengelegt:

Unter dem Namen „BibServ – Bibliotheken und Service“ bilden unsere Standorte künftig eine Einheit innerhalb der UBL. Ziel ist es, Abläufe weiter zu vereinheitlichen, die Zusammenarbeit zu stärken und unsere Serviceangebote standortübergreifend weiterzuentwickeln.

➡️ blog.ub.uni-leipzig.de/bibserv…

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il sistema elettorale proporzionale “puro” / francesco pallante


Francesco Pallante
(dalla newsletter del ‘manifesto’, 29 giu. 2026)

Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, Parlamenti eletti con legge elettorale proporzionale approvarono le più incisive riforme che hanno trasformato l’Italia dal punto di vista sociale, economico e politico, dal dopoguerra a oggi. Merita richiamare alla memoria le principali, affinché se ne possa cogliere a pieno la portata: la nazionalizzazione delle imprese energetiche e l’istituzione dell’Enel (1962); la scuola media unica, gratuita e obbligatoria (1962); la riforma della previdenza sociale secondo il modello retributivo (1969); l’abolizione delle gabbie salariali (1969); lo Statuto dei diritti dei lavoratori (1970); la legge sul divorzio (1970); l’attuazione delle previsioni costituzionali in tema di referendum (1970); l’istituzione delle regioni ordinarie (1970); la riforma fiscale nel senso della progressività (1974); la trasformazione del diritto di famiglia in nome della parità tra i coniugi (1975); la legge in tema di concessioni edilizie e oneri di urbanizzazione (1977); la legalizzazione dell’aborto (1978); la chiusura dei manicomi (1978); la legge sul Ssn (1978). I cultori delle alchimie elettorali – i sacerdoti della governabilità – non sono, oggi, in grado di spiegare come sia stato possibile che assemblee legislative elette con legge elettorale proporzionale “pura” abbiano potuto approvare riforme così ampie e incisive. La spiegazione è che proprio perché si trattava di assemblee in cui nessun partito aveva da sé la maggioranza, tutti i partiti erano costretti a dialogare tra loro. In apparente paradosso, quelli di allora erano Parlamenti assai più “decidenti” di quelli odierni: e lo erano grazie al fatto che quando si giungeva, infine, alla decisione, ciò accadeva perché si era prima svolto un attento procedimento deliberativo, capace di realizzare il massimo del consenso e il minimo dell’imposizione possibili. Non a caso molte delle decisioni di allora sono durate a lungo; alcune durano a tutt’oggi. Quale Parlamento odierno sarebbe capace di decisioni altrettanto suscettibili di proiettarsi nel futuro? Altro che tagliole, ghigliottine, canguri e analoghe figure del libro degli orrori parlamentari! Allora ci si scontrava e ci si confrontava, si assicurava al dibattito il tempo necessario e si giungeva, infine, a deliberazioni dotate di straordinaria solidità politica. Il culto odierno della governabilità impedisce il confronto e la discussione. Le audizioni degli esperti, gli emendamenti delle opposizioni, l’illustrazione di posizioni alternative servono a poco: alla fine, quel che conta non è la ragionevolezza delle argomentazioni, è la forza dei numeri. La democrazia – come ha scritto Alfonso Di Giovine – è diventata la sorella stupida della matematica. È per questo che l’approvazione di una legge elettorale che favorisca la formazione di una maggioranza assoluta non è desiderabile. Perché una tale legge, gonfiando artificialmente le posizioni di alcuni, irrigidisce il confronto politico, rendendolo, di fatto, impossibile. Il Parlamento è svuotato d’ogni ruolo, il Governo è elevato al centro del sistema. Eppure, nonostante la favola della fine delle ideologie, quella italiana è, oggi, una società divisa, per ideali e interessi, almeno tanto quanto lo era la società italiana d’un tempo. Allora, però, con le divisioni si sapeva fare, realisticamente, i conti. Oggi non più. Sotto questo aspetto, una legge elettorale proporzionale sarebbe virtuosa proprio per via di quello che è, usualmente, considerato il suo vizio: il fatto di non assegnare ad alcuna forza politica la maggioranza assoluta, così costringendo le diverse componenti della società, di cui le forze politiche sono espressione, a tornare a parlarsi tra loro. Alla scontata obiezione secondo la quale un Parlamento plurale non potrà realmente funzionare è agevole replicare che il compito del Parlamento nei sistemi democratici pluralisti è esattamente questo: rendere possibile, grazie alla mediazione della rappresentanza, quel dialogo che nella immediatezza della società è assai più complicato. Forze politiche che godono di maggioranze artificiali create dalle leggi elettorali non saranno disponibili a dialogare con le controparti: saranno sempre tentate dalle imposizioni di forza. Le file dei loro eletti saranno colme di yes-men e yes-women, perché il Capo (parola democraticamente inaccettabile, rientrata nel lessico politico per responsabilità delle leggi elettorali) ha bisogno non di pensatori critici, ma di esecutori fedeli. Al contrario, partiti politici che possono contare in Parlamento solo sulla forza che realmente hanno nella società saranno per forza di cose aperti al dialogo e al confronto e necessiteranno di personale politico a ciò adeguato: si batteranno perché la discussione abbia per esito una soluzione la più vicina possibile alle proprie posizioni, ma non avranno timore del compromesso, una volta spesi tutti i loro argomenti. Oltre alla vita democratica, persino la qualità della classe politica finirebbe col trarne beneficio.
#anni60 #Anni70 #anniSessanta #anniSettanta #democrazia #elezioni #FrancescoPallante #ilManifesto #newsletterDelManifesto #Parlamento #riformaElettorale #riforme #riformeElettorali #sistemaElettorale #sistemaElettoralePuro

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😀 rimane su instagram per ora solo l'account marco.giovenale, mentre differx_it a breve se ne va: instagram.com/p/DaQqmzusUX7/

un po' come gmail, e il mio account su X, e quelli su tumblr. via via, si fa pulizia. 🤔 oggi mi sa che asfalto pure threads.

3 post:

noblogo.org/differx/degooglizz…

noblogo.org/differx/disattivat…

noblogo.org/differx/zero-tumbl…

#socialmedia
#twitter
#tumblr
#threads
#x
#gmail

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Why did this journal retract two 1940s papers by Max Planck?

by Jennifer Ouellette

arstechnica.com/science/2026/0…

Books by Max Planck at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/35…

#books #science #physics

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Nous apprenons la disparition du professeur Yves-Marie Bercé, ancien président de la Société d'étude du XVIIe siècle.
lhistoire.fr/hommage/yves-mari…

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#Parution : Amstutz, Delphine et Poulet, Françoise (dir.). Usages de l’éloge (XVIe-XVIIIe siècle). Préface d'Emmanuel Bury. Paris : Classiques Garnier (Rencontres, 724 ; série Le Siècle classique, 26), 2026. ISBN : 9782406201694.
classiques-garnier.com/usages-…

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#Parution : Henryot, Fabienne (dir.), L’Antiphilosophie au miroir de l’histoire du livre : entre commerce et consommation (1715-1815). Paris : Honoré Champion (Les dix-huitièmes siècles, 236), 2026. ISBN : 9782745365545.
honorechampion.com/fr/editions…

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#Parution : Olier, Jean-Jacques. Mémoires. Edition critique par Bernard Pitaud. Paris : Honoré Champion (Mystica, 26), 2026. ISBN : 9782745365699 [ouvrage en trois vol. : tome I : mars-juillet 1642 ; tome II : juillet 1642-novembre 1643 ; tome III : novembre 1643-février 1652].
honorechampion.com/fr/editions…

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This month's blog from Distributed Proofreaders (DP) travels "Through the Grand Canyon."

blog.pgdp.net/2026/07/01/throu…

#dp #dpBlog

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Deuterium in Comets Tells Interesting Tales

Comets were long viewed as omens by ancient cultures, but modern astronomy has revealed them to be icy, rocky bodies that release dust and gas as they travel through the inner Solar System.

By Carolyn Collins Petersen

universetoday.com/articles/deu…

Books about Comets at PG:
gutenberg.org/ebooks/subject/1…

#books #science #astrophysics

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Guide to the classics: John Steinbeck’s East of Eden has always been controversial

by Paul Giles

theconversation.com/guide-to-t…

Books in American Literature at PG:
gutenberg.org/ebooks/bookshelf…

#books #literature

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📢 Die Anmeldung für die Open Access Tage 2026 ist ab jetzt GEÖFFNET! 📢
Zur Anmeldung: conftool.org/oat2026/index.php…

Das Programm sowie Informationen rund um die Anmeldung finden Sie auf unserer Website: open-access-tage.de/open-acces…

🗓️ Wichtig: Anmeldeschluss ist der 31.8.2026
📍 Open-Access-Tage 2026 in #Linz

#linz

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a urbino, ancora fino al 10 luglio: “il sogno di una cosa migliore. presenze e idee. 1967 – 2027”, accademia di belle arti



ll sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027
Pierpaolo Calzolari, “Marco Cavallo”, Vittorio Basaglia, Concetto PozzatiA cura di Luca Cesari
Accademia di Belle Arti di Urbino – Sala A. Cappelli
10 maggio – 10 luglio 2026

"Marco Cavallo", riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, replicato dalla Scuola di Scultura dell'Accademia di Urbino. Foto Gian Luca Proietti.
“Marco Cavallo”, riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, replicato dalla Scuola di Scultura dell’Accademia di Urbino. Foto Gian Luca Proietti.

“Il sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027” è una mostra-evento pensata per festeggiare in anteprima il sessantennale dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, rievocando la straordinaria stagione del ’68 che l’istituzione affrontò sotto la lungimirante direzione di Concetto Pozzati, ponendo al centro la riproduzione 3D del monumentale “Marco Cavallo” realizzato da Vittorio Basaglia (cugino di Franco Basaglia), come occasione per rievocare l’importanza di una stagione di grande cambiamento, apertura e sovvertimento delle regole.

Curato da Luca Cesari, il progetto muove dal desiderio di presentare al pubblico un’accurata selezione di opere e documenti d’archivio in grado di restituire l’atmosfera fervida e rivoluzionaria dei primi anni dell’istituzione (appunto fondata nel 1967) e del suo innovativo progetto didattico originario.

La mostra si focalizza sulla straordinaria stagione legata al clima del 1968, un momento che impresse una svolta indelebile sulla cultura e le arti. Sotto la guida illuminata del Direttore e artista Concetto Pozzati, l’Accademia di Urbino seppe proporre un concreto ammodernamento dell’impostazione della didattica, inserendosi con audacia nell’ambiente – allora non particolarmente ricettivo – dell’istruzione artistica nazionale. Pozzati seppe delineare il progetto di un’Istituzione di Alta Formazione d’avanguardia per l’epoca, chiamando all’insegnamento personalità di altissimo profilo, artisti e intellettuali come Pier Paolo Calzolari, Vittorio Basaglia, Mario Ceroli, Rodolfo Aricò, Gianni Celati, Alberto Boatto e Toni Toniato. Quella indimenticabile stagione viene oggi rievocata non come mera ricostruzione storica, ma come vivo “campo di relazioni”.

Il percorso espositivo presenta quindi preziosi documenti storici risalenti al periodo fondativo 1967-1974, custoditi negli archivi dell’Accademia, affiancati da foto storiche di Pier Paolo Calzolari e da due importanti opere pittoriche di Concetto Pozzati datate 1968 e 1969.

Fulcro concettuale e visivo della mostra è la figura di “Marco Cavallo”, il grande cavallo azzurro indissolubilmente legato all’impegno intellettuale e militante di Franco Basaglia e alla stagione della riforma psichiatrica italiana. In mostra compare una straordinaria riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia (cugino di Franco) insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, durante un laboratorio artistico collettivo svolto nei primi anni ‘70. Curata e replicata in 3D dalla Scuola di Scultura dell’Accademia di Urbino, l’opera diventa l’emblema di una stagione in cui i confini tra pratiche artistiche, istituzione psichiatrica e partecipazione collettiva risultarono profondamente permeabili. Come descritto nel testo critico del curatore, la mostra si configura come un «avant-propos», un dispositivo culturale in cui “Marco Cavallo” assume un ruolo simbolico più ampio, unendo l’arte all’azione nello spazio sociale.

Come osserva il direttore e curatore Luca Cesari, “le Accademie di Belle Arti sono oggi a tutti gli effetti «università delle arti», nonostante il loro pieno riconoscimento come istituzioni universitarie sia arrivato con storico ritardo rispetto ad altri paesi europei. Un ritardo strutturale che incide ancora su risorse e posizionamento culturale. In questa prospettiva, l’Accademia di Urbino si colloca dentro una trasformazione più ampia del sistema formativo, tra autonomia disciplinare e integrazione universitaria, muovendo una profonda riflessione sul presente: cosa significa oggi formare un artista?”

Questo sguardo rivolto al contemporaneo si riflette nel rinnovamento dell’offerta formativa dell’Accademia di Urbino oggi. Accanto agli indirizzi storici di Decorazione, Pittura, Scultura, Scenografia e Grafica d’Arte, Illustrazione e NTA (Nuovo Tecnologie dell’Arte), l’Istituzione ha introdotto altri percorsi di studio innovativi. Per il primo livello, i corsi in Educazione al Patrimonio Artistico e Welfare Culturale (attivo dal 2025/26) e Human Centered Multimedia Art (dal 2026/27); per il secondo livello, corsi specifici e professionali come Critical Game Art, Design per la Fiction, Grafica d’Arte per le Arti Visive, Scenografia per lo Spettacolo e Scultura nei linguaggi dell’arte visiva e tecnologie, confermandosi in continuità con l’eredità sperimentale innescata dai maestri fondatori.
#AccademiaDiBelleArtiDiUrbino #ConcettoPozzati #llSognoDiUnaCosaMigliore #LucaCesari #MarcoCavallo #PierpaoloCalzolari #VittorioBasaglia

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i vent'anni di gammm


gammm.org/2026/06/29/20-anni-d…

a A.B.

tra mezzanotte precisa e mezzanotte e tre minuti del 29 giugno 2006, comparivano uno dopo l’altro in rete (al tempo, sulla piattaforma blogsome) i primi quattro post di GAMMM: blog che poi avrebbe avuto una sua attività fitta, forse non ininfluente sulle vicende degli ultimi due decenni di letteratura italiana.

da alcuni mesi era già in attività la collana chapbooks (gammm.org/chap/), curata da Michele Zaffarano e Gherardo Bortolotti.
a tre anni di distanza, novembre 2009, usciva Prosa (lelettere.it/libro/97888608730…) in prosa (ticedizioni.com/products/prosa…), nella collana fuoriformato che Andrea Cortellessa dirigeva per Le Lettere. il libro a suo modo formalizzava (e magari anche giocava con) alcune modalità di scrittura poco usuali, ancor meno identificabili, quasi per niente italiane, che si sarebbero ancor meglio precisate o magari invece confuse grazie alla serie di incontri EX.IT – Materiali fuori contesto, ad Albinea (Reggio Emilia), a partire dal 2013, l’anno in cui nascono pure due collane, Benway Series e Syn _ scritture di ricerca.

qui di séguito si ripropongono i suddetti primi quattro post: Debord, Cage, Heissenbüttel, Derksen; e si brinda ai prossimi tempi, lunghi o brevi che saranno, del sito.

gammm.org/2026/06/29/r-_-la-so…

gammm.org/2026/06/29/r-_-john-…

gammm.org/2026/06/29/r-_-da-te…

gammm.org/2026/06/29/r-_-da-tr…

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Here’s What Life Was Like in 1776 vs. Today

rd.com/article/life-in-1776-vs…

#history #USHistory

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Teoria della illusione finanziaria.
Pubblicato nel 1903 e più volte ristampato fino agli anni '90, questo manuale di Amilcare Puviani, docente a Perugia, si scarica gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-p/…

@cultura

#UnoLibri #libri #public_domain #letteratura #cosediscuola #cultura

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oggi, 30 giugno, “exit poetry” @ studio campo boario, nel festival “nuova mistycanza”


Oggi, martedì 30 giugno, EXIT POETRY @ Studio Campo Boario – Roma –
presentazione h. 19:30, in occasione del festival Nuova mistycanza:
differx.noblogs.org/2026/06/28…

L’incontro su facebook:
facebook.com/events/2000813437…

L’incontro su mobilizon:
mobilizon.it/events/1ea19831-9…

I tre giorni del festival:
slowforward.net/2026/06/27/28-…
#ExitPoetry #LaNaveDiTeseo #NuovaMistycanza #poesia #presentazione #reading #StudioCampoBoario


28-29-30 giugno: “nuova mistycanza”, frequenze anomale, letture, immagini & installazioni @ studio campo boario


Dal 28 al 30 giugno 2026 lo Studio Campo Boario ospita Nuova Mistycanza, un progetto che riunisce artiste e artisti del suono, della parola e dell’immagine che provengono da percorsi differenti, perché condividano lo stesso spazio e lo stesso tempo di ascolto.
Il titolo dell’iniziativa richiama l’idea della misticanza come mescolanza fertile: non una semplice successione di eventi, ma… […] la descrizione continua QUI

*

PROGRAMMA DEI TRE GIORNI

28 giugno programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

29 giugno programma nuova mistycanza
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30 giugno, programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

è gradita un’offerta libera


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Cliccare qui per il comunicato stampa

lo Studio Campo Boario

evento mobilizon:
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evento facebook a cura di artisti§innocenti:
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30 giugno, il programma di nuova mistycanza di oggi


30 giugno, programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

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#NuovaMistycanza #oggi

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Browse 5.8 million works of art at the Last Museum

by Rob Beschizza

boingboing.net/2026/06/29/brow…

Last Museum:
lastmuseum.com/

Books in Art at PG:
gutenberg.org/ebooks/bookshelf…

#books #literature #art #culture

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in reply to Project Gutenberg

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Beautiful work.. Thank you for sharing.
We should also start a public domain collection of #music too. I know many A.I. content makers would love to contribute there art to the project.

This is donated courtesy of The Felicity Station.
stream.radio.co/sb766dcb88/low

The Felicity Station is where the signal, the land, the journey, and the people meet.
#Myid