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temporalesco bombardamento con risveglio amaro di guerra! (temporale notturno terrificante)


Stanotte, così, di colpo, mentre che stavo lì nel mio lettino dormendo tranquillamente per conto mio, ho sognato che erano arrivate le IDF a bombardare il mio comune. Ok, no, sto scherzando, non l’ho sognato… bensì l’ho immaginato da sveglia, addirittura. Infatti, verso la mattina molto presto (che per me è piena notte, ormai), mi sono svegliata malamente sentendo dei rumori allucinanti che, vi giuro, sembravano delle fottute bombe, sganciate di continuo con pause di poche decine di secondi tra l’una e l’altra. Tutto mentre io volevo solamente dormire, che con ‘sto caldo maledetto già è difficile… la cosa non è finita per niente bene. 😩

Quello che a quanto pare è davvero successo è semplicemente che è arrivato un temporale di come credo di non averne mai sentiti in tutta la mia vita, perché io in genere non mi sveglio mai anche quando fa bruttissimo tempo… eppure, stavolta è successo. Ciò che udivo fortissimo, nonostante tutte le finestre serrate e la porta della mia stanza chiusa come al solito, quindi, erano fulmini… o almeno, questo è quello che dicono i poteri forti, ma io un po’ fatico a crederci. Magari mi ricordo male eh, perché già ero a metà tra il sonno e la veglia, e ovviamente tutto il disturbo non ha potuto fare altro che peggiorarmi l’umore, ma giuro di aver sentito ogni volta addirittura l’onda d’urto addosso, cioè la vibrazione. Praticamente se questi fossero davvero fulmini, e non ordigni, allora probabilmente erano larghi quanto un grattacielo e sono caduti a svariate decine di kilometri di distanza… ben fuori dal mio comune… Quindi… si può per caso dire che gli israeliani non hanno bombardato il mio comune, ma la mia provincia si??? (È persino saltata la corrente per dei minuti!) 😭

Credo di aver perso circa 10 minuti di sonno così ma, sicuramente, la mia concezione del tempo in quello stato è da diffidare… e, stranamente, la mia Mi Band stanotte non ha registrato un singolo minuto di zzz (se non l’ultimissimo quarto d’ora, che ha per qualche motivo contato come sonnellino). E passino i fulmini che mi sono sembrati chiaramente bombe nonostante io nel frattempo riuscissi a sentire fortissime le gocce di pioggia (perché alla fine che cazzo ne so da richiusa nel mio letto, magari davvero stavano radendo la città al tappeto e le gocce che sentivo o erano sostanze chimiche che venivano fatte piovere per causare ulteriori danni, o erano le nuvole che rilasciavano l’acqua per sbalzi di temperatura dovuti alle esplosioni), ma il fatto che proprio stanotte la Mi Band abbia malfunzionato mi fa specialmente paura… così come mi fa paura che ormai, nonostante siamo nell’anno del Signore 2025, la guerra è così tanto un fatto attuale che — pur senza viverla, ma solo sentendone parlare a ripetizione da qualche anno — entra nel subconscio a tal punto da farci scambiare fenomeni naturali per un attacco umano, quando il cervello non ha abbastanza informazioni per disambiguare. ☠️
Ik tornadoes aredangerous but I just wantto fly in one someday 😍Pensandoci, forse è un po’ un peccato che non solo quei rumori non fossero esplosioni, ma che non ci fosse nemmeno vento (almeno, così mi ha detto mio padre)… neanche un piccolo tornado, niente di niente. Quello sarebbe stato divertente, così whooosh, e volavo via, e quindi ihihih, basta vivere in questo carcere spirituale!!! 🌪️
#estate #meteo #night #notte #scary #sleep #sonno #summer #temporale #thunderstorm #weather

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pod al popolo, #073: audio completo della presentazione del “faldone”, di vincenzo ostuni @ associazione calpurnia, 5 lug. 2025 (festival ‘inverso’)


Chiara Portesine e Luigi Severi introducono, presente e leggente l’autore, il Faldone, di Vincenzo Ostuni (il Saggiatore, 2025), in occasione del festival InVerso, 5 luglio 2025, Roma, Ex mercato di Torre Spaccata, Associazione Calpurnia. L’audio, non editato ma completo, è ora su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

#AssociazioneCalpurnia #audio #ChiaraPortesine #ExMercatoDiTorreSpaccata #Faldone #festivalInVerso #IlSaggiatore #LuigiSeveri #PAP #pap073 #pap073 #podAlPopolo #podcast #presentazione #ricercaLetteraria #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonPacificate #Torrespaccata #VincenzoOstuni

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Burkina Faso, continua la stretta su associazioni ed ONG.


Nella maggior parte dei casi o non vengono divulgate le specifiche violazioni additate, oppure si tratta di motivazioni pretestuose.
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Continua il giro di vite della junta militare al potere in Burkina Faso contro le associazioni e le ONG che operano sul territorio.

Il Ministero dell’Amministrazione territoriale e della Mobilità ha infatti annunciato, in data 4 luglio 2025, l’adozione di una serie di provvedimenti riguardanti diverse associazioni sia nazionali che straniere, nonché organizzazioni non governative (ONG) straniere. Queste misure sono state rese pubbliche attraverso un post sulla pagina Facebook del Ministero e seguono la recente sospensione dell’associazione “La comunità Sant’Egidio” di cui abbiamo già dato conto sulle pagine di questo sito.

ChatGPT generatedPiuttosto clamoroso il caso dell’Associazione Burkindi di Floorball, riconosciuta nel novembre 2022 e il cui permesso è stato rinnovato nel gennaio 2025, la quale subirà una sospensione di tre mesi, rinnovabile, a causa di violazioni della legge N°050-2019/AN del 21 novembre 2019, che regola l’orientamento degli sport e dei loisirs. Il comunicato ufficiale non specifica quali articoli o disposizioni precise della legge siano stati violati, ma sottolinea che: ogni attività sportiva deve rispettare il quadro giuridico nazionale vigente, che la sospensione mira a garantire sicurezza, trasparenza e regolarità nelle attività sportive e ricreative e che l’associazione è tenuta a regolarizzare la propria situazione entro i termini stabiliti per poter riprendere le attività. Non sono pochi coloro i quali hanno riflettuto su quale mortale pericolo possa rappresentare la semisconosciuta associazione di un altrettanto semisconosciuto sport per il potentissimo e supremo leader della junta militare Ibrahim Traorè ed i suoi adepti, tanto da meritare una sì lunga sospensione. Deve trattarsi di qualcosa talmente terribile,ma talmente terribile, da non poter poter diffondere le motivazioni per non destare il panico nell’opinione pubblica… Caso esemplificativo, ma consueto.

L’Association Burkindi de Floorball ha reagito con fermezza alla sospensione imposta dal governo del Burkina Faso, esprimendo sorpresa e disaccordo rispetto al provvedimento. Essa ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna notifica preventiva né dettagli specifici sulle presunte violazioni della legge n°050-2019/AN, sottolineando il proprio impegno nella promozione dello sport inclusivo, in particolare tra i giovani e nelle scuole, e ha richiesto con fermezza chiarimenti ufficiali sulle motivazioni della sospensione. In un comunicato informale, alcuni membri hanno inoltre espresso il timore che la misura possa ostacolare la diffusione di sport alternativi come il floorball, ancora poco conosciuto nel paese. Pertanto è stata annunciata l’intenzione di presentare una richiesta di revisione del provvedimento, chiarendo la propria disponibilità a collaborare con le autorità. La sospensione può causare un grave danno ad Association Burkindi de Floorball, minando la sua reputazione ed allontanando i praticanti.

Sette associazioni straniere poi hanno ricevuto la revoca dell’autorizzazione a operare nel Paese per non avere rispettato l’obbligo di stipulare una convenzione d’istituzione. Le associazioni coinvolte sono:

1. Pratical Action (autorizzazione concessa a maggio 2023);
2. Legamondo (autorizzazione concessa a novembre 2021);
3. Una Goutte d’Eau au Faso (autorizzazione concessa ad aprile 2022);
4. Saint Joseph Berger Fidèle en Afrique (JBFA) (autorizzazione concessa ad agosto 2020);
5. Alliance Panafricaine des Scénaristes et Réalisateurs de théâtre, de la radio et de nouvelles technologies (APASER) (autorizzazione concessa a giugno 2023);
6. Tony Blair Institute (autorizzazione concessa ad aprile 2022);
7. Mission Evangélique de la Foi Internationale (M.E.F.INT.) (autorizzazione concessa a giugno 2022).

Relativamente alle ONG straniere, quattro di esse hanno visto revocate le proprie autorizzazioni per non aver rispettato l’obbligo di firma della convenzione d’istituzione. Le ONG interessate sono:

1. Coalition Internationale des Chrétiens Hommes, Femmes d’Affaires et Décideurs (CICHFD) (autorizzazione concessa a dicembre 2023);
2. Associazione don Bartolomeo Del Gaudio pro Africa Ente Del Terzo Settore (autorizzazione concessa ad aprile 2023);
3. DIGNITY – Istituto danese contro la tortura (autorizzazione concessa a settembre 2023);
4. Alliance pour une Mine Responsable-Europe (ARM Europe) (autorizzazione concessa a ottobre 2023).

Fonti: lefaso.net, 24heures.bf, africarivista.it

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La strage dei ragazzini. Quarantanove anni dopo, Catania resta capitale della questione minorile


Il magistrato Sebastiano Ardita ha dedicato ieri un toccante post alla cosiddetta strage dei ragazzini. Anche noi vogliamo ricordare quel tragico episodio. Era il 7 luglio 1976, notte fonda. Da lì a poco, quattro adolescenti – Benedetto Zuccaro (15 anni), Giovanni La Greca (14), Riccardo Cristaldi (15) e Lorenzo Pace (14) – sarebbero stati brutalmente assassinati dal clan Santapaola, perché […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/07/08/la-s…

#BenedettoSantapaola #CosaNostra #devianzaMinorile #GiambattistaScidà #povertàEducativa

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mattonando gli acquisti ma non con troppi soldini


Qualche attimo fa, pur di non andare a dormire ad un orario giusto, stavo cercando mattoni economici online… per costruzioni, non lo so, per commettere Minecraft nella vita reale… e sono stata alquanto delusa. Ok, no, sto scherzando… ma su Amazon ho trovato letteralmente 1 solo prodotto che rispecchiasse il mio desiderio pienamente, ed è estremamente costoso (come tra l’altro suggerisce l’unica recensione con acquisto verificato, che però comunque li valuta a 4 stelle per la qualità); cioè, regà, 33 euro per 10 mattoni non è cosa, nonostante la spedizione gratuita. Quindi, via subito sull’altro sito. 🇨🇳🐉
Da Amazon:Mattonaccio pieno rosso-rosato sfumato 24x12x5,5 cm Cotto Cusimano - 10 PEZZI33,00 euroMarca: GenericoRecensione di Antonio, 20 gennaio 2025:Troppo cariSono di buona qualità, ma costosissimi
Allora, su AliExpress, invece, di mattoni non ne trovo affatto (magari sarà eccessivamente costoso spedirli dalla Cina?). Grande amarezza, ma in compenso ho trovato qualcosa di meglio: taccuini a forma di mattone… taccuini da 640 pagine!!! Sono subito saltata, perché è assurdo che qualcuno abbia anche solo mai potuto immaginare un prodotto del genere; figurarsi averlo messo sul mercato, e per giunta con un’estetica così carina e invitante! Sapete perfettamente cosa sto per dire a questo punto… è a tutti gli effetti un fottutissimo tomo (o, “sembra un piccolo libro”, direbbe la gente posh nelle recensioni). No però, oh, sul serio, è incredibile… sospetto un po’ scomodo da usare, perché è un A6, quindi con ben 320 fogli si terrà un botto alto dalla superficie di scrittura, e la mano finirà quindi schiacciata nello spigolo… ma chi lo ha comprato è molto contento; ha una media di 4,9 stelle questo affare. E navigando se ne trovano anche altri, persino A4, sempre con questo magico numero di 320 fogli (…non di più, per qualche motivo), anche se meno bellini e con carta in genere più sottile! 😤🤯
Da AliExpress:Quaderno super spesso (640 pagine) A6 Creativity Cancelleria Quaderni vuoti Copertina in PU Forniture per ufficio scolastico (schizzi e graffiti)0,86 euro offerta di benvenuto12,06 euroRecensione di A***a | 04 Lug 2025:È piccolo ma perfetto! !! Lo adoro, è molto carino e ha molte pagine; sembra un piccolo libro.
Come mattoncino, comunque, questo quadernino andrebbe più che bene… è vero che è fatto di alberi anziché di laterizio, ma tanto comunque io fin dal principio non sono in condizione di rispettare il codice edilizio, e quindi, che uso i mattoni, o che uso i quaderni spessi, non cambia alla fine della fiera assolutamente nulla; in entrambi i casi, o quello che andrò a realizzare crollerà da solo in poco tempo, o comunque arriveranno le forze dell’ordine a mettere i sigilli… ma quello che importa è avere la mentalità giusta, e ricordare che il gioco è bello proprio finché dura poco. (Specialmente per quanto riguarda le costruzioni; questo è stato inculcato a forza nella mente di ogni bambino fin dalla prima infanzia, andando a generare non pochi microtraumi…) 🥰

…Il motivo per cui non ho riempito il carrello con più unità di questo affare di quante un intero camion ne possa trasportare, allora, è che… a 12 fottuti euro per quaderno (visto che con lo sconto di benvenuto ne potrei prendere solo uno a 86 centesimi, ma il resto si paga intero), è ancora peggio dei mattoni veri. E, a questo punto, visto che sono pur sempre molto tirchia, vado a scavare un po’ di pietra in miniera, così già che ci sono risolvo anche l’altro mio problema (detto “mine-yearning“)… e, forse, mi restano soldi per corrompere eventuali autorità che verranno a distruggere i miei sogni. 😳🙏

#A6 #mattoni #quaderni #shopping #taccuini

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nuovo testo nel comparto “post-poetica” del sito ‘ahida’: “oil, gas & tapes_ (core sampling)”, di antonio syxty


ahidaonline.com/post/post-poet…

*

Il testo di Antonio Syxty, che tiene insieme (e prende spunto dal)la complessità e le vicende di quarant’anni di storia, si confronta con le radici del contemporaneo peggiore: petrolio, denaro, mezzi militari, distruzione e – in sostanza – morte altrui. E, questo, non senza mescolare il male con frammenti, più o meno apparentemente irrelati, di pseudovita e banalità (un discorso funebre, un museo delle auto, un diario personale, una sorta di canovaccio sospeso tra soggetto e sceneggiatura, con varie schegge di azioni). Le pagine funzionano così come un rapido costante cambio di canale – o affaccendarsi di interferenze – su una sequenza di ‘frame’ tratti da quel ben noto film horror che l’occidente è.

MG

ahidaonline.com/post/post-poet…

#ahida #AntonioSyxty #postPoesia #postPoetica #postpoesia #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive

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passatanza crostanzica non salvata ma perduta (il casino coi salvataggi su ACNH)


Ieri ho casualmente menzionato gli Animali Crostini? E dunque, per volere del solito mio destino contorsionista, oggi proprio a riguardo dei Crostini Animali scopro una cosa che a suo modo fa sicuramente ridere, anche se non è per nulla divertente. Ho aperto il gioco su Swiss, circa al volo, perché mi serviva un’immagine, per scrivere un altro post per cui non trovo quello che voglio su Pinterest… e forse mi servivano dei nuovi vestiti… e quindi stavo per andare dalle Sorelle Ago e Filo sperando di trovare qualcosa… al che mi sono accorta che il negozio non ci sta… non si trova nemmeno sulla mappa. 💀

Mooolto strano, ho pensato, perché ricordo di averlo avuto in passato — e con assoluta certezza, perché ricordo perfettamente alcuni momenti di gioco relativi ad esso… ho sicuramente anche screenshot, da qualche parte. Il mio cervello ha, come al solito, immediatamente iniziato a pensare ai complotti, e quindi subito ho trovato una discussione su Reddit “THE ABLE SISTERS DISAPPEARED!?!?“, dove non solo chi ha creato il post, ma anche altri gamer, riportano l’inspiegabile sparizione del preciso negozio… e questa singola paginetta sembra il solo posto sul web in cui se ne parla. 😩

Già così la cosa è pericolosamente strana, ma comunque sia purtroppo il danno c’è, e quindi devo indagare oltre. Seguendo il consiglio di un commento nel post (che, a rivederlo ora, è evidentemente dato totalmente alla cazzo di cane; classico momento Reddit), vado a parlare con Nook, per fare come per spostare l’edificio della sartoria… ma, giustamente, nella lista non c’è. Ho pure perso un botto di tempo nei sottomenu di ‘sto procione, perché con il gioco in giapponese non ci capisco granché… finché, giusto per scrupolo, non ho parlato con Fuffi, che mi ha detto di parlare con Nook, perché “ci sono delle cose da fare” o roba del genere (la prima opzione nel menu), e a quel punto lui ha parlato di Project K… e io sono morta fulminata sul colpo. 💔

Cioè, quasi. Project K sarebbe l’ultima fase del prologo di New Horizons, quella che fa venire K.(K). Slider sull’isola, e porta anche allo sblocco degli strumenti di terraforming… ma io, anche questo, lo avevo fatto — e anzi, sono ancora più sicura di averlo fatto, perché, a parte il concerto del cane che si pensa VIP, ricordo perfettamente come ho distrutto malamente l’isola, una settimanella prima di abbandonare virtualmente per sempre il gioco, nel lontano 2020, prima che qualche anno dopo non ripristinassi un backup precedente del salvataggio, per provare almeno a vedere se mi tornasse un minimo la voglia di giocare e…

…MANNAGGIA! Ho realizzato solo in questo istante, dopo letterali anni dall’azione maledetta, di aver ripristinato un backup troppo vecchio. Si perché, anche qui, ricordo benissimo di aver fatto il ripristino con il solo intento di riportare l’isola ad uno stato giusto precedente alla mia opera di spacc, e non con lo scopo di portare indietro la progressione del gioco. All’epoca usai un homebrew fatto apposta per i Nuovi Crostini, prima che gli altri gestori di salvataggi supportassero il formato usato dal gioco (associato alla console, anziché agli utenti), che non aveva una GUI per selezionare diversi salvataggi… e quindi, quello che credo sia successo è che avrò sbagliato a spostare le cartelle da PC per scegliere il backup da ripristinare, prendendone uno troppo vecchio (…o, forse, semplicemente non ne avevo uno più nuovo che non fosse già distrutto); fatto sta che solo ora mi sto accorgendo dell’errore. 😭

Il danno ora è chiaro, ma la beffa stavolta è più subdola del solito: al momento, su due piedi, non trovo più questi miei fantomatici backup di ACNH, né tantomeno quel tool (che ormai sarà deprecato), di cui non ricordo nemmeno il nome! Mentre credo che il secondo non sia un vero problema, perché JKSM dovrebbe comunque leggere tranquillamente la cartella esportata, ad ogni modo senza le copie dei salvataggi non si va da nessuna parte. Se va bene, forse staranno da qualche parte tra i miei fin troppi e fin troppo disordinati dischi e dispositivi, dove almeno una o due volte avrò ciclicamente svuotato la microSD di Switch per liberare spazio o per formattare… ma, francamente, a questo punto, accetto il bruh momento e piuttosto inizio un nuovo salvataggio di New Leaf (e sarebbe l’ennesimo…) ma in giapponese (…perché ai tempi Animal Crossing era region-locked e il salvataggio non è cross-compatibile, ho provato), e forse riuscirò a copare. 😤
Schermata di me su Animal Crossing New Horizons che starnutisco in riva al fiume al tramonto, forte zoom, cornice filmE questa qui, ovviamente, non è la foto che cercavo all’inizio. Rappresenta sempre adeguatamente il mio stato d’animo e d’essere, ma solo relativamente a questa ennesima rivelazione dei miei infiniti problemi di skill, e non a cos’altro avevo da scrivere prima. Non si capisce nemmeno se sto piangendo, o starnutendo, o mi voglio semplicemente buttare nel fiume così da farla finita con tutte le merdate che per via del software mi accadono (in questo caso per colpa mia, ok, ma comunque)… e ciò non era voluto, ma forse è meglio così. (E, c’è da dire, le foto sceniche sono davvero l’unica cosa che manca a New Leaf, a parte il poter piazzare mobili fuori.) 😾
#ACNH #AnimalCrossing #AnimalCrossingNewHorizons #BruhMoment #hacking #Mannaggia #NewHorizons #salvataggi #savegame #SkillIssue


la mancanza del gaming in quella estate della strambezza


L’altro giorno ho pensato, per un singolo micragnoso attimo, quanto strano sarebbe se per tutto il mese di giugno, o comunque giù di lì, il mio gaming commesso ammontasse a zero (0), o comunque giù di lì… ma è impossibile, vero? Ehh, insomma… Da un lato io non riesco a ricordare alcun momento di gaming da questo mesetto, e ciò francamente mi torna, viste tutte le altre cose in cui mi sono invece cacciata… e, dall’altro lato, ora che sto ripensando a questo fatto mi viene in mente che io non ho (quasi) aperto letteralmente nessun gioco… nemmeno Pikmin Bloom. (Ma nemmeno altri a caso.) 😳

Con Pikmin in particolare la situazione è complicata, da una moltitudine di fattori che tutti insieme fanno salire lo zzz, e quindi passa la voglia di giocare. Innanzitutto, il gioco lo ho sempre solo sul tablet, perché richiede non solo i servizi Goolag ma anche la Slave Integrity… e se i primi posso averli sul telefono con la MIUI cinese usando quelle varie VM, la seconda no. Avendolo solo sul tablet, visto che il gioco è improntato sulla geolocalizzazione, a casa c’è poco da giocare, e fuori difficilmente ho il tablet… a maggior ragione ora che non ho lezioni all’università, e quindi che in quel campus infernale ci vado solo quando qualcuno piega il mio libretto cartaceo (…che non ho, nessuno lo ha ormai, ma dettagli) a forma di coltello e me lo punta alla gola, ricordandomi che “è troppo vuoto“… mentre in posti a caso, il tablet ovviamente non lo porto. Comunque sia, poi, ci mette sempre il suo mezzo minuto buono a partire e collegarsi al server, per poi girare assolutamente di culo; sospetto sia uno dei giochi Unity peggio ottimizzati degli ultimi anni… E infine, avendo raggiunto il limite delle piantine, perché non riesco a smaltirle in tempo (servono tanti passi, ma ops, tablet), a inizio mese ho preso l’abitudine di mandare i Pikmin a fare le missioni senza poi cliccare per ritirare gli oggetti, e in giusto un paio di giorni sono finita per avere letteralmente tutti di loro in stallo, senza poterli quindi mandare in altre missioni, se prima non ritiro la roba… ma non posso ritirare solo la frutta (perché la UX di questo gioco è terribile), quando vorrei tenere solo le piantine in bilico… È un così fottuto troiaio che non voglio nemmeno elaborare oltre! 😤
Schermata missioni dei Pikmin, così tanti Finished che riempiono lo schermo (15+)Schermata per mandare i Pikmin in missione, solo 18 selezionabili perché sono gli unici rimasti
Quelle che riguardano gli schiavetti dei fiori, però, sono più in generale rogne riguardo il gaming moderno, che è sempre più sconveniente, con queste connessioni ai server, le prestazioni scarse, i limiti artificiali messi per indurre a spendere di più (e scemi loro se credono di riuscirci con me, che sono ipertirchia… no, semplicemente finisco involontariamente per non usare più il gioco, lol)… Ma, per l’appunto, questo mese è comunque crollato tutto il gaming. A parte aprire Pikmin per poi ricordare che è tutto in questo stato penoso e quindi subito richiuderlo (potrei buttare le piantine, ma non voglio), credo che avrò aperto al massimo una o due volte il Picross o il Sudoku sul telefono, e poi letteralmente basta. In altre parole, l’unico gaming che ho fatto non lo è in senso stretto, è roba tranquillamente da enigmistica cartacea… come sono caduta in alto! L’unica cosa tosta che avrei un minimo voglia di giocare è Animal Crossing (…molto tosto), ma non ho mai davvero voglia di metterci il tempo che puntualmente potrei meglio spendere a pianificare e narrare il mio marcimento, o a leggere degli altrui marcimenti da libri e tomi, come sempre più si addice a questa estate 2025… e allora ciccia. 🏜️

Quindi, che dire… il rotting di giugno e le sue distrazioni imposte mi hanno accidentalmente disintossicato dalla malattia del gaming??? Ho per caso già così facilmente perso il vergognoso titolo ignobiliare di “gamer”, perché queste altre cose hanno preso il sopravvento già più del tanto che già mi è solito? …Purtroppo, per quanto mi piacerebbe, credo proprio che no, e che, una volta che si è ormai caduti nella trappola del gioco, lo stigma lo si avrà per sempre, nonostante gli “incidenti felici” che capitano per la via della vita e portano a distaccarsi dal vizio del demoniopazienza. Proverò a nascondere il mio passato e, se qualcuno lo scoprirà, dunque interrogandomi su questo mio attributo di “gamer”, gli dirò che è soltanto perché leggo visual novel… che tecnicamente è vero (anche se nel mese passato non me n’è capitata nessuna). “Giuro, signor giudice, non sono più una giocatrice!!!” 🤯

#accident #detox #estate #gamer #gaming #mobile #Pikmin #PikminBloom #rotting #summer #videogiochi


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Ti piacciono i vecchi forum, ma vorresti che fossero collegati ai social network e ai blog? Ecco citiverse.it, la città dei social liberi e l’alternativa ai gruppi locali Facebook!

Abbiamo bisogno di un’alternativa ai gruppi Facebook per gli utenti italiani, in particolare i gruppi locali; ma non potendo competere con Meta, dobbiamo fare in modo che gli utenti del forum non siano da soli…

informapirata.it/2025/07/07/ti…

#Citiverse #citiverseIt #fedditIt #Forum #Friendica #informapirata #LeAlternative #Lemmy #Poliverso

informapirata.it/2025/07/07/ti…

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L’americanizzazione della società in Francia e in Europa: le riflessioni di Yannick Sauveur


Di Antonio Zoppetti

A partire dal secondo dopoguerra, il predominio della civiltà statunitense ha permeato quasi ogni aspetto della cultura italiana ed europea: dalla letteratura al cinema, dalle canzoni e dalla musica all’arte, dal turismo alla nostra intera società… e questa espansione – una nuova forma di imperialismo morbido e subliminale – coinvolge anche la lingua.

E così l’italiano regredisce su tutti i fronti. Dal punto di vista lessicale si intasa di anglicismi ed espressioni inglesi e pseudoinglesi che si affermano a scapito del nostro lessico storico e delle possibili traduzioni o adattamenti che non si mettono più in pratica (si preferisce ostentare l’inglese crudo); e più in generale, la nostra lingua cessa di essere una lingua di cultura: è messa in discussione sul piano dell’insegnamento universitario (aumentano i corsi in inglese e diminuiscono quelli in italiano), è in via di abbandono come lingua della scienza (si preferisce pubblicare direttamente in inglese), è stata estromessa come lingua di lavoro di un’Ue che punta all’inglese anche se non esiste alcuna carta che ne sancisca l’ufficialità (tutto il contrario: l’Europa è nata all’insegna del plurilinguismo); come se non bastasse l’italiano ha perso la sua centralità nella scuola, mentre l’inglese è stato fatto diventare un requisito obbligatorio.

Ho provato a ricostruire la storia della nostra americanizzazione sociale – che contiene e produce quella linguistica – ne Lo tsunami degli anglicismi. Gli effetti collaterali della globalizzazione linguistica(goWare 2023), con un approccio piuttosto inviso dal pensiero dominante anglomane. E infatti i libri sull’argomento sono pochissimi, poco pubblicizzati o nascosti sotto al tappeto. Tra questi, per esempio, c’è quello uscito da poco in Francia, L’américanisation de la société française di Yannick Sauveur (Éditions de L’Æncre, Parigi 2025) che segue la stessa prospettiva nel ricostruire l’espansione del globish sul piano internazionale con un’attenzione particolare per la situazione francese.

La casa editrice parigina che lo ha pubblicato è legata ad autori nazionalisti o di estrema destra ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle etichette e dalle linee editoriali astratte. Se si guarda senza pregiudizi ai contenuti e alle tesi espresse nel saggio, emerge chiaramente che l’atteggiamento critico verso una globalizzazione che tende sempre più a coincidere con americanizzazione non è affatto una prospettiva che riguarda la sola destra, e prima della dissoluzione dell’Urss e della fine della Guerra fredda il dibattito critico intorno al neoimperialismo americano era trasversale e riguardava anche la sinistra, benché oggi si sia americanizzata in modo acritico e partigiano con modalità che rinnegano la sua stessa storia ed essenza.

Se si lasciano da parte gli stereotipi e le ideologizzazioni per valutare gli argomenti senza essere prevenuti, la questione della destra o della sinistra perde di senso. Il saggio di Sauveur ricostruisce l’americanizzazione della società francese nella sua genesi e storia, e anche se l’autore non è un linguista, pone l’accento sul rapporto tra l’importazione degli stili di vita all’americana e le conseguenze linguistiche di questa svolta sociale, cominciata a partire dal 1947 con il Piano Marshall. Si tratta di un “imperialismo culturale” che da una parte era lucidamente ponderato e sollecitato dalla politica espansionistica degli USA e dall’altro si è realizzato con la complicità delle élite francesi. Per dirla con le parole del filosofo francese Michel Serres – che non si può certo tacciare di essere di destra – i “collaborazionisti” della dittatura dell’inglese che diffondono anglicismi a discapito del francese – che retrocede a “lingua dei poveri e degli assoggettati” – si reclutano ormai proprio tra le nuove élite intellettuali (Michel Serres, Contro i bei tempi andati, Bollati Boringhieri, 2018).

Sauveur distingue due tipi di americanizzazione: quella dei ricchi e delle élite che si nutrono di concetti americani e quella dei poveri che sin dal secondo dopoguerra sono stati inondati di chewing-gum, calze di nylon e prodotti d’oltreoceano. E distingue un’americanizzazione voluta e ricercata da un’altra più semplicemente subita, inconsapevole e subliminale; ma le due cose convergono, il risultato è il medesimo, e i diversi strati sociali possono oggi incontrarsi e ricongiungersi in un qualsiasi McDonald’s.

L’autore parla di “un’americanizzazione subliminale dei nostri cervelli” – citando le parole del politico francese François Asselineau – in una riflessione che evoca le parole di un autore africano come Thiong’o che parla esplicitamente della necessità di decolonizzare la mente e di ribellarsi alla dittatura dell’inglese, la lingua che fiorisce sul cimitero delle altre lingue (Decolonizzare la mente, Jaca Book 2015). Ancora una volta, un simile giudizio, che nasce dalla denuncia di come l’inglese sia responsabile della morte di molti idiomi africani sradicati nel processo coloniale che includeva l’anglicizzazione forzata, non è affatto un pensiero di “destra”; è la stessa constatazione che si trova in autori come il tunisino Claude Hagège che ha evidenziato come l’inglese sia il principale responsabile del “genocidio linguistico” che porta all’estinzione degli idiomi locali dell’Africa.

Davanti a un’Europa che punta all’inglese – benché l’inglese non sia più la lingua ufficiale di alcun Paese dell’Ue – il rischio è il medesimo. Sauveur cita il celebre libro Parlez-vous franglais? di René Étiemble, che negli anni Sessanta ha posto per primo la questione dell’anglicizzazione del francese; un libro dal notevole successo editoriale ma di nessuna rilevanza dal punto di vista della sua influenza culturale delle élite anglomani. Nel rileggerlo dopo 60 anni quella denuncia fa sorridere – nota Sauveur – perché anglicismi allora incipienti come “parking, dancing, building, pressing, lunch, business, fair-play, teenagers”… sono oggi normali e frequenti, insieme a centinaia di nuove espressioni sempre più correnti che l’autore esemplifica:

“i master, i think tank, i follower, i like, i post, gli happy hour, il management, i manager, il turn-over, i feedback, il merchandising, l’inevitabile black friday, i coach e il coaching con le sue varianti (…), il coworking, le leadership, i leader, gli show room, i fast food, (…) i drive in, gli hamburger, il check in e il check out, (…) gli spot diffusi in prime time, i podcast (…), i talk show, il lavoro full time, le news che si declinano in news magazine e newsletter, (…) le start-up, fare coming out, (…) i check up, il crowfunding (finanziamento partecipativo), i coliving e lo storytelling.” (dall’intervista a Sauveur: “L’américanisation linguistique de l’Union européenne”, 27 giugno 2025).

Non è un caso che queste parole inglesi siano diffuse anche da noi, perché come ho cercato di dimostrare sono solo gli effetti collaterali della globalizzazione linguistica, e anche se qualcuno li chiama “internazionalismi” e se ne bea, sono al contrario il risultato di una colonizzazione linguistica che fa regredire le lingue locali.

Questa americanizzazione, continua Sauveur

“non è altro che il risultato di un’operazione di depotenziamento a monte, portata avanti da decenni da governi asserviti, da giornalisti che prendono ordini e, più in generale, da élite complici di questo degrado, senza dimenticare una certa borghesia che, per mimetismo e snobismo, manda i propri figli negli Stati Uniti (un anno per superare il baccalaureato americano, o per completare l’istruzione superiore). Per loro l’anglo-americano è una prima lingua al pari della lingua madre: i curriculum vitae sono scritti esclusivamente in inglese, nemmeno in bilinguismo lingua madre/inglese! Tutte le pubblicazioni scientifiche sono principalmente in inglese.”

A questo si aggiunge un’americanizzazione sociale che finisce per trasformare non solo il panorama linguistico, ma coinvolge la stessa trasformazione delle nostre città e delle nostre periferie “con le stesse insegne, le stesse pubblicità”, dove le vetrine sono adornate da “slogan” e denominazioni in inglese. Intanto le conferenze si tengono in inglese, seppure affiancate dalle traduzioni simultanee, e Sauveur – da buon francese – è stupito dal fatto che persino Macron si ostini – andando contro ogni principio di buon senso – a esprimersi in inglese nei contesti internazionali, invece di utilizzare il francese che per secoli è stata la lingua della diplomazia. Ma questo non è un caso isolato, è una tendenza che si ritrova ovunque, e che caratterizza personaggi italiani come Mario Draghi ma anche la comunicazione istituzionale dell’Ue.

Il punto è che “le élite atlantiste sono associate a circoli e organizzazioni globaliste e il dominio culturale (e dunque linguistico) anglosassone” più che essere il risultato di una superiorità linguistica è il frutto di “una nostra sottomissione voluta e accettata”, e il risultato di questo predominio degli Stati Uniti è un “aspetto sottostimato della sua potenza globale”.

La conclusione di Sauveur è che “i patrimoni linguistici nazionali devono essere protetti”, e che la politica linguistica dovrebbe essere considerata sullo stesso piano di quella militare, perché come affermava il generale austriaco Jordis von Lohausen “i libri in lingua originale svolgono all’estero un ruolo talvolta più importante di quello dei cannoni”.

Tutto ciò non ha che fare con le ideologie di destra o di sinistra, ma con il pensiero libero e critico che riflette sulle conseguenze dell’attuale dominio degli Usa. E confondere ogni riflessione sulla difesa della lingua con il nazionalismo o il purismo è un atteggiamento miope, antistorico e alla fine ben più ideologizzato.

#anglicismiNelFrancese #francese #inglese #interferenzaLinguistica #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa

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La pandemia in Africa. L’ecatombe che non c’è stata.


Il Covid19 in Africa: contesto, azioni intraprese dai vari governi e conseguenze.
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Due giornalisti esperti d’Africa durante la pandemia. Uno redige da remoto in Italia, l’altro vive e scrive in Kenya. Insieme, scambiandosi impressioni, dati, punti di vista e commentando previsioni e decisioni di governi e organizzazioni internazionali, stendono un accurato diario che abbina a visioni incrociate ed esperienze “sul campo”, analisi su come il continente africano sperimenta e cerca di contenere l’arrivo e la presenza del covid-19. Sarà una “catastrofe” come preconizzato dall’OMS? Come influiranno le scelte prese sul fragile sistema sanitario africano, sulla povertà, l’economia dei paesi in via di sviluppo e di quelli più indebitati? E il terrorismo, le faide tribali, le elezioni? Come reagiranno al lockdown popoli da sempre abituati a vivere all’aria aperta, in spazi immensi e incontrollati? E i loro leader, spesso avvezzi a corruzione, prese di posizioni autoritarie o delicati equilibri per governare? Un anno cruciale raccontato nelle sue pieghe umane e nei risvolti sociali, economici e strategici.

Dal libro

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Valutazioni discordanti sugli effetti del Piano Marshall in Italia


Gli obiettivi del piano Marshall furono molteplici: non solo vi era la necessità di prevenire il crollo del commercio e dei pagamenti internazionali, ma gli Stati Uniti volevano anche incoraggiare l’integrazione economica e militare dell’Europa.
La necessità di aiutare la ricostruzione economica dell’Europa aveva come scopo primario quello di evitare la guerra, aiutando le nazioni occidentali a risollevarsi e “irrobustire” la loro precaria economia.
Al fine di garantire il successo di questo piano di aiuti, gli Stati Uniti indicarono un accordo che sarebbe stato firmato dai Paesi beneficiari degli aiuti, il Foreign Assistance Act, il quale prevedeva che il paese beneficiario dovesse promuovere la produzione industriale e agricola in modo tale da poter tornare alla normalità ed essere indipendente dall’aiuto esterno nel minor tempo possibile. Oltre a ciò, venne richiesto che dovesse approvare quelle misure finanziarie e monetarie necessarie per stabilizzare la valuta, portare il bilancio in equilibrio e ridare fiducia nel sistema monetario. <110

[NOTA]110 F. Fauri, Il Piano Marshall e l’Italia, cit., pp. 52-53.
Erica Cavallini, Lo sviluppo dell’ENI negli anni del Piano Marshall, Università della Valle d’Aosta, Anno Accademico 2021-2022

Gli aiuti americani furono fondamentali per la rinascita economica italiana attraverso il “piano Marshall” proposto dal segretario di Stato degli Stati Uniti, George Marshall. Il programma venne annunciato nel giugno del 1947 e prevedeva un piano diaiuti economici verso i paesi Europei, consistente in più di 14 miliardi di dollari per un periodo di quattro anni. Lo scopo del piano fu quello di aiutare i paesi più colpiti dalla guerra in maniera organizzata, differentemente da tutti gli aiuti alimentari dati fino ad allora. Nel 1948 vennero istituiti l’Economic Recovery Program (ERP) e l’Economic Cooperation Administrator (ECA), organismi finalizzati al gestire al meglio i fondi destinati a ciascun paese. Più che permettere il semplice sostentamento delle popolazioni fu ideato per permettere la ripresa economica, il rilancio dell’attività imprenditoriale, ma soprattutto lo sviluppo di un’economia europea concorrenziale e aperta internazionalmente.
Per quanto riguarda l’Italia, gli aiuti che arrivarono furono circa di 1,3 miliardi di dollari, oltre ai 2 miliardi ricevuti dal 1943 al 1947, la stessa cifra ricevuta dalla Germania e metà di quella di Francia e Inghilterra.
Le industrie italiane trovarono molta difficoltà nel ripartire a causa di mancanza di materie prime e di un sistema di trasporto carente. Attraverso i fondi arrivati dagli USA ed insieme all’ammissione dell’Italia nel Fondo Monetario e nella Banca mondiale, con l’eliminazione dei contingenti sulle importazioni, con l’abbattimento dei dazi, le imprese ricominciarono a produrre ed esportare, permettendo all’economia italiana di tornare a respirare.
Il piano Marshall, terminato nel 1951, riuscì nel suo intento e non solo: i potenziali conflitti sociali, che sarebbero potuti nascere dopo la fine della guerra in Europa, vennero troncati sul nascere grazie al miglioramento delle condizioni sociali. Permise inoltre di far nascere forti legami con i governi dei vari paesi europei e allontanò la possibilità che si avvicinassero all’influenza dell’Unione Sovietica ❤.

[NOTA]3 J. L. Harper, L’America e la ricostruzione dell’Italia, 1945-1948, Il Mulino, Bologna 1987, p. 306.
Riccardo Rossi, Il miracolo economico italiano, Tesi di laurea, Università Politecnica delle Marche, Anno Accademico 2019-2020

Durante il periodo di attuazione del Piano Marshall, l’Italia ricevette, come gli altri paesi europei, l’85% degli aiuti concessi dagli Stati Uniti sotto forma di donazioni a fondo perduto.
Questi fondi furono utilizzati per finanziare una serie di progetti cruciali per la ricostruzione dell’Italia. Questi progetti includevano la modernizzazione delle infrastrutture, l’industrializzazione, la promozione dell’agricoltura, il miglioramento dei servizi pubblici e il sostegno allo sviluppo delle regioni più colpite dalla guerra.
In cambio l’Italia si impegnava ad acquistare beni e prodotti dagli Stati Uniti, in altre parole una parte degli aiuti ricevuti doveva essere spesa per l’importazione di attrezzature, macchinari e materiali prodotti negli Stati Uniti.
Questo contribuiva a stimolare l’economia americana e garantiva un ritorno economico per gli Stati Uniti.
In totale l’Italia ricevette di 1,485 miliardi di dollari, il 17% dell’intero pacchetto di aiuti del Piano Marshall destinato all’Europa, e per gestire gli aiuti finanziari, fu creato un fondo presso la Banca d’Italia, noto come “Fondo Speciale per la Ricostruzione” per la distribuzione e amministrazione dei finanziamenti.
Tale fondo finanziò numerosi progetti di importanza strategica, tra cui: – progetti di costruzione e ristrutturazione delle infrastrutture e dei trasporti, quindi strade, ponti, ferrovie e porti per migliorare la connettività e facilitare lo sviluppo economico; – progetti per la costruzione di impianti di produzione di energia, l’estrazione di risorse naturali, come carbone e petrolio, e lo sviluppo delle energie rinnovabili; – progetti volti a sostenere l’agricoltura italiana e lo sviluppo rurale, migliorando le pratiche agricole, aumentando la produttività e sviluppando le infrastrutture rurali; – progetti per la costruzione di nuove abitazioni e per la la ricostruzione delle aree colpite dai bombardamenti al fine di migliorare le condizioni abitative per la popolazione. Nel campo dell’istruzione e della ricerca vennero finanziati progetti per la costruzione/ristrutturazione di scuole, e investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica. Infine, si vararono progetti per la modernizzazione e sviluppo dell’industria italiana, per promuovere l’innovazione nei settori manifatturieri chiave, come l’automobilistico, il tessile, il chimico e l’elettronico.
I prestiti condizionati ad industrie italiane furono $ 260.214.404, di cui trassero vantaggio ben 1217 industrie italiane, che ebbero modo di acquistare nuove macchine e attrezzature, aggiornare le tecnologie produttive e introdurre metodi di gestione più avanzati per migliorare l’efficienza e la capacità produttiva.
In particolare: nell’industria automobilistica furono utilizzati per finanziare, produzione di automobili, costruzione di nuovi stabilimenti, e modernizzazione delle linee di produzione, contribuendo così alla rinascita del settore automobilistico italiano e all’incremento delle esportazioni di auto; nell’industria tessile e dell’abbigliamento italiano furono destinati all’acquisto di macchinari moderni per la filatura, la tessitura e la produzione di abbigliamento; nell’industria chimica, per l’aggiornamento delle infrastrutture e delle tecnologie produttive nel settore, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti chimici e migliorando la capacità produttiva complessiva.
Infine, furono finanziati progetti di ricerca e sviluppo in collaborazione con istituti di ricerca e università per favorire l’introduzione di nuove tecnologie e processi produttivi.
È tuttavia importante notare che l’Italia non ricevette solo aiuti finanziari diretti sotto forma di prestiti condizionati.
Parte degli aiuti era costituita da prestiti agevolati che dovevano essere restituiti nel corso degli anni con interessi inferiori rispetto a quelli normalmente applicati dal mercato; e crediti commerciali, cioè finanziamenti a lungo termine garantiti dal governo americano e destinati all’acquisto di beni e servizi statunitensi, che rappresentarono un importante sostegno per acquistare macchinari, attrezzature e materie prime di alta qualità a prezzi convenienti. <6
Infine, il Piano Marshall stimolò anche i privati americani ad investire in Italia, attraverso la creazione di filiali di aziende statunitensi nel paese oppure attraverso la partecipazione ad associazioni industriali italo-americane.
Questi investimenti favorirono la modernizzazione dell’industria italiana e il trasferimento di tecnologie avanzate nel paese.
Le imprese italiane e la coesione sociale
Dai rapporti dell’ECA (European Cooperation Administration) si rileva che, la maggior parte degli aiuti finanziari del Piano Marshall assegnati all’Italia fu destinata all’espansione delle industrie del nord del paese.
Questo perché, il principio di razionalizzazione del ciclo produttivo, basato sui principi del taylorismo, mirava a migliorare l’efficienza e l’ottimalità economica delle industrie.
Di conseguenza le industrie delle regioni settentrionali dell’Italia, già economicamente più sviluppate e produttive rispetto al sud, erano più promettenti e favorite per diventare settori tecnologicamente avanzati, seguendo il modello americano.
Qui i fabbricati e gli impianti fissi erano sopravvissuti alla guerra e rappresentavano quindi le fondamenta su cui il Paese doveva fondare la sua ripresa economica.
Tuttavia, si faceva sentire la mancanza di materie prime e combustibili e soprattutto il problema più urgente era la disoccupazione.
Durante quegli anni, infatti, i settori industriali con il maggior numero di occupati erano quelli legati all’industria chimica, meccanica e siderurgica, che erano stati fortemente coinvolti nella produzione bellica. Tuttavia, una volta terminato il conflitto, la domanda di tali settori diminuì e si creò un eccesso di manodopera, generando così una grave crisi di disoccupazione. <7
In questa cornice le imprese italiane hanno svolto un ruolo fondamentale non solo come motore di crescita economica, ma anche come elemento di coesione sociale.
Generando posti di lavoro, promuovendo la diversità e l’inclusione, e sostenendo progetti di sviluppo locale hanno contribuito a ridurre la disoccupazione, a migliorare il tenore di vita della popolazione, e favorire la stabilità economica.
Rispetto alle imprese europee, le imprese italiane si sono distinte fin da subito nell’attenzione alla qualità, al design e all’estetica, retaggio di un passato di arte, cultura e artigianato.
L’Heritage culturale e l’eccellenza artigianale hanno contribuito a creare marchi riconosciuti a livello internazionale nel settore del lusso, dell’automotive, della moda e dell’agroalimentare; questa enfasi sull’artigianalità e sulla cura dei dettagli ha contribuito a creare un vantaggio competitivo per le imprese italiane.
Fondamentale carattere distintivo delle imprese Italiane fu anche l’impronta familiare, le imprese familiari sono infatti una componente significativa del tessuto economico italiano, e questo tipo di imprenditorialità può favorire la continuità, la stabilità e la coesione all’interno dell’azienda.

[NOTE]6 S. Bartoletto, A. Garafolo, “Il ruolo del credito nell’economia italiana”, p.28, Mondadori, 2014.
7 Ennio De Simone, “Storia economica – dalla rivoluzione industriale alla rivoluzione informatica, L’economia italiana, Il miracolo economico”, p.295-305, FrancoAngeli, Quinta Edizione, 2014.
Giuseppe Vitti, L’etica nell’Impresa. Teoria e realtà aziendale tra il ventesimo e il ventunesimo secolo, Tesi di laurea, Università Luiss “Guido Carli”, Anno Accademico 2022-2023

Il giudizio più critico resta senza dubbio quello di D’Attorre, il quale sottolinea come «la “prosperità” promessa dalla propaganda statunitense era lontana» <187. Tuttavia, credo sia lecito l’interrogativo di Caruso, il quale si chiede se è possibile ascrivere all’Erp l’obiettivo di risanare l’equilibrio fra Nord e Sud <188; d’altronde fu un messaggio a lungo diffuso, soprattutto prima delle elezioni del 1948. L’allora Ministro dell’Industria e del Commercio, Giuseppe Togni, si fece portavoce di un messaggio tanto carico di speranze quanto scevro di pragmatismo: la precedenza assoluta al Mezzogiorno <189. Come riporta l’ex sindaco di Ravenna, dopo il noto esito plebiscitario del 18 aprile si placò l’ondata di promesse e di entusiasmo nei confronti delle realtà meridionali <190. È opportuno fare altre due considerazioni: il pensiero di D’Attorre è permeato di una vena molto critica e disillusa (forse realistica), sia nei confronti del piano Marshall e sia nei confronti di coloro i quali operarono intorno al piano Marshall, un esempio molto esplicativo riguarda la sua considerazione in merito al Convegno di Bari, il quale, secondo lo storico emiliano, «aveva sventato il pericolo di alimentare troppe speranze intorno al piano Marshall» <191 mentre, un giudizio totalmente positivo è quello espresso dalla Pellé, secondo la quale: « il confluire di così tante intelligenze e proposte al Convegno di Bari abbia forse rappresentato una decisiva fase di passaggio dal tradizionale meridionalismo, fatto di interventi legislativi anche di grande importanza, e tuttavia scollegati da un quadro generale, ad un nuovo meridionalismo che esigeva organismi ben strutturati di raccordo e promozione della diversificata legislazione meridionalistica» <192.
[…] E se citiamo il (neo)conservatorismo è impossibile non includere anche il giudizio di Togliatti su De Gasperi e sulla gestione del piano Marshall: «Dal ’47 in poi, espulsi dal governo i comunisti e i socialisti, “la ricostruzione economica” assunse il suo chiaro, definitivo carattere di restaurazione, escludendo qualsiasi velleità di rinnovamento. Alla testa dell’economia nazionale non soltanto ritornarono i vecchi gruppi dominanti, ma vi ritornarono le stesse consuetudini contratte sotto il fascismo, esigendo dal governo misure e interventi che ponevano a loro disposizione sia la ricchezza del paese che il bilancio dello Stato. I fondi americani furono utilizzati in modo caotico e senza controllo, a vantaggio prevalente dei privati, rivalutati i valori industriali a carico dello Stato, i profitti e i capitali presero a fuggire all’estero; l’evasione fiscale toccò i livelli più alti e il paese ne uscì con un bilancio dissestato e milioni di disoccupati totali e parziali permanenti. […] Emerge da tutta la ricerca, insomma, la figura di un De Gasperi non “ricostruttore” né, men che meno, rinnovatore dell’economia del nostro paese, ma soltanto restauratore della struttura economica tradizionale» <198.
[…] Senza entrare approfonditamente nel merito della discussione ricordiamo solamente come alla stregua di rilevare i risultati dell’Erp anno per anno, per Spagnolo è altrettanto importante «evitare la netta separazione tracciata da Milward fra l’Erp e gli altri aiuti provenienti dagli Stati Uniti» <208. Secondo lo storico barese senza «il piano Marshall probabilmente non ci sarebbe stato un Interim Aid per l’Italia e per la Francia» e che la tesi sopracitata può applicarsi forse soltanto al Regno Unito, «l’unico paese che con le sue colonie poteva disporre di un’alternativa all’importazione in dollari» <209. Egli in ultima istanza si astiene dal conferire un «giudizio di valore» <210 ma ricorda come il giudizio deve essere politico prima che economico, e tener conto dell’intera strategia postbellica dell’Europa e degli Usa. «Forse si può convenire che l’aiuto americano accelerò in modo decisivo la ricostruzione dell’Europa occidentale fra il 1946 e il 1947, evitò pesanti tagli alle importazioni e ai consumi nel 1947e nel 1948, ed ebbe effetti meno decisivi meno decisivi nel 1949. Per quanto riguarda gli anni fra il 1950 e il 1952 la questione è meno chiara. L’impatto deve essere giudicato caso per caso, tenendo conto della situazione dei singoli paesi dell’Oece» <211.
Tali conclusioni hanno il merito di lasciare ancora aperti i molteplici dibattiti sul tema anche grazie alla continua apertura degli archivi europei e americani ai quali spetta il compito di riversare nuova luce, previa curiosità degli storici, su un tema più che mai attuale.

[NOTE]187 Cit. Pier Paolo D’Attorre, Ricostruzione e aree depresse- Il piano Marshall in Sicilia, in “Italia contemporanea”, n. 164, settembre 1986, p.34.
188 Si veda nota n.171.
189 Cfr. Pier Paolo D’Attorre, Ricostruzione e aree depresse- Il piano Marshall in Sicilia, in “Italia contemporanea”, n. 164, settembre 1986, p.11.
190 Cfr. Ibidem.
191 Cit. Ivi. p.20.
192 Cit. Loredana Pellé, Il piano Marshall e la ricostruzione in Puglia, Piero Lacaita Editore, Manduria-Bari-Roma, 2004, p.163.
198 Cit. Palmiro Togliatti, Per un giudizio equanime sull’opera di Alcide De Gasperi, in “Momenti della storia d’Italia”, Editori Riuniti, Roma, 1973, pp. 190-191.
208 Cit. Carlo Spagnolo, La stabilizzazione incompiuta: il piano Marshall in Italia (1947-1952), Carocci Editore, Roma, 2001, p.131.
209 Cit. Ibidem.
210 In senso “weberiano”, come Spagnolo stesso aggiunge. Cit. Ivi, p.133.
211 Cit. Ibidem.
Giovanni Lacandela, Intorno al Piano Marshall. Linee di dibattito storiografico negli ultimi vent’anni (2000-2020), Tesi di Laurea, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Anno Accademico 2019-2020

Il successo che l’organizzazione del piano Marshall seppe ottenere dal punto di vista della propaganda e della comunicazione politica fece sì che tramite gli aiuti le autorità americane presentassero all’Europa un modello di sviluppo, fondato essenzialmente sugli effetti del generale aumento della produttività sul tenore di vita di tutti gli strati sociali. L’Italia, almeno fino alla guerra di Corea, fu uno dei centri nevralgici di tale campagna informativa e propagandistica: la continuità nell’afflusso degli aiuti dagli Stati Uniti portò certamente molti italiani a fraintendere la natura dell’ERP, che spesso era considerato un programma di beneficenza e non di investimenti produttivi <1684, ma assicurò un’accoglienza generalmente positiva ai messaggi che dagli USA si cercava di veicolare con essi. Un piano di investimenti destinato a garantire l’aumento della produttività ed il generale miglioramento del tenore di vita era accompagnato da volantini slogan e articoli da parte della stampa amica: con essi gli americani intendevano dire agli europei «anche voi potete essere come noi», mentre l’intera percezione dei rapporti economici avrebbe dovuto essere mutata: «la guerra tra capitalisti reazionari e lavoratori rivoluzionari» sarebbe stata sostituita da «un rapporto dinamico tra produttori illuminati e consumatori soddisfatti» <1685. Tali obiettivi, in seguito alla loro diffusione e al generale interesse che suscitarono, divennero un elemento irrinunciabile nella presentazione all’opinione pubblica dei piani governativi di sviluppo economico. Sarebbe però semplicistico tratteggiare come un proposta dall’alto un fenomeno complesso, come lo sviluppo del “sogno americano” e della sua diffusione nell’Italia del dopoguerra.

[NOTE]1684 Alcune relazioni in proposito si trovano in ACS, DGPS, G 1944-1986, 210, G.1 362, ERP.
1685 Simili idee, espresse da D. Ellwood in “La propaganda del piano Marshall…” cit., pp. 161-162, furono poi riprese e sviluppate nei suoi lavori successivi. Il significato delle sue posizioni può essere pienamente compreso nel più ampio contesto delle analisi politico-economiche del piano: cfr. ad es. il già cit. La stabilizzazione incompiuta di C. Spagnolo, ma anche il classico A.S. Milward, The Reconstruction of Western Europe. 1947-1951, London, Methuen & C., 1984.
Andrea Mariuzzo, Comunismo e anticomunismo in Italia (1945-1953). Strategie comunicative e conflitto politico, Tesi di Perfezionamento, Scuola Normale Superiore – Pisa, 2006

#1947 #1951 #1952 #AndreaMariuzzo #CarloSpagnolo #EricaCavallini #GiovanniLacandela #GiuseppeVitti #Italia #Marshall #Piano #RiccardoRossi

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Schiavi delle milizie.


“Ti trovi davanti al suo sorriso meraviglioso e ti viene difficile immaginare le atrocità che ha affrontato. Alpha Kaba, 30 anni, è un miracolo”. – FRANCE INTER
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“Come giornalista, non posso tacere. Il mio lavoro è parlare a nome di tutte quelle persone che sono ancora là”: ci dice questo, Alpha Kaba, e ci regala la sua storia, “in modo che nessuno possa mai più distogliere lo sguardo”. Ci racconta allora che nascere dalla parte sbagliata del mare vuol dire anche dover attraversare un inferno di deportazione e prigionia, essere venduto e ridotto in schiavitù per una manciata di dinari, solo per aver provato a fare il mestiere che si è scelto, il giornalista, o a vivere semplicemente la propria vita. Perché in quella “terra di nessuno, ogni Negro è merce preziosa, come l’oro, un diamante nero” da rivendere, da un padrone all’altro. L’autore, e protagonista reale del libro, ci rivela tutto questo, riuscendo a mantenere miracolosamente uno sguardo luminoso e pieno di tenerezza, una specie di pudore, verso le cose del mondo.

Alpha Kaba, nato a Boké, Guinea, nel 1988, ha cominciato da giovanissimo la carriera di giornalista nel suo Paese, dal quale è dovuto fuggire in un’odissea di persecuzioni e di violenza. Rifugiato politico in Francia, oggi vive a Bordeaux, dove continua a svolgere la sua professione.
Qua ha conosciuto il collega Clément Pouré, con cui ha collaborato per trasformare i suoi ricordi in questo libro.

Dal libro

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i repubblicani yankee per la deportazione: anche ieri a casa loro, figuriamoci oggi a gaza


yankee per la deportazione
fascioyankee per la deportazione

Jeff Yang: Republicans cheer for ‘mass deportation’ – a dark new chapter in America’s history of othering ‘them’ (The Guardian, 29 lug. 2024)

theguardian.com/us-news/articl…

#deportation #deportazione #deportazioneDiMassa #deportazioniDiMassa #fascioyankee #Gaza #JeffYang #massDeportation #razzismo #TheGuardian #Trump #trumpet #USA #yankee

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oggi, 7 luglio, a roma: free palestine / no bavaglio

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#freePalestine #Gaza #genocidio #noBavaglio #Palestina #PalestinaLibera

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palermo, from july 7th / 7 luglio: calligraphy and artist’s writing / calligrafia e scritture d’artista

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Calligraphy and Artist’s Writing. An Intercultural Perspective / Conference, International Workshop and Exhibitions / Conferenza, workshop internazionale e mostre

Scientific Direction / Direzione scientifica Maria Antonietta Malleo

Accademia di Belle Arti di Palermo, 7-12 July-luglio 2025

__Calligraphy and artist writing. An intercultural perspective is an international project promoted by the Academy of Fine Arts of Palermo and dedicated to calligraphy and artist writing, which will include a conference, a workshop and exhibitions […]

–> accademiadipalermo.it/index.ph…

#AccademiaDiBelleArtiDiPalermo #art #arte #calligrafia #calligraphy #conference #conferenza #EnzoPatti #exhibitions #internationalWorkshop #libriDArtista #MariaAntoniettaMalleo #mostre #workshopInternazionale

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dal 5 luglio a matera: “dadamaino. segni, grafie, spazi”


Sandro Ricaldone

DADAMAINO
Segni, grafie, spazi
a cura di Flaminio Gualdoni
MUSMA – Palazzo Pomarici – Matera
5 luglio – 5 ottobre 2025

La mostra propone una significativa selezione di opere realizzate tra il 1975 e il 1996 da Dadamaino (pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, 1930–2004), figura centrale dell’arte visiva del Novecento italiano e internazionale. Provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, le opere in mostra includono anche alcuni lavori inediti in ceramica realizzati a Matera negli anni Settanta, presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

Tra i nuclei principali in esposizione figurano le serie:
• Inconscio razionale (1978)
• I fatti della vita (1978–1982)
• Costellazioni (1981–1987)
• Il movimento delle cose (1987–1996)

“Nel percorso espositivo emergono con forza la radicalità e la coerenza del linguaggio di Dadamaino, che – come spiega il curatore Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e profondo conoscitore dell’artista – dichiara come il suo intento maggiore fosse la sorta di purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso.”

Un legame profondo unisce l’artista milanese alla città di Matera, già al centro, nel 1978, di una straordinaria stagione artistica che vide protagonisti artisti come Pietro Consagra, impegnati nel promuovere la salvaguardia culturale dei Sassi. Lo ricorda Simona Spinella, curatrice del MUSMA: “L’installazione I fatti della vita, per data, modalità di esplorazione e uso dello spazio come linguaggio, ci riporta proprio all’azione di Consagra. Anche lui usa la parola per denunciare, scrivendo la celebre Lettera ai materani, in cui invita a costituire un Fronte dell’Arte per salvare i Sassi. Il fronte fu costituito il 20 ottobre 1978. Tra i firmatari, oltre a Consagra, anche Dadamaino, Bonalumi, Carmi, Castellani, Dorazio, Franchina, Nigro, Perilli, Pozzati, Rotella, Santomaso e Turcato.”

In mostra saranno esposte tre opere in ceramica – due terraglie e il piatto “Fronte dell’Arte” – prodotte nella bottega di Mitarotonda: testimonianza della sperimentazione e della versatilità tecnica di Dadamaino.

Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti, direttori dell’Archivio Dadamaino, sottolineano l’importanza della scoperta: “Come Archivio ci è particolarmente gradita la possibilità offertaci dal MUSMA di esporre il ciclo di opere realizzate da Dadamaino a partire dal 1975. Opere meno conosciute e tuttavia particolarmente originali. Ancor più gradito è aver scoperto, novità assoluta per l’Archivio, la presenza nel 1975 di Dada accompagnata da Andrea Cascella, a Matera presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda. Di questa visita rimangono tre opere che saranno presentate nella prossima mostra presso il MUSMA.”

regione.basilicata.it/matera-a…

#AndreaCascella #ArchivioDadamaino #art #arte #Bonalumi #Carmi #Castellani #ceramica #Dadamaino #direttoriDellArchivioDadamaino #Dorazio #EdoardaEmiliaMaino #FernandoColombo #FlaminioGualdoni #Franchina #FronteDellArte #GiuseppeMitarotonda #grafie #matera #mostra #MUSMA #NicolettaSaporiti #Nigro #PalazzoPomarici #Perilli #PietroConsagra #Pozzati #Rotella #SandroRicaldone #SantomasoETurcato #sassi #segni #SimonaSpinella #spazi

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dal 5 luglio a matera: “dadamaino. segni, grafie, spazi”


Sandro Ricaldone

DADAMAINO
Segni, grafie, spazi
a cura di Flaminio Gualdoni
MUSMA – Palazzo Pomarici – Matera
5 luglio – 5 ottobre 2025

La mostra propone una significativa selezione di opere realizzate tra il 1975 e il 1996 da Dadamaino (pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, 1930–2004), figura centrale dell’arte visiva del Novecento italiano e internazionale. Provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, le opere in mostra includono anche alcuni lavori inediti in ceramica realizzati a Matera negli anni Settanta, presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

Tra i nuclei principali in esposizione figurano le serie:
• Inconscio razionale (1978)
• I fatti della vita (1978–1982)
• Costellazioni (1981–1987)
• Il movimento delle cose (1987–1996)

“Nel percorso espositivo emergono con forza la radicalità e la coerenza del linguaggio di Dadamaino, che – come spiega il curatore Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e profondo conoscitore dell’artista – dichiara come il suo intento maggiore fosse la sorta di purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso.”

Un legame profondo unisce l’artista milanese alla città di Matera, già al centro, nel 1978, di una straordinaria stagione artistica che vide protagonisti artisti come Pietro Consagra, impegnati nel promuovere la salvaguardia culturale dei Sassi. Lo ricorda Simona Spinella, curatrice del MUSMA: “L’installazione I fatti della vita, per data, modalità di esplorazione e uso dello spazio come linguaggio, ci riporta proprio all’azione di Consagra. Anche lui usa la parola per denunciare, scrivendo la celebre Lettera ai materani, in cui invita a costituire un Fronte dell’Arte per salvare i Sassi. Il fronte fu costituito il 20 ottobre 1978. Tra i firmatari, oltre a Consagra, anche Dadamaino, Bonalumi, Carmi, Castellani, Dorazio, Franchina, Nigro, Perilli, Pozzati, Rotella, Santomaso e Turcato.”

In mostra saranno esposte tre opere in ceramica – due terraglie e il piatto “Fronte dell’Arte” – prodotte nella bottega di Mitarotonda: testimonianza della sperimentazione e della versatilità tecnica di Dadamaino.

Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti, direttori dell’Archivio Dadamaino, sottolineano l’importanza della scoperta: “Come Archivio ci è particolarmente gradita la possibilità offertaci dal MUSMA di esporre il ciclo di opere realizzate da Dadamaino a partire dal 1975. Opere meno conosciute e tuttavia particolarmente originali. Ancor più gradito è aver scoperto, novità assoluta per l’Archivio, la presenza nel 1975 di Dada accompagnata da Andrea Cascella, a Matera presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda. Di questa visita rimangono tre opere che saranno presentate nella prossima mostra presso il MUSMA.”

regione.basilicata.it/matera-a…

#AndreaCascella #ArchivioDadamaino #art #arte #Bonalumi #Carmi #Castellani #ceramica #Dadamaino #direttoriDellArchivioDadamaino #Dorazio #EdoardaEmiliaMaino #FernandoColombo #FlaminioGualdoni #Franchina #FronteDellArte #GiuseppeMitarotonda #grafie #matera #mostra #MUSMA #NicolettaSaporiti #Nigro #PalazzoPomarici #Perilli #PietroConsagra #Pozzati #Rotella #SandroRicaldone #SantomasoETurcato #sassi #segni #SimonaSpinella #spazi

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dal 5 luglio a matera: “dadamaino. segni, grafie, spazi”


Sandro Ricaldone

DADAMAINO
Segni, grafie, spazi
a cura di Flaminio Gualdoni
MUSMA – Palazzo Pomarici – Matera
5 luglio – 5 ottobre 2025

La mostra propone una significativa selezione di opere realizzate tra il 1975 e il 1996 da Dadamaino (pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, 1930–2004), figura centrale dell’arte visiva del Novecento italiano e internazionale. Provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, le opere in mostra includono anche alcuni lavori inediti in ceramica realizzati a Matera negli anni Settanta, presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

Tra i nuclei principali in esposizione figurano le serie:
• Inconscio razionale (1978)
• I fatti della vita (1978–1982)
• Costellazioni (1981–1987)
• Il movimento delle cose (1987–1996)

“Nel percorso espositivo emergono con forza la radicalità e la coerenza del linguaggio di Dadamaino, che – come spiega il curatore Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e profondo conoscitore dell’artista – dichiara come il suo intento maggiore fosse la sorta di purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso.”

Un legame profondo unisce l’artista milanese alla città di Matera, già al centro, nel 1978, di una straordinaria stagione artistica che vide protagonisti artisti come Pietro Consagra, impegnati nel promuovere la salvaguardia culturale dei Sassi. Lo ricorda Simona Spinella, curatrice del MUSMA: “L’installazione I fatti della vita, per data, modalità di esplorazione e uso dello spazio come linguaggio, ci riporta proprio all’azione di Consagra. Anche lui usa la parola per denunciare, scrivendo la celebre Lettera ai materani, in cui invita a costituire un Fronte dell’Arte per salvare i Sassi. Il fronte fu costituito il 20 ottobre 1978. Tra i firmatari, oltre a Consagra, anche Dadamaino, Bonalumi, Carmi, Castellani, Dorazio, Franchina, Nigro, Perilli, Pozzati, Rotella, Santomaso e Turcato.”

In mostra saranno esposte tre opere in ceramica – due terraglie e il piatto “Fronte dell’Arte” – prodotte nella bottega di Mitarotonda: testimonianza della sperimentazione e della versatilità tecnica di Dadamaino.

Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti, direttori dell’Archivio Dadamaino, sottolineano l’importanza della scoperta: “Come Archivio ci è particolarmente gradita la possibilità offertaci dal MUSMA di esporre il ciclo di opere realizzate da Dadamaino a partire dal 1975. Opere meno conosciute e tuttavia particolarmente originali. Ancor più gradito è aver scoperto, novità assoluta per l’Archivio, la presenza nel 1975 di Dada accompagnata da Andrea Cascella, a Matera presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda. Di questa visita rimangono tre opere che saranno presentate nella prossima mostra presso il MUSMA.”

regione.basilicata.it/matera-a…

#AndreaCascella #ArchivioDadamaino #art #arte #Bonalumi #Carmi #Castellani #ceramica #Dadamaino #direttoriDellArchivioDadamaino #Dorazio #EdoardaEmiliaMaino #FernandoColombo #FlaminioGualdoni #Franchina #FronteDellArte #GiuseppeMitarotonda #grafie #matera #mostra #MUSMA #NicolettaSaporiti #Nigro #PalazzoPomarici #Perilli #PietroConsagra #Pozzati #Rotella #SandroRicaldone #SantomasoETurcato #sassi #segni #SimonaSpinella #spazi

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all zionist settlers are war criminals by definition – many are terrorists


Petition For Peace – Send UN Peacekeepers To Palestine
https://t.ly/yyi7R

All Settlers Are War Criminals By Definition – Many Are Terrorists

Israel has occupied the Palestinian territories (the Gaza Strip and the West Bank, incl. East Jerusalem) since 1967, making it the longest military occupation in modern history.
In July 2024, the International Court of Justice delivered an opinion determining that the Palestinian territories constitute one political unit and that Israel’s occupation since 1967, and the subsequent creation of Israeli settlements and exploitation of natural resources, are illegal under international law.
The Court concluded that Israel should
1) put an end to its illegal occupation of the Palestinian territories;
2) desist from creating new settlements;
3) evacuate those already established;
4) where Palestinians have lost land and property, that Israel should pay reparations; and
5) that all states, and institutions are under an obligation not to recognise the occupation as legal nor “render aid or assistance” toward maintaining Israel’s presence in the occupied territories.
Among the breaches of international law, the Court identified practices such as: forcible evictions; pervasive house demolitions and restrictions on residence and movement; the transfer and retention of settlers into East Jerusalem and the West Bank; the failure to protect Palestinians from settler violence; placing restrictions on access to water; the extension of Israeli law into the West Bank and East Jerusalem; and the exploitation by Israel of resources in the occupied territories.
Per the ICJ decision, every nation has a duty to not only suspend all forms of support for the state of Israel that enables it to maintain the unlawful occupation, but to also prohibit any and all of their citizens and entities from “rendering aid or assistance” toward maintaining Israel’s presence in the occupied territories.
The ICJ noted that UN, and especially the General Assembly and the Security Council, “should consider the precise modalities and further action required to bring to an end as rapidly as possible the unlawful presence of the State of Israel in the Occupied Palestinian Territory.”

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su ‘nazione indiana’: “il mondo dopo gaza”, di pankaj mishra



nazioneindiana.com/2025/07/04/…

#Gaza #genocidio #Israele #NazioneIndiana #Palestina #PankajMishra #PrimoLevi

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la mancanza del gaming in quella estate della strambezza


L’altro giorno ho pensato, per un singolo micragnoso attimo, quanto strano sarebbe se per tutto il mese di giugno, o comunque giù di lì, il mio gaming commesso ammontasse a zero (0), o comunque giù di lì… ma è impossibile, vero? Ehh, insomma… Da un lato io non riesco a ricordare alcun momento di gaming da questo mesetto, e ciò francamente mi torna, viste tutte le altre cose in cui mi sono invece cacciata… e, dall’altro lato, ora che sto ripensando a questo fatto mi viene in mente che io non ho (quasi) aperto letteralmente nessun gioco… nemmeno Pikmin Bloom. (Ma nemmeno altri a caso.) 😳

Con Pikmin in particolare la situazione è complicata, da una moltitudine di fattori che tutti insieme fanno salire lo zzz, e quindi passa la voglia di giocare. Innanzitutto, il gioco lo ho sempre solo sul tablet, perché richiede non solo i servizi Goolag ma anche la Slave Integrity… e se i primi posso averli sul telefono con la MIUI cinese usando quelle varie VM, la seconda no. Avendolo solo sul tablet, visto che il gioco è improntato sulla geolocalizzazione, a casa c’è poco da giocare, e fuori difficilmente ho il tablet… a maggior ragione ora che non ho lezioni all’università, e quindi che in quel campus infernale ci vado solo quando qualcuno piega il mio libretto cartaceo (…che non ho, nessuno lo ha ormai, ma dettagli) a forma di coltello e me lo punta alla gola, ricordandomi che “è troppo vuoto“… mentre in posti a caso, il tablet ovviamente non lo porto. Comunque sia, poi, ci mette sempre il suo mezzo minuto buono a partire e collegarsi al server, per poi girare assolutamente di culo; sospetto sia uno dei giochi Unity peggio ottimizzati degli ultimi anni… E infine, avendo raggiunto il limite delle piantine, perché non riesco a smaltirle in tempo (servono tanti passi, ma ops, tablet), a inizio mese ho preso l’abitudine di mandare i Pikmin a fare le missioni senza poi cliccare per ritirare gli oggetti, e in giusto un paio di giorni sono finita per avere letteralmente tutti di loro in stallo, senza poterli quindi mandare in altre missioni, se prima non ritiro la roba… ma non posso ritirare solo la frutta (perché la UX di questo gioco è terribile), quando vorrei tenere solo le piantine in bilico… È un così fottuto troiaio che non voglio nemmeno elaborare oltre! 😤
Schermata missioni dei Pikmin, così tanti Finished che riempiono lo schermo (15+)Schermata per mandare i Pikmin in missione, solo 18 selezionabili perché sono gli unici rimasti
Quelle che riguardano gli schiavetti dei fiori, però, sono più in generale rogne riguardo il gaming moderno, che è sempre più sconveniente, con queste connessioni ai server, le prestazioni scarse, i limiti artificiali messi per indurre a spendere di più (e scemi loro se credono di riuscirci con me, che sono ipertirchia… no, semplicemente finisco involontariamente per non usare più il gioco, lol)… Ma, per l’appunto, questo mese è comunque crollato tutto il gaming. A parte aprire Pikmin per poi ricordare che è tutto in questo stato penoso e quindi subito richiuderlo (potrei buttare le piantine, ma non voglio), credo che avrò aperto al massimo una o due volte il Picross o il Sudoku sul telefono, e poi letteralmente basta. In altre parole, l’unico gaming che ho fatto non lo è in senso stretto, è roba tranquillamente da enigmistica cartacea… come sono caduta in alto! L’unica cosa tosta che avrei un minimo voglia di giocare è Animal Crossing (…molto tosto), ma non ho mai davvero voglia di metterci il tempo che puntualmente potrei meglio spendere a pianificare e narrare il mio marcimento, o a leggere degli altrui marcimenti da libri e tomi, come sempre più si addice a questa estate 2025… e allora ciccia. 🏜️

Quindi, che dire… il rotting di giugno e le sue distrazioni imposte mi hanno accidentalmente disintossicato dalla malattia del gaming??? Ho per caso già così facilmente perso il vergognoso titolo ignobiliare di “gamer”, perché queste altre cose hanno preso il sopravvento già più del tanto che già mi è solito? …Purtroppo, per quanto mi piacerebbe, credo proprio che no, e che, una volta che si è ormai caduti nella trappola del gioco, lo stigma lo si avrà per sempre, nonostante gli “incidenti felici” che capitano per la via della vita e portano a distaccarsi dal vizio del demoniopazienza. Proverò a nascondere il mio passato e, se qualcuno lo scoprirà, dunque interrogandomi su questo mio attributo di “gamer”, gli dirò che è soltanto perché leggo visual novel… che tecnicamente è vero (anche se nel mese passato non me n’è capitata nessuna). “Giuro, signor giudice, non sono più una giocatrice!!!” 🤯

#accident #detox #estate #gamer #gaming #mobile #Pikmin #PikminBloom #rotting #summer #videogiochi

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I paesi di Comeno, Rifembergo e altri paesi limitrofi vennero evacuati e completamente distrutti


Comeno, oggi Komen, Slovenia. Fonte: Wikipedia

Il 2 febbraio 1944 una colonna composta da unità delle SS/Polizei e della Milizia di Trieste fu attaccata dai partigiani a 2 km dal paese di Comeno (a nord di Trieste). 2 ufficiali e 20 poliziotti tedeschi rimasero uccisi, mentre tra gli italiani le perdite furono ancora più elevate: 37 militi della 58 Legione MVSN di Trieste e un alpino del Rgt. “Tagliamento”. L’azione di rappresaglia prese il nome di Unternehmen Ratte (operazione Ratto) e si svolse tra il 15 e il 16 febbraio agli ordini di Globocnick e del comandante SS-Obersturmbannführer Weimann <46, con delle forze delle SSPolizei <47.
I paesi di Comeno, Rifembergo e altri paesi limitrofi vennero evacuati e completamente distrutti: “La furia devastatrice dei tedeschi si scatenò sul paese il giorno 15 febbraio 1944. Dopo aver fatto sgomberare il paese, i tedeschi bruciarono e fecero saltare le case ad una ad una, in maniera che dei 184 edifici esistenti, sono rimaste in piedi soltanto due case d’abitazione più la chiesa con l’attiguo edificio adibito a prigione; tutto il resto è stato è stato sistematicamente demolito e distrutto, furono requisiti o bruciati vivi 800 capi di bestiame, andarono distrutti o derubati mille ettolitri di vino e distrutti tutti gli arnesi rurali, le masserizie ecc. Tutti gli abitanti che non arrivarono a scappare furono deportati in Germania […]” <48.
Il 15 marzo del 1944 durante l’incontro tra il Generale Kübler ed il capitano Cartellieri, funzionario inviato da Berlino per relazionare sulla situazione nelle due zone d’Operazione, emerse il nome di chi diede l’ordine di tale rappresaglia. Il generale Kübler sostenne in quell’incontro che «l’incendio di Comeno e Rifembergo erano stati ordinati dall’Oberst Kommissar Rainer» e non da lui stesso o da altri comandi della Wehrmacht <49.
Dopo i fatti di Rifembergo e Comeno le forze di polizia germaniche emanarono un manifesto a commento dell’azione intrapresa: “Da parecchi mesi le Autorità tedesche vi hanno additato lo svolgersi di tante azioni devastatrici da parte dei banditi bolscevichi; i loro atti raccapriccianti che non erano possibili, se non con il concorso della popolazione e vi hanno indicato la retta via da seguire. […] Abbiamo fatto prigionieri migliaia di banditi. […] non volevamo far loro del male e conservare alle famiglie i padri, e i figli […]; noi li avevamo mandati a lavorare […] e nelle loro case dopo un tempo di prova. Nonostante ch’essi furono trovati con le armi alla mano, noi non abbiamo fatto uso nei loro confronti delle penalità prescritte dalla legge. […] Lo spirito di conciliazione […] fu purtroppo creduto debolezza e per tutta risposta soldati italiani e tedeschi […] furono uccisi barbaramente. Perciò per l’avvenire verrà fucilato un dato numero di banditi prigionieri per ogni misfatto commesso” <50.
I fatti accaduti a Rifembergo e a Comeno, secondo il manifesto, sono conseguenza di questa decisione da parte dei comandi tedeschi del territorio.
L’incendio dei villaggi risultarono «quale espiazione del vile assalto ad una colonna tedesco italiana». L’appello finale è ancora più esplicativo: “Noi per il futuro procederemo con uguale mitezza, come per il passato, se la popolazione ci aiuterà a ristabilire la tranquillità e l’ordine. PERO’ PICCHIEREMO TRE VOLTE DI PIU’ SODO, SE QUESTA NOSTRA ESORTAZIONE RIMARRA’ INFRUTTUOSA. I PIU’ FORTI SIAMO NOI”. <51
La minaccia di rappresaglia doveva ricadere quindi come una spada di Damocle sull’intera popolazione del territorio. Il 27 febbraio si svolse l’Unternehmen Biber (operazione Castoro), che consistette nell’evacuazione della popolazione di parte della zona costiera tra Trieste e Monfalcone, ordinata per i frequenti atti di sabotaggio alle vie di comunicazione. Le carte del BdS Triest parlano di circa 672 persone deportate <52. Il 24 maggio 1944 truppe tedesche, dopo un attentato ad un’autocolonna sulla strada tra Ampezzo e Forni di Sotto, danno alle fiamme tutto il paese di Forni di sotto <53.
Appare chiaro da quanto presentato che ciò che caratterizzò la primavera del 1944, non fu tanto il susseguirsi di operazioni antipartigiane quanto invece l’elevato numero di rappresaglie a seguito di attacchi o azioni di sabotaggio dei partigiani.
“La rappresaglia – una risposta in genere sproporzionata a un attentato, a un atto di sabotaggio da parte dei partigiani – fu durante la seconda guerra mondiale uno strumento a cui le forze tedesche nei territori occupati ricorsero in maniera massiccia” <54.
Le misure punitive nei confronti della popolazione erano differenti e andavano in base alla gravità dell’«offesa»: da una pena pecuniaria alla fucilazione. Molti sono i casi di evacuazione forzata di un territorio o paese, alla deportazione della popolazione, sospensione della distribuzione dei viveri, distruzione di interi villaggi o quartieri. Nel caso delle eliminazioni o fucilazioni di persone il ricorrente rapporto di 10:1 «non compare in nessuna delle numerose disposizioni emesse dai comandi tedeschi» in Italia <55. Interessanti risultano a riguardo le vicende di Trieste e del Friuli Orientale.

[NOTE]46 Weimann era il comandante delle Sipo/SD nell’OZAK.
47 Tra questi reparti sicura la presenza della SS-Karstwehr-Btl., elementi del BdS Triest e il III Btl./SS-Pol.Rgt. 15)
48 La campagna alla città. Storia recente di Comeno, in «Il Lavoratore» cit., 2.2.1945
49 BA-MA RW 4/689, 20.3.44. Relazione Cartellieri. Il documento è già stato ampiamente analizzato nei precedenti capitoli.
50 IRSML-TS, fondo Venezia Giulia, B IX, doc. 618, Uomini e donne del Litorale Adriatico!
51 Ibidem.
52 S. Di Giusto, Operationszone Adriatisches Küstenland cit, p. 387.
53 Sull’incendio di Forni di sotto cfr.: E. Polo, Forni di Sotto: un paese segnato dal fuoco, Udine 1984; dello stesso autore anche Brusait chel pais, Udine 2004; G. Santanera, Il quarantaquattro a Forni, Udine 1965.
54 C. Gentile, La repressione antipartigiana tedesca cit., p. 187; cfr.: G. Fulvetti, Le guerre ai civili in toscana cit.; Collotti – Matta, Rappresaglie, stragi, eccidi cit.
55 ivi, p. 188.
Giorgio Liuzzi, La politica di repressione tedesca nel Litorale Adriatico (1943-1945), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Pisa, 2004

#1944 #Comeno #deportazione #fascisti #febbraio #GiorgioLiuzzi #incendio #maggio #MonfalconeGO_ #partigiani #rappresaglie #Rifembergo #Slovenia #Trieste #VeneziaGiulia

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“Il periodo PIÙ DIFFICILE della mia VITA” (il conto della sfiga by ADC)


youtube.com/watch?v=5_QCU4ngCW…

Ultimamente Alessandrone ha iniziato veramente a spingere… non che non lo facesse da anni e anni, però con questi ultimi video si sta superando pericolosamente tanto. E questo che è uscito stasera penso possa essere interessante per tutti… probabilmente anche perché l’argomento non è lo studio, ehh vabbé. Che poi… da quando ha un giardino di terra in cui mettersi a scavare per chissà quante ore, praticamente a vuoto, solo per poter fare le scenette cinematograficamente metaforiche che ha deciso di inserire nel video? (Spero vivamente che nessuna creatura orribile strisciante si sia fatta male durante le riprese di questa robaccia.) 🤯

Il video parla del concetto di sfiga, e di quella che tecnicamente è naturalmente intrinseca nella vita stessa di ogni persona sulla Terra, semplicemente per motivi statistici, perché al mondo ogni giorno avvengono infinite cose che semplicemente avvengono per conto loro… e alcune di queste sono soggettivamente buone, mentre altre no, fine. Ovviamente, in questo senso, la sfiga come forza superiore dispettosa non esiste davvero, quindi tecnicamente la concezione popolare che se ne ha è di per sé sbagliata… e conseguentemente dannosa, perché porta a pensare le situazioni del caso in modi sbagliati, che puntualmente possono portare a sviluppare un circolo vizioso di risposte e pensieri negativi, mandando sempre tutto più in vacca, scavando oltre quello che è già il fondo. 😶‍🌫️

Niente di nuovo sotto il sole, credo… cioè, non l’ho trovato rivoluzionario questo video, e i suoi concetti non mi sono nuovi… forse perché io penso troppo (come ADC, in effetti), mentre l’essere umano medio no? Però le sue metafore sono comunque interessanti e, in parte, le strategie per rimettersi in piedi (a parte il fatto stesso di realizzare queste verità). Certo, io in realtà l’unica di quelle che davvero uso, personalmente, come si vede spesso, è l’autoironia… perché per il resto lo so che le cose scomode che accadono bisogna semplicemente accettarle ed andare avanti, senza scoraggiarsi. Io in realtà in questo sono un caso particolare, perché (come ho accennato altre volte) sono una creatura solo a metà umana, proveniente dallo spazio, piazzata sulla Terra a forza per volere di un’organizzazione intergalattica senza scrupoli, che ha architettato un preciso piano per farmi vivere con tutte le difficoltà che ho… insomma, sono una ragazza magica, e questo comporta cose molto scomode, eppure non posso dare forfeit; voi vedete un po’ che giustificazione logica trovare alla natura della vostra esistenza. 👾

Ad ogni modo, vabbé, il messaggio di fondo è comunque sempre condivisibile. È bene evitare di scoraggiarsi, di arrendersi, di mettersi a rottare solo perché qualche volta o di continuo si è vittima della sfiga suprema (cioè, più propriamente, di eventi per l’appunto soggettivamente negativi, magari anche tutti in un tempo ravvicinato e che portano ad accrescere una grande amarezza di fondo)… voi magari perché si ha sempre comunque qualcosa di buono sotto sotto anche dentro la merda, e io invece perché devo farla pagare a quelli che mi hanno trasferita sulla Terra. “Cambiando il risultato, l’ordine degli addendi non cambia“, come si suol dire! (Che sia questo un messaggio utile a coloro che sotto sotto ne hanno bisogno…) 🥰

#ADC #AlessandroDeConcini #consigli #lifestyle #sfiga #sfortuna #vita

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liminale / turra e martusciello. 2025


dieschachtelrecords.bandcamp.c…

#ElioMartusciello #experimentalMusic #LuigiTurra #music #musicA_ #musicaSperimentale

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altervistiaci termini aggiornati con lo spacc


L’altro giorno Altervista ha, a quanto pare (è uscito quel terribile avviso a tutto schermo nel pannello di WordPress), aggiornato i suoi termini di servizio… Io quindi giustamente ho preso il regolamento aggiornato, ho preso quello vecchio, ho ficcato entrambi dentro il coso per controllare le differenze, e ho riso malamente per quanto fa schifo, che in passato non ci avevo troppo fatto caso. 🍃

Il problema non è nei contenuti eh, non hanno nulla di strano o scomodo, e i cambiamenti che ci sono stati non fregano minimamente, sono i soliti dettagli burocratici o informativi (a parte il fatto che hanno cambiato il tempo entro il quale un sito viene considerato inattivo e quindi archiviato, da 24 a 12 mesi, damn)… Ma, in termini di forma, è allucinante quanti sono gli spacc presenti in questo testo già francamente più lungo e complicato del dovuto. Alcune schifezze sono uscite fuori con questo aggiornamento, ma alcune c’erano già da prima… chissà da quanto prima. 🥀

Il diff l’ho caricato su diffchecker.com/UmjOZ5th/, però intanto ecco qui il brutto, il brutto ed il brutto:

  • Già da prima, ci sono alcune virgole (,) che, in qualche modo, sono immediatamente precedute da caratteri di spazio, anziché dalla parola che c’è subito prima… e, ovviamente, questo è tecnicamente un errore in italiano. Ci sono anche dei due punti (:) messi in questo modo, ma per come stanno mi sembrano messi volutamente per fare una sorta di formattazione, quindi che passi (anche se non troppo, specialmente perché in HTML si può fare solo di meglio). 🥴
  • Non capisco quale dovrebbe essere la forma da loro prediletta, ma la cosa che mi da abbastanza fastidio è che c’è un infinito miscuglio tra apostrofi ASCII (') e quelli strani ricurvi (). Questo già da prima, a quanto pare, ma ora sono aumentati davvero a dismisura, come si vede dal diff… e non capisco come sia possibile, magari hanno fatto un brutto miscuglio di editing tra in Word e fuori, ma comunque sia fa schifo; per favore, qualcuno sistemi. 😵‍💫
  • Alcune lettere È maiuscole accentate all’inizio di frasi sono magicamente diventate minuscole (è)… e non so come descrivere ciò se non con “cringe”. Quantomeno, non hanno usato la classica forma merdosa E', tipica degli utenti Windows e ancora più cringe, quindi almeno non c’è tantissimo da piangere… però caspiterina. 🤯


Parte del diff per esempio da riga 284 a 290
#AlterVista #errori #ToS

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Se non ricordo proprio male, in un’altra epoca, su un numero di una strana rivista – della quale consiglio la lettura – che si chiamava “Ca Balà”, comparve un breve articolo nel quale si davano suggerimenti su come modificare le scritte fasciste fatte sui muri. Per cui il disegno di un’ascia bipenne sotto alla quale c’era la sigla O.N. (“Ordine Nuovo”) poteva essere trasformato con poco […]

pepsy.noblogs.org/2025/07/05/_…

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“originali”: il catalogo della mostra alla bncf, “i manoscritti dei poeti di oggi”


ORIGINALI
«I manoscritti dei poeti d’oggi » e le poetiche verbo-visuali in Italia.
a cura di Giovanna Lambroni e David Speranzi
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, fino al 31 luglio.
Opere di Vincenzo Accame, Paolo Albani, Ignazio Apolloni, Davide Argnani, Mirella Bentivoglio, Franco Beltrametti, Tomaso Binga, Ugo Carrega, Luciano Caruso, Luciano Cattania, Franco Cavallo, Carlo Marcello Conti, Corrado Costa, Gio Ferri, Giovanni Fontana, Massimo Grillandi, Marcello Landi, Arrigo Lora Totino, Nino Majellaro, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Giulia Niccolai, Luciano Ori, Luca Maria Patella, Giancarlo Pavanello, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Antonio Porta, Giovanni R. Ricci, Antonio Russo, Roberto Sanesi, Sarenco, Carlo Alberto Sitta, Adriano Spatola, Gianni Toti, Franco Verdi, William Xerra, Simona Weller

i poeti di 'oggi' alla bncf

#AdrianoSpatola #AntonioPorta #AntonioRusso #ArrigoLoraTotino #BibliotecaNazionaleCentrale #BNCF #CarloAlbertoSitta #CarloMarcelloConti #CorradoCosta #DavidSperanzi #DavideArgnani #EugenioMiccini #FrancoBeltrametti #FrancoCavallo #FrancoVerdi #GiancarloPavanello #GianniToti #GioFerri #GiovannaLambroni #GiovanniFontana #GiovanniRRicci #GiuliaNiccolai #Giunti #IgnazioApolloni #LambertoPignotti #LucaMariaPatella #LuciaMarcucci #LucianoCaruso #LucianoCattania #LucianoOri #maniscrittiOriginali #manoscritti #MarcelloLandi #MassimoGrillandi #materialiVerbovisivi #MichelePerfetti #MirellaBentivoglio #NinoMajellaro #originali #PaoloAlbani #poesiaConcreta #poesiaVisiva #poeticheVerboVisuali #poeticheVerbovisuali #RobertoSanesi #Sarenco #SimonaWeller #TomasoBinga #UgoCarrega #VincenzoAccame #vispo #WilliamXerra

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oggi e domani il festival di ‘inverso’: dati, programma e biglietti


cfr.: t.ly/VX3-R

vi aspetto per un reading collettivo con confronto/dibattito oggi, 5 luglio, alle ore 16, e poi anche alle 18 per parlare della Scuola delle cose.

qui di séguito il cronotopo (ma il programma intero è assai ricco e – per completezza – suggerisco di cliccare sul primo link).

cronotopo di Inverso festival - parte del pomeriggio del 5 luglio 2025
cliccare per ingrandire

*

La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)>>> Personalmente – come sopra accennato – parteciperò (h.18) alla sezione “Mappare il poetico” dando un contributo al dialogo, parlando delle scritture sperimentali per come si sono sviluppate / articolate negli ultimi venti-venticinque anni, partendo dal tabloid “La scuola delle cose” (Lyceum/Mudima, aprile 2025), fascicolo n. 19 dedicato interamente alle SCRITTURE DI RICERCA. <<<<


*

Elementi essenziali, dal post di ‘Inverso’ su fb:

Sabato 5 e domenica 6 luglio
Ex mercato di Torre Spaccata, nella struttura di Associazione Calpurnia
(Viale dei Romanisti 45 / Via Filippo Tacconi 11 – Roma)

Talk, laboratori, presentazioni e performance

N.B.: biglietto singola giornata e accesso ai laboratori per adulti e accompagnatori: €10
Biglietto valido per sabato e domenica: €15
*Nel biglietto sono inclusi il tesseramento all’Associazione Calpurnia e alla futura Inverso APS

Localizzazione:
maps.app.goo.gl/ozJeMvsSZdhx8A…

#AssociazioneCalpurnia #carotaggi #CentroScritture #DimitriMilleri #EmanueleFranceschetti #FedericoItaliano #GildaPolicastro #InVerso #InversoAPS #LaScuolaDelleCose #laboratori #lettura #letture #LucaRizzatello #Lyceum #MarcoGiovenale #Mudima #NikolaMadzirov #performance #presentazioni #reading #readingCollettivo #scritturaDiRicerca #talk #TommasoDiDioù #ValerioMassaroni


un inquadramento della scrittura di ricerca: nel n. 19 della ‘scuola delle cose’ (lyceum/mudima)


post in continuo aggiornamento

La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)
cliccare per ingrandire

forse per la prima volta dopo oltre 20 anni di non disonorevole attività, un certo modo di fare sperimentazione letteraria ottiene un inquadramento teorico-critico complessivo, pur sintetico.

esce cioè il n. 19 del periodico ‘La scuola delle cose’, dell’associazione Lyceum (grazie alla Fondazione Mudima), interamente dedicato alla SCRITTURA DI RICERCA.

lo si sa e lo si è ripetuto assai: la (formula) “scrittura di ricerca” ha una storia di lunga durata, attraversando un po’ tutto il Novecento, almeno dagli anni Quaranta-Cinquanta, e in maniera nemmeno troppo carsica.
d’accordo. tuttavia questo numero della “Scuola delle cose” non è una disamina storica integrale, semmai un lavoro sugli ultimi venti-venticinque anni di ricerca letteraria, o scrittura complessa. con (ovviamente, immancabilmente) puntuali affondi nel passato e nella produzione di certi autori a dir poco fondativi, soprattutto Corrado Costa e Jean-Marie Gleize.

*

prima occasione di presentazione: 19 giugno, Milano, Fondazione Mudima:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

audio della presentazione a Milano (19 giu. 2025):
slowforward.net/2025/07/01/pod…

audio di una successiva presentazione, a Roma (5 lug. 2025):
slowforward.net/2025/07/24/pap…

RadioTre Suite: presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – “La scuola delle cose” (24 ago. 2025):
slowforward.net/2025/08/25/rad…
= https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/Radio3-Suite—Magazine-del-24082025-aef7d6cc-546a-474c-bcbb-3db0019727f8.html

podcast della prima presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (25 ago. 2025):

= open.spotify.com/episode/25Xmn…

podcast della seconda presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (10 nov. 2025):
slowforward.net/2025/11/10/fin…
= open.spotify.com/episode/2PcrJ…

*

e, rapidamente descrivendo (dal primo comunicato realizzato):

dettaglio de La scuola delle cose n 19_ 2025__ foto di Antonella Anedda
dettaglio da una foto di Antonella Anedda. cliccare per ingrandire

l’espressione “scrittura di ricerca” è in azione da diversi decenni, e di certo – come detto sopra – si perde già nelle “profondità” del Novecento.
tuttavia, dagli anni 2003-2009 (ovvero fra l’esplosione dei blog letterari e l’uscita del libro collettivo Prosa in prosa – edito da Le Lettere; ora da Tic edizioni) e fino a oggi, il numero di materiali sperimentali e saggi sugli stessi è decisamente cresciuto.
ha dunque senso ed è forse addirittura indispensabile iniziare a fare il punto della situazione.
un primo e senz’altro assai sintetico tentativo è rappresentato da questo numero de ‘La scuola delle cose’, che raccoglie otto interventi di altrettanti studiosi e studiose, intorno alla ricerca letteraria e alle scritture complesse.

*

queste le autrici e gli autori dei saggi, e i titoli degli interventi:

Gian Luca Picconi,
Scrittura di ricerca, prosa in prosa, letteralità

Massimiliano Manganelli,
Appunti sulle scritture procedurali

Luigi Magno,
Cinque nomi (più uno) e dieci titoli. La poesia di ricerca francese (oggi) in Italia

Chiara Portesine,
Il compromesso fonico: l’eredità di Corrado Costa

Renata Morresi,
Il movimento chiamato Language Poetry in Italia oggi

Chiara Serani,
Scritture non convenzionali e intermedialità (2000-2025)

Luigi Ballerini,
Intervento sulla poesia che si potrebbe fare

Daniele Poletti,
Scritture complesse. Il superamento dell’appartenenza

*

il tabloid gratuito è disponibile a Milano in Fondazione (via Tadino 26); a Roma presso la Libreria Tic (piazza San Cosimato 39), la Libreria Tomo (via degli Etruschi 4) e in Camera verde (via G Miani 20, chiamando prima il numero 3405263877); a Perugia nella libreria Mannaggia (via Cartolari 8); a Bologna da Modo Infoshop (via Mascarella 24/b); a Napoli alla libreria Luce (piazzetta Durante 1).

*

incontri, presentazioni e altre occasioni legate alla rivista:

22 maggio 2025: intervista a Rai RadioTre Fahrenheit

25 maggio: presenza del tabloid alla Serata del Premio Pagliarani al Palazzo delle Esposizioni (Roma)

31 maggio: presenza al reading collettivo “Roma chiama poesia”, Teatro Basilica (Roma)

3 giugno: presenza allo Studio Campo Boario (Roma), in occasione della presentazione di NZ, di A. Syxty

8 giugno: presenza nella libreria Tic di piazza San Cosimato (Roma)

17 giugno: presenza al reading di Giovenale e Perinelli allo Studio Campo Boario

19 giugno: prima presentazione ufficiale del tabloid presso la Fondazione Mudima (Milano), con Luigi Ballerini, Laura Di Corcia e Giancarlo Sammito

26 giugno: ex Discoteca di Stato in via Caetani (Roma), dialogo sulla memoria delle avanguardie

Da luglio 2025: presenza alla Libreria Luce, Napoli

5 luglio: presentazione della rivista in occasione del festival Inverso, a Roma

24 agosto: a RadioTre Suite, presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – del tabloid

25 agosto: va in onda il podcast della presentazione ospitata da ‘La Finestra di Antonio Syxty’

5-6-7 settembre: presenza di molte copie del tabloid ai tre giorni dell’incontro ‘Esiste la ricerca’, presso lo Studio Campo Boario

26 settembre, accenno di presentazione + distribuzione del tabloid in occasione dell’incontro sul libro Prati, di Andrea Inglese, alla Libreria Tic

dal 2 ottobre: presenza del tabloid presso La camera verde (Roma, via G. Miani 20)

18 ottobre, Parma, copie della rivista sono presenti all’Associazione Remo Gaibazzi in occasione di un incontro dedicato a Corrado Costa e Patrizia Vicinelli, organizzato da Daniela Rossi

24 ottobre, Roma, numerose copie presso l’Istituto Tedesco di Villa Massimo, in occasione di una lettura multilingue di poesie e prose, in italiano e in tedesco

10 novembre: è online il secondo podcast ospitato da La Finestra di Antonio Syxty

da novembre il tabloid è disponibile anche presso la Libreria Tomo, a Roma, in via degli Etruschi.


Lyceum _ Scuola delle Cose _ dati editoriali e redazionali
cliccare per ingrandire

Fondazione Mudima
FONDAZIONE MUDIMA

Via Tadino 26, Milano
info@mudima.net
mudima.net

*

in collaborazione con
l’associazione dipoesia
logo dell'"associazione dipoesia"

#chiaraSerani #corradoCosta #danielePoletti #esisteLaRicerca #fondazioneMudima #gianLucaPicconi #ginoDiMaggio #intermedialita #kritik #laFinestraDiAntonioSyxty #laScuolaDelleCose #langpo #languagePoetry #letteralita #libreriaTomo #luigiBallerini #luigiMagno #lyceum #massimilianoManganelli #micheleZaffarano #mudima #poesiaDiRicercaFrancese #prosaInProsa #radiotreSuite #renataMorresi #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonConvenzionali #scrittureProcedurali #scuolaDelleCose #segnaliEAzioni #studioCampoBoario #traduzione #traduzioni #zinesAuthorsETaggatoComeChiaraPortesine


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incontri e confronti con partecipazione (o a cura) del centroscritture, luglio 2025


sabato 5 e domenica 6 luglio 2025
Ex mercato di Torre Spaccata – Roma
INVERSO INFESTA, festival estivo di due giorni organizzato dalla rivista INVERSO.
poesiainverso.com/inverso-infe…

giovedì 10 luglio 2025 ore 18.30
Libreria Panisperna – Roma (Rione Monti)
GUIDO MAZZONI, SENZA RIPARO
Per il ciclo “Contesti” una conversazione attorno al libro “Senza riparo. Sei tentativi di leggere il presente” di Guido Mazzoni (Laterza, 2025).
centroscritture.it/event-detai…

sabato 12 luglio 2025 ore 19
Velvet Pub – Roma (San Lorenzo)
IN RIME SPARSE / LIRICA & RICERCA
Incontro di IN RIME SPARSE, podcast di poesia contemporanea, a cura di Francesco Brancati, Claudia Crocco, Francesca Santucci e Matteo Tasca, al Velvet Pub di Roma (San Lorenzo). Si parlerà di poesia lirica e scritture di ricerca. Evento trasmesso il live streaming sulla pagina Instagram del podcast.
instagram.com/p/DLhVKtBMOMn/

giovedì 17 luglio 2025 ore 18
online su Meet
VALERIO MASSARONI, STARTUS
Per VOCE!, ciclo di incontri dedicato alle opere selezionate dal Premio Nazionale Elio Pagliarani, un dialogo su STARTUS di Valerio Massaroni (ECS, 2022), prima uscita della collana Melanos, con Marilina Giaquinta.
meet.google.com/oag-zyey-wfq (per seguire l’evento online)

martedì 22 luglio 2025 ore 19.30
Indigo Art Gallery & Café – Perugia
LUCIA MANETTI, GIOCOFORZA
Per il ciclo “Opere Prime” presentazione del libro di Lucia Manetti “Giocoforza” (ECS, 2024), quarta uscita per la collana Melanos, ad Indigo Art Gallery & Café di Perugia.
centroscritture.it/event-detai…

#CentroScritture #centroscrittureIt #incontri

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Contro il riarmo europeo e la minaccia di guerra mondiale, smilitarizzare Sigonella


Tantissime realtà regionali siciliane si sono mobilitate a seguito degli avvenimenti sempre più drammatici che insanguinano il mondo e, in particolare il Medio Oriente, dove prosegue il genocidio del popolo Palestinese e Israele continua ad allargare i fronti di guerra, col consenso degli USA e dell’Unione Europea.

Hanno, quindi, deciso di tornare a manifestare a Sigonella. Una base […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/07/05/cont…

#CampagnaPerLaSmilitarizzazioneDiSigonella #governoMeloni #Guerra #Palestina #Sigonella #speseMilitari

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un’altra poesia del 2023 che però starebbe prima di quell’altra, che viene dopo, appunto


poesia sulle case (1)

oggi pomeriggio c’è l’apertura del testamento del piduista
sull’antenna del serpente si vedono le foto della faccia
le case stanno sui 2,9 miliardi di euro di valore
su un totale di 6,9 miliardi di patrimonio
(quifinanza.it/editoriali/silvi…)
in mezzo c’è ovviamente anche una piccola casa editrice
(su quest’ultima cfr. istrevi.it/de-jure-condito/il-… o la voce wikipedia come promemoria)
una delle case se l’era comprata a lampedusa
una volta ci è stato in vacanza il figlio minore con gli amici

#berlusconi #Lampedusa #Monk #poesiola #PremioStrega #premiostrega #strega #stregaOff #stregaoff #testamento #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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poesia del 2023


poesia sulle case (2)

coincidenza oggi c’è anche lo strega off
(theparallelvision.com/2023/06/…)
quando avremo un video faremo l’embedding e per ora accontentiamoci
di uno che non c’entra: youtu.be/gm-fIMgN5uQ
una sequenza di mediazioni decolora le macchie
un po’ come i passaggi di palla tra le holding
alla fine sembra che non si capisce e conta il risultato
chissà chi vince

#berlusconi #Lampedusa #Monk #poesiola #PremioStrega #premiostrega #strega #stregaOff #stregaoff #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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“The Call of Duty Hacking Situation is Wild…” — “La Call of Duty Hacking Situazione è Pazza…”


Sono indubbiamente fin troppo solita annunciare a gran voce, senza mai farmi problemi ad esagerare, che “è finita“… ma questa volta, guardate, lo è assolutamente oltre ogni passata misura. Se me ne fregasse ancora la benchéminima cosa riguardo il gaming online su PC, almeno, in questo momento starei certamente fumando, contemporaneamente di rabbia e di paura, perché con questa nuova notizia si sono superati davvero tutti i limiti — letteralmente, in senso informatico! 🥱

youtube.com/watch?v=ERlHfeVmq6…

Nella versione Game Pass per Windows di Call of Duty WWII, è infatti zompato fuori un bel problema… alcuni utenti starebbero avendo il PC violato, di punto in bianco, senza fare niente, semplicemente perché finiti in partite online con il tizio sbagliato. Super yikes! Le investigazioni al momento rivelano che questo potrebbe essere dovuto ad un buco presente nel motore di gioco, di cui il codice è stato palesemente riciclato in tanti CoD (come è prassi nell’industria), perché chi di dovere magari non si è accorto della vulnerabilità… che è a dir poco strano, perché la vulnerabilità, di tipo ROP (ammesso sia questa, perché piccole cose negli anni sarebbero state patchate), è pubblicamente nota almeno dal fottuto 2017. E colpirebbe in particolare la versione di Microsoft del giochino perché, a differenza di altre, non userebbe un server centrale per gestire le partite, bensì il classico peer-to-peer da due soldi per cui un utente della lobby fa da server… ed ecco il disastro, se invia dati volutamente malevoli ai client. 💀

Questo è cosa succede sostanzialmente quando i giochi, che sono comunque oltre ogni dubbio prodotti software di grandissima complessità, li sviluppano (e poi li gestiscono, come Microsoft che fa la distribuzione della sua versione) aziende che puntualmente non hanno il minimo rispetto del concetto stesso di sicurezza informatica quando si tratta dei dispositivi degli utenti consumer (tranne se sono console da loro stessi prodotte)… E qui non parliamo nemmeno di anti-cheat livello kernel o altre trovate sataniche di quel tipo, eh! Non so precisamente come giri CoD WWII, ma su Windows ovviamente un processo non ha bisogno di alcun permesso speciale per eseguire comandi arbitrari o file puzzolenti che riescono comunque a fare grandi danni (per esempio, rubare tutti i file, che è un grande business ormai)… e i giocatori da console o telefono in questo momento staranno giustamente ridendo ai PC gamer. 💔

Ovviamente, queste falle gravissime si verificano anche perché nel campo si usa ancora fin troppo codice non-memory-safe… E attenzione, non sto auspicando che l’industria sia costretta dai tempi che cambiano ad adottare Rust — non piace in primis a me, quindi certamente non lo augurerei a quei poveri sviluppatori schiavizzati dalle AAA — ma regà, porca miseria… C#? JavaScript, che con V8 ha prestazioni quasi da codice nativo? Qualsiasi cosa che non sia C++ nel 2025??? (Ah e, certamente non sarebbe malaccio se Microsoft si decidesse a mettere in campo i soldi per dei server veri, anziché usare questo peer-to-peer forzato… e già che ci stanno, non sarebbe male se si decidessero a implementare un po’ di sicurezza userspace in Windows, come invece Linux ha da anni e anni tra Flatpak e compagnia…) 😭

#CallOfDuty #CoD #CoDMW2 #CoDWWII #exploit #GamePass #gaming #hacking #Microsoft #online #RCE #ROP #videogiochi #vulnerabilità #vulnerability

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5 luglio, gutenbergherie


5 luglio, sabato, Torre Spaccata: reading e incontri
@ Festival (di) Inverso all’Ex mercato di Torre Spaccata,
nella struttura di Associazione Calpurnia
(Viale dei Romanisti 45 / Via Filippo Tacconi 11 – Roma)

tutte le informazioni qui:
festival di ‘inverso’, roma, 5-6 luglio: dati, programma e biglietti

INTANTO
accenno al fatto che sabato 5 sarà ivi possibile sfogliare e appropriarsi gratis del n. 19 de “La scuola delle cose”, numero monografico dedicato alla scrittura di ricerca. e
INOLTRE
avrò lì meco qualche copia dei seguenti libri:

Prima dell’oggetto
declicedizioni.it/prodotto/pri…

OGGETTISTICA
ticedizioni.com/products/ogget…

Vero metodo per la cernita dei poeti
slowforward.net/2023/04/05/ver…

ASEMICS. Senso senza significato
ikona.net/marco-giovenale-asem…

Statue linee
piedimoscaedizioni.com/catalog…

La gente non sa cosa si perde
ticedizioni.com/products/la-ge…

Quasi tutti
miraggiedizioni.it/prodotto/qu…

Il paziente crede di essere

nonché NZ, di Antonio syxty, il più recente syn uscito dalla casa editrice ikonaLíber
ikona.net/antonio-syxty-nz/

i numerosi che accorreranno potranno (ancorché non gratis) soddisfare loro brama di tutte queste erte gutenbergherie.

e bearsene.

#AntonioSyxty #ASEMICSSensoSenzaSignificato #IlPazienteCredeDiEssere #InVerso #LaGenteNonSaCosaSiPerde #libri #MG #NZ #Oggettistica #PrimaDellOggetto #QuasiTutti #StatueLinee #VeroMetodoPerLaCernitaDeiPoeti


festival di ‘inverso’, roma, 5-6 luglio: dati, programma e biglietti


sono stato invitato al festival che vedete qui: t.ly/VX3-R

vi aspetto per un reading collettivo con confronto/dibattito il 5 alle ore 16, e poi anche alle 18 per parlare (contribuendo a modo mio al dialogo) della Scuola delle cose. qui di séguito il cronotopo (ma il programma intero è assai ricco e – per completezza – suggerisco di cliccare sul primo link).

cronotopo di Inverso festival - parte del pomeriggio del 5 luglio 2025
cliccare per ingrandire

Elementi essenziali, dal post di ‘Inverso’ su fb:

Sabato 5 e domenica 6 luglio
Ex mercato di Torre Spaccata, nella struttura di Associazione Calpurnia
(Viale dei Romanisti 45 / Via Filippo Tacconi 11 – Roma)

Talk, laboratori, presentazioni e performance

N.B.: biglietto singola giornata e accesso ai laboratori per adulti e accompagnatori: €10
Biglietto valido per sabato e domenica: €15
*Nel biglietto sono inclusi il tesseramento all’Associazione Calpurnia e alla futura Inverso APS

Localizzazione:
maps.app.goo.gl/ozJeMvsSZdhx8A…

(watch out: avrò con me inoltre copie di NZ, di Antonio Syxty, èdito da IkonaLíber)

#AssociazioneCalpurnia #carotaggi #CentroScritture #DimitriMilleri #EmanueleFranceschetti #FedericoItaliano #GildaPolicastro #InVerso #InversoAPS #LaScuolaDelleCose #laboratori #lettura #letture #LucaRizzatello #Lyceum #MarcoGiovenale #Mudima #NikolaMadzirov #performance #presentazioni #reading #readingCollettivo #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #talk #TommasoDiDio #ValerioMassaroni


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l’estate del mac @ lissone



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Quest’estate il programma espositivo del MAC di Lissone, nell’anno di celebrazione del suo venticinquesimo anniversario, prosegue con un duplice progetto unito da un filo comune: la collezione permanente del Museo.

Tutte le informazioni qui:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

asemic?

#AliceRonchi #art #arte #asemic #asemicWriting #Lissone #MAC #MACMuseoDArteContemporanea #nuoveAcquisizioniDalPAC #PAC #PianoPerLArteContemporanea #PremioLissone #scritturaAsemica

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