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Treno Merci “Il Biancone” con E652.157 + G2000.002 in transito a Cecina – 16/07/2024


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Blocco Note di Windows 11 permetteva di eseguire codice malevolo con un semplice clic


Una vulnerabilità nel Blocco Note di Windows 11 permetteva l'esecuzione di codice malevolo tramite link Markdown. Microsoft ha corretto il problema con la build 11.2510.
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Tra le tante correzioni di sicurezza del Patch Tuesday di febbraio 2026, ce n’è una che salta all’occhio più delle altre: una vulnerabilità nel Blocco Note di Windows 11 che consentiva l’esecuzione di codice da remoto, con un punteggio di gravità CVSS di 8.8 su 10.

Come funzionava


Quando Microsoft ha deciso di modernizzare il Blocco Note aggiungendo il supporto al Markdown, ha introdotto anche la possibilità di inserire link cliccabili nei documenti. Il problema è che quei link potevano richiamare protocolli non verificati, come gestori di file locali o programmi di installazione, senza mostrare alcun avviso di sicurezza. In pratica, bastava aprire un file Markdown appositamente costruito, cliccare su un link al suo interno, e il codice malevolo veniva eseguito con gli stessi permessi dell’utente.

Come riportato da BleepingComputer, la catena d’attacco era disarmante nella sua semplicità: un file di testo, un clic, nessun avviso.

La correzione


Microsoft ha rilasciato la correzione tramite il Microsoft Store con la build 11.2510 del Blocco Note. Chi ha gli aggiornamenti automatici attivi dovrebbe già essere protetto. La soluzione adottata non blocca del tutto i link con protocolli non standard, ma aggiunge un avviso del tipo “Questo link potrebbe non essere sicuro” prima di procedere, una scelta che alcuni ricercatori hanno giudicato ancora troppo permissiva.

La vulnerabilità, catalogata come CVE-2026-20841, è stata scoperta dai ricercatori Cristian Papa, Alasdair Gorniak e Chen. Al momento della pubblicazione non risultavano attacchi attivi, ma la facilità con cui poteva essere sfruttata rende l’aggiornamento urgente.

La vicenda è un buon promemoria: ogni funzionalità aggiunta a un’applicazione amplia anche la superficie d’attacco, perfino quando si parla di uno strumento semplice come il Blocco Note. A proposito di sicurezza, per chi vuole proteggere anche la navigazione sul web, soluzioni come AdGuard DNS o NextDNS aiutano a filtrare minacce e tracciamento direttamente a livello di rete.


FONTE msrc.microsoft.com

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welcome to the machine / pink floyd. 1975


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#music #musica #PinkFloyd #WelcomeToTheMachine

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Luminous Destinations: le 10 mete che rilanciano il turismo italiano


Dieci destinazioni italiane lontane dal turismo di massa diventano protagoniste di un nuovo progetto che punta su sostenibilità, innovazione e valorizzazione dei territori
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C’è un’Italia che non grida, non si affolla, non si consuma in uno scatto. È un’Italia che si scopre con il tempo, che vive nel rapporto tra chi la abita e chi la visita, che cresce quando il turismo diventa relazione e non semplice passaggio. È da questa visione che nasce Luminous Destinations, la nuova iniziativa di Visit Italy, presentata in anteprima a BIT – Borsa Internazionale del Turismo 2026 e lanciata insieme al nuovo report dell’Osservatorio Turismo.

Cos’è Luminous Destinations


Un progetto che prende forma come risposta culturale all’overtourism, non attraverso divieti o contrapposizioni, ma ridistribuendo attenzione e valore su quel 99% di territorio italiano che resta fuori dai grandi flussi, pur rappresentando una parte essenziale dell’identità del Paese. A partire da quest'anno, ogni anno, Visit Italy selezionerà le dieci destinazioni che sono state capaci di interpretare al meglio un modello di turismo più equilibrato, consapevole e sostenibile. Non luoghi alternativi per moda, ma territori che guidano il cambiamento, luoghi capaci di ascoltare le proprie comunità, rispettare la propria identità ed offrire ai viaggiatori esperienze lontane dalla logica del turismo usa e getta.

Termostato virtuoso: fino a 50€ di risparmio l’anno
In Italia si tiene il riscaldamento più basso rispetto ad altri Paesi europei, ma una gestione più intelligente del termostato può far risparmiare fino a 50 euro l’anno senza rinunciare al comfort
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Oltre il turismo di massa


Luminous Destinations si fonda su un principio chiave: un luogo è davvero attrattivo quando è sostenibile prima di tutto per chi lo vive. Le destinazioni selezionate sono territori che stanno sviluppando un modello di accoglienza consapevole, capace di coniugare cultura, paesaggio, comunità e gestione equilibrata dei flussi turistici. La selezione nasce dall’incrocio tra analisi dei dati turistici, osservazione dei comportamenti dei viaggiatori e valutazione delle politiche territoriali. Non indica semplicemente dove andare, ma come immaginare il turismo del futuro: un turismo che crea valore nel tempo, invece di consumare i luoghi nello spazio di una visita.

“Con Luminous Destinations vogliamo accendere una luce su quei territori che dimostrano che il turismo può creare valore senza snaturare i luoghi. Non è una risposta automatica all’overtourism, né un elenco di alternative preconfezionate. È un cambio di sguardo. Se cresce il benessere delle comunità, cresce anche la qualità dell’esperienza per chi viaggia” spiega Ruben Santopietro di Visit Italy.


Le 10 mete protagoniste


  • Arezzo (Toscana) – Città d’arte e manifattura, tra patrimonio rinascimentale e tradizioni artigiane ancora vive;
  • Castelsaraceno (Basilicata) – Borgo appenninico che valorizza il dialogo tra natura, ingegneria e paesaggio;
  • Monreale (Sicilia) – Arte, spiritualità e paesaggio intorno al Duomo patrimonio UNESCO;
  • Viterbo (Lazio) – Centro medievale tra i meglio conservati d’Europa, con una forte identità storica e termale;
  • Cingoli (Marche) – Il “balcone delle Marche”, simbolo di turismo lento e qualità della vita;
  • Oratino (Molise) – Borgo medievale che tutela il patrimonio immateriale tra scultura e musica;
  • Genova (Liguria) – Città stratificata e autentica, laboratorio urbano tra porto, cultura e quartieri storici;
  • Livigno (Lombardia) – Destinazione alpina avanzata su sostenibilità, mobilità dolce e accoglienza responsabile;
  • Borutta (Sardegna) – Sardegna interna e silenziosa, tra archeologia, spiritualità e paesaggi rurali;
  • Gerace (Calabria) – Borgo medievale dell’Aspromonte, esempio di turismo legato a storia, artigianato e territorio.


La selezione nasce dall’incrocio tra analisi dei dati turistici, osservazione dei comportamenti dei viaggiatori e valutazione delle politiche territorialiLa selezione nasce dall’incrocio tra analisi dei dati turistici, osservazione dei comportamenti dei viaggiatori e valutazione delle politiche territoriali

Impatto economico e culturale


Il lancio di Luminous Destinations si inserisce nel quadro delineato dal nuovo report dell’Osservatorio Turismo di Visit Italy, che restituisce una fotografia aggiornata delle trasformazioni in atto nel settore turistico. L’analisi mostra un comparto ancora in crescita. Nel 2025 le presenze turistiche in Italia hanno superato i 479 milioni, collocando il Paese tra i più performanti in Europa. Allo stesso tempo, però, l’Italia registra il più alto livello di saturazione turistica del continente.

Safer Internet Day: anziani e truffe online sottovalutate
In occasione del Safer Internet Day, uno studio evidenzia come gli anziani siano sempre più esposti alle truffe online, nonostante il 75% non percepisca il rischio. Un tema chiave per la sicurezza digitale e l’inclusione tecnologica
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cambia la composizione della domanda


I viaggiatori stranieri rappresentano ormai oltre il 55% dei flussi complessivi, mentre il turismo domestico mostra segnali di rallentamento. Una dinamica strutturale che ridisegna il profilo del turismo italiano e rafforza il peso dei mercati internazionali, in particolare su alcune grandi città. Gli stranieri non solo crescono in numero, ma restano più a lungo e spendono di più: la permanenza media sale a 3,6 notti e la spesa media per viaggiatore raggiunge 930 euro, generando una spesa complessiva stimata in oltre 60 miliardi di euro. Un’evoluzione che rileva leggeri segnali di superamento del turismo mordi e fuggi a favore di soggiorni più lunghi e ad alto valore.

Turismo e innovazione: il ruolo della tecnologia e la figura dei "lifers"


Il report evidenzia inoltre un cambiamento profondo nel modo di pianificare il viaggio. Il 65% dei viaggiatori prenota online, percentuale che sale al 79% tra la Gen Z, mentre l’intelligenza artificiale è già entrata nel processo decisionale di un turista su tre, supportando la scelta delle destinazioni e la costruzione degli itinerari. La finestra di prenotazione si allunga e il viaggio diventa sempre più consapevole, digitale e guidato dai dati. È in questo contesto che emerge come centrale la figura dei lifers: non più i turisti che consumano un luogo, ma persone che vivono quotidianamente i territori. La loro presenza è un elemento chiave anche per la qualità dell’esperienza turistica: quando i lifers vengono marginalizzati dalla pressione dei flussi e dalla trasformazione dei luoghi in spazi di consumo, i territori rischiano di perdere autenticità e valore. Un turismo davvero sostenibile non può prescindere dal benessere di chi quei luoghi li vive ogni giorno.

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Uno sguardo sul futuro del turismo italiano


Il turismo italiano si trova oggi davanti a una scelta cruciale: continuare a crescere inseguendo esclusivamente i numeri, rischiando di svuotare i luoghi del loro significato, oppure ripensare il viaggio come esperienza di valore, relazione e ascolto. Le tensioni generate dall’overtourism nelle grandi città e, allo stesso tempo, la difficoltà di molte mete nel farsi scegliere dai flussi internazionali, dimostrano che il problema non è il turismo in sé, ma come viene distribuito, raccontato e gestito. In questo scenario, Luminous Destinations rappresenta un invito concreto a cambiare prospettiva. Non propone soluzioni automatiche, ma valorizza territori che hanno scelto di crescere senza snaturarsi, mettendo al centro l’identità dei luoghi e il benessere delle comunità. Un modello di turismo più equilibrato, capace di offrire esperienze di vita reale e di generare valore nel tempo, sia per chi viaggia sia per chi quei luoghi li vive ogni giorno. Un percorso che guarda già oltre il 2026, con l’avvio della call per le Luminous Destinations 2027.


Italia tra le più parsimoniose in Europa, ma 50€ l’anno si possono ancora risparmiare


Durante i mesi più freddi dell'anno, anche pochi decimi sul termostato possono fare la differenza in bolletta. Una nuova analisi sul tema condotta da tado°, mostra che l’Italia è tra i Paesi con la temperatura media in casa più bassa e tra quelli più vicini ai 18°C, come indicato dall’OMS in riferimento alla stagione invernale (per gli adulti in salute). Ciò nonostante, pur rimanendo entro i limiti imposti, gli esperti osservano che c’è ancora un margine di miglioramento nel rapporto tra benessere e costi da sostenere.

Italia tra i Paesi più attenti al riscaldamento


Allargando lo sguardo fuori dai confini nazionali, la ricerca evidenzia che in Europa settentrionale, centrale e orientale le case sono generalmente più calde: in particolare, in paesi come Danimarca, Finlandia, Ungheria, Slovacchia e Bulgaria si superano in media i 20°C, con un impatto stimato sulle bollette tra circa +12% e +15% rispetto ai 18°C. All’estremo opposto, Regno Unito, Paesi Bassi e Irlanda mantengono le case più fresche d’Europa, spesso sotto i 18°C, e per questo risparmiano fino a quasi il 9% sui costi di riscaldamento ogni anno. La temperatura media interna osservata nel nostro Paese (18,58°C) si traduce in un “sovrapprezzo del riscaldamento” del 4,1% che, su una bolletta standard, vale 47,4€ a stagione (circa 50€ l’anno).

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Nel complesso, la distanza tra i Paesi più “caldi” e quelli più “freddi” arriva a quasi 24 punti percentuali di differenza stimata in bolletta: un segnale chiaro di come piccole variazioni nelle impostazioni del termostato possano tradursi in cambiamenti significativi nei consumi. In questo scenario, Francia, Italia e Spagna restano vicine al valore di riferimento, delineando un approccio più moderato al riscaldamento domestico rispetto sia ai Paesi del Nord Europa, sia a quelli dell’Europa occidentale che tengono temperature più basse.

I numeri dimostrano che piccole differenze di temperatura possono avere conseguenze significative”, ha affermato Christian Deilmann di tado° - il nostro obiettivo è quello di aiutare le famiglie a comprendere il costo del riscaldamento e a prendere decisioni consapevolmente. Che si tratti di risparmiare denaro, ridurre gli sprechi energetici o mantenere un ambiente confortevole, le persone possono scegliere ciò che conta di più e il controllo intelligente rende più facile fare tutte e tre le cose”.


Il ruolo dei termostati intelligenti


Tado° calcola i propri clienti risparmiano in media il 22% sui costi di riscaldamento. Infatti, grazie a:

  • al controllo stanza per stanza, che riscalda solo gli ambienti che utilizziamo;
  • ai programmi intelligenti e Geofencing, che riscaldano solo quando siamo a casa;
  • al rilevamento finestre aperte, che rileva quando entra aria fredda in casa;
  • alle funzioni di apprendimento, con sistemi basati sull'intelligenza artificiale che si adattano alle abitudini domestiche nel tempo,

è possibile evitare quasi completamente il sovrapprezzo per il riscaldamento, eliminando al tempo stesso anche tutte le incertezze dal comfort. In un contesto in cui il costo dell’energia continua a incidere sulle famiglie italiane, adottare un uso più consapevole del termostato può fare la differenza.

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Anche se nel nostro Paese le temperature domestiche invernali sono già, come abbiamo visto, tra le più basse del Continente, una regolazione più efficiente del nostro impianto – supportato da termostati smart e buone pratiche quotidiane – può generare un ulteriore risparmio fino a 50 euro l’anno, riducendo al tempo stesso i consumi energetici e l’impatto ambientale. Piccoli accorgimenti, se applicati con costanza, trasformano la gestione della casa in una scelta intelligente, sostenibile e orientata al futuro.


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L’oscuro intreccio fra finanza corsara, mafia ed eversione nera degli anni Settanta


Nell’estate del 1974, nell’ambito delle indagini sulla morte del commissario Luigi Calabresi affiorò una “pista nera” che conduceva ad un grosso traffico d’armi con la Svizzera. Un anno dopo le prime indiscrezioni sulla “pista svizzera”, il quotidiano l’Unità tornava sull’argomento con due articoli di Mauro Brutto (24 e 25 Settembre 1975) nell’ambito delle indagini sul sequestro e la morte di Cristina Mazzotti. Siamo a pochi giorni dalle rivelazioni di Ballinari sul ruolo di Cicchellero nel riciclaggio del denaro dei sequestri ed è appena giunta la notizia che la polizia elvetica ha trovato, in una banca di Chiasso, banconote provenienti dai sequestri Mazzotti, Getty, Riboli, Malabarba e Vallino. Mauro Brutto scriveva: “I momenti più oscuri vissuti dal nostro paese in questi ultimi anni potrebbero avere una matrice comune con il più inquietante fenomeno mai apparso nella storia della delinquenza italiana, quello appunto dei sequestri di persona.” Richiamandosi alla “pista svizzera” di cui il giornale aveva parlato un anno prima, Brutto aggiunge che Calabresi si interessava “al traffico d’armi che, attraverso i boss internazionali del contrabbando, raggiungeva l’Italia, diretto alle organizzazioni eversive fasciste.” Secondo il cronista, Calabresi aveva individuato a Lugano la centrale che smistava le armi in Italia: la strada delle armi era la stessa che percorrevano, in senso opposto, i capitali esportati clandestinamente. Calabresi, sempre secondo il cronista dell’Unità, aveva anche identificato il responsabile della centrale luganese, ossia Ettore Cicchellero, personaggio chiave di quei traffici internazionali finanziati con il denaro sporco dei sequestri. Molti indizi portavano a pensare che le armi del traffico tra Svizzera e Italia fossero indirizzate al terrorismo nero e che il traffico si incrociasse in Svizzera con i canali del traffico di droga e di sigarette gestiti dalla criminalità organizzata.
L’anno successivo, nel corso di un’inchiesta in Valtellina sulle attività del Mar, il giornalista Brutto aveva scritto che due collaboratori di Fumagalli, Roberto Colombo e Antonio Sirtori, erano in contatto con autorevoli esponenti mafiosi come “don Ignazio”, ossia quel Vincenzo Arena delegato da Liggio al controllo del traffico di stupefacenti al Nord. Arena, a sua volta, risultava legato ad Antonio Squeo, già coinvolto nella inchiesta per la strage di Brescia, e a Donato Convertino, indiziato per stupefacenti, entrambi titolari di autofficine collegate alla Oia di Fumagalli. E ancora, Arena aveva rapporti con un noto truffatore internazionale, Ugo Ratti, legato a sua volta a Tom Ponzi.
Si delinea così un oscuro intreccio fra finanza corsara, mafia ed eversione nera si erano rafforzati negli anni seguenti, con il dilagare da un lato di fenomeni criminali quali rapine e sequestri, dall’altro di attentati terroristici e stragi.
L’on. Pio La Torre, membro della Commissione parlamentare antimafia, dopo la cattura di Liggio aveva incontrato a Milano magistrati e dirigenti dei Corpi di Polizia. In un’intervista all’Unità (21.7.1974) aveva detto: “Una parte dei proventi dei sequestri è stata utilizzata per finanziare il terrorismo nero.”
Non si è mai indagato realmente sui rapporti tra Fumagalli e Cicchellero ma diversi indizi, da Calabresi in poi, fanno sospettare l’esistenza di un possibile collegamento Liggio-Fumagalli-Cicchellero.
Scrive “Giorni” del febbraio 1977 che “se Cicchellero potesse essere interrogato dalle nostre autorità molti misteri potrebbero essere chiariti”. E l’elenco che segue è lungo e inquietante: “Potrebbero saltare fuori i nomi di potenti ‘padrini’ politici a cui probabilmente inviava denari in vista di campagne elettorali… Potrebbe fornire particolari sulla famosa riunione tenuta da Luciano Liggio a Gandria (a 4 km. da Lugano) con esponenti di ‘Cosa nostra’, alcuni uomini politici italiani, il principe Junio Valerio Borghese e molti altri. Con Ettore Cicchellero si potrebbe parlare dei suoi rapporti con gli esponenti dell’‘internazionale nera’, con Gianni Nardi, con gli altri fascisti esuli e con i capi della ‘cosca’ tirrenica della mafia calabrese… Potrebbe dire chi regge, a livello ‘insospettabile’, il traffico d’armi fra la Germania e l’Italia (per non parlare di droga e diamanti). E, infine, rivelare chi sono i veri capi dei
Concutelli e Vallanzasca… e dirci chi ha convinto Vallanzasca ad accettare le offerte dei neo-fascisti per diventare, in coppia con Concutelli, un ‘manovale di lusso’ della strategia della tensione.” Sicuramente l’anonimo articolista di “Giorni” mostrava di essere ben informato, e spicca, in questo senso, il riferimento ai rapporti fra la destra eversiva e le cosche tirreniche della n’drangheta.
Ci siamo allontanati parecchio dalle carte processuali ma questa integrazione con le fonti a stampa dell’epoca è parsa utile per delineare un quadro d’insieme prima di esaminare alcuni spunti offerti dal materiale dell’inchiesta della Procura di Milano. Le carte milanesi non parlano di rapporti di Cicchellero con il terrorismo di destra né di una presenza di fascisti all’interno dell’organizzazione contrabbandiera. E’ verosimile che per la polizia tributaria incaricata delle indagini il colore politico fosse indifferente ai fini dell’accertamento dei reati. Tuttavia, esaminando le cartelle degli imputati, si può rilevare che, in almeno una decina di casi, i precedenti penali rimandano a comportamenti non strettamente identificabili con quelli del contrabbandiere “puro”. Allo spedizioniere napoletano Francesco Tavassi, per esempio, venivano sequestrate due pistole, una delle quali con matricola abrasa; in casa aveva una collezione di trentadue sveglie e aveva avuto due condanne per lesioni colpose. Il genovese Vincenzo Giarelli aveva in fedina lesioni personali e detenzione di munizioni per pistola, e ad un altro genovese, Pio Carossino, venivano trovate banconote di un sequestro. Infine sempre a Genova, lo spedizioniere Giovanni Pittaluga aveva precedenti per rissa e detenzione abusiva di armi e munizioni; mentre per il suo socio, Remo Beccalli, figuravano furto continuato e rapina. Emilio Manera per commercio di sostanze stupefacenti, il siracusano Giuseppe Zampardi, che operava a Trezzano, aveva già subìto condanne per lesioni e porto d’armi abusivo. Armando Marzani, condannato a nove anni per rapina, aveva collezionato una lunga serie di furti aggravati e percosse.
Si denota quindi come l’evoluzione della figura del contrabbandiere non è più “pura”, ma che amplia i suoi orizzonti criminali.
Vale anche la pena di segnalare la presenza, nel collegio dei difensori, dell’avvocato Vladimiro Sarno, noto estremista di destra ed intimo amico di Giorgio Pisanò. Insieme ad alcuni imputati minori, Sarno si occupava della difesa di due personaggi che rivestivano ruoli importanti nell’organizzazione: il noto Alberto Dugnani, titolare della Nuova Kelsea, e la signora Desdemona Calatroni, alias Mafalda, alias Maria, la quale aveva funzioni di recapito per tutta l’organizzazione “facendo da ponte” con Ettore Cicchellero.
Qualche considerazione sulla natura dei “traffici” dell’organizzazione Cicchellero viene offerta dall’esame dei rapporti di p.g. dedicati al movimento di vagoni ferroviari che raggiungono l’Italia attraverso Vienna. Secondo la dogana austriaca, i vagoni entrati in Italia fra il 1974 e il 1976 sarebbero stati 99. Di questi 99, i vagoni intercettati dalla Tributaria italiana furono 5: due a Chiasso, uno a Milano e due a Forlì. In questi cinque vagoni vennero trovate e sequestrate circa 40 tonnellate di t.l.e. [tabacchi lavorati esteri], nascoste sotto le solite coperture. Non risulta che sia stata trovata “merce di contrabbando” di altra natura. Degli altri 94 carri ferroviari, 32 “non figurano entrati in Italia” e non si sa che fine abbiano fatto. Dei restanti sessantadue si appura che 55 raggiunsero varie località del triangolo industriale e vennero “scaricati” secondo le modalità di cui abbiamo già parlato; altri tre approdarono a Roma, uno a Sarno, due entrarono nel porto di La Spezia facendo perdere le proprie tracce, uno raggiunse il porto franco di Trieste per trasferire il carico in un container che, pochi giorni dopo, veniva imbarcato con destinazione Ashod (Israele). E’ poco probabile che l’organizzazione Cicchellero spedisse in Israele un container di sigarette. Qualche perplessità la destano anche i tre vagoni destinati a Roma; questi furono importati dall’International Shipping Agency di Franco Danesi e ufficialmente contenevano carbone di legna. Normalmente le merci di copertura vanno dalle balle di cotone a scatoloni contenenti mangimi, vetri o lampade etc; tutte merci di peso specifico simile o comunque compatibile con quello dei cartoni di sigarette, ma il peso specifico del carbone è assai superiore. Sdoganati a Roma i tre vagoni vennero scaricati ad Aprilia e a Pomezia. Si tratta di zone a quel tempo controllate dalla banda della Magliana, guidata dal Franco Giuseppucci che, fra l’altro, trafficava in armi.
Abbiamo già detto che una parte consistente del traffico contrabbandiero dalla Svizzera e dalla Francia verso l’Italia avveniva per mezzo dei ben noti Tir. Grazie ai falsi sigilli applicati in partenza, gli autotreni potevano viaggiare praticamente indisturbati fino al luogo in cui poi era scaricata clandestinamente la merce.
Sul traffico d’armi dalla Svizzera attraverso i valichi di frontiera scriveva il giornalista Carlo Brambilla (L’Unità, 8.2.1977): “Nel Varesotto c’è una “zona franca” per mercanti d’armi e neofascisti. La base del contrabbando d’armi e stupefacenti è a Luino. Dai 5 valichi di Ponte Tresa, Cremenaga, Zenna, Fornasette e Palone passano ogni giorno carichi di armi pesanti destinate in buona parte al Medio Oriente e grossi carichi di droga per il mercato interno.”
E sullo stesso giornale, il 7.9.1977, Giovanni Laccabò scriveva da Luino: “Attraverso i ‘buchi’ della frontiera svizzera (sbarre alzate di notte e nessun controllo) transitano i TIR con le armi nel cassone. Si conoscono caratteristiche dei mezzi e imballaggi adottati.” Nelle carte dell’inchiesta milanese due Tir soltanto risultano intercettati e sequestrati nel novembre 1975 nei pressi di Pavia. La Polizia Tributaria sequestrava circa 20 tonnellate di t.l.e. in scatoloni di cartone celati all’interno di balle di cotone, ma non vi era traccia di altra “merce” (XI/1 e XX/1). Indizi di notevole interesse su un rilevante traffico d’armi invece emergono da una agenda sequestrata al broker genovese Enrico De Marchi e rinvenuta in un faldone di reperti (XXI/1). La città doriana ha dato i natali a numerosi De Marchi, fra i quali, oltre all’Enrico in oggetto, è bene ricordarne almeno due. Non si può escludere, infatti, che fra questi tre De Marchi possa esistere qualche rapporto di parentela. Il più noto è l’avvocato Giancarlo, rappresentante del Msi nel consiglio comunale di Genova e uomo di Borghese, arrestato il 12.11.1973 nell’ambito dell’inchiesta sulla Rosa dei Venti con l’imputazione di cospirazione contro lo Stato e secondo la stampa anche traffico d’armi.
[…] I numeri romani rimandano ai fascicoli dell’inchiesta (procedimenti penali N. 1284/76 – A e N. 3168/75 – A del Tribunale di Milano) dove si trovano gli originali dei documenti […]
Jacopo Marchi, Il contrabbando di tabacchi lavorati esteri in Italia. La figura di Ettore Cicchellero 1950-1980, Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Anno Accademico 2012-2013

Carlo Fumagalli sarà attivo negli anni ’70 con il gruppo Mar in Valtellina. Nell’articolo: I fascisti “rivoluzionari” di G. CEREDA la Rivista Anarchica, anno 2 nr. 10 del febbraio 1972 si afferma che «Il valtellinese movimento d’azione rivoluzionaria è uno dei gruppi fascisti più interessanti nella storia dinamitarda degli ultimi due anni». L’articolo completo è in: arivista.org/index.php?nr=10&p…. Fatte salve una serie di affermazioni approssimative o sbagliate in relazione ai fatti della Resistenza, di cui conviene non tener conto, il racconto del dopo Resistenza una qualche concretezza ce l’ha, per lo meno gli attentati ai tralicci sono veramente avvenuti e l’indagine della Procura della Repubblica ha portato poi ad un processo con condanne. Significativo questo passo con relativa nota della ricerca di F. CATALANO, La Resistenza nel Lecchese e nella Valtellina, cit., pp. 131-132; la nota dice: “Fra tutte le moltissime testimonianze relative, può essere interessante anche confrontare l’articolo di L’Express” del 9 settembre 1974 nell’inchiesta sulle trame nere (p. 52 e sgg. e in particolare p. 59): ‘Le SID a suivi, avec la meme punctualité et les memes silences, la troisième ramification de la Trame noire: celle du groupe de Carlo Fumagalli, le plus dangereux de ses aventuriers. En 1943 M. Fumagalli était, à 19 ans, le chef tout-puissant du marquis de la Valtellina, la vallée alpestre des confins de la Suisse qui dèbouche sur le lac de Como. Un condoctière, courageau mais avide. Il avait monté une filière pour les Juifs qui tentaient de passer en Suisse. Dès que le malhereux arrivaient sur ses terres, il les dépouillait de tout ce que ils possedaient, et il les livrait aux Allemands. Alfin qu’il n’y ait pas de traces. Et, de fait, personne n’en a jamais parlé. A la retraite dès l’age de 20 ans, M. Fumagalli n’avait plus que deux passe-temps: gagner de l’argent et fignaler des attentats. A Milan, c’était un secret de polichinelle’ “. Oltre a questo, vi è anche il riferimento ai passaggi di frontiera prezzolati, specialità poi delle formazioni di Carlo Fumagalli nella zona di Tirano. Un certo atteggiamento del clero che, non solo non appoggiava più il fascismo (tranne casi isolati), ma talvolta si assumeva in prima persona rischi personali, come appunto nell’episodio di Sondalo e dei prigionieri alleati che don Valletta addirittura scorta fino al confine con la Svizzera. Notizie su il Mar e Carlo Fumagalli in: L. LANZA, Bombe e segreti. Piazza Fontana: una strage senza colpevoli, Eleuthera, Milano, 1997; archivio900.it/it/documenti/do…
Gabriele Fontana e Massimo Fumagalli, Formazioni Patriottiche e Milizie di fabbrica in Alta Valtellina. 1943-1945, Associazione Culturale Banlieu
#1974 #1976 #1977 #armi #Austria #banda #CarloFumagalli #contrabbando #CosaNostra #destra #EttoreCicchellero #eversione #finanza #Genova #intreccio #JacopoMarchi #lUnità #LuigiCalabresi #Magliana #MAR #MauroBrutto #Milano #nDrangheta #neofascisti #persona #PioLaTorre #Roma #sequestri #Svizzera #tabacchi #terroristi #Trieste #Valtellina

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🔐 Avete già scoperto YOOTA Decrypt?


Ogni lunedì verrà pubblicato un messaggio cifrato sul sito. Le regole sono semplici: ogni lettera ne nasconde un’altra, e lettere uguali corrispondono sempre alla stessa sostituzione. Dovete capire quale lettera si nasconde dietro quale fino a ricostruire la frase completa.

Piccolo aiuto: le frasi sono sempre legate al mondo della privacy e della tecnologia, quindi se masticate un po’ l’argomento partite avvantaggiati!

Se vi bloccate avete tre indizi a disposizione, se vi piace la sfida c’è un timer che conta il tempo.

Non serve registrarsi, non vengono raccolti dati e non c’è nessuna fregatura. È solo un gioco per divertirsi!

Quanto ci mettete a decifrare la prima frase? 👀

👉 yoota.it/decrypt

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GrapheneOS si aggiorna: registrazione chiamate, patch critiche e miglioramenti al supporto RCS


GrapheneOS 2026021200 introduce una nuova registrazione chiamate, migliora il supporto RCS, aggiorna i kernel e corregge decine di vulnerabilità critiche per tutti i Pixel dal 6 al 10.
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GrapheneOS ha rilasciato la build 2026021200, disponibile per tutti i Pixel dal 6 al 10 (pieghevoli compresi). Non è un aggiornamento che stravolge le cose, ma porta con sé novità concrete per chi affida la propria sicurezza a questo sistema operativo.

Chiamate e messaggistica


La novità più visibile è la registrazione delle chiamate, completamente riscritta utilizzando le stesse API del dialer Google. L’obiettivo è una maggiore stabilità e compatibilità, incluso il supporto al passaggio tra reti diverse durante una conversazione. Per ora è attivabile manualmente come funzione sperimentale, ma in futuro sostituirà la vecchia implementazione.

Migliorato anche il supporto ai messaggi RCS all’interno del livello di compatibilità con Google Play. Un nuovo interruttore permette di autorizzare l’autenticazione della SIM per quegli operatori che la richiedono, risolvendo un problema che in alcuni casi impediva del tutto l’uso dell’RCS su Google Messaggi.

Sicurezza


Il capitolo più corposo riguarda le patch: l’aggiornamento integra le correzioni dai bollettini Android 16 da marzo ad agosto 2026, con 9 vulnerabilità critiche e oltre 30 di gravità alta. I kernel supportati (6.1, 6.6 e 6.12) sono stati aggiornati alle ultime revisioni LTS, ed è stata riattivata la firma obbligatoria dei moduli con un adattamento per la compatibilità con pKVM. Il browser Vanadium sale alla versione 145.

Chi sceglie GrapheneOS di solito tiene parecchio alla propria sicurezza digitale: per estendere la protezione anche alla posta, vale la pena valutare Proton Mail o Tuta, entrambi con crittografia integrata.


FONTE grapheneos.org

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costruire in ytallllya?


costruire qualsiasi cosa in un paese come l’ytalya è veramente un viaggio tra i due estremi dell’impossibile e del deprimente. progettare una collana editoriale, una pubblicazione, strutturare … → continua qui noblogo.org/differx/costruire-…

#italia #ytalya #burocrazia #fondi
#burocrazia #fondi #italia #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #ytalya

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Brave sta testando i “container” per isolare i siti come su Firefox: ecco come provarli


Brave sta testando i container nella versione Nightly, la stessa funzione che su Firefox permette di isolare siti e account in schede separate. Ecco come testarla.
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Chi usa Firefox probabilmente già conosce i container. Sono schede isolate che impediscono ai siti di condividere cookie e dati di sessione tra loro. Puoi, ad esempio, accedere a tre account Gmail diversi nella stessa finestra. Una funzione molto amata dagli utenti attenti alla privacy, che finora era esclusiva di Firefox.

Brave, il browser basato su Chromium con blocco pubblicità integrato, sta finalmente lavorando alla propria versione di questa funzione. Come segnalato dalla community di Privacy Guides, i container sono già funzionanti nella versione Nightly del browser, quella riservata ai test e non pensata per l’uso “quotidiano”.

Come funzionano


Il concetto è lo stesso di Firefox: ogni container mantiene una sessione di navigazione separata. I cookie, i dati di accesso e la cronologia di un container non sono visibili dagli altri. In pratica è come avere più browser aperti nello stesso momento, ma dentro un’unica finestra.

Su Brave Nightly la funzione è già utilizzabile e, stando alle prime prove condivise dagli utenti, l’interfaccia è funzionale e i container si comportano come previsto.

Per provarla:

  • scarica Brave Nightly
  • nella barra degli indirizzi scrivi brave://flags/#containers
  • dovresti trovare il flag “Containers”. Impostalo su Enabled
  • Riavvia il browser


Quando arriverà per tutti?


Non c’è ancora una data per il rilascio nella versione stabile di Brave. Come per tutte le funzioni in fase di test, dovrà passare prima dalla Nightly alla Beta e infine alla versione che tutti usiamo quotidianamente. Chi vuole provarla in anteprima può scaricare Brave Nightly dal sito ufficiale, tenendo presente che si tratta di una versione sperimentale e potenzialmente instabile.

Per chi nel frattempo vuole già proteggere la propria navigazione, abbinare un buon browser a un servizio DNS come NextDNS o AdGuard DNS è un ottimo punto di partenza per filtrare pubblicità e tracciamento a livello di rete.


FONTE brave.com

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AdGuard DNS per smartphone si aggiorna: ecco cosa cambia nella versione 1.2


AdGuard DNS mobile si aggiorna alla versione 1.2 con protezione DNS non aggirabile su iOS gestiti, avvio automatico su Android e scelta del tema. Ecco tutte le novità.
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L’app mobile di AdGuard DNS arriva alla versione 1.2 con alcune novità che puntano soprattutto a rendere il servizio più affidabile e, per chi lavora in ambito aziendale, più facile da gestire su larga scala.

Controllo più stretto per i dispositivi aziendali


La novità più significativa riguarda iOS: sui dispositivi gestiti tramite un sistema di gestione aziendale (MDM), la protezione DNS non può più essere disattivata dall’utente. In pratica, gli amministratori IT possono ora imporre regole di filtraggio DNS a tutti gli iPhone e iPad dell’organizzazione senza il rischio che qualcuno le aggiri, volontariamente o per sbaglio.

Avvio automatico su Android e tema personalizzabile


Su Android, l’app ora parte in automatico al riavvio del telefono. Chiunque abbia usato un’app di protezione DNS sa quanto sia facile dimenticarsene dopo un aggiornamento di sistema o un riavvio forzato: da quel momento in poi si naviga senza filtro senza nemmeno accorgersene.

Altra aggiunta, più estetica: è ora possibile scegliere tra tema chiaro, scuro o seguire le impostazioni di sistema.

Oltre a questo, sia su iOS che su Android sono stati fatti miglioramenti generali alla stabilità e alle prestazioni.

Per chi non conoscesse il servizio, AdGuard DNS è un risolutore DNS in cloud che blocca pubblicità e tracker prima ancora che raggiungano il dispositivo, funzionando a livello di rete anziché di singola app. Una soluzione comoda per chi vuole una protezione di base senza installare un ad blocker tradizionale.


FONTE adguard-dns.io

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21 febbraio, fondazione baruchello, roma: finissage della mostra “sinantropico”, di silvia cini

finissage mostra 'sinantropico', di silvia cini, alla fondazione baruchello_ romaFondazione Baruchello presenta:
Silvia Cini
Sinantropico
all’interno del progetto Terra come Terra
Finissage della mostra
Sabato, 21 feb 2026
Ore 18–21
Via del Vascello 35, Roma

#art #arte #finissage #FondazioneBaruchello #mostra #SilviaCini #TerraComeTerra

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Go 1.26: il garbage collector Green Tea diventa lo standard e le prestazioni migliorano


Go 1.26 è disponibile: garbage collector Green Tea attivo di default, chiamate cgo più veloci del 30% e nuovo profilo sperimentale per le goroutine leak.
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Go 1.26 è arrivato e porta con sé cambiamenti importanti, a partire dal raccoglitore di rifiuti (garbage collector) “Green Tea”, ora attivo di default dopo la fase sperimentale della versione precedente. Secondo il team di sviluppo, il nuovo sistema gestisce la memoria in modo più efficiente e in certi scenari riduce il carico del garbage collector fino al 40%.

Prestazioni in primo piano


Chi lavora con Go e codice C noterà un miglioramento concreto: le chiamate cgo pesano circa il 30% in meno rispetto a prima. Anche le allocazioni di memoria per oggetti piccoli (sotto i 512 byte) diventano più rapide grazie a routine ottimizzate generate direttamente dal compilatore, con un guadagno complessivo stimato intorno all’1% nei programmi che allocano di frequente.

Per chi usa processori AMD o Intel di ultima generazione c’è un bonus aggiuntivo: il garbage collector sfrutta le istruzioni vettoriali per scandire gli oggetti più piccoli, aggiungendo un ulteriore margine di circa il 10%.

Novità per il linguaggio e gli strumenti


Sul fronte del linguaggio, la funzione new accetta ora espressioni come argomento, rendendo più semplice inizializzare valori opzionali, specialmente quando si lavora con la serializzazione JSON o i protocol buffer.

Anche il comando go fix è stato completamente riscritto: si appoggia al framework di analisi di Go e include una serie di correzioni automatiche per aggiornare il codice a idiomi più moderni.

Tra le novità sperimentali, infine, spicca il profilo per individuare le goroutine “dimenticate” (goroutine leak), utile per scovare quei processi concorrenti che restano bloccati senza mai terminare. Se tutto va bene, dovrebbe diventare stabile nella prossima versione.


FONTE go.dev

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Orti della Susanna, il parco c’è già. Apriamolo ai cittadini


In una grigia e ventosa mattina di febbraio, cosa può avere mosso un centinaio di persone di ogni età ad indossare, in città, le scarpe da trekking e percorrere i sentieri di un’area verde, ancora umidi per la pioggia recente? Forse la curiosità di conoscere l’ampio spazio incontaminato che sopravvive nel quartiere di Cibali, tra stradine, case e alti palazzi che lo circondano e, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/16/orti…

#avifauna #CentroDirezionaleCibali #CittàMetropolitanaDiCatania #ComitatoParcoOrtiDellaSusanna #ComuneDiCatania #OrtiDellaSusanna #RegioneSiciliana #SoprintendenzaCatania #verdeUrbano

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7-Zip 26.00: correzioni per gli archivi TAR e ottimizzazioni


7-Zip 26.00 corregge l'estrazione dei file sparsi nei TAR e migliora il supporto per CPU con oltre 64 thread.
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La versione 26.00 di 7-Zip si concentra sulla stabilità tecnica. La correzione principale riguarda l’estrazione di archivi TAR contenenti “sparse file” (file che ottimizzano lo spazio su disco salvando solo i dati effettivi e non le parti vuote), che in precedenza potevano causare errori durante la decompressione.

Oltre a questo fix, è stato migliorato il codice per la gestione di formati comuni come ZIP, RAR e immagini QCOW. Per chi utilizza workstation ad alte prestazioni, il tool di benchmark interno ora supporta correttamente le CPU con più di 64 thread.


FONTE github.com

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Brave Search lancia una nuova API per l’IA e sfida i big del settore


Brave lancia la nuova LLM Context API per la ricerca web ottimizzata per l'IA. Un test interno mostra come dati migliori possano far battere modelli economici rispetto a ChatGPT e Google AI Mode.
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Brave ha presentato una versione rinnovata delle sue API di ricerca, pensata per fornire ai modelli di linguaggio dati più precisi e meglio organizzati rispetto a quelli dei concorrenti. Il cuore della novità si chiama LLM Context API, un sistema che estrae e ordina le informazioni dal web in un formato ottimizzato per essere “digerito” dall’intelligenza artificiale.

I dati contano più del modello


Il punto più interessante dell’annuncio riguarda i risultati di un test interno condotto da Brave a fine novembre 2025. Utilizzando il proprio chatbot Ask Brave, alimentato dal modello open source Qwen3 (tutt’altro che il più potente in circolazione), l’azienda sostiene di aver superato in qualità le risposte di ChatGPT, Perplexity e Google AI Mode su un campione di 1.500 domande reali. Il merito, secondo Brave, non sta nel modello ma nella qualità dei dati forniti come contesto: con informazioni più pertinenti e ben strutturate, anche un modello meno avanzato può produrre risposte migliori.

È una tesi provocatoria ma che ha il suo fascino, soprattutto in un momento in cui la corsa all’intelligenza artificiale sembra concentrata solo sulla potenza dei modelli.

Piani più semplici e crediti gratuiti


Oltre all’aspetto tecnico, Brave ha semplificato i piani tariffari per gli sviluppatori. Il piano Search, che include ricerca web, immagini, video e la nuova API, costa 5 dollari ogni mille richieste. Il piano Answers, che restituisce risposte già elaborate e verificate, parte da 4 dollari ogni mille ricerche più 5 dollari per milione di token. Tutti i piani includono 5 dollari di credito gratuito mensile rinnovabile, un modo piuttosto accessibile per iniziare a sperimentare.

Brave continua a puntare sulla privacy come elemento distintivo: nessun dato viene conservato, nessuna query viene usata per addestrare modelli proprietari e l’intera infrastruttura resta indipendente dai colossi della tecnologia.


FONTE brave.com

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Roborock QR 598: aspirapolvere smart che sfida i modelli premium a prezzo contenuto


Scopri il Roborock QR598, l’aspirapolvere robot che unisce prestazioni da top di gamma a un prezzo da entry-level. Navigazione intelligente, potenza di aspirazione e funzioni smart a portata di budget
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Roborock QR 598 è un robot aspirapolvere ideale per chi, per la prima volta, si approccia a questa categoria di prodotti. Simile ai modelli di fascia superiore sia nel design sia nelle dimensioni, il QR 598 vanta potenza e caratteristiche necessarie ad assicurare un'adeguata pulizia della casa. In cambio, a fronte di un'ampio ventaglio di operazioni che il dispositivo è in grado di gestire anche da remoto, questo dispositivo Roborock richiede una manutenzione molto semplice ed è subito pronto a ripartire.
La docking station all-in-one si occupa si svuotare la polvere, lavare i due mop rotanti e ricaricare la batteria del robotLa docking station all-in-one si occupa si svuotare la polvere, lavare i due mop rotanti e ricaricare la batteria del robot
Il QR 598 offre più di quanto ci si aspetterebbe da un robot aspirapolvere in una fascia di prezzo sotto i 500 euro, anche con funzione di lavaggio. Durante il test, infatti, il robot ha svolto egregiamente i suoi compiti di aspirazione e lavaggio del pavimento e tutto con un buon livello di silenziosità. Le ruote integrate “ScratchSafe” prevengono possibili graffi al pavimento, particolarmente utile nei casi in cui la superficie è molto delicata, e la docking station all-in-one si occupa in completa autonomia di svuotare la polvere raccolta dal robot, lavare ed asciugare e i panni per il lavaggio.
Il robot aspirapolvere nella Docking Station. La torretta sulla parte superiore alloggia il sensore Lidar per la navigazioneIl robot aspirapolvere nella Docking Station. La torretta sulla parte superiore alloggia il sensore Lidar per la navigazione

Il design e la qualità costruttiva


Questo QR 598 è una variante "economica" del brand: i materiali che costituiscono lo chassis principale ne sono una testimonianza; tuttavia il robot è munito di sensore LiDAR per la navigazione ed è tra i più piatti sul mercato, con dimensioni che non superano i 10cm in altezza (9,65cm per l'esattezza); un dato importante perchè evidenzia quanto Roborock non abbia risparmiato dove serve davvero. Il robot aspirapolvere, infatti, si muove con facilità anche sotto i mobili, coprendo una superficie di pulizia quanto più ampia possibile. Il modello in prova, come si vede dalle foto, è nero ma Roborock ne fa anche una versione bianca.
Nella parte frontale della Docking Station troviamo il sacchetto contenitore della polvere. Con un utilizzo regolare Roborock stima circa 7 settimane di utilizzo prima della sua sostituzioneNella parte frontale della Docking Station troviamo il sacchetto contenitore della polvere. Con un utilizzo regolare Roborock stima circa 7 settimane di utilizzo prima della sua sostituzione
Il sacchetto della polvere si trova all'interno della Docking Station, accessibile dalla parte frontale. La sua capacità, pari a 2,7 litri, consente fino a 7 settimane circa di autonomia senza necessità di cambiare sacchetto, garantendo una maggiore praticità a lungo termine. Nella parte superiore, invece, troviamo l'accesso due contenitori facilmente estraibili: uno che raccoglie l'acqua pulita e l'altro dove finisce l'acqua scaricata, in modo completamente automatico, dal robot al termine della sessione di pulizia. Il nostro intervento, dunque, si limita a svuotare periodicamente il contenitore dell'acqua e a riempire l'altro con acqua pulita.
Nella foto l'alloggiamento dei due contenitori d'acqua: a destra quello contenente acqua pulita e a sinistra il contenitore che raccoglie l'acqua sporca del robotNella foto l'alloggiamento dei due contenitori d'acqua: a destra quello contenente acqua pulita e a sinistra il contenitore che raccoglie l'acqua sporca del robot
Il Qrevo 598 non ha un mop estensibile, e nemmeno una spazzola laterale girevole come per i modelli di fascia alta del brand. Ciononostante, la mancanza di alcune caratteristiche non mette il Qrevo 598 in una posizione di inferiorità rispetto ad altri modelli; il robot è ben progettato e nell'utilizzo pratico, infatti, esegue con diligenza i compiti assegnati, raggiungendo con buona precisione anche le zone della casa più difficili da coprire per un robot, come i battiscopa o il perimetro di un mobile; le ruote “ScratchSafe” poi, assicurano che i pavimenti non vengano graffiati durante le operazioni.
Per velocizzare il processo di configurazione, sarà sufficiente scansionare il codice QR situato sotto il cofano del Qrevo S ed in pochi secondi il robot è pronto per l'usoPer velocizzare il processo di configurazione, sarà sufficiente scansionare il codice QR situato sotto il cofano del Qrevo S ed in pochi secondi il robot è pronto per l'uso

Operazioni preliminari


Una volta collegata la docking station all'alimentatore, il passaggio successivo consiste nella configurazione del robot tramite l'App Roborock. Da sapere che per portare a termine la configurazione, avremo bisogno di una connessioneWi-Fi a 2,4 GHz. A questo punto il robot aspirapolvere comincerà la fase di conoscenza con l'abitazione, scansionando l'area di lavoro.
Prima di partire con le pulizie, è necessario riempire il contenitore dell'acqua pulitaPrima di partire con le pulizie, è necessario riempire il contenitore dell'acqua pulita
La durata dell'operazione è strettamente legata alle dimensioni dell'immobile e in poco più di 15 minuti ha coperto un'area superiore a 100 mq circa, con una buona identificazione degli spazi e degli oggetti incontrati sul percorso. I passaggi successivi, durante i quali il QR598 eseguirà i suoi tasks, serviranno al robot per migliorare gradualmente il livello di dettaglio della mappatura; inoltre, grazie all'app, potremo ulteriormente affinare lo spazio entro il quale dovrà operare con l'aggiunta o la modifica manuale della pianta realizzata dai sensori del robot.

App e funzionalità


L'app sviluppata da Roborock per il controllo remoto dei suoi dispositivi rimane una delle più chiare e dettagliate che abbia utilizzato. Il QR 598 non è un modello di punta, come specificato in precedenza, ma l'app Roborock consente comunque un’ampia gamma di impostazioni che la concorrenza in questa fascia di prezzo non offre; in aggiunta l'ho trovata molto intuitiva, un vantaggio significativo nell'utilizzo pratico, in particolare quando vogliamo modificare la mappatura manualmente.
Dopo l'iniziale mappatura della superficie, potremmo agire manualmente sulla mappa rappresentata per migliorare la navigazione del robotDopo l'iniziale mappatura della superficie, potremmo agire manualmente sulla mappa rappresentata per migliorare la navigazione del robot
Il robot, inoltre, riconosce automaticamente i tappeti e li include nelle mappe ma, anche in questo caso, possiamo intervenire manualmente per avvicinare la digitalizzazione dell'immobile alla situazione reale. L'impostazione della direzione di posa del pavimento, un vantaggio per un dispositivo di questa fascia di prezzo, facilita il compito del robot che non dovrà "saltellare" tra le fughe che dividono le mattonelle. Nei casi in cui l'abitazione sia composta da più piani, l'App consente di memorizzare fino a quattro mappe diverse.
Dopo la mappatura iniziale, infatti, è possibile perfezionare la planimetria scansionata con modifiche che riguardano l'aggiunta di mobili, di zone vietate e perfino il tipo e la direzione di posa del pavimentoL'ampia versatilità dell'App consente di perfezionare la planimetria scansionata con modifiche che riguardano l'aggiunta di mobili, di zone vietate e perfino il tipo e la direzione di posa del pavimento
Nel menu principale, l'app Roborock fornisce anche un rapido accesso a diversi livelli di potenza di aspirazione, consente di modificare la quantità d'acqua e la direzione di movimento, e il numero di volte che vogliamo lavare la medesima superficie. In aggiunta, l'app consente di accedere alle funzioni della docking station: è qui che si avvia il lavaggio e l'asciugatura dei mop, lo svuotamento della polvere raccolta dal robot e la contestuale ricarica della batteria.

Prestazioni


Qrevo 598 di Roborock, come detto in precedenza, non è la scelta top dell'azienda; tuttavia, questo dato deve essere considerato con la dovuta attenzione in fase di acquisto.
Il movimento del robot sul piano orizzontale è assicurato dalle ruote posteriori "scratch safe" e dalla ruota centrale situata nella parte frontale del robotIl movimento del robot sul piano orizzontale è assicurato dalle ruote posteriori "scratch safe" e dalla ruota centrale situata nella parte frontale del robot
Questo perchè il robot, oltre ad offrire un'eccellente affidabilità, durante la fase di test ha svolto molto bene i compiti assegnati, grazie ad una efficace potenza di aspirazione, una soddisfacente copertura della superficie mappata e la precisione del sistema di navigazione, che gli consente di districarsi con disinvoltura tra gli oggetti presenti.
La precisione del robot durante la navigazione è molto alta. Inoltre, esso segue le linee di fuga tra le piastrelle, evitando i fastidiosi sobbalziLa precisione del robot durante la navigazione è molto alta. Inoltre, esso segue le linee di fuga tra le piastrelle, evitando i fastidiosi sobbalzi
Con 8.000 Pa, il Qrevo 598 assicura un'aspirazione molto efficace, specie su superfici piastrellate come quella utilizzata per questo test. Come evidenziato in precedenza, i livelli di sola aspirazione sono 5, e scendono a 4 quando selezioniamo le funzioni di aspirazione e lavaggio insieme. Il robot aspira anche i tappeti: in questo caso le impostazioni dell'App ci consentono di selezionare la funzione più adatta alle nostre esigenze. In autonomia, nel caso di un tappeto, il robot ritrae intelligentemente le spazzole di 10mm circa, in quanto non interessate all'aspirazione e per evitare che possano sporcare il tessuto del tappeto.
Il robot riconosce i tappeti ed esegue la fase di aspirazione sollevando i mop, per evitare il contatto con il tappeto stessoIl robot riconosce i tappeti ed esegue la fase di aspirazione sollevando i mop, per evitare il contatto con il tappeto stesso
Qrevo 598, inoltre, non ha alcuna difficoltà con i peli lasciati dagli animali domestici o dai capelli depositati sul pavimento. La forza aspirante e le spazzole raccolgono peli e capelli per convogliarli nella pancia del robot; la particolare conformazione delle spazzole in gomma ne previene i grovigli, facilitando il successivo compito di rimozione manuale (da parte nostra) dei peli residui accumulati alle estremità. Anche i risultati di lavaggio del pavimento sono molto soddisfacenti: il dispositivo lava il pavimento in modo impeccabile grazie ai due mop rotanti, e alla possibilità di disporre di un'ampia serie di impostazioni per elevare l'efficacia del risultato finale. Analogamente, la pulizia dei tappeti è efficace e i residui vengono aspirati senza lasciare tracce visibili.
Tramite l'app possiamo selezionare diverse modalità di pulizia: per stanze, zone oppure affidando tutto all'intelligenza artificialeTramite l'app possiamo selezionare diverse modalità di pulizia: per stanze, zone oppure affidando tutto all'intelligenza artificiale
Nella pratica quotidiana, il flusso d'acqua più elevato è destinato solo alle situazioni di sporco più serie. Durante il test, il robot ha individuato e rimosso senza difficoltà le macchie più piccole incontrate sul proprio percorso con un flusso d'acqua di media entità; utile la funzione che permette al robot, in completa autonomia, di rientrare alla docking station per sciacquare i mop e riprendere il lavoro dove l'aveva interrotto. Una raccomandazione che ritengo sia utile adottare, e non solo per questo dispositivo, è quella di limitare al minimo la presenza di cavi sul percorso del robot; per quanto la sensoristica possa essere "attenta", essi rappresentano a mio avviso il pericolo maggiore per questi dispositivi, perchè possono aggrovigliarsi tra i mop rotanti e potenzialmente danneggiare il robot.
Al termine della pulizia, l'App ci fornisce un resoconto dettagliato del task. Inoltre, avremo a disposizione una serie di impostazioni per gestire la fase di lavaggio e asciugatura dei mopAl termine della pulizia, l'App ci fornisce un resoconto dettagliato del task. Inoltre, avremo a disposizione una serie di impostazioni per gestire la fase di lavaggio e asciugatura dei mop
Il Roborock QR 598 è dotato di una batteria da 5200 mAh. Questa caratteristica gli consente un'eccellente autonomia, in grado di coprire con tranquillità e senza interruzioni aree intorno ai 100mq. Questo dato, comunque, rappresenta un puro riferimento numerico in quanto il robot, in completa autonomia, rientra alla Docking Station quanto la batteria comincia a scarseggiare e avvia la ricarica necessaria per completare la sessione di pulizia. A lavoro ultimato, il QR 598 rientra alla base, la polvere viene svuotata, viene avviata la ricarica completa e i mop vengono lavati con acqua calda.

Considerazioni finali


Il Roborock QR 598 offre prestazioni complessive molto buone in un ambiente domestico con superfici miste. multisuperficieIl Roborock Qrevo S si inserisce in una fascia di prezzo molto più accessibile rispetto ai top di gamma che ricadono in questa categoria di elettrodomestici smart. I materiali con cui il robot è costruito sono più economici e lo stesso vale per la docking station. Da segnalare anche l'assenza della luce led e dei bracci estendibili dei mop e della spazzola rotante anteriore. Tuttavia, se abbiamo un budget limitato o siamo al primo approccio con i dispositivi di smart cleaning, l'acquisto di questo dispositivo, che possiamo trovare nei negozi delle migliori catene di elettronica di consumo ad un buon rapporto qualità-prezzo, è ampiamente consigliato.

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NetNewsWire 7.0: il lettore RSS si rifà il look con il Liquid Glass


Scopri NetNewsWire 7.0, il leggendario lettore RSS per Mac e iPhone che si rinnova con il design Liquid Glass e il supporto Markdown. Ecco le novità.
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Leggere le notizie senza dipendere dai capricci degli algoritmi o dai post sponsorizzati è un lusso che molti utenti Mac e iPhone si concedono grazie a NetNewsWire. Lo storico aggregatore di feed ha da poco compiuto il salto alla versione 7.0. La novità più evidente non riguarda solo la stabilità ma l’estetica, con l’adozione del Liquid Glass che Apple ha introdotto nelle ultime versioni dei suoi sistemi operativi.

Trasparenze e fluidità


Non si tratta solo di estetica fine a sé stessa perché gli sviluppatori hanno colto l’occasione per ripulire la struttura delle cartelle, ora più ordinate, e per ingrandire i contatori degli articoli non letti rendendoli subito visibili anche a colpo d’occhio.

Se siete tra quelli che tengono particolarmente alla pulizia della propria navigazione, questo lettore è il compagno ideale. Magari potreste abbinarlo a un servizio come NextDNS per eliminare alla radice ogni tracciamento mentre passate da un sito all’altro.

Sotto la scocca e requisiti


Oltre al design, NetNewsWire 7.0 porta con sé un codice modernizzato che punta tutto sulla velocità di esecuzione. C’è anche una piccola chicca per i puristi: il supporto al formato Markdown direttamente nei feed, un dettaglio che semplifica la vita a chi scrive e legge contenuti tecnici o blog personali.

Bisogna però fare attenzione ai requisiti minimi, che in questa versione sono piuttosto stringenti. Per installare l’aggiornamento su computer serve macOS 26 Tahoe, mentre su smartphone e tablet è necessario aver già effettuato il passaggio a iOS 26. Chi utilizza ancora versioni precedenti del sistema operativo dovrà restare alla versione 6.2, che continuerà comunque a funzionare correttamente per la gestione quotidiana dei flussi di notizie.


FONTE netnewswire.blog


FONTE netnewswire.blog

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Senza consenso è stupro. In Italia le donne si mobilitano


Le scelte legislative, culturali e simboliche degli ultimi decenni hanno avuto in Italia un percorso che incide direttamente sulla possibilità delle donne di essere credute, tutelate, libere.

In continuità con il codice Rocco, dal 1946 al 1996 la violenza sessuale è stata considerata come un reato contro la pubblica morale. Grazie al lavoro instancabile di tutto il movimento delle donne, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/15/senz…

#CostituzioneItaliana #stupro #violenzaSulleDonne

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adriano accattino (ivrea, 1942-2026)


ricevo la notizia, molto triste, da Sandro Ricaldone, che ringrazio, e pubblico qui di seguito le sue righe:

È mancato nella giornata di ieri Adriano Accattino, poeta, scrittore promotore di riviste, collezionista di poesia visiva, custode e studioso di un importante archivio di Emilio Villa, mecenate, fondatore del Museo della Carale. Grande intellettuale dalla personalità versatile e poliedrica, lo ricordiamo con tristezza e immenso affetto.
I funerali si terranno mercoledì nella sua Ivrea.
#AdrianoAccattino #EmilioVilla #Ivrea #materialiVerbovisivi #MuseoDellaCarale #obituary #poesiaConcreta #poesiaVisiva #SandroRicaldone #scomparsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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la forza dell’ordine / fausto vilevich, ugo pierri. 2013


[youtube=youtube.com/watch?v=P8PStSCWNH…]

Video di Fausto Vilevich e Ugo Pierri, relativo al caso Genova 2001. Musiche scritte per l’occasione da Marco Vilevich per i Bachibaflax
#2001 #bachibaflax #FaustoVilevich #Genova2001 #macelleriaMessicana #musica #UgoPierri

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reality orp (paloma kop & andrei jay): mini concert for the internet archive, 2025


[youtube=youtube.com/watch?v=iCUVbZlYSn…]

On Friday October 3, 2025, REALITY ORP performed virtually for the Internet Archive’s series, Essential Music: Concerts from Home. The series began in March 2020 as a way to kick off the Internet Archive’s virtual staff meetings with mini-concerts by artists across the globe, and due to high popularity, it has continued for over five years.

REALITY ORP is Andrei Jay and Paloma Kop. The Internet Archive is a vast, non-profit online library based in San Francisco and running for over 25 years.

https://palomakop.tv

https://andreijaycreativecoding.com/

https://archive.org/
#AndreiJay #concert #concerts #ConcertsFromHome #EssentialMusic #experimentalMusic #glitch #glitchArt #InternetArchive #miniConcerts #music #PalomaKop #REALITYORP #TheInternetArchive

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Raycast per Windows introduce script e gestione finestre


Raycast 0.45 per Windows aggiunge il supporto agli script personalizzati e una funzione di ricerca per le finestre aperte. Ecco le novità.
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Raycast continua a muoversi su Windows per colmare il divario con la storica versione per Mac. L’ultimo aggiornamento, il 0.45, si concentra su due aspetti pratici: l’automazione tramite script e una gestione più rapida delle applicazioni aperte.

Script personalizzati


La novità principale riguarda i comandi tramite script. In sostanza, è possibile eseguire piccoli pezzi di codice scritti in diversi linguaggi (come Python o Bash) direttamente dalla barra di ricerca. Non è una funzione per tutti, ma per chi ha bisogno di automatizzare operazioni ripetitive, come formattare testi o interagire con API esterne, senza staccare le mani dalla tastiera, è un’aggiunta utile.

Se si utilizzano script che gestiscono dati sensibili o accessi a server, ha senso appoggiarsi a un gestore di credenziali serio. Proton Pass può servire a tenere traccia delle chiavi di accesso in modo più sicuro rispetto a lasciarle scritte in chiaro nei file di configurazione.

Passaggio rapido tra le app


La funzione Switch Windows prova a risolvere il problema del disordine sul desktop. Invece di usare il classico sistema di Windows per scorrere le icone, qui si digita il nome della finestra cercata e ci si sposta immediatamente. È un metodo più rapido per chi lavora con molti software aperti contemporaneamente.


FONTE raycast.com

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San Valentino 2026: quando l’amore passa anche dalle password


Bitwarden lancia la Cupid Vault per condividere le password in coppia in modo sicuro, mentre iodé sconta i suoi smartphone degoogleizzati. Due idee per un San Valentino all'insegna della privacy.
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Condividere le password col partner è ormai qualcosa che molti di noi danno per scontato: streaming, consegne a domicilio, account di viaggio. Secondo un sondaggio citato da Bitwarden, oltre il 56% delle persone dà accesso ai propri account al proprio partner. Il problema è che quasi tutti lo fanno nel modo sbagliato, cioè mandandole in chiaro via chat.

Bitwarden lancia la “Cupid Vault”


Per l’occasione, Bitwarden ha pensato bene di dare un nome romantico a una funzionalità che in realtà esiste già nel suo piano gratuito. La cosiddetta Cupid Vault, come riporta il blog ufficiale di Bitwarden, sfrutta le Organizzazioni gratuite a due persone per creare una cassaforte condivisa tra partner. Nulla di tecnicamente nuovo, ma l’idea di fondo è valida: invece di mandare password via messaggio (cosa che fanno ancora in troppi), si può usare una cassaforte crittografata dove entrambi accedono solo a ciò che l’altro decide di condividere.

Secondo un sondaggio citato da Bitwarden, oltre il 56% delle persone affida l’accesso ai propri account di streaming al proprio partner. Una percentuale altissima che rende ancora più importante farlo con un minimo di criterio.

Se il tema della gestione delle password vi interessa ma cercate qualcosa di diverso da Bitwarden, vale la pena dare un’occhiata anche a Proton Pass, il gestore password crittografato di Proton che si integra con tutto l’ecosistema della suite svizzera.

iodé: uno smartphone senza tracciamento come regalo


Chi invece volesse fare (o farsi) un regalo un po’ più impegnativo, l’azienda francese iodé ha lanciato una promozione di San Valentino con 30 euro di sconto su tutti i dispositivi con iodéOS, il loro sistema operativo basato su Android ma completamente privato dei servizi Google. Il codice sconto è “LOVE“, valido per tutto il weekend di San Valentino. Chi è curioso può visitare il sito ufficiale di iodé e dare un’occhiata al catalogo.


FONTE bitwarden.com


FONTE blog.iode.tech

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UFC e AI: quando i dati iniziano a raccontare storie?


Articolo scritto originalmente per Manolo.macchetta.com - newletter per chi vuole conoscere meglio le AI e La trasformazione Digitale. Una delle cose che diamo per scontato ma che sono interessanti sono le statistiche che vengono mostrate prima di ogni ev
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Articolo scritto originalmente per Manolo.macchetta.com – newletter per chi vuole conoscere meglio le AI e La trasformazione Digitale.

Una delle cose che diamo per scontato ma che sono interessanti sono le statistiche che vengono mostrate prima di ogni evento UFC: colpi per minuto, takedown defense, percentuali varie.

Queste sono certamente utili ma hanno alcuni limiti:

  • sono fredde
  • Non raccontano tutta la storia
  • ma sopratutto sono molto lente da produrre.

Questa lentezza è è il problema che l’ UFC negli ultimi anni si è trovata davanti: troppe informazioni da analizzare, troppo velocemente, su più di 40 eventi live all’anno.

E il vecchio metodo, basato quasi tutto su lavoro manuale e memoria storica degli analisti, non reggeva più il ritmo.

Il problema: dati ovunque, ma spunti di lettura troppo lenti


Fino a poco tempo fa il processo era questo:

  • enormi volumi di dati sui fighter
  • analisi fatte a mano dagli editor
  • insight costruiti con molta esperienza… e molto tempo

Ha funzionato fino ad adesso, ma più diventa importante raccontare storie coi numeri più diventava complesso farlo. Consideriamo che L’UFC contemporaneamente produce:

  • broadcast TV
  • social
  • piattaforme digital
  • contenuti pre-fight

e che tutte queste hanno bisogno di narrazione diversa è chiaro che la velocità di produzione era il collo di bottiglia. Col cambio degli algoritmi dei social poi lo stesso contenuto deve essere veicolato più volte.

Nasce l’UFC Insights Engine


Per fare il salto, UFC ha collaborato con IBM e ha costruito quello che chiamano UFC Insights Engine.

In parole semplici: una piattaforma AI che trasforma automaticamente i dati dei match in spunti editoriali pronti da usare.

Il cuore del sistema chiamato Watsonx Orchestrate, funziona più o meno così:

  1. Gli editor fanno domande in linguaggio naturale (ovvero come usiamo chatGPT)
  2. Il sistema decide quale motore AI usare
  3. I dati vengono interrogati e trasformati in spunti condivisibili


Parliamo un filo più tecnico


se usate ChatGPT o simili sapete che non potete fare affidamento su di esso per avere dei dati corretti, dato che spesso “inventa” (un gergo: “allucinazioni”).

L’engine in questione invece ha aggiunto una cosa interessante: le richieste in linguaggio naturale vengono tradotte in richieste al database con tutti i dati, che vengono analizzati e rispediti indietro usando modelli lunguistici come Granite o Llama.

Nulla di stratosferico quindi, ma comunque un bel passo avanti.

Cosa è più interessante


Quello interessante sono le informazioni con cui l’UFC ha dovuto allenare questa AI.

La piattaforma è infatti stata addestrata su una libreria enorme che include:

  • statistiche dei match
  • profili degli atleti
  • risultati storici degli eventi

Oltre ai numeri l’AI è stata addestrada anche a identificare e fornire quali numeri contano davvero per prevedere come può evolvere un incontro.

Per esempio:

  • quali metriche influenzano davvero la vittoria
  • quali matchup creano più problemi a un certo stile
  • quali trend stanno emergendo nel tempo

Questo cambia parecchio il modo in cui viene costruita la narrazione pre-fight.

Potrebbe essere solo l’inizio.


Alcuni dati come “controllo a terra e % di vittoria”, Quanto un fighter sprawl and brawl ha vantaggio su un grappler, accettare short notice sono tutte cose su cui si può discutere a “sensazione”.

quando la mole di dati avrà nutrito le AI si potrà parlare di Statistica.

Dove può arrivare questa evoluzione


Siamo ancora all’inizio. Una volta che avremo fiducia dei dati questa infrastruttura può portare a:

  • insight live durante il fight
  • analisi post-match automatiche
  • contenuti personalizzati per i fan

Ovviamente per chi ha visto e apprezzato il film “Gattaca” sa bene che l’essere umano e la sua volontà di vincere è superiore ai numeri e alle statistiche…

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Come è nato “Verso Casa”, il podcast in cui cerco una nuova casa [come tanti altri migranti]


Sono sempre stato sensibile al tema dei migranti, anche se la sensibilità è andata aumentando nel tempo. Quando pensavo che non sarebbe stato possibile andare oltre, il caso ha voluto che iniziassi a scrivere il mio terzo podcast: "Verso Casa". Avevo un s
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Sono sempre stato sensibile al tema dei migranti, anche se la sensibilità è andata aumentando nel tempo.

Quando pensavo che non sarebbe stato possibile andare oltre, il caso ha voluto che iniziassi a scrivere il mio terzo podcast: “Verso Casa”.

Avevo un sacco di materiale tra audio, video, e appunti che scrivevo durante i miei viaggi, quelli in cui fotografo un sacco e mi diverto, ma in cui devo anche trovare un posto in cui vivere meglio con artrite e fibromialgia.

Il podcast si sarebbe chiamato “Verso Casa”, proprio per indicare che la casa in cui vivo ora, l’Italia, l’Emilia Romagna, sono soltanto una casa temporanea, a cui sento di non appartenere: non di non appartenere più, ma in un certo senso di non esservi mai appartenuto.

La casa che invoco nel titolo quindi non è la casa che è, ma la casa che sarà, e che devo ancora trovare. So che la mia casa attuale non va, so che un posto giusto per me esiste, ma devo capire quale sarà, e trovarlo: ed è proprio questo che racconterò, ossia come arriverò a quella casa di cui sento già la mancanza senza sapere quale sia.

[Per ascoltare il podcast nel Fediverso: —> segui @versocasa ]

Durante la scrittura del podcast, è avvenuta una trasformazione: guardando tutti i pezzi del puzzle sparsi sul tavolo ho capito tante cose, come se all’improvviso tutti quegli elementi trovassero finalmente un incastro sensato. Erano sempre stati lì, ma non avevo mai guardato il quadro nel suo insieme, non riuscivo a dargli un senso.

Ho cominciato a vedermi io stesso come un migrante, perché è questo che sono: anche se sono un migrante particolare, che ha tempo di pianificare tutto, ho tanto in comune con chi cerca di attraversare il Mediterraneo o la rotta balcanica.

Certo, quello che mi distingue è una cosa importante: il privilegio di essere nato dalla parte giusta del mare, e di potermi muovere liberamente nel mio continente. E su questo ho avuto un bel po’ da ragionare.

Ho iniziato a vedere le mie origini come qualcosa di diverso: sono figlio di un migrante, uno di quelli che dalle isole dell’Italia cercava una vita migliore al di fuori della condizione di povertà del dopoguerra.

Ho iniziato a vedere i migranti con un occhio ancora diverso, soprattutto perché, durante i miei viaggi, non c’è stato un singolo posto che ho visitato in cui non ci fossero tracce di grandi migrazioni (o deportazioni) nella Storia.

Ho capito, allora, che questo fenomeno va avanti da molto tempo ed è sempre stato ostacolato, in qualche modo, pur essendo fisiologico e naturale.

Ho capito che “Verso Casa” non è un desiderio solo mio, ma di tanti. Tanti e tante che, come me, dovrebbero avere il sacrosanto diritto di trovare un posto migliore, che possano chiamare “casa”, ma per tanti non è così facile, come per me.

E’ per questo motivo che notizie come questa mi riempiono di tristezza.

sociale.network/@ossrepression…

Il “nemico” migrante è stato creato, costruito, mitizzato, amplificato. L’intolleranza è stata coltivata a tavolino.

E’ da sempre che lo si vuole sterminare questo “nemico”, ma solo negli ultimi tempi abbiamo raggiunto i risultati peggiori proprio in quel Paese, l’Italia, che sento sempre meno mio anche per questi motivi.
(Certo, poi è arrivato Trump. Lì i risultati sono ancora peggiori, ma comunque collegati alla destra peggiore del nostro Paese, quella che piace tanto a chi va ancora a votare.)

@ossrepressione

#versocasa #migranti #viaggio #fibromialgia #artrite #diritti #podcasts #podcast #castopod #podcastitaliano



Noi siamo con i medici di Ravenna

Se curare un migrante diventa un reato, allora la disobbedienza è un dovere civile contro la barbarie che avanza

osservatoriorepressione.info/n…


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MSI Roamii BE Pro: il nuovo sistema Wi-Fi Mesh arriva in Italia con copertura smart e prestazioni avanzate


MSI porta in Italia il nuovo sistema Wi-Fi Mesh Roamii BE Pro, progettato per garantire una connessione veloce, stabile e senza interruzioni in tutta la casa. Scopri caratteristiche e vantaggi
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MSI ha annunciato l’arrivo in Italia del Roamii BE Pro. Si tratta di un nuovo sistema di rete mesh basato su Wi-Fi 7, pensato per rispondere alle esigenze di connettività di smart worker, gamer e utenti che vogliono coprire case o uffici di medie e grandi dimensioni senza la necessità di una rete cablata. Il prodotto è già disponibile in prevendita su Amazon e rappresenta una soluzione avanzata per chi desidera prestazioni elevate, copertura estesa e stabilità in ogni angolo dell’ambiente domestico o di lavoro.

Blink Outdoor 2K+: nuova videocamera smart per esterni con sicurezza domestica avanzata
Blink amplia la sua offerta per la sicurezza domestica con la nuova videocamera per esterni 2K+, progettata per offrire qualità video avanzata, funzioni smart e monitoraggio intelligente per proteggere la casa in modo semplice ed efficace
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Caratteristiche principali di Roamii BE Pro


Roamii BE Pro sfrutta la nuova tecnologia Wi-Fi 7 (802.11be), con canali estesi da 320 MHz, MLO (Multi-Link Operation), 4096-QAM e Puncturing, per aumentare la larghezza di banda, ridurre la latenza e garantire connessioni ultra-veloci e affidabili anche in ambienti ad alta densità di dispositivi. Queste tecnologie permettono velocità aggregate fino a 9,4 Gbps sui tre range di frequenze (6 GHz, 5 GHz e 2,4 GHz), ideali per streaming 4K/8K e sessioni di gioco competitive.
Msi Roamii BE Pro si propone come soluzione ideale per eliminare i colli di bottiglia del Wi-Fi tradizionaleMsi Roamii BE Pro si propone come soluzione ideale per eliminare i colli di bottiglia del Wi-Fi tradizionale

MSI e la Wi-Fi Mesh


Una confezione di Roamii BE Pro include due unità, per coprire oltre 550 m² di superficie garantendo un segnale continuo con fino a 200 dispositivi connessi simultaneamente. Il sistema mesh assicura una transizione wireless fluida tra i nodi, evitando interruzioni durante videoconferenze, streaming o gaming, anche quando ci si allontana dal router principale. Che si tratti di lavoro o videogiochi, quando alla connettività sono richieste sempre più prestazioni e affidabilità, Roamii BE Pro si propone come soluzione ideale per eliminare i colli di bottiglia del Wi-Fi tradizionale, offrendo una connessione stabile anche nelle postazioni distanti dal router principale. Le tecnologie di roaming adattivo e la possibilità di gestire larghezza di banda e priorità di rete lo rendono particolarmente adatto alle esigenze di utenti avanzati e professionisti digitali.
Una confezione di Roamii BE Pro include due unità, per coprire oltre 550 m² di superficieUna confezione di Roamii BE Pro include due unità, per coprire oltre 550 m² di superficie

Sicurezza avanzata, semplicità d’uso e funzionalità smart


Roamii BE Pro integra il sistema di sicurezza FortiSecu, che offre protezione avanzata per tutti i dispositivi connessi, controlli parentali dedicati e opzioni di rete separata per ospiti e IoT. Tutto questo è gestibile tramite l’app MSI Router 2.0, che permette anche di monitorare le minacce, attivare VPN (incluso supporto a protocolli come WireGuard) e configurare facilmente la rete. La configurazione è immediata tramite app, che guida l’utente passo dopo passo e include strumenti per individuare il punto migliore per posizionare ciascun nodo, migliorando ulteriormente la copertura. Le unità possono essere montate sia su mobile che a parete, adattandosi all’arredamento.

Safer Internet Day: anziani e truffe online sottovalutate
In occasione del Safer Internet Day, uno studio evidenzia come gli anziani siano sempre più esposti alle truffe online, nonostante il 75% non percepisca il rischio. Un tema chiave per la sicurezza digitale e l’inclusione tecnologica
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Con Roamii BE Pro, MSI porta in Italia un sistema Wi-Fi Mesh pensato per chi cerca prestazioni elevate, connessione stabile e una gestione semplice della rete domestica. La nuova generazione di Wi-Fi Mesh diventa così accessibile e adatta a ogni esigenza digitale.


Blink lancia la nuova videocamera per esterni 2K+: sicurezza domestica smart con qualità video avanzata


Blink ha presentatola nuova Videocamera per esterni 2K+: senza fili, con risoluzione video 2K, zoom 4x e prestazioni migliorate in condizioni di scarsa luminosità. Essa dispone di audio bidirezionale con cancellazione del rumore e della rilevazione di movimento, che permette di ricevere avvisi personalizzati in caso di rilevamento sia di persone sia di veicoli (con un piano d’abbonamento Blink). La videocamera è basata sulla tecnologia brevettata del chip di Blink, garantisce una lunga durata della batteria e, grazie al design resistente alle intemperie, offre la massima libertà di installazione.

REDMI Note 15 Series: Titan Durability e nuova resistenza
La nuova REDMI Note 15 Series segna un passo avanti per Xiaomi sul fronte della resistenza, grazie alla tecnologia proprietaria Titan Durability
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Blink presenta la nuova videocamera per esterni 2K+


La Videocamera per esterni 2K+ registra video con una risoluzione 2K (2560 x 1440), offrendo immagini nitide e colori intensi. La qualità video consente di verificare, ad esempio, la consegna dei pacchi, vedere chiaramente i visitatori o identificare veicoli all’esterno. La funzionalità di zoom 4x permette di vedere più da vicino quando necessario, senza perdere le informazioni visive più importanti.
Grazie al design resistente alle intemperie, la videocamera offre la massima libertà di installazioneGrazie al design resistente alle intemperie, la videocamera offre la massima libertà di installazione

Maggiore definizione per il monitoraggio domestico


La nuova Videocamera Blink per esterni 2K+ si distingue per le prestazioni migliorate in condizioni di scarsa illuminazione. Utilizzando la sola illuminazione ambientale, offre una visione a colori anche in condizioni di bassa luminosità, passando automaticamente alla modalità a infrarossi in bianco e nero per garantire sicurezza e tranquillità 24 ore su 24. Ciò consente di vedere dettagli importanti, come il colore di un veicolo o degli indumenti, anche quando la luce naturale è limitata.
Il rilevamento di persone e veicoli aiuta a filtrare eventuali falsi allarmi Il rilevamento di persone e veicoli aiuta a filtrare eventuali falsi allarmi

Funzioni intelligenti e integrazione con ecosistemi smart home


Con un piano di abbonamento Blink opzionale (venduto separatamente), la Videocamera per esterni 2K+ permette di ricevere avvisi intelligenti per il rilevamento di persone e veicoli, utilizzando l’elaborazione Edge per distinguerli. Questo aiuta a filtrare eventuali falsi allarmi causati, ad esempio, da rami mossi dal vento o piccoli animali, assicurando ai clienti di ricevere avvisi solo su ciò che conta davvero.

Reading Wrapped 2025: come leggono gli italiani secondo Kobo
Il Reading Wrapped 2025 di Rakuten Kobo fotografa le abitudini di lettura in Italia, tra generi preferiti, tendenze emergenti e nuove modalità di fruizione
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Funzioni intelligenti e integrazione con ecosistemi smart home e design versatile


Grazie alla tecnologia brevettata del chip di Blink, la Videocamera per esterni 2K+ offre funzionalità avanzate e prestazioni ottimali con una durata della batteria fino a due anni in condizioni di uso standard, con impostazioni di efficienza della batteria e risoluzione 1080p. Il design resistente alle intemperie con certificazione IP65 protegge la videocamera da pioggia, polvere e condizioni meteorologiche avverse, mantenendo la sicurezza attiva e affidabile tutto l’anno. Elegante e compatta, è versatile e adatta anche all’uso interno, offrendo protezione per tutta la casa.
La Videocamera per esterni 2K+ Blink e il modulo di sincronizzazione di baseLa Videocamera per esterni 2K+ Blink e il modulo di sincronizzazione di base

Disponibilità e prezzo


La Videocamera per esterni 2K+ di Blink è disponibile nei colori bianco e nero al prezzo di 99,99 euro, con un sistema a una videocamera che include un modulo di sincronizzazione di base. Per l’archiviazione locale è possibile acquistare Sync Module 2 e un’unità USB (venduti separatamente).


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Ghost aggiunge le email di benvenuto automatiche per i nuovi iscritti


Ghost introduce le email di benvenuto automatiche per nuovi iscritti, con messaggi personalizzabili per abbonati gratuiti e a pagamento. Prima di una serie di funzioni di automazione in arrivo.
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Chi gestisce un sito o una newsletter con Ghost lo chiedeva da tempo: la piattaforma open source ha finalmente introdotto la possibilità di inviare un’email di benvenuto automatica quando qualcuno si iscrive.

La funzione distingue tra iscritti gratuiti e abbonati a pagamento, permettendo di personalizzare il messaggio per ciascun tipo. Oggetto e contenuto sono completamente modificabili, così ogni pubblicazione può accogliere i nuovi lettori con il proprio tono e stile. Le email non sono attive di default ma si abilitano dalle impostazioni con un paio di clic.

Il team ha anche anticipato che questa è solo la prima di una serie di funzioni di automazione in arrivo.

Per chi non lo conoscesse, Ghost è una piattaforma di pubblicazione indipendente e open source, usata come alternativa a Substack o WordPress per gestire blog e newsletter. Supporta anche il protocollo ActivityPub, il che significa che i contenuti pubblicati possono essere seguiti direttamente da Mastodon e dal resto del fediverso.


FONTE ghost.org

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Anche Catania si mobilita per la libertà di insegnamento. Oggi un presidio in piazza “Umberto”


Prima hanno scritto a Valditara (ministro dell’istruzione e del merito), poi hanno lanciato una petizione per la libertà di insegnamento e una settimana di mobilitazioni (9/13 febbraio) in tutta Italia. Stiamo parlando dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e dei Docenti per Gaza.

A Catania, oggi, 14 febbraio, è stato organizzato un presidio, alle […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/14/anch…

#censura #DocentiPerGaza #governoMeloni #OsservatorioControLaMilitarizzazioneDelleScuole

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LineageOS 23.2: Android 16 cambia faccia e arriva su oltre 140 dispositivi


LineageOS 23.2 porta Material 3 Expressive su oltre 140 dispositivi Android. Nuova grafica, pannello Impostazioni rapide personalizzabile e cadenza di rilascio semestrale.
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Chi usa LineageOS per tenere in vita il proprio smartphone senza dipendere dal produttore ha un motivo in più per aggiornare! La versione 23.2, basata su Android 16 QPR2, porta finalmente il nuovo linguaggio grafico Material 3 Expressive che Google aveva introdotto mesi fa sui suoi Pixel. Colori più vivaci, animazioni più fluide, effetti di sfocatura e un’interfaccia nel complesso più moderna e piacevole da usare.

Il cambiamento si nota subito: il pannello Impostazioni rapide è stato ridisegnato con riquadri completamente personalizzabili, il tema scuro è stato esteso e diverse app di sistema come il lettore musicale, l’orologio e la calcolatrice sono state aggiornate al nuovo stile. Altre seguiranno nei prossimi aggiornamenti.

Nuova cadenza di rilascio


Novità importante anche sul fronte organizzativo. Google ha cambiato i tempi con cui pubblica il codice sorgente di Android, passando da aggiornamenti trimestrali a semestrali. LineageOS si adegua: d’ora in poi le nuove versioni usciranno ogni sei mesi, mentre le patch di sicurezza continueranno ad arrivare mensilmente.

La 23.2 è disponibile per oltre 140 dispositivi, dai Pixel 4 in su fino ai più recenti OnePlus 13, passando per telefoni di Fairphone, Motorola, Samsung, Sony e Xiaomi. Chi ha già LineageOS 23.0 può aggiornare via OTA senza perdere i propri dati.

Per chi non conoscesse il progetto: LineageOS è un sistema operativo basato su Android, open source e senza le app preinstallate dai produttori. Una scelta popolare per chi vuole un telefono più pulito, più longevo e con maggiore controllo sulla propria privacy. Se il tema vi interessa, vale la pena dare un’occhiata anche a strumenti come AdGuard DNS o NextDNS per filtrare pubblicità e tracciamento direttamente a livello di rete, sia sullo smartphone che su tutti gli altri dispositivi di casa.


FONTE lineageos.org


FONTE androidpolice.com

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diretta online: “campagne”, di giancarlo busso (ed. fallone, 2025) – presentazione a cura del centroscritture


[youtube youtube.com/watch?v=a3jM0QwHu-…]

Campagne, opera d’esordio di Giancarlo Busso, è una raccolta di prose e poesie nella quale si dipana una fenomenologia della percezione minuziosa che si allarga al sotteso degli oggetti, delle atmosfere, della fabbrica umana e del suo rapporto/scontro con le leggi della natura, del conflitto umano-animale all’interno di una legge ecologica di competizione. “Le campagne di Busso non sono in nessun modo idilliche o rasserenanti” (dalla prefazione di MG al libro).
https://falloneeditore.com/campagne-di-giancarlo-busso/

#Campagne #CentroScritture #centroscrittureIt #Fallone #FalloneEditore #GiancarloBusso #letturaOnline #OperePrime #poesia #poesie #presentazione #presentazioneOnline #prosa #prose #reading #ValerioMassaroni

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Buoni propositi green: le 10 pratiche di Swappie per una tecnologia più sostenibile


Con l’inizio del nuovo anno cresce l’attenzione verso scelte più sostenibili. Swappie propone 10 pratiche green per ridurre gli sprechi tecnologici, risparmiare e adottare un approccio più consapevole alla tecnologia
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Ognuno di noi ha un ruolo attivo nella salvaguardia del Pianeta. Anche se non lo vediamo, ogni piccola scelta che compiamo quotidianamente è estremamente importante. Vivere in modo più sostenibile non è solo una moda: significa prestare attenzione alle scelte di oggi per salvaguardare la salute delle generazioni future. In Europa, solo il 30–40% dei rifiuti elettronici viene raccolto o riciclato correttamente, mentre la restante parte finisce incenerita, in discarica o trattato come rifiuti generici, immettendo nell’aria e nell’ambiente sostanze nocive oltre che sprecando una grande quantità di risorse preziose. Ecco perché adottare pratiche di economia circolare, come riutilizzare, rigenerare e vendere i vecchi dispositivi elettronici, rappresenta un passo significativo e concreto che ciascuno di noi può fare per ridurre il proprio impatto ambientale.

Subito 18 anni: evoluzione dei consumi in Italia tra seconda mano e prima scelta
Subito festeggia 18 anni e con i suoi dati mostra l’evoluzione dei consumi in Italia, tra prodotti di seconda mano e preferenze per articoli nuovi
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Nuovo anno, nuove abitudini tecnologiche


Swappie, ritiene che l’inizio dell’anno sia un ottimo momento per trasformare le nostre intenzioni in propositi tangibili, a favore del pianeta. Ecco, quindi, una lista di 10 pratiche semplici e immediate da utilizzare come nostri personali buoni propositi green per il 2026:

  1. allungare la vita dei propri dispositivi: il telefono più ecologico è quello che possediamo già. Utilizzare i nostri smartphone, tablet e laptop finché funzionano, allungando il loro ciclo di vita di qualche anno o mese, può fare un’enorme differenza per l’ambiente;
  2. scegliere il ricondizionato invece del nuovo quando è possibile: acquistare un prodotto ricondizionato riduce drasticamente le emissioni di carbonio, evitando la produzione di un nuovo dispositivo. Un telefono ricondizionato di alta qualità funziona come uno nuovo, ma con un impatto ambientale molto più ridotto;
  3. vendere i propri vecchi device è meglio che conservarli: da una ricerca condotta da Swappie in collaborazione con SWG, è inoltre emerso che più di 7 italiani su 10 conservano i vecchi smartphone nei cassetti di casa per ragioni come la pigrizia, questioni di sicurezza o per precauzione. Oltre a ottenere un ritorno economico, venderli a refurbisher certificati mantiene in circolazione materiali preziosi e previene la produzione di rifiuti elettronici;
  4. less is more: qualità è meglio di quantità. Acquistare accessori come cavi, cover e caricabatterie di qualità fa sì che siano durevoli nel tempo e, di conseguenza, sostenibili;
  5. fare pulizia virtuale: lo spazio di archiviazione nel cloud richiede enormi quantità di energia per i server. Eliminare file inutilizzati, foto duplicate e vecchi backup può essere un ottimo modo per iniziare l’anno al meglio. Un cloud più pulito equivale ad un utilizzo di energia minore;
  6. rendere più efficienti le proprie abitudini di ricarica: mettere in carica i propri device durante le ore di minor consumo, scollegare i dispositivi una volta completata la ricarica ed evitare la ricarica notturna sono piccoli accorgimenti che riducono sia il consumo energetico sia lo stato di degrado della batteria;
  7. anche quando si tratta di regali, la sostenibilità può diventare un’abitudine: il second hand e la tecnologia di seconda mano possono essere anche ottime idee regalo. I dispositivi ricondizionati sono inoltre sottoposti a controlli di qualità che li rendono spesso indistinguibili dal nuovo ma molto più rispettosi dell’ambiente;
  8. riciclare e smaltire responsabilmente: i rifiuti elettronici non devono mai finire nei bidoni domestici. Per assicurarsi che i materiali vengano recuperati e smaltiti in modo sicuro, è necessario recarsi nei punti di raccolta dedicati o affidarsi a programmi di ritiro certificati;
  9. sostenere i brand che danno priorità alla circolarità: per qualsiasi categoria di prodotto, a partire dalla tecnologia, passando per l’abbigliamento fino ai prodotti per la casa, è importante preferire e rivolgersi quando possibile ad aziende e brand che adottano pratiche di sostenibilità trasparenti;
  10. bonus: Fai del tuo prossimo upgrade una scelta circolare: ultimo, ma non per importanza: se si è in procinto di cambiare il proprio smartphone una soluzione sostenibile è quella di dare in permuta il vecchio device e scegliere un dispositivo ricondizionato; in questo modo è possibile dare un contributo attivo alla riduzione dei rifiuti elettronici risparmiando denaro: un proposito che fa bene alle tasche e al Pianeta.



REDMI Note 15 Series: Titan Durability e nuova resistenza
La nuova REDMI Note 15 Series segna un passo avanti per Xiaomi sul fronte della resistenza, grazie alla tecnologia proprietaria Titan Durability
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Subito compie 18 anni: come cambiano i consumi in Italia tra seconda mano e prima scelta


C’è un momento preciso in cui un’idea incontra il suo tempo: per Subito quel momento arriva a fine 2007, quando l’Italia inizia ad affacciarsi ad una nuova era, quella della tecnologia e dell’avvento del digitale, e l’usato è ancora per molti una scelta di necessità più che di valore. Subito nasce a Milano, come una piccola startup italiana composta da un team di sole quattro persone, grazie a un’intuizione semplice: portare la second hand online in Italia e renderla accessibile, veloce e digitale. Da allora, la piattaforma ha accompagnato e anticipato l’evoluzione dei consumi, dei comportamenti e dei bisogni degli italiani, trasformando l’usato da comportamento minoritario e ammantato di pregiudizio a prima scelta di consumo consapevole, di cui andare fieri.

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Nei primi mesi di attività sono circa 60.000 gli annunci pubblicati e poco più di 40.000 gli utenti registrati. Eppure, nel gesto di caricare un annuncio, cercare un oggetto vicino a casa c’è già qualcosa che va oltre lo scambio: il desiderio di un consumo più intelligente, più vicino alle persone, più umano. Mentre in Italia arriva il primo iPhone e il digitale entra nella vita di tutti anche grazie ai primi social network come YouTube e Facebook, Subito cresce insieme a chi lo usa.

“In questi diciotto anni abbiamo visto crescere Subito da sito a piattaforma digitale, da start-up ad azienda solida, percorrendo una traiettoria sempre sfidante e al passo con le evoluzioni di ogni ‘epoca’ che abbiamo attraversato. Un sogno che è diventato realtà anche grazie al contributo degli utenti che anno dopo anno hanno compreso il valore di utilizzare Subito creando una grande community che unisce oggi 15 milioni di utenti registrati e oltre 26 milioni di utenti unici mensili. Numeri impressionanti che raccontano un’azienda digitale italiana di successo.” commenta Giuseppe Pasceri, CEO di Subito.


I motori: la prima categoria ad essere in cima ai desideri degli italiani


A soli tre anni dalla sua nascita, nel 2010 la piattaforma, con una struttura ancora snella di soli 10 dipendenti, entra nella Top10 dei siti più visitati in Italia, posizione che occupa ancora oggi. Gli utenti la scelgono perché essa risponde a un bisogno reale: quello di dare valore alle cose e alle relazioni che nascono attorno a esse. È in questa fase che una categoria emerge rispetto alle altre, raccontando ciò che sta accadendo in Italia: i Motori. Le persone cercano auto, moto, pezzi di ricambio non solo per risparmiare, ma perché sanno che qui possono trovare di tutto. Subito cavalca quest’onda creando i primi servizi premium dedicati ai professionisti, a partire dai dealer, e raggiunge il traguardo di 1 milione di annunci live con un tasso di crescita a 3 cifre. Quella dei Motori è fin dall’inizio la categoria più attiva con +148% di annunci, arrivando fino a 1 milione, che insieme alle altre nel 2011 porta Subito a quota 3 milioni di annunci.

Nasce l'App per iOs e Android


Quando cambia il modo di vivere il digitale diventando sempre più mobile first, con l’avvento di Whatsapp e Instagram, Subito cambia insieme a lui. Nel 2011 arriva l’app iOS, nel 2013 l’app Android. La maggiore esposizione online richiede attenzione su potenziali rischi, consapevolezza che ha generato in Subito la volontà di agire rapidamente con un impegno concreto in ambito sicurezza. Per preservare la fiducia e tutelare i propri utenti, arrivati ormai a 5 milioni mensili, Subito pubblica la prima guida alla sicurezza online.

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Dopo 11 anni, nel 2024, il valore della second hand è di 27 miliardi di euro, il 54% dei quali generati dall’online, e coinvolge il 63% degli italiani

Il valore e la sostenibilità della Second Hand


Parallelamente alla crescita della community e dell’azienda, Subito intensifica il proprio impegno e decide di misurare il valore del mercato dell’usato in Italia, con l’obiettivo di dare visibilità a settore sottostimato. Con questi presupposti, nasce nel 2014 l’Osservatorio Second Hand Economy, che per la prima volta restituisce una fotografia di un mercato che coinvolge milioni di italiani e genera miliardi di euro. Nella prima edizione, il mercato pre-loved aveva un valore di 18 miliardi e coinvolgeva il 44% della popolazione.

Numeri che danno una base di partenza per fotografare e promuovere un cambiamento innanzitutto culturale. “Dopo 11 anni, nel 2024, il valore della second hand è di 27 miliardi di euro, il 54% dei quali generati dall’online, e coinvolge il 63% degli italiani. Scegliere l’usato non è più un comportamento minoritario ma prima scelta di consumo, consapevole, smart e di cui andare fieri" ha aggiunto Pasceri.


Il rebranding e l'importanza dell'economia circolare


Nel 2015 Subito diventa più pop e si rinnova attraverso un rebranding (da Subito.it a Subito). Inoltre, nel 2016 amplia il proprio Servizio Clienti e, con una scelta controcorrente, decide di internalizzarlo, per garantire una qualità ancora più alta grazie a una conoscenza profonda della piattaforma e delle sue dinamiche. Il 2016 è anche l’anno in cui il dibattito sulla sostenibilità diventa una priorità globale con l’Agenda 2030, eSubito si fa promotore e portavoce dell’importanza del riuso nell’economia circolare e di come l’usato ne rappresenti un anello fondamentale, misurando il proprio impatto ambientale attraverso il report “Second Hand Effect”. Questo report contribuisce a rendere evidente che prolungare la vita degli oggetti non è solo conveniente, ma necessario, dando concretezza e misurabilità al beneficio ambientale della compravendita dell’usato.

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L’Apple Data Privacy Day è l’occasione per approfondire le principali funzioni di iOS e macOS pensate per tutelare la privacy e la sicurezza dei dati personali
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Continuando ad evolversi insieme alle persone, le funzionalità di Subito si fanno sempre più dirette, e arriva la chat in app, una messaggistica istantanea che permette di gestire la compravendita senza uscire dalla piattaforma e senza scambiare dati personali. Subito, dunque, non è più solo un luogo dove trovare occasioni, ma uno spazio che riflette passioni, interessi, stili di vita. Lo dimostra il brand refresh del 2019, che con una grafica più contemporanea, riorganizza le categorie della piattaforma in 4 verticalità per garantire un’esperienza sempre più personalizzata: Motori, Market, Immobili e Lavoro, cui si affianca il nuovo Subito Magazine, uno spazio di approfondimento e consigli utili per la community, che nel frattempo ha raggiunto i 20 milioni di utenti mensili.

E-commerce: il boom durante la pandemia


Quando nel 2020 il Paese si ferma a causa della pandemia, Subito continua ad espandersi e diventa un punto di contatto, di aiuto, di scambio. Crescono i download dell’applicazione, che superano i 10 milioni dal suo lancio, ed emergono nuovi bisogni: mobilità individuale, spazi sicuri all’aria aperta, strumenti per reinventare il quotidiano. La bicicletta diventa un simbolo di quel periodo, così come la necessità di soluzioni nuove, pratiche, accessibili e immediate che gli italiani cercano proprio nella second hand. Da qui prende avvio una nuova fase, che porta i 200 dipendenti dell’azienda a sviluppare, in full remote working, pagamenti e spedizioni integrati, avvicinandosi a un’esperienza e-commerce completa, che si affianca a quella classica dello scambio a mano. A un anno dal lancio, Subito è il terzo e-commerce italiano e le categorie si ampliano. Cambia anche il modo di viaggiare, di abitare, di lavorare: il grande successo di categorie come caravan & camper, giardino & fai da te raccontano di un’Italia che si adatta, in cerca di nuovi stili di vita tra autonomia e bisogno di sicurezza e flessibilità.

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La nuova REDMI Note 15 Series segna un passo avanti per Xiaomi sul fronte della resistenza, grazie alla tecnologia proprietaria Titan Durability
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il raggiungimento della piena maturità


Il 2024 segna un altro passaggio simbolico e denso di significato. Per la prima volta la second hand online supera l’offline e diventa il canale che genera più valore: 13,4 miliardi di euro, 1,4 miliardi in più rispetto all’anno precedente. È il segno di un cambiamento ormai compiuto: l’usato online è una scelta matura, consapevole, comoda e smart. Subito è il secondo e-commerce e il primo re-commerce italiano e raggiunge cifre importanti: 26 milioni di utenti unici al mese, 20.000 aziende clienti, 52 milioni di annunci pubblicati di cui 12 live ogni giorno, 7 milioni di app scaricate in un solo anno. E il 2025 che si sta chiudendo promette numeri in crescita e un DNA Motori sempre più marcato. Diciotto anni dopo quel primo annuncio caricato sul sito, Subito continua a crescere trasformandosi insieme al Paese, non limitandosi a raccontare come cambiano i consumi, ma partecipando attivamente a quel cambiamento, giorno dopo giorno.

“Oggi siamo il primo re-commerce e il secondo e-commerce in Italia, con milioni di utenti, annunci e transazioni. I Motori restano il cuore pulsante della piattaforma, con un’auto venduta ogni tre minuti, accanto a moto, accessori e a oggetti simbolici come il trattore, che raccontano un Paese fatto di lavoro, passione e sogni che trovano risposta nella second hand” conclude Pasceri.



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TypeScript 6.0 beta: cosa cambia e cosa aspettarsi


TypeScript 6.0 beta prepara la rivoluzione: addio alle vecchie funzioni e via libera al nuovo motore in Go per una maggiore velocità. Ecco le novità.
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Con l’annuncio della versione 6.0 beta Microsoft non si è limitata a qualche piccolo ritocco, ma ha gettato le basi per quello che sarà il salto più grande di sempre, ovvero il passaggio a un compilatore completamente nuovo basato su Go.

Una pulizia necessaria per il futuro


Questa versione 6.0 funge da vero e proprio ponte verso la futura versione 7.0. Per preparare il terreno, gli sviluppatori hanno deciso di fare un po’ di pulizie di primavera, eliminando vecchi supporti che ormai appesantivano il sistema, come il target ES5 e i vecchi metodi di gestione dei moduli.

L’obiettivo è semplice: rendere il linguaggio più snello, moderno e, soprattutto, veloce. Se siete sviluppatori e state preparando il vostro ambiente di lavoro per queste novità, assicuratevi di avere tutto sotto controllo, magari proteggendo i vostri accessi ai vari repository con uno strumento come Proton Pass, che è sempre un’ottima idea quando si maneggia codice importante.

Cosa cambia concretamente


Tra le novità più interessanti troviamo l’integrazione di nuove funzioni per la gestione delle date, il cosiddetto sistema Temporal, che promette di risolvere i grattacapi storici che i programmatori hanno con i fusi orari e i calendari.

Per chi gestisce i propri progetti in autonomia, magari ospitandoli su un server personale, la velocità di TypeScript 6.0 potrebbe essere una manna dal cielo.


FONTE devblogs.microsoft.com

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Threads testa “Dear algo”: un modo per dire all’algoritmo cosa vuoi vedere (e cosa no)


Threads testa "Dear algo", una funzione per personalizzare l'algoritmo scrivendo cosa vuoi vedere nel feed. Non ancora disponibile in Italia.
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Meta sta sperimentando su Threads una funzione che suona quasi come una lettera all’algoritmo. Si chiama “Dear algo” e permette di scrivere, direttamente nell’app, cosa si vorrebbe vedere di più o di meno nel proprio feed. L’intelligenza artificiale dietro la piattaforma prende nota e modifica i contenuti suggeriti per i tre giorni successivi.

Il funzionamento è semplice: si apre un nuovo post, si inizia con le parole “Dear algo” e si scrive la propria richiesta. Vuoi meno politica e più gattini? Lo scrivi e l’algoritmo si adegua, almeno in teoria e almeno per 72 ore.

Pubblico per tutti, disponibile per pochi


C’è un dettaglio importante da tenere a mente: questi messaggi non sono privati. Sono post a tutti gli effetti, visibili a chiunque se il profilo è pubblico o ai propri follower se è privato. Nessuna comunicazione riservata con la piattaforma, insomma, ma un messaggio che finisce nel feed come qualsiasi altro.

Per ora la funzione è disponibile in Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Regno Unito e non ci sono indicazioni su un eventuale arrivo in Italia o in Europa. Considerando il rapporto non sempre semplice tra Meta e le normative europee sulla privacy, è lecito aspettarsi che i tempi non saranno brevissimi.

L’idea in sé è sicuramente curiosa: dare agli utenti un po’ più di voce su quello che l’algoritmo propone. Resta da capire quanto sia realmente efficace e quanto invece sia un modo furbo per raccogliere preferenze esplicite degli utenti, dati preziosi per affinare ulteriormente la profilazione.


FONTE about.fb.com

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you still can breathe, this child can’t


THESE SCENES REPEAT EVERY DAY
https://mastodon.uno/@differx/116063108027010346
beware: graphic content.
I’ve seen many deaths like this. The last breaths of an innocent Palestinian child.
You MUST explain how tf is it possible that israhell is still NOW in full activity perpetrating the #genocide and : how tf is it possible that the US and EU are still supporting these crimes, committed on a daily basis (since the year 1947) !?

qr code of the video: a Palestinian child with a shrapnel in her head. The bullet cannot be removed and the doctors can't do anything but to wait for her last breath
qr code of the video: a Palestinian child with a shrapnel in her head. The bullet cannot be removed and the doctors can’t do anything but to wait for her last breath

beware: graphic content: mega.nz/file/jwMhWCaZ#cFZD0XyP…


the video is here too:

beware: graphic content: slowforward.wordpress.com/wp-c…


#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

notilla:
andare fuori di testa
differx.noblogs.org/2026/02/13…
#bambini #children #childrenKilledByIsrael #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #IsraelTerroristState #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #lastBreath #massacri #Palestina #Palestine #shrapnel #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism


THESE SCENES REPEAT EVERY DAY. The occupation hasn’t stopped... we are still dying.
Make the voice heard.
_______________________________
@ahmad._.afash
instagram.com/p/DUnyPQ8jRrI/

threads.com/@basem.in.sign

#genocide #shrapnel #childdeath #murder #Palestine #israhell #israelterroriststate #share #pleaseshare #spread #pleasespread

SPREAD THE WORD: instagram.com/p/DUnyPQ8jRrI/


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OpenProject 17.1: novità per la gestione dei progetti


OpenProject 17.1 porta automazione delle richieste progetto, workflow per riunioni e attributi evidenziati anche nella Community, con performance e sicurezza migliorate.
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OpenProject ha appena pubblicato la versione 17.1, portando una serie di miglioramenti che interessano sia gli utenti Enterprise che la community. Tra le novità più rilevanti troviamo la possibilità di automatizzare le richieste di avvio progetto, una gestione più fluida delle riunioni e l’estensione di alcune funzioni precedentemente riservate agli abbonati premium.

Richieste di avvio progetto automatizzate


Con il nuovo componente Enterprise è ora possibile definire workflow preimpostati per l’accettazione di nuovi progetti. Le organizzazioni possono così formalizzare il processo di intake, tracciare le richieste e assegnarle automaticamente ai team competenti. Questo approccio riduce i tempi di avvio e garantisce che nessuna proposta venga trascurata. Per chi gestisce la comunicazione interna, strumenti come Proton Mail o Tuta offrono una posta crittografata sicura, ideale per scambiare documenti sensibili.

Workflow per le riunioni


Una seconda funzionalità introdotta riguarda le riunioni: gli esiti delle discussioni possono essere trasformati direttamente in work package, evitando doppi inserimenti manuali. Inoltre, è possibile replicare agenda e risultati di incontri ricorrenti con un semplice click, rendendo più veloce la preparazione di sessioni periodiche.

Evidenziazione degli attributi nella Community edition


Fino a poco tempo fa l’evidenziazione degli attributi era un privilegio riservato agli utenti Enterprise; ora è disponibile anche nella versione Community, consentendo a tutti di visualizzare rapidamente le proprietà chiave di attività e task. Questo cambiamento favorisce una migliore leggibilità dei progetti, soprattutto per team distribuiti.

Altri miglioramenti


Oltre alle funzioni sopra elencate, la release 17.1 porta ottimizzazioni di performance, affinamenti dell’interfaccia utente e aggiornamenti di sicurezza. Gli sviluppatori hanno lavorato per ridurre i tempi di caricamento delle pagine e per rafforzare la protezione contro vulnerabilità note. Chi vuole testare la nuova versione su un server dedicato può valutare soluzioni VPS come Hetzner oppure Webdock.


FONTE openproject.org

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Italia tra le più parsimoniose in Europa, ma 50€ l’anno si possono ancora risparmiare


In Italia si tiene il riscaldamento più basso rispetto ad altri Paesi europei, ma una gestione più intelligente del termostato può far risparmiare fino a 50 euro l’anno senza rinunciare al comfort
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Durante i mesi più freddi dell'anno, anche pochi decimi sul termostato possono fare la differenza in bolletta. Una nuova analisi sul tema condotta da tado°, mostra che l’Italia è tra i Paesi con la temperatura media in casa più bassa e tra quelli più vicini ai 18°C, come indicato dall’OMS in riferimento alla stagione invernale (per gli adulti in salute). Ciò nonostante, pur rimanendo entro i limiti imposti, gli esperti osservano che c’è ancora un margine di miglioramento nel rapporto tra benessere e costi da sostenere.

Italia tra i Paesi più attenti al riscaldamento


Allargando lo sguardo fuori dai confini nazionali, la ricerca evidenzia che in Europa settentrionale, centrale e orientale le case sono generalmente più calde: in particolare, in paesi come Danimarca, Finlandia, Ungheria, Slovacchia e Bulgaria si superano in media i 20°C, con un impatto stimato sulle bollette tra circa +12% e +15% rispetto ai 18°C. All’estremo opposto, Regno Unito, Paesi Bassi e Irlanda mantengono le case più fresche d’Europa, spesso sotto i 18°C, e per questo risparmiano fino a quasi il 9% sui costi di riscaldamento ogni anno. La temperatura media interna osservata nel nostro Paese (18,58°C) si traduce in un “sovrapprezzo del riscaldamento” del 4,1% che, su una bolletta standard, vale 47,4€ a stagione (circa 50€ l’anno).

Nuove smart TV Amazon in Italia: gamma e novità
Amazon amplia la sua presenza nel mercato dell’intrattenimento domestico portando in Italia la nuova gamma di smart TV. Ecco cosa offre la nuova linea e cosa cambia per gli utenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Nel complesso, la distanza tra i Paesi più “caldi” e quelli più “freddi” arriva a quasi 24 punti percentuali di differenza stimata in bolletta: un segnale chiaro di come piccole variazioni nelle impostazioni del termostato possano tradursi in cambiamenti significativi nei consumi. In questo scenario, Francia, Italia e Spagna restano vicine al valore di riferimento, delineando un approccio più moderato al riscaldamento domestico rispetto sia ai Paesi del Nord Europa, sia a quelli dell’Europa occidentale che tengono temperature più basse.

I numeri dimostrano che piccole differenze di temperatura possono avere conseguenze significative”, ha affermato Christian Deilmann di tado° - il nostro obiettivo è quello di aiutare le famiglie a comprendere il costo del riscaldamento e a prendere decisioni consapevolmente. Che si tratti di risparmiare denaro, ridurre gli sprechi energetici o mantenere un ambiente confortevole, le persone possono scegliere ciò che conta di più e il controllo intelligente rende più facile fare tutte e tre le cose”.


Il ruolo dei termostati intelligenti


Tado° calcola i propri clienti risparmiano in media il 22% sui costi di riscaldamento. Infatti, grazie a:

  • al controllo stanza per stanza, che riscalda solo gli ambienti che utilizziamo;
  • ai programmi intelligenti e Geofencing, che riscaldano solo quando siamo a casa;
  • al rilevamento finestre aperte, che rileva quando entra aria fredda in casa;
  • alle funzioni di apprendimento, con sistemi basati sull'intelligenza artificiale che si adattano alle abitudini domestiche nel tempo,

è possibile evitare quasi completamente il sovrapprezzo per il riscaldamento, eliminando al tempo stesso anche tutte le incertezze dal comfort. In un contesto in cui il costo dell’energia continua a incidere sulle famiglie italiane, adottare un uso più consapevole del termostato può fare la differenza.

Blink Outdoor 2K+: nuova videocamera smart per esterni con sicurezza domestica avanzata
Blink amplia la sua offerta per la sicurezza domestica con la nuova videocamera per esterni 2K+, progettata per offrire qualità video avanzata, funzioni smart e monitoraggio intelligente per proteggere la casa in modo semplice ed efficace
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Anche se nel nostro Paese le temperature domestiche invernali sono già, come abbiamo visto, tra le più basse del Continente, una regolazione più efficiente del nostro impianto – supportato da termostati smart e buone pratiche quotidiane – può generare un ulteriore risparmio fino a 50 euro l’anno, riducendo al tempo stesso i consumi energetici e l’impatto ambientale. Piccoli accorgimenti, se applicati con costanza, trasformano la gestione della casa in una scelta intelligente, sostenibile e orientata al futuro.


Amazon porta in Italia la nuova gamma di smart TV: cosa cambia per gli utenti


Amazon ha annunciato la disponibilità in Italia delle nuove smart TV della propria gamma, Fire TV – Serie 2 (2nd Gen), Fire TV – Serie 4 (2nd Gen) e Fire TV Omni QLED (2nd Gen), progettate per offrire ai clienti il miglior intrattenimento, con prestazioni per ogni fascia di prezzo.

La nuova gamma di smart TV Amazon arriva in Italia


La nuova serie di punta Omni QLED, nei formati da 50” a 65”, offre immagini sorprendenti su un display il 60% più luminoso rispetto ai modelli precedenti. Con quasi il doppio delle zone di local dimming, i dispositivi garantiscono bianchi più brillanti e neri più definiti, mentre le tecnologie Dolby Vision e HDR10+ Adaptive rendono i contenuti più vividi. Inoltre, un processore aggiornato rende questo modello il 40% più veloce rispetto al passato. La serie Omni è intelligente quanto veloce: essa, infatti, regola automaticamente i colori del display in base all’illuminazione della stanza e, grazie alla tecnologia OmniSense, il televisore si accende quando si entra nella stanza, visualizza foto o opere d’arte e si spegne quando la stanza viene lasciata, per risparmiare energia. L’Arte Interattiva risponde dinamicamente ai movimenti, creando un’esperienza immersiva, e quando si desidera guardare qualcosa, è possibile parlare direttamente con Alexa tramite il televisore. La Serie Fire TV Omni QLED è disponibile su Amazon.it a partire da 699,99 euro.
I TV Fire TV Serie 2 offrono un'immagine HD nitidaI TV Fire TV Serie 2 offrono un'immagine HD nitida

Fire TV Serie 2 e Serie 4, da 32” a 55”


La nuova Fire TV Serie 2ridisegnata offre un’immagine HD nitida, mentre Fire TV Serie 4 garantisce una risoluzione 4K. Entrambe presentano cornici ultra-sottili, per un’estetica elegante in ogni ambiente, e sono il 30% più veloci di prima grazie a un nuovo processore quad-core. Per la prima volta, anche questi modelli integrano la tecnologia OmniSense, garantendo esperienze intelligenti a ogni livello di prezzo. Inoltre, con la funzione Intensificatore dei dialoghi, presente su tutti i nuovi TV, è possibile aumentare il volume della voce senza incrementare il rumore di sottofondo. Fire TV Serie 2 è disponibile su Amazon.it a partire da 279,99 euro, e Fire TV Serie 4 a partire da 499,99 euro.
I TV Fire TV Serie 4 garantiscono una risoluzione 4KI TV Fire TV Serie 4 garantiscono una risoluzione 4K


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oggi, 13 febbraio, a perugia: festa per i due anni della casa editrice déclic


◐ Venerdì 𝟭𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 sarà una data molto importante per déclic.
Si festeggiano i due anni dalla prima pubblicazione (𝙇’𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙚 𝙨𝙤𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙞𝙩𝙤 – febbraio 2024) nello stesso luogo in cui, nel dicembre del 2023, si è svolta la nostra festa di anteprima: il T-Trane Record Store di 𝗣𝗲𝗿𝘂𝗴𝗶𝗮!

festa per i 2 anni della casa editrice déclic_ perugia 13 febbraio 2026

Cosa accadrà?

☞ 𝗨𝗻 𝗿𝗲𝗮𝗱𝗶𝗻𝗴 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 con:
Sandra Branca – autrice di 𝙄𝙣𝙩𝙚𝙧𝙛𝙚𝙧𝙚𝙣𝙯𝙚
Angelo Calvisi – autore di 𝙉𝙚𝙤𝙥𝙚𝙣𝙩𝙖𝙢𝙚𝙧𝙤𝙣𝙚
Massimo Gerardo Carrese – autore di 𝙎𝙥𝙪𝙣𝙩𝙞𝙎𝙪𝙣𝙩𝙞
Mario Corticelli – autore di 𝙡𝙞𝙗𝙧𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙣𝙖𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙤
Francesca Perinelli – autrice di 𝙡𝙖𝙨𝙖𝙜𝙖 e 𝙤𝙘𝙖 𝙩𝙧𝙚 𝙩𝙤𝙘 𝙩𝙤
Antonio Francesco Perozzi – autore di 𝙎𝙥𝙤𝙧𝙚 | 𝟭
Antonio Vangone – autore di 𝘽𝙤𝙨𝙘𝙤 e 𝟴𝟴/𝟭𝟬𝟬

☞ Interverranno inoltre:
Resli Tale – curatrice del progetto grafico e delle copertine 𝗱𝗲́𝗰𝗹𝗶𝗰
Carlo Sperduti – editore

☞ A seguire, 𝗱𝗷 𝘀𝗲𝘁 di Riccardo Toccacielo

◫ L’intero catalogo 𝗱𝗲́𝗰𝗹𝗶𝗰 sarà disponibile durante la serata

L’appuntamento è alle 18:30 in Borgo XX Giugno 44.
Vi aspettiamo per brindare insieme!
#AngeloCalvisi #AntonioFrancescoPerozzi #AntonioVangone #CarloSperduti #déclic #djSet #FrancescaPerinelli #LOrdineSostituito #lettura #MarioCorticelli #MassimoGerardoCarrese #Perugia #prosa #prosaBreve #prose #proseBrevi #reading #ResliTale #RiccardoToccacielo #SandraBranca #TTraneRecordStore

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AliasVault 0.26: il gestore password con alias email si rifà da zero (e funziona anche offline)


AliasVault 0.26 introduce cartelle, campi personalizzati, modalità offline completa e cronologia delle modifiche. Il gestore password open source con alias email si rinnova a fondo.
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Chi cerca un’alternativa open source per gestire password e alias email dovrebbe dare un’occhiata ad AliasVault, che con la versione 0.26 fa un salto in avanti notevole. Il progetto, crittografato end-to-end e installabile anche su un proprio server, ha riscritto buona parte della sua architettura interna per introdurre funzionalità che gli utenti chiedevano da tempo.

Tra le novità più importanti c’è il supporto a cartelle per organizzare le credenziali, campi personalizzati per salvare qualsiasi tipo di informazione, la cronologia delle modifiche per username e password e un cestino con possibilità di recupero. Arrivano anche due nuovi tipi di elemento: carte di credito e note sicure.

Funziona anche senza connessione


La novità forse più interessante è la modalità offline completa. Sia l’estensione per il browser che le app mobili ora permettono di consultare e modificare il proprio archivio senza connessione al server. Quando si torna online la sincronizzazione avviene in automatico, con una gestione dei conflitti campo per campo: se cambiate la password dal telefono e lo username dal computer, entrambe le modifiche vengono preservate.

Il resto del pacchetto


Tra le altre aggiunte, un nuovo motore interno scritto in Rust per migliorare affidabilità e coerenza tra le varie piattaforme, una procedura guidata per le passkey che evita di creare duplicati, l’importazione da NordPass e il supporto al rumeno come quattordicesima lingua. Per gli italiani, una nota simpatica: l’italiano è stato aggiunto al generatore di identità integrato, quello che crea alias con nomi e dati verosimili.

Chi usa già AliasVault in self-hosting deve aggiornare il server prima dei client, perché il nuovo formato dell’archivio non è retrocompatibile con le versioni precedenti.

AliasVault è gratuito, open source con licenza AGPL-3.0, e si posiziona come alternativa a strumenti come Bitwarden o Proton Pass. Chi preferisce tenere i propri dati su un server europeo può valutare soluzioni come Hetzner o Cloud86, l’hosting che usiamo anche qui su Yoota.


FONTE aliasvault.net