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Ciao Maestrone, gli eroi sono tutti giovani e belli


“Le domande non sono mai riuscita a fartele tutte, il più grande regalo che mi hai fatto è sapere dove andare a cercare”, così Teresa Guccini ai funerali laici del padre.Canzoni, romanzi, fumetti, se vogliamo cercare qualcosa che possa sintetizzare il pensiero di Guccini forse potremmo ricordare che “non ci sono risposte facili alle nostre domande, che non ci sono finali da favola, ma […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/08/09/ciao…

#FrancescoGuccini

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E’ solo caldo o c’è dell’altro?


E' solo caldo africano o c'è qualcosa di più? Nei miei primi viaggi alle isole Canarie, non sapevo cosa fosse la calima. Non lo sapevo, e quindi nemmeno la vedevo. E' un pulviscolo microscopico, raccolto dai venti sul deserto del Sahara che poi lo spostano sulle isole e nell'oceano, in una enorme nuvola, a volte fino al Brasile a volte. Per dimensione, può somigliare alle polveri sottili delle nostre grandi città, ma a differenza degli scarichi industriali e delle automobili, la calima […]
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E’ solo caldo africano o c’è qualcosa di più?


Nei miei primi viaggi alle isole Canarie, non sapevo cosa fosse la calima. Non lo sapevo, e quindi nemmeno la vedevo. E’ un pulviscolo microscopico, raccolto dai venti sul deserto del Sahara che poi lo spostano sulle isole e nell’oceano, in una enorme nuvola, a volte fino al Brasile a volte. Per dimensione, può somigliare alle polveri sottili delle nostre grandi città, ma a differenza degli scarichi industriali e delle automobili, la calima è di origine naturale. Ci sono voluti tanti viaggi e un po’ di letture, per capire che qualcosa all’orizzonte non andava nei giorni di calima. A volte l’orizzonte non si vedeva neppure. La luce era soffusa, il sole poco brillante, le fotografie non riuscivano bene, i colori erano tutti sbiaditi e io non capivo cosa ci fosse di sbagliato nelle impostazioni della macchina fotografica. Chiunque voglia trasferirsi alle Canarie per un periodo o per sempre deve sapere che esiste questo fenomeno, soprattutto se soffre di asma, perché il pulviscolo non si può evitare in alcun modo: è insidioso, si insinua all’interno delle case dalle fessure più minuscole o tramite il condizionatore. Quando si parla di calima, solitamente si guarda questo fenomeno con curiosità, ma pensandola come qualcosa di distante, qualcosa che non ci riguarda. Niente di più sbagliato. Esiste un satellite sviluppato dalla Spagna in collaborazione con l’università di Atene, che serve proprio per monitorare lo spostamento di queste nubi e la concentrazione delle polveri sottili di origine sahariana.

Lo potete trovare a questo indirizzo e offre anche la previsione oltre che la situaione attuale:

https://apalmet.es/calima/modeloskyron

Se osservate attentamente, magari verificando ogni settimana, vedrete che, molto spesso, la calima ricopre tutta l’italia o una sua parte (spesso la sicilia), le isole Greche, la Spagna e talvolta anche la Francia, il Regno Unito o persino la Danimarca.

L’immagine che vedete in allegato corrisponde alla situazione attuale. I numeri rappresentano la concentrazione delle polveri: più alto è il numero – e scuro il colore – e maggiore è la concentrazione del pulviscolo in sospensione nell’aria.

Io controllo il sito tutti i giorni, e la situazione è così da giorni e giorni: la nuvola marroncina che vedete ingloba tutta l’Italia. Proprio come alle Canarie, la Calima viene portata da venti caldi che provocano il calore che sentiamo, ma c’è più di questo: l’aria ristagna, le particelle accumulano calore e/o ne impediscono la dissipazione, si sentono quando si respira e questo aumenta la sensazione che l’aria manchi. Perché, in effetti, manca. Un tempo pensavo che vivere alle Canarie sarebbe stato difficile a causa di questo pulviscolo, ma osservando questo satellite, vedo che la calima ce l’abbiamo anche qui. Del resto, chi non ha mai visto la “terra” sul parabrezza dopo un diluvio? Chi non ha mai visto la luce del sole soffusa, in estate, e il cielo pallido anziché di un azzurro vivo? (se ne ha la capacità, ovvio)

#isolecanarie #clima #calima #meteo #caldoafricano #caldoestivo

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in reply to Simone Viaggiatore

Si, ma probabilmente la calima delle Canarie é molto piu concentrata e piu frequente di quanto avviene in Italia, dove la sabbia del deserto del Sahara la porta il vento di Scirocco, un vento caldo proprio perche viene dall' Africa (spira da sud).
Suppongo che alle Canarie sia piu frequente e piu concentrata per via della latitudine che favorisce i venti alisei...
in reply to shiva

@shiva Ciao! Sì, sicuramente la concentrazione è diversa tra i due luoghi. Ma la maggior parte delle volte la calima alle canarie ha la stessa concentrazione della calima in Italia (o meglio, del Nord Italia, in Sicilia la questione è già diversa, provata in prima persona).

Una precisazione: l’aliseo soffia da nord-ovest a sud-est, dall’oceano aperto verso l’Africa. E’ proprio quando l’aliseo è debole o assente che il vento del deserto porta il pulviscolo sulle isole, con il caldo umido.

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non sono poche le sezioni dell’anpi che disconoscono il comunicato della direzione nazionale scritto congiuntamente con l’ucei


“con l’antifascismo e l’opposizione al genocidio non si scherza” era l’ovvietà che scrivevo qui la settimana scorsa. e chiaramente, e prevedibilmente, si tratta dello stesso pensiero di molti, di molte sezioni ANPI che, in questi giorni, nel vergognoso comunicato scritto a due mani con l’ucei hanno visto e vedono un’indulgenza totalmente fuori luogo verso la realtà del genocidio in corso da ormai quasi tre anni.

nessuna forza antifascista può pensare di sfilare vicino alle bandiere dello stato genocida, a meno di non rinnegare il proprio antifascismo.

con le comunità ebraiche che contestano la prassi omicida dello stato di israele la sintonia è totale, mentre con i sionisti che appoggiano il genocidio non può esserci nessun punto di contatto. sembra incredibile che alla direzione nazionale dell’ANPI si debba far presente questa banalità di base.

i Partigiani non si sono fatti ammazzare per vederci sfilare insieme alle bandiere di uno stato genocida.
#ANPI #banalitàDiBase #Cisgiordania #Gaza #genocidio #Israele #israeleStatoGenocida #Palestina #statoGenocida #UCEI


con l'antifascismo e l'opposizione al genocidio non si scherza: e dico...


con l'antifascismo e l'opposizione al genocidio non si scherza: e dico frontalmente che male anzi malissimo ha fatto l'ANPI nazionale a sottoscrivere un comunicato congiunto con l'UCEI, in riferimento al prossimo 25 aprile (2027). non c'è possibilità di equivoco: l'antifascismo e l'opposizione al genocidio vanno di pari passo, e personalmente mi aspetto da tutte le sezioni locali dell'ANPI la stessa rigorosa presa di posizione, rispetto al comitato nazionale, espressa perfettamente dalla sezione Trullo-Magliana “Franco Bartolini”: differx.noblogs.org/2026/08/01…


differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)


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à rebours: come l’italiana poesia ingentilì l’arte


fino a qualche tempo fa mi lamentavo del fatto che in Italia certe scritture, segnatamente la poesia e tutte le sue parenti ricche o povere, fossero decisamente decenni ‘indietro’ rispetto all’arte contemporanea. o comunque singolarmente fuori sincrono. estranee, parenti pacchiane. imbarazzanti già dalla prima sillaba.

adesso mi rendo conto, vedendo quali autori di versi vengono invitati in occasioni legate all’arte contemporanea, che finalmente la poesia italiana ha operato il miracolo: ha fatto, lei, arretrare e messo fuori sincrono l’arte. l’ha trascinata nel proprio kitsch. e danzano allegre.

tra qualche minuto, oltre a quello del pubblico, arriverà anche l’applauso della critica. è proprio questione di momenti.

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DJI Mic Mini 2S ufficiale: fino a 28 ore di registrazione e cancellazione del rumore con IA


DJI Mic Mini 2S introduce la registrazione interna fino a 28 ore e una nuova cancellazione del rumore basata sull’IA avanzata, per audio più pulito in ogni situazione
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DJI ha presentato Mic Mini 2S, il primo mini microfono wireless di DJI con capacità di registrazione interna. Concepito sulla base del recente DJI Mic Mini 2, questo nuovo livello della serie è pensato per i creator che devono catturare in modo affidabile ogni dettaglio in un formato compatto e flessibile. Il Mic Mini 2S offre, infatti, registrazione interna in float a 32 bit fino a 28 ore, connettività 4 TX + 1 RX di diverse generazioni e due livelli di cancellazione del rumore basata sull'IA per supportare ogni scenario di registrazione, dalle riprese in solitaria alle interviste per strada, ai podcast e alle produzioni con più persone.
La cancellazione del rumore a due livelli basata sull'IA si adatta alle diverse condizioni di registrazioneLa cancellazione del rumore a due livelli basata sull'IA si adatta alle diverse condizioni di registrazione

Suono senza distorsioni


DJI Mic Mini 2S offre ai creator un approccio più sicuro per catturare l'audio, riducendo il rischio di perdere le registrazioni e rendendo più facile immortalare momenti irripetibili con sicurezza. Il supporto per la registrazione interna in float a 32 bit garantisce una maggiore flessibilità nella gestione dei livelli acustici dinamici in post-produzione. Questo significa che essi possono catturare in modo vivido un'ampia gamma dinamica, dai sussurri più flebili ai ruggiti improvvisi, senza distorsioni. Ogni trasmettitore è dotato di circa 14,5 GB di memoria integrata e può registrare fino a 28 ore di audio nella modalità predefinita di registrazione a 24 bit.

Suunto Core 2: il nuovo orologio outdoor per avventure off-grid
Suunto Core 2 rinnova l’iconico orologio outdoor ABC con un design pensato per le avventure off-grid e per affrontare anche gli ambienti più impegnativi
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Voci chiare, audio impeccabile


DJI Mic Mini 2S permette di ottenere un controllo preciso sull'audio riprodotto. La cancellazione del rumore a due livelli basata sull'IA si adatta alle diverse condizioni di registrazione. Per prevenire picchi di volume improvvisi, la funzione Controllo clipping attenua automaticamente l'audio negli ambienti instabili, mentre la funzione Bilanciamento del volume mantiene in modo dinamico livelli di uscita costanti per interviste e live streaming. I creator possono modellare ulteriormente il suono con tre tonalità vocali preimpostate: Normale per un audio equilibrato e naturale, Brillante per una maggiore chiarezza e presenza e Rich per un tono più pieno e caldo.
La cancellazione del rumore a due livelli basata sull'IA si adatta alle diverse condizioni di registrazioneLa cancellazione del rumore a due livelli basata sull'IA si adatta alle diverse condizioni di registrazione

Flessibilità di utilizzo


DJI Mic Mini 2S è ideato per supportare configurazioni di registrazione più ambiziose. Un ricevitore (RX) può essere collegato contemporaneamente fino a quattro trasmettitori (TX), rendendo il sistema ideale per tavole rotonde, podcast, interviste e produzioni con piccoli gruppi, ed è anche compatibile con le generazioni precedenti di microfoni DJI. In questo modo i creator possono aggiornare ed espandere le apparecchiature esistenti in modo conveniente man mano che passano a contenuti con più persone.
Dalle riprese informali, ai viaggi leggeri o agli spostamenti da un posto all'altro, Mic Mini 2S è progettato per semplificare l'uso quotidiano

Ultracompatto, ultra-performante


Compatto, versatile e discreto, Mic Mini 2S è progettato con il fine di non intralciare mai. Il trasmettitore pesa solamente 12 g e supporta opzioni di aggancio sia con clip sia con magnete, rendendo più facile indossarlo comodamente e posizionarlo vicino alla fonte audio. La copertura anteriore magnetica è rimovibile e permette di personalizzare il microfono in base al proprio stile; introdotte per la prima volta con Mic Mini 2, sono disponibili otto coperture anteriori magnetiche colorate, acquistabili separatamente.

Come scegliere un elettrodomestico: guida a efficienza e smart
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Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Disponibilità


Mic Mini 2S è disponibile su www.dji-store.it, negli store di Milano e Roma e presso i migliori rivenditori autorizzati, in diverse configurazioni con prezzi che partono da 99 euro.

Consigliato da Techpertutti

DJI Mic Mini 2S (1 TX + 1 RX)


Archiviazione interna da 28 ore, registrazione interna in float a 32 bit, Connettività 4 TX + 1 RX di diverse generazioni e uscita a quattro canali, Cancellazione del rumore a due livelli basata sull'IA

  • 🎤 Design compatto e versatile
  • 🎚️ Connettività 4 TX + 1 RX di diverse generazioni*

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Suunto Core 2, il nuovo orologio outdoor per le avventure off-grid: tutte le novità


Suunto ha presentato Core 2, la nuova evoluzione dell'iconica serie Core. Pensato per escursionisti di lunga percorrenza, overlander, pescatori, professionisti che operano sul campo e, più in generale, per tutti gli appassionati di outdoor che ricercano prestazioni affidabili e una manutenzione ridotta al minimo, Core 2 introduce un importante aggiornamento sia hardware sia software, raccogliendo l'eredità del primo Suunto Core e proiettandola verso un nuovo livello.



Combinando le principali funzioni dedicate all'outdoor, una costruzione resistente e una lunga autonomia, Core 2 è stato progettato per qualsiasi contesto, dai sentieri più remoti ai campi base, fino alle attività outdoor di tutti i giorni

Basato su un sistema aggiornato di altimetro, barometro e bussola, Core 2 consente di monitorare i cambiamenti ambientali, orientarsi con maggiore precisione e prendere decisioni consapevoli quando condizioni meteorologiche, terreno e visibilità diventano elementi determinanti. Grazie a una struttura ancora più resistente, a un display completamente rinnovato e a una gestione energetica ottimizzata, Core 2 prosegue la tradizione Suunto nello sviluppo di strumenti affidabili anche quando ci si trova lontani da fonti di alimentazione e reti mobili.

Un'eredità che guarda al futuro


Lanciato per la prima volta nel 2007, il Suunto Core originale si è rapidamente affermato come uno strumento di riferimento per le community outdoor e professionali. , mantenendo però l'identità essenziale che ha reso il modello originale un'icona del settore.

Il cuore di Core 2 è rappresentato da una rinnovata piattaforma di sensori ABC con altimetro e barometro ancora più precisi, un sistema di filtraggio automatico della pressione atmosferica che riduce i falsi allarmi meteo e una bussola utilizzabile anche offline, ideale per orientarsi in aree prive di segnale.

L'allarme tempesta integrato monitora costantemente le variazioni della pressione atmosferica e avvisa l'utilizzatore prima che le condizioni peggiorino, contribuendo ad affrontare con maggiore sicurezza gli ambienti più remoti. Tra le nuove funzioni debutta anche l'indicazione delle fasi lunari, particolarmente utile per attività outdoor come la pesca e la navigazione. Completano la dotazione i dati di alba e tramonto, il monitoraggio del dislivello accumulato e il contapassi, ampliando ulteriormente le possibilità di utilizzo sia durante le attività outdoor sia nella vita quotidiana.
Core 2 introduce miglioramenti concreti in termini di display, robustezza e facilità d'utilizzoCore 2 introduce miglioramenti concreti in termini di display, robustezza e facilità d'utilizzo
Progettato per affrontare le condizioni più difficili. Il nuovo display LED a matrice di punti ad alto contrasto da 1,3 pollici offre una luminosità superiore del 40% rispetto al precedente Suunto Core. Il sistema di retroilluminazione "raise-to-wake" garantisce una lettura immediata in qualsiasi condizione di luce, mentre la possibilità di selezionare retroilluminazione rossa o verde favorisce la visione notturna e gli impieghi professionali riducendo l'abbagliamento.

Core 2 è alimentato da una batteria CR3035 sostituibile che garantisce fino a 15 mesi di autonomia, riducendo al minimo la necessità di manutenzione sia durante le spedizioni di più giorni sia nell'utilizzo quotidiano. L'impermeabilità è stata incrementata fino a 10 ATM, mentre il vetro Gorilla Glass e gli ampi pulsanti fisici assicurano un utilizzo pratico anche con i guanti, in presenza di acqua o nelle condizioni ambientali più impegnative. La connettività Bluetooth permette la sincronizzazione automatica dell'ora, il trasferimento dei dati relativi ai passi e gli aggiornamenti firmware wireless tramite Suunto App, consentendo a Core 2 di evolversi senza rinunciare alla semplicità che ha sempre contraddistinto la famiglia Core.

Nothing Phone (4b) ufficiale: Snapdragon, AMOLED 120 Hz e AI
Nothing Phone (4b) porta l’esperienza Nothing a un nuovo livello con processore Snapdragon, display Super AMOLED a 120 Hz, fotocamera da 50 MP con stabilizzazione ottica (OIS) e le nuove funzionalità Essential AI.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Prezzo e disponibilità


Suunto Core 2 è disponibile al prezzo di di 199 euro.

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SUUNTO Core 2


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‘la finestra di antonio syxty’ reloaded: “noi”, di alessandro broggi (tic, 2021)


open.spreaker.com/A4NZ/gneybsn… = https://www.spreaker.com/episode/noi-di-alessandro-broggi–73240905

il libro: ticedizioni.com/products/noi-b…

Noi di Alessandro Broggi è un libro pubblicato nel 2021 da Tic Edizioni nella collana UltraChapbooks.

Ne parlano Chiara De Caprio e Carmen Gallo con Antonio Syxty.

L’episodio è la registrazione audio di una diretta FB sul “La Finestra di Antonio Syxty” nel 2024

Eleonora, Maurizio, Norberto e Tania abbandonano il mondo civilizzato a causa dell’eccesso di informazioni. Decidono di trasferirsi nei boschi, per un esperimento esistenziale che li vede fuggire dall’universo segnico e dalle sue insostenibili interpretazioni.
Il racconto si configura come un diario di viaggio in cui si riportano le loro azioni, i pensieri, le impressioni e le scoperte: una quotidianità fatta di gesti tanto rassicuranti quanto essenziali per la sopravvivenza, in un ambiente ostile che saprà mostrare la sua faccia più spietata.
Descrizioni minuziose, da miniaturista, aprono lo sguardo su scorci ricchi di colori, di atmosfere, di storie: è il “paesaggio”, che irrompe tra le pagine come il vero protagonista di questo testo. Sono i continui e drastici cicli della natura, che dettano legge a tutte le forme di vita così come all’andamento della narrazione.
La penna di Broggi è esatta, chirurgica, uno scalpellino che scava e trova la parola giusta, capace di suggestionare. Noi è un libro senza fine, che invita alla rilettura anche solo per godere dei suoi paesaggi variegati e delle sue speculazioni, che raggiungono la portata della rivelazione.
#AlessandroBroggi #AntonioSyxty #audio #Broggi #cambioDiParadigma #CarmenGallo #ChiaraDeCaprio #collage #cutUp #LaFinestraDiAntonioSyxty #Noi #podcast #ProsaInProsa #prosainprosa #scritturaDiRicerca #scritturadiricerca #scrittureDiRicerca #scritturediricerca #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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four typical cases of melancholia / charles f. kieffer. 1895

#depression #melancholy #melanconia #sickness #suicide

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Cristianesimo esoterico, Logos e vie della conoscenza: guida ai percorsi di Magozine

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Il cristianesimo esoterico non coincide con una religione diversa dal cristianesimo storico, ma con una sua lettura interiore, simbolica e iniziatica. È il tentativo di leggere figure, dogmi e racconti evangelici non solo come verità da credere, ma come immagini di trasformazione della coscienza. In questa prospettiva il Logos, il Graal, la Pasqua, la figura di Gesù e l’esperienza mistica non sono soltanto oggetti di devozione, ma tappe, simboli e linguaggi di una via di conoscenza.

Nel corso degli anni Magozine ha pubblicato una serie di articoli che, pur nati in momenti diversi e con accenti differenti, costruiscono un piccolo archivio coerente su questo tema. Alcuni indagano il Verbo come principio creatore, altri il Graal come percorso iniziatico, altri ancora la Pasqua come morte simbolica e rinascita, la figura di Gesù come iniziato o l’esperienza mistica come cammino di unificazione.

Questa guida serve a mettere ordine in quel materiale, offrendo un percorso di lettura chiaro.

Perché leggere il cristianesimo in chiave esoterica


Leggere il cristianesimo in chiave esoterica non significa negare la sua dimensione religiosa o storica. Significa piuttosto spostare l’attenzione dal solo piano dogmatico a quello simbolico e trasformativo. Dove la lettura exoterica vede credenze, istituzioni e narrazioni sacre, la lettura esoterica cerca processi interiori, corrispondenze e livelli di senso più profondi.

Oltre la lettura dogmatica


Molti articoli di questo filone nascono proprio da qui: dalla sensazione che il linguaggio cristiano, preso solo alla lettera, lasci fuori una parte importante della sua ricchezza. Il Logos non è solo una formula teologica, il Graal non è solo una reliquia, la Pasqua non è solo una festa religiosa. Ognuno di questi temi può essere letto come simbolo di un processo interiore.

Per una panoramica generale sul rapporto tra simboli, esoterismo e tradizione, il punto di partenza resta Cos’è l’esoterismo? Significato, storia e interpretazione psicologica.

Simbolo, rivelazione e trasformazione


Quello che accomuna la maggior parte dei testi di questo percorso è l’idea che la verità spirituale non si trasmetta solo attraverso concetti, ma anche attraverso immagini, parabole, geometrie e figure simboliche. In questo senso, il cristianesimo esoterico è una pedagogia del simbolo: una forma di rivelazione che non informa soltanto, ma trasforma.

Il Logos e la parola come principio creatore


Uno dei nuclei più forti di questa area è il tema del Logos. Nell’articolo Cos’è il Verbo o Logos il Verbo giovanneo viene letto non solo come parola divina, ma come principio cosmico ordinatore: parola, suono, ragione, relazione, legge. Il Logos è ciò che tiene insieme lettere e mondi, frasi e pianeti, geometria e spirito.

Il Verbo come ragione, suono e ordine


Questa lettura insiste su un punto decisivo: il Logos non è soltanto un enunciato, ma una struttura del reale. È suono originario, vibrazione, disegno, sistema di rapporti. Per questo l’articolo lo mette in rapporto con l’OHM orientale e con l’idea di un principio sonoro e vibratorio da cui tutto prende forma.

Dal Vangelo di Giovanni all’esoterismo occidentale


A partire da Giovanni, il Logos diventa uno dei grandi ponti tra cristianesimo, filosofia greca ed esoterismo occidentale. Il Verbo che si fa carne non è solo un dogma cristologico, ma una formula di incarnazione del principio nel mondo visibile. Questo porta già dentro di sé una lettura esoterica della figura del Cristo.

Gesù come iniziato e maestro di una via


Un secondo gruppo di articoli ruota attorno alla figura di Gesù letta non solo come fondatore di religione, ma come iniziato, maestro di conoscenza, figura di passaggio tra tradizioni.

Gli anni perduti e la via orientale


In Sulle tracce di Gesù l’Esseno il libro di Fida M. Hassnain viene presentato come una ricerca vasta e controversa sulle possibili permanenze di Gesù in India, Tibet e Kashmir. Anche al di là del grado di attendibilità storica delle sue conclusioni, il punto importante è che il libro colloca Gesù dentro un immaginario di viaggio, apprendimento e trasformazione, più vicino all’iniziato che al puro oggetto di culto.

Il Cristo come principio spirituale


Questa linea si collega in modo naturale all’articolo sul Logos: se Gesù è letto come colui che si ricongiunge al principio primordiale, allora il Cristo può essere pensato come un livello spirituale, una realizzazione, una forma di coscienza più che una semplice identità biografica. È una lettura che riecheggia sia il cristianesimo esoterico sia certe tradizioni gnostiche.

Pasqua, morte simbolica e rinascita


Dentro questo stesso orizzonte, la Pasqua può essere letta come simbolo di passaggio e di trasformazione.

Il significato esoterico della Pasqua


Nell’articolo Il significato esoterico della Pasqua la Pasqua viene sottratta al solo calendario liturgico per essere riletta come figura della morte simbolica, del sacrificio iniziatico e della rinascita interiore. Non è soltanto un ricordo storico, ma un modello trasformativo che ritorna in molti linguaggi spirituali.

Dalla morte rituale alla rinascita


Questa struttura si ritrova anche in altri nuclei del sito, per esempio in Morte e rinascita nel simbolismo, ma nel contesto cristiano assume una forza particolare: la resurrezione non è solo prova del potere divino, ma anche immagine archetipica del cambiamento radicale dell’essere.

Il Graal come percorso di conoscenza


Un altro nodo fondamentale del cristianesimo esoterico è il Graal.

Non un oggetto, ma una via


In Il sacro Graal è la via iniziatica il Graal viene sottratto alla dimensione puramente leggendaria o archeologica e interpretato come cammino, come strumento simbolico di elevazione e ricerca della conoscenza. La vera posta in gioco non è trovare il Graal, ma attraversare ciò che esso rappresenta.

Il Graal tra simbolismo e cinema


Questa lettura ritorna anche in Il Codice da Vinci: simboli esoterici e percorso iniziatico nel film di Ron Howard, dove il vaso, la rosa, il criptex e il percorso dei protagonisti vengono interpretati come segmenti di una struttura iniziatica. Anche qui il Graal non è semplicemente una reliquia: è la meta di un processo interiore.

L’unicità dell’esperienza mistica


Se il Logos, Gesù, Pasqua e Graal possono essere letti come simboli di trasformazione, il punto in cui tutte queste vie convergono è l’esperienza mistica.

Una verità, molte forme


In Dell’unicità dell’esperienza mistica emerge con forza l’idea che tradizioni spirituali diverse possano condurre a un’esperienza di fondo sorprendentemente simile: unità, dissoluzione dell’ego, pace, coscienza ampliata, superamento delle separazioni apparenti.

Dalla dottrina all’esperienza


Questo passaggio è decisivo. La mistica non è una teoria ulteriore da aggiungere alla religione, ma il momento in cui la religione si interiorizza e smette di essere solo appartenenza esterna. In questo senso, la mistica è il cuore del cristianesimo esoterico: il punto in cui il simbolo smette di essere oggetto di studio e diventa esperienza.

Da dove iniziare


Se vuoi usare questa guida come punto d’ingresso, puoi scegliere diversi percorsi.

Se vuoi partire dai concetti


Comincia da:


Se ti interessa la figura di Gesù


Prosegui con:


Se ti interessa il simbolismo cristiano


Puoi leggere:


Se ti interessa l’esperienza spirituale in senso più ampio


Vai verso:


Conclusione


Il cristianesimo esoterico non è una dottrina separata, ma una diversa profondità di lettura. È il punto in cui Logos, Cristo, Pasqua, Graal e mistica smettono di essere solo temi religiosi e diventano immagini di trasformazione. Gli articoli raccolti qui non dicono tutti la stessa cosa, ma si muovono nello stesso orizzonte: leggere il cristianesimo come una via di conoscenza, e non solo come un sistema di credenze.
#esoterismo #Occultismo #simbolismo


Cos’è l’esoterismo? Significato, storia e interpretazione psicologica

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Cos’è l’esoterismo?


Ogni volta che pronunciamo la parola “esoterismo”, l’immaginario collettivo corre immediatamente verso scenari oscuri: rituali segreti in castelli abbandonati, complotti globali o pratiche di magia superstiziosa. Eppure, se ci fermiamo ad analizzare la storia delle idee, il significato dell’esoterismo è qualcosa di molto più profondo, luminoso e intimamente legato alla natura umana.

Il termine deriva dal greco esoterikos, che letteralmente significa “interno” o “riservato a chi è dentro”. Nell’antichità, filosofi come Pitagora o Platone dividevano i propri insegnamenti in due categorie: l’insegnamento essoterico (rivolto alla massa, comprensibile e pubblico) e quello esoterico (riservato a una cerchia ristretta di allievi che avevano intrapreso un percorso di studio e purificazione).
L’esoterismo, dunque, non è mai stato il tentativo di nascondere la verità per dominare il mondo. È stato il primo, arcaico linguaggio usato dall’essere umano per mappare realtà interiori troppo complesse per essere spiegate con le parole di tutti i giorni.

Oggi, per capire cos’è l’esoterismo e cosa significa realmente, dobbiamo smettere di guardarlo come a un manuale di occultismo. Dobbiamo iniziare a leggerlo come una sterminata enciclopedia di simboli, archetipi e allegorie attraverso cui diverse culture hanno cercato di rappresentare le trasformazioni psicologiche, i misteri dell’universo e gli interrogativi filosofici più alti dell’umanità.

Se vuoi avere una visione d’insieme delle principali correnti esoteriche, puoi consultare anche la Mappa concettuale dell’esoterismo, che riassume i rapporti tra ermetismo, alchimia, cabala, gnosticismo, simbolismo e psicologia del profondo.

Esoterismo ed essoterismo: la differenza


Per comprendere a fondo la materia, è fondamentale partire dalla radice etimologica, che ci svela la differenza tra esoterismo ed essoterismo (con due “s”).
Il termine essoterico (dal greco exoterikos, “esterno”) si riferisce a quegli insegnamenti, dottrine o rituali religiosi che sono accessibili a tutti. È la religione delle masse, basata sul dogma letterale, sulla morale e sulla preghiera pubblica.
L’esoterismo (esoterikos, “interno”), al contrario, è la dottrina riservata agli iniziati. Non si oppone alla religione ufficiale, ma ne rappresenta il nucleo nascosto. Mentre l’essoterismo ti dice cosa credere, l’esoterismo ti fornisce le chiavi simboliche per sperimentare come la divinità o l’universo operino dentro di te.

Quali sono i principi fondamentali dell’esoterismo?


Nonostante le infinite correnti filosofiche e le tradizioni geograficamente distanti, l’esoterismo occidentale si fonda su alcuni pilastri concettuali condivisi, identificati in gran parte dallo storico delle religioni Antoine Faivre:

  • Corrispondenza tra microcosmo e macrocosmo: é il principio secondo cui “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto” (come recita la Tavola di Smeraldo). Esiste un legame invisibile ma tangibile tra l’essere umano e l’universo.
  • La natura vivente (unità del reale): l’universo non è visto come un meccanismo inerte da sfruttare, ma come un organismo vivo, permeato da un’energia spirituale o divina in ogni sua parte.
  • L’uso del simbolismo e delle mediazioni: l’invisibile non può essere spiegato con la logica lineare. Serve il ruolo dei simboli, dei miti e dei rituali visti come “ponti” o mediatori tra il mondo materiale e quello spirituale.
  • La conoscenza iniziatica e la trasformazione interiore: la conoscenza esoterica non è un semplice accumulo di nozioni. Il fine ultimo è l’alchimia spirituale, ovvero una trasformazione interiore radicale (l’illuminazione o iniziazione).


Esoterismo e occultismo: sono la stessa cosa?


Un’altra confusione comune riguarda il rapporto tra esoterismo e occultismo. Spesso usati come sinonimi, indicano in realtà due approcci diversi. L’esoterismo è la filosofia, la teoria generale, la mappa del cosmo e dell’anima umana. L’occultismo (dal latino occultus, nascosto) è invece la pratica, l’applicazione concreta di quelle leggi invisibili attraverso discipline come l’alchimia, l’astrologia o la divinazione.
Se l’esoterismo è la scienza teorica dell’invisibile, l’occultismo ne è il laboratorio sperimentale. Tuttavia, quando l’occultismo perde la sua bussola spirituale e si piega alla ricerca del potere personale, si allontana dal puro esoterismo per sconfinare in ambiti manipolatori o superstiziosi.

Esoterismo e magia: distinguere la conoscenza dalla superstizione


Il primo passo per approcciarsi in modo maturo a questa materia è fare chiarezza su due concetti che spesso vengono sovrapposti, generando una profonda confusione culturale: esoterismo e magia.

La magia – intesa nel suo senso più popolare e operativo – è solitamente guidata da un intento pratico e materiale. Chi pratica ritualistiche magiche o superstiziose cerca, il più delle volte, di piegare le forze della natura al proprio volere per ottenere un vantaggio personale (che sia esso amore, ricchezza o potere). È un’azione rivolta verso l’esterno, mossa dall’ego.

La via iniziatica esoterica, al contrario, si muove nella direzione opposta. L’obiettivo dell’iniziato non è cambiare il mondo esterno per soddisfare i propri desideri, ma trasformare radicalmente se stesso. Dalle pratiche dell’alchimia (che usavano la trasformazione dei metalli come pura allegoria per la trasformazione dell’anima) fino alle vie mistiche orientali, l’esoterismo è sempre stato un cammino di conoscenza interiore. È il tentativo di liberarsi dall’ignoranza e dalle illusioni della materia per ricongiungersi a un principio di verità superiore.

Purtroppo, questa distinzione si è persa nei secoli. Una parte della narrativa religiosa e culturale ha spesso approfittato di questa confusione per gettare discredito su qualsiasi forma di ricerca spirituale indipendente, finendo per associare lo studio dei simboli esoterici all’adorazione del male.

Un altro filo del nostro percorso riguarda l’esoterismo come pratica di trasformazione, tra simboli, discipline interiori, filosofia, musica e spiritualità comparata: lo raccogliamo qui in Simbolismo, mistica e pratiche di trasformazione: i percorsi culturali di Magozine.

Oltre i pregiudizi: l’ombra e il male


Confondere la ricerca filosofica dell’ignoto con l’occultismo di bassa lega è un errore storico profondo. Per capire come e perché le scienze spirituali siano state demonizzate, e per tracciare una linea di demarcazione netta tra la ricerca della luce e l’oscurantismo, leggi il nostro saggio su Esoterismo e satanismo: differenze, storia e interpretazione culturale.

Se l’esoterismo non è magia, ma una complessa filosofia della mente, è impossibile comprenderne l’evoluzione senza guardare al luogo in cui molte di queste idee hanno trovato la loro forma più alta: l’Italia.

Breve storia dell’esoterismo in Italia: dal Rinascimento al Novecento


Quando si parla di tradizioni iniziatiche, il pensiero corre spesso all’antico Egitto o ai misteri orientali. In realtà, la storia esoterica d’Italia è una delle più ricche, complesse e influenti d’Europa. Il nostro Paese non è stato solo il centro della cristianità, ma anche un crocevia straordinario dove filosofie pagane, ermetismo e scienza si sono incontrati, scontrati e fusi.

Le radici affondano nella Magna Grecia, dove la Scuola Pitagorica introdusse l’idea che l’universo fosse governato dalla matematica e dalla geometria sacra (concetto che secoli dopo influenzerà i costruttori delle cattedrali). Ma è nel Rinascimento fiorentino che l’esoterismo italiano vive la sua età dell’oro.
Sotto il mecenatismo di Cosimo de’ Medici, pensatori come Marsilio Ficino tradussero il Corpus Hermeticum, reintroducendo in Occidente gli insegnamenti attribuiti al mitico Ermete Trismegisto. Era la nascita del Neoplatonismo rinascimentale: un’epoca in cui intellettuali, artisti e persino religiosi studiavano l’astrologia e l’alchimia non come superstizione, ma come scienze per comprendere le leggi occulte dell’universo.

È in questo clima incandescente che si muove la figura di Giordano Bruno, forse il più grande intellettuale eretico della nostra storia. La sua visione di un universo infinito e animato gli costò il rogo, ma le sue opere rimangono un pilastro per chiunque studi la filosofia esoterica.

L’eretico e il cosmo: Giordano Bruno


La ricerca esoterica ha spesso pagato a caro prezzo il suo dissenso verso le verità ufficiali. Per comprendere il pensiero di uno dei padri dell’ermetismo italiano, scopri la nostra selezione di 10 Libri su Giordano Bruno: vita, opere e misteri dell’eretico.

Nei secoli successivi, la storia dell’esoterismo in Italia si intreccia con l’illuminismo e i moti risorgimentali. Nel Settecento e nell’Ottocento, l’influenza della Massoneria gioca un ruolo cruciale, mescolando rituali iniziatici a ideali di fratellanza e libertà politica.
Infine, nel Novecento, assistiamo a un fiorire di cenacoli esoterici e scuole iniziatiche, soprattutto a Napoli e Roma, che tentano di recuperare la tradizione ermetica classica, dimostrando come il bisogno umano di una connessione profonda con l’invisibile non sia mai stato del tutto sopito dal trionfo del razionalismo industriale.

Carl Jung e l’esoterismo: La psicologia del profondo


Se l’esoterismo storico è stato spesso costretto alla clandestinità per sfuggire all’inquisizione o al ridicolo del positivismo scientifico, nel Ventesimo secolo accade qualcosa di rivoluzionario. L’antica sapienza misterica entra, dalla porta principale, negli studi medici. E lo fa grazie al fondatore della psicologia analitica.

Gli archetipi e l’inconscio collettivo


L’incontro tra Carl Jung e l’esoterismo segna un punto di svolta definitivo nella storia della cultura occidentale.
Studiando i sogni dei suoi pazienti e i miti di popolazioni antiche e lontanissime tra loro, Jung si rese conto che esistevano immagini, simboli e schemi ricorrenti che non potevano essere spiegati solo con l’esperienza personale. Esisteva un substrato comune a tutta l’umanità, un “inconscio collettivo” popolato da forme primordiali che lui chiamò archetipi.

L’alchimia come linguaggio della psiche


Cercando risposte a questo fenomeno, Jung iniziò a studiare l’esoterismo, l’astrologia e, in particolare, l’Alchimia.
Fino a quel momento, la scienza ufficiale aveva liquidato gli alchimisti medievali come dei proto-chimici falliti che tentavano inutilmente di trasformare il piombo in oro. Jung intuì che le elaborate incisioni e i testi oscuri dell’alchimia (i draghi, il fuoco, le nozze chimiche) non parlavano di metalli. Parlavano della psiche umana.

Il piombo era l’Ego grezzo, caotico e immerso nell’oscurità (la Nigredo). Il fuoco alchemico era la sofferenza psicologica necessaria per bruciare le illusioni. L’oro finale (il Lapis Philosophorum, la Pietra Filosofale) non era altro che il Sé pienamente realizzato e integrato.
Gli alchimisti, senza saperlo, stavano tracciando la mappa di quello che Jung chiamerà il “Processo di Individuazione”.

Grazie a lui, la psicologia esoterica cessa di essere un ossimoro. I simboli esoterici vengono definitivamente riabilitati: non sono più residui di epoche ignoranti, ma i linguaggi cifrati e vitali dell’anima. Comprendere l’esoterismo, oggi, significa disporre di una chiave d’accesso privilegiata per esplorare le architetture nascoste della nostra stessa mente

I simboli dell’esoterismo


Il linguaggio universale attraverso cui l’esoterismo comunica non è fatto di parole letterali, ma di simboli. Dalle cattedrali medievali ai testi alchemici, l’uso di codici visivi serve a trasmettere concetti filosofici complessi bypassando la logica razionale per parlare direttamente all’inconscio. Tra i principali simboli esoterici troviamo:

  • L’Ouroboros: Il serpente che si morde la coda, simbolo dell’eterno ritorno, della ciclicità del tempo e dell’unità primordiale.
  • L’Albero della Vita: Il glifo centrale della Kabbalah ebraica, una vera e propria “mappa” della discesa del divino nella materia e della via di risalita dell’anima umana.
  • Il Pentagramma: La stella a cinque punte, usata dai Pitagorici per indicare la proporzione aurea e il microcosmo umano (lo spirito che domina sui quattro elementi materiali).
  • Il Caduceo: Il bastone di Ermes con due serpenti intrecciati, simbolo del bilanciamento delle forze opposte e della guarigione esoterica.
  • La Pietra Filosofale: Il traguardo finale dell’Opus alchemica, simbolo dell’illuminazione, dell’immortalità spirituale e del Sé integrato.


Esoterismo, mitologia e religione


Se l’alchimia e l’ermetismo rappresentano le correnti più note e indipendenti, è fondamentale capire che l’insegnamento esoterico non è mai stato completamente separato dalle grandi religioni ufficiali. Al contrario, quasi ogni fede monoteista nasconde al proprio interno un “cuore” mistico e iniziatico.
Esiste la Cabala per l’Ebraismo, il Sufismo per l’Islam e l’Esicasmo o le correnti gnostiche per il Cristianesimo primordiale.

Le religioni exoteriche (quelle per le masse) si concentrano sul dogma, sulla morale e sulla lettera dei testi sacri. L’esoterismo religioso, invece, cerca di penetrare oltre la superficie della parola scritta per cogliere il significato spirituale profondo. Per l’iniziato, i miti, i miracoli e le festività del calendario liturgico non sono soltanto rievocazioni storiche, ma potenti allegorie del percorso di risveglio interiore dell’essere umano.

Esoterismo e cristianesimo: il velo del tempio


Il rapporto tra esoterismo e cristianesimo è sempre stato complesso e, a tratti, conflittuale. Sebbene la Chiesa ufficiale abbia spesso condannato le pratiche misteriche, il cristianesimo primitivo era intriso di dottrine gnostiche ed esoteriche. L’idea stessa che l’uomo debba “morire a se stesso” per rinascere nello spirito è un archetipo puramente iniziatico.

Esoterismo e cattolicesimo: i misteri liturgici


Nonostante l’Inquisizione, il legame tra esoterismo e cattolicesimo è sopravvissuto nei secoli, nascosto nell’architettura delle cattedrali gotiche, nel simbolismo della messa e nel calendario liturgico. Per l’esoterista, la liturgia cattolica non è solo adorazione, ma la messa in scena di un dramma cosmico e alchemico che avviene all’interno dell’anima umana.

Pensiamo, ad esempio, alla più grande festività del mondo giudaico-cristiano. Per il fedele comune, è la celebrazione storica della liberazione dall’Egitto o della resurrezione carnale di Cristo. Ma per chi sa leggere oltre il velo della storia, il significato esoterico della Pasqua rappresenta il momento in cui l’uomo compie il passaggio (transizione) dalla propria natura materiale a quella divina. È la metafora assoluta dell’alchimia interiore: la “morte” del vecchio ego (la croce) e la rinascita di una nuova consapevolezza illuminata.

Per orientarti tra i nostri articoli su Logos, Graal, Pasqua, Gesù esseno e mistica cristiana, puoi leggere anche Cristianesimo esoterico, Logos e vie della conoscenza: guida ai percorsi di Magozine.

I misteri del calendario: il risveglio primaverile

Come si trasforma una ricorrenza religiosa in un rito iniziatico di purificazione e rinascita?

Questo processo di “purificazione” e risveglio non riguarda solo lo studio o la preghiera, ma coinvolge l’individuo nella sua totalità, partendo dal corpo fisico. In moltissime scuole misteriche antiche (e nelle filosofie orientali), l’accesso a stati superiori di coscienza e la padronanza delle proprie energie richiedevano un rigoroso ascetismo.
In questo contesto, persino la dieta assumeva una valenza spirituale. La scelta di non nutrirsi di carne non rispondeva solo a motivazioni etiche moderne, ma a una precisa scienza delle vibrazioni e del Karma, volta a non appesantire il sistema nervoso e facilitare l’apertura dei centri psichici.

L’alimentazione dell’iniziato: corpo e spirito


Perché molte antiche vie misteriche ed esoteriche richiedevano l’abbandono della carne? Scopri le connessioni tra akasha, vibrazioni e scelte alimentari nella nostra analisi su Vegetarianesimo e tradizione esoterica: la purificazione spirituale (La Grande Sintesi).

Il codice nascosto: l’esoterismo nella cultura pop


Oggi, le logge segrete e i maestri iniziatici sembrano essere scomparsi, sbiaditi di fronte all’avanzata della tecnologia e della scienza materialista. Ma l’esoterismo è davvero morto?

La psicologia di Jung ci ha insegnato che gli archetipi non spariscono mai: cambiano semplicemente forma, adattandosi ai tempi. Se un tempo i messaggi esoterici venivano codificati nelle cattedrali gotiche, nei dipinti rinascimentali o nei trattati di alchimia, oggi il linguaggio dell’invisibile si è trasferito nei nuovi grandi contenitori di miti: il cinema, la letteratura contemporanea e le serie TV.

I registi e i romanzieri di oggi sono i nuovi custodi inconsapevoli (o a volte fin troppo consapevoli) del mistero. Utilizzano simboli esoterici, geometrie sacre e strutture narrative iniziatiche (il famoso “Viaggio dell’Eroe”) per parlare direttamente al nostro inconscio collettivo, bypassando la razionalità.
È proprio per questo motivo che opere intrise di gnosticismo, misteri rosacrociani e leggende templari riescono a scatenare un fascino globale e irresistibile sulle masse. Il pubblico, pur non conoscendo la dottrina segreta, percepisce istintivamente che dietro l’intrattenimento si nasconde una ricerca di verità superiori.

Svelare l’occulto a Hollywood: il caso Da Vinci

Da Leonardo Da Vinci ai Templari, dalla sequenza di Fibonacci alla ricerca del Graal: scopri come uno dei più grandi successi editoriali e cinematografici degli ultimi decenni abbia tradotto l’ermetismo per il grande pubblico attraverso ilsimbolismo esoterico nel Codice Da Vinci.

Concludere che l’esoterismo sia solo un reperto da museo significa non averne compreso l’essenza. Capire cos’è l’esoterismo significa acquisire un nuovo paio di occhiali con cui guardare il mondo. Significa comprendere che dietro l’apparenza delle religioni, dietro l’evoluzione della psicologia moderna e persino dietro il successo di un blockbuster, si nasconde la stessa, immutabile, disperata ricerca umana: decifrare il significato nascosto del nostro esistere.

Domande Frequenti sull’Esoterismo (FAQ)


Cosa significa esoterismo?
L’esoterismo (dal greco esoterikos, interno) è lo studio di dottrine filosofiche e spirituali riservate a una cerchia ristretta di iniziati. Non si tratta di magia, ma di un sistema di conoscenza volto a comprendere i misteri dell’universo e il potenziale divino nascosto nell’uomo, attraverso l’interpretazione di simboli e allegorie.

[strong]Cosa studia l’esoterismo?[/strong]
L’esoterismo studia le leggi invisibili che governano il microcosmo (l’essere umano) e il macrocosmo (l’universo). Comprende lo studio delle corrispondenze universali, l’alchimia spirituale, la geometria sacra, l’astrologia psicologica e la decodifica dei simboli religiosi e mitologici.

[strong]Cosa comprende l’esoterismo contemporaneo?[/strong]
Oggi, l’esoterismo contemporaneo non è più confinato in logge segrete. Comprende lo studio della psicologia del profondo (soprattutto di matrice junghiana), l’analisi dei miti pop (cinema e letteratura), la ricerca olistica e le pratiche di consapevolezza (come la meditazione) volte al “risveglio” della coscienza individuale fuori dai dogmi imposti.

Come avvicinarsi all’esoterismo e come studiarlo?
Per chi si chiede come studiare esoterismo, il primo passo è liberarsi dai pregiudizi superstiziosi. Avvicinarsi all’esoterismo oggi significa intraprendere un rigoroso percorso di letture filosofiche e psicologiche. Si consiglia di iniziare dallo studio dei grandi archetipi, della filosofia ermetica rinascimentale e delle opere di Carl Gustav Jung sull’alchimia e l’inconscio collettivo. L’esoterismo non richiede riti magici, ma una profonda introspezione e uno studio costante della storia delle idee.

Chi sono stati i più importanti esoteristi della storia?
La storia annovera grandi pensatori che hanno contribuito alla filosofia esoterica, anche se spesso perseguitati dalle autorità religiose o derisi dalla scienza ufficiale. Tra i più celebri in Occidente ricordiamo Pitagora, Marsilio Ficino, Paracelso, Giordano Bruno, Eliphas Lévi, Rudolf Steiner, Papus, Helena Blavatsky e René Guénon, senza dimenticare l’immenso lavoro di traduzione psicologica operato da Carl Gustav Jung.

Quando nasce l’esoterismo?
Non esiste una data precisa in cui nasce l’esoterismo, poiché accompagna l’umanità dai suoi albori. Le sue radici storiche in Occidente si rintracciano nelle scuole misteriche dell’antica Grecia (Orfismo, Pitagorismo), nei culti egizi e, successivamente, nell’ermetismo tardo-antico di Alessandria d’Egitto, che fondeva filosofia greca, misticismo ebraico e religione egiziana.

[strong]L’esoterismo è una religione?[/strong]
No, l’esoterismo non è una religione. Non ha un dogma imposto, né un clero istituzionalizzato che richiede obbedienza cieca. Spesso l’esoterismo si affianca alle religioni tradizionali cercando di spiegarne il nucleo filosofico e simbolico nascosto, promuovendo la ricerca individuale (Gnosi) piuttosto che la fede esteriore.

[strong]Qual è la differenza tra esoterismo e spiritualità?[/strong]
La spiritualità è un termine molto ampio che indica il bisogno umano di connettersi con qualcosa di superiore o interiore. Può essere praticata in modo semplice e intuitivo. L’esoterismo è una via spirituale specifica, molto più strutturata e rigorosa, che richiede lo studio di un linguaggio preciso (simboli, alchimia, filosofia ermetica) e un processo iniziatico guidato.

L’esoterismo è pericoloso?
L’esoterismo filosofico e psicologico non è pericoloso. Tuttavia, le derive dell’esoterismo, quando si mescolano a ignoranza, occultismo di bassa lega, sette manipolatorie o santoni improvvisati, possono causare gravi danni psicologici ed economici. Il vero esoterismo punta all’emancipazione e alla libertà dell’individuo, non alla sua sottomissione.

#codicilinguaggio #esoterismo #simbolismo


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Simbolismo, mistica e pratiche di trasformazione: i percorsi culturali di Magozine

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Se si guarda all’esoterismo solo come teoria del simbolo o insieme di dottrine misteriose, si rischia di perderne un aspetto decisivo: la sua dimensione pratica, etica e culturale. In molte tradizioni, infatti, il lavoro interiore non passa solo attraverso testi, concetti o visioni cosmologiche, ma anche attraverso il modo in cui si mangia, si respira, si abita il corpo, si interpreta il male, si vive la spiritualità nella storia e nella cultura contemporanea.

I percorsi raccolti in questa guida appartengono proprio a questa zona di confine. Qui l’esoterismo incontra la vita quotidiana, la disciplina, il simbolismo di culture diverse, la filosofia come esercizio, la musica come esperienza spirituale e la critica di ogni irrigidimento dogmatico. Presi isolatamente, questi articoli possono sembrare molto differenti tra loro; letti in serie, mostrano invece un terreno comune: la trasformazione interiore come pratica concreta e come modo di stare nel mondo.

Esoterismo come pratica e non solo come teoria


Molto spesso si pensa all’esoterismo come a un linguaggio di simboli da interpretare o a una serie di verità nascoste da scoprire. Ma esiste anche un altro livello, meno appariscente e forse più importante: quello delle pratiche. Il cibo, il respiro, il ritmo della vita, la relazione con il corpo, il modo in cui si fronteggiano le paure, i condizionamenti e l’ego sono tutti luoghi in cui una tradizione spirituale si misura con la realtà.

In questo senso, l’esoterismo non è soltanto contemplazione dell’invisibile, ma esercizio di trasformazione. È il punto in cui un’idea, per essere autentica, deve incarnarsi.

Il simbolo come linguaggio


Per capire questa incarnazione, il simbolo resta comunque fondamentale. Non è un ornamento, ma una forma di conoscenza. Un simbolo collega livelli diversi della realtà: visibile e invisibile, corpo e spirito, storia e coscienza. Per orientarti meglio in questo vocabolario puoi partire da Simboli esoterici: significato, origine e interpretazione dei principali simboli e dal Glossario dell’esoterismo: i principali termini spiegati in modo chiaro.

La trasformazione come centro


Il centro vero, però, non è il simbolo in sé. È la trasformazione che il simbolo descrive o accompagna. Che si parli di alchimia, di respiro, di dieta, di preghiera, di musica o di filosofia, il punto resta lo stesso: in che modo l’essere umano si modifica, si purifica, si disciplina, si allarga o si risveglia?

Protezione, disciplina e vita quotidiana


Uno dei modi più concreti in cui le tradizioni spirituali entrano nella vita ordinaria è la disciplina del quotidiano: ciò che si mangia, come si protegge la propria energia, come si vive il corpo e il rapporto con gli altri.

Esoterismo e satanismo: chiarire la differenza


Un primo equivoco da sciogliere riguarda la distinzione tra esoterismo e satanismo. In Esoterismo e satanismo: differenze e significato questa distinzione viene affrontata in modo diretto, restituendo al lettore una differenza che spesso nel discorso pubblico viene annullata. L’esoterismo, in senso forte, non coincide con il culto del male o con la trasgressione assoluta, ma con un percorso conoscitivo e simbolico. Chiarire questa distinzione è importante non solo teoricamente, ma anche eticamente.

La pratica del cibo e della purezza


Il rapporto tra cibo, corpo e spiritualità attraversa molte tradizioni. In Vegetarianesimo nella grande sintesi esoterica questo tema viene affrontato come questione simbolica e disciplinare: il nutrimento non è solo fisiologia, ma può diventare strumento di purificazione, alleggerimento, controllo di sé e trasformazione della coscienza. Non si tratta semplicemente di una scelta dietetica, ma di un problema sul rapporto tra corpo, desiderio e ascesi.

La filosofia come esercizio spirituale


Anche la filosofia, quando non si riduce a sistema astratto, può diventare una pratica di trasformazione. In La filosofia come modo di vivere emerge con chiarezza la dimensione esercitativa delle scuole antiche: la filosofia come allenamento dell’anima, come lotta contro i pregiudizi, come lavoro sulla roccaforte interiore. Questo articolo è importante perché lega il campo dell’esoterismo a quello della disciplina etica, mostrando che il lavoro sul sé non appartiene solo alle tradizioni religiose o iniziatiche.

Simboli attraverso culture diverse


Un altro tratto interessante del percorso spirituale di Magozine è l’apertura comparativa: simboli simili riemergono in tradizioni molto lontane, e pratiche apparentemente distanti si illuminano a vicenda.

Il quadrato Sator


In Il simbolismo del Quadrato Sator il celebre palindromo latino viene letto non solo come curiosità archeologica o magia popolare, ma come figura simbolica di ordine, protezione e permanenza. È un esempio perfetto di come un piccolo oggetto testuale possa condensare una lunga storia di interpretazioni religiose ed esoteriche.

Le triadi cinesi


Anche Le triadi cinesi: storia, rituali e simbolismo esoterico mostra bene come il simbolismo non sia monopolio dell’Occidente. Pur dentro una tradizione e una storia completamente diverse, riemergono elementi che interessano direttamente il linguaggio esoterico: segretezza, rituale, gerarchia simbolica, iniziazione, numerologia, uso di segni e forme. L’articolo può essere letto come un allargamento dello sguardo: non tutto ciò che è esoterico nasce in ambiente cristiano, ermetico o occidentale.

Confrontare simboli senza appiattirli


Questo confronto tra simboli e tradizioni diverse è prezioso, ma richiede cautela. Il rischio è appiattire tutto in un’unica spiritualità indistinta. Gli articoli di questo filone, quando funzionano meglio, mostrano invece che l’analogia non cancella la differenza: la comparazione serve a vedere strutture comuni senza eliminare il contesto.

La verità tra pluralismo e esperienza


Una parte importante di questo percorso riguarda il problema della verità. Se simboli, tradizioni e vie spirituali sono molteplici, come si tiene insieme la pluralità senza cadere nel relativismo facile o nel dogmatismo identitario?

Relativismo: perché fa ancora paura?


In Relativismo: perché fa ancora paura? si affronta una delle paure più profonde della cultura occidentale contemporanea: l’idea che l’assenza di una verità assoluta condivisa conduca alla dissoluzione di ogni orientamento. Letto accanto agli articoli su Rumi, sul Sufismo, sul Tao e sull’esperienza mistica, questo testo assume una funzione importante: mostra che il problema non è abolire la verità, ma imparare a distinguere tra verità vissuta e verità imposta.

Mistica e superamento delle opposizioni rigide


La mistica, infatti, tende spesso a spostare il conflitto dai contenuti alle forme. Non dice necessariamente che tutte le tradizioni sono uguali, ma che molte opposizioni rigide si sciolgono quando si entra nel livello dell’esperienza interiore. In questo senso, articoli come La spiritualità non ammette razzismo mostrano molto bene che la spiritualità autentica non può essere compatibile con chiusure identitarie, separazioni ontologiche o esclusioni etniche. Se la trasformazione è reale, produce apertura, non gerarchia.

Musica, poesia e trasformazione


Una via di accesso potentissima alla trasformazione interiore è la cultura, e in particolare la musica. Non solo come intrattenimento o estetica, ma come veicolo di immagini, intuizioni e stati di coscienza.

Franco Battiato e il linguaggio del risveglio


In Recensione e parafrasi dell’album Apriti Sesamo di Franco Battiato la musica di Battiato viene letta come un linguaggio di risveglio, in cui spiritualità, simbolo, ironia e critica culturale si fondono. Battiato ha sempre occupato un posto speciale nel panorama italiano proprio perché riesce a tenere insieme cultura alta e popolare, Oriente e Occidente, ascesi e ironia. Questo articolo è importante perché mostra come la trasformazione interiore non viva solo nei testi sacri o nei manuali filosofici, ma anche nelle opere artistiche contemporanee.

La cultura contemporanea come veicolo spirituale


Questo è uno dei tratti più originali del progetto Magozine: leggere la cultura contemporanea — musica, cinema, simboli pop — come luogo in cui sopravvivono e si riformulano immagini antiche. Da questo punto di vista, articoli come quello su Battiato non sono marginali, ma rientrano pienamente nel percorso esoterico e simbolico del sito.

Da dove iniziare


Se vuoi usare questa guida come porta d’ingresso, puoi scegliere diversi percorsi.

Se ti interessano i simboli


Puoi partire da:


Se ti interessano le pratiche


Allora ti consiglio:


Se vuoi leggere la spiritualità nella cultura contemporanea


Puoi entrare da:


Conclusione


Questi percorsi mostrano che l’esoterismo non è soltanto una teoria del simbolo o un archivio di tradizioni segrete. È anche una pratica della vita, un’etica del corpo, una pedagogia della coscienza, una disciplina del quotidiano, una forma di critica alle rigidità identitarie e una sensibilità capace di attraversare culture, religioni, filosofie e linguaggi artistici diversi.

Presi insieme, gli articoli raccolti qui permettono di vedere una delle linee profonde di Magozine: la convinzione che la trasformazione interiore non avvenga in un solo luogo, ma in un campo vasto dove il simbolo, la pratica, la filosofia, la filosofia, la disciplina del corpo, il simbolo, la musica e la mistica possono diventare, tutti insieme, strumenti di trasformazione.

In questo senso, gli articoli raccolti qui non sono soltanto materiali laterali o curiosità sparse. Sono il versante più concreto e vissuto del progetto esoterico di Magozine: mostrano che la trasformazione interiore non passa solo attraverso grandi sistemi teorici, ma anche attraverso pratiche quotidiane, gesti, ritmi, scelte di vita, forme artistiche e domande etiche.

Se il primo livello dell’esoterismo riguarda i concetti, e il secondo i simboli, questo livello riguarda la loro incarnazione. È il punto in cui la via interiore tocca il corpo, la cultura, il cibo, il respiro, il suono, la disciplina e perfino il modo in cui si ascolta un disco o si legge il male nella storia.

#esoterismo #Occultismo #simbolismo


Simboli esoterici: significato, origine e interpretazione dei principali simboli

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Cosa sono i simboli esoterici?


Prima di addentrarci nell’analisi dei singoli glifi e nelle loro geometrie nascoste, è essenziale rispondere a una domanda fondamentale: cosa sono i simboli esoterici e perché, a distanza di millenni, continuano a esercitare su di noi un fascino così magnetico?

Molto spesso li liquidiamo come semplici “disegni” misteriosi, ma la realtà è molto più complessa.

La differenza fondamentale tra segno e simbolo


Per comprendere a fondo la materia, dobbiamo prima tracciare una linea di demarcazione netta tra un segno e un simbolo.

Un segno è un’indicazione pratica con un solo significato chiaro e bidimensionale. Un cartello stradale, una lettera dell’alfabeto o il logo di un’azienda sono segni. Essi chiudono il significato, lo delimitano affinché non ci siano fraintendimenti nella comunicazione quotidiana.

Il simbolo, al contrario, compie il percorso opposto: apre, espande, unisce. La parola stessa deriva dal greco antico symbàllo, che significa letteralmente “mettere insieme”, “unire due metà”.

I simboli esoterici spiegati attraverso questa lente rivelano la loro vera natura: sono contenitori dinamici creati per unire il mondo materiale visibile con le forze spirituali invisibili.

Un simbolo esoterico è intrinsecamente polisemico. Questo significa che non ha mai una sola spiegazione letterale, ma possiede decine di strati di significato che si svelano progressivamente a chi lo osserva, a seconda della sua sensibilità e del suo cammino interiore.

Tutti gli articoli della serie Simbolismo metodologico

Carl Jung e l’origine dei simboli nell’inconscio collettivo


A lungo si è creduto che i simboli occulti fossero invenzioni arbitrarie, create a tavolino da sette segrete o logge massoniche per nascondere i propri segreti ai profani.

La vera rivoluzione nell’interpretazione di questi codici è arrivata nel Novecento grazie allo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung.

Studiando i sogni e i miti di popolazioni lontanissime tra loro, Jung fece una scoperta straordinaria: i simboli più potenti dell’antichità (il serpente, l’albero, la ruota, la croce) non erano stati inventati intellettualmente. Erano emersi in modo del tutto indipendente dall’Inconscio Collettivo.

Secondo l’interpretazione di Jung, molti simboli esoterici possono essere letti come rappresentazioni visive degli archetipi: le strutture psicologiche ed emotive primordiali condivise da tutta l’umanità.

Jung interpretò la ricorrenza di simboli simili in culture molto lontane come una possibile manifestazione di strutture archetipiche comuni. I simboli esoterici sono il linguaggio universale con Le osservazioni del consulente sono perfette, in particolare quella sulla Geometria Sacra, che è l’ultimo tassello mancante per dare un fondamento matematico/filosofico ai simboli che hai appena elencato.

La Geometria Sacra nei simboli esoterici


Molti dei glifi che stiamo per analizzare non sono semplici immagini decorative o intuizioni artistiche. La loro forma segue precise proporzioni matematiche considerate sacre da numerose tradizioni spirituali e filosofiche fin dall’antichità.

Cerchi, triangoli, spirali, poligoni regolari e la famosa Sezione Aurea venivano interpretati dai costruttori di cattedrali, dai pitagorici e dagli alchimisti come le manifestazioni visibili dell’ordine nascosto dell’universo. Secondo questa visione, che prende il nome di geometria sacra, la matematica non era un’invenzione umana per misurare lo spazio, ma il linguaggio stesso con cui il cosmo (o il “Grande Architetto”) era stato progettato.

I simboli geometrici esoterici, dunque, non si limitano a rappresentare un concetto, ma ne codificano la struttura vibratoria e armonica. Quando un esoterista tracciava un pentagramma o un esagramma, non stava semplicemente disegnando una stella: stava riproducendo su piccola scala (microcosmo) le stesse forze invisibili che mantenevano in equilibrio i pianeti e le galassie (macrocosmo). È per questo motivo che comprendere la geometria sacra è il passaggio fondamentale per sbloccare il vero significato di quasi tutti i simboli esoterici occidentali e orientali.

I principali simboli esoterici occidentali e il loro significato


L’esoterismo occidentale è un fiume carsico che mescola influenze antichissime: dall’ermetismo egizio alla filosofia greca, passando per il misticismo giudaico fino ad arrivare alla geometria dei costruttori di cattedrali e al Rinascimento italiano.
Ecco una mappa dei glifi fondamentali che hanno segnato la nostra cultura spirituale, considerati da secoli potenti simboli esoterici di forza e protezione mentale.

L’Ouroboros: il serpente dell’eterno ritorno


Raffigurato come un serpente (o, più raramente, un drago) intento a divorare la propria coda, l’Ouroboros è uno dei simboli più antichi e universali dell’umanità.
Il suo significato principale è la ciclicità ininterrotta del tempo, l’infinito e la rinascita che segue costantemente la distruzione. Nell’esoterismo e nell’alchimia rappresenta il principio dell’Unità (“L’Uno è il Tutto”), un processo chiuso in se stesso che si auto-genera e si auto-purifica all’infinito. Psicologicamente, Jung lo associava all’energia inconscia primordiale, non ancora differenziata e consapevole.

Il pentagramma (o pentalfa): la geometria dell’uomo


La stella a cinque punte, iscritta in un cerchio, è forse il simbolo esoterico più noto e, paradossalmente, il più travisato dalla cultura moderna.
Per i Pitagorici rappresentava la proporzione aurea e la perfezione matematica. Nell’ermetismo classico, con una punta rivolta verso l’alto, il pentagramma è il “Microcosmo”: simboleggia l’essere umano (la testa e i quattro arti estesi, resa celebre dall’Uomo Vitruviano di Leonardo) in cui lo Spirito (la punta superiore) domina e governa i quattro elementi della materia (Acqua, Fuoco, Terra, Aria). Spesso confuso dai profani con il satanismo (ma solo quando la stella viene rovesciata con due punte verso l’alto, a simboleggiare il predominio della materia sullo spirito), il pentagramma “dritto” è da millenni un simbolo di armonia ed elevazione.

L’occhio di Horus (Wadjet): lo sguardo che risana


Di pura origine egizia, il Wadjet rappresenta l’occhio del dio falco Horus, che secondo il mito fu cavato in battaglia e poi magicamente risanato.
Questo glifo è uno dei più potenti simboli di guarigione, chiaroveggenza e integrità. L’Occhio destro è storicamente associato al Sole e all’energia attiva (maschile), mentre quello sinistro è associato alla Luna e all’energia ricettiva (femminile). Ancora oggi viene utilizzato come talismano per allontanare le energie distruttive e ripristinare l’equilibrio.

Alcuni studiosi hanno inoltre notato che le proporzioni geometriche del Wadjet richiamano in modo sorprendente alcune sezioni anatomiche del cervello umano, contribuendo alla sua associazione simbolica con la conoscenza e la percezione.

L’occhio della Provvidenza (il delta luminoso)


Sebbene venga spesso confuso con l’Occhio di Horus, l’Occhio della Provvidenza (l’occhio aperto racchiuso all’interno di un triangolo spesso circondato da raggi di luce) appartiene a un’altra matrice culturale.
Le sue origini iconografiche sono cristiane (il triangolo rappresenta la Trinità e l’occhio l’onniscenza divina), ma nei secoli successivi è diventato l’emblema centrale della Massoneria, noto come “Delta Luminoso”. In chiave esoterica, simboleggia l’intelligenza suprema del Grande Architetto dell’Universo e, al contempo, l’apertura dell’intuizione spirituale nell’uomo (“Gnosi”).

Il sigillo di Salomone (l’esagramma)


La stella a sei punte, formata dall’incrocio di due triangoli equilateri, è un glifo di importanza cruciale per l’Ermetismo, la Kabbalah e l’Alchimia (pur essendo universalmente noto oggi come Stella di David).
Il Sigillo rappresenta la perfetta unione degli opposti. Il triangolo con la punta verso l’alto simboleggia il Fuoco, lo Spirito e l’energia attiva maschile; quello con la punta verso il basso simboleggia l’Acqua, la Materia e l’energia ricettiva femminile. Il loro intreccio perfetto è la rappresentazione geometrica del principio ermetico di corrispondenza assoluta: “Come in alto, così in basso”.

L’albero della vita (Sephirot)


L’Albero della Vita è il diagramma mistico centrale della Kabbalah ebraica (che è a sua volta il cuore del misticismo giudaico).
L’Albero è formato da 10 sfere, chiamate Sephirot (emanazioni divine), collegate tra loro da 22 sentieri. Questo glifo non è un semplice disegno, ma una mappa interattiva. Rappresenta contemporaneamente la macro-mappa di come la Divinità si sia emanata passo dopo passo per creare l’universo materiale, e la micro-mappa del percorso iniziatico che l’anima umana deve compiere a ritroso, scalando le sfere di coscienza, per ricongiungersi alla Fonte originaria.

Il triskelion (triscele)


Il Triskelion è un simbolo pre-cristiano di matrice indoeuropea e celtica, formato da tre spirali intrecciate (o tre gambe piegate) che si irradiano da un centro comune, suggerendo una rotazione.
Simboleggia il moto perpetuo, il dinamismo cosmico e l’importanza delle triadi sacre presenti in quasi tutte le culture antiche: la connessione tra Passato, Presente e Futuro, o l’integrazione essenziale tra Mente, Corpo e Spirito. È la rappresentazione visiva dell’energia vitale in continuo sviluppo.

La rosa e la croce (i rosacroce)


Questo emblema è il simbolo fondante del leggendario ordine mistico secentesco dei Rosacroce, un movimento ermetico-cristiano che propugnava una “riforma universale” dell’umanità.
Il significato è profondamente alchemico e psicologico. La Croce, pesante e rigida, rappresenta le inevitabili sofferenze e le prove del mondo materiale a cui l’essere umano è inchiodato. La Rosa rossa, sbocciata esattamente al centro dell’incrocio, simboleggia l’anima purificata che fiorisce proprio grazie a (e non nonostante) l’esperienza dolorosa della materia. Rappresenta il trionfo dell’illuminazione interiore.

L’arte della trasmutazione: simboli alchemici esoterici


Molto prima che nascesse la chimica moderna, l’alchimia era considerata la regina delle scienze esoteriche. Oggi sappiamo, grazie agli studi psicanalitici del Novecento, che gli alchimisti medievali non cercavano realmente di trasformare il piombo in oro per arricchirsi. Quel processo chimico era un elaborato “teatro visivo” utilizzato per mascherare agli occhi dell’Inquisizione un lavoro ben più profondo: la trasformazione psicologica e spirituale dell’essere umano.

Per tramandarsi queste conoscenze, i maestri svilupparono un linguaggio cifrato basato sui simboli alchemici esoterici, un vero e proprio alfabeto visivo della trasmutazione.

I quattro elementi e la geometria dei triangoli


La base di tutta la materia (e delle quattro funzioni principali della psiche umana) era rappresentata dai quattro elementi classici. L’alchimia decise di codificarli utilizzando la figura più essenziale e stabile della geometria, il triangolo, modificato per indicare la direzione e il peso dell’energia:

  • Il Fuoco: rappresentato da un triangolo con la punta rivolta verso l’alto. Simboleggia il calore, l’energia maschile, la volontà e lo spirito che tende a sollevarsi.
  • L’Aria: un triangolo con la punta in alto, ma attraversato orizzontalmente da una linea. Simboleggia l’intelletto, la leggerezza, il pensiero.
  • L’Acqua: un triangolo con la punta verso il basso. È l’archetipo femminile per eccellenza, simboleggia l’inconscio, l’intuizione, le emozioni e l’energia che fluisce verso la terra.
  • La Terra: un triangolo con la punta in basso, attraversato da una linea orizzontale. Rappresenta la materia solida, la stabilità, il corpo fisico.


La Pietra Filosofale (Lapis Philosophorum)


È il Graal dell’alchimia, il traguardo finale della “Grande Opera” (Opus Magnum). Visivamente, la Pietra Filosofale viene spesso rappresentata da un glifo geometrico complesso: un quadrato inscritto in un triangolo, a sua volta inscritto in un cerchio (la celebre Quadratura del Cerchio).
Lungi dall’essere un sasso magico capace di donare la vita eterna, la Pietra Filosofale simboleggia la coscienza umana che ha attraversato la sofferenza, ha purificato i propri istinti e ha raggiunto l’Illuminazione, ovvero la totale integrazione delle forze contrapposte dell’inconscio.

Simboli esoterici templari e medievali


Se l’alchimia si occupava della trasmutazione interiore, l’Europa del Medioevo pullulava di altri codici esoterici, spesso lasciati incisi sulla nuda pietra da costruttori di cattedrali e monaci guerrieri. Ordini potenti come i Templari fondevano la rigida teologia cristiana con frammenti di sapienza mediorientale e geometrie pitagoriche.

La croce patente e il Bafometto


L’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo (i Templari) adottò come proprio emblema la Croce Patente rossa in campo bianco. A differenza della croce classica, i bracci di questa croce sono uguali e si allargano verso l’esterno, simboleggiando la luce spirituale e la gnosi che si irradiano dal centro verso i quattro angoli della terra.

L’Ordine fu poi processato e distrutto all’inizio del 1300 con l’accusa infamante (fabbricata per ragioni politiche ed economiche) di adorare un oscuro idolo pagano: il Bafometto. Spesso raffigurato nei secoli successivi come una figura androgina con la testa di caprone e una fiaccola sulla testa, il Bafometto non rappresenta Satana. In chiave strettamente esoterica, è un’immagine complessa (resa celebre dall’occultista Eliphas Lévi) che rappresenta la sintesi alchemica di tutti gli opposti naturali: solve e coagula, maschile e femminile, cielo e terra, luce e buio.

Il mistero del Quadrato Sator


Tra i lasciti più affascinanti e criptici del misticismo antico e medievale, vi è un palindromo che continua a sfidare gli storici. Trovato inciso in centinaia di chiese, abbazie templari e siti archeologici europei (il più antico dei quali rinvenuto a Pompei), il Quadrato Sator è composto da cinque parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.
Queste parole sono disposte in un quadrato in modo tale da poter essere lette da sinistra a destra, da destra a sinistra, dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto, formando sempre la stessa sequenza e disegnando al centro una croce perfetta attorno alla parola TENET.

Decifrare il palindromo magico


Cosa si nasconde dietro questo rompicapo millenario? Un crittogramma dei primi cristiani per riconoscersi durante le persecuzioni o una complessa formula di geometria sacra e numerologia? Scopri l’analisi completa de Il Simbolismo del Quadrato Sator.

Simbolismo esoterico nelle tradizioni orientali


Finora abbiamo esplorato glifi nati sulle sponde del Mediterraneo o nell’Europa medievale. Tuttavia, se ci spostiamo verso l’Asia, scopriamo che le tradizioni orientali hanno sviluppato una propria, complessissima, codifica esoterica del cosmo. Se in Occidente il mistero viene spesso rappresentato attraverso figure fisse e spigolose (croci, piramidi, templi), in Oriente il significato del simbolismo esoterico si esprime prevalentemente attraverso l’idea di flusso, equilibrio e rotazione.

Lo Yin e lo Yang (Taijitu)

Artistic close-up of yin-yang symbol with Chinese calligraphy on paper.
È il simbolo fondamentale e universalmente riconosciuto del Taoismo. Un cerchio perfetto diviso armonicamente da una linea curva: una goccia nera (lo Yin, che rappresenta l’energia femminile, lunare, ricettiva, passiva e oscura) e una goccia bianca (lo Yang, l’energia maschile, solare, attiva e luminosa).
Il segreto di questo simbolo risiede nei due piccoli punti contrastanti presenti al centro di ogni goccia. Essi ci ricordano che nulla nell’universo è assoluto: nel massimo della luce è già contenuto il seme dell’oscurità, e viceversa. Il Taijitu scardina completamente la visione occidentale della perenne lotta tra il Bene e il Male, sostituendola con un cosmo basato sull’equilibrio dinamico e necessario di due forze complementari.

La numerologia asiatica e le Triadi


Nella cultura cinese e taoista, la geometria cede spesso il passo all’importanza mistica dei numeri. I numeri non servono solo a contare, ma descrivono le leggi strutturali dell’universo. Il numero Tre, in particolare, rappresenta la perfetta armonia tra il Cielo, la Terra e l’Uomo. Da questa triade fondamentale derivano multipli sacri (come il 36, il 72 o il 108) che regolano la respirazione nelle arti marziali, l’architettura dei templi e i rituali iniziatici.

L’oriente occulto: i codici delle società segrete


Come la numerologia taoista e i monaci guerrieri del tempio di Shaolin hanno influenzato la nascita delle organizzazioni più misteriose (e oggi spesso travisate) della Cina? Scopri il nostro approfondimento sule triadi cinesi: storia, rituali e simbolismo della società iniziatica.

Simboli esoterici di protezione: tra tradizione e psicologia


C’è un intero ramo dello studio dei glifi che risponde a uno dei bisogni umani più antichi e primordiali: la necessità di sentirsi al sicuro dalle forze invisibili. Quando analizziamo il significato dei simboli esoterici, non possiamo ignorare l’immensa quantità di ricerche e tradizioni legate ai simboli esoterici di protezione.

Fin dall’antichità, filosofi, alchimisti e persone comuni hanno tracciato geometrie sulle porte delle case, sui gioielli e sui manoscritti nel tentativo di schermare se stessi e i propri cari da influenze negative. Ma quali sono i più celebri simboli di protezione esoterici, e come funzionano?

Il nodo della strega


Molto diffuso nella tradizione celtica e nella magia popolare nordeuropea, è formato da quattro bracci intrecciati (spesso iscritti in un cerchio) disegnati con un’unica linea continua. Questo intreccio indissolubile serviva a “legare” le entità malevole, impedendo loro di oltrepassare la barriera protettiva.

L’Occhio di Horus come amuleto


Come abbiamo visto nella sezione egizia, l’Occhio risanato di Horus (Wadjet) non era solo un concetto teologico, ma veniva indossato fisicamente dai vivi e posto sulle mummie dei defunti come scudo contro la sventura, la malattia e la disgregazione.

Il Pentacolo protettivo


Il pentagramma iscritto in un cerchio è stato usato da innumerevoli tradizioni (dai Pitagorici alla Wicca moderna) come barriera. Le cinque punte rappresentano gli elementi naturali dominati dallo Spirito; chiuderli in un cerchio significa creare un microcosmo perfetto e impenetrabile dalle forze caotiche esterne.

Dal punto di vista della psicologia moderna (e dell’esoterismo più evoluto), l’efficacia di questi talismani non dipende necessariamente da poteri soprannaturali emanati dall’oggetto in sé. Il loro vero potere risiede nella loro capacità di agire sull’inconscio, focalizzando l’intenzione, diminuendo l’ansia e rafforzando il senso di fiducia e sicurezza di chi li utilizza.

Tutti gli approfondimenti sui simboli


Perché i simboli esoterici continuano a parlarci oggi?


Arrivati a questo punto del nostro viaggio tra Oriente e Occidente, sorge spontanea una domanda. Se la scienza ha spiegato l’universo e la tecnologia ha illuminato le nostre vite, perché continuiamo a essere così affascinati da questi antichi codici? Perché le immagini dei simboli esoterici non sono relegate nei musei, ma sono vive e pervasive nella nostra cultura?

La risposta è che comprendere il significato dei simboli esoterici significa imparare a leggere un linguaggio che, semplicemente, non invecchia mai, perché non appartiene a una singola epoca, ma alla struttura stessa della psiche umana. Carl Jung aveva ragione: l’inconscio collettivo non smette di produrre archetipi solo perché abbiamo inventato gli smartphone. Quando la società diventa iper-razionale, fredda e disconnessa dal mito, l’essere umano cerca istintivamente altre vie per riconnettersi all’Invisibile. E lo fa in due modi sorprendenti e personalissimi: attraverso i sogni e attraverso il proprio corpo.

I simboli esoterici e il linguaggio dei sogni


C’è un luogo accessibile a tutti, senza bisogno di iniziazione, in cui i simboli esoterici continuano a vivere incontaminati: la nostra mente mentre dormiamo.

La psicologia analitica ci insegna che non abbiamo bisogno di studiare polverosi grimori medievali per incontrare l’antica saggezza archetipica. Nei nostri sogni, il nostro inconscio produce e fa emergere spontaneamente immagini che ricalcano in modo perfetto i simboli appena descritti: sogniamo di smarrirci in labirinti, incontriamo figure che ci porgono specchi o chiavi, scappiamo da serpenti immensi (Ouroboros), ci arrampichiamo su alberi giganteschi (l’Albero della Vita) o ci sentiamo osservati da un Occhio scrutatore nel cielo.

Questi glifi onirici non sono rimasugli casuali, e non stanno cercando di predirci il futuro in modo superstizioso. Stanno segnalando profondi sommovimenti psicologici. Quando l’inconscio fa emergere un antico simbolo esoterico durante il sonno, sta indicando una crisi di crescita, un passaggio iniziatico o il tentativo dell’anima di ristabilire un ordine e un equilibrio interiore che si è spezzato durante la veglia.

Il sogno lucido


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I simboli esoterici più tatuati: Body art e spiritualità contemporanea


In un’epoca dominata dal materialismo, dal digitale e da un profondo senso di disgregazione sociale, il desiderio umano di sacro e di ricerca di un significato profondo non è scomparsa: ha solo cambiato tela. Oggi, uno dei veicoli più potenti e inaspettati per la trasmissione del simbolismo antico è la body art.

Se osserviamo le gallerie dei tatuatori contemporanei, ci accorgiamo che i simboli esoterici nei tatuaggi (o tattoo) dominano incontrastati. Migliaia di persone decidono di imprimere sulla propria pelle in modo indelebile l’Ouroboros, il Pentagramma, l’Albero della Vita, il Triskelion celtico o l’Occhio di Horus.
Molto spesso, chi si tatua questi glifi non ha mai studiato un trattato di alchimia né ha mai letto una pagina di esoterismo classico. Eppure, a un livello profondo, intuitivo e irrazionale, l’essere umano moderno continua a percepire che queste antiche geometrie possiedono un’energia vitale e una carica archetipica capace di conferire forza, identità o protezione psicologica.

Il fatto che un antico sigillo ermetico diventi l’inchiostro sul braccio di un ventenne nel Ventunesimo secolo è la prova definitiva di ciò che abbiamo sostenuto in questo dizionario. I simboli esoterici non sono artefatti impolverati di un passato oscurantista. Sono le chiavi universali e immortali della coscienza, pronte a scattare ogni volta che la mente umana sente il disperato bisogno di ricordarsi la propria origine.

Domande Frequenti sui Simboli Esoterici (FAQ)


Qual è il simbolo esoterico più antico?
È difficile stabilire con certezza assoluta il simbolo più antico, ma l’Ouroboros (il serpente che si morde la coda) e la Spirale (spesso sviluppata poi nel Triskelion) sono tra i glifi più arcaici rinvenuti dall’archeologia, presenti già in incisioni rupestri del Neolitico, legati al culto solare e alla ciclicità del tempo.

Quali sono i principali simboli esoterici di protezione?
I simboli storicamente più utilizzati per la protezione spaziano attraverso diverse culture. Troviamo il Pentacolo (che usa i cinque elementi per creare una barriera spirituale), il Nodo della Strega (che “lega” le energie negative), l’Occhio di Horus egizio (contro la sventura) e vari sigilli astrologici e planetari di origine rinascimentale.

Qual è il vero significato del pentagramma?
Il pentagramma (stella a cinque punte dritta) non ha origini diaboliche. Nella geometria sacra rappresenta il microcosmo: l’essere umano in cui la punta superiore (lo Spirito) domina e controlla le quattro punte inferiori (gli elementi materiali: Fuoco, Acqua, Terra, Aria). È un simbolo di elevazione e armonia.

Qual è la differenza tra simbolo esoterico e simbolo religioso?
Un simbolo religioso (essoterico) viene generalmente utilizzato per rappresentare una verità dogmatica, un evento storico sacro o un precetto morale, rivolto alla comunità dei fedeli. Un simbolo esoterico, invece, è concepito come una chiave di meditazione individuale: non insegna un dogma, ma spinge l’osservatore a decodificare una legge dell’universo o a intraprendere una trasformazione psicologica profonda.

I simboli esoterici portano fortuna?
Dal punto di vista dell’esoterismo filosofico, i simboli non funzionano come “calamite per la fortuna” in senso superstizioso. Agiscono piuttosto sulla psiche umana: un simbolo può rafforzare l’intenzione, placare l’ansia o focalizzare la volontà di chi lo indossa, creando le condizioni psicologiche ottimali (la cosiddetta “profezia che si autoavvera”) per superare gli ostacoli.

Perché molte persone si tatuano simboli esoterici?
In una società moderna spesso percepita come materialista, frenetica e priva di radici, farsi tatuare un simbolo antico (come l’Albero della Vita o il Triskelion) risponde a un profondo bisogno inconscio. È un tentativo di ancorare sul proprio corpo un significato spirituale permanente, una dichiarazione di appartenenza a forze più grandi di noi.

#codicilinguaggio #esoterismo #simbolismo


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Citizen Science: come i dati delle stazioni meteo private stanno aiutando la ricerca sul cambiamento climatico


Le stazioni meteo private sono diventate una risorsa fondamentale per la Citizen Science. Grazie ai dati raccolti ogni giorno, gli scienziati possono analizzare il cambiamento climatico con maggiore precisione, migliorare i modelli meteorologici e comprendere meglio gli eventi atmosferici estremi
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Chiunque può avere un ruolo attivo per comprendere meglio il nostro clima, direttamente dal proprio balcone o giardino. La Citizen Science sta infatti guadagnando sempre più slancio a livello globale: un numero crescente di persone esplora in prima persona l'ambiente circostante, condividendo dati preziosi e contribuendo alla climatologia moderna. Le stazioni meteo intelligenti offrono un punto di partenza semplice per permettere a chiunque di diventare un "cittadino scienziato".

Che cos'è la Citizen Science?


Nella Citizen Science, individui senza una formazione scientifica formale collaborano a stretto contatto con team di ricerca professionisti per raccogliere ampi set di dati. Lo spettro di queste attività spazia dalla documentazione della flora e della fauna locale fino alla misurazione della qualità dell'aria. Questo tipo di partecipazione è incredibilmente prezioso perché consente a chiunque di avere un impatto concreto nel mondo reale. In genere, non sono necessarie attrezzature specializzate: una stazione meteo privata è spesso tutto ciò che serve per raccogliere dati precisi e contribuire attivamente ad ampliare le conoscenze sul clima.

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I punti ciechi nella rete meteorologica


Il limite principale delle previsioni meteo tradizionali è la mancanza di precisione in aree specifiche e circoscritte. Le normali app meteorologiche si limitano solitamente a stimare le condizioni per determinati quartieri o strade utilizzando delle approssimazioni. Questo accade perché le stazioni meteo ufficiali, gestite dai servizi meteorologici nazionali, si trovano spesso a chilometri di distanza, tipicamente negli aeroporti o in aperta campagna, creando così dei veri e propri "punti ciechi" sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Nelle città, questo fenomeno è evidente nel cosiddetto effetto isola di calore urbana: poiché asfalto e cemento assorbono e trattengono il calore, le strade cittadine sono spesso significativamente più calde rispetto alle aree verdi circostanti. Nelle zone rurali invece, colline e boschi causano altre variazioni microclimatiche

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Un diario meteorologico digitale nel palmo della mano


È proprio qui che entra in gioco l'ecosistema Netatmo. La Stazione Meteo Intelligente Original, combinata con l'Anemometro Intelligente e il Pluviometro Intelligente, fornisce dati precisi e storici in tempo reale direttamente dalla propria posizione. Il sistema misura la temperatura esterna e la pressione barometrica, traccia le precipitazioni per metro quadrato e utilizza la tecnologia a ultrasuoni per analizzare la velocità e la direzione del vento. Inoltre, il modulo interno monitora l'ambiente domestico misurando umidità, livelli di CO2 e rumore. Tutte queste misurazioni sono accessibili tramite l'app gratuita Netatmo Weathermap su smartphone, tablet o computer. L'applicazione offre dashboard in tempo reale e grafici storici visivi che consentono di monitorare i cali di temperatura, le tendenze delle precipitazioni o i livelli di CO2 nel corso di settimane e mesi. Infine, il sistema garantisce un'opzione di condivisione sicura, volontaria e totalmente anonima: gli utenti possono scegliere liberamente di condividere le proprie rilevazioni esterne, senza alcun tracciamento dei dati personali, rendendole immediatamente visibili sulla Weathermap globale.
Stazione Meteo IntelligenteStazione Meteo Intelligente

Una rete globale per la ricerca


Questi sensori rappresentano uno strumento ideale per la citizen science nel pieno rispetto della privacy. Registrando i dati, gli utenti creano un vero e proprio diario digitale del proprio microclima locale. Quando si sceglie in modo proattivo di condividere le misurazioni meteorologiche, queste vengono visualizzate sulla Netatmo Weathermap in forma aggregata e anonima. Questa mappa interattiva globale permette di confrontare in tempo reale il microclima di singoli quartieri, città limitrofe o intere regioni, favorendo il coinvolgimento e lo scambio di informazioni con altri proprietari di stazioni meteo.
Anemometro IntelligenteAnemometro Intelligente

Un valore reale per la comunità scientifica


L'utilità di questi dati si spinge però ben oltre l'applicazione stessa. Attraverso vari studi, la community di Netatmo ha già aiutato i ricercatori ad acquisire una comprensione più profonda dei climi locali. Nelle principali città tedesche come Berlino, Bochum e Colonia, i dati provenienti da centinaia di stazioni Netatmo sono stati impiegati per mappare le variazioni di temperatura tra diverse zone climatiche locali e quartieri, e in tutta la Germania i dati delle stazioni meteo Netatmo sono stati utilizzati con successo anche per perfezionare i modelli di previsione.
Pluviometro IntelligentePluviometro Intelligente
A livello internazionale, gli scienziati stanno sfruttando in modo massiccio questo approccio: l'Istituto Meteorologico Norvegese (MET Norway) utilizza operativamente i dati Netatmo dal 2018 per la calibrazione in tempo reale delle misurazioni radar e per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Poiché la rete privata in Norvegia è circa 50 volte più fitta rispetto a quella di monitoraggio statale, l'accuratezza delle previsioni a breve termine può essere migliorata fino al 65%. In questo modo, una stazione meteo privata posizionata sul balcone diventa un potente strumento per far progredire la scienza meteorologica: un piccolo contributo in grado di fare una vera differenza nella pianificazione urbana e nella tutela del clima.

Prezzi e Disponibilità


La Stazione Meteo Intelligente Original di Netatmo è disponibile al prezzo di 149,99 euro, il Pluviometro Intelligente a 79,99 euro e l'Anemometro Intelligente a 109,99 euro.

Consigliato da Techpertutti

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Sony FX5 è ufficiale: la nuova telecamera Cinema Line punta su Open Gate, RAW interno e prestazioni professionali


Sony ha presentato la “FX5”, la nuova telecamera full-frame della serie Cinema Line. La telecamera è dotata di un sensore di immagine CMOS fully-stacked di nuova concezione e migliora ulteriormente le prestazioni in termini di sensibilità. La telecamera è in grado di riprendere in 5K fino a 60 fotogrammi al secondo, in 4K fino a 120 fotogrammi al secondo e in FHD fino a 240 fotogrammi al secondo. Queste caratteristiche uniscono la resa della gamma Cinema Line e l’operatività progettata per soddisfare le esigenze degli ambienti di produzione in un corpo compatto e altamente portatile. Alla telecamera si affiancano anche due nuovi accessori opzionali: un mirino OLED rimovibile e un’impugnatura XLR che consente la registrazione direttamente nella fotocamera fino a 96 kHz, 32--bit float.

Caratteristiche principali dell’FX5


La fotocamera è dotata di un sensore d’immagine full-frame CMOS Exmor RS fully-stacked e del più recente processore di elaborazione d’immagine ad alta velocità BIONZ XR2, che include un'unità di elaborazione AI dedicata. Tre valori ISO di base (ISO 800, ISO 4000 e ISO 12800) consentono di ottenere immagini a basso rumore in un’ampia varietà di condizioni. La funzione Dual Gain Shooting, supportata per la prima volta nella serie FX, massimizza le prestazioni del sensore di immagine per consentire una riproduzione fluida delle gradazioni con una latitudine ancora più ampia, riducendo al contempo efficacemente il rumore, senza compromettere i dettagli nelle ombre.
youtube.com/embed/2sgrsZfxSac?…
Per la prima volta nella serie FX, la telecamera supporta la lettura full- pixel in formato 3:2 su tutta l’area del sensore di immagine, ovvero la ripresa Open Gate, oltre a un’ampia varietà di modalità di lettura dell’immagine, tra cui 17:9, 16:9 e Super 35 mm. Inoltre, il supporto alla registrazione integrata in X-OCN, il formato RAW lineare a 16 bit proprietario di Sony, consente registrazioni di alta qualità senza la necessità di un registratore esterno.

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Samsung rinnova la sua famiglia di smartphone pieghevoli con Galaxy Z Fold8 Ultra, Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Flip8. Ecco tutte le novità su design, Galaxy AI, prestazioni e funzionalità pensate per adattarsi a ogni stile di vita
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Il riconoscimento dei soggetti tramite la tecnologia di rilevamento della posa umana, basata sull’intelligenza artificiale, consente alla telecamera di rilevare con precisione non solo la posizione degli occhi di una persona, ma anche quella del corpo e della testa, garantendo elevate prestazioni dell’autofocus anche in ambienti bui. La fotocamera supporta inoltre il tracciamento in tempo reale, che segue automaticamente i soggetti e consente una messa a fuoco stabile.
La telecamera presenta un corpo compatto e leggero con un design piatto nella parte superiore
La telecamera supporta una varietà di stili di ripresa, tra cui a mano libera, utilizzo con gimbal e in spazi ristretti; è inoltre dotata di stabilizzazione ottica dell’immagine a 5 assi integrata nel corpo macchina. in aggiunta, la fotocamera dispone del Dynamic Active Mode, che consente di ottenere immagini stabili anche durante le riprese a mano libera. Se abbinata all’impugnatura XLR di nuova concezione, la videocamera supporta registrazioni audio di alta qualità fino a 96 kHz, 32-bit float e 4 canali audio. È inoltre compatibile con il mirino OLED inclinabile opzionale da 0,58 pollici, che consente un controllo accurato anche in ambienti molto luminosi.
La telecamera supporta in modo flessibile una varietà di stili di ripresa, tra cui a mano libera, utilizzo con gimbal e in spazi ristrettiLa telecamera supporta in modo flessibile una varietà di stili di ripresa, tra cui a mano libera, utilizzo con gimbal e in spazi ristretti
La telecamera è dotata di un display LCD con apertura laterale e rotazione multiangolare a 4 assi con pannello touch da 3,5 pollici, circa 2,76 milioni di punti e formato 16:9. Utilizza un display ad alta luminosità con regolazione della luminosità in 15 livelli, ed è possibile visualizzare varie informazioni di ripresa lungo i bordi superiore, inferiore, sinistro e destro dello schermo, in modo che non si sovrappongano all’immagine ripresa.

Caldo estivo e smartphone: i consigli di Swappie per proteggere la batteria
Le temperature elevate possono mettere a dura prova lo smartphone, causando surriscaldamento, cali di prestazioni e un deterioramento più rapido della batteria
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Elevata affidabilità


Una ventola di raffreddamento ad alta efficienza con prestazioni di raffreddamento potenziate e un design ottimizzato per la dissipazione del calore garantiscono un funzionamento stabile anche durante registrazioni video di lunga durata. Insieme al design resistente alla polvere e all’umidità, questa caratteristica garantisce l’affidabilità nelle riprese all’aperto e in condizioni ambientali difficili. La telecamera è compatibile con la batteria ricaricabile ad alta capacità “NP-SA100” (2670 mAh), è dotata di due porte USB Type-C.

Disponibilità


La Sony FX5 è già disponibile in preordine e sarà in vendita da agosto.

Consigliato da Techpertutti

SBS Pulse Power 140W USB-C


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Su Loops, un’alternativa libera e federata a TikTok, arrivano i DM (messaggi privati)


Loops, l'alternativa federata a TikTok, introduce messaggi diretti e chat di gruppo con possibilità di condividere video da Mastodon e Pixelfed.
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Loops, l’alternativa federata a TikTok sviluppata da Daniel Supernault (lo stesso dietro Pixelfed), ha introdotto i messaggi diretti. Con la versione 1.0.3.5, disponibile su Google Play o tramite download dell’APK, debuttano anche le chat di gruppo, disponibili su web, Android e iOS.


Post by @dansup@mastodon.social
View on Mastodon

La novità permette di condividere direttamente in un messaggio privato un video pubblicato su Loops, ma anche contenuti da Mastodon e Pixelfed, così da commentarli senza uscire dall’app. Chi preferisce restare fuori da queste dinamiche può comunque disattivare del tutto i DM dalle impostazioni.

SOURCE:// mastodon.social


Look how easy it is to share a Loops video to a group chat with friends on Loops, Mastodon and Pixelfed.

Also, notice how easy it is to completely disable DMs!

Loops has supercharged regular Direct Messages, and made them more like TikTok, Instagram and Messenger.

This is how we bring the fediverse to the masses, by making group chat and private groups more easy to use and familiar.

That is how most people use social media nowadays.

Just wait until Sup launches 😎

#Loops #DirectMessages


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e… ma… “di cosa parla” il libro di luciano neri?


un dettaglio del sito

Samuele Maffei su Opera buffa, di Luciano Neri (TIC Edizioni), in LPLC:
leparoleelecose.it/un-teatro-n…

il libro:
ticedizioni.com/products/opera…

cfr. anche
slowforward.net/2026/05/13/nel…
#kritik #LPLC #LucianoNeri #OperaBuffa #SamueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni


nel podcast ‘la finestra di antonio syxty’ luciano neri e il suo libro “opera buffa” (tic, 2025)


open.spotify.com/episode/0GjHw…

open.spotify.com/episode/0GjHw…

Nel podcast La finestra di Antonio Syxty, Luigi Severi e Samuele Maffei in dialogo su Opera buffa, di Luciano Neri (TIC, 2025).

il libro: ticedizioni.com/products/opera…

Dal sito dell’editore: “Diceva Marx che la storia si ripete sempre due volte, prima come tragedia, poi come farsa. In questo libro, l’autore narra la vicenda esemplare della fine di Alessandro Pavolini e mostra l’esatto momento in cui, nella sua biografia, tragedia e farsa si intrecciano indissolubilmente in un’unica fabula, fino al punto di non poter più essere distinguibili.”
#AlessandroPavolini #AntonioSyxty #fascismo #LaFinestraDiAntonioSyxty #LucianoNeri #LuigiSeveri #MicheleZaffarano #MTM #MTMLlaFinestraDiAntonioSyxty #MTMTeatro #OperaBuffa #ProsaInProsa #SamueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks


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Romano Cagnoni, il grande fotoreporter.
Omaggio di #Pietrasanta a uno dei più importanti #fotoreporter del Novecento
fotografia.it/articoli/romano-…
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Snowflake, l’hacker Connor Moucka si dichiara colpevole: il conto finale di 165 aziende violate e miliardi di record rubati


Connor Riley Moucka si dichiara colpevole per l'attacco a Snowflake del 2024: 165 aziende violate, tra cui AT&T e Ticketmaster, miliardi di record rubati e un giro di estorsioni da milioni di dollari. Sentenza attesa il 27 ottobre.
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Connor Riley Moucka, 26 anni, di Kitchener (Ontario), si è dichiarato colpevole mercoledì 5 agosto 2026 davanti a un tribunale federale dello stato di Washington per frode informatica, frode telematica, furto di identità aggravato e cospirazione. È l’epilogo giudiziario di quella che resta una delle campagne di furto dati ed estorsione più estese mai orchestrate contro un singolo fornitore cloud: l’attacco del 2024 alla piattaforma Snowflake, che ha colpito almeno 165 aziende clienti e portato al furto di miliardi di record. Moucka rischia fino a 32 anni di carcere e sarà sentenziato il 27 ottobre.

Non una violazione di Snowflake, ma delle credenziali dei suoi clienti


Il dettaglio tecnico che ha reso il caso Snowflake un caso di scuola è che la piattaforma stessa non è mai stata compromessa. Mandiant, incaricata da Snowflake di condurre l’indagine forense, ha attribuito la campagna a un cluster tracciato come UNC5537 e ha confermato che gli attaccanti hanno sfruttato credenziali valide ma esposte da tempo — in alcuni casi risalenti al 2020 — raccolte tramite infostealer su macchine di dipendenti o partner delle aziende clienti. La mancanza sistemica di autenticazione a più fattori sugli account Snowflake ha fatto il resto, trasformando credenziali rubate anni prima in un accesso diretto ai data warehouse di centinaia di organizzazioni.

Secondo Mandiant, il gruppo dietro la campagna era basato in Nord America e collaborava con almeno un membro operante dalla Turchia — identificato in seguito in John Erin Binns, già legato all’hack di T-Mobile del 2021 e arrestato in Turchia nel 2024.

Le vittime: dalle telco alla sanità, passando per la vendita di biglietti


L’elenco delle aziende colpite tra febbraio e ottobre 2024 legge come una rassegna delle violazioni più discusse dell’anno: AT&T, con i log di chiamate e SMS di oltre 100 milioni di clienti; Ticketmaster/Live Nation, con dati relativi a circa 560 milioni di utenti; Advance Auto Parts; uno dei distretti scolastici più grandi degli Stati Uniti; Neiman Marcus; Santander; LendingTree. I dati sottratti includevano estratti bancari, informazioni finanziarie, numeri di registrazione DEA, patenti di guida, passaporti e numeri di previdenza sociale.

Estorsione, ri-estorsione e mercati underground


Dopo l’esfiltrazione, gli attaccanti hanno tentato di estorcere le aziende vittime minacciando la pubblicazione dei dati online, incassando circa 2,5 milioni di dollari in pagamenti di riscatto. Moucka ha inoltre guadagnato altri 495.000 dollari pubblicizzando parte dei dati rubati su forum criminali come BreachForums e XSS.is. Un dettaglio particolarmente inquietante emerso dagli atti processuali riguarda una vittima estorta due volte: nella seconda occasione, Moucka avrebbe utilizzato dati personali relativi a un funzionario governativo ex ed ai suoi familiari per aumentare la pressione. Le perdite complessive stimate per le vittime ammontano a circa 9,5 milioni di dollari.

Prima dell’arresto, avvenuto nel novembre 2024 e seguito dall’estradizione negli Stati Uniti nel luglio 2025, Moucka aveva parlato con la testata 404 Media dicendosi consapevole dell’imminente cattura e ammettendo di aver distrutto prove in vista dell’arresto.

Due righe per i difensori


Il caso Snowflake ha ridefinito il modello di minaccia per i servizi SaaS e data warehouse: non serve violare il fornitore cloud se le identità dei suoi clienti restano esposte. Per i team di sicurezza le lezioni pratiche restano attuali due anni dopo i fatti:

  • Imporre l’autenticazione a più fattori su tutti gli account con accesso a piattaforme cloud e data warehouse, senza eccezioni per account di servizio o legacy.
  • Ruotare periodicamente le credenziali e trattare come compromesse quelle esposte in precedenti data breach, anche se risalenti a diversi anni prima.
  • Monitorare i mercati underground e i forum come BreachForums per individuare precocemente la messa in vendita di dati aziendali.
  • Validare i log di accesso alle piattaforme SaaS per individuare pattern anomali provenienti da IP o infrastrutture non riconducibili agli utenti abituali.

La condanna definitiva di Moucka, attesa il 27 ottobre, non chiude del tutto il caso: restano aperte le posizioni di altri complici legati alla campagna, a conferma che dietro un singolo nome pubblico si nasconde quasi sempre un’infrastruttura criminale collaborativa e distribuita.

Timeline e dati chiave

Campagna attiva: febbraio - ottobre 2024
Cluster di minaccia (Mandiant): UNC5537
Aziende clienti Snowflake colpite: almeno 165
Vettore d'accesso: credenziali valide esposte (alcune dal 2020), assenza di MFA
Vittime principali: AT&T (100M+ utenti, log chiamate/SMS), Ticketmaster/Live Nation (560M utenti),
                     Advance Auto Parts, Neiman Marcus, Santander, LendingTree, distretto scolastico USA
Guadagni stimati: ~2,5M USD (riscatti) + 495.000 USD (vendita dati underground)
Perdite vittime stimate: ~9,5M USD
Mercati underground utilizzati: BreachForums, XSS.is
Complice: John Erin Binns (Turchia, già legato all'hack T-Mobile 2021)
Arresto Moucka: novembre 2024 (Canada) - Estradizione: luglio 2025
Dichiarazione di colpevolezza: 5 agosto 2026
Sentenza attesa: 27 ottobre 2026 (fino a 32 anni di carcere)
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OctLurk e SilkLurk: la backdoor sinofona che si decifra solo sulla macchina della vittima


Kaspersky svela OctLurk e SilkLurk, due backdoor usate da un attore cinofono per colpire enti governativi e sanitari in Asia Centrale dal 2025. Il payload si decifra solo sul dispositivo del bersaglio, usando il seriale del disco o il nome del computer come chiave, per rendere quasi impossibile l'analisi forense.
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Si parla di:
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Un malware che si rifiuta di funzionare su qualsiasi macchina tranne quella del bersaglio designato: è questa l’arma di precisione che un attore sinofono ha usato per almeno diciotto mesi contro ministeri, ospedali e centri di ricerca dell’Asia Centrale. Kaspersky GReAT ha battezzato l’operazione con i nomi dei due impianti che ne costituiscono il cuore, OctLurk e SilkLurk, e i dettagli tecnici pubblicati da Securelist disegnano il profilo di una campagna di cyberspionaggio pensata apposta per resistere all’analisi forense.

Un bersaglio, una chiave


Da gennaio 2025 il gruppo, non ancora attribuito a un cluster APT noto, ha colpito enti governativi e organizzazioni critiche in Afghanistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan e, fuori dall’area, in Siria. La vittimologia comprende ministeri degli Esteri, forze dell’ordine, sanità, ricerca, logistica, pianificazione urbana e persino istituti scolastici pubblici — un ventaglio tipico delle operazioni di raccolta informativa a lungo termine piuttosto che del cybercrimine opportunistico.

Il tratto distintivo della campagna è la codifica “victim-specific”: entrambi i backdoor lasciano sul disco solo un minuscolo loader, mentre il payload vero e proprio resta cifrato finché non viene eseguito sulla macchina giusta. OctLurk usa il numero seriale del disco fisso come chiave di decifratura, SilkLurk il nome del computer. Se un analista prova a eseguire il campione in sandbox o su un sistema diverso da quello infettato, il payload semplicemente non si apre. È una tecnica che complica enormemente sia il rilevamento automatico sia il reverse engineering, perché toglie ai difensori la possibilità di “detonare” il malware in un ambiente controllato per osservarne il comportamento.

OctLurk: ricognizione e movimento laterale in memoria


OctLurk viene iniettato interamente in memoria tramite un loader dedicato. Prima di eseguire il payload principale, gli attaccanti verificano la connettività verso il dominio dns.ssentialserv[.]xyz, poi lanciano uno script batch che avvia LurkProxy, l’utility di proxying che stabilisce il contatto con il server di comando e controllo (C2) all’indirizzo 154.196.162[.]76.

Una volta operativo, OctLurk raccoglie le informazioni di sistema, le cifra e le invia via socket a un secondo C2 hard-coded, dns.multitoconference[.]com. Da quel momento il backdoor può caricare in memoria plugin aggiuntivi per l’esecuzione di comandi, operazioni sul filesystem, raccolta e manipolazione degli appunti, cattura di screenshot ed emulazione di mouse e tastiera. Gli operatori hanno sfruttato in particolare il plugin “command shell” per una sequenza di azioni molto concreta:

  • fingerprinting completo dell’host e raccolta di informazioni estese sul sistema compromesso;
  • esportazione e query degli eventi di logon interattivo remoto per individuare utenti specifici;
  • dump degli hash delle password dai domain controller tramite secretsdump.py di Impacket;
  • installazione di un keylogger travestito da AnyDesk per evitare il rilevamento;
  • decifratura ed estrazione delle password salvate in Google Chrome e Mozilla Firefox;
  • accesso remoto persistente tramite l’agente Pandora RC;
  • scansione di reti interne e pubbliche con Fscan, alla ricerca di servizi SSH (porta 22) e MySQL (porta 3306), con tentativi di accesso usando credenziali da un file chiamato pp.txt;
  • connessione a server di posta per raccogliere o manipolare messaggi email.

LurkProxy, il terzo strumento del set, può operare come proxy SOCKS5 o come proxy trasparente — una modalità alla volta — per instradare il traffico verso un indirizzo target, un accorgimento che aiuta gli attaccanti a mascherare l’origine delle connessioni C2 dentro il traffico di rete della vittima.

SilkLurk e il salto verso l’esfiltrazione


SilkLurk viene avviato tramite una DLL caricata con una sequenza di DLL side-loading, tecnica ormai marchio di fabbrica di diversi gruppi sinofoni. Dopo aver creato un socket TCP verso il proprio C2, invia le informazioni sulla vittima e attende istruzioni: sincronizzazione dell’orologio di sistema, impostazione dell’intervallo di polling, aggiornamento della configurazione o iniezione di ulteriori plugin in memoria.

L’attività post-compromissione osservata è quella di un’operazione di furto documentale mirato: tramite cmd.exe e PowerShell gli operatori si connettono a risorse di rete condivise usando credenziali amministrative, cercano e mettono da parte documenti riservati, si disconnettono dalle condivisioni e infine comprimono i dati rubati con WinRAR o 7-Zip. In alcuni casi la stessa catena di side-loading viene riutilizzata per distribuire PlugX, backdoor storicamente associata a gruppi di hacking cinesi.

Le tracce di un ecosistema più ampio


Kaspersky ha individuato sovrapposizioni infrastrutturali tra questa campagna e un impianto C++ precedentemente documentato, SilentRaid (noto anche come MystRodX o TrustFall), collegato a sua volta a un cluster di attività denominato UAT-7290 attivo contro operatori telco. I ricercatori restano cauti sull’attribuzione — non è chiaro se le due campagne siano state condotte in parallelo dallo stesso gruppo o se semplicemente condividano fornitori di infrastruttura — ma il quadro complessivo conferma quanto gli ecosistemi di cyberspionaggio sinofono continuino a riciclare toolkit, loader e provider tra operazioni distinte, rendendo la clusterizzazione un esercizio sempre più complesso per i difensori.

Cosa devono fare i difensori


Il vettore di accesso iniziale resta sconosciuto, il che rende la telemetria di rete l’unica difesa realmente efficace contro un impianto che vive quasi esclusivamente in memoria. Per le organizzazioni governative e critiche nell’area centroasiatica e per chiunque abbia rapporti con enti di quella regione, ha senso monitorare le connessioni verso i domini e l’IP indicati più sotto, verificare la presenza di keylogger mascherati da eseguibili legittimi come AnyDesk, controllare i log di logon interattivo remoto per pattern anomali di query mirate e, soprattutto, dare priorità a EDR capaci di ispezionare l’esecuzione in memoria piuttosto che il solo file scanning su disco, dato che il loader lasciato sul filesystem è deliberatamente minimale e poco significativo per il rilevamento signature-based.

Indicatori di compromissione

Domini C2:
dns.ssentialserv[.]xyz
dns.multitoconference[.]com

Indirizzo IP C2:
154.196.162[.]76

Strumenti abusati:
Impacket secretsdump.py
Fscan (github.com/shadow1ng/fscan)
Pandora RC agent
Keylogger camuffato da AnyDesk
WinRAR / 7-Zip per l'archiviazione dei dati esfiltrati
File di credenziali: pp.txt

Malware correlato:
PlugX (via DLL side-loading)
SilentRaid / MystRodX / TrustFall (overlap infrastrutturale)
Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
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Guccini


Il mio rapporto con la musica è sempre stato frammentato, assolutamente non sistematico. Scopro le cose per caso, le apprezzo a istinto. Guccini l’ho incontrato poco nella mia vita e quel poco non ha mai attecchito dentro di me.

Eppure oggi, nei ricordi altrui, ho scoperto Culodritto, la canzone che Guccini dedicò a sua figlia. E che io dedico alla Comizietta.

Per chi volesse una versione più moderna, l’ha cantata Levante.

#guccini #Musica

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
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Patente, solo l’8% degli automobilisti supererebbe oggi l’esame di teoria: ecco perché


L’analisi di AutoScout24 ed Egaf Edizioni rivela quanto sia difficile ricordare le regole della strada a distanza di anni dal conseguimento della patente
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A quanti è capitato di sognare di dover rifare un esame già superato? E se quell’esame fosse quello della patente? Per molti automobilisti la patente B è un ricordo lontano: quiz, guide, ansia da esaminatore e poi, finalmente, la libertà di mettersi al volante. Solo nel 2025 sono state 919.868 le persone che hanno sostenuto l’esame di teoria per conseguire la patente B e, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il 40% delle prove non è stato superato. A registrare il tasso più alto di bocciati all’esame di teoria è il Trentino-Alto Adige (43,7%), seguito a pari merito da Liguria, Lazio e Molise (43,4%) e dalla Toscana (43,1%).

E se a rimettersi alla prova fossero invece gli automobilisti già patentati?


AutoScout24 ha deciso di mettere nuovamente alla prova gli automobilisti italiani con una simulazione del quiz di teoria della patente B, realizzata con il supporto di Egaf Edizioni e in collaborazione con Confarca e Unasca, le principali associazioni italiane di autoscuole. Il risultato? Su oltre 4.000 quiz completati, solo l’8% supererebbe oggi l’esame a pieno titolo.
Fonte dati: AutoScout24 e Ministero delle Infrastrutture e dei TrasportiFonte dati: AutoScout24 e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
A livello territoriale, nella simulazione AutoScout24 le regioni con il tasso più alto di promossi sono Trentino-Alto Adige (12%), Abruzzo (11,9%) e Umbria (11,7%), seguite da Toscana (11,2%) e Basilicata (11,1%). In fondo alla classifica si trovano invece Calabria (3,9%) e Marche (4,1%), seguite a pari merito da Sardegna e Sicilia (5,3%). Un risultato che non mette in discussione l’esperienza al volante degli italiani, ma ricorda quanto la guida non sia fatta solo di automatismi: segnali, norme e comportamenti corretti evolvono nel tempo, e rimettersi alla prova può essere un modo semplice per capire quanto si è davvero aggiornati. Ma non si tratta di una bocciatura completa,dato che il campione a livello nazionale ha risposto in media correttamente a 15 domande su 20. Tra gli errori più comuni si segnalano i quesiti sulla segnaletica e sulla corretta lettura delle situazioni stradali.

Amazon Family in Italia: condividi Prime gratis
Amazon Family arriva in Italia e permette ai clienti Prime di condividere i vantaggi dell’abbonamento con un altro adulto del nucleo familiare, senza costi aggiuntivi
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Per la simulazione dell’esame di teoria sono stati coinvolti oltre 4.000 automobilisti della community di AutoScout24 che hanno ottenuto la patente B da oltre 5 anni, somministrandogli un test di 20 domande a quiz selezionate tra quelle convalidate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e utilizzate in sede di esame (l’attuale test ufficiale prevede 30 domande e consente 3 errori). Per superare la simulazione, gli utenti non devono aver commesso più di 2 errori su 20 domande (10%), considerando lo stesso rapporto dell’esame ufficiale che prevede attualmente al massimo 3 errori per un quiz da 30 quesiti.
Fonte dati: AutoScout24 e Ministero delle Infrastrutture e dei TrasportiFonte dati: AutoScout24 e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Quali sono invece gli ostacoli maggiormente riscontrati nel corso degli esami di guida?


La teoria, però, è solo una parte del percorso. Anche nella prova pratica, infatti, non contano soltanto tecnica e dimestichezza con l’auto, ma anche capacità di gestire il traffico, leggere correttamente le situazioni stradali e mantenere il controllo emotivo durante l’esame. Secondo la rilevazione condotta tra le autoscuole associate a Confarca e Unasca, gli errori che più spesso compromettono la promozione riguardano soprattutto gli incroci, indicati dal 59% delle autoscuole intervistate, seguiti dagli elementi e dalle caratteristiche stradali speciali, come rotonde, passaggi a livello, fermate di autobus o tram, attraversamenti pedonali, gallerie, salite o discese, segnalati dal 48%. Tra le criticità più frequenti ci sono anche il parcheggio e l’uscita dallo spazio di parcheggio (41,4%), i cambiamenti di direzione e di corsia (31%) e il sorpasso o superamento di ostacoli (31%).
Fonte dati: AutoScout24 e Ministero delle Infrastrutture e dei TrasportiFonte dati: AutoScout24 e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Anche il contesto in cui si svolge l’esame può fare la differenza: per il 72% delle autoscuole la dimensione della città, la difficoltà delle strade e il traffico incidono molto o abbastanza sul risultato finale. La quasi totalità degli intervistati indica la strada urbana (zone residenziali, zone con limiti di velocità fissati a 30 e 50 km/h) come il contesto in cui i candidati incontrano più difficoltà o commettono più errori (93%). A pesare, però, non è solo la strada. L’ansia del candidato incidesecondo l’86% delle autoscuole, mentre per il 90% anche l’atteggiamento dell’esaminatore può influire sul livello di stress durante la prova. Un elemento che conferma come l’esame di guida sia anche una prova di lucidità: conoscere le regole e saper manovrare l’auto è fondamentale, ma spesso la vera sfida è riuscire a farlo sotto pressione.

Se vuoi sottoporti al test


Per mettersi in gioco simulando il test per l’esame di teoria della patente B, raggiugi questa paginasul sito AutoScout24. Sarà possibile cliccare sul link all’interno per effettuare la simulazione di una reale scheda d’esame per la patente B o per scaricare le app di Egaf edizioni. Bastano pochi minuti e il questionario è assolutamente gratuito e anonimo.


Amazon Family arriva in Italia: con Prime ora puoi condividere i vantaggi senza costi aggiuntivi


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Amazon Family è ufficialmente disponibile in Italia. Il servizio mette a disposizione dei clienti Prime un modo semplice per condividere molti dei propri benefici Prime con un altro adulto del nucleo familiare, senza dover condividere l’account.

Come funziona


Con Amazon Family, il cliente Prime principale - chiamato Amministratore dell’Amazon Family - può invitare un altro adulto del proprio nucleo familiare a condividere vari benefici Prime, tra cui consegne rapide e senza costi aggiuntivi, Prime Video (con pubblicità), offerte ed eventi esclusivi come Prime Day e la Festa delle Offerte Prime, Amazon Music Prime e Amazon Luna. L'amministratore dell’Amazon Family seleziona un unico metodo di pagamento per condividere i benefici Prime, l'altro adulto accetta e la configurazione richiede solo pochi click.

DJI Osmo Pocket 4P: qualità cinematografica e Pro
DJI Osmo Pocket 4P punta a rivoluzionare il settore delle fotocamere con stabilizzatore, combinando funzioni professionali, stabilizzazione avanzata e qualità video di livello cinematografico
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Quali i vantaggi che si possono condividere


Con Amazon Family ogni membro del nucleo familiare continua a utilizzare il proprio account Amazon, mantenendo separati la cronologia degli ordini, i suggerimenti personalizzati e tutte le informazioni personali. In questo modo, le esperienze di acquisto restano private e indipendenti per ciascun cliente, senza che la condivisione dei benefici Prime comporti la condivisione dell'account. Tra i vantaggi Prime che possono essere condivisi rientrano le consegne Prime veloci e illimitate, Amazon Music Prime, le offerte esclusive e i risparmi su migliaia di prodotti, comprese iniziative come il Prime Day e la Festa delle Offerte Prime. La condivisione comprende inoltre Prime Video, con pubblicità, e Amazon Luna, il servizio di cloud gaming di Amazon.

Account separati e pagamenti sotto controllo


La privacy dei singoli account rimane uno degli aspetti centrali di Amazon Family. Ogni membro conserva la propria cronologia degli ordini e i propri suggerimenti personalizzati, mentre la sicurezza dell'account resta personale: non è necessario condividere password o codici monouso. Per condividere i benefici Prime, l'amministratore di Amazon Family deve invece selezionare un metodo di pagamento da condividere; quando un altro membro del nucleo familiare utilizza quel metodo per effettuare un acquisto, può visualizzare soltanto alcuni dati della carta: le ultime quattro cifre, il nome riportato sulla carta, la data di scadenza e l'indirizzo di fatturazione.

Samsung Galaxy Watch Ultra2 e Watch9 ufficiali: novità AI
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L'amministratore riceve inoltre una notifica con l'importo totale dell'acquisto effettuato utilizzando il metodo di pagamento condiviso. Ogni membro dell'Amazon Family mantiene comunque la possibilità di scegliere, al momento del pagamento, se utilizzare il metodo di pagamento condiviso oppure una propria modalità di pagamento. In questo modo, i vantaggi Prime possono essere condivisi senza rinunciare alla separazione degli account e alla gestione personale dei propri acquisti.

Come si configura Amazon Family


Per iniziare, i clienti possono andare su “Il mio account” e selezionare “La tua Amazon Family”. Da lì è possibile invitare un altro adulto del nucleo familiare ad unirsi. Quest’ultimo riceverà un invito, lo accetterà e avrà immediatamente accesso ai benefici condivisi. È possibile anche gestire le impostazioni familiari, visualizzare i membri del nucleo e scoprire i suggerimenti personalizzati di Prime Video e Amazon Luna, tutto dal Family Hub a questo link.

Quanto costa Amazon Family


Amazon Family è senza costi aggiuntivi. Per condividere i benefici Prime, il cliente deve essere iscritto a Prime. L’abbonamento è disponibile a 4,99 €/mese o 49,90 €/anno, con una prova gratuita di 30 giorni per i clienti idonei. Chi non è ancora cliente Prime può iscriversi per accedere ad Amazon Family e a molti altri benefici, tra cui consegne rapide e illimitate, Prime Video, Amazon Music Prime, risparmi esclusivi e molto altro.

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phiip dick on the matrix (from the metz conference, 1977) [with italian subtitles]

«Se questo mondo vi sembra brutto, dovreste vedere come sono messi gli altri»

“Dalla conferenza che Philip K. Dick tenne a Metz, in Francia, nel 1977. Dal concetto di vita precedente a quello di mondo parallelo, dalla nozione di Mondo Matrice (Matrix World) alle visioni che lui stesso racconta di aver avuto, su un mondo simile al nostro eppure diverso, ma pur sempre presente: uno stato di polizia perenne, di schiavità e violenza”.

(Dal post di Birdmen Magazine su fb utilizzato per condividere questo video)
#1977 #audiovideo #conference #conferenza #Italian #ItalianSubtitles #ItalianTranslation #MatrixWorld #Metz #PhilipDick #PhilipDick1977 #TheMatrix #video

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Finalmente Cryptee adotta lo standard aperto ODT


Cryptee Docs, l'editor di documenti cifrato (ma senza collaborazione in tempo reale), supporta ora l'importazione e l'esportazione in formato OpenDocument (.odt).
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Cryptee aggiunge un tassello che in molti aspettavano da tempo: da questa settimana Docs, la sezione dedicata alla scrittura del servizio estone, importa ed esporta file in formato OpenDocument (.odt), per ora in versione beta.

Cryptee è un’alternativa a Google Docs che punta tutto sulla cifratura end to end e sulla privacy, ma senza le funzioni di collaborazione in tempo reale: si scrive, si organizzano foto e note, ma non si lavora insieme ad altre persone sullo stesso documento in diretta.

Un formato che non appartiene a nessuno


L’ODT è un formato aperto, mantenuto da uno standard pubblico e non legato a una singola azienda, a differenza del .docx che resta di fatto un formato Microsoft anche quando altri programmi lo supportano. Per chi usa LibreOffice o ha bisogno di scambiare documenti con enti che richiedono formati aperti, poter importare ed esportare direttamente in ODT da Cryptee elimina un passaggio che finora andava fatto a mano, convertendo i file altrove prima di caricarli.

Il team di Cryptee lo definisce un aggiornamento a cui teneva particolarmente, coerente con un servizio che si costruisce attorno a cifratura e indipendenza dai grandi fornitori: aggiungere un formato che nessuna azienda controlla va nella stessa direzione.

Le altre novità del changelog


Insieme al supporto ODT arrivano alcune correzioni minori: un bug nei font dei documenti EPUB, qualche miglioramento di prestazioni nella modalità Paper e la risoluzione di un problema con le immagini di avvio in dark mode su iOS, che secondo Cryptee dipendeva da modifiche introdotte da Apple e a cui il team ha dovuto rincorrere per adeguarsi.

Il supporto a import ed export ODT resta per ora in beta: Cryptee invita chi lo prova a segnalare eventuali problemi riscontrati.

SOURCE:// blog.crypt.ee

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Gaetano Costa, un delitto di mafia dimenticato


“Nello sconfortante oblio delle istituzioni, la Fondazione Gaetano Costa non smette di ricordare il suo nome per l’affermazione dell’etica , del rigore morale, dell’amore per la libertà e la legalità, valori non solo da custodire ma da coltivare ogni giorno con senso di responsabilità”.

E’ questo il necrologio polemico della famiglia Costa pubblicato nel 2024, in occasione del 44° […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/08/06/gaet…

#delittiDiMafia #GaetanoCosta #ProcuraDiPalermo

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Acqua sotto attacco: come hacker legati all’Iran hanno tentato di contaminare le reti idriche di sette stati USA


FBI ed EPA confermano un'ondata di attacchi contro PLC Rockwell esposti su internet in almeno sette stati americani, con l'obiettivo dichiarato di abbassare la pressione idrica fino a permettere l'ingresso di acqua non trattata nelle reti di distribuzione. Gli indizi puntano a gruppi legati all'Iran, ma resta aperta l'ipotesi di un'operazione false flag.
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Non un semplice blackout digitale, ma un tentativo — riuscito solo in parte — di trasformare un attacco informatico in un’emergenza sanitaria pubblica. FBI ed EPA hanno confermato che, dal 27 luglio 2026, impianti idrici e fognari di almeno sette stati americani sono stati colpiti da intrusioni coordinate contro controllori industriali esposti su internet. Un memo delle forze dell’ordine del Minnesota, il primo stato a rendere pubblico l’incidente, è ancora più esplicito sul movente: l’obiettivo dichiarato degli attaccanti non era interrompere il servizio, ma contaminare l’acqua potabile.

Cosa è successo nel weekend del 26-27 luglio


Il Minnesota ha rilevato attività ostile su oltre 30 sistemi idrici e fognari comunitari nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 luglio. L’impianto idrico di Braham, una comunità di circa 1.700 abitanti, è stato messo completamente fuori uso e ripristinato in circa due ore passando alla gestione manuale. A Plymouth sono state disconnesse apparecchiature con connettività cellulare su due torri idriche e diverse stazioni di sollevamento fognario. South St. Paul e Maple Plain hanno mantenuto il servizio nonostante l’impatto sui controlli automatizzati, ma Maple Plain ha dichiarato lo stato di emergenza locale.

L’incidente non si è fermato al Minnesota: il Wisconsin ha rilevato attività ostile sui propri impianti idrici nello stesso arco temporale, tanto da spingere il Dipartimento delle Risorse Naturali a ordinare “azioni immediate” agli operatori. Nell’avviso congiunto pubblicato giovedì, FBI ed EPA hanno confermato che utility idriche di almeno sette stati — non nominati pubblicamente — hanno segnalato incidenti dal 27 luglio in poi, in alcuni casi con degrado operativo reale.

Il bersaglio tecnico: PLC Rockwell esposti su internet


L’avviso FBI/EPA identifica con precisione l’equipaggiamento colpito: controllori logici programmabili (PLC) Allen-Bradley delle serie MicroLogix 1100 e 1400, prodotti da Rockwell Automation, raggiungibili direttamente da internet. Gli attaccanti hanno effettuato accesso remoto a questi dispositivi, modificandone indirizzo IP e password — di fatto scacciando gli operatori legittimi dalla possibilità di monitorare e controllare l’impianto. In almeno un caso, dopo aver notato discrepanze tra siti diversi, l’organizzazione vittima ha scoperto che gli attaccanti erano andati oltre, alterando direttamente i file di progetto del PLC: la logica ladder che governa il comportamento fisico di pompe e valvole.

La fisica dietro l’obiettivo dichiarato dagli attaccanti si chiama backsiphonage. Le reti di distribuzione idrica lavorano in pressione positiva, tipicamente tra 40 e 80 psi, per spingere l’acqua verso gli utenti e tenere fuori dalle tubature eventuali contaminanti esterni. L’EPA fissa a 20 psi la soglia sotto la quale un evento di perdita di pressione viene classificato come pericoloso: scendere sotto quel valore in prossimità di un cross-connection — un punto in cui le tubature di distribuzione corrono vicino a fonti non potabili, come acque di falda, pozzi privati o linee fognarie — può risucchiare quei contaminanti all’interno del sistema attraverso giunti o crepe nelle tubature, lo stesso principio fisico di una cannuccia. La pericolosità dell’attacco sta nella combinazione di due capacità simultanee: manipolare i PLC per abbassare la pressione, e allo stesso tempo sopprimere gli allarmi che dovrebbero avvisare gli operatori del calo, lasciandoli con dashboard apparentemente normali mentre il sistema fisico è già in stato non sicuro.

Nessuna contaminazione è stata confermata: il Dipartimento della Salute del Minnesota ha dichiarato che la qualità dell’acqua non è stata compromessa in nessuno degli impianti colpiti e non sono state emesse ordinanze di bollitura a livello statale.

Chi c’è dietro: Iran, CyberAv3ngers e l’ipotesi false flag


Gli investigatori federali ritengono probabile il coinvolgimento di attori legati all’Iran, sebbene l’attribuzione non sia confermata. Il tempismo è indicativo: gli attacchi in Minnesota sono iniziati quattro giorni dopo che la CISA aveva aggiornato un avviso su larga scala riguardante l’espansione delle operazioni iraniane contro acqua, energia e infrastrutture governative statunitensi. Tre giorni prima degli attacchi, il gruppo Handala — attribuito al Ministero dell’Intelligence iraniano — aveva pubblicamente minacciato di colpire reti idriche, elettriche e di trasporto americane, proprio nello stesso giorno dell’aggiornamento CISA.

Secondo i ricercatori di Tenable, il pattern operativo osservato in Minnesota è coerente con l’ecosistema CyberAv3ngers, gruppo collegato al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che dal 2023 prende sistematicamente di mira le infrastrutture idriche statunitensi e sanzionato dal Tesoro USA nel febbraio 2024. Il contesto geopolitico è quello di un conflitto armato aperto tra Stati Uniti e Iran, iniziato il 28 febbraio 2026 e proseguito con un cessate il fuoco entrato in vigore ad aprile: le operazioni cyber iraniane contro le infrastrutture critiche americane sono continuate e si sono intensificate da allora.

Gli inquirenti stanno però valutando anche un’ipotesi più inquietante: che chi ha condotto l’attacco abbia deliberatamente riutilizzato tattiche, strumenti e infrastruttura associati agli attori iraniani per costruire un’operazione false flag, capace di alimentare tensioni tra Washington e Teheran in un momento in cui i due paesi sono già in conflitto aperto. Nessuna attribuzione formale è stata effettuata; nessuna accusa è stata mossa.

Uno scontro politico, un problema strutturale


La vicenda ha acceso anche uno scontro politico interno: il presidente Trump ha respinto pubblicamente l’attribuzione all’Iran, attribuendo la responsabilità alla “grossolana incompetenza” del Minnesota e del governatore democratico Tim Walz. Walz ha risposto puntando il dito contro i tagli imposti dall’amministrazione Trump alla CISA, che secondo TechCrunch ha perso circa un terzo del proprio organico, incluso lo smantellamento della sua iniziativa anti-ransomware. Al di là della disputa politica, il problema strutturale resta: un’indagine EPA del 2024 ha rilevato che il 70% dei sistemi idrici ispezionati dal 2023 non rispettava gli obblighi di valutazione del rischio previsti dall’America’s Water Infrastructure Act, e un successivo rapporto dell’Inspector General ha individuato vulnerabilità critiche o gravi in 97 dei oltre 1.000 sistemi idrici controllati, per una popolazione servita di circa 26,6 milioni di persone.

Cosa devono fare subito gli operatori


Le raccomandazioni congiunte di FBI, EPA e CISA per il settore idrico sono immediate e concrete: scollegare i PLC dall’accesso diretto a internet, sostituendo la connettività cellulare non protetta con VPN dedicate e autenticazione a più fattori dove l’accesso remoto resta necessario; cambiare tutte le password predefinite o deboli, dato che una quota significativa dei dispositivi compromessi utilizzava credenziali banali; confrontare i file di progetto dei PLC in produzione con backup offline noti per individuare eventuali discrepanze nella logica ladder, che possono persistere anche dopo un reset delle password; impostare fisicamente i selettori a chiave dei controllori in modalità “Run”, che blocca la modifica remota della logica anche in caso di compromissione di rete; e pianificare la sostituzione dei dispositivi a fine vita come le serie MicroLogix 1100/1400, che potrebbero non ricevere più aggiornamenti di sicurezza da Rockwell Automation.

Un dettaglio da non sottovalutare riguarda i fornitori di servizi gestiti: l’avviso FBI segnala che configurazioni di rete replicate da uno stesso managed service provider su più clienti possono moltiplicare il successo di un singolo attacco su decine di impianti diversi — un rischio di supply chain che le utility idriche, spesso piccole e con personale IT limitato o assente, raramente hanno la capacità di verificare da sole.

Indicatori tecnici e riferimenti

Dispositivi presi di mira:
Rockwell Automation Allen-Bradley MicroLogix 1100 (PLC)
Rockwell Automation Allen-Bradley MicroLogix 1400 (PLC)

Tecnica osservata:
Accesso remoto diretto a PLC esposti su internet
Modifica di IP e password del dispositivo
Alterazione dei file di progetto / logica ladder ("ladder logic discrepancies")
Soppressione di allarmi e monitoraggio

Attore sospettato:
CyberAv3ngers / cluster IRGC-CEC (attribuzione non confermata da FBI)
Possibile operazione false flag in corso di verifica

Riferimenti ufficiali:
FBI/EPA PSA - Malicious Cyber Actors Targeting Water and Wastewater Sector PLCs
CISA Advisory AA26-097A (campagna ICS legata all'Iran)
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OVERCAST PANDA: la Cina compromette fisicamente i laptop di giornalisti e scienziati in hotel


Il CrowdStrike 2026 Threat Hunting Report rivela come, tra marzo e maggio 2026, l’adversary china-nexus OVERCAST PANDA abbia installato il backdoor FlowCloud su laptop incustoditi di giornalisti e ricercatori in viaggio in Cina, avviando i dispositivi da USB per bypassare EDR e difese di rete.
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Non serve sempre un exploit da milioni di dollari per compromettere un bersaglio di alto valore: a volte basta un cacciavite, una chiavetta USB e una cena fuori dalla stanza d’albergo. È questo lo scenario descritto dal CrowdStrike 2026 Threat Hunting Report, pubblicato il 3 agosto, che rivela come tra marzo e maggio 2026 il team OverWatch abbia individuato e neutralizzato una serie di operazioni “close access” condotte in Cina dall’adversary OVERCAST PANDA contro i laptop di giornalisti, ricercatori e altri professionisti stranieri in viaggio nel Paese.

Chi è OVERCAST PANDA


OVERCAST PANDA è un adversary china-nexus attivo almeno dal 2019, in precedenza tracciato con il nome di cluster ClearVariable. Il suo tradecraft è storicamente caratterizzato dall’uso di due impianti proprietari, FlowCloud e LookBack, distribuiti attraverso vettori diversi a seconda dell’operazione. Ciò che distingue questa campagna dalle tipiche intrusioni china-nexus — solitamente basate su spear phishing, sfruttamento di vulnerabilità edge o compromissioni della supply chain software — è la scelta di un approccio interamente fisico, capace di bypassare di netto qualunque difesa di rete o endpoint basata su telemetria da remoto.

La tecnica: accesso fisico opportunistico e boot da USB


Secondo la ricostruzione di CrowdStrike, gli operatori di OVERCAST PANDA hanno sfruttato momenti di assenza dei bersagli — tipicamente durante cene o eventi collaterali di conferenze — per accedere fisicamente a laptop lasciati incustoditi nelle stanze d’albergo. Il dispositivo veniva avviato da un supporto USB rimovibile, bypassando così il sistema operativo in esecuzione e le relative protezioni, incluso qualunque agente EDR installato: l’impianto FlowCloud veniva scritto direttamente sul disco, fuori dal contesto del sistema operativo attivo.

Al successivo riavvio del laptop — un’operazione del tutto ordinaria che non insospettisce la vittima — il backdoor si avviava automaticamente e restava operativo in modo persistente e silenzioso. Su almeno uno dei casi disinnescati da OverWatch, il laptop non aveva mai mostrato alcun segno di intrusione a livello di rete, a conferma che l’intero attacco si era consumato offline, senza lasciare tracce nei log di traffico che i team di sicurezza normalmente monitorano.

Le capacità di FlowCloud


Una volta attivo, FlowCloud fornisce agli operatori un accesso pressoché completo alla macchina compromessa: keylogging, cattura di screenshot, raccolta ed esfiltrazione di file, furto di credenziali salvate. Per un giornalista che sta lavorando su fonti sensibili o per un ricercatore che porta con sé dati proprietari o pre-pubblicazione, l’impianto rappresenta un rischio equivalente a una sorveglianza fisica prolungata, ma condotta interamente a livello digitale e senza necessità di ulteriore contatto con il bersaglio dopo l’installazione iniziale.

Il contesto: il Threat Hunting Report 2026 di CrowdStrike


Il caso OVERCAST PANDA si inserisce in un quadro più ampio disegnato dal report, che descrive un ecosistema china-nexus sempre più aggressivo e rapido. Gli adversary VAULT PANDA e GENESIS PANDA, ad esempio, hanno sfruttato vulnerabilità critiche entro 24 ore dalla pubblicazione di proof-of-concept pubblici — un ritmo nettamente superiore alla media generale osservata da CrowdStrike, secondo cui l’88% degli sfruttamenti di vulnerabilità con PoC disponibile avviene comunque entro 48 ore dalla release. Il report segnala inoltre una crescita del 30% negli annunci di initial access broker relativi a società tecnologiche (277 aziende offerte in vendita), a testimonianza di una domanda crescente per accessi già pronti all’uso.

In questo contesto, le operazioni close access di OVERCAST PANDA rappresentano un promemoria che la sofisticazione offensiva cinese non si esaurisce nel dominio puramente informatico: la disponibilità di personale sul territorio nazionale permette di condurre operazioni ibride, fisiche e digitali, contro bersagli che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere da remoto.

Implicazioni pratiche per viaggiatori e organizzazioni


Per chi viaggia in Cina — o in qualunque contesto ad alto rischio — con dispositivi aziendali, alcune contromisure restano fondamentali:

  • non lasciare mai laptop o dispositivi incustoditi in stanze d’albergo, anche per periodi brevi; usare cassaforte in camera solo come deterrente minimo, non come garanzia
  • abilitare la crittografia full-disk con autenticazione pre-boot e disabilitare il boot da dispositivi USB o esterni via firmware/BIOS, con password dedicata
  • utilizzare dispositivi “da viaggio” dedicati, privi di dati sensibili e reimmagati al rientro, per le trasferte in giurisdizioni ad alto rischio
  • attivare soluzioni di tamper-detection e monitorare eventuali riavvii anomali o modifiche allo stato del disco al rientro
  • istruire il personale — giornalisti, ricercatori, dirigenti — sui rischi specifici degli attacchi close access, distinti da quelli più noti di phishing e compromissione di rete

Il caso dimostra che, contro adversary con risorse statali e accesso fisico al territorio, anche l’igiene di sicurezza informatica più rigorosa deve essere affiancata da protocolli di sicurezza operativa (OPSEC) pensati per il mondo fisico.

Indicatori e TTP

Adversary: OVERCAST PANDA (ex cluster ClearVariable), china-nexus, attivo dal 2019
Malware: FlowCloud (impianto principale), LookBack (impianto storico)

TTP osservate:
- T1200 – Hardware Additions (uso di supporto USB rimovibile per boot esterno)
- Bypass del sistema operativo e degli agenti EDR tramite avvio da media esterno
- Scrittura dell'impianto direttamente su disco, fuori dal contesto OS
- Persistenza tramite avvio automatico al riavvio successivo del sistema
- Capacità: keylogging, screenshot capture, file collection, credential theft
- Nessuna attività di rete rilevabile durante la fase di compromissione iniziale

Finestra operativa nota: marzo-maggio 2026
Bersagli: giornalisti, ricercatori/scienziati e altri professionisti stranieri in viaggio in Cina
Contesto di compromissione: laptop incustoditi in stanze d'albergo durante eventi/conferenze
Fonte: CrowdStrike 2026 Threat Hunting Report (pubblicato 3 agosto 2026)
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my past and thoughts / alfred schnittke. 1973

Suite da concerto dalle musiche per il film My Past and Thoughts, di Alexander Herzen (1973)

I. Petersburg
II. Madonnen
III. Schatten
IV. Menuett
V. Das Ende der Revolution
VI. Trauriges Thema
VII. Wind
VIII. Cancan
IX. Finale
#AlexanderHerzen #AlfredSchnittke #ilPassatoEIPensieri #music #musica

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Suunto Core 2, il nuovo orologio outdoor per le avventure off-grid: tutte le novità


Suunto Core 2 rinnova l'iconico orologio outdoor ABC con un design pensato per le avventure off-grid e per affrontare anche gli ambienti più impegnativi
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Suunto ha presentato Core 2, la nuova evoluzione dell'iconica serie Core. Pensato per escursionisti di lunga percorrenza, overlander, pescatori, professionisti che operano sul campo e, più in generale, per tutti gli appassionati di outdoor che ricercano prestazioni affidabili e una manutenzione ridotta al minimo, Core 2 introduce un importante aggiornamento sia hardware sia software, raccogliendo l'eredità del primo Suunto Core e proiettandola verso un nuovo livello.



Combinando le principali funzioni dedicate all'outdoor, una costruzione resistente e una lunga autonomia, Core 2 è stato progettato per qualsiasi contesto, dai sentieri più remoti ai campi base, fino alle attività outdoor di tutti i giorni

Basato su un sistema aggiornato di altimetro, barometro e bussola, Core 2 consente di monitorare i cambiamenti ambientali, orientarsi con maggiore precisione e prendere decisioni consapevoli quando condizioni meteorologiche, terreno e visibilità diventano elementi determinanti. Grazie a una struttura ancora più resistente, a un display completamente rinnovato e a una gestione energetica ottimizzata, Core 2 prosegue la tradizione Suunto nello sviluppo di strumenti affidabili anche quando ci si trova lontani da fonti di alimentazione e reti mobili.

Un'eredità che guarda al futuro


Lanciato per la prima volta nel 2007, il Suunto Core originale si è rapidamente affermato come uno strumento di riferimento per le community outdoor e professionali. , mantenendo però l'identità essenziale che ha reso il modello originale un'icona del settore.

Il cuore di Core 2 è rappresentato da una rinnovata piattaforma di sensori ABC con altimetro e barometro ancora più precisi, un sistema di filtraggio automatico della pressione atmosferica che riduce i falsi allarmi meteo e una bussola utilizzabile anche offline, ideale per orientarsi in aree prive di segnale.

L'allarme tempesta integrato monitora costantemente le variazioni della pressione atmosferica e avvisa l'utilizzatore prima che le condizioni peggiorino, contribuendo ad affrontare con maggiore sicurezza gli ambienti più remoti. Tra le nuove funzioni debutta anche l'indicazione delle fasi lunari, particolarmente utile per attività outdoor come la pesca e la navigazione. Completano la dotazione i dati di alba e tramonto, il monitoraggio del dislivello accumulato e il contapassi, ampliando ulteriormente le possibilità di utilizzo sia durante le attività outdoor sia nella vita quotidiana.
Core 2 introduce miglioramenti concreti in termini di display, robustezza e facilità d'utilizzoCore 2 introduce miglioramenti concreti in termini di display, robustezza e facilità d'utilizzo
Progettato per affrontare le condizioni più difficili. Il nuovo display LED a matrice di punti ad alto contrasto da 1,3 pollici offre una luminosità superiore del 40% rispetto al precedente Suunto Core. Il sistema di retroilluminazione "raise-to-wake" garantisce una lettura immediata in qualsiasi condizione di luce, mentre la possibilità di selezionare retroilluminazione rossa o verde favorisce la visione notturna e gli impieghi professionali riducendo l'abbagliamento.

Core 2 è alimentato da una batteria CR3035 sostituibile che garantisce fino a 15 mesi di autonomia, riducendo al minimo la necessità di manutenzione sia durante le spedizioni di più giorni sia nell'utilizzo quotidiano. L'impermeabilità è stata incrementata fino a 10 ATM, mentre il vetro Gorilla Glass e gli ampi pulsanti fisici assicurano un utilizzo pratico anche con i guanti, in presenza di acqua o nelle condizioni ambientali più impegnative. La connettività Bluetooth permette la sincronizzazione automatica dell'ora, il trasferimento dei dati relativi ai passi e gli aggiornamenti firmware wireless tramite Suunto App, consentendo a Core 2 di evolversi senza rinunciare alla semplicità che ha sempre contraddistinto la famiglia Core.

Nothing Phone (4b) ufficiale: Snapdragon, AMOLED 120 Hz e AI
Nothing Phone (4b) porta l’esperienza Nothing a un nuovo livello con processore Snapdragon, display Super AMOLED a 120 Hz, fotocamera da 50 MP con stabilizzazione ottica (OIS) e le nuove funzionalità Essential AI.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Prezzo e disponibilità


Suunto Core 2 è disponibile al prezzo di di 199 euro.

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Nothing Phone (4b) ufficiale: Snapdragon, AMOLED 120 Hz e Essential AI


Nothing ha annunciato Phone (4b), il primo smartphone della (b) Series, pensato per rendere l'ecosistema Nothing accessibile a un numero ancora maggiore di utenti. Oltre all'inconfondibile design del brand, il device è dotato dell’interfaccia Glyph, vanta prestazioni di alto livello grazie al processore Snapdragon e la batteria è la più capiente mai integrata in un dispositivo del brand. Inoltre, troviamo una fotocamera principale da 50 MP con OIS, un display Super AMOLED a 120 Hz e Nothing OS, insieme agli strumenti Essential AI.

Eye Candy Design


Phone (4b) combina due elementi cardine della (4a) Series: la Glyph Bar e il design unibody di Phone (4a) Pro. Il risultato è uno smartphone dall'identità ancora più riconoscibile, inconfondibilmente Nothing. Fedele alla filosofia progettuale del brand, lo smartphone gioca con materiali, texture e finiture a contrasto per dare profondità e personalità al dispositivo, valorizzandone ogni dettaglio.
Il modulo fotografico in polimero morbido trasparente presenta bordi curvi tridimensionali, che si fondono in modo naturale con la scocca unibody in eco-policarbonatoIl modulo fotografico in polimero morbido trasparente presenta bordi curvi tridimensionali, che si fondono in modo naturale con la scocca unibody in eco-policarbonato
Progettato per resistere fino a 600 Newton di forza di flessione e certificato IP64 contro polvere e acqua, Phone (4b) è pensato per una resistenza quotidiana senza rinunciare all'estetica. Disponibile nelle colorazioni Black, White e Blue, ogni variante è stata studiata nei minimi dettagli per mettere in risalto l'iconica architettura trasparente che contraddistingue il design del brand.

Saldi estivi: proteggi la carta di credito dalle truffe
I saldi estivi sono un’occasione per risparmiare, ma rappresentano anche un periodo di forte attività per i cybercriminali. Ecco i consigli per acquistare online in sicurezza, proteggere la carta di credito ed evitare phishing, siti falsi e altre truffe digitali
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Glyph Bar ancora più evoluta


La Glyph Bar torna su Phone (4b) in una veste più pulita e raffinata, confermandosi uno degli elementi più distintivi dell'esperienza Nothing. Grazie a 45 mini-LED controllati singolarmente e a una luminosità fino a 3.500 nit, essa permette di visualizzare notifiche, stato della ricarica, registrazioni in corso e avvisi personalizzati in modo immediato.

Alimentato da Snapdragon


Al centro di Phone (4b) c’è Snapdragon 6 Gen 4, l'ultimo processore mobile Qualcomm a 4 nm, capace di offrire prestazioni vicine a quelle di Phone (4a) e un punteggio AnTuTu superiore a 1 milione. Realizzato con un avanzato processo a 4nm, garantisce prestazioni più costanti, una maggiore efficienza energetica e capacità AI potenziate rispetto alle precedenti piattaforme a 6nm. Abbinato al 6° Generation AI Engine di Qualcomm, accelera l’elaborazione AI on-device per fotografia, riconoscimento vocale e l’intera suite di strumenti Essential AI, garantendo un’esperienza d’uso più rapida e reattiva, senza dover ricorrere al cloud per le funzioni AI principali.
Mostrando solo le informazioni più importanti, la Glyph Bar offre  un'interazione con lo smartphone più intuitiva e meno invasivaMostrando solo le informazioni più importanti, la Glyph Bar offre un'interazione con lo smartphone più intuitiva e meno invasiva
Per garantire prestazioni elevate anche nelle attività più impegnative, Phone (4b) integra una vapor chamber da 4.400 mm², progettata su misura per adattarsi perfettamente al layout interno del dispositivo e offrire prestazioni termiche paragonabili a quelle di Phone (4a). Il sistema di raffreddamento mantiene il device fino a 2 °C più fresco durante le sessioni di utilizzo più intense, riducendo il thermal throttling e garantendo prestazioni costanti sia durante il gaming sia nella registrazione di video in 4K.

Una batteria più potente


Phone (4b) è dotato della batteria più efficiente mai inclusa in uno smartphone Nothing, con una capacità di 5.200 mAh. Secondi i dati in possesso di Nothing, il dispositivo garantisce fino a 18 ore di utilizzo misto, un'ora in più rispetto a Phone (4a), tra cui fino a 22 ore di riproduzione su YouTube e 26 ore di navigazione su Instagram. La batteria integra una tecnologia progettata per una maggiore resistenza agli urti che consente di mantenere fino al 90% della capacità anche dopo 1.200 cicli di ricarica, pari a circa tre anni di utilizzo quotidiano. È inoltre compatibile con la ricarica rapida cablata da 33 W.
Grazie a TrueLens Engine 4, Phone (4b) introduce Ultra XDRGrazie a TrueLens Engine 4, Phone (4b) introduce Ultra XDR, una tecnologia tipicamente riservata ai flagship, che porta su Phone (4b) una fotografia computazionale avanzata

Fotografia di alto livello


Phone (4b) integra una fotocamera principale da 50 MP con OIS. La combinazione di stabilizzazione ottica ed elettronica dell'immagine (OIS + EIS), a un sensore di luce ambientale a 360° e a una fotocamera ultra-grandangolare da 119° consente di ottenere fotografie più nitide, video più fluidi e un'esposizione e un bilanciamento del bianco più accurati in un’ampia varietà di condizioni di luce. Phone (4b) introduce anche Ultra XDR, una tecnologia che combina 13 fotogrammi RAW per ottenere alte luci più luminose, ombre più ricche di dettagli e colori ancora più fedeli rispetto ai tradizionali sistemi HDR. Lo smartphone registra video in 4K a 30 fps, grazie alla combinazione di OIS, EIS e la tecnologia AI anti-shake, per realizzare riprese ancora più fluide e stabili senza l'utilizzo di accessori aggiuntivi.

Un display Super Amoled e audio immersivo


Phone (4b) è dotato di un display Super AMOLED da 6,77 pollici con refresh rate adattivo fino a 120 Hz, luminosità fino a 1.200 nit all’aperto e picco di 2.000 nit con supporto HDR10+. In particolare, la luminosità di picco dichiarata di 2.000 nit rende l’esperienza HDR ancor più coinvolgente e la frequenza di campionamento del touch istantanea di 1.000 Hz, garantisce un'esperienza ultra-reattiva. Nel comparto audio i doppi altoparlanti stereo restituiscono un suono chiaro, bilanciato e ricco di profondità, con un effetto stereo migliorato del 20% rispetto a Phone (4a). Inoltre, l'esclusivo controllo del volume a 160 livelli permette regolazioni ancora più precise e naturali rispetto ai tradizionali sistemi di controllo del volume.

vivo X Fold6 in Italia nel 2026: il pieghevole con fotocamera premium
vivo X Fold6 si prepara a entrare nella scena degli smartphone pieghevoli premium: il nuovo modello vivo punta su fotografia avanzata, design raffinato e tecnologie di nuova generazione. L’arrivo in Italia nel 2026 potrebbe segnare una nuova fase per il mercato foldable
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Nothing OS 4.1


Pensato per durare nel tempo, Phone (4b) riceverà 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza. Include inoltre una tecnologia di micro-shifting a livello di pixel, per ridurre il rischio di burn-in dei display AMOLED estendendone la durata grazie a un'ottimizzazione software intelligente. Phone (4b) offre, inoltre, l'esperienza completa di Essential AI, con l'integrazione nativa di ChatGPT nell'interfaccia, negli appunti e nei widget, insieme a Google Gemini, Circle to Search e Hey Google.

Prezzo e disponibilità
Phone (4b)
sarà disponibile nella configurazione da 8/128GB al prezzo di 329 euro.

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Nothing Phone (4b)


Android 16, 50 MP OIS Fotocamera, 6,67" AMOLED Display 120 Hz, 5200 mAh Batteria, 33 W Ricarica rapida, 8 GB RAM + 128 GB, Glyph Bar .

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Con l'ultimo aggiornamento di Agosto di Lightroom Classic è arrivato il miglioramento della maschera con la possibilità di regolare la sfumatura e il bordo come in Adobe Camera Raw!
#Lightroom #Lightroomclassic #Adobe
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‘bianco e nero’: dal 1937 al 2002 su archive.org


rivista 'bianco e nero' 1937-2002_ su archive org
archive.org/details/bianco-e-n…

Bianco e nero (1937-2002)

fondazionecsc.it/pubblicazione…

È tuttora la più longeva rivista di studi cinematografici in Italia.
Tra i collaboratori di Bianco e nero troviamo, negli anni, le più importanti figure della storia della critica italiana e internazionale.
Nasce nel gennaio 1937 come mensile ufficiale del Centro Sperimentale di Cinematografia, proponendosi da subito come luogo di riflessione e confronto attorno alle questioni espressive, formali ed estetiche relative alla settima arte.
Nei decenni, pur variando nella veste grafica, essa accresce la propria autorevolezza mantenendo la vocazione all’eccellenza e orientando la propria ricerca verso i campi più diversi, dalla indagine storica all’aggiornamento sulle iniziative d’avanguardia. In anni più recenti, la rivista salda il proprio percorso con quello degli ambienti universitari, che annettono la settima arte come disciplina di ricerca e insegnamento.
Tra i collaboratori di Bianco e nero troviamo, negli anni, le più importanti figure della storia della critica italiana e internazionale: basti citare i contributi di Luigi Chiarini, Umberto Barbaro, Rudolf Arnheim, Mario Verdone, Tullio Kezich, Ernesto G. Laura, Lino Micciché, Adriano Aprà, Francesco Casetti, Gianni Canova, Gian Piero Brunetta, Leonardo Quaresima.
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Auto Light: luminosità adattiva personalizzata per Android


Auto Light è un’app open source per Android che sostituisce la luminosità adattiva con una curva personalizzabile a quattro punti.
blog.lealternative.net/2026/08…

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‘la finestra di antonio syxty’ reloaded: presentazione de “la cornice e il testo. pragmatica della non-assertività”, di gian luca picconi


https://www.spreaker.com/episode/la-cornice-e-il-testo-pragmatica-della-non-assertivita-di-gian-luca-picconi–73084631

il libro: ticedizioni.com/products/la-co…

Nel dicembre del 2021 la Finestra di Antonio Syxty – quando era una diretta Facebook ogni lunedì sera – ha incontrato Gian Luca Picconi per parlare del suo libro “La cornice e il testo. Pragmatica della non-assertività”. Tic edizioni 2020

In questa puntata del podcast viene riproposta quella conversazione per riaffermare l’importanza di un libro che tenta di gettare una nuova luce sull’area letteraria della scrittura di ricerca (una serie di forme testuali che tentano di ridare nuova linfa al vecchio solco della poesia lirica), a partire da un incidente di percorso.

Gli autori di ricerca si sono infatti riconosciuti nell’etichetta di scrittura non-assertiva, generalmente rifiutata dalla critica.

Il volume presenta un’indagine sul come e il perché di questo equivoco, attraverso una serie di raffronti con scritture più tradizionali e di analisi di testi esemplari dell’area di ricerca.
La conclusione è che ogni testo produce le condizioni stesse della propria fruizione, autoinquadrandosi in una sorta di cornice, che rimanda sempre ai generi testuali più o meno noti.
Con i loro libri, gli autori di ricerca tentano la strada dell’innovazione, obbligandoci sempre più a mutare le nostre abitudini di lettura, modificando le cornici per produrre nuovi quadri, con il fine di ampliare lo spazio stesso del possibile letterario.
#AntonioSyxty #criticaLetteraria #GianLucaPicconi #kritik #LaCorniceEIlTesto #LaFinestraDiAntonioSyxty #presentazione #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #Tic #TicEdizioni

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cancellate youtube


forza, smantellate i vostri video da yt e metteteli su archive org.
poi nel vostro sito o social mettete il link e li condividete così.
sbattiamo quanta più roba possibile fuori da siti blog social e spazi generalisti.
sballare google e i suoi giocattoli
#exortatio #youtube #yt

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Treno Intercity 510 con E401.043 in transito a Castagneto Carducci – 19/05/2024


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Amazon Family arriva in Italia: con Prime ora puoi condividere i vantaggi senza costi aggiuntivi


Amazon Family arriva in Italia e permette ai clienti Prime di condividere i vantaggi dell'abbonamento con un altro adulto del nucleo familiare, senza costi aggiuntivi
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Amazon Family è ufficialmente disponibile in Italia. Il servizio mette a disposizione dei clienti Prime un modo semplice per condividere molti dei propri benefici Prime con un altro adulto del nucleo familiare, senza dover condividere l’account.

Come funziona


Con Amazon Family, il cliente Prime principale - chiamato Amministratore dell’Amazon Family - può invitare un altro adulto del proprio nucleo familiare a condividere vari benefici Prime, tra cui consegne rapide e senza costi aggiuntivi, Prime Video (con pubblicità), offerte ed eventi esclusivi come Prime Day e la Festa delle Offerte Prime, Amazon Music Prime e Amazon Luna. L'amministratore dell’Amazon Family seleziona un unico metodo di pagamento per condividere i benefici Prime, l'altro adulto accetta e la configurazione richiede solo pochi click.

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Quali i vantaggi che si possono condividere


Con Amazon Family ogni membro del nucleo familiare continua a utilizzare il proprio account Amazon, mantenendo separati la cronologia degli ordini, i suggerimenti personalizzati e tutte le informazioni personali. In questo modo, le esperienze di acquisto restano private e indipendenti per ciascun cliente, senza che la condivisione dei benefici Prime comporti la condivisione dell'account. Tra i vantaggi Prime che possono essere condivisi rientrano le consegne Prime veloci e illimitate, Amazon Music Prime, le offerte esclusive e i risparmi su migliaia di prodotti, comprese iniziative come il Prime Day e la Festa delle Offerte Prime. La condivisione comprende inoltre Prime Video, con pubblicità, e Amazon Luna, il servizio di cloud gaming di Amazon.

Account separati e pagamenti sotto controllo


La privacy dei singoli account rimane uno degli aspetti centrali di Amazon Family. Ogni membro conserva la propria cronologia degli ordini e i propri suggerimenti personalizzati, mentre la sicurezza dell'account resta personale: non è necessario condividere password o codici monouso. Per condividere i benefici Prime, l'amministratore di Amazon Family deve invece selezionare un metodo di pagamento da condividere; quando un altro membro del nucleo familiare utilizza quel metodo per effettuare un acquisto, può visualizzare soltanto alcuni dati della carta: le ultime quattro cifre, il nome riportato sulla carta, la data di scadenza e l'indirizzo di fatturazione.

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I nuovi smartwatch Samsung integrano Galaxy AI, sensori evoluti e funzioni dedicate a salute, monitoraggio del sonno, allenamento e benessere, offrendo un’esperienza ancora più intelligente e completa al polso
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


L'amministratore riceve inoltre una notifica con l'importo totale dell'acquisto effettuato utilizzando il metodo di pagamento condiviso. Ogni membro dell'Amazon Family mantiene comunque la possibilità di scegliere, al momento del pagamento, se utilizzare il metodo di pagamento condiviso oppure una propria modalità di pagamento. In questo modo, i vantaggi Prime possono essere condivisi senza rinunciare alla separazione degli account e alla gestione personale dei propri acquisti.

Come si configura Amazon Family


Per iniziare, i clienti possono andare su “Il mio account” e selezionare “La tua Amazon Family”. Da lì è possibile invitare un altro adulto del nucleo familiare ad unirsi. Quest’ultimo riceverà un invito, lo accetterà e avrà immediatamente accesso ai benefici condivisi. È possibile anche gestire le impostazioni familiari, visualizzare i membri del nucleo e scoprire i suggerimenti personalizzati di Prime Video e Amazon Luna, tutto dal Family Hub a questo link.

Quanto costa Amazon Family


Amazon Family è senza costi aggiuntivi. Per condividere i benefici Prime, il cliente deve essere iscritto a Prime. L’abbonamento è disponibile a 4,99 €/mese o 49,90 €/anno, con una prova gratuita di 30 giorni per i clienti idonei. Chi non è ancora cliente Prime può iscriversi per accedere ad Amazon Family e a molti altri benefici, tra cui consegne rapide e illimitate, Prime Video, Amazon Music Prime, risparmi esclusivi e molto altro.

Consigliato da Techpertutti

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DJI Osmo Pocket 4P: rivoluziona le fotocamere con stabilizzatore, qualità cinematografica e funzioni Pro


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Dji ha ufficialmente lanciato l'attesissima Osmo Pocket 4P, una fotocamera tascabile a doppio obiettivo con stabilizzatore. Il dispositivo vanta un nuovissimo sensore CMOS da 1 pollice con 17 stop di gamma dinamica, oltre a un obiettivo da 60mm con apertura f/1,8 per ritratti naturali. Con l'occasione, Dji ha anche presentato il nuovo profilo colore D-Log 2 a 10 bit1, in grado di catturare oltre un miliardo di colori per immortalare scene con un'altissima fedeltà. Osmo Pocket 4P è disponibile su store.dji.com e arriva in due varianti di colore: nero classico e bianco perla, entrambe a 609 euro nella versione standard e 699 euro nella combo Vlog.
Ricarica dallo 0 all'80% in soli 18 minuti per poter effettuare fino a tre ore di ripreseRicarica dallo 0 all'80% in soli 18 minuti per poter effettuare fino a tre ore di riprese

Versatilità cinematografica


Osmo Pocket 4P è dotata di fotocamera a doppio obiettivo che permette di ottenere senza sforzo effetti visivi cinematografici, dai paesaggi urbani con obiettivo grandangolare ai ritratti delicati. L'obiettivo grandangolare principale è dotato di un nuovissimo CMOS da 1 pollice (equivalente a 20mm e con apertura f/2,0). Sfruttando l'avanzata tecnologia Lofic, esso offre un'inedita gamma dinamica e supporta video fino a 4K/240 fps. Comunemente presenti nelle macchine da presa di fascia alta, queste funzionalità professionali per la produzione cinematografica permettono di gestire senza sforzo scene ad alto contrasto come paesaggi urbani notturni, tramonti e ritratti in controluce. In aggiunta, un nuovo obiettivo medio-tele da 60mm ad alta risoluzione e ampia apertura offre la lunghezza focale classica per ritratti; supporta lo zoom ottico 3× e lo zoom fino a 12×1 e l'ampia apertura f/1,8 (profondità di campo equivalente a f/6,3) comprime lo sfondo, avvicinandolo al soggetto per ottenere un effetto sfocato.

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Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Nuovi orizzonti nell'imaging


Per le azioni ad alta velocità, Osmo Pocket 4P può catturare filmati in slow motion ultra HD fino a 8×1 a 4K/240 fps. In alternativa è possibile utilizzare la funzione Video con otturatore lento per tracciare le scie di luce, creare un effetto mosso o catturare le scie dei movimenti. L'integrazione del nuovo profilo colore D-Log 2 a 10 bit1, abbinato a 17 stop di gamma dinamica, preserva i dettagli nelle alte luci e nelle ombre, al pari delle migliori macchine da presa professionali, dichiara il brand.
Registrazione istantanea: ruota il touchscreen per accendere e iniziare a registrare rapidamenteRegistrazione istantanea: ruota il touchscreen per accendere e iniziare a registrare rapidamente

Riprese intelligenti, massima stabilità


Osmo Pocket 4P si fonda sulla celebre eredità DJI nella cinematografia professionale, incluso l'innovativo sistema di stabilizzazione Ronin. Racchiuso in un corpo compatto da 230 g, Dji sottolinea che il suo avanzato stabilizzatore meccanico a 3 assi garantisce riprese fluide e stabili. Inoltre, il nuovo ActiveTrack 8.01 mantiene i soggetti, che si tratti di persone, veicoli, animali domestici o oggetti dalle forme dinamiche, saldamente al centro dell'inquadratura, anche con zoom 12×.

Un'esperienza d'uso ancora più intuitiva


Sulla scia dell'esperienza utente introdotta con la versione standard, DJI Osmo Pocket 4P integra una serie di funzioni pensate per rendere più semplice e immediato ogni momento della creazione di contenuti. La fotocamera può essere accesa e avviare rapidamente la registrazione semplicemente ruotando il touchscreen, mentre i controlli tramite gesture permettono di interagire con il dispositivo senza doverlo toccare: mostrando il palmo della mano è possibile attivare ActiveTrack, mentre il gesto a “V” consente di avviare la registrazione.
Osmo Pocket 4P è compatibile con una versatile gamma di accessori dell'ecosistema Osmo, per consentirti di ampliare le possibilità creativeOsmo Pocket 4P è compatibile con una versatile gamma di accessori dell'ecosistema Osmo, per consentirti di ampliare le possibilità creative
Tra le novità trova spazio anche la modalità Live Photo in 4K, che registra automaticamente una breve clip di 1,5 secondi per ogni scatto, trasformando le fotografie in ricordi dinamici senza rinunciare ai dettagli dell'alta risoluzione. Per chi cerca una maggiore libertà in fase di editing, Osmo Pocket 4P permette inoltre di realizzare fotografie fino a 37 MP, offrendo un livello di dettaglio elevato e maggiore margine per la post-produzione.

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Anche il trasferimento dei contenuti è stato pensato per velocizzare il workflow: grazie al supporto USB 3.1, la fotocamera raggiunge velocità di trasferimento via cavo fino a 800 MB/s, riducendo sensibilmente i tempi necessari per esportare foto e video e passare rapidamente alla fase di montaggio. L'autonomia rappresenta un altro elemento importante: secondo i dati forniti da Dji, la ricarica rapida consente di passare dallo 0 all'80% in appena 18 minuti, permettendo di ottenere fino a tre ore di riprese. Con una ricarica completa, invece, l'autonomia dichiarata arriva fino a 210 minuti, offrendo maggiore libertà durante le sessioni di shooting.

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MOVA E50 Pro Ultra: il robot aspirapolvere che porta il lusso sotto i 500 euro


MOVA E50 Pro Ultra porta sotto i 500 euro tecnologie da fascia alta: aspirazione da 30.000 Pa, doppio mocio rotante e manutenzione automatica. Lo abbiamo provato per voi
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L'evoluzione dei robot aspirapolvere e lavapavimenti non conosce sosta e Mova vuole consolidare il suo posizionamento tra i brand leader di settore. In tale quadro, sulla scia del successo ottenuto con l'E40 Ultra, il brand ha annunciato l'E50 Pro Ultra, dispositivo che offre un'esperienza d'uso ispirata ai modelli di punta, ad un prezzo più accessibile: si comincia con la tecnologia TurboScrub, che combina una potenza di aspirazione di 30.000 Pa, un doppio mocio rotante a 260 giri al minuto e una pressione verso il basso fino a 12 N; poi il sistema Triple Anti-Tangle Mechanism, che riduce significativamente il groviglio di peli e capelli, mentre il mocio estensibile MaxiReach pulisce a filo di battiscopa e gli angoli più difficili. Inoltre, grazie all'avanzata tecnologia di navigazione, il robot riconosce i tappeti e solleva in automatico i panni rotanti, per evitare che questi possano bagnare le fibre. La manutenzione, quasi completamente automatica, completa la ricca dotazione dell'E50 Pro Ultra. Il prezzo sul sito ufficiale è di 499 euro, ma tramite gli e-commerce si può risparmiare ancora qualcosa. La recensione che segue, nella quale vedremo insieme i punti di forza dell'E50 Pro Ultra e qualche punto debole, prova ad analizzare le prestazioni del dispositivo, per capire quanto valga la pena acquistarlo alla luce del prezzo proposto dall'azienda, di per sé molto competitivo.
Per muoversi, l'E50 Pro Ultra si affida alla navigazione laser che scansiona l'ambiente a 360 gradiPer muoversi, l'E50 Pro Ultra si affida alla navigazione laser che scansiona l'ambiente a 360 gradi

Il design e navigazione


Il design dell'E50 Pro Ultra sfoggia un look elegante ed è caratterizzato da linee pulite ed una laccatura della cover superiore che trasmette un’immediata sensazione di buona qualità dei materiali. La forma circolare ha un diametro di 35cm e l'altezza, nonostante la torretta che ospita il sensore non sia retrattile, si ferma a 9,7cm, uno spessore che consente al robot di accedere con facilità sotto i mobili e in quelle aree difficili da raggiungere con un mocio tradizionale. Davanti la torretta i pulsanti On/Off e Home, posizionati in linea, retroilluminati e ben protetti. Il coperchio è munito di uno snodo, e una volta aperto troviamo il contenitore della polvere, che ha una capacità di 300 ml. Sotto il coperchio si trovano anche l'indicatore Led del Wi-Fi e l'immancabile codice QR per avviare la configurazione con l'app ufficiale.


A sinistra: un dettaglio dei pulsanti Home, On/Off, e Pulisci sul posto. A destra: il sistema di navigazione posto frontalmente

Sulla pancia, in corrispondenza dei passaruota laterali, troviamo una coppia di robusti braccetti meccanici dotati di ruote, capaci di aprirsi e spingere verso il basso per sollevare il robot in diagonale. Oltre che efficace, ho trovato questo meccanismo particolarmente utile in corrispondenza delle soglie: sin dalla fase di mappatura iniziale, infatti, il robot ha rilevato le soglie ed ha imparato velocemente come superarle. Una caratteristica, questa appena descritta, che riveste un importante peso specifico per il dispositivo, laddove robot concorrenti rischiano di rompersi quando i movimenti ripetuti sulle soglie mancano della necessaria coordinazione. Il mop destro, come vedremo meglio nel prossimo paragrafo, è dotato di una slitta che ne consente la traslazione laterale sul piano orizzontale. Questo movimento, permette al mop di estendersi oltre la sagoma del robot.



A sinistra e al centro: particolare della vaschetta contenente la polvere da 300ml. A destra il tasto reset, il led del wi-fi e il Qr Code per l'associazione del robot con all'App

Nella parte anteriore alloggia un laser a linea singola per il rilevamento degli ostacoli. Per muoversi, l'E50 Pro Ultra si affida alla navigazione laser che scansiona l'ambiente a 360 gradi: questo si traduce in traiettorie pulite, una pulizia metodica e un robot che non si perde lungo il percorso, atteso che la copertura della rete domestica sia estesa a tutta l'area interessata. Quando questa condizione è soddisfatta, il robot copre bene le superfici e ritrova la propria base senza esitazioni. La navigazione nel complesso è sicura; tuttavia, l'assenza di una videocamera si fa sentire specie nel caso di piccoli oggetti o cavi. Un suggerimento, che vale anche per chi possiede modelli di alta gamma ed è dettato dall'esperienza, è quello di mantenere sempre un minimo di ordine prima di avviare un ciclo di pulizia, in particolare quando lasciamo che il robot pulisca mentre siamo fuori casa.



A sinistra: in evidenza i panni rotanti e le ruote laterali che consentono il sollevamento del robot per superare ostacoli. Al centro: un dettaglio del design anti-groviglio della spazzola centrale. A destra: la spazzola rotante a tre bracci che convoglia la polvere e i detriti verso il condotto di aspirazione

Potenza e pulizia: TurboScrub al centro di tutto


Il cuore del dispositivo è la tecnologia proprietaria TurboScrub. Grazie alla potenza di aspirazione fino a 30.000 Pa, il robot genera un potente flusso d'aria in grado di aspirare con facilità piccoli detriti di cibo, peli, capelli e la polvere più sottile annidata in profondità nei tappeti. A questo proposito, un importante punto a favore è la spazzola centrale, interamente in gomma e con uno specifico design che previene l'aggrovigliarsi di capelli e peli di animali domestici. Nella pratica, la potenza di aspirazione si percepisce immediatamente: sul pavimento duro, set della mia prova, il robot ha aspirato in modo deciso polveri sottili, briciole e piccoli detriti senza tralasciarne alcuno. Generalmente basta un solo ciclo per ritrovare un pavimento pulito, senza dover ripetere un secondo passaggio. Più in particolare, ho trovato la modalità Standard sufficiente per le normali attività di pulizia quotidiana, anche se consiglio di passare alla modalità Intensa quando si tratta di pulire una zona particolarmente sporca.



A sinistra: i due mop rotanti che il robot solleva in fase di aspirazione. Al centro: i due mop rotanti sono facilmente rimovibili. A desrra: il particolare meccasismo MaxiReach che consente al mop di raggiungere gli angoli e le zone inaccessibili al robot

Durante la fase di lavaggio invece, la medesima tecnologia si avvale di un doppio mocio rotante, capace di raggiungere 260 giri al minuto e di esercitare una pressione verso il basso fino a 12 N. Questa due funzioni combinate consentono di ottimizzare il lavaggio della superficie, elevando l'efficacia sulle macchie ostinate e lo sporco incrostato, limitando gli interventi manuali solo quando strettamente necessario. Con il livello dell'acqua impostato al massimo, adatto al tipo di piastrelle della mia superficie di prova, ho notato che l'E50 Pro Ultra è in grado di affrontare la maggior parte delle macchie secche, rimuovendole senza lasciare segni. Durante il test ho anche apprezzato come i mop rotanti non lascino "scie" del loro passaggio e più in generale, non ho notato residui di acqua lasciati durante la navigazione. Rimanendo in questa fase, Turboscrub è coadiuvato dalla tecnologia proprietaria MaxiReach, realizzata per affrontare uno dei principali limiti dei robot di questo tipo: la distanza tra il corpo della macchina e il bordo del pavimento. In situazioni come il perimetro di una stanza, i bordi dei mobili o le gambe delle sedie, il mop laterale può estendersi oltre la sagoma del dispositivo di 5cm circa, riducendo la fascia di pavimento o di superficie che normalmente rimane non lavata. Su tappeti e moquette sottili, l'E50 Pro Ultra interrompe il flusso d'acqua e i moci si sollevano di 10mm per proteggere le fibre tessili. La potenza di aspirazione aumenta automaticamente, con il risultato di una pulizia efficace del tessuto, soprattutto se eseguita frequentemente, senza strapazzarlo.



A sinistra: la parte frontale della stazione di ricarica. Al centro: i due cestelli dell'acqua pulita e sporca. A destra: un dettaglio della base di ricarica, con la sede dei panni per il lavaggio, i contatti per la ricarica e gli ugelli per l'acqua e la polvere

La manutenzione e l'autonomia


Grazie alla sua batteria da 5.200 mAh, l'E50 Pro Ultra è in grado di pulire, aspirare e lavare, senza difficoltà una superficie di circa 70 m², avendo ancora il 30% di batteria a disposizione. Elaborando questo dato, il robot potrebbe ipoteticamente arrivare a coprire, in un'unica sessione, fino a circa 100 m², un valore suscettibile di variazioni, dettate in primis dalle modalità di pulizia scelte e poi anche all'ingombro dei mobili. Tuttavia, se dovesse accadere che l'autonomia non è sufficiente a completare il lavoro, il robot torna automaticamente alla propria base recupera l'energia necessaria a terminare la zona rimanente, per poi riprendere esattamente da dove si era fermato.

Sul fronte della manutenzione, l'E50 Pro Ultra soddisfa praticamente tutti i requisiti: al termine del task assegnato la stazione si occupa del lavaggio dei moci con acqua calda a 100°C, seguito dall'asciugatura automatica con aria calda a 63℃., per prevenire la formazione di odori. In proposito, va segnalata la presenza, nel vano che accoglie il sacchetto polvere, di una vaschetta che consente di aggiungere del detergente (Mova consiglia di utilizzare il proprio!). In concreto, questo serve soprattutto a pulire meglio i panni: oltre a ciò, essi conservano poi una leggerissima pellicola detergente utile per il passaggio successivo sul pavimento.



A sinistra: il vano contenente il sacchetto che raccoglie la polvere aspirata da robot. Al centro: la vaschetta del detersivo utilizzato dalla stazione per lavare i panni. A destra: la maniglia per aprire il contenitore dell'acqua pulita.

La polvere aspirata, dal canto suo, viene trasferita automaticamente in un sacchetto da 3,2 litri, una capacità generosa che consente di utilizzare regolarmente il robot senza avere la sensazione di dover svuotare continuamente il bidone della spazzatura. La stazione base, compatta e all-in-one integra, inoltre, un serbatoio per l'acqua pulita da 5 L e uno per l'acqua sporca da 4,5 L, riducendo drasticamente gli interventi manuali.

App e setup iniziale


La configurazione del robot, tramite l'App MovaHome, va eseguita in presenza di una connessione WiFi a 2,4GHz. Dopo averlo collegato alla rete domestica e lasciato che la ricarica arrivi al 100% si procede con la mappatura rapida delle stanze. Il sensore Lidar svolge egregiamente il suo compito, sin dal primo passaggio il robot fa un'accurata scansione degli ambienti. La mappa che risulterà al termine di questa operazione sarà, tuttavia non definitiva. Ad ogni successivo passaggio, infatti, oltre a pulire il device migliorerà la conoscenza degli ambienti, rendendo la mappa gradualmente più accurata. L'interfaccia dell'App, sempre molto pulita e gradevole, consente diverse modifiche manuali tra le quali: rinominare le stanze, unirle o dividerle, creare zone vietate, definire i tappeti, impostare sequenze di pulizia e persino chiedere al robot di pulire solo stanze o aree specifiche. Tuttavia, una lacuna va sottolineata e riguarda proprio le mappe: in particolare, l'App non consente di condividere la mappa realizzata! In pratica, se compriamo un nuovo robot della medesima azienda e lo aggiungiamo all'app, siamo costretti a ripetere l'operazione di mappatura da zero.

Molto utile la possibilità di condividere l'App, in modo che più membri della famiglia possono controllare il robot in modo indipendente. All'inizio l'interfaccia sembra complessa, per la quantità di opzioni disponibili, ma dopo un giorno o due passati a esplorarla, tutto inizia ad avere senso e una volta presa la mano, le opzioni di pulizia personalizzabili sono numerose: puoi scegliere la pulizia per stanza, per zona o per l'intera casa/ufficio. Sono disponibili anche la modalità solo aspirazione, il lavaggio, l'aspirazione seguita dal lavaggio, la selezione dei livelli di aspirazione, la regolazione del flusso d'acqua, preferenze di pulizia specifiche per stanza e la programmazione di sessioni automatiche. Una funzione che gli appassionati di smart home apprezzeranno è la compatibilità con Alexa, Siri e Google Home.

Scheda tecnica

CaratteristicaDettaglio
Tecnologia di lavaggioTurboScrub
Potenza di aspirazione30.000 Pa
Rotazione moci260 giri/min
Pressione mociFino a 12 N
Lavaggio moci in stazioneAcqua calda a 100°C
Dosaggio detergenteAutomatico
Sistema anti-groviglioTriple Anti-Tangle (spazzola laterale, spazzola a V con lame CleanChop opzionali, ruote omnidirezionali)
Copertura bordi/angoliMocio estensibile MaxiReach
Gestione tappetiSollevamento automatico del panno
Sacchetto polvere (stazione)3,2 L
Serbatoio acqua pulita5 L
Serbatoio acqua sporca4,5 L
AppMOVAhome
Prezzo 499 € circa

Verdetto


Aspirazione potente, navigazione affidabile, manutenzione ampiamente automatizzata e un'applicazione sufficientemente ricca di funzioni: con l'E50 Pro Ultra, Mova firma un robot aspirapolvere che riassume piuttosto bene lo stato attuale del mercato. Quello di un settore ormai giunto a maturità, capace oggi di offrire funzionalità fino a poco tempo fa riservate a una ristretta élite di prodotti. Mentre i robot di fascia alta si concentrano ormai su bracci motorizzati intelligenti o sulla capacità di salire le scale, sta emergendo una nuova nicchia di prodotti: quella dei robot accessibili, in grado di rispondere con affidabilità alle esigenze quotidiane di pulizia, senza inseguire funzioni sofisticate ma poco utilizzate nella pratica di tutti i giorni. Naturalmente, per contenere il prezzo sono necessarie alcune concessioni: manca un pilotaggio intelligente basato sull'IA, manca la luce led e la camera per la visione remota, il modulo di aspirazione è composto da una sola spazzola e nella confezione mancano i liquidi e le spazzole di ricambio. Si tratta, comunque, di limiti tutt'altro che discriminatori, più assimilabili a raffinatezze da fascia premium che a mancanze rispetto alle aspettative generali di un consumatore medio. Tanto più, che non bisogna dimenticare come l'E50 Pro Ultra non sia un flagship, ma un prodotto pensato per offrire il meglio della tecnologia disponibile ad un prezzo molto invitante.

Consigliato da Techpertutti

MOVA E50 Pro Ultra Robot Aspirapolvere


Aspirazione da 30.000 Pa, doppio mocio rotante e manutenzione automatica

  • 🧹Tecnologia TurboScrub Pressione verso il basso di 12 N
  • 🔧 Manutenzione minima e tecnologia anti-groviglio

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live at kexp / hania rani. 2022

KEXP.ORG presents Hania Rani performing live in the KEXP studio. Recorded July 9, 2022.

Songs:
24.03
Ghosts
Komeda Part 3
Buka

Host: DJ Alex
KEXP Engineers: Agata Dankowska & Jon Roberts
Audio Mixer: Maurizio Brogna
Cameras: Jim Beckmann & Scott Holpainen
Editor: Scott Holpainen

haniarani.com
kexp.org
#AgataDankowska #experimentalMusic #HaniaRani #JimBeckmann #JonRoberts #MaurizioBrogna #music #musica #ScottHolpainen

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Ceuta, la barbarie che avanza


E’ pieno di errori il discorso di Meloni su Ceuta e sull’invasione di africani da fermare fuori dai confini dell’Europa. Errori materiali, da scolaro impreparato. Perché Ceuta è in Africa, anche se vi sventola la bandiera spagnola e quindi chi vi arriva non sbarca in Europa, continua a guardarla da lontano. Escludere la Spagna dallo spazio Schengen (l’area europea di libera […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/08/04/ceut…

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Come scegliere un elettrodomestico: la guida completa a efficienza energetica, funzioni smart e affidabilità


Come scegliere un elettrodomestico senza sbagliare? In questa guida scopri i fattori da valutare prima dell'acquisto: efficienza energetica, consumi, funzioni smart, affidabilità, durata e rapporto qualità-prezzo per fare un investimento conveniente nel tempo
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Scegliere un nuovo elettrodomestico non è mai stato così complesso. Che si tratti di trovare il frigorifero più adatto alla propria cucina, individuare la lavatrice ideale tra centinaia di modelli o capire quale forno risponda davvero alle esigenze quotidiane della famiglia, oggi le alternative disponibili sono moltissime. Rispetto a dieci anni fa, gli elettrodomestici sono diventati più efficienti, intelligenti e ricchi di funzionalità, grazie all'introduzione di tecnologie smart, sistemi di risparmio energetico e funzioni avanzate che migliorano comfort e prestazioni. Proprio perché l'acquisto di un elettrodomestico rappresenta un investimento destinato a durare molti anni, è fondamentale valutare con attenzione ogni aspetto prima di decidere. Oltre al prezzo, entrano infatti in gioco fattori come le dimensioni disponibili, l'efficienza energetica, l'affidabilità del marchio, le funzioni smart, il rapporto qualità-prezzo e la rumorosità. Conoscere questi elementi permette di fare una scelta più consapevole, evitare acquisti sbagliati e trovare il modello più adatto alle proprie esigenze, risparmiando nel tempo sia sui consumi sia sui costi di gestione.

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1. Dimensioni e spazio utile


​Sembra scontato, ma è l’errore più comune. Lo spazio in cui l’elettrodomestico andrà inserito va misurato al millimetro – altezza, larghezza e profondità – considerando anche lo spazio per l’apertura delle ante o dei cassetti e il passaggio dell’aria sul retro. Anche la capacità interna deve essere proporzionata al nucleo familiare: un frigorifero sempre troppo pieno consuma di più e conserva peggio; una lavatrice troppo piccola costringe a moltiplicare il numero di cicli. La gamma di elettrodomestici Samsung offre l’esclusiva tecnologia SpaceMax consente di raggiungere capacità maggiori in dimensioni standard.

2. Efficienza energetica


Uno degli aspetti più importanti nella scelta di un elettrodomestico è l'efficienza energetica. Nel corso degli anni i consumi di elettricità, acqua e, in alcuni casi, detergenti incidono sulla spesa e per questo motivo è fondamentale leggere con attenzione la nuova etichetta energetica europea. Essa riporta il consumo in chilowattora all’anno (kWh/anno) per i frigoriferi e in chilowattora per 100 cicli (kWh/100 cicli) per le lavatrici, le asciugatrici e le lavastoviglie, offrendo una stima realistica dei consumi. Tra tutti gli elettrodomestici, il frigorifero merita un'attenzione particolare perché è l'unico a rimanere in funzione 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Scegliere un modello appartenente alle classi energetiche più elevate, come A, B o C, può tradursi in un risparmio significativo sulla bolletta nel corso della sua vita utile. Anche le lavatrici hanno compiuto enormi passi avanti sul fronte dell'efficienza: i modelli di ultima generazione non si limitano a far ruotare il cestello, ma utilizzano sensori e algoritmi intelligenti per adattare automaticamente ogni lavaggio al carico effettivo, ottimizzando consumi di energia, acqua, detergente e durata del programma.

3. Affidabilità del Brand


​Che cosa rende una marca più affidabile di altre? Materiali resistenti, test di produzione rigorosi, un servizio post-vendita capillare ed efficiente in caso di problemi. Un’altra caratteristica della qualità è la longevità: un buon elettrodomestico deve durare almeno un decennio. Al momento dell’acquisto è importante quindi ​scegliere marchi che garantiscano la reperibilità dei pezzi di ricambio per molti anni, e verificare la presenza di centri riparazioni autorizzati. Grazie al sistema di Home Remote Management (HRM), i centri assistenza Samsung possono diagnosticare e risolvere i problemi da remoto e in tempo reale, riducendo i tempi di inattività e il costo di un intervento tecnico a domicilio. Il monitoraggio dell’Intelligenza Artificiale consente addirittura un’assistenza proattiva, perché il sistema rileva tempestivamente perdite, surriscaldamenti o anomalie spesso intervenendo prima ancora che un piccolo inconveniente diventi un guasto bloccante.

4. Innovazione e funzionalità smart


​Le moderne tecnologie smart stanno trasformando il modo in cui utilizziamo gli elettrodomestici. Grazie alla connettività Wi-Fi e all'Intelligenza Artificiale, molti modelli consentono di gestire le principali funzioni direttamente dallo smartphone: una lavatrice o una lavastoviglie connesse, ad esempio, permettono di avviare, programmare e monitorare i cicli di lavaggio da remoto, scegliendo gli orari più convenienti per sfruttare eventuali tariffe elettriche più vantaggiose. I frigoriferi smart possono inviare notifiche in tempo reale in caso di anomalie della temperatura o se una porta viene lasciata accidentalmente aperta, contribuendo a preservare al meglio gli alimenti ed evitare sprechi. Anche forni e piani cottura intelligenti offrono la possibilità di monitorare lo stato di cottura e gestire alcune funzioni a distanza. Un ulteriore vantaggio degli elettrodomestici connessi è la possibilità di ricevere aggiornamenti software nel tempo, proprio come avviene per smartphone e tablet.

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5. Rapporto Qualità-Prezzo


​Prezzi particolarmente bassi possono talvolta riflettere compromessi in termini di materiali, componentistica o efficienza. Per questo motivo è importante valutare il valore complessivo dell’investimento, considerando anche affidabilità, durata e consumi.

6. Rumorosità


​Se l’elettrodomestico va in una cucina aperta sul soggiorno o si ha l’abitudine di avviarlo di notte, il livello di rumore è un fattore cruciale. ​Sull’etichetta energetica è indicato il valore in decibel (dB) e una classe di emissione sonora che va da A a D. ​Sotto i 40-45 dB l’apparecchio è considerato molto silenzioso, l’ideale per frigoriferi e lavastoviglie.

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Motorola Edge 70 Max è ufficiale: lo smartphone premium punta su batteria, autonomia record e prestazioni al top


Motorola ha svelato oggi il nuovo edge 70 max, smartphone potente e dal design molto accattivante. Alimentato dalla piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5, l'edge 70 max offre un display luminoso Quad HD+ (2K), un sistema audio Hi-Res, una potente batteria da 7100mAh, un sistema di fotocamere di livello professionale, il tutto racchiuso in un design realizzato in vetro premium durevole.
Il processore Snapdragon 8 Gen 5 assicura velocità di picco fino a 3,8 GHz e di un aumento del 36% nelle prestazioni della CPUIl processore Snapdragon 8 Gen 5 assicura velocità di picco fino a 3,8 GHz e di un aumento del 36% nelle prestazioni della CPU

Prestazioni premium


Grazie al processore Snapdragon 8 Gen 5, motorola promette sessioni di gioco e streaming ultra-fluidi, con colori brillanti e transizioni perfette. Inoltre, ledge 70 max garantisce le funzionalità di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo in modo rapido ed efficiente. Lo smartphone, inoltre, vanta un nuovo sistema di raffreddamento a camera di vapore con metallo liquido per regolare il calore prodotto durante le alte prestazioni. La memoria LPDDR5X fino a 8Gb assicura grande reattività e multitasking senza interruzioni, mentre 256, 512 GB o 1 TB regalano spazio in abbondanza per le app, i giochi e i contenuti multimediali.

Come espandere la memoria dello smartphone con Lexar SL500
Lo spazio sullo smartphone non basta più? Con l’SSD portatile Lexar SL500 puoi espandere rapidamente la memoria disponibile, trasferire file ad alta velocità e gestire foto, video e documenti senza dipendere dal cloud o eliminare contenuti importanti
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Audio e Video


Questo smartphone è dotato dell'unico display Quad HD+ (2K) della categoria, con il 77% di pixel in più rispetto al Full HD, per visioni più nitide e realistiche. La tecnologia Extreme AMOLED offre un contrasto potenziato e i 7000 nit di luminosità di picco (dichiarati dal brand) forniscono un'elevatissima intensità cromatica anche alla luce diretta del sole. La certificazione Pantone Validated assicura che ogni tonalità sia fedele alla realtà e con la frequenza di aggiornamento a 144Hz, lag e scie sullo schermo diventano un ricordo del passato. Musica, serie TV e film avranno la qualità audio che meritano, grazie ai doppi altoparlanti stereo e al sistema audio certificato Hi-Res. Dolby Atmos regala un suono immersivo multidimensionale e Snapdragon Sound è progettato per offrire una qualità audio premium con connettività Bluetooth.

Autonomia di un livello superiore


Motorola edge 70 max è dotata di una batteria al silicio-carbonio da 7100mAh sottile ma potente. La ricarica TurboPower da 90W garantisce energia per tutto il giorno in soli 6 minuti e, per una ricarica rapida senza cavi, la ricarica wireless magnetica Qi2 da 25W si integra perfettamente nella routine quotidiana delle persone.
Il retro in vetro opaco resiste ai riflessi fastidiosi e alle impronte digitali

Design e resistenza


La forma incontra l’innovazione: una cornice in alluminio di grado aeronautico conferisce robustezza al dispositivo, mentre il vetro premium opaco sul retro regala un'eleganza moderna e pulita. In collaborazione con Pantone Color Institute, edge 70 max è disponibile nei colori Aqua Gray, Dark Shadow e Ice Melt, soddisfa gli standard militari di durabilità ed è progettato per resistere a cadute fino a 1,8 metri, mentre le certificazioni IP68 e IP69 offrono una protezione superiore contro polvere, sporco, sabbia e acqua ad alta pressione.

Scatti da professionista


Il nuovo smartphone integra un sistema fotografico versatile con sensore principale Sony LYTIA da 50 MP stabilizzato otticamente, fotocamera ultrawide con funzione Macro e sensore frontale da 32 MP capace di registrare video in 4K. Il comparto fotografico è supportato dall'intelligenza artificiale, che ottimizza automaticamente colori, dettagli e tonalità della pelle, migliorando la qualità degli scatti e adattando le immagini allo stile fotografico dell'utente senza richiedere regolazioni manuali.

Prezzi e disponibilità


motorola edge 70 max sarà disponibile con un prezzo di partenza di 899 euro per la versione 8/256GB. La disponibilità in Italia sarà comunicata successivamente. Fino al 15 agosto, coloro che acquistano edge 70 max tramite motorola.com/it potranno usufruire di un'offerta speciale di lancio che comprende un bundle con Moto Buds Loop (valore 129 euro) e un caricatore Duo da 125W (valore 59 euro).

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nasce la rivista ‘altriprocedimenti’ – “filologia, critica e teoria del testo contemporaneo”


altriprocedimenti. filologia, critica e teoria del testo contemporaneo
cliccare per accedere

Il titolo scelto per questo nuovo periodico, «altriprocedimenti. filologia, critica e teoria del testo contemporaneo», riecheggia l’insegna di una plaquette di poesie di Nanni Balestrini pubblicata da Scheiwiller nel garbatissimo “quadrato” di Bruno Munari nel 1965 [… ] → altriprocedimenti.org/sulla-ri…

Direzione, redazione e comitato scientifico: altriprocedimenti.org/redazion…

n. 1, 2025:
visualizzazione pdf completo:
altriprocedimenti.org/wp-conte…
Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 4.0 DEED (Attribuzione – Non
commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale)
Licenza Creative Commons è CC BY-NC-ND 4.0 DEED (Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale)
#altriprocedimenti #CC #CreativeCommons #critica #criticaETeoriaDelTestoContemporaneo #criticaLetteraria #filologia #filologiaCriticaETeoriaDelTestoContemporaneo #italianistica #letteratura #letteraturaItaliana #NanniBalestrini #poesia #poesie #rivista #rivistaAccademica #rivistaDiCritica #SapienzaUniversitàDiRoma #Scheiwiller #scrittureComplesse #teoria #teoriaLetteraria #università #UniversitàLaSapienza

in reply to slowforward

Noto con sommo piacere che gli articoli proposti devono essere "sottomessi".
altriprocedimenti.org/proposte…

Una splendida partenza per una rivista di "filologia, critica e teoria del testo contemporaneo"!

@itanglese

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Quel garofano spezzato

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Quel garofano spezzato

Historia, historiae

Matteo Dalena

Saggio storico

Editorial Le pecore nere

2020

Brossura

284

In una provincia dell’Italia fascista il delitto di un muratore socialista scuote gli animi e infiamma la piazza. La morte di Paolo Cappello, avvenuta a Cosenza il 21 settembre del 1924, è uno di quei foschi fatti che nemmeno il crollo del regime fascista e il successivo avvento della democrazia riuscirono a chiarire. Tre gradi di giudizio non furono sufficienti ad assicurare alla giustizia i responsabili. Trascorsi 96 anni l’omicidio di Paolo Cappello rimane ancora impunito. Nel 1944 all’operaio ucciso venne intitolata la vecchia piazza “Michele Bianchi”, dov’era ubicata la Casa littoria che recava il nome del gerarca di origini calabresi. Con i metodi propri della storia criminale, della storia sociale e della microstoria Matteo Dalena cerca di far luce sugli itinerari di vita di uno dei tanti “figli di ignoti”, allevato nel quartiere popolare della Massa e cresciuto nei bassi di una città ebbra di vino e vendetta. (dalla quarta di copertina)

La casa editrice


Ringrazio questo libro per avermi dato la possibilità di conoscere, con colpevole ritardo, l’esistenza di Editorial pecore nere. Nome bellissimo per una casa editrice e progetto molto interessante. Guidata da due giovani donne, pecore nere è una casa editrice transnazionale con una sede a Rosario (Argentina) e una sede a Cosenza. Due città con radici politiche comuni che colmano oceani e migliaia di chilometri di distanza.

Matteo Dalena


L’autore di questo lavoro è Matteo Dalena. Storico e giornalista, collaboratore della rivista storica di National Geographic. Presidente ANPI della provincia di Cosenza, (sezione intitolata proprio a Paolo Cappello) fa anche parte del direttivo dell’ICSAIC preziosissima fonte di informazioni già utile nella compilazione del mio articolo/recensione sul mistero del Poni.

Dalena, per un calabrese appassionato di storia come me, è stata veramente una bella scoperta. Leggendo il libro si coglie un profondo rispetto verso la materia. Rispetto per i documenti e le persone che li hanno abitati e competenza scevra dalla tentazione dello storico-influencer che spesso va di moda in questa fase storica.

Mi riprometto a tal proposito di leggere al più presto anche “Puttane antifasciste nelle carte di polizia”.

Il libro


“Quel garofano spezzato” ci racconta una delle tante storie dimenticate o tralasciate dalla storiografia scolastica. Una storia molto umana, senza eroismi e che nella sua verità dimostra la bassezza dell’arroganza fascista quando protetta dall’impunità; mi verrebbe da dire allora come oggi.

Già nella prefazione, curata dal docente universitario Giovanni Sole, l’antieroismo di Cappello viene riassunto benissimo con una frase:

Paolo Cappello, non eroe ma uomo imperfetto in un mondo imperfetto.


Il contesto socio economico della Cosenza dei primi del 900′, delle sue spinte politiche e delle sue repressioni è raccontato molto bene nel libro.

Comprenderlo è – oggi come allora – determinante per analizzare come i figli delle classi sociali oppresse, re-agiscono alla durezza di una vita ereditata. Un’esistenza che appare uno scarto funzionale al mantenimento di un potere avido da sempre e sempre più insaziabile. Paolo Cappello è stato uno di questi figli, ammazzato dal fascismo (scelgo volutamente di non scrivere “un fascista”) a soli 34 anni.

Tuttavia, oggi come allora, le leggi morali dentro di noi possono, a un certo punto, spingerci a cercare una qualche elevazione spirituale e Cappello l’aveva trovata nell’antifascismo militante.

Ho apprezzato molto la presenza di termini desueti e il racconto delle loro origini. Parole quasi onomatopeiche come “attagnare” e “cafarone” di origine araba.

Il libro è anche corredato da una sezione centrale con foto e documenti dell’epoca utili per comprendere meglio il contesto storico del testo.

Conclusioni


Se il compito dei libri è quello di renderci più ricchi – di storie, collegamenti neurali e visione complessiva dei temi – “Quel garofano spezzato” lo assolve completamente. Vi invito a leggerlo e farmi sapere se anche voi avete individuato analogie con la situazione storica attuale, indipendentemente dalle radici geografiche alle quali il libro è indissolubilmente e volutamente legato.
#antifascismo #Calabria #Cosenza #criminiFascisti #MatteoDalena


Il mistero del Poni

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Il popolo tiranni più non vuole


In occasione del festival Perlanera 2025 ho finalmente avuto il piacere di
conoscere di persona Franco Schirone. Abbiamo avuto un’amabile conversazione,
spesso interrotta dalle giuste e rimostranze di altr* compagni* che, gentilmente,
mi facevano notare come stessi “monopolizzando” l’attenzione di Franco; attratto
dalle comuni passioni e dalla sua disponibilità nella condivisione delle conoscenze.

Il festival “I senza Stato” mi ha offerto anche l’opportunità di ottenere una copia
de “Il popolo tiranni più non vuole – Leggi eccezionali e domicilio coatto nell’Italia
di fine Ottocento”
, scritto dallo stesso Schirone e da Mauro De Agostini per Zero
in condotta
. Il libro è un prezioso strumento di lotta e apprendimento utile a
riconoscere le brutte intenzioni di cui è lastricata la strada verso uno stato sempre
più repressivo. In tal senso è inquietantemente attuale. Le similitudini tra i decreti
sicurezza
che si susseguono negli ultimi anni e le leggi speciali di oltre un secolo fa
sono troppo evidenti per essere ignorate.

Chi legge vive cinquemila anni


Ma la storia che voglio raccontarvi oggi è diversa. Potremmo quasi dire che legge
tra le righe o meglio nell’immagine della copertina. È una storia che spiega bene
quella “immortalità all’indietro” caratteristica dei libri, di cui parlava Umberto
Eco
.
Appena preso il nuovo libro ho effettuato i soliti, abituali gesti. L’ho rigirato tra le
mani, attivando i meccanismi di piacere stimolati dal profumo e dal suono delle
pagine fino a soffermarmi sulla copertina.
Ed è stato proprio in quel momento che il viaggio ha avuto inizio.

La copertina è una foto dei relegati politici nell’isola di Lipari inviata all’«Avanti» in
data 28 gennaio 1899. Nell’osservarla sono stato attratto da una faccia diversa
dalle altre. Forse per la bombetta british o per l’espressione scanzonata.
Fortunatamente Schirone e De Agostini hanno provveduto a inserire tutti i nomi
dei relegati rappresentati. Vi lascio immaginare la sorpresa nello scoprire che il
volto che aveva attratto la mia attenzione corrispondeva a un conterraneo;
riportato nella trascrizione come “Poni di Pizzo Calabro”.

Chi era “Poni”


Ho subito voluto saperne di più e mi sono lanciato alla ricerca di chi fosse Poni.
Qual era la sua storia? Perché era stato relegato? Era socialista o anarchico? Qual
era stata la sua attività politica? Cosa aveva fatto prima e dopo del confino a
Lipari?
Molte domande ma pochissime risposte. Si, perché nonostante l’accuratezza del
libro, comprensivo di un’appendice con l’elenco dei relegati nelle varie isole, non
trovavo nessuna informazione aggiuntiva su Poni di Pizzo Calabro.

Una prima relazione, forse!!!


Nell’elenco in appendice di cui sopra trovai, oltre al Poni, un altro calabrese.
Anche lui relegato a Lipari e addirittura reggino, come me. Un anarchico su cui
invece risultano molte informazioni a disposizione; Giovanni Battista Olandese.
Era lui il Poni? Magari aveva dato delle generalità approssimative nel momento in
cui la foto era stata inviata all’«Avanti»? Se si per quale motivo? Perché dire Pizzo
se era di Reggio? Ma soprattutto chi era Olandese?

Giovanni Battista Olandese


Grazie al lavoro della Biblioteca Serantini vengo a conoscenza di alcuni importanti
elementi. Olandese era nato a Reggio Calabria nel 1868. Dal 1892 al 1914 fu
sempre attivo in azioni e agitazioni anarchiche per le quali subisce diverse
incarcerazioni. Il suo sostegno alla causa del deputato Giuseppe De Felice, vittima
della repressione di Crispi, gli costa financo il domicilio coatto a Lipari dal quale
verrà prosciolto nel 1900. Il suo nome risulta anche in un elenco stilato e
pubblicato da Errico Malatesta su «L’Agitatore».

Su Olandese devo aprire un’ulteriore e affascinante parentesi. Io e Schirone
siamo legati anche dalla recente pubblicazione di una mia raccolta poetica
“Fondamenti di Utopia” per la quale Franco Schirone ha curato la prefazione.
Questa raccolta mi ha permesso di conoscere – grazie all’interesse comune per
l’anarchico di Palizzi “Bruno Misefari” – il colto Domenico Principato, autore di due
tesi di laurea sulle società segrete e propagatore di cultura locale nell’area
grecanica. Domenico è una fonte inesauribile di informazioni e conoscenze
storiche che riguardano anarchici e socialisti calabresi del passato e gli ho chiesto
qualche aiuto nella ricerca.

Franca Olandese Versace


Domenico mi racconta una storia interessante che ancora una volta mi fa rendere
conto di quanto poco i reggini sappiano della propria città.
Giovanni Battista Olandese nel 1920 ebbe una figlia, Franca Olandese. A Reggio
Calabria, Franca è conosciuta semplicemente per essere stata “una sartina, madre
di Gianni Versace, da cui il figlio apprese le doti sartoriali.” Ma era molto più di
questo.

Franca Olandese Versace, era infatti, a cavallo degli anni 50’ del 1900 una
donna di grandissima cultura esoterica. Custode di segreti e di conoscenze a cui si
affidava l’alta borghesia reggina dell’epoca.
Domenico la definisce come paragonabile, per cultura, alla più famosa e
cronologicamente precedente Helena Blavatsky. Grande donna della seconda
metà dell’800 che affermò anche di essere stata ferita durante la battaglia di
Mentana
(3 novembre 1867) tra le file dei garibaldini. Conoscendo le passioni e la
vastità del sapere di Gianni Versace (che prese il nome dal nonno materno) è
probabile che oltre alle doti sartoriali, Franca avesse trasmesso al figlio anche le
conoscenze esoteriche a sua volta probabilmente apprese dal padre. Scoperte
affascinanti che dimostrano quante vite si possono vivere entrando nei dettagli di
un libro…ma da dove eravamo partiti?

Chi era Poni?


Olandese e Poni erano la stessa persona?
Quando una strada è troppo forzata per dare i risultati attesi forse è il momento
di provarne un’altra, partendo da zero. Ovvero dal libro.

Anarchici di Calabria


Nel flusso della ricerca e consumato dal piacevole tarlo del mistero da risolvere,
decido di cercare altre storie di anarchici e socialisti calabresi dell’epoca.
L’obiettivo era trovare compagn* attiv+ politicamente e impegnat* nelle
necessarie lotte per un mondo più giusto. Necessarie allora come oggi.
Da una ricerca generica mi imbatto in un anarchico di cui avevo letto nel libro
come narratore delle torture da lui subite durante il confino ma, stranamente, assente nel famoso elenco dei relegati di cui abbiamo già parlato. Il suo nome era
Francesco Perri.

Grazie al supporto dell’Istituto Calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia
contemporanea
entro in possesso delle seguenti informazioni sul Dottor
Francesco Perri:

  • Era di Pizzo Calabro;
  • era stato confinato a Lipari nel periodo della foto;⁠
  • usava firmare i suoi articoli sull’«Avanti» con dei pseudonimi.

Sembrava fatta. Mancava solo una conferma. Trovare un articolo di Perri sull’
«Avanti», sull’ «Avvenire Sociale» o magari su «La Gogna» nel quale si fosse
firmato con lo pseudonimo Poni. Niente di tutto ciò.
Resto comunque convinto della possibilità che Poni e Perri fossero la stessa
persona e decido di mettere a conoscenza della mia ricerca proprio Franco
Schirone.

Dopo qualche scambio ricevo finalmente il messaggio tanto atteso…

Risolto il problema: ho ingrandito a 400 la foto, NON È PONI MA PERRI

Sono ancora pervaso da un senso di autocompiacimento quando Franco mi
chiama spiegandomi che i nomi erano stati trascritti con un piccolo errore a causa
della scarsa leggibilità nella fotografia originale. Come si evince dalla copertina, i
nomi dei relegati sono scritti a mano proprio in calce alla foto e Perri – poco
visibile – era stato riportato come Poni.

Conclusione

Come scrivevo all’inizio, questa piccola e divertente ricerca ci insegna la bellezza e
la magia dei libri. Ogni pagina può contenere infinite storie. Nei libri anche un
“errore” può portarci a seguire il maestro dubbio sulla cattiva strada. La cattiva
strada della libertà e della conoscenza che può elevare la nostra condizione
umana solo se impariamo a goderne i passi, vedendone gli incroci come
prospettive per nuove illuminazioni.

#anarchia #libri #mistero #ricerca #Schirone


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Un attacco informatico spegne 21 milioni di angolani alla vigilia della più grande IPO del paese: cosa sappiamo su Unitel


Poche ore prima del debutto in borsa di Unitel, il maggiore operatore telco dell'Angola, un attacco informatico ha messo fuori uso voce, dati mobili e SMS per oltre 21 milioni di persone. La telemetria di rete suggerisce una compromissione dei sistemi core, non un semplice blackout di connettività: analisi di un incidente dalla tempistica sospetta.
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Alle 2:20 del mattino di martedì 28 luglio, poche ore prima che le azioni di Unitel iniziassero a essere scambiate sulla borsa di Luanda nella più grande IPO della storia angolana, i sistemi core del principale operatore di telecomunicazioni del paese sono andati in tilt. Voce, dati mobili e connettività internet si sono fermati per oltre 21 milioni di persone, quasi metà della popolazione dell’Angola. La tempistica, quasi chirurgica, ha subito sollevato una domanda che l’azienda stessa non ha escluso: è stato un sabotaggio pensato per far deragliare la quotazione?

Un blackout nazionale nelle 24 ore che contavano di più


Unitel, ex monopolista statale passato sotto controllo pubblico nel 2022 dopo il sequestro delle quote un tempo detenute da Isabel dos Santos, figlia dell’ex presidente José Eduardo dos Santos, ha dichiarato di aver rilevato l’incidente attorno alle 2:20 locali del 28 luglio e di aver attivato “immediatamente” i protocolli di risposta e contenimento. Il ripristino graduale dei servizi mobili è iniziato solo alle 11:45 del giorno successivo, provincia per provincia, con gli SMS rimasti fuori uso più a lungo di voce e dati. Le infrastrutture fisse su fibra e wireless, che servono istituzioni pubbliche e aziende, sono invece rimaste operative per tutta la durata dell’incidente, un dettaglio che suggerisce un impatto concentrato sui sistemi core mobili piuttosto che su un evento di disponibilità generalizzato.

Il dato più interessante arriva dalla telemetria di rete, non dai comunicati aziendali. Recorded Future News ha verificato che i prefissi IP di Unitel sono rimasti annunciati su internet per tutta la durata dell’incidente: i router che connettono l’operatore al resto della rete globale non sono mai andati offline, come invece accadrebbe in un classico taglio di connettività a monte o in un attacco DDoS volumetrico. Il traffico misurato da Cloudflare Radar mostra invece un crollo netto proprio nella finestra dell’attacco, confinato esclusivamente a Unitel mentre gli altri operatori angolani non hanno mostrato alcun degrado. La lettura più plausibile è quella di un incidente che ha disabilitato sistemi interni critici — probabilmente elementi core della rete mobile o piattaforme di autenticazione/billing — piuttosto che un attacco alla connettività esterna.

Il contesto: una IPO da record e un sospetto legittimo


L’attacco è arrivato meno di 24 ore prima del debutto di Unitel alla BODIVA, la borsa angolana, nell’ambito del programma di privatizzazioni del presidente João Lourenço volto a ridurre il peso dello stato nell’economia post-marxista del paese. L’offerta, gestita dall’istituto statale di gestione patrimoniale IGAPE per una quota del 15%, è stata sottoscritta oltre il 120%, con più di 11.000 investitori coinvolti: un test di appetito del mercato per gli asset statali angolani, considerato un possibile precursore per la futura quotazione della compagnia petrolifera nazionale Sonangol. Nonostante il blackout in corso, la negoziazione è comunque partita mercoledì, valutando la società 2,14 miliardi di dollari e raccogliendo circa 321 milioni per le casse pubbliche.

Unitel stessa ha dichiarato di non poter escludere che l’attacco fosse “deliberato e mirato”, proprio a causa della coincidenza con l’avvio delle negoziazioni azionarie. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità, e non ci sono conferme pubbliche su esfiltrazione di dati o impiego di ransomware. Un elemento di contesto rilevante: settimane prima dell’incidente, il collettivo “CyberTeam” — coinvolto in un attacco contro l’Assemblea Nazionale angolana — aveva lasciato intendere che Unitel potesse essere il bersaglio successivo, sebbene al momento non vi sia alcuna prova che leghi quel gruppo all’incidente di luglio. L’interruzione ha avuto ricadute anche sull’economia reale: i terminali POS collegati alla rete Unitel hanno smesso di funzionare, colpendo pagamenti digitali e comunicazioni aziendali in un paese dove la penetrazione mobile è lo scheletro portante dei servizi finanziari.

Perché conta per chi guarda alla sicurezza delle telco


Al di là del singolo episodio, l’incidente Unitel è un caso di scuola su tre fronti che meritano attenzione da parte di chi si occupa di protezione delle infrastrutture critiche. Primo: la tempistica di un attacco può essere un’arma quanto il payload stesso. Colpire un operatore telco nelle ore immediatamente precedenti un evento finanziario ad alta visibilità massimizza il danno reputazionale e la pressione su chi deve decidere se procedere comunque con l’IPO, indipendentemente dalla natura tecnica dell’attacco. Secondo: la persistenza dei prefissi BGP durante l’intero blackout conferma ancora una volta che gli attacchi più dannosi contro le telco moderne non colpiscono più solo la disponibilità della rete di trasporto, ma i sistemi applicativi core — HLR/HSS, piattaforme di autenticazione, sistemi di billing — la cui compromissione può paralizzare i servizi senza mai far sparire l’infrastruttura di routing dai radar esterni. Terzo: la sequenza di ripristino, provincia per provincia e canale per canale (voce e dati prima, SMS dopo), suggerisce un lavoro di remediation selettivo su sistemi distinti piuttosto che un semplice riavvio, coerente con un incidente di sicurezza più che con un guasto tecnico diffuso.

Per i team di difesa delle telco, specialmente in mercati emergenti dove eventi di mercato ad alta visibilità (IPO, fusioni, aste di spettro) sono sempre più frequenti, il caso Unitel rafforza la necessità di considerare tali finestre temporali come periodi a rischio elevato, con controlli rafforzati su change management, accessi privilegiati ai sistemi core e monitoraggio della telemetria BGP/traffico in tempo reale per distinguere rapidamente un attacco interno da un problema di connettività esterna. Vale la pena notare che nessuna autorità di regolamentazione, né la BODIVA né l’authority dei mercati di capitale angolana, ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto: un silenzio istituzionale che lascia molte domande aperte su attribuzione, impatto reale sui dati dei clienti ed eventuali richieste estorsive dietro le quinte.

Cosa manca ancora al quadro


A oggi restano senza risposta le domande più rilevanti per una piena classificazione dell’incidente: quale vettore di accesso iniziale è stato usato, se ci sia stata esfiltrazione di dati dei 21 milioni di abbonati, e se dietro l’attacco ci sia un gruppo con motivazioni finanziarie, un attore hacktivista legato a tensioni politiche interne, oppure un operatore state-sponsored interessato a colpire la privatizzazione degli asset angolani. La vicenda merita un monitoraggio attento nelle prossime settimane, sia per eventuali rivendicazioni su forum underground sia per comunicazioni obbligatorie che Unitel, in quanto società ora quotata, dovrà rendere al mercato.

  • 28 luglio, ore 2:20 locali: rilevamento dell’incidente sui sistemi core Unitel
  • 28-29 luglio: interruzione totale di voce, dati mobili e SMS a livello nazionale; rete fissa non impattata
  • 29 luglio, ore 11:45: avvio del ripristino graduale provincia per provincia
  • 29 luglio: debutto di Unitel alla BODIVA nonostante l’incidente in corso, raccolta di circa 321 milioni di dollari
  • Nessuna rivendicazione pubblica, nessuna conferma di esfiltrazione dati al momento della pubblicazione