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Governo, nuovo attacco al lavoro povero


L'Avv. Alessandro Brunetti dei Giuristi Democratici di Roma illustra l'ennesima manovra escogitata dalla maggioranza di governo per rendere il lavoro povero... sempre più povero
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Ancora una volta ci si trova davanti alla solita polpetta avvelenata. Il Governo, con l’articolo 40-ter inserito nella finanziaria di prossima approvazione, ha sferrato un formidabile attacco al lavoro povero. Nel paese con i salari tra i più bassi e stagnanti d’Europa, l’offensiva viene portata senza rivendicarne la paternità politica, in modo da immunizzarsi dai contraccolpi potenzialmente nefasti in una fase sostanzialmente pre-elettorale. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, l’Italia è l’unico paese del G20 dove i salari reali –cioè quelli depurati dall’inflazione– sono diminuiti tra il 2008 e il 2024. Nel resto del mondo si cresceva e noi arrancavamo. Mentre il Governo affermava che il salario minimo legale non era una soluzione, al contempo, la magistratura ha riportato la dignità della persona messa a lavoro al centro della scena. Come noto, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27711 del 2 ottobre 2023, ha affermato che ai fini della individuazione della retribuzione equa e sufficiente prevista dall’articolo 36 della Costituzione si deve, per prima cosa, verificare la stessa sulla base delle determinazioni previste dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali più rappresentative. Se ciò non è sufficiente, perché il CCNL detta minimi salariali molto bassi, il giudice deve valutare non soltanto i trattamenti previsti da altri contratti collettivi di settori affini ma anche gli indicatori economici e statistici utilizzati per misurare la soglia di povertà come, ad esempio, l’indice ISTAT, i dati Uniemens per il calcolo del salario medio, il valore della NASPI, i trattamenti di integrazione salariale in presenza di sospensione dell’attività. Per la prima volta, dunque, la retribuzione equa e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa è stata parametrata al costo della vita effettivo, non limitandosi a un mero rimando ai parametri retributivi individuati dai contratti collettivi nazionali. Con la norma inserita surrettiziamente nel corpo del testo della manovra di bilancio, il Governo prova a sabotare gli effetti di questa pronuncia. Si stabilisce infatti che nel caso in cui il Giudice accerti “la non conformità all’articolo 36 della Costituzione dello standard retributivo stabilito dal contratto collettivo di lavoro” tenuto conto dei livelli di produttività del lavoro e degli indici del costo della vita, ebbene “il datore di lavoro non può essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente la data del deposito del ricorso introduttivo del giudizio se ha applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo stipulato a norma dell’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 8”. Dunque, da una parte si costringe, per la prima volta, il lavoratore ad agire in giudizio in costanza di rapporto per non perdere le differenze retributive che matura percependo un salario da fame, rischiando così anche di perdere il posto di lavoro. Ma se invece non riesce ad andare davanti al giudice per il timore di rappresaglie in costanza di rapporto, ebbene il costo che dovrà pagare sarà perdere quanto maturato nel periodo antecedente al deposito del ricorso, dovendosi accontentare del salario miserabile percepito. Questo “ricatto” è ovviamente finalizzato a spostare denaro dal lavoro alle imprese incentivando ulteriormente l’abbattimento del costo del lavoro sotto la soglia della dignità. Tale accanimento contro le lavoratrici e i lavoratori che vengono retribuiti miserabilmente non è accettabile, e come giuristi democratici certamente ci impegneremo a contrastare l’applicazione di tale dispositivo normativo, ove approvato.

Alessandro Brunetti

P.s.: allo stato, pare che il governo stia facendo marcia indietro sul provvedimento, forzato dal Presidente della Repubblica. Ciò naturalmente non ne muta le intenzioni, per cui l’attenzione dovrà restare comunque alta.

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Mullvad sostituisce il cuore della VPN con GotaTun scritto in Rust


Mullvad VPN annuncia GotaTun, implementazione WireGuard in Rust che sostituisce wireguard-go. Crash su Android scesi dallo 0,40% allo 0,01%.
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Mullvad VPN ha annunciato GotaTun, una nuova implementazione di WireGuard scritta in Rust che sostituirà il vecchio wireguard-go su tutte le piattaforme. Non si tratta di un nuovo protocollo, ma della stessa tecnologia WireGuard riscritta in un linguaggio diverso per risolvere problemi di stabilità e prestazioni.

Il cambiamento è già attivo su Android da novembre, dove i risultati parlano chiaro: il tasso di crash percepito dagli utenti è sceso dallo 0,40% allo 0,01%. Come riporta l’azienda svedese, l’85% dei crash dell’app Android proveniva proprio da wireguard-go, il componente che gestiva la connessione VPN.

Perché cambiare


GotaTun è un fork di BoringTun, il progetto di Cloudflare, a cui Mullvad ha aggiunto funzioni come DAITA (per mascherare i pattern di traffico) e Multihop. Il nome è un gioco di parole tra BoringTun e Götatunneln, un tunnel stradale a Göteborg.

La scelta di passare a Rust risolve anche problemi tecnici: prima l’app Mullvad era quasi tutta scritta in Rust tranne wireguard-go che usava Go, rendendo complessa l’interazione tra i due linguaggi. Quando wireguard-go crashava, capire cosa fosse successo era complicato perché Go gestisce l’esecuzione in modo differente rispetto a Rust.

Gli utenti Android riportano già miglioramenti su velocità e consumo batteria.

Nel 2026 GotaTun arriverà su desktop e iOS dopo un audit di sicurezza indipendente.


FONTE mullvad.net

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Pulizie di casa e animali domestici: come la tecnologia smart influisce su cani e gatti


Scopri come cani e gatti reagiscono alle pulizie di casa con robot aspirapolvere e dispositivi smart. Idee e soluzioni per rendere la smart home più pet-friendly
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Nelle case degli italiani che vivono con animali domestici, la pulizia è sempre un momento delicato e in alcuni casi di stress per gli inquilini a quattro zampe. Lo sanno bene i loro proprietari che per il 79%, pari a 8 su 10, dichiarano che durante le faccende di casa il benessere dei pet rimane la priorità assoluta. Questa è una delle prime evidenze emerse dalla nuova indagine Ipsos Doxa per Rowenta sul tema: “la vita dei pet in Italia: sfide e soluzioni pet-friendly”, uno studio che si concentra su cani e gatti e analizza il tema delle faccende domestiche, intercettando il rapporto degli animali domestici con gli strumenti di pulizia, le sfide e le situazioni più comuni.

L'aspirapolvere quasi ogni giorno


Per chi ha degli animali in casa, la sfida principale è mantenere l'igiene generale della casa (37%), seguita dalla gestione dei peli (26%). Una condizione, questa, che spinge i due terzi dei proprietari (66%) a passare l'aspirapolvere quasi ogni giorno (con specifica: 69% per chi ha solo cani contro il 55% per chi ha solo gatti). Le zone più difficili da pulire per via dei peli degli animali domestici sono divani e poltrone (33%), seguiti da angoli e spazi nascosti (32%), al terzo posto tappeti e moquette (28%). Inoltre, letti e coperte pesano per il 20%, con incidenza maggiore tra chi possiede solo gatti (28%), notoriamente maestri nel rivendicare come proprio il territorio più comodo della casa. Di fronte a queste difficoltà, emerge una forte richiesta di soluzioni dedicate: quasi 9 intervistati su 10 (89%) si dichiarano, infatti, favorevoli all'acquisto di accessori per l'aspirapolvere specificamente pensati per chi ha animali domestici, confermando un'esigenza chiara di strumenti più efficaci e, al tempo stesso, rispettosi del comfort dei propri pet.
Gatto curioso vicino a dispositivi smart: alcune tecnologie domestiche possono sorprendere e spaventare i feliniGatto curioso vicino a dispositivi smart: alcune tecnologie domestiche possono sorprendere e spaventare i felini

Gatti e cani: le reazioni dei pet


Quando si parla di faccende domestiche cani e gatti hanno un nemico comune: l'aspirapolvere! Alla sua accensione, il 36% degli animali corre in altre stanze, mentre il 27% cerca un nascondiglio. Questo timore è più accentuato nei gatti, tra i cui proprietari la percentuale di chi li vede nascondersi sale al 37%. Non tutti però scappano: un curioso 25% osserva attentamente, mentre il 15% resta indifferente (percentuale che sale al 24% per chi possiede solo cani).
Il divano è il luogo preferito dei gatti per riposareIl divano è il luogo preferito dei gatti per riposare
I rifugi preferiti durante la fuga sono la propria cuccia (30%, scelta che sale al 45% per i soli cani), lo spazio sotto il letto (29%) e una specifica stanza "sicura" della casa (25%). Terminato il trambusto, la priorità diventa il relax: in questo caso, il luogo preferito per riposare è il divano (49%), una scelta quasi d'obbligo per i gatti, con una preferenza che balza al 61%. Anche la vicinanza all'umano è fondamentale, risultando un fattore chiave per il 44% degli animali.
Un gatto che trova rifugio durante le pulizie: comportamento tipico dei felini sensibili al rumoreUn gatto che trova rifugio durante le pulizie: comportamento tipico dei felini sensibili al rumore
Ma cosa guida la scelta del loro "posto perfetto"? In cima alla lista ci sono la comodità e la morbidezza (52%), seguite dal bisogno di sicurezza (48%) e dalla vicinanza al proprietario (44%). Giocano un ruolo importante anche fattori come l'odore familiare (38%) e la ricerca di calore (34%).
Aspirapolvere Rowenta X-Force Flex 16.60Aspirapolvere Rowenta X-Force Flex 16.60
Dalla ricerca condotta da Rowenta con Ipsos Doxa è quindi emersa la necessità di conciliare benessere umano e dei pet. Per aiutare in questa esigenza, Rowenta propone una gamma di soluzioni di aspirazione specificamente pensate per chi vive con gli amici a quattro zampe. Nuovo nato nella gamma di aspirapolvere senza filo, che si caratterizzano per la flessibilità, la potenza di aspirazione e l’autonomia, è X-Force Flex 16.60. Questo dispositivo è dotato di una serie di accessori per aspirare più facilmente i peli degli animali che si spargono ovunque e si intrufolano nei tessuti, negli interni delle auto e in molti altri luoghi. L'aspirapolvere ha una potenza di aspirazione fino a 315 AirWatt che insieme alla spazzola Neo diventano implacabili contro lo sporco, anche nelle zone poco visibili. Infatti, la spazzola è dotata di luce a LED blu intensa che illumina i pavimenti stanando polvere, peli e capelli in una sola passata. Inoltre, la tecnologia anti groviglio permette di ottenere risultati eccellenti e… senza fastidiosi intoppi.

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Immich 2.4.0: più comoda la gestione delle foto self-hosted


Immich 2.4.0 migliora l'alternativa self-hosted a Google Photos con paletta comandi, interfaccia più pratica e correzioni per la gestione dei metadati.
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Il team di Immich ha rilasciato la versione 2.4.0 della popolare alternativa open source a Google Photos. Come riporta l’annuncio su GitHub, questo aggiornamento punta tutto sulla facilità d’uso, con miglioramenti all’interfaccia sia web che mobile e una serie di correzioni che rendono l’esperienza più fluida.

La novità più interessante è la paletta dei comandi, una funzione che permette di muoversi velocemente tra le pagine amministrative digitando semplicemente quello che si cerca. Si apre con Ctrl+K su Windows e Linux o Cmd+K su macOS, e oltre a navigare tra le varie sezioni supporta già alcune azioni rapide con tanto di scorciatoie da tastiera.

Le altre novità


Negli album condivisi su web è ora possibile attivare un’opzione per vedere il nome del proprietario di ogni foto, visualizzato in basso a destra sulle miniature. Una piccola aggiunta che aiuta quando più persone contribuiscono allo stesso album.

La barra di ricerca diventa più pratica: basta cliccare sul tipo di ricerca attivo per cambiarlo al volo, senza dover aprire il pannello filtri ogni volta. Sul fronte mobile, i pulsanti d’azione nell’app sono stati riorganizzati e spostati in un menu a tendina (il classico menu con tre puntini), rendendo tutto più accessibile e meno nascosto.

Chi usa Immich per gestire la propria libreria fotografica troverà subito la versione 2.4.0 disponibile per l’aggiornamento attraverso i canali ufficiali del progetto.


FONTE github.com

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
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Mistral OCR 3: il modello IA che legge qualsiasi documento (anche scritti a mano)


Mistral lancia OCR 3, il modello IA che estrae testo da documenti con precisione superiore. Gestisce scrittura a mano, tabelle complesse e scansioni di bassa qualità a 2 dollari ogni mille pagine.
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Mistral ha rilasciato da poco OCR 3, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale dedicato all’estrazione di testo dai documenti.

La novità principale? OCR 3 non si limita a “leggere” il testo, ma ricostruisce anche la struttura dei documenti. Questo significa che mantiene l’organizzazione delle tabelle, riconosce intestazioni e celle unite, e restituisce tutto in formato markdown arricchito con codice HTML dove serve. Risultato: i sistemi che elaborano questi dati possono capire non solo cosa c’è scritto, ma anche come è organizzato il contenuto.

Dove migliora davvero


I progressi più evidenti si vedono in quattro aree: la scrittura a mano viene interpretata meglio anche quando è sovrapposta a testi stampati, i moduli vengono analizzati con maggiore precisione nel riconoscere caselle e campi compilati, le scansioni di documenti vecchi o di bassa qualità vengono gestite senza problemi nonostante artefatti e distorsioni, e le tabelle complesse mantengono la loro struttura originale.

L’aspetto interessante è che Mistral OCR 3 funziona bene su praticamente ogni tipo di documento, senza essere specializzato in una categoria specifica. Parliamo di fatture, ricevute, documenti governativi, archivi storici, rapporti tecnici e scientifici.

Prezzi e disponibilità


Il modello è disponibile da subito tramite API con il nome “mistral-ocr-2512” e attraverso l’interfaccia Document AI Playground nello studio di Mistral. Il prezzo è di 2 dollari ogni mille pagine, che scendono a 1 dollaro se si usa l’API in modalità batch, una tariffa piuttosto competitiva per questo tipo di servizio.

Chi lavora con grandi volumi di documenti aziendali troverà utile la compatibilità completa con OCR 2, che permette di passare al nuovo modello senza dover modificare il codice esistente.


FONTE mistral.ai

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filamenti mossi senza alcuna spiegazione / simone caruso. 2025


Simone Caruso_ Filamenti mossi senza alcuna spiegazione_ (asemic writing, 2025)
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#asemic #asemicWriting #asemics #filamenti #punkasemic #scritturaAsemica #SimoneCaruso

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pod al popolo, #086: notille sulla scrittura asemica, (2) giuseppe calandriello


Continua, con questo audio di Giuseppe Calandriello dedicato a “Scrittura asemica e chaos magick”, la sequenza di (aperiodici) tentativi di perimetrare – criticamente / storicamente e per analogie – il tema (o specifici risultati) dell’asemic writing. Come sempre, su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.


installance #0172, (CC) 2022 differx

installance #0172, (CC) 2022 differx


audio precedente:
pod al popolo, #064: notille sulla scrittura asemica, (1) antonio francesco perozzi


#0172 #064 #art #arte #artiVisive #asemic #asemicWriting #asemics #audio #chaosMagick #GiuseppeCalandriello #mp3 #notilleSullaScritturaAsemica #PAP #pap086 #pap086 #podAlPopolo #podalpopolo #podcast #scritturaAsemica


pod al popolo, #064: notille sulla scrittura asemica, (1) antonio francesco perozzi


Inizia con questo audio di Antonio Francesco Perozzi, che ringrazio per il contributo (su Un laboratorio di scrittura asemica, di Enzo Patti), una sequenza di – aperiodici – tentativi di perimetrare criticamente il tema (o specifici risultati) dell’asemic writing. Come sempre, su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

installance #0172, (CC) 2022 differx
installance #0172, (CC) 2022 differx

#0172 #AntonioFrancescoPerozzi #art #arte #artiVisive #asemic #asemicWriting #audio #EnzoPatti #mp3 #notilleSullaScritturaAsemica #PAP #pap064 #pap064 #podAlPopolo #podalpopolo #podcast #scritturaAsemica #UnLaboratorioDiScritturaAsemica


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Falla critica in n8n: chi lo usa deve aggiornare subito


Scoperta una vulnerabilità critica in n8n con punteggio 9,9 su 10: consente l'esecuzione di codice arbitrario. Aggiornate subito alla versione 1.120.4 o successive.
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Se utilizzate n8n per automatizzare i vostri flussi di lavoro, fermatevi un attimo: è stata scoperta una vulnerabilità seria che richiede un intervento immediato.

La piattaforma open source, molto popolare tra chi costruisce automazioni senza scrivere troppo codice, presenta un problema di sicurezza classificato con un punteggio di 9,9 su 10 nella scala CVSS. Per capirci, è praticamente il massimo della gravità.

Cosa succede esattamente


Come riporta The Hacker News, il bug (tracciato come CVE-2025-68613) permette a un utente autenticato di eseguire codice arbitrario sul sistema che ospita n8n. In pratica, un malintenzionato con accesso alla piattaforma potrebbe prendere il controllo completo dell’istanza, accedere a dati sensibili, modificare i flussi di lavoro e persino eseguire operazioni a livello di sistema operativo.

Il problema riguarda tutte le versioni dalla 0.211.0 fino alla 1.120.4. Se rientrate in questa fascia, è il momento di correre ai ripari.

Come risolvere


Le versioni corrette sono la 1.120.4, la 1.121.1 e la 1.122.0. L’aggiornamento è fortemente consigliato, anzi: praticamente obbligatorio.

Se per qualche motivo non potete aggiornare nell’immediato, i manutentori suggeriscono almeno di limitare i permessi di creazione e modifica dei flussi di lavoro solo agli utenti di cui vi fidate, e di far girare n8n in un ambiente isolato con privilegi ridotti.

Secondo Censys, al momento ci sono oltre 103.000 istanze potenzialmente vulnerabili in giro per il mondo, concentrate soprattutto negli Stati Uniti, Germania, Francia, Brasile e Singapore.


FONTE thehackernews.com

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Giovani astronomi al TNG: le scuole selezionate per l’edizione 2026edu.inaf.it/news/premi-e-conco…
Sabato 20 dicembre è stata pubblicata la lista delle dieci scuole che accederanno alla seconda fase del concorso Giovani astronomi al TNG. Mentre il team vincitore della scorsa edizione è rientrato domenica dalle Canarie, dove ha portato a compimento le osservazioni pianificate, altri studenti si preparano a migliorare i loro già ottimi progetti per tentare di vincere la terza edizione.
#concorsi #INAF #SAIt #scuola #TNG@astronomia @astronomia
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audio completo della presentazione di “nz”, di antonio syxty, nel programma ‘radioquestasera’, 22 dic. 2025, a cura di gianluca garrapa


youtu.be/-otfcVDmr3Q?si=inXqlJ…

lunedì 22 dicembre 2025, nel contesto della puntata 57 del programma Radioquestasera (su PuntoRadioFM), Gianluca Garrapa ha intervistato Antonio Syxty, performer, artista visivo, autore, regista di teatro, cinema, televisione ed eventi, autore di NZ (Nuova Zelanda) – edito da ikonaLíber nella collana ‘Syn scritture di ricerca’.
Brano musicale abbinato: “You Are My Destiny ” di Paul Anka.

il libro: ikona.net/antonio-syxty-nz/

la pagina fb: facebook.com/antonio.syxty.nz.…

#AntonioSyxty #audio #collanaSyn #EdizioniIkonaLíber #gianlucaGarrapa #IkonaLíber #intervista #NuovaZelanda #NZ #PaulAnka #podcast #presentazione #puntoradioFm #PuntoRadioFM #radio #Radioquestasera #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicercaSyn

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ChatGPT apre agli sviluppatori esterni con un App Directory interno


OpenAI apre le sottomissioni di app per ChatGPT con un nuovo App Directory interno. gli sviluppatori possono creare integrazioni per azioni concrete nelle chat.
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OpenAI ha aperto le porte agli sviluppatori di terze parti per ChatGPT. Da ora è possibile sottomettere app che si integrano direttamente nelle conversazioni, accessibili dalla barra laterale o tramite il simbolo @ per richiamarle.

L’idea è permettere azioni concrete senza uscire dalla chat: ordinare la spesa, trasformare una scaletta in una presentazione, prenotare un ristorante o cercare casa. Le app compaiono quando ChatGPT ritiene che possano essere utili oppure quando l’utente le chiama esplicitamente.

Come funziona


Gli sviluppatori usano l’Apps SDK, ancora in beta, basato sul Model Context Protocol (MCP) sviluppato da Anthropic. Una volta pronte, le app vengono sottoposte a revisione tramite la piattaforma OpenAI e, se approvate, pubblicate nel nuovo App Directory raggiungibile all’indirizzo chatgpt.com/apps.

Tra i primi partner ci sono Adobe, Spotify, Canva, Figma, DoorDash, Expedia e Zillow. Per esempio l’integrazione con Spotify permette di generare playlist basandosi sulla conoscenza di ChatGPT, mentre con DoorDash si può passare da ricette e liste della spesa a un carrello vero e proprio.

Al momento gli sviluppatori possono monetizzare solo reindirizzando gli utenti verso siti esterni o app native per completare acquisti di beni fisici. OpenAI sta valutando opzioni per transazioni interne, inclusi beni digitali, ma non ci sono ancora dettagli su tempi o modalità. Le prime app approvate inizieranno ad arrivare gradualmente nel 2026.


FONTE openai.com

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La Conferenza dei Rettori ha deciso di non rinnovare l’accordo con Springer-Nature e di continuare con le trattative, anche se ciò renderà inaccessibili, almeno per un periodo, i testi dell’editore commerciale in questione. Ha inoltre raccomandato:

di non usare fondi centrali per la pubblicazione a pagamento

di prendere in considerazione alternative a Springer-Nature

di rendere disponibili […]
aisa.sp.unipi.it/trattative-al…

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Etty Hillesum, la ragazza che non voleva inginocchiarsi


Lettura con musica dal vivo una produzione di Teatro del Vento Le dolcissime e robuste parole scritte da Etty Hillesum, che ha fatto del tempo della prova estrema, il luogo della sua profonda ricerca spirituale, offrendo a credenti e non credenti un aute
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Lettura con musica dal vivo

una produzione di Teatro del Vento


Le dolcissime e robuste parole scritte da Etty Hillesum, che ha fatto del tempo della prova estrema, il luogo della sua profonda ricerca spirituale, offrendo a credenti e non credenti un autentico cammino di resistenza al male. Etty “la ragazza che non voleva inginocchiarsi” era una giovane ebrea che studiava i Vangeli.

La sua testimonianza rivela come le Scritture riescano a rispondere al mistero del male non eliminandolo né opponendosi, ma assumendolo. Dalle pagine di diario che raccontano il calvario degli Ebrei di Amsterdam dal ’41 al ‘43 abbiamo scelto i passi che testimoniano come la fede possa alimentare la resistenza, la capacità di vivere e amare la vita propria e quella degli altri.

La musica antica ebraica e cristiana che accompagna questo intenso percorso di lettura rappresenta una invocazione alla salvezza ma anche narrazione del dolore che nel canto stesso si stempera suggerendo sentimenti di pietà e compassione.

Chiara Magri: voce narrante
Matteo Zenatti: arpa e canto

Ingresso gratuito con prenotazione fino ad esaurimento posti: www.ceposto.it o App: C’èposto
Info: biblioteca.vimercate@cubinrete.it – 039 6659 281
Scheda dell’evento in biblioteca qui

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alice twemlow, tânia a. cardoso: “walking as research practice” (roma publications)


fragment of a fragment of the book
src: Vacilando Bookshop

Walking as Research Practice
Alice Twemlow, Tânia A. Cardoso

Walking as Research Practice
Alice Twemlow; Tânia A. Cardoso

Roma Publications
Paperback, 252 pages
12 x 19 cm, pb, English
ideabooks.nl/9789464460674-wal…
[out of print]

What might be considered the research output of a walking practice? An important caveat to this would be to ask where and when the research occurs in relation to the walk, the walking, and the walkers. Does the walk activate our senses, or do our senses demand that we walk? Since walking involves encounters with various objects and subjects, how might it help us emphasise our connection to the more-than-human world? In addition, walking reveals different entry points to a city. Could walking provide a path toward more socially just urban spaces and commons? With an introduction by design critic and educator Alice Twemlow and urbanist and researcher Tânia A. Cardoso. Published in collaboration with Soapbox Journal.
(instagram.com/p/DRitFrdj6Pz/)

#AliceTwemlow #art #arte #SoapboxJournal #TâniaACardoso #VacilandoBookshop #WalkingAsResearchPractice

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Proton raccoglie fondi per la libertà digitale con la lotteria degli account a vita


Proton mette in palio 10 account Lifetime per raccogliere fondi per organizzazioni che difendono privacy e diritti digitali. Biglietti a 10$ fino al 5 gennaio.
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Proton lancia l’ottava edizione della sua raccolta fondi benefica annuale. Fino al 5 gennaio 2026 si possono acquistare biglietti della lotteria a 10 dollari per vincere uno dei 10 account Lifetime, che sbloccano tutti i servizi dell’azienda svizzera per sempre: Proton VPN, Proton Pass, Proton Drive e tutto ciò che verrà lanciato in futuro.

L’account Lifetime è l’abbonamento più esclusivo di Proton, normalmente non acquistabile e ottenibile solo tramite questa iniziativa. Include spazio di archiviazione massimo e tutte le funzioni presenti e future. In passato questi account sono stati rivenduti sul mercato secondario fino a 15.000 dollari.

Ogni centesimo raccolto andrà a 10 organizzazioni che lavorano su privacy, diritti digitali e libertà online, selezionate dalla comunità. La Proton Foundation aggiungerà altri 200.000 dollari. Dal 2018 l’iniziativa ha raccolto oltre 4 milioni di dollari per più di 40 organizzazioni in tutto il mondo.

Quest’anno c’è anche un concorso gratuito sui social che mette in palio un undicesimo account Lifetime. I vincitori verranno annunciati il 6 gennaio.


FONTE proton.me

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[film] Avatar 3


Titolo: Avatar – Fuoco e cenere
Regia: James Cameron
Soggetto: James Cameron, Rick Jaffa, Amanda Silver, Josh Friedman, Shane Salerno
Sceneggiatura: James Cameron, Rick Jaffa, Amanda Silver
Effetti speciali: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon, Daniel Barrett
Altro: Paese di produzione: USA; Anno: 2025; Durata: 197 min; Genere: fantascienza, azione; direzione del doppiaggio: Marco Mete; titolo originale: Avatar: Fire and Ash

Personaggio e interpreti:
Sam Worthington: Jake Sully
Zoe Saldana: Neytiri
Sigourney Weaver: Kiri; dott.ssa Grace Augustine
Stephen Lang: col. Miles Quaritch

Voto: 6/10

(Dati da Wikipedia e AntonioGenna per il doppiaggio)

Prima cosa da sapere: dura 3 ore e 17 minuti. Per chi ha la vescica debole, si assicuri che il cinema faccia almeno una pausa. Dove sono andato l’ha fatta dopo 1h e 30m, ma credevo di morire e ho fatto la fine di Nuti. Seconda cosa da sapere: è girato in 3D e molte sale lo proiettano in 3D. Se con il 3D vi viene il mal di mare, qui sono 3 ore e 17 minuti di mal di mare.

Il film è tutto bellissimo: attori straordinari, effetti speciali iper fantastici e risoluzione video che potete contare i pori della pelle dei personaggi e le cellule dei fili d’erba. Un unico problema: la trama. Con molto poche differenze che vi tralascio per ovvi motivi, il canovaccio è lo stesso degli altri due. Il colonnello Quaritch non muore nemmeno ammazzandolo, che tanto lo fanno resuscitare, quindi ce lo aspettiamo anche in Avatar 4. I buoni combattono anche con frecce conficcate ovunque. I cattivi, oltre che cattivi, sono anche stupidi, ma questo lo sapevamo già.

Molto più interessante potrebbe essere sapere come è stato girato. Qualcosa si dice qui senza spoiler.

A parte questo non c’è altro da dire.

Buona visione!

#AvatarFuocoECenere #avatar3 #film #jamesCameron #recensione

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AdGuard DNS 2.19 introduce la crittografia post-quantistica


AdGuard DNS 2.19 introduce la crittografia post-quantistica per proteggere il traffico DNS dagli attacchi dei futuri computer quantistici. Ecco come funziona.
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AdGuard DNS si aggiorna alla versione 2.19 con una novità che guarda al futuro: il supporto alla crittografia post-quantistica. In pratica, una protezione pensata per resistere agli attacchi dei computer quantistici, che un giorno potrebbero essere in grado di violare gli algoritmi di cifratura attuali.

Il servizio diventa così uno dei primi DNS a implementare questa tecnologia lato client, sulla scia di quanto fatto da Google e Cloudflare. L’approccio scelto è ibrido: combina l’algoritmo tradizionale X25519 con ML-KEM768, specifico per la resistenza quantistica. Se uno dei due dovesse mostrare vulnerabilità, l’altro continua a garantire la protezione.

C’è un però: per sfruttare questa funzione serve collegare il DNS attraverso una delle app AdGuard (Windows, Mac o Android), dato che i sistemi operativi non supportano ancora nativamente questo tipo di crittografia. Al momento le versioni stabili delle app non sono ancora pronte, ma si possono provare le build Nightly per chi vuole fare da tester. Anche Adguard VPN riceverà il supporto prossimamente.


FONTE adguard-dns.io

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erstes nachtstück / asmus tietchens


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Erstes Nachtstück by Asmus Tietchens from the album Nachtstücke
on Bureau B

#AsmusTietchens #BureauB #ErstesNachtstück #music #musica #musicaContemporanea #Nachtstücke

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OpenAI lancia GPT-5.2-Codex, il nuovo modello pensato per scrivere codice


OpenAI presenta GPT-5.2-Codex, il nuovo modello ottimizzato per la programmazione con migliori prestazioni su lavori complessi e maggiori capacità di sicurezza informatica.
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OpenAI ha lanciato GPT-5.2-Codex, una versione del suo ultimo modello pensata per i programmatori. L’obiettivo dichiarato è gestire progetti software complessi e di lunga durata senza perdere il filo, grazie a una gestione più intelligente del contesto nelle sessioni prolungate.

Cosa cambia in pratica


Il modello promette di cavarsela meglio con operazioni che di solito fanno sudare freddo: refactoring massicci, migrazioni di codice tra sistemi diversi e lavoro su repository di grandi dimensioni. Migliora anche il supporto per Windows, finora punto debole della famiglia Codex.

Una novità interessante riguarda le capacità visive: GPT-5.2-Codex ora interpreta meglio screenshot, diagrammi tecnici e interfacce utente, permettendo (almeno sulla carta) di passare più agevolmente da un mockup grafico a un prototipo funzionante.

OpenAI sottolinea anche il potenziamento sul fronte della sicurezza informatica, pur ammettendo che queste stesse capacità comportano rischi di utilizzo improprio che andranno gestiti con attenzione.

GPT-5.2-Codex è già disponibile per gli abbonati a pagamento di ChatGPT, mentre l’accesso via API arriverà nelle prossime settimane.


FONTE openai.com

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Nomadismo digitale tra workcation e geo‑arbitrage: in Italia quasi 3 su 4 unisce vacanza e lavoro


Il nomadismo digitale coinvolge oggi tra i 40 e gli 80 milioni di persone nel mondo, in gran parte professionisti di età compresa tra i 25 e i 44 anni, che lavorano da remoto spostandosi tra diverse destinazioni
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Nato come fenomeno marginale, il nomadismo digitale è ormai un fenomeno lavorativo globale in espansione: secondo quanto riporta la testata internazionale Forbes, sarebbero tra i 40 e gli 80 milioni le persone che vivono e lavorano in movimento nel mondo. Tra questi, una quota particolarmente significativa proviene dagli Stati Uniti, dove, secondo un recente report di MBO Partners, si contano attualmente 18,1 milioni di lavoratori nomadi digitali, con un incremento del 4,7% rispetto all'anno precedente e una crescita di oltre il 147% dal 2019.
woman sitting beside table using laptopPhoto by Thought Catalog / Unsplash

Con la pandemia il lavoro da remoto ha visto una netta impennata


Questa impennata è strettamente legata alla rivoluzione del lavoro da remoto, accelerata dalla pandemia: secondo la stessa ricerca, prima del 2020, solo circa il 17% dei dipendenti statunitensi lavorava da remoto a tempo pieno, mentre durante la pandemia la quota è salita al 44%. Una dinamica, questa, replicata anche in Italia, dove i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel periodo pre-pandemico, stimavano solo 570.000 smart workers, raggiungendo il picco di circa 6,58 milioni nel 2020, e attualmente attestandosi intorno ai 3,57 milioni, con un potenziale di ulteriori 3 milioni di lavoratori che potrebbero adottare questa modalità.
woman in white and black plaid shirt holding black smartphonePhoto by Daria Mamont / Unsplash

Workcation: un nuovo concetto di vacanza


In questo nuovo equilibrio, il confine tra lavoro e tempo libero si è fatto sempre più sfumato, dando origine a nuove abitudini come le workcation, soggiorni temporanei in località turistiche che permettono di lavorare da remoto senza rinunciare all’esperienza del viaggio, ridefinendo il concetto stesso di viaggio.

“Stiamo assistendo a una vera rivoluzione nel modo di viaggiare: sempre più persone scelgono di lavorare mentre si spostano, trasformando il soggiorno in un’esperienza dinamica e produttiva. La mobilità non è più solo svago, ma diventa parte integrante della routine professionale”, ha commentato Rosa Gigliodi BWH Hotels Italy & South-East Europe.


Una tendenza, questa, che sembra essersi consolidata anche in Italia: secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours, il 48% degli italiani si dichiara interessato a combinare vacanza e lavoro nei propri viaggi, con percentuali molto alte tra i Millennial (67%) e la Gen Z (79%). Le modalità preferite dagli italiani, infatti, includono la workcation (25%), il bleisure (24%), che consiste nell’estendere il viaggio di lavoro con alcuni giorni di vacanza, e il digital nomadism (14%).

Il profilo dei nomadi digitali


A guidare questa trasformazione sono soprattutto le nuove generazioni: come riporta la piattaforma per la richiesta di visti online, Altys, riprendendo dei dati globali di Statista, la maggior parte dei nomadi digitali internazionali ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, sottolineando anche un aumento dei professionisti over 50, in particolare tra consulenti e freelance. I settori di attività sono molteplici, ma prevalgono quelli che favoriscono il lavoro da remoto e sono orientati al digitale: IT, servizi creativi e istruzione rappresentano oltre il 40% della forza lavoro nomade. Tra i ruoli più comuni figurano sviluppatori di software, blogger e ghostwriter, tutor e coach online, assistenti virtuali, imprenditori e-commerce, youtuber, streamer e influencer, rappresentando i liberi professionisti circa il 46% e i dipendenti circa il 54%. Il reddito medio si aggira tra i 3.000 e i 4.000 dollari al mese, praticando molti il “geo-arbitrage”, ovvero guadagnare stipendi occidentali vivendo in paesi con un costo della vita più basso. Per attrarre questi lavoratori, oltre 64 paesi, tra cui anche l’Italia, hanno introdotto visti per nomadi digitali, che consentono soggiorni da sei mesi a due anni.
Una soluzione tipica di coworkingUna soluzione tipica di coworking

Un fenomeno che influenza il mondo del lavoro


Questa evoluzione sta rimodellando profondamente il mondo del lavoro, con effetti diretti anche sulle infrastrutture e sui servizi che lo supportano. Uno dei settori più dinamici è quello degli spazi di coworking, che sta vivendo una crescita esponenziale: secondo Research and Markets, il mercato globale ha raggiunto un valore di circa 30 miliardi di dollari nel 2025 (rispetto ai circa 27 del 2024) e si prevede che raddoppierà entro il 2032, arrivando a quota 59 miliardi, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 9,89% e un aumento percentuale di circa il 97% in 7 anni. A trainare questa espansione è la domanda di ambienti flessibili, connessi e accessibili, capaci di adattarsi alle esigenze di una forza lavoro sempre più mobile e distribuita.

“Il coworking non è più solo una soluzione per chi non ha un ufficio: è diventato un ecosistema che favorisce la contaminazione tra competenze, la nascita di nuove idee e la costruzione di relazioni professionali”, conclude Rosa Giglio.
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Bugiarda — Ayelet Gundar-Goshen


Bugiarda potrebbe benissimo essere riassunto con la frase «Tutti mentono, tutti sono bugiardi», ma, nonostante un’idea di partenza interessante, lo sviluppo manca il bersaglio (anche se non di molto).

Il romanzo parte in modo molto semplice: una ragazza di 17 anni accusa di molestie un uomo. Facile, semplice, chiaro. Se non fosse che, in realtà, la molestia non è mai avvenuta e quindi la protagonista si trova in un turbine generato da una bugia da cui è molto difficile uscire.

È talmente difficile uscirne che anche l’autrice si perde in tutto ciò, alle volte parlando di vicende passate dei personaggi che, spesso, non hanno conseguenze nella storia del romanzo. Sì, forse rendono più pieni i personaggi, ma tagliano il tempo della trama inutilmente, trama che è comunque intrigante e affascinante, riesce a tenere il lettore incollato quando procede spedita. Però ci sono troppi blocchi, troppi freni che rovinano un po’ la continuazione del romanzo.


Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary


@libri

#BibliofiliIncurabili #libri #Recensioni

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Audit di sicurezza per Tor: trovate (e sistemate) 6 vulnerabilità negli strumenti di rete


Tor Project ha completato un audit di sicurezza sui suoi strumenti di monitoraggio della rete. Trovate 6 vulnerabilità e 11 raccomandazioni, già prese in carico dal team.
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Tor Project ha completato un importante controllo di sicurezza sugli strumenti che usa per tenere sotto controllo lo stato della sua rete. Come riporta il blog ufficiale, l’audit è stato condotto ad ottobre 2025 da 7aSecurity, società specializzata in sicurezza informatica.

L’operazione arriva dopo tre anni di lavoro per migliorare i sistemi di monitoraggio della rete Tor, con l’obiettivo di renderla più resistente agli attacchi e alle compromissioni dei relay (i nodi che permettono il funzionamento della rete).

Cosa hanno controllato


L’audit ha passato al setaccio il codice di diversi strumenti, tra cui quelli usati per analizzare le metriche della rete, scansionare i nodi di uscita e gestire i dati sui relay. Sono stati esaminati sia progetti più consolidati come il core di Tor in C, sia implementazioni più recenti in Rust come Arti, l’alternativa moderna al client Tor tradizionale.

I risultati dell’audit


Il bilancio? Sei vulnerabilità individuate e undici raccomandazioni per rafforzare ulteriormente la sicurezza del codice. Tor Project ha già preso in carico tutti i problemi segnalati e sta lavorando alle correzioni necessarie, integrando le modifiche nei normali processi di manutenzione e aggiornamento.

Per chi volesse approfondire, il report completo dell’audit è disponibile pubblicamente sul sito di Tor Project. La trasparenza è d’altronde uno dei pilastri del progetto: pubblicare apertamente i risultati degli audit permette alla community di verificare il lavoro svolto e contribuire al miglioramento continuo della piattaforma!


FONTE blog.torproject.org

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VLC 3.0.23 corregge problemi su Windows e sicurezza


VLC 3.0.23 risolve bug su Windows per visualizzazione immagini, OpenGL e sicurezza. Aggiornamento di correzione dopo la grande release 3.0.22.
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È arrivata la versione 3.0.23 di VLC, il lettore multimediale open source più diffuso. Si tratta di un aggiornamento minore rispetto alla corposa release 3.0.22 uscita pochi mesi fa, con l’obiettivo principale di sistemare alcuni problemi specifici.

Le correzioni riguardano soprattutto Windows, dove erano emersi bug nella visualizzazione delle immagini, avvisi di sicurezza e problemi con OpenGL. Gli sviluppatori hanno anche aggiunto una piccola funzione per visualizzare meglio le informazioni sui codec audio e risolto alcune vulnerabilità di sicurezza aggiuntive rispetto alla versione precedente.

La 3.0.22 aveva invece portato novità più sostanziose: supporto per Windows ARM64, tema scuro nell’interfaccia Qt, compatibilità con Windows XP SP3 e soprattutto un numero record di correzioni di sicurezza grazie al supporto del Sovereign Tech Fund. Questa 3.0.23 serve principalmente a consolidare quella base.


FONTE code.videolan.org


VLC 3.0.22: arriva il supporto per Windows su ARM e il tema scuro


VLC rilascia la versione 3.0.22, che porta con sé una novità attesa da chi usa dispositivi Windows con chip ARM: la prima build ufficiale per l’architettura ARM64 (richiede Windows 10 1809 o successivo). Su Windows e Linux arriva finalmente l’opzione per il tema scuro, mentre sempre su Windows diventa possibile rinominare o spostare un file anche durante la riproduzione.

Il record dei fix di sicurezza


Questa release segna anche un curioso primato: è la versione di VLC con il maggior numero di correzioni di sicurezza mai rilasciata. Merito anche del Sovereign Tech Fund, programma europeo che ha finanziato il lavoro sulla stabilità e sicurezza del player.


FONTE code.videolan.org


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Treno Intercity 670 con E414.134 + E414.154 – Arrivo & Partenza – Pisa Centrale – 06/10/2025


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La scuola elementare di Jinshui – 金水國小 a Shuǐtóu – 水頭村.


Situata nel villaggio tradizionale di Shuǐtóu village - 水頭村, la scuola elementare Jinshui fu completata nel 1932 (anno 21 della Repubblica di Cina). Fu costruita grazie ai fondi raccolti dal clan Huáng - 黃氏 e dagli emigrati originari del villaggio residen
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Situata nel villaggio tradizionale di Shuǐtóu village – 水頭村, la scuola elementare Jinshui fu completata nel 1932 (anno 21 della Repubblica di Cina). Fu costruita grazie ai fondi raccolti dal clan Huáng – 黃氏 e dagli emigrati originari del villaggio residenti in Indonesia, diventando la più grande scuola elementare fondata dagli emigrati a Kinmen – 金門 durante il periodo delle rimesse dall’estero.

flickr-16465511588.jpgIl clan Huáng di Shuitou, appartiene al ramo (yǎnpài) Zǐyún – 紫雲派, che a sua volta è un sottoramo di quello principale, denominato Jiāngxià Huángshì – 江夏黃氏. Quest’ultimo costituisce il ramo prevalente del clan Huáng del Fujian meridionale e quindi anche di Kinmen – 金門. Il capostipite si chiamava Huáng Shǒugōng – 黃守恭 che successivamente prese il nome di Huáng Zǐyún a causa del tempio che fece costruire a Quánzhōu – 泉州, la sua città di origine in Cina.

Da sempre attento all’istruzione dei propri figli, il clan Huáng – 黃氏 di Shuǐtóu village – 水頭村 aveva già istituito nel villaggio scuole private e sale di studio. Nel 1921 (anno 10 della Repubblica di Cina) esso utilizzò inizialmente il tempio ancestrale della famiglia Huáng come sede scolastica, fondando una scuola moderna. Con l’aumento del numero degli studenti, lo spazio divenne insufficiente e nel 1927 (anno 16) si avviò una raccolta fondi tra gli emigrati cinesi in Indonesia. Huáng Jiaping – 黃嘉平, residente in Indonesia, e Huáng Jinzhuan – 黃金專, rimasto in patria, furono nominati presidenti del comitato di raccolta fondi e responsabili delle rimesse; Huáng Tingcan – 黃廷參 gestì le finanze, mentre Huáng Xianliang – 黃獻量 tornò dall’Indonesia per dirigere i lavori di costruzione. Quando i fondi si rivelarono insufficienti, grazie alla sua buona reputazione, Huáng Xianliang – 黃獻量 si recò a Houpu riuscendo a reperire ulteriori risorse.

Nel 1929 (anno 18) fu acquistato un terreno edificabile per un costo di 1.800 yuan. Il progetto dell’edificio scolastico fu disegnato dall’ex preside Tang Fengxiang – 唐逢祥. I lavori iniziarono nel 1931 (anno 20), con l’impiego di artigiani di Tong’an e locali. Durante la costruzione, ogni uomo del villaggio di età superiore ai 16 anni contribuì con sei giorni di lavoro volontario. L’edificio fu completato nel 1932 (anno 21), per una spesa totale di oltre 20.000 tael d’argento. Il 12 novembre dello stesso anno si tenne la cerimonia di inaugurazione, con spettacoli teatrali e attività ricreative, alla quale furono invitate le scuole e i capi villaggio di tutto l’arcipelago di Kinmen – 金門.

Le spese di gestione della scuola erano amministrate da un consiglio direttivo composto dai notabili locali. A Bali in Indonesia furono aperti venti negozi di proprietà della scuola; grazie canone d’affitto di tali locali venne costituito il fondo per le attività scolastiche; per tale motivo, nella parte anteriore dell’edificio scolastico era presente l’ufficio del presidente del consiglio. Inoltre, dagli anni Venti del Novecento, la scuola pubblicò la rivista scolastica Tafeng Monthly, che permetteva agli emigrati di ricevere notizie dalla loro terra natale.

flickr-16465715670.jpgDopo il 1937 (anno 26), durante l’occupazione giapponese di Kinmen – 金門, la scuola sospese le attività. Dal 1941 (anno 30) l’edificio fu utilizzato come ospedale da campo dell’esercito giapponese. Solo nel 1946 (anno 35), con la ripresa delle rimesse dall’estero, la scuola poté riaprire. Nel 1950 (anno 39) fu trasformata da scuola privata in scuola pubblica.

Successivamente l’edificio fu occupato dall’esercito nazionale. Nel 1950 (anno 39), il generale Hú Liǎn – 胡璉 vi istituì la “Scuola Sottufficiali Nuchao”. Solo intorno al 1959 (anno 47) l’esercito lasciò l’edificio, che tornò a essere un campus scolastico. Nel 1986 (anno 75), a causa del calo della popolazione in età scolare, la scuola fu accorpata e l’edificio smise di essere utilizzato come struttura scolastica. Nel 1999 (anno 88), il Parco Nazionale di Kinmen – 金門 restaurò l’edificio e lo assegnò al campus dell’Università Ming Chuan di Kinmen – 金門. Dopo ulteriori lavori interni, nel 2005 (anno 94) l’edificio fu riaperto al pubblico come museo dedicato alla storia delle comunità di emigrati di Kinmen – 金門.

Ancora oggi l’edificio ad un singolo piano in stile occidentale desta ammirazione, e giustamente anche orgoglio da parte degli abitanti del villaggio. Il lavoro di restauro fu eseguito bene, anche se le tracce del tempo, soprattutto sulle decorazioni esterne, si notano. Speriamo che in futuro anche quelle possano essere ripristinate. Va notato fra l’altro che la suddetta tipologia di edificio è insolita, in quanto a Kinmen gli edifici in stile occidentale sono di solito a due piani; evidentemente, trattandosi di un edificio pubblico, gli architetti di allora ritennero più funzionale svilupparlo in superficie anziché in altezza.

Per la costruzione furono utilizzate pietre in granito e mattoni, con decorazioni in argilla. L’edificio originariamente ospitava anche un piccolo dormitorio, e tre porte sulla facciata principale. Come si può vedere nell’immagine a fianco, spicca sulla facciata l’immagine dell’aquila (credo) che si erge su di una stella. Ad intuito direi che non si tratta di una decorazione originale della scuola, ma questa è soltanto una mia impressione. Sopra l’entrata principale si legge la scritta Jinshui Scuola Elementare, Jincheng Città, contea di Kinmen.

Fonte: nchdb.boch.gov.tw, kmdn.gov.tw/1117/1271/1274/311…

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crimini sionisti: pochi link raccolti recentemente


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torture di ogni tipo sui prigionieri palestinesi
instagram.com/p/DSTX_zfjYKK/

israeli soldiers making explosive trap to kill children
facebook.com/share/v/1NCyejFr6…

sionisti che si augurano pubblicamente morte e distruzione per i Palestinesi sopravvissuti a due anni di genocidio
facebook.com/share/v/16jVJjCHB…

the zionists are the actual amtisemites, they hate jews and they weaponize the Holocaust
instagram.com/reel/DSdi7ErAGz7…

hasbara lies about Oct 7th
instagram.com/reel/DPk8BVnDazW…

israhell killing 6 people for no reason in shelling a building
instagram.com/reel/DSiEI4aDufo…

deranged people in a deranged “State”
instagram.com/reel/DSO-7oHk3AD

a raped prisoner speaks
instagram.com/reel/DShWAuxgBoY…

Ilan Pappè about the next moves of israhell
instagram.com/reel/DSSHcOjkTF1

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#bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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Costituito il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” e presentato un altro quesito referendario


I GD tra i promotori del Comitato ‒ Avviato anche il percorso per un nuovo referendum attraverso la raccolta di 500.000 firme: all'interno il collegamento per firmare on line
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Nei giorni in cui a Roma è stato presentato il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” è stato anche avviato il percorso per un nuovo referendum attraverso la raccolta di 500.000 firme.

Sui nuovi scenari che si aprono l’Avvocato Roberto Lamacchia, Co-presidente dei G.D. e che fa parte del Direttivo del Comitato, sottolinea come:

Per la campagna referendaria si è costituito il Comitato sopra citato costituito da piccole e grandi associazioni che si occupano di questi temi; purtroppo i tempi per la campagna referendaria sono molto stretti ed allora, ben venga l’iniziativa di un gruppo di cittadini, tra cui alcuni esponenti dei G.D., volta a presentare un quesito referendario identico al primo, ma con qualche piccola aggiunta, intorno al quale si tratta di raccogliere le 500.000 firme, raccoglibili on line. Questo potrebbe consentire di allungare i tempi della campagna referendaria e quindi permettere una maggiore informazione ai cittadini”.

Si è costituito a Roma lo scorso 19 dicembre il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” sulla riforma Meloni-Nordio, volgarmente detto il referendum sulla superazione delle carriere. Il Comitato è nato con lo scopo di “organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative di sostegno al No nel referendum”.

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici è tra le prime associazioni firmatarie insieme a molte realtà associative, sindacali e della società civile, come Cgil, Anpi, Acli, Auser, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Salviamo la costituzione, Coordinamento per la democrazia costituzionale, Sbilanciamoci, Articolo 21, Pax Christi, il Centro per la riforma dello stato, Medicina Democratica, i Comitati per il no ad ogni autonomia differenziata, Movimenti per l’acqua bene comune, i Lavoratori precari della giustizia, Insieme per la giustizia, Comma 2 lavoro e dignità, la Rete della conoscenza, la Rete degli studenti medi, l’Unione degli universitari, i Costituziobalisti per il No.

L’Avvocato Roberto Lamacchia, co-presidente dei GD, è nel Consiglio Direttivo del Comitato insieme ad autorevoli esponenti della società italiana, come Rosy Bindi, Christian Ferrari, Giuseppe Gesmundo, Gianfranco Pagliarulo, Daniela Padoan, Carlo Testini, Italo Sandroni, Silvia Albano, Gaetano Azzariti, Gianpiero Cioffredi, Benedetta Tobagi, Giulio Marcon, Alfiero Grandi, Simone Rossi, Maria Agostina Cabiddu, Francesco Pallante.

Il Comitato ha svolto la sua prima conferenza stampa il 20 dicembre 2025 nella sala dell’Istituto Don Sturzo a Roma, in cui sono state ricordate le molte motivazioni che supportano la scelta di mobilitarsi per il NO al referendum racchiuse nello slogan: perché votare No? “Per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia”.

Sempre nella Conferenza stampa è stato sottolineato come le associazioni, realtà, sindacati che hanno scelto di promuovere il Comitato siano seriamente preoccupate per l’insieme di interventi fatti dal governo Meloni che stanno riducendo gli spazi di libertà, alterando gli equilibri democratici per lasciare spazio ad un’autoritarismo sempre più insopportabile.

Il Comitato ha lanciato un primo grosso appuntamento pubblico per il 10 gennaio 2026 a Roma mentre da subito per chiunque voglia aderire al Comitato la mail di riferimento è adesioni@referendumgiustizia2026.it.

Le prime mosse del Comitato saranno richiedere un incontro con il Comitato promosso dalla Associazione Nazionale Magistrati ed anche con le forze politiche che hanno promosso il referendum per sostenere le ragioni del No. Contemporaneamente anche i promotori del nuovo quesito referendario stanno prendendo contatto con il Comitato per discutere insieme come muoversi.

Va infine segnalato che, per iniziativa di un gruppo di cittadine e cittadini, è stato depositato un quesito referendario oppositivo alla riforma costituzionale proposta.

Qui di seguito, il collegamento alla piattaforma di raccolta firme: firmereferendum.giustizia.it/r…

✍️ Per firmare la richiesta di referendum occorre seguire questi passaggi:

  • 👉🏻 fare clic sul tasto “Accedi” e inserire le proprie credenziali (tramite SPID/CIE/CNS);
  • ⁠👉🏻 fare clic sul campo Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”
  • ⁠👉🏻 fare clic sul tasto sostieni l’iniziativa e seguire le istruzioni finali

Alla richiesta di referendum oppositivo alla riforma costituzionale della magistratura è possibile dare la propria adesione fino al 30 gennaio 2026.

Nelle prossime settimane si delineranno gli scenari che faranno dell’inizio del 2026 un periodo importante per contribuire a fermare le derive autoritarie sottese alla cosidetta riforma della giustizia che vuole fare il governo Meloni.

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
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Il nonno, il rapper e altri ribelli

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Il nonno, il rapper e altri ribelli

Francesco KENTO Carlo

Racconti

Piemme

Settembre 2025

Brossura

160

Il nonno che ha perso la libertà per opporsi al fascismo, la liceale che ha fondato un movimento rivoluzionario in difesa del clima, la studiosa che ha sfidato le convenzioni per il bene della verità: sono solo alcune delle storie raccolte in queste pagine da Kento, rapper e scrittore impegnato nella lotta per i diritti umani. Non sono storie di eroi ed eroine, ma di persone comuni che si sono ribellate a leggi ingiuste per una giustizia più grande.

Parlando al lettore come uno zio cantastorie, Kento stimola la curiosità, invita a pensare con la propria testa e pone una domanda, forse la più importante per il futuro di tutti: cosa dobbiamo fare quando una legge è ingiusta? (dalla pagina dell’editore)

Francesco KENTO Carlo (Il rapper)


Spendo più che volentieri qualche riga di questa recensione per presentare, a chi ancora non lo conoscesse, l’autore di questo libro-lettera-raccolta di racconti. Con Francesco KENTO Carlo condivido infatti il luogo di nascita e l’amore per la nostra Reggio Calabria. Un amore sincero che ama tutto perché vuole guardare davvero tutte le caleidoscopiche sfumature di questa città.

Reggio seduttrice, sfuggente, amante passionale, madre accogliente e che come nei poemi epici può subire metamorfosi mostruose e fagocitanti a causa della cattiveria degli uomini e i mali del potere.

Una città che insegna che la bellezza può salvarla e salvarci se resistiamo al comodo richiamo della disperazione – parafrasando Corrado Alvaro, altro reggino – che perseguirla sia inutile.

Domani tutta Reggio sarà bella come il Corso
O forse sarà uguale però senza questi infami
Intanto io bestemmio in mezzo ai denti e bevo un sorso
Vorrei scrivere “bella” senza aggiungere “domani”

tratta da “cinque anarchici” di Kento



Kento persegue questa bellezza da almeno 20 anni. Il suo rap militante è l’espressione artistica evidente dei valori che guidano la sua attività quotidiana. Quando insegna rap nelle carceri minorili, quando sale a bordo della Ocean Viking per portare braccia e sensibilità solidale a chi attraversa mari di sabbia e di sale, quando scrive le sue poesie, i suoi testi e anche questo libro.

Il libro


La prefazione è affidata alle riflessioni chiare e semplici dello stimabilissimo Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International e storico difensore dei diritti umani ovunque e da chiunque essi siano violati; il che non è sempre scontato come potrebbe sembrare.

Il libro si apre con una lettera da zio (Kento) al nipote. Una lettera in cui si riconosce tutta la precarietà dello sviluppo umano, cosi palese in questi tempi oscuri. Allo stesso tempo si esorta però ad “arrampicarsi sulle spalle dei giganti”, mantenendo sempre però la caratteristica fondamentale per la libertà; ovvero la capacità di pensare con la propria testa animati dallo spirito critico.

Questo intelligente espediente narrativo rende il libro un perfetto strumento pedagogico e un lascito generazionale ideale per tutt* l* ragazz* che sempre di più si stanno interessando, lottano e lotteranno per costruire un futuro diverso.. Un mondo in cui, finalmente, potremo seppellire – con il mutualismo internazionalista – anche il capitalismo neoliberista che ha continuato a soggiogare gli oppressi necrofagocitando il famoso dio, morto nelle rivoluzioni deglia anni 60′ e 70′.

Ciccio (il nonno)


Il cuore del racconto inizia con il primo dei personaggi a cui ispirarsi. Si tratta del nonno di Kento, “Ciccio”. Un diminuitivo comune per i “Francesco” di Reggio ma nonno Ciccio non è stato uno qualunque. Francesco Carlo, nato nel 1923, fu protagonista di una scelta difficilissima quando nel 1943 disertò dalla nascente Repubblica di Salò diventando uno degli internati militari italiani (IMI). Alla fine della seconda guerra mondiale più di 650.000 soldati italiani sono stati deportati nei lager nazisti perché si sono rifiutati di combattere ancora per i regimi fascista e nazista. 50.000 di loro non sono mai tornati, tutti gli altri sono tornati con storie orribili nascoste nel cuore che non riuscivano nemmeno a raccontare. Nonno Ciccio è stato uno che è riuscito a tornare e la sua storia, per me che ritengo la diserzione l’unico valore eroico a cui un soldato dovrebbe aspirare, è particolarmente toccante. Sostenere la diserzione e parlare dei disertori è qualcosa che ritengo fondamentale. A tal proposito vi invito anche a seguire il progetto “La Libellula”.

Altri ribelli


All’interno del testo sono presenti molt* protagonist* attuali e del passato. Sono riportate le storie e gli esempi di Harriet Tubman “Minty”, Julian Assange, Giordano Bruno, Greta Thunberg, Ipazia di Alessandria, Carola Rackete e non solo. La storia di Itamar Greenberg, disertore e refusenik israeliano, è una chiosa perfetta per riconiungersi a quanto “nonno Ciccio” aveva tramandato attraverso Kento circa 140 pagine e 80 anni prima. Lo spirito del rifiuto della violenza è guidato dallo stesso principio umano e morale. Qualcosa di così naturale da essere spesso dato troppo per scontato. Qualcosa come respirare; come la vita appunto.

[…]l’opposto del soldato: dev’essere il disertore. Dev’essere l’Uomo. L’Uomo che dice «Meglio essere ucciso che uccidere. Meglio disobbedire alla patria e obbedire all’Umanità. Meglio disobbedire alla schiavitù e alla guerra e obbedire alla libertà e alla pace. Meglio essere sacrilego e in difesa della vita che religioso e in difesa della morte.[…]

tratto da “Diario di un disertore” di Bruno Misefari


Conclusione


Se siete zii, genitori, amici di amici con figli adolescenti e preadolescenti vi consiglio di leggere e donare questo libro. Kento è un bravissimo comunicatore che riesce ad essere sul palco anche tra le pagine di un libro. Il suo modo di usare il palco però è molto lontano da un piedistallo autocelebrativo. Kento cerca l’ascoltatore/lettore con la penna, gli occhi, la voce e il corpo. Una richiesta di impegno e partecipazione che vale la pena seguire.

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AdGuard per Mac supporta tre nuovi browser con intelligenza artificiale


AdGuard per Mac v2.18 supporta ChatGPT Atlas, Perplexity Comet e Dia. Requisiti aggiornati a macOS 12 e miglioramenti al sistema di filtraggio.
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AdGuard per Mac si aggiorna alla versione 2.18 portando il supporto a ChatGPT Atlas, Perplexity Comet e Dia, tre browser che integrano funzioni di intelligenza artificiale. L’adblocker ora funziona senza problemi anche su questi nuovi software, garantendo la stessa esperienza di navigazione pulita degli altri browser.

Tra le novità c’è l’aggiornamento dei requisiti di sistema: da questa versione serve almeno macOS 12. Chi usa versioni precedenti del sistema operativo potrà continuare a usare AdGuard normalmente, ma senza ricevere gli ultimi aggiornamenti.

Gli sviluppatori hanno anche aggiornato la Filter List Manager per rendere più veloci e affidabili gli aggiornamenti delle liste di blocco. Per chi cerca protezione completa online, AdGuard offre anche AdGuard DNS per bloccare pubblicità e tracciamento a livello DNS e Adguard VPN per navigare in sicurezza e anonimato.


FONTE adguard.com

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Google lancia Gemini 3 Flash, disponibile gratis per tutti


Google lancia Gemini 3 Flash: il nuovo modello AI tre volte più veloce di 2.5 Pro, disponibile gratis nell'app Gemini e nella ricerca Google.
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Google ha rilasciato Gemini 3 Flash, la nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale che punta tutto sulla velocità. Da oggi diventa il modello predefinito nell’app Gemini e nella modalità AI della ricerca Google, sostituendo la versione 2.5 Flash.

La particolarità del nuovo modello sta nel fatto che riesce a raggiungere prestazioni simili ai modelli più grandi e “pensanti” ma in molto meno tempo. Secondo i dati di Google è tre volte più veloce rispetto a Gemini 2.5 Pro, pur mantenendo una qualità equivalente o superiore in molti compiti. Il tutto a un costo più basso per chi usa le API: 0.50 dollari per milione di token in ingresso e 3 dollari per milione in uscita.

Cosa cambia per gli utenti


Chi usa l’app Gemini può ora sfruttare capacità di ragionamento più avanzate per analizzare video e immagini, trasformando contenuti multimediali in piani d’azione pratici in pochi secondi. Il modello è particolarmente efficace nel capire il contesto: riesce a interpretare disegni mentre li stai ancora tracciando, analizzare registrazioni audio per creare quiz personalizzati o aiutarti a costruire piccole applicazioni usando solo la voce.

Anche la ricerca Google con modalità AI riceve l’aggiornamento: le risposte diventano più articolate e contestualizzate, combinando informazioni locali in tempo reale con link utili dal web.

Per gli sviluppatori


Gemini 3 Flash è già disponibile tramite API in Google AI Studio, Vertex AI e altri strumenti per sviluppatori. Il modello eccelle nei compiti di programmazione, ottenendo un punteggio del 78% su SWE-bench Verified, un test che valuta la capacità di risolvere problemi di codice reali. Aziende come JetBrains e Figma stanno già sperimentando il modello per i loro prodotti.


FONTE blog.google

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Cartoomics 2025: il gioco e la didattica nelle storie a bivi di Topolinoedu.inaf.it/news/eventi/report…
Raccontiamo dell’incontro svoltosi a Milano dedicato a Bruno Concina e alle storie a bivi di Topolino, tra gioco e didattica
#BrunoConcina #didattica #MilanGamesWeekCartoomics #Topolino@astronomia @astronomia
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oggi, 22 dicembre, alle 21:30, antonio syxty e il suo libro “nz” a ‘radioquestasera’, intervistato da gianluca garrapa


copertina di NZ, di Antonio Syxty
cliccare per la scheda

Oggi, 22 dicembre, nel contesto della puntata 57 del programma Radioquestasera (ospitato da PuntoRadioFM dalle ore 21:30), Gianluca Garrapa intervista Antonio Syxty, performer, artista visivo, autore, regista di teatro, cinema, televisione ed eventi, autore di NZ (Nuova Zelanda) – edito da ikonaLíber nella collana ‘Syn scritture di ricerca‘.
Brano musicale abbinato: “You Are My Destiny ” di Paul Anka.

ikona.net/antonio-syxty-nz/

facebook.com/antonio.syxty.nz.…

slowforward.net/2025/03/11/esc…

#AntonioSyxty #collanaSyn #EdizioniIkonaLíber #gianlucaGarrapa #IkonaLíber #intervista #NuovaZelanda #NZ #PaulAnka #presentazione #puntoradioFm #PuntoRadioFM #radio #Radioquestasera #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicercaSyn


esce “nz”, di antonio syxty, nella collana ‘syn_ scritture di ricerca’ della casa editrice ikonalíber


la più recente uscita nella collana SYN_scritture di ricerca, a cura di MG:
NZ, di Antonio Syxty

copertina di NZ, di Antonio Syxty

ikona.net/antonio-syxty-nz/

facebook.com/antonio.syxty.nz.…

NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.
In effetti il libro attiva o meglio registra una effettiva dislocazione o rilocazione identitaria, in cui chi scrive è in buona sostanza e primariamente un organismo di accumulo, o – come scrive A.S. in un appunto personale – in fondo «l’idea è che una biografia / autoritratto / opera possa creare continue derive di senso e accadimenti. […] Io penso che noi siamo un processo di accumulo», che si esplica in una euforica e delirante dérive e flânerie in grado di intercettare e disporre sulla pagina materiali i piú diversi: mappe, disegni, musiche, fotografie, storie altrui, estratti di notizie. In questo modo, in fondo, non è nemmeno Antonio Syxty (identità artistica) a scrivere: è semmai proprio e principalmente il materiale raccolto, che si precipita in pagina grazie alle virtú di calamita alchemica (altra espressione di A.S.) dell’autore – con o senza virgolette.

MG

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#AntonioSyxty #casaEditriceIkonaLíber #collanaSyn #dérive #flânerie #IkonaLíber #NuovaZelanda #NZ #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicerca #SYN_ScrittureDiRicerca #Syn_scrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicercaIkonaLiBer_


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Coursera acquisisce Udemy, fusione prevista nel 2026


Coursera acquisisce Udemy: le due piattaforme di e-learning si fondono con focus sulle competenze AI. Chiusura prevista nella seconda metà del 2026.
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Coursera e Udemy si fonderanno in un’unica società. L’operazione, che dovrebbe chiudersi nella seconda metà del 2026, prevede uno scambio di azioni: gli azionisti di Udemy riceveranno 0,8 azioni Coursera per ogni loro azione.

Le due piattaforme di corsi online hanno approcci diversi ma complementari. Coursera lavora principalmente con università e aziende per offrire corsi certificati, mentre Udemy si concentra su un marketplace dove istruttori indipendenti pubblicano contenuti, puntando molto sulla formazione aziendale.

Focus sulle competenze AI


Dietro la fusione c’è soprattutto la necessità di rispondere alla crescente richiesta di formazione sull’intelligenza artificiale. Entrambe le aziende hanno investito parecchio su questo fronte negli ultimi mesi: Coursera ha stretto partnership con OpenAI e Anthropic, Udemy ha appena lanciato un sistema di apprendimento personalizzato basato sull’AI.

La fusione punta a coprire meglio l’intero spettro della formazione professionale, dai corsi rapidi ai percorsi più strutturati.


FONTE investor.coursera.com

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francesco muzzioli: elogio (ed epicedio) della rivista


sul proprio sito, Francesco Muzzioli pubblica un elogio che è tuttavia purtroppo anche un epicedio della forma-rivista, almeno nelle modalità con cui si è prodotta e diffusa (e negli effetti che ha avuto) durante l’arco intero del Novecento: francescomuzzioli.com/2025/12/…

#elogio #epicedio #FrancescoMuzzioli #rivista #riviste

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Cuore a cuore, donare gli organi per dare speranza


Promuovere la cultura della donazione di organi, non solo con informazioni medico-scientifiche, ma anche attraverso testimonianze dirette di donatori e riceventi.

Questo l’intento dell’incontro “Donare gli organi: una scelta di speranza”, organizzato dall’associazione Cuore a cuore (associazione di pazienti con scompenso cardiaco), che si è tenuto sabato 20 dicembre presso la […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/12/22/cuor…

#Cannizzaro #donazioneOrgani #RegioneSiciliana #trapiantoDiOrgani

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dip 060: le deficienze del contesto


caspita, sono veramente – a giugno del 2026 – vent’anni dalla nascita di gammm.
e qui ancora sento ronzare “la poesia”, “la lirica”, “e ma l’io?”.

#differx #dip #dip060 #dip060

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CoMaps si aggiorna con dati OpenStreetMap di dicembre e migliorie Android


CoMaps aggiorna a dicembre i dati OpenStreetMap, migliora la navigazione evitando corridoi parcheggi e avvisa su Android quando le mappe sono obsolete.
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È disponibile la versione 2025.12.19-11 di CoMaps, l’alternativa open source e privacy-friendly a Google Maps. L’aggiornamento porta i dati OpenStreetMap del 17 dicembre e alcune modifiche utili per l’uso quotidiano.

La novità più pratica riguarda la navigazione in auto: il sistema ora evita di usare i corridoi dei parcheggi per calcolare i percorsi. Su Android arriva un avviso quando le mappe scaricate diventano vecchie, con un pulsante rapido per aggiornarle direttamente dalla scheda del luogo. I pulsanti dello zoom cambiano aspetto e l’interfaccia riceve vari ritocchi grafici.

Chi usa Android Auto troverà risolto un problema con la scala visuale che si impallava passando dal telefono all’auto. L’editor OpenStreetMap integrato migliora i controlli sui tag.

CoMaps funziona completamente offline dopo aver scaricato le mappe, è senza pubblicità e gestito dalla comunità in modo trasparente. Disponibile su Android e iOS.


FONTE codeberg.org

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[r] _ sostenere le librerie indipendenti: iniziando da ‘mannaggia’, di perugia, che ha un ricchissimo catalogo online e spedisce in tutta italia


La libreria Mannaggia ha un sito finalmente! e SPEDISCE IN TUTTA ITALIA! ... solo da MANNAGGIA è possibile trovare praticamente TUTTA l'editoria di qualità e le collane indipendenti che fanno la buona anzi l'ottima letteratura

La libreria Mannaggia ha un sito che SPEDISCE IN TUTTA ITALIA! … solo da MANNAGGIA è possibile trovare praticamente TUTTA l’editoria di qualità e le collane indipendenti che fanno la buona anzi l’ottima letteratura.

“Nel negozio online di Mannaggia potrete esplorare il nostro catalogo, con migliaia di titoli pubblicati da editori indipendenti, fare i vostri acquisti e riceverli a casa. Vi basterà seguire questo link: https://mannaggialibreria.sumupstore.com/

Il sito sarà costantemente aggiornato con nuovi titoli e nuove case editrici, quindi non perdetelo di vista”. Ecco 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 :

MANNAGGIA SPEDISCE IN TUTTA ITALIA con le seguenti tariffe:
● Fino a 50,00 € di spesa: 5,00 €
● Da 50,00 a 80,00 €: 2,50 €
● Oltre gli 80,00 €: spedizione gratuita

Le spedizioni verranno effettuate tramite corriere in 1-2 giorni lavorativi e consegnate in 3-5 giorni lavorativi dal momento dell’ordine.

☞ Se troverete dei libri che vi interessano ma non avrete bisogno della spedizione (sì, anche chi vive a Perugia come noi può usarlo!), potrete prenotare il 𝗿𝗶𝘁𝗶𝗿𝗼 𝗶𝗻 𝗻𝗲𝗴𝗼𝘇𝗶𝗼 e li metteremo da parte per voi.

☞ Nella pagina dei prodotti potrete inserire, nella barra di ricerca, i titoli o gli autori dei libri che cercate: https://mannaggialibreria.sumupstore.com/prodotti

☞ Nella 𝘀𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗴𝗼𝗿𝗶𝗲 della pagina dei prodotti troverete i nostri 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗳𝗮𝗯𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼, ma anche:

● I consigli della libraia e del libraio mannaggici:

Carlo: mannaggialibreria.sumupstore.c…

Francesca: mannaggialibreria.sumupstore.c…

● I nostri pacchetti a sorpresa, con i quali potrete decidere di fidarvi ciecamente di Mannaggia. Voi scegliete un tema e un importo (da 30,00 € a 100,00 €) e noi scegliamo i libri.

Quali sono i pacchetti (finora) disponibili? 𝘈𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘊𝘪𝘯𝘦𝘮𝘢, 𝘊𝘭𝘢𝘴𝘴𝘪𝘤𝘪 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘌𝘳𝘰𝘵𝘪𝘴𝘮𝘰, 𝘍𝘢𝘯𝘵𝘢𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦 𝘸𝘦𝘪𝘳𝘥, 𝘍𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦, 𝘍𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘣𝘳𝘦𝘷𝘪 (𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪, 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘦 𝘦 𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘪𝘣𝘳𝘪𝘥𝘦), 𝘍𝘶𝘮𝘦𝘵𝘵𝘪, 𝘎𝘪𝘢𝘭𝘭𝘪 𝘦 𝘵𝘩𝘳𝘪𝘭𝘭𝘦𝘳, 𝘏𝘪𝘤 𝘦𝘵 𝘯𝘶𝘯𝘤 (𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢 𝘢𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘢𝘪𝘯𝘴𝘵𝘳𝘦𝘢𝘮), 𝘏𝘰𝘳𝘳𝘰𝘳, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘢𝘧𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘢, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘧𝘳𝘢𝘯𝘤𝘦𝘴𝘦, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘯𝘨𝘭𝘦𝘴𝘦, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘴𝘱𝘢𝘯𝘰𝘢𝘮𝘦𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘢, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘯𝘰𝘳𝘥𝘢𝘮𝘦𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘢, 𝘓𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘭𝘶𝘴𝘰𝘧𝘰𝘯𝘦, 𝘔𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘣𝘭𝘶𝘦𝘴 𝘫𝘢𝘻𝘻 𝘴𝘰𝘶𝘭, 𝘔𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘱𝘰𝘱 𝘳𝘰𝘤𝘬 𝘱𝘶𝘯𝘬 𝘱𝘰𝘴𝘵-𝘱𝘶𝘯𝘬, 𝘕𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢𝘭𝘪 𝘢𝘮𝘣𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘗𝘰𝘦𝘴𝘪𝘢 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘢𝘯𝘦𝘢, 𝘗𝘰𝘦𝘴𝘪𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘢𝘯𝘦𝘢, 𝘙𝘦𝘤𝘶𝘱𝘦𝘳𝘪 (𝘢𝘶𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘷𝘳𝘦𝘮𝘮𝘰 𝘥𝘰𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦), 𝘙𝘰𝘮𝘢𝘯𝘻𝘪 𝘥𝘪 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘙𝘰𝘮𝘢𝘯𝘻𝘪 𝘦 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘈𝘴𝘪𝘢, 𝘚𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 (𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢), 𝘜𝘮𝘰𝘳𝘪𝘴𝘮𝘰, 𝘝𝘪𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘳𝘦𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘨𝘦 𝘦𝘴𝘱𝘭𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪, 𝘠𝘰𝘶𝘯𝘨 𝘢𝘥𝘶𝘭𝘵

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Carlo e Francesca

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