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PeerTube aggiunge la modalità creator: ora puoi caricare video da mobile


L'app di PeerTube si aggiorna con la modalità creator: ora è possibile caricare e gestire video direttamente da smartphone!
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L’applicazione ufficiale di PeerTube, l’alternativa decentralizzata a YouTube, si aggiorna con una funzione attesa da tempo: la possibilità di pubblicare video direttamente dallo smartphone. La novità arriva a un anno dal lancio dell’applicazione ufficiale e segna un passo importante per la piattaforma.

Cosa c’è di nuovo


La versione 2.0 dell’app introduce una sezione “Creator” che permette di gestire canali e video in mobilità. Si può registrare un video al volo o sceglierne uno dalla galleria del telefono, modificare titolo, descrizione, miniatura, sottotitoli e capitoli, esattamente come si farebbe dalla versione web. Il caricamento avviene in background, quindi si può continuare a usare il telefono mentre il video viene pubblicato.

La gestione dei contenuti è completa: dall’app si possono modificare le informazioni dei video già caricati, scaricarli, aggiungerli a playlist o eliminarli. Manca ancora il live streaming e l’importazione da URL, ma sono funzionalità in programma per il futuro.

Un anno di sviluppo costante


Dall’uscita della prima versione lo scorso dicembre, l’app ha fatto passi avanti considerevoli. Sono stati aggiunti login, commenti, notifiche, playlist, cronologia visualizzazioni e la possibilità di scaricare video dove permesso. Il tutto finanziato da crowdfunding e donazioni, senza pubblicità o investitori esterni.

Framasoft, l’associazione francese dietro PeerTube, punta a raggiungere 250mila euro di donazioni entro fine anno per continuare lo sviluppo. Hanno già superato i 150mila grazie a oltre 3mila sostenitori. Tra le prossime novità previste ci sono la riproduzione in background (utile per i podcast) e una versione ottimizzata per tablet.

PeerTube resta una scommessa ambiziosa: costruire un’alternativa decentralizzata a YouTube senza cedere alle logiche delle Big Tech è tutt’altro che semplice, ma il progetto continua a crescere.


Post by @peertube@framapiaf.org
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📱 The #PeerTube mobile app now has a creator mode!

Update your app and start posting all your videos on PeerTube, wherever you are! 🎥

Read our dedicated article to find out more about this update: framablog.org/2025/12/16/publi…


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“Beyond the Cart: The Future of Online Shopping”. Uno studio svela come l’e-commerce ispiri, intrattenga e ridefinisca la moda


Il futuro dello shopping online sarà sempre più immersivo e guidato dalla tecnologia: realtà aumentata e virtuale, seguite da innovazioni legate alla sostenibilità e iper-personalizzazione basata sull’IA continueranno a trasformare il settore
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Lo shopping online non è più solo questione di carrelli virtuali: è diventato un vero e proprio ecosistema di esperienze, ispirazioni e intrattenimento. Secondo lo studio “Beyond the Cart: The Future of Online Shopping, condotto da Zalando insieme all’istituto di ricerca Ipsos Doxa, gli italiani sono sempre più protagonisti di questa evoluzione digitale: quasi 9 su 10 (89%) acquistano prodotti di moda su piattaforme di e-commerce multibrand con un picco che raggiunge il 94% per i rispondenti tra i 25 e 34 anni. E non è solo una questione di comodità: 7 consumatori su 10 dichiarano che l’online oggi pesa molto di più rispetto a cinque anni fa nelle proprie decisioni di acquisto (69%).
a person sitting on a couch with a laptopPhoto by Surface / Unsplash

La moda diventa esperienza: IA e realtà aumentata sempre più al centro


Secondo gli italiani, le piattaforme digitali non sono solo un canale di acquisto ma un luogo di espressione personale soprattutto quando si tratta dell’acquisto di prodotti moda e beauty. Oggi, infatti, il 70% degli acquirenti ritiene che lo shopping online consenta di rappresentare meglio la propria identità, una percezione che cresce per gli adulti tra i 35 e i 44 anni (78%) e cala tra i Baby Boomer (57%). A guidare questa sensazione di libertà e auto-rappresentazione sono soprattutto l’ampia varietà di stili e brand a disposizione (25%), le funzionalità tech per l’ispirazione e le taglie (23%) e la possibilità di sperimentare look che non si proverebbero mai in un negozio fisico (22%).

Per Zalando, l’innovazione tecnologica rappresenta il principale catalizzatore della transizione verso un uso sempre più diffuso degli e-tailer. Le tecnologie di virtual try-on e realtà aumentata come, per esempio, i camerini virtuali, costituiscono la nuova frontiera dell’e-commerce: un terreno già familiare alle generazioni più giovani, che hanno già sperimentato queste funzionalità (67% tra gli under 25, rispetto alla media nazionale del 48%). Un dato particolarmente significativo riguarda anche gli over 55: sebbene il 69% non abbia mai utilizzato questi strumenti, il 46% manifesta l’interesse a provarli in futuro. L’emozione prevalente di fronte a queste innovazioni è l’entusiasmo (31%), seguita a stretto giro dalla curiositàmista a una certa cautela e dalla tranquillità, segno che una parte crescente dei consumatori considera ormai queste tecnologie come parte integrante dell’esperienza di shopping quotidiana (23%).

Dopo aver trasformato il modo in cui i consumatori esplorano e provano i prodotti, la tecnologia sta ridefinendo anche il modo in cui vengono scelti. L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante: più di 1 italiano su 2 (56%) dichiara infatti di considerare l’IA come alleata nello shopping online di moda ; i più giovani si dimostrano poi i più propensi: il 66% degli under 25 e il 69% della fascia 25-34 anni si affidano con entusiasmo ai suggerimenti dell’algoritmo. Sebbene emergano alcune preoccupazioni più emotive che tecniche come, la mancanza di prova propria dell’esperienza fisica (21%) e il timore di standardizzazione del gusto (16%), la percezione generale degli italiani* è più che positiva: l’IA consente di risparmiare tempo (21%, con un picco al 32% per la fascia dei più giovani), eleva l’esperienza di shopping in generale (18%), permette di ricevere raccomandazioni di stile personalizzate (18%) e di ottenere maggiori informazioni sui prodotti (14%).

Dalla moda all’ispirazione: il nuovo ruolo dei retail digitali come curatori culturali


Oggi i siti di e-commerce non sono più semplici vetrine virtuali, ma veri e propri curatori culturali: il 71% degli italiani li considera una vera fonte di ispirazione e scoperta. Questo ruolo guida si riflette anche nello stile personale: per il 56% del campione, gli acquisti online influenzano la scelta dei propri look e tra questi il 43% sottolinea l’importanza del mix tra i contenuti proposti dalle piattaforme ed altre ispirazioni esterne. La brand discovery completa poi il quadro: l’80% dichiara di aver scoperto nuovi marchi grazie allo shopping online, con picchi oltre il 90% tra i più giovani, per i quali la scoperta di nuovi brand rappresenta ormai un passaggio imprescindibile dell’esperienza d’acquisto.

La tecnologia da sola non basta: la vera innovazione nasce quando ci mettiamo nei panni dei nostri clienti e usiamo il tech e la nostra expertise per risolvere ciò che per loro conta davvero. In Zalando vogliamo guidare il passaggio verso un e-commerce emozionale, dando vita ad esperienze di shopping capaci di generare ispirazione, connessioni e personalizzazione per tutti” ha dichiarato Eloisa Siclari di Zalando.


Lusso: giovani protagonisti, qualità e storytelling i nuovi pilastri


Per quasi 1 italiano su 2 il lusso è associato alla qualità eccezionale e alla maestria artigianale come elemento distintivo principale, seguiti dalla reputazione del brand (40%) e da un’esperienza di shopping esclusiva (28%). Ma c’è un dato che sorprende e che cambia la prospettiva: per i giovanissimi il lusso non è possesso, ma narrazione e significa soprattutto storytelling autentico e heritage (30%, quasi il doppio della media del 16%). Sul fronte degli acquisti il digitale si conferma protagonista: il 79% degli under 25 ha già comprato articoli luxury online contro il 58% degli over 55, dimostrando come l’online sia un canale fortemente rappresentato negli acquisti delle categorie premium e di lusso.

Verso il 2030: lo shopping del domani


Lo shopping del futuro non si farà solo online, ma dentro l’esperienza stessa. Per gli italiani, il futuro dello shopping online sarà sempre più immersivo e tecnologico: realtà aumentata e virtuale guideranno l’evoluzione del settore (33%), mentre innovazioni legate alla sostenibilità (24%) e intelligenza artificiale e iper-personalizzazione (23%) continueranno a trasformare profondamente tutta l’industry. Nella top 3 delle funzionalità tecnologiche destinate ad avere maggiore impatto in futuro, al primo posto figurano strumenti che permettono di provare gli articoli in modo sempre più realistico - dai camerini virtuali ai virtual try-on, indicati dal 31% degli intervistati (con una leggera crescita al 36% tra gli over 55). Seguono i capi smart e connessi all’IoT (24%) e il 3D printing con la produzione on-demand di abbigliamento (23%). Tuttavia, la classifica cambia radicalmente guardando ai più giovani: per loro al primo posto si collocano gli smart fabrics (31%), seguiti dal 3D printing (28%) e dalle esperienze immersive (26%), a conferma di una sensibilità crescente verso i nuovi modelli di consumo, tra sostenibilità, innovazione e sperimentazione sensoriale.

Il futuro dello shopping non profuma solo di novità, ma di esperienze. Secondo lo studio di Zalando e Ipsos Doxa, le parole che descrivono meglio lo shopping di moda e beauty del 2030 sono: tecnologia e innovazione, sostenibilità e consapevolezza e meta-luxury, (esperienze e prodotti che trasmettono lusso attraverso l’esclusività digitale e lo storytelling (26%)). Il meta-luxury conquista particolarmente la fascia 18-24 anni (40%), suggerendo che il valore dei brand non risiederà più solamente nella qualità del prodotto, in pratica ci muoveremo verso un nuovo modo di intendere il lusso, dove a brillare non è l’oggetto, ma la storia che sa raccontare. La top 3 per questa generazione è completata da tecnologia e innovazione (30%) e curiosamente, dalla sinestesia, ovvero esperienze d’acquisto multisensoriali che integrano stimoli visivi, tattili e uditivi (26% contro il 16% della media nazionale). I risultati della ricerca mettono in luce come i siti di e-commerce multibrand siano sempre più un canale di acquisto centrale per i consumatori italiani, fungendo non solo da punto di transizione, ma da motori di innovazione, di stile e cultura. In particolare, emergono come driver chiave nell’esperienza di shopping per tutte le generazioni l’immersività e l’ispirazione.

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Frontiera — Francesco Costa


Frontiera è un libro che vuole spiegare gli Stati Uniti d’America contemporanei, ma risente troppo dello stile dell’autore e, incredibilmente, degli avvenimenti accaduti dopo la pubblicazione.

Lo stile di Francesco Costa è molto particolare, tende a saltare da un argomento all’altro molto velocemente, alle volte senza alcuna consequenzialità logica. È uno stile che va benissimo per alcune puntate di un podcast (e i suoi podcast sono ottimi, molto semplici da seguire), ma per un libro rende un po’ disconnessa la lettura. Il modo migliore per descriverlo è chiedervi di tornare con la mente a quella scena presente molto spesso nelle sitcom nordamericane in cui un adolescente prende in mano una macchina per la prima volta e comincia ad accelerare e frenare alternativamente di continuo; ecco, Frontiera mi è sembrato così: delle volte accelera su un argomento, per poi frenare subito dopo.

Certo, non è un libro che vuole insegnare niente, vuole solo mostrare cosa sono gli Stati Uniti degli anni 2020, ma buttare insieme troppe nozioni, spesso slegate tra loro, genera un senso di confusione.

Incredibilmente, poi, ciò che è accaduto negli USA dopo la pubblicazione del libro (edito nel 2024) contraddicono tutte le previsioni di Costa, anche le più rosee (ma, diciamocelo, è stato un periodo estremamente burrascoso e nessuno si aspettava quello che è successo e quello che sta ancora succedendo).

Frontiera è ottimo per frasi un’idea di come funzionano gli Stati Uniti lontano dalle telecamere e dalle sparate dei suoi politici, se riuscite a sopportare lo stile nozionistico di Costa.


Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary


@libri

#BibliofiliIncurabili #libri #Recensioni

in reply to Il mondo di Manuel

> Lo stile di Francesco Costa è molto particolare, tende a saltare da un argomento all’altro molto velocemente

Questo è vero @mannivu.wordpress.com e spesso il collante dei suoi podcast è soprattutto l'entusiasmo che traspare sempre dai suoi racconti. Deve essere strano quindi ritrovare lo stesso stile in un libro.
In ogni caso, mi hai incuriosito

@libri

L’angolo del lettore reshared this.

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“They Banned Social Media” — “Hanno Bandito i Social Media” (per i superminorenni in Australia)


youtube.com/watch?v=ZcX_EhQJlB…

Sapevamo che, in Australia, quest’anno si sarebbe dovuta concretizzare la magagna del ban dei social network per i minori di 16 anni… che da un lato ehh vabbè, che ne parliamo a fare, tanto fa semplicemente tutto schifo e lo sappiamo… ma dall’altro, come sempre, è interessante vedere gli effetti immediatamente postumi di queste merdate. Io in realtà credevo fosse già tutto in vigore, perché mi scordo che la burocrazia è lenta in culo, e quindi che il fatto che la notizia girasse da mesi non vuol dire che il tutto fosse già finito… ora, però, la notizia è di nuovo attuale, perché adesso lo schifo sembra tutto ben in vigore. 🥰

Stanno allora uscendo vari video, e io ho trovato questo qui, che sembra carino… tolto il dettaglio che il tizio non sa leggere correttamente le stesse infografiche che lui ha presentato a schermo all’inizio, vabbè, io non ho parole. A parte le piccolezze, l’unica cosa che certamente non è una sorpresa in tutto questo è che, chi mai lo avrebbe detto… il ban è assolutamente inutile, nella sostanza! Ragazzini e bambini o evadono i controlli d’età senza tutto sommato grandi difficoltà… o, cosa che mette ancora più in ridicolo i legislatori secondo me — così come i non so se pochi o tanto genitori scemi che hanno spinto affinché lo Stato si inventasse ‘sta roba — eludono proprio il ban stesso… abbandonando le app prese di mira dalla legge, e passando ad altre non previste, olè! 🍄

Già si sapeva — questo perché è da mesi che lo si vede condiviso online, a causa della legge simile arrivata prima in UK — il bel trucchetto con cui si supera la verifica d’età tramite riconoscimento facciale usando i volti di personaggi dei videogiochi… ma, a quanto pare, ora si usano anche delle belle e semplici maschere di plastica, altro che tecnologia avanzata, per fare la stessa cosa… quante belle opzioni che ci sono nel 2025!!! E allo stesso tempo, applicazioni mai sentite prima, che non sono state minimamente immaginate da chi ha voluto la legge (…così come nessuna persona al mondo prima di oggi, direi), sono magicamente finite in cima alle classifiche degli store di app, dato che giustamente i ragazzini sono nel panico… e beh, se questo vale addirittura per app con nomi assurdi del calibro di quel meme dei servizi di streaming, io non penso ci sia speranza. (Come se poi ci fosse mai stata speranza in generale per il proibizionismo, in anche solo un singolo campo.) 😝

La cosa che mi ha fatta zompare è che le notifiche di “ehi ehm scusa tra poco ti blocchiamo l’account se non fai il compleanno ahahha rip“, a proposito, fanno veramente paura, ma non le ho percepite come nulla di particolarmente nuovo, sul vederle… E sarà questo forse perché io, da europea, ricordo perfettamente l’aria di merda che tirava poco dopo l’introduzione del GDPR (poi sono cambiate alcune cosine, non so come), anni e anni or sono, quando io ero ancora superminorenne, e per puro culo non ho mai perso account (anche se, 1 volta, ci sono andata vicinissima con uno Google… e me la scampai creando documenti falsi con Paint), ma tanta altra gente sì? (Ricordo in particolare Twitter fosse molto stronzo.) Decisamente mistico, da gen Z, avere proprio questa esperienza in comune con la gen Alpha, a questo punto… ma ecco dove ci porta il mondo di oggi. 💀

Comunque, al di là del ridere, è davvero assurdo… lo Stato che sempre più comanda sulle vite private dei cittadini, in misura alquanto antidemocratica (anche se, ovviamente, non ci sono punizioni per i privati cittadini che evadono queste norme… e ci mancherebbe altro!), e con la faccia tosta di dire che è per il bene di color che son colpiti… mannaggia! Anche se, in tutta sincerità… se i ragazzini si levassero dalle varie piattaforme di Big Social, precisamente ingegnerizzate per rompere la salute mentale degli utenti allo scopo di massimizzare i profitti, e fossero costretti a spostarsi su robe come il Fediverso, o anche solo canali WhatsApp e Telegram, quindi comunque mantenendo tutta la comunicazione ma riducendo molto il danno, male non farebbe affatto… e questo vale pure per gli adulti, ovviamente. Vabbé, non devo dire altro a questo punto, mi sa. 💨

#australia #ban #minori #social

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
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17 estensioni Firefox infette scaricate 50.000 volte: malware nascosto nelle icone


17 estensioni Firefox infette con malware GhostPoster scaricate 50.000 volte. Codice nascosto nelle icone PNG rubava link affiliati e dati di navigazione.
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Scoperte 17 estensioni malevole per Firefox che nascondevano codice dannoso direttamente nei file icona PNG. La campagna, battezzata GhostPoster, ha totalizzato oltre 50.000 download prima che Mozilla rimuovesse tutto dallo store.

Le estensioni si spacciavano per strumenti utili: VPN gratuite, tool per screenshot, traduttori di Google, ad blocker e temi dark mode. L’estensione più vecchia risale al 25 ottobre 2024.

Come funziona l’attacco


Il trucco è sofisticato: quando carichi l’estensione, il file icona PNG viene scaricato normalmente. Ma dentro quel PNG c’è del codice JavaScript nascosto dopo un marcatore speciale (===). Il malware lo estrae e lo esegue, contattando server esterni per scaricare il payload completo.

Per non farsi beccare, il sistema è progettato per attivarsi solo nel 10% dei casi e aspetta 48 ore tra un tentativo e l’altro. Inoltre non si attiva fino a 6 giorni dopo l’installazione. Non semplicissimo da individuare, insomma.

Cosa fa sul tuo browser


Una volta attivo, GhostPoster mette in atto diverse strategie per monetizzare:

Link affiliati rubati: intercetta i link verso siti di e-commerce cinesi come Taobao e JD.com, sostituendo i codici affiliato originali con quelli degli attaccanti

Tracking invisibile: inietta il codice di Google Analytics in ogni pagina che visiti, profilando silenziosamente le tue abitudini di navigazione

Header di sicurezza rimossi: elimina protezioni come Content-Security-Policy e X-Frame-Options dalle risposte HTTP, esponendoti a clickjacking e attacchi XSS

Iframe nascosti: inserisce iframe invisibili che caricano URL controllati dagli attaccanti, permettendo frodi pubblicitarie e click fraud

Bypass CAPTCHA: aggira i controlli anti-bot per far sembrare le operazioni del malware come traffico umano legittimo

Le estensioni da evitare


Ecco la lista completa delle estensioni infette (ora rimosse):

  • Free VPN
  • Screenshot
  • Weather (weather-best-forecast)
  • Mouse Gesture (crxMouse)
  • Cache – Fast site loader
  • Free MP3 Downloader
  • Google Translate (google-translate-right-clicks)
  • Traductor de Google
  • Global VPN – Free Forever
  • Dark Reader Dark Mode
  • Translator – Google Bing Baidu DeepL
  • Weather (i-like-weather)
  • Google Translate (google-translate-pro-extension)
  • 谷歌翻译
  • libretv-watch-free-videos
  • Ad Stop – Best Ad Blocker
  • Google Translate (right-click-google-translate)

Non tutte usano la stessa tecnica steganografica, ma tutte comunicano con la stessa infrastruttura di comando e controllo, segno che dietro c’è un singolo gruppo o attore.

Il problema delle VPN “gratuite”


Non è la prima volta. Di recente un’estensione VPN per Chrome ed Edge è stata beccata a rubare conversazioni da ChatGPT, Claude e Gemini per rivenderle a data broker. Le VPN gratuite spesso non offrono privacy, ma sorveglianza. Se siete interessati a delle VPN serie e che non rivendono i dati consiglio di utilizzare Proton VPN oppure anche Adguard VPN.

Se hai installato una di queste estensioni, rimuovila immediatamente e controlla le impostazioni del browser per verificare che non siano rimaste tracce.


FONTE koi.ai


Estensioni browser trasformate in spyware: 4 milioni di utenti spiati per anni


Oltre 4 milioni di utenti Chrome e Edge sono stati spiati da estensioni che Google e Microsoft avevano certificato come sicure. Una situazione imbarazzante per entrambe le aziende, emersa da un’indagine dei ricercatori di Koi Security.

Il gruppo responsabile, ribattezzato “ShadyPanda” dai ricercatori, ha operato indisturbato dal 2018 fino ad oggi con una strategia tanto semplice quanto efficace: creare estensioni legittime, farle crescere nel tempo, ottenere badge di verifica e milioni di installazioni, e poi trasformarle in strumenti di sorveglianza con un semplice aggiornamento.

Il trucco della fiducia


La parte più inquietante riguarda Clean Master, un’estensione per la pulizia del browser con oltre 200.000 installazioni. Ha funzionato normalmente per cinque anni, guadagnandosi addirittura lo status di “Featured” e “Verified” da parte di Google. Poi, a metà 2024, un aggiornamento silenzioso l’ha trasformata in una backdoor.

Da quel momento, ogni ora l’estensione scaricava ed eseguiva codice da server esterni. In pratica, chi l’ha creata poteva farle fare quello che voleva.

4 milioni di utenti ancora a rischio


Ma Clean Master è solo la punta dell’iceberg. Come riporta Koi Security, lo stesso sviluppatore ha pubblicato altre cinque estensioni su Microsoft Edge, tra cui WeTab con 3 milioni di installazioni. Queste raccolgono in tempo reale ogni URL visitato, ogni ricerca effettuata, persino i movimenti del mouse, inviando tutto a server cinesi.

Il problema più grosso? Al momento della scrittura sono ancora disponibili sullo store di Edge. Chi le ha installate continua a essere monitorato, e gli sviluppatori potrebbero trasformarle in qualcosa di peggio in qualsiasi momento.

Il vero problema è il sistema


ShadyPanda ha dimostrato una falla strutturale nel modo in cui funzionano gli store di estensioni: i controlli avvengono solo al momento della pubblicazione. Dopo l’approvazione iniziale, nessuno verifica cosa fanno davvero gli aggiornamenti successivi.

Il meccanismo di auto-aggiornamento, pensato per tenere tutto al sicuro, si è trasformato nel vettore d’attacco perfetto. Niente phishing, niente trucchi elaborati: basta aspettare, costruirsi una reputazione e colpire quando ci sono abbastanza vittime.


FONTE koi.ai


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Concorso Osserva il Cielo e Disegna le tue Emozioni: Mondi da immaginareedu.inaf.it/news/premi-e-conco…
Si riparte per la XX edizione del concorso dedicato agli studenti delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado per la realizzazione di opere artistiche (disegni o modelli 3D) ispirate all’astronomia e all’esplorazione dello spazio. La scadenza per la presentazione degli elaborati è il 13 aprile 2026.
#arte #astronomia #didattica #disegni #OsservaIlCieloEDisegnaLeTueEmozioni #osservareIlCielo #Sole #stelle #universo@astronomia @astronomia
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OpenShot 3.4 aggiunge nuovi effetti video


OpenShot 3.4 porta un aumento di velocità del 32%, nuovi effetti video come LUT e lens flare, editing interattivo del ritaglio e keyframe trascinabili sulla timeline.
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OpenShot, uno degli editor video open source più conosciuti e utilizzati, si aggiorna alla versione 3.4 con miglioramenti significativi nelle prestazioni e diverse novità per il montaggio.

Prestazioni e nuovi effetti


Il cambiamento più evidente è un aumento generale della velocità rispetto alla versione precedente. Gli effetti Maschera e Ritaglio sono diventati più veloci e anche l’esportazione dei video guadagna, secondo gli sviluppatori, un 23% di velocità grazie a una gestione ottimizzata della cache.

Tra i nuovi effetti spiccano lo Sharpen per migliorare i dettagli, il Color Map per applicare LUT cinematografiche, la Spherical Projection per convertire video a 360 gradi, il Lens Flare per effetti di luce e l’Outline per contorni più precisi.

Montaggio più intuitivo


L’editing interattivo del ritaglio permette ora di aggiustare l’inquadratura direttamente nell’anteprima video, mentre i keyframe si possono trascinare sulla timeline con un’anteprima in tempo reale. La nuova modalità Timing consente di modificare la velocità dei clip semplicemente trascinandone i bordi.

OpenShot 3.4 include anche una timeline sperimentale per chi vuole testare le funzionalità future del software, anche se gli sviluppatori avvertono che potrebbe essere instabile. Il programma, come sempre, rimane gratuito e disponibile per Linux, Windows e macOS!


FONTE openshot.org

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Treno merci “Il Biancone” con E652.127 + G2000.001 in partenza a San Vincenzo – 06/10/2025


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nuovo testo nel comparto “post-poetica” del sito ‘ahida’: una pagina inedita di filippo balestra


testo inedito di filippo balestra su ahida_ 18 dic 2025
cliccare per leggere

ahidaonline.com/post/postpoeti…

#ahida #ahidaOnline #ahidaonline #cambioDiParadigma #FilippoBalestra #inediti #inedito #postPoesia #postpoesia #postpoetica #ricercaLetteraria #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive

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oggi, 18 dicembre, a roma: presentazione del libro di poesie di mario mieli


Mario Mieli_ copertina del libro di poesie_ Danilo Montanari editore
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locandina presentazione di Paola Mieli del libro di poesie di Mario Mieli il 18 dic. a Roma alla libr. Antigone
cliccare per ingrandire

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#DaniloMontanariEditore #FedericaSantini #FedericoZappino #libreriaAntigone #LibreriaAntigoneRoma #MarioMieli #NicholasBenson #PaolaMieli #poesia #poesie #scritturaSperimentale #scrittureSperimentali #traduzione #traduzioneAFronteInInglese #traduzioni

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DietPi 9.20 aggiunge il server RustDesk e migliora il supporto hardware


DietPi 9.20 introduce il server RustDesk per il controllo remoto e risolve problemi hardware su Orange Pi 5 e Radxa ZERO 3. Tutte le novità del sistema leggero per Raspberry.
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DietPi, uno dei sistemi operativi più leggeri e apprezzati per Raspberry Pi e altri mini computer, si aggiorna alla versione 9.20 con alcune novità interessanti per chi cerca prestazioni ottimali su hardware limitato.

Le novità principali


La caratteristica più rilevante è l’aggiunta di RustDesk Server, il componente server del sistema di desktop remoto open source RustDesk. Chi gestisce più dispositivi può ora installare facilmente il proprio server per controllare i computer da remoto senza passare per servizi esterni.

Sul fronte hardware, gli Orange Pi 5, Max e Ultra ricevono finalmente il supporto completo per le porte USB-A e USB-C in modalità host, rendendo funzionanti dispositivi USB che prima non venivano riconosciuti. Il Radxa ZERO 3 passa al kernel Linux 6.12 LTS, garantendo supporto a lungo termine.

Correzioni importanti


Tra i bug risolti spicca un problema serio nel Drive Manager che in alcuni casi poteva formattare l’unità sbagliata. Sono stati sistemati anche diversi servizi come ProFTPD, LazyLibrarian e Radarr che in determinate configurazioni non funzionavano correttamente.

DietPi continua a essere una scelta interessante per chi vuole spremere il massimo da un Raspberry Pi o dispositivi simili, offrendo un’alternativa snella a distribuzioni più pesanti come Raspberry Pi OS.


FONTE dietpi.com

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New Vision from Old Master, a Roma il Neomanierismo Africano sfida i grandi maestri.


[:it]Una prospettiva innovativa sull’arte africana contemporanea, curata da Antonella Pisilli.[:]
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Dal 13 dicembre 2025 al 31 gennaio 2026, la Black Liquid Art Gallery di Roma aprirà le porte alla mostra collettiva “New Vision from Old Master – Il Neomanierismo Africano”, un evento che promette di essere una celebrazione audace e innovativa dell’arte contemporanea africana. Questa esposizione, curata con passione da Antonella Pisilli, si propone di riscrivere i codici della tradizione artistica occidentale, ponendo al centro una narrazione che non è più subordinata, ma egualitaria.

In un’epoca in cui l’arte africana emerge finalmente dal confine degli stereotipi e delle curiosità esotiche, questa mostra rappresenta un momento cruciale per la rivalutazione del dialogo tra culture. Gli artisti coinvolti non guardano ai “grandi maestri” europei come modelli da emulare, bensì come interlocutori con cui interagire, confrontarsi e ridefinire il significato stesso di arte e creazione. È un atto di ribellione e creatività che testimonia il potere e la vitalità di una scena artistica in continua evoluzione.

Caratteristiche del “Neomanierismo Africano”


Il “Neomanierismo Africano” è una corrente dell’arte contemporanea africana la quale, come accennato, rielabora i codici della tradizione occidentale, in particolare quelli dei grandi maestri del Rinascimento e del Manierismo (chiamati old masters come Michelangelo, Raffaello, ecc.), plasmandoli in chiave nuova e autonoma. Non si tratta di imitazione, ma di un dialogo critico e creativo con il passato.

Attraverso tale dialogo con i vecchi maestri, gli artisti africani riscrivono radicalmente i linguaggi della citazione, della memoria e della forma, talvolta ironicamente, talvolta liricamente, ma non in maniera meramente ossequiosa, bensì mettendoli in discussione ad un livello che potremmo dire essere paritario, almeno nelle intenzioni. In tal senso, l’arte africana non riveste più il ruolo di sorella minore della grande tradizione europea, bensì quello di un nucleo creativo autonomo, pur con le proprie tradizioni ed influenze, come ad esempio l’eredità postcoloniale.

Molti sono gli artisti provenienti da diverse zone dell’Africa che si rifanno a tali concetti; tra di essi Chéri Samba, Aboudia, John Madu, Cristiano Mangovo, Amani Bodo, i quali pur condividendo la medesima visione, utilizzano linguaggi diversi per esprimersi. Attraverso il seguente specchietto si può meglio comprendere la relazione fra il Manierismo europeo ed il Neomanierismo degli artisti africani:

Manierismo (XVI sec.)Neomanierismo Africano (XXI sec.)
OrigineItalia, dopo il RinascimentoAfrica contemporanea, in dialogo con Europa
IntentoRaffinatezza formale, complessità, tensione spiritualeRielaborazione critica, ironica e autonoma dei codici occidentali
Rapporto con i maestriImitazione e superamento dei modelli rinascimentaliTrasformazione e contraddizione dei “grandi maestri”
ContestoArte di corte e religiosaArte globale, postcoloniale, rivendicazione di centralità africana


New Vision from Old Master, oltre la citazione, verso un linguaggio nuovo


Il titolo della mostra, “New Vision from Old Master”, racchiude in sé una potente riflessione sull’arte: come affermava Picasso, “è un grande artista colui che ruba e trasforma”. In questo contesto, gli artisti africani non solo dialogano con la tradizione europea, ma la reinterpretano, la smontano e ne creano una nuova essenza, capace di sorprendere e far riflettere. La figura del “vecchio maestro” non rappresenta più un’autorità indiscutibile, bensì un interlocutore con cui è possibile discutere e creare secondo nuove modalità. In questa interazione sorgono non solo nuove genealogie artistiche, ma anche nuovi modi di osservare ed apprezzare un’arte che non intende più chiedere il permesso di esistere.

Il termine Neomanierismo Africano come scritto, presenta caratteristiche di radicalità espressiva. La dicotomia tra chi crea “in Africa” e chi “nella diaspora” si dissolve, dando vita a una nuova visione che celebra la fluidità e l’erranza creativa, dove ogni artista può trovare il proprio spazio nel vasto panorama globale.

Le opere esposte nella mostra romana non sono solo oggetti da osservare, ma ponti che collegano passato e presente. Attraverso stili eterogenei, gli artisti come Chéri Samba, Aboudia e Cristiano Mangovo sfidano le convenzioni, rielaborando miti e segni storici in un contesto nuovo, a testimonianza di una memoria viva e dinamica. La loro arte diventa un dialogo creativo, una tela di relazioni che attraversa le epoche e ricompone le narrative tradizionali.

Per comodità del lettore ecco una rappresentazione schematica degli artisti presenti e della loro forma d’espressione.

Chéri Samba (Repubblica Democratica del Congo) – noto per i suoi dipinti narrativi che mescolano testo e immagini, affrontando temi sociali e politici.

Aboudia (Costa d’Avorio) – celebre per le sue tele vibranti, ispirate ai graffiti urbani e alla vita quotidiana di Abidjan.

John Madu (Nigeria) – lavora con collage e pittura, reinterpretando simboli della cultura pop e della storia dell’arte.

Cristiano Mangovo (Angola) – esplora la condizione umana con figure deformate e colori intensi.

Amani Bodo (Repubblica Democratica del Congo) – noto per i suoi ritratti potenti che fondono tradizione africana e linguaggi contemporanei.

Islimael Armarh, Olamilekan Abatan, Mfundo Mthiyane, Joseph Chiemerie, Henry James, Liby Lougue, Roberto Pare – ciascuno con stili diversi, ma accomunati dalla volontà di “attraversare e contraddire” i codici dei grandi maestri europei.
Les héritiers manquent, 2019Les héritiers manquent, 2019

Un manifesto visivo: “Mancan gli eredi” di Amani Bodo


Dopo aver messo in luce alcuni dei temi centrali della mostra, è d’uopo soffermarsi su un’opera in particolare: “Mancan gli eredi” di Amani Bodo (il titolo è tradotto dall’originale francese). Si tratta di un acrilico su tela del 2019, il quale rappresenta a pieno titolo il manifesto visivo dell’esposizione, rivelando la consapevolezza e la forza dell’artista. La scena complessa, in cui figure emblematiche come Leonardo e Picasso si trovano fianco a fianco, racconta non solo dell’appropriazione culturale, ma anche dell’emergere di una voce africana che non si limita a imitare, ma rivendica un posto al tavolo del dialogo artistico globale.

Il volto stesso di Amani Bodo, che emerge dall’erba, sfida l’idea di un osservatore passivo. Egli proclama la presenza dell’artista africano come protagonista attivo, in un continuo gioco di specchi tra passato e presente, bellezza e provocazione. È l’artista africano che letteralmente si affaccia sulla grande scena della tradizione occidentale ed europea in particolare. Timidamente? Giocosamente? Ironicamente? Presuntuosamente? Questo lo lasciamo giudicare al visitatore.

Questa visione non è solo un’affermazione estetica, ma anche un atto politico che invita a riflettere sul ruolo dell’artista nella società contemporanea. Possiamo tranquillamente affermare per completezza, che la politica, passata ed attuale, riveste spesso un ruolo di primo piano nelle produzioni artistiche africane contemporanee.

Informazioni sulla mostra:

– Mostra: New Vision from Old Master – Il Neomanierismo Africano
– Indirizzo: Black Liquid Art Gallery, Via Piemonte 69, 00187 Roma
– Data: Dal 13 dicembre 2025 al 31 gennaio 2026
– Orario: Da mercoledì a sabato, dalle ore 12:00 alle ore 19:00
– Inaugurazione: Sabato 13 dicembre 2025, ore 18:00
– Curatrice: Antonella Pisilli

Si tratta di un’occasione ghiottissima per gli amanti dell’arte africana e di quella contemporanea, almeno per chi ha la possibilità di recarvisi.

Infine, un doveroso cenno alla curatrice indipendente e critica d’arte italiana, Antonella Pisilli.


Il suo lavoro si concentra su progetti che mettono in relazione linguaggi artistici africani con la tradizione occidentale, creando ponti culturali e nuove prospettive critiche. Curatrice di mostre in Italia, soprattutto sull’asse Roma – Viterbo, opera spesso in collaborazione con la Black Liquid Art Gallery, una realtà che promuove artisti africani contemporanei. Attraverso eventi che intrecciano estetiche globali e locali, e che cercano di ridefinire il ruolo dell’Africa nel panorama artistico internazionale, mirando a spostare il baricentro dell’arte globale, e dunque riconoscendo l’Africa come un polo creativo di primo piano. Le sue mostre non si limitano a esporre opere, ma costruiscono “percorsi narrativi che stimolano riflessioni su identità, tradizione e modernità”.

Le mostre curate:

  • “New Vision from Old Master – Il Neomanierismo Africano” (Roma, dicembre 2025 – gennaio 2026)
  • “ÀAÀ, Àwòrán Aláṣejù Àṣà – Olamilekan Abatan e il Neobarocco africano” (Roma, aprile – giugno 2025): esposizione dedicata al giovane artista nigeriano Olamilekan Abatan, che reinterpreta i classici con un linguaggio iperrealista e barocco
  • “Beyond the Surface: The Inner World of Portraits” (Viterbo, maggio – giugno 2024): mostra incentrata sulla ritrattistica femminile africana.
  • “Bam! Zap! Pow! Dialoghi visivi tra Occidente e Africa nell’arte ispirata al fumetto” (Viterbo, febbraio – marzo 2024): progetto che mescola influenze occidentali e africane nell’arte contemporanea ispirata al fumetto.
  • “Mimesis” (Viterbo, febbraio – aprile 2023): esposizione con cinque giovani artisti nigeriani


Fonti: romareport.it, ezrome.it, tusciaup.com, blackliquidart.com, artribune.com

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“share this soothing animation with friends and family, and spread the joy of abstract art” (wavy, 2023)


youtube.com/embed/Rumba7KDLpI?…

#abstract #abstractArt #abstractArtVideo #abstractVideo #art #curves #dadattack #relax #video #Wavy

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Google chiude il monitoraggio del dark web: niente panico


Google chiuderà a febbraio 2026 lo strumento di monitoraggio del dark web lanciato nel 2023. Le alternative esistono, ma gli esperti ne ridimensionano l'utilità pratica.
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Google ha annunciato che chiuderà il suo strumento di monitoraggio del dark web a febbraio 2026, a meno di due anni dal lancio. La funzione permetteva di cercare informazioni personali finite sul web oscuro dopo violazioni di dati, ma a quanto pare non ha convinto troppo ed è stato presto cestinato.

Perché Google ha deciso di chiuderlo


La motivazione ufficiale è chiara: i feedback degli utenti mostravano che lo strumento “non forniva passi successivi utili”. In pratica, ti avvisava che i tuoi dati erano in giro, ma non ti diceva granché su cosa fare concretamente. Le scansioni per nuove violazioni si fermeranno il 15 gennaio 2026, mentre la chiusura definitiva è prevista per il 16 febbraio. Tutti i dati raccolti verranno cancellati.

Diversi esperti di sicurezza, del resto, hanno sempre sottolineato come questi servizi di monitoraggio abbiano un’utilità piuttosto limitata: spesso segnalano violazioni già note da tempo e non offrono soluzioni reali per proteggere i dati. Google stesso ammette che preferisce concentrarsi su “strumenti che danno passi chiari e attuabili” per proteggere le informazioni online, spingendo quindi su passkey e sulla rimozione dei dati personali dai risultati di ricerca.

Le alternative


Chi vuole comunque tenere d’occhio i propri dati può rivolgersi ad altri servizi. Proton Pass, il gestore di password di Proton, include tra le sue funzionalità proprio il monitoraggio del dark web, insieme a un approccio più completo alla sicurezza delle credenziali. L’importante è ricordare che questi strumenti sono solo un pezzo del puzzle: password robuste, autenticazione a due fattori e un po’ di buon senso restano le difese più efficaci.


FONTE thehackernews.com

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Una super-renna per Babbo Natale!

edu.inaf.it/approfondimenti/sc…

Anche i supereroi festeggiano il Natale, e a volte lo fanno in compagnia di Babbo Natale: andiamo a scoprire i segreti del “postino” più veloce della Terra!

#BabboNatale #Batman #FelixKlein #fisica #Flash #JerrySiegel #LewisCarroll #MarkWaid #matematica #StazioneSpazialeInternazionale #Superman

@astronomia @astronomia

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ancora fino al 20 dicembre, a lecce: “pinocchio e la sua ombra”. la rilettura di carmelo bene


dal 10 al 20 dicembre a Lecce_ Pinocchio e la sua ombra_ la rilettura di Carmelo Bene

𝙇’𝘼𝙍𝘾𝙃𝙄𝙑𝙄𝙊 𝙈𝙀𝙎𝙎𝙊 𝙄𝙉 𝙎𝘾𝙀𝙉𝘼 – 𝙋𝙄𝙉𝙊𝘾𝘾𝙃𝙄𝙊 𝙀 𝙇𝘼 𝙎𝙐𝘼 𝙊𝙈𝘽𝙍𝘼
a cura di
Brizia Minerva con
Archivio Carmelo Bene

🗓️fino al 20 dicembre 2025
ore 16:00 – 19:00
📍 Archivio Carmelo Bene, Lecce
Piazzetta G. Carducci – presso il Convitto Palmieri

𝘓’𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪𝘷𝘪𝘰 𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘪𝘯 𝘴𝘤𝘦𝘯𝘢 – 𝘗𝘪𝘯𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘰𝘮𝘣𝘳𝘢 esplora la rilettura di Pinocchio da parte di Carmelo Bene, non come favola per bambini, ma come metafora di identità frammentata, corpo-meccanismo e voce separata dal soggetto.

La mostra presenta manoscritti, dattiloscritti, fotografie di scena, costumi, appunti di regia e materiali d’epoca, rivelando il processo creativo con cui Bene smonta e riscrive il testo di Collodi secondo la sua poetica. Attraverso video, proiezioni e ascolti guidati, l’archivio si fa “attivo”: non conserva solo memoria, ma si rigenera nello sguardo e nell’esperienza dello spettatore.

Info: unteatroperbene.it/portfolio/l…

🎟️ Ingresso libero. Per info 3894424473 o info@accademiaama.it

Il progetto “Un teatro perBene #5” è promosso dall’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce, Polo biblio-museale di Lecce, Archivio Carmelo Bene e Comune di Otranto con il sostegno del Ministero della Cultura.

#AccademiaMediterraneaDellAttoreDiLecce #appuntiDiRegia #archivio #ArchivioCarmeloBene #art #arte #BriziaMinerva #CarmeloBene #cb #Collodi #ComuneDiOtranto #corpoMeccanismo #costumi #dattiloscritti #fotografieDiScena #identitàFrammentata #LArchivioMessoInScena #manoscritti #Pinocchio #PinocchioELaSuaOmbra #PoloBiblioMusealeDiLecce #proiezioni #soggettoDellInconscio #teatro #UnTeatroPerBene #video

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Pangolin 1.13.0: l’alternativa open source a Twingate fa un salto avanti


Pangolin 1.13.0 introduce client nativi per Windows, Mac e Linux: accesso remoto alle risorse di rete self-hosted, open source e basato su WireGuard.
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Chi gestisce un server casalingo o una piccola infrastruttura e cerca un modo per accedere alle proprie risorse da remoto, potrebbe voler dare un’occhiata a Pangolin. Con la versione 1.13.0, il progetto open source basato su WireGuard diventa a tutti gli effetti un’alternativa self-hosted a soluzioni come Twingate.

Cosa cambia


La novità principale è l’arrivo dei client! Ora è possibile scaricare applicazioni native per Windows, macOS e Linux (solo CLI) che permettono di autenticarsi e accedere alle risorse private definite sul proprio server Pangolin. In pratica: ti colleghi, fai login, e raggiungi i tuoi servizi interni come se fossi in rete locale. Senza aprire porte, senza configurare tabelle di routing e senza particolari sbattimenti.

Le risorse private possono essere singoli host o intere subnet, con la possibilità di assegnare alias DNS interni (tipo nas.internal) che funzionano automaticamente una volta connessi. Gli admin possono gestire chi accede a cosa con controlli granulari su utenti e ruoli.

Arriva anche una pagina di statistiche per monitorare le richieste e vari miglioramenti all’interfaccia.

Attenzione: l’aggiornamento richiede di aggiornare anche Gerbil, Newt e Olm alle versioni minime indicate, e ci sono alcune breaking change sulla configurazione da visionare con attenzione. Meglio fare un backup prima di procedere.


FONTE github.com

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Il Ministero degli Interni, che pubblica le statistiche ufficiali riguardanti il numero e il tipo dei reati denunciati nel corso dell’anno precedente, ha anticipato questi dati fornendoli in esclusiva a un quotidiano.

Come sempre accade in questi casi la lettura dei numeri diventa immediatamente politica e quanto più sono dettagliate le tabelle tanto più è possibile privilegiare le […]

pepsy.noblogs.org/2025/12/17/n…

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Duck.ai aggiunge la generazione di immagini


Duck.ai di DuckDuckGo lancia la generazione di immagini in beta senza annunci ufficiali. Il modello utilizzato non è specificato ma mantiene l'approccio privacy-first del servizio.
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Duck.ai, il chatbot AI di DuckDuckGo, ha aggiunto la generazione di immagini per ora senza alcun annuncio. La novità è spuntata ieri e diversi utenti l’hanno notata prima che arrivasse qualsiasi comunicazione ufficiale dall’azienda.

La funzione si chiama “New Image” ed è etichettata come beta. Non è ancora chiaro quale modello utilizzi DuckDuckGo per generare le immagini, ma il servizio sembra già in grado di produrre risultati di buona qualità.

Questa mossa è interessante considerando che DuckDuckGo ha sempre preso una posizione piuttosto netta sul tema dell’AI. A luglio aveva lanciato un filtro per nascondere le immagini generate dall’intelligenza artificiale nei risultati di ricerca, rispondendo alle lamentele degli utenti stufi di trovare contenuti sintetici invece di foto autentiche. Ora aggiunge un generatore proprio, mantenendo però il suo approccio alla privacy.

Duck.ai rimane gratuito e accessibile senza registrazione. Le richieste vengono anonimizzate prima di essere inviate ai provider dei modelli, che hanno accordi vincolanti per non conservare i dati oltre 30 giorni e per non usarli per addestrare i loro sistemi.

Se non doveste vedere la nuova funzione potrebbe essere in test su un gruppo ristretto di utenti, visto che l’annuncio ufficiale ancora non c’è.


FONTE duck.ai

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Un ebook per difendersi online: Guerre di Rete pubblica il manuale per giornalisti e attivisti


Guerre di Rete presenta il nuovo ebook gratuito dedicato alla sicurezza digitale di giornalisti e attivisti. Una guida pratica di 90 pagine contro attacchi informatici e sorveglianza.
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Guerre di Rete ha appena presentato il suo nuovo ebook, dedicato questa volta alla sicurezza digitale. Si intitola “Manualetto di sicurezza digitale per giornalisti e attivisti” ed è pensato proprio per chi, tra cronache e battaglie civili, si ritrova spesso nel mirino di attacchi informatici e sorveglianza.

Il volume raccoglie una novantina di pagine scritte in modo accessibile, senza troppi tecnicismi ma con indicazioni concrete per chi vuole mettere al sicuro la propria vita digitale. Si parte dalle basi della sicurezza informatica per poi affrontare i punti critici: dalla gestione della posta elettronica ai social, dalla protezione dei dispositivi alle minacce come phishing, malware e spyware. Non mancano strumenti più avanzati e una lista di risorse utili in caso di problemi.

Come riporta la newsletter, il manualetto è frutto di un lavoro collettivo curato da Carola Frediani, Sonia Montegiove e Patrizio Tufarolo, con contributi di diversi giornalisti e attivisti. La grafica è di Federico Nejrotti di Ufficio Furore.

Per ora l’ebook è disponibile gratuitamente solo per chi ha sostenuto il progetto attraverso il crowdfunding ancora in corso, che continua fino a Natale.


FONTE guerredirete.substack.com


FONTE donazioni.guerredirete.it

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audiodifferx non sostituisce pod al popolo


audiodifferx non sostituisce pod al popolo, che resta il deposito & dispositivo più ampio, principale. diciamo che lo affianca con materiali più ‘volatili’, estemporanei, e che tentativamente non vogliono gravare sulla piattaforma wordpress, usando (almeno per ora) solo spreaker. buon ascolto:

(n.b.: il canale spreaker era nato nel 2020 e ospita da allora alcuni episodi; viene riattivato ora)

audiodifferx.
rapporti. sulle situazioni.
https://www.spreaker.com/podcast/differx–4249216
scritture di ricerca, materiali verbali e sonori, frammenti

#audio #audiodifferx #differx #frammenti #materialiSonori #materialiVerbali #MG #podAlPopolo #podcast #rapporti #rapportiSulleSituazioni #scrittureDiRicerca #spreaker #sulleSituazioni #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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OnePlus Pad Go 2 è ufficiale: il nuovo tablet di fascia media


OnePlus amplia l’offerta tablet con Pad Go 2: ecco cosa offre il nuovo modello di fascia media
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OnePlus ha presentato il Pad Go 2, nuovo tablet di fascia media progettato per offrire tutto ciò di cui studenti e giovani professionisti hanno bisogno a un prezzo accessibile.

Prestazioni e potenza


L’esperienza di alta qualità del Pad Go 2 inizia dal display: un pannello da 12,1 pollici (30,73 cm) in un formato 7:5 ReadFit che garantiscono un utilizzo confortevole sia durante la visualizzazione sia per la scrittura, senza dover continuamente zoomare. Il display, con un ampio screen-to-body ratio dell’88,5%, offre anche 284 pixel per pollice, copertura colore DCI-P3 al 98%, una luminosità HBM di 900 nit e supporta Dolby Vision per la riproduzione multimediale. A dare potenza troviamo il chipset octa-core MediaTek Dimensity 7300-Ultra, costruito con un avanzato processo a 4 nm che garantisce prestazioni potenti e uniformi dal primo giorno fino ai successivi quattro anni, come certificato dai test TÜV SÜD sulla fluidità eseguiti dal brand. Il tablet integra, inoltre, una batteria da 10.050 mAh con ricarica SUPERVOOC da 33W, che consente fino a 15 ore di riproduzione video, 53 ore di musica, 60 giorni di standby e la ricarica inversa via cavo.
Una batteria da 10.050 mAh con ricarica SUPERVOOC da 33W, che consente fino a 15 ore di riproduzione videoUna batteria da 10.050 mAh con ricarica SUPERVOOC da 33W, che consente fino a 15 ore di riproduzione video

Stylo e fluidità


Il Pad Go 2 è il primo modello della serie Pad Go di OnePlus a supportare una stilo. Venduta separatamente, il pennino offre bassa latenza, alta sensibilità e ricarica rapida: con soli dieci minuti di ricarica partendo da 0%, garantisce energia sufficiente per mezza giornata di utilizzo. Per esempio, usando la Stylo nell’app Notes è possibile accedere a un’ampia gamma di funzionalità di scrittura, come la calcolatrice per la scrittura a mano e il miglioramento della grafia, per un’esperienza più smart e fluida. Il tablet porta la fluidità a un livello superiore grazie a OxygenOS 16, l’ultima versione del sistema operativo OnePlus, che include diversi strumenti AI perfetti per lavorare in modo smart e semplificare la vita quotidiana. OxygenOS 16 offre anche l’accesso a Open Canvas, considerato uno dei migliori modi per il multitasking su tablet, consentendo di gestire fino a tre finestre simultaneamente - due app affiancate e una terza in finestra fluttuante.
Con un ampio screen-to-body ratio dell’88,5%, il display offre una copertura colore DCI-P3 al 98%, una luminosità HBM di 900 nit e supporta Dolby Vision per la riproduzione multimediale Con un ampio screen-to-body ratio dell’88,5%, il display offre una copertura colore DCI-P3 al 98%, una luminosità HBM di 900 nit e supporta Dolby Vision per la riproduzione multimediale

Colori e una nuova connettività


OnePlus Pad Go 2 è disponibile in due colorazioni. La prima, Lavender Drift, utilizza delicate sfumature lavanda e scanalature incise con precisione che creano giochi di luce sempre diversi. La seconda, Shadow Black, presenta una finitura opaca ultra-liscia che conferisce un’estetica moderna e decisa, con un effetto luminoso molto elegante. La versione Shadow Black, in particolare, è anche la prima della gamma OnePlus a integrare un vano per la SIM, permettendo così la connessione alle reti 5G, oltre a effettuare chiamate, inviare messaggi e navigare direttamente dal tablet. In alternativa, avvicinando semplicemente il tablet a uno smartphone OnePlus, è possibile condividere la connessione dati utilizzando il 30% in meno della batteria del telefono rispetto all’hotspot tradizionale.
OxygenOS 16 offre anche l’accesso a Open Canvas, considerato uno dei migliori modi per il multitasking su tabletOxygenOS 16 offre anche l’accesso a Open Canvas, considerato uno dei migliori modi per il multitasking su tablet

Prezzo e disponibilità


I preordini di OnePlus Pad Go 2 iniziano oggi alle ore 16:00, e il prodotto sarà disponibile su oneplus.com e presso i partner locali dal 24 dicembre 2026 alle ore 10:00.

  • 8+128 GB Wi-Fi disponibile a 349 euro;
  • 8+256 GB 5G disponibile solo a 449 euro;
  • Stylo disponibile a 79 euro;
  • Custodia protettiva disponibile a 39.99 euro.


Offerte Pre-order su oneplus.com


Dal 17 dicembre alle ore 16:00 fino all’inizio delle vendite aperte, si potrà:

  • ottenere uno sconto immediato: 50 euro;
  • ricevere un regalo gratuito del valore fino a 279 euro(fino ad esaurimento scorte);
  • ottenere 30 euro extra di sconto con la permuta. È possibile verificare facilmente l’idoneità del proprio dispositivo selezionando l’opzione “Trade in now” nella pagina di acquisto del prodotto;
  • godere di un ulteriore sconto del 10% come studente o utente aziendale verificato dopo aver completato l’identificazione su oneplus.com.


Offerte Open Sales


Durante il periodo di vendita aperta, dal 24 dicembre alle 10:00 al 31 gennaio 2026 alle 23:59, sarà possibile ottenere:

  • un risparmio di 50 euro;
  • un paio di auricolari gratuiti del valore fino a 119 euro (fino ad esaurimento scorte);
  • 30 euro extra di sconto con la permuta;
  • un ulteriore 10% di sconto come studente o utente aziendale verificato.
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Etropia di Alexandru Florian Anton: l’utopia tecnologica tra Intelligenza Artificiale e nuova Costituzione

Indice dei contenuti

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Titolo: Etropia

La società Ecosapiens

Autore: Alexandru Florian Anton

Genere: Saggio

Data di pubblicazione: 22 novembre 2024

Casa editrice: Gruppo Albatros Il Filo

pagine: 248

È ormai sotto gli occhi di tutti il fatto che la società odierna corra a perdifiato verso il baratro, e gli organi istituzionali, che dovrebbero controllarla e instradarla sul giusto percorso, non fanno altro che spingerla verso l’abisso. In questo contesto, Etropia immagina e propone un sistema diverso, in cui le decisioni non sono più lasciate alla volubilità e alla malleabilità delle persone, ma vengono prese dalle intelligenze artificiali: una, quella Primaria, a capo dell’intera società, e le altre, quelle secondarie, intese a sostenerla e supportarla. Dalla giustizia all’ambiente, dall’economia ai rapporti internazionali, dall’urbanistica alla quotidianità, tutto potrebbe essere affidato all’I.A., in modo che non ci sia più spazio per personalismi o iniquità.

amazon.it/Etropia-societ%C3%A0…

Etropia di Alexandru Florian Anton: il libro sull’Intelligenza Artificiale che ripensa la società

Una recensione approfondita del libro Etropia, tra algoritmi etici, società ecosapiens e futuro delle istituzioni


Etropia, il libro di Alexandru Florian Anton, si inserisce nel dibattito contemporaneo su Intelligenza Artificiale, crisi delle istituzioni e modelli alternativi di società. Non è solo un romanzo o un saggio speculativo: è una riflessione strutturata su come potrebbe evolversi la civiltà umana affidandosi a sistemi algoritmici etici e a una nuova architettura costituzionale.


Etropia: un’alternativa al declino delle istituzioni


Esiste davvero un’alternativa alla perdita di fiducia nei sistemi politici e giuridici tradizionali? È questa la domanda centrale di Etropia. L’opera immagina una società “ecosapiens”, fondata su equilibrio ambientale, giustizia sociale e razionalità computazionale.

In questo mondo alternativo, la politica viene profondamente ripensata: il Parlamento propone, ma è l’Intelligenza Artificiale a validare le decisioni. Un modello che nasce da una critica diretta alla fallibilità umana, alla corruzione e all’egoismo che spesso caratterizzano il potere.


La Costituzione di Etropia: diritto, tecnologia e giustizia sociale


Alexandru Florian Anton non si ferma alla superficie della narrazione fantastica. Con una precisione quasi tecnica, supportata da un approfondito studio giuridico, l’autore dota Etropia di una vera e propria Costituzione. Articoli e commi regolano ogni aspetto della vita pubblica: dalla gestione del verde alla sanità, fino al sistema educativo, progettato nei minimi dettagli. In particolare, il modello scolastico immaginato appare come un deciso passo avanti rispetto a quello attuale, più inclusivo e funzionale alla crescita collettiva.

Questa struttura nasce da una diagnosi lucida e severa della nostra contemporaneità: una sfiducia diffusa verso i sistemi legali tradizionali, percepiti come fragili, corrotti e soggetti alla volubilità umana. In Etropia il Parlamento propone, ma è l’Intelligenza Artificiale a confermare. Un sistema ideato per eliminare disuguaglianze e povertà, ponendo fine a quel disinteresse morale che spesso caratterizza chi detiene il potere.

Nel saggio, riferendosi alla società odierna, l’autore scrive:

«Capeggiate da individui che agiscono unicamente per i propri interessi e tornaconti, difendendo solo la propria posizione vantaggiosa a discapito delle conseguenze sull’ambiente e su coloro che ingenuamente li sostengono.»


Colpiscono anche le sue parole quando afferma che:

«Le persone rinunciano sempre alla propria libertà in cambio di comodità e sicurezza, anche quando queste ultime sono palesemente finte.»


Una riflessione che risuona come uno specchio della realtà: quanto siamo disposti a sacrificare pur di ottenere un’illusione di stabilità? E soprattutto, è davvero la scelta giusta?


Intelligenza Artificiale e potere: chi governa davvero?


Il cuore concettuale di Etropia è affidato a una I.A. Primaria, affiancata da Intelligenze Artificiali Secondarie. Questo ecosistema digitale non è solo un sistema di controllo, ma un garante della stabilità sociale.

«In un’epoca di incertezza, l’algoritmo diventa l’unico arbitro imparziale capace di guardare oltre l’interesse del singolo per il bene della collettività.»


Il libro affronta così uno dei temi più discussi oggi: l’Intelligenza Artificiale come strumento di governo. È una salvatrice o una minaccia? Anton risponde introducendo un sistema di controlli incrociati, in cui le AI secondarie fungono da “sentinelle”, prevenendo derive autoritarie e manipolazioni.


Etropia e il dibattito reale sull’Intelligenza Artificiale


In un’epoca in cui il dibattito sull’AI è più attuale che mai, il libro di Anton si impone come un catalizzatore di riflessioni urgenti. L’Intelligenza Artificiale non è più solo uno strumento di calcolo, ma uno specchio delle nostre intenzioni. Se in Etropia rappresenta la soluzione alla fallibilità umana, nella realtà ci ricorda che la tecnologia è neutra solo in apparenza: la sua efficacia dipende dai valori di chi la progetta.

La provocazione dell’autore è chiara e scomoda: e se l’unico modo per proteggere l’umanità da sé stessa fosse affidarsi a un’entità priva di ego?


Perché leggere Etropia oggi


Etropia non è solo una lettura consigliata agli appassionati di fantascienza o tecnologia. È un libro che parla di:

  • crisi della democrazia
  • etica degli algoritmi
  • futuro della governance
  • rapporto tra libertà, sicurezza e comodità

Quando Anton scrive che «le persone rinunciano sempre alla propria libertà in cambio di comodità e sicurezza, anche quando sono palesemente finte», mette il lettore di fronte a una scelta scomoda ma necessaria.


Etropia: utopia o premonizione?


Etropia è un invito a non rassegnarsi. Che si tratti di un sogno utopico o di una premonizione scientifica, l’opera di Alexandru Florian Anton costringe il lettore a confrontarsi con le grandi questioni del nostro tempo. Siamo davvero pronti a cedere parte della nostra sovranità in cambio di un mondo più equo e giusto?

Con questo saggio, l’autore dimostra una notevole maturità intellettuale, capace di far riflettere, inquietare e, forse, persino sperare. A lui vanno senza dubbio i miei complimenti.


Biografia dell’Autore


Alexandru Florian Anton (noto come Alex) nasce in Romania il 21 aprile 1992, ma si trasferisce in Italia fin dalla prima infanzia, stabilendosi a Lucca, nel cuore della Toscana. Questa duplice radice culturale ha forgiato in lui un’identità sospesa e profonda: citando la metafora di Balto, si definisce “né cane né lupo” sa solamente ciò che non è, un osservatore del mondo che ha fatto del non appartenere a un unico luogo la sua vera forza creativa.

La dedizione alla scrittura e alla letteratura è un’eredità di famiglia che gli scorre nel sangue. Fondamentale per la sua formazione è stata l’influenza dei nonni: il nonno, stimato professore universitario e poeta pluripremiato, e la nonna, che attraverso la lettura costante ha nutrito la sua immaginazione sin dai primi anni di vita.

Con “Etropia”, sua opera d’esordio, Anton traduce in forma narrativa la propria visione del mondo, delineando i contorni di una società ideale. Questo volume segna l’inizio di un percorso letterario volto a esplorare i complessi legami tra umanità, giustizia e futuro.

Potete trovare la recensione e un estratto del libro a questo link instagram.com/reel/DSSq5IFjIn5…

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Instapaper si rinnova: voci artificiali per la lettura su iOS e altri aggiornamenti Android


Instapaper su iOS introduce 17 voci generate con IA per la lettura degli articoli e ridisegna il lettore audio. Su Android arrivano ricerca migliorata e nuove opzioni di modifica.
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Chi usa Instapaper per salvare articoli da leggere con calma probabilmente sa già quanto sia comoda la funzione di lettura vocale. Uno dei problemi però sono le voci di sistema, quelle fornite da iOS e Android, che suonano spesso robotiche e poco naturali. Con l’ultimo aggiornamento, l’app prova a risolvere la questione introducendo voci generate tramite intelligenza artificiale.

Diciassette voci, nove lingue


Le nuove voci sono 17 in totale e coprono inglese (americano e britannico), cinese, francese, italiano, giapponese, hindi, spagnolo e portoghese. Il parlato sembra più fluido e meno meccanico rendendo l’ascolto degli articoli più piacevole.

Per ora la funzione è disponibile solo su iOS (dalla versione 9.4) e richiede un abbonamento Premium. Il supporto per Android arriverà più avanti.

Insieme alle voci Instapaper ha anche ridisegnato il lettore audio. Ora si presenta come un piccolo riquadro fluttuante che permette di gestire la riproduzione, cambiare voce o passare ad altri articoli senza interrompere l’ascolto.

Novità anche su Android


Per quanto riguarda Android è uscita la versione 6.4 che porta con sé diverse migliorie. La ricerca locale per titolo diventa gratuita per tutti, mentre la ricerca nel testo completo ora apre sempre gli articoli nella modalità di lettura integrata.

Arriva anche la possibilità di modificare titoli, descrizioni, nomi delle cartelle e delle etichette direttamente dall’applicazione, oltre al supporto per le cartelle pubbliche.


FONTE blog.instapaper.com

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Obscura supera il primo audit di sicurezza: zero vulnerabilità gravi


Obscura VPN supera il primo audit di sicurezza di Cure53 senza vulnerabilità gravi. L'architettura a due parti elimina la necessità di fidarsi del provider. Alpha Android in arrivo.
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Obscura, la VPN open source che promette di proteggere la privacy degli utenti senza dover fidarsi di nessuno (nemmeno dei suoi sviluppatori), ha appena pubblicato i risultati del suo primo audit di sicurezza indipendente. A condurlo è stata Cure53, la stessa società tedesca che ha analizzato il codice di servizi come Mullvad, Bitwarden e Proton.

La notizia più importante? Non sono state trovate vulnerabilità gravi. I pochi problemi emersi erano bug minori che nel peggiore dei casi potevano far bloccare l’applicazione, ma senza mai esporre i dati degli utenti. Tutto è già stato sistemato, come riporta il team di Obscura in un post sul loro blog.

L’audit ha esaminato l’app per macOS, l’estensione di rete e il protocollo utilizzato. Cure53 ha descritto Obscura come “una soluzione per la privacy ben progettata, senza vulnerabilità significative nel suo modello di minaccia”.

Un’architettura che elimina la fiducia


Ciò che rende Obscura diversa dalle altre VPN è la sua architettura a due parti. In pratica, nessun singolo server può collegare un utente specifico al suo traffico internet. È una garanzia crittografica, non solo una promessa scritta su una pagina web.

Cure53 ha elogiato questa scelta, definendola “un importante traguardo architetturale” che elimina la necessità di fidarsi ciecamente del fornitore del servizio. Anche il codice ha ricevuto complimenti: gli esperti hanno notato la “qualità costantemente alta” e l’uso appropriato delle caratteristiche di sicurezza dei linguaggi utilizzati (Rust, Swift e TypeScript).

Il fatto che Obscura sia stata sviluppata in linguaggi che minimizzano i rischi legati alla gestione della memoria non è casuale. È una scelta deliberata per ridurre le possibilità di bug che potrebbero compromettere la sicurezza.

Trasparenza prima di tutto


Il codice sorgente di Obscura è pubblico su GitHub fin dal lancio. L’audit completo di Cure53 è disponibile per chiunque voglia leggerlo. Gli sviluppatori promettono di continuare con verifiche periodiche e di pubblicare sempre i risultati, anche quelli scomodi.

Vale la pena notare che Obscura al momento è disponibile solo per macOS, ma secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, la prima versione alpha per Android dovrebbe arrivare a breve mentre per Windows ci sarà ancora da aspettare. Per chi cerca alternative alle VPN tradizionali e apprezza l’approccio open source, potrebbe essere una soluzione da tenere d’occhio.

Arriverà anche un articolo su Le Alternative dedicato proprio a Obscura VPN ma sto aspettando che esca la versione Android, almeno in alpha, per poterla vedere e provare prima di pubblicarlo.


FONTE obscura.net


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Questa autodifesa digitale di cisti.org e questo percorso PrivaSì di EticaDigitale sono ottimi siti su cui iniziare ad informarsi!

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Isabela Bagueros, Tor ED

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Carols


Alla Pieve di san Floriano, che ospitò la prima edizione del programma di Carols di Ottetto Instabile, ritorna lo stesso gruppo a presentare la parte più antica del programma, con brani del tre/quattrocento inglese: musiche per inverni nordici, per natali
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Alla Pieve di san Floriano, che ospitò la prima edizione del programma di Carols di Ottetto Instabile, ritorna lo stesso gruppo a presentare la parte più antica del programma, con brani del tre/quattrocento inglese: musiche per inverni nordici, per natali diversi.

Ottetto Instabile si ritrova per questo appuntamento, rivedendoci con affetto e calore nel cantare queste musiche che segnano e descrivono la luce in mezzo al buio.

Giorgia Zandonella Golin, Marta Maraboli, Anita Caprara, Daniela Anselmi, Cristina Trucchi, Francesca Zenatti, Annalisa Barbetta, Cecilia Trucchi, Gabriella Caprara canteranno con i suoni dell’arpa rinascimentale di Matteo Zenatti.


Il concerto è organizzato dal Coro la Pieve, di San Floriano, che curerà l’altra parte dell’evento.

Interverrà anche Giorgia Mascotto, soprano, da me accompagnata, che eseguirà due brani di tradizione popolare americana e italiana – e il flautista Luca Gasparato, che mi accompagnerà in una canzonetta natalizia di Biagio Marini e ne La suave armonia di Andrea Falconieri.

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Ente Photos lancia il suo riassunto dell’anno: privato, locale e crittografato


Ente Photos lancia Rewind 2025: un riassunto dell'anno basato sulle tue foto che funziona completamente offline grazie a crittografia end-to-end e machine learning locale.
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Gli ultimi mesi dell’anno sono quelli dei bilanci digitali: Spotify che ti dice quanto hai ascoltato, YouTube che conta i video guardati. Il problema ovviamente di questi riassunti è la montagna di dati personali condivisi. Ente Photos ha deciso di fare diversamente con “Rewind 2025”, una funzione che racconta l’anno attraverso le tue foto senza che nessuno, nemmeno loro, possa vederle.

Il riassunto che funziona offline


La particolarità sta tutta nell’architettura di Ente Photos. Tutte le foto sono crittografate end-to-end e l’azienda non ha accesso ai contenuti. Il Rewind viene generato completamente sul dispositivo usando algoritmi di apprendimento automatico che girano in locale.

Il sistema usa il riconoscimento facciale (sempre locale) per identificare le persone che compaiono più spesso, analizza i metadati di posizione per i luoghi frequentati, e crea un sistema per capire quali foto sono visivamente interessanti. Tutto resta sul tuo telefono, niente va sui server.

Il risultato è una sequenza di carte che raccontano il 2025: le prime foto di gennaio, le statistiche sui ricordi catturati, le persone con cui hai passato più tempo, i luoghi visitati, le foto più colorate e quelle con più sorrisi.

Alla fine compare Ducky, la mascotte di Ente, con un badge personalizzato in base al tipo di anno fotografico: “People Person” se hai fotografato principalmente persone, “Globetrotter” per chi ha viaggiato tanto, “Portrait Pro” per gli amanti dei ritratti.

Questo è il primo Rewind di Ente e il team conta di trasformarlo in una tradizione annuale.

Se volete provarlo vi lascio un invito qui sotto:


FONTE ente.io

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Dal Trentino alle Canarie: quattro studenti al TNG

edu.inaf.it/approfondimenti/cr…

Una nuova esperienza formativa presso il Telescopio Nazionale Galileo Galilei raccontata dalla viva voce dei giovani protagonisti.

#astronomia #PCTO #TNG

@astronomia @astronomia

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19 dicembre, roma: presentazione di “antimacchine”, di valentina tanni (einaudi, 2025)


Se la dottrina prevede una fede incondizionata, allora va smontata e derisa, mettendo in crisi il pensiero unico, e coltivando forme pratiche di scetticismo e atti insensati di disordine

presentazione di

ANTIMACCHINE
di Valentina Tanni

(Einaudi, 2025)


copertina di Antimacchine, di Valentina Tanni19 dicembre 2025 @ LIMINAL SPACE
via Giuseppe Libetta 21 – Roma

h 19:00 Opening
h 19:00 DJ Raptus, selezioni musicali
h 20:30 ANTIMACCHINE, presentazione del libro con Donatella Della Ratta, Andrea Natella
h 21:30 / 00:00 CR3PA , installazione di LIMINAL STATE
h 22:00 WARMUPPERS selezioni musicali

dalle 19:30 alle 20:30 buffet gratuito

prenotazione richiesta qui:
forms.gle/M3bULZ1uEUWJgEKx8

il libro:
einaudi.it/catalogo-libri/prob…

locandina: antimacchine-liminal

#AndreaNatella #Antimacchine #buffetGratuito #CR3PA #DJRaptus #DonatellaDellaRatta #Einaudi #glitch #LiminalSpace #LIMINALSTATE #ValentinaTanni #WARMUPPERS

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oggi, 17 dicembre, al macro (via nizza, roma): presentazione del catalogo della mostra “identità oltre confine”


Presentazione del catalogo della mostra 'Identità oltre confine' al MACRO, 17 dic 2025
cliccare per ingrandire

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#AgnesePurgatorio #art #arte #BenedettaCarpiDeResmini #catalogo #CeciliaCanziani #CollezioneFarnesina #ElenaBellantoni #ElisaMontessori #GiuseppeGarrera #Macro #MarcoMariaCerbo #PaolaGandolfi #RäDiMartino #SilviaGiambrone #TomasoBinga

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Bitwarden per Android: aggiornamento di dicembre


Bitwarden per Android si aggiorna alla versione 2025.12.0 con miglioramenti alla compilazione automatica su Samsung Internet, Opera ed Edge e correzioni di stabilità.
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Nuovo aggiornamento per l’app Android di Bitwarden, il noto gestore di password open source. La versione 2025.12.0, rilasciata da poco, porta principalmente correzioni e miglioramenti sotto il cofano.

La novità più interessante riguarda la compilazione automatica: adesso funziona meglio con Samsung Internet, Opera ed Edge, tre browser che in passato potevano dare qualche grattacapo. Risolto anche un fastidioso problema che causava crash dell’app durante lo sblocco in presenza di errori di sincronizzazione.

Per chi usa le passkey, segnalato anche un fix specifico per la creazione delle credenziali su AliExpress.

L’aggiornamento è già disponibile sul Play Store. Se invece state valutando alternative, Proton Pass è un’altra opzione solida che punta molto sulla privacy, con crittografia end-to-end e integrazione nell’ecosistema Proton.


FONTE github.com

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Esperienze d’avanguardia nella Chiesa catanese del post Concilio


“La mia Chiesa ha una storia” (Il pozzo di Giacobbe, 2025)”, di Nino Indelicato, è il volume presentato mercoledì 3 dicembre nel salone di SS. Pietro e Paolo. Ricostruisce la storia di cinque parrocchie catanesi che, negli anni successivi al Concilio (1966 al 1988), vissero un’esperienza innovativa e ‘profetica’, provando a realizzare – ognuna con caratteristiche proprie – il […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/12/17/espe…

#ConcilioVaticanoII #CrocifissoDellaBuonaMorte #donPinoRuggieri #parrocchiaSSPietroEPaolo #parrocchie #Pigno #PippoGliozzo

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glalunniole / alberto d’amico. 2025


giuseppe marotta_ gli alunni del soleGlalunniole” di Giusearottun ex-bidelluola contologia gremana omamoristico pubbli1952 che comblementi della vittidiana dei vicolassi di Napo esplorvita e la cultupoletana, mescorismo e malinconia. Un classella lettliana e ha ricevuto numerensioni positriginalità. Nonisterebbe un certificall’ospediune. Un fruttivappo, un gobborante e superstonaio ladrattorino giorigante, un erudidello di scuola: cosa posmune quesonaggi così diversi? L’amoritologia grecuralmente.

#AlbertoDAmico #prosa #prosaBreve #scritturaDiRicerca

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Telegram introduce le passkey: addio agli SMS per il login


Telegram introduce le passkey per accedere senza SMS, usando PIN o dati biometrici. Più sicurezza, più comodità. Ecco come attivarle.
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Anche Telegram, infine, abbraccia le passkey. L’ultimo aggiornamento dell’app porta con sé una novità che in tanti aspettavano: la possibilità di accedere al proprio account senza dover attendere il famigerato codice via SMS.

Come funziona


Da oggi è possibile creare una passkey associata al proprio dispositivo e usare il PIN, l’impronta digitale o il riconoscimento facciale per autenticarsi. Le chiavi crittografate restano salvate sul dispositivo e possono essere sincronizzate con i gestori di password come Proton Pass.

Il vantaggio? Oltre alla comodità c’è anche un discorso di sicurezza. Le passkey eliminano il rischio legato all’intercettazione degli SMS, un problema tutt’altro che raro. Funzionano anche offline, quindi niente più panico se ti trovi all’estero senza copertura o con la SIM che fa i capricci.

Per attivarle basta andare in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Passkey.

Le altre novità


L’aggiornamento porta anche un sistema di offerte per i regali digitali. Se vedi un regalo sul profilo di qualcuno, puoi proporre di acquistarlo con Stars o TON. Il pagamento viene “congelato” fino a quando l’offerta non viene accettata o scade, con rimborso automatico in caso di rifiuto. Telegram garantisce protezione da truffe per entrambe le parti.

Infine, piccola aggiunta per chi usa le Storie: ora puoi inserire rapidamente la musica salvata nel tuo profilo direttamente nelle tue Storie.


FONTE telegram.org

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Dormiamo davvero così poco? Lo conferma lo Sleep Report 2025 firmato Amazfit


I dati emersi offrono uno spaccato chiaro: il sonno è una delle prime vittime dello stile di vita contemporaneo
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Dormire bene è diventato uno dei grandi obiettivi della vita moderna, eppure sembra sempre più difficile da raggiungere. Tra ritmi frenetici, stress quotidiano e un uso costante della tecnologia, il tempo dedicato al riposo si riduce progressivamente. Ma dormiamo davvero così poco? A confermarlo è lo Sleep Report 2025 di Amazfit, che analizza le abitudini di sonno di milioni di utenti a livello globale. In particolare, i dati raccolti tramite la Zepp App in Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Polonia e Italia evidenziano una forte correlazione tra orario di addormentamento e qualità del riposo e pur mostrando differenze significative da Paese a Paese: italiani e spagnoli dormono meno di tutti, mentre polacchi e tedeschi sono quelli che più frequentemente vanno a letto prima delle 22:00. Lo studio, inoltre, rivela che la regolarità del sonno – andare a letto ogni sera alla stessa ora – aumenta significativamente le probabilità di raggiungere almeno un’ora di sonno profondo, elemento chiave per il recupero.
Monitoraggio delle fasi del sonnoMonitoraggio delle fasi del sonno

“Il sonno è un pilastro del benessere, importante quanto alimentazione, esercizio fisico e gestione dello stress. Essenziale per atleti e sportivi ambiziosi, ma anche per chi si allena per piacere. Tuttavia, ciò che conta non è solo la durata del sonno, ma anche la sua regolarità e qualità, che include il sonno profondo, la velocità con cui ci addormentiamo e quante volte ci svegliamo durante la notte”, ha affermato Jesús Carrero di Zepp Health.


Italia: il Paese che dorme meno


Dalla rilevazione emerge che gli italiani dormono in media solo 7 ore a notte, il valore più basso registrato tra i Paesi analizzati. Anche la qualità del riposo risulta ridotta: appena il 67,23% degli adulti raggiunge almeno un’ora di sonno profondo, la fase cruciale per il recupero fisico e mentale. L’orario in cui ci si addormenta si conferma decisivo perchè chi va a dormire presto beneficia di un riposo sensibilmente migliore: il 76,83% degli italiani che si corica tra le 20:00 e le 21:59 ottiene almeno un’ora di sonno profondo, con una durata media complessiva di 7 ore e 50 minuti. Al contrario, tra chi si addormenta dopo mezzanotte la situazione peggiora drasticamente: la durata del sonno cala a 6 ore e 2 minuti, e solo il 54,25% raggiunge almeno un’ora di sonno profondo.
Monitoraggio delle sessioni di sportMonitoraggio delle sessioni di sport

Gli atleti italiani: la regolarità fa la differenza


Gli atleti rappresentano un modello virtuoso nella gestione del riposo.Il maratoneta Yeman Crippa mantiene una routine stabile, dormendo dalle 23:00 alle 7:00 e concedendosi un breve riposo dopo pranzo per sostenere la doppia sessione di allenamento. Anche la tennista Bea González mostra un profilo di sonno ottimale, con 7 ore e 49 minuti di riposo totale e 1 ora e 24 minuti di sonno profondo, pari al 18% del totale. L’importanza del sonno è sottolineata anche da una delle protagoniste del tennis mondiale, Jasmine Paolini:

“Il sonno è davvero importante per il mio recupero. Quando dormo bene, mi sento più concentrata, più paziente e più esplosiva in campo. La differenza la noto subito: un buon sonno migliora i miei movimenti e mi aiuta a rimanere calma durante gli scambi lunghi o nei momenti difficili. Per me, il sonno è essenziale quanto l’allenamento o la nutrizione”.


Jasmine PaoliniJasmine Paolini

Gli atleti professionisti: il sonno come alleato della performance


Il report evidenzia, inoltre, come gli atleti d’élite dedichino al sonno molte più ore rispetto alla popolazione generale. L’ultrarunner spagnola Rosa Lara Feliu dorme in media 9 ore e 37 minuti, con 2 ore e 21 minuti di sonno profondo, mentre l’ultramaratoneta neozelandese Ruth Croft ha registrato 10 ore e 14 minuti di sonno la notte precedente alla sua vittoria all’Ultra Mont-Blanc. In conclusione, il report Amazfit 2025 evidenzia come l’orario in cui si va a dormire sia uno dei fattori più influenti sulla qualità del sonno. È quindi fondamentale, per migliorare il benessere e il recupero quotidiano, anticipare l’addormentamento e mantenere una routineregolare, proprio come fanno gli atleti che utilizzano Amazfit per monitorare sonno, allenamento e recupero.
Ruth CroftRuth Croft

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Opera AI sostituisce Aria: cosa cambia nei browser della famiglia Opera


Opera AI sostituisce Aria su Opera One, Opera GX e Opera Air. Pannello laterale rinnovato, risposte più veloci, analisi video YouTube e file, input vocale. Senza account e gratuito.
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Opera ha completato il rilascio di Opera AI su tutti i suoi browser desktop, sostituendo definitivamente Aria, il precedente assistente virtuale. La novità riguarda Opera One, Opera GX (la versione per gamer) e Opera Air, e porta con sé un’interfaccia ricostruita da zero e qualche funzione in più.

Cosa c’è di nuovo


L’assistente si presenta con un pannello laterale dedicato invece di comparire sopra le pagine aperte e, secondo Opera, è più veloce del 20% nelle risposte rispetto alla versione precedente. Funziona senza bisogno di account ed è gratuito. Opera AI si basa sull’infrastruttura Composer, che può accedere a più di 2000 modelli linguistici diversi tra cui GPT di OpenAI e Gemini di Google.

Una delle caratteristiche più interessanti è la comprensione del contesto: Opera AI può analizzare la pagina che stai visitando o addirittura un intero gruppo di schede, permettendo di fare riassunti, confronti o ricerche contestuali.

Su YouTube, ad esempio, la promessa è quella di riuscire a capire il contenuto dei video e a trovare passaggi specifici senza doverli guardare per intero.

Funzioni aggiuntive


Tra le altre novità troviamo l’input e l’output vocale (utile per chi preferisce dettare o farsi leggere le risposte), l’analisi di file caricati come PDF, fogli di calcolo, video o audio, e la possibilità di generare sfondi per desktop e mobile tramite intelligenza artificiale.

Dal punto di vista della privacy, Opera AI non accede automaticamente ai contenuti delle pagine: bisogna abilitare manualmente l’accesso al contesto prima di iniziare una conversazione, e si può disattivare in qualsiasi momento. Il browser non invia la cronologia generale di navigazione all’assistente, limitandosi alla pagina corrente quando richiesto.

Tuttavia, è sempre bene ricordarlo, il progetto non è né comunitario né open source.

Come riporta il blog ufficiale, tutte queste funzioni possono essere disabilitate parzialmente o completamente dalle impostazioni, per chi preferisce un’esperienza più tradizionale.


FONTE blogs.opera.com

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postille a un intervento recente


l’intervento recente è di Andrea Inglese, si può leggere qui: aurarivista.it/1-2025/5748/

(e contiene spunti per me interessanti su temi ed elementi della ricerca che trovo fondamentali; uno su tutti, l’idea di un “soggetto poroso”).

ma (come ho detto in alcuni commenti qui), altri dati e informazioni o non li condivido o sono inesatti, e così mi applico a postillarne qui due, per ora, dicendo che:

  • la “scrittura asemantica” chiamata in causa da Andrea è erroneamente legata a testualità lineari o prose, mentre riguarda esclusivamente un ámbito artistico/grafico, trattandosi di glifi e grafie illeggibili;
  • a proposito di romanzo, non mi sono mai in questi vent’anni spostato di un centimetro rispetto a quel che dicevo in questo pezzo (pubblicato nel 2007 ma scritto due anni prima): gammm.org/2007/05/02/opera-dis… – quindi non è preciso sostenere che la mia insofferenza è diretta verso il romanzo in assoluto; semmai occorre dire che riguarda il romanzo-TIPO, che è ahinoi pressoché l’unico o quasi l’unico che si trova sugli scaffali (e nelle case/teste degli) italiani oggidiani.

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Con l’Avv. Gianluca Vitale commentiamo la decisione della Corte d’appello di Torino sulla liberazione dell’Imam Mohamed Shahin


L'iter giudiziario complicato di una vicenda che è un segnale molto pericoloso
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Il 15 dicembre 2025 la Corte d’appello di Torino ha disposto “la cessazione del suo trattenimento al CPR di Caltanissetta” di Mohamed Shahin.

Abbiamo chiesto all’Avvocato del Forum di Torino Gianluca Vitale di Giuristi Democratici e del Legal Team Italia, che fa parte del Collegio di Difesa dell’Imam, di raccontarci cosa sta succedendo. Lo ringraziamo per aver spiegato in maniera semplice un iter giudiziario che si presenta complicato.

INTERVISTA A GIANLUCA VITALE

  • Partiamo dall’inizio. Cosa è successo?

Tutto nasce il 24 di novembre 2025 con la notifica a Mohamed Shahin, Imam della Moschea di San Salvario a Torino di due provvedimenti: il decreto di espulsione del Ministro per pericolosità per la sicurezza nazionale e la revoca della Carta di soggiorno, il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Scatta il Decreto di espulsione con accompagnamento immediato, a cui segue l’udienza davanti al Giudice di pace di convalida dell’accompagnamento. In quella sede Shahin chiede la protezione internazionale. È evidente che non aveva nessun motivo di chiederla prima perché non aveva nessuna idea che potesse esserci un provvedimento di questo genere nei suoi confronti e che quindi che potesse essere spedito in Egitto coattivamente.

A quel punto partono una serie di altri procedimenti, grazie alle modifiche un po’ bizzarre che sono state fatte negli ultimi anni alla legislazione. Vengono investite una serie di giurisdizioni e competenze diverse. Tra queste c’è la Corte di Appello, perché nel momento in cui Shahin chiede la protezione internazionale non si può evidentemente eseguire l’espulsione verso l’Egitto ma il Questore di Torino decide di trattenerlo come richiedente asilo. Viene così deciso il trattenimento a Caltanissetta nonostante noi sappiamo che c’erano posti anche a Torino.

  • Shahin viene portato coattivamente a Caltanisetta e lì cosa succede?

Il giorno dopo in suo arrivo va in audizione davanti alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Siracusa. Ci va in un momento in cui noi avevamo perso le sue tracce visto che per circa 24 ore non abbiamo saputo dov’era e non ci veniva comunicato dove lo stavano portando. Questo si configura come una violazione del diritto di difesa perché non abbiamo potuto assisterlo durante l’audizione davanti alla Commissione territoriale di Siracusa.

Viene fatta la convalida del trattenimento alla Corte d’Appello di Torino come previsto da una delle modifiche avvenute nel post-CPR in Albania.

La Corte d’Appello convalida il trattenimento sulla base delle informazioni che gli sono state fornite nella richiesta di convalida della Questura di Caltanissetta in cui si diceva che Shahin era sottoposto a due procedimenti penali e che la Procura della Repubblica aveva posto un divieto di ostensione degli atti dei procedimenti penali a cui era sottoposto. Il giudice della Corte d’Appello interpreta tutto questo come conferma di pericolo e convalida il trattenimento.

  • Cosa avete fatto a questo punto come Collegio di difesa?

Abbiamo agito su diversi piani: un ricorso per cassazione contro la convalida che è stato fissato per il 9 gennaio 2026 e una istanza di riesame del trattenimento.

  • Puoi parlarci dei punti in cui si articola l’istanza che poi porterà al provvedimento di liberazione di cui si sta parlando in questi giorni?

L’istanza di riesame del trattenimento è fondata su alcuni elementi nuovi che apprendiamo solamente dopo la convalida.

Uno di questi è la circostanza che riguarda quanto fatto dalla Procura della Repubblica di Torino una volta ricevuta un’informativa della Digos sul discorso tenuto da Shahin il 9 ottobre 2025, quello che è citato anche nel decreto di espulsione e che abbiamo letto virgolettato per stralci su tutti i giornali, in cui avrebbe detto che il 7 ottobre non è stata una violenza. In realtà il discorso è molto più lungo e sostanzialmente credo che sia stato ampiamente frainteso. Lui stesso ha chiarito in seguito come venisse contestualizzato il 7 ottobre del 2023 nella trama della lunga vicenda della Palestina dal 1948 in avanti, prima con la Nakba, le varie guerre e poi con quello che è successo dal 2000, le operazioni Margine protettivo fino a Piombo fuso, e le migliaia di morti civili palestinesi.

Tornado alla vicenda giudiziaria la Procura della Repubblica ricevuta l’informativa sul discorso, iscrive subito il procedimento a modello 45, come fatto non costituente reato. Per quel discorso Shahin non è mai stato iscritto come indagato. Tanto è vero che nella stessa giornata la Procura trasmette gli atti in archivio.

Per quanto riguarda invece il divieto di ostensione scopriamo che non c’è: semplicemente alla richiesta che venissero pubblicati e utilizzati gli atti del procedimento penale per blocco stradale, il PM aveva risposto di stare ancora indagando e per ciò come da articolo 329 di non ritenere che gli atti dovessero essere pubblicati. Chiarita la vicenda abbiamo potuto accedere agli atti del procedimento penale visto che non erano più necessarie altre indagini. Visti gli atti ci rendiamo conto che si tratta di una normalissima manifestazione. Una delle tante manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese che ad un certo punto – non sicuramente per decisione di Shahin che è semplicemente una delle persone presenti all’iniziativa – arriva sul raccordo autostradale Torino-Caselle e per qualche decina di minuti lo interrompe con un blocco. Abbiamo già fatto un interrogatorio chiarendo ulteriormente la posizione di Shahin davanti al Pubblico ministero. Questo è sostanzialmente quello che emerge in riferimento alla questione divieto di ostensione.

Sono stati poi prodotti due presunti contatti di Shahin con soggetti radicalizzati.

Un’identificazione avvenuto a Imperia da parte della polizia stradale nel 2012. Quando Shahin è stato sentito ha chiarito la vicenda dicendo che l’unica cosa che ricordava dell’episodio è che era andato a fare un sermone nella cittadina ligure nel periodo di inizio della guerra in Siria, della primavera siriana. Al ritorno gli era stato dato un passaggio ed erano stati fermati per un normale controllo della polizia stradale in cui erano stati chiesti i documenti. Shahin ha anche chiarito che non sapeva chi ci fosse in macchina e che non conosceva il soggetto di cui si sta parlando, un italiano convertito che si sarebbe arruolato per combattere in Siria dove è morto.

Una segnalazione dovuta a un’intercettazione telefonica di un soggetto poi condannato per apologia di terrorismo che parlando con un’altra persona nel 2018 gli avrebbe detto “se hai bisogno di qualcosa puoi rivolgersi all’imam della moschea di San Salvario”.

  • Questi elementi sono quelli che hanno permesso di ripresentare l’istanza?

Sì, sono quelli che hanno permesso di ripresentare l’istanza e soprattutto la circostanza che la Corte d’Appello si era trovata a dover decidere di una persona con due indagini a carico e un segreto istruttorio chissà per che motivo opposto dalla procura mentre, come abbiamo dimostrato, non era questa la realtà.

Abbiamo anche aggiunto nell’istanza tutta una serie di documenti, sia precedenti sia successivi al decreto di espulsione.

Si tratta degli attestati di solidarietà e di conoscenza da parte del mondo cattolico, valdese, che attestano come Shahin sia sempre stata una persona che ha lavorato per il dialogo interreligioso e per l’integrazione tra le comunità. Abbiamo allegato anche elementi precedenti come ad esempio un’iniziativa unica in Italia ovvero la traduzione della Costituzione italiana in lingua araba e la sua distribuzione tra i fedeli della sua moschea. Anche questo un segno di non pericolosità, anzi di perfetto inserimento nei valori del nostro sistema costituzionale.

Alla luce di questi elementi il Giudice valorizza tutto questo quando accoglie le istanze di riesame e dice che ci sono degli elementi nuovi che lo allontanano dal sospetto di pericolosità. Elementi che confermano come Shahin sia perfettamente inserito in un sistema valoriale rispettoso della Costituzione.

  • La vicenda giudiziaria non è ancora conclusa, cosa succederà?

C’è un tot di giurisdizioni e di azioni che devono ancora avvenire. Sul Decreto di espulsione abbiamo proposto ricorso al Tar Lazio e avremo udienza il 22 dicembre 2025. Sulla revoca della carta di soggiorno abbiamo proposto ricorso al Tar Piemonte e avremo udienza il 14 gennaio 2026. Contro il rigetto della richiesta di protezione internazionale adottata dalla Commissione territoriale di Siracusa abbiamo proposto ricorso al Tribunale ordinario civile, Sezione immigrazione di Caltanissetta che proprio ieri, poche ore dopo la decisione della Corte d’Appello, ha sospeso il provvedimento di diniego della protezione internazionale. Questo significa che comunque, al di là del fatto che Shahin è in libertà, dismesso dal CPR, è anche inespellibile temporaneamente perché è pendente il ricorso sulla sua richiesta di protezione internazionale.

  • In conclusione, come possiamo valutare questa vicenda?

Al di là della complicazione determinata dalla normativa – questo sovrapporsi di giurisdizioni diverse perchè abbiamo due TAR, la Corte d’Appello penale, la Cassazione e il Tribunale civile di Caltanissetta – mi sembra che questa vicenda portata in estrema sintesi sia un segnale molto pericoloso. Sostanzialmente la decisione di espellere Shahin è determinata solamente dal fatto che ha espresso un’opinione, condivisibile o meno.

Il giudice della Corte d’Appello scrive che è moralmente o eticamente sicuramente una descrizione che lui non condivide, parole censurabili. Detto questo, ripeto vanno inquadrate nel contesto complessivo del suo discorso, ma soprattutto restano un’opinione.

Si parla di radicalizzazione, fondamentalismo. Ho sentito che il Ministro Piantedosi ad Atreju ha detto che non importa che sia un imam ma il primo paragrafo fa riferimento alla sua qualifica di imam.

Si sottolinea che ha organizzato diverse manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese. Credo che il solo fatto di citare questo come elemento a sfavore, visto che è nominato in un provvedimento di espulsione per pericolosità per la sicurezza nazionale, è un ulteriore campanello di allarme su come viene interpretata sostanzialmente la libertà di manifestazione del pensiero e su come viene interpretato essere migranti in questo momento in Italia.

Di seguito il provvedimento della Corte d’Appello di Torino

Riesame accolto Mohamed ShahinDownload

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