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Luciano G. Calì ci racconta la prima presentazione a Grosseto di “Oltre il potere”, libro dei GD. Prossima tappa il 20 novembre 2025 a Roma.


L'iniziativa è stata una positiva occasione di discussione
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Si è svolta il 7 novembre 2025 presso Palazzo Aldobrandeschi a Grosseto l’ anteprima nazionale di presentazione del libro “Oltre il potere. Una prospettiva giuridica per le lotte sociali”.

Nell’iniziativa organizzato congiuntamente da Giuristi Democratici Grosseto, FIAP Toscana, Working Class Hero OdV ed ANPI Grosseto “Carla Nespolo” si è fatto anche il punto attorno al Referendum Costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. L’incontro moderato dai due portavoce GD grossetani Luciano G. Calì e Massimo de Felice ha visto la presenza di due dei curatori del volume, gli avvocati Pietro Adami e Paolo Solimeno.

Giuristi Democratici di Grosseto hanno ritenuto che l’iniziativa potessa rappresentare non solo un valido momento culturale ma anche un messaggio di carattere unitario in vista di quello che sarà il Referendum Costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Una scommessa riuscita come ci racconta Luciano G. Calì nell’intervista che vi proponiamo ed in cui gli abbiamo anche chiesto di raccontarci brevemente gli impegni locali dell’associazione.

La prossima presentazione di “Oltre il potere” sarà il 20 novembre 2025 a Roma all’interno della Rassegna “Muoversi nella notte” presso La CAVe Largo Giovan Battista Marzi 1 dove insieme al curatore del volume Pietro Adami interverranno alcune ed alcuni dei redattori: Simonetta Crisci, Luca Baiada, Antonello Ciervo, Roberto De Angelis, Luigi Galloni, Pierluigi Panici.

INTERVISTA A LUCIANO G. CALI

  • L’iniziativa che avete fatto ha avuto un valore che va oltre la presentazione del libro stesso. E’ stata l’occasione per mettere insieme persone di ambiti diversi?

Assolutamente sì. Erano presenti colleghi, esperti di diritto ma la cosa importante per noi è che fosse presente la cittadinanza. Abbiamo voluto improntare il momento d’incontro come qualcosa che avesse un carattere divulgativo non solo giuridico, cercando di dare naturalmente dei messaggi chiari e rispondendo nella parte finale alle domande da parte del pubblico. Il tutto a partire dal libro che è molto interessante, sfaccettato dal punto di vista delle tematiche trattate nei diversi capitoli, è che però offre anche una sorta di racconto unitario rispetto ad alcuni temi, come quello dell’autonomia differenziata o come la parte relativa alla separazione delle carriere dei magistrati. Su quest’ultimo argomento con Pietro Adami c’è stata la possibilità di approfondire come la questione non riguardi solo specificatamente i magistrati ma invece come siamo di fronte ad una reinterpretazione di quello che la politica attuale vuole fare della magistratura. E’ stato importante soffermarsi in maniera complessiva su questo tema.

Rispetto ai capitoli presenti nel libro abbiamo trattato anche altri temi come quello dell’antifascismo. La presenza di FIAP Toscana e di Anpi Grosseto è stata molto importante, perché queste due storiche associazioni hanno dato il loro punto di vista e c’è stata la possibilità di valorizzare quello che è stato fatto con l’Avv. Paolo Solimeno che ha curato gli aspetti legati a ricorsi al TAR degli ultimi anni sulla toponomastica fascista in Maremma.

Per cui l’incontro è stato un momento per poter riprendere quanto fatto negli anni passati e rilanciare l’azione in una prospettiva futura.

  • Il libro non vuole rivolgersi solo al mondo dei giuristi ma provare a riflettere su questioni che anche se sembrano solo giuridiche riguardano in realtà tutta la società. Dal pubblico che domande ci sono state?

Ci sono state domande che riguardavano l’interpretazione di alcuni elementi particolari per capire anche il tipo di chiavi di lettura rispetto al perché esistano certe cose. Una domanda, per esempio, ha riguardato il reddito di cittadinanza. Altre la parte relativa alla normativa della violenza sulle donne, con la sollecitazione da parte del pubblico a capire che tipo di impostazione il libro dei GD poteva dare rispetto alla società. Il ventaglio delle sollecitazioni è stato molto ampio. In una iniziativa di due ore è un compito improbo sia per i relatori che per i moderatori portare a compimento tutte le questioni poste. A mio avviso, la cosa più interessante successa è che non soltanto c’è stato un grande interesse ma che si è sentita l’esigenza di approfondire ulteriormente le questioni discusse rispetto a questo primo incontro.

  • Uno degli scopi del libro è proprio aprire delle discussioni, stimolare un percorso di work in progress. Per chiudere l’intervista volevamo domandarti quali sono le tematiche che vi vedono maggiormente impegnati come GD nel vostro territorio. Ci puoi fare una breve carrellata?

Ci sono due brevissime colleghe che si occupano in modo particolare dello sportello di assistenza al cittadino con tutto quello che riguarda la parte relativa alla consulenza che una volta facevano i sindacati o le federazioni dei contribuenti. E’ una esigenza molto sentita perché negli ultimi tempi è venuta a mancare questa disponibilità di base. Le due avvocatesse fanno sostanzialmente un’attività pro bono senza naturalmente andare a incidere sulla valutazione successiva ma queste informazioni di base vengono considerate molto utili da parte dei cittadini.

Un’altra cosa importante di cui si occupa Massimo De Felice è la parte che riguarda questioni inerenti l’ambito sociosanitario, in modo particolare la parte relativa al fenomeno delle deleghe. Non parliamo naturalmente di chi non ha la possibilità di procedere in autonomia ma di chi ha bisogno del cosiddetto amministratore di sostegno. In questo caso spesso e volentieri a occuparsene sono dei familiari che però sono privi di formazione di base. Organizziamo degli incontri per dare una formazione utile, facendo un quadro generale e dando informazioni specifiche, utili per chi non ha una formazione di carattere giuridico ma che deve potersi orientare rispetto a quelle che sono le responsabilità non poche dell’intera questione.

  • Possiamo dire che vi occupate di questioni che a prima vista non sembrano solo giuridiche ma che intrecciano il piano giuridico e che molte volte fanno sì che i cittadini vadano veramente in panico non sapendo come muoversi?

Ti faccio l’esempio delle DAT. Anche in questo caso si cerca di dare un’impronta di carattere divulgativo. Tutti più o meno sappiamo cosa sono le Disposizioni anticipate di trattamento ma in pochi sanno come comportarsi o come redirgerle in maniera corretta.

Operiamo in un territorio, quello grossetano, dove la media di età della popolazione è superiore ai 50 anni (parliamo di 55 anni, in provincia di Grosseto), non esistono fabbriche ormai da oltre 20 anni mentre ci sono di medie e piccole attività. Non c’è comparto tessile o industria pesante, la struttura che offre più lavoro complessivamente è quella del comparto sanitario pubblico, un lavoro sindacalizzato, fatto abbastanza bene e storicamente supportato anche dai sindacati. In questa situazione, al di là di quello che possono essere le consulenze di carattere professionale, c’è poco e tanti non hanno la disponibilità economica per accedere a informazioni di base.

Ciò che cerchiamo di fare in maniera volontaria parte dalla convinzione che se vuoi vivere in una società serena e in pace con se stessa, questa deve essere una società informata. Su questo aspetto per quanto ci riguarda cerchiamo di fare la nostra parte.

Naturalmente il gruppo di Giuristi Democratici Grosseto non è costretto a scalare vette inarrivabili, possiamo comunque affermare che è un impegno che siamo felici di portare avanti richiamandoci costantemente ai princìpi ed ai valori della Costituzione Repubblicana.

Segui in FB Giuristi Democratici Grosseto

Per contatti: giuristidemocraticigrosseto@gmail.com


“Oltre il potere. Una prospettiva giuridica per le lotte sociali” – È disponibile il libro a cura dei Giuristi Democratici


Il libro “Oltre il potere. Una prospettiva giuridica per le lotte sociali” – Momo Edizioni sviluppa, sistematizza e allarga il lavoro contenuto nel Libro bianco dell’Associazione Giuristi Democratici. Il volume, frutto di contributi elaborati collettivamente, spazia tra molteplici aspetti per stimolare la ricerca di una visione complessiva e coordinata, utile non solo agli addetti ai lavori del mondo giuridico.

La presentazione del volume in quarta di copertina evidenzia già la peculiarità di un lavoro oltre modo necessario in un momento in cui il protagonismo sociale, soprattutto delle nuove generazioni, si riaffaccia prepotentemente nelle piazze e nelle iniziative che attraversano le nostre città.

Uno dei nodi cruciali della nostra epoca è il progressivo abbandono di una visione sistematica della società. Ne derivano la frammentazione delle idee e delle proposte e la rinuncia a disegnare complessivamente e coerentemente il sistema. L’associazione Giuristi Democratici nel corso degli anni ha profuso il proprio impegno concreto e ha sviluppato un dibattito interno proficuo e vivace. A un certo punto si è deciso di fare un salto di qualità. Provare a rendere coerenti analisi e proposte di trasformazione. Un concetto guida è stato determinante: l’attacco e il superamento del potere.

Puoi ordinare il libro “Oltre il potere. Una prospettiva giuridica per le lotte sociali”:

  • nelle librerie in tutta Italia

All’Avv. Pietro Adami, che ha curato il volume e scritto la premessa abbiamo chiesto quali sono gli aspetti essenziali che fanno di “Oltre il potere. Una prospettiva giuridica per le lotte sociali” un libro utile ed importante da leggere.

INTERVISTA ALL’AVV. PIETRO ADAMI

* Qual è il fine del libro “Oltre il potere. Una prospettiva giuridica per le lotte sociali”?

Il fine del libro è quello di mettere a sistema una serie di riflessioni effettuate dai Giuristi Democratici negli ultimi anni. Ci riferiamo a riflessioni che non sono mai solo teoriche ma derivano da un’esperienza di impegno, di difesa, di cause portate avanti e di vicende seguite direttamente nel campo del reale. Le conoscenze che abbiamo voluto socializzare non sono astratte, derivano dal nostro lavoro al fianco dei movimenti o nell’ambito delle battaglie che ci hanno visto impegnati, come quelle referendarie —pensiamo al referendum sull’acqua o quello sulla riforma costituzionale— o da esperienze di difesa di singoli individui. Questo bagaglio di esperienze ci ha portato a maturare delle convinzioni.

Negli anni passati avevamo iniziato un lavoro embrionale per raccogliere non solo i nostri saperi ma anche le nostre proposte di riforma. Siamo partiti da questo e nelle nostre assemblee abbiamo deciso insieme di voler provare a mettere all’interno di un’unica riflessione non solo tutto quello che abbiamo “pensato”, ma anche quelle che sono le nostre proposte di riforma per la società e quindi del sistema.

La nostra è un’associazione variegata sia come componenti, avvocati, magistrati, funzionari, docenti e studenti universitari e settori di cui si occupa, diritto penale, amministrativo, civile, del lavoro, internazionale (ndr: per via della complessità del tema non abbiamo messo nulla di ‘internazionale’; semmai faremo una seconda opera). A partire da questa complessità e ricchezza abbiamo scelto di provare a vedere se riuscivamo a costruire un testo in cui ci fosse sicuramente analisi ma anche una prospettiva di riforma. Elaborare insieme e proporre quello che noi vorremmo, mettendo volta per volta anche una sorta di conclusione rispetto a come dovrebbe cambiare la normativa a nostro giudizio.

È stato un processo complesso. Abbiamo costituito delle commissioni settoriali che hanno discusso e proposto testi che poi abbiamo insieme elaborato, per certi versi sfrondato per cercare di avere un’uniformità comunicativa. Abbiamo cercato di rimodulare parti di pura riflessione, senza mai dimenticare i concetti fondamentali, per arrivare a centrare il punto: la norma oggi è così e deve cambiare in questi termini.

Il libro è redatto dall’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, ma non è un libro per giuristi. Le proposte di riforma, per esempio, del diritto del lavoro, sulla reintroduzione dell’articolo 18, sono proposte di riforma giuridica in cui il cambiamento della norma è finalizzato a un cambiamento di rapporti sul posto di lavoro.

Non è un libro per i giuristi, è invece al contrario un libro dei giuristi, che deriva da quello che hanno raccolto all’interno della società e che si rivolge alla società con delle proposte. Proposte per il diritto di famiglia, il diritto del lavoro, sulla partecipazione democratica. I capitoli sono tanti, arrivando a proposte dettagliate sia in alcuni settori meno appariscenti, che in quelli più alla ribalta. Facciamo l’esempio del carcere: ci sono una serie di proposte concrete per la gestione della situazione carceraria. Quando abbiamo fatto circolare attraverso i nostri circuiti la prima versione del libro, abbiamo avuto una serie di indicazioni di ritorno, che abbiamo discusso e tenuto presenti all’interno della versione finale.

Il fine del libro è quello di offrire un programma di trasformazione della società, almeno sotto alcuni aspetti, che sia coordinato e che discenda da un’idea di fondo.

* Il metodo che avete scelto per redigere il libro rappresenta una sperimentazione innovativa che si affianca alle finalità del volume. Ne puoi parlare brevemente?

Il metodo è partecipato. Se ne parla sempre, ma una cosa è dirlo e un’altra farlo. Abbiamo voluto farlo realmente. Ci abbiamo messo diversi anni. Se vuoi veramente che le cose emergano dal tessuto sociale, dai movimenti, dagli incontri, devi ascoltare veramente quello che emerge e poi elaborarlo. Il materiale che emerge è in forma di bisogni e deve essere trasformato in una proposta normativa. In questo sta il nostro ruolo: trasformare il bisogno in una proposta normativa.

È un lavoro che non finisce. Ci sono ancora altri settori, altri aspetti della nostra vita collettiva che dobbiamo esplorare. All’interno di questo percorso aspettiamo risposte e proposte che noi poi potremo tradurre. Quindi nel libro non c’è la visione “finale” di come si deve trasformare la società, ma una proposta che continua ad essere discussa con altri, con gli attori di queste vicende per perfezionarsi ulteriormente. Questa operazione non finirà mai perché a mano a mano che emergono problemi, nuove visioni, nuovi ragionamenti si deve ripartire, aggiornare, modificare.

L’obiettivo del libro non è mettere un punto fermo ma stimolare un dibattito e nello stesso tempo fare in modo che ci sia una visione complessiva della trasformazione della società.

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Oltre il potere. Una prospettiva giuridica per le lotte sociali” a cura di Pietro AdamiMomo EdizioniProgetto grafico di Gianmarco MecozziPrima edizione Ottobre 2025

INDICE

  • Premessa a cura di Pietro Adami
  • Repubblica e Costituzione
  • Unione Europea
  • Costituzione della Terra
  • Autonomia differenziata
  • Beni comuni
  • Strumenti di democrazia diretta
  • Indipendenza e autonomia della magistratura, cultura della giurisdizione
  • Vincoli di bilancio
  • Tutela dell’ambiente
  • Asilo, respingimenti e ONG
  • La normativa antifascista
  • Democrazia digitale
  • Lo stato sociale digitale
  • Diritto penale
  • Crimini di sistema
  • Contro la violenza sulle donne
  • L’uso di nuove tecnologie digitali nelle indagini penali
  • La parte offesa
  • Carcere
  • Ergastolo ostativo
  • Regime detentivo speciale ex art. 41-bis O.P.
  • Riportare la Costituzione sui luoghi del lavoro
  • Delocalizzazioni
  • Diritto di cittadinanza sociale, diritto al lavoro e al reddito
  • Reddito di cittadinanza e riassorbimento della disoccupazione
  • Seconde generazioni
  • Qualcosa sui Giuristi Democratici



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Giustamente muore internet in questo preciso istante…

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il tenente / anonimo. 1952. ocr 2025


Il Tenente Art. S.P.E. Franco ‘japer-to he prestato servizio presso it IVY Gruppo cannoni (la 88/27 da me ewlarnato din 1 watt otto-hre 1952 al 30 giugno 1952 quale U.T.G. di CruDpo dal 1 ottobre 1951 al 15 febbraio Comando di Grppo dal 16 febbraio 195′, e quake Coanaapee del Reparto u 1.95n1 Augno_1952.i • • .Ufficiale in possess° di ott-c.,„4;.1,i46120 fisich

• eceellente pre-otanza mi=
litare. D’ intellicenza sveglia,ot:W..ma memoriatpercezione prontaldiligen= ; te, ordinatotrazionale nella concezione e nolla attuazione,svelto e sicu=
I 11 a 0 1
ro nell’esecuzione degli ordibi ricevuti.Si distingue per elevati senti= ‘ menti motali e per l’entusiasmo e la passione con cui presta servizio. Ha dato prove di profOndo attaccamento al dovereed elevato spirit° di sett’: sacrificio e di sager anteporre con encomiabile spontaneity le esigenze e gli interessi del servizio a personali e famigliari. Si affeziona ai Suoi Superiori prodigandosi nell’interpretatiiitla con asso=
luta fedelth loro pensiero. Di oRrtftere aperto,onesto. Ineocepibile nel su_ comportamento in
servizio e fuo
zio; riguar(!oso verso i Superior* ottirif ta
con colleghi, giusto,umano, fraternO con gli inferiri sui quail eserci s to profondo ascendente ottedendone nel contempo.anuirazione. P Eccezzionalmente a posto dal punto di vista professionale, possiedd, so= pratutto nel cameo tecnico una sk.iacata preparazione e cognizioni ai:profon* 0 b che suscita negli allievi.g 0
dite che gli consentono di raggiungere risultati veramente moripmmktmittIx
brillanti nel cameo addestrativo n61 quale si distingue per la rapids e rationale applicazione del metodo e l’interesse
In particolare, nell’aadestramento degli specializ ati per it tiro e per
le trasmissioni ha saputo realizzate, non ostante l’esiguith del persona=
le, una felice suddivisione per n-u,#ei che, dal punto di vista funziona= le, ha risposto ally perfezione duraute te le esercitaziomi estive.
Quale Comandante del R.C.G. tamento ha preso saldamente
it
Ten
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0 0 it campo primaverile sia durant
Tai_)rta dopo un rapido e pronto orien=
o
it reparto svol endo proficua optima!’ di comando e rivelando non comuni do. i di organizzatore ed aniclatore. Prededente mansio= it
In tale periodo, egli ha continua to svolgere
anche la
ne di U.T.G. prodigandosi nel se:cvizio can sin olare fervors ed entusia= ato non solo all’addestr
mo. In tutto tale perido Ten Laports ha cr uto non solo all’addestra

_

*
da un ritrovamento di
Alberto D’Amico

#anonimo #ocr #post2025

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il cinema sovversivo surrealista, lettrista, situazionista, anarchista. l’essenziale in 40 schede


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[e consigliata anche un’occhiata al blog xxmila leghe : xxmilaleghe.noblogs.org/]

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server inserverante e soluzione insorprendente (fix PHP su nginx lento che va in timeout senza motivo)


A quanto pare, gli spiriti stanno preparando per me (cioè, contro di me) nuove sgradite sorprese sul campo digitale, e adesso hanno iniziato ad interferire lievemente col mio meraviglioso e amatissimo server, senza il quale le mie giornate sarebbero inevitabilmente più difficili, creando problemi inspiegabili davvero originali… O almeno, ieri sera mi si è dal nulla presentato esattamente 1 problema strano, e per fortuna credo di averlo risolto… ma, spero davvero che dietro l’angolo di questa piccola cosa non ci sia in realtà la nascita di una nuova saga di bestemmie, perché francamente non ne ho proprio voglia; le cose devono fottutamente funzionare, per me ma anche per i miei ammiratori (altrimenti detti “utenti” da sysadmin meno magici)! 😤

Ciò che è accaduto è che ieri pomeriggio, via via, un po’ alla volta, ho iniziato a vedere alcune delle mie cose hostate che risultavano di continuo andare giù e tornare su, dal mio monitor di uptime… precisamente, tutte cose PHP ospitate sul mio coso principale; invece, tutte le altre app non-PHP, o anche quelle PHP dentro container Docker dedicati, non davano alcun segno di rogna. Più tardi, poi, la cosa è (ovviamente, figuriamoci) a dir poco peggiorata, perché le maledette cose in questione o ci mettevano intere decine di secondi a rispondere, o andando down poi non tornavano su; o, almeno, rimanevano giù per un bel po’, al punto che personalmente me ne sono accorta nel provare ad usarle (e, in tal caso, precisamente, provando a caricarle si otteneva un errore 504 Gateway Time-out di nginx). 😩

Il perché di tutto ciò era ormai un fottuto mistero. Il fatto che facesse avanti e indietro tra la morte assoluta e la vita incerta mi faceva pensare ad un’indisponibilità di risorse sul sistema, ma non c’era nulla di prettamente saturo; e comunque, per l’appunto, qualsiasi altra cosa girava normalmente. L’unica cosa che cambiata dal prima al dopo di questo problema è che avevo aggiornato dei pacchetti rimasti vecchi sul sistema base (non nel container LXC dove mi girano nginx e PHP, eh), avevo liberato un po’ di spazio su disco, avevo riavviato il sistema… e si era riaccesa la mia VM Windows, che a volte si spegne; non so precisamente se perché QEMU si incula quando il disco è troppo pieno, o se perché c’è un memory leak da qualche parte in ciò che hosto, e magari la quantità di RAM libera che ho a server appena riacceso non è mai quella che ho dopo qualche giorno. 🤨

La cosa è a questo punto strana oltre ogni comprensione anche aliena, perché ho notato che, spegnendo la VM, i problemi del PHP sparivano… e, riaccendendola, in un attimo ricomparivano… mentre non cambiava niente semplicemente riavviando ancora il server o il servizio di php-fpm. Quindi, di base, la mia intuizione di una mancanza di risorse, forse, non era sbagliata, ma ancora non ho capito perché cazzo tutte le altre cose giravano perfettamente… e, se è per questo, perché questo problema è apparso solo adesso e non, che so, l’altro giorno, in cui pure la VM era accesa. Ad ogni modo, magrissima consolazione, perché io pretendo, e sul server devo avere TUTTO, pur sapendo di avere un margine di manovra bassino… nel senso, dovrei sicuramente comprare RAM extra per questo affare, perché 8 GB sono davvero pochi e mi costringono a tenerne altrettanti di swap, e forse dovrei anche comprare un SSD più grande, ma le cose costano e io sono tirchia… 😵

Comunque, era sotto sotto chiaro che il problema in questione era solo un capriccio di PHP, perché altrimenti il tutto non si spiega… Quindi, con la giusta dose di disperazione, ho iniziato a cercare… e, incredibilmente, ho trovato una soluzione, anche se chi l’ha chiesta aveva un problema diverso dal mio: php fpm – PHP scripts suddenly load very slow on Apache – Server Fault. Non ho capito neanche io che cavolo vuol dire, ma nella pratica, dopo aver constatato di avere anche io almeno 1 riga di warning nei miei log come quella presa in esame (anche se, a me si tratta di una ogni tot, però, non di uno spam continuo), ho modificato la proprietà max_children nel file /etc/php/*/fpm/pool.d/www.conf, portandola dal misero default di 5 ad un numero più grosso di 25. 😶

Con questa magia, riavviato php-fpm, i problemi sono apparentemente spariti, e anche stamattina la VM è ancora accesa, ma ora il PHP si comporta a modino. Anche se, così, il mistero non fa altro che infittirsi ancora; e, decisamente, seppur il problema sia risolto, il dubbio non è svelato, e temo non lo sarà mai. Su StackExchange c’è chi dice che il default di 5 è bassissimo, e va alzato per praticamente qualsiasi sito… ma, allo stesso tempo, qualcuno dice invece che i problemi apparsi sono un sintomo di qualcosa che usa troppe risorse, e che col tempo peggiorerà ancora di più (per esempio, una query database lenta)… BAH! Ma ehi… da sysadmin, considerato anche che non mi pagano abbastanza e che lavoro solo io qui, mi concentrerò sul risolvere solo le rogne, mentre i misteri oscuri li lascerò a chi ha più esperienza con l’occulto non-informatico… basta che ora Proxatore e compagnia funzionano!!! 😘
he's working so hard to destroybrainrot 😝🥰
#nginx #php #phpFpm #server #sysadmin

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Orti della Susanna a Cibali, un cuore verde per Catania


Catania ha un cuore verde che la maggior parte dei catanesi non conosce nemmeno. Si trova a Cibali e, sebbene sia circondato da palazzi, strade, negozi, si è conservato integro e incontaminato, raggiungendo un equilibrio sistemico unitario che è molto importante mantenere tale.

Parliamo degli Orti della Susanna, un’area di grande valore naturalistico, ricchissima di biodiversità e con […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/11/16/orti…

#CentroDirezionaleCibali #ComuneDiCatania #DipartimentoAmbienteRegioneSicilia #OrtiDellaSusanna #RegioneSiciliana #Sciara #SoprintendenzaCatania #verdePubblico #verdeUrbano

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oggi, 16 novembre: ryoji ikeda a roma


romaeuropa.net/festival-2025/m… (music for strings)

romaeuropa.net/festival-2025/u… (ultratronics)

#Auditorium #experimentalMusic #glitch #music #MusicForStrings #musicA_ #RyojiIkeda #Ultratronics

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oggi, 16 novembre, a palermo: asemismo

cliccare per ingrandire
Al CENTRO CELESTE, 16 novembre:
ASEMISMO a cura di Nicolò D’Alessandro ed Enzo Patti. Ingresso libero. Solo su prenotazione al numero 3286661168 fino a esaurimento posti.

#art #arte #arteAsemica #asemic #asemicArt #asemicWriting #asemismo #CentroCeleste #GaetanoRappo #mostra #mostraAPalermo #NicolòDAlessandro #scritturaAsemica

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🔴 In diretta ora! Proseguono le partite online! – Super Mario Party Jamboree ITA #15 📺 Guarda ora su you

🔴 In diretta ora![/b]
Proseguono le partite online! – Super Mario Party Jamboree ITA #15

📺 Guarda ora su https://www.youtube.com/watch?v=o1AVGa5hdhs oppure https://www.creeperiano99.it/u/youtubeLive

#live #livestream

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news.creeperiano99.it/2025/11/…

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Proseguono le partite online! – Super Mario Party Jamboree ITA #15


Salve a tutti ragazzi! Eccoci di nuovo in live su Super Mario Party Jamboree!Vediamo se siamo ancora bravi a giocarci!✅ Buona Visione 🎵 Tutte le musiche riprodotte nella schermata del countdown e fine della diretta sono disponibili su https://music.creepe
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Salve a tutti ragazzi! Eccoci di nuovo in live su Super Mario Party Jamboree!
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Droghe, che fare? Abbiamo un piano. Intervista a Pino di Pino, Presidente di ITARdD


Note dalla Contro-Conferenza nazionale sulle droghe autoconvocata
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Il 7 e l’8 novembre 2025 si è tenuta a Roma la VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, organizzata dal Governo. Un evento ufficiale previsto dalla normativa finalizzato ad aggiornare ogni tre anni la situazione del fenomeno delle dipendenze, la risposta del sistema dei servizi e le indicazioni generali d’azione.

Negli stessi giorni della Conferenza ufficiale si è svolta sempre a Roma la Contro-Conferenza nazionale sulle droghe autoconvocata organizzata da numerose associazioni, reti, Enti Locali, realtà in prima linea che non sono state volutamente invitate alla Conferenza ufficiale.

Per capire le motivazioni della Contro-Conferenza, approfondire i danni che le politiche governative stanno causando abbiamo intervistato Pino di Pino, Presidente di ITARdD rete di operatori, operatrici, persone che usano droghe, associazioni e enti locali che promuove, sostiene e difende la riduzione del danno in Italia.

L’intervista offre un panorama dei temi trattati nella Contro Conferenza, le cui proposte finale sono contenute in un Piano sulle droghe e si conclude suggerendo alcuni terreni d’iniziativa su cui sarebbe importante aprire il confronto anche nel mondo giuridico per contribuire ad un cambiamento di rotta: l’abolizione delle sanzioni amministrative, la regolazione dei mercati e una maggiore accessibilità delle misure alternative alla detenzione.

INTERVISTA A PINO DI PINO

  • Puoi spiegarci le motivazioni della Conferenza alternativa?

Si è resa necessario organizzare la Contro Conferenza per diverse ragioni.

Questo Governo prima della Conferenza governativa sulle droghe aveva già presentato il suo bigliettino da visita con una serie di provvedimenti, come il Decreto anti-rave, il Decreto Caivano, l’inasprimento delle pene per i fatti di lieve entità legati al traffico di droghe, la proibizione del CBD. Tutte scelte che avevano già evidenziato chiaramente la sua linea politica sulle droghe. Inoltre, nonostante la disponibilità delle associazioni che poi hanno vita alla Contro Conferenza a partecipare ai tavoli preliminari, così come era stato nel 2021 con la Ministra Dadone, tutte queste realtà non sono state coinvolte nel percorso della Conferenza governativa. Stiamo parlando esperienze della società civile come Itardd o Itanpud rete delle persone che usano droghe. Nella preparazione della Conferenza sono state completamente escluse le voci di chi le droghe le usa. Voci che invece nella conferenza del 2021 erano state ampiamente rappresentate nei tavoli preliminari e durante la Conferenza.

Di fronte a questo atteggiamento di esclusione, ad una generale impostazione criminologica e patologica sulle droghe ed avendo il governo chiarito fin dal principio che l’approccio della riduzione del danno sarebbe stato escluso dalla Conferenza, ci è sembrato logico organizzare uno spazio che contrastasse questa visione delle politiche sulle droghe.

  • Nella presentazione della Contro Conferenza si è scelto di dire chiaramento “abbiamo un piano per le droghe” . L’idea è stata quella di dar vita ad un momento non solo di critica a quello che non fa il governo ma anche per proporre un punto di vista non solo teorico ma anche pratico d’azione differente. Cosa intendete quando parlare di un vostro Piano per le droghe?

Il nostro piano viene portato avanti ogni giorno dalle persone che lavorano nei servizi sia pubblici che del privato sociale che fanno la riduzione del danno. E’ il piano che agiamo quando si tratta di prendersi cura delle persone e si fonda sulla libertà di scelta, l’autodeterminazione, il rispetto della dignità umana e dei diritti umani.

Quando si parla di leggi e legislazioni è un piano che, anche riferendosi ad alcune esperienze internazionali che sono state anche invitate, affronta il tema della regolazione legale delle sostanze stupefacenti con un approccio laico e scientifico. Il grosso dei danni delle droghe è prodotto dal proibizionismo, dal fatto che le droghe siano illegali. Ovviamente figuriamoci se il governo Meloni poteva mettere queste cose all’ordine del giorno della Conferenza.

  • In generale su tanti aspetti da parte del Governo c’è un proliferare di decreti, leggi, leggine, norme che vanno ad appesantire una impostazione generale riassumibile come “tutti in carcere. Punto.” di qualsiasi cosa si stia parlando. Sul tema delle sostanze, quali sono le normative peggiorate dal governo? Sul tema delle sostanze, quali sono le normative peggiorate dal governo?

Non solo da parte di questo governo ma in generale da parte del sistema penale italiano l’accesso alle misure alternative dovrebbe essere completamente ripensato. Le persone detenute e che sono tossicodipendenti o che comunque usano droghe dovrebbero avere la possibilità di accedere prima possibile alle misure alternative, non solo dopo aver scontato un certo periodo di pena, domiciliari piuttosto che inserimenti in comunità terapeutiche.

D’altronde questo governo proibisce sostanze come la CBD che non hanno nemmeno alcun effetto psicotropo.

Se pensiamo che un terzo dei detenuti in Italia dichiara di fare uso di droghe ed è entrato in carcere perché usa droghe, mettere mano all’aspetto penale è un altro aspetto fondamentale se vogliamo effettivamente che le persone possano prendersi cura di sé. Sappiamo bene che il carcere non è di certo il posto in cui uno può prendersi cura di sé.

C’è una continua tensione panpenalista. Continuare ad aumentare le pene insieme alla pressione penale su comportamenti sociali è decisamente una strategia notoriamente della destra italiana e forse non solo.

Pensiamo all’esponenziale aumento di detenuti minori frutto del decreto Caivano. Fino a un anno o due fa avevamo le carceri che esplodevano ed ora cominciamo ad avere anche gli istituti di esecuzione penale minorile che esplodono. Un parallelismo preoccupante lo si può vedere nei fatti come quelli successi al Beccaria di Milano. Le stesse violenze che sono perpetrate nelle carceri per adulti cominciano a esplodere anche nelle carceri per minori. Al di là del fatto che se sei un aguzzino, sei un aguzzino bisogna anche riflettere che diventi un aguzzino forse anche più facilmente in un contesto di continua pressione e sollecitazione. Un altro grave aspetto è che cominciano a suicidarsi anche minori detenuti.

In generale sappiamo che le droghe sono usate sempre come un pretesto: difendere la società dalle droghe e da chi le vende è sempre stato il pretesto per aumentare la pressione penale, adesso addirittura nei confronti dei minori.

  • L’ impostazione che passa attraverso l’appesantimento delle pene e il carcere – pensiamo per esempio anche alle misure del codice stradale – è un fenomeno italiano che in qualche maniera riverbera una tendenza europea o viceversa è un fenomeno italiano che va contro una sorta di tendenza generale europea?

È una tendenza italiana che smentisce non solo una tendenza europea, ma una tendenza globale.

L’esempio più eclatante di ciò che sta succedendo a livello internazionale potrebbe essere rappresentato dagli Stati Uniti d’America. Prima che si affacciasse Trump, nell’arco di cinque anni hanno cambiato completamente la loro posizione passando dall’essere lo Stato capofila della “guerra alla droga”, che fu lanciata proprio da Nixon nel 1961 con la Convenzione di New York, a essere la federazione nella quale più Stati legalizzano e regolamentano le droghe. Non stiamo parlando solo di marijuana visto che ci sono Stati americani che hanno regolamentato gli psichedelici. L’amministrazione Biden aveva investito 4 miliardi di dollari nella riduzione del danno, ci sono stanze del consumo a New York e in altre città americane.

Ci sono paesi come la Nuova Zelanda che regolamenta gli stimolanti, paesi come la Colombia in cui è depositato un disegno di legge per regolare la produzione e la vendita della cocaina, in Uruguay continuando ciò che è stato fatto da Moïjca in materia di legalizzazione, la marijuana è monopolio dello Stato.

In Europa il Governo italiano è ancor più isolato.

La strategia sulle droghe dell’Unione Europea si basa sulla riduzione della domanda, quindi tutti quei servizi e strategie che servono a far sì che le persone non si droghino o smettano di drogarsi, ovvero prevenzione e cura oltre che riduzione dell’offerta.

Il Governo italiano come riduzione dell’offerta si limita a incentivare pattuglie in strada che pescano solo pesci piccoli, che molto spesso sono vittime della violenza delle grandi organizzazioni criminali. Nelle carceri ci sono questi detenuti e non i grandi trafficanti. Per cui la scelta del Governo italiano è una scelta che non ha senso. La cosidetta “guerra alla droga” l’abbiamo persa almeno vent’anni fa. Sul fatto che sia ora di smettere di combattere la “guerra sulla droga” ci sono diverse sollecitazioni e ne voglio ricordare solo due. La prima è quella dell’Alto Commissariato ONU per i diritti umani, ospite alla Contro Conferenza, che sottolinea come la guerra alla droga è comunque una violazione dei diritti umani perché per esempio impedisce a chi si droga molto spesso di accedere ai servizi che si occupano della salute, La seconda è la dichiarazione conclusiva della Conferenza dell’ONU di Vienna dell’anno scorso, sottoscritta anche dall’Italia, fortemente condizionata dal fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Alto Commissariato ONU per i diritti umani stanno dicendo la loro sulle strategia e le politiche sulle droghe, che parla di accesso alla salute e al benessere, di riduzione del danno e di decriminalizzazione dei consumi di droghe.

  • Finché le droghe restano illegali si producono guadagni che fanno di questo lucroso traffico uno dei pilastri del Pil Mondiale. Perciò il concetto di “guerra alla droga” dovrebbe essere un’autoguerra di chi governa e di chi ha la ricchezza praticamente contro se stesso.

Sì tanto più che l’alta finanza, che poi condiziona pesantemente le politiche statali e globali, è a dir poco infiltrata dalle gigantesche organizzazioni di narcotraffico.

  • In conclusione volevamo chiederti se dalla Contro-Conferenza sono emersi temi che potrebbero essere occasione di impegno da parte del mondo giuridico?

La prima cosa che può interessare i giuristi è l’appello a un fronte sempre più ampio che, come dire, promuova referendum o iniziative di legge popolare per abolire le sanzioni amministrative. Che una persona perda la patente se viene sorpreso in possesso di droghe anche se non è alla guida, è un’ingiustizia incredibile. Su questa specifica questione la rete che ha promosso la Contro Conferenza ha intenzione di costruire delle iniziative nel prossimo futuro.

La seconda cosa è la regolazione dei mercati, cioè pensare a delle soluzioni e delle iniziative che legalizzino le droghe, quantomeno a cominciare dalla marijuana ma senza fermarsi solo a questa sostanza.

La terza cosa che può interessare i giuristi è l’appello condiviso da tutta la Contro Conferenza a pensare come rendere più accessibili e più facili le misure alternative perché le carceri non si riempiano di persone che ci arrivano per delle difficoltà sociali dettate dallo stigma e dalla criminalizzazione. E’ un meccanismo perverso: finisci in carcere per un comportamento individuale che non nuoce a nessuno e lì impari a fare il delinquente vero. Sei costretto, come dire, a finire in un vortice, a rimanere inchiodato nella tua posizione che non è di consumatore di droghe ma di soggetto marginale, vittima di violenza giuridica istituzionale.

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20 novembre, alatri: “videoarte e arte”, di s. bordini e v. catricalà

cliccare per ingrandire
Giovedì 20 novembre – ore 18:00 – presso la Biblioteca totiana di Alatri, presentazione del volume Videoarte e arte di Silvia Bordini e Valentino Catricalà. Presente l’autrice, in dialogo con Augusto Dolce e Antonio Trimani.

Maggiori informazioni: https://www.visionimolteplici.it/2025/11/04/videoarte-arte-bordini/

Via Emanuele Lisi, 2 Alatri (FR) – info@bibliotecatotiana.it

#AntonioTrimani #art #arte #AugustoDolce #BibliotecaTotiana #SilviaBordini #ValentinoCatricalà #videoarte #VideoarteEArte

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roma, 21 novembre: mostra di opere asemiche di annalisa retico


Annalisa Retico espone i suoi lavori asemici a Roma, presso la libreria El Topo di Via delle Acacie 15 C, da venerdì prossimo, 21 novembre, fino al 18 gennaio 2026.
Vernissage venerdì 21 novembre, dalle ore 19.

#AnnalisaRetico #art #arte #asemic #asemicWriting #asemismo #ElTopo #inaugurazione #mostra #scritturaAsemica #vernissage

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quixote / bruce baillie. 1965

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Co-founder of Canyon Cinema and the San Francisco Cinematheque and one of the godparents of experimental film, Bruce Baillie (1931-2020) has forged a singular path in his visionary explorations of the world, his exquisite treatment of light and fragmented storytelling influencing successive generations of like-minded filmmakers. Shot on a cross-country journey during 1964 and 1965, is the Baillie film most in need of rediscovery. Joining the ranks of Bob Dylan, Robert Frank and Jack Kerouac in chronicling a tumultuous period in American history from the road, Baillie sets out “to show how in the conquest of our environment in the New World, Americans have isolated themselves from nature and from one another”.

#Baillie #BobDylan #BruceBaillie #CanyonCinema #cinema #experimentalFilm #film #fragmentedStorytelling #JackKerouac #onTheRoadInChroniclingATumultuousPeriodInAmericanHistoryFromTheRoad #RobertFrank #SanFranciscoCinematheque #USA #video

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il novembre di déclic


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il podcast del 3 novembre: slowforward.net/2025/11/03/oca…

#AngeloCalvisi #AntonioFrancescoPerozzi #déclic #editoriaIndipendente #FrancescaPerinelli #prosa #prosaBreve #prose


“oca tre toc to”, di francesca perinelli (déclic, 2025) @ finestra di antonio syxty (podcast)


open.spotify.com/embed/episode…

open.spotify.com/episode/4tmyT…

il libro: declicedizioni.it/prodotto/oca…

L’incontro vede in conversazione Antonio Syxty con Francesca Perinelli e Antonio Francesco Perozzi.

“prima d’allora, venivamo al mondo con platone, plutarco e plotino, che sceglievano noi per vivere la loro vita.”

Quattro linee mimetico-digressive, figlie di un gioco linguistico elementare e portatrici di altrettanti blocchi di disomogeneità stilistica, si incrociano ignorandosi. I loro titoli non suggeriscono un’interpretazione complessiva: l’attribuzione dei referenti è per chi si ostina a cercare una via d’uscita tra false metafore, accostamenti incongrui e coordinate ingannevoli. Meglio sarebbe accettare l’insignificanza dell’accumulo, l’indistinzione cui approda l’autocelebrazione, la ripetizione pornografica degli schemi, adattabili a ogni frangente della vita. la risata come seria ipotesi di salvezza.

Carlo Sperduti: redazione e impaginazione

Progetto grafico e immagine di copertina: Resli Tale

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“i lustrascarpe”: anche in pdf il saggio di giuseppe garrera e sebastiano triulzi su amelia rosselli


torrossa.com/it/resources/an/5…

Giuseppe Garrera, Sebastiano Triulzi

Amelia Rosselli : i lustrascarpe


2022 – Aras Edizioni

54 p.

Un pamphlet letterario su Amelia Rosselli e sulle “ragioni” profonde della sua pazzia come proiezione onirica e lucidissima dell’Italia del suo tempo. Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi rileggono la sua accecante parabola di vita e poesia alla luce della contiguità tra regime fascista e Repubblica, dell’Italia come realtà postfascista, secondo la grande intuizione di Pier Paolo Pasolini. Dunque, non donna prigioniera di un’infanzia traumatizzata ma donna e poeta consapevole della persistenza del male e del potere della Storia. Il caso Amelia Rosselli è episodio emblematico di poesia belligerante e di resistenza, in cui la sua storia personale coincide con la storia politica dell’Italia.

torrossa.com/it/resources/an/5…

#AmeliaRosselli #Aras #ArasEdizioni #fascismo #GiuseppeGarrera #iLustrascarpe #lItaliaComeRealtàPostfascista #pdf #poesia #postfascismo #SebastianoTriulzi #Torrossa #trauma

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🔴 In diretta ora! Proseguono le partite online! – Super Mario Party Jamboree ITA #14 📺 Guarda ora su you

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rinascita della merdaposta octosa in momento di morte (potrebbe appena nascere l’era dello shitposting veramente mio su Sharkey)


Ieri sera mi sono in qualche modo parzialmente svegliata (…astenersi da dubbi sulla congruenza temporale di tutta la cosa, ma credo che ormai chiunque dovrebbe avere abitudine con l’incredibilità del mio essere) dal mio assopimento indescrivibile, e ho per qualche motivo pensato, testuali parole: Se ora ipoteticamente rifinisco col riscocciarmi della mia vita attuale, allora ritornerò a rishitpostare… e, in effetti, da lì fino ai momenti più vicini dell’attuale momento del giorno odierno (anche detto “le ultime 16 ore o giù di lì”), sta accadendo proprio questo. 🤯

È un fatto curioso, che esce fuori nel bel mezzo di quello che non posso definire se non come un momento di crisi: ho il terribile bisogno di sfruttare le mie giornate per scrivere robaccia più o meno pazza — si, per distrarmi dagli orrori, ma anche più semplicemente per godere di cose non altrimenti esistenti — ma le idee sono sempre più o meno inesistenti… o, almeno, questo è il punto di vista che mi parrebbe più che lecito tenere, le idee sono attualmente indisponibili per creare cose goduriosamente lunghe ed adeguatamente strutturate… ma i semi dovrebbero esserci… 😼

E quindi beh, magari non ho la forza che vorrei, così come la visione chiara che mi servirebbe, per piantare questi semi per bene… ma, se l’alternativa è perderli — cioè dimenticarmi le idee microscopiche, lasciare che tutto sfumi sempre in un nulla assoluto, pentendomi continuamente di aver lasciato tempo al sole di tramontare e poi risorgere senza che io abbia avuto modo di causare un adeguato dissesto nel tessuto che compone l’essenza iperuranica dell’universo stesso ogni giornoperché invece non sparare questi sputi a destra e a manca, sopra e sotto, lasciando e accettando pure che mi finiscano negli occhi se non faccio abbastanza attenzione, sperando che piantine di fantasia spuntino fuori, per quanto magari sfigate e deformi? 😈

Dunque, almeno idealmente, è tornata appunto l’ora di shitpostare… ma in un modo diverso dal passato. Non solo il diretto motivo di fondo è questo gran pippone qui, ma ormai ho accettato — anche se, non lo nascondo, sempre con una grossa fatica ogni giorno — di essere io un essere troppo etereo, troppo più sopra alla realtà degli esseri umani terrestri per poter mai essere da questi totalmente compresa e riconosciuta nella mia personalità magicheggiante, almeno finché sarò in vita… E quindi, se in passato lo shitposting è sempre stato nella mia testa un metodo, per ricercare attenzioni e bacini (simbolici, ovviamente… oppure no???) che mai sono arrivati, ora deve essere piuttosto il mio fine… il mio fine per non fare io una brutta fine, diciamo. 🔥

Per fortuna, si dà il caso che il mio server Sharkey — cioè, microblogging theaded godurioso selfhostato — io lo abbia già, da quando lo installai mesi fa per quel segreto esperimento malato che alla fine, per via di limitazioni tecniche, non andò mai in porto (…per ora), quindi fanculo alle esitazioni: ho subito iniziato a cucinare (…e, forse, non a cucinarmi). Sfruttando a mio vantaggio i thread infiniti, ho già scritto senza remore varie cose svitate, lasciando che gli aggiornamenti fluissero ed andassero ad aggiungersi naturalmente ad ogni cosa precedente… ma, di cucinamento pur sempre si tratta, perché le parole che lì in mezzo finiscono non sono mai a caso, ma sempre accuratamente pesate (e, con il giusto occhio di riguardo per l’ortografia, di cui gli shitposter amatoriali, ben distanti dalla mia perfezione, mancano). 😘

shark.octt.eu.org/embed/user-t…

Non posso sapere con assoluta certezza se questa roba durerà più di qualche giorno, magari finendo per diventare una mia totalizzante abitudine di vita, come quella che ormai da incontabili mesi è per me scrivere almeno un post lungo di questi ogni giorno… oppure se invece, come tutte le altre volte in cui ho preso in mano la Misschiave o il Mastodonte o persino il Whazzappo (oltre ad altre cose che non nomino… principalmente perché non ho come deformarne i nomi in modo spassoso), mi dimenticherò involontariamente del tutto in un battibaleno, magari finendo per fare pure finta che non sia mai successo niente… Però, penso sinceramente (o spero, boh) che, accettando dentro di me il fatto di non poter mai ricevere vero grande interesse, come invece ho sempre sperato ognuna di quelle altre volte, quindi finendo per scrivere davvero solo per me, io possa divertirmi e basta. 🙏

Come si suol dire… nella vita, o caghi o sei cagato… ed io, con tutta questa merda in testa, rientro decisamente nella prima categoria, di conseguenza non posso appartenere alla seconda; ma, l’importante, in fondo, è che la cacca sia fragrante per me che la produco, non per forza anche per chi scrolla il bagno dopo di me. Detto questo, anche se so che nessuno avrà interesse ad ingoiarsi questi miei stronzi dal Fediverso, stamattina ho comunque sistemato il mio profilo Sharkey con tutti i dettagli che mi mancavano (…si potrebbe dire che ho aggiunto le mattonelle al bagno), e ho in realtà anche settato il bridge RSS su un vecchio canale Telegram — che prima divenne inattivo e io riciclai a pattumiera, mentre con oggi riciclo a gabinetto — per chi mai volesse scoprire cosa scrivo quando non scrivo (mentre non voglio spammare il canale principale): @OctoMediaJournal (e… non fate caso alla vecchia bio, che ancora non ho cambiato). Nel caso, buona evacuazione a tutti… 💣


Se ora ipoteticamente rifinisco col riscocciarmi della mia vita attuale, allora ritornerò a rishitpostare, per favore inviate merda da lanciare sul muro per vedere se qualcosa resta appiccicato 🤩

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
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Centoventisette associazioni chiedono all’Unione Europea di cambiare rotta in merito alle proposte Digital Omnibus:

Ciò che viene presentato come “razionalizzazione tecnica” delle legislazione digitale dell’UE è, in realtà, un tentativo di smantellare in segreto le tutele più forti contro le minacce digitali. Si tratta di tutele che garantiscono la sicurezza dei dati di tutti e la […]

aisa.sp.unipi.it/appello-contr…

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“Spazi di parole” di Alessandra Maltoni: poesia, memoria e riflessione nel tempo del cambiamento

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Biografia di Alessandra Maltoni


Spazi di parole

versi inediti ed editi

Alessandra Maltoni

Silloge

AltroMondo Editore

28 febbraio 2024

12.85 x 0.53 x 19.84 cm

82 pp.

amazon.it/Spazi-Parole-Versi-i…



Un viaggio poetico tra pandemia, introspezione e memoria condivisa


La silloge poetica Spazi di parole di Alessandra Maltoni nasce nel periodo sospeso della pandemia da Covid-19, un tempo in cui la quotidianità è stata rivoluzionata e il mondo ha dovuto fare i conti con fragilità, solitudine e nuove consapevolezze.

In questo contesto, le poesie diventano frammenti di un diario emotivo che attraversa paura, smarrimento, rinascita e desiderio di osservare la realtà con occhi diversi. Inoltre, ogni componimento offre uno spaccato autentico dell’esperienza collettiva, rendendo la silloge una testimonianza poetica del cambiamento.

Di conseguenza, Spazi di parole non si limita a descrivere un periodo storico, ma propone un percorso di introspezione capace di parlare direttamente a chi legge, invitandolo a riconoscersi nelle emozioni espresse dall’autrice.


Dante come musa poetica: un ponte tra passato e contemporaneità


Uno degli aspetti più originali della silloge è il ruolo centrale di Dante Alighieri, che diventa una vera e propria musa poetica. Tuttavia, il riferimento a Dante non resta confinato alla citazione culturale: nelle poesie, il Sommo Poeta assume una funzione simbolica, dialogando idealmente con la contemporaneità.

Attraverso questa scelta, Alessandra Maltoni costruisce un ponte tra la Divina Commedia e il nostro presente, intrecciando temi come:

  • la solitudine del lockdown,
  • la ricerca di senso nel caos,
  • il rapporto fragile tra uomo e natura,
  • la necessità di rinascere e vedere il mondo con uno sguardo rinnovato.

Inoltre, la copertina dell’artista Roberto Pagnani, ispirata al Paradiso e alla figura di Beatrice, rafforza ulteriormente il legame visivo e simbolico tra la tradizione dantesca e l’epoca attuale.


Poesie che raccontano ambiente, amore e vita reale


Pur nascendo nel contesto del Covid, Spazi di parole amplia lo sguardo e affronta tematiche universali, motivo per cui rappresenta una silloge poetica estremamente attuale. Maltoni esplora, ad esempio:

  • l’inquinamento e l’impatto dell’industria sull’ambiente,
  • l’amore nella sua dimensione più autentica,
  • la vulnerabilità dell’essere umano nelle sfide moderne,
  • la forza emozionale delle piccole cose quotidiane.

Grazie a un linguaggio limpido e a metafore evocative, la poetessa crea un duplice livello di lettura: uno immediato, accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta alla poesia contemporanea, e uno più profondo, che invita a riflettere sul nostro tempo.


Uno stile semplice e coinvolgente, pensato per arrivare al cuore


La forza di Spazi di parole risiede nello stile diretto e nella chiarezza con cui Maltoni trasforma esperienze complesse in immagini poetiche immediatamente comprensibili. Inoltre, l’uso dei versi liberi rende la lettura fluida e inclusiva, permettendo a pubblico ampio di entrare senza difficoltà nel mondo dell’autrice.

Questo approccio, semplice ma mai banale, consente alla silloge di parlare a lettori con gusti diversi: dagli esperti di poesia contemporanea ai neofiti che cercano testi capaci di emozionare e far riflettere allo stesso tempo.


La poesia come spazio di rinascita e consapevolezza


Nel suo insieme, Spazi di parole è più di una raccolta poetica. È un invito a rallentare, ascoltare e riconoscere le proprie emozioni, spesso messe da parte nella frenesia quotidiana. Attraverso l’eco dantesca, la sensibilità delle immagini e la sincerità dei temi trattati, il libro si trasforma in uno spazio di cura e rinascita interiore.

Inoltre, la silloge mostra come la poesia possa diventare un linguaggio terapeutico, capace di ricostruire legami con se stessi e con gli altri.


Perché leggere “Spazi di parole”


Questa silloge poetica rappresenta una lettura preziosa per chi ama comprendere il nostro presente non solo attraverso cronache e analisi, ma anche tramite la sensibilità artistica. In particolare, il libro:

  • offre una testimonianza poetica autentica del tempo del Covid,
  • dialoga con la tradizione dantesca in modo innovativo,
  • affronta temi universali con uno stile chiaro e coinvolgente,
  • stimola una riflessione personale sul cambiamento,
  • risulta accessibile anche ai lettori meno abituati alla poesia.

Spazi di parole non racconta soltanto, ma accompagna e trasforma.


Biografia di Alessandra Maltoni


Alessandra Maltoni, poetessa e scrittrice italiana contemporanea, nasce a Ravenna, città simbolo dell’arte bizantina e custode delle spoglie di Dante Alighieri. Questa vicinanza culturale influenza profondamente la sua formazione: sin da giovane, infatti, Maltoni sviluppa una forte passione per la Divina Commedia e per la struttura analitica e simbolica dei versi danteschi.

Nel 1998 ottiene una borsa di studio in architettura dall’ABACUS e prosegue gli studi presso l’Università di Bath, approfondendo le tecnologie High Tech. Tuttavia, parallelamente alla sua carriera tecnica, coltiva la vocazione letteraria. Dal 2000 pubblica poesie, racconti e saggi, affermandosi nel panorama culturale italiano.

Nel corso degli anni ottiene numerosi riconoscimenti, tra cui il Gran Premio Mogol 2022, il Premio Navarro 2021, il Premio Internazionale Nuove Lettere, il Premio Il Delfino e un riconoscimento dalla Sorbona di Parigi per il saggio La chiesa della cipolla a due passi da Dante. Le sue opere vengono tradotte in inglese e spagnolo e studiate in diverse realtà accademiche europee.

Il suo stile poetico è definito “vigoroso, graffiante, emotivamente incisivo”, e la poetessa stessa considera la scrittura come una forma di Health Therapy, un mezzo per connettere emozioni, territorio e consapevolezza personale.

Tra le sue pubblicazioni più note troviamo:
Tracce di riflessione nell’ombra poetica (2001),
Patchwork poetico (2006),
Domande tra porto e mare (2009),
La poesia cambierà il mondo (2019),
Spazi di parole (2024)
e Sogni a colori. Viaggio attraverso il Venezuela (2025).

Inoltre, Maltoni ha fondato un centro servizi culturali e da anni promuove concorsi, eventi e progetti dedicati alla poesia e ai giovani autori. La sua presenza nel panorama letterario nazionale è costante e riconosciuta, tanto da essere inserita nel dizionario poetico di WikiPoesia.

Oggi è considerata una delle voci più originali e sensibili della poesia italiana contemporanea.


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Cometa Lemmon con tracce satellitari e scie luminose di aerei

edu.inaf.it/astrofoto/cometa-l…

Un nuovo scatto della cometa Lemmon, che ci sta per salutare, sempre sopra i cieli della Sicilia.

#cometa #cometaLemmon

@astronomia @astronomia

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oggi, 14 novembre, a roma: presentazione di “come l’amore di un timpano per una pupilla”, di rossella or


oggi, venerdì 14 novembre, ore 18
Libreria TOMO
via degli Etruschi, 4 – Roma

presentazione del libro

Rossella Or, Come l'amore di un timpano per una pupilla (ed. Argo, 2025)
cliccare per ingrandire

COME L’AMORE DI UN TIMPANO E UNA PUPILLA


di Rossella Or

(Argolibri, collana Talee, 2025)

In dialogo con l’autrice:
Giorgiomaria Cornelio
Lidia Riviello
Fabio Orecchini
Claudio Orlandi

Letture di Rossella Or

Evento FB
info sul volume

#Argo #Argolibri #ClaudioOrlandi #FabioOrecchini #GiorgiomariaCornelio #libreriaTomo #LidiaRiviello #poesia #presentazione #reading #RossellaOr #Tomo #TomoLibreria

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Gli estratti dal sito FilmPost.it intitolati "Claudio Caligari: Tre Film, Un’Eredità" offrono una panoramica toccante e critica sulla vita e l'opera del regista italiano Claudio Caligari. Il testo descrive come Caligari, autore di soli tre film, abbia dovuto lottare tenacemente contro l'ostilità e l'ipocrisia del cinema italiano per realizzare le sue visioni, come testimoniato dalla sua celebre frase a Valerio Mastandrea. La fonte si concentra in particolare sulla produzione del suo […]
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Rotolo, il cemento cancella il verde


Se c’è una città in cui manca il verde, in cui si continua a dichiarare “no al consumo di suolo” mentre si sfornano permessi di costruire che sacrificano le ultime aree libere, questa è Catania. Gli Uffici pensano che il problema si possa risolvere con la perequazione, vale a dire con un “va bene, costruisci pure, ma lascia libero un pezzettino di area dove piantare un arbusto e […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/11/14/roto…

#ComuneDiCatania #DirezioneUrbanistica #lungomare #verdePubblico

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pensieri autobussiaci dopo la giornata rapida tranquilla (gli autobus più vecchi della mia linea e i dettagli di spacc)


Oggi sono fortunatamente meno implosa e stanca di ieri… il che è strano, visto anche che stanotte ho dormito a malapena 4 ore, ma va bene così. Tuttavia, questo vuol dire che non ho proprio nulla di cui lamentarmi, e quindi ancora meno da raccontare, e che disastro e che male al cuore… (Ed ecco che magicamente starei in effetti facendo uscire una lamentela nuova di zecca dritta fuori dal mio culo, ma fare così equivarrebbe a imbrogliare, quindi evito.) 😩

Le sole cose spassose che posso raccontare oggi, allora, sono di quella categoria che credo interessi solo ai pazzi; ossia, gli autobus. Mi chiedevo, precisamente… com’è che sembra che la probabilità di incontrare gli autobussyni più vecchi aumenti tanto più si prendono corse tendenzialmente meno frequentate? Nel senso, sarà per caso un caso… oppure, nei limiti del possibile, verrà fatto apposta di piazzare i mezzi meno scassati negli orari più di punta (…eccetto per una specifica corsa la sera, che magicamente riesce a fare sempre eccezione a questa regola, per cui serve molta gente ma il pullman è vecchio e consumato)…? E sarà questo fatto per dare una falsa impressione di ottimo servizio ai più statisticamente ignari… o ci sarà dietro un motivo altruistico, del tipo di evitare che siano proprio i mezzi con più gente dentro a rischiare di avere disservizi in viaggio…? 👻

Vabbé, non so perché mi è salito proprio questo pensiero, proprio oggi pomeriggio, al mio ritorno a casa, tra tutti i possibili in cui potevo finire sommersaposso supporre che sia perché oggi, su 2 autobus totali, ho beccato sempre e solo dei vecchi. Anzi, in realtà 3 bus… perché il primo stamane l’ho perso per appena 5-10 secondi, perché per qualche motivo non aveva la scritta SITA dal lato in cui l’ho visto passare (o forse sono io che alle 8 di mattina non ci vedo… ma mi pare strano, perché invece quella “cotrac” l’ho letta), quindi non ho accelerato il passo quando dovevo, accorgendomi solo troppo tardi che quello era il mio autobus, e solo per aver intravisto salire una particolare persona che non conosco che lo prende sempre alla mia stessa fermata alla mia stessa ora (…e giuro che la situazione è meno creepy di quanto sembra a dirla così, non chiamate la polizia)… ma non voglio lagnarmi stavolta, ho detto, tanto ho accettato che sono una frana ad esistere. 😈

Comunque, l’autobus vecchio ha delle sue vibe a dir poco particolari che, certamente, non disprezzo affatto. Certo, quello con luci da gaming e porte USB per scroccare corrente ha un fascino irreplicabile, e quello che sa di nuovo con le sedute belle spaziose altrettanto, ma ogni tanto è bello anche cambiare aria… Oddio, farei volentieri a meno della puzza di piscio proveniente dai posti più in fondo… — e ok, un viaggio così da cesso mi è per fortuna capitato solo una volta l’anno scorso (o forse era due anni fa? …la cosa mi avrà microtraumatizzata al punto che il ricordo mi si è già corrotto?), e poi mai più ho sentito tanfi di quel tipo in autobus, ma il solo stare nell’ambiente mi riporta un minimo a quel momento, che non è proprio il massimo. Però dai, nel bus vecchio c’è pure un altro odore di stagionatura, lievemente meno disgustoso, ossia quello delle rivestiture interne (e nello specifico credo, ma non ne sono sicura, di tutta la gomma) consumate e bruciate dal sole nel corso dei decenni. 😳

A parte gli scherzi: si, le sensazioni dell’autobus vecchio, per quanto fin troppo memabili, hanno comunque qualcosa di speciale per me. Sarà perché al primo anno tornavo spesso a casa dall’università ad ora di pranzo, come piace a me, e quindi capitavano fin troppo spesso proprio i pullman vecchi, proprio come ancora adesso sembra comune a quell’ora per almeno metà delle volte (mentre, ad altre ore, per l’appunto, no; appaiono i modelli più wow). Sarà perché, forse per via delle ampie vetrate, a mezzogiorno entra molto sole, e gli interni si riscaldano, ed il mio lato piantifero di questo ne godrà senza nemmeno accorgersene. E poi, in generale, quel tale aspetto così rustico fa un effetto così tanto italiano e casalingo… tra i tasti di stop che non funzionano, le vetrate con la condensa dentro (e, a volte, pure i fiumi), le viti che mancano in certi punti secondari (…zio bullone), quindi la struttura che in generale si presenta molto traballante, ed il motore greve che ci aggiunge il suo per far tremare bene tutto pure da fermo; in generale, un vecchiume e una trasandatezza che fanno un po’ femcel-core (…octo-core). 😻

Ma, infine, beh… Se tali dettagli sono di serie su ognuno di questi mezzi d’altro secolo, ogni tanto, la fortuna fa apparire ai miei occhi anche particolarità più uniche e speciali… come questa scritta, affianco al mio posto di oggi: “SALERNO MERDA“. E beh, beh… ho l’impressione che qualche buontempone l’abbia depositata con l’intento di suscitare ira, ma… c’è per caso una singola anima qui, o sul pullman in questione, inorridita da ciò? Il bro — perché si, sarò misandrica di nuovo, ma dubito che possa essere stata una donna a scrivere qualcosa del genere sulle mura di una stanza su ruoteha oggettivamente sputato fatti; chi sa, sa. Quanto ci sarebbe ordunque da fantasticare anche su tutte le strade e i comuni di ‘sto cazzo che questo pullman ha visto, nella sua lunga vita, in cui avrà sicuramente fatto tante e tante tratte oltre a quella in cui, proprio oggi, mi ha servita… ed egregiamente, nonostante i pezzi che mancano e la copertura dell’appoggio per la salita che, in foto si intravede, è mezza strappata. 🥴
Foto del primo posto più avanti di quelli dietro, sulla destra, vicino al finestrino; sul materiale di gomma-tessuto, la scritta in verticale "SALERNO MERDA" scritta apparentemente in pennarello blu e con una grafia a tratti molto storta. Più avanti sulla sinistra si vede l'appoggio spellato come descritto.
#autobus #emozioni #pullman #vecchio #viaggio #vibes


qualche momento di octuriosa goduria in una giornata altrimenti smerdata (le cose apprezzabili successe dopo stamattina)


Ogni tanto, nonostante le cose marce… insomma le mattinate marce che promettono e professano giornate marce per intero e persino più (nel senso che poi il malumore facilmente si trascina addirittura ai giorni dopo, sopravvivendo persino il grande sonno a cui mi sottopongo… a cui in realtà non tutti i giorni posso sottopormi, ahimè e purtroppo, ma lasciamo stare)… Stranamente, se succedono le magie buone per sbaglio, è possibile ribaltare ogni cosa per tramite di istanti tanto impercettibili quanto potenti, e trasformare la giornata merdosa in apprezzabile… wow!!! Beh, almeno finché non arrivo a casa poi, e quindi le vibe si rovinano… ma OK che ora, ben dopo cena, mi rinchiudo nelle mie stanze prima, e nel lettino magico dopo, quindi dovrei sopravvivere. ❤️‍🔥

Scrivo allora, per la scusa di fare un altro post simpatico, e certamente meno vitrioloso di stamattina — anche perché, attualmente, la stuffoctt sembra essersi rispenta, quindi è cosa buona e giusta che di contro io riversi almeno qualche parola in più del solito riguardo i miei accadimenti qui sopra — quali sono stati gli elementi di magia che oggi, dal pomeriggio (perché appunto, la mattina è stata comunque un po’ cacca, e un po’ distrazioni o inutili o dolorose; certamente non indimenticabile), mi hanno temporaneamente, ma certamente, rialzata dalla disperazione. Li scrivo di modo che io magari possa ricordarmi di replicarli anche artificialmente, in futuro, qualora dovessi averne bisogno (seh, come se non fosse certo)… e anche perché diffondere ampiamente ciò che è epico per il beneficio del mondo è pur sempre la mia vocazione… 🙏

Oggetto magico 1: il pranzo… o meglio, la banconota europea grazie alla quale posso permettermi di andare legalmente a pranzare al ristorante. Indeed, il mio umore, dalla mattina a terra, è diventato assolutamente apprezzabile il pomeriggio dopo aver appena mangiato per bene, anziché con pane e acqua cercando nel frattempo di non svenire per il freddo come altrimenti mi tocca. Precisamente come un mese fa, ho speso appena 15 euro, godendone certamente, e stavolta oltre a primo e secondo ho preso anche il caffè direttamente lì — e non capisco perché cavolo si dice che sarei ricca per aver speso una tale cifra al ristorante nell’arco di un intero mese, ma vabbé. Ma proprio wow, ceh: sono andata a pranzo strascinante e sono uscita quasi zompettante, è irreale; e questo ha sicuramente potuto solo piantare una base buona per ciò che è seguito. 🥰

Arsenali magici 2: il quadernino di bubazza e la matita da ben 2 euro, che insieme permettono alle manine di fare cose particolari durante la lezione (per la quale non ho invece aggettivi positivi). Forse a questo punto non batterò le allegazioni di essere ricca, ma ieri mattina ho comprato una (1) matita 10B, per sfizio e per dovuta ricerca, e ho avuto modo di provarla solo un po’ ieri sera a casa… perché, misteriosamente, nello zaino dell’università non ho fogli o quaderni (ma solo carte volanti… ossia scontrini dei miei acquisti che, lasciamo stare, dai, vi prego). Dunque, oggi mi sono portata uno dei miei quadernini degli scarabocchini (oddio, sarà meglio dire scarabochietti però…). Avrei voluto allora provare la stecca meglio stamattina, ma prima ho speso 2 ore per scrivere quel post blursato, e poi nelle 2 ore dopo al prof. rompiscatoloni piace girare tra i banchi… quindi, rendetevi conto da quante decine di ore avevo ‘sta matita nel culo. Ebbene, l’ultima lezione del giorno è stata proprio il momento perfetto per provare a fare dei disegnini (con sia il quadernino che il telefono per le immagini nascosti dietro il portatile spento, che un po’ mi ha fatto sentire quello stealth della scuola), e… la matita è intrigante indubbiamente, ma meriterà un approfondimento a parte!!! 🗡️

Rituale magico 3: il gaming potente, grazie alla octo di ieri sera che si è ricordata di mettersi e mettermi il Nintendo Switch nello zaino (oltre al quadernino di cui sopra). Se il gran traffico ed il buio al ritorno dall’incubiversità sono infatti di per sé sgradevoli, aggiungendo un po’ di incredibile gaming al mix il tutto diventa non solo accettabile, ma godurioso!!! Ho infatti prima fatto un GP 200CC su MK8DX, sfrecciando alla gran faccia di tutti i motoristi imbottigliati, e poi una maratona 150 linee lv. 7+ su Tetris Effect… che, non solo non aprivo da secoli, ma, lì nell’autobus con le luci blu (da gaming anch’esse, se vogliamo essere pignoli) ha assolutamente le sue motivazioni esperienziali. Tra l’altro, ho temuto di non riuscire a finire la partita a Tetris in tempo, perché l’ho iniziata che praticamente il bus era quasi appena entrato nella mia città… ma anche lì, oltre che sull’autostrada, c’era talmente tanto traffico che alla fine ho avuto tutto il tempo (anche se ho dovuto mettermi il pepe al culo per riuscirci, ma oh, ce l’ho fatta), e quindi doppia goduria: partita non lasciata appesa, e assurda catarsi indotta dal pepe. 👾

Insomma, la morale della giornata di oggi forse è che, in fondo, le cose spiritualmente piccole possono essere perfettamente buone per tappare arrovellamenti grandi… e non bisogna nemmeno essere ricchi, no, smettiamola con questa storia, suvvia. E, ancora più in fondo, per quanto da un lato mi torturi, questo pendolo che mi oscilla addosso (quello dell’università per me, ma chiunque lo rimpiazzi col proprio) dall’altro mi dà: a volte (non sempre, non sono ricca, lo ripeto…) la scusa di andare al ristorante, poi quella di fare gaming con un’atmosfera che a casa non posso per ora più replicare (…perché, come raccontai, il controller delle mie strisce LED si fulminò… e ancora non ho sostituito nulla…), e quella di… boh, disegnare di nascosto, per quanto non abbia senso? 🤯

Vabbé, cioè, nel senso: è giusto — e dicono ideale, poi io non lo soprendersi i giusti attimi da parte per apprezzare i momenti apprezzabili, gradevoli… non so se perché prima o poi spariranno per sempre e l’unica cosa che ci rimarrà di essi sono solo i ricordi (e, per me, gli scritti, menomale), o perché è vera questa cosa che bisogna sempre ringraziare l’universo oltre che bestemmiarlo; in vista di un sempre più perfetto mio bilanciamento cosmico, vedrò di prestare attenzione a riportare su entrambe le cose, secondo questa ultima visione, comunque. Ma voi, invece… non so, provate ad apprezzare le vostre scemenze, altrimenti potete apprezzare la foto di quelle mie odierne; che, tuttavia, oltre a non contenere nulla di gaming, non include neanche il mio secondo, perché avendo fame ho completamente dimenticato di fare la foto, ops. Buonanotte. 😊
Foto del pranzo, spaghetti al pomodorino e caffè, e due disegni che ho rifatto come descritto, gnam anche quelli
#giornata #momenti #vita


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Altre robe sullo stesso tema pubblicate ultimamente su questo blog:

Porno? Non ne parliamo!

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Leggiamo che la data del 12 novembre 2025, ieri, termine per l’attivazione della censura su alcune decine di siti definiti pornografici dalle autorità italiane non è poi quella definitiva in quanto i siti messi all’indice hanno ancora qualche mese di tempo […]

pepsy.noblogs.org/2025/11/13/n…

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garzanti?


ma quella che pubblica questa robalinkata qui è la stessa Garzanti che pubblicava Rosselli, Insana, Porta e Pagliarani?

#Arminio #FrancoArminio #FrancoArminio #Insana #Pagliarani #Porta #Rosselli

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video: charles bernstein @ kgb bar, oct 14th, 2025


vimeo.com/1132932082

Charles Bernstein reading in Susan Lewis’s Monday series at KGB bar in NY.

Don Yorty recorded the event & posted it here: vimeo.com/1132932082

#CharlesBernstein #DonYorty #experimentalPoetry #experimentalWriting #KGBBar #reading #SusanLewis #video

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