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in vendita la collezione di hilary gerrard / hilary gerrard collection goes on sale


a single example:

“The collection contains Burroughs’ two rarest items, one of only 10 copies of Time, published in 1965 in New York by “C” Press (signed by the author and artist Brion Gysin with an original drawing and page of the original
manuscript. The collection also includes the rare, first edition of Health Bulletin: APO-33, A Metabolic Regulator, published in New York by Ed Sanders’ Fuck You Press (1965).
Also included is Brion Gysin’s manuscript notebook detailing the period between 1958 and 1961 when he was living in The Beat Hotel in Paris with William Burroughs and developing his cut-up technique, permutated poems, calligraphy paintings, and Dream Machine. It is unpublished and entirely previously unknown”.

but there’s much more.
full article here: finebooksmagazine.com/fine-boo…

#andDreamMachine #BeatHotel #BrionGysin #Burroughs #calligraphyPaintings #collection #cutUpTechnique #EdSanders #Gysin #HilaryGerrard #manuscriptNotebook #notebook #permutatedPoems #ShaperoRareBooks #TheBeatHotel #WilliamBurroughs

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frankenstein / j. searle dawley. 1910


archive.org/embed/Frankenstein…

#film #Frankenstein #JSearleDawley #SearleDawley

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Come era bella la Festa dei morti


Non è necessario contrapporre Hallowen e la tradizionale festa dei morti. O esprimere giudizi negativi (o positivi) sull’una o sull’altra modalità di contrassegnare questi giorni che, di fatto, segnano il passaggio alle giornate più ‘buie’ e quindi all’inverno. Ci limitiamo, per adesso, a constatare che, della nostra tradizionale festa dei morti, si è perduta l’atmosfera di […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/11/01/come…

#FestaDeiMorti #Hallowen

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Il cielo del mese: novembre di colori e circostanze autunnali

edu.inaf.it/rubriche/il-cielo-…

Il cielo di novembre, ricco di stelle, costellazioni e colori, presenta anche due ospiti molto particolari: le comete 3I/Atlas e, soprattutto, la Lemmon!

#cometaAtlas #cometaLemmon #costellazioni #ilCieloDelMese

@astronomia @astronomia

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oggi, 1 novembre, a roma, palazzo delle esposizioni: “pier paolo pasolini 1975-2025 s’infutura” + “ascolto di porno-teo-kolossal”

Pier Paolo Pasolini 1975-2025 s’infutura / Ascolto di Porno-Teo-Kolossal

oggi, 1 novembre 2025, ore 18:30
PPP Visionario
Pier Paolo Pasolini 1975-2025 s’infutura + Ascolto di Porno-Teo-Kolossal | Palazzo Esposizioni Roma – Sala Auditorium – Scalinata di via Milano 9a
posti esauriti, non più disponibili
palazzoesposizioniroma.it/even…

ppp crocifissione

Pier Paolo Pasolini 1975-2025 s’infutura
conversazione tra Giuseppe Garrera e Silvia De Laude

a seguire
Ascolto di Porno-Teo-Kolossal
audio registrazione del trattamento del film con la voce originale di Pier Paolo Pasolini introduce Giuseppe Pollicelli

Giuseppe Garrera – tra i curatori della grande mostra Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO. Il corpo poetico prodotta da Azienda Speciale Palaexpo nel 2022 – dialoga con Silvia De Laude, tra le maggiori studiose dell’autore che, tra le varie pubblicazioni, ha curato, con Walter Siti, i Meridiani delle opere complete di Pier Paolo Pasolini. Insieme passeranno in rassegna gli innumerevoli progetti, opere, carte, immagini, pensieri e futuri orizzonti di creazione di Pasolini, restati in sospeso, interrotti per sempre dall’improvvisa tragica morte, in uno dei momenti, il 1975, più fertili, entusiasmanti e febbrili della sua vita.

A seguire, un’esperienza unica per consentire al pubblico in sala di immergersi direttamente nella fucina creativa del regista, attraverso un reperto rarissimo: la registrazione integrale della voce di Pasolini che racconta Porno-Teo-Kolossal, l’immenso progetto cinematografico che non potrà mai realizzare.

Pier Paolo Pasolini registra al magnetofono, scena per scena, il film che programma di iniziare a girare il prima possibile con protagonisti Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli: il viaggio apocalittico di un re magio e del suo servo dietro la Stella Cometa, attraverso tutta la nostra storia e la cronaca d‘Italia, la dolcezza e la catastrofe delle ideologie, l’orrore della Storia, per giungere, in ritardo, nella desolazione di un tempo dove Cristo è già morto. Raccontato dalla sua viva voce, con l’entusiasmo e la gioia di una nuova creazione in atto che sta prendendo forma e luce, che già può immaginarsi per intero come visione.

È l’ultimo progetto cinematografico di Pier Paolo Pasolini, a breve distanza da Salò o le 120 giornate di Sodoma. Il ritrovamento da lì a pochi giorni del suo corpo ammazzato metterà fine alla realizzazione. Di questo immenso progetto rimangono solamente i nastri audio originali.

Un ringraziamento speciale a Graziella Chiarcossi e Matteo Cerami, Eredi Pasolini, per aver messo a disposizione questo preziosissimo materiale e aver reso possibile l’evento, collegato alla rassegna Maratona Pasolini. Ascolto e visione, a cura di Giuseppe Garrera, Marco Berti, Francesca Pappalardo.

Le iniziative di PPP VISIONARIO – 50° Anniversario dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini sono promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Musica per Roma, Azienda Speciale Palaexpo, Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, TiC – Teatri in Comune. E poi, ancora, associazioni, operatrici e operatori culturali, artiste e artisti. Con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Il programma dell’intera rassegna, suscettibile di variazioni, è disponibile su www.culture.roma.it.

#1975 #19752025 #AziendaSpecialePalaexpo #carte #EduardoDeFilippo #FrancescaPappalardo #GiuseppeGarrera #GiuseppePollicelli #GraziellaChiarcossi #immagini #MaratonaPasolini #MaratonaPasoliniAscoltoEVisione #MarcoBerti #MatteoCerami #NinettoDavoli #opere #PalazzoDelleEsposizioni #Pasolini #PasoliniSInfutura #PierPaoloPasolini #PornoTeoKolossal #PPP #progetti #SilviaDeLaude

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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione dedicata a Saturno presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo in Agerola il giorno 7 novembre 2025, un viaggio tra gli astri del cielo autunnale nell’alta costiera amalfitana.

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti di Saturno il più affascinante pianeta del sistema solare, emozionanti osservazioni del pianeta con gli anelli e della cometa di quest’autunno con l’ausilio di un potente telescopio da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

EVENTO ANNULLATO PER METEO

[…]

astrocampania.it/2025/11/01/vi…

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[Music] Audio | Audio


AudioAudioInoltre, ecco qui la Leopolder meccanica e una sequenza di test del sistema di annunci della stazione di CecinaGli annunci di test:"Attenzione. Si avvisa la clientela che è severamente vietato attraversare i binari. Servirsi degli appositi sotto
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Inoltre, ecco qui la Leopolder meccanica e una sequenza di test del sistema di annunci della stazione di Cecina

Gli annunci di test:
“Attenzione. Si avvisa la clientela che è severamente vietato attraversare i binari. Servirsi degli appositi sottopassaggi”
“Attenzione. Si avvisa la clientela che è severamente vietato lanciare oggetti dai finestrini dei treni”
“Attenzione. Si avvisa la clientela che non prosegue parte del materiale in composizione al treno”

Post originale: treni.creeperiano99.it/tg/1502

treni.creeperiano99.it/2025/10…

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9 notille a un’intervista / differx. 2025


Un’intervista recente di Gilda Policastro a Giorgiomaria Cornelio affronta alcuni piani di discorso che negli ultimi mesi o anni sembrano essere emersi in quello che potremmo pomposamente chiamare dibattito letterario. Qui di séguito ho frammentato alcune risposte di Giorgiomaria, cercando in 9 punti di offrire (non so se utilmente per il detto dibattito) la mia visione delle varie faccende:
9 notille a un’intervista_ Marco Giovenale_ 31ott2025

#9Notille #9NotilleAUnIntervista #assertività #dibattitoLetterario #GildaPolicastro #GiorgiomariaCornelio #intervista #LeParoleELeCose #LPLC #MarcoGiovenale #nonAssertività #poesia #prosa #scritturaDiRicerca #scrittureAssertive #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive

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[Photo] ATR 220.007 Swing a Cecina!


ATR 220.007 Swing a Cecina!Il convoglio proveniva dalla linea di Volterra, sentendo suonare la relativa Leopolder (Quella meccanica!).Probabilmente hanno effettuato verifiche per vedere se la linea fosse ancora integra, in occasione dell'evento Treno del
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ATR 220.007 Swing a Cecina!
Il convoglio proveniva dalla linea di Volterra, sentendo suonare la relativa Leopolder (Quella meccanica!).

Probabilmente hanno effettuato verifiche per vedere se la linea fosse ancora integra, in occasione dell’evento Treno del Sale che si terrà il 2 di novembre 2025. Oppure… Apriranno di nuovo la linea? Chissà…!

Foto scattate il 31 ottobre 2025

Post originale: treni.creeperiano99.it/tg/1498

treni.creeperiano99.it/2025/10…

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Due o tre cose sul passaggio della cometa Lemmon

edu.inaf.it/approfondimenti/sc…

La cometa Lemmon è protagonista di queste sere d’autunno: potremo osservarla ancora per poco, con un piccolo binocolo, fino a metà novembre.

#cometa #cometaLemmon

@astronomia @astronomia

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faccia stramorta senza sonno per festeggiare il venerdì di aulin (make-up improvvisato con occhiaie finte di grafite per essere zombi all’università)


Per oggi, che è Halloween, ieri sera mi è salita un’idea fin troppo potente, quasi pericolosa, per divertirmi nonostante la mia perpetua condanna al rotting, che vige ovviamente anche l’ultimo giorno del terzultimo mese dell’anno… un make-up particolare, per così dire. Oh, ho la capacità di distrarmi con relativamente poco, ci manca solo che non la sfrutto quando posso; e, in questo caso, è qualcosa che chiunque può fare con roba che si trova già in casa, seppur l’idea non è di facile reperibilità, quindi voglio farvi questo regalo stavolta. 💣

Purtroppo, sono appunto socialmente esclusa da qualsiasi evento che non sia l’assoluta mortale normalità, come andare all’università… niente feste o minchiate varie stasera, che, pure se volessi, nessuno mi ha detto niente; e, per strada dopo il tramonto non scendo, che stanno quasi solo maranza, oltre al fatto che comunque non c’è niente di buono da fare. Quindi, niente cosplay o robe pazze oggi, ma… questo non significa che non si possa comunque accogliere lo spirito di morte e spavento di Halloween in maniera quasi sobria, assimilandolo dentro di sé ad un livello meno estremo ed adatto a qualsiasi situazione, anche formale… assumendo l’aspetto di esseri in decomposizione, ma rimanendo i soliti individui schiavi delle cose da fare… 🙀

È così che mi è venuta l’idea: per Halloween stamattina volevo sembrare ancora più morta del solito e, nel doverlo fare all’interno di un contesto normale — non dico formale, ma comunque possiamo dire business casual… purtroppo l’università non è il posto figo che sembra nei film americani — mi è venuta un’idea precisa: avere delle occhiaie a dir poco tremende, come se non dormissi da 2 giorni o qualcosa del genere. Incarna perfettamente lo spirito della festa, in quanto è comunque una caratteristica un po’ da zombi, ma non è necessariamente inappropriata, perché le occhiaie sono una cosa che si può avere normalmente. Il trucco, a questo punto, stava nel trucco, letteralmente… 🤗

Sul web non trovo esattamente quello che cercavo ma, per fortuna, ChatGPT mi ha inventato di sana pianta un tutorial che tutto sommato era proprio quello che volevo per farmi delle occhiaie finte, per giunta senza aver bisogno di particolari materiali da trucco. Basta della grafite — quindi, una normale matita da disegno — e un po’ di pazienza… e l’effetto che esce fuori è proprio strabiliante; non perfetto, ma comunque bellissimo. Non volendo fare questo post troppo lungo e confuso, però, e volendo magari poter aggiungere dettagli utili in seguito, vedrò di scrivere più tardi un tutorial dedicato solo al trucco in sé, sul blog della stufa, e aggiungerò qui il link poi… per ora pensiamo al risultato.
Foto con il trucco fatta stamattina all'apertoFoto fatta in interna oggi pomeriggio con il trucco, Nintendo 3DS
Che dire. Un aspetto da vera femcel, questa voltase non fosse per il contrasto con i miei vestiti, che sono fin troppo in buone condizioni (ma, tolta la felpa, forse la maglia di questo bianco giallino dà idea di marcio), e i miei movimenti corporei, che sono a mio parere troppo eleganti e da girlboss, ma assolutamente il venerdì non sono da zombi, e anche lo smalto rosa… però, questo contrasto sotto sotto mi piace, e rientra bene nell’idea iniziale di Halloween minimale ma concretizzato, portato al di fuori del regno della fantasia dove tutto è esagerato. A completare il look, ci sono i miei capelli che si rifiutano di stare ordinati… e nient’altro, ma va bene così. 🤯

Non sapendo a cosa andavo incontro — perché lo sappiamo che con i tutorial inventati dall’IA il rischio di far esplodere la casa è alto… e quello di banalmente fallire in modo patetico è altissimo — in verità ho provato velocemente l’idea ieri sera e, pur avendo volutamente arronzato — perché non è che potevo dormire con la grafite sotto agli occhi, quindi comunque avrei dovuto levare tutto subito — la cosa sembrava promettere bene, e allora è stato deciso che stamattina l’avrei fatto per davvero. Ci ho messo circa 10 minuti, e forse avrei voluto averne 5 in più da parte per perfezionare, ma a quest’ora della mattina il tempo scappa più di quanto le persone ignare non sono ahimè scappate alla mia vista, quindi ok… ☠️

Non so bene in foto quanto renda; in quella dal telefono c’è qualcosa che non riesco ad afferrare che non mi convince… ma, di persona, credo faccia il suo greve effetto. In giro nessuno mi ha detto nulla, perché oggi non ho incontrato nessuno che conoscessi, ma diverse persone mi hanno dato occhiate particolari, forse di spavento misto a confusione… che, se è effettivamente così, era proprio il tipo di sensazione che pensavo di suscitare. Tornata a casa, a mia madre ho fatto spavento, perché non ha capito subito se mi fosse venuta la rogna o che cosa avessi; però, dopo aver detto che è per via della notte dei morti viventi, mi ha riconosciuto che l’effetto non è male… e invece, mio padre non ci ha fatto praticamente caso, forse perché al suo istituto ne avrà già viste abbastanza di cose strane oggi. 🤕

Tutto sommato, sono contenta; la mattina è stata un esperimento di arte performativa completamente passiva, come in genere mai mi capita. L’unica cosa contro cui devo spezzare una lancia è, chi mai lo avrebbe detto, l’università… o meglio, il suo ambiente vissuto, che è un fottuto cimitero… e non nel senso di Halloween, ma nel senso di animi grigi e palle gonfie. Girando tra il mio polo (informatico-scientifico), e alla fermata dell’autobus, non ho visto neanche per sbaglio qualcuno con qualcosa di strano riconducibile alla giornata odierna… ma com’è possibile??? Va benissimo che all’università non si va in cosplay, e magari ci sta che non si mettono nemmeno le orecchie da gatto — o da diavolo, in questa giornata — ma… nemmeno un minimo di trucco minimale per infuocare lo spirito?!?!?! 😶

I pazzi che a fine ottobre ancora vanno in giro a maniche corte avrebbero potuto sfoggiare finte bende insanguinate sulle braccia, o… boh, non mi vengono troppe idee, ma mi pare impossibile che a migliaia di persone insieme non venga in mente nulla. Vabbè, ciò semplicemente riconferma quello che vorrei non fosse un fatto, ma che purtroppo lo è: tutta gente noiosa, da queste parti. (Gente noiosa che, probabilmente, stasera andrà a sfondarsi di alcol a qualche festa priva di sostanza, ritenendo che il divertimento sia la droga, anziché vivere nel presente facendo qualcosa di magari certamente anche stupido, ma non banale.) 🙊


Edit: È finalmente qui. (Il tutorial. Peccato che ormai Halloween è finito, ma ehi, chi vieta di usare questo trucco anche l’1 e 2 novembre?) stuff.octt.eu.org/2025/10/make…

#31ottobre #Halloween #lifehack #makeup #occhiaie #trucco #zombi

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Treno Frecciabianca 8605 con ETR485.036 in transito a Castagneto Carducci (18/01/2024)


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👥 Gruppi telegram dedicati alle stazioni con anche le notizie della mobilità ferroviaria Toscana
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✅ Cecina Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/cecin…
✅ Empoli Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/empol…
✅ Campiglia Marittima Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/campi…
✅ Livorno Centrale Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/livor…
✅ Firenze Santa Maria Novella Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/firen…
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● Streamelements (per apparire tra i donatori sul canale principale) ➡️ treni.creeperiano99.it/u/donat…
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1 novembre, camera verde (roma): in memoria di giovanni cozzani

LA CAMERA VERDE
Roma, via G. Miani 20


evento in memoria di Giovanni Cozzani
cliccare per ingrandire

In memoria di Giovanni Cozzani
1 novembre 2022-1 novembre 2025


Sabato 1 novembre 2025 in Camera verde, alle ore 20:30
(via G. Miani 20, Roma)

Il sogno e l’incursione: memoria postuma di avvenimenti brevi
di
Giovanni Andrea Semerano, 2023
(durata circa 50 minuti)

con
Giovanni Cozzani,
Aldo Plocar, Anna Cozzani, Franco Brocani,
Vinicio Agresta, Gianluca Mei, Gordon Poole, Pino Bertelli,
Yohanta Sottile, Laura Crescini, Giovanni Lonati,
Luigi Francini, Irene Semerano, Elena Semerano

Musiche di Matias Guerra

*
pdf con informazioni e immagini:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

#AldoPlocar #AndreaSemerano #AnnaCozzani #CameraVerde #cinema #Cozzani #ElenaSemerano #film #FrancoBrocani #GianlucaMei #Gians #GiovanniAndreaSemerano #GiovanniCozzani #GiovanniLonati #GordonPoole #IreneSemerano #laCameraVerde #LauraCrescini #LuigiFrancini #MatiasGuerra #memoria #PinoBertelli #ricordo #VinicioAgresta #YohantaSottile

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Mal d’Africa


[:it]Il volume pone sotto i riflettori quelli che sono ancora oggi i nervi scoperti del Continente vero.[:]
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L’Africa è tornata a essere terra di conquista. Dopo i conflitti scatenati nel secolo scorso per accaparrarsi le risorse naturali del continente, ora è “guerra” commerciale, ma soprattutto militare, di tutti contro tutti. L’Occidente ha deciso che è giunto il momento di arginare l’influenza cinese che ormai ha le mani su tutto il continente, nessun Paese escluso. Le forze militari straniere si stanno posizionando nel Corno D’Africa, in particolare in un fazzoletto di terra: Gibuti. Le guerre economiche in Africa non si combattono solamente attraverso accordi commerciali, è diventato indispensabile, per vincere la battaglia, “mettere gli scarponi sul terreno”. Un percorso analitico sulla situazione politica ed economica odierna ripercorre, anche narrativamente, i passi dei grandi viaggiatori del passato, lungo i suoi corsi d’acqua più imponenti, attorno ai laghi prosciugati dallo sfruttamento umano e dai cambiamenti climatici e nei gironi infernali delle miniere più preziose al mondo.

Dal libro

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La Danimarca emenda gli aspetti più problematici su chatcontrol: restano “solo” sorveglianza di massa, DASPO digitale per i minori e abolizione dell’anonimato…

Dopo l’insuccesso diplomatico ottenuto dalla Danimarca, Copenhagen rinuncia a rompere la crittografia dei messaggi per chiudere almeno un (comunque problematico) accordo al ribasso.

informapirata.it/2025/10/31/la…

#chatcontrol #PatrickBreyer #Sorveglianza

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Il ruolo delle fondazioni private: tra filantropia e declino dei diritti


L'Avv. Giuseppe Libutti dei GD di Roma analizza l'importanza crescente delle fondazioni, che sempre più rischiano di farsi strumento di erosione dei diritti, anziché di loro implementazione.
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L’Avv. Giuseppe Libutti dei Giuristi Democratici di Roma analizza l’importanza crescente delle fondazioni, che sempre più rischiano di farsi strumento di erosione dei diritti, anziché di loro implementazione.

Giusto un mese fa, Chiara Brusini su Il fatto quotidiano rendeva uno spaccato efficace delle giustificazioni che il grande capitale utilizza per normalizzare la crescente concentrazione della ricchezza. In questa narrazione, il denaro accumulato non rappresenta un problema per la democrazia, ma una virtù: esso diventa la leva con cui finanziare università, ospedali, ricerca e persino progetti sociali nelle periferie urbane.

Si è così consolidato un sistema per cui sono le fondazioni filantropiche e non lo Stato a stabilire quali progetti sostenere nei quartieri più marginalizzati delle grandi città. In altre parole, la risposta ai bisogni collettivi non viene più garantita da politiche pubbliche, attraverso un’equa redistribuzione delle risorse fiscali, ma demandata alle scelte discrezionali di soggetti privati.

Lasciare che siano le fondazioni a decidere cosa finanziare significa rinunciare al principio fondamentale secondo cui i diritti sociali devono essere garantiti dallo Stato, non concessi dalla benevolenza dei ricchi. La scelta di finanziare un asilo piuttosto che un centro culturale, una borsa di studio piuttosto che un progetto sanitario, non risponde a priorità pubbliche definite democraticamente, ma alle agende –spesso reputazionali– di chi dispone del capitale.

Un altro nodo cruciale riguarda l’origine delle risorse. I patrimoni che alimentano queste fondazioni potrebbero derivare da attività speculative, dall’elusione fiscale o dallo sfruttamento di lavoro precario in catene globali del valore. In questo senso, la filantropia può funzionare come una sorta di lavaggio etico: restituisce una minima parte della ricchezza estratta, permettendo però ai grandi attori finanziari di presentarsi come benefattori.

Accettare che la filantropia sostituisca il ruolo delle tasse e delle politiche pubbliche significa piegarsi supinamente al paradigma liberista. In esso, la disuguaglianza non è un problema da correggere ma una condizione naturale del sistema, e il compito di “mitigarne” gli effetti viene delegato a chi ne trae vantaggio. È un ribaltamento concettuale: la redistribuzione non è più un diritto, ma un atto di grazia.

A rendere ancora più problematico questo modello è il fatto che le fondazioni, attraverso i progetti che finanziano, stabiliscono un canale privilegiato con le amministrazioni pubbliche. Di fatto, diventano interlocutori diretti delle istituzioni, sostituendosi non solo allo Stato ma anche ai cittadini nei processi decisionali. In questo modo si altera l’equilibrio democratico: le comunità locali non dialogano più con le istituzioni attraverso forme di rappresentanza collettiva, ma si trovano “mediate” da fondazioni private che assumono un ruolo para-istituzionale.

A ciò si aggiunga come la retorica della meritocrazia stia diventando un alibi per giustificare le disuguaglianze. Si racconta che chi riesce lo fa grazie al proprio talento e impegno, ma in realtà chi parte avvantaggiato ha sempre più possibilità di “dimostrare merito”, mentre chi vive condizioni difficili viene colpevolizzato per il proprio fallimento. È un meccanismo che sposta la responsabilità dal sistema all’individuo.

Abbiamo anche da noi importato il modello americano della filantropia privata, che non è una soluzione: trasforma i diritti in favori discrezionali, legati alla generosità di chi ha risorse, invece che a garanzie stabili e universali. È l’opposto della tradizione europea, che ha costruito il welfare proprio sul principio dell’universalismo: sanità, scuola, protezione sociale non come premi o donazioni, ma come diritti che spettano a tutti. Nel secondo dopoguerra ricostruzione, democrazia e diritti andavano di pari passo. Ci si è provato. È in corso un progressivo smantellamento di tutto questo sistema.

Difendere quella visione oggi è cruciale, non tanto per negare il valore dell’impegno personale, ma per impedire che diventi un alibi per smantellare i diritti e ridurli a privilegi selettivi.

Il combinato disposto di “welfare privato” e “retorica del merito” produce un effetto corrosivo sulla cittadinanza. I diritti diventano favori; l’accesso a servizi fondamentali dipende dall’arbitrio di pochi, non da un patto sociale fondato sull’uguaglianza. Le comunità delle periferie sono così trasformate in beneficiarie passive, mentre si riduce lo spazio per la mobilitazione collettiva e per rivendicare un welfare universale.

Se davvero si vuole ridurre le disuguaglianze, la strada non passa per la delega ai privati, ma per un rafforzamento della fiscalità progressiva e dei sistemi di welfare. Non la carità, ma la giustizia sociale deve guidare la redistribuzione della ricchezza. La sfida è riappropriarsi della dimensione pubblica delle politiche sociali, sottraendola alla logica della benevolenza e riportandola nell’alveo dei diritti.

Giuseppe Libutti

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la scomparsa di mario diacono e di ruggero maggi


thanks to Giovanni Fontana for sharing the sad news:

Dear Friends,

It is with deep sorrow that we share the passing of our beloved Mario Diacono on Thursday, October 30th, 2025. A gallerist, art historian, poet, and artist—Mario’s vision of contemporary art was singular and his repository of knowledge unparalleled. With a critical heart and eye he supported many artists throughout their careers—generously sharing his wisdom, passion, and kindness. Mario Diacono was an inspiration to all who knew him. His beautiful soul lives on in his groundbreaking work and in the lives he profoundly touched. He loved and was so loved.

Sincerely,

Amanda K. Burke

Mario Diacono Gallery Director


iuoma-network.ning.com/m/blogp…
#mailArt #mailart #MarioDiacono #materialiVerbovisivi #morte #obituary #RuggeroMaggi #scomparsa #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca

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Sono tornato e ripartito


Ho concluso l'avventura trobadorica a Dronero, e ne racconterò con calma, perché è stata una gran bella cosa e avrà molte conseguenze sul futuro, e va benissimo. Ma appena tornato è scaturita subito la voglia di organizzare weekend di seminari allo studio
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Ho concluso l’avventura trobadorica a Dronero, e ne racconterò con calma, perché è stata una gran bella cosa e avrà molte conseguenze sul futuro, e va benissimo.

Ma appena tornato è scaturita subito la voglia di organizzare weekend di seminari allo studio di via Salisburgo, ho raccolto le idee ed ecco qui La voce a pezzi, una serie di piccoli workshop per approfondire specifici aspetti della voce per il canto e la recitazione.

Ogni mese, da novembre a maggio, proporrò un weekend suddiviso in diversi workshop – argomenti vari, che ritornano nel corso dei mesi, sulla pagina dedicata c’è tutto il prospetto, e ogni mese posterò quel che è previsto per il suo weekend.

I sabati sera propongo JamSession!, spazio aperto per chi voglia sperimentarsi vocalmente di fronte a possibili astanti: in studio abbiamo un pianoforte digitale, una cassa amplificata, un microfono e la possibilità di avere tutte le basi che si vogliono, quindi ci si può buttare e sperimentarsi 🙂

Per cui aspetto chi voglia cimentarsi, ci son molte cose diversissime, prego 😉

(chiedo prenotazione, per sapere quel che mi aspetta)

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6 novembre, roma: presentazione di “vamp”, prosa breve di mg (la camera verde, 2025)


locandina VAMP 6 nov 2025 Camera verde_ via Miani 20_ Roma
cliccare per ingrandire

a Roma, giovedì 6 novembre 2025, ore 18:00
La camera verde, via G. Miani 20 (Ostiense)

presentazione/lettura di

VAMP


derelizione in prosa (in prosa) su certi ultimi nanosecondi occidentali

di
Marco Giovenale

(Ed. La camera verde, novembre 2025)

Collana Visioni dal Cinematografo
A cura di Giovanni Andrea Semerano

Su Mobilizon:
mobilizon.it/events/5f1991be-9…
Evento facebook:
facebook.com/events/2352745261…

_

#CameraVerde #CarlThDreyer #Dreyer #laCameraVerde #microprosa #occidente #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #TheodorDreyer #Vamp #VisioniDelCinematografo

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Esopianeti: Altrimondi nell’universo

edu.inaf.it/astrodidattica/eso…

Per l’ottava uscita de I Quaderni EduINAF proponiamo una raccolta di attività didattiche e approfondimenti sul tema degli esopianeti.

@astronomia @astronomia

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Quaderni EduINAF: Portare gli esopianeti a scuola

edu.inaf.it/news/per-la-scuola…

Tornano i Quaderni EduINAF con un’ottava uscita dedicata agli esopianeti

#esopianeti #quaderniEduINAF #scuola

@astronomia @astronomia

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La tempestiva azione del Gruppo Marina consentì di salvaguardare molte delle opere della Marina


La Marina fu anche protagonista nella liberazione di Venezia. Il 28 aprile il Gruppo Marina, che faceva capo al contrammiraglio Franco Zannoni, appartenente al Comitato Centrale Militare, alle dipendenze del C.L.N., entrò in azione sin dall’alba in concorso con le squadre dei gruppi dei partiti inquadrate per sestiere, riunite sotto il comando del capitano di corvetta Carlo Zanchi. Furono occupate le caserme San Daniele e Sanguinetti, l’ex comando della Marina Repubblicana, vari uffici distaccati, il circolo ufficiali, i Cantieri A.C.N.I.L. e Celli, il Magazzino viveri di San Biagio. Il Gruppo attaccò a mano armata l’Arsenale, disperdendo con il fuoco delle armi gli ultimi residui centri di resistenza del forte reparto della Marina tedesca che aveva protetto la fuga del comando tedesco dell’Arsenale. Fu lanciato un ultimatum che prevedeva che i tedeschi lasciassero l’Arsenale entro le 16, senza attuare il piano distruttivo previsto e senza far saltare la polveriera della Certosa. Poco prima dell’ora di scadenza fu alzata la bandiera nazionale sui pennoni delle torri e il capitano di vascello Rosario Viola, per delega del C.L.N., assunse il comando temporaneo dell’Arsenale, nominando il colonnello delle Armi Navali Alberto Gerundo direttore di Marinarmi e il tenente colonnello del Genio Navale Alfio Denaro, direttore di Maricost. La tempestiva azione del Gruppo Marina consentì di salvaguardare molte delle opere della Marina; l’Arsenale, in particolare i macchinari e i bacini, aveva già subito notevoli danni a opera dei tedeschi. Gli oltre trecento uomini della X MAS, con i loro ufficiali e l’armamento al completo, si asserragliarono nella caserma Sant’Elena; dovettero essere condotte lunghe trattative poiché essi richiedevano salvacondotti che li mettessero al sicuro dall’azione dei partigiani; cosa che il C.L.N. non voleva dare. Fu necessario un ultimatum dato il 29 per arrivare alla resa, che si svolse il 30, in concomitanza con l’arrivo dei reparti dell’Esercito regolare, dei commando alleati e degli NP della Marina. Grazie all’arrivo dei commando il Gruppo Marina di Lido poté procedere all’occupazione delle principali batterie, che fino ad allora avevano minacciato di aprire il fuoco sulla città, al disarmo del personale della Difesa e alla cattura dei numerosi mezzi della Marina Repubblicana, compresa una motosilurante.
Giuliano Manzari, La partecipazione della Marina alla guerra di liberazione (1943-1945) in Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Periodico trimestrale, Anno XXIX, 2015, Editore Ministero della Difesa

L’ultima fase dell’azione partigiana a Venezia si intensificò nel mese di aprile del 1945, dopo che il 10 aprile le forze alleate avevano attaccato la Linea Gotica. A Venezia, ancora una volta, si ripresenta una situazione unica per gli spazi e le modalità con cui si svolse l’Insurrezione. L’obiettivo comune era quello di preservare la città nel suo complesso, nel suo patrimonio storico e artistico, nel suo patrimonio archivistico legato alle amministrazioni e ai ministeri fascisti, nel patrimonio industriale di Porto Marghera <230. L’andamento iniziale dell’insurrezione fu quindi lento, parziale, anche per timore delle rappresaglie e dell’isolamento di cui Venezia godeva rispetto al fronte militare di terra. In seguito, tra il 25 e 26 aprile, il moto insurrezionale si fece più forte, grazie ad un più convinto intervento della popolazione locale. Ancora fondamentale fu la rivolta dei detenuti che si tenne nel carcere di Santa Maria Maggiore il 26 aprile del 1945, e le insurrezioni operaie che si ebbero in molte fabbriche di Marghera. Nella notte del 27 aprile i volontari dei GAP e delle brigate cittadine riuscirono ad occupare la caserma di San Zaccaria <231. Solo agli inizi di maggio furono isolate e sconfitte le ultime cellule di fascisti che ancora presidiano i punti strategici o le caserme, come accadde con la X MAS a Sant’Elena <232, l’8 maggio del 1945. In questo clima avvenne quindi la mediazione con le forze tedesche grazie alla partecipazione, come mediatore, del patriarca Piazza, che non era mai stato vicino alla resistenza <233. L’intervento del patriarca come responsabile delle trattative fu promosso, oltre che per salvaguardare la città e i cittadini, anche per interessi politici di arginamento delle forze partigiane più a sinistra. Questo episodio fece discutere molti aderenti alla resistenza già all’epoca <234. Il 28 aprile, in Piazza San Marco, mentre le truppe alleate entravano in città, una grande manifestazione fece sventolare nel cielo il tricolore. Venezia era libera, la guerra era terminata.

[NOTE]230 ERNESTO BRUNETTA, La lotta armata: spontaneità e organizzazione, in GIANNANTONIO PALADINI, MAURIZIO REBERSCHAK, GIUSEPPE TATTARA (a cura di), La Resistenza nel Veneziano, Università di Venezia, Istituto Veneto per la Storia della Resistenza, Venezia, 1985, p. 437.
231 Ivi, p. 439.
232 Ivi, p. 438.
233 MAURIZIO REBERSCHAK, I cattolici veneti tra fascismo e antifascismo, in EMILIO FRANZINA (a cura di), Movimento cattolico e sviluppo capitalistico, atti della giornata di studi (Venezia, 1974), Marsilio, Venezia, Padova, 1974
234 GIULIO BOBBO, La lotta resistenziale a Venezia, in GIULIA ALBANESE, MARCO BORGHI (a cura di) Memoria resistente: la lotta partigiana a Venezia e provincia nel ricordo dei protagonisti, Istituto veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Nuova Dimensione, Venezia, Portogruaro, 2005, p. 234
Francesco Donola, Armando Pizzinato: pittore partigiano, Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, Anno Accademico 2022-2023

In quasi tutte le parrocchie, comunque, si verificarono scontri armati, più o meno accaniti, tra le parti: «I tedeschi parevano furie scatenate; sparavano in tutte le direzioni; si temeva quasi una rappresaglia»; a Noale, però, la nutrita sparatoria ingaggiata dai fuggitivi, col timore di un’imboscata, non ebbe risposta e «fu assicurato alle staffette tedesche libero il passaggio e così il paese non ebbe a soffrire alcun danno per la ritirata» <492. A quanto riportato dalle cronistorie, comunque, furono scongiurati tragici spargimenti di sangue e, all’arrivo degli alleati, il 30 aprile, il bilancio era di qualche caduto, in entrambi gli schieramenti, e qualche prigioniero tedesco arresosi. Fortunatamente, l’unico episodio di “rappresaglia” nei confronti della popolazione, si risolse, a Peseggia [frazione del comune di Scorzè, in provincia di Venezia], da parte di alcune SS, nell’atto di chiudere a chiave nel campanile, un gruppo di ostaggi. Nulla di paragonabile alle decine di vittime che, con il proprio corpo, protessero la ritirata nazifascista lungo quel tristemente famoso percorso, rievocato da Egidio Ceccato in “Il sangue e la memoria” <493. A differenza di quanto accadde in alcune parrocchie in corrispondenza di altri eventi significativi, quali, ad esempio, la caduta di Mussolini, questa volta, i curati non poterono esimersi dal celebrare con «festoso scampanio» <494 l’avvenuta liberazione, facendo da sfondo allo sventolio di bandiere e fazzoletti con il quale la popolazione dava sfogo al proprio entusiasmo.
[…] I contenuti di un volantino del C.L.N., rinvenuto fra gli incartamenti della prefettura repubblicana veneziana per l’anno 1945, fanno presagire il subitaneo riaffiorare delle contrapposizioni ideologiche in concomitanza con il volgere al termine della parentesi resistenziale e, di conseguenza di quella che fu, senza giri di parole, rassegnata convivenza e forzata collaborazione; i «corvi neri» “che un giorno si sono inchinati al fascismo e ne hanno incensato i capi e le loro opere tentano ora di spacciare la falsa moneta del loro patriottismo per usare della vostra opera e del vostro sacrificio […]. Stanno ancora col piede sui due piatti della bilancia, pronti ad abbandonarvi e negare se il vento dovesse cambiare direzione. Lavorano nel silenzio e nel mistero per non rilevare ora la loro identità. […] continuano la loro trama diretti da un papa già fascista, ora filo-inglese, domani ancora fascista se gli avvenimenti e l’interesse dovesse consigliarli [sic] di mutare bandiera”. All’esortazione «Diffidate dei preti!», seguivano i capisaldi della polemica anticlericale, ossia le accuse rivolte al clero di tenere i fedeli lontani dalla cultura «in stato di ignoranza, di inferiorità, perché non scopriate le loro menzogne per dominarvi con l’oscurantismo e la paura. […] Siate uomini e non schiavi della sottana nera» [27 gennaio 1945] <498.

[NOTE]498 ACS, cit., cat. K42, b. 50, fasc. 92, «Venezia. Attività del clero».
492 Don E. Neso, Cronaca relativa alla parrocchia di Noale. Dicembre 1943-Giugno 1945, op. cit., p. 3.
493 E. Ceccato, Il sangue e la memoria, op. cit.
Daiana Menti, Il clero del Miranese dall’inizio del Novecento alla seconda guerra mondiale nelle sue relazioni con le pubbliche autorità, Tesi di Laurea, Università Ca’ Foscari Venezia, Anno Accademico 2012-2013

#1945 #aprile #Città #clero #CLN #curati #DaianaMenti #fascisti #FrancescoDonola #frazione #GiulianoManzari #Liberazione #maggio #Marina #Militare #MiranoVE_ #NoaleVE_ #parroci #partigiani #provincia #Resistenza #ScorzèVE_ #tedeschi #Venezia

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3 novembre, “oca tre toc to”, di francesca perinelli @ la finestra di antonio syxty


lunedì 3 novembre, nel podcast La Finestra di Antonio Syxty, Francesca Perinelli in dialogo sul suo libro oca tre toc to (ed. déclic, 2025) con Antonio Francesco Perozzi.
open.spotify.com/show/7onZatZD…

#AntonioFrancescoPerozzi #AntonioSyxty #CarloSperduti #déclic #FrancescaPerinelli #LaFinestraDiAntonioSyxty #ManifattureTeatraliMilanesi #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #ocaTreTocTo #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #prosaNonNarrativa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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Autopsia dell’io — Giuseppe De Grado: un viaggio nella fragilità e nella rinascita

Indice dei contenuti

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Un viaggio nel profondo dell’essere, tra introspezione, arte e psiche. Con “Autopsia dell’io”, Giuseppe De Grado firma un libro che è confessione, ricerca e poesia.

AUTOPSIA DELL’IO

GIUSEPPE DE GRADO

AUTOBIOGRAFIA/SAGGIO

Kimerik EDITORE

27 FEBBRAIO 2025

128 PP

15 x 21 x 1 cm

Un viaggio introspettivo che tocca tematiche sia puramente intimistiche che antropologiche e sociali. Un unico lungo racconto con tappe ben definite, caratterizzate da continui salti temporali, che l’autore propone per far meglio immergere il lettore nel proprio mondo presente e passato. La linea di confine tra mondi visibili (la realtà delle cose) e invisibili (i pensieri e le forze implicite che li scaturiscono) è molto sottile, ma ciononostante si riesce sempre a restare perfettamente in bilico tra i due. Si potrebbe facilmente pensare a un labirinto della mente esposto narrativamente ma, seppur la sensazione primaria possa essere tale, una bussola concettuale è sempre presente per evitare il disorientamento. A far da padrone è l’autore che al contempo è protagonista di un’idilliaca storia d’amore con lo sfondo del tempo che passa e che corrode cose e persone, senza però intaccarne i significati; un romanticismo palpabile e accattivante, che quasi tende a contaminare chi ne legge, data la sua avida veemenza. In conclusione, volendo sintetizzare in poche parole l’essenza di questo libro, resta da dire che il percorso di esso è lungo, tortuoso ma morbido, con zampilli di marcata malinconia verso un’epoca vicina ma comunque lontana anni luce, in cui sembrava che i valori fossero mastodontici e i sensi molto più svegli a favore della vita e di un cuore sempre messo in prima linea; insomma, un viaggio a ritroso nel tempo che tende a sbiadirsi, con una velocità sempre maggiore, tra l’autobiografia e l’autoanalisi.

amazon.it/Autopsia-dellIo-Gius…

Un taccuino dell’anima


In Autopsia dell’io (128 pagine), Giuseppe De Grado si mette a nudo in un percorso di introspezione che mescola prosa, poesia e immagini.
Non un semplice diario, ma una mappa emotiva in cui dolore e speranza convivono, dando voce a quella parte di sé che spesso restiamo a ignorare.

De Grado racconta con delicatezza e precisione i tormenti e le gioie di un uomo che non ha paura di guardarsi dentro. Ogni pagina diventa uno specchio in cui il lettore riconosce la propria umanità imperfetta, tra perdita, desiderio di appartenenza e bisogno di autenticità.

“Scrivere significa scendere nei miei abissi: ogni volta non ne salgo intatto, ma trovo la via di casa passando vicino al cuore.”


L’io come bussola della coscienza


Uno degli aspetti più interessanti del libro è la riflessione sull’io — il centro della coscienza, quell’equilibrio fragile che media tra pulsioni, regole e realtà esterna.
De Grado intreccia la sua narrazione personale con richiami a Freud, Jung, Erikson e Rogers, esplorando l’identità come processo in continua costruzione.

L’autore ricorda che l’io non è una struttura immutabile ma un flusso, un processo cerebrale e psicologico fatto di memoria, emozione e percezione.
La parte dedicata alle neuroscienze amplia la visione: l’io non è solo psiche, ma anche materia viva, movimento, esperienza.

“Comprendere il mio io è stato come scoprire una presenza silenziosa: non qualcosa da giudicare, ma da ascoltare. È lì che si nasconde la mia verità.”


Questa dimensione teorica non appesantisce il testo, anzi, lo arricchisce di profondità. Autopsia dell’io diventa così un ponte tra letteratura e psicologia, tra conoscenza e emozione.

Fragilità e immagine


La fragilità è il filo conduttore dell’intero volume.
De Grado la descrive in versi e in prosa, con una lingua limpida e musicale.
Le illustrazioni di Roberta Lanzi, realizzate con penna, matita e acquarello, accompagnano e amplificano il testo, raffigurando l’autore come figura sospesa tra realtà e sogno, in atmosfere che ricordano Monet, Van Gogh e Degas.
L’arte, qui, diventa introspezione visiva: ogni tratto rivela qualcosa che le parole non dicono.

L’autore si confida: la risposta completa


Nell’intervista che chiude il libro, De Grado racconta la genesi del suo lavoro con una sincerità rara:

«In questo libro ho dato tutto me stesso — i miei sentimenti e i miei pensieri — e l’ho fatto anche grazie alla forza dell’amore per mia moglie. Scrivere significa scendere nei miei abissi: ogni volta non ne salgo intatto, ma trovo la via di casa passando vicino al cuore.»


Quando gli si chiede cosa significhi spogliarsi così tanto davanti al lettore, l’autore risponde:

«È stato un momento, e come tutti i momenti si va incontro a una trasformazione: come dal bruco nasce una farfalla. Mi sono spogliato delle mie paure e ho accettato di mostrarmi. È stata una liberazione.»


E aggiunge ancora, con intensità:

«Scrivere Autopsia dell’io è stato come tornare a casa dopo anni di smarrimento. Ho scavato nella mia memoria e nei miei silenzi per ritrovare la voce che avevo perso. Non ho paura di chiamare questo percorso con il suo nome: guarigione.»


Le sue parole, autentiche e vibranti, restituiscono il cuore pulsante del libro: la scrittura come atto terapeutico, come possibilità di rinascita.

Il tempo e la presenza


Il tempo attraversa il libro come tema ricorrente: tempo che passa, tempo perduto, tempo da ritrovare.
De Grado invita a rallentare, a riscoprire la presenza, a smettere di vivere per abitudine.
È un messaggio che risuona forte in un’epoca dominata dalla distrazione e dalla corsa continua: solo fermandosi si può davvero ascoltare.

“L’attitudine all’abitudine, alla paura del cambiamento, fa sì che l’animo non si evolva.”

Estratto significativo


«Non volevo richiudere questa crepa, non volevo farmi sopraffare dalla paura… L’attitudine all’abitudine, alla paura del cambiamento, fa sì che l’animo non si evolva.»

Questo passo riassume la filosofia dell’autore: accettare la crepa come parte della crescita, trasformare il dolore in consapevolezza.

Conclusione: un viaggio da condividere


Autopsia dell’io non è soltanto un libro: è un’esperienza di autenticità e coraggio.
Un invito a riscoprire se stessi, a riconciliarsi con la propria vulnerabilità e a comprendere che la fragilità è parte della bellezza umana.
Giuseppe De Grado ci regala una testimonianza toccante, fatta di parole e immagini che sanno parlare al cuore e alla mente.

Per chi: ama la narrativa autobiografica, la psicologia del sé, l’introspezione poetica e i libri che fanno riflettere.

Il libro può essere acquistato anche su

https://www.kimerik.it/libro/5325/autopsia-dell-io-: Autopsia dell’io — Giuseppe De Grado: un viaggio nella fragilità e nella rinascita

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
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pasolini a 50 anni dalla scomparsa: giuseppe garrera in un’intervista alla radio della svizzera italiana


https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/alphaville-i-dossier/Pasolini-a-50-anni-dalla-morte-4.5–3241478.html

#anniversario #GiuseppeGarrera #Pasolini #PierPaoloPasolini #poesia #polemiche #prosa

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“terra come terra”: il 5 novembre alla fondazione baruchello


Fondazione Baruchello presenta:

Terra come Terra

Primo capitolo di un progetto in divenire


A cura di
Carla Subrizi e Marcella Muraca

Inaugurazione 5 novembre 2025

Tavola rotonda ore 18:00 – 21:00
Via del Vascello 35, Roma

Gianfranco Baruchello, TERRA

La “terra di nessuno” non è una patria, non appartiene a nessuno e nessuno le appartiene. […] Nel suo nome è insito il rifiuto della condizione di proprietà e questo ne fa l’emblema dell’inesplorato e del fallito tentativo di esplorazione.

(Gianfranco Baruchello, 2000)

La Fondazione Baruchello è lieta di invitarvi all’inaugurazione di “Terra come Terra”, mercoledì 5 novembre 2025 dalle ore 18:00 in Via del Vascello 35, un progetto di ricerca e sperimentazione artistica annuale in più capitoli dedicato al tema della “terra” considerata come materia e madre, suolo e sottosuolo, confine, lavoro e trasformazione, ma anche come spazio politico, culturale e simbolico.

Le attività di ricerca, guidate da un guppo di lavoro multidisciplinare, prendono avvio con l’installazione di sette opere filmiche di Gianfranco Baruchello negli spazi della Fondazione (Via del Vascello), tra cui Il grado zero del paesaggio (1963), The sea of tranquillity (2006), Le lieu (2010) e proseguiranno con il coinvolgimento di artisti, curatori, scrittori, filosofi in mostre, incontri, seminari, produzione di oggetti, laboratori, restituiti in un “diario” che ne documenterà il processo, fino alla redazione di un “Manifesto” collettivo.

Durante l’evento inaugurale, una tavola rotonda con Daniela Angelucci, Lucrezia Calabrò Visconti, Alessia Calzecchi, Anna Cestelli Guidi, Felice Cimatti, Silvia Cini, Mattia Cucurullo, Ottavia Galloni, Caterina Iaquinta, Rogelio Lopez Cuenca, Maite Méndez Baiges, Karla Peralta Malaga, Irene Quarantini e altri, offrirà un primo momento di confronto attorno ai temi del progetto, in dialogo con le opere e con l’eredità di Baruchello, che ha a lungo lavorato sul tema della “terra” in relazione all’acqua, al lavoro, alla terra come sostanza, alla stratificazione come misura, alla coltivazione e alla cura.

Una Project Room sarà lasciata disponibile a interventi brevi o più lunghi di artiste e artisti, di scrittrici e scrittori, di filosofi, filmmaker, in dialogo con le questioni che si andranno sviluppando.

Nella sede di Via di Santa Cornelia la Biblioteca e gli archivi saranno il contesto e la fonte per gli ulteriori capitoli del progetto.

Terra come Terra (Earth as Earth)
First chapter of an ongoing project

#AlessiaCalzecchi #AnnaCestelliGuidi #art #arte #CarlaSubrizi #CaterinaIaquinta #DanielaAngelucci #FeliceCimatti #FondazioneBaruchello #GianfrancoBaruchello #IreneQuarantini #KarlaPeraltaMalaga #LucreziaCalabròVisconti #MaiteMéndezBaiges #MarcellaMuraca #MattiaCucurullo #OttaviaGalloni #ProjectRoom #RogelioLópezCuenca #SilviaCini #TerraComeTerra

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🎃 Buon Halloween a tutti! 🎃 ⚰️👻🍭🍬…

🎃 Buon Halloween a tutti! 🎃 ⚰️👻🍭🍬

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news.creeperiano99.it/2025/10/…

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Etna, l’Ente Parco dov’è?


L’Etna resta al centro dell’attenzione: vi appaiono sempre più spesso cartelli di “propietà privata”, prosegue la discussione sul biglietto per visitare i Crateri Silvestri, mentre la recente nomina del nuovo presidente del Parco offre lo spunto per chiedere un più attivo ruolo diell’Ente o, viceversa, per lamentare la sua eccessiva invadenza. Abbiamo già pubblicato su questi temi […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/10/31/etna…

#EnteParcoDellEtna #Etna #ParcoDellEtna #RegioneSiciliana

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Astronomia da paura: Atto 6

edu.inaf.it/approfondimenti/ga…

Come ogni anno prepariamoci a festeggiare Halloween con una nuova galleria di immagini astronomiche da paura! (e una anche tutta da ridere!)

#astronomia #halloween

@astronomia @astronomia

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Circondato dai Pikmin con frutta varia #Pikminbloom…

Circondato dai Pikmin con frutta varia

#Pikminbloom

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news.creeperiano99.it/2025/10/…

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2 novembre, roma, studio campo boario: fotografie di marco gennari


locandina della mostra fotografica di Marco Gennari, 2 nov. 2025

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#AlbertoSinigaglia #esposizione #esposizioneFotografica #foto #fotografie #inaugurazione #MarcoGennari #mostra #mostraDiFotografie #StudioCampoBoario #vernissage

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Hanno annunciato la versione Nintendo Switch 2 di Animal Crossing: New Horizons. Beh, niente 60fps…! Giusto un po’ di …


Hanno annunciato la versione Nintendo Switch 2 di Animal Crossing: New Horizons. Beh, niente 60fps...! Giusto un po' di upscaling e implementazioni dell'hardware di Nintendo Switch 2.Per il resto sorpreso per l'aggiornamento 3.0• A quanto pare la rendita
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Hanno annunciato la versione Nintendo Switch 2 di Animal Crossing: New Horizons. Beh, niente 60fps…! Giusto un po’ di upscaling e implementazioni dell’hardware di Nintendo Switch 2.

Per il resto sorpreso per l’aggiornamento 3.0
• A quanto pare la rendita sull’isola pubblica di New Leaf per la famiglia di Remo era poca, quindi aprono un bel hotel di 21 camere sul mare!

• Aggiunta la “Modalità Creativa”, con isole sogno di Sonia, con possibilità di giocare con altri amici e far baldoria

• Resetti che è stato assegnato allo sgombero. Forse meno stressante per chi rinnova sempre la propria isola

• Aggiunti mobili a tema, dietro Amiibo, altri no

#ACNH #animalcrossing

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news.creeperiano99.it/2025/10/…

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2 novembre, roma, camera verde: fotografie di marco gennari


locandina della mostra fotografica di Marco Gennari, 2 nov. 2025

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#AlbertoSinigaglia #esposizione #esposizioneFotografica #foto #fotografie #inaugurazione #MarcoGennari #mostra #mostraDiFotografie #StudioCampoBoario #vernissage

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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione dedicata a Saturno presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo in Agerola il giorno 7 novembre 2025, un viaggio tra gli astri del cielo autunnale nell’alta costiera amalfitana.

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti di Saturno il più affascinante pianeta del sistema solare, emozionanti osservazioni del pianeta con gli anelli e della cometa di quest’autunno con l’ausilio di un potente telescopio da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

EVENTO ANNULLATO PER METEO

[…]

oasdg.astrocampania.it/2025/10…

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Stragi nazifasciste in Val Sangone a maggio 1944


Le stragi di Pinasca, San Giorio e Sant’Antonino
Le perdite partigiane non si fermano all’arrestarsi del rastrellamento: i tedeschi continuano a mietere vittime fino al 18 maggio 1944: il primo episodio a Castelnuovo di Pinasca dove 12 partigiani (9 dei quali conosciuti, secondo Sonzini, 8 secondo l’ASN, Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia) vengono fucilati dopo esser stati torturati. Le vittime, secondo l’ASN <64 sono Fiorini Nunzio, Issoglio Eraldo, Cattaneo Luigi, Bricarello Mario, Perino Romolo, Perino Severino, Pesando Vittorino, 5 ignoti: Cataldo Russo secondo Sonzini) più 4 ignoti <65.
A San Giorio i partigiani fucilati sono 5, tutti riconosciuti e operanti nelle bande della Val Sangone, due dei quali nativi di paesi appartenenti alla Valle (Coazze e Volvera) Del Martino Aurelio,Governato Vincenzo, Martoglio Valerio, Morello Pietro e Staorengo Giuseppe <66
La strage di Sant’Antonino, perpetrata <67 due giorni dopo, si inserisce nel medesimo contesto di terrore che i nazisti lasciano in Val Sangone attraverso la fucilazione di 17 ostaggi partigiani presi prigionieri durante il rastrellamento e tenuti prigionieri nella scuola elementare del piccolo paese al confine con la Val Susa. A cadere sono partigiani militanti sia nelle brigate valsangonesi sia nelle brigate valsusine; una coppia di fratelli, i Nissardi, giungono abbracciati al luogo dell’esecuzione <68. I rimanenti prigionieri, circa la stessa cifra dei giustiziati, vengono portati a Torino e poi deportati in Germania: questo l’elenco <69 delle vittime: Barella Romano, Cartei Nello, Chicco Giorgio, Cumiano Nicola, Fagiano Luigi, Grosso Nicola, Guglielmino Angelo, Leschiera Elio, Maritano Felice, Nissardi Gino, Nissardi Angelo, Priano Armando, Richiero Francesco, Righi Giuseppe, Servino Giovanni, Spinello Cesare e Vanni Bruno.
La strage di Forno
La strage di Forno [n.d.r.: in località borgata Ferria, del comune di Coazze (TO)], perpetrata il 16 maggio, presenta delle caratteristiche diverse rispetto alle esecuzioni sopra citate; i condannati non vengono giustiziati attraverso un colpo alla nuca o attraverso la fucilazione ma attraverso il lento e sofferente dissanguamento provocato da un fitto mitragliamento alle gambe tale da provocare una lenta e interminabile agonia. I condannati vengono vegliati costantemente da guardie armate per scoraggiare i civili dal prestare le cure ai condannati moribondi e sofferenti. Sono 26 i giustiziati, 7 ignoti; tutti combattenti in bande valsangonesi; 10 nella ‘Nicoletta’, 7 nella ‘Sergio’, uno nella ‘Nino-Carlo’ e uno nella ‘Genio’ <70. Questo l’elenco <71 dei martiri: Armando Pierino, Berruti Giuseppe, Dall’Oca Roberto, De Marchi Antonio, Galetto Aldo, Gaviati Guido, Guglielmi Giuseppe, Lipari Biagio, Mazzeo Salvatore, Medico Riccardo, Mingozzi Lamberto, Pasquale Nicola, Pavone Umberto, Ramo
Tornani Cesare, Riccarelli Ugo, Rolla Francesco, Ruffinatti Renato, Sibona Luigi, Stefanon Ettore Bruno, Vanni Curzio, Zaccarelli Anselmo, Zeglioli Luigi, Zuin Albano. Ignoti n 7.
L’allora sedicenne Maria Teresa Usseglio Mattiet ricorda di quell’episodio: “quando c’è stata la strage a Forno di Coazze avevo 16 anni, siamo andate noi ragazze con la signora Mimi Teppati a vedere cosa era rimasto, cercavamo di trovare segni distintivi, qualche oggetto particolare, oppure tagliavamo qualche pezzo di stoffa dai vestiti per far riconoscere i corpi dei ragazzi alle madri” <72.
L’assurda storia dell’eccidio di Forno si contraddistingue, dunque, per il sadismo e la crudeltà degli aguzzini e per le inenarrabili sofferenze che 26 ragazzi patiscono fino alla fine della loro lunga agonia.
Dopo l’operazione Habicht: altri 42 martiri
L’operazione Habicht termina il 18 maggio: a operazione finita, il 19 maggio, elementi della banda ‘Genio’ comandati dal partigiano Rinaldo Baratta <73 sparano e uccidono due ufficiali della Flak in transito sulla strada del Colle Braida. <74 Una settimana dopo, il 26 maggio, 31 partigiani vengono prelevati dal carcere ‘Le Nuove’ di Torino dove sono reclusi dal rastrellamento avvenuto la settimana precedente, accorpati ad altri dieci giovani partigiani rastrellati in valle, divisi in quattro gruppi e giustiziati. <75-76
Episodio di Giaveno: 11 fucilati <77
Baudino Ugo, Belletti Carlo, Bruno Carlo, Groppo Mario, Marocco Giovanni, Marconetto Giorgio, Marconetto Pietro, Medici Giovanni, Moine Andrea, Peticchio Salvatore <78 e Virano Vincenzo
Episodio di Valgioie: 10 fucilati <79
Bogiatto Giuseppe, Folis Domenico, Franco Ugo, Galetto Mario, Grisoglio Giovanni, Goffi Mario, Morra Giovanni, Nepote Terenzio, Perino Aldo e Ronco Angelo
Episodio di Coazze: 10 fucilati <80
Barral Severino, Bert Gioachino, Galeazzo Giorgio, Guastalla Romano, Mora Attilio, Quattrocolo Sergio, Remogna Leo, Silvestri Angelo, Storero Giuseppe e Vaira Giuseppe
Episodio della Bonaria: 11 fucilati <81
Cavallero Agostino, Ceresero Ugo, Cottini Renato, Romagnoli Brusa, Teobaldo Gatto Corinno, Gentili Orfeo, Maroncelli Giovanni, Rosso Giuseppe, Marocco Ugo, Serra Vittorio e Ravelli Attilio. I 42 martiri non provengono dalla sola Val Sangone: 19 nominativi su 42 trovati <82 del database Istoreto risultano provenire da vallate diverse; la maggior parte dalla Val Sangone, poi Chisone, Susa e Pellice. Anche l’orientamento politico non risulta conforme; accanto ai partigiani militanti nelle bande apolitiche della Val Sangone compaiono militi della banda Cattolica della Val Chisone, giellini e garibaldini.
La scia di sangue che i nazisti seminano in Val Sangone si conclude con altri partigiani giustiziati o deportati e con case distrutte dagli incendi o dai bombardamenti.

[NOTE]64 ASN straginazifasciste.it/?page_id…
65 Sonzini M. Abbracciati per sempre: Il rastrellamento del Maggio ’44 in Val Sangone e l’eccidio della Fossa Comune di Forno di Coazze. Gribaudo; 2004. p 55
66 ASN straginazifasciste.it/?page_id…
67 La targa commemorativa presso Sant’Antonino di Susa reca la data 12/05 mentre l’ASN reca la data del 13
68 Sonzini M. Abbracciati per sempre, cit p 63
69 L’elenco, tratto da ASN coincide con quello contenuto nella targa commemorativa del comune di Sant’Antonino di Susa contenuta in comune.santantoninodisusa.to.i…; entrambi consultati il 21/02/24
70 Comunità montana Val Sangone. Ricordi ed immagini della Resistenza in Val Sangone, Tipografia commerciale; 1998, p 67
71 ASN straginazifasciste.it/?page_id…
72 Intervista a Maria Teresa Usseglio Mattiet (n. 1928) al sottoscritto, rilasciata telefonicamente il 9/01/24
73 Fornello M., La Resistenza in Val Sangone, Tesi datt. Universit., 1962, p 73
74 ASN straginazifasciste.it/?page_id…
75 Il database dell’Atlante delle stragi nazifasciste non contiene gli episodi di Coazze e Bonaria, per cui l’unico testimone considerato è Sonzini, le cui informazioni sono in parte confrontate e tratte da Fornello, 1962, vengono citati prima gli episodi di Valgioie e Giaveno che dispone di confronto tra Atlante e Sonzini
76 I nomi delle vittime sono comunque stati riportati in relazione alle lapidi apposte sui luoghi delle fucilazioni visionate in loco
77 Così come riportato sulla lapide apposta in piazza Molines, a Giaveno
78 Nominativo comparso in piazza Molines ma non nell’Atlante che porta i partigiani giustiziati a 42 anziché 41
79 Elenco tratto dall’Atlante delle Stragi Nazifasciste poiché la lapide posta a Valgioie non presenta i nomi dei partigiani deceduti
80 Elenco tratto da lapide posta in loco in via XXV aprile a Coazze
81 Così come riportato sulla lapide commemorativa in strada Colle Braida.
82 Compilando le voci ‘data caduto’ e ‘provincia’ inserendo la data del 26/05/1944 e la provincia di Torino
Alessandro Busetta, La resistenza in Val Sangone e la divisione Campana, Tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, Anno accademico 2022-2023

#17 #18 #1944 #AlessandroBusetta #CoazzeTO_ #CumianaTO_ #GiavenoTO_ #guerra #maggio #naziste #partigiani #Piemonte #provincia #Resistenza #Sangone #stragi #Susa #tedeschi #Torino

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note/251029 / miron tee. 2025


note251029_ miron tee_ 2025

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#art #arte #asemic #asemicWriting #MironTee #scritturaAsemica

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La scure della censura sulle Miss del Burkina Faso


[:it]Il governo si spinge sempre più verso posizioni religiose-integraliste.[:]
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Miss Immergée 2025fonte Whatsapp, locandina della manifestazione censurata

Il Ministero della Comunicazione, della Cultura, delle Arti e del Turismo ha emesso una comunicazione ufficiale riguardante l’interdizione formale dell’evento “Miss Immergée 2025”, organizzato dalla struttura La Puissance Communication.

Secondo la nota ministeriale, questa decisione scaturisce da informazioni diffuse sui social media relative all’organizzazione di questo concorso di bellezza. Il Ministero fa riferimento alla normativa in vigore e alla necessità di salvaguardare i valori morali, sociali e culturali del Burkina Faso.

Inoltre, il Ministero sottolinea che gli obiettivi dell’evento si trovano in netto contrasto con la “dinamica della Rivoluzione progressista popolare”. Esso ha pertanto, invitato gli organizzatori a ritirare immediatamente dalla piazza pubblica e dai social media tutte le affissioni e i materiali pubblicitari relativi a tale attività.

Questa azione riflette l’impegno del governo nella limitazione dei diritti civili e delle libertà dei cittadini, avviandosi verso una legislazione di stampo religioso integralista che sempre più si avvicina a quella dei terroristi jihadisti. A quando il velo obbligatorio per le donne?

Fonte: Lefaso.net

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Quella luna sbarazzina di Cat

edu.inaf.it/rubriche/lo-spazio…

Una piccola canzone di Cat Stevens degli anni Settanta che può aiutarci, oggi, a riflettere sul nostro rapporto con il cosmo

#canzoni #CatStevens #Luna #PinkFloyd

@astronomia @astronomia

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canyon cinema / kenneth deroux


youtu.be/rHdxMVAEuIo?si=mJWvns…

Employees and filmmakers around the office of Canyon Cinema in Sausalito, CA from 1969 to 1974. 8mm film clips by Ken DeRoux.

#CanyonCinema #diary #experimentalCinema

Questa voce è stata modificata (7 mesi fa)

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4-6 novembre, roma: ix edizione de “il progetto e le forme di un cinema politico” – liberazione / liberazioni
LIBERAZIONE/LIBERAZIONI
IX edizione de

“Il progetto e le forme di un cinema politico”


Dal 4 al 6 novembre 2025:
giornata di studio, rassegna cinematografica e
riflessione critica sull’attualità della Resistenza.

ROMA

Libreria Spazio Sette
Cinema Farnese
Teatro Palladium

Torna a Roma, dal 4 al 6 novembre 2025, Il progetto e le forme di un cinema politico, la rassegna ideata e curata dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) in collaborazione con la Fondazione Gramsci, giunta quest’anno alla sua nona edizione.

Pensata come un laboratorio aperto di pensiero critico e confronto interdisciplinare, l’iniziativa si articola in una giornata di studio e in una rassegna cinematografica, con l’obiettivo di esplorare il cinema non solo come prodotto artistico o documento del reale, ma come strumento attivo di riflessione politica. Il progetto propone una definizione più ampia e profonda di cinema politico: un linguaggio capace di agire sulla percezione del mondo, interrogando la memoria, la storia, i conflitti e le trasformazioni in corso attraverso il potere delle immagini.

Quest’anno, il titolo scelto – Liberazione/Liberazioni – risuona con particolare forza, perché la rassegna si colloca nel quadro dell’ottantesimo anniversario della Liberazione, ricorrenza che, ben oltre la celebrazione rituale, invita a un rinnovato esercizio di pensiero critico e consapevolezza storica. L’anniversario del 1945 cade infatti in un momento cruciale della storia italiana ed europea, in cui le democrazie sembrano sottoposte a una crescente pressione.

Il cuore della rassegna e della riflessione critica sarà dunque non solo il momento storico della Liberazione e il cinema del dopoguerra – che ha inaugurato la stagione più fertile del cinema italiano – ma anche, e soprattutto, le forme di cinema politico emerse dopo il 25 aprile 1945, con linguaggi e visioni capaci di intercettare il presente e proiettarlo oltre, verso nuove possibilità di resistenza, memoria e trasformazione sociale.

Il programma si apre martedì 4 novembre con una intensa giornata di studio presso la Libreria Spazio Sette di Roma. A inaugurare i lavori saranno i saluti istituzionali di Vincenzo Vita, presidente dell’AAMOD, e di Francesco Giasi, direttore della Fondazione Gramsci. Seguiranno tre momenti di riflessione articolati tra mattina e pomeriggio, con il coinvolgimento di studiosi e studiose che, da prospettive diverse, affronteranno il tema della liberazione, della resistenza e delle sue risonanze nel cinema e nella società contemporanea.

Il primo intervento sarà a cura di Ermanno Taviani, che introdurrà il tema “Cinema e Liberazioni”, ponendo le basi teoriche per l’intera giornata. Paolo Speranza interverrà con una relazione dedicata alla rappresentazione della Resistenza nel cinema italiano, ripercorrendo l’evoluzione di un immaginario cruciale nella narrazione collettiva del dopoguerra. Maurizio Zinni si concentrerà invece sulle revisioni cinematografiche della Liberazione, con un intervento dal titolo provocatorio: Solo un muro pieno di buchi, in cui analizzerà le retoriche e le fratture emerse nel corso degli anni. A dialogare con i relatori sarà Alessia Cervini, nel ruolo di discussant.

Dopo una breve pausa, la sessione proseguirà con due voci che offriranno sguardi non eurocentrici: Samuel Antichi rifletterà sul ruolo della macchina da presa come strumento di lotta e protezione all’interno della pratica documentaria palestinese, mentre Donatella della Ratta porterà una lecture-performance intitolata Violenza speculativa, incentrata sulle promesse non mantenute e sulle contraddizioni della narrazione visiva nei contesti di conflitto. Giacomo Ravesi accompagnerà la discussione con un focus critico su questi contributi.

Nel pomeriggio, coordinati da Christian Uva, si alterneranno le voci di Matteo Cavalleri, che esplorerà l’antropologia etica della Resistenza attraverso l’analisi di soggetti e figure emblematiche, e Micaela Veronesi, con un intervento dedicato alle donne nei documentari resistenziali, mettendo in luce i linguaggi che hanno costruito la memoria femminile del Novecento. Valerio Romitelli proporrà un approfondimento su Il campo giusto di Elio Cicchetti, un film partigiano mancato ma emblematico per le riflessioni che solleva. A chiudere, Alma Mileto offrirà uno sguardo sul cinema contemporaneo, interrogandosi su come il concetto di liberazione venga ereditato e rielaborato dalle nuove generazioni. Il pomeriggio si concluderà con il contributo di Alexander Höbel.

La rassegna cinematografica prenderà il via mercoledì 5 novembre al Teatro Palladium, con una selezione di film che attraversano il cinema della Liberazione e quello più recente, con uno sguardo trasversale sulle estetiche del dissenso e sulle narrazioni di resistenza. A introdurre la serata sarà Stefania Parigi. La prima proiezione sarà Roma città libera, diretto nel 1946 da Marcello Pagliero, un’opera cardine del neorealismo, ambientata in una Roma liberata ma ancora ferita dalla guerra. Il film, girato in gran parte in esterni, racconta la vita di due giovani marginali in una città che cerca di ritrovare un senso e un’identità. Una pellicola dallo stile sobrio e disilluso, che mostra una capitale notturna, cupa e desolata, abitata da piccoli espedienti, generosità improvvise e una malinconia profonda.

Seguirà Corbari di Valentino Orsini, del 1970, che rievoca la vicenda storica di Silvio Corbari, partigiano romagnolo simbolo della resistenza armata. Il film si distingue per un’aderenza rigorosa ai fatti e per la tensione morale che attraversa l’intero racconto, incarnata da un giovane Giuliano Gemma in una delle sue interpretazioni più intense. Girato in pieno clima post-sessantottino, Corbari rilegge la lotta partigiana alla luce delle battaglie politiche del presente, con una regia vibrante e un’impostazione chiaramente militante.

La giornata si chiuderà con Caccia tragica di Giuseppe De Santis, del 1947, una delle opere fondative del cinema neorealista a sfondo sociale. Ambientato nel secondo dopoguerra, il film racconta la caccia a una banda di criminali che ha assaltato un camion di viveri destinato a una cooperativa agricola. In bilico tra western rurale e parabola morale, Caccia tragica mette in scena la fragilità del patto democratico appena nato, il peso delle disillusioni e la necessità di una nuova coscienza collettiva. La proiezione avverrà in pellicola 35mm.

Giovedì 6 novembre, sempre al Palladium, la programmazione proseguirà con Austerlitz di Sergei Loznitsa, film documentario del 2016 che esplora il turismo della memoria nei campi di concentramento nazisti. Attraverso lunghe inquadrature fisse, Loznitsa mostra visitatori che scattano selfie o consumano panini tra le baracche, restituendo un’immagine disturbante della banalizzazione del male e della trasformazione dei luoghi della tragedia in scenari da cartolina.

A seguire sarà proiettato Nome di battaglia: donna, il film di Daniele Segre del 2016, che raccoglie testimonianze vive, potenti e commoventi di partigiane italiane, restituendo loro voce, corpo e spazio. Una pellicola preziosa, in cui la resistenza al fascismo si intreccia con quella contro il patriarcato, e dove la memoria orale diventa una forma attiva di lotta politica.

Chiuderà la giornata A Fidai Film di Kamal Aljafari, presentato nel 2024 e girato tra Palestina, Germania, Brasile, Francia e Qatar. Il film, sperimentale e stratificato, si sviluppa come un dialogo con l’assenza e con le immagini negate, costruendo un montaggio ipnotico tra i resti del cinema palestinese disperso o censurato. Al termine della proiezione è previsto un incontro con il regista, in dialogo con Wasim Dahmash.

La rassegna si concluderà al Cinema Farnese con due opere che riportano il discorso alla memoria famigliare e al contesto storico italiano. Il primo titolo è La Liberazione, un film di famiglia, un progetto firmato da Michele Manzolini e Paolo Simoni, che unisce fonti d’archivio, materiali privati e riflessione storiografica per offrire una visione intima e collettiva insieme del 25 aprile. Presentato da Paolo Simoni, il film invita a rileggere la Liberazione attraverso gli occhi delle famiglie italiane, in un dialogo tra la grande e la piccola storia.

A seguire sarà proiettato Le stagioni del nostro amore di Florestano Vancini (1966), film intenso che narra la storia di un intellettuale disilluso, interpretato da Enrico Maria Salerno, che ripercorre le proprie scelte giovanili e la stagione della Resistenza, interrogandosi sul senso dell’impegno nella società del boom economico. Una riflessione amara e profonda sulla memoria, l’identità e la coerenza etica, resa ancora più attuale dall’instabilità del presente.

informazioni e PROGRAMMA completo:
https://slowforward.net/wp-content/uploads/2025/10/liberazione-liberazioni_-programma-nov-2025.pdf

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