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gesti sul piano / giuseppe chiari. 1962


[youtube=youtube.com/watch?v=Gk1i8gGfhn…]

Al pianoforte: Chiara Saccone
Reggio Emilia 20 dicembre 2019
Chiostri di S. Pietro
Direzione artistica Paolo Aralla
video editing Fausto Pizzocchero

DIALOGHI SUL COMPORRE #6
Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019
#ChiaraSaccone #ChiostriDiSPietro #concerti #conversazioni #experimentalMusic #FaustoPizzocchero #IstitutoMusicalePeri #music #musica #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PaoloAralla #seminari #TeatroAriosto #workshop

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Brave per Android introduce Shred: via i dati di un sito senza uscire dagli altri


Con la versione 1.89, Brave per Android aggiunge il pulsante Shred per cancellare in un tocco cookie e dati memorizzati da un singolo sito, senza disconnettersi dagli altri.
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Cancellare i dati di navigazione di solito vuol dire slogarsi da tutto. Brave tenta di risolvere questo compromesso con Shred, una funzione già disponibile su iOS dalla versione 1.71 e ora in arrivo su Android a partire dalla versione 1.89.

Invece di svuotare la cache dell’intero browser, Shred elimina cookie, storage locale e cache di rete riferiti a un singolo sito web. La sessione su quel sito viene chiusa, ma si resta collegati ovunque altro. Non servono eccezioni manuali né configurazioni per singolo dominio.

Come funziona


Il pulsante Shred è raggiungibile in tre modi: dal menu di gestione schede, dal menu contestuale del browser e dalla sezione Shields di Brave. Con un tocco, tutte le schede aperte su quel sito vengono chiuse e i suoi dati locali vengono rimossi.

Per chi preferisce non doverci pensare, c’è Auto Shred: cancellazione automatica quando si chiude l’ultima scheda di un sito oppure all’uscita dal browser. Non è una novità assoluta, la vecchia funzione “dimentica quando chiudo questo sito” faceva qualcosa di simile, ma Shred aggiunge la possibilità di intervenire manualmente al volo, senza aspettare di chiudere nulla. Auto Shred ne eredita la logica e la sostituisce del tutto, con migrazione automatica delle preferenze già impostate.

A differenza di iOS, su Android Brave ha un controllo più diretto sullo storage associato a ciascun sito, il che rende la pulizia più completa. Tra i dati rimossi ci sono cookie, storage locale e varie forme di cache di rete. La cronologia locale di navigazione non è inclusa, almeno per ora.

A cosa serve


Il tracciamento di prima parte, quello esercitato direttamente dai siti che si visitano, è spesso sottovalutato rispetto al tracciamento tramite terze parti. È però questo meccanismo che permette ai siti di ricordare quanti articoli hai letto nel mese corrente, o di trasferire i tuoi dati a partner pubblicitari attraverso canali server-side, difficili da intercettare con i normali strumenti.

Shred non risolve tutto, ma aggiunge un controllo granulare che gli altri browser orientati alla privacy raramente offrono in modo così diretto.

SOURCE:// brave.com

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Porto Rossi: soldi pubblici, affari privati


Non è stato il ciclone Harry a distruggere il Porto Rossi. Ne ha solo accelerato la fine, già scritta nel suo destino di struttura portuale collocata là dove non doveva nascere. Per un certo verso Harry potrebbe persino essersi rivelato un amico, avendo offerto a Rossi l’opportunità di rinnovare lo stabilimento e disinquinare l’ambiente con i soldi di noi contribuenti.

Siamo sulla […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/27/port…

#PortoRossi #RegioneSiciliana #scoglieraDArmisi

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il “dossier italia” su ‘ahida’: un primo indice


link qui:
differx.noblogs.org/2026/04/26…

#ahida #ahidaOnline #dossierItalia #SettantaMilieu

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pod al popolo, #091: audio completo dell’intervento di giuseppe garrera su carla lonzi (spoleto, palazzo collicola, 7 marzo 2026, in occasione della mostra “vita minore”)


Nel contesto degli incontri e conferenze di Giuseppe Garrera in parallelo alla mostra (curata da lui e dal fratello Gianni) Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, si propone l’audio integrale dell’intervento su Carla Lonzi e “Rivolta femminile”: ora in Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
oggi, 7 marzo 2026, a palazzo collicola_#audio #CarlaLonzi #femminismo #GiuseppeGarrera #laSantitàNellArteContemporanea #PalazzoCollicola #PAP #pap091Pap091 #podcast #RivoltaFemminile #VitaMinore

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Proton aggiorna le roadmap: Drive più veloce, cartelle in Pass e Calendar riscritto


Tutte le novità in arrivo per Proton Mail, Drive, Pass, VPN, Calendar e Lumo nella prima metà del 2026.
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Nelle ultime ore Proton ha reso pubbliche le roadmap per la prima metà del 2026, con aggiornamenti previsti per tutti i prodotti dell’ecosistema.

Cosa arriva prodotto per prodotto


Proton Drive è forse quello con i progressi più concreti già visibili. I download di file condivisi sono già sensibilmente più rapidi rispetto a inizio anno grazie al nuovo SDK, e nei prossimi mesi arriveranno la sincronizzazione di documenti e cartelle su macOS, l’app Linux e il Drive condiviso per famiglie e account business proton, pensato per sostituire Google Drive in contesti collaborativi con cifratura end-to-end.

Proton Pass riceve un autofill più intelligente: il supporto per gli iframe permetterà di riconoscere i campi di accesso in siti con layout non standard, come portali bancari o strumenti aziendali. Arrivano anche le cartelle per organizzare credenziali, alias e note, oltre a un agente SSH integrato che sincronizza automaticamente le chiavi tra dispositivi, con sblocco biometrico dal terminale.

Proton Mail avrà la vista per categorie (Principale, Social, Promozioni, Newsletter, Transazioni), attiva di default ma disattivabile. In arrivo anche la ricerca nel corpo completo delle email su mobile, con le query che restano locali sul dispositivo. Per chi si sta spostando da Gmail, sarà possibile rispondere e inviare dall’indirizzo Gmail direttamente dall’interfaccia di Proton Mail, senza tornare al vecchio account.

Proton Calendar viene riscritto da zero per introdurre la modalità offline e un’architettura più moderna. Il lavoro durerà tutto il 2026.

Proton VPN lavora su un nuovo codice base WireGuard con meno disconnessioni e migliori capacità anti-censura, disponibile in beta nei prossimi mesi su tutte le piattaforme. L’app Linux riceverà un’interfaccia rinnovata e il supporto al protocollo Stealth, che rende il traffico VPN più difficile da rilevare.

Lumo, l’assistente AI di Proton, si prepara ad arrivare su desktop e a esporre un’API per le integrazioni di terze parti.

Le promesse che ritornano


Vale la pena notare che alcune delle funzioni elencate erano già presenti nella roadmap autunnale 2025, pubblicata a ottobre. La vista per categorie di Mail, le cartelle per Pass e il Drive condiviso erano tutti annunciati per quell’arco temporale, e compaiono ora, invariati nella sostanza, nell’elenco delle cose in arrivo.

SOURCE:// proton.me
SOURCE:// proton.me
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Perché Thunderbird per Android fatica con le notifiche: la spiegazione del team


Nel report di aprile il team di Thunderbird riconosce i problemi con le notifiche push su Android e spiega quali difficoltà tecniche deve affrontare un client di posta elettronica nel gestirle.
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Le notifiche push sono diventate il principale punto dolente per chi usa Thunderbird su Android. Lo riconosce apertamente il team in un report di avanzamento pubblicato in questi giorni, dove il responsabile delle app mobili, Herbal7ea, dedica un’intera sezione a spiegare perché la situazione non sia semplice da sistemare e come intendano affrontarla.

Perché la posta elettronica è un caso particolare


Il punto di partenza è che un client di posta non assomiglia a quasi nessun’altra app. La maggior parte dei servizi che inviano notifiche, dalle app bancarie a quelle di messaggistica, possiede una propria infrastruttura server: quando succede qualcosa, quei server inoltrano la notifica tramite i sistemi di Google o Apple, che a loro volta la recapitano al dispositivo. Thunderbird, invece, non possiede nessun backend: dipende dai provider scelti dall’utente, siano essi Gmail, Outlook, Yahoo, Proton o Hotmail, ognuno con la propria implementazione di SMTP e IMAP e senza uno standard comune per le notifiche push.

Per aggirare il problema l’app adotta un meccanismo di polling: a intervalli regolari interroga i server dei provider chiedendo se ci sono nuovi messaggi, e quando la risposta è affermativa genera una notifica locale sul dispositivo. È una soluzione funzionale, ma molto meno efficiente e reattiva di una vera notifica push, e ha inevitabili ripercussioni sui consumi di batteria.

Cosa è cambiato dal lato Google


Il nodo recente riguarda proprio il meccanismo di polling. Per eseguire controlli periodici in background servono permessi specifici concessi dal sistema operativo, e secondo Herbal7ea Google ha modificato di recente le regole che disciplinano questo tipo di processi. Da lì nascono i disservizi osservati dagli utenti negli ultimi mesi, con notifiche che arrivano in ritardo o non arrivano affatto. Il team dichiara di essere al lavoro per trovare una soluzione e promette aggiornamenti concreti nel prossimo report.

C’è anche una prospettiva più incoraggiante sul lungo periodo. Il protocollo JMAP, pensato come evoluzione moderna di IMAP, offre meccanismi di notifica nativi e più vicini a quelli delle app tradizionali. Il problema è che resta molto meno diffuso rispetto a IMAP, ancora dominante tra i provider di posta.

Il resto della roadmap


Sistemare le notifiche è diventata la priorità principale, ma non l’unica voce in agenda. La roadmap Android per il 2026 prevede anche una rifattorizzazione sostanziosa del codice, con l’obiettivo di ammodernare un’architettura ormai datata e di ridurre la complessità che rallenta lo sviluppo, insieme a miglioramenti della schermata con la lista dei messaggi e di quella di lettura. Per iOS il lavoro procede sulle parti fondamentali (gestione degli account, implementazione di IMAP, SMTP, MIME, OAuth e cifratura) e l’obiettivo dichiarato resta il rilascio entro fine anno, anche se il team sta cercando un ingegnere senior per accelerare.

SOURCE:// blog.thunderbird.net

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a – arte invernizzi, milano, fino al 6 maggio: “fragilità. visioni di una forza formativa”, opere di dadamaino, morellet, sassolino, umberg, varisco



Foto Bruno Bani, Milano

FRAGILITÀ
VISIONI DI UNA FORZA FORMATIVA

[strong]DADAMAINO MORELLET SASSOLINO UMBERG VARISCO
[/strong]


A CURA DI DAVIDE MOGETTA
CATALOGO CON SAGGIO DI DAVIDE MOGETTA
12 MARZO – 6 MAGGIO 2026

CATALOGO DELLA MOSTRA

La galleria A arte Invernizzi ha inaugurato giovedì 12 marzo 2026 la mostra Fragilità. Visioni di una forza formativa, a cura di Davide Mogetta. L’esposizione intende indagare la tensione formativa della fragilità in alcune opere di Dadamaino, François Morellet, Arcangelo Sassolino, Günter Umberg e Grazia Varisco. Il progetto nasce da un dialogo fra Günter Umberg e Davide Mogetta a proposito della persistenza nella sua arte, a partire dagli anni Settanta, di un motivo insieme strettamente individuale e universale: l’incontro con la vulnerabilità.

Negli ultimi anni il tema della fragilità ha attraversato in vari modi le riflessioni sull’arte ed è soprattutto tornata in primo piano l’esperienza della fragilità del vivente, e più in particolare dell’umano: non solo come conseguenza di grandi crisi naturali, ma anche a seguito degli sconvolgimenti politici e sociali che ci circondano. Della fragilità ci si vuole certo prendere cura per salvaguardare ciò che è fragile; ma si vuole anche, talvolta, cambiarla di segno per trarne nuove energie. In un caso come nell’altro, sembra però che fragilità e resistenza debbano in fondo restare separate. Salvaguardare il fragile, insomma, o trasformarlo in forte. Eppure almeno in alcune ricerche artistiche sembra possibile riconoscere un altro percorso. È il tentativo di cogliere la fragilità all’interno della stessa tensione formativa. Non affinché quella forza la salvi, o la faccia reagire e la trasformi, ma perché la fragilità possa farsi forma di opere in sé potenti: tanto più potenti quanto più manifesta è la loro fragilità. Questa non diventa allora una forza formativa, lo è; e intesse concretamente le opere formandole. Lo fa a partire dal loro materiale, attraverso il modo in cui esso viene manipolato, e fino al modo in cui esse possono essere esposte e osservate.

Questa ipotesi è esplorata attraverso i lavori di cinque protagonisti appartenenti a diverse generazioni dell’arte internazionale. Le loro opere sono state presentate insieme in alcune occasioni, ma gli accostamenti proposti in questo progetto sono inediti. Essi invitano a interrogare il senso assunto dalla fragilità nei loro percorsi creativi, per affinità o contrasto. Può essere un tratto dell’esperienza interiore, che possiamo cogliere; può essere l’esito di una riflessione, ora sulla condizione umana, ora sui limiti della ragione, che sempre deborda nel sentire e nel fare artistico. In tutti i casi la fragilità caratterizza, in modi singolari, la fattura stessa delle loro opere. Ma questo non coincide in nessuna delle loro ricerche con una presa di posizione debole o rinunciataria, né con il lasciarsi indietro la fragilità da cui muovono. Essa, piuttosto, fa corpo unico con la tensione immaginativa, generatrice di forme allo stesso tempo precarie e solide, stabili e inquiete. Ecco allora che l’esposizione propone cinque visioni di una forza formativa che non è altro che fragilità. Invita a osservarla nelle opere medesime, nella misura in cui il loro farsi forma rende possibile cogliere dei rimandi a dimensioni ulteriori dell’esperienza.

Apre la mostra l’opera di François Morellet Spécial rococo n° 2 (2004) in dialogo conπ piquant neonly n° 7 1=12° (2007) presentata nella sala al piano superiore. Le due opere declinano il rapporto fra rigore geometrico-sistematico e sorpresa del caso, attraverso l’utilizzo di un materiale fragile e di accesa luminosità quale i tubi al neon. Nello stesso spazio sono esposte opere recenti di Arcangelo Sassolino: due in cemento e acciaio e due in vetro, acciaio e poliestere, le quali tradiscono l’attesa solidità del materiale che le costituisce con il loro aspetto vulnerabile.
Nella sala attigua Günter Umberg presenta opere in cera e pigmento su carta, risalenti ai primi anni Settanta, momento germinale del suo fare. In questi lavori egli trasforma la propria esperienza personale, irripetibile, imprimendo una forma artistica che apre a nuove immagini inattese.

Al piano inferiore della galleria vi è l’installazione Reticenze di Grazia Varisco realizzata per l’occasione, in cui l’artista deforma e riforma delle strutture reticolari in metallo, sospendendo l’istante di un movimento, che dialoga con quattro opere di Dadamaino, dai cicli “Il movimento delle cose” e “Sein und Zeit”, realizzati negli anni Novanta, i cui tratti che s’inseguono su fogli di poliestere, sembrano rendere visibile il paradosso di un gesto che è tanto più compiuto quanto più accetta di non potersi compiere una volta per tutte.
Il percorso espositivo si conclude con la recente installazione di Günter Umberg, in cui la relazione ritmica tra i sette lavori singoli che la compongono genera una forza attrattiva, il desiderio di avvicinarsi quanto più possibile all’opera, persino di toccarla, e che deve però rimanere interdetto per non distruggerla. Forza di attrazione e distanza si trovano in un conflitto costruttivo.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo bilingue contenente un saggio di Davide Mogetta, la riproduzione delle opere in mostra e un aggiornato apparato biografico degli artisti esposti.


#AArteInvernizzi #art #arte #Dadamaino #DavideMogetta #fragilità #Morellet #Sassolino #Umberg #Varisco

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00:12 017445.jpg [1/1] (12hr) / brad brace. 2026


brad brace_ 017445_jpg [1-1] (12hr)_ 2026
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#art #arte #BradBrace #fotografia #image #photo

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Ghost aggiunge pulsanti di condivisione integrati


Ghost introduce una funzione di condivisione nativa: i lettori possono copiare il link, mandarlo via email o postarlo sui social con un clic, direttamente dal sito o dalla newsletter.
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Fino a qualche giorno fa, aggiungere un pulsante “condividi” a un sito Ghost richiedeva di metter mano al tema a mano. Con l’aggiornamento rilasciato il 21 aprile, la piattaforma integra questa funzione direttamente, senza bisogno di codice aggiuntivo.

Tutti i temi ufficiali includono ora un pulsante di condivisione già configurato. Cliccandoci, i lettori vedono un pannello con tre opzioni: copiare il link del post, inviarlo via email a qualcuno, oppure condividerlo sui social, con titolo e URL già precompilati e pronti per la pubblicazione.

Per chi usa temi personalizzati, basta aggiungere un collegamento a #/share in qualsiasi punto della pagina: Ghost apre il pannello in automatico, senza ulteriori interventi.

Condivisione anche dalla newsletter


La stessa funzione è disponibile anche nelle email. Dalle impostazioni di stile della newsletter si può attivare un link in fondo a ogni messaggio che, una volta cliccato dall’iscritto, apre direttamente il pannello di condivisione del post corrispondente, senza uscire dal flusso di lettura.

Gli utenti Ghost (Pro) trovano la funzione già attiva. Chi ospita Ghost in proprio deve aggiornare all’ultima versione disponibile. Per i temi personalizzati, la documentazione ufficiale spiega come aggiungere il supporto, oppure si può contattare lo sviluppatore del tema.

SOURCE:// ghost.org

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the end / nico. 1978


youtu.be/OqrP7AHuGpg?is=I9acjL…
#Nico #TheEnd

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Trading ed evoluzione algoritmica: dove finisce il fattore umano ed entra l’IA


La crescente disponibilità di dati in tempo reale ha progressivamente reso i mercati finanziari più efficienti, abbattendo barriere tecnologiche ed economiche e riducendo drasticamente i costi operativi
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C'era un tempo in cui le sale operative delle grandi borse erano luoghi fisici, rumorosi, quasi teatrali. Trader che urlavano ordini, gesti codificati, decisioni prese in frazioni di secondo con il solo ausilio dei riflessi e dell'intuizione. Quell'epoca è finita da decenni; tuttavia, comprendere come — e quanto in fretta — sia cambiato tutto aiuta a dare il giusto peso a ciò che sta accadendo oggi. A Padova, dal 17 al 19 aprile scorsi, un evento ha riunito per la prima volta sullo stesso palco tre campioni mondiali del trading: l'italiano Andrea Unger, l'americano Kevin Davey e l'inglese Michael Cook. Non una competizione, non una fiera; piuttosto, una riflessione collettiva su dove stia andando una delle professioni più trasformate dalla rivoluzione digitale.
L'high frequency trading ha portato la velocità a livelli che escludono qualsiasi intervento umano nel loop decisionaleL'high frequency trading ha portato la velocità a livelli che escludono qualsiasi intervento umano nel loop decisionale

Dalle grida al codice: quarant'anni di trasformazione


Fino agli anni '70, il trading era un'attività interamente manuale. Nelle grandi borse tradizionali — Wall Street, Londra, Milano — domina l'open outcry, dove ogni transazione è il risultato di una trattativa diretta tra persone fisicamente presenti. Il fattore umano era, dunque, totale: non esistevano algoritmi, non esistevano modelli statistici operativi in tempo reale. Esistevano esperienza, relazioni, capacità di leggere il sentiment della sala. Con gli anni '80 arrivano i primi sistemi automatizzati, software che eseguivano pacchetti di ordini al verificarsi di condizioni predefinite. La logica era ancora interamente umana, ma l'esecuzione diventava automatica. Con gli anni 2000 esplode il quantitative trading. La novità è sostanziale: i sistemi non applicano più regole scritte dall'uomo, ma cercano autonomamente pattern nei dati storici. Il machine learning introduce una discontinuità ancora più profonda: la logica decisionale del modello non è più completamente comprensibile nemmeno ai suoi creatori. Il sistema impara — e le regole emergono dai dati, non dalla mente di un analista. Nel frattempo, l'high frequency trading porta la velocità a livelli che escludono strutturalmente qualsiasi intervento umano nel loop decisionale. I fondi HFT arrivano a posizionare fisicamente i propri server nei data center delle borse per guadagnare qualche centinaio di microsecondi sul concorrente.

"Il trading degli anni '80 aveva un fascino indiscutibile, ma oggi è tecnicamente irriproducibile. La disponibilità dei dati in tempo reale ha portato a un efficientamento estremo", ha dichiarato Andrea Unger.



Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Padova, aprile 2025: un confronto tra tre scuole


L'evento organizzato a Padova ha avuto il merito di mettere a confronto tre approcci geograficamente e culturalmente distinti al trading sistematico. Andrea Unger — unico trader al mondo ad aver vinto quattro titoli mondiali — rappresenta la scuola italiana, che ha trovato nella formalizzazione algoritmica una via per competere ad alto livello con risorse inizialmente molto più limitate rispetto ai grandi fondi internazionali. Kevin Davey, americano, e Michael Cook, britannico, portano sul palco due visioni maturate in ecosistemi finanziari tra i più competitivi al mondo. Eppure, nonostante le differenze di background, di mercati di riferimento e di stile operativo, il confronto ha evidenziato una convergenza sorprendente.

La convergenza verso il modello algoritmico


Al di là delle specificità di ciascun approccio, l'evento di Padova ha cristallizzato una direzione comune: il trading discrezionale — quello basato sull'istinto e sulla valutazione soggettiva momento per momento — è sempre meno sostenibile nei mercati attuali. I tre campioni hanno condiviso una filosofia di fondo: ridurre l'impatto dell'emotività umana attraverso sistemi automatizzati e basati su regole rigorose, misurabili, riproducibili. Non perché l'intuizione non abbia valore, ma perché in mercati dove la competizione avviene in microsecondi, l'elemento emotivo diventa sistematicamente un fattore di rischio.

Mobilità digitale in Italia: pagamenti smart e nuovi servizi
L’Italia accelera verso una mobilità sempre più digitale. Dai pagamenti contactless alle app integrate per trasporti e sharing, nuove tecnologie e servizi stanno ridisegnando il modo in cui cittadini e viaggiatori si muovono ogni giorno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Ricerca, sviluppo e nuovi strumenti


Uno degli aspetti che hanno caratterizzato l'evento, è stato l'apertura del reparto di ricerca e sviluppo della Unger Academy. Per la prima volta, i processi con cui vengono create, testate e validate le strategie di trading sono stati mostrati pubblicamente: dall'analisi dei dati storici alla verifica statistica, fino alla messa in produzione degli algoritmi. È stato inoltre presentato un software proprietario per il backtest di strategie in opzioni, sviluppato internamente con il contributo dell'intelligenza artificiale.

"Grazie all'AI si è riusciti a velocizzare uno sviluppo complesso e a costruire un back-tester evoluto che consente di analizzare il mercato in modo più rapido e approfondito", ha concluso Andrea Unger


Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


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Fastmail aggiunge il supporto MCP nella casella email con qualsiasi AI


Fastmail ha lanciato il suo server MCP ufficiale: nessuna AI cucita nell'interfaccia, ma la possibilità di collegare l'assistente che preferisci tramite OAuth.
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Quasi tutte le aziende tech stanno integrando l’AI nei propri prodotti in questo periodo, di solito scegliendo loro quale modello usare senza chiederti molto. Fastmail ha deciso di farlo in modo diverso.

Il CTO Rob Mueller ha annunciato in questi giorni il lancio di un server MCP ufficiale, raggiungibile all’indirizzo https://api.fastmail.com/mcp. In breve: puoi collegare il tuo client AI preferito, che sia Claude o ChatGPT, alla tua casella Fastmail, e da quel momento puoi chiedergli cose come “cosa ho in calendario domani?” o “abbozza una risposta a quella mail di stamattina”. Il tutto funziona tramite OAuth, con tre livelli di permesso selezionabili: sola lettura, scrittura e invio.

Niente chatbot nell’inbox


La parte più interessante non è tanto la funzione in sé, quanto quello che Fastmail ha scelto di non fare. Nessun modello elabora le tue email in background, nessun pulsante “riassumi con AI” comparso nell’interfaccia. Il server MCP è un endpoint aggiuntivo, come IMAP o CalDAV: esiste se vuoi usarlo, non cambia nulla se non ti interessa.

Il cinismo è d’obbligo: non è una scelta del tutto disinteressata, perché gli standard aperti sono il territorio su cui Fastmail compete con i giganti. Detto questo, la coerenza c’è, da JMAP a CalDAV fino a questo. Se usi già Fastmail o ci stai pensando, il server MCP è disponibile.

SOURCE:// fastmail.com

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da oggi, 26 aprile, a recanati, rubber: “sex sport burocrazia” _ mostra + frammenti di libro di lamberto pignotti


galleria rubber, recanati_ mostra e libro di lamberto pignotti_ dal 26 apr 2026_
cliccare per ingrandire

galleria rubber, recanati_ mostra e libro di lamberto pignotti_ dal 26 apr 2026_
cliccare per ingrandire

instagram.com/wearerubbers/

#Amenitalia #AndreaBalietti #Argo #ArgoLibri #art #arte #AssociazioneNieWiem #FrancescaTorelli #GloriaFalasco #LaPuntaDellaLingua #LambertoPignotti #MariannaRogante #NieWiem #RobertoCapozucca #rubber #sexSportBurocrazia

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if you are in war with hamas, why are you shooting children in the head and chest?

only five more links about that:

instagram.com/reel/DXg5czcjE7W

instagram.com/reel/DXhazRrDICB…

instagram.com/reel/DXMa2cuiHcA…

instagram.com/p/DTKNrCGDc_V/

slowforward.net/2025/06/09/10-…



and: slowforward.net/2025/09/11/ele…
#bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #Hamas #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israeliSnipers #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #snipedChildren #snipers #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism


elementi sparsi sull’uccisione deliberata di bambini palestinesi da parte di israele


In una discussione su fb non molto tempo fa, sono state messe in dubbio le numerosissime uccisioni di (e in particolare il cecchinaggio su) bambini palestinesi da parte dell’esercito genocida di israele. Qui di seguito la trascrizione di alcuni commenti in risposta:

Renata Morresi risponde a ***:

la fonte sono le interviste agli stessi (alcuni) soldati israeliani o gli americani impiegati nella GHF, i medici volontari europei, gli organi indipendenti che riescono a mantenere un piede a Gaza, le corrispondenze dei testimoni sul posto, le evidenze fotografiche di teste sfracellate, due anni di flusso sempre più indebolito ma mai davvero interrotto (esistono i telefoni), i testimoni, non solo palestinesi ma anche ebrei, che sanno bene poi cosa accade in Cisgiordania (dove non ci sono ostaggi), come si legge anche sui nostri quotidiani, basta anche solo leggere Il Sole 24 Ore, di certo non finanziato da Hamas. Mi dispiace che si confonda richiesta di giustizia con questo script su di una equidistanza che sul campo è inesistente, a fronte di una disparità di potere incomparabile: Gaza è un posto senza scampo e sotto assedio, neanche le acque internazionali davanti la striscia sono praticabili, i palestinesi non possono neanche entrare in acqua, le riprese satellitari ci dicono di una regione dove metà dell’abitato è distrutto, le infrastrutture civili danneggiate deliberatamente, la popolazione è forzata al continuo sfollamento, in un luogo dove sono state usate armi proibite e dall’impatto distruttivo (sugli umani e sull’ambiente) in una quantità senza precedenti, e per cui i ministri del governo di un criminale di guerra invocano la distruzione definitiva e la pulizia etnica. Gli ebrei della diaspora stanno scrivendo e protestando in tutto il mondo contro questo progetto furioso. Quello che più mi sconcerta è che in nome della paura dell’antisemitismo si propaga del vero antisemitismo, che non sta tanto nell’uso, a volte, certo, provocatorio, di un certo lessico, ma nel continuo screditare i testimoni, e la cultura della testimonianza tutta, su cui le conquiste più importanti (civili, umane) del secondo dopoguerra occidentale si sono poggiate. Non rendersi conto che definire “montatura” o “esagerazione” quel che accade sotto i nostri occhi in Palestina, persino ammantandosi di un presunta posizione razionale superiore, è un atto ideologico che avalla il paradigma negazionista. È stato detto da persone e studiosi molto più influenti e strutturate di me, e migliaia di ebrei della diaspora, ma anche a Tel Aviv, protestano e si fanno arrestare in nome della fine dello sterminio e del ritorno a processi di negoziazione della pace. Per me, francamente, i veri antisemiti sono quegli europei (vedi cancelliere tedesco) che ringraziano i criminali di guerra israeliani per il “lavoro sporco”. Dobbiamo vergognarci, e oramai per sempre.

MG risponde a ***:

se fai un salto su google maps e butti un occhio alla Palestina, ti resteranno pochi dubbi sulla sorte non dei soli bambini.
in ogni caso, da due anni raccolgo materiali. mi dispiace confermare non solo che la macelleria (e il cecchinaggio) intenzionale dei bambini ha fondamento (pensiamo solo al caso di Hind Rajab, più di 300 proiettili di mitragliatrice di tank sparati a una bambina di sei anni), ma che è abbondantemente comprovata degli ordini e dagli incitamenti dei quadri militari, dei politici, dei conduttori televisivi, degli influencer, delle personalità religiose e laiche israeliane (t.ly/uP23L). sostanzialmente stanno esortando attivamente, almeno dall’ottobre 2023, a cancellare l’intera popolazione palestinese, assolutamente inclusi i bambini e le donne.
non vedo come questo possa essere negato, se fa parte oltretutto di dossier e documentazioni di praticamente tutte le associazioni umanitarie, oltre che delle corti di giustizia. (consideriamo solo Amnesty, per brevità: slowforward.net/2025/02/06/gen…).
le prove ammontano ormai a qualche centinaia di migliaia di materiali. (purtroppo).

qualche link, veramente una briciola, qui di seguito, in ordine non cronologico.

British surgeon Nizam Mamode break down briefly while testifying to the UK Parliament about how Israeli “quadcopters” killing drones would systematically arrive at the scene of airstrikes in Gaza to “shoot” the injured, including children while they were laying on the floor. Respect to Sarah Champion
threads.net/@alhelou.y/post/DC…

shooting children in the head is wrong but israel seems not to understand that
slowforward.net/2025/01/25/sho…
(nel post qui sopra si cita il medico ebreo americano Mark Perlmutter: instagram.com/reel/DDu05pRycza…)

Unicef: più di 130 bambini uccisi in un solo giorno
slowforward.net/2025/03/19/uni…

amputazioni
instagram.com/p/DDOkzyHsDeQ/

giugno 2025 e i soli primi cinque giorni di luglio
slowforward.net/2025/07/05/gen…
e slowforward.net/2025/07/03/har…

netanyahu’s willing executioners
slowforward.net/2024/08/06/net…

injured children and the forced displacement of the indonesian hospital’s patients
mega.nz/file/6pExQYJS#0rwSqVTA…

video: little child trying to escape from the fire an israeli airstrike set on the school she and her family chose as a shelter
slowforward.net/2025/05/26/vid…

israeli army snipers shot 9-year-old Alaa Abu Aasi in the back as she played near her tent.
Let’s repeat: a 9-year-old girl was shot in the back.
x.com/Daline_Dee_99/status/182…
e mega.nz/file/f5dEGaIT#wz6HdaMy…

10 years old, shot in the head by an israeli quadcopter drone while she was playing in her tent
slowforward.net/2025/06/09/10-…

another headless child
x.com/RyanRozbiani/status/1811…
and other children
instagram.com/reel/C9ViElCtxAc… +
instagram.com/reel/C9XdtunpYIw…

israeli soldiers set an attack dog loose on a 3 years old child
instagram.com/reel/DCFmbGQRNNU…

child under the rubble (one of the many thousand)
x.com/vikingwarior20/status/18…

Middle East Monitor (video seen on Aug. 25, 2024): Hebron, israeli soldier throwing a stun grenade into a car with two children inside
instagram.com/reel/C_DYqDaI7LF…
= mega.nz/file/Pls0iSjR#FOq4kTdv…

a girl under the age of six, almost killed by an israeli airstrike
slowforward.net/2025/06/30/a-g…

aggiungo qualche altro link, a partire da questo: slowforward.net/2025/08/01/the…

e poi (sempre in ordine non cronologico):
slowforward.net/2025/06/04/isr…

slowforward.net/2025/03/31/ins…

slowforward.net/2024/02/14/lin…

slowforward.net/2025/06/30/aft…

slowforward.net/2025/05/20/vid…

il 7 ottobre è stato attivamente voluto dalla dirigenza fascista israeliana, per poter portare a termine il progetto genocida su cui israele di fatto si fonda.
è giustissimo quando si dice che “you can’t become a genocide overnight”: instagram.com/reel/DM0TpWKu_ax…

19 marzo 2025:
Un bambino di Gaza ha visto sua madre bruciare viva. Poi è morto anche lui.
Mentre la guerra genocida di Israele riprende a Gaza, intere famiglie vengono sterminate dai bombardamenti e le case familiari diventano tombe di famiglia. I sopravvissuti raccontano a Mondoweiss che la maggior parte dei morti sono donne e bambini.
Con profonda tristezza, Muhammad Hamidi racconta a Mondoweiss che nei suoi ultimi istanti di vita, il nipote di tre anni ha guardato la madre e il fratello bruciare. “Il bambino era indifeso”, ha detto.
Quando sua madre è stata bruciata viva mentre cullava il figlio di un anno, portava anche un feto nel grembo. Tutte e tre le vite sono state stroncate.
[…] continua qui:
slowforward.net/2025/03/21/la-…

Fonti: UN, OCHA, MSF, Al Jazeera, Mondoweiss, Haaretz, UNICEF, Amnesty Int., Reuters, Human Rights Watch, Palestinian Red Crescent Society, Croce Rossa Int., Euro-med Human Rights, Save the children, Unrwa, Defence for children

*

diciamo che la Direttiva Hannibal ci ha messo lo zampino, nel 7 ottobre? o per niente? diciamo che anche Gabor Matè nega recisamente che ci siano stati stupri il 7 ottobre? diciamo che da tempo netaneccetera era stato ben informato dai servizi segreti egiziani di quel che bolliva in pentola? lo diciamo che i finanziamenti ad Hamas sono stati una delle voci di spesa del bilancio sionista, non solo al fine di dividere le rappresentanze politiche palestinesi ma soprattutto per tagliare fuori qualsiasi ipotesi di esistenza di uno Stato palestinese?

hamas nasce dopo 40 anni di pulizia etnica effettiva. Questa storia che Hamas è il Male e Israele il bene grida vendetta da prima del 1948.
Senza contare le differenze tra lo statuto di Hamas prima e dopo il 2017.
Ma poi faccio un’altra osservazione: se uno Stato commette un genocidio, fa fuori oltre 60mila civili innocenti (altre stime, non di hamas, parlano di oltre 350mila morti su 2,2 milioni; e si escludono i dispersi, i feriti e i mutilati a vita), e se questo Stato distrugge più di 900 famiglie completamente, 36 ospedali, sedi Onu, oltre 220 giornalisti, e rade al suolo chiese, moschee, rifugi, … non continuo l’elenco, sarebbe di decine di altre ‘voci’; se uno stato, dicevo, fa questo, oltre a rubare terre a valanga in Cisgiordania, e milioni di metricubi di gas naturale al largo delle coste di Gaza, … insomma, se uno stato, quale che sia (islamista, sionista, cristiano, scientologico, induista, marziano), fa robe del genere, ***, glielo vogliamo mettere in dubbio il diritto di avere qualsiasi voce in capitolo a livello internazionale? vogliamo metterlo un punto interrogativo sulla sua esistenza, >>> nella forma che dimostra di attuare <<<, ossia SE PER ESISTERE *DEVE* DI FATTO ESSERE GENOCIDA?

*

children have become the main target of Israeli snipers
youtube.com/watch?v=uo4vRCNtbG…

a proposito della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, questa non è la notizia più recente (che ha, alla buon’ora, indignato i panzer al governo in italia), è di un anno fa:
Israeli sniper ‘shot in cold blood’ mother and daughter in Gaza church
youtube.com/watch?v=Otw-1JQsP2…

15 feb. 2024:
youtube.com/watch?v=OJr_bHcvIb…

theconversation.com/israels-wa…

theguardian.com/world/2024/apr…

corriere.it/esteri/25_maggio_1…

corriere.it/esteri/25_luglio_1…

questo articolo: truthout.org/articles/israeli-… rimanda a queste (atroci) immagini: x.com/MahaGaza/status/18814184…

“Ci vogliono oltre otto ore di lettura, senza pause, per scorrere con gli occhi l’interminabile lista di nomi dei 18.500 bambini palestinesi uccisi da Israele. Un’iniziativa editoriale senza precedenti li ha raccolti tutti, almeno quelli che conosciamo, in un articolo del Washington Post. Quasi un terzo delle oltre 60mila vittime delle bombe e dei proiettili di Tel Aviv erano minori. I nomi sono in ordine di età. Circa mille non avevano ancora compiuto un anno”.
ilfattoquotidiano.it/2025/07/3…

(18.500 è ovviamente una stima che purtroppo andrà a crescere enormemente, quando si accumuleranno ulteriori dati)

(per esempio: )
unicef.it/media/striscia-di-ga…
juancole.com/2024/07/shredding…

insisto sulla testimonianza di Mark Perlmutter (“No toddler gets shot twice by mistake”)
scnr.com/article/u-s-doctors-r…

*

la differenza che su questo pianeta si sta delineando, anzi che si è di fatto delineata marcatamente, soprattutto ma non esclusivamente negli ultimi due anni, è tra chi ha seguito le fasi del genocidio attraverso testimonianze, lettere, video, foto, dirette social, conversazioni, documentari, articoli, podcast, report sanitari, materiali giuridici e risultanze di indagini, e chi no.
questa differenza credo dica qualcosa sul tipo di bivio davanti a cui è messa la specie umana da quando il martirio della Palestina è iniziato (ovvero da ben prima del 2023).

in questo senso bisogna meditare attentamente su quello che Caitlin Johnstone scriveva poco tempo fa: slowforward.net/2025/07/25/e-u…

#bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism


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[podcast] Una mattina


Segnalo la seconda stagione del podcast de ilPost dedicato alla Resistenza. L’anno scorso ci raccontava il 1943. Quest’anno ci racconta il 1944. Il prossimo anno il 1945.

Una mattina
#25Aprile #ilpost #podcast #resistenza #unaMattina

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Tails 7.7 avvisa gli utenti sui certificati Secure Boot in scadenza


Tails 7.7 introduce un avviso per i certificati Secure Boot obsoleti, corregge i permessi sulla cartella di sistema e aggiunge compatibilità con le chiavette exFAT.
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Tails 7.7 è disponibile con alcune novità concrete per chi usa questo sistema operativo live orientato alla privacy.

La più rilevante riguarda il Secure Boot. Da qualche anno Microsoft sta progressivamente sostituendo i certificati di avvio che aveva emesso nel 2011, e quelli vecchi scadranno a partire da giugno 2026. Su macchine che non sono state aggiornate, questo potrebbe impedire l’avvio di Tails. La versione 7.7 introduce un avviso visibile che segnala la situazione in anticipo, lasciando all’utente il tempo di aggiornare il firmware del proprio computer prima che diventi un problema reale.

Una correzione di sicurezza non banale


La versione 7.7 corregge anche un problema di permessi sulla cartella /root.

Tra le altre novità, Tails 7.7 aggiunge il supporto al formato exFAT, utile per chi usa chiavette USB o schede di memoria formattate con questo standard oggi molto diffuso. Vengono aggiornati anche Tor Browser alla versione 15.0.10 e Thunderbird alla 140.9.1.

Gli aggiornamenti automatici sono disponibili per chi usa Tails 7.0 o versioni successive.

SOURCE:// tails.net
SOURCE:// linuxiac.com

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AstroCampania organizza a fine Luglio 2026 lo Star Party del Cilento arrivato alla ventitreesima edizione.

Quest’anno si la struttura che ospiterà la manifestazione sarà l’azienda agrituristica La Rocca degli Ulivi a Sant’Angelo a Fasanella, in provincia di Salerno.

Ulteriori informazioni al seguente link: XXIII Star Party del Cilento

Leggi tutto…

astrocampania.it/2026/04/25/xx…

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AstroCampania Associazione

presenta

23° Star Party del Cilento

i giorni 16-17-18-19 Luglio 2026 a Sant’Angelo a Fasanella (SA)

presso l’Agriturismo La Rocca Degli Ulivi […]

astrocampania.it/calendario-at…

Questa voce è stata modificata (4 giorni fa)
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Inflazione, crescita e incertezza: l’economia globale nel 2026


L’economia mondiale entra nella primavera del 2026 con un quadro meno uniforme di quanto sembri: la crescita regge, ma l’inflazione torna a dare segnali di riaccelerazione in diverse aree. Secondo il Fondo monetario internazionale (FMI), l’inflazione globale dovrebbe salire modestamente nel 2026 prima di riprendere a scendere nel 2027.

Nelle economie avanzate il rientro dei prezzi è stato più ordinato, ma non definitivo. Nell’area euro l’inflazione è risalita al 2,6% in marzo 2026, dal 1,9% di febbraio, soprattutto per effetto dell’energia. Dentro il blocco, il quadro resta eterogeneo: Germania al 2,8%, Spagna al 3,4%, Italia all’1,6%, Francia al 2,0%. La normalizzazione, dunque, non significa stabilità piena, ma una nuova fragilità legata ai prezzi energetici e alla domanda interna.

Negli Stati Uniti l’inflazione annua è salita al 3,3% in marzo, spinta dall’energia e dal rincaro dei carburanti. È un livello ancora lontano dai picchi del passato, ma sufficiente a complicare il percorso della Federal Reserve, perché la disinflazione non è più lineare come nei mesi precedenti. Nel Regno Unito, l’indice dei prezzi al consumo (Consumer Price Index, CPI) è salito al 3,3% in marzo e l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Consumer Price Index including owner-occupiers’ housing costs, CPIH) al 3,4%, segnalando che i servizi restano un punto di pressione importante. In entrambe le economie, il tema non è più soltanto frenare l’inflazione, ma evitare che il costo della vita resti troppo elevato troppo a lungo.

In Asia il quadro è più sfumato. In Giappone l’inflazione si è raffredata: in febbraio era all’1,3%, sotto il target della banca centrale, con un’inflazione di fondo all’1,6%. In Cina, invece, i prezzi hanno mostrato un recupero moderato: l’inflazione annua è stata dell’1,0% a marzo, dopo un picco all’1,3% in febbraio. Qui il problema opposto è evidente: non tanto l’eccesso di inflazione, quanto la debolezza strutturale della domanda interna.

Il filo che unisce questi mercati è l’energia. L’aumento dei prezzi petroliferi e delle tensioni geopolitiche si trasmette rapidamente ai consumi, ai trasporti e ai servizi, rendendo più difficile il lavoro delle banche centrali. Per le economie avanzate, questo significa una politica monetaria ancora prudente; per quelle emergenti, un rischio più serio di erosione del potere d’acquisto e di instabilità macroeconomica.

La vera novità non è il ritorno dell’inflazione alta, ma il ritorno dell’incertezza. Dopo la fase più acuta dello shock post-pandemico, i prezzi non seguono più un’unica direzione: in alcune economie accelerano, in altre rallentano, in altre ancora restano troppo deboli. È questo disordine, più della cifra secca dell’inflazione, a definire oggi la situazione economica delle principali nazioni.
#commercio #disoccupazione #economia #inflazione #IPC #Italia #pil #prezzi #svizzera #UnioneEuropea #USA

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CoMaps 2026.04.23 separa la lingua dell’app da quella del sistema e migliora Android Auto


Nuova versione del fork comunitario di Organic Maps. Su Android è finalmente possibile scegliere la lingua dell'interfaccia direttamente dalle impostazioni dell'app, Android Auto mostra il limite di velocità durante la navigazione, migliora il calcolo del percorso a piedi e arrivano ritocchi a desktop, iOS e resa della mappa.
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CoMaps 2026.04.23-19 separa finalmente la lingua dell’app da quella del sistema operativo su Android. La nuova impostazione permette di avere il telefono in inglese e l’app in italiano (o qualsiasi altra combinazione tra le oltre cinquanta lingue supportate), una funzione richiesta da tempo dagli utenti e ormai presente in gran parte delle applicazioni moderne.

Per i lettori che si imbattono in CoMaps per la prima volta, si tratta del fork comunitario di Organic Maps, nato nel 2025 da una spaccatura tra gli azionisti del progetto originale e la comunità degli sviluppatori. L’app è completamente offline, basata sui dati di OpenStreetMap, senza tracciamento, senza pubblicità, non-profit e distribuita su Google Play, App Store, F-Droid, Flathub e direttamente dal repository Codeberg del progetto.

Miglioramenti per Android Auto


Su Android Auto si notano due cambiamenti concreti. Il primo è la comparsa del limite di velocità durante la navigazione, informazione che nelle versioni precedenti mancava e che ora appare a schermo come in qualsiasi altra app di navigazione moderna. Il secondo è l’adozione dei colori di sfondo standard del sistema al posto del verde personalizzato usato fino alla release precedente, un cambio estetico che mira a far convivere meglio CoMaps con il resto dell’interfaccia di Android Auto.

A questi si aggiunge un piccolo accorgimento che forza l’app a usare la modalità di navigazione per auto quando ci si collega al veicolo dopo aver utilizzato un’altra modalità (a piedi o in bicicletta) sul telefono.

Sempre su Android, gli orari di apertura dei luoghi sono ora espandibili per mostrare comodamente tutti i giorni della settimana, e il pannello di navigazione include un interruttore per alternare tra le informazioni sulla prossima tappa e quelle sulla destinazione finale. Risolti anche alcuni bug della navigazione vocale.

Altre novità


Su iOS è stato corretto un bug che impediva di vedere completamente l’ultimo segnalibro nella lista. La versione desktop basata su Qt mostra ora i risultati della ricerca limitati all’area della mappa visualizzata, ordina correttamente i download per dimensione e non va più in crash quando si visualizza un punto di interesse con informazioni sulle prese di ricarica.

Sulla mappa vera e propria, le etichette dell’acqua in modalità chiara hanno un contrasto maggiore, e nello stile Outdoor sono stati rimossi i bordi dei sentieri pedonali ai livelli di zoom più ampi, dove risultavano più confusi che utili. I riferimenti dei punti di interesse, come numeri di strade o codici identificativi, sono mostrati in più casi rispetto a prima.

Il calcolo del percorso a piedi è stato ritoccato per ridurre la tendenza a passare su strade private, una delle critiche ricorrenti all’algoritmo ereditato da Organic Maps. L’editor di OpenStreetMap integrato, infine, pulisce automaticamente il prefisso mailto: dai campi email, un piccolo accorgimento per mantenere i dati OSM più coerenti.

La versione 2026.04.23-19 è già scaricabile in formato APK da Codeberg, e nei prossimi giorni arriverà anche su Google Play, App Store, F-Droid e Flathub.

SOURCE:// codeberg.org

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Kdenlive, 11,5 milioni di download nel 2025 e donazioni in calo


Il resoconto annuale di Kdenlive, l'editor video libero sviluppato in KDE, racconta un 2025 di stabilizzazione e traccia la rotta del 2026 con colore a 10 bit, supporto OpenFX e approdo nel Microsoft Store.
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Oltre undici milioni e mezzo di download dal sito ufficiale nel solo 2025, 38 sviluppatori che hanno contribuito al codice, quasi la metà al primo contributo della propria carriera. Sono i numeri con cui Kdenlive, l’editor video libero sviluppato all’interno del progetto KDE, apre il suo resoconto annuale firmato da Farid Abdelnour, facendo il punto sull’anno appena passato e anticipando cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

L’impressione è quella di un progetto che ha deciso di crescere in modo ordinato. Come riporta il team stesso, la priorità del 2025 è stata la stabilità piuttosto che l’accumulo di nuove funzioni, una scelta che gli utenti di vecchia data apprezzano particolarmente.

Un anno dedicato a rifinire


Le tre release pubblicate nel corso dell’anno raccontano proprio questa filosofia. La 25.04 uscita ad aprile ha introdotto la novità più vistosa: uno strumento di mascheratura automatica che sfrutta SAM2, un modello di riconoscimento degli oggetti sviluppato da Meta, per isolare un elemento da un filmato e rimuoverlo oppure trattarlo separatamente. Tutto viene elaborato in locale, senza inviare nulla a server esterni. Nella stessa versione è stato riscritto il supporto a OpenTimelineIO, un formato aperto che permette di trasferire progetti tra programmi di montaggio diversi, per esempio da Kdenlive a DaVinci Resolve o a Premiere e viceversa.

La versione 25.08 di agosto si è concentrata quasi interamente su correzioni di bug e sulla risistemazione del mixer audio, reso più leggibile e funzionante anche sugli schermi ad alta densità di pixel. La 25.12, uscita prima delle feste, ha rivisto invece l’interfaccia: una schermata di benvenuto per chi apre il programma per la prima volta, un sistema di pannelli che si possono riorganizzare con più facilità, un monitor di anteprima che ora mostra una minimappa per orientarsi nei progetti più lunghi.

Donazioni in calo, sostenibilità sotto pressione


Il capitolo più scomodo del resoconto riguarda i soldi. Nel 2025 le donazioni raccolte ammontano a 9.344,80 euro, contro gli 11.526,61 dell’anno precedente: un calo di circa il venti per cento. A fronte di oltre undici milioni di download la matematica è impietosa, e lo stesso team lo fa notare: se una persona su quattro tra chi lo ha scaricato versasse cinque euro, il progetto avrebbe risorse completamente diverse. Oggi queste donazioni permettono a Jean-Baptiste Mardelle, il manutentore principale, di dedicare a Kdenlive qualche giornata retribuita al mese in aggiunta al tempo che già ci mette come volontario.

Va ricordato che il venti per cento del budget viene girato a KDE e.V., l’associazione che gestisce l’infrastruttura del progetto KDE, per coprire server, spese amministrative, supporto legale e trasferte del team.

La roadmap 2026


Nei prossimi mesi dovrebbe arrivare il supporto al colore a 10 e 12 bit, una profondità cromatica che permette sfumature molto più fini rispetto agli 8 bit tradizionali e regge meglio le correzioni di colore in post-produzione. È una caratteristica fino a oggi quasi esclusiva delle suite commerciali come DaVinci Resolve. Kdenlive dovrebbe ottenere anche il supporto a OpenFX, uno standard aperto per i plugin di effetti video adottato da Resolve, Nuke e Fusion, che renderebbe riutilizzabili in Kdenlive effetti sviluppati per altri programmi.

Per la velocità è in arrivo la decodifica accelerata tramite scheda video, pensata per alleggerire il carico sul processore e rendere la riproduzione dei filmati più fluida durante il montaggio. Più avanti verrà introdotto il Dopesheet, un pannello dedicato alla gestione dei keyframe, ovvero i punti chiave che definiscono come evolve un effetto nel tempo, simile a quello già presente in Blender o in After Effects. Il lavoro è finanziato da una sovvenzione europea tramite il programma NGI Zero Commons di NLnet.

Un ultimo tassello riguarda la distribuzione su Windows. Il team sta lavorando per rendere il programma compatibile con il compilatore di Microsoft, passaggio obbligato per poterlo poi pubblicare direttamente nel Microsoft Store e raggiungere una fascia di utenti meno incline a cercare software fuori dai canali ufficiali.

La prossima versione, la 26.04, è già in fase di test e introdurrà il monitor mirroring e le anteprime animate delle transizioni.

SOURCE:// kdenlive.org
SOURCE:// kdenlive.org

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Nella Milano appena liberata il partigiano Vittorini fondava la rivista «Politecnico»


Fonte: gonnelli.it

All’alba del 26 aprile 1945, nel clima di ritrovata libertà che succede al crollo del regime, si assiste a una straordinaria fioritura di iniziative editoriali. La stampa reagisce alle coercizioni a cui è stata precedentemente sottoposta e manifesta in un’esplosione di testate giornalistiche la volontà di comprendere uno scenario molto più articolato di quanto l’informazione ufficiale non abbia lasciato intendere negli anni precedenti. In Italia si ricompongono le schegge di un percorso storico che ha lasciato dietro di sé distruzioni belliche e traumi collettivi, e in tale processo il giornalismo riveste un ruolo certamente non secondario. All’indomani della Liberazione, pur nella penuria di mezzi e di rifornimenti, soltanto a Milano, con la stessa produttività che si registra in altri centri urbani della penisola, escono «l’Unità», «Avanti!», «L’Italia libera», «Il Popolo», il «Giornale lombardo», nell’ambito di una rinascita dell’informazione alla quale concorrono diverse tipologie di periodici. Alla proliferazione dei quotidiani, infatti, per altro ancora legati ad un assetto grafico tradizionale, con lunghi testi ingabbiati in una rigida verticalità, si affianca la pubblicazione di settimanali, spesso simili nel formato e nei contenuti allo stile dei quotidiani ma promotori di un impiego originale delle immagini. Tra i rotocalchi illustrati, meritano senz’altro una menzione «L’Europeo» di Arrigo Benedetti, «Tempo nuovo» (poi «Tempo», nel recupero della denominazione che il giornale presentava prima della guerra), «Oggi». L’impiego della fotografia proposto da tali riviste mostra declinazioni differenti – «L’Europeo» delega i suoi tratti distintivi alle immagini isolate, crude, qualche volta violente; «Tempo» elabora i prodromi del fototesto giornalistico, affidando alle immagini il ‘racconto’ degli avvenimenti; «Oggi» prova a interpretare i gusti dei lettori facendo perno sulla fotografia intimista – ma tutte concorrono a una nuova definizione della cultura dell’immagine negli anni dell’immediato dopoguerra. <1
In questo contesto, la parabola breve ma ardente del «Politecnico», settimanale e poi mensile di cultura contemporanea, trova una peculiare possibilità di espressione. Pubblicata a Milano per Einaudi, diretta da Elio Vittorini tra il 1945 e il 1947, la rivista con i suoi trentanove fascicoli scardina i baluardi più stantii della comunicazione giornalistica e, con atteggiamento estremamente ricettivo, ritrae la realtà composita, caotica, contraddittoria di quello scorcio di secolo.
[…] All’indomani della Liberazione, che, come sappiamo, coglie un Vittorini reduce dalla reclusione nel carcere di San Vittore per aver organizzato un comizio il 25 luglio 1943, giorno della caduta di Mussolini, e dall’esperienza della fuga nel Sacro Monte di Varese, dove, identificato dalla polizia tedesca, si rifugia per nascondersi, lo scrittore porta avanti l’impiego presso «l’Unità» divenendone redattore capo. <25 Interessante, a tal proposito, appare il ricordo che di quel periodo ha lasciato Gian Carlo Pajetta: “«L’Unità» di Milano lo ebbe, dopo la Liberazione, primo redattore capo. Nessuno di noi sapeva ancora bene che cosa fosse e che cosa dovesse fare un redattore capo. Non certo Vittorini, a cui non venne in mente di poter dire di no […]. Ma erano tempo quelli – li ricordiamo con commozione, per lui e per noi – nei quali se avessimo detto a Vittorini che bisognava condurre un tram, la cosa gli sarebbe sembrata quasi naturale, comunque gli sarebbe parso impossibile non provarcisi, non farlo. Erano, del resto, i tempi nei quali il giovane critico letterario Mario Alicata faceva l’assessore alla Nettezza Urbana del comune di Roma, dimostrando di poter diventare quello che diventò poi, un dirigente politico”. <26
La rievocazione dell’esponente del PCI restituisce il ritratto dell’impetuoso candore con cui Vittorini vive e assume su di sé le impellenze del reale; si tratta di un’immediatezza e di una riorganizzazione in presa diretta degli intenti ideologici e culturali che lo stesso Vittorini riecheggerà in riferimento all’esperienza partigiana: “La notte stessa che i tedeschi entravano in città ero con dei compagni in una casa per metà crollata. Qualcuno mi passò un arnese dicendomi che era il mio fucile e che avrei dovuto trovare il modo di portarlo fuori città. Mi diede anche una borsa piena di caricatori. Io non avevo mai avuto un fucile tra le mani, non avevo fatto il servizio militare e ignoravo persino come si carica una rivoltella. Non risposi niente ad ogni modo. Avvolsi di carta il fucile […] e lo portai attraverso gli sbarramenti dei tedeschi che occupavano la città fino alla stazione ferroviaria di Milano-Certosa”. <27
Sotto i colpi della lotta resistenziale la robusta tempra dell’intellettuale Vittorini è già forgiata e, dopo il 25 aprile, pronta a convogliare gli interventi a carattere letterario, figurativo, politico, prima disseminati lungo un reticolo di sedi, in un un’unica rivista di sua creazione, «Il Politecnico. Settimanale di cultura contemporanea».

[NOTE]1 Per una panoramica sulla stampa periodica italiana e sui giornali illustrati del dopoguerra cfr. F. Contorbia (a cura di), Giornalismo italiano 1939-1968, Milano, Mondadori (I Meridiani), 2009, v. III, pp. XI-LV; U. Lucas, T. Agliani, La realtà e lo sguardo. Storia del fotogiornalismo in Italia, Torino, Einaudi, 2015, pp. 159-193; A. Russo, Storia culturale della fotografia italiana. Dal Neorealismo al Postmoderno, Torino, Einaudi, 2011, pp. 48-66.
25 Il 7 giugno 1945 Elio Vittorini informa il fratello Ugo: «I compagni mi hanno messo all’“Unità” come redattore capo» (AP, p. 3).
26 G.C. Pajetta, Anche un militante, «Il Ponte», XXIX, nn. 7-8, luglio-agosto 1973, p. 1076.
27 E. Vittorini, Della mia vita fino a oggi, cit., p. 513. Sulle testimonianze dell’autore circa la sua esperienza resistenziale cfr. anche la lettera a Ernest Hemingway del 8 marzo 1948, Milano, AP, pp. 226-227.
Corinne Pontillo, Il «Politecnico». Progetto e storia di una narrazione visiva, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Catania, Anno Accademico 2017-2018
#1945 #CorinnePontillo #ElioVittorini #fascisti #guerra #lUnità #Milano #partigiani #Politecnico #Resistenza #tedeschi

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Autostrade, treni, porti e aerei: la cybersicurezza dei trasporti italiani fa paura


Guerre di Rete ha provato a fare domande sulla sicurezza informatica alle grandi aziende dei trasporti italiani. Quasi nessuno ha risposto. E i motivi per preoccuparsi non mancano.
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Autostrade per l’Italia, Ferrovie dello Stato, Ita Airways, il porto di Genova, quello di Gioia Tauro. Antonio Piemontese di Guerre di Rete ha girato per mesi tra uffici stampa e centralini di alcune delle più grandi infrastrutture di trasporto del paese, cercando di capire come si tutelano dagli attacchi informatici. La risposta più comune è stata il silenzio.

Nel frattempo, i problemi concreti non mancano: a novembre 2025 un attacco informatico ha colpito Almaviva, fornitore tecnologico delle Ferrovie dello Stato, sottraendo 2,3 terabyte di dati che includerebbero informazioni personali di passeggeri e dipendenti. Sui porti, le telecamere di sorveglianza a basso costo di produzione cinese sollevano interrogativi seri. E i sistemi di riconoscimento targhe che regolano gli accessi ai varchi portuali potrebbero essere manipolati con relativa facilità.

È un’inchiesta lunga e ben documentata, che vale la pena leggere per intero.

Leggi l’articolo su Guerre di Rete

SOURCE:// guerredirete.it

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World Book Day: Rakuten Kobo rilancia il piacere della lettura serale


In occasione del World Book Day, Rakuten Kobo punta sulla lettura serale come nuovo rituale quotidiano. Tra ebook, relax e benessere digitale, leggere torna protagonista nelle ore serali
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In un’epoca in cui la sera rischia di scivolare via tra notifiche e scroll infinito, la lettura sta tornando a ritagliarsi uno spazio tutto suo nella routine pre-sonno. In occasione del World Book Day che è celebrato lo scorso 23 aprile, Rakuten Kobo ha chiesto ai membri della propria community di raccontare quando legge, per quanto tempo e se l’utilizzo di Kobo ha cambiato, anche solo un pò, le abitudini di lettura. Ne emerge una fotografia chiara: la lettura non è un’attività “extra” da incastrare nel calendario, ma un rituale serale sempre più consolidato. Un gesto semplice che, grazie a Kobo, diventa più naturale e più facile da mantenere nel tempo.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La luce integrata: il vero game changer della lettura notturna


Dai dati raccolti emerge che il momento dedicato alla lettura coincide sempre di più con quello del relax: il 62% dei rispondenti utilizza Kobo principalmente la sera prima di dormire, contro il 18% che legge solamente nelle brevi pause giornaliere. Dati che confermano come l’eReader si inserisca in un’abitudine già esistente, quella di leggere a letto, rendendola più naturale e continua. In questo contesto, la differenza la fanno i dettagli che semplificano il gesto. Il 46% dei lettori individua nella luce integrata la funzionalità chiave, perché consente di continuare a leggere anche al buio, evitando di disturbare chi dorme nella stessa stanza.

Essendo pensato espressamente per la lettura, lo schermo antiriflesso E Ink di Kobo non affatica la vista. In più, la ComfortLight PRO consente di regolare luminosità e temperatura del colore per ridurre l’esposizione alla luce blu, aiutando a restare concentrati sulla storia e a preservare l’atmosfera del momento.

Con Kobo si legge più spesso e più a lungo


Quando leggere diventa comodo, lo si fa più di frequente e per più tempo. Il 41% dei rispondenti dedica in media 20–40 minuti alla lettura, mentre un ulteriore 36% supera i 40 minuti. Solo il 19% si ferma tra i 10 e i 20 minuti e appena il 4% legge meno di 10 minuti. Un segnale che evidenzia una fruizione più immersiva e continuativa, tipica dei momenti dedicati a sé stessi. Inoltre, il 49% dei lettori afferma di leggere più spesso da quando utilizza Kobo, il 31% di leggere in più luoghi, e il 15% di acquistare libri più frequentemente, mostrando un evidente, e positivo, cambio di abitudini.

Nuovo consumatore italiano 2025: 670.000 recensioni Feedaty
Il nuovo consumatore italiano cambia abitudini, aspettative e fiducia verso l’e-commerce. Il Report Feedaty 2025, basato su oltre 670.000 recensioni, fotografa trend e comportamenti emergenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il paradosso: un device digitale che riduce le distrazioni


In un mondo iper-digitale come quello in cui viviamo oggi, un eReader Kobo è uno strumento che riporta l’attenzione su una cosa sola. A differenza degli schermi generalisti, Kobo nasce con un obiettivo preciso: leggere. Questo si traduce in un’esperienza priva di distrazioni, che favorisce concentrazione e continuità. Ciò ha un impatto concreto sulle abitudini quotidiane, poiché il suo utilizzo non comporta solo un passaggio di formato, ma un ritorno alla lettura come gesto ricorrente, capace di riconquistare il tempo “a fine giornata” spesso assorbito da smartphone e TV. In occasione del World Book Day, Kobo ha invitato tutti a riscoprire il piacere di un capitolo in più prima di dormire: perché, a volte, il modo migliore per spegnere il mondo è accendere una storia.


MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


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musik im bauch / karlheinz stockhausen


youtu.be/MozVF8DmR38?is=cJoJkQ…
#KarlheinzStockhausen

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Git 2.54 introduce git history, hook da configurazione e maintenance geometrica di default


Git 2.54 introduce git history per riscritture mirate della cronologia, hook definiti nei file di configurazione e la strategia geometric come default per git maintenance run
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Correggere il messaggio di un vecchio commit in Git, con gli strumenti tradizionali, richiede spesso più passaggi del necessario: rebase interattivo, modifica della todo list, selezione del commit giusto, chiusura del rebase. Funziona, ma è un meccanismo pensato per riscritture più ampie. Nel post dedicato a Git 2.54, GitHub segnala invece un nuovo comando sperimentale, git history, pensato proprio per riscritture mirate; lo stesso articolo raccoglie anche le novità introdotte nella 2.53.

git history: meno attrito per riscritture mirate


Il nuovo comando sperimentale git history nasce per la riscrittura della cronologia in casi circoscritti e, per ora, espone due operazioni: reword e split. La documentazione ufficiale lo presenta esplicitamente come comando sperimentale di history rewriting, non come sostituto generale di git rebase.

git history reword <commit> apre l’editor con il messaggio del commit indicato e ne riscrive il messaggio, lasciando invariato il resto. Per default aggiorna i branch locali che puntano a commit discendenti da quello riscritto; in alternativa può aggiornare solo HEAD. A differenza di git rebase, non tocca né index né worktree, e può operare anche su repository bare.

git history split <commit> consente invece di spezzare un commit in due scegliendo interattivamente quali hunk spostare in un nuovo commit padre. L’interfaccia richiama quella di git add -p, e la documentazione prevede anche la possibilità di limitare l’operazione a un pathspec.

I limiti sono intenzionali. git history non funziona ancora su cronologie che contengono merge e rifiuta operazioni che produrrebbero conflitti. È quindi uno strumento per interventi puntuali e prevedibili, non per riscritture complesse o aperte.

Hook definiti da configurazione


Una delle novità più interessanti di Git 2.54 è la possibilità di definire hook direttamente nei file di configurazione, invece di appoggiarsi solo agli script nel hook directory tradizionale. Questo permette di collocare gli hook nel file utente ~/.gitconfig, in una configurazione di sistema o nella config locale del repository, rendendo molto più semplice condividere gli stessi hook tra più progetti.

Un esempio minimo è questo:
[hook "linter"] event = pre-commit command = ~/bin/linter
La chiave hook.<nome>.event definisce l’evento che attiva l’hook, mentre hook.<nome>.command indica il comando da eseguire. Si possono anche definire più hook per lo stesso evento; Git li esegue nell’ordine in cui incontra la configurazione. Lo script tradizionale nel hook directory continua comunque a funzionare ed è eseguito per ultimo.

Per vedere quali hook sono attivi conviene essere espliciti anche nel testo: il comando da citare è, per esempio, git hook list pre-commit, non semplicemente git hook list lasciato in sospeso. La manual page documenta infatti list come sottocomando che stampa gli hook relativi a uno specifico evento.

Manutenzione più efficiente di default


Sul fronte della manutenzione, Git 2.54 rende geometric la strategia di default per la manutenzione manuale. In pratica, quando si esegue git maintenance run senza specificare una strategia, Git usa l’approccio geometrico invece del vecchio task gc.

La strategia geometric era stata introdotta in Git 2.52 come opzione esplicita; ora diventa il default per la manutenzione manuale. La documentazione la descrive come sostituto completo della strategia gc e la raccomanda in particolare per repository grandi.

Altre novità


git add -p mostra ora, mentre ci si sposta tra gli hunk con J e K, quali sezioni sono già state accettate o saltate nella sessione corrente. Nello stesso pacchetto di miglioramenti arriva anche --no-auto-advance, che evita il passaggio automatico al file successivo quando si arriva all’ultimo hunk.

git rebase ha inoltre un nuovo parametro --trailer, che aggiunge un trailer a tutti i commit riscritti durante il rebase tramite la machinery di interpret-trailers; l’esempio tipico è una riga come Reviewed-by.

Infine, gli alias non sono più limitati al vecchio set ASCII alfanumerico più trattino. Con la nuova sintassi a sottosezione sono ammessi tutti i caratteri tranne newline e byte NUL, quindi si possono usare anche nomi non latini o con caratteri accentati.

Le note di rilascio complete restano quelle delle versioni 2.53 e 2.54.

La differenza principale rispetto alla tua bozza è che qui ho stretto le formulazioni che potevano essere attaccate, soprattutto su branch aggiornati da git history, sintassi di git hook list e significato preciso del default di git maintenance.

SOURCE:// github.blog

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25 aprile, il passato che parla al nostro presente


Domenico Gallo, magistrato, presidente di sezione della Corte di Cassazione, senatore della Repubblica, autore di molte pubblicazioni, collabora con quotidiani e riviste. Le riflessioni che proponiamo sono state pubblicate su Il Fatto quotidiano.

Che senso ha celebrare il 25 aprile in un tempo in cui un pugno di tiranni sta distruggendo il mondo e ha rimesso in circolazione gli spettri del […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/25/25-a…

#25Aprile #DomenicoGallo #PietroCalamandrei #Resistenza

Questa voce è stata modificata (4 giorni fa)
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köln / terry riley, don cherry. 1975


[youtube=youtube.com/watch?v=i6449e2LsU…]

1 – Descending Moonshine Dervishes 00:00
2 – Sunrise Of The Planetary Dream Collector 19:44
3 – Köln Improvisation 27:57
#DonCherry #experimentalMusic #Köln #music #musica #TerryRiley

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Threema 7.1 per iOS: nuovo design e funzioni di sicurezza aggiornate


Threema 7.1 per iOS arriva con nuovo design Liquid Glass, ridisegno dei contatti, funzione di inoltro messaggi e miglioramenti alla sicurezza. Scopri le novità e i requisiti di sistema.
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Threema ha rilasciato la versione 7.1 per iOS, un aggiornamento che punta a modernizzare l’interfaccia e rafforzare alcune funzionalità chiave. L’app di messaggistica, nota per la sua attenzione alla privacy e alla crittografia end-to-end, introduce ora il supporto per il design “Liquid Glass” di Apple, rendendo l’esperienza visiva più coerente con le ultime tendenze del sistema operativo.

Il cambiamento più evidente riguarda la sezione Contatti, che è stata completamente ridisegnata per offrire un aspetto più pulito e moderno. Anche Threema Safe, lo spazio sicuro integrato per archiviare documenti sensibili, foto e note, ha ricevuto un restyling grafico. Oltre all’estetica, l’aggiornamento porta una nuova funzionalità pratica: il forwarding dei messaggi. Gli utenti potranno ora inoltrare conversazioni o singoli messaggi ad altri contatti o gruppi con maggiore facilità, colmando una lacuna presente nelle versioni precedenti.

Miglioramenti tecnici e fine del supporto per iOS 15 e 16


La release 7.1 risolve anche diversi bug legati alla connessione con Threema Web e migliora la stabilità durante il ripristino dei backup di Threema Safe. È stato corretto anche un crash specifico che poteva verificarsi durante il ripristino se l’URL di Threema Safe era preimpostato tramite MDM (Mobile Device Management), un dettaglio importante per le aziende che gestiscono flotte di dispositivi. Inoltre, sono stati sistemati problemi relativi alla condivisione degli screenshot, al collegamento tra dispositivi e alla gestione dello spazio di archiviazione.

Un avviso importante per gli utenti con dispositivi più datati: a partire dalla prossima versione principale, Threema smetterà di supportare iOS 15 e iOS 16. Questo significa che chi utilizza queste versioni del sistema operativo dovrà pianificare un aggiornamento del proprio dispositivo o del sistema operativo per continuare a ricevere le nuove funzionalità e le patch di sicurezza.

L’aggiornamento è disponibile gratuitamente sull’App Store per tutti gli utenti con iOS 17 o superiore. Per chi cerca un’app di messaggistica che bilanci sicurezza rigorosa e usabilità quotidiana, questo update rappresenta un passo avanti significativo nell’evoluzione dell’ecosistema Threema.

SOURCE:// threema.com
SOURCE:// threema.com

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ChatGPT Images 2.0: OpenAI aggiorna il generatore di immagini


OpenAI ha lanciato ChatGPT Images 2.0, con un nuovo modello che ragiona prima di generare, gestisce meglio il testo nelle immagini e supporta la ricerca web. Le funzioni avanzate restano però riservate agli abbonati a pagamento.
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OpenAI ha annunciato ChatGPT Images 2.0, aggiornamento del suo generatore di immagini basato sul nuovo modello gpt-image-2. Il lancio arriva pochi mesi dopo GPT-Image-1.5 di dicembre 2025, e porta con sé alcune novità concrete insieme a una dose generosa di marketing.

La principale è l’introduzione di una modalità “thinking”: il modello ragiona prima di generare, può consultare il web durante il processo e arrivare a produrre fino a otto immagini coerenti tra loro a partire da un singolo prompt. Utile, secondo OpenAI, per creare strisce a fumetti, serie di grafiche per i social o varianti di un progetto visivo.

Cosa cambia davvero


Il rendering del testo nelle immagini migliora in modo sensibile, inclusi gli script non latini come giapponese, coreano, hindi e bengalese. I formati supportati spaziano da proporzioni ultra-panoramiche (3:1) a quelle verticali strette (1:3), con output fino a 2K.

Le funzioni di ragionamento sono però riservate agli abbonati Plus, Pro e Business. Per gli altri il miglioramento è reale ma più limitato: qualità visiva generale, resa del testo, composizioni più dense. Il modello è disponibile anche via API col nome gpt-image-2.

Vale la pena notare che, in un briefing con la stampa, OpenAI si è rifiutata di rispondere a domande su quale architettura stia alla base del nuovo modello. I dati di addestramento si fermano a dicembre 2025, il che può riflettersi sulla precisione di prompt legati a eventi più recenti.

Il modello circolava già da settimane su LM Arena con il nome in codice “duct tape” prima dell’annuncio ufficiale.

SOURCE:// openai.com
SOURCE:// techcrunch.com
SOURCE:// venturebeat.com

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Betterfox 150: ora con un occhio in più sulla sicurezza JavaScript


Betterfox si aggiorna alla versione 150 con documentazione su come disabilitare i compilatori JIT di JavaScript per ridurre la superficie d'attacco, più pulizia in vista di Firefox 150.
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Betterfox è un file user.js per chi vuole un Firefox più sobrio: meno telemetria, meno tracciamento, qualche ottimizzazione ragionata. Non rivoluziona il browser, ma sistema in silenzio una serie di impostazioni predefinite che la maggior parte degli utenti non toccherebbe mai.

La versione 150, rilasciata nelle ultime ore, è un aggiornamento di manutenzione, ma con una novità che vale la segnalazione.

Meno velocità, meno rischi


La cosa più interessante riguarda la nuova documentazione su come disabilitare i compilatori di ottimizzazione JavaScript, la componente nota come JIT (compilazione just-in-time). In breve: il JIT trasforma al volo il codice delle pagine web in istruzioni native per il processore, rendendo le applicazioni web moderne molto più reattive. Il rovescio della medaglia è che introduce una superficie d’attacco concreta.

Google ha stimato che disabilitare questi ottimizzatori avrebbe bloccato circa la metà dei bug JavaScript sfruttati attivamente su Chrome. Microsoft era arrivata a cifre simili analizzando il proprio motore per la funzione “Super Duper Secure Mode” di Edge.

Betterfox non disabilita il JIT di default: alcuni siti potrebbero smettere di funzionare correttamente. La nuova sezione nel wiki spiega però come attivare l’opzione e cosa aspettarsi.

Il resto


Rimossi i parametri network.predictor, deprecati già da Firefox 148 e quindi ormai inutili nel file di configurazione. Piccole modifiche anche al file policies.json di esempio.

Firefox 150, dal canto suo, include un paio di aggiunte comode: l’editor PDF integrato ora permette di riordinare, copiare, eliminare ed esportare pagine, e con un clic destro su più schede selezionate è possibile copiarne tutti i link in un colpo solo.

SOURCE:// github.com
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enfantillages et bizarreries : vertige d’une collection

Centre d'Art Contemporain Genève

Enfantillages et bizarreries : vertige d’une collection


Le Centre d’Art Contemporain Genève a le plaisir de présenter à L’Arcade l’exposition Enfantillages et bizarreries : vertige d’une collection, une fascinante ribambelle de petits objets sauvés de la banalité du monde par le geste d’artistes qui les font œuvres. Présenté pour la première fois, ce merveilleux capharnaüm est le résultat de la passion et des obsessions du collectionneur italien Giuseppe Garrera.

Flacons de parfum de Sol LeWitt, éventails de Gilbert & George, crayons de Jenny Holzer, porte-manteaux de Jonathan Monk, maillots de cycliste de Mario Schifano, tampons de Yoko Ono, boîtes d’allumettes de Salvo, billes de Takako Saitō, ou encore pin’s de Damien Hirst — on oscille constamment entre jouet, artéfact du quotidien et œuvre d’art, une constellation d’objets à la fois familiers et étrangement singuliers.

The Centre d’Art Contemporain Genève is pleased to present at L’Arcade the exhibition Enfantillages et bizarreries : vertige d’une collection, a fascinating collection of small objects saved from the banality of the world by the hand of artists who made them into works of art. Presented to the public for the first time, this marvelous jumble is the result of the passion and obsessions of Italian collector Giuseppe Garrera.

Perfume bottles by Sol LeWitt, fans by Gilbert & George, pencils by Jenny Holzer, coat racks by Jonathan Monk, cycling jerseys by Mario Schifano, stamps by Yoko Ono, matchboxes by Salvo, marbles by Takako Saitō, or pins by Damien Hirst—the collection constantly oscillates between toys, everyday artifacts, and works of art, a constellation of objects that are at once familiar and strangely singular.

Une proposition d’Andrea Bellini & Giuseppe Garrera

29.04—28.06.2026

📍 L’Arcade | Rue de Chantepoulet 1, 1201 Genève


VERNISSAGE // Mardi 28 avril, 16h–21h // @ L’Arcade

Plus d’infos | More info

VISITES GUIDÉES // 9 dates sur la durée de l’exposition
Français & anglais // inscription obligatoire

Inscriptions | Registrations

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Claude Mythos di Anthropic ha scansionato Firefox e trovato 271 falle, tutte già corrette


Mozilla ha usato Claude Mythos Preview per scansionare il codice di Firefox: 271 vulnerabilità scoperte e corrette in Firefox 150. Tre settimane prima, con il modello precedente, ne erano state trovate 22.
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Tre settimane fa Mozilla usò Opus 4.6 di Anthropic per cercare vulnerabilità in Firefox 148 e trovò 22 bug da correggere. Questa settimana è uscito Firefox 150, e il numero è 271. A fare la differenza è Claude Mythos Preview, versione anticipata del nuovo modello di Anthropic, sviluppato nell’ambito del progetto Glasswing con un focus specifico sull’analisi del codice per la sicurezza.

Bobby Holley, CTO di Mozilla, non nasconde lo spiazzamento nel post sul blog: Firefox è un browser su cui team di sicurezza dedicati lavorano da anni, e trovare anche una sola falla grave era già motivo di allerta. Trovarne 271 in una singola analisi costringe a rimettere in discussione qualche certezza.

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Non è fuzzing, è ragionamento


Gli strumenti automatici che cercano bug nei browser, il fuzzing in testa, funzionano bene su certe aree del codice e lasciano scoperte le altre. Le vulnerabilità più difficili da trovare richiedono di leggere il sorgente e ragionare su come le cose potrebbero andare storte, un lavoro che finora era appannaggio di ricercatori molto specializzati, lenti per forza di cose e costosi. Mythos Preview fa la stessa cosa, senza i limiti di tempo. Holley precisa che nessuna delle 271 falle sarebbe stata fuori portata per un esperto umano: la differenza non è qualitativa, è di scala e velocità.

Il campo si sta livellando, nel bene e nel male


La sicurezza ha sempre favorito chi attacca: basta trovare un punto debole, mentre i difensori devono coprire tutto. Firefox ha risposto con sandbox, processi isolati, Rust, ma nessuna di queste misure risolve il problema alla radice. Mythos promette qualcosa di strutturalmente diverso: trovare le falle a ritmo industriale prima che lo faccia qualcun altro. Holley è convinto che i difetti nel codice siano in numero finito e che per la prima volta ci siano gli strumenti per trovarli tutti.

Il problema è che lo stesso modello funziona benissimo anche dall’altra parte. L’AI Security Institute del governo britannico ha verificato che Mythos riesce a portare a termine da solo attacchi simulati su reti aziendali in più fasi. Mozilla non lo nasconde: l’IA abbassa il costo della scoperta delle vulnerabilità per tutti.

SOURCE:// blog.mozilla.org
SOURCE:// theregister.com

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Claude Desktop modifica la configurazione dei browser senza consenso


Un esperto di privacy ha scoperto che Claude Desktop per macOS scrive silenziosamente file di configurazione nelle directory di sette browser Chromium, inclusi quelli non installati, pre-autorizzando le sue estensioni ad accedere al sistema.
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Stava esaminando le configurazioni di Brave sul suo MacBook quando Alexander Hanff, esperto di privacy e collaboratore occasionale di The Register, ha trovato un file che non aveva mai messo lì. Proveniva da Anthropic.

Il file si chiama com.anthropic.claude_browser_extension.json ed è un manifest Native Messaging, il documento che un browser basato su Chromium consulta quando un’estensione vuole richiamare un eseguibile sul sistema locale. Secondo Hanff, Claude Desktop lo aveva scritto nella directory di Brave senza alcuna comunicazione, senza richiesta di consenso e senza che lui avesse mai installato alcuna estensione Claude.

Cosa fa il file, e perché è un problema


Secondo la sua analisi, il manifest pre-autorizza tre identificatori di estensioni Claude a richiamare un eseguibile incluso in Claude Desktop, chrome-native-host, che gira al di fuori del sandbox del browser con i privilegi dell’utente. Hanff ha poi verificato lo stesso comportamento su un secondo dispositivo e ha trovato il manifest scritto nelle directory di sette browser Chromium-based, tra cui Chrome, Brave, Edge, Vivaldi, Arc e Opera, inclusi quattro che su quella macchina non erano nemmeno installati. Le directory corrispondenti sono state create da Claude Desktop al primo avvio.

I log interni dell’applicazione, come riporta Hanff, registrano esplicitamente l’operazione sotto il nome di sistema Chrome Extension MCP e mostrano oltre trenta eventi di installazione nei file di log correnti e archiviati. I timestamp di modifica indicano che il file viene riscritto a ogni avvio dell’app: cancellarlo manualmente non basta, ricompare al lancio successivo.

Secondo Hanff, le capacità documentate da Anthropic per l’integrazione con Chrome includono l’accesso alle sessioni autenticate dell’utente, la lettura del contenuto delle pagine, la compilazione di moduli e la registrazione delle interazioni. Con il bridge già installato, un attacco di prompt injection riuscito contro l’estensione Claude avrebbe, sempre secondo Hanff, un percorso diretto verso l’eseguibile esterno al sandbox. Anthropic stessa, nella documentazione di lancio di Claude for Chrome, indica un tasso di successo degli attacchi di prompt injection dell’11,2% anche con le mitigazioni attive.

Hanff ritiene che il comportamento costituisca una violazione dell’articolo 5(3) della Direttiva ePrivacy europea, che richiede consenso esplicito per la scrittura di dati sui dispositivi degli utenti, salvo casi di stretta necessità tecnica.

La valutazione di un secondo esperto


Noah Kenney, consulente di Digital 520, interpellato da The Register, ha confermato che le affermazioni tecniche sono verificabili e riproducibili da revisori indipendenti. Sul piano normativo, secondo Kenney, la scrittura del manifest rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 5(3) e l’argomento della “stretta necessità” regge poco in Europa, dove i regolatori tendono a interpretare il termine in modo restrittivo. Kenney ha tuttavia preso le distanze dall’etichetta “spyware” usata da Hanff, precisando che si tratta di un livello di integrazione pre-posizionato e dormiente, non di una esfiltrazione attiva di dati, anche se il rischio per la superficie di attacco è comunque reale.

Anthropic non ha risposto né alla richiesta di commento di The Register né al post di Hanff. Quest’ultimo ha dichiarato di non aver ancora presentato un esposto formale, ma di avere intenzione di farlo qualora l’azienda non intervenga sul meccanismo di installazione.

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“exit poetry. poesia futura”, a cura di aldo nove, gilda policastro, lello voce (la nave di teseo, 2026)


exit poetry_ antologia_ a cura di nove, policastro, voce_ la nave di teseo 2026

la scheda nel sito della casa editrice: qui

notilla polaroid: qui

commenti, umori, stupori & dibattiti postabili
liberamente (previa iscrizione a Mastodon) qui
senza, possibilmente, parlare di elenchi, ma “di idee,
forme, possibilità, utopie del linguaggio”
(Lello Voce)
#AldoNove #Eraclito #ExitPoetry #GildaPolicastro #LaNaveDiTeseo #LelloVoce #Parmenide #poesia #poesiaFutura


Eraclito contro Parmenide
(e la #poesia contemporanea)

24 aprile, oggi “Exit poetry” è in libreria

marcogiovenale.wordpress.com/2…

CHI DESIDERA COMMENTARE, POLEMIZZARE, ANNOTARE, PUÒ FARLO LIBERAMENTE QUI IN CALCE, nei commenti a questo post Mastodon.


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EU Common Charger: anche i laptop passano a USB-C, le soluzioni Anker


La normativa EU Common Charger si espande: dal 2026 anche i laptop adotteranno l’USB-C. Ecco cosa cambia per utenti e produttori e le soluzioni proposte da Anker
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Dal 28 aprile 2026, in seguito all’estensione della direttiva europea sul caricatore unico, tutti i laptop immessi sul mercato dell’Unione Europea dovranno adottare lo standard USB-C. Questa misura completa il percorso già avviato su smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti elettronici, semplificare l’esperienza d’uso e promuovere l’interoperabilità tra dispositivi. In questo scenario, i caricabatterie non saranno più sempre inclusi nella confezione dei nuovi laptop, rendendo fondamentali soluzioni di ricarica universali, potenti e multi-dispositivo.

Dyson HushJet Mini Cool Fan: mini ventilatore compatto e silenzioso
Dyson lancia HushJet Mini Cool Fan, un ventilatore compatto e silenzioso progettato per offrire un flusso d’aria potente in dimensioni ridotte. Ecco caratteristiche, tecnologia e dettagli del nuovo dispositivo
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Anker risponde a questa evoluzione con due soluzioni di ultima generazione pensate per utenti professionali e consumer evoluti.

Anker Zolo 140W


Il modello Anker Zolo 140W è progettato per offrire una ricarica rapida e sicura su più dispositivi contemporaneamente. Grazie alla tecnologia GaN di ultima generazione, è in grado di fornire fino a 140W di potenza complessiva, permettendo di alimentare fino a quattro dispositivi in parallelo senza compromessi sulle prestazioni. Le due porte USB-C ad alta potenza consentono, per esempio, di ricaricare dispositivi come un MacBook Air da 15” fino al 50% in circa 30 minuti.
Un display a colori ad alta definizione rende il controllo semplice e intuitivoUn display a colori ad alta definizione rende il controllo semplice e intuitivo
Il dispositivo integra inoltre il sistema di sicurezza ActiveShield 3.0, che monitora costantemente la temperatura con oltre 6 milioni di controlli al giorno per proteggere i dispositivi collegati. Un display a colori ad alta definizione offre una visualizzazione immediata e dettagliata dello stato di ricarica, della temperatura e dell’utilizzo delle singole porte, rendendo il controllo semplice e intuitivo.

Anker Prime 160W


Anker Prime 160W rappresenta una soluzione compatta e ad alte prestazioni pensata per la massima efficienza in mobilità. Questo caricatore offre fino a 160W totali in un formato estremamente ridotto, paragonabile alle dimensioni della custodia degli AirPods Pro, rendendolo facilmente trasportabile. La singola porta USB-C è in grado di erogare fino a 140W costanti senza cali di potenza, permettendo di ricaricare un MacBook Pro da 16” fino al 50% in circa 25 minuti.
Anker Prime offre fino a 160W totali di potenzaAnker Prime offre fino a 160W totali di potenza
Grazie alla tecnologia PowerIQ 5.0, la potenza viene distribuita in modo intelligente tra più dispositivi, consentendo di alimentare contemporaneamente laptop, smartphone e tablet con un solo caricatore. Il sistema AnkerSense View introduce un livello avanzato di controllo, permettendo di monitorare in tempo reale la potenza erogata tramite display e applicazione mobile con connessione Bluetooth, oltre a personalizzare le modalità di utilizzo..

Crisi climatica in Italia: 376 eventi estremi e frane +42%
L’Italia affronta una crescente emergenza climatica: in occasione dell’Earth Day, cittadini e comunità si mobilitano con azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Nuovo scenario europeo della ricarica


Con l’adozione del caricatore unico per laptop, il mercato evolve verso soluzioni sempre più efficienti, versatili e sostenibili, in cui la riduzione dei caricabatterie proprietari diventa uno standard industriale. In questo contesto, Anker si posiziona come uno dei player di riferimento nell’evoluzione verso ecosistemi di ricarica universali, offrendo dispositivi ad alte prestazioni progettati per semplificare la vita digitale quotidiana.


Dyson HushJet Mini Cool Fan: il ventilatore compatto e silenzioso che rivoluziona il raffrescamento


Dyson HushJet Mini Cool Fan – Scheda Tecnica | Techpertutti.com


Dyson HushJet Mini Cool Fan

Scheda tecnica completa

Velocità flusso aria
Fino a 25 m/s

Motore
Brushless DC fino a 65.000 giri/min

Tecnologia ugello
Ugello HushJet™ con flusso mirato, efficiente e bassa turbolenza

Rumorosità
72,5 dBA Boost · 68 dBA velocità 5 · 52 dBA velocità 1

Modalità
5 velocità + modalità Boost

Utilizzo
Handheld, da scrivania, indossabile

Batteria
5000 mAh · fino a 6 ore

Ricarica
USB-C inclusa · completa in 3 ore

Peso
212 g

Categoria
Ventilatore portatile premium

Dyson ha il suo primo ventilatore portatile e compatto: HushJet Mini Cool Fan. Progettato per essere portato sempre con sé, il ventilatore è un dispositivo multifunzione utilizzabile al collo, sulla scrivania o in modalità handheld. Con un peso di soli 212 g e una batteria a lunga durata fino a 6 ore, esso garantisce freschezza continua ovunque e in qualsiasi momento. HushJet Mini Cool Fan raggiunge una velocità del flusso d’aria fino a 25 m/s, grazie a un motore brushless DC che ruota fino a 65.000 giri/min ed è dotato di cinque velocità più una modalità Boost per una potenza extra. In questo modo, il dispositivo permette di regolare il flusso d’aria in base alle esigenze: da una brezza leggera ideale per il lavoro o i viaggi, fino a un sollievo immediato e intenso nelle giornate più calde, mantenendo sempre un funzionamento potente e silenzioso. Il prodotto sarà disponibile in Italia entro la fine di maggio al prezzo di 99,00 euro.

ASUS UGen300: prima USB con motore IA per PC
ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Così Jake Dyson, Chief Engineer: “dal 2009 siamo ossessionati dal flusso d’aria: abbiamo perfezionato la proiezione dell’aria, ridotto le turbolenze e affinato la tecnologia termica. HushJet Mini Cool Fan rappresenta il culmine di questo percorso: un flusso d’aria potente, progettato per accompagnare la vita in movimento, portando una tecnologia di raffrescamento d’eccellenza da ogni casa direttamente nel palmo della tua mano”.


In Dyson, 38 mm è una misura iconica. Rappresenta l’approccio ingegneristico del brand nel rendere i prodotti più compatti, leggeri e performantiIn Dyson, 38 mm è una misura iconica. Rappresenta l’approccio ingegneristico del brand nel rendere i prodotti più compatti, leggeri e performanti

Flusso d’aria HushJet: potente e acusticamente ottimizzato


La tecnologia HushJet genera un flusso d’aria fino a 25 m/s, garantendo una ventilazione rapida ed estremamente efficiente. Grazie all’ottimizzazione della proiezione, il flusso viene canalizzato per ridurre turbolenze e dispersioni, migliorando le prestazioni complessive. In qualunque luogo ci si trovi - a bordo campo, in ufficio, in viaggio o a un festival estivo il ventilatore portatile Dyson mantiene freschi e può essere utilizzato in modalità handheld, posizionato su un piano o indossato a mani libere. Le prestazioni acustiche sono fondamentali quanto la potenza: l’approccio Dyson all’acustica si traduce in un comfort sonoro ottimizzato: l’ugello HushJet riduce le frequenze più elevate, elimina i rumori acuti e attenua il suono del motore, per un raffrescamento potente e silenzioso.

E-commerce Italia 2026: trend e abitudini nel report Idealo
Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibile in tre colorazioni


Dyson propone tre nuove finiture pensate per unire design e personalità: Ink/Cobalt, combinazione tra blu cobalto e blu inchiostro che interpreta la dualità della vita urbana, dinamica ma raffinata; Carnelian/Sky, evoluzione del classico rosso Dyson con finitura opaca abbinata a un blu cielo fresco e contemporaneo; e Stone/Blush, tonalità ispirata alla madreperla con sfumature bianche e delicati accenti rosati, studiata per trasmettere calma, eleganza e luminosità naturale.
HushJet Mini Cool Fan è pronto all’uso quotidiano con Neck DockHushJet Mini Cool Fan è pronto all’uso quotidiano con Neck Dock
Tra gli accessori a corredo del ventilatore Dyson ha incluso un cavo USB-C e la custodia da viaggio. Per una maggiore personalizzazione, sono disponibili accessori opzionali, tra cui un supporto universale progettato per il fissaggio su oggetti come passeggini e una clip di aggancio per tracolle o indumenti.


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esortazione (ingenua & a filo del cringe, va bene) a diventare agenzie stampa indipendenti

dal differxdiario


giocoforza bisogna essere / diventare *agenzie stampa in proprio* e trovare e diffondere le notizie VERE dal disastro. non bastano, non sono *mai* bastati i canali sedicenti ufficiali. (come il disgustoso Corriere della sera che, davanti all’assassinio da parte dello stato genocida della giornalista Amal Khalil, scrive semplicemente che è “morta”, non che è stata minacciata, le è stata data la caccia, ed è infine stata uccisa).

la controinformazione sta a noi. va fatta con tutti i mezzi necessari. qui su noblogo come su WordPress, BlueSky e altri spazi, anche Substack (gratis), ma soprattutto, possibilmente, su Mastodon, Friendica, e grazie a noblogs.org.
(questo post comparirà su vari spazi miei).

adesso vedo la notizia degli ottomila licenziamenti di Meta, e bisogna parlarne per forza. almeno a partire da un link: marcogiovenale.wordpress.com/2… che rimanda al lancio di Adn Kronos.

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eraclito contro parmenide (e la poesia contemporanea)


24 aprile, oggi “exit poetry” è in libreria
https://marcogiovenale.me/2026/04/24/24-aprile-exit-poetry/
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