Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Amazon Kindle 2025: numeri, abitudini e libri più letti dagli italiani


Amazon rivela che nel 2025 gli italiani su Kindle hanno letto oltre 814 milioni di pagine al mese, con generi, rituali e citazioni che raccontano l’amore per la lettura digitale
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.


Nel corso del 2025, i lettori Kindle in Italia hanno sfogliato miliardi di pagine. Kindle Year in Reading, la retrospettiva annuale presentata da Amazon, ripercorre le tendenze che hanno definito il 2025, celebrando libri e bestseller più letti dagli italiani. Dalle letture mattutine appena svegli alle maratone notturne, Kindle è diventato il compagno fedele di chi legge: gli italiani hanno divorato tramite il proprio e-reader una media di oltre 814 milioni di pagine al mese, un flusso costante di storie, emozioni e avventure che non hanno smesso di affascinare durante tutto l’anno.

OnePlus Pad Go 2: il tablet Android ideale per lavoro e svago
Tablet Android completo e bilanciato, OnePlus Pad Go 2 punta su produttività, autonomia e intrattenimento grazie a un grande display fluido, multitasking avanzato e funzioni smart ideali per lavoro e svago
TechpertuttiGuglielmo Sbano

I titoli e le saghe che hanno tenuto gli italiani incollati al proprio e-reader Amazon


Alcune storie non possono che essere lette tutte d’un fiato: La ragazza nascosta di Lucinda Riley, un mix di glamour, amore e mistero, si è aggiudicato il titolo di romanzo più letto dell’anno, incoronato dai lettori Kindle come il più amato, contribuendo a portare l’autrice sul podio degli autori più letti del 2025. Tra i libri preferiti, al secondo posto si trova Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici di Bettina Lemke, una guida per scoprire il proprio scopo di vita, seguito da Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè di Laurie Gilmore, un romance che racconta di un amore nato in un'atmosfera speziata di zucca e caffè. Sono questi i titoli che più di tutti hanno conquistato le classifiche dei bestseller e i cuori dei lettori. Oltre ai singoli titoli, intere serie hanno catturato l’immaginazione degli italiani: Empire di Anthony Riches – un’epica storica che racconta l’Impero Romano del 193 d.C., tra guerre civili, intrighi di potere e missioni pericolose – e La Bratva Kuznetsov di Nicole Fox – un’intensa dark romance che sfida i confini tra il bene e il male – sono state le saghe più apprezzate dell’anno. I lettori le hanno seguite con entusiasmo, libro dopo libro: impossibile fermarsi al primo.
Kindle accompagna le abitudini di lettura digitale degli italiani nel 2025, tra casa, viaggio e tempo liberoKindle accompagna le abitudini di lettura digitale degli italiani nel 2025, tra casa, viaggio e tempo libero

Rituali di lettura: mesi, momenti della giornata e generi preferiti


I rituali di lettura rivelano molto sulle abitudini degli italiani. Agosto racconta una storia affascinante: è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferite, trasformando le giornate estive in occasioni di pura evasione letteraria. E se agosto è il mese in cui la lettura trova il suo spazio più ampio, la sera è il momento della giornata preferito dagli italiani per accendere il proprio Kindle, quando si sceglie di rallentare, chiudere la giornata e viaggiare in un’altra realtà, prima di addormentarsi. I romanzi rosa sono stati il genere più amato, seguito da gialli, thriller e letteratura, e hanno accompagnato i lettori italiani lungo tutto il 2025 tra grandi passioni, seconde possibilità e finali sospirati. Sul fronte degli autori, Paolo Pinna Parpaglia è l’autore più letto dell’anno tramite Kindle, con romanzi capaci di tenere il pubblico avvinto pagina dopo pagina, seguito da Freida McFadden, che intreccia suspense e colpi di scena.
Agosto è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferiteAgosto è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferite

Libri che ispirano serie TV, serie TV che fanno riscoprire i libri


La relazione tra schermo e pagina non è mai stata così intensa. Quando l’ultima stagione della serie L’estate nei tuoi occhi è arrivata su Prime Video, l’interesse si è spostato anche sui libri: nel 2025 i download del romanzo sono cresciuti di oltre otto volte, a conferma di come le serie e i film tratti dai libri spingano a scoprire, o riscoprire, le opere originali da cui tutto ha avuto origine.

Citazioni, evidenziazioni e parole che restano


Oltre a leggere, i clienti Kindle in Italia si sono immersi nei loro libri in modo attivo, creando oltre 882 milioni di evidenziazioni nel corso dell'anno. I lettori di tutto il mondo hanno segnato i passaggi che li hanno colpiti di più e, tra le frasi che hanno lasciato il segno in Italia, spicca “Stai attenta, la bellezza potrebbe non essere una benedizione”, tratta proprio da La ragazza nascosta di Lucinda Riley: una citazione diventata una delle più evidenziate dell’anno, a testimonianza di come alcune parole continuino a riecheggiare anche dopo aver letto l’ultima pagina.

Rimani attivo nel nuovo anno con Apple Watch | TechPerTutti
Apple Watch può aiutarti a restare attivo nel nuovo anno grazie a monitoraggio dell’attività, motivazione quotidiana e maggiore consapevolezza del benessere
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La fotografia tracciata dai dati Amazon mostra come la lettura digitale continui a essere una parte stabile delle abitudini quotidiane degli italiani. Kindle non è più solo un dispositivo, ma uno strumento che accompagna momenti diversi della giornata, dal tempo libero alle letture serali, adattandosi a stili di vita sempre più digitali. Numeri, titoli e comportamenti raccontano un cambiamento ormai consolidato, che conferma il ruolo centrale degli e-reader nel modo in cui oggi si consumano libri e contenuti.



OnePlus Pad Go 2: il tablet Android da comprare per il lavoro e il divertimento


OnePlus ha finalmente svelato lo scorso mese di dicembre il Pad Go 2, successore del Pad Go. Si tratta di un tablet nuovissimo, con uno schermo super brillante da 12,1 pollici, un processore potente ed include la Stylo. Dopo il lancio ufficiale, avvenuto lo scorso 17 dicembre, ho avuto modo di testarlo per qualche settimana e devo ammettere che mi ha stupito sin dal primo momento per le sue prestazioni, un design pulito ed elegante e l'eccellente qualità dei materiali. Nella recensione che segue vedremo insieme coma va nell'utilizzo pratico. Prima di iniziare diciamo subito che OnePlus mette a a disposizione le seguenti configurazioni: 8/128GB solo wi-fi a 299 euro e 8/256Gb con il modem 5G a 399 euro.
Lo schermo del OnePlus Go Pad 2 di può dividere in due aree separate semplicemente scorrendo due dita dal centro bordo superioreLo schermo del OnePlus Go Pad 2 di può dividere in due aree separate semplicemente scorrendo due dita dal centro bordo superiore

Il display coniuga efficienza e comfort visivo


Il Pad Go 2 migliora ulteriormente l'ottimo display visto con il predecessore. Un'evoluzione su cui contavo molto, considerato che la proverbiale esperienza del brand, che seguo sin dai suoi esordi, ha sempre centrato le migliori aspettative. Nella fattispecie, infatti, la luminosità è più che raddoppiata rispetto al precedente modello, arrivando a ben 900 nit, con 2,8K di risoluzione e 284 ppi. Questi dati, sono la cifra non solo di una eccellente qualità delle immagini ma anche di un'ottima visibilità dello schermo, utilizzabile anche all'aperto in giornate soleggiate senza nessun affaticamento per la vista. In aggiunta, la risoluzione di 2800x1980 consente un'altissima nitidezza e con il supporto ad un refresh rate di 120 Hz i contenuti in streaming si muovono con una piacevole fluidità, assicurando un'alta esperienza di visione che eguaglia i concorrenti del medesimo segmento.
Il display sfodera immagini bellissime, un'eccellente taratura dei colori e contrasti molto profondiIl display sfodera immagini bellissime, un'eccellente taratura dei colori e contrasti molto profondi

Design, Stylo e audio


Insieme al display, una delle prime cose che mi ha colpito di questo tablet è il design. È utilitaristico nella sua estetica, ma non si può negare l'eleganza della costruzione e la solidità dell'assemblaggio. Il Pad Go 2 ha un ingombro di 266 x 192 mm, con uno spessore di soli 6,83 mm e un peso di 597 g (modello Wi-Fi) o 599 g (versione 5G), il che lo rende facile da maneggiare. Il dispositivo è ancge resistente, grazie ad un telaio in policarbonato dalla texture opaca, con la fotocamera posizionata in alto a destra. Nonostante la finitura opaca, qualche segno di impronte digitali resta, senza comunque creare alcun fastidio, e viene. completamente cancellato dall'utilizzo della comoda cover. Il telaio laterale è realizzato in metallo con finitura opaca spazzolata (bordi piatti e angoli arrotondati).


Il OnePlus Pad Go 2 nella sua cover: oltre ad offrire protezione, essa offre anche un pratico appoggio

Tenendo il dispositivo orientato verticalmente, rivolto verso di noi, troviamo il pulsante di accensione nell'angolo in alto a destra, con i bilancieri del volume situati accanto, anch'essi sul lato destro del telaio. Oltre ad avere quattro griglie per altoparlanti (due sopra e due sotto), il lato superiore ha uno slot per la scheda SIM (il Pad Go 2 è disponibile in una variante 5G opzionale), mentre il telaio inferiore ha il microfono principale, la porta USB-C e le ltre due griglie degli speakers.



Dettagli del telaio e del modulo fotocamera del OnePlus Pad Go 2

Nella parte anteriore, le cornici del display sono perfettamente simmetriche tra loro; questa caratteristica di linearità, che a me piace molto, consente di sfruttare l'88,5% della superficie frontale e di arrivare ad una diagonale di 12,1 pollici in formato di 16:10, ideali per la visione dei contenuti multimediali. Quattro gli altoparlanti in totale, stereo e di alta qualità, che funzionano in armonia con l'Omnibearing Sound Field, una tecnologia di rilevamento intelligente dell'orientamento dello schermo che regola automaticamente i canali stereo per offrire un suono ricco e dettagliato. Con questa dotazione, la qualità del suono riprodotta è davvero ottima e si apprezza ancor di più guardando film e serie Tv.
Il OnePlus Pad Go 2 nella sua cover: oltre ad offrire protezione, essa offre anche un pratico appoggioIn primo piano la Stylo firmata OnePlus: tante le opzioni di utilizzo che ne fanno un accessorio utilissimo
Gli accessori a disposizione per chi acquista il Pad Go 2 sono il Folio Case, una custodia che presenta una parte posteriore sagomata e un lembo anteriore morbido al tatto. Quando il tablet è adagiato sul suo lato lungo, in posizione inclinata, la custodia tende a cedere a meno che non si faccia pressione sul lembo verso la base. Sul lato superiore è presente un alloggiamento in plastica per la Stylo che garantisce una presa piuttosto sicura. A proposito dello stilo, è di buona qualità ed il suo design è essenzialmente sferico, è comoda da impugnare e la punta arrotondata rende i tratti sul display più scorrevoli. Il pulsante nella parte bassa, non lontano dalla punta può avere molteplici funzioni, dall'accoppiamento bluetooth al passaggio pennello/gomma, serve a catturare gli screenshot, per scrivere, disegnare ed altro. Con i suoi 4096 livelli di pressione a bassa latenza, il flusso della scrittura risulta fluido, scorrevole, facilitando la corretta scrittura. Nella parte alta del pennino troviamo la porta usb-c per la ricarica. Tra le cose che si possono fare con la Stylo rientra quella di poter fare uno screenshot parziale premendo e tenendo premuto il pulsante, far apparire una nota rapida scorrendo dall'angolo in alto a destra dello schermo o semplicemente avviare una nota quando lo schermo è spento toccando il display con lo stilo. Quest'ultima funzione è davvero utile, perché permette di prendere appunti all'istante quando dobbiamo annotare qualcosa, senza dover necessariamente sbloccare il tablet.
La scrittura con la Stylo risulta estremamente precisae la punta è piacevolmente scorrevoleLa scrittura con la Stylo risulta estremamente precisae la punta è piacevolmente scorrevole

Hardware, Software e Performance


All'interno del Pad Go 2 si trova il processore MediaTek Dimensity 7300 Ultra octa-core con architettura a 4nm. Il chipset è abbinato a 8 GB di RAM LPDDR5X (8 GB di RAM espandibile) e fino a 256 GB di spazio di archiviazione UFS 3.1. Tutte le normali attività come scorrere le pagine della schermata iniziale, aprire app, leggere la posta in arrivo, scaricare e condividere file, guardare contenuti su app come Netflix o YouTube o passare da un'app all'altra, vengono gestite con disinvoltura, regalando un'esperienza di utilizzo è fluida e piacevole. Anche in questo caso una parte del merito va attribuita alla capacità di OnePlus di realizzare un'interfaccia snella, intuitiva e molto efficace. Nel corso degli anni, il brand ha dedicato un impegno e un tempo encomiabili alla sua interfaccia utente, come dimostra il lavoro fatto con OxygenOS 16. In effetti, il risultato è ottimo e Oxygen OS 16, basato su Android 16, è uno dei launcher più eleganti e raffinati in circolazione, con tanti widget molto utili e animazioni di sistema super fluide.


Sono disponibili numerose opzioni di personalizzazione della schermata di blocco e della schermata iniziale: ad esempio, è possibile regolare la dimensione dell'orologio (e l'effetto profondità) e aggiungere un gruppo di widget. Nella schermata iniziale è possibile scegliere tra numerosi sfondi (grazie a Flux Themes), insieme a opzioni per i colori del sistema e la gestione delle icone (dimensioni, angoli arrotondati, nome dell'app) e temi (tra cui Flux, Radiance, Shadow, ecc.).

È possibile anche scegliere se il pannello delle impostazioni rapide venga visualizzato in modalità classica (impostazioni rapide + notifiche) o in modalità divisa (impostazioni rapide dall'alto a destra e notifiche dall'alto a sinistra o al centro). In Impostazioni, Notifiche e impostazioni rapide, è possibile modificare ciò che mostra la barra di stato nella parte superiore dello schermo, controllare le impostazioni degli avvisi in tempo reale e abilitare la cronologia delle notifiche nel menu Altre impostazioni.
La modalità screen-off è attivabile semplicemente toccando con la Stylo lo schermo, anche se spentoLa modalità screen-off è attivabile semplicemente toccando con la Stylo lo schermo, anche se spento
Dai test di benchmark , il MediaTek Dimensity del nostro OnePlus Pad Go2 risulta meno performante di quanto fatto registrare dalla Snapdragon 8 Gen 3 del Pad2, ed è molto vicino allo Snapdragon 8 Gen 1 che alimenta il Galaxy Tab S8. Tuttavia, confermo l'impressione già evidenziata in più occasioni con OnePlus, un brand che riesce a realizzare un'efficace ottimizzazione della sua interfaccia, tale che la potenza del Soc risulta più che sufficiente per le esigenze della maggior parte delle operazioni che svolgo durante un'intera giornata. Sia il gaming sia lo streaming sono piacevolmente fluidi e i quattro altoparlanti producono un audio forte e chiaro; il display, con il suo elevato refresh rate, assicura un ottimo intrattenimento e le attività quotidiane vengono processate con ottima reattività, una caratteristica che si riverbera favorevolmente anche sul lancio delle App, sempre molto puntuale e rapido.

OnePlus 15R ufficiale: prezzo, specifiche e perché conviene
OnePlus 15R punta a diventare il nuovo flagship killer del 2025: hardware top, autonomia record e prezzo competitivo. Ecco tutto quello che devi sapere prima di acquistarlo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Batteria: progettata per lunghe sessioni


Un altro aspetto in cui OnePlus Pad Go 2 compie un significativo passo avanti rispetto al suo predecessore è la sua autonomia. Il tablet è dotato di una batteria da 10.050 mAh, in aumento rispetto agli 8.000 mAh del Pad Go originale, e ciò si nota chiaramente nell'uso quotidiano. Nel mio test notturno della batteria con PCMark, la durata del Pad Go 2 ha superato le 8 ore, un'ottima performance rispetto ai tablet concorrenti. Sebbene questo risultato non collochi questo device tra i leader della categoria, il risultato ottenuto è degno di attenzione per un tablet in questo segmento che assicura il funzionamento per tutto il giorno senza dover ricorrere alla ricarica. Utilizzando un caricabatterie da 65 W, il Pad Go 2 ha impiegato poco più di due ore per completare un intero ciclo di ricarca, sfruttando un velocità massima di 21 W. Questo dato è importante nella considerazione che il processo di ricarica ha bisogno dei suoi tempi se ci apprestiamo ad utilizzare il tablet per lunghe sessioni di lavoro. Nel complesso, la durata della batteria è un punto di forza del Pad Go 2: si tratta, infatti, di un tablet che possiamo utilizzare comodamente per un'intera giornata senza dover pensare costantemente al caricabatterie, il che lo rende un dispositivo ideale per l'intrattenimento.

Conclusioni


Dopo aver utilizzato il OnePlus Pad Go 2 ho maturato la convinzione che questo tablet esprime coerenza, concretezza e usabilità, e ciò si nota chiaramente nell'utilizzo di tutti i giorni. Sebbene il suo punteggio AnTuTu di poco più di un milione sia inferiore a quello di rivali con prezzi simili, le prestazioni costanti raccontano una storia più rassicurante che vede questo dispositivo adattarsi bene anche a lunghe sessioni di streaming, navigazione, videochiamate e produttività leggera. L'eccellente durata della batteria rafforza ulteriormente il tratto distintivo di questo tablet, la cui autonomia supera quella di molti concorrenti. La ricarica potrebbe risultare lenta per chi ha ritmi quotidiani molto intensi, tuttavia il vantaggio sta nel fatto che l'autonomia prolungata non richiede frequenti ricariche. Il display più grande da 12,1 pollici, l'esperienza OxygenOS pulita e le prestazioni migliorate rispetto al Pad Go originale rendono questo un aggiornamento sostanzioso, piuttosto che un mero fattore estetico, con il risultato di una comoda gestione delle attività quotidiane, un fattore di grande importanza per la maggior parte dei potenziali utilizzatori. Fatte queste considerazioni, ritengo questo tablet targato OnePlus un acquisto assolutamente consigliato in questa fascia di prezzo.


Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Microsoft consiglia di disinstallare un aggiornamento di Windows 11: blocca Outlook


Microsoft consiglia di rimuovere l'aggiornamento KB5074109 di Windows 11: causa blocchi in Outlook con account POP e file PST. Nessuna soluzione definitiva per ora.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Se usate Outlook Classic su Windows 11 e negli ultimi giorni avete notato blocchi frequenti, email non salvate o il programma che smette di rispondere, non siete soli. Microsoft ha confermato che l’aggiornamento KB5074109 del 13 gennaio causa problemi seri, in particolare con gli account POP e i file PST.

Il consiglio ufficiale è di disinstallare l’aggiornamento. Potete farlo da Impostazioni, Windows Update, Cronologia aggiornamenti, Disinstalla aggiornamenti, selezionando KB5074109. Il problema? Rimuovendolo perdete anche oltre 100 correzioni di sicurezza incluse nell’aggiornamento di gennaio. Non proprio l’ideale.

I problemi tuttavia non si fermano a Outlook. L’aggiornamento causa blocchi anche in altre applicazioni quando si aprono o salvano file su servizi cloud come OneDrive o Dropbox. Per chi tiene i file PST su OneDrive la situazione è particolarmente frustrante: Outlook smette di rispondere e spesso l’unica soluzione è chiuderlo dal Gestione attività.

Microsoft sta ancora indagando e per ora non esiste una soluzione definitiva. I workaround suggeriti, come spostare i file PST fuori da OneDrive o usare la webmail, non sono proprio comodi.


FONTE support.microsoft.com

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

jQuery 4.0: la libreria veterana si rinnova dopo quasi un decennio


jQuery 4.0 è finalmente arrivato: la storica libreria JavaScript abbandona il supporto a Internet Explorer e browser obsoleti, abbracciando i moduli ES e una build slim ancora più leggera.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Chi lo dava per morto dovrà ricredersi. jQuery, la libreria JavaScript che ha praticamente definito lo sviluppo web degli anni 2000, torna con una major release a distanza di quasi dieci anni dalla 3.0 (e a venti dalla sua nascita).

La versione 4.0, annunciata sul blog ufficiale, è soprattutto un’operazione di pulizia: via il supporto a Internet Explorer 10 e precedenti, addio a Edge Legacy e a versioni datate di Firefox e iOS. Insomma, si taglia col passato.

Sul fronte tecnico, il passaggio più significativo è la migrazione dai moduli AMD agli ES modules, che rende jQuery compatibile con i sistemi di build moderni. Arriva anche il supporto ai Trusted Types per chi lavora con policy di sicurezza stringenti, e la build “slim” diventa ancora più leggera grazie alla rimozione di Deferreds e Callbacks.


FONTE blog.jquery.com

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Pale Moon 34: il browser alternativo si rifà il look su Windows 11


Pale Moon 34.0.0 porta un tema rinnovato per Windows 11, compatibilità CSS migliorata, emoji Unicode 17 e importanti correzioni di sicurezza.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Pale Moon taglia il traguardo della versione 34.0.0. Per chi non lo conoscesse, parliamo di un browser nato anni fa come fork di Firefox ma che ormai viaggia per conto suo, con una filosofia ben precisa: offrire un’esperienza di navigazione più tradizionale, senza inseguire per forza le mode dei colossi del settore.

Questa release sembra essere particolarmente importante, con novità che spaziano dall’aspetto grafico alla compatibilità con i siti moderni.

Nuovo tema per Windows 11


Il cambiamento più visibile riguarda il tema predefinito su Windows, completamente ridisegnato per dialogare meglio con Windows 11. Finalmente i colori di sistema e le tinte scure vengono rispettati come si deve, eliminando quelle stonature grafiche che saltavano all’occhio nelle versioni precedenti.

Compatibilità web migliorata


Tornano i CSS Cascade Layers e il color-mix, temporaneamente disattivati per problemi di stabilità. Sparisce anche il prefisso proprietario -moz-appearance. Aggiornato anche il supporto emoji a Unicode 17.

Meno crash, più sicurezza


Corretti diversi bug che in certe situazioni facevano chiudere il browser senza preavviso, soprattutto sui siti più complessi. Aggiornati anche i componenti legati alla crittografia, con correzioni per varie vulnerabilità di sicurezza.

Ripristinata anche la possibilità di usare alcuni plugin ormai incompatibili con gli altri browser. Una scelta di nicchia, ma coerente con la filosofia di Pale Moon: lasciare agli utenti opzioni che altrove non esistono più.


FONTE palemoon.org

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Invitando Alpaca a soggiornare in hotel, sarà presente anche Merino!


Invitando Alpaca a soggiornare in hotel, sarà presente anche Merino! #ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post Mostra/Nascondi il widget Telegram https://news.creeperiano99.it/2026/01/invitando-alpaca-soggiornare-in-hotel.html
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Invitando Alpaca a soggiornare in hotel, sarà presente anche Merino!
#ACNH #animalcrossing

Continua su Telegram ➡️ Vai al post
Mostra/Nascondi il widget Telegram

news.creeperiano99.it/2026/01/…

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Questo sito ti dice se un videogioco sta cercando di manipolarti


DarkPattern.games è un database con oltre 52.000 giochi mobile recensiti in base ai trucchi psicologici usati per manipolare i giocatori. Ecco come funziona e perché può essere utile.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Avete presente quella sensazione fastidiosa quando un gioco mobile vi spinge a guardare una pubblicità per ottenere una ricompensa, oppure vi avvisa che il vostro raccolto “appassirà” se non tornate a giocare entro poche ore? Non è un caso: sono tecniche di design studiate a tavolino per tenervi incollati allo schermo (o per farvi aprire il portafoglio).

Si chiamano dark pattern e c’è un sito che li cataloga tutti: DarkPattern.games.

Il progetto nasce da un’esperienza personale. Come racconta il creatore su Hacker News, tutto è iniziato quando si è ritrovato dipendente da un gioco mobile al punto da compromettere lavoro e vita familiare. Studiando le tecniche usate dagli sviluppatori, che spesso si avvalgono di psicologi per rendere i giochi più “coinvolgenti”, è riuscito a liberarsi da quella spirale. Da lì l’idea di condividere queste conoscenze con altri.

Come funziona


Il database contiene oltre 52.000 giochi, principalmente per iOS e Android. Gli utenti possono recensire ogni titolo segnalando la presenza di quattro categorie di trucchetti:

  • Temporali: meccaniche che vi obbligano a giocare secondo i tempi del gioco, non i vostri. Tipo i famosi timer che vi costringono ad aspettare (o pagare) per proseguire.
  • Monetari: tutto ciò che vi spinge a spendere più di quanto vorreste, dalle microtransazioni aggressive alle valute virtuali pensate per confondervi sul valore reale degli acquisti.
  • Social: quando il gioco sfrutta le vostre amicizie per tenervi dentro, tipo le richieste di invitare amici o i confronti nelle classifiche.
  • Psicologici: illusioni di controllo, ricompense casuali (le famigerate loot box), falsi sensi di scarsità.

In base alle segnalazioni, ogni gioco viene classificato come “sano” oppure “problematico”.

Qualche limite da considerare


Ovviamente il sistema ha i suoi limiti: essendo basato sulle segnalazioni degli utenti, i giochi meno popolari rischiano di avere valutazioni poco affidabili. E non c’è distinzione tra un gioco che richiede qualche azione ripetitiva e uno che vi costringe a macinare ore su ore per progredire: vengono trattati allo stesso modo.

Il vero valore del sito, però, sta nella sezione che spiega come funziona ogni singola tecnica. Perché una volta che sapete riconoscere questi trucchetti avete la possibilità di provare a non cascarci.

Perché è rilevante


Se lette superficialmente queste notizie potrebbero sembrare esagerate ma sono tutt’altro che marginali.

Il Belgio ha dichiarato illegali già nel 2018 le cosiddette “loot box”, quelle scatole a sorpresa virtuali che si comprano senza sapere cosa contengono, equiparandole al gioco d’azzardo. Nei Paesi Bassi la situazione è più complessa: dopo un iniziale divieto, una sentenza del 2022 ha dato ragione a Electronic Arts, ma il parlamento olandese sta spingendo per reintrodurre il ban. Intanto negli Stati Uniti, la FTC ha inflitto a Epic Games una multa da 245 milioni di dollari proprio per l’uso di dark pattern in Fortnite: interfacce confusionarie che portavano i giocatori a fare acquisti non voluti con un singolo tasto.

Se volete farvi un’idea di come funzionano queste tecniche, magari prima di scaricare il prossimo gioco “gratuito”, DarkPattern.games è un buon punto di partenza!


FONTE darkpattern.games

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

E finalmente arriva Fortuitus!


Tutto è pronto, la sala c'è, è ora. Non vedo l'ora di partire con Fortuitus, laboratorio per il recupero di canzoni popolari antiche, molto antiche, vorrei risalire almeno fino al Rinascimento. Avendo fretta, ho posto la prima data di ritrovo molto vicina
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Tutto è pronto, la sala c’è, è ora.

Non vedo l’ora di partire con Fortuitus, laboratorio per il recupero di canzoni popolari antiche, molto antiche, vorrei risalire almeno fino al Rinascimento.

Avendo fretta, ho posto la prima data di ritrovo molto vicina, il 30 gennaio, ma non dispero, come spiego nella pagina dedicata, la frequenza è liberissima, è un’attività che deve apportare piacere e non stress.

Quindi per sette incontri, da fine gennaio a fine maggio, proporrò studio ed esecuzione (senza partiture!) di canzoni, che sto recuperando con un personale studio, che probabilmente erano cantate non da professionisti dello spettacolo ma dalle persone in contesti quotidiani.

Non si fa polifonia, se non improvvisata.

Per cui, se hai voglia di sentire come suonava questa musica, e cantarla, vieni e sperimentati. Non ci sono limiti, non ci sono impedimenti – la sala è a Villa Monga, Verona, quartiere Pindemonte. Orari serali.

Le giornate e tutta la spiegazione si leggono sulla pagina dedicata, cliccando qui.

Non ci si iscrive, ma se mi comunichi che vieni in qualche maniera (alla pagina contatti – cliccando qui – trovi tutti i miei riferimenti) è meglio, così so cosa aspettarmi.

Insomma, ti aspetto, e non vedo l’ora.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

AdGuard VPN rende open source il suo protocollo e lo ribattezza TrustTunnel


AdGuard VPN rilascia il codice del suo protocollo proprietario, ora chiamato TrustTunnel. Client e server open source per chi vuole configurare la propria VPN.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ci hanno messo un po’, ma alla fine l’hanno fatto. AdGuard ha reso pubblico il codice del protocollo che usa per la sua VPN, dandogli anche un nuovo nome: TrustTunnel. L’annuncio arriva dopo anni di richieste da parte degli utenti.

Il protocollo era già in uso nelle app di Adguard VPN su tutte le piattaforme, ma fino ad oggi il codice era rimasto chiuso. Ora chiunque può esaminarlo, modificarlo o usarlo nei propri progetti.

Perché un altro protocollo VPN


La motivazione ufficiale è che i protocolli esistenti, OpenVPN, WireGuard, IPsec, hanno un problema: sono facili da rilevare e bloccare a livello di rete. Questo vale soprattutto in paesi con forti restrizioni sulla navigazione.

TrustTunnel prova a risolvere la questione mimetizzandosi come normale traffico HTTPS. Usa TLS per la crittografia (lo stesso standard dei siti web sicuri) e si appoggia a HTTP/2 o HTTP/3 per il trasporto. In teoria dovrebbe essere più difficile da individuare e bloccare con la deep packet inspection, mantenendo velocità decenti.

Ogni connessione gira su un canale dedicato che raggruppa i dati per una trasmissione più veloce, il tutto ottimizzato per funzionare bene anche con connessioni instabili da telefono.

Codice disponibile, app incluse


AdGuard non si è limitata a pubblicare le specifiche del protocollo. Ha rilasciato anche l’implementazione di riferimento del server e dei client con licenza Apache 2.0.

Ci sono client da riga di comando per Linux, Windows e macOS, più due app dedicate per iOS e Android. I client includono funzioni interessanti come regole di routing flessibili per decidere quali richieste passano dal tunnel e quali no, e un log in tempo reale del traffico.

Sul sito ufficiale di TrustTunnel trovate tutte le risorse per partire, se volete configurare il vostro server invece di usare quello di AdGuard.

L’obiettivo (ambizioso)


La dichiarazione di intenti è chiara: vogliono che altri servizi VPN adottino TrustTunnel. Non dev’essere solo “quel protocollo che usa AdGuard”, ma un’alternativa vera ai protocolli esistenti.

Resta da vedere se succederà davvero. WireGuard è già open source da anni ed è diventato uno standard di fatto, mentre Proton VPN ha rilasciato il suo protocollo Stealth tempo fa. TrustTunnel dovrà dimostrare di avere vantaggi concreti per convincere altri provider a integrarlo.


FONTE adguard-vpn.com


FONTE github.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

“Se Anche tu hai Perso la Voglia di Giocare ai Videogiochi…”


youtube.com/watch?v=Ge3at300IO…

Con gran fortuna, così da rompere questo terrificante silenzio di 3 settimane che si è per qualche ragione formato sul fritto misto (…ops, scusate se sono così terribile…) è uscito fuori questo video del davidone vics, che può sicuramente fungere da buon spunto di riflessione… Filmino che, a differenza di molti suoi altri che invece fanno ridere, fa infatti riflettere, sullo strambo fenomeno che ci accade, e che mi accade, per cui in certi periodi, la voglia di giocare ai videogiochi — altrimenti mezzi di intrattenimento e non di consumaggio, bensì di sfruttaggio del tempo, così benedetti e magici — semplicemente svanisce, nel vuoto, risucchiata, poof… 😐

Di questo inspiegabile fenomeno di sparizione — che a me ha recentemente ricolpito, e dalla fine del dicembre passato ad ancora adesso me la porto avanti, tant’è che è letteralmente da quasi un mese che non videogioco assolutamente a niente, inclusi giochini sul telefono, sorprendentemente — ne ho parlato qualche volta a livello personale, ultimamente, con notine sparse su Squaloctti, perché me ne sono accorta molto a ‘sto giro… chissà se perché stavolta questo “burnout” ha inspiegabilmente seguito un periodo di gaming intenso, facendomi passare in maniera quasi netta da tanto gaming a letteralmente zero gaming, o se perché in generale con le notine sto ultimamente facendo molta introspezione… ma, comunque sia: è assolutamente reale. 🤯

Davide qui nel video in realtà individua delle possibili cause per lui che non si allineano perfettamente a me, ma sono valide… e, in ogni caso, al di là delle differenze personali, la questione sembra essere abbastanza diffusa, e questo la rende ironicamente ancora più un mistero: Perché mai il fottuto gaming, che dovrebbe essere l’assoluto piacere (…vabbè, un passatempo divertente, ora manco a far finta che sia chissà che attività mistica), in certi momenti semplicemente non va? Al di là del semplice non avere tempo perché si lavora, o perché si ha voglia di spendere il tempo in attività diverse, come per me può essere programmare, perché mai in certi momenti c’è la voglia di fare qualcosa, si pensa al gaming come opzione… e però poi si arriva alla conclusione che, per il gaming, la voglia non c’è? 😨

La spiegazione che posso trovare per me, tanto banale quanto efficace, è quella delle iperfissazioni autistiche… magari per qualche settimana mi infogno pesantemente nel gaming, e poi no perché mi infogno di più in qualcos’altro, per poi tornare al gaming dopo altro tempo, e boh… e, nel mio caso, questo sarebbe coerente con altre mie attività, come appunto la programmazione, o anche la lettura (…è da tipo 2 mesi che non leggo, a proposito… e se questo mese neanche ho giocato… allora che cazzo sto facendo nelle mie giornate???)… però è evidente che c’è dell’altro sotto, altrimenti sicuramente questo non sarebbe un problema anche per gli allistici. Vix invece, dalla sua, mette il peso sulla confusione e sullo stress che causa lo stare appresso a tanti giochi insieme, a seguire il mercato, e al peso del backlog… tutti colpevoli plausibili, ma, anche qui, il quadro sembra incompleto. 🦷

La risposta a questo ennesimo mistero della natura umana, purtroppo, non la si avrà né con questo video, né con questo articolino, e probabilmente neanche i nostri posteri arriveranno ad una risposta… però, qualche consiglio per evitare questa cosa che io chiamo burnout, per quanto ridere faccia visto il contesto, ma a questo punto non lo so, dal signorotto ci arriva, e io condivido. Sicuramente, infatti, una trappola in cui si cade, a maggior ragione se si è creatori di contenuti o se si dà grande peso all’etichetta di gamer nella propria identità, è quella di dover seguire ogni cosa, di provare tutti i giochi, e di finirli, e di farlo velocemente… anche se magari si prova noia, anche se si vorrebbe andare più lentamente… e beh, la risposta a questo dilemma nel dilemma è semplice: è una trappola mentale che porta solo a giocare di meno nonostante i propri desideri, quindi va riconosciuta ed evitata… ed è una cosa che io già faccio, per dire… eppure il mistero rimane. Però dai: se non altro, almeno, con questa storia abbiamo capito che noi gamer seccati, marciscenti, non siamo soli. 😩

#burnout #davidevix #gaming #videogiochi

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il “board” di Trump e l’inglese che straborda nell’italiano


di Antonio Zoppetti

In questi giorni, i consueti picchi di stereotipia giornalistici che – in gregge – si affannano a ripetere e diffondere l’inglese ci martellano con il “board” di Trump, decurtazione di “Board of Peace” (scritto preferibilmente con le maiuscole all’americana).

Questo “tavolo”, “consiglio” o “comitato” per la pace è stato inizialmente concepito per gestire la ricostruzione della Striscia di Gaza, ma subito dopo è sparito ogni riferimento a quella situazione contingente e si sta configurando come un ben più ampio organo che mira al controllo, alla gestione e alla risoluzione dei conflitti internazionali. In poche parole è un progetto per delegittimare e cancellare l’Onu – inizialmente voluto e controllato dagli Usa, ma poi sfuggito loro di mano – e sostituirlo con un comitato sotto la guida dell’imperatore Trump, in cui si può entrare pagando un miliardo di dollari.

Tutto l’apparato mediatico è fortemente critico nel riportare la notizia, dal punto di visto politico, ma non da quello linguistico. E così, se il presidente statunitense è presentato come un nuovo tiranno che con il suo “club” punta a gestire il “racket” della “governance” mondiale – per usare la lingua dei giornali invece di quella dei cittadini – la scelta di riportare le sue parole in inglese non è altrettanto “tirannica” per i suprematisti dell’angloamericano che compongono la nostra classe dirigente.

Mentre nell’italietta colonizzata circola solo la notizia del board (“of peace” si può anche omettere, c’est plus facile) e l’idea che per essere “internazionali” è opportuno ostentare la lingua dei padroni, i giornalisti francesi e spagnoli hanno un approccio diverso nel dare la stessa notizia: quello di riportarla nella propria lingua madre.
Dunque, sui giornali come El Paìs o El Mundo si ricorre allo spagnolo (“Junta de paz”), su Le Figaro o Le Monde si ricorre al francese (“conseil de la paix”) e anche in Portogallo si parla di “Conselho de Paz”, sia sulle testate conservatrici come il Diário de Notícias sia su quelle progressiste come l’Expresso.

La storia di “board” in italiano

Il Devoto Oli registra l’anglicismo board come una parola comparsa nel 1977 nel suo significato di collegio, comitato (letteralmente tavolo del consiglio), ma questa prima sporadica attestazione si è diffusa e radicata solo in seguito.

Nello stesso anno, Roberto Vacca (sotto lo pseudonimo di Giacomo Elliot) aveva dato alla luce il libro Parliamo itangl’iano in cui ragionava con toni molto ironici sulle espressioni in inglese che si stavano diffondendo. Il sottotitolo era infatti “Le 400 parole inglesi che deve sapere chi vuol fare carriera”. Erano voci legate soprattutto al linguaggio aziendale e lavorativo, e tra queste c’era anche “boardroom” cioè “la sala in cui si riunisce il consiglio d’amministrazione di una società per azioni. (…) Per brevità si dice spesso semplicemente board” come se sedersi a un board – chiosava l’autore – fosse qualcosa di più influente rispetto a essere un semplice “consigliere di amministrazione”.

Da allora le cose sono molto cambiate, e oggi gli anglicismi che servono per “sopravvivere” non sono più 400, ma 4.000, stando ai dizionari.

Ricordo che da giovane, a metà degli anni Novanta, lavoravo in una società che sperimentava l’editoria elettronica, e da semplice redattore ero poi stato ammesso nel comitato editoriale. Dieci anni dopo, quando invece collaboravo per una televisione dedicata ai libri, facevo parte del “board editoriale”, un’espressione nel frattempo non solo normalizzata, ma connotata di una maggiore solennità ed efficienza, per tornare alle pungenti riflessioni di Roberto Vacca, che ormai, invece di farci ridere, dovrebbero farci riflettere sul nostro attuale suicido linguistico.

Intanto, l’espansione incontenibile dell’inglese ha prodotto una miriade di nuove parole composte da board, che letteralmente indica semplicemente una tavola, e così si sono diffusi gli skateboard ed è arrivato lo snowboard, hanno preso piede gli storyboard, in informatica si è introdotta la dashboard per indicare un pannello di controllo, e tra tantissimi altri composti del genere c’è chi preferisce parlare di keyboard invece che di una semplice tastiera. L’importazione dell’inglese non è insomma il mero ricorso a singoli anglicismi isolati, si salda in una rete di parole tra loro interconnesse, e in una serie di espressioni che si rafforzano a vicenda e si espandono nel nostro lessico a scapito dell’italiano.

Questo allargamento avvenuto nel caso di board non è perciò un esempio stravagante e isolato, è un po’ tutto così nel nuovo “italiano” borderline (che però non deriva da board) sempre più incapace di evolversi con le proprie risorse. Le nostre parole storiche vengono così dismesse per sfoggiare l’inglese, e in questo nuovo contesto in cui prende corpo l’itanglese, talvolta vengono abbandonate, oppure regrediscono a scelte lessicali inferiori, popolari, meno solenni o poco appropriate. Come se la lingua del bel paese dove il sì suona appartenesse al passato e dovessimo vergognarcene di fronte alla supremazia e alla solennità dell’angloamericano.

Se nel Medioevo la lingua alta della scrittura e della cultura internazionale era il latino mentre le masse e il popolino parlavano e capivano solo il volgare, questa stessa diglossia – cioè la presenza di due lingue gerarchizzate che non possiedono la medesima autorevolezza – in seguito ha riguardato il toscano che si è affermato nel Paese come lingua nazionale a scapito dei dialetti, lingue inferiori, rozze, da epurare e toscanizzare. E proprio quando, nel Novecento, l’italiano ha smesso di essere una lingua un po’ artificiale e libresca il cui apprendimento richiedeva assidui studi (soprattutto per chi non era toscafono di nascita) per diventare patrimonio di tutti e lingua naturale, ecco che sta prendendo piede una nuova diglossia in cui è l’inglese a essere la lingua alta della cultura, della scienza e delle élite. La conseguenza e l’effetto collaterale di questa visione è un’analoga “diglossia lessicale” – come l’ho chiamata – che porta a preferire l’inglese anche sul piano interno, e dunque ad anglicizzare la nostra lingua in modo selvaggio. L’inglese “internazionale” e delle multinazionali, cioè il globish o globalese, e l’itanglese – passando al piano interno – sono dunque le due facce della stessa medaglia.

L’inglese internazionale nel nuovo scenario geopolitico

Mentre noi continuiamo a essere un Paese satellite degli Usa dal punto di vista politico, economico, militare, culturale, sociale e dunque linguistico, dovremmo invece prendere atto della svolta trumpiana che ha deciso di “divorziare” dall’Europa, e a quanto pare anche dalla Nato e dall’Onu.

Nel nuovo scenario geopolitico il Golfo del Messico è stato ribattezzato da Trump “Golfo d’America” (e Google Map ha subito provveduto ad aggiungere nelle sue mappe la nuova denominazione), e tra minacce al Canada e alla Groenlandia, dazi, retromarcia sul fronte della guerra in Ucrania, bombardamenti dell’Iran e rapimenti di Maduro in Venezuela, board of peace per trasformare Gaza in un villaggio turistico e per ridisegnare l’ordine mondiale e accaparrarsi petrolio e terre rare… all’Europa, e all’Italia, non resterà che prendere atto di tutto ciò e darsi una svegliata: il “siamo tutti americani” con cui si è aperto il nuovo millennio sullo sfondo della tragedia delle Torri gemelle è finito; gli americani non ci vogliono più, dunque o l’Ue si compatta e si affranca come qualcosa di autonomo o farà una brutta fine.

Dal punto di vista linguistico, nel nuovo scenario sarebbe anche ora di chiedersi perché l’Ue dovrebbe continuare nella sua politica linguistica di diffondere l’inglese e di perseguire l’obiettivo di farne una lingua “franca”, anche se di “franco” c’è ben poco: si tratta di ufficializzare la lingua naturale di Trump e degli anglofoni, la lingua dei padroni che vogliono imporre ed esportare a tutti. Dietro questo disegno ci sono interessi economici incalcolabili, per gli anglofoni che invece di studiare altre lingue preferiscono che siano gli altri a parlare la loro, e soprattutto ci sono altrettante devastanti conseguenze, per noi, che coinvolgono problemi etici e cognitivi, oltre che di identità linguistica e culturale. Trump lo sa benissimo e non è un caso che abbia per la prima volta reso l’inglese la lingua ufficiale d’America. Da noi, al contrario, le proposte di varare dei provvedimenti per la tutela dell’italiano davanti all’inglese che le forze oggi al governo presentavano ciclicamente quando erano all’opposizione, sono naufragate e sono state abbandonate, come l’idea di inserire l’italiano in Costituzione. Il che mostra come fossero soltanto delle sparate propagandistiche ed elettorali, visto che in Parlamento i numeri per realizzarle non mancano di certo.

Passando dall’anglicizzazione selvaggia dell’italiano all’inglese come lingua “internazionale”, possibile che in Europa nessuno metta in discussione anche il globish spacciato come lingua franca e come la soluzione comunicativa per ricostruire la torre di Babele con le fattezze di un grattacelo a stelle e strisce?

Possibile che l’Ue non prenda atto che l’angloamericano è entrato in crisi nello scenario globale? E che non ci conviene affatto spendere milioni di euro e investire nell’inglese come se fosse la nostra seconda lingua anche se non è così, visto che stando alle statistiche è conosciuto da una minoranza degli italiani, degli europei e anche della popolazione mondiale?

Smettere di investire sul globish per promuovere il plurilinguismo sarebbe un bel contro-dazio per reagire al bullismo trumpiano e contribuirebbe al nostro affrancamento e alla costruzione di una nuova identità. Ma in Europa tutto ciò sembra fantascienza.

In Cina l’hanno invece capito benissimo, e si stanno distaccando dall’inglese per promuovere la propria lingua che è quella più parlata nel mondo. Qualche tempo fa, anche Putin ha avuto un’uscita altrettanto chiara e significativa davanti al globish, e quando il portavoce tedesco gli si è rivolto in inglese gli ha ribattuto, piccato, per quale motivo un rappresentante della Germania dovesse rivolgersi in inglese a un russo (grazie a Carla Crivello che me l’ha segnalato).

Vuoi vedere che, davanti a questi esempi, invece di prendere atto della realtà, qualche suprematista anglomane che fino a ieri dava del “fascista” a chi si lamentava per gli anglicismi comincerà a dargli anche del putiniano o del cinese? Non mi stupirebbe. La propaganda anglomane interiorizzata nella mente della nostra classe dirigente è diventata una religione e una fede che non sente ragioni. Anche quando ci distrugge. Per cui va bene parlar male di Trump, che è cattivo, ma meglio farlo virgolettando le sue parole e la sua lingua, che nessuno pare voglia mettere in discussione. Nessun “board of european language” in vista, insomma, davanti alla dittatura dell’inglese che regna sovrana persino tra chi si proclama “sovranista”.

#anglicismiNelFrancese #anglicismiNellItaliano #anglomania #globalese #globish #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa #spagnolo


Dal “climate change” al “regime change”: il “linguistic change” dell’itanglese


Di Antonio Zoppetti

Mentre scrivo sullo sfondo dell’ennesima guerra scoppiata all’improvviso, in una diretta su Rai News – anche il nome dei canali della tv di Stato la dice lunga sulla nostra anglicizzazione – si parla in modo ossessivo di “regime change”. È il nuovo picco di stereotipia che caratterizza la comunicazione mediatica, quando di punto in bianco tutti i giornalisti, in preda a una coazione a ripetere, si mettono a usare la stessa espressione come se non esistessero altre parole. E il più delle volte la stereotipia si manifesta con il ripetere l’inglese, come è accaduto il 17 marzo 2020 con il “lockdown che da quel momento in poi è divenuto l’unica parola possibile per esprimere quello che sino al giorno prima gli stessi giornalisti avevano chiamato serrata, chiusura, zona rossa… e che in Francia e Spagna si è chiamato “confinamento”.

E così, mentre sui giornali francesi si parla in queste ore di “changer (changement) de règime” e su quelli spagnoli di “cambio de régimen” sui nostri è tutto un pullulare dell’espressione inglese in un abbandono dell’italiano che caratterizza le scelte linguistiche dei collaborazionisti della dittatura dell’inglese che formano la nostra attuale egemonia culturale.

Naturalmente – lo preciso perché c’è sempre qualche cretino che scambia simili considerazioni per complottismo – non c’è nessuna sala dei bottoni in cui si decidono simili strategie comunicative, che sono solo il frutto dell’effetto gregge. La nuova intellighenzia di destra, sinistra, centro (e di chi crede di essere fuori da questi schemi) è fatta da un’élite che si forma in inglese, che ritiene l’inglese una lingua superiore e rilancia le notizie che arrivano dall’anglosfera preferibilmente con parole inglesi.

L’introduzione di “regime change” è recente, e non si deve leggere come un caso isolato. Stando ai grafici di Google libri l’espressione si è fatta strada timidamente negli anni Duemila, anche se i picchi di stereotipia di questi giorni sembrano destinati ad affermare e rinforzare l’espressione che inevitabilmente entrerà anche nel linguaggio della gente, se non si smetterà di preferirla e di divulgarla in una sorta di pedagogia linguistica che educa all’uso dell’inglese. Ad agevolare questa nomenclatura c’è un’altra espressione che viene presentata come più moderna e internazionale di quella in italiano, il climate change al posto del cambiamento climatico, una scelta sociolinguistica preferita dagli anglomani che non ha scalzato l’italiano ma si è affermata come un modello di maggior prestigio ostentato dagli addetti ai lavori.

Se una rondine non fa primavera, due rondini cambiano le carte in tavola, e climate change + regime change si saldano insieme in una potenziale nuova regola formativa fatta da una parola inglese seguita da change con inversione sintattica (cioè con una diversa collocazione delle parole rispetto all’italiano). Il che significa che si creano le condizioni per potenziali future nuove espressioni sullo stesso schema destinate a rafforzare il linguistic change che ci sta portando dall’italiano all’itanglese, esattamente come dall’election day e dal family day si passa allo schema ibrido del matematica day e delle altre decine di espressioni del genere dal numero potenzialmente infinito.

Mentre i linguisti che considerano gli anglicismi come dei “prestiti” isolati son lì a classificarli con le loro bizzarre categorie concettuali o a contarli per dimostrare che sono pochi, che sono soggetti a rapida obsolescenza o che tanto sono tutti di bassa frequenza, non si accorgono che l’interferenza dell’inglese è uno tsunami di ben altra portata e che per misurarne gli effetti c’è bisogno di un altro approccio. Questi linguaioli sono rimasti fermi agli anni Ottanta e all’allarme del Morbus Anglicus denunciato da Arrigo Castellani – quando il fenomeno degli anglicismi ha cominciato a prendere piede con una consistenza numericamente preoccupante – ma negli ultimi quarant’anni il riversamento dell’inglese costituisce un flusso costante in continuo aumento, che ho chiamato la panspermia del virus anglicus. La panspermia è un meccanismo riproduttivo che consiste nel seminare migliaia e migliaia di larve nell’ambiente, e anche se la maggior parte è destinata a morire e divenire cibo per altri animali, qualcuna sopravvive, attecchisce e si riproduce. Gli alti numeri compensano la mortalità della prole. I singoli anglicismi che si radicano al punto di finire nei vocabolari della lingua “italiana” e che attualmente si possono quantificare in circa 4.000 (con una tendenza di aumento impressionante per numeri, frequenze e velocità di attecchimento) seguono una modalità molto simile, sono solo l’effetto collaterale di un riversamento dell’inglese di ordini di grandezza superiore. Un riversamento che non coinvolge più solo il lessico e le singole parole, ma porzioni d’inglese sempre più ampie e complesse, con inversioni sintattiche e implicazioni morfologiche (cioè la formazione delle flessioni e delle suffissazioni delle parole).

Per comprenderlo non bisogna certo essere dei linguisti, anzi a volte il non esserlo aiuta a vedere le cose in modo meno superficiale e ideologizzato. In attesa che regime change sia annoverato nei dizionari (inizialmente dei neologismi, come climate change), per avere un’idea di cosa stia accadendo alla lingua italiana basta cercare “change” per esempio tra le notizie di Google.

Accanto ai recentissimi articoli sul regime change, spicca la frequenza di climate change impiegato nei titoli di giornale di ogni tipo, da la Repubblica (“Reti strategiche tra guerre e climate change”) al Sole24ore (“Pasta, la crescita della produzione e i rischi del climate change”), ma si ritrova ovunque, sul sito della Croce Rossa (“Climate change colpisce più vulnerabili. CRI impegnata per ridurre impatto ambientale, fare formazione e informazione”), sulle riviste di enologia come Wine News (“Il climate change colpisce di più il vino europeo: nei vigneti italiani due gradi in più dal 1980”), su quelle di diritto bancario (“Stato e imprese nella climate change litigation”)…

Una terza occorrenza di espressioni a base “change” che si è ormai affermata nel mondo del lavoro è costituita dal change management (es.: Sole24oreDesign e Change Management: incontro con Nicola Favini a Parigi, 21 maggio 2025”; oppure su Data Manager Online: “Le 4 P del Change Management”). Ma si trova di tutto, da un maestro del trasformismo come Arturo Brachetti che diventa leggenda del quick change (“Brachetti ritorna al Teatro Alfieri con “SOLO – the legend of Quick Change”) al driving change di ManagerItalia (“Driving Change: la Business Community si incontra sul campo. Si tratta di ‘Driving Change’, il format che, in un’unica giornata, unisce formazione e confronto con esperti su temi caldi del management”); si va dalla filosofia del change presentata da PadovaOggi (“Change makers’ lab: guida al cambiamento la tua impresa! Un laboratorio pratico per giovani imprenditori, start-upper e manager pronti a trasformare il cambiamento in opportunità di crescita e innovazione”) agli articoli di sport che prevedono manifestazioni come BOXING FOR CHANGE (Proseguono gli incontri dei nostri Campioni Ambassador con le scolaresche di ogni parte d’Italia) o lo Sport for Change della Fondazione Milan.

È vero che questo riversamento dell’inglese compare soprattutto nei titoloni dei giornali, e che poi spesso all’interno dell’articolo gli anglicismi sono anche spiegati, affiancati dall’italiano e sono dunque molto più rarefatti, ma un linguista senza le fette di salame sugli occhi (per chi capisce solo l’inglese: slices of salami on the eyes) dovrebbe sapere che i titoloni li leggono tutti, al contrario degli articoli, e dunque il loro impatto sulla lingua è enorme e andrebbe misurato, invece di negarlo con la scusa che poi tanto leggendo il pezzo gli anglicismi sarebbero “pochi”. In questa gerarchia – che ho chiamato diglossia lessicale – che vede l’inglese impiegato come etichetta e come sovralingua da sovrapporre all’italiano che viene coperto e schiacciato, colpiscono soprattutto i nomi delle manifestazioni, mostre o eventi che sono tutti in inglese. E a proposito di change si può segnalare Music for Change (“uno degli appuntamenti più attesi della scena musicale italiana”), il “Change in Cardiology 2025” di TrendSanità, il Change Maker Milano, il progetto tutto siciliano contro la violenza di genere nel mondo del vino riportato da PalermoToday denominato “ Grapes of Change”, il “Change The World Model United Nations 2025” di Rai Scuola per confrontarsi sui grandi temi della politica globale…

Questi e altre decine e decine di esempi dell’attuale linguistic change, che, da soli, possono apparire al linguaiolo anglomane come qualcosa di occasionale e di passeggero, non vanno considerati singolarmente, lo ripeto: vanno sommati tra loro. Solo così si comprende che l’attuale l’interferenza dell’inglese è un fenomeno di proporzioni mai viste, che non si limita ai 3 o 4 anglicismi a base change (per chi si vergogna dell’italiano: change based) che penetrano nei dizionari.

A questo punto, chi si domanda perché prenda piede il regime change credo che abbia tutti gli elementi per intuire la risposta: è il linguistic change, ovvero l’imposizione mediatica della newlingua sulla veterolingua come nel Grande Fratello orwelliano. E le stesse considerazioni valgono per tutti gli altri anglicismi utilizzati accanto a change che spicca nei titoli: management, ambassador, mackers, start-upper… ogni parola è una porta che spalanca a decine e decine di altre espressioni inglesi tra loro collegate che si riversano nei giornali e nella lingua degli specialisti che è sempre più ibridata e sempre meno italiana. Il problema non sono i singoli anglicismi ma l’anglomania.

Ma i negazionisti – non mi vengono parole più appropriate – fanno finta di non vedere la realtà e liquidano la faccenda concludendo che l’anglicizzazione dell’italiano sarebbe tutta un’illusione ottica.

#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa


Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Il martello delle politiche imperiari


La cosiddetta politica del martello — intesa come accumulazione vorace di territori e risorse, accompagnata da immunità imperiali rappresenta una regressione verso pratiche neocoloniali
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il martello delle politiche imperiali
La cosiddetta politica del martello — intesa come accumulazione vorace di territori e risorse, accompagnata da immunità imperiali — rappresenta una regressione verso pratiche coloniali fondate sull’uso della forza militare per reprimere ogni limite all’affermazione di un’egemonia mondiale o regionale, a danno di popoli e nazioni.
Questa politica, spesso giustificata dalla retorica della sicurezza nazionale e della ragion di Stato, si manifesta in una volontà di potenza che prende di mira aree strategiche del mondo, come l’America centrale e meridionale e, più recentemente, territori di rilevanza geopolitica quali la Groenlandia. In tale prospettiva, il nuovo ordine imperiale tende a svincolarsi da vincoli giuridici, trattati internazionali e norme condivise, fino a mettere in discussione il diritto internazionale e i diritti civili e umani, considerati ostacoli all’espansione del proprio potere.
La costruzione di questo ordine si accompagna a un’intensa produzione di narrazioni parziali, amplificate da ampi settori del sistema informativo, che contribuiscono a legittimare l’azione imperiale e a neutralizzare il dissenso. Ciò avviene in un contesto di crescente difficoltà, da parte di ampie fasce della popolazione, nell’esercitare un pensiero critico autonomo.
È qui che torna attuale l’eredità dell’Illuminismo, sintetizzata nel celebre sapere aude: avere il coraggio di usare la propria intelligenza. Libertà, autonomia di giudizio e uso della ragione critica sono strumenti indispensabili per sottrarsi a narrazioni semplificatrici che, per paura o pigrizia, inducono ad accettare passivamente logiche di dominio. Recuperare tale eredità significa anche mettere in discussione un modello economico fondato sulla violenza strutturale, sull’ineguaglianza e sullo sfruttamento predatorio delle persone e delle risorse naturali.
Assistiamo così a nuove forme di intervento armato e di pressione politica in Medio Oriente e in America Latina, dove Stati che si definiscono democratici violano principi fondamentali come la sovranità nazionale e l’autodeterminazione dei popoli. In questo quadro, la lotta al terrorismo viene spesso utilizzata come giustificazione per azioni che colpiscono duramente le popolazioni civili, senza che i responsabili siano chiamati a risponderne, protetti da privilegi e immunità di fatto.
L’appropriazione delle risorse naturali — petrolifere, minerarie o strategiche — viene presentata come una necessità di sicurezza, mentre assume i tratti di una politica di potenza sostenuta da una rappresentazione mediatica selettiva, che enfatizza alcuni aspetti e ne oscura altri, come le conseguenze sociali ed economiche di lungo periodo. La promessa di esportare democrazia e libertà si scontra spesso con gli effetti destabilizzanti del mercato globale deregolamentato, dello squilibrio finanziario e della mercificazione diffusa.
In questo contesto emerge anche la fragilità strutturale delle grandi potenze: debito elevato, disuguaglianze crescenti, instabilità finanziaria e progressiva erosione del ruolo di alcune valute come strumenti di scambio globale. L’attenzione verso paesi come il Venezuela va letta anche alla luce della competizione economica internazionale e della volontà di mantenere zone di influenza strategica, in particolare nel controllo delle materie prime.
La narrazione che oppone semplicisticamente il bene al male non regge di fronte alla complessità dei processi in atto. Anche l’Europa appare spesso incerta e priva di una posizione autonoma, mentre singoli Stati, come l’Italia, si allineano in modo acritico alle scelte delle potenze dominanti.
Ogni politica di tipo coloniale necessita di un apparato ideologico capace di ottenere consenso, offrendo spiegazioni semplici a problemi complessi e individuando nemici o capri espiatori. È proprio questo il terreno su cui occorre esercitare una maggiore vigilanza critica, per non cadere nelle trappole di una restaurazione coloniale mascherata da difesa dell’ordine e della sicurezza.
Preoccupa inoltre l’emergere di una nuova forma di autoritarismo, che utilizza il linguaggio della sicurezza nazionale per delegittimare chi rivendica libertà e autodeterminazione, associando ogni opposizione a una minaccia da reprimere. Questa dinamica richiama alla memoria il Martello delle streghe, un testo appartenente all’ampio dispositivo ideologico dell’Inquisizione, scritto nel 1487 da due domenicani. Il manuale fu utilizzato per colpire culture percepite come minacce e per giustificare la violenza in nome della salvaguardia di un ordine superiore. A farne le spese di questa follia misogina furono migliaia di donne, torturate e arse vive.
Oggi, in forme diverse, assistiamo a un meccanismo analogo: un dispositivo culturale che tende a criminalizzare il conflitto sociale e politico nel tentativo di restaurare un nuovo colonialismo economico e geopolitico fondato sulla forza e sul consenso di masse inebetite da un’informazione drogata di post-verità. Contro queste derive, gli anticorpi restano gli stessi: la difesa della libertà, della tolleranza, della conoscenza, della verità, dell’uguaglianza sostanziale, della fraternità e della pace. Valori che continuano a rappresentare il fondamento di ogni autentica alternativa a qualsiasi forma di dominio totalizzante.
Dattero
Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Forgejo 14.0: ricerca issue più pratica, nuovo editor e controlli più stretti sulle Actions


Forgejo 14.0 porta ricerca issue migliorata, editor più leggero e controlli sulle Actions. Il progetto punta alla federazione con il fediverso tramite ForgeFed.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Forgejo, il fork comunitario di Gitea per chi vuole una piattaforma Git self-hosted davvero indipendente, arriva alla versione 14.0 con parecchie novità che migliorano l’esperienza quotidiana.

La ricerca di issue e pull request ora funziona con filtri inline direttamente nel campo di ricerca, con tanto di aiuto integrato. L’editor di file nel browser passa da Monaco a CodeMirror: più leggero, più accessibile e finalmente usabile decentemente da mobile. Inoltre più parti dell’interfaccia ora funzionano anche senza JavaScript, incluso postare commenti.

Azioni sotto controllo


Le Forgejo Actions guadagnano controlli granulari sulla fiducia delle pull request: gli admin possono approvare una tantum, approvare sempre, negare o revocare l’esecuzione. Utile per chi gestisce repository con contributori esterni.

Per quanto riguarda la sicurezza, Forgejo ora valida il file authorized_keys SSH all’avvio e si blocca se trova chiavi inaspettate. La protezione CSRF diventa stateless sfruttando i metadati delle richieste del browser.

Verso il fediverso


Uno degli obiettivi dichiarati di Forgejo è la federazione tra istanze tramite ForgeFed, un protocollo basato su ActivityPub. L’idea è permettere a utenti di istanze diverse di interagire, aprire issue, proporre modifiche, senza doversi creare account ovunque. La funzionalità è ancora sperimentale, ma il lavoro procede.

E in Italia?


Da poco è nata forgejo.it, un’istanza pensata per la comunità italiana. Se stai valutando alternative a GitHub e GitLab e preferisci qualcosa di più vicino geograficamente e filosoficamente vale la pena darci un’occhiata!


FONTE forgejo.org

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Riscaldare la casa spendendo meno: boom di stufe e termosifoni smart nel 2026


Il riscaldamento smart conquista il web: stufe e termosifoni intelligenti permettono di ridurre i consumi e spendere meno in casa.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.


Con l'incalzare del clima gelido di queste ultime settimane, che ha interessato la nostra penisola, è cresciuto l’interesse degli italiani per il riscaldamento domestico. Come per molte altre ricerche, anche quella relativa al comfort è passata dal web: in particolare, dall'analisi di Trovaprezzi.it risulta come il settore del riscaldamento sia diventato uno dei più dinamici del mercato e-commerce, con un numero di ricerche in costante crescita e una netta evoluzione nelle preferenze dei consumatori: oggi si cercano prodotti più efficienti, silenziosi, sostenibili e tecnologici.

Smart Home - Techpertutti
Techpertutti offre approfondimenti, guide e aggiornamenti sul mondo tech, con contenuti chiari, inclusivi e orientati all’innovazione digitale.
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un nuovo modo di riscaldare casa


Fino a pochi anni fa, stufe, camini e termosifoni erano tipici acquisti “da negozio”. Oggi, invece, gli italiani scelgono sempre più spesso di informarsi e acquistare online, grazie alla possibilità di confrontare prezzi, prestazioni e recensioni in modo immediato. Nel 2025 (gennaio-ottobre) le ricerche nella categoria “Radiatori e Termosifoni” su Trovaprezzi.it hanno superato quota 151.000, in aumento di quasi il 60% rispetto al 2023. Il solo mese di ottobre 2025, spinto dall’arrivo dei primi freddi, ha registrato oltre 41.000 ricerche, segno di un comportamento d’acquisto sempre più tempestivo e digitale. Ancora più rilevante la mole per la categoria “Stufe e Camini”: 651.000 ricerche in soli 10 mesi, con una crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2023. Solo a ottobre, le ricerche sono più che raddoppiate rispetto allo stesso mese del 2023 — da 59.000 a 148.000 — a testimonianza di un mercato ancora tuttora in pieno fermento.

smart home Netatmo
I prodotti smart Netatmo trasformano ogni ambiente in uno spazio accogliente e perfettamente controllato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Controllo intelligente e consumi ottimizzati


Dietro questi numeri si nasconde un cambiamento sostanziale nelle abitudini di consumo. Tra i radiatori che raccolgono più interesse spiccano i modelli a olio o a inerzia termica, che possono offrire un calore costante e un consumo inferiore, ma anche i termoventilatori digitali dotati di termostato programmabile e funzione “eco”, ideali per chi desidera un comfort gestibile e sostenibile. L’attenzione è rivolta anche al silenzio e alla compattezza: si cercano prodotti adatti a spazi domestici medio-piccoli, facili da spostare o da integrare in ambienti già arredati. Brand come De’Longhi, Imetec e Olimpia Splendid si confermano i più ricercati, grazie all’affidabilità e alla capacità di innovare nei consumi e nel design. Sul fronte di stufe e camini, domina invece un desiderio di ritorno al calore autentico, ma reinterpretato in chiave moderna. La domanda si concentra su stufe a legna o pellet con alta efficienza energetica, certificazioni ambientali e vetro autopulente. Cresce anche l’interesse per i modelli ibridi o canalizzabili, capaci di riscaldare più ambienti con un unico impianto. Brand come La Nordica, Qlima e Invicta guidano le preferenze, combinando performance, materiali di qualità e design che valorizza l’ambiente domestico.

DJI: presentato ROMO, il primo robot aspirapolvere con il DNA e la tecnologia dei droni
DJI promette una potenza di rilevamento eccezionale e prestazioni di pulizia straordinarie
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La geografia fa la sua parte


L’analisi geografica evidenzia differenze significative nelle scelte. Nel Nord Italia, dove i periodi di riscaldamento sono più lunghi, prevalgono radiatori e termoventilatori elettrici, in particolare la Lombardia raccoglie una quota di interesse di circa un terzo. Seguono Emilia-Romagna e Piemonte, regioni dove l’efficienza e la gestione dei consumi sono priorità consolidate. Nel Centro-Sud, invece, si registra una preferenza per stufe e camini, legata sia al clima più mite che a una tradizione domestica più calorosa e decorativa. In regioni come Lazio, Campania e Abruzzo, le stufe a legna e a pellet sono sempre più scelte anche come elemento d’arredo, segno che la funzionalità si accompagna ormai a un forte valore estetico.

“L’indirizzo è ormai chiaro: gli italiani cercano un comfort su misura, guidato dalla tecnologia e attento ai costi - ha commentato Dario Rigamonti, di Trovaprezzi.it - le funzioni connesse, dal controllo via app alle automazioni intelligenti, non sono più un extra ma un vero criterio di scelta. Non si tratta solo di spendere meno, ma di consumare meglio e in modo più sostenibile. L’acquisto online consente di confrontare offerte, valutare con dati alla mano e scegliere con sempre maggiore consapevolezza la soluzione più adatta alla propria casa.”


Il futuro del riscaldamento è smart


Il crescente interesse verso stufe e termosifoni smart dimostra come la tecnologia stia diventando un alleato concreto nella gestione quotidiana della casa. In un contesto in cui il risparmio energetico non è più una scelta ma una necessità, soluzioni intelligenti e connesse permettono di ottimizzare i consumi senza rinunciare al comfort. Il riscaldamento domestico entra così in una nuova fase, più efficiente, sostenibile e accessibile, aprendo la strada a un futuro in cui innovazione e benessere convivono in modo sempre più naturale.


Casa smart in inverno: comfort, sicurezza ed efficienza con Netatmo


Quando l’inverno arriva e le temperature scendono, la casa diventa il nostro rifugio quotidiano. Tornare in un ambiente caldo, sicuro e confortevole è un’esigenza primaria, soprattutto durante i mesi più freddi. Grazie alle soluzioni smart home Netatmo, è possibile trasformare la propria abitazione in uno spazio intelligente, capace di garantire comfort termico, sicurezza domestica ed efficienza energetica.

Perché rendere la casa smart in inverno


Durante la stagione invernale, la gestione del riscaldamento e dei consumi energetici assume un ruolo centrale. Una casa intelligente consente di:

  • mantenere una temperatura ideale in ogni ambiente;
  • ridurre gli sprechi di energia;
  • migliorare il benessere quotidiano;
  • controllare la casa anche da remoto.

I dispositivi Netatmo rispondono perfettamente a queste esigenze, offrendo soluzioni semplici da usare e integrate tra loro.
Termostato IntelligenteTermostato Intelligente

Il riscaldamento a portata di un semplice tocco


Con il Termostato Intelligente la casa si trasforma in un’oasi di calore e benessere. Questo dispositivo impara le tue abitudini quotidiane, regola automaticamente la temperatura e aiuta a risparmiare energia senza rinunciare al comfort. È possibile creare programmi personalizzati così il riscaldamento funziona solo quando serve, mantenendo l’abitazione calda la sera e efficiente durante il giorno.
Misuratore della Qualità dell'AriaMisuratore della Qualità dell'Aria

Il benessere inizia dall’aria che si respira


Rincasare e respirare aria fresca e sana tra le proprie mura Con il Misuratore della Qualità dell'Aria è possibile regolare l’umidità, controllare la temperatura in qualsiasi momento e monitorare i livelli di CO2 e di rumore. In questo modo, il clima non è solo piacevole ma anche salutare.
Rilevatore di Fumo IntelligenteRilevatore di Fumo Intelligente

Guardiani silenziosi per una casa sicura e accogliente


Il Rilevatore di Fumo Intelligente e il Rilevatore di Monossido di Carbonio Intelligente non solo controllano silenziosamente la sicurezza dell’abitazione, ma permettono anche di vivere le giornate senza preoccupazioni. Infatti, grazie alla funzione di auto-test, il Rilevatore di Fumo Intelligente verifica regolarmente il corretto funzionamento e segnala eventuali problemi direttamente sullo smartphone. In situazioni di pericolo, scatta un allarme da 86 dB e gli utenti vengono avvisati in tempo reale.
Rilevatore di Monossido di Carbonio IntelligenteRilevatore di Monossido di Carbonio Intelligente
Il Rilevatore di Monossido di Carbonio Intelligente offre un’ulteriore protezione individuando il livello di monossido di carbonio (CO), un gas inodore e invisibile che può essere prodotto da combustioni incomplete, ad esempio da caldaie o camini difettosi. Il dispositivo ha una durata della batteria di 10 anni e beneficia di un allarme sonoro da 85 dB. In situazioni di rischio, gli utenti ricevono una notifica sullo smartphone e possono accedere a numerose funzioni tramite l’app Home + Security.
Stazione Meteo ORIGINAL 2ª genStazione Meteo ORIGINAL 2ª gen

Sempre in sintonia tra interno ed esterno


La Stazione Meteo ORIGINAL 2ª gen consente un costante collegamento al mondo esterno anche quando si è all’interno delle mura domestiche. Grazie ai suoi sensori precisi, essa misura temperatura, umidità, qualità dell’aria interna, pressione atmosferica e livelli di rumore, visualizzando tutti i dati raccolti in modo chiaro nell’app. In questo modo è sempre possibile restare aggiornati sulle condizioni meteo anche quando si è comodamente seduti in casa.

Prezzo e disponibilità dei prodotti Netatmo


Il Termostato Intelligente è disponibile ad un prezzo di 179,99 euro, il Misuratore della Qualità dell'Aria a 119,99 euro e il Rilevatore di Fumo e Monossido Intelligente a 99,99 euro. La Stazione Meteo ORIGINAL 2ª gen, è acquistabile nelle due colorazioni Mint e Sand ad un prezzo di €149,99. Tutti i prodotti Netatmo sono acquistabili sul sito ufficiale, su Amazon e presso i principali rivenditori.


Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Firefox Nightly ora disponibile come pacchetto RPM ufficiale


Mozilla rilascia il pacchetto RPM ufficiale per Firefox Nightly: installazione nativa e aggiornamenti rapidi per Fedora, openSUSE, RHEL e altre distro RPM-based.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Mozilla ha rilasciato il pacchetto .rpm ufficiale per Firefox Nightly, la versione di sviluppo del browser. Una buona notizia per chi utilizza distribuzioni Linux come Fedora, openSUSE, RHEL, CentOS o Rocky Linux.

I pacchetti ufficiali di Mozilla portano con sé alcuni vantaggi concreti. Prima di tutto, prestazioni migliori grazie alle ottimizzazioni avanzate applicate in fase di compilazione. Poi c’è la questione sicurezza: i binari vengono compilati con tutti i flag di protezione attivi. Gli aggiornamenti arrivano più rapidamente perché ora sono integrati direttamente nel processo di rilascio di Firefox.

Altro dettaglio utile: il pacchetto non va in conflitto con l’eventuale Firefox stabile già installato sulla macchina. Si possono tenere entrambi senza problemi.

Come riporta il blog ufficiale di Firefox Nightly, Mozilla aveva già introdotto i pacchetti .deb per le distribuzioni Debian-based nel 2023. Con il supporto RPM il cerchio si chiude, coprendo praticamente tutte le principali famiglie di distribuzioni Linux.

Chi volesse provare trova le istruzioni di installazione direttamente sul blog di Mozilla, con i comandi specifici per ogni distribuzione.


FONTE blog.nightly.mozilla.org

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

24 gennaio 2026, Giornata internazionale dell’avvocato minacciato. Focus: USA — Intervista all’Avv. Nicola Canestrini


Le avvocate e gli avvocati statunitensi al centro della Giornata internazionale dell'avvocato minacciato.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Le avvocate e gli avvocati statunitensi saranno al centro della Giornata internazionale dell’avvocato minacciato 2026.
Sin dal 2009, la nostra associazione, insieme a diverse altre realtà italiane e soprattutto internazionali (tra cui i giuristi democratici europei dell’ELDH) che si battono per la difesa dei difensori dei diritti, partecipa e organizza localmente la Giornata internazionale dell’avvocato minacciato. Lo scopo è quello di richiamare l’attenzione della società civile e delle autorità pubbliche sulla situazione delle avvocate e degli avvocati in un determinato paese, al fine di aumentare la consapevolezza delle minacce affrontate nell’esercizio della professione (nella foto, l’edizione 2019 dedicata alle colleghe ed ai colleghi turchi e curdi).
Come noto, la data è particolarmente significativa, perché il 24 gennaio 1977 avvenne il massacro di Calle de Atocha, nella Madrid che affrontava il complicato periodo di transizione tra la dittatura franchista e la democrazia: tre avvocati comunisti e due loro collaboratori, rei di aver preso le difese di lavoratori sfruttati, vennero uccisi, mentre altri quattro membri dello stesso studio furono feriti gravemente.

L’avvocato Nicola Canestrini, nostro associato e responsabile, insieme a Ezio Menzione, dell’Osservatorio Avvocati Minacciati delle Camere Penali, ci ricorda l’importanza della Giornata e le iniziative in Italia.

«Come ogni anno, la coalizione internazionale —oggi composta da quaranta associazioni di tutto il mondo[em]— concentra l’attenzione su un Paese. Dopo Bielorussia, Iran, Cina, Afganistan, Colombia, Azerbaigian, Pakistan, Honduras, Egitto, Filippine, Turchia e Spagna (Paesi Baschi), nel 2026 il focus sono gli Stati Uniti d’America. La ragione è precisa: le iniziative dell’esecutivo americano hanno assunto carattere sistematico, colpendo la libertà e l’autonomia della professione forense ogniqualvolta ritenuta non allineata alle politiche governative.
L’attacco è iniziato dagli avvocati —sentinelle dei diritti— per poi estendersi a giudici e [/em]prosecutors, fino a configurare una situazione drammatica che investe ormai lo stesso diritto internazionale, con sanzioni imposte a giudici e procuratori della Corte Penale Internazionale e alla Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza di giudici e avvocati.
L’Unione Camere Penali Italiane, firmataria della coalizione, è con i Giuristi democratici da sempre in prima linea nella difesa del libero, sicuro e autonomo esercizio della professione forense. Anche quest’anno non faremo mancare il nostro impegno concreto, con iniziative che prenderanno avvio sabato 24 gennaio e nei giorni immediatamente precedenti.
La Giornata dell’avvocato minacciato non è una ricorrenza simbolica: è un richiamo operativo alla vigilanza e alla solidarietà professionale.

Oggi 22 gennaio, alle ore 16, si terrà una conferenza stampa online, aperta previa registrazione all’indirizzo bit.ly/3MNDsUk: interverranno la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Margaret Satterthwaite e colleghe e colleghi americani, tra cui Nancy Hollander, difensore di numerosi detenuti a Guantanamo.

Sabato 24 gennaio, alle ore 12, saremo presenti —come da tradizione, in toga— in Piazza del Planetario a Roma, per poi recarci alla vicina Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, in Via Vittorio Veneto, 121. Una delegazione chiederà di conferire con l’Ambasciatore.

Perché proprio gli Stati Uniti? Perché quanto sta accadendo dimostra che nessuna democrazia, per quanto consolidata, è al riparo dalla regressione autoritaria —e che il primo bersaglio è sempre il diritto di difesa. Negli ultimi mesi sono stati documentati: ordini esecutivi che colpiscono nominativamente studi legali per aver difeso clienti sgraditi al potere; revoche di security clearances, esclusione dagli edifici federali, cancellazione di contratti pubblici; pressioni e delegittimazione nei confronti di giudici federali; epurazioni nel Dipartimento di Giustizia ai danni di procuratori che hanno rifiutato incriminazioni politicamente motivate; sorveglianza, intimidazioni e richieste invasive verso avvocati impegnati in ambiti sensibili —immigrazione, libertà civili, diritti umani, proteste, dissenso.

Questi fenomeni, se normalizzati, compromettono principi fondamentali sanciti dal diritto internazionale: i Principi ONU sul ruolo degli avvocati del 1990, le garanzie del Patto internazionale sui diritti civili e politici, gli standard europei rafforzati dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione della professione di avvocato dell’anno scorso.

Quando il potere attacca chi difende, il silenzio non è neutralità: è complicità

Di seguito, per approfondire pubblichiamo lo statement di indizione della Giornata 2026.

StatementDEL2026 (1)Download

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Urik si aggiorna alla v0.15.0 beta: più controllo, swipe migliorato e nuovi layout


La tastiera open source Urik riceve l’aggiornamento v0.15.0 beta con nuovi layout, modalità a una mano, swipe più preciso e diverse correzioni mirate all’usabilità.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La tastiera open source Urik (alternativa incentrata sulla privacy per Android) ha appena ricevuto un nuovo aggiornamento v0.15.0-beta con diverse novità.

Tra i cambiamenti più interessanti ci sono layout ottimizzati per dispositivi grandi (con modalità a una mano e schermo diviso), pulsante dedicato per cambiare rapidamente lingua, e la possibilità di rimappare i tasti in base alle pressioni prolungate. Sono stati aggiunti i layout QWERTZ e AZERTY, insieme a un pulsante per attivare/disattivare la maiuscola automatica e a un miglior riconoscimento dei percorsi di swipe per una digitazione più precisa. È inoltre ora possibile esportare e importare il database delle parole imparate dall’applicazione stessa, utile in caso di cambio smartphone.

Infine, anche il menu di pressione prolungata ora include il punto e virgola.

Oltre alle novità funzionali, l’aggiornamento risolve chiaramente anche diversi bug come le vibrazioni incontrollate col tasto backspace.


FONTE github.com


FONTE urik.io

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Treno Regionale 19409 con ETR425.108 Jazz – Arrivo & Partenza – Bolgheri – 18/03/2024


👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!Grazie mille! 😄✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ https://tre
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

youtube.com/embed/jKdU4A7t6xI?…

👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!
➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!
Grazie mille! 😄
✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ treni.creeperiano99.it/u/teleg…
—————————————————————————-
✅ Facebook ➡️ treni.creeperiano99.it/u/faceb…
✅ Twitter ➡️ treni.creeperiano99.it/u/twitt…
✅ Sito Web ➡️ treni.creeperiano99.it
✅ Odysee ➡️ treni.creeperiano99.it/u/odyse…
—————————————————————————-
👥 Canale telegram con le notizie della mobilità ferroviaria Toscana in tempo reale
treni.creeperiano99.it/u/treni…
—————————————————————————-
👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto degli altri utenti
treni.creeperiano99.it/u/grupp…
—————————————————————————-
👥 Gruppi telegram dedicati alle stazioni con anche le notizie della mobilità ferroviaria Toscana
✅ Castagneto Carducci-Donoratico Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/casta…
✅ Cecina Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/cecin…
✅ Empoli Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/empol…
✅ Campiglia Marittima Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/campi…
✅ Livorno Centrale Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/livor…
✅ Firenze Santa Maria Novella Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/firen…
💰🎁 Donazioni
Se vuoi supportarmi, potrai farlo tramite i seguenti metodi. Grazie!
● PayPal ➡️ treni.creeperiano99.it/u/donaz…
● Streamelements (per apparire tra i donatori sul canale principale) ➡️ treni.creeperiano99.it/u/donat…
—————————————————————————-
#ETR425 #Jazz #Bolgheri
#trains #treni #treno #ferrovia #ferrovie #italy #italia #railway #railways

treni.creeperiano99.it/2026/01…

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Ollama ora genera immagini in locale: arriva il supporto sperimentale su macOS


Ollama introduce la generazione di immagini AI in locale su macOS. Supporto per Z-Image Turbo e FLUX.2 Klein, con Windows e Linux in arrivo.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ollama, la popolare piattaforma che permette di far girare modelli di intelligenza artificiale direttamente sul proprio computer, ha fatto un passo importante: da oggi è possibile generare immagini senza dover dipendere da servizi cloud esterni. La funzione è ancora sperimentale e per ora limitata a macOS, ma il supporto per Windows e Linux è già sulla roadmap.

Basta lanciare un comando dal terminale con il prompt desiderato e l’immagine viene salvata nella cartella corrente. I terminali più moderni come Ghostty o iTerm2 possono addirittura mostrarla direttamente inline, senza dover aprire altri programmi.

I modelli disponibili


Al lancio sono supportati due modelli. Il primo è Z-Image Turbo, sviluppato da Alibaba: 6 miliardi di parametri, risultati fotorealistici e una particolarità interessante, ovvero la capacità di renderizzare correttamente testo sia in inglese che in cinese all’interno delle immagini. È rilasciato con licenza Apache 2.0, quindi utilizzabile anche in ambito commerciale.

Il secondo è FLUX.2 Klein di Black Forest Labs, disponibile in due tagli: 4 e 9 miliardi di parametri. È pensato soprattutto per chi ha bisogno di generare immagini con testo leggibile. La versione da 4B è completamente open (licenza Apache 2.0), quella da 9B ha invece una licenza non commerciale (FLUX Non-Commercial License v2.1).

Personalizzazione e prossimi passi


Le opzioni di configurazione non mancano: si possono impostare larghezza e altezza dell’output, il numero di iterazioni (più step significano più dettaglio, ma anche tempi più lunghi), un seed per risultati riproducibili e persino prompt negativi per escludere elementi indesiderati.

Per il futuro il team di Ollama ha già annunciato l’arrivo del supporto su Windows e Linux, insieme a nuovi modelli e funzionalità di editing delle immagini.


FONTE ollama.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

OsmAnd introduce la modalità motoslitta: navigazione offline sulla neve


OsmAnd introduce una modalità dedicata alle motoslitte con navigazione offline sui percorsi invernali. Utile soprattutto per chi viaggia in paesi dove questa attività è diffusa.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

OsmAnd continua ad ampliare le sue funzionalità di navigazione e questa volta pensa a chi si muove sulla neve. L’app ha infatti introdotto una modalità dedicata alle motoslitte, con uno stile mappa specifico che evidenzia i percorsi invernali ufficiali mappati su OpenStreetMap.

Come funziona


La nuova funzionalità permette di visualizzare i sentieri battuti distinti dalle strade normali e di seguirli direttamente dalla mappa. Il vantaggio principale, come riporta il blog ufficiale di OsmAnd, è che tutto funziona completamente offline: nelle zone remote dove si pratica questo tipo di attività la copertura di rete è spesso inesistente, e avere mappe che non dipendono dalla connessione può fare decisamente la differenza.

È anche possibile creare un profilo personalizzato con icona dedicata e impostazioni di navigazione specifiche, così da passare rapidamente alla modalità motoslitta quando serve.

Utile per chi viaggia


È una funzionalità probabilmente abbastanza inutile qui in Italia dove le motoslitte sono, credo, un’attività piuttosto di nicchia. Ma se state pianificando un viaggio in qualche paese dove la neve abbonda e i percorsi non mancano, sapere che OsmAnd può guidarvi anche lì potrebbe tornare utile!


FONTE osmand.net

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Prigionieri del nostro destino: la solitudine nell’era post-pandemica di Lorenzo Zucchi

Indice dei contenuti

Toggle


Titolo: prigionieri del nostro destino

Autore: Lorenzo Zucchi

data di pubblicazione: 25 maggio 2025

casa editrice: Edizioni Underground

numero pagine: 206 pagine

Mauro vive una vita ordinaria a Sesto San Giovanni: una famiglia apparentemente unita, un lavoro da tecnico di elettrodomestici, e un’ossessione per i gialli e i social notturni. Quando il lockdown ferma il mondo, Mauro continua a muoversi tra case e cortili, ma la sua mente deraglia. Il confine tra realtà e fantasia si assottiglia, tra desideri repressi e incontri ambigui con tre giovani donne: Emily, Flora e Christelle ― le sue “Tre Grazie”. Nel silenzio irreale di una città spenta, Mauro perde contatto con tutto, anche con sé stesso. Il ritorno del “cronista dell’invisibile”, con un romanzo nero e psicologico che unisce ironia, malinconia e suspense, per raccontare la solitudine urbana, il desiderio che consuma, e la sottile linea tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.

Prigionieri del nostro destino: la solitudine nell’era post-pandemica di Lorenzo Zucchi

Prigionieri del nostro destino di Lorenzo Zucchi è un romanzo che esplora le cicatrici lasciate dalla pandemia, immergendoci in una Milano silenziosa e abbandonata, dove l’aria di paura, disagio e solitudine si fa palpabile. Zucchi ci racconta come gli anni della pandemia abbiano cambiato non solo il volto delle città, ma anche le dinamiche familiari e i rapporti interpersonali. Un viaggio emotivo che ci porta a riflettere sul vero significato della solitudine e dell’isolamento, temi tanto universali quanto devastanti.

La Solitudine come Tema Centrale


Nel romanzo, i protagonisti sono Antonella, Mauro, i loro figli e Costantin, un amico di Mauro che funge da supporto durante il difficile periodo della pandemia. La solitudine è il filo conduttore che lega le loro storie. Mauro si perde nel suo lavoro monotono, che diventa un rifugio dal caos esterno ma anche dalla sua vita familiare. Si lascia catturare da sogni giovanili e illusioni, mentre la sua famiglia si allontana sempre più. Antonella, dal canto suo, cerca una fuga, ma la sua ricerca di un sogno nuovo non riesce a colmare il vuoto che sente dentro.

La pandemia ha amplificato questa solitudine, ma la verità è che, per molti, essa era già presente. Non sono solo le pareti delle case a separare le persone, ma anche muri invisibili, spesso creati dai ritmi frenetici della vita quotidiana. In questo contesto, la solitudine non è più solo un’esperienza personale, ma un’emozione collettiva, condivisa da tutti, anche dai più piccoli.

La Ferita della Pandemia sui Più Giovani


Un tema particolarmente forte nel libro riguarda gli effetti devastanti della pandemia sui bambini. La privazione dei contatti sociali, la chiusura delle scuole e il distacco da amici e familiari ha avuto un impatto diretto sul loro sviluppo psicologico e relazionale. Zucchi esplora con delicatezza questo aspetto, mostrando come la pandemia abbia messo in crisi la crescita dei più giovani, non solo sul piano educativo, ma anche su quello emotivo. La solitudine, in un periodo in cui l’interazione sociale è stata drasticamente limitata, ha inflitto cicatrici che potrebbero non rimarginarsi facilmente.

Un Ritorno alla Natura


L’autore mi ha raccontato che Prigionieri del nostro destino è nato proprio durante quegli anni di isolamento forzato. Quello che la pandemia ha reso evidente è stata la necessità di rallentare e riscoprire ciò che davvero conta, come il contatto con la natura. Forse, un aspetto positivo di questa triste parentesi è stato il ritorno alla semplicità e alla bellezza dei piccoli gesti quotidiani, come camminare scalzi sull’erba. Zucchi, che cammina spesso a piedi nudi, racconta come questo semplice atto sia stato per lui una fonte di ispirazione, un modo per riconnettersi a una parte più selvaggia e primitiva di sé. Un messaggio potente: dobbiamo avere il coraggio di scoprire la nostra parte selvaggia e di tornare alle radici di ciò che siamo.

Un Romanzo di Profondità Psicologica


Prigionieri del nostro destino non è solo un romanzo sulla pandemia, ma una riflessione profonda sulla solitudine, sull’importanza dei legami umani e sull’impatto che l’isolamento può avere sulla nostra psiche. La scrittura di Zucchi, densa di emozioni e riflessioni, non si ferma alle prime parole, ma va oltre, spingendo il lettore a confrontarsi con il proprio vissuto e con le proprie paure. È un libro che invita a riflettere sulla nostra condizione esistenziale e ci fa capire quanto sia fondamentale non solo vivere accanto agli altri, ma anche vivere con gli altri, creando connessioni autentiche.

Se c’è qualcosa che possiamo imparare da questo romanzo, è che la solitudine, sebbene amplificata dal Covid, è una condizione che molti di noi portano dentro. La pandemia non ha inventato la solitudine, ma l’ha resa più visibile, più tangibile. Prigionieri del nostro destino ci invita a non rimanere prigionieri di questa solitudine, ma a cercare sempre il contatto, il dialogo, l’amore. Perché solo così possiamo davvero essere liberi.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Hosting immagini, diario personale e inventario domestico: tre nuove app su PikaPods


Slink per le immagini, Journiv per il diario e HomeBox per l'inventario: tre nuove app open source disponibili su PikaPods, la piattaforma di self-hosting semplificato.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

PikaPods continua ad espandere il suo catalogo di applicazioni open source pronte all’uso. Per chi non lo conoscesse, è un servizio che permette di installare app sul cloud in pochi secondi, senza dover configurare server o mettere mano a Docker. I dati restano sotto il proprio controllo e la piattaforma si occupa di manutenzione e aggiornamenti.

Le nuove applicazioni


Le tre nuove aggiunte coprono esigenze piuttosto diverse:

Slink è una piattaforma per l’hosting di immagini, pensata per chi vuole smettere di dipendere da Imgur o servizi simili. Supporta lo storage locale oppure S3, permette di gestire utenti con flussi di approvazione e genera link condivisibili senza richiedere account a chi visualizza.

Journiv è un’app per tenere un diario digitale, con tracciamento dell’umore, suggerimenti di scrittura e statistiche sulle proprie abitudini. A differenza di soluzioni come Day One o Notion, tutto resta sul proprio server.

HomeBox trasforma il caos domestico in un inventario ordinato: scansione codici a barre, etichette stampabili e archivio di garanzie e manuali.

E gli aggiornamenti


Sul fronte aggiornamenti, Stirling PDF arriva alla versione 2.2.0 con una novità interessante: ora gestisce anche la conversione di eBook nei formati EPUB, MOBI e CBR. In pratica un unico strumento per PDF e libri digitali, tutto sul proprio server.

Anche Listmonk, piattaforma per newsletter, riceve un corposo aggiornamento con autenticazione a due fattori e recupero password via email.

Le applicazioni su PikaPods si possono provare gratuitamente, poi si paga in base alle risorse utilizzate.

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

l’anno grotowskiano: audio degli incontri del 2009


Grotowski, il teatro come veicolo: 28 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

archive.org/embed/20090128conf…

archive.org/details/20090128co…

*
Grotowski, artista della notte: 29 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

archive.org/embed/20090129conf…

archive.org/details/20090129co…

*
Il Principe costante: 30 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

archive.org/embed/20090130conf…

archive.org/details/20090130co…

*
L’opera di Jerzy Grotowski come ‘oggetto di ricerca’: 3 febbraio 2009 – DamsLab/Auditorium

archive.org/embed/20090203conf…

archive.org/details/20090203co…

L’ANNO GROTOWSKIANO
Grotowski e il teatro del nuovo millennio
a cura di Marco De Marinis
ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

Il 2009 è stato proclamato, dall’UNESCO, anno grotowskiano. Ricorreranno infatti due anniversari: il decennale della scomparsa del grande regista e ricercatore teatrale e il cinquantenario della fondazione, ad opera sua e di Ludwik Flaszen, del Teatr Laboratorium di Opole in Polonia. Tutto il mondo celebrerà questa doppia ricorrenza, occasione ghiotta per ricordare una delle personalità più prestigiose del teatro contemporaneo, alfiere (con il Teatro Povero e le successive, complesse esperienze post-teatrali) di una delle rivoluzioni più radicali che la scena del Novecento abbia conosciuto.
Tuttavia, pur costituendo una figura chiave, la comprensione di Grotowski è talmente gravata da equivoci, luoghi comuni e insufficienti conoscenze, da aver prodotto quasi sempre immagini deformate, sfocate o eccessive. È così accaduto che, alla borsa valori della scena contemporanea, pochi protagonisti abbiano visto oscillare le proprie quotazioni com’è accaduto a Grotowski: per alcuni, un maestro indiscusso, e non soltanto di teatro, per altri poco più di un ciarlatano o, nel migliore dei casi, un regista provocatorio di pochissimi spettacoli.
Il problema è che, nel suo caso, risulta ancor più vistosamente inadeguato che per altri esempi-limite novecenteschi uno sguardo che resti tutto interno al teatro. In effetti, egli è stato fra coloro che si sono maggiormente adoperati per sfrangiarne i confini e per dissociarlo dal solo spettacolo, nel tentativo di riscoprirne una dimensione essenziale-originaria, addirittura anteriore a ogni divisione fra arte e vita, fra uomo e attore.
Per cercare di rendere conto della complessità della ricerca grotowskiana, senza rischiare di snaturarla o banalizzarla, bisogna considerare che essa ci costringe – come ha chiarito bene Ferdinando Taviani – a una doppia visuale, cioè ad attivare di continuo sia un punto di vista interno al teatro sia un punto di vista esterno: non l’uno o l’altro ma l’uno e l’altro insieme. Leggere l’itinerario artistico, intellettuale e umano di Grotowski solo in termini teatrali è sicuramente riduttivo e fuorviante; ma altrettanto anche se diversamente fuorviante sarebbe leggerlo solo in chiave extra-teatrale, rischiando di fare del teorico del Teatro Povero solamente uno dei tanti, e non di rado controversi, maestri spirituali che popolano la contemporaneità.
Ciò premesso, bisogna aggiungere che la doppia visuale va attivata anche quando si tratta di considerare varietà-discontinuità e unitarietà-continuità della ricerca grotowskiana. Anche in questo caso, non varietà-discontinuità o unitarietà-continuità ma l’una e l’altra insieme. Da un lato, infatti, l’itinerario teatrale e post-teatrale di Grotowski si presenta scandito in fasi abbastanza nettamente e comunque esplicitamente distinte: Teatro degli spettacoli, ovvero l’Arte come presentazione, dal ’59 al ’69; il Parateatro, dal ’70 al ’78; il Teatro delle fonti, dal ’78 all’’82; l’Arte come veicolo, dall’’85 al ’99; con il progetto americano dell’Objective Drama, ‘83-85, a far da ponte fra le ultime due fasi. Dall’altro lato, tuttavia, è fondamentale saper sempre mettere in luce gli elementi di coerenza e di continuità profonde che unificano l’intero itinerario (possiamo chiamarli: ricerca di un rituale umano basato non sulla fede ma sull’atto, oppure elaborazione di uno yoga dell’attore in senso vasto, o ancora lavoro dell’individuo su di sé), riguardanti tanto le motivazioni originarie quanto gli obiettivi essenziali della sua quête ininterrotta. Rispetto sia agli uni che alle altre sono soltanto gli strumenti, i mezzi impiegati, a cambiare nel corso del tempo.


28 gennaio / 3 febbraio 2009
in collaborazione con il Grotowski Institute of Wroclaw
L’ANNO GROTOWSKIANO
Grotowski e il teatro del nuovo millennio

a cura di Marco De Marinis
ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

Conferenza di Marco De Marinis
Ouverture: Grotowski, il teatro come veicolo
28 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione del video Il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski

Conferenza di Georges Banu
Grotowski, artista della notte
29 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione dei video My Dinner with Andre di Louis Malle e del video Akropolis

Conferenza di Luisa Tinti
«Il Principe costante» di Jerzy Grotowski: uno spettacolo emblema della ricerca teatrale contemporanea
30 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione dei video Principe Costante. Ricostruzione e Training al teatro-laboratorio di Wroclaw/Training at the Teatr Laboratorium in Wroclaw

Conferenza di Zbigniew Osinski
L’opera di Jerzy Grotowski come «oggetto di ricerca»
traduzione di Marina Fabbri
3 febbraio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione del video Acting Therapy

#ActingTherapy #Akropolis #annoGrotowskiano #art #arte #DamsLab #DamsLabAuditorium #disgiunzioneFraTeatroESpettacolo #GeorgesBanu #Grotowski #GrotowskiInstituteOfWroclaw #IlPrincipeCostante #IlTeatrLaboratoriumDiJerzyGrotowski #ilTeatroComeVeicolo #JerzyGrotowski #LaboratoriDMS #LouisMalle #LudwikFlaszen #LuisaTinti #MarcoDeMarinis #MarinaFabbri #MyDinnerWithAndre #NicolaPianzola #ObjectiveDrama #PerUnTeatroPovero #rivoluzioneTeatrale #TeatrLaboratorium #TeatrLaboratoriumDiOpole #teatro #teatroContemporaneo #TeatroLaboratorio #TeatroPovero #teatroLaboratorioDiWroclaw #teoria #teoriaDelTeatro #training #ZbigniewOsinski

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Tiānxíng Fort – 天行砲堡


Tiānxíng Pàobǎo noto anche come Tianxing Fort, si trova sulla montagna Wugongshan - 蜈蚣山 a Jincheng. Il sito si trova poco distante dal villaggio di Shuǐtóu - 水頭村, ed aveva il compito di proteggere il suo porto e la costa intorno. Sino al 2008 era possibi
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Tiānxíng Pàobǎo noto anche come Tianxing Fort, si trova sulla montagna Wugongshan – 蜈蚣山 a Jincheng.

M1 cannon

Il sito si trova poco distante dal villaggio di Shuǐtóu水頭村, ed aveva il compito di proteggere il suo porto e la costa intorno. Sino al 2008 era possibile osservare all’interno alcuni cannoni antiaerei da 90 mm (90AA), i quali da metà degli anni ’70 vennero progressivamente ritirati dal servizio e riassegnati all’Esercito come artiglieria di difesa costiera. Quasi ogni avamposto di prima linea nelle isole esterne ne era dotato. Con la successiva riduzione delle forze armate, molte di queste armi rimasero sigillate nelle postazioni, alcune ben conservate, altre completamente abbandonate. Secondo le testimonianze raccolte, solo dopo il 2011 l’esercito iniziò a rimuovere sistematicamente l’artiglieria rimasta. Accanto alla contraerea 90AA, la Wugongshan – 蜈蚣山 ospitava anche cannoni anticarro M1 da 57 mm, forniti dagli Stati Uniti in circa 400 esemplari, quasi tutti schierati sulle isole esterne. Armi già utilizzate nel corso della Seconda guerra mondiale, con canne spesso prossime al limite di utilizzo, ma comunque considerate sufficienti per un eventuale scontro ravvicinato con mezzi da sbarco nemici.

Quella della Montagna del Centopiedi era una postazione di livello compagnia, con un organico di 60–70 uomini, comandati dunque da un capitano. Vi operavano unità di mortai da 60 mm, una squadra di fanteria e un plotone di cannoni da 106 mm. Il sito dipendeva dal Battaglione Shuitou della Divisione Lieyu, incaricato della difesa del canale marittimo tra Kinmen e Lieyu, uno dei tratti più delicati della linea di contatto con la Cina continentale. Era l’unico battagliane di quella divisione presente a Kinmen Maggiore – 大金, gli altri si trovavano ovviamente a Kinmen Minore – 小金.

Le opere militari


Entrata del presunto posto di comando
Entrata del presunto posto di comando

Il punto di partenza si trova alle coordinate N24.402792363122394, E118.30023500843254; si tratta di un incrocio da cui a sinistra ci si ritrova dinnanzi un cancello militare chiuso che condurrebbe verso un complesso di edifici, data la posizione forse il comando della compagnia, mentre a destra, diretto verso il mare si trova un percorso che termina in un anello; intorno a tale tracciato, fra le sterpaglie ed il bosco, si possono ancora trovare postazioni per i cannoni, trincee, posti di guardia, ecc. Il punto più ad ovest dell’anello, è un bunker oggi occupato dal deposito di un contadino e dalle sue capre (N24.400087, E118.297711).

La maggior parte delle opere militari della vasta area consiste in una serie di fortificazioni e bunker d’artiglieria e difesa contraerea, oltre che depositi di munizioni, scavati nella roccia. La traduzione del nome del luogo appare piuttosto sinistra: La Montagna del Centipede o Centopiede, velenoso miriapode che striscia nel sottobosco alla ricerca di prede.

Data l’estensione, ci si trova dinnanzi ad una grande varietà di opere militari. Come già scritto, una parte dell’area, anche se in disuso, è ancora sotto il comando militare; dal punto di partenza, potendo accedere dal cancello sbarrato, un sentiero proseguirebbe sino ad una a postazione di tiro per un cannone.

deposito del contadino
deposito del contadino

崗哨 torretta di guardia - sentry
崗哨 torretta di guardia – sentry

Invece dirigendosi dal cancello verso il mare ed il percorso ad anello, si giunge ad una porzione del sito militare che è stata trasformata in deposito da un contadino, proprio dove pare esserci un’entrata per una porzione scavata nella roccia; da lì però non si passa, ed attenzione alle capre ed ai loro escrementi, un po’ ovunque. Poco più avanti ci si ritrova quasi a picco, al di sotto si possono notare le rocce su cui sono stati incollati frammenti di vetro per ostacolare l’eventuale avanzata nemica. Intorno si possono osservare torrette di guardia (che qualcuno utilizza come wc personale), qualche bunker e una quantità industriale di spazzatura. Dal deposito dovrebbe esserci una trincea in direzione sud ovest, che probabilmente termina in prossimità della sottostante spiaggia.

bunker
bunker

Sin qui il sito non sembra nulla di particolare. Invece arriva la sorpresa. Dal succitato deposito, a circa 285m in direzione sud, incastronato nella roccia di una piccola collina che si insinua verso la spiaggia, ecco apparire un’altra porzione fortificata del complesso militare. Ci si può arrivare anche dalla spiaggia. Da lì si può tornare indietro lungo un sentiero verso l’entroterra. Non so se sie in qualche modo collegata al deposito del contadino o ad altre opere a nord. La fortificazione occupa all’incirca 7.580 m² all’interno di un perimetro circa triangolare, fra bunker, edifici, torri di guardia, postazioni per cannoni e carri. Più o meno la superficie di un campetto da calcio a 7. Dal cancello chiuso ad inizio percorso, sino al bunker sul mare, la distanza è di circa 700 m.

bunker
bunker

Le gallerie dell’intero complesso militare alternano tratti in cemento armato – originariamente trincee a cielo aperto poi rinforzate – a tunnel scavati direttamente nella roccia. Proprio questi ultimi erano considerati i più sicuri in caso di bombardamento: capaci di resistere a colpi di artiglieria e attacchi aerei, a differenza delle strutture in cemento, vulnerabili a impatti diretti di grosso calibro. All’interno si incontrano postazioni difensive, cucine da campo, latrine, qualche utensile, sacchi di sabbia rivestiti di cemento o bottiglie contenenti misteriosi liquidi ignifughi.

bunker + [火砲拖車 - rimorchio cannone - artillery trailer]
bunker + [火砲拖車 – rimorchio cannone – artillery trailer]

bunker + [火砲拖車 - rimorchio cannone - artillery trailer]
bunker + [火砲拖車 – rimorchio cannone – artillery trailer]

Lungo la strada che conduce alla collina si possono osservare diversi bunker; nel 2019, anno della mia prima visita, all’imbocco si trovavano ancora alcuni rimorchi per trasportare i cannoni. Secondo le mie informazioni, alcuni dovevano rimanere come attrazione turistica e testimonianza, a complemento di tutto quanto dovrebbe essere trasformato in attrazione per i visitatori. All’epoca, ancora non si sapeva cosa sarebbe stato ceduto alla contea a e cosa no, quali strutture dedicare al turismo e dunque restaurare. Probabilmente si tratta di ripari per l’artiglieria, non so se all’interno vi siano dei tunnel o altro.

Dalla guerra al turismo


軍人集合場 - piazzale adunata - parade ground
軍人集合場 – piazzale adunata – parade ground

Fra le strutture militari destinate al riciclo, vi è anche la centrale elettrica del fiume Changjiang, convertita in cantina per il celebre liquore isolano Kaoliang.

In attesa del suo restauro, la Montagna del Centopiedi resta lì, silenziosa, con le sue feritoie vuote e le gallerie oscure, pronta a ghermire qualche anima sperduta che osi avventurarsi nei suoi bui cunicoli.

Wugongshan - 蜈蚣山 [金門縣現有巷道資訊管理系統 電子地圖]
Wugongshan – 蜈蚣山 [金門縣現有巷道資訊管理系統 電子地圖]

Fonti: a2928796.pixnet.net/blog/posts…

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Mullvad pubblica i risultati del nuovo audit di sicurezza


Mullvad pubblica l'audit di sicurezza 2025 dei suoi sistemi di account e pagamento: trovate 5 vulnerabilità, nessuna compromette la privacy degli utenti.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Mullvad, la VPN svedese nota per il suo approccio radicale alla privacy, ha pubblicato i risultati di un nuovo audit di sicurezza condotto dalla società tedesca X41 D-Sec. L’analisi ha riguardato il sistema di gestione degli account e dei pagamenti, uno dei punti più delicati per qualsiasi servizio VPN.

Cinque vulnerabilità trovate e corrette


Come riporta Mullvad, gli auditor hanno individuato cinque problemi di sicurezza: due di gravità bassa e tre di gravità media. La buona notizia è che nessuno di questi compromette i dati degli utenti o le garanzie di privacy promesse dal servizio.

Il problema più rilevante riguarda i voucher: un bug di sincronizzazione avrebbe potuto permettere di applicare lo stesso codice sconto a più account se usato nello stesso istante. Si tratta di una vulnerabilità che tocca solo la parte di fatturazione, senza esporre informazioni personali.

Due delle vulnerabilità medie sono state oscurate nella versione pubblica del report per evitare che qualcuno possa sfruttarle per causare problemi di disponibilità del servizio. Le altre note “informative” suggeriscono miglioramenti generali alla configurazione, come l’uso più esteso di mTLS tra i servizi interni e la firma della lista dei server relay.

Trasparenza come punto di forza


L’approccio di Mullvad è interessante perché dimostra come la trasparenza possa essere un valore aggiunto per un servizio VPN. Pubblicare audit di sicurezza indipendenti, anche quando vengono trovate vulnerabilità, è una pratica che dovrebbe essere più diffusa nel settore.

Il report completo dell’audit è disponibile pubblicamente per chi vuole approfondire i dettagli tecnici. Questo tipo di audit si aggiunge a quello precedente del 2023, confermando che il sistema di account e pagamenti continua a reggere bene sotto esame approfondito.


FONTE mullvad.net


FONTE x41-dsec.de

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Alfio Carciola, il prete accogliente, ci ha lasciati


La parrocchia dei Santi Pietro a Paolo, ma anche la Chiesa locale e la città tutta hanno perso un’altra figura importante, Alfio Carciola. Un uomo mite, umile, discreto, affettuoso, un maestro “di accoglienza e di silenziosa spiritualità”, come lo hanno descritto i suoi amici del punto pace di Pax Christi a Catania. Anche noi vogliamo ricordarlo attraverso le parole di Santo Di Nuovo, che ha […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/22/alfi…

#parrocchiaSSPietroEPaolo #PaxChristi #SantoDiNuovo

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Video effettuato in precedenza in cui invito i vari personaggi speciali a soggiornare in hotel su Animal Crossing: New H…


Video effettuato in precedenza in cui invito i vari personaggi speciali a soggiornare in hotel su Animal Crossing: New HorizonsIl mii si muoverà ma il video in sé ha solo l'audio del gioco, non è un problema del vostro dispositivo#ACNH #animalcrossing Con
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Video effettuato in precedenza in cui invito i vari personaggi speciali a soggiornare in hotel su Animal Crossing: New Horizons

Il mii si muoverà ma il video in sé ha solo l’audio del gioco, non è un problema del vostro dispositivo

#ACNH #animalcrossing

Continua su Telegram ➡️ Vai al post

news.creeperiano99.it/2026/01/…

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Portmaster 2.1.7: arriva la funzione pausa nel firewall open source


L'aggiornamento 2.1.7 di Portmaster introduce la possibilità di mettere in pausa il firewall e l'auto-refresh delle connessioni. Ecco le novità.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Portmaster, il firewall open source ora sotto l’ala di IVPN dopo l’acquisizione di Safing lo scorso dicembre, si aggiorna alla versione 2.1.7.

La novità principale è la funzione “Pausa”, che permette di disattivare temporaneamente il firewall senza chiuderlo del tutto, utile per esempio per capire al volo se un’applicazione che fa i capricci è bloccata proprio da Portmaster. L’altra aggiunta è l’aggiornamento automatico della lista connessioni, che prima richiedeva un refresh manuale.

Per chi non lo conoscesse, Portmaster è un firewall gratuito per Windows e Linux che mostra tutte le connessioni delle vostre applicazioni, bloccando di default tracker e pubblicità. Supporta anche DNS cifrati e a proposito, se volete un controllo più ampio sulla risoluzione DNS, AdGuard DNS può essere un buon complemento!

L’aggiornamento si installa direttamente dall’app.


FONTE github.com

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Comunicazione e intelligenza artificiale: come si parla agli algoritmi


Dalla scrittura per i motori di ricerca ai modelli generativi: comunicare con l’intelligenza artificiale significa adattare linguaggio, struttura e contesto a nuovi interlocutori digitali
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.


Per decenni, il successo delle nostre comunicazioni è dipeso dalla nostra capacità di catturare l’attenzione di un pubblico umano: giornalisti, lettori, consumatori. Abbiamo affinato l’arte di creare titoli a effetto, narrazioni persuasive e messaggi capaci di evocare emozioni. Oggi, però, un nuovo interlocutore, silenzioso ma incredibilmente influente, si è seduto al tavolo: l’algoritmo. In questo scenario, l’analisi di Chiara Possenti di Axicom esplora la nuova frontiera della comunicazione nell’era delle risposte generate dall’intelligenza artificiale, illustrando perché la creatività debba oggi fondersi con la precisione dei dati e come sia necessario strutturare i messaggi per essere non solo persuasivi per un pubblico umano, ma anche “leggibili” e autorevoli per gli algoritmi che lo informano.

💡
L’AI non si lascia persuadere da un linguaggio di marketing brillante o da metafore complesse

L’ascesa dei cosiddetti “Answer Engines” — da ChatGPT a Google AI Overviews — non rappresenta un semplice cambiamento tecnologico; è una mutazione profonda nel modo in cui le informazioni vengono scoperte, aggregate e presentate. La ricerca non è più solo una lista di link con cui interagire, ma una risposta diretta, un sommario curato da un’intelligenza artificiale. Per i brand, la domanda non è più solo “Come raggiungiamo il nostro pubblico?”, ma “Come diventiamo una fonte autorevole per i motori AI che informano il nostro pubblico?”.

HONOR Magic8 Pro arriva in Italia: fotocamera AI e flagship | TechPerTutti
HONOR porta in Italia Magic8 Pro, uno smartphone flagship che punta sulla fotografia AI per migliorare qualità, precisione e versatilità degli scatti
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Questa nuova realtà, evidenzia la Possanti nella sua analisi, impone di superare la distinzione tra storytelling e strategia dei dati. Il comunicato stampa, il contenuto del nostro sito, ogni nostra dichiarazione pubblica, non è più soltanto una narrazione, ma un “nodo informativo” strutturato. L’AI non si lascia persuadere da un linguaggio di marketing brillante o da metafore complesse; piuttosto premia la chiarezza, la precisione fattuale e la coerenza contestuale.

In pratica, questo significa che la nostra “verità di brand” — i fatti, i dati, le specifiche che ci definiscono — deve essere presentata in un formato che sia inequivocabilmente leggibile dalle macchine. Si tratta di adottare un linguaggio che rispecchi le query di ricerca più comuni, di strutturare le informazioni in modo logico (ad esempio attraverso sezioni FAQ), e di utilizzare strumenti tecnici come lo schema markup per “etichettare” i nostri contenuti, rendendoli immediatamente comprensibili per un crawler AI.

Identità digitale 2026: nomi dominio, estensioni & AI
L’identità digitale sta evolvendo: nomi di dominio, nuove estensioni e intelligenza artificiale stanno ridefinendo branding, SEO e presenza online
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Qualcuno potrebbe vedere questa evoluzione come una minaccia alla creatività; al contrario, è un’opportunità per rafforzarla esercitando la disciplina della precisione. Non si tratta di smettere di raccontare storie avvincenti, ma di arricchirle con una solida base di dati verificabili e facilmente estraibili. Significa costruire un contesto attorno ai nostri annunci, spiegando non solo cosa stiamo lanciando, ma perché è rilevante nell’ambito di un determinato settore o della società in generale, sulla base dei trend attuali.

Il nostro ruolo di comunicatori si sta evolvendo, sottolinea Chiara Possenti. Non siamo più solo architetti di narrazioni, ma anche guide strategiche in un ecosistema informativo ibrido, dove l’audience è composta sia da esseri umani sia da algoritmi. Il nostro compito è garantire che i messaggi dei clienti non solo risuonino a livello emotivo, ma siano anche strutturati per diventare la fonte primaria citata nelle risposte generate dall’AI.

La vera sfida, e la più grande opportunità, non è imparare a “parlare alle macchine”, ma comunicare con una chiarezza e un’autorevolezza tali da essere compresi e valorizzati da chiunque sia in ascolto – persone e non solo. Queste caratteristiche andranno a costruire la rilevanza nella nuova era della comunicazione.


HONOR presenta in Italia Magic8 Pro: il flagship con fotocamera AI che ridefinisce la fotografia mobile


Honor ha annunciato oggi l’arrivo in Italia dell'attesissimo Magic8 Pro. Si tratta di uno smartphone flagship, dotato di fotocamera AI di ultima generazione con capacità di imaging e intelligenza avanzate. Il Magic8 Pro integra innovazione nel campo dell’imaging AI con prestazioni elevate e un agente AI pensato per l’uso quotidiano. Questa combinazione consente di catturare ogni momento con precisione professionale e creatività naturale, mentre l’assistente AI risponde in modo intuitivo alle esigenze reali dell'utilizzatore. Il dispositivo è disponibile da oggi in pre-ordine, con prezzi a partire da 1299 euro.

Amazfit Active Max: lo smartwatch per iniziare al meglio
Amazfit presenta Active Max, il nuovo smartwatch pensato per chi vuole iniziare (o migliorare) il proprio percorso fitness con semplicità e funzioni avanzate
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Fotografia: una nuova era per lo zoom notturno


Grazie ai più recenti progressi compiuti da Honor nel comparto fotografico, la fotografica del Magic 8 Pro promette una chiarezza, una stabilità e un controllo creativo migliorati, il tutto potenziato da tecnologie AI di nuova generazione. L'azienda dichiara che lo smartphone introduce il più avanzato sistema teleobiettivo AI mai realizzato finora, con una fotocamera Ultra Night Telephoto da 200MP dotata di ampio sensore da 1/1.4”, apertura f/2.6, stabilizzazione ottica (OIS) e zoom ottico 3.7x.
Fronte/retro dell'Honor Magic8 Pro nella colorazione Sky CyanFronte/retro dell'Honor Magic8 Pro nella colorazione Sky Cyan
Questa configurazione aumenta significativamente la quantità di luce acquisita, offrendo dettagli più nitidi anche a lunga distanza. La fotocamera principale Ultra Night da 50MP (f/1.6, OIS) e la fotocamera ultra-grandangolare da 50MP (122°, macro HD a 2,5 cm) arricchiscono ulteriormente la dotazione. Inoltre, grazie al modello AI Adaptive Stabilization, la probabilità di ottenere immagini zoomate perfette anche senza treppiede o gimbal aumenta fino a sette volte. Il Magic8 Pro debutta anche con Magic Color, il primo motore colore AI del settore con cui è possibile ricreare stili cinematografici, applicare look filmici professionali o creare preset personalizzati a partire da qualsiasi immagine di riferimento, utilizzabili direttamente in fotocamera o tramite Magic Portal.
Back Cover dell'Honor Magic8 Pro nella colorazione BlackBack Cover dell'Honor Magic8 Pro nella colorazione Black

Un’esperienza di intelligenza avanzata


Il Magic8 Pro offre un equilibrio tra creatività, ragionamento e gestione contestuale delle attività grazie alle sue funzionalità AI evolute. Con MagicOS 10, l’AI locale si concentra su percezione, comprensione del contesto ed esecuzione delle operazioni, rendendo l’interazione più intuitiva ed efficiente. L’AI interpreta ciò che appare sullo schermo, comprende comandi naturali e regola le impostazioni di sistema per supportare l’utilizzatore nelle attività quotidiane. L’AI Settings Agent comprende comandi vocali o scritti, interpreta l’intento e fornisce risposte immediate, mentre per la sicurezza nelle comunicazioni AI Deepfake Detection e AI Voice Cloning Detection proteggono da tentativi di sostituzione del volto o clonazione vocale durante chiamate e videochiamate.
Display dell'Honor Magic8 Pro nella colorazione Sunrise GoldDisplay dell'Honor Magic8 Pro nella colorazione Sunrise Gold

Prestazioni, autonomia e display: potenza e comfort insieme


Dotato della piattaforma mobile Snapdragon 8 Elite Gen 5, Magic8 Pro offre miglioramenti significativi in CPU, GPU e potenza AI rispetto alla generazione precedente. È il primo a introdurre una tecnologia eterogenea GPU-NPU per super-risoluzione e generazione dei frame, capace di trasformare giochi a bassa risoluzione e basso frame rate in esperienze ad alta risoluzione e 120 fps. La batteria silicon-carbon da 6.270 mAh garantisce un’autonomia di lunga durata, mentre la ricarica 100W cablata e 80W wireless offre ricariche rapide e flessibili. Il display LTPO OLED da 6,71” supporta un refresh rate adattivo 1-120 Hz e raggiunge una luminosità di picco HDR di 6.000 nit (1.800 nit globali).

CES 2026: Roborock lancia il primo robot wheel-leg al mondo
Roborock sorprende al CES 2026 con il primo robot al mondo dotato di architettura wheel-leg, una soluzione innovativa che rivoluziona mobilità e pulizia domestica
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Colori, Prezzo e Disponibilità


Magic8 Pro è disponibile da oggi su Honor.com, Amazon e i principali operatori, nelle colorazioni Sunrise Gold, Sky Cyan e Black con prezzo a partire da 1299 euro. Sarà venduto con un coupon di 200 euro in bundle con Pad 10 e HONOR Super Charger.


Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

24-25 gennaio, roma, mostra fotografica “d’azzurro al faro d’argento”: il quartiere ostiense nel tempo – allo studio campo boario


mostra fotografica sulla storia del quartiere Ostiense_ allo Studio Campo Boario il 24-25 gen 2026
cliccare per ingrandire

24/25 gennaio, h. 17 – 20, Studio Boario, viale del Campo Boario 4a

#CdQPiramideOstiense #ComitatoDiQuartierePiramideOstiense #foto #fotografia #fotografie #mostraFotografica #quartiereOstiense #StudioBoario #StudioCampoBoario

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Penpot 2.13: ombre personalizzabili e gestione file migliorata


Penpot 2.13 introduce i token per le ombre, migliora le prestazioni con il caricamento dinamico delle traduzioni e semplifica il recupero dei file eliminati.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Per chi non lo conoscesse, Penpot è l’alternativa open source e gratuita a Figma per la progettazione di interfacce. È uno strumento che sta crescendo parecchio negli ultimi anni, soprattutto tra chi cerca soluzioni libere e con la possibilità di self-hosting.

La versione 2.13, come riporta il diario degli sviluppatori, porta alcune novità interessanti pur non essendo un aggiornamento rivoluzionario.

Le novità principali


La funzione più rilevante sono i nuovi token per le ombre (box shadow). In pratica si possono creare stili di ombreggiatura riutilizzabili e applicarli rapidamente ai vari elementi del progetto. Per chi lavora su progetti complessi con linee guida stilistiche precise, può essere un bel risparmio di tempo.

C’è poi un miglioramento lato prestazioni: i file per le traduzioni ora vengono caricati solo quando servono davvero, invece che tutti insieme all’avvio. Probabilmente non è qualcosa che si nota a occhio nudo ma potrebbe aiutare soprattutto chi lavora su macchine meno potenti.

Infine, i file eliminati adesso sono recuperabili direttamente dalla dashboard principale. Prima bisognava fare qualche giro in più, ora è più immediato.

Correzioni varie


Come ogni aggiornamento che si rispetti, c’è anche una bella lista di bug sistemati: problemi con il copia-incolla nei layout flex, dimensioni errate delle tavole Android, qualche glitch nell’editor di testo e altri piccoli intoppi che potevano dare fastidio durante il lavoro quotidiano.


FONTE penpot.app

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

richiesta di sospensione totale dell’accordo di associazione ue-israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di israele

Firma e fai firmare questa iniziativa dei cittadini europei: eci.ec.europa.eu/055/public/#/…

Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza.
[1] Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e… … non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia [2].

Ciononostante, l’Unione europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale, economica e politica tra l’UE e quello stato.

I cittadini dell’UE non possono tollerare che l’Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità.

Si invita pertanto la Commissione a presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele.

_____________________________

[1] Servizio europeo per l’azione esterna, nota dell’Ufficio del rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani, 20 giugno 2025 euobserver.com/eu-and-the-worl…

[2] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024 icj-cij.org/node/203447


Pagina web dell’iniziativa nel registro della Commissione europea: citizens-initiative.europa.eu/…


Sito web della proposta d’iniziativa dei cittadini: justiceforpalestine.eu/

Instagram: instagram.com/justiceforpalest…

#accordo #aiutiUmanitari #bloccoDegliAiutiUmanitari #crimineDiGenocidio #criminiDiGuerra #deportazione #distruzioneDiOspedali #EU #EuropeanUnion #fameComeArmaDiGuerra #Gaza #genocide #genocidio #iniziativaPubblica #Israele #Palestina #sfollamento #sospensioneAccordoIsraeleUE #unioneEuropea #violazioneDeiDirittiUmani

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

a milano, fino al 25 gennaio, mostra per i 50 anni di radio popolare: 1975-2025


mostra sui 50 anni di radio popolare

50 e 50. La mostra. Radio Popolare 1975 – 2025 racconta cinque decenni di onda e venti storie realizzate dai fotografi che in questi anni sono stati vicini alla radio.

Ingresso gratuito Apertura fino al 25 gennaio 2026
Orario: dalle 12 alle 19
Fabbrica del Vapore, via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano

Sono presenti le immagini scattate nell’arco di cinquant’anni da Gabriele Basilico, Marco Becker, Paola Bensi, Gianni Berengo Gardin, Matteo Bergamini, Carlo Cattadori, Lucio Cavicchioni, Carlo Cerchioli, Mario Dondero, Pietro Fanti, Dino Fracchia, Salvatore Laforgia, Uliano Lucas, Erica Mela Magagnato, Marzia Malli, Fabio Minotti, Angelo Navarria, Roby Schirer, Markus Sotto Corona, Michele Tabozzi. Una parte della mostra sarà dedicata all’interpretazione creativa realizzata da Studio Azzurro dei video che ricostruiscono la storia di Radio Popolare in uno spazio dedicato alla memoria di Fabio Cirifino, scomparso di recente.

L’esposizione comprende anche 60 ritratti di lavoratrici e lavoratori di Radio Popolare, in grande formato, realizzati da Laila Pozzo, e una cronistoria illustrata che ripercorre la storia della radio, dal 1975 al 2025, lunga circa 60 metri, realizzata grazie alla ricostruzione cronologica di Luca Gattuso con la grafica di Mario Piazza e Lorenzo Mazzali. Infine, sarà allestito un grande tavolo di oltre 50 mq, che sempre in ordine cronologico illustrerà tutte le attività svolte da Radio Popolare nel corso degli anni, mettendone in luce anche il rapporto con la grande comunità di ascoltatrici e ascoltatori.

Il progetto espositivo è stato curato da Giovanna Calvenzi, con la collaborazione di Cristina Selva, Pietro Fanti e Tiziana Ricci. Gli allestimenti sono stati curati da Francesco Librizzi e Diletta Ciuffi di Studio Francesco Librizzi. La grafica è stata realizzata da Mario Piazza e Lorenzo Mazzali.

tutte le informazioni qui:
https://www.radiopopolare.it/50-e-50-la-mostra-radio-popolare-1975-2025

#19752025 #50Anni #50AnniDiRadioPopolare #50E50 #AngeloNavarria #CarloCattadori #CarloCerchioli #CristinaSelva #cronistoriaIllustrata #DilettaCiuffi #DinoFracchia #EricaMelaMagagnato #FabbricaDelVapore #FabioCirifino #FabioMinotti #foto #fotografi #fotografie #FrancescoLibrizzi #GabrieleBasilico #GianniBerengoGardin #GiovannaCalvenzi #LailaPozzo #LorenzoMazzali #LucaGattuso #LucioCavicchioni #MarcoBecker #MarioDondero #MarioPiazza #MarkusSottoCorona #MarziaMalli #MatteoBergamini #MicheleTabozzi #mostra #PaolaBensi #PietroFanti #radio #RadioPopolare #RadioPopolare19752025 #RobySchirer #SalvatoreLaforgia #StudioAzzurro #StudioFrancescoLibrizzi #TizianaRicci #UlianoLucas

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Nova Launcher risorge dalle ceneri, ma con la pubblicità se non paghi


Nova Launcher rinasce dopo 4 mesi di abbandono: acquisito da Instabridge, introduce pubblicità nella versione gratuita. Chi ha Nova Prime mantiene tutto gratis.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Nova Launcher torna in vita. Quattro mesi fa il progetto era stato abbandonato, lasciando nel limbo uno dei launcher Android più apprezzati di sempre. Ora l’azienda svedese Instabridge lo ha acquisito e promette di mantenerlo attivo e aggiornato.

Per chi non lo conoscesse, un launcher è l’app che gestisce la schermata home, il drawer delle applicazioni e buona parte dell’interfaccia Android. Nova si è fatto conoscere negli anni per il livello di personalizzazione che offre, permettendo di modificare praticamente ogni aspetto del sistema senza bisogno di root o competenze tecniche particolari.

Cosa cambia con la nuova proprietà


Come riporta l’annuncio ufficiale, Instabridge non ha intenzione di stravolgere l’app. L’obiettivo dichiarato è mantenerla stabile, compatibile con le ultime versioni di Android e concentrarsi sulla correzione dei bug. Prima di implementare modifiche importanti, il team raccoglierà feedback dalla community su Reddit, Play Store e altri canali.

Il rovescio della medaglia è l’introduzione della pubblicità nella versione gratuita. Chi vorrà eliminarla dovrà sottoscrivere un abbonamento, mentre chi ha già acquistato Nova Prime manterrà tutte le funzionalità sbloccate senza costi aggiuntivi.

Insomma, Nova è salvo ma al prezzo di vedere pubblicità nella schermata principale del telefono. Decisamente non proprio l’ideale per chi sceglie un launcher alternativo proprio per avere maggior controllo sulla propria esperienza Android. Se l’idea della pubblicità non vi convince, esistono diverse alternative open source che vale la pena esplorare: niente tracciamento, niente abbonamenti, solo personalizzazione.


FONTE novalauncher.com


Launcher alternativi per Android


In questo articolo parleremo di launcher alternativi per Android. Launcher open source alternativi a quello predefinito del vostro cellulare!
lealternative.net/2020/04/15/l…


reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Iran – La repubblica islamica uccide nell’ombra, rompiamo il silenzio. Contributo di Mohsen Hamzehian


Informazioni e spunti per capire di più quanto sta accadendo
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Per affrontare quello che sta succedendo in Iran all’interno del nostro contradditorio presente, dopo aver dialogato con Maysoon Majidi proponiamo un contributo di Mohsen Hamzehian, esponente del Unione Per la Democrazia in Iran che contiene molti spunti per comprendere meglio la situazione.

Mohsen Hamzehian, esponente del Unione Per la Democrazia in Iran, è un dottore iraniano che vive a Padova e che conosciamo da tempo per l’incessante impegno per la difesa dei diritti umani e la libertà nel suo paese.

CONTRIBUTO DI MOHSEN HAMZEHIAN Unione Per la Democrazia in Iran

La repubblica islamica uccide nell’ombra, rompiamo il silenzio

Sono trascorsi 47 anni, dalla istituzione della rivoluzione tradita in Iran.

Vorrei partire, anche per sgomberare il campo da alcuni fraintendimenti, proprio dal 1979 quando la monarchia dello scià Pahlavi venne spazzata via dalla rivoluzione del popolo iraniano. Ci stiamo dimenticando che ci sono dei punti di partenza per capire le dinamiche in atto in un grande paese dal valore geostrategico enorme com’è l’Iran.

Tra questi punti di partenza vi fu, nel lontano 1953, il colpo di stato contro il dottor Mossadeq, colpevole di portare la nazione in una direzione di maggior sovranità, osando anche la nazionalizzazione del petrolio, la più grande risorsa del paese. Il colpo di stato venne guidato dai servizi anglo-americani e favorì la centralizzazione del potere nelle mani dei Pahlavi. I quali è vero che spinsero per una modernizzazione del paese, ma lo fecero favorendo esigui strati della popolazione a scapito della maggioranza del paese.

L’idea dello scià, ben supportato dagli USA, era quella di diventare il gendarme militare dell’intera area e con questo obiettivo dissanguò il paese. E’ vero che per Teheran si girava con le minigonne, ma se reagivi alla povertà finivi incarcerato e ucciso. Tra il 1978 e il 1979 l’intero apparato dello scià crollava sotto la spinta delle lotte. L’esercito non appoggiava più la monarchia. Nel vuoto di potere, le uniche forze che avevano la capacità di connettere il paese e di trovare una direzione della rivolta erano quelle catalizzate dall’Ayatollah Khomeini.

La sequenza che non dobbiamo però dimenticare è che reprimere le spinte di autonomia nazionale dall’esterno ha favorito una leadership artificialmente innovatrice ma classista, incarnata dallo scià e ha reso le speranze di cambiamento di un grande popolo- un groviglio doloroso dove in mezzo al sangue si sta cercando di trovare finalmente uno sbocco verso la libertà.

Ricordo questo per chiarire un aspetto molto importante per il futuro dell’Iran. Chi fa riferimento oggi al figlio dello scià, che chiede un intervento armato a due genocidari, Netanyahu e Trump, che è contro l’autodeterminazione dei popoli, a favore dello sterminio del popolo palestinese, sta chiedendo alla storia di ripartire dallo stesso punto che ci ha portati sin qui. Come se si dicesse: abbiamo sbagliato ma adesso faremo meglio!

La costruzione di una società fondata sulla teologia e sui principi dello sciismo (da molti sunniti definito eretismo islamico) entra in contrasto con una parte della popolazione, in particolare le donne, che aspira a una società più moderna se non più laica. Contro il regime si sono sviluppate, sin dalla sua formazione, movimenti di opposizione e in particolare un movimento delle donne che rivendicava la modifica delle norme religiose che mettevano la figura femminile in secondo piano. I movimenti di piazza sono sempre stati repressi sanguinosamente.

Si sta duramente reprimendo anche quest’ultima grande ondata di proteste, forse la più ampia.

La popolazione in tutto l’Iran di oltre 150 città, la stragrande parte di regioni e province e di oltre 600 centri minori gridano slogan come “ne mullah e ne lo scià”. Gridano che la libertà non viene dall’esterno, che la via per la salvezza è l’autorganizzazione del popolo e la creazione dei consigli per la creazione di un governo democratico, cioè senza inquisitori e senza Re. Il popolo del Kurdistan è in prima linea nel movimento e ha dimostrato di possedere una vera solidarietà e organizzazione.

Il figlio dello scià rappresenta una posizione minoritaria, ma si comporta come se tutti fossero suoi sudditi. I suoi sostenitori hanno già deciso la bandiera del futuro Iran, aggredendo all’estero i manifestanti democratici e usando un lessico non politico. La famiglia di questo signore nel 1978 ha rubato 39.000.000.000 di dollari al paese e la sola collezione di Farah Diba, che comprende quadri di autori impressionisti e molti altri, vale diversi miliardi di dollari. Reza Pahlavi invita gli iraniani a scendere in piazza, quando i manifestanti hanno già riempito le piazze. Veramente ci vuole coraggio!

Nel 2022, in seguito all’uccisione della ventiduenne Jina Mahsa Amini per mano della polizia morale, sono state le donne a guidare il movimento “Donna, Vita, Libertà”. Questo movimento ha rivoluzionato il mio paese, l’Iran.

Oggi la stragrande maggioranza delle donne esce vestendosi come vuole e in pubblico le vedi con i loro fidanzati.

Dopo le manifestazioni di “Donna, Vita, Libertà”, durante le quali insieme ad altri due attivisti, ho potuto partecipare a numerose iniziative pubbliche e nelle scuole del Veneto, sono arrivatemanifestazioni oceaniche che si differenziano dal passato.

Voglio condividere alcune informazioni e spunti per capire la situazione.

Le donne si sentono più libere, senza timore di presentarsi senza lo hijab islamico.

Le rivolte sono cominciate dalla borghesia interna dal bazar di Teheran, lo strato di piccola borghesia che non vuole pagare le tasse, anzi non ha mai pagato quello che avrebbe dovuto pagare.

C’è una svalutazione del rial molto evidente. 50 anni fa per avere un dollaro pagavi 70 rial oggi paghi 1.750.000 rial oppure 175.000 toman.

Il regime della repubblica islamica dell’Iran, produttore di materie prime – tra i primi tre produttori di petrolio a livello mondiale – e che offre il suo petrolio a basso costo per il mercato mondiale, è condannato ad essere arretrato, perché basso costo significa bassi salari, mancanza di libertà sindacali, bassi consumi, mercato nazionale fragile, sistemi sociali impoveriti e ricattabili, non riconoscimento dei partiti politici e corruzione totale degli amministratori. Il petrolio iraniano viene offerto a prezzo minore del prezzo del Brent, basta guardare il prezzo della vendita di petrolio alla Cina e non solo.

La Repubblica Islamica è ormai caratterizzata da un governo totalitario con funzionari inefficienti e corrotti che non sono in grado di risolvere i problemi quotidiani delle persone.

Anche subito dopo il 1979 al regime non era rimasto altro modo per sopravvivere se non la continuazione della politica con altri mezzi, cioè la repressione, l’intimidazione, la violenza, la tortura, la pena di morte tramite un personaggio come Khalkhali, un sanguinario messo al vertice del potere giudiziario religioso. Una corruzione mai vista nemmeno ai tempi della classe dirigente dello Scià.

La risposta del regime a queste ultime proteste è stata brutale.

Da fonti mediche, il “Sunday Times” parla di un rapporto che cita almeno 16.500 manifestanti uccisi e circa 330.000 feriti. Molte delle uccisioni sarebbero avvenute in un arco di soli due giorni, colpendo prevalentemente giovani sotto i 30 anni. Da fonti di ONG internazionali, Iran Human Rights (IHR) parla di una “carneficina” con circa 12.000 morti. Secondo l’agenzia di stampa Human Rights Activists, alla fine del 17° giorno di proteste erano state arrestate 18.434 persone e, finora, sono state trasmesse dalla televisione di stato 97 confessioni forzate.

Come forma di repressione si stanno bruciando le attività e anche i negozi nel bazar vecchio di Teheran, patrimonio dell’umanità. Si cerca di terrorizzare il popolo, pattugliando le strade dove è in corso il copri fuoco, minacciando le famiglie, dicendo loro di non far uscire i loro figli, sparando a vista d’occhio.

Nonostante le minacce le piazze sono piene di giovani che si battono per la libertà.

Il blocco/chiusura delle comunicazioni telefoniche, dei social e della radio e televisione, non avviene per la sicurezza del regime, ma perché il regime possa uccidere i manifestanti.

Ormai a tutti gli osservatori è noto quello che sta facendo il regime con l’assenza dell’intervento dell’ONU e i governi del mondo. I filmati amatoriali inviati mostrano la verità: rapine dei feriti dall’ospedale ad opera dei seguaci del regime, pasdaran, Basij e Guds, che operano bruciando negozi, macchine e i palazzi.

Riflettendo, dal 1979 ad oggi l’Iran non è mai uscito dalla guerra. L’idea di un nemico permanente rafforza il regime.

Noi esuli e non solo, soffriamo per un popolo che lotta da mezzo secolo per la libertà e che nonostante centinaia, migliaia di persone uccise continua a lottare per i propri diritti e non solo.

Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alle uccisioni, all’imprigionamento e alle torture dei prigionieri politici. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alle esecuzioni capitali. Dobbiamo chiedere e rivendicare la libertà dei prigionieri politici. Tutta questa situazione dipende proprio dalla presenza del regime al potere!

A nome della mia associazione ringrazio veramente i cittadini di Padova e alcuni amministratori del Veneto che non girano la testa di fronte a tutto questo.

Il regime potrebbe superare anche questo snodo, ma solo nel sangue. Non ha altre cartucce. Il popolo iraniano, al contrario, ha la speranza di un futuro non peggiore dell’incubo che vuole lasciarsi alle spalle. A questa speranza va tutta la nostra solidarietà.

ALCUNE RICHIESTE AL GOVERNO ITALIANO

1. LIBERTA’ PER I PRIGIONIERI POLITICI SUBITO

2. RICONOSCIMENTO DEI PASDARAN COME ORGANIZZAZIONE TERRORISTA

3. INTERRUZIONE DI RAPPORTI COMMERCIALI CON L’ IRAN

4. CHIUSURA TOTALE DELL’AMBASCIATA E CONSOLATO DELL’IRAN

5. ESPULSIONE DEI GIORNALISTI GOVERNATIVI DELL’IRAN DALL’ITALIA

6. FAR RISPETTARE LA DECISIONE DELLA CORTE EUROPEA

Mohsen Hamzehian – UPDI


Cosa sta succedendo in Iran? Ne parliamo con Maysoon Majidi


Per comprendere cosa sta succedendo nella complessa situazione dell’Iran pensiamo sia utile ascoltare chi si è sempre opposto al regime per ampliare spazi di libertà reali. Preferiamo per questo dialogare con donne e uomini che abbiamo conosciuto in questi anni e con cui abbiamo condiviso momenti di iniziativa perchè l’Iran esca da un dominio oscurantista e possa aprirsi ad un futuro di libertà ed autodeterminazione.

Con questo spirito alcuni giorni fa abbiamo posto a Maysoon Majidi, regista ed attivista per i diritti umani curda-iraniana, alcune domande a cui ci ha risposto nello scorso fine settimana.

Ricordiamo che Maysoon Majidi fuggita dall’Iran per il suo impegno nel movimeno “Donna, vita e libertà”, dopo aver attraversato il Mediterraneo su uno dei tanti barconi carichi di esseri umani in cerca di una speranza di vita, sbarcata in Italia il 31 dicembre 2023, è stata arrestata con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione irregolare”, in poche parole di essere una scafista. Rinchiusa per più di trecento giorni nel carcere di Reggio Calabria è stata poi assolta dal Tribunale di Crotone per non aver commesso il fatto. Nel suo periodo di prigionia in Italia ed anche ora continua ad essere in prima fila nella battaglia per la libertà in Iran e per i diritti dei migranti.

DIALOGO A DISTANZA CON MAYSOON MAJIDI

* Ci puoi aiutare a capire quel che è successo in Iran visto che si fa veramente fatica a comprendere a fondo la dinamica di quel che accade con le proteste, che all’inizio sono stata presentate come legate solo alla situazione economica del paese?

Scusate se rispondo con ritardo alle vostre domande ma sto lavorando molto. Purtroppo non riesco ancora a mettermi in contatto con l’interno del Paese, perché l’accesso a Internet continua a essere bloccato. Le domande che mi avete inviato sono importanti ed estremamente articolate. Rispondere in modo completo a tutte richiederebbe tempo e grande attenzione ma volentieri provo comunque a dire alcune cose.

Per quanto riguarda la situazione economica, il crollo del valore della moneta nazionale è un elemento centrale. Non è un caso che le proteste siano iniziate dai bazar, dagli stessi ambienti che nel 1979 ebbero un ruolo determinante nella Rivoluzione islamica. Oltre alle sanzioni del 2018, nuove misure sanzionatorie, che hanno colpito soprattutto la popolazione civile, si sono sommate al collasso di una delle principali banche del Paese nel mese di novembre. Tutto ciò ha prodotto un’inflazione estremamente elevata. A questo si aggiunge una grave crisi idrica che ha colpito il Paese nei mesi di ottobre e novembre e che non può essere ignorata.

Tuttavia, non si tratta di una rivolta dei poveri o degli affamati. Questa mobilitazione è la continuazione delle proteste precedenti.

Il gesto simbolico compiuto dalla popolazione di Ilam, dove sono stati presi di mira negozi legati alla distribuzione alimentare senza che venisse rubato alcun cibo, con il riso semplicemente sparso nelle strade, è la prova evidente di questo fatto.

Le persone non hanno fame di pane, ma di libertà.

Le proteste si sono svolte in tutte e 31 le province dell’Iran. Attualmente è in vigore una situazione di fatto assimilabile alla legge marziale e sono in corso arresti su larga scala. Non esistono dati ufficiali e certi sul numero delle vittime, ma sono stati riportati oltre 2.500 casi.

* Questa mobilitazione è in continuità, e come, con il movimento “Donna Vita e Libertà” ?

Il problema principale che abbiamo avuto e che continuiamo ad avere con altri gruppi in Iran è che non esiste una reale comprensione del significato di “Donna, Vita, Libertà”. Molti hanno tentato esclusivamente di appropriarsi di questo slogan del popolo curdo e oggi non sono nemmeno in grado di analizzarlo politicamente. Se mi chiedi una risposta diretta, la risposta è sì: in un Paese in cui non esistono democrazia, libertà di genere e giustizia sociale, l’unica via verso la libertà passa proprio da questo slogan e dalla sua ideologia, che rappresenta la matrice stessa di una filosofia della libertà e della giustizia.

* Sappiamo che è difficile fare previsioni, ma quali prospettive hanno mosso i manifestanti, se ne hanno avute, e quali prospettive esistono, secondo te?

Il problema fondamentale resta l’assenza di una leadership seria, credibile e affidabile.

All’interno dell’opposizione una delle voci critiche è quella di Pahlavi, e in particolare i suoi sostenitori, puntano al ritorno della monarchia, una monarchia indissolubilmente legata ai crimini della SAVAK, responsabile del massacro di circa 25.000 cittadini turcofoni in Iran e dell’esecuzione di importanti leader della lotta curda, tra cui Qazi Muhammad, presidente della Repubblica del Kurdistan. Basti ricordare che i movimenti del 1968 in Germania ebbero una delle loro scintille principali proprio in seguito alla visita dello Scià a Berlino. Per questo motivo, il rumore mediatico che circonda questa figura è sostenuto quasi esclusivamente da finanziamenti ingenti, provenienti anche da capitali sottratti all’Iran, e da una parte della diaspora a lui favorevole. All’interno del Paese e tra le altre comunità etniche, Pahlavi non gode di alcuna reale legittimità. I media a lui vicini hanno prodotto uno scandalo significativo manipolando video delle rivolte popolari e sovrapponendovi slogan come “Javid Shah”. Successivamente, anche i conflitti e le aggressioni verbali avvenuti durante le manifestazioni in Europa hanno contribuito, nel tempo, a svelare alla comunità internazionale il vero volto di questi gruppi.

Ciò che conta davvero è l’unità per porre fine alla Repubblica Islamica, andando oltre bandiere e simboli, con la speranza concreta che possa nascere un Iran democratico. È però necessaria molta cautela, perché si sa bene cosa si lascia alle spalle, ma non si può sapere con certezza cosa attenda alla fine del percorso.


#iran
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

OPPO Reno15 Series: il nuovo travel camera phone con selfie 50MP e 4K Ultra-Steady


OPPO Reno15 Series è il nuovo travel camera phone perfetto per chi ama viaggiare: selfie ultra-wide da 50MP, video 4K Ultra-Steady e strumenti AI per creare ovunque
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.


OPPO ha annunciato da qualche giorno il lancio della serie Reno15, che comprende Reno15 Pro 5G, Reno15 5G e Reno15 F & FS 5G. Progettata come travel camera phone, la serie introduce una fotocamera selfie ultra-wide da 50MP e strumenti basati su AI che semplificano l’intero processo di creazione dei contenuti — dallo scatto all’editing — spesso con un solo tocco. Oltre all’esperienza fotografica, la serie Reno15 offre un’autonomia di alto livello, con batterie fino a 6.500mAh e ricarica rapida 80W. Infine, grazie alla Fluency Protection OPPO fino a 6 anni, è possibile contare su prestazioni affidabili nel tempo.

Motorola Signature: raffinatezza e innovazione globale | Techpertutti
Con Motorola Signature il brand ridefinisce il concetto di raffinatezza tecnologica, puntando su design, materiali premium e innovazione mirata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Dimensioni dei display diversificate


Sulla scia del design della serie precedente, la serie Reno15 trae ispirazione dalla bellezza onirica dell’aurora per offrire un’esperienza visiva unica. Il modulo della fotocamera Dynamic Stellar Ring completa il design con un delicato effetto alone sul retro in vetro scolpito monoblocco. La serie Reno15 propone una gamma diversificata di display premium per adattarsi a ogni stile: per chi privilegia la maneggevolezza, Reno15 Pro 5G offre un display compatto da 6,32 pollici, pensato per un utilizzo agevole con una sola mano. Il frame in alluminio di grado aerospaziale assicura una sensazione premium e una struttura solida. Reno15 5G e Reno15 F & FS 5G raggiungono il giusto equilibrio con schermi rispettivamente da 6,59 e 6,57 pollici, entrambi a 120Hz. Grazie alle certificazioni IP66, IP68 e IP69, i creator possono scattare in tutta sicurezza in diversi contesti outdoor e la tecnologia Splash Touch garantisce un funzionamento affidabile del display anche con le mani bagnate.


A sinistra: Reno 15 Pro 5G. A destra: Reno 15 5G

L'esordio di una innovativa fotocamera selfie ultra-wide da 50MP


La serie Reno15 unisce hardware fotografico avanzato, elaborazione smart delle immagini e strumenti AI in un unico dispositivo creativo autosufficiente. Con la nuova serie debutta anche l’innovativa fotocamera selfie ultra-wide da 50MP: con un campo visivo di 100°, permette di includere facilmente interi gruppi di persone o ampi paesaggi nell’inquadratura, senza bisogno di selfie stick o angolazioni scomode. Per i vlogger, la fotocamera consente di riprendere le proprie reazioni insieme a una porzione più ampia dell’ambiente circostante in un’unica inquadratura, ideale per diari di viaggio e storytelling quotidiano. Nei modelli Reno15 Pro 5G e Reno15 5G, la fotocamera teleobiettivo per ritratti da 50MP utilizza una lente periscopica con una lunghezza focale vicina allo standard classico da 85 mm per i ritratti; questo consente di catturare facilmente ritratti a mezzo busto con uno sfocato naturale dello sfondo e una prospettiva equilibrata. Per la massima nitidezza Reno15 Pro 5G è dotato di una potente fotocamera principale ultra-clear da 200MP in grado di catturare una elevatissima quantità di dettagli, e offrire ampio margine per ritagli e regolazioni mantenendo un’elevata qualità dell’immagine. A completare le prestazioni fotografiche, Reno15 Pro e Reno15 integrano un teleobiettivo 3.5x dedicato ai ritratti.
L’innovativa fotocamera selfie ultra-wide da 50MP con un campo visivo di 100°, permette di includere facilmente interi gruppi di persone o ampi paesaggi nell’inquadratura L’innovativa fotocamera selfie ultra-wide da 50MP con un campo visivo di 100°, permette di includere facilmente interi gruppi di persone o ampi paesaggi nell’inquadratura

L'elaborazione delle immagini supportata dall'Ai


Alla base di questi avanzamenti hardware c’è un’elaborazione intelligente delle immagini. Il nuovo Reno Portrait Engine e l’algoritmo Skin Tone Improvement lavorano insieme per migliorare la qualità complessiva delle immagini, mantenendo al tempo stesso una texture della pelle naturale. La serie Reno15 alza il livello anche nell’editing creativo: la funzione AI Portrait Glow agisce come un assistente digitale dell’illuminazione, analizzando in modo intelligente immagini con luce imperfetta — come scene sottoesposte, sovraesposte o in controluce — e applicando effetti di luce raffinati per recuperare e valorizzare artisticamente lo scatto.
La serie Reno15 porta strumenti professionali nelle mani dei VLoggerLa serie Reno15 porta strumenti professionali nelle mani dei VLogger

Una scelta di riferimento per i creator


Per i content creator, la serie OPPO Reno15 è stata progettata come un toolkit video completo, semplificando il flusso di lavoro cinematografico e permettendo di raccontare le proprie storie con maggiore chiarezza e stabilità. Il cuore di questa esperienza è il 4K HDR Ultra-Steady Video, che offre colori intensi e realistici e un’eccellente gamma dinamica, mentre la stabilizzazione avanzata mantiene le riprese fluide e stabili, anche durante gli spostamenti o nei momenti quotidiani. La serie Reno15 porta inoltre strumenti professionali nelle mani degli utenti: Dual-View Video attiva simultaneamente le fotocamere anteriore e posteriore, consentendo ai vlogger di catturare le proprie reazioni insieme a ciò che accade davanti a loro. La funzione Seamless Camera Switch permette invece transizioni istantanee tra fotocamera frontale e posteriore durante la registrazione, eliminando la necessità di tagli e consentendo di realizzare facilmente video dinamici e continui in un’unica ripresa. Il nuovissimo Video Editing 2.0 consente di rifinire i video in modo rapido e intuitivo direttamente all’interno dell’app Foto.
Grazie alle certificazioni IP66, IP68 e IP69, i creator possono scattare in tutta sicurezza in diversi contesti outdoorGrazie alle certificazioni IP66, IP68 e IP69, i creator possono scattare in tutta sicurezza in diversi contesti outdoor

Progettata per assicurare fluidità e resistenza


La serie OPPO Reno15 offre prestazioni solide, in grado di gestire con facilità le attività quotidiane e il gaming, supportate da un’affidabilità duratura e da una connettività migliorata. Basato sull’ultima versione di ColorOS 16, il sistema integra il nuovo Luminous Rendering Engine per animazioni fluide, mentre il nuovo Trinity Engine ottimizza in modo intelligente le prestazioni del chipset e la distribuzione dell’energia, garantendo un’esperienza costantemente scorrevole. Per i gamer da mobile, Reno15 Pro 5G eleva ulteriormente l’esperienza grazie alla piattaforma MediaTek Dimensity 8450 potenziata da AI HyperBoost 2.0, che non solo mantiene frame rate stabili fino a 120fps ma gestisce efficacemente la temperatura del dispositivo. La funzione Game Capture aggiornata consente di preservare i momenti migliori sotto forma di clip video o Motion Photo dinamiche in 1080.

Saldi e truffe online: il rischio sicurezza in Italia
Un’indagine mostra come durante i saldi online il 63% degli utenti in Italia si affidi all’istinto invece che a strumenti di sicurezza, aumentando il rischio di truffe e frodi digitali
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzi e disponibilità


La serie OPPO Reno15 è disponibile in un’ampia gamma di colorazioni, tra cui Aurora Blue per Reno15 Pro, Reno15 F e Reno15 FS, Dusk Black per Reno15 Pro, Twilight Black per Reno15, Reno15 F e Reno15 FS e Aurora White per Reno15. I prezzi variano da 799,99 euro a 399,99 euro e, fino 28 febbraio, Reno15 è disponibile all’acquisto sullo Store Ufficiale con due opzioni di bundle omaggio.


Motorola presenta Motorola Signature: nuovi standard di raffinatezza e innovazione tecnologica


Al CES 2026 Motorola ha presentato Motorola signature, un dispositivo che si distingue per il design audace e le specifiche di alto livello. Creata per coloro che esigono il meglio in termini di tecnologia, la famiglia motorola signature vanta finiture realizzate con maestria, colorazioni curate, fino a sette anni di aggiornamenti del sistema operativo Android e di sicurezza, accesso e servizi esclusivi, oltre alle funzionalità più innovative di Motorola. Riconosciuto da DXOMARK per i più alti standard di eccellenza fotografica e progettato con sensori Sony LYTIA, capacità di acquisizione Dolby Vision e la potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5, il Motorola signature ha un fascino duraturo e distintivo.
Motorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da PantoneMotorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da Pantone

Il telefono con curvatura quadrupla più sottile della sua categoria


motorola signature è ultrasottile (6,99 mm), costruito con precisione e sapientemente sagomato. Il dispositivo combina una moderna cornice in alluminio di grado aeronautico con una finitura lussuosa ispirata al twill o al lino, per offrire un'esperienza sensoriale al tatto. Disponibile in due opzioni cromatiche appositamente curate: PANTONE Martini Olive con finitura ispirata al twill, una tonalità verde dorato che incarna una forza discreta, e PANTONE Carbon con finitura premium ispirata al lino, un distinto blu navy dal minimalismo classico.

Sony Alpha 7 V: mirrorless con IA avanzata e prestazioni top
Sony Alpha 7 V segna un’evoluzione importante nella fotografia e nel video: IA più evoluta per il riconoscimento dei soggetti e prestazioni elevate per creativi e professionisti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il primo smartphone ultrasottile con quattro fotocamere da 50MP, premiato da DXOMARK


Reinventando ciò che è possibile con la fotografia mobile, il Motorola signature è il primo smartphone ultrasottile della sua categoria con quattro fotocamere da 50MP ed è stato insignito del DXOMARK Gold Label per i più alti standard di eccellenza fotografica. Il Motorola signature contiene un'impressionante suite di funzionalità hardware e software per la fotocamera, tra cui:

  • sensore principale da 50 MP con sensore Sony LYTIA 828, il sensore da 50 MP più grande di Motorola fino ad oggi, che produce video 4K Dolby Vision per riprese di livello cinematografico. È possibile, inoltre, la registrazione video in 8K, che offre maggiore flessibilità in post-produzione, e lo slow motion in 4K;
  • teleobiettivo periscopico da 50 MP con zoom ottico 3x, che mette in risalto ciò che l'occhio non può percepire. Dotato del sensore Sony LYTIA 600 da 50 MP, esso offre un'alta risoluzione anche a distanza. Questo vale anche per la capacità Super Zoom Pro 100x, potenziata da moto ai, che cattura monumenti lontani o edifici intricati con precisione. La lunghezza focale equivalente di 71 mm dell'obiettivo è ideale per scattare ritratti belli ed espressivi con un'angolazione che mette in risalto il soggetto;
  • obiettivo ultragrandangolare da 50 MP con un campo visivo di 122° per catturare paesaggi pittoreschi. L'obiettivo funge anche da fotocamera macro per catturare i dettagli più minuti e i primi piani artistici;
  • fotocamera selfie da 50 MP dotata del sensore Sony LYTIA 500 da 50 MP, che crea immagini ricche di contrasto grazie alla tecnologia Quad Pixel.


Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressioneRafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione

Prestazioni Snapdragon e capacità AI superiori


La potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5 da 3nm, basata su un motore di elaborazione AI dedicato, consente velocità fino a 3.8GHz con la CPU personalizzata e GPU, oltre a prestazioni NPU superiori. Sarà possibile sperimentare prestazioni rapide, un gaming fluido e un'intelligenza artificiale sul dispositivo più smart, che migliora ogni aspetto, dalla velocità all'efficienza energetica. Il processore, inoltre, potenzia le prestazioni della fotocamera offrendo un'elaborazione delle immagini superiore e un'acquisizione video ad alta definizione. L'elaborazione AI on-device aggiuntiva include miglioramenti nel riconoscimento delle immagini, nell'assistenza vocale e nell'efficienza energetica complessiva. Il Motorola signature è anche il primo smartphone con un sistema di raffreddamento a metallo liquido con maglia in rame, che mantiene basse le temperature e alte le prestazioni.
Motorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotograficaMotorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotografica

Smartphone con durabilità di grado militare


Grazie alla sua struttura leggera, il motorola signature combina eleganza e robustezza. Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il dispositivo offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione, resistendo all'immersione fino a 1,5 metri in acqua dolce per un massimo di 30 minuti. Spingendo al limite i confini del design degli smartphone ultrasottili, motorola signature è l'unico dispositivo della sua categoria a soddisfare gli standard di durabilità di grado militare; queste caratteristiche consentono al dispositivo di operare efficacemente in temperature estreme e ad alte altitudini.

Samsung Galaxy Book6 al CES 2026: AI e prestazioni
Samsung svela al CES 2026 Galaxy Book6, una nuova generazione di notebook che punta su prestazioni elevate, funzionalità AI per la produttività e un design completamente rinnovato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La batteria più grande della categoria tra i telefoni ultrasottili


Anche all'interno della cornice sottile del motorola signature, è possibile godere di un'ampia autonomia, promette Motorola. La batteria al silicio-carbonio da 5200 mAh, garantisce fino a 52 ore di autonomia e quando la batteria si sta scaricando, la ricarica TurboPower da 90W offre ricarica per un intero giorno in soli 7 minuti. È possibile anche optare per la ricarica wireless da 50W per un'esperienza senza cavi.

Un display luminoso con Pantone SkinTone


La brillantezza assume una nuova forma con il display Extreme AMOLED da 6,8 pollici e una frequenza di aggiornamento ultraveloce di 165 Hz. La sua risoluzione Super HD contiene il 14% di pixel in più rispetto al Full HD standard e la luminosità di picco (fino a 6200 nits) assicura una migliore visibilità pur rimanendo confortevole per gli occhi. Motorola precisa che si tratta del display per smartphone più luminoso della sua categoria con Pantone SkinTone.
Motorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematograficiMotorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematografici
Motorola signature è dotato di tecnologia Sound by Bose oltre a Dolby Atmos, che rivelano maggiore profondità, chiarezza e dettagli per un'esperienza audio immersiva. I doppi altoparlanti stereo contribuiscono a trasmettere un audio di alta qualità in movimento, mentre l'esperienza unica di Bose nella sintonizzazione dell'equalizzazione crea un'avventura sonora. È possibile anche accedere a un audio di livello professionale grazie al sistema audio certificato Hi-Res e scoprire la Snapdragon Sound Technology Suite per chiamate di lavoro nitide.

Disponibilità e offerte pre-ordine


Motorola signature sarà presto disponibile in Italia a un prezzo di partenza di 1099 euro.


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Bluesky spinge sul live e sulla finanza: arrivano “Live Now” e i cashtag


Bluesky aggiorna l’app alla versione 1.114 e introduce il badge Live per le dirette Twitch e i cashtag per parlare di azioni.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Bluesky continua a ritoccare la piattaforma e con l’aggiornamento alla versione 1.114 introduce due novità piccole ma interessanti: il badge Live Now e i cashtag. Niente stravolgimenti, ma qualche funzione in più per rendere le conversazioni un po’ più dinamiche.

Live Now: sei in diretta? Ora si vede


📢 v1.114 is rolling out! Today, we're expanding access to the Live Now beta to everyone. This experimental feature lets you add a temporary LIVE badge to your avatar, helping others discover that you're currently live-streaming on Twitch. They can click it to land directly on your stream page.

[image or embed]
— Bluesky (@bsky.app) January 15, 2026 at 8:00 PM


La funzione Live Now, finora limitata a pochi utenti, è adesso disponibile per tutti. Attivandola compare un badge “LIVE” sull’avatar che segnala quando si è in streaming. Chi clicca viene mandato direttamente alla diretta.

C’è però un limite abbastanza evidente: funziona solo con Twitch. Per ora non si va oltre, anche se Bluesky lascia intendere che in futuro potrebbero arrivare altre piattaforme.

Cashtag per parlare di azioni (e speculazioni)


Also new in v1.114 today: cashtags! Like hashtags, but for stocks. Tag your posts with $AAPL, $NVDA, whatever, then tap to see everyone else's equally unqualified analysis!
— Bluesky (@bsky.app) January 15, 2026 at 8:02 PM


L’altra novità sono i cashtag, ovvero tag per i titoli azionari. Basta scrivere $AAPL, $NVDA e simili per raccogliere post sullo stesso argomento. Utile per seguire discussioni finanziarie, anche se la qualità dei commenti… dipende sempre da chi scrive.

Non dimentichiamoci di Mastodon


Le nuove funzioni rendono Bluesky più completo, ma restano comunque dentro un modello abbastanza classico. Mastodon rimane il social network “in stile Twitter” più comunitario, federato e realmente aperto. Pur non avendo badge live o cashtag punta tutto sulle persone e sulla federazione. Se volete provarlo potete provare a iscrivervi per esempio su poliversity.it.

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Cloudflare acquisisce il team di Astro, il framework resta open source


Cloudflare acquisisce il team di Astro. Il framework JavaScript resta open source, con licenza MIT e supporto per tutte le piattaforme di deployment.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La Astro Technology Company entra a far parte di Cloudflare. Il team al completo diventa dipendente del colosso dell’infrastruttura web, ma il framework JavaScript mantiene licenza MIT e supporto multi-piattaforma.

Cloudflare ha annunciato venerdì l’acquisto della società dietro Astro, uno strumento per sviluppatori web piuttosto popolare. Come riporta il blog ufficiale di Astro, il progetto rimane a codice aperto e compatibile con qualsiasi piattaforma, non dovrebbe diventare un’esclusiva Cloudflare, insomma.

Astro è nato nel 2021 con l’idea di rendere i siti web più leggeri, evitando di caricare JavaScript inutile nel browser. La sua architettura “Islands” permette di mantenere la maggior parte delle pagine come HTML statico, aggiungendo interattività solo dove serve.

Perché questa mossa


Fred Schott, fondatore di Astro, ha ammesso che la società non era mai riuscita a monetizzare il progetto in modo sostenibile. Database hosted, strumenti e-commerce e altre iniziative a pagamento non avevano funzionato, finendo per distrarre il team dallo sviluppo del framework.

Per il team di Astro questa acquisizione può essere un modo per avere le spalle coperte e dedicarsi alla versione 6, già in fase di test.


FONTE astro.build

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

avvistamenti, 001: piccolo oggetto, in plastica o metallo, visto sul marciapiedi il 27 novembre 2025 alle ore 16:15 in via giuseppe giulietti a roma


#verita #testimonianze #oggetti #avvistamenti

#Avvistamenti #oggetti #oggettiVisti #testimonianze #verità #viaGiulietti

reshared this