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Sicurezza informatica: i consigli di Cisco Talos per difendersi dai trucchi degli hacker


Gli hacker non “forzano” più i sistemi: entrano dalla porta principale, usando le nostre credenziali
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Il 75% degli attacchi di phishing è partito da account di posta elettronica compromessi, mentre oltre il 40% degli incidenti ha riguardato problemi legati all’autenticazione a più fattori (MFA), dovuti a configurazioni errate o a tentativi di aggiramento. Secondoquanto evidenziato dal report relativo al secondo trimestre 2025 di Cisco Talos, l’obiettivo più ambito non sono più soltanto i dati sensibili, ma soprattutto le credenziali di accesso: username e password, una volta rubati, diventano il lasciapassare che consente ai criminali informatici di entrare indisturbati nei sistemi privati, di muoversi senza destare sospetti e raggiungere informazioni riservate o risorse preziose.
Le password restino ancora oggi l’anello più debole della catena di sicurezzaLe password restino ancora oggi l’anello più debole della catena di sicurezza

Un fenomeno in forte crescita


Secondo l’ultimo report annuale di Cisco Talos, gli attacchi basati sull’identità hanno rappresentato il 60% dei casi di Incident Response gestiti dal team, mentre in quasi tre quarti degli attacchi ransomware i criminali informatici hanno sfruttato account validi per ottenere l’accesso iniziale. Questo conferma come le password restino ancora oggi l’anello più debole della catena di sicurezza.
Account con privilegi elevati possono arrivare a costare centinaia di dollariAccount con privilegi elevati possono arrivare a costare centinaia di dollari

Il mercato nero delle password


Una volta rubate, le credenziali finiscono spesso in vendita sul dark web, creando un vero e proprio mercato parallelo. Account “normali” hanno un prezzo contenuto, mentre quelli con privilegi elevati – come amministratori di rete o responsabili finanziari – possono arrivare a costare centinaia di dollari. Alcuni gruppi criminali si occupano esclusivamente della raccolta e della rivendita di questi dati, mentre altri li acquistano per condurre campagne ransomware mirate, attacchi di spionaggio o frodi economiche.
Gli hacker dispongono di numerosi metodi collaudati per portare a segno i loro attacchiGli hacker dispongono di numerosi metodi collaudati per portare a segno i loro attacchi

Perché è così semplice


Tre fattori spiegano la diffusione degli attacchi basati sulle credenziali:

  • attacchi dall’interno: con credenziali autentiche, i cybercriminali possono passare inosservati anche per lunghi periodi;
  • mercato in crescita: password e account rubati si scambiano facilmente online, riducendo costi e rischi per gli hacker;
  • nuove abitudini di lavoro: lo smart working, l’uso di dispositivi personali e dei servizi cloud moltiplicano i punti di accesso da proteggere.


Il phishing resta uno dei metodi più diffusi al mondo Il phishing resta uno dei metodi più diffusi al mondo

Le tecniche più comuni


Gli hacker dispongono di numerosi metodi collaudati:

  • phishing: e-mail ingannevoli che imitano portali reali, come Office 365, con l’obiettivo di indurre l’utente a inserire le proprie credenziali;
  • keylogger: software che registrano tutto ciò che viene digitato sulla tastiera, rubando username e password;
  • QR code malevoli: un fenomeno in crescita che sfrutta la fiducia verso i codici QR; basta una semplice scansione per essere reindirizzati a siti truffa;
  • attacchi di forza bruta: tentativi automatizzati di indovinare password deboli o riutilizzate dagli utenti;
  • account dimenticati: ex dipendenti o collaboratori con accessi ancora attivi, che diventano potenziali porte d’ingresso per gli attaccanti;
  • infostealer: malware progettati per raccogliere informazioni sensibili, incluse le credenziali salvate nei browser.


Il ruolo degli utenti


Molti di questi attacchi sfruttano direttamente le persone. Il phishing, ad esempio, resta uno dei metodi più diffusi al mondo: spesso basta un semplice clic su un link malevolo per consegnare inconsapevolmente le proprie credenziali a un criminale. Inoltre, gli hacker fanno ricorso anche all’ingegneria sociale, contattando direttamente le vittime e convincendole, attraverso storie costruite ad arte, a compiere azioni pericolose: modificare impostazioni, condividere password o addirittura trasferire denaro.
Il 40% delle imprese non utilizza l’MFA o si affida a metodi poco sicuri, come gli SMSIl 40% delle imprese non utilizza l’MFA o si affida a metodi poco sicuri, come gli SMS

Come difendersi: i consigli degli esperti


  • attivare l’autenticazione a più fattori (MFA): anche se la password viene compromessa, serve un secondo livello di verifica;
  • non salvare le password nel browser: utilizzare un gestore di password sicuro per proteggerle;
  • aggiornare regolarmente sistemi e applicazioni: gli aggiornamenti correggono vulnerabilità sfruttabili dagli hacker;
  • eliminare gli account inutilizzati: ogni accesso dimenticato rappresenta una potenziale porta d’ingresso;
  • limitare i tentativi di accesso: bloccare ripetuti tentativi di password errata riduce il rischio di attacchi di forza bruta;
  • formazione: saper riconoscere una mail sospetta può fare la differenza nella prevenzione degli attacchi;
  • adottare un approccio “zero trust”: verificare ogni accesso, da qualsiasi dispositivo e in ogni momento.

Ogni mese, la piattaforma Cisco Duo gestisce oltre 1,5 miliardi di richieste di autenticazione multifattore (MFA). Nonostante ciò, il 40% delle imprese non utilizza l’MFA o si affida a metodi poco sicuri, come gli SMS. Questa mancanza di protezione rappresenta una vera e propria autostrada d’accesso per i cybercriminali. Per difendersi efficacemente dagli attacchi, è necessario cambiare approccio: la sicurezza deve partire dall’identità e proteggere le credenziali di accesso.

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“anahit”, for violin & 18 instruments / giacinto scelsi. 1965


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Scelsi subtitled this splendid work “Lyrical Poem on the Name of Venus,” “Anahit” being the ancient Egyptian name for the goddess Venus. The piece is a major work of Scelsi’s and among the most important works of the 1960s. It is basically a chamber-sized violin concerto, although the relationship of the soloist to the ensemble is anything but the one expected in a concerto. Instead of a dialogue between orchestra and soloist, every instrument is washed into an ever-shifting, incandescent color field. Each instrumental part is extremely difficult, the violin part is only more so because it plays through more of the 13-minute duration of the piece than the rest. Making the soloist’s life still more difficult, the instrument is re-tuned to G-G-B-D to give it a more intense and ethereally plaintive sound. Scelsi also notated the violin part in a special tablature, string by string, treating each string as a separate sound-making entity. Conversely, the entire ensemble is treated like a single instrument that Scelsi plays upon like some heavenly synthesizer. Throughout the piece, he has the violin tensely slide about in microtones, moving along a gradually ascending path, and nothing more. This severe restriction of material means that tremendous concentration is required of he soloist and the terrific tension involved in just holding on to the part comes through in performance. Around this core of diamond-thread, Scelsi pours the tremendous oceanic noise of the rest of the ensemble. The “solo” violin is quite often submerged in the sound, disappearing with the rest of the instrumental voices into the slow, wide-angle shriek of changing sound. Frequent cadential effects, usually underlined with orchestrational changes like an outburst of brass or shrill statements from the flutes, provide a sense of ebb and flow and a tasteful degree of formal definition. At around the eight-minute mark, there is a cadenza for violin solo that slyly creeps in while the supporting instruments gradually evaporate, a process that is repeated less fully in the very last passage. Anahit develops itself with an ascetic’s patience and doesn’t ever arrive at any kind of explosive climax. Instead, it hovers on the tentative edge of crisis, like a photograph of something hateful endlessly developing, out of which no clear image ever emerges. The pseudoscientific word “liminal” comes to mind: of or relating to a sensory threshold, barely perceptible, on the cusp of response. The beautiful tension of Anahit is partly the tension of a half-formed premonition and similar to the tension of having a lost word “on the tip of the tongue,” that slightly panicked mental grasping for something sensed and present, but unreachable. Unlike almost all of Scelsi’s music, some of which was not performed publicly until 30 years after its creation, Anahit was performed with Devy Erlih on violin a year after it was composed.

Video created with Sound Converter, Sonic Visualizer, vokoscreen and OpenShot on a Debian 8 Jessie Linux System.

#Anahit #audio #audiovideo #DevyErlih #GiacintoScelsi #musica #musicaContemporanea #musicaSperimentale #video #violinConcerto

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“zipf maneuvers: on non-reprintable materials”, by andrew c. wenaus & germán sierra


Zipf Maneuvers_ Andrew C. Wenaus & German Sierra
cliccare per ingrandire

erratumpress.com/zipf-maneuver…

Sierra e Wenaus utilizzano un algoritmo Python per riorganizzare i loro articoli originali secondo le distribuzioni Zipfiane, ordinando alfabeticamente e indicizzando numericamente ogni parola. Questa riorganizzazione produce un set di dati frammentato e non lineare che resiste alla lettura convenzionale. A ogni parola viene assegnato un numero corrispondente alla sua posizione originale nel testo, creando una struttura disarticolata, simile a un catalogo. Il risultato è una protesta contro la finanziarizzazione della conoscenza da parte delle aziende e una critica alle leggi sulla proprietà intellettuale che ne limitano l’accesso. Trasformando i propri saggi in dati riorganizzati algoritmicamente, Zipf Maneuvers mette in atto una singolare forma di resistenza, denunciando l’assurdità di un sistema che ostacola la libera circolazione delle idee

x.com/german_sierra/status/187…

youtube.com/embed/kAEiLblpomM?…


youtube.com/embed/zTfh5K0Utv0?…

#AndrewCWenaus #AndrewWenaus #catalogo #ErratumPress #ErratumPress #freeFiles #GermánSierra #installazione #installazioneTestuale #ownership #Python #scrittureInstallative #StevenShaviro #Zipf #ZipfManeuvers #ZipfManeuversOnNonReprintableMaterials

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Treno Frecciabianca 8606 con ETR485.043 in transito a Castagneto Carducci (30/01/2024)


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DJI Osmo Action 6: prima action cam DJI con apertura variabile


Osmo Action 6 segna un’evoluzione nel mondo delle action cam grazie all’introduzione dell’apertura variabile: maggiore controllo dell’esposizione, migliori riprese con luce difficile e qualità video superiore rispetto ai modelli precedenti
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DJI, azienda leader nei campo dei droni civili e nella tecnologia delle fotocamere creative, ha oggi Osmo Action 6. Si tratta di una action cam tutto-in-uno che stabilisce un nuovo standard per la fotografia d’azione, introducendo diverse novità assolute nel settore. Osmo Action 6 è, infatti, la prima action cam a offrire un’apertura variabile, con un intervallo da f/2,0 a f/4,0 e promette eccellenti prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione.
Osmo Action 6 in modalità Vloggin

La prima action cam di DJI ad apertura variabile


Osmo Action 6 supera il tradizionale design ad apertura fissa delle action cam, permettendo di scegliere tra diverse modalità di apertura adatte a un’ampia gamma di scenari. Con un’apertura massima di f/2,0, la cam lascia entrare più luce nell’inquadratura e migliora la qualità delle immagini in condizioni di scarsa illuminazione. In modalità Auto, l’apertura si regola automaticamente per ottenere risultati chiari in una varietà di scenari, dagli scatti notturni in condizioni di scarsa illuminazione ai paesaggi luminosi e dettagliati. Con la modalità Effetto stella, le luci della città si trasformano in affascinanti effetti stella, aggiungendo un sorprendente tocco creativo alle scene metropolitane ben illuminate.
Il nuovo sensore CMOS offre un'ampia gamma dinamica per ottenere dettagli nitidi in situazioni ad alto contrastoIl nuovo sensore CMOS offre un'ampia gamma dinamica per ottenere dettagli nitidi in situazioni ad alto contrasto
Con l'obiettivo macro montato (venduto separatamente), la distanza minima di messa a fuoco si riduce da 35 cm a soli 11 cm, consentendo selfie vlog ravvicinati e nitidi. Per le riprese grandangolari, quando l’obiettivo FOV Boost per Osmo Action 6 (venduto separatamente) è collegato, la fotocamera passa automaticamente alla modalità FOV Boost, espandendo il campo visivo nativo da 155° a 182°1, ideale per riprese POV d’azione realmente immersive.

Il nuovo sensore offre una qualità delle immagini di livello superiore


Il sensore CMOS da 1/1,1 pollici con grandi pixel fusi da 2,4 μm offre fino a 13,5 stop di gamma dinamica per ottenere dettagli nitidi in situazioni ad alto contrasto. Supporta inoltre la registrazione video fino a 4K/120fps nel formato 4:3, mentre il sensore più grande consente una migliore qualità delle immagini in condizioni di scarsa illuminazione, garantendo riprese chiare e dettagliate anche in ambienti estremamente bui. Grazie al sensore più grande, Osmo Action 6 abilita la modalità SuperNight per offrire chiarezza nelle riprese notturne, catturando video dettagliati fino a 4K/60fps in condizioni di scarsa illuminazione.
In modalità Auto, l’apertura si regola automaticamente per ottenere risultati chiari in una varietà di scenariIn modalità Auto, l’apertura si regola automaticamente per ottenere risultati chiari in una varietà di scenari

Modalità Personalizzato 4K: riprendete ora, ritagliate dopo


Grazie al sensore quadrato progettato su misura da DJI, Osmo Action 6 introduce la nuova modalità Personalizzato 4K che consente di effettuare le riprese e ritagliarle successivamente in post-produzione per definire l’inquadratura del video, rendendo possibile la condivisione di video creativi su diverse piattaforme social. I creator non devono più posizionare manualmente la fotocamera orizzontalmente e verticalmente per ottenere l’inquadratura desiderata.
Con un grado di impermeabilità IP68, la fotocamera è resistente all’acqua fino a 20 metri senza custodia e fino a 60 metri con la custodia impermeabileCon un grado di impermeabilità IP68, la fotocamera è resistente all’acqua fino a 20 metri senza custodia e fino a 60 metri con la custodia impermeabile

Riprese fluide in slow motion estremo


Eccellente nelle riprese in slow motion, la cam supporta la registrazione in slow motion fino a 4K/120fps a livello nativo e può generare in modo intelligente la riproduzione Super Slow Motion fino a 32× a 1080p, creando immagini spettacolari in alta definizione. Interpolando le inquadrature registrate a 1080p/240fps, Osmo Action 6 ottiene un effetto di rallentamento equivalente a 960fps quando riprodotto a 1080p/30fps, conferendo un effetto cinematografico ai filmati d’azione.
Le funzioni creative di Osmo Action 6 offrono riprese dall’aspetto più naturale per viaggi e vlog quotidianiLe funzioni creative di Osmo Action 6 offrono riprese dall’aspetto più naturale per viaggi e vlog quotidiani

Le numerose avventure di Osmo Action 6


Osmo Action 6 è pronta per qualsiasi tipo di azione, dalle immersioni e dallo sci al mountain biking e all’escursionismo. Con un grado di impermeabilità IP68, la fotocamera è resistente all’acqua fino a 20 metri senza custodia e fino a 60 metri con la custodia impermeabile. Il suo sensore integrato leader del settore per la temperatura del colore garantisce colori subacquei realistici, mentre il manometro registra i dati dell’immersione. Le funzioni creative di Osmo Action 6 soddisfano le esigenze di avventurieri, viaggiatori e vlogger quotidiani, offrendo riprese dall’aspetto più naturale per viaggi e vlog quotidiani.

Prezzo e disponibilità


DJI Osmo Action 6 può essere acquistato su store.dji.com e presso i rivenditori autorizzati, in diverse configurazioni al prezzo che parte da 379 euro.

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La Luna sui tettiedu.inaf.it/rubriche/lo-spazio…
Suggestioni lunari e atmosfere natalizie tra città e memoria, sulle note di una delicata canzone di Francesco De Gregori
#canzoni #FrancescoDeGregori #Luna #musica@astronomia @astronomia
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merry debord


debord at the site notbored_org

notbored.org/debord.html

#archive #Debord #GuyDebord #IS #notbored #Situationism #Situazionismo

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[replyca] _ la poesia del natale della bontà della poesia / differx. 2022


Ispirato dal sito ‘Poesia del nostro tempo’, e (aggiunta 2025) dall’antologiona della Poesia Immortale Poesia Eterna recentemente uscita, anche io ho trovato giusto proporre ai lettori di slowforward un temino natalizio, che ho pensato di intitolare

LA POESIA DEL NATALE DELLA BONTÀ DELLA POESIA
(di natale)


Svolgimento

Nel tempo di Natale la città e la campagna della Poesia si ricoprono di candida neve, essa è bella e reca i pensieri natalizi. Sembra che la neve copre tantissimo chi scrive la Poesia, che la fa tutta Mitica e a me piace anche tantissimo. Ci sono dentro le parole.

È bello quando la neve inneva le giornate della Poesia, e tutto si ricopre di un manto di versi, ove la serenità porta la serenità alla Poesia e ai Poeti, e anche ai lettori, che del resto sono Poeti pure loro soprattutto dopo il ’75.

Siamo nel mese di dicembre, il mese della neve, ma io sto a Roma e me la sogno, così voglio fare una palla immaginaria e tirarla gentilmente al mese di dicembre, per scherzarlo dicendogli vai via. Esso è un mese che ci spinge a farci i bilanci dell’anno passato, e le speranze dell’anno futuro che arriva. Tra pochi giorni sarà il capodanno, e un nuovo anno caperà e avremo molti progetti da realizzare, per una gioia carica di attese che ci costellano.

Noi nel nostro passato vediamo delle ombre, delle inquietudini e delle incertezze, del buio e però anche delle candele nel buio, però anche delle asprezze e delle cupezze, delle monnezze, anche, ma non ci lasciamo scoraggiare da questo passato. Come dice la parola, esso è passato.

Qui a slowforward dobbiamo ritrovare la nostra vocazione più vera e autentica senza sbroccare, cercando di seguire la luce della lucentezza della Poesia, che nella notte della conoscenza umana illumina di umano l’umanità. Qui quindi io stesso cercherò di essere più buono e paziente e migliore, prometto da oggi in poi di non importunare troppo la destra poetica italiana, i nuovi mitomodernisti, le cariatidi i cariati e i caronti, e accettare santamente con santa rassegnazione che alla fine di questo anno 2022 5 (in realtà il 1957) ricominci ancora una volta il 1957.

Tanti sereni auguri di Poesia e che qualche fiore sbocci qua e là, a casaccio,

in fede

Roma, lì 28 dicembre 2022
25 dicembre 2025

Marco Giovenale

#111 #differx #letterinaDiNatale #natale #poesia #prosa #slowforward #testiDiMgInRete

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🎁🎄Buon natale a tutti!🎄🎅🏻…

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news.creeperiano99.it/2025/12/…

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Buon Natale?


Erano partiti da Zuwara (Libia) la sera del 18 dicembre. Dei 117 a bordo, il 21 dicembre alcuni pescatori tunisini hanno trovato un unico sopravvissuto.

Alarm Phone ha provato a contattare l’imbarcazione, senza riuscire a individuare una posizione GPS, ma ha comunque avvertito/allertato la guardia costiera libica e quella italiana. La prima ha comunicato telefonicamente di non aver […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/12/25/buon…

#marMediterraneo #migranti #Natale #naufragio

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christos ready maid / luca maria patella


*

sulla fronte, spingendo un bottone, si illumina con la scritta “ready maid”

(Collezione Giuseppe Garrera)

#art #arte #ChristosReadyMaid #CollezioneGiuseppeGarrera #GiuseppeGarrera #LucaMariaPatella #Patella

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prozession / karlheinz stockhausen. 1967


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Prozession (Procession), for tamtam, viola, electronium, piano, microphones, filters, and potentiometers (six performers), is a composition by Karlheinz Stockhausen, written in 1967. It is Number 23 in the catalogue of the composer’s works.

Christoph Caskel, Joachim Krist, Péter Eötvös, Harald Bojé, Aloys Kontarsky, Karlheinz Stockhausen

Conception
Prozession is one of a series of works dating from the 1960s which Stockhausen designated as “process” compositions. These works in effect separate the “form” from the “content” by presenting the performers with a series of transformation signs which are to be applied to material that may vary considerably from one performance to the next. In Prozession, the performers choose material from specific earlier compositions by Stockhausen. In the subsequent companion works, Kurzwellen for six performers, Spiral for a soloist, Pole for two, and Expo for three, this material is to be drawn spontaneously during the performance from short-wave radio broadcasts (Kohl 1981, 192–93). The processes, indicated primarily by plus, minus, and equal signs, constitute the composition and, despite the unpredictability of the materials, these processes can be heard from one performance to another as being “the same” (Kohl 2010, 137).

History
Prozession was begun during a train journey to Basel in May 1967 (Gehlhaar 1998, 53) and was written for and dedicated to the ensemble with which Stockhausen was regularly touring at that time: Alfred Alings and Rolf Gehlhaar (tamtam with hand-held microphone), Johannes Fritsch (viola), Harald Bojé (electronium), and Aloys Kontarsky (piano). Two performers are required for the tamtam: The world premiere was given by this ensemble in Helsinki on 21 May 1967, with subsequent performances in Stockholm, Oslo, at the Bergen Festival, in Copenhagen, London, and finally on 26 August 1967 at the Darmstädter Ferienkurse. Three performances were recorded in Darmstadt a few days later, and one was chosen for release on disc (Stockhausen 1971, 102–103). Earlier recordings had been made for radio broadcast, during rehearsals at the WDR in Cologne, on 9 and 10 May 1967 (Gehlhaar 1998, 55). In addition to recordings, over the scourse of three years this same ensemble performed Prozession approximately twenty-eight times (Gehlhaar 1998, 62).

Structure and technique
Prozession consists of a sequence of 250 events in each of the four parts. There is no written score. Stockhausen explained that in pieces like this, “the first step is always that of imitating something and the next step is that of transforming what you’re able to imitate” (Cott 1973, 33). The tamtam players choose material from Mikrophonie I, the viola from Gesang der Jünglinge, Kontakte, and Momente, the electronium from Telemusik, and the piano from the Klavierstücke I–XI and Kontakte (Stockhausen 1971, 103).

Each plus, minus, or equal sign indicates that, upon repetition of an event, the performer is to increase, decrease, or maintain the same level in one of four musical dimensions (or “parameters”): overall duration of the event, number of internal subdivisions, dynamic level, or pitch register/range. It is up to the performer to decide which of these dimensions is to be affected, except that vertically stacked signs must be applied to different parameters (Stockhausen 1973, 1, 11, 21). Despite this indeterminacy, a large number of plus signs (for example) will result in successive events becoming longer, more finely subdivided, louder, and either higher or wider in range; a large number of minus signs will produce the reverse effect (Kohl 2010, 137). In this way, a continuing process of changes is controlled, and the work’s title is taken from this concept at its core: German Prozeß = “process”, Prozess-ion (Stockhausen 1971, 106), though of course it also means “procession” in the sense of a ceremonial parade or enfilade (Gehlhaar 1998, 55).

Video created with Sonic Visualizer, vokoscreen and OpenShot on a Debian 10 Buster KDE Linux System.

#250Events #AloysKontarsky #audio #audiovideo #ChristophCaskel #HaraldBojé #JoachimKrist #KarlheinzStockhausen #musica #musicaContemporanea #musicaSperimentale #PéterEötvös #Procession #Prozession #unpredictabilityOfTheMaterials #video

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Blocco note di Windows si aggiorna: arrivano le tabelle


Il Blocco note di Windows 11 si aggiorna con il supporto alle tabelle e risposte AI in tempo reale. Novità in arrivo per gli Insider.
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Il Blocco note di Windows continua la sua trasformazione da semplice editor di testo a qualcosa di più strutturato. L’ultimo aggiornamento in distribuzione agli Insider sui canali Canary e Dev introduce il supporto alle tabelle, una funzione che permette di organizzare meglio gli appunti senza dover aprire programmi più pesanti.

Le tabelle si possono inserire dalla barra degli strumenti oppure scrivendo direttamente in sintassi Markdown. Una volta create, si possono aggiungere o rimuovere righe e colonne dal menu contestuale.

L’altra novità riguarda le funzioni di intelligenza artificiale integrate (scrittura, riscrittura e riassunto): ora i risultati appaiono in tempo reale parola per parola, invece di dover aspettare l’elaborazione completa. Per la riscrittura in locale, però, serve un PC Copilot+.


FONTE blogs.windows.com

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MPV 0.41: il lettore video open source cambia motore di rendering


MPV 0.41 rilasciato con nuovo motore grafico gpu-next, decodifica Vulkan preferita, menu contestuale integrato e miglioramenti per Wayland, Windows e Android.
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Chi cerca un lettore multimediale leggero e potente probabilmente conosce già MPV, il player open source nato dalle ceneri di MPlayer che negli anni si è guadagnato un fedele seguito. La versione 0.41, appena rilasciata, porta con sé un cambiamento importante: il passaggio a un nuovo sistema di rendering predefinito.

Nuovo motore grafico e decodifica Vulkan


Il cuore dell’aggiornamento sta nel cambio del backend grafico: ora MPV usa di default gpu-next, basato sulla libreria libplacebo, al posto del precedente gpu. In pratica significa una gestione migliore dei colori e delle prestazioni su diversi sistemi operativi. Cambia anche la gerarchia della decodifica hardware, con Vulkan che diventa la scelta preferita rispetto ad altre API.

Per chi usa Linux con Wayland arrivano parecchie novità: supporto per la gestione avanzata dei colori, input da tavolette grafiche e la possibilità di scrivere negli appunti di sistema. Gli utenti Linux possono anche sfruttare il sensore di luce ambientale per regolare automaticamente la luminosità del video.

Menu contestuale e novità per Windows e Android


Tra le aggiunte più pratiche c’è uno script che abilita un menu contestuale con il tasto destro del mouse, funzione che mancava di default e che molti utenti aggiungevano manualmente. Su Windows debutta anche un sistema integrato per registrare MPV come applicazione multimediale predefinita, semplificando l’associazione con i file video.

Su Android l’aggiornamento introduce il backend audio AAudio, che elimina la dipendenza dalle interfacce Java e dovrebbe garantire una riproduzione più fluida sui dispositivi più recenti.

Requisiti aggiornati


Chi compila MPV dai sorgenti deve tenere presente i nuovi requisiti minimi: servono FFmpeg 6.1 o successivo e libplacebo 6.338.2 o successivo. Per la maggior parte degli utenti che scaricano i pacchetti precompilati, invece, non cambia nulla.


FONTE github.com

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Darktable 5.4: l’editor RAW gratuito si aggiorna con nuovi strumenti per i fotografi


Disponibile Darktable 5.4: nuovi strumenti per nitidezza e mappatura tonale, spazi di lavoro multipli, miglior supporto Wayland e nuove fotocamere.
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È uscita la versione 5.4 di Darktable, l’editor fotografico RAW open source che negli anni si è costruito una solida reputazione tra i fotografi che cercano un’alternativa gratuita a Lightroom. L’aggiornamento, come riporta il sito ufficiale del progetto, porta con sé alcune novità interessanti sia per chi scatta che per chi passa ore a ritoccare.

Recupero dei dettagli e nuova mappatura tonale


La novità più tecnica riguarda il modulo di demosaicizzazione, che ora include una sezione dedicata al recupero della nitidezza. In parole povere, serve a compensare quella leggera perdita di dettaglio che avviene già in fase di scatto, causata dalla diffrazione dell’obiettivo o dal filtro anti-aliasing presente su molte fotocamere.

Sul fronte della gestione dei toni, arriva un nuovo modulo ispirato ad AgX, la trasformazione colore usata in Blender. Chi conosce già Sigmoid o Filmic RGB troverà un approccio simile ma con più controlli a disposizione: si possono regolare separatamente i punti di bianco e nero dell’esposizione, il contrasto nelle ombre e nelle alte luci, e c’è un punto di riferimento personalizzabile sulla curva tonale. Il risultato finale punta a una resa naturale delle sfumature, con una de-saturazione graduale nelle alte luci che ricorda il comportamento della pellicola.

Spazi di lavoro multipli e Wayland


Darktable 5.4 introduce anche il supporto per spazi di lavoro multipli: attivando l’opzione nelle preferenze, all’avvio comparirà una finestra che permetterà di scegliere tra diversi ambienti di lavoro, ciascuno con il proprio database e le proprie impostazioni. Utile per chi gestisce progetti separati o vuole tenere divisi lavoro personale e professionale. C’è anche un’opzione per creare uno spazio di lavoro temporaneo in memoria, senza salvare nulla su disco.

Per gli utenti Linux, arrivano finalmente miglioramenti sostanziali al supporto Wayland. Molte distribuzioni hanno ormai abbandonato X11, e questa versione dovrebbe garantire un’esperienza paragonabile a quella del vecchio sistema grafico, gestione dei profili colore ICC inclusa.

Prestazioni e fotocamere supportate


Tra le altre migliorie sparpagliate qua e là troviamo ottimizzazioni per il modulo delle LUT3D, un avvio più veloce su dischi meccanici o NAS, e vari aggiustamenti all’interfaccia che rendono l’esperienza d’uso più fluida.

Sul fronte del supporto fotocamere, la lista si allunga: entrano tra le altre Canon EOS R1 e R5 Mark II, Fujifilm X-E5, Leica D-Lux 8, OM System OM-5 Mark II, Panasonic S1 Mark II e Sony RX1R Mark III. Una nota per chi usa Mac: da questa versione non sono più supportati i Mac con processore Intel e le versioni di macOS precedenti alla 14.0.


FONTE darktable.org

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Natale sempre più digitale: un italiano su tre sceglie regali tech


Un italiano su tre sceglierà regali digitali per Natale: abbonamenti, gift card e servizi online guidano il nuovo shopping natalizio tech
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Secondo gli ultimi dati di Kaspersky, i regali digitali e gli auguri personalizzati saranno molto popolari durante queste festività natalizie 2025/2026, con gli abbonamenti ai servizi di streaming e i crediti di gioco che occupano le prime posizioni nelle wishlist. Con la vita quotidiana sempre più digitale, anche il modo di fare i regali sta cambiando: i doni virtuali non sono più una novità, ma una scelta sempre più diffusa. Alla vigilia della stagionale corsa agli acquisti natalizi, Kaspersky ha condotto un sondaggio per scoprire la reale popolarità dei regali digitali e quali conquistano davvero il cuore dei consumatori.
La fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtualiLa fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtuali
In Italia il 41% degli intervistati preferisce i regali fisici, dichiarando di non avere alcuna intenzione di cambiare idea nel prossimo futuro, ma circa un quinto ha già acquistato in passato regali digitali e il 32% pianifica di farlo quest’anno. A livello globale, la fascia più giovane della popolazione (18-34 anni) si conferma la vera pioniera dei regali virtuali: il 63% dichiara infatti di voler acquistare regali digitali durante le festività natalizie. Tra questi nativi digitali, quasi la metà (46%) ha già scelto in passato doni virtuali. La generazione più anziana (over 55) mostra invece una tendenza opposta, rimanendo saldamente legata alla tradizione, con quasi la metà degli intervistati (46%) che afferma di preferire i regali fisici.

Nonostante la crescente diffusione dei regali digitali, gli esperti di Kaspersky avvertono che, accanto ai numerosi vantaggi dei doni virtuali, esistono anche diversi rischi per la sicurezza, come la presenza di negozi online falsi o link di phishing. Per questo motivo, raccomandano di prestare particolare attenzione e di adottare adeguate misure di protezione.
Il 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e SpotifyIl 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify

I giovani adulti sono tre volte più propensi a regalare un abbonamento Netflix piuttosto che un maglione


Secondo il sondaggio, in Italia il 55% degli intervistati che hanno preso in considerazione l’acquisto di regali digitali hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify, confermando l’intrattenimento come il regalo digitale per eccellenza. Al secondo posto si collocano i crediti e gli abbonamenti per i giochi, che raccolgono il 38% delle preferenze degli italiani, seguiti da abbonamenti a e-book (32%) e iscrizioni a corsi online (22%). Accanto agli abbonamenti per l’intrattenimento, sta registrando una crescente popolarità anche il benessere fisico, con regali sempre più richiesti come gli abbonamenti alle palestre (29%), mentre i servizi dedicati al benessere mentale risultano meno diffusi, con solo l’11% degli intervistati che dichiara interesse per questa tipologia di offerta.
Grazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoliGrazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli

Prima di cliccare: i rischi per la privacy nascosti nei regali digitali


Sebbene gli abbonamenti siano diventati l’opzione regalo digitale più popolare e comoda, il periodo degli acquisti natalizi comporta rischi significativi che i consumatori devono affrontare con cautela. Con l’aumento delle persone che acquistano all’ultimo minuto servizi di streaming, crediti di gioco e corsi online, i criminali informatici approfittano della situazione con sofisticati schemi di phishing. Grazie all’intelligenza artificiale, i truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli che imitano servizi di abbonamento legittimi, sfruttando l’urgenza e l’entusiasmo tipici degli acquisti natalizi. Per rendere più sicuri gli acquisti, è fondamentale utilizzare soluzioni di sicurezza dotate di un componente anti-phishing basato sull’intelligenza artificiale, in grado di bloccare link dannosi e proteggere i pagamenti.

Babbo Natale diventa virtuale


I saluti personalizzati in formato video o audio, provenienti da Babbo Natale o da personaggi famosi, e le cartoline digitali stanno diventando sempre più popolari. Questi regali innovativi offrono l’opportunità di creare messaggi unici e profondamente personali, distinguendosi dai doni più generici. Tuttavia, gli esperti di Kaspersky ricordano che alcuni di questi servizi richiedono un’eccessiva quantità di dati personali, mettendo in discussione la loro affidabilità.
Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambitiSoluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti

Il 24% dei consumatori in Italia vorrebbero regalare o ricevere un software di sicurezza


È interessante notare che quasi un terzo degli intervistati considera i software per la protezione della vita digitale non solo strumenti di sicurezza essenziali, ma anche regali premurosi. Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti, capaci di offrire sia protezione concreta sia tranquillità. Queste misure di sicurezza digitale possono integrarsi facilmente con qualsiasi dispositivo o regalo digitale, creando un pacchetto completo in grado di rispondere alla crescente esigenza di protezione online.

“È incoraggiante constatare che l’interesse per le soluzioni di sicurezza informatica sia in crescita, poiché ciò riflette una comprensione più profonda del fatto che proteggere la vita digitale dei nostri cari è diventata una forma essenziale di cura e responsabilità. Questo cambiamento dimostra che oggi la sicurezza informatica non riguarda solo la tutela dei propri dati, ma anche la creazione di uno spazio digitale più sicuro per le persone a cui teniamo”, ha commentato Cesare D’Angelo di Kaspersky.
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Bento chiude i battenti: gli utenti dovranno migrare su Linktree


Bento, il servizio link in bio acquisito da Linktree, chiuderà il 13 febbraio 2026. Gli utenti dovranno migrare sulla piattaforma madre: ecco cosa sapere.
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Se usate i social in modo professionale, probabilmente conoscete i servizi “link in bio”, quelle pagine che raccolgono tutti i vostri collegamenti in un unico posto da mettere nella biografia di Instagram o TikTok. Bento era uno di questi, ma tra poco non esisterà più.

Come riporta l’annuncio ufficiale del team, la piattaforma cesserà di esistere il 13 febbraio 2026. Dopo oltre due anni dall’acquisizione da parte di Linktree, il servizio più estetico tra le alternative disponibili saluta definitivamente il suo pubblico.

Cosa cambia per chi lo usa


Gli utenti riceveranno via mail le istruzioni per trasferire il proprio profilo su Linktree, con un’offerta promozionale sul piano Pro inclusa. Una volta chiuso il servizio, tutte le pagine Bento verranno reindirizzate automaticamente verso Linktree e i dati degli account saranno eliminati. Chi vuole conservare qualcosa dovrà quindi esportare tutto prima della scadenza.

Il team di Linktree, dal canto suo, promette di aver integrato alcune delle funzioni che rendevano Bento particolare: layout più visivi, blocchi di contenuto multimediale e maggiore libertà nella disposizione degli elementi.

Una nicchia che si chiude


Bento si distingueva per il suo approccio più grafico rispetto ai concorrenti. Invece della classica lista verticale di pulsanti, offriva una griglia personalizzabile dove disporre widget, immagini e collegamenti come tessere di un puzzle. Un’estetica che aveva conquistato soprattutto i creativi e chi voleva una pagina meno “standard”.

Evidentemente, però, il mercato non ha premiato questa direzione, o quantomeno non abbastanza da giustificarne lo sviluppo separato dopo l’acquisizione.


FONTE bento.me

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Kdenlive 25.12.0: interfaccia ridisegnata e nuovo supporto per i video verticali


Kdenlive 25.12.0 introduce un'interfaccia ridisegnata con pannelli più flessibili, supporto per video verticali 9:16 e un monitor audio rinnovato. Corretti oltre 15 crash.
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Kdenlive, l’editor video gratuito e open source del progetto KDE, si aggiorna alla versione 25.12.0 con parecchie novità sull’organizzazione dell’interfaccia e qualche funzione pensata per chi lavora con formati verticali.

Spazi di lavoro più flessibili


Il sistema di pannelli è stato riprogettato da zero: ora i widget si possono raggruppare, mostrare o nascondere con maggiore libertà. I layout personalizzati vengono salvati come file separati e anche incorporati nei progetti, così riaprendo un file si ritrova tutto come lo si era lasciato. Attenzione però: i vecchi layout personalizzati non sono compatibili e vanno ricreati.

Arriva anche una schermata di benvenuto con scorciatoie rapide, un layout verticale dedicato e le cosiddette “aree sicure” per chi monta video in 9:16 (il formato di TikTok e Reels, per intenderci). I menu sono stati riorganizzati seguendo le convenzioni degli editor professionali.

Altre novità


Il monitor audio è stato rinnovato con una minimappa per zoomare sulle sezioni, mentre le guide della timeline ora si chiamano “marcatori”, possono avere una durata e si trascinano direttamente dalla lista al progetto. L’aggiornamento corregge anche oltre 15 bug e risolve problemi come i fallimenti di rendering su Windows causati da caratteri speciali nei nomi utente.


FONTE kdenlive.org

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intervista a gino de dominicis, “l’angelo” (con breve introduzione di marco senaldi)


youtube.com/embed/sviu8iQ4f94?…

Tra il 1994 e il 1995 Canale 5 ha trasmesso “L’angelo”, trasmissione a cura di Gregorio Paolini in cui Claudia Koll presentava servizi su arti visive, architettura, design, fotografia, e musica colta. In una puntata, indimenticabile, fu proposto un video di Gino de Dominicis, ideato e interpretato dall’artista stesso, girato nel suo studio. Il video è qui proposto in versione integrale, con l’introduzione di Marco Senaldi che in quegli anni lavorava nella redazione della trasmissione.

#art #arte #ClaudiaKoll #DeDominicis #GinoDeDominicis #GregorioPaolini #intervista #LAngelo #MarcoSenaldi

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Non è Natale a Gaza


L’attenzione sulla Striscia di Gaza e sulla stessa Cisgiordania sembra essere passata in secondo piano, nonostante la situazione resti drammatica. Catanesi Solidali, un comitato formato da molte associazioni della società civile e da tante/i cittadini che, da oltre due anni, si è mobilitato a fianco del popolo Palestinese, invita oggi la cittadinanza ad essere presente, dalle ore 10, a piazza […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/12/24/non-…

#Gaza #Israele #manifestazioneDiSolidarietà #Palestina

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dalla mostra di maurizio ceccato alla fondazione toti scialoja


youtube.com/shorts/PSoEAWzAQsI…

Illustrazioni per l’uso

#art #arte #FondazioneTotiScialoja #IllustrazioniPerLUso #video

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[libro] Vertigine


Autrice: Beatrice Mautino
Titolo: Vertigine – Storie di chi si affida alla scienza e di chi impara a farlo
Editore: Mondadori
Altro: ISBN 9788804803614; 204 p.; 18,50€; I ed. 2025; genere: saggistica, divulgazione scientifica, medicina

Voto: 10/10

Vi devo confessare una cosa. All’inizio degli anni 90, a seguito di continui mal di gola, tosse e tonsilliti, mi sono rivolto a un medico omeopata, su consiglio di amici. Avevo da poco iniziato l’università e il mio medico curante e la visita dall’otorinolaringoiatra non aveva dato i risultati sperati. Pur sapendo, all’epoca, che l’omeopatia non aveva basi scientifiche solidissime, l’entusiasmo dei miei amici mi convinse a provare. La prima visita fu molto accurata e la cosa mi colpì molto. Stetti dentro un’ora, quel medico mi guardò dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi, cosa che nessuno dei medici consultati aveva mai fatto. Poi mi diede cose, che, a dire il vero, erano un mix di cose inutili e di cure fitoterapiche. Avevo l’idea di fare qualcosa, questo sì, ma i miglioramenti erano decisamente scarsi, per non dire nulli. La cosa si risolse da sola, quando le aule iniziarono a passare da 100-200 persone del primo e secondo anno, a 10-30 persone del terzo e quarto anno di università. Oggi, dopo il covid, il problema è molto chiaro: mi ammalo facilmente nelle prime vie respiratorie e le aule affollate non mi aiutavano a rimanere sano. Una mascherina forse mi avrebbe aiutato di più.

Ma prima di abbandonare completamente quel medico ci riandai qualche anno più tardi per farmi consigliare uno psicologo. Purtroppo, anche in questo caso, il suo consiglio non mi fu di grande aiuto. E fu anche la fine del mio rapporto con l’omeopatia.

Oggi, ovviamente, non avrei nemmeno iniziato, ma questo piccolo scivolone mi accomuna all’autrice: con una preparazione scientifica molto più solida della mia in un campo molto più vicino alla medicina, anche lei ha impiegato qualche giorno di troppo prima di scoprire che una terapia data da un medico non era, eufemisticamente, una delle migliori. Quando si è malati, cedere alla tentazione del proviamo, che male c’è dopo averle provate tutte è molto facile e umanamente comprensibile, ma molto raramente porta a qualcosa di buono. Nel migliore dei casi ci si tiene la malattia o la malattia guarisce da sola. Nel peggiore ci si lascia le penne, a volte, nel caso di malattie gravi, anche prima del dovuto.

Partendo da questo scivolone e dall’esperienza personale di seguire un proprio caro malato di tumore, l’autrice esplora il lato umano della medicina. Di come noi esseri umani, con la nostra psicologia evolutasi per sopravvivere in un ambiente senza metodo scientifico, siamo facili prede di ciarlatani, truffatori e medici fai da te. Ci racconta anche di come il metodo scientifico applicato alla medicina si sia evoluto in pratiche molto raffinate ed estremamente efficaci e di come questo metodo appaia ai pazienti estremamente spietato e in qualche modo ingiusto. Ci racconta di come anche nel mondo della scienza ci siano truffatori, persone senza scrupoli e interessi politici ed economici che rendono il metodo scientifico molto meno efficace di quanto potrebbe. (Rimane, nonostante tutto, il metodo migliore che abbiamo.) Ci racconta delle eccellenze che abbiamo in Italia, dove a un metodo scientifico molto rigoroso si affianca un’attenzione al paziente in tutti gli aspetti umani della malattia. È anche il libro che mi ha fatto rivalutare Rosy Bindi come Ministra della Sanità.

È un libro insomma che ci insegna tante cose, come ci comportiamo quando siamo malati, dei pericoli che ci sono là fuori, del perché, nonostante tutto, seguire un metodo rigoroso porta comunque dei risultati, anche se quei risultati, se siamo sfortunati, non saremo noi a vederli.

È un libro che tutti dovremmo leggere, specialmente i giovani, molto prima di affrontare le inevitabili malattie che avranno nella vecchiaia.

Per gli abbonati de ilPost: molti capitoli e pezzi del libro sono stati già affrontati nel podcast Ci vuole una scienza, ma devo dire che qui, quelle stesse informazioni, acquistano un significato nuovo, più organico a un discorso generale sul rapporto paziente – metodo scientifico. Vale, a maggior ragione, il consiglio di leggerlo (e anche acquistarlo).

Buona lettura!

#beatriceMautino #divulgazioneScientifica #libro #medicina #recensione #vertigine

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Governo, nuovo attacco al lavoro povero


L'Avv. Alessandro Brunetti dei Giuristi Democratici di Roma illustra l'ennesima manovra escogitata dalla maggioranza di governo per rendere il lavoro povero... sempre più povero
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Ancora una volta ci si trova davanti alla solita polpetta avvelenata. Il Governo, con l’articolo 40-ter inserito nella finanziaria di prossima approvazione, ha sferrato un formidabile attacco al lavoro povero. Nel paese con i salari tra i più bassi e stagnanti d’Europa, l’offensiva viene portata senza rivendicarne la paternità politica, in modo da immunizzarsi dai contraccolpi potenzialmente nefasti in una fase sostanzialmente pre-elettorale. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, l’Italia è l’unico paese del G20 dove i salari reali –cioè quelli depurati dall’inflazione– sono diminuiti tra il 2008 e il 2024. Nel resto del mondo si cresceva e noi arrancavamo. Mentre il Governo affermava che il salario minimo legale non era una soluzione, al contempo, la magistratura ha riportato la dignità della persona messa a lavoro al centro della scena. Come noto, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27711 del 2 ottobre 2023, ha affermato che ai fini della individuazione della retribuzione equa e sufficiente prevista dall’articolo 36 della Costituzione si deve, per prima cosa, verificare la stessa sulla base delle determinazioni previste dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali più rappresentative. Se ciò non è sufficiente, perché il CCNL detta minimi salariali molto bassi, il giudice deve valutare non soltanto i trattamenti previsti da altri contratti collettivi di settori affini ma anche gli indicatori economici e statistici utilizzati per misurare la soglia di povertà come, ad esempio, l’indice ISTAT, i dati Uniemens per il calcolo del salario medio, il valore della NASPI, i trattamenti di integrazione salariale in presenza di sospensione dell’attività. Per la prima volta, dunque, la retribuzione equa e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa è stata parametrata al costo della vita effettivo, non limitandosi a un mero rimando ai parametri retributivi individuati dai contratti collettivi nazionali. Con la norma inserita surrettiziamente nel corpo del testo della manovra di bilancio, il Governo prova a sabotare gli effetti di questa pronuncia. Si stabilisce infatti che nel caso in cui il Giudice accerti “la non conformità all’articolo 36 della Costituzione dello standard retributivo stabilito dal contratto collettivo di lavoro” tenuto conto dei livelli di produttività del lavoro e degli indici del costo della vita, ebbene “il datore di lavoro non può essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente la data del deposito del ricorso introduttivo del giudizio se ha applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo stipulato a norma dell’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 8”. Dunque, da una parte si costringe, per la prima volta, il lavoratore ad agire in giudizio in costanza di rapporto per non perdere le differenze retributive che matura percependo un salario da fame, rischiando così anche di perdere il posto di lavoro. Ma se invece non riesce ad andare davanti al giudice per il timore di rappresaglie in costanza di rapporto, ebbene il costo che dovrà pagare sarà perdere quanto maturato nel periodo antecedente al deposito del ricorso, dovendosi accontentare del salario miserabile percepito. Questo “ricatto” è ovviamente finalizzato a spostare denaro dal lavoro alle imprese incentivando ulteriormente l’abbattimento del costo del lavoro sotto la soglia della dignità. Tale accanimento contro le lavoratrici e i lavoratori che vengono retribuiti miserabilmente non è accettabile, e come giuristi democratici certamente ci impegneremo a contrastare l’applicazione di tale dispositivo normativo, ove approvato.

Alessandro Brunetti

P.s.: allo stato, pare che il governo stia facendo marcia indietro sul provvedimento, forzato dal Presidente della Repubblica. Ciò naturalmente non ne muta le intenzioni, per cui l’attenzione dovrà restare comunque alta.

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Mullvad sostituisce il cuore della VPN con GotaTun scritto in Rust


Mullvad VPN annuncia GotaTun, implementazione WireGuard in Rust che sostituisce wireguard-go. Crash su Android scesi dallo 0,40% allo 0,01%.
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Mullvad VPN ha annunciato GotaTun, una nuova implementazione di WireGuard scritta in Rust che sostituirà il vecchio wireguard-go su tutte le piattaforme. Non si tratta di un nuovo protocollo, ma della stessa tecnologia WireGuard riscritta in un linguaggio diverso per risolvere problemi di stabilità e prestazioni.

Il cambiamento è già attivo su Android da novembre, dove i risultati parlano chiaro: il tasso di crash percepito dagli utenti è sceso dallo 0,40% allo 0,01%. Come riporta l’azienda svedese, l’85% dei crash dell’app Android proveniva proprio da wireguard-go, il componente che gestiva la connessione VPN.

Perché cambiare


GotaTun è un fork di BoringTun, il progetto di Cloudflare, a cui Mullvad ha aggiunto funzioni come DAITA (per mascherare i pattern di traffico) e Multihop. Il nome è un gioco di parole tra BoringTun e Götatunneln, un tunnel stradale a Göteborg.

La scelta di passare a Rust risolve anche problemi tecnici: prima l’app Mullvad era quasi tutta scritta in Rust tranne wireguard-go che usava Go, rendendo complessa l’interazione tra i due linguaggi. Quando wireguard-go crashava, capire cosa fosse successo era complicato perché Go gestisce l’esecuzione in modo differente rispetto a Rust.

Gli utenti Android riportano già miglioramenti su velocità e consumo batteria.

Nel 2026 GotaTun arriverà su desktop e iOS dopo un audit di sicurezza indipendente.


FONTE mullvad.net

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Pulizie di casa e animali domestici: come la tecnologia smart influisce su cani e gatti


Scopri come cani e gatti reagiscono alle pulizie di casa con robot aspirapolvere e dispositivi smart. Idee e soluzioni per rendere la smart home più pet-friendly
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Nelle case degli italiani che vivono con animali domestici, la pulizia è sempre un momento delicato e in alcuni casi di stress per gli inquilini a quattro zampe. Lo sanno bene i loro proprietari che per il 79%, pari a 8 su 10, dichiarano che durante le faccende di casa il benessere dei pet rimane la priorità assoluta. Questa è una delle prime evidenze emerse dalla nuova indagine Ipsos Doxa per Rowenta sul tema: “la vita dei pet in Italia: sfide e soluzioni pet-friendly”, uno studio che si concentra su cani e gatti e analizza il tema delle faccende domestiche, intercettando il rapporto degli animali domestici con gli strumenti di pulizia, le sfide e le situazioni più comuni.

L'aspirapolvere quasi ogni giorno


Per chi ha degli animali in casa, la sfida principale è mantenere l'igiene generale della casa (37%), seguita dalla gestione dei peli (26%). Una condizione, questa, che spinge i due terzi dei proprietari (66%) a passare l'aspirapolvere quasi ogni giorno (con specifica: 69% per chi ha solo cani contro il 55% per chi ha solo gatti). Le zone più difficili da pulire per via dei peli degli animali domestici sono divani e poltrone (33%), seguiti da angoli e spazi nascosti (32%), al terzo posto tappeti e moquette (28%). Inoltre, letti e coperte pesano per il 20%, con incidenza maggiore tra chi possiede solo gatti (28%), notoriamente maestri nel rivendicare come proprio il territorio più comodo della casa. Di fronte a queste difficoltà, emerge una forte richiesta di soluzioni dedicate: quasi 9 intervistati su 10 (89%) si dichiarano, infatti, favorevoli all'acquisto di accessori per l'aspirapolvere specificamente pensati per chi ha animali domestici, confermando un'esigenza chiara di strumenti più efficaci e, al tempo stesso, rispettosi del comfort dei propri pet.
Gatto curioso vicino a dispositivi smart: alcune tecnologie domestiche possono sorprendere e spaventare i feliniGatto curioso vicino a dispositivi smart: alcune tecnologie domestiche possono sorprendere e spaventare i felini

Gatti e cani: le reazioni dei pet


Quando si parla di faccende domestiche cani e gatti hanno un nemico comune: l'aspirapolvere! Alla sua accensione, il 36% degli animali corre in altre stanze, mentre il 27% cerca un nascondiglio. Questo timore è più accentuato nei gatti, tra i cui proprietari la percentuale di chi li vede nascondersi sale al 37%. Non tutti però scappano: un curioso 25% osserva attentamente, mentre il 15% resta indifferente (percentuale che sale al 24% per chi possiede solo cani).
Il divano è il luogo preferito dei gatti per riposareIl divano è il luogo preferito dei gatti per riposare
I rifugi preferiti durante la fuga sono la propria cuccia (30%, scelta che sale al 45% per i soli cani), lo spazio sotto il letto (29%) e una specifica stanza "sicura" della casa (25%). Terminato il trambusto, la priorità diventa il relax: in questo caso, il luogo preferito per riposare è il divano (49%), una scelta quasi d'obbligo per i gatti, con una preferenza che balza al 61%. Anche la vicinanza all'umano è fondamentale, risultando un fattore chiave per il 44% degli animali.
Un gatto che trova rifugio durante le pulizie: comportamento tipico dei felini sensibili al rumoreUn gatto che trova rifugio durante le pulizie: comportamento tipico dei felini sensibili al rumore
Ma cosa guida la scelta del loro "posto perfetto"? In cima alla lista ci sono la comodità e la morbidezza (52%), seguite dal bisogno di sicurezza (48%) e dalla vicinanza al proprietario (44%). Giocano un ruolo importante anche fattori come l'odore familiare (38%) e la ricerca di calore (34%).
Aspirapolvere Rowenta X-Force Flex 16.60Aspirapolvere Rowenta X-Force Flex 16.60
Dalla ricerca condotta da Rowenta con Ipsos Doxa è quindi emersa la necessità di conciliare benessere umano e dei pet. Per aiutare in questa esigenza, Rowenta propone una gamma di soluzioni di aspirazione specificamente pensate per chi vive con gli amici a quattro zampe. Nuovo nato nella gamma di aspirapolvere senza filo, che si caratterizzano per la flessibilità, la potenza di aspirazione e l’autonomia, è X-Force Flex 16.60. Questo dispositivo è dotato di una serie di accessori per aspirare più facilmente i peli degli animali che si spargono ovunque e si intrufolano nei tessuti, negli interni delle auto e in molti altri luoghi. L'aspirapolvere ha una potenza di aspirazione fino a 315 AirWatt che insieme alla spazzola Neo diventano implacabili contro lo sporco, anche nelle zone poco visibili. Infatti, la spazzola è dotata di luce a LED blu intensa che illumina i pavimenti stanando polvere, peli e capelli in una sola passata. Inoltre, la tecnologia anti groviglio permette di ottenere risultati eccellenti e… senza fastidiosi intoppi.

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Immich 2.4.0: più comoda la gestione delle foto self-hosted


Immich 2.4.0 migliora l'alternativa self-hosted a Google Photos con paletta comandi, interfaccia più pratica e correzioni per la gestione dei metadati.
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Il team di Immich ha rilasciato la versione 2.4.0 della popolare alternativa open source a Google Photos. Come riporta l’annuncio su GitHub, questo aggiornamento punta tutto sulla facilità d’uso, con miglioramenti all’interfaccia sia web che mobile e una serie di correzioni che rendono l’esperienza più fluida.

La novità più interessante è la paletta dei comandi, una funzione che permette di muoversi velocemente tra le pagine amministrative digitando semplicemente quello che si cerca. Si apre con Ctrl+K su Windows e Linux o Cmd+K su macOS, e oltre a navigare tra le varie sezioni supporta già alcune azioni rapide con tanto di scorciatoie da tastiera.

Le altre novità


Negli album condivisi su web è ora possibile attivare un’opzione per vedere il nome del proprietario di ogni foto, visualizzato in basso a destra sulle miniature. Una piccola aggiunta che aiuta quando più persone contribuiscono allo stesso album.

La barra di ricerca diventa più pratica: basta cliccare sul tipo di ricerca attivo per cambiarlo al volo, senza dover aprire il pannello filtri ogni volta. Sul fronte mobile, i pulsanti d’azione nell’app sono stati riorganizzati e spostati in un menu a tendina (il classico menu con tre puntini), rendendo tutto più accessibile e meno nascosto.

Chi usa Immich per gestire la propria libreria fotografica troverà subito la versione 2.4.0 disponibile per l’aggiornamento attraverso i canali ufficiali del progetto.


FONTE github.com

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Mistral OCR 3: il modello IA che legge qualsiasi documento (anche scritti a mano)


Mistral lancia OCR 3, il modello IA che estrae testo da documenti con precisione superiore. Gestisce scrittura a mano, tabelle complesse e scansioni di bassa qualità a 2 dollari ogni mille pagine.
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Mistral ha rilasciato da poco OCR 3, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale dedicato all’estrazione di testo dai documenti.

La novità principale? OCR 3 non si limita a “leggere” il testo, ma ricostruisce anche la struttura dei documenti. Questo significa che mantiene l’organizzazione delle tabelle, riconosce intestazioni e celle unite, e restituisce tutto in formato markdown arricchito con codice HTML dove serve. Risultato: i sistemi che elaborano questi dati possono capire non solo cosa c’è scritto, ma anche come è organizzato il contenuto.

Dove migliora davvero


I progressi più evidenti si vedono in quattro aree: la scrittura a mano viene interpretata meglio anche quando è sovrapposta a testi stampati, i moduli vengono analizzati con maggiore precisione nel riconoscere caselle e campi compilati, le scansioni di documenti vecchi o di bassa qualità vengono gestite senza problemi nonostante artefatti e distorsioni, e le tabelle complesse mantengono la loro struttura originale.

L’aspetto interessante è che Mistral OCR 3 funziona bene su praticamente ogni tipo di documento, senza essere specializzato in una categoria specifica. Parliamo di fatture, ricevute, documenti governativi, archivi storici, rapporti tecnici e scientifici.

Prezzi e disponibilità


Il modello è disponibile da subito tramite API con il nome “mistral-ocr-2512” e attraverso l’interfaccia Document AI Playground nello studio di Mistral. Il prezzo è di 2 dollari ogni mille pagine, che scendono a 1 dollaro se si usa l’API in modalità batch, una tariffa piuttosto competitiva per questo tipo di servizio.

Chi lavora con grandi volumi di documenti aziendali troverà utile la compatibilità completa con OCR 2, che permette di passare al nuovo modello senza dover modificare il codice esistente.


FONTE mistral.ai

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filamenti mossi senza alcuna spiegazione / simone caruso. 2025


Simone Caruso_ Filamenti mossi senza alcuna spiegazione_ (asemic writing, 2025)
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pod al popolo, #086: notille sulla scrittura asemica, (2) giuseppe calandriello


Continua, con questo audio di Giuseppe Calandriello dedicato a “Scrittura asemica e chaos magick”, la sequenza di (aperiodici) tentativi di perimetrare – criticamente / storicamente e per analogie – il tema (o specifici risultati) dell’asemic writing. Come sempre, su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.


installance #0172, (CC) 2022 differx

installance #0172, (CC) 2022 differx


audio precedente:
pod al popolo, #064: notille sulla scrittura asemica, (1) antonio francesco perozzi


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pod al popolo, #064: notille sulla scrittura asemica, (1) antonio francesco perozzi


Inizia con questo audio di Antonio Francesco Perozzi, che ringrazio per il contributo (su Un laboratorio di scrittura asemica, di Enzo Patti), una sequenza di – aperiodici – tentativi di perimetrare criticamente il tema (o specifici risultati) dell’asemic writing. Come sempre, su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

installance #0172, (CC) 2022 differx
installance #0172, (CC) 2022 differx

#0172 #AntonioFrancescoPerozzi #art #arte #artiVisive #asemic #asemicWriting #audio #EnzoPatti #mp3 #notilleSullaScritturaAsemica #PAP #pap064 #pap064 #podAlPopolo #podalpopolo #podcast #scritturaAsemica #UnLaboratorioDiScritturaAsemica


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Falla critica in n8n: chi lo usa deve aggiornare subito


Scoperta una vulnerabilità critica in n8n con punteggio 9,9 su 10: consente l'esecuzione di codice arbitrario. Aggiornate subito alla versione 1.120.4 o successive.
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Se utilizzate n8n per automatizzare i vostri flussi di lavoro, fermatevi un attimo: è stata scoperta una vulnerabilità seria che richiede un intervento immediato.

La piattaforma open source, molto popolare tra chi costruisce automazioni senza scrivere troppo codice, presenta un problema di sicurezza classificato con un punteggio di 9,9 su 10 nella scala CVSS. Per capirci, è praticamente il massimo della gravità.

Cosa succede esattamente


Come riporta The Hacker News, il bug (tracciato come CVE-2025-68613) permette a un utente autenticato di eseguire codice arbitrario sul sistema che ospita n8n. In pratica, un malintenzionato con accesso alla piattaforma potrebbe prendere il controllo completo dell’istanza, accedere a dati sensibili, modificare i flussi di lavoro e persino eseguire operazioni a livello di sistema operativo.

Il problema riguarda tutte le versioni dalla 0.211.0 fino alla 1.120.4. Se rientrate in questa fascia, è il momento di correre ai ripari.

Come risolvere


Le versioni corrette sono la 1.120.4, la 1.121.1 e la 1.122.0. L’aggiornamento è fortemente consigliato, anzi: praticamente obbligatorio.

Se per qualche motivo non potete aggiornare nell’immediato, i manutentori suggeriscono almeno di limitare i permessi di creazione e modifica dei flussi di lavoro solo agli utenti di cui vi fidate, e di far girare n8n in un ambiente isolato con privilegi ridotti.

Secondo Censys, al momento ci sono oltre 103.000 istanze potenzialmente vulnerabili in giro per il mondo, concentrate soprattutto negli Stati Uniti, Germania, Francia, Brasile e Singapore.


FONTE thehackernews.com

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Giovani astronomi al TNG: le scuole selezionate per l’edizione 2026edu.inaf.it/news/premi-e-conco…
Sabato 20 dicembre è stata pubblicata la lista delle dieci scuole che accederanno alla seconda fase del concorso Giovani astronomi al TNG. Mentre il team vincitore della scorsa edizione è rientrato domenica dalle Canarie, dove ha portato a compimento le osservazioni pianificate, altri studenti si preparano a migliorare i loro già ottimi progetti per tentare di vincere la terza edizione.
#concorsi #INAF #SAIt #scuola #TNG@astronomia @astronomia
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audio completo della presentazione di “nz”, di antonio syxty, nel programma ‘radioquestasera’, 22 dic. 2025, a cura di gianluca garrapa


youtu.be/-otfcVDmr3Q?si=inXqlJ…

lunedì 22 dicembre 2025, nel contesto della puntata 57 del programma Radioquestasera (su PuntoRadioFM), Gianluca Garrapa ha intervistato Antonio Syxty, performer, artista visivo, autore, regista di teatro, cinema, televisione ed eventi, autore di NZ (Nuova Zelanda) – edito da ikonaLíber nella collana ‘Syn scritture di ricerca’.
Brano musicale abbinato: “You Are My Destiny ” di Paul Anka.

il libro: ikona.net/antonio-syxty-nz/

la pagina fb: facebook.com/antonio.syxty.nz.…

#AntonioSyxty #audio #collanaSyn #EdizioniIkonaLíber #gianlucaGarrapa #IkonaLíber #intervista #NuovaZelanda #NZ #PaulAnka #podcast #presentazione #puntoradioFm #PuntoRadioFM #radio #Radioquestasera #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicerca #SynScrittureDiRicercaSyn

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ChatGPT apre agli sviluppatori esterni con un App Directory interno


OpenAI apre le sottomissioni di app per ChatGPT con un nuovo App Directory interno. gli sviluppatori possono creare integrazioni per azioni concrete nelle chat.
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OpenAI ha aperto le porte agli sviluppatori di terze parti per ChatGPT. Da ora è possibile sottomettere app che si integrano direttamente nelle conversazioni, accessibili dalla barra laterale o tramite il simbolo @ per richiamarle.

L’idea è permettere azioni concrete senza uscire dalla chat: ordinare la spesa, trasformare una scaletta in una presentazione, prenotare un ristorante o cercare casa. Le app compaiono quando ChatGPT ritiene che possano essere utili oppure quando l’utente le chiama esplicitamente.

Come funziona


Gli sviluppatori usano l’Apps SDK, ancora in beta, basato sul Model Context Protocol (MCP) sviluppato da Anthropic. Una volta pronte, le app vengono sottoposte a revisione tramite la piattaforma OpenAI e, se approvate, pubblicate nel nuovo App Directory raggiungibile all’indirizzo chatgpt.com/apps.

Tra i primi partner ci sono Adobe, Spotify, Canva, Figma, DoorDash, Expedia e Zillow. Per esempio l’integrazione con Spotify permette di generare playlist basandosi sulla conoscenza di ChatGPT, mentre con DoorDash si può passare da ricette e liste della spesa a un carrello vero e proprio.

Al momento gli sviluppatori possono monetizzare solo reindirizzando gli utenti verso siti esterni o app native per completare acquisti di beni fisici. OpenAI sta valutando opzioni per transazioni interne, inclusi beni digitali, ma non ci sono ancora dettagli su tempi o modalità. Le prime app approvate inizieranno ad arrivare gradualmente nel 2026.


FONTE openai.com

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La Conferenza dei Rettori ha deciso di non rinnovare l’accordo con Springer-Nature e di continuare con le trattative, anche se ciò renderà inaccessibili, almeno per un periodo, i testi dell’editore commerciale in questione. Ha inoltre raccomandato:

di non usare fondi centrali per la pubblicazione a pagamento

di prendere in considerazione alternative a Springer-Nature

di rendere disponibili […]
aisa.sp.unipi.it/trattative-al…

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Etty Hillesum, la ragazza che non voleva inginocchiarsi


Lettura con musica dal vivo una produzione di Teatro del Vento Le dolcissime e robuste parole scritte da Etty Hillesum, che ha fatto del tempo della prova estrema, il luogo della sua profonda ricerca spirituale, offrendo a credenti e non credenti un aute
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Lettura con musica dal vivo

una produzione di Teatro del Vento


Le dolcissime e robuste parole scritte da Etty Hillesum, che ha fatto del tempo della prova estrema, il luogo della sua profonda ricerca spirituale, offrendo a credenti e non credenti un autentico cammino di resistenza al male. Etty “la ragazza che non voleva inginocchiarsi” era una giovane ebrea che studiava i Vangeli.

La sua testimonianza rivela come le Scritture riescano a rispondere al mistero del male non eliminandolo né opponendosi, ma assumendolo. Dalle pagine di diario che raccontano il calvario degli Ebrei di Amsterdam dal ’41 al ‘43 abbiamo scelto i passi che testimoniano come la fede possa alimentare la resistenza, la capacità di vivere e amare la vita propria e quella degli altri.

La musica antica ebraica e cristiana che accompagna questo intenso percorso di lettura rappresenta una invocazione alla salvezza ma anche narrazione del dolore che nel canto stesso si stempera suggerendo sentimenti di pietà e compassione.

Chiara Magri: voce narrante
Matteo Zenatti: arpa e canto

Ingresso gratuito con prenotazione fino ad esaurimento posti: www.ceposto.it o App: C’èposto
Info: biblioteca.vimercate@cubinrete.it – 039 6659 281
Scheda dell’evento in biblioteca qui

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alice twemlow, tânia a. cardoso: “walking as research practice” (roma publications)


fragment of a fragment of the book
src: Vacilando Bookshop

Walking as Research Practice
Alice Twemlow, Tânia A. Cardoso

Walking as Research Practice
Alice Twemlow; Tânia A. Cardoso

Roma Publications
Paperback, 252 pages
12 x 19 cm, pb, English
ideabooks.nl/9789464460674-wal…
[out of print]

What might be considered the research output of a walking practice? An important caveat to this would be to ask where and when the research occurs in relation to the walk, the walking, and the walkers. Does the walk activate our senses, or do our senses demand that we walk? Since walking involves encounters with various objects and subjects, how might it help us emphasise our connection to the more-than-human world? In addition, walking reveals different entry points to a city. Could walking provide a path toward more socially just urban spaces and commons? With an introduction by design critic and educator Alice Twemlow and urbanist and researcher Tânia A. Cardoso. Published in collaboration with Soapbox Journal.
(instagram.com/p/DRitFrdj6Pz/)

#AliceTwemlow #art #arte #SoapboxJournal #TâniaACardoso #VacilandoBookshop #WalkingAsResearchPractice

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