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La pace possibile per una società democratica e la soluzione della questione curda


Siete tuttə invitatə sabato 14 febbraio ore 17,00 alla Sala comunale degli Stemmi a Mantova. Sara’ un’importane occasione di informazione e confronto sul processo di pace avviato da A. Öcalan con lo Saton Turco il 27 febbraio 2025

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Appello per un corteo a ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza e a MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 –Largo Cairoli


Kobane è sotto assedio. Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.

Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente. Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.

Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.

La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso. Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.

Come nel passato, la resistenza continua. A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.

Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.

ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 –Largo Cairoli

Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Öcalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan

Adesioni a info.uikionlus@gmail.com ; rk@retekurdistan.it

Prime adesioni

Rifondazione Comunità PRC

Cobas

Cub

Attac Italia

Ass. Sezaconfine Roma

Associazione Verso il Kurdistan

Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa ( Milano )

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Campagne Arance Sos Rosarno per il Rojava 2026


A supporto delle strutture sanitarie e umanitarie del nord est della Siria.

Grazie alla consueta collaborazione e generosità delle lavoratrici e dei lavoratori della Coop “Mani e terra” che, anche questa volta , rinunciano al loro guadagno per consentirci di praticare solidarietà attiva con le popolazioni del nord-est della Siria, parte la campagna delle arance.

Kobanê è sotto assedio da quasi due settimane. La città, situata di fronte a Suruç, è circondata da vari gruppi armati, tra cui Hayat Tahrir al-Sham (HTS), i resti terroristica “Stato Islamico” (ISIS), nonché fazioni jihadiste allineate alla Turchia e milizie del regime siriano. La situazione umanitaria nella regione si sta deteriorando di giorno in giorno.

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Dal Rojava a Shengal, un unico grido: berxwedan jiyan e! la resistenza e’ vita!


Dal 6 gennaio, l’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord -Est della Siria (Daanes), in Rojava, è attaccata dalle forze militari di Damasco che hanno come obiettivo quello di colpire il popolo kurdo e l’esperienza del confederalismo democratico. II Presidente ad interim della Siria, al-Shaara (al-Julani), è un ex jihadista, oggi alleato dei Paesi occidentali ed arabi, in primo luogo della Turchia di Erdogan.

In questo mese di conflitto, la Daanes ha perso più di due terzi del proprio territorio e le milizie di Damasco stanno assediando Kobane – la città martire nella lotta contro Isis – e il Rojava. Tra otto giorni scadrà la tregua e se la Daanes non accetterà le condizioni capestro di Damasco ponendo fine all’esperienza dell’Amministrazione Autonoma, il conflitto riprenderà con il solito sostegno della Turchia e il silenzio complice dei governi occidentali che si sono affrettati a riconoscere la legittimità del governo insediato a Damasco, cappeggiato dal tagliagole al-Jiulani portando addirittura in dote 620 milioni di euro di “aiuti” per la ricostruzione!

Cosa succederà del processo di pace in corso in Turchia e della questione kurda? Cosa accadrà a Shengal, la terra degli ezidi, dove un’analoga esperienza politica e sociale si sta realizzando dopo il genocidio compiuto dall’Isis nel 2014?

La guerra fa l’interesse dei potenti, la pace fa l’interesse dei popoli.

Restiamo al fianco del popolo kurdo e del popolo ezida e mobilitiamoci per far sentire la

loro voce!

“Vi invitiamo, ovunque siate, a schierarvi dalla parte del Rojava. Alzate la voce, organizzatevi nelle vostre comunità, nei posti di lavoro, nei sindacati. Usate le vostre posizioni per spingere all’azione, per chiedere conto e rifiutare il silenzio.

Sostenete la Resistenza, gli obiettivi di libertà, di liberazione delle donne, di vita ecologica e di democrazia dal basso. La solidarietà dei popoli fa parte dell’autodifesa e può prevenire un altro genocidio nella regione di Shengal” (Università del Rojava)

PER QUESTO AVVIAMO UNA CAMPAGNA STRAORDINARIA DI AIUTI E DI RACCOLTA FONDI CONTRO L’ASSEDIO DI KOBANE, DEL ROJAVA E PER LA REGIONE DI SHENGAL,

Associazione Verso il Kurdistan IBAN: IT17 Q030 6909 6061 0000 0111 185 Causale: Campagna straordinaria a sostegno delle popolazioni del Rojava e di Shengal.

Associazione Verso il Kurdistan

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Difendiamo la Rivoluzione Confederale!


Il Rojava è sotto attaccato perché rappresenta oggi l’esempio più vicino e concreto di un nuovo mondo possibile: autodeterminazione dei popoli, convivenza pacifica tra comunità diverse, rivoluzione delle donne, ecologia; una importante alternativa a Stati autoritari, patriarcato e capitalismo

Rompiamo il silenzio!

Domenica 01 febbraio – ore 18:00

Piazza martiri di Belfiore, Mantova

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Il Rojava è sotto attacco


Domani sabato 24 gennaio alle 16 scendiamo in piazza Vittorio a Roma e in tantissime altre città per gridare. Gridare di rabbia perché dopo quasi 15 anni di processo rivoluzionario e diversi conflitti bellici la bandiera dell’ISIS sta sventolando su Raqqa grazie alle bande di miliziani jihadisti che sostengono il governo di transizione siriano.

Gridare di indignazione per la complicità con cui i governi occidentali partecipano all’ennesima operzione di annientamento di un popolo, solo per rivarne risorse e profitto. Gridare di speranza per i fratelli e le sorelle che stanno resistendo per difendere l’esperienza del Rojava circondatx da super potenze che ne vogliono lo spegnimento.

Rete Kurdistan Roma


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Rise Up For Rojava – Mobilitazione a Bari


Da oltre un decennio, nel Nord della Siria, resiste un modello unico al mondo. Un progetto di autogoverno basato sulla cooperazione, sull’ecologia e sulla libertà femminile, che ha saputo costruire un’alternativa concreta alle vecchie logiche statali ed economiche.

Oggi, questa esperienza democratica affronta una minaccia esistenziale.
Attacchi coordinati e ingerenze esterne stanno mettendo a rischio la stabilità della regione, con l’obiettivo di smantellare le conquiste ottenute dalla popolazione locale. Non si tratta solo di difendere un territorio, ma di scegliere da che parte stare in un confronto tra due visioni del mondo:

▪ Da una parte l’autoritarismo e il fondamentalismo.
▪ Dall’altra una confederazione egalitaria, femminista e multiculturale.

Difendere il Rojava significa difendere la possibilità stessa di un futuro diverso, dove le comunità possano autodeterminarsi liberamente.
Per questo, la Rete Kurdistan Puglia chiama alla mobilitazione. Scendiamo in strada per dare voce a chi resiste.

Sabato 24 Gennaio 2026 | Bari, concentramento in Piazza Eroi del Mare | Ore: 16:00

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Napoli per il Rojava: Difendiamo il Confederalismo Democratico!


Dal 6 gennaio l’esercito nazionale siriano del governo di Al Sharaa ha iniziato un’offensiva durissima – prima assediando i quartieri di Aleppo, Sheikh Maqsoud e Ashrafiye, e successivamente rivolgendosi a est – contro l’amministrazione autonoma della siria del nord est.
L’esercito siriano, che agisce con milizie affiliate al governo turco infarcite di ex combattenti isis, ha costretto alla fuga oltre 120mila persone, ammazzandone e ferendone centinaia, prendendo di mira infrastrutture civili, ospedali.
L’aggressione militare e i crimini di guerra hanno un obiettivo semplice: distruggere il confederalismo democratico, le sue istituzioni, le sue organizzazioni sociali e politiche, le sue forze di autodifesa.

Nel farlo, l’autoproclamato presidente siriano gode dell’appoggio delle più rilevanti potenze economiche e militari di area Nato: Turchia, Usa, Israele (con cui ha recentemente siglato un accordo storico per la cooperazione d’intelligence militare) e i governi dell’UE, compreso quello italiano.

Da ieri, dopo l’ennesima violazione del cessate il fuoco da parte dell’esercito siriano, la situazione è precipitata, con le forze del governo che minacciano direttamente Kobane, città simbolo della resistenza popolare.
Tutte le popolazioni del Rojava sono in mobilitazione e chiedono alla comunità internazionale, ai solidali, agli internazionalisti di prendere parola per difendere la rivoluzione confederale.
In un modo devastato dalla guerra imperialista, dallo sfruttamento di esseri umani ed ecosistemi, da patriarcato e razzismo, l’esperienza del Rojava è un esempio concreto di autogoverno popolare che mette al centro la democrazia, la cooperazione, la rivoluzione delle donne e dei giovani, la tutela della natura. Difendiamo questo modello politico e sociale radicalmente alternativo, che proprio per questo è sotto attacco!

A Napoli ci vediamo venerdì 23 gennaio, dalle 17.30 a largo Berlinguer (metro Toledo)

Biji Rojava!

Rete Kurdistan di Napoli

Cooperazione Rebelde Napoli

tel.3357888115

facebook.com/cooperazionerebel…

www.yabastanapoli.blogspot.com

twitter.com/CooperRebeldeNa

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La nuova strada del popolo kurdo

“Sì, è vero. I parlamentari di Mhp (Partito nazionalista turco, ex Lupi Grigi) un paio di giorni
fa si sono avvicinati al nostro gruppo e ci hanno stretto la mano, non era mai accaduto
prima, nella storia dell’Assemblea nazionale, e poco dopo il presidente Erdogan ha
dichiarato di apprezzare questo gesto perché il Paese è stanco del conflitto, ha bisogno di
normalità”. Così rispondeva a una mia domanda Newroz Uysal Aslan, parlamentare del
partito Dem.

anbamed.it/2026/01/08/la-nuova…

@Politica interna, europea e internazionale


Campagna “Arance di Natale, arance per la vita”


Partono le prenotazioni della campagna “Arance di natale arance per la vita” 2025. C’e’ tempo fino al 3 dicembre!

La finalita’ e’ la ripresa dei lavori per il completamento dell’ospedale di Duhla, lavori che attualmente sono fermi per mancanza di fondi.
IBAN dell’Associazione Verso il Kurdistan: IT17 Q030 6909 6061 0000 0111 185 Causale: Campagna arance 2025

Prenotazioni entro il 3 dicembre.

Per info: Antonio 335 7564743 – Lucia 333 5627137

Per chi volesse dare un contributo liberale, la causale è: contributo volontario.

Associazione Verso il Kurdistan Odv

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Un altro atto storico del movimento di liberazione curdo: il ritiro dei combattenti dalla Turchia


È giunto il momento che il governo turco accolga le richieste del movimento di liberazione curdo e adotti le misure legali e politiche necessarie per rendere questo processo reciproco e bilaterale.

A seguito dell’annuncio odierno, il Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) accoglie nuovamente con favore i passi coraggiosi e determinati compiuti dal movimento di liberazione curdo verso una pace giusta in Turchia.

In risposta all’appello per la pace e una società democratica lanciato il 27 febbraio dal leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, la parte curda si è dimostrata determinata ad adottare misure concrete per giungere a una soluzione pacifica della questione curda. A seguito di questo appello, il PKK ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale il 1° marzo e ha successivamente convocato il suo 12° Congresso a maggio, annunciando la decisione del partito di sciogliersi e porre fine alla lotta armata. Per riaffermare le sue decisioni in materia di pace e una società democratica, 30 combattenti per la libertà curdi, guidati dalla co-presidente dell’Unione delle comunità del Kurdistan (KCK) Besê Hozat, hanno bruciato le loro armi in una cerimonia pubblica l’11 luglio.

Questa mattina è stato compiuto un altro passo. Nelle montagne del Kurdistan meridionale (regione del Kurdistan iracheno), il movimento di liberazione curdo ha annunciato il ritiro di tutti i combattenti dalla Turchia, in conformità con la decisione del 12° Congresso del PKK, per promuovere il processo di pace e società democratica.

L’annuncio è stato fatto da Sabri Ok, membro del Consiglio Esecutivo della KCK, insieme a 25 guerriglieri per la libertà, tra cui Vejîn Dersîm, membro del comando provinciale di di Serhat delle Unità femminili libere (YJA Star), e Devrîm Palu, membro del consiglio di comando delle Forze di difesa del popolo (HPG) giunti dal Bakurê Kurdistan del nord alle Zone di difesa di Medya, nel Kurdistan meridionale. La KCK ha chiesto che insieme al rilascio di Abdullah Öcalan, lo Stato turco adotti immediatamente misure legali e politiche specifiche.

È giunto il momento che il governo turco accolga queste richieste e adotti misure concrete per rendere questo processo bilaterale e reciproco. Lo storico processo di transizione può essere organizzato all’interno di un quadro specifico, e richiede che ad Abdullah Öcalan, l’architetto di questo processo, sia consentito di vivere e lavorare liberamente come capo negoziatore per la parte curda.

Invitiamo pertanto l’Unione Europea, il Consiglio d’Europa e tutti gli Stati che svolgono un ruolo in Medio Oriente a sollecitare il governo turco a trovare una soluzione politica alla questione curda. Le concessioni della parte curda sono una chiara dimostrazione della sua determinazione, perseveranza e convinzione nel trovare una soluzione pacifica e garantire una vita migliore a tutti i popoli della Turchia e della regione.

È necessario riconoscere e apprezzare i passi storici compiuti dalla parte curda. La Commissione Europea, gli Stati membri dell’UE e gli Stati Uniti dovrebbero utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per incoraggiare la Turchia a partecipare onestamente a questo processo e rimuovere immediatamente il PKK dalle loro liste di organizzazioni terroristiche.

Consiglio Esecutivo del Congresso Nazionale del Kurdistan

26.10.2025

@Politica interna, europea e internazionale

retekurdistan.it/2025/10/26/un…


Tempo di speranza: il futuro del processo di pace in Turchia e nel Levante


Un incontro con il giornalista turco, torinese di adozione, MURAT CINAR, per discutere del processo di pace in corso tra kurdi ed Erdogan, il futuro del Rojava, il disarmo del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, i riflessi sull’area mediorientale.

“C’è un uomo che dal profondo di una cella, su un’isola, in mezzo al Mar di Marmara, dove è stato tenuto in isolamento per oltre 26 anni, proprio come Nelson Mandela, ci parla di pace dopo 41 anni di conflitto armato tra guerriglia del Pkk ed esercito turco, mentre il mondo precipita in un abisso bellico e prevalgono logiche di sterminio di interi popoli…”

SABATO 11 OTTOBRE ALLE ORE 15.30
LABORATORIO CIVICO “CARLA NESPOLO”
VIA FAA’ DI BRUNO 39 – ALESSANDRIA
Al termine, ricco buffet.

Non mancate! Per info: 335 7564743 Organizza:
Associazione Verso il Kurdistan – ANPI di Alessandria – Città Futura

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“Çand”- festival della cultura curda


Arriva “Çand”- festival della cultura curda. Dal 16 al 18 ottobre, al Centro Socio Culturale Ararat (largo Dino Frisullo). Tre giorni di musica, cinema, letteratura, danza, buon cibo e tutta la poesia del crepuscolo nel cuore di Testaccio.

Tutti i giorni porte aperte dalle 17.30 con mostre fotografiche, infoshop e cena a cura della comunità curda di Roma.

L’iniziativa è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia e con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

#CultureRoma

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NORD-EST DELLA SIRIA SOTTO ATTACCO: IL FUTURO DEL ROJAVA È A RISCHIO Civili in fuga, crisi umanitaria e minacce al modello democratico della Siria del Nord-Est

ROSSA KURDIS NA TS MEZ
ITALIA
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NON SCRIVERE "SIRIA" O "ROJAVA NELLA CAUSALE SCRIVI
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✌Libertà per Öcalan, una soluzione politica per la questione curda

📍Ore 17:30 al CSOA La strada, Roma

Incontro pubblico con Omer #Ocalan, nipote del presidente Abdullah #Öcalan e attualmente deputato alla Grande assemblea nazionale di #Turchia per il partito DEM.

Parteciperanno:
Amedeo Ciaccheri - presidente Municipio Roma VIII
Francesca Ghirra - Deputata AVS
Alessandro Rapezzi - Segreteria Nazionale FLC CGIL
Giovanni Russo Spena - Comitato "Il Tempo è Arrivato -Libertà per Ocalan"
Michela Cicculli - Consigliera Comunale
Arturo Salerni - Avvocato
Modera: Alessio Arconzo - Attivista

In occasione del 26° anniversario del complotto internazionale che ha portato al rapimento di Abdullah Ocalan, si terrà un incontro pubblico con Ömer Öcalan, nipote del presidente Abdullah Öcalan e attualmente deputato alla Grande assemblea nazionale di Turchia per il partito DEM.

L'iniziativa servirà per rilanciare la campagna internazionale “Libertà per Öcalan, una soluzione politica per la questione curda”, lanciata lo scorso 10 ottobre 2023 a Strasburgo. La campagna è a finalizzata a porre fine all'isolamento del presidente Abdullah Öcalan, consentendo ai suoi avvocati e alla sua famiglia di fargli visita e, infine, di garantirgli la libertà, con l’obiettivo ultimo di rendere possibile una soluzione politica giusta e democratica alla questione curda in Turchia.

In questo ultimo anno la campagna ha organizzato su scala globale decine di migliaia di iniziative, mentre migliaia di persone di persone in tutto il mondo spedivano cartoline all'isola di Imrali, in un tentativo simbolico di rompere il suo isolamento disumano. Recentemente è stato sottoscritto un appello da 69 premi Nobel che chiedono il rilascio di Abdullah Öcalan e una soluzione politica alla questione curda. All’interno di questo quadro crescente di iniziative la campagna è risuscita ad essere ricevuta dal Comitato per la prevenzione della tortura (CPT).

retekurdistan.it/2024/10/04/li…