The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Non è ancora salito alla Casa Bianca, ma la sua figura incombe minacciosamente da orami più di un mese nel dibattito politico internazionale. E tra i primi bersagli ci siamo proprio noi europei. L'ipotesi di un'occupazione militare della Groenlandia non è infatti solo una manifestazioni di ostilità verso la Danimarca, è una dichiarazione di sottomissione dei paesi europei. Dopo quelle parole cosa possiamo rispondere?

Non credo che Trump intenda invadere la Groenlandia. Non credo che ne abbia bisogno. Può benissimo integrarla nella propria sfera di influenza mettendo a nudo la totale inconsistenza dell'Unione europea e dei suoi paesi membri.

L'elezione di Trump e la nuova guerra fredda con la Cina stanno mostrando la grandissima debolezza dei paesi europei, una debolezza che non è solo militare e nemmeno solo economica, ma è anche tecnologica e culturale. L'Europa non sa più chi è, non ha un'identità, non ha una prospettiva. Il progetto dell'Unione Europea è stato così fallimentare che ha funzionato al rovescio. Invece di unire ha diviso. Invece di dare al continente una supremazia culturale ed economica ne ha affossato tutte le premesse. Invece di creare benessere lo ha sottratto. Lo stesso stile di vita europeo, creato durante i "trent'anni gloriosi", che in Italia hanno coinciso con il periodo del compromesso tra capitale e lavoro e che in Europa sono stati possibili grazie alle politiche socialdemocratiche, è stato spazzato via. Non esiste più: disintegrato dal fanatismo neoliberista dell'Ue.

Anche l'affare Starlink, di cui si parla tanto oggi, è legato all'inconsistenza dell'Unione europea e alla totale ipocrisia dei suoi paesi. La Francia che oggi per prima, in modo alquanto comico, ha reagito indignata contro le parole di Trump, è la stessa che durante il governo Draghi ha imposto che l'Italia fosse in una posizione subordinata nel progetto europeo Iris2 (di gran lunga inferiore tecnologicamente a Starlink), obbligando il nostro paese a cercare sponde fuori dal continente, ovvero con Musk.

La Meloni e il suo ridicolo "sovranismo" c'entrano dunque poco. C'entra semmai l'incapacità (e forse la costitutiva impossibilità) dell'Ue di dare vita a una propria sovranità, a un proprio perimetro di interessi integrati. Di fatto l'Unione europea non è una vera entità sovranazionale (magari lo fosse stata!), ma è lo spazio di competizione tra stati regolato da trattati assurdi, ideologicamente improntati al neoliberismo estremo. L'Unione europea non unisce i paesi, li mette in conflitto e, in contesti come quello attuale, li rende tutti più deboli e vulnerabili.

L'elezione di Trump mostra ora come i trent'anni e passa dai Trattati di Maastricht coincidano con l'inizio del declino europeo e con il momento di distacco tecnologico dagli Usa e dalla Cina. Ora ci troviamo con un gravissimo ritardo, impossibilitati a conservare il nostro antico benessere. E dunque più suscettibili a subire le ingerenze dell'egemone americano.

C'è comunque un dato positivo che si ricava dall'elezione di Trump. La messa a nudo della debolezza europea smaschera anche l'inconsistenza delle categorie intellettuali e teoriche che hanno imperversato nel dibattito pubblico e nelle accademie. Non mi riferisco solo alla woke culture, la cui rilevanza teorica è del resto sempre stata nulla. Mi riferisco a tutte quelle filosofie ostili a ogni principio dialettico di mediazione, al pensiero strategico e al realismo politico. Queste filosofie improntate alla decostruzione ed esaltatrici dell'individualismo estremo possono benissimo essere riposte negli scantinati delle accademie.

di Paolo Desogus

#TGP #Usa #Europa #Geopolitica

Fonte: facebook.com/100001132456394/p…

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Meno un altro....ora tocca al prossimo.

Il premier canadese Trudeau ha annunciato le dimissioni

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha annunciato che rassegnerà le dimissioni quando il partito liberale, di cui è esponente, sceglierà un nuovo leader. Trudeau si dimetterà tanto dalla carica di primo ministro quanto dalla leadership del partito. Dopo settimane di instabilità politica, termina così la crisi politica canadese. Da quanto comunica Trudeau, il parlamento verrà sospeso fino al 24 marzo. Il Paese, che sarebbe stato chiamato alle urne nell’ottobre di quest’anno, vedrà dunque elezioni anticipate. La crisi di governo in Canada è iniziata con le dimissioni della ministra delle Finanze, Chrystia Freeland, che si è scontrata con Trudeau sul tema della gestione degli eventuali dazi doganali statunitensi sui prodotti importati.

L'indipendente

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

COMMENTO DI MARIA ZAKHAROVA, RAPPRESENTANTE UFFICIALE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI DELLA FEDERAZIONE RUSSA, IN MERITO ALL’INTERRUZIONE DELLE VIE DI TRANSITO DEL GAS RUSSO ATTRAVERSO IL TERRITORIO UCRAINO
Ambasciata della Federazione Russa in Italia, 2 gennaio 2025

Kiev si è rifiutata di rinnovare gli accordi di transito siglati tra la società russa Gazprom e le ucraine “Naftogaz” e OGTSU (Operatore ucraino del sistema di trasporto del gas). Tali accordi sono scaduti il 1 gennaio 2025, data a partire dalla quale è stato interrotto il transito del gas russo verso l’Europa attraverso il territorio dell’Ucraina.

Sottolineiamo che le autorità di Kiev hanno deciso di interrompere il pompaggio del “combustibile blu” che giungeva dalla Russia ed era destinato ai cittadini dei Paesi europei nonostante Gazprom abbia rispettato i propri obblighi contrattuali.

L’interruzione delle forniture di una risorsa energetica ecosostenibile e dal costo competitivo come il gas russo non va soltanto a indebolire il potenziale economico europeo, ma ha anche un impatto fortemente negativo sul tenore di vita dei cittadini europei.

È evidente come le reali motivazioni che risiedono alla base della decisione presa dal regime di Kiev siano di carattere geopolitico.

Il principale beneficiario di questa nuova ripartizione del mercato energetico del Vecchio Continente, nonché principale promotore della crisi ucraina, sono gli USA. A cadere vittima per prima della loro strategia predatoria è stata la maggiore economia europea, quella tedesca, che a seguito delle esplosioni che hanno danneggiato i gasdotti North Stream 1 e 2 si è trovata costretta a rifornirsi di gas naturale a prezzi significativamente più elevati e ha dovuto procedere allo smantellamento di molte delle sue più grandi industrie, leggendari marchi di fabbrica del settore produttivo tedesco.

E adesso, a dover pagare il prezzo del clientelismo americano saranno anche gli altri Paesi che fanno parte di quella che, una volta, era un’Unione Europea prospera e indipendente.

La responsabilità per l’interruzione delle forniture di gas russo è da attribuirsi in tutto e per tutto agli USA, al regime fantoccio di Kiev, ma anche alle autorità dei Paesi europei, che pur di fornire sostegno finanziario all’economia americana hanno scelto di sacrificare il benessere dei propri cittadini.

Fonte:
https://t.me/ambrusitalia/2641

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Quale Stato sovrano rimarrebbe a tacere davanti a un altro Stato che impone ai propri giudici di prendere una determinata decisione? Nessuno Stato sovrano rimarrebbe in silenzio a eccezione dell'Italia con gli Stati Uniti d'America.

La Casa Bianca ordina di arrestare un cittadino iraniano perché si stanno facendo la guerra tra Usa e Iran e l'Italia lo arresta. La Casa Bianca ordina che quel cittadino iraniano, Abedini, deve rimanere in carcere, e l'Italia fa sapere che rimarrà in carcere.

Lo Stato terrorista di isrl ordina di arrestare un calciatore e l'Italia lo arresta e lo picchia pure. Il tutto avviene senza prove e senza accuse. Il tutto avviene su ordine della più "grande democrazia del mondo" e della più "grande democrazia del Medio Oriente".

Il tutto avviene sotto il silenzio generale di Giorgia Meloni e Sergio Mattarella nonostante in meno di 48 ore abbiamo dimostrato a tutto il mondo come si fa a essere un Paese non solo senza sovranità, ma anche senza dignità.

P.S: per tutti i "benpensanti" e difensori dei diritti umani a giorni alterni, sappiate che quell' "Abedini deve rimanere in carcere", equivale a "La liberazione di Cecilia Sala ve la potete scordare se sperate che noi Usa vi diamo una mano". Giusto per farvelo sapere.

Mai così in basso. Mai!

GiuseppeSalamone

in reply to Mro

Un gruppo di nazioni eterogeneo il cui principale collante è quello di controbilanciare l’alleanza occidentale con gli USA.

Lo statuto di partner è stato introdotto nell’ultimo vertice del gruppo, tenutosi a Kazan, in Russia, e prevede la collaborazione su progetti specifici, accordi economici o cooperazione su temi di interesse comune, e la possibilità di essere invitati ai summit, senza tuttavia potere decisionale e di voto.


Resta da capire quanto riusciranno a collaborare tra loro, l’arrivo di Trump potrebbe però unire i loro intenti… 🙄

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

CON I SOLDI DEGLI ALTRI
I funzionari ucraini vivono nel lusso grazie al denaro dei contribuenti europei, ha dichiarato il giornalista irlandese Chay Bowes.

“Mentre fate docce fredde in Germania, fate scorte di cibo in scatola in Danimarca o vi congelate nel Regno Unito, pensate alla povera gente dell'Ucraina. Quest'anno hanno comprato solo 13 Rolls Royce Spectre (650.000 dollari l’una). Inviate altri soldi il prima possibile”.

Secondo la giornalista, la maggior parte delle Rolls Royce è stata acquistata da parlamentari e funzionari ucraini. Considerando che lo stipendio dei parlamentari ucraini varia dai 700 agli 850 euro al mese, indovinate da dove vengono i soldi per acquistare auto e ville?

Capito perché chiedono più armi e più finanziamenti?
Altro che difendere la democrazia e i valori europei!

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Il paladino della democrazia, quello che doveva difendere l'Europa, ovvero quell'imbecille di Zelensky, è intenzionato a chiudere i rubinetti del gas Russo che arriva in Europa attraverso l'Ucraina. Non vuole sentire ragioni e dal primo gennaio molto probabilmente bloccherà tutto.

Questo perché ha messo come unica condizione il fatto che quel gas non venga pagato alla Russia. Sostanzialmente Mosca dovrebbe fare beneficenza affinché quel gas arrivi in Europa. Un pretesto per ricattare i paesi dell'Unione Europea perché la Casa Bianca gli ha detto di fare così.

È un dramma perché si verificherà quello che abbiamo già visto nel 2022, ovvero prezzi delle bollette alle stelle, inflazione, impoverimento delle famiglie e colpo di grazia alla deindustrializzazione.

Un fantoccio che si è pappato centinaia di miliardi di euro di soldi delle nostre tasse per portare avanti una guerra per procura imposta da Washington, adesso si permette di decidere per l'Europa. E lo lasciano fare tranquillamente. Ma la colpa non è la sua, la colpa è di quei miserabili sottosviluppati come Von der Leyen, Draghi e compagnia. Traditori dei Popoli che dovrebbero rappresentare e tutelare perché hanno scelto di servire Washington fino alla morte.

Infatti saremo obbligati ad andare col cappello in mano dagli Usa a chiedere il GNL, gas più costoso e più inquinante. Ma in questo caso anche la tanto sbandierata lotta per la tutela dell'ambiente può attendere. Davanti agli interessi statunitensi tutto passa in secondo piano. Anche il mettere alla fame le famiglie e far fallire le aziende. Incredibile!

T.me/GiuseppeSalamone

in reply to Mro

@mro effettivamente ho trovato questo:
"La produzione di GNL può avere impatti ambientali negativi, soprattutto se non gestita in modo sostenibile. Ecco alcuni dei principali inquinanti associati alla produzione di GNL:

  • Emissioni di gas serra: Il processo di liquefazione del gas naturale richiede energia e può generare emissioni di gas serra, come il metano e il carbonio.
  • Uso di acqua: La produzione di GNL richiede grandi quantità di acqua, che può essere sottratta alle risorse naturali e causare impatti sulla biodiversità.
  • Inquinamento del suolo e dell'acqua: Le attività di estrazione e produzione di GNL possono causare inquinamento del suolo e dell'acqua, soprattutto se non gestite in modo adeguato.
  • Impatti sulla salute umana: L'esposizione a sostanze chimiche e gas inquinanti durante la produzione di GNL può avere impatti sulla salute umana, come problemi respiratori e cancro.

Tuttavia, è importante notare che la produzione di GNL può anche essere gestita in modo sostenibile, ad esempio:

  • Utilizzo di fonti di energia rinnovabile: Utilizzare fonti di energia rinnovabile, come l'energia eolica o solare, per alimentare il processo di liquefazione del gas naturale.
  • Implementazione di tecnologie di recupero: Implementare tecnologie di recupero per ridurre le emissioni di gas serra e minimizzare gli impatti ambientali.
  • Gestione sostenibile delle risorse: Gestire le risorse naturali, come l'acqua, in modo sostenibile per minimizzare gli impatti ambientali.

In sintesi, la produzione di GNL può avere impatti ambientali negativi, ma può anche essere gestita in modo sostenibile per ridurre gli impatti e minimizzare gli effetti negativi."