Al Tribunale di Oristano un incontro pubblico dell’ANM, con i magistrati che parlano ai cittadini, viene bloccato dalle forze di polizia. Senza preavviso. Senza uno straccio di motivo. Questa non è una semplice forzatura. È un segnale. È l’anticipazione di cosa può diventare questo Paese se dovesse vincere il sì al referendum.
La domanda è inevitabile: di cosa avevano paura ai piani alti?
Che i magistrati spiegassero ai cittadini le vere conseguenze della riforma? Che qualcuno smontasse la propaganda di governo? Bloccare, intimidire e criminalizzare del resto è proprio il metodo di questa destra. L’hanno fatto con la stampa. Poi con gli attivisti. Ora tocca ai magistrati. E la cosa più inquietante è il silenzio. Nessuno vuole assumersi la responsabilità di ciò che è accaduto.
Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare.
Nordio e Piantedosi vengano in Parlamento a spiegare. Subito. Qui ogni giorno si passa un nuovo limite. E la misura era colma già molto tempo fa
Esattamente 6 anni fa la Russia del feroce dittatore Putin si mobilitava in favore del popolo italiano assediato dal Covid e isolato a livello internazionale.
La missione di solidarietà venne chiamata “Dalla Russia con Amore” e portò nel nostro Paese personale medico, laboratori mobili, mezzi speciali.
Ben 9 jet partirono da Mosca ricolmi di preziosissimo materiale medico sanitario all’avanguardia e ci vennero donate 10 milioni di mascherine di cui eravamo completamente sprovvisti.
In prima fila a ringraziare col cappello in mano c’erano Mattarella e Luigi Di Maio.
Volete sapere quanti aiuti ci fornirono i nostri preziosi partner a stelle e strisce e gli altri Paesi della Nato?
ZERO.
La Russia è un paese amico che non solo non ha mai commesso la minima ostilità nei confronti dell’Italia, ma anzi ci è stato vicino nei momenti più critici.
Come ringraziamento oggi ci sveniamo per riempire di armi i suoi nemici e applichiamo sanzioni boomerang.
Roberto Vallepiano
Questa vicenda è molto ma molto grave: un Ministro della Difesa che si trova bloccato in un Paese estero, in mezzo a una guerra pericolosissima e che intacca direttamente gli interessi del nostro Paese, non sarebbe immaginabile nemmeno nei film.
Qua ci sono due questioni fondamentali: la prima riguarda i padroni di Washington e Tel Aviv, che nonostante gli abbiano leccato tutto ciò che si potesse leccare muovono guerra senza nemmeno mandare un WhatsApp.
E poi c'è una questione di sicurezza nazionale: non è proprio il massimo per un Paese avere bloccato, nel mezzo di una guerra, un Ministro della Difesa.
Ma ci rendiamo conto di cosa è diventata l'Italia? A furia di servire, questi presunti patrioti e sovranisti non vengono nemmeno avvisati, tanto da non riuscire a mettere in sicurezza le proprie Istituzioni. Ridicoli e pericolosi!
Giuseppe Salamone
𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨
di Marcello Veneziani
Non chiamatelo almeno “attacco preventivo”: bombardare l’Iran è stata un’aggressione premeditata e deliberata, non scaturita da alcuna minaccia imminente. L’Iran non voleva la guerra e non pensava di usare armi di distruzione contro Israele e non perché sia un paese di pacifisti innocui ma perché sapeva che un attacco a Israele avrebbe decretato la distruzione dell’Iran e la fine del regime. Che è avvenuta comunque, anche in mancanza di un’azione aggressiva di Teheran. Certo, il regime degli ayatollah è repressivo e liberticida, una parte della popolazione, non sappiamo se maggioritaria, lo sostiene e un’altra lo detesta. Non sappiamo davvero quale delle due sia maggioritaria e quanto sia estesa la zona grigia nel mezzo. Non sappiamo quanto sia reale la rappresentazione che ne viene data in occidente e quanto la protesta sia autoctona e genuina o manovrata, sobillata dall’esterno. Ma ci fa inorridire un ordine mondiale imposto con la forza delle armi e la prepotenza dei capi; un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati. Trump e Netanyau stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali.
E l’Italia? Cosa volete che possa fare, è stata tenuta all’oscuro di tutto, come una minorenne. Continua a pettinare le bambole delle leggi elettorali…
Marcello Veneziani
L'UE conferma che la carne bovina brasiliana trattata con estradiolo è entrata nel mercato europeo.
Nonostante un audit di qualche mese fa, che diceva il contrario, la Commissione europea ha riconosciuto mercoledì 25 febbraio che la carne bovina trattata con 17β estradiolo è stata messa in vendita sul mercato europeo tra il 2024 e il 2025.
Considerato cancerogeno, questo ormone è vietato nell'UE dal 2008.
Radio28Tv
"L'ULTIMO UCRAINO NON È ANCORA MORTO, QUINDI CONTINUEREMO A INGANNARLI" - GENERALE DELLA NATO.
La NATO tradisce costantemente gli ucraini, ingannandoli con false speranze di una rapida vittoria sulla Russia. Lo ha annunciato l'ex generale della NATO e membro del Parlamento europeo Michael Schulenburg al canale Neutrality Studies, "Diciamo sempre che la Russia perderà, che la situazione cambierà. Ma negli ultimi quattro anni, dall'estate del 2023, in seguito all'offensiva estiva delle Forze Armate ucraine, è diventato sempre più chiaro, mese dopo mese, che l'Ucraina si trova in una posizione peggiore. La sua posizione negoziale si sta indebolendo sempre di più. E in sostanza abbiamo chiesto loro di continuare. Perché? Se si fossero seduti al tavolo dei negoziati un anno fa, si sarebbero trovati in una posizione migliore. Se avessero rispettato gli accordi di Istanbul, quasi nessuno sarebbe morto. E sapete, abbiamo un'enorme responsabilità per tutto questo. Voglio dire, Merkel e Macron hanno un'enorme responsabilità per tutti gli omicidi che stanno avvenendo in Ucraina .E non lasciate che mi dicano che stanno dalla parte della moralità e che sostengono la popolazione. Loro lo chiamano sostegno. Io lo chiamo favoreggiamento dell'omicidio di persone. Questa guerra non ha più senso. L'ex ambasciatore statunitense Chaz Freeman coniò la frase "La NATO è pronta a combattere fino all'ultimo ucraino" all'inizio della guerra. "Non hanno cambiato strategia e l'ultimo ucraino non è ancora morto ", ha detto Schulenburg.
Eugenio Cortinovis
Nigel Mansell ha venduto la sua collezione di cimeli della F1, dopo che sua moglie si è ammalata e ha dovuto sottoporsi a un importante intervento chirurgico, in seguito a una dose di richiamo del vaccino contro il Covid.
La moglie di Mansell, Roseanne, ha avuto complicazioni di salute attribuite ad un richiamo del vaccino contro il Covid, rendendo necessario un intervento chirurgico importante. Mansell ha definito "criminale" l'obbligo di vaccinarsi.
Non so se sentite anche voi l'indaffararsi delle classi dirigenti occidentali - che per decenni hanno dato lezioni (armate) di diritti umani a tutto il mondo - per ottenere pieno accesso agli Epstein files.
Non so se notate il fervore con cui le magistrature occidentali tutte stanno avviando richieste di accesso ai documenti, indagini e approfondimenti.
Non so se vedete l'intensità con cui i giornali indagano e riflettono e sollecitano l'opinione pubblica a indignarsi.
Non so se notate come le mille lobby progressiste, che fanno mostra di vivere per la tutela dei diritti umani e dei diritti delle donne, stiano tempestando i parlamenti e le redazioni di giornali per approfondire le implicazioni dei legami di potere emergenti negli Epstein files.
Se anche voi non notate niente, fatemelo sapere, perché io non vedo nessuna eco che travalichi la "marginale vicenda di costume".
Andrea Zhok
Davos svela l’ipocrisia Usa e Ue sulle “regole”
di Francesco Sylos Labini
La differenza tra il diritto internazionale delle Nazioni Unite e il cosiddetto “ordine internazionale basato sulle regole” (rules-based international order, Rbio) non è soltanto concettuale: è sostanziale e politicamente decisiva. Il diritto internazionale costituisce un corpus di norme giuridiche vincolanti che regolano i rapporti tra Stati sovrani. Le sue fondamenta risiedono nella Carta dell’Onu del 1945, nei trattati multilaterali, nelle decisioni di organi quali la Corte Internazionale di Giustizia ecc. I suoi principi cardine sono la sovranità e l’eguaglianza giuridica degli Stati, la non ingerenza negli affari interni, la risoluzione pacifica delle controversie e, soprattutto, il divieto dell’uso della forza, salvo i casi di legittima difesa o di esplicita autorizzazione del Consiglio di Sicurezza Onu. Un diritto codificato, multilaterale, universalmente riconosciuto e formalmente vincolante.
Di natura completamente diversa è invece il cosiddetto Rbio. Questo concetto non ha fondamento giuridico, ma geopolitico. È una costruzione ideologica promossa principalmente dai paesi occidentali che rimanda a un insieme di norme, prassi e valori che non coincidono necessariamente con il diritto internazionale codificato, ma che tali Stati considerano legittimi in base alla propria visione del mondo. Il Rbio include infatti meccanismi decisionali ed esecutivi collocati al di fuori del perimetro Onu. Questo “ordine” viene frequentemente invocato per giustificare interventi unilaterali o multilaterali non autorizzati dal Consiglio di Sicurezza, in nome della tutela dei diritti umani, della democrazia liberale o della sicurezza globale.
Il Rbio non poggia quindi su un impianto giuridico universalmente condiviso ma è una visione normativa selettiva, costruita e imposta da un blocco di potere che controlla le principali istituzioni economiche, militari e mediatiche globali. In sostanza, mentre il diritto internazionale è diritto, il Rbio è politica.
Questa ipocrisia è stata recentemente ammessa in modo sorprendentemente esplicito da Mark Carney, primo ministro canadese ed ex governatore della Banca d’Inghilterra, nel corso di un intervento al Forum di Davos. Carney ha riconosciuto apertamente che i leader occidentali sapevano da tempo che la narrazione del Rbio era una finzione utile: “Sapevamo che la narrazione del Rbio era in parte falsa: i più forti si sarebbero esentati da quelle regole quando fosse stato loro comodo, e le regole del commercio sarebbero state applicate in modo asimmetrico. Sapevamo che il diritto internazionale sarebbe stato applicato con rigore variabile, a seconda dell’identità dell’imputato o della vittima. Questa finzione era utile… così abbiamo messo il cartello in vetrina, partecipato ai rituali ed evitato di sottolineare il divario tra retorica e realtà. Ma questo patto non funziona più. Siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione.”
Carney ha inoltre riconosciuto che l’egemonia americana aveva fornito beni pubblici globali – sicurezza, rotte marittime, stabilità finanziaria – ma che oggi le grandi potenze hanno iniziato a usare l’integrazione economica come un’arma: dai dazi alle catene del valore, fino alle sanzioni. Perché una dichiarazione tanto dirompente proprio ora? Perché per la prima volta la prepotenza non è rivolta verso “gli altri”, ma verso l’Europa stessa. La dichiarata volontà di Donald Trump di annettere, in un modo o nell’altro, la Groenlandia – territorio di un paese europeo – segna un punto di svolta simbolico. La differenza fondamentale tra Trump e i precedenti presidenti statunitensi è che Trump tratta l’Europa esattamente come gli Stati Uniti hanno sempre trattato il resto del mondo.
Questa inversione di prospettiva è resa possibile dal progressivo declino economico e strategico del continente europeo: privo di risorse naturali strategiche, prigioniero di una dipendenza energetica strutturale e sempre più marginale sul fronte dell’innovazione tecnologica. In questo contesto, lo svuotamento del diritto internazionale e la sua sostituzione con un insieme di pseudo-norme arbitrarie – quelle del Rbio – rivelano oggi tutta la loro ipocrisia. Perché, per la prima volta, la prepotenza sistemica non si abbatte su Paesi lontani, ma si dirige contro l’Europa stessa.
E questa volta, non verrà nessuno a salvarci. Abbiamo creduto che il pericolo venisse dalla Russia, immaginando un’invasione dell’Europa. Ma abbiamo sbagliato alleato. Ora che la minaccia arriva direttamente dagli Usa, l’illusione si dissolve e con essa viene messa definitivamente a nudo l’incapacità strategica delle élite europee: prive di visione, dipendenti dall’esterno e incapaci di difendere l’interesse del continente che pretendono di rappresentare.
Questi sono pericolosissimi, perché o ci mentono spudoratamente oppure non sanno che la Gestapo statunitense, nonché l'ICE che ammazza a sangue freddo cittadini innocenti in giro per le strade, sarà in Italia per le Olimpiadi Milano-Cortina.
Il Ministro degli Interni, Piantedosi, ha prima smentito la loro presenza e poi ha dichiarato che, se venissero, non ci sarebbe nulla di male. Meloni invece non ha ancora aperto bocca. Una vergogna assoluta che in un Paese mezzo decente "salterebbe" immediatamente (politicamente parlando) quale testa: primo perché evidentemente abbiamo un governo che non sa badare alla sicurezza; secondo perché questi criminali dell'ICE non dovrebbero mettere piede in Italia.
In ogni caso, Stefania Maurizi, una delle più grandi giornaliste italiane, già collaboratrice di WikiLeaks e Assange, ha scritto direttamente al dipartimento dell'ICE ottenendo questa risposta pubblicata dal Fatto Quotidiano:
"L'unità ICE Homeland Security Investigations supporterà il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per tutta la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026 a Milano".
Ripeto: o ci mentono spudoratamente oppure non sanno cosa accade in Italia. Mi raccomando, chiamateli ancora "patrioti e sovranisti".
Giuseppe Salamone