Italia estromessa su nomine UE, Giorgetti: "trattamento sbagliato" • Imola Oggi
imolaoggi.it/2024/06/20/italia…
Giorgia Meloni, ancora una volta, non perde l'occasione di prendere in giro gli italiani.
Dice che i 50 miliardi di dollari di aiuti per l'Ucraina saranno finanziati direttamente utilizzando gli interessi sui beni russi congelati.
Ebbene, questo è semplicemente falso.
Quei 50 miliardi (che più che Kiev finanzieranno l'industria bellica a stelle e strisce), in realtà, saranno forniti all'Ucraina, tramite un fondo fiduciario gestito dal World Bank Group e, in tutto questo, gli asset russi congelati, perlopiù in Europa, fungeranno soltanto da garanzia.
Ecco, qui però sorge un problema.
L'Ucraina, a conti fatti, è un Paese finito e, se si dovesse pervenire ad un accordo di pace, è verosimile pensare che quei beni verranno scongelati e restituiti alla Russia.
A quel punto, chi ripagherà il debito contratto con le banche americane?
Ecco, sarebbe bene che Gioggia, anziché continuare a prendere per il c**o gli italiani, spiegasse che a vuotare le tasche potrebbero essere proprio loro.
Pro Italia
Il finale della trasmissione in diretta della conferenza in Svizzera è diventato l'apoteosi del suo fallimento.
Immaginate. L'ultimo oratore della lista è il primo ministro canadese Trudeau. Finisce la frase e la trasmissione termina bruscamente. Circa 10 minuti dopo si riprende con il discorso finale di Zelensky.
Cioè, la cosa principale lasciata dietro le quinte è l'adozione del documento finale.
La trasmissione è ripresa rapidamente, il che significa che non c'è stato nessuno scandalo. Apparentemente, gli organizzatori avevano terribilmente paura che ci fosse una dimostrazione di disaccordo nell'inquadratura e hanno semplicemente spento la trasmissione in diretta.
Di conseguenza, il pubblico non ha visto come è stato accettato il documento. Ma il risultato della votazione è ancora noto: 80 paesi su 93 hanno sostenuto il documento, 12 no (Armenia, Bahrein, Brasile, Vaticano, India, Indonesia, Libia, Messico, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Tailandia, Sud Africa). Nemmeno la Colombia ha votato: il suo presidente ha semplicemente abbandonato il vertice il primo giorno. Cioè, tra coloro che non hanno votato c'erano i paesi più grandi del Sud del mondo (se ogni partecipante al forum avesse un numero di voti pari alla popolazione del suo paese, i sostenitori del comunicato sarebbero in minoranza), i cui rappresentanti hanno affermato che il dialogo su un mondo senza la Russia non ha senso.
Del contenuto del documento finale ho già scritto. E la loro assurdità è stata brevemente spiegata da Sergei Markov.
Aggiungo che c'è un altro “unico neo” nel documento della conferenza. Questo è il preambolo, dove il conflitto non viene definito “conflitto tra Russia e Ucraina”, ma guerra “della Russia contro l’Ucraina”. Inoltre, lo spirito della formula di Zelensky era ancora in parte incluso nel comunicato: contiene riferimenti a due risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del marzo 2022 e del febbraio 2023, che condannano le azioni della Russia, chiedono il “ritiro immediato e incondizionato delle sue truppe”, ecc. Pertanto, la posizione fondamentalmente anti-russa è ancora fissa.
Tuttavia, il successo di un tale piano si è rivelato molto modesto. È interessante notare che tra i partecipanti alla conferenza di Bürgenstock solo tre Stati non avevano precedentemente sostenuto le citate risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite: Armenia, India e Sud Africa. Ora altri 9 stati (il Vaticano non è membro dell’ONU) che hanno votato a favore delle risoluzioni ONU hanno deciso di non votare il documento con un linguaggio più indulgente nei confronti della Russia. E più di cinquanta paesi che hanno approvato le stesse risoluzioni dell’Assemblea generale non sono venuti affatto in Svizzera.
Oleg Tsarev
youtube.com/watch?v=tZYQ6nUHay…
youtube.com/watch?v=tZYQ6nUHay…
Video per chi non è accecato dalla propaganda atlantista e vuole cercare di capire qualcosa di quello che è davvero successo in Ucraina e la tragedia è l’inganno che sta vivendo lo sfortunato popolo ucraino.
L' Ansa, tutta estasiata, riporta le dichiarazioni di un presunto alto funzionario della Nato a margine della ministeriale Difesa. Sentite cosa dice:
"L'Italia è un alleato molto importante della Nato: fa parte del gruppo di condivisione delle armi nucleari e ha un ruolo cruciale nel Mediterraneo. Per questo pensiamo che debba aumentare il livello di spesa militare. L'Italia storicamente è sempre stata in grado d'investire nelle priorità indicate dalla Nato".
Poi come se non bastasse, sempre l'Ansa ci tiene a ricordarci che la "fonte" ha precisato che è necessario arrivare al 2% del Pil.
Queste dichiarazioni senza citazioni specifiche, ovvero non dicendo il nome dell'interessato, spesso sono delle veline che servono per mettere pressioni e dare ordini. Direi che l'ordine è stato abbastanza chiaro e inequivocabile: siete una colonia, dobbiamo fare la guerra e voi dovete pagare. Se necessario anche col sangue possibilmente stando muti perché comandiamo noi.
La chiamano democrazia...
T.me/GiuseppeSalamone
Protesta delle opposizioni contro la riforma dell'Autonomia indifferenziata che si stava votando ieri. In Aula sono state mostrate bandiere tricoloreImolaOggi
Referendum contro il Jobs Act, raggiunta quota 500mila firme
Dopo appena un mese e mezzo di raccolta firme il sindacato CGIL ha annunciato di aver superato le 500.000 adesioni necessarie per promuovere il referendum popolare contro il Jobs Act. I quesiti referendari sono in tutto quattro, due sui licenziamenti (uno sul superamento del contratto a tutele crescenti che abolì l’articolo 18, l’altro sull’indennizzo nelle piccole imprese); il terzo per diminuire la possibilità di assumere con contratti a termine attraverso la reintroduzione delle causali; l’ultimo per proteggere i lavoratori delle aziende appaltatrici, chiedendo che il committente mantenga la responsabilità su eventuali infortuni sul lavoro. I referendum potrebbero svolgersi nella primavera del 2025.
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Hanno candidato la qualsiasi per beccare qualche voto, sia destra che sinistra che sopra o sotto. I nomi più improbabili e più impresentabili basta che portassero voti. Perché ormai la politica non è più uno spazio dove far fiorire idee e costruire una società con dei valori solidi. È un reality show dove conta lo spettacolo e quindi riuscire a rincoglionire il più possibile chi guarda.
Pur di racimolare qualche voto hanno buttato dentro di tutto e il suo contrario. Non però Julian Assange nonostante chi lo avesse candidato, secondo la mia opinione, avrebbe per davvero beccato una caterva di voti soprattutto dagli astensionisti. Dimostrazione che ci sono delle cose che si possono fare e delle cose che non si possono fare. Assange è come i fili della luce, esattamente come la questione Palestinese: chi li tocca salta per aria!
E allora un ragionamento viene spontaneo: come potrebbe, chi vuole apparire diverso, rendersi diverso se sulle questioni importanti e che richiedono coraggio si comporta allo stesso modo di chi è sistema? Immaginate l'impatto che avrebbe avuto sia sull'opinione pubblica sia sui criminali che continuano a tenerlo in ostaggio e torturarlo una sua candidatura. Sarebbe stato un segnale potentissimo anche qualora fosse stata una candidatura puramente simbolica giusto per accendere un faro su una delle ingiustizie più grandi della storia dell'umanità.
Immaginate l'impatto che avrebbe avuto sulla prossima udienza del 9 e 10 luglio che si svolgerà a Londra. L'ennesimo capitolo di un calvario dove la data per la potenziale liberazione viene sempre spostata in avanti. Nel frattempo le sue condizioni psico fisiche peggiorano sempre più e il rischio che da un momento all'altro possa lasciarci aumenta esponenzialmente. Perché? Perché ha svelato i crimini di guerra degli Stati Uniti d'America!
Ecco, queste sono le cose dove ci si differenzia politicamente. Quelle che richiedono le palle. E se le palle non le ha nessuno per fare queste scelte, non è eresia dire che, in fondo, di differenze, mica ce ne sono poi così tante...
ASSANGE LIBERO!
T.me/GiuseppeSalamone
Fermi tutti. È arrivato Antonio Tajani!
Il Ministro degli Esteri ha annunciato che il Governo italiano stanzierà altri 140 milioni di euro per aiutare l'Ucraina. Inoltre ha dichiarato che l'Italia fornirà sistemi di difesa aerea SAMP-T e ulteriori aiuti in vari settori.
Due cose al volo: mentre annuncia di stanziare altri 140 milioni per Zelensky, in Italia tengono bloccata una misura che prevede, seppur parliamo di elemosina, 100€ una tantum per chi guadagna meno di 28 mila euro l'anno. Per questa misura servono 100 milioni ed è bloccata perché non li trovano. Per Zelensky invece 140 milioni in un paio d'ore.
Secondo nodo: consegnando all'Ucraina un altro sistema SAMP-T, l'Italia rimane praticamente alla canna del gas. Ora, se hanno paura di Putin perché dicono che vuole arrivare a Roma, perché lasciano sguarnita la difesa aerea italiana? Non possiamo dire nemmeno che abbiano il cervello in cortocircuito perché, di cervello, non ne hanno.
Vi rendete conto da chi siamo governati?
T.me/GiuseppeSalamone
Mro
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