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Data Breach: studio notarile Bucci-Olmi edoardolimone.com/2024/07/17/d… gruppo Everest ha colpito uno studio notarile e questo data breach rischia di avere connotati davvero drammatici considerando la tipologia di bersaglio e la quantità di dati esfiltrati. Facciamo […]L'articolo Data Breach: studio notarile Bucci-Olmi proviene da Edoardo Limone.L


Data Breach: studio notarile Bucci-Olmi

Il gruppo Everest ha colpito uno studio notarile e questo data breach rischia di avere connotati davvero drammatici considerando la tipologia di bersaglio e la quantità di dati esfiltrati. Facciamo […]
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Minaccia dal Dark Web: In Vendita l’Accesso VPN di un’Industria USA su XSS
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Minaccia dal Dark Web: In Vendita l’Accesso VPN di un’Industria USA su XSS In un preoccupante annuncio apparso su XSS, un noto forum del dark web redhotcyber.com/post/deep-web-…, un utente con il nome “yesdaddy” ha messo in vendita l’accesso VPN compromesso di un’azienda statunitense non identificata del settore dei


Minaccia dal Dark Web: In Vendita l’Accesso VPN di un’Industria USA su XSS

In un preoccupante annuncio apparso su XSS, un noto forum del dark web, un utente con il nome “yesdaddy” ha messo in vendita l’accesso VPN compromesso di un’azienda statunitense non identificata del settore dei macchinari e delle attrezzature industriali. Questa vendita rappresenta un grave rischio per la sicurezza informatica dell’azienda, sottolineando l’importanza di adottare misure preventive efficaci.

Dettagli vendita


Il post pubblicato su XSS è molto dettagliato, fornendo informazioni precise sia sul tipo di dati offerti sia sulla modalità di vendita, che nello specifico è un’asta. L’annuncio riguarda la vendita di un accesso VPN compromesso, completo di diritti d’uso del dominio di un’azienda statunitense.

Immagine del post rinvenuto nel darkweb

  • Tipo: VPN
  • Paese: USA
  • Settore: Industrial Machinery & Equipment (Macchinari e Attrezzature Industriali)
  • Fatturato: 50 milioni di dollari
  • Diritti: Domain User (Utente di Dominio)
  • Host: 190 server

L’utente “yesdaddy” ha usato l’espressione “a lot of balls are available”, il cui significato preciso non è chiaro. Questa frase potrebbe essere un termine tecnico o uno slang specifico utilizzato per indicare ulteriori elementi o risorse inclusi nell’accesso VPN venduto. Potrebbe riferirsi a dati aggiuntivi, credenziali, strumenti di hacking, o altre risorse digitali disponibili per l’acquirente.

Inoltre, l’utente ha menzionato che vi è un “contesto considerevole per ulteriori lavori”. Questo suggerisce che l’accesso VPN offerto potrebbe non essere limitato solo al semplice accesso alla rete aziendale, ma potrebbe includere anche altre possibilità o strumenti che permetterebbero all’acquirente di eseguire ulteriori attività illecite, come il monitoraggio del traffico di rete, l’accesso a dati sensibili, o altre azioni malevole.

  • Prezzo di partenza: 3000$
  • Incremento minimo: 500$
  • Prezzo di acquisto immediato (Blitz): 5500$
  • Durata dell’asta: 12 ore

L’utente ha inoltre dichiarato che è disponibile per una videoconferenza su Zoom con acquirenti seri prima dell’acquisto, per chiarire ulteriori dettagli. Dopo 48 ore, se non vi saranno acquirenti, il lotto verrà rimosso dalla vendita.

L’Accesso alla VPN compromessa offerta potrebbe consentire all’acquirente di controllare o monitorare il traffico di rete dell’azienda, effettuare attacchi mirati contro sistemi specifici, rubare dati sensibili, come informazioni finanziarie o segreti commerciali, disattivare o compromettere sistemi critici, condurre attività di spionaggio industriale.

Conclusioni


Questo tipo di annuncio evidenzia un rischio significativo per le aziende, in quanto la vendita di accessi VPN compromessi può portare a gravi violazioni della sicurezza, furti di dati sensibili, e possibili danni alla reputazione aziendale. L’accesso offerto comprende diritti di dominio, il che potrebbe permettere all’acquirente di controllare o monitorare il traffico di rete, effettuare attacchi mirati, o rubare informazioni preziose. È cruciale che le aziende adottino misure di sicurezza avanzate per proteggere le proprie reti e dati sensibili. La formazione dei dipendenti sulla sicurezza informatica, l’uso di strumenti di monitoraggio della rete e la collaborazione con esperti di sicurezza possono aiutare a prevenire tali minacce.

L’annuncio di “yesdaddy” rappresenta una chiara minaccia alla sicurezza aziendale, sottolineando l’importanza di rimanere vigili e proattivi nella protezione delle risorse digitali.

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Google Docs analizza i tuoi PDF senza consenso. O meglio così riporta Kevin Bankston
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Google Docs analizza i tuoi PDF senza consenso. O meglio così riporta Kevin Bankston Di recente, Kevin Bankston, consulente senior per la governance dell’intelligenza artificiale redhotcyber.com/post/che-cose-… presso il Center for Democracy and Technology (CDT), ha


Google Docs analizza i tuoi PDF senza consenso. O meglio così riporta Kevin Bankston

Di recente, Kevin Bankston, consulente senior per la governance dell’intelligenza artificiale presso il Center for Democracy and Technology (CDT), ha scoperto che l’assistente Gemini AI di Google ha analizzato automaticamente i suoi documenti aperti in Google Docs senza alcuna autorizzazione.

Kevin ha condiviso la sua storia sui social media, dove ha affermato di aver semplicemente aperto una dichiarazione dei redditi in PDF tramite l’editor di documenti basato su cloud Google Docs e di aver poi ricevuto inaspettatamente un riepilogo delle sue tasse da Gemini. Afferma di non aver chiesto specificatamente a Gemini né di avergli dato il consenso per analizzare i suoi file.

Dopo ulteriori ricerche sul funzionamento dell’assistente AI, Kevin ha notato che il problema si verificava solo con i documenti PDF. Ha teorizzato che aprendo un PDF e facendo clic sul pulsante Gemini, avesse “autorizzato” l’assistente a comparire ogni volta che venivano aperti i file PDF.

Le reazioni degli utenti al post di Kevin sono state varie. Alcuni hanno espresso preoccupazione per il fatto che i servizi di Google potrebbero essere utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale sui dati degli utenti. Altri hanno criticato Kevin per aver caricato le dichiarazioni dei redditi su Google Docs. E uno dei commentatori ha chiesto se l’aiuto non richiesto di Gemini fosse stato di aiuto, alla quale Kevin ha risposto negativamente.

Da questa spiacevole situazione possiamo concludere che non dovresti aprire documenti personali, soprattutto quelli relativi alle tue finanze e ad altre informazioni sensibili, tramite gli editor cloud.

Certo, c’è la possibilità che lo stesso Kevin abbia commesso un errore lavorando con Gemini, ma non è da escludere che Google possa davvero decidere di analizzare i file degli utenti per personalizzare la propria rete neurale.

Pertanto, dovresti sempre controllare le tue impostazioni sulla privacy ed essere consapevole dei rischi associati all’accesso degli assistenti AI ai dati personali, soprattutto se non vuoi che tali dati diventino di pubblico dominio.

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Data Breach: Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero della Cultura (MiC) edoardolimone.com/2024/07/17/d… data 17/07/2024, il gruppo Mad Liberator ha pubblicato sul proprio sito internet la rivendicazione di un data breach ai danni del Ministero della Cultura. Cerchiamo di saperne di più. [


Data Breach: Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero della Cultura (MiC)

In data 17/07/2024, il gruppo Mad Liberator ha pubblicato sul proprio sito internet la rivendicazione di un data breach ai danni del Ministero della Cultura. Cerchiamo di saperne di più. […]
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REUSE helps to make licensing easy, comprehensive, unambiguous, and machine-readable

📺 Watch our interview with Matija Šuklje , Director, Legal & Associate General Counsel from #Liferay

media.fsfe.org/w/8vznSsHk6Brh9…

#freesoftware #softwarefreedom


REUSE - Interview with Matija Šuklje , Director, Legal and Associate General Counsel from Liferay


The REUSE initiative, started by the Free Software Foundation Europe (FSFE), makes licensing easy for humans and machines alike. With REUSE, we solve a fundamental issue that Free Software licensing has at the very source: what license is a file licensed under, and who owns the copyright? A set of best practices and the helper tool make the task of adding this legal information in every single file of the project a simple practice.

Liferay International uses, supports and sponsors REUSE. We talk with Matija Šuklje,Legal Director and Associate General Counsel (FOSS & Community)


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A Look at the DEC VT220, A Proper Serial Terminal
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A Look at the DEC VT220, A Proper Serial Terminal If you’re reading Hackaday, we’re willing to bet that if somebody asked you about a serial terminal, you’d immediately think about a piece of software — a tool you run on the computer to communicate with some hardware gadget over UART. You might even have a favorite one, perhaps minicom or tio. You’d be technically correct (which


A Look at the DEC VT220, A Proper Serial Terminal

If you’re reading Hackaday, we’re willing to bet that if somebody asked you about a serial terminal, you’d immediately think about a piece of software — a tool you run on the computer to communicate with some hardware gadget over UART. You might even have a favorite one, perhaps minicom or tio. You’d be technically correct (which we all know is the best kind of correct), but if you wind back the clock a bit, there’s a little more to the story.

You see, the programs we use these days to talk to microcontrollers and routers are more accurately referred to as serial terminal emulators, because they are doing in software what used to be the job of hardware. What kind of hardware? Why beauties like this DEC VT220 for example.

The [Vintage Apparatus] channel recently got their hands on a couple of these dedicated serial terminals, and thought it would be interesting to take modern audiences through a brief tour of how they worked and what they were capable of. Despite being built sometime around 1984, the simplistic nature of these devices make them highly reliable — so long as the power supply is good, there’s not a whole lot else that can go wrong.

That being said, using one wasn’t quite as bare bones an experience as you might think. As [Vintage Apparatus] demonstrates, you can press a key on the VT220’s keyboard to bring up a series of configuration menus that don’t look too far removed from what you might be used to from your modern software terminal. Familiar options like baud rate, parity, and local echo are accounted for, but then there’s also settings for connecting a printer up to the serial terminal should you need to bang out some hard copy.

Getting your hands on one of these decades old serial terminals isn’t always easy, but if you’re more interested in the retro looks than technical accuracy, you can always 3D print yourself a replica.

youtube.com/embed/Nl8wUOBno74?…


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Esce Dark Mirror. Il Primo Report di Dark Lab sul Fenomeno Ransomware relativo ad H1 2024
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Esce Dark Mirror. Il Primo Report di Dark Lab sul Fenomeno Ransomware relativo ad H1 2024 Dark Lab redhotcyber.com/post/nasce-dar…, il rinomato gruppo di cyber threat redhotcyber.com/post/cosa-si-i…


Esce Dark Mirror. Il Primo Report di Dark Lab sul Fenomeno Ransomware relativo ad H1 2024

Dark Lab, il rinomato gruppo di cyber threat intelligence di Red Hot Cyber, guidato da Pietro Melillo, ha pubblicato il suo primo report sul ransomware relativo ai primi sei mesi del 2024. Questo documento rappresenta un’analisi approfondita di uno dei fenomeni più inquietanti e diffusi nel panorama della sicurezza informatica globale.

Il Ransomware: Una Minaccia Globale


Secondo Massimiliano Brolli, fondatore di Red Hot Cyber, “Il ransomware rappresenta una delle minacce più pervasive nel panorama della sicurezza informatica globale. Si tratta di un tipo di malware che, una volta infiltrato nei sistemi informatici, cifra i dati dell’utente o dell’organizzazione, rendendoli inaccessibili. Gli attaccanti richiedono quindi un riscatto per fornire la chiave di decrittazione, con la promessa di restituire l’accesso ai dati. Questo tipo di attacco non solo paralizza il business, ma può anche causare gravi perdite finanziarie e danni alla reputazione.”

Brolli ha riportato inoltre che “Gli obiettivi di questo report sono molteplici, ma il principale è sensibilizzare anche i non addetti ai lavori sul fenomeno del ransomware, evidenziando l’importanza di investire nella sicurezza informatica all’interno delle organizzazioni per ridurne l’incidenza. Il report non solo fornirà contenuti divulgativi, ma presenterà anche una panoramica dettagliata degli attacchi ransomware avvenuti in Italia, analizzando tendenze, settori più colpiti ed evoluzione delle metodologie di attacco. Inoltre, il report offrirà raccomandazioni pratiche per la prevenzione e la gestione del ransomware, proponendo strategie di difesa efficaci e politiche di sicurezza informatica. Attraverso l’esame di dati e casi di studio reali, questo report offre una guida completa per comprendere a fondo il fenomeno del ransomware e le sue implicazioni.”

La Situazione in Italia


Nel corso dei primi sei mesi del 2024, l’Italia ha registrato un totale di 72 attacchi ransomware documentati, posizionandosi al quinto posto tra i paesi più colpiti, dopo Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Germania.

Tra i settori più colpiti dal ransomware si annoverano l’industria, i servizi, le tecnologie e la sanità. Red Hot Cyber ha spesso sottolineato come il settore sanitario, in particolare, debba essere considerato alla pari delle infrastrutture critiche nazionali, data la sua essenzialità. Tuttavia, anno dopo anno, questo settore continua a soccombere ai continui attacchi informatici. Questi dati evidenziano la necessità di comprendere e contrastare il fenomeno del ransomware per proteggere meglio le organizzazioni e le infrastrutture critiche del paese.

Obiettivi del Report


Il report di Dark Lab mira a:

  1. Diffondere la Conoscenza: Far conoscere il fenomeno del ransomware al grande pubblico.
  2. Fornire una Panoramica Dettagliata: Analizzare gli attacchi ransomware avvenuti in Italia, identificando le tendenze, i settori più colpiti e l’evoluzione delle metodologie di attacco.
  3. Valutare l’Impatto Economico e Sociale: Esaminare le conseguenze per le aziende e i cittadini.
  4. Proporre Raccomandazioni Pratiche: Offrire strategie di difesa efficaci e politiche di sicurezza informatica.

Il report è strutturato nei seguenti capitoli:

  1. Introduzione
  2. Metodologia
  3. Ransomware Inside
    • Tassonomia
    • Vettori di infezione
    • Le tecniche di estorsione
    • Il Modello Ransomware As a Service (RaaS)


  4. Analisi e Tendenze
    • Analisi globali
    • Analisi comparto Italia
    • Tendenze


  5. Threat Actors
    • Principali gruppi ransomware
    • Nuovi Threat Actors
    • Interviste con i Threat Actors
    • Nuove Tecniche Tattiche e Procedure (TTPs)


  6. Strategie di Difesa
    • Misure preventive contro il ransomware
    • L’importanza della Consapevolezza del rischio
    • La trasparenza sopra a tutto
    • La Cyber Threat Intelligence
    • Dark Lab Community



Conclusioni


Questo report, ideato e curato da Pietro Melillo e il suo team di Dark Lab, rappresenta un’importante risorsa per tutte le organizzazioni che desiderano proteggersi dal ransomware. Il lavoro quotidiano del team, che esplora le “underground” del cyber spazio, raccoglie informazioni di prima mano e redige articoli di valore, contribuisce significativamente alla protezione delle infrastrutture del nostro paese.

Un ringraziamento speciale va a Pietro Melillo, Olivia Terragni, Sandro Sana, Alessio Stefan e Raffaela Crisci per il loro contributo al report e per il costante impegno di Dark Lab nell’informazione e nella divulgazione di notizie e anteprime, rendendo l’Italia sempre più consapevole riguardo agli attacchi informatici. Il loro lavoro è essenziale per garantire la sicurezza delle nostre organizzazioni e delle infrastrutture critiche.

Scarica Dark Mirror H1 – 2024


Questo report di Dark Lab non solo offre una guida completa per comprendere il fenomeno del ransomware, ma rappresenta anche un invito a prendere misure preventive e a rafforzare la consapevolezza del rischio a livello nazionale. La trasparenza e la condivisione delle informazioni sono fondamentali per combattere efficacemente questa minaccia.

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Costruiamo un SOC domestico con 100 Euro. Accendiamo Wazuh, The Hive, Shuffle – Terza Parte
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Costruiamo un SOC domestico con 100 Euro. Accendiamo Wazuh, The Hive, Shuffle – Terza Parte Costruire un SOC con Wazuh, The Hive, Shuffle e Cortex su un MiniPC da 100€: Guida Pratica al Pentesting in Ottica Purple Team è un’opportunità unica per migliorare le operazioni di sicurezza senza rompere il budget. Usando hardware economico come


Costruiamo un SOC domestico con 100 Euro. Accendiamo Wazuh, The Hive, Shuffle – Terza Parte

Costruire un SOC con Wazuh, The Hive, Shuffle e Cortex su un MiniPC da 100€: Guida Pratica al Pentesting in Ottica Purple Team è un’opportunità unica per migliorare le operazioni di sicurezza senza rompere il budget. Usando hardware economico come un MiniPC, questa guida mostra come configurare un Sistema di Controllo di Sicurezza (SOC) efficiente e potente. La creazione di un SOC completo e funzionale con un investimento minimo è ora possibile.

Questa è la seconda parte dell`articolo dedicato al tema, potete trovare la prima parte [qui] e la seconda [qui].

I lettori scopriranno come integrare strumenti chiave come Wazuh per la rilevazione delle minacce, The Hive per l’analisi degli incidenti, e Cortex per l’arricchimento delle analisi. La guida inoltre copre l’utilizzo di Shuffle per orchestrare la sicurezza e automatizzare processi chiave, migliorando l’efficienza operativa del SOC.

Il focus sul pentesting in ottica Purple Team permette di affinare le tecniche di difesa e attacco, rendendo il SOC non solo una struttura difensiva ma anche un mezzo proattivo per testare e migliorare le capacità di risposta. Segui la guida pratica per trasformare un MiniPC da 100€ in un strumento potente per la sicurezza informatica.

Key Takeaways


  • Configurazione di un SOC su MiniPC da 100€
  • Integrazione di Wazuh, The Hive, Cortex e Shuffle
  • Focus sul pentesting in ottica Purple Team


Fondamenti di Sicurezza e SOCs


Un Security Operations Center (SOC) è una struttura centrale che monitora, rileva, risponde e mitiga le minacce alla sicurezza. Il SOC è fondamentale per mantenere la sicurezza delle informazioni dell’organizzazione.

Le operazioni di sicurezza in un SOC includono:

  • Monitoraggio: Supervisione costante dei sistemi e delle reti per rilevare attività sospette.
  • Rilevamento: Identificazione di minacce e vulnerabilità attraverso strumenti e tecniche avanzate.
  • Risposta: Azioni per neutralizzare le minacce e mitigare i danni.
  • Ripristino: Riportare i sistemi alla normalità dopo un incidente di sicurezza.

Un buon SOC utilizza diverse tecnologie come Wazuh e TheHive. Wazuh è una piattaforma SIEM e XDR open source che offre funzionalità di sicurezza unificate. È possibile integrarli per una migliore gestione degli incidenti e una risposta coordinata.

Le tecniche di cybersecurity evolvono costantemente per affrontare nuove minacce. I SOC devono quindi aggiornare continuamente le loro strategie e strumenti per mantenere un elevato livello di sicurezza.

In breve, la sicurezza e i SOC sono critici per proteggere le risorse informatiche e garantire che le organizzazioni possano operare senza interruzioni a causa di attacchi informatici.

Analisi del Budget e Requisiti Hardware


Considerare il budget è fondamentale quando si seleziona un MiniPC per un SOC. Un esempio pratico è l’uso di un MiniPC con circa 16 GB di RAM e un SSD esterno ad alta velocità, come descritto in questa guida.

La RAM da 16 GB garantisce una gestione fluida delle applicazioni come Wazuh, TheHive, Shuffle e Cortex. Un SSD ad alta velocità assicura tempi di lettura e scrittura rapidi, indispensabili per attività di analisi dei dati in tempo reale.

Installazione del Sistema Operativo e Configurazione di Rete

Installazione di Wazuh per la Rilevazione delle Minacce


L’installazione di Wazuh consente il monitoraggio e la rilevazione delle minacce all’interno dell’infrastruttura IT. In questa parte, si tratterà la configurazione del Wazuh Manager, la distribuzione degli agenti Wazuh sui vari host e la personalizzazione delle regole e degli alert per una gestione ottimale della sicurezza.

Sul nostro MiniPC abbiamo installato Proxmox come descritto nell`articolo precedente. Sui vari server Ubuntu e containers abbiamo installato come da immagine qui sotto:

Wazuh, Shuffle, TheHive. Abbiamo poi installato un ambiente AD con un server Windows 2000 ed una macchina Windows 10 all` interno. Abbiamo inoltre aggiunto due containers : una macchina Kali ed una Ubuntu con installato Atomic Red Canary per esercizi di emulazione attacchi.

Girano tutte contemporaneamente in maniera decorosa , anche se come si puo immaginare mettono a dura prova il mini pc come vediamo nella schermata che segue:

Sysmon é stato installato sulle macchine windows :

Sysmon (System Monitor) è uno strumento di monitoraggio del sistema per Windows che fa parte del Sysinternals Suite di Microsoft. Sysmon raccoglie informazioni dettagliate sugli eventi di sistema e li registra nei log di Windows, fornendo una visione approfondita di varie attività, come creazione di processi, connessioni di rete, e modifiche ai file.

Quando utilizzato in concomitanza con Wazuh Server, Sysmon serve i seguenti scopi principali:

  1. Raccolta di Log Dettagliati: Sysmon registra eventi dettagliati che possono essere raccolti e analizzati da Wazuh. Questo include informazioni dettagliate sui processi, eventi di rete, modifiche ai file e altro ancora.
  2. Monitoraggio delle Attività di Sistema: Sysmon fornisce una visione granulare delle attività di sistema che può aiutare a rilevare comportamenti anomali e potenziali minacce. Wazuh può raccogliere questi dati e analizzarli per individuare eventi sospetti.
  3. Analisi e Correlazione degli Eventi: I dati raccolti da Sysmon possono essere inviati a Wazuh, che li utilizza per eseguire analisi di sicurezza e correlare eventi. Questo aiuta a identificare pattern di attacco e a rispondere rapidamente alle minacce.
  4. Rilevamento delle Minacce: Combinando le capacità di logging di Sysmon con le funzionalità di analisi e rilevamento di Wazuh, è possibile implementare un sistema di rilevamento delle minacce più robusto. Wazuh può generare alert basati sugli eventi di Sysmon per segnalare attività sospette.
  5. Comprehensive Forensic Analysis: In caso di incidenti di sicurezza, i log dettagliati forniti da Sysmon possono essere utilizzati per un’analisi forense approfondita, aiutando a comprendere come si è verificata una violazione e quali sono state le azioni intraprese dagli attaccanti.


Configurazione del Wazuh Manager


Il Wazuh Manager è il cuore del sistema di rilevazione delle minacce. Si occupa di raccogliere e analizzare i dati. Per iniziare, si deve scaricare il pacchetto di installazione dal sito ufficiale di Wazuh.

Dopo il download, eseguire lo script di installazione. Una volta completata l’installazione, configurare il file ossec.conf per definire le impostazioni del manager. In questo file, è possibile specificare i parametri di logging e le regole di sicurezza correttamente.

Infine, avviare il manager e verificare che sia operativo. Utilizzare il comando systemctl status wazuh-manager per assicurarsi che il servizio sia attivo e funzionante.

Distribuzione di Wazuh Agents sugli Hosts


Per monitorare efficacemente l’intera infrastruttura, è necessario installare Wazuh Agent su ogni host. Gli agenti raccolgono i dati di sicurezza e li inviano al Wazuh Manager per l’analisi.

Installare l’agente Wazuh su ogni host seguendo le istruzioni fornite nella guida ufficiale. Configurare ogni agente modificando il file ossec.conf per includere l’indirizzo IP del Wazuh Manager.

Avviare gli agenti utilizzando il comando systemctl start wazuh-agent e verificare che gli agenti comunichino correttamente con il manager. Controllare i log per eventuali errori di connessione o configurazione.

Personalizzazione delle Regole e degli Alerts con Wazuh


Personalizzare le regole e gli alert è fondamentale per adattare Wazuh alle esigenze specifiche dell’infrastruttura. Modificare il file ossec.conf per includere regole di logging avanzato e criteri di rilevazione delle minacce.

Aggiungere regole personalizzate o modificare quelle esistenti per rilevare specifici tipi di minacce. Configurare alert per notificare immediatamente qualsiasi attività sospetta, inviando notifiche via email o integrandosi con altri sistemi di allarme.

Usare l’interfaccia grafica di Wazuh per gestire e monitorare le regole e gli alert. Assicurarsi di testare tutte le regole e le notifiche per garantire che funzionino come previsto e migliorare la capacità di risposta alle minacce.

Integrazione con The Hive per l’Analisi Incidenti


L’integrazione con The Hive permette un’analisi efficiente degli incidenti di sicurezza tramite la gestione centralizzata degli alert e workflow ottimizzati. Configurare e utilizzare The Hive è fondamentale per un SOC, creando un processo di risposta agli incidenti organizzato e veloce.

Configurazione di The Hive


Configurare The Hive richiede l’installazione del software su un server dedicato. Il MiniPC da 100€ può ospitare The Hive se configurato correttamente. È necessario scaricare il pacchetto dal repository GitHub e seguire le istruzioni di installazione.

sudo apt-get update
sudo apt-get install thehive

Configurare il file application.conf per impostare i parametri di connessione e sicurezza. È importante usare un database come Cassandra o ElasticSearch per immagazzinare gli alert.

sudo systemctl start thehive

Gestione degli Alerts e Workflow


Gli alert sono gestiti tramite l’API REST di The Hive, che consente l’integrazione con altri strumenti di sicurezza come Wazuh. Gli incidenti vengono creati automaticamente quando un nuovo alert viene ricevuto.

Gli alert vengono categorizzati e assegnati a team specifici. Il workflow include la creazione di ticket, l’assegnazione delle priorità e il monitoraggio del progresso.

Esempio di workflow:


  1. Ricezione dell’alert: L’informazione arriva tramite l’API.
  2. Creazione di un caso: L’alert viene convertito in un caso.
  3. Assegnazione: Il caso viene assegnato a un analista.
  4. Indagine: L’analista raccoglie e analizza i dati.
  5. Risoluzione: Il problema viene risolto e il caso chiuso.

Utilizzare The Hive aiuta a mantenere ordine e a rispondere rapidamente agli incidenti, migliorando l’efficienza del SOC.

Uso di Cortex per l’Arricchimento delle Analisi


Cortex è uno strumento fondamentale per arricchire le analisi in un SOC. Permette di integrare dati di sicurezza automatici e semplificare le risposte agli incidenti.

Integrazione delle Funzionalità di Cortex


Cortex supporta l’integrazione di numerosi strumenti di sicurezza per migliorare l’analisi. Ad esempio, con l’integrazione di VirusTotal, acquisisce informazioni dettagliate su minacce conosciute, fornendo un contesto prezioso per gli analisti.

Cortex utilizza anche dati provenienti da molte fonti per creare un quadro completo degli eventi di sicurezza. Questi dati includono log di sistema, notifiche di antivirus e allarmi di DLP (Data Loss Prevention).

Gli analisti possono configurare Cortex per raccogliere specifici artefatti, come file sospetti o record di rete, automatizzando il processo di raccolta e analisi dei dati. Questa funzionalità permette al SOC di identificare rapidamente le minacce e determinare le azioni da intraprendere.


Prima di continuare facciamo delle prove tramite Atomic Red Canary ed il container dedicato , qui sotto Wazuh prima del test:

Invochiamo un test che corrisponde alla tecnica del MITRE T1003.008 : Credential Dumping . Proveremo quindi a dumpare /etc/shadow che contiene informazioni sulle password degli utenti del sistema. Ogni riga nel file rappresenta un account utente e ogni riga contiene nove campi separati da virgole.

Come si puó notare, sull interfaccia di Wazuh si sono manifestati gli eventi appena invocati cosi come su TheHive:

Fin qui tutto ok dunque, aggiungiamo uno strato di complessità ora al nostro laboratorio estendendone molto le capacità fino ad arrivare alla struttura base di una vero e proprio SOC.

Shuffle per l’Orchestrazione della Sicurezza


Shuffle consente di automatizzare e centralizzare le operazioni di sicurezza. Con l’integrazione di diversi strumenti, rende i processi di risposta agli incidenti più efficienti.

Creazione di Workflows di Sicurezza con Shuffle


Shuffle permette di creare workflow di sicurezza personalizzati. Gli utenti possono configurare azioni automatizzate che si attivano quando si verificano determinati eventi.

Ad esempio, quando un evento di sicurezza viene rilevato, Shuffle può avviare automaticamente un’analisi attraverso gli strumenti integrati, come Wazuh.

Questo miglioramento riduce il tempo di risposta e permette di affrontare le minacce in modo più rapido e preciso.

Usando una interfaccia drag-and-drop, anche chi non ha competenze avanzate può configurare workflow complessi, migliorando la gestione delle minacce e garantendo una risposta uniforme agli incidenti.

Interazione con altri Strumenti di Sicurezza

Quando Wazuh rileva un incidente, Shuffle può inviare automaticamente una notifica a The Hive per avvisare l’analista.

Inoltre, Shuffle supporta la multi-tenancy, consentendo di gestire più ambienti di sicurezza contemporaneamente. Questo è utile per le aziende che devono supervisionare numerosi sistemi e network.

L’integrazione con API esterne permette a Shuffle di comunicare con vari strumenti e piattaforme, migliorando l’efficacia complessiva delle operazioni di sicurezza.

Pianificazione delle Risorse e degli Utenti


La pianificazione delle risorse è cruciale per mantenere efficiente il SOC. Assegnare le risorse adeguate ai giusti processi aiuta a bilanciare il carico di lavoro e garantisce che tutte le aree di sicurezza siano coperte.

Definire chi ha accesso a quali risorse è altrettanto importante. Gli utenti con differenti gradi di permessi garantiscono che solo personale autorizzato possa accedere a informazioni sensibili. Gestire un SOC richiede una chiara struttura organizzativa, e documentare le procedure operative aiuterà i nuovi membri del team a comprendere rapidamente il loro ruolo.

Formare regolarmente il personale su nuove minacce e tecnologie emergenti mantiene l’intero team al passo con gli ambienti di sicurezza in continua evoluzione.

Automazione e Scripting per Efficienza Operativa


Automazione e scripting sono essenziali per migliorare l’efficienza operativa di un SOC. Questi strumenti rendono possibile gestire attività ripetitive e complesse con facilità, aumentando la velocità di risposta e riducendo possibili errori umani.

Utilizzo di Bash e Python per Automazione


Bash e Python sono scelte popolari per l’automazione. Bash è spesso utilizzato per task di sistema come la gestione dei file, backup e esecuzione di comandi in scripting. È semplice da usare e integrato in molte distribuzioni Linux, rendendo facile l’accesso a risorse di sistema.

Python, d’altra parte, è più potente e flessibile. Dispone di una vasta gamma di moduli Python per il networking, l’analisi dei dati e l’API interaction. Questo linguaggio permette di realizzare script più complessi, integrando facilmente strumenti come Wazuh e TheHive.

Un esempio pratico potrebbe essere l’automazione del processo di monitoraggio, dove uno script Python raccoglie log da Wazuh e li invia a TheHive per la classificazione e l’assegnazione dei casi.

inoltre con il supporto di ChatGPT il tutto diventa molto più rapido.

Per un SOC efficiente, personalizzare e integrare diversi strumenti diventa cruciale. Gli script di integrazione permettono il collegamento tra Wazuh, TheHive e altre piattaforme come Shuffle e Cortex.

Un script Bash potrebbe essere utilizzato per sincronizzare le regole di sicurezza tra Wazuh e altri strumenti di sicurezza. Ad esempio, uno script potrebbe estrarre dati dai log di Wazuh e prepararli per l’analisi con Cortex, migliorando così la tempestività e la precisione delle rilevazioni.

Python invece può essere utilizzato per creare script di integrazione più avanzati. Questi possono agire come bridge tra le API di diversi strumenti, facilitando la comunicazione e l’azione coordinata. Per esempio, uno script Python potrebbe estrarre allarmi da Wazuh e generare automaticamente ticket su TheHive, migliorando la gestione degli incidenti.

Implementare queste tecniche di automazione e scripting non solo ottimizza il flusso di lavoro, ma assicura anche una migliore protezione e gestione delle risorse aziendali.

Metodologie Purple Team per il Test di Penetrazione


Il Purple Team unisce il meglio delle capacità offensive del Red Team e delle capacità difensive del Blue Team. Questi team collaborano per migliorare la rilevazione delle minacce e la risposta alle vulnerabilità.

Durante un test di penetrazione, il team rosso simula attacchi contro i sistemi informatici. I risultati aiutano a identificare vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da aggressori reali.

Il Purple Team utilizza tecniche avanzate per analizzare e comprendere le vulnerabilità rilevate. Questa analisi consente al Blue Team di implementare misure di sicurezza più efficaci.

Ecco alcuni passaggi chiave:

  1. Pianificazione e Preparazione: Definiscono l’ambito del test e raccolgono informazioni sui sistemi da testare.
  2. Scansione di Vulnerabilità: Utilizzano strumenti automatizzati per individuare punti deboli nel sistema.
  3. Sfruttamento: Eseguono attacchi mirati per verificare se le vulnerabilità possono essere effettivamente sfruttate.
  4. Segnalazione: Documentano i risultati e li presentano al Blue Team.

Gli strumenti utilizzati includono Wazuh, The Hive, Shuffle e Cortex. Questi strumenti sono integrati in un Security Operations Center (SOC) domestico, fornendo una piattaforma completa per il monitoraggio e la gestione delle minacce. Naturalmente sono appunto strumenti, che una volta compresi gettano le basi per l`utilizzo di altre soluzioni se si vuole.

L’uso di un approccio Purple Team migliora la sicurezza aziendale, assicurando che le vulnerabilità vengano non solo rilevate, ma anche mitigate in modo efficace. Per maggiori dettagli, visitare Blue Team, Red Team e Purple Team e Che cos’è un Purple Team?.

Una volta controllato che tutti i componenti comunicano tra di loro, possiamo iniziare a simulare un attacco vero e proprio osservandone gli effetti sul nostro SOC casalingo. Nel prossimo articolo useremo Mimikatz a tale scopo.

L'articolo Costruiamo un SOC domestico con 100 Euro. Accendiamo Wazuh, The Hive, Shuffle – Terza Parte proviene da il blog della sicurezza informatica.


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Cosa ci fanno con i dati gli operatori Ransomware dopo un riscatto non pagato?
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Cosa ci fanno con i dati gli operatori Ransomware dopo un riscatto non pagato? Gli operatori di redhotcyber.com/post/il-ransom… non si limitano a chiedere riscatti per restituire l’accesso ai dati. Il loro obiettivo principale è massimizzare il profitto e, quando hanno i tuoi dati in mano, li possono


Cosa ci fanno con i dati gli operatori Ransomware dopo un riscatto non pagato?

Gli operatori di ransomware non si limitano a chiedere riscatti per restituire l’accesso ai dati. Il loro obiettivo principale è massimizzare il profitto e, quando hanno i tuoi dati in mano, li possono vendere ai migliori offerenti nelle underground del web.

Un esempio recente ha messo in luce che questi criminali possono pubblicare solo una parte dei dati rubati, mentre vendono quelli più sensibili.

Il crimine informatico è un’attività altamente redditizia e, per i cybercriminali, il bilancio non può mai andare in passivo. La vendita dei dati rubati è una delle strategie utilizzate per assicurare costanti flussi di cassa. Una volta che i dati sono stati sottratti, gli operatori di ransomware valutano il modo più redditizio di utilizzarli: possono pubblicarli totalmente o parzialmente per mettere pressione sulle vittime o venderli direttamente nel mercato nero digitale.

La Cybergang Meow


Un esempio emblematico di questa pratica è rappresentato dalla cybergang Meow, recentemente intercettata mentre vendeva dati all’interno del famigerato forum in lingua russa underground XSS. Questo gruppo criminale ha fatto parlare di sé per l’approccio sistematico e organizzato con cui gestisce il commercio di informazioni riservate.

Sul forum XSS, Meow ha pubblicato un messaggio che illustra chiaramente il loro modus operandi: “Benvenuti al mercato dei dati! Non facciamo cose a caso! Il nostro servizio è costantemente aggiornato e solo da noi puoi acquistare informazioni segrete da molte delle più grandi aziende del mondo, sui loro piani, progetti, clienti, conti bancari, previsioni, sviluppi, disegni e altre informazioni più recenti.”

Il Mercato dei Dati


Meow offre dati in forma anonima, esattamente come sono stati estratti dai server aziendali, senza alcuna modifica. Questo garantisce agli acquirenti informazioni autentiche e di prima mano. La loro offerta include una vasta gamma di dati: dai progetti aziendali riservati ai dettagli finanziari, fino alle previsioni di mercato e agli sviluppi tecnologici.

Per i partner, Meow vanta un database di clienti facoltosi con grandi portafogli, costruito in oltre un anno di attività. I loro server, dotati di oltre 500 TB di spazio di archiviazione, sono costantemente aggiornati con nuove informazioni e possono essere espansi ulteriormente entro 72 ore se necessario.

La Trasparenza del Crimine


Meow garantisce la massima trasparenza nelle operazioni, tutte condotte con la partecipazione diretta dei partner. Accettano qualsiasi formato di dati per la vendita, sia esso semplice data dalla rete aziendale o complessi database SQL. Pertanto si stanno organizzando per essere non solo una cybergang ransomware ma per essere anche un Hub di rivendita dati (come in passato abbiamo visto con Marketo).

In sintesi, gli operatori ransomware potrebbero ingaggiare specifici partner che curano la rivendita dei dati, per poter monetizzare le esfiltrazioni e quindi non pubblicare più in toto, all’interno dei loro DLS le informazioni delle aziende, ma sperare di guadagnarci qualcosa nel prossimo futuro.

Questi sviluppi evidenziano quanto sia cruciale per le organizzazioni non solo proteggere i propri dati, ma anche comprendere le dinamiche del mercato nero digitale. I dati sottratti possono essere utilizzati in modi che vanno ben oltre il semplice ricatto: la loro vendita può finanziare ulteriori attività criminali, aumentando il rischio per tutti.

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Seiko Had A Smartwatch In 1984
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Seiko Had A Smartwatch In 1984 You might think of the smartwatch era as beginning with Apple, relatively recently. Or, you might think back to those fancy Timex models with the datalink thing going on in the 1990s. Seiko can beat them all, though, with its UC-2000 smartwatch that debuted all the way back in 1984. namokimods.com/en-au/blogs/nam…


Seiko Had A Smartwatch In 1984

You might think of the smartwatch era as beginning with Apple, relatively recently. Or, you might think back to those fancy Timex models with the datalink thing going on in the 1990s. Seiko can beat them all, though, with its UC-2000 smartwatch that debuted all the way back in 1984.
The UC2200 was the bigger docking station of the two.
The UC-2000 very much looks cutting edge for its era, and absolutely ancient today. It featured a 4-bit CPU, 2 kilobytes of RAM, and 6 kilobytes of ROM. Display was via a simple 10×4 character LCD in a rectangular form factor, with four buttons along the bottom. Branded as a “personal information processor,” it was intended for use with the UC-2100 dock. This added a full physical QWERTY keyboard that interacted with the UC-2000 when the two were combined together. Alternatively, you could go for the UC-2200, which not only had a keyboard but also a thermal printer to boot. Oh, and ROM packs for Microsoft Basic, games, or an English-to-Japanese translator.

What could you do on this thing? Well, it had basic watch functions, so it told the time, acted as a stop watch, and an alarm, of course. But you could also use it to store two memos of up to 1000 characters each, schedule appointments, and do basic calculations.

The one thing this smartwatch was missing? Connectivity. It couldn’t get on the Internet, nor could it snatch data from the ether via radio or any other method. By today’s measures, it wouldn’t qualify as much of a smartwatch at all. Moreso a personal organizer that fit on the wrist. Still, for its day, this thing really was a whole computer that fit on your wrist.

Would you believe we’ve seen the UC-2000 before? In fact, we’ve even seen it hacked to play Tetris! Video of that wonderful feat after the break.

youtube.com/embed/BHnZNJsGcyE?…


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Remembering Seymour Cray
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Remembering Seymour Cray If you think of supercomputers, it is hard not to think of Seymour Cray. He built giant computers at Control Data Corporation and went on to build the famous Cray supercomputers. While those computers aren’t especially amazing today, for their time, they were modern marvels. [Asianometry] has a great history of Cray youtube.com/watch?v=SOQ6F7HMfS…, starting wit


Remembering Seymour Cray

If you think of supercomputers, it is hard not to think of Seymour Cray. He built giant computers at Control Data Corporation and went on to build the famous Cray supercomputers. While those computers aren’t especially amazing today, for their time, they were modern marvels. [Asianometry] has a great history of Cray, starting with his work at ERA, which would, of course, eventually produce the computer known as the Univac 1103.

ERA was bought up by Remington Rand, which eventually became Sperry Rand. Due to conflict, some of the ERA staff left to form Control Data Corporation, and Cray went with them. The new company decided to focus on computers to do simulations for things like nuclear test simulations.

To save money, the new company used out-of-spec transistors, pairing them so they’d work correctly. In 1960, the company delivered the CDC 1604, a million-dollar computer that ran at 200 kHz. It was the most powerful computer of its day. It was solid state with a 48-bit word. Core memory was 32K words (192 Kbytes). The company touted its “small size” (fits in a 20-foot by 20-foot room!).

Cray would eventually sour on CDC and founded Cray Research in 1972. Before long, though, Cray stepped down as CEO of Cray Research and founded the Cray Computer Corporation.

While early Cray designs were technically successful, growing technology allowed other companies to produce cheaper supercomputers. In addition, the need for supercomputers and how they were built was changing. Cray Computer Corporation went bankrupt in 1995. Cray Research continued without Cray at the helm, but attempts to access a broader market didn’t really work out.

Silicon Graphics bought Cray Research in 1996, selling some of it to Sun. That was the same year Seymour died in a traffic accident at age 71. By 2000, Cray Research was sold again to Tera Computer, which changed its name to Cray. However, they also had a rock road in the supercomputer market. They sold some assets to Intel in 2012 and in 2019 were bought by Hewlett Packard.

There is a lot of history in this video, and it would be amazing to see what Seymour Cray could have done with an unlimited budget and no business necessities.

Want to play with a Cray? Simulation is going to be easier than buying surplus. We’ve done our own biography of Mr. Cray, if you want some additional reading.

youtube.com/embed/SOQ6F7HMfSc?…


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DME with a Twist of LimeSDR
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DME with a Twist of LimeSDR Navigating aircraft today isn’t like the old days. No more arrows painted on a barn roof or rotating airway beacons. Now, there are a host of radio navigation aids. GPS, of course, is available. But planes often use VOR to determine a bearing to a known point and DME — distance measuring equipment — to measure the distance to that point. DME operates around 1000 MHz and


DME with a Twist of LimeSDR

Navigating aircraft today isn’t like the old days. No more arrows painted on a barn roof or rotating airway beacons. Now, there are a host of radio navigation aids. GPS, of course, is available. But planes often use VOR to determine a bearing to a known point and DME — distance measuring equipment — to measure the distance to that point. DME operates around 1000 MHz and is little more than a repeater. An airplane sends a pair of pulses, and times how long it takes for the DME to repeat them. [Daniel Estévez] has been monitoring these transmissions with a LimeSDR.

Like most repeaters, the DME transponders listen on one frequency and transmit on another. Those frequencies are 63 MHz apart. This poses a challenge for some types of SDRs which have limits on bandwidth.

The LimeSDR has two chains of onboard processing, but each is tied to its own ADC. No problem. Just split the antenna and feed the same signal to both ADCs. Problem solved. An LNA makes up for the splitter loss.

Once you have the signal, a GNU Radio setup can grab the data to do any final processing and recording. Analysis shows how DME sends 2,700 pulses per second no matter what. That’s because the transponder adjusts its squelch to make this true. When there isn’t much going on, the receiver will be squelched below the noise level and be very sensitive. However, if many aircraft are using the system, it will automatically adjust to only repeat the strongest pulses.

While this wasn’t trivial, it was much easier using modern SDR tools than it would have been when radios had to be built for specific purposes.

Want to see inside a real DME receiver? If you simulate the right pulses, you can convert a DME into a clock.


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Playing Rock, Paper Scissors With A Time of Flight Sensor
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Playing Rock, Paper Scissors With A Time of Flight Sensor You can do all kinds of wonderful things with cameras and image recognition. However, sometimes spatial data is useful, too. As [madmcu] demonstrates, you can use depth data from a time-of-flight sensor for gesture recognition, as seen in this instructables.com/How-to-Play-…


Playing Rock, Paper Scissors With A Time of Flight Sensor

You can do all kinds of wonderful things with cameras and image recognition. However, sometimes spatial data is useful, too. As [madmcu] demonstrates, you can use depth data from a time-of-flight sensor for gesture recognition, as seen in this rock-paper-scissors demo.

If you’re unfamiliar with time-of-flight sensors, they’re easy enough to understand. They measure distance by determining the time it takes photons to travel from one place to another. For example, by shooting out light from the sensor and measuring how long it takes to bounce back, the sensor can determine how far away an object is. Take an array of time-of-flight measurements, and you can get simple spatial data for further analysis.

The build uses an Arduino Uno R4 Minima, paired with a demo board for the VL53L5CX time-of-flight sensor. The software is developed using NanoEdge AI Studio. In a basic sense, the system uses a machine learning model to classify data captured by the time-of-flight sensor into gestures matching rock, paper, or scissors—or nothing, if no hand is present. If you don’t find [madmcu]’s tutorial enough, you can take a look at the original version from STMicroelectronics, too.

It takes some training, and it only works in the right lighting conditions, but this is a functional system that can determine real hand sign and play the game. We’ve seen similar techniques help more advanced robots cheat at this game before, too! What a time to be alive.


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Reflections on California’s Age-Appropriate Design Code in Advance of Oral Arguments
fpf.org/blog/reflections-on-ca…
@privacy
Co-authored with Isaiah Hinton, Policy Intern for the Youth and Education Team Project On Wednesday, July 17th, the U.S. 9th Circuit Court of Appeals will hear oral arguments for an appeal of the District Court’s preliminary injunction of the California Age-Appropriate Design Code Act

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New note by cybersecurity
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Il punto sui data breach sanitari edoardolimone.com/2024/07/16/i… Italia c’è un grande problema nel ripristino dei servizi sanitari a seguito di un incidente informatico e poco importa se tale incidente sia causato da fenomeni colposi o dolosi. […]L'articolo Il punto sui data breach sanitari proviene da Edoardo Limone.L'articolo viene ricondiviso sulla


Il punto sui data breach sanitari

In Italia c’è un grande problema nel ripristino dei servizi sanitari a seguito di un incidente informatico e poco importa se tale incidente sia causato da fenomeni colposi o dolosi. […]
L'articolo Il punto sui data breach sanitari proviene da Edoardo Limone.

L'articolo viene ricondiviso sulla comunità Lemmy @Informatica (Italy e non Italy 😁) e proviene dal blog


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CUDA, But Make It AMD
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CUDA, But Make It AMD Compute Unified Device Architecture, or CUDA, is a software platform for doing big parallel calculation tasks on NVIDIA GPUs. It’s been a big part of the push to use GPUs for general purpose computing, and in some ways, competitor AMD has thusly been left out in the cold. However, with more demand for GPU computation than ever, there’s been a breakthrough. SCALE from [Spectra


CUDA, But Make It AMD

Compute Unified Device Architecture, or CUDA, is a software platform for doing big parallel calculation tasks on NVIDIA GPUs. It’s been a big part of the push to use GPUs for general purpose computing, and in some ways, competitor AMD has thusly been left out in the cold. However, with more demand for GPU computation than ever, there’s been a breakthrough. SCALE from [Spectral Compute] will let you compile CUDA applications for AMD GPUs.

SCALE allows CUDA programs to run as-is on AMD GPUs, without modification. The SCALE compiler is also intended as a drop-in swap for nvcc, right down to the command line options. For maximum ease of use, it acts like you’ve installed the NVIDIA Cuda Toolkit, so you can build with cmake just like you would for a normal NVIDIA setup. Currently, Navi 21 and Navi 31 (RDNA 2.0 and RDNA 3.0) targets are supported, while a number of other GPUs are undergoing testing and development.

The basic aim is to allow developers to use AMD hardware without having to maintain an entirely separate codebase. It’s still a work in progress, but it’s a promising tool that could help break NVIDIA’s stranglehold on parts of the GPGPU market.


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Bolletta salata! Google e Microsoft consumano energia come 100 paesi assieme
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Bolletta salata! Google e Microsoft consumano energia come 100 paesi assieme I giganti della tecnologia Google e Microsoft hanno consumato ciascuno 24 TWh di elettricità nel 2023 , più del consumo energetico di oltre 100 paesi, secondo un nuovo studio.Un’analisi condotta da x.com/curious_founder/status/1… Michael Thomas e


Bolletta salata! Google e Microsoft consumano energia come 100 paesi assieme

I giganti della tecnologia Google e Microsoft hanno consumato ciascuno 24 TWh di elettricità nel 2023 , più del consumo energetico di oltre 100 paesi, secondo un nuovo studio.

Un’analisi condotta da Michael Thomas e pubblicata sul social network X mostra che entrambe le società consumano tanta energia quanto l’intero Paese dell’Azerbaigian, con un PIL di 78,7 miliardi di dollari. Allo stesso tempo, le entrate di Google nel 2023 sono state di 307,4 miliardi di dollari e quelle di Microsoft di 211,9 miliardi di dollari.

Ha anche fatto un confronto con altri paesi: Islanda, Ghana, Repubblica Dominicana e Tunisia hanno consumato ciascuno 19 TWh, la Giordania – 20 TWh. La Libia (25 TWh) e la Slovacchia (26 TWh).

Questo enorme consumo di elettricità da parte delle due società solleva serie preoccupazioni riguardo al loro impatto sull’ambiente. La maggior parte delle energie viene spesa per garantire il funzionamento dei data center che supportano i servizi cloud e la nuova generazione di intelligenza artificiale.

Tuttavia, il lato positivo è che con tali risorse e influenza, Google e Microsoft possono diventare leader nel campo dello sviluppo sostenibile e dell’adozione di tecnologie verdi.

Entrambe le società si sono già impegnate a diventare carbon neutral o addirittura carbon negative entro la fine del decennio. Stanno investendo attivamente nell’energia pulita e introducendo tecnologie di risparmio energetico.

Con una capitalizzazione di mercato rispettivamente di 2.294 trilioni di dollari e 3.372 trilioni di dollari, Google e Microsoft sono la seconda e la quarta azienda più preziosa al mondo. La portata delle loro operazioni, paragonabile a quella di un’intera nazione, sta attirando l’attenzione del pubblico mentre le economie globali continuano a lottare per prevenire e riparare i danni ambientali.

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Show Us Your Minimalist Games, and Win
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Show Us Your Minimalist Games, and Win Sometimes the tightest constraints inspire the highest creativity. The 2024 Tiny Games Challenge hackaday.io/contest/196871-tin… invites you to have the most fun with the most minimal setup. Whether that’s tiny size, tiny parts count, or tiny code, we want you to show us that big fun can come in small packages.The Tiny Games


Show Us Your Minimalist Games, and Win

Sometimes the tightest constraints inspire the highest creativity. The 2024 Tiny Games Challenge invites you to have the most fun with the most minimal setup. Whether that’s tiny size, tiny parts count, or tiny code, we want you to show us that big fun can come in small packages.

The Tiny Games Challenge starts now and runs through September 10th, with the top three entries receiving a $150 gift certificate courtesy of DigiKey.

We can’t tell you how much fun we’ve had playing Twang and a few derivatives thereof. It’s an amazing amount of fun to get out of just a springy door stopper, an accelerometer, and an LED strip. Pong is an evergreen game, and you might expect to see it implemented on an LED strip, but how about on ten LEDs? Or Snake on a 16×2 LCD? [Doug McInnes]’s Hunt the Lunpus runs on two seven-segment displays!

We’ve seen no end of small handheld game projects, ranging from the Arduboy to [Deshipu]’s outstanding PewPew series of devices. These projects have an incredible degree of finish, but that shouldn’t stop you from lashing up a quick pocket gaming platform out of whatever you have on hand.

Or maybe you want to have fun with the hardware? We’re absolutely interested in seeing the most innovative minimal controls you can come up with. Who knows, you might just invent the next Playdate!

No matter whether your game is small in scope, code size, build complexity, or form-factor, if you’ve got a Tiny Game, show us! Head over to Hackaday.io and create a project, use the pull-down menu on the left-hand side to enter, and you’re set. We’ll be judging on simplicity, fun, and the quality of your documentation, and the top three will get a $150 DigiKey shopping spree. Let the (tiny) games begin!

Honorable Mention Categories


  • One Dimensional: Everyone has an LED strip kicking around somewhere. Show us how we can put that to use to make an engaging game that plays only in one dimension.
  • The Classics: You know: Pong, Snake, Tetris, or maybe even Hunt the Wumpus. In this category, we’re looking for modern implementations of a classic tiny game of yesteryear.
  • The Controls: With some games, it’s the controls that make them fun. If your tiny game has innovative user interfaces, this is for you.
  • Pocket Arcade: You want to bring your games with you everywhere, right? This category is for DIY tiny games that you can carry around every day.
  • Fancy!: This category is for the polish, the fit-and-finish, and the shininess. If your game looks fantastic, it’s fancy.


2024 Tiny Games Challenge


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Massiccia Violazione dei Dati Disney: 1,1 TiB di Informazioni Compromesse
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Massiccia Violazione dei Dati Disney: 1,1 TiB di Informazioni Compromesse In un forum di hacking, un attore malevolo ha recentemente dichiarato di aver avuto accesso al sistema interno di Slack di Disney, compromettendo un’enorme quantità di dati pari a 1,1 TiB. Questa ingente quantità di informazioni include progetti non ancora rilasciati, immagini grezze,


Massiccia Violazione dei Dati Disney: 1,1 TiB di Informazioni Compromesse

In un forum di hacking, un attore malevolo ha recentemente dichiarato di aver avuto accesso al sistema interno di Slack di Disney, compromettendo un’enorme quantità di dati pari a 1,1 TiB. Questa ingente quantità di informazioni include progetti non ancora rilasciati, immagini grezze, codice sorgente, informazioni di accesso critiche, API interne, link a pagine web e messaggi e file provenienti da ben 10.000 canali.

La Portata della Violazione


L’hacker, identificato con il nome di NullBulge, ha pubblicato un post dettagliato nel quale descrive la natura e la portata del furto di dati. Secondo quanto riportato, sono stati resi pubblici non solo dati sensibili ma anche elementi di grande valore strategico per Disney, come progetti ancora in fase di sviluppo e codice sorgente utilizzato per applicazioni e piattaforme interne.

Contenuti Compromessi


Il contenuto rubato include:

  • Progetti Non Rilasciati: Documenti relativi a progetti futuri di Disney, che potrebbero includere film, serie TV, parchi a tema e altre iniziative aziendali.
  • Immagini Grezze: Fotografie e immagini non ancora editate o pubblicate, che potrebbero rivelare dettagli su prossime uscite o eventi.
  • Codice Sorgente: Elementi del codice utilizzato per sviluppare software e applicazioni interne, che potrebbero essere sfruttati per ulteriori attacchi o per compromettere la sicurezza dei sistemi.
  • Informazioni di Accesso Critiche: Dati come username e password che potrebbero permettere ulteriori accessi non autorizzati ai sistemi di Disney.
  • API Interne e Link a Pagine Web: Accessi a risorse interne e pagine web non pubbliche che potrebbero rivelare ulteriori dettagli sulle operazioni aziendali.


Nullbulge


NullBulge è un gruppo di hacker noto per diffondere malware e ransomware tramite estensioni malevole e mod di giochi. Questo gruppo è emerso di recente, con il dominio registrato solo poche settimane fa (il primo dominio potrebbe essere stato registrato il 02/06/2024), suggerendo che potrebbe essere una copertura per azioni di singoli individui piuttosto che un’organizzazione ben strutturata.

NullBulge ha guadagnato attenzione per aver diffuso codice malevolo all’interno di un’interfaccia popolare per il software di generazione di immagini AI, Stable Diffusion, utilizzando un’estensione su GitHub chiamata ComfyUI. Gli hacker sostengono di essere contrari all’arte generata dall’intelligenza artificiale, vedendola come una minaccia per l’industria creativa, e hanno utilizzato questa motivazione per giustificare le loro azioni.

La loro attività è stata segnalata su vari forum e piattaforme, dove hanno diffuso mod di giochi contenenti malware e hanno sfruttato vulnerabilità in altri software per diffondere ulteriormente il loro codice malevolo. Le autorità, inclusi l’FBI, sono state allertate riguardo alle loro attività, e diversi utenti hanno segnalato le loro pratiche a servizi di hosting e piattaforme di sicurezza per cercare di mitigarne l’impatto.

Ci sono state anche speculazioni sul fatto che NullBulge possa essere semplicemente un alias per singoli sviluppatori che cercano di coprire le proprie tracce, piuttosto che un gruppo organizzato di hacker. Le loro azioni finora includono il rilascio di malware in repository di codice pubblico e la compromissione di account per diffondere ulteriormente i loro payload malevoli.

Analisi del dominio di NullBulge


NullBulge si presenta come un collettivo di individui che credono nell’importanza di proteggere i diritti degli artisti e garantire un equo risarcimento per il loro lavoro.

Il gruppo si basa su convinzioni ben spiegate nella home page del loro sito, dove dichiarano di essere contrari all’arte generata dall’intelligenza artificiale, ritenendola dannosa per gli artisti. Si oppongono al furto di contenuti da piattaforme come Patreon e altre che supportano gli artisti e sostengono il concetto di modifiche a pagamento nei giochi (mod a pagamento), poiché consentono ai creatori di essere equamente compensati per il loro lavoro e impegno.

Sempre sul loro portale, dichiarano che la loro missione è attuare azioni per garantire un ecosistema equo per gli artisti, la protezione dei loro diritti e dei diritti delle loro opere d’arte.

Sul portale è presente anche una sezione “Support”, dedicata al sostegno della loro causa, nella quale è indicato un wallet Monero per effettuare donazioni. Questo può indicare che NullBulge si basi su finanziamenti esterni e che la loro tendenza futura possa essere una ricerca di supporto esterno, anche economico, per permettere guadagni e sviluppi software malevoli più avanzati.

Le loro violazioni le mettono a disposizione direttamente sul loro portale web in un pagina dedicata, ad oggi risultano 7 violazioni.

Per quanto riguarda la violazione Disney, analizzando il dominio, possiamo notare che già più di un mese fa, intorno alla data del 3 giugno, sul loro portale si parlava della violazione avvenuta all’azienda presa in esame oggi.

L’Impatto sui Canali di Comunicazione


Oltre ai dati sopra elencati, l’hacker ha avuto accesso a messaggi e file provenienti da circa 10.000 canali di comunicazione interna su Slack. Questo implica la compromissione di comunicazioni riservate tra dipendenti, discussioni su progetti in corso e possibili informazioni sensibili relative alle strategie aziendali.

Conseguenze e Rischi


La violazione di dati di questa portata rappresenta un rischio significativo per Disney, non solo in termini di perdita di proprietà intellettuale e dati sensibili, ma anche per la potenziale esposizione di informazioni che potrebbero essere utilizzate per ulteriori attacchi o attività malevole. La pubblicazione di questi dati su forum accessibili al pubblico espone Disney a gravi rischi di reputazione, possibili azioni legali e danni economici.

Veridicità della Violazione


Al momento, non possiamo confermare con precisione la veridicità della violazione, poiché l’organizzazione non ha ancora rilasciato alcun comunicato stampa ufficiale sul proprio sito web riguardo l’incidente. Pertanto, questo articolo dovrebbe essere considerato come una ‘fonte di intelligence’. È possibile che ulteriori conferme o smentite arrivino nei prossimi giorni, man mano che Disney condurrà le proprie indagini interne e comunicherà i risultati.

Misure di Sicurezza e Risposta


In risposta a questa presunta violazione, è probabile che Disney stia adottando misure di sicurezza straordinarie per limitare l’accesso non autorizzato, identificare e correggere le vulnerabilità sfruttate dall’hacker e mitigare il potenziale impatto sui propri sistemi e dati. Sarà fondamentale per l’azienda implementare nuove misure di sicurezza, rafforzare le proprie difese informatiche e migliorare la formazione dei dipendenti sulla sicurezza informatica.

Conclusione


La compromissione di 1,1 TiB di dati interni di Disney rappresenta un esempio allarmante di quanto possano essere devastanti le conseguenze di una violazione della sicurezza informatica. Le aziende devono mantenere un livello elevato di vigilanza e adottare misure preventive efficaci per proteggere i propri dati e le proprie operazioni da simili minacce. Tuttavia, fino a conferma ufficiale, queste informazioni dovrebbero essere trattate con cautela come una possibile indicazione di rischio.

Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti sulla vicenda. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con uno specifico articolo dando risalto alla questione.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.

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Creato un Ratto Virtuale con Cervello AI: La Nuova Frontiera della Neuroscienza!
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Creato un Ratto Virtuale con Cervello AI: La Nuova Frontiera della Neuroscienza! Gli scienziati dell’Università di Harvard, insieme al laboratorio di intelligenza artificiale redhotcyber.com/post/che-cose-… DeepMind di Google, hanno sviluppato un modello di ratto virtuale con


Creato un Ratto Virtuale con Cervello AI: La Nuova Frontiera della Neuroscienza!

Gli scienziati dell’Università di Harvard, insieme al laboratorio di intelligenza artificiale DeepMind di Google, hanno sviluppato un modello di ratto virtuale con un cervello artificiale in grado di imitare movimenti simili a quelli naturali. Il modello è stato creato per comprendere meglio come il cervello controlla il movimento.

La robotica moderna, nonostante tutte le sue conquiste, non è ancora in grado di riprodurre i movimenti naturali di animali e persone. Diego Aldaondo, studente laureato di Harvard e partecipante al progetto, ha notato che i problemi principali riguardano sia gli aspetti hardware che quelli software.

Problemi hardware e software


Aldaondo ha spiegato: “Dal punto di vista hardware, i ricercatori hanno incontrato sfide nella creazione di robot che abbiano la flessibilità, la forza e l’efficienza energetica dei corpi degli animali”. Dal punto di vista software, gli ostacoli principali sono lo sviluppo di simulazioni fisiche efficaci e algoritmi di apprendimento automatico per addestrare controllori che imitano i movimenti umani.

Esiste anche un problema noto come divario simulazione-realtà, causato dalle differenze tra le simulazioni fisiche e il mondo reale. Ciò rende difficile trasferire i controllori addestrati nella simulazione ai robot reali.

Creazione di un modello di ratto virtuale


Insieme al professor Bence Olwiecki del Dipartimento di biologia organica ed evoluzionistica, nonché ad altri scienziati di Harvard e Google DeepMind, Aldaondo ha sviluppato un modello digitale di ratto biomeccanicamente realistico.

I ricercatori hanno collaborato con Google DeepMind poiché la piattaforma ha sviluppato strumenti per l’addestramento di reti neurali artificiali (ANN) in grado di controllare modelli animali biomeccanici nei simulatori di fisica.

Il team ha utilizzato MuJoCo, un simulatore fisico che simula la gravità e altre forze fisiche, e ha sviluppato un’altra piattaforma, Motor IMItation and Control (MIMIC), per addestrare una ANN a comportarsi come un ratto. Per addestrare l’ANN sono stati utilizzati dati ad alta risoluzione registrati da ratti reali.

Importanza per le neuroscienze


Aldaondo ha osservato: “Questo è importante per le neuroscienze perché consente lo sviluppo di modelli computazionali che riproducono i movimenti degli animali nelle simulazioni fisiche e prevedono il modello di attività neurale che ci si aspetterebbe dal cervello reale”.

Utilizzando l’ANN, i ricercatori sono stati in grado di creare modelli dinamici inversi che gli scienziati ritengono che il nostro cervello utilizzi per controllare i movimenti del corpo e raggiungere lo stato desiderato.

Aldaondo ha spiegato: “In termini più corporei, possiamo pensare al modello inverso come alla creazione delle attivazioni muscolari necessarie per raggiungere la postura desiderata, tenendo conto della fisica del corpo. Questo concetto è utile per le neuroscienze motorie perché la coordinazione motoria implica imparare a tenere conto delle proprietà fisiche del corpo attraverso l’esperienza con il mondo.”

Precisione del modello


I dati provenienti da ratti reali hanno aiutato il modello virtuale ad apprendere le forze necessarie per ottenere il movimento desiderato, anche se non era stato specificamente addestrato su di esse. Quando l’attività neurale è stata misurata sia nei ratti reali che in un modello virtuale, i ricercatori hanno scoperto che il modello virtuale prevedeva accuratamente l’attività neurale dei ratti reali.

Ciò apre una nuova frontiera della neuroscienza virtuale, dove gli animali creati artificialmente possono essere utilizzati per studiare i circuiti neurali e i loro disturbi nelle malattie. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature .

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Attacco ransomware a Synnovis: caos nei servizi di laboratorio del NHS di Londra
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Attacco ransomware a Synnovis: caos nei servizi di laboratorio del NHS di Londra Il redhotcyber.com/post/il-ransom… ha attaccato un fornitore di servizi di laboratorio e diagnostici (che si occupa di esami del sangue per trasfusioni), Synnovis. L’incidente ha influenzato le operazioni in diversi


Attacco ransomware a Synnovis: caos nei servizi di laboratorio del NHS di Londra

Il ransomware ha attaccato un fornitore di servizi di laboratorio e diagnostici (che si occupa di esami del sangue per trasfusioni), Synnovis. L’incidente ha influenzato le operazioni in diversi importanti ospedali del Servizio sanitario nazionale (NHS) di Londra, che sono stati costretti a operare in condizioni di emergenza e hanno classificato l’incidente come critico.

In seguito all’attacco del 3 giugno, Synnovis ha affermato in lettere interne inviate agli operatori sanitari partner che “l’incidente critico in corso” stava avendo un “grande impatto” sui servizi sanitari nel sud-est di Londra.

“Il nostro partner di ricerca di laboratorio, Synnovis, ha subito un grave incidente informatico ancora in corso, il che significa che al momento non siamo connessi ai server IT di Synnovis”, ha affermato il professor Ian Abbs, capo del NHS Foundation Trust di Guy e St Thomas. “Ciò ha un impatto significativo sulla fornitura dei servizi e colpisce in particolare le trasfusioni di sangue. Alcuni appuntamenti sono già stati cancellati o i pazienti sono stati rapidamente dirottati verso altri fornitori poiché diamo priorità al lavoro clinico che possiamo continuare a svolgere in sicurezza”.

A loro volta, i rappresentanti del servizio sanitario nazionale sottolineano che le cure di emergenza sono ancora disponibili come al solito.

“Stiamo compiendo sforzi urgenti per comprendere appieno l’impatto dell’incidente, con l’assistenza del Centro nazionale per la sicurezza informatica del governo e del nostro team di operazioni informatiche”, ha affermato il Servizio sanitario nazionale.

Synnovis ha ora rilasciato una dichiarazione ufficiale sull’incidente, in cui il CEO di Synnovis Mark Dollar ha confermato che l’organizzazione ha subito “un attacco ransomware”.

Dollar ha affermato che i problemi hanno colpito principalmente i pazienti che utilizzano i servizi del NHS Foundation Trust di Guy e St Thomas e del King’s College Hospitals NHS Trust, nonché dei servizi di medicina generale a Bexley, Greenwich, Louisham, Bromley, Southwark e Lambeth.

“In Synnovis prendiamo molto sul serio la sicurezza informatica e investiamo molto per garantire che i nostri sistemi IT siano quanto più sicuri possibile. Questo ci ricorda chiaramente che un attacco come questo può capitare a chiunque, in qualsiasi momento. E, stranamente, le persone dietro a tutto ciò non pensano a chi le loro azioni potrebbero influenzare”, conclude Dollar.

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Giving People an Owl-like Visual Field via VR Feels Surprisingly Natural
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Giving People an Owl-like Visual Field via VR Feels Surprisingly Natural We love hearing about a good experiment, and here’s a pretty neat one: researchers used a VR headset, an off-the-shelf VR360 camera, and some custom software to glue them together. The result? Owl-Vision dl.acm.org/doi/10.1145/3652920… squashes a full 360° of un-distorted


Giving People an Owl-like Visual Field via VR Feels Surprisingly Natural

We love hearing about a good experiment, and here’s a pretty neat one: researchers used a VR headset, an off-the-shelf VR360 camera, and some custom software to glue them together. The result? Owl-Vision squashes a full 360° of un-distorted horizontal visual perception into 90° of neck travel to either side. One can see all around oneself, without needing to physically turn one’s head any further than is natural.

It’s still a work in progress, and accessing the paper currently doesn’t have a free option, but the demonstration video at that link (also embedded below) gives a solid overview of what’s going on.

The user wears a VR headset with a 360° camera perched on their head. This camera has a fisheye lens on the front and back, and stitches the inputs together to make a 360° panorama. The headset shows the user a segment of this panorama as a normal camera view, but the twist is that the effect from turning one’s head is amplified.

Turning one’s head 45 degrees to the left displays as though one’s head turned 90 degrees, and turning 90 degrees (i.e. looking straight left) displays the view directly behind. One therefore compresses an entire 360 degrees of horizontal visual awareness into the normal 180 degree range of neck motion for a person, without having to resort to visual distortions like squashing the video.

In a way this calls to mind the experiments of American psychologist George Stratton, whose fascinating work in visual perception involved wearing special eyeglasses that inverted or mirrored his sight. After a few days, he was able to function normally. Owl-Vision seems very much along those lines, albeit much less intensive. It’s apparently quite intuitive to use, with wearers needing very little time to become accustomed. Messing with perception via VR has gone the other way, too. Adding lag to real life is remarkably debilitating for interactive tasks.

The short video demo for Owl-Vision also includes a driving simulator demo in which the driver shows off the ability to look directly behind themselves with ease.

hackaday.com/wp-content/upload…

[Video: Owl-Vision: Augmentation of Visual Field by Virtual Amplification of Head Rotation, Augmented Humans International Conference 2024]


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Hai bisogno di una identità falsa? I Truffatori Professionisti usano Fotodropy Store!
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Hai bisogno di una identità falsa? I Truffatori Professionisti usano Fotodropy Store! È apparso online un nuovo strumento che consente ai truffatori di aggirare i sistemi di verifica dell’identità sugli scambi di criptovaluta e altri servizi online. Il servizio sotterraneo Fotodropy Store, che offre set di fotografie e video di persone reali da


Hai bisogno di una identità falsa? I Truffatori Professionisti usano Fotodropy Store!

È apparso online un nuovo strumento che consente ai truffatori di aggirare i sistemi di verifica dell’identità sugli scambi di criptovaluta e altri servizi online. Il servizio sotterraneo Fotodropy Store, che offre set di fotografie e video di persone reali da utilizzare in programmi fraudolenti, è stato scoperto per caso dai giornalisti.

Il servizio, lanciato nel 2021, offre centinaia di set di immagini di persone di età, sesso e nazionalità diverse. Per una quantità relativamente piccola di criptovaluta (circa 30 dollari), puoi acquistare un set di 80 foto e 4 video di una persona.

Nel video, le persone eseguono le azioni standard richieste durante la verifica: sbattono le palpebre, girano la testa, guardano in direzioni diverse. Nelle fotografie tengono in mano fogli di carta bianchi di varie dimensioni, laptop vuoti o smartphone con lo schermo bianco. Ciò consente ai truffatori di aggiungere qualsiasi informazione utilizzando Photoshop.

I video inclusi nel set attirano un’attenzione particolare. In uno di essi, un uomo si trova di fronte a uno sfondo bianco ed esegue una serie di movimenti della testa: sbatte le palpebre lentamente, guarda in alto, quindi gira la testa in senso orario – a destra, in basso, a sinistra e di nuovo in alto, dopodiché ripete il movimento nella direzione opposta. In un altro video, guarda semplicemente a sinistra, a destra e al centro mentre la musica suona in sottofondo.

Oltre ai kit già pronti, il servizio offre la produzione di kit individuali su ordinazione. Il sito Web contiene recensioni di clienti soddisfatti che elogiano la qualità dei servizi.

Una caratteristica interessante del servizio è il sistema di etichettatura dei kit. Un segno di spunta verde su un’inserzione significa che il set è stato venduto meno di cinque volte. Questo è importante per i truffatori, perché meno spesso viene utilizzata un’identità falsa, meno desta sospetti tra i servizi online.

Secondo David Maimon, uno specialista della società SentiLink, i criminali spesso pagano piccole somme (da 5 a 20 dollari) per scattare foto e video, ad esempio in paesi come la Serbia. Questi materiali vengono poi venduti sul mercato nero. Maimon osserva che, sebbene non abbia riscontrato questo particolare servizio, tali schemi sono diffusi nell’ambiente criminale.

Secondo i ricercatori, questi servizi spesso offrono non solo foto e video, ma anche documenti d’identità falsi. Ciò consente ai truffatori di creare profili fittizi a tutti gli effetti per la registrazione su varie piattaforme online, compresi gli scambi di criptovaluta.

Di particolare preoccupazione è che le persone le cui immagini vengono utilizzate in questi kit potrebbero non essere nemmeno consapevoli del fatto che i loro volti vengono utilizzati in schemi fraudolenti. Potrebbero aver semplicemente accettato di farsi filmare per una piccola somma, senza rendersi conto delle conseguenze delle loro azioni.

In effetti, chi frequenta le underground, si ricorderà dei servizi quali Documentor o Marketo, che vendevano immagini e foto trafugate per farle utilizzare ad altri criminali informatici in frodi di varia specie. Qua ci troviamo di fronte ad un livello superiore. Un vero “Amazon” delle immagini rubate click and pay, semplice e utilizzabile da qualsiasi criminale informatico.

Lato nostro, possiamo solo che aumentare la consapevolezza a questi nuovi rischi che si stanno diffondendo sempre di più.

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Smart Ball Technology Has Reached Football, But The Euros Show Us It’s Not Necessarily For The Better
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Smart Ball Technology Has Reached Football, But The Euros Show Us It’s Not Necessarily For The Better hackaday.com/wp-content/upload… brought smart balls to Euro 2024, for better or worse. Credit: AdidasThe good old fashioned game of football used to be a simple affair. Two teams of eleven, plus


Smart Ball Technology Has Reached Football, But The Euros Show Us It’s Not Necessarily For The Better


Adidas brought smart balls to Euro 2024, for better or worse. Credit: Adidas
The good old fashioned game of football used to be a simple affair. Two teams of eleven, plus a few subs, who were all wrangled by a referee and a couple of helpful linesmen. Long ago, these disparate groups lived together in harmony. Then, everything changed when VAR attacked.

Suddenly, technology was being used to adjudicate all kinds of decisions, and fans were cheering or in uproar depending on how the hammer fell. That’s only become more prevalent in recent times, with smart balls the latest controversial addition to the world game. With their starring role in the Euro 2024 championship more than evident, let’s take a look at what’s going on with this new generation of intelligent footballs.

The Balls Are Connected

Adidas supports the sensor package in the very center of the ball. Credit: Adidas
Adidas has been a pioneer of so-called “connected ball” technology. This involves fitting match balls with motion sensors which can track the motion of the ball in space. The aim is to be able to track the instant of player contact with the ball, for investigating matters like calls of handball and offside. The German country first debuted the technology at the 2022 World Cup, and it showed up at the 2023 Women’s World Cup and the UEFA Euro 2024 championship, too.

According to Adidas, an inertial measurement unit is suspended in the middle of the ball. This is done with a delicate structure that holds the IMU stably in place without impacting the performance of the ball from the player’s perspective. Powering the TDK ICM-20649 IMU is a small battery that can be recharged using an induction system. The IMU runs at a rate of 500 Hz, allowing hits to the ball to be measured down to tiny fractions of a second. The ball also features a DW1000 ultra-wideband radio system for position tracking, developed by Kinexion.
Connected balls allow the collection of statistics down to a very granular level, as seen here in the 2023 Women’s World Cup. Credit: Adidas
No more must match officials rely on their own perception, or even blurry video frames, to determine if a player touched the ball. Now, they can get a graphical readout showing acceleration spikes when a players foot, hand, or other body part impinges on the motion of the ball. This can then be used by the on-field referee and the video assistant referee to determine the right call more accurately. The idea is that this data removes a lot of the confusion from the refereeing process, giving officials exacting data on when a player may have touched the ball and when. No more wondering if this ball came close, or if that ball ricocheted based on a rough camera angle. What really happened is now being measured, and the data is all there for the officials to see, clear as day. What could be better, right?

Case In Point

A review of the incident showed the ball had grazed Andersen’s fingers, leading to a penalty declared for handball. via Optus Sport, YouTube
The UEFA Euro 2024 championship was the latest battleground to showcase this technology. As the national teams of Europe went in to play critical matches, players and fans alike knew that this technology would be on hand to ensure the fairest playing field yet. You might think that it would leave everyone feeling happier about how their favored team got treated, but as always, humans don’t react so predictably when emotions are hot and national pride is on the line.

The match between Germany and Denmark was the perfect example of how technology could sway a game, one way or the other. The Video Assistant Referee killed Denmark’s first goal with a ruling from the Semi-Automated Offside Technology system, and the ball technology would soon curse the Danes, too. As Germany’s David Raum crossed the ball, it ever so slightly clipped the hand of Danish player Joachim Andersen. In the past, this might have gone unnoticed, or at the least unpunished. But in today’s high-tech world, there was data to reveal the crime in explicit detail.

youtube.com/embed/M8-gaQHvKvQ?…

As the video replays showed the footage, we were treated to a graph indicating the spike picked up by the ball’s sensors just as it clipped Andersen’s hand in the video. The referee thus granted a penalty for the handball, which has duly slotted home by German striker Kai Havertz. Germany would go on to win the match 2-0, with midfielder Jamal Musiala scoring the follow-up.

The incident inflamed fans and pundits alike, with the aftermath particularly fiery on ITV. “If he didn’t pay that, if he did pay that, we’d be saying, okay, he saw it that way,” said football manager Ange Postecoglou, noting that the technology was creating frustration in a way that traditional referring decisions did not. Meanwhile, others noted that the technology is, to a degree, now in charge. “[Referee] Michael Oliver cannot go to that monitor and say I refuse to take that recommendation,” said VAR pundit Christina Unkel. “This has been issued by FIFA as what he needs to take for consistency across the world.”

Fundamentally, smart ball technology is not so different from other video assist technologies currently being used in football. These tools are flooding in thick and fast for good reason. They are being introduced to reduce variability in refereeing decisions, and ultimately, to supposedly improve the quality of the sport.

Sadly, though, smart balls seem to be generating much the same frustration as VAR has done so in the past. It seems when a referee is solely at fault for a decision, the fans can let it go. However, when a smart ball or a video referee disallows a goal because of a matter of some inches or millimeters, there’s an uproar so predictable that you can set your watch to it.

Given the huge investment and the institutional backing, don’t expect these technologies to go away any time soon. Similarly, expect fan outrage to blossom most every time they are they used. For now, smart balls and VAR have the backing they need to stay on, so you’d best get used to them for now.


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EU Commission looks to study DMA interoperability, with an eye to extending requirements to social media
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EU Commission looks to study DMA interoperability, with an eye to extending requirements to social mediaThe European Commission aims to study interoperability provisions in the EU's digital competition regulation, the Digital Markets Act (DMA), according to a published tender.euractiv.com/section/data-priv…


EU Commission looks to study DMA interoperability, with an eye to extending requirements to social media


The European Commission aims to study interoperability provisions in the EU's digital competition regulation, the Digital Markets Act (DMA), according to a published tender.


euractiv.com/section/data-priv…


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EU Commission looks to study DMA interoperability, with an eye to extending requirements to social media
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The European Commission aims to study interoperability provisions in the EU's digital competition regulation, the Digital Markets Act (DMA), according to a published tender.

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New note by cybersecurity
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Kaspersky Lab chiude le sedi negli Stati Uniti dopo il ban. Licenziamenti per 50 dipendenti key4biz.it/kaspersky-lab-chiud… Lab, azienda di cybersicurezza russa, inizierà a chiudere le sue attività negli Stati Uniti dal 20 luglio dopo che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, lo scorso giu


Kaspersky Lab chiude le sedi negli Stati Uniti dopo il ban. Licenziamenti per 50 dipendenti

Kaspersky Lab, azienda di cybersicurezza russa, inizierà a chiudere le sue attività negli Stati Uniti dal 20 luglio dopo che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, lo scorso giugno, aveva annunciato il ban in tutto il Paese per ragioni di


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Darkweb: In Vendita l’Accesso alla Rete Interna di una Azienda di Cybersecurity
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Darkweb: In Vendita l’Accesso alla Rete Interna di una Azienda di Cybersecurity Il mondo della cybersecurity è costantemente sotto assedio da parte di attori malintenzionati che cercano di sfruttare vulnerabilità redhotcyber.com/post/vulnerabi… per ottenere accessi non


Darkweb: In Vendita l’Accesso alla Rete Interna di una Azienda di Cybersecurity

Il mondo della cybersecurity è costantemente sotto assedio da parte di attori malintenzionati che cercano di sfruttare vulnerabilità per ottenere accessi non autorizzati a sistemi sensibili.

Recentemente, un Initial Access Broker (IAB) ha pubblicato un annuncio preoccupante su un forum noto per la vendita di dati e accessi compromessi. Sta vendendo l’accesso alla rete interna di una società di cybersecurity europea.

Dettagli dell’annuncio


L’annuncio, comparso su BreachForum, è stato postato da un utente con il nome “Biatch” il 13 luglio 2024. Nel messaggio, l’utente dichiara di possedere l’accesso alla rete interna di una società di cybersecurity non identificata con sede in Europa. Secondo quanto riportato, la rete compromessa comprende più di 100 computer collegati e il valore dell’accesso è stimato in 15,6 milioni di dollari.

Accesso mantenuto per mesi


Una delle affermazioni più preoccupanti dell’annuncio è che l’accesso alla rete è stato mantenuto per mesi senza alcun problema o interruzione. Questo implica una potenziale falla di sicurezza di lunga durata all’interno della società colpita, che potrebbe aver esposto dati sensibili e compromesso la sicurezza delle operazioni aziendali.

Richiesta di contatto


Per ulteriori informazioni, l’utente ha invitato gli interessati a contattarlo tramite un canale di comunicazione crittografato (qtox), indicando un lungo codice di contatto. Questo tipo di comunicazione è tipica negli ambienti underground per mantenere l’anonimato e la sicurezza delle interazioni tra venditori e acquirenti.

Reazioni e Implicazioni


Le implicazioni di un accesso non autorizzato così esteso sono molteplici. In primo luogo, la fiducia dei clienti della società di cybersecurity potrebbe essere gravemente compromessa. Inoltre, se l’accesso viene venduto a gruppi criminali o a stati-nazione, potrebbe essere utilizzato per attacchi ulteriormente sofisticati o per lo spionaggio industriale.

Un utente del forum, “theprophet”, ha chiesto ulteriori dettagli riguardo il paese di origine della società di cybersecurity, dimostrando un interesse significativo nella specifica geo-localizzazione dell’azienda colpita.

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Muri Digitali: Kaspersy Lab Chiude gli Uffici negli Stati Uniti D’America!
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Muri Digitali: Kaspersy Lab Chiude gli Uffici negli Stati Uniti D’America! Ne avevamo parlato qualche settimana fa con un articolo “Il mondo ha https://www.redhotcyber.com/post/il-mondo-ha-bisogno-di-nuovi-muri-come-la-sicurezza-nazionale-sta-cambiando-il-paesaggio-tecnologico-globale/“,


Muri Digitali: Kaspersy Lab Chiude gli Uffici negli Stati Uniti D’America!

Ne avevamo parlato qualche settimana fa con un articolo “Il mondo ha bisogno di nuovi muri“, di Massimiliano Brolli, il quale portava all’attenzione questo fenomeno di “isolamento tecnologico” del mondo che comporterà gravissime conseguenze a lungo termine.

Il fornitore russo di antivirus e società di sicurezza informatica Kaspersky Lab ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal mercato americano. L’azienda ha confermato ai media che la sede principale negli Stati Uniti chiuderà nel prossimo futuro e tutti i dipendenti che vi lavoravano verranno licenziati.

Kaspersky Lab non dice esattamente quante persone verranno licenziate. I rappresentanti hanno spiegato che la chiusura riguarderà “meno di 50 dipendenti negli Stati Uniti”. I dipendenti licenziati hanno dichiarato ai media di aver già ricevuto l’indennità di fine rapporto. Le sue dimensioni e i dettagli dei pagamenti sono tenuti segreti.

A partire dal 20 luglio 2024, Kaspersky Lab ridurrà gradualmente le proprie operazioni negli Stati Uniti ed eliminerà le posizioni negli Stati Uniti. La decisione e il processo sono coerenti con la decisione finale del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti che vieta la vendita e la distribuzione dei prodotti Kaspersky Lab negli Stati Uniti. La Società ha esaminato e valutato attentamente l’impatto dei requisiti legali statunitensi e ha preso questa triste e difficile decisione poiché le opportunità commerciali nel Paese non sono più praticabili.

L’azienda sta lasciando il mercato americano dopo che la vendita dei suoi antivirus e altri software è stata vietata negli Stati Uniti. Sul sito americano di Kaspersky Lab sono già state bloccate le vendite di tutti i prodotti. Kaspersky Lab non potrà continuare a supportare e distribuire aggiornamenti per il software già acquistato negli Stati Uniti.

Per riferimento, il 20 giugno 2024, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha introdotto restrizioni all’esportazione di Kaspersky Lab al fine di vietare completamente alle aziende private negli Stati Uniti di utilizzare software russo.

Il 29 settembre 2024 entrerà in vigore il divieto totale di utilizzo di software all’interno del Paese. Il giorno successivo, 21 giugno 2024, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha introdotto sanzioni di blocco totali contro 12 top manager di Kaspersky Lab. Le restrizioni includono il congelamento dei beni di individui, aziende e loro affiliate e l’introduzione del divieto totale per i cittadini e le aziende statunitensi di fare affari con loro.

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L’FBI Sblocca il Telefono del Sospettato dell’Attentato a Trump. Cosa Hanno Scoperto?
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L’FBI Sblocca il Telefono del Sospettato dell’Attentato a Trump. Cosa Hanno Scoperto? Lunedì l’FBI ha annunciato di aver avuto accesso al telefono di Thomas Matthew Crooks, sospettato dell’attentato all’ex presidente Donald Trump. Nell’ambito delle indagini in corso, l’agenzia sta cercando di determinare il movente del crimine.All’inizio del 14


L’FBI Sblocca il Telefono del Sospettato dell’Attentato a Trump. Cosa Hanno Scoperto?

Lunedì l’FBI ha annunciato di aver avuto accesso al telefono di Thomas Matthew Crooks, sospettato dell’attentato all’ex presidente Donald Trump. Nell’ambito delle indagini in corso, l’agenzia sta cercando di determinare il movente del crimine.

All’inizio del 14 luglio, il New York Times ha riferito che gli agenti in Pennsylvania, dove è avvenuto l’incidente, non sono stati in grado di aggirare la password del cellulare di Crooks. Il dispositivo fu inviato al laboratorio dell’FBI a Quantico, dove i lavori continuarono.

L’indagine sulla sparatoria di sabato, classificata come tentato omicidio e potenziale atto di terrorismo interno, è nelle fasi iniziali. I tecnici sono riusciti ad avere accesso al telefono di Crooks e stanno continuando ad analizzare i suoi dispositivi elettronici. Sono state inoltre concluse le perquisizioni dell’abitazione e dell’autoveicolo.

L’FBI ha riferito di aver condotto quasi 100 interviste con funzionari delle forze dell’ordine, partecipanti ad eventi e testimoni. Domenica, durante una conferenza stampa, i rappresentanti dell’ufficio di presidenza hanno sottolineato di non essere ancora riusciti a determinare le motivazioni ideologiche o a trovare prove per spiegare l’azione dell’assassino.

Secondo quanto riferito, il fucile AR-556 utilizzato è stato acquistato legalmente dal padre del sospettato. I funzionari hanno notato che non c’erano segni di malattia mentale in Crooks. Un’analisi preliminare delle sue ultime chiamate e dei suoi SMS non ha risposto alle domande sul suo movente e non ha rivelato se il colpevole abbia agito da solo o se qualcuno potesse essere a conoscenza in anticipo dei suoi piani.

Ricordiamo che durante una manifestazione a Butler, in Pennsylvania, uno dei proiettili ha sfiorato l’orecchio destro di Trump. A seguito della sparatoria, uno dei sostenitori dell’ex presidente è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti.

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Time’s Up For Mbed
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Time’s Up For Mbed In a forum post has come the announcement that mBed, ARM’s accessible microcontroller development platform, is to reach end-of-life in July 2026 forums.mbed.com/t/important-up…. This means that the online platform and OS will no longer be supported by ARM, though the latter will remain an open source project. The website will be shuttered, an


Time’s Up For Mbed

In a forum post has come the announcement that mBed, ARM’s accessible microcontroller development platform, is to reach end-of-life in July 2026. This means that the online platform and OS will no longer be supported by ARM, though the latter will remain an open source project. The website will be shuttered, and no new projects can be created after that date using ARM infrastructure.

mBed was originally launched back in 2009, as a competitor to the Arduino IDE for ARM’s chips. Its easy development made it attractive and there were soon an array of boards from different manufacturers supporting it, but perhaps due to its support for only the one architecture, it failed to find success. It’s certainly not the first time a single-architecture microcontroller development platform has been discontinued, we need only look to the Intel Edison for that, but given the success of ARM platforms in general it’s still something of a surprise. Perhaps it’s time to take the press release explanation that other platforms such as Arduino have simply been much more popular.

Will a community form around an open source mBed? Given that it’s been a definite minority among Hackaday projects over the years, while we hope it does, we’re not so sure.

mBed board image: Viswesr, CC BY-SA 3.0.


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22 Minuti è il tempo tra l’uscita dell’Exploit PoC ad un Attacco informatico. Quindi Patchate Subito!
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22 Minuti è il tempo tra l’uscita dell’Exploit PoC ad un Attacco informatico. Quindi Patchate Subito! Cloudflare ha preparato il suo rapporto blog.cloudflare.com/applicatio… sulla sicurezza delle applicazioni 2024 (che copre il periodo da maggio 2023 a marzo 2024). Secondo i ricercatori, gli


22 Minuti è il tempo tra l’uscita dell’Exploit PoC ad un Attacco informatico. Quindi Patchate Subito!

Cloudflare ha preparato il suo rapporto sulla sicurezza delle applicazioni 2024 (che copre il periodo da maggio 2023 a marzo 2024). Secondo i ricercatori, gli aggressori iniziano quasi immediatamente a utilizzare gli exploit proof-of-concept disponibili in attacchi reali. A volte gli attacchi iniziano appena 22 minuti dopo che gli exploit sono stati resi pubblici.

Cloudflare, che attualmente elabora una media di 57 milioni di richieste HTTP al secondo, continua a vedere una maggiore attività di scansione per i CVE esposti. In genere, la scansione è seguita dall’inserimento di comandi e dai tentativi di sfruttare i PoC disponibili.

Nel periodo in esame sono state attaccate più spesso le seguenti vulnerabilità: CVE-2023-50164 e CVE-2022-33891 nei prodotti Apache, CVE-2023-29298, CVE-2023-38203 e CVE-2023-26360 in Coldfusion, così come nonché CVE-2023 -35082 su MobileIron.

Un ottimo esempio del crescente tasso di exploit è CVE-2024-27198, un problema di bypass dell’autenticazione in JetBrains TeamCity. Cloudflare riferisce di aver osservato un utente malintenzionato utilizzare un exploit PoC appena 22 minuti dopo la sua pubblicazione, lasciando ai difensori poche possibilità di installare patch.

Secondo gli esperti, l’unico modo per combattere questo tasso di attacchi è utilizzare l’intelligenza artificiale per sviluppare rapidamente regole di rilevamento efficaci.

“La velocità con cui vengono sfruttati i CVE esposti spesso supera la velocità con cui le persone possono creare regole WAF o creare e distribuire patch per mitigare gli attacchi”, spiega Cloudflare. “Ciò vale anche per il nostro team interno di analisi della sicurezza, che mantiene una serie di regole WAF gestite. Alla fine, abbiamo combinato le firme scritte dall’uomo con un approccio di apprendimento automatico per raggiungere l’equilibrio ottimale tra bassi tassi di falsi positivi e reattività”.

Un altro dato interessante tratto dal rapporto Cloudflare: il 6,8% del traffico Internet totale giornaliero è costituito da attacchi DDoS mirati a bloccare applicazioni e servizi online. Poiché nel periodo precedente (nel 2022-2023) questa cifra era del 6%, ciò indica un aumento del volume totale del traffico DDoS.

Allo stesso tempo, Cloudflare rileva che durante attacchi di grandi dimensioni, il traffico dannoso può rappresentare fino al 12% di tutto il traffico HTTP.

“Guardando solo alle richieste HTTP, Cloudflare ha bloccato una media di 209 miliardi di minacce informatiche ogni giorno nel primo trimestre del 2024 (+86,6% su base annua), un aumento significativo su base annua – afferma il rapporto”.

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Cypriot Youtuber MEP considers voting against von der Leyen following X poll
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Cypriot Youtuber MEP considers voting against von der Leyen following X pollYouTuber-turned-MEP Panayiotou ran an X poll to decide whether he will vote for Ursula von der Leyen.euractiv.com/section/digital/n…


Cypriot Youtuber MEP considers voting against von der Leyen following X poll


YouTuber-turned-MEP Panayiotou ran an X poll to decide whether he will vote for Ursula von der Leyen.


euractiv.com/section/digital/n…


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Flexures Make Robotic Fingers Simpler to Print
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Flexures Make Robotic Fingers Simpler to Print Designing an anthropomorphic robotic hand seems to make a lot of sense — right up until the point that you realize just how complex the human hand is. What works well in bone and sinew often doesn’t translate well to servos and sensors, and even building a single mechanical finger can require dozens of parts.Or, if you’re as clever about


Flexures Make Robotic Fingers Simpler to Print

Designing an anthropomorphic robotic hand seems to make a lot of sense — right up until the point that you realize just how complex the human hand is. What works well in bone and sinew often doesn’t translate well to servos and sensors, and even building a single mechanical finger can require dozens of parts.

Or, if you’re as clever about things as [Adrian Perez] is, only one part. His print-in-place robotic finger, adorably dubbed “Fingie,” is a huge step toward simplifying anthropomorphic manipulators. Fingie is printed in PLA and uses flexures for the three main joints of the finger, each of which consists of two separate and opposed coil springs. The flexures allow the phalanges to bend relative to each other in response to the motion of three separate tendons that extend through a channel on the palmar aspect of the finger, very much like the real thing.

The flexures eliminate the need for bearings at each joint and greatly decrease the complexity of the finger, but the model isn’t perfect. As [Adrian] points out, the off-center attachment for the tendons makes the finger tend to curl when the joints are in flexion, which isn’t how real fingers work. That should be a pretty easy fix, though. And while we appreciate the “one and done” nature of this print, we’d almost like to see the strap-like print-in-place tendons replaced with pieces of PLA filament added as a post-processing step, to make the finger more compact and perhaps easier to control.

Despite the shortcomings, and keeping in mind that this is clearly a proof of concept, we really like where [Adrian] is going with this, and we’re looking forward to seeing a hand with five Fingies, or four Fingies and a Thumbie. It stands to be vastly simpler than something like [Will Cogley]’s biomimetic hand, which while an absolute masterpiece of design, is pretty daunting for most of us to reproduce.

youtube.com/embed/d6ljL9Xkyg4?…

Thanks to [Hari Wiguna] for the heads up on this one.


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La Psicologia dietro gli Attacchi Informatici! il ruolo fondamentale delle emozioni dalle quali difenderci
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La Psicologia dietro gli Attacchi Informatici! il ruolo fondamentale delle emozioni dalle quali difenderci Recentemente Red Hot Cyber ha intervistato la cybergang Ransomcortex redhotcyber.com/post/rhc-inter…. Alla domanda “Se doveste dire ad un ospedale da quale


La Psicologia dietro gli Attacchi Informatici! il ruolo fondamentale delle emozioni dalle quali difenderci

Recentemente Red Hot Cyber ha intervistato la cybergang Ransomcortex. Alla domanda “Se doveste dire ad un ospedale da quale punto cominciare per ripristinare la propria sicurezza informatica, quale consiglio dareste?” ha risposto nel seguente modo: “Aumentare il livello intellettuale degli esseri umani che lavorano in questo ospedale. Gli esseri umani sono i più facili da sfruttare.”

Nel mondo complesso della cybersecurity, spesso si tende a concentrarsi su aspetti tecnici e misurabili, trascurando un fattore fondamentale: il ruolo delle emozioni umane.

Le emozioni, infatti, giocano un ruolo cruciale sia nel comportamento degli hacker che in quello delle potenziali vittime, influenzando in modo significativo le vulnerabilità e le strategie di difesa.

Vediamo insieme quali sono e perchè sono così importanti.

Le principali emozioni da considerare


  • Paura: la paura è un’emozione comune che può essere sfruttata dagli hacker per indurre le persone a commettere errori. È importante essere consapevoli di questa emozione e non lasciare che offuschi il proprio giudizio.
  • Ansia: l’ansia può portare le persone a prendere decisioni impulsive o a trascurare le normali procedure di sicurezza. È importante mantenere la calma e seguire le procedure stabilite in caso di potenziale minaccia informatica.
  • Curiosità: la curiosità può spingere le persone a cliccare su link sospetti o ad aprire allegati non sicuri. È importante essere cauti e diffidare di qualsiasi cosa che sembri troppo bella per essere vera.
  • Avidità: l’avidità può indurre le persone a cadere in truffe online o a divulgare informazioni sensibili in cambio di presunti premi. È importante essere scettici di fronte a offerte troppo vantaggiose e verificare sempre l’affidabilità delle fonti prima di fornire qualsiasi dato personale.

L’intersezione tra psicologia e cybersecurity è un campo in continua espansione che assume sempre più importanza nell’odierno panorama digitale.

Capire i principi psicologici che guidano sia il comportamento degli hacker che quello delle potenziali vittime è fondamentale per sviluppare strategie di difesa efficaci e creare una cultura della sicurezza informatica più solida.

Le emozioni come strumento per i cybercriminali


I cybercriminali esperti sfruttano la psicologia umana per manipolare le emozioni e ingannare le persone. Le tattiche di phishing, ad esempio, fanno leva sulla paura e sul senso di urgenza per indurre gli utenti a divulgare informazioni sensibili o a compiere azioni impulsive.

L’intelligenza emotiva, ovvero la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri, riveste un ruolo fondamentale nella sicurezza informatica. Individui con alta intelligenza emotiva sono più abili a riconoscere tentativi di inganno online e a prendere decisioni informate per proteggere i propri dati e la propria privacy.

Nel mondo complesso del cybercrime, le emozioni assumono un ruolo centrale, influenzando le azioni di both hacker che vittime. Esploriamo le sfumature emotive che caratterizzano questi due protagonisti:

Gli hacker


  • Motivazioni: la spinta che porta gli hacker ad agire può essere complessa e sfaccettata. Accanto al classico desiderio di guadagno economico, troviamo spesso motivazioni legate alla ricerca di riconoscimento, al gusto per la sfida intellettuale o al bisogno di sentirsi in controllo.
  • Emozioni durante l’attacco: durante un attacco, gli hacker possono provare un mix di eccitazione, adrenalina e soddisfazione nel portare a termine il loro piano. Tuttavia, non è escluso che provino anche sensi di colpa o rimorso, soprattutto se consapevoli delle conseguenze negative delle loro azioni.
  • Reazioni al successo/insuccesso: il successo di un attacco può rafforzare l’autostima dell’hacker e motivarlo a compiere imprese ancora più audaci. L’insuccesso, invece, può generare frustrazione, rabbia e un desiderio di rivalsa.


Le vittime


  • Le emozioni immediate: le vittime di un cyberattacco subiscono un trauma emotivo che può manifestarsi sotto forma di shock, paura, rabbia, frustrazione e senso di impotenza. La gravità del reato e la perdita di dati sensibili possono amplificare queste emozioni negative.
  • Conseguenze a lungo termine: oltre al danno immediato, un cyberattacco può avere ripercussioni psicologiche a lungo termine sulla vittima, come ansia, depressione, paranoia e difficoltà a fidarsi degli altri.
  • Processi di coping: le vittime reagiscono al trauma in modi differenti. Alcune cercano supporto psicologico, altre si dedicano a rafforzare la propria sicurezza informatica, mentre altre ancora possono provare vergogna e isolamento.


La psicologia è un campo in continua evoluzione e il suo ruolo nella cybersecurity è destinato a crescere sempre più. La psicologia è la chiave per comprendere e contrastare le minacce informatiche. Le emozioni sono parte integrante del cybercrime, influenzando le azioni di hacker e vittime.

La comprensione di queste dinamiche emotive è fondamentale per sviluppare strategie di prevenzione più efficaci e per supportare le vittime in modo adeguato.

La psicologia può offrire soluzioni


  • Sviluppare strategie di prevenzione più efficaci: la comprensione dei fattori psicologici che motivano gli hacker può aiutare a identificare i potenziali aggressori e a sviluppare misure preventive mirate.
  • Supportare le vittime di cybercrime: la terapia e il counseling psicologico possono aiutare le vittime a superare il trauma emotivo, a gestire l’ansia e la paura e a riprendere il controllo della propria vita.
  • Promuovere l’uso sicuro e responsabile della tecnologia: educazione e sensibilizzazione sui rischi del cybercrime e sulle buone pratiche di sicurezza online sono cruciali per ridurre l’incidenza di attacchi e promuovere un uso consapevole della tecnologia.

In sintesi, la psicologia è un alleato prezioso nella lotta contro il cybercrime. Integrare i principi psicologici nelle strategie di cybersecurity permette di:

  • Ridurre il rischio di attacchi
  • Proteggere meglio dati e sistemi
  • Aumentare la resilienza di individui e organizzazioni
  • Promuovere un uso sicuro e consapevole della tecnologia
  • Sostenere le vittime di cybercrimini

Investire nel connubio tra psicologia e cybersecurity è fondamentale per costruire un futuro digitale più sicuro e protetto per tutti. In definitiva, la psicologia ha un ruolo fondamentale da svolgere nel comprendere e affrontare le sfide del cybercrime, contribuendo a creare un mondo digitale più sicuro e resiliente per tutti.

Le aziende che comprendono e sfruttano i principi psicologici saranno meglio preparate ad affrontare le sfide sempre più complesse poste dalle minacce informatiche in continua evoluzione.

Insieme, psicologia e cybersecurity possono costruire un mondo più sicuro!

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Rockstar Games possibile vittima di un Enorme Data Leak!
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Rockstar Games possibile vittima di un Enorme Data Leak! Recentemente, un presunto data leak ha coinvolto Rockstar Games, una delle più grandi case produttrici di videogiochi al mondo, famosa per titoli come Grand Theft Auto e Red Dead Redemption. Secondo quanto riportato da un utente su un forum di hacking, sono stati compromessi dati personali di membri dello staff di


Rockstar Games possibile vittima di un Enorme Data Leak!

Recentemente, un presunto data leak ha coinvolto Rockstar Games, una delle più grandi case produttrici di videogiochi al mondo, famosa per titoli come Grand Theft Auto e Red Dead Redemption. Secondo quanto riportato da un utente su un forum di hacking, sono stati compromessi dati personali di membri dello staff di Rockstar Games. Questo articolo fornisce un’analisi dettagliata delle informazioni disponibili e delle implicazioni di questa violazione.

Fonte e Contenuto del Leak


Il leak è stato segnalato da un utente con il nickname “IsIsakaisIs” su BreachForums, un noto forum di hacking. L’utente ha affermato di aver ottenuto 1001 righe di dati appartenenti allo staff di Rockstar Games. Le informazioni compromesse includono:

  • ID
  • Nome
  • Cognome
  • Email
  • Link
  • Posizione
  • Versione
  • Note
  • Username
  • Numeri di telefono
  • Genere
  • Fonte
  • Stato
  • Città
  • Indirizzo
  • Password
  • Ricerca città
  • Ricerca indirizzo
  • Data di nascita
  • Paese
  • Continente
  • Latitudine e Longitudine
  • Raggio di precisione
  • ASN Org
  • ASN
  • IP
  • Dominio
  • Codice postale
  • VRN


Accesso ai Dati


I dati sono stati resi disponibili per il download sul forum, ma per accedere al contenuto completo è necessario sbloccare la visualizzazione pagando 8 crediti all’interno del forum.

Autenticità della Violazione


Al momento della stesura di questo articolo, Rockstar Games non ha rilasciato alcun comunicato stampa ufficiale riguardante questo incidente di sicurezza. Pertanto, non è possibile confermare con precisione la veridicità della violazione. La mancanza di conferme ufficiali implica che queste informazioni devono essere trattate come una fonte di intelligence piuttosto che come fatti accertati.

Analisi dei Rischi


Se i dati risultassero autentici, la violazione potrebbe avere gravi ripercussioni per i dipendenti di Rockstar Games, inclusi rischi di phishing, furto d’identità e altre forme di attacco informatico. Le informazioni personali dettagliate, come indirizzi, numeri di telefono e dati di localizzazione, aumentano il rischio di utilizzo malevolo.

Conclusione


Questo presunto data leak rappresenta una potenziale grave violazione della sicurezza per Rockstar Games e i suoi dipendenti. La mancanza di una conferma ufficiale da parte dell’organizzazione lascia aperti molti interrogativi. È cruciale che Rockstar Games conduca un’indagine approfondita per determinare la portata e l’autenticità del leak e prenda misure immediate per proteggere i dati del proprio staff. Nel frattempo, i dipendenti dovrebbero essere cauti riguardo a possibili tentativi di phishing e altre minacce correlate.

Continueremo a monitorare la situazione e fornire aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori informazioni.

Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti sulla vicenda. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con uno specifico articolo dando risalto alla questione.

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Presunto attacco informatico a Sheba Medical Center: il più grande ospedale di Israele
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Presunto attacco informatico a Sheba Medical Center: il più grande ospedale di Israele Il Sheba Medical Center, il più grande ospedale di Israele e classificato al nono posto nel mondo, è stato recentemente vittima di una presunta violazione dei dati. Un gruppo di redhotcyber.com/post/i-padri-f…


Presunto attacco informatico a Sheba Medical Center: il più grande ospedale di Israele

Il Sheba Medical Center, il più grande ospedale di Israele e classificato al nono posto nel mondo, è stato recentemente vittima di una presunta violazione dei dati. Un gruppo di hacker pro-palestinese, noto come Handala, ha rivendicato l’attacco, dichiarando di aver compromesso una vasta quantità di informazioni sensibili.

Tuttavia, al momento non possiamo confermare con precisione la veridicità della violazione, poiché l’organizzazione non ha ancora rilasciato alcun comunicato stampa ufficiale sul proprio sito web riguardo l’incidente. Pertanto, questo articolo dovrebbe essere considerato come una ‘fonte di intelligence’.

Dettagli della Violazione

Secondo il post pubblicato da Handala su un forum di hacking, gli aggressori affermano di aver ottenuto accesso a 5TB di dati dal Sheba Medical Center. Questo include informazioni mediche e personali dei pazienti, accordi di cooperazione, liste del personale, documenti finanziari, amministrativi e di ricerca medica. Come prova della loro capacità di penetrazione, hanno rilasciato 50GB di questi dati.

Il post, che include anche un’immagine dell’ospedale, lancia un chiaro messaggio di avvertimento. Gli hacker affermano che il loro obiettivo principale era il dipartimento cardiologico dell’ospedale e una società collegata, la Innovative Bio Medical Ltd. L’attacco, secondo il gruppo, è una rappresaglia contro presunti tentativi israeliani di eliminare il loro comandante, Mohammed Deif.

Handala: Il Gruppo di Hacker


Handala è un gruppo di hacker pro-palestinese noto per i suoi attacchi mirati contro entità israeliane e i loro alleati. Nei forum di hacking, Handala ha un’elevata reputazione e ha pubblicato diversi altri attacchi contro obiettivi israeliani, come stazioni di servizio, distillerie e sistemi educativi.

Nell’ultimo post, Handala ha anche dichiarato di essere “vivo” e ha avvertito di non testare ulteriormente la loro pazienza. La minaccia di rilasciare tutti i dati compromessi, se non soddisfatti, rappresenta un rischio significativo per la sicurezza nazionale e la privacy delle persone coinvolte.

Qualche settimana un abbiamo analizzato un altro presunto attaco contro Zerto: https://www.redhotcyber.com/post/presunto-attacco-informatico-a-zerto-non-per-scopi-finanziari-o-di-spionaggio-ma-per-ragioni-politiche/

Implicazioni e Misure di Sicurezza


La presunta violazione al Sheba Medical Center solleva serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza informatica nel settore sanitario. Gli ospedali e le altre strutture sanitarie gestiscono enormi quantità di dati sensibili, rendendoli bersagli attraenti per gli hacker. La divulgazione di informazioni mediche e personali può avere gravi conseguenze per i pazienti, compresa la possibilità di frodi e violazioni della privacy.

Per prevenire futuri attacchi, è essenziale che le istituzioni sanitarie adottino misure di sicurezza più rigide. Questo include l’implementazione di protocolli di sicurezza avanzati, la formazione del personale sulla consapevolezza della sicurezza informatica e la collaborazione con esperti di sicurezza per identificare e mitigare le vulnerabilità.

Conclusioni


L’attacco al Sheba Medical Center da parte di Handala è un chiaro segnale dell’importanza di una sicurezza informatica robusta nel settore sanitario. Con l’aumento delle minacce informatiche, è fondamentale che le istituzioni sanitarie rafforzino le loro difese per proteggere i dati sensibili e garantire la privacy e la sicurezza dei loro pazienti. Tuttavia, in assenza di una conferma ufficiale da parte del Sheba Medical Center, questo articolo deve essere considerato come una fonte di intelligence e non come un resoconto confermato dell’incidente. Gli sviluppi futuri riguardanti questa violazione saranno attentamente monitorati, poiché potrebbero emergere ulteriori dettagli sulle conseguenze dell’attacco e sulle risposte delle autorità competenti.

Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti sulla vicenda. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con uno specifico articolo dando risalto alla questione.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower

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Sharing 3D Printing with Kids
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Sharing 3D Printing with Kids If you have a hobby, it is natural to want to share it with kids. If you are interested in 3D printing, you may even have kids who want to try their hand at printing without prompting. There are a number of “kid printers” aimed specifically at that market. Are they worthwhile? How old is old enough? [Everson Siqueirar] tries out a Kidoodle youtube.com/watc


Sharing 3D Printing with Kids

If you have a hobby, it is natural to want to share it with kids. If you are interested in 3D printing, you may even have kids who want to try their hand at printing without prompting. There are a number of “kid printers” aimed specifically at that market. Are they worthwhile? How old is old enough? [Everson Siqueirar] tries out a Kidoodle with this 6-year-old daughter, and the results are good, as you can see in the video below.

Impressively, his daughter [Sophie] was able to set up the printer with a little help. The build plate is very small and not heated. Apparently, a glue stick is necessary for bed adhesion. The printer has WiFi but also has a collection of models you can print without any internet connection.

The results were good, and it looks like [Sophie] did all the work, which was impressive; she did a great job. While you could print some models locally and some on the network. You can also slice your own models, but if you use something like Cura or Slic3r, you’ll have to do some work to get a good profile. [Everson] tried it and managed to jam the printer. That requires adult intervention. But outside of that, [Sophie] was able to work on her own, even printing a few models while dad took a nap.

Technically, the printer has an enclosure, a large screen, and a direct drive extruder with an all-metal hot end. Not bad for a kid’s printer. It normally takes a small spool, but you can print an adapter for normal spools, although it was too fat for some spools and required a redesign.

We thought this printer was already out, but it is, alas, a Kickstarter. We’ve seen other printers try to address this market, including one from Mattel. You might argue that kids learn more from building a printer, but that has challenges, too.

youtube.com/embed/iNWlWCHGzZ8?…


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Turning Horrible Browser Controls Into A Game
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Turning Horrible Browser Controls Into A Game With all of the various keyboards, mouses (mice?), and other human interface devices (HID) available for our computers, there’s no possible way for developers to anticipate every type of input for every piece of software they build. Most of the time everything will work fine as long as some basic standards are kept, both from the hardware


Turning Horrible Browser Controls Into A Game

With all of the various keyboards, mouses (mice?), and other human interface devices (HID) available for our computers, there’s no possible way for developers to anticipate every type of input for every piece of software they build. Most of the time everything will work fine as long as some basic standards are kept, both from the hardware and software sides, but that’s not always the case. [Losso] noticed a truly terrible volume control method when visiting certain websites while also using a USB volume knob, and used this quirk to build a Breakout game with it.

It turns out his volume control knob would interact simultaneously with certain video players’ built-in volume control and the system volume for the operating system, leading to a number of undesirable conditions. However, the fact that this control is built in to certain browsers in the first place led to this being the foundation for the Breakout clone [Losso] is calling KNOB-OUT. Unlike volume buttons on something like a multimedia keyboard, the USB volume control knob can be configured much more easily to account for acceleration, making it much more faithful to the original arcade version of the game. The game itself is coded in JavaScript with the source code available right in the browser.

If you’d like to play [Losso]’s game here’s a direct link to it although sometimes small web-based projects like these tend to experience some slowdown when they first get posted here. And, if you’re looking for some other games to play in a browser like it’s the mid-00s again, we’re fans of this project which brings the unofficial Zelda game Zelda Classic to our screens.


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